Economy Dicembre 2020

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ECONOMY | ANNO IV | N.40 | MENSILE | DICEMBRE | DATA DI USCITA IN EDICOLA: 4 DICEMBRE 2020

POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONVERTITO IN LEGGE 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, LO/MI

2021

L’ALTRA COPERTINA

www.economymagazine.it

Dicembre 2020 Euro 3,50

Passione-trasporti, il Gruppo Mascio dal Molise al Ponte San Giorgio -

TOGLIAMO IL TAPPO

AI FATTURATI

Le previsioni volgono al meglio. E le imprese si mobilitano: c’è voglia e bisogno di rivincita. Dal franchising alla manifattura, al mattone: dati, storie e persone della ripresa prossima ventura

COMUNALI ‘21, LA POSTA IN GIOCO PER SINDACI-MANAGER

Grandi manovre sul voto di primavera. A Roma come a Milano i favoriti sono quasi tutti dirigenti d’azienda «ORA FINALMENTE SAPPIAMO COME SPENDERE I FONDI UE» Intervista con Gerardo Capozza consigliere del premier per il Sud

• RSM partner di Cdp nella consulenza • ESG, il nuovo Eldorado finanziario • TERNA, rete elettrica pronta per il green

IL JET FUORIBORDO L’invenzione di Sealence un motore nautico che rivoluziona il settore Il team di William Gobbo ha messo a punto DeepSpeed, un idrogetto elettrico dalle caratteristiche innovative e dalle prestazioni record per ogni imbarcazione

CREDITI GARANTITI Nsa crea tra Stato e imprese una triangolazione che vince

E L’EXPORT VOLA

Gli strumenti della Simest che aiutano gli esportatori


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Fiori, Regali ed Emozioni in tutto il mondo, in giornata

FIORISTI IN )TALIA WWW INTERFLORA IT


QUELLA PASSIONE CHE MUOVE I CANTIERI DI MEZZA ITALIA Dietro le quinte di molte grandi infrastrutture come il Ponte San Giorgio c’è anche il lavoro di un operatore che movimenta i materiali con mezzi speciali su ruote: è la storia del Gruppo Mascio

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EDITORIALE

CHE COSA CHIEDE L’ITALIA CHE RIPARTIRÀ

C

osa dobbiamo fare per le imprese italiane? Niente. Non fate niente, tranne una politica industriale DI SERGIO LUCIANO per far funzionare i treni e le strade...», dice Giulio Sapelli, economista e storico, a Riccardo Venturi nell’inchiesta di copertina di questo numero di Economy. Un numero che abbiamo dedicato alla ripresa economica prevista, ma non a questo punto, da tutti gli istituti di ricerca. Che hanno il privilegio di potersi sempre far smentire dai fatti senza perdere credibilità! È successo nel terzo trimestre, col boom del Pil purtroppo poi cancellato dal trimestre successivo. Era già accaduto. Perché l’Italia reale, quella delle poche grandissime aziende e del milione di micro e piccole imprese, entro i 50 dipendenti, che fanno e rifanno il miracolo, sorprende sempre. È questa l’Italia che ha un bisogno estremo ed un’estrema voglia di ripartire. E che ha già iniziato a farlo, nei settori meno colpiti dal lockdown. E che va soprattutto lasciata in pace a lavorare, o meglio: andrebbe lasciata in pace, perché invece oggi la peggior burocrazia del mondo, torva e irresponsabile nella sua

«

vocazione al paraculismo, una magistratura dall’inefficienza monumentale e una serie di costi strutturali assurdi, dall’energia al fisco, la tormentano. Quest’Italia produttiva che ripartirà ha molte anime, che abbiamo cercato di rappresentare non solo con le storie esemplari di alcuni grandi nomi, ma anche e soprattutto con quelle, tutte olio di gomito e buona volontà, delle famose piccole e piccolissime imprese: dalla manifattura ai servizi, dal “tradizionale innovativo” al digitale, dai servizi all’edilizia. Le storie - i modelli, le opportunità e le soluzioni - che abbiamo scelto sono tante, avrete l’imbarazzo della scelta. Però attenzione: il Covid-19 e la sua sconfitta, auspicata e già tardiva, ad opera dei vaccini che la scienza e il business ci consegneranno speriamo più domani che dopodomani, ha cambiato i paradigmi del rapporto Stato-Cittadini. Ci siamo scoperti molto più soli e meno tutelati di quanto pensassimo. Senza nulla togliere alle buone intenzioni del premier Conte - su quelle di alcuni dei suoi danti causa va sospeso invece il giudizio - la macchina statale ha reagito come un bolso pachiderma agli stimoli dei decreti. Aiuti promessi e mai erogati, fondi spostati di qua e di là come i carriarmati di Mussolini perché da nessuna parte li si riusciva a incassare, le inte-

grazioni salariali erogate con ritardi clamorosi, i disarmanti pasticci fatti sull’App Immuni come sui bonus, hanno purtroppo restituito al Paese l’immagine di uno Stato gestito da dilettanti allo sbaraglio. Che in questa doccia fredda sia contenuto un anticorpo - tanto per restare in tema- contro le bestialità dell’”uno vale uno” predicate da quella xylella della politica che sono stati (parliamone al passato) i grillini, è vero ed è un bene, per chi da storico analizzerà le vicende di questi anni. Ma intanto? Ma domani? Chi mette mano al sistema per restituirgli una parvenza di efficienza? L’Europa ci sta dando i 40 giorni: o facciamo il dover nostro, presentando piani credibili, o rischiamo anche di perdere i 209 miliardi su cui in troppi stanno costruendo castelli in aria di vantaggi di parte. Sarebbe ora che nel campo della politica qualcuno avesse il coraggio di dichiarare il fallimento di questo modello di Stato burocratico, chiedesse il tempo che serve per ribaltare tutto, avesse il coraggio di imporre riforme impopolari per rimettere tutti in riga a fare il loro dovere prima di accampare diritti. Ma è inverosimile sperarlo. E dunque, come dice Sapelli, per lo meno che lo Stato sia minimo. Chieda i soldi all’Europa e li metta a disposizione dell’Italia che vuol ripartire, senza intralci e pastoie. Sarebbe già tanto.

IL CORSIVO

VACCINI E CINA, LA STRANA OROLOGERIA CHE HA TRADITO TRUMP

P

remessa: qui nessuno è complottista, né terrapiattista, né rettiliano né niente. Però, guardiamo ai fatti. Quell’impresentabile zotico razzi-fascista di Donald Trump le ha sbagliate tutte, nella sua sgangherata campagna elettorale, impostata dapprima al più incosciente negazionismo del Covid e tardivamente virata ad un irrealistico ottimismo imperniato sulla propria fortunosa, e miliardaria, guarigione-sprint. Però due cose giuste diceva l’ex presidente americano: che i vaccini sarebbero arrivati a risolvere alla radice la pandemia; e che – colpevole o meno che sia del virus – è la Cina il problema con il quale

il mondo dovrà fare i conti nei prossimi decenni. Fare i conti, possibilmente senza fare la guerra. Ebbene. Nelle due settimane successive al voto che il 3 novembre ha risicatamente dato la vittoria a Joe “sleepy” Biden – come lo chiamano affettuosamente nel suo stesso staff: “sonnolento” – Pfizer prima e Astra Zeneca poi hanno annunciato i risultati eccezionali (parola dell’antitrumpiano Anthony Fauci) dei loro vaccini, che saranno presentati per i timbri autorizzativi alla Food and drug administration entro novembre per un sì scontato, visti i denari pubblici che lo stesso Trump ha versato a vari

colossi del pharma, compresi quelli, perché si spicciassero. E poi: il 15 novembre, con la firma del Rcep (Regional Comprehensive Economic Partnership), la Cina ha costruito attorno a sé la più grande area commerciale di libero scambio del mondo, attraendovi colossi economici come Giappone, Australia, Indonesia, Tailandia, Singapore, Filippine, Vietnam e altri. Significa, pressapoco, che Pechino si attrezza per fare a meno dell’Occidente, volendo. Ma non vorrà: sull’Occidente, piuttosto, vorrà prevalere. Sleepy Joe e Frau Angela sono avvisati. Direbbe Luca Zaia: ragionateci sopra.

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SOMMARIO

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Dicembre 2020

COVER STORY PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

Nel 2021 torneremo a fatturare

022

BV INVEST

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CHINA-WI

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THE DIGITAL BOX

028

FOREVER BAMBÙ

030

SEALANCE

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MBE

040

ECP

L’arte della transazione sfrutta l’intelligenza emotiva

Altro che “cinesate”: la qualità è made in China

Quel marketing digitale che entra nelle nostre tasche

Con il bambù gigante si investe sul futuro

Quella “reazione” che rivoluziona la nautica

Quel supporto logistico che fa bene agli affari

LABORPLAY

044

PROGETTO IMPRESA

«Basta sperperare le risorse europee, il nuovo Piano Marshall per il Sud Italia»

La produttività è un gioco (non solo) da ragazzi

093 PMI & FINANZA

Innovando si progetta (anche) la ripartenza

IL CREDITO ALLE PMI? MEDIATO E GARANTITO Ecco come funziona la mediazione creditizia al servizio delle imprese. Ce la spiega il Gruppo Nsa

ARVAL Senza pensieri col noleggio a lungo termine

049 GESTIRE L’IMPRESA

DISTANZIATI, CERTO

ma vicini alla tecnologia

052

FAIRPLACE

053

PASSAGGIO GENERAZIONALE

080

VENTURE CAPITAL

082

BANCO DESIO

085

FINECO

086

RSM

089

AITI

Rimettiamoci in gioco I consigli dell’avvocato

077 FINANZIARE L’IMPRESA

GERARDO CAPOZZA

Tra il dire e il fare c’è di mezzo la consulenza

042

046

014 ECONOMY&POLITICA

IL PATTO PER L’EXPORT DÀ SPRINT al made in Italy oltre confine

6

089

057 SUSTAINABILITY

La scommessa sulle idee

& CIRCULAR ECONOMY

Il legame col territorio L’home banking col superbonus Lo sviluppo passa dalla consulenza Scacco alla crisi in tre mosse

IL NUOVO ELDORADO

delle finanza si sigla “Esg”

062

BCG

064

TERNA

068

FS ITALIANE

072

ENI

Rinnovabili e flessibili La rete è matura per la transizione La “cura del ferro” Il mix muove il cambiamento



SOMMARIO

Approfondimenti

010

130

010

SARÒ FRANCO di Franco Tatò

012

TRA ME E TECH di Andrea Granelli

123

UOMINI & DENARI di Alfonso Ruffo

128

JOB PRICING Italia divisa anche in busta paga

130

LABLAW L’insostenibile leggerezza dei Dpcm

131

PRIVATE banker di Ugo Bertone

133

ANDAF La blockchain diventa asset strategico

135

RECRUITMENT Un hub digitale per l’head hunting

138

CI PIACE/NON CI PIACE I promossi e i bocciati del mese

103 STORYLEARNING

SIBEG

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SPONSORSHIP

Segreteria di redazione Monia Manzoni

Sport minori, risultati migliori

E POI....IL PIACERE

CAFFÈ MAURO

L’OROLOGIO È SVIZZERO

La miscela tra bar e scaffale

ma l’anima è italiana

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TECNOMEC ENGINEERING

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SEGNATEMPO

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LF SOLUTION

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MOTORI

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RECROWD

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LE RAGIONI DEL GOSSIP

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Immobiliaristi con 250 euro

ROCHE

Ricerca nelle mani degli under 40

La sostenibilità al polso La Mini elettrica? Un go-kart a cura di Monica Setta

Economy Group s.r.l. Piazza Borromeo 1, 20123 Milano Tel. 02/89767777 Presidente e A.D. Giuseppe Caroccia Consiglieri Costantino Baldissara, Sergio Luciano Direttore editoriale Alfonso Ruffo °°°° Distribuzione Pressdi - Via Mondadori, 1 - Segrate 02 7542097

Registrazione Tribunale di Milano n. 101 del 14/03/2017 Numero iscrizione ROC: 29993

LA CIALTRONERIA DEI SOCIAL

8

°°°° Per la pubblicità su questa rivista Oyster s.r.l. Concessionaria esclusiva Amministratore unico Domenico Marasco Responsabile commerciale Fabrizio Spaolonzi

Stampa Stampa Rotolito. S.p.a 20063 - Cernusco sul Naviglio (MI)

143 COMUNICARE L’IMPRESA allunga la vita alla stampa

Comitato scientifico Franco Tatò, Marco Gay, Anna Gervasoni, Federico Pirro, Giulio Sapelli, Antonio Uricchio

°°°°

La Coca Cola arriva da giù

La Pmi che va come un treno

Partnership editoriali Aifi; Aiti; Assocamerestero; Confprofessioni; Federmanager; Università Carlo Cattaneo Liuc; HRCommunity; ilsussidiario.net; Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro

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Una questione di etichetta

Move fast, safe green

L’ingegneria made in Sud

Hanno collaborato: Ugo Bertone, Giuseppe Corsentino, Andrea Curti, Giovanni Francavilla, Giuliana Gemelli, Roberto Giovannini, Andrea Granelli, Gianluca Lo Stimolo, Tomaso Mansutti, Giuseppe Marasco, Emanuela Notari, Franco Oppedisano, Federico Pirro, Francesco Rotondi, Giovanni Santosuosso, Monica Setta

Grafica e impaginazione Raffaela Jada Gobbi Liliana Nori

IN CAMPANIA RINASCE

108

In redazione Marina Marinetti (caporedattore) Maddalena Bonaccorso, Marco Scotti, Riccardo Venturi

PERSONAL BRANDING

la città della medicina

GRUPPO MASCIO

Direttore responsabile Sergio Luciano

149

155

106

Il mensile dell’economia che cambia

Numero chiuso in redazione il 23 novembre 2020

160



COVERSTORY

SARÒ FRANCO

A SCUOLA IL DISTANZIAMENTO È COGNITIVO

N

oi tutti proveniamo da almeno 100 anni di turbolento procedere degli eventi, guerre calde e fredde, ma credo che raramente siamo stati nei singoli momenti vissuti da noi o dai nostri antenati tanto sommersi da una incontenibile moltitudine di informazioni contraddittorie, di posizioni contrapposte, inconciliabili e frammentate. È vero che siamo in guerra, anche se in una guerra molto particolare, perché non è una singola nazione o i territori di una coalizione di Stati che vengono invasi da un potente nemico, ma è l’intera umanità a livello globale che viene minacciata e attaccata da un nemico invisibile e potente, di fronte al quale scopriamo di essere quasi completamente disarmati, perché questa invasione ha una caratteristica particolare: è possibile soltanto con la nostra collaborazione, in quanto l’agente letale può vivere solo se nutrito dall’uomo suo portatore, una specie di auto invasione nella quale il nostro simile viene trasformato nel nostro peggior nemico. Non dimentichiamo inoltre che le guerre vere si combattono difendendosi e attaccando, mentre noi siamo costretti alla nostra impotenza a nasconderci, a mascherarci come i contadini pugliesi che nel medioevo si rifugiavano

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sotto terra nascondendosi dall’invasione dei saraceni, per riemergere solo quando il peggio fosse passato e contare i danni. Confesso di trovare molto difficile la prospettiva di partecipare agli innumerevoli dibattiti non sempre utili e spesso neppure autentici che affollano tutti i media possibili senza essere di grande aiuto. LA MINISTRA LUCIA AZZOLINA L’unica cosa che mi sembra ragionevole è lo sviluppo di completamente diverso considerazioni impolitiche, e ripensare al problema staccate dal travaglio in un’ottica più generale. quotidiano. Prendiamo Essendo coscienti che la l’esempio della scuola, un situazione di pandemia problema sicuramente molto sarebbe continuata per serio, perlomeno tanto serio mesi, si sarebbe potuto quanto la crisi economica pensare di non comperare che stiamo attraversando con i banchi individuali con le incertezza e disorientamento. ruote, e di usare invece le La discussa decisione del risorse economiche messe governo di mantenere aperte a disposizione per dotare le scuole, anche di fronte ai tutti gli insegnanti, tutti gli dati inequivocabili pubblicati studenti, tutte le scuole di dalla rivista attrezzature Lancet, secondo ANZICHÉ COMPRARE BANCHI informatiche SI SAREBBE POTUTO la quale chiudere adeguate allo INVESTIRE SULLA le scuole farebbe svolgimento dei DIGITALIZZAZIONE diminuire corsi di studio il rischio di contagio del esclusivamente online per un 10% in un mese, riaprirle certo periodo di tempo. farebbe aumentare il rischio Onestamente non credo del 25%, è un encomiabile che gli studenti avrebbero dimostrazione della sofferto danni irreparabili da prevalenza delle motivazioni una minore socializzazione sociali anche sui rischi e dal minore contatto diretto di infezione, rischi che con gli insegnanti. Questa possiamo classificare nei decisione poteva essere sacrifici che dobbiamo fare vista, se accompagnata da per i nostri figli. adeguati sforzi formativi, Proviamo invece adesso ad come la prima azione incisiva assumere un punto di vista per preparare il Paese alla

digitalizzazione, per avere tra qualche tempo una generazione di giovani preparati ad usare i mezzi informatici al massimo livello. Ovviamente si sarebbero dovuti costringere gli insegnanti ad apprendere gli strumenti del mestiere, e parallelamente invitare gli studenti, costretti per qualche mese a casa, a studiare intensamente per arrivare alla fine del periodo più preparati, almeno in informatica, di quanto sarebbero stati frequentando di persona le lezioni: una mobilitazione insomma, con un richiamo al sacrificio per il sistema educativo, analogamente a quanto, in un certo senso, stiamo facendo per la ristorazione e per tutti quelli costretti a chiudere temporaneamente le attività. Chi può essere esonerato dalla sofferenza in una guerra senza quartiere quale quella alla quale siamo costretti a partecipare? Un beneficio collaterale non


di Franco Tatò

CON TROPPE ROTELLE E TROPPO POCA TECNOLOGIA indifferente sarebbe stato l’alleggerimento dei mezzi di trasporto con liberazione di spazio e conseguente maggiore distanza tra gli altri utilizzatori. Quante ore di lezione hanno perso nel 43’ e nel 44’, durante la seconda guerra mondiale quelli della mia generazione? Non mi sembra che abbiamo avuto gravi danni da carente socializzazione e credo che abbiamo ampiamente recuperato il tempo perso in termini di conoscenza: forse abbiamo fumato meno canne. Devo aggiungere di non

lezioni fatte da insegnanti di essere stupito che un’idea provata eccellenza nominati del genere non sia venuta dal Ministero, tali da poter alla Ministra dell’istruzione e essere usate non solo per sono convinto che le strutture ripasso dagli allievi, ma del ministero non siano soprattutto propedeutiche neppure in grado di pensare alle lezioni a soluzioni non da tenersi in convenzionali SI È PERSA L’OCCASIONE PER PREPARARE STUDENTI classe in modo per risolvere E DOCENTI A USARE da contribuire un problema I MEZZI INFORMATICI all’unificazione di questo del livello di insegnamento genere. Ricordo che attorno sul territorio nazionale. all’inizio del 2000 mi sono Questo rimane, come recato al Ministero della sappiamo, uno dei grandi Pubblica Istruzione per problemi del nostro sistema proporre, attraverso il sito educativo, cioè il divario della Treccani, un sistema di abissale tra Nord e sud. Venni insegnamento in video, con

liquidato in 20 minuti da un autorevole interlocutore che con sufficienza mi informò che non si poteva violare la libertà di insegnamento del singolo insegnante. Cosa ci si può aspettare da un ministero per il quale ogni insegnante è libero di impartire un insegnamento mediocre o un insegnamento del cui livello è unico giudice, anche a dispetto delle classifiche internazionali, ad allievi che si troveranno ad affrontare il mondo di domani con strumenti cognitivi inadeguati?

IL CORSIVO

ATTENTIO VERA GRATIS EST

I

di Giuliana Gemelli anglosassoni dove da diversi decenni

n questi giorni la mia

quel dolore che Cecily Sanders, la

adorata cucciola di

fondatrice del movimento degli Hospice,

ueste figure sono disseminate in diversi

Rodhesian Ridgeback

chiamava total pain. Un dolore che priva

ambiti istituzionali, il settore socio sanitario

ha subito un intervento

la persona della possibilità di qualsiasi

non è stato particolarmente considerato:

chirurgico piuttosto

lenimento derivato dall’attentio, che

lo sta diventando ora con crescente

impegnativo e delicato. I chirurghi della

non è la mera attenzione rivolta all’altro

intensità. Certo anche i cappellani hanno

clinica veterinaria di Forli non solo ci

ma la consapevolezza, la condivisione

tutti gli obblighi di sicurezza protezione

hanno permesso di starle vicino ma non

empatica dei suoi bisogni nel momento in

distanziamento che caratterizzano i

l’hanno lasciata mai sola. Si è ripresa con

cui essi si manifestano o semplicemente

comportamenti anti Covid, ma grazie

una velocità del tutto inaspettata reagendo

sono intuibili. Nell’emergenza attuale

all’impiego delle tecnologie possono

alle nostre voci e poi alle nostre coccole

con medici e infermieri sotto pressione

provvedere ai bisogni relazionali e alle

come se non sentisse il dolore, inevitabile

esponenziale nessuno può occuparsi

esigenze spirituali dei pazienti facendoli

nel suo caso. Di fronte a questa esperienza

di quei bisogni, di quel grido che è un

sentire meno dispersi in un precipizio

positiva ed energizzante rivolta ai nostri

drammatico urlo di solitudine. Eppure

senza luce. Possono aiutare i loro cari

amici a quattro zampe, ho continuato a

forse una possibilità esiste ed è la

a tramettere amore vicinanza conforto,

ri ettere sulle terribili condizioni delle

mobilitazione di uelle figure ancora poco

dando voce e radici alle storie personali,

persone ricoverate per il Covid, sulla

conosciute nel nostro paese che sono i

ai desideri in cui si esprimono le scelte

loro ineludibile solitudine, nell’oscuro

cappellani formati alla conoscenza non

religiose ed antropologiche. I cappellani

baratro della malattia che sembra avere

solo religiosa o meglio inter-religiosa

possono essere portatori di un’Attentio

azzerato decenni di impegno per una

ma anche a quella spirituale, morale,

che rischia di essere dimenticata,

medicina senza dolore e non parlo solo

esistenziale che ha al centro l’Attentio.

disintegrata nelle oscure trame evolutive e

del dolore fisico ma di uello spirituale,

Purtroppo è vero che anche nei paesi

disumanizzanti del virus?

11


COVERSTORY

Tecnologia e arti liberali i nemici-amici del lavoro del futuro di Andrea Granelli

I

l Covid ha impattato fortemente, tra l’altro, anche sul senso del dibattito mondiale sull’innovazione e il suo contenuto valoriale. Ha avuto il ruolo – lo sta ancora avendo – di ricondurre al centro il “purpose”, la sostanza del social impact di ogni comportamento finanziario ed economico. Ed ha cambiato l’illuminazione di scena sul palco del boom digitale, chiarendone per la prima volta le molte ombre. Ma questa rinnovata sfida culturale che il Covid ha lanciato alla civiltà occidentale, in particolare, pone anche due domande sul tema del come crescere e competere nell’era digitale. E cioè: con quali competenze e con che tipo di leadership? E poi: basta la tecnologia per orientare e gestire l’innovazione? Per provare a rispondere, partiamo da una premessa. Il “next normal” indica la nuova normalità, o meglio la “prossima normalità” con la quale ci dovremo confrontare una volta sopita la fase acuta del CoVid. “Prossima” normalità in quanto è probabile che non solo sia diversa da ciò che fino a ieri consideravamo normalità – che sia qualcosa dunque di non ancora sperimentato – ma in qualche modo si collochi in continuità con i processi trasformativi che in particolare il digitale sta causando nella società. Si potrebbe dire che il Covid sta contribuendo ad accelerare il prossimo salto evolutivo della rivoluzione digitale. Ma se dunque il futuro transita tutto attraverso il confronto con l’evoluzione digitale; e se quest’evoluzione è connessa al dilagare delle soluzioni di intelligenza digitale; proviamo ad enumerarne le 4 direttrici: sono l’abilità digitale, la comprensione e prevenzioni dei lati oscuri del digitale; la capacità di comprensione del contesto e del suo eventuale redesign tramite il digitale; l’equilibrio con la tradizione e i sistemi legacy. Per padroneggiare il confronto con l’intelligenza digitale occorrerà a tutti scalare una sorta di piramide. L’Intelligenza digitale, infatti, richiede la capacità e padronanza nel: • muoversi a proprio agio negli ambienti digitali usando i suoi strumenti con abilità; • concepire – grazie al digitale – “cose-mai-viste-prima” (prodotti, servizi, processi, modelli organizzativi,...) comprendendo anche le potenziali implicazioni ed effetti collaterali (sia positivi che negativi) che sorgono con l’adozione

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del digitale e senza puntare in modo acritico al digitale «a tutti i costi». • padroneggiare l’arte dei dati, le loro potenzialità esplicative, ma anche i loro limiti e gli errori interpretativi sempre in agguato, per comprendere il contesto e decidere sempre al meglio. Questo percorso richiede un’unione sinergica non solo di competenze tecniche ma anche di soft skills – per guidare la tecnologia e porre sempre l’umano al centro – e di pensiero critico, per identificare senza farsi travolgere i crescenti lati oscuri del digitale. Il percorso si completa con un approccio sistematico all’apprendimento continuo. Questo tipo di competenze rientra a pieno titolo nelle cosiddette soft skills. Che sono da sempre il cuore dell’educazione liberale: “Le richieste poste alla gestione sono state storicamente quantitative – scrive F.E.Pamp sulla Harvard Business Review - Con l’automazione e il computer, queste esigenze stanno cambiando. I dirigenti hanno ora bisogno di una maggiore profondità intellettuale che deriva solo da un’educazione orientata alle arti liberali”. E George Lakoff precisa: “L’istruzione liberale in senso classico aveva un insieme di obiettivi differenti [rispetto a quella professionale]: sviluppare le capacità intellettive e critiche dello studente, fargli conoscere il mondo e aprirsi alle sue possibilità, fornirgli gli strumenti per continuare ad imparare in modo autonomo e formarlo come cittadino in grado di partecipare alla vita democratica. A causa della perdita di lavoro appagante, l’istruzione è radicalmente cambiata. Sempre più studenti vedono l’istruzione come un percorso finalizzato al raggiungimento della ricchezza o di un lavoro esaltante, perciò vengono “istruiti” per i lavori contemporanei senza l’intangibile ma estremamente importante ricchezza personale che forniva tradizionalmente l’istruzione liberale. È un furto educativo, perché l’istruzione liberale preparava alla vita in generale, cosa che la formazione all’attuale mondo del lavoro non può fare, soprattutto se consideriamo che i lavori di oggi potrebbero non esistere più domani». I leader di domani riescono a combinare in un tutt’uno le tecnologie digitali con le scienze umane. Come aveva intuito negli Anni Cinquanta Adriano Olivetti. Come diceva Steve Jobs alla Apple Woprld Wide developers conference del 2010: “Il motivo per cui Apple è in grado di creare prodotti come l’iPad è perché abbiamo sempre cercato di agire all’intersezione tra tecnologia e arti liberali”.



«ORA SAPPIAMO IMPIEGARE LE RISORSE EUROPEE: SARÀ IL NUOVO PIANO MARSHALL PER IL SUD ITALIA»

GESTIRE L’IMPRESA

Grazie al Contratto istituzionale di sviluppo il premier Giuseppe Conte ha sbloccato progetti fermi da anni. dai Fondi europei, come ci spiega Gerardo Capozza, consigliere del premier per il problemi del Sud di Sergio Luciano «DOBBAMO PREPARARCI A USARE AL MEGLIO E SUBITO I FONDI ORDINARI EUROPEI, FINORA TROPPO SPESSO MALE E POCO UTILIZZATI, E A MAGGIOR RAGIONE QUELLI PER LA RIPRESA DOPO COVID. Il governo ha

fatto una battaglia storica a Bruxelles per far riconoscere all’Italia queste somme che sono peraltro le più alte in Europa, peccato che poi, anziché fare la miglior programmazione possibile, ci si perda in polemiche senza senso»: Gerardo Capozza è il grand-commis pubblico che tutti vorrebbero. Dopo aver diretto per anni il cerimoniale di Palazzo Chigi è oggi, a titolo gratuito, consigliere del premier Giuseppe Conte per i problemi del Sud. Ed è al Sud, un’ennesima volta, che il nostro Paese si gioca la carta della ripresa, soprattutto con i fondi europei.

Romagna ha speso il 60%, la Liguria il 51%, il Piemonte il 63%, la Puglia il 49%, la Toscana il 51%, la Val D’Aosta il 49%, il Veneto il 47%. Tutto il resto sta sotto. La Campania 31%, la Calabria il 29%... Bruttissimi gap anche sui fondi Fsr: l’Emilia Romagna il 53%, il Friuli Venezia Giulia il 53%, la Puglia il 49%, la Sardegna il 35%... Gli altri tutti sotto, anche il Veneto, con appena il 31%. Tra tutto, ballano ben 30 miliardi di fondi europei non spesi. Vengono i brividi di rabbia… c’ un altro pro lema, uello dei progetti finanziati e mai attuati!

Per esempio? Un progetto da 150 milioni di euro del porto di Cagliari, bloccato dal 2015 perché c’era un contenzioso locale SPENDERE I FONDI EUROPEI IN MANIERA che non si superava.

Dunque, dottor CaEFFICACE E TEMPESTIVA È POSSIBILE pozza: è proprio vero GRAZIE A MODELLI OPERATIVI che finora abbiamo SNELLI CHE COINVOLGONO IL TERRITORIO E allora? Allora il sindaco ha sperperato risorse? segnalato la cosa al presidente del ConsiPurtroppo sì. Lo dicono i numeri. Secondo i glio, Palazzo Chigi ha fatto i suoi accertadati resi noti nel luglio scorso dalla Commismenti, e a s loccato il finanziamento sione Ue, dei fondi Fse 2014-2020 sono asseAncora: il Commissario della provincia del gnati all’ talia 1 , miliardi a spesa certificata ord ardegna, Pietro ois, a informato e ne erano stati impiegati solo 6,3. Dieci mila Presidenza che l’Autostrada era ferma, e liardi sono ancora da spendere, e dovremmo in un mese il Consiglio dei ministri ha sblocriuscire impegnarli entro il e certificarli cato altri 100 milioni. entro il 2022. Sui fondi Fsr, quelli regionali, ci hanno assegnato 30,7 miliardi e ad oggi ne abMa allora spenderli si iamo certificati come spesi slo 1 , e restapuò! no 20. Tra ministeri e Regioni siamo riusciti a Certo, ma con metospendere in media appena il 30-35% dei fondi di nuovi. Il premier di nostra pertinenza. Il Pon Scuola è andato un Conte, visto che per po’ meglio, ha speso il 55%. sbloccare queste impasse occorroE le Regioni del Sud come si sono comporno competenze e tate? responsabilità, ha Giudichi lei: dei fondi Fse la Regione Emilia

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assunto in prima persona funzioni di coordinamento rispetto ai ministeri e anche al rapporto tra governo e regioni, e abbiamo varato un primo progetto-pilota utilizzando il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis). Siamo partiti da Foggia, dal Molise e dalla Basilicata, tre aree interne, le più bisognose di rilancio. Prendiamo il caso di Foggia. A dicembre 2018 viene fatta richiesta di attivazione del tavolo Cis, il 20 febbraio 2019 il presidente fa un Dpcm e istituisce il Cis di Foggia, al quale nel maggio 2019 il Cipe assegna 280 milioni a valere sui fondi dello Sviluppo e Coesione 1420. Sono stati convocati in Prefettura a Foggia tutti i sindaci e le aziende, gli ospedali, i centri di ricerca, le associazioni, e sono stati raccolti i progetti. Quando mancavano o erano carenti è stato attivato l’ausilio di Invitalia, determinante in tutti quei casi nei quali i piccoli comuni non avrebbero la struttura tecnica amministrativa necessaria per fare i progetti giusti. Invitalia diventa il soggetto attuatore e


&POLITICA la stazione di committenza, in modo tale che tutti i comuni o le aziende che hanno bisogno di supporti, suggerimenti o spiegazioni possano riceverli. In tre mesi abbiamo raccolto progetti per quasi un miliardo e intanto il Cipe su quelle famose somme non spese ha assegnato 280 milioni e il Cis ha attivato 40 interventi, di cui 37 infrastrutturali e tre contratti di sviluppo. Ad oggi sono state pubblicate le prime 19 gare, 15 di progettazione e quattro per lavori e sono state gi aggiudicate 1 , nei prossimi mesi ci sarà la pubblicazione di altre 34 gare. Questo per dire che in un anno, lockdown compreso, abbiamo messo in piedi una macchina da guerra. Diversamente, senza il Cis, la provincia Foggia non avrebbe avuto la possibilità di fare progetti né di prendere i fondi, che pure c’erano. Però! Fosse sempre così… Può esserlo! Anche in Molise, con il Cis, è stato lo stesso el maggio del 19 nato un altro Cis, il Cipe il 20 maggio ha assegnato 220 milioni a valere sul Fondo sviluppo e coesione 1 tessa procedura, come a Foggia: riunione di tutti i soggetti coinvolti in Prefettura fino alla sottoscrizione del piano, in

ANZICHÉ FARE LA MIGLIORE PROGRAMMAZIONE POSSIBILE CI SI PERDE IN POLEMICHE SENZA SENSO

cinque mesi, l’11 ottobre 2019, con 49 interventi! Vi accuseranno di voler accentrare… Macché: non è il governo che va là a dettare legge, sono tutte proposte che vengono dal basso, dalle Asl, dagli enti, dalle aziende. È il vero sviluppo che nasce dal territorio, com’è giusto che sia, visto che le vere esigenze sono chiare soltanto sul posto. Entro un mese partiranno 13 procedure di gara per 64 milioni di euro, c’è addirittura un progetto, “La via dei tratturi”, che stanzia 129 milioni di euro e coinvolge quasi 50 piccoli comuni su una missione condivisa. NON È IL GOVERNO A DETTARE LE PRIORITÀ, MA TUTTE LE PROPOSTE VENGONO DAL BASSO: DALLE ASL, DAGLI ENTI LOCALI, DALLE AZIENDE

Quindi nessuna prevaricazione? Al contrario: abbiamo incanalato l’azione degli enti locali senza prevaricarla, ma per portarla a uon fine utilizzando fondi non spesi Lo stesso è accaduto per Taranto, dove con il Cis è stato creato un contenitore, presieduto dal premier, per facilitare e consentire alle piccole realtà e ad alle aziende con progetti di investimenti di avere non solo il supporto tecnico amministrativo per realizzare le progettazioni, ma anche la certezza di procedure accelerate. Abbiamo creato un modello che funziona. A Taranto erano in ballo dal 2015: da marzo 2020 la Presidenza ha avocato le operazioni e anche qui, a fronte di poco più di un miliardo assegnato nel 2015, prevedendo interventi saliti poi a , dei uali alla fine del 2019 ne erano stati avviati solo 10, il 22 maggio scorso il tavolo ha approvato 15 nuovi interventi per importo pari a 90 milioni. A fine otto re nvitalia a pu licato sei gare di progettazione per un finanziamento di circa 22 milioni ed entro l’anno avremo altre sette gare d’appalto. Abbiamo sbloccato pure un contenzioso che paralizzava 220 milioni per la costruzione dell’ospedale un metodo c e funziona. Abbiamo un progetto pronto per la Basilicata, stiamo aspettando che il ministro

per Sud ci trasferisca i fondi. Il Cis ha presentato 263 proposte per un valore di 1,7 miliardi e adesso vedremo cosa portare concretamente a casa l Cis di Cagliari a fatto proposte per 3,3 miliardi con 153 stakeholder. Sono dati che spiegano il bisogno che c’è di opere sul territorio. E ora Conte vuol fare un Cis in Calabria: abbiamo già 500 proposte con 180 stakeholder, con il 60% di progetti esecutivi e il 19% in prefattibilità. E poi ci sarà il Cis Abruzzo, a breve. Stiamo valutando anche un Cis Piemonte, con un’attenzione particolare sempre per le aree interne. È un nuovo modo di lavorare: ci mettiamo al fianco dei territori, li supportiamo con Invitalia, attraverso la struttura di missoone alle dirette dipendenze della Presidenza con il sottosegretario Turco dedicato allo scopo. Questa formula piace, nei territori dove l’avete già portata? Assolutamente sì. Questi numeri potrebbero sembrare freddi, ma non più se li si inquadra nel genere di investimenti che consente. Per esempio, c’è una rete che stiamo costruendo col ministero della Cultura e del turismo per recuperare realtà meravigliose e dimenticate del nostro Paese che metteremo in rete promovendole a livello mondiale anche con l’Aci e l’Enit. Stiamo creando una nuova rete nazionale. E tutto questo funziona anche al Sud? Certo: al Sud non c’è solo la malavita organizzata. Del resto siamo a un bivio: o dimostriamo che siamo in grado di spendere i fondi che ci vengono assegnati, mobilitando le forze locali, dai Comuni alle università e alle imprese che hanno voglia e capacità di fare, o perdiamo un’occasione storica a a iamo fiducia el giro di due o tre anni uei numeri saranno capovolti. Se non cambiassimo modello operativo, i soldi del Recovery non li spenderemmo neanche in trent’anni. Invece così potremo ripetere quella rivoluzione economica che il piano Marshall innescò: creare strumenti e modalit di azione codificati e collaudati dando a tutti la possibilità di arrivare alla meta.

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COVERSTORY L'ANNO CHE VERRÀ 2020

2021

2020

2021

2020

2021

-11,1% +5,9%

CONSUMI INVESTIMENTI FISSI LORDI

DEBITO PUBBLICO DISOCCUPAZIONE

-15,8% +9,7% 158,7% 156,5% 2020

2021

9,8%

12,4%

2020

2021

-14,3% +11,3%

EXPORT

22 BV INVEST L'ARTE DELLA TRANSAZIONE SFRUTTA L'INTELLIGENZA EMOTIVA

26 THE DIGITAL BOX IL MARKETING DIGITALE IN VERSIONE "TASCABILE"

PRONTI? RIPARTENZA, VIA! NEL 2021 TORNEREMO A FATTURARE Se le previsioni variano a seconda di chi le fa, le analisi non mentono. Soccomberanno i business improduttivi, ma continueranno a crescere startup e innovazione. Con un occhio alla spesa pubblica di Riccardo Venturi

30 SEALANCE IL MOTORE A REAZIONE CHE RIVOLUZIONERÀ LA NAUTICA

38 MBE IL SUPPORTO LOGISTICO CHE FA BENE AGLI AFFARI

40 ECP TRA IL DIRE E IL FARE C'È DI MEZZO LA CONSULENZA

44 PROGETTO IMPRESA INNOVANDO SI PROGETTA (ANCHE) LA RIPARTENZA

P

iù 16,1%. Sembra la crescita del cione che gialla. È vero che la stretta non è Pil cinese di qualche anno fa, inforte come quella di marzo, ma c’è chi come vece è quella del Pil italiano rel’economista della Luiss Sergio De Nardis gistrata dall’Istat nel terzo trimestre. Un mette in guardia contro un rischio: quello dato che ha colto di sorpresa tutti, analisti di avere l’offerta, con i settori economici inclusi: il centro studi di Confindustria, per aperti che producono, ma non la domanda esempio, si aspettada parte di famiglie e va un rimbalzo più CONFINDUSTRIA NEL TERZO TRIMESTRE imprese. Qualunque SI ASPETTAVA UN RIMBALZO contenuto, nell’ordisia l’entità del nuovo DEL PIL ITALIANO DEL 9-10%, INVECE ne del 9-10%. Ma la stop nel quarto triSECONDO L'ISTAT È STATO DEL 16,1% recrudescenza della mestre, l’imperativo pandemia e la sciagurata incapacità di precategorico è ora trovare il modo di tornare a pararsi nei mesi di tregua hanno spento la crescere in modo baldanzoso nel 2021, noripresa. Le attese per il quarto trimestre nostante tutto sembri congiurare nella disono tornate negative: la stima di Prometerezione opposta. I segnali di speranza però ia di un meno , ’illusione di un fine ci sono, e vengono manco a dirlo dalle imanno col botto è così svanita tra un Dpcm e prese manifatturiere, che hanno dimostrato l’altro, in un’Italia molto più rossa e aranuna capacità di reazione per certi versi ina-

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COVERSTORY

spettata dopo la fine del primo loc do n l presidente di Confindustria Carlo onomi ha detto chiaramente che il governo non si deve intestare il merito di questa dimostrazione di resilienza. Al contrario, le imprese oltre che contro la pandemia si sono trovare a combattere contro quella che è stata felicemente definita urodemia econdo un sondaggio condotto da Confartigianato su oltre 3mila imprenditori associati, Il 69% delle micro e piccole imprese ha per esempio lamentato grandi difficolt per accedere ai servizi pu lici dopo il loc do n o smart or ing a uanto pare non sempre funziona, o quantomeno non funziona nella pubblica amministrazione... Le stime sono come l'oroscopo Non ci sono solo la pandemia da coronavirus e quella burocratica a frapporsi tra le imprese e la necessità di una crescita sostenuta. Gli ostacoli, come vedremo, sono numerosi. Non sorprende quindi che la Commissione europea abbia abbassato la stima di crescita dell’Italia nel 2021 dal 6,1 al , , un livello insufficiente per far tornare la produzione reale ai livelli pre-pandemici entro il 2022. E se si sbagliassero? Se non avessero fatto i conti con la nostra capacità fortissima di spinta commerciale, ideativa, creativa e di intrapresa, e con il fatto che tiriamo fuori il meglio proprio nei momenti di grave difficolt , vedi da ultimo la ricostruzione del ponte Morandi? «Le stime dell’Ue secondo me sono troppo pessimistiche» dice l’economista eretico Giulio Sapelli, «quei conti si fondano spesso su quel che dichiarano gli imprenditori, non sono statistiche ma exit polls con un po’ di algoritmi che guardano sempre con la testa rivolta al passato». Il suo ottimismo deriva proprio dalla capacità di reazione dimostrata dalle imprese produttive dopo il primo loc do n ’industria manifatturiera a avuto una ripresa spettacolare e inaspettata in tutto il mondo» sottolinea Sapelli, «e proprio in questo quadro complesso le caratteristiche dell’imprenditoria italiana, e in par-

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GIULIO SAPELLI

ticolare quelle delle Pmi, vengono esaltate. Le Pmi manifatturiere hanno resa manifesta una resistenza e una capacità che si ritrova anche negli ultimi dati elaborati da Enrico Quintavalle per Confartigianato». Gli esempi non mancano: nei report di Confartigianato si evidenzia come nel settore della moda ad agosto, prima della nuova ondata pandemica globale cresciuta da settembre, il calo tendenziale della produzione sia stato quasi completamente assorbito, e gli ordinativi abbiano segnato un aumento del 12,9%, superiore alla crescita del 6,1% della media del manifatturiero; anche in quello dei mobili nel mese di agosto gli ordinativi hanno fatto segnare un aumento del 14,7%. Certo non tutte le attività economiche hanno visto una ripresa. «Naturalmente uel c e stato catastrofico stato il crollo di tutti i servizi non essenziali» rimarca Sapelli, «tutto ciò che è merce non per produrre altra merce ma per produrre consumo finale a per un economista ricardiano come me, che pensa che la rendita e i lavori improduttivi siano la cosa più terribile che possa capitare, non è così grave, specie per questa cosa scandalosa della movida che provoca pandemia, non produce e generalmente in tutto il mondo è lavoro nero».

LE STIME UE SONO PESSIMISTICHE MA NON SONO STATISTICHE: SONO EXIT POLLS CON LA TESTA RIVOLTA AL PASSATO Per Sapelli le risorse vanno concentrate sui lavori produttivi, non su quelli improduttivi. «I soldi vanno messi solo nelle infrastrutture e nelle imprese: asta, finita la cuccagna, sono tempi catastrofici incalza l’economista, «gli unici lavori improduttivi a cui si devono dare ristorni sono quelli simili all’industria, cioè l’hotellerie e i ristoranti. Abbiamo creato le fondazioni bancarie, diamo a loro il compito di sorreggere chi ne ha bisogno, come i baristi rimasti senza clienti. Solo l’industria manifatturiera ci può salvare, e la fede». Puntiamo sulle nuove idee La scelta dei comparti sui quali puntare per ottenere una ripresa il più forte possibile è fondamentale. Anche perché si intravede all’orizzonte l’ennesima tempesta perfetta: a metà 2021 scadranno molte moratorie, e i sostegni governativi, inclusi quelli per l’occupazione, inizieranno a scemare. Ma come hanno scritto gli artigiani della Cgia di Mestre, la tanto agognata riforma fiscale verr introdotta solo a partire dal 2022 e gli investimenti nelle grandi infrastrutture sono legati ai finanziamenti del e t eneration u che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nella seconda metà del 2021, espletan-


PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

MARCO GAY

do il loro effetto solo a partire dall’anno successivo e previsioni di Confindustria confermano che gli effetti del Recovery Fund si vedranno poco nel 2021, un po’ di più nel 2022, per crescere nel 2023 e raggiungere il massimo nel 2024. Se questo è il quadro, sostenere i settori imprenditoriali che hanno dimostrato di saper reagire meglio alla pandemia è, o dovrebbe essere, una scelta strategica ineludi ile ra uesti figura senza dubbio quello delle startup. È quel che

LE PREVISIONI PER L'ITALIA Prodotto interno lordo Consumi delle famiglie residenti Investimenti fissi lordi Esportazioni di beni e servizi

indicano i risultati dell’indagine L’impatto uon fine otto aumenti di capitale in altretdell’emergenza Covid-19 sulle startup e tante partecipazioni, e altri li stiamo portansull’ecosistema dell’innovazione in Italia, do avanti» sottolinea Gay, «la cosa interesrealizzata da Vc Hub Italia in collaboraziosante è che c’è stata una forte presenza di ne con Ey: nei primi 6 mesi dell’anno nonoinvestitori terzi: il totale investito di circa stante il loc do n il a aumentato il milioni di cui circa 3 dal Fondo nazionale inpersonale, il 32% ha registrato un aumento novazione, che ha avuto un ruolo importandella domanda e il 27% una crescita dei rite nel consolidare il clima di fiducia c e si cavi. «La pandemia che stiamo attraversanvive attorno all’ecosistema delle startup; le do a creato uno s oc culturale dal punto terze parti hanno investito tutta la differendi vista dell’utilizzo del digitale e delle nuoza. Questo dimostra che i numeri e i talenti ve tecnologie» dice Marco Gay, amministraalla base di queste operazioni sono reali». tore delegato di Digital Magics e presidente Sulle startup insomma bisogna puntare con di Confindustria Piemonte, le startup, e noi ancora maggiore convinzione. «È vero che che ne abbiano oltre 70 in portafoglio ne oggi si sta già facendo molto più di prima» abbiamo una prova tangibile, hanno saputo rimarca l’ad di Digital Magics, «perché il reagire, dimostrando decreto rilancio e il IL SISTEMA DELLE STARTUP una resilienza strafondo nazionale di NONOSTANTE IL LOCKDOWN ordinaria. Sono certo innovazione sono È CRESCIUTO SIA IN TERMINI che oggi sono parte stati un ottimo primo DI DIPENDENTI CHE DI FATTURATO essenziale dell’indusegnale di attenziostria dell’innovazione nel nostro paese, e ne. Ma se si ritiene che le startup siano un che quindi saranno una parte altrettanto asset fondamentale per il rilancio dello sviessenziale per la ripartenza e il futuro ecoluppo economico, allora bisogna perseguire nomico di questo paese». questa strada con rinnovata convinzione, I risultati delle startup di Digital Magics inserendola in un piano industriale che dia confermano che su questo comparto si dospazio anche al piano Industria 4.0, altro cavrebbe puntare senza indugio se si vogliono pitolo che deve essere messo in campo con davvero smentire le cassandre di ru elenergia». les: «Tra luglio e ottobre abbiamo portato a Confindustria convinta sostenitrice dell’utilità e del rilancio del piano Industria 4.0: un’analisi del centro studi con il dipartimento delle Finanze del Mef indica che gli investimenti in beni strumentali connessi alla 2019 2020 2021 trasformazione digitale hanno registrato in 0,3 -10,0 4,8* seguito al varo del piano un incremento pari a uasi il , e c e le imprese eneficia0,4 -11,1 5,9 rie sono state in prevalenza Pmi che in gran 1,6 -15,8 9,7 parte non avevano mai fatto investimenti in tecnologie 4.0. 1,0 -14,3 11,3

Occupazione totale (ULA)

0,2

-10,2

4,0

Indebitamento della PA

1,6

10,8

5,8*

1

1 Valori in % del PIL ULA = unità equivalenti di lavoro a tempo pieno *Non incorpora la monovra delineata nelal NaDEF per il 2021 Includendo tale manovra, in base alle stime del Governo, il PIL potrebbe salire al 5,7* e l'indebitamento al 7,1% nel 2021 FONTE: ELABORAZIONE E STIME CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA SU DATI ISTAT

AAA piano industriale cercasi Quel che ci vuole, e che ahinoi non si vede, è insomma un piano industriale che oltre a sostenere le aziende in difficolt faccia rendere al meglio quelle più performanti. È il caso anche delle aziende green e sostenibili: secondo un’indagine svolta in ottobre da

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COVERSTORY

ANTONIO URICCHIO

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LA CRESCITA NELLA UE Italia

Germania

Francia

Spagna

180 _ 170 _ 160 _ 150 _ 140 _ 130 _ 120 _ 110 _ 100 _ 90 _ 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021

Symbola e Unioncamere su un campione di mille imprese manifatturiere dai ai 99 addetti, tra le imprese che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità e la green economy il 16% è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% delle imprese non green; e la quota di imprese manifatturiere green il cui fatturato è sceso nel 2020 di oltre il 1 dell’ , , mentre stata uasi il doppio 1 , tra le imprese non eco-investitrici. Sostenere le aziende, specie le Pmi, è essenziale anche perché sul fronte creditizio le notizie non sono promettenti. indagine della ce sul credito ancario nell'area dell'euro di ottobre 2020 mostra un significativo irrigidimento dei criteri di concessione del credito alle imprese e alle famiglie nel terzo trimestre del 2020, e per il quarto trimestre si attende un ulteriore peggioramento. Non aiutano le normative introdotte dall’Ue, che come ha affermato la Cgia rischiano di penalizzare ulteriormente tante Pmi: «Per evitare gli effetti negativi delle esposizioni scadute, dal primo gennaio 1 ru elles ha imposto alle banche di azzerare in 3 anni i crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni quelli con garanzie reali. Ovviamente, l’applicazione di questo provvedimento indurrà gli istituti di credito ad erogare con estrema

FONTE: ELABORAZIONI CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA SU DATI COMMISSIONE EUROPEA (AMECO)

cautela i prestiti alle imprese, per evitare di dover sostenere delle forti perdite di bilancio nel giro di pochi anni». C’è da aggiungere c e, come Confindustria a iniziato a segnalare nel tentativo di avviare un necessario dibattito, l’intervento del governo con il Cura Italia per far fronte all’improvvisa mancanza di liquidità delle imprese è avve-

SONO FONDAMENTALI L'EFFICACIA E L'EFFICIENZA DELLA SPESA PUBBLICA E LA SUA TRACCIABILITÀ

nuto tramite garanzie pubbliche per prestiti bancari. Era necessario, ma il prestito bancario è diventato debito bancario per oltre 100 miliardi di euro. Viale dell’Astronomia avverte che molte imprese non avranno le risorse per rimborsare i prestiti nei 6 anni previsti dalle regole Ue, a meno di non toglierle agli investimenti produttivi, e quindi al Pil. Ma siamo sempre in ritardo Se anche il rubinetto del credito torna a chiudersi, su cosa puntare per tornare a crescere? «Ci sono sicuramente alcuni assi strategici che devono essere individuati e potenziati: innovazione, transizione al digitale, la vera rivoluzione ecologica e soprattutto il capitale umano» dice Antonio Uricchio, presidente di Anvur, Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, «l’utilizzo delle risorse del Recovery fund, e io aggiungerei anche del Mes, possono essere particolarmente importanti per operare in queste direzioni». L’Italia è in ritardo su tutti e quattro i fronti: «Le politiche ambientali solo da poco iniziano ad


PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

affermarsi» nota Uricchio, «su innovazione e digitalizzazione siamo ancora indietro, e per quanto riguarda il capitale umano siamo penultimi in Europa come numero di laureati e come numero di occupati che possano avere le competenze richieste dal mercato, le cosiddette ne s ills Le azioni di breve termine devono essere anche di sostegno alle categorie più colpite. «La crisi economica che ha fatto seguito alla pandemia ha riguardato tutti dal punto di vista sanitario ma non da quello economico» rimarca il presidente di Anvur, «gli effetti da questo punto di vista vanno diversamente apprezzati comparto per comparto, quindi gli interventi di sussidio devono essere selettivi, valorizzando soprattutto il sostegno a chi ha subito i danni maggiori». Ma per ripartire ci vuole una forte azione fatta di investimenti e politiche pubbliche. ondamentale l’efficacia e l’efficienza della spesa pubblica» sottolinea Uricchio, «e a questo riguardo ancora più importante è il controllo e la tracciabilità della spesa, un tema di cui si discute forse poco ma che meriterebbe di essere ripreso, perché ogni impiego di risorse pubbliche deve essere adeguatamente rappresentato, censito e tracciato».

Il tema del controllo della spesa è particolarmente rilevante in vista dei miliardi del Recovery Fund, che prima o poi arriveranno e saranno cruciali per rilanciare il Paese. «In passato nell’utilizzo dei fondi europei abbiamo avuto dei ritardi» ricorda il presidente nvur, sotto il profilo della progettualità, e quindi anche della scarsa capacità di rispondere attraverso progetti maturi; ma poi c’ il tema dell’efficienza della spesa c e significa tracciamento, controlli, impegno serio degli organi dello stato anche su questo fronte particolarmente delicato e complesso». LE REGOLE BANCARIE INTRODOTTE DALLA UE PENALIZZANO LE IMPRESE PERCHÉ IMPONGONO ANCORA PIÙ CAUTELA NELL'EROGAZIONE DEI PRESTITI

I problemi sono fondamentalmente due: «Da un lato la spesa improduttiva, dall’altro quella che evapora, cioè quella di cui non si ha più contezza» puntualizza Uricchio, c e finisce per non essere nemmeno sottoposta a controlli, e quindi non è nemmeno riconoscibile in termini di trasparenza di efficienza e di efficacia l controllo deve essere sia istituzionale, demandato a organi dello stato che già attraverso Corte dei Con-

ti e Guardia di Finanza hanno competenza in materia, ma anche di tipo diffuso sociale, forse ancora più importante in questa fase storica, perché consente di superare le tensioni sociali o comunque di governarle». L’impressione è che in attesa dei miliardi di ru elles gli imprenditori italiani, specie piccoli e medi, dovranno fare da sé. Chissà che di fronte all’enorme cimento che hanno di fronte non riescano a eliminare una volta per tutte il loro lato oscuro: uello di rifiutarsi di mettere a fattor comune di vicini e concorrenti i costi indifferenziati, restando cocciutamente piccoli fino all’arrivo dello straniero che i prodotti non li sa fare, ma le nostre litigiose Pmi le sa comprare benissimo, perché ha le dimensioni e le risorse per farlo. Quanto alla necessità di fare da sé di fronte alla crisi, per Giulio Sapelli invece di essere una iattura è un vantaggio: «Le imprese italiane dovranno arrangiarsi, come sempre. Questo conferma una mia vecchia idea: cosa dobbiamo fare per le imprese italiane? Niente. Non fate niente, tranne una politica industriale per far funzionare i treni e le strade, semplificare l’amministrazione, abbassare le tasse. Ma per le imprese non fate nulla: qualsiasi cosa facciate, fate peggio di quello che loro fanno da sole».

Nell'Europa delle divisioni, il sogno proibito della cancellazione del debito potrebbe paradossalmente diventare realtà

I

l debito pubblico italiano è arrivato a sfiorare il 159% del Pil, ponendo una seria ipoteca su tutti gli sforzi di rilancio. Ma qualche segnale interessante sembra arrivare anche su questo fronte. Entro la fine del 2020 la Bce potrebbe aver acquisito 400-500 miliardi dei nostri titoli pubblici. C’è chi propone che Francoforte annulli completamente questo credito, così da permettere all’Italia e ad altri paesi indebitati di investire in nuove attività socialmente ed ecologicamente utili: ma lo statuto della Bce proibisce la

mutualizzazione dei debiti, e i soliti paesi del Nord bloccherebbero tutto, senza contare la famigerata Corte costituzionale tedesca di Karlsruhe. Ma Paul De Grauwe, economista belga capo dell'Istituto europeo alla London School of Economics, e il collega Andrè Griebine propongono non di annullare formalmente i debiti, ma di trasformarli in una rendita perpetua che la Bce deterrebbe nei confronti degli Stati a tassi di interesse nulli: in sostanza in un debito perpetuo inesigibile. Anche il presidente dell’Europarlamento

David Sassoli afferma di considerare la cancellazione dei debiti contratti dai governi per rispondere al Covid un’ipotesi di lavoro interessante. E aggiunge che per rendere utile il Mes, che nessuno sta utilizzando lasciando 400 miliardi in naftalina, è necessario riformarlo, facendolo governare dalla Commissione europea in base a norme comuni e non più dalle logiche dei governi, facendo nascere la speranza che il pregiudizio ideologico dei 5 stelle possa addirittura essere servito a qualcosa.

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COVERSTORY

L’arte della transazione sfrutta l’intelligenza emotiva Prima di diventare formatore, Bruno Vettore è stato al timone del franchising di Tecnocasa, Pirelli Re, Grimaldi e Gabetti. Oggi con BV Invest guida manager e consulenti verso il successo commerciale di Marco Scotti

G

li anglosassoni – che sono sempre della scuola di formazione. Nel quadriennio pronti a coniare parole belle e im1998-2002 è al timone di Assofranchising maginific e la c iamano menmentre nel 2003 diventa direttore generale torship: è la capacità di un lavoratore più di Pirelli Re Franchising, conseguendo l’oesperto, spesso dirigente, di trasferire combiettivo (in soli tre anni) di 1.000 contratti petenze ai più giovani. Un termine che si atdi affiliazione e oltre agenzie operative taglia perfettamente alla figura di runo etal diventa amministratore delegato, tore (nella foto), manager con un’esperienza nell’ordine, di Grimaldi Franchising, di Gabetpiù che trentennale che ha progressivamente ti ranc ising genc e di ree eal state trasformato la sua figura professionale divettualmente guida la societ invest nendo prima di tutto uno studioso delle te(www.bvinvest.it) attiva nell’ambito della matiche afferenti alla formazione e la valorizformazione manageriale e consulenza direzazione del “capitale umano”. «Sto mettendo zionale, mministratore elegato di Ca frutto la mia “espegroup azienda che IL WORK AGENCY PROGRAM OFFRE rienza di servizio” e opera nei settori imUN PERCORSO IN SEI SESSIONI le mie competenze mobiliare, creditizio CON UN PROGRAMMA ORIENTATO lavorative per mettee assicurativo (con i A METODOLOGIE E MANAGERIALITÀ re a punto un’offerta rand ondocasa,C eparticolareggiata che spazia dal real estate ffitti, e- nit, enia ed presidente di lal credito. I miei corsisti, quindi, sono prevaleare, piattaforma digitale di servizi integrati. lentemente agenti immobiliari e consulenti «Quando creiamo un’offerta formativa – ci finanziari ’altronde, credo c e la consulenspiega ettore non possiamo dimenticare za e la formazione debbano essere svolti da il momento storico in cui ci troviamo, ovvec i a reale competenza specifica io sono ro un periodo di crisi che sta coinvolgendo piuttosto esperto in entrambi questi ambiti». uona parte dei comparti Certo, forse il seta c i runo ettore? a sua carriera inizia tore immobiliare sta soffrendo un po’ meno nel real estate, prima come agente immobidi altri, visto c e rispetto alle mila comliare poi, dal 1995, assumendo il ruolo di dipravendite del 2019, nel 2020 chiuderemo rettore franchising di Tecnocasa, dove divencomunque con mezzo milione di operazioni, ta anche responsabile dell’organizzazione ma è innegabile che lo sforzo che deve es-

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sere profuso sia elevatissimo. Per fortuna le banche hanno mantenuto la barra dritta in materia di erogazione creditizia, seppur con una comprensibile dose di prudenza. Senza contare che i tassi d’interesse sono molto più bassi e quindi per le famiglie può essere un buon momento per provare a cambiare casa». a principale idea di ettore uella di puntare sull’intelligenza emotiva, che a suo giudizio produce e vale almeno il doppio rispetto alle mere competenze. Perché utilizzando questa peculiarità dell’animo umano è possibile usare l’empatia, altro strumento potente soprattutto quando ci sono di mezzo le vendite ’altronde, l’agente immo iliare non è soltanto una persona che conclude delle transazioni, ma piuttosto una sorta di irgilio c e accompagna i possi ili compratori a scoprire le varie possibilità che hanno di fronte l’intelligenza emotiva offre uel supplemento di attenzione e di cura che consente di ottenere risultati migliori. Per quanto concerne i consulenti del credito, altra categoria cui ettore si rivolge in prima per-


PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

L’AGENTE IMMOBILIARE È UN VIRGILIO CHE ACCOMPAGNA I CLIENTI A SCOPRIRE LE POSSIBILITÀ CHE HANNO DI FRONTE sona, l’intento è quello di far emergere quelle skill che li differenzino dai funzionari di banca, che si “limitano” a decidere le modalità di erogazione del denaro Con uesto intento nato il percorso formativo ill ill dove la seconda parola sta appunto a indicare la volontà di un tragitto più empatico. «Tutto si riassume in una frase – aggiunge ettore c e può uasi sem rare ironica ma che invece è serissima: non sono un formatore, non rispecchio i canoni tradizionali di c i svolge uesta mansione e mie sessioni sono un condensato di giochi di ruolo, con un’accezione molto pratica. Quello che mi differenzia da altri professionisti è che io sono un raccontatore, uno storyteller: parlo di me e dei successi che ho raggiunto in 30 anni di carriera manageriale e di lavoro». l programma ill ill a una serie di step consecutivi, mentre un’altra offerta, ap or genc Program la sintesi di tanti anni di esperienza, con un percorso più orientato a far introiettare metodologie e managerialità. Si articola su sei sessioni formative, tre di metodo e tre più pratiche.

Si raccontano sia attività tipiche della professione, come le strategie di acquisizione e vendita o la trattativa commerciale; ma poi c’è anche una parte di comunicazione, di pu lic spea ing, di team uilding ancora, il personal branding e la web reputation. I due moduli occupano complessivamente tre giorni ciascuno e vengono svolti a distanza di quindici giorni l’uno dall’altra. BV INVEST È PARTNER UFFICIALE DELLA PIATTAFORMA “ALLEARE” DI CUI BRUNO VETTORE È IL PRESIDENTE

a ettore, forte della sua esperienza nel mondo del franchising, ha delle offerte ad hoc anche per questa tipologia di business. «Partiamo dall’assunto – ci spiega – che ci rivolgiamo a tutto il settore immobiliare, che consta di 40mila agenzie di cui solo il 15% effettivamente in franchising, poi ci sono tante agenzie singole che hanno le loro dinamiche. Ciò detto, vista anc e la mia esperienza in Assofranchising, mi rivolgo a chiunque abbia in mente di mettere a terra un’idea Cio ,

chi ha un brand e vuole svilupparlo, oppure a una piccola rete da ri ualificare l nostro compito non è quello di indicare quale sia la rete migliore alla uale affiliarsi, ma diamo consulenza a chiunque voglia creare o lanciare reti in franchising». Quello che emerge c e se fino allo scorso anno pullulavano iniziative legate alla ristorazione, ora questo segmento è totalmente fermo, mentre altri business più legati al digitale, stanno ovviamente prendendo piede. Proprio digitale, a causa della pandemia da Coronavirus ma non solo, diventato una vera e propria parola chiave e oggi nessun business può permettersi di non avere uno “sfogo” online, altrimenti si rischia di venire ing iottiti dal silenzio anc e sotto uesto aspetto ettore attivissimo ltre alla possibilità di fruire dei nostri webinar – ci spiega – abbiamo creato una piattaforma online, Alleare, in cui i consulenti del credito e gli agenti immobiliari possono fruire di servizi e verificare se ci sono corsi di loro interesse e farsi un’idea, gratuitamente, di che cosa potremmo offrire loro. Ad esempio Peracquisire.it, un portale che permette di imparare la famosa “lead generation” in modo da migliorare l’efficienza del servizio offerto nella fase di acquisizione del prodotto per l’agente immobiliare. Il nostro intento, quindi, è quello di impiegare l’online come trampolino per migliorare le interazioni e accrescere i risultati del business». nfine, una notazione decisamente pi analogica n’altra parte del usiness di ettore si sviluppa nella realizzazione di testi che hanno anche ottenuto un discreto successo. Si tratta di due volumi, in particolare, di carattere differente, ma entrambi parte integrante dell’attività professionale del manager. Il primo, uscito nell’aprile del 2013, è una sorta di summa della sua attività: si chiama “Trent’anni di un avvenire” e racconta i capisaldi della crescita professionale di ettore l secondo, che ha visto la luce nel 2017, si intitola “I 10 pilastri della leadership”. Si tratta di uno short book sui temi della leadership applicata nel concreto e nella quotidianità.

