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Classe 4 • Libro delle tematiche: 120 pagine • Libro delle tipologie: 120 pagine • Riflessione linguistica: 156 pagine • Quaderno dei riassunti e dei testi: 96 pagine • Linguaggi espressivi: 156 pagine • Lapbook: 24 pagine

• Libro delle tematiche: 144 pagine • Libro delle tipologie: 120 pagine • Riflessione linguistica: 156 pagine • Quaderno dei riassunti e dei testi: 96 pagine

E. COSTA • L. DONISELLI • A. TAINO

Classe 5

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LIBRO DELLE TIPOLOGIE

.it LIBRO DELLE TEMATICHE

QUADERNO DEI RIASSUNTI E DEI TESTI

RIFLESSIONE LINGUISTICA

.it

LIBRO DELLE TIPOLOGIE

CONTENUTI DIGITALI LIBRO DIGITALE con all’interno:

volumi sfogliabili con selezione di esercizi interattivi

AUDIOLIBRI LIBRO LIQUIDO: versione accessibile dei volumi per alunni con BES e DSA. Funzioni specifiche: • scelta del carattere ad alta leggibilità • scelta della dimensione del carattere • scelta delle impostazioni di interlinea • scelta del colore di fondo della pagina • text to speech (TTS) per la sintesi vocale •e  sercizi interattivi disponibili con carattere di tutti i testi ad alta leggibilità esercizi interattivi extra simulazioni di prove nazionali INVALSI tracce audio p ercorsi semplificati stampabili per alunni con BES e DSA mappe grammaticali interattive, con attività ISBN 978-88-468-3776-9

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Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio

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AUDIOLIBRO

LIBRO DIGITALE

LIBRO LIQUIDO

PREZZO MINISTERIALE

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INDICE

Sul tuo LIBRO DIGITALE trovi tanti esercizi interattivi ! 34  IL RACCONTO D’AVVENTURA Da stare con il fiato sospeso

4 Ciao…! 5 Lo scopo 6 Il contenuto Le mie vacanze al mare 7 Gli elementi 12 luglio 8 La struttura In vacanza con Harry Potter 9 La MAPPA del testo 10

IL TESTO NARRATIVO

Ti racconto…

11  I l piacere di leggere • Sette giorni di vacanza? No, quattordici! 12 I o scopro… il testo narrativo Il treno che non partiva 14 Io scopro… il racconto realistico La gara di lettura 15 Io scopro… il racconto fantastico Il Principe Azzurrognolo 16 Io scopro… la struttura del testo narrativo Giochiamo ai pellirosse 18 Io scopro… la fabula Chichibio e le gru 19 Io scopro… l’intreccio La caccia alle renne 20 Io scopro… le sequenze Chi bussa alla porta? 22 le conoscenze La mappa del testo narrativo 23 O  ra conosco il testo narrativo Una piccola vampira sotto la pioggia 24

IL MITO

Il mondo degli eroi

25 Il piacere di leggere • Ulisse e Polifemo 26 Io scopro… il mito Prometeo e il fuoco 28 L a struttura del mito Ulisse e il cavallo di Troia 30 Io lavoro… sul mito Nettuno e Atena 31 le conoscenze La mappa del mito 32  Ora conosco il mito Ercole e il leone Nemeo

35 Il piacere di leggere • Atterraggio di fortuna 36 Io scopro… il racconto d’avventura Indiana Jones 38 L a struttura del racconto d’avventura La lotta con il giaguaro 40 Io lavoro… sul racconto d’avventura Il tunnel degli scorpioni 41 L’orso 42 le conoscenze La mappa del racconto d'avventura 43  Ora conosco il racconto d’avventura Assalto al treno 44

IL RACCONTO FANTASY

Il mondo oltre la realtà

45 Il piacere di leggere • Quattro maghi 46 Io scopro… il fantasy Lucy e il signor Tumnus 48 L a struttura del fantasy Lotta con Donnola 50 Io lavoro… sul fantasy Alice nel paese delle meraviglie 51 F rodo e l’anello sovrano 52 le conoscenze La mappa del fantasy 53  Ora conosco il fantasy L’unghia del drago 54

IL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO

Mi racconto…

55  I l piacere di leggere • Come si raccontava Pinin (Carpi) 56 Io scopro… il racconto autobiografico I francobolli di Donald 58 L a struttura del racconto autobiografico Non mi fido più del mare 59 Io lavoro… sul racconto autobiografico Sono Asmarina 60 L’arrivo di un nuovo compagno 61 le conoscenze La mappa del racconto autobiografico 62  Ora conosco il racconto autobiografico Ricordi d’infanzia 64

LA LETTERA E IL DIARIO

Caro amico…

65 Il piacere di leggere • Caro diario… / Caro Harry…

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66 Io scopro… il diario Eccomi qui… 67 L a struttura del diario Ieri è stata una giornataccia… 68  I o lavoro… sul diario Caro diario… 69 le conoscenze La mappa del diario 70  Ora conosco il diario Caro diario… 71 Io scopro… la lettera Caro Babbo Natale… 72 L a struttura della lettera Lettera di un ragno al suo padrone di casa 73 Io lavoro… sulla lettera Cara Daiana… 74 le conoscenze La mappa della lettera 75  Ora conosco la lettera Cara nonna… 76

IL TESTO POETICO

Le parole per dirlo

77 Il piacere di leggere • L’amicizia 78 Io scopro… il testo poetico Gelosia 79 F ilastrocca lunga lunga 80 P uma Un signore di nome Filiberto 81 L o spettro di Ussassai Il secondo cassetto Sono felice 82 L a struttura del testo poetico Rima per le rime 83  I o lavoro… sul testo poetico Rima dei nati per leggere Per mare coi delfini 84 Io scopro… le figure retoriche 85 Io lavoro… con le figure retoriche Ninna Nanna Uccelli 86 le conoscenze La mappa del testo poetico 87  Ora conosco il testo poetico Cos’hai fatto oggi a scuola? 88

IL TESTO DESCRITTIVO

Meglio di una foto!

90 Io scopro… il testo descrittivo Nonna Celeste 92 L a struttura del testo descrittivo Anton 93 G li elementi del testo descrittivo La gara con gli aquiloni 94 Io lavoro… sul testo descrittivo Una gallina gigante 95 V iaggio in Mongolia 96 I l monumento 97

le conoscenze La mappa del testo descrittivo

98 Ora conosco il testo descrittivo La foca 99 Lora 100  IL TESTO ESPOSITIVO–INFORMATIVO Per conoscere e informarsi 101 Il piacere di leggere • La leggenda della scrofa 102 Io scopro… il testo espositivo-informativo Karate 104 L a struttura del testo espositivo-informativo L’origine del teatro 106 Io lavoro… sul testo espositivo-informativo La Terra 107 B ambini in sovrappeso 108 le conoscenze La mappa del testo espositivo-informativo 109  Ora conosco il testo espositivo-informativo Il settore terziario 110

IL TESTO TEATRALE

In scena!

111 Il piacere di leggere • Il lupo si ribella 112 Io scopro… il testo teatrale Un ottimo stufato 113 Io scopro… la struttura del testo teatrale Il mio mestiere sarà il cacciatore 116 Io lavoro… sul testo testo teatrale La fuga dell’ammalato 117 le conoscenze La mappa del testo teatrale 118 O  ra conosco il testo teatrale Tartaglia colpisce ancora 120

le conoscenze La mappa delle tipologie testuali

89 Il piacere di leggere • Il panda

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Ciao ……….......……..........................................….. ! Eh, il tuo nome non lo conosciamo, ma possiamo dirti il nostro! Siamo Alba, Elena e Lilli, le autrici di questo testo, quelle cioè che lo hanno pensato e scritto. Perché lo abbiamo scritto? Vorremmo spiegartelo in questa lettera, sperando di farti capire il nostro scopo. Ecco, appunto, lo scopo! Hai mai pensato che ogni scrittore scrive con uno scopo, cioè con una precisa intenzione? Per narrare, per far ridere, per descrivere, per dare informazioni, per suscitare emozioni, per convincere… Ecco perché esistono diversi tipi di libri, e noi abbiamo scelto diversi tipi di testi per il tuo libro di lettura. Questo volume ti aiuterà a conoscere i segreti delle tipologie testuali. La parola testo deriva dal latino textus, che vuol dire “tessuto”, “trama”: il lavoro dello scrittore è come un’opera uscita da un telaio. L’autore decide la trama: pensa alle cose importanti che vuole raccontare, che sono il contenuto. Poi, a seconda del suo scopo, su quella trama tesse un tessuto particolare con colori particolari: gli elementi (tempo, luogo, personaggi) e la struttura. Riconoscere le diverse caratteristiche delle diverse tipologie testuali aiuta anche a saperle usare quando vogliamo comunicare qualcosa. Vorremmo che tu imparassi che, se vuoi parlare di qualcosa, puoi scegliere il modo che più ti piace, proprio come fanno gli scrittori!

Alba

Elena

Lilli

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LO SCOPO

Adesso scopriamo come gli autori parlano dello scopo.

A

La ragazzina scivolò si le delle tende del campegg nziosa fuori da una La notte se ne stava an io. c’erano ancora dei drapdando, ma all’orizzonte sopra il mare come manpi neri frastagliati, stesi mandava riflessi rosa telli di streghe. L’acqua e seguendo il movimento gialli, che cambiavano di piccolissime onde. Roberta e Sergio Grazzani, La spiaggia del delfino, Pie mme Junior

B

acanze o, v e l l e d Il paese e non è segnat t sulle car ti i paesi t ma di tu più beato. l è certo i odari Gianni R

C

Un am – Io fa ico dice a un cavallo rò le vacanz altro: e tu? tra luglio e e a agosto L’altro , – Anch risponde: famigl ’io! Però io ia and remo i e la mia n tren o!

D i che cos a par lan o tut ti i bra ni, cio è qua l è l’a rgo me nto trat tato da tut ti? Scr ivilo . ......... ......... ......... ......... ......... ......... ......... ......... .........

......... ......... ......... ......... ......... ......... ......... ......... .........

......... ......... ......... .

Risp ond i scr ive ndo la lett era che ide ntif ica ogn i bra no. • In qua le bra no lo sco po del l’a uto re è des criv ere , cio è fare ved ere il luo go del le vac anz e? • I n qua le bra no l’a uto re ha scr itto con lo sco po di div ert ire? • In qua le bra no l’a uto re ha scr itto per sus cita re sen tim ent i?

Un autore può scrivere per raccontare, descriv ere, fornire informazioni, suscitare sentimenti… Il motivo per cui l’autor e vuole comunicare il suo pensiero è lo SCOPO. 5

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IL CONTENUTO

LE MIE VACANZE AL MARE

D i che cosa si parla in questo testo? Di vacanze. Di una gita al mare. Degli amici. Il contenuto di questo racconto è: realistico. fantastico. Il contenuto è: un’informazione. una descrizione.

Ciò di cui parla un racconto è il CONTENUTO. Il contenuto può vere diversi scopi: raccontare storie vere o fantastiche, informare, descrivere.

Fino a due anni fa (quando ero piccola) andavamo in vacanza al mare, tutti gli anni: ci stavamo ben quindici giorni, sempre nello stesso hotel. Vittorio, il proprietario, trattava i miei genitori come vecchi amici e ci faceva festa quando arrivavamo, con baci, abbracci e qualche piatto speciale, di quelli che sa fare solo lui, con il pescato che arriva ogni mattina all’alba nel porto canale. Sarde, alici, triglie, cefali, orate, branzini… polpi, seppie, calamari… In brodetto o alla griglia, fritti o impanati… È lì che ho imparato i nomi dei pesci e quanto sono buoni da mangiare. E poi c’era Michele, il figlio di Vittorio. Con lui avevo legato fin da piccola, forse avevo appena tre anni. Bene non mi ricordo, però. Era il mio amico di vacanza. Insieme giocavamo a ping pong, costruivamo castelli di sabbia, facevamo volare gli aquiloni, leggevamo i racconti di paura dentro le cabine, di nascosto da mamma e papà. Nelle ore libere dal lavoro arrivava anche Vittorio e ci portava in barca a vela con lui, fino a degli isolotti dove non cresceva neanche un albero, solo erba e qualche cespuglio, tutto attorcigliato. Non c’era mai nessuno lì intorno, a parte i gabbiani e le rondini di mare. Era un posto davvero magico. Facevamo il bagno in un’acqua talmente azzurra da sembrare finta. Infatti Michele diceva, per farmi ridere: – Il mio papà ci ha versato una latta di tinta blu apposta per te! – E domani voglio il verde smeraldo! – ribattevo subito. – Vostra signoria sarà accontentata – mi assicurava Vittorio, levandosi un immaginario cappello e inchinando la testa. Anna Lavatelli, Il regalo di compleanno, Edizioni EL

