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IMPRONTE DI STILI. Claudio DOMENICALI, JOVANOTTI, Passione a CAVALLO, Il borgo dell’ozio CREATIVO.

SPECIAL DOME. architettura e interior design RICCIONE: Bianco come il mare, FORLì: Musei

LIDO ADRIANO: Giusta per l’estate, San Domenico, RIMINI: Ecoarea.

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Editoriale

EDITORIALE di Andrea Masotti

Un numero pieno di energia saluta questo inizio dell’estate, proponendo nel cuore della rivista il potente rombo dei motori Ducati e la carica vitale della musica di Jovanotti: una marcia in più per partire con grinta verso la bella stagione. Claudio Domenicali, nuovo Amministratore Delegato di Ducati, si presenta con le nuove sfide e i recenti successi di un marchio storico emiliano che porta il made in Italy nel mondo. Immagine italiana nel mondo anche quella di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, che sta aprendo le sue esperienze artistiche alla world music e che dà il ritmo all’estate con il suo nuovo tour ricco di energia e di contaminazioni disco. Vitalità e benessere arrivano anche dalle proposte per una giornata diversa sulla riviera, all’interno dei tanti centri di equitazione in cui unire il piacere di una sana attività fisica al contatto con la natura, per indimenticabili passeggiate a cavallo sulla battigia o nelle fresche pinete. Dopo tanto movimento un po’ di relax con l’ozio meditativo da godere nell’affascinante borgo di Petrella Guidi, riportato a nuovo splendore da un’accurata opera di ristrutturazione e recupero conservativo. Ma dopo aver conosciuto il cuore pulsante della rivista non dimentichiamo la carrellata delle rubriche che aprono questo numero: si inizia con la giovanissima e talentuosa promessa cervese del golf Alessandra D’Ettore, per continuare con Giacomo Musone, altro sportivo under 18, velista riminese selezionato per il Campionato Europeo Youth Radial. Raccontiamo poi un pezzo di storia della moda - e in particolare del jeans - con l’evento fashion parigino Denim by Première Vision, organizzato in partnership dall’agenzia di comunicazione forlivese Menabò Group. Uno

Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ -

€ 3,00

sguardo poi sulle arti, dalla pittura con la mostra sul Seicento marchigiano, alla fotografia con gli scatti di Wengee esposti a Palazzo Magnani a Reggio Emilia, fino alla scrittura con il nuovo romanzo della riminese Lorenza Ghinelli già finalista al Premio Strega, per arrivare al dj guru della musica house internazionale Ricky Montanari. Il dolce gusto della nocciola ci parla di un frutto gustoso, valorizzato attraverso una campagna nazionale di grande impatto, “La nocciola fa per me”, voluta da Italia Ortofrutta. Concludiamo poi le rubriche con la nuova stagione del parco di Mirabilandia raccontata dal direttore Riccardo Capo. Come è ormai abitudine, la rivista si chiude con Special DOME, lo spazio dedicato ad architettura e design, che ci porta sulla riviera in due case in cui vivere l’estate con stile: un affascinante

IMPRONTE DI STILI. Claudio DOMENICALI, JOVANOTTI, Passione a CAVALLO, Il borgo dell’ozio CREATIVO.

SPECIAL DOME. architettura e interior design RICCIONE: Bianco come il mare,

LIDO ADRIANO: Giusta per l’estate,

FORLÌ: Musei San Domenico, RIMINI: Ecoarea.

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open space a Riccione che fa del biancore assoluto la nota dominante e la cifra di eleganza e un appartamento sulla costa ravennate in cui il trattamento materico delle superfici e l’attenzione ai dettagli rendono l’ambiente un nido ideale. DOME prosegue con una carrellata su interventi architettonici in edifici di utilizzo pubblico. Il restauro del complesso del San Domenico a Forlì affronta il tema del recupero di una struttura di significativo rilievo artistico, che diventa un spazio centrale per la vita culturale e sociale. Luogo di incontro polifunzionale è anche ExpoArea, il primo centro in Italia dedicato alla green economy creato da Ecoarea better living. E infine il fashion Hotel Baldinini sul lungomare di Torre Pedrera, un progetto di valorizzazione di un’architettura che ha creato uno spazio di vacanza e relax di grande classe.

Editoriale / 3


Sommario Premium

SOMMARIO - PREMIUM impronte di stili

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Editoriale 3

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Accenti 14 Ever Green 24 Blue Notes 26 Fashionable 28 Creative Papers 30 Tra le righe 32 50

Happening 34 Gourmandise 36 Free time 38 Claudio Domenicali 44 nuovo rombo di motori in casa Ducati.

Jovanotti 50 Lorenzo negli stadi.

Passione a cavallo 56 ritorno alla natura, verso spazi ariosi.

Il borgo dell’ozio creativo 62 sguardo sulla Valmarecchia dal Petrella Guidi.

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Sommario Premium

SOMMARIO - PREMIUM impronte di stili

SPECIAL DOME architettura e interior design

Accenti 72 Bianco come il mare 74 luce interiore in una casa di Riccione.

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Giusta per l’estate 80

“IN MAGAZINE PREMIUM” anno VII - n° 1 giugno 2013 Reg. al Tribunale di Forlì il 28/10/2005 n. 43

un nido dove godersi il mare.

Edizioni IN MAGAZINE S.R.L. Redazione e amministrazione: 47122 Forlì - Via Napoleone Bonaparte, 50 tel. 0543.798463 - fax. 0543.774044

Musei San Domenico 86 il restauro ai tempi della crisi.

www.inmagazinepremium.it www.inmagazine.it www.menabo.com inmagazinepremium@menabo.com

Ecoarea 92 idee innovative in mostra.

Fashion on the beach 98 Baldinini si “tuffa” nell’hôtellerie.

Stampa: Grafiche MDM Forlì Direttore Responsabile: Andrea Masotti.

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Redazione centrale: Roberta Brunazzi, Serena Focaccia. Segreteria di redazione: Liza Vallicelli. Progetto grafico e impaginazione: Marica Graziani, Lisa Tagliaferri. Ufficio commerciale: Gianluca Braga, Irena Coso, Laura De Paoli, Sabrina Marin. Fotografi: Lidia Bagnara, Davide Cheli, Massimo Fiorentini, Riccardo Gallini, Luca Massari, Giorgio Sabatini. Collaboratori: Roberta Bezzi, Irena Coso, Giulia Crociani, Anna De Lutiis, Gabrio Furani, Giorgia Gianni, Alessandra Leardini, Lucia Lombardi, Andrea Manusia, Sabrina Marin, Davide Nicolò, Lucia Rughi, Federica Turroni, Margherita Verlicchi. Controllo produzione: Isabella Fazioli, Maria Teresa Di Paola. Chiuso per la stampa il 26/06/2013 Seguici su FB: www.facebook.com/edizioni.inmagazine

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Sommario Premium / 5


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Accenti

Festival Buskers nel segno della Danimarca. Ferrara - Si scaldano i motori per la 26esima edizione del Ferrara Buskers Festival, rassegna internazionale del musicista di strada in programma dal 23 agosto al 1° settembre, dedicata quest’anno alla Danimarca. Sono 547 le richieste da parte di gruppi musicali, compagnie e singoli performers giunte al direttore artistico Stefano Bottoni, ideatore della più grande manifestazione del mondo che celebra la musica di strada, e del direttore organizzativo Luigi Russo. Si tratta, in totale, di 1.738 artisti di ben 52

nazioni del mondo, che aspirano ad arrivare nel centro storico ferrarese per dare vita, tra viuzze e monumenti, ad un’esplosione di musica internazionale. Ospite d’onore sarà il vivace Paese nordico, omaggiato con originali mostre, concorsi e varie iniziative. Oltre alla musica danese, dalla ricca tradizione culturale on the road, particolare attenzione sarà riservata alla città di Copenaghen, e al suo ambizioso obiettivo di diventare la prima capitale del mondo “Co2 neutral” entro il 2025. www.ferrarabuskers.com

Oltremateria, conferenza al Campus. Firenze - Il tema della sostenibilità ambientale sviluppato dall’impresa passa all’università. Loris Casalboni, presidente dell’azienda Oltremateria di San Giovanni in Marignano, è stato recentemente invitato da Matrec (EcoMaterials Library) al Campus dell’Università di Firenze, in veste di relatore per una conferenza sul tema della sostenibilità e sui materiali di riciclo per la realizzazione di nuove strutture architettoniche e di arredo. L’incontro è avvenuto nell’ambito di un ciclo organizzato dall’ateneo fiorentino, a cui hanno partecipato, assieme ad Oltremateria, rappresentanti di varie aziende impegnate nello sviluppo di materiali innovativi (nella foto, Loris Casalboni, a destra, assieme al professor Giuseppe Lotti, responsabile e coordinatore tecnico scientifico del Campus fiorentino).

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Festival del Teatro di Piazza.

Santarcangelo di R. - Dal 12 al 21 luglio torna il Festival Internazionale del Teatro di Piazza, il più longevo festival di teatro di ricerca italiano giunto alla 43esima edizione, che ogni anno si ripresenta con nuovi percorsi e nuovi approfondimenti. Il festival non si pone, infatti, come una rassegna-vetrina ma ha sempre seguito una sua specifica autonomia, aprendosi a dialoghi internazionali con figure storiche e con artisti alla loro prima creazione. E privilegiando il rapporto tra arte e città, incrocio di culture tra il creativo e il civile. santarcangelofestival.com

Mangù, profondo come il mare. Fano - Fino al 25 agosto protagonista alla Galleria Carifano di Fano è il Mar Mediterraneo, in andaluso il “Mar Adentro”, soggetto prescelto delle grandi tele di Roberto Mangù. La mostra propone un percorso nell’immaginario pittorico di questo artista di notorietà europea, attraverso 25 opere di grande formato legate al suo rapporto poetico con il Mediterraneo. Mar Adentro evoca anche quel rapporto particolare che l’artista intrattiene con il mare interiore che è anche il nostro, il Mediterraneo. Il suo lavoro s’iscrive in una mitologia nutrita di coste luminose appartenenti a questo spazio “mitico” che ha ispirato la nostra civiltà. La mostra si presenta così come una riflessione sulla modernità, sull’idea stessa di pittura in un tempo iconoclasta. (s.m.)


Accenti

Tra mito e realtà con Arturo Martini.

Faenza - Ad Arturo Martini, protagonista della scultura italiana, è dedicata una grande mostra suddivisa tra Bologna e Faenza. L’iniziativa nasce grazie alla sinergia tra la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. L’esposizione è in programma nelle sedi di Bologna a Palazzo Fava (“Arturo Martini. Creature, il sogno della terracotta”, 22 settembre 2013 - 12 gennaio 2014) e di Faenza al MIC (“Arturo Martini. Armonie, figure tra mito e

realtà”, 12 ottobre 2013 - 30 marzo 2014). A Faenza la mostra “Arturo Martini. Armonie, figure tra mito e realtà” è a cura di Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche. Qui verrà esposta una cinquantina di opere significative della sua poetica e della sua idea di “armonia”, sia attraverso l’interpretazione della figura femminile tra mito e realtà, sia attraverso le opere degli ultimi anni, caratterizzate da una accentuata ricerca formale. www.micfaenza.org

Premio Cappelli, omaggio a Wagner e Verdi. Rocca San Casciano - Il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli compie 24 anni e li festeggia sulla piazza Garibaldi di Rocca San Casciano, dove Carlo Alberto Cappelli è nato e dove vivono gli ideatori di questo prestigioso riconoscimento. L’appuntamento è per domenica 21 luglio (ore 21) con un omaggio a Richard Wagner e Giuseppe Verdi, nel bicentenario della loro nascita. La serata, condotta da Daniele Rubboli, si aprirà con la consegna dei premi alla memoria dei due geni assoluti del teatro d’opera: per Wagner a ricevere il riconoscimento sarà il Console tedesco in Italia; il premio alla memoria del compositore di Busseto sarà invece consegnato al sindaco della città emiliana. Un premio andrà anche all’Associazione Musicale Angelo Mariani di Ravenna. Il Concerto di Gala che farà da cornice a questo evento proporrà grandi pagine di entrambi i compositori, dal “Tannhauser” al “Don Carlo”, dal “Lohengrin” alla “Forza del Destino”. Ad eseguirle saranno il tenore Simone Mugnaini, il soprano Maria Simona Cianchi e il baritono Carlo Maria Cantoni. Con loro torna anche la Corale Rossini di Modena, diretta da Luca Saltini.

Borse della spesa per Solidal Coop. Bologna - Borse per la spesa etiche, riutilizzabili, creative, frutto di filiere equo-solidali: sono quelle ideate dagli studenti del corso di moda dell’istituto Aldrovandi Rubbiani di Bologna, chiamati a esercitarsi ideando nuovi shopper per la linea Solidal Coop (nella foto una delle borse realizzate). I bozzetti dei progetti sono stati creati nei laboratori di educazione al consumo consapevole promossi da Coop Adriatica nelle scuole, e sono stati presentati il 30 maggio dagli studenti all’appuntamento “Solidal Coop/Solidal school”. La gamma Solidal Coop promuove il consumo solidale e include oggi oltre 60 articoli: dal caffè ai giocattoli, dalle rose all’abbigliamento. www.adriatica.e-coop.it

Accenti / 15


Accenti

Nanàn, nuovo outlet a Ravenna. Ravenna - Taglio del nastro ad inizio giugno per il primo outlet interamente dedicato a Nanàn nella città di Ravenna. Le madrine della serata, Elisabetta Gregoraci ed Anna Falchi, hanno conquistato gli sguardi del pubblico presente, fra stampa, giornalisti, televisione, tantissimi amici e clienti affezionati, presentando le camerette che loro stesse hanno scelto al tempo, per i loro bebè. Da oggi è quindi possibile entrare nel mondo ovattato degli Amici d’Infanzia per scoprire tutte le passate collezioni e le imperdibili occasioni di fine serie, il negozio è aperto al pubblico dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, a Ravenna in via Dismano 118C. www.nanan.it

Premio Faenza, giovani artisti al MIC. Faenza - Esposta al MIC fino a settembre la mostra del 58° Premio Faenza, storico Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea organizzato, fin dal 1938, dal Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Oltre ad offrire uno spaccato sull’arte ceramica e sulla sua produzione in ogni parte del mondo, l’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di moltissimi giovani artisti che non fanno ricerca solo con la materia ceramica ma appartengono alla scena più aggiornata del panorama artistico

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contemporaneo, nazionale e internazionale. “Numerosi sono stati gli apprezzamenti giunti da parte degli artisti stranieri afferma la direttrice del MIC Claudia Casali - che hanno sottolineato come il Premio Faenza e il nostro museo siano un punto di riferimento fondamentale per la ricerca artistica ceramica nel mondo”. La mostra del 58° Premio Faenza, realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, rimane aperta al pubblico fino al 22 settembre. www.micfaenza.org

Nicola Piovani, le note del maestro.

Santarcangelo di R. - Musica, poesia, arte e cinema si fondono nella serata più magica dell’estate 2013. L’atteso appuntamento è per sabato 27 luglio a Santarcangelo di Romagna, dove una piazza Ganganelli trasformata in set cinematografico ospiterà il maestro Nicola Piovani e l’Orchestra italiana del cinema nel concerto-evento “La bellezza ci salverà”. Patron dell’iniziativa è il clementino Gianni Succi della Succi&partners, organizzatore di eventi internazionali che dopo il successo del concerto di Ennio Morricone lo scorso anno a Rimini torna con un omaggio a due grandi artisti, il poeta Tonino Guerra e il regista Federico Fellini, di cui ricorre il ventennale della scomparsa. Accanto a Piovani e all’Orchestra si esibiranno inoltre importanti ospiti dello spettacolo e della musica. (G.G.)


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Accenti

Land Art Ego’ con Arte Pura. Bologna - Un’idea vincente quella di dedicare all’arte una parte della Fashion Night di Milano Marittima con Land Art Ego’. L’evento, che ha trasformato il centralissimo viale Gramsci in galleria artistica all’aria aperta, è stato un vero successo. Un divertimento raffinato in una dimensione culturale parte di un contesto estremamente vario. Un’istallazione d’arte di Daniela Dallavalle e gli allestimenti di Arte Pura sono stati esposti insieme a quelli di altri artisti, selezionati e invitati dall’assessore alla cultura del Comune di Cervia. Migliaia i turisti che hanno invaso il centro della cittadina la sera dell’8 giugno scorso, complice il primo weekend davvero estivo della stagione. Tanta la curiosità destata dagli oggetti riciclati, trasformati e divenuti vere opere d’arte.

