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LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.

I personaggi di questa storia ti coinvolgeranno fin dalle prime pagine: ci sono uno scienziato curioso e temerario, un servitore fedele e con un buon senso dell’umorismo, un capitano misterioso e temibile, ma anche capace di nobili sentimenti. • Glossario dei principali termini scientifici • Incontro immaginario con l’autore • Attività di comprensione ispirate alla metodologia Invalsi • Caffè letterario

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www.leggermente.info Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 7,70

VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI

Ventimila leghe sotto i mari

Jules Verne

Se vuoi compiere un viaggio a bordo di un sottomarino, questo è il romanzo che fa per te. Perché mai intraprendere una simile avventura? Perché sotto il mare si apre un mondo sconosciuto, perché il Nautilus ogni tanto emerge e visita luoghi inesplorati, perché all’interno delle pareti di lamiera succedono strane cose che forse tu riuscirai a spiegare. Il viaggio del Nautilus è un’esperienza incredibile e avvincente, che trascina il lettore sul fondo del mare, alla scoperta di luoghi inesplorati e delle meraviglie della natura.

I GRANDI CLASSICI

Invito alla lettura

I GRANDI CLASSICI

Jules Verne

VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI A cura di Marcella Papeschi


Capitolo 1

Strani eventi L’anno 1866 fu caratterizzato da eventi misteriosi. Alcune navi avvistarono in alto mare un oggetto enorme, lungo, a tratti luminescente, più grande e veloce di una balena. I giornali di bordo concordavano sulla velocità incredibile dei suoi movimenti e sulla potenza da cui sembrava animato. Se era un cetaceo, aveva dimensioni maggiori di tutti quelli che la scienza avesse mai descritto fino ad allora: si diceva addirittura che fosse lungo duemila metri e largo mille. Ma vediamo ora, con maggior dettaglio, quali furono i fatti che portarono a supporre l’esistenza di quella creatura misteriosa. Nel luglio di quell’anno, il capitano Backer della nave a vapore Governor, al largo delle coste australiane, credette di trovarsi di fronte a uno scoglio sconosciuto quando, improvvisamente, due colonne d’acqua s’innalzarono dal suo dorso sibilando per centinaia di metri. Undici giorni dopo, in un punto dell’Atlantico tra gli Stati Uniti e l’Europa, vennero segnalati ancora due avvistamenti e l’esistenza del mostro divenne una certezza. Parlare della creatura misteriosa diventò di moda, se ne discuteva nei bar, per le strade; nei teatri si rappresentavano spettacoli con mostri informi, i giornalisti facevano a gara per chi raccoglieva più notizie e si formarono le fazioni di chi credeva alla sua esistenza e di chi rimaneva scettico. Dopo qualche mese la faccenda si ridimensionò, ma l’anno successivo accaddero nuovi fatti. 6


Capitolo 1

Il 5 marzo 1867 il Moravian, della Montreal Ocean Company, urtò contro un masso che nessuna carta segnalava in quei paraggi. Se la qualità dello scafo non fosse stata ottima, è fuori di dubbio che il bastimento si sarebbe spaccato affondando con tutti i centotrentasette passeggeri che riconduceva in Canada. L’incidente era capitato verso le cinque del mattino, quando il giorno baluginava appena. Gli ufficiali di turno si precipitarono immediatamente sul ponte, esaminarono l’oceano con la massima attenzione, ma videro soltanto un forte risucchio a circa seicento metri. Il fatto, gravissimo in sé, sarebbe forse passato nel dimenticatoio come tanti altri, se tre settimane dopo, non si fosse riprodotto in condizioni identiche. La nave Scozia si trovava al 15° di longitudine e al 45° di latitudine. Filava con sveltezza e le ruote battevano il mare con regolarità perfetta. Mentre i passeggeri erano riuniti nel salone per il tè del pomeriggio, un urto quasi insensibile si produsse sullo scafo. La collisione era stata così leggera che nessuno a bordo se ne era accorto, fino a quando i macchinisti non avevano lanciato l’allarme: la nave stava imbarcando acqua. Sulle prime i passeggeri furono colti dal panico, poi il capitano Anderson si affrettò a rassicurarli, il pericolo non poteva essere imminente: la Scozia, divisa in sette scompartimenti stagni, era assolutamente in grado di affrontare una falla senza conseguenze. Il viaggio continuò e la nave, dopo tre giorni di ritardo, approdò alla meta. Ce n’era abbastanza per scaldare di nuovo l’opinione pubblica. Da quel momento, infatti, tutti gli incidenti 7


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Ventimila leghe sotto i mari

Marinai e meccanici si precipitarono al timone e ai motori, la fregata si mosse, poi si arrestò e ruotò su se stessa descrivendo un semicerchio. “Timone a dritta! Macchina avanti!” gridò il comandante. Furono eseguiti gli ordini e la fregata s’allontanò rapidamente dalla fonte di luce, o meglio, avrebbe dovuto allontanarsi, ma quell’essere soprannaturale si avvicinava ancora a noi con velocità doppia. Eravamo senza fiato. Lo stupore, più ancora della paura, ci faceva stare zitti e immobili. L’animale, come giocando, fece il giro della fregata e l’avvolse nel suo chiarore come in una scia luminosa. Ma ecco che tornava ad allontanarsi lasciando una scia come una locomotiva a vapore; ma all’improvviso, nuovamente, raggiunse l’Abraham Lincoln. Si fermò di colpo vicinissimo allo scafo, la luce si interruppe per ricomparire dopo qualche secondo al lato opposto della nave. Da un minuto all’altro avrebbe potuto colpirlo e l’urto sarebbe risultato fatale per tutti gli uomini dell’equipaggio. La fregata piegò ancora all’indietro. Praticamente stavamo fuggendo anziché inseguire. Verso mezzanotte la cosa sparì: o meglio, si spense come una grossa lucciola. Era fuggita? Bisognava temerlo più che sperarlo. Si decise comunque di rimandare la caccia alle prime luci dell’alba, ma verso l’una di notte si udì un fischio assordante, come quello di una violenta colonna d’acqua sparata fuori al massimo della pressione. “Ned Land — chiesi al fiociniere — le ha mai sentito fischiare le balene?” “Spesso, signore: ma non di quelle che possono procurarti duemila dollari”. 24


Incontro Titoloimmaginario con l’autore Jules Verne (1828-1905)

  Jules Verne, lei che ha trattato il tema del viaggio in chiave fantastica, era appassionato di viaggi? Eccome se mi piaceva viaggiare! Il primo viaggio lo feci di nascosto dai miei genitori imbarcandomi come mozzo su una nave in partenza per le Indie. Avevo undici anni, mio padre venne a prendermi al primo scalo.   Molto intraprendente come ragazzo! Sì, e pensi che quello era un viaggio che avrei voluto fare per amore. Avevo una bellissima cugina ed ero innamorato follemente di lei. Sapevo che nel mare delle Indie si trovavano fantastici coralli e così avevo pensato di andarli a raccogliere personalmente per donarle una collana.   Ma come era riuscito a imbarcarsi? Un pomeriggio, in piazza, incontrai un ragazzo della mia età che faceva il marinaio e che si lamentava del suo imminente viaggio. Gli proposi di sostituirmi a lui e mi presentai alla partenza con falso nome. La nave salpò dalla Loira, il fiume vicino casa, per poi proseguire verso l’Oceano Atlantico.   Come reagirono i suoi genitori? Quando mia madre mi rivide pianse come una fontana. Mio padre invece era arrabbiatissimo!

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  Che futuro voleva suo padre per lei? Non voleva certo farmi fare il marinaio, preferiva diventassi avvocato e mi obbligò a studiare Giurisprudenza. Sono arrivato alla laurea senza appassionarmi a quegli studi che però si sono rivelati utili dopo il matrimonio, quando ho fatto l’agente di borsa.   Come ha preso la decisione di fare lo scrittore? Mi è sempre piaciuto scrivere. Da piccolo componevo dei poemetti che recitavo in famiglia; poi a Parigi, durante gli anni dell’università, scrissi qualche commedia per un teatro locale. Ma come ho già detto, per mantenermi inizialmente dovetti fare altro.   Quando è riuscito a dedicarsi completamente al mestiere di scrittore? Avevo trentacinque anni quando conobbi Jules Hetzel, un libraio di Parigi che aveva una piccola casa editrice. Gli portai un manoscritto sui palloni aerostatici: le mongolfiere. Bene: Jules vide in quel saggio la base per un romanzo. Mi chiese di riscriverlo inserendoci una trama e così feci. Fu pubblicato nel 1863, nello stesso anno in cui Nadar, fotografo


di fama, ebbe un incidente con la sua mongolfiera. Questo fatto, insieme alla curiosità per il volo che l’essere umano ha sempre avuto, hanno contribuito al successo del romanzo. Due anni dopo ho scritto Viaggio al Centro della Terra e Dalla Terra alla Luna: i due romanzi hanno avuto un gran successo e da allora ho iniziato a guadagnarmi da vivere con il solo mestiere di scrittore.   Passiamo adesso al suo romanzo più famoso, Ventimila leghe sotto i mari. Quando è nata l’idea di scriverlo? Il mare è sempre stato la mia passione. Ho viaggiato nell’Europa del Nord e nel 1867 ho affrontato con mio fratello la grande traversata in mare verso gli Stati Uniti. Nel ’70 ho partecipato come guardacoste alla guerra franco-prussiana. Quando abitavo all’estuario della Somme possedevo una mia imbarcazione e andavo su e giù per il canale della Manica. Certo non ho fatto mai viaggi con un sottomarino, con il corpo intendo.   Intende dire che con la fantasia sì? Certamente. Con la fantasia ho visto cose che nessun uomo della mia epoca ha mai visto. Forse non immaginavo che ai tempi vostri, giovani lettori del 2000, certi viaggi si sarebbero trasformati in realtà.   Nel romanzo le descrizioni di ambienti, situazioni e personaggi sembrano reali. Come ha potuto costruire pagine così verosimili? Ho sempre letto molto; a scuola non ero

un alunno modello, ma amavo Scienze e Geografia. Sono riuscito a utilizzare le mie conoscenze per costruire trame avventurose che al pubblico piacciono molto. La vita è complicata, bisogna trovare il modo di far sognare i lettori.   A chi consiglierebbe di leggere il suo romanzo? Sicuramente ai giovani. Mi piacerebbe che imparassero ad amare il mare, ma non solo, anche tutte le creature che lo abitano, i segreti che nasconde, le storie che lo hanno attraversato.   Non pensa che il capitano Nemo possa essere un esempio negativo per un giovane lettore? No. Innanzitutto Nemo amava la natura e la rispettava. Amava anche l’umanità, ma solo di un certo tipo: infatti ospita a bordo i naufraghi dell’Abraham Lincoln, quando avrebbe potuto lasciarli annegare in mezzo al mare. Certo, la sua decisione di allontanarsi dal mondo lo porta a compiere fatti deplorevoli, ma questa storia può essere letta anche in modo allegorico.   Cosa intende con “allegorico”, dottor Verne? Vuole che io le spieghi il significato profondo della mia opera? Ma allora svelerei proprio tutto... e che cosa lascerei da scoprire ai miei giovani lettori?

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Intervista Titolo all’illustratrice - Barbara Petris   Com’è nata la tua passione per il disegno? È nata e cresciuta con me, una sorta di predisposizione naturale che ho fin dai tempi dell’asilo (quando vendevo i miei scarabocchi ai compagni, mille lire l’uno!). Il mio è stato un percorso, non ho fatto altro che assecondare questo mio “dono”, anche attraverso le scelte scolastiche. Tutto è cominciato dalla volontà di riprodurre quello che i miei occhi vedevano il più fedelmente possibile, quasi a volerlo catturare. Poi, con il tempo ed una sempre maggiore consapevolezza, ho imparato a deformare e a plasmare quello che imprigionavo sul foglio attraverso la fantasia.   Che cosa caratterizza il tuo stile? Non è semplice rispondere a questa domanda. Penso che le caratteristiche del mio stile siano l’armonia della composizione, il dialogo tra gli elementi, la suggestione dell’atmosfera e il movimento che cerco di infondere all’immagine attraverso la luce. Questi sono gli aspetti su cui pongo molta attenzione. E poi le tonalità fredde vincono sempre su quelle calde.   Qual è la regola per essere un bravo illustratore? Non pensare di fare l’artista perché quello dell’illustratore è un mestiere che va costruito e consolidato. Per questo un buon illustratore, secondo me, dovrebbe sempre tentare di migliorare, tenersi

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aggiornato, osservare ed imparare da tutto il panorama creativo. L’obbiettivo è quello di proporre uno stile autentico, che con la sua immediatezza possa coinvolgere le persone.

  Sei anche una buona lettrice? Quando ero più piccola non lo sono stata affatto, lo ammetto, ma ora mi sto rifacendo alla grande: non vado a dormire se prima non leggo le pagine di qualche romanzo. Niente fumetti, né prima né ora (al contrario di molti miei colleghi) e non ho un genere preferito. Mi ha fatto piacere andare a riscoprire e illustrare un grande classico come Ventimila leghe sotto i mari.   Che cosa ti ha colpito di questo romanzo? Sicuramente il fascino di un’epoca grandiosa in cui tutto sembrava possibile e l’uomo aveva ancora molte cose da scoprire e da inventare. Inoltre mi hanno colpito il carattere scientifico della narrazione e le dettagliate descrizioni da reportage.   Che libro consiglieresti a noi ragazzi? Vi consiglierei La Storia Infinita di Michael Ende.   Un messaggio importante: Più che un messaggio importante, un consiglio: rileggete i romanzi classici per ragazzi anche quando sarete più grandi, perché sarà divertente poter confrontare le diverse impressioni che vi susciteranno.


Dizionario mitologico

Glossario

Albatro: volatile marino con l’apertura alare più ampia fra tutti gli uccelli (fino a 4 metri). Utilizza le correnti e i venti per effettuare lunghissimi voli. Anemone di mare: è un tipo di polipo urticante che vive nei fondali marini abbarbicato alle rocce. Per forme e colori può essere paragonato al fiore da cui prende il nome. Archiotherium: mammifero preistorico simile al maiale. Atlantide: isola leggendaria il cui mito è menzionato per la prima volta dagli antichi greci. Si riteneva che fosse la sede di una grande potenza navale. Babirussa: è un parente del cinghiale comune, dotato di quattro zanne ricurve; è una specie rara dell’arcipelago malese. Balisti: pesci armati di pungiglioni sul dorso. Balistica: scienza che studia i problemi relativi al moto dei proiettili lanciati dalle armi da fuoco. Banchisa: massa di ghiaccio galleggiante di spessore superiore ai tre metri. Beccacce di mare: uccelli marini dal lungo becco adatto alla pesca e alla cattura dei molluschi. Bisso di conchiglia: è una sostanza prodotta da una particolare conchiglia, costituita da filamenti simili alla seta. Nel passato veniva lavorato per filare tessuti molto preziosi; attualmente la conchiglia è protetta e a rischio di estinzione. Verne usa il termine anche per indicare la parte molle con cui le conchiglie aderiscono alla roccia. Bivalva: conchiglia composta da due parti (valve) che aderiscono fra loro. Calamaro gigante: è una specie di polpo che vive lungo le coste del Nord America che può arrivare a pesare più di settanta chili; è una specie non aggressiva verso l’uomo, ma possiede fortissimi tentacoli in grado di catturare anche piccoli squali. Per le sue dimensioni ha alimentato leggende sulle piovre e i mostri marini.

Caucciù: gomma ricavata dal lattice di alcune piante. Cefalopodo: ordine dei molluschi a cui appartengono i polpi e i calamari. Cheropotamus: animale preistorico simile all’ippopotamo. Chiglia: grossa trave che percorre l’imbarcazione da poppa a prua. Cicloptero: pesce dal corpo tondeggiante e tozzo, comunemente chiamato lompo. Conchigliologo: studioso ed esperto di conchiglie. Cornularia: organismo marino che vive in colonie sui fondali e che produce dei piccoli polipi bianchi, alti circa un centimetro. Dattero di mare: mollusco bivalve dalla forma allungata e sottile. Ebano: legno pregiato compatto e scuro di un albero dell’arcipelago malese. Echinoderma: organismo marino con lo scheletro composto da parti calcaree. La stella marina appartiene al gruppo degli echinodermi. Fiociniere: addetto al lancio della fiocina (arpione terminante con punte di ferro) utilizzata per la cattura dei pesci. Fregata: è il nome utilizzato in differenti periodi storici per nominare molti tipi di nave da guerra. Geologia: scienza che studia il pianeta Terra, la sua composizione e i processi della sua formazione. Hiracotherium: primo precursore conosciuto del cavallo. Idrografia: scienza che studia le acque marine e terrestri. Jardin des Plantes: principale orto botanico della Francia. Longitudine e latitudine: coordinate geografiche che fanno riferimento all’equatore e al meridiano di Greenwich, utilizzate per localizzare un luogo sul globo terrestre. Maelstrom: è un fenomeno simile a un gorgo causato dalla marea lungo le co-

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Percorsi di lettura CAMMIN FACENDO 1 Strani eventi scombussolano la vita dei mari del 1866. Cosa viene avvistato? a) Un veliero di pirati b) Un oggetto enorme a tratti luminescente c) Un gigantesco branco di meduse d) Un pesce volante di razza ignota

2 Chi racconta la storia? a) La voce dell’autore Jules Verne b) Il capitano Nemo c) Lo studioso Aronnax d) Abramo Lincoln

3 La storia è narrata in quale persona? a) Terza persona dal punto di vista di Aronnax b) Prima persona c) Seconda persona d) Terza persona dal punto di vista dell’autore

4 A che cosa si riferisce l’autore quando nomina Consiglio? a) All’esperto di carte nautiche dell’Abraham Lincoln b) Al domestico di Aronnax c) Al direttore del giornale locale d) Al marinaio del Nautilus

5 Che lavoro fa Aronnax? a) Il giornalista b) Il professore e ricercatore c) Il marinaio d) Il cacciatore di balene

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Percorsi di lettura 6 Metti in ordine temporale i seguenti fatti, numerandoli da 1 a 4. □ Pierre Aronnax sale sul Nautilus □ Il capitano Nemo salva un pescatore di perle □ Il Nautilus viene attaccato da alcuni indigeni □ Ned Land il fiociniere crede che la misteriosa creatura sia un calamaro gigante 7 Quando si trovano sull’Abraham Lincoln chi è il primo a scorgere lo strano oggetto? a) Aronnax b) Consiglio c) Il comandante della Abraham Lincoln d) Ned Land 8 Come i protagonisti riescono a salire sul sottomarino? a) Vengono sbalzati in mare e soccorsi dal Nautilus che li vuole salvare b) Catturano il Nautilus e salgono per esplorarlo c) Stanno per affogare, ma il Nautilus per caso li salva emergendo dalle acque d) Il capitano Nemo decide di farli salire perché si sente solo

9 In che lingua parlano gli uomini dell’equipaggio del Nautilus? a) In inglese b) In tedesco c) In una lingua sconosciuta d) In latino 10 Qual è il motto del Nautilus, scritto intorno alla N su ogni oggetto del sottomarino? a) Mobilis in mobile b) Nobilis in mobile c) Mobilis in immobile d) Immobilis in mobile

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