Diverse Specie n.6 | Magazine di Essere Animali

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ANNO 5 FEBBRAIO 2019 N° 6

IL MAGAZINE DI ESSERE ANIMALI

#ANCHEIPESCI Prima indagine in Europa negli allevamenti ittici Il nostro attivismo sui media internazionali Foie gras: altri supermercati lo mettono #ViaDagliScaffali

UN NUOVO ANNO IN DIFESA DI TUTTI GLI ANIMALI


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è il magazine di Essere Animali, associazione noAnche i pesci

profit che crede in una società senza crudeltà nei confronti degli animali. Ogni giorno ci impegniamo a costruirla tramite indagini che creano consapevolezza e con campagne che promuovono cambiamenti legislativi e spingono persone e aziende a

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compiere scelte virtuose. Scopri in queste pagine il nostro impegno L’a l l eva m e n to d i S e n i g a l l i a

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L’ i n te re ss e d i ve n t a i n te r n azio nale

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Per un circo senza animali

Essere Animali onlus

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Via Mascarella 42/A 40126 Bologna CF 97676200153 Tel 02 87199702 Fax 02 89950142

Foie Gras: nuove vittorie

12 essereanimali.org info@essereanimali.org essereAnimali

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essereAnimali

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essereAnimali

Essere Animali in azione

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essereAnimali Direttore Responsabile Marco Di Cosmo Aut. Tribunale Bologna n° 8396 del 12/10/2015

Il team sta crescendo


EDITORIALE Delle tante attività che abbiamo realizzato negli ultimi

C’è ancora molto da fare. Mentre scriviamo ad esempio,

sei mesi, l’indagine negli allevamenti di pesci e la denun-

la Tv trasmette uno spot a favore del consumo di carne

cia dell’allevamento “degli orrori” sono le due azioni che

rossa che ha il dichiarato scopo di reagire alla ‘cattiva

hanno lanciato i segnali più importanti.

informazione sulla carne’. La pubblicità, voluta da As-

Con la prima abbiamo diffuso immagini mai viste pri-

socarni, cerca di bollare come fake news le dichiarazio-

ma in Europa sulle agghiaccianti condizioni in cui vivo-

ni dell’OMS, la massima autorità mondiale nel campo

no i pesci allevati per il consumo alimentare, dando vita

della sanità, sulla cancerogenicità della carne rossa e

ad una campagna diretta ai supermercati, ma soprattut-

di quella lavorata, ma anche gli appelli di chi denuncia

to alle persone, per parlare finalmente di quegli animali

l’impatto ambientale del consumo di carne o l’uccisio-

considerati ‘ultimi fra gli ultimi’, i pesci.

ne di milioni di animali che diventano un cibo di cui

Con la seconda abbiamo invece mostrato a milioni di per-

non abbiamo bisogno. È tanta la rabbia a pensare che

sone quanta crudeltà può nascondersi negli allevamenti

i finanziamenti provengono anche dal Ministero delle

intensivi. Senza la telecamera nascosta del nostro infiltra-

politiche agricole alimentari. Di certo lo spot testimonia

to nessuno ci avrebbe mai creduto. E invece accade in Ita-

la crisi della carne, percepibile non solo dalla quantità

lia, anche per la produzione DOP, dove più volte abbiamo

di prodotti veg presenti nei supermercati, ma anche dal-

documentato violenze che si sviluppano quasi come un

le contromosse di un’industria preoccupata. Ci aspetta

effetto collaterale di questi luoghi, in cui la sofferenza e la

quindi un 2019 ricco di sfide che siamo pronti ad affron-

morte degli animali viene legalizzata e legittimata.

tare con una squadra di collaboratori che, come legge-

L’importanza di queste indagini, che utilizziamo per

rete, cresce mese dopo mese. Ma ciò che più conta è il

lanciare campagne che veicolano la scelta vegan come

Vostro sostegno. Senza i nostri soci infatti non saremmo

alimentazione veramente sostenibile e amica degli ani-

mai riusciti a realizzare neanche una delle attività men-

mali, risiede nella loro ampia diffusione. Autorevoli quo-

zionate. Per noi è fondamentale che scegliate di essere

tidiani e programmi televisivi francesi, inglesi e spagnoli

ancora al nostro fianco. Di fronte a tante sfide abbiamo

ne hanno infatti parlato. Sono stati quindi sei mesi densi

un estremo bisogno del

di attività ma, poiché questa rivista va in stampa pro-

vostro incoraggiamento.

prio a fine 2018, è inevitabile fare un bilancio dell’intero anno. Nelle pagine che seguono trovate un riassunto di quello che con entusiasmo siamo riusciti a realizzare.

Simone Montuschi Portavoce di Essere Animali


INVESTIGAZIONI

Francesco Ceccarelli Responsabile investigazioni - Essere Animali

ANCHE I PESCI HANNO BISOGNO DELLE NOSTRE INDAGINI

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on so perché, ma ogni volta che mi capita di passare davanti al banco di una pescheria rimango ipnotizzato dai pesci. Mi affascinano a tal punto che mi piace vederli, anche da morti. Dovrei farmi curare, lo so. Sarà perché sono nato in una città di mare… Fin da quando sono piccolo conosco tutti i nomi dei pesci, ho guardato decine di documentari su di loro e tutte le volte che mi tuffo in mare lo faccio con la maschera e il boccaglio sperando di vederli. Come ben sapete anche la maggior parte delle persone è attratta dai pesci: non dalle forme, capacità o caratteristiche, ma dal loro sapore. Mangiare il pesce è talmente scontato che esiste addirittura chi si considera vegetariano e continua a mangiarlo. Come fare dunque a difendere animali con cui è così difficile empatizzare? Non è la prima volta che ci occupiamo degli abitanti del mare. Nel 2016 abbiamo documentato la crudele pesca dei polpi in Puglia e anche questa volta convinti del nostro motto - “mostrare l’orrore è il primo passo per fermarlo” - abbiamo deciso di raccontare da dove vengono i pesci che finiscono nei supermercati. Quando ho iniziato a lavorare su questo progetto, non sapevo quasi niente riguardo al comparto ittico, le uniche cose note erano lo svuotamento dei mari per colpa della pesca e in parallelo il consumo di pesce, in Italia, cresciuto del 9,5% nell’ultimo anno. La prima cosa che ci siamo chiesti è da dove viene tutto questo pesce considerato che nel mare stanno scomparendo? Ogni volta che iniziamo una nuova indagine per prima cosa studiamo il settore in modo macroscopico

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per poi avvicinarsi a livello micro conoscendo già i suoi numeri, dinamiche e possibili problematiche. Abbiamo iniziato analizzando i report dell’Unione Europea e scoperto come l’industria stava “arginando” il problema che circa l’80% delle aree di pesca è a rischio overfishing, quindi non più in grado di sostenere le quantità di pescato. La risposta è datata 2013 cioè l’anno in cui l’acquacoltura, ovvero l’allevamento intensivo di pesci, ha superato per tonnellaggio la pesca in mare. Dal 1970 la piscicoltura è un comparto in costante crescita e di fatto è il sistema di produzione animale più in ascesa. Da questa prima analisi, abbiamo deciso di indirizzare la nostra ricerca di campo negli allevamenti di orate, branzini e trote, i pesci più allevati e consumati dagli italiani. Strutture di cui non si sapeva praticamente niente e mai documentate prima da nessuna organizzazione per i diritti animali. Un lavoro incredibile fatto da attivisti sotto copertura che hanno ottenuto immagini attraverso telecamere nascoste, modalità scelta appositamente per realizzare riprese autentiche e senza alcuna interferenza della telecamera. Dopo il difficile lavoro d’indagine, abbiamo avuto il supporto di Eurogroup for Animals per la stesura del report e di esperti internazionali sulla vita dei pesci come Jonathan Balcombe, Marc Bekoff e Culum Brown, che ci hanno fornito il loro prezioso contributo scientifico. Alla fine è stata prodotta un’inchiesta straordinaria e senza precedenti. Talmente super che è stata diffusa in esclusiva sul Guardian, quotidiano tra i più autorevoli di tutto il mondo.


INVESTIGAZIONI

PESCI AGONIZZANTI IN VASCHE RICOLME DI GHIACCIO, DOVE LA MORTE PER ASFISSIA SOPRAGGIUNGE DOPO INTERMINABILI MINUTI TRASCORSI IN AMMOLLO IN UN BAGNO DI SANGUE E POLTIGLIA SPORCA. ALTRI SCARAVENTATI ALL’INTERNO DI STRUTTURE D’ACCIAIO, DOVE BOCCHEGGIANO MORENTI FUORI DALL’ACQUA, IN ATTESA DI RICEVERE UN COLPO ALLA TESTA DA UN ADDETTO DELLO STABILIMENTO DI UCCISIONE.

Queste purtroppo sono solo alcune delle terribili immagini emerse dall’ultima indagine che Essere Animali ha svolto nei principali allevamenti di trote, branzini e orate del nord e centro Italia. A partire dal 2017 il nostro team investigativo ha documentato le orribili condizioni in cui versano i pesci allevati per il consumo alimentare, contribuendo a portare alla luce il lato oscuro dell’acquacoltura nel nostro Paese. Gli sconvolgenti risultati della nostra indagine - la prima di questo

genere in Europa - hanno dato origine alla campagna “Anche i pesci”: un’iniziativa volta a denunciare la drammatica realtà degli allevamenti ittici intensivi in Italia e a chiedere una maggiore tutela per i diritti di questi animali, la cui sofferenza troppo spesso non viene presa in considerazione. L’urgenza di un’indagine nel settore dell’itticoltura ha preso forma da un chiaro dato di fatto: gli italiani mangiano sempre più pesce. Se nel 1960 il consumo annuale pro capite era di soli 9,9

Kg, nel 2018 è quasi triplicato, raggiungendo i 25 Kg. Questo cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani, e della popolazione mondiale in generale, si è tradotto in un sovrasfruttamento delle risorse ittiche, causato da livelli di pesca insostenibili. In questo scenario allarmante, l’acquacoltura si è presentata come una valida alternativa alla pesca e nel 2013, per la prima volta nella storia, il numero dei pesci allevati è stato superiore rispetto a quello dei pesci pescati.

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INVESTIGAZIONI

L’itticoltura praticata a livello nazionale è essenzialmente di carattere intensivo e le diverse fasi di produzione non differiscono molto da quelle degli allevamenti degli animali terrestri. Tuttavia, a differenza di questi ultimi, i pesci non rientrano in nessun quadro normativo esaustivo che ne tuteli i diritti e ne riduca la sofferenza in fase di stordimento e uccisione. La nostra indagine ha messo in luce proprio le disastrose conseguenze di questo vuoto legislativo, che si manifestano nel modo in cui i pesci vengono trattati du-

rante le fasi di allevamento, cattura e abbattimento. I nostri investigatori hanno documentato scene in cui banchi di orate nuotano vorticosamente in vasche a terra sovraffollate, dove l’utilizzo costante di luce artificiale sconvolge i loro ritmi naturali in modo da indurle a riprodursi di continuo. Durante il trasporto, i pesci issati con le reti dalle gabbie in mare rischiano di morire a causa dello schiacciamento a cui sono sottoposti.Una volta a bordo dei traghetti vengono spesso lanciati nei contenitori come fossero oggetti, o lasciati boccheggiare a

terra nella completa indifferenza del personale. L’uccisione è un altro momento critico che non risparmia loro ulteriori sofferenze poiché, a causa dell’impiego di tecniche di stordimento inefficaci, i pesci trascorrono decine di minuti ad agonizzare fuori dall’acqua prima di venire percossi manualmente con un bastone di metallo. In aggiunta, nelle aziende oggetto della nostra inchiesta sembra che la pratica della legatura della branchie sia ancora una consuetudine ricorrente, richiesta da alcuni commercianti come garanzia di freschezza.


INVESTIGAZIONI Queste gravi condizioni di allevamento non rispettano gli standard minimi in termini di benessere animale e costituiscono una chiara violazione delle Linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) contenute all’interno del Codice sanitario degli animali acquatici. A rendere questo quadro ancora più agghiacciante è il fatto che i pesci sono esseri senzienti, in grado non solo di percepire dolore, ma anche di essere consci della sofferenza provata in risposta a determinati stimoli. Negli ultimi anni diversi studi scientifici hanno avuto il merito di contribuire a dimostrare la validità di questa teoria, con l’incoraggiante risultato che oggi il 77% degli italiani pensa che i pesci

provino dolore, mentre l’81% ritiene che sia fondamentale tutelare il loro benessere. Di conseguenza, la comunità scientifica e l’opinione pubblica chiedono una maggiore considerazione dei bisogni etologici dei pesci e, in virtù della loro senzienza, sottolineano la necessità di creare degli obblighi morali nei loro confronti. In attesa di un necessario inter-

vento legislativo sia a livello nazionale che comunitario, noi di Essere Animali siamo convinti che il cambiamento debba partire dalla grande distribuzione organizzata, alla quale chiediamo di includere nelle policy aziendali la tutela del benessere dei pesci lungo tutta la filiera produttiva, per evitare loro inutili sofferenze e per garantire il rispetto di diritti fondamentali che finora non sono stati riconosciuti.

SCARICA IL REPORT Insieme alle immagini con questa indagine abbiamo diffuso un report approfondito sul settore ittico italiano e non solo, che raccoglie e analizza nel dettaglio tutte le problematiche per questi animali. Puoi scaricarlo dal nostro sito: www.ancheipesci.it


INVESTIGAZIONI

L’ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI DI SENIGALLIA UNA NUOVA INDAGINE RESA PUBBLICA A SETTEMBRE 2018 HA FATTO IN POCHI GIORNI IL GIRO D’ITALIA, MOSTRANDO A TUTTI I TERRIBILI MALTRATTAMENTI SUBITI DAI MAIALI ALL’INTERNO DI UN ALLEVAMENTO FORNITORE DEL PROSCIUTTO DI PARMA.

U

n infiltrato di Essere Animali ha lavorato all’interno dell’allevamento con una telecamera nascosta e ha riscontrato gravi violazioni e violenze. Non è la prima volta che si indagano gli allevamenti fornitori del Prosciutto di Parma, ma non era mai stato documentato niente di simile, al punto da essere stato chiamato l’allevamento degli orrori. Le immagini mostrano una scrofa uccisa a colpi di martello per oltre 30 minuti, l’utilizzo del pungolo elettrico su scrofe gravide, centinaia di maialini morti accatastati come fossero rifiuti, l’utilizzo di tubi di ferro per percuotere gli animali. I filmati sono stati consegnati ai Ca-

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rabinieri forestali, che hanno immediatamente disposto un blitz e hanno aperto un fascicolo per maltrattamento di animali. Sono stati rinvenuti taser utilizzati al di fuori della normativa vigente, tubi di ferro e attrezzi per la castrazione dei suini utilizzati da personale non abilitato. Il responsabile legale dell’allevamento è stato denunciato per maltrattamento e uccisione di animali: sono previste multe fino ai 30 mila euro e reclusione fino a 2 anni. L’inchiesta ha avuto risonanza anche in prima serata al Tg1, ed è stata rilanciata su tutti i media. A nostro favore è intervenuto anche il Ministro della Salute in persona, Giulia Grillo, che

ha condannato le violenze filmate e sembra interessata a voler prendere provvedimenti piu seri nel caso di maltrattamenti. La nostra petizione per abbreviare l’iter giudiziario e chiedere la chiusura dell’attività e la revoca delle autorizzazioni per chi commette crimini ai danni degli animali, ha ottenuto in poco tempo oltre 200.000 firme. E non ci siamo limitati a mostrare le immagini: sabato 22 settembre c’è stata una grande manifestazione in Piazza Roma a Senigallia, davanti alla sede del municipio, al fine di chiedere alle istituzioni un immediato intervento. Hanno partecipato tante persone provenienti da tutta Italia e la notizia ha fatto il giro dei media locali.


INVESTIGAZIONI

Sveglia alle 4, un caffè, dieci minuti di ricognizione, una doccia e si va a lavorare. Questa è stata la vita di Marco per alcuni mesi, in cui il suo unico scopo è stato quello di documentare - ancora una volta - come vengono trattati gli animali all’interno degli allevamenti. Sono state giornate pesanti - racconta Marco - che ha ancora impresso nelle narici l’odore delle materie organiche.

LA TESTIMONIANZA DI MARCO

SAREI VOLUTO INTERVENIRE PER FERMARE QUELLE ATROCITÀ, AVREI VOLUTO PRENDERE IN MANO QUEL MARTELLO PER SOTTRARLO ALL’AGUZZINO.

Invece ha dovuto assistere inerme per poter denunciare, quindi far conoscere a tutti, la realtà che si cela dietro un allevamento. Noi lo ringraziamo per avere avuto il coraggio di svolgere questo difficile ruolo, per essere riuscito a mantenere fede al suo impegno, anche quando ciò che ha visto è stato peggiore di quanto immaginasse, anche quando la voglia di mollare tutto la faceva da padrone.

SCEGLI ANCHE TU DI RENDERE POSSIBILI NUOVE INDAGINI

Scopri come su: www.essereanimali.org/supporter Un piccolo contributo per fare una grande differenza! La media dei nostri Supporter dona 10-15 euro al mese. Pensaci, cosa è questa cifra rispetto all’impatto che può avere per gli animali? 7


INVESTIGAZIONI

Claudio Pomo Responsabile campagne - Essere Animali

L’INTERESSE PER LE NOSTRE INCHIESTE DIVENTA INTERNAZIONALE

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uando vedi che le più importanti testate giornalistiche italiane e i più seri programmi d’inchiesta Tv chiedono una collaborazione è segno che stai facendo qualcosa di interessante e che vieni considerato un referente autorevole. E ci è successo in questi anni con Report, con Speciale Tg1, con Piazza Pulita o Indovina chi viene a cena, con i cui reporter e videomaker abbiamo documentato allevamenti e industrie collegate allo sfruttamento degli animali. E questo è un segno non solo che il nostro lavoro viene riconosciuto a livello professionale, ma soprattutto che c’è interesse per l’argomento, che non è più un qualcosa di cui parlare solo tra noi in quello che alla fine è spesso un “ghetto animalista”. Per noi mostrare immagini e portare le problematiche in Tv è fondamentale, per accendere un dibattito sociale e collettivo. Quest’anno siamo stati inoltre onorati di

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poter collaborare anche con reporter di altri paesi, trovando interesse e spazio per le nostre indagini sulle Tv francesi, sui media inglesi e spagnoli. L’Italia dopotutto è il paese più collegato al buon cibo, i nostri salumi hanno i marchi più noti al mondo, e sollevare un polverone su un prodotto come il Prosciutto di Parma ha riscontrato interesse anche all’estero, dove questo nome è associato a tutto tranne allevamenti intensivi della peggior specie. La nostra prima indagine su un allevamento fornitore del Consorzio, pubblicata nel dicembre 2016, era stata già ripresa da media di Inghilterra, Hong Kong e Cina. Noi ripetiamo sempre che per risolvere un problema è necessario prima di tutto farlo conoscere, in questo caso renderlo ben visibile, documentando in immagini in quali vergognose condizioni vivono gli animali.

Ancor più importante è raggiungere media nazionali e internazionali se lo scopo non è solo informare il consumatore, in modo che possa fare delle scelte diverse e preferire verdure a carne, ma anche dare un colpo alle industrie e spronarle a iniziare un percorso di cambiamento. Soprattutto in quest’ultimo caso generare attenzione internazionale è un modo per farsi sentire e far notare che ormai a preoccuparsi di come vivono e muoiono milioni di animali non sono solo pochi “fanatici animalisti” ma la stragrande maggioranza degli italiani. Secondo Eurobarometro più dell’80% degli italiani vorrebbe saperne di più su come vengono allevati gli animali per l’industria alimentare. Le nostre indagini sono una delle poche fonti di informazione reale e non manipolata a scopi pubblicitari, uno dei pochi modi per sapere davvero cosa accade dietro le porte degli allevamenti intensivi e dei macelli.


INVESTIGAZIONI IL NOSTRO TEAM INVESTIGATIVO SU FRANCE2 A ottobre in prima serata sulla TV francese ben 2,2 milioni di persone hanno potuto vedere in azione il nostro team investigativo. Il servizio è stato realizzato dal programma d’inchiesta Envoyé Spécial di France 2, la cui troupe è venuta con noi dentro un allevamento fornitore del Prosciutto di Parma. A dare vita allo speciale sono state le immagini che abbiamo diffuso nel dicembre 2016, ottenute in uno stabilimento fornitore del Consorzio di Parma in provincia di Forlì. I maltrattamenti e le condizioni degli animali in quel video hanno indignato milioni di persone e creato un grave scandalo. La giornalista Elise Menande le ha mostrate ad Asl, Consorzio di Parma e allevatori, e le loro risposte non sono state affatto convincenti. «Non vedrete più il Prosciutto di Parma allo stesso modo.», ha dichiarato la rete tv pubblicizzando l’inchiesta. Avanti così!

DENTRO GLI ALLEVAMENTI CON IL DAILYMAIL Ian Birrell lavora per il DailyMail, uno dei più letti e diffusi giornali inglesi, e ci ha chiesto informazioni sul Prosciutto di Parma per un articolo. Abbiamo fatto di più: lo abbiamo portato con noi in due allevamenti. Durante questa indagine abbiamo scoperto una situazione orribile e il video ha scatenato forti polemiche in Inghilterra, paese tra i principali importatori del prosciutto DOP. Il nostro Team Investigativo e il giornalista hanno infatti trovato centinaia di maiali morti. I cadaveri presentavano evidenti segni di cannibalismo ed erano a stretto contatto con gli animali vivi, la maggior parte malati con gravi infezioni a orecchie, occhi e pelle. “Il Consorzio si vanta di produrre ‘il re dei prosciutti’. Ma il ricordo di tutti quei maiali morti o prigionieri in tali orribili condizioni mi rende impossibile accettare una simile dichiarazione”, ha scritto Birrel nel suo articolo, condiviso da migliaia di persone.

ALLEVAMENTI DI PESCI: DAL GUARDIAN A ELDIARIO Per l’importanza delle immagini realizzate per la prim a volta in Europa la nostra recente indagine sugli allevamenti di pesci è stata diffusa in esclusiva dal The Guardian, uno dei più autorevoli quotidiani del mondo. L’articolo è stato cliccatissimo e ha avuto decine di migliaia di condivisioni. Nei giorni seguenti l’indagine è stata poi ripresa, con interviste al nostro responsabile campagne Claudio Pomo su diversi quotidiani spagnoli tra cui ElDiario, Publico.es e SaltoDiario.es. Una copertura davvero internazionale per un’indagine che per la prima volta ha mostrato la sofferenza degli animali meno considerati e meno tutelati.

I media sui quali sono uscite le nostre investigazioni:

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C A M PA G N E

VERSO UN CIRCO SENZA ANIMALI

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el novembre 2018, a distanza di un anno esatto dall’approvazione della legge sullo Spettacolo che stabilisce il “graduale superamento” dei circhi con animali, abbiamo deciso di rendere pubblico un nuovo video girato dai nostri attivisti. Il fine era di fare ulteriori pressioni al governo per emettere il Decreto Legislativo nel quale verranno prese disposizioni per le dimissioni degli animali. Le immagini girate mostrano lo stress e i comportamenti ossessivo compulsivi che sviluppano gli animali rinchiusi nelle gabbie, costretti ad assumere atteggiamenti non naturali e a reprimere i propri istinti. Oltre il 70% della popolazione italiana, secondo gli ultimi rapporti Eurispes, è consapevole delle condizioni degli animali e contraria alla loro detenzione nei circhi. È innegabile che il circo sia sinonimo di repressione e maltrattamenti e per questo motivo 50 paesi in tutto il mondo hanno espresso divieti o restrizioni riguardo l’utilizzo di animali. Purtroppo la scadenza per votare il Decreto legislativo era il 27 dicembre e non è stata rispettata. L’Italia sembra aver perso un’occasione importante, ma il Ministro Bonisoli con un video e un comunicato stampa ha rassicurato che togliere gli animali dai circhi è una priorità e verrà fatto comunque e quanto prima. È la prima volta che un Ministro si espone così tanto sul tema, ma noi continueremo a farci sentire e a monitorare. L’obiettivo è che presto si ponga anche da noi la parola fine a questa crudele pratica.

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EA IN AZIONE

Brenda Ferretti Responsabile attivismo - Essere Animali

FOIE GRAS: NUOVE VITTORIE PER GLI ANIMALI IN QUESTI MESI ABBIAMO OTTENUTO OTTIMI RISULTATI CON LA CAMPAGNA #VIADAGLISCAFFALI. ABBIAMO AGGIUNTO INFATTI ALTRE INSEGNE ALLA LISTA DELLE CATENE DELLA GDO CHE NON VENDERANNO PIÙ FOIE GRAS.

A

luglio il gruppo Realco Sigma ha preso una posizione decidendo di aderire alla nostra campagna ed eliminando una volta per tutte il “fegato grasso”

da tutti i suoi punti vendita. I più di 200 negozi di questa catena si vanno così ad aggiungere agli oltre 10.000 che si sono già impegnati a non commercializzare più questo prodotto. Con l’azienda Tigros, presente con 63 punti vendita tra Piemonte e Lombardia, la trattativa è stata un po’ più difficile e lunga, abbiamo dovuto insistere maggiormente con le proteste per alcuni mesi, ma alla fine i risultati sperati sono stati ottenuti! In tantissimi abbiamo scritto via mail, fatto recensioni, mandato messaggi e commenti su facebook: delle azioni così semplici e alla portata di tutti si sono dimostrate davvero effi-

caci per riuscire a cambiare le politiche aziendali di moltissimi marchi. Questi successi sono stati ottenuti grazie all’impegno del nostro team di web attivisti. In meno di un anno dal lancio del nostro Action Center sono oltre 3mila gli attivisti sparsi in tutta Italia che settimanalmente si impegnano per dare voce e supporto alle campagne di Essere Animali. Siamo davvero orgogliosi di poter contare su così tante persone pronte in ogni momento ad attivarsi per gli animali. Siamo una grande forza e i risultati si vedono, e vogliamo ottenerne sempre di più!

SE NON L’HAI ANCORA FATTO, UNISCITI AL NOSTRO TEAM! Possiamo davvero fare la differenza insieme! www.attivatiperglianimali.it 11


EA IN AZIONE

BOLOGNA

MILANO

29 GIUGNO Un FlashMob in centro a Bologna per le galline

7 LUGLIO In azione per le galline: 37200 sono le galline rin-

e i pulcini.

chiuse negli allevamenti italiani, con questa iniziativa abbiamo voluto ricordare ognuna di loro.

SENIGALLIA

22 SETTEMBRE Chiudiamo l’allevamento degli orrori. Dopo la

1 NOVEMBRE In occasione del World Vegan Day abbiamo

pubblicazione di questa sconvolgente indagine in un alleva-

distribuito biscotti vegan assieme a migliaia di pieghevoli in-

mento di maiali sono state diverse le mobilitazioni per tenere

formativi, contenenti anche un utile ricettario per festeggiare

alta l’attenzione sulla vicenda.

questa giornata speciale!

BOLOGNA, MILANO, BRESCIA

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BRESCIA, BOLOGNA, MILANO, PESARO

BOLOGNA, MILANO, BRESCIA

NOVEMBRE/DICEMBRE Io difendo #AncheiPesci: dopo l’u-

9 DICEMBRE Per la Giornata Mondiale dei Diritti Animali ab-

scita della nostra inchiesta sugli allevamenti di pesci siamo

biamo voluto rappresentare gli animali più sfruttati, per re-

entrati in azione in tre città.

clamare anche i loro diritti.


EA IN AZIONE

FOCUS DAL GRUPPO DI MILANO

A

Milano abbiamo una delle sedi operative di EA e oggi siamo in 8 persone a lavorare nel nostro ufficio: grafici, alcuni responsabili di campagne e progetti, chi gestisce parte della comunicazione e i lavori di amministrazione. Oltre a questo c’è un numeroso gruppo di volontari, sempre presente e pronto ad attivarsi! Abbiamo un’agenda ricca di appuntamenti e mensilmente organizziamo azioni dimostrative, iniziative di raccolta fondi, flashmob informativi, occasionalmente volantinaggi per progetti specifici e partecipiamo a eventi, festival o conferenze. Ultimamente abbiamo dato al via anche un ciclo di corsi di cucina per promuovere questa scelta. Non è da sottovalutare l’importanza di queste iniziative, sono infatti sempre molte le persone che chiedono di partecipare, per imparare e ricevere consigli su come migliorare la propria alimentazione.

MIVEG Anche quest’anno abbiamo partecipato con una conferenza e con il nostro stand al MiVeg. È sempre un’occasione importante per farsi conoscere e incontrare tantissime persone nuove. Avevamo appena pubblicato la nostra indagine sugli allevamenti di pesci e il nostro stand era allestito a tema: in una parte aveva un set fotografico dove ci si poteva fotografare con il proprio messaggio a favore dei pesci. Abbiamo così raccolto centinaia di fotografie, ognuna di queste persone è diventata testimonial della campagna #Ancheipesci.

GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI ANIMALI Abbiamo dato voce agli animali utilizzati per diventare, carne, latte, uova e pellicce, con lo scopo di reclamare anche i loro diritti, organizzando questa iniziativa in contemporanea a Milano, Bologna e Brescia. È stato bello ed emozionante sapere che tantissime persone si stavano mobilitando per la stessa causa in altre parti d’Italia. Ogni attivista ha messo la propria faccia per rappresentare questi animali e il risultato è stato d’effetto, alcuni giornali locali hanno diffuso l’iniziativa ed è servita a sensibilizzare anche i moltissimi passanti.

MERRY CRUELTY FREE CHRISTMAS MARKET DI NATALE La prima edizione del nostro Market di Natale è stata un successo e non vediamo l’ora di riproporla l’anno prossimo arricchendola ancora di più! L’atmosfera era molto accogliente, hanno partecipato una quindicina di stand di artigianato, ovviamente con prodotti esclusivamente vegan. Durante tutta la giornata era possibile acquistare i nostri buonissimi dolci, le castagne e vin brulè. Le persone accorse sono state numerose. È stata una bella giornata di condivisione e di incontro e anche una buona occasione di raccolta fondi a sostegno di campagne e indagini dell’associazione.

VUOI PARTECIPARE ANCHE TU? Le attività che portiamo avanti a Milano sono numerose, se vuoi partecipare anche tu e farne parte scrivici a : milano@essereanimali.org Ti aspettiamo! 13


EA IN AZIONE

IL TEAM STA CRESCENDO! SEMPRE PIÙ PROGETTI, SEMPRE PIÙ IDEE DA REALIZZARE, SEMPRE PIÙ MODI PER CONTRIBUIRE A CAMBIARE IL MONDO E SALVARE GLI ANIMALI. QUESTO È IL NOSTRO SPIRITO. E PER RIUSCIRCI ABBIAMO CON NOI UN TEAM SPECIALE FATTO DI PERSONE CAPACI, PIENE DI ENERGIA E CON TANTA VOGLIA DI DARE IL MASSIMO. In questa pagina vi presentiamo due dei nuovi arrivi, Valentina e Caterina, che stanno coordinando nuovi progetti di cui speriamo di pubblicare quanto prima risultati importanti!

VALENTINA

CATERINA

Valentina, cuoca e laureata in nutrizione, è da tempo nostra collaboratrice per iniziative legate alla cucina veg. Adesso è a pieno titolo nel team come Food Policy Manager di Essere Animali, responsabile di un progetto che ha l’obiettivo ambizioso di modificare menù aziendali e scolastici in tutta Italia. Lo scopo è ridurre sensibilmente la presenza di carne e prodotti animali, sostituendoli con alimenti più sani e dal minor impatto ambientale. Lavorando sui grandi numeri e andando direttamente alla fonte (le aziende della ristorazione collettiva) puntiamo a ridurre concretamente il numero di animali uccisi ogni anno.

Caterina è arrivata nel team per coprire lo stimolante ruolo di Corporate Campaigner: il suo obiettivo è convincere le aziende a cambiare e migliorare le loro politiche. In questo momento la nostra attenzione è puntata sulla grande distribuzione e i supermercati. Stiamo già avendo dialoghi e incontri per la campagna Ancheipesci, con la quale chiediamo alle più grandi catene nazionali un’attenzione per questi animali così poco considerati e lo stop alle peggiori pratiche che abbiamo documentato, ancora largamente diffuse negli allevamenti italiani.

“Sogno da anni di cambiare le mense, è vero, ma non avrei mai pensato di farlo così presto, e con un team di persone fantastiche e che ho sempre ammirato! Questo è il primo progetto su grande scala in Italia per ridurre l’uso di proteine animali e sono sicura che riusciremo nell’impresa, piatto dopo piatto.” Valentina Betti Taglietti 14

“Cambiare le politiche della Grande distribuzione organizzata è una sfida necessaria, alla quale mi dedicherò con impegno e determinazione con l’obiettivo di porre fine al crudele sfruttamento degli animali nell’industria alimentare” Caterina Pavese


EA IN AZIONE

UN ANNO DI IMPEGNO IN NUMERI

A

nche il 2018 è stato un anno intenso e pieno di attività. Nelle prime pagine della rivista abbiamo riassunto alcune delle attività e dei risultati degli ultimi mesi, ma ci sono tante altre iniziative e progetti che in tutto l’anno abbiamo seguito e che qui vogliamo riassumere in numeri. Che sia mostrare l’interno degli allevamenti a milioni di

persone tramite la Tv, coinvolgere studenti con progetti informativi e lezioni, realizzare tavoli informativi e iniziative nel centro delle città, dialogare con aziende per cambiare le loro politiche o con politici perché cambino le leggi, accompagnare sempre più persone verso un’alimentazione senza prodotti animali, quello a cui miriamo sono i risultati concreti!

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SOSTIENICI

CREDIAMO IN UN MONDO DOVE GLI ANIMALI VIVONO LIBERI.

VUOI AIUTARCI A REALIZZARLO? DIVENTA SOCIO 2019 Immagina un futuro senza macelli, allevamenti da carne o da pelliccia, un mondo senza gabbie e violenza sugli animali.

L’impegno di Essere Animali è costruire le strade che ci portino a quel mondo e i soci sono le persone che rendono possibile farlo.

È grazie a voi se possiamo realizzare investigazioni, denunce, salvataggi, campagne e progetti di sensibilizzazione.

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DIXIE

Durante un’indagine in un allevamento di conigli del Nord Italia ne abbiamo trovati due che camminavano sopra le gabbie. Erano riusciti a uscire, ma non sarebbero sopravvissuti a lungo. E così li abbiamo presi con noi e abbiamo doto loro un nome. Lui è Dixie, un maschietto vispo che adesso vive felice insieme ad altri conigli in un rifugio. Non vedrà mai più una gabbia, non vedrà mai un macello!