





















La XVI edizione di Dolce Puglia rappresenta per me un ritorno alle origini e a tutte quelle edizioni che hanno dato origine ad un fenomeno “contagioso” fra i tanti vignaioli e produttori fiduciosi di non far perdere tradizioni e storia dei vini dolci e passiti pugliesi. Il recupero nel tempo per questo appuntamento a chiusura dell’anno 2022 ha portato in scena ben oltre settanta etichette in uno scambio di riflessioni e vini anche con altre Regioni del centro-sud d’Italia. Sessanta le sole cantine pugliesi con interpretazioni a volte di più vini da parte di alcune. Abbiamo rilevato in alcuni vini quasi un cambiamento di stile in termini positivi, frutto di un processo di indicazioni dettate dal team Dolce Puglia ed evidenziate durante i precedenti seminari o gli incontri in cantina con i singoli produttori.
Il 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle è in qualche modo la residenza di Dolce Puglia, non solo per lo svolgimento dell’evento stesso, quanto per una sinergia tra le parti. Calpestare le
aree protette di un Hangar è per i tanti visitatori della rassegna una occasione di unica emozione anche quando ripetuta negli anni. Le scenografie attestano sempre quella unica e particolare situazione che si crea. Un brivido emozionale lo è sempre anche per me. In poco tempo dall’insediamento del nuovo Comandante dello Stormo il Colonnello Pilota Massimiliano Pomiato ne è nata l’intuizione del successo di questa edizione legata anche al ritorno in piena presenza del pubblico, dei produttori e dei tanti attori protagonisti. Piena gratitudine al Comandante.
Un cambio generazionale lo si vive anche in questa guida e nell’evento grazie alla influenza di idee frutto di scambi di considerazioni e progetti avute con il mio nuovo Presidente Giacomo D’Ambruoso. Dolce Puglia
è AIS Puglia e la lungimiranza per un evento che ha dato i natali a tutte le successive rassegne regionali hanno sicuramente stimolato la perseveranza del presidente. Una storica Amici-
zia si poggia su stima, libertà e condivisioni sempre sostenute dal garbo.
Le vetrine di Dolce Puglia quest’anno si arricchiscono per la presenza di una selezione di vini dolci o passiti intercettati tra tutti quelli che nella edizione 2022 della guida Vitae si sono contraddistinte con il massimo riconoscimento delle quattro viti o tre viti e mezzo. Questo a testimoniare che un’antica tradizione risalente ad oltre duemila anni fa parte ancora di culture disseminate in ogni territorio della nostra tanto amata Enotria. Oltre 10 vini introdotti dalle vicine o più lontane Terre come la Basilicata, il Molise, la Campania, la Calabria, la Sardegna e la Sicilia; il sole culla ed energia per queste Terre che, da sempre, ospitano e proteggono uve in grado di appagare il palato di golosi di nettari.
La mission è sempre la stessa: mettere a confronto la ricerca al servizio di vignaioli, gli autori di questa particolare e difficile porzione della produzione enologica. In discussione
l’inevitabile ragionamento sui cambiamenti climatici e quanto inducano la maturazione delle uve, la selezione delle stesse e forse la necessità di rivedere persino alcune varietà o sistemi di conduzione agronomica. Il
ruolo fondamentale sta anche nella comunicazione fatta attraverso il legame con il comparto turistico e paesaggistico. In una comunicazione prevalentemente social e web vanno comunque mantenuti i tradizionali canali spesso dal risultato più capillare.
Una selezione di artisti pasticceri e cioccolatai rendono possibile le regole del gioco: vino dolce per dolci della tradizione. Una selezione di casari rende possibile quell’intreccio possibile tra produzioni casearie di media ed alta stagionatura con eccezioni di vini dolci, passiti e anche liquorosi.
L’ispirazione della grafica creata da Roberto Lacarbonara richiama al cinquantesimo dalla morte di Pablo Picasso racchiudendo nello stile i simboli di Dolce Puglia con colori e tonalità accattivanti anche nella stessa comunicazione. Forme morbide e a volte spigolose come accade nei vini degustati per questa XVI edizione. Ma lo stile è sempre quello del nostro Roberto a personalizzare ogni creazione per AIS Murgia. Dolce Puglia è da sempre un fenomeno dal protagonismo assoluto da parte di tutto lo staff AIS Murgia al quale si aggiunge la stretta collaborazione della segreteria regionale. Meri-
tatissime le citazioni di quanti hanno reso possibile un successo preventivamente già annunciato.
I contenuti della Guida e non solo, sono facilmente consultabili anche sul sito di Dolce Puglia www.dolcepuglia.eu creato e aggiornato da sempre da Gianni De Gerolamo. Una storia che racchiude tutte le storie sin dalle origini di DP quando la reflex era l’unico strumento per conservare gli scatti.
La diffusione strategica e leggera ma dall’impronta determinante è sui canali social: sommelier ais murgia aismurgia_puglia
sommelier-ais-murgia-delegazione creati e aggiornati da Katia Cea. L’essere diventati più social ha generato contaminazioni tra sommelier, soci e una popolazione fitta di eno appassionati.
Il progetto Dolce Puglia trova ogni anno tematiche in prospettiva del lavoro che ogni anno si inizia per tutelare questo comparto dedicato ai nettari e a pensarci è da sempre Giuseppe Baldassarre, consigliere nazionale AIS e componente del nostro gruppo di lavoro.”
Al vignaiolo, bisogna parlargli sempre ed orientarlo! “Questo il motto del nostro Ambasciatore.
Quando in gergo si parla di gancio, per Dolce Puglia con il 36°
Stormo Caccia lo è stato sicuramente Franco Palmisano. Sotto un’ala protetta ho potuto condividere un lavoro quotidiano in funzioni anche parecchio delicate. Non per ultimo il lavoro svolto con i produttori del centro sud.
Tutte d’un fiato le degustazioni condotte per la stesura della Guida DP 2023 presso Il Melograno Masseria a Monopoli e che ci ha ospitati, con il panel di degustatori composto, oltre che da me e Baldassarre, anche da Teresa Ciccarone, Lydia Romano, Teresa Mastromatteo, Vincenzo Marangione e Vittorio Laterza. La raccolta e trascrizione delle degustazioni seguite da Rosa Giotta. Al supporto logistico, Ciccio Fantò, Dominga Colucci, Giusi Laghezza e Roberto Raguso.
Un evento nasce da una idea perpetuata anche negli anni ma esiste un lavoro che all’origine vede protagonisti a volte invisibili al pubblico ma forti della loro professionalità e sono i componenti della segreteria regionale senza i quali potrebbe essere impossibile organizzare. Sono il contatto diretto con vignaioli, partner ed Istituzioni e quindi grazie a Daniela Goffredo, Debora Goffredo e Vito Matarrese.
Accompagniamo da alcune edi-
zioni in DP, la presenza di uno spazio solidale. Esperienze personali, condivisioni di attività ludiche e formative con e per ragazzi di diverse abilità mi portano ad avere degli ospiti eccellenti. Basta forse anche il solo renderli protagonisti per vederli felici. Quindi la partecipazione straordinaria dei Sommelier Astemi al servizio con la nostra brigata ai banchi d’assaggio, la presenza dei ragazzi e ragazze di DIV.ergo di Santeramo in Colle nella realizzazione di manufatti in un laboratorio dal vivo all’interno dell’Hangar tutto accompagnato dalla solidarietà degli ospiti presenti. Le conclusioni sono poi facili a
farsi e riassumendo i contenuti, le tematiche ed il dietro le quinte immagino solo il palco di un nuovo teatro, i riflettori su nuovi e storici attori, gli applausi di un pubblico in platea e i trofei per tutti i vignaioli e vini in esibizione, poiché Dolce Puglia siamo tutti!
Vincenzo Carrasso Delegato Murgia AIS PugliaCon la sua carica di dolce energia, torna Dolce Puglia, con la sua sedicesima prestigiosa edizione. Stiamo parlando di un evento che ho sempre avuto il piacere di sostenere, prima da Segretario ed oggi nel ruolo di Presidente, di questa grande famiglia che si chiama AIS Puglia.
Il genio e l’intuizione sono sempre quelli del caro Vincenzo Carrasso e del suo gruppo di lavoro, quello della Delegazione Murgia, che ogni anno non smette di stupire wine lover e appassionati del mondo dei vini dolci di Puglia. L’evento si ripresenta nella sua consueta collocazione all’interno dei grandi hangar del 36 Stormo
Caccia di Gioia del Colle, con nuove peculiarità di vini dolci e con il meglio della pasticceria tradizionale, delle specialità delle aziende del cioccolato e delle bianche bontà casearie.
Qual è il mio augurio? Che l’evento possa prima o poi avere anche un momento di celebrazione fuori regione o addirittura all’estero. Portare la preziosa dolcezza dei nostri vini dolci fuori dai confini regionali, potrebbe caricare di ulteriore valore una manifestazione che non ha eguali nel panorama vinicolo italiano.
Giacomo D’Ambruoso Presidente AIS PugliaQuest’anno parteciperò per la prima volta a Dolce Puglia 2023, la Rassegna dei vini dolci pugliesi e della pasticceria, cioccolateria e caseari regionali. Per me è un onore farlo in questa nuova veste di Presidente Nazionale Ais, sarà l’occasione per salutare tantissimi amici di questa meravigliosa Regione e per condividere un’esperienza forse unica nel suo genere. Infatti, la manifestazione, che è giunta alla sua XVI Edizione, oltre a svolgersi in uno dei luoghi più esclusivi della regione, se non d’Italia, rappresenta uno dei massimi appuntamenti nella programmazione delle attività di Ais Puglia delegazione Murgia.
Lo scopo è assolutamente nobile e non a caso ha il patrocinio di Ais Italia sin dal primo anno: Promuovere, valorizzare e tutelare le eccellenze enogastronomiche della regione, con particolare attenzione al settore dei vini dolci.
Quindici anni fa il consumo di questi vini era sicuramente diverso, oggi invece vive una crisi abbastanza profonda, sia per le difficoltà produttive legate al climate change, sia al cambia-
mento stesso dei gusti. A maggior ragione mi sento di fare un plauso a tutti gli organizzatori per non essersi abbattuti davanti a queste evidenti difficoltà (sarebbe stato facile virare su altri temi). Anzi, dalla presentazione ho percepito una sorta di resilienza e rinnovato entusiasmo a sostenere ancora di più questo evento, quasi come dovere verso questa tipologia di vini che rappresentano una buona parte della storia enologica nazionale e internazionale. Entrando più nello specifico, un po’ di tempo fa leggevo che i consumatori preferiscono bere altro a fine pasto piuttosto che il vino dolce, considerando anche che quest’ultimo non viene quasi mai abbinato al dessert. Questo dato fa riflettere e potrebbe rappresentare uno stimolo di confronto per i produttori stessi che dovrebbero analizzare il problema e poi apportare qualche modifica per renderli più moderni e attrattivi e magari più versatili negli abbinamenti (fermo restando qualche difficoltà oggettiva). In modo che, se volessimo applicare il significato della locuzione dulcis in fundo nel nostro ambito, possa valere solo e
doverosamente per il dessert. Spero che questa speciale iniziativa serva ad accendere i riflettori prima e diventi un faro poi per tutto il mondo produttivo verso questo importante tema.
Sandro Camilli Presidente Nazionale AISDolce Puglia torna ancora una volta al 36° Stormo Caccia. Torna in un luogo dove raggiungere risultati eccellenti è l’obiettivo del quotidiano operare di uomini e donne in divisa, ma questo è anche l’obiettivo principe dei sommelier dell’AIS Puglia e in particolare della delegazione Murgia, promotrice di questa splendida manifestazione.
Dolce Puglia è un evento che unisce gli intenditori del vino della terra di Puglia al grande pubblico e ha lo scopo di diffondere la cultura enogastronomica, che racconta la storia del territorio.
Ma l’unione con il territorio è anche il mantra del 36° Stor-
mo Caccia che ha, nelle relazioni con le comunità circostanti, un legame consolidato e fortissimo ed un vero punto di forza.
Per una sera, all’interno dello Stormo, un Hangar adibito normalmente a lavorazioni altamente tecnologiche, verrà trasformato e diverrà teatro di atmosfere magiche e Carnevalesche.
L’eccellenza tecnologica e operativa del 36 Stormo si fonderà con l’eccellenza enogastronomica Italiana.
Buon Dolce Puglia a tutti.
Massimiliano Pomiato Colonnello Pilota
Comandante 36° Stormo Caccia Gioia del Colle
Il tema dei vini dolci e della loro migliore valorizzazione torna nuovamente in primo piano, quasi a riscattare quei mesi di silenzio dove i riflettori del dibattito e dell’interesse dei consumatori e degli addetti ai lavori si erano spostati su altre tipologie di prodotti. Sembra quasi che i vini attendano pazientemente il loro momento di celebrità, di protagonismo indiscusso, là dove la liturgia della degustazione, che celebra abbinamenti per analogia, li fa emergere dalle cantine per portarli ai fasti degli opulenti banchetti.
E così tirano fuori riflessi ammalianti, bouquet sontuosi, profumi seducenti, una ricchezza ineguagliabile di aromi variegati dove vitigno, vinificazione ed invecchiamento competono per offrire performance di grande pregevolezza.
Dinnanzi a siffatti bagliori, profumi e persistenze, dietro quelle immagini di muffa nobile, appassimenti su graticci, lunghi invecchiamenti, sembra quasi che questi vini ci vogliano raccontare una storia
affascinante di uomini e di terra.
Viene da chiedersi se i vini dolci non attendano il loro vero momento di rinascita, che li veda finalmente sdoganati dai consueti abbinamenti e da una certa stagionalità di consumo. Le mode mutano perché è in crescita la competenza, la sensibilità, la curiosità del consumatore, volta ad esplorare nuovi universi di sapori. Tutto ciò schiude possibilità sempre nuove di abbinamenti tra vino e pietanze; nuovi connubi tra dolce e salato possono rivelarsi di grande interesse e offrire prospettive degustative sempre più interessanti e accattivanti.
Riponiamo dunque nuova attenzione sui vini dolci, sulla loro imponente dignità e sul loro essere vini importanti e impegnativi, riproponiamoli all’inizio dei nostri banchetti, sposandoli alla salinità di pesci e crostacei, fois grais e formaggi erborinati, ma anche a pietanze a base di zucca e peperoni. Infine il connubio più intimo con frutta candita,
castagne, dolci, fino a trovare nel cioccolato la sua massima esaltazione in un panegirico di sapori.
E poi quando tutto è silenzio, con il fuoco del camino a lambire i nostri pensieri, quale migliore compagno di viaggio di un bicchiere di passito o di vino dolce a gratificare mente e cuore nel cammino della nostra vita.
