__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

Torben Grodal Immagini-corpo Cinema,natura,emozioni Prefazione di Ruggero Eugeni


PANDORA COMUNICAZIONE CINEMA 2

Direzione di Michele Guerra Comitato di direzione Roberto Campari, Hannah Chapelle Wojciehowski, Nicola Dusi, Michele Fadda, Vittorio Gallese, Leonardo Gandini

PANDORA

COMUNICAZIONE

grodal c_1.indd 1

28/11/14 13:01


Coordinamento editoriale Leandro del Giudice Traduzione Kevin McManus Edizione italiana a cura di Michele Guerra Progetto grafico Anna Bartoli In copertina La città incantata © Studio Ghibli Titolo originale dell’opera Embodied Visions,© 2009, Oxford University Press

ISBN 978-88-8103-825-1 © 2014 Diaroads srl - Edizioni Diabasis vicolo del Vescovado, 12 - 43121 Parma Italia telefono 0039.0521.207547 – e-mail: info@diabasis.it www.diabasis.it

grodal c_1.indd 2

28/11/14 13:01


Torben Grodal

Immagini-corpo Cinema, natura, emozioni

Prefazione di Ruggero Eugeni

grodal c_1.indd 3

28/11/14 13:01


grodal c_1.indd 4

28/11/14 13:01


Indice

p.

6 7

Brains go to the movies di Ruggero Eugeni Ringraziamenti Introduzione all’edizione italiana di Torben Grodal

15

Introduzione: Evoluzione, biologia, cultura e cinema

i

39 Prima Parte: Film, cultura ed evoluzione 41 Universalismo, differenze culturali e film per l’infanzia 81 Amore e desiderio nel cinema 109 Le grida degli agnelli e l’avidità dei lupi: comportamenti morali ed evoluzione 133 I non-morti nel mondo dei vivi: fantasy e horror 163 Tristezza, melodramma e rituali di lutto 189 191 207 237 267 297 323 349

Seconda Parte Introduzione: Il flusso pecma: cervello, estetica, narrazione Storie per gli occhi, per le orecchie, per i muscoli Simulazione, personaggi, emozione Film d’autore. Transitorietà del corpo e permanenza dell’anima L’estetica soggettiva nel cinema L’esperienza del realismo negli audiovisivi Conclusioni: il flusso gene-cultura e il bioculturalismo

359 Appendice: L’arresto del flusso pecma nell’opera di Lars von Trier 389 Bibliografia 401 Indice dei nomi

grodal c_1.indd 5

28/11/14 13:01


grodal c_1.indd 6

28/11/14 13:01


7

Introduzione all’edizione italiana Torben Grodal

Il libro che state per leggere è il risultato di un lungo viaggio intellettuale che è cominciato negli anni Sessanta all’Università di Copenaghen. A quel tempo ero un giovane studente di letteratura comparata ed esistevano due tipi di approccio alle materie umanistiche: uno storico, che studiava appunto la storia di generi e autori dall’antica Grecia in avanti, e uno analitico, che utilizzava gli strumenti della nuova critica anglosassone e che veniva detto anche «close reading», ossia interpretazione e ancora interpretazione. Tutt’a un tratto, un piccolo gruppo di studenti vide la luce e fu precisamente quando uno dei nostri insegnanti ci introdusse allo strutturalismo francese: Greimas, Todorov, Genette, Barthes, Metz e il semiologo italiano Umberto Eco. Avvertimmo come il senso di una vera scienza, ora potevamo usare teorie e modelli esattamente come facevano gli scienziati e presto avremmo invitato i maggiori semiologi a Copenaghen e scritto articoli sui modelli narrativi e le strutture semantiche. I nostri testi sacri erano i saggi che venivano pubblicati sulla rivista francese «Communications», il cui solo titolo già sapeva di modernità. Non eravamo più i sommi sacerdoti dell’Arte, come i nostri vecchi maestri, ma giovani scienziati che studiavano la comunicazione. Eravamo in possesso di modelli che erano universalmente validi sia che si trattasse di un testo antico o di uno moderno, di un testo orientale o di uno europeo: noi avevamo gli strumenti e molti di noi cominciarono ad occuparsi di cultura popolare e dei media. C’era certamente un problema con queste teorie strutturaliste fondate sul linguaggio e questo problema consisteva nel fatto che esse mancassero sostanzialmente di un approccio psicologico che potesse spiegare in che modo i testi passavano per la mente umana e che potesse fornire allo studio delle forme della finzione una dimensione psicologica. Per questo motivo, ricorrevamo alle teorie di Freud come aggiunta allo strutturalismo, dal momento che la psicologia comportamentale, che allora era dominante, offriva scarso aiuto nella comprensione della letteratura. Tuttavia, gli anni d’oro dello strutturalismo stavano per finire. A partire dal 1968 e in avanti, tutte le università d’Europa erano in subbuglio e Copenaghen

grodal c_1.indd 7

28/11/14 13:01


8

Torben Grodal

non faceva eccezione. I dipartimenti di letteratura vennero occupati e in breve tempo tutte le decisioni furono prese da una commissione congiunta di studenti e docenti. Il clima era fortemente influenzato dalle idee socialiste e materialiste e all’inizio degli anni Settanta né lo strutturalismo né la fiction theory erano sulla cresta dell’onda; la cosa più importante, ora, era criticare l’«ideologia dominante». Ciò detto, a Copenaghen la gran parte di noi non seguì il decostruzionismo francese e la sua tendenza decisamente anti-scientifica; restammo invece attaccati ai modelli e alle idee dello strutturalismo, che erano perfetti per insegnare, e diventammo tutti professori associati in giovane età. Eppure, ciò su cui noi giovani professori di letteratura ci concentravamo ora, era lo studio di come la storia e le strutture sociali influenzassero la cultura e le forme del racconto. Mettemmo in piedi un grosso progetto: quarantasette professori da tutta la Danimarca avrebbero scritto una storia di mille anni di letteratura danese in otto volumi con un metodo che si potrebbe dire storico-materialista. Passai otto anni a studiare minuziosamente la storia e la cultura del diciannovesimo secolo, il progetto si dimostrava interessante e trovammo davvero interazioni tra la storia e la letteratura. Tuttavia, il progetto mi dimostrò anche, in maniera piuttosto chiara, che c’era molto più universalismo in letteratura di quanto ne lasciasse intravedere un approccio interamente fondato sull’idea che la letteratura fosse una costruzione sociale che rifletteva le strutture sociali. Sia i temi che le forme narrative resistevano nel tempo e a contatto con strutture sociali molto diverse e, per di più, non c’era poi molto che fosse specificamente danese, eravamo piuttosto parte di una cultura europea e, per molti versi, di una cultura globale. Dopo aver finito di lavorare alla mia parte di questa storia, ebbi il tempo di riflettere sulla mia ricerca grazie ad un anno sabbatico che passai in California, all’Università di Berkeley. Decisi di tornare alla teoria e decisi inoltre di dedicarmi alla fiction nel suo senso più esteso e gradualmente cominciai a orientarmi sul cinema. Devo dire che il mio ritorno alla teoria non fu probabilmente del tutto staccato dal fatto di ritrovarmi invischiato nel mondo sociale in cui si muoveva mia moglie, una professoressa di matematica economica i cui amici erano teorici estremamente brillanti; per me, umanista, fu illuminante il confronto con i loro acuti e logici argomenti teorici. Così tornai alla teoria e siccome il cinema è un medium molto più diretto della letteratura, dal momento che si rifà, a vari livelli, al modo in cui interagiamo con il mondo reale attraverso la vista e l’udito, iniziai di nuovo a riflettere sulla psicologia, in parte sulla base dei lavori di Freud e in parte sulla base di alcuni li-

grodal c_1.indd 8

28/11/14 13:01


Immagini-corpo

9

bri di psicologia che mi ero comperato e che andavano per la maggiore. Un punto di partenza decisivo era stato per me la teoria di Greimas, che si concentrava sulla narrativa tradizionale vedendola come una lunga serie di azioni compiute da un personaggio, un’idea che mi spinse a concentrarmi sulle forme narrative visuali e sull’esperienza filmica intendendole come un flusso che andava dalla percezione all’azione. Ad esempio: vedo un leone (il che fa scaturire emozioni legate all’inquietudine); ne prendo coscienza (forse dovrei scappare, attaccare, o cos’altro); eseguo un’azione motoria (scappo). Questo fu l’inizio del mio interesse per l’approccio incorporato alle forme di finzione, per l’embodiedness, in cui il cervello, come responsabile del comportamento del corpo nello spazio, è al centro dell’analisi. Molte teorie narrative sono incentrate sulla percezione e sulla cognizione, ma per me la cosa importante era concentrarmi sul cervello e sul suo essere legato al corpo e così fortemente all’azione. In questo modo presero forma i primi abbozzi di quello che sarebbe diventato il «modello del flusso pecma», fondato sulla continua interazione tra percezione, emozione, cognizione e azione e che ho descritto nell’Introduzione alla seconda parte di questo libro. Agli inizi del 1988, mostrai il mio modello al «grande saggio» della teoria del cinema, Christian Metz, il quale dopo alcuni commenti positivi aggiunse: «ma non hai bisogno di dar conto del ruolo degli ormoni per spiegare l’esperienza filmica», un commento che trovai curioso per una persona che era stato così tanto preso nella psicoanalisi. Nonostante ciò, questo piccolo rilievo rappresentò per me e per la mia vita un nuovo punto di svolta, perché improvvisamente mi spinse a studiare le neuroscienze. In quegli anni il dipartimento di psicologia e la sua biblioteca si trovavano nello stesso edificio del dipartimento di cinema e media, cui ora appartenevo, e così iniziai a leggere di psicologia e neuroscienze e divenne presto una vera ossessione. Il mio interesse per la psicologia aveva trovato motivazioni anche in certe esperienze che erano state tipiche dei primi anni Sessanta. L’uso di droghe era stato parte della nuova cultura giovanile e chi faceva uso di questi stupefacenti – come ad esempio l’lsd – si ritrovava con il cervello completamente riprogrammato, era vittima di allucinazioni, diventava paranoico o aveva esperienze extra-corporee. Furono molti gli hippy che giunsero alla conclusione che esistessero verità spirituali più elevate. La mia idea era diversa: gli eventi psicologici si basano sulle strutture fisiche del cervello che possono essere fortemente influenzate da cambiamenti fisici tra cui rientra anche l’uso di droghe. Così, quando oltre la metà degli anni Ottanta cominciai le mie letture intensive di neuropsicologia, fu una

