__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

a cura di

Jörg Christoph Grünert Cam Lecce

testo critico di

Antonio Gasbarrini

percorsi artistici per un museo all’aperto San Pietro di Isola del Gran Sasso (TE)


ARTE IN NATURA

percorsi artistici per un museo all’aperto

2014-2020

San Pietro di Isola del Gran Sasso (TE)

a cura di Jörg Christoph Grünert e Cam Lecce testo crtitico di Antonio Gasbarrini


1a Copertina: particolare della scultura “Viandante” di Jörg Christoph Grünert 4a Copertina: nella faggeta di San Pietro - Parco del Gran Sasso e Monti della Laga pagina 1: orma di lupo, Sentiero Italia, San Pietro - Parco del Gran Sasso e Monti della Laga

ARTE IN NATURA percorsi artistici per un museo all’aperto 2014-2020 San Pietro di Isola del Gran Sasso (TE) a cura di

Jörg Christoph Grünert Cam Lecce testo critico di

Antonio Gasbarrini Il progetto ARTE IN NATURA è a cura della Scuola Verde di Legambiente e dell’Associazione Deposito Dei Segni Onlus Realizzazione editoriale: Jörg Christoph Grünert per l’Associazione Deposito Dei Segni Onlus Responsabile organizzativo: Cam Lecce per l’Associazione Deposito Dei Segni Onlus Layout e Grafica: Jörg Christoph Grünert Referenze Fotografiche: Jörg Christoph Grünert, Cam Lecce, Giuliano Di Gaetano Traduzione inglese: Jörg Christoph Grünert Ufficio Stampa: Giovanna Cortellini, Cam Lecce Stampato in Italia 2021 Deposito Dei Segni

ISBN 978-88-909307-4-4 Realizzato con il contributo finanziario della Regione Abruzzo Servizio Beni e Attività Culturali L. R. n. 55 / 2013 e della CGIL-FISAC Abruzzo-Molise.

con il patrocinio di:


Indice / Index p. 4

p. 8

Giuliano Di Gaetano e Giovanna Cortellini - Centro di Educazione Ambientale Scuola Verde / Environmental Education Centre Green School, Il progetto Arte in Natura - percorsi artistici per un museo all’aperto / The project Art in Nature artistic paths for an open-air museum - foto del borgo di San Pietro e la natura del Parco Gran Sasso - Monti della Laga / photos of the village of San Pietro and the environment of the Gran Sasso - Monti della Laga Park Cam Lecce e Jörg Grünert - Deposito Dei Segni, Il progetto Arte in Natura percorsi artistici per un museo all’aperto / The project Art in Nature - artistic paths for an open-air museum - foto della residenza artistica/naturalistica “NaturArte” / Photos of the “NaturArte” artistic/naturalistic residence

p. 12 Antonio Gasbarrini, Il museo open space “Arte in Natura” in San Pietro di Isola del Gran Sasso (Azioni interdisciplinari 2014-2020) / The “Art in Nature” open space museum in San Pietro di Isola del Gran Sasso (Interdisciplinary Actions 2014-2020) p. 22 Jörg Christoph Grünert, Arte e Ecologia della mente - report e visione di un percorso / Art and Ecology of Mind - report and vision of a journey p. 28 Pasquale Liberatore, Verso una funzione ecologica e globale dell’arte / Towards an ecological and global function of art p. 30 Le opere del museo all’aperto / the works of the open-air museum 2014-2020 p. 64 Le mostre alla Scuola Verde / the exhibitions at the Green School 2014-2020 p. 124 Note biografiche


Il progetto ARTE IN NATURA - percorsi artistici per un museo all’aperto di Giovanna Cortellini e Giuliano Di Gaetano - Scuola Verde Esiste una sola sapienza: riconoscere l’intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose. Eraclito ARTE IN NATURA è un progetto che nasce nel 2014 su iniziativa della Scuola Verde in collaborazione con l’artista Jörg Grünert, scultore e performer, e l’attrice Cam Lecce, animatori dell’associazione Deposito Dei Segni, con l’obiettivo di realizzare un museo di arte contemporanea all’aperto, a San Pietro, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il punto di partenza è stato dettato dal fatto che la società contemporanea si interroga oggi sul deterioramento, forse irreversibile, del rapporto con la natura: è in questo contesto che le aree protette, come luoghi governati dalle leggi della natura e non dallo sviluppo dell’economia di consumo, rappresentano un’aspettativa di rinascita dei territori, per ritrovare una propria identità e nel dare risposta alle esigenze del viaggiatore e del turista responsabile, ma anche degli abitanti che intendono vivere consapevolmente in aree economicamente fragili, ma ricche di umanità e valori di comunità. L’idea di fondo si basa sul fatto che visitare un parco naturale significhi immergersi nella bellezza del paesaggio per sentire la maestosità del silenzio, assaporare la complessità delle proprie emozioni e intrecciare relazioni umane veritiere e di vicinanza. L’arte, quindi, può essere un valido strumento di comunicazione, per migliorare il nostro rapporto con l’ambiente e dare nuovi significati al concetto di “protezione” e di “bene comune”, può svolgere un’azione pedagogica verso le giovani generazioni e, allo stesso tempo, valorizzare la cultura materiale del territorio. L’Arte si immerge nell’ambiente naturale, lo trasforma, lo esalta, ne prende in prestito i suoi materiali e ne ricava stimolo creativo, pensiero, poesia. L’artista è l’interprete del linguaggio della natura, con cui essa si rivolge a chi le vuole bene, la protegge, la fruisce, ma anche a chi, troppo spesso, la consuma e la usa senza remore. Il progetto di un museo all’aperto fa incontrare l’ispirazione dell’artista che si relaziona con il mondo vegetale e animale, con il grande respiro della foresta, con le formazioni geologiche, con la cultura della gente di montagna, interpretando le particolarità paesaggistiche e i segni antropici per dare forma, oggetto e fruibilità all’arte come public art. Nello stesso tempo, l’arte migliora 4


The project ART IN NATURE - artistic paths for an open-air museum by Giovanna Cortellini and Giuliano Di Gaetano - Scuola Verde (Green School There is only one wisdom: to recognise the intelligence that governs all things through all things. Heraclitus
 ART IN NATURE is a project born in 2014 on the initiative of Scuola Verde in collaboration with the artist Jörg Grünert, sculptor and performer, and the actress Cam Lecce, animators of the Deposito Dei Segni association, with the aim of creating an open-air contemporary art museum in San Pietro, in the heart of the Gran Sasso e Monti della Laga National Park. The starting point was dictated by the fact that contemporary society is now questioning the deterioration, perhaps irreversible, of the relationship with nature: it is in this context that the protected areas, as places governed by the laws of nature and not by the development of the consumer economy, represent an expectation for the rebirth of the territories, to find their own identity and in responding to the needs of the traveller and the responsible tourist, but also of the inhabitants who wish to live consciously in areas that are economically fragile, but rich in humanity and community values. The basic idea is that a visit to a nature park means immersing oneself in the beauty of the landscape to feel the majesty of silence, savouring the complexity of one’s own emotions and forging genuine human relationships and closeness. Art, therefore, can be a valid communication tool, to improve our relationship with the environment and give new meanings to the concept of “protection” and “common good”, it can carry out a pedagogical action towards the younger generations and, at the same time, enhance the material culture of the territory. Art immerses itself in the natural environment, transforms it, enhances it, borrows its materials and draws from it creative stimulus, thought and poetry. The artist is the interpreter of the language of nature, with which it addresses those who love, protect and enjoy it, but also those who all too often consume and use it without hesitation. The project for an open-air museum brings together the inspiration of the artist who relates with the plant and animal world, with the great breath of the forest, with the geological formations, with the culture of the mountain people, interpreting the landscape features and anthropic signs to give form, object and usability to art as public art. At the same time, art improves the 5


la fruizione da parte del visitatore, dando maggiore impulso al ruolo attrattore del Parco Gran Sasso Laga, presente a San Pietro con un importante Museo delle Acque e creando un ulteriore significativo motivo di visita. Gli operatori turistici della destinazione Gran Sasso, i gestori di strutture e i fornitori di servizi turistici della costa adriatica, oltre che dell’area interessata, avranno un nuovo punto di forza che unisce le istanze del turismo ambientale legato al valore del Parco, con le istanze del turismo culturale in costante crescita. La valorizzazione dei patrimoni di comunità rappresenta la sfida attuale per le popolazioni che risiedono in montagna e la indubbia qualità ambientale del territorio e la sua unicità, sottolineate dalla realizzazione del percorso artistico in natura, indurranno una più ampia fruibilità da parte dei cittadini e un maggior senso di appartenenza e di custodia da parte degli abitanti. Per queste finalità viene coinvolta la comunità locale, i cittadini residenti anziani e giovani. Per ogni annualità è stato creato un momento finale di restituzione alla comunità delle opere realizzate come un ulteriore elemento di sensibilizzazione che valorizza il territorio, la cui conoscenza ed apprezzamento costituiscono lo stimolo per la sua salvaguardia. L’effetto è di indurre un numero sempre maggiore di persone a visitare il piccolo borgo di San Pietro e il territorio del Parco Gran Sasso Laga, per ammirare le opere d’arte che si intrecciano con le opere della natura, ma anche quelle storiche conservate nelle basiliche romaniche di San Giovanni ad Insulam e Santa Maria di Ronzano. L’intera Valle Siciliana esprime un prezioso e variegato itinerario artistico: gli affreschi di Andrea de Litio nel bel centro medievale di Isola del Gran Sasso, il borgo della ceramica di Castelli con il suo museo nazionale; Pietracamela, ai piedi delle vette più spettacolari, sede delle pitture rupestri di Guido Montauti; Tossicia con i suoi portali gotici, gli altari barocchi e le madonne lignee del ‘400, e tanto altro ancora. Il progetto Arte in Natura è improntato alla massima fruibilità per la sua potenzialità multisensoriale: le opere, collocate in punti facilmente accessibili, catalizzano la curiosità dei visitatori che vengono stimolati nella immaginazione creativa. Le attività del progetto sono ispirate alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile, soprattutto in relazione agli obiettivi di fruizione consapevole del patrimonio naturale e culturale del Parco Nazionale Gran Sasso Laga, per la tutela del paesaggio, della cultura e dello sviluppo locale. Le opere realizzate rimangono a corredo permanente della comunità di San Pietro, con la valorizzazione del borgo e della rete degli antichi sentieri e mulattiere, ma anche nella disponibilità dell’intera comunità del Parco, accrescendone il valore educativo, storico ed antropologico. 6


visitor’s enjoyment, giving greater impetus to the attractive role of the Gran Sasso Laga Park, present in San Pietro with an important Water Museum and creating a further significant reason to visit. Tourist operators of the Gran Sasso destination, facility managers and tourist service providers on the Adriatic coast, as well as in the area concerned, will have a new strong point that combines the demands of environmental tourism linked to the value of the Park with the demands of cultural tourism, which is constantly growing. The valorisation of community heritages represents the current challenge for the mountain populations and the undoubted environmental quality of the territory and its uniqueness, underlined by the realisation of the artistic route in nature, will induce a wider usability by the citizens and a greater sense of belonging and custody by the inhabitants. For these purposes, the local community, elderly and young residents are involved. For each year a final moment of restitution to the community of the works realised has been created as a further element of awareness raising that enhances the territory, whose knowledge and appreciation constitute the stimulus for its preservation. The effect is to induce more and more people to visit the small village of San Pietro and the territory of the Gran Sasso Laga Park, to admire the works of art that intertwine with the works of nature, but also the historical ones preserved in the Romanesque basilicas of San Giovanni ad Insulam and Santa Maria di Ronzano. The entire Valle Siciliana expresses a precious and varied artistic itinerary: the frescoes of Andrea de Litio in the beautiful medieval centre of Isola del Gran Sasso, the ceramic village of Castelli with its national museum; Pietracamela, at the foot of the most spectacular peaks, home to the cave paintings of Guido Montauti; Tossicia with its Gothic portals, Baroque altars and 15th-century wooden madonnas, and much more. The Art in Nature project is characterised by maximum usability due to its multi-sensorial potential: the works, placed in easily accessible locations, catalyse the curiosity of visitors who are stimulated in their creative imagination. The activities of the project are inspired by the European Charter for Sustainable Tourism, especially in relation to the objectives of a conscious use of the natural and cultural heritage of the Gran Sasso Laga National Park, for the protection of the landscape, culture and local development. The works carried out remain a permanent asset for the community of San Pietro, with the enhancement of the village and the network of ancient paths and mule tracks, but also in the availability of the whole Park community, increasing its educational, historical and anthropological value. 7