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GLI ELEMENTI

12 LUGLIO Ieri non sono riuscita a combinare nulla. Mi ero appena svegliata, quando mi sono sentita chiamare a gran voce da Toni: “Carlotta! Carloottaa!”; mi sono affacciata al balcone come Giulietta (ma forse con la T-shirt XXL di papà che porto per dormire, non le assomigliavo proprio) e lui appena mi ha visto ha gridato: – Vieni con noi al forte? È da quando sono in vacanza in questo paesino e frequento Toni e Company che sento parlare di una gita a un vecchio forte militare dove gli alpini hanno combattuto nella guerra del ’15-18. Devo averla studiata a scuola. – Cinque minuti e vengo! – ho gridato di rimando. Mia mamma, che stava preparando la colazione, non ha fiatato, ma le si è accesa una lucina furba negli occhi. In fretta e furia ho infilato i jeans, ho preso due panini, un pezzetto di formaggio, una mela e una stecca di cioccolata, e li ho ficcati nello zaino; ho infilato la giacca a vento e ho baciato al volo la mamma, che come al solito si è raccomandata di non cacciarmi in posti pericolosi. La gita è stata superlativa, il vecchio forte era uno sballo, però ci abbiamo messo una vita ad arrivare e poi a Eleonora sono venute le vesciche a piedi; così abbiamo deciso di tornare un’altra volta più attrezzati e partendo un po’ prima. Il bello è che il forte si può raggiungere comodamente con una jeep! Infatti l’abbiamo trovato invaso da un branco di gitanti con l’aria fresca e riposata; ma noi ci torneremo ancora a piedi (anche perché nessuno di noi ha un fuoristrada). Così ha deciso per tutti Leonardo, con cui non si discute. Se ne approfitta perché è il più vecchio, e io, che sono l’ultima venuta, non posso certo protestare! Però l’ho battezzato in cuor mio Gran Capo Aug Sotuttoio. Vanna Cercenà, Diario allo specchio, Edizioni EL

C hi è la protagonista di questo racconto?

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Q ual è il luogo e in quale periodo dell’anno si svolge la vicenda?

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C i sono altri personaggi oltre la protagonista?

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In un ra cc on to tr ov i, ge ne ra lm en te , i pr ot ag on is ti e al tr i pe rs on ag gi me no im po rt an ti. no Le st or ie ch e ri gu ar da i pe rs on ag gi so no o am bi en ta te in un lu og o. e co llo ca te in un te mp PE RS ON AG GI , LU OG O e TE M PO so no st o. gl i EL EM EN TI di un te 7

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LA STRUTTURA

IN VACANZA CON HARRY POTTER Sei un appassionato della saga come me? Allora devi ASSOLUTAMENTE ANDARE agli studios di Harry Potter a Londra! Per le mie vacanze puntavo gli studios della Warner Bros “The Making of Harry Potter” e finalmente sono riuscita a realizzare il mio sogno! In realtà gli studios di Harry Potter di Londra non sono proprio a Londra! Ok, non cadere dalla sedia… sono leggermente fuori la città, niente di preoccupante! Nella mappa qua sotto ti ho evidenziato dove si trovano i WB Studio Tour, la stazione ferroviaria più vicina e la stazione di Londra da dove sono partita. Di cosa vedrai durante la visita non voglio scrivere troppo per non rovinarti la sorpresa. Costumi, oggetti di scena, set, descrizioni audio, misteri svelati ed emozioni a non finire: ho adorato alla follia gli studios di Harry Potter a Londra! Avevo un unico dubbio prima della visita. Il mondo magico che mi ero immaginata, che avevo visto nei film e letto nei libri si sarebbe disintegrato. E così è stato, ma solo un pochino. In realtà mi ha regalato così tante emozioni… che neanche ci ho fatto caso. È un’esperienza adatta alle famiglie, ma anche agli adulti che vogliono tornare un po’ bambini. www.ilturistainformato.it

L’a ut or e ha sc el to di es po rre il su o pe ns ie ro da nd o al te st o un a ST RU TT UR A pa rti co lar e in cu i us an o sia le pa ro le sia le im ma gin i.

Q uesto testo è scritto in modo particolare. È anch’e sso un racconto?

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C he cos’ha di particolare? Segna con più X. Usa le immagini.

U sa le carte geografiche. Usa le parole.

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mappa

Le

conoscenze

Il TESTO SCOPO

L’autore scrive per raccontare, informare, descrivere… CONTENUTO

Ciò che l’autore vuole comunicare. Può essere una storia, un’informazione, una comunicazione… NARRATORE

Chi racconta i fatti. ELEMENTI

I personaggi, il luogo, il tempo. STRUTTURA

Il modo in cui l’autore sceglie di esporre ciò che vuole comunicare. • Testo continuo: un brano che racconta, spiega, informa… • Testo misto: un brano accompagnato da illustrazioni, tabelle… • Testo non continuo: le tabelle, i grafici… Lo scopo, il contenuto, gli elementi e la struttura sono le caratteristiche necessarie per dividere i testi in tipologie testuali. Il TESTO NON NARRATIVO

NARRATIVO

REALISTICO

FANTASTICO

AUTOBIOGRAFICO, LETTERA, DIARIO

MITO, AVVENTURA, FANTASY

POETICO DESCRITTIVO ESPOSITIVO-INFORMATIVO TEATRALE 9

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Il testo

NARRATIVO Ti racconto

Da piccolo i “grandi� ti raccontavano le storie, poi hai imparato a leggerle da solo: quelle storie sono testi narrativi. Sono il racconto di fatti che accadono a un personaggio che agisce in un luogo e in un tempo. A volte i personaggi, i luoghi e il tempo sembrano o sono assolutamente reali; altre volte sono solo il frutto della fantasia dell’autore. Chi ha scritto quelle storie voleva appassionare il lettore e stimolare la sua fantasia.