grodal c_1.indd 9

28/11/14 13:01


10

Torben Grodal

rivelazione scoprire in quali modi il cervello forma la nostra esperienza. Il tempismo del mio rinnovato interesse per la psicologia fu perfetto: la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta sono stati infatti il periodo della rinascita delle scienze psicologiche. Gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta erano stati dominati dalla prima generazione di cognitivisti che era soprattutto ispirata dal computer. La psicologia era ancora intesa come disincorporata e il cervello era visto come una sorta di computer che produce algoritmi. Ma il quadro cominciò a cambiare dagli anni Ottanta in avanti: ora sulla breccia c’erano le neuroscienze, ossia lo studio del cervello fisico e delle sue attività. Il cervello non era più una sorta di computer, ma una complessa realtà fisica del tutto integrata al corpo. Questo approccio incorporato significò anche il ritorno trionfale delle emozioni alla psicologia. Per decenni solo la psicoanalisi si era occupata di emozioni, ma ora diversi psicologi e neuroscienziati cominciavano a descrivere il ruolo delle emozioni nel nostro cervello incorporato. Studiosi come Frijda, Damasio e Ledoux riportarono il tema delle emozioni sull’agenda della ricerca e più tardi Panksepp ci fornì una profonda descrizione teorica delle emozioni umane e della loro storia evolutiva, in uno studio che per me fu decisivo. Parallelamente a questo sviluppo psicologico, linguisti come Lakoff e Johnson andavano rivoluzionando la comprensione del linguaggio con i loro studi sulle metafore. La novità capitale stava nel fatto che le basi per la comprensione del mondo si ritrovavano nella nostra relazione embodied con esso, vale a dire nel modo in cui noi vediamo e udiamo nel mondo al fine di poterci muovere ed agire. Anche le idee astratte sono sviluppate sulla base di proiezioni metaforiche che si rifanno ad azioni incorporate come l’afferrare un concetto o il combattere i problemi. Ci fu poi un terzo ambito che ebbe effetti sulle mie riflessioni di quegli anni e cioè la ripresa dell’evoluzionismo come chiave per capire il comportamento e le emozioni umane. Era interessante scoprire come questi aspetti fossero legati ai nostri antenati animali e come alcune tra le più raffinate delle nostre capacità mentali fossero da mettere in relazione con certune forme adattative dei nostri progenitori e alla vita dei gruppi di cacciatori-raccoglitori. La volontà di capire la grande catena della vita e come gli umani si erano sviluppati a partire da forme di vita più bassa, poteva senz’altro essere ricondotta agli anni della mia prima infanzia, vissuti in una fattoria isolata circondato da molti animali, oltre che da un padre, una madre, una sorella e un fratello. In virtù di questo stretto e antico legame con gli animali, fu di molta soddisfazione il capire le nostre relazioni con altri esseri viventi. Tuttavia, lo studio dei nostri aspetti animali non mi portò mai

grodal c_1.indd 10

28/11/14 13:01


Immagini-corpo

11

verso un riduzionismo del tipo siamo solo animali e non spirito, come pensano gli spiritualisti, ma mi portò piuttosto un caloroso sentimento che gli esseri umani sono in stretta relazione con la natura e il mondo animale. L’evoluzionismo porta con sé un senso di relazionalità ecologica. Sei anni di intensa ricerca in psicologia e teoria e analisi del film portarono alla mia dissertazione sul tema Cognition, Emotion, and Visual Fiction, che proponeva un approccio neuropsicologico allo studio dei generi. Mi ero concentrato su come le emozioni e le nostre capacità cognitive potessero dar conto della fascinazione provocata dai grandi generi e su come la manipolazione della nostra relazione mentale con essi potesse portare ad esperienze soggettive e liriche che si realizzavano se il flusso percezione-emozione-azione veniva bloccato o impedito. Il mio studio, poi, analizzava i diversi modi in cui gli spettatori si relazionano con i personaggi, da forme empatiche di simulazione a forme di osservazione a distanza, com’è il caso di opere metalinguistiche o di certe commedie. Decisi allora di riscrivere la mia dissertazione per poterla pubblicare a livello internazionale e dopo circa tre anni, nel 1997, la pubblicò Oxford University Press con il titolo Moving Pictures: A New Theory of Film Genres, Feelings, and Cognition. Avevo cominciato la mia ricerca sulle relazioni tra cinema e neuroscienze abbastanza in solitudine, ma nell’anno d’uscita di Moving Pictures un gruppo di studiosi di cinema interessati alla psicologia cognitiva applicata al film si riunì per la prima volta e diede presto vita alla Society for Cognitive Studies of the Moving Image (scsmi), i cui convegni – un tempo biennali e poi annuali – costituiscono oggi un luogo di riferimento per questo genere di studi. Moving Pictures conteneva considerazioni di natura evoluzionistica, ma il suo obiettivo principale era quello di offrire spiegazioni di tipo psicologico. Negli anni che seguirono quel libro, però, la comprensione delle relazioni tra biologia e cultura diveniva sempre più importante nella mia ricerca. La tendenza dominante nelle scienze umane era ancora quella costruttivista: il nostro cervello era considerato una tabula rasa pronta dalla nascita per essere modellata dalla cultura. Ma le mie esperienze di storico della cultura mi avevano convinto che esistevano patterns narrativi e formali universali nella fiction, anche se per molti altri versi potevano esserci tratti tipici di una determinata cultura o addirittura di un individuo. Fui dunque spinto a studiare se fosse possibile capire come e se la nostra biologia e la nostra storia evolutiva fossero in grado di creare degli schemi mentali e delle emozioni che si adattassero a certe forme di finzione più che ad altre. Gli artisti, chi fa fiction, divenivano allora parte di un grosso esperimento sulla selezione

grodal c_1.indd 11

28/11/14 13:01


12

Torben Grodal

naturale e la sopravvivenza del più adatto: quelle forme finzionali che hanno un impatto sul nostro patrimonio biologico avranno successo e saranno copiate e ripetute, mentre quelle il cui appeal è inferiore avranno vita più breve e non saranno ripetute. I bambini, per esempio, sono fortemente dipendenti da chi si prende cura di loro come il papà e la mamma e dunque le storie di maggior successo per i bambini dovranno avere a che fare con questo genere di legami e con la minaccia di perderli, come vediamo bene nel grande successo mondiale dei film americani per bambini. I bambini, poi, sono anche degli esploratori e di nuovo vedremo come questa caratteristica sia ricercata nei racconti e nei film per ragazzi. I film, però, riflettono anche una determinata cultura: nei western i cattivi erano quasi sempre gli indiani o i messicani, mentre gli eroi i bianchi di origine anglosassone. Dunque, gli schemi narrativi del conflitto, dei legami parentali e amorosi riflettono patterns universali che sono presupposti dalla nostra natura, mentre gli oggetti specifici del conflitto o le descrizioni del bene e del male sono offerti e modellati dalla cultura. Per fare film di successo occorrono abilità e competenze che si sono sviluppate in millenni di esperimenti narrativi volti alla ricerca di formule e temi che avessero un forte impatto sulla nostra natura. Ho cominciato allora a scrivere un nuovo libro – quello che avete tra le mani – che da una parte discutesse i temi legati all’universalità, alla biologia e alla natura in rapporto alla cultura, e dall’altra sviluppasse ulteriormente i problemi teorici di estetica del film visti attraverso la lente della neuropsicologia. Con questo libro ho dato al modello del flusso pecma la sua forma definitiva e devo dire che una fonte di ispirazione importante mi è venuta da certi lavori sul videogioco, che hanno aggiunto una nuova dimensione alla comprensione del ruolo dello spettatore e al tema dell’embodiedness. Nei videogiochi tutto è votato ad una sorta di «controllo muscolare» del mondo: chi gioca ai più famosi «first person shooter games» – i cosiddetti giochi sparatutto – tenta di continuo di avere un controllo diretto sul mondo diegetico del gioco attraverso l’interfaccia. Nei film e in altre forme narrative la forma di controllo è diversa, noi possiamo al massimo simulare le azioni di un personaggio che viaggia, spara, fa l’amore o quant’altro. Nei film più lirici e nei cosiddetti film d’autore spesso non c’è uno sbocco, uno sfogo per le azioni: le percezioni, i sentimenti e le associazioni non vengono liberate, rimangono come bloccate e possono quindi generare esperienze che ho definito «sature» e che ci danno l’impressione che il mondo rappresentato sia colmo di significato, per quanto tale sentimento non sia molto preciso, né facile da descrivere. Il modello del flusso pecma può servire a dar conto di queste forme di relazione.

grodal c_1.indd 12

28/11/14 13:01


Immagini-corpo

13

Dopo aver finito Immagini-corpo ho continuato a lavorare sulla particolare pregnanza di significato di cui leggevo negli studi neuroscientifici sul funzionamento dopaminergico del cosiddetto seeking system (sistema di ricerca). La dopamina è un neurotrasmettitore tra le cui funzioni vi è quella di aumentare la concentrazione, specialmente la concentrazione verso piaceri futuri, tant’è che si potrebbe anche definire «il neurotrasmettitore del desiderio», che ci spinge a forme di ricerca sia motorie che cognitive. L’opposto della dopamina sono gli oppioidi che non ci spingono alla ricerca, ma al rilassamento. Una forma narrativa indicativa di un sistema di ricerca dopaminergico è il classico poliziesco, dove ogni cosa diventa indizio saliente che potrebbe portare alla rivelazione di qualche mistero (e così ho pubblicato diversi articoli su dopamina e poliziesco)1. Il poliziesco è uno dei più importanti generi d’intrattenimento di massa e pertanto la comprensione dei meccanismi che alimentano il desiderio di risolvere misteri e sbrogliare intrighi rappresenta una stimolante impresa per la ricerca. Ma perfino i film d’autore si basano largamente sulla continua attivazione di sistemi di ricerca dopaminergici per svelare misteri, seppure in modo diverso dai film mainstream. Questi ultimi funzionano secondo il modello del flusso pecma: vedo, sento, percepisco, penso e infine agisco, secondo una successione che porta al piacere; i primi, invece, arrestano il flusso così che gli spettatori si trovano preda di un desiderio percettivo e cognitivo di significati profondi che non possono essere del tutto afferrati. In seguito ho lavorato sul comico e pubblicato l’articolo A General Theory of Comic Entertainment2. La reazione comica è una variante curiosa del flusso pecma. Il normale stato di arousal, di eccitazione, porta a compiere azioni che possono condurre a cambiamenti tali per cui l’eccitazione si estingue, come nel flusso dettato dalla paura: vedo un pericolo, mi agito, evito il pericolo, mi rilasso e provo piacere. In questo caso l’eccitazione ha effetto su quei muscoli delle braccia e delle gambe che regolano il controllo del corpo rispetto al mondo e alla situazione in cui ci troviamo. La reazione comica, però, è diversa. Anch’essa di basa sull’eccitazione: se una persona, ad esempio, scivola su una buccia di banana, noi ci eccitiamo, ma non simuliamo pienamente queste esperienze negative, i muscoli di braccia e gambe si rilassano e la nostra agitazione rifluisce verso il centro del nostro corpo, attorno ai polmoni, e produce la risata. Modifichiamo il nostro corpo, non il mondo. L’intrattenimento comico è estremamente sociale, c’è bisogno di un pubblico vero o virtuale che accetti di ridere anche di fronte a situazioni molto dolorose come gravi incidenti o fallimenti. Ciò mi ha spinto a scrivere di come l’esperien-

