PAPA FRANCESCO “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il Servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.”
111
I Papi Marchigiani - Curiosità e fatti storici
Enrico Cetrari nato il 21.08.1951 a Castelfidardo, patria della fisarmonica, trascorre la giovinezza all’oratorio e nell’Azione Cattolica. Mentre consegue il diploma di ragioniere all’Istituto “Filippo Corridoni” di Osimo, insieme ad altri amici e un sacerdote costituisce un circolo giovanile per organizzare incontri culturali e cineforum. Nel 1972 viene assunto in banca e proseguendo il suo impegno nel sociale, inizia anche a collaborare con Il Resto del Carlino come giornalista pubblicista. Nel 1978 si sposa con Loretta e quattro anni dopo nasce il figlio Carlo. In quarant’anni di lavoro, gli incarichi ricoperti gli hanno consentito di interfacciarsi con tante persone e “assorbire” qualcosa da ciascuna di loro. Ha continuato il suo impegno con la Pro Loco, Radio Castelfidardo 1, Tennis Club, Croce Verde, Rotary, L.I.L.T (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) e l’Associazione Culturale Gervasio Marcosignori.
Enrico Cetrari
CURRICULUM
Enrico Cetrari
Papa San Pietro - 1° Vescovo di Roma
I Papi Marchigiani Curiosità e fatti storici Edizioni
“bisogna ubbidire a Dio,
Papa San Pietro 1° Vescovo di Roma
prima che agli uomini”
“Bisogna ubbidire a Dio, prima che agli uomini”
ISBN: 978-88-6444-194-8 Prima edizione: Giugno 2023 Stampa: Tecnostampa - Pigini Group - Printing Division - Loreto - Trevi
Enrico Cetrari
I Papi Marchigiani Curiosità e fatti storici
Edizioni
Prefazione
di Enrico Cetrari Con il passare degli anni si sente spesso il bisogno di tornare al paese natale, rivedere le persone care, i luoghi e gli amici d’infanzia.
Un viaggio a ritroso con la consapevolezza che abbiamo percorso già molta strada del nostro cammino. In quest’ottica si rispolverano gli album delle foto e i libri letti.
Una passione che ho sempre coltivato è stata la storia dei papi.
Leggendo la storia dei pontefici si capiscono meglio le trasformazioni sociali, economiche e geografiche, avvenute in tante nazioni.
Le Marche, una regione non densamente popolata, vanta una
nutrita schiera di pontefici e cardinali. Alcuni sono stati papi di
transizione, altri invece hanno inciso profondamente nella storia
della Chiesa, della città di Roma e delle Marche. Alcuni nostri pontefici hanno apportato cambiamenti urbanistici e sociali significativi sia nella capitale che nei nostri territori.
Questi progetti sono stati realizzati grazie anche all’operato di decine di cardinali, che erano stati posizionati dai nostri pontefici in ruoli strategici dello Stato Vaticano.
Nei secoli, si sono create delle vere e proprie dinastie di cardi-
nali. I nipoti e i discendenti di questi, con vari matrimoni, hanno mantenuto non solo i titoli, ma ampliato anche gli enormi patri-
moni, derivanti dalle concessioni ottenute dei monopoli, dai grandi possedimenti e dalle collezioni d’arte e palazzi. Nel corso della
storia, alcune di queste famiglie, non avendo più eredi, hanno donato nuovamente questi beni alla chiesa, alla curia vescovile o a enti religiosi.
5
In altri casi, alcuni di questi discendenti sono titolari ancora oggi
di ingenti patrimoni, derivanti dalla trasformazione di terreni agricoli in aree edificabili e industriali, dalla vendita di immobili e di quadri.
Durante la pandemia, mio figlio vedendo i tavoli di casa pieni di libri, fogli e appunti, con buona pace di mia moglie, mi invitava a
fare letture più attuali. Con grandi sorrisi cercavo di spiegargli che la storia dei papi e del Vaticano è molto attuale. Con i suoi oltre
2000 anni di storia è lo Stato più antico e ha fatto scuola a tante nazioni. Ha visto tramontare l’Impero romano, quello bizantino, l’impero britannico, quello napoleonico e il terzo Reich di Hitler.
Negli ultimi decenni la banca del Vaticano è stata al centro del-
le più grosse transazioni finanziarie a livello mondiale. I proventi di questo fiume di denaro, non sempre trasparenti, in molti presu-
mono siano serviti anche a papa Wojtyla per dare un contributo alla caduta del regime sovietico.
