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RIVISTA DELLA SALA D’ASPETTO

VOL. 3 - N. 2 - NOVEMBRE - 2020

ISSN 2611-9080

Scop non è o della S cie solo c ompr n za e ma a iutare ndere, M. M o nt i UC

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MICRONUTRIENTI e SALUTE Periodico quadrimestrale - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - 70% - LO/MI/3009 In caso di mancata consegna restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa.

Cicero A.F.G.

IL LAVAGGIO NASALE Farello G. e Patrizi F.

STIPSI E STRESS SCOZZARO A. E GROSSI C.

GENGIVE AL TOP Meggiboschi P.

NUTRIENTI E IMMUNITÀ Caccialanza R.

ASSOCIAZIONE DEI LAUREATI DELL’UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE


EDITORIALE

La sala d’attesa “Cambiare tutto per non cambiare niente” COVID-19 ci ha obbligato a modificare le nostre abitudini, soprattutto in termini di attesa: infatti nell’ambulatorio del medico, nello studio dell’avvocato o di un altro professionista non pare più prevista la sala d’aspetto in cui “il mal comune era mezzo gaudio”, cioè le sofferenze in senso lato sembravano meno gravi quando condivise. Ora siamo costretti ad aspettare a casa che venga il nostro turno per essere visitati. Questa situazione ci ha indotto a pensare a “Salutepertutti.it” in modo diverso. Finora la rivista era stata divulgata in forma cartacea e attraverso un omonimo sito web, ma da questo numero

gli articoli saranno disponibili anche via Podcast. Tuttavia, come ricordato nel titolo di questo editoriale, i contenuti saranno sempre caratterizzati dall’elevato valore scientifico dei loro Autori e dalla loro capacità di rendere comprensibile al grande pubblico argomenti all’apparenza ostici, ma di grande importanza per il benessere del corpo e dello spirito. La salute è sempre per tutti, ma ora ancora più di prima!

https://www.spreaker.com/user/salutepertutti.it/spt00v2 Pietro Cazzola Direttore Responsabile

Il Suo parere per noi è importante Ci aiuti a migliorare “Salutepertutti.it” Si colleghi al sito http://www.angelica.it/salutepertutti per lasciare un commento. Lo utilizzeremo per migliorare il prossimo numero. E troverà una bella sorpresa per il suo Benessere. 1

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VOLUME 3 - NUMERO 2 - 2020 www.salutepertutti.it INDICE

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Questionario tratto da Proust - Risponde Prof. Massimo Galli Vitamine e minerali nel 2020: ancora un ruolo importante per preservare la salute… - Arrigo F.G. Cicero Informazione e Salute: dalla Medicina Narrativa alla “Infodemia” Sergio Macciò

Il lavaggio nasale: prevenzione e trattamento delle infezioni delle prime vie aeree - Giovanni Farello, Federica Patrizi PODCAST - un fenomeno digitale in espansione - Ruben Cazzola, Alessia Bisini Vaccinazione antinfluenzale ai tempi della COVID-19 - Daniel Della Seta Stipsi e stress, un disagio quotidiano - Agostino Scozzarro, Cristina Grossi La salute dell’acqua - Mauro Prada La salute delle gengive: come mantenerla al top - Paolo Meggiboschi Il pane - Rosanna Supino Il sistema immunitario: tutta una questione di equilibrio Intervista di Lorella Bertoglio al Prof. Riccardo Caccialanza

Igienizziamo le mani: è una priorità - Paolo Pigatto

L’EDITORE Edizioni Scripta Manent s.n.c.

Direttore Responsabile: Pietro Cazzola PR e Marketing: Donatella Tedeschi Comunicazione e Media: Ruben Cazzola Grafica e Impaginazione: Cinzia Levati Affari Legali: Avv. Loredana Talia (MI) Stampa: ÀNCORA s.r.l. (MI)

Via Melchiorre Gioia 41/A - 20124 Milano, Italy Tel. +39 0270608060 Registrazione: Tribunale di Milano n. 130 del 09.04.2018 e-mail: info@edizioniscriptamanent.eu web: www.edizioniscriptamanent.eu

È vietata la riproduzione totale o parziale, con qualsiasi mezzo, di articoli, illustrazioni e fotografie pubblicati su SALUTEPERTUTTI.IT senza autorizzazione scritta dell’Editore. L’Editore non risponde dell’opinione espressa dagli Autori degli articoli e delle immagini da loro fornite. Diffusione gratuita. Ai sensi della legge 675/96 è possibile, in qualsiasi momento, opporsi all’invio della rivista comunicando per iscritto la propria decisione a: Edizioni Scripta Manent s.n.c. - Via Melchiorre Gioia, 41/A - 20124 Milano

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Questionario tratto da Proust "povero". Gamberi e ostriche tra i crostacei, ma dal Tirreno all'Adriatico anche il "caciucco", o il brodetto marchigiano delle nostre maestre di cucina, da nord a sud del nostro meraviglioso paese. Da lombardo e milanese DOC è una vera passione che talora soddisfo quando sono al mare in vacanza.

Risponde Prof. Massimo Galli Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Milano

8. Il sapore che preferisco Il salato e in particolare il pesce. Mi piacciono tutti i primi, anche elaborati e la carne alla brace. 9. La mia ricetta preferita Zuppa di pesce completa di ogni bontà. Un esempio di globalizzazione culinaria su base regionale.

1. Il tratto principale del mio carattere, rispetto al cibo Sono un amante del buon cibo, una buona forchetta, adoro mangiare con godimento ed in buona compagnia. Vino e qualità a tavola non debbono mancare, sia nel cibo, sia nei commensali.

10.Il mio pasto preferito durante il giorno La cena serale, dopo una lunga faticosa giornata di lavoro.

2. Il mio principale pregio, rispetto all’alimentazione in generale Non sono propenso alla misura, ma prediligo un bilanciamento più che la bilancia.... nella scelta tengo a una dieta comunque equilibrata, data la mia età non più verdissima.

11.Il mio modo di consumare pasti Purtroppo la quotidianità mi ha portato a mangiare veloce, specie a pranzo, sino ad arrivare alla sera che rappresenta il mio momento di riflessione e relax con mia moglie. 12.Il cibo che amo La zuppa di pesce.

3. Il mio principale difetto, rispetto all’alimentazione in generale Non so trattenermi sempre dinanzi alle bontà che offre la tavola.

13.Se dovessi cambiare qualcosa nel mio fisico? Gli addominali smarriti e mai ritrovati appieno...

4. La mia occupazione preferita La lettura di vario genere, la curiosità che mi spinge a informarmi ed a sapere...viaggiare con la fantasia ancor prima che realmente. Inoltre, vanto una collezione importante di conchiglie Cipree da tutto il mondo, gelosamente custodite e catalogate, frutto di decine di viaggi.

14.Il cibo che detesto più di tutto Non amo molto il pinzimonio ed il cibo spazzatura in genere. 15.Il dono di natura che vorrei avere Forse una maggiore capacità diplomatica. Talora mi permetterebbe minore impulsività nel mio agire.

5. Il mio sogno di felicità Inseguo l'armonia nella famiglia e la serenità negli affetti. Non è facile, ma è una delle prove della vita.

16.Stato attuale del mio animo Sono preoccupato per quello che stiamo vivendo. Non avrei pensato, dopo 45 anni di attività, di assistere ad una simile situazione. Ho vissuto l'HIV, l'Ebola... Ho assistito alla vittoria sul virus dell'Epatite C... Un risultato straordinario per l'umanità e la medicina tutta... Ora una nuova grande sfida contro la COVID-19.

6. Il paese dove vorrei vivere, dal punto di vista alimentare L'Italia, sempre e comunque. In qualunque regione trovo il buono e la sapienza antica della cultura locale. Mi incuriosisce la storia, le vicende passate di popoli e genti antiche.... anche l'abitudine alimentare che si nutre di significati simbolici e le regole altrui. Penso alla storia e alle tradizioni religiose di popoli diversi, alle regole bibliche che rimandano ad una rigida cultura e tradizione, tramite l'osservanza dei precetti. E nella cucina questa osservanza è autentica fedeltà ai precetti religiosi e talvolta familiari di madre in figlia per decine di generazioni.

17.Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza a tavola Quando mangio troppo a tavola, l'abbondanza, l'eccesso poi mi spinge a diete, a controlli alimentari ed a buoni propositi non sempre rispettati. Ma alla salute tengo molto, per me e per tutti i cari con cui mi interfaccio. E naturalmente con i miei pazienti, con i quali cerco essere di buon esempio, pur tra umane debolezze.

7. Il colore che preferisco, a tavola Azzurro come il mare, adoro il pesce anche quello

18.Il mio motto alimentare Scherziamoci su..."Mangio ergo sum".

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NUTRACEUTICA

Vitamine e minerali nel 2020: ancora un ruolo importante per preservare la salute… Arrigo F.G. Cicero Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINut)

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e vitamine sono sostanze non nutrienti contenute negli alimenti ed essenziali per il mantenimento della vita in buona salute. Sono molecole estremamente variabili per struttura chimica e funzioni, e concentrate in modo molto variabile in diversi tipi di alimenti (e talora anche nello stesso alimento, quando questo sia stato prodotto con metodiche differenti). Le vitamine spesso interagiscono con minerali (o viceversa), altre sostanze non nutrienti, per svolgere al meglio la loro funzione. In teoria, una dieta equilibrata dovrebbe apportare tutte le vitamine ed i minerali sufficienti al mantenimento dello stato di salute. Tuttavia questo spesso non avviene.

PER QUALI MOTIVI? CE NE SONO DAVVERO MOLTI • Non è semplice avere tutto l’anno un’alimentazione variata e ricca in alimenti ove vitamine e minerali siano adeguatamente concentrati. Ad esempio, la frutta fresca appena colta contiene più vitamine di quella maturata lontana dalla propria pianta. • I cibi cotti (specie se bolliti o comunque esposti ad alte temperature) tendono a perdere minerali (soprattutto potassio e magnesio) e vitamine (in particolare quelle del gruppo B). • Alcune scelte etiche (es. veganesimo), oppure dettate da condizioni cliniche possono limitare la scelta degli alimenti consumabili: - Anoressia nervosa (disturbo alimentare psicogeno, che porta a rifiutare il cibo per l’ossessione di ingrassare) - Alcune forme di malattie psichiatriche (con alterato comportamento verso nutrizione ed alimentazione) - Sindrome del colon irritabile - Celiachia (intolleranza al glutine) - Difficoltà di masticazione o di deglutizione • Infine, la vitamina D si dovrebbe formare a seguito dell’esposizione della pelle al sole, ma il lavoro e le attività extra-lavorative svolte in ambienti chiusi riducono di molto questa formazione, peraltro rallentata anche dall’utilizzo di creme e lozioni protettive verso l’effetto nocivo dei raggi ultravioletti. D’altro lato le esigenze di vitamine e minerali possono aumentare per tanti motivi: • Attività fisica • Gravidanza • Accrescimento • Invecchiamento • Anoressia • Diarrea cronica • Assunzione di dosi importanti di diuretici • Chirurgia bariatrica (chirurgia dell’obesità)

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QUALE È IL PROBLEMA? Oggi abbiamo a disposizione numerosi integratori a base di vitamine e minerali che possono aiutarci a bilanciare le nostre carenze. Come assumere gli integratori di vitamine e minerali? È raro che una persona abbia una carenza di una singola vitamina o minerale. I casi più frequenti sono quelli delle vitamine B12 e D. Nella maggior parte dei casi le carenze sono multiple, interessando più vitamine e/o minerali e non è necessario svolgere esami specifici per riconoscere la carenza. Le vitamine del complesso B sono coinvolte nel corretto funzionamento del meccanismo con cui noi produciamo energia dai carboidrati. Inoltre quasi tutte le vitamine del gruppo B sono implicate nella produzione di emoglobina (svolgendo quindi attività antianemica) e proteggono la salute dei nervi. La vitamina C è notoriamente coinvolta nelle difese immunitarie, avendo un’azione sinergica con lo zinco. La vitamina D è implicata nel mantenimento in salute delle ossa, ma la sua efficacia è potenziata dalla contemporanea somministrazione di vitamina K2 e calcio. La percezione di efficacia di vitamine e minerali è poi potenziata quando gli integratori proposti contenessero anche estratti vegetali con azioni complementari agli estratti stessi. Ad esempio, la Maca potenzia l’effetto antiastenico delle vitamine del gruppo B. In conclusione, c’è una necessità diffusa di supplementazione con alcune vitamine o minerali, ma più frequentemente c’è bisogno della supplementazione con più vitamine e minerali in una singola dose. I cicli di trattamento possono essere ripetuti ogni 2-3 mesi, salvo che vi sia un documentato stato carenziale.