Sarti Bags apre all’estate. Rimini - È pronta la collezione primavera-estate di Sarti Bags, con le borse di Lucia dai colori vivaci e freschi, comode, pratiche ma nello stesso tempo classiche ed eleganti, per incantare coloro che adorano i materiali pregiati, le linee morbide e il totale “Made in Italy”. Tra i diversi articoli una particolare attenzione va alle nuovissime Sun, Sea, Beach e Coast, borse dedicate all’estate e alla vita sul litorale, particolarissime per la lavorazione della tela e del pellame, davvero unica e piacevole. I punti vendita di Sarti Bags sono Mughi (via Rimembranze 97, Rimini), Malvestio (via Saffi 24, Santarcangelo di Romagna) e Axis (viale Dante 273, Riccione). Ph. Riccardo Gallini

Voglia di Mare, voglia di Marè... Cesenatico - Il Marè di Luca Zaccheroni, sul molo di Cesenatico, scopre le nuove carte tra cui il nome dello chef in cucina: Omar Casali. Lo chef mette in carta pasta e alimenti del mare e dell’orto (senza carne) di ieri e di oggi, dalle tradizioni di luoghi vicini e lontani con comune denominatore l’alta qualità e la specificità dei prodotti scelti. Al Marè continuano poi gli incontri del mercoledì sera con le cene musicali con da band vivo. Il 29 maggio scorso si è tenuta anche la prima delle cene di solidarietà che quest’anno hanno l’ambizioso

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l’obiettivo di raccogliere durante tutta la stagione 10mila euro per finanziare un’aula scolastica in Kenya attraverso AMREF. La cena, dal titolo “Demodè”, ha visto la partecipazione di tanti vip ed è stata preparata dallo stesso Casali con la collaborazione di chef stellati dei migliori ristoranti locali come Piergiorgio Parini, Gregorio Grippo e Alberto Faccani. Ogni fine settimana, inoltre, sarà contraddistinto dagli aperitivi, un must che viene accompagnato dal tappeto musicale magistralmente selezionato dal dj Antonio Fabbri. (D.N.)

Atelier d’ambienti firmato Salaroli. Bologna - Il Gruppo forlivese Salaroli si espande in Emilia, inaugurando un nuovo showroom a Bologna, in via Emilia Ponente 129/A (sede ex Marazzi). Nei nuovi spazi espositivi e di vendita i clienti possono trovare tutto ciò che serve per l’arredo casa e sotto la guida di consulenti d’arredo ognuno può disegnare la propria, strutturandola su misura. Presente nella struttura anche un ampio spazio dedicato a coloro che, prima di acquistare una sauna, un bagno turco o una vasca idromassaggio possono provarla sul posto. Il nuovo “atelier d’ambienti” è stato inaugurato il 20 aprile scorso, alla presenza di Giorgio Squinzi, presidente nazionale Confindustria, ed altre personalità. bologna@salaroli.it; www.salaroli.it


Accenti

EXCELSIOR, sposarsi a 5 stelle.

Pesaro - Coronare il proprio sogno d’amore in un hotel esclusivo, con cucina raffinata e relax vista mare: diventa realtà all’Hotel Excelsior di Pesaro, sul Lungomare Nazario Sauro, in una location esclusiva incastonata fra le palazzine anni ‘50 della riviera e affacciata direttamente sul mare. Uno staff dedicato è a disposizione degli sposi per suggerire la soluzione più adatta alla coppia, dallo stile classico fino al matrimonio in spiaggia, mentre per il ricevimento si potrà scegliere tra la sala banqueting vista mare disponibile fino a tarda notte, il ‘59 Restaurant - il ristorante

dell’Hotel coordinato dall’Executive Chef Massimo Cardinali - e il Bistrò. I menu nuziali, con ingredienti tradizionali marchigiani, possono essere personalizzati o si potrà scegliere tra le proposte ideate dallo chef, dai “Profumi dell’Adriatico”, agli “Aromi, effluvi, fantasie del mare” ai “Germogli di terra”. In omaggio per gli sposi l’esclusiva suite vista mare per la prima notte di nozze e accesso all’esclusiva Spa Excelsior con piscina d’acqua calda con idromassaggi, biosauna, Vertical Kneipp in doccia emozionale e Sala Relax vista mare. www.excelsiorpesaro.it/wedding

Educazione sanitaria per le staminali. San Marino - La conoscenza delle cellule staminali e il loro utilizzo terapeutico sono al centro della campagna di educazione sanitaria condotta dalla Fondazione Inscientiafides, ente senza fini di lucro che ha sede nella Repubblica di San Marino. Settimanalmente vengono organizzati Family Day, convegni divulgativi (il prossimo è in programma per il 20 agosto al Meeting di Rimini) o di aggiornamento scientifico (il 28 giugno al San Raffaele di Milano). Protagonista di questa campagna informativa è il presidente della Fondazione, la dottoressa Luana Piroli (nella foto, luanapiroli.com). www.fondazioneinscientiafides.com

Stefano Gregoretti, nel deserto del Gobi. Riccione - Cina e Mongolia in una settimana. Una gara podistica da record, lunga 250 chilometri divisi in sei tappe. È quanto hanno affrontato, dal 2 all’8 giugno scorsi, Stefano Gregoretti e Davide Ugolini, i due ultratrailer di Riccione ripartiti all’avventura appena quattro mesi dopo la vittoria della gara più fredda al mondo, la “Yukon Arctic Ultra” in Canada. Unici due italiani iscritti alla competizione, Gregoretti e Ugolini hanno portato il tricolore sul tetto del mondo delle competizioni di Ultra Trail anche questa volta, contribuendo anche a far conoscere il progetto dedicato ai ragazzi dai 17 ai 21 anni “impossible2Possible” dell’associazione canadese No-Profit “i2P”, progetto che i due stanno lanciando anche in Italia. Stefano Gregoretti, soprannominato “The King”, ha vinto anche questa corsa,

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dominando letteralmente la gara. Da domenica 2 a mercoledì 5 giugno ha corso 40 chilometri al giorno poi, con il “tappone” da 75 chilometri, ha posto il solco tra sé e gli avversari. Ottimo risultato anche per il compagno di avventure e di allenamenti Davide Ugolini, che nonostante un dolore al tendine d’Achille lo abbia rallentato nelle prime tappe, è riuscito in tempi rapidi a recuperare posizioni, fino a conquistare il sesto posto. Risultati eccellenti visto l’alto livello agonistico di questa edizione, molto sentita perché al suo decennale, e considerati i 152 atleti provenienti da ogni parte del mondo presenti al via (sono stati almeno 15 i ritiri, a causa delle difficilissime condizioni atmosferiche e del percorso proibitivo). Il prossimo appuntamento per i due campioni è per il 30 agosto con l’”Ultra-Trail du Mont-Blanc”, a Chamonix in Francia.


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savile row: la cultura dello stile. Ogni persona è unica e l’abito nasce per valorizzare la sua figura. Con questa filosofia e con passione, sensibilità e competenza, da 30 anni i responsabili Savile Row selezionano solo le migliori aziende per interpretare al meglio gli stili di una clientela esigente ed elegante. Per l’uomo: abiti Brioni, camicie Burini, maglieria Cruciani, sciarpe Colombo, calzature Bonafè ed Edward Green. Per la donna: collezioni Brioni, affiancate dall’opera dei migliori sarti del territorio.

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Accenti

Hotel ristorante Posillipo, terrazza di sapori. Gabicce Monte - L’Hotel ristorante Posillipo, immerso nel verde parco di San Bartolo a Gabicce Monte, domina con eleganza, tradizione e classe sulla costa Adriatica. Il ristorante Posillipo, meta dei palati più raffinati e amanti del gusto, quest’anno propone nuovissimi menù di degustazione. Lo chef Mario Arduini (nella foto), alla costante ricerca di sapori particolari, con passione e dedizione elabora piatti sempre diversi, genuini e raffinati. Da questa estate una terrazza ancora più vicino al cielo per ospitare cocktail, party ed happy hour, oltre alla saletta riservata alle riunioni di lavoro, arredata con nicchie a vetrina che espongono l’esclusiva collezione della famosa enoteca del Posillipo.

Piccola industria, nuovo presidente. Bologna - Simonetta Monica Talmelli è il nuovo presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Emilia-Romagna per il biennio 2013-15. La neo presidente, 56 anni, laureata in Psicologia, coniugata con tre figli, opera nell’azienda di famiglia, la Famar Abbigliamento di Ferrara, che fornisce a prestigiosi marchi di abbigliamento la gestione completa di collezioni moda. Simonetta Monica Talamelli succede a Mariacristina Gherpelli, che ha ricoperto l’incarico dal 2009 al maggio 2013.

Ph. Riccardo Gallini

Ravenna Festival porta la balera ai giardini.

Villa Torri Hospital, la presentazione. Bologna - Accoglienza, alta specialità, tecnologia all’avanguardia e un piano di investimenti pluriennale. Sono le credenziali con cui Villa Torri Hospital, sotto la guida di GVM Care&Research, si è presentata ufficialmente a Bologna lo scorso 8 giugno, con l’ufficiale taglio del nastro affidato ad Ettore Sansavini (nella foto), presidente di GVM Care&Research, e Fausto Pellati, AD di Villa Torri Hospital. La struttura è stata completamente rinnovata, con una razionalizzazione degli spazi che la rende un gioiello di accoglienza e qualità. Conclusa con un anno di anticipo la prima parte di un

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progetto di ristrutturazione del complesso, che vedrà il suo completamento nel 2015, Villa Torri è un ospedale privato accreditato col Servizio Sanitario Nazionale. La struttura lavora già a pieno regime: 99 posti letto, altri 8 per la terapia intensiva, 4 sale operatorie, un laboratorio di emodinamica all’avanguardia e i migliori macchinari oggi disponibili come la TC di ultimissima generazione, la Toshiba Aquilion Prime con la tecnologia TC Dinamico Volumetrica a 80 canali 160 strati e la risonanza magnetica Toshiba Vantage Titan ad alto campo 1.5 Tesla, che GVM ha adottato per prima in Europa.

Ravenna - Il liscio nelle sue forme originali e nelle interpretazioni jazz o blues. Con la Loggetta lombardesca a fare da sfondo. È La Balera ai Giardini, cuore pulsante di Ravenna Festival 2013. Il nucleo tematico che parte dalla tradizione del ballo “liscio” e dalle musiche di Secondo Casadei viene proposto nelle sue forme originali, ma anche riletto e “variato” secondo le più diverse inflessioni stilistiche. Così dal Polka day, che il 18 giugno ha aperto ufficialmente la Balera, si passa al tango e le milonghe di El Cachivache fino a reinterpretazioni in chiave jazz e blues. Nel ricco cartellone della 24esima edizione del festival, che prosegue fino al 14 luglio, sono da segnalare il concerto del violoncellista Yo-Yo Ma, l’appuntamento con Burt Bacharach, con la pianista argentina Martha Argerich e il doppio omaggio verdiano che vedrà sul podio Riccardo Muti. Per il programma dettagliato www.ravennafestival.org


Ever Green

AlessANDRA D’ETTORE la scalatrice del ranking. a cura di Anna De Lutiis - foto Massimo Fiorentini

La incontriamo durante una pausa d’allenamento all’Adriatic Golf Club di Cervia: alle dieci del mattino ha già effettuato i primi percorsi. La cervese Alessandra D’Ettore è giovanissima, deve ancora compiere 15 anni. Un bel viso, pulito, solare, ancora da bambina, ma dalle prime battute si capisce che ha un caratterino che senza dubbio l’aiuterà nella difficile escalation del ranking di questo sport, il golf, che ha preso piede in Italia in questi ultimi anni e che attrae, senza distinzione, ogni fascia di età, dai bambini al di sotto dei dieci anni fino agli adulti e over. Alessandra ha recentemente ottenuto ottimi successi conquistando il 2° posto al torneo del Golf Club Le Mandrie di Torino, il 4° all’Olgiata di Roma e il 29° posto ai Campionati nazionali femminili di Verona, successi che le hanno consentito di passare dal 17° all’8° posto nella graduatoria nazionale under 16. Com’è nata la tua passione per il golf? “Ho iniziato da piccolissima perché mio padre giocava e noi, tutti in famiglia, abbiamo seguito le sue orme. Più tardi, visto che riuscivo a giocare discretamente, ho iniziato anche a partecipare a delle gare e penso di aver ottenuto risultati soddisfacenti”. Occorre molta tenacia e pazienza per ottenere risultati in questo sport... “Proprio così. Io solitamente non ho molta pazienza, ma sto imparando ad averne. Quando giochi, quando sei presa dall’emozione, dalla voglia di vincere, allora ti fermi a meditare, e la pazienza e la perseveranza fanno tutto il resto. In una delle ultime gare ho giocato quattro ore e mezzo sotto la pioggia: lì ho sentito l’impulso di arrivare fino in fondo, mi sentivo bene nonostante il freddo e non mi sono scoraggiata. Non mi preoccupavo neppure delle mie avversarie che erano tutte più grandi di me perché il campionato nazionale al quale partecipavo non prevedeva limite di età. Erano iscritte 81 giocatrici di cui 20 erano over 20 e 10 over 16, tutte già classificate alle nazionali italiane”. Cosa pensavi mentre procedevi sotto la pioggia? “Mi ripetevo, io non mollo, non voglio deludere me stessa. Così sono arrivata fino in fondo”. Hai iniziato perché seguivi tuo padre. È bravo quanto te? “All’inizio sì, poi, piano piano io sono cresciuta, anche nello sport e adesso... lui mi sta vicino e mi segue ed è soddisfatto dei miei risultati, mi incoraggia, e aiuta me e mio fratello Vittorio, anche lui golfista. Per il percorso maschile deve ancora migliorare, comunque anche lui è bravo”. Con quest’ultima battuta salutiamo la giovane campionessa che sta per affrontare nuovi tornei, per continuare a salire nel ranking nazionale.

24 / Ever Green


Blue Notes

GIACOMO MUSONE

ai Campionati di Spalato col ravennate Riccardo Bendandi. a cura di Andrea Manusia

È forse il nome più interessante del futuro della vela romagnola, figlio d’arte e grande talento nel sangue per tutto ciò che riguarda mare, vento e regate. Dopo essersi qualificato per i World’s 4.7, il sedicenne del Club Nautico di Rimini Giacomo Musone è stato selezionato anche per il Campionato Europeo Youth Radial, competizione di prestigio che viene disputata in acque croate, a Spalato, dal 24 giugno al 1° luglio. Alla regata parteciperà in team con il giovane collega Riccardo Bendandi del Circolo Velico Ravennate. Giacomo Musone, classe ’97, è il figlio di

Andrea, velista riminese del Circolo Nautico con una lunga esperienza nei monotipi e nelle classi olimpiche, non ultima la stagione nel circuito Audi Melges con il Reggini Sailing Team, e sarà l’unico velista romagnolo che rappresenterà la nazionale azzurra sia nelle regate continentali dei radiali sia in quelle iridate della classe 4.7, in programma sul lago di Balaton dal 6 al 13 luglio. Nella classe 4.7, Musone occupa la terza posizione della ranking nazionale e punta dritto ad essere il numero uno entro la fine del 2013. I due atleti romagnoli sono allenati da Fabio Emiliani, ex medaglia d’argento Campionato Europeo Master classe olimpica Laser Standard. Giacomo e Riccardo (U-17) hanno ipotecato la selezione per il Campionato Mondiale assoluto classe Radial, che si disputerà in Irlanda nella prima settimana di settembre. “Ha solo sedici anni - racconta il padre Andrea Musone - ma vanta già nove stagioni di esperienza nella vela nazionale e internazionale. Ha iniziato con gli optimist, proseguendo la giovane carriera con i laser, classe nella quale ha raccolto grandi risultati partecipando al mondiale in Argentina del 2012 e l’ultimo campionato europeo in Austria. I prossimi impegni saranno importanti ma Giacomo è un ragazzo molto motivato e si sta concentrando al meglio per crescere ancora e diventare sempre più competitivo”.

26 / Blue Notes


Fashionable

MENABò GROUP

a Parigi con Denim by Première Vision. a cura di Federica Turroni e Margherita Verlicchi

La storia del denim raccontata dal suo protagonista, il pantalone di jeans nella sua evoluzione verso le nuove frontiere del tessuto elasticizzato. Un evento fashion parigino che ha avuto come partner l’agenzia di comunicazione forlivese Menabò Group.

La moda chiama e Menabò Group risponde, come partner strategico di alcuni tra i più importanti brand internazionali. L’agenzia di comunicazione, partner di Leo Burnett, è stata protagonista a Parigi di Denim by Première Vision, uno tra gli appuntamenti più rilevanti dell’ambiente fashion internazionale andato in scena a fine maggio. Qui Menabò ha raccontato la storia del jeans affiancata dai maggiori player del settore nel lancio della quarta edizione di Up to Denim, approccio a più voci alla filiera del jeans. Tra le star di questa edizione iSKO™, leader mondiale nella produzione di denim; INVISTA™, proprietario di rinomati marchi di fibre elastiche come LYCRA® e LYCRA® T400®, ed ESPRIT, tra i più apprezzati brand della scena internazionale. “Up to denim 4 - The denim sapiens: from rigid to elastic species” è stato presentato ai media internazionali con relatori di spicco come Chantal Malingrey-Perrin, direttrice di Denim by Première Vision, Marco Lucietti, Marketing Director di SANKO/iSKO™ Division, Jean Hegedus, Global Marketing Director Ready to Wear di INVISTA™ e Rosey Cortazzi, Global Business Manager di Esprit Denim. L’evento ha ripercorso le tappe fondamentali nell’evoluzione del denim degli ultimi decenni, soffermandosi in particolare sul passaggio dai modelli rigidi a quelli elasticizzati, frutto di un percorso intrapreso dall’intera industria per rispondere in modo sempre più efficiente alla crescente domanda di comfort da parte del pubblico. Nei padiglioni parigini è andata in scena una rassegna storica di capi della collezione Archivi di Ricerca Mazzini di Massa Lombarda, tra i quali hanno brillato alcuni dei marchi che fecero epoca negli anni Ottanta e Novanta, come Gloria Vanderbilt for Murjani, Uniform, Katharine Hamnett Denim e Moschino Jeans. Uno sguardo al passato che ha permesso di valorizzare i grandi passi in avanti fatti nel passaggio dal rigido all’elasticizzato, e di conseguenza di apprezzare pienamente l’interpretazione del concetto di comfort messa in scena a Parigi da 24 Hours, la nuovissima collezione denim di ESPRIT per cui Menabò ha curato l’intera brand strategy. L’affluenza ad Up to Denim 4 ha superato ogni aspettativa e con il costante supporto di Menabò Group i brand che hanno partecipato a questa quarta edizione sono riusciti a raccontare una storia di eccellenza, ricerca e crescita continua, guardando al denim di ieri per mostrare al mondo il jeans di domani.

28 / Fashionable


Creative Papers

SULLA STRADA DEL BAROCCO

il Seicento nelle Marche, da Rubens a Maratta. a cura di Sabrina Marin

La New York anni ’30 negli scatti di Weegee.

Un raffinato percorso “da Rubens a Maratta” caratterizza la mostra curata ad Osimo da Vittorio Sgarbi, al via dal 29 giugno. Voluta dal Comune di Osimo e dalla Regione Marche, l’esposizione nasce con l’obiettivo di promuovere e approfondire la conoscenza del Seicento nelle Marche, valorizzandone l’immenso e sommerso patrimonio culturale. Un importante appuntamento con l’arte e con la storia, quindi, per far riemergere dall’ombra opere dimenticate o inedite che testimoniano la vitalità della realtà pittorica di questo territorio. Pomarancio, Rubens, Bernini, Reni, Guercino, Gentileschi, Preti, Vouet, Solimena, e poi i marchigiani Cantarini, Guerrieri, Sassoferrato, e in particolare Carlo Maratta, di cui ricorre nel 2013 il terzo centenario della morte. Celebrato pittore marchigiano di fama internazionale, Maratta era nato a Camerano nel 1625 e morì a Roma nel 1713, ricercatissimo dalle corti europee e dalle più alte gerarchie ecclesiastiche, tanto da diventare il modello estetico per eccellenza nel passaggio fra Seicento e Settecento. Le opere di Maratta e degli altri artisti sono riunite ad Osimo fino al 15 dicembre 2013, in un itinerario barocco cittadino che include Palazzo Gallo con gli affreschi del Pomarancio, la Basilica di San Giuseppe da Copertino, il Duomo di San Leopardo, il Battistero ed il Museo Diocesano. L’itinerario extra cittadino si estenderà nel territorio, nel cuore del Parco del Conero, a Camerano, sulle tracce del Maratta, e a Loreto, nel Museo della Santa Casa, dove sarà allestita una distaccata sezione espositiva dedicata al Pomarancio e nella Sala del Tesoro della Basilica, interamente decorata con stucchi e affreschi del grande artista. L’imponente e suggestiva rassegna include l’esposizione anche di pregiati arazzi, sculture ed oreficerie sacre. Nelle contigue sedi espositive del Museo Civico e di Palazzo Campana, nel centro storico osimano, saranno riunite più di cento opere provenienti dal territorio regionale, da collezionisti privati e dai più importanti Musei Nazionali che conservano testimonianze legate alla cultura figurativa delle Marche. www.mostrabarocco.it/presentazione.htm

30 / Creative Papers

Reggio Emilia - Omicidi della malavita, tragici incidenti stradali, devastanti incendi di caseggiati popolari. Sono questi i soggetti degli scatti in bianco e nero di Weegee (pseudonimo di Arthur Fellig, nato a Złoczew nel 1899 e morto a New York nel 1968), realizzati nel corso della sua attività di fotoreporter freelance a metà degli anni ’30. Oltre 100 rari esemplari delle sue immagini più famose sono esposte fino al 14 luglio a Reggio Emilia, a palazzo Magnani. Intensamente drammatiche, a volte sensazionalistiche, dedicate a crimini e fatti di cronaca di New York, le sue foto gettano le basi di quello che verrà poi definito giornalismo da tabloid. Tra il 1935 e il 1946 il nome di Weegee divenne letteralmente leggenda, tanto che il regista Stanley Kubrick (a cui Palazzo Magnani ha dedicato una mostra fotografica nel 2011) arrivò ad affermare, riferendosi ai primi anni della sua carriera, che una delle fonti della sua ispirazione era stato proprio il fotografo Weegee. Kubrick, infatti, lo volle come consulente per le riprese nel 1958 del film “Il dottor Stranamore”. www.palazzomagnani.it


Tra le Righe

Dialogo tra generazioni occhio all’attualità nel terzo romanzo di Lorenza Ghinelli. a cura di Alessandra Leardini - foto Riccardo Gallini

Lingua perfetta e uno stile narrativo a forte impronta cinematografica. Lorenza Ghinelli, scrittrice e sceneggiatrice riminese, 32 anni il prossimo ottobre, non è più “solo” una rivelazione. A tre anni dall’edizione 2010 della Fiera di Francoforte durante la quale il suo primo romanzo, Il Divoratore, si rivelò un vero caso letterario per l’alto numero di case editrici straniere interessate ai diritti ancora prima della pubblicazione in Italia, la Ghinelli non solo è entrata nella prestigiosa cinquina dei finalisti del Premio Strega 2012 con la sua seconda opera, La Colpa, ma sta per concludere il suo terzo romanzo, Con i tuoi occhi, che uscirà in autunno. Per questo giovane talento, con un passato a dir poco eclettico tra grafica e web design, una laurea in Scienze della formazione e una specializzazione in sceneggiatura per il teatro e il cinema, sarà una svolta rispetto alle opere precedenti. Nulla a che vedere con il genere noir, ma una storia più centrata sui problemi attuali dei giovani e delle donne. “Ho voluto dar voce a tre generazioni - racconta la Ghinelli -. Dentro ci sono i cambiamenti che stanno rivoluzionando la nostra società e a cui la politica non riesce a rispondere”. Quale messaggio spera di poter dare trattando la condizione problematica delle donne? “La donna nasce prima di tutto per realizzare se stessa, proprio come l’uomo, qualunque cosa significhi. Abbiamo bisogno tutti di liberarci da stereotipie che ci abbrutiscono portandoci a vivere vite non nostre. Oggi sono tante le battaglie da fare: diritti civili, diritto al lavoro, allo studio, alle pari opportunità”. Un altro tema attuale è la crisi economica. Che idea si è fatta delle difficoltà che attanagliano il nostro Paese? “Il nostro è un Paese che non investe nella cultura, che ignora i giovani e che lascia morire le piccole imprese. E senza lungimiranza, un Paese muore. Credo che esistano modi diversi di fare le cose, modi a cui non siamo stati educati”. Cosa porta ancora con sé dei due successi precedenti? “Ho raccolto tantissimo e ora sto riprendendo a seminare, a leggere, a vivere. La narrativa si nutre di esperienze e relazioni. I consensi e il successo di questi anni mi hanno permesso di continuare a fare ciò che più amo nella vita: scrivere. E questa è una fortuna che cerco di onorare nutrendo la mia curiosità e la mia voglia di capire. Voglio che le mie storie continuino a vibrare libere dalle logiche di mercato e da ansie da prestazione. Desidero che arrivino dritte all’anima del lettore, mi auguro di riuscirci”.

32 / Tra le Righe


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Happening

Ricky Montanari Dj il guru della house music. a cura di Davide Nicolò

“Ricky” Montanari, riminese, classe 1965, è uno dei dj e produttori house più quotati del belpaese e non solo. A metà degli anni Ottanta comincia a lavorare al fianco dell’amico Cirillo all’Insomnia di Cattolica e poi al Peter Pan di Riccione. Quando esplode l’house muove alla volta di Londra e fa conoscere agli italiani le più ricercate “rivisitazioni moderne” della vecchia funky e black music che lo consacrano una delle punte di diamante di questo sound. Nel 1988 diventa resident all’Ethos Mama Club di Gabicce e protagonista dei primi after-hours italiani, il Diabolika e il Vae Victis. Negli anni ’90 raggiunge Londra e approda alla consolle del Confusion poi del Vertigo, al fianco di grandi dj house. Richiesto da Los Angeles a Manchester, Tokyo, Barcellona, Miami ma anche ad Amsterdam e a Montreal (Stereo club), in riviera approda al Cocoricò. Di pari passo Ricky, lavora come remixer e produttore discografico, mettendo a segno diversi successi. Ultimamente è stato osannato anche nel libro “Riviera Club Culture” di Pierfrancesco Pacoda, dedicato alla storia della Riviera Dance degli anni ‘80 e ‘90.

Qual è il sogno della tua vita? “Da bambino sognavo di fare un disco, poi ne ho fatti 40. Volevo andare a suonare a New York, poi ho girato il mondo. I miei sogni si sono sempre avverati, o comunque sono sempre stati raggiungibili…”. Quali sono le tue radici musicali? “I primi dischi che ho ascoltato erano dischi tipo i Beatles anni ’60, che i miei zii e loro amici mi portavano da Londra… ascoltavo 45 giri dalla mattina alla sera. Poi, subito dopo, ho cominciato a comprarmi da solo Disco Music americana, con cui ho incominciato a ‘suonare’”. Non pensi che oggi la musica house sia diventata più commerciale? “Sicuramente non è più ‘musica di tendenza’. Sono più di vent’anni che s’ascolta e che nasce dalle stesse radici, elettronica e computer. Penso che la differenza la faccia il dj, che deve selezionare la musica in base alle sue sensazioni e a quello che il pubblico si aspetta da lui”. Che periodo stanno vivendo la musica dance italiana e le discoteche? “La discografia italiana è di buon livello ma è meno influente sul mercato internazionale. Le disco sono tra le migliori ma guardano troppo ai fronzoli. Il pubblico è provinciale, non è in grado di captare novità, inoltre i manager oggi hanno paura di sperimentare...”. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? “Sto facendo produzioni discografiche con vecchi amici che hanno nel sangue la house e i suoni che a me piacciono e che stanno tornando prepotentemente di moda... quelli degli anni Novanta”.

34 / Happening


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Gourmandise

LA NOCCIOLA FA PER TUTTI

passa da Forlì il progetto europeo che promuove il consumo della nocciola. di Federica Turroni

La nocciola fa per me: quando la campagna dà i suoi frutti. Un intervento di comunicazione a 360° che è partito dall’individuazione del concept-naming e dalla realizzazione del marchio per arrivare alle pagine ADV e spostarsi on line con il sito web, primo passo di una relazione con l’utente che è sbocciata anche in altri luoghi della rete grazie ad attività di web e social marketing. Sono queste le attività realizzate dall’agenzia forlivese Menabò Group nella realizzazione della campagna nazionale per la promozione della nocciola, un mix di azioni che, soprattutto in rete, ha cominciato immediatamente a dare i suoi frutti: su Facebook la pagina dedicata ha raggiunto i 5640 “mi piace” - anche grazie all’App per scaricare un ebook di ricette a base di nocciola - mentre la campagna nazionale è stata cliccata 48.448 volte. Altrettanto positivi gli altri risultati: la campagna Google Adwords ha favorito un buon posizionamento sui motori di ricerca con 11.198 click, e i banner dinamici apparsi su “I menu di Benedetta” di Benedetta Parodi hanno generato un traffico considerevole. Menabò Group si è occupata anche di pianificazione e monitoraggio: nell’offline, le pagine stampa sono apparse infatti su “Di Più”, “Di Più TV” e “Di Più Tv Cucina”, tutte del gruppo editoriale Cairo Communication.

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Quando si parla di frutta e verdura, l’Emilia-Romagna si piazza ai vertici della produzione sia in Italia che in Europa. Quello che molti non sanno è che la regione sta dimostrando un certo talento anche nella comunicazione di questi prodotti: è on air dallo scorso settembre, infatti, La nocciola fa per me, campagna nazionale voluta da Italia Ortofrutta, finanziata dal MIPAAF - Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - e realizzata dall’agenzia di comunicazione forlivese Menabò Group. Tra gli ideatori dell’iniziativa Vincenzo Falconi (nella foto) , Direttore di Italia Ortofrutta, che si dichiara molto soddisfatto dei risultati ottenuti sino ad ora. In poco più di sei mesi La nocciola fa per me ha registrato oltre 5600 “mi piace” su Facebook: vi aspettavate un tale riscontro? Sì e no: anche se non eravamo certi dei risultati, infatti, sin dal principio abbiamo creduto fortemente in questo progetto e nella sua piena ricezione da parte dei consumatori, che legittimamente chiedono di essere sempre più informati su ciò che acquistano.

Perché per promuovere il consumo della nocciola? Anzitutto per rilanciare la competitività del settore e fare “cultura” attorno al consumo quotidiano del frutto; ma anche per segnalare l’importanza dei processi che intercorrono tra la raccolta e il consumo. Non a caso l’approccio di filiera è servito a stimolare azioni sinergiche tra gli operatori della produzione, del commercio, della ricerca scientifica e della comunicazione, che hanno lavorato insieme per valorizzare la qualità delle nocciole italiane e dare risalto alle caratteristiche che ne fanno un prodotto “tipico”. Oltre alle attività già messe in pratica, ci sono altre iniziative a sostegno del progetto? Naturalmente. Stiamo partecipando a numerosi eventi fieristici italiani ed esteri; puntiamo a rafforzare la presenza della nocciola sul punto vendita mediante un nuovo packaging e iniziative di in store promotion e incoraggiamo la condivisione all’interno del settore con forum tematici di confronto tra operatori, consumatori ed esperti. Chi, oltre a Italia Ortofrutta, ha reso il progetto possibile? Sicuramente è stato fondamentale il supporto dell’Unione Europea e del Ministero, ma alla base del progetto c’è la creazione di un circuito virtuoso con un temporaneo raggruppamento di imprese che oltre all’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo comprende le organizzazioni dei produttori Euronocciola, Aoa e Agrinova Bio 2000.


