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BANCA GENERALI

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REGIMENTAL

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BANCA GENERALI, FILIALI A IMPATTO ZERO

La Banca guidata dall’a.d. Mossa fissa gli obiettivi: rinnovamento delle sedi sul territorio per raggiungere le zero emissioni nette entro il 2040

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La filiale del futuro? Secondo Banca Generali, sarà a impatto zero. La conferma arriva direttamente dal nuovo piano industriale presentato dalla Banca guidata dall’a.d. Gian Maria Mossa. In quella occasione, infatti, la società ha affiancato ai tradizionali target finanziari anche una serie di precisi obiettivi in termini di impatto ambientale da raggiungere nei prossimi anni. Si tratta della prima volta che una istituzione bancaria mette nero su bianco un impegno di questo genere. Entrando nel dettaglio, stando a quanto comunicato nel piano, Banca Generali si impegna a ridurre le emissioni inquinanti per una percentuali pari al 25% entro il 2025, portandole addirittura a zero entro il 2040. Per raggiungere questi target, la Banca ha già avviato un percorso di cosiddetta “architettura sostenibile” che punta a limitare l’impatto ambientale delle proprie sedi sul territorio. Il progetto si basa su un approccio innovativo ideato per armonizzare l’interazione tra persone, edifici e ambiente Il tutto con l’obiettivo di migliorare la salute di tutti coloro che ogni giorno frequentano le sedi di Banca Generali alla ricerca di soluzioni di consulenza patrimoniale. «La sostenibilità è da sempre un tratto distintivo del dna di Banca Generali», conferma il vice Direttore Generale della Banca, Marco Bernardi. «Siamo partiti per primi in Italia inserendo questa tematica all’interno dei portafogli di investimento dei nostri clienti e ora vogliamo fare un ulteriore passo in avanti. Per questo motivo abbiamo ideato una metodologia proprietaria che punta a ridurre a zero l’impatto del nostro lavoro rispetto all’ambiente e alla comunità in cui operiamo». La prima applicazione di questa metodologia

di Alessandro Faldoni

è stata declinata già a inizio 2020 sull’agenzia che ospita i consulenti finanziari di Banca Generali Private a Pesaro. I precedenti spazi, infatti, sono stati completamente ripensati seguendo i dettami dell’architettura sostenibile. In questo senso, la Banca ha redatto un protocollo interno che viene condiviso con i fornitori per guidarne la scelta delle forniture che devono avere determinate caratteristiche sostenibili e con un’elevata percentuale di riciclabilità. Ecco allora che i nuovi spazi sono composti oggi da materiali altamente recuperabili sia per quanto riguarda la costruzione (cartongesso, vetro, alluminio), sia per quanto riguarda gli allestimenti e le personalizzazioni. La scelta di porte e finestre è stata guidata invece dalla loro capacità di isolamento – sia acustico che termico – che dalla predisposizione a far entrare quanta più luce possibile, così da ridurre al minimo l’utilizzo di energia elettrica. Una volta concluso il restyling, il grado di sostenibilità della sede di Banca Generali viene certificato da un ente certificatore esterno che ne attesta l’indice di riciclabilità. «La pandemia ha fatto riscoprire nelle persone l’importanza degli spazi in cui trascorriamo il nostro tempo. Per questo motivo siamo convinti che il rinnovamento delle nostre sedi in chiave sostenibile non sia un cosiddetto nice to have, bensì una vera e propria scelta strategica per mettere le nostre persone nelle condizioni ideali per vivere al meglio la quotidianità lavorativa» conferma ancora Bernardi. Da questo progetto pilota a Pesaro, Banca General ha quindi declinato un vero e proprio “modello” che ad oggi è già stato applicato a 5 ulteriori sedi sparse sul territorio italiano: quella di Brescia, quella di Milano in Piazza S. Alessandro, Recco, Savona e Udine. Tutte sedi che hanno tutte raggiunto un indice di riciclabilità certificato pari o superiore al 95%. E ora la Banca è pronta ad adottare questo approccio ad ogni intervento edilizio che affronterà sul territorio nazionale. Perché un futuro sostenibile passa anche, se non soprattutto, da architetture più attente all’impatto sull’ambiente.

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