grodal c_1.indd 13

28/11/14 13:01


14

Torben Grodal

za filmica si basi sulla percezione, esplicita o implicita nello spettatore, di tale esperienza come evento sociale, sia che si tratti di ridere delle disgrazie della vita in una commedia, di piangerne in un melodramma, o di venire contagiati dalla felicità in un musical. Al di là delle forme di simulazione che mettiamo in atto rispetto alle azioni e alle passioni degli agenti narrativi, il consumo di storie e spettacoli rappresenta anche un rituale sociale che porta la gente a condividere le proprie esperienze. Molti studiosi nel campo della psicologia evoluzionista (ad esempio Robert Boyd e Peter Richerson) si sono recentemente occupati del fatto che gli esseri umani siano ultra-sociali e un aspetto di questa nostra ultra-socialità si annida in quello che potremmo definire il suo lato oscuro: il tribalismo. Noi formiamo legami forti dentro il nostro gruppo, la nostra tribù, la nostra nazione e così via, a costo di vedere tutti coloro che non appartengono a queste formazioni tribali come esseri «inumani». Ho analizzato questo profondo tribalismo in relazione alla trilogia di Il Signore degli Anelli 3. Questi ultimi venticinque anni hanno rivoluzionato la nostra conoscenza del sistema cervello-corpo e ciò è stato in parte dovuto allo strepitoso sviluppo delle tecniche di brain imaging e in parte all’enorme crescita della nostra conoscenza dell’evoluzione del cervello. Dal momento che i film possiedono gli strumenti più potenti per simulare l’esperienza umana, lo studio del cinema ha bisogno di indagini psicologiche e neuropsicologiche che ci spieghino l’impatto che i film hanno sul nostro sistema cervello-corpo. Analogamente, c’è bisogno di una spiegazione evoluzionistica del perché temi quali il nascondimento, il pedinamento, l’osservazione, la fuga, la lotta, o il ritrovarsi in trappola abbiano un ruolo così decisivo nei film di finzione, nonostante il fatto che tali temi e attività fossero più utili ai nostri progenitori cacciatori-raccoglitori che a noi abitanti delle moderne metropoli. Mi auguro che Immagini-corpo possa costituire un’utile introduzione a questo nuovo modo di affrontare e studiare le relazioni tra natura e cultura. Note 1. T. Grodal, High on Crime Fiction and Detection, «Projections», Vol. 4, Issue 2, 2010, pp. 64-85; T. Grodal, Crime Fiction and Moral Emotions: How Context Lures the Moral Attitudes of Viewers and Readers, «Northern Lights», Vol. 9, 2011, pp. 143-157. 2. T. Nannicelli, P. Taberham (eds.), Cognitive Media Theory, Routledge, London, 2014, pp. 177-195. 3. T. Grodal, Tapping into Our Tribal Heritage: The Lord of the Rings and Brain Evolution, in I. Christie (ed.), Audiences: Defining and Researching Screen Entertainment Reception, Amsterdam University Press, Amsterdam 2012, pp. 128-142.

grodal c_1.indd 14

28/11/14 13:01


Bibliografia

Candance Alcorta and Richard Sosis, 2005, Ritual, “Emotion, and Sacred Symbols. The Evolution of Religion as an Adaptive Complex, «Human Nature» Vol. 16, No.4, Winter, pp. 323-359. Altman Rick, 2004, Film/Genere, Milano, Vita & Pensiero. Anderson Joseph D., 1996, The Reality of Illusion: An Ecological Approach to Cognitive Film Theory, Carbondale, Southern Illinois University Press. Anderson Joseph and Barbara Anderson, 2005, Motion Picture Theory: Ecological Considerations, Carbondale, Southern Illinois University Press. Arnheim Rudolf, 1960, Film come arte, Milano, il Saggiatore. Arnheim Rudolf, 1962, Arte e percezione visiva, Milano, Feltrinelli. Atran Scott, 1994, Core Domains versus Scientific Theories: Evidence from Systematics and Itza-Maya Folkbiology, in Mapping the Mind . Domain Specificity, in Cognition and Culture, eds. Lawrence Hirschfeld and Susan Gelman, pp. 316-340, Cambridge, Cambridge University Press. Atran Scott, 2002, In Gods We Trust. The Evolutionary Landscape of Religion, Oxford, Oxford University Press. Auerbach Eric, 1956, Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale, Torino, Einaudi. Aunger Robert, 2000 ed., Darwinizing Culture. The Status of Memetics as a Science, New York, Oxford University Press. Baars Bernard J., 1988, A Cognitive Theory of Consciousness. Cambridge, Cambridge University Press. Balázs Bela, 1952, Il film: evoluzione ed essenza di un’arte nuova, Torino, Einaudi. Bandura Albert, 1994, Social Cognitive Theory of Mass Communication, in Media Effects. Advances in Theory and Research, ed. Jennings Bryant and Dolf Zillmann, pp. 61-90, Hillsdale, New Jersey, Lawrence Erlbaum Associates. Barkow Jerome. H., Leda Cosmides and John Tooby, 1992 eds., The Adapted Mind: Evolutionary Psychology and the Generation of Culture, New York, Oxford University Press. Baron-Cohen Simon, 1997, L’autismo e la lettura della mente, Roma, Astrolabio. Baron-Cohen Simon, 2003, The Essential Difference. Men, Women and the Extreme Male Brain, London, Allan Lane/Penguin. Baron-Cohen Simon and John E. Harrison, 1997 eds., Synaesthesia. Cambridge, Blackwell. Barrett Justin, 2004, Why Would Anyone Believe in God?, Walnut Creek, Altamira. Barrett Louise, Robert Dunbar e John Lycett, 2012, L’evoluzione del cervello sociale, Torino, Espress. Barsalou Lawrence W., 1999, Perceptual Symbol Systems, «Behavioral and Brain Sciences», pp. 577-660. Bartels Andreas, and Semir Zeki, 2004, The Neural Correlates of Maternal and Romantic Love, «Neuroimage», 21, no. 3, pp. 1156-1166.

Grodal_2parte.indd 389

28/11/14 12:39


390

Torben Grodal

Barthes Roland, 1969, Introduzione all’analisi strutturale dei racconti, in L’analisi del racconto, Milano, Bompiani, pp. 5-46. Barthes Roland, 1973, S/Z, Torino, Einaudi. Bazin André, 1973, Che cosa è il cinema?, Milano, Garzanti. Beardsley Monroe C., 1958, Aesthetics. Problems in the Philosophy of Criticism New York, Harcourt, Brace. Benjamin Walter, 1966, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Torino, Einaudi. Berlyne Daniel E., 1971, Aesthetics and Psychobiology, New York, Appleton-Century-Crofts. Björklund David, and Anthony Pellegrini, 2002, The Origins of Human Nature. Evolutionary Developmental Psychology, Washington, American Psychological Association. Blackmore Susan, 1999, The Meme Machine Oxford, Oxford University Press. Bloch Maurice, 2005, Da cacciatore a preda: la politica dell’esperienza religiosa, Milano, Raffaello Cortina. Bordewijk Jan. L. and Ben van Kaam, 1986, Towards a new classification of TeleInformation Services, «Inter-Media», vol. 14,1,pp.16-21. Bordwell David, 1986, Narration in the Fiction Film, London, Methuen. Bordwell David, 1989a, A Case for Cognitivism, «Iris», 9, pp.11-40. Bordwell David, 1989b, Making Meaning. Cambridge, Harward University Press. Bordwell David, 1996a, Contemporary Film Studies and the Vicissitudes of Grand Theory, in David Bordwell and Noël Carroll eds., Post-Theory, Madison, University of Wisconsin Press, pp. 3-36. Bordwell David, 1996b, Convention, Construction and Cinematic Vision, in David Bordwell and Noël Carroll eds. Post-Theory, Madison: University of Wisconsin Press, pp. 87-107. Bordwell David, 1998, On the History of Film Style, Cambridge, Harvard University Press. Bordwell David, 2002, Film Futures, «Substance», Issue 97 (vol. 31, nr 1), pp. 88-104. Bordwell David, Janet Staiger and Kristin Thompson, 1988, The Classical Hollywood Cinema. Film Style & Mode of Production to 1960, London, Routledge. Bordwell David, Kristin Thompson, 2003, Cinema come arte: teoria e prassi del film, Milano, Il Castoro. Bourdieu Pierre, 2001, La distinzione. Critica sociale del gusto, Bologna, il Mulino. Bowlby John, 1976, L’attaccamento alla madre, in Attaccamento e perdita, Torino, Bollati Boringhieri. Bowlby John, 1983, La perdita della madre, in Attaccamento e perdita, Torino, Bollati Boringhieri. Boyd Robert and Peter Richerson, 1998, The Evolution of Human Ultrasociality, in Indoctrinability, Ideology and Warfare, eds., Irenäus Eibl-Eibesfeldt and Frank Kemp Salter: pp. 71-93. New York, Berghahn Books. Boyer Pascal, 1999, Cognitive Tracks of Cultural Inheritance. How Evolved Intuitive Ontology Governs Cultural Transmission, «American Anthropologist», 100 (4), pp. 876-899. Boyer Pascal, 2001, Religion Explained. The Human Instincts that Fashion Gods, Spirits and Ancestors, London, William Hennemann. Boyer Pascal, 2007, Specialized Inference Engines as Precursors of Creative Imagination?, «Proceedings of the British Academy», 147, pp. 239-258. Boyer Pascal and Pierre Liénard, 2006, Why Ritualized Behaviour? Precaution Systems and Action Parsing, in Developmental, Pathological and Cultural Rituals, «Behavioral and Brain Sciences», 29, pp. 1-56.

Grodal_2parte.indd 390

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

391

Branigan Edward, 1984, Point of View in the Cinema, Berlin, Mouton. Branigan Edward, 1992, Narrative Comprehension and Film, London, Routledge. Bråten Stein, 2002, Altercentric Perception by Infants and Adults in Dialogue, in Mirror Neurons and the Evolution of Brain and Language, eds. Maxim Stamenov and Vittorio Gallese, pp. 273-294, Amsterdam/Philadelphia, John Benjamins. Bremond Claude, 1964, Le Message Narrative, «Communications», 4, pp. 4-32. Brockman John, 1995, The Third Culture, New York, Touchstone. Brown Donald E., 1991, Human Universals, New York, McGraw-Hill. Brown Steven, 2000, Evolutionary Models of Music: From Sexual Selection to Group Selection, «Perspectives in Ethology», 13: Behavior, Evolution and Culture, eds. François Tonneau and Nicolas. S. Thompson, pp. 231-281, New York, Plenum Publishers. Browne Nicholas, 1982, The Rhetoric of Filmic Narration, Ann Arbor, Michigan,UMI Research Press. Bruce Vicky, 1988, Recognizing Faces, Hillsdale, New Jersey, Lawrence Erlbaum. Bundesen Klaus, Thomas Habekost and Søren Kyllingsbæk, 2005, A Neural Theory of Visual Attention: Bridging Cognition and Neurophysiology, «Psychological Review», Vol. 112 no.2, pp. 291-328. Burgoon Judee, David B. Buller and Gill W. Woodall, 1989, Nonverbal Communication: The Unspoken Dialogue, New York, Harper & Row. Buss David M., 1995, L’evoluzione del desiderio: comportamenti sessuali e strategie di coppia, Roma-Bari, Laterza. Buss David M., 2012, Psicologia evoluzionistica, Torino, Pearson. Caillois Roger, 1981, I giochi e gli uomini: la maschera e la vertigine, Milano, Bompiani. Campbell Anne, 2002, A Mind of Her Own, Oxford, Oxford University Press. Carey Susan and Elisabeth Spelke, 1994, Domain-specific Knowledge and Conceptual Change, in Mapping the Mind. Domain Specificity in Cognition and Culture, eds. Lawrence Hirschfeld and Susan Gelman, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 168-200. Carroll Joseph, 2008, An Evolutionary Paradigm for Literary Study, «Style», 42(2-3), pp. 103-135. Carroll Noël, 1988, Mystifying Movies. Fads and Fallacies in Contemporary Film Theory, New York, Columbia University Press. Carroll Noël, 1990, The Philosophy of Horror or Paradoxes of the Heart, New York, Routledge. Carroll Noël, 1996a, The Paradox of Suspense, in Suspense. Conceptualizations, Theoretical Analyses, and Empirical Explorations, eds. Peter Vorderer, Hans J. Wullf, Mike Friedrichsen, pp. 71-91, Mahwah, New Jersey, Lawrence Erlbaum. Carroll Noël, 1996b, Theorizing the Moving Image, Cambridge, Cambridge University Press. Carroll Noël, 1998, A Philosophy of Mass Art, Oxford, Clarendon/Oxford University Press. Cawelti John D., 1976, Adventure, Mystery and Romance, Chicago, Chicago Univeristy Press. Chatman Seymour, 1981, Storia e discorso: la struttura narrativa nel romanzo e nel film, Parma, Pratiche. Churchland Patricia, 2002, Brain-Wise. Studies in Neurophilosophy, Cambridge, MIT Press. Clover Carol, 1992, Men, Women and Chain Saws, London, BFI. Cooper David, 1995, A Companion to Aesthetics, Oxford, Blackwell. Corballis Michael C., 1991, The Lopsided Ape. Evolution of the Generative Mind, New York, Oxford University Press.

Grodal_2parte.indd 391

28/11/14 12:39


392

Torben Grodal

Cosmides Leda, Tooby John, 1997, Evolutionary Psychology: A Primer, http://www. psych.ucsb.edu/research/cep/primer.html, January. Cosmides Leda, Tooby John, 2000, Consider the Source. The Evolution of Adaptations for Decoupling and Metarepresentation, in Metarepresentations: A Multidisciplinary Perspective, ed. Dan Sperber, pp. 53-115, New York, Oxford University Press. Crick Francis and Christof Koch, 1993, The problem of Consciousness, in Mind and Brain. Readings from Scientific American, pp. 125-136, New York, W. H. Freeman. Csikszentmihalyi Mihaly, 1990, Flow. The Psychology of Optimal Experience, New York, Harper and Row. Currie Gregory, 1995, Image and Mind. Film, Philosophy and Cognitive Science, Cambridge, Cambridge University Press. Damasio Antonio, 1995, L’errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano, Milano, Adelphi. Damasio Antonio, 2000, Emozione e coscienza, Milano, Adelphi. Damasio Antonio, 2003, Alla ricerca di Spinoza: emozioni, sentimenti e cervello, Milano, Adelphi. Damasio Antonio and Hannah Damasio, 1993, Brain and Language, in Mind and Brain. Readings from Scientific American, pp. 54-65, New York, W. H. Freeman and Co. Darley John M., and Daniel C. Batson, 1973, From Jerusalem to Jericho: A study of Situational and Dispositional Variables, in Helping Behavior, «Journal of Personality and Social Psychology», 27, pp. 100-108. Dawkins Richard, 1992, Il gene egoista, Milano, Mondadori. Deleuze Gilles, 1989, Cinema 2: l’immagine-tempo, Milano, Ubulibri. Dennett Daniel, 2004, L’idea pericolosa di Darwin. L’evoluzione e I significati della vita, Torino, Bollati Boringhieri. Dennett Daniel, 2009, Coscienza: che cosa è, Roma-Bari, Laterza. Derrida Jacques, 1994, Spettri di Marx, Milano, Raffaello Cortina. Diamond Jared, Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni, 1997, Torino, Einaudi. Di Maggio Paul, 1997, Culture and Cognition, «Annual Revue of Sociology», 23, pp. 263-267. Dissanayake Ellen, 1995, Homo Aestheticus. Where Art Comes From and Why, Seattle, University of Washington Press. Dissanayake Ellen, 2000, Art and Intimacy. How the Arts Began, Seattle, University of Washington Press. Doane Mary Ann, 2002, The Emergence of Cinematic Time. Modernity, Contingency, the Archive, Cambridge, Harvard University Press. Dunbar Robin, 1998, Dalla nascita del linguaggio alla babele delle lingue, Milano, Longanesi. Ebert Roger, The Silence of the Lambs, «Chicago Sun-Times» 02/14/1991. Eco Umberto, 1970, Sémiologie des messages visuels, «Communications», 15, pp.11-51. Edelman Gerald e Giulio Tononi, 2000, Un universo di coscienza: come al materia diventa immaginazione, Torino, Einaudi. Eibl-Eibesfeldt, Irenäus, Etologia della guerra, 1983, Torino, Bollati Boringhieri. Eibl-Eibesfeldt Irenäus, 1993, Etologia umana, Torino, Bollati Boringhieri. Ejzenštejn Sergej M., 1986, La forma cinematografica, Torino, Einaudi. Ekman Paul e Wallace V. Friesen, 2007, Giù la maschera: come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso, Firenze-Milano, Giunti.

Grodal_2parte.indd 392

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

393

Elsaesser Thomas, 1989, New German Cinema. A History, New Brunswick, New Jersey, Rutgers University Press. Ewen Robert B., 1993, An Introduction to Theories of Personality, Hove, Engl., «Psychology Press». Fauconnier Gilles and Mark Turner, 2002, The Way We Think. Conceptual Blending and the Mind, New York, Basic Books. Field Syd, 1994, Screenplay, New York, Dell. Fisher Helen, 1993, Anatomia dell’amore : storia naturale della monogamia, dell’adulterio e del divorzio, Milano, Longanesi. Fisher Helen, 2005, Perché amiamo: essenza e chimica dell’innamoramento, Milano, Corbaccio. Fiske Susan T, e Shelley E. Taylor, 2009, Cognizione sociale: dal cervello alla cultura, Milano, Apogeo. Fonagy Peter, 2001, Attachment Theory and Psychoanalysis, New York, Other Press. Foucault Michel, 1967, Le parole e le cose, Milano, Rizzoli. Fox Robin, 2005, Male Bonding in Epics and Romances, in «The Literary Animal. Evolution and the Nature of Narrative», eds. Jonathan Gottschall and David S. Wilson, pp. 126144, Evanston, Northwestern University Press. Freeman Derek, 1983, Margaret Mead and Samoa: The Making and Unmaking of a Myth Cambridge, Harvard University Press. Frijda Nico, 1990, Emozioni, Bologna, il Mulino. Frijda Nico, 1988, The Laws of Emotion, American Psychologist, Vol. 43, No. 5, pp. 349-358. Gallagher Helen L. and Christopher D. Frith, 2003, Functional Imaging of ‘Theory of Mind, Trends, «Cognitive Sciences», Vol. 7, Issue 2, February, pp. 77-83. Gallagher Shaun, e Dan Zahavi, 2009, La mente fenomenologica: filosofia della mente e scienze cognitive, Milano, Raffaello Cortina. Gallese Vittorio, Mirror Neurons: From Grasping to Language, Paper presented at the conference Toward a Science of Consciousness, Tucson III, April 27-May 2, 1998. Gallese Vittorio and Maxim Stamenov, 2002, eds., Mirror Neurons and the Evolution of Brain and Language, Amsterdam, John Benjamins. Gardner Howard, 1993, Il bambino come artista: saggi sulla creatività e l’educazione, Milano, Anabasi. Gaut Berys, 1999, Identification and Emotion in Narrative Film, in eds. Carl Plantinga and Greg Smith, Passionate Views: Film, Cognition, and Emotion, pp. 200-216, Baltimore, Johns Hopkins. Geary David C., 2005, The Origin of Mind. Evolution of Brain, Cognition, and General Intelligence, Washington D. C., «American Psychological Association». Genétte Gerard, 1976, Figure 3: discorso del racconto, Torino, Einaudi. German Tim, Jeffrey L. Niehaus, Meghan P. Roarty, Barry Giesbrecht, and Michael B. Miller, Neural Correlates of Detecting Pretense: Automatic Engagement of the Intentional Stance under Covert Conditions, «Journal of Cognitive Neuroscience», 16,10, pp.1805-1817. Gerth Hans H. and Charles Wright Mills, 1958 eds, From Max Weber, New York, Galaxy. Gibson James J., 1999, Un approccio ecologico alla percezione visiva, Bologna, Il Mulino. Giddens Anthony, 1984, The Constitution of Society. Outline of the Theory of Structuration, Oxford, Polity Press.

Grodal_2parte.indd 393

28/11/14 12:39


394

Torben Grodal

Gilbert Daniel. T., Douglas S. Krull., and Patrick S. Malone, 1990, Unbelieving the Unbelievable: Some Problems in the Rejection of False Information, «Journal of Personality and Social Psychology», 59, pp. 601-613. Gilbert Paul, 2005, Evolution and Depression: Issues and Implications, «Psychological Medicine», 36, pp. 287-297. Goffmann Erving, 2001, Frame analysis: l’organizzazione dell’esperienza, Roma, Armando. Goldberg Alvin L., 2006, Simulating Minds. The Philosophy, Psychology, and Neuroscience of Mindreading, New York, Oxford University Press. Goldberg Elkhonon, 2004, L’anima del cervello: lobi frontali, mente e civiltà, Torino, UTET. Gombrich Ernst, 1968, Style, in «The International Encyclopedia of the Social Science», ed. David Sills, Vol. 15, pp. 352-361, New York, Free Press. Gregersen Andreas and Torben Grodal, 2008, Embodiment and Interface in Video Game Theory Reader II, eds. Mark. J. P. Wolf and Bernard Perron, London, Routledge. Greimas Julien A., 1969, La semantica strutturale: ricerca di metodo, Milano, Rizzoli. Grodal Torben, 1992, Romanticism, Postmodernism and Irrationalism, in Postmodernism and the Visual Media, eds. Eva Jørholt and Peter Schepelern, pp. 9-29, Copenhagen, Institut for Film og Medievidenskab. Grodal Torben, 1997, Moving Pictures. A New Theory of Film Genres, Feelings and Cognition, Oxford, Clarendon/ Oxford University Press. Grodal Torben, 1999, Intertextuality in a Cognitive Perspective in Sekvens 99: Intertextuality and Visual Media, eds. Ib Bondebjerg and Helle K.. Haastrup, pp. 47-63, Copenhagen, Department of Film and Media Studies, University of Copenhagen. Grodal Torben, 2000, Video Games and the Pleasures of Control, in Media Entertainment. The Psychology of its Appeal, eds. Dolf Zillmann and Peter Vorderer, pp. 197-213, Mahwah, New Jersey, Lawrence Erlbaum. Grodal Torben, 2003a, Stories for Eyes, Ears, and Muscles, in Video Game Theory Reader, eds. Mark. J. P. Wolf and Bernard Perron, pp. 129-156. London, Routledge. Grodal Torben, 2003b, Tales from the Crypt, http://www.filmint.nu/netonly/eng/debgrodal.htm Grodal Torben, 2004, Agency in Films, Filmmaking and Reception, in Visual Authorship. Creativity and Intentionality in Media, eds. Torben Grodal, Bente Larsen and Iben T. Laursen: 15-36, Copenhagen, Tusculanum. Grodal Torben, 2005, Film lighting and Mood, in Motion Picture Theory: Ecological Considerations, eds. Joseph Anderson and Barbara Anderson, pp. 152-163, Carbondale, Southern Illinois University Press, 2005. Grodal Torben, 2006, The Pecma flow: A General Model of Visual Aesthetics, «Film Studies», Issue 8 (Summer), pp. 1-11. Grodal Torben, 2007, Filmoplevelse. En indføring i audiovisuel teori og analyse, Copenhagen, Samfundslitteratur. Grodal Torben, 2009, Film aesthetics and the Embodied Brain, eds. Martin Skov and Oshin Vartanian, in Neuroaesthetics, New York, Baywood. Gunning Tom, 1994, An Aesthetic of Astonishment,in Viewing Positions, ed. Linda Williams, pp. 114-133, New Brunswick, New Jersey, Rutgers University Press. Gunter Barrie, 1994, The Question of Media Violence, in Media Effects: Advances in Theory and Research, eds. Jennings Bryant and Dolf Zillmann, pp. 163-212, Hillsdale, New Jersey, Lawrence Erlbaum.

Grodal_2parte.indd 394

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

395

Haidt Jonathan, 2001, The Emotional Dog and its Rational Tail: A Social Intuitionist Approach to Moral Judgment, «Psychological Review», 108, pp. 814-834. Harrison Neil A., Tania Singer, Pia Rotstein, Ray J. Dolan and Hugo D. Critchley, 2006, Pupillary Contagion: Central Mechanisms Engaged in Sadness Processing, «Social Cognitive and Affective Neuroscience», 1, pp. 5-17. Hasson Uri, Orit Furman, Dav Clark, Yadin Dudai and Lila Davachi, 2008, Enhanced Intersubjective Correlations During Movie Watching Correlate with Successful Episodic Encoding, «Neuron» 57, (Febr. 7), pp. 452-462. Hirschfeld Lawrence and Susan A. Gelman, 1994, eds, Mapping the Mind. Domain Specificity in Cognition and Culture, Cambridge, Cambridge University Press. Hjort Mette, 1993, The Strategy of Letters, Cambridge, Harvard University Press, 1993. Humphreys Glyn W. and Vicki Bruce 1989, Visual Cognition. Computational, Experimental and Neuropsychological Perspectives, Hove, Lawrence Erlbaum. Izard Carroll E., 1991, The Psychology of Emotions, New York, Springer. Jackendoff Ray, 1990, Coscienza e mente computazionale, Bologna, il Mulino. Jakobson Roman, 1966, Linguistica e poetica, in Saggi di linguistica generale, Milano, Feltrinelli. Jameson Fredric, 2007, Postmodernismo, Roma, Fazi. Johnson Mark,1987, The Body in the Mind. The Bodily Basis of Meaning, Imagination and Reason, Chicago, University of Chicago Press. Johnston Claire, 1988, Double Indemnity, in Women in Film Noir, ed. Ann Kaplan, pp. 89-98, London, British Film Institute. Jones Steve, Robert Martin, and David Philbeam, 1992, The Cambridge Encyclopedia of Human Evolution, Cambridge, Cambridge University Press. Jullier Laurent, 2002, Cinéma et Cognition, Paris, L’Harmattan. Katz Leonard D., 2000, ed., Evolutionary Origin of Morality, Thorverton, Imprint Academic. Keil Frank C., 1994, The Birth and Nurturance of Concepts by Domains: The Origins of Concepts of Living Things, in Mapping the Mind . Domain Specificity in Cognition and Culture, eds. Lawrence Hirschfeld and Susan A. Gelman, pp. 234-54, Cambridge, Cambridge University Press. Koepp Matthias J., Roger N. Gunn, Andrew D. Lawrence, Vin J. Cunningham, Alain Dagher, Therese Jones, David J. Brooks, Christopher J. Bench, Paul M. Gralsby, 1998, Evidence for Striatal Dopamine Release During a Video Game, «Nature», Vol. 393, pp. 266-268. Kohlberg Lawrence, 1984, Essays in Moral Development: Vol. 2. The Psychology of Moral Development, New York, Harper and Row. Kracauer Siegfried, 1962, Film: ritorno alla realtà fisica, Milano, il Saggiatore. Kramer Mette, 2004, The Mating Game in Hollywood Cinema - A Darwinian Approach, «The New Review of Film and Television Studies», volume 2, number 2, pp. 137-159. Kramer Mette, 2008, Romancing the Mind. Women, Emotion, Cognition, and Film, Unpublished Phd. Dissertation. Krebs Dennis L., 2005, The Evolution of Morality, in The Handbook of Evolutionary Psychology, eds., Donald Buss, pp. 747- 771, Hoboken, New Jersey, John Wiley. Krebs Dennis L. and Kathy Denton, 2005, Toward a More Pragmatic Approach to Morality: A Critical Evaluation of Kohlberg’s Model, «Psychological Review», Vol. 112, No. 3, pp. 629-649. KringelbachMortenL.andEdmundT.Rolls,2004,TheFunctionalNeuroanatomyoftheHumanOrbitofrontal Cortex: Evidence from Neuroimaging and Neuropsychology, «Progress in Neurobiology», 72 (5), pp. 341-372.

Grodal_2parte.indd 395

28/11/14 12:39


396

Torben Grodal

Kuper Adam, 1999, Culture.The Anthropologist’s Account, Cambridge, Harvard University Press. Lakoff Georges, 1998, Donne, fuoco e cose pericolose, Firenze, La Nuova Italia. Lakoff Georges and Mark Johnson, 1999, Philosophy in the Flesh, New York, Basic Books. Laland Kevin N., and Gillian R. Brown, 2002, Sense and Nonsense. Evolutionary Perspectives on Human Behaviour, Oxford, Oxford University Press. Lamm Claus, C. Daniel Batson and Jean Decety, 2007, The Neural Substrate of Human Empathy: Effects of Perspective-taking and Cognitive Appraisal, «Journal of Cognitive Neuroscience», Vol. 19, pp. 42-58. Larkin Kevin T., Ronald R. Martin and Susan E. McClain, 2002, Cynical Hostility and the Accuracy of Decoding Facial Expressions of Emotions, «Journal of Behavioral Medicine», Vol. 25, No. 3, (June), pp. 285-292. Laurel Brenda, 1993, Computers as Theatre, Reading, Addison-Wesley. Ledoux Joseph, 1998, Il cervello emotivo: alle radici delle emozioni, Milano, Baldini & Castoldi. Ledoux Joseph, 2002, Il Sé sinaptico: come il nostro cervello ci fa diventare quelli che siamo, Milano, Raffaello Cortina. Leslie Alan M., 1987, Pretense and Representation: The Origin of “Theory of Mind”, «Psychological Review», Vol. 94, No 4, pp. 412-426. Lévi-Strauss Claude, 1964, Il pensiero selvaggio, Milano, il Saggiatore. Lévi-Strauss Claude, 1966, Antropologia strutturale, Milano, il Saggiatore. Lévi-Strauss Claude, 1966-1974, Mitologica, Milano, il Saggiatore,(4 voll.). Liebes Tamar and Elihu Katz, 1993, The Export of Meaning. Crosscultural Readings of Dallas, Cambridge, Polity Press. Livingstone Margaret, 2002, The Biology of Seeing, New York, Harry N. Abrams. Lorenz Konrad, 1976, L’aggressività, Milano, il Saggiatore. MacLean Paul D., 1986, Ictal Symptoms Relating to the Nature of Affects and Their Cerebral Substrate, in Emotion: Theory, Research and Experience, III, eds. Robert Plutchik and Henry Kellerman, pp. 61-90, New York, Academic Press. Mandler George, 1997, Consciousness Redux, in Scientific Approaches to Consciousness, eds. Jonathan Cohen and Jonathan Schooler, pp. 479-498, Mahwah, New Jersey, Laurence Erlbaum. 1997. Mandler Jean M., 1984, Stories, Scripts and Scenes: Aspects of Schema Theory, Hillsdale, New Jersey, Lawrence Erlbaum. Mar Raymond A., 2004,The neuropsychology of Narrative: Story Comprehension, Story Production and their Interrelation, «Neuropsychologia», 42, pp. 1414-1434. Marayanski Alexandra and Jonathan Turner, 1992, The Social Cage: Human Nature and the Evolution of Society, Palo Alto, Stanford University Press. Marr David 1982, Vision. A Computational Investigation into the Human Representation and Processing of Visual Information, San Francisco, W. H. Freeman. Martindale Colin, 1990, The Clockwork Muse, New York, Basic Books. McCauley Robert N. and Thomas Lawson. Bringing Ritual to Mind. Psychological Foundations of Cultural Forms. Cambridge, Cambridge University Press, 2002. McKee Robert, 2010, Story: contenuti, struttura, stile, principi della sceneggiatura per l’arte di scrivere storie, Roma, Omero.

Grodal_2parte.indd 396

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

397

Merleau-Ponty Maurice, 1965, Fenomenologia della percezione, Milano, il Saggiatore. Messaris Paul, 1994, Visual Literacy, Bolder, Col., Westview. Meyrowitz Joshua, 1993, Oltre il senso del luogo: come i media elettronici influenzano il comportamento sociale, Bologna, Baskerville. Milner David and Melwyn Goodale, 1996, The Visual Brain in Action, Oxford, Oxford University Press. Mithen Steven, 1996, The Prehistory of the Mind. A Search for the Origins of Art, Religion and Science, London, Thames and Hudson. Mook Douglas G., 1987, Motivation. The Organization of Action, New York, W.W. Norton. Mulvey Laura, 2013, Cinema e piacere visivo, a cura di V. Pravadelli, Roma, Bulzoni. Münsterberg Hugo, 2010, Film. Uno studio psicologico e altri scritti, a cura di D. Spinosa, Roma, Bulzoni. Murray Janet, 1997, Hamlet on the Holodeck. Cambridge, The MIT Press. Naremore James,1998, More Than Night. Film Noir and its Contexts, Berkeley, University of California Press. Nichols Bill, 1991, Representing Reality, Bloomington, Indiana University Press. Noë Alva and Kevin O’Regan, 2001, A Sensori-Motor Account of Vision and Visual Consciousness, «Behavioral and Brain Sciences», 24, 5, pp. 939-1011. Norenzayan Ara, Scott Atran, Jason Faulkner, Mark Schaller, 2006, Memory and Mystery: The Cultural Selection of Minimally Counterintuitive Narratives, «Cognitive Science», 30, pp-531-553. Oliver Mary Beth, 1993, Exploring the Paradox of Sad Films, «Human Communication Research», 19, pp. 315-342. Panksepp Jaak, 1998, Affective Neuroscience. The Foundations of Human and Animal Emotions, New York, Oxford University Press. Panksepp Jaak, 1999, The Periconscious Substrates of Consciousness - Affective States and the Evolutionary Origins of the Self, in Models of the Self, eds. Shaun Gallagher and Jonathan Shear, pp. 113-130. Exeter, Imprint Academic. Panksepp Jaak and Günther, Bernatzky, 2002, Emotional Sounds and the Brain: the Neuro-Affective Foundations of Musical Appreciation, «Behavioural Processes», 60, pp. 133-155. Pellegrini Anthony D., Danielle Dupuis and Peter K. Smith, 2007, Play in Evolution and Development, «Developmental Review», Vol. 27, Issue 2, (June), pp. 261-276. Pervin Lawrence A. e Oliver P. John (a cura di), 2003, La scienza della personalità: teorie, ricerche, applicazioni, Milano, Raffelo Cortina. Plantinga Carl, 1997, Rhetoric and Representation in Nonfiction Film, Cambridge, Cambridge University Press. Plantinga Carl and Greg Smith, 1999, Passionate Views. Film, Cognition, and Emotion, Baltimore, Johns Hopkins Press. Propp Vladimir, 1966, Morfologia della fiaba, Torino, Einaudi. Provine Robert R., 2001, Ridere: un’indagine scientifica, Baldini & Castoldi, Milano. Pylyshyn Zenon, 1991,The role of Cognitive Architectures in the Theory of Cognition, in, Architectures for Intelligence, ed. Kurt VanLehn, pp. 189-223. Hillsdale, New Jersey, Lawrence Erlbaum. Ramachandran Vilayanur. S., Sandra Blakeslee e Oliver Sachs, 1999, La donna che morì dal ridere e altre storie incredibili sui misteri della mente umana, Milano, Mondadori.

Grodal_2parte.indd 397

28/11/14 12:39


398

Torben Grodal

Ramachandran Vilayanur S. and William Hirstein, 1999a Biological Functions of Consciousness, Qualia and the Self, in Models of the Self, eds. Shaun Gallagher and Jonathan Shear, pp. 83-111. Exeter, Imprint Academic. Ramachandran Vilayanur S. and William Hirstein, 1999b, The Science of Art, «Journal of Consciousness Studies», 6 (june/july), pp. 15-51. Ravaja Niklas, Timo Saari, Mikko Salminen, Jari Laarni, Kari Kallinen, 2006, Phasic Emotional Reactions to Video Game Events: A Psychophysiological Investigation, «Media Psychology», Vol. 8, No. 4, pp. 343-367. Reeves Byron and Clifford Nass, 1996, The Media Equation. How People Treat Computers, Television, and New Media Like Real People and Places, Cambridge, Cambridge University Press. Richerson Peter and Robert Boyd, 2001, The Evolution of Subjective Commitment to Groups: A Tribal Instincts Hypothesis, in Evolution and the Capacity for Commitment, ed. Randolph M. Nesse, pp. 186-220, New York, Russel Sage Foundation. Richerson Peter and Robert Boyd, 2006, Non di soli geni: come la cultura ha trasformato l’evoluzione umana,Torino, Codice edizioni. Riis Johannes, 2003, Film Acting and the Communication of Emotions, in Film Style and Story: A Tribute to Torben Grodal, eds. Lennard Højbjerg and Peter Schepelern, pp. 139-52, Copenhagen, Museum Tusculanum. Riis Johannes, 2003a, Naturalist and Classical Styles in Early Sound Film Acting, «Cinema Journal», 43, no. 3, pp. 3-17. Riis Johannes, 2004b, The Nature of Film Acting: A Realist Approach, unpublished Ph.D. dissertation, University of Copenhagen. Rizzolatti Giacomo, Laila Craighero, and Luciano Fadiga, 2002, The Mirror System in Humans, in Mirror Neurons and the Evolution of Brain and Language, eds. Maxim Stamenov and Vittorio Gallese, pp. 37-59, Amsterdam/Philadelphia, John Benjamin. Rock Irvin, 1995, Perception, New York, W. H. Freeman. Rubin Alan M, 1994, Uses, Gratifications, and Media Effects Research, in Media Effects: Advances in Theory and Research, eds. Jennings Bryant and Dolf Zillman, pp. 417-436, Hillsdale New Jersey, Lawrence Erlbaum. Ryan Marie-Laure, 1991, Possible Worlds, Artificial Intelligence and Narrative Theory, Bloomington, Indiana University Press. Ryan Marie-Laure, 2001, Beyond Myth and Metaphor – The Case of Narrative, in «Digital Media» Game Studies, http://www.gamestudies.org/0101/ryan/ Issue 1, July. Salt Barry, 2003, Film Style and Technology: History and Analysis, 2. ed., London, Starword. Schatz Thomas, 1981, Hollywood Genre: Formulas, Filmmaking, and the Studio System, New York, Random House. Schepelern Peter, 2000, Lars von Triers Film. Tvang og Befrielse, Copenhagen, Rosinante. Schepelern Peter, 2004, The Making of an Auteur, «Visual Authorship», eds. Torben Grodal, Bente Laursen, Iben Larsen, pp. 103-127, Copenhagen,Tusculanum Press. Schulte-Rüther Martin, Hans J. Markowitsch, Gereon R., Fink and Martina Piefke, 2007, Mirror Neuron and Theory of Mind Mechanisms Involved in Face-to-Face Interactions: a Functional Magnetic Resonance Imaging Approach to Empathy, «Journal of Cognitive Neuroscience»,19 (8), pp.1354-1372.

Grodal_2parte.indd 398

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

399

Singer Ben, 2001, Melodrama and Modernity, New York, Columbia University Press. Slingerland Edward, 2008, What Science Offers the Humanities. New York: Cambridge University Press. Sloboda John, 2005, Exploring the musical mind. Cognition, emotion, ability, function. Oxford, Oxford University Press. Smelser Neil J., 1992, Culture: Coherent or Incoherent, in Theory of Culture, eds. Neil J. Smelser and Ricard Münch, pp. 3-28, Berkeley, University of California Press. Smith Murray, 1995, Engaging Characters. Fiction, Emotion, and the Cinema, Oxford,Clarendon/Oxford University Press. Smith Murray, 1999, Gangsters, Cannibals, Aesthetes, or Apparently Perverse Allegiances, in Passionate Views, eds. Carl and Greg Smith, pp. 217-238, Baltimore, Johns Hopkins. Snow Charles P., 2005, Le due culture, Venezia, Marsilio. Sober Elliott and Wilson David Sloan, 1998, Unto Others. The Evolution and Psychology of Unselfish Behavior, Cambridge, Harvard University Press. Solso Robert, 1994, Cognition and the Visual Arts, Cambridge, The MIT press. Sorensen Lars-Martin, 2008, The Bestseller Recipe: A Natural Explanation of the Global Success of Anime, in McDonald, Keiko eds., Japanese Popular Culture in «ilms:Cross-Cultural and Interdisciplinary Approaches, «Post Script», Vol. 27, No.1, Summer. Sosis Richard, Eric R. Bressler, 2003, Cooperation and Commune Longevity: A Test of the Costly Signaling Theory of Religion, «Cross-Cultural Research» Vol. 37, no. 2, (May), pp. 211-239. Sperber Dan, 1999, Il contagio delle idee. Teoria naturalistica della cultura, Milano, Feltrinelli. Sperber Dan and Deidre Wilson, 1986, Relevance. Communication and Cognition, Oxford, Blackwell. Stam Robert, 2005,Teorie del film, Roma, Audino, (2 voll.) Steen Francis F. and Owens Stephanie A., 2001, Evolution’s Pedagogy: An Adaptationist Model of Pretense and Entertainment, «Journal of Cognition and Culture», 1. 4, pp. 289-321. Stern Daniel, 2000, Il mondo interpersonale del bambino, Torino, Bollati Boringhieri. Strauss Claudia and Naomi, Quinn, 1997, A Cognitive Theory of Cultural Meaning. Cambridge, Cambridge University Press. Tan Ed, 1996, Emotion and the Structure of Narrative Film: Film as an Emotion Machine. Mahwah, New Jersey, Lawrence Erlbaum Associates. Tan Ed and Nico Frijda, 1999, Sentiment in Film Viewing, in Passionate Views, eds. Carl Plantinga and Greg Smith, pp. 48-64, Baltimore, Johns Hopkins. Tarkovskij Andrej, 2000, Scolpire il tempo, Milano, Ubulibri. Tattersall Ian, 2003, La scimmia allo specchio, Roma, Meltemi. Thompson Kristin, Breaking the Glass Armor, 1988, Princeton, Princeton University Press. Thompson Kristin, 1999, Storytelling in the New Hollywood. Cambridge, Harvard University Press. Todorov Tzvertan, 1977, La letteratura fantastica, Milano, Garzanti. Tomasello Michael, 2005, Le origini culturali della cognizione umana, il Mulino, Bologna. Trivers Robert, 1971, Parental Investment and Sexual Selection in Sexual Selection and the Descent of Man 1871-1971, ed. Bernard G. Campbell, pp. 136-179, Chicago, Aldine. Tynjanov Jurij, 1968, Avanguardia e tradizione, Bari, Dedalo.

Grodal_2parte.indd 399

28/11/14 12:39


400

Torben Grodal

van der Gaag Christiaan, Ruud B. and Minderaa, Christian Keysers, 2007, Facial Expressions: What the Mirror Neuron System Can and Cannot Tell Us, « Social Neuroscience», Vol. 2, No. 3, pp. 179-222. Vogeley Kai and Albert Newen, 2002, Mirror Neurons and the Self Construct, in Mirror Neurons and the Evolution of Brain and Language, eds. Maxim Stamenov and Vittorio Gallese, Amsterdam, John Benjamins. Vorderer Peter, Hans J. Wullf, and Mike Friedrichsen eds., 1996, Suspense. Conceptualizations, Theoretical Analyses, and Empirical Explorations, Mahwah, New Jersey, Lawrence Erlbaum. Whittock Trevor, 1990, Metaphor and Film, Cambridge, Cambridge University Press. Williams David L., 2002, The Mind in the Cave, London, Thames and Hudson. Williams Linda, 1989, Hard Core: Power, Pleasure, and the Frenzy of the Visible, Berkeley, University of California Press. Williams Linda, 1994, Viewing Positions. Ways of Seeing Films, New Brunswick, New Jersey, Rutgers University Press. Williams Linda, 2000, Film Bodies: Gender, Genre, and Excess, in Film and Theory: An Anthology, eds. Robert Stam and Toby Miller, pp. 207-221. Malden, Blackwell. Wilson David Sloan, 2009, La cattedrale di Darwin: evoluzione, religione e natura della società, Roma, Fioriti. Winnicott Donald W., 2006, Gioco e realtà, Roma, Armando. Young Kay, and Saver Jeffrey L., 2001, The Neurology of Narrative, «SubStance», 30, 1& 2, pp. 72-84. Young Larry J. and Wang Zuoxin, 2004, The Neurology of Pair Bonding, «Nature Neurology», Vol. 7 No. 10, (October), pp. 1048-1054. Zajonc Robert B., 2000, Feeling and Thinking in Feeling and Thinking. The Role of Affect in Social Cognition, ed. Joseph Forgas, Cambridge, Cambridge University Press. Zeki Semir, 1993, A Vision of the Brain, London, Blackwell. Zeki Semir, 2003, La visione dall’interno: arte e cervello, Torino, Bollati Boringhieri. Zillmann Dolf, 1991, Empathy, Affect From Bearing Witness to the Emotions of Others, in: Responding to the Screen. Reception and Reaction Processes, eds. Jennings Bryant and Dolf Zillmann, pp.135-167, Hillsdale, New Jersey, Lawrence Erlbaum. Zillmann Dolf, 2000, Basic Morality in Drama Appreciation, in Moving Images, Culture and the Mind, ed. Ib Bondebjerg, pp. 53-63. Luton, University of Luton Press. Zillmann Dolf and Jennings Bryant, 1994, Entertainment as Media Effects, in Media Effects, eds. Jennnings Bryant and Dolf Zillmann, pp. 437-461, Hillsdale, New Jersey. Zwaan Rolf A., 2004, The Immersed Experiencer. Towards an embodied theory of language, in «Psychology of Learning and Motivation: Advances in Research and Theory», ed. Brian H. Ross Vol. 44, pp. 35-62.