LETTURE CONSIGLIATE • Wallace TC, Frankenfeld CL, Frei B, et al. Multivitamin/Multimineral Supplement Use is Associated with Increased Micronutrient Intakes and Biomarkers and Decreased Prevalence of Inadequacies and Deficiencies in Middle-Aged and Older Adults in the United States. J. Nutr. Gerontol. Geriatr. 2019; 38(4):307-328. • Blumberg JB, Bailey RL, Sesso HD, Ulrich CM. The Evolving Role of Multivitamin/Multimineral Supplement Use among Adults in the Age of Personalized Nutrition. Nutrients. 2018; 10(2):248.

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Scopri la versione online su www.salutepertutti.it


CULTURA

Informazione e Salute: dalla Medicina Narrativa alla “Infodemia” Limiti, strategie e problemi della comunicazione sanitaria ai tempi del COVID Sergio Macciò Dirigente medico, Struttura Complessa Cardiologia - Ospedale S. Andrea, Vercelli Consiglio Direttivo UPO Alumni

relazione medico-paziente, che vedono il linguaggio come elemento essenziale di tale rapporto. La comunicazione corretta riveste un ruolo determinante soprattutto in presenza di diagnosi di malattie gravi, quando una comunicazione errata, una modalità̀ relazionale non calibrata alla persona che è di fronte a noi, possono andare ad inficiare un percorso terapeutico, un accompagnamento di cura, arrivando al limite ad un vero e proprio fallimento della gestione del percorso assistenziale. È necessario comprendere (il legislatore in primis e chi ha responsabilità nell’organizzazione e gestione della “macchina” sanitaria) che il tempo della comunicazione è da considerare come tempo di cura. Questo concetto è tutt’altro che scontato. Negli ultimi anni, al fine di risolvere l’annoso problema delle liste d’attesa a parità di personale (ad isorisorse come si usa dire di questi tempi), si è spinto sulla creazione di “tempari”. Si decide cioè a tavolino quanto debba durare una visita specialistica. Come se ogni paziente fosse uguale ad un altro e soprattutto non considerando in alcun modo il tempo comunicativo. È evidente dunque che la grande sfida della medicina

“C’è il boom della comunicazione: tutti a comunicare che stanno comunicando” (Altan)

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esperienza di molti che a volte la stessa terapia, impostata da medici diversi, possa portare a conseguenze e risultati differenti. Pazienti sottoposti a interventi chirurgici perfettamente eseguiti con stesse modalità operative, o pazienti con analoghe patologie oncologiche vanno incontro a destini differenti. Certamente è facile spiegare tali discrepanze con le peculiarità di ogni singolo caso clinico, ciò non di meno è anche esperienza comune che l’aspetto comunicativo, fiduciario e umano sia una parte imprescindibile della cura o meglio del “prendersi cura”. Troppo spesso, infatti, la medicina moderna, tecnologica, quella dei protocolli e delle linee guida, è incentrata sulla malattia. Il medico cura la malattia. Ma il medico deve anche prendersi cura della persona che non è solo la sua malattia. Un paziente è un essere umano con una sua specifica complessità. Una complessità fatta di vissuto, ricordi, esperienze, cultura e informazioni, giuste o sbagliate che siano, ricevute da innumerevoli fonti. Da anni questi argomenti sono divenuti il fulcro della cosiddetta “Medicina Narrativa”, una branca della medicina che studia gli aspetti comunicativi e di

Se è vero che abbiamo definito il COVID-19 come uno “Tsunami” che ha travolto le nostre strutture sanitarie, non di meno possiamo definire come un’onda incontenibile anche le informazioni riguardanti la pandemia che da mass-media e internet sono entrate prepotentemente nelle case degli italiani. Informazioni spesso incontrollate, di origine non sempre certa, contradditorie. Una “infodemia”, come riconosciuto dall’OMS stessa.

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rifugio nei post condivisi migliaia di volte sui social. Ci rifugiamo nella sensazione di far parte di una gloriosa resistenza che, in barba all’informazione deviata, contribuisce invece a inoltrare messaggi fondamentali e tenuti nascosti. Dall’inizio della crisi migliaia di post sono stati condivisi ogni giorno spaziando dalle terapie miracolose, alle previsioni “magiche”, ai complotti internazionali. Cerchiamo in queste notizie il bianco e nero. Cerchiamo risposte semplici a problemi complessi. Cerchiamo luce nel buio senza chiederci se quella luce ci stia mostrando la realtà.

e della sanità ai nostri tempi sia quella della comunicazione e la crisi mondiale legata alla pandemia del COVID-19 ha reso evidente tale problematica e mostrato in modo chiaro gli attuali limiti.

IL PROBLEMA DELLE FONTI. L’INFODEMIA. Per comunicare ed avviare un dialogo è necessario dunque possedere delle informazioni.

L’ECCESSO DI INFORMAZIONI PORTA A REALE CONOSCENZA? L’OMS ha affrontato il problema delle “infodemie” creando gruppi di lavoro per studiare il fenomeno. Il problema ha un indubbio impatto sociale molto rilevante. La confusione che si è creata in questi mesi, i dibattiti televisivi tra “big” veri e presunti della medicina nazionale e internazionale hanno finito con alimentare sfiducia nella scienza e negli esperti creando varchi, sempre più ampi soprattutto sui canali social, lasciando spazio e visibilità a messaggi distorti, complottistici e negazionistici. A livello internazionale il fenomeno è oggetto di studio. I gruppi che generano e diffondono informazioni sono frequentemente organismi politici o pseudoscientifici altamente organizzati con alle spalle esperienza nell'uso di tecniche specifiche mirate alla propaganda. Questi organismi possono indirizzare consapevolmente le popolazioni vulnerabili. Le teorie della cospirazione e la disinformazione proliferano in tempi di incertezza e paura.

Un classico all’epoca dei social, che attira sempre migliaia di condivisioni, è scrivere qualcosa di sensazionale senza alcun bisogno di documentarlo e terminare con la dicitura “condividete prima che sia oscurato o rimosso”. A quel punto scatta l’istinto “partigiano”. Ognuno di noi si sente coinvolto nel condividere qualcosa che qualcuno vuole nascondere, una sorta di “chiamata alle armi”. E se qualcuno vuole nascondere quel messaggio, pensiamo, è la prova che il messaggio è vero. In epoca COVID questo è successo quotidianamente.

L’INTERPRETAZIONE DEI DATI Come detto, la scelta delle fonti è essenziale per costruirsi un corretto “portafoglio” di informazioni. Ciò nondimeno a volte anche le fonti “ufficiali” possono presentare criticità a livello comunicativo. Nei primi mesi dell’anno molti quotidiani (sia nell’edizione online che in quella cartacea) presentavano (alcuni tuttora) grafici colorati, a colonne, oppure curve, colori sgargianti. Arcobaleni di carta. Erano e sono i numeri del COVID. E di numeri ne abbiamo dati tanti, troppi, spesso sbagliati. E mentre la popolazione (ed è comprensibile) si è sempre più concentrata sui quei numeri, per gli “esperti” sul campo era sempre più chiaro, giorno dopo giorno, quanto quei numeri non fossero una rappresentazione perfetta del problema. Si è detto e scritto tantissimo riguardo la mortalità da COVID, il rapporto cioè tra chi si contagia e chi muore per COVID. Per mesi i mass-media hanno fornito dati calcolati con un numeratore dubbio ed un denominatore ampiamente sottovalutato. Perché per conoscere il vero de-

GLI INDIVIDUI SI RAGGRUPPANO IN GRUPPI SPECIFICI, DINAMICI E INTERCONNESSI Uno studio pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista LANCET ha mostrato i risultati di un'analisi sulle interazioni di Facebook tra quasi 100 milioni di persone con vari punti di vista sulle vaccinazioni. Gruppo anti-vaccinazione ➡ 4,2 milioni di persone, più modesto numericamente, ma fortemente connesso con gli indecisi sull'importanza delle vaccinazioni ➡ 74,1 milioni di persone Gruppo pro-vaccinazione ➡ 6,9 milioni di individui, apparentemente più forte numericamente, ma isolato e con poca interazione con gli altri due gruppi.

PERCHÉ SIAMO APPARENTEMENTE AFFASCINATI DA MESSAGGI DI TIPO COMPLOTTISTICO O PSEUDOSCIENTIFICO? In un sempre più diffuso scetticismo verso fonti di informazioni “ufficiali” tacciate spesso di connivenza con poteri forti (veri o presunti che siano), finiamo per cercare

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nominatore dovremmo conoscere tutti i contagiati, anche chi ha avuto una sintomatologia tanto leggera da essere passata inosservata. E con i problemi enormi di tamponi disponibili ed i primi mesi che hanno visto un “tamponamento” assolutamente insufficiente della popolazione, abbiamo sottostimato quel numero. Dunque, dare i numeri della mortalità in prima pagina per mesi ha avuto, scientificamente e socialmente, poco senso.

Un fenomeno divenuto molto evidente nella comunicazione “social”, nei mesi del COVID, è quello che prende il nome di effetto Dunning-Kruger. Per concludere, la pandemia da COVID-19 ci ha insegnato molto sulla gestione di un'infodemia. È necessaria una nuova “Etica della comunicazione”. È necessario cambiare il comportamento, tenendo a mente l'importanza delle emozioni, della fiducia, della credibilità. L’obiettivo della comunicazione non deve essere quello di produrre ancora più informazioni, ma quello di guidare il lettore in un labirinto, fornendo chiavi di lettura semplici, perché essere correttamente informati vuol dire essere consapevoli e la consapevolezza (di una malattia, come di una pandemia) permette di essere attori attivi e non passivi, gestire meglio lo stress, prevenire ansie e paure.

EFFETTO DUNNING-KRUGER Abbiamo visto come comunicare in ambito sanitario richieda attenzione alle fonti ed al corretto approccio al metodo scientifico. Tutto questo a poco serve se non vi è, da parte del lettore, la giusta predisposizione all’ascolto e all’apprendimento. Il primo passo per apprendere, infatti, è l’umiltà di riconoscere i propri limiti e la volontà di superarli.

Autostima

EFFETTO DUNNING-KRUGER, UNA DISTORSIONE COGNITIVA

Nullo

Intermedio

Competente

Individui poco esperti in una determinata area del sapere tendono a non riconoscere i propri limiti ed a sopravvalutare le proprie conoscenze ritenendosi, a torto, esperti del campo. Il tentativo da parte di un esperto qualificato di spiegare e comunicare sui canali social trova di fronte muri di gomma creati ad arte da improvvisati presunti esperti della materia. In queste situazioni il dialogo è difficile, se non impossibile. Più si tenta di “calare dall’alto” informazioni e sapere, più questo viene visto come tentativo di “imporre” un presunto pensiero dominante.

Grado di capacità

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ALTE VIE RESPIRATORIE

Il lavaggio nasale: prevenzione e trattamento delle infezioni delle prime vie aeree Giovanni Farello, Federica Patrizi Clinica Pediatrica – Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università degli Studi de L’Aquila Coppito – L’Aquila.

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ossiamo immaginare le cavità nasali come una porta attraverso la quale entra dall’ambiente esterno nel nostro organismo non solo l’ossigeno, indispensabile per mantenere una corretta funzione respiratoria, ma anche una serie di contaminanti quali allergeni, virus, batteri ed altre particelle sospese nell’aria.

spiratorio anche dalle secrezioni che normalmente si accumulano e che vengono prodotte naturalmente dal nostro corpo. Questo meccanismo è reso molto meno efficace in occasione di infezioni delle vie aeree, quali riniti, rinofaringiti, sinusiti, decisamente più frequenti nei primi anni di vita, rispetto alle età successive, inoltre

Naso Bocca Polmoni

Trachea Il vestibolo del naso è la prima “porta” del nostro sistema respiratorio. I sottili peluzzi presenti, le vibrisse, sono il primo filtro.

l’aumento della velocità del flusso aereo e l’impossibilità del lattante di respirare con la bocca provocano da un lato un’importante secchezza delle mucose e dall’altro una maggiore produzione di muco, croste ed altri detriti cellulari, portando ad una ingravescente ostruzione delle vie aeree superiori. L’ostruzione delle vie aeree superiori si accompagna spesso – specie nel periodo notturno – a delle apnee che, provocando risvegli improvvisi, rendendo difficoltoso il fisiologico riposo notturno. È noto che la quasi totalità delle infezioni delle vie aeree è sostenuta da virus per i quali non è disponibile una terapia eziologica, ne deriva l’importanza di terapie sintomatiche che siano in grado di ripristinare una corretta “clearance” muco–ciliare ri-

Diaframma Al fine di evitare l’ingresso di questi contaminanti, le mucose delle cavità nasali sono fornite di strutture ciliari in grado di promuoverne l’espulsione. Dal naso in giù, sono infatti presenti tanti piccoli ‘bastoncini’ (ciglia) che si muovono e battono dall’alto verso il basso per effettuare la pulizia del naso e dell’apparato re2020;3,2.

Foto al microscopio di mucosa delle cavità nasali

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Le infezioni delle prime vie aeree nell’adulto… Rinosinusiti e sinusiti acute virali ➝ Le più frequenti Sintomi ➝ Ostruzione nasale, mal di testa, dolore a livello di naso, fronte ed occhi, aumento di muco Terapia ➝ Lavaggi nasali con soluzione salina, più volte al giorno, per rimuovere il muco e liberare le cavità nasali (decongestionanti e mucolitici possono causare “congestione di ritorno”, o assuefazione)

solvendo l’ostruzione delle vie aeree. A tale scopo, sin dagli anni ’90 si è sperimentato con successo l’uso di “irrigazioni nasali” con soluzioni isotoniche (quindi con concentrazione di sali uguali a quelle dei nostri fluidi corporei) al fine di lavare la mucosa naso-faringea. Numerosi lavori scientifici hanno confermato l’efficacia del lavaggio nasale con soluzione isotonica in età pediatrica poiché l’azione meccanica di detersione delle mucose (rimozione di secrezioni e croste dalle cavità nasali) non solo migliora la funzionalità muco–ciliare aumentando la frequenza del battito ciliare, ma è in grado di ridurre l’edema della mucosa ed il rilascio dei mediatori dell’infiammazione. Nel lattante o nel bambino sotto l’anno, sono indicate delle instillazioni, ovvero dei piccoli lavaggi con una soluzione normo-salina, mentre in bambini più grandicelli si può ricorrere a qualche arma un po’ più efficace come le docce nasali, indicate nei casi più resistenti in cui può essere necessaria una pulizia più aggressiva. I lavaggi, in ogni loro forma e con soluzioni naturali, non presentano dunque controindicazioni e, dopo un primo approccio con il pediatra, possono essere utilizzati tranquilla-

mente dalla mamma in funzione dei sintomi delle banali infezioni, anche per lunghi periodi o più volte nel corso dell’inverno, perché non hanno effetti collaterali. Si è quindi concordi nel considerare l’uso delle soluzioni isotoniche quale efficace presidio nei confronti delle infezioni respiratorie delle alte vie aeree. Recentemente è stato proposto l’uso di soluzioni isotoniche non solo nelle condizioni acute, ma anche come prevenzione e igiene quotidiana in quelle condizioni di Upper Respiratory Tract Infection (infezioni delle alte vie respiratorie) che sono molto frequenti in età pediatrica e rappresentano un costo notevole per il S.S.N. oltre che una importante perdita di giorni lavorativi per i genitori. Le URTI sono causate da un insieme di fattori: precoce socializzazione, inalazione passiva di fumo ed altri inquinanti, elevato numero di conviventi e, dal punto di vista fisiopatologico si assiste ad una iniziale infiammazione della mucosa, quindi ad una congestione vascolare che dà luogo ad una ipersecrezione di muco e ad una diminuzione della funzione muco–ciliare e, anche se sono sostenute da agenti virali, si stima che oltre il 50% di tali condi-

Due sono gli studi attualmente presenti in letteratura: Slapak et al. nel 2008 che ha dimostrato un miglioramento significativo dei sintomi quali tosse, mal di gola, ostruzione nasale e rinorrea nel gruppo che utilizzava lavaggi nasali con acqua di mare isotonica, rispetto al gruppo che non aveva utilizzato i lavaggi; Varricchio et al. (2013) che ha messo a confronto due gruppi trattati rispettivamente con soluzione isotonica e soluzione isotonica salso solfata. In entrambi i gruppi si è avuto un miglioramento significativo della sintomatologia, con riduzione degli episodi di URTI, in misura maggiore nel gruppo trattato con soluzione isotonica salso solfata. Inoltre, secondo una più recente revisione della letteratura di King et al. (2015), l’irrigazione nasale con soluzione salina ha recato in bambini e adulti benefìci nell’alleviare i sintomi delle infezioni acute delle alte vie respiratorie (URTI).

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zioni venga trattata – inutilmente - con antibiotici. Per tale condizione è necessario predisporre interventi mirati ed efficaci e l’uso di lavaggi nasali con soluzione isotonica potrebbe rappresentare un valido ausilio.

CONCLUSIONI A distanza di oltre 20 anni dalle prime sperimentazioni sull’uso dei lavaggi nasali con soluzioni isotoniche, si è ormai concordi nell’affermare che tali presidi sono di fondamentale importanza nella prevenzione e nel trattamento delle più frequenti patologie infiammatorie del distretto naso– faringeo sia negli episodi acuti, che nel trattamento cronico delle forme più insidiose di sinusiti. La totale assenza di effetti collaterali, la facilità di impiego, il basso costo, l’ottima aderenza alla cura e la documentata efficacia suggeriscono al Pediatra come all’Otorinolaringoiatra di consigliare la pratica del lavaggio nasale con soluzione isotonica sia nelle forme acute, che in quelle croniche di riniti e faringiti. Inoltre l’uso dovrebbe essere esteso alla quotidiana pulizia delle cavità nasali al fine di prevenire l’instaurarsi – specie nelle stagioni fredde – di infezioni dell’alto tratto respiratorio. Letture consigliate e sitografia 1. Slapack I, Skoupa J, Strnad P. et al. Efficacy of isotonic nasal wash (seawater) in the treatment and prevention of rhinitis in children. Arch. Otolaryngol. Head Neck Surg. 2008;134: 67-74. 2. Varricchio A, Giuliano M. et al. Salso-sulphide thermal water in the prevention of recurrent respiratory infections in children Int. J. Immunopathol. Pharmacol. 2013; 26(4):941-52. 3. Bastier PL, Lechot A, Bordenave L, et al. Nasal irrigation: From empiricism to evidence-based medicine. A review. Eur. Ann. Otorhinolaryngol. Head Neck Dis. 2015; 132(5):281-5. 4. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/s/sinusite#cause 5. King D, Mitchell B, Williams CP, Spurling GK. Saline nasal irrigation for acute upper respiratory tract infections. Cochrane Database Syst. Rev. 2015 Apr 20;(4).

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TEMPO LIBERO

- PODCAST un fenomeno digitale in espansione Ruben Cazzola 1 & Alessia Bisini 2 1

Dottore in Comunicazione, Media e Pubblicità, 2 Dottore in Lingue, Comunicazione e Media.

he cos’è un podcast? Avrete letto spesso questa parola durante il lockdown a causa della pandemia da COVID-19. Se tale termine vi ha incuriosito, in questo articolo vi spieghiamo questo fenomeno digitale in continua espansione.

• L'ascoltatore seriale: non può farne a meno, tanto da ascoltarli almeno una volta al giorno. Queste persone in genere li ascoltano ovunque siano: in compagnia o soli, sul tram o al lavoro, a casa o in palestra. • L'ascoltatore potenziale: colui che non li ascolta per il semplice fatto che non sa di cosa si stia parlando.

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Un podcast non è altro che un file audio digitale, dai molteplici contenuti, distribuito attraverso Internet e fruibile su un computer o su un lettore MP3. Il termine “podcast” è la combinazione tra “pod” e “cast”, due particelle della lingua inglese che fanno riferimento alla natura tecnologica di questo strumento di comunicazione. “Cast” vuol dire letteralmente “spargere, diffondere” e il termine “pod”, in inglese “baccello”, fa riferimento al supporto fisico che ha innovato le modalità di distribuzione dell’audio digitale nell’ultimo decennio, ovvero l’iPod. Anzitutto un po’ di Storia: I podcast iniziano a diffondersi nei primi anni 2000 e vengono consacrati nel 2005 da Steve Jobs, che introduce una funzione specifica che consente di navigare e collezionare podcast all’interno di iTunes sul proprio iPod. Quindici anni dopo, crearne uno è diventato semplicissimo e alla portata di tutti, anche grazie all’avvento di numerose piattaforme di distribuzione pensate per la loro condivisione. I dati relativi alla situazione italiana parlano chiaro: Oltre 12 milioni di ascoltatori, +1.8 milioni nel 2019, +16% d'incremento sul 2018. Sulla base di una ricerca condotta da Nielsen 1, azienda globale di misurazione e analisi dati, sono stati individuati tre profili di ascoltatori: • L'abitudinario: è quel tipo di persona che ama i podcast e ne fa uso regolare, con una media che arriva fino a più ascolti a settimana.

Tra i contenuti più apprezzati, figurano: musica (45%), news (42%), intrattenimento (37%) e approfondimenti (33%). I più giovani (18-24 anni) apprezzano maggiormente i contenuti in inglese. Per quanto riguarda i principali luoghi di fruizione, l’ambiente domestico viene previlegiato (71%), seguito da macchina (34%) e autobus (22%). In sostanziale parità i fruitori uomini e donne.

A fronte della pandemia e della trasformazione che quest’ultima ha portato nella sala d’aspetto, nasce il podcast di Saluterpertutti.it. Il suo scopo è quello di affiancare alla rivista un focus mirato su una o più tematiche affrontate all’interno della stessa. Ogni settimana vi terremo compagnia sperando di non farvi venire il mal d’orecchie. Buon ascolto! https://www.spreaker.com/user/salutepertutti.it/spt00v2

SITOGRAFIA https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/tempo_libero/2019/11/24/fenomeno-podcast-il-pubblico-supera-12-mln-di-ascoltatori_a859ccb0-bab7-42dd-a94e-770d87612044.html

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LA SALUTE DEGLI ITALIANI - ATTUALITÀ E FUTURO

Daniel Della Seta Giornalista autore e conduttore Rai e "Focus Medicina".

Vaccinazione antinfluenzale ai tempi della COVID-19 L

e Società scientifiche e gli specialisti ribadiscono la necessità del fattore tempo idoneo per la messa a punto del vaccino contro la COVID-19, ma occorre fiducia e perseveranza. Le priorità oggi restano: prevenzione e consapevolezza dei rischi. Intanto, vacciniamoci contro l'influenza, per una prevenzione efficace.

a socialità conservata”, che si può definire “di sicurezza”. “A nessuno viene chiesto, oggi, di sacrificare la vita sociale e di rimanere "soli e isolati", ma si chiede soltanto di mettere uno o due metri tra noi e adottare comportamenti sicuri. Parliamo dopotutto di tre comportamenti semplici, facili da attuare e molto efficaci, come il periodo del lockdown ci ha dimostrato”. Nella stagione fredda è più frequente la presenza di malattie respiratorie e la circolazione dei relativi virus, trasmissibili con le goccioline di saliva, dato l'abbassamento delle temperature, rimangono nell’aria per più tempo. In assenza di un vaccino efficace, sicuro e largamente disponibile, dobbiamo impegnarci tutti in questo autunno per impedire che i focolai epidemici proliferino sempre più frequenti e si saldino fra loro per creare una grave nuova ondata epidemica, con il rischio di riproporre le drastiche misure di contenimento adottate neil lockdown”. “Non abbiamo ancora farmaci di provata e indiscussa efficacia per il trattamento della COVID-19 – dichiara Massimo Andreoni. È necessario disporre di dati solidi raccolti da studi randomizzati che finalmente stabiliscano il corretto utilizzo di farmaci, da cui piaMarcello Tavio, nificare strategie valide, nelPresidente SIMIT (Società Italiana l'immediato ed a lungo di Malattie Infettive termine”. Per quanto riguarda e Tropicali) i vaccini, una decina si trova nelle prime fasi di sperimentazione. “Questi vaccini hanno dimostrato una buona tollerabilità nell'uomo ed un buon grado di protezione. Sicuramente sono necessari ulteriori studi e comunque è auspicabile che

SULLA COVID-19 TUTTI GLI SPECIALISTI PARLANO CHIARO “Il virus è vivo e vegeto. L’impatto combinato delle due patologie potrebbe provocare danni incalcolabili alla popolazione del nostro Paese” precisa Claudio Cricelli, Presidente SIMG. “Il virus è ancora tra noi e siamo nel pieno di una seconda ondata pandemica già annunciata” ha sottolineato Giovanni Rezza, Direttore Prevenzione Ministero della Salute, basandosi sulle analisi dello sviluppo del virus nel nostro paese in questi mesi. “Il virus è ancora perfettamente in grado di infettare e far ammalare le persone anche gravemente, come dimostrano i dati che ci arrivano in queste settimane di recrudescenza – spiega Marcello Tavio. Se si lascia libertà di agire e non si adottano le conClaudio Cricelli, tromisure richieste, si ripeterà Presidente SIMG (Società Italiana quanto già visto durante la di Medicina Generale Fase Uno. Occorre quindi e delle Cure Primarie) adottare sempre gli accorgimenti difensivi appropriati: igiene delle mani, utilizzo della mascherina e distanziamento “spaziale

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nei primi mesi del 2021 un vaccino abbia superato tutte le fasi di sperimentazione e possa essere prodotto in quantità sufficiente da essere distribuito in tutto il mondo”. Per quanto riguarda il recente episodio di reazione avversa al vaccino anti-COVID-19 in sperimentazione da parte dell’azienda AstraZeneca e dell’Università di Oxford, la SIMIT lo ritiene un fatto che rientra nella normalità: non deve intaccare la fiducia nelle Massimo Andreoni, vaccinazioni e nel lavoro in Direttore scientifico atto contro il SARS-CoV-2. SIMIT “Che si verifichi un evento sfavorevole nella sperimentazione di un nuovo vaccino è assolutamente atteso ed in qualche modo “normale” – sottolinea Marcello Tavio. È un evento che accade raramente e può essere intercettato solo se la popolazione esposta è ampia. Ecco perché le tre fasi in cui si compone la sperimentazione sull’essere umano prima della commercializzazione richiedono tempo e devono essere scrupolosamente rispettate sempre, anche in momenti eccezionali come quelli attuali”, senza “far perdere fiducia nella vaccinazione e neppure nello sforzo titanico di questi mesi per arrivare all'obiettivo. Anzi, la gente deve esserne rinfrancata. Quando il vaccino sarà disponibile, avrà sicuramente superato gli standard di sicurezza ed efficacia indispensabili per far fronte alla formidabile sfida che stiamo vivendo”. “Non va dimenticato poi che quello che conta non è la prima dose di vaccino, ma l’ultima: la data per celebrare lo storico cambiamento nei confronti della COVID-19 sarà quella in cui verrà somministrata l’ultima dose di vaccino all’ultima persona da vaccinare. Sarà così raggiunta un’immunità protettiva nell’individuo per se stesso e per gli altri e potremo pensare di aver risolto il problema. Fino a quando il processo di vaccinazione di massa non sarà stato concluso, vaccinazione e prevenzione (mani, bocca, distanza) dovranno convivere”. La SIMG chiede fermamente di procedere in maniera massiccia alla vaccinazione anti-influenzale, come stanno suggerendo in molti Paesi le rispettive autorità sanitarie. “I sintomi di esordio delle due patologie provocheranno in queste settimane un ulteriore aggravio del carico di malattia, con difficoltà crescenti per me-

dici e pazienti ad orientarsi nella diagnosi – evidenzia Claudio Cricelli. L’impatto combinato delle due patologie potrebbe provocare danni incalcolabili alla popolazione del nostro Paese”. “Non sappiamo quanto ancora la COVID-19 ci accompagni. Certo le previsioni più equilibrate parlano di una durata complessiva non inferiore ad un anno, con modalità di espressione difficili da definire. È pertanto fortemente raccomandabile estendere la vaccinazione anti-influenzale al maggior numero possibile di cittadini”.

LA VACCINAZIONE IN ITALIA • La vaccinazione gratuita prioritaria da molti anni è una realtà • Coinvolge:  adulti sopra i 65 anni: produce una buona copertura di questa coorte, nonostante alcuni milioni di individui vengano colpiti da influenza stagionale  pazienti con malattie croniche (in buona parte hanno età inferiore a 65 anni, potendo avere una prima diagnosi intorno ai 50 anni)  altri soggetti a rischio in generale di patologia • La vaccinazione globale non è sconsigliata, ma nemmeno esplicitamente suggerita • Il numero di casi totali di influenza stagionale, dall’inizio della sorveglianza è di circa 7,3 milioni (in prevedibile aumento fino a 8 milioni) • Circa 160mila casi di COVID-19 stimati ad oggi si sono inizialmente sovrapposti ai circa 2 milioni di casi di influenza stagionale • Sono attesi nelle prime settimane dell’epidemia problemi diagnostici, con una iniziale sottovalutazione dei casi da Coronavirus

I

RISCHI DI UNA SOVRAPPOSIZIONE EPIDEMICA E L’IMPORTANZA DI UNA VACCINAZIONE DI MASSA Non è possibile ad oggi effettuare una stima appropriata della mortalità in eccesso per influenza. La stima dei casi di influenza sulla popolazione over 65 si aggira intorno al 3,2% (circa 1,2–1,5 milioni di persone). Si stima un’incidenza dell’influenza di circa il 9% nella fascia d’età 50-64, con circa 3,5 milioni di individui colpiti, soprattutto nella popolazione non vaccinata. In conclusione, stimando un andamento epidemico di influenza simile a quello del 2019-2020, la capacità confondente della patologia influenzale, nel caso essa si sovrapponga all’epidemia da COVID-19, si estenderebbe ad alcuni milioni di persone.

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APPARATO DIGERENTE

Stipsi e stress, un disagio quotidiano Agostino Scozzarro 1, Cristina Grossi

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1

Specialista Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva. Case di Cura Nuova Villa Claudia e Villa Mafalda - Roma; 2 Dirigente Medico Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Nuovo Ospedale dei Castelli Romani (N.O.C), Ariccia.

HE COS'È LA STIPSI, O STITICHEZZA?

C I

l termine "stipsi" deriva dal greco styphein (stretto) indica una difficoltà nell'espletamento della funzione intestinale che può impattare notevolmente sulla qualità di vita. La normale frequenza della defecazione varia da persona a persona, ed indicativamente dovrebbe essere da tre evacuazioni al giorno, a tre alla settimana. La stipsi è una problematica molto frequente, che interessa circa il 15% della popolazione, in particolare le donne, gli anziani e chi è depresso o sottoposto a stress psicologici.

chezza si alterna a comparsa di scariche diarroiche. La stipsi cronica invece può essere causata da vere e proprie disfunzioni motorie intestinali e/o anorettali, oppure da patologie come la diverticolosi, il prolasso rettale, le malattie infiammatorie croniche intestinali, il tumore del colon-retto. Fra le malattie croniche che spesso si accompagnano a stipsi, vi sono il Morbo di Parkinson, il diabete e malattie neurologiche. Anche alcuni farmaci (es. anestetici, analgesici, antiacidi, anticolinergici, antidepressivi) possono rallentare il transito delle feci lungo l'intestino.

QUALI SONO STIPSI?

QUALI SONO STIPSI?

LE CAUSE DELLA

La stipsi può essere acuta, cioè transitoria, in persone sedentarie che non si idratano in maniera sufficiente, legata a cambiamenti di abitudini o stili di vita (gravidanza, interventi chirurgici, malattie acute, o semplicemente si può manifestare dopo un viaggio). Anche lo stress può essere causa di stipsi, come nella sindrome da intestino irritabile in cui, generalmente, la stiti2020;3,2.

I SINTOMI DELLA

I sintomi riferiti dai pazienti con stipsi sono generalmente: • Dolori addominali • Meteorismo, gonfiore • Ridotta frequenza di evacuazioni (meno di tre alla settimana) • Feci disidratate e dure ("caprine") • Sforzo eccessivo e prolungato durante la defecazione • Senso di ostruzione o blocco anale • Sensazione di evacuazione incompleta • Necessità di ricorrere a manovre manuali per favorire l’evacuazione (o ad ausili, tipo clisteri e supposte)

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La stipsi può ridurre molto la qualità di vita delle persone. Le feci dure ed i continui sforzi inoltre possono provocare, non solo un rialzo della pressione sanguigna (con possibili emorragie congiuntivali), ma anche irritazioni e prolasso delle emorroidi. La complicanza più temibile è l'occlusione intestinale dovuta alla presenza del cosiddetto fecaloma, un accumulo di feci che si può fermare in qualsiasi tratto del colon e che, se non adeguatamente prevenuto e trattato, può portare addirittura, in rari casi, ad ischemia rettale (ovvero mancanza di apporto sanguigno).

Generalmente la stipsi è una condizione benigna, ma il medico può decidere di eseguire esami del sangue e strumentali: Se compare improvvisamente in persone adulte con una familiarità di tumori intestinali Se c'è sangue nelle feci Se si dimagrisce Se si diventa anemici

. . . .

DIAGNOSI La diagnosi di stipsi si basa inizialmente sulla raccolta accurata delle informazioni date dal paziente sui sintomi (anamnesi) e sull'esame clinico. In base a quanto rilevato, il medico adotterà le procedure diagnostiche per identificare la causa organica o funzionale della stipsi. • Clisma opaco a raggi X: Dopo aver introdotto per via anale il


mezzo di contrasto (bario), viene visualizzata l'anatomia del colon ed eventuali alterazioni (diverticoli o polipi). Defecografia: Esame radiologico che valuta le alterazioni del pavimento pelvico responsabili dei disturbi della defecazione. Il pavimento pelvico rappresenta la chiusura inferiore del bacino, corrisponde alla zona genito-urinaria-anale ed è costituito da tessuto muscolare e connettivale. Colonscopia: consente di esaminare l'intero colon attraverso l'introduzione di un colonscopio (sonda) flessibile dotato di telecamera e di pinza bioptica per eventuali prelievi di mucosa (biopsie), o per l’asportazione di polipi. Colonscopia virtuale: È un’indagine non invasiva, indicata per i pazienti che non tollerano la colonscopia, o portatori di diverticoli o con un colon troppo lungo, o sede di restringimenti. Manometria anorettale: Valuta pressione ed attività dello sfintere anale e la sensibilità dell’ultima parte dell’intestino retto (ampolla rettale), per accertare la soglia di percezione dell’evacuazione e di urgenza. Studio dei tempi di transito intestinale: Si effettua per valutare la durata del transito intestinale e fare diagnosi di stipsi da rallentato transito intestinale.

PREVENZIONE

E TRATTAMENTO

DELLA STIPSI

Generalmente la stipsi è una condizione benigna, che si risolve grazie ad una serie di strategie che permettono di regolarizzare la funzionalità intestinale. La terapia della stitichezza inizialmente si basa sull’adozione di alcuni stili di vita, che sono in realtà molto utili anche per la prevenzione:

• Regolarità negli orari dei pasti: la regolarità nell'alimentazione aiuta il benessere intestinale. • Stile di vita attivo: l’esercizio costante, l'attività fisica come camminare, andare in bicicletta o

nuotare, aiutano la funzionalità intestinale • Adozione di misure per il controllo dello stress • Dedicare il giusto tempo per le funzioni intestinali: il momento migliore è al mattino dopo la prima colazione. Non bisogna ignorare lo stimolo. • Adeguato apporto di liquidi: bere liquidi in quantità di 2 litri al giorno, aiuta a mantenere un buon transito delle feci, che risultano più morbide.

Un discorso a parte merita la dieta La stipsi non comporta una dieta che escluda alcuni alimenti, non sono pertanto necessarie restrizioni o proibizioni eccessive. Tuttavia, la dieta può migliorare la funzionalità intestinale con l’adeguato apporto di fibre (almeno 20-35 grammi al giorno) attraverso frutta, verdure, cereali integrali, se è povera di grassi e di zuccheri, se fornisce un’adeguata idratazione. Tra le fibre, sono utili quelle sia solubili (mucillagini di psillio o glucomannano), che insolubili (metilcellulosa, crusca). Tra gli alimenti, alcuni possono in particolare favorire la funzione intestinale: • mele, pere e prugne: contengono una buona fonte di fibra (pectina) ed uno zucchero naturale (sorbitolo), che rappresentano un lassativo osmotico naturale. Una piccola mela fornisce 4 grammi di fibre. Aggiunta a yogurt ed avena realizza un’ottima sinergia contro la stipsi • kiwi: due ogni sera ottengono un effetto quasi sicuro la mattina dopo. Il kiwi rafforza la mucosa dell’intestino ed è un vero e proprio scrigno di benessere • semi di lino: vanno consumati macinati e poi masticati bene, secondo questo consiglio: tritarne tre-quattro cucchiai, conservarli in un barattolo ermetico e mangiarne un cucchiaio dopo colazione ed un altro dopo cena, entrambi accompagnati da un bel bicchiere di acqua. Sollecitano l’intestino, grazie all’azione stimolante e un po’ irritante sulla mucosa, rappresentano un ottimo rimedio naturale per la stitichezza • senna e rabarbaro: contengono un composto (sennoside) che agendo come irritante sulla mucosa intestinale, ne favorisce la secrezione di liquidi ed i movimenti peristaltici. Spesso queste sostanza naturali sono usate sotto forma di tisane lassative • Se necessari allo scopo, alcuni princìpi attivi anche in forma di tisane e sciroppi, possono migliorare il transito intestinale e la funzionalità (es. a base di liquirizia, aloe vera, finocchio, boldo...)

Se questa strategia risulta insufficiente, o se compaiono gonfiore o dolori addominali importanti, è necessario consultare il medico, per ricorrere all’uso di lassativi. Diversi tipi di lassativi, con diverso effetto anti-stipsi (da assumere raramente, per evitare l’”intestino pigro”) • Integratori di fibre o lassativi di massa: richiamano acqua nell'intestino ed ammorbidiscono le feci, facilitandone l'espulsione

• Da contatto/stimolanti: sono potenti attivatori della motilità intestinale (per questo possono causare crampi addominali).

• Emollienti delle feci: lubrificano le feci e ne aiutano il passaggio. • Osmotici: agiscono trattenendo e richiamando liquidi nell'intestino (meccanismo osmotico), o modificando la distribuzione dell'acqua all’interno delle feci.

• Lassativi salini: richiamano acqua nel colon. Vengono speso utilizzati nella preparazione per le procedure endoscopiche.

• Procinetici: stimolano la funzione motoria intestinale • Agonisti serotoninergici: stimolano il rilascio di aceticolina, un neurotrasmettitore che aumenta le contrazioni (peristalsi) del colon.

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AMBIENTE

La salute dell’acqua

Mauro Prada Fisico presso ARPA Lombardia.

’acqua è risorsa preziosa, oggetto anche del recente Sinodo per l’Amazzonia: i suoi popoli infatti, hanno sempre vissuto in stretta interdipendenza con l’ambiente, con la sua foresta ed i suoi fiumi: i contadini utilizzano le risorse delle terre inondabili affidandosi al movimento ciclico dei loro fiumi, con la consapevolezza che “la vita dirige il fiume” e “il fiume dirige la vita”. L’Amazzonia oltre a possedere il 34% di tutte le foreste primarie del pianeta e svolgere un ruolo fondamentale per l’anidride carbonica che assorbe e per l’ossigeno che fornisce, possiede anche il 20% dell’acqua dolce non congelata di tutto il pianeta.

L

Foresta Amazzonica

L’insieme di tutte le forme di acqua presenti sulla Terra è detto idrosfera; la maggior parte è rappresentata da mari e oceani. L’idrosfera occupa due terzi della superficie della Terra e permette lo scambio di sostanze ed energia tra tutti gli ecosistemi, attraverso il ciclo dell’acqua, che si sviluppa tra la terra e gli strati bassi dell’atmosfera.

specie animali e vegetali e sono un sistema complesso la cui funzionalità intrinseca gli consente di tollerare, entro una certa misura senza gravi conseguenze, alterazioni causate da sostanze chimiche naturali e/o sintetiche che vi vengono riversate, oltre che modificazioni delle condizioni fisiche e morfologiche.

Cosa succede al corpo idrico, se è superata la soglia di tollerabilità agli inquinanti?

Attraverso gli apporti meteorici, l’acqua si distribuisce in una varietà di corpi idrici che, nel complesso, possono essere raggruppati in: acque sotterranee e acque superficiali: fiumi e torrenti, laghi e invasi (serbatoi naturali o artificiali). I corpi idrici sostengono la vita di

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Capacità di autodepurazione

Ridotta

Biodiversità locale e generale

Diminuita o alterata

Disponibilità della risorsa per la Ridotta vita in generale Salute dell’uomo e delle specie viventi

In pericolo

In Italia, oltre che la qualità, viene monitorata anche la quantità di acqua dolce presente nei fiumi (per 2020;3,2


cui esiste un Deflusso Minimo Vitale) e nei laghi, per garantire, oltre alle riserve idriche, il mantenimento della biodiversità. Teniamo presente che dei circa 1.400 milioni di miliardi di metri cubi di acqua presente sulla terra, il 97% è rappresentato dall’acqua di mari ed oceani, quindi da acqua salata. L’Indice Biotico Esteso (IBE) si basa sull’analisi delle comunità di macroinvertebrati che colonizzano gli ecosistemi fluviali. Tali comunità, che vivono associate al substrato, sono composte da popolazioni caratterizzate da differenti livelli di sensibilità alle modificazioni

Tecnico ARPA impegnato in campionamento IBE

ambientali e con differenti ruoli ecologici. Poichè i macroinvertebrati hanno cicli vitali relativamente lunghi, l’indice forni- sce un’informazione integrata nel tempo sugli effetti causati da differenti cause di turbativa (fisiche, chimiche e biologiche). Nel monitoraggio di qualità delle acque correnti esso deve quindi considerarsi un metodo comple- mentare al controllo chimico e fisico delle acque. Clorofilla ed ATP rappresentano invece indicatori di biomassa della componente planctonica. Negli ecosistemi acquatici tale stima è ampiamente utilizzata unitamente ai parametri fisico-chimici, nelle valutazioni quali-quantitative e nelle previsioni della qualità e del livello trofico dei corpi idrici. La clorofilla consente di stimare la biomassa riferita ai soli organismi autotrofi, mentre l’adenosintrifosfato (ATP) fornisce una stima della biomassa totale che include anche gli organismi a metabolismo eterotrofo. La conta diretta dell’abbondanza

microbica, tramite tecnica di microscopia ad epifluorescenza, consente invece di stimare la biomassa della componente batterica del plancton. Il batterioplancton è riconosciuto come un importante costituente degli ambienti acquatici e stimarne la biomassa è indispensabile in indagini sul flusso del carbonio e dei nutrienti e nell’elaborazione dei relativi modelli. Mare e ambiente costiero: negli ultimi decenni i litorali italiani presentano significative evoluzioni geomorfologiche dovute ai processi naturali e all’intervento dell’uomo. Oltre l’89% delle acque di balneazione costiere è classificato come eccellente. Link/Letture consigliate https://www.arpalombardia.it/Pages/Acqua. aspx https://annuario.isprambiente.it/ https://annuario.isprambiente.it/ada/basic/6 961; http://www.sapere.it/enciclopedia/tròfico.html; https://www.scienzeascuola.it/significato/autotrofo; http://www.irsa.cnr.it/Docs/Capitoli/9030.pdf http://www.irsa.cnr.it/Docs/Capitoli/9040.pdf

Macroinvertebrati: Chi sono? Tipi di colonie di invertebrati, che almeno per una parte del loro ciclo vitale vivono su “sostegni” disponibili nei corsi d’acqua, utilizzando meccanismi di adattamento che consentono di resistere alla corrente. Hanno dimensione generalmente superiore al millimetro di lunghezza e sono quindi visibili ad occhio nudo. I gruppi più frequenti sono: Insetti (coleotteri, insetti terrestri ed acquatici vari); Crostacei (gamberi ed altri crostacei); Molluschi (bivalvi e gasteropodi); Anellidi (vermi e sanguisughe); Platelminti (organismi simili a vermi); Celenterati, spugne, briozoi e nematomorfi (più raramente). Il loro ruolo nei corsi d’acqua è quello di consumatori a tutti i livelli: Detritivori (si alimentano di detriti organici, importanti nel processo di decomposizione); Fitofagi (si alimentano di parti di vegetali); Predatori carnivori; Parassiti (es. sanguisughe). I macroinvertebrati a loro volta rappresentano l’alimento preferenziale dei pesci e sono considerati buoni indicatori dello stato di qualità delle acque. I diversi gruppi presentano differenti sensibilità all’inquinamento, oltre che diversi ruoli trofici. Essendo difficilmente movibili, indicano con immediatezza le eventuali alterazioni dell’ambiente. Hanno un ciclo vitale lungo, che permette di rilevare impatti minimi, protratti nel tempo. Sono facilmente determinabili e campionabili.

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Qualità delle acque interne a livello nazionale Corpo idrico

Stato ecologico*

Figura 1. Stato Chimico dei fiumi

Clorofilla È un pigmento verde presente in quasi tutte le piante, nelle alghe ed in alcuni batteri. Ha lo scopo di assorbire la luce necessaria alla sintesi dei carboidrati (produzione degli zuccheri), che avviene a partire dall’acqua e dall'anidride carbonica (fotosintesi clorofilliana).

Stato chimico** (Figura 1)

Fiumi

Elevato: 5% Buono: 38%

Buono: 75% Non buono 7% NC 18%

Laghi

Elevato: 3% Buono: 17%

Buono: 48%

Biomassa È un insieme di organismi animali o vegetali presenti in una certa quantità in un dato ambiente (acquatico o terrestre).

* Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua (SECA) – È l’indicatore delle alterazioni in atto sugli ecosistemi dei corsi d’acqua **Stato chimico – È classificato in base alla presenza delle sostanze chimiche (sostanze prioritarie: metalli pesanti, pesticidi, inquinanti industriali...)

Classificazione acque sotterranee (2010-2015) SCAS* (Figura 2)

SQUAS**

Buono: 57,6% Scarso 25% Non classificato 17,4%

Buono: 61% Scarso 14,4% Non classificato 24,6%

Glossario

Figura 2. Stato Chimico delle acque sotterranee

* Stato chimico acque sotterranee (SCAS) **Stato quantitativo acque sotterranee (SQUAS)

Plancton Insieme di organismi acquatici, per lo più trasparenti, che vivono in balia delle correnti. Grazie alla loro densità corporea molto vicina a quella dell'acqua, posseggono un elevato grado di galleggiamento. Il plancton comprende organismi molto diversi tra di loro per forma e dimensione (ne fanno parte esseri uni-cellulari, come pure animali piuttosto grandi, come le meduse). Livello trofico In ecologia, dal punto di vista dell'organizzazione delle risorse nutritive ed energetiche ogni ecosistema si può suddividere in livelli trofici: 1. Primo livello: si trovano gli organismi produttori o autotrofi (sono in grado di sintetizzare molecole organiche necessarie al proprio metabolismo a partire da sostanze inorganiche, grazie alla luce solare). Il primo livello è occupato dalle piante verdi, capaci di compiere la fotosintesi clorofilliana. I livelli trofici superiori sono composti da organismi consumatori, definiti eterotrofi. 2. Secondo livello: è composto da organismi che si nutrono di piante 3. Terzo livello: vi si trovano carnivori che si nutrono dei consumatori del secondo livello 4. Livelli trofici superiori: si possono trovare i superpredatori. Le specie che si nutrono sia di vegetali, sia di carne possono occupare più di un livello trofico.

Cosa possiamo fare per tutelare la salute dell’acqua? 1. Ridurre il consumo di acqua dolce potabile; 2. Valutare l’impronta idrica dei NZIONE FACENDO ATTE SENSO prodotti che acquistiamo; O IL BU N E USANDO 3. Ridurre il quantitativo di deFARE TUTTI POSSIAMO tersivi per la pulizia di casa; PARTE RA ST LA NO 4. Utilizzare lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, con programmi che minimizzino il consumo di acqua e limitando l’uso dei detersivi; 5. Sensibilizzare agricoltori e produttori ad applicare le migliori tecniche disponibili per limitare l’impatto sull’idrosfera.

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ATP (Adenosintrifosfato) Viene misurato per indicare la biomassa totale in ambienti acquatici, dato che è presente in tutti gli organismi, sia autotrofi, sia eterotrofi, come molecola indispensabile al sistema energetico delle cellule. La misura dell’ATP rappresenta una stima affidabile di massa vivente. Conta diretta dell’abbondanza microbica Permette la misura delle abbondanze cellulari rapidamente e con affidabilità ed è uno strumento necessario per studiare la dinamica delle popolazioni di batteri all’interno del plancton (batterioplancton). Viene effettuata al microscopio ad epifluorescenza, che sfrutta i fenomeni della fluorescenza e della fosforescenza indotti nel campione analizzato.

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1

I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti

6

I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori

2

I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro etĂ

7

I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori

3

I figli hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori

8

I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi

4

I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti

9

I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche

5

I figli hanno il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti

10

I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano

Per saperne di piĂš

IUUQTXXXHBSBOUFJOGBO[JBPSHMBOEJOH-JCSFUUPQEG


IGIENE ORALE

La salute delle gengive: come mantenerla al top Paolo Meggiboschi Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia Libero Professionista. Convenzionato interno presso la ASL Toscana Centro

U

NA DELLE MERAVIGLIE DEL CORPO UMANO È QUELLA DI NON AVVERTIRE LA PRESENZA DEGLI ORGANI

C

e ne portiamo addosso tantissimi e non ce ne accorgiamo; per non parlare dei 5 litri di sangue che a volte ci scordiamo di possedere. Lo stesso avviene per il cavo orale. Quando siamo a bocca chiusa avvertiamo a mala pena la presenza dei denti e forse della lingua. Una parte importante della struttura della nostra bocca è rappresentata dalle gengive che, se non danno sintomi particolari, sembrano quasi inesistenti.

EPPURE

LE GENGIVE HANNO VARIE FUNZIONI IMPORTANTI

Innanzitutto rivestono le superfici vestibolari, palatali e linguali delle ossa mascellari, unendo il dente al suo supporto osseo; sono il nostro campanello di allarme di qualunque patologia, o effetto nocivo che interessi la bocca, perché hanno una fitta rete di vasi e soprattutto di nervi che le più piccole stimolazioni dolorose “mettono in movimento”. Questo è importante, perché l'osso, invece, è povero di fasci nervosi. Le gengive, che sono mucose, hanno, come la pelle, vari strati dall'esterno all'interno e questo è importante per favorire, in caso di ferita o di lesione, il processo di

guarigione e rinnovamento cellulare continuo e quindi si adattano a cambiamenti strutturali associati all'uso ed all'età, attraverso un rimodellamento ed una rigenerazione continua.

LE GENGIVE: • Resistono ed attutiscono le forze provocate dalla masticazione, dalla fonazione e dalla deglutizione • Mantengono l'integrità della superficie del corpo, separando l'ambiente interno da quello esterno • Difendono dalle influenze ambientali esterne nocive, che sono presenti nella cavità orale

La gengiva fa parte di quella unità chiamata parodonto (dal greco: “intorno al dente”) insieme a: legamento parodontale, cemento, osso alveolare ed osso di sostegno. La gengiva, come parte della mucosa orale che riveste l'osso alveolare e i denti, generalmente ha un colore rosa salmone, è leggermente (o anche molto) punteggiata e termina con una livrea a lama di coltello sulla superficie dei denti. Consta di tre parti: - la gengiva marginale o libera, che è quella che circonda il dente, si può sollevare, parallela ai colletti dentali; - la gengiva interdentale, che occupa lo spazio fra dente e dente e forma le papille interdentali

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(più evidenti sul settore frontale che posteriore); - la gengiva aderente, che segue la forma del colletto dentale, è separata dalla gengiva libera dal solco gengivale e arriva nella mucosa del pavimento della bocca e del vestibolo (questa differenza non esiste nella mucosa del palato).

TUTTO QUESTO RIGUARDA LE GENGIVE SANE

Purtroppo, le nostre gengive, come tutto il nostro organismo, vivono l'ansia che giornalmente ci portiamo addosso, perciò in molte situazioni di stress rispondono con infiammazione e dolore. Si pensi ad alimenti poco digeribili, a situazioni di cattivo spazzolamento dei denti per mancanza di tempo, alla malocclusione, all’uso scorretto del filo interdentale, o di altri ausilii per l'igiene orale (per esempio: scovolini, fionde dentali, stuzzicadenti igienici), che da semplici strumenti si possono trasformare in armi temibili sulle gengive. In assenza di cure quotidiane ed a causa di una scarsa igiene, la gengivite, aggravata da placca e tartaro, può evolvere in parodontite. Durante una visita odontoiatrica si possono riscontrare vari quadri patologici di gengivite: associata a placca, ulcero-necrotica acuta, su base ormonale, provocata da

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Segni e sintomi di una gengivite • Arrossamento • Gonfiore • Retrazione • Aumentata sensibilità • Dolore (gengivale e mandibolare o mascellare) • Sanguinamento facile • Alitosi

farmaci (iatrogena). La gengivite può presentarsi anche in seguito a malattie sistemiche (tubercolosi, diabete, leucemia, disfunzioni endocrine), come pure in corso di gravidanza e può essere idiopatica (cioè senza apparente causa). Si tratta di condizioni che in parte possono spiegare il riscontro di gengive non sane.

Arcata dentale inferiore con tartaro e placca, due cause importanti di carie e gengivite

Per evitare queste situazioni che vanno dalla semplice gengivite anche di lieve entità, fino a quadri più severi talvolta legati anche a patologie più gravi (gengivite acuta, cronica, ulcerosa, purulenta, traumatica per l’uso di oggetti tenuti in bocca, o da spazzolamento non corretto…), come ci possiamo difendere? Quali armi possiamo usare? Non è mai banale ricordare che lo strumento più importante per una buona igiene orale domestica rimane lo spazzolino, che nel caso di gengive delicate è consigliabile morbido e possibilmente curvato in avanti, da usare con uno spazzolamento delicato. Va ricordato, però, che oltre al modo di spazzolare, è importante anche la frequenza con la quale spazzoliamo i denti e teniamo sane le nostre gengive: dopo i pasti principali (colazione, pranzo, cena e, comunque, prima di andare a letto), ma nulla vieta di spazzolarsi anche dopo una bella fetta di torta, magari con la marmellata e gustata fuori pasto!

LA SALUTE DEL CAVO ORALE HA ALTRE ARMI SU CUI FARE AFFIDAMENTO: IL MICROBIOTA ORALE Studi recenti hanno evidenziato la presenza nel nostro corpo di un “sistema” chiamato microbiota. Il microbiota è l'insieme di tutti i microorganismi che vivono in simbiosi dentro di noi.

Quello orale è composto da 6 miliardi di batteri, oltre 700 specie diverse. Più di 100 milioni di microorganismi per ogni millilitro di saliva, che vivono in equilibrio nel nostro cavo orale garantendo lo stato di salute ottimale della bocca. Esistono in commercio prodotti contenenti ceppi di probiotici che aiutano a mantenere una situazione ottimale del microbiota: si trovano spesso sotto forma di dentifricio o di mousse, ma anche sotto forma di gomme masticabili che favoriscono un contatto più lungo con le gengive, limitando o diminuendo le possibili cariche batteriche presenti, che potrebbero essere fonte di infiammazione e di dolore. Accanto a questi prodotti innovativi troviamo spesso i classici dentifrici e collutori che con le loro proprietà rappresentano un’ottima difesa del cavo orale, perchè contengono sostanze utili per l'organismo come lo zinco, che aiuta nella prevenzione di placca e tartaro, l'acido jaluronico, che rinforza le gengive ed altri princìpi naturali, come la calendula, astringente e lenitiva ed i gel parodontali che, oltre ad avere le stesse proprietà, proteggono i tessuti del cavo orale e soprattutto le gengive arrossate ed infiammate, contrastando, inoltre, la proliferazione di quei batteri che sono dannosi per le nostre mucose orali. Ricordiamo la famosa frase ormai entrata nell'uso comune: “Prevenire è meglio che curare”.

Per lo spazzolamento sono indicati vari metodi 1) Spazzolare dalla gengiva al margine libero del dente in senso verticale; 2) Tenere lo spazzolino con un’angolazione di 45° rispetto all’asse dei denti evitando di far penetrare le setole nella gengiva e ruotarlo leggermente, premendolo contro la stessa.

Arcata dentale inferiore con segni di erosione dentale e recessioni della gengiva, dovuti a prevenzione non adeguata. 2020;3,2.

3) Tenere lo spazzolino in bocca, parallelo alle superfici dentali che masticano (superfici occlusali), con le setole rivolte perpendicolarmente verso l’esterno. Chiudere i denti e ruotare fortemente lo spazzolino sia sui denti, sia sulle gengive. Eseguire lo stesso spazzolamento rotatorio anche sulle superfici dei denti che guardano la lingua ed il palato.

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45°


TEMPO LIBERO

Il pane Rosanna Supino Presidente dell’Associazione Medica Ebraica (AME).

L’uomo non vive di solo pane ma anche della parola di Dio, tuttavia pur nella sua tensione verso l’alto è bene che resti con i piedi sulla terra e quindi bisogna anche mangiare... il pane che è anche la materialità, il frutto del nostro lavoro.

IL

PANE NELLA TORAH E NELLA PRATICA RELIGIOSA EBRAICA (Alberto Sermoneta - Bologna)

Il pane è un simbolo in tutte le tradizioni religiose, in particolare in quella ebraica, sia nella tradizione scritta sia in quella orale nelle quali viene stabilito come e quando si mangia. Quando viene celebrato qualcosa di positivo ci sono sempre il vino, simbolo della gioia, e il pane, simbolo del benessere. Nel libro della Genesi, il re-sacerdote di Gerusalemme Melkitsedek (primo figlio di Noe) per ringraziare Abramo, lo benedice porgendogli pane e vino e, in un altro passo della Torah, Abramo corre incontro agli inviati divini e per manifestare la sua ospitalità, dopo aver lavato loro i piedi, offre del pane ed altro cibo. Il pane deve essere presente in un vero pasto: prima di mangiarlo occorre lavarsi le mani e pronunciare una benedizione in ringraziamento al Padrone dell’universo che “fa uscire il pane dalla terra”. Il pane è l’elemento fondamentale del pasto, si deve mangiare almeno un pezzo di circa 35 grammi altrimenti il pasto non è considerato un vero pasto.

IL PANE NEL VANGELO (Elisabetta Cammelli - Bologna)

La parola “pane” compare quarantuno volte nel Vangelo. Pane di vita, sia come alimento, sia come parola, buona notizia. Il pane accumulato è il pane del demonio, mentre il pane condiviso è il pane di Dio per i suoi figli. Gesù afferma che la parola divina detta ed ascoltata è, come il pane, il nutrimento necessario dell’uomo; nella preghiera si dice “dacci oggi il nostro pane” non il mio pane per ricordarci di non trascurare gli altri. Il tema della condivisione è sempre presente nel

LA TORTA DEGLI HEBBREI (Marina Marini - Bologna)

È detta anche Tortagrassa o pane grasso; si tratta di una specie di millefoglie con formaggio in uso nel 1600 presso gli ebrei di Finale Emilia, la cui ricetta, segreta per secoli, è stata divulgata a metà del 1800 da un ebreo convertito.

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Vangelo e Gesù condivide il pasto con persone di ogni ceto, con peccatori e giusti e anche quando il pane è poco, se viene condiviso, basterà per tutti.

IL PANE NEL CORANO (Rasmea Salah - Bologna)

Per i mussulmani il pane è fatto dalla mano dell’uomo, ma è un dono di Dio e come ogni cibo ha una valenza spirituale, simboleggia la ricchezza e come dono divino è degno di ogni rispetto e non va mai sprecato. Prima di mangiare si recita la formula “in nome di Dio clemente e misericordioso” e alla fine del pasto si ringrazia il Signore che ci ha saziato. Tutte le regole alimentari sono desunte dal Corano o dalla Sunna che raccoglie i detti e gli atti del profeta Muhamad il quale prediligeva il pane integrale che è quello composto da varie farine.

Sono sorti dei consorzi internazionali per scoprire la genetica cromosomiale dei grani; sono anche attuati degli studi sul grano tenero per renderlo inattaccabile dalla malattia “ruggine gialla”.

VALORE NUTRIZIONALE DEL PANE E INTOLLERANZE ALIMENTARI (Giulio Marchesini Reggiani – Bologna)

Il pane contiene anche proteine e possiede meno calorie di grissini e crackers. I celiaci allergici o ipersensibili al glutine, eliminando il pane dalla dieta, finiscono per mangiare troppi cibi ricchi di grasso e proteine; inoltre la dieta gluten-free dei celiaci provoca anche carenze di calcio, zinco, magnesio, selenio.

IL PANE DEL FUTURO/IL FUTURO DEL PANE (Sandro Santolin- Carpi)

IL PANE NEL MONDO E NELLA STORIA (Giovanni Ballarini - Parma)

Essendo in aumento le persone con problemi digestivi è necessario mangiare pane integrale preparato con lievito di vino, ricco di batteri adatti, capaci di pre-digerire il prodotto. Invece del pane privo di glutine sarebbe bene mangiare pane ben fermentato.

Per molti popoli dell’antichità il consumo del pane, quasi sempre preparato dalle donne, era collegato al progresso civile. Tanti sono stati i tipi di pane nel corso dei secoli, il migliore è quello fatto con il lievito di vino. Purtroppo il consumo del pane in Italia è in continua diminuzione ed è il più basso d’Europa.

LA RISCOPERTA DEI GRANI ANTICHI (Asa Somekh Coen - Bologna)

Le ricerche sul grano selvatico hanno offerto un importante contributo al fine di aumentare la produzione e combattere la fame. Il grano selvatico aveva dei caratteri di resistenza alle situazioni climatiche avverse e alle malattie per cui oggi sono in atto in vari paesi del mondo diverse ricerche sulle sue caratteristiche genetiche per migliorare il grano coltivato.

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DIFESE IMMUNITARIE

Il sistema immunitario: tutta una questione di equilibrio Intervista di Lorella Bertoglio 1 al Prof. Riccardo Caccialanza 2 IL SISTEMA IMMUNITARIO, QUESTO SCONOSCIUTO

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Conduttrice di Sei in Salute (in onda su Telenova) e Proboviro UNAMSI (Unione NAzionale Medico Scientifica di Informazione).

e ne è parlato tanto nel periodo dell’emergenza COVID-19, per capire come proteggerlo ed evitare così l’infezione e la probabilità di ammalarsi gravemente. E così tutti a cercare in rete consigli e rimedi miracolosi per rinforzarlo, magari assumendo quantitativi eccessivi di vitamine o sali minerali o nel peggiore dei casi pozioni a base di non ben indentificate sostanze delle quali non si conosceva né l’origine né il contenuto ma che promettevano effetti miracolistici contro il SARS-CoV-2. Il panico ha creato molta confusione su cos’è il sistema immunitario, come può essere mantenuto in buone condizioni, quali sono le più banali strategie alimentari, conosciute ma non sempre applicate nella vita di tutti i giorni. E se sappiamo bene dov’è il cuore, dove sono i polmoni e dov’è il fegato, ecco che ci scopriamo di fatto ignoranti su questo misterioso e sorprendente sistema di difesa del nostro organismo.

E il nostro organismo è capace, nelle sue migliori condizioni di tenerli a bada e combatterli. “Va detto”, continua il Prof. Caccialanza “che il sistema immunitario è il fattore chiave di sopravvivenza per ogni organismo vivente. E non solo per le infezioni, ma anche per l’insorgenza di patologie oncologiche, cardiovascolari, degenerative e autoimmuni”.

Si può mantenerlo in buona salute con semplici regole, come il banale e più volte ribadito stile di vita corretto? “Innanzitutto va detto che il sistema immunitario è soprattutto una questione di equilibrio, come per tutta la salute. È un insieme perfetto di tutte le protezioni dell’organismo, mediate da meccanismi legati alle cellule del sangue, che svolgono le loro 2 Direttore Unità Operafunzioni di riconoscimento di tiva Complessa di Dietetutte le varie sostanze come tica e Nutrizione Clinica, virus e batteri con cui l’organiFondazione IRCCS del Policlinico San Matteo di smo entra in contatto. E svolge Pavia. i suoi compiti reagendo in maniera differente a seconda degli agenti con cui si interfaccia, siano essi chimici, biologici, virali o batterici”.

SISTEMA IMMUNITARIO E COVID-19 Ovviamente in questo periodo così delicato, drammatico e di impatto per la salute e per i sistemi sanitari globali è riemersa l’importanza della prevenzione. “Ma”, prosegue Caccialanza, “abbiamo riscontrato che l’informazione sui fattori di prevenzione è un concetto di cui si parla molto, ma si fa molto poco, almeno per quanto riguarda le strategie nutrizionali per migliorare il sistema immunitario della popolazione in genere. Infatti siamo molto in ritardo sulle risorse che dovrebbero essere investite dal punto di vista comunicativo e sanitario”. Prevedere un disastro come quello generato dal COVID-19 era praticamente impossibile, ma quello che stiamo imparando da questa crisi, è che occorre pensare in maniera proattiva considerando il si-

DIFENDERE LE DIFESE! E non è facile difenderlo senza tregua dal numero impressionante di invasori che ogni giorno ci possono aggredire. Non ci pensiamo mai, ma ogni volta che respiriamo o che ci feriamo, entriamo in contatto con migliaia di microrganismi. 2020;3,2.

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bioma, che si può mantenere in salute con un consumo adeguato di fibra, per la produzione degli acidi grassi a catena corta. Sulla teoria siamo bravissimi; sappiamo cos’è la dieta mediterranea, conosciamo i rischi della carne proveniente dagli allevamenti intensivi dove l’uso e abuso degli antibiotici è in alcuni casi assolutamente fuori norma, abbiamo imparato l’importanza del chilometro zero. Sulla pratica lo siamo molto meno perché la dieta occidentale al giorno d’oggi contiene troppe calorie, è priva di micronutrienti e sostanzialmente povera”.

Il sistema medico che si basa sull’approccio olistico abbraccia corpo e psiche e considera l’uomo un sistema aperto in continuo scambio di materia, energia ed informazione con il suo ambiente. Accanto a regole di pratica medica, comporta quindi un’attenzione particolare a tutte le condizioni biologiche e psicologiche dell’esistenza. Secondo l’approccio olistico, la salute fisica è la risultante di un’armonica integrazione tra corpo e mente. https://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/approccio-olistico/

stema immunitario come parte integrante e mai disgiunto dalla questione salute della popolazione in generale e andrebbe preservato e aiutato ad essere sempre al meglio della funzionalità con un approccio multifattoriale definito da molteplici fattori: una corretta alimentazione abbinata all’attività fisica, che deve essere personalizzata secondo le proprio esigenze, senza dimenticare l’importanza dei fattori psicologici e neurologici. Ancora il Prof. Caccialanza: “Possiamo definirlo un approccio olistico, inteso come medicina che integra le diverse discipline e aspetti della salute non solo fisica, influenzato da fattori genetici di soggetti più o meno protetti da certi tipi di patogeni o agenti esterni. E qui arriviamo al futuro della Medicina, che dovrà essere sempre più personalizzata in base all’assetto genetico ed all’interazione con l’ambiente circostante, con un utilizzo pratico della scienza metabolomica, che studia e misura i processi cellulari dell’organismo umano”.

NUTRIENTI CHIAVE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO Poi c’è il tema dei nutrienti chiave, le cui carenze possono essere deleterie per alcuni meccanismi cellulari, come ad esempio lo stato infiammatorio o quello ossido-riduttivo. Sono i micronutrienti come le vitamine A, E, C, il selenio, lo zinco e le fibre, fondamentali per il microbioma, che influenzano le cellule del sistema immunitario. E poi ci sono gli integratori, che i clinici utilizzano e prescrivono soprattutto quando hanno un forte sospetto di carenze nutrizionali, come nel caso della vitamina D, carenza epidemica negli anziani che escono poco, prendono poco sole e mangiano poco pesce. “Il 90% dei pazienti che abbiamo ricoverato per COVID-19 era defedato e carente di questa vitamina ed inevitabilmente a rischio di complicanze”. Quindi, come ben ribadito dal Prof. Caccialanza, un corretto regime alimentare e un corretto stile di vita rappresentano la base imprescindibile per il mantenimento di una buona condizione di salute. Ma ci sono anche studi di popolazione che hanno dimostrato come alcune specifiche sostanze derivate da alimenti assumibili in forma di integratori rappresentino un aiuto nel supportare fisiologia e funzionalità del nostro organismo. “Il problema è complesso; lo stesso nutriente inserito nell’integratore è diverso da quello che troviamo nell’alimento. Nella nostra pratica clinica riusciamo a mantenere in vita pazienti con gravi problemi di malassorbimento, ma ritengo che per prevenire le patologie l’alimentazione debba essere la più naturale possibile. Se l’integrazione si basa sui risultati di un esame del sangue che evidenziano delle carenze allora siamo d’accordo. Aiuta a migliorare i fattori di rischio. Ma se l’integrazione è solo frutto del passaparola ho le mie perplessità. Noi siamo prescrittori di integratori, ma cerchiamo di farlo con criteri stringenti”, conclude il Prof. Caccialanza.

OBESITÀ: IL PEGGIOR FATTORE DI RISCHIO ANCHE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO

È noto a tutti che l’obesità o un peso fuori norma sono fattori di rischio per l’incidenza di molte patologie. Le solite, certo, ma vanno ancora un a volta ricordate: il diabete, le malattie cardiovascolari e quelle metaboliche, tanto per fare qualche esempio. Ma c’è di più anche alla luce degli ultimi eventi relativi alla pandemia. “Alcuni lavori scientifici che stiamo facendo con il Policlinico di Milano” puntualizza Caccialanza, “dimostrano, a conferma dei dati di letteratura, che i pazienti obesi in terapia intensiva sono anche quelli con la più alta mortalità. Quindi in buona sostanza dobbiamo ribadire senza tregua che il controllo del peso è fondamentale, non tanto per prevenire l’invecchiamento, come promettono le ultime diete alla moda, ma proprio per mantenere in buona salute il nostro sistema immunitario. Ma se non vario l’alimentazione, se non consumo frutta e verdura di stagione nella corretta quantità, così come indicato dalle Linee Guida ministeriali e se mi limito agli alimenti confezionati o cibi di scarsa qualità non potrò mai mantenere le difese immunitarie in ottimo stato. È fondamentale anche la flora intestinale, il micro-

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IN BREVE...

a cura di Donatella Tedeschi, MD COSA SONO LE CARENZE NUTRIZIONALI? COSA POSSIAMO FARE PER EVITARLE? Il fabbisogno nutrizionale di tutti noi dovrebbe essere soddisfatto principalmente da alimenti sani. Il nostro corpo richiede molte vitamine e minerali, fondamentali sia per lo sviluppo dell’organismo, sia per la prevenzione delle malattie. Questi micronutrienti non sono prodotti naturalmente dal nostro corpo e devono pertanto essere assunti con gli alimenti. In alcuni casi, cibi arricchiti ed integratori alimentari possono essere utili per fornire uno o più nutrienti, che altrimenti potrebbero essere consumati in quantità inferiori a quelle raccomandate. La quantità di ogni nutriente che dovremmo consumare dipende dall’età. Una carenza nutrizionale si verifica quando il nostro corpo non assorbe o non riceve dal cibo la quantità necessaria di un micronutriente e può portare a diversi problemi di salute (digestione difficoltosa, disturbi della pelle e della vista, crescita ossea stentata o difettosa e persino demenza). A volte, la carenza nutrizionale non dà segno di sé, pur essendo presente in soggetti anche in salute, che possono essere convinti di alimentarsi in modo compiuto, con cibi sani. A volte, il nostro corpo non è in grado di assorbire determinati nutrienti, anche se li stiamo consumando. È possibile essere carenti di qualsiasi nutriente di cui il nostro organismo ha bisogno.

ECCO ALCUNE COMUNI CARENZE NUTRIZIONALI Nutriente carente

Segni e sintomi di carenza

Note

Vitamina A

Problemi di vista, di funzionalità degli apparati riproduttivi Principale causa di cecità prevenibile nei bambini. Nella gravidanza maschile e femminile. Deficit del sistema immunitario carente di vitamina A il tasso di mortalità materna è più elevato

Vitamina B1 - Tiamina

Perdita di peso, fatica, confusione, perdita di memoria a breve Si può riscontrare in alcolisti termine, danni ai nervi, ai muscoli, al cuore

Vitamina B3 - Niacina

Insonnia, perdita di appetito, di peso e di forza, dolorabilità del Il fabbisogno aumenta in gravidanza, durante l’allattamento ed in cavo orale, dispepsia, dolore addominale, vertigini, cefalea, chi segue diete a basso contenuto di proteine. La pellagra è spesso disturbi nervosi vari, pellagra associata all’abuso di alcol

Vitamina B6

Problemi di crescita, disturbi nervosi, addominali e cutanei…

Vitamina B9 - Folato

Sintomi comuni da carenza: astenia, perdita di energia e di È uno dei deficit più comuni, soprattutto in soggetti fragili (che appetito, irritabilità. Gravi problemi di sviluppo fetale e difetti seguono diete rigorose, con sindrome da malassorbimento, o in alla nascita, problemi di crescita, anemia terapia con alcune classi di farmaci, anziani…). In gravidanza è raccomandata una supplementazione di acido folico, per prevenire l’insorgenza di gravi difetti di sviluppo cerebrale nel feto

Vitamina B12 Cobalamina

Affaticamento e debolezza alle estremità, vertigini, fiato corto, perdita di peso, nausea o scarso appetito, lingua dolorante, arrossata o gonfia, pelle pallida o giallastra. Se non trattata per troppo tempo, la carenza di vitamina B-12 può causare danni irreversibili al sistema nervoso (difficoltà a camminare, debolezza muscolare, irritabilità, demenza, depressione, perdita di memoria)

Vitamina C

Affaticamento, astenia, nervosismo, insonnia, riduzione tono Gruppi a rischio di carenza: fumatori di sigaretta, etilisti, anziani dell’umore, bassa resistenza alle infezioni… ricoverati in RSA, pazienti in cura con alcuni farmaci

Vitamina D

Crescita ossea stentata o scarsa, osteoporosi, ossa fragili, Circa 1 miliardo di persone in tutto il mondo non riceve abbastanza maggior rischio di fratture ossee vitamina D (Harvard's School of Public Health). Le persone con tonalità più scure della pelle corrono un rischio maggiore

Calcio

Una carenza di calcio spesso non mostra subito i sintomi, ma Se l’assunzione di calcio è inadeguata, l’organismo lo “preleva” può portare a gravi problemi di salute nel tempo (convulsioni, dalle ossa, con perdita della massa ossea. Negli anziani è anomalie del ritmo cardiaco) importante la combinazione calcio / vitamina D. Nel postmenopausa l’assorbimento di calcio è più difficile, per i cambiamenti ormonali

Ferro

Anemia, affaticamento, debolezza

Sono a rischio di carenza: i vegani, o chi ha subito un intervento chirurgico allo stomaco, o ha più di 60 anni, o ha il diabete e prende metformina, o utilizza antiacidi da molto tempo, o è privo di fattore intrinseco (una proteina fondamentale che produce lo stomaco, per trasportare la vitamina B-12 nell'intestino tenue, dove viene assorbita)

È l'unica carenza nutrizionale prevalente sia nei paesi in via di sviluppo, sia in quelli industrializzati, ampiamente riconosciuta come un'epidemia di salute pubblica

Sitografia https://www.healthline.com/health/malnutrition https://health.gov/our-work/food-nutrition/2015-2020-dietary-guidelines/guidelines/chapter-1/healthy-eating-patterns/

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DERMATOLOGIA

Igienizziamo le mani: è una priorità Paolo Pigatto Direttore U.O. Dermatologia IRCCS – Istituto Ortopedico Galeazzi, Università degli Studi di Milano.

HE COSA È LA MANO?

C D

al punto di vista anatomico, la mano è il segmento terminale dell’arto superiore, deputato a funzione di organo prensile e tattile. La mano destra è qualificata anche come “la mano di Dio”. Infatti la destra indica la potenza e l'abilità di Dio, la capacità di uccidere e di guarire: “La tua destra, Signore, terribile per la potenza, la tua destra, Signore, annienta il nemico” (Es 15,6. 12); “Il Signore con la mano destra compie prodigi” (Sal 118,15-16).

IL LAVAGGIO DELLE MANI È PRESCRITTO DALLE RELIGIONI

Nella Bibbia è scritto: “Lavo le mie mani nell’innocenza, e così faccio il giro del tuo altare, o Signore” (Salmi, 26.6). In questo caso l’atto di lavarsi appare assumere anche un significato simbolico di purificazione, tanto da non rendersi necessario solo dopo essere entrati in contatto con della sporcizia o essersi portati qualcosa alla bocca, ma anche ogni volta che ci si rivolge al Divino con un’offerta o una preghiera. La religione ebraica, ad esempio, chiama questa pratica “Netilat Yadaim“, e prevede la sua attuazione in particolare ogni mattina appena svegli, accompagnata da una preghiera traducibile con: “Benedetto sii Tu, o Signore, Dio nostro, Re del

Mondo, che ci hai santificati con i Tuoi precetti e ci hai comandato il lavaggio delle mani”. Numerose altre situazioni richiedono lavaggi meno rituali e più a scopo igienico, come quelle che seguono o precedono un rapporto sessuale, il contatto con un malato, un bisogno corporale… Nel Corano è scritto:“O voi che credete! Quando vi levate per la preghiera, lavatevi il volto, le mani [e gli avambracci] fino ai gomiti, passate le mani bagnate sulla testa e lavate i piedi fino alle caviglie. Se siete in stato di impurità, purificatevi“ (Sura 5, Versetto 6). In questo modo le maggiori religioni si son rese mezzo di prevenzione della diffusione di molte malattie, imponendo come doveri, se non altro anche nei confronti delle divinità, usanze igieniche prima ancora che simboliche. Nel buddismo, si richiede di lavarsi le mani dopo ogni pasto, ma l’utilizzo di soluzioni alcoliche, fatte apposta per uccidere batteri, è scarsamente accettato, poiché si tratterebbe di porre fine all’esistenza di esseri viventi. Tuttavia l’igiene personale non è certo scoraggiata: pare che Buddha stesso fosse rimasto deluso dalla scoperta che alcuni suoi seguaci avessero deciso di trascurare la propria pulizia pensando che la ricerca dell’Illuminazione dovesse coinvolgerli dal punto di vista solo spirituale,

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trascurando completamente il proprio corpo. Dal punto di vista simbolico, particolarmente interessante è l’uso buddista che prevede, in occasione del capodanno, un lavaggio delle mani dei più anziani da parte delle giovani generazioni, come augurio di lunga vita.

LAVARSI LE MANI PULISCE ANCHE LA COSCIENZA

L’esempio storico più famoso è quello di Ponzio Pilato che dopo aver condannato Gesù alla pena capitale si lava le mani dicendo “Io sono innocente di questo sangue”. Lo segue Lady Macbeth, la protagonista dell’omonimo dramma shakesperiano che ormai demente e divorata dal senso di colpa a causa dei suoi innumerevoli crimini, si lava compulsivamente le mani, tentando di cancellare l’immagine del sangue delle vittime.

LAVARSI LE MANI NEL MEDIOEVO La Scuola medica Salernitana in una raccolta di precetti in versi (Flos medicinae) per conservare la salute e vivere più a lungo nella prescrizione XXIII (De lotione manuum) raccomanda di lavarsi le mani dopo aver mangiato, conseguendo il doppio beneficio di mondarle e, pulendosi gli occhi con esse, rendere la vista più acuta. Erasmo da Rotterdam nel suo saggio Diversoria (Locande) sottolinea la presenza nella camera da pranzo

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delle locande tedesche di contenitori acqua per lavarsi le mani “ma di solito è così pulita che dopo averla usata devi chiederne dell’altra per nettarti della prima abluzione”.

LAVARSI LE MANI OGGI Il lavaggio delle mani ha lo scopo di garantire un’adeguata pulizia e igiene delle mani attraverso un'azione meccanica. Per l’igiene delle mani è sufficiente il comune sapone. In assenza di acqua si può ricorrere ai cosiddetti igienizzanti per le mani a base di alcool (70%) e Aloe o con oligominerali (calcio, rame, manganese, zinco).

L’INTUIZIONE DI SOMMELWEIS La febbre puerperale o sepsi puerperale è una grave infezione dell’utero che può verificarsi dopo un parto o un aborto. È provocata da una contaminazione batterica dello strato più interno dell’utero (endometrio). In epoca preantibiotica questa condizione morbosa portava a morte nella maggioranza dei casi. Fu un medico ungherese Ignaz Semmelweis, che lavorava in Ostetricia presso un ospedale di Vienna che notò che in un padiglione, gestito da medici, moltissime donne morivano dopo il parto di febbre puerperale, circa l’11%, mentre in un altro padiglione, dove ad aiutare le donne a partorire erano solo ostetriche, i decessi erano solo l’1%. L’osservazione sembrava riflettere un controsenso: Qual era, quindi, il motivo di tale differenza nel tasso di mortalità? All’ inizio del 1847 un indizio si rivelò cruciale: il suo amico Jakob Kolletschka morì per avvelenamento del sangue dopo aver riportato un taglio durante una autopsia; Semmelweis riscontrò che le lesioni sull’amico erano simili a quelle delle vittime della febbre, questo, fece ipotizzare che “qualcosa” proveniente dai cadaveri infettava le donne partorienti. In effetti, egli appurò che medici e studenti di Medicina, spesso eseguivano autopsie prima di recarsi al reparto di maternità; a seguito di ciò introdusse un severo regolamento per il lavaggio delle mani. Queste dovevano essere sterilizzate con una soluzione di cloruro di calce prima delle visite alle donne incinte; i risultati furono sensazionali, il tasso di mortalità crollò in pochi mesi.

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Quando lavarsi le mani Prima • di toccarsi occhi/naso/bocca (per es. per fumare, lavare i denti, etc.) • di mangiare • di assumere farmaci o somministrare farmaci ad altri

Prima e dopo • aver maneggiato alimenti, soprattutto se crudi • aver usato i servizi igienici • aver medicato o toccato una ferita • aver cambiato il pannolino di un bambino • aver toccato una persona malata • aver toccato un animale

Dopo • aver frequentato luoghi pubblici (negozio, ambulatorio, stazione, palestra, scuola, cinema, bus, ufficio, etc.) e, in generale, appena si rientra in casa • aver maneggiato la spazzatura • aver utilizzato soldi • aver toccato altre persone.

Come lavare le mani (prevenire le infezioni in 60 secondi)

Dopo il lavaggio delle mani È consigliabile utilizzare una crema per le mani ricca di glicerina, keratina e vitamina E. Si tratta di sostanze in grado di eliminare rossori e irritazioni e di rafforzare, nel contempo, le unghie e assicurare elasticità, idratazione e morbidezza.

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Salutepertutti.it - Vol. 3 - n. 2 - 2020  

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