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Il piacere di leggere

SETTE GIORNI DI VACANZA? NO, QUATTORDICI La famiglia Pedretti era molto numerosa: padre, madre, cinque figli, e soldi in casa ne entravano pochi. Così, d’estate, i Pedretti potevano concedersi soltanto una vacanza di una settimana. Logico, quindi, che si ingegnassero per godersela al massimo. Per cominciare, quella settimana al mare la facevano diventare doppia. Se si hanno infatti 7 giorni e 7 notti per villeggiare, basta non dormire mai, ed è come stare in villeggiatura 14 giorni. Perciò, prima di partire, dormivano 7 giorni di seguito, anticipandosi tutto il riposo della settimana di vacanza. Di giorno potevano quindi prendere il sole, andare in barca, fare il bagno, e di notte pescavano, facevano gite e passeggiate al chiaro di luna. Non dovendo dormire, avevano il vantaggio di risparmiare la spesa dell’albergo, e tutti i soldi l’impiegavano per divertirsi: per il cinema, la discoteca, i gelati, i video giochi… Per potersi divertire di più avevano anche escogitato un sistema per risparmiare i soldi dei pasti. Siccome per una famiglia numerosa pranzare e cenare al ristorante costa caro, la settimana prima di partire mangiavano il doppio, e a mangiare in casa, si sa, si spende assai meno, insomma, con pochi soldi la famiglia Pedretti si divertiva moltissimo, e quelle settimane raddoppiate sembravano lunghissime. Marcello Argilli, Una storia al giorno, De Agostini

Lettura critica Lettura critica significa leggere un racconto o un libro cercando di immedesimarsi il più possibile nell’atmosfera, nelle situazioni, nelle emozioni vissute dai personaggi. Soprattutto è saper esprimere se quel racconto ci è piaciuto o non ci è piaciuto e perché. Leggi il racconto, chiudi gli occhi, e “sentiti” il protagonista della storia.

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IO SCOPRO

IL TESTO NARRATIVO

IL TRENO CHE NON PARTIVA METTO A FUOCO

Un testo narrativo racconta una storia vissuta da uno o più personaggi realistici o immaginari. La storia si svolge in un certo tempo e in un certo luogo, che possono essere reali o fantastici. Tutti i racconti sono testi narrativi.

Una mattina capitò una cosa strana in stazione: c’era un treno che doveva partire, i viaggiatori erano saliti, gli sportelli erano chiusi, il semaforo del binario era verde, il capostazione fischiò e alzò la paletta: ma il treno non partì. Il capostazione fischiò ancora e agitò la paletta con energia: ma il treno non partiva. – Che succede? – chiese il capostazione al macchinista. – Non lo so proprio – rispose quello, schiacciando pulsanti e guardando quadranti. – Tutto sembra a posto, ma non parte! Venne un meccanico a controllare, mentre i viaggiatori cominciavano a sporgersi dai finestrini, chiedere, protestare per il ritardo. Il meccanico toccò, guardò, provò: tutto era a posto, tutto funzionava. – E allora perché non parte? – disse il capostazione, mettendosi le mani tra i capelli. A quel punto, una vecchina vestita di nero scese da uno dei primi vagoni e si avvicinò alla locomotiva.

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– Che succede, signori? – chiese con voce sottile. – Non lo sappiamo, signora: il treno non vuol partire! – Davvero? Vediamo un po’… – e mentre gli altri guardavano stupiti, la vecchina appoggiò l’orecchio al metallo della locomotiva, batté con le nocche, ascoltò di nuovo. – Semplice! – disse poi. – Il treno non parte, perché vuole una canzone di buon viaggio… Deve essere stanco del solito fischietto! Cantate una bella canzone e vedrete che partirà! Il meccanico protestò, il manovratore sbuffò, ma il capostazione, che era disperato e che aveva una bella voce, cominciò a cantare una canzone di buon viaggio: ed ecco che, senza nemmeno spingere un bottone, la locomotiva si mise in movimento, con dietro tutti i vagoni, e il treno scivolò via sempre più veloce, mentre il capostazione continuava a cantare con le braccia larghe, e la bella voce rimbombava sotto la tettoia.

Trova le caratteristiche del testo narrativo. Lo SCOPO del testo narrativo è: r accontare una storia e appassionare il lettore. d are informazioni e notizie al lettore. Il CONTENUTO è: la descrizione di ambienti e personaggi. la narrazione di fatti reali o immaginari. ELEMENTI

Roberto Piumini, Mi leggi un’altra storia?, Einaudi Ragazzi

I PERSONAGGI sono: s olo le persone che agiscono nel racconto. t utti coloro (persone, animali, cose) che agiscono nel racconto. Il TEMPO è: il momento in cui si svolgono i fatti narrati. la durata dei fatti narrati. Il LUOGO è: l’insieme degli ambienti, reali o immaginari, in cui si svolgono i fatti. s olo l’ambiente in cui inizia il racconto.

C ollega ogni termine alla definizione corrispondente. Protagonista

Personaggi con ruoli rilevanti.

Personaggi principali

Il personaggio più importante.

Personaggi secondari

Personaggi con ruoli poco importanti. 13

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IO SCOPRO

IL RACCONTO REALISTICO

LA GARA DI LETTURA METTO A FUOCO

Il racconto realistico è un testo narrativo che parla di fatti che sono accaduti o che potrebbero accadere realmente. I personaggi appartengono alla realtà quotidiana. Il tempo e il luogo sono precisi e definiti.

Elementi

E videnzia come indicato: i personaggi; i luoghi; il tempo. I FATTI narrati sono:

realistici.

fantastici.

I PERSONAGGI sono:

realistici.

fantastici.

Il LUOGO è:

reale.

immaginario.

Il TEMPO è:

indeterminato.

determinato.

Il primo giorno di febbraio, appena entrata in classe, la maestra annunciò: – Ragazzi, per la gara di lettura avrete due settimane. Chi avrà letto più libri vincerà un bellissimo premio. Rico la peste ricadde sulla sedia. Pfui! Leggere era un lavoro difficile e faticoso. – Il premio è un biglietto per il nuovo parco di divertimenti a tema – disse la maestra. Rico saltò sulla sedia. Un parco di divertimenti: le giostre! Doveva assolutamente vincere. Ma come vincere una gara di lettura senza leggere neppure un libro? Ebbe un’idea brillante! Sicuramente c’erano dei libri che la maestra non conosceva: erano i libri che non erano ancora stati scritti. Rico la peste preparò la sua lista: ventisette libri! Di sicuro erano sufficienti per vincere. Il giorno della premiazione la maestra salì sul podio: – Il premio è per… Flavia, che ha letto ventotto libri! Rico si accasciò sulla sedia. Poi la maestra esclamò: – Oh, santo cielo, Flavia, hai messo due volte lo stesso libro. Sono sicura che nessun altro ha letto ventisette libri. – Io, io – gridò Rico la peste. – Va bene, riceverete tutti e due un biglietto per il nuovo parco di divertimenti a tema “Il mondo del libro”. Che cosa? Il mondo del libro! Che delusione per Rico la peste! Francesca Simon, Rico la peste e la gara di lettura , Mondadori

I FATTI, i PERSONAGGI, il LUOGO e il TEMPO di questo testo si potrebbero ritrovare nella realtà?

Sì.

No.

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IO SCOPRO

IL RACCONTO FANTASTICO

IL PRINCIPE AZZURROGNOLO Tanto tanto tempo fa in un castello incantato nacque il principe Azzurrognolo. La fata dei doni gli chiese: – Come vorresti gli occhi? E il piccolo rispose: – Verdi come la foresta! La fata bisbigliò: – Mi dispiace, ma gli occhi verdi li ho già donati a tuo fratello e non ne ho più… A te li posso dare grigiastri. Poi la fatina chiese: – Come vorresti i capelli? – Biondi come il grano! La fata arrossì: – I capelli biondi li ho regalati tutti a tuo fratello… Se vuoi, te li posso dare giallastri. Il principino non era affatto contento dei quei capelli gialli e di quegli occhi grigi. – Come vorresti il mantello? – Lo vorrei azzurro come il cielo. – Sono mortificata, ma il mantello azzurro l’ho già regalato a tuo fratello maggiore. Per te mi è rimasta soltanto un po’ di stoffa azzurrognola. Se fosse stato un po’ più grande, il principino avrebbe volentieri dato un calcio nel sedere alla fatina dei doni. Ma era ancora nella culla, che poteva fare? Dovette accontentarsi. Fu così che il bambino con gli occhi grigiastri, i capelli come le canne delle paludi e il mantello del colore di una pozzanghera fu chiamato da tutti “principe Azzurrognolo”. Tommaso di Carpegna Falconieri, Il principe Azzurrognolo , Mondadori

METTO A FUOCO

Il racconto fantastico è un testo narrativo in cui i fatti, i personaggi e i luoghi sono frutto della fantasia, cioè immaginari. Il tempo è indefinito.

Elementi

Evidenzia: i personaggi; i luoghi; il tempo. I FATTI narrati sono:

realistici.

fantastici.

I PERSONAGGI sono:

realistici.

fantastici.

Il LUOGO è:

reale.

immaginario.

Il TEMPO è:

indeterminato.

determinato. I FATTI, i PERSONAGGI, il LUOGO e il TEMPO di questo testo si potrebbero ritrovare nella realtà?

Sì.

No.

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IO SCOPRO

LA STRUTTURA DEL TESTO NARRATIVO

METTO A FUOCO

Il testo narrativo, generalmente, è scritto rispettando una struttura composta da tre parti: l’introduzione, lo svolgimento o sviluppo narrativo e la conclusione. La trama è l’insieme degli avvenimenti che vengono narrati. Non sempre l’autore racconta i fatti esponendoli in ordine cronologico, cioè rispettando l’o rdine in cui essi sono realmente avvenuti.

GIOCHIAMO AI PELLIROSSE ........................................................................................

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........................................................................................

Dopo aver mangiato, Tom propose ai suoi amici un nuovo gioco: giocare ai pellirosse. L’idea funzionò. Poco più tardi, completamente dipinti dalla testa ai piedi, i tre amici galoppavano nel bosco per attaccare un fortino ben difeso. Poi si trasformarono in tre tribù in guerra fra loro e non contarono più i morti in battaglia e i caduti nelle imboscate. Fu una giornata “sanguinosa” e ricca di soddisfazioni. Tornarono all’accampamento all’ora di pranzo, stanchi e felici, affamatissimi. Subito sorse un problema: dei pellirosse, nemici fra di loro, non potevano dividere il pane dell’ospitalità. Bisognava prima fare la pace e fumare il calumet insieme. Due dei tre selvaggi avrebbero preferito farne a meno, ma, facendo di necessità virtù, tirarono ciascuno una boccata, passandosi la pipa dall’uno all’altro. Dopo pranzo provarono di nuovo e si sentirono più contenti di avere fumato il calumet della pace piuttosto che di avere massacrato tanti nemici. Mark Twain, Tom Sawyer, Fabbri

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C olora le parentesi seguendo le indicazioni:

la parte che introduce la vicenda;

la parte che racconta ciò che è accaduto;

la parte che indica come termina la vicenda. S crivi al posto giusto, accanto al testo: introduzione, svolgimento e conclusione. C ollega ogni parte alla spiegazione corrispondente. Introduzione o situazione iniziale

Racconta la successione dei fatti che costituiscono la vicenda. I fatti sono esposti in ordine logico e/o cronologico.

Svolgimento dei fatti o sviluppo narrativo

Presenta il finale della storia. A volte il narratore esprime le sue opinioni o impressioni su quanto è accaduto.

Conclusione o situazione finale

Introduce i personaggi e la condizione in cui si trovano all’inizio della vicenda; viene presentato il luogo in cui ha inizio la vicenda; viene definito il tempo.

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IO SCOPRO

LA FABULA

CHICHIBIO E LE GRU METTO A FUOCO

La fabula è la narrazione degli avvenimenti secondo il loro ordine logico e cronologico.