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RICCARDO CAPO

il direttore di Mirabilandia racconta la nuova stagione. a cura di Sabrina Marin

“Senza cuore saremmo solo macchine”. Ne è convinto Riccardo Capo (a sinistra nella foto), direttore generale di Mirabilandia che nel mondo delle macchine ci è professionalmente nato. Dopo aver lavorato nel settore della bioingegneria è passato alla FIAT occupandosi della direzione degli stabilimenti Magneti Marelli in Abruzzo. Classe 1965, torinese, ingegnere, Riccardo Capo si prepara alla sua quarta stagione alla direzione di Mirabilandia. E il suo obiettivo è quello di far arrivare il divertimento dritto al cuore di tutti gli ospiti del Parco. Proprio per questo da un paio d’anni a Mirabilandia la stagione viene inaugurata in modo speciale: con un caloroso welcome da parte di tutti i dipendenti (oltre un migliaio ad ogni stagione) che accolgono gli ospiti all’ingresso con uno spettacolo nuovo e coinvolgente. Quali sono i “numeri” di Mirabilandia? “Mirabilandia fa parte del gruppo spagnolo Parques Reunidos, il 4° gruppo al mondo nella gestione dei parchi di divertimento, con 73 parchi ed oltre 26 milioni di visitatori. Tra questi Mirabilandia è il più grande e rappresenta circa il 10% del fatturato. Mirabilandia è al 30° posto su oltre 1000 parchi di divertimento nel mondo, con circa 2 milioni di visitatori l’anno, e se consideriamo che la stagione qui è più corta degli altri parchi che sono aperti fino a Natale, è un ottimo risultato. Noi comunque cerchiamo di colmare questo gap allungando il calendario fino a novembre con la grande Festa di Halloween e raggiungendo in questo modo i 180 giorni complessivi all’anno. Abbiamo anche prolungato l’orario con le aperture serali nei sabati di giugno. Queste strategie, insieme alle iniziative promo-commerciali, ci consentono oggi di raggiungere un fatturato di 50 milioni di euro”. Quali sono le novità che accoglieranno gli ospiti per questa stagione? “Flash Back e The Edge of Rock sono due nuovi show sul palco esterno, molto energici grazie alla forza del rock e alle coinvolgenti coreografie. A questi si affiancano i due nuovi musical: Robin Hood e il Signore di Sherwood e Alice nel Parco delle Mirabilie. Novità anche per lo spettacolo di tuffi acrobatici L’Isola dei Pirati e Scuola di Polizia. E per chi vuole fare il pieno di adrenalina c’è il tris d’assi da brivido: Katun, folle corsa con le gambe nel vuoto; iSpeed, il rollercoaster con l’accelerazione da Formula Uno; Divertical, un tuffo senza precedenti dal water coaster più alto del mondo”. Quali strategie avete adottato per tamponare l’effetto crisi? “Nel 2012 abbiamo registrato un calo del 7% dei visitatori rispetto all’anno precedente, un dato ‘positivo’ rispetto al calo medio del -14% registrato dai parchi tematici europei e considerando l’effetto negativo del terremoto nella nostra zona. Abbiamo investito oltre 55 milioni di euro in 6 anni e oltre 15 milioni di euro in pubblicità. Anche per il 2013 è confermata l’offerta Parco+Hotel a partire da 49 euro, a cui da quest’anno si aggiunge il Pacchetto Famiglia, con 4 ingressi (2 adulti e 2 bimbi), a 99 euro online e biglietto ridotto dal terzo bimbo in poi. Quest’anno poi rimborsiamo la tassa di soggiorno: ai turisti che alloggiano nelle strutture ricettive dei comuni della Riviera dove viene applicata, regaliamo un coupon omaggio dell’identico valore della tassa pagata e spendibile all’interno del Parco. Queste sono le premesse per trascorrere giornate indimenticabili a Mirabilandia. Parola d’ordine divertimento, ma sempre con un occhio alla convenienza… soprattutto per le famiglie!”. www.mirabilandia.it

38 / Free Time


menabo.com

Qualunque sia il tuo mondo, la nocciola fa per te. PerchÊ è una fonte naturale di vitamina E, un frutto ricco di principi attivi ed energia, ideale per aiutarti ad affrontare con grinta gli impegni quotidiani. Buona, genuina e nutriente, la nocciola è perfetta in qualsiasi momento del giorno, per rompere la fame o gustare un aperitivo con gli amici. Circondati delle tue passioni, ma prima circondati di energia. Con la nocciola.


Mattina, pomeriggio, sera: è sempre il momento giusto per la nocciola.

A colazione Permette di recuperare le forze e aumentare il livello di zuccheri nel sangue: insieme al muesli, con un po’ di frutta fresca o mescolata allo yoghurt, la nocciola sveglia l’organismo e arricchisce il pasto più importante della giornata con una sferzata di energia.

A metà mattina o pomeriggio Spezza la fame e aiuta a mantenere la concentrazione fino al pasto successivo. Pratica, naturale e soprattutto nutriente, è lo snack ideale per la scuola, il lavoro e lo sport.

Durante l’aperitivo Sazia con gusto grazie all’elevata quantità di fibre e proteine, favorisce il dispendio energetico e vince la stanchezza di fine giornata. Così l’ora di cena arriva in un attimo!

UNIONE EUROPEA

Fondo europeo per la pesca: Investiamo per un’attività di pesca sostenibile

Piano Corilicolo Nazionale – Progetto MONDONOCCIOLA. Progetto finanziato dal MIPAAF ai sensi del D.D. 17188 del 04/11/2010

www.lanocciolafaperme.it


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DELIzIE PER SEnSI E PALATO Serate da gourmet con lo chef Silver Succi, affiancato da colleghi stellati per la preparazione di piatti di grande qualità.

Al Quartopiano suite restaurant fervono sempre nuove iniziative. Una location gourmet ove sperimentare esperienze culinarie preziose, grazie allo chef Silver Succi. Ogni stagione sul tetto della palazzina SGR di Rimini riserva delizie per sensi e palato, dall’elegante sala interna si può passare alla panoramica terrazza, ove trascorrere liberamente un meeting di lavoro, un pranzo tra mare e terra o vegano, passando per un aperitivo musicale in attesa di una cena espressiva. Le emozioni stagionali che la cucina dello chef e la location riservano, trapelano anche dal livello “stellare” degli appuntamenti indimenticabili, organizzati per i clienti del Quartopiano, permettendo di conoscere meglio la maestria di Succi e di altri ospiti, professionisti dei fornelli, come “Quattro mani”, tre serate uniche in cui Silver cucinerà insieme a chef ad una “stella”. Ad aprire il sipario (a giugno) sarà la talentuosa Aurora Mazzucchelli, miglior chef del 2012, del ristorante “Marconi”, di Sasso Marconi, Bologna. A ruota (in luglio) si avrà la presenza di Luca Marchini del rinomato “Erba del re”

di Modena, (in agosto) a concludere la rassegna culinaria sarà Piergiorgio Parini del Povero Diavolo di Torriana di Rimini. Il ritmo incalzante dei prelibati meeting gourmet targati Quartopiano prosegue per tutto l’arco del 2013, per giungere sino ad un memorabile ultimo dell’anno. Con l’autunno la voglia di sapori più decisi e corposi regalerà una cena a base di caffé, grazie alla collaborazione della pregiata Torrefazione Lelli di Bologna, apprezzata da molti stellati del firmamento gastronomico. Uno dei risultati dell’apprezzamento crescente di Silver Succi è stato il suo ingresso, quale socio, nella “Chef to Chef”, associazione che rappresenta il gotha della cucina emiliano-romagnola, atta alla promozione delle eccellenze culinarie regionali e che annovera tra i suoi iscritti chef unanimemente apprezzati, tra cui il vice-presidente Massimo Bottura e il presidente Igles Corelli. Dal Quartopiano il panorama gourmet appare sempre più vicino e appetitoso.

RIMINI | Via Chiabrera, 34/C | Tel. 0541.393238 | www.quartopianoristorante.com


Nome Cognome


Claudio Domenicali

CLAUDIO DOMENICALI nuovo rombo di motori in casa Ducati. testo Serena Focaccia

Il 2013 parte con un cambio della guardia alla guida della casa motociclistica bolognese, che saluta Gabriele Del Torchio e mette “in sella” il nuovo AD Claudio Domenicali, nel segno della continuità con i valori che hanno fondato un marchio di successo nel mondo.


Claudio Domenicali

È il potente rombo di una moto - e non poteva essere altro - il saluto che Borgo Panigale ha scelto per accogliere con entusiasmo il nuovo Amministratore Delegato di Ducati, Claudio Domenicali, che a fine aprile ha assunto il timone del marchio di fama internazionale in campo motociclistico. Numerosi dipendenti hanno voluto salutare in maniera originale il neo-AD e si sono raccolti sotto la finestra del suo nuovo ufficio, hanno acceso le loro moto e hanno iniziato a dare generose “sgasate”, improvvisando un rombante concerto di benvenuto che univa sia i più recenti modelli Ducati sia una Desmosedici GP, portata direttamente dal reparto Corse per questo speciale saluto. Domenicali, ingegnere quarantasettenne bolognese, già Direttore Generale e membro del Consiglio di Amministrazione, che da oltre vent’anni lavora in Ducati, non poteva ricevere un benvenuto migliore. Approfittando della sorpresa del “concerto” fuori programma ha espresso tutto il suo orgoglio e la sua passione per questo importante e impegnativo incarico: “Darò veramente tutto me stesso per ripagare la fiducia che mi è stata data e per contribuire a far crescere ulteriormente questo straordinario marchio.” Claudio Domenicali, entrato in Ducati nel 1991, è diventato Amministratore Delegato Ducati Corse nel 1999, poi Direttore R&D prodotto e nel 2009 viene nominato Direttore Generale, responsabile dei processi di Sviluppo Prodotto e Operations. Dal 2012 viene confermato all’interno del nuovo CdA, costituito dopo l’acquisizione di Ducati Motor Holding da parte del Gruppo Audi. “Domenicali conosce Ducati e il mondo motociclistico come nessun altro. Rappresenta la continuità e i valori di Ducati in modo eccezionale”, così ha commentato la nomina Rupert Stadler, Ammini-

Anni “in corsa”. 1950: Il Cucciolo 50 cc batte 12 record mondiali. 1958: Prima vittoria nel Motomondiale per la Ducati (classe 125cc). 1972: Ducati conquista la vittoria più famosa dall’inizio della propria storia sportiva con Paul Smart, vincitore della 200 Miglia di Imola su una GT750 bicilindrica a V desmo. 1988: Lucchinelli e la 851 vincono la prima gara del primo Campionato del Mondo Superbike a Donington Park, concludendo poi la stagione al quinto posto assoluto. 1990: Raymond Roche, in sella alla 888 da 134 cavalli, conquista il primo titolo del Mondiale Superbike per Ducati. Il predominio della casa italiana prosegue con le vittorie dell’americano Doug Polen nei campionati ’91 e ’92. Nel 1993, Polen conquista il primo titolo Superbike AMA nella storia Ducati. 1994: Ducati lancia la 916 che, guidata da Carl Fogarty, vince il titolo Mondiale Superbike al primo tentativo. Il britannico ripete l’impresa l’anno seguente, mentre l’australiano Troy Corser conquista il titolo per Ducati nel 1996. 1999: Viene costituita Ducati Corse per la gestione di tutta l’attività sportiva della Casa di Borgo Panigale. 2001: Ducati annuncia la decisione di partecipare al nuovo Campionato del Mondo MotoGP.

46 / Claudio Domenicali


Claudio Domenicali

Claudio Domenicali, nuovo Amministratore Delegato di Ducati, ritratto in queste pagine con alcune icone motociclistiche: un motore “desmodromico” (a fianco) e il classico abbigliamento da pilota.

stratore Delegato di Audi AG e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Ducati Motor Holding. Il nuovo Amministratore succede a Gabriele Del Torchio, che lascia l’azienda dopo oltre sei anni per affrontare una nuova sfida che dall’asfalto lo porta al cielo, ha infatti preso la guida di Alitalia con un compito non fra i più semplici: in meno di otto mesi risanare i conti della compagnia aerea di bandiera. Del Torchio ha lasciato una Ducati più solida, come sottolinea Stadler: “Del Torchio ha guidato Ducati attraverso una fase economicamente difficile, consentendo all’azienda una crescita costante, fino a posizionarla ai vertici del segmento premium mondiale delle moto sportive.” Infatti l’ex AD ha salutato l’azienda con soddisfazione: “Sei anni intensi, emozionanti. Un’esperienza che mi ha coinvolto completamente e della quale conserverò un ricordo indelebile. Lascio Ducati con la consapevolezza di aver completato un percorso di crescita e di rafforzamento dell’azienda.” E i numeri danno ragione a Del Torchio e forniscono a Domenicali un punto di partenza solido per promuovere il marchio motociclistico: il 2012 si è chiuso in positivo per l’azienda, con una fase di crescita e di miglioramento, sia per quanto riguarda le quote di mercato che i volumi di produzione e di vendita, che fa del 2012 un anno record per la Ducati. Il fatturato è cresciuto del 16% rispetto al 2011, con un record di immatricolato di 44.102 unità; in particolare la crescita è significativa negli USA, che rappresentano oggi il primo mercato, con un incremento del 21% sul 2011. A questo si aggiungono i risultati nell’area del Far East, grazie a un’attenta politica commerciale rivolta ai mercati emergenti. Numerose e decisive sono dunque le sfide che si prospettano a Claudio Domenicali, per un’azienda

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Claudio Domenicali

che oggi sempre più rappresenta un’icona del “made in Italy” nel mondo, con i suoi prodotti venduti in oltre ottanta paesi. Dal 1926, anno in cui fu fondata, la Ducati con le sue moto di ispirazione sportiva, caratterizzate da performanti motori “desmodromici”, un originale sistema di funzionamento del motore che è divenuto il simbolo della casa motociclistica, continua a ottenere successi nel mercato internazionale grazie a un design e a una tecnologia sempre all’avanguardia. L’attenzione per l’innovazione ha caratterizzato l’azienda fin dalle origini, quando il mondo dei motori era ancora molto lontano; la famiglia Ducati infatti fonda la Società Radio Brevetti Ducati con l’intento di produrre componenti per la nascente industria delle trasmissioni radio, basati su brevetti di Adriano Ducati. La Seconda Guerra Mondiale I dipendenti della Ducati salutano il nuovo AD con un rombo di motore.

risulta fatale per gli stabilimenti di Borgo Panigale che vengono rasi al suolo nel 1944, ma per tutta la durata della guerra i fratelli Ducati studiano e progettano nuovi prodotti da proporre sui mercati internazionali alla conclusione del conflitto. E così nel 1946 compare il Cucciolo: il piccolo motore ausiliario per biciclette destinato a diventare il più famoso nel mondo. Venduto prima in scatola di montaggio da applicare alla bicicletta, ha ben presto un proprio telaio costruito dalla Caproni di Trento e in breve tempo diventa una vera e propria motocicletta in miniatura. Grazie al successo del Cucciolo e dei suoi derivati, Ducati diventa un marchio affermato nel settore meccanico. Con l’arrivo negli anni ’50 dell’ormai mitico “doctor T”, l’ingegner Fabio Taglioni, prende grande impulso la realizzazione di motori dalle caratteristiche tecniche originali e dal design ardito e anticonformista e il marchio Ducati conosce il suo battesimo nelle corse. Con Taglioni trionfa anche il sistema “desmodromico” e da questo progetto prende vita, nel 1960, il famoso Bicilindrico di 250cc. A cavallo dei successi nelle corse e nelle vendite Ducati è giunta così nel nuovo millennio sempre con una forte passione per l’innovazione e proprio nel 2000 ha lanciato la prima moto venduta esclusivamente su Internet, la MH900e progettata da Pierre Terblanche, una sfida coraggiosa che ha premiato ancora una volta l’azienda. L’ultimo decennio ha visto poi la nascita di molti nuovi modelli e numerose soddisfazioni anche nel settore corse: avvicinandosi al centenario tante sono le sfide che ancora si presentano nel dinamico mondo dei motori e che Ducati si prepara ad affrontare con saldo in sella il suo nuovo AD Domenicali.

Il “Dovi” in sella alla Ducati. Per il 2013, Andrea Dovizioso compie un passo importante nella sua carriera, tornando a pilotare una moto ufficiale con il team Ducati, dove affianca il Campione del Mondo 2006 Nicky Hayden, in sella della Desmosedici GP13: una grande opportunità per il pilota, che nei suoi primi cinque anni nella classe regina è sempre arrivato nei primi sei posti in classifica finale. “Dovi”, nato a Forlimpopoli nel 1986, si è appassionato alle moto fin da bambino, quando vedeva il padre prendere parte alle gare di motocross e sognava di avere una moto tutta sua. A quattro anni cavalca la prima “dureruote”, due anni dopo riceve la sua prima vera minimoto per correre e all’età di sette anni già affronta asfalto e sterrato. E poi è tutta una gara, dai titoli minimoto ai successi nella classe 125 e poi nella 250, fino al passaggio nel 2008 alla MotoGP. Il Campionato 2013 in sella alla Ducati è per Dovizioso una sfida appassionante, che il pilota romagnolo sta giocando al massimo ottenendo buoni piazzamenti come il quarto posto a Le Mans e il quinto nel classico circuito del Mugello. Sempre rincorrendo un sogno su due ruote.

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Nome Cognome

JOVANOTTI Lorenzo negli stadi. testo Giulia Crociani

Con il suo Backup Tour, l’eclettico cantautore parte alla conquista degli stadi italiani, per festeggiare i suoi primi 25 anni con la musica. Nozze d’argento celebrate con giovani artisti e dj internazionali.

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Ph. Giorgio Sabatini

Sopra e a lato, Jovanotti sul palco di Forlì nel Tour 2011/2012.

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Venticinque anni a tutto gas, per un eterno ragazzo cresciuto al ritmo del pop e passato via via ad incarnare forme musicali sempre più articolate, originali, poetiche. Nozze d’argento con la musica che Jovanotti celebra con un greatest hits, “Backup-Lorenzo 1987-2012”, e un tour negli stadi italiani, anticipato dal singolo “Tensione Evolutiva” il cui video è stato diretto dal regista Gabriele Muccino. Il tour ha preso il via ad Ancona il 7 giugno per attraversare tutta la penisola fino al 20 luglio, passando da Bari (11 giugno), Bologna (15 giugno), Milano (doppia data a San Siro il 19 e 20 giugno), Roma(28 giugno), Salerno (2 luglio), Pescara (10 luglio), Padova (13 luglio) e Cagliari (20 luglio). “Sarà una grande festa”, dice Lorenzo commentando la scaletta della serata. “Con

tanti brani remixati, intervallati, come succede proprio alle feste, dai più importanti pezzi lenti, a partire da ‘A te’”. Come da tradizione, la prima tappa è immancabilmente prevista nel centro Italia: per l’Ora Tour del 2011 era stata Rimini ad ospitarla, al 105 Stadium, e Jovanotti aveva regalato alla città un’improvvisata quanto efficace interpretazione di “Romagna mia”, accendendo gli animi dello stadio romagnolo. Alla Romagna lo lega una lunga permanenza, coincisa con la nascita della figlia Teresa, mentre ora lo sguardo dell’artista spazia verso orizzonti più lontani, verso l’America, da dove ha deciso di ripartire con nuova musica, dopo 5 lustri di carriera. Ma torniamo all’Italia e al Backup Tour, che allo Stadio del Conero di Ancona ha visto allestire due grandi passerelle che hanno permesso l’interazione con luoghi diversi della platea, dominata da uno schermo di 600 metri quadri. Il tour prevede una line up da grande festival: ogni data sarà accompagnata dal miglior suono del momento. On stage il meglio della dance internazionale e della musica italiana di oggi, con dj del calibro di Benny Benassi, Ralf, Claudio Coccoluto, Congorock, Spiller e Riva Starr nonché la band, di cui Lorenzo si dichiara grande fan, Tre Allegri Ragazzi Morti, il tagliente cantautore Il Cile e l’artista hip-hop Clementino, con il quale prosegue l’intesa avviata con la collaborazione per l’album “Mea Culpa”. “Sono molto contento e ringrazio tutti per aver accettato il mio invito”, prosegue Jovanotti. “È un regalo per me e per il mio pubblico, che può godersi il meglio della musica italiana di oggi, oltre a


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Jovanotti

La lunga strada di Lorenzo.

grandi dj internazionali. Non tutti sanno che uno dei prodotti made in Italy più celebri è la nostra musica dance che con i suoi djs/producers fa ballare tutto il mondo. Io nasco in quell’ambiente e in questo tour negli stadi li voglio celebrare”. Non sarà un’avventura concettuale o di grandi preteste intellettuali-artistoidi quella del Backup Tour, ma una vera e propria festa itinerante rivolta e finalizzata al divertimento di tutti coloro che vorranno gioire con Lorenzo Cherubini per i suoi 25 anni di carriera costellati da indimenticabili successi, dal rap degli anni ‘80 alla più recente evoluzione artistico-creativa nella world music. La filosofia di questo tour? “Se dovessi sintetizzarla in una canzone - prosegue il cantautore - è proprio ‘Ti porto via con me’, come il titolo del pezzo realizzato in collaborazione con Benny Benassi che appartiene all’ultimo album cofanetto. Voglio che sia una grande festa emozionante; chi verrà a vederlo deve trovare subito quello che cerca, pezzi dance e remixati, intervallati da pezzi lenti”. Un momento emozionante, quindi, per festeggiare insieme senza però cedere alla nostalgia per il passato. La voglia di ripartire, di ricominciare dopo 25 anni di viaggi e di successi, è ancora tutta lì. Espressa questa volta dalla necessità di ampliare le proprie frontiere. Sta in questa volontà di non fermarsi la scelta del cantautore di trasferirsi per un periodo con la famiglia negli Stati Uniti, a New York, dove ha firmato un contratto con un’etichetta indipendente con la quale tiene concerti in club e festival di frontiera, da Miami a Seattle. Incontrando nuova gente e scoprendo nuovi suoni, in un viaggio nella musica senza confini.

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Nato a Roma nel 1966 da famiglia toscana, Lorenzo Cherubini comincia la sua carriera come dj nelle radio e nelle discoteche della capitale proponendo, tra i primi in Italia, i generi rap e hip-hop. A 19 anni inizia a trasmettere dai microfoni di Radio DeeJay e a realizzare le sue prime hit con il nome di Jovanotti. Tra queste spicca “Gimme five”, contenuta nel suo primo album “Jovanotti for president” (1988). Oltre alla radio, conduce il programma televisivo “1,2,3... casino” su Deejay Television, diventando il primo VJ di MTV. Mentre il suo sound evolve e cresce il suo interesse per i temi d’impegno politico e sociale che avrebbe caratterizzato la sua produzione successiva e che lo avrebbe avvicinato a organizzazioni come il movimento per la cancellazione del debito dei paesi del terzo mondo ed Emergency - viene notato sulla scena musicale internazionale. Nel 1995 “L’ombelico del mondo” è candidato agli MTV Music Award e Lorenzo parte per numerosi viaggi, alcuni descritti nel suo libro “Cherubini”, che lo avvicinarono alla world music. Il 13 dicembre 1998 nasce Teresa: alla figlia dedica la ninna nanna “Per te”, uno dei successi dell’album “Capo Horn” (1999). Negli ultimi dieci anni la sua valenza artistico-musicale si è via via sempre più consolidata, anche attraverso importanti collaborazioni con il mondo del cinema: da “Quinto Mondo” a “Ora”, i suoi album sono stati un continuo successo. “Safari”, anticipato dal singolo “Fango”, vede alla chitarra Ben Harper, vince la prima edizione del premio Mogol e diventa l’album dell’anno. “Baciami ancora”, colonna sonora dell’omonimo film di Muccino, si è aggiudicata il David di Donatello come miglior colonna sonora originale. Ed ora, con “Backup” e il tour negli stadi, è arrivato il momento di festeggiare questi entusiasmanti 25 anni di viaggio nella musica.


PIEMONTE Ca’ del Baio Damilano Gianpiero Broglia Doglia Marcalberto Spumanti Ca’ Viola Monchiero Carbone Torraccia del Piantavigna VALLE D’AOSTA Maison Anselmet

LOMBARDIA Montagna-La Costa Villa Franciacorta Le Marchesine

E M I L I A - R O M A G N A ALTO ADIGE Kossler Bessererhof Lorenz Martini

TRENTINO Dorigati - Methius Cantina Roeno

MARCHE Umani Ronchi

LIGURIA Poggio dei Gorleri

TOSCANA Terenzi Poggio Antico Le Ragnaie Castello di San Sano Torre a Cona Tenuta di Capraia

FRIULI VENEZIA GIULIA Colmello di Grotta Pradio Ronco dei Tassi Scubla Vigna del Lauro VENETO Ca’ Rugate Merotto Zardetto Follador Azienda Agricola Serena

EMILIA Cinti Floriano Corte Manzini Tenute Castelvetro La Costa Binelli Albinea Canali

ROMAGNA Balìa di Zola Poderi dal Nespoli Il Pratello Cantine Viticoltori Imolesi Ferrucci Stefano Le Rocche Malatestiane

UMBRIA Arnaldo Caprai ABRUZZO Agriverde CAMPANIA Rocca del Principe Cantina dei Monaci De Falco Vini

PUGLIA A Mano Agricole Vallone BASILICATA Paternoster

SARDEGNA Sella & Mosca SICILIA Tenuta di Fessina Spadafora Martinez Donnafugata Abbazia Santa Anastasia

PARTESA NEL MONDO: FRANCIA Chablis Hamelin Champagne Drappier Champagne Louis Costant

GERMANIA Weingunt Weegmüller

ARGENTINA Makia Estate


Passione a cavallo

passione a cavallo ritorno alla natura, verso spazi ariosi.

testo Lucia Rughi e Roberta Bezzi - foto Riccardo Gallini e Massimo Fiorentini

Scuole di equitazione e centri ippici lungo la riviera romagnola rinnovano un antico sogno di libertà. Proponendo un contatto autentico con l’ambiente, tra lunghe passeggiate nei boschi, in spiaggia o in pineta.

Il vento sul viso, le mani ben serrate alle briglie, i muscoli tesi nel mantenere una linea flessibile. E poi sentire crescere come un rumore lieve e fluttuante il richiamo della natura, di quel sogno western sepolto in ognuno di noi, verso spazi ariosi, lontano dalla strepitante densità del quotidiano. Un sogno di libertà che trova spazi perfetti anche lungo la riviera romagnola, sulle spiagge e in pascoli verdi, dove la vita palpita battendo il ritmo delle diverse andature. Siamo nella Valconca, una boscaglia di alberi e siepi lambisce l’allevamento dei purosangue arabi “Arabian valley stud” dei fratelli Sanchi a Morciano. Una trentina di esemplari maestosi si muovono liberi nel recinto della tenuta. Narra la leggenda che quando Dio decise di creare il cavallo, disse al vento del Sud: “Voglio farti diventare una creatura, condensati!”. Poi mise sul cavallo il segno della gloria e della felicità, una piccola macchia di colore bianco in mezzo alla fonte, sotto il ciuffo della criniera. “I cavalli arabi sono il prodotto di secoli di selezione ed uso in condizioni climatiche tanto difficili da consentire la sopravvivenza solo ai più resistenti e coraggiosi - afferma Francesco Sanchi, titolare dell’allevamento -. A ciò si aggiunge che il criterio di selezione delle tribù beduine è sempre stato quello di utilizzare i soggetti dotati del massimo di velocità e fondo, in grado di sopportare lunghissime marce senza perdere poi in freschezza e velocità. La razza è nota anche per il buon temperamento, lo stile e la bellezza associati a facilità di apprendimento e la versatilità. “Soggetti propriamente selezionati - prosegue Sanchi - possono correre veloci come purosangue inglesi, trottare alle

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Ph. Davide Cheli per LdiR


Passione a cavallo

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Passione a cavallo

Salto ostacoli all’Horses Riviera Resort. In apertura, Nina Senicar su AV Baikhora, un cavallo dell’Arabian Valley Stud.

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andature più elevate come un Hakney o un Saddle bred, possono lavorare il bestiame come un Quarter Horse, cacciare e saltare come un Hunter, servire come cavallo da parata o tirare elegantemente un calesse, una carrozza o una slitta”. La passione per il purosangue arabo dei fratelli Sanchi li ha portati a sviluppare in Valconca un centro di eccellenza. Arabian Valley Stud è infatti presente sul mercato internazionale, grazie alla costante partecipazione a campionati Europei e Campionato del Mondo di Parigi nonché a show internazionali come Deauville e Dubai. Poco più di due anni di vita ma già caratterizzato da una grande vitalità è il Circolo ippico e scuola di equitazione di San Patrignano. Frequentato da proprietari e allievi dei tre diversi corsi di equitazione, gioco pony, avviamento e avanzato, è la dimostrazione di come sport pulito, dimensione sociale e passione possano compenetrarsi al meglio. La comunità per il recupero dalla tossicodipendenza sulle colline di Rimini mette a disposizione le proprie strutture ed esperienza al servizio dei cittadini e del territorio. D’altronde il circolo è la naturale prosecuzione di un percorso che ebbe inizio con la nascita stessa della comunità, quando Vincenzo Muccioli intuì che i cavalli potevano avere una funzione terapeutica. Ma torniamo in Valconca. L’Horses Riviera Resort di San Giovanni in Marignano, centro equestre di nuovissima concezione, è uno dei più completi, moderni e strutturati presenti sul territorio. Dopo una breve pausa ha ripreso l’attività guidato dalla nuova gestione di Pier Paolo


Passione a cavallo

Ferilli, già responsabile giovani cavalli e board allevatori FISE nonché fratello della bella attrice Sabrina. “L’HRR Propone un palinsesto di concorsi ippici di notevole impatto ed interesse” spiega il responsabile della comunicazione, Marco Bonini. “Sono 34 le manifestazioni già in calendario nell’impianto per il 2013, tra cui il più ricco trofeo europeo ‘One million tour’, cinque concorsi internazionali, il Campionato italiano di dressage, un Campionato italiano di salto ostacoli seniores, un test event giovanile, dei concorsi riservati ai pony, campionati regionali indoor e concorsi di salto ostacoli nazionale A4* e A6*”. E dopo l’estate è prevista l’apertura di una vera e propria scuola di equitazione. Risalendo verso nord facciamo tappa a Cesenatico, al centro ippico e maneggio del Resort vacanze Due Ponti, che propone lezioni a cavallo con istruttori federali sia di monta inglese che di monta western. Un’opportunità interessante per chi vuole iniziare una nuova passione o regalarsi una vacanza tra mare e campagna, magari assieme al proprio cavallo alloggiato nei box del circolo residence, con maneggio a Sala di Cesenatico. Proseguendo verso l’area ravennate incontriamo Enrico Fiorentini, 55 anni, con un passato da atleta (ha partecipato ai campionati europei juniores, a gare internazionali e ha fatto parte del gruppo di preparazione delle olimpiadi del 1980, ndr), da oltre vent’anni fa l’istruttore e ha visto passare davvero tanti allievi al Circolo ippico ravennate che vanta una quarantina di soci. La più promettente è stata Maria Speranza Gardini, che si è messa in evidenza in diversi concorsi completi di livello internazionale. “L’equitazione è praticata, anche se non è facile organizzare gare di un certo livello racconta -. Molti pensano che questo sia uno sport per ricchi, ma un abbonamento di dieci lezioni costa circa 180 euro con i pony e 200 euro con i cavalli. Certo le cose si complicano per chi desidera passare all’agonismo perché è necessario comperare un cavallo, e questo è un investimento importante. Più un cavallo è promettente e più il prezzo sale: si va da un minimo di mille euro fino a 400 mila, poi occorre metterlo a pensione. Se a questo si aggiunge che i premi non sono tali, anche per i primi classificati, per compensare le spese, è evidente che ci vuole una grande passione”. Ne sa qualcosa Alessandra Gherardi che da anni si dedica all’attività internazionale.

In alto, Enrico Fiorentini del Circolo ippico ravennate. Sotto, l’Ippica Lamone a Santerno.

