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international summer school

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con trib u t i d i

Phillip Anzalone, Andrea Bairati, Alessandro Balbo, Silvia Barbero, Luigi Bistagnino, Marco Bozzola, Mario Buono, Cristian Campagnaro,Valter Cavallaro, Clara Ceppa, Fiammetta Costa, Paolo Ciuccarelli, Clara De Andrés, Loredana Di Nunzio, Franco Fassio, Caterina Fiorentino, Veronica Gallio, Paola Gambaro, Cesare Griffa, Martí Guixé, Laszlo Herczegh, Massimo Infunti, Peter Kisch, Giuseppe Lotti, Michele Lagomarsino, Eleonora Lupo, Andrea Marchiò, Marco Mazzola, Anna Meroni, Murat Mirata, Alfonso Morone, Hyojin Nam, Christian Nold, Lekshmy Parameswaran, Claudia Pasquero, Rebecca Pera, Gianni Pesce, Giulia Pils, Marco Poletto, Alessandra Rasetti, Donato Ricci, Francesca Rizzo, Maximiliano Romero, Peter Di Sabatino, Daniela Sangiorgi, Gaia Scagnetti, Paolo Scoglio, Lidia Signori, Elizabeth Sikiaridi, Giulia Simeone, Alessandra Spagnoli, Paolo Tamborrini, Caterina Tiazzoldi, Raffaella Trocchianesi, Carlo Vannicola, Rosanna Veneziano, Junior Venturi, Beatrice Villari, Frans Vogelaar, Paola Zini.


indice

temi e progetti

workshops

Luoghi connessi

Active welfare

di Ezi o Manzi ni

...............................................................................................................................................................

a c ura d i L ek s h my Pa ram eswaran, Laszl o He r cze gh e Fi am m e t ta Co sta

8

Design e territorio: due scale di progetto sinergiche

a c ura d i Pa o l o C i uc care l l i , D o nato R i cci

10

Una scuola: sei temi, un progetto comune di design

...............................................................................................................................................................

58

Food networks

di El eo no ra Lu p o, Cristian Cam p ag n aro

...............................................................................................................................................................

32

Complexity maps

di Fl av i ano Cel asch i, Clau d io G e rm ak

...............................................................................................................................................................

...............................................................................................................................................................

a c ura d i A nna Mero n i , G i ul i a S i m e o ne

12

...............................................................................................................................................................

73

Multi-mobility a c ura d i Reb ec c a Pera

l’evento ...............................................................................................................................................................

22

...............................................................................................................................................................

85

Open and safe places a c ura d i Ma r c o B o z z o l a

...............................................................................................................................................................

project leaders e committenti ...............................................................................................................................................................

26

100

Symbiotic production a c ura d i C r i s t i a n C a m p agnaro , Pe te r Ki sch

...............................................................................................................................................................

116

design studio Prototyping the city a c ura d i C a ter i na Ti a zzo l di

...............................................................................................................................................................

133


i. contesto

Connettere il visibile e l’invisibile Negli ultimi vent’anni le tecniche legate all’Information Visualisation e all’Information Design si sono affermate come tra le più importanti per la gestione e la rappresentazione di dati, informazioni e conoscenze, grazie alla loro capacità di rendere il “complesso accessibile, l’invisibile visibile e l’intangibile tangibile”. Uno dei territori dove stanno rivelando la loro maggiore efficacia è la città. Le tradizionali forme di mappatura e di rappresentazione, infatti, si rivelano inadeguate per rappresentare il tessuto urbano come un unico complesso vivente. È proprio la complessità dei flussi urbani (tangibili e intangibili) che richiede l’utilizzo di strumenti accurati che possano visualizzare i fenomeni senza scinderli, strumenti che rappresentino le qualità non immediatamente percepibili di un sistema. In questo contesto, i nuovi linguaggi diagrammatici possono essere visti come un’interfaccia liminale tra conoscenza ed esperienza, piuttosto che una mera descrizione della realtà. Costruiscono modelli visivi che collegano l’ambito fisico delle città con l’invisibile mondo della comunicazione, delle reti sociali e dell’attività umana. Il potenziale delle scritture diagrammatiche va oltre la semplice rappresentazione dei sistemi, consentendo di identificare i punti chiave attraverso i quali poter agire consciamente all’interno del sistema stesso. L’obiettivo finale è generare vision collettive in grado di definire e strutturare gli spazi con cui interagiamo. Muovendosi in questo contesto teorico e disciplinare il workshop “Complexity maps” ha definito tre obiettivi generali: lo sviluppo di un adeguato metodo per la raccolta di informazioni a livello delle comunità locali; la definizione di metodi di visualizzazione in grado di esplicitare le dinamiche interne dell’area di studio; la creazione di nuovi modelli metodologici per la disciplina dell’Information Visualisation.

fi g. 1 “ C o mpl ex i ty ma ps ” wo r k s h o p, s u a d a t ta mento di S cagne t t i , R i cci , Ci uccare l l i , Baul e , 2007

collegamento a

collegamento a

signs of space. interpreting the complexity of territories (pdf).

design and visualization. diagrammatic tools for complexity (pdf).

di gaia scagnetti

di donato ricci 59


ii. tema

Comprendere le dinamiche e sviluppare nuove visioni Le politiche urbane coinvolgono diversi enti amministrativi che affrontano questioni di ampia portata, dalle politiche ambientali all’implementazione di nuove infrastrutture, dall’integrazione sociale alla pubblica sicurezza. Il ruolo istituzionale del Urban Center Metropolitano di Torino consiste nell’integrare le diverse entità amministrative e nel supportare i processi decisionali attraverso la definizione di scenari futuri per la gestione delle trasformazioni urbane e territoriali della città di Torino. L’Urban Center Metropolitano, committente di questo workshop, ha proposto come area di studio il Parco della Stura, nella periferia nord di Torino, area potenzialmente oggetto di significativi cambiamenti futuri (fig. 2, 3, 4, 5, 6). Infatti i piani strategici per il parco comprendono la costruzione di un campo da golf e di due stazioni della Metro (fig. 7). In relazione a queste proposte di intervento infrastrutturale l’Urban Center Metropolitano ha mostrato grande interesse nello sviluppo di strumenti per migliorare la sua conoscenza degli attori e delle reti sociali che agiscono in quest’area della città. Il Parco della Stura è un’area in gran parte post-industriale delimitata dagli argini del fiume Stura da un lato e dall’asse di collegamento Torino – Milano dall’altra, ed è considerato una delle più grandi piazze di spaccio di eroina in Europa. Il workshop si è pertanto posto come obiettivo concreto l’identificazione e l’esplicitazione delle percezioni e delle problematiche e dei desideri delle persone che interagiscono con il Parco della Stura in maniera da poterle integrare nei processi politici e culturali, fornendo in questo modo nuovi elementi per lo sviluppo strategico dell’area.

fi g. 2 f i g. 5

fi g. 3

f i g. 6

collegamento a

intervention area: northern torino the confluence of the po and stura di lanzo rivers (pdf). fi g. 4

staff didattico 60


fi g. 7 parco d el la S tu ra: m ap p a d e ll’ are a e d evolu z i o ni fut ure

61


Il processo 1. Rappresentare la percezione della popolazione locale; 2. Creare strumenti per discutere il cambiamento; 3. Sviluppare approcci critici agli approcci in atto da parte dell’Urban Center ai luoghi in analisi. Il parco Stura è una vasta area post-industriale scarsamente organizzata e iper-popolata che confina da una parte con il fiume Stura e dall’altro con i canali stradali che conducono verso il centro di Torino in una direzione e verso Milano nella direzione opposta (fig. 8). Ciò che molte persone sembravano non sapere o non riconoscere, prima che venisse proposto questo luogo come oggetto del progetto, è che il Parco Stura è considerato dai ricercatori stessi come il più grande “centro” per la distribuzione dell’eroina d’Europa.

fi g. 8 62


iii. process

Design Ethnography + Analytical Urbanism & Information Design

che (idee e concetti). Analizzando queste relazioni i 31 studenti del workshop hanno cercato di leggere l’area come una rete unica e interconnessa.

Basandosi sulla teoria “Actor-Network”, sviluppata da John Law e Bruno Latour, traducendola in una sua forma pratica e gestibile dati i limiti di tempo imposti da un workshop, si è cercato di analizzare l’area di progetto in quanto entità complessa costituita da relazioni fra attori (in competizione e con interessi diversi), entità materiali (luoghi, oggetti e flussi) ed entità semioti-

Gli studenti hanno lavorato a piccoli gruppi su cinque temi, in stretta correlazione con gli argomenti sviluppati dagli altri workshop della Summer School, cercando di articolare quesiti e risposte rispetto a cinque dimensioni cruciali per lo sviluppo del Parco della Stura:

_ Mobilità – In che modo la mobilità locale influenza la qualità della vita della zona? _ Storia e Futuro – Qual è stata l’evoluzione di quest’area? Cosa pensa che accadrà nel prossimo futuro la gente? _ Attori – Chi vive e chi utilizza quest’area? _ Sicurezza e Insicurezza – Che significati hanno i concetti di sicurezza e insicurezza in questo contesto? _ Ambiente – In che modo la gente del posto è impegnata nel rispetto dell’ambiente circostante? Il workshop, della durata di una settimana, è stato suddiviso in due distinte fasi. La prima è stata sviluppata interamente nell’area di indagine per cercare di costruire una solida base di dati, mentre la seconda fase si è concentrata sull’analisi e sulla visualizzazione delle informazioni ottenute (fig. 9).

fi g. 9 i l pro cesso d id attico n e lla se ttim an a d e l wo r k s h o p 63


Design Ethnography: osservare dall’esterno, pensare dall’interno I primi tre giorni sono stati interamente dedicati all’esplorazione della zona. Sono state condotte interviste (più di 100 in totale) con gli attori del contesto locale e appartenenti alle realtà più svariate (governo locale, agenzie ambientali, urbanisti, negozianti locali, residenti, giardinieri, tossicodipendenti) (fig.10,11, 12), nella piena consapevolezza di prediligere la qualità delle informazioni rispetto alla loro quantità. É stato inoltre chiesto agli studenti di prestare particolare attenzione anche alle loro sensazioni rispetto all’area indagata. Come osservatori esterni è stato loro chiesto di restituire le osservazioni non come frammenti disordinati di una stessa realtà, ma come un unico complesso costituito dalle varie informazioni raccolte e dalle loro stesse percezioni e sensazioni.

fi g. 10

Ad integrazione dei metodi di indagine qualitativa sono stati eseguiti alcuni test sulla proprietà chimiche del suolo e dell’acqua in maniera da relazionare le preoccupazioni di un potenziale inquinamento ambientale con dati reali e aggiornati.

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f i g. 12

64


Analitical Urbanism e Information Design: interpretare i dati per costruire una storia La seconda fase si è svolta analizzando e interpretando i dati raccolti sul campo integrandoli con i database della stampa locale e nazionale e con alcuni report demografici (fig. 13,14,15,16). Per vagliare e raggruppare le informazioni sono stati introdotti diversi approcci qualitativi, tra cui la discourse analisys, con l’obiettivo di trovare e rendere evidenti strutture e collegamenti tra i dati ufficiali e quelli raccolti sul campo. In questa fase, i gruppi di studenti hanno condiviso i risultati delle loro indagini e il processo di interpretazione, svolto in maniera collettiva, ha permesso di evidenziare rispetto ai singoli temi delle argomentazioni e delle tematiche trasversali.

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f i g. 15

fi g. 14

f i g. 16

Questa parte del lavoro ha inoltre avuto come obiettivo la sperimentazione di tecniche di restituzione diagrammatica delle indagini e dei loro risultati: da una comprensione analitica e descrittiva delle forze che conformano il contesto locale si è passati allo sviluppo di strumenti narrativi visivi in grado si svelare le realtà e le politiche urbane locali.

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iv. risultati

Un sistema per lo sviluppo e la gestione delle informazioni a livello locale I risultati del workshop hanno evidenziato una serie di dinamiche complesse iniziate con la riqualificazione urbana avvenuta in occasione dei Giochi Olimpici di Torino

e che hanno tramutato il Parco in quella che oggi è conosciuta come la capitale europea del traffico di eroina. Tutti i gruppi hanno inoltre messo in luce come già a partire dal 1960 gli interventi politici e territoriali abbiano innescato una dinamica di logoramento del naturale equilibrio locale fra diversi attori. È interessante notare come, dopo il workshop, nessuno degli studenti abbia proposto interventi progettuali di trasformazione

del Parco per migliorarne la situazione ma, al contrario, abbiano solamente riscontrato la necessità urgente di supportare le varie comunità nella creazione di proprie soluzioni ai problemi locali.

uso del Parco. Il gruppo ha tratto la conclusione che l’utilizzo del Parco è stato interamente determinato da una serie di fattori esogeni che, in quanto controllabili possono suggerire potenziali dinamiche future per il miglioramento dell’area.

Partecipanti: Ivan Bursztyn, Maura Corvace, Elkind Evgeniya, Veronica Filice, Yong Kim, Marc Osswald, Ji Min Seo.