Grodal_2parte.indd 400

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

401

Indice dei nomi

Alcorta, C.S., 179, 181, 389. Almodóvar, P., 270. Althusser, L., 33, 36. Altman, R., 389. Anderson, J., 19, 25, 31, 41, 47, 70, 71, 72, 76, 218, 389, 394. Angelopoulos, T., 274. Antonioni, M., 290. Aristotele, 169, 215, 217. Arnheim, R., 32, 34, 35, 62, 328, 389. Atran, S., 31, 50, 139, 182,196. 389, 397. Auden, W.H., 340. Auerbach, E., 318, 389. August, B., 278, 332. Aunger, R., 57, 390. Austin, J.L., 341, 398. Averill, J.B., 175, 179, 182. Baars, B.J., 203, 204, 389Bacall, L., 104, 109. Balázs, B., 222, 389. Bandura, A., 116, 124, 199, 247, 389. Barkow, J.H., 21, 25, 30, 33, 91, 118, 165, 389. Baron-Cohen, S., 27, 33, 141, 203, 244, 389. Barrett, J., 139, 146, 151, 389. Barrett, L., 24, 52, 91, 96, 97, 98, 389. Barsalou, L., 192, 213, 389. Barthes, R., 55, 150, 195, 228, 390. Bartels, A., 92, 390. Batson, D.C., 124, 394, 396. Baudrillard, J., 36, 345. Bay, M., 152. Bazin, A., 64, 328, 336, 355, 390. Beardsley, M.C., 268, 390. Benjamin, W., 30, 37, 38, 84, 390. Bergman, I., 149, 172, 287, 290, 293, 306, 308, 316, 370. Berkeley, B., 103. Berlyne, D.E., 65, 174, 360, 392.

Grodal_2parte.indd 401

Bernatzky, G., 176, 398. Benton, R., 111. Besson, L., 293. Bhansali, S.L., 93. Biberman, H., 331, 344. Bin Laden, O., 74. Björk, 382, 383, 379, 390. Björklund, D., 202, 390. Blackmore, S., 56, 57, 390. Bloch, E., 79. Bloch, M., 183, 390. Bloomfield, L., 80. Boehm, C., 118. Bogart, H., 109. Bondebjerg, B., 394, 401. Bordewijk, J.L., 228, 390. Bordwell, D.,II, 37, 38, 63, 75, 276, 285, 286, 287, 292, 297, 327, 332, 333, 390, 391. Bourdieau, P., 31. Boyd, R., 68, 397, 398. Boyer, P.,14, 118, 120, 180, 181, 190, 372, 390. Bowlby, J., 36, 50, 89, 158, 174, 390. Branigan, E., 312, 331, 337, 391, Bråten, S., 244, 391. Bremond, C., 253, 391. Bressler, E.R., 399. Brest, M., 338. Broca, P.P., 300. Brockman, J., 34, 391. Brown, D., 44, 112, 391. Brown, G.R., 41, 391. Brown, S., 191, 391. Browne, N., 254, 391. Bruce, V., 112, 331, 391, 395. Bryant, J., 182, 195, 389, 394, 398, 400. Bullock, E., 238, 268. Bundesen, K., 200, 391. Buñuel, L., 123. Burckhardt, J., 91.

28/11/14 12:39


402

Burgoon, J., 45, 105, 391. Burke, E., 188. Burton, T., 315. Bush, G.W., 86. Buss, D.M., 36, 37, 103, 109, 130, 192, 391, 399. Caillois, R., 225, 391. Cameron, J., 156, 189, 312. Campbell, A., 103, 105, 107, 109, 391. Campbell, J., 68, 400. Carey, S., 44, 157, 391. Carocci, E., XVI. Carpenter, J., 172. Carroll, J., 34, 391. Carroll, N., II, 49, 128, 136, 137, 156, 173, 210, 237, 238, 242, 248, 253, 262, 293, 342, 355, 390, 391. Casetti, F., XV, XVII. Cawelti, J.D., 82, 391. Chatman, S., 82, 210, 391. Chen, D., 201. Christie, I.,14. Churchland, P., 44, 157, 200, 391. Cimino, M., 193, 196. Clayton, J., 84. Clover, C.,131, 249, 391. Comand, M., XVI. Cooper, D., 268, 391. Coplan, XVI. Coppola, F.,141, 145, 179, 316. Corballis, M.C., 215, 391. Cosmides, L., 33, 37, 42, 45, 73, 130, 184, 391, 392. Crary, J., 50. Crick, F., 250, 392. Cronenberg, D., 154, 165, 314, 375. Cruise, T., 114. Csikszentmihalyi, M., 243, 392. Cukor, G., 117. Curran, A., 31. Currie, G., 238, 239, 240, 241, 242, 392. Curtiz, M., 126. Damasio, A., 10, 34, 45, 99, 100, 128, 136,

Grodal_2parte.indd 402

Torben Grodal

179, 187, 392. Damasio, H., 392. Darabont, F., 137. Darley, J.M., 136, 392. Darwin, C., 36, 41, 105, 391, 392, 400. Davidson, J., 92. Davies, T., 279, 293. Davis, G., 99. Dawkins, R., 50, 392. Deleuze, G., V, XV, 17, 320, 392. De Lorenzi, K., 6. Del Toro, G., 184. Demme, J., 36, 109, 121. De Niro, R., 103. Dennett, D., 18, 50. Denton, K., 113, 122, 123, 131. Derrida, J., 30, 231, 392. De Sica, V., 331. De Vincenti, G., XVI. Diamond, J., 18, 49, 56, 85, 349, 392. Di Maggio, P., 53, 392. Disney, W., 43, 44, 60, 135, 145, 169. Dissanayake, E., 53, 65, 269, 292, 353, 392. Doane, M.A., 31, 392. Donner, R., 104, 157. Douglas, M., 240. DĂśveling, K., XVI. Dreyer, C.T., 151, 294. Dunbar, R., 21, 159, 249, 389, 392. Duras, M., 301, 302, 340. Duvall, S., 251, 254, 255, 257. Eastwood, C., 95, 98. Ebert, R., 392. Eco, U., 7, 36, 392. Edel, U., 108. Edelman, G., 199, 203, 392. Eibl-Eibesfeldt, I., 390. 392. EjzenĹĄtejn, S.M., 32, 34, 35, 64, 172, 272, 392. Ekman, P., 33, 392. Elsaesser, T., 293, 393. Ephron, N., 136. Euripide, 371, 387. Ewen, R.B., 111, 393.

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

Falk, P., 274, 276. Fauconnier, G., 214, 215, 218, 393. Fellini, F., 289. Field, S., 216, 393. Fincher, D., 165, 270, 308. Fisher, E., 85, 89, 112, 282, 288, 289, 366, 367, 393. Fiske, S.T., 352, 393. Fleming, V., 72, 169. Fonagy, P., 44, 393. Ford, J., 332, 342, 344. Foucault, M., 74, 393. Fox, R., 19, 104, 174, 184, 393. Freeman, D., 103, 393. Freud, S., 7, 8, 28, 113, 115, 116, 117, 118, 125, 320, 344. Friedberg, A., 32, 74. Friedkin, W., 151. Friesen, W.V., 27, 325, 353, 392. Frijda, N., 10, 44, 82, 86, 98,100, 105, 111,112, 169, 170, 183, 298, 344, 393, 399. Frith, C.D., 244, 393. Gallagher, H., 393. Gallagher, S., XV, 243, 397, 398. Gallese, V., III, XV, 16,244, 256, 300, 391, 398. Game, J., XV. Ganz, B., 274, 276. Gardner, H., 328, 393. Gaut, B., 373, 393. Geary, D.C., 87, 395. Geertz, C., 63. Gelman, S.A., 26, 135, 136, 389, 391, 395. German, T., 393. Genette, G., 7, 28, 210, 212, 216, 393. Gere, R., 258. Gerth, H.H., 31, 393. Giacometti, A., 135. Gibson, M., 104. Gibson, J.J., 393. Gibson, W., 148. Giddens, A., 24, 393. Gilbert, D.T., 138, 176, 393, 394. Glover, D., 104.

Grodal_2parte.indd 403

403

Godard, J.L., 290, 302, 318. Goffmann, E., 343, 394. Goldberg, E., 166, 197, 244, 394. Goldie, P., XVI. Goldman, A., 197, 294. Gombrich, E., 230, 394. Gondry, M., 77. Goodale, M.,253, 397. Grant, C., 97, 101. Grant, H., 86. Greenaway, P., 270, 287. Greer, J., 98. Gregersen, A., 6, 223, 394. Greimas, A.J., 7, 9,24, 28, 49, 54, 64, 394. Grodal, T., I, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, IVX, XVI, XVII, 14, 16, 26, 30, 31, 32, 57, 59, 63, 65, 68, 69, 81, 82, 94, 100, 118, 128, 134, 135, 144, 161, 188, 192, 198, 205, 212, 214, 215, 221, 223, 232, 241, 243, 267, 268, 292, 311, 312, 321, 327, 328, 349, 354, 358, 364, 370, 376, 394, 398, 399. Guerra, M., III, XV, 6. Gunning, T., 32, 57, 394. Gunter, B., 25, 394. Hagener, M., XV. Haidt, J., 123, 395. Hamilton, W.D., 174. Harrison, J.E., 135, 172, 393, 395. Hasson, U., III, 196, 395. Hawks, H., 98, 101, 103. Hepburn, K., 99, 101. Hill, G.R., 174. Hirschfeld, L., 26, 135, 136, 395. Hirstein, W., 195, 196, 360, 365, 398. Hitchcock, A.,IVX, 72, 77, 230, 292, 317, 379. Hjort, M., 281, 395. Højbjerg, L., 6, 398. Hopkins, A., 121. Hume, D., 18. Humphreys, G.W., 332, 395. Hurt, W., 99. Husserl, E., 250.

28/11/14 12:39


404

Izard, C.E., 173, 395. Jackendoff, R., 299, 395. Jackson, P., 52. Jakobson, R., 213, 395. James, H., 55. James, W., 66, 142. Jameson, F., 72, 74, 395. Jeunet, J.P., 85. John, O.P., 62. Johnson, M., 10, 16, 24, 27, 395 396. Johnston, C., 97, 101, 104 396. Jones, S.,106, 395. Jordan, N., 92. Jullier, L., 31, 81, 395. Jung, C.G., 50. Kaige, C., 85,104. Kant, I., 18,161. Kar-Wai, W., 246. Kasdan,L., 89. Katz,L.D., 67,112, 395. Keil, F.C., 44, 395. Kershner, I., 318. Kidman,N., 96. Kieslowski, K.,107, 143, 144, 281. King, R., 349. King, S., 148. Koch, C., 392, 250. Koepp, M.J., 167, 186, 395. Kohlberg, L., 111, 122, 123, 395. Konijn, E.A., XVI. Kotcheff, T., 130. Kracauer, S., 332, 395. Kramer, M.,92, 129, 395. Krebs, D., 111, 113, 122, 123, 131, 395. Kringelbach, M.L.,166, 195, 205, 295. Kubrick, S., 77, 91, 249, 258, 262, 290, 282, 309. Kuper, A., 63, 73, 74, 396. Kurosawa, A., 36, 63, 308. Lacan, J., 30, 85, 116. Laird, S., 6.