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Passione a cavallo

Dopo aver mosso i primi passi al Circolo ippico ravennate, ha studiato all’Università a Bologna e per un certo periodo si divideva tra sport al mattino e lavoro al pomeriggio. Poi la decisione di vendere la sua clinica veterinaria e di dedicarsi completamente all’equitazione, aprendo un suo circolo privato a Savio, con l’associazione Riding Club Ravenna, dove ci sono alcuni box, dieci cavalli a pensione e sette ragazzi che montano e fanno gare. Gherardi ha vinto due campionati del mondo nella specialità completo, nel 2007 e 2009 con Golden Boy, e con lo stesso cavallo ha partecipato anche ai campionati di categoria tre stelle in Inghilterra. “La mia più grande soddisfazione è trasmettere questa passione ai più giovani - spiega -. D’altra parte, in Italia, mantenersi con questo sport è impossibile anche ad altissimi livelli, perché le vincite sono basse e i costi molto elevati. All’estero è diverso grazie alla presenza di sponsor. Pertanto ai giovani di talento consiglio di andare a fare gavetta con un cavaliere famoso all’estero”. La maggior parte dei ravennati, comunque, si dedica all’equitazione più che altro come passatempo. Un posto molto conosciuto è il Centro ippico “Bosca Ranch” a Classe (con 130 soci iscritti), dove si può sperimentare la monta inglese e la monta americana. Di cosa si tratta? “È una monta da cowboy spiega l’istruttore Claudio Lama -, che ricorda il lavoro nei ranch statunitensi, dove ci sono mandrie di bestiame. La monta inglese è ancora più sicura di quella americana perché si pratica solo cavalli di grande affidabilità, per cui le cadute sono pressoché inesistenti. Organizziamo sia una scuola di agonismo, la Team Penning, con l’utilizzo di bestiame, ma anche semplici passeggiate in campagna

e nella pineta di Classe, o in spiaggia d’inverno. Per i ragazzi ci sono anche i campi estivi, mentre per i bambini la fattoria didattica, e non mancano inoltre eventi a tema e corsi di balli country. La crisi c’è ma non si sente - aggiunge Lama -. La gente non rinuncia al divertimento se i prezzi sono accessibili. E noi ce la mettiamo tutta per promuovere l’equitazione”. Un’attività storica come Al Maneggio dell’Ippica Lamone a Santerno, fondata trent’anni fa, riapre i battenti. “Abbiamo riaperto dopo un anno di chiusura - afferma Gilberto Romanini -. Ai tempi d’oro avevamo anche 50 cavalli a pensione, ora molto meno. Il mio amore per questo sport mi porta a voler ancora investire per i più giovani, organizzando corsi estivi e la scuola di avviamento. A tutti invece proponiamo la celebre passeggiata sull’argine del fiume Lamone fino a Porto Corsini, che è di grande suggestione”. Pure il prestigioso Centro ippico “Le Siepi” di Milano Marittima ha riaperto nel 2011 dopo esser stato chiuso un paio di anni, ed è tornato a ospitare gare di salto a ostacoli di alto livello. Praticare equitazione richiede un certo tipo di abbigliamento, di stivali e accessori vari. La selleria La Bizantina di via Sant’Alberto è rimasta l’unica in provincia di Ravenna a vendere questo tipo di prodotto, oltre alle briglie, al grasso per gli zoccoli e tutto ciò che serve per la cosmesi del cavallo. “Sono l’unico ad aver resistito alla crisi e, così, mi sono accaparrato i clienti degli altri - afferma Ilario Ottardi -. Continuo anche ad allevare cavalli e alcuni di loro hanno avuto buoni risultati nel salto ad ostacoli e nelle gare internazionali di completo”.

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Ilario Ottardi, della selleria La Bizantina, con i suoi cavalli.


Nome Cognome

IL BORGO DELL’OZIO CREATIVO sguardo sulla Valmarecchia dal Petrella Guidi. testo Lucia Rughi

Nel cuore verde del Montefeltro un borgo suggestivo dove ritrovare tempi distesi e meditativi. Un borgo ristrutturato conservandone l’identità e il fascino, per soggiornare in suggestive dimore di classe riscoprendo la storia, la cultura e l’enogastronomia del territorio.

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CĂŠcile Kyenge e Josefa Idem

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Il borgo dell’ozio creativo

Un grappolo di case, l’una accanto all’altra, in forma concentrica, divise da stradine di acciottolato, con i muri in pietra e le finestre piccole. Qui il tempo si è fermato. Qui un gruppo di amici a fine anni Ottanta ha deciso di fissare l’immagine scegliendo un angolo di Italia diverso, rarefatto, quasi metafisico. E costruire, vuoi per piacere vuoi per passatempo, una ristretta comunità di “ozio creativo” a un’ora di distanza da Rimini, immerso nel Montefeltro, di fronte a Pennabilli. Nasce così la storia del Petrella Guidi Lodge, di proprietà della famiglia Trento di Bologna. Secondo anno di apertura come struttura alberghiera, ha quattro stanze: del poeta, dello spirito, della rosa, degli specchi. Ognuna curata fin nei minimi dettagli, dire personalizzata pare quasi riduttivo. “Chi entra da noi entra in una casa, la nostra casa”. Ed è esattamente così, perché la dimora maestra e le altre due, dove sono dislocate le stanze, era il buen retiro di Gala Trento e del marito. Pionieri insieme ad alcuni amici del recupero di un pezzo di storia del territorio. Perché Petrella Guidi? “Inizialmente grazie ad un amico, il pittore bolognese Antonio Saliola. Lui ha scoperto il borgo tramite Benni Faeti, originario del Montefeltro. Erano alla ricerca di un posto tranquillo di pace e ispirazione per dipingere. A quell’epoca il posto era disabitato e diroccato. Noi d’estate abbiamo cominciato ad andare da Antonio, poi abbiamo deciso di comprare casa anche noi”. Cosa vi colpì? “La sensazione fluttuante di pace totale e spiritualità. Un luogo veramente lontano dal mondo ma

pieno di energia, dove ci si poteva ricaricare, staccare la spina e contemporaneamente sentirsi liberi e felici. Con questa visione tutt’attorno sulla Valmarecchia, che riempie e pervade l’anima di gioia”. Quale fu l’evoluzione? “Cominciammo con la prima casa, in 15 anni ne abbiamo acquistate altre due creando un borgo nel borgo, una piccola comunità con noi sistemati nella principale e altre due camere per gli amici. Negli anni sono state costruite la palestra, la sala cinema, l’hamman e la piscina interna. L’idea era vivere come una famiglia allargata, alloggiando in camere diverse ognuno con la massima privacy ma stando molto insieme in comitiva, sotto le pergole e nei giardinetti. Tanti angoli di contemplazione, conversazione, tutto era molto bello. Ora abbiamo deciso di affittare la proprietà perché abbiamo comprato un’altra casa, la vita va a periodi. Vogliamo soprattutto condividere la nostra esperienza a Petrella Guidi”. Come è avvenuta la ristrutturazione? “È stata molto difficile a causa dello stato del borgo. Tutto era diroccato, sembrava il bosco della bella addormentata, pieno di rovi e cespugli. Non si vedeva neppure dove camminare, la casa era incendiata in parte, abbiamo dovuto portare gabbie di sostegno con le pietre. Dietro la casa c’era una specie di discarica del paese, abbiamo setacciato tutta la terra, ripulito tutto, le stradine non permettevano di arrivare con i mezzi. Abbiamo voluto un intervento di tipo conservativo, con niente di diverso rispetto a quello che c’era un tempo. Tutto è originale a

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Un’elegante cena apparecchiata nel borgo. In apertura, una veduta del Petrella Guidi Lodge.


Il borgo dell’ozio creativo

Una camera (a fianco) e una zona giorno (sotto) dove vengono accolti gli ospiti del borgo.

Cucine da sogno.

partire dai materiali impiegati. Sull’interno non c’era documentazione storica, quindi abbiamo adeguato la struttura con un tocco di modernità”. Chi sono i vostri clienti? “Famiglie in vacanza, alla ricerca di un posto dove stare bene insieme con nonni, figli e nipoti, oppure gruppi di amici. Viaggiatori curiosi perché nel Montefeltro c’è tanta storia, cultura, artigianato e enogastronomia, ma anche italiani che vengono a riscoprire la propria Italia. Un’Italia non turistica ma autentica, di qui la definizione, ‘historical hideway’. Sono sentieri storici nascosti che non fanno parte della rete turistica”. Qual è la proposta del territorio? “Si può fare trekking nel parco Sasso e Simone Simoncello, salire sulla bicicletta da corsa con trainer personale e ripercorrere le strade dove Marco Pantani si allenava. Oppure le più tranquille passeggiate a cavallo, grazie ai tre maneggi dei dintorni ma anche dentro il parco. Organizziamo anche delle ‘cooking class’ molto interessanti per gli stranieri, in ristoranti e anche da casalinghe, per scoprire come si fa la vera tagliatella. Imparare riposando: questo è il concetto dell’ozio creativo”. Un nuovo modo di intendere la vacanza? “Il dolce far niente che permette di scoprire le cose, quasi casualmente, giocando per tornare a casa più ricchi. Nelle stagioni giuste organizziamo per i nostri ospiti la raccolta dei funghi insieme ad una guida micologica, con la successiva preparazione culinaria”.

Chi si dirige verso la Valmarecchia trova lungo il tragitto una scelta di ristoranti alquanto ricca. Il palato raffinato troverà soddisfazione al Piastrino di Riccardo Agostini, premiato con una stella Michelin. A Talamello c’è La Locanda dell’ambra, con la propria fossa per il formaggio, da dove viene estratto e poi degustato con ricette e prodotti di un tempo ma anche elaborati in gusto moderno. Spesa gourmet alla Macelleria Celli di Novafeltria, dove Domenico e famiglia hanno la propria produzione bovina completa di certificazione della “razza marchigiana”. Qui i salumi stagionati sono protetti con la cera d’api e si trova il primo prosciutto di spalla brevettato, chiamato il “mandolino del Montefeltro”.

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QUESTIONE DI GUSTO! ECCELLENZA RIMINESE IN CUCINA. La Marianna, Ristorante dallo Zio, Osteria de Borg, Nud e Crud: quattro indirizzi a Rimini dove gustare il meglio della gastronomia del territorio. Nel Borgo San Giuliano, dove da secoli la via Emilia si innesta nel ponte di Tiberio per poi cambiare identità e diventare la Flaminia, si trova uno dei più antichi locali di Rimini, la “Trattoria La Marianna”, così denominata dal 1908, e che quest’anno festeggia cento anni di attività. Già nel Medioevo, questo suggestivo luogo era sede della posta dei cavalli, con sovrastante servizio locanda. Così, per mantenere viva la tradizione del melting pot tipico di questi antichi esercizi, chi ha rilevato l’attività, Giuliano Canzian ed Enrica Mancini, ha voluto mantenere l’identità borghigiana di questo luogo, radicandosi sempre più sul territorio, vivificando la tradizione. Infatti, oggigiorno la vera forza sta nel recuperare regionalismi e saperi perduti, per proiettarli nel futuro, declinandoli in chiave attuale, in sintonia con le esigenze del fruitore contemporaneo. Lo chef Canzian (ora anche executive chef di Palato), piemontese di origine, con porzioni di sangue friulano e lombardo, ha sempre avuto una passione smodata per la Romagna e la sua tradizione culinaria, sia di terra sia di mare, che ha trasposto, dieci anni fa, nella sua prima attività, il Ristorante Dallo zio, nei pressi dell’Arco D’Augusto, proponendo raffinati piatti della tradizione secondo una sua personalissima rilettura. Ora ha oltre 50 dipendenti spalmati su tutte le quattro attività cittadine: La Marianna, un locale conviviale, semplice e raffinato

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Special ADV

al tempo stesso, con un poetico tocco retrò che rispetta la filologia del luogo. La Trattoria fa del pesce di stagione il proprio vessillo, così come del recupero di prodotti dall’alta qualità che la zona offre. Per Giuliano il rapporto diretto coi produttori è alla base delle scelte quotidiane, fatto di richieste precise e propositive che rivolge ai fornitori in base alle “sue” esigenze gastronomiche. “Km e miglio 0” non sono gli unici criteri con cui lo chef sceglie le materie prime, bensì l’eccellenza, anche appartenente ad altre tradizioni. Una lungimirante visionarietà infarcita di forte imprenditorialità ha dato vita ad un format geniale, in cui si innesta lo street food del “Nud e Crud”, aperto con il giovane imprenditore Sergio Gnassi, dove da pranzo fino a sera è possibile trovare sfiziosità e piadine ottenute con farine speciali a “km 0”, farcite con chianina dell’Appennino, come il must del menu: Il PidBurger. Per non dimenticare le prelibate pizze cotte nel forno a legna che vanno ad ampliare l’offerta dell’Osteria de’ Borg. Minimo comun denominatore di questi locali è quello di aver puntato su una cucina classica ma con brio, ripensandola in base ai venti di cambiamento, percependo quanto le persone, attraverso il pasto, sia esso fugace o slow, di lavoro o di piacere, abbiano necessità di vivere un’esperienza sensoriale totale, per acquisire un bagaglio da portar con sé nel mondo.

Le foto sono state realizzate da Giorgio Salvatori.

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SCENOGRAFIE DI STILI. Il bianco illumina l’estate. Abbagliante e rasserenante nell’open space riccionese che apre questo numero di Dome, abitato da materiali di recupero e originali creazioni capaci di riconciliare lo spirito con la natura. Toni chiari che caratterizzano anche il piccolo e accogliente appartamento di Lido Adriano che abbiamo visitato per voi. Un grandioso progetto di recupero architettonico ci porta quindi a Forlì, con la trasformazione di un’antica chiesa conventuale in uno spazio polivalente per i Musei San Domenico. Dal passato al futuro con la riminese Ecoarea better living, dove sono riunite soluzioni di arredo innovative e di qualità, fino ad approdare sul lungomare di Torre Pedrera, su cui si affaccia il nuovo hotel firmato Baldinini.

RICCIONE: Bianco come il mare,

LIDO ADRIANO: Giusta per l’estate,

FORLì: Musei San Domenico,

RIMINI: Ecoarea.


Accenti

Cooperativa Ceramica d’Imola, premio al MAXXI. Parma - STU 109 B è il progetto residenziale che coinvolge Cooperativa Ceramica d’Imola nella realizzazione di un edificio altamente performante e innovativo, situato nel cuore del nuovo Quartiere Pasubio, a Parma. Filosofia fondante e ispirazione trainante per la progettazione dell’edificio è un nuovo concetto di spazio: un sistema di valori che vede coinvolte aree private e pubbliche nella creazione di un sistema spaziale interconesso e vivibile. Ad ogni spazio abitativo, infatti, viene conferita una personalità unica, evitando di ricorrere a ripetizioni che risultano seriali e povere di personalità. La sensazione è quella di

vivere un’abitazione aperta verso l’esterno. Il contributo di Cooperativa Ceramica d’Imola s’inserisce nella dinamica compositiva della facciata, tratto distintivo di un edificio caratterizzato da un’alternanza di elementi chiaroscurali di grande effetto. Il rivestimento realizzato per l’edificio ha valso al Gruppo il riconoscimento de La Ceramica e il Progetto 2013, concorso di architettura che premia le migliori realizzazioni architettoniche create utilizzando piastrelle di ceramica made in Italy. Cooperativa Ceramica d’Imola è stata premiata lunedì 1° luglio alle 18,30, nella prestigiosa location del MAXXI di Roma.

La Galerie Italienne mette in mostra Biagetti. Parigi - La Galerie Italienne di Parigi ha inaugurato lo scorso 23 maggio la mostra di Alberto Biagetti, artista romagnolo (nato a Santarcangelo e cresciuto a Ravenna), invitato a presentare il suo lavoro in quella che viene considerata la più prestigiosa galleria per il design della capitale francese, fondata nel 2001 e dedicata alla promozione e alla produzione di opere in edizione limitata dei designer contemporanei. Alberto Biagetti vive e lavora a Milano, dove, oltre alla creazione di opere prime e multipli, collabora alla

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direzione artistica di storiche aziende italiane. La sua opera è il risultato di molteplici invenzioni che diventano degli oggetti d’arredo, design di interni, pitture e installazioni per gallerie ma anche collezioni private. Ha prodotto per MemphisPost Design, De Vecchi, Zerodisegno ed altri, firmando anche alcuni tra i più prestigiosi vetri prodotti da Venini. I lavori di Biagetti sono stati esposti in importanti gallerie e centri culturali fra cui Galleria Marconi, Hangar Bicocca, Cartiere Vannucci e Antonio Colombo Arte Contemporanea. (G.B.)

Loki, abbracci in poltrona. Ravenna - Fondato nel 2011 dal ravennate Guido Garotti e Sehr Khan a Cotignola, “Life Given A Shape” è uno studio-atelier che esplora la semantica del prodotto e s’ispira a principi di durabilità, tradizione e innovazione. Con questo spirito è nata l’idea di progettare sedie ricche di dettagli e particolari, ognuna diversa dall’altra, che potessero essere rappresentative di personalità specifiche e concedere differenti usabilità. Tra queste la seduta Loki ( nella foto ), con un carattere energico e una postura sicura di sé. I componenti del set individuale sono un prodotto di alto artigianato, realizzato in Emilia-Romagna e Veneto.


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Bianco come il mare

luce interiore in una casa di Riccione. testo Irena Coso

Un open space diventa rifugio per l’anima, arredato con materiale di recupero seguendo soluzioni originali, economiche e chic. Dove la purezza del colore riconcilia lo spirito con la natura.

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Nome Cognome

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Bianco come il mare

L’immagine complessiva è di libertà assoluta, di candido stupore verso la bellezza del mondo. Daniela Dellavalle, stilista e imprenditrice, è partita da materiali carichi di emozioni e di memorie, oggetti amati con cui creare soluzioni insolite. È nata così la sua casa per le vacanze a Riccione, un open space trasformato in vero e proprio antro delle meraviglie in cui domina, abbagliante, il colore bianco. Una magia che si riverbera nel rumore del mare, a due passi da qui, che ha portato a riva quei legni che la padrona di casa ha saputo levigare e lavorare per creare oggetti unici. Insolite panche e originali attaccapanni, nodosi sgabelli e pouf, cornici, mensole, legni approdati sulla spiaggia romagnola e trasformati dal bagliore candido che ora li ricopre. E assieme ad essi perline, specchietti, pietruzze, conchiglie, tracce di una natura che qui s’intreccia e si bilancia con la creatività umana. “Il bianco dice Daniela - è il colore che più mi appartiene. La sua luce e la sua leggerezza accolgono qualsiasi abbinamento”. Spirito, estetica e materia si fondono qui in un perfetto stile personale, fatto di idee originali e di un carattere creativo che s’imprime in ogni singolo particolare. La libertà con cui la padrona di casa si muove nel creare il suo personalissimo décor è totale, lasciando campo libero alla casualità e alle emozioni. Il legno imbiancato si mescola con vetri, specchi e, soprattutto, impalpabili tessuti, tendaggi fermati con molli nodi che ondeggiano al vento marino. Sono i tessuti di Arte Pura, marchio creato dalla padrona di casa ispirato alla purezza del lino e del colore bianco, che si sposa perfettamente con

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Bianco come il mare

l’effetto marmo dato alle pareti. L’illuminazione a pavimento con discreti faretti regala a questa abitazione una luce soffusa. Il tema della luce e delle trasparenze si espande anche nella cucina, con mobili realizzati con legni di recupero e tante mensole abitate da oggetti a vista, lasciati al naturale ed altri trasformati in forme nuove. Dal pavimento color latte, realizzato da Oltremateria, si estende un biancore abbagliante che fa pensare a qualcosa di filosofico, oltre che di estetico, come se le onde del mare s’infrangessero sulle pareti e il pensiero corresse verso la trascendenza, la purificazione. Qui il concetto di mare è lontano mille miglia dalla spiaggia balneare affollata di turisti. Qui è oasi di pace, luogo di rinascita spirituale. Anche il mare d’inverno echeggia in questo spazio incantato. Le stufe e i camini che riscaldano la casa nei mesi freddi sono affiancate da cassette della frutta dipinte di bianco e utilizzate per tenere la legna a portata di mano accanto. La zona notte mantiene le stesse coordinate: trasparenze, design, materiali di recupero, tenuti insieme da un colore solo, che li contiene tutti e li armonizza. Un tronco dalla linea sinuosa diviene un originale appendiabiti, e poi specchi, ante recuperate e tanti piccoli oggetti legati al mare: conchiglie al posto dei pomelli, perline, sassi, stelle marine. Oggetti incontrati per caso e guardati con occhi diversi. Qui i tessuti creati dalla padrona di casa sono i grandi protagonisti, coprendo mensole e avvolgendo i letti, senza testata, che poggiano direttamente sulla candida parete di fondo. La camera padronale esibisce un letto-scultura affascinante, con piedi ricavati da un vecchio lampione francese tagliato e laccato, da un tronco di un albero e una lastra di cristallo. E poi composizione di rami, gocce di vetro e fil di ferro, sapientemente elaborati. “Mi piace accostare e sovrapporre materiali diversi - afferma Daniela - e lasciare in parte la regia al caso. Permettendo agli oggetti di raccontare la loro storia”. Anche nei bagni la filosofia di fondo non cambia, con oggetti di recupero che fanno la loro comparsa in modo insolito e originale, come i tre grandi chiodi incastonati sotto al lavabo, memorie di strani cimeli legati a chissà quale storia. Una storia da attraversare scalzi, sul pavimento imbiancato, fermandosi su un particolare e lasciandosi andare al biancore purificante di questo ambiente incantato, in pieno relax.

In queste pagine, scatti “in bianco” della casa riccionese e, a fianco, la padrona di casa Daniela Dellavalle.

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EMBASSY, ABITARE IL MARE RIQUALIFICAZIONE URBANA. Passato e futuro si sposano a Rimini, grazie ad un progetto innovativo partito dal restauro di Villa Cacciaguerra, oggi complesso con appartamenti, negozi e servizi. Un progetto straordinario per restituire alla città di Rimini un pezzo della propria anima. Villa Cacciaguerra e l’area che la circonda rinascono in Embassy abitare il mare, uno degli interventi di riqualificazione urbana più innovativi e virtuosi della Riviera adriatica. Realizzato da InComDue nel cuore di Marina Centro, il progetto unisce il passato, rappresentato dal restauro di Villa Cacciaguerra (già cornice dello storico Embassy Club), e il presente, con spazi prestigiosi destinati a negozi, servizi ed appartamenti. “Embassy abitare il mare è stato concepito per creare una comunità con ogni servizio,

dal ristorante ai negozi, dalla banca fino al servizio di portineria e sicurezza”, spiga Davide Grossi, responsabile commerciale di InComDue. “A pochi passi dalla spiaggia e vicino al centro storico, Villa Cacciaguerra tornerà ad essere una gemma al centro di una piazza verde di 1000 mq, abbracciata da due nuovi edifici, dagli elementi architettonici classici ma dotati della più moderne tecnologie applicate agli impianti e alla domotica”. Scegliere Embassy abitare il mare significa fare una scelta di stile e di sostenibilità ambientale. “L’intero progetto, firmato dagli architetti Pier Vittorio Morri ed Enzo Pulcinelli, è stato realizzato seguendo i più avanzati principi di bioedilizia (classe energetica A, geotermia, impianto di co-generazione, roofgarden, recupero acque meteoriche), che permettono un limitatissimo impatto ambientale ed una importante riduzione dei consumi energetici”. La riqualificazione di Villa Cacciaguerra sarà completata entro l’ottobre di quest’anno. Accanto ai diciotto appartamenti, già ultimati, sorge il sistema commerciale di Embassy abitare il mare. “L’obiettivo è quello di creare un ambiente che risponda alle esigenze del mercato - conclude Grossi -, offrendo valore aggiunto alla residenza e al contesto, per diventare un vero punto di riferimento nell’innovazione delle attività commerciali”.

Per informazioni: area | Embassy viale Vespucci, 33 Rimini - info@embassyrimini.it - www.embassyrimini.it - tel 0039.349.2269853


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GIUSTA PER L’ESTATE un nido dove godersi il mare. testo Serena Focaccia - foto Lidia Bagnara

“Piccola, ma adatta a me”. Ben si attaglia il verso che Ariosto dedicò alla sua abitazione all’elegante e insieme pratico appartamento che ci accoglie nei lidi ravennati. Per vivere il mare con classe.

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Giusta per l’estate

Appuntamento al mare, tra il sole sulla sabbia e un tuffo fra le onde, godendosi una vacanza di totale relax in un appartamento a due passi dalla spiaggia. Questa casa sul litorale ravennate di Lido Adriano unisce la praticità necessaria per un’abitazione vacanziera ad uno stile originale e di classe. Le dimensioni sono giuste per i mesi estivi, quando la vita all’aria aperta la fa da padrona: l’appartamento ha una superficie di 50 mq. ed è stato realizzato nel 2012 da MIR architetti di Imola. Negli ambienti di piccole dimensioni si è ottimizzato lo spazio attraverso l’impiego di forme e linee essenziali enfatizzate dall’utilizzo di finiture materiche, che oltre a soddisfare un’esigenza estetica conferiscono praticità e funzionalità agli spazi, perfettamente e piacevolmente abitabili. Il “cuore” della casa è costituito dalla zona giorno, un open space da cui si accede a tutti gli altri ambienti: la camera padronale, la camera degli ospiti, il bagno e la terrazza. Il pavimento di tutto l’appartamento è realizzato in malta cementizia “microtopping” della Masterpav che costituisce l’elemento caratterizzante e d’unione dell’intero intervento. Questo tipo di rivestimento prosegue anche sulle pareti del soggiorno e del bagno - compreso il box doccia - conferendo agli ambienti una maggiore connotazione materica e una resa volumetrica e cromatica essenziale. Anche l’arredo si caratterizza per una ricerca di essenzialità: nella zona giorno spiccano le sedie modello “Tulip” di Eero Saarinen, prodotte da Knoll con la scocca bianca lucida e cuscino in tessuto nero, colore che richiama il divano-letto dalle linee pulite, un elemento immancabile in una “casa al mare” dove è un piacere ospitare amici. Conferisce personalità all’ambiente la scelta dell’illuminazione, realizzata con tagli puliti nelle pareti con strisce led che delimitano il cambiamento di materiali complanari tramite segni luminosi. Uniche lampade a sospensione sono le giocose

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Sotto, lo stencil con i “soffioni” sulla parete della zona giorno, fotografata in apertura. A lato, gli stencil nella camera per gli ospiti.


Giusta per l’estate

Ph. Ilario Nati

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Giusta per l’estate

“Maskros” di Ikea, il cui disegno viene ripreso nella parete sopra la panca sospesa contenitiva, con l’applicazione di uno stencil che raffigura due taraxacum (i “soffioni”). L’utilizzo di stencil è ripreso nella camera degli ospiti, dove in una parete viene utilizzato un rivestimento decorativo con effetto metallizzato “Rabat” serie “Africa” di Novacolor. Questa tecnica consente di ottenere soluzioni cromatiche vellutate e piacevoli sensazioni visive e tattili, che rendono gli ambienti confortevoli e in sintonia con le attuali tendenze della decorazione per interni; l’effetto estetico in questo caso è valorizzato dal contrasto dell’applicazione sulla parete colorata dello stencil floreale in bianco, come tutti gli arredi della stanza. La camera da letto padronale è invece progettata come un unico “contenitore” dove la texture metallizzata con effetto perlato “Animamundi” di Novacolor riveste come una seconda pelle pareti e soffitto, amplificando l’impatto visivo e volumetrico della stanza. Il filo conduttore iconografico che unisce gli spazi della casa è rappresentato dalle foto d’autore, raccolte in trittico e incorniciate di bianco, che personalizzano gli ambienti con scatti di fotografi come Mapplethorpe, Herb Ritts, Bruce Weber. Infine un momento di relax sulla terrazza con vista mare, che mantiene i connotati minimali dell’appartamento, con la prosecuzione della pavimentazione in malta “microtopping”, le finiture in cemento come le sedute a cubo e gli elementi di arredo neri quali la poltrona in midollino e la poltrona a sacco. Cubi luminosi provvedono all’illuminazione di questa zona all’aperto.

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La camera da letto padronale con le pareti ricoperte dalla texture metallizzata.


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Musei San Domenico

Musei San Domenico il restauro ai tempi della crisi. testo Gabrio Furani - foto Luca Massari

Il complesso monumentale dell’antico convento forlivese è oggi al centro del sistema culturale della città. Dopo un’opera di recupero e conservazione imponente. Raccontata oggi in un libro.

Il volume sul restauro del complesso monumentale del San Domenico di Forlì, edito da IN Magazine, è un libro che nasce per ricordare un’opera conclusa, ma anche per promuovere e sollecitare un nuovo inizio. Apre con la storia del monumento, documenta il progetto ed il cantiere di restauro, racconta dell’uso attuale come museo civico e spazio espositivo, conclude con uno sguardo sul futuro, sulla ricostituzione delle parti ancora mancanti, sugli allestimenti dell’auditorium, sulle aree esterne, sui tanti altri monumenti del centro storico da tutelare e conservare. Il San Domenico è un convento del XIII secolo, che ha attraversato la storia forlivese con grande dinamicità e splendore, fino alla occupazione napoleonica ed al periodo dello Stato Unitario, in cui l’uso militare determinò grandi perdite del patrimonio storico ed artistico. Poi la rinascita, faticosamente raggiunta grazie alla determinazione e costanza di intenti dell’Amministrazione Comunale dalla metà degli anni ‘90, e la conquista di un nuovo ruolo di eccellenza: il centro del sistema culturale forlivese, sede dei musei civici e degli spazi per le grandi mostre d’arte, convegni ed eventi musicali. Il volume è strutturato in quattro parti: la storia, il restauro, le tecniche e i contenuti, che rappresentano, in qualche modo, altrettante chiavi di lettura per illustrare il senso dell’opera. Prima di tutto la conoscenza del monumento, che conduce alla coscienza del suo ruolo nella storia e nel presente. Poi l’impegno della comunità che, riconoscendo questo luogo come proprio, ne vuole recuperare la memoria e l’uso concreto, e lo fa investendo risorse, mettendo insieme ricerca intellettuale e capacità operativa, moderne tecnologie e antichi saperi. Il recupero del monumento alla fondamentale funzione di centro del sistema culturale cittadino completa questo processo, che il sindaco, nella sua prefazione al libro, definisce “patrimonializzazione”, sottolineando così il valore globale (storico, culturale, artistico, economico e sociale) di questo restauro, come di ogni restauro dei monumenti d’arte e storia che questo paese ha in così grande abbondanza e in così penoso degrado. In quest’ottica il restauro e il recupero funzionale del patrimonio edilizio esistente, come da almeno mezzo secolo la migliore cultura italiana non si stanca di ripetere, non è un lusso che solo società molto ricche si possono permettere, bensì un modo intelligente per risparmiare, sotto molti aspetti. Innanzitutto risparmiare territorio, evitando di urbanizzare nuove aree, di realizzare nuove infrastrutture (strade, reti, ecc.) di ridurre ulteriormente i terreni permeabili, di aggredire altro territorio agricolo, di deturpare altro paesaggio. Ma anche produrre beni (gli edifici restaurati) mediante processi ad alto contenuto di mano d’opera ed a basso consumo energetico, ad alto livello di creatività e professionalità e a scarsa esigenza di manodopera dequalificata. In sostanza il restauro mette in moto un meccanismo virtuoso sia sul piano culturale che ambientale ed economico. È una attività “socialmente positiva”, crea consapevolezza, offre sbocchi professionali, crea sviluppo sostenibile.

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Musei San Domenico

Quindi, nel cuore di questa crisi (che è strutturale, sistemica, globale, di lunga durata ed esito incerto), investire nel restauro (dei monumenti, dei tessuti storici minori e in genere del patrimonio esistente, anche recente) è una cosa intelligente, sensata, economicamente corretta. Purtroppo anche questo ragionamento, non nuovo né originale ma certamente più che mai attuale, si scontra con le scarse disponibilità finanziarie. Come nell’economia globale, si resta intrappolati dal circolo vizioso: per uscire dalla crisi servono quelle risorse che, proprio a causa della crisi, mancano. Lasciando agli esperti decidere se le risorse mancano veramente o se piuttosto sono mal distribuite, c’è comunque da chiedersi: come adattare le strategie e le tecniche del restauro alle attuali condizioni? C’è un modo per contribuire a sbloccare il corto circuito risorse-investimenti? In primo luogo è necessario non disperdere o vanificare le risorse già investite. L’Italia è un paese in cui ogni cosa, in particolare se pubblica, tende ad andare per le lunghe. I cantieri di restauro non fanno eccezione, anzi. Ora sarebbe un vero e imperdonabile spreco se i restauri avviati da tempo fossero tagliati negli elementi essenziali, tali da inficiare la funzionalità del tutto. In questo modo, per risparmiare sull’ultimo passo, in realtà si rischia di dilapidare quanto già speso. Ma questi sono casi specifici, non proprio eccezioni ma certamente situazioni individuabili e controllabili. In via generale, invece, bisogna approfondire, anche tecnicamente, metodiche e strategie che consentano di recuperare e riutilizzare il patrimonio edilizio esistente con interventi più diffusi e finanziariamente meno rilevanti. Forse bisogna cercare di rinunciare al restauro radicale e completo, per

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Il chiostro del convento del San Domenico. In apertura, la volta della chiesa annessa al complesso reintegrata con una suggestiva volta in legno.


Musei San Domenico

Un impegno per grandi restauri. Emiliana Restauri ha svolto un importante ruolo nel restauro del complesso del San Domenico ed è coinvolta nella sua attività quotidiana in significative opere di ristrutturazione e restauro architettonico. In particolare l’impresa è attualmente impegnata nei lavori di ristrutturazione di due importanti teatri emiliani. Il primo è il Teatro Comunale di Cento, danneggiato dai sismi del 20 e 29 maggio 2012, in cui l’intervento di messa in sicurezza si rivolge alla soddisfazione di una duplice esigenza: in primo luogo tutelare il bene monumentale, proponendosi cioè di prevenire il rischio di crollo del fabbricato o dell’aggravamento del danno, poi limitare l’interferenza e il pericolo che ora è trasferito sia agli spazi pubblici che a quelli privati. Emiliana Restauri è impegnata inoltre in opere di rifunzionalizzazione del Teatro San Leonardo a Bologna, con un intervento che prevede la ristrutturazione dei due spazi teatrali indipendenti e dei rispettivi locali di pertinenza.

riconvertirsi ad una sorta di manutenzione permanente, più spartana ed essenziale, che permetta di utilizzare spazi ora abbandonati, magari in modo nuovo, più semplice, meno raffinato, ma possibile. Due esempi. Il primo riguarda proprio il San Domenico, restaurato e funzionante, ma non ancora completo. Manca la ricostruzione di un’ala del secondo chiostro, necessaria per dare continuità al percorso museale. Mancano i depositi e laboratori interrati. Queste sono lacune strutturali importanti, che mettono a rischio l’utilità finale dell’investimento già realizzato. Quindi è economicamente prioritario portare a termine anche queste parti. Nella chiesa mancano gli allestimenti: la parte essenziale è finanziata, e si farà, mentre il completamento di complesse tecnologie meccaniche ed acustiche, finalizzate all’uso come auditorium, può e deve essere rimandato. Altro esempio: l’ex stazione e deposito delle autocorriere di Forlì, edificio a tipologia industriale degli anni ‘30 del XX secolo, ora abbandonato. In questo caso si potrebbe sperimentare un approccio non tradizionale al tema del restauro, una sorta di manutenzione conservativa che punti essenzialmente alla messa in sicurezza statica e impiantistica, lasciando allo spazio interno la propria identità di luogo di lavoro, di officina. Le funzioni culturali e commerciali si potranno/dovranno adattare a condizioni insolite, che pongono a prima vista alcune limitazioni, ma che in realtà stimolano nuovi modi di abitare e gestire l’architettura storica. La nostra cultura del restauro fa scuola nel mondo, ma ora dovremmo avere l’umiltà di farci contaminare un poco dal pragmatismo anglosassone, salvando i fondamentali.

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NUOVO SHOW ROOM SALAROLI ATELIER D’AMBIENTI SU MISURA.

A Bologna è nato uno spazio interamente dedicato all’arredo. Con prodotti di design e le migliori marche internazionali.

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Anche Bologna è entrata a far parte della galassia Salaroli, nome prestigioso nel mondo dell’arredo per la casa. Nella città felsinea il Gruppo forlivese si è superato proponendo una zona wellness, con un ampio spazio interamente dedicato a coloro che, prima di acquistare una sauna, un bagno turco o una vasca idromassaggio, vogliono avere la certezza che il prodotto scelto risponda alle proprie esigenze. Che cosa di meglio, quindi, che provare sul posto quanto richiesto, testandolo a piacere! Tutto questo è possibile nell’elegante realtà espositiva e di vendita sorta in via Emilia Ponente 129/A (sede ex Marazzi), nel nuovo showroom inaugurato lo scorso 20 aprile, ampio spazio espositivo in cui viene proposto quanto viene prodotto dalle marche più prestigiose sul mercato internazionale. Il taglio del nastro inaugurale è stato affidato a Giorgio Squinzi, presidente nazionale di Confindustria. Un’autorevole presenza giunta a certificare lo sforzo imprenditoriale compiuto dal Gruppo Salaroli che in un momento di difficoltà per l’economia nazionale ed internazionale investe, ampliando le proprie strutture e creando nuovi posti di lavoro. In fondo questa è sempre stata la filosofia del Gruppo Salaroli, che nei suoi show


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A fianco, un momento dell’evento inaugurale e un’immagine dello showroom. In apertura, foto di gruppo di fronte al nuovo showroom: da sinistra, Davide Salaroli, Giorgio Squinzi, Francesco Salaroli, Marco Casamonti e Giancarlo Salaroli.

room di Forlì, Cesena, Rimini, Faenza e Ravenna da sempre presenta offerte capaci di conciliare qualità e prezzo. Le offerte sono esposte in modo elegante e funzionale su due piani, dove ampie vetrate rendono gli ambienti luminosi e gradevoli. Sono oltre 250 i marchi proposti, caratterizzati dal design più innovativo. Il Gruppo Salaroli è inoltre molto attento alla formazione delle figure professionali che compongono lo staff: per raggiungere il grado richiesto dagli standard qualitativi, infatti, sono necessari almeno due anni di formazione e altrettanti di affiancamento a figure professionali qualificate come consulenti. Per questo gli showroom Salaroli possono essere considerati autentici “atelier di ambienti” dove il cliente, al pari di una sartoria su misura, viene consigliato da personale esperto su come realizzare una casa secondo i propri gusti, partendo dalla disposizione della singola piastrella e passando poi attraverso la scelta dei rivestimenti, delle porte e degli accessori. Nello showroom si trova anche un’ampia zona living al piano terra, dove trovano spazio divani ed altri prodotti per l’arredo, il tutto pensato per completare l’offerta alla clientela con elementi di qualità firmati delle migliori marche del settore. Se, infatti, da Salaroli viene suggerito al cliente uno stile per la propria casa perché non completare l’offerta anche con un divano o una poltrona? Come dire: “dateci pareti grezze e noi vi arrediamo la casa”. Uno showroom davvero completo, dunque, che non poteva mancare in una città come Bologna e che consentirà, a chi abita sotto le due torri, di valutare e scegliere prodotti di qualità. Non ultima la novità delle “Resine decorative”, autentici gioielli da appendere alle pareti, montati su pannelli di sottilissimo alluminio. Un tocco di stile unico, che il Gruppo Salaroli è orgoglioso di presentare. Info. 051 6421511; bologna@salaroli.it; www.salaroli.it

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ECOAREA

idee innovative in mostra. testo Giorgia Gianni - foto Riccardo Gallini

Un luogo in cui toccare con mano innovazione e sostenibilità. È Ecoarea better living, iniziativa creata dal riminese Romano Ugolini, manager internazionale, imprenditore e organizzatore di manifestazioni espositive in tutto il mondo. Già general manager della filiale statunitense dell’SCM Group ad Atlanta, dove è rimasto per dieci anni, Ugolini si è poi trasferito in Germania come direttore vendite per la Survey Marketing + Consulting GmbH, azienda organizzatrice di fiere ed eventi b2b nei settori dei componenti per il mobile, meccanica, cucina e bagno, edilizia e energie rinnovabili, e quindi sales director per la Koch Maschinenfabrik di Bielefeld. È inoltre tra i fondatori di Domuslegno, il salone delle architetture in legno nato al Lingotto di Torino poi evoluto nel salone Technodomus a Rimini Fiera. Un patrimonio, il suo, confluito in Ecoarea better living, contenitore che non si lascia imbrigliare in una sola definizione: il progetto, molto articolato, è un divulgatore di cultura sostenibile nel cui ambito, il 14 marzo scorso a Cerasolo, ha aperto al pubblico ExpoArea, primo centro polifunzionale in Italia dedicato alla Green Economy. “Sono un nomade partito da Rimini più di 30 anni fa, ho lavorato a lungo negli Usa e vivo in Germania da più di 18 anni - spiega Ugolini, amministratore delegato di Ecoarea better living -. Volevo tornare alla ‘mia Itaca’ donando la mia esperienza. Nel progetto di Ecoarea convergono le ‘4 E’, etica, ecologia, economia, efficienza, per creare una piattaforma commerciale e di informazione che avvicini il mondo delle imprese all’ambiente, aiutando il consumatore


Ecoarea

a selezionare prodotti e servizi”. La green economy non è solo lo strumento con cui affrontare i mutamenti climatici ma anche la strategia vincente per combattere la crisi economica. E Rimini e il suo territorio sono un terreno fertile in questo senso, osserva Ugolini. “È una città con 16 milioni di turisti, un’intensa attività fieristica e congressuale, opportunità di riqualificazione del patrimonio immobiliare nel segno della ecoefficienza e della ecosostenibilità. Mancava però un centro d’eccellenza per competenze trasversali, un servizio e un luogo in cui domanda e offerta della green economy potessero incontrarsi”. Ecoarea nasce per rispondere a questa necessità. Lo si “respira” subito varcando l’ingresso di ExpoArea, struttura polifunzionale a basse emissioni che spicca con la sua architettura e il suo living roof lungo la Superstrada per San Marino. Progettata da Triarch studio con un team di quasi 30 creativi e professionisti, il progetto ExpoArea ha conquistato - unico tra i concorrenti italiani - il titolo di finalista al World architecture festival 2011. In uno spazio aperto in vetro, legno e materiali all’avanguardia, l’occhio può abbracciare tutto l’interno dell’edificio, aree espositive, sale convegni, aule per corsi e aree verdi (presto ampliate anche all’esterno) per altre mostre ed eventi. “Negli ultimi 20 anni - continua l’Ad - ho organizzato eventi innovativi per le aziende. E qui abbiamo sintetizzato l’offerta di bioedilizia, bioarchitettura, materiali per l’efficientamento energetico... Ospitiamo circa 70 fra aziende ed espositori, che in 15 mq possono comunicare chi sono e cosa fanno. E qui i visitatori possono toccare con mano un’ampia offerta”.

Sopra, Romano Ugolini in uno scatto dentro ExpoArea. Sotto e in apertura, esterno e spazio polifunzionale interno di ExpoArea.

ExpoArea è anche cornice di mostre ed eventi: Design Autoprodotto 1, personale del designer del riuso Fethi Atakol organizzata in partnership con ReeDoHub (con mostra fotografica di Daniele Calisesi e un documentario di Valentino Aricci e Luigi Jorio sull’autore), è stata la prima di una serie di personali sullo stato dell’arte del reuse design. All’inizio di maggio è stato invece ospitato lo “Smart Village in Tour 2013”, ciclo di 18 convegni organizzato da Edilportale in altrettante città italiane con la collaborazione di Made Expo. La filosofia di Ecoarea è pronta a diffondersi sul territorio. Al porto di Rimini, sotto la grande ruota, sorgerà quest’estate e tornerà per tre anni Ecoarea Lounge, uno spazio per eventi legati al tema della sostenibilità. Naturalmente dal design ecocompatibile.

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Studio Valentini ARCHITETTI Un team specializzato nella riqualificazione di hotel di pregio. L’ultima realizzazione dello Studio Valentini, l’Hotel Palazzo Bezzi, un 4 stelle superior nel centro storico di Ravenna.

Con alle spalle oltre trent’anni di esperienza lo Studio Valentini opera nella progettazione architettonica e di interior design, specializzandosi in particolare nella realizzazione di alberghi e strutture ricettive in Italia e all’estero. Lo studio, che ha sede a Forlì in via Raffaello Sanzio (tel. 0543 68645 - valentiniassociati@virgilio.it - www.valentiniarchitetti.com) si compone di un team di professionisti, guidato dall’architetto Daniele Valentini, in grado di affrontare ogni esigenza progettuale dal restauro


e consolidamento sismico all’arredamento, studiando e condividendo con la committenza ogni intervento nei minimi dettagli. L’intuizione vincente è nel comprendere che oggi, in un mercato evoluto e performante, non basta più una risposta parziale, ma occorre dare una risposta specifica e complessiva alle necessità di un imprenditore intenzionato a realizzare una struttura ricettiva. La sinergia tra lo Studio di architettura Valentini e le altre aziende è in grado di completare un’offerta a 360° dalla progettazione alla realizzazione. La più recente realizzazione dello Studio Valentini è l’Hotel Palazzo Bezzi a Ravenna in Via di Roma 45, un edificio storico nel cuore della città la cui edificazione risale alla fine del ’700 sottoposto a tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici. Il progetto di ristrutturazione è stato curato interamente dallo Studio Valentini, riqualificando il vecchio hotel adiacente e abbinandolo a Palazzo Bezzi, con un intenso e accurato lavoro durato due anni e svolto in perfetta sintonia con le imprese realizzatrici, tutte romagnole: l’impresa di costruzioni Orioli Enea per la parte edile, la ditta Ecis per l’impiantistica, la Toto Arredo Contract per l’interior design e la ditta Tavar per i pavimenti. È l’architetto Valentini in persona a raccontare con entusiasmo i risultati ottenuti e l’idea progettuale. Qual è stato lo spirito progettuale che ha guidato la ristrutturazione? Sia l’intervento architettonico che l’interior design hanno voluto reinterpretare il concept di hotel classico moderno, creando un ambiente dal comfort avvolgente e dall’elegante intimità. Per ottenere un risultato eccellente sono state utilizzate le tecniche più all’avanguardia con un’attenzione particolare dal punto di vista strutturale all’adeguamento antisismico e dal punto di vista acustico alla perfetta insonorizzazione degli

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ambienti, elemento fondamentale per assicurare massimo comfort e privacy agli ospiti dell’hotel. Parole chiave dell’intervento: risparmio energetico ed ecocompatibilità. Cosa rende esclusivo l’hotel? Ogni camera presenta una propria personalità, in cui la luce e il panorama giocano un ruolo fondamentale, e sono arricchite da boiserie, letti alla francese o rotondi, nonché dotate di ogni tecnologia. Dalla luminosa hall di ingresso si sviluppa poi una grande scalinata che porta a una sala adibita a colazioni al mattino e “Rumeria” nella serata; la sala ospita altresì un biliardo ottocentesco e un gran bar per degustazioni. I dispositivi illuminotecnici in questa zona sono stati studiati con l’intento di caratterizzare in maniera flessibile gli spazi, con una piena illuminazione per la colazione e una luce soffusa e raccolta per le ore serali. Nell’hotel sono stati realizzati inoltre un giardinetto interno, adibito a spazio di ritrovo serale e per le colazioni estive, e una terrazza panoramica con solarium, giochi d’acqua e area relax con vista sui monumenti del centro storico. A completamento: sauna, hammam e doccia emozionale, una zona massaggi e una palestra. L’hotel rappresenta insomma un’esperienza unica nel territorio, ma anche esportabile come esempio virtuoso del “made in Romagna”.

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Fashion on the beach

Fashion on the beach Baldinini si “tuffa” nell’hôtellerie. testo Lucia Lombardi

Diversificare gli investimenti è il diktat di molte aziende. Così, sul lungomare di Torre Pedrera è sorto il fashion Hotel Baldinini, un Quattro stelle con camere tutte vista mare. Curato dal giovane architetto Mattia Santucci.

Sul lungomare di Torre Pedrera è sorto il fashion Hotel Baldinini, un Quattro stelle voluto dal patron del calzaturiero Gimmi Baldinini. Il giovane e rampante architetto Mattia Santucci, per il gruppo ha seguito la realizzazione del progetto. L’hotel, caratterizzato da linee asciutte e minimali, ricorda le eleganti ville sul mare fin du siecle: i toni del bianco smaterializzano i contorni donando soavità al tutto. A livello progettuale, quali sono state le specificità e la filosofia?  “Ho cercato di valorizzare un’architettura preesistente molto rigorosa, mettendola in osmosi con l’ambiente circostante. L’elemento fondamentale, per me, è il rapporto tra il costruito e la natura che lo circonda: da qui la decisione di studiare scorci prospettici volti a creare l’illusione ottica della passeggiata verso il mare”. Il paesaggio ha un ruolo preponderante, sfonda quasi la visuale... “L’albergo ha 21 stanze, praticamente tutte vista mare. Di particolare impatto emotivo sono le quattro suite, dalle grandi vetrate che proiettano il cliente in una atmosfera unica”. Anche la zona spiaggia antistante l’albergo è stata curata elegantemente, ponendo a contatto della sabbia legno e tessuti. Tutto total white, in una piccola “oasi”... “L’intento è quello di fondere la struttura con l’arenile e la terrazza era il mezzo perfetto per farlo. Con legno, vetri e tele bianche, per deformare una struttura molto impattante e schiacciarla verso la sabbia, dilatandone la percezione...”. C’è anche una sala espositiva: come s’innesta nell’edificio? “La sala rimane tecnicamente autonoma, separata dal resto dell’hotel; stilisticamente, però, si fonde perfettamente con la struttura”. Lei ha curato anche i nuovi showroom del gruppo... “Collaboro con il gruppo Baldinini da circa 6 anni, ho seguito molti cantieri, dalla Russia al Medio Oriente. Ora in programma ci sono le aperture di Cannes e altri negozi in Germania e in Polonia, oltre ad alcune ville e catene di ristoranti in Canada e Texas. Ringrazio la mia collaboratrice, l’architetto Silvia Capelli, che segue con me la progettazione dei negozi in franchising del gruppo Baldinini da ormai due anni. Nel settore hôtellerie ho in programma il restyling di un paio di grosse strutture, Marina Centro a Rimini, ma per il momento non posso dire di più”.

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