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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 10 N.245 prossima uscita 6 febbraio

l’arte del buon gusto


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suggestivo ristorante in una location ottocentesca

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l Ristorante Villa Paris si trova nella zona nord di Roseto degli Abruzzi. Nasce all’interno della residenza che, a partire da fine ‘800, ospitava una delle famiglie storiche della tradizione rosetana. Dopo l’avvicendarsi di varie proprietà, come quella della Santa Sede, per 30 anni l’edificio è stato lasciato nell’incuria, versando in condizioni critiche. L’acquisto da parte dell’attuale proprietà ha donato nuova vita a Villa Paris.

La famiglia Cingoli, Giuseppe, Maria Lucrezia, Andrea e Daniela (tre architetti e una farmacista), contribuisce ogni giorno alla crescita della struttura attraverso uno sguardo ‘laterale’ ma attento e propositivo. La villa rinasce a completamento del restauro nel 2013 con un progetto strategico importante alle spalle che punta a donarle nuova e lunga vita e a farla diventare punto di riferimento nel territorio. Come luogo di cultura, di gusto e di bellezza. Il ristorante è un tassello importante nel progetto complessivo della villa. All’inizio si caratterizza per l’uso delle primizie stagionali usate per creare interessanti menù degustazione. Oggi però si trasforma in ristorante di pesce di alto profilo. Capace di stupire con interessanti

combinazioni e fantasiose rielaborazioni di piatti legati al nostro mare e alla nostra tradizione enogastronomica. Si colloca al piano terra della villa ma potenzialmente può sfruttarla interamente. Parte da un minimo di 30 posti nella configurazione “standard” giornaliera all’interno della splendida villa antica ,per poterla occupare interamente con circa 80 persone per ciascuno dei due piani. Per i banchetti e gli eventi a tema ha anche a disposizione il salone delle feste che contiene fino a 430 posti di massi-

ma. Si avvale della presenza di 4 giardini di diversa dimensione e caratterizzazione. Questi vengono usati in modo diverso: dall’aperitivo itinerante al ricco buffet di dolci passando per pranzi sotto gli ombrelloni e degustazioni tra opere d’arte. Eclettico è lo stile delle volte come eclettico è lo stile dei piatti. Il 2016 ha visto un rinnovamento totale del menù perchè ,sebbene l’approccio alla primizia e alla stagionalità non sia cambiato, è stata fatta la scelta precisa di basarsi sulla materia prima più caratteristica del territorio: il pesce. Il ristorante di pesce Villa Paris propone un interessante menù alla carta accompagnato da un menù degustazione elaborato giornalmente dallo chef irrorato dagli ottimi vini della nostra cantina. Lo staff affronta ogni sfida, dal piatto, al menù, all’evento, in modo coordinato e multidisciplinare. Ognuno contribuisce alla creazione del menù, coadiuvati anche da apporti interni/esterni quali la direzione artistica (per la composizione dei piatti) e la proprietà, fortemente coinvolta e appassionata.

Per maggiori informazioni, basta collegarsi nella sezione ‘Contatti’ del sito web www.villaparis.it, dove è possibile scoprire anche ‘il menù’ nella sezione ‘Ristorante’.


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Sabatino Di Girolamo salutato da quasi mille simpatizzanti

Il candidato sindaco del Pd nella sua prima uscita pubblica è stato salutato da una folla incredibile, quasi inattesa. A tenere a battesimo l’ufficializzazione della sua candidatura il vice segretario nazionale dei Democratici Lorenzo Guerini. Sul 51enne avvocato, ex assessore alla cultura della Giunta Di Bonaventura, sono riposte anche le speranze di catturare voti nell’area moderata e tra i movimenti civici. In attesa di conoscere la proposta del Movimento 5 Stelle, Enio Pavone e Rosaria Ciancaione sono avvisati

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n bagno di folla per la prima uscita pubblica del candidato sindaco per il Partito Democratico Sabatino Di Girolamo, 51 anni, avvocato, ex assessore alla cultura per 4 anni e mezzo nella Giunta di Franco Di Bonaventura. Una settimana fa nella Sala Uno del Cinema Odeon in tanti hanno voluto partecipare all’evento e in molti hanno dovuto seguire il primo discorso dello sfidante del sindaco uscente Enio Pavone in piedi. C’era molta curiosità per la scesa in campo di Di Girolamo. E se il buongiorno si vede dal mattino, per il Pd la prossima sfida elettorale sarà assai interessante. Una sfida con se stesso, con Pavone e soprattutto con Rosaria Ciancaione del movimento civico e che raggruppo la sinistra rosetana. A tenere a battesimo Di Girolamo, nella sua prima uscita

pubblica, c’era il vice segretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini, oltre al gota del Partito Democratico abruzzese (il segretario regionale Marco Rapino, quello provinciale Gabriele Minosse, il parlamentare Tommaso Ginoble, i consiglieri regionali). La presenza di così tanta gente è un segnale forte che il Pd manda agli avversari. Minosse è convinto che Di Girolamo riporterà il centro sinistra, in questo caso il

Pd, a governare Roseto, una città considerata strategica e di spessore per quanto riguarda la valenza politica, non solo amministrativa, delle elezioni della prossima primavera. C’è l’accordo anche l’Italia dei Valori il cui segretario nazionale era presente a Roseto e che Di Girolamo ha avuto modo di conoscere. Ha sollecitato i presenti di dare un voto ciascuno al candidato sindaco, ma soprattutto ha rivolto un appel-

lo al partito per fare in modo che i rosetani vadano a votare, che diano la spinta al successo di Di Girolamo. Ginoble ha sottolineato il buon lavoro che il Governo centrale sta portando avanti in materia di riforme e di rilancio del Paese e ha sottolineato come Roseto degli Abruzzi abbia assolutamente bisogno ossigeno dopo 5 anni di governo Pavone che hanno fatto scivolare la città indietro negli anni. Ha ha ricordato perché si è arrivati alla scelta di

Di Girolamo. Erano state indette le primarie, in molti avevano assicurato la partecipazione, ma poi l’unico a metterci la faccia è stato l’avvocato Di Girolamo che nel suo intervento ha ripercorso la sua esperienza politica. Ex democristiano, appartenente alla sinistra di quella Dc. Grande estimatore di Mino Martinazzoli e di Aldo Moro che considerava gli uomini di sinistra di una Democrazia Cristiana sana. E’ stato segretario del Partito Popolare e capogruppo prima di essere nominato assessore dal sindaco Di Bonaventura. Si sente pronto per questa importante sfida, pronto anche ai colpi bassi degli avversari. Andrà tra la gente, in mezzo ai rosetani, nelle frazioni, il contatto diretto. Ha annunciato un laboratorio di idee, perché vuole che siano i suoi concittadini a lanciare proposte per miglio-

rare Roseto, per fare in modo che la città si riappropri degli spazi. La campagna elettorale sarà lunga perché è appena iniziata e sugli altri fronti non staranno a guardare. Da tenere in debita considerazione anche il Movimento 5 Stelle che si sta organizzando e che tra non molto annuncerà l’iniziativa che porterà alla scelta del candidato sindaco. Tutti considerano Di Girolamo uomo pacato, mai fuori dalle righe, forse anche fin troppo moderato nei toni. Ma presto inizierà a tirare fuori gli artigli, a far parlare il programma elettorale, a confrontarsi e se necessario anche a scontrarsi con gli avversari. Perché non si lascerà sbranare da nessuno.


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al fianco di Enio Pavone Presentata la lista nata dal patto di alleanza tra Paolo Gatti e l’assessore Alessandro Recchiuti che ha annunciato che Roseto Tricolore è confluito nel movimento “gattiano”. Tante le novità, alcuni alla prima esperienza, altri già col callo della politica, come lo stesso responsabile delle politiche sociali che sarà il capolista

è

sicuramente una lista forte, in grado di portare acqua al mulino del candidato sindaco del centro destra Enio Pavone. Futuro In scende in campo e lo fa con i propri big per la presentazione della squadra che deve comunque essere completata. C’era il consigliere regionale Paolo Gatti a presentare quello che è stato definito lo scheletro della lista, con i suoi dieci elementi tra novità interessanti e riconferme che erano nell’aria da tempo. Elezioni amministrative che iniziano ad acquisire un certo fascino e che potrebbero risolversi sul filo del rasoio, almeno per quanto riguarda i due che andranno al ballottaggio. Perché pensare ad una vittoria al primo colpo appare assurdo per il peso specifico che hanno i tre candidati fin qui annunciati. Futuro In sarà presente. L’amicizia tra Paolo Gatti e l’assessore Alessandro Recchiuti ha portato alla totale intesa con Roseto Tricolore, il movimento nato due anni e mezzo fa grazie alla volontà dello stesso Recchiuti, dopo l’abbandono dell’Udc, e dal coordinatore Emilio Di Febo. Una lista che tiene conto delle realtà presenti su tutto il territorio comunale, frazioni comprese, delle professionalità e della voglia di dare qualcosa alla propria città. “Siamo convinti di poter fare bene”, ha sottolineato l’assessore Recchiuti, “ci sono persone, uomini e donne, in grado di poter dare molto per la collettività rosetana”. Età media 42 anni, ma destinata ad abbassarsi ulteriormente con il completamento del-

la squadra con altre figure in grado di dare un grosso apporto alla causa del centro destra. Ci sono elementi alla prima esperienza politica come Andrea Sacripante commercialista, Gabriella Felicione responsabile dell’Asd Pattinaggio Roseto, Danilo Ricci musicista, Camillo Pomenti ex cestista per citarne alcuni. Ci sono anche Monia Scarpone, Giulia Palestini, Jenny Mummolo, Rosaura Tarquini. Le conferme come quella di Recchiuti che sarà il capolista, di Attilio Dezi, attuale capogruppo di Roseto Tricolore. Per Paolo Gatti, che ha sgombrato ogni dubbio su un possibile appoggio di futuro in al centro sinistra, la coalizione di centro destra parte già con uno scatto in avanti alla prossima competizione elettorale e ne spiega le ragioni. “Si parte con un vantaggio”, ha detto, “in quanto il centro sinistra ancora una volta si presenta separato con varie espressioni per la carica di primo cittadino. Le difficoltà sono legate al fatto che tutti i sindaci hanno dovuto amministrare in un momento di grande difficoltà economica. Ma noi siamo assai fiduciosi”. Quella di Futuro In sembra dunque essere una lista di vero appoggio e non cosiddetta riempitiva. Molti la considerano al pari di quella dei liberalsocialisti che verrà annunciata tra non molto. Pavone per adesso sa di poter contare su pilastri importanti per una sua eventuale riconferma. E dai voti dipenderà anche il peso specifico dell’assessore uscente Recchiuti che questa volta potrebbe rivendicare quanto meno la carica di vice sindaco.