Nel 1980 in Polonia iniziò con il movimento di massa che diede
vita al sindacato autonomo Solidarnosc. Dopo circa dieci anni, nel 1989, con la caduta del muro di Berlino, oltre ad essere abbattuti i blocchi di cemento, cessarono le persecuzioni e si creò una nuova nazione e nacquero altri Stati e una nuova Europa. In questa trasfor-
mazione epocale il Vaticano non svolse solo un ruolo di semplice spettatore, ma anche quello di protagonista.
Questi appunti sui pontefici delle Marche non hanno la presunzione di descrivere il loro operato sotto il profilo pastorale con rifor-
me liturgiche e le ripercussioni sociali delle varie encicliche. Sono stati scritti molti volumi su questi pontefici. Io ne ho letti alcuni e con l’ausilio di enciclopedie e internet, ho estrapolato e sintetizza-
to eventi storici e sociali con un linguaggio semplice per rendere 6
più scorrevole la lettura. Ho cercato di “fotografare” i papi che
hanno avuto una radice nelle Marche, i loro contesti, declinando
con leggerezza aspetti caratteriali e particolari curiosi, con tutte le loro fragilità. In alcuni di questi personaggi è apparso più evidente il carattere diffidente, “sparagnino” (grosso risparmiatore), intraprendente, cocciuto e visionario, tipico del “Marchigiano”.
Con questi nuovi mezzi di comunicazione, dove basta scrive-
re un messaggio al cellulare e ci arriva tutto a casa, dove tutti ci sentiamo politologici, virologi, economisti, giornalisti e critici d’arte, dove leggere un libro non sembra più essere di moda, mi piace pensare che questi flash coloriti da tante curiosità, possano
invogliare i giovani a leggere e approfondire la storia di personag-
gi che abbiamo avuto nella nostra regione: agricoltori, artigiani, industriali, scienziati, poeti, musicisti, santi e uomini di Stato. Tra-
mite i loro sacrifici, le loro notti insonni, la loro determinazione, creatività e le loro visioni, oggi, noi marchigiani possiamo godere di un territorio stupendo e di benessere. Il carattere tenace e riso-
luto di questi personaggi, le scelte sofferte e ambiziose, hanno determinato il DNA sociale, culturale ed economico di questa nostra
terra. Ora è il momento di alzare il sipario e andare a conoscere più da vicino i nostri papi.
7
Lo Stato Vaticano nel 1815 ai tempi del Risorgimento Italiano
Lo Stato Vaticano nel 1815 ai tempi del Risorgimento Italiano 8
Parlare di Papi marchigiani, inevitabile parlare di Loreto di Vincenzo Varagona *
Se, alla mia età, la mia mente abbina le parole Marche e Pontefici, come se andassi su google, la prima immagine ad affiorare è quella di Montorso, anno 1995, Eurhope. Mi diceva il vicario della Delega-
zione pontificia di Loreto, monsignor Nicola Larivera, che era anda-
to negli Stati Uniti alla precedente Giornata mondiale della Gioventù, per capire quale luogo fosse più adatto, per la grande kermesse
dei giovani d’Europa, che avrebbe ospitato qualcosa come 500.000 giovani. L’evento, voluto da Giovanni Paolo II, per farvi nascere, nel 2000, l’attuale Centro Nazionale per la Pastorale Giovanile.
Wojtyla non era marchigiano, ma lo divenne per adozione: il
suo affetto per la Madonna nera lo portò quasi a stare più a Loreto
che a Roma. L’altra immagine storica è, circa trent’anni prima, l’arrivo sempre a Loreto, in treno, di papa Giovanni XXIII, per affidare a Maria le sorti del Concilio.
Parlare di papi, nelle Marche, è inevitabilmente parlare di Lore-
to, anche se non abbiamo papi loretani. Perché di questo parla il lungo e meticoloso lavoro di Enrico Cetrari, che ha concentrato
la sua attenzione sulla storia dei pontefici marchigiani. Alcuni sono molto conosciuti, come Pio IX, di cui Senigallia ci parla abbondantemente, o Sisto V a Montalto (Grottammare).
Sono ancora in corso le celebrazioni, iniziate nel 2021 in occasio-
ne del V° centenario della nascita di Papa Sisto. Per questo grande evento la Regione Marche ha coinvolto anche altre regioni, curie vescovili, comuni marchigiani e d’Italia. 9
Il volume di Enrico è coraggioso, perché con le sue ricerche ar-
riva a mettere in discussione alcuni dati che sembravano assodati.