È dalle pergole che fanno ombra, come un sagrato di verde agli uscì dei trulli, che bisogna partire per comprendere il miracolo della vite alle nostre latitudini. Poiché, ad esempio, è un miracolo l’agosto pugliese che distende delle sue tonalità di verde il latifondo regionale oppure il piccoli “tomoli” di terreno amaranto: nei secoli, l’uno e l’altro hanno disegnato la storia agraria del tacco d’Italia. Ecco la traccia della fatica, delle braccia e delle ruvide mani; ecco la pazienza, la sagacia e l’intuizione contadina; ecco gli alti parietoni che dividono, segnano, delimitano il mio dal tuo, il nostro dal vostro. La “Vitis Vinifera” sta al centro di questo puzzle di colori, di sentori, di sapori. È materia del contendere, è psicologia che rinvia al concetto di proprietà, all’appartenenza (la “roba” del siciliano Verga), alle storie di famiglia tramandate e tacitamente preservate. Ah! se provassimo ad andare oltre l’idea della distratta fruizione turistica, se poco poco pensassimo di calarci nella
mente di coloro che a quella terra, durante l’anno, consegnano sudore e posture doloranti, quanto guadagneremmo in alti tassi di gratitudine ed in reciproco rispetto. Il lavoro agricolo è questa dignità che nobilita i processi creativi e la fisicità della coltivazione. Ora, dicevamo, quella pergola ci ammonisce sulla negligente disattenzione che permea l’approccio contemporaneo al paesaggio rurale. La vite pertanto si comporta da perenne ammonimento sociale e da indicatore ambientale. È su queste antiche e sempre nuove frontiere dell’esperienza umana che bisogna approntare le difese degli antichi valori che presiedono alla moderna viticoltura, alla vinificazione, alle tecniche del marketing, alla mood del vino. L’appuntamento periodico di Ais Puglia con la guida aggiornata dei campioni pugliesi dei vini dolci offre il destro a tutto questo - così come raccontato - e ad altro ancora, nella speranza di fare cosa gradita all’intero sistema enologico pugliese for-
nendo spunti di riflessione, occasione di confronto, capacità dì innovazione, narrazione di storie ed emozioni legate al nettare della terra. Il plauso va agli ideatori, ai curatori, ai produttori, agli organizzatori del meeting annuale che, tutti insieme, credono ancora nella
missione divulgativa della cultura del vino da meditazione, intrattenimento e piacevole conversazione.
On. Piero Liuzzi Già membro della Commissione Cultura Senato della Repubblica ItalianaUna nuova edizione di Dolce Puglia, a sugello di un cammino virtuoso del settore vitivinicolo pugliese, sempre più incentrato su qualità e identità. Qualità e identità, d’altronde, rappresentano la bussola di questa riuscitissima manifestazione, che valorizza, racconta, promuove, celebra il lato dolce dei nostri vini, che ci rappresentano con personalità in tutto il mondo.
I vini dolci costituiscono un ulteriore, preziosa tessera del mosaico che oggi è il vino pugliese: tante interpretazioni, tecniche, storie che racchiudono la competenza, la passione e l’ambizione dei produttori pugliesi. Una tessera, intrigante e di gusto, capace di irrobustire anche lo spirito di accoglienza che sempre più - con viva soddisfazione, sottolineo - accompagna la vita quotidiana delle nostre cantine aperte ormai all’enoturismo. Sono fermamente convinto che i nostri prodotti, le etichette, i vini debbano sempre più essere inseriti in una strategia aziendale che li sappia coniugare con l’accoglienza, il racconto degli areali, dei territori, delle canti-
ne e degli uomini e delle donne che rendono questo racconto sempre più interessante per i viaggiatori desiderosi di conoscere la Puglia e i suoi territori, con tutto il bagaglio di storia, arte, cultura ed enogastronomia. L’auspicio che posso esprimere anche in questa occasione è che si ragioni sempre più in una logica di sistema e che tutto il sistema, con il supporto competente delle Istituzioni, sappia mettere in campo una strategia collettiva, utile a far crescere i territori, le comunità e le aziende che in essi vi operano. Esprimo i miei complimenti all’Associazione Italiana Sommelier, per l’impegno costante e appassionato di promozione delle nostre identità enoiche e in particolare alla delegazione AIS Murgia per Dolce Puglia, che ci permette di godere delle dolci etichette e di fare ogni anno il punto sui nuovi traguardi, le potenzialità, le esperienze, in uno scambio che è sempre occasione di crescita reciproca.
Dario Stefàno Sommelier ad honoremDensi, vellutati, dolci come il miele, nell’antichità rappresentavano l’elite dei vini e per tale motivo erano appannaggio degli aristocratici, dei ricchi, dei sacerdoti. Considerati alla stregua di medicamenti, si vedevano attribuire a ragione a o torto un lungo elenco di proprietà curative.
Orgoglio delle isole greche, delizia delle tavole romane, prodotti poi nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e sul mare Adriatico, si sono via via diffusi in tutte le aree geografiche dove è possibile vinificare. Ancora oggi l’Italia, compresi Meridione e Isole, è attraversata come da un filo dolce che percorre tutte le regioni, ognuna delle quali custodisce qualcuno di questi vini così speciali.
Bisogna ammetterlo, vi è oggi una certa disaffezione nei confronti dei vini dolci. Le ragioni sono molteplici, ma un primo elemento è chiaro: alcuni vini sono certamente dolci, ma lo sono in modo banale, goffo, scontato, stucchevole, svenevole, caricaturale. In essi la dolcezza predomina senza i giusti contrasti, compiace senza se-
durre, ammicca senza affascinare, Definirli semplicemente vini dolci, quando invece sono ben fatti, può risultare invece riduttivo, perché ne sminuisce la ricchezza, la complessità organolettica, l’equilibrio, l’armonia.
Non a caso, l’indimenticabile Luigi Veronelli usava l’espressione dolci non dolci per definire splendidi vini, di solito passiti, capaci di stupire per la loro articolazione, di soddisfare per le giuste proporzioni, di meravigliare per la ricchezza e la perfezione delle loro risonanze sensoriali. In quei vini la dolcezza si compone, come in un affresco, con la giusta freschezza, con l’adeguata sapidità, con stuzzicanti tracce amarognole, con educati cenni tannici, con preziose sfumature derivanti dall’evoluzione e dall’eventuale sosta in legno.
Per i grandi vini dolci, per quelli che costano applicazione, fatica, pazienza, tenacia, per quelli che raccontano storia, tradizioni, luoghi, progetti, fatica e attesa c’è ancora spazio, ci sarà sempre spazio. Neanche la più profonda delle crisi potrà con-
finarli nell’oblio, cancellarne la memoria, annichilirne la forza e la vitalità.
Ogni lembo della nostra bella Penisola, a partire Sicilia e Sardegna e dalle regioni del sud, può vantarsi di qualcuna di tali etichette, vere e proprie estasi di bellezza. La Puglia non fa eccezione: anche la nostra regione è terra di vini dolci degni di questo nome. Penso a certi Moscato di Trani, a certi Moscatello Selvatico, a certi Minutolo, ma anche ad alcuni Fiano, Malvasia bianca; per non dire di qualche Primitivo, Aleatico, Malvasia nera, Negroamaro o Nero di Troia.
Continuare a parlarne, nonostante il vento contrario, nonostante il cammino in salita e le correnti avverse, testimonia il rispetto, l’ammirazione, la stima per l’opera di chi non molla, non demorde, non smette di credere che la Puglia del vino sarebbe più povera e più triste se fosse orfana di tali preziosità. Ma lo sarebbe anche l’Italia che può vantare una collezione di vini dolci fra le più ricche e variegate nel mondo. Un’altra fonte di disaffezione credo sia rintracciabile nella rigidità degli abbinamenti e nella pigrizia nel cercare strade nuove, a volte per mancanza di fantasia o per la scarsa voglia di sperimentare. Di sicuro la dol-
ciaria e la pasticceria pugliesi sono in grado di stupire per ricchezza, varietà e squisitezza e lo stesso dicasi per le produzioni casearie, ma è pur vero che il recinto di abbinamenti canonici e ampiamente codificati finisce per risultare angusto, limitante, costrittivo e persino asfissiante. E’ giunto sicuramente il tempo di mollare gli ormeggi, di dispiegare le ali, di osare nuovi accordi e creare linguaggi innovativi. Il mondo della gastronomia è profondamente cambiato in questi anni e certe logiche finiscono per non reggere più. La globalizzazione, la mescolanza delle culture gastronomiche, la destrutturazione dei menu impongono un profondo ripensamento anche di certi abbinamenti fra cibo e vino. Il vino dolce, il grande vino dolce, anche mediante opportune modulazioni delle temperature di servizio, può spostarsi a piacimento dal dessert all’antipasto, dalla fine all’inizio, dalla periferia al centro.
Purché siano dotati di forte personalità e di purezza espressiva, questi vini sono capaci di essere poliedrici, proteiformi, camaleontici, plastici, versatili, eclettici.
Non sono solo dolci e non si abbinano solo con i dolci.
Occorre lavorare per creare una nuova cultura che sappia ap-
prezzare questi piccoli grandi capolavori enoici, eredi di nobili e antiche tradizioni e frutto di un grande lavoro che parte dalla vigna e prosegue in cantina. In questa direzione sembra quanto mai opportuna una sinergia, una grande alleanza fra aziende vitivinicole appartenenti a regioni diverse, ma accomunate dalla dedizione alla produzione di vini dolci. Lo scambio di idee e di esperienze e la condivisione
di canali promozionali comuni, di comunicazione e di marketing potrebbe essere di enorme aiuto per riportare in auge questi vini troppo spesso dimenticati e sottovalutati. In questa direzione va letta e valorizzata la forza propulsiva di eventi come Dolce Puglia.
Giuseppe Baldassarre Consigliere Nazionale AISIl mondo dei vini dolci ha un fascino indiscutibile. Le tipologie prodotte, vere chicche per il palato, alcune delle quali vantano storie millenarie, resistono grazie a produttori che continuano a portare avanti la tradizione. Vini fortemente legati ai territori di origine che, però, non hanno ancora tutti una visibilità tale da garantire flussi di vendita adeguati e remunerativi. Si sa che il mercato dei vini dolci rappresenta una nicchia: i consumi sono limitati alla proposta nella regalistica e durante il periodo delle festività. Soffrono anche del tradizionale abbinamento a tavola esclusivamente a fine pasto, con prodotti dolciari, che se da un lato può esaltarne le peculiarità, dall’altro limita fortemente la percezione delle potenzialità di utilizzo in altri ambiti, in particolare nel consumatore medio.
Per farsi un’idea più chiara, basta pensare al mondo della mixology che ha molte carte basate sulla creazione di originali cocktails, o all’abbinamento a piatti salati per risultati percettivi alternativi
e intriganti. Diventano, quindi, anche vini da aperitivo e non solo da meditazione, riscontrando apprezzamento e interesse anche nelle fasce più giovani.
Il vino dolce va concepito come una produzione di pregio, e quello che va spinto con la promozione è che cresca la consapevolezza che, seppur posizionato su prezzi medio-alti, può e deve essere scelto nelle carte vini dei ristoranti e deve comparire sugli scaffali delle enoteche come un vino alla pari delle altre tipologie e con criteri di abbinamento diversi. Va da sé che si rende necessaria la preparazione dei produttori, dei venditori, dei ristoratori e degli enotecari affinché il consumatore riesca a valutare correttamente questo tipo di prodotto. In che modo? Con un diverso approccio nella comunicazione, trovando la chiave ideale per trasmettere la filosofia delle tecniche di produzione.
La famiglia dei vini dolci ha tante declinazioni che permettono davvero usi diversi e alternativi che regalano sensazioni di corposità e morbidezza, fino alla vera
e propria dolcezza. Vini che possono rappresentare un territorio, un vitigno, in modo da arricchirne il racconto e conquistare anche i più scettici, inserendosi a pieno titolo nell’offerta enoturistica di una cantina per raccontare una tipicità, soprattutto dove produrre vini dolci è arte antica tramandata nei tempi e i vitigni autoctoni sanno produrre nettari unici ed espressivi. Si parla sempre più spesso di turismo esperienziale in quanto l’enoturista è alla ricerca di momenti che arricchiscono le sue conoscenze, è attento esploratore e curioso scopritore, sceglie la sua destinazione di viaggio attratto da proposte originali che riconosce come esclusive e nuove. E nell’ottica di una “wine experience” coinvolgente non può certo mancare la proposta di vini dolci, parte integrante di uno storytelling emozionale e puntuale.
Creare interesse turistico e attirare flussi proprio grazie a quei prodotti che più rendono l’esperienza unica vuol dire generare ricchezza e riconoscibilità non solo per il brand ma per tutto il territorio circostante. La promozione territoriale diventa vincente proprio perché espressione autentica di una produzione qualitativa che porta ricadute positive su tutta l’economia del luogo, aiutando la crescita della domanda a fronte di un’offerta sempre
più completa.
Anche sugli scaffali dei punti vendita i vini dolci hanno bisogno di un posizionamento più evidente e immediato, che si leghi al territorio di origine, più che alla categoria e al tipo di abbinamento in senso stretto. Basterebbe proporlo in modo più innovativo, spendendo tempo per approfondire le varie tipologie, sensibilizzando a un consumo più vario, accompagnando in una scelta che parte dal vino per arrivare al piatto da abbinarci. Un punto di vista diverso che cambia l’approccio al vino e che potrebbe aiutare a capire meglio nel momento della scelta le qualità intrinseche di un prodotto così prezioso. Serve uno storytelling emozionale e strategie di marketing mirate per promuovere sempre meglio questa tipologia di vino, stimolare la vendita e indirizzare il consumatore verso un bere più consapevole.
I vini dolci meritano riconoscenza e maggiore bevibilità. Sono vini con una propria specifica identità che va a completare il valore di un territorio. A questo si aggiunge il piacere di degustare un prodotto di grande eleganza al gusto e alla vista, che può legarsi sicuramente a momenti speciali.
Marianna Cardone Delegata regionale Associazione le donne del vinoProviamo a rileggere il disciplinare che, grazie al lavoro del Consorzio di Tutela, consegna alla Puglia la prima DOCG riservata ad un grande protagonista delle sedici edizioni di Dolce Puglia.
Parlare di vini dolci attraverso un percorso che fonde vitigno e storia, tecnica di coltivazione e trasformazione, territorio e tradizione, può diventare un’esperienza diversa come punto di osservazione e di approccio al prodotto stesso, ma anche una lettura ricca di riflessioni di varia natura.
Il 2011 è l’anno in cui viene riconosciuta la prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita per la Puglia riservata al “Primitivo di Manduria Dolce Naturale”. Finalmente, mi permetto di affermare, il primo riconoscimento per una regione che, sebbene da decenni sia al vertice della produzione di vino in Italia, purtroppo è stata sempre lontana, rispetto quelle concorrenti, dall’aderenza ai marchi di qualità.
VITIGNO
L’articolo sulla base ampelogra-
fica rende giustizia al nostro autoctono, il Primitivo da utilizzare in purezza. Un vitigno che beneficia di un dono di Madre Natura poiché la sua genetica gli ha dato una fioritura tardiva ed una precoce maturazione, da cui ha origine il suo nome anche detto Primativo o Primaticcio. Dote naturale di un breve ciclo annuale che lo allontanava dai pericoli come neve e gelature dove colpi di coda di inverno potevano dare alla sua ripresa vegetativa, così come la maturazione precoce evitava quelli gli stessi eventi atmosferici dovuti ad un anticipo invernale. Eppure, nonostante un ciclo vegetativo più corto, il Primitivo garantisce uno straordinario apporto zuccherino che andrà a caratterizzare tutte le sue successive trasformazioni in vino secco o dolce come in questo caso raccontato.
Mi piace poter affermare di quanto un disciplinare “racconta” di norme per la viticoltura volte a garantire la qualità del prodotto in chiave di eccellenza. Massimo 3.500 piante per ettaro, storicamente riservati ai meravigliosi alberelli pugliesi,
oggi invece sempre più orientati verso Guyot o cordone speronato. Produzioni non massive per ciascuna pianta, una resa massima di 7 tonnellate per ettaro ed una maturazione che riserva un titolo alcolometrico naturale minimo di 16% vol. È ammessa l’irrigazione di soccorso perché il caldo della nostra regione, sia per gli effetti della latitudine, sia per i cambiamenti climatici o global warming, ci regala ormai da tempo temperature tropicali. Mai come quest’anno sarà ricordato come quello con l’estate più avara d’acqua e torrida degli ultimi decenni, fenomeno che ha portato alla dichiarazione dello stato di emergenza per la siccità con conseguenze gravi per l’agricoltura e le principali coltivazioni. Stiamo tranquilli, perché seppure le quantità produttive segneranno un deciso calo, le indicazioni provenienti dalla vendemmia parlano di una straordinaria qualità.
Le norme sulla vinificazione parlano di un appassimento dell’uva sulla pianta, su graticci oppure in cassette all’aperto, ed una resa non superiore al 60% pari ad una massima di 42 ettolitri per ettaro, pena il diritto di ottenere la DOCG. Il nostro
“Primitivo di Manduria Dolce
Naturale” DOCG può essere messo sul mercato almeno il 1° giugno dell’anno successivo alla vendemmia e deve garantire un titolo alcolometrico volumico minimo del 16,00% con un residuo zuccherino che non inferiore a 50,0 g/l.
L’articolo inerente alle zone di produzione delle uve traccia un percorso lento lungo sentieri che tracciano confini tra denominazioni, tagliando tratturi, muretti a secco, masserie, poderi e torrenti. Ci prende per mano facendoci muovere tra i confini dell’area in cui è possibile produrre il vitigno del “Primitivo di Manduria Dolce Naturale” o meglio, “nelle province di Taranto e Brindisi e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o parte dei Comuni compresi nelle suddette province”. E giù con punti di riferimenti geografici, a volte il km di partenza, a volte la strada di confine, svoltando per masserie, mura di cinta e incroci, una forma di turismo lento, il cammino intorno ad un areale di produzione.
Un viaggio che racconterebbe di un paesaggio a gradinate che degrada verso la costa attraverso rilievi calcarei fra gravine e vigneti alternati a seminativi, oppure oliveti, tra terreni argil-
losi calcarei, a volte sabbiosi, a volte terre rosse di componente ferrosa.
Bere un bicchiere di vino è come assaporare una goccia del fiume della storia umana (Clifton Fadiman).
La presenza del vino in questo territorio ha un’origine antica. I “mera tarantina” presenti nell’antica Aulonia furono paragonati da Orazio al famosissimo Falerno, di cui riproducevano le doti di longevità, austerità e forza. Il Falerno ha una storia strana, un vino tanto celebrato dalla letteratura dell’antica Roma e, allo stesso tempo, un perfetto sconosciuto. Per il suo pregio, una sua anfora poteva essere scambiata con uno schiavo, eppure di questo straordinario protagonista delle tavole e dei piaceri dell’antica Roma non si è mai saputo con quale vitigno fosse prodotto, forse uve aminee provenienti dalla Tessaglia, parenti della famiglia dei moscati. Potrebbe essere per questo legame ancestrale che, anticamente, il Primitivo veniva coltivato anche nella DOC del Falerno del Massico, a nord di Caserta, a confine con il Lazio e comunque vicino a Roma. Senza tralasciare la parentela di questo vitigno con i parenti della Dalmazia e con il Zinfandel
della California. Copiosa è anche la letteratura di questa varietà nella nostra regione tra il monopolitano Prospero Rendella ed il gioiese Filippo Indelicati, e tanti sono i punti in comune con il vino Tarentinum che la storia ci consegna.
Nel 1887 il De Rovasenda annotò che “il Primitivo, coltivato in Terra di Bari matura la sua uva molto precocemente e può dare un buon vino….; dà in qualche località un vino liquoroso”, sono i probabili primordi del “Primitivo di Manduria Dolce Naturale”, di un disciplinare che diventa depositario della nostra memoria e garante del rispetto della qualità di una produzione autoctona. I suoi articoli attraversano le straordinarie qualità di un’uva, assecondando i suoi tempi di coltura, la bellezza dei suoi primitivi alberelli, la ricchezza in termini di zucchero dei suoi acini e la magia presente nella sua trasformazione in un nettare divino.
Numeri da record per il turismo
in Puglia nel 2022: una stagione estiva con oltre 2 milioni di arrivi. Gli ospiti stranieri sono guidati da Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito e Stati
Uniti e tra i Mercati emergenti Extra Ue 2022 spiccano Australia, Canada, Brasile. Una scelta dettata dalla scoperta delle nostre mete come mare, clima, trulli, castelli, chiese, arte, grotte ed enogastronomia. In questo senso, proviamo ad abbinare il nostro “Primitivo di Manduria Dolce Naturale” al fenomeno turismo con l’auspicio di renderlo “armonico”. Un prodotto che con il suo disciplinare si porta dietro emozione e forza e trasmette una rievocazione, diventando cifra del fenomeno vino dolce e allo stesso tempo nostalgia. Un disciplinare custodisce il suo “genius loci”, l’anima dei luoghi, una la formula magica, il contatto della terra con il tempo. Infilando il territorio come un “messaggio in bottiglia” nel vino se ne coglie l’anima, il genio, l’immagine della cultura di un territorio che si racconta attraverso il colore, riflessi, profumi e gusti. La forza della Puglia emerge attraverso la storia e la sua tradizione, raccontando al meglio l’identità delle proprie radici e dei propri vitigni nel tempo.
Bisognerebbe imitare i produttori francesi che si pongono l’obiettivo di “vendere il vino attraverso il territorio ed il territorio attraverso il vino”, identificando in un prodotto un in-
sieme di elementi e di eccellenze legate alla propria terra e alla propria storia. Vendere il territorio significa allora evocare il rapporto tra natura ed abitanti esistito in quel luogo per secoli, i cicli di vita e di lavoro, la cultura di antiche generazioni e l’unicità della sua civiltà. Vendere il territorio diventa un’operazione economica utile per tutti gli operatori che vi lavorano, per gli esercizi commerciali in genere, per le strutture dell’ospitalità, per tutta la popolazione, perfezionando sempre più azioni di Marketing Locale e potenziando l’integrazione tra stakeholder orientati verso le nuove forme di Turismo Enoico di appassionati sempre più curiosi e crescenti.
Riflettendo, l’introduzione delle DOC italiane nel 1963 fu pensata soprattutto per proiettare la nostra vitivinicoltura all’inseguimento qualitativo del comparto francese, impedendo gli abusi nella produzione e nel commercio dei vini, ed evitando che prodotti di scarsa qualità, non tipici e ottenuti in aree imprecisate o non tradizionali, fossero messi in commercio col nome di vini pregiati e potessero quindi danneggiarne l’immagine. Allo stesso tempo si incastonava il vino ad un territorio ed alla sua storia.
Perciò l’aderenza ad un discipli-
nare si porta dietro tutte queste implicazioni. Si cresce in tutto. Bisogna lavorare sempre, in tutto il comparto del vino pugliese, per scardinare la ritrosia del produrre vino a marchio, evitando di svendere le nostre ricchezze enologiche in anonime cisterne che ancora oggi partono per arricchire etichette altrui.
Produciamo sempre più eccellenze DOP, DOCG, DOC, IGP e IGT Puglia, perché ancora troppo lontani dalle percentuali di produzioni a marchio che blasonati concorrenti posseggono, troppo lontani dal comprendere quanto perdiamo in termini di economia ed immagine.
Camminare con quel contadino che forse fa la stessa mia stra-
da, parlare dell’uva, parlare del vino che ancora è un lusso per lui che lo fa (Rino Gaetano). Ed ecco come una passeggiata attraverso la narrazione di un disciplinare può strappare un vino dall’anonimato per consegnarlo all’assaggio pregno di svariati “messaggi in bottiglia”. Allo stesso tempo, il racconto di un’eccellenza, ancora una volta protagonista della XXVI edizione di Dolce Puglia ci “presenta un colore intenso (rosso tendente al granato), di media acidità, con odore ampio e complesso, talvolta con sentore di prugna e sapore dolce, vellutato, caratteristico”.
Gianni De Gerolamo Docente AIS Puglia“Lentamente, con molta fatica, iniziano a chiedermi “un buon vino” e non soltanto, come qualche anno fa, una bella confezione!”
Fa sorridere (e riflettere) la risposta che, appena pochi giorni fa, ho ricevuto dal titolare di una nota e storica enoteca pugliese.
Dopo molti anni trascorsi facendo la spola tra attività apparentemente distanti – quella del sommelier e quella dell’accademico alle prese con la cultura visuale e con le arti – credo che il percorso di conoscenza, consapevolezza e apprezzamento delle qualità organolettiche di un vino sia ancora molto esitante nella stragrande maggioranza dei consumatori pugliesi (ma decisamente più avanti rispetto a solo una decina di anni fa); quanto invece alla comune capacità di districarsi tra l’estetica e il prezzo – i due valori fondamentali nel processo di decision making individuale che predispone all’acquisto – questa appare di gran lunga più affermata e allenata nei consumatori, specie grazie alla straordinaria inflazione d’immagine che i
media visivi garantiscono nella nostra epoca. Quella del vino dolce, tra le tante categorie commerciali dell’ambito enogastronomico, è una delle vicende più complesse in quanto trattasi di una nicchia di mercato a tratti irrisoria o infinitesimale che, nonostante i secoli di storia e di fascino legati agli straordinari passiti in terra di Puglia, stenta ad affermarsi e a trovare il meritato riconoscimento.
Tra estetica del prodotto e qualità vi è tuttavia una continuità inscindibile e guai a pensare che il rafforzamento di uno soltanto degli asset commerciali possa bastare nell’equilibrio complessivo dell’offerta.
A partire dal 2016, Dolce Puglia ha ritenuto opportuno introdurre, tra le varie premialità conferite in occasione della giornata di presentazione dei vini dolci, il “Premio Migliore
Etichetta” assegnato sui criteri dell’originalità, identità, territorio e creatività dell’immagine grafica scelta dal produttore per il proprio vino dolce.
Una scelta tutt’altro che occa-
sionale o immotivata quella di Carrasso e del board della Delegazione Murgia, che ha voluto sottolineare la necessità di compiere uno sforzo congiunto non solo nel rafforzamento della produzione di qualità, ma anche nella capacità di impostare un visual marketing convincente. La ragione di questa decisione nasce anche dal fatto che molti produttori dedicano un’attenzione estremamente marginale e residuale a questa tipologia di prodotto e, di conseguenza, anche alla sua veste grafica. Quasi che sia ritenuto sufficiente “adattare” un’etichetta per imbottigliare qualche migliaio di mezze bordolesi. Chi scrive può testimoniare la grande difficoltà incontrata, anno per anno, nel dover premiare un’etichetta davvero convincente.
Nelle scorse sei edizioni - ovvero da quando è stato introdotto il “Premio Migliore Etichetta Dolce Puglia” - ben quattro etichette su sei (Il Macàro di Cantina Fiorentino; Gryfus di Cantina Coop. Ruvo di Puglia; Mandoro di Cantine Lizzano; Es+Sole di Gianfranco Fino)
hanno fatto ricorso a una elegante e sobria riproposizione su label del solo marchio aziendale. Una scelta di coerenza, identità e immediata riconoscibilità che, tuttavia, non nasconde una certa “timidezza” nella ricerca
dell’unicità e della distinzione di un prodotto così diverso da tutti gli altri per le sue qualità produttive e organolettiche. Una sola etichetta, il Boccadoro Moscato di Trani DOC dell’azienda Pandalà, vincitrice nel 2019, ha compiuto una scelta differente e molto interessante, sia nel naming - un riferimento al romanzo dello scrittore tedesco Hermann Hesse e al protagonista Boccadoro, artista dalla grande sensibilità e dallo spirito avventuriero - che nella soluzione grafica impostata sui colori pastello del rosa e del celeste, in un chiaro omaggio alla cattedrale di Trani (illustrata con gentile stilizzazione) e al suo mare quieto, il tutto in un atmosfera dai colori dell’alba che evoca una terra di Levante.
Se è vero che non bisogna mai “giudicare un libro dalla copertina” è tuttavia proprio quella visualità fatta di loghi, palette di colori, caratteri, elementi grafici e fotografici ad essere talvolta il solo riferimento per chi si accosta agli scaffali delle enoteche. È proprio per questo che un vino così esigente, ai confini con il mondo della meditazione e lontano dalle copiose mescite da banchetto, necessita della massima attenzione, volta a definire una personalità assolutamente distinta da tutto il resto.
Per quello che le neuroscienze raccontano sulle modalità di decisione di acquisto e, in particolare, sugli aspetti emozionali che guidano il consumatore a soddisfare il proprio impulso ancor prima dell’assaggio, sarà utile brevemente formulare alcuni consigli tecnici, privi di formule dogmatiche, ma significativi in termini di orizzonti di attese e paradigmi di selezione.
Avete mai notato - o avete mai agito in tal senso - che chiunque di noi, di fronte a un’etichetta di vino, sente l’irresistibile esigenza di accarezzarne la carta, il vetro, soffermandosi sui rilievi, sulle ruvidità, sui riflessi delle lamine o degli embossing?
È un aspetto istintivo che però racconta perfettamente quanto i materiali impiegati nella realizzazione delle etichette siano uno dei fattori centrali nel posizionamento e nell’attrattività del prodotto, al pari della vista e, quindi della presentazione grafica. Il tatto, dunque, proprio nell’epoca della virtualità e dell’immaterialità, torna ad essere assoluto protagonista. Un aspetto che, tuttavia, resta irrimediabilmente mortificato nel segmento della vendita online.
vinicole che producono in modo biologico e sostenibile posizionandosi in modo strategico all’interno di un mercato sempre più attento a queste tematiche. L’etichetta non può essere indifferente agli sforzi fatti in vigna e il cantina; di conseguenza, un design moderno, capace di trasferire nei colori gli elementi della terra e della natura incontaminata, appare decisivo.
La scelta di soluzioni grafiche ispirate a modelli di comunicazione anglosassone - e frequentemente adottati nell’ambito del consumo culturale italiano, dalla musica alle arti, dal turismo alla tavola, si ripercuote sulla scelta di elementi semplici e stilizzati, persino astratti, con poche concessioni al lirismo barocco dei caratteri “con le grazie” stile partecipazione di nozze. Non si tratta di una “regola”, semmai di una evidente tendenza verso la nettezza e la rapidità, oltreché la distinguibilità dei singoli prodotti.