Il progetto ARTE IN NATURA - percorsi artistici per un museo all’aperto di Cam Lecce e Jörg Grünert - Deposito Dei Segni ARTE IN NATURA è un progetto nato nel silenzio di un desiderio comune, nella testardaggine di una passione cogente, sulla necessità di uno spazio estetico, che intreccia natura e bios in cui far pulsare emozioni in uno scenario di interazioni materiali ed immateriali. L’incontro elettivo tra Scuola Verde, nelle persone di Giuliano Di Gaetano e Giovanna Cortellini, e Deposito Dei Segni, l’artista Jörg Christoph Grünert e l’attrice Cam Lecce, si riassume in un desiderio comune di contribuire a una visione ecologica di un territorio attraverso l’arte e a valorizzare il borgo di San Pietro e la sua comunità. Nasce così l’idea di avviare un percorso per un museo di arte contemporanea all’aperto che coinvolge sia il borgo di San Pietro e sia il territorio naturale circostante, disegnando una mappa che li congiunge, unendo l’uomo alla natura. Ogni anno, questa estate 2021 sarà l’ottava, viene allestito un atelier scultoreo/artistico per produrre opere che compongono il percorso del museo all’aperto. Questo atelier è luogo di scambio dialettico con la cultura materiale del borgo di San Pietro e l’ecologia del luogo, la natura del Parco Nazionale del Gran Sasso - Monti della Laga. Infatti, l’intento dell’atelier non è solo quello di produrre opere d’arte ma di essere strumento, laboratorio e riflessione nell’evoluzione e promozione della comunità. Il progetto coinvolge attivamente gli abitanti del borgo che partecipano agli eventi per la realizzazione del museo d’arte all’aperto. Questo è accaduto fin dal 2014 per la roccia uscita fuori dal campo arato nei pressi della Scuola Verde, per la fontana e il mosaico della salamandra nel Parco giochi dei bambini, per le sculture sul Sentiero Italia e le scritte calligrafe sui muri di San Pietro. Tutte queste tappe del progetto sono state possibili a partire dal trasporto delle pietre fino alla partecipazione per la realizzazione delle opere stesse. Questa interazione ha riportato alla luce narrazioni, fatti e aneddoti accaduti nel luogo e ormai conosciuti solo dagli anziani. Da una di queste memorie, per esempio, è nata l’idea di scolpire un memoriale in ricordo del giovane Giuseppe Di Giovanni, morto nella cava di breccia subito dopo la seconda guerra mondiale, così come le scritte calligrafe ed il murale sono riferite al libro La donna di Carbone della scrittrice Lucia Marcone. La donna di Carbone, la cui protagonista racconta le difficili condizioni di vita della gente e la cultura materiale del luogo fino agli anni sessanta del novecento. Parallelamente ogni anno viene allestita una mostra di arte contemporanea. 8


The project ART IN NATURE - artistic paths for an open-air museum by Cam Lecce and Jörg Grünert - Deposito Dei Segni ART IN NATURE is a project born in the silence of a common desire, in the obstinacy of a compelling passion for the need of an aesthetic space that interweaves nature and bios in which to make emotions pulsate in a scenario of material and immaterial interactions. The elective meeting between Scuola Verde, in the persons of Giuliano Di Gaetano and Giovanna Cortellini, and Deposito Dei Segni, the artist Jörg Christoph Grünert and the actress Cam Lecce, is summed up in a common desire to contribute to an ecological vision of a territory through art and to enhance the village of San Pietro and its community. Thus was born the idea of launching an itinerary for an open-air contemporary art museum involving both the village of San Pietro and the surrounding natural territory, drawing a map that connects them, uniting human kind and nature. Every year, this summer 2021 will be the eighth, we set up a sculptural/ artistic atelier to produce works that make up the itinerary of the open-air museum. This atelier is a place of dialectical exchange with the material culture of the village of San Pietro and the ecology of the place, the nature of the Gran Sasso - Monti della Laga National Park. In fact, the intention of the atelier is not only to produce works of art but to be a tool, a laboratory and a reflection in the evolution and promotion of the community. The project actively involves the inhabitants of the village who take part in the events to create the open-air art museum. This has happened since 2014: from a rock that came out of the ploughed field near the Green School to the fountain and the mosaic of the salamander in the Children’s Playground, from the sculptures on the Sentiero Italia to the calligraphic writings on the walls of San Pietro. All these steps of the project were possible from the transportation of the stones to the participation in the realisation of the works themselves. This interaction has brought to light narratives, facts and anecdotes that occurred in the area which were known only by the elderly. One of these memories, for example, gave rise to the idea of sculpting a memorial in memory of the young Giuseppe Di Giovanni who died in the gravel quarry immediately after the Second World War, just as the calligraphy and the mural refer to the writer Lucia Marcone’s book La donna di Carbone, whose protagonist recounts the difficult living conditions of the local people and material culture up to the 1960s. 9


Le mostre allestite sono in sintonia con le problematiche ecologiche e culturali emergenti a livello globale. Queste tematiche promuovono momenti di riflessione sulla relazione tra essere umano e natura. Le visite guidate agli allestimenti artistici e alla comprensione delle opere sono anche momenti di convivio della comunità insieme con i visitatori che vi giungono. Questi momenti di aggregazione sociale vedono partecipare anche i giovani che volentieri restano in ascolto, venendo a conoscenza dei fatti della comunità e delle vicende della contemporaneità. Inoltre, le mostre permettono all’artista di esprimere una visione globale del suo agire artistico al di là dei suoi interventi site-specific sul territorio. Questo fare agevola gli abitanti ad una comprensione più ampia della visione artistica intrinseca delle opere permanenti sul territorio, e contemporaneamente racconta ai visitatori esterni di un connubio tra arte e territorio, mettendo in dialettica l’arte che ha i suoi punti di riferimento in una cultura metropolitana e cosmopolita con un luogo ad essa periferica, aprendo nuovi orizzonti d’intesa tra arte e cultura materiale. Arte in Natura è anche una residenza creativa, NaturArte, con esplorazioni in ambiente e sperimentazioni con strumenti delle arti visive per dare senso a forme e segni naturali riflettendo sul nostro essere natura. Durante le giornate della residenza artistica si effettuano escursioni ed esperienze creative nella bellezza naturale del Parco Nazionale del Gran Sasso - Monti della Laga, a cui proseguono, presso la Scuola Verde, attività artistiche con l’uso di materiali differenti quali creta, acquerelli, xilografia, cartapesta, libere composizioni plurimateriche ispirati dalle suggestioni vissute in natura, per approfondire i legami che intercorrono tra il mondo della natura e l’essere umano nelle sue caratteristiche “mimesiche”, ossia nel ritrovare legami e rispecchiamenti che attraverso i quattro elementi naturali archetipici contraddistinguono le analogie che ci sono tra il sentire umano e le temperie naturali.

10


At the same time, we hold an exhibition of contemporary art every year. The exhibitions are in tune with emerging global ecological and cultural issues. These themes promote moments of reflection on the relationship between human beings and nature. Guided tours of the art installations and understanding of the works are also moments of community conviviality together with the visitors. These moments of social aggregation are also attended by young people, who willingly stay and listen, learning about the facts of the community and contemporary events. Moreover, the exhibitions allow the artist to express a global vision of his artistic work beyond his site-specific interventions in the area. This makes it easier for the inhabitants to gain a broader understanding of the intrinsic artistic vision of the permanent works on the territory, while at the same time telling outside visitors about a alliance between art and territory, bringing into dialectic the art that has its points of reference in a metropolitan and cosmopolitan culture with a place that is peripheral to it, opening up new horizons of understanding between art and material culture. Art in Nature is also a creative residency, NaturArte, with explorations in the environment and experiments with visual arts tools to give meaning to natural forms and signs by reflecting on our being nature. During the days of the artistic residency there are excursions and creative experiences in the natural beauty of the Gran Sasso - Monti della Laga National Park near San Pietro, followed by artistic activities using different materials like clay, watercolours, woodcuts, papier-mâché at the Green School, free multi-material compositions inspired by the suggestions experienced in nature, to explore the links between the world of nature and the human being in its “mimesic” characteristics, that is, in finding links and reflections that through the four archetypal natural elements distinguish the analogies between human feeling and natural temperaments.

11


Il museo open space “Arte in Natura” in San Pietro di Isola del Gran Sasso (Azioni interdisciplinari 2014-2020) - di Antonio Gasbarrini Nell’estate del 2014, nel borgo di San Pietro di Isola del Gran Sasso, nel teramano, forte delle sue circa trecento anime resilienti, veniva dato avvio alla prima edizione di Arte in Natura su impulso ideativoorganizzativo del Centro di Educazione Ambientale - Scuola Verde (Giovanna Cortellini e Giuliano Di Gaetano) e dell’Associazione Deposito Dei Segni (Cam Lecce e Jörg Christoph Grünert). Arte in Natura giunta nel 2021 alla già programmata ottava edizione, può considerarsi un unicum, sia nazionale che internazionale, innanzitutto per l’impareggiabile ambiente naturalistico in cui si sono svolte le varie azioni interdisciplinari aventi come fil rouge l’infido terreno dell’arte contemporanea. Privilegiando il momento relazionale-creativo degli abitanti del luogo su quello meramente fruitivo, peraltro anch’esso messo in atto con le varie sculture e installazioni realizzate in loco, nonché con le mostre tematiche degli artisti Jörg Christoph Grünert e Pasquale Liberatore. Un’“Arte relazionale”, qui nel borgo San Pietro, lontana mille miglia dai postulati teoretici e pragmatici dell’Estetica relazionale teorizzata e operativamente divulgata con le mostre curate dal critico francese Nicolas Bourriaud1. Nel ripercorrere diacronicamente i momenti salienti del “fare arte” documentati in questo catalogo, non può farsi a meno di sottolineare come la pietra (cave) e il legno (boschi e, per essi, carbone e falegnameria artigianale) siano state il lievito identitario fatto riscoprire all’intera mini-comunità sanpietrese. Ed è una delle opere presenti nel Parco di scultura in progress, L’Angelo tacque con il suo sommario primitivismo antropizzante, ove occhi chiusi e carnose labbra serrate a certificare, forse, tutto il disgusto provato anche dal suo artefice ed alter ego Jörg Christoph Grünert nell’assistere alla totale disfatta umanistico-etico-solidaristica di una società capitalistica imperniata sulla parola d’ordine “profitto e arricchimento a tutti i costi. Costi quel che costi: guerre, dittature, regimi totalitari, devastazione dell’ecosistema…”. Angelo tratto di sana pianta non già dal modernizzante “Angelus Novus” di Paul Klee e Walter Benjamin, “l’angelo della storia” [«C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte ch’egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo sospinge irresistibilmente verso il futuro, a cui egli volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo progresso è questo progresso è questa tempesta»2], bensì dall’“Angelo senza fortuna” del drammaturgo Heiner Müller [«L’ANGELO SENZA FORTUNA. 12