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Altro che “cinesate” la qualità è made in China Produrre con il proprio marchio nel Far East, senza compromessi: se lo fa Apple, si può fare. L’importante è avere un partner che sappia muoversi su un terreno non alla portata di tutti. Come fa China-Wi di Marina Marinetti

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e vogliamo ripartire davvero, la cosa China-Wi. Selezionare il miglior fornitore in migliore è farlo là dove la ripartenza termini di ualit prezzo, di certificazioni e è già avvenuta: in Cina. Perché la coaffida ilit della struttura produttiva, sono tra siddetta “fabbrica del mondo” non si è mai ferle priorità di China-Wi: «Lavoriamo con i più mata davvero e la supply chain è tutt’altro che importanti marchi gestendo l’intera catena di interrotta. E se la complessità della situazione fornitura, dalla ricerca alla produzione e cernon lascia spazio a imtificazione, sino alla CHINA-WI È LEADER IN ASIA provvisazioni, meglio creazione del packaaffidarsi a c i in Cina PER LA RICERCA, IL DESIGN E LO SVILUPPO ging e a tutti i probleDI PRODOTTI A MARCHIO E DI LICENZA è già in grado di muomi legati alla logistica, E SEGUE I CLIENTI IN TUTTO IL PROCESSO versi agilmente, trovaillustrando gli scenari re produttori affida ili, garantire la ualit dei con le differenze relative a tempi di transito e prodotti. «Noi lo facciamo da vent’anni, siamo costi e supportando il cliente nella selezione leader in Asia per la ricerca, il design e lo svidell’opzione più adatta alle sue esigenze». luppo di prodotti a marchio e di licenza», conDue team rigorosamente trilingue (italiano, ferma a Economy Roberto Del Monaco, ceo di cinese e inglese), uno a Roma e l’altro a Shan-

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ghai, e un’expertise pluriennale, China-Wi offre ai propri partner commerciali un servizio “chiavi in mano” (o, se preferite, senza pensieri), che parte dal disegno del prodotto e arriva alla consegna in Italia. Pratiche doganali comprese: «Ci relazioniamo direttamente con l’agenzia doganale per fornire tutta la documentazione e le certificazioni necessarie all’importazione e all’immissione del prodotto nel territorio italiano, supportando il cliente nella procedura di verifica e rilascio merce Ma la particolarità di China-Wi non sta solo nella “comodità” del servizio offerto ai propri partners: «I nostri competitor si limitano a trovare prodotti gia esistenti in Cina e offrirli ai clienti, noi no», sottolinea Del Monaco. «La nostra struttura ha una peculiarità: supportare tutti coloro che vogliono realizzare il loro prodotto a marchio, con un progetto tailor made tiamo dietro le uinte, rendiamo efficaci e semplici gli ac uisti dal ar ast on solo Cina, uindi: iamo ase a ang ai, ma operiamo con siti produttivi anche in India, Vietnam e Malesia. Le scelte vengono fatte in virt dell’economia di scala, di ualit produttiva, dazi e capacità produttiva. I guanti in


PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

ella agina a fianco in basso da sinistra il artner ianluigi di iorgio e il ceo Roberto el onaco

lattice, per esempio, è meglio farli in Malesia, dove ci sono le piantagioni, piuttosto che in Cina, che deve importare la materia prima. Peraltro siamo flessi ili e non vincolati a categoria merceologica. Andiamo dai nostri clienti per essere loro partner nello sviluppo del loro prodotto a marchio, che se un tempo era sinonimo di convenienza, oggi ha una valenza strategica di ualit , un elemento di distinzione Altro che “cinesate”: «La Cina ha industrie in grado di produrre vari livelli di ualit e di conseguenza di prezzo ella scarsa ualit della cosiddetta “cinesata” la vera responsabilità è di chi pretende che un fabbricante produca a tutti i costi, forzando la leva del prezzo l prodotto vale uello c e viene pagato uindi l’assioma Cina scarsa ualit errato Anche Apple produce in Cina, eppure si tratta di prodotti premium, certo tutt’altro che economici», puntualizza il ceo di China-Wi. E aggiunge: «La capacità della nostra struttura sta proprio nel mettere in condizione il cliente di poter realizzare il suo sogno di portare sul mercato il proprio prodotto a marchio cercando l’e uili rio ottimale tra prezzo e ualit Per farlo bisogna avere una competenza sia di prodotto che di mercato». Il team in Italia, composto da product manager esperti nelle diverse categorie merceologiche, in particolare, è costantemente in contatto con il cliente e supervisiona ogni fase della supply chain, dallo sviluppo del prodotto e il reperimento delle certificazioni necessarie, fino alla gestione della logistica e delle operazioni doganali. In Cina, invece, il team si occupa della ricerca del miglior fornitore in termini di ualit prezzo volge ricerc e di mercato per tenere i clienti costantemente aggiornati sui nuovi trend. Gestisce la comunicazione con i fornitori e visita periodicamente i vari siti produttivi per effettuare il controllo di ualit Uno dei valori aggiunti dell’azienda è proprio

il controllo di ualit interno e nostre risorse in Cina si occupano personalmente di visitare i siti produttivi più volte durante il processo: prima della produzione, per il con-

trollo delle materie prime, dei macchinari e delle condizioni lavorative nella fabbrica; durante la produzione, per verificare c e tutto proceda come previsto a fine produzione, per verificare c e il prodotto finito sia conforme ai criteri stabiliti dal cliente», spiega Del Monaco. «Operiamo nell’interesse dei nostri partner commerciali servendoci di test di ualit che ci consentono di ridurre sensibilmente i risc i legati all’aspetto ualitativo e alla sicurezza dei materiali utilizzati e uindi dei prodotti finali sviluppati su ogni prodotto viene garantita la verifica e la certificazione dei maggiori enti internazionali (Intertek, Tüv, Bureau Veritas, SGS), assicurando la conformità dei prodotti realizzati nel rispetto del diritto vigente nei paesi serviti. «Il controllo ualit la c iave della cassaforte https://china-wi.co info@china-wi.net

UN KNOW-HOW CHE SI TRASMETTE... IN FRANCHISING Qual è l’asset più prezioso per un’impresa? Indubbiamente il knowhow. Che China-Wi ha deciso di condividere diventando (anche) franchisor: «Sfruttando la nostra esperienza nel settore e le nostre strutture, è possibile aprire virtualmente un’attività di trading internazionale in Cina», spiega a Economy Gianluigi Di Giorgio, Partner di China-Wi. «Abbiamo il grande vantaggio di aver creato, fin dal nostro primo giorno di attività, un gestionale su misura al quale possono accedere i nostri clienti, e da oggi i nostri franchisee. Ci rivolgiamo a imprenditori e giovani che vogliano iniziare a fare trading

internazionale, senza dover andare in Cina e avviare una propria struttura e senza investire grandi cifre: la fee di ingresso è di appena 14.500 euro». Nel gestionale ci sono oltre 100mila prodotti già “collaudati”, con schede tecniche, prezzi, dimensioni dell’imballo e peso: «Si può immediatamente calcolare sia il costo del prodotto che del trasporto aereo, via mare o via treno», continua Di Giorgio. «Mettiamo a disposizione tutto il nostro team: supply chain, ufficio fatturazione, certificazioni, interfaccia con agenzie doganali e i nostri product manager con expertise

importanti su diverse categorie merceologiche, dall’arredamento all’abbigliamento, dal pet all’elettronica». In più non viene richiesta alcuna royalty: «I costi fissi sono tutti a nostro carico, visto che già abbiamo gli uffici, i dipendenti, ecc. Al limite esistono costi variabili, ma parliamo di cifre irrisorie». er usufruire degli uffici di Roma e Shanghai la fee giornaliera non supera i 200 euro, e ce ne vogliono al massimo 500 per la ricerca di nuove categorie merceologiche o prodotti speciali, mentre il contributo per le campagne social e web marketing è di 150 euro al mese.

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Quel marketing digitale che entra nelle nostre tasche C C

A di Marco Scotti

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ra i mille effetti della diffusione diweb, giugno 2020), poco meno del 50% capillare degli smartphone (siamo della popolazione totale. L’89% degli utenti il popolo più “smanettone” d’Euroè presente sui social network. E le converpa c’ anc e uello di aver definitivamente sazioni digitali sono in aumento: 2 miliardi pensionato l’inbound marketing, storicai messaggi scambiati ogni mese tra persone mente costruito su misura per una dimene brand, con il 56% degli utenti che preferisione desktop. La scono la rapidità del proposizione, creata GARTNER HA INSIGNITO THE DIGITAL BOX messaggio al classico DELLA “HONORABLE MENTION” nel 2004, era quella servizio clienti e il INCLUDENDO L’AI COMPANY ITALIANA di creare contenuti 53% che preferisce TRA I PRIMI 20 MODELLI AL MONDO attrattivi in grado di acquistare da “brand convincere i potenziali clienti a “visitare” che conversano” (fonte Facebook). l’azienda. Ma oggi è tutto molto diverso. In Una tendenza che si è ulteriormente amItalia ogni giorno 33,8 milioni di utenti si plificata durante la pandemia, uando le connettono almeno una volta al giorno al aziende, per non interrompere il flusso di web, di cui 29 milioni da mobile (fonte Aucomunicazione con il proprio pubblico, e

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per restare connessi con i loro clienti hanno trovato una risposta concreta nella strategia della convergenza digitale, a cui tutti, seppure con vari livelli di consapevolezza e competenza, hanno fatto ricorso. Questo nuovo modello si chiama Convergent Marketing, un termine coniato contiato da Antonio Perfido e sviluppato da e igital o l processo in atto, esploso negli ultimi anni, è in realtà iniziato all’inizio del decennio scorso, quando gli smartphone hanno smesso di essere dei semplici telefoni per diventare sempre più un’estensione delle nostre attivit lcuni imprenditori anno fiutato il cam iamento e ci si sono tuffati ra uesti c’ sicuramente ntonio Perfido, cofounder e ead of digital di e igital o , azienda della Murgia nata con un’idea ben precisa: «Sviluppare – ci spiega – delle tecnologie che esplorassero in particolare l’ambito del mobile. Perché lo smartphone è un dispositivo, ma dietro c’è una concezione del canale di comunicazione che cambia in maniera profonda e radicale. Così abbiamo sviluppato una piattaforma che permette agli uomini di marketing e comunicazione di raggiungere persone che amano usare lo smartphone. Oggi siamo un’azienda da sette milioni di fatturato e guardiamo al futuro con grande ambizione: siamo diventati un’AI company, cio poniamo l’intelligenza artificiale come primo punto per rafforzare le tecnologie a sei persone siamo diventate un centinaio, con sedi in Puglia, Campania, oscana e a arcellona, con un u internazionale c e cura lo sviluppo di una tecnologia già oggi presente in 23 paesi con 7.000 clienti attivi tra piccoli e grandi. Siamo più forti in Italia che all’estero, ma vogliamo rapidamente invertire la tendenza». Perfido a una lunga esperienza in am ito digitale, con esperienze nel settore e-commerce per i più importanti team calcistici: uventus, ilan, iorentina, orino, ampdoria. Ha ricoperto ruoli di responsabilità e gestito risorse e progetti online per centinaia di piccole e medie imprese. Puntando sul legame tra i tre macro mondi


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che stanno riscrivendo le regole del marketing — mobile, social e AI — è necessario partire dal presupposto che al centro di tutto ci sono i bisogni del consumatore. Per mantenere sempre viva la sua attenzione e con uistare la sua fiducia importante creare flussi di comunicazione c e si susseguano ininterrottamente, in cui contenuti coinvolgenti ed emozionali si mi ano con l’intelligenza artificiale e la mar eting automation. A chiudere il cerchio, la misurazione in dettaglio dei risultati raggiunti attraverso un’accurata analisi dei dati iventa dun ue fondamentale creare strategie in cui Mobile, ocial edia e ntelligenza rtificiale si combinano tra loro per garantire all’utente la migliore esperienza possibile. In questo

modo l’utente viene raggiunto da un flusso interattivo di contenuti tra loro collegati, che lo guidano nel raggiungimento dei propri o iettivi finita l’era in cui i canali erano separati e ogni singola attività era a sé stante. Oggi è importante creare continuità, considerando ogni canale non più separato dall’altro, ma come un touchpoint collegato ad un altro, con lo scopo di raggiungere un solo risultato: trasformare uno sconosciuto, non in un semplice cliente, ma in un vero e proprio ambasciatore del brand. «Lo spostamento dal mobile all’intelligenza artificiale aggiunge ntonio Perfido a ampliato il nostro raggio d’azione. I chatbot, ad esempio, aiutano le marche a dialogare con le persone. E gli smartphone sono il mezzo perfetto perché secondo il Polimi il 51% delle transazioni online (cioè circa 15 miliardi di euro) avviene tramite mobile. Le tecnologie stanno diventando indistinguibili e il nostro compito è quello di creare le giuste interconnessioni. Vogliamo quindi offrire ualcosa c e semplific i la vita di chi usa la piattaforma, contestualizzare i fenomeni. Ci piace molto poter usare WhatsApp o Messenger, ma questo non toglie che social, mobile e AI devono convergere per creare quella che noi chiamiamo intelligenza conversazionale. Noi forniamo gli strumenti tramite un modello formativo che si fonda su sette step differenti. Il convergent marketing quindi è anche un supporto pratico per le imprese. Per questo motivo, nel 2019 Gartner ci ha insignito della “honrable mention”: siamo tra i primi 20 modelli al mondo». e igital o si asa esclusivamente su

tecnologia proprietaria e anche gli algoritmi che stanno alla base dei moduli di intelligenza artificiale vengono realizzati internamente. Proprio l’AI è alla base di un nuovo modo di fare marketing che si basa soprattutto sulla previsione dei comportamenti di consumo. Non solo: l’aspetto conversazionale è ormai basilare per avere un’interazione “moderna” con il cliente. E l’ultima novità realizzata dall’azienda fondata da Antonio Perfido rappresentata da un virtual marketing assistant, cioè un avatar tridimensionale che può aiutare nella scelta delle soluzioni migliori. «Mai come in questo momento – conclude il cofounder e ead of digital di e igital o ci siamo resi conto c e la cosa pi pericolosa per una Pmi è il silenzio. Per questo le nostre tecnologie permettono alle aziende di evitare di bruciare soldi, in un momento in cui è veramente un delitto farlo, e soprattutto di perdere entusiasmo. Perché smettere di comunicare con i propri pubblici di riferimento è l’anticamera di qualcosa che non auguriamo a nessuno. Quello che le imprese devono necessariamente capire c e c i non profila, c i non sa comunicare, chi ha poco da dire rischia grossissimo, soprattutto in questo momento storico. Il mio mantra è di restare connessi, sempre. utti ormai anno capito c e senza digitale non si va da nessuna parte, ed è per questo che i pochi soldi rimasti dopo questa grande crisi vanno nella direzione di investimenti digitali. Ma se non si ha un’adeguata rete di protezione si rischia soltanto di bruciare capitale».

THE DIGITAL BOX IN NUMERI Le piattaforme The Digital Box sono impiegate da organizzazioni e Pmi in 29 paesi del mondo e 9 lingue (compreso russo e cinese); Oltre 7.000 piccole medie imprese, tra cui 400 agenzie di marketing e software house utilizzano le piattaforme TheDB; Tra i grandi clienti ci sono anche: Ogilvy Digital, Aldi e Porsche Francia L’azienda con base in Gravina in Puglia ha sedi anche a Caserta, Siena e Barcellona

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Con il bambù gigante si investe sul futuro verde

approccio gentile , scegliendo la filosofia naturale e sostenibile del biologico e della biodinamica fin dalla nascita di orever am nel 2014». A sei anni dalla fondazione, oggi Forever Bambù riunisce 27 società agricole (con un capitale Nata nel 2014 come Srl, oggi Forever Bambù è una holding che controlla sociale complessivo che supera i 10 milioni di 27 società agricole. E ora si sta trasformando in SpA per quotarsi euro) che hanno piantumato 76.400 piante in Borsa. Per lasciare un’impronta ecologica ad alto rendimento in 85 ettari con la partecipazione di oltre 600 soci provenienti da tutta Europa. «Ad oggi abbiamo cinque cosiddetti “comparti”, ovvero di Paola Belli foreste, sparsi sul territorio italiano: due in Piemonte e tre in Toscana», continua Rissone: «Abbiamo creato una holding con i soci fondatori, che partecipa tutte le Srl del gruppo per circa il 25% del capitale sociale e ne armonizza i lavori e i contratti. Il resto è in mano a soci, oggi quasi 600, provenienti da sette nazioni differenti». E prima dell’estate, Forever Bambù ha avviato, seguita da Deloitte, una “maxi fusione” di tutte le Srl del gruppo, che daranno vita alla più grande SpA presente sul mercato per la creazione di foreste di bambù gigante. «La fusione si concluderà nella primavera 2021 con la nascita di Forever Bambù Spa», spiega Pier iorgio ollati, usiness e financial coach di Forever Bambù. «Poi saremo pronti per il mercato dei capitali e la quotazione in una Borsa internazionale, che probabilmente andremo ad affrontare nel secondo semestre 2021. Saremo la prima società per azioni dedicata alla coltivazione del bambù gigante, il riferimento per il mercato intero.». EMANUELE RISSONE, PRESIDENTE E FONDATORE DI FOREVER BAMBÙ Nel frattempo Forever Bambù a luglio ha costituito la Forever Bambù 27, con ben 42 etoniugare Business e Green in un promomento di agire per lasciare un’impronta tari a Castiglione della Pescaia, in provincia getto concreto di miglioramento delpositiva sul pianeta». Puntando, appunto, sul di rosseto, concludendo entro fine anno un le condizioni ambientali del pianeta bambù gigante: un materiale versatile, resiaumento di capitale da 3,5 milioni di euro (e non è un’utopia. Anzi. Così, Emanuele Rissone stente e sostenibile usato in ambito alimentare in primavera ne avvierà un altro per 1,5 milioe Pier Giorgio Bollati, tra i fondatori di Forever e industriale che può ni). «La quota base per Bambù, la prima iniziativa italiana che coniuga sostituire la plastica e FOREVER BAMBÙ È LA PRIMA INIZIATIVA l’aumento di capitale è ITALIANA CHE CONIUGA UNA FILIERA una filiera strutturata con l’attenzione per il moltissime altre risordi 2.850 euro», spiega STRUTTURATA CON L’ATTENZIONE pianeta e per i territori attraverso la coltivaziose inquinanti, assora Economy il presidenPER IL PIANETA E I SUOI TERRITORI ne del bambù gigante, nonché la prima società bendo CO2 dall’aria 36 te Emanuele Rissone. volte più di una foresta o bosco tradizionale. di creazione di foreste a scopo industriale, «Forever Bambù 27 è una startup innovativa ’apporto enefico all’am iente il nostro lanciano la loro call to action: «Siamo in un’eche grazie al DL Rilancio di maggio 2020 perorgoglio», sottolinea il presidente di Forever poca di grande cambiamento. Sociale, umano mette a tutti i nuovi soci di recuperare ben il Bambù Emanuele Rissone: «adottiamo un ed anche climatico», dicono a Economy. «È il 50% dell’intero importo versato. È per noi un

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momento unico perc il di recupero fiscale è una cifra mai vista prima d’ora che dà un ulteriore impulso al nostro progetto». Per capirci: investendo 28.500 euro (equivalenti a dieci quote), si potranno detrarre 14.250 euro dal 2021. «Il valore di queste dieci quote, quando saremo quotati in Borsa, sarà equivalente a circa 40.000 euro, per cui il valore delle quote sarà più che raddoppiato». Innovazione, sostenibilità e importante marginalità, oltre che un nuovo mercato nel quale i primi detteranno le regole: Forever Bambù il first mover del settore, con un modello di sviluppo e di investimento che dalla visione di Emanuele Rissone, nel 2014, ha dato il via a 27 società agricole partecipate da una holding c e sta per diventare societ per azioni e infine si quoterà in Borsa. Un excursus da record, con un orizzonte temporale a lungo termine: «Forever Bambù propone un investimento a medio/lungo periodo, fondato su asset patrimoniali importanti che le garantiscono solidità e ridimensionamento del rischio», conferma Emanuele Rissone. «Forever Bambù infatti acquista tutti i suoi terreni e le piante che mette a dimora, perché la terra è un elemento fonda-

PIER GIORGIO BOLLATI ED EMANUELE RISSONE

mentale per il cambiamento. Tra gli obiettivi c’è quello di riattivare terreni fermi da qualche anno o lustro per renderli nuovamente operativi. E siamo attenti al cambiamento nelle tecniche di coltivazione e nel rispettare i tempi della natura: tutte le societ sono certificate iologico e iodinamico, c e amo definire

come la Ferrari del biologico. Insomma una netta inversione di rotta, grazie all’adozione di nuovi modelli produttivi e comportamentali sostenibili, che tutelino l’ambiente e le preziose risorse del nostro pianeta». «Se a tutto questo aggiungiamo l’unico elemento positivo che il periodo Covid ci ha lasciato», conclude Bollati, «ovvero il Decreto Rilancio, che prevede la possibilità di detrarre dall’Irpef il 50% di quanto investito in una startup innovativa e che Forever Bambù è tart p innovativa fin dalla sua costituzione, che diventeremo SpA e saremo un riferimento per il mercato italiano ed europeo (dal momento che affronteremo la nostra quotazione su una Borsa internazionale) questo aumento di capitale è la miglior occasione di chiudere il 2020 e di iniziare il 2020 con il passo giusto per diversificare, investire e fare del ene al pianeta». A Centralino: 02 400 31 483 Mail: segreteria@foreverbambu.com Sito: www.foreverbambu.com WhatsApp: +393485860329

LA SOSTENIBILITÀ CHE DURA NEL TEMPO Il bambù gigante (il Phyllostachys Pubescens, comunemente chiamato Moso) coltivato da Forever Bambù non è un albero e quindi non si comporta come tale: «È una pianta che vive grazie ad un complesso sistema di rizomi sotterranei che nell’arco di una decina d’anni vanno a colonizzare l’intero terreno a disposizione», spiega il ceo Emanuele Rissone. «Perciò quando tagliamo una pianta in realtà non la stiamo uccidendo, come accade per gli alberi: la stiamo solo potando. In pratica, lo sforzo va fatto nei primi anni, in cui dobbiamo piantumare le piante madri piccole e curarle

fino a farle diventare una vera e propria foresta. A quel punto non necessitano più di cure, perché la foresta si auto-gestisce, non richiede concimi, acqua e fertilizzanti e produrrà legna e germogli per decenni. Le foglie sono presenti 12 mesi all’anno, quindi la quantità di ossigeno che producono è fenomenale: il 35% in più di qualsiasi altro impianto arboreo». Proprio questo è uno degli aspetti più interessanti del bambù gigante: la sua capacità di assorbire CO2 in quantità 36 volte maggiori rispetto a quanto farebbe una foresta o bosco tradizionale, purificando l aria e generando

benefici duraturi nel tempo. Non solo: il bambù è un materiale sostenibile al 100% che trova innumerevoli applicazioni, dall’edilizia al mercato agroalimentare, dal settore tessile al design. «a sua resistenza, versatilità e leggerezza ne fanno il perfetto sostituto dell’inquinante plastica», aggiuge il ceo di Forever Bambù, che da ottobre supporta insieme ad AWorld la campagna ActNow delle Nazioni Unite che si pone l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’impatto delle azioni individuali nel contrasto della crisi climatica. «In particolare Forever Bambù lancerà una serie di sfide

alla community dell’app AWorld invitando gli utenti a limitare con gesti concreti le proprie emissioni di CO2 e impegnandosi a raddoppiare i risparmi ottenuti attraverso la piantumazione di piante di bambù».

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IL MOTORE A REAZIONE CHE RIVOLUZIONERÀ LA NAUTICA Nella sua Sealence di Buccinasco William Gobbo ha inventato un propulsore navale che cambierà i paradigmi dello shipping: un idrogetto fuoribordo lineare, sommerso, silenzioso, elettrico, veloce e sostenibile di Sergio Luciano

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uccinasco non somiglia a Menlo Park. E questa fabbrica di brevetti tecnologici avanzatissimi chiamata Sealence non è il garage di Thomas Alva Edison: ma si inventa anche qui, e tanto. Sealence è un grande, pulitissimo capannone dove a piano terra si lavora e nell’ammezzato alcune delle “teste d’uovo” che stanno facendo l’impresa vivono in una confortevole foresteria. Qui si sta reinventando il motore, quello nautico per la precisione. Nautico e subacqueo: e così ci viene in mente anche il capitano Nemo, altro grandissimo inventore. In fondo, il motore prodotto da Sealence si chiama DeepSpeed. “Profondità veloce”. Come il Nautilus. Sealence produce un motore nautico straordinario, elettrico, potentissimo, subaqueo. WILLIAM GOBBO, A SINISTRA, ED ERNESTO BENINI CON UN MODELLINO DI MOTOSCAFO ATTREZZATO CON IL DEEPSPEED Un idrogetto di nuova concezione, fuoribordo, silenzioso. Rivoluzionario: con una resa Per la sua “prima vita” da superdirigente inenergetica superiore del 30% ai migliori funzione. Si entusiasmò, all’istante». dustriale, William ha lavorato come project idrogetti tradizionali, che sono tutti entroel 1 arrivarono i primi finanziamenti, manager. Dal Banco Bpm alla Fca. Impegnato bordo. Un’idea geniale che sarà per la navida due angel-investors: la famiglia de Brasu progetti supervisionati direttamente da gazione – non “potrà essere”: sicuramente bant e Maurizio Nicolis di Robilant, a capo di Sergio Marchionne, per esempio l’ottimizzasarà – quel che il common-rail è stato per il una delle più importanti agenzie di branding zione dei flussi di tesoreria a sempre, con motore diesel: un salto quantico. europea, autrice dei nomi e dei marchi. l’hobby, anzi la passione, per la nautica. «Nel 2007 si guastò il motore del mio moi anno aiutato a strutturare la finanza «Dunque l’idea di base è del 2007. Ma per toscafo , racconta illiam o o, l’imprenaziendale, poi tra la fine del 1 e la prianni non c’è stato abditore-inventore, un mavera 2019 abbiamo vinto i bandi Smart IL PRODOTTO HA GIÀ OTTENUTO bastanza tempo, non signore garbato e and Start di Invitalia, Intraprendo di RegioLE NECESSARIE COPERTURE abbastanza denaro. cordiale, originario di ne om ardia, un finanziamento orizon BREVETTUALI E IN POCHI ANNI L’AZIENDA Bova Marina (Reggio È STATA VALUTATA 33,5 MILIONI DI EURO Comunque, incomiSme Fase 1 e altri quattro bandi nazionali», ciai. Con i primissiCalabria, contrada di racconta William. «Fino a quel momento, il mi collaboratori arrivammo a fare i primi mare) e nato a Milano, informatico, caratteam aveva lavorato nell’ombra, la segretezprototipi. Il settimo funzionava bene. Era il terialmente quasi timido, ma determinato, za era la prima forma di difesa. Poi abbiamo 2017. Fu allora che decisi di tentare il salto lucido e tenace come pochi. «Quel motore ottenuto tutte le necessarie tutele brevetdi qualità: raccogliere fondi. Presentai il probeveva 600 euro all’ora di benzina. Non rituali in uropa, in ustralia, stiamo finatotipo al professor Ernesto Benini, dell’Unicordo più quanto sarebbe costato ripararlo. lizzando i brevetti mondiali. E così nel luglio versità di Padova. Uno dei massimi esperti al ‘Me ne faccio uno nuovo’, mi dissi: ‘Elettrico!’ del 2019 abbiamo fatto coming-out con un mondo di fluidodinamica lielo mostrai in L’idea mi venne così». crowdfunding. Abbiamo tirato su 500 mila

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PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

euro con una campagna su Crowdfundme. Abbiamo aggregato in pochi giorni 126 investitori, una campagna record… grazie all’interesse suscitato dalla forza della nostra innovazione. Nell’aprile del 2020 abbiamo emesso un prestito convertendo per un altro mezzo milione di euro, e l‘abbiamo collocato in quattro giorni. In questi giorni stiamo finalizzando un aumento di capitale da milioni di euro, il gioco è diventato grande. Stiamo semplicemente sviluppando la propulsione navale pi efficiente c e sia mai stata concepita. Il sistema industriale l’ha capito. Spenderemo meno per arrivare prima e l’acqua sarà l’unica impronta che lasceremo dietro di noi». Il vantaggio competitivo di quest’invenzione assoluta risiede nelle innovazioni fluidodinamiche che William e i suoi hanno apportato a una propulsione tecnologicamente matura, appunto l’idrogetto classico: l’idea chiave che fa fare al DeepSpeed un salto tecnologico quantico è che nell’idrogetto classico l’acqua per entrare nel motore deve superare un gomito, risucchiata da una pompa, e viene poi espulsa dalla turbina. In DeepSpeed, invece, l’acqua entra ed esce, creando la spinta propulsiva, senza curve viziose, in un flusso assolutamente lineare Questo è il cuore dell’innovazione, che garantisce un risparmio di energia tra il 30 e il 50% rispetto a un idrogetto classico. A parità di forza propulsiva si risparmia il 50%. Se si spinge di più, si scende al 30% ma si superano di molto i limiti di velocità degli idrogetti classici e delle eliche. «Tutto qui – dice

IL DISEGNO IN SEZIONE DI UN SUPERYACHT ATTREZZATO CON DUE PROPULSORI DEEPSPEED DELLA SEALENCE

William, con semplicità – Ma da noi sono già passati quasi tutti i grandi marchi della motoristica navale del mondo, dalla Wartsila a Zf. La nostra innovazione è dirompente, l’hanno capito tutti». La start-up innovativa Sealence oggi conta su IL MOTORE È UN JET FUORIBORDO DI ISPIRAZIONE AERONAUTICA CHE OTTIMIZZA LA FLUIDODINAMICA PER NON DISPERDERE POTENZA

3 professori, 11 progettisti e 5 designer/creativi, tutti organizzati come solo un project manager sa fare, sono pochi ma sembrano strutturati come in una grande azienda efficiente d tutto sono tutti - necessari per gli ulteriori passi di perfezionamento di

un’invenzione che però già fa materialmente mostra di sé spingendo a velocità folle un motoscafo da competizione sulle acque del laghetto di Buccinasco, a due passi dalla fa rica, e un off-s ore smontato e riconfigurato ad hoc. Il direttore tecnico è un mago dei motori e della velocità, Marco Cassinelli, ex direttore tecnico in MV Agusta, con un passato in Alfa Romeo, Lamborghini, Audi e Maserati. E così Sealence conta tra circa un anno di passare alla commercializzazione. Prima per la diportistica, poi i grandi yacht, poi lo shipping commerciale oceanico. «Questo motore non è un idrogetto classico spiega illiam o o, e uando illustra la sua creatura gli brillano gli occhi – è un jet fuoribordo di ispirazione aeronautica, che viene collocato sotto la linea di galleggiamento, quindi immerso nell’acqua sotto la barca, centralmente o, se doppio, sui due lati della chiglia. Il motore elettrico anulare e il sistema di pale che gira nell’acqua sono integrati nella gondola, questo guscio a forma di baccello, con le pareti spesse circa tre centimetri. Le pale interne, girando vorticosamente, espellono l’acqua verso la poppa e spingono avanti l’imbarcazione. Questo prototipo ha una potenza di 280 cavalli». «Non voglio essere troppo tecnico – precisa

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WILLIAM AL LAVORO COL TEAM DI SEALENCE. IN BASSO, DUE ANGOLAZIONI DEL MOTORE DEEPSPEED

William, mentendo – ma bisogna capire un passaggio. La quantità di acqua che la pompa dell’idrogetto classico riesce ad aspirare non riesce a superare un limite dato dalla struttura dei condotti, che diventa una specie di freno: gli ingegneri lo chiamano inlet statico. Il nostro motore non subisce questo tipo di freno, ed anzi la quantità di acqua che vi entra aumenta con l’aumentare della velocità. Inoltre, il nostro motore non ha un perno centrale, l’idrogetto classico e l’elica sì. Non esisteva nulla del genere, prima, nella nautica». Naturalmente, DeepSpeed è un motore bagnato, cioè strutturato per non aver bisogno di tenuta stagna per funzionare, né il sale dell’acqua marina lo impensierisce: «Tutti i materiali sono avanzatissimi», sottolinea William, orgogliosamente. Però attenzione: per i ragazzi di Buccinasco, inventare non è più soltanto un hobby. Un piacere, sì: ma è diventato un business. Il loro obiettivo è ambiziosissimo: invadere il mercato. Producendo in proprio i motori più piccoli – si fa per dire - per la diportistica: imbarcazioni dai 12 ai 24 metri di lunghezza. E proceden-

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do con partnership industriali per i motori grandi, quelli dei superyacht, e per quelli grandissimi, destinati alle navi da carico transoceaniche. Incrementando le velocità medie e quelle di punta, e riducendo i consumi igorosamente elettrici l alone di enova dello scorso anno, lo stand di Sealence aveva la coda di ingegneri nautici di tutti i migliori cantieri che volevano vedere da vicino la novità. Ed oggi, alle porte di Sealence, c’è un’altra coda, quella degli investitori pretendenti al soglio: un prestigioso fondo di private equity americano; un altro cinese; un potente gruppo italiano, c e o o C preferirebbero, un po’ di sano nazionalismo non guasta. La piccola start-up che nel 2017

era stata valutata 300 mila euro, oggi secondo gli analisti ne vale già i 33,5 milioni. Il suo patrimonio netto sfiora gi i 1 milioni non ha ancora iniziato a far sul serio. Intanto, guarda al mondo: non astrattamente, in concreto. Con contatti in Nord e Sud America, Europa e Medio Oriente, Australia, Cina. «Sì, siamo un’azienda, ormai», commenta illiam o o, guadandosi attorno nel suo bianco capannone, col prototipo del motoscafo da gara parcheggiato su un affusto, là in fondo: «Un’azienda che racconta cose nuove per la nautica, ma anc e per la finanza. Un’azienda italiana, che vorrebbe tanto rimanere italiana. Noi siamo qui e ci mettiamo la faccia: aspettiamo altri che come noi ci mettano i soldi. Stranieri che ce ne offrono, ne abbiamo: e di prima classe. Preferiremmo accogliere anche investitori italiani, grandi e non. E per questo la start-up ha appena lanciato la seconda campagna su Crowdfundme, per dare a tutti la possibilità di aiutarli a sostenere la sfida Nel 2022 è programmato l’avvio della produzione commerciale, e Sealence ha già opzionato le soluzioni più avanzate sul fronte delle batterie, un prodotto che sta a sua volta evolvendo la propria tecnologia con una rapidità vorticosa, indotta dal boom di tutta la mo ilit elettrica a c iaro fin d’ora c e l’autonomia delle batterie non sarà un vincolo per la diffusione di DeepSpeed, perché un’alimentazione ibrida, con generatori termici per produrre l’energia elettrica necessaria al motore, è già a portata di mano.


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Investendo nel fast food anche il business va veloce Per avviare un locale si spendono dai 250mila euro al milione. I ritorni? Un fatturato che oscilla fra i 750mila e 1,3 milioni di euro annui. Parola di Qsrp, il master franchisee di Burger King di Maddalena Bonaccorso

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n Belgio, Burger King ha addiritcerto questo moderno epistolario per catura avuto l’ardire di chiedere - a pire come, ormai, la cosiddetta ristoraziomezzo stampa pubblicitaria - la ne veloce abbia raggiunto livelli di qualità, stella Michelin per il proprio panino di apprezzamento e varietà un tempo neanpunta, il Master Angus: ricevendo, peraltro, che lontanamente immaginabili: e proprio una gentile risposta dai responsabili della in questo segmento in grande crescita si prestigiosa istituzione, che hanno assicuraè inserita nel 2014 la piattaforma Quick to l’invio dei propri Service Restaurant IN BELGIO BURGER KING HA CHIESTO ispettori spiegando Platform, organizzaLA STELLA MICHELIN A TESTIMONIARE nel contempo che zione internazionale IL LIVELLO DI QUALITÀ E VARIETÀ per ottenere la stella OFFERTO DALLA CATENA DI FAST FOOD della ristorazione venon occorre un serloce da più di un mivizio in posate d’argento, ma che contano liardo di vendite annuali, nata proprio con “qualità dei prodotti, padronanza della culo scopo di creare valore in questo mercato cina, armonia dei sapori, personalità del dal grande potenziale di sviluppo. cuoco o della cuoca, regolarità nel servizio Alla base della piattaforma c’è Kharis Cae correttezza del menu”. pital, fondo di investimento concentrato Scambio di cortesie a parte, non serviva di sul mercato dei consumatori, sostenuto

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principalmente da famiglie e investitori di private equity focalizzati sul lungo termine: Qsrp oggi è “Master franchisee” di Burger King in Italia, Belgio, Lussemburgo e Polonia, ed è proprietario dei brand Nordsee, O’Tacos, Go! Fish e Quick «Qsrp nasce con la consapevolezza di poter diventare leader nel settore della ristorazione veloce, differenziando il più possibile l’offerta» spiega Alessandro Preda, amministratore delegato del gruppo «e proprio grazie a questa idea di fondo abbiamo acquisito in portfolio marchi molto diversi tra loro, che intercettano fasce di consumatori ampie e multiculturali. Questo ci permette di essere presenti su più mercati europei, andando incontro al gusto e alle diverse abitudini di consumo». Si va infatti da Quick, marchio fondato nel 1971 tipicamente belga e lussemburghese, catena di fast food focalizzata sulla vendita di hamburger, a O’Tacos - acquisita nel 2018 - che si rivolge a un’utenza molto giovane: «O’Tacos, fondata nel 2007, è una catena di ristoranti halal nati principalmente per l’espansione in franchising, con una forte connotazione digitale, che ha creato una nuova nicchia di business nel settore della ristorazione veloce» spiega Preda «Nasce nei quartieri periferici per poi spostarsi nei centri delle città e offre un prodotto total-


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mente innovativo, che è una evoluzione del kebab: ha come clienti i ragazzi tra i 12 e i 22 anni, molto digital e attenti alle novità. Ma sempre nel 2018, proprio per tener fede alla nostra mission di diversificazione a biamo acquisito anche il marchio Nordsee, brand consolidato fondato nel 1896, che è la principale catena di quick restaurants di pesce in Germania e Austria e si rivolge a una fascia di utenti più alta ma alla ricerca di soluzioni comunque veloci». L’idea di fondo di Qsrp è quindi quella di mettere in contatto marchi primari e molto solidi con investitori finanziari c e vogliono differenziare il loro investimento ma che non hanno capacità industriale, offrendo in supporto un’organizzazione già strutturata «Noi di Qsrp mettiamo a disposizione sia le nostre competenze e possibilità in campo industriale» continua l’amministratore delegato «perché alcuni locali li sviluppiamo direttamente noi, quelli di nostri partner e franchisee, tanto è vero che buona parte dei nostri locali sono appunto in franchising. Poi mettiamo in campo anche tutta una serie di partner di fornitura, e quindi marchi come Coca-Cola o i grandi fornitori di carne, patatine, pesce e altro, che a livello globale o locale, a seconda della tipologia di prodotti, trovano in questa company la possibilità di sviluppare il loro business». I numeri, sicuramente, stanno premiando l’idea di base, dato che la piattaforma vede una crescita organica di circa il 10% su base annua sia in termini di aperture di nuovi negozi che di aumento delle vendite negli store esistenti: tradotto in numeri, avendo circa mille locali in Europa, questi aumentano di 100 ogni anno, con il mercato italiano che pesa per circa il 25% delle vendite della rete globale e per un terzo del numero di locali. Riguardo al franchising, le opportunità sono molteplici e il periodo di crisi globale che stiamo attraversando non scoraggia gli investitori, anzi li spinge proprio verso business resilienti e solidi nel tempo. «Dobbiamo tenere presente», continua Alessan-

franchisee. Noi offriamo supporto sulla dro Preda, «che chi investe in franchising parte real estate, applicando la nostra mesolitamente adotta comportamenti anticitodologia per valutare le posizioni: tenendo clici, quindi trova opportunità di business presente che per un Burger King la metraanche e soprattutto in periodi complicati tura richiesta oscilla tra i 180 e i 450 mecome quello che stiamo vivendo. La nostra tri quadri, mentre per un O’Tacos o un Go! offerta inoltre è molto variegata, e anche Fish si va dagli 80 ai 100. Normalmente un questo è un valore aggiunto: per quanto riBurger King sviluppa fatturati annuali per guarda il Burger King l’investimento iniziacirca 1milione e 300mila euro di media, un le oscilla tra il mezzo milione e il milione di O’Tacos è attorno al milione e un Go! Fish euro, a seconda delle dimensioni del locale, tra i 750 e gli 800mila euro». mentre per aprire un O’Tacos o un Go! Fish Dal punto di vista dei servizi, Qsrp mette a si richiede un capitale che oscilla tra i 250 e disposizione un end to end: nel momento in i 400 mila euro, quindi circa la metà. La difcui il franc isee viene certificato e approferenza è legata più che altro all’infrastrutvato attraverso un tura e alla complessiDIFFERENZIARE L’OFFERTA HA PERMESSO processo che tende a tà delle cucine». A QSRP DI ESSERE PRESENTE SU PIÙ verificare c e possa Al momento, in ItaMERCATI EUROPEI ANDANDO INCONTRO o meno affrontare lo lia il marchio Qsrp A ESIGENZE E GUSTI DIFFERENTI sviluppo, la piatta– oltre ai numerosi forma offre supporto sull’attività di design Burger King - vede presente un Go! Fish di della parte di layout, sull’approvvigionanuovissima apertura presso il centro commento delle cucine, degli equipaggiamenti merciale Oriocenter di Bergamo con un’ofe di tutto quello che serve per far funzionaferta che adatta la tradizione nord europea re il locale. «Forniamo tutta la tecnologia», (dato che il brand è, appunto, una branca spiega Preda, «quindi registratori di cassa, di Nordsee) al gusto italiano e che prometkiosk, app e tutto ciò che serve per il funte di intercettare una clientela di livello zionamento dei drive through - i locali dove medio-alto, mentre per il 2021 si prevede il cliente ordina rimanendo in macchina e anche l’arrivo di O’Tacos: «Sono tutte otporta via il cibo da asporto - integrati con la time opportunità, per chi voglia diventare cucina. Poi mettiamo a disposizione tutto il sistema logistico, la supply chain, le materie prime e i fornitori certificati, l’apparato di distribuzione e consegna e da ultimo tutto il supporto marketing e comunicazione, espletata sui diversi media nelle varie fasi. Una formula completa che mette a disposizione dell’imprenditore una soluzione chiavi in mano, con tutta l’attività di formazione del personale». E se si prende in considerazione la velocità di reazione di questo tipo di business, estremamente resiliente e in grado di reagire agli shock - dopo il lockdown le attività di ristorazione veloce sono ripartite a pieno regime nel giro di due o tre settimane - investire in un quick restaurant potrebbe essere davvero un’idea vincente, anche nel ALESSANDRO PREDA, A.D. DI QSRP 2020.

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Investire premendo sull’acceleratore Igi Investimenti Group, il fondo di investimenti guidato dal Ceo Giuseppe Incarnato, è diventato banca industriale e ha già erogato di Riccardo Venturi

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vengono gestite recento aziende in fase di accelerada manager inzione, 22 partecipazioni di controllo, terni per almeno 20 milioni di euro mobilitati per il 9 anni. La terza progetto Aurostec, che prevede la produzione è la Merchant bank, con la quale viene seguita di oltre 15 milioni di mascherine chirurgiche l’acquisizione di aziende per conto di clientela monouso, e ha visto la nascita di 12 start-up. selezionata o istituzionale c e partner finanSono i numeri di Igi Investimenti Group, fondo ziaria e industriale nelle operazioni di M&A. di investimenti italiano di natura industriale Accelera Hub, che oggi guidato dal Ceo GiuIGI INVESTIMENTI GROUP È PRESENTE, cura lo sviluppo di 300 seppe Incarnato (nella OLTRE CHE IN ITALIA ANCHE aziende, è uno dei pofoto). Sono tre le diviIN POLONIA, ROMANIA, SPAGNA, chissimi acceleratori sioni operative in cui PORTOGALLO, FINLANDIA E BELGIO che dispone di capitali si articola l’attività del diretti da investire, e ciò lo rende particolargruppo. La prima è specializzata in investimenmente attrattivo. Il principale target è lo starti in start-up, con l’incubatore e acceleratore di tupper che si vuole mettere in proprio dopo impresa Accelera (www.accelerahub. com). La almeno 10 anni di esperienza nel comparto seconda è la holding industriale, che acquisisce specifico direttamente aziende più o meno in crisi, che

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Il servizio di sviluppo industriale e commerciale all’interno dell’acceleratore, oltre a finanziarie l’impresa, le procura direttamente nuove occasioni di affari che vengono a loro volta finanziati n seguito alla crisi pandemica, il programma di finanziamento alle start-up incubate è stato ampliato con plafond di capitalizzazione specifici su industrie c e si intendono sviluppare. Il fondo per le partecipazioni industriali di Igi Investimenti Group è presente in cinque Paesi in Europa: Polonia, Romania, Spagna, Portogallo, Italia, oltre alle sedi e attività storiche di natura finanziaria a inevra, alta e an arino. Ma sono attive anche attività industriali in Finlandia e Belgio, dove il gruppo conta di installarsi in maniera permanente. Il portafoglio di partecipazioni vede una concentrazione nel settore dei brevetti industriali e nell’internet industr , oltre a una significativa presenza nel settore farmaceutico e biomedicale, nel tessile e nell’industria finanziaria tra anc e e societ finanziarie n campo di alta tecnologia significativo l’inserimento nella ro otica industriale nel distretto industriale spagnolo di Barcellona, con investimenti su aziende che producono e sviluppano soluzioni di robot cooperativi di tipo umanoide, con l’obiettivo di poter presto commercializzare soluzioni avanzate di robot cooperativi nella videosorveglianza e pattugliamento stradale, nonché nell’assistenza domiciliare sanitaria. Per quanto riguarda le attività della Merchant bank, Igi Investimenti Group si è resa conto che dopo l’emergenza Covid-19 c’è bisogno di capitali molto più ampi per soddisfare tutte le richieste che le pervengono: il sistema bancario italiano è troppo sbilanciato sul commercial banking e quindi su prestiti di breve termine, mentre c’è un crescente bisogno di operatori ancari specializzati nel finanziamento industriale a lungo termine. Per questo ha ottenuto da Banca d’Italia l’autorizzazione a poter svolgere l’attività di banca industriale con prestiti diretti alle imprese. E da settembre a gi erogato milioni di euro di finanziamenti diretti produttivi alle società accelerate. www.igiinvestimenti.com


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ANTONELLO MARROCCO

La ricetta anti crisi passa anche attraverso l’estetica No Mas Vello, l’azienda specializzata nell’epilazione con misure straordinarie e agevolazioni per le nuove aperture di Alessandro Faldoni

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n franchising che non conosce crisi nonostante il Covid, tanto che lo scorso settembre si è trovato nell’insolita situazione di dover sospendere momentaneamente le nuove ric ieste di affiliazione il caso di No Mas Vello, insegna internazionale dell’estetica tecnologica, specializzata nella foto depilazione P - uce Pulsata e aser a iodo L’azienda è attiva in Italia dal 2007; conta 500 strutture affiliate, di cui 1 in talia a formula in franchising No Mas Vello, proprio durante il Covid si è rivelata un’opportunità per chi era in cerca un investimento dal ritorno sicuro, ma anc e per c i puntava all’autoimpiego ttratti dalla possibilità di un “piano B”, negli ultimi mesi, sono state coperte dieci nuove aree territoriali libere, grazie a un poderoso pacchetto di agevolazioni per i nuovi arrivi e a un sostegno tangi ile verso le filiali in attivit iamo voluto difendere il lavoro degli oltre 1 punti di vendita con misure straordinarie, decise in un momento cruciale per il paese spiega il Direttore Generale di No Mas Vello, ntonello arrocco - per aiutare gli affiliati,

durante la prima fase dell’emergenza abbiamo completamente annullato le royalties relative ai mesi di marzo, aprile e maggio, e dimezzato uelle relative al mese di giugno nc e se uesto a significato rinunciare a una uota importante di fatturato, il nostro sostegno si è rivelato la scelta vincente

Per correre ai ripari, dunque, l’azienda si è mossa in fretta i lo scorso maggio sono stati redatti e consegnati dei questionari ai clienti che hanno dimostrato come l’estetica fosse rimasta un ene primario l settanta per cento degli intervistati, infatti, ha dichiarato di voler ritornare al pi presto a usufruire dei servizi razie a questa customer care, rafforzata anche da una parallela politica di marketing fatta di vicinanza con gli utenti, ne sono nate iniziative come i suggerimenti sulle cose da fare a casa nei periodi di lockdown, che ha reso possibile il dialogo con i clienti e rinforzato il legame con il marc io inizio autunno aggiunge arrocco - a iamo poi attuato una iniziativa senza precedenti nella storia dell’azienda: la possibilità di avviare l’iter di apertura di un centro No Mas Vello con un investimento iniziale immediato di soli 990 euro no sforzo per noi uasi sim olico, visto che un negozio in franchising No Mas Vello fattura, a regime, circa 1 mila euro annui, con un ritorno economico in revissimo tempo ’idea partiva dall’esigenza di rendere ancora più snella ed economica la procedura di apertura di nuovi centri e di premiare chi mostrava di credere nell’opportunità che questo franchising offre n un reve lasso di tempo siamo riusciti a coprire aree ancora libere e altre richieste stanno arrivando www.nomasvello.it

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Quel supporto logistico che accorcia le distanze N C

di Marco Scotti

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n questo periodo storico il mondo offre soluzioni personalizzate nel mondo delle imprenditoriale vive un momento despedizioni, della logistica e micro-logistica, dei licato: aziende appartenenti a diversi servizi per l’e-commerce, stampa e marketing. settori si trovano a non poter aprire sia per temi I servizi vengono erogati attraverso una rete di sostenibilità che per temi legislativi. Ora, più capillare di circa 550 Centri Servizi in franchiche mai, la determinazione di ogni singolo imsing, distribuiti su tutto il territorio nazionale. prenditore è messa a dura prova, e ciò porta a Mail Boxes Etc. Italia è parte del gruppo Mbe mettere in discussione la strategia aziendale. Worldwide. Attualmente, Mbe Worldwide opeIn questo contesto Mail Boxes Etc. vuole conra attraverso tre diversi marchi: Mail Boxes Etc., tinuare a dare un messaggio di speranza e di AlphaGraphics e PostNet e la sua rete globale ottimismo, provando a raccontare come l’atticonta più di 2.600 Centri Servizi e oltre 10mila vità imprenditoriale in franchising nel mondo addetti in 52 Paesi. Nel 2019, Mbe Worldwide dei servizi alle imprese non si sia mai fermata, ha riportato un fatturato aggregato pari a 918 essendo costantemente di fianco ad almeno un milioni di euro 1 milioni di dollari metro di distanza) ad aziende e privati, risponGrazie all’offerta di servizi essenziali, Mbe ha dendo ad esigenze continuato anche in PER ENTRARE NEL NETWORK in continua mutazioprimavera a offrire i DI MBE È SUFFICIENTE ne». Daniele Simone, suoi servizi alla clienteUNA DISPONIBILITÀ FINANZIARIA Network Development la business. D’altronde, PERSONALE DI CIRCA 30MILA EURO & Sales Director di Mail proprio per far fronte Boxes Etc., racconta come l’azienda che rapalle limitazioni imposte, le imprese hanno avupresenta abbia mantenuto in funzione le sue to la necessità di reinventarsi, impiegando nuoattività core, mostrandosi solida nei confronti vi canali come l’e-commerce per raggiungere i di limitazioni imposte che hanno scosso l’intera clienti c e non potevano pi fisicamente essere popolazione mondiale costringendo l’Italia, dalpresenti all’interno dei punti vendita. Non solo: la fine di fe raio in poi, a confrontarsi con una anche i consumatori stanno cambiando e si pandemia che non sembra volerci lasciare così stanno adeguando alle nuove potenzialità offervelocemente. te. Inoltre, grazie alla formula imprenditoriale al Mail Boxes Etc. opera nel campo dei servizi a passo coi tempi, Mbe ha continuato ad espansupporto di privati e piccole e medie imprese e dere la rete in franchising, arruolando, anche

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in pieno loc do n, nuovi affiliati mprenditori che hanno intuito e compreso le potenzialità del business Mbe in un mondo dove la digitalizzazione di processo deve accompagnare sempre di pi l’importanza della relazione fisica «Alcune abitudini sono diventate un must nella quotidianità di ogni singolo individuo, ed il commercio elettronico è sicuramente un esempio che padroneggia sui vari cambiamenti al consumo accelerati dalla pandemia. Non ci si aspetta certamente di tornare indietro ma, al contrario, bisogna essere pronti ad integrare questi camiamenti all’interno dei flussi di informazione, di comunicazione e di vendita. Il punto vendita deve necessariamente armonizzare l’esperienza del cliente sia all’interno dello store fisico c e dello store virtuale, e Mail Boxes Etc. supporta ogni azienda in questo processo di integrazione, ponendosi come obiettivo quello di abbattere arriere fisic e tra persone «Ci avviciniamo ad un Natale nuovo, diverso – aggiunge Simone –e mi piace pensare che la rete Mbe possa, in questo contesto, avvicinare le persone recapitando emozioni direttamente a casa o in azienda, in ogni parte del mondo». Ma vediamo in dettaglio quali sono le soluzioni Mail Boxes Etc. per le Pmi, soluzioni integrate e personalizzate in base alle esigenze del cliente. Mail Boxes Etc. è un partner unico nel mercato, in grado di proporre centinaia di sedi fisic e


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Mbe è anche e prima di tutto un network di professionisti, o meglio, una “famiglia”, come amano definirsi in azienda

in cui offrire una logistica personalizzata e di prossimità. Attraverso le soluzioni end-to-end, il cliente non deve più preoccuparsi di tutto ciò che gravita attorno alla sua attività o e-commerce, ma dovrà esclusivamente pensare al suo prodotto: a tutto il resto ci pensa Mbe. Dalla creazione di siti web alla gestione integrata e automatizzata della spedizione, alla gestione della logistica e micro-logistica a supporto dell’e-commerce che si vanno ad aggiungere all’ampio portafoglio di servizi Mbe nel mondo delle spedizioni, imballaggio, stampa e marketing: -Mbe Web Services, il programma che permette a ogni singolo imprenditore di offrire la creazione guidata o autonoma di siti web, dal più semplice come un menu digitale per un ristorante, al più complesso come un e-commerce. -Mbe e-Link, il plugin gratuito per la gestione completa delle spedizioni e della logistica per l’e-commerce acile da installare e configurare, si collega direttamente all’e-commerce o al marketplace, consentendo di offrire differenti tipi di spedizione e livelli di servizio ai propri clienti, tutti contraddistinti dalla qualità Mail Boxes Etc.. -Mbe MyLogistics, che costituisce un insieme di soluzioni logistiche innovative per dare alle Pmi e alle startup italiane tutta l’assistenza e il valore aggiunto di cui hanno bisogno.

Mail Boxes Etc. è prima di tutto una rete in franchising, forte di una realtà fatta da imprenditori. In Italia i Centri sono circa 550, ma sono ancora molte le zone disponibili dove avviare nuovi centri servizi per le quali è in atto la selezione di nuovi affiliati a proposta, spiega aniele Simone, è valida per chi vuole diventare imprenditore, pensiamo a tutte le persone che si stanno guardando attorno alla ricerca di nuove opportunità, o per chi ha già una sua attività autonoma, ma vuole diversificare grazie a un usiness al passo coi tempi ffiliarsi al net or e significa eneficiare immediatamente della notorietà e della solidità di un brand solido e affermato in tutto il mondo significa entrare in una grande famiglia, una squadra di imprenditori competenti, appassionati, ambiziosi e determinati. Un gruppo #PeoplePossible, dove il singolo contribuisce al successo della rete. Gli affiliati sono seguiti passo dopo passo e potranno contare su un supporto costante dalla sede, sul territorio e a distanza. Il valore aggiunto del fare impresa insieme, si concretizza con la formazione iniziale e continua, accordi quadro competitivi, campagne di marketing a livello na-

zionale, innovazione e tecnologia. E alcuni imprenditori che hanno provato a lanciarsi in questa avventura sono diventati dei veri e propri “Re Mida”. È il caso di Beatrice Corradini, proprietaria di cinque centri con complessivi 40 dipendenti. La sua è una storia decisamente atipica, con un prima e un dopo e uno spartiacque ben preciso: la decisione di lasciare il posto di lavoro in un momento difficile della sua vita. Manager di una multinazionale, decide di licenziarsi per intraprendere una carriera imprenditoriale. La scelta per la seconda parte della sua carriera lavorativa ricade sul franchising di Mbe, rilevando un centro MBE a Mantova. La prima esigenza è quella di poter mettere a disposizione sua e dei suoi collaboratori uno spazio in cui poter far stare i bambini, dove potessero mangiare, svolgere i compiti e altre attività. Proprio questa creazione di una famiglia “parallela” diventa rapidamente il segreto del successo dell’attività della Corradini, che negli anni è riuscita ad aprire altri quattro centri tra Mantova e Verona e oggi dà lavoro a 40 persone. Per aprire un centro Mbe occorrono due persone: due soci oppure l’imprenditore e un collaboratore. Nella rete ci sono anche tantissimi ulti ffiliati, elemento di grande valore per il network. Per avviare un Centro Mbe è richiesto un investimento di circa 58.000 euro + Iva canone di affiliazione incluso , ma per entrare nel net or asta una disponi ilit finanziaria personale non finanziata di circa mila euro Mbe offre poi il massimo supporto per la richiesta di finanziamenti grazie ad accordi con primari istituti di credito. Per informazioni sul franchising Mbe:

Per informazioni sulle soluzioni Mbe: DANIELE SIMONE, NETWORK DEVELOPMENT & SALES DIRECTOR MBE

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TRA IL DIRE E IL FARE C’È DI MEZZO LA CONSULENZA I di Maddalena Bonaccorso

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ssistere e supportare imprese e aziendale: «Quando iniziamo a lavorare start up, in tutte le fasi dello svicon un’impresa o una start-up», spiega luppo e ancor più in questo mol’amministratore Pietro Zappaterreno, mento di grande difficoltà a causa della «partiamo dall’analisi del concept azienpandemia da Covid-19, che ha impattato dale, senza trascurare nessun aspetto del in maniera massiccia su tutto il mondo business: fiscale, finanziario, legale, coimprenditoriale. È questa la mission del municativo e di marketing. Solo dopo aver Gruppo Ecp società di consulenza direacquisito una conoscenza davvero a 360 zionale, dedicata al grande panorama gradi del cliente iniziamo a pianificare le imprenditoriale, che ha sviluppato una strategie per essere in grado di offrire un propria business unit dove si dedica inteservizio di grande qualità, sempre volto al ramente alla nascita miglioramento delle CON LA PANDEMIA LE AZIENDE ed alla crescita di performance auspiSI TROVANO DAVANTI A NUOVE SFIDE: start-up come incucate, gestendo con PER AFFRONTARLE È FONDAMENTALE POTER CONTARE SU PROFESSIONISTI batore d’impresa. Il competenza ogni Gruppo Ecp ha cresingola fase del proato un modello di consulenza innovativa cesso: dalla scelta degli obiettivi fino alla e performante, grazie all’esperienza acimplementazione delle soluzioni». quisita dai fondatori e dal proprio team di Nei mesi difficili che stiamo attraversando, professionisti, in grado di fornire ai cliena causa della pandemia che ha stravolto ti soluzioni predittive di organizzazione anche e soprattutto il mondo del business,

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le aziende si trovano davanti a nuove sfide, per affrontare le quali è fondamentale avere al proprio fianco consulenti strategici in grado di identificare i punti di forza da implementare: «In questo momento è imprescindibile per i nostri clienti riuscire ad ottenere una marginalità più ampia» spiega Zappaterreno «ottenere più liquidità ottimizzando i processi aziendali: questo significa avere un’azienda performante, pronta ad affrontare il nuovo modo di fare impresa, pronta ad affrontare i periodi di crisi sistemica che ciclicamente si presentano nel panorama imprenditoriale. A noi chiedono soprattutto aiuto nella pianificazione: perché se si pianificano costi e ricavi, nel tempo si riesce a gestire il cash flow senza sorprese. Un’Impresa che naviga a vista oggi, in un mercato globale come quello odierno, rimane al palo con la sola prospettiva di chiudere». Avere una squadra di professionisti al proprio fianco è fondamentale, soprattutto per chi ha intenzione di iniziare un’attività imprenditoriale da zero, partendo essenzialmente soltanto da una “buona idea”. Per questo il Gruppo Ecp ha creato Progetto Start-Up, un servizio che si pone l’obiettivo di comprendere preventivamente l’impatto economico, patrimoniale e finanziario delle scelte imprenditoriali, di definire le modalità di finanziamento, di attuare strategie di investimento e di verificare periodicamente il valore generato: «Nella fase di avvio di un’impresa» continua l’amministratore del Gruppo Ecp, «la consulenza integrata che noi forniamo è essenziale per lo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale. Il nostro ruolo è quello di incubatore d’impresa, aiutando


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le persone, a sviluppare la propria idea imprenditoriale, integrando il nostro know-how gestionale. Ma la consulenza del Gruppo Ecp non si ferma qui, affronta infatti anche la parte finanziaria, cercando di individuare i modelli più adatti a ogni impresa: «Utilizziamo finanza agevolata, analizzando e proponendo modelli sempre innovativi come il crowdfunding, il peer to peer, i mini bond, le cambiali finanziarie, facendo scouting accurati di bandi e finanziamenti agevolati, valutando i molteplici strumenti adatti all’approvvigionamento finanziario dell’azienda. Il Gruppo Ecp offre alle start-up il proprio know-how trasformando un’ottima idea imprenditoriale in un progetto economicamente autosufficiente, sostenibile, realizzando scenari di worst case e best case, definendo i break even points, trasformando il progetto imprenditoriale in un’azienda di successo. Un modo di lavorare unico ed integrato dove viene premiata la progettualità e l’idea imprenditoriale: «Esatto, perché oggi più che mai è necessario far capire ai clienti che è necessario lavorare sul progetto imprenditoriale», continua Zappaterreno, «per rendere premiali l’idea e il progetto di business. Avere il progetto giusto vuol dire, approvvigionamenti finanziari, nuova comunicazione e ottimo marketing; una buona e solida base di partenza per una start-up che punta al successo». In un momento di crisi globale come quello che stiamo attraversando è importante anche avere chiaro «la propria unicità» continua il founder del Gruppo Ecp «come leva per la continuità aziendale e lo sviluppo del business». Per questo motivo, il Gruppo Ecp punta sullo studio degli asset intangibili dei propri clienti: «Gli asset intangibili delle aziende», spiega l’amministratore del Gruppo Ecp, «sono l’unica vera risorsa inespressa delle aziende, e, se ben efficientati, possono ve-

ramente fare la differenza per lo sviluppo di un’impresa. Sono il know-how, la conoscenza, la vision, i brevetti, i marchi, la mission, le proprietà intellettuali, il marketing, la comunicazione... Oggi, questi asset intangibili sono il solo modo che abbiamo per renderci unici: e solo le aziende che riusciranno a trovare la propria unicità, non saranno più vincolate alla guerra del prezzo. Potranno loro orientare il mercato, in base alle proprie valutazioni. Avendo messo in risalto l’unicità, verremo scelti per essa e non per il semplice prezzo di mercato». Idea, scelta dell’obiettivo, implementazione delle soluzioni, unicità, progetto, finanza e fiscalità agevolata, know-how: i pro- fessionisti del Gruppo Ecp sono al fianco dei clienti in tutte le fasi del business, anche oggi con tutte le novità di comunicazione introdotte con l’avvento della pandemia. Nel nuovo sito, www.gruppoecp.it c’è una sezione dove si spiega la consulenza ai tempi di Covid-19 e quanto sia importante, oggi più che mai, la costruzione di un rapporto fiduciario con il partner: anche

senza incontri frontali, occasioni dove tramite la professionalità e l’empatia si costruiscono rapporti fiduciari stabili, i professionisti del Gruppo Ecp sono riusciti a costruire e a ripensare un modello di consulenza basato anche su meeting online, webinar, e-learnig, vincendo la sfida di infondere ottimismo anche a chi si trova in difficoltà e non riesce a scorgere spiragli di ripresa: «È fondamentale trasmettere un messaggio positivo ai nostri partner, la crisi può davvero diventare un’opportunità» conclude Zappaterreno «con una buona stabilità aziendale, governando sia la pianificazione che il controllo di gestione si può sopravvivere e rinascere con tranquillità anche alle chiusure dovute ai lockdown. Certo, oggi più che mai è importante tenere sotto controllo la continuità aziendale, studiare accuratamente le nuove start-up e non prendere decisioni avventate senza la giusta programmazione. Questo è il momento di “qualificare” il business, di imparare a pianificare con l’aiuto di professionisti senza improvvisazione. In questo modo, i risultati arriveranno».

È IL MOMENTO DI QUALIFICARE IL BUSINESS E PIANIFICARE FACENDO LEVA SUL CONTROLLO DI GESTIONE 41


COVERSTORY

La produttività è un gioco (non solo) da ragazzi

di Marco Scotti

È

il Sacro Graal di qualsiasi organizimpiegarlo come strumento di lavoro sulle zazione: rendere il lavoro meno competenze trasversali, attraverso una modagravoso e, perc no, perfino diverlit scientifica ignifica mettere un focus sulle tente. Un modo, in realtà, c’è – come ha potuto famose life s ills o competenze trasversali, un scoprire e spiegare la toscana Laborplay - e si percorso utile sia per valutare la cultura azienc iama gamification a non confondere mai dale, sia per la definizione di piani di carriera o con il solo gaming – ci formativi o per svilupATTRAVERSO STRUMENTI spiega lena aiffi, pare una determinata GAME BASED SI POSSONO ALLENARE Partner e ales irecrisorsa in azienda. LE LIFE SKILLS IN MODO INNOVATIVO E DIVERTENTE tor dell’azienda – si Laborplay è una retratta di due mondi altà in crescita, come completamente diversi». E dunque di che cosa dimostra il raddoppio del numero di persone stiamo parlando? Prima di tutto, le presentaimpiegate (da cinque a dieci) e l’aumento cozioni: a orpla uno spinoff dell’ niversit stante dei professionisti c e vengono coinvolti degli Studi di Firenze e nasce con una mission per ela orare la formazione in modo ludico ben precisa: portare il gioco in azienda per c i si rivolge a orpla ? a nostra offerta

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trasversale prosegue aiffi e c iun ue può lavorare con noi. Certo, i nostri partner d’elezione sono gli HR, soprattutto per quanto concerne la parte di training, di employer branding e di recruitment. Sono tante le imprese che ci hanno scelto, alcune sono anche di dimensioni considerevoli, ma gli approcci possono andare bene veramente per chiunque». Laborplay è nata cin ue anni fa, e dopo il percorso da startup ci sono stati alcuni momenti spartiacque. Uno di questi è stato quando, qualche anno fa, il concetto di gamification diventato una moda, le aziende e i direttori risorse umane hanno cercato delle novità, dei modi diversi e pi efficaci di coinvolgere i dipendenti ’altro passaggio fondamentale, molto pi recente, stato uello tristemente noto del loc do n A quel punto è diventata un’esigenza non più procrastina ile avere dei processi pi efficaci, che tenessero alta l’attenzione anche durante le estenuanti sedute di e conference o di riunioni sulle varie piattaforme a formazione e l’assessment di selezione dei nuovi collaboratori necessitano di un modo più “ludico” per rendere appieno. ale la pena ci spiega la co-fondatrice di aorpla di fare c iarezza tra i tanti termini c e affollano il nostro mondo e c e possano creare confusione ai pi Per esempio, spiegare la differenza tra gioco e meccanic e di gioco. Hanno lo stesso cappello, ma sono cose completamente diverse. Noi utilizziamo ed integriamo entram i uesti elementi, facciamo giocare le persone, diamo loro dei ruoli, chiediamo di prendere delle decisioni, li mettiamo di fronte alla necessit di gestire delle situazioni complesse. In poche parole li mettiamo davanti ad un gioco. Se invece parliamo di meccanica di gioco, in quel caso si deve lavorare su dei contenuti tecnici, dove integrare dei onus, con delle classific e piuttosto c e delle challenge in modo da aumentare il livello di coinvolgimento delle persone. L’altro grande tema che si dipana dall’accesso (in questo periodo storico, coatto) alle nuove tecnologie proprio il fatto c e non tutti anno l’alfa etizzazione necessaria per poterne cogliere appieno le potenzialit un ue, inutile utiliz-


PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

zare strumenti o processi complessi quando è necessario un approccio più essenziale, ovvero tecnologie di facile accesso c e consentono a chiunque di sperimentare, provare, divertirsi. In Laborplay tutto questo lo chiamiamo “tecnologia calma”. Poi certo, una volta che a iamo familiarizzato con i vari strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione possiamo “divertirci” nello sperimentare. Ed è uello c e sta facendo l’azienda toscana, c e sta provando a implementare moduli di realtà aumentata e virtuale , ci stiamo lavorando c iosa aiffi anc e se la nostra ase pi analogica, di gruppo, di contatto fisico on possiamo farci niente, veniamo da uel mondo lì. E sarà bellissimo quando le cose torneranno a essere più o meno come erano prima. Ma la tecnologia ci sta dando anche delle opportunità straordinarie, in cui, per esempio, svolgere un’attivit formativa all’interno della Cappella istina o sulla superficie di arte senza c e i partecipanti si debbano muovere da casa. Ci aspettiamo delle sperimentazioni interessanti nei prossimi mesi, con interazioni cooperanti all’interno dei giochi oltre anche alla presenza del movimento fisico, elemento c e venuto molto a mancare nei periodi di loc do n le nuove realtà permettono la creazione di una spazialit c e nelle e conference non c’ continueremo ad andare in questa direzione anche nel post-Covid». Proprio la pandemia costringe a ripensare in maniera forse definitiva anc e le modalit d’interazione della formazione e prima i seminari si svolgevano in aule fisic e, gremite di persone, pronte a scambiarsi gesti e azioni a seconda delle ric ieste del formatore… ecco oggi questo scenario sembra tutto fuorc pro a ile, visto c e anc e a emergenza finita sar difficile immaginare un ritorno immediato del contatto nelle stesse modalità precedenti alla pandemia. Ed ecco quindi che rispunta la modalità “phygital”, un po’ digitale e un po’ fisica, in cui si cerca di fondere i capisaldi dell’uno e dell’altro strumento d’interazione. Credo o forse spero aggiunge lena

ELENA GAIFFI

aiffi c e nel momento in cui si potr tornare a non aver paura dello “stare insieme” ci sarà comun ue una ualc e differenza rispetto al passato mio avviso si creeranno due filoni di formazione non in competizione tra di loro, che si possono completare a vicenda. Uno, più legato alla presenza fisica e alla socialit vr come finalit ultima uello di intessere relazioni vere e fisic e con le persone Penso, ad esempio, alle convention, agli eventi aziendali e a meeting orientati maggiormente al teambuilding. Insieme a questo livello, ce ne sarà un secondo c e scoprir come la distanza può essere addirittura pi funzionale per specifici o iettivi are formazione a o pi persone da remoto garantisce un risparmio notevole sotto alcuni punti di vista, come ad esempio logistico o economico. Le aziende lo hanno

capito perfettamente e, a parit di efficacia, iniziano a puntarci». n effetti, una sessione di formazione virtuale, un altro modo di fare training, ma può essere ugualmente efficace, per non dire, in certi casi, addirittura pi efficace di uella dal vivo Perché ci sono meno perdite di tempo, perché si minimizza il fattore distur o di persone c e magari non hanno grande interesse a seguire lo svolgimento dei lavori. a formazione a distanza sar pro a ilmente una delle eredità più positive del Coronavirus, perché permette alle aziende di risparmiare raggruppando anc e persone c e fisicamente non si trovano nello stesso luogo. Ai partecipanti di sentirsi pi incentivati, ai formatori di fare pi corsi e uindi di poter accrescere le proprie opportunit di crescita stato piuttosto naturale conclude la co-fondatrice di Laborplay – adattarci alla realtà virtuale. Ci ha permesso un impiego migliore dei nostri orari, non dobbiamo più conteggiare spese di trasferta, lung i trasferimenti, notti fuori lontano dalle famiglie iamo a attutto molti costi indiretti e migliorato la nostra qualità di vita. E poi, la cosa principale, è che con queste nuova modalit formative riportiamo il partecipante al centro dei nostri momenti. Non è il gioco a essere protagonista, ma chi deve essere formato lcuni competitors pare usino il gioco come fine ultimo, mentre a noi interessa di pi il dopo, la decrittazione dei comportamenti, l’analisi delle reazioni, l’interesse verso l’esperienza e ciò c e stato determinato dal gioco stesso. Come si riverberano le azioni nella vita lavorativa? uello il difficile , ma allo stesso tempo la parte pi densa di informazioni ed apprendimenti. Ed è quello c e cerc iamo di fare noi di a orplay. Perché il gioco ha un potere straordinario: risponde immediatamente. Se una mossa è giusta o sbagliata lo si scopre subito. Se la carta è quella vincente, se il colpo è andato a segno. Ecco perché è così utile per il mondo del lavoro».

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PER FINANZIARE L’INNOVAZIONE SERVE UNA... VISIONE N

I A di Riccardo Venturi

O

ggi più che mai, l’innovazione è la chiave per crescere. Ma per poter innovare con successo, oltre a un progetto vincente ci vogliono le risorse per poterlo implementare. Progetto Impresa è specializzata proprio in questo: nel trovare i finanziamenti per le aziende innovative, dopo averle aiutate a migliorare il loro progetto. «Siamo un vero e proprio incubatore di idee dice il direttore generale di Progetto mpresa e astiano adaleta, aiutiamo i nostri clienti-partner a implementare il loro progetto dopo averlo migliorato insieme, analizzando uel c e fanno i competitor e la sosteni ilit di progetto a soprattutto troviamo tutti i finanziamenti necessari per farlo diventare un successo i sono affermati cos tanti progetti innovativi, inclusi uelli c e prevedono l’utilizzo di HoloLens, il visore per la realtà aumentata di icrosoft, per vedere prodotti o per fare formazione a distanza Progetto mpresa conosce a fondo tutte le agevolazioni legate all’innovazione, di finanza ordinaria, straorregione anc e per approfittare dei fondi dinaria e agevolata, da uelle del piano nvendo un’idea c e funziona sul mercato dustria ai crediti di imposta per ricerca glo ale dovun ue ci si trovi, su nostro cone sviluppo, dai andi regionali a uelli eurosiglio si sono ubicati qui perché hanno tropei; in certi casi aiuta a realizzare progetti vato un contesto favorevole proprio rispeta costo zero, e la sua to ai finanziamenti PROGETTO IMPRESA OFFRE CONSULENZA u icazione nel sud Spesso Progetto ImPER L’INNOVAZIONE SIA DI PROCESSO CHE del Paese molto DI PRODOTTO, INTERNAZIONALIZZAZIONE presa diventa partutile allo scopo. «La ner delle aziende c e E INSERIMENTO IN RETI DI IMPRESE Puglia è una regione contribuisce a innomolto favorevole rispetto alla possi ilit di vare progetti anno una minima durata accedere a andi e risorse a fondo perduto di mesi sottolinea adaleta, uindi diosserva e astiano adaleta, direttore geventiamo dei tutor, dei manager a progetto nerale di Progetto mpresa, posso attestavendo esperienze in am ito finanziario, di re c e il dei nostri clienti proviene da e port management, di mar eting, veniamo fuori regione e si venuta a installare nella coinvolti come figure professionali all’in-

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terno del flusso del progetto olte volte si sono create sinergie tali da poter partecipare alle attivit a iamo clienti affezionati che si trovano bene con la nostra consulenza, e dopo la prima innovazione ne creano delle altre, finc alla seconda o alla terza spesso ci vogliono coinvolgere come attori principali ei suoi primi dieci anni di attivit , il team di Progetto mpresa a compreso c e l’innovazione efficace se calata in modo corretto nella realt aziendale e in uella di mercato e anc e i finanziamenti vanno saputi trovare e utilizzare in modo corretto. «A livello nazionale per esempio a iamo dei programmi di industria dice adaleta, ma uesti programmi spes-


PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

IL DIRETTORE GENERALE DI PROGETTO IMPRESA SEBASTIANO GADALETA (AL CENTRO) CON IL SUO TEAM

so anno visto degli errori in sede di impostazione da parte dei fruitori stessi i sono verificati casi in cui gli imprenditori anno fatto delle innovazioni non necessarie, perc non c’era un mercato a ric iederle ppure in cui stato realizzato ualcosa di NEGLI ANNI LE CONSULENZE DI PROGETTO IMPRESA HANNO PERMESSO FINANZIAMENTI PER UN TOTALE DI 64 MILIONI DI EURO

non applica ile al contesto aziendale di riferimento uesto perc spesso manca un’attivit di design dell’innovazione Progetto mpresa insomma mette in guardia le aziende: non si deve credere c e l’innovazione fine a se stessa possa far crescere il business, il rischio in caso contrario sprecare risorse ed energie nzitutto devi c iederti uali sono i tuoi isogni in termini di processo e di prodotto, e poi affidarti a professionisti che possano eseguire insieme a te l’analisi della tua azienda rimarca il direttore generale di Progetto mpresa, uesta analisi, infatti, ti consente di identificare i segmenti di mercato con cui la tua impresa deve confrontarsi, i prodotti di riferimento allo stato attuale e le evoluzioni aziendali possi ili n’azienda c e produce alimentari, per esempio, en diversa da una c e fa soft are uest’ultima a

delle dinamic e c e tendono gi di per s all’innovazione del prodotto, mentre uella c e fa alimentari a delle varia ilit legate a trend di mercato non connesse all’innovazione. «Dall’analisi emerge se l’innovazione deve riguardare il prodotto oppure se a necessitare di essere innovato il processo di produzione rileva adaleta, se l’azienda ha un mercato in stagnazione occorre ve-

rificare uali sono le varia ili da inserire a livello di prodotto e, invece, a gi un mercato in crescita, occorre verificare uali possono essere i miglioramenti più opportuni e funzionali al usiness all’esperienza come direttore generale di Progetto mpresa e astiano adaleta a tratto un volume in fase di pu licazione, nnova senza errori i tratta di un manuale operativo spiega l’autore, c e racc iude la mia formula per gestire con successo l’innovazione n’analisi sugli errori da evitare, ricca di citazioni di casi di successo innovativo, in Puglia e non solo na parte fondamentale del li ro di adaleta riguarda il tema dei finanziamenti pplicando uesto metodo a iamo sviluppato progetti innovativi insieme ai nostri clienti-partner puntualizza il dg di Progetto Impresa, «con i quali abbiamo raggiunto un risultato di circa milioni di investimenti innovativi finanziati nella presente programmazione ’attivit procede a pieno ritmo nonostante la pandemia tiamo lavorando tantissimo, per fortuna c’ un’ talia c e non si ferma, c e nonostante tutto crede nell’introduzione delle tecnologie e nel cam iamento: la stiamo aiutando a innovare conclude e astiano adaleta

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COVERSTORY

SENZA PENSIERI COL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE Arval Italia registra una crescita degli ordini nel 2020: merito di tariffe competitive e di una strategia di marketing multicanale. Ma anche dell’innovativa formula Noleggio Protetto, il credito senza penali di Marco Scotti

D

omanda: come si può soddisfare la crescente esigenza di auto private a causa della montante preoccupazione che ci accompagnerà anche nel post-Covid con la prevedibile riduzione del reddito disponibile degli italiani? Una risposta c’è, ed è il noleggio a lungo termine. Un’offerta nata per il b2b ma che ha rapidamente preso piede tra i privati negli ultimi 24 mesi: un trend in costante aumento. «Nelle settimane successive al primo lockdown abbiamo avuto due tendenze contrapposte: un rallentamento delle Pmi e un incremento delle richieste della clientela consumer. E ci aspettiamo dinamiche simili anche nei prossimi mesi», ci spiega Dario Casiraghi, Direttore Retail e New Business Development di Arval Italia, società del gruppo Bnp-Paribas leader nel noleggio a lungo termine. L’azienda ha messo in campo diverse strategie di marketing sui canali di vendita più sua naturale scadenza, non ci sono penali differenti, che vanno dalla modalità diretta a da pagare». Il risultato è che Arval non solo quella indiretta. L’assioma di partenza è che ha sterilizzato il lockdown dal punto di vista in un momento di grandi turbolenze, le tadell’impatto sui conti, ma conta di chiudere riffe offerte da Arval sono più competitive di il 2020 con il segno “+” davanti. altri player del settore nell’arco dei 36 o 48 Guardando ai dati, in questa seconda parte mesi tipici del noleggio. «Dal punto di vista dell’anno, Arval Italia registra una crescita del prezzo – prosegue Casiraghi – sfruttiadegli ordini da parte dei consumatori privati mo la nostra market pari al 23% rispetto intelligence che ci SECONDO NIELSEN QUASI UN ITALIANO allo stesso periodo SU DUE SE DOVESSE CAMBIARE AUTO permette di fare acdello scorso anno. SAREBBE FAVOREVOLE ALLA SOLUZIONE quisti mirati in stock Inoltre, in base ai riDEL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE riducendo i tempi sultati di una ricerca del processo di vendita. Si tratta di modelli che Arval Italia ha svolto in collaborazione di appeal e ci siamo resi conto che stiamo con Nielsen all’inizio dell’anno, su un camprendendo fette di mercato alla vendita trapione di 1.500 italiani possessori di patente dizionale. E poi offriamo l’opzione Noleggio B, rappresentativo della popolazione italiaProtetto, che è un’ulteriore fonte di tranquilna per genere, et e area geografica, emerlità per il cliente: se il posto di lavoro viene so che quasi 1 italiano su 2 (45%) prenmesso in discussione e si è costretti a recederebbe in considerazione la formula del dere dal contratto in anticipo rispetto alla noleggio a lungo termine se dovesse cambia-

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re auto nei prossimi 3/5 anni. Tra i principali driver di scelta indicati dai rispondenti, il non doversi occupare della “gestione operativa” dell’auto (50%), il risparmio sui costi operativi (47%), la sostenibilità delle auto a noleggio perché sempre nuove e quindi meno inquinanti (31%). Seguono la facilità di gestione in caso di guasto o atti vandalici (30%) e l’impossibilità di sostenere il costo di acquisto di un’auto (26%). Rimanendo in tema di preferenze: quali sono i modelli e le alimentazioni preferite dagli italiani? «Oggi l’85% delle auto che offriamo per il settore privato sono non diesel e stiamo continuando a puntare moltissimo sulla transizione energetica, immettendo sul mercato, prima ancora dei costruttori stessi, auto full electric o ibride. Proprio queste ultime sono cresciute del 20% anno su anno. Se prendiamo sia retail che business, siamo a oltre il 50% di non diesel. Per quanto ri-


PRONTI? RIPARTENZA, VIA!

guarda le preferenze, offriamo mediamente delle auto che avrebbero un valore di vendita finale tra i e i 30mila euro, mediamente parliamo di suv ibridizzati o di city car, anche perché il nostro è un cliente per lo più urbano. E questo per diversi motivi: culturali, di conoscenza, ma anche di accessibilità delle infrastrutture per l’elettrificazione, tipic e di contesti cittadini. E poi anche perché i veicoli pi green della nostra flotta consentono di non pagare la ztl e offrono altre agevolazioni per una mobilità più agile anche nei grandi agglomerati urbani». Nel mondo commerciale, i produttori di autoveicoli mantengono forte la spinta sul diesel, ma anche in questo caso l’intento di Arval è preciso: passare dal 50 al 65% di vetture non alimentate a gasolio entro i prossimi 24 mesi, arrivando a oltre il 90% per il segmento retail. Attualmente, sulla parte non diesel, benzina e ibrido sono sostanzialmente pari, mentre il full electric è ancora un po’ indietro. Ma da qui ai prossimi cinque anni, l’azienda a livello globale ha deciso di acquistare 500mila veicoli elettrificati in talia uesto si tradurr in circa 30mila auto.

DARIO CASIRAGHI

plementare ai 100mila km inclusi anche per un target di clienti con necessità chilometriche inferiori. E per raggiungere la clientela abbiamo avviato una diversificazione e una multicanalità per essere attivi lungo tutti i mercati». In effetti, il 50% delle vendite di Arval avvengono in modalità diretta, mentre l’altra parte indirettamente, anche perché molteplici sono i modi per raggiungere l’azienda: dealer, partnership, banca, web. Un cliente mediamente, prima di acquistare un servizio, svolge D’altronde, il grande tema dell’equipment – quattro o cinque screening, di cui solo uno o cioè della fornitura di stazioni di ricarica e due fisici, gli altri tramite rete Per ridare vidi tutta l’infrastruttura necessaria alla mogore alle aziende nel post-lockdown si sono bilità elettrica – sta procedendo a ritmi forse messe in pista diverse soluzioni: contratti troppo blandi. da 24 mesi, clausola rescissoria portata a Per questo anche i privati (e non solo i ge30 giorni (dai 14 originari) senza penale. stori) devono iniziare a sviluppare un comTutti strumenti che hanno permesso di non plesso che oggi conta 13mila colonnine risentire dell’impatto di ricarica, di cui il 70% per il “pieno” IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE DI ARVAL del Coronavirus sui INCLUDE 100MILA CHILOMETRI, conti di Arval, mentre veloce. Serve quindi ASSICURAZIONE, MANUTENZIONE i competitor hanno un grande lavoro di E SOCCORSO STRADALE visto una riduzione rinascimento cultumedia del 30%. E il futuro? Il segmento rerale in cui l’esigenza di una mobilità privata tail sta iniziando a pesare quasi per il 50% sempre maggiore – a scapito, almeno per il della produzione di Arval, un dato che ha un primo periodo, del trasporto pubblico locapeso specifico notevole, anc e perc in gele – si sposi appieno con le necessità di non nerale sul mercato del noleggio la clientela soffocare completamente la città stessa. consumer continuerà a crescere all’aumenTornando alla proposta di Arval, il noleggio tare delle richieste e delle possibilità di scela lungo termine di 36 mesi, dedicato all’uta della soluzione più ad hoc possibile. La tente privato, viene offerto con 100.000 km Lombardia, che già oggi vale circa il 20% del inclusi, copertura furto incendio e danni mercato complessivo, continuerà ad essere (oltre alla RC auto), manutenzione ordinaria la regione trainante, anche se non l’unica. e straordinaria e soccorso stradale. «Nascia«Ciò che ci ha permesso di crescere in mamo tradizionalmente come operatori per il niera così importante – conclude Casiraghi long term dedicato al b2b – chiosa Casiraghi – è anche la nostra organizzazione, che ha – e abbiamo poi deciso di rivolgerci ai pripuntato molto sulla dinamicità. Abbiamo vati e, in seguito, anche di creare soluzioni infatti sviluppato un forte modello di multicomplementari di mobilità di cui l’e-bike è canalità che annovera 15 canali distributivi l’esempio principale ma non unico. Ora vob2b, il tutto supportato da forti competenze gliamo cambiare le possibilità offerte alla in ciascun canale di vendita che consentono clientela per quanto concerne la macchina: di mantenere la nostra leadership di mersottoscrizioni a consumo, noleggi mid-term cato. E questo nostro eclettismo è stato ben da uno a 24 mesi, calibrazione del chilorecepito dai clienti, che ci hanno premiato». metraggio, introducendo un’offerta com-

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GESTIRE L’IMPRESA

DISTANZIATI, CERTO MA VICINI ALLA TECNOLOGIA La pandemia non ha fatto altro che accelerare processi di trasformazione che nell’industria erano già avviati. Se il canale online diventa quindi cruciale per commercializzare i propri prodotti, l’innovazione digitale e l’automazione entrano prepotentemente nelle nuove strategie di crescita delle imprese.

52 FAIRPLACE GRAZIE ALL’OUTPLACEMENT CI SI RIMETTE IN GIOCO

53 PASSAGGIO GENERAZIONALE DI PADRE IN FIGLIO SU CONSIGLIO DELL’AVVVOCATO

54 FLUSSI DOCUMENTALI LE SOLUZIONI DI BROTHER PER BANCHE E ASSICURAZIONI

Automazione, digitale, e-commerce, operazioni da remoto: ecco come l’innovazione sta aiutando le imprese ad affrontare il complesso scenario imposto dalla pandemia. Proiettandole nel futuro di Marco Scotti

L

a “pargoletta mano” cantata da fabbriche o all’agricoltura. Nelle fabbriche Carducci, protesa per raccogliere di moderna concezione le tute blu sono il frutto del verde melograno, oggi una sparuta minoranza, mentre manipoli probabilmente sarebbe guantata – rigorodi ingegneri sditeggiano su tablet che gasamente in lattice – o, almeno, debitamente rantiscono la continuità del ciclo produttivo igienizzata Perc oggi i contatti fisici sono “h24”. banditi, banditissimi. Uno degli esempi più illuminati di questa riMa è sul lavoro che il Coronavirus e il diconversione a 360° è rappresentata da Cpm, stanziamento sociale che da esso deriva azienda con sede alle porte di Torino Una stanno avendo gli impatti più forti. Ma come visita nel centro direzionale di Beinasco è si può applicare il una vetrina sul futuNON SOLO FINTECH E PROPTECH: ANCHE più recente mantra ro. L’impresa fondata L’INDUSTRIA SI STA ATTREZZANDO in materia sanitaria dalla famiglia BelCON SOLUZIONI FOCALIZZATE con alcuni settori che lezza ha fatto lungaSULL’OPERATIVITÀ A DISTANZA hanno fatto dell’uso mente parte dell’indelle mani e del contatto il loro marchio di dotto di Fiat. Poi, prima ancora dell’arrivo di fabbrica? Parola quest’ultima per niente caMarchionne, ci si è resi conto che dipendere suale, visto che proprio nei “plant” si è poesclusivamente da un unico cliente finale sto il problema fondamentale ovvero: come il Lingotto appunto – poteva essere estrecontinuare a produrre senza mettere a remamente pericoloso. pentaglio la salute dei dipendenti? Così, nel 1999 viene rilevata al 50% dalla La soluzione è la dematerializzazione, contedesca Dürr, un colosso che fattura circa cetto che ha preso piede già da tempo. Facile 4 miliardi contro gli attuali 200 milioni di a dirsi se si parla di banche o di e-commerCpm. Massimo Bellezza, seconda generace, più complesso, appunto, se applicato a zione, avvia un processo di ri ualificazio-

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GESTIRE L’IMPRESA

ne delle risorse, ricolloca (tutti) gli operai per la produzione, a irafiori, della nuova in aziende del circondario e avvia una fase elettrica elfi aggiunge ellezza di espansione in cui si affida a ingegneri e – sulla linea di produzione dei modelli con progettisti. «Il nostro obiettivo – ci spiega motorizzazione tradizionale per completail presidente Massimo Bellezza - è realizre l’assemblaggio di una vettura ci vogliono zare linee di produzione per l’automotive due turni con una produzione impostata a ad altissimo tasso di automazione per l’ascirca 50-55 jph (jobs per hour, ndr). Sempre semblaggio dei veicoli dal post-verniciatura a elfi, sulla linea di produzione dei modelli fino al posizionamento nei parc eggi da cui con motorizzazione PHEV(Plug-in Hybrid poi le automobili vengono imbarcate sulle Electric Vehicle, ndr) per completare l’asbisarche. Oggi sono circa 100 gli ingegnesemblaggio di una vettura ci vogliono tre ri che progettano anche Agv, veicoli a guiturni con una produzione impostata a circa da autonoma, che vengono impiegati nelle 30 jph». fabbriche per portare pezzi di ricambio e LA CPM DI TORINO REALIZZA LINEE strumentazioni. Non si rinuncia alla presenDI PRODUZIONE PER AUTOMOTIVE za umana, ci mancherebbe, solo che l’uomo AD ALTISSIMO TASSO DI AUTOMAZIONE porta un importante valore aggiunto, menCOLLAUDANDOLE A DISTANZA tre il resto svolto da ro ot perfino durante il lockdown alcuni progettisti hanno Ma non di solo automotive vive il nuovo continuato a venire in sede. Ma interessante evo dei (non) rapporti umani. Ad esempio, è anche il modello di business adottato da nell’agricoltura già da tempo si sta parlanCpm: una miriade di fornitori diversi, spedo di “data driven agriculture”, ovvero di un cializzati nella realizzazione di parti piccole comparto governato dai dati. Tra le aziende ma estremamente precise che serviranno più attive c’è Image Line che con il suo QDC per l’assemblaggio della linea. La quale vie(Quaderno Di Campagna) ha dato vita a un ne costruita in sede, collaudata – anche da software gestionale per l’agricoltura. «Non remoto – e poi spedita ai destinatari. Tra le si tratta – ci spiega Cristiano Spadoni, Buavventure da segnalare, quella con Tesla per siness Strategy Manager dell’azienda – di lo stabilimento di Fremont, in California. un programma per tenere i conti, ma di un La particolarità è duplice: prima di tutto, tool agronomico che consente di gestire le perché il plant è totalmente automatizzato tecniche migliori di semina. Agricoltura 4.0, grazie a bracci robotizzati prodotti da Fainsomma, con l’integrazione di banche dati nuc con sensibilità più che millimetrica per all’interno del software che lanciano degli avvitare le diverse componenti. Poi, perc perfino un magnate come Elon Musk si è dovuto piegare di fronte ai costi non indifferenti della California e ha preferito sviluppare verso l’alto (e non in lunghezza) il suo impianto. Di Cpm è anche la linea della Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, in uno stabilimento che colpisce per il candore immacolato, lontano da qualsiasi idea di fabbrica novecentesca. nfine, sempre l’azienda di elALFONSO FUGGETTA, CEO CEFRIEL lezza ha realizzato gli impianti

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alert agli agricoltori indicando se la pianificazione di semina rispetta le normative in materia di difesa delle colture e sicurezza alimentare». Naturale: il tema della tracciabilità sta diventando il nodo intorno a cui si muovono le aziende dell’agroalimentare. Perché la gente vuole mangiare meglio, vuole sapere che cosa porta in tavola e la lettura delle etichette è divenuta di fondamentale importanza, un asset che indirizza le intenzioni di acquisto quanto il prezzo. Il Gruppo Salov (conosciuto dal pubblico con i marchi Sagra e Filippo Berio) gode di un sistema che non si esprime soltanto attraverso le informazioni relative alla provenienza della materia prima. Il consumatore può inserire il lotto di produzione sul sito e scoprire numerose informazioni utili sull’olio che intende acquistare: quando è stato prodotto, che cultivar predominanti sono state utilizzate, l’origine delle olive e dove sono state molite. Tra le operazioni a sostegno dei suoi brand, Gruppo Salov ha dato il via ad un piano biennale di investimenti volti alla modernizzazione del sito produttivo di Massarosa (Lucca), dove nel 2019-2020 sono stati allocati 10 milioni di euro per lavori su infrastrutture industriali e informatiche che hanno interessato diversi settori dell’azienda. «E siamo riusciti nell’impresa – ci racconta l’amministratore delegato del gruppo, Fabio Maccari – di inaugurare il nuovo stabilimento in Cina interamente da remoto». Più dematerializzazione di così… O, ancora c’è SDF, uno dei principali produttori mondiali di trattori che ha annunciato Data Platform, una piattaforma sviluppata da Cefriel, che utilizza le capacità combinate di intelligenza artificiale e internet of t ings con Ibm Watson IoT Platform. iettivo: migliorare l’efficienza e la manutenzione predittiva dei trattori, con risultati per l’intero ciclo di produzione delle attività agricole.


una “carreggiata” da seguire: quella più vere su una cinquantina di milioni di clienti in loce dedicata allo streaming, quella più lengiro per il mondo) «già lo scorso ha lanciato ta per l’ordinaria amministrazione». il nuovo protocollo WiFi6» ci spiega Serena Diceva Hawthorne che “mani pure non han Corrado, marketing manager dell’azienda, bisogno di guanti «che permette di collegare circa 40 dispo- IL GRUPPO BERTO PRODUCE ARREDI E HA per coprirsi”. Spiace, PUNTATO SULL’ONLINE CON UN SISTEMA doverlo contraddire sitivi contemporaneDI VENDITA SENZA INTERMEDIARI amente. E se pensate E PROGETTAZIONE ANCHE A DISTANZA un secolo e mezzo dopo la sua morte. che siano troppi, meMa intanto, in attesa di una cura o di un vacdiamente in una casa ce ne sono 12 e con la cino, tocca adattarsi. Partendo dal lavoro, domotica che prende piede questo numero che è in continua evoluzione grazie alla tecaumenterà in maniera esponenziale. Come nologia. Un pizzico di nostalgia c’è, ma tocca se fosse un’autostrada, si incrementa il nuaccontentarsi. mero di corsie e si assegna a ogni necessità

LONTANI MA VICINI…DI CASA AMEDEO GALANO, HEAD OF NEXTDOOR ITALIA

La dematerializzazione e la disintermediazione, come detto, sono pervasive in qualunque settore, anche in quelli che sembrerebbero molto lontani da queste tematiche. Come nel mondo dell’arredamento: BertO Cucine ha avviato da un ventennio una strategia digitale che si concentra sull’online, con sistema di vendita senza intermediari, tramite e-commerce e showroom monomarca, servizio di consulenza e progettazione anche a distanza disponibile in sei lingue. Risultato: da mezzo milione di fatturato si è passati ai 10,5 attuali, aumentando il personale da 5 a 50 addetti. E durante il lockdown le vendite da remoto sono triplicate. «Grazie ai social la community si è allargata – ci racconta Filippo Berto – e ci ha permesso di creare un contatto diretto con milioni di follower/clienti nel mondo. Vedere chiudere tutti per il lockdown è stato un vero e proprio colpo al cuore. Allora ho pensato: adesso è il momento di far valere tutti gli anni passati a investire sul digitale, grazie ai quali abbiamo costruito la scatola degli attrezzi che poi ci è tornata utile in questo momento di crisi». A governare questa enorme opera di allontanamento sociale, di revisione degli spazi servirà anche una rete adeguata. Per questo Netgear (azienda americana che può conta-

Distanziamento sì, ma c’è anche chi prova ad andare controcorrente. È il caso di Nextdoor, la app di vicinato che vuole mettere in relazione gli abitanti degli stessi quartieri per creare connessioni affidabili come le chiamano loro. «La tecnologia viene spesso vissuta come l’antagonista dei rapporti umani – ci spiega Amedeo Galano, Head of Nextdoor Italia –, ma può essere invece considerata come un mezzo, dove gli individui e i loro bisogni sono il fine. Nextdoor vuole invece infrangere la barriera tra virtuale e reale, creando un ponte che dia alle persone la possibilità di riscoprire il valore dei quartieri e delle relazioni di prossimità. Viviamo in un mondo globale, veloce e oggi più che mai instabile: le persone hanno bisogno di certezze e tramite Nextdoor possono sentire la vicinanza di chi vive la stessa

realtà quotidiana». In questo momento la casa è diventata il principale punto di appoggio e dentro le nostre case cerchiamo di rivoluzionare il nostro modo d’essere, soprattutto quello sociale, rendendo la tecnologia una parte integrante della nostra routine. «Ci impegniamo – conclude Galano – affinc la tecnologia venga messa al servizio delle persone, offrendo l’opportunità di vedere il proprio quartiere con

occhi diversi, rendendolo parte integrante della propria quotidianità e vivendolo quasi come fosse un’estensione della propria casa. Vogliamo che i quartieri diventino dei luoghi accoglienti dove poter costruire relazioni reali. D’altronde, solamente in un ambiente dove ci si sente a proprio agio si possono costruire rapporti di fiducia e supporto reciproco, innescando quelle scintille necessarie a rendere lentamente il mondo un posto più gentile».

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GESTIRE L’IMPRESA

Grazie all’outplacement ci si rimette in gioco Da 28 anni Fairplace si occupa di ricollocamento delle persone che perdono il lavoro. Opera come partner di grandi aziende e si sta preparando allo sblocco dei licenziamenti di Luigi Orescano

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rendiamo per mano una persona in difficolt e le dimostriamo concretamente c e può rimettersi in gioco alla grande un el lavoro, uando ce lo lasciano fare : o erto modio, una vita nei servizi per il lavoro, oggi l’imprenditore di airplace www.fairplace.it , un’azienda milanese specializzata nell’outplacement, c e poi un’elegante parola inglese per definire il collocamento, anzi meglio il ricollocamento delle persone c e perdono il lavoro un ue in ueste settimane anzi, dallo scorso marzo l’attivit delle aziende come airplace ridotta a fil di gas, perc con il locco dei licenziamenti il pro lema della disoccupazione da crisi c e purtroppo c’ e cresce di giorno in giorno però come congelato, coperto dalle norme d’emergenza c e, comprensi ilmente, il governo a emanato avoriamo da anni nei servizi alla reimpiega ilit per aziende di primissimo livello appartenenti a diversi settori merceologici: c imico-farmaceutico, metalmeccanico, tessile, trasporti, commercio e servizi , racconta modio, e siamo riconosciuti per il uon livello di efficienza nella ricollocazione: nel trac -record ci sono ,9 mesi di tempo per ricollocare un dirigente, mesi per un uadro, , per gli impiegati e , per gli operai l cuore del lavoro di airplace a due ventricoli uello destro, c e assor e il personale da ricollocare, si pone nei suoi confronti in un’attitudine di estrema attenzione e vicinanza per intercettarne capacit , competenze, sensi ilit e disponi ilit

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l ventricolo sinistro, cui spetta il compito di riproiettare la persona nel circolo del lavoro, effettua continuamente uno scouting sul mercato, tramite relazioni analogic e e digitali, e relazioni consolidate tra i consulenti interni di airplace e le aziende del mercato per individuale le opportunit adatte e proporle agli interessati: gni due mesi facciamo ai nostri clienti, c e sono di solito le grandi aziende c e riducono il personale, un report sul lavoro svolto e i sondaggi fatti, fino allo svolgimento positivo dell’incarico, essendo il servizio a tempo indeterminato n lavoro su misura , insomma, dove non LE COMPETENZE PIÙ IMPORTANTI PER CHI FA OUTPLACEMENT SONO QUELLE UMANISTICHE ALLARGATE, DALLA PSICOLOGIA ALLA SOCIOLOGIA

si può mai smettere di studiare e osservare il mercato on prendiamo incaric i individuali, ens solo dalle aziende, per una scelta di etica professionale: il singolo non tutelato ltro il servizio di career counseling, c e di fatto una consuenza su come ridefinire il proprio percorso professionale, valorizzando ciò c e si sa fare e ciò c e si imparato sul campo , spiega modio a il core business resta l’outplacement classico, uello c e potr rappresentare una valvola di salvezza vera e propria per decine di migliaia di lavoratori uando l’anno prossimo, in una data ancora imprecisa ma c e non potr essere indeterminata, il governo toglier il locco dei licenziamenti elle situazioni

ROBERTO AMODIO

normali, si aprono tavoli dove siedono le aziende c e anno isogno di tagliare il personale, il sindacato c e tutela gli organici in essere e il destino degli eventuali estromessi e le societ di outplacement aturalmente la parte interessata ciascun lavoratore in uscita, c e può c iedere al sindacato di assisterlo e diventa l’oggetto delle nostre attenzioni e cure ell’esperienza di airplace le competenze pi adatte, di ase, c e devono possedere i consulenti, unite ad esperienza specifica e ualificata, per svolgere al meglio l’attivit di outplacement sono uelle della sfera umanistica allargata: la psicologia, la comunicazione e la sociologia, perc e aiutano ad avere l’approccio pi solidale verso c i cerca un nuovo lavoro infatti tutte le risorse interne di airplace c e opera anc e attraverso partners ip, da ilano sull’intero territorio nazionale sono laureate e donne ll’inizio del mio percorso con airplace sapevo di avere isogno di supporto per riprendere e tenere il passo con il mondo del lavoro, ma mai avrei pensato mi sare e servito cos tanto scrive sul sito di airplace ianluca, un manager di c e aveva perso il lavoro e l’ a ritrovato grazie alla societ al lavoro di presa di coscienza di ciò c e si può mettere in campo, e forse di ciò c e davvero si vuole dalla sfera lavorativa, ad un utilizzo adeguato degli strumenti, per arrivare alla consapevolezza di poter costruire il proprio futuro lavorativo n grazie particolare ad nna per la professionalit e la cura na recensione c e vale pi di tante c iacc iere


Di padre in figlio l’impresa non si improvvisa

di Valerio Pandolfini

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l passaggio generazionale in azienda un tema pi c e mai di grande attualit eventi esterni, improvvisi e inaspettati - uale appunto l’epidemia Covid-19 possono mettere in discussione un valore aziendale creato con molti anni di lavoro e sacrifici a pandemia a messo in grande difficolt le imprese, ivi comprese uelle a conduzione familiare, c e rappresentano, come noto, circa il 9 del totale, costituendo la vera e propria ossatura del tessuto produttivo italiano l momento di forte incertezza e di rusco cam iamento c e stiamo attualmente vivendo per effetto della pandemia a indotto molti imprenditori a riflettere con maggior consapevolezza circa le strategie da adottare per salvaguardare il valore dell’azienda e assicurarne la sopravvivenza nella generazione successiva, contemperando l’o iettivo di salvaguardare la competitivit dell’impresa con uello di garantire gli e uili ri all’interno della famiglia iettivi non semplici, posto c e, purtroppo, statisticamente oltre il delle imprese familiari non arriva alla seconda generazione uttavia, il passaggio generazionale dell’impresa non può essere improvvisato, n realizzato affrettatamente, in un’ottica emergenziale l contrario, esso necessita di attenta pianificazione e ric iede un arco di tempo piuttosto lungo per la sua realizzazione, in uanto implica un lavoro di valutazione della struttura e dell’evoluzione attesa della famiglia, della propriet e dell’azienda, e comprende l’analisi di aspetti di natura non solo organizzativa, ge-

stionale, giuridica, fiscale, economica e finanziaria, ma anc e affettivi e psicologici ecenti casi di cronaca dimostrano come, in assenza di una strategia successoria pianificata in vita dall’imprenditore, in presenza di pi soggetti legittimari, possono crearsi dissidi familiari, c e possono sfociare in accese liti giudiziarie e condurre alla c iusura dell’ azienda Ciò conferma c e la pianificazione delle fasi e delle modalit del processo di ricam io generazionale efficace solo se avviata per tempo, ossia uando la generazione uscente nel pieno delle proprie capacit , e con un orizzonte temporale di attivit ancora sufficientemente lungo, tale da garantire un efficace presidio del processo, sotto la stretta supervisione degli organi di governo della societ l passaggio generazionale dun ue non un evento, ma un processo complesso, c e coinvolge temi legati alla propriet , al governo e alla gestone dell’azienda n processo c e si articola in varie fasi, e generalmente interessa tutta la struttura aziendale, ovvero: l’organigramma aziendale c e spesso necessita di essere ristrutturato, in modo da favorire il principio meritocratico la governance societaria c e dovre e essere moderna e funzionante, prevedendo meccanismi c e consentano di separare il profilo proprietario da uello gestionale, nel rispetto di precise regole di accounta ilit la struttura finanziaria c e spesso necessita di essere potenziata, in modo da evitare situazioni di carenza di li uidit e di confusione tra la finanza personale dell’imprenditore e uella

L’AUTORE, AVVOCATO VALERIO PANDOLFINI

dell’azienda ualsiasi processo di successione di un imprenditore o di una famiglia imprenditoriale dovre e rispondere a tre esigenze primarie: garantire la continuit dell’azienda, attraverso una nuova leaders ip c e assicuri una uona gestione imprenditoriale e produca risultati positivi garantire soluzioni e ue dal punto di vista patrimoniale tra gli eredi, tenuto conto non soltanto del valore dell’azienda ma anc e di altri eni patrimoniali ridurre il pi possi ile i risc i di litigi tra i familiari della nuova generazione ali esigenze sono possono essere difficilmente soddisfatte dalla rigidit dei tradizionali strumenti successori, i uali scontano gravi limiti, costituiti dalla necessit di non ledere i diritti c e la legge riserva ai legittimari, dal principio dell’unit della successione c e rende il nostro ordinamento scarsamente sensiile all’esigenza di differenziare la natura dei eni e le ualit personali degli eredi , e dal generalizzato divieto dei patti successori (continua online al link QR code)

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Banche e assicurazioni: le soluzioni di Brother per gestire tutti i flussi documentali

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eppur lo smart working sia ampiamente diffuso, molti sono i dipendenti di banche e assicurazioni che hanno la necessità di condividere gli uffici, con nuove abitudini e procedure per tutelare la salute degli impiegati e per minimizzare i contagi. L’ambiente di lavoro è cambiato, a cominciare dalla gestione dei flussi documentali e dalla posizione delle stampanti. Nel mondo finance il document management gioca quindi un ruolo importante, diventando un aspetto chiave del business per mantenere il “social distancing” senza pregiudicare l’efficienza delle attività aziendali.

Le soluzioni Brother permettono di gestire i flussi documentali dalla stampa fino all’archiviazione digitale con più sicurezza, affidabilità, completa integrazione con i sistemi già esistenti, personalizzazione e distanziamento Brother Secure Print+

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er banche e assicurazioni è di primaria importanza prevenire il rischio di esfiltrazione di dati riservati dai documenti da loro gestiti e, per garantire discrezione e riservatezza, i dispositivi di stampa e scansione utilizzati all’interno di banche e assicurazioni devono essere necessariamente a norma di GDPR. Grazie alle soluzioni Brother, i dati e i documenti in stampa e scansione sono protetti da codici criptati e chiavi di accesso NFC. La stampa viene attivata solo quando l’utente appoggia la card sul pannello del dispositivo. Questa gestione del processo di stampa è semplice e sicura: non è necessario ricordare un PIN o una password, ma basta avvicinarsi alla stampante con la card. È anche possibile creare specifici profili utente che danno accesso ad alcune o a tutte le funzioni della stampante. Grazie alla soluzione software Secure Print+ il processo di stampa inizia solo quando il dipendente autorizzato è davanti al dispositivo e si è autenticato.


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icurezza, personalizzazione e massima integrazione non sono però gli unici aspetti da considerare. Per continuare a lavorare in presenza rispettando il distanziamento sociale, Brother propone la strategia del balanced deployment, che consiste nel suddividere il carico di lavoro all’interno degli uffici, sostituendo le grandi stampanti A3 con più unità in formato A4 compatte, performanti e più vicine alle singole postazioni di lavoro. Così si evitano lunghi percorsi in mezzo ad altre aree (come avviene spesso negli open space) per andare a recuperare le stampe, e si evitano le code per ritirare i propri documenti. A questo si aggiunge il concetto di decentralizzazione, che consiste nel posizionare più stampanti all’interno dello stesso reparto, adempiendo alle nuove normative che impongono di avere scrivanie libere per poter distanziare gli impiegati. Le stampanti in formato A4 proposte da Brother per banche e assicurazioni mettono insieme velocità, economicità e sicurezza. La risposta ideale per queste nuove esigenze di stampa in un nuovo sistema lavorativo mutato dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Le soluzioni pensate da Brother si rivolgono anche a chi lavora in smart working e ha bisogno di soluzioni per mantenere inalterata la produttività, con supporto da remoto e dispositivi dalle dimensioni compatte. Grazie alla soluzione Brother Pagine+ è possibile creare un home office con assistenza tecnica, gestione dei consumabili e un servizio di stampa gestita a consumo per un’offerta completa che si adatta alle singole esigenze, per svolgere tutte le operazioni di stampa e scansione.

Le soluzioni Brother per il mondo Finance si rivolgono anche a chi lavora in smart working. Con Brother Pagine+ l’home office ha assistenza tecnica, gestione dei consumabili e un servizio di stampa gestita a consumo per un’offerta completa

Scopri le soluzioni Brother per il mondo Finance: www.brother.it/business-solutions



Prysmian, UniCredit, UnipolSai

EE (strong): A2A, Banca Generali, Enel, Generali, Intesa Sanpaolo, Leonardo, STMicroelectronics, Unipol Gruppo

EE- (adequante): Banco Bpm, Bper Banca, DiaSorin, Hera, Mediobanca, Saipem, Snam

E+ (non-compliant): Cnh Industrial, Amplifon, Azimut

Holding, Buzzi Unicem, Ferrari, Italgas, Moncler, Pirelli & C., Poste Italiane, Recordati, Terna

E (low): Nexi, Salvatore Ferragamo, Campari (downgrade da E+), Exor, Fca, Telecom Italia, Tenaris

E- (very low): Atlantia, Mediaset F (lowest level): nessuna azienda FONTE: STANDARD ETHICS ITALIAN INDEX - REVISIONE SEMESTRALE OTTOBRE 2020

SUSTAINABILITY & CIRCULAR ECONOMY

IL RATING ESG DELLE IMPRESE ITALIANE EEE (full): nessuna azienda EEE- (excellent): nessuna azienda EE+ (very strong): Eni, FinecoBank (upgrade da EE),

VERSO IL GREEN DEAL

IL NUOVO ELDORADO DELLA FINANZA SI SIGLA “ESG”

Ambiente, società e amministrazione delle imprese, ovvero environmental, social and governance: sono i famosi criteri Esg che sempre di più dominano il mondo finanziario (e non solo). Ma per assicurare che la sbandierata sostenibilità sia davvero tale, occorre che ad asseverarlo siano soggetti terzi. Cos , spuntano come funghi agenzie di rating e nuovi prodotti che come core business hanno proprio l’assegnazione del bollino verde ...

È partita la corsa a rebrandizzare i fondi di investimento come sostenibili. E il business “green” si sta affollando con una pletora di soggetti pronti ad assegnare il bollino Esg a chi se lo merita di Marina Marinetti

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on basta sostenere di essere sostemiliardi saranno 44mila. E la pandemia non nibili - e perdonate il bisticcio di ha fatto altro che accelerare il trend: seconparole - per esserlo veramente. Bido l’ultimo Global Sustainable Fund Flows sogna che a dirlo sia qualcun altro. Specie se Report di Morningstar, nel secondo trimestre si tratta di muovere soldi nel nuovo Eldorado 2020 lo sviluppo dei prodotti si è mantenudegli investimenti Esg, che sta per Environto su livelli elevati, con 125 nuove offerte, mental, Social and in linea con gli ultimi Governance, ovvero SOLO NEL SECONDO TRIMESTRE 2020 SUI cinque trimestri, e MERCATI FINANZIARI SONO APPRODATI ambiente, sociale e gli afflussi glo ali nei 125 NUOVI FONDI ESG PORTANDO politiche aziendali, fondi sostenibili sono GLI INVESTIMENTI A 71,1 MILIARDI a indicare che un inaumentati del 72% a vestimento è sostenibile su tutti i fronti. Lo 71,1 miliardi di dollari. Ma attenzione: Morsono - o comunque affermano di esserlo ningstar sottolinea come gli asset manager più o meno un quarto degli attivi gestiti nel continuino a riallocare e rebrandizzare i promondo. In valori assoluti, dai 18.276 miliardotti convenzionali in fondi sostenibili, con di di dollari del 2014 si è passati ai 30.683 40 fondi di questo tipo in Europa e tre negli di due anni fa ed entro il 2025 si stima che i Stati Uniti solo nel secondo trimestre 2020.

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> SUSTAINABLE FINANCE Chi lo dice sa di esserlo? Italian Index, è evidente però che ci sia anInsomma, tutti si riscoprono “sostenibili”. cora tanta strada da fare per arrivare ad una Che poi lo siano davvero, è tutto un altro paio buona governance della sostenibilità, dato di manic e cco perc per certificarlo iche solo il 50% delle società appartenenti sogna ricorrere a rating e punteggi vari. Ad all’indice registra un livello di conformità riattribuirli sono i soliti noti: Msci (con Kld), tenuto “adeguato”, con un rating pari o supeMorningstar (con Sustainalytics), Thomson riore a EE-». Segno che non basta pagare per Reuters (con Asset4), Standard & Poor’s (con diventare sostenibili. «L’essere sostenibili RobecoSam), Moody’s (con Vigeo-Eiris), Cerrichiede un processo lineare», prosegue Gheved (con Integrate). E anche qualche ignoto, rardini: necessario finalizzare la propria o meglio, qualche new entry, agenzie nate forza creativa nel “come” collocarsi al meglio appositamente per posizionarsi sull’Eldoranell’am ito delle strategie sg definite a lido della sostenibilità, come Standard Ethics, vello internazionale. Il grado di sostenibilità nata nel 2001 come gestore di fondi etici e raggiunto sarà la risultante delle proprie cariconvertitasi nel 2014 nella prima agenzia pacità organizzative e tecnologiche». Tutto indipendente di rating Esg con un algoritmo ruota intorno alla comparabilità: «L’uso coproprietario, a pagamento. In Italia a pagare stante di una metodologia sistemica di rating per essere messe ogni sei mesi sotto la lendi sostenibilità permette la fornitura di misute dello Standard ethics italian index sono re precise e comparabili nel tempo», sottoliuaranta grandi aziende uella c e figuranea Gherardini, «vedendo quindi garantita la no nella tabella sopra il titolo). E non sempossibilità di confrontarsi con altre imprese pre sono le stesse: per esempio nell’ultima sullo stesso piano e sulla base di sforzi misuedizione sono entrate Hera e Nexi, mentre rabili e non su valutazioni Esg soggettive o Brembo e UbiBanca hanno alzato i tacchi. Poi morali, o valutazioni date da investitori e loro ci sono uelle c e nell’indice non figurano, consulenti in base ai loro obbiettivi di invema si fanno comun ue certificare, come astimento, tutte valutazioni che non aiutano a rofalo Health Care, che a ottobre ha ottenuto capire chi fa davvero meglio. Grazie ad un rada Standard Ethics il rating investment grating standard ed indipendente, indipendente de EE- (“adequate”), con un outlook positivo rispetto agli asset manager soprattutto, il noche fa ben speerare per un prossimo upgrastro cliente ha una opinione terza su dove lo de al livello EE (“strong”). «Se guardiamo le si potrebbe collocare se lo mettessimo all’insocietà italiane da noi valutate nonché comterno della mappa c e traccia i confini della ponenti del nostro sostenibilità». NON BASTA PAGARE PER DEFINIRSI indice - spiega a Eco“SOSTENIBILI”: BISOGNA SOTTOPORSI nomy Jacopo SchetL’Italia si fa strada AL SEVERO GIUDIZIO DELLE NUOVE tini Gherardini (nella Se l’Europa è avanti AGENZIE DI RATING foto a lato) Direttore anni luce rispetto agli di Ricerca di Standard Stati Uniti - nel seconEthics – osserviamo do trimestre 2020 ha un progressivo alliraccolto l’86% degli neamento ai principi afflussi glo ali, mendella sostenibilità. Setre gli Usa hanno ascondo la nostra metosorbito solo il 14,6% dologia, e guardando - in Italia il mercato i rating delle aziende è - come dire? - anitaliane appartenenti cora acerbo: l’ultimo allo Standard Ethics report biennale del-

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I CRITERI ESG Environmental: l’impatto ambientale si valuta su parametri come le emissioni di anidride carbonica, l efficienza nell utilizzo delle risorse naturali, l’attenzione al cambiamento climatico, alla crescita della popolazione, alla biodiversità e alla sicurezza alimentare. Social: vengono considerati il rispetto dei diritti umani, le condizioni di lavoro, l’attenzione all’uguaglianza e all’inclusione, il controllo della catena di fornitura. Governance: si verifica la presenza di consiglieri indipendenti, le politic e di diversità (di genere, etnica, religiosa, ecc.) nella composizione dei Consigli di amministrazione, la remunerazione dei vertici della società collegata a obiettivi di sostenibilità la Global Sustainable Investment Alliance (Gsia) lo scorso anno censiva solo 167 fondi su 1 classificati da ssogestioni come sostenibili, per un totale di 18,5 miliardi di euro su un mercato interno che gestisce masse complessive per 905 miliardi di euro, quindi il 2% circa dell’offerta in fondi comuni ella finanza i temi sg sono diventati ormai un fenomeno in grande crescita, grazie alla domanda di impegno sociale e sostenibilità che arriva dagli investitori nonché dai recenti sviluppi di una regolamentazione europea per questo tipo di investimenti», commenta Francesca Giubergia, presidente di Online Sim, la piattaforma digitale di Ersel (che gestisce circa 19 miliardi di euro di asset). Dopo aver sdoganato in Italia il robo advisor, Online Sim è ormai leader di mercato in Italia nel collocamento di fondi on line, con un’offerta di più di 4mila fondi comuni di oltre 150 case di investimento. «Si stima che entro il 2025 le masse investite in fondi Esg possano raddoppiare», spiega Giubergia: «ogni anno nascono indicativamente 350 nuovi fondi Esg, un’offerta che sta diven-


Francesca Giubergia, presidente di Online Sim

tando molto ampia, e per gli investitori non è facile orientarsi. Di conseguenza, abbiamo integrato il nostro selettore fondi con filtri Esg ed abbiamo anche deciso di creare dei portafogli di fondi Esg. Al momento i due macrotemi del cambiamento climatico e dell’uguaglianza di genere rappresentano al meglio la richiesta di sostenibilità da parte dei nostri clienti». L’offerta di un portafoglio che investe sull’uguaglianza di genere è alquanto unica nel panorama: «l’investimento è in fondi azionari che privilegiano aziende attente al tema della partecipazione femminile nella direzione aziendale e con solidi fondamentali. Numerose ricerche dimostrano che l’uguaglianza di genere è positivamente correlata alle performance aziendali. Ad esempio, un’analisi del Peterson Institute for International Economics rivela come aumentare da zero al 30% la presenza di donne in posizioni di leadership sia associato, in media, ad un aumento del 15% degli utili. Inoltre, secondo McKinsey, le società che puntano sull’uguaglianza di genere hanno il 21% in più di possi ilit di avere una profitta ilit maggiore rispetto alle società che non lo fanno».

ENTRO IL 2025 LE MASSE INVESTITE IN ESG RADDOPPIERANNO Per la scelta e la costruzione dei due portafogli Online Sim si avvale della collaborazione di Mainstreet Partners, società d’investimento indipendente con sede a Londra: «Il modello d’investimento lavora secondo una logica core-satellite - spiega Giubergia - L’imOGNI ANNO NASCONO CIRCA 350 NUOVI FONDI ESG E PER GLI INVESTITORI NON È SEMPLICE ORIENTARSI

pianto principale del portafoglio è costituito da fondi generalisti a larga capitalizzazione che investono in aziende tradizionali con elevato profilo di sosteni ilit , mentre la componente satellite è costituita da fondi azionari focalizzati su forti trend di crescita

IL REAL ESTATE NON FA ECCEZIONE Al richiamo della sirena non sfugge neppure il real estate: «La valutazione Esg diventa parte integrante dell’analisi di valore di un portafoglio immobiliare», conferma Piercarlo Rolando, ceo di Rina Prime Value Services, società specializzata nei servizi immobiliari con una focalizzazione nell’ambito della valutazione e della certificazione

tecnico immobiliare, che recentemente ha dato vita a un nuovo team dedicato alle due diligence Esg per supportare gli investitori professionali nel perseguire i propri obiettivi secondo gli standard Esg. Ma come stabilire il rating Esg di un portafoglio immobiliare? «Occorre una due diligence che preveda una valutazione

omnicomprensiva finalizzata a valutare la sostenibilità dell’investimento sotto il rofilo ambientale sociale e di governance. Tra gli indicatori principali, la due diligence Esg prevede l’analisi e rendicontazione del consumo energetico e idrico, le emissioni di gas serra, la gestione dei rifiuti e le certificazioni di sostenibilità ambientale».

della domanda come per esempio energie rinnovabili, alimentazione sana, cure innovative, educazione ed uguaglianza di genere. ’o iettivo ottenere performance finanziarie superiori rispetto agli indici tradizionali e realizzare risultati ambientali, sociali e di buon governo chiari e tangibili. Un investimento di 100mila euro nel nostro portafoglio modello sul cambiamento climatico comporta un risparmio in termini di CO2 da 25 a 35 tonnellate all’anno, pari ad una media di 220 viaggi tra Torino e Milano, o 6,5 milioni di litri di acqua risparmiata. Nel caso del portafoglio sull’uguaglianza di genere significa invece investire in aziende che hanno una percentuale di donne nel management tra il 27% e il 32%». Attenzione alle regole È chiaro che prima o poi sarebbero arrivati i paletti. A piantarli, tanto per cambiare, è stata l’Unione Europea con i primi due regolamenti attuativi del “Piano d’azione per finanziare la crescita sosteni ile : uello sui benchmark climatici (Azione 5) e quello sulla disclosure Esg per investitori istituzionali e consulenti finanziari zione l primo, in vigore dal 30 aprile di quest’anno, stabilisce norme armonizzate per l’introduzione dei Ctb, Climate Transition Benchmark e dei Pab, Paris-aligned Benchmark e introduce l’obbligo di disclosure sui temi di sostenibilità per tutti gli index provider. Il secondo entrerà

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> SUSTAINABLE FINANCE in vigore il 10 marzo prossimo e stabililegale digitale cloud- ased per classificasce norme armonizzate sulla trasparenza re i soggetti secondo la nuova normativa su integrazione dei rischi di sostenibilità, e generare tracker personalizzati che conconsiderazione degli effetti negativi per la sentono un monitoraggio e una compliance sostenibilità nei processi d’investimento e trasparenti. «La materia ha tante sfaccetcomunicazione delle informazioni Esg dei tature: c’è l’aspetto regolamentare, quello prodotti. A corollario, una serie di norme ambientale, quello tecnologico», continua tecniche elaborate dal comitato congiunto Lisanti. «Abbiamo creato un team multidelle autorità europee di vigilanza (Eba, disciplinare per cercare di semplificare la Eiopa, Esma-Esas). vita ai clienti». Che poi sono banche, sgr, Poi ci sono il Piano d’azione sulla finanza intermediari finaziari, assicurazioni, fondi sostenibile lanciato il 6 dicembre scorso di investimento, ecc. dall’Autorità bancaria europea e i decreti «La normativa è in continua evoluzione e legislativi di recepiil team Ashurst di mento delle Direttive SUL TEMA DELLA FINANZA SOSTENIBILE financial regulator C’È UNA GIUNGLA NORMATIVA Iorp II e Shareholder aggiornerà Esg ReIN CONTINUA EVOLUZIONE NELLA Rights II. Insomma, ady man mano che QUALE NON È FACILE DISTRICARSI una giungla normatisaranno pubblicate va nella quale non è semplice addentrarsi. nuove linee guida, con conseguente auto«La nuova normativa comunitaria avrà un matica sincronizzazione con la piattaforimpatto diversificato a seconda della tima». Anche perché, fatta la regola, scivopologia di soggetto finanziario pertanto lare su una buccia di banana è un attimo. fondamentale capire c e cosa signific i «C’è il rischio», conferma Lisanti «di mul“rischio di sostenibilità” per ciascuna rete, sanzioni, mis ualification dei prodotti altà», spiega Mario Lisanti, Head of BanSenza contare il rischio reputazionale di king alla sede milanese dello studio legale essere tacciati di greenwashing: nel moninternazionale Ashurst. Che infatti ha già do della sostenibilità, per chi, magari non pronto - è proprio il caso di dirlo - il suo volendo, viola le regole, c’è anche l’effetto Esg Ready, uno strumento di consulenza boomerang».

PER CHI IGNORA LE REGOLE C’È IL RISCHIO DI ESSERE TACCIATO DI GREENWASHING

MARIO LISANTI

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GIOCANDO S’IMPARA La sostenibilità si impara... con AWorld, la piattaforma che guidale persone verso una vita migliore e sostenibile, informando, misurando e incentivandole a entrare in azione per migliorare le proprie abitudini diventando arte attiva della sfida globale in cui l’umanità si trova. Una App insomma, che attraverso tecniche di gioco, crea engagement e stimola comportamenti virtuosi reali che vengono tracciati e premiati conquistando punteggi che permettano di avanzare ai livelli successivi. Formazione, dunque, ottenuta con viaggi tematici ad episodi nel mondo della sostenibilità ambientale, personale e sociale, notizie, consigli e azioni da completare per avanzare di livello, ma anche quiz a unti c allenge sfide settimanali di gruppo e obiettivi concreti da raggiungere. Il tutto misurato con metriche dettagliate che registrano le quantità risparmiate in ambito di di litri di ac ua di rifiuti ecc «AWorld, oltre ad essere un app, è una vera piattaforma», spiega Alessandro Armillotta, cofondatore insieme a Marco Armellino e Alessandro Lancieri e ceo: «aziende e organizzazioni partner potranno avere tutti gli strumenti che abbiamo sviluppato per l’App: formazione, engagement e rewarding per informare formare e fidelizzare sia i propri clienti sia i dipendenti. Potranno interagire con i propri stakeholders attraverso due canali: integrando via App uno o più sevizi di AWorld nelle applicazioni o nei sistemi interni all’azienda, oppure con gruppi interni a AWorld in support of ActNow, la principale campagna delle Nazioni Unite in risposta al fenomeno del climate change». Per maggiori info


La circular economy sublima nel digitale La sostenibilità non si ferma: sono oltre 400 le aziende che hanno partecipato agli eventi virtuali di Ecomondo. Un successo l’evento di Economy Group: “Sostenibilità e circular economy” dalla redazione

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na specie di salto mortale carpiato con avvitamento dalla piattaforma dei 10 metri: ha dovuto compierlo Corrado Peraboni e tutto il suo staff dell’Italian Exhibition Group, che dal 3 al 15 novembre scorso ha dovuto riconvertire in fretta e furia, nel giro di una settimana, il suo fittissimo calendario di eventi programmato per comondo e e nerg da fisici o meglio: phigital, perché erano comunque stati concepiti in modalità mista) a puramente digitali. E c’è riuscito: una prodezza di cui va veramente dato merito alla squadra intera, e un po’ – diciamolo – anche alle 400 aziende, compresa Economy Group, che pubblica questo mensile – che avevano programmato di prendere parte fisicamente all’evento, con stand in molti casi complessi e attraentissimi, ed hanno dovuto sublimare il tutto in una dimensione meramente digitale. Diciamo subito che la nostra esperienza – appunto quella del convegno “Sostenibilità e circular economy”, del 5 novembre – è andata al di là delle migliori aspettative. Con oltre 550 partecipanti effettivi ed una durata media dei collegamenti di 45 minuti l’evento si classificato tra i pi seguiti dell’intera manifestazione. È stato impreziosito – oltre che dalla relazione introduttiva di Franco Ferrario – dal keynote speach della presidente della Cabina di regia “Benessere Italia” di Palazzo Chigi,

la professoressa Filomena Maggino ed arricchita dalle testimonianze – succedutesi nelle varie tavole rotonde – di aziende di primaria grandezza e rilevanza: Maire Tecnimont, con Pierroberto Folgiero; Hera, con Carlo Andriolo; l’Eni con Giuseppe Ricci; Chiesi Group, con Maria Paola Chiesi; Danone, con Fabrizio Gavelli; Pirelli, con Filippo Bettini; Iveco, con Massimo Santori; Italscania, con Franco Fenoglio; Cremonini, con Giovanni Sorlini; Bsg con Francesco Guidara. a tutta la fiera c e pur virtualizzata ha saputo riaffermare la propria indiscussa centralità nel panorama europeo della sostenibilità. Non a caso, sono state oltre 5 mila opportunità di business generate nelle due settimane di attività sulla piattaforma digitale di Italian Exhibition Group. Ben 73 mila sono state le visualizzazioni ai profili delle aziende che hanno utilizzato attivamente lo spazio digitale, su un totale di 735 presenti in

CORRADO PERABONI

piattaforma. Ben 21.000 utenti hanno metaforicamente affollato la manifestazione e ancor di pi , cio 9 , sono stati i partecipanti complessivi alle conferenze. Copiosa la rassegna multimediale, con 5.620 i servizi stampa e e e 1 9 le uscite tv e radio, per un totale di 1 1 contatti lordi raggiunti le uscite sui media esteri solo salite 470. Italian Exhibition Group, infatti, riattiverà la piattaforma digitale in corrispondenza dei pi significativi appuntamenti nazionali e internazionali della comunità Green, come per esempio la settimana europea per la prevenzione dei rifiuti, la iornata mondiale dell’ mbiente ed altri, per moltiplicare nel tempo e nello spazio le opportunità di business per le aziende della Green Economy e trattare i relativi temi in chiave normativa e applicativa, sempre con il supporto del Comitato tecnico scientifico e del mondo associativo Ecomondo e Key Energy si sono confermate anche vero e proprio think-tank, che ha affrontato le tematiche oggi al centro delle agende di tutti i governi, del mondo imprenditoriale, finanziario e della Pubblica amministrazione e cioè quelle connesse al Green Deal europeo, con una peculiare capacità propositiva, oltre che descrittiva. Come è accaduto per esempio con il pacchetto di proposte per accelerare la transizione Green in Italia arrivate dagli Stati Generali della Grren Economy e dal manifesto per l’eolico di Anev.