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Foto: Elio D’Ascenzo

IL VOLO

GIANLUCA GINOBLE

PROFETA IN PATRIA

Tutto esaurito al PalaMaggetti per la data zero del tour 2016, fortemente voluta da Ercole Ginoble e dal manager MIchele Torpedine

L

a Befana ha portato Il Volo in concerto a Roseto. Tutto esaurito al PalaMaggetti per la data zero del tour 2016 del gruppo vincitore del Festival di Sanremo 2015. Una serata entusiasmante, commovente, coinvolgente. Una soddisfazione speciale per Gianluca Ginoble, che dopo oltre un quinquennio passato in giro per il mondo a raccogliere gloria e far parlare di sé, Montepagano e Roseto, ha ricevuto il meritato abbraccio di una comunità orgogliosa di lui al punto da nominarlo ambasciatore di Roseto degli Abruzzi nel mondo. Ed è stato davvero bello e simbolico vedere Gianluca cantare all’interno del palazzetto dello sport, luogo in cui tutti i rosetani sono uniti in nome della comune passione per la squadra di basket. Complimenti dunque al “Mahmoud Abdul-Rauf del bel canto”, meritatamente profeta in patria.

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Politica

Ai candidati sindaci per un patto politico con i rosetani

niente apparentamento

I prossimi candidati sindaci al Comune di Roseto saranno uno contro l’altro in una campagna elettorale che già ha i toni accesi. Allora facciamo un appello. Siate coerenti già da adesso: dite che dopo il primo turno nessuno si unirà a braccetto di quelli che oggi sono degli acerrimi avversari. I due che vincono vanno al ballottaggio: gli altri a casa. Per favore di William Di Marco

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PLATONE E LA POLITICA - Ogni giorno che passa c’è un allontanamento reale dei cittadini dai partiti. Non è, quindi, una diffidenza verso la politica o lo spirito alto che da Platone in poi ha alimentato questo modo nobile di occuparsi della cosa pubblica. Ciò che sta avvenendo, cioè un costante decadimento del rapporto cittadino-amministratore, è piuttosto un’amara constatazione di quello che vediamo accaderci, impotenti, proprio intorno a noi. La nostra democrazia è sospesa, dal momento che non abbiamo più eletto un premier dal 2011 in poi. Al di là del giudizio che la Storia darà di Berlusconi (se ha assunto un ruolo di dittatore o di aguzzino politico bisognerà che qualcuno lo dica a chiari lettere), la sua messa fuori dal gioco governativo è stato un vero e proprio colpo di Stato, che gli storici sottolineeranno in futuro sui libri. Tutto ciò che state leggendo è scritto da chi (come noi) ha sempre giudicato il capo di Forza Italia una forte anomalia del sistema, ma fino al suo arrivo quel sistema era considerato dagli altri democratico, al punto che tramite libere elezioni il tycoon televisivo è arrivato più volte nella stanza dei bottoni. Quella volontà popolare (parliamo di dati di fatto oggettivi) è stata ancor più stravolta da nomine dall’alto dei nostri ultimi tre Presidenti del Consiglio e con tali giochi di palazzo, specialmente quirinalizio, si sono avuti ribaltamenti di maggioranze, precedentemente votate dagli Italiani. Fino a quando dominerà l’assoluta impunità e superiorità antropologica dei politici su tutti gli altri normali cittadini, il nostro Paese rimarrà in mano a una lobby intellettuale-governativaburocratica che da anni ha tarpato le ali alla nostra democrazia. Ma ri-

torniamo al punto e vediamo perché la gente non ne può più. Un premier non eletto da nessuno, un Parlamento giudicato anticostituzionale dalla Consulta, un numero impressionante di onorevoli e senatori che hanno cambiato casacca: basterebbe questo a far sovvertire una situazione

drammatica che sconfina spesso nel grottesco. Se si pensa che i membri delle due Camere che sono migrati in altri partiti, differenti da quelli in cui sono stati eletti, ammontano finora a 235 (119 in Parlamento e 116 in Senato), il quadro è tale da rimanere completamente disgustati. Tutto ciò che avevamo deciso nelle varie consultazioni è saltato, dal momento che l’elettore aveva dato fiducia a persone perché erano dentro certi schieramenti e rappresentavano certe idee; oggi è tutto così contorto che non si sa più chi siano i partiti iniziali, chi li rappresenta e a chi si richiamano, idealmente, certi personaggi “ballerini”. Ecco perché la gente di strada è veramente stu-

fa di pagare questi burattini della politica, che sanno di poter fare i furbi, poiché non solo la legge e la Costituzione concede loro tali possibilità, ma perché godono di benefici economici ricadenti sulle spalle, già molto appesantite, della collettività. A pensarci su viene il voltastomaco. ROSETO PUÒ DARE L’ESEMPIO Nelle consultazioni del 2011 vedemmo scendere in campo sette candidati sindaci. Al ballottaggio ci furono gli apparentamenti (da noi fortemente criticati) e quell’accordo si è visto come è andato a finire: sbriciolato dopo, ma sufficiente allora per cambiare (e falsare) l’esito di quelle elezioni. Adesso rivolgiamo l’appello agli attuali quattro candidati sindaci e a quelli che verranno. Dovrete dire pubblicamente (come alcuni di voi già hanno fatto privatamente) di non apparentarvi al secondo turno con nessuno, in modo che la facciamo finita con la farsa del “Chi perde vince e chi vince vince. Della serie: tutti vincono”. Siamo contrari da sempre al doppio turno e al mercimonio dei voti. Ma se dobbiamo accettare una seconda ondata elettorale, almeno siamo coerenti fino in fondo. Dimostriamo che pur se la legge prevede accordi dopo il primo turno, noi andiamo oltre la “legge truffa”. Anche perché se un candidato sindaco si presenta con il suo schieramento e le sue idee e di conseguenza è contro gli altri candidati e idee, per quale motivo dovrebbe unirsi con chi fino a quel punto ha combattuto? Noi di Eidos pungoleremo la politica affinché i futuri candidati solennemente dichiarino la loro effettiva uscita di scena (reale e non con sotterfugi), qualora non dovessero arrivare al ballottaggio. Gli elettori apprezzerebbero molto.


Sabato 23 Gennaio alle ore 18.00, nei locali della Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, verrà presentato l’attesissimo nuovo romanzo di Antonio Masseroni, dal titolo “Riverberi d’ombra”, edito dalla Artemia Edizioni. Interverrà come relatore il prof. Elso Simone Serpentini. Antonio Masseroni è un giovane autore e musicista di Roseto degli Abruzzi. Nel dicembre 2014 ha pubblicato La nostalgia dell’acqua, romanzo d’esordio letterario che ha riscosso grande successo tra critica e lettori. A poco più di un anno dall’uscita della sua prima opera, Antonio Masseroni abbandona le suggestive e poetiche atmosfere post-apocalittiche cre-

ate nel suo primo libro, per affrontare temi più intimi e al tempo stesso inquietanti. Riverberi d’ombra descrive il viaggio interiore di una famiglia, costretta a ritrovare i propri equilibri e la propria identità, a seguito di un tragico e sconvolgente evento. La storia getta uno sguardo su un mondo al di là dei nostri sensi, assumendo a tratti toni da thriller psicologico, alla ricerca di risposte alle domande che da sempre ci poniamo: Cosa c’è dopo la vita che conosciamo? L’evento è organizzato da Artemia Edizioni e dall’Associazione Città di Roseto, con il patrocinio del comune di Roseto degli Abruzzi. Un evento da non perdere.

NON CI PIACE

Cologna Spiaggia, parco abbandonato e proteste dei residenti Un parco pubblico ridotto ai minimi termini, con giochi divelti, panchine inutilizzabili, area verde lasciata all’abbandono. A protestare sono i residenti di Cologna Spiaggia per le condizioni in cui versa l’unico spazio dove dovrebbe essere possibile portare i bambini per giocare all’aria aperta. Ma da mesi ormai il parco è di fatto nel più totale abbandono. Anzi, alcuni giochi sono persino pericolosi, una delle altalene è completamente rotta, mentre a ridosso degli scivoli

si sono formate delle buche che rappresentano un pericolo per i bambini. Tant’è che le mamme, nonostante le recenti giornate di clima primaverile, hanno scelto di non portare i loro figli nel parco pubblico. Il problema è stato segnalato all’amministrazione comunale di Roseto affinché prenda le opportune decisioni. Da Palazzo di Città hanno fatto sapere che non conviene ripristinare lo stato delle cose in quanto per la popolosa frazione colognese è in programma la realizzazione di un nuovo parco che sorgerà a ridosso della nuova piazza, sul lato ovest.

tizianoabbondanza@gmail.com

Ragazzi molto in gamba Sì, sono davvero dei ragazzi molto in gamba, tutti pinetesi doc, quelli che compongono la squadra del Pineto Volley. Tale sport - che ha visto la luce a Pineto grazie allo scomparso Francesco Tascioni - dopo aver assaporato il gusto della seria A, ha attraversato qualche anno di crisi. Grazie a personaggi appassionati che si sono calati nel ruolo di dirigenti si è riusciti a formare un nuovo gruppo di atleti locali che quest’anno sognano la serie B, in quanto la squadra sinora ha vinto tutte le partite del girone di andata del campionato regionale maschile di serie C del girone A.

di TIZIANO ABBONDANZA

CI PIACE

CI PIACE

ROSETO, SABATO 23 GENNAIO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “RIVERBERI D’OMBRA”, IL NUOVO ROMANZO DI ANTONIO MASSERONI

PINETO

Ponticelli ormai fatiscenti Le foto dimostrano ancora una volta che le continue riparazioni (semplici rattoppi) non servono a nulla a difesa delle mareggiate. Stiamo parlando dei ponticelli in legno della pineta sud ai quali, se non si decide una volta per tutte di modificarne la struttura portante, a nulla serve la manutenzione continua alla quale vengono sottoposti. In questo caso i piccoli interventi che nel corso degli anni sono stati eseguiti risultano essere solo dei palliativi che, oltre a non risolvere il problema in modo definitivo, contribuiscono a spendere denaro pubblico inutilmente.

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

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NON CI PIACE

ROSETO


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IE CUR IOSIZ Notizie)

(tra Curiosità &

15 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

La redazione di Eidos News augura a tutti un sereno 2016

Come ormai avviene da alcuni anni, la redazione del nostro giornale si ritrova prima delle festività natalizie per i canonici auguri. In realtà l’occasione è per vedersi “de visu”, dopo tante telefonate e scambi di articoli attraverso la posta elettronica, per parlare di ciò che è stato fatto, ma soprattutto del futuro della nostra testata. Per il momento si guarda ai festeggiamenti dei dieci anni di vita di Eidos, ma sull’evento saremo più chiari nei prossimi mesi. La redazione riunita ha pensato di mandarvi un augurio per un Sereno e Proficuo 2016, all’insegna,

se è possibile, del sorriso. Nella foto da sin. prima fila: Elio D’Ascenzo, Rebecca Bucci, Martina Bidetta, Martina Franchi, William Di Marco, Massimo Bianchini, Mario Giunco; da sin. seconda fila: Riccardo Innamorati, Luca Maggitti, Andrea Marzii, Massimo Felicioni, Tiziano Abbondanza. Mancavano per altri impegni improrogabili: Lino Nazionale, Simona Ruggieri, Giorgia Pasquini, Alessandro Bonaduce, Biancamaria Di Domenico, Marcello Perpetuini, Daniela Monti, Francesca Martinelli, Ettore Coppa.

Rinnovate le cariche dell’associazione culturale Cerchi Concentrici promotor L’associazione culturale che cura questo spazio di “Curiosizie” ha rinnovato le cariche sociali per i prossimi tre anni (2016-2018). Nata nel 2002, riprendendo alcune iniziative portate avanti già a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, il gruppo che ruota intorno a questa struttura ha organizzato oltre 550 eventi culturali, tra convegni, simposi, iniziative ricreative, manifestazioni di vario genere, realizzazioni di pubblicazioni (riviste, giornali, libri) ed altro ancora. L’associazione non ha scopi di lucro, è fuori gli schieramenti partitici e si rivolge prevalentemente (ma non solo) ai giovani. Sono loro, infatti a ricoprire quasi tutti i ruoli più importanti del direttivo. Le cariche sono state così ripartite: Presidente: William Di Marco - Vice presidente: Martina Bidetta - Segreteria: Emanuela Lo Bartolo e Alessia

Pignelli - Economato: Matteo Di Nicola e Angelo Marcone - Coordinatori dei rapporti con la scuola (studenti): Dino Del Bono, Andrea Montese e Giuseppe Pavone - Coordinatori dei rapporti con l’università: Federico Lelj ed Ercole Montese - Coordinatori dei rapporti con la scuola (docenti): Lucia Alonzo e Gianpaolo Massetti (Scuola Superiore), Doris Di Giovannnantonio (Scuola Media) - Coordinatore dei rapporti con gli Enti: Marisa Di Silvestre - Coordinatori dei progetti culturali: Donatella Cantoro, Serena Paesani e Matteo Poliandri. (nella foto in piedi da sin. Donatella Cantoro, Serena Paesani, Matteo Poliandri, Martina Bidetta, Angelo Marcone, Matteo Di Nicola, Ercole Montese e Federico Lelj; seduti da sin. Andrea Montese, Giuseppe Pavone, Alessia Pignelli, Dino Del Bono ed Emanuela Lo Bartolo.


CUR IOSIZIE

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(tra Curiosit

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“Per non dimenticare”. Storia, studenti e francobolli per parlare di Cefalonia A dicembre si è svolta a Villa Paris la IV edizione della manifestazione “Per non dimenticare 2015”, organizzata dal Circolo Filatelico Numismatico Rosetano (Emidio D’Ilario e Luciano Di Giulio) e dall’Associazione Culturale “Terra e Mare” con il patrocinio del Comune di Roseto degli Abruzzi. Quest’anno l’evento ha commemorato il 72° anniversario dell’eccidio di Cefalonia del settembre 1943 e i settanta anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale con il ricordo del sacrificio dei soldati internati in suolo straniero. Il programma prevedeva ben quattro mostre a ingresso libero: “La scelta della divisione ‘Acqui’ a Cefalonia e Corfù nel settembre 1943”, esposizione curata da Orazio Pavignani; “I libri e le pubblicazioni raccontano l’eccidio di Cefalonia” con i libri, pubblicazioni e riviste in esposizione che fanno parte della biblioteca del collezionista Giuseppe Pollice; “Corrispondenza storia postale

tra gli internati di guerra”, mostra curata da Vitoronzo Pastore; “Le uniformi del soldati nella Seconda Guerra Mondiale” con esposizione di uniformi di Esercito, Marina Militare, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza. Inoltre, sabato 5 dicembre ci sono stati due eventi. Uno sportello filatelico con annulli speciali delle Poste Italiane e cartoline ricordo: il primo sul finanziere Casto Del Nibletto e il secondo su tre internati di Roseto degli Abruzzi: il fante Armando Di Donato, il finanziere Giovanni Giustiniani ed il fante Luigi Ragnoli. Il secondo evento è stato un convegno in cui sono intervenuti il prof. Carlo Palumbo, un rappresentante della Guardia di Finanza, e il prof. William Di Marco. A moderare l’incontro c’era il giornalista Walter De Berardinis. Ospiti d’onore Giovanni Capanna, reduce di Cefalonia, e Rocco Cipollone e Nicola Di Bartolomeo, ex internati.


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serata di beneficenza organizzata dall’associazione Orme Ancora una volta Roseto si è resa protagonista della solidarietà grazie alle centinaia di persone che, il 5 Gennaio 2016, hanno partecipato alla cena di autofinanziamento “Sulle Orme della Befana” presso l’Hotel Bellavista. La serata di beneficenza è stata organizzata dall’ Associazione di promozione sociale “Orme” che pone al centro della propria iniziativa i valori dell’inclusione umana e sociale attraverso attività sportive, ludiche e ricreative rivolte a bambini e ragazzi diversamente abili. L’incasso della serata ammonta intorno ai quattromila euro e verrà utilizzato sia per lavori di ristrutturazione e messa a norma dei locali di un centro educativo, che per l’acquisto di beni e materiali indispensabili per lo svolgimento delle attività già in atto come: il progetto di pallacanestro “Basket Over Limits”, che per laboratori futuri che vedono la partecipazione di altri professionisti (psicologi,archeologi, maestri d’arte e sportivi): • Laboratorio di Psicoeducazione emotiva e di socializzazione; • Laboratorio culturale a tema archeologico; • Laboratorio artistico; • Progetto calcio. Tutti questi progetti che prevedono la partecipazione attiva mediante laboratori esperienziali, necessitano di materiale e strumenti specifici per il loro svolgimento: supporti video, audio,materie e giochi di vario genere come: argilla, materiale di cartoleria, giochi in scatola ecc.. I ringraziamenti più sentiti da parte dell’Associazione vanno sicuramente a chi ha partecipato attivamente alla raccolta fondi intervenendo alla cena ma anche ai ragazzi con le loro famiglie, a tutti gli amici e ai professionisti: Cristian Palmieri (fotografo), Maria Rita Piersanti (presentatrice) e Luca Trullo (dj) che si sono messi a completa disposizione per la riuscita della serata. Un ringraziamento speciale va alla piccola cantante Gaia Di Giuseppe reduce dalla trasmissione televisiva di Rai uno “Ti lascio una canzone” che, accompagnata dal maestro Daniele Falasca, ha allietato tutti gli invitati e a due ospiti d’eccezione: Gianluca Ginoble e Piero Barone che non si sono sottratti ai saluti e alle foto con i ragazzi speciali dell’associazione e con tutti i partecipanti alla serata, sebbene fossero stanchi a causa delle prove per il concerto che li ha visti protagonisti il giorno seguente al Palamaggetti.


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accesso a tutte le universita’

accesso a tutte le universita’

Finanza e Marketing

Sistemi Informativi Aziendali

Relazioni Internazionali

Tecnico nella Grafica e nella Comunicazione

Tecnico Elettrico Elettronico

Esperto amministrativo e di strategie di marketing (tendenze, mercato, ecc.)

Esperto Informatico che sa programmare un sistema e creare programmi

Esperto in diritto internazionale con conoscenza approfondita di tre lingue (oltre l’Inglese, FranceseSpagnolo-Tedesco)

Esperto nella Grafica computerizzata e nella comunicazione aziendale. Conosce programmi sofisticati per progettare libri, cataloghi, depliant, manifesti. E’ molto creativo

Esperto di Apparati, Impianti, Servizi Tecnici Industriali e Civili

Predilige: Diritto Internazionale Lingue straniere

Predilige: Informatica Economia

Predilige: Economia Finanza

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Predilige: Progettazione multimediale

accesso a tutte le universita’

Costruzione Ambiente e Territorio geometri

Produzioni Industriali

Artigianali

accesso a tutte le universita’

Predilige: Tecnologie elettricoelettroniche Laboratori Spiccata manualità

Operatore di Impianti

Termoidraulici

tre anni. dopo è possibile

frequentare il biennio e diplomarsi

Costruzione Ambiente e Terriotorio

Tecnologie del Legno nelle Costruzioni

Tecnico della Moda

Operatore Termoidraulico

Sa progettare. Con il diploma può accedere all’Esame di Abilitazione per l’iscrizione all’Albo dei Geometri

Conosce le strutture in legno. Con il diploma può accedere all’Esame di Abilitazione per l’iscrizione all’Albo dei Geometri

Esperto dei principali strumenti del laboratorio di modellistica. Disegna al computer e realizza capi d’abbigliamento. Si rapporta con le case di Moda

Esperto di impianti termici e di realizzazioni idrauliche. Installa e collauda gli impianti stessi

Predilige: Tecnologia Costruzioni

Predilige: Tecnologia del legno

Predilige: Progettazione tessile Disegno Laboratori tematici

Predilige: Impianti termo-idraulici Laboratori Tecnologici Spiccata manualità


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I nostri corsi accesso a tutte le universita’

manager turistico

TURISMO CON

TRE LINGUE STRANIERE

Esperto di programmazione e amministrazione turistica. Conosce e valorizza il territorio. Studia tre lingue oltre l’Inglese (Francese, Spagnolo e Tedesco)

Predilige: Lingue straniere Storia dell’arte Economia turistica

Gli studenti a Cinecittà. Nella giornata del 15 gennaio 2016 i ragazzi della V A Sia hanno assistito, presso gli studi televisivi di Cinecittà, ad un’ interessante illustrazione dell’ultimo canto del Paradiso della Divina Commedia da parte del professor Nembrini, capace di coinvolgere tutto l’auditorio studentesco.

Il notaio a scuola. Il 15 dicembre scorso è stata ospite del Moretti il notaio di Roseto, dott.ssa Simona Bava, che ha ben spiegato agli studenti le modalità di costituzione delle diverse società e le rispettive funzioni della carica da lei investita. L’incontro, coinvolgente e partecipativo, è perfettamente riuscito.

L’attore hollywoodiano Randall Paul al Moretti. Gli studenti lo scorso dicembre hanno incontrato in aula magna il famoso attore Randall Paul, interprete di diversi film diretti da registi del calibro di Stanley Kubrick e Brian De Palma. È molto probabile che l’artista americano girerà delle scene del suo prossimo film nella scuola rosetana.

Affluenza record degli studenti delle Medie ai “Laboratori Aperti”. Tantissimi ragazzi incuriositi dai nostri studenti e docenti, a disposizione per due giorni (dicembre e gennaio) nei vari laboratori di: Chimica, Fisica, Informatica, Moda, Grafica, Elettrico, Cad, Lingue.

LA REDAZIONE

Docenti: Marisa Di Silvestre, Carmela Della Loggia, Tonino Di Francesco, Angela Mascia Studenti: Gabriella D’Annunzio, Andrea Croce, Serena Di Remigio, Noemi Romanelli, Piero Sacchetti, Ilenia Secone Seconetti, Stefania Bidetta (V B Afm-Sia); Dino Del Bono, Patricia Di Matteo, Chiara Gislao, Matteo Santarelli, Giuseppe Pavone, Andrea Montese (IV B Afm-Sia); Maria Luiza Marku, Chiara Pompetti, Giulia Cori (IV A Tur); Samantha Nepa, Giorgia Savini, Eleonora Ginaldi (IV B Turismo); Giulia Pela (II A Grafica & Comunicazione); Greta Di Carlo, Greta Pingiotti (III B Turismo); Sara Montese (II B Afm), Diana Fasolino, Giulia Giansante, Manuela Nardinocchi (II A Tur).