The “Art in Nature” open space museum in San Pietro di Isola del Gran Sasso (Interdisciplinary Actions 2014-2020) - by Antonio Gasbarrini In the summer of 2014, in the village of San Pietro di Isola del Gran Sasso, near Teramo, with its three hundred or so resilient souls, the first edition of Art in Nature was launched on the ideational and organisational impetus of the Environmental Education Centre - Scuola Verde (Giovanna Cortellini and Giuliano Di Gaetano) and the Deposito Dei Segni Association (Cam Lecce and Jörg Christoph Grünert). Art in Nature, now in its eighth edition in 2021, can be considered a unicum, both nationally and internationally, first of all for the incomparable natural environment in which the various interdisciplinary actions took place, with the treacherous terrain of contemporary art as a common thread. The relationalcreative moment of the inhabitants of the place was given priority over the purely fruitive one, which was also implemented with the various sculptures and installations created on site, as well as the thematic exhibitions by the artists Jörg Christoph Grünert and Pasquale Liberatore. A “relational art”, here in the village of San Pietro, a thousand miles away from the theoretical and pragmatic postulates of Relational Aesthetics, theorised and operationally disseminated through the exhibitions curated by the French critic Nicolas Bourriaud1. In reviewing diachronically the salient moments of the “making of art” documented in this catalogue, it is impossible not to underline how stone (quarries) and wood (woods and, for them, coal and artisanal carpentry) have been the identity leaven that has helped the entire mini-community of San Pietro rediscover itself. And it is one of the works in the Sculpture Park in Progress, L’Angelo tacque (The Angel kept silent)with its summary anthropic primitivism, where closed eyes and fleshy tight lips certify, perhaps, all the disgust also felt by its creator and alter ego Jörg Christoph Grünert in witnessing the total humanistic-ethicalsolidaristic defeat of a capitalist society hinged on the watchword “profit and enrichment at all costs. Whatever it takes: wars, dictatorships, totalitarian regimes, the devastation of the ecosystem…”. Angel taken from scratch, not from the modernising “Angelus Novus” by Paul Klee and Walter Benjamin, “the angel of history” [«There is a painting by Klee called Angelus Novus. There is an angel who seems to be moving away from something he is looking at. His eyes are wide open, his mouth is open, his wings are outstretched. The angel of history must look like this. His face is turned towards the past. Wherever a chain of events appears to us, he sees a single catastrophe, relentlessly piling ruin upon ruin and laying it at his feet. He would like to restrain himself, to awaken the dead and recompose the shattered. But a storm is blowing from heaven, which has caught hold of his wings, and is so strong that he can no longer close them. This storm drives him irresistibly towards the future, to which he turns his back, while the heap of ruins rises before him to the sky. What we call progress is this storm»2], but from the “Angel without Fortune” of the dramatist Heiner Müller [«THE ANGEL WITHOUT FORTUNE. 13


Dietro di lui il passato inonda, versa detriti sulle ali e sulle spalle, con un rumore come di tamburi sepolti, mentre davanti a lui il futuro si accumula, schiacciando i suoi occhi, facendo scoppiare i bulbi oculari come una stella, rigirando la parola in un bavaglio sonoro, strangolandolo con il suo respiro. Per un po’ si vedono ancora le sue ali che battono, sente nel fruscio la caduta di massi che scendono davanti, sopra e dietro di lui, più forte quanto più violento è il movimento inutile, isolato quando rallenta. Poi sopra di lui il momento si chiude: sul posto in piedi rapidamente sepolto l’angelo sfortunato viene a riposare, aspettando la storia nella pietrificazione del respiro dello sguardo del volo. Finché il rinnovato fruscio di possenti battiti d’ala si propaga a ondate attraverso la pietra, indicando il suo volo.3]. Già nel 1997 l’artista aveva titolato una sua installazione Angelo senza fortuna, appunto (poi esposta anche in una delle edizioni), in cui un ligneo, screziato, filiforme corpo mutilo, tenta di ergersi dalla sua catena agganciata al centro di una serie di pietre, dalla duplice cromia, circolarmente ammonticchiate. Sicché i massi rinvenuti in loco e plasmati da Jörg Christoph Grünert con marginali interventi manuali – quasi ad evocare i “ready mades aiutati” di un Marcel Duchamp – costituiranno il primo nucleo di sculture realizzate nelle varie edizioni, variamente posizionate in alcuni percorsi boschivi o nel borgo, quali Viandante, Fontana del Salice, L’Occhio della Pietra. Per richiamare inoltre l’attenzione sugli irreversibili danni inferti alla Natura a seguito del ciclopico Traforo del Gran Sasso – con il conseguente impoverimento dei corsi d’acqua e il rischio d’estinzione di alcune specie – nei pressi della menzionata Fontana del Salice – è stata data vita, con la fattiva partecipazione degli abitanti, al mosaico Sogno di una Salamandra. A sua volta snodantesi nei pressi del Condensatore di rugiada, realizzato dallo scultore Pasquale Liberatore coinvolto, nelle azioni performative e in una delle mostre di cui si dirà appresso, nella seconda edizione del 2015. Un geometrizzato condensatore il suo, in lamiera ondulata, coibentata e a forma di foglia, che, come scrive in catalogo, ha la funzione: «di condensare sulla sua superficie le umidità notturne e di raccogliere l’acqua piovana in un serbatoio, formando così un abbeveratoio faunistico necessario nei periodi di siccità estiva. Una scultura utile che possa risolvere i problemi della natura». Ma la rigogliosa Natura boschiva come quella attorniante il borgo, oltre che essere dotata di un’autonoma memoria animale, vegetale e perché no? materica (un aggettivo molto caro a Grünert, come vedremo), ha impresso nelle sue rizomatiche radici i cadenzati passi di chi da quelle lussureggianti faggete ha tratto un magro sostentamento grazie alla produzione del carbone (commercializzato a livello familiare, anche con baratti, nei dintorni, come Isola del Gran Sasso) o nelle rinomate sedie impagliate, arche ed altri mobili artigianali dalla nobilitata fattura. Ci son voluti i rammemoranti racconti de La donna di carbone della scrittrice teramana Lucia Marcone, per far conoscere da vicino – attraverso le vicende biografiche della protagonista, Dorina – gli amari risvolti esistenziali delle donne sanpietresi, vittime sacrificali non solo di un ostile ambientepoco adatto alle coltivazioni, ma di una comunità dall’“accento” fortemente patriarcale e maschilista. Libro che 14


Behind him the past floods, pours debris on his wings and shoulders, with a noise like buried drums, while in front of him the future piles up, crushing his eyes, bursting his eyeballs like a star, turning his speech into a sound gag, strangling him with his breath. For a while you can still see his wings beating, hear in the rustle the falling rocks in front of above behind him, the louder the more violent the useless movement, isolated when it slows down. Then above him the moment closes: on the quickly buried standing place the unfortunate angel comes to rest, waiting for history in the petrification of the flight’s breath. Until the renewed rustle of mighty wingbeats spreads in waves across the stone, indicating his flight.»3]. Already in 1997 the artist had entitled one of his installations Angelo senza fortuna (Angel without fortune), indeed (also shown in one of the editions), in which a wooden, mottled, filiform, mutilated body attempts to rise from its chain hooked to the centre of a series of stones, of two colours, circularly piled up. The boulders found on site and shaped by Jörg Christoph Grünert with marginal manual interventions - almost as if to evoke the “helped ready mades” of Marcel Duchamp - will constitute the first nucleus of sculptures made in the various editions, variously positioned in some woodland paths or in the village, such as Viandante (Wayfarer), Fontana del Salice (Willow Fountain), L’Occhio della Pietra (The Eye of the Stone). In order to draw attention to the irreversible damage inflicted on Nature by the cyclopean Gran Sasso Tunnel - with the consequent impoverishment of watercourses and the risk of extinction of certain species - near the aforementioned Fontana del Salice, the mosaic Sogno di una Salamandra (Dream of a Salamander) was created with the active participation of the inhabitants. In turn, the mosaic winds its way around the Condensatore di rugiada (Dew Condenser), created here by the sculptor Pasquale Liberatore, who was involved in the performative actions and in one of the exhibitions mentioned below, in the second edition of 2015. His is a geometrical condenser, made of corrugated sheet metal, insulated and leaf-shaped, which, as he writes in the catalogue, has the function of: «condensing night-time humidity on its surface and collecting rainwater in a reservoir, thus forming a drinking trough for animals, which is necessary during periods of summer drought. A useful sculpture that could solve nature’s problems». But the luxuriant wooded nature, like that around the village, as well as being endowed with an autonomous animal, vegetable and why not? materic (an adjective very dear to Grünert, as we shall see), it has imprinted in its rhizomatic roots the rhythmic steps of those who, from those luxuriant beech woods, have drawn a meagre sustenance thanks to the production of charcoal (sold at family level, also through bartering, in the surrounding areas, such as Isola del Gran Sasso) or in the renowned strawbottomed chairs, arches and other handcrafted furniture of noble workmanship. It took the evocative novel of La donna di carbone (The charcoal woman) by Teramo writer Lucia Marcone to bring to light - through the biographical events of the protagonist, Dorina the bitter existential implications of the women of San Pietro, sacrificial victims not only of a 15


nell’ultima edizione di Arte in natura (2019-2020) farà da trait d’union simbolico tra quella dura realtà evocata dalla Dorina ed i murales dipinti, con il concorso degli abitanti, nelle facciate di gran parte del paese. E, mentre la trascrizione del romanzo di Ignazio Silone sarà portata a termine ad Aielli nell’estate del 2018, grazie alla geniale intuizione dell’artista Alleg di «trascrivere integralmente lettera dopo lettera e segni d’interpunzione su quella pulsante superficie a cielo aperto l’intero romanzo, consentendo così di rivivere in modo inusitato la corale epopea dei cafoni marsicani, un libro da poter scorrere con un sol colpo d’occhio, in quei 100 metri quadri ove una certosina grafia in stampatello minuscolo “dipinta” con un pennello ed acrilico grigio, parla e contemporaneamente canta di quegli indimenticabili personaggi vestiti di soli stracci»4, qui sono le frasi più identitarie di La donna di carbone a ridare fiato e smalto memoriale all’intera comunità. Frasi annunciate dall’unico murale figurativo in cui, quasi citando la straordinaria operazione dei monumentali dipinti rupestri nelle Grotte di Segaturo (Pietracamela) dal gruppo “Il Pastore bianco” fondato nel 1963 da Guido Montauti (con l’omonimo Manifesto firmato anche da Alberto Chiarini, Diego Esposito, Piero Marcattili e il pastore Bruno Bartolomei), una sorta d’istantanea graficizzata immortala le fumettistiche sembianze di bambini, adulti e vecchi in una ritrovata atmosfera familiare, con la quinta scenografica di un surrealisteggiante personaggio, un cavallo bianco, le cime del Gran Sasso e gli immancabili alberi boschivi. Atmosfera ripercorsa nelle scritte aforistiche murali tratte dal libro, a loro volta ingentilite con alcune decorazioni. Scritte indimenticabili, peraltro perfettamente fuse nel contesto civico-paesaggistico con cui vanno ad interagire: «Io Dorina ero una donna di carbone. Ho vissuto tutto il nero della terra. Neri i capelli, i vestiti, le mani. I nostri letti erano sempre sporchi, anche quando partorivamo i nostri figli»; «Solo un bel ricordo riesco a conservare, anzi un profumo quello del fumo intriso di muschio di aghi di pino e di ginepro bruciati; un profumo così riesci a sentirlo solo nelle piazze delle carbonaie»; «Dorina non è sola, si capisce dalla serenità del suo narrare, ha rapito tutta la cultura della terra nuda e l’ha fatta sua…»; «Antonio Colantonio raffinato, preciso, fantasioso possedeva uno “scompasso”. Fu ingegnere della tradizione dei sediari ed arcari…». Si dovrà inoltre alle mostre personali tematiche tenute da Jörg Christoph Grünert e come si è già annotato, da Pasquale Liberatore, nello spazio espositivo della Scuola Verde – ove saranno promosse varie attività laboratoriali tese a sensibilizzare al meglio i partecipanti sulla componente “mimesica” natura/ essere umano – far scattare nel fruitore, anche meno avveduto, più di un scintilla cognitiva d’ordine formale-linguistico. La materia, nella sua più larga eccezione, variamente assemblata quando non richiede un intervento scultoreo nei limiti minimalisti evidenziati, diventa il tema-soggetto prevalente delle mostre personali proposte, con opere oscillanti tra una loro resa ora metaforica, ora metonimica. 16


hostile environment unsuitable for cultivation, but also of a community with a strongly patriarchal and chauvinist “accent”. In the last edition of Art in Nature (2019-2020), this book will act as a symbolic link between the harsh reality evoked by Dorina and the murals painted, with the help of the inhabitants, on the facades of most of the town. And, while the transcription of Ignazio Silone’s novel will be completed in Aielli in the summer of 2018, thanks to the brilliant intuition of the artist Alleg to «transcribe the entire novel letter by letter and punctuation marks on that pulsating open-air surface, thus making it possible to relive the choral epic of the Marsican peasants in an unusual way. A book that can be browsed at a glance, in those 100 square metres where a painstaking handwriting in tiny block letters “painted” with a brush and grey acrylic speaks and at the same time sings about those unforgettable characters dressed only in rags»4, here are the most identifiable phrases of La donna di carbone to give breath and memorial enamel to the entire community. Phrases announced by the only figurative mural in which, almost quoting the extraordinary operation of the monumental rock paintings in the Segaturo Caves (Pietracamela) by the group “Il Pastore bianco” (The White Shepherd) founded in 1963 by Guido Montauti (with the homonymous Manifesto also signed by Alberto Chiarini, Diego Esposito, Piero Marcattili and the shepherd Bruno Bartolomei), a sort of graphic snapshot immortalises the cartoonish features of children, adults and old people in a rediscovered family atmosphere, with the scenographic backdrop of a surrealist character, a white horse, the peaks of the Gran Sasso and the ever-present forest trees. The atmosphere is echoed in the aphoristic wall writings taken from the book, which are in turn softened by a few decorations. Unforgettable writings, perfectly blended into the civic-landscape context with which they interact: « I Dorina was a woman of coal. I experienced all the blackness of the earth. Black hair, black clothes, black hands. Our beds were always dirty, even when we gave birth to our children»; «I can only keep one good memory, or rather a perfume, that of smoke soaked in musk, burnt pine needles and juniper; you can only smell such a perfume in the squares of the charcoal kilns»; «Dorina is not alone, you can tell by the serenity of her narration that she has captured all the culture of the bare earth and made it her own…»; «Antonio Colantonio was refined, precise, imaginative and possessed a “scompasso” (compass). He was an engineer in the tradition of the sediari ed arcari (artisans of traditional chairs and sideboards)…». Moreover, the personal thematic exhibitions held by Jörg Christoph Grünert and, as already noted, by Pasquale Liberatore, in the exhibition space of the Scuola Verde (Green School) - where various workshop activities will be promoted with the aim of raising participants’ awareness of the “mimesic” nature/human being component - will trigger more than one cognitive spark of a formal-linguistic order in the user, even the least circumspect. 17


Si susseguono: “Meditando in materia”, in cui la pietra dalle forme basiche e l’astrattizzante grafica dialogano alla pari senza alcun soluzione di continuità; “Tra le Materie della Natura” (insieme alle opere massive, arcaicizzanti e multi-antropomorfe di Pasquale Liberatore), con le varie Terre fossili dalle emblematiche fessure-cicatrici temporali; “TOPOS. Geografie della materia” ove cominciano ad affiorare spunti socio-antropologici quali Naufragio o Le vie delle spezie; “Lost Home. Diari del perduto”, con un percorso figurativo-pittorico incentrato sulla dolente immagine di Antonin Artaud; “Caput communicatio. Notizie da nessuna notizia”, collages di giornali “afoni” maltrattati dall’artista con vistose macchie di bitume liquido e sovrascritte in lingua tedesca, oltre ad alcune formule matematiche; “Mare nostrum”, la quotidiana tragedia degli immigrati affogati evocata con un’istallazione multimediale, una performance ed altre opere quali l’azzurrato, grande disco ligneo su cui sono stati incollati stracci ed indumenti; per finire con “Oscillazione della materia”, ciclo problematico, sia per il largo ricorso alle materie più impensabili (in Lastra sociologica III sono assemblati plexiglas, ferro, lastre radiologiche, garza, ardesia, chiodi, cuoio) che per i sottesi “pensieri” con cui è innervato. Nell’arte di Jörg Christoph Grünert, infatti, non è il concetto, perno fondante dell’“Arte Concettuale” e di derivate, pretenziose pseudo-installazioni site-specific tanto di moda ai nostri giorni, bensì il pensiero – filosoficamente fuso con la poesia da Martin Heidegger –, ad essere imbevuto in ogni sua opera, in quanto, per dirla con George Steiner: «Il pensiero nella poesia e il poetico del pensiero sono atti della grammatica, del linguaggio in movimento. I loro mezzi, i loro vincoli sono quelli dello stile. L’indicibile, nel senso diretto di questo termine, le circoscrive entrambe»5. E, per esser ancora più precisi, potremmo parlare di un “pensiero indicibile della e sulla materia” (anche umana), abbracciante la “Terra-Patria” (Edgar Morin) e l’intero cosmo. Chiamare in causa, nella sua poetica, i postulati estetici del movimento artistico “Arte Povera” messo su nella seconda metà degli Anni sessanta dal compianto critico d’arte Germano Celant, non è scorretto, anche se l’artista ci tiene a precisare, nel suo testo in catalogo: «Questo percorso non è inteso da me come progetto di Land-Art e/o corredo artistico di un paese, è invece il tentativo di coniugare un’arte e un habitat nel loro insieme sotto il segno dell’ecologia, mettere in dialettica la complessità tra prima e seconda natura, una indagine/sperimentazione di un environment organico che si evolve/adatta tra una comunità, l’arte e la prima natura, un percorso verso una ecologia della mente»; né è da meno, quanto ai suoi ideali Antichi maestri (titolo “rubato” al romanzo-capolavoro di Thomas Bernhard) fare riferimento alla sciamanica, visionaria arte del connazionale Joseph Beuys (quest’anno ricorre il Centenario della sua nascita), rileggendo magari l’utopica, affratellante società modellata nel Manifesto “Azione Terza Via”. Aggiungere, ancora, un deciso timbro espressionistico conferito alle opere grafiche e pittoriche, è altrettanto pertinente. Ignorare l’intenso vissuto artistico internazionale (in particolare a Beirut e nei campo profughi palestinesi del Libano) al fianco della compagna di vita e d’arte, l’attrice Cam Lecce, sarebbe imperdonabile. Vissuto creativo ripercorso nel testo, scritto a quattro mani, Teatro, arte e linguaggi 18


Matter, in its broadest exception, variously assembled when it does not require sculptural intervention within the minimalist limits highlighted, becomes the prevailing theme-subject of the personal exhibitions proposed, with works oscillating between their metaphorical and metonymic rendering. These include: “meditando in materia” (meditating in matter), in which stone with its basic forms and abstract graphics dialogue on an equal footing without any solution of continuity; “Tre le Materie della Natura” (Among the Matters of Nature), together with the massive, archaic and multi-anthropomorphic works of Pasquale Liberatore, with the various terre fossili (fossil soils) with their emblematic temporal fissure-icers; “TOPOS. Geografie della materia” (Geographies of matter) where socio-anthropological cues such as Naufragio (wreck) or Le vie delle spezie (spice routes) begin to emerge; “Lost Home. diari del perduto” (diaries of the lost), with a figurative-pictorial path centred on the painful image of Antonin Artaud; “Caput communicatio. notizie da nessuna notizia” (news from no news), collages of “aphonic” newspapers mistreated by the artist with conspicuous stains of liquid bitumen and overwritten in German, as well as some mathematical formulas; “mare nostrum”, the daily tragedy of drowned immigrants evoked by a multimedia installation, a performance and other works such as the azure, a large wooden disc on which rags and clothes have been glued; and finally “Oscillazione della materia” (Oscillation of matter), a problematic cycle, both because of the extensive use of the most unthinkable materials (in Lastra sociologica III Plexiglas, iron, X-ray plates, gauze, slate, nails, leather are assembled) and because of the underlying “thoughts” with which it is innervated. In fact, in Jörg Christoph Grünert’s art, it is not the concept, the founding pivot of “Conceptual Art” and of derived, pretentious site-specific pseudo-installations so fashionable today, but rather thought philosophically fused with poetry by Martin Heidegger - that is imbued in each of his works, since, in the words of George Steiner: «Thought in poetry and the poetic in thought are acts of grammar, of language in movement. Their means, their constraints are those of style. The unspeakable, in the direct sense of this term, circumscribes them both»5. And, to be even more precise, we could speak of an ‘unspeakable thought of and about matter’ (including human matter), embracing the ‘Terra-Patria’ (Edgar Morin) and the entire cosmos. Calling into question, in his poetics, the aesthetic postulates of the “Arte Povera” art movement set up in the mid-1960s by the late art critic Germano Celant is not incorrect, even if the artist is keen to clarify, in his text in the catalogue: “This path is not intended by me as a Land-Art project and/or artistic kit of a country, it is instead an attempt to combine an art and a habitat as a whole under the sign of ecology, to put in dialectic the complexity between first and second nature, an investigation/experimentation of an organic environment that evolves/adapts between a community, art and first nature, a path towards an ecology of the mind”; Nor is it any less important, in terms of his ideal Old Masters (a title “stolen” from Thomas Bernhard’s masterpiece novel) to refer to the shamanic, visionary art of his compatriot Joseph Beuys (this year marks the centenary of his birth), perhaps rereading the utopian, brotherly society 19


artistici: mezzi resilienti per la promozione di una nuova gestalt dell’uomo ecologico: «[…]Tutto il lavoro laboratoriale, che abbiamo svolto negli ultimi venti anni in Italia e all’estero, persegue l’obiettivo di facilitare la comunicazione e la comprensione come base per la promozione della salvaguardia dei diritti umani, della giustizia, dell’uguaglianza e della libertà, beni comuni irrinunciabili per una vita dignitosa […]»6. Da qui deriva una mia personale interpretazione sulla poetica di fondo di Jörg Christoph Grünert: quella di una “drammaturgia visuale” ben presente sia nelle sculture, grafiche, dipinti, e, soprattutto nelle installazioni site-specific e negli environments. Sicché ogni colpo di martello dato, ogni segno impresso, ogni materiale accostato, ogni pigmento, recitano tra essi e per essi – in una sorta di messa in scena dell’“opera” – l’inenarrabile dramma della vita. La grammatica e la sintassi di una pre-scrittura estetica visuale, quindi, con l’immanenza epifanica del dolente canto di materia-ambiente-essere, fanno da trama progettuale finalizzata alla riscoperta della inverabile Sacralità con cui sono intrisi persino gli atomi e le quantistiche particelle subatomiche di un enigmatico universo in divenire. __________________________ In proposito si veda il mio saggio Il covid-19 e il tonfo dell’estetica relazionale e della altermodernità di Nicolas Bourriaud?, ZRAlt!, n. 27-28, inverno 2019 / primavera 2020. https://zralt.angelus-novus.it/zralt-n-27-28-inverno-2019-primavera-2020/il-covid-19-e-il-tonfo-dellestetica-relazionalee-della-altermodernita-di-nicolas-bourriaud/

1

Cit. in Gershom Scholem, Walter Benjamin e il suo angelo, Adelphi, Milano 1978, p. 59. Sui benjaminiani Angelus Novus e Agesilaus Santander, si veda anche il mio racconto Le indelebili impronte digitali di Mr T all’Angelus Novus. https://www.angelus-novus.it/blog/2010/01/26/le-indelebili-impronte-digitali-di-mr-t-allangelus-novus/

2

Heiner Müller, Material, 1990, Reclam-Verlag Leipzig, p.7. La traduzione dal tedesco mi è stata messa gentilmente a disposizione dall’artista: «DER GLÜCKLOSE ENGEL. Hinter ihm schwemmt Vergangenheit an, schüttet Geröll auf Flügel und Schultern, mit Lärm wie von begrabnen Trommeln, während vor ihm sich die Zukunft staut, seine Augen eindrückt, die Augäpfel sprengt wie ein Stern, das Wort umdreht zum tönenden Knebel, ihn würgt mit seinem Atem. Eine Zeit lang sieht man noch sein Flügelschlagen, hört in das Rauschen die Steinschläge vor über hinter ihm niedergehn, lauter je heftiger die vergebliche Bewegung , vereinzelt, wenn sie langsamer wird. Dann schließt sich über ihm der Augenblick: auf dem schnell verschütteten Stehplatz kommt der glücklose Engel zur Ruhe, wartend auf Geschichte in der Versteinerung von Flug Blick Atem. Bis das erneute Rauschen mächtiger Flügelschläge sich in Wellen durch den Stein fortpflanzt und seinen Flug anzeigt». 3

Citazione tratta da Antonio Gasbarrini, Su quel murales l’intero romanzo di Fontamara, “Il Messaggero Abruzzo”, 18 agosto 2018, ora in: https://silone.angelus-novus.it/2018/08/18/su-quel-murales-lintero-romanzo-di-fontamara/

4

5

George Steiner, La poesia del pensiero, Garzanti, Milano 2011, p. 256.

6

Leggibile al link: https://zralt.angelus-novus.it/zralt-n-12-primavera-2016/teatro-arte-e-linguaggi-artistici-mezziresilienti-per-la-promoziondi-una-nuova-gestalt-delluomo-ecologico/

20


modelled in the “Azione Terza Via” Manifesto. Adding a strong expressionistic stamp to his graphic and pictorial works is also pertinent. It would be unforgivable to ignore his intense international artistic experience (particularly in Beirut and in the Palestinian refugee camps of Lebanon) alongside his life and artistic companion, the actress Cam Lecce. This creative experience is retraced in the text, written by four hands, Theatre, art and artistic languages: resilient means for the promotion of a new gestalt of ecological human being: «[...] All the workshop work we have carried out over the last twenty years in Italy and abroad, pursues the objective of facilitating communication and understanding as a basis for the promotion of the protection of human rights, justice, equality and freedom, common goods that cannot be renounced for a dignified life [...]»6. This gives rise to my personal interpretation of Jörg Christoph Grünert’s basic poetics: that of a “visual dramaturgy” which is clearly present in his sculptures, graphics, paintings and, above all, in his sitespecific installations and environments. So that every hammer blow, every sign impressed, every material approached, every pigment, recite among them and for them - in a sort of staging of the “work” - the unspeakable drama of life. The grammar and syntax of a visual aesthetic pre-writing, therefore, with the epiphanic immanence of the sorrowful song of matter-environment-being, act as a design plot aimed at the rediscovery of the unverifiable Sacredness with which even the atoms and quantum subatomic particles of an enigmatic universe in the making are imbued.

__________________________ 1 On this subject, see my essay The covid-19 and the thud of Nicolas Bourriaud’s relational aesthetics and altermodernity?, ZRAlt!, no. 27-28, Winter 2019 / Spring 2020. https://zralt.angelus-novus.it/zralt-n-27-28-inverno-2019-primavera-2020/il-covid-19-e-il-tonfo-dellestetica-relazionalee-della-altermodernita-di-nicolas-bourriaud/ 2 Quoted in Gershom Scholem, Walter Benjamin e il suo angelo, Adelphi, Milan 1978, p. 59. On Benjamin’s Angelus Novus and Agesilaus Santander, see also my story The Indelible Fingerprints of Mr T at the Angelus Novus. https://www.angelus-novus.it/blog/2010/01/26/le-indelebili-impronte-digitali-di-mr-t-allangelus-novus/ 3 Heiner Müller, Material, 1990, Reclam-Verlag Leipzig, p.7. La traduzione dal tedesco mi è stata messa gentilmente a disposizione dall’artista: «DER GLÜCKLOSE ENGEL. Hinter ihm schwemmt Vergangenheit an, schüttet Geröll auf Flügel und Schultern, mit Lärm wie von begrabnen Trommeln, während vor ihm sich die Zukunft staut, seine Augen eindrückt, die Augäpfel sprengt wie ein Stern, das Wort umdreht zum tönenden Knebel, ihn würgt mit seinem Atem. Eine Zeit lang sieht man noch sein Flügelschlagen, hört in das Rauschen die Steinschläge vor über hinter ihm niedergehn, lauter je heftiger die vergebliche Bewegung , vereinzelt, wenn sie langsamer wird. Dann schließt sich über ihm der Augenblick: auf dem schnell verschütteten Stehplatz kommt der glücklose Engel zur Ruhe, wartend auf Geschichte in der Versteinerung von Flug Blick Atem. Bis das erneute Rauschen mächtiger Flügelschläge sich in Wellen durch den Stein fortpflanzt und seinen Flug anzeigt» . 4 Quote taken from Antonio Gasbarrini, Su quel murales l’intero romanzo di Fontamara, “Il Messaggero Abruzzo”, 18 August 2018, now in: https://silone.angelus-novus.it/2018/08/18/su-quel-murales-lintero-romanzo-di-fontamara/ 5 George Steiner, The Poetry of Thought, New Directions Publishing Corporation, Cambridge 2011. 6 Readable at the link: https://zralt.angelus-novus.it/zralt-n-12-primavera-2016/teatro-arte-e-linguaggi-artistici-mezziresilienti-per-la-promoziondi-una-nuova-gestalt-delluomo-ecologico/

21


Arte e ecologia della mente, report e visione di un percorso - di Jörg Christoph Grünert 2014, Arte in Natura, il progetto nasce nel silenzio di una roccia. Una roccia che esce dal terreno e viene trascinata nel giardino della Scuola Verde, punto ideale dell’inizio del percorso ancora oggi in atto. Questo percorso non è inteso da me come progetto di Land-Art e/o corredo artistico di un paese, è invece il tentativo di coniugare un’arte e un habitat nel loro insieme sotto il segno dell’ecologia, mettere in dialettica la complessità tra prima e seconda natura, una indagine/sperimentazione di un environment organico che si evolve/adatta tra una comunità, l’arte e la prima natura, un percorso verso una ‘ecologia della mente’. 2014 - Viandante La roccia che esce dal terreno, la roccia è un materiale non consueto da scolpire. Eppure la roccia è per me, nel suo essere un conglomerato, un segno della continua mutazione della natura tra il suo movimento continuo e il suo aspetto intrinseco generativo e distruttivo. Così l’indagine sulla forma della roccia e il mio lavoro su di essa sono stati principalmente rendere evidente l’essenza della pietra, portarla alla luce, coniugare la mia anima con la sua, il mio approccio mimesico nel lavoro artistico. E questo mio fare, il lavoro materiale dello scolpire questa roccia, ha incuriosito molto gli abitanti del borgo, nonostante l’immagine informale della scultura prodotta non corrisponda ad una immediata lettura. Per me l’opera è comunque un ponte tra la natura, la cultura materiale e la cultura intellettuale. 2015 e 2018 - Fontana del Salice e il mosaico Sogno di una Salamandra Nel 2015 comincia a farsi strada l’iniziativa comunitaria del borgo per la realizzazione di un parco giochi vicino al Museo Centro per le Acque del Gran Sasso, gestito dalla Scuola Verde. Al centro di questa area si trova un masso calcareo di straordinaria bellezza dove è collocato un rubinetto come punto acqua, ecco che questo masso diventa la mia prossima meta. Anche qui decido di intervenire con un certo minimalismo lavorando soltanto sull’aspetto della pietra stessa ma con un intervento più consistente. Ho intagliato la pietra anche per integrarvi dentro un salix alba, il salice bianco ricco di virtù medicinali, creando una scultura organica che nel suo complesso richiama il sistema acqua, pietra calcarea-albero-acqua. Mentre scolpivo ho scoperto che un piccolo avvallamento manteneva a lungo l’acqua della pioggia, probabilmente per un consistente strato di argilla, e quindi ho tentato di integrarlo nella scultura realizzandovi anche una performance. Poi nel 2018 l’area parco giochi era molto cambiata e soprattutto ho trovato un canale di cemento che partiva dalla Fontana del Salice. Non sempre l’arte convive facilmente con gli esseri umani e così mi sono adattato all’evidenza. L’idea del parco giochi dei bambini si stava per concretizzare, così su questa superficie cementificata ho progettato un mosaico coloratissimo per i bambini intorno alla figura della salamandra, specie a rischio in questo territorio. Quindi, con l’impegno e il lavoro dei molti partecipanti, soprattutto locali, grandi e piccini, ho curato la posa delle tessere ceramiche. 2016-2017 - L’Occhio della Pietra e L’Angelo tacque Nel 2016, finalmente, entro in ambiente per intervenire direttamente nella natura. Sul Sentiero Italia si trova l’ex-cava di breccia dei sanpietresi. Resto molto colpito da quest’area apparentemente naturale che in passato era antropizzata come risorsa della comunità. Luogo perfetto per il mio lavoro scultoreo mimesico. Scelgo due massi abbastanza compatti che con l’aiuto di alcuni membri della Cooperativa Brancastello vengono portati presso la Scuola Verde, e dopo aver finito l’intervento scultoreo riposizionati alla cava. Mentre comincio a scolpire, torna alla 22


Art and Ecology of the Mind, report and vision of a path - by Jörg Christoph Grünert 2014, Art in Nature, the project was born in the silence of a rock. A rock that comes out of the ground and is dragged into the garden of the Green School, the ideal point of the beginning of the path that is still in place today. This path is not intended by me as a Land-Art project and/or the artistic equipment of a village, it is instead an attempt to combine an art and a habitat as a whole under the sign of ecology, putting into dialectic the complexity between first and second nature, an investigation/experimentation of an organic environment that evolves/adapts between a community, art and first nature, a path towards an ‘ecology of the mind’. 2014 - Viandante (Wayfarer) A rock is coming out of the ground, rock is an uncommon material to sculpt. Yet rock is for me, in its being a conglomerate, a sign of the continuous mutation of nature between its continuous movement and its intrinsic generative and destructive aspect. So the investigation into the form of the rock and my work on it have mainly been to make its essence as stone evident, to bring it to light, to combine my soul with its soul, my mimesic approach to artistic work. And this work of mine, the material work of sculpting this rock, has intrigued the inhabitants of the village, even though the informal image of the sculpture produced does not correspond to an immediate reading, for me the work is still a bridge between nature, material culture and intellectual culture. 2015 and 2018 - Fontana del Salice e il mosaico Sogno di una Salamandra (Willow Fountain and the mosaic Dream of a Salamander) In 2015, the village’s community initiative to create a playground near the Gran Sasso Water Museum Centre, run by the Green School, began to take shape. At the centre of this area is a limestone boulder of extraordinary beauty where a tap is placed as a water point, and here this boulder becomes my next destination. Here too I decided to intervene with a certain minimalism by working only on the appearance of the stone itself, but with a more substantial intervention. I also carved the stone to incorporate into it a salix alba, the white willow tree rich in medicinal virtues, creating an organic sculpture that as a whole recalls the water system, limestone-tree-water. While I was sculpting I discovered that a small depression was holding rainwater for a long time, probably due to a substantial layer of clay, so I tried to integrate it into the sculpture by making a performance there as well. Then in 2018 the playground area had changed a lot and especially I found a concrete channel starting from the Willow Fountain. Art does not always coexist easily with humans and so I adapted to the evidence. The idea of the children’s playground was about to materialise, so on this cemented surface I designed a colourful mosaic for the children around the figure of the salamander, an endangered species in this area. Then with the commitment and work of the many participants, mainly local, young and old, I took care of the laying of the ceramic tiles. 2016-2017 - L’Occhio della Pietra e L’Angelo tacque (The Eye of the Stone and The Angel kept silent) In 2016, I finally entered the environment to intervene directly in nature. On the Sentiero Italia (the Track of Italy) is the former gravel quarry of San Pietro. I am very impressed by this apparently natural area, which in the past was anthropized as a community resource. It is the perfect place for my mimesic sculptural work. I choose two fairly compact boulders, which, with the help of some members of the Brancastello Cooperative, we take to the Green School, and after finishing the sculpting we put them back in the quarry. As I began sculpting, the tragic event that led to the abandonment of the quarry rises back from memory. Carlo secondo and Gabrielle, Giuseppe Di Giovanni’s 23


memoria il tragico evento che portò all’abbandono della cava. Carlo Secondo e Gabriele, fratelli di Giuseppe Di Giovanni, con altri ottuagenari a conoscenza della vicenda ci raccontano di Giuseppe che morì a soli vent’anni per il crollo della cava nel 1948 e di come Gabriele sopravvisse per miracolo. Questo episodio, ormai conosciuto solo dagli anziani del borgo, fa riemergere in tutta la sua severità la difficile condizione delle genti di montagna, e produce un impatto emotivo profondo su di me. Ed ecco che quindi cambio punto di vista e decido di dedicare uno dei due massi a Giuseppe e farne un memoriale dal titolo L’Angelo tacque, in ricordo suo e della condizione materiale del tempo, per lasciare traccia in un presente, senza radici né critiche, che tende a smarrirsi nell’apparenza di una vita moderna. Mentre per l’altra scultura, L’Occhio della Pietra, decido di lasciare un segno ineluttabile di transizione tra la natura intesa come altro da noi e l’essere umano vulnerabile che però pecca facilmente di superbia. L’inaugurazione delle due sculture è stata commovente con la partecipazione di tutta la comunità del borgo. 2019-2020 - sui muri la storia della comunità Il romanzo La donna di carbone di Lucia Marcone diventa lo sfondo di una richiesta. L’Associazione locale Taruss e Scuola Verde mi chiedono esplicitamente di intervenire con dei murales nel borgo antico di San Pietro attraverso la storia del romanzo che racconta delle condizioni di vita dei sanpietresi dediti soprattutto al mestiere di carbonai, testimoniato ancora oggi dalle faggete presenti. Collettivamente vengono scelte le frasi del romanzo da dipingere sui muri, per le scritte decido di utilizzare il corsivo perché il corsivo è di chi scrive, accompagnando le scritte anche con piccole decorazioni e grafiche prese anche dai temi tradizionali dei sediari e arcari, considerando l’ambiente, il significato delle frasi, la dimensione dei muri disponibili. Per la realizzazione delle scritte c’è stato un grande coinvolgimento degli abitanti, dai bambini agli adulti, che come per il mosaico della salamandra, si sono impegnati accompagnandomi nell’operazione come una piccola bottega d’arte. Oltre le 14 opere calligrafe, ho realizzato un murale simbolico, anche questo dipinto con il concorso di tutti, nella piazza centrale del paese. In questo contesto comunitario l’artista diventa anche un decoratore. Ogni anno ho accompagnato gli interventi con delle mostre, l’artista si muove come fa la chiocciola. Le diverse mostre sono state curate da me come anticipazione o sottolineatura dei miei interventi, come per esempio la mostra del 2017, dedicata alla mia ricerca sulla ‘anatomia sociale’, nella quale ho inserito un ritratto di Giuseppe Di Giovanni, ricavato dall’unica fotografia esistente di lui, una fototessera sbiadita e sfocata degli anni quaranta. Le mostre sono come assemblaggi di ipotetici percorsi stilistici-cronologici tra vecchie e nuove opere al confronto, ultime ricerche, contesti che sentivo nel tempo presente cogenti o insieme di diverse sfumature. Finora ho condiviso mostra ed interventi solo con l’artista Pasquale Liberatore, nel 2015, che ha creato una scultura per il Museo delle Acque. Ho uno scambio intenso da molti anni con Pasquale Liberatore con il quale, oltre ad essere stato mio professore all’Accademia delle Belle Arti che molto ha influito nel predispormi ad entrare in intesa con la scultura, condivido tutte le tematiche dell’ecologia. Non sono intervenuti ancora altri artisti per le ristrettezze economiche ma non è detta l’ultima parola. Insieme con l’attrice Cam Lecce conduco il laboratorio naturalistico-artistico NaturArte, importante tassello nel percorso di Arte in Natura e anche sostegno indispensabile per l’intero progetto. Un percorso ha delle radici, nasce da un seme, senza la cura di Giovanna Cortellini e Giuliano Di Gaetano della 24


brothers, with other octogenarians who know about the story, tell us about Giuseppe who died at the age of twenty when the quarry collapsed in 1948 and how Gabriele miraculously survived. This episode, now known only to the village elders, brings to the surface in all its severity the difficult condition of the mountain people, and has a profound emotional impact on me. So I changed my point of view and decided to dedicate one of the two boulders to Giuseppe and make a memorial of it, L’Angelo tacque, in memory of him and the material condition of the time, to leave a trace in a present, without roots or criticism, that tends to get lost in the appearance of modern life. While the other sculpture, L’Occhio della Pietra, I decided to leave it as an ineluctable sign of transition between nature as something other than us and the vulnerable human being who so easily sins of pride. The unveiling of the two sculptures was touching with the participation of the entire village community. 2019-2020 - sui muri la storia della comunità (the history of the community on the walls) The novel La donna di carbone (The Coal Woman) by Lucia Marcone becomes the background to a request. The local association Taruss and Scuola Verde explicitly asked me to intervene with murals in the old village of San Pietro through the story of the novel, which tells of the living conditions of the people of San Pietro, who were mainly charcoal burners, as can still be seen today in the beech forests. Collectively, the phrases from the novel are chosen to be painted on the walls, and I decide to use cursive for the writings because it is the writer’s one, accompanying the writings with small decorations and graphics also taken from the traditional themes of the sediari and arcari (artisans of tradional chairs and sideboards), considering the environment, the meaning of the phrases, and the size of the available walls. The inhabitants, from children to adults, were greatly involved in the creation of the writings, and as in the case of the salamander mosaic, they committed themselves to accompanying me in the operation like a small ‘bottega d’arte’. In addition to the 14 calligraphic works, I also created a symbolic mural painting with the help of everyone in the central square of the village. In this community context, the artist also becomes a decorator. Every year I have accompanied the interventions with exhibitions, the artist moves like a snail. The various exhibitions have been curated by me as an anticipation or underlining of my interventions, such as the 2017 exhibition, dedicated to my research on ‘social anatomy’, in which I included a portrait of Giuseppe Di Giovanni, taken from the only existing photograph of him, a faded and blurred passport photo from the 1940s. The exhibitions are like assemblages of hypothetical stylistic-chronological paths between old and new works in comparison, the latest research, contexts that I felt to be cogent in the present time or with different nuances. So far I have only shared exhibitions and interventions with the artist Pasquale Liberatore, in 2015, who created a sculpture for the Museo delle Acque. I have had an intense exchange for many years with Pasquale Liberatore, with whom I share all the themes of ecology, as well as having been my professor at the Academy of Fine Arts, which greatly influenced my predisposition to enter into an understanding with sculpture. Other artists have not yet taken part due to financial constraints, but the last word is not yet said. Together with the actress Cam Lecce, I lead the naturalistic-artistic workshop NaturArte, an important part of the Art in Nature project and also an indispensable support for the entire project. A path has roots, it is born from a seed, and without the care of Giovanna Cortellini and Giuliano Di Gaetano of the Green School everything I have described so far would simply not have been possible. Finally, there is the importance of the participation of the community, which has steadily grown over time; this 25


Scuola Verde tutto ciò che ho descritto finora non sarebbe stato semplicemente possibile. Infine, c’è l’importanza della partecipazione della comunità che nel tempo è costantemente cresciuta; questo è un elemento importante perché in assenza di una partecipazione, di scambio e reciprocità, il ‘work in progress’ del percorso Arte in Natura risulterebbe solo un percorso artistico formale. Arte in Natura è per me un laboratorio, una indagine di come la mia arte può interagire in una comunità tra arte e natura, un workshop in progress senza determinare di per sé ‘risultati’, anche se, indubbiamente, il percorso produce ‘opere’ e crea un ‘museo all’aperto’. “Per la natura stessa delle cose, un esploratore non può mai sapere che cosa stia esplorando finché l’esplorazione non sia stata compiuta” (Gregory Bateson, Verso una ecologia della mente). L’ecologia è il tema cruciale del nostro tempo ma spesso si intende ‘ecologia’ come tema parziale di problemi globali della nostra specie. Penso che non sia così, pensare che i problemi ambientali siano risolvibili attraverso la tecnica senza collegarli ai grandi temi economici, sociali, culturali, industriali, sanitari e demografici è per me illusorio, la crisi è globale e investe tutti gli ecosistemi nel loro insieme, tutto è collegato. L’orizzonte dei nostri linguaggi è imbevuto della nostra storia di colonizzatori industrializzati lontani dalla natura. I linguaggi artistici possono più facilmente staccarsi da queste determinazioni ‘su ciò che si può dire’ e sono in questo senso una risorsa indispensabile per cambiamenti emancipatori. Arte in Natura è un percorso piccolo in un territorio ristretto ma può, nonostante questo o proprio per questo, fungere come segno che può portare a una nuova intesa ‘di essere umano-comunità-natura’. Questo è comunque il senso di come intendo personalmente la mia presenza a San Pietro, il mio scambio e reciprocità esperita. Per cui voglio chiudere la mia breve riflessione su Arte in Natura con una metafora per esprimere la mia visione artistica di questo scambio e reciprocità: nel 1994 fu scoperta nel sud della Francia vicino al fiume Ardèche una grotta incontaminata che contiene dipinti rupestri di 32 mila anni fa, la grotta Chauvet. La grotta incontaminata, chiusa da una frana migliaia di anni fa, contiene dipinti e incisioni perfettamente conservati che sembrano prodotti ieri. Per questo la grotta è stata immediatamente sigillata. Solo pochi scienziati hanno il permesso di entrare per periodi estremamente brevi. Il cineasta Werner Herzog con un ristretto team di tecnici ha avuto questa possibilità, per poche ore, per fare un documentario sulla grotta. Le immagini dei dipinti, delle incisioni e la loro composizione sono così potenti che il regista ha intitolato il documentario La grotta dei sogni dimenticati perché le immagini dipinte nella grotta entrano nei sogni di tutti coloro che vi sono entrati. Saremo mai capaci di capire la visione degli artisti che li hanno prodotti? Forse non ci sarà mai una risposta alla domanda ma forse è altrettanto vero che se fossimo in grado di rispondere a noi stessi su che cosa dobbiamo all’arte, come rappresentazione dell’essere umano in riferimento al riconoscimento della propria persona, potremmo entrare nella grotta sigillata dei sogni dimenticati. È impossibile? Arte in Natura è un percorso di interventi pensati come ‘spazio estetico-etico’ che dà vita ad un luogo specifico con abitanti specifici in un tempo protetto: essere co-autori di una visione, di una idea di comunità che si alimenta anche di una forma di processualità artistica, antropologica ed emancipatoria nel divenire di una ‘società ecologica’. Penso che l’arte, l’atto creativo artistico inteso come prassi di e verso una ecologia della mente, sia indispensabile per la trasformazione ecologica delle società contemporanee, ed è una necessità generativa/distruttiva come fa la natura stessa, è un contributo importante che l’arte ha da offrire all’umanità, un “arte concreta”. 26


is an important element because without participation, exchange and reciprocity, the ‘work in progress’ of the Art in Nature project would only be a formal artistic project. Art in Nature is for me a workshop, an investigation of how my art can interact in a community between art and nature, a workshop in progress without determining in itself ‘results’, although, undoubtedly, the path produces ‘works’ and creates an ‘outdoor museum’. “By the very nature of things, an explorer can never know what he is exploring until the exploration has been accomplished” (Gregory Bateson, Towards an ecology of mind). Ecology is the crucial issue of our time but often ‘ecology’ is understood as a partial issue of global problems of our species. I think this is not the case, thinking that environmental problems can be solved through technology without linking them to the major economic, social, cultural, industrial, health and demographic issues is illusory, the crisis is global and affects all ecosystems as a whole, everything is connected. The horizon of our languages is steeped in our history as industrialised colonisers far from nature. Artistic languages can more easily detach themselves from these determinations ‘about what can be said’ and are in this sense an indispensable resource for emancipatory changes. Art in Nature is a small path in a restricted territory but can, despite this or because of this, act as a sign that can lead to a new understanding of ‘human being-community-nature’. This, however, is the sense of how I personally understand my presence at San Pietro, my exchange and experienced reciprocity. So I want to close my short reflection on Art in Nature with a metaphor to express my artistic vision of this exchange and reciprocity: In 1994, an unspoilt cave containing 32,000-year-old cave paintings, the Chauvet cave, was discovered in the south of France near the Ardèche river. The pristine cave, which was closed by a landslide thousands of years ago, contains perfectly preserved paintings and engravings that seem to have been produced yesterday. For this reason, the cave was immediately sealed off. Only a few scientists are allowed to enter for extremely short periods. Filmmaker Werner Herzog with a small team of technicians had this opportunity, for a few hours, to make a documentary about the cave. The images of the paintings, engravings and their composition are so powerful that the filmmaker entitled the documentary The Cave of Forgotten Dreams because the images painted in the cave enter the dreams of all those who have entered. Will we ever be able to understand the vision of the artists who produced them? Perhaps there will never be an answer to the question, but perhaps it is also true that if we were able to answer ourselves what we owe to art as a representation of the human being in relation to the recognition of our own person, we will be able to enter the sealed cave of forgotten dreams. Is it impossible? Art in Nature is a path of interventions conceived as an ‘aesthetic-ethical space’ that gives life to a specific place with specific inhabitants in a protected time: to be co-authors of a vision, of an idea of community that is also nourished by a form of artistic, anthropological and emancipatory processuality in the becoming of an ‘ecological society’. I think that art, the artistic creative act understood as a praxis of and towards an ecology of the mind, is indispensable for the ecological transformation of contemporary societies, and is a generative/destructive necessity as nature itself does, an important contribution that art has to offer to humanity, a “concrete art”.

27


Verso una funzione ecologica e globale dell’arte - di Pasquale Liberatore Vivendo da sempre in un territorio che confina con tre parchi naturali, ho avuto più occasioni per poter osservare minuziosamente tutte quelle forme organiche che la natura muove con le sue materie. Cerco pertanto di riconciliarle dentro un’idea di “conoscenza”. “Vedere è già un atto creativo che richiede impegno”. La mia ricerca scultorea e pittorica diviene la pratica di un tramite immaginativo ed intuitivo che mi porta a rileggere un territorio tenendo a mente l’affermazione: “Agire localmente e pensare globalmente”. E’ un nuovo modo di porsi a guardare il mondo, anche alla luce delle nuove possibilità tecnologiche messe a nostra disposizione nella rete globale interattiva. La pittura, la scultura e le installazioni quindi, congiunte alle problematiche ambientali. Nel 1970 iniziai a realizzare sculture in pietra: copie fedelmente ingigantite di semi della mia terra, ne risultavano corpi organici antropomorfi, forme ricollegabili ad embrioni di altri esseri viventi. Una ricerca estetica dell’aspetto naturalistico, direzionata verso un’idea di bellezza coincidente con la giustezza. Da questa comprensione evoluzionistica nascono così sculture in pietra che ospitano la natura. Le opere mostrate nella Scuola Verde a San Pietro di Isola del Gran Sasso Teramo: La montagna illuminata; Gli esodi; I tronchi, sono appunto pensate sull’organicità che si impatta con il tecnologico. L’opera Condensatore di Rugiada, appositamente realizzata per il Museo Centro per le Acque del Gran Sasso è maturata da un’attenta indagine di una particolare varietà di salvia di montagna (salvia etiopide) avendo le foglie con le lamine superiori lanate e villose, capaci di attrarre e condensare su di sé la rugiada durante la notte. Notai che al mattino, insetti e uccelli ne bevevano le gocce di acqua distillata pendenti ai margini delle foglie. Tale stratagemma della pianta è utile per convogliare l’acqua verso i fusti. Contribuiscono a tale scopo anche le nervature e le coste del gambo che essendo scanalate fungono da sistema di impluvium. Da tale osservazione è derivato un progetto di sagoma a forma di foglia realizzata con lamiera ondulata e coibentata con la funzione di condensare sulla sua superfice le umidità notturne e di raccogliere l’acqua piovana in un serbatoio, formando così un abbeveratoio faunistico necessario nei periodi di siccità estiva. Una scultura utile che possa risolvere un problema della natura. Salvaguardare anche un solo essere vivente nel proprio habitat può contribuire a proteggere la fauna dell’intero pianeta poiché tutto è collegato. Anche approfondendo la conoscenza sulla piccola flora, si può immaginare e tentare di capire la grande foresta. Il “cittadino globale”, abitante in un punto del pianeta, così immenso e variegato, in quest’epoca, può aiutare a sostenere l’intero sistema naturalistico pur agendo a pochi metri da casa. Se un piccolo territorio ti parla e ti meraviglia, viene meno il desiderio di viaggiare con l’illusione di conoscere il mondo. In una macchia si può cercare l’universo, in una pozzanghera il mare. La professione dell’artista svolge un compito creativo necessario socialmente, spinge all’osservazione, alla conoscenza e ricollega le competenze ad una apertura pluridisciplinare.

28


Towards an ecological and global function of art - by Pasquale Liberatore Having always lived in an area bordering on three natural parks, I have had several opportunities to observe minutely all those organic forms that nature moves with its materials. I therefore try to reconcile them within an idea of “knowledge”. “Seeing is already a creative act that requires commitment”. My sculptural and pictorial research becomes the practice of an imaginative and intuitive medium that leads me to reinterpret a territory, bearing in mind the statement: “Act locally and think globally”. It is a new way of looking at the world, also in the light of the new technological possibilities made available to us in the interactive global network. Painting, sculpture and installations, therefore, combined with environmental issues. In 1970 I began to make stone sculptures: faithfully enlarged copies of seeds from my land, resulting in anthropomorphic organic bodies, forms that could be linked to embryos of other living beings. An aesthetic research of the naturalistic aspect, directed towards an idea of beauty coinciding with rightness. This evolutionary understanding thus gives rise to stone sculptures that contain nature. The works shown at the Scuola Verde (Green School) in San Pietro di Isola del Gran Sasso Teramo: La montagna illuminata (The illuminated mountain); Gli esodi (exodus); I tronchi (The trunks), are in fact conceived on the basis of organicity that impacts on technology. The work Condensatore di Rugiada (Dew Condenser), specially created for the Gran Sasso Water Centre Museum, was the result of a careful investigation of a particular variety of mountain sage (Salvia etiopide), whose leaves have woolly and hairy upper plates, capable of attracting and condensing dew during the night. I noticed that in the morning, insects and birds drank the drops of distilled water hanging from the edges of the leaves. This trick of the plant is useful for conveying the water to the stems. The veins and ribs of the stem, which are grooved and act as an impluvium system, also contribute to this. This observation led to the design of a leaf-shaped silhouette made of corrugated and insulated sheet metal with the function of condensing night-time humidity on its surface and collecting rainwater in a reservoir, thus forming a drinking trough for animals, which is necessary during periods of summer drought. A useful sculpture that can solve one of nature’s problems. Safeguarding even a single living being in its habitat can help protect the fauna of the entire planet because everything is connected. Even if we learn more about the small flora, we can imagine and try to understand the big forest. The “global citizen”, living in one spot on the planet, so immense and varied, in this era, can help support the entire naturalistic system while acting just a few metres from home. If a small territory speaks to you and amazes you, the desire to travel with the illusion of knowing the world is diminished. You can look for the universe in a stain, the sea in a puddle. The artist’s profession performs a socially necessary creative task, it encourages observation, knowledge and links skills to a multidisciplinary openness.

29


30


Jörg Christoph Grünert - Viandante

pietra (conglomerato), 140x115x55 cm, 2014 31


32


33


34


Pasquale Liberatore - Condensatore di rugiada lamiera ondulata e coinbendata, 220x355x20 cm, 2015

35


36


37


38


Jörg Christoph Grünert - Fontana del Salice pietra calcarea, 170x150x140 cm, 2015

39


40


41


42


Jörg Christoph Grünert L’Occhio della Pietra

pietra calcarea, 105x85x105 cm, 2016-2017

43


44


45


46


Jörg Christoph Grünert L’Angelo tacque

pietra calcarea, 60x105x90 cm, 2016-2017

47


48


49


Jörg Christoph Grünert Sogno di una Salamandra mosaico ceramico, 2018

50


51


52


53


54


Jörg Christoph Grünert sui muri la storia della comunità 2019-2020

55


56


57


58


59


60


61


62


63


64


Arte in Natura 2014

mostra d’arte

Jörg Christoph Grünert

meditando in materia 11 - 17 agosto 2014 inaugurazione 11 agosto - ore 18,00 ore 11,00-13,00 - 17,00-19,00 Scuola Verde San Pietro Isola del Gran Sasso TE info: 355.1048318 - 348.7426429 www.scuolaverde.com depositodeisegni@gmail.com

65


66


l’angelo tartaruga - 1994 pietra calcarea, 65x65x35 cm

67


unten - 2001 pietra calcarea, 40x45x40 cm terra fossile I - 1992 pietra calcarea, 70x38x30 cm

68


Zeit I - 2009 acrilico e matita su carta, 60x80 cm

Kruste II - 2000 pietra calcarea 25x35x25 cm

Kruste I - 2000 pietra calcarea 35x25x20 cm

69


forma grigia IV-VIII 2011 acrilico e matita su carta IV- V 70x100 cm VI-VIII 50x70 cm

70


71


72


Arte in Natura

Seconda Edizione 2015

mostra d’arte

Tra le Materie della Natura Pasquale Liberatore Jörg Christoph Grünert

9 - 16 agosto 2015

ore 11,30-13,00 / 17,00-19,00

Scuola Verde San Pietro Isola del Gran Sasso TE

info: 355.1048318 - 348.7426429 www.scuolaverde.com - depositodeisegni@gmail.com

73


Pasquale Liberatore esodi - 2003 travertino, travertino e cemento 30x12x30 cm 32x50x15 cm 37x28x25 cm 29x18x30 cm

74


75


la montagna assaltata - 2007 smalto all’acqua, scorie consumistiche prelevate da sopra le montagne - 140x140 cm

76


nuvola nera all’oriente 2014 smalto sabbia e scorie su tela 200x110 cm

gomme e tronchi 2013 smalto all’acqua su tela 100x100 cm

gli alberi sono 2014 smalto all’acqua su tela 160 x 95 cm

77


organica - 2008, marmo greco pentelico, metallo, gomme, 36x32x16 cm

78


scorrimento verso il mare - 2015, legno, zinco, smalto, all’acqua, cm 80 x 70 cm

79


Jörg Christoph Grünert

terra fertile III -2015 bitume liquido, acrilico, oro, matita, olio di oliva su cartone, 185x126 cm

80


terra fossile II - 1993 pietra calcarea 85x45x35 cm terra fossile III - 1994 pietra calcarea 50x35x30 cm

81


terra fertile II - 2015 bitume liquido, acrilico, oro, matita, olio di oliva su cartone, 185x126 cm

82


Zeichensammlung I-II - 2017 inchiostro , acrilico, matita, té, olio di oliva, feltro, carta su carta, 49,5x49,5 cm

zeitlos IV-VI - 2015 pietra, smalto. silicone, acciaio, tela 47x30/51x30/51x30 cm

83


84


Arte in Natura

Terza edizione 2016

mostra d’arte

Jörg Christoph Grünert

TOPOS

Geografie della materia

11 - 14 agosto 2016 ore 18,00 - 22,00 Scuola Verde San Pietro Isola del Gran Sasso TE

info: 355.1048318 - 348.7426429 www.scuolaverde.com depositodeisegni@gmail.com

85


topos - 1999 materiali vari, pigmenti su tela, 180x150 cm

86


einsam - 1994 polveri, inchiostro, argento, oro, matita su legno telato 95x80 cm

Herz - 1988 smalto su legno telato 80x125 cm

87


naufraggio (rosso) I-II - 2013 pietra calcarea 36x80x10 cm / 33x65x6,5

88


le vie delle spezie I spezie, sabbia, pietra, cenere su carta 127x227 cm - 2015

89


organo I - 2009 colla, smalto, matita pietra, caffé, acrilico su legno 81x26,5 cm

90

organo II - 2009 smalto, matita, acrilico su cartone 117x50 cm


temperie I acrilico, matita su legno su tela, 70x42 cm - 1994

nemesis I - 1990 pietra arenaria, legno 47,5x22x15 cm

passage I - 2013 pietra calcarea, legno, cera 51x75x17,5 cm

nemesis II - 1990 pietra arenaria, legno 44,5x23x18 cm

91


92


mostra d’arte

Jörg Christoph Grünert Arte in Natura

Quarta edizione 2017

Lost Home

diari del perduto

Scuola Verde - San Pietro-Isola del Gran Sasso (TE), 1-15 agosto 2017, ore 18,00-21,00 info: 355.1048318 - 348.7426429 - www.scuolaverde.com -depositodeisegni@gmail.com

93


angelo senza fortuna - 1997 legno, catena, pietra - 180x47x35 cm , cerchio Ø ± 180 cm

94


frammenti x una anatomia sociale : Giuseppe - 2017 matita e tempera su carta, 50x70 cm

95


96


frammenti x una anatomia sociale : Artaud IV (50x70 cm), Gianni - 1995 homeless of the city of angels, fame Biafra II -1992 -1994 matita e tempera su carta - 70x100 cm

97


Lost home - Inside: Ninive - 2013, 150x204 cm Piotr - 2011, 201x216 cm Child - 2017, 134,4x149 cm Inside II (sign of time) - 2011, 152x295 cm Inside I (warrior) - 2011, 157x272 cm acrilico, matita su tela e su carta

98


99


100


Arte in Natura

Quinta edizione 2018

mostra d’arte

caput communicatio Jörg Christoph Grünert

notizie da nessuna notizia

1-19 agosto 2018 ore 18,00 - 22,00 Scuola Verde San Pietro Isola del Gran Sasso TE info: 355.1048318 - 348.7426429 www.scuolaverde.com depositodeisegni@gmail.com

101


102


Zeitengen - 2018 bitume liquido, acrilico su giornali 157x256 cm cad.

103


Gestell 2010 ferro, giornali 280 x 152 x 91 cm

104


file 20XX/6.756.482.391 - 400.gcj - 2010 legno, ferro, alluminio, giornali, etichette - 210x130x6 cm

scacchi reali - 2007 scacchi - 40x40x11 cm

wrapped Marx/Engels ready to be toasted on mirror - 2007 libri, cellophane, tostapane, specchio - 127x50x35 cm

file 19XX/non assegnato I-II - 2010 giornali, spago rosso, etichetta 80 x 12 x 12 cm, 74 x 14 x 14 cm

105


paesaggio-19141918 I-II - 2017 pigmenti, polvere di pietra su tela - 70x100 e 80x100 cm

106


Leonardo - 1990 matita nera su carta - 50x70 cm

cranio - 1990 pastelli su carta - 70x100 cm

fiore con natura morta - 2007 matita nera su carta - 65x65 cm

colonna vertebrale - 1990 pastelli su carta - 50x70 cm

107


108


mare nostrum Jörg Christoph Grünert Arte in Natura Sesta edizione 2019 mostra d’arte contemporanea

26 luglio - 11 agosto 2019 ore 18,00 - 21,00 Scuola Verde San Pietro Isola del Gran Sasso TE info: 355.1048318 - 348.7426429 www.scuolaverde.com depositodeisegni@gmail.com

109


110


mare nostrum I - 2014 installazione multimediale ca. 4x3x3 m (video view: https://youtu.be/8y73PNsKHnI)

111


le vie delle spezie - Performance con l’attrice Cam Lecce musiche di Luigi Morleo dal 2015

112


le vie delle spezie III - 2019 spezie, sale, sabbia, pietra, cenere su carta 227x127 cm

113


x per ... (blu) - 2019 sabbia, pigmenti, acrilici, plexiglas su legno - 125x125 cm

114


mare nostrum III - 2019 stracci, indumenti, pigmenti su faesite - Ø 200 cm

115


116


117


oscillazione temporanea della materia -N.I-V / |N.I-II - 2010 pigmenti, colla, acrilico su carta - 100x350cm / 200x70cm

118


rifrazione temporanea - 2020 video

119


natura morta: zerpresste Blumen n° 351808/1814 I-IV - 2009 vetro, ferro, pigmenti, acrilico - 4 opere di 58 x 44-26 cm

120


lastra sociologica III - IV - 2011 plexiglas, ferro, lastre radiologiche, garza, ardesia, chiodi, cuoio 48x200x9,5 cm / 51,5x193x9,5 cm

121


Pequod - 1999 caffé, pigmento, oro, matita su legno 175x420 cm

122


luogo x gli innominati II - 2020 vetro, ferro, creta, piombo, feltro, tombino, sale, ceneri, acqua, polvere calcarea pigmentata ca. 230x215x200 cm

123


Note biografiche Jörg Christoph Grünert Nato a Köln (Germania) vive a Spoltore, Abruzzo. Scultore, performer, drammaturgo e trainer di pedagogia teatrale e artistica. Laureato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Ha studiato filosofia, storia e sociologia a Konstanz (Germania). Mostre in Italia e all’estero. Co-Autore delle produzioni teatrali dell’Associazione Deposito Dei Segni. Come esperto di pedagogia teatrale e artistica, insieme all’attrice Cam Lecce, svolge laboratori e corsi professionalizzanti in Italia e all’estero, impegnato in progetti di scambi interculturali e di cooperazione internazionale. L’artista sviluppa dal 1989 un complessa opera che copre tutti i settori delle belle arti, e che lo ha portato anche nel mondo del teatro e della pedagogia teatrale e artistica. È quindi necessario inserire le sue opere in un contesto estetico, storico (dell’arte) e fenomenologico completo. issuu.com/jorg-christoph-grunert/ - www.depositodeisegni.org - www.youtube.com/user/depositodeisegni Born in Köln (Germany), lives in Spoltore, Abruzzo. Sculptor, performer, playwright and trainer in theatre and art pedagogy. Graduated in Sculpture from the Academy of Fine Arts in L’Aquila. Studied philosophy, history and sociology in Konstanz (Germany). Exhibitions in Italy and abroad. Co-author of the theatre productions of the Associazione Deposito Dei Segni. As an expert in theatrical and artistic pedagogy, together with actress Cam Lecce, he runs workshops and professional courses in Italy and abroad, involved in projects of intercultural exchange and international cooperation. Since 1989, the artist has been developing a complex body of work covering all areas of the fine arts, which has also taken him into the world of theatre and theatre and art pedagogy. It is therefore necessary to place his works in a comprehensive aesthetic, (art) historical and phenomenological context. issuu.com/jorg-christoph-grunert/ - www.depositodeisegni.org - www.youtube.com/user/depositodeisegni Centro di Educazione Ambientale - Scuola Verde s.c.r.l. La Scuola Verde è un Centro di Educazione Ambientale riconosciuto “di interesse regionale”, nato nel 1990 a San Pietro di Isola del Gran Sasso, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e fa parte della rete nazionale di Legambiente. Come agenzia formativa persegue le sue finalità orientate alla conservazione e alla valorizzazione dell’ambiente in cui opera attraverso la ricerca didattica, naturalistica e sui patrimoni di comunità, con i linguaggi dell’arte, della scienza e della comunicazione. Una speciale attenzione viene dedicata al mondo della scuola con corsi per gli insegnanti, laboratori didattici e visite guidate in ambiente rivolti ai più giovani, secondo una metodologia partecipativa e multidisciplinare. Il centro dispone di una struttura residenziale aperta tutto l’anno a gruppi, associazioni, singoli ricercatori e visitatori del Parco: è una casa ecologica che usa energia solare per produrre elettricità e calore, e dove “non si butta via niente” e si fa attenzione al risparmio delle risorse. La Scuola Verde is an Environmental Education Centre recognised as being “of regional interest”, founded in 1990 in San Pietro di Isola del Gran Sasso, in the heart of the Gran Sasso and Monti della Laga National Park and is part of the Legambiente national network. As an educational agency it pursues its aims oriented towards the conservation and enhancement of the environment in which it operates through didactic, naturalistic and community heritage research, with the languages of art, science and communication. Special attention is paid to schools, with courses for teachers, educational workshops and guided environmental tours for young people, using a participatory and multidisciplinary methodology. The centre has a residential facility open all year round to groups, associations, individual researchers and visitors to the Park: it is an ecological house that uses solar energy to produce electricity and heat, and where “nothing is thrown away” and attention is paid to saving resources.

124


Pasquale Liberatore

Pasquale Liberatore nasce a San Demetrio Ne’Vestini nel 1950. Frequenta l’Istituto D’Arte di L’Aquila e prosegue il suo percorso formativo laureandosi all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. A soli 27 anni, nel 1977 gli viene affidato l’incarico di Docente del corso di “Tecnologia ed uso del marmo e della pietra” nella scuola di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. L’intimo immaginario di Pasquale Liberatore prende le forme dai luoghi montani e boschivi della sua terra abruzzese. Fin dalle sue prime opere degli anni Settanta, in cui riproduce in marmo e in pietra semi ingigantiti, si mostra particolarmente interessato alla natura, elabora una profonda partecipazione materica, ponendo la sua attenzione anche alle immagini archetipe. Ha partecipato a mostre in Italia e all’estero. Ha realizzato opere monumentali in spazi pubblici in diversi progetti artistici. Organizza delle performance scultoree, con interventi finalizzati a riscoprire il connubio millenario tra l’uomo e la pietra. http://www.pasqualeliberatore.com/ Pasquale Liberatore was born in San Demetrio Ne’Vestini in 1950. He attended the Art Institute in L’Aquila and continued his education by graduating from the Academy of Fine Arts in L’Aquila. In 1977, when he was only 27 years old, he was entrusted with the task of teaching the course of “Technology and use of marble and stone” in the school of sculpture at the Academy of Fine Arts in L’Aquila. Pasquale Liberatore’s intimate imagination takes shape from the mountainous and wooded areas of his Abruzzi homeland. Ever since his first works in the 1970s, in which he reproduced enlarged seeds in marble and stone, he has been particularly interested in nature, elaborating a profound material participation, paying attention also to archetypal images. He has participated in exhibitions in Italy and abroad. He has created monumental works in public spaces in various art projects. He organises sculptural performances, with interventions aimed at rediscovering the millenary union between man and stone. http://www.pasqualeliberatore.com/ L’Associazione DEPOSITO DEI SEGNI Onlus Deposito Dei Segni, attraverso i linguaggi artistici, promuove la solidarietà sociale e diffonde la cultura e l’arte nelle forme di arti drammatiche e performative, visive, plastiche, letterarie, musicali, multimediali, teatro sociale e di comunità per la fruizione popolare delle arti e della cultura accessibili a tutti. Promuove il teatro, l’arte e la cultura come valori, orizzonti e strumenti per la diffusione e la salvaguardia dei diritti umani, l’istruzione di tutti i bambini e le bambine, per la parità di genere, per la salvaguardia dell’ambiente, per la diffusione del pensiero ecologico solidale, per la promozione di una educazione alla solidarietà e alla pace, per la formazione dello spettatore attivo, consapevole e critico culturalmente e civicamente. www.depositodeisegni.org - www.youtube.com/user/depositodeisegni Deposito Dei Segni, through artistic languages, promotes social solidarity and spreads culture and art in the forms of dramatic and performing arts, visual, plastic, literary, musical, multimedia, social and community theatre for the popular enjoyment of arts and culture accessible to all. It promotes theatre, art and culture as values, horizons and tools for the dissemination and protection of human rights, the education of all boys and girls, for gender equality, for the protection of the environment, for the dissemination of ecological solidarity thinking, for the promotion of solidarity and peace education, for the training of the active, aware and culturally and civically critical spectator. www.depositodeisegni.org - www.youtube.com/user/depositodeisegni

125


2021 Deposito Dei Segni ISBN 978-88-909307-4-4 printed in Italy

€ 25,00


Profile for Deposito_Dei_Segni

ARTE IN NATURA - percorsi artistici per un museo all'aperto 2014-2020  

ARTE IN NATURA - percorsi artistici per un museo all'aperto 2014 - 2020, progetto a cura del Centro di Educazione Ambientale Scuola Verde e...

ARTE IN NATURA - percorsi artistici per un museo all'aperto 2014-2020  

ARTE IN NATURA - percorsi artistici per un museo all'aperto 2014 - 2020, progetto a cura del Centro di Educazione Ambientale Scuola Verde e...

Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded