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Il progetto del cibo nella Provincia di Pisa

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avviso, sta nella costruzione di un nuovo contratto sociale tra amministrazioni pubbliche, imprese e società civile, in grado di generare un sistema di produzione e consumo in grado di garantire una qualità intesa come sostenibilità, salute, equità sociale, rispetto delle diversità culturali e anche gusto. Il nuovo contratto deve poter contenere tre elementi: a) aprire arene deliberative sul cibo, in grado di proporre una voce alternativa a quella della comunicazione commerciale e di sviluppare idee e proposte sulle regole del cibo; b) stimolare la generazione di alternative, in grado di aumentare la libertà di scelta dei consumatori; c) rimuovere le barriere materiali alla libertà di scelta, barriere che impediscono a certi gruppi di consumatori. Questi tre elementi sono in grado di trasformare in modo sostanziale l’ambiente di scelta allargando la libertà dei consumatori e collegandola con processi democratici. 2. Il ruolo delle città nella transizione

Se i comportamenti di consumo hanno il potenziale di orientare la trasformazione del territorio, e viceversa le caratteristiche del territorio possono orientare i consumi, le città acquisiscono un ruolo fondamentale nelle politiche alimentari, per quattro ragioni. 1. La città è storicamente strutturata intorno alla necessità di garantire il cibo ai propri abitanti. In una città di medie dimensioni ogni giorno vengono movimentate e trasformate centinaia di tonnellate di cibo e di rifiuti alimentari. Le sole mense universitarie toscane producono ogni anno tre milioni e mezzo di pasti. Un supermercato di medie dimensioni è potenzialmente in grado di assorbire la produzione del territorio del comune in cui è collocato. La città può essere interpretata come un organismo dotato di un suo metabolismo (Grimm et Al. 2008), nella cui regolazione le amministrazioni pubbliche sono pienamente coinvolte. Operare in questa prospettiva implica la costruzione di nuova conoscenza rispetto al tema ed ai problemi ad esso collegati, l’ individuazione di metodi e logiche di lavoro adeguate, fino alla definizione di politiche integrate (ambientali, energetiche, alimentari, territoriali e dei trasporti, della prevenzione, dell’educazione) tese a garantire un uso efficiente delle risorse e dell’ambiente, una stabilità negli approvvigionamenti, l’equità nella distribuzione dei benefici e dei costi.

Le regole e il progetto  

Territori - 21 -