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Cassiodoro Di Sante Per tanti anni è stato un artigiano di grandi qualità. La sua bravura stava nel riparare quei sistemi elettrici che componevano l’auto, al punto che finì su un giornale nazionale per aver risolto un problema a un turista che... di William Di Marco

Da subito iniziò a lavorare come apprendista elettrauto, ma le sue passioni come quelle del cinema e della musica le cominciò a coltivare sin da piccolo, per poi diventare un habitué dello Sferisterio di Macerata. Una volta, però, la visione di un film lo impaurì e dal Supercinema, dove era con gli amici, doveva tornare a casa. Il timore era tanto e Dracula uscì dallo schermo per aspettarlo dietro l’angolo

ricordi U Cassiodoro Di Sante

na macchina di passaggio sulla Statale, come tantissime altre. Siamo nell’estate del 1978 e i turisti in transito sono il pane quotidiano per chi vive su quell’arteria così importante ed ha un’attività. Ma un’automobile in particolare, una Alfa Romeo “Alfetta GT”, ha dei problemi all’impianto elettrico, al punto che il viaggio di ritorno verso il Nord Italia è in forse. Allora il proprietario del mezzo chiede in giro e lo mandano da un elettrauto, con l’officina all’interno delle strade a ragnatela di Roseto, quasi nascosta agli occhi del passante. È l’ultimo tentativo dell’alfista: non si fa illusioni. Torna dalla Sicilia e a Messina, Agrigento, Caltanissetta, Catania ha provato nelle locali concessionarie, ma il problema è rimasto incollato alla sua auto. Poi entra in scena Cassiodoro Di Sante, che con quel nome di tradizione latina nel tempo diventa semplicemente Dorino. Analizza il problema e mette in campo la sua arte, quella della riparazione. Smonta il devioluce, rimette a posto i pezzi e in poco meno di un’ora tutto torna come nuovo di fabbrica. Il proprietario non era altro che il caporedattore di una delle più importanti riviste a carattere nazionale dell’automobile, Gente e Motore della Rusconi, il quale incredulo lo ringrazia e appena rientrato al giornale dalle ferie, pubblica sulla rubrica “Qualcosa non va?”, l’accaduto, con tanto di elogio e scrive: “[...] Durante una breve sosta a Roseto degli Abruzzi, mi sono imbattuto invece in un giovane e intraprendente elettrauto, il quale ha smontato tutto il complesso interruttore che viene fornito sigillato, ha riparato alla meglio la levetta in plastica che si era logorata e mi ha consentito di proseguire in perfette condizioni. Il tutto senza la supponenza di camici bianchi, di bolle di carico e scarico, di ordini di officina e soprattutto nel giro di un’oretta e con poche migliaia di lire”. È comprensibile, dopo un elogio di così alto spessore, che il nostro protagonista abbia conservato il giornale come una reliquia. Anzi, a tutto questo ha allegato anche la lettera di risposta a una missiva partita

da Roseto a firma di Dorino, ma scritta dal giornalista Luigi Braccili, che in queste cose era sempre molto disponibile. È forse l’episodio più gratificante per un artigiano che è partito da lontano, ma sempre con un’unica passione: capire i segreti dell’elettricità applicata alle automobili, di tutti quei fili così nascosti nella carrozzeria o sotto i tappeti che attraversano da un capo all’altro ogni vettura e che danno la possibilità ai vari congegni di funzionare. E così un mestiere molto innovativo alla fine della II Guerra Mondiale lo invase e lo spinse sempre di più a documentarsi, mettendo in campo una delle sue principali caratteristiche: la caparbietà. Poi negli anni molte cose sono cambiate. Innanzitutto alla fine della sua carriera lavorativa stava per impadronirsi delle automobili l’elettronica di consumo. Da vero riparatore, in cui gli apparecchi potevano essere smontati, non vede di buon occhio tutte quelle diavolerie computerizzate. Era giunto il momento di lasciare e di coltivare le sue passioni che lo avevano accompagnato da sempre: la musica operistica e sinfonica, il cinema, le foto della sua amata Roseto e i libri che nel tempo aveva acquistato. Per poi mettere le raccolte in ordine nella sua casa che lo ha visto nascere. Adesso Dorino è pronto per mettersi all’opera, questa volta di fronte a delle apparecchiature tecnologiche per realizzare l’intervista. Ci sta, non fa storie, non inveisce contro l’elettronica, così possiamo aprire i microfoni. Cassiodoro, nome storico. Era il nome di mio nonno e mio padre lo volle rinnovare. Ma sin da piccolo tutti mi hanno sempre chiamato Dorino, tanto che molte persone mi conoscono solo con il diminutivo. Tornando a mio nonno, si stabilì a Roseto sin dagli inizi del ‘900: proveniva da Castellammare Adriatico, il paese che poi divenne Pescara. Mi raccontava che fu lui, insieme ad altri, a piantare i pini in viale Roma sul nostro lungomare. Mio padre Ignazio invece faceva il calzolaio ed era un artigiano di prim’ordine. Più che riparare, ideava e produceva scarpe e


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Roseto, 1940. Il bambino Dorino Di Sante mentre fa il bagno nel mare rosetano

Roseto, metà anni ‘50. Foto di Dorino nel giorno della Prima Comunione nello studio fotografico di Italo Del Governatore

dicono che fosse anche molto bravo. Fatto sta che tutte le famiglie più facoltose della zona si rivolgevano a lui, prima nel suo laboratorio collocato di fronte a dove oggi c’è la banca Tercas, esattamente nel locale di un odierno tatuatore. Nel tempo si trasferì più a sud, nei pressi dell’Arena 4 Palme, sempre sulla via Nazionale. A proposito di vie, in lei è stata sempre presente quella dedicata a Garibaldi, numero civico 98. È il luogo dove sono venuto al mondo il 1° febbraio 1938 e dove abito tuttora. Nel tempo l’ho modificata e ristrutturata, ma non mi sono mai spostato da lì. Tornando alla mia famiglia, mi piace ricordare il ruolo di mia madre, Rosa Di Febo, casalinga a tempo pieno, anche se le sue origini erano contadine. Proveniva dalla zona collinare di Roseto ed era molto attaccata alla religione cattolica. Aveva una fede che la spinse anche a fare la dama di carità, soprattutto con donna Lelè Filippone in Savini. In famiglia eravamo in quattro. Oltre i miei genitori, c’era anche mia sorella Isolina, nata nel 1942. Il suo rapporto con la scuola? Come tanti altri bambini, ma con una voglia di apprendere che nel tempo è sempre cresciuta. Ho frequentato le Elementari nella scuola di via Milli e gli insegnanti me li ricordo tutti. In Prima ebbi la Di Cesare, poi i maestri Giansante e Mazzone, quest’ultimo in IV e V. I compagni di allora erano Bruno Lucidi (detto Tabò), Enzo Moretti (La Nanà), Guido Stuardi, Leone Marini, Biagio Gilardini. Quegli anni furono anche quelli della II Guerra Mondiale e in me qualcosa è rimasto. Intanto lo sfollamento, perché ce ne andammo ad abitare tra Montepagano e Cologna Paese. Poi l’immagine nitida di due piloti che si gettarono con il paracadute dal velivolo alleato colpito dalla contraerea tedesca. Molti hanno poi già ricordato quell’episodio: posso dire che segui con lo sguardo i due puntini nel cielo che scendevano fino a toccare il suolo. Riprendiamo il discorso delle Elementari: finiti i cinque anni, andai subito a lavorare come apprendista. Mi piaceva il campo dell’elettricità, in modo particolare quello applicato alle automobili. Così iniziai l’avventura come elettrauto da Alfano Caporaletti, che durò fino a quando non partii per il militare. L’officina era posta dietro il rifornimento Api di Lisciani. Allo stesso tempo, quando avevo tredici o quattordici anni, mi iscrissi a un corso biennale tenuto dal prof. Peppino Sorgentone sulle tecniche elettriche. Capii che se volevo migliorare dovevo mettermi a studiare, anche in modo autonomo. Comprai dei libri specifici e cercavo di andare a fondo ai problemi e questo mi è servito

Campo militare vicentino, inizi anni ‘60. Dorino Di Sante mentre si riposa dopo una faticosa marcia

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III serie

Roseto, metà anni ‘50. Dorino a casa con la mamma Rosa Di Febo e papà Ignazio

molto per progredire. È a questa età che nasce la sua prima passione: il cinema. Quando eravamo ragazzi non c’erano tantissimi diversivi. Uno di questi erano sicuramente le proiezioni ed ero un assiduo frequentatore del Supercinema posto vicino alla pineta centrale di Roseto. E quel mondo ora non c’è più. Allora si andava in sala per vedere il film di successo del periodo, ma anche per sentire dei personaggi che erano dei frequentatori fissi e facevano considerazioni o battute ad alta voce. Per non parlare degli scherzi che gli adulti si facevano. Una volta davano la pellicola “Dracula e il vampiro” con Christopher Lee e tra il pubblico c’erano il famoso Costantino “’Ndì” De Simone e Armando “Riccillo” Di Pietro. Il primo, proprio nella scena clou, toccò da dietro il secondo che fece un salto in aria, tanta era la tensione, con il resto degli amici che ridevano a crepa pelle. Ma quel film era veramente pauroso e anche il nostro gruppo uscì dal cinema con le immagini di terrore ancora fissati nella mente. Io ero sicuramente il più impressionabile e ansioso. Avevo paura a tornare a casa. Con me c’era, tra gli altri, anche Erardo Triozzi, che mi seguì. Dalla pineta presi il sottovia della stazione, poi mi diressi a sud sulla Nazionale per raggiungere casa, che era un po’ prima della Villa Ponno. Nel momento in cui dovetti attraversare la strada, mi sentii una mano sul collo e a quel punto non ci vidi più. Corsi a perdifiato, senza mai voltarmi. Fui assalito dalla fobia dei vampiri, per poi sapere il giorno dopo che era stato uno scherzo di Erardo e degli altri. Ma non mi accorsi di niente, perché ero in preda a un vero attacco d’ansia. Torniamo al lavoro da apprendista: arriva il servizio di leva. Nel 1960 fui chiamato sotto le armi e partii per il Centro Addestramento Reclute che svolsi a Palermo. Da lì andai alla motorizzazione di Roma per un corso, dal momento che stavo in officina. Dopo le mie destinazioni furono Padova e Venezia. Mi distinsi per le riparazioni che riuscivo a fare con facilità ai mezzi militari, tanto da ottenere anche dei riconoscimenti. Ma dopo la naia il lavoro mi aspettava e mi fece molto piacere che mi vollero da subito a Teramo presso la concessionaria Fiat di Edoardo Rabbi. Mi riavvicinai a Roseto quando passai alla concessionaria, sempre del marchio Fiat, di Costantini a Giulianova. Sta per giungere il momento di mettersi in proprio. È vero. Presi la decisione e così nel 1966 aprii la mia officina in un locale di via Felicioni e che è rimasta sempre lì. All’inizio ero in affitto, ma poi pian piano, con molti sacrifici, riuscii a

ricordi


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Roseto, 1968. Dorino con la fidanzata Elisa D’Angelo

Roseto, 25 maggio 1969. Il giorno del matrimonio di Dorino. Da sin. Mario D’Angelo, Santa Torbidone, Dorino, la moglie Elisa D’Angelo, Ignazio Di Sante e Rosa Di Febo

comprarmi lo stabile, grazie anche all’aiuto di familiari e, ovviamente, alla sottoscrizione di un mutuo. Devo dire che ho sempre cercato di andare d’accordo con tutti e per questo ero anche ben voluto da molte persone che mi hanno aiutato. In quegli anni la clientela mi apprezzava, ma non ho mai avuto un dipendente che mi aiutasse. Facevo tutto da solo e la cosa che più mi piaceva era la riparazione. Sono stato un artigiano all’antica e smontare i pezzi era il mio forte. Poi, con l’avvento dell’elettronica le cose sono completamente cambiate e oggi le macchine vanno sicuramente meglio, ma manca quell’amore verso la vera manualità, che c’è sempre meno. Posso dire che ho chiuso l’attività nel momento giusto, prima dell’invasione dei “computer di bordo”: non era più un mondo che mi apparteneva. Tanti automobilisti sono passati nella sua officina, ma uno in particolare... Si riferisce al caporedattore della rivista “Gente e Motori”, una delle più qualificate del settore. Io ero completamente all’oscuro del fatto, ma una mattina dell’estate del 1978 mi vedo arrivare un signore con un’Alfetta GT. Ha problemi con le luci e non può viaggiare di notte. Era di ritorno dalla Sicilia, dove aveva fatto vedere l’automobile a diverse concessionarie Alfa Romeo. Lo avevano mandato da me come ultimo tentativo e in poco meno di un’ora risolsi il problema. Era un difetto al devioluci. Lo smontai e pur se sigillato, riuscii a ripararlo. D’altronde quella era la mia vera specializzazione. Rimontai il tutto e il cliente, che era di Milano, ripartii contento. Dopo poco tempo, esattamente nel novembre dello stesso anno, mi ritrovo un articolo a me dedicato, firmato da lui. Così mi misi in contatto con la redazione e tramite Luigi Braccili gli scrissi per ringraziarlo e la stessa cosa fece lui con una gentile risposta, che conservo gelosamente. Ma anche altre persone mi hanno scritto nel tempo per dimostrare il loro apprezzamento, come il direttore generale della Palmolive che ebbe problemi con un’Audi. Allora le macchine più diffuse erano italiane e le straniere non tutti le sapevano riparare. A proposito di marche di auto, ho sempre ritenuto la Lancia un gradino superiore alle altre marche: erano mezzi costruiti con razionalità. L’officina la chiusi nel 1992, quando andai in pensione, anche se per gli amici ho sempre continuato a fare qualcosa. C’è anche la parentesi delle auto d’epoca? Sono stato appassionato, al punto di possedere una Topolino C, una Fiat 1500 spider con l’amico Mario Angelini e una Lancia Appia III serie.

Roseto, agosto 2013. Foto della famiglia Di Sante al completo in occasione dei 70 anni di mamma. Da sin. Sabrina, Elisa, Alessio e Dorino

Parliamo della famiglia. Sua moglie quando entra in scena? Mi sono sposato il 25 maggio 1969 con Elisa D’Angelo e abbiamo avuto due figli: Sabrina, nata il 4 marzo 1970, e Alessio il 29 maggio 1975. Sono sempre stato legato alla famiglia e la fede in questo mi ha aiutato. Faccio parte dal 1999 della IV comunità neocatecumenale del S. Cuore. Nel 2010 sono stato anche a Gerusalemme in quei luoghi magnifici e pieni di storia. Abbiamo parlato della sua passione per il cinema. Vogliamo trascurare quella per la musica, i libri e le foto? La voglia di ascoltare musica è cresciuta dentro di me poco alla volta. Da ragazzino in piazza della Libertà sentivo dagli altoparlanti di uno dei bar che si affacciavano sullo slargo le canzoni di Beniamino Gigli, Renata Tebaldi, Franco Corelli, Tito Schipa e altri e ne rimanevo incantato. A quel punto con i primi pochi soldi che guadagnavo da apprendista, cominciai a comprare i dischi e ascoltarli in un vecchio grammofono che avevamo a casa. Poi pian piano la passione per la lirica è sempre crescita, fino a quando, insieme all’amico e appassionato Ermanno Sforza, ho cominciato a frequentare teatri di mezza Italia. Per dieci anni sono stato a Macerata allo Sferisterio, poi a Verona all’Arena, tempio europeo della lirica estiva e nei teatri abruzzesi, iniziando dal Marruccino di Chieti, al Caniglia di Sulmona, al Comunale di Atri e tanti altri. Ma la musica per me ha significato pure la passione per le bande musicali e per i cantautori come Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè. Stessa cosa è valsa per il cinema. Ho amato tutti i film del neorealismo, preferendo Rossellini e soprattutto De Sica. I libri li ho comprati negli anni (mostra con orgoglio la sua biblioteca e discoteca personale, nda), come d’altronde le foto che ho raccolto. Alcune sono delle riproduzioni, che per fortuna ho fatto, perché molti degli originali sono scomparsi nel tempo. Roseto nel sangue. È esagerato dire così? E poi i giovani: cosa direbbe loro? Mi sento rosetano al cento per cento. Nelle vie ci vedo i personaggi del passato che hanno reso grande questa cittadina. Quando abbattono una villa antica, soffro tanto. Ai giovani suggerisco di amare la propria patria e di rispettare i valori della vita: in molti di loro questi aspetti sono poco presenti. Dorino adesso può sollevarsi dalla poltrona. Per lui è stato un piccolo sacrificio, abituato a muoversi sempre, dato il suo dinamismo. L’ultimo sguardo è per un mobile basso, pieno di Cd, dischi e anche Dvd. “Sono oltre duemila e parliamo solo della sezione audio”. Adesso ha detto proprio tutto.

Pubblicati: 1 - Mario Giunco; 2 - Luigi Lamolinara; 3 - Anna Maria Rapagnà; 4 - Domenico Cappucci; 5 - Domenico Osmi; 6 - Armando Di Giovanni; 7 - Enzo Corini; 8 - Antonio Palmieri.


ks r a h S o

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Roset ti Maggit di Luca

Roset o foto: Andrea Cusano

foto: Ciamillo&Castoria

SUBITO SALVEZZA, POI I PLAYOFF

Sfumata la Coppa Italia. Prossimo impegno in casa il 31 gennaio contro Mantova la loro parte, i tifosi superano quota 2.500 nelle partite in casa. Dunque è davvero un ottimo momento per il Roseto del direttore sportivo e coach Tony Trullo e del presidente Daniele Cimorosi. Il prossimo impegno per gli Squali è in trasferta a Brescia, domenica 24 gennaio alle 14.15, sugli schermi di Sky. Il Roseto tornerà in casa domenica 31 gennaio, per giocare contro il Mantova del coach ex Roseto, Alberto Martelossi. I rosetani non sono ancora salvi matematicamente, La Curva Nord del PalaMaggetti ma la cosa è quasi fatta. Poi sarà tempo l Roseto manca l’ingresso alla Fi- piena zona playoff, nonostante l’obiet- di inseguire i playoff promozione, per nal Eight di Coppa Italia per un tivo dichiarato della salvezza a inizio continuare a sognare. soffio, perdendo a Trieste in malo stagione. La gara contro gli scaligeri modo. Peccato, perché la trasfer- ha mostrato la squadra spumeggiante ta in terra giuliana è stata l’unica fatta di difesa arcigna e contropiede gara dell’intero girone di andata in cui che in questo campionato sta facendo la squadra di coach Trullo si è sciolta impazzire di gioia i tifosi. Bryon Allen come neve al sole. Dopo Trieste, altra è tornato a segnare 30 punti, premiabattuta d’arresto in trasferta a Treviso, to a inizio partita come miglior giocaperdendo in modo onorevole, e pron- tore del mese di dicembre dalla Lega to ritorno alla vittoria in casa contro la e applaudito alla fine anche dai tifosi forte Verona, limitata dagli infortuni veronesi, e la squadra tutta ha dimentidi Rice e Da Ros. Risultato: Roseto in cato le due trasferte senza punti. Molto bene anche Kyle Weaver, sia nelle vesti di finalizzatore sia in quelle di delizioso assist man. Bravissimi anche i due rosetani: capitan Innocenzo Ferraro, stavolta anche cannoniere oltre che formidabile difensore, e Pierpaolo Marini, sempre più importante in uscita dalla panchina. La squadra Kyle Weaver gira, tutti i giocatori fanno Bryon Allen

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ti Maggit di Luca

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BRYON ALLEN MVP DELL’ALL STAR GAME Ottimo anche Pierpaolo Marini, unico italiano in doppia cifra

abato 9 gennaio 2016, al Modigliani Forum di Livorno, si è svolto l’All Star Game di Serie A2. Fra i convocati c’erano anche Bryon Allen e Pierpaolo Marini, giocatori del Roseto Sharks che hanno giocato con la Selezione Est. La gara è stata vinta dalla Selezione Ovest per 118-96, ma l’esibizione ha incoronato Bryon Allen con l’alloro di MVP. Infatti, nonostante la sconfitta della sua squadra, il capocannoniere del campionato e degli Squali ha giocato una partita “in linea” con quelle disputate con il Roseto. Lo statunitense di Largo, Maryland, in 28 minuti giocati ha chiuso a 37 punti, con percentuali di tiro strabilianti: 8/9 da 2 punti e 7/8 da 3 punti, aggiungendo 5 rimbalzi e 2 assist. Dunque MVP e cannoniere della contesa, con un 15/17 dal campo composto da triploni e schiacciate effettuate arrivando a quote alpinistiche.

Bryon Allen schiaccia

Al termine, nel ricevere il trofeo, Bryon Allen non ha mancato di ringraziare il Roseto Sharks che ha creduto in lui, ingaggiandolo in estate e portandolo in Italia dalla Serie A della Polonia, dove aveva giocato il suo primo campionato da professionista nella scorsa stagione, chiudendo il torneo a oltre 20 punti di media, sesto nella classifica cannonieri. Molto bene anche l’All Star Game di Pierpaolo Marini, rosetano doc, che ha

Bryon Allen MVP All Star Game

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

Baske

giocato 17 minuti, segnando 12 punti e catturando 2 rimbalzi. “Obama” è stato l’unico italiano in doppia cifra della Selezione Est e il terzo marcatore, dopo Allen e l’altro straniero Lawson. Complimenti meritati quindi anche per il “Cobra” (secondo soprannome di Pierpaolo). Bryon Allen e Pierpaolo Marini vanno a ingrossare le fila dello specialissimo team composto dai giocatori che hanno disputato l’All Star Game da rosetani. Finora ci sono Mario Boni, George Gilmore e Mahmoud Abdul-Rauf, che hanno disputato l’All Star Game di Serie A. La partita delle stelle di Serie A2 è invece stata giocata da Alex Legion, oltre che Allen e Marini. Infine, da ricordare che nel 2015 Neven Spahija, coach del Roseto più forte di sempre in Serie A 2004/2005, è stato vice allenatore della squadra Est nell’All Star Game NBA. Complimenti a coach e giocatori “stellati” del Roseto.

Pierpaolo Marini al tiro


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ambiente

Riserva Borsacchio

e un commissariamento “politico” Il provvedimento adottato dalla Regione non piace al sindaco Enio Pavone che lo considera un atto politico. In attesa di conoscere le carte che hanno portato alla decisione, ci si interroga sul futuro di un’area che potrebbe garantire grosse opportunità di crescita economica con un turismo ecosostenibile

Musica di qualità

al saggio SPETTACOLO DELLA SCUOLA DI MUSICA DI Daniele Falasca.

Ospiti i ragazzi di “ti lascio una canzone”

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usica di qualità e la grande partecipazione di pubblico sono stati gli ingredienti vincenti al saggio spettacolo della scuola di Musica “MusicaHdemia” diretta dal maestro Daniele Falasca il quale, insieme agli insegnanti musicisti professionisti del corso, è riuscito a regalare ad un calorosissimo pubblico uno spettacolo musicale di altissimo livello. La prima parte del saggio, svoltosi al villaggio turistico Lido D’Abruzzo, è stata un alternarsi di emozioni e divertimento, grazie alle musiche originali scritte dal maestro Falasca: bravo l’allievo Antonio Quaranta e la ballerina classica Silvia Totaro. Dopo la pausa cena, lo spettacolo serale è ripreso con l’allievo Davide Mastromauro, che si è esibito su musiche dei maestri Raffaele Di Nicola (insegnante di canto) e Daniele Falasca. Alla fine la bravissima presentatrice Fabiola Barnabei ha chiamato sul palco Gaia Di Giuseppe (allieva di pianoforte di Falasca e di canto di Di

Nicola) e gli applausi sembravano non terminare più. Gaia è stata protagonista della recente trasmissione “Ti lascio una canzone” in prima serata su Rai 1. Prima del brano “Meraviglioso amore mio”, interpretato in modo eccellente da Gaia, è salita sul palco la vice sindaco Maristella Urbini che ha donato le rose d’argento ai sei ragazzi della trasmissione della Clerici, ospiti al saggio della scuola MusicaHdemia: Aldo Pio Nappo, Elisa Del Prete, Martina Panzella, Simone Iuè e Marco Boni. Questi hanno cantato accompagnati dai maestri della scuola di musica: al piano Daniele Falasca, alle chitarre Cristiano Vetuschi, al basso Stefano Ruggieri, alla batteria Lorenzo Poliandri ed alle tastiere Benedetta Di Francesco, allieva del Maestro Flavio Pistilli. La serata si è conclusa con due stupenti brani, uno di Vasco Rossi “Sally”, interpretato con grande professionalità dall’insegnante Raffaele Di Nicola, e l’altro di Michael Jackson interpretato dalla bravissima Lorenza Mastrilli.

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uale futuro per la Riserva Naturale del Borsacchio? Il commissariamento deciso un mese fa circa dal Governatore della Regione Luciano D’Alfonso ha aperto un dibattito e soprattutto ha dato speranze per un rilancio dell’area che potrebbe rappresentare un volano verso quella nuova forma di turismo molto legata all’ambiente e alla sostenibilità del territorio. Il commissariamento ad ogni modo ha sollevato non poche polemiche. Il provvedimento è stato adottato in quanto dall’istituzione della Riserva ad oggi il Comune di Roseto non ha provveduto ad approntare un piano di sviluppo dell’area, un progetto pilota di tutela della Riserva, con valorizzazione dei territori e nuove opportunità di crescita nell’ambito del turismo ambientale, oltre che occupazionali coinvolgendo inoccupati e chi un lavoro non ce l’ha. Questo è quanto ha fatto sapere la Regione, anche se, va detto, all’amministrazione rosetana non è stato ancora notificato alcun atto ufficiale. Il sindaco Enio Pavone starebbe approntando una replica, organizzando una conferenza stampa. Ma in mancanza di alcuni atti ha deciso di prendere tempo. Nel frattempo affila le armi della risposta. La mancanza di un piano di sviluppo avrebbe assicurato un accesso anche a finanziamenti europei. Nominato Fabio Vallarola nel ruolo di

La puzza del Cirsu invade la vallata Proteste dei cittadini che risiedono nella vallata del Tordino, tra Cologna Spiaggia, Grasciano, Mosciano Sant’Angelo. Il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura ha scritto per ben due volte alla Asl di Teramo per avere risposte sul cattivo odore che da mesi genera disagi e malcontento. Il primo cittadino pronto ad adottare provvedimenti

I Il Quartetto di Daniele Falasca vi aspetta Domenica 24 ore 18.00 al Teatro di Atri SPECIAL GUEST A SORPRESA

commissario, persona esperta nel settore per essersi occupata anche dell’Area Marina Protetta del Cerrano. Il commissariamento della Riserva ha subito scatenato le reazioni dei politici locali, in modo particolare del parlamentare di Scelta Civica Giulio Cesare Sottanelli, nonché presidente di Abruzzo Civico. “La Regione è stata in qualche modo costretta ad adottare questo provvedimento”, ha sottolineato Sottanelli, “per colpa della totale inadeguatezza della classe dirigente che purtroppo guida la nostra città e che in tre anni non è stata minimamente capace di dare seguito a quanto previsto dalla legge regionale istitutiva della Riserva Naturale del Borsacchio. A pagarne il conto è tutta la città che ha perso un’occasione di sviluppo turistico e quindi economico”. Le accuse nei confronti di sindaco e Giunta riguardano anche il fatto che il Comune non sarebbe stato in grado di elaborare e adottare il Piano di Assetto Naturalistico, lavoro che spetterà ora al commissario. Su una cosa comunque il primo cittadino non sembra avere grossi dubbi: il commissariamento della Riserva Borsacchio è da considerare un atto politico. Intanto, però, quell’area, un tempo luogo di battaglia tra goti e bizantini attende di decollare, di essere valorizzata. Sperando che non diventi una spiaggia per nudisti.

cattivi odori, il mancato ecoristoro, una situazione di disagio accentuata soprattutto negli ultimi tempi, uno, forse due anni. Il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura vuole risposte dopo il fallimento del Cirsu. Le vuole dalla Asl di Teramo a cui ha scritto per ben due volte, ad ottobre e a dicembre dopo la sentenza di fallimento emessa il 10 settembre scorso dal tribunale teramano, le vuole dall’Arta, l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. L’attività agli impianti di Grasciano va avanti per volontà della curatela fallimentare e in attesa del pronunciamento della Corte d’Appello dell’Aquila a cui è stato presentato dai sei Comuni soci, Notaresco compreso, il ricorso contro il fallimento. Ma negli ultimi mesi il problema maggiore riguarderebbe il cattivo odore che invade la vallata. “Siamo nell’identica situazione di qualche anno fa”, ha spiegato il primo cittadino di Notaresco, “avevamo dato fiducia alla nuova governance del Cirsu, ma le ultime vicende hanno

fatto precipitare la situazione. Io ricevo telefonate di persone che si lamentano per il cattivo odore. Voglio capire ed è per questo che ho scritto agli organi competenti per gli accertamenti relativi al lezzo che invade il nostro territorio e le aree limitrofe”. Miasmi prodotti all’interno del polo tecnologico, dovuti all’accumulo probabilmente di rifiuti organici stoccati nei capannoni. Gli odori vengono quindi spinti dai venti nei centri abitati invadendo anche le aree produttive. Il sindaco Di Bonaventura vuole risposte. Se non arriveranno non esclude l’ipotesi di un provvedimento di forza per tutelare dal punto di vista igienico-sanitario i cittadini. Ci sono anche i proprietari delle attività limitrofe come bar e ristoranti che lamentano un calo del fatturato. Il problema si è accentuato soprattutto negli ultimi mesi. C’è chi ha investito soldi, anche tanti, e tempo per un’attività che all’inizio era anche redditizia ma che ora rischia di far scappare tutti i clienti.


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Francamente... me ne infisco

Pugilato

STABILIZIAMOCI

A Roseto i Campionati Italiani Assoluti maschile e femminile

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ra il 1985 quando a Roseto degli Abruzzi veniva ospitata per la prima volta la massima competizione Nazionale di Pugilato: i Campionati Italiani Assoluti. Nel tempo sono cresciuti atleti come i campioni Italiani professionisti Rino Sorgentone e Luciano Caioni (quest’ultimo oggi Tecnico Sportivo ndr), o ancora Andrea Cipriani, Nico Carusi, Rocco Di Biagio, Gabriele Branciaroli e Claudio Mancarella. La Federazione Pugilistica Italiana ha voluto chiudere l’anno agonistico 2015 di Pugilato affidando alla nostra città (dal 3 all’8 dicembre scorsi) la massima competizione Nazionale, per la prima volta congiuntamente maschile e femminile, grazie all’impegno della Pugilistica Rosetana e di Domenico “Mimì” Di Battista, ancora autore di un ennesimo successo fatto di grandi numeri: quasi 600 presenze in 4 alberghi tra atleti, tecnici, ufficiali di gara, staff organizzativo e dirigenti federali. Tutte le gare sono state trasmesse in diretta streaming e le 19 finali sono andate in onda su Rai Sport in presenza di un pubblico di quasi 1500 persone. Più di 200 i pugili, che partendo dalle eliminatorie e in 19 categorie di peso, tra uomini e donne, si sono contesi l’ambito titolo di Campione Italiano 2015. La regione Abruzzo è stata protagonista anche per il successo dei tre atleti primi classificati, un eccellente risultato che ha collocato il Comitato Regionale Abruzzo-Molise al secondo posto nel medagliere nazionale. Tra le donne nella categoria 54 kg si è imposta la pescarese Diletta Cipollo-

ne (ASD Pug. Di Giacomo), campionessa uscente che ha saputo riconfermare con determinazione il titolo conquistato l’anno precedente. La categoria maschile ha visto sul gradino più alto del podio dei 69 kg Alfonso di Russo, anch’egli campione uscente, che ha così incrementato il suo Palmares aggiungendo il quarto titolo Italiano. In ultimo il terzo titolo lo ha conquistato ancora la Pugilistica Di Giacomo negli 81 kg con Nicola Di Rocco. Una nota di merito va anche al rosetano Emanuele Chiappini , arbitro giudice internazionale designato per officiare il suo quinto Campionato Italiano Assoluto in carriera. Tanta euforia per il pubblico presente anche quando la pluricampionessa olimpica di Scherma Valentina Vezzali, con la sua inaspettata visita, ha voluto portare il suo saluto a tutti i presenti ed è stata omaggiata dalla Società Organizzatrice della preziosa Rosa d’Argento, simbolo caratteristico e unico della cittadina rosetana. Da sottolineare la costante presenza per tutte le giornate di gare dei numerosi rappresentanti federali della Federazione Pugilistica Italiana: il Presidente Dott. Alberto Brasca, i Consiglieri Dott. Walter Borghino, Vittorio Lai, Giuseppe Di Gaetano, nonchè il Presidente onorario Cav. Franco Falcinelli, i tecnici Federali Francesco Damiani, Raffaele Bergamasco e Emanuele Renzini, Roberto Cammarelle e nell’ultima giornata anche dell’assessore allo sport Mirco Vannucci e del sindaco di Roseto Dott. Enio Pavone che con la loro costante presenza confermano la vicinanza a tutto il mondo sportivo e quello del pugilato.