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> ENERGY TRANSITION

fornitura, se il sistema volesse continuare ad operare adottando una logica tradizionale, dovrebbe da una parte fare subito grossi investimenti sulla stabilità della rete elettrica e dall’altra far totalmente leva su impianti tradizionali per rispondere con flessi ilit ai cambiamenti di produzione e domanda. Solo per il dispacciamento avremmo più di 600 milioni di euro di maggiori oneri e per il potenziamento e la resilienza della rete ci vorrebbero investimenti nell’ordine di 2 miliardi di euro per rinforzi sulla linea di trasmissione, Cavo Adriatico incluso, e più di 4 miliardi sulla distribuzione, in particolare sulle cabine e sulle linee per la connessione degli impianti fotovoltaici in media e bassa tensione». Avete notato l’uso del condizionale? Non è improprio. Perché esiste una soluzione che non eliminerà del tutto la spesa, ma ci consentirà di raggiungere gli ambiziosi obiettivi Per raggiungere il target del 30% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 di decarbonizzazione in maniera veloce ed una delle formule ottimali è il metodo “Demand Response”, che si basa efficiente riducendo e posticipando parte sulla collaborazione tra prosumer e gestori in Italia, come spiega Bcg degli investimenti: si chiama Demand Response ed è già una realtà matura in altri paesi come tati niti e Corea del ud l di Marina Marinetti Demand Response si basa sull’istituzione di una figura, il alancing ervice Provider, c e egnatevi questa data: 2030. Semnon programma ile n flessi ile: entre si occupa di aggregare clienti con determinabra lontana? E invece è più vicina di la generazione termica, per quanto inquite caratteristiche energetiche che si rendano quanto si creda: mancano solo nove nante, flessi ile e può aumentare e diminudisponibili, in caso di necessità sia a ridurre anni al traguardo italiano del 30% di energia ire la produzione a seconda della domanda, la domanda energetica della loro zona (es. da fonti rinnova ili nei consumi finali lordi l’energia rinnovabile spegnere impianti di IL DEMAND RESPONSE RICHIEDE L’Europa lo vuole con il Clean Energy for All è per sua natura altaproduzione o utilizL’ISTITUZIONE DI UN BALANCING package e l’Italia si adegua con il Pniec, ovvemente intermittente. zare batterie di riserSERVICE PROVIDER CHE AGGREGA ro il Piano Nazionale integrato energia e cliBasta una nuvola per va) che ad immettere PROSUMER SU BASE GEOGRAFICA ma. Così, entro nove anni, dovrà essere grebloccare un impianto energia nel sistema en il 55% dell’energia consumata nel settore fotovoltaico, o l’assenza di vento per l’eoli(es. se hanno impianti di cogenerazione, batelettrico, il 33,9% in quello termico e il 22% co», conferma a Economy Giulia Scerrato, terie , spiega la professionista di cg n nei trasporti. Non sarà una passeggiata: sarà esperta in Bcg per la practice Energy. Non cambio di questo servizio, il sistema riconouna maratona. O meglio: una corsa a ostacoli. bastasse questo, c’è la solita questione della sce al Balancing Service Provider (Bsp), che Prima di tutto perché l’energia rinnovabile vil pecunia: Per garantire la sicurezza della retrocede parte del eneficio ai clienti c e a

Energie rinnovabili alla prova della essi ili

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aggregato, una uota fissa a remunerazione della disponibilità e una quota variabile al verificarsi dei fenomeni di c iamata i tratta di un modello flessi ile, in grado di rispondere tempestivamente sia a picchi di domanda energetica che a cali temporanei di fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico, ma anc e idrico Con il emand esponse il sistema elettrico passa da essere un complesso monodirezionale di grandi impianti ad essere multidirezionale, flessi ile e partecipato da una molteplicità di attori non necessariamente di grandi dimensioni o che fanno dell’elettricità il loro business principale», sottolinea Giulia Scerrato. In Italia il Demand Response presenta un enorme potenziale di sviluppo e per il momento viene sperimentato da erna: l progetto pilota Uvam (Unità Virtuali Abilitate iste consente l’aggregazione di soggetti con una capacità produttiva anche di un solo mega att l c e significa, ad esempio, chiunque abbia un cogeneratore di medie dimensioni o sia in grado di modulare i propri consumi riducendo i prelievi elettrici», spiega iulia cerrato o scorso anno attraverso questo progetto sono state bandite aste per 1 per fornire capacit al sistema di dispacciamento in cui sono risultati assegnatari di capacità oltre 25 Bsp. La maggiore quota di mercato è detenuta da Enel X come maggiore incumbent, ma si sono affacciati con buone quote in questo mercato anche attori emergenti come Burgo Energia. Da un’analisi dell’andamento dei volumi assegnati durante l’anno è evidente un crescente aumento dell’interesse verso questo meccanismo che, in futuro, potrebbe avere potenzialità di sviluppo ancora maggiori». Attualmente sono circa 25 i Balance Service Provider in talia: i sta creando una grande comunità, sia per un tema di sensibilità am-

bientale che per i vantaggi economici di cui godono i partecipanti: ci guadagna chi aggrega, chi ha il suo piccolo impianto, ma soprattutto il sistema, perché gli investimenti che si sarebbero dovuti affrontare per assicurare le rinnovabili vengono distribuiti fra molti soggetti». E un domani si potrebbero connettere in rete e sfruttare “la disponibilità energetica” anche i veicoli elettrici (vehicle to grid), LO STOCCAGGIO DELL’ENERGIA UN DOMANI POTREBBE VEDERE TRA GLI ATTORI COINVOLTI ANCHE LE FLOTTE AZIENDALI

anc e perc la prossima sfida sar uella dello stoccaggio, il cosiddetto storage, che permette di catturare l’energia prodotta in un determinato momento e utilizzarla successivamente a seconda delle necessità o per opportunismo economico, complice anche la progressiva riduzione dei prezzi del litio: o storage -non solo quindi quello direttamente connesso alla rete ma anche quello asservito ad un impianto- diventa un potenziale abili-

GIULIA SCERRATO, CONSULTANT IN BCG

tatore del Demand Response poiché quando il sistema “chiama” la modulazione di prelievo dell’impianto, la batteria installata presso il cliente potrebbe garantirne la continuità di produzione», sottolinea l’esperta di Bcg. uesta caratteristica potre e diventare ancora più interessante con la diffusione della mo ilit elettrica es flotte aziendali c e possono sfruttare la flessi ilit degli accumulatori integrati nei veicoli per immagazzinare e fornire energia elettrica dalla rete elettrica (Vehicle-to-Grid o V2G)». Possiamo immaginare in un futuro che anche in Italia acquisiscano un ruolo sempre crescente società provenienti da business contigui come le telecomunicazioni, o nuovi player come società di trasporti e bus elettrici o addirittura le concessionarie di auto? C iaramente il frame or regolatorio sar fondamentale per il buon esito di una partita in cui l’Italia si sta giocando il raggiungimento dei target comunicati all’Europa», conclude iulia cerrato e dovr asarsi su una maggiore stabilità dei quadri normativi abilitanti rispetto al passato».

IL DEMAND RESPONSE È GIÀ UNA REALTÀ MATURA IN PAESI COME GLI USA

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> ENERGY TRANSITION LA RETE È MATURA PER LA TRANSIZIONE GREEN Terna sta facendo la sua parte: quella di abilitatore della trasformazione in corso, che richiede un impegno corale di imprese, istituzioni e stakeholder. E investimenti in grado di centrare l’obiettivo di Roberto Giovannini *

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l Piano nazionale energia e clima e il Green Deal europeo ci chiedono di elettrificare, e di accrescere molto velocemente il contributo delle fonti rinnovabili al mix energetico. Per farcela do iamo moltiplicare lo sforzo di fare rete e investire di pi erna a il mandato di essere l’a ilitatore della decar onizzazione, e faremo la nostra parte con un impegno straordinario di innovazione e di investimento n tempo forse potevano esserci du i, ma oggi non pi : le tecnologie innovative e green sono mature un dato di fatto: sono pronte per andare online , e sostituire uelle c e anno esaurito la loro spinta, e c e anzi anno generato pro lemi glo ali c e secondo la scienza minacciano la salute del Pianeta erna, in alla progressiva crescita delle fonti rinnouesta fase di cam iamento glo ale, viene va ili all’interno del processo di generaziodun ue assegnata una nuova missione, c e ne di elettricit , porta con s una cascata di si affianca a uella, tradizionale, e garanvantaggi trasporti diventeranno progressitita in modo impecca ile per molti anni, di vamente pi green grazie alla diffusione di assicurare alla collettivit la trasmissione veicoli a asse e a nulle emissioni sistemi dell’energia elettrica e l’efficiente funziodi riscaldamento diventeranno pi efficienti namento della rete ad alta tensione ella e meno in uinanti grazie all’utilizzo di sistenuova prospettiva do iamo infatti essere mi come le pompe di calore spesso a inati sempre pi un protacon impianti di progonista centrale nella LA SFIDA DELLA DECARBONIZZAZIONE duzione di energia RENDE POSSIBILE L’INTEGRAZIONE sfida della transiziorinnovabile collocati DELLE FONTI RINNOVABILI ne energetica e della negli edifici nc e i NEL MIX PRODUTTIVO DI ENERGIA decar onizzazione, picchi di produzione rendendo possi ile l’integrazione delle fonti da fonti rinnovabili - che arriveranno a una rinnova ili nel mi produttivo dell’energia uota pari all’ -9 nel mi elettrico enelettrica e assicurando un accesso pieno e tro il - verranno utilizzati meglio grazie universale all’energia a sistemi di storage sempre pi articolati ’ampliamento della penetrazione elettrica lo scenario della transizione energetica c e nel sistema energetico rappresenta dun ue ci proietter , nell’arco di soli anni, in un un aspetto centrale del nuovo assetto, c e mondo tecnologicamente e strutturalmente assumer una fisionomia sempre pi netta pi avanzato ’impegno preso dall’ nione nei prossimi decenni n salto c e, grazie europea, in accordo con l’intesa sul clima fir-

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mata alla conferenza nu sul clima del 1 a Parigi, infatti di arrivare al alla caron neutralit uol dire c e l’intero sistema della nostra organizzazione sociale sar organizzato in modo da non turbare il bilancio di car onio dell’atmosfera, disinnescando cos uanto pi possi ile la minaccia climatica Cosa significa tutto ciò per l’ talia? Come si tradurranno uesti impegni in uno scenario segnato dalle incertezze prodotte dalla pandemia? a prima considerazione da fare c e la tenuta del sistema elettrico durante il loc do n iniziato nel marzo scorso a rappresentato uno degli elementi di sta ilit c e a permesso al Paese di reggere le tensioni sanitarie, psicologic e, sociali ed economic e prodotte dal periodo di stop alla maggior parte delle attivit uell’occasione, tra l’altro, a anticipato uno scenario di e uili rio tra le diverse fonti elettric e c e, in ase ai piani governativi, avre e dovuto verificarsi solo alla fine di uesto decennio a rapida diminuzione della ric iesta di


elettricit a portato infatti a un immediato e consistente aumento della uota di produzione da fonti rinnova ili c e, come noto, anno la precedenza visto c e tutti i costi relativi al loro uso sono relativi esclusivamente alla costruzione e alla manutenzione, mentre negli altri casi a uesti costi isogna aggiungere uelli del com usti ile un ue, anc e se volessimo fare riferimento solo agli impegni gi presi, i prossimi anni saranno caratterizzati da una profonda innovazione energetica a, nel formulare piani previsionali non possiamo fare riferimento solo agli impegni gi assunti dal governo italiano ’attuale Piano per l’energia e il clima, il Pniec, prevede infatti di passare dall’attuale 1 di capacit installata da fonti rinnova ili odierna, al nel uesto significa passare da 11 a1 di capacit installata: solo il fotovoltaico crescer dagli attuali a nel oltre addizionali di fotovoltaico en pi dl raddoppio rappresentano un salto epocale a uesti numeri, c e gi raccontano la rivoluzione in atto, sono da considerare sottostimati perc l’ nione europea, proprio in uesti giorni, sta discutendo dei nuovi o iettivi al a Commissione a proposto di arrivare almeno al di taglio delle emissioni di C 2, il Parlamento c iede di salire al uol dire c e l’impegno dell’ talia dovr crescere ulteriormente rispetto agli obiettivi indicati dal Pniec. n’accelerazione c e offrir al Paese, come a iamo visto, numerosi vantaggi sul piano della protezione della salute, della difesa dell’am iente, dell’aumento della competitivit in uesta prospettiva il ruolo di erna appare centrale ia come operatore di sistema sia come a ilitatore del sistema stesso i tratta infatti di completare un percorso c e a gi portato a una modifica strutturale del nostro sistema energetico entre alla fine del secolo scorso c i trasmetteva l’energia si doveva occupare del dispacciamento di un sistema c e vedeva impianti di produzione, oggi se ne contano mila Presto

arriveremo a un milione e, per raggiungere gli o iettivi al , uesto numero dovr crescere ancora n on si tratta di ipotesi astratte ma di una realt gi in movimento erna a ricevuto ric ieste di connessione c e, proiettate nell’arco dei prossimi 1 anni, produrranno cam iamenti significativi, dando un contri uto importante alla proiezione della rete italiana in uno scenario avanzato n contri uto importante ma non ancora sufficiente per il raggiungimento dei target indicati dall’ nione europea uesto significa c e dovremo impegnarci OCCORRE FAR CRESCERE EFFICIENZA E AFFIDABILITÀ DEL SISTEMA ENERGETICO INVESTENDO SU COMPETENZE, TECNOLOGIA E INNOVAZIONE

ancor di pi per accelerare un percorso c e ci a gi visto guadagnare posizioni nel contesto internazionale nc e perc altri Paesi stanno migliorando sensi ilmente le loro performance uest’anno per i motivi sopra indicati - a iamo registrato diversi momenti in cui pi del dell’energia stata erogata tramite produzione da fonti rinnova ili u ase annua, mediamente, tale livello stato circa il uttavia, l’o iettivo ancora lontano e uell’o iettivo sar la grande sfida per il futuro ccorre investire, e erna a deciso di farlo perc la situazio-

STEFANO DONNARUMMA, A.D. E D.G. DI TERNA

ne glo ale non consente rallentamenti nel cammino dell’innovazione ttualmente le fonti fossili sono ancora responsa ili di oltre l’ dei consumi glo ali di energia: fondamentale un cambio di rotta per ridurre la dipendenza da uesto tipo di energia e limitare l’aumento di temperatura a cui sottoposto il pianeta i tratta di far crescere efficienza e affida ilit del sistema energetico Per un operatore primario di trasmissione e dispacciamento uesto si traduce in investimenti su competenze, tecnologia e innovazione per gestire al meglio le attivit di sviluppo e manutenzione della rete ransmission perator e per garantire la pianificazione e la gestione in sicurezza e ualit del servizio elettrico stem perator Per sostenere l’energ transition occorrono in particolare: 1 investimenti nella rete finalizzati all’ integrazione delle fonti rinnovabili non programmabili e all’incremento della affida ilit e resilienza del sistema, risolvendo gli im ottigliamenti di rete e potenziando le dorsali di trasporto dell’energia da dove si produce a dove si consuma, anc e grazie al rafforzamento delle interconnessione internazionali nuova capacit di storage, per consentire l’esercizio del sistema e minimizzare l’overgeneration effettiva realizzazione ed entrata in esercizio delle fonti rinnova ili una missione da cui dipende la competitivit del Paese erna far la sua parte uella di a ilitatore della trasformazione in corso, di stimolo di una trasformazione produttiva e industriale c e ric iede un impegno corale di imprese, istituzioni e sta e older, c iamati a colla orare per delineare strategie ed implementare progetti asati sul rilancio della capacit di ricerca, innovazione e competitivit e incentrati sugli o iettivi di decar onizzazione, efficienza energetica e sicurezza Per centrare uesto o iettivo realizzeremo ingenti investimenti, in grado tra l’altro di aiutare il Paese a riprendersi dopo il duro colpo della pandemia. * Responsabile sostenibilità di Terna

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> FORMAZIONE

Torna il master che insegna a fare business sostenibili Ha preso il via la quarta edizione del “Master in management of sustainable development goals”, organizzato dall’Università Lumsa col supporto di Candriam. E da gennaio parte un corso in lingua italiana di Sergio Luciano

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i fa presto a dire “sostenibilità”. Ma da oltre dieci anni, oltretutto al fianco di oseper molti pur bravissimi imprenditop tiglitz, alla anca ondiale Con l’allora ri e manager formatisi fino a uindici, am asciatore al tavolo negoziale dell’agenda vent’anni fa insomma, persone c e oggi an, rammenos astro eni, ci c iedemmo no tra i 40 e i 50 anni – la “sostenibilità” era un c e cosa si potesse fare sul piano didattico per concetto alieno purtroppo anc e per molti dare prospettive alla nuova sensi ilit c e stagiovani laureati la forza cogente della sosteniva per prendere corpo in uei giorni la soluilit un valore di recentissima ac uisizione zione pi corretta ci parve dar vita a un master a non cos per i manager di Paesi per la formazione di manager consapevoli e diversi finora formatisi al aster in managepreparati sullo sviluppo sostenibile». ment of sustaina le development goals , orgal aster stato dun ue concepito, fin dall’inizzato dall’Università Lumsa e reso possibile nizio, come ualcosa c e voleva proporre un dal sostegno di Canpercorso blend, misto, LA SOSTENIBILITÀ NON CONTRASTA driam, una societ di in cui si offrisse sia il CON LA REDDITIVITÀ, MA CREA gestione patrimoniale know how c e il know VANTAGGI COMPETITIVI del gruppo New York why di uesta nuova ANCHE NEL LUNGO PERIODO ife con oltre mitematica uindi da un liardi di dollari di asset , il nome un esplicito lato spiegare come e perc si era arrivati all’aacronimo: Conviction esponsi ilit n genda e dall’altra insegnare il sosteni le sset anagement elle prime tre ediziomanagement, il modo in cui operazionalizzare ni del aster a iamo formato manager , uei principi c e devono entrare nella vita reconferma iovanni erri, professore ordinario ale delle aziende temi cruciali dello svilupin umsa di conomia e gestione aziendale po economico futuro, tanto pi nell’auspicata anagement and inance - elazioni internaripresa dal Covid, ruotano tutti intorno alla zionali e direttore del aster, ed gi partita sosteni ilit , dal reen e eal europea alla la uarta edizione ’iniziativa prese forma stessa e eneration e la nuova frontienel 1 alla vigilia del varo dell’agenda ra dei fondi comunitari, c e includono anc e dei 1 o iettivi di sviluppo sosteni ile dell’ o iettivi di e uit ed inclusione sociale n nu , racconta erri, c e a lavorato sul tema aspetto reso ancor pi importante dall’impat-

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GIOVANNI FERRI

to del Covid , precisa erri l nostro master, nato internazionale, si svolge da sempre prevalentemente a distanza, riunendo nella stessa classe sia studenti neolaureati c e manager gi professionalizzati Ci possiamo considerare fortunati sia del sostegno di Candriam c e di uesto vantaggio temporale c e ci a permesso di essere il primo master al mondo con uesto titolo e di ottenere il patrocinio delle azioni niti e della anta ede, tanto c e il Cardinale ur son siede nel nostro comitato scientifico, cos come del resto il professor nrico iovannini a c’ un’altra importante novit c e partir a gennaio, e c e sar un ulteriore master, pi specificamente anc e se non esclusivamente dedicato al management italiano, e infatti si svolger in italiano: vr un taglio pi marcatamente pratico, e ci aspettiamo un grande successo anc e per uesto el programma la parte teorica verr dun ue ridimensonata a vantaggio di uella pratica un ue: isogna imparare come gestire un’azienda nella sosteni ilit a uest’o iettivo non può contrastare uello della redditivit ? ient’affatto conclude erri una visione da superare l uadro di riferimento valoriale cam iato nel mondo ella costruzione di valore di lungo periodo la sosteni ilit crea vantaggi competitivi, non freni


ZERO CARBON TARGET TI ACCOMPAGNIAMO VERSO UN FUTURO PIÙ SOSTENIBILE

Raggiungimento del 20% di riduzione rispetto alla baseline.

Raggiungimento del 50% di riduzione rispetto alla baseline.

Un supporto tecnico continuativo per aiutare le aziende a sperimentare soluzioni innovative e ridurre gli impatti energeticoambientali, ottimizzando i consumi e la spesa energetica.

Raggiungimento del livello massimo ovvero della CARBON NEUTRALITY.

Analisi energetiche dettagliate e costanti, monitoraggio degli indicatori di prestazione energetica per individuare anomalie e migliorare gli aspetti gestionali.

Collaborazione nella predisposizione del bilancio di sostenibilità, nelle strategie di marketing e nella sensibilizzazione degli stakeholder per migliorare l’immagine verso l’esterno.

Zero Carbon Target accompagna le aziende in progetti di riduzione delle emissioni di carbonio, creando un impatto positivo su ambiente, comunità e risorse naturali. Inoltre, programma e propone investimenti in progetti di mitigazione all’esterno, utilizzando metodi compensativi delle emissioni di CO2.

ALENS s.r.l. | Independent Market, Energy Saving Consulting Pavia: Corso Cavour 44 - 27100 | +39 0382 22837 | info@alens.it Roma: Via Cosseria 2 - 00144 | +39 06 45227449 Alens Swiss SA: Centro Ala Monda 2A - Bellinzona, Camorino

www.alens.it www.alens-swiss.ch


> SVILUPPO DA NORD A SUD IL BELPAESE FA LA “CURA DEL FERRO” Dalla Napoli-Bari al Terzo Valico: sono più di 1.800 i cantieri aperti da Fs Italiane. Che è il primo investitore in Italia e un grande motore per lo sviluppo del Paese. Con un occhio particolarmente attento all’ambiente di Alessandro Faldoni

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enticinque nuovi viadotti, 9 gallerie, 14 nuove stazioni e 121 chilometri a doppio binario per unire Napoli e Bari in due ore di treno. È stato pubblicato da qualche giorno il bando di gara per la costruzione dell’ultimo lotto della linea alta velocità/ alta capacità Napoli – Bari: 28 chilometri di rete ferroviaria tra Hirpinia e Orsara per un investimento di 1,5 miliardi. Un grande cantiere, che si aggiunge agli altri già aperti, in tutto oltre 1.800 quelli attualmente attivi, alcuni di questi molto grandi, che non si sono mai fermati durante la pandemia. Investimenti FS Italiane è il primo investitore in Italia e un grande motore per lo sviluppo del Paese. Nel 2020, dal punto di vista di nuove gare, saranno investiti 20 miliardi di euro. Un record assoluto nel panorama italiano dove FS si pone come asset fondamentale per il rilancio, con la realizzazione di nuove infrastrutture che miglioreranno la connettività. L’alta velocità crescerà in futuro attraverso i corridoi Trieste-Torino e arriver poi fino a ari, eggio Cala ria e in Sicilia. Si tratta di opere fondamentali che collegano l’Italia all’Europa e intercettano anche una nuova domanda di mobilità emersa con la pandemia di Covid-19, con un numero maggiore di persone che si spostano dalle metropoli verso i borghi italiani, le piccole e medie città. FS Italiane è così impegnata a redistribuire l’alta velocità per creare un sistema di accessibilità diffusa volto allo sviluppo di queste aree. Il perimetro dell’alta velocità verrà inevitabilmente allargato: città come Torino, Milano e Genova diventeranno un’unica grande area urbana perché saranno collegate in meno di un’ora, l’opera del Terzo Valico permetterà a chi parte da Genova

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di arrivare in 50 minuti a Milano e in 51 minuti a Torino; al sud Napoli sarà collegata a Bari in un’ora e 58 minuti. Nel 2026 sarà completata l’alta velocità tra queste due città del sud Italia, che diventeranno quindi un’unica area urbana. NEL 2019 IL GRUPPO FS ITALIANE È STATO IL PRIMO PER INVESTIMENTI SUL TERRITORIO: 8,1 MILIARDI DI EURO, IN CRESCITA DELL’8,4% SUL 2018

Gli investimenti al Sud Il piano industriale 2019-2023 del Gruppo FS Italiane prevede 16 miliardi di investimenti al Sud entro il 2023 sulle infrastrutture stradali e ferroviarie. Il potenziamento e la velocizzazione dell’itinerario Napoli – Bari, che passa da Benevento e Foggia, consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud del Paese con il Core Corridor Scandinavia – Mediterraneo fra l’Italia e il Nord Europa. L’investimento complessivo di , miliardi di euro con fine lavori prevista per il 2026. Il miglioramento

delle connessioni della Puglia e delle province più interne della Campania al sistema di trasporto nazionale, in particolare alla linea ilano oma apoli, è il primo passo di un ampio processo di integrazione e sostegno allo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno, connettendo due aree che da sole rappresentano oltre il 40% della produzione meridionale. A lavori ultimati, il viaggio tra Napoli e Bari sarà di 2 ore, contro le circa di oggi, e uello fra oma e ari in 3 ore, con un risparmio di circa 2 ore rispetto alla percorrenza attuale. La cura del ferro per la Sicilia vale, invece, 13 miliardi di euro. L’ammodernamento della rete regionale siciliana è centrale nel piano di investimenti del Gruppo FS che determinerà positive ripercussioni sul trasporto ferroviario sia regionale sia a media e lunga percorrenza, migliorando gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza. Gli interventi in corso e quelli programmati lungo


l’itinerario Palermo – Catania – Messina consentiranno di innalzare la velocit fino a km/h e la conclusione per fasi permetterà progressive riduzioni dei tempi di percorrenza. A lavori ultimati, il viaggio tra Messina e Catania sarà di 45 minuti, contro i 70 minuti di oggi, e quello fra Catania e Palermo di un’ora e 50 minuti, con un risparmio di circa un’ora rispetto alla percorrenza attuale. Un investimento economico di circa 9,3 miliardi di euro che risponde alle esigenze di medio e lungo periodo della domanda di trasporto pubblico su ferro e contribuirà allo sviluppo dell’intermodalità. Saranno infatti migliorati i collegamenti con i principali terminal del trasporto aereo, marittimo e con i nodi di interscambio gomma/ ferro. La linea Palermo - Catania - Messina è parte integrante del Core Corridor Scandinavo-Mediterraneo che, partendo da Helsinki, arriva in Sicilia attraversando l’intera dorsale italiana AV. Da Milano a Genova col Terzo Valico La messa in opera del Terzo Valico dei Giovi, che permetterà ai passeggeri di raggiungere Milano da Genova in poco più di un’ora, vale circa un punto di Pil per il territorio e occuperà 10mila persone la sua realizzazione. Il progetto prevede la costruzione di 53 km nuova linea (oltre le interconnessioni), di cui 37 km in galleria. Un elemento principale è la nuova galleria di Valico a doppia canna per un’estensione totale di 27

km. La realizzazione del progetto, con un investimento di oltre 6,8 miliardi di euro, è parte di una visione strategica del Paese che integra le porte di accesso tra porti, ferrovie e aeroporti e inserisce Genova in un canale di trasporto delle merci fino a otterdam, guadagnando cin ue giorni sui tempi di scambio. Infatti, la nuova linea Genova - Milano è parte fondamentale del Core Corridor eno - lpi, il pi importante asse europeo di collegamento nord - sud su cui si muove il maggior volume di merci trasportate in Europa, attraversando i paesi a maggior vocazione industriale (Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia) e connettendo il Mediterraneo con il Mare del Nord, i porti dell’alto Tirreno con quelli del nord Europa. Il Terzo Valico è l’opera che potrà dare un nuovo impulso economico a Liguria e Piemonte, territori desti-

nati a diventare un fondamentale snodo logistico internazionale per i trasporti. Ad alta velocità fra Brescia e Verona Il calcio d’inizio dei Giochi olimpici invernali 2026 Milano-Cortina sarà dato col completamento dell’opera Brescia – Verona. Dal valore di 3,4 miliardi di investimento, la realizzazione della nuova linea ferroviaria cambierà radicalmente il sistema di collegamento del nord Italia: permetterà la crescita del Pil, dell’occupazione, dell’indotto e la rivisitazione delle stazioni. La linea AV/AC Brescia Est - Verona è uno dei tasselli del Core Corridor Mediterraneo che collegherà i porti del sud della Penisola i erica con il confine ucraino, passando per il sud della Francia, l’Italia Settentrionale e la Slovenia, con una sezione in Croazia. La linea si sviluppa principalmente in affiancamento all’autostrada ilano enezia e alla linea ferroviaria convenzionale, attraversa Lombardia e Veneto, 11 comuni nelle province di Brescia, Verona e Mantova (quest’ultima per le sole opere di viabilità stradale) e prevede la realizzazione di un tracciato ferroviario di circa 48 km, compresi i 2,2 km dell’interconnessione Verona Merci di collegamento con l’asse ferroviario Verona – Brennero. Il completamento della linea permetterà di ridurre le interferenze tra i diversi flussi di trasporto, aumentando la capacit di traffico nei nodi ferroviari di rescia e erona, con enefici sulla regolarit e sulla puntualità sia dei servizi a lunga percorrenza sia di quelli regionali e del trasporto merci.

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> B-CORPORATION

La sostenibilità comincia sui banchi di scuola La School of management del Politecnico di Milano è la prima C formativo orientato a un approccio gestionale inclusivo e sostenibile di Riccardo Venturi italiana la prima business school europea a diventare B Corp. A tagliare per prima il traguardo della sostenibilità è stata la Mip Politecnico di Milano graduate school of business. Un riconoscimento c e certifica l’impegno ormai consolidato di Mip, e più in generale della School of management del Politecnico di Milano di cui Mip fa parte, che in particolare sui temi della responsabilità sociale è attiva da anni in ricerca, formazione e nei progetti con le imprese. Mip è stata accompagnata nel processo di accreditamento da Nativa, evolution designer di modelli sostenibili e rigenerativi, prima B Corp in Europa e partner italiano di B Lab. «In una business school come la nostra vengono formati ogni anno 2-3mila studenti» dice Federico Frattini, dean di Mip Politecnico di Milano, «inoltre facciamo tantissime attività di lifelong learning con i nostri alunni. Se pensiamo che queste persone con noi si formano, vengono ispirate, sviluppano una consapevolezza del loro ruolo in azienda e delle nuove prospettive della loro carriera, ci rendiamo conto di avere tra le mani una grande opportunità, ma anche una grande responsa ilit ’intenzione e la pratica sono di non fermarsi alle enunciazioni di principio. «Come business school del Politecnico vogliamo assolutamente trasformare questa opportunità in qualcosa di concreto» assicura Frattini, «collaborare con tutte le persone e le organizzazioni che si formano da noi,

È

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in modo tale che possano diventare degli attori attivi nella costruzione di un futuro migliore per tutti, più inclusivo e più sostenibile». C e l’approccio sosteni ile al usiness stia diventando qualcosa di concreto in grado di portare a un cam io di paradigma nell’attività economica lo dimostra la “Dichiarazione sullo scopo di una società” della Business oundta le, l’associazione c e riunisce i Ceo delle 181 maggiori corporation americane, dell’agosto 19 principali datori di lavoIL NUOVO MODELLO DI IMPRESA CERCA DI OTTENERE UN IMPATTO DI NATURA SOCIALE POSITIVO ANCHE ATTRAVERSO IL PROPRIO MANAGEMENT

ro stanno investendo nei loro dipendenti e nelle loro comunità perché sanno che è il solo modo per avere successo nel lungo periodo»: così il chief executive di JP Morgan Jamie Dimon, che guida la Business Roundtable, ha spiegato in termini molto pragmatici la svolta sostenibile. «I Ceo americani ritengono che sia giunto il momento di fare un salto: quello dalla shareholder value alla stakeholder value» spiega il dean di Mip Politecnico di Milano, «perché il sistema capitalistico basato sull’idea c e le imprese a iano come unico obiettivo la massimizzazione del valore per gli azionisti, ovvero la shareholder value teorizzata da Milton Friedman negli anni Settanta, ha dimostrato di non funzionare,

FEDERICO FRATTINI

aumentando le ineguaglianze e degradando l’am iente i ui l’avanzare del nuovo paradigma, la stakeholder value. «Quei 181 Ceo si impegnano in una nuova direzione» sottolinea rattini, mettono oltre ai profitti un obiettivo più alto, quello di impattare positivamente sulla società. Può esistere un modello di impresa che nella ricerca di un impatto di natura sociale positivo vede i profitti come un mezzo per raggiungere quella aspirazione? E che cercando di massimizzare il suo contri uto alla societ non significa c e rinunci a massimizzare il valore per gli shareholder, ma che al contrario producendo valore per gli shareholder diventi agente positivo nella società? Ecco la stakeholder value, il valore alla prospettiva di tutti gli stakeholder, non solo gli azionisti». Il dean di Mip Politecnico di Milano è convinto che proprio le business school abbiamo un ruolo fondamentale in uesto processo ’ a classico c e nasce a arvard negli anni il percorso pensato esattamente per chi vuole imparare a diventare un manager che guida la sua impresa alla massimizzazione del valore per gli azionisti» sottolinea rattini, finc le 1 mila scuole di management e business school del mondo continueranno a propugnare quel modello di impresa e a insegnare a prendere decisioni solo in ase alla massimizzazione del profitto, difficilmente il cam iamento c e auspic iamo si realizzerà».


Per i veicoli commerciali scatta la fase elettrica Con il nuovo e-Crafter, il primo van a trazione esclusivamente elettrica, realizzato utilizzando solo energia da fonti rinnovabili, Volkswagen conferma la propria mission improntata alla sostenibilità di Franco Oppedisano il primo van a trazione esclusivamente elettrica realizzato da Volkswagen. Ed è l’unico sul mercato prodotto utilizzando esclusivamente energia sostenibile prodotta da fonti rinnovabili. L’ingresso del gruppo tedesco nell’era delle emissioni zero non riguarda solo le automobili ma anche i veicoli destinati ai trasporti e, con la presentazione del nuovo e-Crafter, la casa di Wolfsburg ha confermato la propria mission a tutto campo: puntare sulla sostenibilità. Ad ogni livello. L’ultimo nato del brand Volkswagen Veicoli commerciali ha solo un motore elettrico ma è in grado di offrire fino a 1, tonnellate di portata utile, una potenza di 1 cavalli 1 e 9 m di coppia massima ’autonomia di 1 c ilometri e la velocit massima di 9 chilometri sono in grado di soddisfare le reali esigenze dell’impiego quotidiano di corrieri espressi, aziende di logistica chiamate a coprire “l’ultimo miglio”, artigiani, commercianti al

È

dettaglio, aziende di fornitura elettrica. Inoltre, non producendo alcuna emissione, risulta idoneo a tutte le green-zones di ogni Paese del mondo senza produrre un grammo di CO e senza il minimo rumore. L’e-Crafter ed è stato costruito sulla base della seconda generazione di Crafter, con l’obiettivo di sfruttare nel miglior modo possibile l’architettura del veicolo per l’integrazione dei componenti della trazione elettrica. La batteria agli ioni di litio, per esempio, è stata alloggiata nel sottoscocca, mentre nella parte anteriore del mezzo è integrato il motore elettrico. L’e-Crafter verrà offerto con i più moderni sistemi di assistenza alla guida e infotainment. La dotazione di serie comprende: ParkPilot con sistema di protezione delle fiancate, telecamera multifunzione anteriore e una telecamera per la retromarcia. Sempre di serie, il sistema di compensazione delle raffic e di vento laterali, i fari con tecnologia Led, il climatizzatore automatico Climatronic,

il riscaldamento dei sedili, i sedili comfort e il sistema di navigazione “Discover Media”, comprensivo di “App Connect”, sistema di comando vocale e interfaccia per telefono cellulare. L’eCrafter, inoltre, è il primo veicolo commerciale della sua categoria dotato di sistema di frenata anticollisione multipla di serie. A richiesta, poi, è possibile usufruire anche dei servizi online mobili. Volkswagen sta attuando le misure per la tutela dell’ambiente previste dalla mission del “goTOzero” che impegna l’intero gruppo a diventare un’azienda con un bilancio neutro e uesto percorso a tra di CO entro il le sue protagonisti anche la fabbrica scelta per l’assemblaggio dell’e-Crafter: lo stabilimento di rze nia in Polonia c e dal 19 utilizza solo energia elettrica sostenibile prodotta da fonti rinnovabili come le centrali eoliche e idroelettriche del Paese. Una decisione che ha portato a una riduzione delle emissioni di CO generate pari a uasi l’ o sta ilimento di rze nia a spiegato ietmar nic , presidente del Consiglio di amministrazione di ol s agen Pozna una delle fa ric e di automobili più moderne a livello globale. Dal 1 , vale a dire dalla sua messa in funzione, ci impegniamo a favore di uno sviluppo continuo delle nostre competenze. Sia lo stabilimento di rze nia c e il Crafter, ora prodotto in uesta sede in tutte le sue varianti, rappresentano elementi c iave per ol s agen Pozna e per la marca ol s agen eicoli Commerciali

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> MOBILITY QUEL COCKTAIL DI ENERGIE CHE MUOVE IL CAMBIAMENTO

di Marina Marinetti

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a sostenibilità è come un cocktail: per riuscire, quel che conta è il giusto rapporto fra i vari ingredienti. Così è per Eni che, da protagonista attivo della decarbonizzazione, muove il cambiamento. Letteralmente: si applica anche alla mobilità l’approccio carbon neutral con cui Eni punta a identificare un mi sinergico di soluzioni innovative per garantire la progressiva minimizzazione dell’impatto ambientale, incrementando al tempo stesso l’efficienza per il consumatore «La nostra strategia prevede, accanto a gas e biocarburanti, anche lo sviluppo di rinnovabili tradizionali come solare ed eolico, così come nuove tecnologie che possano permetterci di arrivare nel medio o nel lungo periodo allo sfruttamento di nuove fonti, come l’energia dalle onde del mare fino ad arrivare addirittura alla fusione nucleare», spiega a Economy Giuseppe Ricci, Direttore Green/Traditional efiner and ar eting di ni: uindi un approccio olistico nel vero senso della parola, che ci permette di poter sfruttare le nostre capacit e di affiancare tutte le soluzioni per portarle avanti in modo parallelo». Così, il cocktail prevede diversi ingredienti. Se è vero che nei trasporti stradali leggeri, soprattutto in ambito urbano, il vettore elettrico rappresenta una soluzione già disponibile per migliorare la qualità dell’aria in città, è altrettanto vero che al momento ricopre una percentuale molto bassa del parco circolante italiano, anche per via della carenza di infrastrutture. Ecco GIUSEPPE RICCI

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LA ENI STATION SUL GRANDE RACCORDO ANULARE DI ROMA

perché Eni ha da tempo avviato un programma di sviluppo della rete di ricarica elettrica e prevede l’installazione di colonnine in circa 350 stazioni di servizio Eni, oltre all’installazione di stazioni di ricarica ultra-fast, grazie ad un accordo stipulato con onit a non asta E nel cocktail si aggiunge un altro ingrediente: lo sharing dei veicoli, la soluzione per decongestionare il traffico e potenziare il sistema di trasporto pubblico. Eni già nel 2013 ha lanciato n o , il servizio di car s aring free floating, ed oggi presente in cin ue citt oma, ilano, Firenze, Torino e Bologna) con circa 2400 Fiat 500 e 100 Fiat Doblò, con l’obiettivo, appunto, di ridurre il parco veicoli privato, decongestionare il traffico e migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora in città, un servizio gestibile

interamente tramite app da smartphone. E fuori dai centri urbani e sulle lunghe percorrenze? Ci sono i biocarburanti: oli vegetali idrogenati Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil), o ancora il biometano. Sono già compatibili con il parco circolante e quindi in grado di contriuire fin da su ito alla riduzione di emissioni, in grado quindi di accompagnare la transizione e la lenta sostituzione del parco veicolare. Eni è impegnata verso la sostenibilità dei trasporti già da diversi anni, e un passo importante in tal senso è stata la conversione, rispettivamente nel 1 e nel 19, delle raffinerie di enezia e ela in ioraffinerie, nelle uali vengono prodotti biocarburanti come appunto l’Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil) a partire dalla valorizzazione di materie prime vegetali e oli alimentari esausti (Uco) in un’ottica di economia circolare. Non solo: Eni ha incluso nella propria strategia di lungo termine l’obiettivo di espandere al 2050 la capacità di raffinazione io a oltre milioni di tonnellate anno, riducendo progressivamente l’utilizzo


dell’olio di palma al nel 1 fino alla sua eliminazione già dal 2023, con sette anni di anticipo rispetto al limite imposto dalla Commissione Europea e al contempo massimizzando l’utilizzo di feedstock di seconda generazione e advanced. Poi ci sono i trasporti pesanti: se al momento la soluzione elettrica presenta maggiori criticità, legate fondamentalmente alle autonomie richieste e ai tempi di rifornimento, è comunque possibile decarbonizzare i trasporti pesanti attraverso i biocarburanti, come l’Hvo, appunto, e il biometano in forma liquida Lng e nel medio/lungo termine attraverso motorizzazioni fuel cell alimentate a idrogeno. Eni promuove la mobilità a gas, sia compresso (Cng) che liquefatto (Lng), promuovendo il biometano attraverso iniziative che ne valorizzino l’intera filiera, dalla produzione da iomasse di scarto della filiera agricola e dell’allevamento e da orsu la razione rganica del ifiuto olido r ano, altrimenti detto umido , alla purificazione ed eventuale li uefazione, fino alla commercializzazione nelle proprie stazioni di servizio. I biocarburanti come Hvo e biometano contribuiscono alla riduzione delle emissioni legate alla filiera di produzione ed utilizzo dei carburanti stessi, secondo un approccio t ell to ell, dal pezzo alla ruota ovvero dalla produzione all’utilizzo. Infatti la CO2 biogenica assorbita dalle biomasse utilizzate per la produzione di biocarburanti consente di ridurre in modo significativo le emissioni Wtw del biocarburante rispetto all’equivalente fossile. Lng e biocarburanti rappresentano le uniche soluzioni tecnologiche applicabili su larga scala per la decarbonizzazione nel medio periodo nel settore marina, mentre per l’aviazione, che ha subito profonde ripercussioni legate al Covid-19, le uniche soluzioni tecnologicamente valide e applicabili immediatamente riguardano i Sustainable aviation fuel o Saf, ovvero carburanti tradizionali miscelati con percentuali di biocarburanti. «In Eni la mobilità sostenibile viene affrontata con un approccio olistico», conferma Giuseppe Ricci: «cercando

ENJOY, IL SERVIZIO DI CAR SHARING FREE FLOATING DI ENI

di mettere a disposizione del consumatore tutti i vettori energetici per gestire la transizione, quindi continuando a fornire i vettori energetici tradizionali con benzina, gasolio e Gpl per i clienti che dovranno ancora utilizzarli, dato che il periodo di transizione non sarà brevissimo, considerato che il parco veicoli italiano ha un’età media tra i 12 e i 14 anni. Nel frattempo a iamo gi iniziato ad affiancare ai prodotti tradizionali i biocarburanti, il gas compresso e liquefatto, il biogas, l’energia elettrica...». E nel futuro c’è anche l’idrogeno, che si sta affacciando sul mercato nuovamente dopo una ventina d’anni da uando erem if in aveva scritto conomia all’idrogeno ’idrogeno rappresenta un’altra opportunità molto interessante per il nostro Paese, per l’Europa e per il mondo intero», conferma il Direttore Green/ raditional efiner and ar eting di ni, c e

è il primo produttore di idrogeno in Italia, con più della metà della produzione nazionale ed è attiva con due iniziative pilota per la realizzazione di stazioni di rifornimento per veicoli fuel cell alimentati a idrogeno. A San Donato ilanese e sulla terraferma veneziana saranno realizzate le due stazioni di rifornimento, e attraverso una partnership con Toyota circoleranno circa 20 vetture fuel cell per sperimentare la mobilità a idrogeno. «L’idrogeno non la soluzione: una delle soluzioni, in uno scenario di sostenibilità che vede, per Eni, un approccio, appunto, multidisciplinare. Però l’idrogeno è un elemento di congiunzione: alla fine diventer un vettore energetico come lo sono oggi il gas e l’energia elettrica. La rete idrogeno, se associata con la cattura e il riutilizzo e stoccaggio della CO2, può costituire una nuova rete come oggi sono le reti gas o dell’energia elettrica. Bisognerà mettere insieme diversi soggetti che collaboreranno e si integreranno in modo complementare: dallo sviluppo delle tecnologie ai produttori, dai distributori agli utilizzatori associati. Oggi l’idrogeno viene prodotto da gas con il Ccs (Carbon Capture and torage , domani lo sar dai rifiuti e dopodomani dall’elettrolisi a dalla com inazione di tecnologie e soggetti diversi che si potrà sviluppare il cluster idrogeno».

LE COLONNINE DI RICARICA SUPERVELOCE IONITY, NELLE STAZIONI DI SERVIZIO ENI

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> ENVIRONMENT VOLONTARIATO AZIENDALE AL PARCO NORD MILANO La tua azienda è sensibile alle tematiche ambientali? Credi anche tu che lo sviluppo economico possa favorire l’equilibrio ecologico tra persone e pianeta? Allora abbiamo dei valori in comune. Partecipa con la tua impresa alle iniziative di Corporate Social Responsibility del Parco Nord Milano, la più grande area verde metropolitana di Milano, con interventi ad alto valore sociale e ambientale; team building nella natura per manager; giornate di volontariato aziendale per i dipendenti e le loro famiglie.

AZIONI SOCIALI E AMBIENTALI AL PARC0 Insieme ai nostri volontari ed esperti puoi aderire a iniziative di cura e manutenzione di una o più aree del parco metropolitano di Milano, contribuendo a rendere più sicure, belle e pulite le aree periferiche della città. Alcune attività da svolgere all’aperto al Parco Nord Milano sono: • pulizia di un’area boscata • pulizia di cartelli • scerbatura aiuole e potatura siepi • manutenzione panchine danneggiate • piantagione di specie erbacee di sottobosco • pulizia di laghetti o di pozze dalle alghe infestanti • sistemazione dei sentieri didattici

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DONA O ADOTTA UN ALBERO Vuoi regalare un albero o adottarlo per la tua azienda? È possibile donare uno o più alberi del Parco e dedicarli a tuoi dipendenti o clienti. La donazione di un albero sostiene l’acquisto, la posa, la manutenzione per seguire e garantire il ciclo di vita della pianta e l’eventuale sostituzione in caso di non attecchimento. Ogni albero è georeferenziato e tracciato e al donatore verranno consegnati: un certificato di adozione • un attestato con dedica personale • un dépliant esplicativo della pianta donata in cui sono riportate notizie utili e curiose sulla stessa • localizzazione esatta dell’albero per poterlo riconoscere e vederlo crescere • attestazione per poter dedurre la donazione ai sensi di legge. Su richiesta è possibile realizzare una clip video o un reportage fotografico dell evento.

... O ADOTTA UNA PORZIONE DI BOSCO La tua azienda può adottare 10 mq o più di bosco del Parco Nord Milano. L’importo donato sostiene l’acquisto, la posa delle piantine e il mantenimento del bosco. Al donatore verranno consegnati: un certificato di adozione • un attestato con dedica personale • un dépliant esplicativo del bosco con le specie arboree che lo compongono e la localizzazione, la data della messa a dimora, le tecniche di piantumazione utilizzate e le cure colturali per il suo mantenimento • un’attestazione per poter dedurre la donazione ai sensi di legge. Speciale engagement È possibile mettere a dimora le giovani piantine insieme ai tuoi dipendenti in una giornata speciale, anche con le loro famiglie e realizzare un video o reportage fotografico dell evento. C iedi il preventivo. Speciale climate change Se vuoi calcolare quante emissioni inquinanti della tua azienda vengono compensate attraverso un intervento di riforestazione, ti mettiamo in contatto con le migliori associazioni di questo settore. Garantisce Parco Nord Milano. Per aderire, richiedere un preventivo o avere maggiori informazioni scrivi a: info@parconord.milano.it o contattataci allo 02241016.1

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FINANZIARE L’IMPRESA SIMEST: progetti in portafoglio 2019 (14 Miliardi di euro)

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IL «PATTO PER L’EXPORT» DÀ SPRINT AL MADE IN ITALY OLTRE CONFINE

VENTURE CAPITAL QUEI CAPITALI DI VENTURA CHE SCOMMETTONO SULLE IDEE

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Finanza agevolata, partecipazione al capitale dell’impresa, supporto all’esportazione dei beni di investimento: così Simest, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti, sostiene i nostri esportatori nel mondo

BANCO DESIO IL LEGAME COL TERRITORIO TRAGHETTA LE PMI OLTRE LA CRISI

85 FINECO IL SUPERBONUS ARRIVA ANCHE CON L’HOME BANKING

86 RSM LO SVILUPPO DELLE IMPRESE PASSA DALLA CONSULENZA

89 AITI LE TRE MOSSE DEI TESORIERI PER DARE SCACCO MATTO AL COVID

90 NSA ECONOMY RANKING LA CARTA VINCENTE È QUELLA DELL’INDUSTRIA

di Angelo Curiosi

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a recente normativa a sostegno le (Maeci) e frutto del lavoro congiunto di del sistema produttivo nazioistituzioni e rappresentanti delle attivinale, colpito dalle conseguenze tà produttive - ha, infatti, riconosciuto a economiche della pandemia da CoronaviSimest un ruolo centrale nel rilancio del rus, è intervenuta rafforzando in maniera Made in Italy nel mondo potenziandone, consistente l’offerta di Simest, società del come mai prima d’ora, gli strumenti per Gruppo Cassa Depoaiutare le imprese L’ACCORDO FIRMATO siti e Prestiti preitaliane a rispondeA GIUGNO RICONOSCE A SIMEST sieduta da Pasquale re alla crisi e a comUN RUOLO CENTRALE NEL RILANCIO Salzano e guidata petere in uno sceDELLE IMPRESE ITALIANE dall’amministratore nario globale molto delegato auro lfonso, c e sostiene fidiverso da quello che conoscevamo prima nanziariamente le imprese che operano della pandemia. anche all’estero. In particolare, numerose misure sono l Patto per l’ port - l’accordo firmato lo state adottate in merito alla finanza scorso 8 giugno al Ministero degli Affari agevolata per l’internazionalizzazione Esteri e della Cooperazione Internaziona(Fondo pubblico 394/81), strumento che

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FINANZIARE L’IMPRESA

Pasquale Salzano, presidente di Simest

da decenni aiuta le imprese italiane a intraprendere e sostenere quel percorso di internazionalizzazione necessario per crescere a livello dimensionale, e che a seguito della pandemia è stato oggetto di un’importante azione di ampliamento e potenziamento. I per l’internazionalizzazione I Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, che Simest eroga per conto del Meci, possono essere richiesti direttamente online, sul sito www. simest. it a copertura delle spese sostenute per: 1) farsi conoscere all’estero tramite la partecipazione a “Fiere, Mostre e Missioni di istema l finanziamento stato ampliato a tutte le fiere di carattere internazionale, anche sul territorio italiano, che è proprio il luogo da dove inizia il processo di internazionalizzazione, ed è stata prevista un’apposita sezione del Fondo dedicata al sostegno, tramite operazioni di partecipazione temporanea e di minoranza al capitale di rischio, sottoscrizione di altri strumenti finanziari e concessione di finanziamenti, del sistema fieristico nazionale 2) valutare un investimento oltre frontiera attraverso “Studi di Fattibilità”; inserire in azienda una figura professionale capace di guidare l’impresa nella transizione sui mercati internazionali, come “Temporary Export Manager”, un “Temporary Digital Manager” o un “Temporary Innovation Manager”. 4) aprire oltre frontiera una prima struttura commerciale finanziamento nserimento sui Mercati Esteri”); formare il personale in loco finanziamento “Assistenza Tecnica”); 6) sfruttare le potenzialità del commer-

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LE NOSTRE IMPRESE NON SI ARRENDONO MA DIFENDONO LA PROPRIA POSIZIONE cio elettronico lanciando o aderendo a una piattaforma di “E-Commerce”; 7) ottenere, se si è un’impresa votata all’e port, un finanziamento a medio-lungo termine fino a mila euro, senza obbligo di destinazione d’uso (Finanziamento “Patrimonializzazione”). Le novità introdotte dal Patto per l’Export – tra le principali, la possibilità di ottenere fino al della uota a fondo perduto, l’esenzione dalla presentazione di garanzie a fronte del finanziamento, l’ampliamento dell’operatività anche all’interno della UE – hanno determinato un boom di domande: dall’inizio dell’anno DA INIZIO ANNO SI È REGISTRATO UN BOOM DI NUOVE DOMANDE DI FINANZIAMENTO: SONO OLTRE 13MILA PER UN CONTROVALORE DI 4 MILIARDI

oltre 1 mila numero c e nell’intero 19 non arrivava a mille) per un controvalore pari a 4 miliardi di euro. Sono state quindi superate le risorse a disposizione e di conseguenza Simest è stata costretta a interrompere temporaneamente la ricezione di nuove istanze. «L’interesse dimostrato da parte delle imprese attesta da un lato l’efficacia e la strategicit di uesti strumenti finanziari a sostegno dello sforzo imprenditoriale, dall’altro il dinamismo e la reattività delle aziende italiane: le nostre imprese, se

adeguatamente supportate, non solo non si arrendono di fronte all’attuale difficile congiuntura economica, ma continuano a difendere la propria posizione sui mercati internazionali e a cercare di guadagnare ulteriore terreno», sottolinea il presidente di Simest Pasquale Salzano. Non sorprende dunque che Simest sia attualmente oggetto di pressanti richieste da parte delle associazioni di categoria per ottenere dal overno un rifinanziamento dello strumento in tempi brevi. Gli altri strumenti forniti da Simest a disposizione delle imprese Parallelamente all’attivit di finanza agevolata, Simest fornisce altri strumenti a disposizione per le imprese che decidono di intercettare la domanda estera andando direttamente a produrre nel mercato di interesse o – in alternativa - esportando fuori Italia beni capitali e servizi. In particolare, attraverso lo strumento della Partecipazione al capitale, Simest sostiene gli Investimenti Diretti Esteri delle imprese italiane. Un’attività molto importante perché aiuta le nostre aziende non solo a consolidare la propria posizione oltre frontiera ma spesso anche ad acquisire competitor esteri: attualmente Simest detiene in portafoglio circa partecipazioni di aziende italiane all’estero, che si estendono


alla maggior parte dei settori produttivi italiani e a tutti i continenti. Questo strumento prevede che Smest entri nel capitale della controllata estera con una quota minoritaria e comunque non superiore alla partecipazione dell’impresa italiana promotrice. Si tratta di una partecipazione di medio-lungo termine fino a anni c e può essere strutturata in fase di costituzione della società estera (iniziative greenfield), di un aumento di capitale sociale finalizzato ad un potenziamento della società estera o di un’acquisizione da terzi (operazioni di M&A). La partecipazione di Simest consente all’impresa cliente di disporre di risorse finanziare complementari, eneficiando della presenza nella compagine azionaria di un partner istituzionale affida ile ed esperto, di supporto all’inserimento in nuovi mercati e aree geografic e lontane e complesse anche grazie allo stretto coordinamento con la rete diplomatico-consolare italiana nel mondo, e non invasivo nella governance aziendale. l supporto finanziario di un partner istituzionale come Simest è importante soprattutto in uesto momento di ridefinizione dell’ambito competitivo», spiega l’amministratore delegato di Simest Mauro Alfonso - un’iniezione di liquidità necessaria per le imprese italiane che, una volta consolidata la propria posizione in Italia, vogliono rivolgersi all’estero per acquisire nuove quote di mercato nel panorama competitivo internazionale». All’intervento di Simest attraverso proprie risorse può aggiungersi, sempre nel rispetto del limite del 9 di partecipazione nel capitale, quello promozionale realizzato con le risorse agevolate del Fondo di Venture Capital gestito per

su fondi gestiti per conto del Maeci, Siconto del Meci, rendendo ancora più vanmest consente agli esportatori italiani di taggioso il supporto complessivamente offrire ai propri committenti esteri condiofferto. zioni di pagamento dilazionato a medio/ Recentemente l’operatività del Fondo è lungo termine ad un tasso di interesse stata, inoltre, oggetto di alcune imporfisso agevolato i tratta di un intervento tanti novit , con un’estensione geografiagevolativo completamente gratuito, che ca anche ai Paesi intra-UE, prima esclusi, supporta le imprese esportatrici italiane, e la possibilità di supportare anche le in particolare nella fase di aggiudicazione start-up innovative, un bacino di più di di commesse pluriennali, velocizzando e 11 imprese c e rappresenta la fucifacilitando la finalizzazione dei contratti na italiana di tecnologia e innovazione, commerciali, rafforzandone la competinei loro sforzi di internazionalizzazione, tività internazionacon una dotazione SIMEST SUPPORTA ANCHE LE START-UP le. Su questo fronte incrementata di 1 INNOVATIVE: UN BACINO DI PIÙ DI 11MILA milioni di euro per il IMPRESE CHE RAPPRESENTA LA FUCINA abbiamo un portaITALIANA DELL’INNOVAZIONE foglio di operazioni c e a fine 19 si attestava ad un valore complessivo di 37 Il supporto all’esportazione miliardi di euro. dei beni di investimento Un ventaglio di strumenti che risponde nfine la societ per l’internazionalizzaa tutte le possibili esigenze delle imprezione del Gruppo CDP sostiene la compese interessate a varcare i confini italiani, titività delle imprese italiane che operasenz’altro di supporto in un momento no all’estero anche attraverso il supporto come quello attuale in cui è necessario all’esportazione dei loro beni di investiper il tessuto imprenditoriale proseguire mento (macchinari, impianti, relativi stue sviluppare con una marcia in più il perdi, parti di ricambio, lavori e servizi) in corso di crescita sui mercati internaziotutti i Paesi del mondo. Tramite il ricononali. scimento del Contributo Export a valere

L’AMMINISTRATORE DELEGATO DI SIMEST MAURO ALFONSO

IL NOSTRO SUPPORTO È IMPORTANTE PER COMPETERE ALL’ESTERO 79


FINANZIARE L’IMPRESA VENTURE CAPITAL

delle operazioni , a supporto delle imprese già avviate. Ma ci sono anche il later stage (quando il rischio di perdere quanto investito ormai solo una remota possi ilit e il Poc - che sta per proof of concept - challenge, che dà quell’aiutino indispensabile per far com aciare i sogni di gloria dei usiness plan con la realtà. In gara, sull’anello dell’ippodromo Italia, ci sono circa 11mila startup. E davanti al botteghino dell’allibratore ci sono forti “scommettitori le virgolette sono d’o ligo come Davide Turco, Elizabeth Robinson, Antonella Beltrame, Alvise Bonivento, con in tasca si fa per dire pi di milioni di euro da puntare sul cavallo vincente: quelli di Indaco Venture Partners Sgr, la più grande società italiana indipendente di gestione del capitale di rischio, che gestisce cinque fondi con una forte specializzazione in aziende che innovano nell’elettronica e nella robotica, nel medtech, nel digitale e nei nuovi materiali. «Il venture capital in Italia era partito in maniera fl n nel 2000, con la bolla internet, che è lievitata così tanto da scoppiare poco dopo», racconta Davide Turco, un pioniere del settore, che insieme a Beltrame e Bonivento ha avviato Entrano (in minoranza) in startup e imprese già avviate per farle nel 2008 in Intesa Sanpaolo i fondi Atlante puntando su tecnologie e brevetti. «Il moI dello era innovativo: fare imprenditorialità di Marina Marinetti all’interno di un grande gruppo rischiando insieme agli investitori». Così, puntata dopo os’hanno in comune ippica e venventure capital all’italiana, a prova del fatpuntata, i tre manager di Intesa hanno mesture capital? Entrambi puntano su to che, insieme alle imprese che supporta, so su il gruzzolo dal quale, con l’apporto di un cavallo sperando che diventi un cresce anc e uesta fonte di finanziamento Elizabeth Robinson, una angel investor con campione, con una forte componente di riChe non riguarda solo le classiche “idee da una lunga esperienza alle spalle, nel 2016, schio. Le analogie non si fermano qui: congarage”: certo, circa è nata Indaco VentuINDACO VENTURE PARTNERS SGR tano il fantino, il programma di allenamento l’80% delle operare Partners. I quattro È LA PIÙ GRANDE SOCIETÀ INDIPENDENTE e, magari, anche un po’ di doping. L’inieziozioni sono quelle che detengono il 51% del DI GESTIONE DEL CAPITALE DI RISCHIO ne, solo nei primi sei mesi di quest’anno, è early stage, diciamo i E GESTISCE PIÙ DI 250 MILIONI DI EURO capitale societario, stata di 217 milioni di euro. Tutti dal venprimi passi, tra seed mentre il resto fa ture capital, che ha puntato su 57 realtà imcapital (poco più di un terzo delle operacapo a Intesa Sanpaolo e Fondazione Caprenditoriali italiane. Lo scorso anno l’Oszioni , come il gergo degli addetti ai lavoriplo. L’ultimo fondo in ordine temporale servatorio Venture Capital Monitor (curato ri definisce i primi fondi finanziari cui un lanciato, Indaco Ventures I, ha effettuato il da iuc usiness c ool e ifi di operazioni imprenditore accedere per lanciare una final closing a 1 milioni a gi effettuato ne aveva registrate 148, per 597 milioni di nuova attività, più o meno riguarda un terundici investimenti, iniettando liquidità in euro: un record assoluto, nella storia del zo delle operazioni, e startup capital (metà aziende che hanno già fatto un po’ di strada

Quei capitali di ventura che scommettono sulle idee

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(come Cortilia, Talent Garden e Newronika le aziende hanno un fondatore che è spesso solo per citarne alcuni attraverso round una persona con competenze specialistiche, d’investimento piuttosto corposi (per il ma non ha skill manageriali né il network. Il mercato italiano , al fianco di altri operatori momento del round con un fondo è perfetto sia nazionali che internazionali. «Investiaper coinvolgere le competenze e le espemo su progetti che hanno già superato la rienze necessarie per evitare errori ed esseprima fase ingresso sul mercato, che hanno re pi efficaci nel raggiungere gli o iettivi bisogno di partner per fare il cosiddetto scaVenendo al vil pecunia, Indaco Venture Parle up, il grande salto filoni c e seguiamo tners investe da poche centinaia di migliaia sono coerenti col made in Italy: food, turidi euro a ticket da 10 milioni. «Quando insmo, proptech (abbiamo investito in Swevestiamo dobbiamo tenerci una riserva: le etguest, l’interfaccia tra proprietari e piatstartup non stanno in piedi da sole e ogni taforme Come funziona lo scouting? «Ci anno bisogna iniettare liquidità in casarrivano molte proposte direttamente: gli sa. Abbiamo investito 6 oltre 5 milioni in startupper sono svegli e in Italia non siamo pert stem oggi uotata all’ im , c e molti a fare venture capital», risponde Dasfrutta l’intelligenza artificiale per l’analisi vide Turco. «Poi abbiamo ne r n ger semantica dei testi: ha già raggiunto il break che ci portano opportunità e partecipiamo even e ora investiamo nuovamente per fare a eventi che vanno dal Premio nazionale inil salto negli Usa, dove i manager costano di novazione ai tech tour europei. Ci interessa più. Il progetto più early stage su cui abbiatrovare aziende che abbiano tre caratterimo investito, invece, è Easy Rain, iniziando stiche: forniscono con mezzo milione soluzioni innovative LE STARTUP SU CUI INVESTE IL VENTURE poi saliti fino a oltre CAPITAL DEVONO PUNTARE AD ACQUISIRE a bisogni presenti due, che ha sviluppaUN VALORE TRA I 100 MILIONI sul mercato, sia nel to un prototipo per E IL MILIARDO... ALMENO SULLA CARTA mondo digitale che evitare il fenomeno con approcci da fir er su particolari dell’aquaplaning. Di solito entriamo con una bisogni; sviluppano funzioni sia b2c che uota di minoranza, tipicamente il , b2b; sviluppano una proprietà intellettuama a volte facciamo delle eccezioni: per le difendibile». E per quanto riguarda il esempio in Talent Garden abbiamo il 2%, sovraffollato mondo digital, Indaco pone mentre in Easy Rain abbiamo temporaneacome soglia di interesse quella del fatturamente più del 50%». to, scartando a priori salvo rare eccezioni Dalla scale up alla exit il passo è breve: Inrealt con flussi inferiori ai 1 mila euro daco Venture Partners ne ha già effettuate mensili. «Dobbiamo puntare su realtà abbauna decina. Nel medicale abbiamo fatto un stanza grandi da consentire il famoso scale paio di exit con Silicon Biosystem, venduta a up: se sei su una supernicchia con quattro Menarini, e Igea. Nel digital, abbiamo quotafi i n d sarai anche bravissimo ma non to Expert System e venduto ADmantX. Nelle attrattivo per il venture capital, che per giutecnologie abbiamo ceduto a Intel Yogitech, stificare i numeri di un fondo deve puntare che fa sistemi di ridondanza per chip missu un’azienda che in prospettiva possa acsion critical, cioè aeronautica e automotive quisire un valore tra i 100 milioni di euro e safety, e, in pieno Covid, abbiamo venduto il miliardo... almeno sulla carta». UltraSOC a Siemens ed Ascatron a II-VI. Mel nodo pi difficile da sciogliere, però, rediamente su un investimento stiamo intorsta sempre quello del team: «Lo startupper no ai 5 o 6 anni, sul medtech di più, anche è abbastanza aperto per natura, almeno a 8 o 10. Purtroppo l’exit spesso è all’estero, parole. All’inizio quello che è complicato Silicon Biosystem siamo riusciti a tenerla in riuscire a completare il team: tipicamente Italia, con Menarini. Puntiamo alle quota-

zioni: Expert System ha raccolto 17 milioni su Aim e a Londra abbiamo quotato Directa Plus, che produce grafene a Lomazzo. Ci interessa aiutare le aziende italiane a quotarsi: crediamo sia il passaggio fondamentale per riuscire a tenere in Italia quei mini campioni che possono diventare le grandi aziende del futuro».

IL PORTAFOGLIO INDACO VENTURE I FUND

Bendit (23,5%) Easyrain (54,5%) Newronica (9,6%) The data appeal company (18,3%) Talent Garden (1,9%) Sweet Guest (31,2%) Meanstreaming (21,1%) Cortilia (12,9%) Farmaè (4,5%) Electrophysiology frontiers (26,3%) Phoelex (12,9%) Expert System (4,1%) Innoheart (6,2%) Tethis (18,2%) Wise (3,2%) EXIT

Ultrasoc (Siemens) Mosaicoon (replacement) Yogitech (Intel) AdmantX (Integral) Silicon Biosystems (Menarini) QUOTAZIONI

DirectaPlus (Aim Uk) H-Farm (Aim Italia) Expert Sustem (Aim Italia) Digital Magics (Aim Italia)

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FINANZIARE L’IMPRESA BANCHE & PMI

L’ANTIDOTO ALLA CRISI: IL LEGAME COL TERRITORIO Alessandro Decio è diventato amministratore delegato di Banco Desio durante il primo lockdown. Ora, con il nuovo piano industriale, intende valorizzare il modello di prossimità lombardo di Riccardo Venturi IL RAPPORTO DIRETTO SUL TERRITORIO CON I CLIENTI, E IN PARTICOLARE LE PMI, COME ANTIDOTO EFFICACE ALLA CRISI PANDEMICA. È il vaccino anti coronavirus del Banco di Desio, così come lo ha scoperto Alessandro Decio, che ne è diventato amministratore delegato alla fine di aprile, in pieno loc do n proprio quel che è mancato al sistema sanitario specie lombardo per affrontare la pandemia: la medicina territoriale, il rapporto stretto con i pazienti, e dunque la capacità di fare rete e di esprimere solidariet sul territorio ecio, proveniente dalle esperienze di Sace, Ing Direct e Unicredit, è rimasto colpito dalle qualità di questo modello territoriale, che intende valorizzare e rafforzare con il nuovo piano industriale, senza escludere prossime acquisizioni in campo di credito alle Pmi e gestione del risparmio

ALESSANDRO DECIO, A.D. DI BANCO DESIO

sia e ci debba essere uno spazio per banche come la nostra, un po’ pi piccole ma c e fanno della vicinanza e della comprensione dei clienti, della presenza sul territorio tramite le Dottor Decio, com’è stato diventare a.d. di proprie filiali il proprio punto di distintivit Banco Desio in pieno lockdown? Che tipo di azioni avete intrapreso a supCominciare un nuovo ruolo in una banca in porto dei vostri clienti, e in particolare delle loc do n stata un’esperienza un po’ partiPmi? colare e spero non ripetibile, che non auguro Abbiamo subito capito che indipendentemena nessuno uesto inizialmente non a perte dalle decisioni del governo e dell’ i, in messo molti voli pindarici in termini di nuopresenza di uno s oc esogeno la prima cosa ve strategie, visto che da fare era rassicurac’era un’emergenza da IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE INTEGRERÀ re i nostri clienti che UN’OFFERTA TECNOLOGICA EVOLUTA gestire al meglio n’eli avremmo aiutati; CON UNA MAGGIORE SPECIALIZZAZIONE mergenza in cui credo siamo stati i primi a PER TIPOLOGIA DI CLIENTE fra l’altro sia emersa chiamarli, a parlare di con particolare successo e positivit l’anima moratorie molto prima che venissero fuori i della anca, c e anc e l’essenza della anca decreti governativi ra evidentissimo c e andel territorio: un po’ uno slogan, c e però nei che le aziende migliori nel contesto che si era momenti di crisi diventa sostanza o ero apcreato sare ero entrate in difficolt uesto pena arrivato, ma la banca ha dimostrato una particolarmente vero per le Pmi, le pi fragili capacità di reattività e di vicinanza di fronte ai dal punto di vista finanziario, c e molto spesso bisogni dei propri clienti che suscita la massianno una ase di capitale pi leggera a loro ma ammirazione, e spiega per quale motivo a sopravvivenza dipende dalla capacità di genefianco delle grandi anc e iper-strutturate ci rare flussi di cassa, anno meno riserve e sono

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SIAMO STATI I PRIMI A PARLARE DI MORATORIE CON I NOSTRI CLIENTI IN DIFFICOLTÀ pi vulnera ili di fronte a un infarto del sistema economico come uello c e si verificato a marzo e a iamo contattate una per una, spiegando che ci saremmo attivati per far partire le moratorie e farle uscire da una situazione molto difficile uesto a fatto la differenza, ancora oggi le aziende ce lo riconoscono, ci dicono: siete stati i primi a offrirci la possibilità di usufruire degli schemi di legge, dei decreti liquidità con il fondo centrale di garanzia piuttosto c e delle operazioni con garanzia ace In cosa si è distinta la vostra azione rispetto a quella delle grandi banche? e grandi anc e anno creato portali e call center dedicati per rispondere ai comprensiili timori dei loro clienti Per carit , anc e noi abbiamo fatto i nostri numeri verdi, ma la verità vera è che i nostri clienti avevano il numero di cellulare del nostro capo filiale o del nostro gestore, che hanno continuato a rispondere a tutte le telefonate e a tutte le loro esigenze Può sem rare paradossale, ma in un contesto di loc do n c e come si giustamente detto premia la multicanalità online, quel che noi abbiamo percepito è che ancora una volta a fare


la differenza stata l’accessi ilit e la relazione personale uesto testimonia il fatto c e esiste un forte razionale perché banche come la nostra così insediate sul territorio continuino a esistere, a prosperare e a lavorare nell’interesse dei clienti poi c’ un altro aspetto c e mi ha colpito, considerato che provengo da esperienze con organizzazioni pi multinazionali e pi grandi Quale? l diverso grado di motivazione c e c’ tra i colleg i c e lavorano nelle filiali di una anca come la nostra rispetto al clima che si respira nella filiale di una grande anca o dico con il massimo rispetto possi ile, però il tipo di motivazione è diverso; in una banca come la nostra i colleghi si sentono “imprenditori”, è come se si sentissero dei piccoli direttori generali della filiale di Cinisello piuttosto c e di uella di Cant , e cos via on si sentono un ingranaggio di un sistema molto pi strutturato, come è giusto che sia, nelle grandi banc e uesto entusiasmo fa la differenza E la strategia? Superato il primo contesto di emergenza abbiamo cominciato a lavorare sul piano industriale, c e finalizzeremo entro l’anno ogliamo cercare di fare evolvere la banca enfatizzandone le caratteristiche così apprezzate dai nostri clienti, preservandone quindi tutti gli elementi di distintività rispetto alle grandi anc e llo stesso tempo vogliamo integrare la nostra offerta offrendo ai nostri clienti (ma anc e alla nostra rete un’offerta tecnologica e online pi evoluta c e si avvicina ai migliori standard di mercato insieme ad una maggiore specializzazione per tipologia di cliente noltre cerc eremo di fare un piano forse un po’ diverso da quel che verrà annunciato dalla maggior parte delle banche, che in questo contesto di mercato avranno un forte focus sulla riduzione dei costi oi cerc eremo invece di focalizzarci prevalentemente sulla crescita dei ricavi Crediamo c e la relazione con i clienti sia così forte e che la qualità del nostro servizio sia cos apprezzata rispetto a servizi pi standardizzati, da permetterci di perseguire una crescita dei ricavi, anc e con l’ac uisizio-

ne di nuova clientela nostri tratti distintivi resteranno la Pmi e la gestione del risparmio: supportiamo gli imprenditori nei fabbisogni dell’azienda e allo stesso tempo nella gestione del risparmio loro e delle loro famiglie, nonché dei lavoratori Si è parlato di vostre possibili acquisizioni proprio in campo di credito alle Pmi e gestione dei patrimoni. Da sempre cechiamo la possibilità di crescere in coerenza con la natura della nostra banca, l’attenzione al cliente, la prudenza, il ilancio sano; se ci fossero opportunità in campo di gestione del risparmio, banche private, banche affluent, le guarderemmo con attenzione, cos come la possibilità che ci possano far crescere su mondo Pmi, o sulla nostra copertura geografica a nord e centro nord Qual è il clima che si respira tra le Pmi? Purtroppo la situazione è molto peggiorata nelle ultime settimane, ma ci tengo a dire che LE PICCOLE BANCHE SONO IDEALI PER AFFIANCARE PMI E FAMIGLIE CHE RICHIEDONO UN ATTEGGIAMENTO PRUDENTE E ORIENTATO ALLA RELAZIONE

fino a un mese fa la sensazione c e avevamo da parte dei nostri clienti era tendenzialmente positiva i passati dallo sgomento di marzo e aprile a un momento dopo maggio - giugno in cui le imprese specie del manifatturiero, dove abbiamo buona parte della nostra presenza, si sono rese conto che il mondo stava ripartendo, e con la tipica attitudine dei piccoli e medi imprenditori, anno detto: o , uest’anno facciamo meno però restiamo in piedi perché siamo solidi, sappiamo che ci dobbiamo rimboccare le maniche per trovare un nostro nuovo spazio sul mercato, ma ce la faremo uesto tipo di attitudine stato messo in crisi nelle ultime settimane Credo sia anc e giusto dire che questa crisi è fortemente asimmetrica, nel manifatturiero abbiamo aziende che continuano a produrre con un buon trend, ma ci sono settori, quelli purtroppo ben noti come servizi, horeca, trasporti, che sono in una crisi di cui invece in questo momento non è facilissimo vedere la via d’uscita

Se guarda ai prossimi mesi che cosa si aspetta in termini di difficoltà? Credo che il problema non sia tanto adesso, ma che si presenterà quando scadranno le prossime moratorie, a giugno - luglio 2021: ci saranno un certo numero di aziende che saranno in grado di ripartire, altre un po’ pi in difficolt l nostro lavoro come sistema ancario sarà quello di capire quali sono quelle aziende, e l’incidenza settoriale sar rilevante, c e avranno pi difficolt a ripartire, e provare a vedere se e come quelle che lo meritano possano essere aiutate Credo sia fondamentale c e, cos come nella fase pi intensa della crisi, continuino a essere attivi una politica fiscale e monetaria espansiva, e l’atteggiamento di vicinanza del sistema ancario e alcuni di uesti elementi cessassero prima della ripresa, il rischio è che le risposte date per rispondere alla crisi vadano sprecate Ci sono dei rischi nel processo di concentrazione delle banche in corso? e no mmagino un contesto in cui esistano da un lato delle banche di grandi dimensioni: oggi in Italia di fatto ne esiste una, poi vedremo se in base a quel che accade in questi giorni ne emerger una seconda e grandi dimensioni sono sicuramente necessarie per servire al meglio le grandi imprese, per fornire prodotti di corporate investment an ing, e una copertura di anca retail in senso lato orse però non sono le banche ideali per gestire le Pmi e una certa tipologia di gestione del risparmio, c e magari ric iedono un atteggiamento pi prudente e orientato alla relazione uindi nel contesto c e immagino c’ spazio per anc e come la nostra pi legate al territorio, ideali per gestire il rapporto con le Pmi e la gestione del risparmio non di grandissimi patrimoni Poi ci saranno gli specialisti: dell’online, del factoring, dello sconto fatture uello c e risc ia di essere un po’ pi sotto pressione sono le banche medio-grandi: non abbastanza grandi per reggere la concorrenza delle grandi, troppo grandi per mantenere quel legame con il territorio che costituisce il nostro punto di forza l nostro o iettivo riuscire a crescere mantenendo uesti tratti essenziali

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FINANZIARE L’IMPRESA PRESTITI AGEVOLATI

Il “digital divide” lo colma (anche) la banca I di Paola Belli

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finanziamenti a tasso zero per rateizzare n talia una famiglia su uattro non l’ac uisto di ta let e personal computer Per a accesso a internet da casa poco esempio con tudio tation, il micro premeno di una famiglia su due non stito da a1 euro a tasso zero, rim ordispone presso la propria a itazione di una sa ile in mesi spendendo 1 euro al giorno, connessione veloce on solo: il 1 , dei le famiglie con see fino a euro possoragazzi tra i e i 1 anni non a un compuno dotarsi di uanto occorre per la didattica ter o un ta let a casa e dove il device c’ , nel a distanza per rafforzare le competenze dei casi va condiviso n epoca di smart ntesa anpaolo agevola inoltre l’iscrizione a or ing e didattica a distanza, il gap tecnolouola net, incoraggiando i nuovi iscritti con gico si fa sentire con prepotenza colmarlo un vouc er del valore di euro da spendeci pensa la anca, c e oggi pi c e mai diventa re su ito sulla piattail riferimento per gaINTESA SANPAOLO PROPONE forma Come ntesa rantire formazione a FINANZIAMENTI A TASSO ZERO anpaolo ci sentiamo distanza e supporto fiE PRESTITI D’ONORE PER SOSTENERE nanziario agli studenti IL PERCORSO FORMATIVO DEI GIOVANI la responsa ilit di contri uire alla ripare alle famiglie italiane, tenza aiutando le famiglie e i nostri ragazzi, c e devono conciliare cura delle persone e c e dall’oggi al domani si sono trovati a dover professione l sostegno alle famiglie e la forrivoluzionare le loro modalit di apprendimazione dei giovani sono la c iave dello svimento, senza contare le pesanti ricadute ecoluppo culturale e sociale del Paese: ecco pernomic e sulle famiglie italiane , sottolinea c in uesti mesi difficili a iamo potenziato ndrea ecce i progetti c e avevamo gi da tempo messo in Poi c’ per erito , il finanziamento per gli campo , spiega a conom ndrea ecce, restudenti universitari: non ric iede garanzie, sponsa ile della irezione ales ar eting a tassi contenuti e lung i tempi di restituPrivati e ziende etail di ntesa anpaolo zione opo la laurea sono previsti due anni partire dagli aiuti concreti: in colla orazione prima di iniziare la restituzione, c e può avecon la ondazione on ino igoldi, ntesa re una durata fino a anni ’unica condizioanpaolo a recentemente donato comne essere in regola con gli studi crediti puter ai giovani di ilano attraverso le scuole, formativi o l’ degli esami a semestre le associazioni di uartiere e le parrocc ie per erito sta avendo grande successo ntesa anpaolo gi da settem re propone

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ANDREA LECCE

perc non ric iede alcuna garanzia, a tassi assi e lung i tempi di restituzione , continua ndrea ecce, uindi a iamo deciso di estenderlo anc e agli studenti delle scuole secondarie superiori alle medesime condizioni per ampliare le opportunit di formazione, fattore di crescita per il Paese razie a una partners ip con tud ours, azienda leader da pi di uarant’anni nel mondo dell’ ducational ravel, per erito , rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori prevede un finanziamento per un importo massimo di euro, da restituire in uindici anni, al uale possono accedere i genitori degli studenti sempre senza alcune ric iesta di garanzia e famiglie potranno scegliere di impiegare la somma per conseguire il doppio diploma - talia o, in alternativa, per fre uentare un anno di scuola all’estero l cerc io si c iude con mamma or , un prestito a condizioni agevolate c e consente alle giovani madri lavoratrici di avere un sostegno economico per conciliare vita familiare e professionale nei primi anni di vita dei figli destinato a tutte le donne c e lavorano da almeno sei mesi, risiedono in talia e anno figli di et non superiore ai mesi Come ntesa anpaolo vogliamo restituire una visione del futuro pi serena: continueremo a fare la nostra parte, perc nessuno resti indietro


CESSIONE DEL CREDITO

Anche l’home banking ha il suo superbonus di Angelo Curiosi

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n simile superbonus non s’era mai visto prima. È un’opportunità importante per le persone e il rilancio del Paese noi cerc iamo sempre di agevolare la vita ai nostri clienti facendo ualcosa di utile per il Paese Per uesto motivo abbiamo investito molto e continuato a investire molto sui sistemi migliori per implementare con efficienza le iniziative del governo a sostegno dell’economia»: Romualdo Guidi è il capo della divisione prodotti e servizi di ineco an ed a coordinato, tra l’altro, la messa a punto di un servizio di estrema attualit : la cessione del credito del super onus edilizio al 11 per ristrutturazione energetica e antisismica ’anticipazione del credito maturato con la cessione alle banche è una grande novità nel nostro ordinamento. E per questo abbiamo deciso di creare una piattaforma di estrema efficienza , spiega e un cliente ineco c e a ia diritto al super onus del 11 per cento delle spese sostenute per un intervento edilizio ammesso a contri uto sceglie di cedere il credito alla sua banca ottiene immediatamente 1 euro su 11 , la migliore offerta sul mercato», sottolinea Guidi, «perché a noi interessa confermargli la nostra efficienza e prontezza nel supportarlo, più che maturare un margine alto. Un approccio c e esprime tutto il nostro na:

«

fruibilità, semplicità, supporto della rete, specialisti di prim’ordine in partnership. E, cosa non da poco: riflette un’attenzione alla ri ualificazione del patrimonio residenziale delle famiglie italiane – che al 77% sono proprietarie della casa in cui vivono! - che abbiamo inaugurato da anni col nostro mutuo green». perativamente, al cliente sufficiente mettersi in contatto con la banca, direttamente o tramite il suo consulente, e richiedere la FINECO OFFRE AI PROPRI CLIENTI UNA CONSULENZA DI TIPO NORMATIVO E (GRAZIE ALLA PARTNERSHIP CON EY) ANCHE DI CARATTERE FISCALE

procedura di cessione del credito. Che riguarda – merita ricordarlo – tutti gli interventi edilizi effettuati per l’efficienza energetica, compresa l’installazione di impianti fotovoltaici, i rivestimenti per l’isolamento termico fino a mila euro e gli interventi antisismici fino a 9 euro , oltre naturalmente alla sostituzione delle caldaie e all’ammodernamento degli impianti di riscaldamento l periodo di applicazione della norma va dal 1 luglio al 1 1 1, salvo prorog e all’applica ilit del super onus sono escluse le a itazioni di lusso, i castelli e le ville (classi catastali A1, e 9 Per il resto, tutti possono ottenere

ROMUALDO GUIDI

lo sgravio, purché siano titolari di un reddito imponibile in Italia. Inoltre, lo sgravio si ottiene anche se si è già goduto, e ci si giova ancora, dei precedenti sgravi per ristrutturazione edilizia a arredamento uelle al e al ffriamo ai clienti anc e una consulenza di tipo normativo precisa uidi Per esempio, ci sono interventi come la sostituzione degli infissi c e in s non eneficere ero del onus ma vi rientrano se contestualizzati in progetti pi complessivi in uesto senso ci siamo attrezzati per fare tutte le spiegazioni necessarie, dal primo screening alla compilazione della domanda e occorrono c iarimenti di carattere fiscale, mettiamo a contatto il cliente con i nostri partner di EY». Un dato socio-economico importante è che, con questo provvedimento e con la cedibilità del credito, si supera il problema dell’incapienza fiscale: anc e c i percepisce un reddito talmente basso da non rendere interessante lo sgravio fiscale, può infatti avvalersene: «Abbiamo riscosso una grandissima attenzione da parte dei nostri clienti e dei nostri consulenti. A questi ultimi abbiamo già dedicato alcune sessioni formative, che hanno registrato un forte interesse. ogliamo replicare l’esperienza anc e per i nostri clienti».

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FINANZIARE L’IMPRESA

PMI E MIDCAP, LO SVILUPPO PASSA DALLA CONSULENZA C A

R

occo Abbondanza, presidente di RSM Spa, annuncia l’avvio della partnership con Cassa Depositi e Prestiti, nel programma Acceleratore imprese na delle sfide per le piccole e medie imprese e delle mid cap italiane è quella di accedere a servizi di alta consulenza e di formazione di alta qualità a condizioni sostenibili, per rimanere competitive e crescere, anche in momenti di cambiamenti strutturali del sistema economico-finanziario come uello attuale. Proprio per sostenere la crescita del sistema produttivo CDP prevede nel suo piano industriale una specifica linea di azione strategica finalizzata a favorire l’innovazione, la ricerca, lo sviluppo e la crescita, anche internazionale, delle imprese italiane. Il programma acceleratore imprese è una piattaforma di servizi profes-

sionali per la crescita delle aziende ad alto potenziale, che si pone l’obiettivo di fornire alle aziende un supporto in termini di adozione di una cultura manageriale allineata alle best practices del mercato e di miglior utilizzo delle risorse. Per realizzare questo obiettivo, il programma “Acceleratore imprese” vuole favorire l’incontro tra le imprese e le società fornitrici dei servizi di consulenza e o formazione, mediante la messa a disposizione da parte di queste ultime di servizi a condizioni economiche di maggior favore rispetto a quelle rinvenibili sul mercato, con riferimento a varie aree tematiche. RSM SpA è orgogliosa di far parte di questo progetto e in qualità di società di consulenza far la sua parte affinc la cultura di creazione di valore e della trasparenza

NELLA FOTO L’AUTRICE LAURA DE LISA, SENIOR MANAGER DI RSM ITALY

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siano i drivers principali da trasferire agli imprenditori di oggi, ma ancora di più a quelli di domani. In particolare, RSM SpA fornirà consulenza nelle seguenti aree: 1. Consulenza strategica, con l’obiettivo di sviluppare, certificare i piani strategici di crescita 2. Trasformazione digitale, con l’obiettivo di accompagnarne il processo nelle imprese, anc e individuando le fonti di finanziamento più adeguate (come il bando ministeriale a sportello in apertura il 15 dicembre) 3. Trasparenza, legal & regulatory, con l’obiettivo di supportare l’azienda nel miglioramento della comunicazione finanziaria, nelle attivit di certificazione e nelle attivit di scouting di finanza agevolata e o a fondo perduto Nicola Tufo, il partner che ha lavorato al protocollo di intesa e che seguirà lo sviluppo di questo importante progetto, dichiara “siamo convinti che il supporto allo sviluppo e all’innovazione delle imprese italiane, cuore pulsante del nostro sistema economico, sia una priorità per la crescita e la ripartenza del nostro Paese”. Proprio allo sviluppo, innovazione e alla crescita economica sostenibile è destinato l’ultimo bando del programma quadro Ho-


te in questa tematica: - progettazione e costruzione di edifici volta alla riduzione delle emissioni incorporate e aumento dell efficienza energetica - transizione verso edifici energeticamente positivi energeticamente autosufficienti con tecnologie di produzione di energia rinnovabile ad alto potenziale di innovazione.

rizon 2020 “Building a low-carbon, climate resilient future: Research and innovation in support of the European Green Deal” (in breve European Green Deal Call). La Commissione Europea mette a disposizione complessivamente circa 1 miliardo di euro per progetti di ricerca e innovazione che contribuiscano ad affrontare la crisi climatica e le sfide am ientali, in linea con il Green Deal Europeo. o sc ema di selezione prevede un finanziamento fino al 1 per soluzioni innovative e sostenibili per l’ambiente e il clima, a diversi livelli di maturità tecnologica, supportate da tre enti indipendenti (aziende, università, enti di ricerca pubblici o privati, ecc.) provenienti da almeno tre Stati Membri o Paesi Associati all’UE. Settori e aree del bando, in scadenza il prossimo 26 gennaio 2021:

Dalla riduzione dell’impiego di pesticidi e antimicro ici, fino all’ela orazione di protocolli dietistici sani e in linea con l’ecosostenibilità, le progettualità in questo ambito devono mirare a contribuire significativamente agli o iettivi di ampia portata sul tema proposti dalla UE: idurre del l uso e il risc io complessivi di pesticidi c imici e del l uso di pesticidi più pericolosi entro il 2030; idurre le perdite di nutrienti del , effetto che ridurrà l'uso di fertilizzanti di

L'ULTIMO BANDO EUROPEO HORIZON 2020 SCADRÀ IL PROSSIMO 26 GENNAIO ED È FOCALIZZATO SU DECARBONIZZAZIONE E SOSTENIBILITÀ

I A partire dall’acquisizione di maggiori informazioni sugli usi, le fonti e il destino ambientale delle sostanze chimiche, il bando volto a finanziare: • il monitoraggio ambientale e umano (biologico) di sostanze chimiche mobili e persistenti; • la raccolta di informazioni sulla tossicità, al fine di consentire la caratterizzazione dei rischi per la salute umana e gli ecosistemi, anche a bassi livelli ambientali e l'esposizione com inata cumulativa • ricerca e sviluppo di tecnologie (bio) di onifica del suolo e dell ac ua • sviluppo di migliori pratiche per la gestione e il trattamento di rifiuti, suolo e acque contaminate. I

i finanzia la realizzazione di progetti innovativi per la realizzazione di sistemi di teleriscaldamento, raffreddamento o cogenerazione considerando l efficienza, l affidabilità, la scalabilità, la sostenibilità e la circolarità.

Ci sono due direttrici principali considera-

almeno il entro il idurre del le vendite dell di antimicrobici per animali da allevamento e in acquacoltura entro il 2030; • Dimezzare lo spreco alimentare pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo entro il 2030; • Invertire l'aumento dei tassi di sovrappeso e obesità nell'UE entro il 2030; • Portare le diete europee più in linea con le raccomandazioni dietetiche.

ROCCO ABBONDANZA, PRESIDENTE DI RSM ITALY

l finanziamento volto ad aumentare la capacità di valutare le conoscenze e le attitudini dei cittadini, in particolare dei giovani, sui cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile e la protezione ambientale. Verranno supportati programmi educativi specifici, attivit di rete e scam io di uone pratiche nel settore dei cambiamenti climatici e dell'educazione allo sviluppo sostenibile.

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FINANZIARE L’IMPRESA

in collaborazione con Aifi

Piccole imprese crescono tra competenze e capitali L'emergenza ha permesso a molti imprenditori di cogliere l'opportunità

di Anna Gervasoni

L'

anno sta per concludersi e i numeri di questi mesi ci danno una prima fotografia dell’impatto della pandemia sull’andamento del nostro Paese olti i settori in difficolt , alcuni di essi nevralgici per la nostra economia, come uello del turismo, della ristorazione e dell’ otellerie u uesto si dovr concentrare l’attenzione della manovra pu lica, c e auspic iamo sia anc e l’opportunit per ripensare e rilanciare in c iave di modernizzazione alcuni comparti fondamentali per l’occupazione e lo sviluppo del nostro Paese Come a ia-

PROFESSORE ORDINARIO DI ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE ALLA LIUC DI CASTELLANZA. È ANCHE DIRETTORE GENERALE DELL’AIFI (ASSOCIAZIONE ITALIANA DEL PRIVATE EQUITY, VENTURE CAPITAL E PRIVATE DEBT)

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mo scritto nelle pagine di Economy in questo anno, l’emergenza a permesso a molti imprenditori di cogliere l’opportunit per rinnovarsi, modificare la propria strategia e rafforzarsi nella governance e nella propria attivit Per far uesto ovviamente necessario avere accesso a capitali, ma anc e disporre di competenze manageriali e imprenditoriali Potre e essere l’occasione per consolidare alcuni segmenti di mercato e portare ad uno sviluppo dimensionale delle nostre realt produttive, sia attraverso crescita interna c e attraverso crescita esterna, cio ac uisizioni n uesto processo può essere di supporto il Private e uit , sia nel fornire capitali per lo sviluppo ad imprese spesso gi nel proprio portafoglio (in questo caso parliamo delle operazioni di add on per poter effettuare progetti di investimento e ac uisi-

zioni, sia per accelerare progetti di trasmissione di propriet , cessione di aziende, in cui l’imprenditore a maturato la decisione di vendere l’azienda ad un nuovo team manageriale, con maggiori energie per affrontare la discontinuit operazioni di anagement u out Da questi fenomeni emerge un quadro particolarmente vivace guardare i numeri dei primi nove mesi del , pu licati dall’ sservatorio Private uit onitor della iuc- niversit Cattaneo, lo vediamo con c iarezza el terzo trimestre sono stati annunciati nuovi investimenti uando lo scorso anno, nello stesso periodo, ne avevamo , raggiungendo cos , a oggi, 1 operazioni in un anno n uesto contesto, si vedono anc e alcune attivit di ristrutturazione aziendale operate dai fondi di turnaround, ovvero operatori c e investono in un’azienda in difficolt economica o finanziaria c e necessita di supporto attraverso un piano di rilancio industriale e finanziario n talia uesti fondi sono ancora poc i ma svolgono un ruolo importantissimo e lo avranno nei prossimi anni, a difesa del valore e dell’occupazione c e si può recuperare dalle imprese in difficolt , c e non devono essere a andonate ornando ai dati, la maggior parte degli investimenti dei fondi a riguardato anc e in uesti nove mesi le operazioni di u out secondo i dati Pem il del totale , seguite da uelle in capitale per lo sviluppo 1 , dove troviamo molte operazioni di add on, protagoniste in uropa e in talia uardando ai settori di attivit c e anno attratto maggiormente l’interesse degli investitori in uest’anno cos particolare, notiamo un focus sia negli am iti tradizionali c e su settori tec nolog ased, il delle operazioni a riguardato i eni di consumo e il 1 i servizi professionali 1 , ma in tutte le imprese target si intercettata una volont di cam iamento, attraverso innovazione tecnologica, manageriale e di governance, uno spirito imprenditoriale volto a un nuovo paradigma di visione e prospettiva


La Madonna dei Tesorieri del Tintoretto, realizzato intorno al 1566-1567 e conservato dal 1812 nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia

pagamento per concentrare le uscite in funzione delle entrate attese.

Le tre risorse dei tesorieri che favoriscono la ripresa Back to basic, Connectivity e Digitalization: i Cfo devono ritrovare i fondamentali, diventando collettori di informazioni e utilizzando

di Andrea Curti

N

el mondo della tesoreria aziendale, il 2020 è stata un’opportunità? Se parliamo del ruolo strategico, in molte aziende il tesoriere è stato fondamentale nella gestione della liquidità a sostegno del business, mentre se analizziamo il lavoro di front office della tesoreria aziendale, le difficolt di relazione con i partner finanziari sono spesso derivate da una scarsa proattività nell’evidenziare le reali necessità dell’impresa. Per favorire la ripresa i tesorieri devono ritrovare i fondamentali (back to basics), diventando collettori di informazioni per restituirle all’esterno in modo efficace connectivity), sfruttando le nuove tecnologie per

L'AUTORE, ANDREA CURTI, È ACCOUNTING FINANCE AND CONTROLLING DIRECTOR DEL GRUPPO MONTENEGRO E MEMBRO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DI AITI

una maggiore efficienza e tempestivit talization ueste sono le sfide del

digi-

Back to basics n assenza di nuove soluzioni efficaci, il tesoriere mette in atto le sue competenze di cash management ritrovando un ruolo centrale nel governo del working capital (la liquidità che si genera è a costo zero) e monitorando la centrale rischi per evitare un surplus nell’utilizzo degli affidamenti na particolare attenzione è da riservare allo stock: in momenti di crisi del business, risulta molto facile produrre per il magazzino, per non essere impreparati nel momento c e si verifica la ripresa. La produzione messa a magazzino, in un periodo di crisi, salva il conto economico, ma immobilizza un’importante porzione di liquidità. Vanno gestiti, insieme al dipartimento dei crediti, i piani di rientro per i crediti incagliati, e le concessioni delle dilazioni, mentre per i pagamenti è utile istituire momenti di

Connectivity Il tesoriere deve essere in contatto con tutti i dipartimenti dell’azienda, nessuno escluso. Deve conoscere le criticità del business e le esigenze della supply chain. La connessione efficace uando il tesoriere riesce a supportare il business e soddisfare le esigenze aziendali garantendo un flusso di cassa congruo. L’aspetto relazionale diventa un’esigenza per fare bene il lavoro e trovare un ruolo centrale nella gestione finanziaria dell’azienda. Digitalization e difficolt di comunicazione c e si sono presentate durante l’emergenza Covid hanno reso drammaticamente attuali i problemi legati ad un’insufficiente a ilit digitale di molte aziende italiane. Gli investimenti tecnologici nelle tesorerie, spesso costole del dipartimento amministrativo, sono limitati e considerati spesso non indispensabili. olte aziende gestiscono ancora la pianificazione finanziaria, anc e di reve, attraverso fogli excel, quando un Tms (treasury management system) anche non complesso consentirebbe un’integrazione, una fruibilità e condivisione di informazioni per svolgere il lavoro in modo veloce e anche in remoto. Fare viaggiare i dati in modo veloce è essenziale per garantire un tempestivo aggiornamento della posizione finanziaria e il dialogo con gli istituti finanziari, reso complicato dall’assenza di contatto de visu. Il tesoriere che cambia il suo modo di lavorare, seguendo le urgenze dettate dalla pandemia, raccoglie una sfida c e lo vedr protagonista nella vita aziendale del prossimo futuro.

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FINANZIARE L’IMPRESA NSA ECONOMY RANKING

La carta vincente vale 8 miliardi di euro L’industria cartaria italiana investe circa il 6% del proprio fatturato sul territorio. Il settore è solido e ben patrimonializzato. N di Davide Passoni

“L

a carta è un materiale igroscopico, composto da materie prime soprattutto vegetali, unite per feltrazione ed essiccate”. Così recita Wikipedia quando descrive uno dei materiali più diffusi al mondo. Wikipedia però non sa che l’Italia ha una forte tradizione nell’industria cartaria, che si traduce in un fatturato annuo per il settore di quasi 8 miliardi di euro. La produzione si aggira intorno ai 9 milioni di tonnellate, che confermano il Paese al quarto posto tra i produttori di carta in Europa. Dei 9 milioni di tonnellate prodotte, circa il 57% è generato da carta da riciclare, mentre nel comparto imballaggio la percentuale raggiunge l’80%. ’ sa conom an ing a classificato le imprese più virtuose. Tra esse vi è la Allprint di Reggello (FI): «Siamo parte di un grande gruppo internazionale con oltre quaranta stabilimenti e questo ci aiuta a essere solvibili - dice Sabatino Bonchi, amministratore dell’azienda -. Lo saremmo anche senza il gruppo, ma il fatto c e uesto non a ia pro lemi finanziari per noi un ulteriore vantaggio. Lavoriamo con clienti in tutta Italia, grandi e piccoli e operiamo ogni anno molti investimenti per continuare a competere sul mercato». Si è invece piazzata al primo posto nel Nord-Ovest la Saccarta di Lentate sul Seveso (MB): «In oltre 70 anni di attività abbiamo vissuto tante situazioni che ci hanno insegnato a fare gli investimenti giusti al momento giusto, anche quando gli altri non investono, come stiamo facendo quest’anno - racconta Roberto Croso, presidente del cda -. Ci aiutano anche la conoscenza del mercato e la capacità di soddisfare

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le mutevoli esigenze dei clienti: serve essere capaci di dare un prodotto sempre più performante e sempre più competitivo, offrendo anche un ottimo servizio. Anni fa era importante consegnare un prodotto, magari con qualche difetto su cui si chiudeva un occhio; oggi invece la capacità delle aziende è quella di essere molto più attente perché l’offerta è più ampia e internazionale. Inoltre, abbiamo scelto di esportare in zone come la Mitteleuropa, dove i clienti non sono facili da conquistare ma che, una volta c e ci riesci, sono molto fidelizzati e offrono migliori condizioni economiche. Senza perdere di vista le nostre stelle polari: qualità, prezzo e dare al cliente la certezza che le sue esigenze saranno soddisfatte anche in situazioni difficili pera a Correggio P la L.I.C.A., specializzata in imballaggi: «La nostra storia ci ha spinti a fare delle scelte forti di investimento sull’azienda e sui prodotti che hanno portato questi risultati - dice il presidente, Fabrizio Bocchi -. Abbiamo una clientela principalmente italiana, mentre all’estero esportiamo per una minima parte su un segmento molto particolare, che è quello delle scatole che contengono le pizze, nel quale possiamo contare su poc i clienti ma solidi e affida ili Inoltre ponderiamo sempre con molta attenzione i nostri investimenti, valutando bene in anticipo uali enefici potranno portare all’azienda finora le scelte c e a iamo fatto in questo senso ci hanno premiato». Francesco Guercio è l’amministratore della Sacis Packaging di Palermo: «Durante il lockdown i consumi di farina sono aumentati moltissimo e visto che produciamo sacchi per farine, ne abbiamo

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dati di Assocarta, l’associazione imprenditoriale che aggrega, rappresenta e tutela le aziende che producono carta, cartoni e paste per carta, ci dicono che queste sono particolarmente virtuose, perché investono circa il 6% del loro fatturato totale sul territorio, a beneficio dello sviluppo del Paese. Queste aziende godono spesso di una buona solidità patrimoniale. Per Econom , ha classificato queste realtà il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche ed elaborazione di dati commissionata da Econom all fficio Studi del Gruppo Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l analisi classifica le imprese per solidit patrimoniale, performance, affidabilit e redditività: i medesimi parametri utilizzati per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale sullo stato delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di salute di queste imprese, suddivise per area geografica.

venduti molti di più. Siamo una delle aziende italiane più piccole del settore cartotecnico e da sempre siamo attenti a conti e costi, perché come sacc ificio operiamo circondati da grossi gruppi e multinazionali. Una cosa che ho notato con piacere è che il Covid ha avvicinato molto nord e sud Italia. Oggi molti clienti chiamano dal Triveneto per acquistare i nostri prodotti e rimangono soddisfatti. Prima, solo pochissime persone lo facevano. La nostra micro e media industria è una potenza e dobbiamo credere nuovamente nel sistema Italia».


Carta - classifica per area geografica

SUD

NORD-OVEST

NORD-EST

CENTRO

AREA GEOGRAFICA

CLASSIFICA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

RAGIONE SOCIALE NUOVO SCATOLIFICIO MENGONI S.R.L. SOUND CENTER S.R.L. DOCUMATIKA S.R.L. SIGILLA S.R.L. VIVA - S.R.L. C.C.A. VELLETRI S.R.L. WHYNOT S.R.L. DEONET S.R.L. DELTA S.R.L. ALLPRINT S.R.L. TINKHAUSER GMBH CART - ONE S.R.L. L.I.C.A. S.P.A. MARSEILER SRL M.A. S.R.L. SCATOLIFICIO GIAMPIETRI SRL LA SERENISSIMA SRLS ILLARI S.R.L. GOLLIN S.R.L. GROTTO BRUNO - S.R.L. SACCARTA SPA ARCA ETICHETTE SPA CARTOROBICA S.P.A. STAEDTLER ITALIA S.P.A. CORPORATE EXPRESS SRL ONE SHOT S.R.L. FUGAZZA FRATELLI E C. S.P.A. VALSECCHI CANCELLERIA S.R.L. FONTANA GRAFICA S.R.L. WELKOME SRL VERSY S.R.L. HOLDING MEC S.R.L. LA CARTARIA S.R.L. LA NUOVA PAPIER CART SRLS VERONCART S.R.L. ABM S.R.L. SYSTEM TREND SRL D.A. OFFICE S.R.L. SACIS PACKAGING S.R.L. VIBOR WORLD SRL

FATTURATO

INDIRIZZO

5.338.916 € 5.102.790 € 4.708.683 € 3.772.766 € 2.495.449 € 2.086.043 € 1.945.273 € 1.939.906 € 1.739.155 € 1.561.876 € 18.490.168 € 17.129.197 € 9.769.779 € 6.894.849 € 5.566.699 € 5.398.509 € 4.242.814 € 3.931.462 € 3.321.762 € 3.040.950 € 27.064.561 € 26.910.764 € 23.889.601 € 16.542.755 € 15.286.345 € 11.465.763 € 10.223.318 € 9.067.164 € 6.025.581 € 4.926.452 € 5.156.867 € 4.791.500 € 1.751.143 € 1.367.241 € 1.303.987 € 1.277.474 € 1.247.462 € 952.417 € 868.963 € 846.391 €

Castelfidardo (AN) Pistoia (PT) Pontedera (PI) Pesaro (PU) Empoli (FI) Latina (LT) Bagno a Ripoli (FI) Livorno (LI) Nettuno (Roma) Reggello (FI) Bressanone/Brixen (BZ) Torrile (PR) Correggio (RE) Bolzano/Bozen (BZ) Soliera (MO) Collecchio (PR) S’Ambrogio di Valpolicella (VR) Bologna (BO) Villaverla (VI) Schio (VI) Milano (MI) Marcallo con Casone (MI) Calcinate (BG) Corsico (MI) Castelletto Cervo (BI) San Donato Milanese (MI) Spino d’Adda (CR) Milano (MI) Milano (MI) Milano (MI) Afragola (NA) Sant’Anastasia (NA) Piano di Sorrento (NA) Napoli (NA) Casavatore (NA) Napoli (NA) Montesilvano (PE) Napoli (NA) Palermo (PA) Portici (NA)

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LA CORSA A OSTACOLI PER OTTENERE UN FINANZIAMENTO

30 25

PMI & FINANZA

20 15 10 5 0 Difficoltà Difficoltà Difficoltà nella produzione nella fase di istruttoria legate ai tempi della documentazione presso le banche di risposta delle banche necessaria Totale

3-9 Addetti

10-49 Addetti

Altre difficoltà

Nessuna difficoltà

50-249 Addetti

250 e oltre

IMPRESE PER CLASSE DI ADDETTI, VALORI PERCENTUALI. FONTE: ISTAT, “SITUAZIONE E PROSPETTIVE DELLE IMPRESE NELL’EMERGENZA SANITARIA COVID-19”

MEDIATO E GARANTITO ECCO IL CREDITO A PORTATA DI PMI C N A

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di Sergio Luciano

L’INTERVISTA PARLA L’A.D. DI GRUPPO NSA FRANCESCO SALEMI

96 L’ISTRUTTORIA MACCHÈ OSTILI, LE BANCHE VOGLIONO SOLO VEDERCI CHIARO

97 I RISULTATI IL 100%DI ESCUSSIONI TRACK RECORD DI NSA

italia pmi100%

NORD est

LA MEDIA NAZIONALE

pmi 20% 48% servizi 19% commercio 19% Industria 13% edilizia 2% trasporti

NORD OVEST

pmi 27%

44% servizi 23% commercio 17% Industria 14% edilizia 2% trasporti

43% servizi 20% commercio 22% Industria 13% edilizia 2% trasporti

centro

pmi 25%

48% servizi 22% commercio 14% Industria 14% edilizia 2% trasporti

SUD

pmi 28%

36% servizi 29% commercio 15% Industria 17% edilizia 3% trasporti

98 LO SCENARIO GIOVANE, PICCOLA E DIFFUSA ECCO COM’È L’IMPRESA IN ITALIA

100 CASE HISTORY «NSA, IL PARTNER IDEALE PER LO SVILUPPO DELL’AZIENDA»

I

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e è vero che “la legge non ammette ignoranza”, è ancor più vero per quanto riguarda il mercato, le sue regole e le sue opportunità. Ignorarle può costare caro. Ne sanno qualcosa i tanti piccoli e medi imprenditori che hanno tentato invano di accedere al credito bancario o al mercato dei capitali senza riuscirvi non tanto per mancanza di requisiti oggettivi quanto per l’incapacità di presentarli nelle forme dovute o per carenze di tipo organizzativo-contabile o anc e di natura certificatoria c e spesso le strutture meno robuste patiscono. Economy ha sviluppato negli anni alcune relazioni privilegiate con attori primari del mercato per essere utili alle Pmi: informandole su “come fare” per accedere al credito, o ai mercati finanziari, superando gli scogli iniziali. In questo inserto di otto pagine ed in altre iniziative analoghe a venire, accentueremo quest’impegno con la preziosa collaborazione di NSA, la società leader della mediazione cre-

ditizia tra istituti bancari e imprese già nota ai nostri lettori, specializzatasi da molti anni nei finanziamenti garantiti alle Pmi igilata dalla Banca d’Italia, presieduta da Gaetano tio, sa, con uffici operativi a Castel ella (BS) e numerosi consulenti sul territorio nazionale, collabora con oltre venti banche italiane. Ridisegnando il settore del credito alle imprese, c e fino a anni fa era limitato a finanziamenti a breve termine, senza garanzia statale, NSA ha creato un ponte tra le banche e il edio Credito Centrale facilitando, grazie alle sue competenze e organizzazione, il percorso di richiesta di ammissibilità al Fondo di Garanzia e riducendone sensibilmente i tempi tecnici. NSA intermedia e svolge in effetti un ruolo di consulenza bilaterale: verso le imprese, assistendole nella preparazione ottimale delle pratiche di richiesta; e verso le banche, snellendo il loro compito di istruttoria. Buona lettura, e soprattutto: buon credito!

II


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L’INTERVISTA

La triangolazione vincente tra imprese, banche e Stato Nell’emergenza il Gruppo NSA tiene il passo con l’escalation di richieste come ci racconta l’amministratore delegato Francesco Salemi di Emanuela Notari

FRANCESCO SALEMI L’AZIENDA L’HA CRESCIUTA, INSIEME CON GAETANO STIO, L’UNO AMMINISTRATORE DELEGATO E L’ALTRO PRESIDENTE. Fin dal 2001, quando l’hanno

escussione della garanzia del edio Credito Centrale è del 100% e abbiamo felicemente superato tutti i controlli random dell’ente

fondata insieme con un pugno di collaboratori, uando ancora i finanziamenti erano a revissimo termine e il ondo di aranzia era nelle mani dei soli Confidi stata proprio NSA a trovare il modo per avvicinare le anc e al ondo di aranzia c e avre e permesso alle Pmi di avere accesso a finanziamenti a lungo termine a si trattava di un mercato tutto da creare. C’ voluta pazienza perc all’inizio le anc e non si fidavano , ricorda rancesco Salemi. «Abbiamo dovuto convincere che avevamo l’organizzazione e le persone per accompagnarle o addirittura sostituirle nella parte pi difficile del percorso, c e la urocrazia non avre e rallentato il processo e che in fondo alla strada ci sarebbe stata la certezza della garanzia statale a prima a darci fiducia stata la anca alsa ina, poi ne sono arrivate altre, tutte banche ben radicate nel loro territorio con saldi rapporti con l’imprenditoria locale. Oggi lavoriamo con una ventina di istituti di credito. Nessuno di loro ha mai dovuto pentirsi. Il nostro tasso di

A distanza di 20 anni il Gruppo NSA è cresciuto con una velocità non comune... ...E conta oggi moltissimi collaboratori, diversi dei quali contrattati proprio nel corso di quest’anno in seguito all’escalation di ric ieste di finanziamenti da parte delle Pmi durante i primi mesi della pandemia. I mesi

II

È STATA NSA A TROVARE IL MODO PER AVVICINARE LE BANCHE AL FONDO DI GARANZIA CHE AVREBBE PERMESSO ALLE PMI DI ACCEDERE AI FINANZIAMENTI

da marzo a giugno sono stati una specie di emergenza sul fronte del credito alle Pmi Si è mosso lo Stato, si sono adattate le Banche e sono corsi ai ripari gli imprenditori. i fronte all’incertezza della crisi pandemica gli imprenditori si sono premuniti di garantirsi la liquidità di cui avevano bisogno, o avrebbero potuto aver bisogno, a fronte di un crollo temporaneo del fatturato: da un lato con nuovi finanziamenti, grazie all’estensione statale delle garanzie, e dall’altro attraver-

FRANCESCO SALEMI AMMINISTRATORE DELEGATO GRUPPO

so le moratorie concesse dalle banche per la restituzione di finanziamenti pregressi Cos il lavoro si è moltiplicato in maniera impressionante nel giro di qualche mese. Come avete affrontato l’emergenza? iamo messo l’azienda in smart- or ing, abbiamo assunto nuovi collaboratori e ci siamo fatti in quattro per facilitare il percorso contactless: firme digitali, invii e scam i digitali di documenti con clienti, banche e edio Credito Centrale, assistenza online, coordinamento in remoto dei gruppi di lavoro e centinaia di incontri uotidiani tra agenti e clienti, che erano il nostro standard, nel giro di una settimana si svolgevano tutti online o al telefono. Persino i tanti collaboratori che abbiamo assunto o contrattato in uesto periodo sono stati selezionati online, assunti, contrattualizzati e formati per via digitale essuno viene assunto senza ac uisire una formazione c e per noi fondamentale: abbiamo inventato un modello di lavoro e vogliamo che chiunque si aggiunga al nostro staff sappia come muoversi. E i vostri interlocutori come hanno reagito? Ci si poteva aspettare un crollo sul fronte dei nostri interlocutori travolti da volumi di la-


OGGI LAVORIAMO CON UNA VENTINA DI ISTITUTI DI CREDITO: NESSUNO DI LORO SI È MAI PENTITO voro che improvvisamente erano decuplicati, invece le anc e anno tenuto e il edio Credito Centrale addirittura dava risposte in una media di 6/7 giorni. D’altra parte ne andava della produttività, dell’economia e dell’occupazione del Paese n ell’esempio di pu lica amministrazione c e lavora ene, non per niente è guidato dalla stessa persona da 20 anni… Può spiegarci brevemente e con semplicità perché il vostro lavoro è così delicato? a delicatezza del nostro ruolo sta nel fatto c e intermediamo una relazione finanziaria triangolata tra imprese, anc e e tato uol dire avere rapporti con tutti i soggetti avendo ben chiaro le rispettive priorità e preoccupazioni Con le imprese c e si rivolgono a noi per un finanziamento e con le anc e c e decidono di erogarlo perc contano sulla garanzia statale e ci autorizzano, attraverso una procura, ad agire per loro conto presso il edio Credito Centrale ietro uesta operazione c’ la responsa ilit economica di tutte le parti. Delle imprese che richiedono il credito con dic iarazioni di ordine amministrativo di cui sono responsabili e delle banche che si espongono anticipando un finanziamento

a lungo termine che solo in seguito, nel caso il cliente smetta di restituirlo, sarà escusso presso lo Stato. E nostra in quanto garanti della ualit e della correttezza del nostro lavoro. Ovvero? Perc tutto vada a uon fine isogna c e ogni documento, ogni dato di un modulo lunghissimo di richiesta di ammissibilità dell’impresa al credito garantito, ben 22 pagine, sia corretto, preciso e verificato asta c e in seguito a un controllo random del edio Credito Centrale qualcosa non sia al suo posto o un dato non corretto e, anc e a distanza di anni dall’erogazione del finanziamento, lo tato può non ritenere l’impresa idonea e pertanto sanzionarla u cifre fino a euro la sanzione da a volte il finanziamento residuo, non sono noccioline. In questo caso naturalmente l’impresa cercherebbe di rivalersi sulla banca e la banca su di noi, e si aprirebbe un circolo vizioso di esposizione economica e relazioni conflittuali Bisogna essere molto attenti. anc e molto fiscali oi lo siamo tanto da avere appena contratto un’ulteriore polizza assicurativa per una copertura di milioni di euro, fino a milioni di euro per evento di rischio. Avendo sempre pagato i premi, ma mai riscosso le coperture negli ultimi 20 anni, le assicurazioni ci amano iamo i loro clienti ideali Ci sono state aziende c e anno scambiato la nostra precisione per cavillosità e se la sono presa con noi per non aver avallato ric ieste di finanziamenti con il ondo di aranzia, ma i primi ad essere certi dell’ammissi ilit dell’azienda do iamo essere noi, c e ci mettiamo responsa ilit finanziaria e reputazione Poi, nei casi in cui crediamo c e l’azienda, pur non avendo tutti i re uisiti ric iesti dal ondo di aranzia, sia sana e possa

accedere a un finanziamento, cerc iamo di aiutarla con altre forme di garanzia pu lica, come per esempio Sace o Ismea. Per questo organizzazione e formazione del personale per noi sono cos importanti: per dare risultati cos precisi, veloci e affida ili, tutto il nostro ac -office deve essere in grado di utilizzare nuove tecnologie, machine learning, intelligenza artificiale iamo persino sviluppato i nostri algoritmi. A parte l’evidente aumento delle richieste dovuto alla crisi pandemica, come sta evolvendo il mercato? a ce a recentemente espresso preoccupazione riguardo l’esposizione delle imprese italiane nei confronti degli istituti di credito e cos stiamo aprendo a ondi c e potre ero essere interessati a costruire un rapporto con le aziende n molti casi si tratta di forme di fintec c e pro a ilmente avranno un peso maggiore nel medio termine, quando saranno adottate in modo più diffuso dalle nuove generazioni di imprenditori Se dovesse riassumere la vostra forza in due parole? Persone e organizzazione a anc e innovazione a una parte le nostre persone c e creano un rapporto di fiducia con il cliente e sanno essere sempre avanti nell’immaginare nuovi s occ i di mercato, dall’altra l’organizzazione dei processi e la ricerca di soluzioni innovative. Prima di noi il mercato era costituito da aziende c e si occupavano solo della intermediazione e aziende c e si occupavano solo dell’analisi dei dati. Siamo stati i primi a mettere insieme queste due cose che di fatto riflettono la nostra forza: persone e organizzazione ta a noi continuare a guidare il mercato in tutte le sue evoluzioni future

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PMI & FINANZA III


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L’ISTRUTTORIA

Macché ostili: le banche vogliono solo vederci chiaro

di Lorenzo Bosio

L’

“istruttoria” ha un proprio fascino che è rimasto nell’immaginario collettivo da Sherlock Holmes al più ruspante Tenente Colombo, per non citare il mitico Tenente Sheridan, tutti alle prese con casi di finzione molto complessi per l’apparente mancanza di indizi, prove ecc. L’istruttoria della richiesta di un prestito - molto pi c ic definirlo affidamento segue le stesse metodic e nella valutazione della “verità” riguardo la capacità da parte dell’impresa richiedente di rimborsare il capitale affidato e di pagare gli interessi el caso specifico la complessit notevolmente amplificata dalla realt dei rapporti di business tra una banca e un’impresa di cui si tratta di prevedere il futuro e che si opera all’interno di un complesso di leggi e norme molto specific e c e tendono ad accentuare la responsabilità degli amministratori della banca nel proteggere gli interessi dei clienti e i propri. Questo aspetto dell’“istruttoria” non è stato mai affrontato dalla pubblicistica divulgativa perché considerato ostico per il lettore medio, con l’effetto di aver distorto la percezione della complessit del pro lema riducendolo a una generica posizione apriori-

IV

sticamente ostile delle banche nei confronti della concessione di finanziamenti alle imprese c e ne anno isogno Percezione della realtà ulteriormente distorta dalle enormi difficolt c e a avuto il sistema ancario in Italia a causa di vicende molto negative di alcuni istituti di credito negli ultimi anni. na istruttoria di affidamento in sostanza è una complessa raccolta di oltre 600 informazioni diverse relative alla impresa, ai suoi soci e alla loro solvi ilit , agli affidamenti in L’ISTRUTTORIA È INDISPENSABILE PER RESTITUIRE ALLA BANCA UNA VISIONE SUFFICIENTEMENTE CHIARA DEL FUTURO DELL’IMPRESA

atto e alle garanzie gi prestate, ai suoi ilanci degli ultimi due anni, all’andamento del puntuale rispetto delle sue o ligazioni con il sistema finanziario, tri utario e contributivo, ai raffronti con il proprio passato e con i dati di imprese comparabili per tipologia di attività e per dimensioni. utte ueste informazioni devono essere innanzitutto estratte con grande competenza ed accuratezza da circa 1 documenti diversi, scelti tra una gamma degli oltre 1 possi ili, a seconda della tipologia

LORENZO BOSIO DIREZIONE IT GRUPPO NSA

della richiesta e delle leggi e norme che ne regolano la corretta composizione uccessivamente vengono analizzate da diverse persone competenti con grande autonomia di giudizio, e uindi anc e in contrasto tra di loro, per fornire ai massimi poteri decisionali della anca una visione sufficientemente chiara del futuro probabile dell’impresa ric iedente, delle garanzie fornite a supporto della ric iesta di affidamento e del relativo rischio di credito, detto anche pi empaticamente merito creditizio uesto difficile e complesso percorso della nostra istruttoria verso la “verità” ha lo scopo di consentire all’ lta irezione di prendere una decisione che risulti la più “saggia” possibile, tenendo presente la necessità di tutelare entrambi gli interessi della Banca: la necessità di impiegare il proprio denaro per trarne profitto e, nel contempo, di garantirsi una effettiva capacità di rimborso, mancando la quale il primo obiettivo si traduce in un danno ’istruttoria: un difficile percorso a ostacoli per orientarsi con saggezza e senso del usiness in un contesto obiettivamente ostico, che implica anche una valutazione del futuro, da sempre irta di incertezze e, purtroppo, di insuccessi


Il 100% di garanzie escusse track-record del Gruppo NSA Dietro ogni pratica ci sono, oltre al consulente che segue direttamente

di Luisa Terenzio

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STEFANO BRESCIANI, DIRETTORE GENERALE GRUPPO NSA

e un finanziamento garantito dal di pre-ammortamento fino a mesi durante i ondo di aranzia significa c e la anuali l’impresa paga solo gli interessi, poi cominca concede un prestito a un’impresa cia a restituire il credito e l’impresa finanziata c e il edio Credito Centrale, ente gestore del paga gli interessi, ma a partire dal anno coondo di aranzia, giudica ammissi ile alla gamincia a saltare ualc e rata di restituzione del ranzia statale, la uale, nel caso l’impresa si rivecredito, la anca deve avvisare il edio Credito lasse morosa, ristorere e la anca fino al 9 Centrale del risc io creditizio e non lo fa o non della cifra erogata ino mila euro, addirittura lo fa correttamente o non lo fa nei tempi ric ieper intero Per essere ammissi ili le imprese sti, risc ia c e il edio Credito Centrale le neg i devono compilare e consegnare fino a dola garanzia su cui contava, con evidente perdita cumenti e sottoscrivere dic iarazioni assumendi soldi per la anca a gestito dal dosi la responsa ilit ad oggi oltre 1 1 riNSA DAL 2007 A OGGI HA GESTITO PIÙ dei dati riportati e in c ieste di escussione DI 1.100 RICHIESTE DI ESCUSSIONE, ase a un controllo e tutte andate a uon TUTTE ANDATE A BUON FINE GRAZIE A mediamente il edio UN’ORGANIZZAZIONE ALL’AVANGUARDIA fine , c iosa con sodCredito controlla ogni disfazione tefano anno il delle ric ieste la documentazione resciani, irettore enerale del ruppo , presentasse un errore, la garanzia potre e felicemente superato controlli uesto essere negata anc e anni dopo l’erogazione del possi ile perc disponiamo di un’organizzafinanziamento, l’impresa dovre e pagare una zione all’avanguardia e perc dietro ogni prasanzione pesante fino a volte il de ito residuo tica ci sono, oltre al consulente c e segue diretdel finanziamento e la anca c e a concesso il tamente il cliente e fa il regista dell’operazione, finanziamento non avre e pi le spalle coperte persone c e svolgono ruoli diversi e verificanel momento in cui il cliente non dovesse rimno, en prima c e il finanziamento venga erogaorsare il suo de ito Perc anc e anni dopo? to, c e tutte le carte siano in regola, anc e uelle ormalmente uesti finanziamenti anno dule cui compilazione e responsa ilit competono rata di - anni, in ualc e caso anc e oltre i all’impresa ric iedente noltre, considerato c e 1 olitamente previsto un primo periodo ormai ogni firma apposta sui documenti in

forma digitale, conserviamo tutta la documentazione c e potre e eventualmente servire per escutere la garanzia in armadi elettronici, a disposizione delle anc e clienti ata la recente impennata delle ric ieste di garanzia da 9 nel periodo 1 1- 11 dell’anno scorso a1 1 nello stesso periodo di uest’anno , offriamo alle anc e, clienti e non, un nuovo servizio: una verifica delle pratic e pregresse anc e gestite autonomamente dagli uffici interni della anca , controllando la documentazione raccolta e la modalit con la uale stata presentata la ric iesta di garanzia, e siamo a disposizione per gestire la correzione integrazione dei dati documenti non conformi uando tutto corretto certific iamo la conformit alla anca e simuliamo l’escussione su un campione di operazioni Per uesta attivit a iamo stipulato anc e una polizza assicurativa specifica punti di forza di c e ci permettono di ottenere il 1 di garanzie escusse sono due: la correttezza della documentazione e l’osservanza dei termini temporali indicati dal edio Credito Centrale elle comunicazioni c e allertano l’ente di un risc io creditizio per il uale si intende far valere il ondo di aranzia, asta un giorno di ritardo per inficiare la uona riuscita dell’operazione

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PMI & FINANZA V


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LO SCENARIO

Giovane, piccola e diffusa ecco com’è l’impresa in Italia

i dati ufficiali depositati presso le Camere di Commercio con i ilanci di mila imprese, campione pi c e rappresentativo delle Pmi italiane oltre il 1 , e li a analizzati in termini di genere, distri uzione geografica, settori economici e livello di fatturato. nnanzitutto i dati di ci permettono di Al Nord prevale l’industria, al Centro i servizi e al Sud il commercio: dire c e il ord- st la macroregione con N A meno Pmi, le uali superano invece la media un Paese dinamico, in cui il 28% delle Pmi è “al femminile” nazionale al ud e al Centro ella suddivisione per settori economici, i a ra dell fi io di del r o servizi sono sovrappesati al ord- vest e al Centro rispetto alla media nazionale al contrario sono sovrappesati il commercio al Italia è uno dei Paesi nei quali le picIn molti casi le Pmi sono la faccia del made ud e l’industria in tutto il ord ’edilizia e i cole-medie imprese hanno un peso in Italy che ancora ci rappresenta all’estero trasporti superano la media nazionale al ud, maggiore nel contesto europeo. e di quell’imprenditoria familiare che tiene seppure quest’ultimo settore sia quantitatiuantificate in circa milioni, dato medio, in piedi la produttività italiana. Raramente vamente molto meno rilevante ovun ue, risecondo l’Istat sono per l’80% microimprese capita però di leggere dati di profilazione pi spetto agli altri. Interessante l’analisi dei dati ossia con un numero di addetti inferiore ai approfondita e qualirelativi ai titolari di IL 54,7% DEI TITOLARI DI PMI HA MENO 1 , cui seguono le piccole con un 1 1 tativa che consentano Pmi, dai uali emerge DI 55 ANNI, MA LE AZIENDE 9 addetti e le medie per un - 9 di colorare i numeri, un primo elemento CON I FATTURATI PIÙ ALTI addetti): intrapresa minuta e diffusa. Ma ciò dando un volto un po’ “qualitativo” di un SONO NELLE MANI DEGLI OVER 70 che contraddistingue l’Italia è il peso che le meno vago e un po’ certo risalto, forse adPmi anno nel Paese, rappresentando en meno standard a queste piccole imprese che dirittura inaspettato: il 28% delle Pmi è retto il 92% delle aziende italiane e dando lavoro rappresentano l’ossatura imprenditoriale da donne titolari, con una percentuale supeall’ degli occupati, con un incidenza sul del paese. riore alla media al Centro 9, e uella Pil di oltre il Prometeia 19 ’ fficio tudi del ruppo a incrociato pi al di sotto della media nel ord- st ella profilazione per settore economico, le donne eccedono la media della rappresentanza nei servizi, a seguire commercio PMI: TOTALE TITOLARI PER ETÀ E FASCIA DI FATTURATO e con un certo distacco industria, edilizia e Italia Under 55 55-70 Over 70 trasporto. Utile a completare il quadro la concentrazio#PMI 55% 32% 13% ne di titolari donne 1 nella fascia di fat68.6% 63.6% 62.6% 66.2% Meno di 0,5 milioni € turato sotto i mila euro, peraltro uella c e da sola rappresenta i di tutte le Pmi 21.6% 22.9% 21.6% 22.0% Tra 0,5 e 2 milioni € italiane Potre e invece sorprendere c e Tra 2 e 5 milioni € 6.3% 8.1% 8.7% 7.2% quasi un quarto delle Pmi rette da donne siano nella fascia di fatturato pi alta, oltre i 1 Tra 5 e 10 milioni € 2.2% 3.2% 4.0% 2.7% milioni di euro. 1.3% 2.2% 3.1% 1.8% Oltre i 10 milioni € Un’ultima considerazione riguarda la distri-

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DOVE LE TITOLARI SUPERANO DELMEDIA 28% NAZIONALE LA DEL 28% 44% servizi 31%

prevalgono NORD OVEST

NORD est

pmi 20% 48% servizi 19% commercio 19% Industria 13% edilizia 2% trasporti

NORD OVEST

pmi 27%

44% servizi 23% commercio 17% Industria 14% edilizia 2% trasporti

43% servizi 20% commercio 22% Industria 13% edilizia 2% trasporti

centro

23% commercio 29%

prevalgono

centro

pmi 25%

sud 17% industria 25%

prevalgono NORD OVEST

48% servizi 22% commercio 14% Industria 14% edilizia 2% trasporti

nord est SUD

14% edilizia

pmi 28% 21%

36% servizi 29% commercio 15% Industria 17% edilizia 3% trasporti

prevalgono sud 2% trasporti 27%

prevalgono sud uzione delle Pmi per fasce di et dei titolari: , gli under anni, ,1 tra e , 1 , over anni nteressante notare c e la maggior parte dei titolari uomini è nella fascia di et tra i ei anni, mentre la maggior parte delle donne in uella over e infine incrociamo i dati di fatturato con l’et dei titolari, ne esce una conferma: i fatturati pi alti sono nelle mani dei titolari pi senior www.grupponsa.it

italia pmi100%

44% servizi 23% commercio 17% Industria 14% edilizia 2% trasporti

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PMI & FINANZA VII


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CASE HISTORY

«NSA, il partner ideale per lo sviluppo dell’azienda» C

N A C

di Luisa Terenzio

COME NELLE MIGLIORI STORIE IMPRENDITORIALI, LUCA BERNARDINI, FONDATORE DI SISTHEMA GLOBAL TRADE, INIZIA IL SUO PERCORSO DAL BASSO, COME RAPPRESENTANTE DI UN’AZIENDA DI PRODUZIONE DI SCALE E PAVIMENTI IN LEGNO. A 22 anni si

mette in proprio, scegliendo un posizionamento di ricerca di materiali, forme e geometrie. I primi anni di attività lo mettono in condizione di conoscere molti artigiani e architetti che gli avrebbero dato ciò che cercava. La vita gli offre l’opportunità di ristrutturare una villa di prestigio a San Remo. Era il 2012. Lì conosce le persone che gli aprono le porte del mercato della Costa Azzurra e da allora non si è pentito. «Tra quello che può offrire il mercato immobiliare italiano, anche di lusso, e quello che offre la Costa Azzurra non c’è paragone. Sono i 300 chilometri di costa più ricca del mondo e il settore delle costruzioni di lusso ha generato un indotto all’altezza. Si tratta quasi sempre di terze o quarte case, dai 5 milioni di euro in su, vendute attraverso agenzie specializzate nel lusso. Mai visto nessuno fare più di 3 visite prima di staccare un assegno di quella portata. È chiaro che è un paradiso per chi ha deciso di lavorare bene. La nostra azienda viene dal territorio dell’eccellenza nelle costruzioni, il made

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in Italy in questo settore è made in Bergamo o made in Brescia. Noi possiamo costruire l’immo ile da zero, dallo scavo fino al vetro doccia, oppure possiamo ristrutturarlo. Sempre con design e materiali di grande qualità. Non c’è una sola casa di quelle che abbiamo ristrutturato in Costa Azzurra che sia rimasta invenduta. Così siamo cresciuti, oggi abbiamo 70/100 persone che lavorano per noi ogni giorno, più una serie di collaboratori esterni. L’azienda cresce, i progetti crescono. È così che ho cono«CI SENTIAMO TUTTI I GIORNI, LORO SANNO SEMPRE COME AVANZANO I MIEI PROGETTI E CAPISCONO COME AIUTARMI ANCORA PRIMA CHE IO GLIELO CHIEDA»

sciuto NSA, avevo bisogno di allineare le nostre risorse alle nostre potenzialità». Com’è andata? L’incontro con il Presidente, Gaetano Stio, è stato casuale. Lui ha prestato grande attenzione al mio racconto, quasi appassionandosi alla nostra avventura, e mi ha subito presentato il Direttore Generale, Stefano Bresciani, che nel giro di poco è diventato il mio migliore amico. Hanno capito di cosa avevo bisogno e mi hanno subito trovato la soluzione giusta. Intendo

LUCA BERNARDINI FONDATORE SISTHEMA GLOBAL TRADE

dire che hanno tante e tali conoscenze che, a seconda di ciò di cui hai bisogno, ti trovano la soluzione migliore in un ventaglio di possibilità che nessun istituto di credito da solo potrebbe individuare. E poi hanno un sacco di energia, tanta da trasferirne anche ai clienti e agli interlocutori. È gente che come me sa vedere la parte mezzo piena del bicchiere, e la trovano. Quanto tempo è durata l’operazione? In realtà con NSA ho fatto diverse operazioni ma in nessun caso, dalla ric iesta di finanziamento all’erogazione, ci sono volute più di 3 settimane. Ma ciò che per me conta di più è che ci sentiamo tutti i giorni, loro sanno sempre come avanzano la mia azienda e i miei progetti, e arrivano a capire cosa potrebbe aiutarmi prima ancora che glielo abbia chiesto. Le operazioni cui si riferisce è riuscito a farle con la sua banca? No, mi hanno trovato loro l’istituto di credito più indicato per quello che volevo fare. Poi quell’istituto è diventato la mia banca anche per le cose personali. Se dovesse dire in sintesi la sua esperienza con NSA? ravi, veloci, gentili affida ili o c e siamo sulla stessa lunghezza d’onda e che posso considerarli partner nello sviluppo della mia azienda.


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STORY-LEARNING

LA CITTÀ DELLA MEDICINA PROGETTO PILOTA IN CAMPANIA 106 GRUPPO MASCIO QUELLA PASSIONE CHE MUOVE I CANTIERI DI MEZZA ITALIA

A Baronissi, in provincia di Salerno, sta decollando il progetto pilota che vedrà collaborare startup, aziende biomedicali, imprese e università. Un modello collaborativo che farà scuola in tutto il Paese di Alessandro Faldoni

108 SIBEG ALTRO CHE AMERICA LA COLA VIENE DALLA SICILIA

112 CAFFÈ MAURO LA MISCELA MIGLIORE È TRA IL BAR E LO SCAFFALE

114 TECNOMEC ENGINEERING L’INGEGNERIA AVIONICA È MADE IN SUD

116 LF SOLUTION SE LA PICCOLA PMI VA COME UN TRENO

118 RECROWD DIVENTARE IMMOBILIARISTI INIZIANDO DA 250 EURO

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l polo biomedicale e tecnologico Città arterie di collegamento, implementazione di della Medicina di Baronissi (Salerno) percorsi pedonali e ciclabili, parcheggi. Il polo comincia a prendere forma. L’ambiomedicale e tecnologico sarà collegato direttaministrazione comunale del centro della Valle mente al campus universitario di Baronissi, che dell’Irno, al cui vertice c’è il sindaco Gianfranco fa parte dell’ateneo di Salerno e ospita la Facoltà Valiante, ha aperto un avviso pubblico, con scadi Medicina e Chirurgia. denza 13 novembre 2020, per l’assegnazione di Una volta acquisite le manifestazioni d’intereslotti a start up, aziende se si provvederà alla L’INSEDIAMENTO DI BARONISSI AVRÀ biomedicali, imprese redazione del Piano UN’ESTENSIONE TERRITORIALE connesse ad attività Urbanistico Attuativo DI OLTRE 22MILA METRI QUADRATI sanitarie e di supporto (Pua). Un documento PER SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI all’università. L’area che individuerà cinque su cui sorgerà Città della Medicina, un progetto macro aree di insediamento: attività didattiche pilota a livello nazionale, ha un’estensione di e laboratori Università di Salerno; attività sanita222.490 metri quadri. Di questi 180mila sono rie pubbliche e private; attività di ricerca e servizi riservati a insediamenti di soggetti pubblici e all’università di tipo pubblico e privato; residenze privati che operano in campo produttivo o nella a rotazione d’uso per studenti e docenti; polo scoricerca. lastico superiore. Inoltre il Pua dovrà prevedere Il Comune, invece, grazie ad una dotazione di interventi di miglioramento dei collegamenti fondi regionali, si sta occupando delle opere ferroviari verso Città della Medicina, compresa la di realizzazione delle reti tecnologiche interne realizzazione di una stazione nell’area di Sava-Baal polo, urbanizzazione, allestimento di nuove ronissi, al servizio del polo.

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STORY-LEARNING TERRITORIO

Farina: «Così da noi la storia incontra l’innovazione»

Valiante: «Questo progetto diventa una sfida internazionale

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a più importante scuola medica del Medioevo rinasce sotto una nuova veste, in piena sintonia con la modernità. È da questa idea che nasce il progetto di Città della Medicina, come spiega l’assessore del Comune di Baronissi (Salerno) delegato alla realizzazione dell’opera, Alfonso Farina (mella foto). «Vogliamo far risorgere la scuola medica salernitana, un’istituzione che nasce nel IX secolo e che costituisce la base di tutta la medicina mondiale». Assessore, come nasce il progetto? Originariamente avevamo pensato ad allestire una Città dei Giovani, poi quando la Facoltà di Medicina dell’Università di Salerno è stata spostata presso il campus di Baronissi abbiamo ideato Città dei Giovani e della Medicina, che poi è il nome completo dell’attuale opera. Rilancio della scuola medica salernitana a parte, qual è il principio ispiratore? È nostra intenzione allestire un polo che consenta ai giovani laureati di fare formazione post universitaria direttamente nel luogo in cui hanno svolto il corso di studi. E dopo la formazione? Grazie alla presenza di attività specializzate nella sanità, nelle biotecnologie e in tutti i campi attinenti la medicina i giovani potranno facilmente trovare lavoro presso le imprese del polo, in questo modo arginiamo con un’azione concreta e innovativa il fenomeno della fuga dei cervelli e lasciamo sul territorio forza lavoro specializzata che può contribuire allo sviluppo dell’intero sistema scientifico ed economico. Volendo entrare più nel dettaglio dell’opera, come sarà strutturata? Avremo sia insediamenti di aziende ad alto valore aggiunto, start-up dei settori individuati in sede progettuale e attività classiche come cliniche, centri di riabilitazione, residenze sanitarie per anziani. Ecco, possiamo parlare di una vera e propria filie-

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ra della sanità e della medicina, che parte dalla ricerca e arriva fino all imprenditoria. Vi siete ispirati a qualche altra esperienza? No. Città della Medicina è un’esperienza unica nel suo genere. Un polo che volutamente nasce al Sud e che ha ambizione di diventare internazionale. Un’opera che, peraltro, giunge in un periodo particolare. Che ne pensa? Quando siamo partiti mai avremmo immaginato di trovarci in una situazione come quella attuale, però la pandemia ha reso attualissimi i temi della formazione, della ricerca e dell’innovazione in campo sanitario. E noi, con Città della Medicina, possiamo fornire un contributo determinante in tal senso. Il ruolo dell’Università di Salerno? L’interlocuzione con il rettore Vincenzo oia è costante e proficua. e due realt viaggiano di pari passo e devo dire che proprio il massimo esponente dell’ateneo sta offrendo un grande sostegno cercando in prima persona investitori qualificati per il polo. I prossimi passi da compiere quali sono? Innanzitutto aspettiamo il 13 novembre, quando scade il termine per le manifestazioni d’interesse da parte di chi vuole investire in Città della Medicina. Successivamente pensiamo di aprire un bando per l’assegnazione dei lotti anche se stiamo cercando di capire se è possibile passare alla fase operativa già dopo la presentazione delle candidature degli investitori.

ittà della Medicina comincia a prendere forma, un progetto che abbandona carte ed elaborati per diventare sostanza e sviluppo. Ma Gianfranco Valiante, sindaco di Baronissi (nella foto) e ispiratore dell’azione di rilancio dell’opera, guarda già oltre. a vera sfida sar quella di attrarre investitori nazionali e internazionali presso questo polo all’avanguardia che stiamo allestendo. Solo in questo modo avremo davvero raggiunto il nostro obiettivo». Come pensate di riuscirci? Le difficoltà sono rilevanti... Attraverso un piano di burocrazia zero. Chi deciderà di insediarsi presso Città della Medicina avrà tutto il nostro sostegno e potrà contare su percorsi amministrativi agevolati. Su cos’altro puntate? Sulla qualità del progetto e sul posizionamento logistico dell’opera: un vantaggio competitivo fondamentale. Baronissi è a poca distanza da Salerno e Napoli e, al tempo stesso, lungo le direttrici Irpinia-Sannio e Caserta-Roma. A ciò aggiungiamo che il campus universitario di Baronissi, a stretto contatto con la nuova opera, sarà presto raggiunto dal prolungamento della metropolitana di Salerno. Di conseguenza chi verrà a mettere radici presso il polo della medicina avrà tutti i vantaggi richiesti dalle imprese moderne. Come sarà, una volta completata, Città della Medicina? Sarà il gruppo multifunzionale che promette di essere? Avremo un polo biomedicale di altissimo profilo e una filiera che comprende didattica, formazione, attività produttive. Sarà lo sbocco naturale per i giovani laureati e laureandi della Facoltà di Medicina, sia per quanto riguarda le attività di specializzazione che per quel che concerne l’aspetto occupazionale. I tempi di realizzazione? Secondo il contratto 700 giorni, ma contiamo di concludere entro 12-15 mesi al massimo. L’importante è aver superato tutti gli scogli burocratici ed essere riusciti, grazie all’aiuto della egione, a sbloccare un finanziamento di 8,4 milioni di euro. Determinante per l’opera.


IL BUSINESS PROTETTO AD ALTO TASSO TECNOLOGICO C A di Sergio Luciano

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e c’è una cosa sicura dovrebbe esdalla nostra piccola comunità». sere un lockdown: in italiano, si Secursat è nata da un’intuizione di Calabrese, traduce con “blocco”. E invece non che aveva all’attivo una lunga esperienza nelc’è nessuna situazione che abbia più bisogno le forze dell’ordine e in alcune multinazionali di sicurezza Perc essere loccati significa private. L’intuizione era quella di caricare di essere esposti ai rischi senza potersi difendecontenuti digitali e di intelligenza artificiale i re. Secursat è un’azienda che vende sistemi e presidi della sicurezza aziendale. Tutelando servizi digitali per la sicurezza, di persone e innanzitutto ciò che un’azienda ha di più precose. E durante il primo lockdown pandemizioso: la sua integrit fisica, certo, ma anc e e co (ma anche nell’attuale e parziale) ha invesoprattutto le sue tecnologie, i suoi dati, il suo stito su se stessa per crescere come organizsoftware ed hardware, la sua connettività. zazione e come offerta. Riuscendoci. «Siamo nati durante la crisi economica», spiega «Siamo stati e siamo sottoposti come tutCalabrese, «e dunque sappiamo convivere con te le aziende allo stress-test pandemico ed l’emergenza. La nostra come quella dei clienti. agli effetti della fase Il segreto è l’organizSECURSAT OPERA ANCHE DA REMOTO 2 che stiamo vivenzazione, e dunque la GRAZIE A PIATTAFORME IN CLOUD do – spiega Giuseppe governance snella ed ESTREMAMENTE SICURE E UN MODELLO Calabrese, l’amminiefficace, poc e regole DI HOME WORKING FUNZIONALE stratore delegato e chiare, risorse guida imprenditore-fondatore - La crisi economica abituate a lavorare sotto stress con capacità è diventata anch’essa endemica, ma non la ed autonomia di risposta rapida, garantendo la stiamo affrontando con misure precarie e continuità operativa sulle tematiche di rischio temporanee. No. La stiamo affrontando ace protezione». cellerando sulla strada dell’evoluzione già La visione dell’azienda è che «i nuovi spazi e intrapresa: ciò che abbiamo vissuto e stiamo le nuove forme di lavoro e di socialità, le nuovivendo ci ha rafforzato nel nostro approccio ve interazioni determinate dalla pandemia, visionario e proiettato al futuro, ripartendo ma destinate sia pur diversamente a restare,

a confermarsi, possano svolgersi senza rischi e in una modalità di sicurezza digitalizzata», spiega ancora Calabrese. «Noi ci siamo già: siamo proattivi all’interno dei nuovi assetti economici, la nostra attuale capacità di resilienza all’esperienza del lock-down è una prova importante, continuiamo nella ricerca di risorse giovani dalle migliori università per intercettare i nuovi scenari tecnologici, e ciò ci rende sereni nell’affrontare questo momento storico che stiamo vivendo come un forte acceleratore. C’è in gioco la competizione e la sopravvivenza, ma noi siamo sull’onda, siamo giovani, e cavalc iamo le nuove sfide: siamo ecursat Cioè – in cifre - una realtà che, nata del 2013, nel 2019 ha fatturato 7.3 milioni di euro con un Ebitda del 12%. E che quest’anno dovrebbe chiudere i conti in complessivo miglioramento: «Ci basiamo su competenze, asset tecnologici di monitoraggio e analisi e significativi investimenti sulle risorse umane: da una parte nello sviluppo di un modello basato su piattaforme cloud, su un’ architettura di rete estremamente sicura che consente di intervenire, nella maggior parte dei casi, da remoto senza l’invio di personale (e non solo come fattore di risposta al Covid-19, ma anche come fattore in generale rivolto alla riduzione della mobilità, se non necessaria) e dall’altra parte investendo sulla qualità delle risorse e sul senso di appartenenza aziendale». Secursat ha avviato da tempo modelli organizzativi di home working funzionali, un piano di incentivi e di welfare per tutto il personale dipendente, ridisegnando il perimetro delle attivit su o iettivi non solo economici, affidando lo sviluppo del business ad una giovane manager, Maura Mormile, che gestisce un team interamente under 30, cercando di combinare intraprendenza, esperienze, competenze e innovazione.

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STORY-LEARNING

Al centro: Stefano Mascio, Direttore Generale del gruppo Mascio. A sinistra: Daniele Mascio, amministratore unico di Moviter srl. A destra: Emilio Mascio, amministratore unico di Traspoter srl. In piedi da sinistra: Antonella Mascio, responsabile Risorse Umane del Gruppo Mascio Domenico Mascio, capofamiglia.

bili, quattro pale gommate, un escavatore di categoria 352. Ogni volta che arriva un mezzo nuovo facciamo festa. E i nostri sono tutti mezzi euro 6.

Quella passione che muove i cantieri di mezza Italia Dietro le quinte delle grandi opere come il Ponte San Giorgio c’è un operatore che movimenta i materiali utilizzando ipertecnologici giganti su ruote: è il Gruppo Mascio, nato dall’amore per i camion... di Marina Marinetti C’È UN’ITALIA CHE NON SI FERMA. CHE PRODUCE, PIANIFICA, GUARDA AVANTI. SI MUOVE VELOCE, CRESCE E LO FA PUNTANDO TUTTO SU SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ. È l’Italia del

lavoro, mossa da imprenditori con i piedi per terra, concreti, lungimiranti, intraprendenti. È l’Italia mossa, soprattutto, dalla passione. Quella di Stefano Mascio per camion, autobetoniere, escavatrici, arriva da lontano: «Fin da ragazzino non vedevo l’ora di finire i compiti per correre da mio padre nei cantieri a manovrare i camion. E oggi sono qui», dice. Il “qui” è Mornico al Serio, a centinaia di chilometri dal suo Molise, in quella bergamasca che muove i cantieri di mezza Italia. Qui ha il quartier generale il Gruppo Mascio, che con i suoi brand Moviter, Traspoter e Beton Trasporti si occupa di

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movimentazione terra, calcestruzzi e materiali e del trasporto conto terzi, mentre Mascio Service si occupa di servizi di officina meccanica e Mascio Holding elabora dati per ottimizzare servizi e tempi di consegna. E la sua passione Stefano Mascio non l’ha mai persa per strada. Anzi. Tanto amore per i mezzi pesanti e alla fine se li è comprati. Quanti ne ha? In tutto, 430. Abbiamo130 trattori stradali, 20 trattori mezzi d’opera, 180 semirimorchi, quattro pianali, 40 autobetoniere a quattro assi, cinque betonpompe da 32 metri, tre pompe, tra le quali due di 42 metri a quattro assi e una di 61 metri a cinque assi, 30 motori a uattro assi, dieci furgoni, tre officine mo-

Un bell’investimento. Anche economico. iamo approfittato di ndustria per aggiungere servizi a valenza tecnologica. Abbiamo comprato autobetoniere di ultimissima generazione con elevati standard di sicurezza e basso impatto ambientale: attraverso un’app rivelano il peso e la velocità di carico e scarico dei materiali, dati disponibili sia per il clienti sia per gli addetti nei cantieri, in tempo reale attraverso telecamere installate a bordo. Oggi il nostro parco mezzi prevede sistemi su semirimorchi con parziale automazione tramite l’uso di sensori con feedback all’autista e su quasi tutti gli autoarticolati abbiamo specchietti retrovisori che sono vere e proprie videocamere in grado di comunicare con l’autista attraverso un sistema di luci su monitor del cruscotto. Con Mercedes abbiamo anche sviluppato un’app per le manutenzioni, che non solo ci indica il punto più vicino da raggiungere per la manutenzione programmata, ma già da remoto segnala l’anomalia della macchina e programma l’appuntamento in officina razie all’app, mentre il camion va in officina, uesta prepara gi il ricam io e il posto per farlo entrare. Una sorta di pit stop dei mezzi da cantiere. Noi puntiamo ad avere sempre meno tempi morti, non tanto per una questione di risparmio, quanto per assicurare l’affida ilit e la risposta al cliente Non per niente il claim del Gruppo Mascio è “move fast safe green”. Per noi non ci sono servizi impossibili: siamo versatili e dinamici, tutto si può fare. E lo si può fare in maniera veloce, sicura e attenta all’ambiente e al benessere delle persone.


Vi manca solo la guida autonoma. Eh... Ma è il codice della strada che non la permette per più di 15 secondi. Noi saremmo anche pronti a operare da remoto. Lo ripeto: guardiamo avanti proiettandoci nel futuro. Ma di elettrico purtroppo non abbiamo ancora nulla: sono stati studiate delle soluzioni su autobetoniere e betonpompe ibride, ma il problema è che manca tutta l’infrastruttura negli impianti di rifornimento. Quando ci sarà, noi saremo comunque pronti. È merito anche vostro se dalle ceneri del Ponte Morandi è nato il Ponte San Giorgio. Eravamo in pole position, con il getto dell’inter infrastruttura sul Ponte San Giorgio abbiamo lavorato per un anno e mezzo. Ora stiamo lavorando al Terzo valico dei Giovi, sulla Tav Tortona-Novi Ligure-Genova, la linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Milano e Genova in 50 minuti. Ma non è l’unico cantiere in cui siamo attivi: stiamo lavorando alla linea alta velocità Brescia Est - Verona, la cosiddetta Cepav, al corridoio plurimodale Tirreno - Brennero, il Tibre, al tunnel del Colle di Tenda di Limone di Piemonte. Siamo anche da voi, a Milano: stiamo ultimando la linea della metropolitana, stiamo portando il calcestruzzo con le autobetoniere per i lavori di rifinitura delle gallerie Le grandi opere costituiscono l’80% del nostro fatturato.

guardare avanti, non indietro. La famiglia è comunque con me: man mano che l’azienda cresceva e aumentavano i clienti sono riuscito a coinvolgere anche quattro dei miei fratelli e un cugino. E comunque tutta l’azienda è una grande famiglia. Una famiglia che va protetta. Sarò banale, ma non posso non sottolineare che il capitale umano è il vero valore dell’azienda. Ogni anno in Italia piangiamo centinaia di morti sul lavoro e decine di migliaia di DAL PONTE SAN GIORGIO AL TUNNEL DEL COLLE DI TENDA: LE GRANDI OPERE COSTITUISCONO L’80 PER CENTO DEL FATTURATO DEL GRUPPO MASCIO

infortuni. Per questo la sicurezza è fondamentale nella nostra attività, ed è la tecnologia ad aiutarci a proteggere il nostro capitale umano, riducendo il rischio di incidenti causati da affaticamento e dalle sue concause. I nostri mezzi dispongono di meccanismi tecnologici avanzati di supporto alla guida, su strada, a tutela dell’autista e degli altri veicoli, e sensori per il controllo a distanza delle operazioni di carico e scarico dei materiali trasportati. Non possiamo non chiederle dell’impatto del Covid. Non ci siamo mai fermati. Anzi, abbiamo an-

ticipato i tempi: noi avevamo già mascherine e disinfettanti fin dai tempi del primo focolaio di Codogno iamo intensificato ancora di più la formazione, un elemento sul quale puntiamo da sempre, con continui aggiornamenti sulla sicurezza, sul codice della strada, sui nuovi mezzi, sulla tecnologia. Abbiamo distanziato i dipendenti, fatto lavorare da casa chi poteva... E aiutato il territorio. Abbiamo fatto quel che potevamo, distribuendo mascherine alle popolazioni di Cerasuolo, Calcinate, Predosa, Mornico al Serio, Filignano... Con il territorio abbiamo da sempre un rapporto molto stretto. A partire dalle sponsorizzazioni sportive. L’anno scorso abbiamo “scoperto”, se così si può dire, la Blu Basket Treviglio che milita in A2. Siamo stati prima match sponsor, poi top sponsor: vedere il nostro brand sulle maglie dei giocatori è stato emozionante, dico sul serio. Tanto che poi sono diventato uno dei soci della Blu Basket: per me questa partecipazione è il simbolo del legame che abbiamo con il territorio della bassa bergamasca. Abbiamo anche sostenuto la 1000Miglia, come local partner nella quarta tappa, quella di Treviglio. E il futuro del Gruppo Mascio come sarà? Sempre fast e green.

E infatti il Gruppo Mascio anno dopo anno cresce a doppia cifra. Se vogliamo “dare i numeri”, abbiamo chiuso il 2019 con un fatturato consolidato di quasi 9 milioni di euro e quest’anno prevediamo di chiuderlo superando i 12,5 milioni. Che effetto fa a 42 anni essere alla guida di un’impresa di queste dimensioni? Ricordo ancora il primo giorno in cui sono andato via da casa. Se mi guardo alle spalle e ripenso com’è stata dura, specialmente i primi anni, lasciare la famiglia, andare in cerca di opportunità, prima in Toscana per tre anni e poi ritrovarmi qui, dopo tutta la strada percorsa, è una grandissima soddisfazione. Io però amo

STEFANO MASCIO

NON ESISTONO SERVIZI IMPOSSIBILI: IL NOSTRO MOTTO È “MOVE FAST SAFE GREEN” 107


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Altro che America la cola viene dalla Sicilia C C

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di Maddalena Bonaccorso

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na storia lunga 60 anni, che ha cambiato la Sicilia portando benessere, occupazione e prestigio: i eg, azienda a conduzione familiare c e imbottiglia e distribuisce tutti i marchi The Coca-Cola compan , oggi una realt c e, da sola, produce (secondo uno studio di Sda Bocconi) lo 0,05% del Pil della regione, con un fatturato di più di 100 milioni di euro (con un impatto socioeconomico di 48,2 milioni di euro) e detenendo il 63% a valore di mercato delle bevande gassate in Sicilia. o sta ilimento a poc i c ilometri da Catania, da dove ogni giorno partono, a seconda della stagione, dai 30 ai 100 autotreni con prodotti che vengono consegnati a circa

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30mila punti vendita, è il regno di Maria Cristina Busi, bolognese di nascita, e di suo figlio uca: senza l’intraprendenza della prima e l’a ilit manageriale del secondo, Sibeg non esisterebbe «Nel 1976, io e mio marito ergio, c e gi possedeva a imini la societ adi per l’im ottigliamento della Coca Cola, ci innamorammo della Sicilia» racconta la dottoressa Busi, oggi presidente dell’azienda e vice presidente di Confindustria Catania «e quello stesso anno il gruppo Busi acquisì Sibeg, che aveva attraversato un periodo molto difficile e risc iava di c iudere: per l’isola erano anni molto cupi e complicati, ma non ci siamo fatti scoraggiare C’ stata una intuizione, da parte di er-

gio, e anche la voglia di fare qualcosa per un territorio che in quegli anni era abbandonato a s stesso: aiutare i eg andava fatto Ma nel 1981 Sergio Busi, purtroppo, muore in un incidente d’auto, lasciando la giovane Maria Cristina da sola a portare avanti il sogno e il progetto di far grande Sibeg « spesso andando contro tutto e tutti» sorride ora la dottoressa Busi «ma sempre considerandomi un ponte, cioè colei che doveva gestire l’azienda al meglio per poterla poi lasciare a uca, c e uando morto suo padre aveva solo 10 anni». a allora la coppia d’oro della Coca Cola siciliana non si è fermata un attimo, con il giovane uca coinvolto, appena maggiorenne, dalla vulcanica mamma nelle partnership e nelle attivit dell’impresa di famiglia opo una reve esperienza nel gruppo Cremonini, a soli 1 anni, la mia prima attivit lavorativa vera e propria» spiega il quarantanovenne amministratore delegato «fu quella di seguire la sponsorizzazione fatta da i eg per i mondiali di calcio di Italia ‘90. Avevo compiuto 18 anni da poco. Premesso che fin da piccolissimo o sempre praticamente vissuto nelle aziende di famiglia respirando l’aria dell’imprenditoria di un tempo, credo di essermi innamorato del mio lavoro in quella occasione. Da allora ho sempre portato avanti studio e lavoro insieme, fino al pieno inserimento in azienda el 1 uca usi diventa amministratore delegato dell’azienda, con una transizione generazionale non semplicissima: Cristina vulcanica, all’inizio gli scontri sono stati epici , spiega l’amministratore delegato, «ma sempre nel rispetto dei ruoli, sia familiari c e aziendali iamo sempre stati una squadra, e continuiamo a esserlo anche ora che lei svolge il ruolo di presidente e io di amministratore delegato. Non potrebbe essere altrimenti, con una azienda c e a oggi


Maria Cristina Busi, presidente di Sibeg. otto il figlio uca usi amministratore delegato dell’azienda

conta 349 dipendenti e un indotto occupazionale di persone on sono solo uesti i numeri di i eg: con una superficie di sta ilimento di oltre 58mila metri quadri, la struttura ospita sia la zona dedicata alla produzione con sei linee di imbottigliamento e una sala sciroppi sia uella dedicata agli uffici di sede e all’ ead uarter el corso dell’ultimo iennio, inoltre, i eg a investito nell’ammodernamento ed efficientamento degli impianti e dei processi produttivi, sempre con una par«Sugar e plastic tax sono tasse distruttive, ticolare attenzione all’am iente e alla sostesenza alcun senso , prosegue l’a d c e non ni ilit : nella fattispecie, stato modificato migliorano la salute dei consumatori e anzi il collo delle bottiglie in Pet passando allo tendono a mettere le mani nelle loro tasche. standard Pco1881 che permette una riduFiguriamoci che dal governo vorrebbero zione del materiale plastico impiegato sulle tassare pure succhi, bevande vegetali e Coca bottiglie e sui tappi, con importanti risultati Cola zero, c e di zucc ero non ne a Proeconomici e di minor impatto ambientale. prio per questo nello scorso mese di genna«Ma se parliamo di tematiche green», contiio abbiamo lanciato un allarme, dicendo che nua uca usi, voglio ricordare il fatto c e uesti alzelli insensati mettono a repennoi portiamo avanti un vero e proprio Green taglio la continuazione del nostro lavoro in o ilit Program e c e gi nel 1 , uanSicilia». do di mo ilit elettrica non si parlava uasi Sibeg, infatti, nel 1994 ha aperto uno stabilia nessun livello, noi siamo stati tra primi mento di imbottigliain Europa a dotarci SIBEG FATTURA PIÙ DI 100 MILIONI mento anche a Tiraesclusivamente di DI EURO L’ANNO E HA 349 DIPENDENTI, na, in l ania: pensi auto full electric, per MA L’INDOTTO OCCUPAZIONALE c e l’allora presidendiminuire le emissioDELL’AZIENDA È DI 2.400 PERSONE te albanese, Sali Beni e l’in uinamento ris a , continua uca usi, soprannominò acustico iamo realizzato un vero e promia mamma “la rondine di Albania”, tale era prio ecosistema elettrico, con 110 auto, 4 la sua riconoscenza verso c i investiva nel scooter e 68 colonnine di ricarica, a disposuo Paese. Qui in Italia invece quasi si punisizione dei siciliani, dislocate su tutto il tersce chi investe e fa di tutto per migliorare i ritorio regionale. Queste 110 auto elettriche territori e creare occupazione ci permettono di evitare ogni anno l’immisAl momento, peraltro, a causa degli effetti sione di quasi 370 tonnellate di CO2». a proprio sul tema della sosteni ilit amdovuti alla pandemia da Covid-19, plastic bientale e del benessere del consumatore e sugar tax sono state rimandate al luglio arrivano anche le critiche, da parte del ma1, di soli sei mesi: risc iando, secondo nagement di Sibeg, verso un governo che ataria Cristina e uca usi, di nuocere ancotraverso le tanto discusse plastic e sugar tax ra di più a un comparto che comunque ha risc ia di colpire duro una realt virtuosa gi sofferto gli effetti del calo dei consumi

dovuto al primo loc do n e alle incertezze governative in tema di salvaguarda delle produzioni periamo in un ripensamento, perché sarebbe assurdo mettere a repentaglio posti di lavoro e sviluppo in nome di alzelli puramente ideologici, specialmente in periodi come questo che stiamo vivendo. e piccole aziende c iuderanno, uelle pi grandi dovranno comunque ridimensionare, e uesta ottusit governativa im arazzante spiegano all’unisono madre e figlio a per adesso, l’importante tenere duro, fronteggiare i danni dovuti alla pandemia e salvaguardare uno dei gioielli imprenditoriali pi importanti della icilia: secondo uno studio portato avanti dai professori Farizio Perretti e tefano asaglia di da occoni, se venisse meno la presenza di i eg in icilia, nell’isola si avre e un aumento del numero dei disoccupati pari al +0,3% (e , del tasso di disoccupazione no scenario infausto, c e l’ talia tutta e la icilia in primis non possono assolutamente permettersi: oi siamo come sempre pronti a fare il nostro dovere», concludono Maria Cristina e uca usi, per il ene della nostra regione adottiva, delle nostre eccezionali maestranze e di un’impresa con anni di storia alle spalle. Ma chiediamo e speriamo in una classe politica c e sia al fianco di chi crea lavoro».

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La mobilità garantita ora an e enefi È possibile contribuire al benessere della comunità e, al tempo stesso,

di Maddalena Bonaccorso onsentire ai soggetti più fragili l’attenzione sulle potenzialità delle persone, (anziani, disabili, persone svantage non sui loro limiti, si ottiene un vero camgiate) di spostarsi liberamente sul bio di paradigma» spiega il vicepresidente territorio e prendere parte alla vita della Marco Accorsi. «Oltre a coprire le necessità comunit , affidando autovetture attrezzate primarie come la spesa e le visite mediche, in comodato d’uso gratuito agli enti e alle i servizi di mobilità garantita permettono di associazioni di volontariato che si occupano visitare una mostra, assistere a una partita di di loro. Un proposito che diventa possibile – calcio, guardare un concerto eneficiarne e sostenibile a livello economico – grazie al è la società nel suo insieme, che diventa più coinvolgimento di imprenditori che credono inclusiva e partecipata». nel progetto e scelgoUn valore sociale che no di sponsorizzare PMG (PROGETTO MOBILITÀ GARANTITA) Pmg ha deciso di metOPERA SU TUTTO IL TERRITORIO i veicoli. È la mission tere nero su bianco, NAZIONALE CON 750 VEICOLI di Pmg, Progetto di diventando società E 650 ASSOCIAZIONI COINVOLTE Mobilità Garantita, enefit uesto staimpresa che opera su tutto il territorio naziotuto giuridico non va confuso con il Terzo nale con 750 veicoli circolanti, 650 associaSettore. È stato infatti introdotto in Italia di zioni coinvolte e circa 600 amministrazioni recente (con la legge di Stabilità 2016) per locali partner. riconoscere quelle aziende che, mantenenCostituita nel 2012, Pmg si propone di soddo la propria vocazione profit, si impegnano disfare il bisogno di contatti e relazioni e colformalmente a perseguire una o pi finalit mare i divari legati alla disabilità o ad altre di eneficio comune uelle di Pmg sono decondizioni di fragilità. «Se si riesce a spostare scritte in un Manifesto e si declinano su cin-

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que aree: cultura e sport, territorio, digitale, ambiente ed educazione. «Siamo partiti dalla nostra esperienza, l’abbiamo messa a sistema e abbiamo alzato il livello delle nostre ambizioni. Le cinque voci del Manifesto sono cinque impegni che ci assumiamo per il futuro», prosegue Accorsi. Per noi certificarci come societ enefit molto di più di una semplice formalità: è un segnale di trasparenza nei confronti dei nostri stakeholder», prosegue Accorsi. Tra questi stakeholder ci sono gli enti locali, c e affidano a Pmg il servizio di mo ilit garantita; le associazioni che ricevono gratuitamente i mezzi e devono sostenere solo il costo della guida e del carburante, perché quelli di mantenimento sono a carico di Pmg; e le imprese che sponsorizzano le autovetture e assicurano così la sostenibilità economica del servizio. Un esempio da manuale di partnership pubblico-privato. Nella prospettiva delle imprese, la sponsorizzazione del veicolo è una politica di Csr (responsabilità sociale d’impresa) destinata a portare i suoi frutti in termini di reputazione. «In questo momento storico le aziende sono chiamate a dimostrarsi vicine al territorio e alle difficolt delle persone pi fragili uelle c e si impegnano coi fatti, e non solo a parole, saranno premiate rispetto ai competitor», testimonia Accorsi. Anche in questo scenario di profonda crisi economica dovuta alla pandemia da Covid-19 e di grande incertezza sugli sviluppi futuri, gli imprenditori al fianco di Pmg non si sono tirati indietro. «Il virus ci ha fatto capire molte cose. Per esempio quanto siano frustranti le restrizioni sugli spostamenti e anche il distanziamento forzato. Problematiche che i soggetti fragili vivono da sempre», conclude il presidente. «Compatibilmente con le difficolt c e molte aziende stanno attraversando, la solidarietà non è mai venuta meno. Anzi, si è rafforzata».

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LA MISCELA MIGLIORE È TRA IL BAR E LO SCAFFALE Nel 2008 la calabrese Capua Investments rilevò lo storico Caffè Mauro per rilanciarlo nel canale horeca. Poi è arrivato il Covid. Così, ora il brand punta alla grande distribuzione grazie al private label di Riccardo Venturi

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ieci anni per completare il rilancio di un marchio storico del caffè che era entrato in crisi, grazie allo sbarco nel canale horeca e all’internazionalizzazione. E poi l’arrivo della pandemia, che mette in grande difficolt proprio ar e ristoranti e costringe a rivedere le strategie, o meglio a dare maggiore impulso a una strada saggiamente gi intrapresa: uella di un ritorno alla do con un posizionamento più forte. La storia recente di Caffè Mauro, azienda calabrese nata nel 1949, dimostra come per reagire in modo rapido ai cambiamenti imprevisti del mercato sia vitale avere a disposizione diversi canali di vendita, incluso uello online iamo a ituati alle difficolt , dice a rizio Capua nella foto della pagina a lato), amministratore delegato di Caff auro, c e a ac uisito nel 9 con la sua holding Capua iInvestments, dopo aver ceduto a Coca Cola Hellenic l’azienda di famiglia, la oci attiva nell’im ottigliamento delle i ite el 11 ci siamo trovati ad affrontare una forte crisi del mercato italiano e realizzare un’operazione di turnaround in periodi di recessione non è né semplice né veloce. Ma credevamo nelle potenzialit del marc io sul

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mo riusciti a raggiungere una uota interessante del mercato, con oltre 1 clienti rimarca Capua, il c e ci a permesso di raggiungere gli obiettivi del turnaround, perché l’horeca è un canale che dal punto di vista del prezzo medio a una marginalit molto superiore a uella dell’home market. Inoltre abbiamo fatto un lavoro straordinario anche sull’export, e grazie a un marchio importante come il nostro siamo riusciti a penetrare in oltre paesi, specie uelli dove la cultura del caff pi legata all’espresso Caff auro cos entrata nel a uota 19 milioni di euro di fatturato, con vendite per il nel mondo dell’ oreca tra talia e estero, mentre il resto arriva dall canale retail. mercato italiano e anc e su uelli esteri fatta? acc : arriva la pandemia l Covid Il rilancio di Caffè Mauro è passato da un ripena rivoluzionato la situazione dice l’ad di caff samento del modello di usiness iamo auro, e nonostante i grandi sacrifici c e a capito c e uello del caff un mondo molto biamo fatto per riuscire a raggiungere gli obietframmentato specie nel retail spiega Capua, tivi, ha rimesso tutto in discussione, mettendo non c e gli scaffali siano elastici, sono gi a dura prova il mercato horeca. La nostra attimolto affollati, e gli investimenti richiesti in vit stata fortemente colpita perc ci siamo comunicazione non sono alla portata di azienmolto esposti su uel canale a prima dello de medio piccole, soprattutto in una fase di scoppiare della pandemia l’azienda calabrese ristrutturazione i ui l’idea di percorrere aveva avviato un’attivit di analisi del mercato strade nuove: iamo deciso di puntare suldella do, parte di un lavoro di rinnovamento lo sviluppo del mercato oreca racconta l’ad della rand identit iamo c iesto a ieldi Caff auro, posen di analizzare il CAFFÈ MAURO OGGI È PRESENTE tendo utilizzare la leva nostro rand spiega IN 60 PAESI NEL MONDO E MENTRE IL 60% del know how che ci Capua, anc e con lo DEI RICAVI ARRIVA DA RISTORANTI, HOTEL deriva da un’esperien- E CAFFETTERIE IL RESTO VIENE DAL RETAIL strumento dello shopza di oltre anni con per experience, cioè il mondo Coca-Cola olo nel territorio di cui si accompagnando il consumatore nella sua gioroccupava la mia azienda, cioè tutto il Mezzonata di spesa per capire cosa vede di positivo e giorno, gestivamo circa 35mila punti vendita. di negativo nella nostra marca, da nord a sud Questo ci ha permesso di approcciare al meglio del Paese llo stesso tempo a iamo studiato un canale difficile, insieme alla ualit e al serl’evoluzione della do in tutti uesti anni in cui vizio di assistenza, su cui ci siamo molto bene eravamo concentrati sul canale horeca. Inoltre attrezzati abbiamo fatto un’analisi organolettica su tutto La strategia del nuovo corso di Caffè Mauro si è il portafoglio dei nostri prodotti presenti allo rivelata vincente el giro di anni in talia siascaffale, dal caffè macinato ai grani alle capsu-


le n lavoro c e proseguito anc e durante il loc do n lla fine a iamo tirato le somme sottolinea l’ad di Caff auro, individuato i punti di forza e uelli di de olezza e costruito insieme all’agenzia o ilant ssociati una nuova identit del nostro rand c e ufficializzeremo alla fine dell’anno, con una nuova architettura del nostro portafoglio prodotti, una proposizione commerciale di discontinuit per i consumatori e il mercato, c e tender alla semplificazione in uno scaffale frammentato e confuso come uello del caff n asse strategico del ritorno di Caff auro alla do il private la el, la marca del distri utore ono i prodotti c e prendono piede nelle fasi di difficolt mette in evidenza Capua, non più perché hanno prezzi bassi, come succedeva anni fa, ma prima di tutto perché hanno una presenza maggiore sullo scaffale: il proprietario della marca coglie l’opportunit di riempire i suoi spazi per avere un migliore rendimento. Inoltre investe in prodotti che rispettano le nuove tendenze in materia di sosteni ilit , con le certificazioni per il rispetto del lavoro dei coltivatori, e con l’utilizzo di materiali ecosostenibili per le confezioni. Oggi si sta affermando un pri-

vate la el di ualit c e per me il futuro, non si può stare fuori da uesta partita ltro cardine della nuova rand identit un’ulteriore sottolineatura del posizionamento nella fascia alta del mercato: iamo da sempre un marc io di ualit rimarca l’ad, non a caso lo slogan di Caff auro e aspetti c’ pi gusto , un messaggio riferito all’eccellenza della nostra tostatura lenta l nostro o iettivo identificarci come un torrefattore più concentrato sulla maestria nelle miscele c e sulla creativit del messaggio comunicativo n’altra direttrice su cui si deciso di spingere uella delle vendite online: e prima l’ talia era considerata un po’ indietro in uesto campo, oggi si allineata agli altri paesi europei, e cos sar per sempre osserva Capua, possi ile sviluppare un uon fatturato online nel settore caffè, anche oltre il 1 di uello complessivo: siamo ancora lontani, a iamo molto lavoro da fare a svolta di Caff auro a o iettivi precisi: rie uili rare l’azienda e cercare di recuperare uel c e purtroppo a iamo dovuto su ire con la pandemia, cogliere tutte le nuove opportunit e garantire il nostro sviluppo futuro scandisce l’ad uesto però non significa una ritirata dal mondo oreca: opo la fine del loc do n di primavera la ripresa si vista evidenzia Capua, la crisi non deriva da un calo della domanda, ens alla pandemia e uindi alle c iu-

sure nel loc do n: nel momento in cui finir , e siamo certi c e finir anc e perc a iamo caratteristiche di resilienza che non ci potrebbero far pensare diversamente, riteniamo che il mercato oreca si riprender in modo forte Per uesto a iamo investito su tutta la nostra rete di agenti, ne abbiamo diverse decine, una categoria assolutamente non tutelata da governo iamo anticipato le loro provvigioni anticipando uel c e un domani andranno a rigenerare, perché crediamo nella ripresa dei nostri clienti nc e perc non esiste solo l’ talia: Caff auro sorseggiato in paesi del mondo n Canada siamo presenti da circa anni puntualizza l’ad, in particolare nel mercato retail. Il nostro cliente, un importatore storico di prodotti made in tal , stato ac uisito l’anno scorso dalla multinazionale della distribuzione Tree of life, il che per noi è una grande opportunit , ci permette di ampliare il raggio d’azione in tutto il ordamerica umerosi i paesi nei uali invece la presenza di Caff auro riguarda prevalentemente l’ oreca: sraele uno dei mercati pi importanti nota Capua, ma anc e ermania, Polonia, diversi paesi del edio riente, dell’ sia orientale, in ustralia l prolema c e tutti uesti paesi stanno soffrendo, sono tutti pi o meno in loc do n periamo c e uesta pandemia ci lasci al pi presto

IL GUSTO DELLA SOSTENIBILITÀ Caffè Mauro utilizza imballaggi sostenibili e incentiva pratiche di lavoro che possano limitare l’impatto ambientale. L’ultimo progetto concluso riguarda la ricerca di materiale compostabile per le cialde da caffè; è anche allo studio una nuova capsula ecologica in materiale alternativo alla plastica. Nell’assortimento è presente una linea di caffè biologico

proveniente da piantagioni del centro e sud America con la certificazione FairTrade, che attesta condizioni commerciali pi e ue, senza speculazioni sul prezzo, c e danno l’opportunità ai paesi in via di sviluppo di investire nelle loro imprese e nelle loro comunità per un futuro sostenibile. L’anno scorso si sono aggiunti i protocolli Utz e Rainforest Alliance, due programmi di certificazione globale

rivolti ai produttori di t , caff e cacao il cui scopo è assicurare che la produzione primaria sia svolta correttamente, senza disagi per lavoratori e popolazioni locali. Da due anni inoltre tutta l’energia necessaria all’azienda viene acquisita da un fornitore di energia da fonte rinnovabile, la cui provenienza è al 100 da impianti eolici, idroelettrici, solari e a biomassa.

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C’è un’ingegneria made in Sud che fa scuola nel mondo Dagli impianti oil&gas alle mascherine semifacciali: intorno alla Tecnomec Engineering di Grumo Appula, fondata nel ‘77 da Carlo Maria Martino, ruotano innovazione e un profondo legame col territorio di Federico Pirro

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el vasto scenario delle industrie di processo diffusamente presenti nell’Italia meridionale - dalla siderurgia a aranto alle grandi raffinerie in Sicilia e Sardegna, dalle numerose centrali a turbogas in esercizio in diverse regioni alle estrazioni petrolifere in Basilicata e in Sicilia - un ruolo fondamentale assolvono cluster di aziende impiantistiche e di montaggio che nel corso degli anni sono venute specializzandosi in manutenzioni ordinarie e straordinarie, costruzioni di caldareria, tubisterie, piping, pezzi speciali e altra componentistica di impianti, e nella loro relativa messa in opera, mediante attività che impiegano in alcuni casi centinaia di addetti ualificati, cui le maggiori imprese delegano nei loro siti funzioni che, pur essendo complementari alle produzioni primarie, sono ormai divenute insostituibili. Alcune delle società di impiantistica poi, nate in determinati contesti del Mezzogiorno, grazie alle esperienze e al know-how che vi hanno accumulato, sono venute affermandosi sul mercato nazionale e in aree di Paesi esteri, soprattutto nel Nord Africa e in Medioriente, acquisendovi - grazie il più delle volte alla collaborazione con affermate engineering italiane ed estere operanti come capofila - commesse per importi rilevanti e non di rado di complessa natura realizzativa.

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Fra le imprese del settore che, dopo essersi consolidate nei territori in cui erano sorte, si sono poi affacciate prepotentemente anche nel Centro-Nord e in alcuni mercati esteri, si segnala la Tecnomec Engineering Srl di Grumo Appula, piccolo centro della Città Metropolitana di Bari, fondata nel 1997 da Carlo Maria Martino, laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Bari, divenuta negli ultimi anni per volume di fatturato e lavori in corso, pari quest’anno a circa 80 milioni, una delle cinque maggiori aziende del comparto nell’Italia meridionale. IL GRANDE STABILIMENTO DI GRUMO APPULA UTILIZZA ENERGIA RINNOVABILE GRAZIE AI PANNELLI SOLARI E A UNA PALA EOLICA ALTA 30 METRI

La Tecnomec Engineering offre alla sua ampia committenza soluzioni di elevata qualità progettuale e realizzativa nei settori dell’oil&gas, della siderurgia, della power generation ed anche della green energy. La società infatti - grazie alle ricerche della sua divisione che opera nell’energia verde e al team per le innovazioni tecnologiche – progetta e realizza, oltre alla costruzione di piping, s id, oiler, compressori, filtri separatori, reattori e carpenteria metallica anche di grandi dimensioni per alcuni dei maggiori player italiani ed esteri come Eni, Edison,

CARLO MARIA MARTINO, FOUNDER DI TECNOMEC ENGINEERING

Maire Tecnimont, Ilva, BHNuovo Pignone, AMInvestco Italy, Siirtec, Seci Energia, Avio - impianti innovativi per nicchie di mercato, come ad esempio quelli per la generazione di energia da biomasse. Pertanto le prestazioni dell’azienda per i suoi customer includono anche (su loro richiesta) progettazioni e disegni di dettaglio, procurement, prefabbricazione e messa in opera, grazie ad un proprio parco macchine imponente che include fra le altre venti gru telescopiche da 15 a 70 tonnellate, 2 gru Ormig da 40/50 tonnellate, 12 piattaforme aeree elevabili sino a 43 metri di altezza, 6 telehandler da 40 tonnellate, 1 semitrailer Cometto da 100 tonnellate e 25 carelli elevatori a trazione elettrica e diesel. La scelta compiuta con lungimiranza dall’ingegner Martino sin dall’avvio dell’attività aziendale di offrire alla sua committenza servizi non solo di costruzione e montaggio, ma anche e soprattutto di ingegneria - che grazie all’impiego di elevate competenze professionali si sono sempre più arricchiti con nuove specializzazioni - è un tratto distintivo della Tecnomec Engineering rispetto a molte altre Pmi dell’indotto impiantistico di alcuni grandi gruppi: tali piccole e medie aziende infatti in vari cantieri operano spesso come fornitrici di sola manodopera anche molto numerosa, ma impegnabile


LA LUNGIMIRANZA DI OFFRIRE NON SOLO COSTRUZIONI MA ANCHE SERVIZI DI INGEGNERIA solo in attività di manutenzione e montaggio non particolarmente ualificate e perciò a basso valore aggiunto. Invece, in virtù delle prestazioni del suo Dipartimento di ingegneria capace anche di progettazioni in 3D, la società è chiamata in molti casi a partecipare alla definizione ed esecuzione di lavori particolarmente complessi come, ad esempio, quelli compiuti nelle due raffinerie dell’ nia annazzaro e Taranto - in quest’ultima, com’è noto, giunge anche il greggio estratto in Val d’Agri in Basilicata - nei grandi cantieri petroliferi del Kashagan nel Mar Caspio in Kazakhstan, in mega strutture oil&gas in Libia, e nel Siderurgico tarantino che è tuttora la più grande (per capacità) acciaieria a ciclo integrale d’Europa. Con circa addetti fissi, integrabili secondo le necessità con altri folti contingenti di addetti interinali, la Tecnomec Engineering esegue i suoi lavori, con rigorose misure di sicurezza e in regime di controllo della qualità, nel grande stabilimento di Grumo Appula - sul cui tetto sono stati installati pannelli fotovoltaici, integrati come produttori di energia da una pala eolica di 30 metri di altezza - e in un altro vasto in-

partecipazione congiunta all’Adipec - The sediamento su uno yard nel porto di TaranAbu Dhabi International Petroleum Exhibito, esteso su oltre 70mila metri quadrati, tion, una delle maggiori manifestazioni fie22mila dei quali sono coperti ed attrezzati ristiche dedicate al settore dell’oil&gas nel con macchinari per costruzioni di elevate diMedio Oriente e nel Nord Africa che si svolmensioni e per l’assem laggio finale di pezzi ge ogni anno negli Emirati, alla cui ultima prefabbricati nei due siti aziendali che posedizione hanno partecipato 2.200 aziende sono richiedere l’impiego di gru con portata provenienti da 136 Paesi, cento delle quali sino a 650 tonnellate o, se necessario, anche dall’Italia, con oltre 145mila visitatori giunti superiore. Un altro cantiere della società è a da tutto il mondo. Massa Carrara. Inoltre, i sempre più intensi rapporti di colOra, alla luce della sua solida ed articolata laborazione della società con alcuni dipartiorganizzazione aziendale capace di coniugamenti del Politecnico di Bari, hanno portato re con competenza e professionalità progetin questa emergenza pandemica la New Eutazione ed esecuzione di interventi di varia roArt - una società collegata alla Tecnomec complessità, non è un caso che la Tecnomec con 80 addetti e oltre 9 milioni di fatturato Engineering sia stata scelta dal big player - a mettere a punto una innovativa maschearabo Danway EME-Danway Electrical & rina semifacciale per uso prevalentemente Mechanical Engineering LLC - parte della professionale in ambito sanitario, più leggeholding Al Nowais, uno dei maggiori gruppi ra dei prodotti equiimprenditoriali e fiLA TECNOMEC ENGINEERING È STATA valenti presenti sul nanziari degli Emirati Arabi Uniti - che cer- SCELTA DAL BIG PLAYER ARABO DANWAY mercato, con ottimo PER OPERARE CONGIUNTAMENTE livello di respirabilità, cava un partner preSUI MERCATI DEL MEDIO ORIENTE totalmente riciclabiferibilmente italiano le e con filtro intercam ia ile, denominata per operare congiuntamente sui mercati Lala - acronimo di leggerezza, aria, longevità di Emirati, Bahrein, Oman, Kuwait e Arabia e ambiente – Mask. Essa è stata presentata saudita. a Bari il 27 ottobre in una videoconferenza E questa collaborazione - sancita da un stampa cui hanno partecipato il prof. Cuaccordo stilato nella primavera scorsa, pertino, ettore del Politecnico arese, afall’indomani di una accurata due diligenfiancato dai direttori dei ipartimenti c e ce compiuta dal management della società hanno collaborato al progetto, l’ing. Carlo emiratina su stabilimenti, impianti, processi Maria Martino e l’ing. Mattia Lala inventore produttivi e tecniche di saldatura dell’imdel nuovo prodotto. L’azienda potrebbe propresa italiana - ha trovato il suo avvio nella durre a regime fra gli 8 e i 10mila pezzi al giorno. Un ultimo merito vanta la Tecnocmec che impegna nel suo vertice gestionale - una pratica non molto diffusa nel Sud - anche professionalità femminili come quelle di Antonella e Laura Martino, cui si affiancano iagio lessandro Martino, Giuseppe d’Alessandro e l’ormai lunga esperienza del fondatore dell’impresa che ricopre anche la carica di Presidente della Confapi-Confimi di Puglia

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STORY-LEARNING

i ola e er ifi a a os l’azienda va come un treno

di Sergio Luciano

M

erano chiama Roma chiedendo metterlo fuori esercizio. Di regola, la ripaefficienza e tecnologia, e oma razione e la riconsegna avrebbero assorbito risponde superando le migliori oltre un anno e mezzo di lavoro, forse ancor aspettative ondo alla rovescia? ossignopiù a causa del Covid. La direzione Tecnica di re, soltanto cronaca recente di uno di quei SAD dell’ingegnere Maurizio Chiusa, ha chieparadossi eccellenti dello strano paese chiasto agli imprenditori di LF Solution di fare mato Italia in cui un’azienda media – 200 diil miracolo e loro lo hanno fatto, per giunta pendenti – riesce a svolgere servizi di estrein tempi record. “più che merito nostro è ma complessità e delicatezza, superando merito dell’ingegnere Maurizio Chiusa si concorrenti dalla dimensioni decuple, grazie schernisce Riccardo Ferronato socio fondaad un’estrema competenza e ad una speciatore insieme a Fabio Barreca di LF Solution. lizzazione quasi maniacale. Stiamo parlando L’ingegner Chiusa, continua Ferronato, ha di LF Solution, un’azienda romana che opera considerato l’opportunità di stimolare la colnel settore della manutenzione ferroviaria laborazione di LF Solution con il costruttore garantendo tutti i processi del ciclo di vita di del treno per efficientare gli aspetti tempoun treno in modalità rali ed economici di LF SOLUTION È UNA PICCOLA AZIENDA certificata: progettauna commessa così ROMANA AD ALTA SPECIALIZZAZIONE zione, realizzazione importante per il CHE OPERA IN TUTTA ITALIA RISOLVENDO e manutenzione vera servizio passeggeri. ANCHE LE GRANDI EMERGENZE e propria di tutte le Rimettere in servicomponenti usurabili o comunque suscetzio un treno dopo una riparazione di queltibili di guastarsi. E naturalmente omologala complessità richiede procedure simili a zione. quella di un’omologazione di un treno nuoel novem re scorso uesto il caso di vo. Il che a sua volta richiede competenze di Merano – un treno della più grande azienda alto profilo oi le a iamo la lo sapedi trasporto pubblico locale dell’Alto Adige, va, ci ha creduto, e si è trovato bene: in soli la SAD, ha subito un incidente irreparabile: il sei mesi il treno era di nuovo in servizio sui convoglio, uno Stadler ETR 170.006, è derainari, con un sorprendente efficientamengliato per una frana caduta sui binari all’alto economico e una drastica riduzione del tezza di Rio Pusteria ed è stato inevitabile tempo di disagio del servizio per i cittadini».

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FABIO BARRECA

Tutto nasce nominalmente tre anni fa, sostanzialmente trenta. «L’azienda l’abbiamo costituita nel 2017, ma integrando competenze e professionalità di super esperti del settore con trent’anni di esperienza. Altrimenti non ci saremmo mai riusciti. Il nostro è un mestiere estremamente complesso. Abiamo ottenuto la certificazione cm una sigla inglese c e in italiano significa oggetto responsabile della manutenzione” I passeggeri mai si aspetterebbero che dietro la riparazione e la manutenzione di un treno si celino processi ingegneristici, normativi, amministrativi e gestionali imprescindibili per garantire la sicurezza del treno durante il suo esercizio. Il nostro lavoro garantisce la vostra sicurezza, chiaro? Piccoli e specializzatissimi. In un settore di colossi Come motoscafi incursori capaci di prendersi fette di mercato per la loro precisione e velocità. «Pur nelle nostre dimensioni siamo in grado di offrire tutta la filiera delle operazioni di manutenzione, riparazione, certificazione Per dimensioni, siamo tra i pochi – ed è la cosa che ci distingue e vogliamo far sapere – piccoli ma specializzati che sono riusciti a trovare questa nicchia che le consente di crescere e aprire la strada a giovani risorse ualificate da affiancare ai senior più esperti. E devo dire che quest’espe-


RICCARDO FERRONATO

rienza con la SAD ci ha spinti a raccontarci proprio per condividere con il mercato che la specializzazione ci ha messo nelle condizione di applicare le competenze più ampie possibile anche a lavori molto impegnativi». Inutile dire che i grandi gruppi del settore e gli stessi grandi costruttori ferroviari sono prudenti nel delegare lavori così delicati ma a volte devono farlo, vogliono farlo e hanno isogno di affidarsi a mani assolutamente sicure. Le piccole imprese peraltro di solito non anno le certificazioni c e invece olution a con uistato: d essere certificati come noi sono una decina di aziende in tutto e le altre sono solitamente enormi. La nostra peculiarità è che all’interno di una piccola azienda c’ un’ingegneria di altissimo profilo, con 30 anni di esperienza sia nelle manutenzioni che nell’omologazione». Su tutti gli organi di sicurezza dei treni bisogna operare secondo i dettami di un sistema di gestione certificato da un if - rganismo ndipendente Ferroviario di terza parte riconosciuto dall’ nsf genzia azionale per la icurezza delle Ferrovie. ella sua agilit operativa, olution riesce poi a svolgere un’altra attività professionale rara: coordinare in team squadre professionali molto grandi di aziende terze. Fungendo da general contractor, in sostanza, nella

gestione di squadre professionali esterne complesse: «Sì, ci è capitato di coordinare anche molte centinaia di addetti », commenta Ferronato. In questo senso LF Solution supera, volendo, il limite fisico rappresentato dalle dimensioni delle strutture dirette. «Ad esempio: abbiamo avuto modo di prendere in uso uno stabilimento di 40 mila metri quadrati, dove abbiamo impegnato 2 binari, e in questo stabilimento operano oltre 80 addetti non nostri che hanno lavorato con noi. Abbiamo adottato le nostre procedure certificate, c e uest’azienda ospitante non aveva, e abbiamo consegnato il lavoro nei tempi e nei modi voluti». È evidente che un’azienda come LF Solution LF SOLUTION È NATA TRE ANNI FA METTENDO INSIEME COMPETENZE E PROFESSIONALITÀ DI ESPERTI CON TRENT’ANNI DI ESPERIENZA

non ha bisogno di fare spot pubblicitari televisivi per farsi conoscere: agisce in un contesto dove i grandi clienti sono relativamente pochi e conoscono già perfettamente quali siano i loro fornitori. Ma in un ambiente altamente istituzionale ribadire i concetti-chiave del proprio posizionamento specializzazione, progettazione, realizzazione, certificazione, omologazione, agilit operativa, capacità di coordinamento – è sempre utile, soprattutto perché purtroppo in Italia si sono disperse negli anni delle professionalità eccellenti alle quali noi cerchiamo di ridare il giusto collocamento. Si pensi che oggi, spiega Fabio Barreca, treni Alta Velocità come i frecciarossa ETR 500 e ETR 1000 e Italo ETR 675 sono nati da ingegneri e da competenze di menti italiane che nel passato era collocate presso Fiat Ferroviaria e AnsadoBreda, italianissime realtà che hanno operato nel mercato ferroviario con commesse internazionali, e devo dire

che siamo orgogliosi di rilanciare le competenze italiane che abbiamo in un settore prevalentemente straniero». Anche perché, con questo dna, LF Solution ha raddoppiato il fatturato negli ultimi tre esercizi. Ci avrebbe scommesso, quattro anni fa, Ferronato? “mah, per cautela non lo avrei detto, racconta lui con un sorriso, ma l’ambizione c’era.” La nostra attività proviene da un settore tecnico di logistica e forniture più tradizionale. La visione strategica è sempre stata quella di sviluppare un know how aziendale che superasse le crisi economiche del nostro paese sopravvivendo alle evoluzioni tecnologiche che hanno sempre avuto l’esigenza di competenze sempre più ricercate e valutate favorevolmente dai grandi colossi del mercato ferroviario nel quale ci siamo inseriti gradualmente arricchendoci delle professionalità necessarie.” La nostra storia dimostra che una piccola impresa tecnologica, basata sulle competenze, che sa individuare le giuste nicchie di mercato, trova sempre il suo spazio – conclude Ferronato – È solo chi si fossilizza a rischiare l’estinzione»!

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Bastano 250 euro per diventare immobiliaristi Recrowd, la startup fondata da Gianluca De Simone, Simone Putignano ha già superato il milione di euro di raccolta nel primo anno di attività di Maddalena Bonaccorso

UNA MODALITÀ INNOVATIVA E SMART PER OFFRIRE A TUTTI LA POSSIBILITÀ DI INVESTIRE NEL MERCATO IMMOBILIARE. ANCHE

la passione per l’immobiliare con un nuovo mezzo, il cro dfunding, c e nel 1 non era conosciuto e diffuso come oggi.

A CHI NON HA GRANDI DISPONIBILITÀ ECO-

Ci spiegate come funziona esattamente il crowdfunding immobiliare? MATTONE. Recrowd, società di lending utte le aziende c e operano nel settore crowdfunding nel settore immobiliare, naimmobiliare riescono a sviluppare progetsce dall’idea di Gianluca De Simone, Simone ti tanto pi interessanti e redditizi uanto Putignano e Massimo Traversi e permette più capitale disponibile possiedono per appunto di finanziare un progetto immoacquisirli o per compiere determinati tipi iliare in cam io di una remunerazione: di attività, che possono essere semplici diversificando gli investimenti a proprio costruzioni o operazioni finanziarie c e piacimento a seconda dei progetti scelti e richiedono più capitale. Il crowdfunding partendo da una somma di soli 250 euro. permette, come strumento di finanza alI giovani fondatori ternativo, di avere NEL 2019 RECROWD È STATA PREMIATA hanno da poco rag- COME UNA DELLE 8 STARTUP INNOVATIVE più disponibilità di giunto un milione MILANESI DA SPEEDMIUP, L’INCUBATORE denaro, quindi più di raccolta in crowDELL’UNIVERSITÀ BOCCONI capitale per queste dfunding e nel 2019 operazioni: come sono stati premiati da SpeedMiup, incubase fosse un vero e proprio canale alternatitore dell’Università Bocconi, come una delle vo di finanziamento 8 startup innovative della realtà milanese. Economy ha intervistato il Chief executive Un canale alternativo completamente diofficer ianluca e imone e il C ief invegitale, quindi. stor officer imone Putignano, entram i Esatto, completamente digitale e demoventicinquenni. cratico per l’utente finale l cro dfunding permette infatti a tanti investitori, ai quali Qual è stata l’ispirazione che vi ha portati piace il settore immobiliare ma che maa fondare Recrowd? gari non hanno disponibilità economica Qualche anno fa, con le nostre famiglie, per acquistare un intero appartamento, di a iamo iniziato a investire nel mercato partecipare a un progetto di crowdfunding immo iliare ffiancando a uesta attivit proposto da un’azienda c e a isogno di la creazione di un log a tema finance uecapitali. L’insieme di tanti investitori consta duplice attivit ci a spinti a unificare sente di portare avanti il progetto. NOMICHE, MA VUOLE COMUNQUE SFRUT-

TARE I RENDIMENTI DEL CARO E VECCHIO

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Qual è la somma minima richiesta a chi desidera investire sulla piattaforma? Si parte da 250 euro, proprio per dare la possi ilit a tutti di iniziare nzi, adesso vorremmo abbassare questa quota e portarla a duecentocinquanta. Però abbiamo molti investitori c e mettono a disposizione uote en maggiori ’idea di fondo farne un canale di finanziamento alternativo rispetto alle banche, per società medio-piccole e uno strumento per investitori retail, non professionali, desiderosi di investire qualche risparmio in un settore che rende al momento più dei classici prodotti bancari o postali.

SIMONE PUTIGNANO, CIO DI RECROWD


A quanto ammontano questi rendimenti? Generalmente i rendimenti dei microprestiti aggregati che vengono fatti in crowdfunding variano dal 7% all’11% annuo. Poi comun ue tutto molto varia ile, perc l’interesse viene sempre concordato con il proponente: il cro dfunding infatti non una competizione, un prodotto c e cam ia e quindi viene proposto in modo differente da progetto a progetto. Anche nel caso del crowdfunding le scelte sono legate al rischio. ero c e il risc io nel settore immo iliare molto asso, però il proponente deve comunque pagare un interesse, che in caso sia più alto riduce il margine di guadagno. Avete da poco raggiunto un milione di euro di raccolta in crowdfunding. È un traguardo importante? uesto traguardo per noi fondamentale Soprattutto come percentuale di crescita, perc nell’ultimo trimestre a iamo incrementato la raccolta del triplo rispetto a quanto raccoglievamo nei mesi precedenti. Abbiamo dunque grandi prospettive. Nel 2021, Covid permettendo, arriveremo probabilmente a 3 o 4 milioni di raccolta. E da lì in poi ci saranno svolte interessanti. Quali, per esempio? Vorremmo sviluppare un mercato secondario, dove si possono vendere e comprare i microprestiti già effettuati, i progetti cui si

GIANLUCA DE SIMONE, CEO DI RECROWD

partecipato in cro dfunding: uesto per rendere ancora più liquido l’investimento. Se io partecipo a un progetto della durata di 12 mesi e dopo 6 mesi voglio vendere la mia partecipazione, in uel caso potrei farlo Questo renderebbe Recrowd una specie di exchange, una Borsa. Dove al posto di vendere e comprare titoli si vende e si compra la partecipazione a un progetto Quali sono i progetti che proponete? Sulla piattaforma si trovano parecchie tipologie di progetti diversi. Possono provenire dal mercato libero, da un’asta, dal saldo e RECROWD FA DA INTERMEDIARIO TRA CHI SVILUPPA IL PROGETTO IMMOBILIARE E L’INVESTITORE. I RITORNI ATTESI VANNO DAL 7 AL 13 PER CENTO

Si può partecipare anche a investimenti per strutture ricettive od offrite solo progetti residenziali? Al momento non abbiamo ancora alberghi in crowdfunding, ma probabilmente in futuro ci saranno. Per adesso la principale differenziazione tra i diversi progetti la tipologia di immobili (appartamento, villa, villetta unifamiliare). Le varie categorie si differenziano sia per la resa c e per il tipo di progetto, quindi possiamo dire che il processo di cro dfunding sempre uguale come modalità, ma il progetto sottostante ti garantisce un rendimento piuttosto che un altro. Per esempio, la categoria Exclusive prevede una resa dal 10% al 13%, la categoria Relax dal 7 al 9 annuo.

stralcio, da costruzioni nuove, da credito d’iva su aziende immo iliari utte ueste diverse categorie vengono specificate nelle sezioni c e sono evidenziate sulla piattaforma progetti sono promossi da aziende diverse, e quindi l’investitore trova in evidenza l’azienda c e lo propone, come pensa di strutturare il progetto, il business plan, il motivo per il quale sta chiedendo quei capitali oi funzioniamo da intermediari l minimo comun denominatore dei progetti sono i principali dati: cio rendimento, tempistica e investimento minimo per partecipare.

La pandemia da Covid-19 ha impattato sul vostro sviluppo? Non ci ha causato enormi problemi, però purtroppo ha bloccato un grosso progetto estero che stavamo portando avanti e che avremmo caricato all’interno della piattaforma proprio in questi mesi. Il lockdown ha loccato i cantieri, le costruzioni c e partono da zero e uesto progetto era infatti una nuova realizzazione Proprio per a assare il rischio, quindi, abbiamo deciso di trattare per il momento solo operazioni di ac uisto, ristrutturazione e rivendita: intanto perc garantiscono una maggiore velocità e minori imprevisti.

VOGLIAMO CREARE UNA BORSA PER GLI INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Avete tracciato l’identikit dell’investitore-tipo di Recrowd? Sicuramente si colloca in una fascia d’età c e va dai ai anni ed una persona c e ha un po’ di risparmi da parte. Non parliamo di grandi capitali, ma comunque di una buona capacit di investimento niziano magari con un progetto piccolo, investendo anche poco per capire il funzionamento e appurare i rendimenti e poi cominciano a mettere in campo i capitali differenziando i progetti Al momento abbiamo circa 1.300 utenti registrati sulla piattaforma, 660 dei quali sono investitori con il wallet attivo.

