Forlì IN Magazine 03 2021

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F O R L Ì

BONETTI

Giulia

LEADER DI DOMANI

MAURIZIO PAGANELLI / Come in un film QUATTRO START-UP / Un nuovo paradigma MIRCO MARIANI / San Piero in Bagno

N° 3 AGOSTO/SETTEMBRE 2021


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EDITORIALE

SOMMARIO

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Storie che parlano di sogni per il futuro e di sogni che diventano realtà: abbiamo intervistato Giulia Bonetti, giovane manager appassionata di tematiche ambientali e sociali, e Maurizio Paganelli, imprenditore e produttore cinematografico. Incontriamo quattro imprese digitali della Provincia che lavorano per cambiare le nostre abitudini di consumo, e i Vespa Club di Forlì e Cesena. Entriamo dentro Palazzo Hercolani, il rinnovato quartier generale di Unieuro, e scopriamo come Matteo Lucca e Daniela Poletti Zino plasmano la materia per creare le loro opere. Andiamo a spasso per San Piero in Bagno con Mirco Mariani e ammiriamo gli scatti della nostra rubrica Cartoline da. Incontriamo Giada Piraccini e i suoi insoliti animali da compagnia e parliamo di sport con Federica Cuni. Infine, vi presentiamo la nuova Agenda Filosofica. Buona lettura! Andrea Masotti

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ANNOTARE

Brevi IN

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ESSERE

Giulia Bonetti

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ESSERE

Maurizio Paganelli

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INNOVARE

Un nuovo paradigma

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RADUNARE

Vespisti di Romagna

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RINNOVARE

Unieuro

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EDIZIONI IN MAGAZINE S.R.L. Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47122 Forlì Tel. 0543.798463 / Fax 0543.774044 www.inmagazine.it info@inmagazine.it DIRETTORE RESPONSABILE: Andrea Masotti REDAZIONE CENTRALE: Clarissa Costa, Beatrice Loddo COORDINAMENTO DI REDAZIONE: Roberta Invidia ARTWORK: Lisa Tagliaferri IMPAGINAZIONE: Francesca Fantini UFFICIO COMMERCIALE: Gianluca Braga STAMPA: La Pieve Poligrafica Villa Verucchio (RN) ANNO XXIII- N. 3 Chiuso per la stampa il 28/7/2021 Collaboratori: Barbara Baronio, Andrea Bonavita, Dolores Carnemolla, Cristina Mazzi, Lucia Lombardi, Francesca Miccoli. Fotografi: Andrea Bonavita, Alessandra Merlo, Matteo Perini, Gianmaria Zanotti

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CONDIVIDERE

Pet’s Amore

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ALLENARE

Federica Cuni

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PIANIFICARE

Tra parola e immagine

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CREARE

Plasmare la materia Seguici su FB: www.facebook.com/ edizioni.inmagazine

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SCOPRIRE

Un borgo extra Edizioni IN Magazine si impegna alla salvaguardia del patrimonio forestale aderendo al circuito di certificazione di FSC-Italia.

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FOTOGRAFARE

Cartoline da…

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ANNOTARE

Omaggio A TRE MITI CESENA Dopo il suggestivo

Teatro IN FABBRICA FORLÌ L’estate teatrale forlivese continua anche alla Fabbrica delle Candele. La rassegna Favole propone ancora quattro spettacoli, tutti martedì sera: 3 agosto La bella era addormentata nel bosco ma… (Gli Alcuni); 10 agosto Cenerentola in bianco e nero (Proscenio Teatro); 17 agosto Chi ha paura di denti di ferro? (Accademia Perduta/TCP Tanti Cosi Progetti); 24 agosto In bocca al lupo (Fontemaggiore). Per la rassegna Giovane Drammaturgia, ultimo appuntamento 9 agosto con Saluti da Brescello (Teatro delle Albe, Luigi Dadina, Gianni Parmiani). Per la comicità Stand Up: 1 agosto Eleazaro Rossi in The Eleazaro Experience; 8 agosto Valeria Pusceddu in Maleducazione; il 22 agosto Massimiliano Loizzi in Il Re nudo. (B.L.)

Alta velocità PER CITTA ROMAGNA ROMAGNA Svelato il progetto lanciato tre anni fa da Confindustria Romagna, a cui si è unita Confagricoltura di Forlì-Cesena e Rimini: nel corso dell’evento Città Romagna, una nuova prospettiva, il presidente Paolo Maggioli ha presentato i prossimi passi per portare la Romagna tra le grandi aree europee a livello economico, istituzionale e sociale. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova linea AV tra Rimini e Bologna, “con la costruzione di una nuova stazione Città Romagna localizzata in posizione baricentrica rispetto alle città principali,” spiega Maggioli. La stazione dovrebbe essere collegata attraverso un sistema di metropolitana o linee convenzionali ai 4 capoluoghi principali. “La Romagna è un vero e proprio marchio di qualità, fatto da formidabili realtà,” ha ricordato Maggioli. “Uniamo tutti i tasselli di questo mosaico e avremo un territorio che davvero saprà competere a livello internazionale, a beneficio di tutti. È ora di una Romagna più forte in una Regione più forte.” A supporto del progetto è stato presentato anche uno studio, curato da ITL (Istituto trasporti e logistica) e Tplan Consulting, illustrato da Andrea Bardi (ITL) e Enrico Maria Bernardis (Tplan). A concludere i lavori, l’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Andrea Corsini.

programma Il Bonci sotto le stelle, il teatro continua con gli ultimi spettacoli della Stagione 2020/2021: l’appuntamento è il 10 settembre con Dido and Aeneas, opera in tre atti ispirata all’amore sfortunato fra la regina Didone e l’eroe troiano con solisti, coro e orchestra del Conservatorio di musica Bruno Maderna. Omaggio a Gianni Rodari con Favole al telefono il 18 settembre: Geoff Westley e Peppe Servillo si addentrano in questo universo letterario e immaginario indagando il linguaggio della fantasia con lo strumento della musica. Il 24 settembre Mozart incontra Italo Calvino: le musiche del celebre compositore, eseguite da solisti e orchestra dal Conservatorio Bruno Maderna, incontrano il testo composto da Italo Calvino nel 1981, per raccontare la storia di Zaide, favorita del sultano, e lo schiavo cristiano Gomatz.

Il villaggio DELLA BICICLETTA FORLIMPOPOLI Una storia di impresa e riappropiazione urbana unisce

la storica impresa forlimpopolese Brn all’area dismessa dell’ex Sfir, chiusa da oltre vent’anni. Grazie a un innovativo progetto, nascerà il Brn Village: il primo villaggio in Italia dedicato alla bicicletta. 70.000 mq di verde a uso pubblico, piste ciclabili, pump track e bike café, tutto connesso con la nuova sede di Brn Bike Parts. Il parco sarà collegato agli altri percorsi ciclabili da un percorso ciclo-pedonale di quasi 2 km lineari. Tra le attrazioni del villaggio, la Piazza del Ciclista e le tre piste dedicate ai ciclisti di oggi e domani: il tracciato didattico per l’educazione civica e stradale, e soprattutto i 2 pump track, percorsi tecnici per la Mountain bike e il Freestyle. Con un totale di 342 m lineari e uno sviluppo complessivo di 3.200 mq, sarà l’area pump track più grande d’Italia. Una grande sfida per Brn, per un investimento complessivo che supera i 15 milioni di euro. (B.L.) 6

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Volvo XC40 Recharge Twin Pure Electric. Valori massimi nel ciclo combinato: consumo di energia: 23,8 – 25,0 kWh/100km. Emissioni CO₂: 0 g/km. Valori omologati in base al sistema di misurazione riferito al ciclo di prova WLTP, di cui al REG UE 2017/1153. I valori ufficiali potrebbero non riflettere quelli effettivi, in quanto lo stile di guida ed altri fattori non tecnici possono contribuire a modificare il livello dei consumi. Presso ogni concessionario è disponibile gratuitamente la guida che riporta i dati di emissioni CO₂ dei singoli modelli redatta annualmente dal Ministero dello Sviluppo Economico.


ANNOTARE

Argento per BARTOLETTI

Quando tutto è CAMBIATO

FORLÌ Grande traguardo per

ROCCA SAN CASCIANO Un

il giornalista forlivese Marino Bartoletti, secondo classificato al Premio Bancarella 2021 con La Cena degli Dei (Gallucci). Seppure il romanzo vincitore del prestigioso premio sia Per il mio bene di Ema Stokholma (HarperCollins) con 140 voti, Bartoletti porta a casa ben 93 voti, una medaglia d’argento di cui andare orgoglioso. Protagonista del romanzo un enigmatico Grande Vecchio, che decide di organizzare una cena per riallacciare i rapporti e per incontrare coloro che ancora non conosce. Fra gli invitati, la sera della cena si presentano “quel celebre tenore con l’enorme foulard al collo, quel grandissimo pilota con lo sguardo malinconico, quel ragazzo timido con la bandana in testa, quella principessa col sorriso un po’ triste e altri ospiti strabilianti.” La cena è un successo: “Tutti andarono via felici. Con un cavallino fra le mani.” (B.L.)

libro per raccontare di donne coraggiose. Un progetto a 24 mani, che unisce le esperienze di 12 donne, mogli e mamme, con un denominatore comune: quello di aver seguito i propri mariti in giro per il mondo ed essersi ritrovate a vivere la pandemia dall’Italia alla Francia e alla Svezia, dalla Svizzera alla Germania, dall’Arabia Saudita a Kuwait e Dubai, dalla Cina all’India e infine all’Australia. “Quando tutto è cambiato è la nostra testimonianza su questo periodo epocale che verrà studiato sui libri di storia,” ha detto Federica Assirelli, originaria di Rocca San Casciano e autrice del magazine online Amiche di Fuso. “È Il racconto che lasciamo ai nostri figli. Perché ricordino quello che è successo alle nostre famiglie e come ne siamo usciti più forti.” Il libro è acquistabile in e-book o cartaceo su Amazon. (B.L.)

Le più belle idee A KILOMETRO ZERO CESENA Continua dal vivo l’avventura di KilometroZero, l’ultima

edizione di TEDx Cesena che mette al centro i talenti della porta accanto, la vivacità creativa che anima la nostra città e i suoi dintorni. Non c’è sempre bisogno di andare lontano per trovare visioni innovative, progetti originali, esperienze brillanti, e questo format ne è la dimostrazione: gli speaker sono anche “vicini di casa” e vi aspettano per condividere nuove ispirazioni all’aria aperta, nella suggestiva cornice del Chiostro di San Francesco a Cesena. L’evento è organizzato da un team di volontari, ed è riconosciuto dall’organizzazione americana no profit TED, acronimo di Technology, Entertainment and Design e sinonimo in tutto il mondo delle “idee che meritano di essere diffuse.”

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ESSERE

Leader

DI DOMANI DALL’UNIONE EUROPEA ALLE NAZIONI UNITE, GIULIA BONETTI PUNTA A LASCIARE UN’IMPRONTA NEL FUTURO. È STATA INSERITA NELLA LISTA DELLE DONNE LEADER DELLA FUTURA GENERAZIONE. di Francesca Miccoli / ph Andrea Bonavita

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“Non temere di essere imperfetti, seguire le passioni, fare tutto quanto è in proprio potere per raggiungere gli obiettivi e non rinunciare solo perché richiedono tempo. Il tempo passa ugualmente.” Sono questi i consigli di Giulia Bonetti, una ragazza forlivese di soli 28 anni che per le attività svolte, le responsabilità assunte e i mari navigati potrebbe avere vissuto tante vite. Una giovane carismatica, competente e trascinante, con una visione e la volontà di rendere il mondo migliore tanto che, la scorsa primavera, è stata selezionata tra le Next Generation Women Leaders dall’istituto McKinsey, prestigiosa società internazionale di consulenza manageriale. Un riconoscimento ambitissimo, conferito alle donne destinate a lasciare una traccia nel futuro del pianeta. Un tributo alle risorse ed energie che Giulia convoglia ogni giorno nel lavoro e nel volontariato. Nella quotidianità di Reading, città meridionale del Regno Unito, la cosmopolita si divide tra l’attività di Contract Manager in seno a Copernicus, programma dell’U-

nione Europea per l’osservazione e monitoraggio della terra, e l’impegno di volontaria per l’organizzazione Universal Versatile Society, in veste di caporedattrice per la realizzazione di un notiziario diffuso a cadenza settimanale sul canale Youtube Weekly World Climate Change News. Il filo rosso è la passione per le tematiche ambientali. Il motore è la necessità, sempre più pressante, di affrontare minacce globali, dal cambiamento climatico alla crisi energetica. Dopo aver conseguito la maturità scientifica a Forlì e la laurea in Finanza all’Università di Bologna, Giulia prepara le valigie e oltrepassa il confine. La prima tappa di un’avventura in continuo divenire è a Parigi. Un’esperienza vissuta con spirito propositivo, senza timore. “Quando ti accingi ad affrontare qualcosa che non hai mai fatto, sai che dovrai fronteggiare mille novità e non puoi attendere chissà quale congiuntura favorevole. Esistono due categorie di persone: quelle che agiscono, affrontando un problema alla volta, e quelle che non ci provano nemmeno. IN MAGAZINE

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LA PRIMA TAPPA DI UN’AVVENTURA IN CONTINUO DIVENIRE È PARIGI, POI BARCELLONA E INFINE L’INGHILTERRA, DOVE LAVORA ALL’INTERNO DEL PROGRAMMA COPERNICUS DELL’UNIONE EUROPEA PER L’OSSERVAZIONE E MONITORAGGIO DELLA TERRA.

Le occasioni vanno colte.” Nella capitale francese, Giulia frequenta una business school che le consente di svolgere tirocinio nell’azienda in cui, dopo appena 3 mesi, le viene proposto un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Un sogno per qualunque neolaureato alla prima esperien-

za professionale. Non per la talentuosa Giulia, che declina l’offerta. “A Parigi ho vissuto 8 mesi intensi e bellissimi: avevo trovato casa, amici e colleghi meravigliosi ma mi sentivo insoddisfatta. Profondamente idealista, volevo avere una presa più diretta sul mondo.” E così la forlivese dallo spirito libero fa rotta su Barcellona, dove svolge uno stage per F4E, Fusion for Energy, l’agenzia dell’Unione Europea sulla fusione nucleare. Anche in terra iberica la vita non è esattamente quella di una studentessa Erasmus: all’attività professionale si affianca quella di volontaria delle Nazioni Unite. “Sono caporedattrice del notiziario sul cambiamento climatico. Coordino il lavoro di quaranta persone che operano in tutto il mondo. L’obiettivo è rendere la divulga-

zione scientifica alla portata di tutti, spesso i contenuti sono troppo tecnici per essere fruibili.” Ad agosto 2019 scocca l’ora di un nuovo trasloco: questa volta si vola oltremanica, dove attualmente Giulia vive. “Lavoro per un’agenzia internazionale che alloca fondi europei a sostegno dei piani per la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Una volta individuati tramite concorso gli assegnatari entro in scena io: seguo i contratti, dalla fase di negoziazione fino all’esaurimento del rapporto e alla verifica dei risultati.” Per non farsi mancare niente Giulia integra gli impegni canonici con corsi online nelle discipline più disparate. “Sono consumata dalla curiosità, ne ho seguiti 15 negli ultimi due anni.” Assetata di sapere ed eclettica al punto da giostrarsi tra kabbalah (insegnamenti esoterici e mistici

IN APERTURA, GIULIA BONETTI A FORLÌ. IN QUESTA PAGINA, DUE MOMENTI DEL SUO LAVORO IN SENO AL PROGRAMMA DELL’UNIONE EUROPEA “COPERNICUS”. NELLA PAGINA SEGUENTE, GIULIA AL PARCO URBANO FRANCO AGOSTO.

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TRA LAVORO, VOLONTARIATO, MENTORING E CORSI ONLINE, NON SORPRENDE CHE IL SUO MANTRA È MORE, OVVERO DI PIÙ. “CERCO DI SCHIUDERE PIÙ OPPORTUNITÀ POSSIBILI, VORREI LAVORARE IN PROGETTI INTERNAZIONALI DI FORTE IMPATTO SOCIALE.”

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di origine ebraica, Ndr.) e biologia marina, diritti umani e antropologia dei problemi moderni, lezioni di design della sostenibilità dell’Università di Tokyo e quelle di musica classica su Stravinskij e Beethoven di Harvard. La cultura è lo strumento per spalancare nuovi orizzonti. Una necessità per chi, amante delle sfide, non si accontenta mai. Una forma mentis acquisita solo in parte per corredo cromosomico. “I miei genitori – papà dipendente di Unicredit, mamma della Camera di Commercio di Forlì – mi hanno sempre spinto a seguire i miei interessi. In maniera approfondita ma settoriale: io invece ho sviluppato una curiosità che mi induce a variare su molti fronti.” E proprio questa versa-

tilità ha giocato un ruolo decisivo nella selezione tra le Next Generation Women Leader. “Ha pesato l’esperienza nel volontariato, il fatto di coordinare, da under 30, il lavoro di ben 40 persone. Per candidarti devi inviare un curriculum, includendo tutte le esperienze vissute, e una lettera motivazionale. Segue un test online di un’ora e, in caso di esito positivo, il tuo fascicolo viene esaminato: per l’area Emea, ovvero Europa, Medio Oriente e Africa, siamo stati selezionati in 300. Dal 6 all’8 maggio, purtroppo a distanza per motivi legati all’emergenza sanitaria, ho partecipato a 3 giorni di workshop che mi hanno permesso di entrare in contatto con altre leader di domani. Ci siamo confrontate con dipendenti di McKinsey, abbiamo esplorato gli stili di leadership, ragionato su come massimizzare il nostro potenziale, sul pensiero creativo e il problem solving. Un’esperienza meravigliosa, che mi ha accresciuta.” Una ricchezza da trasmettere alle future generazioni a cui Giulia si rapporta in veste di mentore nell’associazione Young Professionals in Foreign Policy, costituita nell’ambito del Brussels Advisors Program. “Seguo i neolaureati che desiderano intraprendere una carriera nelle organizzazioni internazionali.” I rari momenti di pausa sono tutti per la cagnolina Minù, “entrata nella mia vita tre mesi prima del trasferimento a Parigi” e quel che rimane è destinato alla lettura, agli amici e “a fantasticare su quello che vorrei fare.” Guardando al futuro, nulla è precluso. “Il mio mantra è more, desidero sempre fare qualcosa in più. Non sono l’unica artefice del mio destino ma posso cercare di schiudere più opportunità possibili, impegnarmi al massimo per tirare la palla dall’altra parte del campo e vedere cosa succede. Di sicuro vorrei lavorare in progetti internazionali di forte impatto sociale.”


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ESSERE

Come in

UN FILM DAL SOGNO DI AVERE UN CINEMA A TITOLARE E SOCIO DI DIVERSE SALE CINEMATOGRAFICHE IN ROMAGNA, MAURIZIO PAGANELLI, CI RACCONTA LA STORIA E IL SUCCESSO DI EST, IL SUO FILM AUTOBIOGRAFICO.

E

di Barbara Baronio / ph Gianmaria Zanotti

È il produttore del film italiano Est - Dittatura last minute che sta raccogliendo consensi in tutto il mondo. Ha portato sul grande schermo una storia autobiografica che lo vede protagonista insieme a due amici della giovinezza, ma la sua più grande soddisfazione è che Cesena, la sua città natale, in questo momento sia nota al mondo intero proprio grazie al film cesenate che ha prodotto con Antonio Pisu e la Genoma Films produzioni. Per lui il cinema è vita e cultura. Le piattaforme streaming? “Non c’è paragone con la sala cinematografica e il pubblico lo sa. L’unico problema è quando si perde l’abitudine di andare al cinema e purtroppo il Covid ha allontanato dalle sale cinematografiche.” Ecco Maurizio Paganelli, classe 1965, padre di Giulia, Sofia e Alessandro e imprenditore cesenate che sin da bambino sognava di “avere un cinema” e che da oltre trent’anni è titolare e socio di diverse sale cinematografiche in Romagna (tra cui Aladdin di Cesena, Multisala Astoria di Forlì e i multiplex Cineflash di Forlimpopoli e Cineplus di Comacchio). Paganelli, due anni fa, insieme

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all’amico Andrea Riceputi ha investito in un progetto che nasce da una storia vera vissuta in prima persona 30 anni fa, insieme allo stesso Riceputi e un altro amico di Cesena, Enrico Boschi. Un road movie ambientato nel 1989, che narra del viaggio dei tre giovani cesenati nella Romania della dittatura di Ceaușescu. Il film racconta di Pago, Rice e Bibi, tre ragazzi di ventiquattro anni che lasciano la tranquilla Cesena in cerca di avventura e intraprendono un viaggio oltre la loro immaginazione, in un paese sotto il regime dittatoriale. Il film ha ottenuto una candidatura ai Nastri d’Argento per la colonna sonora scritta dal compositore cesenate Davide Caprelli, i tre attori protagonisti Jacopo Costantini, Matteo Gatta e Lodo Guenzi (al suo debutto sul grande schermo) hanno ottenuto il Premio Guglielmo Biraghi che il Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici assegna da 20 anni ai giovani talenti protagonisti ai Nastri d’Argento. Il film è stato premiato al New York Int Film, all’Istanbul Film Awards, al Druk Int Film e al Calcutta Int Film. In Italia, al box office Est - Dittatura Last


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Minute ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione più di 65.000 euro. Ad Antonio Pisu è stato assegnato il famosissimo premio Amidei per la miglior sceneggiatura internazionale. Una produzione indipendente che sta riscuotendo tanto interesse e che lo stesso regista Oliver Stone ha definito “bello, semplice e avvincente” dopo averlo visto in anteprima alla mostra del Cinema di Venezia alle Giornate degli autori del festival nel settembre scorso. “Da anni frequento festival di cinema di tutto il mondo,” racconta Paganelli, “e per la prima volta vi ho partecipato come produttore di un film. Ricevere un apprezzamento per il nostro lavoro dal mio regista preferito e proprio all’anteprima del mio film è stata una soddisfazione unica. Per la nostra città è sicuramente un evento storico. Mai nessun film prodotto e girato a Cesena era approdato a un festival 18

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internazionale e tantomeno aveva ricevuto recensioni positive dal mondo del grande cinema hollywoodiano.” Paganelli due anni fa ha anche partecipato alla serata degli Oscar a Los Angeles in qualità socio della casa di produzione Genoma Films insieme a Paolo Rossi: “In quell’occasione accompagnammo Lina Wertmüller che doveva ricevere l’Oscar alla carriera, mi emoziono ancora oggi nel ricordare quel bellissimo momento.” Un film che ha riscosso anche molto interesse al Festival del Cinema di Cannes, considerato anche una delle piazze più prestigiose per la promozione del cinema internazionale. “Proprio a Cannes,” racconta Paganelli direttamente dalle giornate del Festival, “abbiamo riscontrato l’apprezzamento della società statunitense House of Films che promuoverà la nostra pellicola in tutto il mondo, dall’India all’Australia per passare alle Americhe.

“PER ME IL CINEMA È VITA E PASSIONE,” RACCONTA MAURIZIO PAGANELLI, IMPRENDITORE E PRODUTTORE. “SPESSO NON SI COMPRENDE LA GRANDEZZA DI QUESTO MEZZO, CHE NON SOLO È CULTURA MA AIUTA A CAPIRE LA SOCIETÀ PRESENTANDO GLI USI E COSTUMI DEI POPOLI.”

Quasi mi vengono i brividi se penso che solo 4 anni fa proprio a Cannes ho iniziato a sognare di girare la pellicola e ora sono qui a proporlo alle grandi società di distribuzione.” Per Paganelli, che ha viaggiato tantissimo facendo scoprire anche buona parte dell’Europa ai propri figli, tutto è possibile con la giusta determinazione e, a guardare la sua vita, di progetti ne ha realizzati: “Due anni fa ho cre-


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DAL LIBRO SCRITTO A QUATTRO MANI CON ANDREA RICEPUTI NASCE IL FILM EST - DITTATURA LAST MINUTE, GIRATO A CESENA. UNA PRODUZIONE INDIPENDENTE CHE STA RISCUOTENDO TANTO INTERESSE E DIVERSE CANDIDATURE E PREMI INTERNAZIONALI.

IN QUESTE PAGINE, MAURIZIO PAGANELLI NEL SUO CINEMA E CON LE TANTE STAR CHE HA ICONTRATO NEI SUOI VIAGGI SULLE ROTTE DEL CINEMA.

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duto che la storia del nostro libro, Addio Ceaușescu. Tre giovani romagnoli alla scoperta e all’avventura oltre la Cortina di Ferro, scritto a quattro mani da Andrea Riceputi e dal sottoscritto, potesse diventare un film. Ho iniziato a prendere contatti e ho trovato subito molto sostegno perché la storia è bella e tutti si sono mostrati entusiasti del

progetto. Ottenuto il via libera dalla Regione Emilia-Romagna, Rai cinema e dal Ministero, anche le aziende cesenati hanno creduto molto nel film, investendo risorse. Il film è uscito in un periodo nero per il cinema, quando abbiamo assistito alla terza ondata di Covid e di certo questo non ci ha aiutato, ma con la riapertura delle sale ha subito riscontrato grande consenso, che credo perdurerà perché si tratta di una produzione indipendente di grande valore. Deve essere vista dalle giovani generazioni e proiettata nelle scuole perché presenta un mondo che non ora non c’è più, ma che non è molto lontano dai nostri giorni.” Sin da giovanissimo, ha sempre avuto molta fiducia nelle proprie idee. Non appena ha ottenuto il diploma in servizi turistici si è specializzato come guida turistica acquisendo il patentino. Per quattro anni ha fatto esperienza

di una professione che non solo gli ha consentito di viaggiare molto e di conoscere bene l’Italia, ma anche di sviluppare le proprie competenze in ambito organizzativo. Proprio alla luce di quanto approfondito in quegli anni come guida turistica, ha poi scelto di fondare la Cooperativa Sociale Arcobaleno che dal 1985 fino al 2017 si è occupata della gestione di personale e di servizi per lo spettacolo (teatri, musei, cinema). “Per oltre 30 anni la cooperativa da me ideata e che è arrivata a contare 150 dipendenti si è occupata della gestione di tanti luoghi di cultura della Romagna con grande professionalità e competenza.” E proprio con l’inizio dell’attività in cooperativa torna prepotente la passione per il cinema. Ecco che nei primi anni Novanta arriva la grande avventura: “La creazione del cinema Aladdin a Cesena è stata un’importante sfida che nel tempo mi ha poi portato a continuare a investire, così sono entrato in società a Forlì, Forlimpopoli e Comacchio. Per me il cinema è vita e passione. Spesso non si comprende la grandezza di questo mezzo, che non solo è cultura ma aiuta a capire la società presentando gli usi e costumi dei popoli. Un’occasione unica per scoprire, anche usando la fantasia, com’è il mondo. Mai il cinema aveva avuto una battuta d’arresto tale come nei mesi in cui il Covid ci ha messo a dura prova, nemmeno ai tempi della guerra mondiale, ed è stato veramente emozionante vedere i ragazzi e le ragazze tornare al cinema. Alcuni hanno trascinato con loro i genitori, per vedere il mio film o anche per ritornare a godere del piacere di gustare una bella proiezione in una vera sala cinematografica.” Per il futuro Paganelli, che ha sempre qualche progetto nel cassetto, non si sbilancia. “Produrre un altro film? Questo per me è stato carico di emozioni perché narra di una parte di vita da me vissuta. Non metto limiti alla progettualità!”


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ph Clarissa Costa

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Romagna è sinonimo di mare e buon cibo, ma anche di fiuto imprenditoriale. E lo smartphone è lo strumento perfetto per realizzare progetti d’impresa vincenti. Un nuovo paradigma che parte dallo schermo del cellulare, per trasformarsi in servizi essenziali e in mezzi per risparmiare o guadagnare, grazie alla semplice installazione di un’app. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio economico della Camera di Commercio della Romagna, le start-up innovative con sede in Provincia di Forlì-Cesena sono 56, di cui 26 hanno sede nel Comune di Cesena e 11 nel Comune di Forlì. Cesena mostra, quindi, una maggiore effervescenza nel settore, ma anche la città di San Mercuriale ha i suoi assi nella manica. Uno di questi è Urràpp, l’app creata da Guido Farneti, amministratore unico di Mad Srl, che permette alle aziende di promuovere gratuitamente la propria attività tramite offerte in tempo reale che durano al massimo 72 ore. “È un vettore pubblicitario dalle possibilità virtualmente infinite e offre tantissime funzionalità gratuite, compreso lo spazio per un piccolo e-commerce da 15 prodotti, con un fee di 70 centesimi per ogni prodotto in più,” dice Farneti. “È possibile anche agganciare gli utenti dell’app che sono entrati nel tuo negozio, inviando loro una mail quando c’è una nuova offerta per invogliarli a tornare: ogni settimana sono disponibili gratuitamente due invii.” I numeri dell’app sono promettenti: “Abbiamo superato i 1.000 download da privati, mentre i negozi aderenti sono 270,” ma Farneti non ha fretta. “Il ritorno sull’investimento arriverà.” Sensazioni rafforzate dai numerosi interessamenti che Urràpp ha riscosso anche all’estero: Inghilterra, Australia, America, India. E come è nata l’idea? “Abbiamo deciso di restituire alla comunità quello che abbiamo ricevuto in questi anni,” racconta Farneti. “Avevo questa idea già da un po’, ma il lockdown ci ha dato il

tempo di dedicarci allo sviluppo dell’applicazione. Siamo partiti il 17 marzo 2021 – una data simbolica, il 160° anniversario dell’Unità d’Italia.” Anche Tulips, la start-up cesenate della spesa online, ha numeri sempre in crescita. Fondata da Enrico Martini, è partita a gennaio 2017 e già allora puntava al numero uno: essere il primo supermercato interamente virtuale d’Italia, consultabile tramite app e con consegna a domicilio. Di anno in anno, la crescita del fatturato è stata del 300%, e per il 2021 si prevede una chiusura sui 7 milioni e mezzo. “Da 6.000 prodotti disponibili, saliremo a 10.000,” racconta Enrico. “Abbiamo un dark-store a Cesena, a Ravenna e a Rimini. Entro la fine

“ABBIAMO DECISO DI RESTITUIRE ALLA COMUNITÀ QUELLO CHE ABBIAMO RICEVUTO IN QUESTI ANNI,” RACCONTA GUIDO FARNETI DI URRÀPP. “L’APP È UN VETTORE PUBBLICITARIO DALLE POSSIBILITÀ VIRTUALMENTE INFINITE E OFFRE TANTISSIME FUNZIONALITÀ GRATUITE.”

dell’anno apriremo anche a Bologna: sarà un bel banco di prova!” Da dicembre, allo scadere dei 5 anni dalla fondazione, Tulips cambierà statuto, diventando una PMI innovativa, con più di 40 dipendenti e collaboratori. “In Italia è difficile essere giovani imprenditori,” ammette Enrico, parlando delle difficoltà degli inizi. “Se poi parliamo di start-up innovative, che hanno bisogno di investimenti importanti, è ancora più dura. Ma è una diffidenza ingiustificata: basta pensare ai grandi imprenditori del nostro territorio, da Alessandri a Trevisani. Anche loro sono partiti giovanissimi.” Da San Mauro Pascoli arriva

A LATO, GUIDO FARNETI DI URRÀPP.

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Wait4Call che punta a rivoluzionare il mercato del digital audio advertising attraverso un applicativo Android che permette alle aziende di effettuare campagne pubblicitarie audio, trasmesse durante l’attesa di qualsiasi telefonata da smartphone. L’idea innovativa, però, consiste nel rendere monetizzabile l’ascolto lato utente: al raggiungimento di una soglia, i crediti guadagnati possono essere riscossi oppure donati a un ente benefico. “Siamo partiti nel 2020 insieme al socio e direttore finanziario Gian Marco Boschi,” racconta il fondatore Luca Legni. “Abbiamo iniziato con poche aziende locali e un bacino di circa 1.000 utenti. Oggi le aziende oscillano tra 30 e 40 unità, e abbiamo oltre 5.000 uten-

“È DIFFICILE ESSERE GIOVANI IMPRENDITORI,” AMMETTE ENRICO MARTINI DI TULIPS. “MA È UNA DIFFIDENZA INGIUSTIFICATA: BASTA PENSARE AI GRANDI IMPRENDITORI DEL NOSTRO TERRITORIO, DA ALESSANDRI A TREVISANI. ANCHE LORO SONO PARTITI GIOVANISSIMI.”

ti.” Ma la Romagna comincia a stare stretta: “Vogliamo crescere anche al di fuori della realtà locale sul canale B2B, e nello stesso momento mantenere un equilibrio di crescita sugli utenti finali. Ci saranno 4 città pilota: Firenze, Bologna, Milano e Roma.” Tornando a Cesena, per l’ultima tappa di questo viaggio nel mondo delle start-up, troviamo Green Project, azienda agricola a Km0, fondata da Filippo Casali e Riccardo Brandolini a cui si sono poi aggiunti Samuele Lombardi e Raffaele Rattini. Partiti a inizio 2019 senza finanziamenti, i quattro ragazzi hanno affittato un ettaro di terreno dedicandolo a monocultura per il mer24

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Gamma Range Rover Evoque, valori di consumo carburante (l/100 km): ciclo combinato da 2,0 a 9,6 (WLTP). Emissioni CO2 (g/km): ciclo combinato da 44 a 217 (WLTP). I valori sono indicati a fini comparativi. Gamma Discovery Sport, valori di consumo carburante (l/100 km): ciclo combinato da 2,0 a 10,1 (WLTP). Emissioni CO2 (g/km): ciclo combinato da 44 a 227 (WLTP). I valori sono indicati a fini comparativi.


PUNTO DI FORZA DI GREEN PROJECT È GREENBOX: “OGNI SETTIMANA L’ABBONATO PUÒ DECIDERE SE E COSA ACQUISTARE, SENZA VINCOLI, MANDANDOCI UN MESSAGGIO SU WHATSAPP. OGGI GLI ISCRITTI ALL’ABBONAMENTO SONO CIRCA 800,” RACCONTA FILIPPO CASALI.

NELLA PAGINA PRECEDENTE, ENRICO MARTINI, FONDATORE DI TULIPS. IN QUESTA PAGINA, IN ALTO, LUCA LEGNI, FONDATORE DI WAIT4CALL E, IN BASSO, I RAGAZZI DI GREEN PROJECT.

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cato. “A ottobre 2019 abbiamo lanciato il sito internet, che permette l’acquisto online con consegna a domicilio effettuata da noi. Quando è iniziato il lockdown,

da 15 consegne a settimana, siamo passati a 150-200 consegne.” Reinvestendo i guadagni si sono ampliati fino ad arrivare a 15 ettari, dislocati su 6 poderi, tutti in Provincia. “Ad agosto 2020 abbiamo aperto il nostro primo punto vendita a Ronta, e assunto la prima dipendente; oggi i dipendenti sono 12.” Punto di forza di questa start-up è il servizio in abbonamento: “GreenBox è un servizio molto flessibile, in cui ogni settimana l’abbonato può decidere se e cosa acquistare, senza vincoli, mandandoci un semplice messaggio su Whatsapp. Oggi gli iscritti all’abbonamento sono circa 800. Tra privati, HoReCa e grossisti, il nostro fatturato oggi è di circa 50-60mila euro al mese.”

Sinergie VIRTUOSE Nel cesenate si rileva una maggiore presenza di startup: molte operano nei Servizi, in particolare quelli legati a informatizzazione e digitalizzazione: “La tipologia diversa di startup prevalentemente presenti nei territori di Forlì e Cesena riflette la struttura ‘tradizionale’ dei rispettivi sistemi produttivi e dell’istruzione e formazione,” specifica l’Osservatorio economico della Camera di Commercio. “In questa fase il cesenate è più significativamente caratterizzato da un orientamento ai servizi informatici,” non solo per la presenza dell’università, ma anche per la presenza di incubatori di start-up come CesenaLab, in cui è da poco confluita Accademia delle Idee di CCR, e la nascita di Tech4Fashion Hub, dedicato al campo della moda e del fashion calzaturiero, a San Mauro Pascoli. “Le PMI e le Start-up innovative possono offrire un contributo importante all’attivazione e alla realizzazione dei progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza,” dichiara il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Alberto Zambianchi. “Non potendo poi prescindere dal coinvolgimento dei giovani, si trovano nell’ottica più autentica del Next Generation EU. I prossimi mesi saranno, perciò, determinanti per sostenere la nascita di queste nuove imprese e la crescita e lo sviluppo di quelle esistenti.”


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RADUNARE

Vespisti

DI ROMAGNA AMICIZIA, VIAGGI, LIBERTÀ: MARCO BETTINI E RENZO FABBRI DEI VESPA CLUB DI CESENA E DI FORLÌ CI PARLANO DELLA PASSIONE PER IL SIMBOLO ITALIANO DELLA DOLCE VITA.

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di Cristina Mazzi / ph Gianmaria Zanotti

Intramontabile icona del design italiano esposta nei musei più importanti del mondo, da Milano a New York. Finita sulle strade di mezzo mondo e musa ispiratrice per artisti, registi e cantautori. La Vespa è cittadina del mondo da 75 anni, da quel lontano 1946 quando Piaggio depose il

fortunato brevetto a Pontedera e quell’iconica scocca schizzata qua e là nella mente del suo inventore diventò, giorno dopo giorno, uno dei primi marchi globali della mobilità. Protagonista di fenomeni di costume, musicali e giovanili. A riavvolgere il nastro, senza nascondere l’emozione,


BELLE EPOQUE

sono i Vespa Club di Cesena e di Forlì, riferimento degli appassionati romagnoli da ben 71 anni – nel caso di Cesena – e 64 nel caso di Forlì. Sono loro che amano il simbolo della Dolce Vita al punto di tatuarselo sulla pelle, spavaldi (e fieri) di macinare anche mille chilometri in sella alla propria Vespa. “L’importante è farli insieme,” racconta Marco Bettini, consigliere del club cesenate, “per condividere una passione che molti di noi hanno nel sangue sin da bambini.” Una dedizione che spinge nonni e nipoti a partecipare ai raduni fianco a fianco, intrecciandosi negli sciami colorati che invadono da decenni la Romagna, dalla collina fino al mare. “Il raduno per eccellenza è Colli di Romagna, esteso poi a I colli di Romagna…vanno al mare,” continua a raccontare Bettini. “Pensi a una spettacolare carovana colorata di 300 vespisti che percorrono un itinerario mozzafiato fra le vie panoramiche delle nostre colline fino a Cesenatico, dove si pranza a bordo della motonave New Ghibli.” Perché oltre alla strada e alla passione per i motori c’è tanto di più. Ci sono le amicizie, quelle

che nascono durante i raduni o le competizioni, oppure davanti a un semplice bicchiere di vino. “Il bello di far parte del club è il gruppo,” racconta Bettini. “Sono le storie che si tramandano. Le iscrizioni aumentano perché oltre all’amore per la Vespa che ci accomuna, ci sono le esperienze, gli scherzi – tipo lo zucchero nei serbatoi – i nuovi legami.” Il Club cesenate, fondato appunto nel 1950, ha avuto sin dai primi anni circa duecento tesserati, mantenuti fino agli anni Settanta. “Poi il Vespa Club Italia ha chiuso e c’è stato un calo, ma i club locali non si sono mai fermati. Noi siamo rinati con l’ex presidente Venturi, intorno agli anni Novanta, grazie alle rievocazioni storiche, ai raduni turistici, gare di regolarità, le mille chilometri, oppure le gimkana, le prove di abilità: la prima a Cesena risale al 1962, in piazza della Libertà. Poi tra il ’68 e il ’70 sono stati organizzati tre itinerari Rally terre di Romagna, insieme ai club della Romagna.” Ma non è finita qui. “A maggio 2020,” ripercorre Bettini, facendo le veci del club presieduto da Alessandro Antolini, “era previsto il quarto Rally terre di Romagna di 250 chilometri, un

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“LA VESPA È UNA PASSIONE CHE MOLTI DI NOI HANNO NEL SANGUE SIN DA BAMBINI,” DICE MARCO BETTINI DEL CLUB DI CESENA. “LA COPPIA ROMAGNA-MOTORI È NEL NOSTRO DNA, FINO AD AMARE L’ODORE CHE LASCIA SUI VESTITI,” AGGIUNGE RENZO FABBRI, DEL CLUB DI FORLÌ.

IN APERTURA, MARCO BETTINI DEL VESPA CLUB DI CESENA. IN QUESTA PAGINA, IN ALTO, UNA FOTO DALL’ARCHIVIO STORICO DEL VESPA CLUB DI CESENA E SOTTO, ALCUNE IMMAGINI DEL VESPA CLUB DI FORLÌ.

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‘Audax’, aperto a Vespe fino al 1957. Avevamo già raccolto oltre 70 iscritti da tutt’Europa, ma l’evento è saltato a causa della pandemia. Confidiamo nel 2022.” Il 29 agosto di quest’anno, invece, si disputerà un raduno nazionale

organizzato dai colleghi del club forlivese. “Partiremo dalla polisportiva Cava, a Forlì, l’itinerario lo stiamo definendo,” gli fa eco Renzo Fabbri, presidente del Club di Forlì dal 2015, che ha preso le redini del padre Mario. “Parteciperanno 120 persone, poi andremo tutti a pranzo.” E ricapitola: “Siamo nati nel 1957 come club dello sport, negli ultimi due anni siamo stati campioni italiani squadre gimkana, e anche il primo agosto di quest’anno parteciperemo alla finale. La particolarità è che ci sfideremo con le Vespe su terra in un percorso delimitato da birilli. Fra i nostri 90 associati ci sono varie donne, spesso mogli di vespisti con Farobasso, 50 Special e altri modelli storici di cui è impossibile non innamorarsi. Infatti anche le

tesserate aumentano: quest’anno per la prima volta a Forlì ci sarà il Campionato italiano femminile gimkana. I nostri vespisti vanno dai 14 ai 73 anni, come il bravissimo Bruno Fantozzi, che ha tramandato la passione a suo figlio Luca, pluricampione.” Perché alla fine va sempre così, “la coppia Romagna-motori è nel nostro dna, fino ad amare l’odore che lascia sui vestiti. Chi sale su una Vespa per gioco finisce per non lasciarla più, innamorandosi di quelle ‘passeggiate’ fra un aperitivo e un pranzo, passando per una visita guidata alla fortezza di Castrocaro,” conclude Fabbri. E poi via, si riaccendono i motori, è ora di tornare in sella per macinare chilometri su chilometri, magari avvolta da quella piacevole brezza estiva.


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GENCOM, LA SOCIETÀ DI CONSULENZA E SERVIZI PER L’INFORMATICA FONDATA A FORLÌ NEL 2001, FESTEGGIA 20 ANNI DI ATTIVITÀ.

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In soli 20 anni Gencom è cresciuta moltissimo: ad oggi, infatti, conta quasi 50 dipendenti e sedi a Empoli, Milano, Torino, oltre a collaboratori dislocati su Roma e Napoli. A fondarla nel 2001 a Forlì è Davide Fiumi, attualmente Amministratore Delegato, che dopo anni di esperienza maturata in una grande realtà nel settore delle telecomunicazioni, decide di intraprendere una nuova avventura per affiancare e accompagnare le aziende nel processo di trasformazione digitale. Un processo complesso e ricco di sfide, che richiede lo studio delle soluzioni tecnologiche migliori per esaltare il fattore umano e il lavoro di squadra. Non è facile per le aziende orientarsi nel mondo del digitale e nelle sue diverse declinazioni: dall’infrastruttura all’assistenza al cliente, dal mo-

nitoraggio tecnico al controllo degli accessi, dalla protezione dai rischi informatici alle configurazioni dei dispositivi, Gencom è il partner ideale perché il suo obiettivo è quello di fornire consulenza informatica e proporre soluzioni ICT per accompagnare imprenditori, decisori e risorse umane verso una nuova consapevolezza, in cui la digitalizzazione non è una mera aggiunta, ma un asset strategico fondamentale per migliorare produttività ed efficienza. Una missione che Gencom, con il suo team certificato e dinamico, altamente professionale e in grado allo stesso tempo di abbattere le normali barriere tra fornitore e cliente, persegue con grande determinazione. “È la relazione che creiamo con il cliente a differenziarci dalla concorrenza,” sottolinea l’AD Davide Fiumi. “Nessuno sarà

mai lasciato solo davanti alle sfide tecnologiche: abbiamo esperienza, specializzazione, strumenti adatti e soprattutto il coraggio per riuscire a vincere insieme. Il nostro è un lavoro che svolgiamo sempre con passione: crediamo nel valore culturale e sociale dell’innovazione, nella tecnologia come fonte di sviluppo anche nella più piccola impresa, nel networking come dinamica di crescita del territorio. Non ci basta investire nel futuro, vogliamo anche conquistarlo, e l’unico modo per farlo è affiancando le aziende.” Proprio questo approccio ha permesso alla società di guadagnarsi fin da subito la fiducia dei propri interlocutori, abbracciando un ambito che comprende Emilia-Romagna, Marche, centro e Nord Italia. E per continuare a fornire la migliore delle offerte sulla


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“È LA RELAZIONE CHE CREIAMO CON IL CLIENTE A DIFFERENZIARCI DALLA CONCORRENZA,” SOTTOLINEA L’AD DAVIDE FIUMI. “NESSUNO SARÀ MAI LASCIATO SOLO DAVANTI ALLE SFIDE TECNOLOGICHE: ABBIAMO ESPERIENZA, SPECIALIZZAZIONE, STRUMENTI ADATTI E SOPRATTUTTO IL CORAGGIO PER RIUSCIRE A VINCERE INSIEME.”

gestione della cyber security delle imprese, nel maggio 2019 Gencom è entrata in Var Group, colosso del settore ICT, attraverso la controllata Yarix. Fra le numerose aziende del territorio che Gencom ha accompagnato negli ultimi anni c’è Sit Group, GT Line, ATL Group, Coveme, la Cooperativa Terremerse, la Casa di Riposo “Pietro Zangheri”. Per quest’ultima realtà, in particolare, è stato realizzato il progetto Nonni 4.0, volto a colmare il divario fra gli affetti nel corso della pandemia grazie all’allestimento di postazioni di videopresence. Un mezzo per connettere gli ospiti della casa di riposo ai loro cari, ai caregiver della struttura e al personale medico con modalità di relazione sicure, e un prezioso trampolino di lancio verso la telemedicina. E questo non è il solo progetto che Gencom ha intrapreso con impegno in ambito sociale. A marcare questo legame, infatti, è il nuovo progetto che vede protagonista T-Station, la nuova academy a impatto sociale nata dalla collaborazione tra Gencom, società

profit e l’impresa sociale CavaRei, impegnata nel settore dei servizi alla disabilità e al disagio sociale. T-Station Academy, che inaugurerà in autunno all’interno della sede Gencom, è la “stazione” dove fermarsi a imparare e dalla quale ripartire con un bagaglio un po’ più pesante e fornito di conoscenze in ambito tecnologico. “Uno dei propositi che ci ha guidati è proprio quello di umanizzare la tecnologia e utilizzarla per trovare soluzioni a problemi che affliggono quotidianamente persone

con disabilità, persone fragili e le loro famiglie,” spiega Davide Fiumi. “A questo scopo sarà infatti adibito il T-Lab, che insieme alle Master Class in competenze trasversali e alla Cisco Networking Academy rappresentano i tre percorsi formativi di T-Station.” Con la realizzazione di questo progetto, Gencom rimarca così il suo attaccamento al territorio, considerando la comunità e la realtà che la circonda come un vero e proprio stakeholder, da tenere in considerazione nelle scelte dell’azienda.

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RINNOVARE

Ristrutturare

IL FUTURO UNIEURO HA SCELTO LO STORICO PALAZZO HERCOLANI, IN CENTRO A FORLÌ, PER UN NUOVO QUARTIER GENERALE DOVE IL LAVORO DI DOMANI HA GIÀ TROVATO IL SUO POSTO. di Roberta Invidia / ph Federico Tamburini - Communication Lab

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Scrivanie e sale riunioni da prenotare con un’app, aree relax e spazi fluidi dove storia e visioni future si mescolano. Palazzo Hercolani, nel cuore di Forlì, non è solo la nuova sede di Uniero, ma anche uno spazio di innovazione dove sperimentare nuovi modi di lavorare. Ce lo racconta Giancarlo Nicosanti, amministratore delegato del gruppo che da Forlì domina il mercato dell’elettronica di consumo. Perché Forlì e perché Palazzo Hercolani per il nuovo quartier generale di Unieuro? “La storia di Unieuro è stata scritta a Forlì, la città che ha accompagnato il nostro percorso da

IL PROGETTO DI SMART WORKING PREVEDE UN MINIMO DI 45 GIORNI DI PRESENZA IN SEDE E LASCIA AL SINGOLO LAVORATORE LA SCELTA SU COME GESTIRE LUOGO E TEMPI DI LAVORO, PONENDOLO AL CENTRO DI UN’ESPERIENZA INNOVATIVA E GRATIFICANTE.

piccola realtà locale alla quotazione in borsa, fino a diventare la più grande azienda per fatturato di tutta l’Emilia-Romagna. Volevamo ricambiare la fiducia di questo territorio con un progetto che contribuisse a rafforzare il legame con l’azienda valorizzando il centro storico.” Quanti metri quadri e come sono distribuiti? “Il quartier generale di Palazzo Hercolani dispone di 3.300 metri quadri, sviluppati su tre piani. Ci sono 165 desk computerizzati, oltre a 16 sale conferenze per le riunioni, mediamente con capienza di 6 posti, per gli incontri con i clienti. Ci sono inoltre le aree comuni come i salotti, pensati per rendere più confortevoli le aree relax, e le cucine attrezzate per le 38

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colazioni e i pranzi.” Quante persone può ospitare? “I nuovi spazi sono pronti ad accogliere al meglio i 250 dipendenti della sede, nonché i numerosi consulenti e fornitori dell’azienda. Tutte le funzioni centrali, ad eccezione della logistica che continua a far riferimento a Piacenza, trovano in Palazzo Hercolani un vero e proprio luogo di incontro, di collaborazione e relazione.” Chi si è occupato del progetto di ristrutturazione? “Abbiamo scelto tutti fornitori locali, che ci hanno affiancato con impegno incredibile per chiudere i lavori nei tempi che avevamo

IN QUESTE PAGINE, PALAZZO HERCOLANI RISTRUTTURATO PER OSPITARE IL QUARTIER GENERALE DI UNIEURO.


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IN ALTO, DA SINISTRA, STEFANO MELONI, PRESIDENTE DI UNIEURO, BRUNA OLIVIERI, DIRETTORE GENERALE UNIEURO E GIANCARLO NICOSANTI MONTERASTELLI, AD DI UNIEURO.

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stabilito. Il progetto di ristrutturazione vero e proprio è stato affidato a Studio Tecnico Linea 5 di Forlì, che ha realizzato un intervento conservativo del palazzo con l’obiettivo di renderlo più funzionale senza però intaccarne la bellezza e la storia. La direzione creativa del progetto è stata affidata a Futurebrand, che ha voluto ricreare nell’organizzazione degli spazi una estensione fisica del modo di pensare e di agire di Unieuro e dei suoi valori fondanti. Grazie alla collaborazione con i partner Futurebrand e Studio Villi, siamo riusciti a coniugare l’eleganza storica del Palazzo con un nuovo concetto di lavoro in

grado di garantire, anche attraverso la tecnologia, la relazione tra le persone, all’insegna di una nuova cultura aziendale con processi più agili e soluzioni digitali innovative. Il risultato è un luogo di lavoro fluido e di contemporary connection.” Come siete arrivati a questa scelta? “Dall’esperienza dello smart working iniziata durante la pandemia abbiamo voluto cogliere lo spunto per un progetto di lavoro da remoto vero, convinto e consapevole, all’insegna della sostenibilità aziendale. Il progetto si chiama ‘Futura’ e già dal nome guarda all’avvenire: grazie all’uti-

lizzo intelligente della tecnologia, mette le nostre persone al centro, facendo loro scoprire un nuovo modo di vivere Unieuro, di essere Unieuro.” Avete già un primo feedback da parte dei lavoratori? “I benefici in termini di motivazione dei dipendenti sono notevoli. Da un lato infatti si sentono investiti di maggior fiducia e responsabilità, perché misurati sul raggiungimento di obiettivi e quindi più gratificati a livello personale; dall’altro viene apprezzato il miglior bilanciamento tra vita privata e lavorativa grazie alla ridotta presenza in ufficio, che sarà di un minimo di 45 giorni nell’arco dell’anno. È una grande conquista che i colleghi hanno dimostrato di apprezzare, aderendo quasi tutti (250 su 251) al protocollo siglato con i sindacati.” La visione di Unieuro del lavoro del futuro… “Grazie agli innumerevoli vantaggi in termini di f lessibilità e qualità della vita, mi auguro che il futuro del lavoro da noi sia sempre più attrattivo anche per le nuove generazioni.” I numeri di Unieuro in breve? “Unieuro oggi è il maggior distributore omnicanale di elettronica di consumo ed elettrodomestici in tutta Italia, leader incontrastato di mercato grazie al record di 2,7 miliardi di ricavi registrato nell’esercizio chiuso al 28 febbraio 2021. Possiamo contare su uno staff di 5.400 dipendenti e una rete vendita di oltre 500 negozi in Italia, tra diretti e affiliati.”


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LA MATERIA DALLA FORZA DEL FUOCO NASCE LA MAGIA DEI CORPI DI PANE DELLO SCULTORE MATTEO LUCCA E DEI VETRI ARTISTICI DI DANIELA POLETTI ZINO, FONDATRICE DI VETROFUSO.

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di Lucia Lombardi

ph Matteo Perini

Una figura femminile si staglia iconica sul paesaggio appenninico, come una dea silvana delle fonti, mentre un kuros contemporaneo fronteggia un altro sé nell’abside di una antica chiesa, dimora materializzata della spiritualità. Così, Matteo Lucca, scultore forlivese quarantunenne, con le sue statue di pane si interroga sull’esistenza, sulla relazione tra la vita e la morte. Immagini che partono dal calco corporeo di sé per sentirsi parte del tutto. Non a caso, per queste opere di dimensione uno a

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uno utilizza un materiale effimero e fortemente simbolico come il pane per riflettere sul tema del tempo, sul donarsi all’altro facendosi nutrimento; il pane, quindi, come medium, l’alimento principe della convivialità, della condivisione e della cura dell’altro. Matteo è partito da performance in cui volti e mani di pane potevano essere condivisi in aperitivi performativi, o dati come pasto agli asinelli, fino al creare allestimenti in luoghi ameni, abbandonati dall’uomo, in cui gli unici reperti sono due forti simboli: una chiesa e una casa contadina dirute. Per raggiungere l’allestimento di San Paolo in Alpe nelle Foreste Casentinesi, Matteo stesso ha condotto i partecipanti attraverso un trekking per arrivare laddove aveva allestito la sua messa in scena di corpi. Così le figure umane che ci restituisce appaiono icasticamente palpitanti nella loro immobilità, materiche, bruciate, grumose come grumosi siamo nel coacervo di sentimenti e vissuto che ci portiamo dietro. Un fuoco che ci muove e ci dà la vita, come quello che anima le sue opere, frutto del forno che ha costruito da

A SINISTRA, UNA SCULTURA DI PANE DI MATTEO LUCCA. A DESTRA, L’ARTISTA. NELLA PAGINA SEGUENTE, DALL’ALTO, DANIELA POLETTI ZINO E LE CREAZIONI FIRMATE VETROFUSO.


PER MATTEO LUCCA IL PANE È IL MEDIUM CHE DONA FORMA ALLE SUE FIGURE UMANE. OPERE CHE NARRANO DEL RAPPORTO TRA UOMO, CULTURE E NATURA, FRUTTO DEL FORNO CHE HA COSTRUITO CON LE SUE MANI E POI CONSOLIDATE DALLA RESINA.

solo con latta e mattoni nel suo studio diffuso dove prepara le sculture al limitare della città di Forlì. “Per cuocerle ho una postazione nell’entroterra e presto avrò un atelier anche a Faenza,” città con cui ha molte affinità, partendo dai calchi in terracotta che utilizza. “Il deterioramento delle sculture di pane viene fermato attraverso l’immersione delle stesse in un bagno di resina che, penetrando in profondità, le consolida rendendole dure come ceramica,” spiega. Nelle sue opere si può rintracciare una sapiente rivisitazione antropologica e un melting pot

culturale, tra oriente e occidente. I riferimenti che risuonano sono i più vari: le etrusche ombre della sera, le dee della fertilità care ai popoli egei o esilmente silenti alla Giacometti, di una contemporaneità simbolica come le statue dell’inglese sir Antony Gordley. Potremo ammirare le sue sculture-unicum ai magazzini del Sale a Cervia fino al 22 agosto e scoprire insieme che, quando cuoce, sceglie “di non gestire quello che accade dentro al forno, lascio che il processo creativo si compia in maniera autonoma.” Senza soluzione di continuità, le pratiche artistiche proseguono nei secoli e si vanno perfezionando, perpetrando saperi ed emozioni, come passaggi di testimone. Così, Daniela Poletti Zino, piemontese di nascita e cesenate d’adozione, rimasta attratta dalla luce e dalle trasparenze dell’antica arte vetraia, viene in contatto con maestri vetrai milanesi che la accolgono nei loro atelier. Da quel momento la scintilla non si è mai più spenta, facendole abbracciare completamente l’arte del vetro. “All’inizio degli anni Novanta, con la nascita del mio secondo figlio, ho iniziato con inventiva le prime sperimentazioni nella tavernetta di casa, fondendo tutti i tipi di vetro che trovavo dai vari fornitori e inserendo nella fusione materiali trovati nelle discariche di metallo, dai frammenti di ottone alle lamine di rame, polveri ed ossidi, alla ricerca di nuove texture e nuovi abbinamenti,” per trovare così la sua personale via del vetro. IN MAGAZINE

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DANIELA POLETTI ZINO HA APPRESO L’ANTICA ARTE VETRAIA NEGLI ATELIER DEI MAESTRI VETRAI MILANESI. DOPO AVER SPERIMENTATO CON TEXTURE E MATERIALI DI RECUPERO FONDA IL SUO BRAND VETROFUSO, COLLABORANDO CON GRANDI MARCHI.

Nel frattempo frequenta corsi specifici di glass fusing tenuti da maestri vetrai italiani, tedeschi e americani, specializzandosi nelle tecniche di lavorazione artigianale. “Uno dei primi forni da fusione del vetro me lo ha regalato mio marito, sostenendomi totalmente in questa mia personale ricerca artistica.” Ricerca che dà forma a collezioni di fiori e piante grasse in vetro abbinate al rame di recupero, realizzate nell’officina del suocero. “La serie

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si rivela subito un successo e decido di abbandonare il lavoro presso il comune di Milano.” Scelta coraggiosa e appassionata non fu più giusta, Daniela espone i primi complementi di arredo al Salone del Mobile di Milano. “Nel 1992 ho creato il mio brand Vetrofuso, a Borgomanero, in Piemonte, per poi spostare la sede a Cesena nel 2004.” Un nome, Vetrofuso, che racchiude tutto il segreto alchemico del vetro ed esprime le straordinarie potenzialità di

questo materiale che dà vita alle sue creazioni. Dopo quasi 30 anni, Vetrofuso continua la sua collaborazione con grandi nomi dell’alta moda, dealers, hotel, ristoranti e chef stellati.” Dal 2000 ad oggi, Daniela partecipa alla lussuosa vetrina parigina Maison & Object e da 14 edizioni ai Saloni WorldWide di Mosca. “La mia filosofia è rinnovarsi sempre per realizzare nuovi pezzi e decori. Così come ritengo fondamentale e stimolante collaborare con altri artisti e designer per fondere idee e visioni.” Dalla Romagna al mondo, ogni giorno dal laboratorio/showroom, Daniela e il suo team di assistenti, creano opere alla maniera antica con evoluzioni contemporanee per uno stile eclettico, personalizzando i preziosi oggetti in vetro. Per un “Made in Cesena” senza confini.


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CNA FORLÌ-CESENA UNA NUOVA VISIONE PER IMPRESE E TERRITORI

LORENZO ZANOTTI E FRANCO NAPOLITANO, NEO CONFERMATI PRESIDENTE PROVINCIALE E DIRETTORE GENERALE, TRACCIANO LA DIREZIONE DELL’ASSOCIAZIONE DA QUI AL 2025.

IN QUESTA PAGINA, IN ALTO DA SINISTRA, LORENZO ZANOTTI E FRANCO NAPOLITANO E UN MOMENTO DELL’ASSEMBLEA ELETTIVA DI CNA AL TEATRO VERDI DI CESENA. NELLA PAGINA ACCANTO, LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE DI CREAIMPRESA LAB.

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Conclusa la fase di rinnovo degli organi direttivi, Cna ForlìCesena torna con ancora più energia accanto alle imprese del territorio che si trovano a gestire una fase estremamente complessa della loro storia. “Esserci sempre” è stato lo slogan della tornata elettorale il cui momento conclusivo si è svolto lo scorso giugno, al Teatro Verdi di Cesena, e ha visto riconfermati, per il mandato 2021 – 2025, il presidente provinciale Lorenzo Zanotti e il direttore generale Franco Napolitano. “Per noi ‘esserci sempre’ vuol dire essere vicini e utili alle nostre imprese, che hanno esigenze molto diverse a seconda dei settori in cui operano,” dice Zanotti. “Durante la pandemia abbiamo fatto sentire la nostra vicinanza con strumenti nuovi, come webinar e consulenza online. Le imprese

hanno gradito questa vicinanza e la riproporremo ancora.” Il rinnovo degli organi è stato anche un momento di ascolto della base associativa da cui Cna ha distillato i temi che accompagneranno l’azione dell’associazione da qui al 2025. Tra questi temi c’è la

continuità d’impresa. “Su circa 9.800 imprenditrici e imprenditori associati a Cna,” dice Zanotti. “1.645 sono over 64. Imprenditori che hanno dato tanto alle loro realtà, ma che ora si trovano ad affrontare il passaggio generazionale, che non vuol dire solo passare il


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testimone ai figli, ma anche ai dipendenti o, perché no, a giovani formati dalle facoltà universitarie del territorio. Perché queste aziende non disperdano le loro competenze questo passaggio va gestito da più punti vista e noi ci proponiamo per accompagnarle.” Tutti i settori poi segnalano una mancanza di personale specializzato, dalle mansioni più basilari a quelle più alte. “Un danno per il nostro tessuto economico e un argomento strettamente collegato alla mancanza di sbocchi per i giovani. Per questo il collegamento tra le aziende e il mondo della formazione è sempre più necessario, cosa che facciamo già con Cna Formazione e che intendiamo fare ancora di più.” Tra i temi rilevanti ci sono poi lo spopolamento dei comuni collinari e montani, riscoperti durante la pandemia ma dove la carenza di servizi essenziali (dalla banda larga alla rete viaria) rischia di scoraggiare le imprese e limitare la richiesta di nuova residenza; e infine le filiere. “Da quelle formali a quelle informali, far conoscere e mantenere le filiere sarà strategico per la salute di

imprese di piccole e piccolissime dimensioni che esprimono eccellenza nei loro settori, ma che non sono in grado di avere al loro interno tutte le competenze necessarie.” Franco Napolitano, neo confermato direttore generale, entra invece nello specifico dei progetti che Cna Forlì Cesena sta portando avanti: Creaimpresa Lab e Cna Consulting. “Creaimpresa Lab è un servizio rivolto a tutti i potenziali imprenditori che abbiano un’idea da sviluppare. A loro offriamo consulenza integrata e un aiuto mirato che consenta di capire in quale mercato si possono posizionare e gli adempimenti da assolvere. Una consulenza che offriamo, oltre che fisicamente nelle nostre 23 sedi sul territorio, anche attraverso i nuovi strumenti che nell’ultimo anno e mezzo hanno trovato ampio spazio come webinar tematici e consulenze online.” Cna Consulting invece vuole essere l’impegno più concreto di Cna per mantenere e rinverdire il tessuto economico della nostra provincia, “perché se Forlì e Cesena sono sempre in cima alle classifiche del be-

nessere lo devono anche alle imprese che creano benessere economico, occupazione stabile e di qualità. Ed è questo ruolo positivo che vogliamo tutelare.” Guardare al futuro significa per le imprese non solo padroneggiare i temi del proprio settore, ma anche misurarsi con i temi globali come quello della transizione digitale ed ecologica. “È irrealistico pensare che piccole imprese possano confrontarsi da sole con

questi grandi temi, per questo crediamo sia necessario agire in una logica di aree industriali e poli produttivi e non di singole imprese, che è il modello intorno al quale la nostra provincia si è sviluppata. E poi c’è il Recovery fund: il nostro obiettivo è fornire idee e soluzioni su come utilizzare al meglio le risorse che arriveranno per far fronte alle sfide ambientali e del recupero del patrimonio culturale, storico ed edilizio delle nostre città.”

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SCOPRIRE

Un borgo

EXTRA

LE CORSE NELLE STRADE STRETTE, LE PROVE MUSICALI IN PARROCCHIA, LE GIORNATE AL LAGO. MIRCO MARIANI, LEADER DEGLI EXTRALISCIO, RACCONTA LA SUA SAN PIERO IN BAGNO.

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Testo e foto di Andrea Bonavita

San Piero in Bagno, o come lo chiamano gli abitanti San Piér, ha dato la luce a svariati personaggi che vanno dal pittoresco all’eccezionale sfiorando a volte una vena di follia – anche perché, spesso, una cosa comprende l’altra. Scultori, pittori, allenatori, calciatori, ristoratori e musicisti, tutti personaggi che hanno regalato momenti di gloria alla vallata e che in qualche modo hanno lasciato un segno. Mirco Mariani rientra a pieno titolo in questa lista di personaggi celebri, al quale va dato il merito di aver portato San Piér al Festival di Sanremo con i suoi Extraliscio. Un progetto fuori dagli schemi, “fuori moda” come dice lui, che forse proprio per questo ha riscosso tanto successo. Un mix di musica popolare, rock, punk, classica, il tutto ben miscelato grazie ad altri personaggi celebri del panorama musicale romagnolo come Moreno “il Biondo” e Mauro Ferrara, per un totale di tre ragazzini di 50, 60 e 70 anni circa che vanno a formare la band meno commerciale del palco dell’Ariston. Mirco, un sedicenne come tanti ma appassionato di musica, si iscrive al conservatorio di Cese-

na diplomandosi con un anno di anticipo perché “il professore mi voleva sbattere fuori perché non studiavo, ma non poteva perché sapevo suonare bene.” Diplomato in contrabbasso, inizia a suonare in orchestre sinfoniche ma dopo poco molla tutto per trasferirsi a Bologna e finisce a suonare jazz nei locali notturni dove in poco tempo conosce molti musicisti, tra i quali Vinicio Capossela con il quale inizierà una lunga collaborazione. Passeggiando per le strade e i vicoli di San Piero con Mirco, veniamo fermati ad ogni passo. Lo conoscono tutti e lui conosce tutti, com’è solito accadere nei piccoli paesini di collina. È qui che Mirco trascorre la fanciullezza e l’adolescenza, due età pregne di ricordi, di volti, di strade e di odori di cucine di mamme con le porte aperte sui cortili. “Sono nato praticamente nella Piazza di San Piero, dove mia mamma aveva un negozio di parrucchiera. Se mettevo il naso fuori dal portone ero già in piazza, dove si incontravano gli altri ragazzini del paese per poi partire per qualche scorribanda. Nei vicoli stretti ci si rincorreva con gli amici e sotto agli anIN MAGAZINE

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“LA MUSICA HA RAPPRESENTATO UNA VALVOLA DI SFOGO IN CUI RIVERSARE LA MIA CREATIVITÀ,” RACCONTA. “NEL TEATRINO PARROCCHIALE, IO E ALTRI RAGAZZI APPASSIONATI DI MUSICA TRASCORREVAMO LE GIORNATE PROVANDO ACCORDI E ASCOLTANDO DISCHI.”

IN QUESTE PAGINE, MIRCO MARIANI CAMMINA NELLE STRADE E NEI BORGHI DI SAN PIERO IN BAGNO.

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droni più riparati si tentavano i primi approcci amorosi. Spesso fallimentari,” sorride Mirco con nostalgia. “San Piero non offriva grandi diversivi per i ragazzi e per molti di noi – per me di sicuro lo è stato – la musica ha rappresentato una valvola di sfogo in cui riversare la mia creatività e il mio impegno. Nel teatrino parrocchiale ebbi il permesso di lasciare una batteria e alcuni strumenti musicali, quindi ben presto divenne la mia sala prove personale.

Io e altri ragazzi appassionati di musica trascorrevamo le giornate provando accordi e ascoltando vecchi dischi. Nei fine settimana, capitava spesso che altri ragazzi del paese andassero per locali, quei pochi che c’erano, per andare a ballare e far baldoria. Io invece preferivo trascorrere le mie serate suonando e provando strumenti. Ho suonato talmente tanto e con tanto impegno che alla fine in quegli stessi locali ci sono entrato, ma sul palco, come musicista. Il Poker Club di Selvapiana, per molti ragazzi della mia generazione di queste zone, è stato un locale must. Nato come balera negli anni Sessanta, ha ospitato nomi del calibro dei Pooh, Vasco Rossi, I Ricchi e Poveri. Poi negli anni Ottanta/Novanta, finita l’epoca delle balere, si è saputo reinventare diventando una piccola discoteca con qualche spettacolo dal vivo. Qui ci ho fatto bellissimi concerti sold out, con lunghe file di gente fuori dal locale. Questo era la meraviglia

del Poker Club di Selvapiana. Tu non eri nessuno ma fuori c’era la fila. Fantastico! Mio padre era originario di un piccolo borgo a qualche chilometro dal paese di San Piero, Ensini. Quando sono libero torno qui: ho tanti ricordi in questo piccolo borgo fatto di case in pietra in mezzo alla natura e alla quiete di questi posti incantati. È un luogo in cui mi ricarico, mi rassereno. Di solito vengo in estate ma quest’anno, dopo il successo di Sanremo, abbiamo un tour di 30 date in un paio di mesi e non avrò molto tempo da trascorrere a Ensini. Tra l’altro a fine giugno è uscito pure il film! Di’, ma ci pensi? Un film sugli Extraliscio! Chi l’avrebbe mai detto? A questo punto può succedere di tutto,” dice Mirco ridendo di gusto. “Qui vicino c’è il Lago Pontini in cui fin da piccolo amavo scorrazzare sulle rive o andavo a pescare con gli amici nelle sue acque scure. Ora, quando posso, un salto lo faccio sempre volentieri,


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magari per un giro in mountain bike nei boschi circostanti e per mangiare i porcini fritti, che nei due ristoranti sulle rive del lago cucinano davvero bene! Il Teatro Garibaldi di San Piero mi ha permesso alcuni anni fa di poter incidere un paio di dischi con i Daunbailò e i Mazapegùl, due gruppi musicali con i quali ho suonato per diverso tempo. Ricordo che portammo una camionata di strumenti, letteralmente. Fu una bella esperienza.

Inaspettata per San Piero. San Piero in Bagno, è fatto principalmente dalle persone. Ci sono dei bellissimi posti, è vero, ma sono le persone che fanno il luogo quello che è. Ci conosciamo tutti o quasi e dopo Sanremo mi fermano per strada anziane signore, che magari mi hanno visto nascere e mi abbracciano calorosamente dicendo Vai Mirco, ci hai portati tutti a Sanremo! Come si fa a non amare un posto così...”

IN ALTO, MARIANI SULLE RIVE DEL LAGO PONTINI. SOTTO, UNA VISTA PANORAMICA DI SAN PIERO IN BAGNO.

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CASA DEL COLORE LA FAMIGLIA GAMBERINI FESTEGGIA 50 ANNI DI ATTIVITÀ

FONDATA DA TOMASO “VITTORIO” GAMBERINI E LA MOGLIE ANGELA NEL 1971, COMPIE 50 ANNI CASA DEL COLORE, PUNTO DI RIFERIMENTO PER VERNICI PER CARROZZERIA, SISTEMI TINTOMETRICI E TINTE A RICHIESTA.

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Casa del Colore: un luogo in cui si respira l’odore pungente delle vernici, dove ogni sfumatura si può riprodurre in pochi minuti. Una casa dove tutti possano sentirsi i benvenuti, dai carrozzieri ai professionisti della pittura edile e agli specialisti della decorazione, senza dimenticare gli amanti del fai da te. Questo è ciò che è diventata col tempo la Casa del Colore, fondata da Tomaso Gamberini, noto a tutti come Vittorio, e da sua moglie Angela ormai 50 anni fa. E il suo nome è legato indissolubilmente in tutto il territorio al suo lavoro: di Gamberini a Forlì c’è lui, e da Gamberini si va per le vernici tradizionali e, soprattutto, per le vernici per carrozzeria, campo in cui la Casa del Colore è specializzata. Tutto inizia nel 1971, in un piccolo locale di piazza del Lavo-

ro, da cui ben presto Vittorio prende il volo per spostarsi nella più strategica via Bertini. Nel tempo si aggiungono all’attività anche i tre figli del fondatore, Gabriele, Emiliano ed Enrico, che insieme a due dipendenti part-time, la commessa Cristina e la signora Noemi all’amministrazione,

lavorano spalla a spalla ogni giorno, da almeno 30 anni. Dopo una parentesi in zona industriale, ormai la Casa del Colore ha preso residenza in via Copernico 74: nel negozio è presente un vasto assortimento a disposizione dei clienti e delle carrozzerie, di cui in alcuni casi i Gamberini sono


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A CASA DEL COLORE TUTTI POSSONO SENTIRSI I BENVENUTI, DAI CARROZZIERI AI PROFESSIONISTI DELLA PITTURA EDILE E AGLI SPECIALISTI DELLA DECORAZIONE, SENZA DIMENTICARE GLI AMANTI DEL FAI DA TE.

anche fornitori. Punto di riferimento in particolare proprio per le vernici per carrozzeria, la competenza in materia è assicurata: i tre fratelli Gamberini e i loro collaboratori sono pronti a rispondere a ogni dubbio, a consigliare le modalità di utilizzo dei prodotti, a indicare le migliori soluzioni disponibili, contribuendo ogni giorno di più alla trasformazione degli occasionali acquisti in affezionate sinergie. Alla competenza, frutto di un continuo aggiornamento sulle novità del mercato e naturalmente dell’esperienza, si accompagna l’ampia gamma di vernici – in particolare la linea spray per i più svariati utilizzi, professionali e hobbistici – selezionata con attenzione fra le migliori marche. È inoltre possibile realizzare qualsiasi colore per le riparazioni di auto e moto attraverso lo spettrofotometro, un dispositivo di misurazione del colore che viene utilizzato per acquisire i dati e i valori legati al colore, la sua “impronta digitale”, per così dire. Questo strumento è necessario per mantenere l’uniformità dei colori: infatti l’arte del colore è una scienza esatta, in cui per ottenere uno specifico colore, anche più volte a distanza di tempo, è necessario essere puntigliosi: ciò che a un primo sguardo può sembrare uguale, una volta steso e asciugato può essere molto diverso da ciò che ci si aspettava. Oltre ai servizi specifici per le carrozzerie e alle vernici per l’industria, Casa del Colore dispone di una gamma completa di prodotti per la pulizia interna ed esterna, e per la detersione della propria auto; senza contare i prodotti per ritinteggiare la casa. Si va

dall’idropittura per le ristrutturazioni delle facciate esterne, alle idropitture lavabili e traspiranti per gli interni, con colori personalizzabili attraverso lo spettrofotometro, fino agli smalti per il ferro e per il legno, prodotti indispensabili per avere ringhiere brillanti o per risanare e verniciare infissi, porte e gazebi. Durante il periodo Covid, la Casa del Colore ha continuato a lavorare, perché la sua attività rientra nel codice Ateco per la manutenzione degli automezzi. Pur restando chiusi al pubblico, quindi, i Gamberini hanno continuato a produrre colori e consegnare il mate-

riale alle carrozzerie, ma non solo: qualche cliente in più c’è stato grazie al fatto che, con tanto tempo in casa a disposizione, molte persone hanno chiesto di acquistare prodotti di qualità per tinteggiare le pareti di casa. Naturalmente al bando il banale bianco: alla Casa del Colore si possono trovare colori insoliti e, in base alle tendenze del momento, diversi effetti speciali, oltre a tutte le informazioni su come procedere alla stesura del colore, a come preparare e ripulire gli strumenti… E se non si è convinti sul colore da scegliere? Lo dice il nome, siete in buone mani!

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FOTOGRAFARE

Italy

Cartoline da

IL FASCINO RETRÒ DELLA FORLÌ RAZIONALISTA ANNI ’30 E LA MODERNITÀ DELLE STRADE DELLA CESENA DI OGGI. È UN MIX DI GRANDE IMPATTO, QUELLO CHE ABBIAMO SCELTO PER QUESTO NUMERO DI IN MAGAZINE, GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON I GRUPPI FACEBOOK CARTOLINE DA FORLÌ & DINTORNI E FOTOGRAFIAMO CESENA!

FRANCA PANZAVOLTA Palazzina Benini HO SCATTATO PERCHÉ

Forli

Ho sempre amato il bianco di questo storico palazzo che dà il benvenuto a chi entra in città provenendo da Sud. Il contrasto con il cielo azzurro lo ha reso ai miei occhi ancora più interessante.

#cartolinedal900

ELENA ARCANGELONI Deposito Sita o ex ATR

HO SCATTATO PERCHÉ

Per noi ragazzi degli anni ’70, le corriere della Sita erano sinonimo di libertà. L’architettura di questo edificio, con le sue onde che ricordano ali, mi ha ridato quella sensazione di libertà.

ANDREI BULGAC Via Marsala, case popolari HO SCATTATO PERCHÉ

Sono stato attratto dalla complessa armonia di forme geometriche, luci e ombre del porticato, che trasmettono il caratteristico disegno dell’architettura razionalista.

ALBERTO AGNOLETTI Palazzina De Cupis 56

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HO SCATTATO PERCHÉ

Fino a 19 anni ho vissuto in centro e ricordo che mi fermavo a guardare questa palazzina così particolare. Ho cercato di trasmettere nel contesto presente tutto il fascino di un tempo.


NICOLA BATTISTINI Via Montanari HO SCATTATO PERCHÉ

Ho voluto rendere il colore giallo linea guida dell’immagine, il cui fulcro è rappresentato dalla figura umana che entra in scena nel momento giusto.

NICOLA BIONDI Via Carbonari

HO SCATTATO PERCHÉ

Erano quasi le 8 di una sera di aprile. Il cielo era colorato di arancio e improvvisamente, da dietro le costruzioni, è sbucato il sole, infuocato! Sembrava lì, vicinissimo, proprio sopra al fiume.

Cesena

#fotografiamocesenastreet

CHIARA DALL’ARA Corso Sozzi HO SCATTATO PERCHÉ

Un punto di vista alternativo per far risaltare sia i portici di Corso Sozzi che il passaggio delle persone impegnate nello shopping!

YURI MATIOS Via Zeffirino Re

HO SCATTATO PERCHÉ

Gli scatti di street photography sono imprevedibili, cogliendo l’attimo giusto tutto diventa speciale. La donna, la bici e l’architettura ti fanno immergere nella quotidianità cittadina.

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CLINICA VETERINARIA VET MEDICAL IL PAZIENTE AL CENTRO

A UN ANNO DALL’APERTURA DELLA NUOVA SEDE IN VIALE RISORGIMENTO 85, IL DIRIGENTE SANITARIO DELLA STRUTTURA CHRISTIAN SILIGHINI CI RACCONTA LE SFIDE DI UNA MEDICINA CENTRATA SUL PAZIENTE.

IN ALTO, IL DOTTOR CHRISTIAN SILIGHINI E LA DOTTORESSA NATALIA GRILLANDI, SOCI DI VET MEDICAL. NELLA PAGINA ACCANTO, PARTE DELLO STAFF E UN MOMENTO DEL LAVORO IN CLINICA.

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Dottor Silighini, la nuova sede della Clinica Vet Medical ha inaugurato ormai un anno fa. “Sì, ormai non era più rimandabile: lavoravamo in 12 in 60 mq. Abbiamo deciso di trasferirci senza prenderci nemmeno un momento di pausa, i nostri pazienti contavano su di noi. Abbiamo dovuto fare i conti con il caos iniziale, ma ne è valsa la pena. All’apertura è corrisposta anche un’implementazione del personale: da 12, ora il team conta 29 medici e da una siamo passati a 3 segretarie, con una media di 200 telefonate al giorno.” Come è nata la sua passione per il mondo degli animali? “Fin da bambino sapevo già che volevo lavorare in questo mondo che mi appassiona tantissimo. Poi con il tempo, da addestratore cinofilo sono passato alla veterinaria. Credo che sia molto importante

aver fatto questo passaggio, perché talvolta essere in grado di affrontare il paziente da un punto di vista comportamentale aiuta a facilitare le cose. La mia scuola si rifà al Problem-Oriented Approach del dott. Marco Caldin, presso il quale ho studiato: è un approccio orientato al problema che mette il paziente al centro e che rappresenta la buona medicina veterinaria in Italia, per quanto mi riguarda.” Come è strutturata la sede della clinica Vet Medical? “Alla base di tutto c’è il lavoro di équipe. Questo ci permette di offrire non solo un servizio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma anche di avere specifiche competenze per le diverse necessità: non solo endoscopia ed ecografia, ma anche oftalmologia, chirurgia maxillofacciale e ortopedia. Siamo una delle prime cliniche ad ave-

re la possibilità di effettuare operazioni di chirurgia endoscopica a Forlì, e siamo l’unica struttura in città che possegga al suo interno un laboratorio con un addetto dedicato. In questo modo possiamo effettuare internamente la maggior parte degli esami interni necessari per effettuare le diagnosi, poi naturalmente ci rivolgiamo al laboratorio di Padova per casi più specifici. Abbiamo implementato la possibilità di un ricovero in day hospital per i nostri pazienti, ma anche la possibilità di un ricovero più prolungato ove necessario: questa area ha un medico di degenza e un infermiere, che ogni giorno compiono due visite – una la mattina, una la sera – effettuando relativi screening e controlli, e somministrando le necessarie terapie. Il nostro alto numero di medici ci consente di lavo-


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OGGI LE PERSONE SI PRENDONO CURA DEI LORO PET CON LA STESSA ATTENZIONE CHE DEDICHEREBBERO A UN FIGLIO, SONO PIÙ ESIGENTI PER L’ALIMENTAZIONE E I PRODOTTI DEDICATI, E ANCHE PER LA LORO SALUTE.

rare in terapia intensiva e per le urgenze.” La vostra clinica è una delle poche che conta anche sulla segreteria per organizzare il lavoro… “Senza sarebbe impossibile lavorare. Abbiamo implementato un sistema gestionale, utilizzando il software POA (da Problem-Oriented Approach), sempre del dott. Caldin. Il software permette di gestire l’agenda in modo efficace, ma non solo: è collegato a un server centrale che in rete, su ogni stanza, in ogni pc, permette l’inserimento in tempo reale di ogni dato del paziente. Questo

permette un monitoraggio eccellente e l’accesso ai dati utili, senza che vengano mai persi negli anni.” Cosa significa oggi possedere un animale domestico? E cosa invece curarlo? “Numerose ricerche testimoniano come, a partire dalla crisi del 2008, il rapporto con i nostri animali sia cambiato. Oggi le persone si prendono cura dei loro pet con la stessa attenzione che dedicherebbero a un figlio, sono più esigenti per l’alimentazione e i prodotti dedicati, e anche per la loro salute. Questo si riflette sul modo di fare il medico veterinario: oggi non basta più un medico di base per ogni cosa, è necessario conoscere i propri limiti ed essere capaci di uscire da una filosofia del cliente, per mettere al centro invece il paziente. Noi siamo disponibili e aperti a collaborare con altre strutture, perché

crediamo che il proprietario apprezzi maggiormente l’idea di rivolgersi a due strutture in diversi casi, piuttosto che mettere a rischio la salute del proprio compagno animale.” Quali consigli darebbe ai proprietari degli animali domestici? “Un unico consiglio, con più declinazioni: rispettare la natura del proprio animale. C’è bisogno, a seconda delle razze e delle specifiche situazioni, di un commisurato esercizio fisico, di un’alimentazione controllata e di una corretta igiene. Ma soprattutto di educazione, per facilitare anche i nostri interventi nelle situazioni in cui sia necessaria una visita. A volte, poi, sarà necessario portare pazienza se le attese si dilatano un po’ troppo: la ragione per cui talvolta ci sono ritardi sulla tabella è sempre per garantire ai pazienti la corretta gestione del caso clinico.

Viale Risorgimento, 85 Forlì | T. 392 2678464 info@vetmedical.it | www.vetmedical.it IN MAGAZINE

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Pet’s

AMORE NELLA SUA FATTORIA, APPENA FUORI CITTÀ, GIADA PIRACCINI ALLEVA ANIMALI DA COMPAGNIA E DA CORTILE, RAZZE POCO DIFFUSE, NANE ED ESOTICHE.

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di Dolores Carnemolla / ph Clarissa Costa

Chi è che terrebbe mai una capra o un maiale nel cortile di casa? Chiedetelo a Giada Piraccini, ventiquatrenne forlivese, imprenditrice agricola, che ha fatto del suo amore per i pets – gli animali domestici – una ragione di vita. La sua attività “I Nani di Giada”, ormai parecchio nota in città, è nata come allevamento di animali da cortile e poco diffusi, allevati come animali da compagnia – un cane, un gatto, per intenderci. “Così si riesce a creare con l’uomo un legame forte, che normalmente non sarebbe tale per via degli istinti naturali dell’animale stesso,” racconta Giada. “Una capra o una pecora, se allevate in stalla, non creano nessun legame con l’uomo. I miei cuccioli, dovendo vivere a stretto contatto con le persone, mettono da parte tutte le paure istintive dell’esser preda e creano il loro branco uomo-preda quasi come fossero due pari, giocandoci, condividendo cibo, senza avere alcun timore.” Nella sua fattoria oggi si contano più di dieci specie differenti di animali, tra cui maialini, caprette, conigli, asini, tutti nani, ma anche galline, alpaca, animali esotici.

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Ma quando si è manifestato il primo amore di Giada per gli animali? “Ho sempre praticato equitazione fin dai sei anni,” ricorda, “quando il mio sogno era proprio quello di avere un mio cavallo. Probabilmente è stato anche grazie al forte, ma invisibile agli occhi di molti, legame che si instaura tra amazzone e cavallo che ho voluto provare a trasmetterlo sugli atri animali. Il cavallo è il mio animale preferito perché mi dona molta leggerezza e sensibilità nonostante la sua mole, ma anche potenza, adrenalina nel momento in cui si cavalca. È un animale di una sensibilità enorme e si vive in simbiosi una volta saliti in groppa, deve esserci fiducia reciproca.” Non è stato facile per Giada mettere in atto il progetto, realizzare il suo sogno. Le difficoltà maggiori sono state la ricerca dei riproduttori giusti, di animali con una buona genetica e controllati, possibilmente da allevatori che li allevassero per passione e con un metodo simile al suo. “La mia attività è stata spesso sottovalutata da chi è nel mondo dell’allevamento, proprio perché venivo vista come quella strana con idee assurde,” racconta. “Sono stata

A LATO, GIADA PIRACCINI CON UNO DEI SUOI BABY MAIALINI.


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spesso derisa anche da persone che conoscevo per via di questa mia passione, mi è stato anche detto che ero malata perché continuavo a comprare altri animali, come fosse una cosa grave. Non ero capita.” Giada però non si è mai fatta troppo abbattere da queste critiche. E ha vinto. Ha aperto il cancello della fattoria a bambini e adulti, per condividere e trasmettere questa sua passione che è subito evidente: “In molti

NELLA FATTORIA DI GIADA OGGI SI CONTANO PIÙ DI DIECI SPECIE DIFFERENTI DI ANIMALI, MOLTI DEI QUALI NANI. “OGNI ANIMALE HA UN SUO LINGUAGGIO E UN SUO METODO PER FAR CAPIRE LE PROPRIE SENSAZIONI, STA A NOI OSSERVARE E COMPRENDERLI.”

mi hanno detto di aver respirato un’atmosfera diversa una volta entrati da me in fattoria. Durante una visita guidata ho conosciuto una ragazza che aveva il terrore di qualsiasi animale. Con pazienza e calma è riuscita a tenere addirittura in braccio un pulcino. A chi ha paura degli animali mi sento di dire che per prima cosa bisogna pensare a come ragiona di natura quell’animale: se è una preda non vi attaccherà mai se non in estremo pericolo o in condizioni di territorialità. Il mio consiglio è quello di andare in luoghi che possano farvi entrare in sintonia con animali estremamente sensibili e tranquilli.” Il rispetto verso di loro si può pienamente esprimere rispettando i loro cicli biologici, sia a livello di riproduzione sia a livello di gestione, niente luce artificiale o altro. “I miei animali in estate dormono per la maggior parte del tem62

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po,” spiega Giada, “svegliandosi solo verso sera, e solamente nel pomeriggio la fattoria apre al pubblico. Ogni animale ha un suo linguaggio e un suo metodo per far capire le proprie sensazioni, sta a noi osservare e comprenderli.”

IN QUESTA PAGINA, GIADA PIRACCINI E GLI ANIMALI DELLA SUA FATTORIA “I NANI DI GIADA”.


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ED ENERGIA CHINESIOLOGA, DOCENTE, PREPARATRICE ATLETICA E LIFE COACH: IL SUCCESSO DI FEDERICA CUNI, PERSONAL TRAINER DELLE PALESTRE VIRTUALI.

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di Barbara Baronio / ph Alessandra Merlo

Per lei relax non coincide con divano e quando non lavora preferisce regalarsi qualche bella passeggiata o giro in mountain bike, in dinamici fine settimana all’insegna dello sport: ecco Federica Cuni, giovanissima personal trainer cesenate. Federica, classe 1994, sin da bambina ha avuto una spiccata propensione per lo sport. “Non sono mai stata capace di stare ferma,” confessa sorridendo. “Sport e benessere sono la mia ragione di vita. Quello che amo del mio lavoro è il poter aiutare le persone a raggiungere la miglior versione di loro stesse.”

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A soli 26 anni, Federica ha collaborato con tante grandi aziende come ambasciatrice di stili di vita wellness, front runner per Diadora, master trainer per Technogym, sleep trainer e formatrice. Al fianco di Zlatan Ibrahimovic inaugura gli allenamenti su Buddyf it, un’app virtuale che permette di allenarsi ovunque. “Un onore,” afferma, “affiancare e allenare atleti di questo spessore sia dal punto di vista professionale che personale.” Ha anche creato una sua community virtuale, @Fedecunipt, con più di 39.000 follower su Instagram allenando persone in tutta Italia con programmazioni specifiche personalizzate. “Il mio metodo di allenamento è pensato per diventare una routine quotidiana, un cambiamento dello stile di vita, per un miglioramento della salute. Amo l’outdoor e gli allenamenti tra la natura e per questo inserisco sempre sessioni all’aria aperta. Sono convinta che il corpo senza la mente non possa portarci al miglior benessere psicofisico desiderabile, per questo non alleno mai nessuno con il solo obiettivo di ridurre la percentuale di massa

IN ALTO, FEDERICA CUNI. A SINISTRA, CON ZLATAN IBRAHIMOVIC DURANTE UN ALLENAMENTO.


“IL CORPO SENZA LA MENTE NON PUÒ PORTARCI AL MIGLIOR BENESSERE PSICOFISICO DESIDERABILE: LA SALUTE, IL BENESSERE E IL MIGLIORAMENTO DELL’AUTOSTIMA DEVONO SEMPRE ESSERE AL CENTRO DI UN PROGRAMMA DI ALLENAMENTO.”

grassa. La salute, il benessere e il miglioramento dell’autostima devono sempre essere al centro di un programma di allenamento.” La personal trainer ha conseguito la laurea magistrale in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata, con il massimo dei voti. “Questo percorso di studi mi ha permesso di diventare un’esperta del movimento umano a 360°.

Un’attività, questa, che mi regala grandi soddisfazioni soprattutto quando riesco a migliorare la vita di persone colpite da patologie invalidanti, permettendo loro di riprendere la deambulazione e il movimento attraverso una serie di protocolli di allenamento definiti a seconda delle esigenze.” Capace di compiere 20.000 passi nelle sessioni di allenamento di una giornata, è in grado di lavorare, quindi muoversi, anche per 18 ore al giorno. “Il periodo storico che stiamo vivendo sta riportando l’attenzione sulla necessità di fare attività sportiva. L’home fitness si è sviluppato moltissimo in questi mesi: gli utenti di Buddyfit hanno l’opportunità di seguire ogni tipo di allenamento direttamente da casa, una vera palestra digitale, aperta 24 ore su 24, con oltre 300 classi in diretta al mese. Un progetto interessante non solo per reagire alla noia, ma un valido alleato per combattere la sedentarietà, un problema

che interessa sempre più italiani con conseguenze gravi anche per la salute. È importante non strafare,” sottolinea poi la Cuni. “Nell’allenamento occorre gradualità, perché il muscolo deve abituarsi a risostenere lo sforzo. A fine allenamento è inoltre indispensabile fare stretching.” Federica è sempre pronta ad abbracciare progetti e a idearne di nuovi. “Dopo un periodo difficile, nel 2020, in piena pandemia, ho capito sempre di più l’importanza del movimento, del contatto con la natura e delle relazioni interpersonali. Questa tremenda voglia di respirare, di rinascere e di tornare al contatto consapevole con la natura e il movimento hanno dato vita al progetto #ENERGICA, il tuo benessere a 360°. Una mentalità positiva, un concentrato di vitalità motivazione ed energia che punta a coinvolgere tutta la persona attraverso un progetto di benessere individualizzato e mirato”. IN MAGAZINE

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ANNOTARE

Fra parola

E IMMAGINE LO STILE INCONFONDIBILE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE L’AGENDA FILOSOFICA SI UNISCE ALLA FRESCHEZZA DELLE ILLUSTRAZIONI DI ALESSANDRO BONACCORSI: ECCO CONFINI, VERSATILE AGENDA PERPETUA.

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Filosofia è pratica, e la pratica va allenata e vissuta ogni giorno. Per questo anche quest’anno l’associazione culturale L’Agenda Filosofica, che si occupa di promuovere e diffondere la cultura e la conoscenza filosofica tramite l’organizzazione di eventi e la pubblicazione di testi divulgativi, ha deciso di creare un nuovo supporto per l’esercizio filosofico quotidiano, dall’evocativo titolo: Confini. Grazie al calendario perpetuo in ogni pagina, agli spazi puntinati e bianchi e alle preziose citazioni f ilosof iche, Confini si rivela uno strumento flessibile per appuntare impegni, registrare emozioni, sentimenti e fatti della vita da custodire gelo-

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IN MAGAZINE

di Beatrice Loddo

samente. Come scrive il presidente dell’associazione Alberto Donati nell’introduzione, “Confini può essere un’agenda, un diario, un taccuino, una lista di cose da fare e un blocco da disegno, e rappresenta uno strumento pratico e rassicurante per organizzare la propria mente. Attraverso l’esercizio quotidiano dello scrivere tutti noi possiamo diventare meno distratti, più preparati alla comprensione della nostra visione del mondo e, facendolo, anche più felici.” A impreziosire la veste grafica di Confini ha contribuito il designer forlivese Alessandro Bonaccorsi, pensatore visivo e ideatore del progetto Disegno Brutto, un

vero e proprio percorso per rieducare al disegno chi non sa più farlo. Con le sue illustrazioni – solo in apparenza semplici – l’artista ha corredato le più suggestive parole di pensatori e filosofi d’ogni tempo. Un linguaggio spesso ritenuto complesso, rivissuto con immagini che sembrano ripescare dall’immaginario infantile, oniriche e favolose, per suscitare nuove sinergie fra parola e immagine. Dopo il lancio in concomitanza con la 17° edizione del festival Filosofia sotto le stelle, intitolata proprio Confini. Dialoghi sui limiti dell’esistenza e tenutasi a Cervia dal 30 luglio al 3 agosto, Confini è acquistabile online tramite Amazon.


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Carlo Venturini

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