Metti in ordine cronologico gli avvenimenti numerandoli. B runetta chiede a Chichibio una coscia della gru.  orrado Gianfigliazzi ordina a C Chichibio di cucinare la gru.  hichibio vuole dimostrare a C Corrado che non ha mentito.  orrado scopre che alla gru C ser vita a tavola manca una coscia. L’autore, nella narrazione, ha rispettato l’o rdine cronologico?

Sì.

No.

Un giorno Corrado Gianfigliazzi, gentiluomo fiorentino, chiamò il suo cuoco Chichibio. Gli consegnò una splendida gru che aveva riportato da una battuta di caccia nelle campagne e gli ordinò di cuocere alla perfezione quella selvaggina prelibata di cui era ghiotto. Chichibio si mise subito al lavoro tra i fornelli. Mentre la gru cuoceva spandendo intorno un profumo appetitoso, passò davanti alla cucina Brunetta, una servetta amica di Chichibio. – Perché non mi dai una coscia di quella prelibatezza? Chichibio rispose che non poteva perché il padrone lo avrebbe fatto bastonare. Dietro alle insistenze della fanciulla, però, non poté fare a meno di accontentarla e così cominciarono i suoi guai. Il padrone di casa, quando iniziò la cena, si accorse subito che alla gru mancava una coscia. Chiese spiegazione al cuoco: – Che fine ha fatto l’altra coscia della mia gru? – Signor mio, le gru hanno una sola gamba e quindi una sola coscia. – Mi prendi in giro? – Assolutamente no. Non mi permetterei mai. Domani mattina vi mostrerò delle gru vive così vi convincerete. Il giorno seguente andarono in riva al fiume, dove scorsero dodici gru che stavano tutte su una zampa sola. – Ecco, ecco! – gridò Chichibio. – Guardate, messer Corrado, avevo ragione: ieri sera vi ho detto la verità. Non vi ho preso in giro. Il signore si mise a ridere davanti alla furbizia di Chichibio. Giovanni Boccaccio, Decamerone , Mondadori

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L’INTRECCIO

IO SCOPRO

LA CACCIA DELLE RENNE METTO A FUOCO

Dal bosco giunse di corsa Kalli. Agitava la lancia e gridava: – Ci sono renne! Tantissime! Tutto il villaggio si mise in agitazione. Kalli aggiunse: – Alla palude! Bisogna spingere le renne nella trappola. La trappola era stata preparata due giorni prima vicino al burrone. Gli uomini con dei pali avevano alzato due palizzate che formavano un imbuto con l’imboccatura dalla parte della palude e il vertice verso la scarpata. Il collo dell’imbuto portava a una terrazza fatta di rami intrecciati e sostenuta da rami sottili. Tutto il villaggio prese parte alla battuta. Il branco di renne si dirigeva verso la palude. Le femmine e i piccoli camminavano davanti, seguivano grossi maschi dalle corna enormi. Il branco percepì l’odore degli uomini e cominciò ad agitarsi. Allora tutto il branco si lanciò in avanti verso il burrone e corse verso la terrazza che si schiantò e precipitò. Gli animali caddero nel crepaccio. Tutto il villaggio scese nel burrone a prendere gli animali morti o feriti.

L’intreccio è l’insieme dei fatti narrati nell’o rdine in cui li ha voluti disporre l’autore. Se l’autore fa “un salto indietro“ nel tempo, cioè racconta qualcosa che è avvenuto in precedenza, utilizza un espediente narrativo chiamato flashback.

Q ual è l’ordine delle sequenze narrative? Numerale. L’arrivo di Kalli al villaggio. L a costruzione della trappola. L a sicurezza di avere cibo per la gente.

Sergej Viktorovic Pokrovskij, I cacciatori di mammut , Giunti Marzocco

L a caduta degli animali nel crepaccio. Q ual è l’ordine cronologico dei fatti, cioè l’o rdine in cui sono realmente avvenuti? Numerali. L’arrivo di Kalli al villaggio. L a costruzione della trappola. L a sicurezza di avere cibo per la gente. L a caduta degli animali nel crepaccio. L a parte evidenziata nel testo racconta un fatto avvenuto:

c ontemporaneamente alla vicenda principale.

p rima della vicenda principale.

d opo la vicenda principale. 19

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IO SCOPRO

LE SEQUENZE

CHI BUSSA ALLA PORTA? METTO A FUOCO

Un testo narrativo può essere suddiviso in sequenze, cioè in parti brevi che espongono i fatti che accadono nella vicenda, descrivono i luoghi e i personaggi, riportano un dialogo tra i personaggi oppure le riflessioni dell’autore. Esse possono essere di diversi tipi, a seconda del loro contenuto. Una sequenza è: • n arrativa se racconta un fatto che accade nella storia; l’insieme delle sequenze narrative costituisce la trama del racconto; • d escrittiva se descrive un personaggio, un luogo o una situazione, in modo che possiamo rappresentarlo nella nostra mente come se vedessimo una fotografia; • d ialogica se riporta i dialoghi che avvengono tra i personaggi; • r iflessiva se riporta i commenti, i pensieri, i giudizi, le riflessioni dell’autore o di un personaggio.

Era una casetta piccolissima, senza finestre, con una sola porticina. Sul tetto aveva un’enorme antenna televisiva, con un’infinità di bracci metallici puntati in tutte le direzioni, come i tentacoli di una piovra. In quella casetta abitava un omino che non usciva mai: dalla mattina a notte inoltrata, seduto davanti al televisore, guardava ogni genere di trasmissioni. Per questo non metteva mai il naso fuori dall’uscio. Non gli importava di uscire perché, diceva, di avere tutto il mondo in casa. Era convinto di poter vedere e sapere tutto ciò che succedeva nel mondo. Un giorno sentì bussare alla porta. Si avvicinò incuriosito. Aprì con molta cautela. Si trovò di fronte a qualcuno che disse: – Permette, posso entrare? – Scusi, lei chi è? – Come, non mi conosce? Sono il mondo! – Non dica sciocchezze – ribatté l’omino, e gli sbatté la porta in faccia. Il mondo era così diverso da come appariva in televisione che non lo aveva riconosciuto. Marcello Argilli, Cento storie fantastiche , Editori Riuniti

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C olora le parentesi che indicano le diverse sequenze del racconto, seguendo le indicazioni:

d escrizione dell’ambiente, sequenza descrittiva;

r acconto dei diversi fatti o momenti della storia, sequenza narrativa;

p arole che si scambiano i personaggi, sequenza dialogica;

r iflessioni o pensieri dei personaggi o dell’autore, sequenza riflessiva. L a sequenza descrittiva si trova:

nella conclusione.

nell’introduzione. L a sequenza riflessiva si trova:

nella conclusione.

nell’introduzione. L eggi le seguenti parti di testi e scrivi che tipo di sequenze presentano. Il piccolo animale spaventato si muoveva lentamente tra le radici. Aveva una pelliccia folta e morbida, una coda robusta ricoperta di squame, i suoi occhietti erano scuri e diffidenti. Sequenza .............................................................................................................

– Che grandi occhi hai, cara nonnina! – È per vederti meglio, nipotina! Sequenza ............................................................................................................. Per essere stata troppo ambiziosa si ritrovò sola e senza amici. Sequenza ............................................................................................................. Il pirata ordinò di calare l’a ncora e la scialuppa per raggiungere la riva dell’isola. Dopo giorni e giorni di navigazione finalmente sarebbero scesi a terra. Sequenza ............................................................................................................. 21

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Le

conoscenze

mappa

Un TESTO NARRATIVO racconta fatti realistici o immaginari. Tutti i racconti sono testi narrativi. SCOPO

Raccontare una storia per appassionare il lettore. CONTENUTO

• Realistico; • fantastico.

NARRATORE

Il narratore può essere: • esterno: narra in terza persona; • interno: narra in prima persona. ELEMENTI

I personaggi: • protagonista; • personaggi principali; • personaggi secondari. Tempo: determinato o indeterminato. Luoghi: reale o immaginario. STRUTTURA

Introduzione • Svolgimento • Conclusione Il testo narrativo è formato da sequenze: • narrative; • descrittive; • dialogiche; • riflessive. L’ordine in cui vengono raccontati i fatti può essere: • cronologico; • con flashback. Fabula: i fatti raccontati secondo l’ordine cronologico. Intreccio: i fatti narrati secondo l’ordine voluto dall’autore. 22

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IL TESTO NARRATIVO

ORA CONOSCO

UNA PICCOLA VAMPIRA SOTTO LA PIOGGIA .......................................................................... ..........................................................................

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Continuava a piovere, Anton era a letto e ascoltava nell’oscurità a occhi spalancati. Le gocce di pioggia battevano sui vetri con un ticchettio uniforme che faceva venire sonno… Dopo un po’, però, il picchiettio divenne così vigoroso che il ragazzo si drizzò irritato: – E chi riesce a dormire con questo fracasso? – brontolò. Poi gli venne in mente che magari era solo la pioggia a fare tutto quel rumore contro i vetri. Saltò giù dal letto e scostò le tende: sul davanzale c’era Anna. Anton aprì la finestra e notò che la piccola vampira indossava un impermeabile con il cappuccio che le copriva la testa. – Ciao, Anton – disse lei dolcemente. – Tu?! – mormorò lui. – Pensavo che i vampiri non potessero volare quando piove! – E perché no? Basta che ci mettiamo l’impermeabile. Ne ho portato uno anche per te – aggiunse. – Questa sera sei tu che devi aiutare me. Anna gli porse il mantello. – Questo è il mantello dello zio Teodor e sopra ci metti l’impermeabile. Anton guardò la pioggia scrosciante. Pensò che con un tempo simile non si sarebbe buttato fuori casa neppure un cane, forse sarebbe stato meglio starsene al riparo. Lanciò un ultimo sguardo desideroso al suo letto caldo e asciutto, poi volarono via tutti e due. Angela Sommer - Bodemburg, Vampiretto innamorato, Salani

Quali tipi di sequenze sono presenti in questo testo? Narrativa. Descrittiva. Dialogica. Riflessiva. L’ordine della narrazione è: cronologico. con il flashback.

Scrivi al posto giusto nei cartellini accanto al testo: • conclusione; • dialogo tra i personaggi; • situazione iniziale; • fatto nuovo; • nuovo personaggio. 23

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IL MITO Il mondo degli eroi

I miti che leggerai in questo capitolo ti racconteranno le avventure di personaggi “speciali”, “mitologici”, creati dai popoli antichi. I personaggi principali sono semidei, cioè eroi che hanno origine divina: uno dei genitori o dei nonni, infatti, è spesso una divinità. Gli eroi dei miti possiedono doti eccezionali, affrontano sfide e duelli impensabili per un uomo o per una donna. Le loro imprese straordinarie sono vere avventure e la loro narrazione serviva a sottolineare l’importanza del coraggio, della saggezza, della forza…

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Il piacere di leggere

ULISSE E POLIFEMO C’era una volta un’isola abitata da ciclopi, giganti crudeli con un occhio solo in mezzo alla fronte. Polifemo, uno di loro, si credeva migliore degli altri perché suo padre era Poseidone, il dio del mare, e sua madre una bellissima ninfa dei boschi. Un giorno, sull’isola di Polifemo approdò un uomo speciale, un re valoroso e intelligente: Ulisse. Ulisse e i suoi compagni di viaggio decisero di recarsi alla grotta di Polifemo per chiedere ospitalità per la notte. Entrarono sicuri, perché erano coraggiosi e non temevano nulla. Polifemo si precipitò a chiudere l’entrata con un masso enorme. Troppo tardi Ulisse capì di essere finito in trappola! – Adesso vi mangerò tutti! – annunciò Polifemo con un vocione. I compagni di Ulisse erano terrorizzati, ma lui cercò di non perdere la calma e si avvicinò al ciclope, porgendogli una coppa del vino forte e profumato che aveva portato con sé. – Come ti chiami? – gli domandò Polifemo. – Mi chiamo Nessuno – rispose Ulisse. – Bene, Nessuno – continuò il ciclope, – visto che mi hai portato questa bevanda deliziosa, ti mangerò per ultimo. Ulisse continuò a porgergli coppe colme di vino e Polifemo crollò a terra ubriaco. Allora Ulisse prese un tronco d’albero. Le ginocchia gli tremavano, ma colpì il ciclope nell’unico occhio, accecandolo. L’urlo di Polifemo risvegliò l’isola. Accorsero gli altri ciclopi: – Polifemo chi ti ha fatto del male? – Nessuno mi ha fatto del male – urlò Polifemo. I ciclopi se ne andarono, pensando che Polifemo li prendesse in giro. Quando il gregge iniziò a belare perché voleva uscire, Polifemo tolse il masso, si accucciò accanto all’ingresso e iniziò a toccare le pecore una a una, per evitare che gli uomini gli sfuggissero. Ma Ulisse e i suoi compagni si erano nascosti sotto la pancia delle pecore e in questo modo riuscirono a fuggire. Sabina Colloredo, Ulisse e Polifemo, Carthusia

Lettura critica Questo racconto narra vicende di personaggi straordinari. Quali sono le caratteristiche dei protagonisti? Quali insegnamenti puoi trarre riflettendo sulla storia di questi personaggi mitologici? 25

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IO SCOPRO

IL MITO

PROMETEO E IL FUOCO METTO A FUOCO

Il mito è un testo narrativo che racconta le imprese di divinità o eroi che hanno origine divina. Ci sono anche miti che cercano di spiegare in modo fantastico l’o rigine del mondo e dell’uomo.

Prometeo era figlio del dio Titano e di una ninfa, una divinità del mare, e viveva con il fratello Epimeteo. Entrambi facevano parte della famiglia dei Titani, che avevano osato sfidare Zeus quando aveva combattuto contro Crono, suo padre, per impossessarsi del trono. Prometeo, però, a differenza dei fratelli, si era schierato con Zeus e aveva partecipato alla lotta solo quando ormai volgeva al termine. Come premio aveva ricevuto di poter accedere liberamente all’Olimpo anche se, nel profondo del suo cuore, i sentimenti che Prometeo provava nei confronti di Zeus non erano amichevoli, a causa della sorte che questi aveva destinato ai suoi fratelli. Zeus, che stimava molto Prometeo, gli diede l’incarico di forgiare l’uomo, che modellò dal fango e che animò con il fuoco divino. A quell’epoca, per placare le furie di Zeus, gli uomini gli sacrificavano alcuni buoi, ma, quando si trattò di decidere quale parte dell’animale toccasse al dio e quale agli uomini, Prometeo nascose dentro la pelle le parti migliori e avvolse le ossa nel grasso. In seguito disse a Zeus di scegliere, convinto che il dio si sarebbe tenuto le ossa, così ben presentate. Quando scoprì l’inganno, Zeus s’infuriò e decise che non avrebbe più concesso agli uomini il fuoco, che riscalda, illumina e cuoce le carni. Cominciò allora sulla Terra un periodo molto triste e buio.

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Prometeo, impietosito per la sorte dell’umanità, corse a Lemno, dove Efesto, il dio del fuoco, aveva la fucina, e rubò una scintilla, nascondendola in una canna. Subito, con quella scintilla, accese grandi fuochi nella notte e per la prima volta gli uomini si sentirono al sicuro dalle fiere. Su quelle fiamme cucinarono gli animali catturati e forgiarono le prime armi in ferro, i primi aratri per lavorare la terra. Dall’alto dell’Olimpo, Zeus vide tutto e scosse i suoi fulmini, in preda a una furia terribile. Chiamò Efesto e lo rimproverò: – Ti avevo affidato il fuoco e te lo sei fatto rubare. Adesso gli uomini monteranno in superbia e si crederanno simili a noi, gli immortali. Bisogna punire Prometeo. Fabbrica una catena che non si possa spezzare e lega il titano a una rupe esposta ai raggi del sole, solitaria e irraggiungibile. Io manderò un’aquila che gli roda il fegato per mille anni. Il fegato del titano, divorato dal grande uccello, ricresceva ogni volta, quindi il supplizio non aveva mai fine. Eracle riuscì a raggiungerlo, uccise l’aquila e chiese a Zeus di concedergli il perdono: erano passati ormai trent’anni e l’ira del dio era con il tempo svanita. Liberato, Prometeo fu accolto fra gli immortali. Monica Barbieri, Miti degli dèi, leggende dei popoli, imprese degli eroi , Dami Giunti

Trova le caratteristiche del mito. Lo SCOPO è raccontare: l’o rigine del mondo. le imprese di un eroe di origine divina. Il CONTENUTO è: la vendetta di un eroe contro gli dèi. la lotta tra gli dèi. Il NARRATORE narra: in terza persona. in prima persona. ELEMENTI Il PROTAGONISTA è un personaggio: r ealistico.

f antastico.

Il TEMPO è: i ndefinito.

d efinito.

Il LUOGO è: r eale.

f antastico.

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IO SCOPRO

LA STRUTTURA DEL MITO

ULISSE E IL CAVALLO DI TROIA Introduzione: l’autore presenta la situazione e come gli dèi si schierano a fianco dei due popoli in lotta. Sono dieci anni che si combatte la guerra tra Troiani e Greci. Gli dèi Apollo, Ares e Afrodite favoriscono i Troiani; Era, Atena ed Efesto proteggono i Greci. Gli attacchi si susseguono, ma le mura di Troia rimangono salde. Molti eroi hanno perso la vita: Patroclo, Ettore, Achille colpito al tallone da Paride e Paride stesso. La spedizione greca si sta rivelando un fallimento.

Svolgimento: interviene l’eroe con l’appoggio di una divinità. L’astuto Ulisse, ispirato dalla dea Atena, concepisce allora il suo piano più audace.

L’eroe mette in atto il suo progetto. Fa costruire un grande cavallo di legno e convince alcuni suoi guerrieri a nascondersi al suo interno. La flotta greca fingerà di abbandonare la costa di Troia, in realtà andrà a nascondersi dietro la vicina isola di Tenedo. I Troiani si svegliano e vedono che i Greci hanno abbandonato il campo, lasciando solo un enorme cavallo di legno. I Troiani si abbandonano alla gioia perché pensano che la lunga guerra sia finalmente terminata ed escono dalle mura della città.

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