Grodal_2parte.indd 404

Torben Grodal

Lakoff, G., 10, 14, 24, 27, 29, 65, 224, 231, 252, 256, 267, 271, 273, 279, 280, 283, 300, 325, 327, 396. Laland, K.N., 23, 396. Lamm, C.C., 249, 396. Lang, F., 314. Larkin, K.T., 250, 396. Laughton, C., 312. Laurel, B., 208, 396. Lawson, T., 141, 396. Ledoux, J., 10, 16, 32, 81, 110, 117, 118, 193, 195, 396. Leslie, A.M., 202, 243, 244, 396. Lévi-Strauss, C., 53, 61, 64, 396. Liebes, T., 67, 396. Liénard, P., 43, 62, 141, 152, 390. Livingstone, M., 26, 396. Livingstone, P., XV, XVI, Lloyd, D., 257. Longo, R., 148. Lorenz, K., 176, 178, 396. Lucas, G., 41, 50, 309. Luhrmann, B., 87, 96. Lurie, R., 178. Lurija, A., 28. Lynch, D., 143, 144, 170, 270, 290. MacDowell, A., 86, 88, 89. MacLean, P.D., 225, 396. MacMurray, F., 98. Madonna, 98. Maguire, S., 254. Mandler, J.M., 49, 215, 218, 298,396. Mann, D., 97. Mann, M., 116, 169, 178. Mar, R.A., 196, 396. Marr, D., 250, 311, 396 Marayanski, A., 396. Marks, L.U., II, Marshall, G., 317. Marshall, R., 382. Martindale, C., 59, 396. Marx, K., 142, 288. Maslow, A., 105, 106, 219.

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

Matthau, W., 103. May, E., 103. McCauley, R.N., 141. McKee, R., 397. McTiernan, J., 20, 106, 269. Mead, M., 103, 393. Méliès, G., 136. Merleau-Ponty, M., 29, 197. Messaris, P., 32, 205, 397. Metz, C., I, IV, VII, XV, XVI, 7, 9, 28, 29, 30. Meyrowitz, J., 343, 397. Milgram, S.,119. Mills, C.W., 31, 393. Milner, D., 253, 397. Minghella, A., 101. Minuz, A., XV. Mithen, S., 18, 24, 29, 41, 172, 249, 345, 397. Mitry, J., 29. Miyazaki, H.,43, 45, 357. Montgomery, R., 311. Mook, D.G., 59, 397. Müller-Lyer, F. C., 194. Mulvey, L., 30, 83, 110, 128, 397. Münsterberg, H., XV, 397. Murray, B., 88, 89. Murray, J., 205, 223, 397. Myrick, D., 334. Nannicelli, T., XVI, 14. Naremore, J., 71, 397. Nass, C., 261, 398. Newell, M., 86. Newen, A., 245, 246, 400. Newton, I., 68. Nichols, B., 336, 340, 341, 343, 397. Nicholson, J., 249, 251, 257, 258. Noë, A., 200, 237, 293, 390, 397. Nolan, C., 234, 277. Norenzayan, A., 133, 397. Oldman, G., 151. Oliver, M.B., 164, 397.

Grodal_2parte.indd 405

405

Omero, 19, 41 O’Regan, K., 191, 200, 397. Oshima, M., 102. Owens, S.A., 20, 146, 399. Palmer, S.E., XVI. Panksepp, J., 10, 43, 44, 86, 88, 91, 166, 168, 170, 193, 195, 202, 225, 235, 244, 245, 246, 279, 297, 298, 352, 397. Parker, A., 313. Pavlov, I., 42. Pellegrini, A., 18, 43, 63, 133, 202, 225, 390, 397. Pervin, L.A., 62, 397. Plantinga, C., X, XII, XV, XVI, 31, 329, 340, 349, 393, 397, 399. Platone, 109, 149,162, 168, 338. Polanski, R., 154, 336. Pollock, J., 76. Protevi, J., XV. Proust, M., 210. Provine, R.R., 169, 171, 198, 202, 265, 352, 397. Putin, V., 68. Pylyshyn, Z., 139, 210. Quinn, N., 24, 53, 63, 399. Raimi, S., 154, 158. Ramachandran, V.S., 118, 139, 157, 398. Ramis, H., 87, 88. Ravaja, N.,167, 398. Redford, R., 178. Reeves, B., 261, 398. Reiner, C., 72. Reisz, K., 369. Renoir, J., 308. Resnais, A., 22, 196, 234, 282, 283, 290. Richerson, P., 14, 62, 112. 114, 174, 353, 390, 398. Riis, J., 6, 27, 398. Rizzolatti, G., 27, 398. Robbins, T., 119. Roberts, J., 258. Rock, I., 240, 391. Rodowick, D. N., XV.

28/11/14 12:39


406

Rodriguez, R., 154, 166. Roeg, N., 66, 142. Rolls, E.T., 166, 193, 204. Romero, G., 147. Rorty, R., 24. Rubin, A., 62, 73, 168, 398. Russel, K., 154. Ruttmann, W., 339. Ryan, M., 85. Ryan, M.L., 135, 196, 234, 282, 283, 290. Salt, B., 75, 398. Sánchez, E., 334. Saussure, F. de, 24, Saver, J.L., 196, 400. Schatz, T., 64, 398. Schepelern, P., 6, 366, 385, 384, 398, 400. Scheve, C. von, XVI. Schulte-Rüther, M., 16, 399. Scorsese, M., 103. Scott, R., 116, 146, 158, 180, 290, 294. Searle, J., 341. Shaviro, S., II. Shepherd, C., 103. Shimamura, A.P., XVI, Shyamalan, M.N., 162. Skinner, B.F., 42. Sklovskij, V., 59. Siegel, D., 156. Singer, B., 32, 399. Sirk, D., 180, 364. Sjöström, V., 306. Slingerland, E., 17, 399. Sloboda, J., 170, 399. Smelser, N. J., 73, 399. Smith, G., XVI, 387, 393, 399. Smith, M., XVI, 6, 31, 110, 116, 399. Snow, C.P., 15, 30, 399. Sobchack, V., II. Sober, E., 112, 399. Sofocle, 179. Solso, R.L., 194, 399. Sørensen, L.M., 6, 47.

Grodal_2parte.indd 406

Torben Grodal

Sosis, R., 173, 175, 389, 399. Spelke, E., 26, 139, 391. Spencer, H., 22. Sperber, D., IX, 21, 22, 29, 50, 51, 392, 399. Spielberg, S., 36, 54, 138, 139, 143,146, 159, 162, 171, 200, 237, 304, 312. Stam, R., 31. 280, 399, 400. Stamenov, M., 16. 300, 391, 393, 398, 400. Stanton, A., 43. Stanwyck, B., 98. Steen, F. F., 20, 146. Stern, D., 16, 44, 399. Stewart, J., 101. Stoker, B., 63. Strauss, C., 24, 53, 63. 399. Streep, M., 92, 106. Sydow, M. von, 157. Taberham, P., XVI, 14. Takahata, I., 19. Tan, E., XVI, 31, 44, 106, 112, 169, 170, 259, 399. Tarantino, Q., 168. Tarkovskij, A., 133, 143, 156, 278, 285, 286, 289, 290, 303, 307, 319, 365, 367, 399. Tattersall, I., 162, 214, 399. Tautou, A., 85. Taylor, S.E., 352, 393. Thompson, K., 126, 195, 215, 268, 291, 337, 390, 399. Tikka, P., III. Todorov, T., 7, 28, 64, 66, 142. Tolstoj, L.N., 59. Tomasello, M., 87. 247, 252, 400. Tononi, G., 203, 392. Tooby, J., 15, 19, 24, 27, 55,112,166, 389, 392. Tourneur, J., 98. Trier, L. von, VII, 38, 108, 133, 137, 143, 148, 179, 205, 269, 270, 279, 283, 285, 289, 290, 291, 293, 359-387, 398. Trivers, R.S., 87, 400. Truffaut, F., 307.

28/11/14 12:39


Immagini-corpo

Turner, J., 396. Turner, M., 52, 214, 215, 218, 393. Turvey, M., XII, XIII, XVI, XVII. Tybjerg, C., 6. Tykwer, T., 227. Tynianov, J., 71. Van der Gaag, C., 95, 139, 244, 400. Van Kaam, B., 228, 390. Verhoeven, P., 154. Vogeley, K., 196, 245, 246, 400. Vorderer, P., 210, 220, 391, 394, 400. Vørsel, N., 374.

407

Young, K., 195, 400. Young, L.J., 85, 89, 400. Zahavi, D., XV, 250, 262, 393. Zajonc, R., 59, 400. Zeki, S., 26, 86, 95, 139, 194, 389, 400. Zhang, Y., 36, 63, 87, 105,181, 183. Zillmann, D., 112, 164, 167, 238, 389, 394, 400. Zwaan, R., 215, 400.

Wallace, R., 130, 392. Wang, Z., 85, 89, 398. Ward, V., 162. Wartenberg, T., XVII. Watson, J.B., 42. Watt, H., 337. Wayne, J., 223, 251. Weber, M., 31, 133. Welles, O., 312. Wenders, W., 133, 143, 269, 272, 274, 285, 286, 287. Whitaker, F., 92. Whittock, T., 314, 400. Whorf, L., 74. Wiene, R., 316. Wilcox, F., 43. Wilder, B., 68, 72 Williams, L., 17, 18, 32, 74, 95, 96, 394, 400. Willis, B., 20, 106, 276, 279, 400. Wilson, D., 29, 399, 400. Wilson D. S., 112, 114, 165, 393, 399. Wincer, S., 43. Winnicott, D., 30, 45, 400. Wiseman, F., 336, 342. Wittgenstein, L., 24, 224, 227, 267. Wolterstorff, N., 329. Wright, B., 393. Wundt, W., 167, 168, 362, 368.

Grodal_2parte.indd 407

28/11/14 12:39


Grodal_2parte.indd 408

28/11/14 12:39


ILcinema visto a tutto campo da uno dei piÚ importanti studiosi tradotto per la prima volta nel secondo volume della collana cinema di Pandora Comunicazione stampato nel carattere Simoncini Garamond a cura di PDE Spa presso lo stabilimento di LegoDigit Srl - Lavis (TN) per conto di Diabasis nel novembre dell’anno duemila quattordici

Grodal_2parte.indd 409

28/11/14 12:39


Grodal_2parte.indd 410

28/11/14 12:39


Libri pubblicati collana PANDORA COMUNICAZIONE

Cinema Victor Oscar Freeburg, L’arte di fare film Torben Grodal, Immagini-corpo Analisi e scenari Maura Franchi- Augusto Schianchi, L’intelligenza delle formiche Di prossima pubblicazione Fotografia Ennery Taramelli, Mondi infiniti di Luigi Ghirri

Grodal_2parte.indd 411

28/11/14 12:39


Grodal_2parte.indd 412

28/11/14 12:39


CINEMA

Torben Grodal Immagini-corpo

Cinema,natura,emozioni «Abbiamo a lungo atteso una teoria del cinema che potesse dirsi naturalistica, che mostrasse cosa la psicologia cognitiva e le neuroscienze sono in grado di dire sui film». David Bordwell, University of Wisconsin – Madison «Grodal mostra in maniera brillante e convincente perché le scienze naturali sono importanti per una esauriente comprensione del cinema. Questo libro è una lettura essenziale per gli studiosi e gli spettatori che intendono il cinema come un mezzo di espressione universale e capace di attraversare le diverse culture». Stephen Prince, Virginia Tech «Grodal ha lanciato la sfida agli studi sul cinema, dandoci il primo vero modello per una teoria evoluzionistica delle teorie cinematografiche. Questo libro diventerà un riferimento decisivo per gli studiosi che si muovono su un terreno simile e per ogni serio teorico del cinema». Murray Smith, University of Kent

€ 18.00

Profile for Diabasis Edizioni

Torben grodal immagini corpo anteprima  

Torben grodal immagini corpo anteprima  

Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded