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Artart

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19 OTTOBRE 2013 • A cura di SPM Pubblicità • Supplemento al numero odierno de La Provincia

SPECIALE ART-ART Il mondo dell'artigianato tra Egizi e Greci

Artigianato artistico varesino in vetrina

Al via il grande evento L'appuntamento è di quelli da non perdere, una manifestazione irrinunciabile per quello che rappresenta. Ovviamente stiamo parlando dell'edizione 2013 di Art Art, la Mostra dell’Artigianato Artistico Varesino. Una manifestazione che nasce come momento di valorizzazione dell’eccellenza produttiva e dell’ingegno creativo dei maestri artigiani del territorio. Una dimostrazione di quanto l'artigianato per la sua qualità rappresenti anche una faccia importantissima del nostro territorio. Una cartina di tornasole di quello che è lo stato di salute generale della provincia e non solo. Tornando a bomba sugli eventi, la Camera di Commercio, in collaborazione con le Associazioni di categoria del settore realizza Iniziative di salvaguardia dell’artigianato artistico e tradizionale. La manifestazione affonda le proprie radici in un passato abbastanza recente. Fin dalle origini, circa una decina di anni fa, gli obiettivi sono sempre stati molto chiari e non sono cambiati d molto. Lo scopo del progetto, infatti, nato nel 2003 e voluto dalla Camera di Commercio di Varese in stretta collaborazione con le Associazioni del settore artigianato (Confartigianato Imprese Varese e CNA Varese) e il supporto della Provincia e del Comune, è da sempre quello di sostenere e sviluppare il comparto dell’artigianato artistico, fatto di imprese di grande valore e tradizione. La tradizione è la parola magica che sostanzialmente alimenta tantissime imprese, tanti sogni imprenditoriali, molteplici iniziative di uomini d'impresa che si sono distinti per le loro idee, per le loro innovazioni e per la portata dei loro progetti. Progetti che ancora oggi rappresentano un esempio per i più giovani, per chi intende portare avanti un certo tipo di iniziative. Senza dimenticare che lo sguardo all'Expo, sempre più vicino, quest'anno diventa ancora meno evitabile. Il riferimento a quella che sarà la grande manifestazione del 2015 è un obbligo. Fin dall'inizio fu de-

ciso che la Mostra dell’Artigianato Artistico, tradizionalmente intesa, avrebbe avuto una cadenza biennale, sarebbe quindi riproposta nel 2013 e nel 2015, per intercettare il vasto pubblico di visitatori internazionali che orbiteranno nell’area di Milano e nord Italia in occasione dell’EXPO. La Mostra dell’Artigianato Artistico Varesino, dopo l’esperienza itinerante del 2012, in cui le opere varesine sono state protagoniste sulle principali piazze dell’artigianato artistico nazionale, torna nella consueta cornice di Ville Ponti secondo la formula tradizionale. Il magico scenario di Ville Ponti farà da suggestivo contesto a un appuntamento sempre più esaltante. Un appuntamento ormai consolidato giunto alla decima edizione che nel corso degli anni ha contribuito ad accresce-

re l’interesse nei confronti dell’artigianato artistico varesino, offrendo al grande pubblico una finestra sull’abilità, l’ingegno creativo, l’eccellenza produttiva delle imprese artigiane del territorio. La Mostra è promossa da Camera di Commercio di Varese in collaborazione con le associazioni del settore artigianato (Confartigianato Imprese Varese, CNA). L’attuazione del progetto è affidata a Promovarese, AziendaSpeciale della Camera di Commercio di Varese. L’edizione di quest’anno guarda al futuro e dedica il tema della manifestazione a Expo 2015, lo straordinario evento universale che porterà a Milano l’attenzione del mondo sulla questione dell’alimentazione. In mostra opere uniche realizzate dai maestri artigiani della provincia di Varese che confer-

mano quanto l’artigianato di qualità italiano sia una delle eccellenze nazionali riconosciute in tutto il mondo. Opere che sono stimolo alla collaborazione tra artigiani attraverso l’unione delle esperienze, l’incontro delle idee e lo scambio delle competenze. L’obiettivo è di mettere in evidenza come la sinergia tra gli artigiani artisti varesini possa rendere unica la qualità dei prodotti, attraverso l’utilizzo e l’interpretazione del proprio patrimonio di esperienze e tradizioni, cogliendo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Sì perchè sempre più spesso la parola d'ordine è tradizione che a volte fa sempre rima con evoluzione. Lo sanno tutti quegli artigiani che ancora oggi sono sulla cresta dell'onda grazie alla qualità del loro prodotto.

Fin dall'antichità è mestiere di grande fascino

È un lavoro vecchissimo che trae origine dagli albori della storia. Anche durante il periodo dell'antico Egitto l'artigianato ebbe un valore enorme. Fin da allora la creatività e l'originalità sono state le principali caratteristiche di un movimento costantemente in evoluzione. L'Antico e i grandi stati che si sono succeduti nell'Area Mesopotamica organizzarono anche il lavoro su vasta scala: lo si deduce dalla standardizzazione dei prodotti ritrovati con gli scavi e da testimonianze ricavabili da pitture o Bassorilievi. Insomma le tracce non mancano ma anzi rafforzano queste ipotesi. La produzione artigianale degli oggetti d'uso più quotidiano era attentamente programmata e sorvegliata dai tecnici statali. Tantissimi poi sono gli oggetti rinvenuti anche in epoca moderna e mostrati nei musei o nelle mostre specializzate. Di grande importanza era la produzione di armi e materiale per l'esercito; ma, parallelamente, esisteva una produzione meno sofisticata di oggetti e beni di lusso (gioielli, unguenti, vasellame decorativo), destinata all'esportazione. Questi oggetti talvolta erano vere e proprie opere d'arte. Sono i commerci gestiti nel Medterraneo da Fenici, Cretesi e Minoici a dare grande impulso all'artigianato di beni di lusso (vetro, oro, avorio e stoffe pregiate) e alla pro-

duzione di vasellami per il trasporto di olio e vino. Si crea dunque un gusto artistico mediterraneo che mescola motivi ornamentali e tecniche di diversa provenienza. In quasi tutto il mondo greco l'artigianato diventa l'elemento propulsivo del sistema economico: città come Corinto e Atene costruiscono sugli scambi commerciali gran parte delle loro fortune, riuscendo a compensare l'aumento demografico grazie alle maggiori importazioni alimentari ottenute esportando i manufatti. L'artigianato è tutto, è un movimento continuo di idee, creazioni, novità e tanta creatività. La passione si percepisce in ogni gesto manuale. I risultati sono spesso straordinari. Come ogni cosa l'artigianato è il perfetto specchio della società nel quale è contestualizzato. La ceramica, sebbene prodotta in modo quasi industriale (cioè velocemente, senza cura per particolari che rendano l'oggetto unico e riconoscibile), raggiunge un notevole livello artistico. Le botteghe cominciano a differenziarsi per gusto e stile. La figura dell'artigiano acquista valore sociale, nelle città a più forte sviluppo commerciale, non ci sono preclusioni alla carriera politica di conciatori di pelle o fabbricanti di lampade, che anzi dispongono di patrimoni più vasti di molti proprietari terrieri.


LA PROVINCIA

III

SABATO 19 OTTOBRE 2013

SPECIALE

ART-ART

A cura di SPM Pubblicità

Sono davvero tanti in settori in esposizione a Varese

Franco Montalto Restauri D'arte Antica

Gioielli, mobili e prodotti per la casa: qualità al top Ci sarà un po' di tutto in mostra alla manifestazione sull'artigianato varesino. Tantissime eccellenze del territorio potranno esibire le loro splendide creazioni, frutto di creatività, di unicità e di grande innovazione. Una vetrina clamorosa per importanza e suggestioni. Così si potrà tranquillamente assistere alla vasta gamma di presentazioni, produzioni, prodotti che può offrire il ricchissimo territorio varesino. Dagli accessori, alla sartoria, l'arredo urbano, la ceramica, il marmo, la decorazione, il tessile, il ferro, la fotografia, la gioielleria, l'oreficeria, il legno, le pipe, la pelletteria, la tappezzeria, il restauro, il vetro, le materie ecosostenibili. Tradizione e innovazione si mescoleranno secondo un mix solo apparentemente impossibile da poter immaginare. E invece la tradizione corre di pari passo e continua a essere la forza del presente oltre che la leva su cui poggiare un esaltante futuro. Nonostante le difficoltà che vedono il settore degli artigiani sempre in costante lotta per la propria esistenza. Per un futuro non facile eppure non mancano le possibilità e le circostanze per poter sperare in risultati ancora migliori, in traguardi sempre più stimolanti e suggestivi. Senza fare voli pindarici ma basta dare un'occhiata, e in questo la vetrina della manifestazione è un perfetto esempio, alle opere prodotte con maestria dagli artigiani varesini per rendersi conto che un futuro è garantito. Sì perchè sono tutti artisti del loto mestiere. Dal tessitore, al tappezziere, all'esperto che si occupa di gioielli e pietre preziose fino al restauro dei mobili antichi. Lavora straordinari che si possono portare avanti solo se il

motore della passione scoppia di carburante altrimenti diventa impensabile andare avanti. Ed è bello sentire che un gioiellieri che produce da sé i preziosi lo fa per rendere più felici le persone che indossano i suoi gioielli. È evidente che il lato economico non può essere trascurato ma è anche vero allo stesso modo che la passione resta il primo spunto motivazionale di chi fa un lavoro basato sull'inventiva e sulla creatività. Sul genio e sull'estro. Ditelo a un disegnatore di gioielli che deve misurarsi con le richieste di un cliente. Personalizzare il gioiello sulle richieste della clientela è una cosa ma poi vederne il sorriso di soddisfazione quando glielo fai indossare è un fatto di grande gratificazione per chi l'ha realizzato. L'artista che disegna, valorizza e pensa al contesto nel quale poi la cliente deve interagire. L'ambiente è tutto. Per qualcuno anche il gioiello che una donna indossa rappresenta una incredibile caratterizzazione del proprio carattere, della propria personalità. Per questo motivo si tratta di un lavoro estremamente delicato. Perché il prodotto deve calzare a pennello rispondendo all'anima della persona che lo indossa e dunque non è facile rispondere anche a questo tipo di esigenza. Lo stesso discorso si può intraprendere anche per un altro tipo di artigiano. Pensiamo ad esempio all'artigiano che si occupa del recupero e del restauro di oggetti antichi. Ad esempio di mobili appartenenti al passato, a una storia ormai passata ma sempre ben presente. Sì perchè anche in questo caso il recupero, la rinascita, passano attraverso un lavoro fatto di accuratezza, amore, grande passione e super de-

Antichità e restauri in via Palestro a Busto Storia dell'arte, antichità e amore per la storia e per il passato in questo angolo di Busto Arsizio in via Palestro 14A. La Franco Montalto Restauri d'Arte Antica si occupa principalmente del restauro del legno (dal mobile antico alle cornici e quant'altro) e dei tessuti (restauro tappeti orientai, arazzi anche piccoli interventi di restauro). Un'attività che Franco (anche con la moglie Antonietta) porta avanti dal 1981 con dedizione e sentimento. “Siamo artigiani, già in famiglia si è sempre apprezzato l'amore per l'antico, avevo fatto da garzone a Busto poi mi sono dedicato soprattutto al restauro, sono andato a Firenze dove avevo stu-

diato all'istituto del restauro, mia moglie Antonietta, invece, ha imparato da apprendista in un laboratorio che restaurava tappeti. Non vorrei usare paroloni ma per noi è quasi una missione: ci sentiamo in dovere di recuperare certe testimonianze, il restauro del mobile è una sorta di missione. Il mobile è sempre stato espressione e cultura del tempo. Ci piace conservare questa espressione. Ci si riconosce. Il restauro di un pezzo importante dà gratificazione ma ci si sente gratificati anche per il restauro ben riuscito di un oggetto appartenuto a un familiare. C'è anche un valore affettivo da considerare non solo quello economico”.

Bottega Orafa Roberto Triacca

In via Cadore a Varese 30 anni di storia

dizione. Molto spesso si lavora per il recupero di un oggetto appartenuto a un nonno, a una nonna o magari a uno zio o a un proprio genitore. Non bisogna di certo pensare solo a oggetti dal grande valore storico ma si può ragionare anche sulle piccole cose che hanno però un valore affettivo inestimabile per chi le possiede. Farle tornare in vita, facendole riemergere dall'usura del tempo è un esercizio complesso se manca la poesie del lavoro. Serve tanto cuore nel recuperare degli oggetti che hanno un'anima solo so-

pita ma che l'artista del mobile riesce a far nuovamente far affiorare ridando bellezza e storia. Per non parlare poi dei tessuti, dei tappeti, degli oggetti per la casa dove la qualità è praticamente tutto. Non c'è nulla di più importante di ciò che ci circonda nella quotidianità e dunque gli oggetti della casa rappresentano il top ed è fondamentale che siano al massimo della loro qualità. Lo sanno anche i clienti anche se troppe volte un mero conto economico supera la qualità del prodotto stesso.

Trent'anni di passione alla Bottega Orafa di Roberto Triacca in via Cadore 101 nel cuore di Giubiano. Trent'anni di storia per un centro che ha mantenuto, come dice la stessa ragione sociale, il valore della tradizione. L'antico sapore di bottega che si può respirare a Giubiano rende tutto più magico e suggestivo. “Non siamo diventati commercianti gioiellieri, realizziamo gioielli artigianali fatti a mano. Proponiamo le nostre creazioni o diamo corpo alle idee del cliente che può seguire tutto il percorso di lavorazione , siamo molto flessibili, non dobbiamo stare nei canoni, lavorando a mano non abbiamo dei cliché da seguire. In genere lavoria-

mo su gioielli con pietre preziose e abbiamo anche un'ottima scelta di pietre dure e collane particolari che vanno al di là della normalità. Il cliente trova qualcosa di differente e una scelta non ristretta secondo quello che è il trend del momento. Realizziamo tutto a mano, in un momento in cui la manualità sta scomparendo. La manualità è tutto, tanto che per intenderci stiamo ancora usando attrezzature che erano già vecchie quando era stata aperta l'attività nel 1983 e sono tuttora funzionanti e funzionali e non sentiamo il bisogno di sostituirle”. Il laboratorio è ancora inteso come la vecchia bottega con una vetrina particolare, da vedere.


LA PROVINCIA

IV SPECIALE

SABATO 19 OTTOBRE 2013

ART-ART

A cura di SPM Pubblicità

Ville Ponti aspettano gli artiani

Alabardi Casa. Qualità a 360 gradi

Appuntamento al prestigioso Centro Congressi

Uno sguardo al futuro nel nome di papà Angelo

Il Centro Congressi Ville Ponti aprirà le proprie porte all'evento più atteso del momento con gli artigiani in prima fila. Gli artisti dell'artigianato varesino saranno presenti a questo immancabile appuntamento che si rinnova anche per il 2013. Una location straordinaria che non ha bisogno di grandi presentazioni. Un posto magnifico e dal grande prestigio oltre che di grande respiro nazionale e internazionale. Stiamo parlando, come riporta lo stesso sito istituzionale del centro congressi, di “un elegante complesso di tre dimore storiche immerse in un parco secolare di 56.000 metri quadrati da cui si domina la città di Varese, a pochi minuti dall'aeroporto internazionale di Malpensa e da Milano”. Anche dal punto di vista architettonico la struttura si caratterizza per il suo grande pregio e importanza. Di epoca e stili differenti, le Ville Ponti sono un unicum ambientale/architettonico dal fascino straordinario. Villa Andrea, Villa Napoleonica e le Sellerie: tre splendidi gioielli di arte, architettura e cultura divenuti con il tempo vere e proprie rarità e patrimonio nazionale. Una suggestione di gradissimo appeal, il degno contesto di una manifestazione in cui l'arte rappresenta il cuore pulsante. La struttura si qualifica da sola tanto da qualificare anche l'evento che verrà ospitato in questo fine settimana. Un appuntamento unico come unico è il complesso delle Ville Ponti. Le ambientazioni suggestive delle sale congressi, il calore dell'accoglienza, il supporto organizzativo offerto, rendono Ville Ponti un luogo speciale: un luogo dove modernità e storia si fondono per fare di ogni

evento un incontro di grande fascino. Uno spazio vario e suggestivo che coinvolge gli ospiti in un'atmosfera rilassante. Il meglio che il panorama varesino possa offrire per un evento di questo genere. A fianco dello charme delle sue ambientazioni storiche, il Centro Congressi offre dotazioni tecnologiche di ultima generazione e la garanzia del necessario supporto organizzativo per fare di ogni meeting, riunione o occasione celebrativa un "evento di Successo". Quale scenario migliore per un artista che metterà in mostra i propri prodotti, i propri capolavori. Autentici pic-

coli capolavori figli di una manualità e di una gestualità fuori dal comune. Una raffinatezza e una qualità, tutta varesina e made in Italy, che esploderanno all'interno dei bellissimi spazi delle Ville Ponti. Il meglio del meglio per un evento unico che potrà essere ulteriormente valorizzato, se ce ne fosse bisogno, dal contesto circostante. Un'ambientazione straordinaria per un evento di grandissimo appeal. Pensare ad esempio a un gioiello esibito in un luogo del genere può essere ancora più esaltante oltre che caratterizzante. Sarà, come detto più volte, una bellissima vetrina

sul mondo. Diverse personalità del settore artistico conferiranno riconoscimenti agli artigiani espositori, le cui opere andranno a costituire una collezione destinata a rappresentare l’artigianato varesino in tutto il mondo. Sarà, dunque, l'occasione per aprire la propria arte a un mondo ancora più grande. Sarà l'opportunità di dimostrare il proprio valore, la propria passione, il proprio sentimento mettendo in campo un prodotto unico per creatività ed espressività. Sarà l'occasione per far vedere la propria produzione a un pubblico diverso rispetto a quella che è la normale e quotidiana clientela con la quale ogni giorno ci si intrattiene mantenendo un rapporto di grande amicizia e fedeltà. L'ampio respiro della manifestazione contagerà anche i produttori. Tradizione, passione, arte e manualità la faranno da padroni e sarà emozionante assistere a una sintesi di tutto ciò applaudendo in un contesto straordinario le eccellenze dell'artigianato varesino.

Quella di Alabardi Casa è una storia che nasce da lontano e che deve il suo attuale successo a un'intuizione di Angelo Alabardi e all'opera dei due figli, Giorgio e Gianluigi. Nel 1946 papà Angelo guidava la tessitura che passò poi di mano nel 1966 al figlio Giorgio. Da Gallarate l'azienda inizia a decollare. Intanto papà Angelo è scomparso (1956) ma la sua lungimiranza di acquisire terreni a Cavaria nella prospettiva di un futuro ampliamento è la carta che con il trascorrere degli anni risulta essere decisiva. Nel frattempo l'azienda si trasferisce nell'attuale stabilimento di Cavaria da 750 metri quadrati. L'attività, nonostante il non facile

contesto economico nel quale di lavora, regge l'urto della concorrenza e amplia la propria offerta merceologica: questi artigiani del tessuto producono, infatti, prodotti per la cucina, tessuti per la ristorazione, materiale specifico per il Natale e per gli asili. “Mi piace ricordare – dice Giorgio Alabardi – che tutte le fasi produttive, eccetto il cotone, vengono effettuate con prodotti al 100% italiani. Credo che sia un aspetto fondamentale, è il motivo per cui siamo ancora così presenti. Puntiamo sulla qualità, una qualità a 360 gradi. Viene richiesto il prodotto Alabardi, non il prezzo. Si cerca il prodotto”.

Falegnami in Cantello

A Cantello i “Problem solving” dell'arredamento I “problem solving” dell'arredamento, per dirla all'italiana i risolutori di problemi, stanno a Cantello. Dagli anni Sessanta, infatti, tradizione, esperienza e innovazione si mescolano alla Falegnami in Cantello, uno dei punti di riferimento varesino del mobile. “Produrre mobili personalizzati, su esigenza del clienti inventando anche soluzioni inedite – fanno sapere dall'azienda - pur di avere una certa originalità. C'è una componente forte di creatività e grande esperienza nell'utilizzo dei materiali. Facciamo sia mobili design che tradizionali e riusciamo a utilizzare il legno massello anche nel mobile design che non è una cosa molto fre-

quente”. Creatività al potere: <La passione è il sostegno necessario per realizzare un mobile originale, altrimenti si fanno dei pezzi seriali, oggetti banali e comunque ci deve essere sempre secondo me un apporto di ideazione anche manuale. Ormai i mobili li fanno le macchine tranne quelli in cui ci sono delle elaborazioni tali dove invece è anche richiesta la manualità. Dentro al mobile c'è il design, il materiale con cui è prodotto e poi la realizzazione manuale che poi è ciò che contraddistingue il prodotto”. “Abbiamo trovato soluzioni originali nelle mansarde: nelle parti più basse realizziamo armadi scorrevoli”.


LA PROVINCIA

V

SABATO 19 OTTOBRE 2013

SPECIALE

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A mano o con gli attrezzi: ecco gli artigiani

Creatività, fantasia, innovazione e originalità al massimo del livello

L'artigianato, secondo quanto riferisce il sito di wikipedia, “è un'attività lavorativa in cui i dispositivi utili e decorativi sono fatti completamente mano o per mezzo soltanto di semplici attrezzi: gli articoli prodotti tramite fabbricazione in serie o da macchine non sono artigiana. Il termine è applicato solitamente alle metodologie tradizionali di produrre le merci: gli articoli così prodotti hanno spesso importanza culturale e/o religiosa, e comunque contengono alcune qualità estetiche”. Già la definizione dà un'idea molto precisa di quella che è l'attività di un artigiano. Creatività, fantasia, innovazione e originalità al massimo del livello. Un concentrato di tradizione e sguardo al futuro ma sempre tenendo conto di quello che è il presente. Anche la caratterizzazione della definizione fa capire tantissimo di quello che è la peculiarità. “Solitamente – si

legge - ciò che distingue il termine di artigianato da quello di arte-scienza è un aspetto dell'intenzione: l'artigianato crea oggetti d'uso, che hanno cioè uno scopo oltre la semplice decorazione. Da un punto di vista della qualità, la differenziazione tra artigiani ed artisti maturò solamente a partire dal Rinascimento quando alla pittura e alla scultura venne assegnata una maggiore importanza rispetto alle altre attività, considerate nel Medioevo facenti parte dell'artigianato. Inoltre nello stesso periodo storico, si creò anche una gerarchia di classi all'interno delle organizzazioni degli artigiani”. Il tratteggio storico di questa straordinaria figura dà la dimensione di quanto nella storia l'artigiano abbia acquisito qualità e fascino. La suggestione che nella storia questa professione è riuscita a sviluppare è impressionante per tanti aspetti. Interes-

sante l'evoluzione che ebbe l'attività artigianale durante il periodo Medievale “l'attività artigianale – sempre secondo l'enciclopedia virtuale - proseguì quasi esclusivamente nei monasteri e nella sede della corte. Nei regolamenti comunali, alcune attività ritenute fastidiose per i fumi o i rumori vennero decentrate in zone periferiche. In questa fase si diffusero le botteghe a conduzione familiare e iniziarono ad essere regolamentati i rapporti tra maestro e operaio. L'organizzazione delle officine imperiali si ritrovò, con molte somiglianze, nei cantieri dell'epoca che riunivano sotto la guida del capomastro, artisti, muratori, falegnami, orefici, ecc. Nel secolo IV gli artigiani sono ormai legati a corporazioni di mestiere, che si fanno garanti del pagamento di tasse fisse. In questo modo la professione diventa ereditaria”.

D'Elia Vito Antonio restauro mobili antichi

Oche Giulive dodici anni di passione

Professionalità, qualità e innovazione a Clivio Qualità e gusto nell'arredamento per le case A Clivio in via Brella 4A Vito Antonio D'Elia fece decollare il proprio laboratorio per il restauro dei mobili a inizio degli anni Ottanta. La tradizione, o come ama ripetere suo figlio, il testimone verrà raccolto proprio dal figlio Raffaello che dopo gli studi specifici all'istituto del Restauro seguirà le orme di papà Vito Antonio. “Per quel che riguarda il restauro dei mobili antichi, intagliati – dice Raffaello - lo spirito è di mantenere in-

nanzitutto le tecniche tradizionali del falegname e del restauro. Dunque da una parte il carico della tradizione e dall'altra l'essere proiettati verso le nuove tecniche di recupero e di restauro. Mio padre quando ero un ragazzo come me andava in Brianza a Meda a imparare dagli artigiani e lì prima erano diffusissimi, adesso purtroppo stanno andando a scomparire”. “Lui mi ha tramandato le tecniche. Bisogna avere una certa sensi-

bilità anche per la cosa più scontata, penso ad esempio alla pulitura del mobile. Un'attività che potrebbe effettuare chiunque ma in realtà nel restauratore c'è la consapevolezza che ha tra le mani un manufatto che arriva dalla storia ma che noi dobbiamo consegnare al presente e al futuro”. Professionalità, attenzione ai dettagli, meticolosità nell'analizzare le problematiche che un manufatto può affrontare.

Arredo-tessile protagonista a Varese grazie a “Oche giulive”: in via del Gaggio c'è il laboratorio, mentre all'interno dell'Iper di Varese c'è un corner, un punto espositivo. Ditta specializzata in tutto ciò che ha a che fare con l'arredamento per le case, oltre alle personalizzazioni con i ricami. Compresi i ricami dei loghi di qualsiasi tipo e genere. L'avventura creativa di “Oche giulive” è partita nel 2001 e con la forza dell'originalità e

della creatività l'attività si è ampliata anche con dei progetti interessanti. In particolare la clinica dei Pupazzi, con la mascotte della casa (l'oca Giuly) vestita da infermiera. Per certificare anche l'attività di riparazione dei pupazzi. “Il mondo del ricamo – dice Elena – è davvero molto versatile, per me non è lavoro fa parte di me, lo intendo come un fatto culturale nel senso che anche l'occhio vuole la sua parte e mi piace aiutare le

persone a trovare qualcosa che le rispecchia. In una casa un accessorio fa già la differenza. Il cruccio di questo lavoro è che non c'è nessuno che ha voglia di imparare seriamente, mi piacerebbe che qualche giovane continuasse la tradizione>. Chi fosse interessato a seguire i corsi o a prendere contatto con l'attività può contattare la mail ochegiulive@tin.it, oppure recarsi all'interno dell'Iper allo spazio espositivo.


LA PROVINCIA

VI SPECIALE

SABATO 19 OTTOBRE 2013

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Progetto Giardino di Galli Raul

Artigianato artistico: Omaggio ad Antonia Campi

Una grande designer ceramica alle Ville Ponti Il suo approdo al design avvenne tramite la Società Ceramica Italiana di Laveno, dove era entrata come operaia nel 1947 e di cui divenne direttore artistico negli anni Sessanta. Oggi Antonia Campi, nonostante i suoi 91 anni, è sempre attiva ed è considerata una vera e propria maestra a livello internazionale e continua a sfornare opere bellissime, di giorno in giorno sempre più personali, frutto di una creatività sempre più libera, ariosa, felice. Una maestria e una creatività incredibile, per molti aspetti inarrivabile. Una grande artigiana che ha lasciato il segno. Sarà lei, vincitrice tra l’altro del prestigioso “Compasso d’Oro alla Carriera” e presente con i suoi pezzi nella collezione di design del Moma di New York, una delle protagoniste della “Mostra dell’Artigianato Artistico Varesino 2013”. Frequenta il Collegio delle Fanciulle e in seguito i corsi dell'Accademia di Brera, diplomandosi nel 1947 in scultura con il maestro Francesca Messina. Nello stesso anno è assunta come operaia dalla Società Ceramica Italiana di Laveno, dove rimarrà, ricoprendo negli anni prestigiosi incarichi, fino al 1978. Guido Andlovitz, direttore artistico dell'azienda, ne apprezza ben presto le doti e le offre la possibilità di incominciare a cimentarsi con la ceramica. Antonia Campi opera fin dall'inizio in diversi settori dell'azienda, progettando articoli di fantasia, oggetti di serie limitate, pezzi unici usando prevalentemente la terraglia forte ma anche la porcellana. Succeduta nel 1962 a Guido Andlovitz nella direzione della SCI, dal 1971dirige il Centro

Artistico unificato della SCI e della Richard-Ginori e in seguito il Centro Design della Pozzi-Ginori, nato dal nuovo assetto societario. In questo ruolo assume il compito di seguire l'intera produzione dell'azienda, dai servizi da tè e caffè, vasi, piatti, soprammobili ai sanitari e alla rubinetteria. Dal 1978 si dedica alla libera professione, sperimentando settori di progettazione diversi, dal vetro al metallo ai gioielli. Nel 2011 viene premiata con il conferimento del Compasso d'oro alla Carriera. Con lei la tradizione lavenese della ceramica è valorizzata al massimo livello. Ora quella straordinaria tradizione è la storia della città. Una storia che

ha caratterizzato la città dandole una speciale peculiarità. Ancora oggi, nonostante tutto, le aree ormai dismesse e pronte a essere riqualificate da qualche privato con progetti innovativi che guardano al futuro. Ma quel passato carico di storia, tradizione e grandi valori non potrà mai scomparire anche perché fa parte del corredo genetico di questa città. La rassegna è in programma nelle sale del Centro Congressi “Ville Ponti” durante il fine settimana del 19 e 20 ottobre prossimi ed è realizzata da PromoVarese, azienda speciale dalla Camera di Commercio, insieme a Confartigianato Imprese Varese e Cna Varese e con la parteci-

pazione di Provincia e Comune di Varese. Ritorna così una manifestazione che vedrà i maestri artigiani varesini proporre delle opere che abbiano quale elementi ispiratori gli argomenti di Expo 2015: “Il cibo fonte di vita e energia, momento d’incontro e condivisione anche tra differenti culture”. In un periodo di forte impegno della Camera di Commercio per la valorizzazione del sistema economico varesino, alla luce delle opportunità offerte dall’Esposizione Universale che si terrà nell’area di Rho-Pero dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, anche la Mostra dell’Artigianato Artistico trae spunto da questo grande evento con i suoi contenuti. All’attenzione del pubblico saranno così offerte opere di grande pregio frutto della creatività di artigiani depositari di una tradizione il cui mestiere è intrinsecamente creativo: trasformare la materia inerte in un artefatto, utile, bello e dai significati profondi. Creatività significa anche sperimentare nuovi materiali, dominandoli e riconfigurandoli per farli diventare oggetti quotidiani ma dalla significativa dimensione estetica e affettiva. Tutto questo si concretizzerà sabato e domenica prossimi nell’edizione 2013 della “Mostra dell’Artigianato Artistico Varesino”. Una manifestazione imperdibile anche da questo punto di vista. Sono davvero tantissimi gli aspetti che rendono super una manifestazione di questo genere. Così come la ceramica che resta una tradizione tipica del Varesotto, una tradizione che si riesce a rinnovare grazie alla maestria di interpreti di straordinaria grandezza.

L'artigiano del verde con la passione per le fontane Da 10 anni ormai c'è un riferimento nella creazione e nelle manutenzioni delle aree verdi. Da qualche anno Progetto Giardino di Galli Raul sta sviluppando anche un altro filone di grande interesse e pregio. Quello della realizzazione delle fontane: opere ornamentali prodotte artigianalmente e, come tali, possono essere personalizzate secondo le esigenze del singolo cliente diventando così uniche ed esclusive. La mostra dell'artigianato sarà l'occasione propizia per mostrare le creazioni di un progetto parallelo nel quale c'è tantissima passione. <Porterò – dice Raul – anche il rendering con i modelli che devono essere anco-

ra realizzati. Quella delle fontane è una proposta ulteriore per il cliente, a me piacciono, ho passione nel disegnarle e spero che possano incontrare l'apprezzamento anche di altre persone>. Le fontane ornamentali sono prodotte artigianalmente e, come tali, possono essere personalizzate secondo le esigenze del singolo cliente diventando così uniche ed esclusive. La creatività e l'innovazione rappresentano un concentrato che nell'attività di artigiano non può mancare. La costruzione di queste fontane è completamente in acciaio inox e la finitura superficiale può essere a specchio, satinata o sabbiata.

Artigiani nella letteratura: Mastro Geppetto

Il grande Collodi racconta Pinocchio Anche la letteratura è zeppa di esempi le cui storie traggono spunto dalla vita degli artigiani. Uno dei più famosi è senza ombra di dubbio Pinocchio di Collodi, il burattino di legno creato da Mastro Geppetto che dopo mille peripezie si trasforma in un uomo. La magia dell'artigiano che con un tocco ha saputo dare la vita a un pezzo di legno tramutatosi tra mille sorprese in un burattino in grado di parlare, camminare, correre e persino di provare sentimento. Collodi è stato ispirato da uno dei mestieri più antichi della storia. Un lavoro dal grande fascino che continua a resistere nonostante le grandi difficoltà del momento. La vecchia bottega artigiana è il contesto in cui il

burattino più famoso del mondo è forgiato. Gli attrezzi utilizzati dal falegname gli hanno dato una forma. Tutto ha avuto vita grazie a uno scalpello, all'abilità di un falegname e alla passione profusa dal maestro artigiano. Sì perché ogni oggetto diventa animato sotto i colpi di un artigiano. Ogni manufatto dice qualcosa anche se non parla come Pinocchio ma il sentimento lo inonda dandogli una sua vitalità, una sua originalità. Il mondo artigiano ha ispirato, non solo il mondo della letteratura, ma anche quello della musica, della cinematografia. Perché essere artigiani vuol dire anche essere artisti, creatori di oggetti e produttori di felicità e soddisfazione.


LA PROVINCIA

VII

SABATO 19 OTTOBRE 2013

SPECIALE

ART-ART

A cura di SPM Pubblicità

La star di Malnate alla mostra dell'artigianato

All'evento varesino si parla anche di grandi Chef

Roberto Valbuzzi, il giovane chef malnatese ormai star ai fornelli televisivi, torna a Varese e nella giornata di oggi (sabato 19 ottobre, ndr) sarà tra i protagonisti della serata di premiazione della Mostra dell’Artigianato Artistico in programma nel fine settimana alle Ville Ponti. Con inizio alle ore 21.00, nel salone di Villa Napoleonica, saranno infatti resi noti i nomi delle opere che, tra le 65 presentate al pubblico dai maestri artigiani della provincia di Varese, saranno state segnalate al pubblico da una giuria presieduta da Sabrina Sguanci, una delle responsabili di Artex, la principale rassegna internazionale dell’Artigianato Artistico che si svolge ogni anno a Firenze. Giuria che compren-

de anche l’architetto Andrea Ciotti, quale referente dell’Associazione Italiana per il Disegno Industriale, la direttrice del Museo Baroffio del Sacromonte Laura Marazzi e appunto Roberto Valbuzzi. Perché dunque un cuoco in una rassegna dedicata all’artigianato artistico come la mostra realizzata da PromoVarese, azienda speciale dalla Camera di Commercio, insieme a Confartigianato Imprese Varese e Cna Varese e con la partecipazione di Provincia e Comune di Varese? Semplicemente perché la presenza di questo giovane, ma già affermato chef offrirà l’occasione di approfondire quel rapporto tra cucina e creatività. In effetti la creatività che è poi il fulcro d ogni cosa, che è il propulso-

re di questa straordinaria attività è tipica anche nelle attività artigianali. La passione è tutto ma la creatività e quel qualcosa in più che ti permette di inventare in ogni campo e settore. E cosa c'è di più creativo di un piatto in cucina che può essere preparato in mille modi?Il filo conduttore è quello dell'innovazione attraverso l'originalità. Rapporto tanto più rilevante dal momento che il tema ispiratore delle opere in mostra quest’anno alle Ville Ponti è quello dell’Expo2015: “Il cibo fonte di vita e energia, momento d’incontro e condivisione anche tra differenti culture”. Cresciuto nel ristorante dei genitori, il “Crotto Valtellina” di Malnate, e nell'agriturismo gestito dai nonni

a Mornago, a soli ventitré anni Roberto Valbuzzi è uno degli chef più giovani e talentuosi del panorama culinario italiano, divenuto famoso con le sue trasmissioni su Gambero Rosso Channel (l'attuale si chiama "30 per 30") e per le sue rubriche su Vero TV e La5. «Entrare nella cucina voleva dire stare con mamma e papà – ha dichiarato Valbuzzi –. E quando non ero con loro, ero con i nonni, nell'agriturismo che gestiscono e da cui provengono gran parte dei prodotti che ancora adesso si cucinano al ristorante. Il mio rapporto con la cucina e con i prodotti della terra è nato in quel luogo. Da quando, ancora piccolo, andavo nell'orto a raccogliere i pomodori con cui poi mi preparavo la merenda». Un grandissimo talento dei fornelli che ora si destreggia in Tv tra programmi specifici di alto gradimento. Il ragazzo di Malnate ci è arrivato con tanti sacrifici e davvero grazie a una grandissima passione per il buon cibo e per la cucina. Recentemente, poi, in occasione del progetto “arte e cibo” al MART di Trento, si è cimentato in showcooking alternandosi a grandi nomi della cucina, da Gualtiero Marchesi a Bruno Barbieri e a Claudio Sadler. «Certo, il rapporto tra arte e cucina è qualcosa di sempre più unico – sottolinea proprio Valbuzzi –. Il cibo sta diventando in misura ogni giorno maggiore arte, che a sua volta appare come un vero e propri specchio del cibo. Sono diversi ormai gli artisti che s’ispirano proprio a quello che è il lavoro di uno chef che compone un bel piatto. E viceversa le linee geometriche, le forme e i colori dell’arte sono d’ispirazione per la composizione dei piatti».

La bottega

Romantica, tradizionale e bella C'è un luogo che nell'immaginario collettivo gode di una suggestione e di un romanticismo che va al di là di ogni cosa. Pensare alla bottega e alla sua tradizione è un piacere perché rappresenta non solo la storia sociale ma anche quella culturale di un paese. Respirare aria di bottega è come raccontare la storia dall'inizio. Una bottega, un atelier rappresentano il senso romantico non solo dell'artigiano, secondo la visione più tradizionale, ma anche della società in cui il locale è inserito. Dal punto di vista dell'origine del termine la bottega è un piccolo esercizio commerciale, generalmente affacciato sulla pubblica via e composto da un ambiente deputato alla vendita e da un adiacente laboratorio artigianale ove si lavorano le merci. A partire dal XIX secolo, la crescente industrializzazione dei prodotti ha causato la graduale trasformazione delle botteghe propriamente dette, suddividendole in esercizi a prevalente vocazione commerciale e in attività prevalente-

mente artigianali. Per questo motivo, ad esempio, sia un negozio di salumeria che un laboratorio di falegnameria vengono comunemente definiti botteghe. Ma la bottega è un concetto che resiste che va al di là di un processo di sviluppo economico. La bottega è un'idea romantica, è il luogo dove si creano gli oggetti, dove la creatività e la magia diventano un tutt'uno. È un luogo simbolo della città stessa, un punto di riferimento del tempo che fu, di quello presente e del futuro. La classica bottega è ormai in estinzione ma il suo eco resterà nella storia per come ha caratterizzato dal punto di vista sociale ogni aspetto di una città. Il processo industriale ha subito una forte accelerazione dal secondo dopoguerra determinando la quasi totale scomparsa delle botteghe, ovvero di attività miste commercialiartigianali. Attualmente gli esempi di bottega rimasti sono principalmente costituiti da piccole attività artigianali.


VIII

LA PROVINCIA SABATO 19 OTTOBRE 2013


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