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di Massimo felicioni

Cenni sulla Legge di Stabilità

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ra incentivi all’investimento, vecchie e nuove detrazioni, crediti di imposta e rinvii di inasprimenti fiscali, i 999 commi di questo “articolone” si fanno apprezzare e notare anche per la sterzata a favore della cultura. Di sicuro non parliamo di una vera e propria “rivoluzione culturale”, forse più che di una sterzata si tratta di una piccola deviazione, ma sono tanti i punti che sottolineano un ponderato cambio di rotta. L’intento è quello di fornire ai giovani e meno giovani gli strumenti per approcciarsi ed approfondire l’interesse verso il teatro, la musica e l’arte in genere, scelta che rappresenta un primo passo verso una diversa, ma a noi nota, crescita del paese. In tema di imprese, la finanziaria, seppur evidenziando le difficoltà di manovra dovute alla scarsità delle risorse, permette

Imprese e professionisti E’ prevista una maggiorazione del 40% del costo fiscale dei beni materiali acquistati da imprese e professionisti Dal 2016 gli “imbullonati” non saranno più soggetti ad Imu Dal 2017 l’Ires passerà dall’attuale 27,5 al 24 percento Credito di imposta alle imprese del Mezzogiorno per l’acquisto di beni strumentali nuovi fino al 31 dicembre 2019. Il credito, valido per molte imprese, varia la misura a seconda della dimensione aziendale Viene reso maggiormente fruibile ed accattivante il regime forfettario anche da chi ha prevalentemente percepito redditi di impresa o professionali. Per i primi cinque anni l’imposta sostitutiva dell’Irpef è del 5% e la contribuzione Inps è ridotta del 35% E’ possibile l’estromissione agevolata di alcuni beni ai soci con vantaggi sull’imposte dei redditi, il registro e le ipo-catastali Variano le tempistiche del potere di accertamento dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016, infatti il controllo potrà essere esercitato entro il 31 dicembre del quinto anno (non più il quarto) successivo alla presentazione della dichiarazione Extra deduzione di 2.500 dalla base imponibile Irap addirittura raddoppiata per il 2015 Esonero contributivo ridotto al 40% e per soli due anni. Si hanno buone speranze che per le imprese del mezzogiorno venga prolungato ancora per un triennio l’esonero totale I professionisti hanno accesso ai fondi strutturali europei Gli avvocati con crediti da patrocinio gratuito potranno compensare gli stessi con imposte, tasse e contributi dovuti all’Inps per i dipendenti Il credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi viene esteso anche alla manutenzione straordinaria. Al risanamento conservativo e alla ristrutturazione che comporti aumento di cubatura purché in linea col piano casa

Privati cittadini L’aliquota Iva agevolata al 10% passerà al 13% nel 2017 mentre l’aliquota ordinaria del 22% pare che passi dapprima al 24% per poi assestarsi al 25% Sconto IMU del 50% per le abitazioni concesse in comodato d’uso a figli o genitori a patto che il contratto sia registrato Da quest’anno scompare la TASI sulle abitazioni principali Niente più Imu sui terreni agricoli se di proprietà di Iap o coltivatori diretti anche se in pianura Sconto del 25% su Imu e Tasi per chi affitta abitazioni a canone concordato Può utilizzare l’agevolazione prima casa anche chi ancora non l’ha

di scorgere la voglia e l’intenzione di superare i momenti bui. Si cerca continuamente di guidare l’impresa verso l’investimento sia in termini di beni che di capitale umano, tenendo un occhio di riguardo al Mezzogiorno. Infatti, se fosse confermata la proroga dell’esonero contributivo totale, meglio conosciuto come job act, per il centro sud ci sarebbe un forte incentivo all’investimento sia in termini di aziende che di famiglie. Ed è proprio per le famiglie, alle prese anche con i primi passi della digitalizzazione, che si cerca di mitigare l’imposizione sugli immobili tramite la scomparsa della Tasi sull’abitazione principale, qualche complessa possibilità di sconto sull’Imu ed alcune invitanti detrazioni. Quasi a voler chiedere scusa degli inasprimenti degli ultimi anni! venduta purché lo faccia entro un anno dal riacquisto Possibilità di detrarre il 50% dell’Iva pagata all’impresa costruttrice su abitazioni residenziali di classe energetica A o B cedute fino al 31 dicembre 2016-01-19 Prorogate a tutto il 2016 le detrazioni del 50% delle spese per il recupero edilizio e del 65% per il risparmio energetico. Prorogato anche il bonus mobili Si introduce il bonus giovani coppie, conviventi da almeno tre anni, per la detrazione del 50% delle spese di arredamento se acquistano nell’anno l’abitazione principale Con il contratto di leasing di immobile da adibire ad abitazione principale, la banca o l’intermediario finanziario si obbliga ad acquisire o a far costruire l’immobile secondo le indicazioni dell’utilizzatore ed a metterlo a sua disposizione. Viene contestualmente introdotta una forte detrazione per gli under 35 con reddito fino a 55.000 pari al 19% dei canoni ed del riscatto Canone rai ridotto a 100 euro e spalmato nelle bollette dell’energia elettrica La No tax area sale per i pensionati a 7.750 ed a 8.000 per gli over 75 Il limite per i trasferimenti di denaro in contante è portato a 2.999,99 euro Previsto un credito di imposta per l’istallazione di allarmi, di sistemi di video sorveglianza o per i servizi degli istituti di vigilanza Scatta l’obbligo di comunicare al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle prestazioni mediche. Tutti i cittadini potranno consultare i dati relativi alle proprie spese Possibilità di rivalutazione di terreni e partecipazioni posseduti al 1 gennaio 2016 prorogata con aliquota sostitutiva all’8%

Cultura Vengono destinati 28 milioni di euro a Matera eletta a Capitale Europea della Cultura per il 2019 Viene stabilito a regime l’Art Bonus che assegna un credito di imposta del 65% dell’importo donato a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano I cittadini italiani o europei residenti in Italia che compiono 18 anni potranno ricevere una carta elettronica del valore di 500 euro valida per l’acquisto di libri, ingresso a musei, mostre, parchi naturali, aree archeologiche e monumenti; La SIAE destinerà il 10% di tutti i compensi incassati al sostegno della creatività dei giovani autori Sarà destinato 1.000.000 Euro, per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018, al finanziamento di festival, cori e bande Ciascun contribuente potrà destinare il 2 per mille dell’IRPEF in favore di associazioni culturali iscritte in appositi elenchi istituiti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri


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CULTURA di MARIO GIUNCO

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PITTORI DELLA LUCE E DELL’IDILLIO Pasquale e Raffaello Celommi, padre e figlio, uniti in una mostra ricca di interesse e di fascino

ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE) ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE) VIA NAZIONALE SUD - Tel e fax: 085/8930474 VIA NAZIONALE SUD - Tel e fax: 085/8930474 PAGLIARE DI MORRO D’ORO (TE) PAGLIARE DI MORRO D’ORO (TE) VIA NAZIONALE 27 - Tel e fax: 085/8041101 VIA NAZIONALE 27 - Tel e fax: 085/8041101 PESCARA (PE) PESCARA (PE) VIA TIBURTINA 121 - Tel e fax: 085/4455100 VIA TIBURTINA 121 - Tel e fax: 085/4455100

in corso di svolgimento presso Villa Paris la mostra dei pittori Pasquale e Raffaello Celommi, promossa dal Comune di Roseto, in collaborazione con la Fondazione Tercas, curata da Paola de Felice con la consulenza di Antonio e Emanuele Di Battista. L’organizzazione è affidata alla c.s. “Lo spazio delle idee”. Apertura dalle 16 alle 19, tutti i giorni, fino al 14 febbraio. Catalogo in stampa. Sono esposte quarantadue opere di Pasquale (Montepagano, 1851 – Roseto, 1928) e ventotto di Raffaello (Firenze, 1881 – Roseto, 1957), una campionatura abbastanza vasta, suddivisa per soggetti. E’ un’occasione unica per accostarsi a due artisti che, con la loro arte, hanno contribuito a far conoscere Roseto fuori dai suoi confini. Che hanno attraversato un secolo della storia d’Italia, dall’Unità agli anni del secondo dopoguerra. E di quella di Roseto, fondata nel 1860 dalla Chiesa della SS. Annunziata di Montepagano e rapidamente cresciuta, fino a soppiantare la “metropoli”. Pasquale Celommi si rivelò un genio precoce. Fin da bambino sapeva disegnare molto bene e con l’aiuto dei maggiorenti del luogo, del Comune e della Provincia – destino condiviso con altri artisti abruzzesi dell’epoca – studiò a Teramo e all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove visse dal 1873 al 1881. Si fece subito conoscere e apprezzare, partecipò alle prime mostre. Se fosse rimasto a Firenze la sua strada avrebbe preso tutt’altra direzione, come si può vedere dalle opere esposte di quel periodo. Sposò la nipote del poeta satirico Giuseppe Giusti, noto per i suoi attacchi a Manzoni, al conformismo e alla stupidità degli uomini. Nel 1881 nacque Raffaello, primo di nove figli ( tre maschi, uno dei quali, Roberto, divenne apprezzato fotografo e sei femmine). Forse aveva già in mente di tornarsene al paese natale, in un ambiente sano, a contatto con la natura. La nascita del primogenito affrettò la decisione. Era convinto che la sua vena artistica si sarebbe espressa meglio nel suo paese, in rapido sviluppo, che avrebbe potuto vivere – come avvenne – della sua pittura. Pasquale lavorò per quasi

cinquant’anni, ininterrottamente. Partecipò a importanti esposizioni, a Teramo (1888), a Roma (1895), dove esibì il suo capolavoro, “Il ciabattino” (1895), a Torino (1898), a Firenze (1899). Le principali famiglie della provincia si contendevano le sue tele. Due galleristi romani, Alessandro e Giulio D’Atri, le vendettero in tutta Europa, Giappone, Australia, Brasile, Stati Uniti. Per quasi venti anni lavorò insieme al figlio, nello stesso studio, che, con le sue merlature, somigliava a un castello medioevale, visitato, tra gli altri, da Francesco Paolo Michetti. Le scene, che riproduceva nelle sue opere, erano quelle di genere, della vita nei campi, delle marine, delle cerimonie agresti, di ambienti poveri, con personaggi che finivano per assumere valenza universale. Sono documenti di un’epoca, osservati e ritratti con affettuosa partecipazione, realisticamente, senza indulgere al bozzettismo, lontani dal dramma. L’originalità di Pasquale Celommi sta proprio in questo sguardo, che non ha uguali nella coeva pittura abruzzese. La sua stessa vita si svolse all’insegna di una dignitosa sobrietà, soddisfatto per aver contribuito a dare uno “status” economico e sociale al “mestiere” di pittore. Era orgoglioso, più che dei premi artistici conseguiti, della medaglia d’argento al valore civile, per aver salvato due naufraghi. L’ultima opera, lasciata incompiuta sul cavalletto, aveva il titolo - quasi profetico - di “La pesca, preparativi per la partenza ”. Raffaello proseguì nel solco paterno. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, ebbe una professione definita, ma non abbandonò mai l’arte, le atmosfere tipiche del genitore, gli effetti di luce, ottenuti con una straordinaria perizia tecnica. Ma il suo mondo era ormai affidato al passato, al ricordo, al rimpianto per un’età irrimediabilmente scomparsa. Prese parte alla vita pubblica. Fu eletto sindaco il 22 dicembre 1924 ed è considerato l’ultimo sindaco di Montepagano. Nel 1927 fu nominato podestà un altro artista, il ceramista Pier Giuseppe Di Blasio, che trasferì la sede municipale a Roseto. Si apriva un altro capitolo nella storia della città.


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“LE QUATTRO VERDI”, UN GIALLO CHE SA DI BASKET

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l termine di un’avvincente gara di basket nel Palasport di Siena, l’aiuto magazziniere della squadra locale viene trovato ucciso nel suo stanzino. Era un uomo buono e servizievole, un vero tifoso, che, per proteggere le coronarie, preferiva starsene da solo , senza assistere direttamente agli incontri. Delle indagini si occupa il capitano Sauro Bongiovanni, fresco comandante della compagnia carabinieri di Siena, coadiuvato da una marescialla e da un giornalista, entrambi spas-

sosissimi. Seguiranno altri due delitti, commessi con la stessa pistola del primo, ma alla fine tutto si chiarirà, come in ogni “giallo” che si rispetti. C’è anche una storia d’amore, appena accennata, nel romanzo di esordio di Paolo Innocenti, “Le quattro vele” (Ed. Giulianova Media & Communications, pp. 320, E. 12), che ha un “padrino” illustre, lo scrittore Giancarlo De Cataldo. Curata nei particolari la descrizione della città e degli ambienti. Un’ottima prova letteraria, che è auspicabile non resti isolata. (M.G.)

CELEBRATA L’IMMACOLATA CONCEZIONE A MONTEPAGANO

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artedì 8 Dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, in occasione dell’apertura Solenne del Giubileo Straordinario della Misericordia, accompagnati dal suono elettrico festoso di campane, fatte installare dalla Confraternita, in attesa che risuonino i rintocchi veri del campanile ora in disuso, si è celebrata alle ore 11 una S. Messa solenne nell’antica chiesa S.S. Annunziata della parrocchia di S.Antimo a Montepagano. In simbiosi con Papa Francesco e con la chiesa gremita di fedeli abbiamo assistito all’esposizione della croce Passionale in argento, opera dell’orafo del ‘500 Piersanti da Teramo, allievo Di Nicola da Guardiagrele. Un gioiello dell’oreficeria abruzzese, ancora sconosciuta al vasto pubblico. Presenti le autorità civili, citiamo il Sindaco Enio Pavone, la sig.ra Maristella Urbini, l’on. Pio Rapagnà, il comandante della polizia municipale sig. Berardo Di Emilio, l’ass. Mirko Vannucci e altri consiglieri. Da evidenziare anche l’esposizio-

ne del gonfalone comunale e quello nuovo dell’antica Confraternita S.S. Sacramento. L’animazione liturgica, eccellentemente interpretata dai seguenti musicisti e cantanti, i violoncellisti Antonio D’Antonio e Akita Thano, tastierista Rita Antonini, il tenore Mauro Faragalli, il baritono Francesco P. Pilotti, il controtenore Alessandro Perfetti che hanno eseguito mottetti in latino e canti liturgici. Ha celebrato il Parroco Don Roberto Borghese ricordando l’importanza spirituale di questa giornata, mentre all’offertorio i ragazzi della I° Comunione hanno presentato i doni all’altare. Alla fine della S. Messa è stata letta la preghiera di Papa Francesco per il Giubileo e una preghiera alla Vergine Immacolata. L’Ass. Vecchio Borgo ringrazia il popolo di Dio per questa grazia, la Confraternita, la Pro Loco e tutte le signore dell’associazione che hanno preparato a tutti i partecipanti un banchetto presso il salone del Museo. Grazie a tutti e Buon Giubileo.

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Lo sberleffo dei ladri colti sul fatto Caro William, poiché leggo sempre con piacere i tuoi articoli che spaziano fra i più diversi argomenti di storia, politica e letteratura, mi viene spontaneo rivolgermi a te per esternarti queste mie riflessioni. Abbiamo tutti potuto constatare nella comune esperienza che la locuzione latina “Summum ius, summa iniura” oltre che nel suo provato e tradizionale significato di “una perfetta legge darà una perfetta ingiustizia (cioè: l’applicazione rigida di una legge comporterà gravi ingiustizie - Nuovo Campanini-Carboni)” purtroppo ha poi visto realizzarsi, nel nostro martoriato Paese, anche come una perfetta legge prevedrà “una perfetta trasgressione impunita” e infine poi come pessimo ultimo, “un perfetto sberleffo..”. Non è uno sberleffo infatti che le borseggiatrici delle stazioni delle grandi città se la ridono di essere prese sul fatto, perché dopo il breve passaggio di rito presso il commissariato, torneranno dopo poche ore a delinquere impunite? (Beppe Severgnini in TV a “Otto e mezzo” su La 7). Non è uno sberleffo che i ladri, colti sul fatto e arrestati dentro abitazioni violate, tornino immediatamente in libertà, tra lo sconforto delle vittime e dei comuni cittadini? Non si conclude con uno sberleffo finale il racconto fattomi dal gestore di un locale che, spazientito da un accattone sempre più aggressivo, è sbottato in un “ora chiamo la polizia!”. Così si è visto l’altro allungargli il suo telefonino e dirgli beffardamente: “Tieni, chiama pure, tanto non mi fanno niente”? Sono notizie di piccola cronaca, certo, ma rispecchiano poi la grande e lo vediamo nel prosieguo. A questo pensavo dopo aver letto il recente bell’articolo di Massimo Recalcati “Se dopo il padre viene uccisa anche la legge” (la Repubblica 3/1/16). Ne riporto qualche stralcio: “All’inizio il capofamiglia sedeva sul trono e governava per il suo godimento. Poi i figli presero il potere e il loro rimorso creò le regole-totem del nuovo ordine. Nacque così il patto sociale con il suo tabù: nessuno occuperà in modo arbitrario il trono vuoto. Ora quel vuoto non solo non è riempito ma ha perso ogni significato”. ”Il nostro tempo sembra cancellare ogni forma di tabù. La disinibizione e l’assenza di vergogna e di senso di colpa trionfano alla faccia del vecchio uomo del Novecento ancora preso dai grandi dissidi morali tra il bene ed il male, le ragioni individuali e quelle della Storia, il progresso e la tradizione, gli Ideali e la pulsione. Le lacerazioni tragiche del Novecento hanno lasciato il posto ad un disincanto generalizzato che sembra aver annullato l’esperienza angosciata del tabù. Una vignetta

clinica può darci il senso di quello che sta accadendo. È il caso di un giovane che, insieme a dei suoi compagni, nel corso di una rapina, ha ucciso brutalmente un anziano. Nel colloquio in carcere con lo psicologo dichiara che dopo aver commesso il crimine non ha avvertito alcun senso di colpa. La sua giornata è scivolata via come se niente fosse. Ha dormito profondamente, la mattina ha fatto colazione e si è recato normalmente a scuola. Tutto era come prima. Non siamo di fronte alla lacerazione dostoevskijana tra il senso della Legge e la sua trasgressione colpevole. Il delitto non sembra più in rapporto all’esigenza morale del castigo; la colpa non divora il criminale, non lo costringe all’insonnia, non lo tormenta. Credo che tutti dovremmo riflettere seriamente su questi argomenti, ancor di più per il momento storico che stiamo vivendo anche con la questione degli immigrati. Sappiamo tutti che “Non c’è libertà senza la legge”. Se non sapremo mostrare regole certe e farle rispettare sarà il caos. Tanto per l’Italia che per altri paesi come ad esempio la Germania. Quanto è accaduto di recente a Colonia ne è la tragica prova. Anche lì i responsabili dei disordini e delle vili aggressioni della notte dei 31 dicembre gridavano “...tanto non ci fate niente!!”. Evidentemente qualcosa si è rotto e occorre subito correre ai ripari. Infatti come appare lontana questa Germania da quella narrata nel bellissimo film (di produzione tedesca ma con regista e cast turchi) “Almanya - La mia famiglia va in Germania “ del 2011. Il film racconta le vicende di una famiglia turca emigrata in Germania negli anni Sessanta e seguita poi sino ai giorni nostri. Con un alternarsi di flashback sul passato e ritorni al presente il film, tragico e comico al tempo stesso, narra tutte le difficoltà e le contraddizioni date dal confronto fra due mondi. Eppure il processo di integrazione della famiglia turca in Germania procede e c’è una scena (cito a memoria per cui mi si perdonino eventuali approssimazioni) in cui il capofamiglia una mattina indossa il vestito della festa e prega sua moglie di fare altrettanto, “.... perché - dice fiero e solenne - oggi è un giorno speciale: andiamo a ritirare il nostro primo passaporto da cittadini di Almanya!”. Perché ci sono poche regole certe nella psico-dinamica delle relazioni fra gli umani, una di queste dice che “non si può essere amati da nessuno e non si può amare nessuno se prima non ci amiamo noi stessi”. Lo stesso dicasi per il rispetto. E il tutto vale poi anche per i popoli e le nazioni. Auguro a te e a tutti un sereno nuovo anno Giuseppe Collevecchio


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17 GENNAIO 25 ANNI TANTISSIMI AUGURI DA MAMMA, ZIA JASMIN, NONNA E ZIO. TI VOGLIAMO UN MONDO DI BENE, SEI IL NOSTRO ORGOGLIO

Ci ha lasciato Pietro Biase

Piero e non Pietro. Per tutti eri così, almeno per quelli che con te sono cresciuti al Campo dei Preti o per le vie intorno al S. Cuore. Lì hai mosso i primi passi, in quei campi polverosi fatti di calcio e di calci. Poi la pallacanestro con le Acli, ma soprattutto la pallavolo, con società importanti come quella pinetese. Hai avuto tante qualità: non ti sono mai mancati il sorriso, sempre a portata di mano, e l’atteggiamento positivo per farti voler bene dagli amici, al tuo fianco (e della tua famiglia) nell’ultimo saluto. La redazione di Eidos è vicina alla famiglia in questo triste momento. Le famiglie Bruscia e Balducci vogliono ringraziare tutti coloro che con affetto e amicizia hanno partecipato all’esequie del nostro amato Paolo. Siamo certi che il suo ricordo rimarrà indelebile nel cuore di chi lo ha conosciuto. Grazie a tutti

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