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FEDERMANAGER
from Economy Aprile 2022
by Economy
NASCE ICT TALENT ACADEMY
Accordo tra Fondazione Consulenti per il Lavoro e Beije People First per la formazione e l’inserimento di giovani nel settore Information and Communication Technology
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er colmare il disallineamento tra i profili offerti e quelli richiesti dal mercato del lavoro, la Fondazione Consulenti per il Lavoro in collaborazione con Beije People First, importante azienda dell’Information and Communication Technology, avvia l’Ict Talent Academy, dedicata alla crescita di giovani talenti nel settore e al loro inserimento lavorativo. Già aperte le candidature per partecipare ai percorsi formativi specializzati che saranno avviati con questo progetto: entro il 23 marzo, infatti, gli appassionati di tecnologie e linguaggi di programmazione potranno candidarsi usando l’indirizzo e-mail job@beije.it per partecipare a corsi di programmazione destinati a Front end Developer e Back end Developer. Le lezioni, interamente gratuite e da seguire a distanza, si svilupperanno in un arco temporale di tre mesi e saranno finalizzate all’inserimento in azienda con un contratto a tempo indeterminato. Fondazione Consulenti per il Lavoro e Beije People First premieranno i partecipanti più brillanti, che avranno frequentato almeno il 90% della durata del corso, con 30 borse di studio del valore di 1.500 euro. L’Ict Talent Academy è una delle iniziative che Fondazione Lavoro svilupperà nei prossimi mesi, sempre in collaborazione con partner
qualificati e con l’obiettivo di creare opportunità formative d’eccellenza. «Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è uno dei problemi del nostro mercato – spiega Vincenzo Silvestri, Presidente di Fondazione Consulenti per il Lavoro –. L’Ict Talent Academy nasce proprio con l’obiettivo di ridurre il periodo di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Con l’esperienza diretta in azienda, i lavoratori potranno formarsi, si accorcerà così la filiera e Fondazione Consulenti per il Lavoro potrà diventare un punto di riferimento, soprattutto, per le piccole e medie imprese».
IL MISMATCH TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO È UNO DEI PROBLEMI DEL NOSTRO MERCATO
L’eredità di Biagi: un approccio sistemico
Nel corso dell’evento organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi, le riflessioni sulle trasformazioni nel mondo del lavoro alla luce della riforma del giuslavorista scomparso 20 anni fa

approccio sistemico al mondo del lavoro con cui Marco Biagi ha impostato la sua riforma resta una delle sue eredità più importanti e attuali. Ad affermarlo è Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, nel corso dell’evento “L’attualità di Marco Biagi a vent’anni dalla morte. Verso un modello di equità ed efficienza nella regolazione delle controversie nel lavoro” che si è svolto a Roma il 17 marzo scorso presso l’Auditorium dei Consulenti del Lavoro. Un’occasione per riflettere sulle trasformazioni nel mondo del lavoro, le sue regole e i suoi limiti alla luce della visione, del pensiero e della riforma del giuslavorista scomparso prematuramente nel 2002. Superamento della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, mercati del lavoro transizionali, sussidiarietà, certificazione dei contratti e competenze. “A vent’anni dalla sua morte, tutto ciò di cui si occupava è più attuale che mai”, ha sintetizzato Marina Orlandi Biagi, moglie del giuslavorista e presidente della Fondazione Biagi. E proprio ricordando il metodo attuato da Biagi, la presidente del Cno Calderone ha sottolineato quanto sia impellente l’esigenza di “maggiore razionalità, meno ideologia negli interventi sul mercato del lavoro e di ascoltare coloro che sono portatori di valori e le istanze provenienti dal basso. Non servono tante norme: basterebbe far funzionare la regolamentazione più efficace e abrogare quella che non funziona”. A giocare un ruolo chiave in tal senso, i Consulenti del lavoro, conoscitori profondi del territorio e “testimoni di ciò che accade nella vita reale”. La Categoria non dimenticherà mai il lavoro svolto dal giuslavorista – ha continuato la Calderone – e, soprattutto, il valore che Biagi ha attribuito al nostro lavoro perché nella sua riforma era presente un pensiero che abbracciava i Consulenti del Lavoro e ne valorizzava le funzioni, soprattutto, quella di accompagnamento delle aziende e dei lavoratori”. L’attualità della legge Biagi, “l’ultima grande riforma del mondo del lavoro, è sotto gli occhi di tutti”, soprattutto oggi che “viviamo una stagione di grande frammentazione”. Un pensiero innovativo che si misurava con la necessità di accompagnare le trasformazioni “cercando di creare un sistema integrato di politiche per il lavoro”. La visione del giuslavorista, hanno ricordato gli ospiti nell’Auditorium dei Consulenti del Lavoro, anticipa di fatto molte delle trasformazioni di cui siamo stati testimoni nell’ultimo ventennio: «Biagi è il padre del vero lavoro agile ‒ ha sottolineato Maurizio Sacconi, ex Ministro del Lavoro e autore del volume “Il modo di Biagi. Dizionario della modernità del lavoro” ‒. Credeva nella trasformazione del lavoro tanto da dare importanza al progetto, al risultato, superando il vincolo spazio/temporale della prestazione lavorativa». A sottolineare alcune criticità del mondo del lavoro attuale Fabio Tamburini, Direttore de “Il Sole 24 Ore” che ha posto l’accento sui bassi livelli salariali, la disoccupazione giovanile e il basso tasso di nascite registrato nel 2021 che, in futuro, aumenterà le criticità delle aziende nella ricerca del personale. E sulle tipologie contrattuali, Giampiero Proia, professore di diritto del lavoro presso l’Università Roma Tre, ha ricordato come il giuslavorista
L’ abbia voluto “il contratto a progetto, il lavoro accessorio e il lavoro intermittente, questi ultimi due ancora presenti e metabolizzati dalla realtà”. Rispetto al contratto a progetto, l’obiettivo di Biagi era quello di “limitare le collaborazioni coordinate e continuative, non certo di farle espandere, con vincoli più rigorosi, dotando questa figura contrattuale di tutele specifiche”, ha concluso il professore. La testimonianza di Marco Biagi, è “viva, attuale e feconda” anche secondo Pasquale Staropoli, responsabile della Scuola di Alta Formazione Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, intervenuto sulla negoziazione assistita, lo strumento “più giovane” introdotto nel mondo del diritto del lavoro. Le idee del giuslavorista “le ritroviamo anche in questo strumento perché la previsione della possibilità di dirimere una controversia di lavoro, con la legge delega, è un cambio di passo netto e deciso rispetto alla normativa che ha introdotto la negazione assistita”. Sempre sul tema delle controversie di lavoro e della deflazione “ad oggi non sono state ancora trovate delle soluzioni definitive”, secondo Luca De Compadri, Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Il problema? Manca “un disegno organico”. Le commissioni di certificazione rappresentano “un’intuizione geniale perché sono lo sviluppo di un principio di sussidiarietà importante”. “Nelle tante modifiche alla Legge Biagi – ha concluso De Compadri - oggi il sistema della certificazione, delle conciliazioni, delle transazioni, rappresenta uno sviluppo culturale che si è solidificato nella realtà del Paese”. Un’eredità importante, dunque, da accogliere con molta responsabilità.