Sono sempre di più le aziende
Poche aziende in Puglia possono vantare una storia secolare. Molto spesso si tratta di eredità che risalgono a polverosi atti notarili ma che, di fatto, non raccontano quanto recente sia realmente la produzione di qua-
lità nelle nostre terre. Tuttavia, le aziende più antiche che hanno davvero trovato nei decenni la loro costante affermazione sul mercato dovranno raccontare questo patrimonio in ogni etichetta e soprattutto su quelle dei vini dolci, la cui storia esonda dal localismo per aderire a una “matrice mediterranea” e soprattutto meridionale, guardando con particolare attenzione al fascino e al prestigio dei vini del basso Adriatico, dalla Grecia alla Sicilia.
5. Invenzione e dedizione Sebbene molte aziende siano perfettamente consapevoli della necessità di gestire differenti linee produttive per venire incontro a differenti target del mercato (dalle più ristrette nicchie dei wine addict alla GDO)
quella del vino dolce è sicuramente un’esperienza dedicata a consumatori attenti, con buona capacità di scelta, di analisi e di spesa. Consumatori che, molto spesso, sanno migrare nella rete del marchio aziendale quando attratti anche da uno soltanto dei prodotti di cui hanno fatto esperienza. Insomma, il vino dolce deve essere pensato come uno strategico, raro e sublime biglietto da visita, consegnato in mani affidabili e pertanto merita attenzione, investimento, dedizione, creatività e invenzione in ogni fase produttiva, fino a quel momento magico che segna l’incontro, la prima volta e la “prima vista” tra gli scaffali di un’enoteca.
Roberto Lacarbonara Docente AIS PugliaLeggenda vuole che il vino “Vernaccia di Oristano” sia nato dalle lacrime di Santa Giusta, la patrona dell’omonimo comune in provincia di Oristano. Si racconta che, per curare le popolazioni del luogo dalla malaria, Santa Giusta trasformò le sue lacrime in un nettare miracoloso.
Dapprima utilizzato solo per i suoi effetti curativi, la Vernaccia di Oristano divenne poi il vino simbolo dell’isola. In realtà la Vernaccia di Oristano per storia, caratteristiche e metodo di produzione è considerata la D.O.C. sarda per eccellenza, un unicum nel panorama enologico dell’Isola e non solo. Tra l’altro è stata la prima DOC sarda riconosciuta con DPR 11/8/1971.
Si può affermare, senza possibilità di smentita, che la Vernaccia di Oristano sia un vitigno tipico e storico della omonima provincia, le cui origini sono però incerte e avvolte nel mistero. Secondo alcuni studiosi sarebbe stato portato in Sardegna dai Fenici; secondo altri è un vitigno autoctono dell’oristanese, già noto al tempo dei Romani,
che giunti nel territorio e trovandosi di fronte a un vitigno a loro sconosciuto, lo chiamarono vernaculum, cioè “vite locale”, a cui poi fu aggiunta la menzione geografica “di Oristano” a rimarcarne con precisione la zona di provenienza.
A tal proposito va detto che il nome vernaculum è stato utilizzato dai Romani per indicare diversi vitigni locali e autoctoni. Ciò ha creato un po’ di confusione e false parentele. Un esempio su tutti è la Vernaccia di San Gimignano, un vitigno autoctono dell’omonimo comune toscano che condivide con la Vernaccia di Oristano parte del nome. Si potrebbe pensare che i due vitigni siano imparentati ma non è così, in quanto hanno caratteristiche e patrimonio genetico differenti.
La zona geografica di produzione dei vini della D.O.C. Vernaccia di Oristano ricade nella parte centro occidentale della Sardegna, nell’oristanese, e comprende i territori dei comuni di Cabras, Baratili S. Pietro, Milis, Narbolia, Ollastra, Nurachi, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, S. Vero Mi-
lis, Santa Giusta, Siamaggiore, Simaxis, Solarussa, Tramatza, Zeddiani e Zerfaliu.
Una caratteristica distintiva della Vernaccia di Oristano è il metodo di produzione, che prevede una maturazione ossidativa. Infatti, come recita il disciplinare di produzione, dopo la spremitura e la fermentazione, il vino viene trasferito in botti di media capacità, di castagno o di rovere, riempite al 75-80% del loro volume. In queste condizioni, nei vasi vinari scolmi e in presenza d’ossigeno, sulla superficie del vino si forma un velo costituito da lieviti denominato Flor; l’umidità del microclima oristanese è indispensabile alla formazione di questi lieviti. La creazione del Flor è fondamentale per la qualità finale del vino
Vernaccia: più la sua formazione sarà veloce, più sarà spesso e compatto, maggiore sarà la qualità del prodotto. Quando il velo è completo, si realizza la massima protezione dall’aria e l’isolamento delle componenti olfattive e gustative del vino.
Raggiunto un determinato spessore, il velo scende in profondità, depositandosi sul fondo della botte, funzionando così da filtro mobile, rendendo il vino limpido e diminuendo l’intensità cromatica.
Tipico della Vernaccia di Oristano è il suo bouquet aromatico e
complesso e il suo sapore, che in sardo è conosciuto col termine murruai. Con questo termine si fa appunto riferimento al gusto tipicamente amarognolo, agli aromi di fiori di pesco e di mandorlo e a sentori di nocciole tostate, accentuati dalla notevole alcolicità.
È interessante notare che, secondo alcuni studiosi, il termine murruai deriverebbe da murratus o murrau, con cui era conosciuto il vino mirrato, frutto di un’antica usanza, diffusa tra i Romani, che consisteva nel profumare le botti e le cantine con la mirra. Quest’aromaticità accentuata ricorda quella della Vernaccia di Oristano.
I vini Vernaccia di Oristano sono perfetti come vini da meditazione. Nelle versioni secche, possono accompagnare secondi piatti di pesce affumicato o formaggi erborinati e speziati. Nelle versioni dolci, grazie ai profumi di fiori di mandorlo e nocciole, sono ottimi per accompagnare la pasticceria secca con nocciole o mandorle o come vino da dessert.
In questo contesto di produzione si inserisce la storica azienda Contini che da oltre 124 anni crede e porta avanti il sogno di coltivare il suo vitigno per antonomasia, la Vernaccia di Oristano. Il “Pontis” rappresenta la massima espressione
di questo sforzo produttivo, in blend la Vernaccia (70%) con il Moscato (30%) si fondono in un matrimonio perfetto, generando un vino ampio con profumi mielosi, di albicocca, uva sultanina, mandorla e nocciole, terminando in un finale di cioccolato bianco. Dolcezza e suadenza creano un equilibrio perfetto con freschezza e sapidità, lunga persistenza aromatica
intensa e perfetta armonia. Di questo vino si producono, ogni anno, circa 3000 preziose bottiglie, in cui, la cura maniacale dei dettagli e la scelta degli acini rigorosamente a mano, fa sì che diventi un’eccellenza del panorama enologico non solo sardo ma anche italiano.
Lo studio legale e agenzia brevettuale TMShell apre a Bari per rinsaldare il rapporto con il territorio e le aziende pugliesi vocate all’export. Tra queste vanno certamente annoverate le aziende del settore vitivinicolo che, con crescente successo stanno contribuendo all’affermazione dei vini pugliesi nel mondo.
Ci parla di questa arrivo nella città di Bari il fondatore dello studio, l’avvocato Domenico Demarinis, pugliese di Bitetto che dopo anni trascorsi tra Milano e Roma, dal 2020 vive e lavora a Bruxelles, ma evidentemente non può rinunciare ad una presenza costante nella natia Puglia. Come mai, dunque, l’apertura della sede di Bari?
“Bari è la città da cui tutto è nato. Qui ho vissuto fino ai miei 25 anni e mi sono laureato. Inoltre, fin da quando ho iniziato ad operare professionalmente nel mondo della proprietà intellettuale ed, in particolare, dei marchi, ho avuto la fortuna di collaborare con un numero sempre screscente di aziende pugliesi vocate alla esportazione: vere e
proprie eccellenze del territorio i cui prodotti sono ormai presenti in modo consolidato in numerosi Paesi al mondo. Infine, da quando ho fondato lo studio TMShell ho avuto la fortuna di incontrare due giovanissimi colleghi pugliesi che ormai sono parte integrante del mio team di lavoro. Il primo è l’avvocato Giovanni Emiliano che come me vive prevalentemente a Bruxelles dove sta concludendo brillantemente un master presso l’Università di Louvain e il secondo è l’ancor più giovane avvocato Gabriele Scelsi che è di recente ritornato a Bari dopo aver completato il suo ciclo di studi con un master a Roma e che di ha dato un supporto determinante nel deciderci a questo passo”.
Ma ci parli del suo legame con il mondo del vino e con Dolce Puglia.
“Anche la più piccola delle aziende produttrici di vino oggi tende a maturare una vocazione internazionale per poter proporre i propri prodotti su un numero crescente di mercati. Semplificando potrebbe dirsi che ciascuna azienda cerca di far conoscere
il proprio brand ad un numero sempre più grande di consumatori, esattamente come avviene in qualsiasi settore, ma il parallelismo che mi piace sempre proporre è quello con il mondo del lusso. Non è affatto un caso che in Francia notissimi gruppi del lusso posseggano al tempo stesso brand della moda e brand del beverage, tra i quali i più rinomati champagne. Dunque, anche i nostri produttori di vino esportano non soltanto i prodotti, ma anche il proprio brand in giro per il mondo ed è dunque doveroso proteggerlo con le opportune tutele legali. L’essenza del nostro lavoro consiste nel garantire il più possibile che questo delicato e certamente rischioso percorso di internazionalizzazione avvenga in un contesto di certezza dei diritti. Ad esempio, la registrazione del marchio nei Paesi nei quali si opera commercialmente è certamente un passo importante per chiunque faccia export, così come lo è poter ricever assistenza legale qualificata per concludere contratti in lingue diverse e magari regolati da leggi di Paesi diversi.
Venendo invece al lungo rapporto con Dolce Puglia, correva l’anno 2009 quando ho avuto un primo ed interessante con-
fronto con i sommelier della delegazione Murgia che mi esponevano la loro idea di questo interessantissimo nuovo format di manifestazione per promuovere la nicchia rappresentata dai vini dolci. Sembrò all’epoca un passo opportuno quello di registrare il marchio della manifestazione ed oggi, dopo i non pochi anni trascorsi, è per me un grande onore continuare a far parte di questa squadra sempre più appassionata su questo progetto che ha saputo consolidare negli anni un successo inatteso, dando slancio ad un settore che è sempre meno di nicchia”. Ma infine ci spiega cosa vuol dire il nome dello studio TMShell.
“In realtà, si tratta di un ricordo riemerso dal passato al momento giusto. La parola ebraica “Timshel” rappresenta il filo rosso del libro La Valle dell’Eden del romanziere statunitense John Steinbeck, un libro che ho molto amato in gioventù. Nel finale del romanzo viene rivelato il significato autentico di questa parola che vuol dire “tu puoi”.
E’ una messaggio di grande potenza e di grande ispirazione dal quale ci sentiamo molto rappresentati e che ci sprona ogni giorno ad andare oltre perché, come dice Steinbeck, la via è aperta”.
2012 Passito di Moscato 2011 - CANTINE DI LIZZANO
2013 Moscato di Trani 2009 - VILLA SCHINOSA
2015 Dulcis in fundo 2014 - TORREVENTO
2016 Heglios 2014 - AZ. AGR. TOTO
2017 Moscatello selvatico 2016 - CASTELLO MONACI
2018 Kaloro - TORMARESCA
2019 Moscato 2015 - VINICOLA CICELLA
2021 Dulcis in fundo 2019 - TORREVENTO
2022 Moscato di Trani 2018 - VILLA SCHINOSA
2012 Aleatico 2006 - TENUTE VIGLIONE
2013 Tikò 2009 - MOCAVERO
2015 Cantone di Cristo 2013 - GIULIANI
2016 Aleatico 2012 - POLVANERA
2017 Aleatico 2009 - MASSERIA LI VELI
2018 Passito Aleatico - CANTINE DUE PALME
2019 Aleatico 2013 - CANDIDO
2021 Aleatico 2013 - CANDIDO
2022 Cantone di Cristo - GIULIANI
2012 Dolce Nero 2007 - MILLE UNA
2013 Es più Sole 2012 - GIANFRANCO FINO
2015 La dolce vite 2011 - ANTICO PALMENTO
2016 Tretarante 2012 - MILLEUNA
2017 La dolce vite 2013 - L’ANTICO PALMENTO
2018 Genius - MILLEUNA
2019 Es più Sole 2017 - GIANFRANCO FINO
2021 1958 Primitivo passito 2019 - ANGIULI DONATO
2022 Primitivo di Manduria 2017 - ATTANASIO
SPUMANTI E VINI FRIZZANTI DOLCI
2015 Carlo V Rosè 2014 - TENUTA MARANO
2016 Valle Vigna 2015 - SOC. COOP. UPAL
2017 Valle Vigna 2016 - SOC. COOP. UPAL
2018 Il Cavaliere - CANTINE SAN PANCRAZIO
2019 Moscatello selvatico 2018 - L’ARCHETIPO
2021 Cryfus - CANTINA DI RUVO DI PUGLIA
2022 Moscatello selvatico 2019 - L’ARCHETIPO
DOLCI DA UVE BIANCHE
2012 Le briciole 2004 - AZ. MONACI
2013 Passo de le Viscarde 2010 - AGRICOLE VALLONE
2015 Yovelis Goneis 2012 - LEONARDO PALLOTTA
2016 Passo de le Viscarde bianco 2012 - AGRICOLE VALLONE
2017 Ambra 2015 - AZ. AGR. DUCA CARLO GUARINI
2018 Selvaoro - CANTINE DUE PALME
2019 Selvaoro 2012 - CANTINE DUE PALME
2021 Goneis 2019 - LEONARDO PALLOTTA
2022 Paule Calle 2010 - CANDIDO
DOLCI DA UVE NERE
2012 Botrus 2010 - BOTRUGNO
2013 Tafuri 2012 - CANTINA COPPOLA 1489
2015 Glicos 2013 - CUPERTINUM
2016 Botrus 2014 - BOTRUGNO
2017 Glykos 2015 - CUPERTINUM
2018 Glykos - CUPERTINUM
2019 Glykos 2018 - CUPERTINUM
2021 Glykos 2019 - CUPERTINUM
2022 Glykos 2019 - CUPERTINUM
L’Associazione SOS.APS persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, proponendosi di creare sinergie tra genitori, personale docente e non docente della scuola.
Tecnica vinificazione
Degustazione
Moscato
12 % vol
16 € Cordone speronato
Raccolti a mano e posti al sole in appassimento
Colore giallo dorato e ottima lucentezza. Il naso è piacevole e di grande personalità con sentori di pera caramellata, mela cotogna e note di timo e maggiorana, sentori delicati di erba cipollina. Al palato ritorna la pera caramellata, il sorso è delizioso, lungo e risonante, il suo gusto è appagante, raffinato e di buona persistenza.
MARCHESI ANTINORI S.P.A. - TORMARESCA
Titolare: Marchesi Antinori
Enologo: Renzo Cotarella
P.zza Antinori, 3 – Firenze
www.tormaresca.it
tel. 0883 692631
Moscato di Trani DOC
Uvaggio Alcol
Costo
Tecnica impianto
Tecnica vinificazione
Moscato
15 % vol
18 €
Tendone
Vigneto sul mare, sulla costa, ad appena 150 mt dal mare. Vendemmia tardiva tra il 15-20 ottobre al momento del pieno appassimento delle uve. Affinamento in inox e minimo 8 mesi in bottiglia. Fermentazione con lieviti spontanei, indigeni e follatura manuale delle vinacce in tinozze.
Degustazione
Color giallo ambra di bella luminosità, grande concentrazione. Al naso è molto particolare, emergono note di tabacco, incenso e spezie orientali con qualche nota resinosa. Al palato è avvolgente e sontuoso ed emergono l’albicocca disidratata e la cotognata, l’uvetta e le spezie con ritorni dei sentori nasali fruttati e speziati. Bellissimo finale lungo e ricercato.
Titolare: Domenico Valente
Enologo: Dott. Cristoforo Pastore
Via Andria, 111 - Trani (Bt)
www.pandala.it
info@pandala.it tel. 340 4126594
Moscato di Trani DOC
Dolce Naturale 2019
Tecnica vinificazione
Vendemmia tardiva e appassimento in vigna. Raccolta effettuata in diversi passaggi, dalla seconda decade di settembre a fine ottobre/ prima decade di novembre. Concentrazione di circa 30° babo. Dopo la pressatura, il mosto liquido viene prelevato e trasferito in tonneau dove avviene la fermentazione. Sosta sur lies con periodici batonnages sino a febbraio per poi essere trasferito in silos di acciaio e imbottigliato.
Colore giallo paglierino, cristallino con cenni verdolini e dorati. Sentori nasali che richiamano la pesca bianca, cenni di ananas e salvia. Al palato la dolcezza è misurata, slancio citrino e ritorni di erbette aromatiche. Buona persistenza, coerente e gradevole.
Titolare: Giancarlo Ceci
Enologo: Lorenzo Landi
Referente: Giancarlo Ceci
C.da Sant’Agostino, Snc - 76123 Andria (BT)
www.giancarloceci.com
info@agrinatura.net
tel. 0883 565220 - 347 0787562
Moscato di Trani DOC
Dolce Naturale 2019
Uvaggio Alcol
Costo
Degustazione
Moscato Reale 14 % vol 10 € Luce dorata splendente. Al naso le percezioni di fior d’arancio, scorzetta di mandarino candita e note di spezie d’oriente. Gusto carezzevole e di buona persistenza con dolcezza di carattere. Note vanigliate
Titolare: Francesco Liantonio
Enologo: Leonardo Palumbo
Referente: Leonardo Palumbo
s.p. 234 km 10,600 - 70033 Corato (Ba)
www.torrevento.it
info@torrevento.it tel. 080 8980923
Uvaggio Alcol
Degustazione
Moscato Reale
14 % vol
Dorato con luce cristallina. Le note olfattive riconducono a pesca bianca, erbe aromatiche, muschio. La dolcezza si misura con la freschezza fino renderlo equilibrato. In bocca leggere le note di erbe di aromatiche di campo. Predomina la frescheza e discreta è la persistenza. Coerente.
Enologo: Pasquale Pastore
Referente: Franco di Filippo
Via Malcangi, 99 - 76125 Trani (BT)
www.moscatotrani.it
info@moscatotrani.it
tel. 348 2300785
Tecnica vinificazione
Le uve appassiscono naturalmente sulla pianta dopo il taglio del tralcio. Le amorevoli cure in cantina rendono poi questo succo d’uva, ambasciatore straordinario del territorio in cui nasce.
Colore giallo dorato, luminoso e di bella consistenza. Al naso è attraente con note di salvia ed erbe aromatiche. Al palato si denotano il dattero, le giuggiole e le erbe aromatiche con leggeri spunti agrumati. Bello spessore, denso e piacevolmente lungo con giusta acidità e impreziosito da note di frutta secca.
Titolare: Famiglia Toto
Enologo: Nicola Toto
Referente: Nicola Toto
s.p. 220 km 1,400 - 70027 Palo del Colle (BA) www.cantinetoto.it vin.toto@libero.it tel. 080 626295 - 339 8662564
Tecnica vinificazione
14,5
Periodo di vendemmia: ultima decade di ottobre. Raccolta esclusivamente a mano ed in cassette da 20 kg. Fermentazione alcolica fatta in acciaio inox, a carico di fermenti selezionati ed a temperatura < a 18 ° C. Affinamento: dopo il termine della fermentazione alcolica, il vino è stato conservato per 12 mesi in 3 tonneaux di rovere francese della capacità di 500 litri
Degustazione
Colore giallo ambrato, luminosissimo. Al naso riconoscimenti di fico secco, cotto di fichi e alloro, note di tabacco, castagne del prete e scorzetta di arancia. Al sorso è avvolgente, bilanciato e di grande fedeltà di sentori. Finale speziato e frutta secca non eccessivamente lungo.
Titolare: Famiglia Pastore
Enologo: Cristoforo e Pasquale Pastore
Referente: Cristoforo Pastore
Via Mascagni,9 - 76125 Trani (BT)
selezioniacquario@tiscali.it tel. 335 5644109 - 333 76984026
Uvaggio Alcol Costo
Tecnica impianto
Tecnica vinificazione
Moscatello selvatico da vendemmia tardiva
14 % vol
9 €
Alberello
Le uve appassite in pianta vengono portate subito in cantina e sottoposte alla pigiadiraspatura, poi raffreddate a 10°, quindi subiscono una breve macerazione in pressa per 4/6 ore in modo da estrarre gli aromi delle bucce. Si raccoglie il mosto fiore per la fermentazione in barrique dove il vino affina per circa 6 mesi sui lieviti. Successivamente viene messo in acciaio dove riposa per circa 2 mesi prima dell’imbottigliamento.
Degustazione
Colore giallo paglierino con riflessi dorati, bella luminosità. Al naso note floreali di mimosa e ginestra con cenni di erbe aromatiche come il mirto e ginger. Al palato emerge una dolcezza compassata con segni di freschezza, sintonia con i sentori nasali del floreale e del balsamico, la dolcezza è misurata e la persistenza è adeguata.
SOC. COOP. AGR. - CRIFO
Titolare: Leg. rappresentante: Sebastiano Marinelli
Enologo: Massimo Tripaldi
Referente: Annalisa Albanese
Via Madonna delle Grazie, 4 - 70037 Ruvo di Puglia (BA) www.crifo.it - info@cantinadiruvodipuglia.it tel. 080 3601611 - 334 1201028
Salento IGT 2021
La vendemmia avviene manualmente nelle prime ore del mattino del mese di settembre. Segue un periodo di appassimento. Dopo una pigiatura ed una pressatura soffice, le uve fermentano a bassa temperatura in serbatoi di acciaio. Affinamento in barriques per circa 6 mesi.
Colore giallo dorato e abbastanza luminoso. Al naso si impongono note di alloro e fiori secchi accompagnati da frutta secca e fienagione. In bocca è piacevole e la dolcezza è ben dosata con una nota agrumata risonante, media persistenza.
CASTELLO MONACI SRL
Titolare: Castello Monaci srl
Enologo: Leonardo Sergio
Referente: Luigi Seracca Guerrieri Via Case Sparse Contrada Monaci
73015 - Salice Salentino (Le)
www.castellomonaci.it
castello.monaci@giv.it
tel. 0831 665700
Tecnica vinificazione
Degustazione
Moscato
16 +6 % vol
18 €
Vendemmia tardiva con appassimento solo su pianta
Colore giallo ambra sfavillante. Al naso primeggiano note di miele di castagne, carrube e tabacco leggero con riconoscimenti di fico secco e mandorla tostata. Il palato è rotondo, sferico con una freschezza misurata, finale agrumato e richiami di frutta secca.
VINICOLA CICELLA F.LLI SCHIFONE S.R.L.
Titolare: F.lli Schifone
Enologo: Michele Schifone
Referente: Michele Schifone
Via Roma s.n.c. - 74020 Torricella (Ta)
www.masseriacicella.it
vinicolacicella@libero.it
tel. 099 9573761 - 393 9621434
Moscato di Trani DOC 2019
14,5
Allevamento a spalliera con cordone speronato su terreni tendenzialmente tufaceo-calcarei con una densità di 4500 piante per ettaro.
Appassimento sulla pianta per 1 mese fino alla metà di ottobre, raccolta e vinificazione. 24 ore di macerazione a freddo, fermentazione alcolica e malolattica. Imbottigliamento effettuato non prima del 1°marzo successivo alla vendemmia. Maturazione in acciaio inox. Successivo affinamento in bottiglia per un periodo di 1-2 mesi.
Colore giallo paglierino con forte presenza di dorato, ottima lucentezza. Bellissimo naso con note di pompelmo e cenno di cedro, scorzetta e foglia di limone, soffio di fori di zagara. Al palato è ben equilibrato, giusta la freschezza, grande risonanza floreale e agrumata, buona scorrevolezza e bella tensione acida.
VILLA SCHINOSA
Titolare: Corrado Capece Minutolo Tupputi Schinosa
Enologo: Giuseppe Pizzolante
Referente: Corrado Capece Minutolo Tupputi Schinosa
Via S.P. Trani - Corato, 178 – 76125 Trani (BT) www.villaschinosa.it info@villaschinosa.it tel. 0883 580612 - 345 9780881
Tecnica vinificazione
VINIFICAZIONE: La vendemmia avviene nella terza settimana di Settembre con il 20% delle uve che viene posto in cassette ad appassire Dopo una delicata pressatura, il mostro fermenta a 18° C in serbatoi di acciaio per circa 15 giorni. AFFINAMENTO: Avviene per circa 3 mesi in barriques di rovere francese di secondo passaggio e poi ancora in vasca di cemento vetrificato prima dell’imbottigliamento
Colore giallo paglierino con cenni verdolini e dorati. Bella luminosità. Corredo olfattivo che vira verso le erbette aromatiche con cenni di scorzetta di limone, un floreale leggero di mimosa. Al palato è fresco e invitante con note agrumate di bergamotto, la dolcezza è contenuta, la freschezza è predominante e ravviva il sorso. Finale composto.
Titolare: Fam. De Corato
Enologo: Angelo Mauriello
Marco Bernabei (Consulente esterno)
Referente: Sebastiano De Corato
S.P. 231 Km. 60,500, 76123 - Andria (BT)
www.rivera.it
info@rivera.it tel. 0883 569501
Uvaggio
Alcol
Costo
Tecnica vinificazione
Aleatico
16 % vol
12 €
Surmaturazione su pianta, raccolta nella seconda decade di ottobre, selezione dei grappoli. Dopo la pigiatura e la diraspatura, il mosto rimane in macerazione con le bucce per 10-12 giorni a temperatura termocontrollata di 24°25°C; di seguito svinatura alla fine della fermentazione. Affinamento in serbatoio d’acciaio fino all’imbottigliamento.
Degustazione
Color melanzana di bella concentrazione, sciropposo, denso. Al naso note di ciliegia scura, amarena in confettura. Al palato è di bella struttura con note di frutta in confettura come amarena e ciliegia, spezie dolci, noce moscata e coriandolo, cenni di scorzetta candita, mirto, zafferano e zenzero. In bocca è voluttuoso, denso e carnoso, tannino ben delineato, dolcezza delicata e giusta freschezza. Buona la lunghezza con sfondo di ciliegia sottospirito.
LE VIGNE DI SAMMARCO S.R.L.
Titolare: Marco Rizzello
Enologo: Vincenzo Baldari
Referente: Marco Rizzello
via N. Tommaseo, 15/19
72020 Cellino San Marco (BR)
www.levignedisammarco.com
info@levignedisammarco.it
Tel.: 0831 617776
12,5
9 €
Affinamento un anno in serbatoi di acciaio inox e un anno in bottiglia.
Colore rosso rubino con cenni granati e una bella trasparenza. Al naso giunge un bel frutto rosso che ci ricorda l’amarena e il lampone, cenni balsamici e un floreale di rosa canina e erbe aromatiche, note di tostatura. Al sorso è sottile e di bella eleganza, il tratto fruttato ci riporta all’amarena e alla ciliegia. Il tannino è impalpabile, giusta la sua freschezza con guizzo sapido che stempera la dolcezza.
DI CASSANO FILIPPO & C.
Titolare: Filippo Cassano
Enologo: Maria Rosaria Campanella
Referente: Laura Bonfrate
Strada Vic.le Lamie Marchesana, 601
70023 Gioia del Colle (BA)
www.cantinepolvanera.it
info@cantinepolvanera.it tel. 080 758900
La macerazione degli acini e del succo avviene a temperatura controllata. Successivamente, la fermentazione del mosto viene interrotta con ripetuti travasi per allontanare i lieviti. L’invecchiamento avviene in legno.
Rosso granato con note di evoluzione, bella concentrazione. Al naso note di fico secco, tabacco e prugna disidratata. Il sorso è compatto e di piacevole spessore quasi masticabile, il tannino è levigato, emergono note di tostatura accompagnate da sentori di miele di castagno, cenno di freschezza e dolcezza bilanciata. Piacevole e da meditazione.
Titolare: Famiglia Candido
Enologo: Leonardo Pinto
Referente: Valentina Attanasio
via A. Diaz, 46 - 72025 San Donaci (BR)
www.candidowines.it
candido@candidowines.it tel. 0831 635674 – 331 1326867
Uvaggio Alcol Aleatico 14 % vol
Rosso rubino luminoso con un cenno granato. Al naso emergono note smaltate e gomma arabica, cenni di tostatura e note balsamiche, alloro. In bocca è avvolgente con un tannino di garbo, note floreale di rosa canina e frutto rosso.
Degustazione
Cordone speronato
Vinificazione a temperatura controllata per 12 giorni
Colore rosso rubino con cenni granati. Il naso ci riporta a un frutto intenso leggermente maturo come la ciliegia, cenni di mirto e alloro, note di uvetta sultanina e un floreale di rosa appassita. Al palato è rotondo con note di arancia rossa appena candite, il tannino è ben evidente con un guizzo amarognolo, note di succo di melograno, il sorso è deciso e la sua dolcezza è bilanciata.
AZ. AGRICOLA GIULIANI VITO DONATO
Titolare: Vito Donato Giuliani
Enologo: Luca Petrelli
Referente: Vito Donato Giuliani
Via Gioia delColle, 18 - 70010 Turi (BA)
www.vitivinicolagiuliani.com
info@vitivinicolagiuliani.com
tel. 080 8915335 - 334 5291096
Uvaggio Alcol
Tecnica vinificazione
Degustazione
Aleatico
12,5 % vol
Appassimento naturale 30 giorni
Rubino luminoso su sfumature vilacee.Al naso un riverbero di amarena e vila fresca accompagnano sentori di spezie dolci. Palato dalla dolcezza presente ma con sottofondo di erbe amaricanti. Tannino percettibile.
