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M.C. Gagliati • A. Marinoni • P.A. Salsa

TUTTO CHIARO fonologia e morfologia riflessione sulla lingua italiana per la scuola secondaria di primo grado

A


Tutto chiaro Riflessione sulla lingua italiana per la scuola secondaria di I grado Di M.C. Gagliati, A. Marinoni, P.A. Salsa Tomo A - Fonologia e Morfologia Consulenza alla progettazione: Fabio Cioffi Revisione e aggiornamento: Simonetta Bovi Coordinamento editoriale: Beatrice Loreti Progetto grafico, impaginazione e revisione: ABC, Milano Art director: Marco Mercatali Responsabile di produzione: Francesco Capitano

Tutto chiaro Tomo A + B + C + CDROM ISBN 9788846828194 Disponibile anche separatamente: Tutto chiaro. A Fonologia e Morfologia + CDROM ISBN 9788846827845 Guida per l’insegnante ISBN 9788846827876 Le fotocopie non autorizzate sono illegali. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore. Stampato in Italia presso Grafiche Flaminia – Foligno 10.83.059.0

Copertina: Adami Design © 2010 Eli – La Spiga Via Soperga, 2 Milano Tel. 022157240 info@laspigaedizioni.it www.laspigaedizioni.it Eli Via Brecce – Loreto Tel. 071750701 info@elionline.com www.elionline.com.

La casa editrice La Spiga e l’ambiente La casa editrice La Spiga usa carta certificata FSC per tutte le sue pubblicazioni. È un’importante scelta etica, poiché vogliamo investire nel futuro di chi sceglie ed utilizza i nostri libri sia con la qualità dei nostri prodotti sia con l’attenzione all’ambiente che ci circonda. Un piccolo gesto che per noi ha un forte significato simbolico. Il marchio FSC certifica che la carta usata per la realizzazione dei volumi ha una provenienza controllata e che le foreste sono state sottratte alla distruzione e gestite in modo corretto.


Introduzione Il corso Tutto chiaro si propone come un programma completo di riflessione sulla lingua in grado di fornire agli studenti la conoscenza approfondita del codice linguistico, una serie di competenze in linea con le disposizioni ministeriali ed efficaci strumenti comunicativi. Caratteristiche dell’opera sono la chiarezza espositiva, affiancata da ricchezza di esemplificazioni, esposizione teorica completa ma nello stesso tempo essenziale, abbondanza di esercizi per la preparazione individuale e in funzione della valutazione. La varietà delle proposte didattiche consente all’insegnante di scegliere il percorso più idoneo per realizzare un curricolo attento alle esigenze specifiche degli alunni, offrendo l’opportunità di creare piani di studio personalizzati. Strumento agile, il corso è stato pensato come una serie di testi adatti alla comprensione e alla memorizzazione degli argomenti, in grado di far acquisire e consolidare le conoscenze in funzione delle competenze linguistiche che l’allievo deve raggiungere nella scuola secondaria di primo grado. Il linguaggio utilizzato è semplice e ben calibrato sulle capacità di comprensione degli studenti di questa fascia d’età. I contenuti proposti coniugano armoniosamente sintesi ed esaustività delle spiegazioni teoriche, il tutto in una veste grafica moderna e attraente. All’esposizione teorica si alternano i box di approfondimento linguistico, la mappa conclusiva al termine di ogni sezione, interessanti curiosità inerenti il confronto con le altre lingue comunitarie e argomenti di interesse culturale più ampio, trattati in apposite schede, che costituiscono spunti per collegamenti interdisciplinari. Al termine di ciascun argomento teorico ci sono numerosissime verifiche graduate, organizzate secondo differenti livelli di difficoltà segnalati graficamente (uno, due o tre pallini) e verifiche conclusive. Inoltre, ogni volume presenta, in chiusura, una serie di schede di esercitazione per le verifiche e/o in funzione dell’autovalutazione (l’insegnante in questo caso fornirà agli alunni le chiavi di correzione presenti in guida). Il corso si articola in tre tomi, dedicati uno agli elementi di fonologia e di morfologia con ampi cenni all’ortografia (A), uno alla sintassi della frase semplice e composta (B) e uno, triennale, alla comunicazione e ai testi (C). Nel tomo A, dedicato alla trattazione di fonologia, ortografia e morfologia, l’esposizione teorica è rigorosa ma, contemporaneamente, di facile comprensione; ogni argomento è seguito con puntualità da batterie di esercizi.

3


La tipologia delle proposte operative, graduate per livello di difficoltà, comprende esercizi di riconoscimento, di classificazione, di applicazione con la tecnica del completamento, della trasformazione, della correzione, della produzione. Seguono esercizi di verifica conclusiva. Consigli pratici per l’analisi grammaticale, con gli esercizi relativi, e prove di consolidamento e potenziamento chiudono il volume. Il filo conduttore dei box di interesse culturale è costituito dall’approfondimento di alcuni aspetti della lingua italiana. Il tomo B, dedicato alla sintassi, presenta la trattazione completa dell’analisi della proposizione e del periodo, proposta non solo come un approfondimento metalinguistico della struttura della frase e del periodo, ma in funzione dell’acquisizione di competenze specifiche rispetto all’uso della lingua. La struttura di questo tomo è identica a quella del tomo A: tutti gli argomenti sono completati da batterie di esercizi, una sintesi finale in forma di mappa concettuale, verifiche graduate e verifiche conclusive. Sono anche presenti consigli pratici per l’analisi logica e del periodo con relative esercitazioni. Al termine del tomo B è inserita un’importante sezione dedicata al metodo di studio, definito la scatola degli attrezzi dello studente. Si è ritenuto infatti di fornire nei primi due tomi del corso gli strumenti tecnici per acquisire le competenze necessarie e completare l’offerta didattica con indicazioni indispensabili sul metodo, per mettere in pratica al meglio le abilità linguistiche conseguite. Il tomo C, Comunicazione e testi, si apre con l’analisi della comunicazione e della lingua, in rapporto alle abilità linguistiche ad essa connesse, alla conoscenza delle tipologie testuali (ipertesto compreso) funzionali ai vari profili comunicativi e all’analisi del testo letterario, con particolare attenzione alle figure retoriche e a nozioni di base di metrica. Anche questo tomo propone esercitazioni utili all’acquisizione di competenze specifiche e legate alla conoscenza della lingua e alla sua applicazione pratica. Il filo conduttore dei box di interesse culturale è costituito dall’informatica. In conclusione è presente il Laboratorio Gutenberg, una interessante sezione dedicata a percorsi di scrittura giornalistica e di avvicinamento alla lettura del quotidiano. Completa l’opera la Guida per l’insegnante, che propone indicazioni metodologiche sul corso, test d’ingresso e prove di verifica per la valutazione. Gli esercizi, strutturati in base alle esigenze delle fasce di rendimento degli allievi (prove strutturate in esercitazioni formative, sommative, di recupero e di consolidamento) consentono all’insegnante ampia possibilità di osservazione del livello di apprendimento raggiunto da ogni singolo alunno. Nella guida sono inseriti anche test d’uscita, le soluzioni di tutte le verifiche ivi contenute e quelle delle schede di verifica in chiusura dei volumi per gli alunni. La parte finale della guida contiene le prove Invalsi, indispensabili per la preparazione specifica degli studenti del terzo anno in vista dell’esame di Stato. Infine una sezione è dedicata all’Italiano come seconda lingua, con spiegazioni teoriche ed esercitazioni pratiche.

4


INDICE INTRODUZIONE

................................................................

3

gl

.....................................................................................................

42

gn

.......................................................................................................

43

mp/mb

FONOLOGIA

..................................................................

Dai primi segni di scrittura all’alfabeto .................................................................................... 1. FONEMI E GRAFEMI ................................................................ 2. ALFABETO ............................................................................................... 3. LETTERE STRANIERE ................................................................ CURIOSITÀ

• A/Z - Alfa/omega

CURIOSITÀ

• Pi greco

11

14 15 15

.......................................

15

..................................................................

16 16

VERIFICHE GRADUATE ......................................................... DITTONGO, TRITTONGO, IATO .............................. VERIFICHE GRADUATE ......................................................... CONSONANTI .................................................................................... DIGRAMMI E TRIGRAMMI ............................................... VERIFICHE GRADUATE ......................................................... SILLABE ......................................................................................................

17

6. 7. 8.

8.1. Dividere in sillabe

19 20 20

43

........................................................

43

..................................................................................

44

12.4. Consonanti doppie

.........................................................

45

IN SINTESI ......................................................................................................... Il dizionario .................................................................................. VERIFICHE CONCLUSIVE .........................................................

51

VERIFICHE GRADUATE

MORFOLOGIA

.......................................................

Parti variabili del discorso

Elementi di morfologia .......................................

57

23

1. ARTICOLO ...............................................................................................

58

24

1.1. Articoli determinativi

....................................................

• La parola articolo

25

Le forme dell’articolo determinativo

26

Gli usi dell’articolo determinativo

CURIOSITÀ

........................................

................

60

.....................................................

60

28

CURIOSITÀ

• Regionalismi

30

CURIOSITÀ

• I nomi dei giorni

..........................................

61

.........................................................

62

.........................................................................

31

1.2. Articoli indeterminativi

.....................................................................................

32

Le forme dell’articolo indeterminativo

VERIFICHE GRADUATE ......................................................... 11. PUNTEGGIATURA .........................................................................

34

Gli usi dell’articolo indeterminativo

36

VERIFICHE GRADUATE

11.1. I segni di punteggiatura pausativi

................

36

1.3. Articoli partitivi

11.2. I segni di punteggiatura espressivi

..............

38

..............................................................

38

VERIFICHE GRADUATE ......................................................... 12. REGOLE ORTOGRAFICHE ....................................................

40

12.1. Maiuscole

..................................................................................

12.2. Suoni particolari c/q

41

.................................................................

42

.....................................................................................................

42

......................................................................................

42

....................................................................................................

42

........................................................................................................

42

ccu/qqu cqu sc

41

58 59

VERIFICHE GRADUATE

11.3. I segni ortografici

58

........

30

10.3. Apocope

55

22

VERIFICHE GRADUATE ......................................................... 9. ACCENTI ................................................................................................... VERIFICHE GRADUATE ......................................................... 10. ELISIONE, TRONCAMENTO, APOCOPE ........ 10.2. Troncamento

54

56

24

.........................................................................................

52

........

............................................................

10.1. Elisione

43

...............................................

12.3. Le parole in -cia / -gia 12.5. Uso dell’h

12

4. VOCALI ....................................................................................................... 5.

........................................................................................

...............................................

64

.......

64

...........

64

.........................................................

64

.....................................................................

66

.....

66

.........................................................

67

IN SINTESI ......................................................................................................... L’evoluzione dell’articolo dal latino ai giorni nostri .............................. VERIFICHE CONCLUSIVE ......................................................... 2. NOME O SOSTANTIVO .........................................................

69

Le forme e gli usi dell’articolo partitivo

VERIFICHE GRADUATE

CURIOSITÀ

• Nome o sostantivo

VERIFICHE GRADUATE

70 71 74

...................................

74

.........................................................

74

5


SIGNIFICATO DEL NOME

77

3.6. Struttura dell’aggettivo qualificativo ............ 130 CURIOSITÀ • Stakanovista ...................................................... 130

......................

77

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

78

3.7.

........................................................

2.1. Nomi comuni e nomi propri CURIOSITÀ

• Nomi propri di persona

VERIFICHE GRADUATE

....................................................................

134

...................................

79

Grado comparativo

.........................................................

80

Grado superlativo

......................................................

134

...........................................................

135

.........................................................

82

.......................................................................

84

................

...........................................................

84

VERIFICHE GRADUATE

..................................................................

84

AGGETTIVI DETERMINATIVI

.......................................

85

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

2.5. Numero del nome

.........................................................

2.7.

........................................................

141

88

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

143

93

3.9. Aggettivi dimostrativi

...................................

93

VERIFICHE GRADUATE

.......................................................................

93

3.10. Aggettivi indefiniti

..................................................................

94

........................................................................

95

2.9. Nomi sovrabbondanti

.................................................

.........................................................

148

............................................................

151

Uso dell’apostrofo con alcuni aggettivi indefiniti ...................................................................................... 153 .........................................................

154

3.11. Aggettivi numerali

...........................................................

157

97

STRUTTURA DEL NOME

..........................................................

99

CURIOSITÀ

• Figure geometriche e numeri

......

157

...............................

158

..................................

158

..........................................

99

Aggettivi numerali cardinali

..........................................................................

100

Aggettivi numerali ordinali

102

Aggettivi numerali moltiplicativi

....................

159

104

Altre determinazioni numeriche

...................

160

...........................................................................

160

2.10. Nomi primitivi e derivati 2.12. Nomi composti

..................................................................

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

CURIOSITÀ

IN SINTESI ......................................................................................................... 111 Etimologia e significato .............................................. 112

VERIFICHE CONCLUSIVE

.........................................................

114

3. AGGETTIVO .......................................................................................... 116 • La parola aggettivo

AGGETTIVI QUALIFICATIVI

VERIFICHE GRADUATE

....................................

116

......................................................

117

.........................................................

118

3.1. Genere e numero degli aggettivi qualificativi ............................................................................... 121 CURIOSITÀ

147

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

CURIOSITÀ

....................................................

95

VERIFICHE GRADUATE

2.11. Nomi alterati

137

3.8. Aggettivi possessivi

Nomi invariabili

2.8. Nomi difettivi

.........................................................

141

• Il plurale in Europa

2.6. Nomi variabili

..................................................

..................................................

• Il neutro

Cambiamento di genere

CURIOSITÀ

136

Superlativi particolari

Gradi dell’aggettivo qualificativo e uso del dizionario ..................................................... 137

2.4. Genere del nome

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

3.12. Aggettivi interrogativi ed esclamativi

VERIFICHE GRADUATE

161

.........

164

.........................................................

165

IN SINTESI ......................................................................................................... 167 ................................

168

.........................................................

169

Uso e abuso del superlativo

VERIFICHE CONCLUSIVE

4. PRONOME ............................................................................................... 173 CURIOSITÀ

• La parola pronome

...................................

173

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

174

..................................

122

4.1. Pronomi personali

..........................................................

175

.........................................................

123

..............................

175

....................................

175

.............................................................

176

Pronomi personali soggetto

...

125

CURIOSITÀ

• Pronomi in inglese

.........................................................

126

CURIOSITÀ

• Anacoluto

3.4. Posizione dell’aggettivo qualificativo

VERIFICHE GRADUATE

VERIFICHE GRADUATE

121

3.3. Concordanza dell’aggettivo qualificativo

VERIFICHE GRADUATE

• Metà

.......

• Qualificativi inglesi e francesi

3.2. Forme particolari di plurale

.........

127

.........................................................

127

3.5. Aggettivi sostantivati e aggettivi avverbiali

VERIFICHE GRADUATE 6

134

81

VERIFICHE GRADUATE

CURIOSITÀ

130

.....................

Grado positivo

2.3. Nomi individuali e nomi collettivi FORMA DEL NOME

Gradi dell’aggettivo qualificativo

79

• Concreto e astratto

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

...........................

2.2. Nomi concreti e nomi astratti CURIOSITÀ

.............................

77

.....

128

.................................................

128

...............

177

.........................................................

178

Pronomi personali complemento CURIOSITÀ

• Pleonasmo

.................................

179

.........................................................

179

Pronomi personali riflessivi

VERIFICHE GRADUATE


4.2. Pronomi possessivi

........................................................

185

FUNZIONE DEL VERBO

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

186

5.8. Verbi ausiliari

...................

188

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

189

5.9. Verbi servili

............................................................

191

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

193

5.10. Verbi fraseologici

..................................................................

195

VERIFICHE GRADUATE

.........................

197

CONIUGAZIONE DEL VERBO

.........................................................

198

5.11. Coniugazioni

4.3. Pronomi dimostrativi o indicativi

VERIFICHE GRADUATE 4.4. Pronomi indefiniti

VERIFICHE GRADUATE 4.5. Pronomi relativi

Pronomi relativi misti o doppi

VERIFICHE GRADUATE

4.6. Pronomi interrogativi ed esclamativi

.............

202

• Francesismi

........................................................

202

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

202

CURIOSITÀ

IN SINTESI ......................................................................................................... 203 VERIFICHE CONCLUSIVE ......................................................... 204 5. VERBO

............................................................

254

.........................................................................

254

.........................................................

256

..............................................................................

259

.........................................................

259

..............................................................

261 263

..........................................................................