Nel dettaglio ciascun gruppo ha sviluppato il proprio sistema di visualizzazione dei risultati ottenuti dall’indagine:

Gruppo “Mobilità”

Il gruppo ha analizzato l’utilizzo del parco dal 1950, quando gli operai della Fiat si insediarono nell’area. I comportamenti legati agli spostamenti nell’area (di passaggio, in ingresso e in uscita, di sosta nel parco) sono influenzati sia da contingenze storiche sia dai flussi di mobilità attuali che determinano lo scarso

collegamento a

mobility group (pdf). 66


Gruppo “Storia e Futuro� 9ECFB;N?JO C7FI =>HIDGN ;JIJG:

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Il concetto di cambiamento è stato il punto di partenza del gruppo. Lâ&#x20AC;&#x2122;unicitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;area è stata messa in rilievo attraverso le seguenti tre fasi consecutive di sviluppo: connessione, dis-connessione e ri-connessione. Secondo quanto emerso sono state una serie di azioni topdown a creare gli attuali problemi locali. Prima delle opere di intervento territoriale, infatti, gli attori dellâ&#x20AC;&#x2122;area, compresi gli occupanti abusivi di ter-

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reni, avevano portato il sistema-parco ad una situazione di equilibrio. Nonostante lo stato frammentato in cui la rete di attori si trova attualmente, lâ&#x20AC;&#x2122;area mostra comunque la presenza di comunitĂ  capaci di agire dal basso, che potrebbero essere ulteriormente analizzate e tenute in considerazione come risorsa per la ri-connessione della rete di attivitĂ  e attori dellâ&#x20AC;&#x2122;area.

Partecipanti: Alica Horvathova, Federica Messina, Andrew Ridge, Gaia Scagnetti, Giuseppe Vaccaro, Tom Tassilo Ziora. collegamento a

history/future group (pdf).

67


Gruppo “Attori”

L’argomentazione principale del gruppo riguarda il loop creatosi fra scelte amministrative e politiche e gestione dei flussi di denaro, determinando una situazione di abbandono che alimenta le attività illegali e favorisce l’esclusione sociale. Per illustrare la natura ciclica delle dinamiche locali, si è scelta come metafora l’anello di Moebius.

Il collegamento tra la macro-realtà italiana e la micro-comunità del Parco Stura è resa graficamente attraverso una immaginaria mappa della metropolitana: ogni stazione della metro contiene prove statistiche e visive, report mediatici e narrazioni personali a sostegno dei risultati dell’analisi.

Partecipanti: Davide Durante, Paolo Roberto Fusaro, Julia Holczinger, Gabriele Muracchioli, Karin Ransberger, Eva Schiendzielorz, Fabio Vignolo. collegamento a

people group (pdf).

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Gruppo “Sicurezza e Insicurezza”

La restituzione grafica dell’indagine permette di vedere il cambiamento della percezione locale della sicurezza dal 2003 al 2008. Dalla ricerca sono emerse non solo le molte problematiche del Parco, ma anche come esse sono connesse. Il rapporto tra compratori di droga, campi nomadi legali e illegali e prostituzione è drastica-

mente cambiato in coincidenza con lo spostamento delle attività legate allo spaccio di stupefacenti dal centro città al Parco della Stura avvenuto con i Giochi Olimpici del 2006. All’interno della visualizzazione sono state suggerite alcune attività che potrebbero migliorare la sensazione di sicurezza della zona.

Partecipanti: Lucia Garnero, Marcos Lins Langenbach, Gabriele Musella, André Pottes De Souza, MatteoTangi, Rosa Elina Te Velde. collegamento a

security/insecurity group (pdf). 69


Gruppo “Ambiente”

Gru ppo A

Combinando i dati relativi all’inquinamento dell’area con i dati qualitativi relativi alla percezione locale del contesto ambientale, il gruppo è giunto a considerare come l’amministrazione pubblica, i media e i residenti siano tra loro in conflitto sulla gestione delle tematiche ambientali. Il generale senso di insicurezza

derivante dal rappresentare mediaticamente un’area come il Toxic Park mette sistematicamente in ombra le problematiche ambientali, come ad esempio la coltivazione di prodotti agroalimentari in terreni potenzialmente inquinati.

Partecipanti gruppo A: Beatrice Lerma, Luca Masud, Francesca Vargiu. Partecipanti gruppo B: Hanna Kim, Hyebin Park. collegamento a

environment group a (pdf). environment group b (pdf). 70


Gruppo “Ambiente”

CO

Conclusioni mmunity mplex mmunication opertion

CO means that do something together

We started spreading our ideas based on the geographical characteristics of the target area. Because of the river, the area is divided into two parts, central city and suburb. It also represents administration as the external force and people who live there as the internal force. The area is a crossing area where those two forces meet, so this area is not belonging to any of them. Media is carrying the information between them like the bridges which are located the both sides of the area. People, Administration, and Media are the main three actors those can make some movement on this area. Focusing on the three main actors, many elements which we got from our research are assembled into a map.

Audience who use this map will experience three steps of recognition. They stand with some distance from the maps. At first, they can easily pick up the main 3 actors’ relationships. Next, when they step forward a little bit, they can skim the 10 main causes which blocking their communication. Third step, they step forward again to get more detailed information. After they get enough information, the final step is stepping y backward to have overview of many obstacles overlapped by their relationships. har to Therefore, the environmental issue is hidden, so it is hard tha why get information and aware about the problem. So that’s ge this area is still abandoned and the situation is getting worse and worse. om Bees are a The shape of the map looks like a honeycomb. rks good example to show how society works. ou project, ‘Complexity The structure is really as complex as our li Maps’. The elements, actors are all linked. rt cannot c Our message is that just one part solve the complirth cated problems, obviously. Furthermore, one part doesn’t st work, the whole system will stop.

Blocked by stones

Ruined building Blocked by fences No enter sign

No will to get more information

Young people moved to central city

Trash

Indiffirence

Isolated area

use the area

emission

Connected to own cultural background Connected to Emerging generational Solid elements Topic difference in the air

Security issues

no.3 M(34) “There is no problem out of the park”

“The real pollution is unsecurity”

Junkies

no. 4 M(60)

no.1 W (30)

3 running junkies

“The 1st problem is deliquency”

Who doesnt live here

junkie entering into the park

no.2 M(30) “The 1st problem is security” no. 5 W(30)

Drug dealers

“The real pollution is unsecurity”

junkie with a dog entering into the park

Throw the drugs no.1 W (30) “The 1st problem is security” into the river

Nomads (gypsy)

PEOPLE GET INFORMATION ABOUT THE PARK FROM MEDIA Air

Do not well connected

cant use the area

no.7 M(60)

PEOPLE

Gardener

“There is no security in the park ”

People

NO USE OF THE AREA

no.3 M(34) “The area is abandoned”

Who lives here

Far from the center

AIR POLLUTION

Far from the center

Obstacles People

dont

“The area is abandoned”

Young people

t In conclusion, it is betterr that the communities related to un many problems communicate with each other to get an he problems. If the community memagreement to solve the s bers cooperate, the system of society will work in a proper

Pieces of broken cars

Passive attitude

There is another GOOD PARK Come back only to sleep

Ruined building

No enter sign

Used injection

No water supply &waste system

pollute the water

SECURTY ISSUES> “Non EU people make noise in the night” ENVIRONMEMT Security : no. 5 W(30) ISSUES short term,

“The 1st problem is drug”

no.1 W (30) no.1 W (30) “The 1st problem is security”

no.7 M(60) “The 1st problem is security”

no.6 W(50)

indivisual Environment: long term, collective

Difficulty “Lack of information interrupt to recogniz pollution”

“The 3rd problem are nomad, gypsy” no.2 M(30)

ea”

Lack of facilities The Place has already been polluted

Media resonance

Also workshop members threw their trash

SOIL POLLUTION

Media only says what people want to know

Toxic park

Liquid

Not well connected

Untamed area Asbetos Copper

attractive Energy No Clear Division of Reponsibility The investment in this area are less profitable than those in other places

LOCAL ADMINISTRAION

ADMINISTRATION M Complex system

GOVERMEMT

RIVER&WATER POLLUTION

CROSSING AREA

Lack of synergy

TRANSITION AREA

NO COMMUNICATION no.3 M(34) BETWEEN ACTORS

Too fragmented management

The analysis reveal that the river is not so polluted There was a plan Contrasting but Interest Make nomads delayed move into the area from central city

It called °TOXIC PARK° by newspapers

Untamed area Factory

“The area is no man’s land ”

2006 OLYMPICS

ONLY FOCUS ON THE SECURITY ISSUES

Polluted Sutura park

Boundary

NO CONSIDER Far from REQUALIFICATION OFthe center THE AREA AS AURGENT It is not URBAN CENTER

La nuova prospettiva che emerge come risultato finale del workshop è la possibilità per la disciplina del Design di intervenire al livello delle dinamiche di gestione delle informazioni di un sistema locale e di creare risorse di conoscenza che possano in qualche modo dar vita a una collaborazione proficua fra istituzioni, organizzazioni e cittadini.

Rubish The area near to the river Dangerous rubish

MEDIA

Il workshop, vera e propria attività di Community Mapping, ha reso visibili le problematiche che si celano nell’area del Parco della Stura. La restituzione visuale ha permesso di poter discutere pubblicamente i risultati delle attività di indagine. Si è articolato così il concetto di Embedded Design che vede il designer letteralmente immerso nel microcosmo politico e sociale con cui interagisce. Il designer si identifica con il contesto locale mediante un pieno coinvolgimento emotivo, fisico e mentale, portandolo a riconoscere e a riconoscersi con gli altri attori del sistema. Si trova così a poter essere coinvolto prima nell’identificazione e nella comunicazione delle eventuali problematiche e poi nelle attività progettuali per la loro risoluzione.

MEDIA

No mentions about goverment Central city vs Surburb Residence vs Factories

Experiment - pH test - NH3/NH4 - NO3

Alkaline Reaction

No control

Gru ppo B 71


staff didattico

studenti

project leader

Davide Durante

Marcos Lins Langenbach

Christian Nold

Hochschule für Gestaltung Schwäbisch Gmünd, Germania

Designer, Rio de Janeiro, Brasile

Designer, UK

Paolo Roberto Fusaro

Gabriele Musella

Industrial Design ISIA, Roma, Italia

Communication design/New media, Politecnico di Milano, Italia

Julia Holczinger

André Souza Pottes De Souza

Disegno Industriale ISIA, Roma, Italia

Gabriele Muracchioli

Visual Communication, Senac Centro Universitário, San Paolo, Brasile

metadesign leader

School of the Art Institute of Chicago, USA

Matteo Tangi

Paolo Ciuccarelli

Karin Ransberger

Design Disegno Industriale, Politecnico di Torino, Italia

Professore associato, dipartimento INDACO, Politecnico di Milano, Italia

Master Science in Ecodesign, Politecnico di Torino, Italia

Rosa Elina Te Velde

Eva Schiendzielorz

Gerrit Rietveld Academy, Amsterdam, Paesi Bassi

Hochschule für Gestaltung Schwäbisch Gmünd, Germania

Alica Horvathova

Fabio Vignolo

Academy of Fine Arts and Design, Bratislava, Slovacchia

Faculty of Architecture, Politecnico di Torino, Italia

Federica Messina

Ivan Bursztyn

IAAD Istituto d’Arte Applicata e Design Torino, Italia

Production Engineering of Federal University of Rio de Janeiro, Brasile

Andrew Ridge

assistente project leader

Jim Sergers City Mine(d), Bruxelles, Barcellona e Londra

assistenti metadesign leader

Donato Ricci Dottorando in Disegno Industriale e Comunicazione Multimediale, dipartimento INDACO, Politecnico di Milano, Italia

Gaia Scagnetti

Maura Corvace

Laurea in Design, Landscape Architecture, Rmit University, Melbourne, Australia

Dottoranda, dipartimento INDACO, Politecnico di Milano, Italia

Progetto Grafico e Virtuale, Politecnico di Torino, Italia

Giuseppe Vaccaro

Evgeniya Elkind

Facoltà di Architettura, Seconda Università di Napoli, Italia

Graphic and Virtual Design, Politecnico di Torino, Italia

Tom Tassilo Ziora

Veronica Filice

HfG Schwäbisch Gmünd, Germania

Scuola Italiana Design, Padova, Italia

Beatrice Lerma

Yong Kim

Politecnico di Torino SCUDO – DIPRADI, Italia

Interaction Design Lab, Graduate School of Techno Design, Kookmin University, Seoul, Corea del Sud

Luca Masud

Marc Osswald

Francesca Vargiu

University of Applied Sciences and Design Schwabisch Gmund, Germania

Politecnico di Milano, Italia

Ji Min Seo

Seoul National University, Corea del Sud

committente

Antonio De Rossi Urban Center, Città di Torino, Italia

International Design school for Advanced Studies, Seoul, Corea del Sud

Communication Design, Politecnico di Milano, Italia

Hanna Kim Hyebin Park Seoul National University, Corea del Sud

Lucia Garnero Design Disegno Industriale, Politecnico di Torino, Italia

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