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Irresistibile cioccolato Ricco di gusto e di dolcezza

TERRITORIO e DIVERTIMENTO

Pronti, via: tutte le novità della stagione sciistica

BUON CIBO

Il salmone, una forza della natura

SALUTE e BENESSERE

Cosmetici naturali “made in Trentino”

Anno 1 - Numero 10 Dicembre 2013

Costo € 1, una copia omaggio per i possessori di DupliCarD


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PRIMO PIANO

La fabbrica del cioccolato

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Irresistibili delizie preparate dai mastri cioccolatieri per riscaldare i freddi inverni del nostro territorio.

alle foreste dell’America Centrale alle montagne e alle vallate del Trentino e dell’Alto Adige. Due mondi apparentemente lontani, eppure legati dalla passione per il simbolo stesso della golosità: il cioccolato. Il Trentino-Alto Adige, infatti, è una delle regioni italiane ed europee dove è più radicata la tradizione della cioccolateria, sia artigianale sia industriale. Un po’ di storia Portato in Italia dagli spagnoli nel XVI secolo, il cioccolato si diffuse rapidamente soprattutto tra le classi agiate e i vertici del clero. I gesuiti, in particolare (che ben conoscevano le popolazioni dell’America Centrale), ne erano ghiotti: fu proprio grazie a loro che, durante il Concilio di Trento, l’utilizzo del cioccolato irruppe nella tradizione popolare tridentina, quando ancora il consumo della vivanda era limitato alle corti del Centro-Sud. Certo, i modi di consumarlo non erano quelli attuali. Un ricettario trentino

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3 della fine del ‘700 parla di fette di fegato intinte nel cioccolato, infarinate e fritte; polenta nera con cioccolato, burro, mandorle e cannella; pudding di cioccolato con carne di vitello, midollo e canditi. La passione gesuita per il cioccolato sfata, tra l’altro, la leggenda dell’equazione “cioccolato-uguale-peccato” tante volte affibbiata al Cristianesimo. Come pure è da sfatare la leggenda degli effetti negativi del cioccolato sulla nostra salute: è ormai accertato che modiche quantità sono benefiche per l’ipertensione e aiutano a migliorare le capacità cognitive degli anziani e a prevenire l’Alzheimer, senza intaccare la linea. Le eccellenze del territorio Simili precedenti storici, uniti alle influenze provenienti dal resto d’Italia e dalla corte asburgica, non potevano che far nascere una tradizione d’eccellenza. Ne sono testimonianza le centinaia di cioccolaterie artigianali diffuse su tutto il territorio delle due province autonome. La Casa del Cioccolato di Trento, ad esempio, è una vera e propria istituzione in città, tra le cui specialità compaiono la torta Sacher, le brioche al cioccolato, le cioccolate calde aromatizzate e cioccolatini di tutti i tipi. Da Sarentino (Bolzano), il maître chocolatier Anton Oberhöller ha conquistato addirittura gli Emirati Arabi: da Abu Dhabi è infatti arrivato un ordine di 900 kg di cioccolato, ovvero 30mila cioccolatini a forma di cammello, da distribuire a bordo degli aerei della Royal Jet. Ingredienti di qualità Oberhöller, come la maggior parte dei suoi colleghi, punta soprattutto sugli ingredienti della sua terra, come lo Schüttelbrot (pane croccante di segale), le mele e il pino mugo, abbinandoli al cacao più pregiato, ma reputa “una delle creazioni più amate” la sua tavoletta di cioccolato con pezzetti di mela essiccata. La scelta della materia prima giusta è il vero segreto di ogni maestro cioccolatiero nostrano: il prelibato latte offerto dal territorio, di certo, non manca. Quanto al cacao, la scelta è tra il deciso e diffuso Forastero, il raro e raffinatissimo Criollo e l’ibrido Trinitario, molto ricercato per la sua ricchezza aromatica. Per degustare e orientarsi al meglio in questo dolcissimo mondo, ogni anno nella regione si tengono importanti manifestazioni come Cioccoitaly a Trento, una rassegna dedicata esclusivamente al cioccolato artigianale che si svolge a marzo in Piazza Fiera. Oppure la Festa del Cioccolato di Monguelfo (Bolzano), a settembre, dove il cacao diventa materia prima per sculture e opere d’arte, per la delizia degli occhi oltre che del palato. Da segnalare, inoltre, che il territorio offre alcune soluzioni interessanti anche per un abbinamento assai difficile in tavola, quello tra vino [ segue ]


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PRIMO PIANO e cioccolato: da provare, ad esempio, il vinsanto trentino o il merlino delle Dolomiti. Un’accademia golosa La tradizione artigiana dei cioccolatieri può contare su importanti canali di formazione come l’Accademia dei Maestri Cioccolatieri Italiani di Sass Muss di Sospirolo (Belluno) e il mondo industriale. Una simile tradizione gastronomica ha infatti dato i natali non solo ad aziende famose in tutto il mondo come la Loacker, ma anche a una serie di realtà che coniugano tradizione e innovazione. Un esempio? La Cisa 1954 di Rovereto, appartenente al gruppo Spadoni, ha recentemente lanciato la linea Mastri Cioccolatieri Trentino. Un marchio che, evidentemente, è una garanzia.

Fonduta di cioccolato Prendete una barra di cioccolato fondente da 200 grammi e tagliatela a pezzettini. Metteteli in un pentolino e aggiungete 150 ml di panna liquida. Scaldate il tutto a bagnomaria, aiutandovi con un mestolo. Si otterrà così un composto fuso e omogeneo. Toglietelo dal fuoco e aggiungete, se vi piace, due cucchiai di brandy. Mettetelo poi nell’apposito pentolino da fonduta e servitelo in tavola, assieme al resto del kit: un fornellino per mantenere caldo il cioccolato e le forchettine (oppure dei lunghi stuzzicadenti) con le quali immergervi i pezzi di fragola, banana, pesca, kiwi e frutta fresca in genere. Da provare anche con i biscotti.

Golose tentazioni

A di scelti cembre per v oi!

Concediti il lusso di una pausa tutta per te con piccole delizie per il palato. Cioccolato bianco, fondente, al latte o con granelle di nocciole: è davvero impossibile resistere!

Astuccio di praline Lindt, linea Lindor Abbandonati al morbido cuore di Lindor, racchiuso nei finissimi gusci di cioccolato. Provali classici al latte, fondente e assortito oppure osa con i nuovi gusti al caramello e al cocco.

Cremini Pernigotti

Dall’incontro tra due strati di cioccolato gianduia e una morbida pasta di mandorle nasce un classico della tradizione Pernigotti: il cioccolatino Cremino.

Praline Loacker Rose

Una pralina ispirata alla rosa alpina delle Dolomiti: provala originale con copertura di cioccolato al latte, oppure alla crema di nocciola con chicchi di nocciole tostate, racchiusa tra petali di puro cioccolato bianco.

Tavoletta Lindt Passion Caramel&Fleur de Sel

Tra le ultime novità della Lindt, questa tavoletta rappresenta l’accordo sublime tra cioccolato fondente e gocce di caramello il cui sapore è esaltato dal tocco del Fleur de Sel.


PRIMO PIANO 2 La fabbrica del cioccolato

TERRITORIO e DIVERTIMENTO 7 Pronti, via: tutte le novità della stagione sciistica 12 Il presepe, antica e amata tradizione 14 Intervista a Don Guido Zendron 16 Gli eventi più belli: un Capodanno per tutti i gusti 18 Weekend fuori porta alla scoperta di Orvieto

BUON CIBO 20 Il salmone, una forza della natura 24 Salame di cioccolato, impossibile resistere 26 Una birra per l’inverno

LE BUONE RICETTE 32 Lasagna in crema di zucca e verdure 33 Maltagliati ai gamberi 34 Bistecche di tonno marinate al pepe e wasabi 35 Polpettone ai porcini 36 Ravioli alla genovese 38 Sandwich dolce con crema al cioccolato e mandarini

PRIMIA

41 Fantasia in cucina con pasta sfoglia, brisée e per pizza

SALUTE, BENESSERE e FAMIGLIA 42 Cosmetici naturali “made in Trentino” 46 L’arte del pacchetto 50 Cosa mangiare durante le feste: l’esperto risponde

AMBIENTE E COLLETTIVITÀ 53 Natale (e Capodanno) più buoni

PRONTI A PARTIRE? 57 I Viaggi di Poli

MONDO duplicard 64 Novità DupliCard

Sommario

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TERRITORIO e DIVERTIMENTO

Pronti, via: tutte le novità della stagione sciistica

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Nuovi impianti in Val Gardena, Val di Fassa e Plan de Corones. E tante altre proposte per le vacanze sulla neve nelle nostre montagne.

asseggiate con le racchette da neve, nuovi impianti e pacchetti dedicati ai più piccoli. Le località sciistiche del Trentino-Alto Adige si preparano alla stagione sciistica 2013/2014, che si annuncia ricca di novità per chi intende vivere la montagna a 360 gradi. Come sempre, però, il principale spettacolo è tutt’altro che una novità, ed è offerto dai millenari paesaggi alpini e dalla natura incontaminata che contraddistingue il territorio che va dai passi dello Stelvio e del Tonale fino alle Dolomiti. Scopriamo cosa ci offre la nuova stagione sciistica.

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Emozioni ad alta quota Partiamo da Est e, nello specifico, dalla Val di Sole. Da non perdere, a Peio, la recente funivia Pejo 3000 che dà accesso alla pista della Val della Mite: 4 chilometri di tracciato tecnico con partenza dai 3000 metri di quota e arrivo ai 2000 metri della località Tarlenta (orari 8:30-16:30 con corse ogni 20 minuti). Folgarida–Marilleva punta invece sulle piste illuminate per sciare in notturna, anche con lo snowboard, aperte tra le 21 e le 23 il martedì e il giovedì. Un efficiente collegamento, sci ai piedi, con Madonna di Campiglio e Pinzolo, consente [ segue ]

Foto: Sciatore sul Brenta di Archivio Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena

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TERRITORIO e DIVERTIMENTO di disporre di un grande comprensorio sciistico con un unico skipass. Salendo di quota, il Passo del Tonale offre la possibilità di sciare anche in tardo autunno e a primavera inoltrata grazie agli impianti sul ghiacciaio Presena, a 3000 metri di altitudine. Il Tonale offre inoltre due snowpark e una pista da skicross. Il prezzo dello skipass stagionale, per adulti, è di 760 euro dal 19 ottobre fino al 13 aprile. Avventura con le ciaspole Novità della stagione 2013-2014, un intenso programma di escursioni diurne e notturne con le ciaspole (le racchette da neve), organizzate da personale esperto. Da quest’anno in Val di Sole verrà distribuita, inoltre, la guida gratuita “A piedi in inverno”, in cui vengono illustrati 37 tracciati percorribili con ciaspole, bastoncini da nordic walking oppure con l’attrezzatura da sci-alpinismo. Le ciaspole, in particolare, proiettano l’escursionista in un passato lontano, quando per la gente di montagna erano l’unico modo per spostarsi in inverno. Osservare gli animali e le loro tracce, ascoltare il silenzio dei boschi oppure sorseggiare un bicchiere di buon vin brulé in una baita: tanti momenti per vivere la montagna in modo autentico. Nelle settimane che vanno dal 15 al 23 febbraio e dal 22 febbraio al 2 marzo si svolgerà “Ciaspolando”, due settimane dedicate proprio a queste passeggiate speciali. Per l’occasione verranno attivati due pacchetti a prezzi scontati: uno settimanale, che comprende 6 o 7 notti, tre escursioni accompagnate da un’intera giornata, due da mezza giornata e una cena in malga con discesa notturna in slitta; l’altra proposta comprende un soggiorno di 2 o 3 notti nell’arco di un weekend, un’escursione di una giornata, due da mezza, uno spuntino in rifugio e cena in malga con discesa notturna in slitta. Novità a Madonna di Campiglio Gli skipass Superskirama (www.skirama.it) danno accesso a 150 impianti distribuiti, oltre che in Val di Sole, tra Madonna di Campiglio, Pinzolo, Andalo, Fai della Paganella, Monte Bondone e Folgaria-Lavarone. A Madonna di Campiglio è attiva la nuova seggiovia quadriposto Pancugolo, che conduce a una pista di difficoltà medio-alta che si congiunge al leggendario Canalone Miramonti e quindi al centro del paese. Nella zona dei Cinque Laghi, inoltre, sono stati inaugurati i nuovi tracciati Nambino e Raccordo Pancugolo, che facilitano l’unione con l’area di Pradalago e le altre località fruibili con il medesimo skipass. Maggiori informazioni su www.campigliodolomiti.it. Foto: Dolomiti Dolomiti Superski/P. Ripke


9 Val di Fiemme e piste in notturna Dallo scorso anno è attiva la nuova pista “Carlo Donei” sull’Alpe del Cermis, in Val di Fiemme: lunga 400 metri e larga 40, presenta un dislivello di 105 metri e una pendenza del 27% con classificazione di difficoltà rossa. Sempre qui c’è anche la possibilità di sciare in notturna sulla pista Olimpia III, grazie a un nuovo impianto di illuminazione. Anche quest’anno la Val di Fiemme si distingue per la sua grande vocazione per lo sci di fondo: più di 150 chilometri di piste tra il Passo Lavazé e di Lago di Tesero (dotati di innevamento programmato) e gli anelli di Bellamonte rappresentano, per gli appassionati di questa specialità, un vero santuario. Da non perdere, il 26 gennaio, la Marcialonga, la più famosa gara di sci di fondo in Italia, 70 chilometri tra la Piana di Moena e Canazei. Impianti innovativi sulle Dolomiti Altro skipass, altre attrazioni. Negli impianti gestiti da Dolomiti Superski le novità riguardano innanzitutto l’adeguamento degli impianti di risalita. Come, ad esempio, la nuova cabinovia Danterceppies in Val Gardena, in sostituzione della vecchia struttura a sei posti. Oppure il nuovo impianto Alpen di Plan de Corones, sul versante di Valdaora, che offre la connessione WiFi gratuita in tutte le cabine sull’intero tragitto. Qui si può sciare e slittare anche di sera: alcune piste attrezzate si illuminano per un’indimenticabile discesa in notturna (www.plandecorones.com)! In Val di Fassa, infine, è stata realizzata la nuova cabinovia a 10 posti Laurin 1, da Nova Levante a Malga Frommer, che collega il centro abitato con l’area sciistica di Carezza.

Foto: Kronplatz - Plan de Corones Consorzio Turistico Plan de Corones

Vantaggi per i più piccoli Sul fronte dei costi, i prezzi degli skipass stagionali sono rimasti invariati: 710 euro fino al 24 dicembre e 770 euro da Natale in poi. Inutile [ segue ]


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TERRITORIO e DIVERTIMENTO descrivere lo spettacolo unico al mondo offerto dalle Dolomiti, definite da Reinhold Messner “le più belle montagne della Terra” e dall’architetto Le Corbusier “la migliore architettura naturale del mondo”. Per visitarle senza troppe preoccupazioni economiche, anche per questa stagione saranno attive numerose offerte. Dal 30 novembre al 24 dicembre, ad esempio, oltre ai 4 giorni di vacanza si potrà usufruire di un giorno di hotel e skipass gratuito in più. Disponibili, inoltre, offerte speciali per hotel, skipass e ingresso alle gare, in occasione della Coppa del Mondo di sci in Val Gardena (prevista per il 20 e il 21 dicembre 2013), in Alta Badia (22 dicembre) e in Val di Fiemme (4-5 gennaio 2014). Maggiori informazioni su www.dolomitisuperski.com.

La ricetta tipica

Ricetta - Canederli della Val Pusteria Provate la nostra classica specialità in questa versione locale. Prendete 3 panini raffermi, tagliateli a cubetti e raccoglieteli in una ciotola. Bagnate il tutto con una tazza di latte tiepido e lasciate che il pane si inzuppi, girandolo di tanto in tanto. Dopo mezz’ora, sgocciolatelo, aggiungetevi due uova, una manciata di farina e mescolate vigorosamente. Aggiungete quindi 80 grammi di speck tritato e 50 grammi di salame affumicato, anch’esso ridotto in pezzettini. Condite con un pizzico di sale e pepe. Amalgamate fino a ottenere un composto uniforme: dividetelo in otto parti e, dopo aver dato a ognuna la forma di una pallina, gettatele in un litro di brodo (di carne o vegetale) in ebollizione. Fate cuocere per 10 minuti. Servire in tavola con burro fuso o nel loro brodo, grana grattugiato ed erba cipollina tritata. Foto di Consorzio Turistico Plan de Corones

In Val di Fassa divertimento a misura di bambino

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e nostre montagne offrono un’altra occasione di divertimento allo stato puro: lo slittino. Non stiamo parlando, in questo caso, delle adrenaliniche discese che si svolgono negli impianti. E dove un campione del calibro del lanense Armin Zoeggeler, portabandiera per l’Italia alle Olimpiadi invernali di Soči 2014, la fa da padrone. Ma delle discese in pista, sulla neve. In Val di Fassa, ad esempio, c’è l’imbarazzo della scelta. I bambini possono divertirsi su piste facili e sicure, utilizzando piccoli slittini di plastica o legno nel parco Fiabilandia, a Moena (località Prato di Sorte), con ingresso a pagamento. Discesa gratuita, invece, a Pera di Fassa (località Fraine), accanto alla pista da sci; oppure a Soraga, nell’area bimbi a pochi passi dal paese; o sul Ciampeide, nel comune di Vigo di Fassa, nei pressi del Kinderpark. Per tutta la famiglia sono disponibili le piste di Canazei, presso lo skilift Avisio, e al Passo Costalunga, dove esistono le piste per slittino Hubertus e Lago Negro. Da Pozza di Fassa è possibile anche effettuare discese al chiaro di luna: per farlo basta raggiungere, a piedi o in motoslitta, i punti di ritrovo situati in Val San Nicolò e in Val Monzoni. Se non si ha uno slittino, il noleggio è facilmente accessibile in tutti i negozi di sport invernali della valle.


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TERRITORIO e DIVERTIMENTO

Il presepe,

antica e amata

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Viventi o di carta, da record o in miniatura, opere d’arte o casalinghe: i tanti omaggi alla Natività della nostra regione.

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I

n molte valli e paesi del Trentino-Alto Adige, ogni anno si celebra il rito dei presepi, simboli autentici del Natale. In ogni località vengono realizzate bellissime rappresentazioni artigianali della Natività, ma gli appuntamenti più ricchi di fascino lo regalano quelli viventi che impegnano numerosi attori in costume, stuzzicando la curiosità di grandi e piccini. Statue viventi a Tesero Un esempio è quello di Tesero, in Val di Fiemme, dove la raffigurazione della Natività, sotto forma di piccole e grandi opere artigianali, si ripete per le vie del paese da oltre quarant’anni. Un centinaio di composizioni fanno capolino tra le case, nei pertugi, nelle cantine dagli archi a volta e tra le fontane. La visita ai presepi, illuminati dal tardo pomeriggio fino alla mezzanotte, è l’occasione per una passeggiata con tutta la famiglia, che dall’inizio del paese porta in piazza Battisti, dove è allestita la raffigurazione della Natività con le statue a grandezza naturale. L’appuntamento con questa rappresentazione è dal 7 dicembre al 5 gennaio. I borghi animati di Tenno Nel periodo natalizio (fino all’Epifania) anche i borghi del Tennese si animano di luci, canti e figure della natività. Ogni borgo rivive le sue tradizioni: a Cologna si aspetta l’arrivo di Santa Lucia, a Canale le bancarelle del mercatino offrono golosità gastronomiche e prodotti d’artigianato nel mercatino allestito nelle sale dei Volti di casa Artisti e altri spazi interni al borgo di Canale. Il corteo dei pastori allieterà la notte di Natale, mentre il presepe vivente animerà il giorno di Santo Stefano. Val Gardena da record Anche l’Alto Adige può vantare presepi bellissimi, uno

addirittura da record. Ben 18 scultori in legno provenienti da Santa Cristina in Val Gardena, infatti, lavorano ogni anno durante il periodo natalizio a una nuova figura per il presepe più grande del mondo. Nel 1989 nacque la prima figura: la Madonna con Gesù bambino. Da quel Natale in poi, ogni anno durante il periodo dell’Avvento, i maestri locali dell’incisione si riuniscono per creare una nuova figura. Nel frattempo, al presepio si sono aggiunte numerose altre statue come Giuseppe, i tre Re Magi, pastori e pecore. Nel 2000 quest’opera imponente ha ricevuto la propria stalla, visitabile al centro sportivo Iman durante tutto l’anno. Ovviamente, il periodo migliore in cui visitarlo è quello a cavallo tra Natale e inizio anno, in cui la struttura si mostra in tutta la sua grandiosa spettacolarità.


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tradizione

Piccola Betlemme a Calavino Nel periodo natalizio, i caratteristici androni del “Rione Mas” di Calavino cambiano volto, trasformandosi in una piccola Betlemme. Nelle viuzze e nei piccoli slarghi vengono rappresentati antichi mestieri artigianali come il falegname, l’arrotino, il vasaio, il fabbro, l’incisore per dare vita alla sacra rappresentazione del presepe vivente. La manifestazione si tiene tutti i pomeriggi dal 26 dicembre fino all’Epifania.

Creazioni artigianali a San Paolo

Il Museo in Val Pusteria E per chi volesse immergersi nella storia e nella tradizione di queste piccole opere d’arte una visita appagante sarà certamente quella di Maranatha, il museo dei presepi in Val Pusteria (da lunedì a sabato: ore 9-12 e 14–18, domenica 14-17). Questo luogo nei pressi di Lutago offre pezzi unici immersi in una straordinaria cornice espositiva naturale. Nel “giardino degli scultori”, per esempio, potrete ammirare opere intagliate nel legno antico e composizioni particolari e curiose mentre nell’atelier ModernArt si trovano esposti piccoli presepi provenienti da tutto il mondo, tra cui spiccano alcune opere d’arte che sono state premiate in concorsi internazionali. E per chi volesse provare il fascino dell’intagliatore può iscriversi ai mini corsi di scultura lignea organizzati proprio dal museo. Presepe di Tesero

Che cosa succede al paese vinicolo in inverno? Si trasforma in un presepe. Succede a San Paolo, nei pressi di Appiano, dove da fine novembre fino all’Epifania gli angoli, i bovindi e le finestre nei vicoli del centro storico attorno al “Dom auf dem Lande” (duomo in campagna) si riempiono di oltre 100 presepi fatti a mano. Di paglia, carta, legno e pietre, in cioccolata, dipinti, intagliati o cuciti, i presepi sono i veri capolavori dell’artigianato. Ovviamente non può mancare il presepe vivente.

Presepi nelle viuzze di San Paolo-Appiano foto di Associazione Turistica Appiano/fotografo: Johannes Fein


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TERRITORIO e DIVERTIMENTO

Don Guido Zendron Quando a Natale dicevo: «Ho mangiato come un vescovo!»

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n brano popolare brasiliano s’intitola “Io cacciatore di me stesso”. Per don Guido Zendron, vescovo trentino in Brasile, è proprio la ricerca del significato della nostra esistenza il compito più significativo a cui siamo chiamati. Lo abbiamo contattato nella diocesi dello stato di Bahia, dove vive ormai da circa un ventennio, per fargli qualche domanda sul Natale e sulla spiritualità.

Viviamo in un momento di grande difficoltà umana e spirituale, come affrontarla? «Non perdendoci nel caos quotidiano. E non è solo questione di fede: si tratta di prendere sul serio noi stessi e di confrontarci con sincerità con le esigenze e i desideri profondi che portiamo nel cuore». Come possiamo riuscirci? «Guardando la vita con la stessa positività di Gesù. È quello cerco di fare e testimoniare io stesso nella mia quotidianità, cercando di fare in modo che la mia vita e il tempo che mi è dato non li viva inutilmente». Quale messaggio vorrebbe dare ai suoi corregionali? «Papa Francesco ci aiuta a riconoscere in modo nuovo che il cristianesimo è l’avvenimento della presenza di Gesù il quale, come a Pietro, ci chiede: “Tu mi ami?”. Se posso permettermi un consiglio, è dunque questo: prendiamo sul serio la nostra vita, non dimentichiamo che siamo stati creati per un destino in cui abbiamo la possibilità di lasciar entrare l’eternità nei nostri rapporti, nel modo di vivere il matrimonio, il lavoro, la sofferenza, il divertimento». Qual è la tradizione natalizia che secondo lei si è persa e che rimpiange? «Ormai sono praticamente vent’anni che trascorro il Natale fuori dal Trentino ma, da quello che leggo, mi sembra che un numero sempre maggiore di scuole non prepari più il Presepio. Viene così eliminata una parte essenziale della personalità del bambino e di tutti noi: la religiosità. Che nostalgia del tempo che insieme si andava a prendere il muschio, si preparava il presepio in classe, si preparavano le scenette teatrali, si cantava e si pregava».

GuidO Zendron

Un lungo viaggio ha portato don Guido lontano dalla sua terra d’origine: dal piccolo paese di Lisignago, 500 abitanti in provincia di Trento, dove è nato nel 1954, alla diocesi di Paolo Alfonso in Brasile, dove oggi è vescovo.

Auguri di Natale Auguro a tutti di avere l’atteggiamento dei pastori: cioè di cercare e di incontrare Colui che sempre viene al nostro incontro. Lasciamoci guardare e affascinare dal Suo sguardo pieno di tenerezza. Questo cambia davvero la vita. Buon Natale.

Piatto preferito Ricordo ancora il sapore e il profumo della polenta mora con il coniglio e un buon Zelten. E quando dopo il pranzo di Natale si poteva dire con soddisfazione: «Ho mangiato come un vescovo!». Cosa che oggi posso dire anche quando riesco a mangiare solo un panino mentre mi sposto da una parrocchia all’altra.


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TERRITORIO e DIVERTIMENTO

Gli eventi più belli

Un Capodanno per tutti i gusti L

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Tre alternative per celebrare l’inizio del 2014 tra fuochi d’artificio, tuffi ghiacciati, tradizione, piste illuminate e il suono della voce.

a mezzanotte del 31 dicembre è la più magica dell’anno, la più ricca di aspettative. Ecco quindi che la scelta di come e dove passarla acquista un significato speciale. Tre suggerimenti per cominciare al meglio il 2014. In piazza Per una mezzanotte suggestiva, piena di luci e romanticismo, il luogo ideale è Riva del Garda con il suo spettacolo pirotecnico sul lago, ammirabile in tutta la sua bellezza dal lungolago o dai giardini della Rocca. Ma per i più temerari le celebrazioni proseguono a mezzogiorno del primo gennaio con l’oramai tradi-

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zionale tuffo nel lago. Per far parte del gruppo di impavidi che sfidano le acque gelide basta presentarsi verso le 11 della mattina in Piazza III Novembre, spogliarsi e lanciarsi. Sulla neve Un’alternativa gustosa e che permette un’immersione nella tradizione è festeggiare l’anno nuovo in un maso antico. Circondato dalle cime del Puez-Odle e del Sasso di Pùtia il “Lüch de Vanc” di S. Martino di Badia (tel. 0474/590108), offre oltre a un’ottima cucina tipica ladina, anche la possibilità di fare camminate ed escursioni di sci-alpinismo o con le slitte partendo direttamente


17 dal maso. Il menu del cenone prevede: cajincì, panicia accompagnata dalle tutres, gnoch da ciajó, canederli con il gulasch, stinco, crafuns mori, oltre a speck, formaggio, burro e yogurt prodotti in loco. Alternativo Chi ama il silenzio, la condivisione, il canto, la voce e la meditazione, può trascorrere un capodanno insolito a Castel Condino: un capodanno silenzioso, con il canto armonico (www.corsicrescitapersonale.it). Tre giorni di seminario, il 30 e 31 dicembre e il primo gennaio (ma c’è la possibilità di partecipare anche solo il 31 dalla mattina fino a dopo mezzanotte), lontano dai rumori per imparare a usare la propria voce e scoprirne le potenzialità nascoste guidati dal musicoterapeuta Lorenzo Pierobon.

La festa è “giovane” Dj set, apres-ski, slittini, piste illuminate e aperte tutta la notte, possibilità di cenone, fiaccolata, escursione notturna e fuochi d’artificio a mezzanotte sulle piste dell’Altipiano della Predaia e nel Solarium “La Predaia”. È il Capodanno in Val di Non (www.capodannovaldinon.com) pronto a raccogliere centinaia di giovani in uno chalet innevato. Il biglietto d’ingresso alla festa (che comprende consumazione al bar, panettone, spumante, accesso alle piste, slittini ed escursione notturna) costa 40 euro, con il cenone si va dai 110 ai 140 euro. Su prenotazione sono disponibili bus navetta da Trento e Bolzano.

Gli altri eventi da non perdere… Dall’1 dicembre al 6 gennaio, Mercatino di Natale a Rovereto (TN) Oltre alle tradizionali casette in legno coperte da un cielo di stelle (aperte tutti i giorni 10-19), il Natale dei Popoli in Piazza Rosmini a Rovereto accoglie la tenda della Terra Santa e i Villancicos, i canti popolari natalizi della Spagna. La Vigilia di Natale i bambini attraversano il mercatino muniti di piccole lanterne luminose, accompagnati da angeli e zampogne, e depongono il Bambino nella mangiatoia. Sabato 7 e sabato 28 dicembre Curiose passeggiate natalizie – Riva del Garda (TN) Un’occasione per una visita guidata nella natura, nella cultura e nei sapori. Ritrovo alle 9.30 alla polisportiva della frazione di Campi. La prima tappa è ai castagni monumentali del Monte Luna, si prosegue poi per il sito archeologico di San Martino, per il borgo medievale di Campi, la chiesa parrocchiale e si chiude con la degustazione di prodotti tipici locali. Prenotazione obbligatoria entro le 16 del giorno prima dell’evento. Costo 10 euro a persona, gratis per i ragazzi sotto i 10 anni. Per info marrcampi@tiscali.it Dall’1 dicembre al 6 gennaio, Festa del formai de Malga e della polenta a Levico Terme (TN) Il Mercatino di Natale di Levico Terme nel Parco secolare degli Asburgo è una favola antica con casette di legno immerse in un’oasi. Ma oltre al mercatino, il primo e il 15 dicembre alle 15 si svolge la Festa del formai de Malga con la dimostrazione della lavorazione del latte e degustazioni. Mentre l’8 e il 22 dicembre sempre alle 15 è tempo della Festa della Polenta con assaggi del piatto più tipico del territorio cucinato da esperti “polentari”. Per informazioni www.visitlevicoterme.it

Dal 30 novembre al 29 dicembre 2014 Trenatale del Renon (BZ) Un Mercatino di Natale davvero speciale: il Trenatale! Non le normali bancarelle di legno ad animare le strade di Soprabolzano, ma vecchi trenini del Renon, trasformati in stand per l’occasione. All’interno di queste location, davvero particolari, verranno offerti prodotti tipici del luogo, si potranno bere punch caldi e vin brulè in compagnia di amici o dei familiari. Orari di apertura (solo nei weekend) su www.renon.com. Dal 6 al 22 dicembre Natale medievale a Chiusa (BZ) Tutti i venerdì, sabato e domenica nella piazza del Mercato i guardiani notturni passeggiano fra le vie, mentre nei vicoli riecheggiano i suoni di musica medievale. Un giocoliere si fa spazio tra la folla, mentre un mangiatore di fuoco si esibisce in piazza e incanta il pubblico con la sua bravura. Il Natale e il classico mercatino a Chiusa sono un salto indietro nel tempo tra sputafuochi, cavalieri e gite in carrozza. Il programma su www.klausen.it Dal 5 al 12 gennaio Dolomiti Balloon Festival - Dobbiaco (BZ) Torna l’evento che celebra le mongolfiere. I momenti clou del festival sono i voli per il pubblico, ma anche per coloro che preferiscono restare a terra lo spettacolo non manca. Sabato 5 gennaio alle 21 il “gonfiaggio notturno” dei giganti colorati del cielo, dove il cielo si illumina a ritmo di musica, o la fiaccolata degli istruttori di sci alle ore 17 di venerdì 11 gennaio presso la sciovia Rienza. I bambini potranno creare un piccolo pallone o aquilone e lasciarlo volare in cielo il 12 e 13 gennaio durante il Festival degli Aquiloni. Il programma www.balloonfestival.it


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TERRITORIO e DIVERTIMENTO

Orvieto: una sinfonia di arte e note P

(

La città umbra sulla rupe vi stupirà con la sua graziosa bellezza e la sua ottima cucina.

iccolo gioiello incastonato al centro dell’Italia, Orvieto si svela in tutto il suo fascino nel periodo invernale. Città medievale e rinascimentale, con un tessuto urbano ricco di storia arroccato su un’altura da cui domina lo splendido duomo, tra gli esempi più sfarzosi dello stile gotico italiano. E proprio dalla cattedrale dovrebbe partire la vostra visita della città. La visita al Duomo Concedetevi almeno un paio d’ore per osservare dentro (ma soprattutto fuori) l’opera in tutta la sua monumentalità. Iniziata nel 1290, fu poi continuata da Lorenzo Maitani, al quale si deve la particolare facciata ricca di sculture e bassorilievi. L’interno del Duomo è ornato di importanti opere, tra le quali i celebri affreschi di Luca Signorelli e il reliquiario del Corporale. La città sotterranea Terminata la visita al Duomo perdetevi tra i vicoli della

Come arrivare

Per raggiungere Orvieto da Trento in auto percorrete l’autostrada del Brennero fino a Modena per poi scendere fino a Bologna lungo l’A14. Dal capoluogo emiliano prendete l’A1 fino a Orvieto. In condizioni di traffico normale sono necessarie circa 5 ore di guida con un costo (incluso carburante e pedaggi autostradali) di circa 85 euro a tratta. Se invece preferite arrivare a Orvieto in treno calcolate circa 6 ore con due cambi: uno alla stazione di Verona e l’altro a Firenze. Il costo per tratta è di circa 55 euro.

)

città storica e le sue (ahinoi!) ripide salite e scalinate. Dal sopra al sotto: proseguite la vostra scoperta di Orvieto immergendovi nell’atmosfera senza tempo della città sotterranea che fu interamente ricavata dalle cavità scavate dagli abitanti nel corso dei secoli, ricca di pozzi e grotte; il più famoso è probabilmente il pozzo di San Patrizio (profondo 62 metri, per chi se la sente, vale la pena discendere i suoi 248 scalini), accanto ai giardini comunali che si trovano all’interno della fortezza dell’Albornoz. Umbria a ritmo di jazz Se pianificherete il vostro viaggio a Orvieto tra il 28 dicembre e il primo gennaio, date un’occhiata al sito dell’Umbria Jazz Winter (www.umbriajazz.com): ogni anno i più importanti nomi del genere solcano il palco cittadino, trasformando la città in una vera arena della musica di qualità. La buona tavola Per chiudere, non può mancare l’appuntamento con la buona cucina, che nella città umbra di certo non manca. Una particolarità è la pera di Monteleone d’Orvieto, detta anche “bistecca del villano” per la consistenza e le sue incredibili proprietà nutritive; poi il piccione, la “palomba alla leccarda” e il “pollo alla cacciatora”. Per chiudere, come dessert, chiedete i gustosi ciambelloni con l’anice.

Pronti a partire HOTEL OASI DEI DISCEPOLI*** Dal 10/12/2013 al 31/03/2014 Pacchetto 2 notti pernottamento e prima colazione Per scoprire i dettagli dell’offerta e molte altre proposte viaggio, ti invitiamo a consultare la sezione dedicata ai Viaggi di Poli a pagina 57.

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ire part

da

45rs€ona

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Foto: Duomo di Orvieto (Umbria)


Caseificio Sociale di Campitello

Trentingrana è un formaggio di montagna e le sue qualità organolettiche uniche, come la speciale fragranza, l’aroma, il gusto in perfetto equilibrio, lo rendono un formaggio a tutto pasto la cui dolcezza è la peculiarità più riconosciuta.

Caseificio Comprensoriale di Primiero

Caseificio Sociale Predazzo Moena

Il Puzzone di Moena, così chiamato per il suo intenso aroma, deve questa caratteristica al latte con cui è prodotto e alla pratica della spugnatura giornaliera delle forme durante la stagionatura, un’usanza approdata nelle valli di Fiemme e Fassa in tempi remoti. È un presidio Slow Food ed è in fase di ottenimento della DOP.

La Toséla è un formaggio tipico e unico prodotto con il latte appena munto. Nata originariamente nel Primiero, deriva direttamente dalla messa in forma della cagliata fresca. Prende il nome dalla “tosatura”, l’operazione necessaria per rifilare la pasta che eccede dai bordi della fascera.

Caseificio Sociale Sabbionara

Caseificio degli Altipiani e del Vezzena s.c.a.

Il Vèzzena di Lavarone è un ottimo formaggio da tavola e da grattugia, saporito, leggermente piccante, può arrivare fino a 2 anni di stagionatura con aromi diversi a seconda del periodo di pascolo delle bovine. Già apprezzato agli inizi del ‘900 dall’imperatore Francesco Giuseppe, è un presidio Slow Food.

Caseificio Sociale Presanella Caseificio Comprensoriale Cercen

L’Affogato di Sabbionara nasce dall’unione di due prodotti autoctoni della bassa Vallagarina. È infatti un formaggio nostrano prodotto in malga e “affogato” in vino rosso Enantio “Terra dei Forti” per 15-20 giorni. Quando è pronto, la crosta si presenta opaca e violacea e il formaggio ha un gusto deciso e aromatizzato.

Caseificio Sociale “Val di Fiemme” Cavalese

Il Casolét Val di Sole una volta era prodotto in autunno come scorta alimentare per l’inverno. Da formaggio di casa per eccellenza è diventato oggi una piccola grande rarità. È un formaggio che si consuma generalmente fresco ed è un presidio Slow Food.

LINEA TRENTINGRANA: Via della Cooperazione, 4 - 38012 Segno di Taio (TN) - Tel. 0463.469256

Il Cuor di Fassa, formaggio tipicamente trentino, un tempo veniva prodotto nei fienili di alta montagna o nei caseifici turnari della valle. Il trattamento particolare, durante le fasi di produzione e stagionatura, dona a questo formaggio un aroma unico e deciso originato dalle erbe e dai fiori di alta montagna.

Il termine Fontal è entrato in uso negli anni ‘50 e, dagli anni ‘70, questo formaggio viene prodotto dai caseifici cooperativi trentini. Il Fontal Cavalese è un formaggio con caratteristiche organolettiche particolari, legate soprattutto alla freschezza e alla qualità del latte utilizzato.

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BUON CIBO

Il salmone,

una forza della

(

Rosa, elegante, gustoso e con ottime proprietà nutritive. Una vera prelibatezza da gustare in tutte le salse, che a Natale si veste a festa.

)

C

he sia un tipo speciale lo si capisce subito, fin da quando nasce. Il salmone vede la luce per la prima volta in acqua dolce insieme a più di 2mila “fratellini”. Una volta adulto, lascia il fiume e scende verso il mare, nelle acque salate dell’oceano o del Mare del Nord dove trascorre il resto della sua vita. Solo quando arriva il momento di riprodursi, cocciuto e tenace, il salmone risale il fiume, riuscendo a percorrere fino a 100 chilometri in un giorno solo e a superare fortissime correnti contrarie. Per deporre le uova non sceglie un posto qualsiasi ma torna nel punto esatto in cui è nato. Come riesca a ritrovarlo è un vero e proprio mistero. A guidarlo è il suo sviluppatissimo olfatto, unito a una combinazione di istinto, navigazione astronomica e correnti elettromagnetiche. La forza necessaria a risalire il fiume fa sì che la sua carne sia particolarmente gustosa e ricca di sostanze nutrienti. La sua alimentazione a base di plancton, alghe e crostacei modifica il colore della sua carne, da bianca a rosa, come siamo abituati a riconoscerlo sulla tavola. La provenienza Anche se esistono vari tipi di salmone, diversi tra loro per le caratteristiche legate alle acque in cui vivono, quello che arriva sulle nostre tavole viene, nella maggior parte dei casi, dal nord Europa:

Norvegia, Scozia, Irlanda. Lì, enormi allevamenti acquatici riproducono artificialmente le difficili condizioni di vita del pesce. Quando facciamo la spesa possiamo scegliere se comprare un salmone intero, facendo attenzione però alla complessa operazione di filettatura, tranci freschi (che è sufficiente sciacquare prima di cucinarli al forno o alla griglia) oppure filetti già affumicati. In quest’ultimo caso sarà opportuno fare attenzione al colore della carne, che deve essere di un bel rosa vivo. Se è troppo scura il pesce potrebbe essere eccessivamente salato o, peggio, poco fresco.


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Il più leggero e il più diffuso

natura

Di salmone non ce n’è uno solo, ma ne esistono tante tipologie diverse. La variante che troviamo più frequentemente nel banco del pesce è quella norvegese, che ha una carne tenera e ha un sapore delicato. Le gelide acque dei fiordi norvegesi sono ancora pulite e incontaminate e permettono di allevare salmoni di altissima qualità. Il processo di affumicatura di questo pesce avviene ancora seguendo le vecchie tradizioni, con fumo ottenuto dalla combustione di mescole segrete di speciali legni di bosco. È ottimo impiegato come condimento per la pasta. Un salmone molto delicato è quello scozzese: questa varietà deve invece la particolare dolcezza del suo sapore all’antica arte locale di salare a secco con sale marino e a una speciale affumicatura con legni pregiati. Segreti che vengono custoditi gelosamente. La sua carne è facile da tagliare e contiene appena l’8% di grassi: è l’ideale quindi per impreziosire delle insalate depuranti, da servire come antipasto o tra una portata e l’altra. Per dare un tocco originale potete aggiungere spicchi di arancia e chicchi di melograno.

L’affumicatura Fino a pochi secoli fa il salmone era molto diffuso lungo le coste dell’Atlantico e del Mare del Nord, tanto che veniva considerato, al contrario di oggi, un cibo povero, destinato ai manovali e agli operai portuali. Ne veniva pescato così tanto che spesso andava a male e si era costretti buttarlo via. E proprio per riuscire a conservarne almeno un po’ si è iniziato, anticamente, ad affumicarlo: il processo tradizionale prevedeva che il salmone venisse appeso a una cordicella e lasciato affumicare in balia delle brezze e dei fumi di legno (come rovere, betulla, [ segue ]


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BUON CIBO quercia, faggio) e di piante aromatiche (ginepro, rosmarino e lauro) che venivano bruciate lì vicino. Il tempo, il sale, il fumo e il mare facevano tutto. Oggi le cose sono cambiate e con l’aiuto della tecnologia i metodi sono molto più veloci ma meno romantici. Le carni di salmone vengono per lo più affumicate con il cosiddetto “fumo liquido” a base di acqua o con ”l’affumicatura elettrostatica”: particelle cariche di elettricità statica che attecchiscono direttamente sul pesce. Le possibilità in tavola Portando in tavola un piatto a base di salmone è facile sorprendere gli ospiti: con il suo gusto deciso e riconoscibile, il pregiato pesce rosa riesce sempre a imporre la sua personalità sposandosi alla perfezione con gli altri cibi e dando vita a inediti accostamenti. Per esempio è sufficiente frullare del salmone affumicato con della cipolla soffritta e un po’ di panna per ottenere una crema con cui impreziosire un’omelette o delle tartine. Oppure, per i più golosi e audaci, potrebbe essere sorprendente provare i cannoli al salmone. Basta farcirli non con la solita crema pasticcera ma con una salsa ottenuta pestando nel mortaio il salmone con un po’ di burro e limone. Ottime idee per la tavola delle feste.

Un alleato contro il colesterolo Il salmone è particolarmente ricco di acidi Omega 3, che combattono le malattie cardiovascolari, abbassano il colesterolo “cattivo” presente nel sangue e aumentano quello “buono”. Ma per ottenere un reale beneficio dal pesce occorre assumerlo tre o quattro volte alla settimana. Il contenuto calorico è di 174 calorie per 100 grammi di prodotto al naturale; per chi è attento alla linea, meglio optare per quello affumicato: 147 calorie per 100 grammi.

Alla ricerca delle Ikura Meno pregiate di quelle di storione, il famoso caviale, ma comunque dal sapore sorprendente, anche le uova di salmone sono molto apprezzate e ricercate, soprattutto al mercato del pesce giapponese. Conosciute come Ikura nella lingua orientale, sono delle grandi sfere dal colore rosso-arancio. Le Ikura non sono richieste solo dai cuochi del Sol Levante, che le utilizzano per creare tartine o per decorare il sushi, ma sono molto ambite anche come esca per la pesca, soprattutto per attirare storioni e trote.


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BUON CIBO

Salame di cioccola impossibile

C

(

)

Il dolce casalingo per eccellenza, sbrigativo ma di sicuro successo sarà il vostro ospite gradito sulla tavola di Natale.

hi può resistere a un salame di cioccolato? Il suo gusto pieno spezzato dalla croccantezza dei biscotti, la sua facilità di preparazione e la sua versalità fanno di questo simpatico dessert un dolce casalingo molto conosciuto e preparato in tutta Italia. Da noi possiamo approfittare degli ottimi cioccolati che la tradizione cioccolatiera del territorio ci mette generosamente a disposizione (vedi articolo di copertina). È di rapida preparazione, non richiede cottura e si conserva in frigorifero - potete addirittura prepararlo in anticipo, congelarlo e sfoderarlo all’occorrenza - ma è di sicuro successo, e non solo con i bambini! Inoltre è un ospite sempre gradito sulla tavola delle feste: Pasqua e Natale sono i suoi periodi perfetti. Quindi, è arrivato il tempo giusto per prepararlo. Vediamo passo passo come si fa. Ingredienti Per un salame di cioccolato per circa otto persone, procuratevi 300 grammi di biscotti tipo gallette o frollini (potete anche recuperare vari biscotti di risulta avanzati in dispensa, l’importante è che siano secchi per non appesantire il risultato finale), 150 grammi di burro fresco e di buona qualità, 100 grammi di zucchero bianco, 200 grammi di cioccolato fondente in tavoletta, 2 uova e, a piacere, 2 cucchiai di Rum o in alternativa l’aroma al Rum che si trova in fialette al supermercato. Ricetta – Salame di cioccolato classico per 8 persone Per prima cosa ricordate di lasciare ammorbidire il burro fuori dal frigorifero a temperatura ambiente, altrimenti avrete difficoltà ad amalgamarlo agli altri ingredienti. Quindi recuperate i biscotti a disposizione e sbriciolateli grossolanamente in una ciotola capiente, magari aiutandovi con un batticarne. Quindi sciogliete a bagnomaria la tavoletta di cioccolato fondente, lavorandola con un mestolo di legno, fino a farla diventare cremosa e senza grumi. Togliete dal fuoco

e lasciate raffreddare. Prendete quindi il vostro burro ormai morbido, lavoratelo con un’apposita spatola in modo da farlo diventare una crema, aggiungete mano a mano lo zucchero, le uova, il cioccolato sciolto a bagnomaria e, a piacere, un paio di cucchiaini di Rum o una fialetta all’aroma di Rum. Versate il composto ottenuto nella ciotola con i biscotti sbriciolati e amalgamate ancora. A questo punto l’impasto del vostro salame di cioccolato è pronto. È ora il momento di dargli la classica forma del salame: posizionate l’impasto in un foglio di carta da forno (originariamente si faceva con la carta del burro), arrotolatela avvolgendo bene e pressando gli ingredienti per conferire la forma cilindrica. Quindi avvolgete il salame di cioccolato così modellato in un foglio di carta stagnola e lascia-


to,

resistere

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Salame di cioccolato per 8 persone con 4,77 euro

Biscotti petit

I biscotti secchi Petit Primia, dorati e friabili, sono ideali per la vostra prima colazione inzuppati nel latte. Perfetti anche per farne un dolce come il salame. Confezione da 500 gr - Prezzo 1,75 euro

Cioccolato fondente finissimo

Assaporate il gusto del cioccolato fondente finissimo nella tavoletta Primia. Da tenere sempre in dispensa per una pausa golosa senza paura per la linea. Confezione da 100 gr - Prezzo 0,95 euro

Uova biologiche

Tutta la garanzia della qualità nelle uova Primia, prodotte in allevamenti biologici. Ottime per le vostre preparazioni dolci o salate. Confezione da 4 pezzi - Prezzo 1,49 euro

Burro italiano

telo indurire in frigorifero così avvolto per almeno due o tre ore. Trascorso il tempo necessario (non abbiate fretta, deve avere il tempo di assumere la giusta consistenza), toglietelo dalla carta, tagliatelo a fette e servite impiattato. Ricetta – Salame di cioccolato piemontese per 8 persone Il Salame di cioccolato è un dolce tipico della cucina piemontese: qui gli vengono aggiunte alla preparazione classica delle nocciole, meglio quelle tonde delle Langhe. Una variante che possiamo prendere a prestito: per rendere ancora più ricco il nostro salame di cioccolato aggiungiamo delle nocciole tritate (ma anche mandorle o addirittura della frutta candita), eliminando il corrispondente peso di biscotti secchi. Ottimo accompagnato con un bicchiere di Moscato d’Asti.

Il burro fresco Primia esalta il meglio del nostro latte italiano. Lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente prima di unirlo agli impasti delle vostre torte. Confezione da 250 gr - Prezzo 1,79

e per incartare...

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Il prezzo riportato in alto si riferisce alla quantità di prodotto necessaria per la preparazione della ricetta.


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BUON CIBO

Una birra (

Trappiste, Ale e Stout: un sorso di pieno gusto con le birre perfette anche con il clima freddo.

per

)

I

l luogo comune la vuole come bevanda esclusivamente estiva, meglio se servita ben ghiacciata. Ma la birra, come ampiamente dimostrato dal suo grande successo, è ormai una fedele compagna per tutte le stagioni. Gli ingredienti base sono sempre quelli: acqua, malto, lievito e luppolo, ma grazie alle differenze dovute al tipo di lavorazione e al territorio di provenienza esistono birre che, per aroma e gradazione, non disdegnano affatto di essere consumate durante i mesi più freddi dell’anno, magari abbinate a piatti di stagione. Le Trappiste Geograficamente si tratta di un’usanza che nasce nei Paesi del Nord, climaticamente più rigidi della nostra Italia: Danimarca, Irlanda, Belgio, ma anche Olanda e Scozia tanto per citarne alcuni. Ed è lontana nel tempo, se si pensa che ad esempio le birre trappiste venivano prodotte nei monasteri già dalla fine del 1500 secondo una metodologia ben precisa, poi confluita nel moderno disciplinare. Proprio le Trappiste, prodotte prevalentemente in Belgio, sono tra le birre più adatte a questa stagione. Nascono in un numero ridotto di birrerie autorizzate (otto in tutto: Achel, Orval, Chimay, Rochefort, Westmalle e Westvleteren in Belgio, Koningshoeven in Olanda e Stift Engelszell in Austria) seguendo appunto le strette regole stabilite dai monaci. La birra deve essere prodotta all’interno di un’abbazia trappista dai

monaci o, al massimo, sotto il loro stretto controllo. La produzione e la scelta dei processi deve essere affidata ai monaci stessi e, infine, i guadagni devono essere usati esclusivamente per il sostentamento dei monaci o per beneficenza. Proprio per questo motivo l’abbazia olandese di Koningshoeven tra il 1999 e il 2005 finì fuori dalla lista dell’Associazione internazionale trappista dopo aver stretto un accordo commerciale con una multinazionale. Le Trappiste possono essere molto diverse tra di loro: bionde o scure, si caratterizzano per la rifermentazione in bottiglia, il


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Italia, il boom delle artigianali

l’inverno

Saporite, profumate, non pastorizzate e senza succedanei. Sono le artigianali italiane, le vere protagoniste degli ultimi anni. Nel 2003 in Italia i produttori di artiginale in bottiglia erano una rarità, come il piemontese Baladin: adesso i birrifici sono oltre 600 in tutte le regioni, con più di duemila etichette commercializzate. Non fa eccezione, naturalmente, il Trentino-Alto Adige, dove esistono decine di aziende, tra cui ad esempio la bolzanina Batzen Brau, recentemente premiata all’European Beer Star.

Le speciali natalizie

gusto aromatico e pieno e la schiuma corposa. “Parenti” abbastanza strette sono poi le birre d’abbazia, anch’esse molto diffuse in Belgio. Sono prodotte al di fuori dei monasteri di cui portano il nome (Leffe e Affligem sono tra le più famose) secondo procedimenti pienamente industriali, con il metodo della cosiddetta alta fermentazione. Hanno elevata gradazione alcolica (dai 6 ai 9 gradi) e per quel che riguarda aspetto e gusto possono avere caratteristiche diverse, con colori che vanno dall’oro all’ambrato al rosso carico e aromatizzazioni diverse. [ segue ]

Nei Paesi del Nord, in Belgio soprattutto, la birra di Natale è una tradizione consolidata. Si tratta di una birra speciale, fortemente speziata ed aromatizzata, prodotta ogni anno in occasione delle festività di fine anno. In origine si trattava di tirature limitate, pensate come originale cadeau per i clienti o come strenna per i dipendenti della ditta. Solo dopo si pensò di commercializzarle e, addirittura, le migliori di queste birre speciali iniziarono a essere realizzate durante tutto l’anno.


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BUON CIBO Ale e Stout Anche spostandoci dalla terra di Fiamminghi e Valloni ci sono prodotti eccellenti, ideali per le bevute invernali. Dai Paesi britannici arrivano le Ale, birre ad alta fermentazione, che danno un prodotto solitamente di moderato contenuto alcolico, con poca schiuma. Il gusto è spesso pieno e fruttato grazie anche all’utilizzo di spezie o erbe particolari. Di questa grande famiglia fanno parte anche le leggendarie Stout, prodotte da malto e orzo tostati. Sono birre scure come l’irlandese Guinness, celebre in tutto il mondo per la sua schiuma cremosa e il gusto inconfondibile. Non mancano poi le birre a bassa fermentazione, appartenenti al genere delle Lager. Nei mesi freddi si preferiscono in genere le cosiddette Strong Lager, di gradazione alcolica più elevata della media e dal gusto più deciso. Due tipici esempi sono la scozzese Tennent’s Super e la danese Ceres Strong. Ma gli ultimi anni sono stati soprattutto quelli della rivincita delle birre artigianali, ovvero quelle create da piccoli produttori con ingredienti di primissima qualità (spesso a km zero), a volte a tiratura limitata. Di norma non sono filtrate né pastorizzate e vengono commercializzate soprattutto nell’area di produzione, ma si stanno sempre più affermando come prodotti d’eccellenza. Ambìti anche all’estero.

Per ognuna il piatto giusto

Il diffondersi negli ultimi anni di una vera e propria cultura della birra fa sì che, esattamente come accade per i vini, si presti una maggiore attenzione non solo alle caratteristiche del prodotto, ma anche ai corretti abbinamenti a tavola. I tempi dell’approssimativo “pizza e birra bionda” insomma sono tramontati definitivamente. Tra le tipologie di cui abbiamo parlato, ad esempio, le Trappiste si abbinano alla perfezione con la carne di vitello (sia arrosto sia in tegame), i formaggi stagionati, ma anche con piatti di pesce come la trota al forno, con i formaggi stagionati e addirittura con crostate di frutta. Le birre d’abbazia si sposano alle carni più grasse (un esempio classico è il cosciotto di maiale al forno), le Ale con le carni bianche, il pesce alla griglia e i formaggi freschi. Le Stout con il loro gusto amarognolo sono ottime con i primi piatti, mentre tra le artigianali italiane le bionde sono spesso birre “a tutto pasto”, ottime anche con la pizza o al momento dell’aperitivo.


LE BUONE RICETTE

Le buone

ricette

Anno 1 - Numero 10 Dicembre 2013

Costo € 1, una copia omaggio per i possessori di DupliCarD

L’archivio delle ricette pubblicate è consultabile nel sito www.superpoli.it. Accedi direttamente alla pagina delle ricette utilizzando il QR code qui a lato. Consulta le ricette anche sulla nostra nuova App per I-Phone e crea la tua lista della spesa personalizzata per realizzarle.

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LE BUONE RICETTE

La ricetta e lo chef del mese

Lasagna in crema

PREPARAZIONE

INGREDIENTI

di zucca e verdure Per la pasta: 300 g di farina bianca “00” 2 uova 2 tuorli 1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine Per il condimento: 1 zucca media (circa 1 kg) 2 scalogni mezzo cavolfiore

1 carota grande 2 zucchine medie 1 bieta 100 g parmigiano 150 g di scamorza affumicata grattugiata 30g burro 300 ml latte olio sale, pepe

Impastate la farina con le 2 uova intere, i 2 tuorli e 1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine e lasciate riposare coperto per 20 minuti. Decorticate la zucca e tagliatela a pezzetti. Soffriggete gli scalogni tagliati a fette sottili in una casseruola con 2 cucchiai d’ olio d’oliva. Versatevi la zucca, il latte e ½ bicchiere d’acqua, salate e cuocete coperto finchè la zucca diventa morbida. Quindi, passatela al passaverdure, unite alla purea 50 g di parmigiano grattugiato, salate e pepate. Nel frattempo cucinate separatamente le verdure (cavolfiore, carote, biete

4 persone Tempo di preparazione: 1 h Difficoltà: facile

e zucchine) tenendole al dente. Stendete la pasta sottile e ricavate dei fogli rettangolari. Cuoceteli in acqua bollente per 2-3 minuti, raffreddateli sotto l’acqua, scolateli e asciugateli. In una pirofila imburrata stendete uno strato di pasta, la crema di zucca, zucchine e scamorza, poi un altro strato di pasta e uno di ripieno. Ricoprite l’ultimo strato di pasta con la crema di zucca, cospargete il resto del parmigiano, alcuni fiocchi di burro e gratinate al forno a 200°C per circa 20-30minuti. Sfornate e servite.

Vino consigliato LAGO DI CALDARO DOC WALCH

Christian Abitani Chef del Ristorante Il Tinello di Bolzano Nel pieno centro di Bolzano, dove Rinascimento e contemporaneità esaltano il sapore di gusti antichi come la sua terra, troviamo un ristorante capace di imporsi grazie ai sapori tipici del mediterraneo. È il ristorante Il Tinello, che si è affermato grazie alla fantasia e genuinità della cucina diretta dello Chef Christian Abitani. In un ambiente elegante, abbracciati nella sala commensale da tratti antichi impreziositi dalle decorazioni, oppure coccolati dall’aria aperta nella tranquillità protetta del giardino interno, potrete gustare piatti della tradizione italiana. Ottima la pasta fatta in casa come le tigelle, il gnocco fritto e tanti altri piatti sia di carne che di pesce. Per maggiori informazioni: 0471/324711 Prezzo medio menu: 30 euro La proposta di questo mese: Lasagna in crema di zucca e verdure


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PREPARAZIONE

INGREDIENTI

Maltagliati ai gamberi Per la pasta fresca: 400 g di farina tipo 00 4 uova di media grandezza 1 pizzico di sale Per il condimento: 2 zucchine di media grandezza 2 spicchi d’aglio 1 scalogno

olio extravergine d’oliva 100 ml di vino bianco 4 - 5 pomodori maturi sale, pepe 1 cucchiaio di prezzemolo tritato 600 g di gamberi sgusciati 1 noce di burro

Preparate la pasta riunendo in una ciotola capiente la farina, il sale e le uova intere, Impastate per bene tutti gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio, elastico e omogeneo. Copritelo con pellicola trasparente e lasciatelo riposare al fresco (non in frigorifero) per circa 1 ora. Trascorso questo tempo, stendete la pasta in una sfoglia molto sottile con un mattarello, ritagliate delle strisce lunghe anche irregolari e da queste tagliate i vostri “maltagliati” tutti della stessa dimensione circa. Lavate le zucchine e tagliatele a metà per la lunghezza, dopodiché a fettine sottili. Lavate e sbollentate i pomodori in acqua bollente, pelateli e tritateli finemente. Sbucciate e tritate l’aglio e lo scalogno. Riscaldate 3 cucchiai d’olio in una padella capiente e fatevi rosolare lo scalogno a fiamma moderata, aggiungete le zucchine e continuate a cuocere per an-

4 persone Tempo di preparazione: 1 h 15 min Tempo di riposo: 1 h Difficoltà: media

cora 1-2 minuti mescolando, unite l’aglio, date una mescolata e versate il vino. Fate svaporare, poi aggiungete i pomodori, coprite la padella e fate cuocere per circa 10 minuti a fiamma lenta. Insaporite con sale, pepe e prezzemolo. Aggiungete i gamberi e fate cuocere a fiamma moderata per circa 5-8 minuti. Aggiustate ancora di sale e pepe. Nel frattempo portate all’ebollizione abbondante acqua salata e fatevi cuocere i maltagliati per 3-5 minuti. Scolateli al dente (mettendo da parte un poco di acqua di cottura) e conditeli subito con la salsa ai gamberi ed il burro. Eventualmente aggiungete ancora 2-3 cucchiai di acqua di cottura. Servite subito.

Vino consigliato SOAVE DOC ALMORANO


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LE BUONE RICETTE

PREPARAZIONE

INGREDIENTI

Bistecche di tonno marinate al pepe e wasabi 2 mandarini 4 bistecche di tonno di circa 150 g ciascuna 4 cucchiai di salsa di soia 2 cucchiaini di succo di limetta (lime) 2 cucchiai d’olio di sesamo

miele di acacia liquido pepe nero macinato grossolanamente 1/4 di cucchiaino di wasabi in pasta

Sbucciate i mandarini e filettate gli spicchi. Lavate il tonno sotto l’acqua corrente fredda e tamponatelo con carta da cucina. Mescolate 2 cucchiai di salsa di soia con il succo di limetta, l’olio di sesamo, 1 cucchiaino di miele, il pepe (in abbondanza) ed il wasabi in pasta. Spennellate le fette di tonno da tutti i lati con l’intingolo. Fate marinare in frigorifero per circa 30 minuti. Riscaldate 1 cucchiaio d’olio di sesamo in una padella capiente e friggetevi le fette di tonno per soli 2-3 minuti da tutti i lati in modo che l’interno rimanga ancora quasi crudo. Mettete da parte il resto della marinata. Depositate le fette di tonno su un piatto riscaldato e fate sciogliere 1-2 cucchiaini di miele nella padella

4 persone Tempo di preparazione: 30 min Tempo in frigorifero: 30 min Difficoltà: facile

ancora calda, aggiungete il resto della salsa di soia ed il resto della marinata, fate addensare per qualche secondo a fiamma viva, tirate la padella dal fornello, unite i spicchi di mandarino e rigirateli. Glassate le fette di tonno passandole velocemente una alla volta nella padella (da ambo i lati) e servitele subito tagliate a fettine e guarnite con i mandarini. A piacere potete accompagnare con un’insalata di alghe wakame o un’insalatina verde.

Vino consigliato SPUMANTE BRUT ROSE’ VALDO


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PREPARAZIONE

INGREDIENTI

Polpettone ai porcini Per il polpettone: 1 cipolla 1 spicchio d’aglio 500 g di carne trita di manzo e di maiale 1 uovo 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 40 g di fiocchi d’avena pangrattato, quanto basta sale, pepe polvere di paprica dolce

Per la salsa ai porcini: 350 g di funghi porcini freschi, o 30 g di porcini secchi 4 pomodori maturi 1 scalogno 1 spicchio d’aglio 1 tazza di brodo vegetale 1 rametto di timo fresco olio d’oliva sale, pepe

Riscaldate il forno a 200° C calore statico sotto e sopra. Sbucciate la cipolla e l’aglio e tritate il tutto finemente. Impastate la carne con la cipolla, l’aglio, l’uovo, il concentrato di pomodoro ed i fiocchi d’avena. Eventualmente aggiungete ancora del pangrattato nel caso l’impasto sia troppo morbido. Salate, pepate ed insaporite con la polvere di paprica. Formate un polpettone, adagiatelo su una teglia ricoperta con carta da forno, passatelo nel forno caldo e fatelo cuocere per circa 40 minuti. Fatelo intiepidire. Pulite i funghi con un panno morbido o con un pennello, poi tagliateli a pezzetti. Lavate e tagliate a dadini i pomodori. Sbucciate e tritate lo scalogno e l’aglio. Riscaldate 3 cucchiai d’olio in una padella capiente e fate cuocere i porcini per circa 3-4 minuti

4 persone Tempo di preparazione: 45 min Tempo di cottura in forno: 40 min Difficoltà: facile

a fiamma viva, rigirandoli di tanto in tanto e aggiungendo aglio e scalogno. Abbassate la fiamma, aggiungete il brodo, rialzate la fiamma e portate all’ebollizione. Unite i pomodori, coprite, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 15 minuti. Aggiustate di sale e pepe. Servite il polpettone tagliato a fette con la salsa ai porcini. Consigli: Se usate i funghi secchi, fateli ammorbidire lasciandoli mezzora circa in una tazza d’acqua tiepida (che conserverete per poi usarla al posto del brodo).

Vino consigliato CABERNET SAUVIGNON DOC IST.SAN MICHELE


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LE BUONE RICETTE

PREPARAZIONE

INGREDIENTI

Ravioli alla genovese Per la pasta: 400 g di farina, tipo 00 4 uova sale Per riempire: 150 g di animelle di vitello 150 g di carne trita di vitello 100 g di pancetta tritata finemente 200 g di foglie di bietola senza gambo 150 g di borragine *

3 cucchiai di parmigiano grattugiato 100 g di fondo di vitello 2 uova 1 panino raffermo 1/2 cucchiaino di maggiorana essiccata sale, pepe Per guarnire: 1 cucchiaino di maggiorana essiccata 50 g di burro 50 g parmigiano grattugiato

1 Impastate la farina con le uova ed una presa di sale, 2 fino a ricavarne una pasta liscia ed elastica. Coprite l’impasto con un panno umido e fate riposare. 3 Lavate le foglie di bietola e la borragine, dopodiché sbollentatele in acqua e sale per circa 3 minuti. 4 Appena sgocciolate, strizzatele e tritatele finemente con una mezzaluna. Sbollentate le animelle di vitello in acqua e sale per circa 5 minuti, poi fatele raffreddare per un attimo sotto l’acqua corrente fredda. 5 Pulite le animelle eliminando le pellicine 6 e le venuzze con un coltello a punta. Poi tagliatele a dadini ed aggiungetele al trito di borragine e bietole. 7 Grattugiate la crosta del panino e bagnate la mollica con il fondo di vitello. 8 In una scodella mescolate ben bene la miscela di verdure e animelle, la carne trita, la pancetta, il parmigiano, la crosta grattugiata, la mollica strizzata ed il parmigiano. Insaporite con sale, pepe e maggiorana. Dividete l’impasto in 2 parti uguali, poi allargate* Borragine:

pianta erbacea usata in cucina le cui foglie presentano una ruvida peluria

4 - 6 persone Tempo di preparazione: 1 h 10 min Difficoltà: media

la sul piano di lavoro infarinato con un matterello (spessore circa 2 mm). 9 Poi ritagliatela in strisce di 5 cm di larghezza con una rotella tagliapasta. Piazzate con un cucchiaino sulla metà delle strisce dei mucchietti del ripieno a una distanza di 3 cm uno dall’altro. 10 Coprite attentamente con le strisce di pasta rimanenti, pressando attorno al ripieno per chiudere i ravioli. Ritagliate i ravioli con la rotella, poi fateli asciugare per qualche minuto su un panno infarinato. 11 Fate bollire acqua e sale in abbondanza. Mettete i ravioli nell’acqua bollente e fateli cuocere a fiamma moderata per 3-4 minuti. Nel frattempo fate sciogliere il burro in un tegamino a fiamma piccola, aggiungendo la maggiorana. Tirate via il tegamino dal fornello, appena il burro è sciolto completamente. Fate sgocciolare bene i ravioli, pillottateli con il burro aromatizzato e serviteli cosparsi di parmigiano.

Vino consigliato VERMENTINO GOLFO DEL TIGULLIO DOC


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Ricetta passo-passo

Impastare la farina con le uova ed un pizzico di sale

1

Sbollentare in acqua salata la bietola e la borragine

3

Sgocciolarle e tritarle con una mezza luna

4

Togliere le venuzze e tagliare a dadini

6

Grattuggiare un panino e unire al fondo di cottura del vitello

7

Dopo aver diviso l’impasto in due, averlo steso e tagliato a strisce, formate dei mucchietti di ripieno

9

Coprite le strisce e ritagliate 10 i ravioli

Ricavarne una pasta liscia ed elastica

2

Eliminare le pellicine dalle 5 animelle

Mescolare tutti gli ingredienti

8

Far bollire in acqua salata per circa 3-4 minuti

11


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LE BUONE RICETTE

PREPARAZIONE

INGREDIENTI

Sandwich dolce con crema al cioccolato e mandarini 200 g di cioccolato bianco 3 fogli di colla di pesce 75 g di panna fresca da montare 3 albumi d’uovo 2 tuorli d’uovo

25 g di zucchero 2 rotoli di pasta sfoglia fresca mandarini sciroppati in vaso o mandarini freschi zucchero a velo

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria. Poi fate ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda per circa 10 minuti. Nel frattempo versate la panna e lo zucchero in un tegamino e appena raggiunto il bollore, incorporate la colla di pesce ben strizzata. Unite il composto ottenuto al cioccolato bianco sciolto. Montate a neve gli albumi. Unite i tuorli al composto di cioccolato e panna e amalgamate bene il tutto fino ad ottenere una crema liscia. Infine incorporate delicatamente gli albumi montati a neve con una frusta, muovendo dall’alto verso il basso. Lasciate riposare la crema in frigorifero finché sarà rassodata (circa 1 ora). Riscaldate il forno ventilato a 180°C. Allargate la pasta sfoglia sul piano di lavoro e ritagliatela in rettangoli di 10 x 6 cm. Foderate 2 teglie da forno con carta da forno e distribuitevi i rettangoli. Passate le teglie nel forno caldo e fate cuocere per circa 20 minuti. Fate raffreddare i rettangoli di pasta sfoglia su una griglia per dolci e fate sgocciolare i spicchi di mandarini. Appena la pasta sfoglia è ben fredda preparate dei piccoli sandwich con la crema al cioccolato bianco e 3-4 spicchi di mandarino. A piacere potete spolverizzare di zucchero a velo. Servite subito. 4 persone Tempo di preparazione: 40 min Tempo di riposo (crema): 1 h Tempo di cottura in forno: 20 min Difficoltà: facile

La cantina del mese LAGO DI CALDARO DOC WALCH cl 75 Regione: Alto Adige Vitigno: Schiava Colore: rosato Profumo: sapore di rosa e di mandorla Gusto: secco sapido e persistente Gradi alcolici: 12% vol Temperatura di servizio: 13°C

€ 5,95

SOAVE DOC ALMORANO cl 75

Regione: Veneto Vitigno: Garganega e Trebbiano di Soave Colore: giallo paglierino Profumo: intenso e delicato Gusto: fresco e fruttato; leggermente amarognolo Gradi alcolici: 12,5% vol Temperatura di servizio: 10°C € 3,49

SPUMANTE BRUT ROSE’ VALDO cl 75

Regione: Veneto Vitigno: Glera e Nerello Mascalese Colore: rosso cerasuolo carico con perlage fine Profumo: fine, floreale e fruttato Gusto: rotondo ed avvolgente Gradi alcolici: 12% vol Temperatura di servizio: 7°C € 4,95

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CABERNET SAUVIGNON DOC ISTITUTO SAN MICHELE cl 75

Regione: Trentino | Vitigno: Cabernet Sauvignon Colore: rosso rubino carico Profumo: profumi che ricordano il sottobosco, vaniglia e tabacco Gusto: discretamente tannico, armonico e equilibrato Gradi alcolici: 13% vol Temperatura di servizio: 18°C € 9,38

VERMENTINO GOLFO DEL TIGULLIO DOC cl 75

Regione: Liguria Tipologia: Vermentino Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli Profumo: fruttato e piacevolmente intenso Gusto: secco e sapido Gradi alcolici: 13% vol Temperatura di servizio: 8°C € 6,49


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Fantasia in cucina con

pasta sfoglia, brisée e per pizza

(

)

Stuzzicanti ripieni salati o irresistibili farciture dolci. Gusto e praticità a portata di mano con le specialità Primia.

D

alle torte salate a ricche focacce fino a dolci, originali stuzzichini e una fragrante pizza. Sono preparazioni semplici, appetitose e adatte a tutti i gusti quelle realizzabili con la pasta sfoglia, la pasta brisée e la base per pizza Primia, straordinari alleati in cucina che vi permettono senza fatica di creare prelibatezze che spaziano dall’antipasto a uno spuntino veloce fino al dessert e alle feste dei più piccoli. Il sapore della praticità Ad accomunare questi prodotti sono duttilità e praticità. Sono infatti tutti proposti in una quantità perfetta per il fabbisogno di una famiglia (230 g per la pasta sfoglia, disponibile in forma rotonda e rettangolare, e per quella brisée, e 385 g per la base della pizza, la cui confezione è dotata di una valvola in grado di “contenere” la lievitazione evitando rigonfiamenti), già stesi e avvolti in carta da forno. Specialità quindi pronte all’uso: basta toglierle dal frigo, sistemarle in una teglia, farcirle e cuocerle. Dall’antipasto al dolce Non resta quindi che mettere alla prova la vostra fantasia ai fornelli. La pasta sfoglia, con il suo sapoFonte: Agorà Network

re piacevolmente dolce e una consistenza croccante dopo la cottura, si presta sia a farciture golose, come quelle che uniscono crema e mele o cioccolato e pere, sia a ripieni salati, soprattutto dal gusto deciso (come prosciutto crudo e stracchino). La brisée ha invece un sapore più neutro ed è friabile al palato: una combinazione perfetta per condimenti delicati come spinaci e ricotta o crescenza e prosciutto cotto, senza dimenticare preparazioni dolci come la crostata di frutta. La pasta sfoglia e quella brisée possono poi essere ritagliate anche in piccole porzioni e farcite per dar vita a piccoli stuzzichini con, ad esempio, wurstel, salmone, formaggio caprino e noci o olive e pezzetti di salame. Se invece preferite puntare sulla tradizione di un capolavoro italiano, sarà la base per pizza rettangolare (24x32 cm) a fare la gioia dei vostri commensali: per esaltare il suo sapore di pane bastano un filo d’olio, sale e origano, a cui aggiungere, secondo i vostri gusti, pomodorini, mozzarella, acciughe, verdure grigliate, salumi o formaggi cremosi; potete anche condirne le varie parti in modo diverso e poi suddividerla a quadratini per un mix irresistibile.


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SALUTE, FAMIGLIA E BENESSERE

Cosmetici naturali

“made in

(

Tutta la purezza delle acque termali e la forza delle piante. Scopri le creme Areaderma: oggi le trovi da Poli e Regina pensate in esclusiva per te.

)

L

o sai che in un anno assorbiamo attraverso la pelle circa due chili di sostanze tossiche in seguito all’uso di cosmetici e di prodotti per l’igiene del corpo? E che la cute è la principale barriera fisica rispetto all’ambiente circostante e la componente più periferica del nostro sistema immunitario? La scelta dei prodotti che utilizziamo sulla pelle, dunque, fa la differenza. A Pergine di Valsugana, in una piana assolata circondata da monti e vallate boscose, Areaderma produce da oltre 20 anni prodotti di qualità con tutta la natura del Trentino. «I nostri prodotti sono “ecodermocompatibili”, cioè compatibili con l’ambiente e con la pelle» spiega Luigi Miori responsabile tecnico dell’azienda «ovvero non contengono derivati dal petrolio, parabeni, profumi con allergeni, alcol e coloranti sintetici. Nelle nostre creme manca in sostanza la chimica tradizionale: almeno il 96% delle sostanze usate è di derivazione naturale». L’acqua termale di montagna L’acqua è fondamentale per la pelle, le cui cellule con il passare degli anni perdono in parte la capacità di trattenere i liquidi: ecco perché, invecchiando, la cute tende a rilassarsi ed avvizzirsi, permettendo alle rughe di manifestarsi. Mantenerla idratata è dunque fondamentale per prevenirne l’invecchiamento, conservando una cute sana. Se si considera che un cosmetico contiene un’alta per-

centuale di acqua nella sua formulazione, le informazioni sulla qualità di quest’ultima sono importanti: metalli pesanti, residui dei pesticidi, residui di lavorazioni industriali o fertilizzanti possono causare allergie o irritazioni. Utilizzare un’acqua di qualità superiore è dunque una garanzia per il consumatore. Areaderma ha scelto l’acqua termale delle Terme Val Rendena di Caderzone Terme (vedi box). «Nei prodotti lavorati con la nostra acqua abbiamo ottenuto valori analitici di ricerca del nichel talmente bassi da essere inferiori a 0,1 parti per milione» cita ad esempio Miori «questo non significa che i nostri prodotti sono senza nichel, ma che sicuramente ne contengono il minimo possibile».


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Cellule staminali vegetali La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo, formata da miliardi di cellule, in continuo rinnovamento, che, con il tempo, vanno a diminuire gradualmente la loro attività. Si è osservato che queste cellule, messe a contatto con le staminali vegetali, ne ricavano benessere e vitalità. Queste, infatti, ricchissime dei principi attivi caratteristici della pianta, hanno la capacità di proteggere se stesse dagli agenti esterni e di rigenerarsi nel caso in cui subiscano dei danni. Il loro impiego in campo cosmetico è legato all’affinità con le cellule umane, delle quali le staminali vegetali sono in grado aumentare attività, vitalità e salute.

Trentino”

Purezza dal cuore delle Dolomiti

Il vigore delle piante Non solo acqua termale pura, in una passata di crema si schiude anche tutta l’efficacia delle piante (vedi box): «I nostri prodotti sono integrati con cellule staminali derivanti da piante del territorio» aggiunge il responsabile tecnico «le cellule della parte germinativa hanno una vivacità cellulare molto forte, in grado di fungere da biostimolante per le cellule umane: sono capaci cioè di dare vigore allo strato superficiale della pelle. In altre parole hanno una funzione antietà, che aiuta la pelle a mantenersi tonica ed “energizzata”». Si tratta di un processo interamente ecosostenibile: le piante [ segue ]

C’è acqua e acqua. Ce ne accorgiamo se proviamo a confrontare il sapore dell’acqua di casa in una grande città di pianura con quella di un rifugio d’alta quota. Ma non è solo l’altitudine a determinarne le caratteristiche. Le acque termali, ad esempio, affiorano da falde profonde o linee di frattura e le loro proprietà organolettiche sono il frutto del contatto prolungato con i minerali del sottosuolo. L’acqua di Val Rendena di Caderzone Terme è oligominerale ferruginosa, e sgorga a 970 m di altitudine di fronte alle Dolomiti di Brenta, a due passi da Madonna di Campiglio. Le sue proprietà benefiche sono note fin dal 1635.


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SALUTE, FAMIGLIA E BENESSERE

Linea Dermè: da Poli e Regina

impiegate per l’estrazione non vengono sottoposte a taglio o stress di altro genere. Una volta prelevate direttamente da una pianta, le staminali vengono messe in coltura in laboratorio, il che significa nessun utilizzo di acqua e di fitofarmaci e nessuna emissione di Co2 nell’atmosfera. Tutta la natura del Trentino La linea Dermé è figlia del Trentino, con la sua natura incontaminata, con i suoi boschi verdi e carnosi, con l’energia dell’acqua che sprigiona dalle sue montagne. «Per ogni prodotto, abbiamo selezionato una pianta montana tipica, spesso anche poco nota, con l’intento di farne conoscere le caratteristiche e le proprietà di cui ormai solo in pochi hanno ricordo» conclude Miori «spesso è incredibile scoprire come la cultura popolare abbia anticipato la scienza: le attività di piante utilizzate a scopi curativi dai nostri avi, oggi sono confermate da studi e ricerche scientifiche di alto livello. I cosmetici Dermé rappresentano dunque tutte le sfaccettature di un Trentino in piena evoluzione, che è natura, tradizione, ricerca e innovazione».

Areaderma ha creato Dermé, una nuova linea che potete acquistare direttamente nei negozi Poli e Regina: 7 prodotti per un utilizzo quotidiano adatto a tutti i tipi di pelle, anche per chi ha problemi di allergie. La gamma comprende 2 creme per il viso (nutriente e idratante), 2 creme per il corpo (nutriente e idratante), 1 latte e 1 tonico per la pulizia del viso, 1 crema mani. Tutti i prodotti risultano delicati e leggeri, ideali per una consumatrice moderna. Un esempio? La Crema idratante viso con cellule staminali vegetali da Uva unisce in sé tutta la freschezza dell’acqua termale di montagna, con le proprietà rigeneranti tipiche dell’Uva ricavate direttamente dal cuore pulsante della pianta. Un vero elisir di bellezza che fa ritrovare alla pelle elasticità e idratazione per tutta la giornata. Adatta anche come base per il trucco, si assorbe rapidamente e non unge. Le sue staminali provengono direttamente da bacche d’Uva (Vitis vinifera meristematic cell extract) e sono estremamente innovative, in quanto, durante la loro crescita in laboratorio, vengono stimolate a sintetizzare principi attivi come a i fenoli o il resveratrolo, m re Prova la c viso dalle proprietà rigeneidratante ncino ranti e antiossidanti. l campio

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allegato


PRODOTTI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE

*A BASSO IMPATTO AMBIENTALE


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SALUTE, FAMIGLIA E BENESSERE

L’arte del pacchetto

(

Armatevi di carta, forbici, colori a tempera e fantasia: per questo Natale la parte divertente del regalo è la confezione.

)

C

he il regalo sia piccolo e simbolico, oppure grande e prezioso, quel che conta è la presentazione. Impacchettare ad arte i doni di Natale che avete scelto per amici e parenti può diventare la parte migliore della sorpresa. O, almeno, può fare una piccola differenza. Ecco un elenco di idee per augurare buone feste in modo originale. Preparatevi a usare le mani, oltre che la fantasia: non c’è niente di più piacevole che aprire un dono sapendo che la confezione è stata realizzata con un pensiero speciale per noi. Tanti amici, tantissimi decori La sfida quest’anno è: nessun doppione ai piedi dell’albero. Pensate di avere molti amici e non altrettanta fantasia? Ricordatevi che qualsiasi materiale può essere trasformato in una carta regalo originale, da decorare opportunamente. Per gli amanti della lettura scegliete i semplici fogli dei quotidiani: il bianco e nero vi permetterà di giocare con i colori dei nastri. Dato che avete risparmiato sulla carta, sceglieteli preziosi, per esempio di raso, e legate sul fiocco delle piccole composizioni di fiori secchi. Perché poi non usare la stoffa? È indubbiamente chic: comprate per esempio delle tovagliette da colazione in cotone stampato e usatele per incartare i doni, così gli amici vi penseranno anche la mattina davanti al caffè. Se vi piace cucire, potete fare una bella scorta di fili delle tonalità più sgargianti e pas-

sare la carta da regalo (in questo caso va bene una dal colore neutro, anche quella in cui viene venduto il pane) sotto la macchina per cucire realizzando tanti decori a zig-zag. Potete impreziosire i doni per le amiche attaccando al nastro del pacchetto una piccola spilla in panno; se alcune sono particolarmente amanti della natura, le farete invece felici incollando alla scatola foglie e petali, già essiccati. Dedicato ai più piccoli Non dobbiamo pensare che i bimbi siano attirati solo dai balocchi che troveranno dentro la sca-


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Riciclo creativo per gli auguri Se il pacchetto è fai da te, il biglietto non può essere da meno. Mai pensato di utilizzare le erbe aromatiche per la decorazione? Procuratevi un semplice cartoncino e fissateci una mini ghirlanda di salvia o rosmarino: basta prendere un rametto di verde e formarci una corona con dello spago da cucina. Un’altra decorazione “green” è presto fatta pinzando o incollando al cartoncino una foglia di alloro dalla cui sagoma avete ritagliato una alberello, e ultimato con una stella di Natale ricavata da una buccia d’arancia. Otterrete lo stesso effetto sorpresa ricavando formine natalizie da applicare al biglietto con degli scampoli di stoffa.

Un libro “lento” per i ragazzi

tola. I nostri figli e nipoti sono molto sensibili e attenti ai particolari: proviamo a stupirli. Per ognuno di loro scegliete la carta regalo in base al colore preferito, in modo che possano riconoscere i propri doni a prima vista; preparate poi con altri tipi di carta a fantasia piccoli pacchettini a forma di caramella da riempire con i loro dolci prediletti: confetti colorati al cacao, praline, caramelle gommose, barrette di cioccolato. Incollate quindi con poco scotch alla base i vari mini-doni golosi sulla superficie del pacco grande al posto della solita coccarda: così i vostri ragazzi [ segue ]

Ve la ricordate “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”? Ebbene, questa volta, con “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza di essere lenta” (Guanda) il grande scrittore cileno Luis Sepulveda ci racconta un’altra storia con la grazia della fiaba e la forza delle parabola, capace di coinvolgere i lettori più piccoli e di parlare al cuore di quelli più grandi. Protagonista una lumaca che, in una società dominata dalla velocità e dall’ansia, insegnerà a riscoprire il valore della lentezza, a ristabilire uno spazio per la riflessione, a creare la dimensione in cui apprezzare nuovamente le persone e le cose che ci stanno attorno.

Idea regalo Storia di una lumaca che scoprì l’importanza di essere lenta Autore: Sepúlveda Luis Edizioni: Guanda Anno di sconto pubblicazione: 2013 15% Prezzo: 8,50 euro sul prezzo di copertina Pagine: 112 lo trovi da


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SALUTE, FAMIGLIA E BENESSERE non avranno una sola sorpresa, ma tante tutte insieme. Il fai da te in famiglia Potete anche coinvolgete i più piccoli nella realizzazione della carta regalo per le strenne destinate agli adulti. Come? Semplicissimo, basta farli cimentare in un passatempo che adorano: disegnare e colorare. Date loro dei fogli di formato grande (A4 o A3 o ritagliati apposta, in base alle dimensioni dei doni da impacchettare). Si sbizzarriranno in soggetti a tema natalizio, oppure rappresenteranno i genitori e la casa addobbata a festa. Usate i fogli per avvolgere i regali personalizzati e chiudeteli con tre o quattro fili di lana colorata uniti invece del classico nastro. Impossibile resistere alla tenerezza di un pacco del genere. Un’altra idea, anche per passare un pomeriggio spensierato in famiglia, è quella di armarsi di pennelli e colori a tempera e dipingere i regali già chiusi (utilizzate carta dal colore uniforme): provate anche a immergere nelle tempere degli stampini fatti con le vostre mani ottenuti ritagliando delle forme geometriche dalle vecchie spugne per lavare i piatti. Scegliete tra un effetto multicolor e i più tradizionali dorato o argentato. Alla fine spruzzate tutto con la neve spray.

Libri sotto l’albero per lui e per lei “I guardiani della storia” Un thriller incalzante in cui i misteri della civiltà etrusca si intrecciano con gli interessi di una multinazionale dell’editoria. Intrighi archeologici, verità inconfessate, riti esoterici e una donna che lotta contro un destino implacabile tra la city di Londra e l’Italia più enigmatica e inesplorata. Coraggio, passione, terrore sono gli ingredienti di questo romanzo ipnotico e pieno di tensione di Elisabetta Cametti (Giunti), che sarà sicuramente un regalo gradito per gli uomini di casa. “A qualcuno piace Cracco” Chef tra i più apprezzati d’Italia e ora star della tv: Carlo Cracco, nel suo nuovo libro edito da Giunti, presenta un viaggio nelle ricette regionali dello Stivale. L’estroso giudice usa come punto di partenza le ricette classiche, per approdare a piatti arricchiti dal suo tocco di classe. Una guida per conoscere al meglio la cucina italiana, imparare i trucchi per rinnovarla e provare la soddisfazione di servire in tavola piatti capaci di soddisfare ogni palato. Fatelo trovare sotto l’albero: le signore apprezzeranno.

Idea regalo I guardiani della storia Autore: Cametti Elisabetta Edizioni: Giunti Anno di pubblicazione: 2013 Prezzo: 11,18 euro Pagine: 640 sconto

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Idea regalo A qualcuno piace Cracco Autore: Cracco Carlo Edizioni: Rizzoli Anno di pubblicazione: 2013 Prezzo: 14,36 euro sconto Pagine: 164

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SALUTE, FAMIGLIA E BENESSERE

Mangiare durante le feste

l’esperto risponde

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Godersi il Natale felici e senza grandi abbuffate si può: bastano pochi accorgimenti a tavola. Ecco i consigli della dietista.

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ome essere parte dello spirito delle feste senza sottoporsi a dure rinunce. È questo il triste dilemma che spesso ci si pone alla vigilia del Natale e dei diversi giorni successivi dove le tavole vengono imbandite, le madri e i padri riescono a dare il meglio di loro ai fornelli, e le famiglie si riuniscono serene. Privarsi di ogni leccornia rappresenta un problema e sicuramente è in grado di rovinare almeno in parte l’atmosfera. Ci vuole una strategia che accontenti il palato come la bilancia. Non sedetevi a tavola affamati Per Paola Mancinelli, dietista presso l’ospedale Santa Chiara di Trento, un buon consiglio è di non sedersi a tavola mostruosamente affamati, «perché è più difficile fare delle rinunce. Poi bisognerebbe scegliere una o massimo due pietanze tra le più caloriche e per il resto del pasto moderarsi». Scegliete bene le cotture Quindi ci vuole la collaborazione del cuoco o della cuoca. Insomma l’invito della dietista è prestare attenzione alle tecniche di preparazione, preferendo la cottura al forno o al vapore ai fritti. Il tema più spinoso è come comportarsi con i dolci, che sono particolarmente attesi e rappresentano una vera tentazione. Concedetevi il dolce Ma in un regime alimentare attento, un dessert è un regalo che ci si può concedere ogni tanto: «Se poi parliamo di vivere bene lo spirito delle feste, è meglio affidarsi a quelli fatti in casa con prodotti genuini, oltretutto se sono artigianali spesso se ne mangiano meno perché si comincia a gustarli già dall’odore». Non saltate i pasti Un errore, invece, da non commettere mai è quello di saltare il pasto immediatamente dopo o prima di un

pranzo particolare. «È lo sbaglio più comune – continua l’esperta – bisognerebbe ridurre la quantità di cibi ed evitare di riproporre gli avanzi che ovviamente sono molto calorici. Non ha senso digiunare a pranzo prima di una lauta cena perché è inevitabile che si esageri. Il vero segreto credo sta nel non esagerare, scegliere porzioni moderate, evitare i troppi brindisi alcolici, essere misurati nei condimenti e soprattutto non fare la scarpetta, anche se piace a tutti!».

Consiglio per il menu Ottimo piatto della cucina locale è sicuramente la polenta. Per la dietista Paola Mancinelli è poco calorica, non è grassa e accompagna facilmente uno spezzatino cotto senza esagerare con l’olio. Perfetto anche il gulasch insieme a delle verdure ma preparato moderando gli intingoli; meno consigliato lo stinco, al contrario dello speck che «grazie all’affumicatura perde gran parte dei grassi». Non deve stupire invece che tra i piatti suggeriti ci sia anche un dolce: «Lo Strudel può essere mangiato senza troppe preoccupazioni rispetto ad altri dessert più pesanti».


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Natale

(e Capodanno) più buoni

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Le iniziative del territorio per vivere le feste con chi è meno fortunato. Basta poco: con un regalo solidale o un pasto caldo si può fare molto.

L

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e feste di Natale sono un momento atteso da tutta la famiglia. È possibile renderle ancora più speciali, dedicando un pensiero anche a tutte quelle persone che vivono ai margini della società; per loro il periodo natalizio è un momento delicato, perché evidenzia ancora di più la loro situazione di disagio, magari lontano da casa o senza la possibilità di celebrare le feste. Ecco allora che ognuno di noi può fare concretamente qualcosa: il contributo personale può andare dall’impegno in prima persona, ad esempio dedicando del tempo ai senzatetto, al semplice acquisto di un regalo il cui ricavato viene destinato a coprire le esigenze di chi ha bisogno. Le iniziative sul territorio sono tante: ce n’è per ogni impegno e ogni possibilità. Vediamone alcune. Concerti in carcere e mense dei poveri Per qualcuno le feste trascorrono dietro le sbarre di

una cella. A Trento, la Caritas organizza il concerto “Natale in carcere”: nella casa circondariale di Trento, il 15 dicembre per e con i detenuti (chi di loro sa cantare o suonare viene coinvolto attivamente) c’è un momento di canto e festa, e vengono distribuiti anche dei doni. Chi volesse essere d’aiuto, può contribuire comperando i regali, uno shampoo e un bagnoschiuma per ogni carcerato, e portarli alla Caritas. Per il pranzo del 24 e del 25, per i senzatetto c’è la possibilità, valida tutti i giorni dell’anno, di trovare un piatto caldo presso la cooperativa “Punto d’Incontro” (www.puntodincontro.trento.it). Offrire il pasto a persone in situazione di grande difficoltà economica richiede costanza e pazienza. Ma un pranzo non è tutto. Per dare senso di dignità alle persone, la cooperativa chiede ai propri volontari una disponibilità sul periodo [ segue ]


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AMBIENTE E COLLETTIVITÀ

Regali solidali

Quest’anno perché non fare un dono diverso dal solito? Grazie alla Caritas di Bolzano è possibile ad esempio regalare un pacco alimentare a una famiglia del territorio in difficoltà economica o un pasto caldo per i senza dimora (in Alto Adige, sono tra 500 e 700 le persone che non dispongono di un alloggio). Si possono comprare online alla pagina “Regali solidali” su www.caritas.bz.it. L’associazione Trentino Solidale Onlus ogni anno a Trento coordina le attività e gli eventi delle associazioni iscritte al network partecipando a stand, iniziative in piazza e ai Mercatini di Natale e raccoglie fondi destinati alla solidarietà attraverso le offerte per la campagna “Zelten della Nonna” e “Biglietti Augurali di Natale”. Maggiori informazioni sul sito www.trentinosolidale.org o al 336/306464. Per un regalo solidale a persone più lontane da noi si possono acquistare i doni di uno delle botteghe di Altromercato: questo permette, con un piccolo gesto, di aderire a un progetto che sostiene l’economia dei Paesi del Sud del mondo e non solo. Per trovare il negozio più vicino, vai su www.bottegadelmondo.bz.it.

piuttosto che sulla frequenza. Non tutti i giorni, forse non tutte le settimane, ma per un tempo abbastanza lungo da poter condividere un pezzetto di storia con i loro ospiti che lì possono farsi una doccia, trovare un cambio di indumenti e naturalmente accoglienza. La mensa è aperta tutti i giorni dell’anno tranne la domenica (ma si sta lavorando anche per quel giorno). Chi volesse contribuire all’attività della Cooperativa, può contattarla allo 0461/984237 per offrire il proprio contributo in termini di cibo, vestiario o aiuti economici. Chi volesse dare una mano per la cena dei giorni di festa può chiamare Padre Fabrizio al convento dei cappuccini allo 0461/231466 e lasciare il proprio numero di telefono per essere ricontattato. La mensa è aperta ogni giorno dell’anno dalle 17.15 alle 18.30. I pasti serviti quotidianamente sono in media 140: sono gradite braccia per servire cibo per i poveri. Il 10 e il 25 di ogni mese, quindi anche a Natale, vengono distribuiti “pacchi-famiglia” ai nuclei in difficoltà, pertanto un donativo di cibo può andare anche in qualche casa e contribuire a rallegrare le feste.


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Volontari on the road L’associazione Volontari in strada di Trento, due volte alla settimana, il lunedì e il giovedì di tutti i giorni dell’anno (Capodanno e Natale compresi) distribuisce cibo e bevande ai senzatetto, con lo scopo di entrare in relazione con loro e farli sentire meno soli. Per chi volesse iniziare a dicembre un percorso di volontariato e passare le feste con i poveri, o chi desidera contribuire con beni materiali (servono coperte, sacchi a pelo, maglioni da uomo e giacche in buono stato) può chiamare Claudio Bertolli al 349/2937696 o scrivere a volontaridistrada@gmail.com.

Un brindisi in compagnia speciale Colazioni e cene solidali A Bolzano, per un Natale davvero solidale si può cominciare dalla colazione: a Casa Emmaus nel mese di dicembre c’è la possibilità di iniziare la giornata con gli ospiti della struttura, prendendo caffè e biscotti con un accompagnamento musicale di sottofondo. Nella casa c’è anche il mercatino, con tutti gli oggetti prodotti dagli ospiti affetti dal virus dell’Hiv (cuscini decorati, manufatti, opere di pittura): acquistandoli, si potranno fare regali solidali e si potrà dare una mano ai volontari. Il 15 dicembre, l’associazione San Vincenzo De Paoli offre a chi non ha una dimora un pranzo per le feste al Kolpinghaus in centro a Bolzano: cibo, dolci e brindisi, per una giornata da condividere con chi è meno fortunato. Per partecipare basta scrivere a sanvincenzo.bz@libero.it. Per essere vicino agli anziani (chi ha una bella voce o vuol passare per dare una mano) a Natale il coro della parrocchia Don Bosco canta nella casa di riposo di Via Milano: per informazioni chiamate lo 0471/911087 o scrivete a parrocchia.don.bosco@gmail.com.

Per passare un capodanno diverso, la Caritas di Trento organizza l’iniziativa “Capodanno insieme”: si aspetta l’arrivo dell’anno nuovo insieme con chi vive in strada, in una festa tutta organizzata da volontari che prevede brindisi e cena, in varie strutture della città (principalmente case di accoglienza). Chi volesse partecipare, può chiamare lo 0461/891350. Se non si può essere presenti (bisogna essere maggiorenni), sono graditi sacchi a pelo e coperte, raccolti ogni martedì dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 14.30 alle 17.00 in via Endrici 27.


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Merano e gli scacchi

Le streghe di Nogaredo

Merano ha un legame particolare con gli scacchi: la città infatti dà il nome a una variante della cosiddetta “difesa slava”, un’apertura del gioco. Questa venne utilizzata per la prima volta da Julius Perlis contro Carl Schlechter al torneo di Ostenda nel 1906. Successivamente Akiba Rubinstein la adottò nel 1924 al torneo di Merano, vincendo contro Ernst Grunfeld. Dopo questa partita la difesa diventò popolare e diffusa appunto come “difesa di Merano”.

Nogaredo, in provincia di Trento, è nota per i processi alle streghe, donne del paese accusate di stregoneria e poi mandate al rogo. Palazzo Lodron era la sede del tribunale dell’Inquisizione che nel 1647 tenne uno degli ultimi processi alle “strie” in Trentino. Queste vicende vengono ricordate annualmente con la manifestazione “Calendimaggio delle strie”. In quell’occasione anche il palazzo apre le sue porte per la festa e permette l’accesso a tutti.

Immagine e coordinamento: Francesca Manzana Francesca Voltolini Fotografie Olycom/Stockfood, Fotolia, Marco Bucci, Batzen Bräu, Dolomiti Superski/P. Ripke, Consorzio Turistico Plan de Corones, Associazione amici del presepio di Tesero, Associazione Turistica Appiano/ Johannes Fein, Pro Loco di Calvino, Archivio Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, Nicola Ischia Stampa Reggiani S.p.A. - Via Dante Alighieri, 50 21010 Brezzo di Bedero (VA) Reg. Trib. Trento N. 16/2012 del 13/11/2012 Una copia omaggio per i possessori di DupliCarD. Distribuito presso i punti vendita del Gruppo Poli.

Il museo della Farmacia Strumenti, farmaci, droghe medicinali ma anche comprimitrici per compresse e sezionatori per pillole: tutti questi oggetti sono esposti al Museo della Farmacia di Bressanone, una vera miniera di storia della farmacia sia per gli esperti sia per i non addetti ai lavori. Il museo è aperto dal 2002 per volontà della famiglia Peer, che gestisce in città un’antica farmacia.

Anno 1 Numero 10 Chiuso in redazione il 15/11/13. © SUPERMERCATI POLI - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale di testi e foto. Tutte le informazioni contenute nel presente numero sono aggiornate alla data di chiusura e potrebbero subire variazioni per cause non dipendenti dalla volontà della redazione. Le immagini riportate sono a scopo illustrativo. Le ricette sono proposte e redatte secondo scienza e coscienza. Non possiamo assumere responsabilità per la riuscita dei piatti.

Per le vostre segnalazioni, curiosità e suggerimenti contattateci a: buonaidea@superpoli.it Buonaidea c/o Supermercati Poli Spa Via Alto Adige, 242 38121 Trento

Il bus de la spia Il bus de la spia di Sporminore, in provincia di Trento, è una caverna molto frequentata dagli escursionisti speleo: diversi esperti l’hanno esplorata per scoprire dove conduce il passaggio interno, ma nessuno è mai riuscito a trovarne la fine. Questo perché un grande sifone d’acqua all’imbocco della galleria si innesca più o meno regolarmente creando forti ondate d’acqua. Il limite massimo raggiunto è di quasi un centinaio di metri oltre il punto di immersione.

Laghetto interno - foto di Nicola Ischia


iamo agli inizi del 1800: la Val Campelle si presenta come una distesa di prati e di boschi, segnati dal passaggio di pastori e malgari che lasciano la Valsugana per raggiungere con greggi e mandrie le malghe in alta quota. Il Rifugio Crucolo è punto di ristoro di ritrovo; dopo aver consumato piatti semplici e nostrani e un buon bicchiere di vino, si godono momenti di svago e riposo. Nel corso degli anni la clientela, grazie anche allo sviluppo economico diventa la più ampia e svariata, felice di ritrovare un luogo in cui è ancora possibile inebriarsi con i ‘profumi’ della tradizione. Il Rifugio Crucolo è ricordato anche per le sue cantine traboccanti di vini, di grappe, formaggi e salumi: lucaniche, pancette, speck, sopresse, cotechini…, salumi e formaggi di tutte le dimensioni, tra le quali spicca il salame più lungo del mondo, oltre 45 metri e una forma di formaggio Crucolo di oltre 5 quintali. Per non dimenticare il Parampampoli, miscela di caffè, vino, grappa e zucchero da servire flambè. Ma tutti i prodotti fatti al Crucolo hanno successo! Nei primi anni ’90, la famiglia

Purin decide così di iniziare la produzione e la commercializzazione di Parampampoli, liquori e grappe, seguiti dopo qualche anno dal formaggio e dai salumi, tutti prodotti marchiati ‘Rifugio Crucolo’. I salumi sono riconosciuti dal mercato come portatori di caratteristiche particolari quali la genuinità, la rintracciabilità dei componenti e il legame con il territorio d’origine, la bella Valsugana e più in generale il Trentino. Trasmettono l’immagine di un prodotto sano e di cui si conosce appieno tutta la lavorazione, dall’allevamento al prodotto finito. Il formaggio del Rifugio Crucolo, nel rispetto dei tradizionali metodi di stagionatura naturale, viene fatto ‘invecchiare’ nelle cantine del rifugio. I profumi, le muffe e gli odori dei salumi, dei vini, dei liquori e delle grappe conservati negli stessi locali, conferiscono al formaggio del Rifugio Crucolo quel gusto dolce-amaro-piccante che lo rende unico ed inconfondibile.

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Buonaidea - nr 10