263

Particolarità dei verbi della prima coniugazione ........................................................................ 264 CURIOSITÀ

• Coniugazioni latine

VERIFICHE GRADUATE 5.12. Verbi difettivi

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

210

STRUTTURA DEL VERBO

.........................................................

213

5.1. Persona e numero

.........................................................

214

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

214

...................................................................

217

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

5.3. Uso dei modi e dei tempi Indicativo CURIOSITÀ

....................................

221

...................................................................................

221

• Verbi “animali”

Congiuntivo CURIOSITÀ

................................................

222

............................................................................

223

• I numeri del verbo

....................................

224

.........................................................................

225

................................................................................

226

...........................................................................................

227

Condizionale Imperativo Infinito

.........................................................

265

..........................................................................

272

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

5.13. Verbi sovrabbondanti

274

.........................................................

275

......................................................................

276

VERIFICHE GRADUATE 5.14. Verbi irregolari

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

278

Essere

............................................................................................

278

Avere

..............................................................................................

279

CONIUGAZIONE DEI VERBI REGOLARI

.........

280

1ª coniugazione Amare forma attiva

.......

280

2ª coniugazione Temere forma attiva

.....

281

3ª coniugazione Sentire forma attiva

......

282

1ª coniugazione Amare forma passiva

......

283

2ª coniugazione Temere forma passiva .... 284

228

Gerundio

....................................................................................

228

3ª coniugazione Sentire forma passiva

229

Coniugazione riflessiva Lavarsi

GENERE E FORMA DEL VERBO

......................................

5.4. Verbi transitivi e intransitivi

VERIFICHE GRADUATE

239

...................................

239

.........................................................

240

5.5. Forma attiva e passiva

...............................................

242

Dalla forma attiva alla forma passiva

.......

243

Dalla forma passiva alla forma attiva

.......

243

..................................................................

245

5.6. Forma riflessiva

.........................................................

247

.............................................................

252

VERIFICHE GRADUATE Verbi impersonali

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

253

277

...........

CONIUGAZIONE DEI VERBI AUSILIARI

....................................................................................

.........................................................

273

..................................................

Participio

VERIFICHE GRADUATE

5.7.

219

264

Particolarità dei verbi della terza coniugazione ........................................................................ 265

209

5.2. Modo e tempo

...................................

Particolarità dei verbi della seconda coniugazione ........................................................................ 264

209

• La parola verbo

262

............................................

.............................................

.........................................................................................................

CURIOSITÀ

.........................................................

.....

285

........................

286

CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI

....

287

Verbi irregolari anomali della 1ª coniugazione ............................................... 287 Verbi irregolari anomali della 2ª coniugazione ............................................... 288 Verbi irregolari anomali della 3ª coniugazione ............................................... 293 Verbi irregolari forti della 2ª coniugazione

................................................

295

Altri verbi irregolari della 3ª coniugazione

..............................................

296

7


IN SINTESI ......................................................................................................... 297 VERIFICHE CONCLUSIVE ......................................................... 298

Parti invariabili del discorso • La parola avverbio

.....................................

302

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

303

6.1. Avverbi qualificativi

.........................................................

304

• Avverbi di modo inglesi e francesi ............................................................................................. 304 CURIOSITÀ

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

6.2. Avverbi determinativi Avverbi di tempo Avverbi di luogo

304

...................................................

306

.............................................................

306

................................................................

307

Avverbi di quantità

........................................................

Avverbi di valutazione

...............................................

Avverbi interrogativi ed esclamativi

..........

340

IN SINTESI ......................................................................................................... 343 VERIFICHE CONCLUSIVE ......................................................... 344

308 308

9. INTERIEZIONE ..................................................................................... 346 CURIOSITÀ

• La parola interiezione

9.1. Interiezioni proprie

............................

346

.........................................................

346

9.2. Interiezioni improprie CURIOSITÀ

• Cielo!

..................................................

347

.........................................................................

347

9.3. Locuzioni interiettive

VERIFICHE GRADUATE

....................................................

347

.........................................................

347

IN SINTESI ......................................................................................................... 351 VERIFICHE CONCLUSIVE ......................................................... 352

L’ANALISI GRAMMATICALE

................................

354

.......................................................................................

354

...................................................................................................

354

......................................................................................................

354

Consigli pratici

308

Articolo

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

309

Nome

6.3. Locuzioni avverbiali

.......................................................

311

Aggettivo

.............................................................................................

354

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

311

Pronome

..............................................................................................

355

312

Verbo

.......................................................................................................

355

313

Avverbio

6.4. Gradi e alterazioni dell’avverbio

VERIFICHE GRADUATE

.....................

.........................................................

................................................................................................

Preposizione

IN SINTESI ......................................................................................................... 315 VERIFICHE CONCLUSIVE ......................................................... 316 7. PREPOSIZIONE CURIOSITÀ

7.1.

.................................................................................

• La parola preposizione • Tra • Fra

318

......................................................

318

..................................................................

319

VERIFICHE GRADUATE 7.2.

.........................................................

Preposizioni improprie

VERIFICHE GRADUATE 7.3.

318

.........................

Preposizioni proprie

CURIOSITÀ

320

..............................................

323

.........................................................

324

Locuzioni prepositive

VERIFICHE GRADUATE

..................................................

326

.........................................................

328

IN SINTESI ......................................................................................................... 330 VERIFICHE CONCLUSIVE ......................................................... 331 8. CONGIUNZIONE ............................................................................... 333 CURIOSITÀ

• La parola congiunzione

VERIFICHE GRADUATE

.......................

333

.........................................................

334

8.1. Congiunzioni coordinanti CURIOSITÀ

• Né… né

....................................................................................

355

.................................................................................

355

.......................................................................................

355

Congiunzione Interiezione

355

L’ANALISI GRAMMATICALE

.........................................

356

SCHEDE DI VERIFICA ................................................................ 360 Conosco e so applicare le regole ortografiche .............................................................................................. 360 Uso correttamente la punteggiatura

..........................

361

So riconoscere, classificare, usare correttamente gli articoli ........................................................... 362 So riconoscere, classificare, usare correttamente i nomi ................................................................... 363 So riconoscere, classificare, usare correttamente gli aggettivi ...................................................... 364 So riconoscere, classificare, usare correttamente i pronomi .......................................................... 365 So riconoscere, classificare, usare correttamente i verbi .................................................................... 366 So riconoscere, classificare, usare correttamente le parti invariabili del discorso

.......

368

.......................................

336

.................................................................

336

So riconoscere, classificare, analizzare tutte le parti del discorso ...................................................................... 370

336

Riconosco il corretto uso dell’ortografia

339

Riconosco e classifico le parti del discorso

VERIFICHE GRADUATE

.........................................................

8.2. Congiunzioni subordinanti

8

.........................................................

301

6. AVVERBIO ................................................................................................ 302 CURIOSITÀ

VERIFICHE GRADUATE

....................................

................. .......

371 371


Ortografia

.........................................................

373

....................................................................................................

374

..............................................................

376

..........................................................................

378

Rapporti di derivazione Sinonimi e contrari

Riconoscere le parti del discorso

...................................

380

Le parti del discorso: articolo, nome, aggettivo ....................................................................................................... 382 Le parti del discorso: nome, aggettivo, pronome ...................................................................................................... 384

Le parole

394

................................................................

395

......................................................................

399

La lettera q

.......................................................................................

401

Il gruppo sc

......................................................................................

402

Il gruppo gn

....................................................................................

404

.......................................................................................

405

L’uso della lettera h Il gruppo mb/mp

Il gruppo gl

................................

407

.............................

409

.............................................................

410

.............................................................................

411

...........................................................................................................

414

..............................................................................................................

418

I gruppi cia/gia, cie/gie, ce/ge Gli errori ortografici più comuni La lettera maiuscola L’interpunzione

..................

386

...........................................................................

388

Articolo

388

Nome

Le parti del discorso: verbo e avverbio Abilità ortografiche

..........................................................

Le consonanti doppie

Esercizi di consolidamento e potenziamento

.............................................................................................

Giochi con le lettere e l’uso del dizionario

.....

388

Aggettivo

......................................................................................................

426

L’ordine alfabetico e l’uso del dizionario

.....

390

Pronome

......................................................................................................

432

Digrammi e trigrammi

.......................................................

391

Verbo

................................................................................................................

436

Dittonghi, trittonghi, iati

.....................................................

391

Avverbio

Le sillabe

.............................................................................................

392

Preposizione

...........................................................................................

444

L’accento

..............................................................................................

393

Congiunzione

.........................................................................................

446

394

Interiezione

...............................................................................................

448

Elisione, troncamento, apocope

.............................

........................................................................................................

441

9


FONOLOGIA PREREQUISITI Saper utilizzare il linguaggio per riflettere sul codice linguistico Saper riconoscere e discriminare Saper individuare e stabilire rapporti logici Saper ordinare e seriare

OBIETTIVI Riconoscere, pronunciare e trascrivere i suoni della lingua Conoscere la composizione sillabica delle parole Saper suddividere le parole in sillabe Riconoscere gli accenti delle parole Saper usare l’accento come segno grafico Conoscere e distinguere troncamento, elisione, apocope Conoscere le norme relative a troncamento, elisione, apocope Saper usare l’apostrofo Saper usare la punteggiatura e le maiuscole in funzione logico-espressiva

CONTENUTI Fonemi e grafemi Alfabeto Lettere straniere Vocali Dittongo, trittongo, iato Consonanti Digrammi e trigrammi Sillabe Accenti Elisione, troncamento, apocope Punteggiatura Regole ortografiche

MEZZI E STRUMENTI Dizionario della lingua italiana


Dai primi segni di scrittura all’alfabeto primi segni di scrittura risalgono a periodi lontanissimi, a oltre 35.000 anni a.C. Consistono in una serie di linee incise su osso che, nel tempo, assumono un carattere più complesso di figure stilizzate, difficilmente interpretabili per noi, ma chiaramente realizzate con lo scopo di comunicare. Per millenni, l’uomo ha continuato a esprimersi graficamente per mezzo di disegni di persone, animali e oggetti del suo mondo, riportati sulle pareti delle grotte. Questa forma antichissima di scrittura viene chiamata pittografia (da pictus = dipinto e graphìa = scrittura). In origine, questa antichissima scrittura aveva un fine per lo più evocativo: non solo riproduceva i guerrieri che si affrontavano con le armi, ma voleva anche evocare la battaglia per renderne propizie le sorti. Tale forma di scrittura, quindi, aveva significati magico-religiosi: lo spirito dei guerrieri disegnati doveva rafforzare le qualità delle schiere pronte a combattersi. Con il tempo, la scrittura pittografica perse gradualmente il suo originario carattere e conservò solo quello comunicativo. Nell’antico bacino del Mediterraneo, già prima del 3.000 a.C., venne inventata la scrittura ideografica, che voleva suscitare delle idee attraverso il disegno: per esempio, il disegno di un occhio è un pittogramma se vuole suggerire l’immagine dell’occhio, ma è un ideogramma se esprime l’idea della vista. Nel mondo moderno alcuni popoli, come i Cinesi e i Giapponesi, utilizzano ancora la scrittura ideografica. Le scritture ideografiche furono ben cinque, ma di queste soltanto due sono state sicuramente decifrate: la geroglifica, usata in Egitto, e la cuneiforme, usata in Mesopotamia. La scrittura geroglifica egizia aveva come base una serie molto vasta di ideogrammi, circa 700. A volte le stesse figure corrispondevano alla consonante iniziale dell’oggetto rappresentato: così, per esempio, per la lettera “b” venne usato il profilo di una tenda (bet); per la “d” quello di una porta (dalet); per la “g” quello di un cammello (gamal)… Quindi, per esprimere il concetto di “cane”, gli antichi Egizi avrebbero disegnato un cerchio, un ago, una nave, un’edera. In tempi successivi i segni ideografici PITTOGRAMMA IDEOGRAMMA servirono per indicare non solo parole intere, ma anche suoni, cioè sillabe il calore; la luce; la vita sole; tempo; giorno e consonanti. La scrittura cuneiforme ha le stesse il vento; il respiro; l’aria vela gonfia origini di quella egizia: un semplice disegno rappresentava l’oggetto che si il dolore; la sofferenza occhio con lacrime voleva indicare, realizzato con segni rettilinei a forma di cunei. Tuttavia la piccolezza; l’empietà uccello piccolo questi segni erano molto complicati; intorno al 1800 a.C. i Cretesi avevano il colore; il lutto capigliatura già elaborato una propria scrittura li-

I

12


neare con ideogrammi basati su sillabe e forse si trattava di espressioni alfabetiche. Dalla Bibbia sappiamo che gli Ebrei vagarono quarant’anni nel Sinai dopo il loro esodo dall’Egitto, datato intono al 1.500 a.C. Dal momento che sembra che la prima scrittura alfabetica sia rappresentata da iscrizioni su roccia rinvenute nel deserto del Sinai, le due circostanze furono collegate e quindi alcuni studiosi attribuiscono l’invenzione dell’alfabeto agli Ebrei. Se ciò fosse vero, ai Fenici, che per la loro attività di navigatori erano a contatto con tutti i popoli mediterranei, spetterebbe il ruolo di diffusori dell’alfabeto. Secondo altri dotti tutti gli alfabeti esistenti deriverebbero da un primo modello comune semitico e l’invenzione della scrittura alfabetica fonetica, cioè il disegno e l’uso di 22 segni grafici consonantici, sarebbe da attribuire ai Fenici, che, nello stesso periodo (1.400 a.C.) li avrebbero derivati dai geroglifici egizi e poi combinati fino a formare le parole, cioè dei suoni che permettevano di riprodurre quelli emessi dagli organi vocali dell’uomo e di esprimere concetti che avrebbero richiesto l’uso di molti segni. EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA Il nome “alfabeto” deriva dalle due prime lettere dell’alfabeto fenicio: aleph (= testa di toro) e beth (= tenda, casa nomade). Secondo questa tradizione, l’alfabeto passò dai Fenici agli Ebrei, poi ai Cartaginesi, diffondendosi poi sempre più velocemente. Dagli Ebrei passò ai Greci, come testimoniano i nomi delle lettere ebraiche (alef, beth, ghimel, daleth… divenute in greco alfa, beta, gamma, delta…), che eliminarono, però, alcune lettere e ne introdussero altre, ossia le vocali. Dal nuovo alfabeto che ne scaturì derivarono la scrittura aramaica, indiana e araba. Non è ben chiaro se gli Etruschi abbiano appreso l’alfabeto dai Fenici, dai Greci o da entrambi, ma è certo che lo fecero conoscere ai Romani. Indubbiamente esso contribuì alla formazione di parecchi sistemi italici, ma la maggior parte della penisola adottò l’alfabeto latino, usato da noi ancora oggi e ancora oggi il più diffuso al mondo. Esistono, tuttavia, altri alfabeti, come, quello cirillico, in uso presso alcuni popoli slavi, il greco, che conserva gli antichi caratteri; l’arabo e l’ebraico, discendenti da quello fenicio e, infine, l’alfabeto cinese e quello giapponese. L’alfabeto latino comprendeva in origine 21 lettere, cioè A B C D E F Z H I K L M N O P Q R S T V X. Più tardi la Z fu spostata in fondo e furono introdotte la Y e la G, quest’ultima da una modificazione della C. Ne risultarono così 23 lettere. I Fenici scrivevano da destra verso sinistra, come gli Egizi, gli Ebrei, i Sumeri, e ciò spiega l’orientamento delle loro lettere. A partire dal 500 a.C., i Greci presero l’abitudine di scrivere da sinistra a destra, abitudine conservata anche dai Latini e poi giunta a noi. (Iadarola-Marchisio, da La Parola, Ed. Lattes, libero adattamento)

13


FONOLOGIA

1.

FONEMI E GRAFEMI

La fonologia (dal greco phoné = suono e lògos = discorso, studio) è la scienza che studia i suoni e i segni grafici, detti rispettivamente fonemi e grafemi. I suoni utilizzati dall’uomo per comunicare sono gli elementi base della lingua; la loro combinazione permette di formare le parole. Si potrebbe pensare che a ogni suono (o fonema) corrisponda un segno (o grafema); in realtà non sempre alla pronuncia corrisponde la scrittura, pensiamo, per esempio, alla lettera c e ai suoi diversi suoni o alla lettera h in alcune voci del verbo avere. Della fonologia fanno parte l’ortoepìa (dal greco orthós = esatto, corretto e épos = parola), che si occupa della corretta pronuncia delle parole, e l’ortografia (dal greco graphé = scrittura), che si occupa della loro corretta grafia. Le regole ortografiche sono il risultato di una consuetudine accettata da tutti, sono cioè una convenzione. Esse possono anche cambiare nel tempo, tuttavia devono sempre essere rispettate. Tutti i suoni che emettiamo vengono prodotti dal passaggio dell’aria attraverso l’apparato fonatorio. L’aria, dai polmoni, arriva alla laringe; qui nasce il suono grazie alla vibrazione delle corde vocali. Il suono viene trasmesso per mezzo della faringe e delle cavità boccali e nasali, che lo amplificano. Spostando la lingua in avanti, verso i denti, o indietro, verso il palato molle, i suoni si modificano. Gli organi dell’apparato fonatorio svolgono, ovviamente, anche altre funzioni (respirazione, masticazione ecc.). I suoni prodotti, ovvero i fonemi, sono circa un centinaio; quelli che adoperiamo per produrre le parole sono solo una trentina. I fonemi si combinano tra loro producendo le parole. I fonemi si possono rappresentare con segni grafici, i grafemi, che permettono la comunicazione scritta. I grafemi sono le lettere, che nel loro insieme, formano l’alfabeto di una lingua.

La fonetica analizza e classifica i suoni del linguaggio e studia come essi vengono prodotti dalla voce umana attraverso gli organi di fonazione. Talvolta tra i suoni di una lingua e la loro rappresentazione con i segni grafici, cioè le lettere, può esserci divergenza. Pensiamo, per esempio, alla s di rosa e di sole: i segni grafici (s) sono gli stessi, ma i suoni sono diversi. La fonetica, per distinguerli anche dal punto di vista grafico, li rappresenta per mezzo di segni che costituiscono l’alfabeto fonetico. I dizionari riportano, racchiusa tra parentesi quadra, la trascrizione fonetica delle parole: rosa [rò-s∫a] con s sonora sole [só-le] con s sorda

14


Alfabeto

2.

ALFABETO L’alfabeto è l’insieme dei segni con cui vengono scritti i suoni di una lingua, ordinato secondo un criterio convenzionale, universalmente riconosciuto.

aA

bB

cC

dD

eE

fF

gG

hH

iI

a

bi

ci

di

e

effe

gi

acca

i

jJ

kK

lL

mM nN

qQ

rR

i lunga

cappa

elle

emme

pi

qu

erre

sS

tT

uU

yY

zZ

esse

ti

u

ipsilon

zeta

enne

oO pP o

vV wW xX vu

vu doppia

ics

L’alfabeto italiano comprende 21 lettere o grafemi (cinque vocali, quindici consonanti e la lettera h che è muta) alle quali se ne aggiungono altre cinque, ormai entrate a far parte del linguaggio comune.

3.

LETTERE STRANIERE

Le cinque lettere aggiunte, originariamente appartenenti ad altri alfabeti, sono necessarie per scrivere parole di origine greca, latina o, genericamente, straniera. A seconda dei casi queste lettere devono essere considerate vocali o consonanti.

J j (i lunga) Si pronuncia come una i semplice nelle parole dell’italiano del passato, spesso di origine latina, in particolare in relazione ai nomi propri: Juventus, Jonio, Jugoslavia, Jolanda. Attualmente è molto comune anche il suo uso derivato dall’inglese; in tal caso la lettera j si pronuncia come una g dolce: jeans [gins], jazz [gez], judo [giudo]. Nel caso di parole straniere che la contengono, esse possono essere italianizzate, trasformando la grafia j in g: jungla giungla.

K k (cappa) Si pronuncia con la c dura, come nella parola casa: kerosene [cherosene], karate [carate], koala [coala], poker [pocher].

A/Z ALFA/OMEGA La prima e l’ultima lettera dell’alfabeto compaiono in alcune espressioni che indicano completezza. Avrai sentito dire “dalla a alla zeta” per indicare per esempio un lavoro eseguito con precisione in tutte le sue fasi. Anche l’alfabeto greco è usato a questo proposito: l’alfa e l’omega, prima e ultima lettera, indicano addirittura Dio, il principio e la fine di tutte le cose.

15


FONOLOGIA

Quando i termini stranieri che la contengono vengono trasformati in parole italiane, la k si trascrive con la c dura davanti alle vocali o, a, u oppure con il digramma (per la definizione di digramma cfr pag. 22) ch davanti alle vocali i ed e: polka polca kimono chimono. PI GRECO Se vuoi calcolare la circonferenza di un cerchio, hai a che fare con l’alfabeto greco. Il cosiddetto pi greco infatti è il rapporto tra il diametro del cerchio e la sua circonferenza. Il suo valore numerico fu stimato da Archimede approssimativamente intorno a 3,14. La pi è stata scelta in quanto iniziale del nome periphéreìa (circonferenza), termine da cui deriva, tra l’altro, il nome periferia.

W w (vu o vi doppia) Se si trova in parole di origine tedesca, la w si pronuncia come la v italiana: würstel [vurstel], wafer [vafer]. Se è contenuta in termini di origine inglese, si pronuncia come la u italiana: whisky [uischi], wap [uap].

X x (ics) Si pronuncia, a seconda dei casi, come l’insieme delle consonanti c dura (come nella parola casa) o s sibilante (come nella parola sole). È presente nelle parole di derivazione greca o di origine straniera, per esempio nei termini: xenofobia [csenofobia], box [bocs], taxi [tacsi]. Nelle parole italianizzate, la lettera x si trascrive con la coppia di consonanti cs: klaxon clacson.

Y y (ipsilon o i greca) Si pronuncia come la i italiana: yogurt [iogurt], yeti [ieti]. In alcune parole di origine inglese, essa va pronunciata ai: bypass [baipass], linotype [linotaip].

4.

VOCALI Le vocali sono suoni autonomi, elementi base della pronuncia.

Sono suoni prodotti con una sola emissione d’aria che non incontra ostacoli, se non le corde vocali che vibrano producendoli. Le vocali, o grafemi vocalici, della lingua italiana sono cinque: a, e, i, o, u. I suoni, o fonemi vocalici, invece, sono sette: a, i, u, che hanno suoni invariabili (a con suono sempre aperto, i e u con suono sempre chiuso); e e o, che possono avere suono aperto o chiuso. Ecco alcuni esempi: è aperta cèrto ò aperta glòria é chiusa péra ó chiusa amóre I dizionari riportano solitamente l’esatta pronuncia, aperta o chiusa, di queste vocali utilizzando accenti fonici: aperto o grave (`) e chiuso o acuto (´).

16


Vocali

Le parole omografe hanno la stessa grafia, ma pronuncia diversa. àncora nome di strumento gettato a mare per ormeggiare la nave; ancóra avverbio che indica il ripetersi di un’azione oppure congiunzione usata con il significato di anche. Per distinguerle si può accentare la vocale interessata, come accade nei dizionari; il loro significato è comunque comprensibile dal contesto. é (chiusa) accétta (ascia) affétto (verbo affettare) colléga (verbo collegare) ésca (mezzo per attirare) légge (norma) ménte (facoltà intellettuale)

è (aperta) accètta (verbo accettare) affètto (sentimento) collèga (compagno di lavoro) èsca (verbo uscire) lègge (verbo leggere) mènte (verbo mentire)

ó (chiusa) bótte (contenitore) cólto (istruito) fósse (verbo essere) pórci (verbo porre) pósta (verbo porre) rósa (verbo rodere)

ò (aperta) bòtte (percosse) còlto (verbo cogliere) fòsse (buche) pòrci (maiali) pòsta (servizio postale) ròsa (fiore)

Le parole omofone hanno lo stesso suono, ma significato diverso e, in alcuni casi, diversa grafia (anno/hanno). Il loro significato è determinato dal contesto in cui si trovano. La tigre e il leone sono fiere (= belve) pericolose. Vado volentieri a fare acquisti alle fiere (= mercati). Le parole omonime sono parole sia omografe, cioè con la stessa grafia, sia omofone, cioè con la stessa pronuncia; il loro significato, però, è diverso. salutare salubre salutare rivolgere un saluto verso direzione verso “voce” degli animali

VERIFICHE GRADUATE 1

Trascrivi le seguenti parole rispettando l’ordine alfabetico.

salvia • menta • origano • prezzemolo • rosmarino • maggiorana • timo • basilico

2

Trascrivi le seguenti parole rispettando l’ordine alfabetico.

cipresso • ginepro • abete • cedro • larice • sequoia • castagno • betulla • acero • faggio • quercia • rovere • ippocastano • olivo • frassino • palma • pioppo • olmo • salice • eucalipto • platano

17


FONOLOGIA

3

Trascrivi le seguenti parole rispettando l’ordine alfabetico.

lillà • gelsomino • viola • fucsia • mimosa • glicine • geranio • crisantemo • ortensia • azalea • gardenia • dalia • zinnia • magnolia • ibisco • gerbera • camelia • tulipano • margherita • giacinto • petunia • garofano • giglio • gladiolo • begonia • giaggiolo

4

Trascrivi le seguenti parole rispettando l’ordine alfabetico.

casa • villa • abitazione • palazzo • condominio • tenda • baita • grattacielo • palafitta • capanna • fattoria • trullo • igloo • masseria • appartamento • cascina • cascinale • castello • palazzina • villetta • caverna

5

Sottolinea la parola omografa adeguata da usare nelle seguenti frasi.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12.

Lo zio prepara la canna e l’èsca/ésca con pazienza e competenza. La mamma aspetta che tu èsca/ésca per lavare i pavimenti. Ora affètto/affétto il pane, poi servirò il pranzo. L’affètto/affétto sincero di un amico è un bene prezioso. Il tecnico della società telefonica collèga/colléga la linea ISDN all’impianto. L’anno prossimo arriverà un nuovo collèga/colléga all’ufficio acquisti. Smettila di assumere quelle póse/pòse da diva! Il sindaco póse/pòse la prima pietra del nuovo edificio. La roccia rósa/ròsa dal vento creava suggestioni indimenticabili. La rósa/ròsa è il fiore preferito della nonna. La scórta/scòrta del Papa è costituita da guardie svizzere. Un’imbarcazione non identificata è stata scórta/scòrta al largo del golfo.

6

Scrivi una frase per ciascuna parola omografa.

accétta/accètta

.................................................................................................................................................................................................................................................................

affétto/affètto ..................................................................................................................................................................................................................................................................... ésca/èsca ................................................................................................................................................................................................................................................................................. légge/lègge ........................................................................................................................................................................................................................................................................... ménte/mènte .................................................................................................................................................................................................................................................................... vénti/vènti ...............................................................................................................................................................................................................................................................................

7

Scrivi una frase per ciascuna parola omografa.

bótte/bòtte

............................................................................................................................................................................................................................................................................

cólto/còlto .............................................................................................................................................................................................................................................................................. fósse/fòsse ............................................................................................................................................................................................................................................................................ pórci/pòrci .............................................................................................................................................................................................................................................................................. pósta/pòsta ........................................................................................................................................................................................................................................................................... rósa/ròsa

8

Scrivi una frase per ciascuna parola omonima.

salutare verso

18

...................................................................................................................................................................................................................................................................................

........................................................................................................................................................................................................................................................................................

...............................................................................................................................................................................................................................................................................................


Dittongo, trittongo, iato

5.

DITTONGO, TRITTONGO, IATO

Osserviamo le parole ieri, fuoco, miei, buoi. In esse ci sono dei gruppi di vocali, ie, uo, iei, uoi, che si pronunciano con un’unica breve emissione di voce, come se fossero una sola vocale. I dittonghi sono gruppi di due vocali (i + u oppure i/u + un’altra vocale), pronunciati con una sola breve emissione di voce. I trittonghi sono gruppi di tre vocali (iu/ii + un’altra vocale), pronunciati con una sola emissione di voce.

I dittonghi sono formati dalle vocali i oppure u unite tra loro o con qualunque altra vocale, sulla quale solitamente cade l’accento di pronuncia. ia, ie, io, iu piàno piède fióre piùma ua, ue, ui, uo portuàle quéllo guìda tuòno ai, ei, oi, ui avrài sèi rasói lùi au, eu pàusa nèutro I trittonghi sono formati dalle vocali i o u oppure dall’unione di due i con un’altra vocale, sulla quale di solito cade l’accento di pronuncia. iai, iei mangiài miéi uai, uoi guài suói iuo aiuòla uie, uia quiète perseguiàmo Osserviamo ora le parole maestro, via, riunione. Esse contengono gruppi di due vocali ae, ia, iu che si pronunciano separatamente, con due distinte emissioni di voce. Ciascuno di questi gruppi di due vocali si chiama iato. Lo iato (dal latino hiatus = apertura, separazione) nasce dall’accostamento di due vocali che appartengono a due sillabe diverse. a, e, o teatro aereo boato i/u accentate + vocale paùra Marìa Talvolta accade che le parole contenenti gli iati composti da i o u + vocale siano formate con alcuni prefissi: re-, ri-, bi-, di-, su-, tri- (reazione, riunione, biennale, diaspora, suespresso, triangolo).

Nella divisione in sillabe le vocali di un dittongo o di un trittongo non devono mai essere separate.

Nella divisione in sillabe le vocali di uno iato devono essere separate.

DITTONGHI MOBILI I dittonghi ie e uo si dicono mobili perché in alcune parole derivate e nella coniugazione dei verbi perdono la i e la u, trasformandosi in vocali semplici: piede pedone muovere mosso DITTONGHI APPARENTI Consideriamo i seguenti gruppi: qua, que, qui, quo/cia, cie, cio, ciu/gia, gie, gio, giu/glia, glie, glio, gliu/scia, scie, scio, sciu. La i e la u non formano dittongo con le altre vocali perché sono solo segni grafici, come nelle parole: quadro, cielo, giallo, guglia, sciame.

19


FONOLOGIA

VERIFICHE GRADUATE 1

Nelle seguenti parole evidenzia con colori diversi i dittonghi e i trittonghi.

calzolaio • sbadigliai • risuolare • aiuola • guardare • buoi • cuoco • cavolfiore • mariuolo • giardino • piatto • piede • piano • risparmiai • ruota • nuovo • suoi • dieci • miei • automobile • puoi • mietere • figliuolo • fioraio • fioco • mansione • noioso • teiera • rabbia • incominciai • aula • gioco • tuoi

2

Nelle seguenti parole evidenzia gli iati.

maestrale • teatro • poeta • pauroso • zio • intuito • moine • maestro • gratuito • fluido • aereo • maestoso • liuto • spia • paese • quiete • farmacia • ironia • magia • riordinare

3 4

Scrivi cinque parole che contengano dittongo, cinque con trittongo, cinque con iato. Nel seguente elenco sottolinea, usando colori diversi, le parole che contengono dittongo, trittongo, iato.

sacrestia • pianista • mia • spione • fiocco • paura • miele • ruotare • cuocere • tenacia • suoi • guai • lieto • quietanza • teatrale • mansionario • iato • piattaforma • poetico

5

Nelle seguenti frasi evidenzia con colori diversi le parole che contengono dittongo, trittongo, iato.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

Domenica i bambini hanno giocato sull’aia e si sono divertiti assai. Mauro è, tra i miei compagni, quello più generoso e altruista. La zia Maria, sorella della mamma, verrà ospite da noi nel mese di gennaio. Ho due biglietti gratuiti per la partita allo stadio. Vieni con me? Mario suona il violino, Luigi il pianoforte. La scuola ha organizzato un corso di nuoto al quale vorrei partecipare. Canticchiai tutta la sera la colonna sonora di “Re Leone”. Il suo atteggiamento era riprovevole e non gli risparmiai le mie critiche. Nel vecchio baule in soffitta abbiamo ritrovato le sue fotografie. Quell’abile cuoco ha creato una gustosa ricetta a base di cavolfiore al forno.

6.

CONSONANTI

Le consonanti corrispondono a sedici lettere del nostro alfabeto. Sono chiamate così perché “suonano” solo se accompagnate da una vocale (consonanti: “suonano con”, “consuonano” con una vocale). Tra queste, la lettera h è detta consonante muta perché non produce suono. Nell’alfabeto italiano le consonanti sono:

bB

cC

dD

fF

gG

hH

lL

mM

bi

ci

di

effe

gi

acca

elle

emme

nN

pP

qQ

rR

sS

tT

vV

zZ

enne

pi

qu

erre

esse

ti

vu

zeta

20


Consonanti

Le consonanti sono suoni prodotti dal flusso d’aria emesso dai polmoni, che incontra gli organi fonatori; tale incontro determina l’articolazione di emissioni sonore diverse. A seconda di come si articola il suono, le consonanti possono essere suddivise come segue:

c g (dolci come in cena e in gelato) c g (dure come in casa e in gola) q

palatali

gutturali o velari

lingua appoggiata al palato molle lingua ritirata verso la gola, dove c’è il velo palatino

p b m

labiali

labbra socchiuse e in avanti

d t n

dentali

punta della lingua appoggiata ai denti anteriori

f v

labiodentali

labbra in avanti e lingua appoggiata ai denti anteriori

z (sorda come in sole o sonora come in riso) z (sorda come in zuppa o sonora come in zaino)

alveolari

lingua appoggiata alle gengive (o alveoli)

r l Dalla combinazione del luogo, del modo e del grado di articolazione si producono suoni differenti. Per esempio la consonante m rispetto al luogo è labiale, perché l’articolazione avviene tra le labbra; rispetto al modo, è nasale, perché il passaggio dell’aria è ostacolato dal naso; rispetto al grado, è sonora, perché risuona con una vibrazione.

Le lettere i e u in alcuni casi sono chiamate semiconsonanti, in altri casi sono chiamate semivocali. Sono dette semiconsonanti quando precedono un’altra vocale, con cui costituiscono un unico suono, prodotto con una sola emissione di voce: cioccolata, ieri, piano, uomo, guerra, guanto. Sono dette semivocali quando, invece, seguono un’altra vocale, con cui costituiscono un unico suono, prodotto con una sola emissione di voce: noi, sei, vai, neutro, causa.

21


FONOLOGIA

7.

DIGRAMMI E TRIGRAMMI I digrammi e i trigrammi sono suoni della lingua che, per essere trascritti, hanno bisogno rispettivamente di due e tre lettere.

Pensiamo per esempio alle parole ingegnere, prosciutto, egli, foglia. Come possiamo osservare, i gruppi di due o tre lettere evidenziati sono uniti a una vocale e si pronunciano con un solo suono. Essi non hanno un segno grafico specifico corrispondente al fonema e si chiamano digrammi (dal greco dis = due volte e gramma = segno scritto) se si tratta di gruppi di due lettere, trigrammi (dal greco tris = tre volte e gramma = segno scritto) se si tratta di gruppi di tre lettere. In italiano i digrammi sono sette: ci + le vocali a, o, u gi + le vocali a, o, u ch + le vocali e, i gh + le vocali e, i gn + vocale gl sc

+ +

la vocale i le vocali e, i

camicia ciotola ciuffo giallo giostra giusto anche chiromante righe aghi lavagna ingegnere ignifugo cognome ognuno scogli conigli figli scena scivolo

Ci e gi seguiti da vocali sono digrammi e non trigrammi perchÊ la i ha, in questo caso, solo funzione di segno grafico, necessario per cambiare in dolce il suono della c e della g. Anche nel caso di gl seguito da i la l è un segno grafico che serve a produrre un determinato tipo di pronuncia. Questo gruppo, però, seguito da i, non va considerato un digramma quando si trova in parole come glicine, negligenza, geroglifico, negletto; in questi casi, infatti, gl ha un suono gutturale e si pronuncia con due emissioni sonore distinte.

I trigrammi sono quattro: sci + le vocali a, o, u gli + vocale chi + vocale ghi + vocale

fascia sciopero prosciutto maglia moglie aglio pagliuzza chiave chiesa chiodo chiuso ghianda ringhiera ghiotto

Ci sono parole che al singolare contengono trigrammi (moglie, scoglio, figlio), mentre al plurale, perdendo l’ultima vocale, diventano digrammi (mogli, scogli, figli).

22


Digrammi e trigrammi

VERIFICHE GRADUATE 1

Nelle seguenti parole sottolinea i digrammi.

chioma • scenario • chiromante • lavagna • gnomo • giostra • cognome • scintille • tagli • ciotola • giunco • aghi • ignaro • tigli • conigli • ingegnere • miscugli • ghirlanda • sceneggiato

2

Nelle seguenti parole sottolinea i trigrammi.

ghiacciolo • brughiera • scioperare • chiudere • coniglietto • marchiare • imbottigliato • unghie • macchiolina • ghiottoneria • tiglio • fogliame • asciugare • griglia • prosciutto

3

Sottolinea le parole che contengono digrammi e trigrammi.

prosciutto • spugna • cespuglio • quaglia • oscillare • bottiglia • scellerato • marchingegno • gnocco giglio • maglia • chiamare • chiudere • inchiesta • ghetto • ghiottoneria • marchiare • glicerina scoglio • amiche • mughetto • scopa • chioma • scuderia • corsa • muschio • micio • glicine giorno • paglia • sciupare • maglione • gladiolo • compagno • cinema • sconto • compagnia aggiustare • scivolare • scoperta • glaciale • scegliere • scarpa • socio • ostaggio

4

• • • •

Nel seguente brano, sottolinea con colori diversi le parole che contengono digrammi e quelle che contengono trigrammi.

Re Francesco I di Francia, chino sugli arcioni, fuggiva dopo la battaglia di Pavia. Era un giorno triste, anche il cielo sembrava volesse piangere, con quelle sue lunghe nuvole nere portate dal vento chissà da dove, quando il re e i suoi compagni giunsero alla cascina Repentita, che appariva silenziosa e buia in quel lugubre pomeriggio invernale. Accompagnavano il re diversi suoi subalterni, fra cui il maresciallo di gendarmeria e alcuni nobili cavalieri del suo esercito. Il sovrano era affamato, ma, dall’interno della cascina, nessuno rispondeva. La campagna appariva fredda e sterminata. Passò così molto tempo, poi, per fortuna, si addormentò e poté così sognare, almeno, lo splendore dei suoi banchetti di corte. All’alba del giorno dopo, comunque, gli si presentò una bella contadinotta del luogo. La giovane, in silenzio, trasse dal suo paniere un grande pane scuro, che pose sul fuoco ad arrostire. Poi, rotto un uovo fresco, lo fece cadere in una ciotola. Quando il pane fu ben croccante, lo spezzò nella ciotola. Versò, poi, del brodo nel quale aveva cotto del crescione e che aveva condito con un po’ di formaggio e offrì la “magica pozione” allo stupefatto re di Francia. Era nata la zuppa alla pavese. G. Falzone, da Storie e leggende pavesi, La Spiga

23


FONOLOGIA

8.

SILLABE La sillaba è un gruppo di suoni che si pronuncia con una sola emissione di voce.

Proviamo a pronunciare le parole blu

casa

villetta

condominio

Ciascuna di esse è formata da un diverso numero di suoni e lettere. Per pronunciare questi suoni e queste lettere occorrono brevi emissioni di fiato. Ci sono parole che si pronunciano con una sola emissione di voce (blu), altre con due (ca-sa), altre con tre (vil-let-ta), altre ancora con quattro (con-do-minio) o con un numero superiore di sillabe (con-ces-sio-na-rio). Le sillabe che terminano con una vocale si dicono aperte o libere (al-bero); le sillabe che terminano con una consonante si dicono chiuse o implicate (al-be-ro). Vi sono sillabe formate da un solo suono (e-de-ra), altre formate da due suoni (a-go), altre da tre (per-so), altre ancora da quattro (na-stro). In ogni sillaba deve essere presente almeno una vocale, attorno a cui ruotano gli altri suoni. Possiamo avere, infatti, una sillaba costituita da una sola vocale (a-si-no), da un dittongo (cuo-re, cuo-io) o da un trittongo (a-iuo-la), da una vocale o da un dittongo uniti a una o più consonanti (diur-no). Le parole composte di una sola sillaba sono dette monosillabe: ma, con, tuoi. Le parole composte di due sillabe sono dette bisillabe: don-na, pie-de, lu-na. Le parole composte da tre sillabe sono dette trisillabe: sa-la-me, ma-riuo-lo, au-da-cia. Le parole composte di più di tre sillabe sono dette polisillabe (dal greco poly´s = molto): ti-mi-dez-za, a-vi-di-tà, re-a-zio-na-rio.

8.1.

Dividere in sillabe

Sapere come dividere le parole in sillabe è indispensabile per spezzare le parole quando, scrivendo, si va a capo. In italiano, esistono regole precise per la divisione in sillabe delle parole:

24


Sillabe

una consonante fa sillaba con la vocale, il dittongo o il trittongo seguenti (pa-ro-la, fa-rai, ma-riuo-lo); le consonanti doppie devono essere divise: se ne unisce una alla sillaba precedente e una alla seguente (tas-sa); il gruppo cq corrisponde al raddoppiamento delle consonanti e segue la stessa regola (ac-qua); la s impura (s + consonante) forma sempre sillaba con la consonante seguente (pa-sta); i digrammi e i trigrammi non si dividono mai (fi-gli, mo-glie); i dittonghi e i trittonghi non devono essere divisi e si considerano una sola sillaba (pie-tra, tuoi); la vocale o il dittongo che si trova all’inizio di una parola, seguita da una o più consonanti, non doppie, forma una sillaba a sé (e-ri-ca, e-stre-mo, au-gu-ri); le vocali che formano lo iato devono essere sempre separate (po-e-ta, e-ro-e, ma-e-stro); un gruppo di due o più consonanti fa sillaba con la vocale seguente solo se è un gruppo che può trovarsi anche all’inizio di parola (de-sti-no sti-ma-re); viceversa due o più consonanti diverse si dividono se costituiscono un gruppo che non può trovarsi all’inizio di parola (cal-do, al-to); le parole apostrofate devono essere divise come se fossero un’unica parola (dell’anno del-l’an-no).

VERIFICHE GRADUATE 1

Dividi in sillabe le seguenti parole.

patata • salame • pomodoro • telefono • bellezza • accento • accusa • gallina • matto • avvenimento • indimenticabile • addizione • velodromo • cantiere • perno • quando

2

Dividi in sillabe le seguenti parole.

finestra • passaggio • pastore • masticare • all’alba • agreste • soqquadro • acquirente • sull’isola • mistero • castello • acquedotto • quell’angolo • minuscolo • orchestra • d’amore • destino • ostinato

3

Dividi in sillabe le seguenti parole.

gioco • aiuola • minaccia • zio • dell’universo • equo • ripieno • fiammifero • cavalluccio • ipocrisia • neanche • malattia • acquistare • piumino • creatura • circuito • all’amico • tovagliolo • sospettoso • cascare • fantasma • caseggiato • cassettiera • dell’asino

4

Le parole seguenti sono divise in modo errato. Correggi gli errori.

ces-to suf-fi-ci-en-te cos-to-so ci-ur-ma pes-tel-lo ques-to poe-ta

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an-gu-ri-a pro-fi-cu-o bar-ca-i-o-lo a-zi-o-ne mor-mo-rio st-rap-po mae-stra

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FONOLOGIA

5

Dividi le parole in sillabe poi trascrivile nelle colonne di appartenenza.

tu • lentezza • moglie • sì • ma • allegro • imbizzarrito • temerario • fiocco • tre • ragno • agghiacciante • acquaio • lui • ossa • grazioso • suonare • minuscolo • lentamente MONOSILLABI

BISILLABI

TRISILLABI

POLISILLABI

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9.

ACCENTI L’accento tonico è il rafforzamento della voce sulla vocale della sillaba che viene pronunciata con maggior vigore.

Pronunciando una parola usiamo sempre una tonalità di voce più intensa su una vocale rispetto alle altre. Pensiamo, per esempio, alle parole caffè minestra farmacia elemosina

In esse, la maggior intensità della voce si trova sulle sillabe evidenziate; su queste sillabe cade l’accento che indica la pronuncia, che si chiama tonico. La sillaba sulla quale il tono della voce si rafforza, proprio perché contiene la vocale da accentare, viene detta tonica; le sillabe prive di accento vengono dette atone. Se la sillaba tonica è l’ultima, la parola si dice tronca: cit-tà ca-ri-tà Se la sillaba tonica è la penultima, la parola si dice piana: pa-sta fie-ni-le Se la sillaba tonica è la terzultima, la parola si dice sdrucciola: ca-ri-co il-lu-mi-no Se la sillaba tonica è la quartultima (caso assai raro), la parola si dice bisdrucciola: cri-ti-ca-no de-scri-ve-te-glie-lo L’accento tonico indica la corretta pronuncia ed è sempre indicato nei dizionari della lingua italiana. Normalmente non deve essere scritto, se non nel caso di accento grafico (cfr pag. 27); esso è, infatti, un elemento del linguaggio orale. Nella lingua italiana sono poche le parole prive di accento: gli articoli determinativi (il, lo, la, i, gli, le), le preposizioni (di, a, da…), le particelle pronominali (mi, ti, ci…).

26


Accenti

Nella grafia delle parole, l’accento tonico viene trascritto in forma grafica soltanto in alcuni casi; si ha così l’accento grafico. L’accento grafico è l’accento tonico che, in alcuni casi, è necessario segnare graficamente sulla parola, quando coincide con l’ultima sillaba accentata.

Nella nostra lingua utilizziamo diversi tipi di accento:

` ´

l’accento grave, sulle vocali a, i, u e sulle vocali e e o per indicare un suono aperto (città, dì, più, cioè, andò); l’accento acuto, che utilizziamo sulla vocale e per indicare un suono chiuso (perché).

Quando l’accento riguarda la pronuncia delle vocali e ed o, che può essere aperta o chiusa, si chiama accento fonico; l’accento fonico viene trascurato quando scriviamo, ma è sempre riportato sui dizionari.

L’accento grafico è obbligatorio: sulle parole tronche formate da più sillabe che terminano con una vocale (papà, onestà, caffè); sui composti di tre, re, blu, su e che (ventitré, viceré, neroblù, quassù, altroché); sui nomi dei primi cinque giorni della settimana, perché si tratta di parole tronche e composte di dì (lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì); sui monosillabi che terminano con più di una vocale, quando l’ultima di esse è tonica (giù, più, già). Alcuni monosillabi assumono significati diversi a seconda che abbiano o meno l’accento. Osserva: ché (congiunzione = perché): che (congiunzione/pronome relativo): non correre, ché c'è tempo dammi la penna che ti ho chiesto è (verbo essere): è questo e (congiunzione): io e te dà (verbo dare): mi dà fastidio da (preposizione): da due ore né (negazione): né lui né lei ne (pronome): non ne voglio sì (affermazione): dimmi di sì si (pronome): si è rovinato là (avverbio di luogo): guarda là la (articolo o pronome): non la capisce dì (sostantivo): il dì e la notte di (preposizione): il libro di Luca lì (avverbio di luogo): sarò lì li (pronome): non li conosciamo sé (pronome): pensa a sé se (congiunzione): se tu vorrai Il pronome sé può essere scritto senza accento quando è seguito da stesso (se stesso). L’accento grafico non deve essere usato: sui monosillabi che terminano con una sola vocale (va, blu, fa, sta, sto, re, fu, su…); su qui e qua, perché la u è soltanto un segno grafico (cfr Fonologia - Box Dittonghi apparenti, pag. 19).

27


FONOLOGIA

^

L’accento circonflesso è ormai in disuso nella lingua italiana. Non andrebbe neppure considerato un vero e proprio accento in quanto non indica il rafforzamento della voce su una vocale. È, in realtà, un segno grafico che indica la contrazione di una sillaba alla fine di una parola (partirono = partîr) o al suo interno (furono = fûro) oppure la contrazione delle due i nel plurale delle parole che finiscono in -io (principii = principî). L’accento circonflesso si trova quasi esclusivamente nei testi letterari.

VERIFICHE GRADUATE 1

Segna l’accento tonico aiutandoti, eventualmente, con il dizionario.

ascoltare • caspita • astrale • convenienza • chiodo • scarpa • caserma • quaderno • spavento • microbo • lettere • scrivania • avido • pineta • allegramente • coriandolo • temere

2 Segna l’accento tonico aiutandoti, eventualmente, con il dizionario. Indica, quindi, la casella opportuna. TRONCA darsena pensile pontile edile educazione avidità zaffiro tenacia farmacia consultazione autodromo mollica palpebra collaborano salubre collaborazione amido allocco velocità criticano descriveteglielo

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PIANA

SDRUCCIOLA

BISDRUCCIOLA


Accenti

3

Scrivi cinque parole tronche, cinque piane, cinque sdrucciole, cinque bisdrucciole.

TROCHE

SDRUCCIOLE

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PIANE

BISDRUCCIOLE

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4

Nelle seguenti frasi sono stati omessi gli accenti grafici necessari. Metti l’accento dove occorre.

1. Oggi e una giornata afosa, percio non usciro. 2. Luisa va sempre in citta a fare acquisti per se e per sua figlia. 3. Non si fa cosi: e un pessimo comportamento. 4. Ti do un consiglio: in Africa non devi ne mangiare ne bere cibi non confezionati. 5. Il ragazzo fu visto nel parco con il suo cane, poi non se ne seppe piu nulla. 6. Quel martedi Luca arrivo appena scoppiato il temporale e rimase da noi fino a sera. 7. Mi da fastidio sapere che tutti vengono da te a chiederti di me. 8. Dimmi di si e sapro ricompensarti. 9. Chi fa da se fa per tre. 10. La nostra classe è composta da ventitre alunni: dodici femmine e undici maschi, di cui tre gia ripetenti.

5

Nelle seguenti frasi sono presenti errori nell’uso dell’accento. Sottolineali e correggili.

1. Dimmi un pò che cosa ne pensi, non tenere per tè le tue opinioni. 2. Vieni quà tù o passo io di li?

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3. Perche ti dò sempre retta? Parlo, parlo, poi faccio sempre cio che dici tu. 4. Ho cercato quà e là ma non ho trovato ne il tuo libro ne la tua penna.

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5. Và sempre in montagna perche d’estate alla sua eta non è facile sopportare il caldo e l’afa. .................................................................................................................................................................................................................................................................................................

6. Lassu l’aria e fresca e pura, ma in citta l’afa e insopportabile. 7. Ando alla ricerca di un tassì, ma a quell’ora non ne trovo piu. 8. Stà sempre a lamentarsi e non dà ascolto ai consigli. 9. Usero la tua auto perche la mia è gia in garage.

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10. E sola e triste: perche non andiamo a farle un pò di compagnia?

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29


FONOLOGIA

10. ELISIONE, TRONCAMENTO,

APOCOPE Quando parliamo, le parole non vengono pronunciate sempre le une staccate dalle altre. Talvolta, tra di loro, avviene un “contatto” che dà origine a fenomeni fonetici di collegamento, ovvero a modifiche, che sono registrate anche nella grafia. Ciò accade quando l’incontro si verifica tra due parole successive delle quali la prima termina e la seconda inizia con vocale, e comunque quando l’incontro tra i due termini genera un suono sgradevole. Proprio per evitare la cacofonia (dal greco kakós = brutto + phoné = suono) si ricorre all’elisione (lo albero l’albero) o al troncamento (buono uomo buon uomo), cioè alla caduta di uno o più suoni finali (una vocale o una sillaba) della parola.

10.1. Elisione L’elisione è la soppressione della vocale finale di una parola non accentata davanti a un’altra parola che inizia per vocale o per h. Il segno grafico che indica la caduta della vocale è l’apostrofo.

un’invenzione

bell’hotel

Non sempre l’elisione è obbligatoria; a volte essa viene effettuata in base al gusto individuale: possiamo, per esempio, dire la afferrai oppure l’afferrai. L’elisione è obbligatoria: con gli articoli lo, la (l’uomo, l’ape); con le preposizioni articolate composte con la, lo (dell’amicizia, nell’anno); con l’avverbio ci davanti a voci verbali che iniziano con e- (c’è, c’era); con gli aggettivi santo/a, bello/a, se precedono vocaboli che iniziano per vocale (sant’Andrea, sant’Orsola, bell’amico, bell’ape); in alcune formule fisse: tutt’al più, d’altronde, senz’altro, d’ora in poi, fin d’allora, mezz’ora, nessun’altra, tutt’altro, a quattr’occhi, quand’anche, l’altr’anno, avant’ieri, pover’uomo, buon’anima; con l’aggettivo dimostrativo quello (quell’amico). Al femminile, però, si tende ormai a utilizzare le forme senza elisione (quella idea /quell’idea).

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Elisione, troncamento, apocope

L’elisione è facoltativa: con i pronomi personali lo e la (lo aiutai /l’aiutai, la aiutai /l’aiutai); con l’articolo indeterminativo una (una amica /un’amica); con l’aggettivo dimostrativo questo (questo uomo /quest’uomo); con la congiunzione anche seguita da un pronome personale (anche io /anch’io); con le particelle pronominali mi, ti, ci, si, vi, ne (mi innamorai /m’innamorai; ti invidio /t’invidio; ci incontrammo /c’incontrammo; si arrabbiò/ s’arrabbiò; vi inviterà/v’inviterà; non me ne importa/non me n’importa); con la preposizione di (di aprile/d’aprile); con l’aggettivo grande (grande uomo/grand’uomo). L’elisione è vietata: con gli articoli lo, la, una davanti a parole che iniziano con i- + vocale (lo Ionio, la iena, una iella); con l’articolo gli e le preposizioni articolate composte con gli davanti a parole che iniziano con vocale, tranne i- (gli esempi, agli amici); con la preposizione da (da oggi), tranne che nelle formule fisse sopra indicate; con i pronomi personali li e le (li odia, le ama); ci non si elide mai davanti a parola cominciante per a, o, u (ci amiamo).

10.2. Troncamento Il troncamento è la caduta della vocale o della sillaba finale di una parola davanti a un’altra parola che inizia con vocale o con consonante. Non vuole mai l’apostrofo.

bello risultato siamo partiti

bel risultato siam partiti

Come l’elisione, anche il troncamento avviene con lo scopo di evitare un suono sgradevole. Esso è possibile soltanto nei casi in cui la lettera che precede la sillaba o la vocale da eliminare è l, m, n, r (bel tipo, buon anno, amor profano, fior di panna). Il troncamento è obbligatorio: con frate e santo, quando si trovano davanti a un nome proprio che inizia per consonante (fra Cristoforo, san Giovanni); con suora, signore, professore, dottore, ingegnere, cavaliere quando si trovano davanti a nome proprio (suor Anna, signor Gino, professor Bianchi, dottor Milani, ingegner Colli, cavalier Bono); con buono quando si trova davanti a vocaboli maschili (buon consiglio, buon amico, buon compagno);

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FONOLOGIA

con bello e quello davanti a vocaboli maschili che iniziano per consonante (bel bambino, bel pallone, quel signore, quel cane); con uno, alcuno, nessuno, ciascuno, taluno al maschile (un uomo, alcun amico, nessun ago, ciascun uovo, talun oggetto). Al femminile si usa invece l’elisione (un’ascia, alcun’ora, nessun’aia, ciascun’anima, talun’amica); in alcune locuzioni che contengono le parole amore, bene, fiore, fine, fino, male: amor profano, amor proprio, ben detto/fatto, fior di soldi/farina /panna, fin qui/lì, in fin dei conti, mal di testa /mare/pancia…

Tale e quale si possono troncare, ma non elidere (tal esame, qual è), perciò non hanno mai l’apostrofo.

Il troncamento è facoltativo: con l’aggettivo grande (una grande donna/una gran donna); con tale e quale sia davanti a consonante sia davanti a vocale (tal uomo/tale uomo; qual è/quale è; tal marca/tale marca; qual pensiero/quale pensiero); con ora e i suoi composti ancora, allora, talora (ancor /ancora di più). Il troncamento è vietato: davanti alle parole che iniziano con gn, pn, ps, s impura, x, z (ciascuno gnomo, bello spettacolo, povero zoppo, quello xilofono); con le parole al plurale (buone intenzioni, quelle amicizie).

È necessario non confondere l’elisione con il troncamento. Per accertarcene, quando incontriamo una parola tronca davanti a un’altra che inizia per vocale possiamo ricorrere al seguente stratagemma: proviamo a sostituirla con una parola dello stesso genere che inizi per consonante: se la parola tronca mantiene un “buon” suono, si tratta di troncamento, altrimenti di elisione. Per esempio: • un asino: è un troncamento, perché si può dire anche un cane; • buon uomo: è un troncamento, perché si può dire anche buon caffè; • nessun’oca: è un’elisione, perché non si può dire nessun capra; • pover’uomo: è un’elisione, perché non si può dire pover bambino.

10.3. Apocope C’è un caso particolare di troncamento – detto apocope – in cui la sillaba che cade viene sostituita da un apostrofo: poco po’ (dammi un po’ di pane).

L’apocope è la caduta di una vocale o di una sillaba indipendentemente dalla parola che incontra; la caduta è indicata dall’apostrofo.

Una parola ha eccezionalmente il troncamento segnato dall’accento: è il nome piè = piede nelle locuzioni a piè di pagina, a piè fermo, a ogni piè sospinto…

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Elisione, troncamento, apocope

Ecco i casi più frequenti di apocope: da’ dai (imperativo del verbo dare) fa’ fai (imperativo del verbo fare) va’ vai (imperativo del verbo andare) di’ dici (imperativo del verbo dire) sta’ stai (imperativo del verbo stare) to’ togli (nel senso di “prendi!” ) ve’ vedi (voce poetica) po’ poco mo’ modo ca’ casa (forma idiomatica) be’ bene (forma idiomatica) te’ tieni (forma idiomatica)

Ci sono altri casi in cui avviene la caduta di una sillaba o vocale. Afèresi (dal greco apháiresis = sottrazione, eliminazione): caduta della sillaba iniziale: Evangelo Vangelo; inverno verno. Sìncope (dal greco synkopé = rottura): caduta di una sillaba o di una vocale all’interno di una parola: carico carco; comperare comprare. Ci sono alcuni casi, invece, in cui si verifica l’inserimento di una vocale o di una consonante. Pròstesi (dal greco protithénai = porre davanti): inserimento di una vocale all’inizio di parola, sempre per evitare un suono spiacevole. per scritto per iscritto. D eufonica (dal greco éu = bene + phoné = suono): si aggiunge la lettera d alla congiunzione e e alla preposizione a seguite da una parola che inizia con vocale per rendere più gradevole la pronuncia: Anna e Elena Anna ed Elena.

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FONOLOGIA

VERIFICHE GRADUATE 1

Sottolinea le parole che hanno subito elisione.

Nell’isola d’Elba viveva un’ostrica che d’estate aveva un incubo: temeva che il livello dell’acqua del mare, a causa dell’evaporazione, diminuisse al punto da lasciare scoperto lo scoglio su cui abitava. Così, ogni volta che vedeva un’ape o un altro insetto, chiedeva con ansia: – Tu che guardi dall’alto, mi sai dire se c’è ancora tant’acqua nel mare? L’insetto la rassicurava ma l’ostrica non vedeva l’ora che passasse un’altra ape, una mosca o una vespa per rivolgerle la stessa domanda. Bissaca-Paolella, da Segmenti-ortografia, Ed. Lattes

2

Sottolinea le parole che hanno subito troncamento.

Ogni volta che ti vedo con quell’espressione ti chiedo qual è il problema che ti affligge. Oggi sono gli occhiali che hai sbattuto sul tavolo con tal violenza da romperli e così te li devi di nuovo far fare da quel buon ottico da cui sei già stato, ma l’idea della spesa è ancor più detestabile dell’avvenuto incidente. E così eccoti qui con quel cipiglio torvo che dice da solo: nessun altro osi parlare.

3

Riscrivi facendo l’elisione o il troncamento dove lo ritieni opportuno.

santa Anna ............................................................................................................. santo Antonio .................................................................................................... un bravo uomo ............................................................................................... una buona anima ........................................................................................ vai via! .......................................................................................................................... frate Galdino ....................................................................................................... un poco di tranquillità ........................................................................... nello anno .............................................................................................................. nella estate ............................................................................................................

4

alcuna amica ...................................................................................................... nessuno asino .................................................................................................. stai in piedi! ......................................................................................................... una oca ...................................................................................................................... quale è ........................................................................................................................ tale altro .................................................................................................................... lo orologio .............................................................................................................. lo aiuto ..................................................................................................................... dalla Asia ..................................................................................................................

Riscrivi facendo l’elisione o il troncamento dove lo ritieni opportuno, quindi evidenzia in modo diverso le modifiche apportate.

1. Dove è andato a finire quel mio libro di cucina?

.........................................................................................................................................

..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

2. Frate Cristoforo aveva sempre una parola buona per ogni povero che lo avvicinasse. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

3. Lo altro giorno abbiamo rivisto una amica di infanzia, rimasta tale quale era anni fa. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

4. Di estate in pianura ci è spesso una afa che rende difficile lavorare.

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..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

5. Come era da prevedere, quella povera anima di suora Antonella si era assunta anche quella incombenza. ........................................................................................................................................................................................................................................................ ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

6. Che grande baccano fate quando manca una insegnante!

..........................................................................................................

..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

34


Elisione, troncamento, apocope

7. Dai un poco di amore a quei cuccioli e capirai quale è la soddisfazione che se ne ricava. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

8. Cosa è questa storia? Nella agenda dei miei impegni non ci era il tuo nome.

..............................................

..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

9. Non sapeva di soffrire il mal di aria finché non si è trovato sullo aereo.

.................................................................

..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

10. Lo altro ieri ho incontrato frate Nicolino: che bravo uomo!

..........................................................................................................

..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

5

Sottolinea con colori diversi le parole che hanno subìto elisione, troncamento, apocope.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

S’accorse all’improvviso che Lorenzo si era assentato da un po’ e non tornava. Uscirono allo spuntar dell’alba, s’incamminarono verso il posteggio, ma l’auto non c’era più. Di’ un po’, com’è che sei tornato all’alba? Non t’è passato per la testa che fossi preoccupato? Va’ via e torna soltanto quando saprai meritarti un po’ più di rispetto. Svegliarmi di buon’ora non è la mia passione, ma per questa volta farò un’eccezione. Qual è il tuo numero telefonico? Me l’avevi dato ma l’ho perso. Nessun altro ha realizzato un’incisione così ben fatta. Fa’ attenzione quando attraversi ma va’ in fretta sull’altro lato della strada. Non c’è bisogno ch’io dica più di ciò che t’ho già detto, fa’ silenzio e rifletti. Ben arrivato, t’aspettavamo per domani, ma già che sei qui da’ una mano a preparare la tua camera.

6

Sottolinea e correggi gli errori.

1. Qual’è la tua aspirazione per il futuro? Diventare un’ottimo medico? ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

2. San Stefano è stato il primo martire cristiano. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

3. Luca, dà la mano alla mamma! ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

4. Un pò di riposo non ti farebbe male; mi sembri stanca e depressa. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

5. Luisa da tutto per scontato e si sbaglia. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

6. Luca da’ la mano alla mamma per attraversare la strada. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

7. Un azione così malvagia meriterebbe la disapprovazione di tutti. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

8. Nessun’uomo desidera una tale sorte. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

9. Fa attenzione! Stai commettendo un’errore piuttosto grave. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

10. Mi alzai di buon ora per vedere la alba, ma il cielo era nuvoloso. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

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FONOLOGIA

11. PUNTEGGIATURA La punteggiatura (o interpunzione) è indispensabile per rendere, nella lingua scritta, le sfumature espressive della lingua orale; serve a indicare quali parole o quali frasi, durante la lettura, devono essere pronunciate senza pause, dove è necessario che il tono della voce assuma particolari inflessioni o tenda a interrompersi. Leggi i testi seguenti e osserva la differenza.

camminavano per la città illuminata dai lampioni e non vedevano che case di boschi neanche l’ombra così giunsero dove finivano le case e la strada diventava un’autostrada ai lati dell’autostrada i bambini videro il bosco una folta vegetazione di strani alberi avevano i tronchi fini fini e chiome piatte dalle più strane forme e dai più strani colori rami a forma di dentifricio di faccia di formaggio di mano di rasoio di bottiglia costellate di scritte dell’alfabeto evviva disse Michelino questo è il bosco

Camminavano per la città illuminata dai lampioni e non vedevano che case: di boschi neanche l’ombra. Così giunsero dove finivano le case e la strada diventava un’autostrada. Ai lati dell’autostrada i bambini videro il bosco: una folta vegetazione di strani alberi. Avevano i tronchi fini fini e chiome piatte dalle più strane forme e dai più strani colori. Rami a forma di dentifricio, di faccia, di formaggio, di mano, di rasoio, di bottiglia, costellate di scritte dell’alfabeto. – Evviva! – disse Michelino – questo è il bosco!

La punteggiatura ha infatti diversi scopi: pausativo, per indicare le interruzioni della voce; sintattico, per mettere in evidenza la struttura dei periodi, delle proposizioni e degli elementi della frase; espressivo, per attribuire significati particolari attraverso cambiamenti di intonazione della voce. Le interruzioni della voce e le intonazioni non sono sempre uguali, per cui anche i segni di punteggiatura sono diversi. Pur non essendoci norme rigide sull’uso dei diversi segni di interpunzione, un loro uso appropriato è importante. Una volta che vengono rispettate le regole fondamentali, la punteggiatura consente a chi scrive di esprimersi secondo un proprio stile.

11.1. I segni di punteggiatura pausativi I segni di punteggiatura pausativi sono: il punto fermo to e virgola , i due punti .

;

:

. , la virgola , , il pun-

Il punto fermo indica una pausa lunga; conclude un pensiero ed è seguito dalla lettera maiuscola: Uscirono insieme per andare al mercato. A casa la mamma cucinava. è anche usato dopo una abbreviazione o tra le lettere di una sigla: A. Manzoni ecc. C.R.I.

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Punteggiatura

La virgola indica una pausa breve e serve per chiarire l’ordine logico dei pensieri; si usa nelle enumerazioni, nelle ripetizioni, negli incisi, nei vocativi: La madre, il padre, i figli erano contrariati. Vieni, vieni, non aver paura. Sai, Dario, ti credevo più furbo. divide le proposizioni di uno stesso periodo: Venne, osservò, prese provvedimenti per evitare ulteriori guai. Si deve usare la virgola nei seguenti casi: • prima di ma, però, invece, mentre, eppure, perciò; • prima di affinché, poiché, giacché, benché, quando, sebbene; • per separare, all’interno di una frase, le congiunzioni dunque, quindi, infatti. Non si deve mai usare la virgola nei seguenti casi: • tra soggetto e verbo; • tra il verbo e il suo complemento oggetto; • davanti a né, o, oppure; • quando si usano le congiunzioni sia… sia, o… o, né… né.

Il punto e virgola indica una pausa intermedia tra quella lunga del punto e quella breve della virgola; si usa nelle enumerazioni e negli elenchi: Ho comprato diversi libri: il manuale per coltivare i bonsai; un romanzo giallo da leggere in spiaggia; un ricettario per cucinare il pesce. divide due o più proposizioni collegate tra loro, ma troppo estese per essere delimitate dalla virgola: Il cielo era grigio; le strade erano deserte; l’ombrello al suo braccio era umido. I due punti indicano una breve pausa di sospensione; introducono il discorso diretto e sono seguiti dalla lineetta (o dalle virgolette) e dalla lettera maiuscola: Paolo in lacrime disse: – Mamma, aiutami a risolvere questo problema. introducono una spiegazione: Ho preso l’ombrello: piove a dirotto. introducono un’enumerazione: Ho comprato tre capi: un abito lilla molto elegante, una maglietta sportiva, una gonna molto leggera. introducono un esempio o una citazione. I due punti non possono essere usati tra il verbo e il suo complemento oggetto, anche se questo costituisce un elenco. Attenzione, perciò, a non scrivere: Ho comprato: un abito, una maglietta, una gonna. Scriveremo invece: Ho comprato un abito, una maglietta, una gonna.

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FONOLOGIA

11.2. I segni di punteggiatura espressivi I segni di punteggiatura espressivi sono: i puntini di sospensione punto interrogativo , il punto esclamativo .

?

!

… , il

I puntini di sospensione (attenzione: sono solo tre) indicano un tono sospeso, un discorso lasciato a metà: Potremmo andare al cinema, al parco, a teatro… sostituiscono, racchiusi nelle parentesi quadre, una parte di un testo non citato per intero, mancante: Nel mezzo del cammin di nostra vita […] che la diritta via era smarrita. si pongono alla fine di una enumerazione che potrebbe continuare. Abbiamo studiato il nome, l’articolo, l’aggettivo… Il punto interrogativo dà alla voce il tono della domanda, diretta (Che cosa vuoi?) o retorica (Sono forse Babbo Natale?). Il punto esclamativo determina un’intonazione di voce che esprime un sentimento intenso di meraviglia, dolore, paura…: Che noia! Ahi, che male! è usato dopo le interiezioni e gli imperativi: Ahimè! Sbrigati! può essere usato col punto interrogativo per indicare incredulità o stupore: È già scappato via?! I punti interrogativo ed esclamativo, quando chiudono la frase, sono seguiti da iniziale maiuscola; se, al contrario, le interrogazioni e le esclamazioni si susseguono senza rompere il discorso, possono essere seguite da iniziale minuscola: Hai deciso quando uscire? Uscirò subito.

11.3. I segni ortografici Ai segni di punteggiatura si aggiungono i segni ortografici, che si usano per dare maggiore chiarezza alla scrittura.

“ ” « » , le lineette – – , il trattino - , le paren( ) [ ] { } , l’asterisco * .

Sono: le virgolette tesi

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Punteggiatura

Le virgolette si usano per aprire e chiudere il discorso diretto: La mamma disse: «Non tornate tardi!». segnalano una citazione, in cui si riportano le parole precise di qualcuno: Brenno esclamò: «Guai ai vinti». delimitano il titolo di un giornale, di un libro, di un film… Ho comprato il “Corriere della sera”. evidenziano parole non usate con il loro significato proprio: È stato indetto uno sciopero “a singhiozzo” dai ferrovieri. Le lineette servono per racchiudere un inciso: Carlo – il mio migliore amico – partirà a settembre. possono delimitare le battute di dialogo nel discorso diretto: – Non vorrai ricominciare a lamentarti! – gli dissi. – Non inquietarti: soffro e mi lamento. – rispose. Il trattino si usa per unire due parole e ottenerne una composta: Domani bassa pressione su tutta l’Europa centro-settentrionale. Stiamo percorrendo l’autostrada Torino-Milano. si usa per indicare, nei testi a stampa, il segno dell’a capo: … andia- [a capo] mo… Le parentesi tonde delimitano le parole che si vogliono isolare in un discorso o che non fanno parte del testo, ma sono inserite per maggior chiarezza: La zia Rina (moglie del fratello di mio padre) è stata ricoverata all’ospedale. Le parentesi quadre racchiudono i puntini di sospensione che, in un testo, indicano che nella citazione è stata tagliata una parte: Per me si va ne la città dolente […] per me si va tra la perduta gente. L’asterisco si usa nei testi a stampa: ripetuto tre volte, per sostituire un nome di persona o di un luogo che non si vuole rivelare: Renzo e Lucia vivevano a ***, un piccolo centro sul ramo lecchese del lago di Como. posposto a una parola, per indicare che il termine segnalato viene spiegato in nota: Tra gli animali unicellulari, i protozoi* sono visibili con l’uso di un microscopio.

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FONOLOGIA

VERIFICHE GRADUATE 1

Inserisci il punto e le maiuscole dove lo ritieni opportuno.

IN UNA GRANDE POLTRONA DI CUOIO CONSUNTO, CON LO SCHIENALE ALTO, STAVA SEDUTO UN OMETTO TARCHIATO INDOSSAVA UN VESTITO NERO SPIEGAZZATO, CHE AVEVA L’ARIA DI ESSERE MOLTO VECCHIO LA PANCIA ERA TENUTA DA UN PANCIOTTO A FIORI L’UOMO AVEVA UNA BELLA PELATA, SOLO SOPRA LE ORECCHIE SI DRIZZAVANO DUE CESPUGLIETTI DI CAPELLI BIANCHI AVEVA UNA FACCIA ARROSSATA CHE FACEVA PENSARE AL MUSO DI UN BULLDOG INCATTIVITO SUL GRAN NASO A PATATA TRONEGGIAVANO GLI OCCHIALI CERCHIATI D’ORO UNA GRAN PIPA RICURVA GLI PENDEVA ALL’ANGOLO DELLA BOCCA

M. Ende, da La Storia Infinita, Longanesi

2

Inserisci la virgola dove lo ritieni opportuno.

Siamo nel 1526 Spagnoli e Francesi si contendono le più importanti città della Lombardia. I soldati mercenari spagnoli non ricevendo la paga pattuita si insediano a Rocca Nuova poi si presentano al palazzo comunale per esigere i soldi direttamente dal podestà. Poiché i soldati minacciano di saccheggiare tutta la città e il municipio non ha i soldi per pagarli si impone una tassa di quaranta centesimi ai cittadini. Il popolo allora solleva un tumulto nella piazza del comune perché non vuole sottostare al ricatto degli Spagnoli che nel frattempo sono riusciti a occupare Rocca Nuova e Rocca Vecchia prendendo tra due fuochi la città. G. Falzone, da Storie e leggende pavesi, La Spiga

3

Inserisci i segni di interpunzione, le maiuscole e i segni ortografici opportuni dove è segnalato.

( ) UN GIORNO UN’AMICA LE CHIEDE ( ) ( ) QUANDO UNO ( ) COME FAI A ESSERE CERTA DI PUNIRE PROPRIO IL COLPEVOLE E NON IL FRATELLO ( ) ( ) LA SIGNORA RISPONDE ( ) ( ) NON CI PROVO NEANCHE ( ) LI MANDO TUTT’E DUE A LETTO SENZA CENA E L’INDOMANI PUNISCO IL COLPEVOLE ( ) ( ) E L’AMICA ( ) ( ) APPUNTO ( ) MA COME FAI A RICONOSCERLO ( ) ( ) ALLORA LA SIGNORA AGGIUNGE ( ) ( ) SEMPLICE ( ) È QUELLO DEI DUE CHE HA UN OCCHIO NERO ( ) ( ) UNA SIGNORA HA DUE GEMELLI ASSOLUTAMENTE IDENTICI

DEI DUE COMMETTE UNA MARACHELLA

4

Inserisci i segni di interpunzione, le maiuscole e i segni ortografici mancanti.

UN CORVO APPOLLAIATO SU UN ALBERO SI DISPONEVA A MANGIARE UN PEZZO DI FORMAGGIO RUBATO DA UNA FINESTRA UNA VOLPE CHE PASSAVA DI LÌ DECISE DI IMPADRONIRSI DEL GHIOTTO BOCCONE E DISSE OH CORVO TU SEI IL PIÙ BELLO DEGLI UCCELLI PECCATO CHE TI MANCHI LA VOCE IL CORVO SCIOCCO SI DISPOSE SUBITO A CANTARE PER MOSTRARE LA SUA BRAVURA IL FORMAGGIO CADDE A TERRA E LA VOLPE SUBITO LO MANGIÒ

5 1.

Inserisci i segni di interpunzione, le maiuscole e i segni ortografici mancanti. CHE COSA VUOI FARE PREFERISCI RESTARE O PARTIRE

2.

CHE COSA FACCIAMO QUESTA SERA MI PIACEREBBE ANDARE

3. STA ZITTO NON PERMETTERTI PIÙ DI PARLARMI COSÌ 4. ORIANA SBOTTÒ NON VOGLIO PARLARE DI QUESTA FACCENDA 5. IN ATTESA DEL TUO RITORNO HO SFOGLIATO UNA RIVISTA HO GUARDATO LA TELEVISIONE HO LAVORATO A MAGLIA MA IL TEMPO NON PASSAVA MAI 6. QUANDO RICEVETTE QUELLA TELEFONATA IN VALIGIA AVEVA GIÀ MESSO LA BIANCHERIA I PANTALONI LE MAGLIETTE LE CAMICIE 7. STA PER PIOVERE È MEGLIO CHE TU PRENDA L’OMBRELLO 8. NELL’ORTO CRESCEVANO MOLTI ORTAGGI SEDANO CAROTE COSTE FAGIOLINI POMODORI 9. IL RAGAZZO DI CUI TI HO PARLATO VIVE A LONDRA 10. IN TUTTO IL MONDO LA DIVINA COMMEDIA È CONOSCIUTA APPREZZATA E STUDIATA AL CINEMA

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Regole ortografiche

12. REGOLE ORTOGRAFICHE L’ortografia (dal greco orthós = corretto e graphé = scrittura) definisce le regole che permettono di scrivere correttamente le parole. Gli errori che talvolta si commettono scrivendo possono dipendere anche dal fatto che non esiste sempre una corrispondenza precisa tra fonemi e grafemi. È bene conoscere esattamente le regole ortografiche della nostra lingua, anche se è difficile enumerare e descrivere tutti i casi. Ricordiamo, comunque, che può essere di aiuto l’abitudine di consultare il dizionario in caso di dubbio. Ciò permette di non commettere errori e di acquisire e fissare le conoscenze. Teniamo anche conto del fatto che, essendo la lingua in continuo cambiamento, le sue regole possono variare; tuttavia, le regole ortografiche di una determinata epoca vanno sempre rispettate.

12.1. Maiuscole La lettera iniziale di una parola deve essere maiuscola nei seguenti casi: all’inizio di un testo e all’inizio di una frase, dopo un punto fermo: Oggi ho pranzato in un ottimo ristorante. Ho scelto il menu vegetariano. dopo i punti interrogativo ed esclamativo: Che profumino! Che cosa potremmo ordinare? Un fritto di calamari andrà benissimo. con i nomi propri di persona, di animale, i cognomi e i soprannomi: Gianni, Snoopy, Rossi, Federico il Barbarossa… dopo i due punti e le virgolette che introducono il discorso diretto: Il cameriere ha chiesto: «Che cosa bevono i signori?». con i nomi di popoli, non usati come aggettivi: gli Italiani (i bambini italiani)… con i titoli di libri, giornali, riviste, film…: La lupa, Corriere della sera, Oggi, Star wars… con i nomi geografici e con i nomi di vie, piazze…: Nilo, Kilimangiaro, Roma, via Garibaldi, piazza Cavour… con i nomi di corpi celesti: Luna, Plutone, Vega… con i nomi di feste religiose o civili: Natale, Ferragosto… nelle sigle: Asl, Inps… nei nomi di secoli scritti in parole, di periodi storici o di movimenti artistici: il Novecento, il Risorgimento, il Futurismo… con i nomi indicanti persone sacre, con i loro attributi, con i nomi delle divinità, con gli oggetti di culto: Dio, il Salvatore, Giove, la Croce… con i nomi comuni usati come propri o personificazioni: il Poeta, la Giustizia… con i pronomi di rispetto e le formule di cortesia: Con la presente Le invio…, Egregio Signor Presidente… con i nomi di enti, associazioni, istituti, pubblici uffici…: Croce Rossa Italiana, istituto Don Gnocchi, Polizia Municipale… con i nomi indicanti i punti cardinali e le zone geografiche: Nord, NordEst, Settentrione, Equatore, Zenit…

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FONOLOGIA

Vi sono parole che vengono scritte con la maiuscola o con la minuscola a seconda dei casi, come per esempio i nomi comuni indicanti una carica o un titolo (il Papa), se non sono seguiti dal nome proprio (papa Giovanni Paolo II); Chiesa (comunità religiosa) e chiesa (edificio); Governo (organo del potere esecutivo) e governo (insieme dei ministri).

12.2. Suoni particolari c/q La lettera c + u è seguita sempre da una consonante: curioso, lacuna. La lettera q + u, invece, è seguita sempre da un’altra vocale: quattro, questionario, quindici, quoziente. Poiché il suono qu è uguale al suono cu, è facile sbagliare. Inoltre, la presenza di eccezioni alla regola rende ancor più difficoltoso non incorrere in errori. È opportuno, dunque, imparare le seguenti parole a memoria e consultare il dizionario in caso di dubbio: vogliono cu e non qu, le seguenti parole: arcuato, circuito, cui, cuocere, cuoco, cuoio, cuore, scuola, innocuo, lacuale, proficuo, promiscuo, scuotere, percuotere, riscuotere. Si comportano come le eccezioni elencate anche le parole da esse derivate, come cuoiaio, cuoriforme, rincuorare, proficuamente ecc…

ccu / qqu Esistono solo due parole che contengono ccu e qqu: taccuino e soqquadro.

cqu La lettera q si raddoppia facendola precedere dalla c; si usa perciò cqu nelle seguenti parole: acqua e derivati (acquazzone, acquerugiola, acquaio, acquario, acquedotto, acquitrino, acquerello), nacque, giacque, tacque, acquistare, acquisto e poche altre.

sc Il gruppo sc seguito dalle vocali i ed e ha un suono dolce come nelle parole scelta e scivolo; non richiede l’inserimento della i prima della e, pertanto si scriverà scena e non sciena, conoscenza e non conoscienza. Ci sono, però, delle eccezioni che si scrivono con scie: scienza, coscienza e i loro derivati (scienziato, scientifico, coscienzioso, coscienziosamente, incoscienza, incosciente) e il nome usciere. Quando, invece, sc è seguito dalle vocali a, o, u, mantiene i suoi suoni distinti con la c dura (scarpa, scopa, scuro…)

gl Per scrivere correttamente le parole che contengono il gruppo gl, distinguendole da quelle che contengono li, è bene prestare molta attenzione alla pronuncia. Il gruppo gl seguito dalla i ha un suono dolce (egli, figli, moglie). Fanno eccezione alcune parole come glicine, glicerina, negligenza, nelle quali il gruppo gl non forma digramma e le consonanti mantengono la loro pronuncia con la g dura (come nelle parole nelle quali sono seguite da vocali diverse da i, come glabro, gleba, gloria).

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Regole ortografiche

Attenzione a non confondere gli con li. È utile ricordare alcuni casi in cui troviamo li: • nei nomi di persona, tranne Guglielmo, Guglielmina e Gigliola; • all’inizio di parola (lieve, liana), a eccezione dell’articolo gli e dei pronomi gliela/glielo/gliele/glieli/gliene; • quando si ha un suono di doppia l (allietare, allievo); • nelle parole con la i accentata e nei loro derivati (malìa, ammaliare); • nei nomi geografici e in alcune parole di origine latina (cavaliere, Sicilia, milione). Si usa gli in tutti gli altri casi. L’aggettivo familiare (derivato dal latino familiaris) si può scrivere anche famigliare.

gn Il gruppo gn seguito dalle vocali a, e, o, u non richiede l’inserimento della i (lavagna, ingegnere, gnomo, ognuno), che è invece necessaria nei seguenti casi: se su di essa cade l’accento tonico (compagnìa); nella desinenza della 1ª persona plurale dell’indicativo presente (disegniamo); nella 1ª e nella 2ª persona plurale del congiuntivo presente dei verbi che terminano in -gnare (che noi bagniamo, che voi bagniate). Si usa ni (e non gni) + vocale nelle parole che conservano la scrittura originaria latina: genio, colonia, niente, geranio, scrutinio… Si usa gn in tutti gli altri casi.

mp / mb Davanti alle consonanti p/b si usa sempre la m e mai la n (campo, lampo, gamba, bimbo). Fanno eccezione alcuni nomi composti, come benpensante, benparlante.

12.3. Le parole in -cia / -gia Le parole che terminano in -cia/-gia al plurale fanno: -cie/-gie quando prima di -cia e -gia c’è una vocale (cami-cia/cami-cie, cilie-gia/cilie-gie) o quando sulla i cade l’accento (bu-gìa/bu-gìe); -ce/-ge quando prima di -cia e -gia c’è una consonante (frec-cia/frec-ce, aran-cia/aran-ce, spiag-gia/spiag-ge, fran-gia/fran-ge). Si scrivono con -cie le seguenti parole: cielo, cieco, crociera, deficienza, efficienza, effigie, paciere, pasticciere (non pasticceria), società, socievole, superficie, specie, sufficienza e i loro derivati (deficiente, sufficiente, insufficiente…). Si scrivono con -gie le seguenti parole: igiene, raggiera e i loro derivati.

12.4. Consonanti doppie La presenza o meno di consonanti doppie in una parola è importante, perché il raddoppiamento può mutare completamente il significato di un termine (rosa/rossa, pena/penna). Non è opportuno fidarsi della pronuncia, perché le inflessioni regionali possono trarre in inganno; non esistono d’altro canto regole fisse sull’uso delle doppie.

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FONOLOGIA

Si possono soltanto offrire indicazioni di carattere generale: la b non si raddoppia mai davanti al suffisso -ile (mobile, visibile); la g non si raddoppia mai davanti a -ione (ragione); la z non si raddoppia mai davanti a -ione, -ia, -ie, -io (correzione, astuzia, notizie, vizio); i prefissi a-, su-, fra-, o-, contra-, sopra- richiedono il raddoppiamento della consonante iniziale della parola cui sono uniti (a-vviare, su-ddetto, fra-ttanto, o-ccorrere, contra-ddire, sopra-ttutto); le consonanti iniziali della seconda parola in vocaboli formati con uno dei seguenti elementi si raddoppiano: e (e-bbene), ne (ne-ppure), se (se-mmai), ra (ra-ppresentazione), così (cosi-ddetto), da (da-pprima).

12.5. Uso dell’h

Si scrive con l’h iniziale la voce del verbo avere hanno; senza l’h il sostantivo che indica l’anno solare: Hanno un’auto nuova. Torneremo l’anno prossimo.

Alla lettera h non corrisponde alcun suono. Essa serve a distinguere, nella scrittura, le parole che hanno lo stesso suono ma funzioni grammaticali e significati diversi. Si scrivono: con l’h iniziale alcune voci del verbo avere (ho, hai, ha, hanno); senza l’h congiunzioni o preposizioni; con l’h dopo la prima vocale le interiezioni. Ho (voce del verbo avere) Ho visto.

o (congiunzione) O Luca o Eva.

oh! (interiezione) Oh, che sorpresa!

hai (voce del verbo avere) Hai visto.

ai (preposizione) Un bacio ai bimbi.

ahi! (interiezione) Ahi, che male!

ha (voce del verbo avere) Ha visto.

a (preposizione) A me piace.

ah! (interiezione) Ah, finalmente!

ALTRI CASI PARTICOLARI Ma M’ha (mi ha) Mai M’hai (mi hai) Mela Me la Me l’ha (me la/lo ha) La (articolo o pronome) Là L’ha (la/lo ha) Tela Te la Te l’ha (te la/lo ha) Vela Ve la Ve l’ha (ve la/lo ha)

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Leggi, ma non capisci. M’ha detto che arriverà. Non lo lascerò mai. M’hai proprio ingannata! Mangio una mela. Me la regali? Me l’ha raccontato poco fa. Mangerò la torta. Sì, la mangerò. È tornato là. L’ha saputo ieri. È di tela. Te la mando? Te l’ha detto lui? Va in barca a vela. Ve la preparo? Ve l’ha raccontato?


Regole ortografiche

VERIFICHE GRADUATE 1

Sottolinea i nomi che richiedono l’uso della maiuscola.

il tulipano il natale la lombardia domenico

2

il novecento il mar ligure la montagna l’isola

i francesi via parini il vesuvio l’isola d’elba

il il il il

francese mare vulcano po

Sottolinea le parole che richiedono l’uso della maiuscola.

1. l’arno nasce dal monte falterona e, dopo aver attraversato firenze e pisa, si getta nel mar tirreno presso livorno. 2. ho letto la cronaca della partita di calcio italia-corea sul giornale “tuttosport”. 3. giuseppe verdi scrisse molte e famose opere liriche, come un ballo in maschera, la traviata, il trovatore e otello. 4. la sicilia e la sardegna sono le due isole maggiori dell’italia. 5. quando partì mi disse: “ti ringrazio per la gentile ospitalità durante il mio soggiorno a roma”. 6. da tempo ormai l’uomo è riuscito a metter piede sulla luna. 7. ieri sera sono stato con luisa e paolo a vedere un bel film intitolato “la vita degli animali”.

3

Riconosci gli errori nell’utilizzo della maiuscola e trascrivili sul tuo quaderno, correggendo.

com’è uggioso quel cavalier metello! anche oggi mi ha portato a veder roma e questo mi fa piacere dirvelo, ma lui ci mette tante spiegazioni, che è una cosa insopportabile. per esempio dinanzi all’arco di settimio severo s’è messo a dire: “questo splendido arco trionfale eretto dal senato l’anno 205 dell’era cristiana in onore di settimio severo e dei suoi figli caracalla e geta ha sulle due facce una iscrizione nella quale è detto come, in seguito alle vittorie riportate sui parti, sugli arabi, sugli adiabeni…”. ah! alla fine del discorso quest’arco di settimio severo mi pareva d’averlo tutto sullo stomaco e la mia bocca era diventata un arco trionfale più grande di tutti gli archi trionfali di roma messi insieme… Vamba, da Il Giornalino di Gian Burrasca, Giunti

4

Completa inserendo cu, qu, cqu.

....................

lla

ac .................... sa in .................... dine anna .................... ato .................... cchiaio

5

aderno in .................... ilino .................... iz a .................... istare gia .................... e ....................

....................

cina

con .................... ista a .................... ila al .................... no .................... indici

a .................... a li .................... ore a .................... ario .................... ffia .................... rioso

Completa inserendo cu, qu, cqu, ccu, qqu.

ore so .................... adro pas .................... a .................... iete a .................... amarina ....................

cir .................... ito a .................... erello e .................... ivocare profi .................... o a .................... edotto

a .................... isto ta .................... ino inno .................... o ris .................... otere a .................... ilone

oco ato ..................... oio rin .................... orare s .................... otere ....................

ar

....................

45


FONOLOGIA

6

Sottolinea la forma esatta.

1. Gli batteva forte il quore/cuore per l’emozione. 2. Il risotto che hai qucinato/cucinato era squisito/scuisito. 3. Il tuo quoziente/cuoziente di intelligenza si rivela ogni volta in qui/cui vediamo insieme un quiz/cuiz. 4. Se non fossi così allergica alle graminacee, mi dedicherei volentieri agli sport ecuestri/equestri. 5. A volte la paura acquisce/acuisce il dolore. 6. Alla nonna piacue/piacque molto il tacquino/taccuino con la copertina in cuoio/quoio. 7. Il cuoco/quoco ha preparato un ottimo dolce al cucchiaio/qucchiaio con i savoiardi inzuppati nel liquore/licuore. 8. Il nonno si ostina a riscuotere/risquotere la pensione in posta anziché in banca. 9. Quell’incuietante/inquietante persona ha provocato una situazione veramente iniqua/inicua. 10. Il cucciolo appena acquistato/accuistato mise a soqquadro/socquadro la casa e si accuietò/acquietò solo dopo aver mangiato una cospicua/cospiqua quantità/cuantità di croccantini.

7

Scrivi il plurale delle seguenti parole.

bugia ............................................................................................................................... frangia ........................................................................................................................... freccia ............................................................................................................................ spiaggia ....................................................................................................................... faccia .............................................................................................................................. bisaccia ....................................................................................................................... farmacia .....................................................................................................................

8

magia ............................................................................................................................ camicia ........................................................................................................................ provincia ................................................................................................................... ciliegia .......................................................................................................................... valigia ............................................................................................................................ arancia ......................................................................................................................... rinuncia .......................................................................................................................

Completa inserendo ge/gie, ce/cie.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

Ho acquistato due grattug..............., una per me e una per te. Mi piace sentire il profumo che esala dalle buc............... delle aran............... che metti sulla stufa. Gli aborigeni cacciano tuttora con lan............... e frec............... dalla punta metallica avvelenata. Nel patrimonio artistico italiano figurano castelli e reg............... di antichi sovrani. Ho appena finito di stirare le tue cami..............., appendile sulle gru............... per favore. Sul tavolo del maresciallo erano depositate quattro denun............... di furti notturni. In Finlandia ci si sottopone a doc............... molto calde alternate a doc............... fredde per combattere il freddo e la stanchezza. 8. Dietro la casa sul promontorio una corona di roc............... costituiva quasi un’artistica protezione. 9. Pesavano le trec............... di pane di sesamo con bilan............... rustiche ma precise. 10. Boschi di aca............... si alternavano a erbose distese verdeggianti.

9

Sottolinea gli errori e trascrivi le parole correttamente.

1. Nel celo settembrino un grappolo di nubi celava il sole agli occhi dei gitanti. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

2. L’ingenuo portiere non si era accorto che l’asciensore era guasto. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

3. Con grande efficenza il comitato aveva organizzato una crocera sul Nilo. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

46


Regole ortografiche

4. Era un pasticcere molto abile e gestiva la sua pasticceria in socetà con i fratelli. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

5. Sulla superfice liscia di marmo era scolpita l’effige dell’antica contessa. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

6. Le sue valutazioni oscillavano tra sufficenze e insufficenze e non andavano oltre. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

7. Una insospettata deficenza immunitaria colpiva periodicamente l’intera spece animale. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

8. È di temperamento socevole e volentieri si presta per fare da pacere nelle liti condominiali. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

9. Una raggera di colori si sprigionava dalla lampada digitale in mezzo alla stanza. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

10. Per motivi di igene è consigliabile lavarsi spesso le mani. ..................................................................................................................................................................................................................................................................................................

10 Ora utilizza le parole individuate nell’esercizio precedente per comporre altrettante frasi di tua invenzione.

11 Sottolinea la forma esatta. 1. Un simpatico uscere/usciere indirizzava i visitatori verso l’ascensore/asciensore principale. • 2. Non ho capito se fai lo scemo/sciemo o sei semplicemente un incoscente/incosciente. • 3. Devo scegliere/sciegliere il mio futuro percorso scolastico e non so se sia meglio l’indirizzo scentifico/ scientifico o quello tecnologico. • 4. La conoscenza/conoscienza delle lingue straniere e almeno dei primi rudimenti dell’informatica sono uno strumento indispensabile sul mercato del lavoro. • 5. Ogni volta in cui reagisci a quel modo mi poni problemi di coscenza/coscienza. • 6. Abbiamo assistito a una scena/sciena teatrale assai gradevole, tanto che il palcoscenico/palcoscienico è stato riempito di fiori. • 7. Il terreno scosceso/scoscieso veniva affrontato dagli sciatori con grande attenzione per la discesa/disciesa. • 8. Ti richiedo di affrontare il lavoro in modo più razionale e scentifico/scientifico. • 9. La scelta/scielta di eliminare i tappeti fu determinata dall’incoscente/incosciente distrazione di Giovanna, che si era fratturata una gamba scivolando sullo scendiletto/sciendiletto. • 10. Non sono a conoscenza/conoscienza di casi in cui la scenza/scienza si sia dimostrata inattendibile.

12 Dopo aver individuato nel precedente esercizio le parole che richiedono scie, componi, sul quaderno, una frase con ciascuna di esse.

13 Scrivi, sul quaderno, dieci parole che contengano gli. 14 Sottolinea le parole errate e riscrivile correttamente. migliardo • milione • miliardario • milionario ....................................................................................................................................................................... familia • familiare • famigliarità .................................................................................................................................................................................................................. foglia • foliame • fogliolina ............................................................................................................................................................................................................................... maglia • maglione • maliaia ........................................................................................................................................................................................................................... migliore • meglio • miglioria • miliorare ....................................................................................................................................................................................... tagliare • taliere • taglierina ............................................................................................................................................................................................................................. veglia • velione • vegliare .................................................................................................................................................................................................................................. Giuglio • Gigliola • Gulielmo .......................................................................................................................................................................................................................

47


FONOLOGIA

15 Sottolinea le parole errate e trascrivile correttamente. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

Sonia è una bellissima ragazza con degli splendidi occhi blu e lunghe cilia. ..................................................... Riesci a coliere la verità: la intuisci, ma non la capisci. ........................................................................................................................ A lulio andremo in Sicilia; mi piacerebbe molto andare anche in Pulia. ................................................................... La piccola imbarcazione rimase incaliata tra gli scogli. ......................................................................................................................... Ha vinto un miglione di euro alla lotteria, ma ha volia di continuare a lavorare. ......................................... Dante morì in esiglio nella città di Ravenna. ....................................................................................................................................................... A causa di un imbrolio, fummo costretti a valiare progetti di recupero. .................................................................... Alla solia dei cinquant’anni si trasferì a Marsilia, dove iniziò una nuova vita. ..................................................... Nel circo si esibiva un simpatico paliaccio con il cappello da bersaliere. ................................................................. Il mio consilio è di non affigliarti a quei gruppi un po’ misteriosi. ......................................................................................

16 Scrivi, sul quaderno, dieci parole che contengano gn. 17 Sottolinea la forma corretta. scrutinio/scrutigno Eugenio/Eugegnio genio/gegno iniezione/ignezione Antonio/Antognio

colonia/cologna alluminio/allumigno assenio/assegno uranio/uragno carniere/cargnere

unione/ugnione ingeniere/ingegnere vergonia/vergogna geniale/gegnale ragioniere/ragiognere

18 Sottolinea le parole errate e trascrivile correttamente. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

Nella mia famiglia siamo tutti o ragiogneri o ingenieri. La mamma sa cucinare ottimamente gli gniocchi alla romana. Con questa siccità è bene bagniare di frequente il prato e l’orto. Non devi essere un gegnio per imparare a guidare l’auto. Di fronte a questa argomentazione non ho gnente da ribattere. Ogni uno di voi può confermare che il mio gatto ha lo sguardo magnetico. Spesso sogniamo a occhi aperti perché ingnioriamo ciò che accadrà. Non è bene che sognate un futuro fantasioso e irraggiungibile. Aveva disegniato alla lavagnia un buffo cagniolino. Di fronte ai danni ai vignieti si è ingeniato come ha potuto per recuperare il raccolto.

19 Scrivi, sul quaderno, dieci parole con mp/mb. 20 Sottolinea gli errori. 1. Sono molto inpegnato, ma cercherò di raggiungerti questa sera, così domani potremo recarci insieme nella casa di canpagna. • 2. Sono rimasta piacevolmente inpressionata dalle sue parole. • 3. Cambiare l’auto è costoso e inpegna le risorse di una famiglia. • 4. Quell’acqua è inbevibile, ma all’emporio c’era solo quella. • 5. I bempensanti non accettano questi conpromessi. • 6. Lo sentirono inprecare e ciò fece inorridire i benpensanti che aveva intorno. • 7. Unberto non porta mai l’onbrello con sé e a ogni temporale prende il raffreddore. • 8. Se vuoi inparare a conprare senza sprechi devi confrontare i prezzi. • 9. I vostri due caratteri non si conbinano bene: tu sei estroverso, Onbretta riservata. • 10. Aiutami a compilare questo modulo, non inparerò mai a farlo da solo.

48


Regole ortografiche

21 Sottolinea la forma corretta. contratempo/contrattempo automobile/automobbile polizia/polizzia approfittare/aprofittare disapunto/disappunto

invivibile/invivibbile ragionare/raggionare impossibile/inpossibile professore/proffessore abiamo/abbiamo

stazione/stazzione corezione/correzione accellerare/accelerare sudivisione/suddivisione radio/raddio

22 Nelle seguenti frasi nessuna parola è stata scritta con la doppia consonante. Correggi. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

Tuti dicono che sei una persona ireprensibile per la tua onestà. Prima del’orale sarà fata la corezione dele prove scrite. Sono arivati tuti trane tua sorela Fiorela. Chi l’ha deto che devo pagare quela contravenzione? Domani matina andremo tuti a trovare la mama di Giovani. L’acqua del rubineto è di un colore gialino che fa pensare contenga rugine. Ometere l’acento è un grave erore di ortografia. Vorei vederti ogi, ma è dificile che posa venire.

23 Scrivi, sul quaderno, una frase per ciascuna delle seguenti forme: a, ha, ah, o, ho, oh, ai, hai, ahi, anno, hanno.

24 Completa le frasi inserendo a/ha/ah. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

Vieni

vedere che bel vestito ................... comprato Lucia. ...................., adesso ricordo! Ti ................... visto davanti a casa. Lo sai che, ................... pensarci bene, egli non ................... diritto a una seconda possibilità? Siamo stati ................... Parigi con Paolo che ................... festeggiato la laurea con il viaggio. ................... notte fonda si è udito un grido: “...................!” Chi ................... detto ai bambini di procedere ................... due ................... due verso l’uscita? Sara ................... dato dei biscotti ................... Spooky, il cagnolino di Eleonora. ...................

25 Completa le frasi inserendo o/ho/oh. 1. ................... molta sete perciò, per favore, dammi ................... dell’acqua ................... una bibita. 2. ..................., come mi dispiace! Se avessi saputo, avrei portato un panino ................... un dolce. 3. ................... un amico veramente prezioso: cercherò di aiutarlo ................... di capirlo. 4. ..................., che sonno! Non ................... proprio voglia di uscire. 5. ................... entri anche tu ................... te ne vai: non ................... intenzione di presentarmi in ritardo. 6. Il fine settimana non usciamo mai: ................... sei stanco ................... devi lavorare! 7. ..................., ti prego! Non farmi ripetere sempre le stesse cose. ................... ti decidi ................... lasci perdere.

26 Completa le frasi inserendo ai/hai/ahi. 1. ...................... detto ...................... nonni che saresti andato a cena da loro? 2. ......................! Mi ...................... pestato un callo! Perché non presti attenzione anche ...................... piedi degli altri? 3. Ieri ...................... telefonato per invitarmi a venire ...................... giardini con te; oggi ...................... cambiato idea. 4. ...................... avuto ragione a non giocare ...................... videogiochi. 5. ......................, ......................, ......................! Qui la faccenda si mette male, questa volta ...................... esagerato. 6. Dove ...................... messo il libro che ...................... comprato ...................... grandi magazzini? 7. ...................... affermato spesso che ...................... capricci dei bambini bisogna resistere, ma tu non lo fai.

49


FONOLOGIA

27 Completa le frasi inserendo anno/hanno. 1. 2. 3. 4. 5. 6.

Il raccolto di pomodori quest’ ...................... è stato molto abbondante. Li abbiamo molto sollecitati, ma non ...................... proprio voluto decidersi. ...................... bisogno di lavorare e invece stanno tutto il giorno al bar. Un ...................... così non si dimentica facilmente: tutti ...................... guadagnato qualcosa. Di ...................... in ...................... ...................... visto la loro fortuna svanire. Giovanna e Paolo ............................ partecipato al pellegrinaggio a Roma in occasione dell’............................ santo. 7. Con tutto il lavoro che ......................, chissà se quest’ ...................... potranno andare in vacanza.

28 Aggiungi l’h dove è necessario. 1. Chi l’.......a detto che non verranno .......a trovarci? Mi .......anno appena telefonato proprio per avvertirci del loro arrivo. • 2. Che spettacolo affascinante .......o visto a casa di Anna l’.......anno scorso! • 3. A me .......anno dato una vecchia bicicletta, mentre tu .......ai ricevuto uno scooter nuovo. • 4. L’.......anno detto anche in TV: quest’.......anno la temperatura supera la media stagionale. • 5. Pensa se vuoi bere .......o mangiare e quando .......ai deciso comunicalo .......a tua nonna. • 6. .......ai visto che .......ai tuoi cugini non .......ai potuto regalare ciò che volevi?

29 Scrivi,

sul quaderno, frasi contenenti le seguenti difficoltà ortografiche: ma/m’ha; mela/me la/me l’ha; la/là/l’ha; tela/te la/te l’ha; vela/ve la/ve l’ha.

30 Sottolinea la forma esatta. 1. Luisella ma/m’ha vista, ma/m’ha non ma/m’ha salutata. 2. Non ho mai/m’hai dimenticato quel giorno in cui mai/m’hai detto di essere stato tu. 3. Mela/Me la/Me l’ha vuoi dare quella mela/me la/me l’ha? Mela/Me la/Me l’ha regalata la nonna che le coltiva ormai a fatica. 4. La/Là/L’ha visto anche Sergio che la/là/l’ha tua borsa era la/là/l’ha sulla cassettiera. 5. Volevo regalarti quella bella tela/te la/te l’ha dai colori vivaci, ma ho visto che tela/te la/te l’ha già comprata tua sorella. 6. I viaggi in barca a vela/ve la/ve l’ha possono essere molto gradevoli, ma Luca vela/ve la/ve l’ha detto subito che soffre il mar di mare e non vela/ve la/ve l’ha dovete prendere se non verrà con voi.

31 Sottolinea e correggi, sul quaderno, gli errori.

50

1. 2. 3. 4.

Tel’ho detto che avrei comprato io i surgelati; te lo sei dimenticato? Oh, come sono stanca! Vel’avevo detto che non sarei riuscita a far tutto. Non ho assistito al fatto, ma mela riferito Adriana che la visto accadere. Te lo ripetuto mille volte: non lanno avvisato in tempo.

5. 6. 7. 8.

Quello spettacolo ma riportato alla mente certi teatrini per bambini. L’a detto anche Paolo che non telo dovevo raccontare. Glielo suggerito ripetutamente, m’ha non tela riferito. Telo dico e telo ripeto, non tel’ho regalato perché tu potessi approfittarne.


in sintesi FONOLOGIA

studia

comprende

fonemi

grafemi

ortoepìa

ortografia

suoni

segni grafici

pronuncia corretta

grafia corretta

ALFABETO (è l’insieme dei grafemi)

vocali

consonanti

dittonghi

trittonghi

iato

digrammi

trigrammi

sillaba

2 vocali, 1 emissione di voce

3 vocali, 1 emissione di voce

2 vocali, 2 emissioni di voce

2 lettere, 1 suono

3 lettere, 1 suono

gruppo di suoni, 1 emissione di voce

ACCENTO tonico

grafico

rafforzamento della voce su una sillaba

segno grafico sulla parola

FENOMENI FONETICI DI COLLEGAMENTO

elisione

troncamento

apocope

soppressione della vocale finale non accentata di una parola, davanti a un’altra parola che inizia per vocale; è indicata dall’apostrofo

caduta della vocale o della sillaba finale di una parola davanti a un’altra parola che inizia con vocale o consonante; non è indicata dall’apostrofo

caduta di una vocale o di una sillaba indipendentemente dalla parola che incontra; la caduta è indicata dall’apostrofo

PUNTEGGIATURA segni pausativi

segni ortografici

segni espressivi

. , ; :

“” « » – – - ( ) [ ] { } *

? ! …

51


Il dizionario

I

l dizionario è la raccolta ordinata dei termini della lingua disposti in ordine alfabetico. Per consultare il dizionario o qualunque altro elenco disposto in ordine alfabetico, come l’elenco telefonico, occorre prendere in considerazione la lettera iniziale della parola da cercare; se la prima lettera, come avviene di solito, è uguale in più parole, si dovrà guardare la seconda; quando anche le prime due lettere sono uguali si osserverà la terza e così via. Così, per esempio, drago si trova nello spazio dedicato alla lettera d, tra la c e la e; osservando la seconda lettera, troveremo questa parola dopo la parola dozzinante e prima della parola dualberi; a sua volta, osservando la terza lettera, troveremo drago tra draglia e dragomanno; e così via… Accanto a ogni vocabolo troviamo la definizione del suo o dei suoi significati (le cosiddette ´accezioni´), le informazioni sulle caratteristiche ortografiche, fonologiche, morfologiche, sintattiche, etimologiche. Seguono alcune frasi che costituiscono degli esempi sull’uso del vocabolo stesso. Ogni parte del vocabolario, in cui viene illustrato un termine utilizzando tutti, o quasi tutti, gli elementi sopra citati, viene chiamata voce; la parola che introduce ogni voce viene chiamata lemma. Il dizionario riporta la forma base delle parole e cioè: il maschile singolare dei nomi; l’infinito presente dei verbi; il grado positivo maschile singolare degli aggettivi. Proviamo a cercare sul dizionario la parola drago. Il lemma, cioè la parola drago, è scritta in grassetto. Sul lemma è indicato l’accento per la pronuncia corretta, che, nel caso delle vocali e ed o può essere acuto o grave. Subito dopo il lemma ci sono alcune informazioni grammaticali a esso relative, fornite per mezzo di abbreviazioni. Nel nostro caso sono s.m. (pl. -ghi). Ciò significa che la parola è un sostantivo maschile che forma il plurale in -ghi. drago [drà-go] (dal gr. dràkon) s.m. (pl. ghi) mostro favoloso, immaginato come un grosso rettile alato che vomita fumo dalle fauci fig. persona abile e valente che, nel linguaggio giovanile, viene definita tale: Piero è un vero ~ nel tiro con l’arco.

Il significato delle abbreviazioni è riportato nella parte introduttiva di ogni dizionario; esse possono variare da una edizione all’altra. Seguono le definizioni introdotte da una cifra in grassetto (dal significato più diffuso, via via a quelli meno noti).

52


Questi elementi sono gli elementi “fissi”. Possono, invece, esserci oppure non esserci: • i sinonimi, cioè le parole con significato analogo; • i contrari, cioè le parole con significato opposto; • l’etimologia, cioè l’origine della parola; • eventuali altre informazioni (modi di dire, forme in uso, forme in disuso…). Oltre a quello tradizionale, detto monolingue, esistono altri tipi di dizionario, anche se non tutti di uso frequente: il dizionario bilingue, che fornisce la traduzione delle parole da una lingua all’altra nelle due direzioni (per esempio italianofrancese e francese-italiano); il dizionario dell’uso, che raccoglie la lingua di oggi e la lingua letteraria; il dizionario ortofonico e ortografico, che fornisce pronuncia e grafia corrette per ogni parola; il dizionario etimologico, che ricostruisce la storia di ogni parola; il dizionario dei sinonimi e dei contrari, che registra le parole con significato simile e con i loro contrari; i dizionari settoriali, che analizzano un settore particolare del lessico (storia, politica, medicina…); il dizionario ideologico o metodico, che raggruppa le parole secondo il campo semantico di appartenenza; il dizionario enciclopedico, che fornisce molte notizie di tipo storico-culturale per ogni voce. Oggi sono disponibili dizionari interattivi su CD-ROM. La loro consultazione richiede una conoscenza minima dell’uso del PC, peraltro la procedura per l’uso è facile da acquisire. Per usarli non è necessario l’ordine alfabetico, perché è sufficiente digitare il lemma, cioè la parola, sul quale si cercano informazioni. I CDROM dei dizionari interattivi della lingua italiana, forniti solitamente in allegato ai volumi cartacei, dispongono spesso di altri contenuti utili, quali la grammatica della lingua, la coniugazione dei verbi, le regole ortografiche ecc. La varietà dei dizionari interattivi ripropone quella dei volumi cartacei, con il vantaggio di poter fornire, per esempio nei dizionari bilingue, anche la corretta pronuncia. Per chi sa navigare in Internet è facile trovare anche dizionari telematici on line.

Scrivi la “forma base” delle parole sottolineate, cioè la forma delle parole che riporta il dizionario. Una notte la mia gatta partorì cinque graziosissimi gattini che sembravano topi bianchi. Il mattino seguente la trovai adagiata accanto ai gattini: li allattava pazientemente, lasciando che i piccoli succhiassero il suo latte. Dopo alcune settimane i gatti correvano per la casa, bevevano il latte e mangiavano volentieri anche il pesce con il riso. ............................................................................................................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................................................................................................

53


Verifiche conclusive 1

Alcune parole sono incomplete: completale tu, facendo attenzione a non commettere errori.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

La nonna ha preparato un dolce s......................uisito. Giuliano vorrebbe iscriversi al liceo ......................ntifico della sua città. Al centro del salone vorrei fosse in bella mostra un a......................uario con pesci tropicali. Mettiti una mano sulla co......................nza. Amiamo molto la monta......................a, soprattutto d'inverno. La re......................ia di re Cetriolo ha le pareti di cristallo. Domani mattina eseguiremo in classe la corre......................ione dei compiti. La poli......................ia ha arrestato lo scippatore. Ti ho ripetuto un mi......................ione di volte di non ba......................are troppo i fiori. In campa......................a è bello passeggiare sia da soli sia in compa......................a di amici.

2

Correggi gli errori che trovi nei vocaboli evidenziati.

1. Il quoco (.............................) di quel ristorante ha cucinato una delizziosa (.............................) pietanza ha (.............................) base di selvaggina. 2. Quel contratenpo (.............................) inprevisto (.............................) ha causato danni sopratutto (.............................) alle vostre proprieta (.............................). 3. Velo (.............................) già detto: non o (.............................) mai visto uno scienario (.............................) così bello. 4. Per l’impegnio (.............................) profuso nell’attivita (.............................) di volontariato gli fù (.............................) data una inportante (.............................) onorificienza (.............................). 5. Un’anno (.............................) fa abbiamo aquistato (.............................) un auto (.............................) sportiva di marca itagliana (.............................). 6. Ogniuno (.............................) ha avuto un idea (.............................) sinpatica (.............................) per il tuo compleanno. 7. La conoscienza (.............................) del (.............................) informatica è divenuta indispensabbile (.............................) per qualuncue (.............................) proffessione (.............................). 8. Abbiamo visto un film in qui (.............................) si raccontava la storia di aglieni (.............................) che invadevano la Terra (.............................). 9. Abbiamo gustato una fresca bevanda con arancie (.............................) e ponpelmi (.............................). 10. Stà (.............................) zitto! Ai (.............................) torto! Riconosci il tuo sbalio (.............................) e cierca (.............................) di rimediare.

3 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

54

Sottolinea e correggi, sul quaderno, gli errori. Tel’ho porterò al più presto. L’auto sé fermata all'improvviso: eravamo senza benzina e nessuno sen’era accorto. I nostri genitori non anno ancora partecipato a nessuna asemblea di classe. L’hanno scorso è nevicato proprio il giorno di pascua: questanno anno detto che il tenpo sarà miliore. Sciacua, sciacua, le camice rimanevano senpre insaponate. Guarda quel ghiro che sgusca le noci e ne mangia il gherilio. Ho, se tacesse! Lo ascoltato per un ora, e non o piu la pazienza di ascoltarlo oltre. Glio detto che ha casa sua cè troppo disordine e se né avuto a male. Non c'è bisognio che io ti dica più di cio che to gia detto. Sta un pò zitto perche, in coscenza, sono un pò stanco di sentire le tue sciemenze.


Tuttochiaro_A