Uno è proprio l’aneddoto che ha reso famoso Celestino V “il papa del gran rifiuto” come lo definì Dante. La sua storia e quella del
suo segretario, Salvo vescovo di Recanati, si intrecciano con le origini della città di Loreto e della Casa della Sacra Famiglia. La
Casa di Nazareth, secondo la leggenda, fu trasportata dagli ange-
li, secondo altri studi storici, fu invece trasportata dalla famiglia Angeli, dalla Terra Santa alla nostra terra.
Oggi Enrico Cetrari ci dice che la collocazione lauretana fu, per così dire casuale, uno stop improvviso, diventato poi definitivo, lungo la strada verso Roma.
Cento pagine, in definitiva, ricche di novità storiche, di inediti,
su personaggi che nei secoli hanno legato il nome delle Marche a momenti importanti della vita non solo ecclesiale. Un invito,
quindi, ad accogliere con curiosità e interesse questo lavoro. C’è solo da imparare.
*
Presidente nazionale Ucsi Unione stampa cattolica italiana
10
Indice Prefazione di Enrico Cetrari
pag.
5
Parlare di Papi marchigiani, inevitabile parlare di Loreto di Vincenzo Varagona pag.
9
Giovanni XVIII Niccolò IV Marcello II Sisto V Clemente VIII Clemente XI Clemente XIV Leone XII Pio VIII Pio IX
pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag.
15 17 23 29 45 55 63 73 83 89
Cenni storici sulla villa di Castelfidardo del Duca Roberto Ferretti Mastro Titta - Il Boia Nepotismo, Corruzione e Santità Riflessioni visionarie e riconoscenza
pag. pag. pag. pag.
105 108 110 113
Ringraziamenti Fonti di riferimento - Bibliografia
pag. 116 pag. 117
Centro Papa Giovanni XXIII Un aiuto alle persone con disabilità
pag. 118
11
ECCOLI, ve li presento: Pag. 15 GIOVANNI XVIII Pag. 17 Niccolò IV
Pag. 23 MARCELLO II Pag. 29 SISTO V
Pag. 45 CLEMENTE VIII Pag. 55 CLEMENTE XI
Pag. 63 CLEMENTE XIV Pag. 73 LEONE XII Pag. 83 PIO VIII
Pag. 89 PIO IX
Rapagnano
(AP)
Ascoli Piceno
(AP)
Montefano
(MC)
Montalto
(AP)
Fano
(PU)
Urbino
(PU)
Sant’Angelo in Vado
(PU)
Genga
(AN)
Cingoli
(MC)
Senigallia
(AN)
12
L’origine del Conclave
Il Conclave ha avuto origine alla morte di papa Clemente IV. I
cardinali riuniti a Viterbo, allora sede papale, non riuscendo a
eleggere il successore, lasciarono la Santa Sede vacante per quasi tre anni, fino al 1271. Ranieri Gatti, signore della città, per co-
stringerli ad un’elezione, fece chiudere le porte del palazzo papale e ordinò di non farli uscire finché non avessero eletto il nuovo pontefice.
Fu tolto il tetto dal palazzo e ridotto drasticamente il cibo.
Si ottenne così la pronta elezione di Gregorio X. Questi, durante il secondo concilio di Lione (1274), stabilì che entro dieci giorni
dalla morte del pontefice, i cardinali si riunissero nella città dove il pontefice era morto con l’obbligo di restare rinchiusi fino all’avvenuta elezione del successore.
Attualmente la sede del conclave è la Cappella Sistina.
13
È curioso sapere che la Basilica di San Pietro non è la “chiesa natale” del Vicario di Cristo a Roma. Infatti, la cattedra del Papa
si trova nella chiesa di San Giovanni in Laterano, fuori dalla Città del Vaticano.
14
GIOVANNI XVIII
15
GIOVANNI XVIII
(1004 -1009) – Rapagnano (AP) - 141° Vescovo di Roma GIOVANNI FASANO nato a Rapagnano in provincia di Ascoli Piceno nel 950 d.c. Si hanno pochissime e incerte notizie sul suo
pontificato che fu prima favorito e poi aspramente avversato da Giovanni Crescenzi III, discendente di una potente e antica famiglia patrizia di Roma.
16
NICCOLÒ IV
17