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Adalgisa Rubino

Figura 9. Il progetto del margine urbano: dagli scenari alla definizione del progetto degli spazi pubblici.

In questa direzione, a partire dalla ferma posizione degli abitanti sulla necessità di bloccare le espansioni urbane e dal valore loro attribuito alle aree agricole periurbane per i diversi usi spontanei che le caratterizza (piccole produzioni, tempo libero ecc.), si è sperimentata una metodologia per la determinazione dei confini dell’urbanizzato, introdotta dalla Regione nell’elaborazione in corso del Piano paesaggistico (vedi contributo di G. Ruffini). Il modello è stato applicato in tre diversi ambiti territoriali: il capoluogo, un insediamento collinare e uno di fondovalle posto lungo il torrente Pesa. Questo ha permesso di mettere a punto un metodo, individuare le variabili e quindi di testarne la validità e l’applicabilità anche in altri contesti territoriali (fig. 9). Nel capoluogo la fascia disegna un nuovo margine urbano e abbraccia l’abitato incuneandosi al suo interno fino a raggiungere il parco fluviale. Segna la discontinuità nell’urbano e tra questo e lo spazio rurale e nello stesso tempo svolge un ruolo di connessione ecologica e funzionale. È proprio questa doppia valenza che connota il progetto di rigenerazione urbana alle diverse scale: dalla scala locale a quella territoriale passando per gli approfondimenti a scala di dettaglio. Se a Lastra la fascia individuata segue tutto il confine urbano e si incunea nel tessuto insediativo lungo le aste fluviali raccordandosi con la fascia dell’Arno, a Quattro Strade, trattandosi di un centro collinare circondato dalla campagna, assume dei contorni più sfumati. La fascia è frutto di un pro-

Le regole e il progetto  

Territori - 21 -