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ANNO 8 N.200 1 febbraio 2014


grazie a:


Il tuo domani da professionista

Perché iscriversi all’Istituto Moretti di Roseto? Perché è una scuola che sa accogliere tutti e premiare le eccellenze

Sette corsi (Manager Informatico, Manager Amministrativo, Manager Turistico, Manager Geometra, Manager Grafica e Comunicazione, Tecnico Elettrico-elettronico e Tecnico Moda) molto importanti per la formazione e per scegliere la giusta università. Senza dimenticare che da subito si ottiene un diploma, spendibile nel mondo del lavoro scuola aperta

sabato 25 gennaio 2014 - ore 16-19 domenica 26 gennaio 2014 - ore 10-12:30 sabato 1 febbraio 2014 - ore 16-19 domenica 2 febbraio 2014 - ore 10-12:30 sabato 15 febbraio 2014 - ore 16-19

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n questo periodo tanti sono i ragazzi della III Media che si apprestano a fare la scelta della Scuola Superiore. È un passaggio estremamente importante che permetterà di delineare il loro futuro scolastico e, in seguito, universitario e lavorativo. Il bivio che si presenta davanti a uno studente di appena 13 o 14 anni è

estremamente complicato e molte sono le possibilità di scelta sul nostro territorio. Ecco perché è importante dare alcuni consigli, in modo che le preferenze siano il più possibile utili al percorso formativo degli alunni. In tal senso, prima di individuare l’istituto più appropriato (e al suo interno il corso), bisognerebbe partire da quattro riflessioni:

Prima riflessione

Seconda riflessione

Terza riflessione

Quarta riflessione

L’ospitalità

I laboratori

Le ore per materia

Il diploma

Per un ragazzo che si appresta a lasciare un percorso e iniziarne un altro, è fondamentale assicurarsi che la nuova scuola lo sappia accogliere, che lo faccia trovare il più possibile a proprio agio. Un aspetto fondamentale è che i nuovi iscritti siano in grado di essere valutati per quello che è il loro voto d’ingresso. Ci sono scuole che hanno maggiori capacità di accogliere “dal sei al dieci”, cioè sanno valorizzare i propri alunni, a seconda della fascia di appartenenza, non tralasciando quelli che hanno più difficoltà e premiando al massimo i migliori, le eccellenze.

Una scuola moderna deve saper coniugare ciò che viene spiegato sui libri con quello che è l’attuazione pratica della teoria appresa. Vale per qualsiasi materia, soprattutto oggi per le famose “tre i” su cui l’istruzione cerca di basarsi, vale a dire Inglese, Informatica e Impresa. Ebbene a questo punto entrano in scena i laboratori, fondamentali per ogni corso. Più ce ne sono e meglio è, ovviamente, ma non basta. Occorre che questi siano aggiornatissimi, in modo da essere al passo con i cambiamenti della società e del mondo del lavoro.

In una scuola sono importanti le materie d’insegnamento. Lo studente sceglie l’indirizzo, in base alle proprie attitudini. Tuttavia è ancora più importante vedere quante ore di queste materie vengono praticate. Ogni ragazzo e ogni genitore sa che se si svolge, per esempio, solo un’ora settimanale di Informatica (o di Grafica o di Turismo), quell’ora non ha nessun tipo di risultato. Per fare questa materia, come le altre, bisogna realmente dedicare diverse ore per poter dare una preparazione adeguata. Pertanto gli “specchietti delle allodole” lasciano il tempo che trovano, capaci solo di sviare la preparazione dell’alunno.

Quanto è importante avere un diploma? È ancora un traguardo importantissimo, per tre motivi. Il primo è legato all’aspetto psicologico: ottenere un immediato risultato tangibile, gratifica lo studente, che così può scegliere se andare all’università o fermarsi, per entrare nel mondo del lavoro. Il secondo aspetto è che con il diploma è possibile iscriversi a qualsiasi Facoltà universitaria, senza limite d’indirizzo. Terzo aspetto è quello legato al mondo del lavoro. Se non si ha più voglia di continuare o se sorgono dei problemi economici in famiglia che prima non c’erano, il diploma conseguito è un titolo sempre spendibile nel mondo del lavoro. Non tutte le Scuole Superiori danno il diploma alla fine degli studi

L’Istituto Statale d’Istruzione Superiore Vincenzo Moretti di Roseto fa tutto ciò da anni. Riesce a integrare coloro che hanno più difficoltà, cercando di dare loro un apporto mirato; al contempo sa premiare i migliori. Per tale motivo chi si iscrive a questa scuola con la media del 10 ha, nel solo primo anno, i libri gratis. Chi entrerà con la media del 9, avrà un bonus sui libri del 50%.

L’Istituto Statale d’Istruzione Superiore Vincenzo Moretti di Roseto ha come slogan “La cultura del sapere e del fare”, proprio a sottolineare quanto sia importante l’aspetto teorico e contemporaneamente quello pratico. Per fare questo occorrono i laboratori e il Moretti ne ha una ventina, tutti attrezzati e funzionanti, con moderne apparecchiature A questi si aggiungono ben due palestre.

L’Istituto Statale d’Istruzione Superiore Vincenzo Moretti di Roseto riesce a dare una specifica preparazione a secondo dell’indirizzo, poiché nel piano di studi di ogni corso le materie caratterizzanti dispongono di molte ore, di cui una buona parte da svolgere nei laboratori. Oltre a quelle classiche (come Italiano, Storia, Inglese, Matematica, Fisica, Chimica, ecc.), le cui ore sono uguali alle altre scuole, ci sono quelle specifiche che preparano l’allievo in modo professionale.

L’Istituto Statale d’Istruzione Superiore Vincenzo Moretti di Roseto ha due scuole al suo interno: una di tipo tecnico e una professionale. Entrambe danno la possibilità di ottenere il diploma e di continuare il percorso universitario. I risultati degli studenti del Moretti che si iscrivono all’università è molto buono, con performance di altissimo profilo, in tutte le facoltà (Economia, Ingegneria, Informatica, Architettura, Medicina, Psicologia, Giurisprudenza, Materie Umanistiche, Design, Scienze della Comunicazione, Scienze Motorie, ecc.)

L’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Vincenzo Moretti” è la scuola pubblica più antica del territorio. Nata nel 1968 ha creato, nel corso degli anni, l’ossatura del mondo produttivo, amministrativo (pubbli-

co e privato), imprenditoriale e formativo di gran parte del territorio teramano, con studenti che ancora oggi sono orgogliosi di essere considerati “morettiani”.


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200 numeri di Eidos

in otto anni di grandi soddisfazioni e continui sacrifici.

Un grazie infinito ai lettori

di William Di Marco

Era il 2006 quando partì questa avvenuta e il numero che state leggendo ha ancora tracce rilevanti di quello spirito libero iniziale

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enza scomodare la numerologia o chiamare in causa il filosofo Pitagora, che aveva una certa dimestichezza con le cifre e con tutto ciò che ruotava intorno ad esse, non si può nascondere che il numero che state leggendo è bello tondo e fa pensare a un lungo cammino. Duecento (più riempitivo se scritto in lettere) è un traguardo importante per una testata come la nostra, ma non è l’unico riferimento. Accanto si potrebbe trascrivere, con lo stesso orgoglio, anche l’anno di riferimento, vale a dire il 2006. Eravamo a marzo, quando venne presentato a un folto pubblico radunato in un noto hotel del lungomare rosetano, questo progetto editoriale. C’erano i fondatori di allora (Riccardo Innamorati, Massimo Felicioni, Federico Centola e chi sta scrivendo), unitamente ai tanti soci dell’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor, la quale aprì la strada a questa iniziativa. Nel tempo alcuni aspetti sono cambiati, come il direttore responsabile che oggi risponde al nome del bravo e puntuale Lino Nazionale, ma molte cose sono rimaste uguali, a dimostrazione che quella prima proposta aveva un substrato di identità territoriale molto radicato nella nostra realtà. Diverse rubriche di allora sono rimaste, aspetto che fa capire come sin dall’inizio queste furono apprezzate dai lettori. È ovvio che nel tempo sono nate molte nuove pagine, il giornale ha avuto tanti bravissimi e preparati collaboratori che hanno saputo cogliere le sollecitazioni che provenivano dai lettori, senza togliere mai lo sguardo dall’informazione, che secondo i presupposti iniziali, doveva essere il più possibile obiettiva e aperta a tutti. Ci siamo riusciti in questi primi 200 numeri? Sappiamo che il termine “oggettività” sconfina spesso in un campo minato e che quindi le critiche sono sempre dietro l’angolo. Tuttavia non ci siamo mai tirati indietro nel confrontarci con le esigenze del nostro territorio e per farlo abbiamo cercato di ospitare le più svariate notizie e le più contrastanti idee. Se ci siamo riusciti certamente non spetta a noi dirlo, ma è certo che ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile per produrre una pubblicazione all’altezza della situazione, sapendo - e non nascondendolo mai - che ab-

biamo commesso i nostri errori, inevitabili per chi da otto anni scrive continuamente. Ciò nonostante vale la pena anche sottolineare un altro aspetto rilevante, che sovente non viene ricordato. Se da un lato Eidos nel tempo è diventato un amico fedele dei fine settimana, capace di entrare in tantissime famiglie rosetane, pinetesi e di gran parte della vallata del Vomano, dall’altro ha tracciato una specie di percorso storico del nostro territorio. I tanti articoli di attualità, i molteplici approfondimenti, le numerose rubriche (tenute da esperti di primissimo piano), sono una specie di libro di cronaca da dover riporre per poter essere, nel tempo, consultato dai posteri e divenire una parte, forse piccolissima ma certamente attiva ed esistente, della macroarea dove è presente la nostra testata. Catalogare ciò che è stato scritto e ciò che ancora (speriamo) i nostri lettori leggeranno, sarebbe un modo per ancorare la tracciabilità storica a ciò che oggi siamo, in modo da lasciare documenti della contemporaneità a chi verrà dopo di noi. Di questo si dovrà fare carico la nuova società, la Eidos News, che oggi regge le fila di questo progetto (Riccardo Innamorati, Massimo Bianchini, Andrea Marzii e il sottoscritto), sapendo che i tempi sono difficilissimi, la crisi economica si sta facendo sentire come non mai e che, in parallelo, è iniziato un nuovo viaggio, quello del sito (www.eidosnews.it). Quest’ultimo percorso sta riscuotendo un enorme consenso e, anche se con sacrifici, sta cercando una propria dimensione nel panorama del Web teramano. Infine i pochi ringraziamenti, ma veramente sentiti: ai nostri lettori che nel tempo sono cresciuti in modo esponenziale; ai tantissimi collaboratori di pregio che ci onoriamo di ospitare, agli inserzionisti pubblicitari che sanno quanto sia conveniente apparire su queste pagine per trasmettere il loro messaggio commerciale; a tutti coloro che ci danno una mano. Nell’editoriale del centesimo numero della nostra rivista chiudemmo con una formula, che vogliamo riproporre. Al prossimo 30 x 10 (forse c’entra la scaramanzia?).


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Roseto, raccolta differenziata su ottimi livelli Bisogna però ancora risolvere la questione legata all’abbandono arbitrario dei rifiuti a ridosso di cassonetti e lungo le strade dei territori in cui non è ancora operativo il porta a porta. Intanto varato il nuovo Ecocalendario che i cittadini possono ritirare allo sportello Urp o direttamente nella sede della Diodoro Ecologia

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ati confortanti a Roseto per quanto concerne la raccolta differenziata dei rifiuti su tutto il territorio comunale e in modo particolare nell’area in cui è attivo il porta a porta. L’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari è soddisfatto dei risultati che emergono in quanto in un anno e mezzo la percentuale del differenziato è cresciuta in modo esponenziale. “Grazie all’impegno e senso civico dei cittadini”, spiega l’amministratore rosetano, “il nostro Comune è riuscito ad ottenere ottimi risultati portando la percentuale complessiva di raccolta differenziata sul territorio, a un anno e mezzo dall’attivazione del servizio, al 33 per cento, mentre nella zona interessata dal porta a porta supera il 70 per cento. Ci auguriamo di riuscire a fare ancora meglio, estendendo la raccolta domiciliare a tutto il territorio di Roseto, frazioni e case sparse”. Obiettivo che però potrà essere raggiunto non appena completato l’iter del bando di gara europeo per l’individuazione del nuovo gestore, che prevede servizi migliorativi rispetto a quelli già effettuati. Molto positivo anche il riscontro del Centro di Raccolta Comunale per rifiuti ingombranti, elettrodomestici e potature, attivato da 4 mesi nella zona dell’autoporto. Sono circa 500 le utenze che hanno usufruito dell’area di stoccaggio. C’è però da risolvere la questione dell’abbandono arbitrario dei rifiuti a ridosso di cassonetti e lungo le strade. Sotto questo punto di vista l’ente ha da tempo intensificato i controlli ma il fenomeno persiste. “Inoltre, il grande impegno profuso dalla nostra ammini-

strazione”, prosegue Fornaciari, “che ha contribuito alla riattivazione del polo tecnologico e della discarica di Grasciano 2 di proprietà del Cirsu, comporterà un notevole risparmio per l’Ente sui costi di trasporto e smaltimento dei rifiuti. Iniziative che ci consentiranno di raggiungere il 65 per cento di raccolta differenziata sull’intero territorio e di poter ridurre le tariffe ai cittadini”. Ma a proposito di Grasciano, va detto che gli ex operai Sogesa sono in fibrillazione in quanto il Consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila, che ha avuto in affidamento una parte dei capannoni per la lavorazione dei rifiuti differenziati e non, ad oggi non ha ancora provveduto a riassorbire parte dei lavoratori. Nei giorni scorsi le maestranze hanno organizzato un picchetto dinanzi all’ingresso del Cirsu chiedendo l’intervento della Regione per avere chiarezza su cosa sta accadendo a Grasciano. Intanto a Roseto è disponibile l’Ecocalendario 2014 per la raccolta differenziata porta a porta. Per

Il sindaco Enio Pavone con l’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari

ritirarlo i cittadini possono recarsi allo sportello Urp del Comune che si trova al piano terra del Palazzo municipale in piazza della Repubblica, o rivolgersi allo sportello verde della ditta Diodoro Ecologia, in via Accolle 18 (per informazioni è attivo il numero verde 800127644). Il Calendario, suddiviso nelle tre zone di Roseto capoluogo in cui è attualmente attiva la raccolta domiciliare (Zona A nord, Zona B sud e Zona C mare), è introdotto come sempre da una breve legenda che spiega come fare la differenziata e le varie frazioni di rifiuti da raccogliere separatamente: plastica e lattine, carte e cartone, vetro, organico (raccolto 2 volte a settimana in bassa stagione e 3 nel periodo estivo), secco residuo (raccolto 1 volta a settimana in bassa stagione e 2 nel periodo estivo e festività). Per gli ingombranti gli utenti possono prenotare il servizio di ritiro a domicilio al numero 085.89453566 o, ove le dimensioni lo consentano, portarli direttamente al Centro di Raccolta. 

Operai ex Sogesa picchetto 7 gennaio 2014


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Gianluca Ginoble

l’icona di Roseto degli Abruzzi Il giovane tenore di Montepagano sta portando in giro per il mondo il nome della Città delle Rose. Un successo dai contorni internazionali grazie a “Il Volo”, il trio operistico di cui fanno parte anche Piero Barone e Ignazio Boschetto. Oggi l’artista rosetano è la massima espressione di una Roseto conosciuta nei Cinque Continenti

Gianluca Ginoble

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i è conquistato un successo dietro l’altro, esibendosi nei teatri più prestigiosi del mondo, come il Beacon Theater di Manhattan, a New York. Ha cantato con i più importanti artisti del panorama musicale internazionale, dal tenore Placido Domingo a Barbra Streisand, Céline Dion, Lady Antebellum, Jon Secada e Jordin Sparks. Ha ottenuto le pagine de Il Corriere delle Sera e di Repubblica e persino del The New York Times. Stiamo parlando del rosetano Gianluca Ginoble, che insieme ai suoi compagni di viaggio, Piero Barone e Ignazio Boschetto, forma il trio operistico-pop “Il Volo”, definito il “prodotto d’esportazione italiano di maggior successo in USA dopo la pasta”, lanciato nel mondo da Tony Renis e Michele Torpedine e nato dal talent show di Rai 1, “Ti lascio una canzone”.

Con all’attivo un album prodotto da Humberto Gatica, sound engineer e produttore americano di Céline Dion e Michael Bublé, e da Tony Renis, Gianluca è seguito da Jimmy Iovine, che ha contribuito a sua volta al successo di Eminem e Lady Gaga; di Ron Fair, che ha lanciato la carriera di Christina Aguilera e Black Eyed Peas; e di Steve Leber, una leggenda nel campo della gestione dei gruppi, avendo lavorato con Rolling Stones, Aerosmith e Ac/Dc, e che ha contribuito a far esplodere il successo del trio “Il Volo”. Di recente, dopo il travolgente successo del tour nord americano, con circa cinquanta date, tutte sold out, iniziato a Vancouver, il 14 dicembre Gianluca ha cantato nella basilica di San Francesco d’Assisi, un concerto andato in onda il 25 dicembre su Rai 1 e in cui sono stati riproposti i brani del nuovo cd “Buon Na-

tale – The Christmas Album”, una raccolta di classici natalizi già introvabile in Italia e all’estero. Una passione, quella di Gianluca per l’opera, che si è consolidata nel tempo, ascoltando Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Frank Sinatra, Eddie Williams, Perry Como e Elvis Presley e che ha letteralmente calamitato l’attenzione e l’entusiasmo delle migliaia di fans in tutto il mondo. A trasmettergli la passione della musica è stato il nonno, come più volte ha sottolineato il diciottenne tenore rosetano. A Gianluca Ginoble sono intanto dedicate circa sessanta pagine facebook, due quelle ufficiali. Dopo le apparizioni ai programmi televisivi di “Le Iene” e “Porta a Porta”, il successo sta prendendo piede anche in Italia, segno che il genere pop-lirico può avere, anche nel Bel Paese, un suo seguito. Senza alcuna ombra


9 di dubbio, l’artista nostrano, le cui origini affondano a Montepagano dove vive tutt’ora con la famiglia, è un’icona della Città delle Rose. Per Roseto è un vanto e un veicolo anche di promozione di immagine del territorio come mai in passato. Gianluca Ginoble porta il nome di Roseto in giro per il mondo. Una bandiera da esibire con orgoglio in ogni angolo del pianeta. Di lui sentiremo parlare anche in futuro. La sua lirica, la sua passione sono travolgenti. Assieme ai suoi compagni di viaggio è riuscito ad appassionare al genere lirico-pop anche le nuove generazioni, grazie al fascino che riesce ad infondere durante le sue esibizioni. Si è sempre considerato un ragazzo timido. Una timidezza abbattuta grazie alla musica lirica, alla sua straordinaria voce che ha coltivato in questi anni e che dovrà continuare a coltivare per restare sulla cresta dell’onda per molti anni ancora.

Il Volo

Gianluca con Bill Clinton

Il Volo con Barbra Streisand


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Un “mare” di rifiuti sulla spiaggia Azione dei volontari per rimuovere il pattume scaricato sull’arenile rosetano dalle mareggiate di novembre e dicembre. Utilizzato anche un mulo delle Giacche Verdi per trasportare i sacchi di spazzatura. Recuperata circa una tonnellata di immondizia

Volontari all’opera

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i sono dati appuntamento sulla spiaggia rosetana per ripulirla dai rifiuti trasportati dal fiume Tordino e scaricati sull’arenile dalle ultime mareggiate. Quasi 200 volontari appartenenti a varie associazioni ambientaliste, e semplici cittadini, hanno provveduto ieri mattina a raccogliere decine e decine di sacchi di pattume, soprattutto plastica, polistirolo, vetro e materiale metallico. Un gesto non solo simbolico ma soprattutto efficace perché nella zona sud dell’arenile, dalla foce del Borsacchio risalendo verso nord, le squadre di volontari hanno eliminato quasi del tutto la presenza della plastica, lasciando sulla spiaggia solo detriti di natura organica (legname, canne, radici) che saranno portati via in un secondo momento. Per via dell’enorme quantità dei rifiuti non è stato possibile ripulire anche il litorale colognese che resta ancora ricoperta dal pattume, tranne le zone in cui gli operatori locali sono intervenuti con risorse e mezzi propri. Difficile la situazione all’altezza della foce del fiume Tordino. Qui i volontari, provenienti anche dalla zona del quartiere Annunziata e tra questi anche delle giovanissime ragazze e pensionati, hanno avuto il loro

bel da fare poiché i rifiuti da raccogliere erano sotto diversi strati di detriti di natura organica. Il materiale raccolto è stato poi accumulato in un punto di stoccaggio per facilitare, quando sarà, il prelievo dei sacchi da parte della società del Comune di Roseto che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. L’operazione di pulizia dell’arenile è andata avanti per diverse ore e ha permesso di ridare luce ad un tratto di arenile di circa 1 chilometro, rispetto ai 4 chilometri e mezzo di spiaggia compresa tra la foce del Borsacchio e quella del Tordino. Per portare via i sacchi di pattume dalla riserva naturale è stato utilizzato un mulo, messo a disposizione dalle Giacche Verdi. Tra i partecipanti alla manifestazione, promossa da WWF, Italia Nostra, Associazione ARTIOS, Stamperia Popolare, Circolo Culturale Chaikhana, Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano, ASD Natura Abruzzo, Nordic Walking Abruzzo, Comitato Amici Parco Annunziata e Giacche Verdi Roseto, in tanti hanno suggerito di proporre una nuova giornata dedicata all’ambiente per ripulire del tutto la spiaggia rosetana, la più colpita dalla piena del Tordino e dalla mareggiata. Un vero e proprio attentato all’ambiente quello che si è verificato nel-

Il muletto delle giacche verdi

le settimane passate. E le responsabilità sono tutte da addebitare alla presenza di una vecchia discarica, dismessa circa 30 anni fa, che sorge a Coste Lanciano, a confine con il Tordino. È stata erosa ben tre volte nell’arco di 3 anni. La prima in occasione della piena del marzo del 2011 e poi più di recente a metà novembre e ai primi di dicembre.


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Non un Caffè... Il Caffè! Sede e Uffici: Via Sammaccio - Zona Industriale - 64024 Notaresco (TE) Tel. 085.8959126 - Fax. 085.895250 E-mail: info@cristoforiilcaffe.it www.cristoforiilcaffe.it


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Roseto, lavori di messa in

sicurezza del lungomare sud

Prima

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e recenti mareggiate hanno riproposto l’annoso problema della sicurezza del lungomare Trieste, nella zona sud di Roseto. Onde che raggiungono la strada e persino i campi a ridosso delle strutture ricettive che si trovano immediatamente a ridosso del porticciolo turistico. In questi giorni, però, il Comune ha dato il via alle opere di messa in sicurezza prevedendo una spesa di circa 40mila euro. Si tratta di interventi in somma urgenza di rafforzamento delle scogliere a protezione della strada, a seguito dei problemi causati proprio dalle forti mareggiate di novembre e dicembre scorso, che avevano determinato l’accumulo di diverso materiale e reso impercorribile la carreggiata in quel tratto, tempestivamente riaperto dopo l’intervento dei mezzi del Comune. A fine novembre è stato fatto un sopralluogo congiunto tra i tecnici del Servizio Opere marittime della Regione Abruzzo e quelli del Comune per fare il punto della situazione. Alla fine si è deciso di effet-

Dopo tuare l’intervento per evitare il ripetersi del fenomeno, in occasione delle prossime ondate di maltempo. “Le opere”, ha sottolineato l’assessore ai lavori pubblici e all’ambiente Fabrizio Fornaciari, “per un importo complessivo di circa 40mila euro, consistono nel posizionamento di massi per rafforzare la barriera esistente, l’innalzamento della stessa e la chiusura del varco all’angolo con via Tamigi. È un intervento utile e risolutivo per contrastare la forza del mare che spesso, in occasione di eventi meteorologici eccezionali, sovrasta gli scogli a protezione della strada, creando non pochi problemi di sicurezza e circolazione”. Senza il parere della Regione, tuttavia, il Comune di Roseto avrebbe potuto fare ben poco. Ed è per questo motivo che l’assessore ha voluto ringraziare la Giunta guidata dal Governatore Gianni Chiodi. “Un ringraziamento va anche alla Direzione Regionale Lavori Pubblici”, ha concluso Fornaciari, “che, attraverso questi lavori, ci permette di proteggere in maniera più puntuale la co-

Prima

Il tratto di via Trieste interessato da una serie di opere che evitare che in caso di mareggiate le onde raggiungano la strada creando disagi alla viabilità. Il via libera è arrivato dalla Regione. Prevista una spesa complessiva di 40mila euro per la ricarica delle scogliere a terra sta sud della città, che verrà interessata anche dal prossimo intervento di ricarica delle scogliere tramite il progetto presentato alla cittadinanza a fine novembre, per un importo complessivo di 3 milioni e 740mila euro”.

Dopo


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A Pineto le primarie del PD sono imminenti. Chi vincerà tra Pallini e Verrocchio per la candidatura a sindaco? Domenica 19 gennaio si voterà per scegliere il candidato del Partito Democratico. Cleto Pallini e Robert Verrocchio hanno organizzato una serie di incontri per esporre i loro programmi amministrativi. Noi c’eravamo

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l tour delle primarie ha avuto diversi appuntamenti, in cui i due concorrenti democratici si sono affrontati a viso aperto. Abbiamo assistito a uno di questi confronti, esattamente a quello di Scerne, svoltosi il 9 gennaio scorso. L’apertura e i saluti iniziali della serata sono stati affidati al Segretario Comunale del PD, Antonio Vignola, il quale ha ribadito l’importanza delle elezioni primarie per la città. Il leitmotiv di questa campagna elettorale, ha sottolineato Vignola, è stato proprio questo: il coinvolgimento totale dei cittadini alla scelta della candidatura. Dal giorno dopo le primarie, sarà compito di tutti i dirigenti del partito lavorare insieme al progetto del PD, al fine di costruire una coalizione che dovrà essere ‘’politicamente coesa e programmaticamente coerente’’. Dopo l’introduzione, la parola è passata al primo candidato. Cleto Pallini ha iniziato subito chiarendo i motivi della sua candidatura: ‘’Mi sono candidato perché una parte del partito ha ritenuto di fare su di me un investimento, oltre a un po’ di pressing che ho piacevolmente subito’’. La sua principale missione per la città sarà quella di renderla ancor più bella e per farlo basterebbe, assicura Pallini, valorizzare il patrimonio verde. La promozione della città è un altro punto caldo per il candidato: bisognerebbe farlo investendo nel commercio e nel turismo. In tale ambito il candidato ha presentato una forma alternativa di turismo, che lui stesso chiama ‘’turismo-passaparola’’: sfruttando una strategia a costo zero. La sua idea sarebbe quella di invitare alcune aziende private del posto ad inserire nei loro

di MARTINA FRANCHI

cataloghi aziendali una foto emozionale il suo interesse si è spostato alla scuola, e il sito Internet di Pineto. Riguardo alla al suo miglioramento (in termini di sicumanutenzione, Pallini ha ribadito arden- rezza e di mentalità) e alla sua crescita. temente: ‘’Dobbiamo mobilitarci affinché Non ha parlato di grossissime opere, vista anche gli altri Comuni si preoccupino dei la mancanza di fondi, però si è augurato problemi di manutenzione: i rifiuti che di poter sfruttare occasioni ministeriali o oggi giacciono sulle spiagge di Pineto, regionali per inserire il Comune di Pineto non sono solo nostri!’’. Poi l’attenzione è nella realizzazione di validi progetti. passata alle frazioni: dal ponte del Quar- Entrambi si sono resi disponibili per la tiere dei Fiori, al rischio idrogeologico che creazione di un Istituto di Scuola Suimperversa a Scerne, continuando con periore a Pineto. Gli ex vice-sindaci, la riqualificazione di Santa Maria a Valle. Pallini nella scorsa amministrazione e Altro progetto importante per il candidato Verrocchio in quella precedente, hanno sindaco è l’ufficializzazione dell’Urp (Uf- concluso rivolgendo un appello a tutficio Relazioni per il Pubblico). ti: ‘’Andiamo a votare, interessiamoci al A seguire c’è stato l’intervento di Robert voto, alla cosa pubblica e a Pineto’’ ha Verrocchio, il quale, ribadendo il pen- commentato il primo, mentre il secondo, siero esposto da Vignola riguardo al loro forte anche della sua esperienza alla guipartito, ha ringraziato per la fiducia che da della Segreteria provinciale del partito, il paese ripone nel centro sinistra. Moti- ha chiosato: ‘’Continuiamo a cambiare vando la sua candidatura, ha affermato: Pineto, non interrompiamo questo per‘’Mi candido perché ci credo, perché corso che dura da dieci anni. Votare il PD voglio mettere al servizio dei cittadini la significa migliorare il nostro territorio’’. mia esperienza, affinché possa fare del bene al mio comune, che amo e che voglio migliorare’’. Verrocchio partirebbe prima di tutto da un piano straordinario per fronteggiare il problema del dissesto idrogeologico, costituito da una conoscenza puntuale delle criticità del territorio, da un piano di manutenzione (la riapertura e pulizia dei canali) e da uno scadenzario periodico che coinvolga anche i cittadini, rendendoli parScerne. Da sin. Pallini, Vignola e Verrocchio tecipi nelle scelte. Da qui,


CI PIACE

Il Comune mette a disposizione 26mila euro per le scuole Ventisei mila euro, due in più rispetto a quelli che venivano stanziati in passato dalle precedenti amministrazioni per le scuole di Roseto. Altri 3mila euro andranno a finanziare interventi sugli infissi della palestra della scuola “D’Annunzio”, al centro di recenti polemiche. Si tratta di una somma aggiuntiva, recuperata dal fondo di riserva che andrà a dare un supporto concreto alle scuole per l’attività formativa, l’organizzazione di gite scolastiche e piccole spese quali acquisto registri, materiali di pulizia e igienico-sanitari. Questo ultimo trasferimento va ad aggiungersi alla somma di 10mila euro, che era già stanziata a favore dei due istituti comprensivi per l’anno in corso. L’assessore alla pubblica istruzione Alessan-

dro Recchiuti sottolinea un aspetto importante. “Essere riusciti a recuperare queste risorse per il territorio”, dice, “rappresenta un grandissimo risultato ed è prova del nostro impegno per venire incontro alle esigenze che ci vengono sottoposte dai dirigenti. I 26mila euro di contributo complessivo vanno ad allinearsi alla media dei fondi, pari a circa 25mila euro, che fino al 2010 venivano ripartiti tra tre direzioni didattiche, poi accorpate nelle attuali due, per far fronte alle varie esigenze degli istituti”. Ci sono poi i 3mila euro per garantire maggiore sicurezza per le finestre della palestra “D’Annunzio”.

NON CI PIACE

Il fontanino che perde due litri d’acqua al minuto Ci si lamenta sempre per gli sprechi di acqua pubblica, per le condotte che sono obsolete. Il Ruzzo che invita i cittadini a non sprecare l’acqua, che riduce soprattutto in estate la portata lasciando a volte intere famiglie a secco. Ma poi ci si dimentica che basterebbe anche un po’ di manutenzione in più e qualche controllo da parte dell’azienda acquedottistica teramana per far fronte agli sprechi. Come nel caso del fontanino che si trova all’altezza della rotonda sud del lungomare di Cologna. Il rubinetto è guasto ormai da mesi e nessun addetto del Ruzzo ha mai provveduto a sostituirlo. Praticamente non si chiude bene e l’acqua

esce ininterrottamente nell’arco delle 24 ore. Chiudere la fontana, una delle due pubbliche rimaste nella popolosa frazione rosetana (l’altra si trova in piazza Redipuglia), no. Ma quanto meno risolvere il problema della perdita. C’è chi si è divertito a calcolare quanta acqua viene sprecata in un minuto. Ebbene, da questo fontanino si disperdono circa 2 litri al minuto, ovvero 120 litri ogni ora, ovvero più del doppio di un consumo medio di una famiglia nell’arco della giornata (tra i 150 e i 175 litri a testa). Insomma, basterebbe davvero poco per evitare un inutile spreco, il cui costo peraltro grava come al solito sui contribuenti rosetani.

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

Antonio Ruggieri S.r.l.

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Rinnovato il gemellaggio tra Roseto e la città belga La Louvriere. Una delegazione belga nei giorni scorsi è stata in città per presentare ai Comuni delle “Terre del Cerrano” lo spettacolo itinerante di danza, teatro, musica, paesaggi mozzafiato ed effetti sorprendenti “Décrocher la Lune”. Nel 1999 l’amministrazione comunale rosetana, insieme a quelle di Pineto, Atri e Silvi, che nel 1998 costituirono il Comitato di coordinamento per la promozione turistica del comprensorio del Cerrano, avviò la procedura di gemellaggio con la città belga di La Louviere, in cui vive una numerosa rappresentanza di abruzzesi. Sempre nello stesso anno sono state intraprese dai quattro Comuni iniziative congiunte, quali la partecipazione a manifestazioni preparatorie

del gemellaggio e l’organizzazione di un torneo di calcio tra squadre giovanili, con la partecipazione di rappresentative della città belga. Gli incontri, le iniziative e gli scambi hanno portato alla definizione del gemellaggio sottoscritto il 5 febbraio del 2000 nel Municipio di La Louviere. L’esperienza si è ripetuta per rinsaldare quei rapporti che puntano, inoltre, a creare anche una forma di turismo o di valorizzazione e di riscoperta dei territori proprio in virtù di una radicata presenza di abruzzesi in Belgio. L’idea è anche quella di intrecciare rapporti con la comunità abruzzese nei Paesi Bassi per valutare ipotesi legate ad esempio a vacanze studio di studenti belgi ma le cui origini affondano nella nostra Regione.

CI PIACE

Roseto e La Louvriere rinnovano il gemellaggio

allora la strada non è stata mai ripuliÈ una strada impraticabile, ricoperta ta. Il fango e il terriccio venuto giù dal per un lungo tratto da fanghiglia per costone soprastante ostruiscono metà via degli smottamenti che si sono vericorsia, creando non pochi problemi ficati nelle settimane passate in occaal traffico. Da tempo gli abitanti della sione delle abbondanti piogge di metà zona, soprattutto agricoltori, chiedono novembre e dei primi di dicembre. È un intervento dell’amministrazione la strada di Coste Lanciano, che collecomunale di Roseto affinché vengano ga il centro abitato di Cologna SpiagSmottamento Coste Lanciano presi dei provvedimenti. La gente del gia con l’area collinare, il lungo fiume Tordino e che immette poi nella zona di Grasciano. Viene con- posto chiede la rimozione del terreno che ostruisce parte della siderata una scorciatoia per chi deve raggiungere la zona in- corsia e che rappresenta un pericolo non di poco conto perché dustriale di Mosciano o per chi da Teramo vuole raggiungere la lo smottamento è avvenuto in prossimità di una curva e con zona costiera, soprattutto nel periodo estivo. Una piccola por- scarsa visibilità. Insomma, due mezzi che procedono in direzione di collina ha ceduta, causando però enormi disagi. Da zioni opposte rischiano di finire fuori strada.

NON CI PIACE

Una strada invasa da fango e terriccio


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Musical factory

una iniziativa interamente rosetana che vedrà protagonisti attori, cantanti, musicisti, scenografi, sarti, truccatori per un grande spettacolo Per il cast principale l’organizzazione sta cercando 7 uomini e 8 donne. Ma ci sarà bisogno anche di diverse comparse e di una band. Le selezioni inizieranno il 2 febbraio

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usical factory è un’idea nata dalla nostra passione per la Musica, il Cinema e le Sfide! Un’idea che vi coinvolgerà in un’avventura senza precedenti e che ha un’unica regola: divertirsi!!! Cerchiamo proprio Voi per rendere realtà quest’idea. Musical factory è l’organizzazione e la messa in scena di Musical originali tratti da film famosi, i cosiddetti Movie Musical. Avrà una cadenza annuale e la prima edizione si svolgerà a Dicembre 2014 a Roseto degli Abruzzi. Domenica 2 febbraio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 si svolgeranno le prime audizioni per partecipare a Musical factory, presso l’Oratorio Piamarta della Parrocchia Sacro Cuore. Gli incontri di preparazione allo spettacolo, a cadenza quindicinale, inizieranno entro marzo 2014. Gli organizzatori avranno la completa supervisione sulla direzione artistica e musicale dello spettacolo. Abbiamo già selezionato il primo film da cui è tratto il Musical, scelto le canzoni e scritto il copione! Ora mancate solo voi!!!! Cerchiamo attori, cantanti, musicisti, scenografi, sarti, truccatori, parrucchieri... o aspiranti tali! In effetti cerchiamo chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e mettere a disposizione di questo evento musicale le proprie capacità artistiche! Per il cast principale stiamo cercando: 7 uomini e 8 donne. Ma avremo bisogno anche di diverse comparse, e di una band (chi tra queste volesse partecipare, può mandare una demo all’indirizzo di posta elettronica). Per il provino viene richiesto un pezzo recitato o una canzone,

tratti da un Musical famoso, a vostra scelta. Potrebbe essere richiesta una prova aggiuntiva a nostra discrezione. L’intento di organizzare Musical factory non è solo quello di mettere in scena un grande spettacolo, ma soprattutto quello di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza ad associazioni benefiche che operano nella zona. Per questo motivo la partecipazione all’evento è da considerarsi a titolo gratuito! Diventa ancora più importante il vostro contributo: più gente riusciremo a coinvolgere e più sorrisi riusciremo a regalare!

Per informazioni: Valentina 335.1788003 - Raffaella 339.7716317 - Guido 328.5334195 mail: musicalfactoryroseto@gmail.com fb: musicalfactoryroseto


Ricordi 1 -

serie

II Eleonora Filippone Thaulero.

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Una vita molto impegnata trascorsa tra la gioia della famiglia e l’aiuto verso gli altri. Ma quanto fu difficile quella volta far capire un’intera filosofia di vita in diretta tv... di William Di Marco

Il mondo è cambiato totalmente negli ultimi cinquant’anni, tuttavia quei valori veri che aveva appreso da bambina le sono rimasti impressi, tanto da professare passo passo gli insegnamenti cristiani ricevuti. E poi i suoi dieci figli non hanno creato solo una grande famiglia: è stato qualcosa di più e lei, con il suo fluido eloquio, non si tira indietro per spiegarlo

Eleonora Filippone Thaulero

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are di vederla per le vie di Roma, con la sua cartella di libri, mentre si recava all’università. Il periodo era quello che era, con ancora poche opportunità, date le devastazioni della guerra che aveva spento le micce delle bombe da poco tempo, ma la voglia di rinascere non mancava e si leggeva negli occhi della gente. Eleonora Filippone Thaulero (anche se il secondo cognome sarà aggiunto in seguito) non perdeva tempo e già allora conduceva una vita dai mille impegni, dalle tante cose da fare per aiutare chi, soprattutto in quella fase, aveva bisogno. Per lei è stata sempre una questione di formazione religiosa, con la parola di Dio che fungeva da faro e quella luce nitida che si propagava andava seguita come unico tracciato che portava a una meta. E qual era questa? La felicità? La vita eterna? Forse, anche per una osservante come Eleonora, le parole non possono essere così altisonanti, se dietro non c’è il contatto con la realtà di ogni giorno, con le esigenze della gente più umile che necessita, alle volte, solo di qualcosa per poter tirare avanti, oggi per domani, senza chiedersi troppi perché. Così la studentessa tuttofare di quei giorni voleva “semplicemente” dare una mano agli altri, immergersi nelle acque della carità per portare conforto a chi ne aveva bisogno, soprattutto se questo abitava in quei luoghi così lontani dalla sua vita di ragazza agiata, che tutto aveva, ma che allo stesso tempo tanto voleva dare. Ecco, quel quadretto di luce dantesca, in cui le icone lasciano lo spazio a una rappresentazione ben più interiorizzata della fede, si faceva sempre più strada in questa donna, in ogni istante cosciente che qualcuno dall’alto la osservava e la giudicava per il suo agire quotidiano, anche quando le strade da percorrere non erano più quelle della capitale. In seguito nel suo ambiente rosetano - “pur abitando a Roma, mi sentivo che lì ero in villeggiatura, sapendo che la mia vera casa era a Roseto”, dice oggi con il vezzo di chi ama nel profondo la terra che le ha dato la felicità di una famiglia numerosa - la storia si è ripetuta e la forza di continuare a indirizzare i suoi

sforzi in un ambito di impegno chiesastico l’ha resa una donna di grande rappresentanza, nonostante in giro si sia fatta sempre vedere poco. E come poteva fare diversamente, con ben dieci figli da accudire e un marito pieno di impegni e di responsabilità, dedito al mantenimento di un importante patrimonio terriero? Bisognava sapersi dosare, crescere la prole nel miglior modo possibile, trasmettere a ognuno dei bimbi quanto di più vivido la religione potesse infondere, seguendo da vicino, al contempo, le opere di carità e di aiuto concreto verso i bisognosi della nostra terra. Eleonora Filippone Thaulero, Lellè per chi la conosce da vicino, è stata tutto questo, anzi molto di più, anche se neanche la sua piacevole eloquenza riesce a condensare l’esistenza in uno spazio ristretto di un’intervista. Ma lei di certo non si tira indietro nel narrarla. Partiamo dall’inizio... Se proprio dobbiamo mettere il punto fermo da dove tutto prese il via, non posso che menzionare Roma e la data è quella del 14 marzo 1928. Sono venuta al mondo da mia madre Maria, nata nel 1902 a Rosburgo da Vincenzo Clemente e Elena Sabucchi. Mio nonno, già sindaco di Notaresco, ma originario di Castelbasso, era proprietario della famosa Villa Clemente che poi sarebbe stata acquistata dal Comune di Roseto, mentre mia nonna Elena proveniva da Città Sant’Angelo. I Filippone, invece, erano di Rosciano, allora in provincia di Chieti, e giunsero qui perché Giovanni Thaulero aveva sposato Rosa (Rosina) Filippone, sorella di mio nonno Giustino, la quale non avendo eredi, lasciò tutto a mio padre Carlo. Così quest’ultimo si trasferì a Rosburgo, anche se avevamo una casa di proprietà a Roma. Praticamente queste famiglie patrizie passavano la maggior parte del tempo nella capitale e d’estate venivano a trascorrere le ferie nei famosi “casini”, cioè delle residenze per la villeggiatura. Ma ero talmente legata a Roseto che per me la vera casa era la nota villa Filippone Thaulero lungo la via Nazionale all’altezza della chiesa del S. Cuore. Quelle terre intorno alla villa fino al mare erano di proprietà di mio padre, che con il


Ricordi 1 -

Roma, 1953. I fratelli Filippone: da sin. Vincenzo, Gabriella, Eleonora e Giustino

Roma, 4 febbraio 1953: Il giorno del matrimonio di Eleonora. Il padre Carlo l’accompagna nella chiesa di S. Maria in Domnica alla Navicella

tempo furono vendute. Tornando ai miei antenati, mio padre si trasferì da queste parti sin dal 1902, la mia prozia Rosina morì nel 1917 e alcuni anni dopo i miei genitori si unirono in matrimonio, esattamente nel 1925. La famiglia crebbe subito e così nel 1926 arrivò mio fratello Giustino, poi nel 1928 venni al mondo io e infine nel 1930 i gemelli Vincenzo e Gabriella, con la quale sono stata sempre molto legata. È un vero intreccio di date, ma il cognome ancora non era come quello attuale. No, in verità raddoppiarlo è stata una volontà di mio fratello Vincenzo, grande filosofo e docente universitario. Pensò lui a recuperare il casato del nostro avo e riuscì ad abbinarlo a quello esistente, facendo nascere il binomio Filippone Thaulero. Devo dire che è stato un modo per ricordare la munificenza di Giovanni Thaulero, vero benefattore della Rosburgo di fine ‘800 e inizi ‘900. Era un tipo molto dinamico, che aveva creato nei pressi della sua villa un grande stabilimento vinicolo, già allora famoso, come gli altri due che erano sulla piazza, cioè quello di De Vincentiis e l’altro di Scialletti a Cologna Paese. Torniamo a Roma, anche perché lì si è formata scolasticamente e culturalmente. Devo dire che mi sono molto divisa tra la capitale e Roseto. D’estate o durante le festività natalizie e pasquali eravamo nella nostra residenza di via Nazionale. Intensificai le presenze in Abruzzo quando mio padre fu nominato Podestà del comune, cioè il sindaco di allora. Fu lui a fare gli onori di casa nel momento in cui a Roseto giunse per una visita ufficiale il maresciallo Pietro Badoglio, fresco dei successi in Etiopia. Tuttavia la mia formazione scolastica avvenne interamente a Roma. Cominciai all’Istituto del S. Cuore a Trinità dei Monti, una scuola per signorine di buona famiglia, come si diceva allora. Portai avanti gli studi fino al III Liceo sempre nella stessa scuola, ma con una interruzione. Infatti dopo l’8 settembre del 1943 e fino al maggio del 1944 sfollammo nel teramano, esattamente nella vecchia casa di mio nonno di Castelbasso. Sempre nel 1944 diedi l’esame da privatista del V Ginnasio a Teramo e una volta tornata a Roma diedi anche lì l’esame del I Liceo e così ripresi gli studi regolari fino al conseguimento del diploma nel 1946. Ero portata per la logica pertanto fu consequenziale iscrivermi alla Facoltà di Filosofia, ramo che poi coltivò in modo molto approfondito mio fratello Vincenzo, anche se si laureò in Giurisprudenza. Era predisposto per lo studio e aveva una mente eccellente. Nel dopoguerra fu vicino a Don Luigi Sturzo, che gli affidò la direzione di un giornale, mentre io portavo avanti i miei esami con molto impegno,

II

serie 21

Roma, 4 febbraio 1953. Giuseppe Peppino Savini e Eleonora Filippone nel giorno del matrimonio

pur se curavo parallelamente altri interessi. Insomma, una studentessa instancabile, impegnata in quello che oggi viene definito “il sociale”. Proprio così. Continuavo a impegnarmi sui libri, ma la mia formazione mi portava a seguire anche altri aspetti della vita, che mi davano moltissima soddisfazione. Ero dentro due importanti movimenti: quello di “Rinascita Cristiana” e quello di “S. Vincenzo de Paolis”. Per il primo gruppo, fui per due anni rappresentante della neonata Democrazia Cristiana nella facoltà e questo aspetto mi inorgogliva, oltre a portarmi via molto tempo. Come succedeva pure per il gruppo vincenziano. Lì il discorso era molto diverso e l’impegno era sul campo. Dovevamo portare conforto alle tante famiglie povere delle borgate e, oltre al cibo e ai beni di prima necessità, portavamo la parola del Signore in quelle famiglie che veramente non avevano niente. E lì che si rese conto di unire la parola del vangelo con la pratica quotidiana. È certo che quella esperienza mi ha aiutato tantissimo e, allo stesso tempo, mi riempiva di gioia. Il discorso era per me semplice: venivo da una famiglia agiata e dovevo fare di tutto per aiutare quelle persone che avevano bisogno. Sono cresciuta così e non lo facevo solo perché mi andava di farlo, ma perché lo sentivo come un dovere, forse quasi un obbligo. Questa impostazione poi l’ho avuta per tutta la vita, credendo fortemente nella provvidenza. E gli studi, con una tesi di laurea riposta nel cassetto? Arrivai a dare tutti gli esami, ma la tesi la lasciai da parte. Il professore a cui mi ero rivolta voleva, poiché stavo studiando l’ebraico, un lavoro molto articolato, in cui “il verbo non è il frutto di un’assimilazione della dottrina neoplatonica, ma viene dalla Scrittura”. Insomma, iniziai questa sfida, ma i miei impegni anche con l’Opus Dei, che proprio dal 1950 si intensificarono, mi assorbivano parecchio. Quest’ultimo cammino è di tipo vocazionale e ti rende partecipe non per un periodo più o meno lungo, bensì per tutta la vita. Tornando Roma, 1954. Eleonora Filippone con

in braccio il primogenito Vincenzo


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Roseto, fine anni ‘80, davanti alla villa di famiglia di via Nazionale. Da sin. I figli Giovanni, Lucia, Michele, Sigismondo (Bibbio), Maria Grazia (sorella di Giuseppe-Peppino), i coniugi Savini (Giuseppe-Peppino ed Eleonora-Lellè), Sally (moglie di Vincenzo), Vincenzo, Lucrezia, Claudia (moglie di Riccardo), Riccardo e Simone. In basso seduta: Lucia Papanti di Livorno (madre di Giuseppe-Peppino) e la piccola Maria con il cagnolino Zufu

Roseto, 2013. Festeggiamenti per i sessant’anni di matrimonio dei coniugi Savini. Da sin. Giovanni, Michele, Lucia, Vincenzo, Sigismondo (Bibbio), Maria, Simone (seminascosto), Lucrezia e Riccardo. Seduti mamma e papà

alla laurea, ebbi anche l’appoggio di mio fratello Vincenzo, che si offrì di aiutarmi, ma le cose cambiarono, anche perché in quegli anni mi fidanzai e mi aspettava il matrimonio. Vincenzo mi è rimasto sempre nel cuore e può immaginare il contraccolpo subito con la tragedia del 1972, quando se ne andò con i due figli e mia cognata. Il matrimonio, una tappa fondamentale. È proprio così. Mio marito Giuseppe Peppino Savini lo conoscevo già dall’inverno del 1943. Le nostre famiglie si frequentavano e così era inevitabile che giocassimo insieme. Il mio futuro marito già dal 1944 era convinto che ci saremmo sposati, anche se il fidanzamento ufficiale è datato 1952. A quel punto il matrimonio era cosa fatta e così il 4 febbraio del 1953 ci sposammo. Tuttavia la mia vita si svolgeva ancora a Roma, con Peppino che faceva il pendolare, poiché doveva curare gli interessi aziendali che erano nel teramano. E il suo lavoro lo sapeva fare benissimo, al punto che trasformò, nelle sue proprietà, la mezzadria a coltivazione diretta (a questo punto la signora, che ha il compagno della sua vita a fianco, si congratula con lui, stringendogli la mano e dicendo: “Sei stato un grande”, nda). Così arrivarono i figli, anche se all’inizio mi incominciai a fissare, poiché non rimasi immediatamente incinta. Mia nonna sosteneva di non preoccuparmi, anzi mi diceva: “Dirai basta”, perché immaginava che avrei avuto una famiglia numerosa. Così nel 1954 giunse Vincenzo e in vent’anni tutti gli altri, cioè nel 1955 Lucrezia, 1957 Sigismondo detto Bibbio, 1958 Riccardo, 1960 Giovanni, 1962 Lucia, 1963 Carlo, morto nel 1967, 1965 Michele, 1968 Simone e infine 1974 Maria. In quel periodo tra noi circolava un’altra battuta, che diceva così: “Il prossimo figlio come lo chiamerete? Finimola?”. Intanto la sua attività caritatevole non aveva soste. Portavo avanti sia la famiglia che i miei vari impegni. Seguivamo le orme tracciate da mia madre Maria, da donna Giulia Mezzopreti, Gina Di Gianvito, Ines Battaglia, Maria Di Donato e tante altre che adesso non cito. Addirittura a Notaresco gestimmo per un periodo il cinema, in modo da fare cassa per le nostre iniziative da indirizzare ai poveri. Poi, come vincenziane, realizzavamo molti lavori di ricamo e di cucito insieme ad Ada Luciani, Flora Italiani ed altre, così da vendere le tovaglie, gli asciugamani e tutto quello che riuscivamo a produrre per incrementare i fondi parrocchiali. E quella volta che fu anche invitata in televisione? Bisognava dibattere sull’argomento legato alla famiglia e ai figli. Mi invitarono a TeleTeramo per un confronto sull’aborto. Eravamo

alla fine degli anni ‘70 e da non molto tempo era stato approvato il divorzio con il referendum del 1974 e si parlava dell’aborto, poiché da lì a poco, esattamente nel 1981, ci sarebbe stata un’altra consultazione popolare. Ebbene, mi ritrovai in uno studio televisivo con una esponente radicale, una comunista, una socialista e Marcello Palma, ginecologo, anche lui come me contrario all’aborto, ma favorevole agli anticoncezionali. Insomma, portai avanti il mio punto di vista contro l’interruzione delle nascite, che reputavo una cosa mostruosa, perché per me i figli sono un dono e tutto, compreso la famiglia, rientra in un atto di fede. Gli interlocutori di allora, quando seppero che ero una Savini, nome molto importante per Teramo e provincia, incominciarono a sostenere che per me avere i figli era la cosa più semplice, dal momento che avevo gli aiuti e me lo potevo permettere. Non era affatto così, in quanto se è vero che ho avuto delle facilitazioni, per me i miei bambini sono stati un dono che ho cercato con tutte le mie forze e in ogni istante. Non per niente l’ultima figlia l’ho avuta a 46 anni. In altre parole non li ho mai considerati un peso o un dovere da adempiere in quanto moglie. Lei è stata sempre molto dinamica: in tanti la ricordano con il pulmino Volkswagen con il quale portava i suoi figli nella chiesa del S. Cuore. Ecco, quella Roseto oggi c’è ancora, almeno nello spirito di quegli anni ‘60 e ‘70? Negli ultimi tempi c’è stata una trasformazione incredibile e non sono molto indicata per fare un’analisi, perché anch’io nel frattempo sono cambiata. Per esempio non guido più, ma quel pulmino, oggi di tipo nuovo, ce l’abbiamo sempre. Andavamo al S. Cuore perché ci andavano i miei, ma poi mio padre Carlo morì nel 1979 e mia madre Maria venne meno nel 1994. In chiesa occupavamo due file di banchi e devo dire che quella partecipazione attiva nella vita parrocchiale la riscontro ancora oggi nei miei figli e nei miei nipoti. Tuttavia quella Roseto non c’è più e se posso fare un’ultima considerazione le dirò che sono un po’ dispiaciuta, perché non ho mai visto un paese che si è distrutto con le sue mani sotto il profilo architettonico come Roseto. Senza andare lontano, ma mi sembra che Pineto abbia avuto uno sviluppo molto più armonico. Il fascino dell’eloquio non le manca, i ricordi continuano a sgorgare ancora, come quando la “Squadra del vento”, cioè suo padre, sua madre, i suoi tre fratelli e lei, prendevano la bicicletta e da Villa Filippone si recavano dai nonni a Villa Clemente. Era quasi una gita fuori porta e la gente del luogo li osservava, con quel dolce fruscio che solo il vento primaverile sa infondere.


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(tra Curiosit

25 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

Perché Via alicata A CAMPO A MARE si chiama così?

Mario Alicata

Cartina Campo a Mare Via Alicata Siamo sempre nella zona di Campo a Mare inferiore, a Sud della S. S. 150. Il reticolato viario di questa area è dedicato a uomini politici e questa volta l’attenzione è sulla prima traversa a destra che s’incontra, imboccando la doppia Via Togliatti. Mario Alicata (Reggio Calabria, 8 maggio 1918 - Roma, 6 dicembre 1966) è stato un partigiano, critico letterario e politico italiano. Nel 1941 divenne redattore della sede romana della casa editrice Einaudi con Giaime Pintor e Carlo Muscetta; sceneggiò per il cinema diversi racconti di Verga e collaborò con Luchino Visconti. Sposatosi con Giuliana Spaini nel dicembre 1941, l’anno dopo fu arrestato e fu liberato alla caduta del fascismo. Partecipò alla Resistenza nella Roma occupata dai tedeschi, dirigendo con il democristiano Alberto Canaletti Gaudenti e il socialista Olindo Vernocchi il giornale unitario dei sindacati «Il Lavoro italiano». Fu nominato segretario regionale del Partito

Comunista in Calabria e divenne membro del Comitato centrale del PCI. Nel 1950 fece parte della segreteria del Comitato nazionale per la rinascita del Mezzogiorno, sostenendo che il riscatto dei contadini meridionali poteva ottenersi attraverso «l’alleanza e la direzione della classe operaia» per lottare contro «i nemici storici del Mezzogiorno: il blocco agrario-industriale, l’imperialismo italiano e straniero». Dal 1955 diresse la commissione culturale del PCI, fu membro della direzione del Partito dal 1956, e dal marzo del 1962 fu direttore de «L’Unità». Nell’agosto del 1966 denunciò in Parlamento la devastazione compiuta ad Agrigento dalla speculazione edilizia, e nell’ultimo discorso tenuto alla Camera, dopo l’alluvione di Firenze, accusò le classi dirigenti di essere incapaci di tutelare il patrimonio artistico italiano. Morì improvvisamente a Roma il 6 dicembre 1966, a quarantotto anni. (da InfoWeb)

Disponibile il calendario da tavolo della Tipolito Rosetana, curato da D’Ilario e Di Giulio Molte cartoline e tutte estremamente interessanti. Quest’anno il calendario che viene stampato dalla Tipolito Rosetana e che è curato dai collezionisti Emidio D’Ilario e Luciano Di Giulio, ha come tema Rosburgo. Nella successione cronologica della “Città delle Rose”, dopo la prima denominazione del 1860 di “Le Quote”, si approdò il 22 maggio del 1887 a quello più romantico di “Rosburgo”. Il toponimo entrò subito nelle simpatie delle persone e dei primi turisti, tant’è che quando il nome fu ancora sostituito nel 1927,

questa volta con il definitivo Roseto degli Abruzzi, molti nostalgici continuarono a chiamare il borgo con il vecchio appellativo. I due collezionisti D’Ilario e Di Giulio hanno ripreso delle antiche stampe di Rosburgo, con la caratteristica che fossero tutte immagini a colori. Così ne è uscito un altro calendario che, come i precedenti, andrà a ruba. Per chi ne volesse una copia, può ancora rivolgersi direttamente nella sede della Tipolito, presso la zona industriale di Roseto.


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(tra Curiosit

Un bimbo rosetano baciato da Papa Francesco L’affetto da parte dei fedeli verso il nuovo Papa ha dell’incredibile. Pullman prenotati da mesi, una Roma piena per un rinnovato turismo religioso, cattolici che giungono da ogni parte del globo: questo è il risultato della salita sul soglio pontificio di quello che fino a quel punto era il cardinale Bergoglio, sconosciuto ai più. Oggi, con la sua umiltà e la sua disponibilità, ha fatto avvicinare tanti giovani e famiglie intere alla Chiesa e il mercoledì, per l’udienza che si tiene a S. Pietro, c’è sempre il tutto esaurito. Così papà Massimiliano Di Furia e mamma Sonia Ruggieri il 13 dicembre scorso hanno portato il loro piccolo Riccardo di soli due anni al cospetto di questo personaggio che ha sempre un gesto di tenerezza per tutti. Il bambino rosetano, che con i suoi risiede in contrada Vraddo a Cologna Paese, è stato preso e baciato dal Papa. Un atto che Riccardo certamente non dimenticherà più.

Riccardo Di Furia

I giocatori degli anni ‘60 della Rosetana, VIIi parte Sergio Falaschetti e Bruno Caprara

Sergio Falaschetti

Bruno Caprara

Continuiamo la carrellata di altri giocatori della Rosetana che hanno indossato la casacca azzurra. A cavallo di due decadi, parliamo dei ‘50 e ‘60, la squadra di calcio di Roseto aveva trovato una nuova linfa e aveva un seguito di appassionati molto nutrito. Si cercava di costruire un futuro, facendo riferimento ai fasti degli anni Trenta, in cui sfide memorabili con le grandi regionali (Lanciano e Pescara, oggi entrambe in serie B) e di altre grosse realtà al di fuori dell’Abruzzo erano all’ordine del giorno. Si puntava molto sui giovani e tanti erano quelli che incominciarono ad emergere nel settore dedicato ai ragazzi, come anche i futuri cartellini segnaleranno. I due atleti di questo numero sono: Sergio Falaschetti la cui data di nascita è l’11 novembre

1946 e la cui tessera è la 41102; Bruno Caprara (28 settembre 1949), tessera numero 24269. Quest’ultimo aveva un tiro micidiale, la cui fama oltrepassò il mito. Al “Campo dei Preti” cadde il muro di cinta lato nord, dovuto a un cedimento strutturale. Ebbene, in quegli anni si raccontava che a demolirlo fu una saetta di Caprara, capace di spezzare qualsiasi cosa! Ovviamente non era così, ma la leggenda serpeggiò a lungo tra i bambini dell’oratorio. I cartellini (appartenenti all’archivio privato di Pace Celommi e messi a disposizione dal presidente dell’A. S. Roseto Calcio Camillo Cerasi), portano la firma dell’allora massimo rappresentante della Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio), vale a dire Giuseppe Pasquali, in carica dal 1961 al 1967.


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(tra Curiosit

Nei giorni scorsi è stato presentato il libro di Umberto Braccili, Lo dico al Tg Il giornalista di Rai Abruzzo ha dato alle stampe il suo secondo lavoro dal titolo molto esplicativo, Lo dico al Tg. Il progetto nasce dall’esperienza sul campo che Braccili ha prodotto negli ultimi anni, esattamente dal 2007 al 2012, in una trasmissione andata in onda sul Tgr Abruzzo dall’omonimo titolo, in cui riportava tutte le lamentele, i casi assurdi di soprusi che molti cittadini subivano e continuano a subire, il malfunzionamento dei servizi sociali, i clamorosi disguidi della burocrazia: spesso per molti il solo modo per risolvere le più svariate problematiche, come se fosse l’ultima speranza da cavalcare, era appunto quello di denunciarle pubblicamente al telegiornale. L’acume giornalistico e il fiuto

della notizia non mancano certamente al rosetano Umberto, che è riuscito così a portare a conoscenza degli spettatori (oggi lettori) molteplici casi veramente umani, che altrimenti sarebbero caduti nel dimenticatoio. Il libro è diviso in tre parti: si va dalle incompiute agli sprechi, dalle tantissime segnalazioni ai diversi fatti legati al terremoto del 6 aprile 2009 dell’Aquila. Lo dico al Tg (Giacinto Damiani Editore, t 20,00) è un libro in cui il giornalismo sale in cattedra, si mette al servizio della gente per segnalare ciò che non va e, dove è possibile, per sollecitare la soluzione del problema (e nel volume in questione di casi del genere ce ne sono diversi). Bravo Umberto, la nostra redazione plaude.

Il rosetano Fabio Marziani, un giovane Tenente di Vascello, ora è in Antartide Grande soddisfazione per la famiglia Marziani, grazie ai risultati raggiunti dal proprio figlio. Infatti Fabio ora è in missione in Antartide, per delle ricerche, in quanto capo componente della nave idro-oceanografica “Aretusa”, nonché responsabile dei rilievi batimetrici e dei dati acquisiti utilizzati per l’aggiornamento delle carte nautiche. Il giovane rosetano, nato l’8 giugno 1982, è Tenente di Vascello della Marina Militare ed è in possesso della laurea magistrale in Scienze Navali e Marittime, conseguita presso Università di Pisa durante la permanenza presso l’Accademia Navale di Livorno. In più ha un master presso l’Università di Genova in Geomatica Marina, con l’abilitazione in Idro-Oceanografia. Fabio è partito per questa spedizione il 26 dicembre scorso da Fiumicino, diretto in Nuova Zelanda, da dove, insieme ad altri ricercatori, si è imbarcato sulla nave “Italica” alla volta dell’Antartide. È arrivato a destinazione nella Baia di Terrano-

va, presso la base Antartica “Zucchelli” alcuni giorni fa, esattamente l’8 gennaio, dopo ben 13 giorni! Dalla redazione di Eidos News un sentito “in bocca alla

balena”. Per chi volesse saperne di più: http://www.marina.difesa.it/Conosciamoci/Notizie/Pagine/20131223_antartide. aspx.


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IE CUR IOàS&IZ Notizie)

(tra Curiosit

Il primo numero del 2014 di Chorus è in edicola La pubblicazione di approfondimenti culturali e analisi storica è già in edicola per il IV anno. Il numero in questione è il 32 e ha l’apertura dedicata al tema: “Ma è sicuro che togliere il finanziamento pubblico ai partiti sia la soluzione migliore?”, che nel sottotitolo riporta “Sembra di rivivere la stagione dell’abolizione dell’immunità parlamentare. Quella era una norma voluta dai padri costituenti, in modo da limitare invasioni di campo della magistratura sul potere legislativo ed esecutivo. Oggi è la volta della retorica dei finanziamenti: sono abnormi, finiti spesso nelle tasche di politici disonesti. Quindi bisogna ridurli sensibilmente, controllarli al centesimo, ma non eliminarli”. Poi di Ugo Centi ci sono due articoli: il primo sul turismo dal titolo “Quella sera. Roseto, l’amica e... magari nasce un’idea!”. Il secondo su “Burocrazia o qualcos’altro?” (Il termine ci fa paura solo a pronunciarlo, perché rappresenta la nostra croce, soprattutto quando entriamo in un ufficio

pubblico. Eppure se guardiamo l’etimologia ci accorgiamo che...). A seguire c’è l’intervento dell’ex parlamentare Pio Rapagnà (Il Degrado del territorio. Fuori le responsabilità) “in cui si mettono in risalto alcuni passaggi di responsabilità della politica locale, da quella Regionale fino a giungere agli amministratori rosetani, del passato e del presente”. Infine Michele Nuzzo si sofferma su “Brevi note sull’evasione fiscale” (Sembra che il problema della evasione fiscale nel nostro Paese abbia una connotazione particolare e non si possa - voglia - limitare a quel “minimo fisiologico” che, in tante Nazioni, è la normalità. Da un lato troppe tasse, ma dall’altro poca cultura contributiva). Il giornale è disponibile: a) sul sito www.williamdimarco.it, cliccando “Riviste” nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 32; b) sul sito www.eidosnews.it. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.

Atto di “Bongenismo” al Moretti di Roseto grazie a un pittore edile Intanto che cos’è il “Bongenismo”? È un gesto di generosità operativa che va a vantaggio della collettività. In pratica delle imprese (o anche associazioni, gruppi, ecc.) individuano un intervento da fare sul territorio che abbia un fine sociale e destinano direttamente il loro contributo all’opera, senza intermediari. In tal modo c’è un coinvolgimento immediato degli operatori che sanno benissimo dove vanno i loro “contributi solidali” e seguono anche l’iter, non solo nella realizzazione del progetto, ma anche, dove è possibile, nella manutenzione dello stesso. Così anni fa, esattamente nel 2008, alcune aziende e un’associazione (Teknoarredo, Elettroforniture D’Elpidio, Dimarcolor, Narcisi Raffaele Pittore Edile, Pavone

Tendaggi e l’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor) ristrutturarono l’aula magna dell’Istituto “Moretti” di Roseto, rendendola al passo con i tempi, grazie a un moderno impianto multimediale, a una nuova amplificazione, a un adeguato mobilio e al rifacimento dei pavimenti, degli interni e dell’illuminazione. Adesso, dopo cinque anni, necessitava rifare tutta la parte inferiore delle pareti, compreso il ripristino dei decori e il pittore edile Raffaelle Narcisi non si è tirato indietro, realizzando gratuitamente, con la sua squadra, i lavori di tinteggiatura, proprio durante il periodo delle vacanze di Natale. Un bel gesto dell’artigiano rosetano che vale la pena di pubblicizzare.


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(tra Curiosit

Tonino Marini ottiene un riconoscimento di pregio la Stella d’Oro al merito sportivo Una vita trascorsa al servizio dello sport. Dal basket alle moto, dalle organizzazioni di gare a direttore delle corse. Questo è Antonio Tonino Marini, al quale abbiamo dedicato uno dei nostri “Ricordi”: lui stesso sarà ospite anche alla presentazione del libro I Ricordi di Eidos che si terrà il prossimo 23 gennaio alle ore 17,30 presso il Centro Piamarta del S. Cuore di Roseto. Tonino ha ottenuto il massimo a cui uno sportivo possa ambire, vale a dire la Stella d’Oro al merito. La cerimonia si è svolta a Teramo alla presenza di nu-

merose autorità. Se si pensa che in tutto l’Abruzzo ci sono stati solo due alti riconoscimenti (l’altro nella provincia di Chieti), con l’aggiunta di due stelle d’argento e tre di bronzo, si capisce ancora di più l’importanza del traguardo raggiunto da Marini. Nella foto Tonino al centro riceve la Stella con a destra Agostino Nazareno, Vice Presidente dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport e a sinistra Antonio Schisani, Vice Presidente Nazionale della Federazione Motociclistica Italiana.

Bene i casting per il programma Rai “Mezzogiorno in famiglia”, ma potevano andare meglio Riceviamo e pubblichiamo una nota consuntiva delle prove fatte sinora dagli organizzatori della squadra che parteciperà il prossimo 22 e 23 marzo al programma di Rai 2 e che, se vinto, consentirebbe di ricevere come premio un’autoambulanza da destinare all’Amministrazione Comunale. «I casting per la partecipazione di Roseto al famoso programma della Rai dal titolo “Mezzogiorno in Famiglia”, tenu-

tisi nelle scorse settimane, hanno avuto un discreto successo. Diversi i cantanti e i ballerini accorsi, anche dai paesi limitrofi. Avremmo gradito una maggiore partecipazione di giovani desiderosi solo di un sano divertimento, essendo loro soliti lamentarsi dell’immobilismo della nostra cittadina. Vorremmo coinvolgere tutto il territorio rosetano per l’allestimento del collegamento, attendendo idee o persone volenterose».

Peppe D’Ecclesia, un falegname d’altri tempi

Chi nasce con un mestiere, soprattutto quelli di una volta, non lo lascia più, fosse anche solo per passatempo. Così Giuseppe Peppe D’Ecclesia non smette mai di mettere mano ai suoi attrezzi - ormai segnati dal tempo, ma che sono

perfettamente funzionanti - per realizzare piccoli oggetti unicamente per gli amici o per trascorrere un po’ del tempo libero, in modo da scacciare nel miglior modo possibile la noia. Per tanti anni ha svolto la professione di falegname; per un cer-

to periodo fu anche coinvolto dal sempre amato preside Bartolini, per delle lezioni di laboratorio di falegnameria impartite agli alunni della Scuola Media D’Annunzio, in modo che potessero conoscere i rudimenti di questo antico mestiere e vedere come nascevano degli oggetti in legno che si usano tutti i giorni. L’esperienza continuò anche alla Romani ed ebbe successo, al punto che quei piccoli manufatti prodotti furono esposti in una mostra presso la “Villa ComunalePonno”. Un modo diretto e proficuo per non dimenticare le arti e i mestieri di un tempo.


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PUNTURE I ROSBURGHES di LUIGI BRACCILI

zio. È dunque un pesce che ha “PIUCCIO”, SEMPRE PIù MOfatto la storia della nostra cucina DESTO… marinara. Sì, parliamo del Rapagnà … A MONTEPAGANO, CAMBIANO sciarpetta rossa che non potenI TEMPI… do dimenticare la medaglietta Non c’è più il premiato gran condi Montecitorio, ritorna a lottare certo e neppure la “bandarella” nelle prossime elezioni, ma per ed i bandisti sono diventati caluna lotta al vertice. È stata inciatori. Luca Lulli, l’acclamato fatti annunciata la sua presenza centrocampista del Teramo caal…palio delle regionali e, bapolista, è il nipote di “Gelorme”, date bene, come governatore. Luca Lulli il cornettista paganese la cui Va subito detto che il “Piuccio” assenza, per la prima volta alla di Montepagano è un tipo fatto così: disprezza, anzi odia, le posizioni modeste e, come dire o commemorazione del 4 novembre è andata avanti senza squilgovernatore o niente. Prenotati quindi per le mattinate domeni- lo. Va detto che in passato vi furono altri paganesi ad arrivare nella serie nazionale (Bernabei, Di Giuseppe) ed altri. Oggi Lulcali per suoi coloriti comizi. Ma suvvia, siamo abituati! li non vuole guardare la cornetta da squillo, ma cresciuto nel Pescara, con una sfortunata presenza a Pagani, oggi gode di PAVONE, IL “TASSATOR” DA SEMPRE… Ha sempre amato il fiscalisno endemico, fin d quando mili- una posizione da centrocampista insostituibile. C’è poi Iacopo tava nel garofano, oggi, nell’ibrido social-liberale incalza, anzi DEZI, rosetano che da Giulianova è arrivato al Napoli, è passato coerentemente, insiste come uno scolaretto che riempie la pa- al Barletta ed oggi domina in B a Crotone ed è nella nazionale ginetta con la poca allegra frase “viva le tasse”. Da commer- giovanile. cialista qual è, dovrebbe farsi i conti e convincersi che se c’è il potenziale numerico per lanciare le frecce fiscali, la cosa si può NEL BASKET ROSETO CEDE CON ONORE… fare. Pare che nel gruppo i conti non tornino, per cui frenare, La Modus rosetana storce il naso, ma non trema, giacché in terra piemontese ha perso, ma difendendosi al massimo. Ora oltre che razionale sarebbe logico e necessario. attende due partite in casa, prima con il forte Lucca e successivamente con la derelitta barese. Un buontempone, ma non UN PESCE ROSETANO… È scoppiata la passione per la gastronomia marinara. A parte i blasfemo, leggendo sulla rivistina rosetana la scritta Papa Francosti, che possono essere impoveriti da quello che va cataloga- cesco, non vedendolo in campo, ha protestato con Trullo vito fra i meno costosi, gustoso, ma dal colore verde si è lavorato sto che il pontefice gesuita viene considerato l’uomo “face tout all’insegna del gusto. Marco Manetta, da appassionato studio- mi”. Nessuna espressione scorretta, per carità, ma a Roseto so ittico si è trasformato “gourmet” con una ricetta, pubblicata siamo fatti così. Ricordate quando Aldo Anastasi elevò come su tanti giornali. Alla base, insieme al fagiolo “tondino” ed alla protettore del basket nientemeno che San Gabriele? Alle proverdura c’è la “rìcciola” che, con la mia memoria ultraottanten- teste di Padre Salvatore che affermava che il Santo d’Abruzzo ne, ricordo che i nostri marinai non potevano vendere perché non aveva mai giocato a pallacanestro il “colonnello” rispose era costosissimo e preferivano mangiarselo. Prima di Marco c’è candidamente: “perché avete mai visto sparare Santa Barbara, stato Fabrizio Chiappini ad usarlo come insegna del suo nego- protettrice dei bombardieri?”


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Federico Caffè, l’economista dimenticato (nella sua città) La solitudine del riformista. L’attualità. Il “mistero” della scomparsa.

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iceva di essere figlio della Befana, perché era nato il 6 gennaio 1914; l’anno dello scoppio della Grande Guerra, dell’Italia neutrale e subito belligerante, uno dei giri di valzer per cui era già famosa. Si era abituato a fare di conto presto, perché la sua famiglia non navigava nell’oro, si era diplomato ragioniere al Tito Acerbo di Pescara e laureato in Economia e Commercio. L’economia ha le sue leggi, talvolta crudeli, come quelle della natura. Il centenario della nascita di Federico Caffè è passato silenziosamente solo nella sua città natale, con le scontate “scuse” dopo l’evento: nella città che tiene a mente altri miti, un pò più roboanti, forse più scontati, certamente più costosi, ma vuoi mettere, in Regione e fuori - Caffè del resto è sempre stato un personaggio scomodo, un isolato. Lo dimostra la sua scomparsa misteriosa - come quella del fisico Ettore Majorana - avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1987. E “la solitudine del riformista” è il titolo del libro che raccoglie alcuni dei suoi interventi apparsi sui giornali - scriveva senza compenso, diceva che bastava il suo stipendio da insegnante -, “messaggi non pervenuti”, come li definiva - Messaggi non pervenuti allora, ma ancora oggi di attualità: la dignità del lavoro, garanzia dell’emancipazione dell’uomo e della tenuta sociale del Paese; il ritardato inserimento dei giovani; la questione meridionale; la protezione sociale, anche quando il debito pubblico rischia di esplodere; l’emarginazione degli anziani, che lo tocca di persona. Allo

di MARIO GIUNCO

stato rimprovera di prendere male e di spendere peggio, mettendo in crisi il sistema della protezione sociale, che ritiene fondamentale. È compito del governo evitare che le risorse finanziarie si indirizzino verso attività speculative, piuttosto che produttive, trovando soluzioni concrete dove i mercati falliscono, non soddisfano i bisogni umani, anche a costo di resistere agli ordini degli organismi internazionali, il Fondo Monetario e la Commissione Europea. Una vita “inimitabile” frugale come quella di un asceta, quasi nell’ombra, tutta casa e Università di Roma - qui insegna Politica economica dal 1959, dopo varie traversie accademiche , tra cui, vincitore di concorso, il rifiuto dell’Università di Venezia, che lo considera “estremista” -  dove forma generazione di studenti, alcuni dei quali di prima evidenza nelle vicende politiche ed economiche italiane ed europee, tra gli altri Mario Draghi ed Ezio Tarantelli, ucciso in un attentato, un dolore invincibile per Caffè. Il suo affetto per Pescara, già in vita deluso: i suoi libri donati all’Università, che ammuffiscono negli scatoloni, nemmeno due righe di ringraziamento. Gli anni giovanili, il cinema Excelsior, il pianoforte di sala dei film muti. La sua passione per la musica, Brahms in particolare, amico dolce e malinconico, che, come lui, si apre a tenerezze inattese, autunno dell’anima. E la sua scomparsa, su cui impietosamente si è indagato e si ritorna: come ha fatto, chi lo ha aiutato, è stato un caso o una scelta deliberata? Mancandogli di rispetto nel suo gesto estremo, che ha solo inteso coprire con un velo di virile pudore.


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A Roseto torna la grande passione per le auto e le moto storiche, grazie alla cronoscalata Roseto-Montepagano La nuova associazione - costituita da poco e che affonda le radici negli anni ‘60, quando spadroneggiava il motociclista Nino Faga - ha in cantiere una serie di iniziative, tra cui un raduno di interesse nazionale nel prossimo mese di luglio

di MARTINA BIDETTA

1 Antonio Massari con la nostra intervistatrice

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Foto 1: Nereto, settembre 2013. Da sin Antonio Tonino Massari, l’ing. Giancarlo Bruno della Ferrari e l’organizzatore Patrizio Impullitti, in ricordo dei 31 anni dell’“Old Motors Club D’Abruzzo”, associazione nata nel 1982 a Roseto Foto 2: In primo piano, dentro la Fiat “Balilla”, il collezionista Ettore Alcini. Sullo sfondo, a sinistra, Antonio Tonino Massari

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ntonio Massari ha sempre avuto la passione per le auto storiche. Vice presidente dell’“Associazione Automoto Club Storiche 2R Rosburgo of Roseto Ab”, ci ha parlato di un’importante iniziativa a livello nazionale, in programma il prossimo mese di luglio, il cui punto forte sarà la cronoscalata Roseto-Montepagano, che coinvolgerà auto storiche rare e di grande interesse collezionistico. Lei ha sempre messo a disposizione il suo tempo libero per far conoscere e apprezzare il mondo delle auto storiche. Già nella seconda metà degli anni Sessanta, insieme a Ugo Talamonti, Francesco Ferri e Tonino D’Ignazio (che con i suoi contributi economici consentiva la concretizzazione delle idee), demmo vita al primo motoclub, che ruotava attorno alla figura del pilota Nino Faga. Con il passare dei giorni e con la realizzazione di attività sempre più stimolanti, il gruppo crebbe e alla fine degli anni ’90 fondammo il “Motoclub Rosburgo”, il top a livello nazionale e promotore della formula “Mare-Monti”, la prima in Italia. Al compimento del decimo anno e con il raggiungimento del considerevole traguardo dei 720 iscritti, consegnammo a tutti gli associati una rosa d’oro di grandezza naturale. Ci dice qualcosa in più in merito a questa particolare iniziativa che state curando?

Il Trofeo “Delfino blu” consiste nella cronoscalata Roseto-Montepagano di auto storiche che si svolgerà in tre giorni, durante la prima settimana di luglio (venerdì, sabato e domenica). Nella prima giornata si assisterà alla cronoscalata, mentre in serata è previsto il “Trofeo eleganza”, durante il quale verranno premiate le auto meglio conservate e le più appariscenti in termini di design e raffinatezza. Sabato si riproporrà la gara in due ‘manche’, mattina e pomeriggio. La sera sul lungomare di Roseto, nell’ex circuito di moto, ci sarà una prova di velocità cronometrata con auto storiche. Domenica mattina si ripeterà la prova; al termine, verrà servito il pranzo, seguirà la cerimonia conclusiva e il saluto ai partecipanti. È previsto anche un premio dedicato al gentil sesso, il Trofeo “Rosa d’oro, dai 12 centimetri di femminilità ai capricciosi cavalli di auto storiche”. Qual è l’organigramma dell’associazione? Il gruppo fondatore dell’Associazione è costituito da: Clemente Nardi (presidente), Antonio Massari (vicepresidente), Giuseppe Di Donato (segretario), dai consiglieri Ennio Di Giacinto, Ferdinando Collevecchio, Vincenzo Piero Di Felice, Gianfranco Messina, Nando Talamonti , Luigi Foschi e dai revisori dei conti Maria Teresa Picchini, Ottavio Sperandii e Giselda Di Bonaventura. L’atto costitutivo è stato redatto il 17 dicembre 2013 presso il notaio Luigi De Galitiis.


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ncora un successo al quartiere Borsacchio che, grazie al suo comitato, il 5 gennaio si è rivestito a festa e ha stupito tutti per la coesione e la compattezza, regalando una domenica davvero speciale a grandi e piccini. Numerosi i bambini presenti che hanno ammirato l’arrivo della “Befana del Borsacchio” scortata da fiammanti 500 d’epoca e che hanno gioito per i doni che la vecchietta dalla scopa volante ha poi distribuito loro. Tanti i momenti di spettacolo e di intrattenimento, a cominciare dalla allegra brigata della Summer Smile Animazione, passando attraverso la frizzante dimostrazione della scuola di danze caraibiche Just Dance, la dolcissima esibizione dei bimbi del Piccolo Coro “I Sinfonici” e della piccola Gaia Di Giuseppe sino ad arrivare all’evento Sacro della Natività.

La sacralità e la suggestione di quel momento hanno colpito il cuore di tutti: da una grotta “al freddo e al gelo” ha fatto capolino Gesù Bambino mentre i Re Magi, guidati dalla stella cometa, dal presepe di Montepagano hanno raggiunto il Borsacchio, suscitando commozione in tutto il pubblico. Infine un meraviglioso gesto di umanità con la raccolta fondi per “Regalare l’Epifania a chi non può”. Grazie alla In Bike, Toys City e in particolare ai doni offerti dalla onlus Oasi del Sorriso-Clownterapia di Matera, che tanto fa per i bambini ricoverati negli ospedali, molti nostri bimbi hanno potuto sorridere grazie alla pesca di beneficienza. Questo connubio di forze e di “cuore” tra il comitato, sponsor e quanti hanno risposto all’appello, ha permesso di raccogliere la somma di euro 803,90 che sarà interamente devoluta in beneficenza a due realtà rosetane: la casa famiglia di Montepagano


37 che accoglie minori in difficoltà e l’associazione onlus “Prossimità alle Istituzioni” che, attraverso lo sport, aiuta bambini e ragazzi che vivono uno stato di disagio ad avvicinarsi alle istituzioni e a integrarsi nel proprio sociale. Infine è doveroso ringraziare immensamente di cuore quanti hanno collaborato all’organizzazione, a tutti coloro che attraverso il tesseramento hanno sostenuto il comitato, agli sponsor, all’associazione Vecchio Borgo di Montepagano per aver contribuito alla realizzazione della Natività, all’associazione Club 500 Roseto, al gruppo Erasmi Supermercati, a Mana Service e a Copylandia che hanno omaggiato il contenuto dei sacchettini, alla cantina RO.DE.A per aver offerto il vino ed al Ristorante al Focolare di Bacco per averlo trasformato in delizioso Vin Brûlé, alle organizzazioni di pubblica sicurezza, ai volontari, al Comune che ha permesso la realizzazione della manifestazione ma soprattutto il grazie più sentito ai cittadini rosetani che hanno affollato il quartiere. L’appuntamento è per la prossima estate, o chissà, magari prima…….WORK IN PROGRESS. IL COMITATO DI QUARTIERE BORSACCHIO Presidente MARIO BUCCI A CURA DI Francesca Martinelli


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Ritorna Dimarcolor Color People Festival

i giovani gruppi musicali possono sin da ora prenotarsi

L’appuntamento rosetano è per la seconda metà di luglio 2014 e si svolgerà per tre giorni all’Arena 4 Palme. L’organizzazione sarà curata dalla Cerchi Concentrici Promotor e tra le attività ci saranno anche delle mostre dedicate alla musica e alla cultura cittadina

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nnanzitutto che cos’è o cosa ha rappresentato il Dimarcolor Color People Festival? È stata un’esperienza molto positiva messa in campo nell’estate del 2009, svoltasi al centro del lungomare, di fronte al lido “La Lucciola”. Era dedicata esclusivamente a dei gruppi musicali della nostra zona, che avevano l’obbligo di suonare solo dei brani degli anni ‘60. L’idea piacque e diversi di quelli che un tempo venivano chiamati complessi, si iscrissero; sul palco ebbero modo di far sentire le loro elaborazioni ai tantissimi giovani presenti. In quell’occasione le band si chiamavano Chum Bakkit, Apache, Colpo Grosso, Squeezed Lemons, Methodika, Warning Stripes. Alcune di esse oggi non esistono più, ma nel frattempo sono sorte altre formazioni che sicuramente avranno modo di farsi conoscere in questa manifestazione. Il simbolo di allora verrà rispolverato: stiamo parlando del famoso pulmino “Volkswagen Modetto T”, più conosciuto come “Bulli” e dedicato dalla Dimarcolor interamente al “Color People Festival”. Era l’immagine degli hippies che si muovevano per l’Europa e per l’America negli anni Sessanta del secolo scorso e rappresentò l’icona anche di Woodstock, la kermesse musicale statunitense che radunò qualcosa come 400.000 giovani da tutto il mondo! L’appuntamento rosetano è per la seconda metà di luglio 2014 (lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30) e si svolgerà all’Arena 4 Palme. L’organizzazione sarà curata dalla Cerchi Concentrici Promotor e tra le attività ci saranno anche delle mostre dedicate alla musica e alla cultura cittadina. Anche perché nel 2009

venne allestita una particolare esposizione delle rarità dei Beatles, curata dal giornalista-collezionista Luciano Di Giulio, conoscitore di quello specifico periodo musicale. Alla migliore band verrà assegnato, da una speciale giuria di esperti, un premio e ci saranno anche vari riconoscimenti. Insomma, il festival sarà un momento per far stare insieme i giovani, legarli al grande messaggio della musica, vero linguaggio universale. Tutto ciò permetterà ai tanti ragazzi che oggi si avvicinano alle sonorità contemporanee di capire da dove vengono quelle note e di chi sono figlie, se è vero che gran parte della musica attuale ha le radici in quello che in molti definiscono ormai “i fantastici anni ‘60”. Il direttore artistico del festival è Antonio Bidetta, che è possibile contattare sin da adesso, in modo da avere le informazioni necessarie per potersi iscrivere, gratuitamente, alla tre giorni. Non saranno molti i gruppi che potranno essere ospitati, pertanto è importante prendere contatti prima possibile al cell. 340.27.50.517 o all’e-mail antonio.bidetta@gmail.com.


LE BREVI DI

Eidos News organizza 39 una cena di Beneficenza per sabato 25 gennaio a favore della Lega Fibrosi Cistica

Giovedì 23 gennaio al Centro Piamarta ci sarà la presentazione del nuovo libro I Ricordi di Eidos di William Di Marco Giovedì 23 gennaio, alle ore 17:30 presso il Centro Piamarta del S. Cuore di Roseto, ci sarà la presentazione del libro I Ricordi di Eidos del nostro direttore editoriale William Di Marco. Dal titolo si capisce che la testata che state leggendo è direttamente coinvolta, nel senso che la pubblicazione racchiude le interviste raccolte su Eidos a partire dall’estate 2012 in poi, in modo continuativo, riguardanti personaggi rosetani. Questi sono trenta e sono stati selezionati per il loro apporto dato alla collettività locale. Tuttavia non c’è stato mai un ordine di scelta o una classifica di merito nell’individuare le persone intervistate; per tale motivo l’autore si ripropone di continuare questa raccolta, “fino a quando ce la farò, data la complessità del lavoro”, come ha dichiarato in un’intervista riportata su queste pagine dalla nostra collaboratrice Martina Bidetta. I Rosetani che meritano di essere racchiusi in un volume di “Ricordi” sono veramente tanti, pertanto la speranza è che questo progetto non si fermi qui. La presentazione sarà aperta da un’introduzione di Mario Giunco, Addetto alla Cultura del Comune di Roseto. Poi è previsto l’intervento dell’editore Domenico Verdone ed infine l’autore parlerà di questo nuovo lavoro. Nel corso del pomeriggio sarà proiettato un breve filmato di alcune immagini storiche riguardanti la “Città delle Rose”. L’organizzazione dell’evento è dell’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor e di Eidos News.

donati e1598 alla piccola marta L’associazione culturale NEL BAULE DELLA NONNA il 5 gennaio 2014 ha consegnato ai familiari della piccola Marta, la somma di euro 1598,00 ricavato dalla vendita dei calendari e di alcune offerte libere. La presidente Patrizia Taddei ringrazia tutti coloro che si sono adoperati in questa impresa per la piccola Marta, dagli sponsor ai ragazzi dell’associazione che si sono messi in gioco e hanno dato il massimo per raggiungere l’obiettivo. Un sentito grazie va a tutti coloro che hanno donato con il cuore, in particolare a chi si è prodigato nella vendita dei calendari.

grazie a:

Sabato 25 gennaio, alle ore 21:00 presso l’Hotel Bellavista di Roseto, si terrà la cena di beneficenza organizzata dal nostro giornale, il cui ricavato andrà alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Abruzzo. Non è la prima volta che Eidos è impegnato in questo tipo di attività e nel corso degli anni sono andati, a varie iniziative, diverse migliaia di euro. È un modo molto diretto e importante per dare il proprio contributo alla ricerca, come in questo caso, o a chi soffre, come è avvenuto anche in passato. Prenotare un posto o un intero tavolo, sapendo lo scopo nobile dell’iniziativa, è facile. Basta chiamare i seguenti numeri, così da contribuire a questo bel gesto di solidarietà: 331.37.17.294 oppure 392.99.75.776.

Sempre più contatti per il sito www.eidosnews.it. L’attualità e la cronaca locale in tempo reale Il nostro sito www.eidosnews.it continua a essere cliccato e consultato da un numero crescente di “internauti”. I contatti aumentano e i visitatori dimostrano di gradire gli sforzi della nostra redazione, finalizzati ad aggiornare costantemente i lettori sui fatti di cronaca che accadono nel nostro territorio. Roseto, Pineto, Atri, Giulianova, Morro d’Oro, Notaresco, Castellalto Cermignano, Cellino Attanasio e tutta la vallata del Vomano sono le località e le zone su cui il nostro sito rivolge la massima attenzione, non dimenticando le notizie provenienti dagli altri capoluoghi abruzzesi e dalla Regione. Inoltre continuano le segnalazioni per gli eventi, un modo sempre più gradito dalle persone per sapere cosa fare e dove andare.


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Capodanno 2014

nel segno del Lido D’Abruzzo.... Nella notte di San Silvestro presso la storica struttura del “patron” Ciutti (uno dei più attrezzati villaggi del centro-italia) ha riscosso grande successo l’evento realizzato da Paolo Ginoble (non nuovo a questo tipo di realizzazioni) coadiuvato da Rossella Marini e dai due giovani gestori del ristorante Fabio Sistilli e Francesco Suppa. Notevole l’affluenza registrata per un pubblico di tutte le età che uniti ad un’atmosfera unica hanno dato vita ad uno spettacolo

durato fino alle prime luci dell’alba. La serata ha visto lo spettacolo salentino poi la musica di dj locali che hanno atteso l’arrivo del Dj internazionale Stefano Gambarelli intervenuto in esclusiva in Abruzzo per questa occasione A breve, fa sapere l’organizzazione, ci saranno altri appuntamenti con ospiti illustri pronti a rinvigorire una struttura che sembra aver riscoperto i fasti di un tempo.


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Allievi Cologna Calcio nell’Elite Abruzzese

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a riforma dei Campionati Giovanili a contribuito a portare nuove, grandi soddisfazioni in casa Cologna Calcio. La formazione Allievi della Società rosetana con il quarto posto ottenuto nella prima fase del campionato regionale ha ottenuto, con merito il diritto di partecipare, unica squadra della provincia teramana, alla fase d’Elite Abruzzese. I ragazzi guidati dal mister Luciano Buoni hanno ottenuto l’ambito risultato con caparbia e serietà con un ruolino di marcia sempre costante che si è evidenziato soprattutto nella partite casalinghe ottenendo 6 vittorie ed un pareggio. Per la Società del Presidente Silvino D’Emilio è l’ennesimo tassello posto ad un lavoro iniziato qualche anno fa con la riorganizzazione dell’intero movimento calcistico di Cologna Spiaggia, dal Settore Giovanile alla Scuola Calcio.

La squadra Allievi del Cologna rappresenterà, dunque, la nostra provincia nel Campionato d’Elite Regionale e dovrà tenere testa alle migliori realtà del pianeta giovanile abruzzese con la certezza di ottenere anche nella seconda fase quelle soddisfazioni che i dirigenti e i tecnici meritano per il grande lavoro svolto quotidianamente con i giovani calciatori. La rosa della Categoria Allievi: Michael Profico, Genia Tarasenko, William Gentile, Massimiliano Flori, Federico Cichetti, Mattia Braca, Alfredo Di Lauro, Smith Del Wasaula, Luca De Berardinis, Matteo Scimitarra, Simone Di Giorgio, Filippo Paoletti, Lorenzo Bellini, Federico Foglia, Lorenzo Borrelli, Marco Carusi, Manuel Barbieri, Pawel Adamczuk, Riccardo Mastrilli, Pierpaolo Di Pancrazio, Federico Di Carlo, Mattia Sbrollini.


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s k r a h eto S

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foto: Mimmo Cusano

LA SALVEZZA ATTRAVERSO I PLAYOFF Roseto-Lucca, domenica 19 gennaio 2014 al PalaMaggetti.

l Roseto ha iniziato il girone di ritorno con la sconfitta di Omegna, dopo aver chiuso il girone di andata al 9° posto in classifica – l’ultimo utile per i playoff promozione – con 16 punti, frutto di 8 vittorie e 7 sconfitte. In casa, la squadra ha vinto 4 volte (3 con la gestione Melillo) e perso 3 (2 con la gestione Trullo). In trasferta, 4 vittorie (3 con la gestione Trullo) e 4 sconfitte (3 con la gestione Melillo). Coach Phil Melillo ha chiuso la sua esperienza con 4 vinte e 4 perse, stessi numeri di coach Tony Trullo dopo le sue prime 8 gare alla guida del Roseto. Fra le cose positive del girone di andata c’è Alex Legion, giocatore ingaggiato dal direttore sportivo Marco Verrigni nonostante qualche voce di negativa sul suo carattere, che invece si sta dimostrando un ottimo acquisto. Dopo 16 gare, è il miglior realizzatore del Roseto con 18,6 punti di media ed anche il miglior rimbalzi-

sta (lui che è una guardia ed è alto 195 cm) con 8,9 carambole arpionate ogni partita. Il moro classe 1988, originario del Michigan, secondo un coach esperto come Attilio Caja è già pronto per la Serie A (anche se con un ruolo da comprimario). Il giocatore è fiducioso circa il futuro della squadra, affermando che gli Sharks hanno il talento per vincere il campionato, a patto di pensare ad una partita per volta e riuscire a mettersi alle spalle gli infortuni, che hanno intralciato il percorso di crescita del gruppo

nel girone di andata. Se Nika Metreveli guarisse presto e bene e se Kevin Sowell abbracciasse il credo cestistico di coach Tony Trullo, il girone di ritorno del Roseto potrebbe essere un crescendo finalizzato alla salvezza (obiettivo dichiarato ad inizio stagione dalla Società) anticipata, passando per i playoff promozione, dove tutto può succedere. Dunque massima concentrazione, a cominciare dal prossimo impegno in casa, domenica 19 gennaio 2014 alle ore 18, al PalaMaggetti, contro la forte Lucca.

Tifosi in Curva Nord

Antonello Ricci

Salvatore Genovese e i tifosi

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

Nicolas e Valentina Stanic


Trofeo foto: Mimmo Cusano

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lle Rose

IL 68° TORNEISSIMO AI GIOVANI DEL LAZIO Premiati anche i campioni Iwan Bisson ed Enrico Gilardi.

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Le squadre di Lazio e Abruzzo.

l Trofeo Lido delle Rose è salvo, disputato domenica 29 dicembre 2013 fra le selezioni regionali Under 14 Maschili di Abruzzo e Lazio. Ha vinto largamente il Lazio, con il punteggio di 38-74. Una bella soddisfazione per i giovani, guidati in panchina dal campione Enrico Gilardi, che ha vinto il Trofeo Lido delle Rose da giocatore, con Roma, nella 44^ Edizione del 1989. La partita si è giocata al PalaMaggetti di Roseto degli Abruzzi, davanti a uno zoccolo duro di appassionati stimabile in circa 200 persone. Al termine, il Sindaco di Roseto

degli Abruzzi, Enio Pavone, ha premiato la squadra del Lazio (ha ritirato il premio Capitan Di Francesco), mentre l’Assessore allo Sport, Mirco Vannucci, ha premiato l’Abruzzo (ha ritirato Capitan Masciopinto). Il Comitato Organizzatore ha poi consegnato premi personali al miglior realizzatore e al miglior giocatore della contesa, entrambi del Lazio. La targa del miglior realizzatore l’ha vinta Niccolò Capuani, premiato da Sabrina Di Stefano, Vice Presidentessa del Comitato Organizzatore, mentre la targa del miglior giocatore è stata assegnata – dai due coach, che per l’occasione han-

no fatto valere in modo intelligente anche il loro lato educativo di formatori – a Nicola Alessandrini, premiato da Francesco Di Girolamo, Presidente della FIP Abruzzo. Il Comitato Organizzatore ha infine consegnato due premi speciali a due grandi campioni del passato: Iwan Bisson, premiato da Michele Martinelli, Presidente del Comitato Organizzatore, e Enrico Gilardi, premiato da Giampiero Porzio, oncologo di L’Aquila per la Vita, onlus che si occupa di oncologia domiciliare, supportata dal Comitato Organizzatore sia nell’edizione 2006 sia in questa edizione.

Iwan Bisson e Enrico Gilardi.

Niccolò Capuani.

Nicola Alessandrini.


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Matteo Rossi Finarelli, il bomber che può fare molto per la Rosetana

Lo abbiamo intervistato

Grazie a lui, nell’ultimo turno, i biancazzurri hanno evitato la seconda sconfitta casalinga consecutiva. È andato a rete allo scadere, come aveva fatto con la doppietta a Vasto

Lo 0-1 del Montorio

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Rossi Finarelli ha appena colpito la palla dell’1-1

on il Montorio, una brutta Rosetana non è andata al di là del pareggio casalingo, rinviando l’appuntamento con la prima vittoria del 2014. Anzi, il gol del pari è arrivato con un colpo di testa di Rossi Finarelli a tempo scaduto. Un passo indietro sul piano del gioco per la Rosetana, che ha confermato di soffrire le squadre di pari livello, trovandosi più a suo agio con compagini qualitativamente superiori. Il gol in zona Cesarini del nuovo centravanti ha comunque regalato, in uno scontro diretto, un punto che potrebbe rivelarsi fondamentale per il proseguio della stagione. Rossi Finarelli sette giorni prima aveva realizzato le sue prime reti con la maglia biancazzurra, una doppietta nel 2-2 con la Vastese all’”Aragona”. Al termine del match col Montorio, abbiamo conosciuto meglio il nuovo bomber di casa Rosetana, prelevato dal San Nicolò lo scorso 1° dicembre. Matteo, sei a Roseto da poco più di un mese. Come ti trovi con i tuoi nuovi compagni? Mi trovo molto bene. Sono compagni molto giovani, che vanno guidati ma che sono ragazzi seri, sempre presenti agli allenamenti. Credo che tra tanti sacrifici stiamo ottenendo i risultati che la società ci ha chiesto. Come mai hai deciso di lasciare una corazzata come il San Nicolò? Soprattutto per motivi di lavoro, non riuscendo a conciliare entrambe le cose. Appena mi si è prospettata la possibilità di venire a giocare a Roseto, conoscendo la serietà della società,

Esultanza di Rossi Finarelli

non ci ho pensato due volte, è stata una trattativa lampo. Tre gol in due partite. Pensi che Roseto sia l’ambiente giusto per tornare prolifico come ai tempi di Martinsicuro? di piergiorgio Questo non lo so. Posso dire che mi trostacchiotti vo molto bene e quando un attaccante trova il giusto ambiente è più facile che riesca a fornire prestazioni molto positive e a fare gol come gli viene richiesto. Ormai sei un giocatore esperto, avendo superato, seppur di poco, la trentina. Com’è cambiata l’Eccellenza rispetto agli inizi della tua carriera? La cosa che ho notato di più è la perdita di appeal mediatico, nel senso che prima era più seguita anche a livello di spettatori. Ricordo derby, per me che sono di Pianella, fra Penne, Lauretum o Pianella, partite molto interessanti e sentite. Sul piano tecnico, un pochino è sceso il livello ma questo è dettato anche dalla crisi economica che ha colpito questa fase storica. Come puoi migliorare la Rosetana? In cosa pensi di poter dare quel qualcosa in più rispetto ad un altro tuo compagno? Posso aiutare i miei compagni più giovani a crescere, ad imparare dagli errori che ho commesso io in passato, cercando di non farli fare a loro. Potrei guidarli per farli crescere ad ogni allenamento sempre un po’ di più.


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PSICOLOGIA

Il bullismo e le dinamiche relazionali di AMEDEA CAPRANI

Intervenire sul fenomeno del bullismo non significa designare il singolo soggetto aggressivo come unico patologico, bensì coinvolgere tutti coloro che si trovano nell’ambiente scuola allo scopo di modificare le dinamiche relazionali che sono all’origine di tanti episodi di bullismo

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l bullo. Il ragazzo che vessa, intimorendo, minacciando, spaventando, aggredendo. Il bullo si accanisce sul più debole, l’oggetto del suo essere violento. La violenza può essere fisica, verbale, psicologica e fa sempre male a chi non riesce a difendersi da qualcuno e da qualcosa che, nel tempo, sembra diventare tanto più grande di lui. La vittima finisce per essere sola e sempre più fragile di fronte ad un prepotente che si crede ancor più potente quando vede che altri lo sostengono o semplicemente assistono all’esercizio dei suoi abusi in silenzio. Il bullismo è un fenomeno sociale con delle caratteristiche specifiche, quali, appunto, l’isolamento della vittima e l’appoggio che spesso il gruppo dei coetanei fornisce ai comportamenti del bullo. Accade di frequente, infatti, che gli atti di bullismo vengano compiuti da un gruppo di piccoli bulli, con un capo e dei complici che possono agire essi stessi con comportamenti aggressivi oppure fornire supporto e coprire il leader. Si tratta di atti di bullismo collettivi, sempre più diffusi, purtroppo, ad esempio nelle scuole. Alla base della diffusione di tale fenomeno è possibile individuare diversi fattori. Il bullo viene spesso considerato dai coetanei un modello positivo, da imitare e appoggiare, poiché capace di sfidare l’autorità degli insegnanti e di ottenere in tal modo il rispetto dei pari. Seconda cosa è che è il fatto che sentirsi parte di un gruppo agisce sui membri diminuendo le inibizioni sociali. Inoltre il gruppo, in quanto entità unica, comporta un effetto di distribuzione delle responsabilità individuali, cosicché i singoli membri avvertono un senso di colpa molto inferiore per ciò che è stato fatto dal gruppo nella sua totalità. Questo carattere collettivo del bullismo sembra essere alla base del basso numero di denunce degli atti di bullismo che si verificano nelle scuole. Alla base di questo atteggiamento di omertà si pone anche la paura delle possibili ritorsioni, che spesso

si risolvono nel totale isolamento sociale della vittima, emarginata da tutti i compagni della classe. Ad influire è inoltre la pressione che il gruppo esercita sui suoi membri, implicando spesso l’appartenenza ad esso una tacita regola che proibisce di chiedere un aiuto esterno per risolvere problemi relativi al gruppo. Alla luce di quanto detto, per un intervento antibullismo che sia efficace, appare dunque fondamentale modificare innanzitutto l’ambiente relazionale che copre e nasconde, legittimando e rendendo possibili gli atti di bullismo. Perché se i compagni di classe non sono più spettatori passivi ma si dispongono a difesa della vittima, i bulli non potranno più agire. Intervenire sul fenomeno del bullismo non significa designare il singolo soggetto aggressivo come unico patologico, bensì coinvolgere tutti coloro che si trovano nell’ambiente scuola allo scopo di modificare le dinamiche relazionali che sono all’origine di tanti episodi di bullismo. Esistono delle strategie educative che rispondono a tale esigenza, le quali prevedono il coinvolgimento e il protagonismo degli stessi studenti. Tali strategie vanno a sostituire il tradizionale approccio educativo, in cui i conflitti vengano gestiti e risolti da una figura educativa dotata di autorità, in questo caso l’insegnante, che pone una soluzione esterna e ricorre ad eventuali punizioni. Si prevedono al contrario delle forme di mediazione tra pari, in cui la soluzione nasce da un processo di negoziazione che coinvolge tutti i protagonisti del conflitto, migliorando il clima emozionale generale. La significativa efficacia di questo tipo di intervento risiede proprio nel fatto che il cambiamento delle dinamiche relazionali promuove la risoluzione dei conflitti e innesca un processo di crescita relazionale generale, in quanto il bullo viene sostenuto nella modificazione del comportamento aggressivo e nell’acquisizione di un atteggiamento di empatia verso gli altri, la vittima viene supportata nel difendersi autonomamente e gli spettatori sviluppano importanti abilità sociali di reciproco aiuto. Amedea Caprani (psicologa) amedea.caprani@virgilio.it


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La Biblioteca “Mauro Laeng” si rinnova

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on la donazione di 60 videocassette, “La grande avventura del mare. Jacques Cousteau”, da parte di Filiberto Di Giuseppe, già Consigliere Comunale di Roseto, la Biblioteca “Mauro Laeng” del Polo Jacques Cousteau Liceale “Saffo” si arricchisce di altri strumenti culturali che vanno ad unirsi al vasto patrimonio librario e multimediale di cui dispone la scuola rosetana. Questo gesto di altruismo e di dedizione culturale, compiuto da un cittadino cui va il nostro sentito ringraziamento, dimostra che vi è ancora una fortissima attenzione ai compiti che la scuola svolge anche in difesa di antichi valori culturali e di assicurazione del servizio bibliotecario. Infatti le biblioteche scolastiche si affiancano al sistema bibliotecario pubblico e privato svolgendo egregiamente la funzione di sostegno e di assistenza ai giovani nel corso della loro preparazione culturale. Abbiamo letto in questi giorni delle difficoltà del sistema bibliotecario italiano. A differenza di paesi dove la lettura viene incentivata e difesa con elargizioni finanziarie impensabili, luoghi considerati “presidi di democrazia” e monumenti alla “difesa del

pluralismo delle idee”, l’Italia si barcamena come può per difendersi da tagli, chiusure, licenziamenti. Una vera e propria “notte delle biblioteche”. La Biblioteca “Mauro Laeng” dispone di migliaia di libri di vari argomenti, letterari, scientifici, giuridici, pedagogici, filosofici, storici, saggistica, e una mediateca di audiovisivi musicali, scientifici ecc.. Il servizio bibliotecario è assicurato sia al mattino che nel pomeriggio (negli orari di apertura). Negli stessi locali è possibile visionare filmati su schermo grande, fare ricerche, leggere, organizzare incontri e riunioni. Gli strumenti multimediali sono fruibili anche nelle altre aule attrezzate della scuola: l’Aula Multimediale “Lovelace”, il Laboratorio Linguistico “Matteo Ricci”.

Anime su tela con versi in libertà

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n’insolita coppia di artisti con il solo scopo di rendere manifeste le loro emozioni e i loro sogni più reconditi. Sabato 11 gennaio, un’altra lodevole e interessante iniziativa del Circolo Culturale Chaikana. Il finissage ha rappresentato il momento conclusivo di una mostra pittorica del pittore Paolo Foglia e di un recital di poesie del poeta Francesco Barnabei. Coinvolgente l’ impatto scenico dato dall’esposizione dei dipinti che ha consentito di leggere dal vivo quadri d’ arte contemporanea , interagendo con le astrazioni e le rappresentazioni mentali da essi manifestati. “Anime su tela con versi in libertà” il titolo della intensa performance dei due artisti che ha inteso coniugare la narrazione della fase creativa e realizzativa di un’opera d´arte e testi poetici di profondissima intensità. Paolo Foglia ha saputo molto bene descrivere il moto interiore che lo spinge ad esprimere la sua arte, fatta di intensi colori e forme che nelle prime opere richiamano dipinti di Picasso e Modigliani , ma che nel corso della sua vita di artista, ormai ventennale, se ne discostano e trovano una connotazione momentanea, ancora in divenire. Gli intervenuti hanno potuto sperimentare un´esperienza originale calandosi in prima persona, quasi come fa un apprendista con il suo maestro, nella lettura profonda delle opere, lasciando alla sensibilità psicologica dell’artista, il com-

pito di personalizzare le sensazioni e le emozioni suscitate. Paolo Foglia ha tenuto a sottolineare che la sua manifestazione artistica è in perenne e costante evoluzione e che in questo preciso momento della sua vita si sente “come un fiume in piena” in perenne desiderio di manifestare e rivelare “la sua anima e quella dei personaggi che raffigura a suo modo”. Intense suggestioni che nelle tele ad olio si materializzano dando vita a figure, a volti e più recentemente a mescolanze emozionali in cui si rispecchia l’anima creativa dell’artista. Gli interventi poetici di Francesco Barnabei, davvero notevoli e profondi, hanno rappresentato un corollario emotivo alla magia di quegli attimi e possono essere sintetizzate nei versi del poeta “Questa sera per raccontare quel che resta e quello che ancora dobbiamo trovare” . In queste parole la sicura consapevolezza che i due artisti hanno sperimentato un percorso sia individuale che comune fatto di idee, entusiasmi, sensazioni ma che è ancora in fase embrionale e proiettato verso un cammino artistico ancora da esplorare e vivere cercando “rifugio nell’immaginario”…. verso ….un cammino iniziato da un atto d’amore sorgente delle nostre anime spesso dimenticate. Ecco dammi il tempo di trovare almeno per un giorno la mia anima ribelle!”


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musica MUSICRAISER LA MUSICA HA BISOGNO DI NOI di GIULIA MARINI

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ercare fondi, auto-finanziarsi, crederci. Il messaggio per i giovani di oggi non può essere altro che:«Rimboccatevi le maniche!». Nessuno regala niente e tanto meno ve lo offre. Questo è più o meno lo spirito (disfattista ma temerario) che ha ispirato quella forma di attivismo venuto dall’estero denominata Crowdfounding. Il termine non mentisce, lo scopo è quello di finanziare scusate l’epistrofe – ciò che appare infinanziabile. Cultura, musica, arte finiscono troppo spesso per essere tagliati fuori da ogni programma politico. Trovare delle valide alternative per “tirare avanti” diventa quindi di fondamentale importanza. Attraverso le piattaforme crowdfounding tutti gli utenti possono venire a conoscenza di vari progetti, la cui radice è tendenzialmente culturale, valutarne le caratteristiche e - qualora volessero - finanziarli con una donazione. Moltissime sono e sono state le campagne di raccolta fondi in tal senso. Per citarne una, il “Tous Mecenes” (tutti i

mecenati) del Louvre, si proponeva di racimolare la non troppo esigua somma di 1 milione di euro per acquistare da un privato il noto quadro di Cranach “Le tre grazie”. Lo stesso Barack Obama - nel 2008 - ha finanziato parte della propria campagna elettorale con i soldi devoluti dai suoi elettori. In Italia l’idea del crowdfounding è arrivata con qualche anno di ritardo. Ad oggi sono però diverse le piattaforme operative. Musicraiser, ad esempio, nasce nel 2012 dall’idea di Giovanni Gulino, cantante della band indie-rock Marta sui Tubi e Tania Varusi, sua attuale compagna nonché dj producer.


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Nataliya Gonchak

un’eccellenza del territorio

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i questi tempi, in cui dall’Italia molti giovani lasciano il nostro Paese in cerca di una possibilità per affermare le proprie aspirazioni, succede anche il contrario: è arrivata dall’Ucraina dell’ovest la brillante Nataliya Gonchak, attuale direttore dell’Orchestra Sinfonica “Duchi d’Acquaviva” di Atri. Diplomatasi in pianoforte a Kiev e Bratislava, si trasferisce a Parigi dove si diploma in direzione d’orchestra presso l’Ecole Normale de Musique e diviene assistente dell’Opera di Massy per la stagione 2006-2007. Successivamente studia al Corso Internazionale di Direzione con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Ha all’attivo collaborazioni come direttore d’orchestra con musicisti di fama mondiale come i pianisti E. Indjic e Y. Mogilevsky, il violinista M. Rogliano, i violoncellisti I. Monighetti e M.Kliegel, il flautista A. Persichilli e il fagottista V. Zucchiatti. Ha diretto diverse orchestre dell’Europa dell’Est con le quali ha realizzato tournées in molte regioni italiane. Dal 2008 dirige con straordinaria energia l’Orchestra Sinfonica “Duchi d’Acquaviva”, por-

Testo e foto di Massimiliano Verdino

tando con il suo talento una ventata di giovinezza nell’ambiente sinfonico italiano. Abbiamo seguito per Eidos il Concerto di Capodanno che si è tenuto al Teatro Comunale di Atri il 2 gennaio 2014, dove l’Orchestra Sinfonica “Duchi d’Acquaviva” diretta magistralmente da Nataliya Gonchak ha deliziato il numerosissimo pubblico concludendo il concerto con la tradizionale marcia di Radetzky di Strauss accompagnato dalla partecipazione appassionata del pubblico.


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TELEVISIONE

Dalla Grande bellezza alla Grande ignoranza

di BARBARA CINQUE

Servillo e il tg

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iornata intensa per i protagonisti de La Grande Bellezza, freschi di Golden Globe come migliore film straniero: interviste, telefonate, dichiarazioni, complimenti, lodi e festeggiamenti. Non c’è spazio per le critiche e non è tempo di sollevarle, proprio ora che l’Italia ha portato a casa un riconoscimento importante Questa almeno è la posizione di Toni Servillo, e in un intervista a Rai News 24 la sua bellezza svanisce: Stava andando tutto bene quando la giornalista fa riferimento alle critiche che il film ha sollevato alla sua uscita. Servillo reagisce stizzito. La giornalista non è riesce a terminare la frase, che apparentemente mirava proprio a evitare il discorso ‘polemiche’, che Servillo interviene: “Mi sembra francamente inopportuno parlare di critiche adesso a meno che lei non abbia voglia di condividere, come me adesso, l’entusiasmo per un risultato del genere. Credo che la maggior parte degli italiani vogliano condividere un entusiasmo, non hanno voglia di parlare di critiche”.

La giornalista, quindi, cerca di riportare la conversazione su toni meno polemici e chiede all’attore cosa secondo lui sia stato più apprezzato di questo film. Ma a questo punto Servillo non vuole piu continuare la conversazione e inizia un balbettio “Cosa? Non sento più! Guardi, sto entrando... Pronto?! Sto entrando in un tunnel.. Pronto? Pronto?!” La giornalista e il pubblico sentono benissimo. Ma il capolavoro sta per arrivare. La speaker di Rai News chiede “Mi sente?” e dall’altra parte si sente un secco e perfetto “NO!”. Direi del tutto paradossale quasi da sketch comico ma il bello deve ancora arrivare quando Servillo pensa di aver chiuso la telefonata, il il pubblico sente distintamente in diretta tv cosa pensa l’attore della sua intervistatrice. “Ma vatteneaffanculo ‘sta cretina! Rai News! (A qualcuno che gli chiede spiegazioni) Voleva sapere perché (..incomprensibile...) è andata così. Deve andare così”. La giornalista dal canto suo fa buon viso a cattivo gioco e ringrazia Toni Servillo che ‘non la sente più’. Davvero un’intervista degna di Tapiro d’oro altro che Golden Globe!


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fotografia Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore. È un modo di vivere. Henry Cartier-Bresson

Autore: Alessia Limone, 28 anni, Morro d’Oro, neo laureata in Fotografia presso l’Accademiia di Belle Arti di Bologna, in cerca di lavoro. Titolo DELL’OPERA: Photographer on a wall Luogo: Parigi Apparecchiatura: Nikon D60 Parametri di scatto Lunghezza focale: 50,0 mm Misurazione: 1/5 sec; f/5,6; ISO 400 Elaborazione: Photoshop (regolazione curve)

di ELIO D’ASCENZO

L’AUTORE RACCONTA... Margaret Bourke-White diceva: “Trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare prima, qualcosa che solo tu puoi trovare perché, oltre ad essere fotografo, sei un essere umano un po’ speciale, capace di guardare in profondità dove altri tirerebbero dritto.” Fotografare per me significa cogliere ciò che gli altri, per semplice distrazione, non riescono a vedere e farlo scoprire a tutti. Pur essendo un semplice murale, in una delle tante vie di Parigi, questo fotografo ha letteralmente catturato la mia attenzione e io ho voluto catturare lui. Quando mi sono fermata ad ammiralo mi sono chiesta quante persone, come me, abbiano fatto la stessa cosa inoltre, se un giorno tornerò in quella via, magari non ci sarà più e non potrò ammirarlo di nuovo. Ma l’ho catturato! Ho visto la Fotografia che riflette se stessa.

LE PILLOLE DI ELIO

Se volete pubblicare una vostra foto particolare inviatela a fotografia@eliodascenzo.it

A rigore non esistono tecniche di ripresa “corrette” e non, ma solo metodi la cui validità è verificabile in funzione dello scopo per cui sono adottati. Certo, la pratica amatoriale ha contribuito alla formula di alcuni stereotipi che ormai sono un punto di riferimento apparentemente invalicabile. Pertanto una ripresa è effettuata correttamente quando una fotografia ha registrato sia nelle zone più luminose (alte luci) che in quelle molto scure i dettagli del soggetto.


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Se una notte d’inverno un viaggiatore di italo calvino di DAVIDE GENTILE

Se una notte d’inverno un viaggiatore” è un romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1979. Personalmente, però, ritengo che la data di pubblicazione non sia rilevante, almeno in questo caso. Siamo di fronte a uno di quei libri senza tempo, uno di quelli che possono venir letti tantissime volte e che ogni volta ha qualcosa di diverso da offrire, ai veterani delle librerie così come ai lettori alle prime armi. Calvino ci racconta di un lettore medio il quale, intento a leggere un romanzo (intitolato per l’appunto “Se una notte d’inverno un viaggiatore”), si ritrova interrotto già ad inizio lettura per un apparente errore di impaginazione. Nel tentativo di recuperare in qualche modo la parte mancante del testo si imbatterà in diversi altri romanzi, sempre costretto, però, ad interrompere la lettura del libro che si trova a leggere e intraprendere quella di un altro per ragioni ogni volta differenti ed avulse dalla sua volontà. Attraverso questo geniale espediente letterario, Calvino propone ai suoi lettori

una sorta di metafora per far giungere loro alla consapevolezza che la Verità non è poi così semplice da scoprire; in certe circostanze, anzi, è addirittura impossibile. A questo punto credo che la cosa più saggia sia fermarsi qui. Quando ci si addentra troppo in un libro di questo spessore si corre il rischio di banalizzarlo e di non rendere giustizia alla sua immensa bellezza, allontanando nel peggiore dei casi la curiosità del lettore. E sarebbe un grosso peccato, dato che Calvino è un autore che non può di certo mancare, e passatemi la lettera maiuscola, nella libreria di nessun Italiano. Egli è la dimostrazione e allo stesso tempo la conferma di come la letteratura italiana abbia vantato scrittori di grande calibro e rilevanza artistica, che offuscano indiscutibilmente molti autori odierni. Concludo quindi con un invito. Imparate, impariamo, a conoscere meglio gli artisti che meritano di essere conosciuti, gli scrittori che meritano di essere letti. Ma che non ci si aspetti di trovare sempre delle risposte. Piuttosto, di arricchire e valorizzare il modo in cui le cerchiamo.


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Uomini dal futuro di GIORGIA PASQUINI

Tra i tanti, vale la pena ricordare Alan Turing, un britannico nato nel 1912 e considerato, prima ancora della creazione del computer, il padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale. Ancora giovanissimo, contribuì enormemente alla codificazione dei codici criptati tedeschi durante la seconda guerra mondiale e, di conseguenza, alla sconfitta dei nazisti

O Alan Turing

Macchina di Turing

gni tanto accade che un uomo (o una donna) venga dal futuro. Non che questo succeda così spesso: è un evento, un accadimento eccezionale. Non so, mi viene da pensare a gente come Giovanna D’Arco, Leonardo Da Vinci, Niccolò Machiavelli, Adriano Olivetti o Maria Montessori piuttosto che Steve Jobs e tanti altri. Se li collocassimo su una linea del tempo, vedremmo che in realtà ogni epoca ne ospita giusto una manciata, un numero da contare con le dita. Il fatto ora è che questi non è che vengano con delle navicelle spaziali, macchine del tempo o vestiti bizzarri: sì, Da Vinci provava a volare con certi marchingegni di sua invenzione, ma forse era solo uno che amava i volatili. Dunque, questi Men from the future, sono del tutto irriconoscibili, spesso anche a loro stessi, se non osservati attentamente e questo è il punto fondamentale. Tra tutti mi viene in mente anche un altro nome, Alan Turing, un uomo britannico nato nel 1912 e considerato, prima ancora della creazione del computer, il padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale. Ancora giovanissimo, contribuì enormemente alla codificazione dei codici criptati tedeschi durante la seconda guerra mondiale e, di conseguenza, alla sconfitta dei nazisti,

ideando il metodo della macchina decodificatrice Bomba. Turing, inoltre, era anche matematico, logico e crittografo. Una storia che tutti sappiamo, racconta di un profeta “sceso in Terra” che narrava alla gente di un mondo migliore, se solo tutti avessero aperto le porte dei propri cuori per accogliere l’amore. Per queste parole così semplici e scontate per noi oggi, il profeta veniva perseguitato, fino alla morte avvenuta a soli 33 anni. Alan anche muore, suicida però, a 41 anni, perseguitato per la sua omosessualità, naturalmente dichiarata anche durante il processo dove, per salvare la sua carriera e il suo genio, è costretto a scegliere la castrazione chimica al carcere. Dopo qualche anno mangia una mela avvelenata con il cianuro e si toglie la vita. Nel 2013 la regina Elisabetta II gli concede la grazia dal reato di omosessualità, condanna, questa, che ha oscurato tutta la carriera del genio. Così mi viene da pensare che questi profeti non hanno mai vita facile perché, per un motivo o l’altro, qualcuno li deve tormentare, deve farli cadere o deve vincerli. Non credo che quest’invidia altrui porti lontano, ma nessuno dovrebbe vedere oscurate le proprie buone idee, a maggior ragione se per futili motivi o, addirittura, inesistenti. Fatto sta che ci saranno sempre uomini che verranno dal futuro e noi dovremmo essere abili nell’accoglierli per far sì di essere sempre meno, non solo ai loro occhi, un popolo che viene dal passato.


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Montepagano 43째 edizione Presepe Vivente a cura delle Associazioni Vecchio Borgo ed il Foro


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Va “a gonfie vele” il Centro Velico di Pineto Il consuntivo per il 2013 è veramente lusinghiero e per l’anno in corso si prospetta un’intensa ed emozionante attività fatta di diverse iniziative

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razie alla volontà della Lega Navale di Giulianova e dell’Istruttore Fabio Gridelli della FIV, supportate dalla collaborazione del Centro Velico di Pineto e dall’Associazione Amici del Mare di Scerne, la promozione dell’attività velistica 2014 si prospetta intensa e piena di emozionanti iniziative. Durante tutto il corso del 2013, i giovani allievi hanno partecipato ai Corsi di Vela presso la Lega Navale di Giulianova dove, oltre a divertirsi, hanno imparato a conoscere e prendere confidenza con le più innovative imbarcazioni, tra cui spicca il Topper Xenon, adatta sia a bambini che ad adulti. Oltre alle ore riservate alla teoria, dove si apprendono nozioni sulle varie tipologie di imbarcazioni e si impara la terminologia tecnico-nautica, ci sono diverse ore dedicate alla pratica velistica, nelle quali i ragazzi hanno modo di applicare le conoscenze teoriche, affinando le tecniche di andatura a seconda dei venti che la stagione offre loro. È ormai un dato acquisito che la Vela, tra le tante discipline sportive, è quella che più di tutte trasmette un grande fascino di immaginazione: l’avventura, la sfida, essere in simbiosi con gli elementi della natura, l’acqua, il vento, le onde che si infrangono sulla prua, il silenzio... un insieme di emozioni uniche. Il Presidente dell’Associazione Amici del Mare, Giovanni Di Benedetto, dichiara: «Ogni anno, in collaborazione con il Centro Velico, organizziamo diverse regate “familiari” e anche un po’ goliardiche: una di queste è proprio la “Fava-“Regata” che, come si evince dal nome, viene disputata il 1° Maggio o anche la “Race di San Lorenzo” che si disputa la domenica più vicina alla ricorrenza del 10 agosto. Inoltre lo scorso 4 agosto, è stata realizzata una grandissima manifestazione; infatti l’Associazione Amici del Mare ed Il Centro Velico hanno unito le proprie energie organizzando un importante raduno di Optimist della IX zona. Sono arrivati a Scerne numerosissimi regatanti al timone dei loro Optimist, attirando anche l’attenzione dei bagnanti e dei tanti passanti».

«Tra i partecipanti - ha dichiarato il Presidente del Centro Velico Mario Lattanzi - si annoverano sia velisti in erba sia veri e propri campioncini pronti a passare a classi di categoria più impegnative». Il raduno si è svolto all’insegna del divertimento e della passione per il mare: nella tarda mattinata e durante il primo pomeriggio si sono disputate le gare, poi c’è stata la premiazione ed infine un lauto pranzo che ha ricompensato le fatiche di atleti, istruttori ed accompagnatori. Il direttore atletico, Paolo Cantoro, si sta già organizzando per ripetere l’evento la prossima estate. Nella classe Optimist, che è l’imbarcazione più diffusa tra i giovani velisti di tutto il mondo, l’allenatore Fabio Gridelli, al quale è stata conferita il 18 dicembre scorso la Medaglia d’Oro al valore atletico sportivo da parte del Coni, annovera quattro atleti. Due di loro, Leonardo Nardi e Francesco Zarritto, hanno solcato diversi mari della penisola, partecipando a varie regate e raduni Optimist e, dal 2012, si sono aggiunti Giulio Giocondi e Lorenzo Masoni.


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A Renzo Rastelli il Pino d’Oro 2013

di MARCELLO PERPETUINI

Sono molto religioso, credo nella Provvidenza, nonostante l’attuale grave crisi economica, rinuncio ad una parte del lecito profitto personale, così non licenzio nessuno dei 360 dipendenti dell’ARAN Word: la mia impresa!”. Queste le sostanziali parole di Renzo Rastelli, al quale è stato assegnato il Premio Pino d’Oro Città di Pineto, Alta onorificenza di Benemerenza, anno 2013, perché: “si è prodigato per favorire lo sviluppo socio-economico-culturale della comunità pinetese, nel settore dell’industria…”, in perfetta sintonia con lo spirito dell’Associazione, espresso nelle prime righe del proprio regolamento. La serata è stata organizzata dalla sezione eventi dell’Associazione Commercianti e Artigiani Pinetese con il patrocinio del Comune di Pineto e si è svolta venerdì 6 dicembre, presso la sala teatro del palazzo Polifunzionale di Pineto. Ideatore del premio, nonché presentatore capace della serata, è stato Tiziano Abbondanza. L’atmosfera festosa respirata in platea ha fatto sentire gli astanti in famiglia. Una famiglia capace di valorizzare coloro che sentono e manifestano amore per il proprio paese e di tripudiare per i loro successi. Straordinaria la personalità del premiato, Renzo Rastelli. Un uomo di fede, coraggio, intuito, sagacia... e uno di noi.

Molti gli intervenuti che hanno animato ed allietato la serata, suscitando talora anche la commozione. La cantante Azzurra Sorgentone, l’artista pioniere di opere dimensionali Giosué Ripari, il prof. Luciano D’Agostino che ha letto delle poesie dedicate a Pineto, la musicista Michela Nardi, i ragazzi della scuola media di Pineto diretti dalla prof.ssa Franca Pomanti che hanno recitato dei sonetti in dialetto in onore del maestro Renato De Stephanis. Oltre al Pino d’Oro, sono stati consegnati due riconoscimenti: il primo al valore civile, al vigile del fuoco Lorenzo Scianitti, il secondo a Fracesco Del Rocino, commerciante storico della città la cui attività si tramanda da generazioni.

Molto opportune e gradite le presenze di Biagio Iezzi, presidente dell’Associazione Commercianti e Artigiani di Pineto e di Daniele Erasmi, presidente Provinciale di CONFESERCENTI di Teramo, che hanno consegnato una targa ricordo a Renzo Rastelli. Quelle delle persone a lui care come Giuseppe Arangiaro, suo primo datore di lavoro; dell’amico di famiglia Mario De Bonis, che gli ha dedicato una poesia di Eduardo De Filippo. Infine molto emozionanti gli interventi della sig.ra Franceschina Pallini, sorella di Don Luigi Pallini scomparso quasi due anni fa; quello del direttore amministrativo Aran, Filippo Da Fiume.


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