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MEDICINA, IL FUTURO È NELLE MANI DEGLI UNDER 40 Non solo “cervelli in fuga”: ci sono giovani che restano in Italia... perché adeguatamente supportati. È quello che fa Fondazione Roche con il premio per la ricerca indipendente di Marina Marinetti

S

Bisogna quindi sostenere la ricerca non solo i c iamano iulia, incenzo, lessotto forma di finanziamenti per la comunit sandra, uca rrivano da Padova, scientifica, ma anc e attraverso iniziative di oma, ilano, an iovanni otonformazione e informazione per far comprendo ono in 1 , selezionati e valutati da prindere uanto sia prezioso condurre una uona ger, leader nel mondo della ricerca e dell’ericerca: per i giovani, per gli scienziati, per i paducazione scientifica utti under , giovani zienti e per l’intero istema Paese scienziati impegnati nella ricerca oncologica, a ondazione oc e persegue proprio lo scofarmacologica, sulle malattie rare non sono po di favorire la ricerca scientifica indipendencervelli in fuga : la loro ricerca si svolge in tate, l’assistenza sanitaria, l’attivit delle associalia, grazie ai mila euro del premio ondazioni c e sostengono i pazienti ed il di attito zione oc e per la ricerca indipendente, giunpu lico su tematic e istituzionali ed organizto ormai alla sua uarta edizione, c e finanzia zative concernenti il sistema sanitario nazioprogetti orientati alla medicina di precisione nale ed europeo ema ispiratore dell’azione in am iti della salute dove esiste ancora un della ondazione oc e l’attenzione alla perampio margine di miglioramento delle terasona-paziente e ai suoi isogni di salute, con pie al suo lancio ad oggi ondazione oc e il triplice o iettivo di contri uire alla ricerca a stanziato oltre milioni di euro per ueindipendente, intraprendere un dialogo contisto programma c e a ottenuto un successo nuo con le istituzioni, sostenere le associazioni crescente di pu lico: sono stati pi di 1 pazienti e le realt no-profit del territorio i progetti presentati nelle prime uattro edizioni dedicati a varie aree terapeutic e e uelli finora finanziati a ricerca da sempre al centro delle attivit di ondazione oc e , sottolinea ariapia aravaglia, Presidente di ondazione oc e iamo certi c e tenerla viva nel nostro Paese sia un valore enorme per tutto il istema alute ggi pi c e mai a iamo isogno della scienza per rispondere alle sfide, non solo in merito alla pandemia c e a travolto il mondo, ma anc e per continuare a cercare risposte in grado di migliorare la vita dei pazienti I VINCITORI DEL PREMIO FONDAZIONE ROCHE PER LA RICERCA INDIPENDENTE in tutti gli am iti terapeutici

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la ricerca, appunto, non si ferma: cos ondazione oc e a gi dato il via al uinto ando, come i precedenti rivolto esclusivamente a enti pu lici o privati italiani, senza scopo di lucro, e ad rccs operanti nel settore scientifico sanitario ed ispirati dal coraggio di intraprendere percorsi innovativi nella medicina di precisione Per favorire il sostegno ai giovani ricercatori, il responsa ile del Progetto di icerca Principal nvestigator dovr avere un’et inferiore a anni nc e uest’anno ondazione oc e a deciso di lasciare l’esclusiva titolarit di ogni invenzione o diritto generato nell’am ito del progetto di ricerca agli enti partecipanti, a conferma della volont di sostenere la ricerca indipendente Confermato nel nuovo ando il finanziamento complessivo di mila euro a favore di progetti di ricerca e aree di interesse del nuovo ando saranno: oncologia, ematologia, malattie respiratorie, reumatologia, neuroscienze, malattie della coagulazione ereditarie, relazione medico-paziente ueste, si aggiunge il finanziamento di progetti orientati alla ricerca sull’impatto psicologico e comportamentale causato dalla pandemia da Covid -19 l ando mette in evidenza c e sia ondazione oc e sia pringer Nature riconoscono il ruolo cruciale c e la scienza deve svolgere nell’affrontare le sfide glo ali, compresa l’attuale pandemia , aggiunge ic ard ug es, ice President, Pu lis ing, ature esearc Partners ips pringer ature www.rocheperlaricerca.it



Obiettivo 2020: piena integrazione dei criteri ESG negli investimenti

www.schroders.it MESSAGGIO PUBBLICITARIO A FINI PROMOZIONALI. PRIMA DELL’ADESIONE LEGGERE IL PROSPETTO INFORMATIVO. Le informazioni fornite non costituiscono un’offerta, né un invito all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Per saperne di più e per consultare l’elenco dei collocatori autorizzati visita il sito www.schroders.it.


UOMINI & DENARI

APPROFONDIMENTI

L’AVVOCATO È UN PARTNER CHE CREA VALORE PER L’AZIENDA Guidata da Piero Gaeta, AvvocatoGaeta

di Alfonso Ruffo

L’

ultima grande operazione in ordine di tempo risale a novembre, tra un lockdown e l’altro, quando la Società tra Avvocati per Azioni AvvocatoGaeta ha chiuso per conto della multinazionale Adler – leader mondiale nella progettazione e prodizione di sistemi acustici e termici per auto – l’acquisizione delle attività italiane polacche e brasiliane dell’Acoustics: ramo d’azienda della Sts Group Ag, società di diritto tedesco quotata alla Borsa di Francoforte. Fondata da Piero Gaeta, figlio d’arte (il padre Ugo è stato tra i più stimati ed amati professionisti del Foro di Napoli), la AvvocatoGaeta ha rotto un tabù molto radicato nel Mezzogiorno per il quale l’attività forense mal si concilia con la governance e l’organizzazione tipiche di una vera azienda. E invece, senza trascurare il peso della tradizione, l’innovazione è proprio la cifra distintiva della law firm partenopea specializzata in diritto d’impresa. Piuttosto che la semplice attività di consulenza, come esplicitamente dichiarato dal patron Piero, la mission di AvvocatoGaeta è la creazione di valore per il cliente. Che trova al proprio fianco un partner “non solo per gli aspetti legali, tributari, societari e finanziari - com’è specificato nel sito – ma anche nelle scelte strategiche”. E oggi non c’è affare imprenditoriale di una certa taglia o di una particolare complessità che non veda coinvolto a Napoli e dintorni il team di Gaeta. Diviso in gruppi di lavoro, lo staff della compagnia forense è formato da personale esperto e giovani intraprendenti la maggior parte dei quali proviene dalle fila della famiglia con i figli e i nipoti di Piero in prima linea: Aurelio, Fabiana, Maria, Alessandra, Ugo… Tutti rigorosamente Gaeta per affermare la vocazione di casa e consentire al mentore, padre e zio, di recuperare un po’ di tempo libero da dedicare a un’altra sua passione: quella per l’allevamento e l’allenamento dei cavalli.

IL FONDATORE PIERO GAETA

Altri servizi all’interno 124

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CAMPIDOGLIO

FONARCOM

MANAGER AI BLOCCHI DI PARTENZA

NUOVE COMPETENZE VECCHI PALETTI

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CONPROFESSIONI

ANDAF

INTERNAZIONALIZZAZIONE PER I PROFESSIONISTI

LA BLOCKCHAIN DIVENTA UN ASSET STRATEGICO

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JOB PRINCING

RECRUITMENT

L’ITALIA NON È UNITA NEPPURE IN BUSTA PAGA

NASCE UN HUB DIGITALE PER LA RICERCA DEI TALENTI

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LABLAW

IL GLOBALISTA

L’INSOSTENIBILE NAVIGARE A VISTA

SI APRONO LE ROTTE DELLA GLOBALIZZAZIONE

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PRIVATE BANKER

CI PIACE NON CI PIACE

IL LIETO FINE SARÀ BIPARTISAN

I PROMOSSI E I BOCCIATI DEL MESE

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APPROFONDIMENTI

SINDACI 2021? SPERIAMO CHE SIA UN MANAGER È come un mantra politico: i capi dei municipi funzionano bene solo se hanno il talento dei capi d’azienda. E soprattutto per Roma il derby sembra tutto tra dirigenti di razza, da Calenda a Bertolaso, da Regina a Cuzzilla

“P

er Napoli, città in movimento, Milanesi, sindaco manager”: era il lontano 1974 e un signore livornese naturalizzato nel capoluogo campano, Bruno Milanesi, notabile democristiano, sindaco per alchimie di coalizione tra l’agosto del ’74 e il settembre del ’75, sfidò con questo slogan pionieristico (45 anni fa i manager, in Italia, si chiamavano ancora “dirigenti”) il candidato del Pci, Maurizio Valenzi. E perse. Peccato per Napoli, perché nei suoi tredici mesi di sindacatura il “sindaco manager” aveva posto le firme istituzionali per la nascita della Tangenziale di Napoli, e le premesse politiche per la metropolitana. Due opere senza le quali oggi la viabilità di Napoli non sarebbe com’è, cioè come quella di Calcutta, ma molto molto peggio. Riusciranno i sindaci che verranno eletti

l’anno prossimo a passare alla storia come “sindaci-manager”? Il che significa ormai – nell’immaginario collettivo – a risolvere problemi pratici e gestire quattrini? Riuscirà il futuro sindaco di Roma a livellare le buche e far funzionare i mezzi pubblici? E il futuro sindaco di Milano a risollevare l’ex capitale morale dai IL «PIONIERE» DEI SINDACI MANAGER FU IL DEMOCRISTIANO MILANESI CHE IN 13 MESI A NAPOLI IMPOSTÒ TANGENZIALE E METROPOLITANA

problemi sofferti per il Covid? E il futuro sindaco di Napoli a riscattare la città dai cinque anni del populismo di De Magistris? E poi: è così sicuro che basti essere un buon manager per diventare bravi sindaci? C’è chi dice no. Vero che Bruno Milanesi lo fu, vero che Gabriele Albertini (si veda l’in-

tervista in queste pagine) è stato un grande sindaco della sua Milano essendo, per professione, imprenditore e manager, vero che sono manager l’attuale primo cittadino milanese Giuseppe Sala come il sindaco di Bergamo, rieletto, Giorgio Gori e quello di Venezia Luigi Brugnaro. Ma ci sono anche casi di dubbia riuscita dell’impiego di un manager in ruoli politici, basti pensare alle meteore Andrea Guerra nel governo Renzi o Vittorio Colao nel governo Conte 2: non da sindaci, si dirà. Ma insomma: altro è la politica, altro la gestione di un’impresa. Lì si comanda, qui si media. “Il mito dei sindaci-manager è un’infatuazione sbagliata», stronca Giulio Sapelli, storico ed economista: «Un mito in linea con la pretesa di ricondurre ogni attività all’economia. Della stessa deriva che ha indotto a ribattezzare city-manager i vecchi segretari comu-

Rutelli: «È cambiato tutto da allora ma la piattaforma è la squadra» “C hi deve governare oggi le grandi città deve mettersi su una lunghezza d’onda inedita. In cui forse il tema delle competenza non è insignificante”: Francesco Rutelli, di gran lunga il sindaco di Roma più rimpianto di sempre, non parla volentieri di Campidoglio. Non fa nomi e non si atteggia a padre nobile. Nemmeno nel suo nuovissimo libro, “Tutte le strade partono da Roma» (Laterza, foto di A.

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Jemolo, pp.248, 16 euro). Almeno l’identikit del nuovo sindaco ideale… Il tema attuale è condizionato dallo spaventoso indebolimento dei partiti e dal fatto che c’è un’alleanza politica nel Paese che se vuole arrivare a fine legislatura passa anche attraverso accordi comunali: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna... Ok, ma nel merito? Tale è la complessità e la competizione

e tali le novità che la pandemia ha portato, imponendo di ripensare tutti i fatti urbani e metropolitani (dai trasporti al commercio, ai servizi, alla scuola, alla sanità, agli uffici, alla residenza…); e il tutto in chiave doppia, digitale, sostenibile… che la vita della città va ripensat0 drasticamente, siamo ancora un riflesso analogico della società digitale in cui stiamo già vivendo e che va molto oltre… Nessun consiglio? Ci sarebbero tutte le risorse per una rivoluzione in atto che si traducesse nella vita

concreta… ma la piattaforma per le città è che ci sia una squadra. Ai ragazzi della Scuola di servizio civico, 60 giovani futuri amministratori, raccontiamo come la Carta di Atene del’31 abbia dato nuovi parametri di spazio e luce. Oggi non viviamo più in città come quella che ho amministrato io.


CARLO CALENDA, AUTOCANDIDATO A ROMA

BERTOLASO, JOLLY DEL CENTRODESTRA

nali. Ma il cittadino non può essere ridotto a cliente, e dunque il Comune non è un’azienda, ha ben diverse e più complesse responsabilità politiche». «Quel che i fatti dimostrano è che nei ruoli politici a spiccato contenuto operativo, e quello del sindaco lo è, il metodo manageriale unito alle giuste competenze ed alla necessaria sensibilità politica, dà i suoi frutt», sostiene però Massimo Bucci, l’imprenditore-manager che, da sindaco di Genova, si è preso il rischio e l’onere di fare da commissario della ricostruzione del Ponte, meravigliando il mondo per la concretezza e rapidità dimo-

VIRGINIA RAGGI, USCENTE NON RIMPIANTA

strata: «Per le città complesse come la Capitale, il manager prestato alla politica può segnare la svolta. Roma significa grandi poteri e complessità, vanta una gamma di società di servizi pubblici essenziali di imponente rilevanza. Merita un’opera di rilancio, merita le linee strategiche dettate dalla politica su cui costruire le soluzioni operative. In tutte le situazioni di complessità, oggi più che mai le responsabilità della politica vanno coniugate con le competenze manageriali». E dunque, Roma sia. Perché è nell’Urbe che si gioca una buona parte della suspence del prossimo appuntamento primaverile. È sulla

STEFANO CUZZILLA, OUTSIDER DI CLASSE

Capitale che si concentrano autocandidature o ipotesi, o ballon d’essai o progetti che ruotano tutti, chi più chi meno, attorno alla managerialità del futuro sindaco. Carlo Calenda, innanzitutto: un manager riconvertitosi alla politica. Dalla Ferrari al ministero dello Sviluppo economico. Detrattori e ammiratori. Memorabili caricature di Crozza. Papa straniero per il Pd? Forse. Ammesso che i due partiti-guida dell’attuale governo, appunto il Pd e i Cinquestelle, non si accordino strategicamente anche su Roma, promuovendo una staffetta di cui si inizia a parlare ed affidando il Campidoglio all’attuale segretario

Albertini: «L’imprenditorialità vince unita al rigore e ad un’etica ferrea» «H o portato nell’amministrazione comunale lo stile e il modo di procedere dell’imprenditorialità», dice Gabriele Albertini, sindaco di Milano dal ’97 al 2006 e promotore di praticamente tutte le innovaziomi urbanistiche, infrastrutturali ed aziendali in ambito pubblico e misto che oggi impreziosiscono Milano. Si devono a lui Porta Nuova e City Life, i grandi parcheggi, la crescita trascinante di A2A. La sua giunta in nove anni ha amministrato direttamente investimenti per 6 miliardi di euro, promuovendone ulteriori 30 da investitori privati: «E senza un

solo avviso di garanzia», sottolinea lui, elegantemente glissando che gli anni della sua sindacatura hanno coinciso con quelli nei quali la Procura di Milano era un poligono di tiro contro qualsiasi cosa, viva o inanimata, odorasse vagamente di berlusconismo. E lui da Berlusconi era stato inventato. Albertini, ma com’ha fatto? Ho accettato di cambiare lavoro per continuare a farlo. In un altro scenario, diverso da ditta Albertini. Nella nostra esperienza di governo, il criterio è stato quello dell’imprenditorialità, più ancora di quello della manage-

rialità. Dopo 9 anni l’Atm era passato da 154 miliardi di perdita a 83 milioni di euro! Di cui 53 erano una plusvalenza ma 30 utile gestionale. Non parliamo di Aem, che sotto la nostra giursdizione ha comprato la Edison! Ma si può amministrare onestamente e con e ficienza Bisogna sapere oltre che volere impedire il crimine. Allarghi al privato solo se hai rigore morale e un’etica ferrea. E qui ho due episodi che danno il senso del connubio onestà-potere. Al signor Hines, primo investitore in Garibaldi-Repubblica, piccolo, magro, curvo, pelato, ricchissi-

mo, chiesi: come mai lei punta su Milano così? E mi rispose: ci siamo informati e abbiamo saputo che nella vostra amministrazione non ci sono cartari che danno carte truccate. Per partecipiamo a questa gara e mettiamo in gioco le nostre risorse: sappiamo che non c’è nulla che impedisca al merito di affermarsi. Controllava tutto da solo?

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APPROFONDIMENTI

PAOLO VERONESI, PAPABILE RILUTTANTE

PAOLO BARESI, AMATO MA RECALCITRANTE

piddino Nicola Zingaretti che lascerebbe la poltrona da presidente della Regione Lazio alla più attiva delle grilline romane, Roberta Lombardi. Ma se Calenda vuol dire Pd, Guido Bertolaso e Aurelio Regina vogliono dire Centrodestra: l’ex capo della Protezione civile e il presidente della Manifattura Sigaro Toscano hanno entrambi un’oggettiva caratura manageriale. Però molti circoli qualificati – e preoccupati di un’ulteriore polarizzazione politica che sarebbe nociva alla miglior gestione dell’emergenza-Roma – amerebbero vedere in Campidoglio una figura tecnicamente ferrata e politicamente più neutra, una riproposizione evoluta del “modello Conte”. E su un nome in particolare molti consensi convergono, quello dell’attuale presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla, comprovatamente abile nella gestione (anche dei grandi patrimoni: e ben lo sanno al Fasi, il fondo per l’assistenza integrativa dei dirigenti rifiorito sotto la sua guida) e navigatore esperto nelle secche della politica.

No! C’era una grande squadra. Come commissario straordinario per la depurazione delle acque, per il traffico, i trasporti e la viabilit , ho firmato un totale di spesa da oltre 3 miliardi, su istruttorie fatte da persone tutte scelte da me. Firmando documenti tecnici che neanche un ingegnere comune avrebbe decrittato, e io sono laureato in legge. Avevamo messo in piedi un sistema che pur senza en-

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GIUSEPPE SALA, TENTATO DAL BIS

Poi c’è Milano, l’altra capitale. Che sta uscendo dal Covid con molte ammaccature sull’antica scintillante immagine del post-Expo. Ci sarà un Sala-bis? L’interessato avrebbe tutte le carte per rigiocare e vincere, col “Capitano” Salvini retrocesso di molto nel cuore già verso di lui tiepido dei milanesi e col vecchio Cavaliere ormai non pervenuto, ma non si sbilancia.. Contro di lui il centrodestra potrebbe schierare Paolo Veronesi, figlio del grande medico, che però ha declinato la chanche, come pure Paolo Baresi – vecchia gloria milanista. Rimane il rettore del Politecnico Ferruccio Resta; o un trasloco meneghino dell’eterno Bertolaso, reduce dai fasti dell’o-

ALESSANDRA CLEMENTE E ANTONIO BASSOLINO

trare nel merito controllava ogni passo. Oggi si potrebbe ripetere il “miracolo a Milano” della sua giunta? Cosa cambierebbe? Non farei molto diversamente da allora. Ma con maggiori difficoltà. Rispetto al ’97 sono cambiati molti scenari. Il boom dei social ha determinato un dibattito permanente a bassissimo tasso di qualità culturale. Come fronteggiare tutto ciò? Ha

STEFANO BUFFAGNI, RISERVA GRILLINA

spedale-lampo – contestato ma poi rivelatosi prezioso – alla Fiera di Milano. O ancora il mitico Alberto Zangrillo: ammesso che il virus della politica lo abbia davvero contagiato. O un grillino doc: Stefano Buffagni. Qualche pennellata su Napoli: alla candidata dell’uscente De Magistris, Alessandra Clemente – fattiva, entusiasta ma molto giovane – potrebbe opporsi un vecchio cavallo di razza, Antonio Bassolino, mai abbastanza rimpianto sindaco degli Anni Novanta, uscito con 19 assoluzioni da una persecuzione giudiziaria di rara ignominia. E su Torino: la brava ma extraterreste Chiara Appendino lascerà il passo. All’omogeneo Guido Saracco, Rettore del Politecnico? O perderà per il berlusconiano Massimo Giletti? Tutto è apertissimo. Anche perché un sindaco deve sapersi far bastare 3500 euro netti al mese. Per un incarico full-time, pieno di rogne e pericoli, senza tutele e senza scudi legali. Chi può permetterselo? Solo pochi rentier, gente che non viva di lavoro ed abbia patrimoni abbondanti all’attivo. (s.l.)

una soluzione Non ho consigli diversi da quello di riproporre con la testimonianza quel che abbiamo fatto noi. Non abbiamo più di tanto teorizzato. Abbiamo provato a far così, ha funzionato, provateci anche voi. Però, ripeto: la managerialità conta, ma parlerei più precisamente di imprenditorialità. uale di erenza c Giulio Cesare, grande esperto di organizzazione, ha fatto dif-

ferenza tra l’imprenditore e il manager. Diceva: diverse sono le competenze del comandante supremo e del luogotenente. Il primo deve concepire una visione generale, il secondo deve fare quel che deve essere fatto. ornere e a alazzo arino No! Sono troppo anziano! Ma se il nuovo presidente americano ha 8 anni più di lei! Appunto: è a Washington che punto! Tra quattro anni…

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in collaborazione con CONFPROFESSIONI

Oltre la pandemia, export e internazionalizzazione per i professionisti Attività formative e tavoli di lavoro congiunti per promuovere il made in Italy. Al via la collaborazione tra Sace e Confprofessioni per sviluppare nuove sinergie tra Pmi e liberi professionisti. Il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella: un network di professionisti per i mercati esteri di Giovanni Francavilla

«U

n passo avanti verso la creazione di un network di professionisti specializzato nella internazionalizzazione». Con queste parole il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha salutato l’intesa siglata nei giorni scorsi con il presidente di Sace, Rodolfo Errore, che punta a migliorare la conoscenza degli strumenti e dei servizi Sace a supporto dell’internazionalizzazione delle Pmi, valorizzando il know how dei liberi professionisti che vogliono crescere sui mercati esteri ma anche nel loro

ruolo di consulenti a supporto delle imprese che esportano. «L’intesa sottoscritta con Sace rafforza il ruolo propulsivo di Confprofessioni nel processo di sviluppo dei mercati esteri dei liberi professionisti, sempre più attivi nella promozione del made in Italy» aggiunge Stella. «Siamo certi che lo scambio di competenze con Sace arricchirà il bagaglio di conoscenze dei professionisti che potranno così garantire la migliore consulenza professionale alle aziende che guardano all’estero, ma anche di intraprendere in prima persona la strada

GAETANO STELLA

dell’internazionalizzazione». Il protocollo prevede infatti l’attivazione di progetti formativi ad hoc, a partire dal seminario in 13 appuntamenti di Apri Europa, società che fa capo a Confprofessioni dedicata all’internazionalizzazione dei servizi professionali, che approfondirà - tra gli altri aspetti - gli scenari, le prospettive e gli strumenti a supporto dell’export del Made in Italy. Nell’ambito del programma, che si svolgerà quasi interamente attraverso webinar, ci saranno moduli su specifici settori di interesse e focus su

PARTE LA CAMPAGNA PRO-VAX 2020 In linea con le indicazioni del ministero della Salute, Confprofessioni lancia la campagna “ ro a ” er la revenzione dell influenza stagionale e per sensibilizzare i professionisti e i dipendenti degli studi professionali alla vaccinazione soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria. Il progetto sperimentale, realizzato in collaborazione con Gestione Professionisti, prevede il rimborso integrale al professionista delle spese sostenute per la vaccinazione antinfluenzale stagionale e il rimborso del per il vaccino anti-Pneumococco. La campagna di vaccinazione 2020, operativa

fino al gennaio interessa anc e i lavoratori degli studi professionali iscritti a Cadiprof (e i loro familiari). La Cassa, nell’ambito delle garanzie del acc etto amiglia revede infatti il rimborso integrale del vaccino antiinfluenzale e il rimborso del degli altri vaccini antivirali e antibatterici (HPV, Anti meningococco, ecc.). er ric iedere il rimborso i liberi rofessionisti potranno accedere alla garanzia esclusivamente tramite la procedura online sull’app BeProf (www.beprof.it); i dipendenti degli studi rofessionali otranno inoltrare la ric iesta sul sito Cadiprof (www.cadiprof.it).

mercati di particolare importanza per le aziende italiane, nei quali la presenza di Sace è un veicolo cruciale di sinergie con il territorio. «Con questo accordo prosegue il processo di supporto ai liberi professionisti verso l’internazionalizzazione e l’export», commenta Luigi Alfredo Carunchio, presidente di Apri Europa. «In questo periodo di pandemia è fondamentale che vi sia un sostegno al credito anche nelle attività che hanno una particolare predisposizione verso l’estero. I professionisti, con il supporto di Sace, potranno svolgere al meglio il proprio ruolo a servizio delle imprese». Oltre all’attività di formazione, nell’ambito della quale i professionisti avranno anche la possibilità di partecipare alle iniziative di Education to Export di Sace, l’innovativo programma di formazione online e offline sull’export, la partnership prevede tavoli di lavoro congiunti organizzati su misura per le esigenze di professionisti e Pmi interessati ai mercati internazionali.

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APPROFONDIMENTI

L’Italia non è unita neppure in busta paga La Salary Map realizzata da JobPricing in esclusiva per Economy traccia un quadro di sconfortante diseguaglianza degli stipendi tra le regioni. Come se le gabbie salariali abolite nel 1972 in realtà fossero sopravvissute ALESSANDRO FIORELLI, AD JOB PRICING

di Marina Marinetti

B

ollate da più parti come una sciocchezza, le gabbie salariali, nate nel ‘45 per la parametrazione dei salari sulla base del costo della vita nei diversi luoghi e abolite formalmente il 1972, sono vive e vegete. Lo dimostra la Salary Map realizzata in esclusiva per Economy: le retribuzioni annue lorde medie spaziano dai 39.954 euro del Trentino Alto Adige ai 25.168 della Basilicata. «È come se chi vive al sud lavorasse gratis per quattro mesi l’anno», conferma a Economy Alessandro Fiorelli, amministratore delegato di JobPricing. Agli estremi opposti della classifica, appunto Trentino e Basilicata: «Il Trentino-Alto Adige ha il miglioro tassi di occupazione e il minor numero di Neet. Anche le retribuzioni degli operai nella regione sono le più alte e il trend delle retribuzioni degli ultimi 5 anni ha visto una crescita del 3,8%, la più elevata in Italia», spiega Fiorelli. «Di contro, la Basilicata, pur avendo il tasso di disoccupazione più basso tra le regioni di Sud e Isole, si posiziona all’ultimo posto nella classifica regionale delle retribuzioni, inclusa quella dei dirigenti,con una distanza

dai meglio pagati (quelli lombardi) di quasi 30mila euro». E dato che piove sempre sul bagnato, le retribuzioni in asilicata sono pure calate del 1,3% negli ultimi cinque anni. Il report realizzato da JobPricing per Economy (consultabile in versione integrale al QRlink riportato nella pagina a lato) vede la Lombardia, regione con il maggior numero di imprese attive e di lavoratori, al secondo posto nella classifica, con una LA RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA IN TRENTINO ALTO ADIGE È DI QUASI 33MILA EURO, MENTRE IN BASILICATA È DI POCO PIÙ DI 25MILA EURO

retribuzione complessiva di 32.539 euro lordi annui. «In compenso in Lombardia le retribuzioni di dirigenti, quadri e impiegati sono le più elevate in Italia», sottolinea l’a.d. di JobPricing, «mentre quelle degli operai si posizionano al 5° posto. In ogni caso negli ultimi cinque anni c’è stato un calo delle retribuzioni del 2,8%, terzo peggior trend tra le 20 regioni italiane dopo Veneto (-3,7%) ed Emilia Romagna (-3,2%). Il calo maggiore è nella busta paga degli operai:

RGA MEDIA - RETRIBUZIONE RAL MEDIA - RETRIBUZIONE GLOBALE ANNUA ANNUA LORDA DIRIGENTE QUADRI IMPIEGATI OPERAI

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114.667 € 58.037 € 31.769 € 25.006 €

102.053 € 54.445 € 30.937 € 24.711 €

-4,4%, contro un aumento degli stipendi dei dirigenti dello 0,9%». E ovviamente Milano è la provincia con le retribuzioni più elevate in Italia, il 9,1% in più rispetto alla media lombarda. Solo l’Emilia-Romagna ha una simile concentrazione di province ad elevata retribuzione, con Bologna e Parma rispettivamente al quinto e settimo posto nella classifica delle province italiane. Poi c’è il Lazio: è la seconda regione italiana per numero di imprese attive con dipendenti e per numero di forze lavoro (15-64 anni), e con la sua retribuzione globale di 31.391 euro lordi annui, si posiziona al terzo posto nella classifica regionale delle retribuzioni. «È l’unica regione in cui negli ultimi cinque anni le retribuzioni sono rimaste immutate, sia a livello complessivo che nelle singole qualifiche contrattuali, dove solo gli impiegati registrano un trend lievemente negativo (-0,6%)». Al di là degli highlights regione per regione illustrati dal Salary Map di JobPricing, a unire la penisola è la stagnazione retributiva: «L’Italia intera dal 2015 ha registrato una crescita della retribuzione media dell’1%,

RETRIBUZIONE VARIABILE ANNUA MEDIA 12.614 € 3.591 € 831 € 295 €

COMPENSATION MIX 89,0% 93,8% 97,4% 98,8%

11,0% 6,2% 2,6% 1,2%


€32.954 €30.546 €29.839

€32.539 €29.891

€30.307

Il confronto tra le retribuzioni medie regione per regione realizzato da JobPrincing in esclusiva per Economy.

€31.317

€30.773

€29.091

€28.415 €27.245 € 27.903 €31.391 €26.617 €27.697

€27.239

€25.168 €26.480 €25.549

posizionandoci nelle retrovie: siamo al 20° posto fra i 26 Paesi europei censiti», conferma Fiorelli. E il Covid-19 sta dando il colpo di grazia: «le variazioni tra il 2019 e i primi 8 mesi del 2020 sono davvero significative e considerando l’orizzonte temporale più ampio, nel complesso le retribuzioni sono calate del 2,3% dal 2016 al 2020. In questo orizzonte, le differenze fra le categorie di lavoratori si fanno più significative: la RGA media di impiegati e operai, che rappresentano oltre il 94% dei lavoratori dipendenti italiani, è infatti inferiore rispetto a quella rilevata nel 2016 a causa blocco delle parti variabili della retribuzione, mentre quella di dirigenti e quadri è rimasta sui medesimi livelli. Il confronto con l’inflazione mette in evidenza un calo diffuso di potere d’acquisto, che tocca tutti i livelli organizzativi e le famiglie professionali». All’orizzonte non ci sono buone notizie: secondo JobPricing la stagnazione, visto lo stop delle attività, è destinata a perpetuarsi anche nel 2020 e probabilmente oltre, fino a quando sarà attivo il blocco dei licenziamenti. «In un quadro di stipendi congelati, l’effetto della pandemia ha colpito soprattutto i redditi dei lavoratori a seguito del crollo del numero di ore lavorate», spiega Fiorelli: «Inps riporta che da marzo ad agosto 2020 sono state autorizzare 2,8 miliardi di ore tra cassa integrazione ordinaria, assegni ordinari dei fondi di solidarietà e cassa in deroga. La distribuzione delle ore nel territorio è stata condizionata, preve-

€27.072

dibilmente, sia dalla distribuzione delle attività produttive sia dalla distribuzione delle attività autorizzate o meno durante il confinamento. Le regioni nelle quali le ore si concentrano sono, dunque, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Per il periodo del primo confinamento, sebbene sulla base di dati ancora incompleti, Inps ha calcolato che, nonostante le integrazioni salariali, si è registrata una diminuzione stipendiale per i lavoratori soggetti a Cig zero ore di 585 euro nel bimestre marzo-aprile e di 442 euro per il bimestre maggio-giugno. Un’istantanea dell’impatto sul reddito delle famiglie è data da Banca d’Italia nel rapporto sulle economie regionali 2020: il 30% dei nuclei familiari dichiara una riduzione del proprio reddito, considerando anche gli strumenti di sostegno dal reddito stesso ricevuti». L’Osservatorio JobPricing ha condotto un’analisi anche sulla struttura e il potenziale andamento delle retribuzioni italiane (pre-covid), stimando l’effetto sui salari degli aumenti di disoccupazione (sulle previsioni al 2021 aggiornate al secondo trimestre 2020) ed inattività (sulle variazioni tra il 2019 ed il 2020 aggiornate al secondo trimestre 2020) dovute alla pandemia. «Le simulazioni effettuate confermano la pro-

spettiva di una stagnazione generalizzata, rispetto alla quale la variazione di disoccupazione registra, in media, diminuzioni leggermente più ampie di salario ad eccezione del Sud, dove l’inattività ha un impatto maggiore». sottolinea l’amministratore delegato di JobPricing. Dall’analisi emerge anche che le variazioni del salario differiscono significativamente per genere: l’impatto di un aumento della disoccupazione potrebbe far diminuire i salari dello 0,6% per gli uomini e dello 0,5% per le donne, mentre l’inattività dello 0,4% le retribuzioni degli uomini e dell’1,3% quella delle donne. «La differenza è importante: come più volte sottolineato dall’Istat nel corso dell’anno, ad aggravarsi maggiormente è stato il livello di inattivi più che di disoccupati. Questo fenomeno però, come emerge dalle stime, colpisce maggiormente le lavoratrici che hanno maggiore probabilità di diventare disoccupate di lungo periodo e, quindi, di scoraggiarsi sulla ricerca di lavoro». Ma non è tutto: la simulazione effettuata da JobPricing evidenzia anche una diversa reattività tra le diverse aree regionali del Paese: «Per le retribuzioni degli uomini la variazione a seguito dell’aumento del tasso di inattività toccherebbe un minimo al Nord Est di -0,6% ed un massimo del Sud di -0,9% e la variazione per il tasso di disoccupazione assumerebbe valori ancora più prossimi allo zero, con il minimo di -0,3% del Nord Est ed il massimo di -0,9% del Centro», conferma Fiorelli. «Per le retribuzioni delle donne, invece, la variazione del tasso di inattività avrebbe il suo minimo di -0,9% al Nord Este il suo massimo dell’1,92% al Sud, mentre quella per il tasso di disoccupazione vedrebbe maggiormente colpite le donne del Centro (-0,7%) e meno colpite le donne del Sud (-0,3%)».

Il report integrale

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APPROFONDIMENTI

L'insostenibile leggerezza del legiferare "a vista" Altro che ripartenza: nessuna delle misure previste dai vari Dpcm punta a determinare strategie a lungo termine, ma anzi non fa che bloccare, sospendere e proibire. Senza alcuna visione del futuro di Francesco Rotondi

È

di tutta evidenza che la situazione attuale totalmente “straordinaria” e il fatto che non vi sia una soluzione “giusta” che possa soddisfare tutte le esigenze, le necessità, i diritti afferenti a tutti gli attori della Società. Comunque ci si muova, qualcuno sarà scontento. Sotto questo profilo il compito del Governo è decisamente difficile. A mio avviso, però, occorre distinguere il “livello” e le “ragioni” di difficoltà poiché in realtà sembra che la preoccupazione sia di natura “politica” più che sociale, industriale, sanitaria e altro. Mi spiego. Credo che questo modo “barbaro” di legiferare, questa insopportabile “incertezza” di ciò che il Governo “partorirà”, queste anticipazioni politiche quotidiane che si hanno in “importanti” trasmissioni televisive, siano frutto di preoccupazione puramente , “partitica”, dove l’obiettivo non è il “bene comune” – che può anche scontentare molti – bensì mantenere il consenso. Chi si candida a governare un Paese non può navigare a vista, non può non aver chiaro ciò che è prioritario, non può non programmare la “vita” dello Stato. Siamo in una situazione surreale, dove per un mese si parla di ciò che sarà un Dpcm che avrà valore per due settimane. Ma gli imprenditori, i lavoratori, i cittadini, come possono vivere con questa totale incertezza? Vorrei ricordare che gli imprenditori non sono quelli brutti e cattivi,

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ma sono quelli che consentono la produzione del reddito, l’occupazione, il benessere individuale e sociale. Vorrei ricordare che i lavoratori, i cittadini, gli studenti, non sono i “fannulloni”, quelli che stanno meglio a casa, che non hanno voglia di lavorare, bensì persone che hanno progetti di vita, progetti professionali e lavorativi, progetti didattici, progetti sociali. LA STORIA CI INSEGNA CHE BLOCCHI, EMBARGHI E PROIBIZIONISMO SONO VANI SE NON ACCOMPAGNATI DA UN PROGETTO AL QUALE DEVONO ESSERE SINERGICI

Come si può pensare che il Paese riparta? Come si fa a non capire che si sta “spegnendo” un’intera generazione e che i danni saranno incalcolabili? Tutto questo non accade a causa del “Virus”, ma per l’inadeguatezza di un’intera classe politica emersa in tutta evidenza a fronte di una situazione non gestibile con la solita consolidata modalità.

FRANCESCO ROTONDI

Nessuna delle misure prese dai Dcpm è tale da aiutare la ripartenza del Paese e per essa non si deve intendere solo quella industriale: ne esce a pezzi l’impresa grande, media, piccola. Ne esce a pezzi la scuola, la sanità, e tutti – collettivamente ed individualmente – con danni enormi. Anestetizzare, bloccare, sospendere non è un’azione che può servire a qualcosa se dietro non vi è un “disegno”, un “progetto”, una strada da seguire in cui credere. Purtroppo, sotto l’egida di questo esecutivo si stanno creando i “buoni” e i “cattivi”, come alle scuole elementari; i buoni sono quelli che vogliono “bloccare” ed i “cattivi” coloro che si oppongono. Pensate ai licenziamenti: ma che razza di provvedimento è? Finito il blocco qualcuno ha pensato a cosa accadrà? La storia ci ha insegnato che proibizionismo, embarghi, blocchi ed altre azioni sono nulla senza un “progetto” al quale devono essere sinergici. Ripartire e fatturare in gergo significa tornare a vivere, a far vivere e far sì che sia una speranza per il futuro. Occorrono politiche di sviluppo, strategie di crescita; chi non è in grado, chi è incompetente “chiude” tutto, è più facile. Nel frattempo, sotto il profilo della salute, dei servizi sanitari, siamo esattamente dove ci trovavamo a febbraio scorso, ossia con un “sistema” che non funziona e che non è stato oggetto di alcuna revisione pur consapevoli di ciò che sarebbe accaduto di lì a pochi mesi.


l lie o fine sar ipar isan an e s i mer a i Il Senato in mano ai repubblicani, le redini della Camera ai democratici: i tagli delle tasse dei primi si sposeranno con l'aumento della spesa dei secondi. Con un pacchetto straordinario da due trilioni di dollari di Ugo Bertone

“C

aro presidente, non è difficile capire quale debba essere la tua prima preoccupazione: è necessario riavviare la macchina dell’economia colpita dal contagio. L’ex segretario al Tesoro Lawrence Summers calcola che le famiglie americane abbiano perso in media 200 mila dollari tra mancati guadagni e perdite economiche, oltre che per le sofferenze fisiche e quelle psicologiche. È molto importante intervenire per ridare fiducia al Paese facilitando la ripresa: pagheremmo a caro prezzo qualsiasi ritardo». Così, nel giorno del trionfo, il New York Times ha salutato il neo presidente Biden ammonendolo che stavolta non c’era né spazio né tempo per la luna di mieL'AUTORE UGO BERTONE. TORINESE, EX FIRMA DE "IL SOLE-24 ORE" E "LA STAMPA", È CONSIDERATO UNO DEI MIGLIORI GIORNALISTI ECONOMICOFINANZIARI D'ITALIA

le. A frenare una soluzione di compromesso potrebbe essere l’ultimo, ma non per questo meno importante duello elettorale, stavolta per il controllo del Senato. Se a prevalere saranno i repubblicani, al vertice del secondo ramo del Parlamento sarà confermato Mitch Mc Connell, senatore del Nebraska che avrà così un ruolo chiave nella politica fiscale, così come in quella sanitaria o nelle nomine alla Fed. E Wall Street non dubita che lui, assieme al neo presidente, sarà in grado di trovare un compromesso: la storia degli ultimi dieci anni dimostra che i repubblicani sono disposti a dimenticare il pareggio di bilancio se si tratta di stimolare l’economia tagliando le tasse. Un eventuale futuro Senato ancora repubblicano non avrà quindi problemi a proseguire sulla linea di compromesso bipartisan degli ultimi anni, con tagli di tasse uniti agli aumenti di spesa richiesti dai democratici dell’altra Camera. A favorire l’accordo contribuirà l’atteggiamento espansivo della

Fed. Tutto, insomma, sembra congiurare per l’evoluzione positiva della politica monetaria e fiscale Usa. E la svolta non potrà non essere seguita dall’Europa, nonostante le tradizionali resistenze tedesche che non impediranno alla Bce di prendere le misure espansive promesse da tempo. Anche perché la pressione del dollaro tendenzialmente debole costringerà l’Europa a seguire l’America sulla sua strada non ortodossa. La sensazione è che si sta aprendo una fase di politica professionale che tende a privilegiare un’evoluzione prevedibile dei mercati. Si profila così un finale lieto per il drammatico duello che ha tenuto il mondo dei mercati in sospeso negli ultimi mesi: se questo copione verrà in qualche modo rispettato, il 20 gennaio a mezzogiorno l’America insedierà ufficialmente il suo presidente ed entro il mese successivo avrà varato un ricco pacchetto fiscale straordinario da due trilioni di dollari. Per quell’epoca ci sarà un vaccino in distribuzione iniziale in alcuni Paesi e in alcune fasce della popolazione. Chi intende sfruttare le disgrazie della pandemia per puntare al ribasso, insomma, deve sbrigarsi. Anche perché gli altri elementi del meteoborsa sembrano orientati in tutt’altra direzione. I tassi di interessi continuano ad essere orientati verso il basso, a partire dai 17 mila miliardi abbondanti di titoli di Stato tra Europa ed area dollaro trattati sotto la parità, un fiume che è più che raddoppiato da marzo in poi e che non sarà facile far rientrare negli argini, ora che al club si è unita la Banca d’Inghilterra. I tassi di interesse nel breve non cambieranno molto e tranquilla resterà anche l’inflazione. L’attuale fase d’espansione dei mercati favorisce anche gli altri assets a partire dall’oro che, trainato dal nuovo ciclo globale, avrà spazio per riprendere a salire. Semmai con lo sfumare delle ipotesi di reflazione fiscale più aggressive, il dollaro si indebolirà meno di quanto si poteva pensare prima del voto, in particolare nei confronti di un euro depresso da una politica monetaria che in dicembre ritornerà ad essere molto espansiva. Alla luce di questi movimenti non è facile prevedere un’inversione di tendenza. Anzi.

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APPROFONDIMENTI

Nuove competenze e vecchi paletti Per accedere al Fondo Nuove Competenze le imprese hanno tempo C C C

di Andrea Cafà*

C

on il Decreto Rilancio il Governo ha introdotto una misura di grande interesse per imprese e lavoratori: il Fondo Nuove Competenze. In particolare, il legislatore ha stanziato 730 milioni di euro nel biennio 2020-2021 per consentire alle aziende di rimodulare l’orario lavorativo dei dipendenti, così da destinare una parte delle ore a corsi di formazione, fino a un massimo di 250. Come scrive l’Anpal: “La misura si rivolge ai datori di lavoro che stipulino, entro il 31 dicembre 2020, accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione”. Un’iniziativa lodevole per sostenere le attività produttive in questo momento difficile, ma sorgono perplessità sulle possibilità di successo legate ai criteri e modalità di applicazione della misura e di utilizzo delle risorse. Anzitutto, sono stati fissati vincoli temporali strettissimi che poco si sposano con la virtù degli obiettivi. Poi, se pensiamo all’urgenza della misura, lascia perplessi la moltiplicazione dei soggetti chiamati a gestire le risorse: Stato, Regioni, Inps, Anpal, Fondi interprofessionali dovrebbero parlarsi in un complicatissimo dialogo fatto di intese, convenzioni, pareri, avvisi, tutte attività burocratiche da concludersi, appunto, entro il 31 dicembre. È evidente che, nonostante l’annunciata proroga a fine gennaio 2021, i

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tempi restano drammaticamente insufficienti, rendendo, di fatto, la misura inapplicabile e riaccendendo i dubbi sulla capacità della pubblica amministrazione di spendere in maniera efficiente le risorse in arrivo dal Recovery Fund. Tenuto conto di tutto questo, l’associazione datoriale Cifa e il sindacato Confsal lanciano una proposta alla ministra Catalfo: rivedeLO SCOPO DELLA PROPOSTA È SEMPLIFICARE E FARE ARRIVARE LE RISORSE A TUTTE LE IMPRESE, COMPRESE LE PICCOLE

re il testo del decreto attuativo del Fondo Nuove Competenze affidando la gestione dei contributi ai fondi interprofessionali, i soggetti che, negli anni, hanno dimostrato vicinanza alle imprese e capacità di governo amministrativo delle risorse assegnate loro dall’Inps per la formazione continua dei lavoratori.

ANDREA CAFÀ

IL MINISTRO NUNZIA CATALFO

Così facendo, anche le micro e le piccole imprese sarebbero agevolate nell’accesso ai contributi. E si eliminerebbe il gravoso iter burocratico imposto alle aziende, tra cui la presentazione di una doppia istanza, una ad Anpal e una al fondo interprofessionale. La proposta di Cifa e Confsal semplificherebbe la vita a molti. Si rimuoverebbero i tempi dell’istruttoria che Anpal dovrebbe effettuare sulla richiesta di accesso al Fondo Nuove Competenze, mentre un accordo quadro Stato-Regioni potrebbe dare atto della corrispondenza dei percorsi formativi rispetto alla programmazione regionale, eliminando il tempo necessario per acquisire il parere delle Regioni; l’Inps effettuerebbe un’unica rimessa in favore del Fondo interprofessionale che, a sua volta, provvederebbe a erogare le risorse all’azienda; il monitoraggio delle risorse verrebbe effettuato direttamente dal Fondo interprofessionale con una relazione periodica ad Anpal. Semplificando, con un'unica istanza presentata al fondo interprofessionale tutte le aziende, grandi e piccole, vedrebbero assicurate: l’automatico accesso alle risorse del Fondo Nuove Competenze; l’approvazione in tempi brevi dei piani formativi; l’immediato avvio della formazione per i lavoratori indicati nel piano di rimodulazione dell’orario di lavoro. Queste le proposte di modifica di Cifa e Confsal per il Decreto attuativo e il relativo bando che andrebbero declinate in norme sostitutive di quelle a oggi approvate. * presidente di Cifa


in collaborazione con ANDAF

La blockchain è maggiorenne e sta abilitando nuovi business Dalla tracciabilità dei prodotti alla gestione dei rapporti commerciali, dagli smart contract ai servizi aggiuntivi: la catena a blocchi si rivela un vantaggio competitivo per le aziende che la implementano. Come dimostrano gli esempi di aziende come Carrefour, Michelin, Allianz, Sompo di Giovanni Santosuosso* e Tomaso Mansutti**

L'

evoluzione tecnologica riesce sempre più a rispondere alle esigenze di certezza e celerità richieste dal mondo imprenditoriale, con aumento delle prestazioni e vantaggio in termini comunicativi. La blockchain, in particolare, è una tecnologia che consente di creare all’interno di una rete informatica una concatenazione di nodi. Si tratta di un database, pubblico o privato, gestito in modo decentralizzato, che archivia e conserva i dati in blocchi, organizzati in ordine cronologico ed uniti tra loro dalla crittografia, senza necessità di un intermediario. Se fino a qualche anno fa una tecnologia simile sembrava pura utopia, l’evoluzione e la fiducia nella stessa, si è riflessa anche nel mondo giuridico ed ha portato il legislatore a riconoscerne dignità normativa (art 8 bis decreto semplificazioni 2019 – L. 11/02/2019).

Sebbene le tecnologie blockchain più diffuse e sviluppate siano senza dubbio quelle sperimentate dal mondo finanziario (Bitcoin), le stesse iniziano ad avere applicazione anche in settori diversi, in grado di offrire un nuovo rilancio alle imprese.

e dei limoni di Sicilia (con IBM’s Food Trust), a Asia Pacific Rayon (“Follow Our Fibre” by Perlin) per la tracciabilità del processo produttivo della viscosa biodegradabile, numerose iniziano ad essere le applicazioni pratiche della blockchain.

Attualmente, i settori di business che riscontrano maggior interesse alla blockchain ed allo smart contract, sono il food e la supply chain, settori che più degli altri, sono chiamati a rispondere ad esigenze di tracciabilità della filiera, a garanzia delle informazioni sugli alimenti o dell’autenticità dei prodotti. Da Carrefour per la trasparenza della filiera del pollo biologico

Nondimeno, lo smart contract, che sfrutta la tecnologia blockchain e che ha l’ineguagliabile vantaggio di eseguirsi in autonomia al verificarsi di una o più condizioni (“if – then – else”) consente rapporti commerciali più snelli con ridotti profili di contestazione. Tale contratto, pertanto, mediante l’uso della tecnologia diviene immodificabile ed eseguibile “automaticamente”

Anche lo smart contract è stato esplorato negli ultimi anni da diversi settori di business. In ambito assicurativo, l’utilizzo dello strumento sta semplificando moltissimo la gestione stessa del contratto nel momento del bisogno. Il mondo assicurativo ha, infatti, bisogno di sicurezza, trasparenza, affidabilità, e lo smart contract sembra poter dare un forte impulso di innovazione. Esempi concreti sono attualmente in uso per ritardi o cancellazioni dei voli, permettendo di automatizzare la richiesta di rimborso e il pagamento dell’indennizzo. Altre sperimentazioni sono in corso da parte di Sompo, Allianz. Tokio Fire & Marine, BNP Paribas Caridf. Ulteriore caso concreto è stato attivato da Michelin, che con il progetto “Tyres as a service" prevede l’utilizzo di uno smart contract per l’installazione di sensori sugli pneumatici con invio di notifiche e raccomandazioni, offrendo pertanto servizi aggiuntivi. In conclusione, la tecnologia blockchain e lo smart contract possono certamente essere un vantaggio competitivo per le imprese. Il percorso di attivazione dovrà partire da una valutazione delle concrete applicazioni nel singolo contesto, richiamandosi a quanto sopra evidenziato. Su tale tema, è stato costituito un gruppo di lavoro tra imprese e professionisti al fine di condividere esperienze e specifiche esigenze e favorire le prime valutazioni ed i primi orientamenti. *Managing Partner – Studio Legale Santosuosso Avvocati Lexcom - verona@santosuosso.it ** CEO Mansutti spa

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APPROFONDIMENTI

La ricerca e selezione sempre più digitale: nasce un nuovo hub H NA

di Riccardo Venturi

U

na nuova azienda, un sistema più efficiente e dinamico che mette insieme un approccio tradizionale e uno innovativo e digitale nel campo della ricerca e selezione del personale. Competenza, esperienza e diversità per creare valore aggiunto, con un occhio molto forte al tema della responsabilità sociale». Così il direttore generale Alexis Sottocorno sintetizza le caratteristiche di Seltis Hub, nuova società di Openjobmetis, l’unica agenzia per il lavoro quotata in Borsa Italiana, dove confluiscono le storie di successo di Seltis, Meritocracy e UNA Forza Vendite; e dal 2021 la piattaforma online Jobmetoo, che amplierà ulteriormente la compagine con l’introduzione dei temi relativi alla diversity & inclusion. Prima della nascita di Seltis Hub, le realtà che oggi la compongono facevano parte separatamente del gruppo Openjobmetis. A cominciare da Seltis, specializzata nella ricerca e selezione di profili middle e top management, «quelli che si chiamavano volgarmente cacciatori di teste» evidenzia Sottocorno. UNA Forza Vendite, integrata in Seltis nel maggio 2019, è un'azienda con base a Padova con una vocazione nazionale, «specializzata nella selezione di figure commerciali e nella consulenza di direzione e pianificazione strategica nell’ambito delle vendite» spiega

«

il dg di Seltis Hub. Meritocracy è un brand innovativo e tecnologico, specializzato nella ricerca e selezione di profili IT, digital e nelle attività di employer branding innovative, «cioè la capacità di attrarre specifiche professionalità con un nuovo modo di comunicare, andando a ricercare il candidato direttamente in quelle community, in quegli angoli remoti dove certe professionalità si nascondono» rimarca Sottocorno. Last but not least, Jobmetoo, specializzata nella ricerca e selezione di persone con disabilità e appartenenti alle categorie protette, «un marchio riconosciuto negli anni con una storia molto forte e una parte in comune con Meritocracy: anche le aziende utilizzano la sua piattaforma direttamente per

le loro ricerche, diversamente da quanto accade per UNA Forza Vendite e per Seltis, che sono un po’ più tradizionali» evidenzia il dg di Seltis Hub. Queste anime così diversificate sono entrate a far parte della nuova realtà. «Come dice il nome, Seltis Hub vuol essere il centro di tutte queste competenze ed esperienze concrete» sottolinea Sottocorno, «valorizzando la diversità non solo perché c’è Jobmetoo che fa della diversity la sua missione, ma perché ha al suo interno anime diverse che danno soluzioni a esigenze diverse, proprie di qualsiasi azienda». Il motivo della nascita della nuova società è semplice: l’unione fa la forza. «Uno più uno fa… 3: vogliamo rendere il nostro sistema più efficiente e dinamico non generando la somma di queste realtà, ma una nuova che valorizzi il meglio di ognuna e offra valore aggiunto sul mercato» spiega Sottocorno, «è quel che già stiamo ottenendo in queste prime settimane di convergenza, mettendo a fattor comune i servizi trasversali digitali: la valutazione delle competenze attraverso la piattaforma digitale, cioè il digital assessment; le competenze in termini di comunicazione innovativa, cioè l’employer branding; il servizio di affiancamento al neoassunto per fare in modo che si impadronisca del ruolo il prima possibile e che la sua performance diventi ottimale, quel che definiamo digital onboarding». In questo modo Seltis Hub vuole distinguersi per la completezza del servizio alle aziende. «Si chiude il cerchio delle esigenze» insiste il dg, «troviamo il candidato più indicato, lo valutiamo in maniera approfondita, lo portiamo al cliente attraverso una comunicazione dinamica digitale innovativa, e lo supportiamo attraverso un accompagnamento su piattaforma digitale nei primi 5 mesi». Un mix di servizi tradizionali e digitali innovativi a cui sarà complicato fare concorrenza. «Il payoff di Seltis Hub è The right people. Siamo le persone giuste per clienti e candidati grazie alle nostre competenze, esperienze, servizi e prodotti. Ma siamo giusti anche perché… troviamo le persone giuste» conclude il dg.

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IL GL BALISTA SI RIAPRONO LE ROTTE DEL BUSINESS ANCORA UNA VOLTA A TRAZIONE CINESE tra i cinque continenti. E come testimonia la collaborazione fra aziende C

L

a fine della crisi economica mondiale causa Coronavirus si intravede all’orizzonte n senso letterale ’orizzonte uello fisico, uello degli oceani dove i giganti del mare, le grandi navi portacontainer c e collegano uattrocento porti del pianeta, anno ripreso a navigare con il loro carico di mercanzie Certo, l’anno scorso si c iuso con un calo dei traffici del ,1 : non c’era ancora il Covid ma la guerra dei dazi Cina- sa e il protezionismo trumpiano a gi nei primi nove mesi di uesto maledetto gennaio-settem re, in piena epidemia gli stessi traffici sono cresciuti dell’1, come ci fa sapere una fonte diretta come il patron della compagnia franco-australiana Cma Cgm odolp e aad , ultimo erede della famiglia del fondatore di origine li anese , terzo colosso dello s ipping

mondiale con un carnet di 1 rotte transoceanic e sostenere i traffici e a movimentare i 1 milioni di container c e ogni anno solcano gli oceani, ancora una volta la Cina c e a ripreso a crescere lo a anticipato il lo alista sul numero scorso di conom e c e ancora di pi crescer nel 1 con la firma, dopo un decennio di collo ui iniziati a ali nel lontano 11, del pi grande accordo della storia eco-

nomica mondiale c e crea una zona di li ero scam io in tutto l’estremo oriente, dalla Cina all’ ustralia, dal iappone alla Corea del sud alla uova elanda ’ anno c iamato cep, partenariato economico regionale glo ale, e rappresenta da solo il del commercio mondiale, il 9 del Pil del pianeta e il della popolazione, come a dire un esercito di consumatori Per soddisfare una tale domanda, pensate, non astano i container e le navi oggi disponi ili l punto c e uelli della Cma Cgm anno deciso di lanciare un prestito o ligazionario da 1, miliardi di dollari per

QUI DUBAI, APPUNTI DAL BURJ KHALIFA

Aspettando Expo 2020 (che si terrà nel 2022) le aziende si attrezzano grazie al web

non solo una vetrina per gli Emirati Arabi

na nuova via digitale per accedere alle soluzioni assicurativo-finanziarie e ai servizi di advisory di Sace: online il portale sacesimest.it/expo2020 che offre una corsia preferenziale per l’internazionalizzazione e l’export

a mercati ad alto potenziale in cui la

U

Uniti, ma anche una grande occasione per il made in Italy, una rampa d’accesso presenza e l’azione di Sace possono fare la differenza. Come i mercati dell’Asia, del Medio Oriente e Nord Africa, che non a caso

di sezione Expo 2020, a supporto sia

rappresentano insieme complessivamente

di

delle aziende partecipanti all’esposizione

il 35% del totale degli impegni in essere

progettazione, costruzione e allestimento

universale sia di quelle che vogliono

di Sace. Dalla landing page della nuova

del Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai:

cogliere

pagina web, che è accessibile anche dal

è online sacesimest.it/expo2020, una

crescere sui mercati internazionali.

sito

nuova via digitale per accedere alle

L’appuntamento, che andrà in scena a

che parteciperanno a Expo 2020 Dubai

soluzioni assicurativo finanziarie e ai

Dubai dal primo ottobre 2021 al 31 marzo

avranno una corsia dedicata e condizioni

servizi di advisory di Sace. Il nuovo sito

2022, si spera possa essere, pandemia

riservate per accedere a prodotti e

web rafforza la collaborazione siglata nel

permettendo, l’occasione per un rilancio

servizi messi a disposizione da Sace

2018 tra Sace e il commissariato generale

in grande stile dell’economia globale. Sarà

per l’internazionalizzazione e l’export:

n

portale

italiane

dedicato

impegnate

136

alle nei

imprese lavori

l’opportunità

dell’Expo

per

www.italyexpo2020.it,

le

aziende


di Giuseppe Corsentino

rafforzare la flotta con almeno altre 9 portacontainer c e si aggiungeranno all’ammiraglia appena varata il 1 novemre scorso a otterdam, la prima al mondo alimentata a gas li uefatto l usiness sta ripartendo veloce spiega aad e non posso permettermi di aspettare la prossima generazione di navi a idrogeno

sa dei traffici marittimi di cui a iamo parlato prima a prova, ennesima e decisiva, di uanto servano al enessere glo alizzazione e concorrenza scritta nella vicenda dei vaccini anti-Covid c e arriveranno all’inizio del 1 n estrema sintesi, vaccini sono il frutto migliore della glo alizzazione, cio dell’unione di intelligenze, risorse finanziarie, competenze l vaccino della Pfizer, per dire, nato dall’unione di risorse americane e di competenze tedesc e con il contri uto di scienziati turc i uello della oderna il frutto della colla orazione tra un’azienda iotec franco-americana e una svizzera c e produrr il principio attivo a concorrenza tra la oratori scientifici e aziende le uali c iariamolo su ito - avranno diritto a un ritorno sugli investimenti a funzionato funzioner anc e nel mondo post-Covid

e lo ricordate? ll’inizio della pandemia sem rava c e l’economia mondiale dovesse fare e in gran fretta un passo indietro alla glo alizzazione e dal li ero scam io al protezionismo fino all’autarc ia on andata cos Per fortuna la prova non solo nel alzo della Cina e del ud st asiatico e nella ripre-

E funzionano anche le Borse: tornano i dividendi icordate? ll’inizio della pandemia uattro su 1 societ uotate dell’indice europeo to avevano deciso di congelare il pagamento dei dividendi in attesa di tempi migliori e per dare una prova di solidariet , come

I

si poteva leggere nei loro comunicati stampa u lime ipocrisia: alla fine dell’anno pi di un terzo di ueste aziende, secondo gli ultimi dati di arcla s esearc , ci a ripensato e si prepara al classico pa out , uasi un’inattesa strenna natalizia agli azionisti n rancia, per esempio, range, il primo operatore telefonico, a deciso di ripristinare il dividendo allo stesso livello pre-Covid , centesimi per azione e aziende sono convinte di poter continuare a lavorare e fare usiness anc e in un contesto sanitario difficile scrivono gli strategist di arcla s on solo nel settore, favoritissimo dal loc do n, delle tlc l colosso francese del mattone e delle infrastrutture, il gruppo ou ges, a fatto sapere c e pag er il dividendo prima dell’estate lo stesso vorre ero fare le grandi anc e europee dalla francese np Pari as alla spagnola antander se non dovessero rispettare il divieto imposto dai regolatori in attesa della decisione finale della ce c e, uesta estate, aveva consigliato di soprassedere a per capire come andr a finire, asta dare un’occ iata alla taella finale della ricerca arcla s: pi del delle aziende europee uotate remunerer i suoi azionisti cos sia

di Riccardo Venturi agevolazioni per l’accesso al credito e ai

vetrina della tecnologia e del design

mercati dei capitali, coperture assicurative

dell’Italia. Per il ministro Expo Dubai offrirà

sui crediti commerciali, protezione degli

una piattaforma importante per rilanciare

investimenti all’estero, servizi di factoring,

e rafforzare le relazioni economico-

informazioni

recupero

commerciali con tutti i Paesi partecipanti.

crediti ufficio di ace di ubai si one

Le esportazioni costituiscono un pilastro

dunque come punto di riferimento per le

fondamentale per la ripresa economica

aziende che operano in Medio Oriente e

del nostro Paese: per questo la Farnesina,

Nord Africa.

in questi mesi di pandemia, ha lavorato

Il

forte

commerciali

sostegno

e

italiano

senza sosta per mettere in campo un

per stato

insieme al commissario generale italiano

grande sforzo a sostegno delle imprese

ribadito dal ministro degli Affari Esteri e

per Expo, Paolo Glisenti. Di Maio ha

italiane, il “Patto per l’export”, un articolato

della Cooperazione Internazionale Luigi Di

sottolineato come l’Italia stia investendo

programma di interventi pensato per

Maio, che in missione negli Emirati Arabi

tutte le risorse necessarie per realizzare

offrire alle nostre aziende strumenti

Uniti ha visitato il sito di Expo Dubai e ha

un padiglione di grande valore attrattivo,

di formazione, promozione e supporto

incontrato i rappresentanti della società

ispirato a principi di sostenibilità ed

finanziario in tutte le fasi del rocesso di

organizzatrice dell’esposizione universale

economia circolare, nonché una perfetta

internazionalizzazione.

un’esposizione

di

successo

è

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TALENT SHOW

Q

CI PIACE UNA LAUREA HONORIS CAUSA CHE PREMIA IL SELF-MADE-MAN L’Università statale di Palermo ha conferito la laurea honoris causa in Scienze economicoaziendali a Tommaso Dragotto, fondatore di Sicily by Car

A

utodidatta, per forza. A diciassette anni, prima ancora di prendere la patente, già noleggiava automobili! Tommaso Dragotto, palermitano doc e spasimante innamoratissimo della sua Sicilia, è stato ben scelto dal Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari come destinatario della pi solenne onorificenza accademica prevista dall’ordinamento italiano. È un selfmade-man vero, e dunque anche in gran parte un’autodidatta. Ma veramente meritava e da tempo questo encomio istituzionale. Chi conosce Dragotto sa che un riconoscimento del genere non solo l’ha profondamente commosso e gratificato, ma soprattutto stato assolutamente meritato. Oggi la sua Sicily By Car – Autoeuropa è l’unica compagnia di autonoleggio a capitale italiano, l’unica a contrastare il mercato ai big delle multinazionali, l’unica ad essere riuscita a sbarcare all’estero, e con più sedi, la prima ad aver puntato sull’elettrico e ad essere, per percentuale di veicoli verdi, più avanti di tutte. In questi lunghi mesi di crisi del turismo, Dragotto ha tenuto duro, riducendo i motori al minimo, ma andando avanti. E a testa alta ha potuto presentare all’Università la sua lectio magistralis “L’energia del costruire. Imparare dal passato, costruire il presente, immaginare il futuro”. Ringrazio il Magnifico Rettore dell Università di Palermo, Fabrizio Micari, e tutto il corpo docente – ha commentato - per avermi reputato meritevole di questo riconoscimento e per aver voluto conferire ufficialità didattica e scientifica al lavoro di tutta una vita, non potevo ambire a null’altro per coronare i risultati del mio impegno».

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+ La costanza + La visione + Il coraggio + Il dinamismo

- Opportunità - Controindicazioni - Controversie - Pericoli

ualcuno potrebbe definire il istleblo ing cio la segnalazione alle pubbliche autorità di asseriti illeciti aziendali – come la “App Immuni dell’etica d’impresa”. Ovvero una cosa teoricamente utile ma destinata ad essere tragicamente disapplicata, in Italia. Si sa perché: anglicismi a parte, il istleblo ing la pratica sia chiaro: ormai legalizzata in Italia – di denunciare alle autorità pubbliche - acquisendo per uesto atto in s e fino a prova contraria una tutela contro ogni tipo di rappresaglie azioni illecite contro il fisco in particolare e le leggi societarie e ordinarie in genere. Caso classico: vedo che il mio vicino di casa conduce una vita da nababbo, con feste, lussi e auto di lusso, e poi scopro c e al fisco si dichiara nullatenente. M’arrabbio, tiro fuori il fisc ietto, e segnalo la truffa alle autorità. Be’: ve l’immaginate cosa accadrebbe in Italia? Gente che ricatterebbe i vicini: “O mi paghi o ti denuncio”; altri che s’inventerebbero la qualsiasi solo per invidia; altri ancora che solidarizzerebbero e chiederebbero ai furbi: “Mi dici come si fa?”. Insomma: è un’usanza francamente un po’ inquietante, anche giusta in una morale rigorosa ma piena di contraddizioni. Ma tutto ciò non scompone minimamente ucc etti, il big lodigiano del soft are aziendale, che ha lanciato un programma per digitalizzare le procedure di istleblo ing. Ora sì che siamo più tranquilli. Se è digitale, la spiata non è male. “Non ci piace”, in questo caso, non significa non va bene . Significa semplicemente che questa materia è scivolosa, farne oggetto di propaganda fatalmente perbenista… anche no.

NON CI PIACE MENO MALE, ORA ZUCCHETTI DIGITALIZZA LA SPIATA La casa lodigiana produce di tutto, nel software aziendale, niente da dire. Ma sul whistleblowing ce n’era proprio bisogno?


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SHORT STORIES

Appalti

Semplificazioni, in piena emergenza servono norme chiare Il sottosegretario Margiotta: massimo impegno del governo. Studio Di Pardo: «Ancora troppe criticità» Snellire la fitta selva di norme e procedure burocratic e c e finisce per ingolfare gli appalti e bloccare lavori e opere necessarie alla nostra economia, soprattutto in una fase di emergenza come l attuale. uesto l obiettivo del l Semplificazioni, la cui recente entrata in vigore a permesso allo Studio Legale i ardo, specializzato, tra le altre cose, in diritto degli appalti pubblici, di misurare sul

campo l effettiva efficacia delle innovazioni introdotte. Se ne discusso nel corso del igital ebate organizzato da Consenso uropa, società del gruppo Hdrà specializzata in ublic Affairs e Comunicazione strategica, cui anno preso parte gli avvocati Giuliano e Salvatore i ardo e il Sottosegretario al MIT Salvatore Margiotta. Nell analisi di Giuliano i ardo diverse semplificazioni stanno avendo efficacia reale, come l innalzamento della soglia per gli affidamenti diretti, l eliminazione e/o riduzione delle garanzie provvisorie, e la

riforma dell abuso d ufficio e della responsabilità contabile. Tuttavia, a continuato, in ueste settimane di vigenza del decreto i dati rilevano ancora diverse criticità, legate alla mancata applicazione della nuova legge. Come l emissione dello stato di avanzamento e del certificato di pagamento a 15 giorni dall entrata in vigore della legge, o il mantenimento in molti bandi di previsioni e obblig i c e il Semplificazioni a in realtà eliminato. Salvatore i ardo a poi sottolineato

Poltrone

Consumi

Finalmente una donna a capo di Assoholding

Come reinventare l’esperienza in-store

L’avvocato Barbara Cortese è il nuovo segretario generale

Parla Alberto Riva, vice president Europa Centrale di Aptos

Avvocato, esperta di formazione, finanza e relazioni istituzionali, madre di due bambini, Matteo e Marco, e, nel lavoro, una manager con una visione. Si c iama arbara Cortese e dal 20 ottobre 2020 il nuovo Segretario Generale di Asso olding. arbara Cortese vi entra tre anni fa, come Responsabile Relazioni Istituzionali. Nei tre anni c e l anno condotta ad assumere il nuovo ruolo in Asso olding, arbara Cortese a contribuito significativamente a uesto rinnovamento, secondo la sua visione c e parte da un assunto: le imprese italiane sono per lo pi aziende di famiglia e gli imprenditori raccontano soprattutto una storia di valori, come coraggio, dedizione, motivazione, coinvolgimento dei propri dipendenti. a ui obiettivi e propositi del nuovo Segretario

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Generale: tutelare uesto enorme patrimonio fatto di ricc ezza umana e professionale offrendo alle imprese gli strumenti per crescere nel tempo, nel rispetto della propria cultura d impresa; rendere Asso olding un player all avanguardia, non solo dal punto di vista tecnico, uale già , ma anc e politico e manageriale, ispirando e promuovendo modelli di governance fondati su un idea di sostenibilità c e si muova davvero verso la creazione di valore e valori per la società. Saranno infatti proprio le imprese le vere protagoniste del cambiamento, assolvendo anc e alle funzioni sociali a cui le istituzioni spesso non riescono a provvedere, ad a ueste imprese c e Asso olding rivolge il proprio sostegno, promuovendo il modello olding come modello d impresa sostenibile.

Lavvento del Covid-19 a avuto un profondo impatto su come i consumatori effettuano ac uisti in tutto il mondo. I dati di eMar eter, ad esempio, stimano c e l e-commerce in uropa occidentale salirà uest anno del 16,9 - ben al di sopra della sua previsione pre-pandemica dell 8,8 . Se l e-commerce da solo non sufficiente a far crescere le nostre aziende, uali strategie devono adottare i retailer nel 2021 per promuovere uno sviluppo profittevole La risposta si trova nella trasformazione omnicanale e nella capacità di reinventare il ruolo del negozio per una nuova normalità . Non c dubbio c e i negozi fisici saranno ancora una volta una

come sia necessaria anc e un estrema precisione nella scrittura del testo normativo: il dubbio ingenerato da una norma non precisa paralizza l attività dei progettisti e degli uffici pubblici. Cos si risc ia di vanificare i cambiamenti introdotti, aumentando il contenzioso ed il conseguente ritardo nella definizione dei procedimenti. Osservazioni cui il Sottosegretario Margiotta a risposto assicurando massimo impegno per una precisa applicazione delle norme inserite nel provvedimento.

parte molto rilevante del retail-mi . Ciò c e cambierà sarà il ruolo del negozio nel percorso di ac uisto dei clienti. Una recente indagine di Aptos tra i professionisti del comparto retail indica c e migliorare la coerenza dell esperienza del cliente tra e-commerce e negozi fisici una delle priorità per i retailer nei prossimi 12-18 mesi . er c i inizia il percorso di trasformazione digitale del negozio, ecco uattro considerazioni. rimo: osservare il proprio brand dal punto di vista del cliente, ovvero testare sul campo l esperienza del consumatore c e voglia interagire con un negozio in modo digitale, prima di entrarci fisicamente. Secondo: identificare il ruolo giusto per ogni punto vendita, e alcuni negozi possono essere reinterpretati come centri di esperienza o s o room, mentre altri possono avere, ad esempio, uno spazio di vendita abbinato a uno spazio dedicato allo stoccaggio e alle attività di clic -and-collect e s ip-from-store. Terzo: eliminare i silos per ottenere una visione unificata di clienti, ordini e scorte. uarto: investire nei propri collaboratori per offrire esperienze coinvolgenti e personalizzate.


SHORT STORIES

Branding

Qual è stato il paese più resiliente contro il Covid? Il FutureBrand Country Index nasconde molte sorprese Il Festival Internazionale del Future rand, l azienda di brand transformation globale, a recentemente presentato il Country Inde 2020, c e contiene la classifica dettagliata dei principali brand- aese. Condotto in piena crisi pandemica, l indice svela inattese forme di resilienza nell annus orribilis. Il Giappone mantiene il primo posto in classifica, posizione c e aveva con uistato già nel 2014, seguito da Svizzera, Germania e Canada con gli AU e la nuova elanda c e entrano per la prima volta nella top ten al 9 e 10 posto rispettivamente. L Italia, il Regno Unito e gli USA restano

nella top 20 nonostante un anno contraddistinto da tensioni politic e e, naturalmente dalle conseguenze dell epidemia di Coronavirus. Tutt e tre i aesi perdono però solo un posto in classifica, dimostrando di possedere brand robusti in grado di resistere alle crisi. uest anno l Inde a proposto una serie di domande legate al tema del Covid19, compresi dati ualitativi e uantitativi sulla gestione del virus nei aesi di residenza degli intervistati. Nel Regno Unito, il 28 dei rispondenti a detto c e il governo a gestito la crisi abbastanza bene ; solo il 15 a detto c e la gestione stata molto buona e il 17 a sostenuto, invece c e la gestione della pandemia sia stata pessima . L Inde a anc e eletto i aesi c e meglio anno saputo affrontare la pandemia: la Nuova elanda al 1 posto, seguita dalla Cina e dalla Germania. Jon Tipple, Global C ief Strategy Officer, Future rand, a dic iarato: Ancora una volta l Inde va oltre la lettura del dato del pil e prende in esame parametri pi ampi come, per esempio, la percezione della ualità della vita, il Sistema dei valori, la Storia e la Cultura, c e

agiscono profondamente nella percezione complessiva di un aese. Ne risulta un uadro ricco e sfaccettato dei brand- aese e mette in evidenza il potenziale dei aesi emergenti a dispetto della loro situazione economica ancora in divenire. L evidenza pi netta dell Inde resta comun ue la constatazione c e i aesi c e investono nel proprio brand in maniera olistica, riescono a resistere meglio agli s oc prodotti dall incertezza economica, populismi, fa e ne s e stampa di parte e persino alle pandemie . L Italia, come detto, perde un posto, anc e se il brand rimane forte. Ma sono due le dimensioni c e restano critic e seppur leggermente migliorate rispetto allo scorso anno: il potenziale di business e il sistema dei valori.

Marketing

Posizionatevi online, o preparatevi a fallire! Chi continua a voltare la faccia ai Social è destinato a fallire. Parola di Giuseppe Cesarano La situazione mondiale di uesto 2020 a semplicemente accelerato il processo per molte attività commerciali in svariati settori: c i non si digitalizzato, o tutt ora continua a voltare la faccia al mondo online non curando in modo professionale i propri Social e/o con un sito eb, destinato a c iudere - sono le parole pungenti di Giuseppe Cesarano, giovane imprenditore napoletano in piena ascesa nel mondo del mar eting online.

All età di 16 anni sapevo solamente due cose: c e non volevo andare pi a scuola, e c e non volevo fare la vita da dipendente. Cos mi sono rimboccato le manic e prima lavorando nel negozio di famiglia imparando l arte, come si suol dire, e poi avviando alcuni progetti personali. opo svariati fallimenti, c e fanno parte del percorso di ognuno di noi, o creato da zero la mia agenzia (oggi con vari collaboratori) dove negli ultimi 3 anni abbiamo aiutato molti

imprenditori e titolari di attività commerciali a posizionarsi online creando ecommerce e gestendo advertising, ma soprattutto, centinaia di profili Instagram per la crescita e visibilità, creando storie di successo e risultati conseguibili . Ad conomy Giuseppe ci racconta l ultimo anno-epidemico, e i suoi progetti di espansione: erseveranza e dedizione sono stati per me un coc tail esplosivo per tutto uesto. uest anno nel primo loc do n abbiamo

Infrastrutture, tecnologia e attrattive commerciali non sono ancora all altezza delle aspettative per un aese all ottavo posto nella classifica della anca Mondiale per il. Tolleranza, rispetto per l ambiente e libertà politica sembrano continuare a pagare lo scotto della litigiosità c e domina l Italia in uesto momento storico. La polarizzazione del dibattito politico, condivisa anc e con altri aesi, ui dà l impressione di una pi marcata frammentazione. L Italia si conferma una meta turistica ambita e l apprezzamento della sua storia e bellezze artistic e la conferma ancora una volta al primo posto assoluto in uella dimensione, tuttavia perde ualc e punto nella dimensione legata al cibo, altro suo atout indiscusso.

fatto 500 , mentre in uesta seconda ondata abbiamo fatto in un solo mese ciò c e la volta precedente avevamo fatto in tre mesi. I progetti online della mia azienda volano, e siamo pronti ad espanderci fuori Italia già dall anno prossimo. Amo uesto paese... ma uesto paese non ama e non cura noi giovani talenti, con ambizioni infuocate e voglia di farcela. ertanto, ci comportiamo di conseguenza. uello c e mi a fatto crescere Le porte sbattute in faccia dalle persone uando ero agli inizi e ancora inesperto. Oggi sono proprio loro a cercarmi molte volte, ma con un prezzo da pagare pi alto e spesso i soldi non c entrano . segui Giuseppe Cesarano su Instagram: www.instagram.com/ giuseppecesarano1 o scrivi al suo team per informazioni: gorillastrategies@gmail.com

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COMUNICARE L’IMPRESA IL DILUVIO DEI DATI SUL WEB (PER OGNI MINUTO!) 41.666.667 > Messaggi Whatsapp 1.388.889 > Chiamate in video o voce 1.000.000 > Dollari spesi on-line 404.444 > Ore di video visti su Netflix 500 > Ore di video uploadati su Youtube 147.000 > Foto uploadate su Facebook 150.000 > Messaggi postati su Facebook 347.000 > Storie postate su Instagram 208.333 > Partecipanti a videocall Zoom 6.659 > Pacchi spediti da Amazon FONTE: DOMO 2020

Web contro carta: i media non si sostituiscono, ma possono (e devono) integrarsi. Il mondo della comunicazione, ancor più quella di impresa, sta rapidamente cambiando pelle. E dopo aver accorso alla sirena dei social, sta riscoprendo che il rapporto con i giornalisti è l’unico a poter garantire quella visibilità e quel grado di competenza e approfondimento indispensabile per crescere e competere.

146 LIUC BUSINESS SCHOOL ANCHE IL MARKETING HA BISOGNO DI... MARKETING

149 STAND OUT IL PERSONAL BRANDING È UNA QUESTIONE DI ETICHETTA

150 SPONSORSHIP CON GLI SPORT MINORI I RISULTATI SONO MIGLIORI

LA CIALTRONERIA DEI SOCIAL ALLUNGA LA VITA ALLA STAMPA Il web è nudo: ormai sbugiardato sulla promessa di informazione oggettiva, libera e approfondita, ravviva il bisogno di un giornalismo di qualità. Che i media professionali possono garantire meglio di Sergio Luciano e Marina Marinetti Siamo proprio sicuri che la carta stampata sia destinata a soccombere di fronte alla prepotenza di internet? Lo abbiamo chiesto a Gianni Quarleri, che con DayliMedia da trent’anni monitora il mondo dell’informazione, e ad Alessandra Ravetta, a capo di Prima Comunicazione, l’unico e storico mensile (e portale) dedicato al mondo dell’informazione e della comunicazione. Per scoprire che in realtà oggi la comunicazione d’impresa è diventata un asset strategico al quale nessuna azienda può sottrarsi senza perdere visibilità

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profeti di sventura che periodicamente vaticinano la morte della carta stampata per mano del web, si mettano il cuore in pace: non succederà. Anche perché se le vendite non sono più quelle di una volta - oggi i quotidiani vendono meno di 2,2 milioni di copie al giorno, contro i 6 milioni di vent’anni fa - c’è tutto un sottobosco non monitorato, popolato da rassegne stampa tematiche, chat, gruppi di interesse, che di fatto fanno da amplificatore alla stampa Internet, in questo caso, non è un problema, ma fa parte del clu c e amplifica il valore degli articoli usciti sulla stampa. Anzi non è un

problema anche quando la concorrenza sembra diretta perché un conto è dare le notizie, un altro è approfondirle, collegarle, cercare di farle. Il web vive di numeri, grandi numeri. Per farli bisogna essere veloci, mettere in rete le notizie prima degli altri, ma la velocità fa a pugni con l’approfondimento, il pensiero, la qualità dell’informazione. «Se vogliamo metterla sul piano “stampa contro internet” io, che sino del ‘59 e in prima elementare scrivevo intingendo il pennino nell’inchiostro, non riesco a immaginare un mondo in cui il supporto materiale non sia il veicolo principe dell’informazione e dell’approfondimen-

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COMUNICARE L’IMPRESA SCENARIO

to», sottolinea Gianni Quarleri, presidente di NewsCo Multimedia, editrice dei quotidiani on line DailyMedia e DailyNet, che monitorano in modo chirurgico il mondo dell’informazione lla fine dei conti internet insegna che basta muoversi orizzontalmente per saperne abbastanza di tutto, perché dell’approfondimento non frega più niente a nessuno: pare che non serva saper davvero davvero le cose, andarci dento, studiarle e fare un servizio giornalistico approfondito nel quale chi lo legge non trovai solo un riflesso del mondo che abita, ma qualche elemento nuovo. uesto internet la carta stampata? passata attraverso la grande recessione, la

trasformazione digitale, il covid ed è sopravvissuta. O meglio: viene tenuta in vita perché qualche angelo la sostiene per le orecchie: se guardiamo gli investimenti pubblicitari dal 2008 al 2019 - il 2020 è un necrologio - la IL COMPARTO CHE FUNZIONA MEGLIO È QUELLO DELLE TESTATE COSIDDETTE VERTICALI, CHE SI RIVOLGONO A UN PUBBLICO DI NICCHIA E QUALIFICATO

differenza in questi dieci undici anni fa sì oggi ci sia il valore sia più o meno un terzo di quello di allora. Diciamo la verità: questo mondo non avrebbe, in termini industriali, motivo di esistere. Non ci sono abbastanza soldi nel

mercato per farlo stare in piedi e allora è normale che poi la stampa si arrabatti e commetta errori e genericità: viene colonizzata dalle logiche del web, nel quale non c’è cura del particolare. Il risultato è che tutti i giornali sono peggiorati drammaticamente perché si servono a man bassa di tutto quello che ha un costo basso o non ce l’ha proprio, si risparmia mettendo insieme i servizi con le stesse logic e del e uanto all’efficacia del e marketing, è tutta da dimostrare: dati Istat alla mano, la propensione al consumo negli ultimi vent’anni non si è mossa di una virgola. «La questione della pubblicità su internet stata idealizzata: c i la spaccia per efficace

«Le imprese comunicano bene e il giornalismo sarà d’élite»

«L

’editoria giornalistica? Sì, nel mondo sopravvive. E sono sicura che sopravvivrà sempre. Ma il giornalismo di qualità è e resterà chissà per quanto tempo ancora il giornalismo dell’elite»: Alessandra Ravetta, condirettore e coeditore di Prima Comunicazione – l’unico e storico mensile dedicato al mondo dell’informazione e della comunicazione – è un’aristocratica combattente. Realista ma indomabile. E si vede dai fatti: il suo giornale, con il suo sito Primaonline, è dal’73 e resta il punto di riferimento professionale per l’interno settore dell’editoria e della comunicazione. Prima Comunicazione ha appena pubblicato la trentatreesima edizione del suo “Grande Libro Informazione stampa e on line”, una specie di summa teologica di tutto-quanto-comunica in Italia. Nel suo petto batte un colto cuore di cronista. Che sente il dispiacere per la pervasività della fuffa nel sistema social-mediatico: «Sì, io credo che il buon giornalismo sia diventato un prodotto elitario – prosegue - e che anche i giovanissimi di oggi, entrando nel mondo del lavoro capiscono che informarsi conta,

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e che sicuramente degli elementi di informazione qualificata continueranno a cercarli…». Ma perché, direttore? Dipende da una società cialtrona nella quale i social media hanno trovato terreno facile. Non dimentichiamoci che c’è un partito che ha vinto le elezioni sui social e sui social ha selezionato il personale di governo. Colpa dei social media, dunque? Il problema sembrano essere loro ma in realtà siamo noi, è l’essere umano, e la società oggi che andrebbe disintossicata. E secondo me l’unica strada per disintossicarla è far studiare i ragazzi in modo diverso. Fargli sviluppare anticorpi contro la scemenza, l’esibizionismo, la stupidità. Ma sarà un percorso lunghissimo. Tra l’altro, questo doppio lockdown, con la distanza dalla scuola, ha accentuato la dipendenza dai computer… Quest’estate, al mare, notavo che tutti i ragazzi si staccavano dal cellulare giusto il tempo di fare un tuffo, poi

ALESSANDRA RAVETTA

tornati a riva o in barca, con le mani ancora bagnate, riacchiappavano lo smartphone e si isolavano, tutti a guardare TikTok… Perciò penso che occorra incominciare assolutamente a fare delle azioni educative di base. Non sarà facile ma ci arriveremo… Anche perché per i social si direbbe che il vento stia cambiando, nel mondo istituzionale… Certamente sì: il problema sollevato da The social dilemma, il documentario di Net i che ha fatto scalpore nel mondo, è talmente esorbitante che il Congresso americano andr fino in fondo. Sicuramente Google e Facebook verranno smembrati. Ed anche


solo perché restituisce i dati mente sapendo di mentire, perché poi non viene davvero analizzato come una persona ne fruisce, com’è che si arriva da una pagina all’altra... non voglio neanche toccare tema della massa critica, perché sappiamo tutti che si acquistano i dati sul mercato. Se si effettuassero ricerche precise e complete, emergerebbe una fruizione assolutamente scoordinata». L’unica cosa precisa e coordinata, in realtà, è la mira per chiudere i pop-up, che ci trasforma in cecchini alla ricerca della salvifica a c’ una stampa che non è in crisi: «In generale dentro allo scenario il comparto della carta stampata che ha maggiori probabilità di avere senso da

l’Unione europea agirà. Ma senza una rieducazione di base dei ragazzi tutto questo non basterà a igienizzare il sistema, a liberarlo dall’idiozia e dalla violenza. Perché? Intanto hanno assunto una tale dimensione e un tale potere che sar difficilissimo ridimensionarli. anno una potenza finanziaria, tecnologica e di ricerca, che gli dà un potere estremo. Sono veramente globali, hanno risorse straordinarie. Possono perdere qualche punto ma lo recuperano subito. E investono ovunque questa loro potenza. Google, per esempio, sta facendo grandissimi investimenti nella ricerca e nell’industria sanitaria, un modo per rendersi anche benemeriti, facendo soldi. E c’è di più… Cioè? C’è che anche se le istituzioni riusciranno a ridimensionare i giganti dei social, i loro adepti non torneranno indietro, sono e restano drogati, ma non con questo o quel social, ma con l’idea del social. Come se non riuscissimo più a vivere senza mettere cuoricini, faccette, pollici e stelline. L’altra sera mi sono imbattuta per caso in un video educational su Youtube. Spiegava come si cucina un perfetto pollo arrosto. Una roba banalissima. Ebbene, il vero stu-

subito è quello che si rivolge alle aziende, le testate cosiddette “verticali” che sono riconosciute da un pu lico di nicc ia e ualificato in quanto offrono un servizio di valenza reale. Non se ne può fare a meno, perché se è vero che si trovano informazioni a titolo gratuito sul web, è anche vero che bisogna andarsele a cercare, col rischio di inciampare in notizie farlocche perché non c’è il presidio analitico del settore».

pore mi è nato dal numero e dal tono dei commenti e dei pareri su quella ricetta, su quella procedura. Manco fosse un trapianto di cuore… La cosa incontrovertibile è che ormai siamo tutti coinvolti e più connessi di quanto non pensiamo… Per questo ben vengano gli interventi istituzionali di ridimensionamento dei social, ma bisognerà incominciare a fare anche delle azioni educative di base. Ma se in questo quadro il mondo del giornalismo e dell’editoria di qualità soffre, neanche il mondo della comunicazione gode. Con tanto rumore di fondo e così poca attenzione fatica a diffondere i suoi messaggi… No, non sono d’accordo. Al contrario, chi opera nella comunicazione d’impresa si sente molto più importante di prima. Mentre prima soffriva di un senso di inferiorità verso il mondo dell’informazione, adesso vede che il rapporto si è rovesciato. E dentro le aziende i comunicatori hanno conquistato un riconoscimento di ruolo molto maggiore di prima perch finalmente tutti hanno capito che la comunicazione è un elemento strategico del sistema socio economico, e che i suoi officianti sono come sacerdoti di una mediazione culturale che il top-management da solo non riesce a fare. Non a caso faccio un giornale che si

Quanto alla comunicazione d’impresa, il dilemma è classicamente amletico: tabellare o redazionale? a ta ellare di per s semplice: per l’utente e per gli editori, non dà lavoro, ma secondo me restituisce poco. Quello che oggi ha scoperto internet quando si parla di native adv e che i giornalisti hanno sempre definito in modo dispregiativo la marc etta , invece, è la buona comunicazione d’impresa c e racconta l’identit del rand un valore enorme, perché raccontata da professionisti in grado di spiegarlo in modo adeguato, cosa che con la pubblicità tabellare non si riesce a fare la stampa settoriale competitiva anche da questo punto di vista».

chiama Prima Comunicazione… Resta un antagonismo di fondo col giornalismo, però: o no? Una volta era così: oggi non più. Anzi, da tanto tempo affermiamo che tra noi giornalisti e i comunicatori non ci sono delle grandi differenze: di attività sì, di modalità di lavoro anche, ma non viviamo in mondi diversi. Tutti trattiamo la stessa materia prima, che è quella della comunicazione; noi la gestiamo per far capire ai cittadini cosa succede nel mondo, e loro per affermare il loro primato e spiegare i loro prodotti e servizi. Da quando i giornali fissavano i “tetti” per arginare la presenza della pubblicità nelle loro pagine è passata un’era geologica… E quindi il vostro “Uomini Comunicazione” vale sempre di più! E’ sicuramente utile. È un volume di 400 pagine, ricchissimo di contenuti. Con molte novità: c’è un’area che presenta le aziende che fanno piattaforme tecnologiche legate al digitale; è interessante vedere la dilatazione delle strutture aziendali: la voce “responsabile della sostenibilità” ormai ricorre in tante aziende… ll libro fotografa l’evoluzione del sistema: è uno strumento di lavoro che interessa al pubblico dei comunicatori ma non solo.

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COMUNICARE L’IMPRESA SURVEY

IL MARKETING HA BISOGNO DI... MARKETING Un sondaggio effettuato da Liuc e Società italiana marketing tra manager e imprenditori fa emergere l’esigenza di superare un clima generale sfavorevole. Magari utilizzando proprio le stesse armi del marketing di Riccardo Venturi

I

l marketing ha bisogno di fare un po’ di… marketing su se stesso per rilanciare la propria immagine offuscata. È quel che emerge dallo studio “Il marketing in Italia. Cosa pensano i manager, gli imprenditori, i consumatori”, realizzata da Liuc e Società italiana marketing. «L’idea di fare una ricerca su questo tema» dice Chiara Mauri, vicedirettore della scuola di economia e management della Liuc, «ci è venuta dopo che sul numero dell’Italian journal of marketing di febbraio è stata pubblicata un’analisi di 500 post su Facebook con la parola marketing, che dipinge un quadro estremamente negativo: i consumatori lo descrivono CHIARA MAURI, VICEDIRETTORE DELLA SCUOLA DI ECONOMIA E MANAGEMENT DELLA LIUC come aggressivo e manipolatorio». Un’analisi che si è inserita in un clima generale già ampiatenzialità. Eppure gli addetti ai lavori hanno una mente sfavorevole: «La letteratura mondiale è ger e imprenditori che si occupano più o meno visione positiva del loro mestiere, e sono in tanti; negativa» sottolinea la Mauri, «il marketing è direttamente di marketing, e 935 consumatori dovrebbero dunque fare un po’ di marketing suluna delle funzioni aziendali, ma diversamente statisticamente significativi della popolazione la professione del marketing». dalla produzione, dalla finanza e da altre funzioitaliana; e analizzati 19988 tweet con la parola Uno sguardo all’opinione dei consumatori, così ni è spesso dipinta come qualcosa che fa male marketing. come risulta dalle interviste e dai tweet, confuai consumatori e alla società; e molti articoli di «Gli addetti ai lavori sottolineano che si vede ta almeno in parte la vulgata generale negativa quotidiani nazionali ne parlano in senso irosolo una piccola parte di un grande lavoro che sul marketing. «La minestra è buona ma un po’ nico: è tutto marketing, ha fatto marketing… rimane dietro le quinte» rimarca la Mauri, «il latiepida» riassume la Mauri, «i consumatori non una concezione negativa che non corrisponde voro del marketing è enorme, aiuta a progettare hanno una visione negativa del marketing ma alla realtà». prodotti e servizi che rispondano a reali esigenneanche positiva, si collocano in the middle of A questo si è aggiunta una considerazione ze, la comunicazione viene dopo. Il compito del nowhere, da 1 a 5 intorno al 3». tratta dalla vita personale: «Anche le mie amimarketing è migliorare la vita delle persone, e Per l’esattezza, tra i consumatori intervistati che mi accusano spesso: voi del marketing!» può dare un importante contributo anche a rilesi dimostrano nettamente critici in 39, tiepidi racconta il vicediretvanti questioni sociali». I MARKETING MANAGER NON HANNO 777, positivi in 119. Una tendenza confermata tore della scuola di Eppure i protagonisti ACCESSO ALLE STANZE DEI BOTTONI dall’analisi dei 20mila tweet: 3751 sono negatieconomia e managedel marketing non hanEPPURE AVREBBERO LE COMPETENZE vi, 12386 neutrali, 3878 positivi. ment della Liuc, «salno accesso alle stanze PER PARTECIPARE ALLE DECISIONI «Tra i consumatori non abbiamo ritrovato vo poi fare carte false dei bottoni. «I markela visione negativa dipinta dalla letteratura» perc i loro figli trovino un posto di lavoro ting manager non sono nei cda delle aziende e conclude il vicedirettore della scuola di econoproprio nel mondo del marketing… Il che fa non partecipano alle conversazioni sui grandi mia e management della Liuc, «basata non su capire che in fondo qualcosa non torna in quetemi della società e del mondo» afferma il vicediricerche ma su opinioni che, salvo qualche ecsta visione di accusa della letteratura e dell’orettore della scuola di economia e management cezione che conferma la regola, non sono mai pinione comune». della Liuc, «ne avrebbero le competenze ma non suffragate da dati e analisi». Per lo studio sono stati intervistati 1530 managli sono attribuite, non si riconoscono le loro po-

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IL PERSONAL BRANDING? È UNA QUESTIONE DI ETICHETTA L’etichetta personale nasce dalla promessa al mercato: ecco perché non si deve fallire. Il caso di Simona Bastari, che grazie a Stand Out è diventata “l’amministratore del condominio felice” di Gianluca Lo Stimolo INDIPENDENTEMENTE DAL SETTORE E DAGLI

caratteristiche e dalle esigenze del suo mercato, fino a mettere a punto un’etic etta che la rendesse unica: l’amministratore del condominio felice. Poteva sembrare un azzardo, ma ha funzionato. A tre anni dall’avvio della sua strategia di personal branding, Simona è titolare di uno studio che gestisce un elevato numero di stabili, vanta innumerevoli interviste su testate e reti televisive nazionali ed è ritenuta un modello dai colleghi. Condominio Felice è diventato anche un brand che punta ad affermarsi in tutt’Italia. Ma lasciamo che sia lei a raccontarsi in prima persona.

OBIETTIVI, CHIUNQUE VOGLIA AFFERMARE IL PROPRIO BRAND PERSONALE DEVE BATTERSI CONTRO UN PRIMO, GRANDE SCOGLIO: LA SOGLIA DI ATTENZIONE DEGLI INTERLOCUTORI.

Già molto limitata di per sé, si è abbassata ancora di più a causa del bombardamento di stimoli a cui i media ci sottopongono di continuo. “You never get a second chance to ma e a first impression , dire ero gli inglesi. E hanno ragione. Quando il professionista o imprenditore si presenta a qualcuno, non può permettersi di sbagliare: deve scegliere poche parole giuste per comunicare il suo valore aggiunto. Ecco, quelle parole sono la sua etichetta. Attenzione, però. L’etichetta personale è molto di più di un vuoto slogan a effetto. Tutto nasce dalla promessa al mercato, cioè una dichiarazione di cosa il pubblico può aspettarsi. Per colpire nel segno deve contenere almeno tre elementi: il pubblico, il risultato promesso e il modo. Il mio esempio? “Aiuto imprenditori e professionisti a diventare volti noti del loro settore attraverso strategie di personal randing na volta identificata, la promessa al mercato va sintetizzata in un’etichetta che, nel mio caso, è “business celebrity builder re parole c iare, dirette e concrete per descrivere una mission professionale. Molto più d’impatto rispetto al canonico (e spesso un po’ freddo) job title, l’etichetta va riportata sul biglietto da visita, come

L’AUTORE, GIANLUCA LO STIMOLO BUSINESS CELEBRITY BUILDER FOUNDER & CEO STAND OUT

SIMONA BASTARI

PER COLPIRE NEL SEGNO, IL PERSONAL BRANDING DEVE CONTENERE ALMENO TRE ELEMENTI: IL PUBBLICO, IL RISULTATO PROMESSO E IL MODO

headline su Linkedin, nella home page del sito web e in qualsiasi altro materiale di comunicazione. Sono decine, forse centinaia, le etichette elaborate da Stand Out, la prima agenzia di servizi integrati di personal branding. Scandagliando la memoria alla ricerca delle più riuscite, è impossibile non citare Simona Bastari. Il suo lavoro è di per sé una ella sfida, perc di primo acc ito può sembrare agli antipodi rispetto a ciò c e funziona imona, infatti, un amministratore di condominio. Un mestiere che ai più evoca riunioni noiose e interminabili, spese da pagare, liti che scattano per la minima inezia. Il suo percorso con Stand Out ha preso il via da un’analisi delle sue competenze e

Cosa significa essere l’amministratore del condominio felice? All’interno di un condominio i rapporti umani sono importanti quanto le questioni pratiche: puoi occuparti al meglio di conti, fornitori, pagamenti e urgenze, ma se trascuri le persone non stai facendo un buon lavoro. Per evitare contrasti serve un amministratore presente e capace di mediare con serenità. Oltre che alla corretta amministrazione, il mio focus è quindi orientato a migliorare il livello di felicità condominiale, attraverso attività condivise che consentano ai condomini di conoscersi, risolvere conflitti e creare rapporti positivi. Investire sul personal branding è stato utile per la tua carriera? Di sicuro la visibilità mediatica ha fatto molto, permettendomi di vincere lo scetticismo iniziale e affermarmi come una micro-celebrità di settore. La mia etichetta non ualcosa di posticcio ma riflette ciò che realmente sono, un po’ come un abito cucito su misura.

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COMUNICARE L’IMPRESA SPONSORSHIP

«Da canoista dico agli sponsor: sport minori, risultati migliori» C

di Sergio Luciano Ma se non c’è pubblico, come si può ovviare, cosa bisogna inventarsi? ESISTE LO ‘SPORT’ CON LA SUA NOBILTÀ DI Quello che servirebbe è una presa di coscienza VALORI E LA SUA IMPORTANTISSIMA FUNdei media, i quali dovrebbero svolgere anche ZIONE SOCIALE, TESTIMONIATA ANCOR DI una funzione educativa nei confronti dell’uPIÙ IN QUESTO DIFFICILE MOMENTO», DICE tente. Abituare il fruitore ad un menu più vario LUCIANO BUONFIGLIO, presidente della Fee non monotematico o quasi. Basta sfogliare derazione italiana canoa Kayak ed ex viceuno dei quotidiani sportivi italiani per renderpresidente del Coni, si conto dello spazio NON ESISTONO SPORT DI SERIE A O DI una vita per lo sport esiguo dedicato agli SERIE B, MA ESISTE LO ‘SPORT’ CON (è stato olimpionico altri sport. Spazio che LA SUA NOBILTÀ DI VALORI E LA SUA a Montreal) e per il IMPORTANTISSIMA FUNZIONE SOCIALE sta costantemente dimanagement (è stato minuendo, stessa cosa top-manager in grandi banche ed assicuraper le televisioni. Il web invece si è rivelato zioni). «Le Olimpiadi – prosegue - chiaraancora una vetrina importante. Servirebbe un mente sono il punto pi alto, i riflettori sono patto sociale tra federazioni e media, per depuntati meritatamente sulle singole disciplistinare una quota legittima di spazio agli altri ne, sono il momento in cui il grande pubblico sport, i quali però a loro volta dovrebbero imscopre la vera essenza dello sport, con quel pegnarsi per offrire uno spettacolo sempre più pizzico di nazionaliqualitativo. smo che non guasta Spesso, in commai. Mantenere alto penso, c’è un ben l’interesse, magari più forte legame con lo strascico di degli sportivi e una medaglia, non è delle loro famiglie cosa facile. Bisogna con le discipline investire in comumeno diffuse ma nicazione, intercetpiù identitarie, tare gli spazi e procome quelle della MEDAGLIA DI BRONZO A SQUADRE PER L’ITALIA JUNIORES DI K1W JUNIOR porre cose nuove. canoa e del kayak

LUCIANO BUONFIGLIO, PRESIDENTE FICK

«IO HO SEMPRE SOSTENUTO CHE NON ESI-

STONO SPORT DI SERIE A O DI SERIE B, MA

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UN TESTA A TESTA TRA TRE CANOE CANADESI

rispetto a quello che c’è con il calcio. Non crede? Uno sport come il nostro, che richiede grande impegno e fatica, lo pratichi perché ne sei innamorato ssere un canoista significa avere spirito di adattamento, determinazione, rispetto dell’am iente e degli avversari a prima sfida che affronti e contro te stesso e contro i tuoi limiti, questo ti aiuta a crescere come persona nella vita quotidiana. È uno sport fortemente identitario che grazie alle sue peculiarità coinvolge interamente le famiglie. Se sei un canoi-


AMBIENTE, SICUREZZA, INCLUSIONE SOCIALE SONO I NOSTRI TEMI: POSSIAMO SPOSARLI ALLO STORYTELLING DI TANTE AZIENDE!

sta, lo sarai per tutta la vita. La qualità dell’attenzione e della partecipazione del pubblico agli eventi sportivi della canoa può rappresentare un valore aggiunto per l’apprezzamento e la memorizzazione delle attività di branding e di marketing da parte degli sponsor? All’interno del nostro mondo ci sono diverse discipline: slalom, velocità, paracanoa, discesa e canoa polo. Ognuna ha le sue peculiarità e di conseguenza location e caratteristiche organizzative e logistiche diverse. Le nostre sedi

di gara passano da retta streaming delle teatri naturali come gare nazionali che ci le rapide di un fiume ha ripagato in termie le acque di una lago, ni di fidelizzazione ad ambienti urbani Oggi possiamo concon gli impianti artifitare su una fan base ciali nei centri abitati. di 30.000 persone Questo ci permette di LA SPETTACOLARE PARTENZA DI UNO SPRINT IN K4 su Facebook e oltre presentare un’offerta 10.000 follower su differenziata al pubblico e di intercettare così Instagram. Numeri che di fatto triplicano quelli target differenti. Abbiamo un pubblico etedei tesserati a dimostrazione che la nostra aurogeneo ma in maggioranza giovanile nella dience non è composta soltanto da praticanti fascia di età tra i 14 e 40 anni. Sono i dati che della canoa, ma da persone che sono attratte ci forniscono i nostri canali social che proprio dal nostro modo di vivere lo sport. Quello che durante le nostre manifestazione raggiungono dobbiamo continuare a fare è trovare sinergie i picc i pi significativi di engagement durancon i media ma soprattutto con le aziende per te l’anno. Senza dimenticare che le principali raccontare insieme una storia di successo e abmanifestazioni internazionali vengono cobracciare sempre più pubblico. stantemente trasmette in Italia da emittenti di Quali valori specifici evoca e gratifica la caprimo piano come Rai ed Eurosport. Credo che noa, tali da poter coinvolgere positivamente qualsiasi brand possa trovare la giusta e sodanche l’immagine degli sponsor: ambientadisfacente collocazione durante i nostri eventi lismo, lealtà sportiva, avventura? e in generale nella nostre attività. Non diAmbiente, inclusione sociale e sicurezza. Sono mentichiamoci che in i temi del momento questo quadriennio si UNO STUDIO CHE CLASSIFICA LO SPORT ma sono da sempre i SULLA BASE DEI VALORI PERCEPITI disputeranno ben due valori che ci contradDAL PUBBLICO, VEDE LA CANOA Olimpiadi, un evento AL SECONDO POSTO E IL CALCIO AL 25° distinguono. Lo sport senza precedenti che è da sempre portatore rappresenta un valore enorme per chi vuole di messaggi positivi, noi in più abbiamo una investire in sponsorizzazioni. naturale vocazione per la tutela ambientale, le Come si può incrementare l’audience della acque sono il nostro elemento, per l’inclusione canoa? sociale con la paracanoa - perché in canoa siaUno studio pubblicato lo scorso anno sulla mo tutti uguali - e per la sicurezza, perché oltre capacità di coinvolgimento di uno sport sulla al know how il nostro sport si pratica singolarbase dei valori percepiti dal pubblico, vede la mente - da soli o in gruppo ma per forza di cosa canoa al secondo posto e il calcio al 25°. Quello distanziati - e all’aria aperta. Su questi temi già che abbiamo fatto in questi anni, oltre a punmolte istituzioni, come il Ministero dell’Amtare su una costante azione di media relations biente e il Wwf, e grandi aziende hanno voluto con le testate tradizionali, è stato quello di affiancare il loro nome a uello della ederacostruire una nostra communit , fidelizzando zione. Ci sono tantissime aziende, nei settori gli utenti offrendo loro contenuti di qualità e pi disparati, con cui a iamo affinit di valori, calibrati sulle esigenze del momento. Penso si tratta solo di mettersi seduti e individuare lo all’investimento che abbiamo fatto sulla distorytelling vincente.

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L’OROLOGIO È SVIZZERO MA L’ANIMA È ITALIANA 157

Il nome è stato preso in prestito da Mario Boiocchi per fondare nel 1976 Paul Picot. Che compete con i grandi marchi grazie a un’artigianalità che come payoff ha “Noblesse du detail”

SEGNATEMPO/1 AL POLSO LA SOSTENIBILITÀ È (ANCHE) NEL PREZZO

di Davide Passoni

158 SEGNATEMPO/2 LE NUOVE PROPOSTE SELEZIONATE DA MRWATCH93

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icot! Chi era costui?» Ci siamo pernon ha intenzione di dormire sugli allori. Lo messi di prendere in prestito il faconferma Franco Boiocchi, responsabile marmoso incipit dell’ottavo capitolo keting e consulente di stile di Paul Picot: «Il de “I Promessi Sposi” perché da “costui”, un nostro trend si è indirizzato nel consolidare le artigiano orologiaio del XVIII secolo che era collezioni storiche, che diventano così dei trasolito realizzare a mano pezzi estremamente demark del brand. Alcune nascevano già con personalizzati, viene questo carattere unico IL TREND DI PAUL PICOT SI È INDIRIZZATO il nome di Paul Picot, e tipico, con dettagli NEL CONSOLIDARE LE COLLEZIONI la Maison fondata nel estetici molto marcaSTORICHE, CHE DIVENTANO COSÌ 1976 da Mario Boti come nel caso del DEI TRADEMARK DEL BRAND iocchi (tutt’ora alla Plongeur. In altre, inguida) e basata a Le Noirmont, nel Giura svizvece, le caratteristiche erano più nel dettaglio zero. Un marchio che della personalizzaziodel movimento o della cassa; del resto, Paul ne e dell’unicità dei suoi orologi ha fatto una Picot ha sempre avuto come payoff “Noblesse bandiera, che ha consolidato la sua fama su sedu detail , c e significa la ricerca del dettaglio gnatempo caratteristici e riconoscibili, ma che innovativo, inaspettato e originale nfine, un

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160 MOTORI MINI FULL ELECTRIC, LA PICCOLA CHIC GIOCOSA COME UN GO-KART

161 AUTOAPPASSIONATI LE ULTIME NOVITÀ NEL MERCATO DELL’AUTO

162 LE RAGIONI DEL GOSSIP

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E POI IL PIACERE...

ulteriore motivo che ci ha spinti a consolidare la decisione di sviluppare le collezioni identificative del marc io lo sviluppo digitale, c e ha condizionato le scelte del pubblico e dei consumatori. Si spieghi… Le nuove generazioni sono più veloci, hanno bisogno di input emozionali e immediati. Ogni marchio ha le sue icone che il consumatore recepisce subito, senza tante spiegazioni sul prodotto come si faceva una volta. Paul Picot non ha prodotti più famosi del marchio stesso, come hanno alcuni brand, ma è conosciuto per essere un marchio molto legato a una produzione influenzata in maniera determinante dalla richiesta dei nostri utenti principali, che sono il nostro dettagliante, l’agente, che hanno il polso della situazione del mercato e dei clienti finali el resto siamo un’azienda c e a ancora dimensioni non paragonabili a quelle dei grandi gruppi. Questo aiuta? Sì, è una nostra carta vincente, specialmente per soddisfare le richieste più inaspettate che arrivano da un target alto. Se la nostra produzione è “stagionale”, ossia sviluppata sugli input che ci arrivano dai concessionari, c’è però anche il cliente di fascia molto alta che può chiedere e avere il suo pezzo unico. Orologi che costano decine di migliaia di euro. Essere piccoli aiuta molto in questo segmento di mercato che sta diventando sempre più interessante, come dimostra l’attenzione alla personalizzazione sempre più forte anche da parte dei grandi marchi. Il cliente Paul Picot è esclusivo o ha una collezione in cui inserisce anche un pezzo dei vostri, perché gli

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FRANCO BOIOCCHI

riconosce un certo valore? Sono sicuro che prima di arrivare a spendere qualche decina di migliaia di euro per un Paul Picot dell’alto di gamma, questo cliente ha già almeno una decina di orologi di pregio. Ci sono però sorprese, soprattutto nel target giovane; non è vero che i ragazzi non hanno interesse per il mondo orologiero o che sono monotematici sui brand. Scopro che ci sono anche appassionati che trovano in Paul Picot prodotti alternativi che comprano anche come primo orologio. Non solo smartwatch, insomma… Sono convinto che l’avvento degli smartwatch sia positivo; se può aver tolto una fetta di clientela a una fascia di prodotto più economica, ha però avvicinato il pubblico all’oggetto da polso. Se tra le tante passioni di chi usa questi orologi c’è anche quella per la meccanica e l’accessorio da uomo, il passo dallo smartwatch al segnatempo tradizionale di qualità è breve. Nei vostri pezzi di alta orologeria c’è la voglia di interpretare il tempo in maniera personale? Sì, e abbiamo creato una nostra nicchia chiamata “Metiers d’art” che si distingue perché realizza orologi con altissimi dettagli tecnici ed estetici a

prezzi interessanti. Un esempio è il Megarotor Gmt Grand Feu con mappamondo in smalto grand feu su quadrante d’oro o d’argento, di altissimo pregio; un orologio così a 10mila euro è uno degli oggetti più economici sul mercato nel settore degli smalti grand feu. E la parte tecnica? Quando abbiamo creato il Technicum negli Anni ’90, quello è stato il primo crono rattrapante con riserva di carica e ha avuto moltissimi riconoscimenti. Oggi gli orologi pluricomplicati sono talmente sofisticati c e sono appannaggio di grandissimi marchi e noi andremmo fuori tema se riproponessimo pezzi del genere: non abbiamo le possibilità e forse nemmeno la legittimità per farlo, oggi. Invece, il nostro uadrante flin u fatto a mano a una sua ragion d’essere, perché sul mercato pi facile trovare venti guilloc c e un flinqué fatto a mano. Ecco, io considero quello un dettaglio tecnico e di tradizione che interpreta nel modo giusto per il marchio il tempo, legato all’evoluzione della tradizione. Com’è fare business in Italia, oggi, per un’azienda come la vostra? Non molto differente in Italia rispetto ad altri Paesi d’Europa. Ritengo però che l’Italia abbia dalla sua un bacino di utenza privilegiato per l’orologeria. Inoltre, sono convinto che se si lavora con passione, emozione e sentimento legato all’oggetto c e si produce, difficolt e complicazioni si possano scavalcare. I mercati più soddisfacenti per voi? Abbiamo due estremi. Uno è quello italiano, da cui nasce la nostra storicità e che è prioritario sotto tutti i punti di vista. L’altro è quello cinese, per motivi totalmente opposti. È cresciuto in maniera incredibile negli ultimi 10 anni e là abbiamo un partner con cui c’è un’ottima intesa e che lavora in maniera opposta alla nostra. È una società di web marketing molto performante, che opera nel mercato più importante del mondo eterminante in tutti i Paesi la gestione della distribuzione; se un tempo alcuni mercati potevano avere centinaia di negozi, oggi non ha più senso perché l’e-commerce, dei retailer e dei brand, ha cambiato le regole. Il mondo si è rimpicciolito.


in collaborazione con

Al polso il lusso è sostenibile persino nel prezzo Realizzare orologi utilizzando esclusivamente materiali riciclati: è la mission di The Sacred Craft. Andiamo alla scoperta del modello La Grand Mér, che nasce dal recupero delle eliche delle barche di Giuseppe Marasco

L

a mission di The Sacred Craft è realizzare un orologio utilizzando materiali di riciclo e con lo scopo di avere un forte impatto di conservazione sulla barriera corallina e sulla tutela delle coste. Un progetto ambizioso e nato da una grande passione per la natura e per il mare. Da questa idea Matt Harkins, un giovane ragazzo di San Diego, amante del mare e del surf, ha sviluppato il primo modello La Grand Mér, un orologio realizzato dal bronzo recuperato dalle eliche delle barche abbandonate e dagli innumerevoli metri di reti da pesca ormai non più utilizzate. Tutti i componenti di questo segnatempo fanno percepire una vera e propria ricerca

che va oltre il concetto di riutilizzo o di riciclo. Infatti la cosa che più colpisce è stata la realizzazione del Seaglass, un materiale realizzato utilizzando una particolare re-

sina iologica per trasformare il filo delle reti da pesca abbandonate in un materiale duro, che verrà poi modellato e utilizzato per realizzare le maglie del cinturino, il copri corona e parte del quadrante. Una nota importante è quella di soffermarsi sullo straordinario packaging di questo prodotto e sulla cura per il cliente. Un packaging che riesce veramente ad emozionare come neanche i più noti brand riescono a fare. Una scatola di legno (anche questa ricavata dalle barche da pesca abbandonate) suddivisa in 2 scomparti. Nel primo troviamo l’orologio, con 2 cinturini e 3 gemelli, insieme alla targhetta di bronzo che indica il nome del modello e la numerazione del segnatempo (stiamo parlando di una edizione limitata). Nel secondo scomparto, abbiamo invece una piccola custodia con gli utensili basici, due piccoli libretti nei quali è spiegata la storia dietro ogni componente e il certificato di autenticità. Il tutto tenuto assieme dalla famosa piccola rete da pesca di cui si diceva. Il packaging trasmette subito una sensazione di estrema attenzione per la qualità. Adesso è il turno dell’orologio, un diver da 44 mm di diametro, automatico, con vetro zaffiro, resistente all’ac ua fino a metri e con movimento swiss made eta 2824. Ammettiamo che dalle foto sembra davvero molto più grande rispetto alla realtà: infatti nonostante i millimetri, questo diver è indossabile e per nulla impegnativo anche per i polsi più piccoli. La ghiera girevole (anche questa realizzata dal bronzo delle eliche) è molto precisa ed emette un suono duro e piacevole. Tutti i cinturini sono dotati di tasti sul retro che permettono un cambio rapido e veloce, caratteristica che ne aumenta moltissimo la versatilità. Per concludere, La Grand Mér è un segnatempo che ha tutto e che offre una esperienza di lusso, sostenibile e soprattutto a un prezzo sostenibile.

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E POI IL PIACERE...

MITCH MASON – L’ELEGANZA DEL VINTAGE Mitch Mason è un microbrand

non è ovviamente l’unico punto

che ha saputo rivisitare lo

di forza di questo orologio.

stile vintage degli orologi della

Anche se il segnatempo ricorda

Seconda Guerra Mondiale

lo stile vintage, è dotato di

in chiave assolutamente

caratteristiche assolutamente

contemporanea. Questo

moderne, come il vetro zaffiro

microbrand ha realizzato una

e l impermeabilità fino a 200

campagna su Kikstarter 100%

m con corona a vite. I modelli

funded in soli 5 minuti e con

Chronicle MitchMason hanno

oltre 164 mila dollari raccolti su

una riserva di carica di 42

un obiettivo di 48 mila dollari e

ore ed e sono alimentati

ben 236 sostenitori. Dopo aver

dal movimento automatico

indossato il loro primo modello

Myota 9039 con carica ibrida

il quadrante pulito e totalmente

Per le sue caratteristiche il

Chronicle per 3 settimane

manuale e automatica. Un’altra

simmetrico e proporzionato.

prezzo (449$ in preordine su

siamo rimasti molto sorpresi,

caratteristica che ci è piaciuta

Abbiamo apprezzato molto

kikstarter) è giusto e in linea

sia per la loro dimensione

di questo orologio è il concetto

questo orologio soprattutto per

con il prodotto.

(solo 36,50 mm di diametro)

di simmetria che riesce a

la sua versatilità.

che per la loro compattezza.

trasmettere, motivo per cui non

L’equilibrio tra stile e comfort

presentano il datario, rendendo

La recensione integrale su: www.economymag.it

PANTHEVM ROMA – UNA BELLEZZA SENZA TEMPO Un progetto tutto italiano,

Eterna e presenta una linea

firmato da uattro giovani

che si ispira al senso di bellezza

imprenditori romani, Paolo

eterna ed è pensata per far

Cavaglià, Edoardo Cagliesi,

risaltare un design senza

Janaka Geraci e Sebastiano

tempo. L’orologio (40 millimetri

Gilardoni, i quali insieme e

di diametro) presenta anche

con una grande passione per

ottime caratteristiche tecniche,

l’orologeria hanno deciso

come corpo in acciaio satinato

di omaggiare la città eterna

316L, impermeabilità fino a 100

attraverso la loro nuova linea

metri, vetro zaffiro e l affidabile

“Avtomatic ocvlvs”. Questa si

movimento Seiko NH35. La

presenta in cinque variazioni,

g iera fissa presenta numeri

ovvero Pluto, Nettuno, Giano,

romani mentre la corona è

anche superluminova, per

novembre su Kickstarter (con un

Venere e Minerva, tutte con una

serrata a vite (come il fondello).

garantire una visibilità anche in

goal di 35 mila euro), piattaforma

tonalità diversa di quadrante.

Il senso di eleganza è trasmesso

condizioni di scarsa luminosità.

leader del crowdfunding online

Questo segnatempo è ispirato

anche dalla chiusura del

Con queste caratteristiche il

e ufficialmente presentato in

alla cupola del Pantheon,

bracciale deployante a farfalla

modello “Avtomatic ocvlvs” della

Italia e a livello

monumento storico, che dal

rendendo l’orologio ancora

Panthevm è stato lanciato il 15

internazionale.

27 a.C. e per più di due millenni

più elegante e dalle forme

ha contraddistinto la Città

sinuose. L’orologio presenta

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La recensione integrale su: www.economymag.it


in collaborazione con

OSO WATCHES – UN SALTO NEGLI ANNI 70 Orbit è la prima collezione

le vostre avventure. Infatti

di orologi in stile vintage

nonostante stiamo parlando

anni 70’ sviluppata dalla Oso

di un cronografo, l’orologio

Watch Co. Un segnatempo

presenta una resistenza

in perfetto in equilibrio

all ac ua fino a 100 metri.

tra stile e funzionalità.

Alimentato da un movimento

Disponibile in tre colori e dalle

mecaquartz Seiko VK64,

dimensioni contenute (solo

questo segnatempo abbina

40 mm di diametro) è adatto a

perfettamente la precisione

soddisfare le esigenze di tutti

del quarzo all’estetica distinta

e ad accompagnarvi in tutte

di un cronografo meccanico. Il cronografo, presenta anche la

antiri esso. Inoltre gli indici

progetto è stato 100% funded

scala tachimetrica

presentano Superluminova

in sole 2 ore su Kikstarter con

direttamente

per consentire una ottima

una raccolta di oltre 20 mila

all’interno del

leggibilità in qualsiasi

dollari su un goal

quadrante, il

condizione di luce. Questo

di oltre 9 mila.

tutto protetto da un vetro zaffiro

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KUSTOM – L’OROLOGIO INTERCAMBIABILE Come potrete intuire dal nome

Ogni componente infatti

del marchio, stiamo parlando

può essere acquistata

di orologi personalizzabili,

separatamente proprio per

ma attenzione a non farvi

permettere di avere molte più

ingannare dal solito concetto

combinazioni con una spesa

di personalizzazione. Infatti,

assolutamente contenuta.

non si tratta solo di un

Infatti, non dovrete per

assemblaggio di elementi

forza spendere centinaia

che rendono l’orologio unico,

di euro per avere un nuovo

ma il concetto principe è

orologio, ma basterà

l’intercambiabilità, ossia la

aggiungere altri componenti

possibilità di avere infinite

alla vostra collezione che vi

combinazioni partendo dalle

permetteranno di avere ogni

assolutamente innovativo e

si possono sviluppare infinite

singole componenti. In pratica

giorno una configurazione

realmente funzionale in virtù

configurazioni per tutti i gusti.

a seconda del contesto in cui

diversa. Ci sono moltissimi

della velocità di assemblaggio.

Anche la qualità dei materiali

mi trovo, posso cambiare

altri marchi che permettono

La semplicità con cui tutti gli

in rapporto al prezzo dei

uno o più elementi a mio

di personalizzare l’orologio.

elementi si incastrano tra loro

singoli elementi è

piacimento per avere sempre

Tuttavia il brevetto e il concetto

è davvero forte e soprattutto

molto valida.

l’orologio più adatto a ogni

di intercambiabilità sviluppato

occasione.

da questi ragazzi italiani è

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EE POI MOTORI POIILILPIACERE PIACEREMOTORI

La piccola eco-chic giocosa come un go-kart Nata per farsi notare, la Mini Full Electric non solo è ecologica, ma è pure divertente: si può guidare anche con un solo pedale, accelera di Franco Oppedisano perfetta per girare in città con la coscienza a posto i pi , con uel filo di spocchia che pervade chi, non solo sa di essere su una piccola auto molto chic come una Mini, ma anche di potersi appiccicare addosso un inconfondibile connotato green, ecofrendly, insomma, di tendenza. Per questo ha elementi distintivi molte ben riconoscibili rispetto agli altri modelli del marchio britannico prodotti da Bmw: il frontale con una “spina stilizzata” bella grande che si ripete in diverse dimensioni su ogni lato della vettura, gli specchietti con colori sgargianti, gli stessi che si ritrovano sulla calandra, i cerchioni dal disegno così particolare da apparire, agli occhi di tutti per lo meno strani. D’altra parte la Mini Full Electric è nata per farsi notare, per dare a chi la guida un’immagine precisa, distintiva. Centrato questo obiettivo, t tutto il resto appare secondario. Ed è un peccato, perché oltre al vestito e all’immagine in questa Mini a zero emissioni c’è molto di più. Prima di tutto è veloce, molto veloce. O meglio va veloce perché ha una velocità di punta limitata a

È

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150 chilometri all’ora, ma quello che conta per un’auto da città è l’accelerazione e in questo campo la Mini Full Electric riesce ad andare da zero a 60 chilometri all’ora in meno di 4 secondi, come la maggior parte delle auto sportive in

circolazione. In più la trazione elettrica porta il concetto di go-kart feeling in una dimensione completamente nuova, migliore. È il combinato disposto tra un motore elettrico, più piccolo e significativamente pi leggero di un motore a combustione, e la posizione della batteria ad alta tensione che si trova nella parte più bassa del veicolo tra i sedili anteriori e sotto i sedili posteriori. Con il baricentro così abbassato, un propulsore da 184 cavalli e 270 Nm, la trazione anteriore e il nuovo sistema di trazione con controllo dello slittamento delle ruote anteriori, la rendono più agile, maneggevole, facile da controllare anche in curva e ad alta velocità. Il guidatore può, poi, adattare l’impostazione del veicolo alle condizioni stradali e alle proprie preferenze personali scegliendo tra quattro modalità di guida. Accanto alla modalità Mid che privilegia il comfort, c’è quella sportiva che consente una curva di sterzata più diretta e una risposta più immediata del sistema di guida, e quelle Green, due, orientate alla massima efficienza ella versione reen si arriva persino a limitare o disattivare riscaldamento, aria condizionata e sedile riscaldato per aumentare l’autonomia del veicolo. La Mini acquisisce anche le caratteristica esperienza di guida dei modelli full electric del Gruppo Bmw: lo one-pedal feeling che consiste in una decisa decelerazione del veicolo quando il guidatore toglie il piede dall’acceleratore. L’effetto immediato è la possibilità di guidare l’auto con un solo pedale, senza mai usare il freno. Quello nascosto è una ricarica della batteria con l’energia cinetica che si trasforma in energia elettrica e aumenta l’autonomia. Quest’ultima, dopo una ricarica completa che può essere fatta con una presa domestica, a muro o in una stazione di ricarica pubblica con carica diretta e continua fino a , va dai ai c ilometri a Mini Full Electric è equipaggiata di serie con un quadro strumenti su misura per il modello, costituito da uno schermo a colori da 5,5 pollici, con fari a Led, climatizzatore automatico bi-zona, riscaldamento con tecnologia a pompa di calore, riscaldamento ausiliario, freno di stazionamento elettrico e Mini Connected Navigation l prezzo parte da 9 euro


in collaborazione con Autoappassionati.it MOTORI E POI IL PIACERE

TIPO E TIPO CROSS: SI RINNOVA LA SEGMENTO C DI FIAT La Tipo si rinnova con un restyling completo, fatto di un nuovo design, tecnologia moderna e nuovi motori. Inoltre, la gamma si amplia grazie al nuovo crossover: la nuova Tipo Cross. Il design rinfresca le linee della vettura compatta torinese, che ora propone sul frontale il logo Fiat con il nuovo lettering, come già accaduto sulla nuova 500. Nuovi anche i fari, Full LED all’anteriore e al posteriore, i cerchi in lega da 16” o da 17” pollici e due colori: l’Oceano Blu e il Paprika

Orange. All’interno, c’è un nuovo abitacolo, con il cluster digitale TFT da ” totalmente configurabile c e si abbina alla nuova radio UConnect 5 con schermo touch da 10,25”. Sedili con nuovi materiali e un volante ridisegnato caratterizzano gli interni, mentre debuttano Apple CarPlay e Android Auto wireless. Per i motori si parte dall’inedito benzina GSE 1.0 T3 da 100 CV e 190 Nm di coppia e si prosegue con i Diesel Multijet, 1.3 da 95 CV e 1.6 da 130 CV.

MERCEDES CLASSE S: LA SETTIMA GENERAZIONE DELL’AMMIRAGLIA

BMW SERIE 4: NON SOLO DOPPIO RENE Settima generazione per l’ammiraglia di Stoccarda, da sempre punto di riferimento per tutto il mondo automotive dal punto di vista delle innovazioni. Lunga 5,18 metri (5,29 la passo lungo), cresce rispetto alla precedente generazione e compie passi da gigante sul fronte illuminazione, con il sistema Digital Light. Dietro, invece, i gruppi ottici sono di forma triangolare, mentre sulla fiancata debuttano le maniglie a scomparsa. All’interno arriva un sistema MBUX di nuovissima generazione, che, nella variante più

evoluta, può offrire fino a 5 sc ermi. i spazio e più comfort per i passeggeri della fila posteriore e il bagagliaio cresce a 550 litri di capienza. Sempre di serie il cambio automatico 9G-Tronic, mentre al lancio ci sono i motori sei cilindri in linea, i turbobenzina 3 litri

della S 450 4Matic e della S 500 4Matic, e i Diesel, con i 2.9 della S 350 D e della S 400 d 4Matic. A partire dalla seconda metà del 2021 Mercedes renderà pienamente operativa la guida autonoma di livello 3 in alcuni paesi, il livello che consente al conducente di staccare le mani del volante.

La seconda generazione di BMW Serie 4 cambia molto, sia a livello estetico sia sotto la carrozzeria. Il nuovo modello aumenta di dimensioni rispetto alla prima serie ed è impossibile non notare il nuovo doppio rene, molto generoso, ispirato ad alcuni modelli del passato. I fari Full LED ricordano quelli dalla Serie 8, cui si ispira anche la linea molto filante, accompagnata dai cerc i in lega che hanno dimensioni da 17 a 19 pollici. L’abitacolo è più somigliante alla Serie 3, con poc i tasti fisici e due sc ermi: il display del quadro strumenti è da 12,3 pollici mentre di serie, in posizione centrale sulla plancia, c’è il 10,25 pollici, basato sul sistema operativo BMW 7.0. Subito disponibili i benzina e Diesel 4 cilindri, mentre l’unico 6 cilindri al lancio è l’M440i xDrive Coupé da 374 CV, dotata della trazione integrale, disponibile come optional anche per la 420d mild ybrid, da 190 C . er tutte le motorizzazioni di serie lo Steptronic a 8 rapporti automatico.

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LE RAGIONI DEL GOSSIP a cura di Monica Setta

NATALE CON TUOI... PROGRAMMI IN TV LA SECONDA ONDATA È QUELLA DELLE SERIE A

C

SEMBRAVA CHE LA

sua missione. Da noi l’emergenza

aspettative. La risposta delle

sorpreso tutti per l’entusiasmo

FAMIGERATA “SECONDA

Covid sui Musei di Ostuni ha

famiglie è stata sorprendente

e la partecipazione di grandi

ONDATA” NON DOVESSE

pesato non poco. Nei mesi di

anche grazie ai laboratori ed

e piccini. E da casa in questo

ARRIVARE MAI. E INVECE

marzo, aprile e maggio abbiamo

alle attività che abbiamo messo

periodo di restrizioni ci si potrà

ECCOCI QUI ALLE PRESE CON UN

dovuto rinunciare ai giovani

in campo in collaborazione con

collegare per visite virtuali da

NATALE DA SEMI LOCKDOWN

visitatori che ogni anno con le

Ostuni Museo diffuso, un insieme

associare a letture specific e.

SENZA POTER VIAGGIARE,

scuole elementari frequentano il

di aziende e guide turistiche che

Costretti a restare a casa gli

ORGANIZZARE FESTE PER

italiani si dedicano meno a

GLI AUGURI O SCAPPARE IN

cucinare come era accaduto nel

MONTAGNA NELLE SECONDE

precedente lockdown e molto

CASE. La lista dei vip che hanno

di più a leggere o a guardare

ceduto al covid è lunghissima.

la TV. Cresce infatti la platea

Iva Zanicchi, Carlo Conti, Alena

complessiva del pubblico e

Seredova, Mara Maionchi, ma

salgono anche gli ascolti delle pay

anche Nunzia de Girolamo, il

TV in modalità on demand.

governatore dell’Emilia Romagna

Resistono nelle generaliste i

Stefano Bonaccini o il segretario

colossi come Maria de Filippi

del PD Nicola Zingaretti, Paola

che vede il segno più in ogni

Perego, Nina Zilli, Tania Missoni e

nuovo programma 2020 e Milly

tanti altri. Ora dobbiamo cercare

Carlucci che ha portato a casa

quella che si chiama ‘reason

spendendosi generosamente

why’ ovvero una motivazione

in prima persona una edizione

per restare a casa e dunque

monstre di Ballando con le stelle

via con le visite ai musei in

e si prepara al nuovo show Il

piattaforma digitale, ai libri, alla

cantante mascherato. Fateci caso,

musica e naturalmente alla TV. Partiamo dai musei. In Italia

la Carlucci con il suo Ballando IN SENSO ORARIO: MARIA DE FILIPPI, MARIA PIA AMMIRATI, MICHELE CONTE E MILLY CARLUCCI

è uno dei format piu venduti

ne abbiamo uno che fa notizia

Parco Archeologico ed il Museo

hanno spostato le nostre idee

al mondo da Rai com. Esplode

perc

Civico» spiega Conte. «Nei mesi

e le hanno trasformate in fatti

infine la fiction. oc con Luca

stampa americana ‘il museo dei

di chiusura abbiamo ripensato

concreti». Ma la vera novità è che

Argentero a sfiorato gli 8 milioni

record’. È l’ente museale di Ostuni

i nostri musei. Il Consiglio di

quest’anno il Teatro del Parco

a serata (numeri da Sanremo) e

che, come racconta a Economy

amministrazione si è riunito

archeologico ha ospitato eventi

non solo perché eravamo a casa

il giovane presidente Michele

settimanalmente e si è fatto

teatrali e musicali che hanno fatto

per il covid anche per l’eccellente

Conte, rampante avvocato

trovare pronto alla riapertura

registrare sempre il pienone, in

prodotto. Auguri a Maria Pia

quarantenne molto affermato

ovviamente nel pieno rispetto dei

particolare la terza edizione del

Ammirati nuova direttrice di

nella sua professione, nei mesi del

protocolli ed anche con qualche

Festival Teatro Madre organizzato

Rai fiction e donna di assoluta

lockdown ha «dovuto ripensare

cautela in più». Ela ripresa «è

insieme all’associazione

capacità per mille nuovi successi

profondamente tempi e modi della

andata decisamente oltre le

Armamaxa; un successo che ha

(anche e soprattutto post Covid)!

stato definito dalla

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