MASSERIA CUTURI SOC. AGR. SRL
Titolare: Camilla Rossi Chavvenet
Enologo: Valentino Ciarla
Referente: Camilla Rossi Chavvenet
S.P. 137 - 74024 Manduria (TA)
www.masseriacuturi.com
camilla@masseriacuturi.com
tel. 349 7899985
Materia prima certificata BIO. Agricoltura sostenibile.
Colore rosso rubino con cenni granati. Il naso ci riporta a un frutto intenso leggermente maturo come la ciliegia, cenni di mirto e alloro, note di uvetta sultanina e un floreale di rosa appasita. Al palato è rotondo con notedi arancia rossa appena candite, il tannino è ben evidente con un guizzo amarognolo, note di succo di melograno, il sorso è deciso e la sua dolcezza è bilanciata.
TENUTA CORALLO
SOCIETA’ AGRICOLA AGRITUOR S.R.L.
Titolare: Gabriella Maniglio
Enologo: Giuseppe Pizzolante Leuzzi
Referente: Michele Maciaroni
Via Brindisi, 11 – 73010 Sternatia (LE)
www.tenutacorallo.it
info@tenutacorallo.it Tel.: 380 8682366 – 377 0927758
Affinamento minimo 6 mesi in acciaio – minimo 3 mesi in bottiglia
Colore rosso rubino di bella concentrazione. Al naso è intenso con note di amarena, prugna, ciliegia, mora e un cesto di frutti rossi scuri, note evidenti di erbe aromatiche, il floreale è selvatico di alloro con cenni di leggera speziatura e noce moscata, qualche nota ferrosa. In bocca è slanciato e il tannino è delicato, la dolcezza è ben disegnata, di media persistenza. Coerente.
Titolare: Piernicola Leone De Castris
Enologo: Matteo Esposito
Consulente: Riccardo Cotarella
Referente: Piernicola Leone De Castris
Via Senatore De Castris, 26 73015 Salice Salentino(LE)
www.leonedecastris.com - info@leonedecastris.com tel. 0832 731112
Alberello
Tecnica vinificazione Potatura secca, verde e defogliazione manuale. Vendemmia manuale a metà ottobre con appassimento delle uve sulla pianta.
Degustazione
Rosso rubino profondo con riflessi granati. L’olfatto ci fa scoprire sentori di ciliegia scura in confettura, fico secco, prugna disidratata, pesca, note di menta e spezie dolci, fave di cacao, un naso di grande eleganza. Al sorso è maestoso, carnoso con una inarrestabile ma misurata dolcezza. Il tannino è di pregio accompagnato da grande freschezza. Finale balsamico che si apre in una moltitudine di echi.
Titolare: Donato Angiuli
Enologo: Tommaso Pinto
Referente: Vito e Giuseppe Angiuli
Via Principe Umberto, 27 - 70010 Adelfia (BA)
www.angiulidonato.com
info@angiulidonato.com
tel. 080 4597130 - 329 4349956
Dolce
Degustazione
Alberelli di almeno sessant’anni di età
Rosso granato, di buona compattezza e luminosità. Il naso si apre lentamente e ci porta verso sentori di prugna in confettura, chiodi di garofano, mallo di noce, cannella, tabacco e cuoio. Il palato è maestoso, carnoso e importante, il tannino è ricco e deciso ma ben integrato, buona persistenza e freschezza, il finale ci regala cenni di radice di liquirizia.
SAN Primitivo 13,5 + 4,5 % vol 16 €
MARZANO VINI S.P.A.
Legale rappresentante: Carlo Ruggiero
Enologo: Davide Ragusa - Caterina Bellanova
Via Monsignor Bello, 9
74020 San Marzano di San Giuseppe (TA)
www.sanmarzanowines.com
info@sanmarzanovini.com
Colore purpureo luminoso al naso emergono note di gelso scuro, cipria, arancia scura, mirtillo, mora di rovo, melograno e leggera spezia come la noce moscata e anice stellato. Al palato è delicato slanciato e di grande equilibrio, la dolcezza è misurata, bella lunghezza, coerente.
AZ. AGR. GIULIANI VITO DONATO
Titolare: Vito Donato Giuliani
Enologo: Luca Petrelli
Referente: Vito Donato Giuliani via Gioia del Colle 18
70010 Turi (BA)
www.vitivinicolagiuliani.com
info@vitivinicolagiuliani.com
Tel.: 080 8915335 - 334 5291096
Degustazione Rosso granato di bella lucentezza. Al naso giungono le note di un frutto concentrato che ci ricordano la prugna e la ciliegia con cenni di erbe officinali e un’idea di vaniglia, cacao e piacevole speziatura. Al palato si presenta avvolgente con una bella acidità e un tannino teso e deciso. In bocca è coerente e tornano sia le spezie che la tostatura. Bella dolcezza mascherata da questi ultimi elementi.
Titolare: Rosa Ciriello
Enologo: Mario Capuzzimati
Referente: Marzio Nettis
Via Papa Luciani, 12 - 70023 Gioia del Colle (BA) www.tenutenettis.it info@tenutenettis.it tel. 331 9252274
18 € 15 + 4 % vol
Macerazione a temperatura controllata a 26°28° C. La fermentazione, in acciaio, si arresta spontaneamente a circa 15 gradi alcolici. Affi namento: in botti grandi francesi per almeno 8 mesi, successivamente in bottiglia per circa 6 mesi
Rubino e luminoso. con olfatto balsamico e fre sco di erbe aromatiche, ciliegia. Al gusto tornano le erbe aromatiche ed attenuano la dolcezza.Sapido con persistenza intererssante.
VARVAGLIONE VIGNE E VINI S.R.L.
Titolare: Cosimo Varvaglione
Enologo: Nicola Baldari
Referente: Cosimo Varvaglionei Contrada Santa Lucia, snc - 74020 Leporano (TA) www.varvaglione.com
info@varvaglione.com
g.costantini@varvaglione.com
Tel.: 099 5315370 - fax: 099 5315739
Primitivo Salento IGT
Rosso Passito 2020
Uvaggio Alcol Costo
Tecnica impianto
Primitivo
Eff. 16 % Totale 20%
16 €
Età media delle vigne ca. 65 anni. Alberello pugliese
Tecnica vinificazione Vendemmia tardiva, con leggero appassimento su pianta, uve raccolte a mano. Vinificazione e maturazione in acciaio.
Degustazione
Rosso granato con segnali di evoluzione, abbastanza compatto. Il naso ci porta a sentori di prugna in confettura, fico secco, leggero tabacco e chiodi di garofano. Al palato è spesso e denso, la dolcezza è bilanciata così come la vena tannica con un piacevole tocco di sapidità, il finale è quello di fico secco e prugna.
TERRULENTA SAC - SCHOLA SARMENTI
Titolare: Terrulente sac
Enologo: Benedetto Lorusso
Referente: Alessandro Calabrese
Via Generale Cantore, 37 - 73048 Nardò (LE)
www.scholasarmenti.it
info@scholasarmenti.it
tel. 0833 567247
Tecnica vinificazione
Degustazione
Primitivo
15 € 18 % vol
Vigneto a spalliera
Conduzione del vigneto in agricoltura biologica
Colore rubino con una stoffa densa e purpurea, buona concentrazione e bella lucentezza. Al naso sentori di arancia rossa scura, gelso nero e mora, spezie dolci come il coriandolo. Al palato è delicato e avvolgente, buona la freschezza e tannino di una certa energia verace. Sorso sincero e finale coerente.
DOLCECANTO
Titolare: Giovanni Marroccoli & Mirizzi Maria
Referente: Paola Marroccoli
Via Trieste, 68 - 70022 Altamura (BA)
alrefolo@gmail.com
Tel.: 080 3146009 - 320 2675872
Degustazione
Raccolta manuale dei grappoli in cassette e appassimento in “fruttaio”. Successivamente diraspatura e lenta fermentazione a temperatura controllata 22-24°C. Maturazione per 12 mesi in barriques di rovere francese.
Rosso rubino di media intensità. L’olfatto sprigiona sentori di prugna e susina con cenni di erbette. Al palato la dolcezza è gradevole così come la sua buona densità, ritroviamo la prugna e la visciola con cenni di floreale e sentori di vaniglia e caramella alla frutta, il tannino è addomesticato il palato è molto importante con finale lungo e piacevole
Titolare: Paolo Leo
Enologo: Nicola Leo
Referente: Roberta D’Arpa
Via Tuturano, 21 - 72025 San Donaci (BR)
www.paololeo.it
info@paololeo.it tel. 0831 635073
PRIMITIVO
Tecnica
Raccolta manuale in cassette, vendemmia tardiva.
Profondo rosso rubino tendente a cenni di evoluzione granata. Olfatto di amarena sotto spirito e fichi secchi con accenni a vaniglia. Palato dolce e vellutato con tannino caratterizzante. Lunga persistenza gustolfattiva.
Titolare: Fam. Bruno Garofano
Enologo: Bruno Garofano
Referente: Mariangela Garofano
Via Nicola Fabrizi, 20/a - 74024 Manduria (TA) www.anticopalmentogarofano.com
info@anticopalmentogarofano.com tel. 328 7237601
Uvaggio Alcol
Costo
Tecnica impianto
Tecnica vinificazione
Primitivo 14 + 3 % vol 12 €
Appassimento naturale sulla pianta, su alberello di oltre 50 anni
Macerazione di almeno 15 giorni, fermentazione bloccata a freddo al raggiungimento di 5% di zucchero residuo. Affinamento in botte grande da 25 ettolitri e leggero affinamento in bottiglia.
Degustazione
Rosso granato con una bella lucentezza e profondità. Il naso ci porta verso sentori di prugna disidratata e gomma arabica. In bocca è denso, coerente con una dolcezza bilanciata, la persistenza è media, nel finale cenni di nocino e spezie.
Legale Rappresentante: Coop. agr. Luigi Ruggieri
Enologo: Angelo Pinto
Referente: Rita Macripò
Corso Europa, 37/39 - 74020 Lizzano (TA)
www.cantinelizzano.it segreteria@cantinelizzano.it tel. 099 9552013
Primitivo di Manduria
Dolce Naturale DOGC 2020
Uvaggio Alcol
Costo
Tecnica impianto
Tecnica vinificazione
Primitivo
15 % vol
18 / 20 €
Alberello e spalliera
Epoca di vendemmia: seconda metà di settembre. Vinificazione in rosso con termocondizionamento del processo fermentativo (22-24°C). Affinamento del vino in acciaio e bottiglia.
Degustazione
Rosso rubino con cenni purpurei, trasparente e luminoso. Al naso scopriamo sentori di prugna e susina, cenni di pepe rosa. In bocca scopriamo la giusta dolcezza, elegante, il tannino è gentile e ben domato dalla giusta freschezza, la persistenza è buona, coerente, ottimo finale fruttato.
Proprietà: Pasquale Brunetti
Enologo: Leonardo Pinto
Referente: Anna Gennari
via Fabio Massimo, 19 - 74024 Manduria (TA)
www.produttoridimanduria.it
info@produttoridimanduria.it Tel. 099 9735332
Uvaggio Alcol
Costo
Tecnica impianto
Tecnica vinificazione
Degustazione
Primitivo
14,5 + 3 % vol 25 €
Spalliera, resa per ha 80 q.li
Sovramaturazione sulle piante. Affinamento in acciaio e bottiglia
Il suo colore ci ricorda la melanzana, purpureo e impenetrabile. L’olfatto è invitante, sentori di succo del melograno, mirtillo, ribes nero, arancia scura e amarena, accompagnato da un floreale acceso di rosa e spezie dolci come cannella, coriandolo e cardamomo. Il palato è grazioso, la sua dolcezza è contenuta, dinamico e slanciato con una verve acida e una bella freschezza, ritroviamo una miriade di frutti di bosco, note agrumate. delizioso e stuzzicante Finale delizioso e stuzzicante con note mature e ricche di vaniglia.
Titolare: Cantine Barsento s.r.l.
Enologo: Leonardo Palumbo
Referente: Rocco Colucci
C.da San Giacomo - 70015 Noci (Ba)
www.cantinebarsento.com
info@cantinebarsento.com
tel. 080 4979657 / 375 6206555
Raccolta manuale, macerazione e fermentazione controllata in serbatoi in acciaio.
Rosso rubino con rarefatto cenno di granato, bella trasparenza. Al naso sentori di pesca macerata e ciliegia, note di alloro. Il palato è avvolgente con una dolcezza contenuta, il tannino è levigato con ritorni di prugna in confettura e erbe amaricanti, media persistenza.
Enologo: Angelo Mastro
Referente: Anna Lattarulo
C.da Marinara, 35/A - 74017 Mottola (TA)
www.masserialiuzzi.com
infomasserialiuzzi@libero.it Tel. 338 6199429
Tecnica
Degustazione
Appassimento delle uve in cantina a temperatura e umidità controllate
Colore rubino purpureo di grande spessore. Al naso emergono sentori freschi di mirtillo e segnali di succo di melograno, note di erbe officinali, tarassaco, genziana. In bocca la dolcezza è appena percettibile, buona freschezza e tannino deciso ancora in evoluzione, giovane.
Enologo: Teodosio D’Appolito
Referente: Chiara Pugliese
Via Noci, 314 - 74015 Martina Franca (TA)
www.tenutegirolamo.it
export@tenutegirolamo.it tel. 080 4402142 - 366 1418676
Le uve più mature di primitivo, leggermente appassite e selezionate in campo, vengono di raspate, pigiate e lasciate macerare a tempe ratura controllata per un lungo periodo (circa 25 giorni). La fermentazione si blocca in modo naturale lasciando un gradevole residuo zuc cherino che dona morbidezza e struttura al prodotto finale.
Rubino vivo e compatto all’aspetto di buo na concentrazione. La vaniglia e spezie dolci accompagnano la marasca e toni di chiodi di garofano. Al palato la dolcezza è coerente supportata da un tannino scattante. Ritorni olfattivi al gusto che annunciano erbe officinali. Lungo e di impronta.
Enologo: Simone Santoro
Referente: Maurizio Melillo
Strada Masseria Tagliavanti, 1
72029 Villa Castelli (BR)
www.agrimelillo.com
info@agrimelillo.com
Tel. 0831 860605 - 320 4778420
14 % vol 25 €
Tecnica vinificazione
Appassimento su pianta
Rubino luminoso e lucente. Sensazioni di ciliegia sotto spirito con eleganti note di spezie dolci e vaniglia. Morbidezza al palato di bella presenza in accordo con un tannino presente. Chiude di buona lunghezza e delicatamente burroso.
ATTENZIONE: l’approvazione grafismi che devono controllo non dà diritto - La relativa riproduzione dall’approvazione della - Gicherstampa srl l’importo pattuito relativo successivo annullamento - Data la natura percentuale fino al - Gicherstampa non
Titolare: Vincenzo Latorre
Referente: Vincenzo Latorre
Via Marconi 36 - 70010 Adelfia (BA)
www.cantineimperatore.com
commerciale@cantineimperatore.com tel. 392 3507545
Rosso granato con riflessi aranciati, bella trasparenza e luminosità. L’olfatto ci regala sentori di pomodoro secco, fico secco, alloro, tabacco e una punta di finocchietto selvatico. In bocca è rotondo e avvolgente, note di caramello, fico secco, il tannino è levigato e la dolcezza è carezzevole. Finale coerente.
Titolare: Famiglia Soloperto
Enologo: Massimo Tripaldi
Referente: Sabrina Soloperto
via Strada Statale 7 Ter snc - 74024 Manduria (TA) www.soloperto.it
sabrina.soloperto@soloperto.it Tel. 099 9794286 - 330 650180 - fax: 099 9794286
Tecnica vinificazione
Vendemmia tardiva con appassimento solo su pianta
Rosso granato con riflessi aranciati. Il naso ci comunica note di tabacco, fico secco. In bocca è avvolgente, il tannino è levigato con cenni di freschezza perfettamente coerente con le sue note evolutive.
VINICOLA CICELLA F.LLI SCHIFONE S.R.L.
Titolare: F.lli Schifone
Enologo: Michele Schifone
Referente: Michele Schifone
Via Roma s.n.c. - 74020 Torricella (Ta)
www.masseriacicella.it
vinicolacicella@libero.it
tel. 099 9573761 - 393 9621434
Tecnica impianto
Alberello 70 anni
Tecnica vinificazione Affinamento 1 anno in serbatoi di acciaio e un anno in bottiglia
Degustazione
Rosso rubino lucente, il corredo olfattivo è ricco di sentori di erbe aromatiche, alloro e tarassaco alle quali si uniscono quelli di uva passa, fico secco e corbezzolo. Il palato è delizioso perfettamente rotondo e carezzevole, il tannino è levigato completato dalla giusta freschezza, bella la sua evoluzione, finale coerente denso di frutto e delizioso.
DI CASSANO FILIPPO & C.
Titolare: Famiglia Cassano
Enologo: Maria Rosaria Campanella
Referente: Laura Bonfrate
S.da Vicinale Lamie Marchesana n. 601 70023 - Gioia del Colle (BA)
www.cantinepolvanera.it laura@cantinepolvanera.it tel. 080 758900
Primitivo dolce raccolto da un vitigno di 18 anni
Degustazione Rosso rubino compatto di grande stoffa luminoso invitante. Il corredo olfattivo ci ricorda la mora di rovo, il gelso scuro e la ciliegia, cenni di radice di liquirizia e leggero floreale di violetta. Al palato è avvolgente ma ancora in evoluzione, fresco con tannino deciso e slanciato, coerente nel finale con ritorni di fruttato. Vino di grande corpo.
Titolare: Domenico Dalena Via Rattazzi, 9 74017 Mottola (Ta) www.cantinedalena.it
cantinedalena@live.it tel. 346 4091930
Alberello
Tecnica
Degustazione
Rosso granato denso e fitto. Il naso è ricco e invitante con sentori di ciliegia ferrovia, cotognata, carruba, caffe e tabacco. In bocca è denso, maestoso quasi masticabile, il tannino è deciso e importante, giusta la freschezza e la sapidità con ritorni di ciliegia e amarena.
Titolare: Famiglia Attanasio
Enologo: Vincenzo Baldari
Referente: Alessandro Attanasio
Via Bizzarri, 165 - 74024 Manduria (TA)
www.primitivo-attanasio.com
info@primitivo-attanasio.com
tel. 099 9737121 - 334 9787909
15 % vol 18 €
Formato Fronte+Retro: 125x120 mm
Tecnica vinificazione Passito raccolto da un vitigno di 25 anni. Appassitura su pianta
Degustazione
Quadricromia
DATA FIRMA PER APPROVAZIONE 2 1 FRONTE RETRO Sequenziali Fronte Retro Supporto Dimensioni Bobina Diam. Esterno (mm) 200 N° Etich. per rotolo 40 mm 45 mm 76 mm Diam. anima Int. (mm)
Colore rosso granato e di buona compattezza. Al naso sentori di ciliegia scura, fico secco, cotto di fichi. Al palato la dolcezza è evidente, buono spessore e tannino ben levigato, persistenza media e finale coerente.
CANTINE DALENA DOMENICO
2°
PRIMITIVO
Primitivo di Manduria
Dolce naturale DOP 2008
Tecnica vinificazione
€
Rosso granato con segnali di evoluzione. All’olfatto sentori di prugna disidratata, fico secco, tabacco, cuoio, pepe nero e caffè. Al palato è rotondo con una dolcezza evidente, il tannino è ben presente con finale speziato di cannella e ritorni di fico secco e tabacco.
FELLINE Primitivo di Manduria
SOC. AGR. ARL
Proprietà: Felline
Enologo: Fabrizio Perrucci
Referente: Anna Rita Dinoi
Via Strada Comunale Santo Stasi 42/B
74024 Manduria (TA)
www.agricolafelline.it
info@agricolafelline.it
Pressatura soffice, mosto decantato e filtrato prima di essere portato a una temperatura di 0°. Fermentazione in autoclave; dai 60 ai 90 giorni sulle fecce, imbottigliamento isobarico. Colore giallo paglierino intenso con cenni dorati, luminoso, il perlage è ricco con bella spuma. Al naso è intenso con riconoscimenti di agrumi e erbe aromatiche, il floreale richiama al gelsomino e ai fiori di zagara, il fruttato ci ricorda l’albicocca disidratata, l’uvetta sultanina, cenni di prodotti di pasticceria, note burrose. Al palato è grazioso, compito ed equilibrato, palato consistente ma equilibrato e abbastanza lungo.
Legale rappresentante: Sebastiano Marinelli
Enologo: Massimo Tripaldi
Referente: Annalisa Albanese
Via Madonna delle Grazie, 4
70037 Ruvo di Puglia (BA)
www.crifo.it
info@cantinadiruvodipuglia.it tel. 080 3601611 - 334 1201028
Tecnica impianto Tecnica vinificazione
Spalliera
Vendemmia: nella seconda metà di settembre con raccolta manuale. Vinificazione: con macerazione sulle bucce per alcune ore ed una pressatura soffice da cui si prende solo fiore, utilizzato per la lavorazione in autoclave. Metodo Charmat. Affinamento in bottiglia per almeno 3 mesi. Produzione ultra ventennale.
Degustazione
Colore rosa ramato, cristallino, luminoso con perlage fine, il naso presenta sentori di muschio, felce, leggero floreale, molto sottile. Al palato la sapidità bilancia la dolcezza, media persistenza, coerente con cenni di ciliegia ed erbe aromatiche.
Titolare: Antonio Michele Coppi
Enologo: Antonio Michele Coppi
Referente: Roberto Bianco
Via S.P. Turi / Gioia del Colle 70010 Turi (BA)
www.vinicoppi.it info@vinicoppi.it
tel. 080 8915049 - 349 3871528
Ottenuto dalla spremitura soffice delle uve “Fiano”. Il mosto fermentando in autoclave, a temperatura controllata, trattiene l’anidride carbonica prodotta naturalmente durante la fermentazione dando al vino il tipico profumo fruttato dell’uva.
Colore giallo paglierino con cenni verdolini, luminoso, perlage delicato. Al naso emergono note di scorza di agrume, un leggero affumicato ed erbe aromatiche. Al palato è abboccato con una leggera avvolgenza, sentori di pesca bianca, agrumi, l’assaggio è rotondo non eccessivamente lungo.
Titolare: Amministratore
Enologo: Luca Petrelli
Referente: Tauro Francesco
Via Cavour, 88 - 70011 Alberobello (BA)
cantina.oleificio.tauro@virgilio.it tel. 080 4321285 - fax: 080 4321285
METODO CLASSICO DEMI SEC 2017
Alcol
Degustazione 12,5 % vol
Lucente e dorato, luminoso com perlage fine e composto. Naso a netti richiami di agrumi etropicali i non maturi. Dolceza contenuta. Le note agrumate di vivida presenza accennano al pungente ma riconducibile. Al palato richiama allo stile presciagendo alla surmaturazione su pianta.
AZ. AGR. FRANCO DI FILIPPO
Enologo: Pasquale Pastore
Referente: Franco di Filippo
Via Malcangi, 99 - 76125 Trani (BT)
www.moscatotrani.it
info@moscatotrani.it tel. 348 2300785
Cordone speronato di circa 20 anni
Vendemmia seconda decade di agosto. Spumantizzazione: charmat. Subito dopo la spremitura, le uve vengono sottoposte ad un abbattimento della temperatura per essere poi avviate ad una successiva fase di criomacerazione per 6/8 ore. Successivamente il mosto viene fatto fermentare in autoclave per la presa di spuma.
Degustazione
Color cipria delicato, festoso perlage, naso di bella intensità, riconoscimenti di fragolina di bosco, cipria, petalo di rosa appena accennato, note di pompelmo rosa. Al palato si denota una dolcezza misurata ma equilibrata con la freschezza, emerge il frutto e l’effervescenza è carezzevole, nel finale note di pesca bianca, leggero muschio con un cenno quasi balsamico.
Titolare: Piernicola Leone de Castris
Enologo: Matteo Esposito / Riccardo Cotarella (consulente)
Referente: Piernicola Leone De Castris
Via Senatore de Castris, 26 73015 Salice Salentino (Le)
www.leonedecastris.com
info@leonedecastris.com tel. 0832 731112
Salento IGP
Uvaggio
Alcol
COsto
Tecnica impianto
Tecnica vinificazione
Degustazione
Blend uve aromatiche bianche
10,5 % vol
8 €
Spalliera
Metodo charmat. Pressatura soffice delle uve e fermentazione primaria in serbatoi di acciaio inox. Dopo avviene una seconda fermentazione in autoclave per 3/4 mesi circa.
Colore giallo paglierino con cenni verdolini, il perlage è frenetico. Al naso si denotano sentori di muschio, cipresso accompagnati da essenze balsamiche, resine arboree, agrumi e lime. Al palato è dolce ma ben calibrato ed equilibrato, i ritorni aromatici sono coerenti e la persistenza è ben bilanciata.
COOP.VA PRODUTTORI AGRICOLI S.C.A. CANTINE SAN PANCRAZIO
Titolare: Cooperativa di Produttori
Enologo: Leonardo Antonio Pinto, Salvatore Tundo
Referente: Antonio De Leva
Via Del Mare, sn
72026 - San Pancrazio Salentino (BR)
www.cantinesanpancrazio.it
commerciale@cantinesanpancrazio.it
tel. 0831 666064 - 347 3007888
Salento IGP 2021
Tecnica
Colore rosa cerasuolo con riflessi ramati luminoso perlage variopinto, ricco e ben espresso. All’olfatto richiami di piccoli frutti rossi, lamponi, delicato cenno di alloro e agrumi. Al palato si presenta rotondo, piacevole, ritorno dei sentori agrumati con cenni di rabarbaro e arancia amara, discreta persistenza.
L’ARCHETIPO
DI CARLO NAZARENO DIBENEDETTO
Titolare: Famiglia Dibenedetto
Referente: Andrea Dibenedetto
Via San Donato, 7 - 70022 Altamura (Ba)
www.larchetipo.it
info@larchetipo.it
tel. 327 7976565
Uvaggio
Alcol
Costo
Tecnica vinificazione
Bland soprattutto uve negroamaro
11+1 % vol
15 €
Ottenuto dalla spremitura soffice delle uve a bacca rossa. Il mosto fermentando in autoclave, a temperatura controllata, trattiene l’anidride carbonica prodotta naturalmente durante la fermentazione dando al vino il tipico profumo fruttato dell’uva.
Degustazione
Color fiore di pesco cristallino con perlage all’altezza del prodotto. Delicato al naso appena percettibile il melograno, accenni di marasca. Al gusto è appena abboccato, equilibrato, piacevole e coerente che riporta ai sentori nasali, media lunghezza, grazioso.
Titolare: Amministratore
Enologo: Luca Petrelli
Referente: Tauro Francesco
Via Cavour, 88 - 70011 Alberobello (BA)
cantina.oleificio.tauro@virgilio.it tel. 080 4321285 - fax: 080 4321285
Valle d’Itria IGP
2021
Uvaggio Alcol
COsto
Tecnica impianto
Tecnica vinificazione
Degustazione
Minutolo
10,5 % vol
7 €
Guyot e cordone speronato
Breve macerazione pellicolare, con classica vinificazione in bianco, la pressa di spuma direttamente in autoclave, temperatura controllata per esaltare le caratteristiche del vitigno
Colore giallo paglierino con riflessi verdolini, luminoso, spuma ricca. Il naso è balsamico, note di resina, erbette aromatiche, muschio, mentuccia selvatica e scorza di agrumi. Al palato è dolce e coerente, equilibrata freschezza citrina, media persistenza.
Enologo: Angelo Soleti
Via Fasano 150 - 72014 Cisternino (BR)
www.cantineupal.it info@cantineupal.it tel. 333 3176537
Degustazione
Colore ambra con riflessi arancio, luminoso. Al naso si apre con sentori di arancia in scorzetta candita, floreale secco, camomilla, albicocca disidratata, alloro e germogli di timo. Al palato emergono sfumature di tabacco, buona l’avvolgenza e profonda la dolcezza in sintonia con la freschezza, bel finale di agrumi e noci tostate, buona persistenza.
Titolare: Leonardo Pallotta
Enologo: Cristoforo Pastore
Referente: Leonardo Pallotta via Cesare Balbo, 14 - 71016 San Severo (FG) www.cantinepallotta.com
architettura134@alice.it tel. 0882 332712 - 335 6144612 fax: 0882 332440
Appassimento naturale sui graticci per 35 giorni, fermentazione a temperatura controllata per un mese, maturazione in acciaio e imbottigliamento dopo almeno 12 mesi
Colore giallo ambra, denso e luminoso. Il naso si presenta con riconoscimenti di fico secco e alloro. Il palato è segnato da ritorni di tabacco da sigaro, una nota balsamica e resinosa, l’assaggio è vellutato, denso e slanciato, buona scorrevolezza e dolcezza, finale piacevole e di bella persistenza.
Titolare: Giovan Battista Guarini
Enologo: Giuseppe Pizzolante Leuzzi
Referente: Giovan Battista Guarini
Largo Frisari, 1 – 73020 Scorrano (LE)
www.ducacarloguarini.it
info@ducacarloguarini.it tel. 0836 460288 - fax: 0836 460288
Controllare attentamente dimensioni, impostazione, testo e colori, che sono puramente indicativi e per i quali fanno fede i riferime
Fronte: Formato Retro: 75x125 mm 60x125 mm Tipo di Carta: Verge Creme| Coated
Colore oro antico splendente con cenni ambrati. Al naso emerge il balsamico, miele di eucalipto, albicocca disidratata, marron glacé, una leggera speziatura, note di zafferano e noce moscata, cenni di frutti canditi. Al palato è dolce e vellutato e si apre perfettamente in una magica rotondità, bella avvolgenza e potenza, prevalenza di sapidità. Epilogo di foglie di te e tabacco.
AMASTUOLA SOC. AGRICOLA S.S.
Titolare: Famiglia Montanaro
Enologo: Teodosio D’Apolito
Referente: Giuseppe Sportelli via Appia km 632.200 - 74016 Massafra (TA) www.amastuola.it info@amastuola.it tel. 099 8805668 – 348 7614202 fax: 099 8809738
Degustazione
Le uve selezionate in campo e accuratamente raccolte in cassetta, vengono poste in fruttaio per circa 50 giorni ad umidità e temperatura controllate; ciò permette una maggiore concentrazione degli zuccheri e delle sostanze aromatiche dei vitigni stessi. La resa di uva di partenza in vino è circa del 30%.
Oro antico luminoso. Sensazioni olfattive che riconducono a pesca sciroppata e cera d’api e miele di castagno. Erbe aromatiche mediterranee. Dolce presente con morbidezza contrastata da nota astringente e fresca che ne allungano la persistenza.
Enologo: Simone Santoro
Referente: Maurizio Melillo
Strada Masseria Tagliavanti, 1 72029 Villa Castelli (BR)
www.agrimelillo.com
info@agrimelillo.com
Tel. 0831 860605 - 320 4778420
Valle d’Itria IGP
2021
Tecnica vinificazione
Degustazione
2 mesi di affinamento in acciaio, 2 in legno
Colore giallo paglierino con cenni dorati. Al naso sentori di lavanda, menta e timo serpillo, cenni di idrocarburo. In bocca è spesso e denso bilanciato dalla giusta freschezza, ritorni aromatici coerenti non eccessivamente lungo, dolcezza misurata e non invadente.
I PASTINI SRL
Titolare: Famiglia Carparelli
Enologo: Gianni Carparelli
Referente: Gianni Carparelli via Strada Cupa Rampone zona A, 74015 Martina Franca (TA)
www.ipastini.it - info@ipastini.it tel. 080 3847149 – 392 8733258
Tecnica vinificazione Appassimento su graticci per 40-60 giorni. Fermentazione in barriques di rovere allier da 225 lt di primo passaggio, a temperatura controllata di 16°C per 30 giorni. Affinamento in barriques di rovere allier per 2 anni ed in vasche di acciaio inox per 12 mesi.
Colore ambrato lucente e sfavillante. All’olfatto note di albicocca disidratata, erbe di campo, note di tabacco e scorza di mandarino. Il sorso è rotondo e piacevole, la dolcezza è leggiadra con cenni di piacevole freschezza, media persistenza, il finale è piacevole con ritorno di frutta disidratata ed erbe amaricanti e affumicate.
WINERY SOC. AGR. A R.L. - BOTROMAGNO
Proprietà: Famiglia D’Agostino
Enologo: Francesco Saracino, Goffredo Agostini
Referente: Beniamino D’Agostino
Via Archimede, 24 - 70024 Gravina in Puglia (Ba)
www.botromagno.it
commerciale@botromagno.it
tel. 080 3265865 - 338 1485037 fax: 080 3269026
Tecnica impianto Tecnica vinificazione
Degustazione
Cordone speronato età 25 anni
Vendemmia fine agosto
Colore ambrato e luminoso. Il naso presenta note eteree, sentori di uva sultanina, fico secco e castagne, note di tabacco. Al gusto è vivo e la dolcezza è evidente, buona freschezza, insieme equilibrato e coerente.
Enologo: Massimo Tripaldi
Referente: Fernando Antonio Bello
S.P. 365 KM 1.400 - 73010 Guagnano (LE)
www.taurinovini.it
info@taurinovini.it tel. 347 8066662
DA
VINI DOLCI
Uvaggio
Moscato, Falanghina
13,5 % vol
13 €
Tecnica vinificazione
Degustazione
Appassimento in cassette da 3 kg in fruttaio, vinificazione in bianco.
Un dorato brillante anticipa ventate di miele di castagno, fiori di zagara, scorzetta d’arancia candita e albicocca disidratata. Sorso pieno e appagante, dolce e avvolgente, venato dalla giusta freschezza. Durevole evoluzione al palato. Chiosa di pesca sciroppata.
TEANUM S.R.L.
Titolare: Domenico Demaio, De Matteo Vincenzo, Donato Giuliani
Enologo: Donato Giuliani, Giuseppe Niro
Referente: Davide Capasa
Via Croce Santa, 48 - 71016 San Severo (FG) www.teanum.com
commerciale@teanum.com
Uvaggio Alcol Costo
Tecnica vinificazione
Chardonnay 50% + Malvasia Bianca 50%
16,5 % vol
18 €
Le viti di chardonnay vengono alleggerite di circa il 50% dei grappoli appena maturi. I restanti grappoli vengono vendemmiati dopo circa un mese e completano l’appassimento in fruttaio insieme a quelli di malvasia. Dopo una vinificazione molto delicata, il mosto viene fermentato e lasciato maturare per un anno in barrique sui lieviti.
Degustazione
Colore ambra scuro ma luminoso. Al naso sentori di spezie e frutta secca, pan di spezie e zenzero cenni di frutta candita. Al palato risulta rotondo e avvolgente, la dolcezza è ben integrata, media persistenza, coerente con i ritorni di frutta secca.
Titolare: Famiglia Candido
Enologo: Leonardo Pinto
Referente: Valentina Attanasio
via A. Diaz, 46 - 72025 San Donaci (BR)
www.candidowines.it
candido@candidowines.it tel. 0831 635674 – 331 1326867
Appassimento di un mese sui graticci in ambiente climaticamente controllato.
Colore dorato di grande concentrazione. Nel corredo olfattivo si distinguono cenni di canfora, note di cotognata e gelatina di agrumi e cedro, ventate di mimosa e fiore di camomilla. Al palato è fasciante, bilanciato e delizioso, il finale è lungo e di grande freschezza nell’insieme equilibrato e coerente.
Titolare: Piernicola Leone De Castris
Enologo: Matteo Esposito
Consulente: Riccardo Cotarella
Referente: Piernicola Leone De Castris
Via Senatore De Castris, 26
73015 Salice Salentino(LE)
www.leonedecastris.com - info@leonedecastris.com tel. 0832 731112
Tecnica vinificazione
L’uva, perfettamente matura, è raccolta In cassette, lasciata sovramaturare nelle stesse per 3-4 settimane e, successivamente, diraspata e pigiata in modo soffice. La fermentazione, in acciaio inox a temperatura controllata, si arresta prima che si esauriscano del tutto gli zuccheri naturali del mosto.
Evoluzione in vasche di cemento interrate rivestite di resine epossidiche alimentari.
Degustazione
Colore giallo paglierino con riflessi dorati, luminoso. Al naso e al palato si distinguono scorza di agrumi e un leggero erbaceo, nota verde delicata coerente, dolcezza integrata, cenni balsamici, gradevole e di buon spessore.
AGRICOLA SOC. COOP. CONTI ZECCA
Titolare: Conti Zecca
Enologo: Antonio Romano
Referente: Greta Persano
Via Cesarea, sn - 73045 Leverano (LE)
www.contizecca.it
info@contizecca.it
Degustazione Colore rosso rubino impenetrabile con cenni di granato, bella luminosità. Il naso è inebriante, primeggiano la ciliegia scura, il fico secco e la china, note ferruginose che si amalgamano al frutto, leggero cenno mentolato e arancia sanguinella. Al palato è di grande impatto, carnoso quasi masticabile, la dolcezza è perfetta e il tannino è levigato, la freschezza è ben integrata con finale lungo e appagante che richiama il frutto vanigliato.
Enologo: Giuseppe Pizzolante Leuzzi
Referente: Francesco Mario Trono
Via Martiri del Risorgimento, 6 73043 Copertino (LE)
www.cupertinum.it
cantinacopertino@libero.it
Tel. 0832 947031- 366 9097630 fax: 0832 947031
Tecnica
Degustazione Cordone
Colore rosso purpureo con riflessi profondi. Al naso si riconoscono sentori di mirtillo e mora di rovo, il floreale è di violetta con cenni di erbe campestri. Al palato cenno di dolcezza con un tannino ancora in evoluzione, bella freschezza e coerenza fruttata, media persistenza.
Titolare: Nicola Chiaromonte, Paolo Montanaro
Enologo: Tommaso Pinto, Nicola Chiaromonte
C.da Borgo Annunziata, sn
70021 Acquaviva delle Fonti (BA)
www.tenutechiaromonte.com
info@tenutechiaromonte.com tel. 080 768156 - 392 7585671
Tecnica vinificazione
Degustazione
Vendemmia tardiva da uve in sovramaturazione.
Colore rosso rubino luminoso con riflessi purpurei. Al naso è gradevole e invitante con note di frutto che ricordano la ciliegia, il lampone e la fragola, segnali di pepe e un floreale di violetta, rosa e iris. Al palato è grazioso, dolce e in perfetto equilibrio con la freschezza, il tannino entra in punta di piedi e il finale è coerente e delizioso.
COOP. PRODUTTORI AGRICOLI S.C.A.
CANTINE SAN PANCRAZIO
Titolare: Cooperativa di produttori
Enologo: Leonardo Pinto, Salvatore Tundo
Referente: Antonio De Leva
Via Del Mare, sn - 72026 San Pancrazio Salentino (BR)
www.cantinesanpancrazio.it
commerciale@cantinesanpancrazio.it
tel. 0831 666064 - 347 3007888
Puglia IGT 2019
Degustazione
Potatura secca, verde e defogliazione manuale. Vendemmia manuale in cassetta a metà ottobre. Le uve leggermente appassite sulla pianta rimangono per altri due mesi ad appassire in cassetta all’aperto.
Colore rubino impenetrabile giovinezza e bella concentrazione. All’olfatto note di mirtillo, amarena, mora e arancia sanguinella, cenni di uva passa e melograno e un alone balsamico. Al palato è avvolgente e carnoso, il tannino è energico e di bella forza ed è perfettamente integrato, la freschezza è rigenerante, finale lungo e coerente al palato.
Proprietà: Donato Angiuli
Enologo: Tommaso Pinto
Referente: Vito e Giuseppe Angiuli via Principe Umberto, 27 - 70010 Andria (BA)
www.angiulidonato.com
info@angiulidonato.com tel. 080 4597130 - 329 4349956
Tecnica vinificazione
Degustazione
Primitivo, Aglianico, Syrah
15 % vol
15 €
Vendemmia tardiva delle uve con appassimento sulla pianta
Colore rosso rubino con segnali purpurei, bella luminosità e trasparenza. Il naso è bello pulito ed elegante, emerge un floreale di petalo di rosa, un fruttato di gelso scuro, erbe di campo e tarassaco. Al palato la nota acida e il tannino coprono la dolcezza, il finale è coerente con ritorni dei sentori di naso.
Enologo: Teodosio D’Apolito
Referente: Chiara Pugliese
via Noci, 314 – 74015 Martina Franca (TA)
www.tenutegirolamo.it
export@tenutegirolamo.it tel. 080 4402142 – 366 1418676
Tecnica vinificazione
Degustazione
Fermentazione: con macerazione a temperatura controllata – 12 giorni. Invecchiamento in barrique.
Aspetto di colore rosso tendente al granato su note olfattive che generano frutta sotto spirito e note di prugna disidratata con accenno ad infuso di erbe. Spezie e caffè. Misurata è la dolcezza e di avvolgente forma al palato. Chiude con ritorni olfattivi e cioccolato fondente.
Titolare: Salvatore De Falco
Enologo: Benedetto Lorusso
Referente: Gabriele De Falco
Via Milano 25 - 73051 Novoli (LE)
www.cantinedefalco.it
estero@cantinedefalco.it tel. 0832 711597 - 320 6123814
Salento IGP 2016
Tecnica
Appassimento sui graticci di canna per 15 giorni. Pigiatura, macerazione e fermentazione spontanea in mastello aperto per 7 giorni, svinatura e pressatura con torchio verticale delle vinacce e affinamento sulle fecce fini in barriques usate di decimo passaggio per 6 mesi e poi bottiglia. Nessuna chiarifica e filtrazione.
Degustazione
Rubino fitto con olfatto intenso. Esprime note di prugna in marmellata, ciliegia matura e canditi. Riporta poi a spezie dolci a conferma anche al palato. Morbidezza. Accattivante e seducente. La dolcezza è misurata. Tannino prsente ma levigato. Piacevole lunghezza di gusto.
Titolare: Fam. Benegiamo
Enologo: Pietro Mandorino
Referente: Gabriele De Falco Pietro Mandorino via G. Di Vittorio, 1 - 73020 Cutrofiano (LE) www.lastoremasseria.it info@lastoremasseria.it tel. 0836 542020
PASSITO
Tecnica vinificazione
Vinificazione: Appassimento sulla pianta, raccolta a mano in cassetta, selezione delle uve, pigiatura, fermentazione alcolica a temperatura controllata. Affinamento: In bottiglia per tre mesi.
Degustazione
Colore rosso granato compatto. Il naso si presenta con sentori di prugna disidratata e ciliegia con cenno floreale secco, tostatura di tabacco. Al palato la dolcezza è contenuta e la nota tannica bilancia il cenno di freschezza, coerente.
Titolare: Annamaria e Francesca Bruni
Enologo: Martina Andriani
Referente: Enrica Trinchera
S.P. 80 Monteiasi Montemesola km 16 74123 Taranto (Ta)
www.vetrere.com
enricatrinchera@vetrere.it tel. 346 4704917
Malvasia nera
13 % vol 11 €
Tecnica impianto
Alberello pugliese
Raccolta tardiva, vinificazione in rosso e blocco della fermentazione a mezzo di refrigerazione e filtrazione. Affinamento in acciaio
Tecnica vinificazione Degustazione Colore rosso rubino. Al naso emergono sentori vinosi e note di ciliegia, uvetta e erbette di campo, bellissimo il floreale. Al palato è abboccato e il tannino impalpabile, una freschezza slanciata con coerente finale fruttato.
Titolare: Marco Pagano
Enologo: Andrea Scarafile
Referente: Carlo Indennitate
Via Mesagne, 62 - 72025 San Donaci (BR)
www.cantinasandonaci.eu
info@cantinasandonaci.eu tel. 0831 681085
AGRINATURA www.giancarloceci.com
AMASTUOLA www.amastuola.it
ANGIULI DONATO www.angiulidonato.com
ATTANASIO www.primitivo-attanasio.com
AZ. AGR. FRANCO DI FILIPPO www.moscatotrani.it
AZ. AGR. GIULIANI www.giulianivini.com
AZ. AGR. TOTO www.cantinetoto.it
BOTROMAGNO www.botromagno.it
CANDIDO www.candidowines.it
CANTINA DI RUVO DI PUGLIA www.vinicrifo.com
CANTINA E OLEIFICIO SOCIALE DI LIZZANO www.cantinelizzano.it
CANTINA PIETRO TAURO cantina.oleificio.tauro@virgilio.it
CANTINA SAN DONACI www.cantinasandonaci.eu
CANTINE DALENA www.cantinedalena.it
CANTINE DE FALCO www.cantinedefalco.it
CANTINE IMPERATORE www.cantineimperatore.com
CANTINE PAOLO LEO www.paololeo.it
CANTINE SAN PANCRAZIO www.cantinesanpancrazio.it
CANTINE TORREVENTO www.torrevento.it
CASTELLO MONACI www.castellomonaci.it
CONTI ZECCA www.contizecca.it
CUPERTINUM www.cupertinum.it
DOLCECANTO alrefolo@gmail.com
DUCA CARLO GUARINI www.ducacarloguarini.it
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I PASTINI www.ipastini.it
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