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ANTIEVOLUZIONISMO

Nel 2005


[D.Formenti]

IL DIBATTITO SULL'EVOLUZIONE BIOLOGICA

RASSEGNA STAMPA 2005 Rassegne stampa precedenti (2003/2004) e successive (2006 e 2007) Documenti per capire il dibattito sulla teoria dell’evoluzione

NB: In questa rassegna stampa le date sono IN ORDINE CRONOLOGICO, con il 1’ gennaio all’inizio gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre GENNAIO 7/1/05

10/1/05

In un articolo sull’Unità (“La storia ai tempi di Letizia Moratti”) si legge di come sia stata seguita una procedura irregolare nella pubblicazione (prima del tempo e della discussione nelle sedi previste) delle IN: “I regolamenti, per essere emanati, devono seguire un iter preciso. Secondo quanto predisposto dalla stessa legge delega, la bozza deve essere fatta d'intesa con la Conferenza permanente Stato-Regioni, poi sottoposta al giudizio delle commissioni parlamentari, a quello del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti; poi, ai sensi del regolamento sull'Autonomia, anche al parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Tale iter deve essere ancora percorso e quindi le Indicazioni Nazionali non possono essere considerate prescrittive. Noto però nel sussidiario di mio figlio, che frequenta la terza elementare, 20 pagine dedicate alla storia (di cui 17 di esercizi). Le 3 pagine residue spiegano cosa sono i documenti e raccontano dei dinosauri e dell'uomo nella Preistoria. Stop. Le case editrici non si sono dunque fatte pregare ad adeguarsi alle Indicazioni, sebbene non prescrittive, e vincolanti solo nel senso che gli insegnanti sono tenuti a garantire la “configurazione degli obiettivi di apprendimento” come recita la C.M. 29/04” La scoperta è forse un po' tardiva, ma dall’anno scorso un’università statale italiana (Cassino) riconoscerebbe crediti didattici (per quale settore disciplinare?!) a chi, già laureato o no, segue seminari sulla teologia della creazione e dell’evoluzione forniti da un Master on line ricevuto in contemporanea da Roma in un’aula della Facoltà di Ingegneria. Si tratta del Master in Scienze Ambientali (...per una tutela dell'ambiente basata sull'umanesimo cristiano) esistente nell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum; il Master è diretto dal dott.Antonio Gaspari (giornalista e direttore del Greenwatch News, un bollettino che tiene d'occhio ... quel che di male fanno gli ambientalisti e quel che di bene fanno gli OGM e gli atomi quando si rompono) che così lo presenta agli amici nel 2002. Un paio di suoi libri già dal titolo manifestano il suo giudizio, forse senza troppi chiaroscuri, sull'ambientalismo senza il bollino bianco/giallo: "Dal popolo di Seattle all'ecoterrorismo" e "Da Malthus al razzismo verde". Nel sito ci sono alcune informazioni generali, l’elenco dei docenti e i programmi del master. Non sono accessibili i materiali didattici, che però ... si possono in parte consultare (fino a quando il direttore o la Regina Apostolorum non se ne accorgono) altrove. Il Master nel 2004/05 viene telediffuso in diretta in una decina di sedi in tutta Italia, come a Reggio Calabria (anche 2005/06; si indica che da quest’anno – qui il bando - il Master è gestito dall’Università Europea, riconosciuta dal ministero; nel sito dell’UNIER non si cita però Reggio Calabria!), a Cassino (università statale!), ad Ascoli Piceno (nell'ambito del Consorzio Universitario Piceno), a Bologna e anche al Centro Studi della Polizia di Stato a Fermo. A Cassino l'iscrizione al telemaster costa 400 €. Il costo (meno di due euro all’ora) è lo stesso anche per chi lo segue direttamente nella sede centrale. Al Master si accede con una Laurea qualsiasi ma basta anche un diploma di scuola superiore. Chi supera l'esame finale del Master (che ha il patrocinio del Ministero .... dell´Ambiente e della Tutela del Territorio) ottiene un Diploma di Master in Scienze Ambientali dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Cosa si insegna in questo Master di 230 ore, tutte teoriche? Il calendario delle lezioni vede, compresse in 230 ore, un'amplissima varietà di tematiche, inserite in 6 moduli: Economia, Ambiente e Informazione; Fondamenti Antropologici e Teologici; L’Uomo, l’Ambiente e il Clima; Legislazione, Diritto e Giurisprudenza; Tecnologie Ambientali; Bioetica e problemi ambientali. Sembrano 'interessanti' i seminari del modulo Fondamenti antropologici e teologici, dove si affronteranno temi come la Teologia della creazione e la relazione fra Teorie Evoluzioniste e Dottrina della Chiesa, tematiche che ben difficilmente si ritroverebbero in qualsiasi Master in Scienze Ambientali. Una parte del materiale didattico è stata messa (abusivamente?) in rete nella sede periferica di Vercelli, gestita dal Movimento Azzurro (organizzazione ambientalista cattolica che gestisce il Premio nazionale Merli per l'ambiente; l'ultima premiazione - documentata in video nel sito dei ... Papaboys - è stata presieduta dal direttore di questo Master in Scienze Ambientali; i premi degli ultimi anni sembrano tener conto in modo equilibrato degli aspetti politici, religiosi e perfino … televisivi).


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E' così possibile (per ora) leggere nel sito del Movimento Azzurro di Vercelli alcuni testi delle lezioni tenute fino all’anno scorso (dato che la sede di Vercelli è stata disattivata per il 2004/05) sui diversi argomenti del master, fra cui quanto viene insegnato sulla relazione fra Teorie Evoluzioniste e Dottrina della Chiesa, nel seminario tenuto da un esperto nel campo, P.R.Pascual, autore di alcuni libri filosofici sull'evoluzionismo. L'interesse per l'evoluzione è però centrale in un altro Master della Regina Apostolorum, quello in Scienza e Fede; quest'ultimo è diretto da P.R.Pascual, e prevede anche numerosi seminari sull'evoluzione tenuti da diversi docenti, alcuni dei quali universitari con specifiche competenze scientifiche, come L.Galleni e F.Facchini; qui ci sono alcuni sussidi didattici a disposizione degli studenti, fra cui una sintesi, anche se non completa e aggiornata (non viene citata l'enciclica "Fides et Ratio" del 1998 dove viene chiaramente indicato che con la ‘Ratio’ ma senza la ‘Fides’ si può transitare solo lungo una stretta e perigliosa via in bilico fra materialismo e scientismo) dei documenti vaticani sull'evoluzionismo/evoluzione [non sembra si apprezzino le differenze, forse perché si tratta di ipotesi ‘filosofiche’ originate «fuori dall'ovile di Cristo»] Articolo sul Riformista (“Ricordiamo Darwin e svegliamo anche la Moratti”) di G.Corbellini che sembra ben informato sulle dinamiche interne alla commissione Darwin, sui gravi motivi che invitano la presidente alla prudenza e su quello che ci si aspetta di ricevere da loro: Il Corriere (La destra religiosa assedia Darwin «Siamo nati da un disegno intelligente») riferisce sulla ripresa negli USA del dibattito sull’insegnamento del creazionismo nelle scuole

Articolo di Michael Behe, del Discovery Institute sul New York Times: “Design for Living”; dopo aver più che convinto la corte di Harrisbur confessando, sotto giuramento, che l’ID non è scienza, ora cerca di recuperare il disastro cercando di convincere che non è nemmeno religione. Riusciremo mai un giorno a sapere che cos’è l’ID? Articolo di Telmo Pievani sull’Unità: Creazionismo folcloristico all'italiana Sul sito del Sole 24 Ore audio del Darwin day di Milano: parte1 e parte2. Sul Sole 24 Ore articolo di Valzania: Contro Darwin nuove crociate negli USA. Intervista a Dawkins sul Giornale Articolo sull'Avvenire che cita Dawkins e una sua intervista al Giornale del 16/2: Transumanisti e darwiniani estremisti Articolo sul Mattino (“Fenomeno Darwin: tutti pazzi per la scienza”) in cui si parla del successo delle iniziative per i Darwin Day in varie città intervista di R.Bassoli a Corbellini sui Darwin Days organizzati in Italia ("Simbolo laico poco amato dai cattolici") La commissione ministeriale (Levi-Montalcini, Sgaramella, Rubbia, Colombo) incaricata di riportare Darwin fra i banchi di scuola (insieme allo studio dell’evoluzione e al metodo scientifico…) ha presentato ieri mattina la sua relazione al ministro. Numerose sono quindi le promesse inserite nel comunicato stampa del Ministero (“Ministro Moratti: "Con le indicazioni della Commissione Darwin perfezioneremo i programmi della scuola del primo ciclo e metteremo a punto quelli della secondaria superiore": ): "Il Ministro ha trasmesso il rapporto alla struttura amministrativa affinché provveda ad integrare i piani di studio della scuola primaria e secondaria di primo grado in base alle riflessioni fornite."Esprimo viva soddisfazione", ha detto il Ministro Moratti, "per la collaborazione offertami dagli illustri studiosi, che mi consentirà di migliorare le indicazioni nazionali relative al primo ciclo di istruzione". La notizia compare in notiziari ANSA e su La Repubblica: “Darwin torni tra i banchi di scuola'; Lo chiedono i saggi della Moratti”; l’articolo è accompagnato da un commento di M.Hack (Battaglia vinta: era vergognoso) e dalla risposta di Augias a un ricercatore italiano in Francia (Dopo Darwin riabilitiamo tutta la scienza). La Stampa ha oggi un articolo ormai superato (Darwin dimenticato. richiamo al ministro perchè si faccia chiarezza sui programmi scolastici in tema di evoluzione). La buona notizia viene data oggi anche da Smemoranda on line Altri articoli, in un ristretto e “artificialmente selezionato” gruppo di quotidiani, sui risultati del lavoro della commissione che doveva riaccompagnare a scuola Darwin. La Repubblica (Dopo gli appelli su Repubblica, la teoria torna tra i banchi delle medie. Per le secondarie spuntano altre sorprese. Torna Darwin, ma la scuola perde altri pezzi) e l'Unità (Darwin, la disfatta di Moratti), in cui si riportano le promesse della Moratti, Il Giorno (Darwin tornerà nei programmi scolastici. Il gruppo di esperti presieduto dalla senatrice Levi-Montalcini), Libertà (Darwin torna nei programmi della scuola), La Nuova Sardegna ed altri del pool: (Chiediamo il reinserimento totale dello studio della teoria di Darwin nella scuola primaria), l'Opinione delle libertà (Anche i saggi della Moratti difendono l’evoluzionismo di G.Corbellini), ADNKronos (Montalcini, Darwin Torni Sui Banchi Di Scuola Al Piu' Presto); nell’articolo sul Sole 24 Ore (“Moratti: Con rapporto Darwin perfezioneremio i programmi”) si raccontano cose non vere (o si fanno promesse poi non matenute): “Il rapporto è stato trasmesso alla struttura del dicastero affinché provveda ad integrare i piani di studio della scuola primaria e secondaria di I grado in base alle riflessioni fornite” Si dice anche che “gli OSA dei licei sono state trasmesse al gruppo di esperti il 7


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febbraio”. Sul Mattino “Moratti cede sulle teorie di Darwin nelle scuole”; anche qui promesse non mantenute ma si capiscono le critiche della commissione “nella scuola dell’obbligo le scienze sono sottorappresentate e chi esce dal primo ciclo non sa quasi nulla”. Articolo sull'Unità di P.Greco: Darwin a scuola, la Moratti non si evolve (anche qui), dove si commenta la storia di questa “inutile” (“in nessun paese democratico il Governo, sia pure per interposta persona, verifica la bontà di una teoria scientifica”) commissione, inutile perché non si sarebbe dovuti arrivare al punto di dover far perdere tempo anche a dei premi Nobel [che hanno già i loro problemi di ricerca … dei fondi] per una consulenza di questo tipo, che in condizioni normali avrebbe potuto essere affidata a qualsiasi persona competente (a cui poi venga dato ascolto!) "è ovvio che il parere della commissione su Darwin è stato unanime: qualunque persona con un minimo di conoscenza dei sistemi biologici non può non riconoscerne l’importanza". Molto grave però un altro allarme della commissione, che "ha analizzato - spiega ancora Sgaramella - più genericamente i programmi relativi alle materie scientifiche nel primo ciclo scolastico. La conclusione è stata che nella scuola dell’obbligo le scienze sono sottorappresentate e chi esce dal primo ciclo non sa quasi nulla". Articolo del Mattino: (Moratti cede sulle teorie di Darwin nella scuola; saranno reinserite nei programmi delle medie inferiori) . Articolo anche sul Sole 24 ore: Darwin recuperato ma la riforma è da rifare. Si accenna al fatto che il documento contiene raccomandazioni che vanno al di là della sola questione dell’evoluzione per toccare le carenze sull’insegnamento scientifico, e si nota che stranamente il documento è rimasto segreto. Speriamo non ci siano sorprese Né ieri né oggi né l’altroieri altri quotidiani riprendono la notizia; forse nemmeno La Stampa, che pure aveva pubblicato un articolo (non aggiornato) sull’argomento il 23/2, La notizia viene ripresa in alcuni siti scolastici (La Tecnica della Scuola - ProteoFareSapere – Educazione&Scuola – OrizzonteScuola – Sussidiario.it - ). Una breve battuta accenna all’argomento nella trasmissione notturna su RAI3 della Dandini, costretta, suo malgrado, a fare informazione oltre che satira

Gli altri quotidiani non hanno mai ripreso la notizia; forse nemmeno La Stampa, che pure il 23/2 aveva pubblicato un articolo (ma non aggiornato) sull’argomento, La notizia viene ripresa in alcuni siti scolastici (La Tecnica della Scuola - ProteoFareSapere – Educazione&Scuola – OrizzonteScuola). Una breve battuta accenna all’eliminazione (…l’anno scorso) dell’evoluzione dai programmi scolastici nella trasmissione notturna su RAI3 (Parla con me del 27/2/05) della Dandini, costretta, forse senza saperlo, a fare informazione (anche se datata) oltre che satira. Ancora un articolo in argomento, di Luciano Caglioti, sull’Opinione delle Libertà: Non c’è dibattito più sterile di quello su Darwin. Molto chiaro, anche se troppo ottimista sulle posizioni papali: “Non si capisce perché una frangia di iperattivisti continui ad osteggiare una teoria che oramai è certezza scientifica. Certezza acquisita non solo da scienziati e laici, ma anche dalla Chiesa in termini di Catechismo olandese (anni ’70) e dichiarazioni di Giovanni Paolo II…Gli uni dicono “non lo so ancora, ma spero che la scienza ci dia un lume”. Gli altri “è il segno di una volontà superiore”. E le due visioni possono benissimo coesistere.” Sui quotidiani nessun nuovo articolo sui risultati della Commissione Darwin. Ne parlano invece su Boiler (giornale di scienza dell’ENEL): Finalmente Darwin è riammesso a scuola. In ambiente scolastico c’è un articolo su Tuttoscuola: Ritorna Darwin sui risultati del lavoro della commissione, mentre riguarda il secondo ciclo l’articolo preoccupato: Darwin nel secondo ciclo dov’è? Si dice che “guardando gli Osa dei Licei nella versione attuale si scopre che …. non solo la teoria dell’evoluzione non è lo sfondo integratore che unifica i vari insegnamenti, ma non c’è nemmeno traccia del promesso studio delle diverse teorie scientifiche e matematiche dell’evoluzione applicate alla chimica della vita, ai processi biologici, alla fisica, alla cosmologia, alla geologia e alla paleontologia”. Nel sito di Tuttoscuola c’è anche una pagina informativa (Darwin dalla A alla Z), che potrebbe essere migliorata Rientra nei limiti e nelle cautele stabilite dalla Chiesa (Pio XII), con una citazione del documento papale del 1985, F.Facchini in un articolo sull’Avvenire (Creazione o evoluzione?) in cui il concetto (senza dubbio filosofico e non scientifico) di creazione viene utilizzato impropriamente contro coloro che (a partire Darwin, nel XIX secolo) hanno cercato con successo di studiare l’evoluzione biologica e di spiegarne i meccanismi utilizzando il metodo scientifico (“Un contrasto, ritenuto insanabile, tra vedute della scienza e della fede ha caratterizzato le posizioni di scienziati e di teologi nel secolo XIX. A ciò non furono estranee certe pretese di scienziati che ritenevano superfluo il ricorso alla creazione per spiegare il mondo. Posizioni superate, ma non ancora del tutto.). E’ strano che si contrappongano alle pretese degli scienziati di spiegare il


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mondo le impressioni soggettive (ripetutamente citate nell’articolo) che si trasformano in verità solo grazie ad un atto di fede. In un sito web teatrale in una pagina dedicata al comico Paolo Hendel si riporta un suo commento: “E meno male che alla fine è stata reintrodotta nei programmi dei primi anni d’insegnamento la teoria dell’evoluzione di Darwin” Intervento sull’opportunità di insegnare la “teoria dell’evoluzionismo” nelle scuole in un sito web cattolico: Evoluzionismo? Ne parliamo con don Paolo Giulietti (responsabile del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della Conferenza episcopale italiana); viene permessa, ma “purché la si presenti per quello che è, una mera ipotesi scientifica, e non si tragga pretesto per dedurne visioni complessive del mondo e della vita” [… e così bisogna insegnare che una teoria è “una mera ipotesi”…?]. Interessante comunque l’idea che “non è corretto dire che l’ipotesi creazionista si fondi sulla Genesi: essa deve trovare le proprie giustificazioni nell’indagine della realtà e nella constatazione che esistono valide ragioni per ipotizzare una origine intelligente ed “ex nihilo” del mondo e della vita”. [Ci sono limiti di tempo alla ricerca? E se non si trovassero giustificazioni?] Sul Messaggero 2 articoli ci raccontano della nuova ondata di fondamentalismo che sta montando negli USA, che si spinge fino a impedire la programmazione di filmati scientifici che parlano di evoluzione (anche dei vulcani...): uno di F.Ferrarotti: ( Il nuovo fondamentalismo e' l'ultima ossessione USA) e l'altro di R.Bassoli (Quel vulcano offende la bibbia) Secondo Ticinonline sul prossimo numero dell'autorevole rivista "La Civiltà Cattolica" padre Giuseppe De Rosa firma un articolo dal titolo "L'origine dell'uomo. Evoluzione e creazione", che viene presentato come editoriale. Pur definendo Charles Darwin un materialista, il periodico della Compagnia di Gesù non può fare a meno di riconoscere che l'evoluzionismo non è più solo un'ipotesi ma una teoria valida. Per questo, per i gesuiti l'evoluzionismo va insegnato nelle scuole e non può essere contestato come fanno, ad esempio, i fondamentalisti protestanti negli Stati Uniti. Riguardo al caso: "L'azione di Dio però non sopprime la contingenza, il fortuito e il caso, ma nella sua provvidenza li dirige al fine", conclude "La Civiltà Cattolica". Pur mantenendo una non dimostrabile visione finalistica dell’evoluzione biologica, non solo si attribuisce un ruolo al caso, ma (come se non fosse sufficiente…) si parla anche di ‘contingenza’ e ‘fortuito’. L'articolo sembra comunque lasciare senza il sostegno della chiesa (cattolica) i ‘creazionisti biblici’

Articolo anche sull'Unità, di Perugini, sull'attacco all'evoluzionismo negli USA: Scienziati di tutto il mondo unitevi Darwin è in pericolo. Può essere utile andare a vedere da vicino quello che succede: - il sito web del film contestato, sull'evoluzione dei vulcani - IMAX Theaters Reject Science Shows Under Religious Pressure - "Strong Concerns" On Science Film Suppression IMAX theaters Reject Science Shows under Religious Pressure - Testo e video sul dibattito negli USA L’Avvenire dice coraggiosamente che “il quindicinale della Compagnia di Gesù non può fare a meno di riconoscere che l'evoluzionismo non è più solo un'ipotesi ma una teoria valida”) un articolo ("L'origine dell'uomo. Evoluzione e creazione") di P.De Rosa su Civiltà Cattolica di aprile, in cui sostiene che l’«ominizzazione» è avvenuta per «evoluzione», che può considerarsi oggi non più una semplice «ipotesi», ma una vera e propria «teoria». Per questo l'evoluzionismo va insegnato nelle scuole e non può essere contestato come fanno, ad esempio, i fondamentalisti protestanti negli Stati Uniti. Interessante il fatto che nel suo articolo De Rosa veda una contrapposizione possibile fra la fede da una parte e la scienza e la ragione dall’altra. E’ possibile incontrare infatti anche chi invece preferirebbe che la ragione non si allontanasse troppo dalla fede… L’articolo contiene punti interessanti (fra cui la conferma che almeno i gesuiti accettano che si parli di teoria dell’evoluzione, che infatti viene giustificata nell’articolo) e si nota una conoscenza delle scoperte scientifiche degli ultimi anni; ma si notano alcune osservazioni che suscitano perplessità, come quando si esagera nel ridurre le capacità cognitive dei primati, forse perché non si conoscono le enormi differenze fra le centinaia di specie di primati: “i primati non progettano, non innovano, non hanno storia, non sono capaci di simbolismo, cioè di attribuire a un segno un significato che vada al di là del segno stesso e perciò non parlano, essendo il linguaggio frutto di una simbolizzazione”. Non è poi chiaro perché distingua chiaramente fra la teoria sintetica dell’evoluzione, che porta “verso forme viventi migliori” e teoria degli equilibri punteggiati in cui l’evoluzione invece “non va verso il meglio ma verso il disordine”. Capisce però chiaramente il meccanismo creativo che gli evoluzionisti vedono all’opera nella natura con un percorso, non casuale anche se il caso ha comunque un ruolo creativo, che porta verso strutture e organismi sempre più complessi. Sull’Avvenire oggi si legge anche un articolo sul rapporto fra il papa scomparso e la scienza: Wojtyla e le verità della ricerca (“Da Galileo a Darwin, ecco come, appena eletto, Giovanni


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Paolo II ruppe secoli di «reciproca incomprensione» e riaprì il dialogo”); si parla del caso Galileo e del contrasto fra la Chiesa e la scienza, apparentemente risolto con il riconoscimento del 1992, certo un po’ tardivo, di aver sbagliato 350 anni fa poiché «i teologi del tempo, in maggioranza, non percepivano la distinzione formale tra la Sacra Scrittura e la sua interpretazione, il che li condusse a trasporre indebitamente nel campo della dottrina della fede una questione che di fatto apparteneva alla ricerca scientifica»; l’articolo non cita il caso di Giordano Bruno (non riabilitato e non riabilitabile anche per altri motivi), finito ben peggio di Galileo. Indebite trasposizioni potrebbero anche evitare, speriamo prima di 350 anni, qualsiasi contrasto fra scienza e teologia sull’evoluzione e sulla teoria dell’evoluzione. L’articolo prosegue citando solo le dichiarazioni più prudenti del papa sull’evoluzionismo; si fa riferimento infatti solo a uno dei primi documenti, quello del 1985 ("Retta fede nella creazione, retto insegnamento dell'evoluzione", Venerdì 26 Aprile 1985), trascurando [anticipando l’articolo del card.Schonborn che uscirà fra tre mesi, nel luglio del 2005!] il documento ben più incisivo (e a cui sembra faccia unico riferimento anche P. De Rosa) del 1996 (Ai Membri della Pontificia Accademia delle Scienze riuniti in Assemblea Plenaria, 22 Ottobre 1996); è questa infatti la dichiarazione che molti, fra cui anche il prof. Facchini e il prof. Cabibbo (presidente dell’Accademia delle Scienze Pontificia), hanno citato nella primavera del 2004, quando qualche cattolico, ben inserito nel Ministero dell’Istruzione ma non aggiornato sugli orientamenti attuali del Vaticano (si vedano i punti 63/64 di un documento - Comunione e servizio: La persona umana creata a immagine di Dio - approvato dalla Commissione Teologica Internazionale e dal card. Ratzinger nel 2004), si era 'premurosamente' dato da fare con successo per eliminare addirittura lo studio dell’evoluzione dai programmi dalla scuola media. Per fortuna si può leggere, nello stesso numero del quotidiano della CEI, anche un articolo (Conciliò l'evoluzione con la teoria del salto ontologico) di mons.F.Facchini (antropologo, docente universitario) che presenta un’interpretazione probabilmente più corretta – simile a quella di P.De Rosa - del pensiero del papa sull’evoluzione, traducendo con ‘teoria’, come aveva già fatto nel 2001, quello che nel documento del 1996 era indicata prudentemente come ‘non solo una mera ipotesi’ e quindi forse oltrepassando le intenzioni del papa (d’altronde non sembra esistano termini intermedi fra ipotesi e teoria). Bisogna comunque ricordare che sembra (lo pubblicò il giornale cattolico bavarese PUR Magazin) che Ratzinger il 5/11/1996 abbia subito interpretato diversamente l’intervento del papa appena pubblicato, dicendo che “La dottrina dell’evoluzione è per certo un’ipotesi importante, che però presenta decisamente molti problemi, i quali necessitano ancora di un’ampia discussione". Così come Ratzinger nel 1996, anche la redazione dell’Avvenire ha evitato di accostare ‘teoria’ ad ‘evoluzione’ nel titolo. Strano che invece, sempre nel titolo, il concetto di salto ontologico (probabilmente qualcosa che dovrebbe essere successo quando un Australopiteco si è ‘trasformato’ in Homo) sia riduttivamente definito teoria (con il rischio che qualcuno possa essere stimolato a discuterne i meccanismi) invece che verità … Su Italia Oggi compare un articolo (E Darwin ritorna alle medie) che annuncia che “con la nuova bozza di riforma della secondaria si è rimessa mano anche a elementari e medie. Sono stati inseriti, infatti, alcuni articoli che riguardano il I ciclo, raggruppati sotto il titolo Raccordo e continuità tra il primo e il secondo ciclo”. In particolare per quanto riguarda scienze sono state introdotte modifiche alle Indicazioni Nazionali ma incredibilmente, nonostante il lavoro della commissione e le promesse del ministro che riempivano le prime pagine dei giornali il 29/4/04, nulla è stato modificato nelle elementari per il programma di scienze; secondo l’articolo di Italia Oggi l’unica modifica riguarda le I.N. della 3’ media, in cui si aggiungono “Galilei, Newton, Einstein nello studio del sistema solare; le interazioni reciproche tra geosfera e biosfera, loro coevoluzione, Darwin; l’origine, evoluzione, ere geologiche, fossili; la riproduzione e il suo significato evolutivo; le mutazioni naturali e indotte”. Sembra che non si faccia riferimento all’evoluzione umana (che rimane quindi argomento trattato solo delle lezioni di religione e in parte nelle lezioni di storia - nonostante le ripetute proteste degli storici), né il metodo scientifico sia stato reintrodotto nelle elementari dove prima era ben presente. D’altronde gli esperti del ministro l’avevano detto chiaramente: abbiamo tolto Darwin perché non si parlasse dell’evoluzione umana … un argomento che veniva però trattato in religione fin dalle elementari. L’anno scorso migliaia di italiani, che hanno partecipato ad un’imponente raccolta di firme on line (ben 47000) ha preteso che i programmi scolastici si adeguassero all’evoluzione culturale intervenuta nell’ultimo secolo e mezzo anche per quanto riguarda la biologia. La lettura della proposta di modifica (un po’ più chiara rispetto al testo fornito da Italia Oggi) conferma come assolutamente NULLA sia cambiato per gli OSA delle elementari, e ci siano solo lievi cambiamenti negli OSA della sola terza media. Quello che risulta incomprensibile è che … si è interpellata una commissione di biologi … ma Darwin è stato inserito oggi nella parte dei programmi di scienze che riguarda …. la geologia. E che, con riferimento all’uomo, si parla solo di evoluzione culturale. L’origine dell’uomo e l’evoluzione umana rimarrebbero quindi davvero solo nel programma di religione, che si preoccupa anche di informare su quanto (secondo il docente di religione) dice la scienza, dato che si prevedono anche analisi comparative.


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Appare ben probabile che motivazioni culturali o religiose o politiche siano alla base di questi tentativi di impedire che in Italia si raggiungano livelli di conoscenza adeguati allo stadio attuale di evoluzione culturale. Per quanto riguarda eventuali motivazioni religiose, forse pochi sanno che in un recentissimo (23/7/2004) documento del Vaticano, approvato dal card. Ratzinger, si parla tranquillamente sia di evoluzione biologica in generale che di evoluzione dell’uomo a partire da antenati comuni alle antropomorfe attuali: “numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita sulla Terra” e anche “l’antropologia fisica e la biologia molecolare fanno entrambe ritenere che l’origine della specie umana vada ricercata in Africa circa 150.000 anni fa in una popolazione umanoide di comune ascendenza genetica”. Perché non si dovrebbe cominciare a spiegare questi dati oggettivi fin da piccoli (anche ai futuri consulenti del ministro)? Circolare del ministero sulle norme per l'adozione dei libri di testo. Per il terzo anno delle medie e per le superiori non ci sono novità, mentre per gli altri anni i libri devono essere adeguati alle Indicazioni Nazionali. Nella sua omelia d’inizio del suo Ministero, il Papa Benedetto XVI ha detto: “Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario”. Articolo su Tuttoscuola (Darwin: tanto rumore per nulla?) che, dati i modesti cambiamenti introdotti (rispetto alle promesse pubbliche del ministro) insinua sospetti perfino sull’operato della commissione :“La Commissione prontamente costituita dal ministro Moratti per esaminare la questione, presieduta dal Premio Nobel Rita Levi di Montalcini, ha evidentemente offerto al Ministero elementi per una valutazione diversa”. Preoccupato editoriale del direttore di Nature: Dealing with Design, in cui raccomanda agli scienziati la massima attenzione sulla diffusione dell’Intelligent Design, che ora sta dilagando negli USA, anche con l’appoggio del presidente Bush, ma che rischia di diffondersi anche in Europa: “The idea of intelligent design is being promoted in schools and universities in the United States and Europe. Rather than ignoring it, scientists need to understand its appeal and help students recognize the alternatives. Scientists tend to tune out when they hear the words 'intelligent design'. The concept, which endeavours to show God's hand shaping the course of evolution, is being promoted in parts of Europe and, more significantly, has recently become popular among Christian fundamentalists who want religion taught in US secondary schools. To most researchers it sounds like politics rather than science, and like someone else's problem. Mixing as it does the supernatural with scientific doctrine, the concept is a throwback to the days when natural philosophers pursued pseudoscientific disciplines such as alchemy. But the scientific community should not ignore it. As the article on page 1062 (“Who has designs on your students’ mind?”) reveals, the concept is gaining popularity on US college campuses.” Anche sulla Stampa un articolo (Riforma della scuola. Via alla prima modifica) tratta delle modifiche alle Indicazioni Nazionali conseguenti alla richiesta di reintrodurre l’evoluzione biologica nei programmi delle medie. Risulta chiaramente dall’articolo come la modifica sia inserita all'interno degli argomenti di geologia (e nessuno degli esperti della commissione era un geologo!): “La protesta su Darwin ha sortito i suoi effetti. Gli Osa (obiettivi specifici di apprendimento) della terza media, prevedono ora - secondo la bozza di modifica - che l’obiettivo «Il globo terracqueo: dimensioni e struttura» sia trasformato in «il globo terracqueo: dimensioni, struttura, origine, evoluzione, ere geologiche, fossili, interazioni tra geosfera e biosfera, loro coevoluzione, Darwin»”. Nell'articolo si scrive che "Darwin e l’evoluzionismo torneranno nei programmi di scienze", anche se il termine evoluzionismo proprio non compare Articoli sul Darwin Day organizzato nelle scuole dall’ANISN sul Mattino (La scuola è in festa per Darwin), dove si cita la soddisfazione dell’ANISN per il ritorno a scuola di Darwin, e di R.Bassoli sul Messaggero (E Darwin torna sui banchi), dove si cita l’inserimento di Darwin nei programmi scolastici. Curioso il fatto che da ambedue gli articoli sembra di capire che per il giornalista anche Galilei, Newton e Einstein siano tornati a scuola solo da poco. Certo qualcuno di loro ha avuto dei problemi, ma probabilmente non a tutti sono chiari i motivi della censura a cui Darwin è sottoposto. 2 articoli sul Darwin Day sull’Unità: Darwin day contro la Moratti e Darwin, l’evoluzione lotta in classe di P.Greco, che non sembra informato della bozza di modifica dei programmi scolastici di scienze in terza media. Articolo sul Corriere della Sera sul Kansas, dove il Consiglio scolastico statale sta tenendo una


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27/5/05-NL

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serie di audizioni prima di decidere se il Kansas deve o meno cambiare il modo di insegnare l’evoluzionismo: Darwin, il processo si apre senza difesa.Gli scienziati lo disertano: è ridicolo (ANCHE QUI) • Articolo di G.Sermonti (Darwin, processo alle idee) ospitato oggi dal Giornale; racconta la sua esperienza come testimone (unico straniero oltre ad un turco musulmano) per i creazionisti nelle audizioni che si svolgono in Kansas per introdurre anche un po’ di ID nelle scuole. L’intervento di Sermonti è citato da un paio di quotidiani del Kansas. 1. Il Consiglio dei Ministri del 27 maggio 2005 approva lo Schema di Decreto Legislativo sulla scuola Secondaria di secondo grado, che contiene, nell’allegato F (prima si chiamava E!) le modifiche ai programmi di scienze della terza media. L’1/6/05 la CGIL chiarisce il significato di questa approvazione: “è bene avere chiaro che quanto approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 27 maggio costituisce l’inizio dell’iter formale del decreto che diverrà decreto legislativo solo dopo aver compiuto il percorso previsto dall’art.1 comma 2 della legge 53/03.” … “Detto in altri termini, si è aperta formalmente la fase di definizione del decreto, che prevede il parere della Conferenza Unificata Stato Regioni Enti Locali e delle Commissioni parlamentari competenti: in questa fase rimane vigente la normativa che definisce l’attuale struttura della scuola secondaria superiore e qualsivoglia pressione a considerare definitivo il decreto è destituito di qualsiasi fondamento, formale e sostanziale.” • Anche in Olanda qualcuno molto autorevole cerca di usare contro la scienze e l’evoluzionismo l’”Intelligent Design”: La contestation du darwinisme gagne les Pays-Bas.“ La ministre néerlandaise de l'éducation, Maria van der Hoeven, a suscité le trouble en proposant l'organisation d'un débat sur l'enseignement des théories de l'évolution dans les écoles de son pays. M me van der Hoeven, ancienne enseignante et directrice d'établissement, a donné, samedi 21 mai, une interview dans laquelle elle a estimé que les théories de Charles Darwin n'étaient "pas complètes" et que de "nouvelles choses" avaient été découvertes depuis. A savoir, notamment, le créationnisme dit scientifique et l'"intelligence supérieure". "Je ne crois pas au hasard" , confirme la ministre néerlandaise sur son blog Internet, sans détailler davantage ses options. Elle a cependant indiqué qu'elle n'entendait pas introduire les thèses créationnistes dans les programmes scolaires, mais confronter ses partisans à ceux de l'évolution. • Sul Secolo d’Italia un articolo antievoluzionista (“USA, gli alunni processano Darwin”) • Articolo molto interessante di H.Allen Orr su The New Yorker per spiegare l’evoluzione del creazionismo: DEVOLUTION Why intelligent design isn’t.

GIUGNO 13/6/05

17/6/05

Articolo di T.Pievani sull’Unità: “Intelligent design: negli USA la fede ora batte Darwin anche negli atenei” sulla diffusione dell’ID negli USA. Si parla anche del libro di G.Barsanti “Una lunga pazienza cieca”, sulla storia dell’evoluzionismo dalla fine del ‘700 ai primi del ‘900. Si cita anche l’allarme lanciato da Nature il 28/2. L’Avvenire sull’evoluzionismo - Quasi una pagina dell’Avvenire sull’evoluzionismo, con titoli allarmanti (e non si capisce a quale scopo si presenti falsamente come “sfida ai credenti” quello che, come la scoperta dell’evoluzione e dei suoi meccanismi, è invece una bellissima e appassionante sfida … all’intelligenza umana); quando si parla di “credenti” non si specifica inoltre a quale “credenza” si faccia riferimento, come se la scienza (e la biologia in questo caso) volessero ‘sfidare’ una particolare credenza. L‘occasione per questa pagina è la pubblicazione di un volume “Dio e Darwin” scritto dal filosofo della scienza Orlando Franceschelli. L’articolo di presentazione del libro è affiancato da un commento di Tanzella-Nitti (un teologo che ha gestito l’enciclopedia interdisciplinare Scienza-Fede) in cui ripete che sull’evoluzione non si può più litigare, ma comunque bisogna che gli scienziati si rassegnino e accettino che l’evoluzione è tutto un processo guidato, dato che il caso secondo lui non può fare niente di buono. Sconcertanti alcuni problemi che sembra che i teologi debbano ancora risolvere (e non è chiaro se chiedono aiuto agli scienziati o no…): perché ci si è messo tanto tempo dopo la comparsa dei primi uomini? La morte esisteva anche prima della comparsa dell’uomo? A cosa serve la distruzione e la violenza? Preoccupa (ma stupisce) l’angoscia che si nota nel teologo di fronte al dubbio che ci sia mai stato qualcosa di imprevisto (da Dio…) nel corso dell’evoluzione biologica, come se non ci possa essere (a differenza di quanto avviene nell’esperienza quotidiana di ognuno di noi) alcun ruolo del caso o libertà di scelta (almeno nel caso della nostra specie, apparentemente così amata). [In realtà non bisogna pensare che i teologi credano a tutto quello che dicono: anche loro hanno dimostrato di sapere bene che il progetto di Dio ha bisogno di qualcuno che ci metta i soldi e di qualcuno che dia una mano: volendo che la gente non andasse a votare ai referendum del giugno 2005, si sono dati parecchio da fare ….] Sconcerta anche l’immagine sull’evoluzione umana scelta per indurre facilmente nel lettore


un’idea sbagliata sulla linearità del processo evolutivo (nessun libro scientifico ha mai pubblicato quell’immagine, che comunque gira da tempo assieme ad altre immagini simili che danno un’idea lineare - e quindi potenzialmente finalistica - all’evoluzione umana; l’immagine compare anche come sfondo nel sito web della trasmissione antievoluzionista su Radio3, ‘Evoluzione Permanente’, curata anche da una storica antievoluzionista che scrive spesso sull’Avvenire). [Mi (gli) auguro che un giorno anche l’Avvenire possa pubblicare un’immagine sull’evoluzione umana tratta da un libro di F.Facchini…]. Il teologo comunque sembra rimasto in parte indietro di qualche decennio rispetto al dibattito; pur concedendoci che “l’evoluzione delle specie può considerarsi un fatto”, sente stranamente il bisogno di precisare che “per evolversi il mondo deve essere stato creato” come se ancora oggi fosse in discussione, come nell’800, l’evoluzione biologica; già nel ‘900 la chiesa ha dovuto riconoscere che l’evoluzione biologica c’era stata e c’e’ tuttora (anche se forse non varrebbe … per la nostra specie… per cui sarebbe meglio che di evoluzione non si parlasse per niente…). Oggi se mai sono in discussione i meccanismi, come risulta chiarissimo dalle parole del papa riportate nella pagina, dove di parla infatti di “teoria dell’evoluzione”; e solo sulla teoria dell’evoluzione possiamo e dobbiamo quindi discutere nel secolo attuale. Sarebbe importante mettere questo punto fermo, per non ricominciare la discussione da capo; ogni secolo. LUGLIO 6/7/05-USA

7/7/05

Sono usciti i risultati di un sondaggio sull’evoluzione umana fatto negli USA: “Nearly Twothirds of U.S. Adults Believe Human Beings Were Created by God”; come si capisce dal titolo, i risultati sono decisamente sconcertanti per un paese ai massimi livelli per la ricerca scientifica; in Italia la ricerca scientifica è ad un livello inferiore, ma la cultura biologica di base sembra un po’ migliore di quella USA, anche se sono abbastanza rari e poco approfonditi i sondaggi in Italia sullo stesso problema. Un sondaggo recente è quello apparso in novembre sul Gazzettino e riferito al Nord-Est. Se ne parla qui in data 29/11. Di altri sondaggi USA si parla l’8/7 Editoriale del Card. SCHÖNBORN sul NYT - Sconcertante articolo (“Finding Design in Nature”) sul New York Times di Christoph Schönborn (cardinal archbishop of Vienna, was the lead editor of the official 1992 Catechism of the Catholic Church); la frase centrale è all’inizio: “Fin dal 1996, quando Papa Giovanni Paolo II aveva detto che l’evoluzione (il termine non lo aveva definito) era “più di una semplice ipotesi”, i difensori del dogma neoDarwiniano hanno spesso affermato la supposta accettazione - o per lo meno un tacito consenso– della Chiesa Cattolica Romana, nel difendere la loro teoria come in qualche modo compatibile con la fede cristiana. Ma, questo non è vero. La Chiesa Cattolica pur lasciando alla scienza molti dettagli sulla storia della vita sulla terra, proclama che grazie alla luce della ragione, l’intelletto umano può prontamente e chiaramente discernere un fine e un disegno nel mondo naturale, incluso il mondo degli esseri viventi. L’evoluzione nel senso di una comune discendenza può essere vera, ma l’evoluzione nel senso neo-darwiniano - intesa cioè come un processo di variazione casuale e selezione naturale, senza una guida e senza un piano - non lo è. Un sistema di pensiero che neghi o tenti di confutare la palmare evidenza di un disegno biologico è ideologia, non è scienza” . La prima osservazione da fare è che [come si fa a dirlo e soprattutto a scriverlo…?] il cardinale … sbaglia [se escludiamo che non abbia capito la differenza e se escludiamo – questo dobbiamo farlo a priori …- che voglia imbrogliare] già nella prima riga! Basta infatti verificare quel che veramente aveva scritto Giovanni Paolo II nel 1996: Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell'Enciclica, nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell'evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all'attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere. La convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria. Come si vede GPII parlava chiaramente di teoria dell’evoluzione, e lo dimostra nella seconda parte della frase e in particolare nell’ultimo paragrafo. Se poi si pensa che il bel titolo del documento di GPII era “La Verità non può contraddire la verità” si potrebbe concludere che non è il caso di continuare a leggere per verificare se e fino a dove intende stravolgere, magari solo per ignoranza del problema e scarsità di consulenti, quanto detto da GPII. Una vera cattiveria è poi aggiungere una vera perfidia “(il termine non lo aveva definito)” Mentre l’articolo in inglese si può trovare anche qui (molto utile ora che non si legge più liberamente sul sito del NYT), una versione in italiano (da cui ho tratto la traduzione) dell’editoriale è recuperabile in un sito web conservatore cattolico; si può leggere un commento favorevole (e fortemente antidarwiniano) tratto da un altro sito web cattolico (Darwin e il cardinale: a chi serve l’evoluzionismo?)..


Lo sconcerto non deriva tanto da quanto ha detto. Non ci sono grandi differenze rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda il fatto che i cattolici devono credere che "An unguided evolutionary process — one that falls outside the bounds of divine providence — simply cannot exist.”. Lo sconcerto deriva dal fatto che finalmente si ha a disposizione una dichiarazione chiara, dopo anni in cui dalla Chiesa erano usciti testi un po’ ambigui (“la teoria dell’evoluzione è più che una mera ipotesi”, per esempio, con un leggero cambiamento dopo 50 anni!) che avevano fatto contenti un po’ tutti, illudendo sia gli evoluzionisti darwiniani che i creazionisti (o coloro che si rifiutano senza motivo di accettare che negli esseri viventi siano in azione in ogni attimo miliardi di meccanismi automatici di enorme complessità che nessuno potrebbe controllare e dirigere). Era da tempo che un alto esponente della Chiesa non esprimeva così chiaramente (anche se confondendo fin dalla prima riga fra evoluzione e teoria dell’evoluzione…, che lui, unico al mondo, vorrebbe chiamare evolution in the neo-Darwinian sense …) il suo pensiero sulla utilità (ma soprattutto sui limiti) del metodo scientifico come strumento di conoscenza a disposizione dell’uomo. [Per fortuna i RIS di Parma continuano a utilizzarlo per trovare i colpevoli dei delitti, e i giudici continuano a credere ai loro ragionamenti, senza ipotizzare che enti superiori possano agire senza seguire le leggi della biologia; un carabiniere del RIS potrebbe certamente dire, analizzando il DNA, che uno scimpanzé è geneticamente molto simile all’uomo; si potrebbe provare ad affidare loro alcune indagini scientifiche?] In realtà, a parte una inversione di tendenza rispetto a dichiarazioni precedenti sulla teoria dell’evoluzione, di realmente interessante e di assolutamente nuovo c’è che il cardinale vede chiaramente il progetto intelligente di sviluppo delle specie viventi (overwhelming evidence for design in biology) di cui molti negli USA parlavano da anni senza saperlo presentare e spiegare in modo convincente; sarebbe un importante passo avanti nell’evoluzione culturale umana; ogni nuova conoscenza umana è utile solo se permette di capire meglio come funziona il mondo anche per poter agire, interagire e (quando serve) reagire meglio; questo è sempre stato verificato con i nuovi strumenti (utili) e le nuove idee (utili) che hanno caratterizzato l’evoluzione culturale umana anche prima della comparsa della chiesa cattolica. Rimane quindi da dimostrare che davvero il cardinale, come sostiene, readily and clearly discern purpose and design in the natural world; nessuno finora c’era riuscito. Potrebbe cominciare magari dalle domande più urgenti e drammatiche per l’umanità, senza perdersi nei many details about the history of life on earth che la Chiesa Cattolica ha gentilmente deciso che poteva lasciare alla scienza. Potrebbe cominciare a spiegare al mondo qual è il ruolo e la funzione, per esempio, delle zanzare. Non è infatti prevedibile che qualcuno possa pensare di inserirle in un qualsiasi “progetto intelligente”. Anzi. Possiamo sicuramente fare a meno di loro? Quanto tempo impiegheranno a diventare anche loro uomini? Chi è certo che esista un progetto deve spiegare con la massima urgenza perché ci sono ancora le zanzare (e non penso certo a quelle di Pavia, pur insopportabili, ma a quelle che diffondono la malaria, che provoca milioni di morti all’anno nel mondo [Anche questo è previsto nel progetto? Intelligente!? Intelligente o crudele?]); poi magari potrebbe anche spiegare perché, in un mondo già con molti problemi, improvvisamente qualcuno si “diverte” a far comparire, quasi ci trovassimo in un videogioco, anche virus letali [Anche questo è previsto nel progetto? Intelligente!? Intelligente o dispettoso e crudele?]. In un bel contributo sul sito di Scientific American (Questions for cardinal Schönborn) ci si chiede anche se per caso in alcuni momenti did He suddenly just lose interest? Non dovremmo infatti dimenticare che alcuni milioni di esseri viventi e specie sarebbero stati sacrificati inutilmente a questo progetto che si vorrebbe “intelligente”; i dinosauri, gli Australopiteci robusti e i Neandertal, per esempio, chi li ha più visti? Sono tutti scomparsi dopo migliaia o milioni di anni di tranquilla esistenza; le loro speranze in un futuro migliore si sono infrante in quanto sono scomparsi senza lasciare discendenza, e oggi non possono quindi nemmeno protestare contro un progetto che ha avuto bisogno di loro solo fino a un certo punto, e poi li ha “scaricati”; forse qualcosa è andato male nel progetto? Ci sono stati buchi o ritardatari da sostituire? Perché loro e solo loro si sono schiantati? Forse un colpo di sonno? Una frase come quella citata all’inizio, sconcertante anche perché chiarisce alcuni punti che il precedente papa aveva preferito lasciare piuttosto nel vago (“rather vague and unimportant“, come ci conferma ingenuamente ma rudemente lo stesso card. Schönborn), ha aperto nel mondo un ampio dibattito, del tutto giustificabile dal fatto che si dice chiaramente che le scienze che studiano la vita non hanno (e non possono) capire niente, dato che la Chiesa concede agli scienziati di studiare solo alcuni dettagli (“The Catholic Church, while leaving to science many details about the history of life on earth….; uno si può chiedere se, oltre che agli scienziati, la Chiesa Cattolica abbia lasciato qualcosa da fare magari anche ai cinesi o agli indiani… dato che sono di più degli scienziati.”).


C’e’ comunque un altro probabile errore, e pure imbarazzante: sul fatto che la lettera di Giovanni Paolo II sull’evoluzione fosse “rather vague and unimportant“ non sembrava fosse affatto d’accordo nel luglio del 2004 il card.Ratzinger, che la citava nel paragrafo 64, dopo che nel 63 si conferma ce l’evoluzione è un fatto) di un documento da lui approvato e in cui si parlava moltissimo anche di biologia e di evoluzione biologica (Comunione e servizio: La persona umana creata a immagine di Dio): Papa Giovanni Paolo II ha affermato alcuni anni fa che «nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere» (Messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze sull’evoluzione, 1996). Nel documento non viene comunque citato il testo del 1985 che oggi il cardinale riterrebbe più importante. Spiace comunque che la citazione non continui con la motivazione; forse perché viene chiamata TEORIA?: La convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria. Un’altra smentita al fatto che il documento del 1996 possa essere ritenuto “rather vague and unimportant” viene da frasi da un’intervista a P.Coyne pubblicata sul NCR il 22/7/05: Coyne said the pope's 1996 message was carefully considered. "The academy had brought together the world's best researchers to study the origins and early development of life, along with some philosophers and theologians," Se si confronta la lettera del 1996 con la successiva enciclica “Fides et ratio” non si può che essere d’accordo con il giudizio liquidatorio del card. Schönborn, ma perché evidenziare così brutalmente che un papa possa dire cose non importanti (oltre al fatto che anche il papa successivo le aveva apprezzate!)? La Chiesa cattolica non ha più forse una struttura gerarchica? C’è inoltre da notare come un editoriale scritto per criticare quello che il fisico americano Lawrence M. Krauss aveva scritto sull’amore della chiesa cattolica verso la scienza e la ragione (“Popes from Pius XII to John Paul II have reaffirmed that the process of evolution in no way violates the teachings of the church. Pope Benedict XVI, when he was Cardinal Joseph Ratzinger, presided over the church's International Theological Commission, which stated that "since it has been demonstrated that all living organisms on earth are genetically related, it is virtually certain that all living organisms have descended from this first organism" in “ School Boards Want to 'Teach the Controversy.' What Controversy?) abbia come inevitabile conseguenza di spiazzare anche coloro che, nel dibattito svoltosi in Italia l’anno scorso in seguito all’abolizione dell’evoluzione dai programmi della scuola media, avevano utilizzato proprio quella dichiarazione ed altre simili per far credere (a questo punto traendo in inganno i fedeli che non capivano bene la distinzione fra evoluzione ed evoluzionismo) che la Chiesa non avesse più problemi con l’evoluzionismo; secondo questo ragionamento non poteva essere stata la Chiesa Cattolica a chiedere di far togliere l’evoluzione dai programmi di scienze delle medie e a far inserire contemporaneamente informazioni non scientifiche sull’origine della vita, del mondo e dell’uomo nei programmi di religione di tutti i cicli scolastici, dall’asilo alle medie. Una situazione che i creazionisti americani mai si sognerebbero di poter ottenere! Si può ricordare fra questi N.Cabibbo, dell’Accademia delle Scienze Pontificia, che in un’intervista del 9/4/04 citava quel documento, o anche il giornalista dell’Avvenire che, in modo brusco (Meglio chi ci fa. Purché la pianti presto…) rinviava i lettori a un’intervista a Cabibbo sull’Unità (“fatto salvo il ruolo speciale dell’uomo nell’ambito del mondo, la dottrina ufficiale della Chiesa riconosce l’evoluzione e l’importanza scientifica delle teorie che cercano di spiegarla”) e invitava a non insistere a provocare su questo problema; o anche mons.Facchini che, da tempo ma anche recentemente, il 7/4/05, cerca di convincere sull’Avvenire che “la Chiesa prende le difese della ragione e della scienza”, o L.Galleni che nel dizionario enciclopedico Scienza e Fede sostiene “l'accettazione ormai definitiva della prospettiva scientifica evolutiva» da parte del pensiero teologico”. Nell’articolo di Schönborn sembra invece che “la Chiesa e la ragione” siano contro “la scienza” (se questa non accetta di sottomettersi alle indicazioni metafisiche che arrivano dalla chiesa cattolica). Data la stranissima collaborazione messa ora in luce fra il card. Schönborn e alti esponenti dell’Intelligent Design [Creationism], sarebbe interessante verificare quali fossero sull’IDC le opinioni precedenti negli ambienti cattolici italiani: N.Cabibbo in un’intervista al Manifesto pensa che sia “simile a uno degli argomenti classici con cui si dimostrava l'esistenza di Dio: è più che altro un problema filosofico-teologico che non fa parte della ricerca scientifica”, mentre F.Facchini in un suo articolo sull’Avvenire sostiene che “La scienza non può né dimostrare né escludere un disegno generale nella evoluzione dei viventi, che rientra più propriamente in


8/7/05

9/7/05-USA

una visione filosofica, anche se tutto lascerebbe pensare che l’uomo rappresenti il punto di arrivo della evoluzione biologica”. Ambedue concordano quindi sul fatto che l’IDC sia teologia e non scienza. Una discussione sull’editoriale si è sviluppata nell’ottimo sito (sui problemi dell’evoluzione) The Panda’s Thumb. Per chi non conoscesse l’IDC, qui c’e’ una guida e un’intervista a uno storico della scienza. 80 anni dallo Scopes Monkey Trial - Sono ormai passati 80 anni dal processo contro Scopes, iniziato il 10 luglio 1925. 80 anni fa un insegnante di scienze venne processato e condannato (100 $ di multa) da un tribunale del Tennessee (USA) per aver insegnato (anche se sembra che non abbia mai insegnato molto sull’evoluzione ma sia stato soprattutto disposto … a farsi processare) che gli uomini derivano da antenati che abbiamo in comune con i primati attuali. Era infatti in violazione di una brevissima ma chiarissima e antistorica/scientifica legge del 13/3/1925 ["It shall be unlawful for any teacher in any of the Universities, Normals and all other public schools of the State which are supported in whole or in part by the public school funds of the State, to teach any theory that denies the story of the Divine Creation of man as taught in the Bible, and to teach instead that man has descended from a lower order of animals. any teacher found guilty of the violation of this Act, Shall be guilty of a misdemeanor and upon conviction, shall be fined not less than One Hundred $ (100.00) Dollars nor more than Five Hundred ($ 500.00) Dollars for each offense"]. Pochi mesi dopo l'insegnante venne assolto, ma per aspetti formali; in realtà l'evoluzione è tornata nei libri di testo del Tennessee solo 40 anni dopo, nel 1965; dal 1925, comunque, nel mondo occidentale nessuno è più stato condannato per aver detto o insegnato che l'evoluzione biologica è un fatto ed è quindi un fatto che anche l'uomo derivi da altre specie animali; per fortuna le specie con cui condividiamo antenati comuni sono specie molto intelligenti rispetto ad altre specie animali, per cui non è il caso di scandalizzarsi né di vergognarsi .... Chi volesse approfondire le sue conoscenze sul processo Scopes (il film che ne hanno tratto è pieno di errori) può leggere un breve testo di Paola Nardi nel sito di Pikaia, il portale in italiano che aiuta a capire i problemi e le novità sull'evoluzione biologica, dove c'e' anche un link a un sito web con tutte le informazioni (in inglese) sul processo. Nel sito si possono vedere anche le pagine del testo di scienze usato a scuola nel 1925 per spiegare l'evoluzione. Nello stesso sito web si possono consultare (in inglese) documenti anche di altre decine di processi; un certo interesse può avere la documentazione sui processi a Socrate e a Galileo (sempre di attualità…) . Altri approfondimenti sul processo Scopes in articoli in inglese: The real Scopes trial dove si spiega quanti errori ci siano nel film (la principale fonte di informazione attuale sul processo, dato che pochi vanno a vedere il sito web con la documentazione corretta) – Su quel che pensano oggi negli USA sull’origine dell’uomo e su che cosa bisogna insegnare nelle scuole si può vedere un sondaggio abbastanza sconcertante (per chi insegna evoluzione umana…) fatto il mese scorso (Americans Favour Creationism Over Evolution); interessante il confronto con il 1994 per una domanda: in 9 anni è aumentato dal 46 al 54% la percentuale di americani che non pensa che l’uomo sia derivato da una specie precedente. Inoltre solo il 12% pensa che nelle scuole si debba insegnare, come oggi, solo l’evoluzionismo darwiniano… Info ulteriori sull’articolo - Ulteriore articolo del NYTimes sulle sconcertanti dichiarazioni del card. Schönborn: Leading Cardinal Redefines Church's View on Evolution. Nell’articolo (citato anche in questo blog) si inquadra l’articolo di ieri, aggiungendo informazioni davvero utili per capire meglio cosa stia succedendo: si evidenzia come l’intervento del Card. sia stato in qualche modo stimolato da un articolo di qualche mese fa sul NYT di uno scienziato (Lawrence M. Krauss, a physicist at Case Western Reserve University in Cleveland: School Boards Want to 'Teach the Controversy.' What Controversy?) che presentava la posizione della chiesa cattolica in modo molto più favorevole alla scienza e all’evoluzione rispetto all’integralismo creazionista protestante che sta montando negli USA. La spinta decisiva comunque sembra sia arrivata addirittura da un esponente USA dell’Intelligent Design Creationism: “Mark Ryland, a vice president of the Discovery Institute in Seattle, said in an interview [al Times] that he had urged the cardinal to write the essay. Both Mr. Ryland and Cardinal Schönborn said that an essay in May in The Times about the compatibility of religion and evolutionary theory by Lawrence M. Krauss, a physicist at Case Western Reserve University in Cleveland, suggested to them that it was time to clarify the church's position on evolution. M.Ryland già collaborava vicino a Vienna con il cardinale: “Mark Ryland, a vice president of the Discovery Institute, knew the cardinal through the International Theological Institute in Gaming, Austria, where he is chancellor and Mr. Ryland is on the board” Sembra questo il motivo per cui nell’intervento del cardinale sono presenti argomenti contro l’evoluzione che sono tipici dell’IDC. Fra l’altro il DI ha dato una mano per la pubblicazione: “The cardinal's essay was submitted to The Times by a Virginia public relations firm, Creative Response Concepts, which also represents the Discovery Institute”.


A sua parziale giustificazione (!?) il cardinale sostiene oggi in un’intervista telefonica riportata nell’articolo di aver avuto l’incoraggiamento verbale del papa prima della sua investitura “two or three weeks before Pope Benedict XVI's election in April, he spoke with the pope, then Cardinal Joseph Ratzinger, about the church's position on evolution. "I said I would like to have a more explicit statement about that, and he encouraged me to go on," said Cardinal Schönborn”. Interessante anche la giustificazione papale, secondo il cardinale, anche perché conferma che non sopporta l’idea dell’evoluzione come processo casuale: “He said that he had been "angry" for years about writers and theologians, many Catholics, who he said had "misrepresented" the church's position as endorsing the idea of evolution as a random process.” E’ sconcertante pensare che il cardinale dica a un giornalista che il papa ha detto una frase cosi assurda. Nessuno può pensare che il papa creda che ci sia qualcuno al mondo (certamente nessuno scienziato…) così stupido da pensare che l’evoluzione sia un processo casuale. Finora nessuno aveva osato scrivere che la scienza è utile e importante quando viene lasciata giocherellare con le cose poco importanti, ma diventa ideologia se trova una spiegazione all’evoluzione biologica non accettabile dalla religione cattolica: “The Catholic Church, while leaving to science many details about the history of life on earth, proclaims that by the light of reason the human intellect can readily and clearly discern purpose and design in the natural world, including the world of living things. Evolution in the sense of common ancestry might be true, but evolution in the neoDarwinian sense - an unguided, unplanned process of random variation and natural selection - is not. Any system of thought that denies or seeks to explain away the overwhelming evidence for design in biology is ideology, not science.”. Quello che risulta comunque chiaro è che si è creato un’imprevedibile (negli USA attualmente c’è contrasto fra ID e cattolici) connessione ad alto livello fra il sempre più potente, ricco e influente creazionismo USA (protestante) e il debole (per fortuna) creazionismo sud-europeo (cattolico). Manca a questo punto solo l’ultima connessione, quella con il creazionismo islamico, per ora “controllata” solo da G.Sermonti, che ha curato la prefazione della versione italiana di un libro creazionista islamico. Nel sito di Scientific American in un blog si discute dell’editoriale del card. Schönborn. Fra i commenti più interessanti e che suscitano perplessità e dubbi sulla coerenza e sul futuro delle posizioni della Chiesa Cattolica: • Forget for a second the irony of a representative of the Catholic Church instructing us to avoid ideology. • At the very least, this op-ed teaches me one thing: I'll think twice before citing the Catholic Church in the future as an ally on the question of evolutionary science.... • I'll go further to say that I'll hereafter need to think twice before categorizing the Church as an institution with a serious regard for science, period, at least under its current leadership. • In his op-ed, Cardinal Schönborn is supercilious toward science, calling its insistence on materialist explanations "an abdication of human intelligence." But it is his own position that is intellectually incoherent. • To reconcile the conflicts between religion and science, most of us--both the scientific and the devout--have implicitly subscribed to a view that allows a truce. It owes a bit to what Stephen Jay Gould called the "separate magisteria" concept: that science has authority on the physical universe, that religion has authority on spiritual matters, and never the twain shall meet. The cardinal is looking to end this truce. In that sense, he is eliminating a dichotomy, not creating one, because he's pushing for a winner-take-all position. • Would the Church like to see the rise of I.D. movements in countries other than the U.S.? Would it similarly encourage that I.D. theories be taught in public schools throughout Europe, for example? Given the already anemic state of Church attendance in Europe, it would seem unwise to provoke more resentment encouraging that I.D. theories be taught in public schools throughout Europe • What are the strong scientific alternatives to evolution that you would like to have taught in schools? IDists never clarify what those alternative theories are. Certainly they don't present them. • It seems to me that John Paul chose… to turn a blind eye to any disagreements with evolutionary biology. If Benedict now does decide to embrace Intelligent Design theory, that will be de facto a change in the Church's position--and a big step backward. • Does the Church regard any tenets of modern physics, astronomy, geology or other physical sciences as contrary to Catholic teaching? Or is it just evolution? The cardinal's disdain for a universe resulting only from "chance and necessity" sounds as though it could be dismissive of science outside of biology. In particular, it sounds almost impossible to reconcile that attitude with acceptance of the goals and methods of theoretical physics and


10/7/05

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12/7/05

cosmology Nuovo thread sull’argomento in Panda’s thumb: Victim of the Wedge? Articoli in Italia - Anche in Italia arriva l’eco dell’articolo sul NYT del card. Schönborn. Sul Corriere della Sera del 10 luglio ci sono due articoli di Luigi Accattoli: “La Bibbia contro Darwin” (il titolo è proprio brutto e cronologicamente scorretto, come ha evidenziato l’Avvenire…) e il secondo con addirittura un titolo da brivido “Le scuole non insegnino soltanto Darwin”. Il brivido viene dal fatto che il titolo sia adatto solo per gli USA, mentre per l’Italia, soprattutto oggi che ai giovani fino ai 13 anni è rimasto (dopo la riforma Moratti non ancora ‘aggiustata’ dopo che gli esperti le avevano fatto il tagliando) solo il creazionismo, insegnato nell’ora di religione, sarebbe ben più adatto il titolo “Le scuole non insegnino soltanto il creazionismo”. A volte viene da pensare che chi scrive i [titoli dei] giornali viva in un altro mondo: è ormai più di un anno che l’evoluzione è stata eliminata dai programmi della scuola dell’obbligo, e Darwin nei programmi scolastici non c’è MAI stato. Articolo di Kenneth Miller in risposta al card.Schönborn: “The cardinal's big mistake: Darwin didn't contradict God”. Un altro articolo sul Corriere della Sera, che sembra l’unico quotidiano italiano a dare finora spazio a questa “gaffe” (chiamiamola benevolmente cosi?) del cardinal Schönborn: Gli scienziati: su Darwin la Chiesa sta sbagliando; qualcuno non è d’accordo ed approva? Solo Zichichi, sembrerebbe. E’ davvero sempre molto contento quando trova qualcuno che dice, come lui, che la biologia non è vera scienza… e ne approfitta per ripeterlo più volte a tutti i giornalisti che glielo chiedono. Interessanti commenti all’intervento del cardinale di Vienna si possono leggere su Pharyngula (a position high in the Catholic hierarchy and a background in nothing but religion are not qualifications to discuss biology, as the NYT article shows. His published piece is dogmatically bad science written with the aid of the Discovery Institute. He invents bold lies about the motivations of scientists, and declares that reason supports the unsupported assertions of Intelligent Design creationists) e su The Panda’s Thumb. Interviste a Radio Repubblica sull’evoluzione. E’ talvolta sconcertante (ma soprattutto deprimente e non si riesce a riderne) ascoltare prodotti informativi preparati per il grande pubblico su temi scientifici che si conoscono: oggi si possono sentire in internet nel sito di Repubblica Radio tre interviste a cosiddetti esperti sull’evoluzione. Se anche un giornale come Repubblica chiede le proprie opinioni sull’evoluzione a Sermonti e a Zichichi (tutti sanno, se ne parla anche in una pagina web sull’antievoluzionismo, che sono 2 fra i pochissimi scienziati antievoluzionisti italiani! Questo certo è intelligent design, non casualità) c'è da preoccuparsi, dato che non appaiono né sono esperti di evoluzione biologica od umana (tanto è vero che in effetti hanno di solito parlato di altro, o hanno detto, a un giornalista che qualcosa già sapeva, che … non si sapeva niente in proposito!). Si salva solo Alleva (ma in parte, dato che non si può dire in pubblico che la chiesa cattolica oggi accetta senza problemi la teoria dell’evoluzione; giustamente si arrabbiano in quanto – solo in questi casi - non sopportano di attribuire un ruolo importante al caso!). Per quanto riguarda Sermonti, ha ripetuto la sua idea che “la scimmia è più recente dell’uomo” (audio clip), con gravissimi danni probabilmente permanenti alle informazioni contenute nella testa dei poveretti che l’hanno sentito, anche perché le stesse posizioni della Chiesa sono ben più corrette (a differenza di Sermonti, la chiesa all’evoluzione biologica ormai ci crede). Altra grave dichiarazione di Sermonti, non giustificabile anche se non si interessa di Paleontologia Umana, è “non si sa nulla sull’origine dell’uomo” (audio clip), e lui si vanta di essere uno scienziato che ha il coraggio di ammetterlo. Direi che è un modo alternativo per dire “io non ne so niente, lo chieda a chi lo sa”, ma scortese verso i colleghi paleontologi umani, che potrebbero vedersi tagliati i finanziamenti per non aver fatto niente in questi anni. Spero che il giornalista, che addirittura aveva preventivamente suggerito alcune specie di ominidi che Sermonti non conosceva, la prossima volta eviti di farsi prendere in giro, scegliendo qualcuno del mestiere, come si fa di solito. Per quanto riguarda Zichichi, non si capisce come mai nessuno riesca a fermare la sua perenne litania sul fatto che non sia scienza nessuna disciplina senza forti basi matematiche, come ovviamente è la situazione delle scienze della vita, certo ben lontane dal livello atomico o molecolare; forse non ricorda che negli ultimi anni si è magari esagerato un po’ nel ridurre il legame fra Scienza e Galileo …, il termine “scienza” è associato infatti oggi a molte discipline (Economiche, Gastronomiche, Nautiche, Motorie, Politiche, Benessere, Umane, ecc); ci sono anche le Scienze Filosofiche ma, soprattutto, Zichichi apprezzerà che da alcuni anni anche le scuole di Teologia hanno preferito cambiare il nome in “Scienze Religiose”. E lui insiste a criticare la Biologia?! Articoli sull’Avvenire. Sono presenti vari articoli sull’Avvenire di oggi, che occupano quasi una intera pagina; ci sono i commenti di Tanzella-Nitti, Galleni e Facchini sull’editoriale del card. Schönborn sul NYT. In realtà solo l’articolo introduttivo del giornalista fa riferimento all’editoriale citato e permette di intuire qualcosa di quello che si agita oltre oceano. Si evita comunque di citare le strane connessioni e gli accordi fra il cardinale e i Creazionisti Protestanti USA. E’ una


situazione abbastanza imbarazzante per i cattolici: papa Wojtyla, a detta di molti (anche Facchini in un recente articolo sull’Avvenire cita una frase di GPII: “Oggi è la Chiesa che prende le difese della ragione e della scienza”), aveva fatto tanto – certo con molte ambiguità e prudenze che ovviamente … negli atei non si trovano…. - per avvicinare la religione cattolica alla ragione e alla scienza e per cercare di sterilizzare gli effetti casuali che inevitabilmente derivano dai meccanismi genetici e che impediscono di credere davvero che tutto sia previsto e prevedibile; il nuovo papa, attraverso i suoi consulenti sta invece cercando di nascondere o annullare, e anche molto rapidamente, quel poco di lavoro fatto finora, forse per evitare di essere trascinato verso lidi sconosciuti. La Chiesa Cattolica non deve solo confrontarsi con i biologi evoluzionisti…; comunque quelli statunitensi e cattolici hanno subito capito l’obiettivo dell’editoriale del cardinale. Forse l’hanno capito anche i gruppi creazionisti cattolici. Negli USA le spinte creazioniste mettono in agitazione infatti anche i cattolici, soprattutto perché nelle loro scuole private insegnano l’evoluzione biologica, a differenza di quelle private protestanti. Ci sono però gruppi creazionisti cattolici che da anni stanno facendo pressioni sui loro contatti in Vaticano per un cambiamento di orientamento e per nuove indicazioni nei programmi scolastici. A questa richiesta, che sembrerebbe per ora negata, si riferisce il NYT quando scrive “Cardinal Schönborn, who is on the Vatican's Congregation for Catholic Education, said the office had no plans to issue new guidance to teachers in Catholic schools on evolution. But he said he believed students in Catholic schools, and all schools, should be taught that evolution is just one of many theories. Many Catholic schools teach Darwinian evolution, in which accidental mutation and natural selection of the fittest organisms drive the history of life, as part of their science curriculum.”. Sarebbe interessante sapere se in Italia le scuole cattoliche hanno lo stesso orientamento. A questo proposito può essere utile ricordare (anche per non farsi troppe illusioni…) che uno dei gruppi creazionisti (“biblici”) cattolici USA più vivaci (The Kolbe Center for the Study of Creation ) ha fatto recentemente un suo congresso in Vaticano, nel 2002. In un articolo del Tempo del 27/10/02 presente nel loro sito web possiamo leggere qualcosa dei loro interessi, e scoprire chi li ha ricevuti in Vaticano: “The creation of the world, and of Adam and Eve, just as the Bible tells it, is to be taken literally as absolute truth, and not read as fantasy or myth. This is what a group of Catholic scientists and theologians have affirmed at a symposium organized in Rome. They have exhorted the Church to react more decisively against evolutionary theories, and not to succumb to scientific fashions of the moment. Geneticists, geologists, astrophysicists — about twenty persons in all coming from the U.S.A. and various European countries (including Russia, but not Italy) — have been meeting for the first time in Rome, at the initiative of the American “Kolbe Center for the Study of Creation”. Their purpose — each one speaking from within his own area of specialization — is to lay the foundations for a Catholic counter-attack on evolution theory. On Thursday these scientists attended […] and yesterday met with Cardinal [….], Prefect of the Congregation for the Doctrine of the Faith” Per leggere o sentire (ci sono gli mp3) le loro comunicazioni “scientifiche”: basta andare nel sito web degli articoli; alcuni lavori “scientifici” recenti (2004-2005) del Kolbe Center (soprattutto l’ultimo!) suscitano una certa curiosità, nonostante lo scarso interesse: The Pontifical Academy of Sciences and the Crisis of Faith., The Tower of Babel and the Uniqueness of Man., Intelligent Design viewpoint., Biology Eliminates Evolution and Confirms Genesis, Did Woman Evolve From The Beasts? Gli articoli sull’Avvenire non toccano però per niente il problema di questi giorni, che è il tentativo di riorientare (e soprattutto negli USA il problema sembra urgente) la chiesa nei suoi rapporti con la scienza, evitando che (anche a causa della confusione fra evoluzione ed evoluzionismo su cui alcuni, ma non Wojtyla, hanno anche giocato o equivocato) vengano male interpretati o strumentalizzati alcuni documenti, magari proprio perché firmati anche recentemente proprio dal papa attuale. Il documento di Ratzinger del 2004: Se ci si confonde (come avviene normalmente e continuamente, purtroppo) fra evoluzione e evoluzionismo può risultare infatti imbarazzante per il nuovo papa il documento che la sua commissione aveva approvato nel luglio 2004 (Comunione e servizio: La persona umana creata a immagine di Dio) in cui non solo il ruolo dell’uomo risulta oggettivamente (almeno per la scienza) meno centrale (“Alla luce delle nostre conoscenze sull’immensità e l’antichità dell’universo appaiono assai meno rilevanti e sicure la posizione e l’importanza dell’uomo al suo interno.) ma soprattutto l’evoluzione è chiaramente riconosciuta come fatto rilevante e come sfondo all’interno del quale, alla fine, ha anche avuto origine la specie umana (63. Secondo la tesi scientifica più accreditata, 15 miliardi di anni fa l’universo ha conosciuto un’esplosione che va sotto il nome di Big Bang, e da allora continua a espandersi e a


raffreddarsi. Successivamente sono andate verificandosi le condizioni necessarie per la formazione degli atomi e, in epoca ancora successiva, si è avuta la condensazione delle galassie e delle stelle, seguita circa 10 miliardi di anni più tardi dalla formazione dei pianeti. Nel nostro sistema solare e sulla Terra (formatasi circa 4,5 miliardi di anni fa) si sono create le condizioni favorevoli all’apparizione della vita. Se, da un lato, gli scienziati sono divisi sulla spiegazione da dare all’origine di questa prima vita microscopica, la maggior parte di essi è invece concorde nell’asserire che il primo organismo ha abitato questo pianeta circa 3,5-4 miliardi di anni fa. Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo. I risultati convergenti di numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita sulla Terra, mentre ci sono ancora divergenze di opinione in merito ai tempi e ai meccanismi dell’evoluzione. Certo, la storia delle origini umane è complessa e passibile di revisioni, ma l’antropologia fisica e la biologia molecolare fanno entrambe ritenere che l’origine della specie umana vada ricercata in Africa circa 150.000 anni fa in una popolazione umanoide di comune ascendenza genetica. Qualunque ne sia la spiegazione, il fattore decisivo nelle origini dell’uomo è stato il continuo aumento delle dimensioni del cervello, che ha condotto infine all’homo sapiens. Con lo sviluppo del cervello umano, la natura e la velocità dell’evoluzione sono state alterate per sempre: con l’introduzione di fattori unicamente umani quali la coscienza, l’intenzionalità, la libertà e la creatività, l’evoluzione biologica ha assunto la nuova veste di un’evoluzione di tipo sociale e culturale”). Se si continua a leggere il documento approvato dall’ufficio di Ratzinger nel 2004 appare anche chiaro come il card. Schönborn (o l’esperto dell’IDC che ha guidato la sua mano) siano in mala fede o abbia un obiettivo nascosto che lo porta ad alterare i fatti. Il cardinale scrive infatti “While his rather vague and unimportant 1996 letter about evolution is always and everywhere cited, we see no one discussing these comments from a 1985 general audience that represents his robust teaching on nature”; il cardinale cerca in questo modo di spingere a rivalutare il documento del 1985 rispetto a quello del 1996 [per carità sono dettagli minimi, non c’e’ da agitarsi … anche se il documento del 1996 ha comunque un titolo stimolante: “La verità non può contraddire la verità”.]. Bisogna inoltre sottolineare che l’impostazione criticata dal cardinale è presente anche nel documento uscito nel 2004 dall’ufficio di Ratzinger, che, nella parte in cui tratta di evoluzione, NON cita affatto Wojtyla 1985 ma Wojtyla 1996 (che quindi non è stato considerato da Ratzinger rather vague and unimportant) o forse concordava con quel pizzico di audacia in più; infatti possiamo leggere in un altro paragrafo del documento del 2004: “64. Papa Giovanni Paolo II ha affermato alcuni anni fa che «nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere» (Messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze sull’evoluzione, 1996). In linea con quanto già affermato dal magistero pontificio del XX secolo in materia di evoluzione (in particolare l’enciclica Humani generis di Pio XII), il messaggio del Santo Padre riconosce che esistono «diverse teorie dell’evoluzione» che sono «materialiste, riduzioniste e spiritualiste» e quindi incompatibili con la fede cattolica. Ne consegue che il messaggio di Giovanni Paolo II non può essere letto come un’approvazione generale di tutte le teorie dell’evoluzione, incluse quelle di provenienza neodarwinista, che negano esplicitamente che la divina Provvidenza possa avere avuto qualunque ruolo veramente causale nello sviluppo della vita dell’universo). Come si vede, viene citato solo il documento del 1996 e l’enciclica precedente di Pio XII. Sembra abbastanza chiaro a questo punto lo scopo dell’editoriale: cercare di evitare che, soprattutto dopo l’articolo (contro i fondamentalisti protestanti USA) del fisico Lawrence M. Krauss che dimostra con citazioni autorevoli l’amore per la ragione e la scienza della Chiesa Cattolica, Ratzinger sia associato (almeno fra i cattolici USA, dove ormai la maggioranza evangelica si orienta sempre più sul creazionismo) al documento del 2004 e Wojtyla a quello del 1996, ambedue molto citati soprattutto come documenti che dimostrano l’interesse della chiesa ad avere buoni rapporti con la scienza e con la ragione. Ipotesi ardita od offensiva per la Chiesa, il papa o il cardinale? No. Basta leggere le parole del cardinale nel suo editoriale: “In an unfortunate new twist on this old controversy, neo-Darwinists recently have sought to portray our new pope, Benedict XVI, as a satisfied evolutionist. They have quoted a sentence about common ancestry from a 2004 document of the International Theological Commission, pointed out that Benedict was at the time head of the commission, and concluded that the Catholic Church has no problem with the notion of "evolution" as used by mainstream biologists - that is, synonymous with neo-Darwinism. The commission's document, however, reaffirms the perennial teaching of the Catholic Church about the reality of design in nature. Commenting on the widespread abuse of John Paul's 1996


letter on evolution, the commission cautions that "the letter cannot be read as a blanket approbation of all theories of evolution, including those of a neo-Darwinian provenance which explicitly deny to divine providence any truly causal role in the development of life in the universe."). Strano però che quella che sembrava un’iniziativa spontanea della Chiesa cattolica faccia invece parte di un progetto intelligente, coordinato, come ammette il cardinale il giorno dopo in un’intervista sempre al NYT, con i creazionisti del Discovery Institute in Seattle … proprio quelli che vengono criticati come estremisti da Tanzella-Nitti. Che cosa diranno i milioni di cattolici nel mondo?

12/7/05-USA

Questo sarà probabilmente un secolo di grandi scoperte della biologia. E’ una grave debolezza iniziarlo con elevati livelli di ignoranza scientifica e biologica nella popolazione, ma sarebbe assurdo (per la chiesa cattolica…) che a questa ignoranza (e approfittando di questa ignoranza) si aggiungano, anche per nascondere propri limiti culturali, inutili (non c’è più la Santa Inquisizione!), assurde e patetiche condanne: “Scientific theories that try to explain away the appearance of design as the result of "chance and necessity" are not scientific at all, but, … an abdication of human intelligence”; ma scherziamo? è stato solo da poco riabilitato Galileo dopo 350 anni; non sarebbe meglio imparare dagli errori di abdication of human intelligence che un tempo si facevano approfittando del proprio potere politico? Questo editoriale appare quindi decisamente anomalo, e poco convincente nel tentativo di smentire le novità (o meglio i chiarimenti sul fatto che … l’evoluzione è un fatto e la teoria dell’evoluzione si deve criticare, anche se trova continue conferme) presenti in recenti dichiarazioni dei papi. Non sono ancora stati notati gli errori presenti nell’editoriale del cardinale del 7/7Sembra che ancora nessuno si sia accorto che già fin dalla prima riga dell’editoriale del card. Schönborn ci sia un errore sostanziale nella citazione del documento papale del 1996 che poi verrà criticato (l’originale e ragionevole “teoria dell’evoluzione” viene sostituita con un’improbabile - in quel contesto - “evoluzione”), un errore di citazione papale che qualsiasi cardinale – e Schönborn era pure un candidato al soglio papale - difficilmente avrebbe fatto. Forse l’errore è stato fatto dall’agenzia di PR degli Intelligenti Progettisti Creazionisti che ha trasmesso il documento del cardinale al NYT? [“The cardinal's essay was submitted to The Times by a Virginia public relations firm, Creative Response Concepts, which also represents the Discovery Institute”.] Anche questo fatto, come la precisazione nel loro sito web che loro non hanno proposte scientifiche alternative ma si dedicano a criticare (con la collaborazione dei giornalisti) l’ipotesi evolutiva darwiniana, rende insopportabile che si siano autoattribuiti l’aggettivo “Intelligente”. “furbo” forse sarebbe più adatto! Un altro errore, certo leggero, fatto probabilmente anche questo dai consulenti dell’IDC che, come non cattolici, sono poco abituati a studiare e rispettare documenti che vengono dall’alto e in particolare dal Vaticano (anche questo non dovrebbe quindi essere un errore fatto dal cardinale), risulta dal confronto con il documento firmato da Ratzinger nel 2004 (solo un anno fa): nell’editoriale del 7/7/05 sul NYT c’e’ scritto infatti “Evolution in the sense of common ancestry might be true (=“potrebbe essere vera”). Nel documento approvato da Ratzinger nel 2004 c’e’ scritto: Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo. Il contrasto è evidente, come è evidente il diverso rispetto per la scienza, e se l’editoriale fosse stato scritto dal cardinale e “ragionato” avremmo potuto leggere “Evolution in the sense of common ancestry is true”, o “should” per lasciare una scappatoia…. Il confronto con l‘intervento di uno dei massimi esponenti dell’ID conferma la concordanza: Stephen Meyer, interrogato nel Kansas Evolution Hearing dopo aver confermato che secondo lui la terra avrebbe 4.6 miliardi di anni (distinguendosi in questo modo dai YEC, i vecchi creazionisti “Young Earth” di moda negli USA fino a qualche anno fa ma ora in via di estinzione), dice “I am skeptical about the evidence for universal common descent and I'm skeptical about some of the evidence that has been marshaled for the idea that humans and prehominids are connected.” Il citato documento di Ratzinger poi proseguiva subito dopo “ I risultati convergenti di numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita sulla Terra, mentre ci sono ancora divergenze di opinione in merito ai tempi e ai meccanismi dell’evoluzione”. Il documento del 2004 quindi aggiunge al documento del 1996 ancora altre precisazioni sull’evoluzione come fatto, che sicuramente innervosiscono ancora di più i creazionisti (che abbiamo visto ben presenti anche nel mondo cattolico:e che frequentano anche alcune stanze del Vaticano): non solo l’evoluzione esiste (e il documento di Ratzinger conferma che [la


scienza ha dimostrato che] l’uomo e le diverse specie di primati sono geneticamente connessi fra di loro), ma una teoria dell’evoluzione è necessaria e non possiamo farne a meno. Ovviamente il documento del 2004 avverte poi che per il cattolico l’evoluzione biologica segue un progetto divino e non è quindi un processo guidato dal caso. Ogni biologo può essere giustamente dubbioso e capire quanto sia assurdo (solo lui ha una vaga idea di quanti miliardi di miliardi di gameti – quasi tutti senza alcun futuro - vengono prodotti ogni ora nei miliardi dei maschi di tutte le specie viventi oggi e nel lungo passato sulla terra) ma non può contestarlo scientificamente. Un articolo su “US News & world report” sottolinea che “it does appear that the cardinal finds the intelligent design argument compatible with his understanding of Roman Catholic teaching”; comunque consoliamoci: “In the meantime, though, despite much hand-wringing to the contrary, it does not appear as though Roman Catholics have been ordered to desist from contemplating or exploring the elaborate mechanism of evolution. They have been asked to keep an open, even hopeful, mind about the answers to which such exploration might lead. Sarebbe interessante poter dimostrare che la importante frase del 2004 “geneticamente connessi fra di loro“ allude (oltre che essere finalmente un riconoscimento ufficiale, giunto solo nel nel 2004, alle storiche dimostrazioni di F.Redi – 1668 - , L.Spallanzani – 1768 - e infine L.Pasteur – 1864, due secoli dopo F.Redi… - contro la generazione spontanea, che i creazionisti forse preferirebbero continuare ad ‘utilizzare’ dopo più di tre secoli di confutazioni sperimentali) anche magari forse perfino alle leggi casuali che il pio abate Mendel aveva osservato e dimostrato agire nella riproduzione dei piselli del suo orto più di un secolo fa, nel 1865. Non so perché Mendel non abbia comunicato subito al mondo – e non solo ai Boemi - la sua scoperta, attesa con ansia come uno degli “anelli” allora mancanti alla teoria evolutiva di Darwin; forse aveva il dubbio che le sue spiegazioni, basate su meccanismi casuali potessero essere considerate “not scientific at all, but, … an abdication of human intelligence”? O più probabilmente pensava anche alle modalità espressive in uso ai tempi di Galileo, quando si rifuggiva dagli eufemismi e dagli equilibrismi ora in vigore per evitare il rogo? In sintesi le “connessioni genetiche” fra una generazione e l’altra sono un “tripudio” della casualità, e questo è stato scoperto inizialmente proprio da un religioso cattolico (Mendel). Se questa è stata la volontà divina sarebbe il caso di riconoscerlo, chiedendo che, anche se con un certo ritardo, venga fatto santo l’abate Mendel, che, con la sua scoperta di un meccanismo casuale) ha dato un contributo così fondamentale al darwinismo e alla teoria dell’evoluzione…. Questo ridurrebbe l’ingiustificato nervosismo della Chiesa cattolica verso la genetica e i meccanismi casuali automatici che agiscono nella riproduzione (come quello che determina la scelta del sesso dei figli; nessuno oggi pensa che sia un miracolo che metà dei figli siano maschi e metà femmine! Nello stesso modo casuale (e insieme al sesso) avviene l’assemblaggio di migliaia di altre caratteristiche genetiche che sono presenti nei milioni di gameti che vengono prodotti ogni giorno da ogni maschio; milioni di miracoli per produrre ogni gamete? Anzi, per produrre gameti raramente destinati a incontrare altri gameti? Può essere bello crederlo, ma non si può pretendere che si obblighi a crederlo anche chi sa e capisce come funziona questo meraviglioso meccanismo creato dall’evoluzione).

13/7/05-USA

Per ritornare per un attimo al clima culturale dei tempi di Mendel, si può ricordare che nel 1884 Papa Leone XIII pubblicava l’enciclica “Humanum genus” contro i naturalisti e i massoni “Ora fondamentale principio dei Naturalisti, come il nome stesso lo dice, egli è la sovranità e il magistero assoluto dell'umana natura e dell'umana ragione. Quindi dei doveri verso Iddio o poco si curano, o mal ne sentono. Negano affatto la divina rivelazione; non ammettono dogmi, non verità superiori all'intelligenza umana, non maestro alcuno, a cui si abbia per l'autorità dell'officio da credere in coscienza. E poiché è privilegio singolare e unicamente proprio della Chiesa cattolica il possedere nella sua pienezza, e conservare nella sua integrità il deposito delle dottrine divinamente rivelate, l'autorità del magistero, e i mezzi soprannaturali dell'eterna salute, somma contro di lei è la rabbia e l'accanimento dei nemici.”… Sembra di capire che, mentre oggi gli scienziati son tranquilli e poco attaccabrighe, la chiesa chiaramente arranca nervosamente dietro ad una scienza e una biologia che hanno fornito tutte le informazioni necessarie per vivere e su cui si discute, magari rifiutando qualcosa ma accettando gran parte del resto, un secolo fa erano invece gli scienziati ad emettere “rabbia e accanimento” Può essere ragionevole pensare che Mendel sia stato prudente? A differenza di Copernico, Mendel nel 1865 aveva ancora davanti tanti anni (19) da vivere. Ora è il momento di chiarire se la frase “geneticamente connessi fra di loro“, inserita nel documento vaticano del 2004, sia da intendersi in senso biblico o in senso mendeliano, con quel che comporta di casualità. Scienziati cattolici USA chiedono l’intervento autorevole del papa. Per stabilire chi abbia ragione (l’editoriale del card. Schönborn sembra andare in direzione opposta, come si è dimostrato qui sotto, rispetto a recenti dichiarazioni di GPII e dell’ufficio del card. Ratzinger) tre


14/7/05:

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15/7/05:

scienziati USA (a Lawrence M. Krauss, a physicist at Case Western Reserve University in Cleveland che aveva scritto l’editoriale School Boards Want to 'Teach the Controversy.' What Controversy? si sono aggiunti i biologi Francisco J. Ayala of the University of California, Irvine, a former Dominican priest, and Kenneth R. Miller of Brown University, a Roman Catholic who has written on the reconciliation of science and faith, e sembra impegnato a contrastare i creazionisti dell’Intelligent Design!) hanno scritto una lettera per il papa al cardinale, come racconta il NYT: Questions for Pope on Evolution Stance “Three scientists, two of them Roman Catholic biologists, have asked Pope Benedict XVI to clarify the church's position on evolution in light of recent statements by Cardinal Christoph Schönborn, an influential theologian, that the modern theory of evolution may be incompatible with Catholic faith. The scientists asked the pope to reaffirm earlier statements on the subject by Pope John Paul II and others "that scientific rationality and the church's commitment to divine purpose and meaning in the universe were not incompatible." It is crucial, their letter says, "that in these difficult and contentious times the Catholic Church not build a new divide, long ago eradicated, between the scientific method and religious belief… We are writing to you today to request that you clarify once again the Church's position on Evolution and Science, that you reaffirm the remarkable statements of Pope John Paul II and the International Theological Commission, so that it will be clear that Cardinal Schšnborn's remarks do not reflect the views of the Holy See” • La notizia è ripresa oggi da La Stampa • Resoconto della polemica in un sito dei Papaboys: Dalla scimmia o da Dio? E Darwin torna nell’occhio del ciclone… • Articolo (di un induista?) sulla incomprensibile rigidità dell’ideologia cattolica nei confronti dell’evoluzione e della scienza sul Times of India • Notizie dall’Austria: La storia dell’intervento del patriarca cattolico di Vienna a braccetto con i creazionisti protestanti USA sul NYT sta impegnando parecchio la stampa austriaca; [per chi ci capisce]: In aller Verbundenheit - Evolution: Schönborn-Text im Original Evolution: Es ist die Wahrscheinlichkeit - "Das wäre das Ende der Religion" - Schönborn: Scharfe Kritik an Evolutionstheorie - Katechismus: Gott und Vernunft. – Pagina speciale in Der Standard con alcuni articoli (Diskussionswürdige Kritik oder fundamentalistische Provokation?) – Su questo anche articolo sul Foglio di oggi Molto interessante, ma anche coraggioso (Schönborn sembrava dovesse sostituire Ratzinger nel ruolo di guardiano dell’ortodossia cattolica) l’intervento di Kenneth Miller (“Darwin, Design, and the Catholic Faith”) per spiegare, da biologo evoluzionista universitario cattolico molto impegnat contro l’Intelligent Design, i diversi errori fatti dal card. Schönborn con il suo intervento. Nella pagina web sull’evoluzione gestita da Miller è ben chiaro come lui sia da anni impegnatissimo nel contrastare l‘Intelligent Design (che sta dilagando negli USA pur non avendo alcuna base come teoria scientifica alternativa)… con cui invece Schönborn, forse inesperto della situazione USA, si è stranamente alleato. A quest’ultimo proposito c’e’ da notare che il cardinale si trova in una commissione teologica austriaca in compagnia di uno dei fondatori dell’Intelligent Design; proprio lui l’ha spinto a intervenire in aiuto dell’ID contro i biologici evoluzionisti darwiniani USA, mettendo in questo modo in difficoltà i biologi evoluzionisti cattolici USA. Si può anche leggere un’intervista con K.Miller sul suo libro Finding Darwin's God. Qui una presentazione del libro La discussione approda anche a La Repubblica. Solo una piccola nota che riguarda la lettera al papa dei 3 scienziati USA. negli USA il dibattito fra le religioni sull’evoluzione può essere anche piuttosto caotico e pieno di incomprensioni: può succedere che i creazionisti critichino l’evoluzione teista dei cattolici: Ken Ham of the creation apologetics group Answers in Genesis believes the Roman Catholic Church's embrace of theistic evolution -- accepting Darwin's evolutionary theory as truth but understanding the process as having been guided by God -- is a direct assault against scripture. Unfortunately, he says, the Catholic Church is telling the next generation that it is okay to use man's ideas to reinterpret the Word of God”. Su La Repubblica articoli generali sul rapporto fra religione e scienza. In rete si trovano gli articoli di Paolo Zellini: Sulla ragione che intimorisce e Roberto Festa. Le idee sbagliate degli scienziati (in parte). Se si pensa che il terzo articolo è “Scienza sotto accusa: è ideologia”, risulta abbastanza evidente che il passaggio il 12/7 di Sermonti e di Zichichi a Repubblica Radio sembra abbia lasciato qualche traccia, anche nei titoli … della Repubblica. L’intero inserto si trova qui. Nell’Utah, lo stato dei mormoni, il responsabile dei programmi didattici ha garantito a un senatore che voleva introdurre l’ID nei programmi di scienze che non era necessario: in Utah non si insegnava l’evoluzione umana. Forse è vero; sicuro è che nei programmi scolatici l’evoluzione biologica (uomo escluso) invece è ben prevista e ben insegnata (Utah Science Site). Per come e quanto si insegna di biologia, c’è da imparare anche dallo Utah, forse


16/7/05-USA

17/7/05-IT

18/7/05-IT

19/7/05-IT

lo stato più confessionale degli USA. Curiosa lettera su un quotidiano USA con un ipotetico elenco delle possibili “motivations of the people who support evolution. What would motivate an otherwise intelligent person to support the illogical idea that this extremely complex, orderly universe made itself out of nothing for no apparent reason?” Nello stesso giorno una precisazione da parte del card. di Washington (intenzionalmente imprecisa?! È evidente a tutti che da solo il caso non combina niente di buono - come insegna la roulette russa ... o il totocalcio! - Pensare che qualcuno lo pensi squalifica solo chi sostiene questa accusa): Theodore McCarrick says Catholics don't have to believe in Creationism -- the Bible's account of God creating Adam and Eve and the universe in six days. McCarrick told reporters at the National Press Club that instead of what he called "the beautiful story of Genesis," Catholics can believe in evolution - as long as it's understood to have been guided by God rather than chance. Sul Giornale si commenta (Il legame laico tra Dio e Darwin) un libro di Orlando Franceschelli (Dio e Darwin. Natura e uomo tra evoluzione e creazione, Donzelli) Intervista a Nicola Cabibbo (presidente dell’accademia pontificia delle Scienze) sul National Catholic Reporter sull’editoriale del card.Schonborn del 7/7/05. Cabibbo è critico sulla sottovalutazione dell’importante dichiarazione di GPII del 1996. In effetti Cabibbo aveva sempre usato quella frase come prova che sull’evoluzione non ci sono problemi da parte della Chiesa Cattolica. Non puo’ quindi accettare che venga sottovalutata o addirittura cancellata.. Sconcertante la dimostrazione di ignoranza che rende poco utile il suo contributo al dibattito. Dice infatti: “The great intuition of Darwin was that there is an evolution, that different species evolved over time, even if he could not understand the mechanism”. [Come tutti dovrebbero sapere (anche il presidente del’Accademia delel Scienze Pontificia) di evoluzione si era quasi certi da quasi un secolo. Darwin ha per primo proposto un meccanismo convincente che è stato sempre più confermato!!]. Apprezzabile invece che da scienziato dica chiaramente che l’esame dei fatti scientifici noti non dimostra affatto l’esistenza di un creatore, come sostiene (secondo il giornalista, ma il cardinale continuerà a negarlo) il Card.Schönborn,: “This is not believed by any serious scientist. … They have found some renegade scientists, or people with some scientific education, to give them some credibility. … You can certainly construct an argument about how beautiful creation is, how intelligent it is, but these are not scientific concepts. It's aesthetic, not scientific.” RadioWebTrasmissione riparatrice (dopo il passaggio di Zichichi e Sermonti il 12/7 che hanno insegnato che la biologia non è una scienza e che l’uomo non deriva da nessuna specie preesistente, ma che anzi ha dato recentemente origine alle centinaia di specie di scimmie) a Repubblica Radio, con il teologo Giuseppe Tanzella-Nitti e il genetista Ivan Scotti. A differenza della trasmissione con Zichichi e Sermonti, il file audio della trasmissione non compare nemmeno per qualche giorno nell’elenco delle trasmissioni più interessanti; in effetti non ci sono state intemperanze. Bisogna cercare ‘Scotti’ o ‘Nitti’ nell’archivio. Anche Scotti per spiegare il caso non trova di meglio che far riferimento al meccanismo di determinazione del sesso e il teologo non può che apprezzare, anche se poi cambia subito discorso e registro facendo capire che ai teologi (e magari anche al pubblico) non interessa sapere come funzionino i fenomeni biologici (e soprattutto quelli casuali … vai a spiegare a qualche giocatore incallito come funziona il lotto …!). Scotti ha cercato, come Galileo, di trascinare il teologo a guardare, questa volta in qualcosa di più simile ad un microscopio, il più noto ed evidente dei milioni di meccanismi casuali che l’abate Mendel per primo aveva dimostrato come vera causa della unicità di ogni essere vivente e quindi anche di ogni uomo, ma il teologo si è ritratto, rifiutandosi di ragionare sull’abate Mendel e sulle sue leggi dell’ereditarietà, per seguire le strade solitamente battute dai documenti vaticani. Concetti semplici e ben poco cambiati negli ultimi 50 anni, indipendenti dai dati oggettivi. La compatibilità fra evoluzione e teologia viene quindi confermata da Tanzella Nitti (lo sapeva anche Pio XII, 50 anni fa, quando per primo, grazie anche a Teilhard de Chardin, dopo 90 anni dovette toccare lo spinoso argomento), che però ribadisce che Darwin e la sua ipotesi di spiegazione dell’evoluzione biologia sono ancora incompatibili, dopo 146 anni, con la religione cattolica (come sapeva anche Pio XII 50 anni fa): l’evoluzione è un fatto, l’evoluzionismo è invece un’impostazione filosofica (?), difficilmente confrontabile con l’impostazione filosofica che prevede che ogni persona che nasce dall’unione casuale di due gameti derivi da un atto creativo individuale voluto da Dio; Tanzella-Nitti attribuisce questa opinione “ai teologi, ai credenti, ai cristiani”; i semplici biologi probabilmente sono esentati, come pure i non cristiani. Un’opinione simile l’abbiamo sentita anche dal nuovo papa nel discorso di insediamento: “Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione.”; sarebbe meglio comunque non commentare la frase da lui detta, per cui avevo preferito finora far finta di niente; è un brutto inizio di pontificato; non si capisce infatti chi voglia presentare e condannare pubblicamente come autore di una definizione che nessun biologo o evoluzionista accetterebbe (Mayr nel 1983 scrisse: “L’evoluzione per selezione non è né un fenomeno casuale né un fenomeno


deterministico, ma, come è stato sfortunatamente sottovalutato da Monod, un processo a due stadi, uno successivo all’altro, che combina i vantaggi di ambedue); per un evoluzionista l’evoluzione non è quindi un processo solo casuale, né è senza senso; l’aspetto più preoccupante è comunque il fatto che, oltre a fare una caricatura del pensiero degli evoluzionisti e a mettere a disposizione il testo una sentenza senza colpevoli che verrà però male utilizzata (già qualcuno c’è cascato) dagli antievoluzionisti ignoranti, comunque smentisce una frase più corretta, “l’evoluzione è un processo materialistico radicalmente contingente, guidato dalla selezione naturale e da variazioni genetiche casuali”, che si trova … in un documento firmato proprio da lui solo un anno fa, al punto 63!). Nessuno può pensare che il caso da solo abbia un ruolo positivo, e le parole di Mayr lo confermano, essendo il massimo evoluzionista del novecento. E’ tragico che nell’ambiente cattolico si continua a ripetere quella frase senza riflettere sul suo significato e sulla gravità di smentire, e in un contesto così rilevante come il discorso di insediamento, una sua frase dell’anno prima …! Non viene però chiarito (è difficile trovare un teologo che non parli solo dell’uomo, l’unica specie che interessa sia a lui che al pubblico) se questa creazione individuale vale anche per animali, piante e zanzare (dovremmo credere che ogni zanzara sia individualmente pensata e creata, come si intuisce da quanto detto dal teologo? Sarebbe meglio precisare se magari il lavoro creativo è semplificato in questo caso da qualche automatismo). Il teologo comunque, se anche ci volessimo limitare all’uomo (cosa che i biologi non riescono a fare), dovrebbe però spiegare se la creazione individuale e personale riguarda precedentemente anche i milioni di gameti maschili che vengono prodotti (=creati?), uno solo dei quali, casualmente, contribuirà ad uno zigote che avrà poi non la certezza ma una certa probabilità (se il materiale genetico è stato creato compatibile con la vita) di diventare una nuova vita umana. Può sorgere un dubbio: i gameti saranno tutti diversi o tutti uguali (…”fotocopiati” o “clonati”, per semplicità …)? La scienza ci dice che i gemelli dizigotici dimostrano che ognuno dei milioni quotidiani di spermatozoi di 3 miliardi di esseri umani deriverebbero da un atto creativo individuale. Se un cattolico deve credere anche a ciò… Purtroppo le scoperte della biologia sono tante e disturbano un po’, soprattutto se l’ignoranza di massa rimane alta (e magari viene anche intenzionalmente elevata … come dimostra la recente riforma Moratti che favorisce, abolendo l’evoluzione, l’insegnamento del creazionismo nella scuola) e qualcuno ne può approfittare. Non serve (purtroppo) vincere contrasti verbali di 10 minuti quando si perde la battaglia della biologia e della scienza nella scuola. E in Italia la si sta perdendo: sui giornali un anno fa il ministro prometteva che il Darwinismo sarebbe entrato ufficialmente anche alle elementari. Si capisce invece che non è affatto gradito, che per questo era stato espulso, e che il ministro può dire quello che vuole fino a quando gli elettori lo dimenticano al momento del voto. La frase centrale del ragionamento di Tanzella-Nitti sembra comunque. “come vedete, caso e finalità non si oppongono”. Sembrerebbe il contrario di quanto aveva detto prima, negando un ruolo del caso; a pensarci bene dobbiamo però riconoscere che il 50% di maschi e il 50% di femmine deriva sia dal meccanismo casuale di scelta del sesso previsto da Mendel e citato da Scotti che dall’atto creativo divino citato dal teologo. Lo stesso avviene con tutte le patologie genetiche determinate da caratteri mendeliani semplici. Le proporzioni attese sulla base dei meccanismi casuali scoperti da Mendel corrispondono abbastanza bene (tranne forse un margine di errore … casuale….) alle percentuali di nascite con patologie genetiche che i cristiani credono conseguenza dagli atti creativi divini. Detto cosi ….caso e finalità davvero non si oppongono. Non sembra che in questo caso siano state seguite le indicazioni che Leone XIII aveva ritenuto

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21/7/05

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necessario inserire nell'enciclica “Providentissimus Deus” del 18/11/1893: "Se poi dissentiranno [il fisico e il teologo], lo stesso Agostino detta in sintesi la regola di comportamento per il teologo: "Tutto ciò che i fisici potranno dimostrare con documenti certi, dovremo provare che non è contrario alle nostre Lettere; qualunque cosa, poi, presentassero nei loro scritti contrario alle nostre Lettere, cioè alla fede cattolica, o noi dimostriamo con qualche argomento che esso è falso, oppure senza alcuna esitazione lo dichiariamo falsissimo" (De Gen. ad litt., I, 21, 41)". Il giornalista di Repubblica alla fine dell’intervista ha ricordato che Darwin nel suo viaggio sulla Beagle era in cabina con il capitano della nave, un creazionista convinto. Come tutti … a cominciare da Darwin … a quel tempo…; quei pochi che avevano dei dubbi e li coltivavano hanno poi potuto cambiare idea. Oggi la situazione è certo un po’ migliorata, anche se purtroppo può capitare di incontrare creazionisti meno informati e meno curiosi rispetto al capitano FitzRoy [nato proprio nel luglio di 200 anni fa]. Interessante e intelligente articolo di Giuliano Amato su Repubblica (La Scienza, la Chiesa e la tentazione dell’assoluto) sul ruolo della scienza e sul rapporto con la religione, a commento degli articoli molto critici del 15/7. Sembra strano sentire un politico (e come tale responsabile di guerre e paci, ricchezze e povertà) preoccupato … per quanto di male la scienza possa fare all’uomo …. Abile ma scorretto articolo di Zichichi su Famiglia Cristiana (Sulla scienza, oscurantista non è la


22/7/05-IT

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27/7/05

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Chiesa) per sostenere che la scienza, a differenza della Chiesa, sbaglierebbe nel non utilizzare il metodo galileiano nelle scienze della vita. Sottolinea masochisticamente (qui non si tratta di mondo inorganico!) che il metodo galileiano è stato molto utile nello studio della materia inanimata [sorge una domanda: solo l’uomo fa parte del mondo ‘animato’? Gli altri esseri viventi sono ‘animati senza anima’?] . Quello che la Chiesa non aveva capito ai tempi di Galileo è appunto che non si poteva interpretare la realtà del mondo fisico sulla base di conoscenze inadeguate, presupposti irreali e metodi errati. Probabilmente non è poi vero quanto dice Zichichi (“La Chiesa vorrebbe che lo studio della materia vivente venisse fatto con metodo galileiano”). Prima o poi, nonostante Zichichi, anche la Chiesa dovrà accettare anche il darwinismo e pentirsi ancora una volta di non aver saputo riconoscere il confine fra religione e le diverse scienze. Non si capisce perché qualcuno voglia mettere in bocca alla Chiesa che il metodo galileiano possa essere utile in un campo il cui, a differenza che nella matematica, il caso ha un ruolo molto importante. Strano che sia uno scienziato a pensare questo. 4. Continua il dibattito sull’evoluzione e sulla scienza su Repubblica. Ieri un articolo di Enrico Bellone; oggi uno di Telmo Pievani (“Ma il banco di prova è la teoria di Darwin”). • Articolo di F.Gentiloni sul Manifesto (‘Cari laici è ora di attaccare’). Si cita il recente libro di Giorello (Di nessuna Chiesa) e la discussione infinita e piena di equivoci sull’evoluzione/evoluzionismo. Gentiloni nota con preoccupazione che si torna a difendere l’assoluto contro ogni relativismo, a volte dimenticando che su questo terreno gli islamici sono più avanti e più bravi, e con ‘assoluti’ spesso diversi da quelli che difendono i cattolici. Deve essere un sollievo per i relativisti scoprire che ci sono molti assoluti … e che sono diversi e contrapposti. • Su Galileo articolo di N.Nosengo sull’editoriale di Schönborn (“Vago e non scientifico”); si cerca di inquadrare questo intervento sconcertante in una nuova strategia della Chiesa Cattolica, e si cita un‘opinione di Corbellini. • Un sacerdote cattolico e sociologo piuttosto noto negli USA (dicono e … sembrerebbe), padre A.Greeley, ha scritto un articolo di netta critica sulle dichiarazioni del cardinale (“Protecting science from religion“) sul Chicago Sun-Times “Unless I misunderstand the cardinal completely, he is saying that Catholics must believe that God works within the evolutionary process directing it and guiding it. With all due respect to the cardinal, I don't think that's true … The cardinal has muddied the waters of the discourse between science and religion. Religion, he seems to be saying, much to the delight of the Evangelicals, can dictate scientific conclusions -such as it once dictated that the sun revolved around the Earth on the basis of a couple of verses in the book of Exodus…. The cardinal's assertion will upset most Catholic scientists and confuse many of the educated laity (something that the present pope has always deplored)…The cardinal has "redefined" the issue. Now a political alliance between Catholics and Evangelicals will be easier to achieve. A cardinal can't do that. Only the pope and/or a General Council (acting in union with the pope) defines anything.” L’articolo sembra sia stato citato solo dagli evoluzionisti (Panda’s Thumb). • Articolo sul National Catholic Reporter (Schönborn and science vs. theology; Questions to an academician, an astrophysicist and a biochemist) sull’iniziativa del card Schönborn di scrivere al New York Times una lettera in appoggio all’Intelligent Design e contro il darwinismo; il giornalista la presenta in modo critico e la discute (intervista completa) poi con uno che certamente è cirtico, Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, uno degli obiettivi del cardinale, che se la prende anche con la lettera del 1996 di GP2 all’Accademia. Viene poi intervistato anche P.Coyne, che conferma che questa lettera era stata studiata a lungo e quindi non poteva essere così disprezzata. Per par condicio ne parla anche con Michael Behe, del Discovery Institute, che fa capire che non aspettavano altro. • Discussione ("E Dio vide che Darwin era cosa buona") fra Orlando Franceschelli, autore del libro “Dio e Darwin” (Donzelli, 2005) e Telmo Pievani, docente di filosofia della scienza all'università di Milano Bicocca con Pietro Greco a Radio3 Scienza Il terzo Anello.. La notizia viene da Pikaia. Qui il commento del Giornale e dell’Avvenire sul libro. • E’ ancora possibile immaginare l'uomo e la sua origine senza la dimensione trascendente? Alle ore 15 su Radio 3 a Fahrenheit “Eppur s’evolve”, felice titolo di una discussione a cui partecipano Orlando Franceschelli, filosofo naturalista, autore di, "Dio e Darwin", Donzelli, Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza a Milano e Ludovico Tanzella-Nitti, docente di Teologia fondamentale alla Pontificia università della Santa Croce. Siamo sicuri che convenga parlare di evoluzione umana? Il teologo c’e’ sempre; manca sempre invece qualcuno che sia esperto di evoluzione umana. Gli altri sono di solito esperti di “discussione” sull’evoluzione umana, che difficilmente possono far discutere un teologo anche sui fatti. Qui la registrazione. • Su Repubblica due interventi nel dibattito che continua su scienza e scientismo [è davvero triste che la Chiesa Cattolica, con tutti gli Istituti di “Scienze Religiose” che ha istituito negli ultimi anni, ami utilizzare questo termine per indicare al pubblico disprezzo le scienze che utilizzano il metodo scientifico per spiegare i fatti che osservano]: S.Maffettone Scrive I LIMITI DEL


29/7/05-USA

PROGRESSO? SCIENZA E RELIGIONE CERCANO UNA RISPOSTA Su una rivista cattolica USA una ricostruzione (Catholic experts urge caution in evolution debate) del dibattito che sta avvenendo soprattutto negli USA dopo l’editoriale del card. Schönborn. Interessante il fatto che vengano riportate alcune dichiarazioni del Pres. Dell’Accademia delle Scienze Vaticana, Nicola Cabibbo: “The theory of evolution can be disturbing to Christians because it seems to clash with the idea of divine creation,” said Nicola Cabibbo, president of the Pontifical Academy of Sciences, a 78-member body of academics who advise the pope on scientific matters. Cabibbo is a professor of particle physics at Rome’s La Sapienza University. “However, this clash is false. What clashes with divine creation is an extension of the theory of evolution into materialistic interpretations, so-called ‘evolutionism’” Cabbibo told NCR July 18. “That’s not science, it’s metaphysics.” This distinction between evolution as a scientific hypothesis, and “Darwinism” or “neo-Darwinism” as a philosophical system, is crucial, observers say, to understanding Catholic thought on the subject. Impressiona sempre pensare che i teologi escano da scuole che da qualche anno si chiamano Istituti di Scienze Religiose, dove certamente imparano dove finisce la scienza e inizia la metafisica. Ma impressiona ancora di più che uno scienziato ci creda e accusi di ‘metafisicità’ altri scienziati, senza considerare il fatto che la scienza ha bisogno di fatti e quindi non può sfuggire al rischio di essere accusata di proporre ‘materialistic interpretations’. Paradossale la situazione che si prospetta oggi, con esperti di Scienze Religiose (o fisici presidenti dell’Accademia Pontificia) che possono accusare gli scienziati di “fare ideologia e non scienza”, e/o di fare “metafisica e non scienza” e/o di “proporre interpretazioni materialistiche”. Curioso che anche le riviste cattoliche USA consultino i fisici sull’evoluzione, quando hanno a disposizione anche scienziati cattolici evoluzionisti darwiniani, certamente più competenti A pensarci bene, ai tempi di Giordano Bruno o di Galileo la situazione era meno contorta e c’era meno confusione di ruoli, anche se le vie d’uscita erano più roventi. Ma …la Chiesa Cattolica non aveva chiesto perdono per l’errore fatto a suo tempo con Galileo…?! Il pentimento riguarda forse solo l’astronomia…?! O non ha capito l’errore?

AGOSTO 1/8/05:

3/8/05-USA:

6/8/05-USA:

Nel sito web dei creazionisti biblici italiani compare un commento all’intervento del card. Schönborn: Schönborn chiede all’Europa di cominciare a discutere il Darwinismo. In realtà il cardinale non è interessato a parlare agli europei, e comunque non ha proprio nulla di buono da dire ai creazionisti biblici (quelli che credono nella creazione in 6 giorni +1 e che non accettano, come fa da tempo la Chiesa Cattolica, l’origine comune degli esseri viventi). Nel sito si evidenzia comunque una certa soddisfazione per il cambio del vento…: “Con l’editoriale e la successiva intervista del cardinale Schönborn, la Chiesa cattolica per la prima volta sembra concedere il proprio patrocinio al movimento “Intelligent Design”, nato negli USA nei primi anni novanta. Per molti decenni, infatti, la Chiesa cattolica non ha fatto parte attiva del dibattito creazione/evoluzione, ma è rimasta nel ruolo dello spettatore. Ora il vento sembra cambiato, e la Chiesa sembra pronta ad entrare nel dibattito.“ Bush ci riprova. Gia’ qualche anno fa aveva fatto capire che personalmente credeva poco all’evoluzione e alle ipotesi di Darwin ed era favorevole all’ipotesi creazionista; il suo addetto scientifico aveva dovuto intervenire a chiarire che comunque il governo di Bush finanziava le ricerche biologiche dell’NIH che si basavano proprio sulla teoria evolutiva. Un articolo oggi su La Repubblica (Bush contro Darwin) racconta come Bush ieri abbia detto chiaramente di essere favorevole al fatto che accanto alla teoria darwiniana dell’evoluzione venga spiegata nelle scuole anche l’ipotesi dell’Intelligent Design. Bush si è quindi inserito pesantemente nel contrasto fra gli scienziati e la destra religiosa che, con il trucco della vuota ipotesi ‘pseudolaica’ dell’Intelligent Design sta cercando di portare il creazionismo nelle scuole, dove, per la Costituzione, nessuna ipotesi o idea religiosa può essere insegnata. Il suo consulente scientifico (John H.Marburger III, direttore del White House's Office of Science and Technology Policy) nel febbraio scorso era contrario: White House Science Advisor: "Intelligent Design" not Scientific Un’autorevole, interessante ma soprattutto molto preoccupata critica all’editoriale del card. Schönborn (“Now the waters have again been darkened by the publication in the New York Times of 7 July 2005 of an article by Cardinal Christoph Schönborn of Vienna“; “So why does there seem to be a persistent retreat in the Church from attempts to establish a dialogue with the community of scientists, religious believers or otherwise?”) viene dal gesuita George Coyne, Direttore dell’Osservatorio Vaticano, pubblicata sul giornale dei cattolici inglesi (The Tablet). Coyne intravede addirittura il rischio che si stia andando verso un errore simile a quello fatto dalla Chiesa Cattolica ai tempi di Galileo; allora fu nel campo dell’astronomia, oggi


· 8/8/05:

9/8/05:

riguarderebbe invece la biologia e 146 anni di scoperte biologiche che si sono rivelate utilissime per il successo della nostra specie. Interessante vedere che Coyne, pur non essendo un biologo, abbia ben chiaro come tutta la biologia attuale si basi da decenni sulle idee evoluzioniste e quindi passi tranquillamente sopra ai ragionamenti di Zichichi e soprattutto di Sermonti, confermando quanto la geologia e la biologia ci dicono sui tempi e sui meccanismi evolutivi. P.Coyne sembra inoltre prospettare il modo di favorire il dialogo fra scienza e religione, suggerendo (“God lets the world be what it will be in its continuous evolution. He is not continually intervening, but rather allows, participates, loves”) di mettere un po’ fra parentesi l’ossessione per un Dio creatore che si nota chiaramente anche nei nuovi programmi di religione nella scuola italiana e che ha portato all’incredibile (in quanto dimostra l’esistenza di un improbabile contrasto fra religione e scienza nella testa di alcuni consulenti e/o burocrati ministeriali italiani) recente eliminazione dell’evoluzione dai programmi di scienze fino alle medie, lasciando che agli studenti sia insegnato solo quanto si racconta nell’ambito del programma di religione, proprio come avveniva ai tempi di Galileo. Viene perfino il dubbio che l’aumento notevole delle richieste di esonero dalla frequenza all’ora di religione sia dovuta allo sconcerto nel verificare (i programmi sono pubblici) che una parte eccessiva dei nuovi programmi sia dedicata a raccontare le cosmogonie di origine mesopotamica riprese dalla Bibbia…. L’importante intervento di P.Coyne viene citato e evidenziato in un articolo di L.Offeddu sul Corriere della Sera (Chi ha paura di Darwin? La Chiesa si divide). Un articolo sulla Stampa (Ora c’è anche Darwin nel mirino di Bush) riprende e approfondisce l’informazione sull’intervento di Bush in favore della vuota ipotesi dell’Intelligent Design. Qualche reazione anche in Italia al dibattito sollevato dal card. Schönborn il 7/7/05. Invece delle prevedibili precisazioni del papa (richieste ed attese da alcuni scienziati cattolici USA e auspicabili dopo gli autorevoli interventi, molto critici verso il cardinale, di sacerdoti scienziati cattolici come P.Greeley e di P.Coyne). Oggi un articolo dell’antropologo (e monsignore) Prof.F.Facchini sull’Avvenire (Il disegno dell’Universo; La teoria dell'evoluzione e la Chiesa: i limiti di un certo darwinismo che vuole escludere ogni intervento divino) non contribuisce molto a rendere più limpide le acque del dibattito per il pubblico italiano. F.Facchini inizia l’articolo con una bella frase riferita a Galileo e alla sua recente riabilitazione da parte della Chiesa (“Che la terra giri intorno al sole e non viceversa è un dato della scienza“); questa frase potrebbe suggerire al lettore la possibilità di sostituire il nome di Copernico o di Galileo nelle citazioni che fanno riferimento a Darwin nei titoli inseriti probabilmente dalla redazione (non credo da F.Facchini) “Darwin, quando la scienza diventa ideologia” e “i limiti di un certo darwinismo che vuole escludere ogni intervento divino”, immaginando oggi i titoli dei giornali di 350 anni fa; purtroppo F.Facchini non aiuta il lettore a capire quali siano i “dati della scienza” nel caso dell’evoluzione e del darwinismo, applicando cioè lo stesso ragionamento appena fatto su Galileo a Darwin e all’evoluzione biologica; avrebbe potuto ricordare ai lettori dell’Avvenire che era un dato della scienza quanto ad esempio scritto nel documento di Ratzinger del 2004 sull’origine comune di tutti gli esseri viventi … un’informazione importante che difficilmente compare nei testi cattolici; e invece F.Facchini purtroppo, proprio come fece il card. Schönborn nell’editoriale del 7/7, confonde subito l’evoluzione con la teoria dell’evoluzione nel citare proprio la dichiarazione di GPII del 1996 (dove si faceva invece chiaramente riferimento alla teoria dell’evoluzione). Questa confusione iniziale, in parte recuperata più avanti, rende comunque difficile la comprensione dell’articolo, lasciando nel lettore perfino il dubbio sull’evoluzione biologica come fatto (sul quale la stessa Chiesa Cattolica da tempo non ha dubbi, come conferma anche Schönborn). Ci sono altre frasi poco chiare: prima si dice senza giustificarlo (ma forse sarà una questione di fede?), che “non sta al magistero spiegare come Dio ha creato, e neppure i modi con cui la creazione risponde al disegno di Dio” e poi (giustamente) “la scienza empirica non può dimostrare ma neppure negare che la storia della vita risponda nel suo insieme a un disegno superiore” e alla fine una conclusione strana (se vista alla luce del recente intervento del card.Schönborn): “non avrebbe senso per spiegare l'ordine della creazione o per riempire certi salti evolutivi chiedere soccorso alla Bibbia o invocare interventi diretti di Dio, come fanno fondamentalisti e anche uomini politici autorevoli americani, chiedendo che il creazionismo sia insegnato nelle scuole come teoria scientifica accanto alla evoluzione”. E’ importante precisare, a proposito di quest’ultima frase, che la situazione italiana è però ben diversa: la riforma dei programmi scolastici Moratti-Siliquini-Aprea-Bertagna ha addirittura eliminato l’insegnamento dall’evoluzione - come fatto - nella scuola


11/8/05:

o •

12/8/05:

media per motivi politici e/o religiosi […se si vuole escludere come causa una semplice, ma secolare, ignoranza…]; appena la notizia si è diffusa, scienziati e premi Nobel si sono mobilitati e in Italia sono state raccolte in pochi giorni quasi 50000 firme per richiedere che l’evoluzione fosse rimessa nei programmi e, già che c’eravamo, è stato chiesto di aggiungerci anche Darwin. Il ripristino non è stato ancora ottenuto e non si sa se e quando potrà avvenire (la strada imboccata fa prevedere tempi lunghissimi se non viene approvata nei prossimi mesi la riforma della scuola superiore, mentre si potrebbe probabilmente ottenere per altra via da un giorno all’altro); ogni anno centinaia di migliaia di giovani italiani escono dalle scuole senza conoscenze fondamentali che ormai da 146 anni fanno parte del patrimonio culturale della specie umana. [Escludendo la possibilità di chiedere un referendum…. destinato all’insuccesso ... probabilmente servirà un’altra raccolta di firme … per chiedere che ... l’evoluzione e l’evoluzionismo in Italia siano insegnati … accanto al creazionismo.] La situazione italiana è quindi oggi peggiore di quella USA e non ci sono affatto – e non certo per colpa degli scienziati… - le condizioni auspicate da F.Facchini nelle conclusioni dell’articolo: “La verità va raggiunta attraverso e nel rispetto delle diverse competenze (scienza, filosofia, religione) in una complementarietà di approcci, non surrogando uno con l'altro”. Queste conclusioni purtroppo appaiono ironiche, se non addirittura sarcastiche, se si pensa che è la scienza ad essere ora sconfitta e “surrogata”: è un fatto che in Italia l’origine dell’universo, della vita e dell’uomo secondo i programmi oggi in vigore dovrebbe essere insegnata a scuola solo nell’ora di religione, proprio come avveniva anche ai tempi di Galileo, quando gli uomini di scienza si formavano nei seminari. F.Facchini si trova in una posizione quasi unica per far capire che, come Galileo 350 anni fa sosteneva una teoria che poi si è rivelata se non del tutto vera almeno migliore della precedente, così oggi la biologia, la scienza (e la cultura umana) appoggiano una teoria dell’evoluzione che trova continue conferme da più di un secolo e che non intende proprio mettere in difficoltà nessuna delle religioni attuali. Ora, come allora, la Chiesa Cattolica crede invece che la scienza trovi tutte le scuse (ma soprattutto i fatti) per attaccare le basi della fede (ma … è cambiato qualcosa? Da quando la “fede” ha bisogno di prove!). E lo si capisce chiaramente e continuamente: se si volesse raccogliere la documentazione utile per dimostrarlo, possiamo cominciare dal sottotitolo redazionale aggiunto proprio all’articolo di F.Facchini sull’Avvenire “i limiti di un certo darwinismo che vuole escludere ogni intervento divino”. Nell’articolo si legge invece una frase corretta e un po’ diversa: “la scienza empirica non può dimostrare ma neppure negare che la storia della vita risponda nel suo insieme a un disegno superiore”. E’ una situazione imbarazzante e pericolosa (in un mondo sempre più piccolo ed affollato, con tante religioni diverse e con livelli diversi di tolleranza al loro interno, sarebbe meglio non dare esempi planetari di integralismo, e per di più in una situazione che ricorda proprio un precedente gravissimo errore di secoli fa), e sarebbe utile che i teologi-scienziati intervengano rapidamente a chiarire la situazione, fermando i cardinali coraggiosi ma inesperti: non rischiano più nemmeno di finire al rogo o a scavare fossili in Cina …! Sarebbe comunque meglio evitare di insegnare a considerare un punto di merito il fatto che la scienza non possa dimostrare che qualcosa è falso. Articolo di Boncinelli sul Corriere della Sera. Articolo sul Foglio (“Dio e Darwin”, perché è naturale il dialogo fra scienza e fede) dove si citano l’articolo di Schönborn, quello di Facchini, la storia di copertina di Time e il libro di Franceschelli. Articolo di S.Moravia sul Resto del Carlino (Che guaio mescolare scienza e religione) in cui viene spiegato bene il progetto di quelli che spingono negli USA per portare l’Intelligent Design nelle scuole come alternativa all’evoluzionismo. Si spiega chiaramente che sono i soliti creazionisti, più volte riciclati, che ci provano ancora, dopo aver deciso di smettere di insistere con i sei giorni della creaz.ne biblica (ci sono quindi almeno due versioni del creazionismo che dovrebbero essere insegnate…). · Articolo di N.Ordine sul Corriere della Sera (La Polemica sul Darwinismo); interessante il punto in cui ricorda che ancora nell’800 era pericoloso parlare di eliocentrismo. Solo nel ‘900, dopo che ormai si era capito che anche l’eliocentrismo di Galileo era sbagliato, la Chiesa cattolica ha ammesso l’errore di pretendere di usare la Bibbia per spiegare il mondo reale. Dobbiamo essere quindi contenti che già a soli 146 anni dalla pubblicazione del libro di Darwin si possa sostenere il darwinismo rischiando solo l’assurda accusa di voler trasformare la scienza in ”ideologia” o di voler “escludere ogni intervento divino” (l’Avvenire del 9/8). Fra quanti secoli non si rischierà più l’accusa di ateismo a non voler usare la Bibbia come se fosse un libro di scienze? Ormai sono


13/8/05:

secoli che le scienze progrediscono senza preoccuparsi di quanto dice la Bibbia e anche grazie a popoli che non sanno cosa sia la Bibbia; strano che nessuno creda che i serpenti parlino; la Bibbia lo garantisce. Perché tante discussioni e perdite di tempo sul tema dell’evoluzionismo? Oggi il mondo è molto più complesso di un tempo. Bisogna fidarsi degli esperti e diffidare del potere. Come dice F.Facchini, “La verità va raggiunta attraverso e nel rispetto delle diverse competenze (scienza, filosofia, religione) in una complementarietà di approcci, non surrogando uno con l'altro”. L’evoluzione culturale umana ha fatto tesoro di ciò. Nonostante il parere contrario di Mons. Facchini (che il 9/8/05 aveva scritto: “non avrebbe senso per spiegare l'ordine della creazione o per riempire certi salti evolutivi chiedere soccorso alla Bibbia o invocare interventi diretti di Dio, come fanno fondamentalisti e anche uomini politici autorevoli americani, chiedendo che il creazionismo sia insegnato nelle scuole come teoria scientifica accanto alla evoluzione”), ma probabilmente grazie al parere favorevole (e prevalente per motivi gerarchici più che di competenza) del Card. Schönborn, l’Avvenire pubblicizza e presenta come autorevole e scientifica (e quindi non ideologica o religiosa) l’ipotesi per ora senza basi scientifiche dell’Intelligent Design, cara a Bush e alla destra evangelica USA e terzo tentativo per introdurre il creazionismo nella scuola americana. Un articolo di oggi (La mappa del cosmo intelligente) dopo un sottotitolo non dimostrabile (“negli Usa sempre più studiosi difendono l'idea di una mente ordinatrice dell'universo”) inizia con una frase che proprio non descrive la realtà attuale: “Nel mondo scientifico Usa è scoppiato il dibattito sul "disegno intelligente", al centro dell'interesse dei mass media anche in Europa: cresce il numero di fisici, biologi e filosofi che si dichiarano convinti che nell'universo è contenuto un progetto non puramente naturalistico”. Nella frase iniziale il giornalista cerca di far credere al presunto successo dell’ID fra fisici, biologi e filosofi; solo i biologi e (limitatamente) i fisici hanno però le competenze per poter giudicare la validità di un’ipotesi che riguarda l’evoluzione biologica; è interessante il fatto che, per ironizzare su una lista di contrari al darwinismo (sono circa 400 e pochi sono biologi), negli USA il NCSE (National Center of Scientific Education) sta raccogliendo le firme di tutti gli scienziati di nome Steve/Stephen favorevoli all’evoluzionismo (Progetto Steve) in modo da contrastare con centinaia di persone … con lo stesso nome proprio il misero elenco 480 di nomi (diversi e non sempre di laureati in materie scientifiche; pochissimi sono i biologi; non hanno alternative da proporre ma sono semplicemente Intellectuals that Doubt Darwinism and other Naturalistic Theories of Origins; notare: dubbi, non critiche o negazioni!) che i fautori dell’Intelligent Design e l’Avvenire ritengono sufficienti per illudersi di poter mettere in soffitta l’evoluzionismo e soprattutto 146 anni di biologia moderna; sembra inoltre ben poco ‘obiettiva’ la frase “Ma la mappa della letteratura scientifica più rigorosa sul "disegno intelligente" è molto ricca”: la frase del giornalista non è giustificata: non c’è infatti per ora NULLA nella letteratura scientifica che giustifichi l’Intelligent Design come ipotesi scientifica, e questo anche per ammissione di uno dei massimi dirigenti del Discovery Institute; questo fatto è stato confermato anche dal consulente scientifico della Casa Bianca "I don't regard Intelligent Design as a scientific topic". Il resto dell’articolo è una riproposizione delle idee e delle critiche all’evoluzionismo che vengono dai pochissimi scienziati che propagandano l’Intelligent Design. Se qualcuno volesse verificarlo di persona, può leggersi la critica dettagliata del primo libro (Of pandas and people) che cercò di presentare in modo scientifico l’ipotesi dell’ID o la critica puntuale (Why much of what Jonathan Wells writes about evolution is wrong) di un altro libro sull’ID (Icons of Evolution del biologo J.Wells). Lo stesso articolo dell’Avvenire non può quindi far altro che limitarsi a citare i dubbi e le perplessità che i fautori dell’ID hanno di fronte alla teoria dell’evoluzione come spiegazione della complessità della vita. Per i biologi questi dubbi sono stati uno stimolo per ottenere nell’ultimo secolo e mezzo le scoperte che hanno confermato e migliorato la teoria dell’evoluzione. Da notare che l’articolo sull’Avvenire sembra non considerare un aspetto molto importante dell’ipotesi dell’ID, aspetto che risulta ben evidente in questa pagina di ringraziamento a Bush (Why President Bush Got It Right about Intelligent Design) scritta da uno dei suoi massimi teorici, W.Dembski: “ID attributes the complexity and diversity of life to intelligence, but does not identify that intelligence with the God of any religious faith or philosophical system”. L’ID evita infatti con cura di associare l’intelligenza a un Dio particolare; dobbiamo metterci nei loro panni per capirlo: è ormai il terzo tentativo che viene fatto, e solo mimetizzandosi il creazionismo può sperare di poter finalmente entrare nelle scuole USA, dove, per evitare favoritismi, ogni religione è bandita; l’ID evita quindi anche tutti i riferimenti alla Bibbia e alla Genesi che caratterizzavano prima i creazionisti “semplici” e


poi più recentemente quelli “scientifici” (qualche anno fa si parlava infatti spesso, molto poco seriamente, di “Creation Science”; oggi è scomparsa ed è strano che Bush non chieda che anche questo venga insegnato nelle scuole assieme all’ID). Questa prudenza nel non nominare la creazione non è presente invece nell’articolo dell’Avvenire: facendo riferimento al contesto italiano, sembra sia proprio la presenza di un aspetto religioso a favorirne (fino a quando?) l’inserimento nella cultura italiana e nell’ambiente scolastico. Per chi volesse approfondire le sue conoscenze e i suoi dubbi sull’ID può leggere anche un testo con risposte scritte da Michael Behe (un biochimico universitario autore di un importante testo sull’ID, Darwin’s Black Box) ai critici (Philosophical Objections to Intelligent Design: Response to Critics) o consultare il sito web del NCSE (National Center of Scientific Education) negli USA. In Intelligent Design? a special report reprinted from Natural History magazine viene presentato un confronto fra I tre principali esponenti dell’ID e I principali loro critici Un altro testo criticato e commentato in rete è il fondamentale libro dell’avvocato (sono infatti dialetticamente abilissimi e oggi gli evoluzionisti evitano con cura i confronti pubblici, destinati inevitabilmente a vincere e convincere solo criticando) Phillip Johnson (fondatore del movimento dell’ID) Darwin on Trial, del 1991. I commenti sono di Brian Spitzer, un tempo creazionista e poi passato a miglior … credo. La citazione è lunghetta, ma è utile leggere una parte dell’introduzione, dove si spiega come Spitzer avesse scoperto con il tempo (e soprattutto migliorando le sue conoscenze scientifiche) le basi piuttosto deboli dell’ID e la malafede dell’autore e dei suoi seguaci, soprattutto nella manipolazione delle citazioni: At the time I knew nothing at all about creationism. A friend--like me, a serious Christian as well as a scientist--suggested that I take a look at it, and I was curious enough to do so. There are certainly things about the book which I applauded, at the time. I've always been irritated by pop-science works which try to make statements about God (or the lack thereof) as though these statements are supported by scientific fact, and I was glad to see someone taking on Richard Dawkins. But even without much training (I had only a B.A. in biology), while reading through Johnson's book I began to notice some puzzling things. At first, they were quite small: a claim in one place which contradicted a different claim in another. A strange lapse of logic-perhaps excusable on account of the author's inexpertise? Statements which didn't fit with what I knew firsthand about science and scientists. I was naive. I assumed that a Christian writing to other Christians would provide a scrupulously fair and accurate account of the facts. But the deeper I got into Darwin on Trial, the less naive I became. And the clearer it became that the driving force behind Johnson's book was neither fairness nor accuracy. A few years passed with this troubling thought at the back of my mind. I entered graduate school and started doing real science myself. And, the more I learned, the less I trusted Darwin on Trial. I finally challenged myself to put my mistrust to the test. Perhaps Johnson was merely confused about some things. What I should do, I told myself, is look at the sources he actually used in writing Darwin on Trial, and see what they say. Perhaps part of what Johnson says is accurate; perhaps his sources misled him in places. So I went to the campus library and started checking his claims. I was a lot less naive when I finished that task. I found that almost every scientific source cited by Johnson had been misused or distorted, in ways ranging from simple misinterpretations and innuendos to the construction of what appears to be outright fiction. The more closely I examined Darwin on Trial, the more inaccuracies I found, until it became almost impossible to catalogue all of the misleading statements in Johnson's work. This book-upon which the "intelligent design" movement is trying to hang a program of social reform and public educationis perhaps the ugliest and most deceptive book I have ever seen. It may seem irrelevant to critique a book over a decade since it was published. But Darwin on Trial was the work which founded the "intelligent design" movement, and Phillip Johnson is still regarded as the "godfather" of that entire school of thought. Later "intelligent design" creationists have adopted many of his exact arguments, as well as many of the questionable tactics and strategies used in Darwin on Trial. Perhaps most importantly, nobody in the "intelligent design" movement has, to my knowledge, ever criticized or disavowed any of the claims in Darwin on Trial. As I will show, this book is so full of questionable tactics that it would be hard for any informed reader not to notice any of the inaccuracy. All of the stars of the "intelligent design" movement, by their silent approval of these tactics, stand under a cloud of suspicion at the very least. Si può anche consultare il sito web del matematico William Dembski, dal nome


(uncommon descent) che preoccupa alquanto, dato che indica la volontà di mettere in dubbio addirittura di uno dei punti fermi più fermi della biologia da quasi 4 secoli: l’impossibilità, ripetutamente dimostrata, ogni volta sempre meglio (Redi 1668, Spallanzani 1768, Pasteur 1862), della generazione spontanea e quindi l’origine di tutti gli esseri viventi da un antenato comune, un fatto che nemmeno la chiesa cattolica oggi osa discutere. Tutti i creazionisti protestanti continuano a contestare anche questo fatto fondamentale, pensando che forme viventi possano nascere anche da processi riproduttivi con esiti miracolosi, diversi dai normali metodi ben conosciuti; la Chiesa Cattolica ha confermato molto chiaramente nel luglio del 2004 (nel documento “COMUNIONE E SERVIZIO; La persona umana creata a immagine di Dio” firmato da Ratzinger) non solo che non si deve credere nella generazione spontanea (63: “Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo”) ma anche che la teologia non può stabilire se l’evoluzione biologica procede secondo un progetto intelligente o una serie infinita di meccanismi in cui anche il caso ha un ruolo (69: “Il nocciolo di questo acceso dibattito concerne l’osservazione scientifica e la generalizzazione, in quanto ci si domanda se i dati disponibili possono far propendere a favore del disegno o del caso: è una controversia che non può essere risolta attraverso la teologia … la vera contingenza nell’ordine creato non è incompatibile con una Provvidenza divina intenzionale”). [Sarebbe importante far conoscere meglio questo documento, citandolo più frequentemente nelle omelie domenicali, nelle ore di catechismo o di religione cattolica nelle scuole e nelle assemblee dei vescovi e dei cardinali? Sembra che molti cattolici (e anche qualche cardinale) pensino invece non solo che la teologia possa risolvere questa controversia, ma che sia ovvio che la teologia abbia deciso che ci sia un disegno. Evidentemente la situazione è molto confusa. Possiamo solo sperare che Ratzinger confermi, con l’ autorevolezza attuale, quanto aveva scritto l’anno scorso. Oppure dica che allora non era infallibile e che si scusa dell’errore…in realtà un errore inescusabile c’è: nessuno, tanto meno un evoluzionista, può pensare che il caso da solo possa avere un ruolo positivo! Se l’alternativa fosse solo questa … il disegno vincerebbe senza problemi!] P.S.: Da notare che nell’articolo dell’Avvenire si attribuisce erroneamente la qualifica di sostenitore dell’ID a Michael Ruse, che ne è invece un deciso avversario (pur non amando Darwin), come si capisce chiaramente leggendo il suo articolo Keep Intelligent Design Out of Science Classes. (riportato comunque anche in un sito creazionista) o qualcuno dei suoi numerosissimi libri. P.P.S.: E’ importante inoltre chiarire subito che le conclusioni finali del paragrafo 69 del documento di Ratzinger sono comunque contrastanti rispetto alla chiara frase appena citata (non del tutto corretta, fra l’altro, dato che è folle pensare che il caso da solo abbia un ruolo positivo nell’evoluzione). Dopo aver scritto correttamente che la biologia (che pur ha dimostrato da tempo l’esistenza dei ben noti meccanismi casuali – anche i cattolici sanno che “maschio o femmina?” è una domanda che ricorre sempre quando qualcuno aspetta un bimbo …e “è sano?” è la domanda che ogni madre rivolge all’ostetrica al momento del parto ) non può dimostrare che non esista un progetto intelligente, si ricorre a una citazione di S.Tommaso d’Acquino per garantire ai fedeli che invece deve esistere un progetto intelligente: “È necessario che tutte le cose siano soggette alla divina Provvidenza, nella misura della loro partecipazione all’essere (Summa Theol. I, 22, 2)” … [è noto, e anche qui risulta evidente, che nell’evoluzione culturale umana le idee di maggior successo non sono sempre quelle più dimostrabili e/o “ragionevoli” … talvolta purtroppo hanno successo anche idee distruttive, come la storia (anche della Chiesa) insegna; il ragionamento complessivo presentato nel paragrafo 69 chiarisce anche la difficoltà, se non l’impossibilità, sia del “dialogo fra scienza e fede” che della possibilità di “dare a Darwin quello che è di Darwin e a Dio quello che è di Dio”: dopo aver detto chiaramente che la teologia non può dare una risposta ... si rovescia il tavolo del confronto … seguendo le “strane” [chi si immaginerebbe di trovare frasi di “arrogante umorismo” in un’enciclica?] indicazioni operative che Leone XIII aveva ritenuto importante inserire

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nell'enciclica “Providentissimus Deus” del 18/11/1893 e riportate qui sotto, per chi ancora non le conoscesse, in data 19/7. o L’università italiana in appoggio ai creazionisti USA? Non proprio, anche se due sostenitori dell’ID oggi citano, in un articolo su Usa Today (How should schools handle evolution?), la presenza di qualcuno dell’Università di Perugia fra coloro che consigliano di insegnare non solo l’evoluzionismo darwiniano ma anche l’Intelligent Design agli studenti del Kansas: “In May, 15 such doubting scientists from universities such as Cornell, Wisconsin, Georgia and Italy's Perugia came to encourage the Kansas board to let students learn


14/8/05:

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about the evidence challenging (as well as supporting) evolutionary theory”. In effetti Sermonti si è presentato all’audizione nel Kansas come docente in pensione dell’Università di Perugia. Testi di Sermonti vengono oggi pubblicati negli USA con la collaborazione del DI (Discovery Institute), come il libro Why Is a Fly Not a Horse? (recentissimo: luglio 2005). Per problemi di traduzione dell’inglese, nel verbale delle audizioni manca l’intervento di Sermonti e il verbalizzatore si scusa di … non aver capito niente (THEREUPON, the presentation of Giuseppe Sermonti was so heavily accented in Italian that this reporter could not understand what he was saying and so his presentation is not transcribed herewith). Sull’Unità di oggi un articolo di Giunio Luzzatto (E ancora dimenticano la scienza) in cui si citano i colpevoli e ingiustificati ritardi nel ritorno a scuola di Darwin: “Cruciale è il ruolo della scuola: ma, anche lì, non basta gridare contro la becera cancellazione di Darwin (a proposito, la Ministra ha sbandierato da mesi il ripristino dello studio della teoria dell'evoluzione, ma al momento il decreto correttivo non c'è, e formalmente siamo ancora nella fase dell'oscuramento). Occorrerebbe non solo dare quantitativamente più spazio alle materie scientifiche, ma connetterle con le altre, tener conto degli sviluppi del pensiero scientifico quando si studiano la storia e la filosofia, preparare i giovani a scrivere una relazione su un esperimento di laboratorio come li si prepara a commentare un romanzo o una poesia. È ovvio che, se a tutto ciò si porrà mano con un forte impegno oggi, i risultati positivi si diffonderanno nella società tra qualche lustro: è un buon motivo per cominciare subito...” Guadagna anche la prima pagina di Time (The Evolution Wars) l’opinione di Bush su Darwin e l’ID. L’articolo di copertina del settimanale infatti tratta proprio della diffusione del tentativo di imporre un’ipotesi che si autodefinisce impropriamente scientifica come l’Intelligent Design nelle scuole di alcuni stati USA, e su questo c’è stato all’inizio di agosto un appoggio da parte della presidenza USA. Nel numero di Time anche un dibattito a cui partecipano alcuni esponenti dell’ID. Su Pharyngula un commento alla dichiarazione di Bush in favore dell’insegnamento anche delle ipotesi alternative come l’ID. Un articolo splendido (apparentemente ambientato nel 2020, quando i cervelli si saranno un po’ ammorbiditi … se non rammolliti a forza di ID), è comparso sulla rivista “The Onion”; presenta la nuova ipotesi scientifica dell’Intelligent Falling. L’ipotesi, intelligentemente spiegata da un’immagine inserita nell’articolo, si renderebbe necessaria per alcuni aspetti ideologici e poco soddisfacenti nella teoria della gravità: "Gravity—which is taught to our children as a law—is founded on great gaps in understanding. The laws predict the mutual force between all bodies of mass, but they cannot explain that force. Isaac Newton himself said, 'I suspect that my theories may all depend upon a force for which philosophers have searched all of nature in vain.' Of course, he is alluding to a higher power." Quasi una pagina dell’Avvenire per cercare di convincere che l’Intelligent Design (che secondo l’Avvenire sarebbe sinonimo di “Principio antropico” ma che, a differenza dell’originale ID indica anche il Designer) è una cosa seria. Sembra quindi che davvero l’articolo del card. Schönborn in favore dell’Intelligent Design USA nella sua versione attuale (ma con l’aggiunta di un entità divina ben identificata) venga appoggiato dal Vaticano, nonostante le critiche di P.Coyne (mentre non si dà importanza alle critiche di P.Greeley). L’intervista (E il cristianesimo fece la scienza) a un fisico (Peter E. Hodgson) che crede nell’Intelligent Design è introdotta con queste premesse: La scienza moderna è figlia della fede nella Creazione. Il "disegno intelligente" contenuto nell'universo spiega non solo la comparsa della vita e dell'uomo sulla faccia del pianeta, ma anche la nascita della ricerca scientifica. In quindici miliardi di anni, la materia si è preparata ad accogliere la specie umana. E proprio la convinzione che questo "disegno intelligente" esiste, diffusa dalla teologia e dalla cultura ebraico-cristiana, ha fornito le cinque condizioni fondamentali perché la scienza moderna prendesse corpo. Sono cinque certezze senza le quali in nessun ricercatore potrebbe accendersi quella specie di sacro fuoco che è la passione della conoscenza scientifica. Ad affermarlo non è un teologo, ma uno scienziato a 24 carati. E’ molto bella e stimola ulteriori riflessioni la frase sul percorso di 15 miliardi di anni per raggiungere l’obiettivo previsto inizialmente (accogliere degnamente la specie umana); 15 miliardi di anni sembrano però tanti; sono più i tempi di un processo in cui anche il caso ha un qualche ruolo o i tempi di intervento di una divinità onnipotente? Ad occhio una divinità onnipotente si adatta di più ad una lettura abbastanza letterale di una delle due ipotesi bibliche sulla creazione, in cui tutto si fa in 7 ore o 7 giorni o 7 milioni di anni. Aspettare per 15 miliardi di anni il momento in cui la materia è pronta ad accogliere l’uomo richiederebbe poi una pazienza … quasi infinita; per non pensare poi all’impegno


notevole ma inutile e probabilmente noioso per ‘gestire’ per centinaia di milioni di anni l’evoluzione quotidiana di gruppi animali, come i dinosauri, che poi (era previsto?) sono finiti male. Nell’intervista a Peter E. Hodgson in realtà non si parla poi proprio di evoluzione biologica (a cui fa riferimento l’Intelligent Design originale USA) ma solo di scienza, di cosmogonia (con il connesso principio antropico) e di creazione, per cui è del tutto improprio il riferimento all’Intelligent Design (che è uno “strumento” costruito artificialmente da una decina di anni per contrastare Darwin e il darwinismo, che alimentano nei biologi il sacro fuoco che è la passione della conoscenza scientifica). E’ probabile che anche i fisici abbiano studiato biologia solo fino alle superiori, ma rispondono comunque alle domande degli intervistatori sull’evoluzione; possono infatti, se non li si ferma, scivolare a parlare di cosmogonia, che però funziona in modo ben diverso; per questo motivo vengono spesso intervistati da chi non ama la biologia e l’evoluzione biologica. Particolarmente “pericolosi” (e lo si è notato leggendo alcune dichiarazioni fantasiose presenti in interviste fatte nell’ultimo anno) sono i fisici e tutti i laureati non biologi italiani di una certa età e che non si sono mantenuti aggiornati, poiché l’evoluzione biologica è stata insegnata nella scuola italiana solo a partire dal 1979 … ecco spiegato il motivo per cui si può notare con stupore che sull’evoluzione biologica … le risposte dei grecisti sono a volte simili … a quelle dei fisici. Speriamo che si smetta di intervistare sull’evoluzione biologica persone non competenti o non aggiornate; il gioco funzionerà fino a quando il lettore comune si fiderà di opinioni non basate sulla conoscenza dei fatti ma su preconcetti ideologici o religiosi. Il lettore esperto già inorridisce ... Nella stessa pagina dell’intervista a Hodgson si citano e si riassumono (accennando, ma senza evidenziarne il contrasto, ad alcune differenze sostanziali fra i tre autori) tre articoli recenti di fonte cattolica (Schönborn, Coyne e Facchini: un cosmo ordinato da un Creatore); è utile e interessante notare che i testi originali, purtroppo non portati a conoscenza dei lettori dell’Avvenire, non sono proprio simili fra loro, anzi: in particolare è difficile che la critica di P.Coyne possa essere messa al fianco dell’articolo di Schönborn; P.Coyne contesta infatti (sulla base di una visione chiara e corretta dei metodi e dei limiti, ma anche del ruolo e dell’indispensabilità del metodo scientifico e della scienza nell’evoluzione culturale umana) l’articolo di Schönborn e scrive infatti, nell’articolo su The Tablet: […] “There appears to exist a nagging fear in the Church that a universe, which science has established as evolving for 13.7 x 1 billion years since the Big Bang and in which life, beginning in its most primitive forms at about 12 x 1 billion years from the Big Bang, evolved through a process of random genetic mutations and natural selection, escapes God’s dominion. That fear is groundless. Science is completely neutral with respect to philosophical or theological implications that may be drawn from its conclusions.” […] […] “This process of continuous evolution, called by scientists chemical complexification, has a certain intrinsic natural directionality in that the more complex an organism becomes the more determined is its future. This does not necessarily mean, however, that there need be a person directing the process, nor that the process is necessarily an “unguided, unplanned process of random variation and natural selection” as Cardinal Schönborn describes it. It is precisely the fertility of the universe and the interaction of chance and necessity in that universe which are responsible for the directionality. Thus far science.” […] […] “If they respect the results of modern science and, indeed, the best of modern biblical research, religious believers must move away from the notion of a dictator God or a designer God, a Newtonian God who made the universe as a watch that ticks along regularly…. God lets the world be what it will be in its continuous evolution. He is not continually intervening, but rather allows, participates, loves. Is such thinking adequate to preserve the special character attributed by religious thought to the emergence not only of life but also of spirit, while avoiding a crude creationism? Only a protracted dialogue will tell. But we should not close off the dialogue and darken the already murky waters by fearing that God will be abandoned if we embrace the best of modern science.“ Quello che si intuisce da questa pagina è che si sta aprendo un ampio spazio per un dialogo su fede e scienza, ma limitato ai diversi (e a volte contrastanti) punti di vista dei diversi … teologi: dato che non si può dimostrare che non ci sia un “disegno intelligente” (ricordiamo che questo è uno degli argomenti più seri… forse ci si dimentica che ci sono milioni di cose che non si possono dimostrare e che la scienza non ha mai messo in discussione ‘realtà’ di fede indimostrabili come il paradiso o l’inferno ma si preoccupa solo di correggere idee sbagliate su fatti dimostrabili come il funzionamento del sistema solare o dell’evoluzione biologica) la scienza disporrebbe purtroppo solo di


o 18/8/05-USA:

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20/08/05-USA:

strumenti “spuntati” e non avrebbe quindi le carte in regola per discuterne; la prova? il fatto che non si tengono in alcun conto le numerose e serie critiche scientifiche (elencate anche in questa pagina in data 13/8, ma presentate meglio in un bell’articolo di Paola Dessì del giugno 2005) a quello che oggi negli USA viene chiamato Intelligent Design, ma si da’ l’impressione, appoggiando l’editoriale del cardinale, di approvarlo. Articolo su Liberazione sull’80’ del processo Scopes: 1925: l’America perdona Darwin (oggi s’è pentita d’averlo fatto) Interessante articolo riassuntivo dell’agenzia AP (Religion Today, pubblicato da decine di quotidiani USA) sul dibattito sull’evoluzione che sta avvenendo oggi negli USA. Si parla dell’intervento del tutto inatteso del card. Schönborn e dell’intervento, altrettanto inatteso, di Bush. Ambedue in favore dell’insegnamento dell’Intelligent Design. Il principale motivo dello sconcerto (“consternation”) per l’intervento del cardinale è chiaramente spiegato: “Schoenborn's statements caused consternation among scientists and educators _ including some Catholics _ who have resisted intelligent design (or ID) for a decade”. L’articolo si conclude con uno sguardo al futuro, pensando a come si concluderà (probabilmente) anche il terzo tentativo di introdurre il creazionismo nella scuola USA: Where is this debate headed? The new challenge posed by ID seems destined to eventually reach the U.S. Supreme Court, which in 1987 barred a different critique of Darwinism, Bible-based "creationism," from the nation's schoolrooms because it is advanced a "religious viewpoint." Meno chiare le ripercussioni in Europa e In Italia, dove l’Intelligent Design (che è semplicemente un tentativo di mimetizzare il creazionismo per farlo entrare nella scuola laica USA) non ha ragione di essere esportato. Già la religione e il creazionismo sono infatti presenti in molte scuole europee. Come si è visto sull’Avvenire di ieri, sembra che l’ID piaccia al giornale dei vescovi italiani, anche se viene confuso con il creazionismo biblico (erroneamente) o con il principio antropico.(più correttamente). In un articolo oggi sull’Avvenire (Harvard, un milione di dollari per capire le origini del cosmo) si riferisce all’ID una ricerca sull’origine della vita, per cui viene detto: “Anche l'Università di Harvard partecipa al dibattito sul cosiddetto «disegno intelligente», la teoria secondo cui all'origine dello sviluppo dell'universo, troppo complesso per essere il risultato d'un meccanismo d'evoluzione «casuale», ci sarebbe una sorta di progetto soprannaturale… Lo scopo dello studio sarà di capire quale teoria, compreso l'evoluzionismo darwiniano e il «disegno intelligente», spiega meglio le origini dell'universo.” Sarebbe importante chiarire ai lettori dell’Avvenire che il problema dell’origine della vita, anche se certamente connesso, è un po’ diverso rispetto al problema risolto con l’evoluzionismo darwiniano, e sarà certo ben più difficile avere una conferma alle domande; sarebbe grave fare confusione fra un problema in gran parte e da tempo risolto e uno ben difficilmente risolvibile, quello della abiogenesi. In un sito web USA (Science & theology news) si possono trovare info sul dibattito fra scienza e creazionisti di diverso tipo negli USA: Il sito sembra non solo tenersi equidistante sul problema fra scienza e fede, ma anche fra le diverse religioni: hanno creato un premio per promuovere ricerche su scienza-e-religione, ed è stato vinto da ricercatori … iraniani. Nel loro sito c’è una pagina web (The daily dose) con info quotidiane su diversi problemi che riguardano il rapporto fra scienza e religione. Human Origins Forum. Per chi avesse molto tempo davanti a sè (un giovane pensionato, per esempio) e volesse sapere cosa pensano gli americani del seguente problema (“From an anthropological and biological perspective, what is the nature of the path leading from neanderthals and other early humans to modern homo sapiens? What have the latest findings contributed to our developing understanding of the missing link?”) può mettersi a leggere almeno qualche migliaio dei ben 33578 contributi che sono pervenuti in un anno e mezzo a questo Forum aperto dal New York Times il 24/2/04…. Da notare che la questione è posta in modo impreciso e ci sono un paio di punti poco chiari (a cominciare dall’accenno al missing link che fa molto innervosire gli evoluzionisti ma piace moltissimo ai giornalisti per l’aria di mistero che riesce a creare intorno all’articolo …) Stephen C. Meyer, filosofo della scienza, direttore del Discovery Institute e autore di uno dei pochissimi articoli sull’ID comparsi su una rivista peer-reviewed (The origin of biological information and the higher taxonomic categories: Proceedings of the Biological Society of Washington; volume 117, no. 2, pp. 213-239 pubblicato il 4/8/04) lo mette da oggi a disposizione nel sito web del Discovery Institute). L’articolo poi era stato sconfessato dalla rivista nel settembre 2004 che ha criticato la serietà dell’articolo, le modalità non corrette di revisione, il conflitto di interessi dell’editor, sospettato perfino di essere un creazionista, e ha quindi cambiato editor. Commenti e critiche su quell’articolo erano comparsi su The Scientist, Panda’s Thumb (qui una critica puntuale), AAAS.


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Sul New York Times un altro articolo che presenta il dibattito sull’evoluzione negli USA: Politicized Scholars Put Evolution on the Difensive. In particolare si racconta la struttura organizzativa, politica ma soprattutto finanziaria del Discovery Institute che semplicemente inserisce dubbi sull’evoluzione biologica sulle prime pagine dei giornali e nella testa dei cristiani USA : “its grants and gifts jumped to $4.1 million in 2003 from $1.4 million in 1997, the most recent and oldest years available. The records show financial support from 22 foundations, at least two-thirds of them with explicitly religious missions; The institute also has support from secular groups like the Verizon Foundation and the Gates Foundation, which gave $1 million in 2000 and pledged $9.35 million over 10 years in 2003. Greg Shaw, a grant maker at the Gates Foundation, said the money was "exclusive to the Cascadia project" on regional transportation.”. Sempre oggi e sempre nel NYT un interessante articolo (Neo-Creo di W.Safire) racconta la storia del termine “Intelligent Design”: Then along came the phrase intelligent design, and evolution had fresh linguistic competition. Though the phrase can be found in an 1847 issue of Scientific American and in an 1868 book, it was probably coined in its present sense in ''Humanism,'' a 1903 book by Ferdinand Canning Scott Schiller: ''It will not be possible to rule out the supposition that the process of evolution may be guided by an intelligent design.'' The phrase lay relatively dormant for nearly a century. ''The term intelligent design came up in 1988 at a conference in Tacoma, Wash., called Sources of Information Content in DNA,'' recalls Stephen Meyer, director of the Center for Science and Culture at the Discovery Institute in Seattle, who was present at the phrase's recreation. ''Charles Thaxton referred to a theory that the presence of DNA in a living cell is evidence of a designing intelligence. We weren't political; we were thinking about molecular biology and information theory. This wasn't stealth creationism. The phrase became the banner that we rallied around throughout the early 90's. We wanted to separate ourselves from the strict Darwinists and the creationists.'' Articolo sul Chicago Tribune di un avvocato universitario, Andrew Koppelman: Darwin inherits Galileo's detractors. Conflicts and contradictions are seen in religious objections to evolutionary theory. L’autore si stupisce: “The growing popularity of anti-Darwinism is strange, because religious rejection of Charles Darwin's theory of evolution rests on such bad theological arguments”; continuando nel ragionamento nota che qualcosa non gira bene, e si stupisce che gli autoriparatori non rischino di essere accusati di ateismo: Science presupposes that everything in nature has a physical, not a supernatural, cause. It only looks for physical explanations. But there is a reason why science has become so prestigious in the last few centuries. The assumption of mechanical causation in nature has led to spectacular results. All of modern technology rests on the assumption that nature is mechanical and predictable. Is the idea of a causally determined, self-sustaining world inconsistent with religion? If it is, then it isn't just the evolutionary biologists who are in trouble. Anyone who acts on the physical world, on the assumption that matter is inert and manipulable, would be rejecting religion too. Are auto repair shops hotbeds of atheism? e conclude tristemente: Faith is hard. But the enemies of Darwin are not helping religion's cause. If we did not, in our daily activities, assume a mindless, predictable nature, we probably could never do anything at all. The idea that religion necessarily rejects science and mechanism ought to appeal only to the most militant atheists. Its embrace by sophisticated religious people is bizarre Il New York Times continua a presentare opinioni sull’Intelligent Design; oggi un articolo (In Explaining Life's Complexity, Darwinists and Doubters Clash) in cui si confrontano le opinioni su “Can a scientific explanation of the history of life include the actions of an unseen higher being?”; come al solito abbiamo i soliti due o tre che ripetono i soliti due o tre concetti dell’ID che si confrontano con due o tre delle migliaia di scienziati favorevoli all’evoluzionismo. [Equal time?! Non sarebbe meglio un proportional time?] Preoccupante: al Discovery Institute sembra siano abbastanza soddisfatti di come li tratta il NYT; notano infatti … un miglioramento rispetto a precedenti articoli. The New York Times Makes Progress on the Controversy (But Needs to Make More) Ritorna anche oggi (e qualcuno il 19/8 diceva che questa insistenza nel cercare di “reconciling the irreconcilable” cominciava a diventare insopportabile: “My hope is to put an end forever to all the senseless bickering that has gone on for so long on both sides of this question”) il tema dell’evoluzionismo in un articolo sul New York Times (Scientists Speak Up on Mix of God and Science) sul rapporto fra scienziati e religione soprattutto negli USA. Ovviamente la questione è complicata dal fatto che negli USA ci sono tipi diversi di cristianesimo, oltre ad altre decine di religioni. Si riporta l’opinione anche di


· o 24/8/05:

scienziati credenti che hanno un ruolo importante nel dirigere ricerche che confermano la teoria dell’evoluzione, come Francis Collins, direttore dell’Human Genome Project (sequenziamento del genoma umano), che giustamente dice: "If Darwin had tried to imagine a way to prove his theory, he could not have come up with something better”. Nelle conclusioni dell’articolo c’è spazio per la fulminante osservazione di un biologo evoluzionista che svela il trucco di questi prestigiatori dell’ID, che usano la semplice tecnica di concentrare l’attenzione della platea su un unico punto della questione e cercano di far credere, (ribaltando il paradigma scientifico e aprendo la strada ad un pericoloso relativismo anarchico capace di distruggere qualsiasi cultura o religione umana) che addirittura potrebbe essere vero tutto quello che non si può dimostrare errato: Richard Dawkins, an evolutionary theorist at Oxford, said that even scientists who were believers did not claim evidence for that belief. "The most they will claim is that there is no evidence against," Dr. Dawkins said, "which is pathetically weak. There is no evidence against all sorts of things, but we don't waste our time believing in them." Non si capisce però perché, nel caso della medicina e nonostante ognuno sia libero di decidere almeno per se stesso, sono pochi quelli che si affidano a soluzioni miracolistiche: la vita media non si sarebbe allungata se in maggioranza non si fosse preferito affidare la propria salute al metodo scientifico, che identifica col tempo (utilizzando metodi che confermano la teoria dell’evoluzione, come ha detto anche Collins, e magari anche con l’aiuto di scoperte casuali) le soluzioni migliori, invece di utilizzare soluzioni miracolose non sperimentate seriamente. C’è anche un articolo sull’Intl Herald Tribune: The Evolving Clash of Darwinists and Doubters. La versione originale presenta un originale sistema (Language tool) per tradurre ogni vocabolo del testo anche in italiano (da Pikaia) Articolo sul Sole 24 Ore sulla nascita della SIBE: “Biologi italiani uniti per difendere Darwin” Proprio mentre a Ferrara (intesa come città) si apre oggi il Primo congresso dei biologi evoluzionisti italiani che viene citato in un articolo sul Sole 24Ore di S.Coyaud (Biologi italiani uniti per difendere Darwin ) su Repubblica (Tutti contro Charles Darwin l´America si scopre "neo creo"; Mai così numerosi i seguaci del "disegno intelligente" di Dio) V.Zucconi racconta, riprendendo un po’ l’articolo recente su

Time e la serie dei recenti articoli sul NYT, quello che purtroppo sta avvenendo negli USA a proposito del dibattito fra evoluzionismo e creazionismo. Riguardo alle procedure scorrette dei fautori dell’ID, sul numero di oggi del Seattle Times si intervista (Evolving opinion of one man) Bob Davidson, uno dei 400 scienziati che avrebbero dei dubbi sul darwinismo; è un medico dell’Univ.di Washington, e dice ora di essere stato ingannato: "When I joined I didn't think they were about bashing evolution. It's pseudo-science, at best ... What they're doing is instigating a conflict between science and religion. I'm kind of embarrassed that I ever got involved with this, It's laughable: There have been millions of experiments over more than a century that support evolution," he says. "There's always questions being asked about parts of the theory, as there are with any theory, but there's no real scientific controversy about it." 25/8/05:

Nonostante i suoi problemi dovrebbero essere connessi soprattutto con la forza di gravità, Giuliano Ferrara oggi al meeting di CL a Rimini fa una predica sfrenata contro Darwin, i darwinisti e i laicisti (soprattutto se della varietà sfrenata):

“Il direttore de 'Il Foglio' ha poi criticato l'evoluzionismo e il darwinismo sfrenati. ''I super laicisti hanno fatto di Darwin il super idolo. Comunque sempre meglio Darwin del professor Umberto Veronesi che vuole fare di noi subito delle scimmie'', ha ironizzato Ferrara. Se a Ferrara (che è soprannominato l’elefantino) non piace che l’uomo derivi invece da antenati scimmieschi, può andare a leggere almeno adesso l’articolo dell’antropologo (e sacerdote) F.Facchini sul SUO quotidiano in data 3/4/04 a pagina 7. Se un sacerdote non ha problemi a raccontarcelo e la Jaka Book non ha problemi a pubblicarlo, non si capisce perché li abbia un laico. Forse preferirebbe l’Intelephant design? • Articolo su Liberazione di Mauro Capocci: “Teocon, la lunga marcia sul valico di Darwin” 26/8/05-USA:

Su Liberation si racconta ai francesi il dibattito sull’evoluzione che sta avvenendo negli USA. L’articolo (Le «dessein intelligent» version new look du créationnisme aux EtatsUnis) si conclude informando che oltre alla decina di ex-creazionisti che ora promuovono l’ID, ben finanziati dalla destra conservatrice, anche un giovane laureato in fisica dell’Oregon, Bobby Henderson, ha chiesto ufficialmente al Board for Education del Kansas che nelle scuole del Kansas venisse insegnata anche la sua ipotesi alternativa


all’evoluzione:: “Dans une lettre ouverte au bureau de l'éducation du Kansas, il exige qu'on expose aux élèves non seulement le darwinisme et le dessein intelligent, mais également l'explication des origines du monde que donne le «Pastafarianisme», selon laquelle le monde a été créé par un monstre volant formé de de spaghettis. Sa religion a vite fait des émules : depuis juin, le bureau de l'éducation est bombardé d'e-mails pastafarianistes. Cos’è il Pastafarianesimo? In Italia sembra che il Pastafarianesimo sia ancora (per qualche giorno) sconosciuto. Nel resto del mondo è comunque più conosciuto come FSMism (o Flying Spaghetti Monsterism); anche per questo motivo è abbastanza incredibile che proprio nella patria della pasta e degli spaghetti nessuno abbia ancora diffuso la notizia di questa nuova ipotesi sull’origine dell’universo e del mondo (ma anche della vita, comparsa nel ragù primordiale); secondo questa ipotesi il mondo, la terra e la vita sono stati creati da un Flying Spaghetti Monster. Molti adepti del FSMismo hanno appoggiato la richiesta di Henderson, informando del loro appoggio il Board of Education del Kansas, dove hanno trovato però favorevoli solo i componenti della minoranza, che hanno ammesso che se la maggioranza avesse imposto di insegnare a scuola l’ID, loro sarebbero favorevoli a riconoscere uguali diritti al FSMismo (e questo magari avrebbe anche favorito una dieta più equilibrata fra gli studenti, evitando i rischi connessi all’obesità…). Come informarsi sul FSMismo? Bisogna quasi mettersi in coda …. il sito web dell’unico profeta di questa nuova religione (http://www.venganza.org/index.htm) regge bene, ma è travolto attualmente da una valanga di visitatori (finora 18 milioni di visitatori, 2 milioni al giorno ieri e oggi) a causa del grande interesse per questa nuova religione. Perché l’FSMismo ha successo negli USA? Forse perché hanno promesso un premio di 1 milione di dollari (prima del 19/8 il premio era solo un quarto di questa cifra, ma poi hanno deciso di rischiare di più….!) per il vincitore dell’impossibile Boing Boing Intelligent Design Challenge; motivo più ragionevole è il fatto che dall’inizio di agosto la notizia di questa nuova ipotesi sull’origine dell’universo si sta diffondendo rapidamente per il mondo: oltre che nella pagina web originale dello studente (che contiene contributi artistici di “fedeli” che rendono evidente la maggiore creatività rispetto ai seri “scienziati” dell’ID, molti commenti positivi e contributi creativi anche di veri scienziati … che inviano simpatiche “prove” dell’esistenza del FSM: si intravedono chiaramente spaghetti, sia col sugo in foto dell’Hubble o di strutture geologiche, che senza salsa in foto al microscopi elettronico), si trovano informazioni anche nella Wikipedia; la descrizione più completa, quasi un manuale teologico, sembra si trovi però nella originalissima Unciclopedia, dove, oltre a spiegare qualcosa (solo ipotesi, per ora, ma in futuro chissà…) sul controllo da parte del FSM della microe della macroevoluzione, si accenna anche ad un’eresia nata in Italia per contrasti sul sugo e sui pirati. Perché l’FSMismo ha successo negli USA? Anche la stampa mondiale dal 2 di agosto (da quando Bush lo ha indirettamente appoggiato dicendo che a scuola non bisogna aver paura di insegnare tutte le ipotesi: "I think that part of education is to expose people to different schools of thought," Bush said. "You're asking me whether or not people ought to be exposed to different ideas, the answer is yes.”) sta facendo sempre più pubblicità al Pastafarianesimo: New Scientist, Die Welt, un sito web di fedeli tedeschi, The guardian, Der Standard (Vienna), Der Spiegel, Baltimore Sun, Chicago Sun Times. Un punto centrale di questa religione è la sua ipotesi, dimostrata da un grafico “scientifico” che chiunque può capire, anche se) che il riscaldamento della terra nell’ultimo secolo sia legato … alla continua diminuzione del numero di pirati. Esiste però un’altra religione, che si autodefinisce “religione open source” – ci mancava solo questo … una religione relativista per definizione! -, che contesta la significatività della correlazione osservata e propone un’ipotesi alternativa che assolverebbe i pirati (almeno per il riscaldamento globale). Cosa vogliono davvero gli FSMisti? Per finire con le informazioni e i link su un argomento solo in parte serio, ecco l’inizio della seria lettera con la ragionevole richiesta di Bobby Henderson al Board of Education del Kansas: I am writing you with much concern after having read of your hearing to decide whether the alternative theory of Intelligent Design should be taught along with the theory of Evolution. I think we can all agree that it is important for students to hear multiple viewpoints so they can choose for themselves the theory that makes the most sense to them. I am concerned, however, that students will only hear one theory of Intelligent Design. ….. Let us remember that there are multiple theories of Intelligent Design. I and many others around the world are of the strong belief that the universe was created by a Flying Spaghetti Monster. It was He who created all that we see and all that we feel. We feel strongly that the overwhelming scientific evidence pointing towards evolutionary processes is nothing but a coincidence, put in place by Him. ... I think we can all look forward to the time when these three theories are given equal time in


our science classrooms across the country, and eventually the world; One third time for Intelligent Design, one third time for Flying Spaghetti Monsterism, and one third time for logical conjecture based on overwhelming observable evidence. 27/8/05-A:

Un gruppo di biologi evoluzionisti austriaci (Manfred D. Laubichler, Gerd B. Müller, Walter Fontana, Günter P. Wagner) rispondono su Science (Sacrificing Dialogue for Politics? Science (309: 1324), 26 August 2005) all’editoriale di Schönborn del 7/7/05. Sul sito di Pikaia si può trovare la traduzione in italiano. L’editoriale viene definito “sconcertante” e gli viene attribuita una “logica medioevale” . “La strategia è familiare. La qualità scientifica della teoria dell’evoluzione viene distorta, rappresentando in modo caricaturale il processo evolutivo come consistente solo in mutazioni casuali e selezione naturale, così da generare nel pubblico una facile condizione d’incredulità. Si fa ampio riferimento a documenti della Chiesa, secondo i quali un processo non-guidato di evoluzione al di fuori dei confini della divina provvidenza “semplicemente non può esistere”. In questa logica medievale, l’esistenza di un intenzionale disegno divino sembra inevitabile.” “A differenza di una Chiesa dogmatica, la scienza offre un metodo iterativo di osservazione e di ragionamento, che ha dimostrato di essere l’approccio alla ricerca della verità più fruttuoso per l’umanità. Il Cardinale Schönborn etichetta i successi dei ricercatori che seguono il metodo di indagine scientifica come ideologie, mentre proclama la Chiesa “ferma difenditrice della ragione”. Tutto questo, altro non sarebbe che una replica del processo fatto a Galileo Galilei, se non fosse per quest’ultima mossa surreale, che rappresenta un radicale attacco alla scienza in generale, in un’epoca in cui così tanti settori della società occidentale sono strutturalmente dipendenti da essa. In questo noi vediamo un’intenzione che va ben oltre la semplice ignoranza dei fatti scientifici.”

28/8/05-USA:

29/8/05:

Articolo di D.Dennett sul New York Times (“Show me the science”); se ne trova anche una traduzione in italiano (“Mostrami la cienza”) insieme ad altri articoli italiani sull’evoluzione. Dennett spiega molto bene i trucchi che utilizzano i creazionisti per erodere anche le poche certezze scientifiche che si riesce a far penetrare attraverso l’istruzione nella testa ella gente. Anche il NYT si occupa del FSM: But Is There Intelligent Spaghetti Out There? Se mai l’argomento arriverà in Italia vedremo se i giornalisti e i diversi esperti avranno il coraggio di non fare solo ironia ma di spiegare bene il vero e serio motivo di questa nuova teoria (anche per questa, come per l’ID, sarà ben difficile dimostrare che sia vera ma soprattutto sarà impossibile dimostrare che sia falsa, ed è solo di poco più recente dell’ID, che è nato nel 1991 dopo la “morte” della “Creation Science”, fallita miseramente di fronte alla Corte Suprema USA). Bobby Enderson lo fa capire chiaramente quando chiede che nel Kansas un terzo del tempo dedicato all’insegnamento dell’evoluzione sia dedicato all’evoluzionismo darwiniano (one third time for logical conjecture based on overwhelming observable evidence). In un sito di sostenitori del FSM (Boing Boing store) si possono acquistare magliette del FSM. Serviranno a finanziare (c’era qualche dubbio che il FSMismo non fosse una cosa seria?) il NCSE (National Center for Science Education) che sta sostenendo il peso del contrasto nel Kansas (e purtroppo anche in altri stati) Se ne parlerà anche in Italia? Già alcuni fedeli USA sospettano di sì, dato che propongono già di costruire la sede centrale in Italia, che così avrebbe un ruolo e soprattutto una posizione centrale anche in questa religione: “Remember, guys: although houses of worship can be found in every town, the very heart, the Holy See of Flying Spaghetti Monsterism, can only be in Italy (maybe not in Rome, possibly in Naples…)” Vedremo quale sarà il primo giornale cartaceo italiano a parlare di questo nuovo modo, piuttosto “piccante”, soprattutto per alcuni palati italiani, di “cucinare” gli spaghetti … per ora se ne è parlato (per la prima volta in Italia?) il 23/5/05 nel sito web con news di Antropologia, in Indymedia il 18/8, il 20/8/05 nel sito web dell’UAAR e nel blog di P.Attivissimo il 20/8 (solo perché Bill Gates finanzia il DI, e suscita un curioso dibattito; interessante vedere le diverse premesse con cui affronta un problema di scienze biologiche gente che si occupa di [scienza] informatica; normale la drammatica confusione fra i fatti e la teoria dell’evoluzione…) e in un blog il 25/8. Nel sito www.pasta.it (da vedere! Sembra un sito web di fanatici FSMisti che non si limitano agli spaghetti!) c’e’ un link non databile, probabilmente automatico, dato l’argomento, ad un articolo sul Kansas City Star, non accessibile ai non abbonati. C’e’ da tenere presente comunque che la situazione italiana è diversa: non c’è uno scontro aperto fra cultura scientifica e integralismo religioso come negli USA, ma l’atmosfera è più soft: si cerca di evitare pubblici e palesi contrasti fra i depositari della verità e quelli che, se e quando proprio dissentono, vengono definiti “darwinisti sfrenati” (Ferrara), scientisti e/o materialisti (Facchini), metafisici (Cabibbo), laicisti o non scienziati; nonostante le scuse a Galileo, il creazionismo


nelle sue diverse forme tende a prevalere (con encicliche, leggi, circolari e regolamenti) dove c’è il potere attuale, mentre l’evoluzionismo prevale di solito dove il criterio di riferimento e di valutazione è la cultura (libri, enciclopedie, scuole). Zone grigie, con sorti alterne, sono i mezzi di comunicazione di massa. Conseguenza di ciò: l’evoluzione (non la teoria dell’evoluzione, su cui si potrebbe anche discutere!), insegnata solo da pochi anni, potrebbe non essere più nemmeno insegnata a chi non prosegue nelle scuole superiori. I consulenti del ministero, con meno fatica dei sostenitori dell’ID che devono convincere la gente, senza doversi mostrare in pubblico come i membri del Board of Education del Kansas, e con motivazioni che denotano una completa ignoranza dell’argomento e soprattutto di ben 200 anni di evoluzione culturale umana, l’hanno tolta dai programmi. Come è possibile far finta di non sapere – illudendosi di essere creduti e di farla franca - che l’evoluzione era un fatto innegabile già 200 anni fa? Lamarck scrisse il suo libro (Philosophie Zoologique, del 1809) proprio per fornire una prima spiegazione organica all’evoluzione biologica, già in qualche modo intuita da Erasmus Darwin. E da queste persone è venuta pure l’accusa agli evoluzionisti … di “fare ideologia e non scienza”!; quindi oggi se un insegnante non vuole o non la capisce (non tutti gli insegnanti di scienze l’hanno studiata…), non essendo prevista né nei libri né agli esami, l’evoluzione può non essere insegnata … tanto di origini varie (come concetti filosofici, beninteso…) si parla già nell’ora di religione per ben 11 anni e già a cominciare dall’asilo. In Italia forse non basta una pastasciuttata.in amicizia….bisogna pensare a qualche cosa di più simile alle torte in faccia… è triste che gli evoluzionisti, soprattutto perché abbandonati dalla maggior parte degli altri scienziati che non capiscono che il danno ricade poi su tutta la scienza, vengano fermati da ragionamenti ottocenteschi e non riescano ancora ad impedire un simile arretramento culturale in un paese che accoglie migliaia di persone istruite, spesso laureate, dai paesi del terzo mondo… NB: Fra poco saranno duecento anni dal 1809; sarebbe indispensabile che nel 2009 insieme a Charles Darwin si festeggiasse con uguale impegno anche il bicentenario del libro di Jean-Baptiste Lamarck: risulterebbe più chiaro anche ai più distratti che l’evoluzione era un fatto noto già nel 1809, nell’anno in cui Darwin nasceva; 50 anni prima del 1859 in cui pubblicò il primo libro con le sue idee. Non male sarebbe anche festeggiare adeguatamente il bicentenario della pubblicazione di Alfred Russel Wallace (On the Tendency of Varieties to Depart Indefinitely From the Original Type), per moltiplicare i bersagli e “confondere gli infedeli”, ricordando che comunque 150 anni fa il mondo (ma soprattutto gli inglesi e la famiglia Darwin in particolare) era pronto a spiegare quello che da tempo era noto, l’evoluzione biologica. A questo proposito è sconcertante osservare che il testo riportato qui sotto assomiglia moltissimo al punto 63 (“Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo”) del documento di Ratzinger del 2004, in cui si descrive l’evoluzione come una semplice e naturale conseguenza del fatto che tutte le diverse specie derivino da un antenato comune attraverso una “discendenza con modificazioni”: From thus meditating on the great similarity of the structure of the warm-blooded animals, and at the same time of the great changes they undergo both before and after their nativity; and by considering in how minute a portion of time many of the changes of animals above described have been produced; would it be too bold to imagine that, in the great length of time since the earth began to exist, perhaps millions of ages before the commencement of the history of mankind would it be too bold to imagine that all warm-blooded animals have arisen from one living filament, which the great First Cause endued with animality, with the power of acquiring new parts, attended with new propensities, directed by irritations, sensations, volitions and associations, and thus possessing the faculty of continuing to improve by its own inherent activity, and of delivering down these improvements by generation to its posterity , world without end! Di chi è questo testo in cui si accenna all’evoluzione come un fatto? Questo testo lo scrisse … il nonno di Darwin, Erasmus Darwin; … nel 1794 in Zoonomia. Se qualcuno crede che Darwin avesse solo “inventato” l’evoluzione possiamo rispondere: “Darwin? sì, ma il nonno


30/8/05:

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Erasmus, 15 anni prima della nascita di Charles”. Attraverso il blog di Biologia_evoluzionistica arriva oggi anche in Italia la notizia della scoperta dell’esistenza del Re-Discovery Institute: The reDiscovery Institute fosters integration of science education with traditional JudeoChristian principles of free market, limited government, morality, faith, property, obedience and anti-intellectualism; Our primary focus is to extend and promote Design Theories, which have been so successful in Biology, to the fields of Chemistry, Astronomy, Geology, Atmospheric Science, Oceanography, Material Science, Acoustics, Condensed Matter Physics, Fluid Dynamics, Nuclear Physics, Anthropology and Mathematics.) Invece di limitarsi a follie solo parziali (cercare di far credere che l’evoluzione non esista o non sia spiegabile con una teoria materialista dell’evoluzione, come si pensava nel 1700) cerca di distruggere (usando le stesse tecniche che si sono rivelate molto efficaci, purtroppo, anche grazie alla complicità o alla credulità o all’ignoranza scientifica purtroppo abbondanti in alcuni settori del sistema dell’informazione) tutta la cultura occidentale in un colpo solo, abbattendo tutti i pilastri culturali che la sostengono per riportare TUTTO al 1700, invero con maggiore coerenza e spirito di sacrificio rispetto ai creazionisti che non rinunciano ad altre acquisizioni culturali altrettanto materialiste della teoria dell’evoluzione.. Un luddismo originale, rivolto direttamente ai cervelli e alle idee invece che alle macchine che i cervelli hanno permesso di creare; è innegabile che questo (involontariamente) favorirebbe il dialogo con molte altre culture (che in questi ultimi secoli sono rimaste un po’ indietro) ed avrebbe benefici effetti sull’ambiente sia riducendo l’effetto serra che grazie ad un drastico aumento della mortalità (se si rinunciasse alla medicina “occidentale”) riportandola ai livelli del 1700, proprio in un momento in cui la natalità è ai minimi livelli. Ampio sondaggio in USA (finanziato dal Pew Forum on Religion & Public Life) su politica e religione, con domande che coinvolgono le opinioni sull’evoluzione. L’indagine su “Religion A Strength And Weakness For Both Parties” è molto complessa, le domande sono ben fatte ma soprattutto è importante che il campione è suddiviso secondo categorie (politiche, religiose, culturali) che rendono più dettagliata l’analisi dei dati, che può essere consultata integralmente anche in formato PDF: . The latest national survey by the Pew Research Center for the People & the Press and Pew Forum on Religion & Public Life, conducted July 7-17 among 2,000 adults, also finds deep religious and political differences over questions relating to evolution and the origins of life. Overall, about half the public (48%) says that humans and other living things have evolved over time, while 42% say that living things have existed in their present form since the beginning of time. Fully 70% of white evangelical Protestants say that life has existed in its present form since the beginning of time; fewer than half as many white mainline Protestants (32%) and white Catholics (31%) agree. Despite these fundamental differences, most Americans (64%) say they are open to the idea of teaching creationism along with evolution in the public schools, and a substantial minority (38%) favors replacing evolution with creationism in public school curricula. While much of this support comes from religious conservatives, these ideas particularly the idea of teaching both perspectives have a broader appeal. Even many who are politically liberal and who believe in evolution favor expanding the scope of public school education to include teaching creationism. But an analysis of the poll also reveals that there are considerable inconsistencies between people's beliefs and what they want taught in the schools, suggesting some confusion about the meaning of terms such as "creationism" and "evolution." Despite the growing national debate over the teaching of evolution, there is little evidence that school discussions of evolution are upsetting to students. Just 6% of parents with children in school say their child has mentioned feeling uncomfortable when the subject of evolution comes up at school. Comparably small numbers of parents say their children have expressed unease when the subjects of religion or homosexuality have come up at their child's school. The survey shows that large majorities of Americans believe that parents, scientists and school boards all should have a say in how evolution is taught in schools. But a plurality (41%) believes that parents rather than scientists (28%) or school boards (21%) should have the primary responsibility in this area. The public remains generally comfortable with politicians mentioning their religious faith; in fact, more continue to say there is too little expression of religious faith by political leaders (39%), not too much (26%). However, a growing minority feels President Bush mentions his faith and prayer too much. The percentage expressing this view has doubled from 14% to 28% over the past two years. Nella rivista La Tecnica della scuola, un articolo di A.Giuliani (In difesa di Darwin nasce la Società di biologia evoluzionistica) sulla nascita (il 26/8/05 in occasione del Congresso di Ferrara) della Società di biologia evoluzionistica (Sibe). Ai vertici della struttura sono stati eletti Giorgio Bertorelle, dell'Università di Ferrara, come presidente, e Gisella Caccone dell'Università statunitense di Yale.


SETTEMBRE 1/9/05:

2/9/05:

Quasi una pagina sull’evoluzionismo, oggi sull’Avvenire. Criticando, as usual … senza motivazioni adeguate e senza chiarire quali potrebbero essere serie alternative (dato che si continua a ignorare le critiche serie fatte da più parti all’ID). L’articolo (Non tutto è caso. Parola di scienziato) infatti ripete e stranamente continua a diffondere in Italia – dove non ci sono i problemi che agitano gli americani - i dubbi sulla biologia che vengono dai fautori dell’ID; viene data la parola a fisici e chimici e matematici (senza riferire ai lettori che questi scienziati non studiano né biologia né evoluzione all’università) che sostengono il principio antropico o l’ID. C’e’ anche l’opinione di un biologo USA, che ripete però quanto scoperto da Eldregde e Gould con la loro ipotesi degli equilibri punteggiati del 1975; si sa benissimo che la loro ipotesi rientra perfettamente nella visione aggiornata dell’evoluzionismo darwiniano e che solo nei primi anni e solo gli inesperti cercavano di utilizzare la loro ipotesi contro Darwin; il biologo Wolf-Ekkehard Loennig comunque appoggia Behe e Dembski, gli esperti dell’ID, facendo probabilmente arrabbiare i tanti biologi cattolici USA che da almeno un decennio, seguendo anche con diligenza e intelligenza le indicazioni della Chiesa cattolica, contrastavano coraggiosamente le sciocchezze dei sostenitori di questa nuova scuola di pensiero non scientifico nata solo nel 1991. Fra gli scienziati citati come favorevoli all’ID, oltre a vedere ben pochi biologi, non è chiaro quanti siano protestanti e quanti i cattolici, e l’informazione è molto importante dato che l’articolo, che compare su un giornale cattolico, pubblicizza e appoggia un’iniziativa che i cattolici USA stanno contestando, anche per un contesto di ateismo, pur strumentale. L’ipotesi dell’ID infatti non prevede assolutamente (per esigenze tattiche) di dare un nome al Disegnatore Intelligente … (e questo ovviamente non piace ai cattolici USA); un aspetto positivo è che un sostegno ufficiale da parte di una religione potrebbe far saltare il tentativo di mimetizzare il creazionismo dietro all’ID per farlo entrare nelle scuole USA. Ancora più chiaro nel presentare in modo scorretto l’ID è fin dal titolo è un altro breve articolo (E per la teoria del «disegno intelligente» l'evoluzione non è che un piano divino), dato che W.Dembski ha chiarito bene che: “ID attributes the complexity and diversity of life to intelligence, but does not identify that intelligence with the God of any religious faith or philosophical system”… In un altro articoletto (Usa, creazionisti tra dati scientifici e interpretazione letterale della Bibbia) si dimostra senza volerlo che è vera la critica che fanno i darwinisti citata nel precedente articolo (“Per il fronte darwinista, gli avversari sono tutti creazionisti mascherati”); il giornalista riporta infatti un testo del matematico W.Dembski nella sua precedente fase creazionista: “Il creazionismo affermatosi in Usa negli anni Ottanta si fonda su una «interpretazione letterale della Genesi, secondo la quale Dio, per mezzo di atti speciali di creazione, fa nascere l'universo biofisico, in sei giorni di ventiquattro ore ciascuno, in una settimana collocata nelle migliaia di anni più vicine a noi» (William A.Dembski)”. Cosa dice invece oggi un altro alto esponente dell’ID? Come ha spiegato S.Meyer il mese scorso davanti al Board of Education del Kansas (durante le audizioni per decidere se prevedere l’insegnamento dell’ID nelle scuole del Kansas) la vita sulla terra è iniziata milioni di anni fa¸ i tempi dell’evoluzione biologica sono quelli dei tre miliardi e mezzo di anni riconosciuti dagli scienziati!. La scala dei tempi non è più quella del creazionismo biblico. Fra ieri e oggi sull’Avvenire sono comparsi 4 brevi articoletti sull’evoluzione nella sezione Agorà. Oggi un ‘editoriale’ del prof. F.Briante, ingegnere, universitario ad Urbino, esperto di fisica nucleare, e di politica a Pesaro (ex-DC, ex-AN, UDC dal 2003), cerca di far accettare Darwin ai lettori dell’Avvenire nell’editoriale “Va bene Darwin. Ma lo spirito, da dove viene?”. Dal titolo sembra di capire che uno scienziato come lui dica, rivolto ai cattolici, che la scienza è certa che Darwin aveva avuto delle idee ottime (che sono state infatti migliorate e confermate anche dalle scoperte successive) ma i cattolici devono invece ancora spiegare qualcosa che è oltre i limiti della scienza. Leggendo l’articolo si scopre invece che uno scienziato come lui rivolge la domanda proprio agli scienziati, che di questi problemi non si occupano e sui quali comunque non sarebbero autorizzati ad esprimersi. Anche se F.Briante altrove aveva in qualche modo dimostrato di avere una personale risposta, avendo ammesso di credere nei miracoli (e non in fisica, ma in medicina, una disciplina di cui non è esperto) e nell’omeopatia, è comunque meritevole di apprezzamento il suo invito a credere nel darwinismo, un invito che giunge addirittura dall’Avvenire (“Credo che per questa evoluzione della materia si possa accettare anche la teoria evoluzionistica di Darwin”); sembra invece interessante il suo modo originale di rivalutare il caso, di solito bistrattato o negato da chi crede nei miracoli; si rimane infatti sconcertati nel sapere che “il caso esiste, ma solo come concausa, anche essa creata, per la garanzia della nostra libertà che in un mondo deterministico sarebbe stata negata”. E’ certamente originale l’idea che il caso sia creato da Dio, ma soprattutto che sarebbe perfino una “garanzia della nostra libertà” (?!). Avere un figlio maschio o femmina (uno degli esempi più banali, quotidiano e comprensibile di meccanismo casuale in biologia) sarebbe una “garanzia della nostra libertà”?. Non è chiaro come potrebbe essere quello che lui chiama “mondo deterministico” (forse sarebbe un mondo in cui non si può cambiare partito o religione…?). La sua definizione di caso può essere comunque consolante per un evoluzionista …. possiamo pensare all’imbarazzo dei cattolici e dello stesso papa a sapere che anche il caso è creato da


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Dio, per cui non potrebbe più demonizzarlo. Prima o poi si riconoscerà al prof.Briante (o forse è arrivato prima P.De Rosa nell’articolo qui citato il 7/4/05?) la paternità dell’idea per risolvere la secolare (ormai) “incompatibilità” fra evoluzionismo e dottrina cattolica: se anche il caso, oltre alla selezione naturale, rientrasse nei progetti divini, scomparirebbe ogni motivo di contrasto… e gli evoluzionisti sarebbero finalmente lasciati lavorare tranquillamente come già fanno altri scienziati che si occupano di problemi simili senza doversi difendere, magari in uno stesso giorno…, da accuse di bigottismo, di totalitarismo intellettuale e di ateismo ... Un secondo articoletto nella stessa pagina pubblicizza una posizione critica verso il darwinismo (Lo storico Johnson contro i «bigotti del darwinismo»); anche questo articolo cita l’opinione non di un esperto di evoluzione ma di uno storico che accusa i “moderni evoluzionisti di «totalitarismo intellettuale»” in un suo articolo su “The Spectator” del 27/9: The ayatollah of atheism and Darwin’s altars. Come successe a Galileo, si lancia un’assurda accusa di ateismo contro chi, con successo e con enormi vantaggi per l’umanità ha spiegato e utilizza a vantaggio del benessere umano alcuni meccanismi “materiali” del mondo “materiale”, che nessuno pensa dovrebbero essere spiegati dalla religione, che fra l’altro dispone, lei sì, di chiese ed altari ma non di adeguati laboratori biologici. A questo proposito, ritornando al dibattito sollevato dal card. Schönborn e subito tacitato, è ben strano leggere sul quotidiano della CEI questi attacchi non motivati al darwinismo e all’evoluzionismo; c’è infatti la certezza che gente ignorante e poco avveduta pensi che anche l’evoluzione sia una brutta cosa. C’è il grosso rischio che eventuali lettori dell’Avvenire assunti al MIUR, dopo aver letto per esempio che le ipotesi di Darwin sono superate (31/3/2004), credano di guadagnarsi il paradiso almeno in terra imbrogliando il ministro dicendogli che in Italia è ora di mettere in soffitta perfino l’evoluzione, oltre all’evoluzionismo. E’ infatti successo, e il ministro, una volta scoperto l’inganno, si è ribellato, ma non ancora a sufficienza, dato che il problema non è stato ancora risolto. Speriamo che un giorno o l’altro anche nella redazione del quotidiano della CEI capiscano (quanto prima glielo spiegherà il papa, quando avrà tempo di rispondere alla lettera degli scienziati cattolici USA citata qui sotto in data 13/7) la differenza fra “evoluzione” (dimostrata come un fatto fin dalla fine del ‘700 e che la Chiesa cattolica accetta, e Ratzinger l’ha confermato nel 2004, anche se non lo dice in giro…) e “teoria dell’evoluzione” (proposta inizialmente a metà dell’800 e che la Chiesa insiste a contestare, nonostante GPII nel documento del 1996, che il card. Schönborn ha cercato di far dimenticare, avesse sinceramente riconosciuto che vi erano solide e convincenti dimostrazioni della sua validità: “È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all'attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere. La convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria”). Impressionante verificare quanto siano lontani fra di loro lo stupore e la curiosità di GPII verso la “convergenza non ricercata né provocata [e quindi casuale …!] dei lavori condotti indipendentemente nelle diverse discipline del sapere” e il giudizio, che fa pensare ai roghi della santa inquisizione e alla tragica storia di Galileo, che si legge oggi sull’Avvenire sui “bigotti del darwinismo” o sugli “ayatollah dell’ateismo”.. Sulla Voce Repubblicana si ragiona sulla discussione pro e contro Darwin negli USA, oggi e nel 1925 ai tempi del processo Scopes (Dire tutto e il contrario di tutto: anche che Darwin era completamente sbagliato). Sul Domenicale n.36 breve articolo “Disegni intelligenti e zucconi” su un articolo di Zucconi su Repubblica ma anche un’esaltazione dell’ID, nuovo messia, in un articolo (“Finalmente una sfida seria alla religione evoluzionista”). C’e anhe un lungo articolo di un docente dell’Università Luterana, Phylip Larrey (“Dietro al mondo c‘è qualcuno”) come anticipazione da “Vita e pensiero” Continua inarrestabile il successo mondiale dell’idea del Flying Spaghetti Monster una spiritosa parodia ma anche una credibile (se qualcuno volesse crederci…) ipotesi alternativa all’evoluzionismo darwiniano. Ormai se ne parla in Spagna (El espagueti volador: una alternativa a las teorías creacionistas), a Formosa (Pastafarianism' gains prominence and support in intelligent-design drive), in Norvegia (Spagetti-kirke saksøker Kansas), all’Univ. dell’Oklahoma (Red sauce, noodles, chianti, and a side of idiocy), su Orlando weekly (Two sides of intelligen design), sul Guardian (A monster challenge to the dinosaurs), sul Salt Lake Tribune (Amid cosmic belief, comic relief). Ci sono poi gli inni e anche un videogioco. E’ una buona notizia scoprire che l’Utah Board of Education (School board: Intelligent design isn't) rifiuta l’ID (e quindi anche il Flying Spaghetti Monsterism…!): "Invoking the supernatural can explain anything, and hence explains nothing" Editoriale (sembra però un enciclica anche se contiene alcuni errori) di F.Tanzella Nitti sul sito del DISF: “Creazione ed evoluzione: chi ha rimescolato le carte?”. Si criticano un po’ tutti i partecipanti alla recente discussione, a cominciare dal cardinale, che avrebbe usato testi non


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recenti; in realtà il cardinale aveva fatto parecchie confusioni nell’uso dei termini, per cui certamente è diretta anche a lui la raccomandazione che Tanzella Nitti fa ripetutamente alla fine di un uso corretto dei termini se si vuole intervenire nella discussione. Riguardo alla scuola italiana è curioso che dica “Probabilmente il dibattito fra creazione ed evoluzione è destinato a durare ancora a lungo. Non escludiamo che potrebbe giungere ad interessare anche le nostre scuole, cosa di cui abbiamo avuto qualche avvisaglia alcuni mesi or sono”. Sembra che sia preoccupato del fatto che l’evoluzione, che prima era presente nei programmi della 3’ media, ma dal 2004 è stata eliminata, verrà presto reintrodotta nelle scuole. Ha per caso qualche informazione su chi ha fatto eliminare l’evoluzione dalla scuola media?! Difficile poi capire su che basi il responsabile di un dizionario Scienza-Fede possa considerare il darwinismo una tradizione (“anche la scienza ha le sue tradizioni e il darwinismo è una di queste”). Non si capisce comunque quali sono le proprietà delle tradizioni e quindi le conseguenze. Quasi angosciante, per chiunque, ma credo soprattutto per gli uomini di chiesa, una frase impegnativa poco dopo l’inizio dell’intervento: La gente comune, per la quale il racconto biblico della creazione rappresenta ancora in larga parte l'orizzonte di comprensione dell'origine del mondo e della vita, uomo compreso, desidera capire se e in quale misura termini come evoluzione e darwinismo siano compatibili con la visione trasmessa dalla Scrittura. L'esigenza di mettere insieme diverse fonti di conoscenza, o se si vuole di tradizione (anche la scienza ha le sue tradizioni e il darwinismo è una di queste), è innata in ciascuno di noi, a meno che non ci si rassegni a voler vivere da schizofrenici . Ciò che invece sorprende è come mai le risposte che già esistono per inquadrare correttamente il rapporto fra creazione ed evoluzione, che nella sua formulazione moderna è vecchio di 150 anni, ma nella sua veste classica risale ai Padri della Chiesa (i quali non conoscevano il termine evoluzione ma erano sufficientemente accorti da vedere che il mondo materiale soggiaceva a sviluppi e trasformazioni), non siano state ancor oggi assimilate né ben comprese. Credo sia una frase ben difficile da commentare, soprattutto due anni dopo il cambiamento dei programmi scolastici di religione, con l’introduzione massiccia di “origine dell’uomo e del mondo” (senza “evoluzione”) in ogni ordine solastico; è chiaro l’interesse ad aumentare ulteriormente il numero di questa “gente comune” con orizzonti limitati se non sbagliati. Qualsiasi commento dovrebbe quindi iniziare dalla domanda: la chiesa ha favorito o ostacolato la diffusione della conoscenza sull’evoluzione (che oggi non discute più) e sulla creazione in 6 giorni a cui oggi non crede più? Sinceramente la frase e l’articolo non sembrano ammissioni di colpa, data l’evidente responsabilità per questi orizzonti limitati. E poi: se l’evoluzione l’avevano già vista (anche se non sapevano come si chiamava) i padri della chiesa, perché l’Avvenire (ma non solo lui) sembra così contrario….?! Non sarebbe il caso di una maggiore limpidità? Poco limpide (o magari sono solo poco informate) sembrano invece le descrizioni dei creazionisti USA che verrebbero distinti dai seguaci dell’ID. Molto interessante, soprattutto per Facchini, Coyne e Schönborn l’attribuzione della qualifica di scientificità attribuita all’ID, dato che parla di dibattito “in un contesto scientifico e non filosofico: quello fra darwinismo e Intelligent design”. C’e’ anche altro che lascia molto perplessi in questo testo, ma credo che questo basti per non raccomandare la lettura, soprattutto se questa viene fatta dopo la sentenza di Harrisburg, che ha dimostrato che i creazionisti son passati all’ID abbandonando senza problemi la creazione in 6 giorni che invece rimane fissa nella testa degil italiani e che l’ID non è scienza, come ha dimostrato al giudice uno scienziato cattolico he nessun giornale cattolico in Italia ha avuto il coraggio di citare (è quindi improbabile la beatificazione…) L’interesse per il dibattito (artificioso) in corso sull’evoluzione non deve però farci dimenticare che qualcuno si sta forse preparando a festeggiare il fatto che i prossimi libri di terza media non verranno scritti e stampati sulla base delle Indicazioni Nazionali modificate per riportare l’evoluzione fra i banchi di scuola, magari in compagnia di Darwin se non del darwinismo. Bisogna sapere infatti che i tempi diventano sempre più stretti, e manca circa un mese all’8/10, giorno in cui nel 2003 il ministero si è incontrato con gli editori per informarli dei nuovi programmi scolastici riformati (ma non ancora approvati). Solo con un’informazione tempestiva si potevano infatti avere i nuovi libri di scuola pronti per l’inizio dell’anno 2004/05, dodici mesi dopo. Sorgono quindi alcune domande (e non è chiaro chi sappia o possa rispondere): Domande: 1) Se la riforma delle superiori non venisse inviata al parlamento entro la scadenza della delega (il 17 ottobre prossimo, salvo nuove deroghe - che però condannerebbero Darwin oltre alla riforma), salterebbe anche l'allegato F (citato nell'articolo 26), che contiene le modifiche al programma di scienze nella sola III media? I programmi e i testi che ancora possono cambiare sono ormai solo quelli della III media. 2) Fino a quando questo sarà possibile? Il ministro pensa di poter avere l’approvazione parlamentare per fine novembre. 3) Si devono cercare urgentemente strade alternative e più serie per modificare le Indicazioni Nazionali per evitare che scrivano e stampino nuovi libri per la III media senza che almeno


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l’evoluzione (se non l’evoluzionismo) siano alla base di TUTTI gli argomenti di biologia? Sappiamo infatti che, secondo uno dei più grandi biologi del secolo scorso, Theodosius Dobzhansky, "In biologia nulla ha senso se non alla luce dell'evoluzione". Non si può quindi aggiungere un capitolo o una frase in fondo! Per capire meglio l'ultima domanda: - Nella circolare del 22/4/05 il Ministero diceva chiaramente che dall’anno scolastico 2005/06 gli editori avrebbero avuto pronti i nuovi testi per la II media e gli insegnatni avrebbero dovuto adottarli. Inevitabile quindi che il 25/4/06 analoga circolare informerà gli insegnanti che per la III media i libri devono essere pronti, adeguati alle Indicazioni Nazionali dal 2006/07 - Per avere i libri pronti per il 2004/05 il Ministero incontrò gli editori l'8/10/03 (prima dell'approvazione della legge con i programmi allegati), per cui è probabile che l'incontro con gli editori per i libri della III media dovrebbe essere organizzato nei primi giorni del prossimo ottobre. Sapendo che poi per legge i libri scolastici non possono essere modificati per alcuni anni, quali saranno le Indicazioni Nazionali a quella data? Quelle nuove o quelle vecchie? E le indicazioni agli editori? Dipende tutto dalla sorte che attende la legge di riforma della scuola secondaria (criticata addirittura da amici del ministro come CL)? Più o meno c'e' un mese di tempo. Nel caso di proroga salterebbe probabilmente la legge (rimane poco tempo prima delle elezioni) ma sicuramente anche l’adeguamento dei programmi di scienze della III media. Non sarebbe utile e necessario pensare a scorporare la paginetta con le modifiche per dar tempo agli editori di fare le modifiche ai testi? Articolo ampio e molto interessante su Repubblica di Telmo Pievani: L´incredibile gran partito dei nemici di Darwin, in cui racconta la “meschina storia di provincialismo culturale” dell’abolizione dell’evoluzione dalla scuola dell’obbligo in Italia. Se qualcuno sperava che si credesse che fosse stata una svista, Pievani dimostra, citando Bertagna ed Agazzi, i principali consulenti del ministro, che: “se leggiamo le dichiarazioni dei sostenitori della censura, notiamo che non si è affatto trattato di una svista, ma di una scelta meditata che rientra in una politica culturale e pedagogica ben delineabile, la quale oggi, ad alcuni mesi di distanza da quell’episodio, assume i contorni di una vera e propria offensiva culturale.” La CGIL sempre oggi (Chi s'è rubato Darwin?) invita il ministro a rispondere, nell’importante conferenza stampa di inizio anno di domani, alla seguente domanda (purtroppo imprecisa, anche se forse questo fatto non è molto importante rispetto ai tempi biblici impiegati per far approvare quello che gli italiani chiedevano e che si voleva solo far verificare preventivamente da alcuni superesperti!): “Signor Ministro, chi s’è rubato Darwin visto che la Commissione di cui Lei ha dato notizia il 28 aprile 2004 (ovvero: circa 18 mesi fa) sembra che non si sia mai riunita e, soprattutto, non ha prodotto risultati visto che Darwin continua a non esserci nelle Indicazioni nazionali? Ovvero, signor Ministro, non è che Darwin ha fatto la stessa fine degli impegni da Lei più volte assunti circa le risorse da investire nella scuola: dimenticato appena terminato l’annuncio?” Purtroppo nemmeno nell’ambiente scolastico tutti conoscono la storia dell’allegato E/F che, inserito nell’articolo 26 della riforma delle superiori , dovrà risolvere il problema. Forse nessuno lo conosce perché L’ALLEGATO NON E’ PRESENTE NEL SITO DEL MINISTERO CON LA LEGGE DI RIFORMA APPROVATA DAL CDM? PERCHE’ MANCA? Dell’abolizione dell’evoluzione nella scuola media (erroneamente si dice che “si voleva abolire lo studio dell’evoluzionismo (o darwinismo) nelle scuole secondarie”) si parla anche in un articolo su Metronews: L’antenato scimmia è più saggio di noi, in cui si citano gli allarmi recenti sui rischi di estinzione delle antropomorfe. Anche su l’Avvenire oggi tre articoli più o meno interessanti (e in parte contrastanti – forse sta cambiando qualcosa? Lasceranno lavorare in pace anche gli evoluzionisti?) che occupano quasi una pagina nella sezione Agorà; il pezzo forte è un’intervista a Francesco Scalfari, segretario della neonata Società Italiana di Biologia Evoluzionistica, a cui hanno dato un titolo quasi “commovente”: “Ma Darwin non porta all'ateismo”; dopo un titolo così anomalo per questo quotidiano (e fa pensare a “ma la marijuana non porta all’eroina”)… ci si possono aspettare anche frasi finora quasi introvabili sull’Avvenire … e infatti ce ne sono parecchie (anche se non sono tutte): “Nella prospettiva del "progetto intelligente" si dà per scontato un presupposto alla cui luce interpretare tutta la ricerca “, “la maggioranza degli scienziati non ritiene l'uomo il vertice dell'evoluzione, l'Homo sapiens sapiens poteva anche non comparire”, “dare per acclarato un dato controverso come il finalismo può portare alla paralisi della scienza”, “Va impostato un confronto che dissipi le false contrapposizioni, senza però mettere sullo stesso piano la moderna sintesi”, “le visioni del mondo non possono farci distorcere le osservazioni empiriche”, “tutti i congressisti erano di impostazione darwiniana, intesa come svolta decisiva nella scienze biologiche”). L’Avvenire sull’evoluzione ha intervistato finalmente un biologo! Questo articolo ricorda i tempi


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in cui, solo 5 mesi fa (prima di iniziare a pubblicizzare l’ID dei protestanti USA) l’Avvenire informava invece coraggiosamente che “il quindicinale della Compagnia di Gesù non può fare a meno di riconoscere che l'evoluzionismo non è più solo un'ipotesi ma una teoria valida” e faceva intuire come scienza e fede (ignorandosi o credendo in un improbabile “caso non casuale” come quello citato anche il 2/9/05) potrebbero andare d’accordo: «L'azione di Dio però non sopprime la contingenza, il fortuito e il caso, ma nella sua provvidenza li dirige al fine», conclude De Rosa nel suo articolo per La Civiltà Cattolica». Lo spazio contro è oggi limitato ad una scheda “Dall'America all'Europa: sull'ordine dell'universo la discussione continua”, che contiene critiche non motivate al darwinismo fatte da Michael Behe e si conclude con una frase [alcune forme di vita si sono sviluppate molto rapidamente e non secondo il gradualismo darwiniano] che vorrebbe nelle intenzioni essere una frase antidarwiniana … ma non lo è, dato che, così sintetizzata per motivi di spazio (limitato o tagliato?), potrebbe averla scritta S.J.Gould e non il biologo Wolf-Ekkehard Loennig che crede nell’ID, già citato l’1/9! Un altro breve articolo racconta invece la nascita della SIBE: Il primo incontro a Ferrara. Oggi anche il Foglio (Povera scienza in che mani) si occupa di Darwin con un’attacco di G.Isreal al darwinismo e a Darwin (oltre che a Giorello fin dal sottotitolo). Si parte dall’articolo di V.Zucconi del 24/8, molto critico contro l’ID che si sta diffondendo negli USA: “Zucconi dispensa due mistificazioni” che sarebbero che oggi si discute di darwinismo e che ci sia “uno scontro fra scienza e fede”. Dice che “identificare la teoria dell’evoluzione con Darwin è un castroneria … la teoria darwiniana in senso stretto è morta e seppellita da ormai cento anni, da quando le numerose e gravi falle condussero quasi tutta la comunità scientifica a rigettarla”. Si condanna poi l’”inaccettabile immagine che da un lato ci siano … veri scienziati e dall’altro … falsi scienziati”. Insomma, non è solo per qualche fisico che l’evoluzionismo darwiniano non è chiaro e quindi non piace. Mai però questi critici fanno trapelare cosa sanno dei fatti e dei tempi dell’evoluzione biologica, e se credono nel fatto che la generazione spontanea non esista e quindi tutti gli organismi viventi derivino necessariamente da un unico antenato comune … e quale spiegazione alternativa abbiano. da Pikaia] Alcuni biologi evoluzionisti austriaci (fra cui Manfred Laubichler) rispondono con una lettera a Science pubblicata il 26/8/05 (Vol 309, Issue 5739, 1324)) allo sconcertante editoriale del card. Schönborn; sicuramente meglio indirizzata era stata la lettera al Papa (citata qui sotto in data 13/7; con l’invito a spiegare a loro, che da anni stanno combattendo l’Intelligent Design, perché si era cambiato linea) inviata da alcuni scienziati cattolici americani che da anni si davano da fare per difendere la posizione cattolica dalla truffa dell’Intelligent Design; per ora però nessuna risposta…. Loro si erano trovati improvvisamente spiazzati e traditi dall’appoggio del cardinale proprio all’Intelligent Design. Il Papa finora non ha risposto per chiarire se avevano ragione loro o il cardinale; comunque non sembra che la Chiesa Cattolica sia intenzionata a introdurre anche in Italia l’ID, che continua a criticare; il contesto è certo diverso, ma la coerenza (almeno finché non viene smentito l’editoriale del cardinale) non è elevata. La lettera a Science si trova in questo blog in data 6/9/05 e una sua traduzione in italiano (grazie a D.Fanelli) si trova su Pikaia. E’ arrivata la risposta del ministro Moratti alla domanda fatta ieri via internet dalla CGIL scuola, ed è riportata solo dalla Gazzetta del Mezzogiorno e dall’Avvenire: (PARTE IL NUOVO ANNO): “Sul reinserimento di Darwin nei programmi di studio spiega infine che «la commissione incaricata ha completato il suo lavoro e lo ha consegnato alla competente direzione» (nel sito del ministero sembra non ci sia il testo della conferenza stampa, ma solo lo slideshow); se questa è la risposta completa, è una frase non molto diversa da quanto aveva già detto il 23/2/05; è però preoccupante, in quanto conferma che quanto era stato promesso in febbraio non sembra sia stato mantenuto; anzi c’e’ il serio dubbio che la “struttura amministrativa” anche in questo caso abbia deciso in modo diverso rispetto sia alla logica che ai desideri e alle promesse del ministro: “Il Ministro ha trasmesso il rapporto alla struttura amministrativa affinché provveda ad integrare i piani di studio della scuola primaria e secondaria di primo grado in base alle riflessioni fornite”; oggi il ministro evita di sottolineare che nulla sembra sia stato cambiato per quanto riguarda le elementari e le prime due classi della scuola media. Sono state infatti proposte modifiche solo al programma di scienze della terza media. L’anno scorso il ministro aveva dato ascolto alla ragione, si era ribellato senza nemmeno avvertire il capo della “struttura amministrativa”. Quest’anno sembra che si sia arresa. Chiaramente non basta. Lei è un Ministro della Repubblica che 16 mesi fa e 7 mesi fa ha preso due impegni pubblici e ben pubblicizzati (a cui tutti fanno riferimento quando credono o riportano erroneamente che Darwin sarebbe già tornato a scuola). Dovrebbe invece dire fra quanti giorni la sua “struttura amministrativa” cambierà le Indicazioni Nazionali sull’evoluzione e magari anche ripristinerà nel programma delle elementari il metodo scientifico. E’ poi ancora più importante ricordarsi che fra poco si dovranno accendere le rotative per stampare i nuovi libri di scienze della terza media che entreranno nelle scuole dal settembre prossimo, e che dovranno arrivare sui tavoli dei professori fra circa sei mesi per la


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scelta. Potrebbero quindi essere già accesi i computer di chi dovrebbe, sulla base dei programmi attualmente in vigore, “sbianchettare” i libri precedenti togliendo gli accenni all’evoluzione. Il ministro dovrebbe quindi garantire al più presto che le Indicazioni Nazionali sono state modificate. Come previsto, il Flying Spaghetti Monster è arrivato anche sui quotidiani italiani, dove si è ricordato correttamente che “Il Flying Spaghetti Monster (il Mostro Volante di Spaghetti) è un culto ideato da un giovane statunitense per polemizzare con le autorità scolastiche del Kansas che sostengono l'insegnamento del creazionismo a scapito della teoria darwiniana. Nata come una provocazione, nel giro di poche settimane è diventata un fenomeno in Rete, con tanto di logo, immagini e gadget in vendita online. Se ne parla quindi (forse è stato il primo sito web di quotidiano) su Repubblica (L'ultima follia di internet è il Flying Spaghetti Monster), sul Corriere (Dopo Dio e Darwin spuntano gli spaghetti), RAI Net News (Flying Spaghetti Monster, ultima follia della Rete), La Gazzetta del Mezzogiorno (Dal web il credo del mostro di spaghetti), l’Associazione Luca Coscioni (Provocazione contro la decisione in Kansas di insegnare il creazionismo), Il Resto del Carlino (Sul web la parodia del Creatore Il fenomeno Spaghetti Monster), TGCOM (Boom per Flying Spaghetti Monster). Spesso gli articoli sono accompagnati dalla frase spiritosa “Quando il sonno della ragione genera mostri”, ma tutti chiariscono che “La questione sul piatto della bilancia però è seria e reale, battaglie politiche e di ricorsi in tribunale per escludere il darwinismo dai programmi scolastici. Riusciranno i Pastafariani a dimostrare che mettere sullo stesso piano scienza e fede è molto rischioso?”. Nessuno però ricorda come anche il presidente Bush sia molto favorevole all’insegnamento nelle scuole di tutte le ipotesi alternative al darwinismo insegnato in tutte le scuole USA: all’inizio di agosto infatti aveva detto “I think that part of the education is to expose people to different schools of thought" [“è importante che nella scuola si possano conoscere le diverse scuole di pensiero”]. Nessun giornale ricorda inoltre che la situazione italiana è da un anno ben diversa e ben peggiore rispetto agli USA; c’è poco da ridere, dati i rischi per il degrado culturale del nostro paese. Un anno fa dai nuovi programmi delle elementari e medie è stata infatti completamente eliminata l’evoluzione biologica, per cui in quegli anni rimane il solo insegnamento del creazionismo (come concetto filosofico, beninteso), da tempo presente nei programmi di religione. 16 mesi fa il ministro ha promesso, oltre al ritorno dell’evoluzione biologica (scoperta 200 anni fa) anche l’insegnamento dell’evoluzionismo (dimostrato valido da 146 anni) nelle elementari e nelle medie. Per ora non è cambiato nulla e si avvicinano scadenze importanti che impedirebbero il ritorno a scuola di Darwin. Volendo approfondire il problema si può leggere la richiesta ufficiale inviata al KANSAS SCHOOL BOARD per richiedere che oltre al creazionismo (chiamato ora “Intelligent Design” e inventato nel 1987, dopo che anche il “Creazionismo Scientifico” era stato riconosciuto come religione dalla Corte Suprema) si insegni anche questa ipotesi (inventata nel 2005) sull’origine dell’universo, e si possono leggere i messaggi di sostegno al FSM giunti dall’ambiente accademico USA. Ricordiamo che l’Utah Board of Education (School board: Intelligent design isn't) un paio di giorni fa ha rifiutato di far insegnare a fianco del darwinismo anche l’ID (… e quindi anche il Flying Spaghetti Monster!) con la ovvia e semplice giustificazione che "Invoking the supernatural can explain anything, and hence explains nothing” Sul sito cattolico Totus tuus Network compare un primo articolo con un’intervista al teologo P.Oakes sull’intervista di luglio al card. Schönborn: “La visione della Chiesa sull’evoluzione (parte I)”. L’intervista è anche nel sito dell’agenzia Zenit. Interessante la conferma che c’è parecchia confusione (non si contestano i fatti ma la spiegazione proposta da Darwin e poi precisata e confermata nei secoli successivi; incredibile non sia chiaro che fino a che non c’è stata una spiegazione dei meccanismi, anche la stessa evoluzione NON era un fatto per tutti) e che sarebbe auspicabile un pronunciamento ufficiale (“una dichiarazione serena e prudente da parte del Vaticano su questo tema potrebbe essere opportuna.”). Notevole anche la dichiarazione che impedirebbe a chiunque e quindi anche alla Chiesa di utilizzare il neodarwinismo al di fuori del contesto: “ Da sghignazzare invece la frase che inviterebbe a lasciar perdere qualsiasi ragionamento fatto da questo teologo su problemi che non conosce e non capisce: “la teoria evoluzionistica afferma che la vita ha avuto inizio circa 3,5 miliardi di anni fa, con un organismo unicellulare, autoreplicante, da cui ogni essere vivente discende. Poiché tutti coloro che leggono questa frase riconoscono di aver iniziato la propria esistenza come un organismo unicellulare [?], non vedo come tale teoria possa essere considerata come intrinsecamente non plausibile. Inoltre, non bisogna dimenticare che le argomentazioni biologiche dell’opposizione della Chiesa all’aborto si basano sull’origine unicellulare della vita umana.”


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Certo bisogna apprezzare che questo teologo, a differenza di quasi tutti i suoi colleghi, mette a disposizione dei lettori quali sono le basi di conoscenza di cui dispone (una confusione unica fra filogenesi e ontogenesi) e che utilizza per i suoi ragionamenti. Inaccettabile, assurda e contestabilissima la sua idea che Adolf fosse un ammiratore di Darwin; come sappiamo Darwin ha avuto parechhi problemi quando ha cercato di dire e dimostrare non solo che le diverse popolazioni umane erano strettamente imparentate ma che anche altre specie ci erano molto più geneticamente vicine a noi di quanto un lord inglese osasse pensare. Un articolo sull’apertura delle scuole sul prossimo numero di Galileo, un’intervista a con Elvira Federici del Cidi: “Istruzione, riforma atto II”. Ottimismo riguardo al ritorno di Darwin, che sarebbe addirittura già avvenuto: “Darwin è stato alla fine riammesso nei programmi di scienze delle medie. Ma la vicenda ha messo in luce l'impianto ideologico dei curatori della riforma. La tesi filosofica di fondo è quella di un personalismo cristiano, un po' vecchia maniera, con la persona umana fatta a immagine e somiglianza di Dio. Riesce difficile quindi, con queste premesse, affrontare i vari saperi e quello scientifico in particolare in modo laico” 12/9/05-UK: Sul Guardian intervista a M.Behe (A design for life) sull’ID, di cui è uno dei pochi

propagandisti. Behe chiarisce la “pseudolaicità” dell’ID: “we focus simply on the observation of design. We don't say the designer is God”, né hanno proposte verificabili per spiegare l’evoluzione … in cui forse nemmeno credono, a differenza dei cattolici.

Sul sito dell’agenzia Zenit compare (“La visione della Chiesa sull’evoluzione (parte II) “) la seconda parte dell’intervista al teologo P.Oakes sull’intervista di luglio al card. Schönborn. • All'inizio del nuovo anno scolastico l'associazione GYMNASIUM e l' Osservatorio permanente dei libri di testo hanno svolto un lavoro di analisi e valutazione sui principali testi di scienze e biologia in uso nelle scuole medie inferiori e superiori riguardo gli argomenti più suscettibili di deformazione ideologica; Il punto sui manuali di scienze (2005), a cura di Andrea Cartelloni: Presentazione e schede di valutazione - Libri di scienze (prima parte) - Libri di scienze (seconda parte) - Scuola media inferiore - Scuole superiori - Spunti di approfondimento su: Evoluzionismo, Demografia, Droga. Un vecchio testo era : scienze naturali e la scuola: informazione e disinformazione nei libri di testo (incontro promosso da Gymnasium al Meeting di Rimini 2000). • Mi sembra MOLTO importante ritornare sulla notizia di ieri, e in particolare su un paragrafo di uno dei testi, scritto da un docente universitario, presentenell’ampio lavoro di analisi dei libri scolastici di scienze fatto dal gruppo Gymnasium (http://rassegnastampa.totustuus.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=14): suscita notevoli perplessità, in quanto evidenzia immediatamente un contrasto (“dottrinale”?) con quanto scritto in un documento dell’anno scorso (COMUNIONE E SERVIZIO, persona umana creata a immagine di Dio, 2004) uscito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e firmato quindi dal Card.Ratzinger. Non ho idea di quanto valga per un cattolico un documento uscito da quel consesso (un tempo più noto come “Santa Inquisizione”), ma, per fortuna per il docente universitario, la Chiesa ha probabilmente imparato qualcosa dalla storia di Galileo, non si brucia più nessuno e poi forse oggi la Congregazione per la Dottrina della Fede non può più intervenire sugli scienziati (qui sarebbe probabilmente necessario, ma chi si fida più a farlo, dopo Galileo …) e forse nemmeno sui laici; inoltre il problema è principalmente scientifico, per cui è prevedibile che il collega, se dimostrasse quanto dice (o se abiurasse …), sarebbe probabilmente difeso dai colleghi. E’ interessante affiancare i due testi: uno che prevede la generazione spontanea ed esclude che tutti gli esseri viventi derivino da un organismo vissuto 3.5 miliardi di anni fa, l’altro che invece prevede che tutti derivino da un unico organismo primitivo estremamente semplice, attraverso una “discendenza con modificazioni”, che è il dato di fatto dimostrato dalla biologia del 700 che ha richiesto una teoria dell’evoluzione. E vedere poi chi li firma … Se, da un lato, gli scienziati sono divisi sulla spiegazione da dare all’origine di questa prima vita microscopica, la maggior parte di essi è invece concorde nell’asserire che il primo organismo ha abitato questo pianeta circa 3,54 miliardi di anni fa. Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo. I risultati convergenti di numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la

… i vari gruppi di viventi non mostrano affatto di essere collegati fra di loro da sicuri legami di “discendenza con modificazione” ovvero implicanti connessioni genetiche o ereditarie dirette con gruppi progenitori antecedenti … lungo tutto l’arco della storia della vita la comparsa di ogni novità biologica risulta essere avvenuta all’insegna della discontinuità, esprimendosi, come si è detto, con una straordinaria varietà di forme, le quali non mostrano affatto di essere derivate le une dalle altre, ma semplicemente di essersi succedute nel corso del tempo. Insomma, la discontinuità interna al “Systema Naturae”,


diversificazione della vita sulla Terra, mentre ci sono ancora divergenze di opinione in merito ai tempi e ai meccanismi dell’evoluzione.

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inteso come insieme di tutti i viventi attuali e passati, è strutturale e non può essere attribuita a mera carenza di documentazione paleontologica

Card.Ratzinger, 2004 – punto 63 R.Fondi, 2005 Ovviamente, come il battito d’ali di una farfalla dicono che influenzi il clima del mondo, anche queste opinioni contrastanti si diffondono nel mondo. Interessante vedere per esempio da che parte sta uno dei massimi esperti che hanno “modernizzato” (così dicono, ma già qui viene qualche dubbio e viene pure da piangere) i programmi scolastici; è evidente che il prof.Bertagna non segue la retta via indicata dalla Chiesa ma sta seguendo qualche pifferaio non autorizzato (sul Foglio del 12/3/04 scrive: “Si tratta di andare al di là dei risibili schemini che i libri di testo hanno spacciato come verità acquisita per decenni, quelli con la scimmia che si trasforma in essere umano, per capirci. Un falso. Per anni abbiamo assistito alla pretesa di contrabbandare come scientifiche cose che non lo sono”). Potrebbe inoltre (ma questo è un altro problema) sembrare strano che nel sito web del Centro Cattolico di Documentazione, un centro locale (di Marina di Pisa) e quindi non rilevante dal punto di vista dottrinale, ma comunque apparentemente inserito nel Totus Tuus Network accolgano la documentazione e facciano la pubblicità (il documento è evidenziato oggi in prima pagina e gli sono dedicate una trentina di righe) a iniziative antievoluzioniste basate su premesse che la Chiesa oggi, d’accordo con il card.Ratzinger, riconosce come superate dai progressi della scienza? (Non so se è casuale o potrebbe far parte di un progetto il fatto che un navigatore in internet sia arrivato a leggere questo testo. Casuale o no, immagino però che la lettura possa avere qualche effetto creativo… e soprattutto faccia aprire gli occhi sulle basi culturali e sui riferimenti scientifici e religiosi di alcuni dei gruppi antievoluzionisti attuali in Italia e nel mondo; il navigatore potrà anche giudicare l’evidente appoggio che anche alcune frange conservatrici della chiesa offrono loro, nonostante non leggano né appoggino i documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede). Altre pagine nel sito del Centro Cattolico di Documentazione indicano interessi evidenti per un modo particolare di inquadrare i problemi dell’ambiente (Bufale ambientaliste – protocollo di Kyoto) e dell’evoluzione. Si capisce che ci si trova in ambiente culturale decisamente conservatore, con un’impostazione simile a quella del Master in Scienze Ambientali della Pontificia Università Regina ApostoIorum. Però si rifanno a Ratzinger, e quindi dovrebbero adeguarsi (anche se non capiscono…) Nel sito http://www.totustuus.it/ si trova invece un articolo in data 11/9/05 (La visione della Chiesa sull’evoluzione (parte II)) in cui Padre Edward Oakes si augura di poter indicare “come superare le difficoltà nel riconciliare scienza e fede”; dice qualcosa anche lui sulla connessione degli esseri viventi: “Come ho già detto, se per evoluzione si intende “discendenza con modificazioni” allora la teoria evolutiva è certamente accettabile: è un dato di fatto”. Confonde evoluzione con teoria dell’evoluzione, ma sulla connessione si allinea a quanto sostiene il card.Ratzinger ma si esprime anche in modo simile a quanto disse recentemente, anche se forse meno convinto, il card. Schönborn (“L’evoluzione nel senso di una comune discendenza può essere vera”) Ritornando a P.Oakes, lui, a differenza di Schönborn non sopporta l’Intelligent Design (“un qualcosa a cui almeno io, come cattolico, non ho intenzione di aderire”). Conclude l’articolo con un auspicio, “augurando che la Santa Sede voglia affrontare questo argomento controverso con la medesima serenità e sicurezza con cui il Papa Giovanni Paolo II aveva trattato il tema dell’evoluzione” • Ferrara sul Foglio di oggi (L’imputato intelligente) invita a prepararci a seguire insieme a lui il processo che si aprirà il 26 settembre in USA nel distretto di Dover, Pennsylvania: “La vicenda inizia nella primavera del 2004. William Buckingham, a capo della commissione scolastica del distretto di Dover, Pennsylvania, annuncia che il nuovo libro di testo delle high school avrebbe reso conto della teoria del “disegno intelligente” a fianco di quella sull’evoluzione. E’ nata una controversia legale che il 26 settembre arriverà davanti alla Corte federale di Harrisburg, dove si aprirà il processo “Kitzmiller et al vs. Dover Area School District”. Di processi simili ce ne sono stati altri. Solo che stavolta c’è un presidente americano che ha avallato pubblicamente il disegno intelligente”. Dato che recentemente al Meeting di Rimini Ferrara inorridiva (“I superlaicisti polemizzano, hanno fatto di Darwin il nuovo idolo; meglio comunque Darwin del professor Veronesi, che vorrebbe addirittura che noi fossimo direttamente delle scimmie, e mi sembra un po’ tanto, un po’ forte!”) all’ipotesi che l’uomo fosse un primate derivato da altri primati (ecco un altro che va al Meeting … pur non avendo letto tutti gli scritti di Ratzinger …), possiamo immaginare quale sarà la sua posizione … certo non sa che qualcuno ha


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proposto l’Intelephant design Interessante iniziativa organizzata dall’Istituto Stensen di Firenze: dal 6 ottobre al 14 dicembre 2005 si terrà il NOVEMBRE STENSENIANO, che avrà come tema: Evoluzionismo e antievoluzionismo: un contenzioso non ancora chiuso. L’imponente maratona (due mesi e il coinvolgimento delle scuole toscane) vedrà la partecipazione di esperti di buon livello sia dal mondo scientifico che dal mondo religioso (sembra solo cattolico) e non mancano religiosi dotati di competenze scientifiche, anche se non molti hanno competenze specifiche sull’evoluzione e sull’evoluzione umana in particolare, e sono quindi a conoscenza dei fatti che le opere di ingegno devono poi spiegare. Risulta però poco oggettivo il riferimento che si legge nelle premesse alle “polemiche suscitate l’anno scorso dall’apparente esclusione dell’insegnamento della teoria dell’evoluzione biologica nella nuova riforma della scuola”. Infatti questa frase smentisce alcune dichiarazioni ufficiali del ministro Moratti: 1) un’esclusione c’è stata, reale, e il Ministro Moratti il 16/4/04 ha letto in Parlamento una risposta scritta in cui confermava e motivava l’esclusione; anche tanti altri hanno confermato che hanno proprio visto bene la scomparsa dell’evoluzione confrontando i programmi vecchi e nuovi, fra cui i 47000 che hanno firmato un appello per il ritorno dell’evoluzione; che sia scomparsa l’evoluzione l’hanno confermato perfino persone molto autorevoli nell’ambiente cattolico, come ad esempio N.Cabibbo (è addirittura il Presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze), L.Corradini (è il presidente degli insegnanti cattolici dell’UCIIM), F.Facchini sul Foglio del 3/4/04; tutti hanno manifestato il loro disaccordo contro un’iniziativa che è stata reale, non un’illusione ottica o un’accusa propagandistica dell’opposizione. [Se avessero voluto semplicemente dire che l’apparenza era dovuta al fatto che non si era abolita la teoria dell’evoluzione che anche prima non c’era, avrebbero comunque dovuto evidenziare che fosse assurdo abolire, come in realtà è avvenuto, l’evoluzione come fatto] 2) c’è infatti davvero da precisare come la situazione sia ben più grave di quanto si voglia far credere: l’abolizione riguarda infatti non la teoria dell’evoluzione biologica ma addirittura l’evoluzione come fatto (e si può leggere come il ministro Moratti confermi il 16/4 anche questo, invitando a non fare confusione: “le preoccupazioni manifestate sembrano non tener conto della circostanza che neanche i vecchi programmi d'insegnamento della scuola media trattavano specificamente il tema dell'evoluzione, con riguardo alla teoria darwiniana“. Sul fatto che l’evoluzione come fatto si possa insegnare ai bambini sembrerebbe d’accordo il 17 ottobre 2004 anche un esperto del ministro: “Che cosa insegnare, dunque, ai bambini? «Il fatto dell'evoluzione con le conoscenze fondamentali relative alla storia della terra, alle ere geologiche, alle morfologie dei viventi”. Sembra però che si dimentichi che tutti già conoscevano le motivazioni che avevano “costretto” il ministro (o i suoi esperti) a togliere l’evoluzione: bisognava evitare che si parlasse a scuola di evoluzione e in particolare di evoluzione umana perché, diceva il ministro il 16/4/04,. “Tali generiche indicazioni hanno portato gli autori dei testi scolastici a trattare diffusamente i contenuti di questo tema, sistematizzando i vari principi sull'evoluzione della specie umana, ricomprendendo anche la teoria di Darwin”. Il ministro ha quindi candidamente spiegato, probabilmente ignorando come a teoria dell’evoluzione sia da decenni alla base della biologia moderna, che i suoi “esperti” avevano tolto dai programmi l’evoluzione (come fatto) per evitare che si avesse la scusa per parlare di teoria dell’evoluzione (quello che lei definisce “teoria darwinana”?), che pur non era presente nei programmi … si tratta di qualcosa di più di un’”apparente esclusione”. Potremmo chiamarla “esclusione reale con dolo e/o ignoranza”, cioè censura? 3) rimane come un dettaglio non molto importante il fatto che l’esclusione riguardi in realtà non tutta la scuola ma solo la scuola di base fino alla terza media, l’anno in cui prima i programmi prevedevano che si parlasse di evoluzione e “addirittura” dell’evoluzione umana, certo il tema più interessante per gli allievi (e la strada più utile per capire veramente e facilmente l’evoluzione, dato che ci riguarda direttamente) ma anche quello verso il quale si manifestano vivaci allergie e la seria intenzione di mantenerlo nascosto sotto le tonache, evitando il più possibile che se ne parli in un contesto di verifica della concordanza dei dati scientifici, che fino a 50 anni fa erano ancora rari e incerti, con quanto si credeva 200 o 2000 anni fa; tale frenesia stimola perfino un dubbio atroce: ormai i dati a dimostrazione dei tempi e delle diverse tappe dell’evoluzione umana e soprattutto delle strette relazioni con le specie vicine di primati siano ormai tali e tanti che in diversi contenti culturali e religiosi si cerca di elevare barriere per evitare che della cosa se ne occupino persone non affidabili e troppo competenti … Che il problema dell’evoluzione faccia innervosire la Chiesa Cattolica al di là di quanto prevedibile, lo dice anche O.Franceschelli, che parla di nervo scoperto, citando gli interventi del papa e del cardinale in un’intervista a radio3scienza il 25/07/2005


Che qualcosa di grave sia accaduto lo capiamo inoltre dalle parole stesse del ministro quando senza vergognarsene cerca di convincere, sempre nella risposta al parlamento del 16/4/04, che ai ragazzi del terzo millennio fino alla terza media si possono raccontare solo ipotesi fantasiose e mitiche (“Le Indicazioni nazionali privilegiano, quindi, le narrazioni fantastiche, i cosiddetti miti delle origini”), probabilmente riferendosi a quelle presenti nelle ore di religione, dato che altri cosiddetti miti delle origini non sono previsti dai programmi. E questa sarebbe una riforma della scuola? Se crediamo al ministro Moratti non ci possono quindi essere dubbi che l’eliminazione dell’evoluzione dai programmi non sia apparente; la dimostrazione più evidente viene dalle parole del presidente dell’ANISN, che un anno fa ammetteva tristemente che l’evoluzione era stata abolita insieme al metodo scientifico: “È l'insegnamento del metodo scientifico ad essere completamente scomparso: se non c'è la scienza, come potrebbe esserci la teoria di Darwin?"; né ci devono essere dubbi che a tutt’oggi il problema non sia risolto (come qualcuno anche recentemente credeva e cercava di far credere); lo si capisce dalla risposta, sincera e chiarificatrice, del ministro Moratti ad una domanda fatta pochi giorni fa alla conferenza stampa di inaugurazione dell’anno scolastico, e che si può leggere sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 6/9 e sull’Avvenire del 7/9/05: “Sul reinserimento di Darwin nei programmi di studio [il ministro] spiega infine che «la commissione incaricata ha completato il suo lavoro e lo ha consegnato alla competente direzione»”. Questa consegna era avvenuta il 23/2/05, sette mesi fa, ormai. Insomma il ministro continua a confermare che la modifica non era apparente ma intenzionale (tant’è vero che coinvolge a livello più alto anche il metodo scientifico), e che non hanno ancora accolto (dopo 18 mesi reali dalla modifica … apparente) i suggerimenti della commissione, consegnati il 23/2/05, 7 mesi fa. E ormai gli editori si stanno preparando a stampare i libri scolastici. E si avvicinano le preoccupazioni legate alle elezioni politiche. Non è chiaro se il fatto che nelle premesse del convegno si smentisca quanto detto in occasioni diverse dal ministro Moratti sia intenzionale (o dovuto ad ignoranza sulle dichiarazioni del ministro o ad una posizione ideologica preconcetta); che le modifiche dei programmi non fossero apparenti è dimostrato, se ci fosse ancora qualche dubbio, anche dalla sorpresa e dalla gioia per il regalo imprevisto, che è promana dal sito web dei creazionisti italiani (Passo indietro dell'evoluzionismo nella scuola italiana: “… La decisione del ministro italiano di far fare un passo indietro all'evoluzionismo, in conclusione, pur essendo un fatto inaspettato, rientra nel quadro di una generale crisi del darwinismo, che in tutto il mondo è sempre più messo in discussione.“). In quel sito web nascono, come si vede, alcune frasi e slogan del tutto falsi riferiti al darwinismo (“in tutto il mondo è sempre più messo in discussione“) che troviamo poi stranamente ripetuti molto simili sul quotidiano dei vescovi italiani (e non come frasi dette da intervistati), come quando si legge in un titolo che “negli States le teorie di Darwin vengono considerate superate”. Che si riportino in modo errato fatti supportati anche dalle dichiarazioni del Ministro (in verità poco conosciute) fanno pensare ad un “progetto intelligente” (quello sì) in cui si approfitta di un ministro non particolarmente ferrato in scienze e biologia come arma (o almeno come copertura) nella battaglia di retroguardia contro l’evoluzione e l’evoluzionismo; una prima volta (convinta dalle motivazioni che hanno spinto alla mobilitazione organizzata da scienziati e cittadini sconvolti) si è ribellata senza avvertire nessuno al ministero, come è dimostrato dal fatto che testimoni oculari raccontino che proprio nello stesso giorno in cui si è ribellata un funzionario del ministero infierisse sugli scienziati contestatori, illudendosi che fossero ormai stati sconfitti. Speriamo che abbia tempo di farlo ancora e riesca a salvare Darwin, anche se sembra improbabile, dato che, secondo gli esperti, proprio Milano, almeno prima della nascita di … Pikaia, sarebbe stata la culla dell’antidarwinismo …. In un precedente (2001) tentativo di censura dei libri scolastici il ministro aveva assistito in silenzio, lasciando che i suoi sottosegretari e il viceministro gestissero l’operazione per far contento qualcuno di AN; per fortuna il progetto (in quel caso non molto intelligente, dato che sono stati scoperti in tempo) fu bloccato da Giovanardi, Follini e Buttiglione, con un giudizio, non certo lusinghiero, sull’operato della Commissione Cultura guidata da Adornato: (“queste cose le facevano Stalin e Hitler”). Ritornando al titolo (Evoluzionismo e anti-evoluzionismo), stupisce il fatto che non evidenzi che contro la teoria dell’evoluzione si stiano muovendo molti movimenti antievoluzionisti davvero molto diversi sia per impostazioni che per obiettivi; ce ne sono anche alcuni nati da poco e su basi fragili se non strumentali, che raccolgono sostegno ed apprezzamento al di là del loro valore, della loro forza e addirittura del contesto religioso in cui nascono; anche lasciando perdere le ipotesi nate quest’anno, come quella (di grande successo a causa delle


basi scientifiche e della verificabilità del tutto comparabili con l’ipotesi ben più famose che credono sia un gran merito non riuscire a dimostrare che sono false…) secondo cui il mondo sarebbe stato creato dal FSM, si deve ammettere che l’Intelligent Design è molto giovane, dato che è nato e si è irrobustito (così almeno dicono loro, ma si sa, “è facile criticare” se non si hanno, come loro, proposte da dimostrare e difendere) solo negli ultimi 15 anni, distinguendosi dai precedente creazionismi. Prima c’erano stati infatti il “Creazionismo scientifico” e ancora prima quello il semplice creazionismo “biblico”. Solo rimanendo nel Nord America troviamo quindi negli ultimi anni ben 3 movimenti antidarwiniani che hanno profondissime differenze nelle opinioni sui tempi della storia della vita e sulla identificabilità o meno dell’entità intelligente; nessun movimento ideologico serio sopporterebbe queste sbandate e questi cambiamenti repentini nei presupposti e negli obiettivi in pochi anni; in altri continenti c’è poi l’antievoluzionismo che caratterizza fortemente il mondo islamico e ne frena lo sviluppo culturale, mentre in Europa si incontrano blandi (finora) movimenti antievoluzionisti sia protestanti che cattolici, i secondi diffusi soprattutto nelle regioni meridionali e che di solito contestano soprattutto la teoria dell’evoluzione, ammettendo l’evoluzione come fatto, magari senza capirla, ma sapendo che la Chiesa Cattolica,bontà sua, l’ha approvata. Se nel nordamerica gli antievoluzionisti realizzano le loro iniziative contro la scienza utilizzando fondi di ricchi sponsor privati della destra conservatrice, in Europa e in Italia si possono utilizzare anche fondi pubblici per modificare, contrastare e magari eliminare aspetti fondamentali della cultura che vengono insegnati nelle scuole pubbliche. Il titolo del convegno avrebbe quindi dovuto più correttamente essere “Evoluzionismo e antievoluzionismi”. Questa modifica sarebbe tra l’altro assolutamente indispensabile per sfumare almeno un po’ la posizione della Chiesa Cattolica; immagino che alcuni degli oratori si troverebbero in estremo imbarazzo se qualcuno pensasse di considerare che sono presenti come rappresentanti dell’antievoluzionismo. Basti pensare a Facchini, a Coyne o a Galleni che nell’evoluzione, è noto, ci credono e li si dovrebbe almeno torturare un po’ per convincerli ad abiurare. [Forse per distinguerli, si potrebbero chiamare “teoevoluzionisti” quelli che oltre all’evoluzione come fatto credono “anche” nella teoria dell’evoluzione darwiniana ….?] Anche questo dimostra chiaramente come sia veramente ampio il panorama degli antievoluzionisti, per cui è davvero una caricatura della realtà immaginare come eterogeneo il fronte evoluzionista ed omogeneo quello antievoluzionista … Se proprio si vuol criticare …. anche il sottotitolo in realtà è un po’ strano. Sono anni che le persone che più hanno ragionato sull’evoluzione ripetono che in questo campo scienza e fede si occupano di aspetti diversi: la scienza e la ragione (di solito vanno a braccetto) si occupano di quelli “materiali”, dove si può quindi sperare di avere dimostrazioni sperimentali, mentre la fede (non sempre associata né associabile alla ragione) si preoccuperebbe degli aspetti immateriali (l’anima ad esempio, ma anche i miracoli, l’inferno e il paradiso) che la scienza non può e non deve affrontare. Se le cose stanno così, il sottotitolo “Un contenzioso non ancora chiuso” sembra voler illudere la gente che si possa o si debba presto trovare un accordo, e magari la soluzione è nel campo della fede. Il termine giuridico utilizzato (contenzioso) è inoltre preoccupante, dato che ci fa ricordare che il contenzioso fra la Chiesa e Galileo si è chiuso quasi quattrocento anni dopo, il tempo quasi biblico che ha impiegato la Chiesa solo per capire che aveva competenze per occuparsi di anime ma non di come girano i pianeti; sembra comunque che la lezione non sia ancora stata capita: al convegno ci saranno teologi che, basandosi su una paginetta, pure non sempre coerente al suo interno, racconteranno ancora una volta ai presenti (senza nuovi fatti oggettivi ma certo con sempre nuove parole umane in più) – come avviene da secoli nell’ora di religione o all’oratorio - come ha avuto origine l’universo e la specie umana! Di nuovo ci saranno sempre e solo nuove riflessioni, banali o profonde che siano, ma nessun fatto. Senza scienza e senza ricerca non ci possono essere novità né miglioramenti. Per Darwin sono passati “solo” 150 anni e ancora non si crede che abbia avuto, insieme a tanti altri suoi contemporanei, idee geniali che spiegano ad esempio come sia possibile che una scimmia si sia trasformata col tempo in un uomo. Darwin ha trovato la risposta alla domanda che da secoli, e soprattutto da quando si è dimostrato che non esisteva la generazione spontanea da materiale organico in putrefazione, si faceva qualsiasi persona intelligente: se da un gatto nasce un gatto, da un topo un altro topo, da un uomo un altro uomo, come è possibile che ci siano oggi in giro tanti animali di milioni di specie diverse? La risposta oggi più seria a questa domanda è la teoria dell’evoluzione. La Chiesa Cattolica riconosce oggi e da tempo che la domanda è corretta, ma la risposta che propone è diversa; e non verificabile. Un documento ufficiale del 2004, firmato da Ratzinger, conferma infatti (al punto 63) che la Chiesa oggi, accettando che la generazione spontanea non esista e che non ci siano eventi miracolosi, crede che ci sia un flusso vitale continuo e ininterrotto durato 3.5 miliardi di anni che unisce i primi organismi viventi con tutti gli altri successivi e ovviamente anche con l’uomo:


“Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo. I risultati convergenti di numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita sulla Terra, mentre ci sono ancora divergenze di opinione in merito ai tempi e ai meccanismi dell’evoluzione”. Curioso pensare che anche la scienza un tempo (alla fine del ‘700, due secoli fa) era a questo punto; alla Chiesa manca quindi ancora solo un “piccolo sforzo creativo” …. Per fare più in fretta potrebbe accettare, ammettendo una sua lentezza nel ragionare sugli aspetti materiali della vita su questo mondo, oltre al fatto che “che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro” anche qualche altra scoperta scientifica altrettanto chiara ed evidente come quella già accettata. Si potrebbe risolvere rapidamente il problema provvedendo alla beatificazione di Darwin; altrimenti il convegno di Firenze organizzato dai gesuiti può essere un’ottima occasione per cominciare a proporre qualche ipotesi “theologically correct “ (e magari anche verificabile) di teoria dell’evoluzione che sia migliore di quella attuale. Non basta accontentarsi di dire, come fanno i profeti dell’Intelligent Design, che tutto è molto, molto, ma molto complicato. Per fortuna non tutti si accontentano di questa risposta … saremmo ancora nel Paleolitico …

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Si potrebbe ragionare a lungo infine sull’utilità di un convegno che sembrerebbe impostato come occasione di incontro e di confronto, con una possibilità di dialogo costruttivo piuttosto limitata, fra competenze così diverse, e interessi culturali diversi a tal punto che (si spera) non vi può essere contenzioso. Non è detto che sia questa l’impostazione del convegno, ma la lettera del card. Schönborn lo farebbe temere. La lunga esperienza USA di incontri e dibattiti fra evoluzionisti e antievoluzionisti può essere istruttiva: si è dimostrata infatti col tempo del tutto negativa per gli evoluzionisti: dopo un po’ hanno capito che venivano sempre a trovarsi nella situazione di doversi difendere dalle mille domande sui diecimila problemi e dubbi della scienza quando viene applicata a un problema enorme come l’evoluzione, che ha una scala dei tempi umiliante per qualsiasi essere vivente. In questa situazione anche i fatti noti e dimostrabili scompaiono o si dimostrano insufficienti, anche perché non sempre convincenti in caso di limitati livelli di istruzione. E questo senza poter fare domande perché di fronte avevano portatori di verità non dimostrabili o di semplici critiche. Dopo anni di dibattiti negli USA nessun evoluzionista vi partecipa volentieri, dato che sono anche un modo per dare patenti di scientificità perfino non a scienziati ma a bravissimi avvocati dalla dialettica eccezionale, ben pagati su fondi per la pubblicità di cui gli scienziati non dispongono (non si capisce poi perché il problema – e gli oneri relativi - debba riguardare solo quelli che si occupano di evoluzione e non anche quelli che la utilizzano…). Un bravo scienziato italiano che si occupa di evoluzione, ormai emigrato negli USA (Massimo Pigliucci), spiega nel suo sito web perché, dopo un’iniziale esaltazione per un modo di diffondere e difendere la scienza che in Italia non aveva mai incontrato, adesso evita di fornire un sostegno a chi proprio non lo merita, lasciandosi mettere in situazioni che, come ha verificato per anni, sono senza speranza di successo “It is relatively easy to throw hundreds of apparently damning questions to a scientist in the span of a few minutes; it is very difficult for a scientist to seriously address even a few of those or, more importantly, to explain to the public how science really works”. Sempre sull’argomento un intervento con citazioni delle opinioni di Dawkins e di Pigliucci (opinioni diverse però da quelle attuali…): Is Debating Creationists a Good Idea? La situazione in Italia è ancora più a rischio, nel caso ci si confrontasse spesso su questi problemi in ambiente non neutrale (come in questo caso) e magari con secondi fini; anche se i rari sondaggi indicano attualmente una evidente prevalenza (65%) di persone che crede nell’evoluzione (o nella teoria dell’evoluzione?), il fatto che la formazione scientifica su questo problema (anche prima dell’attuale azzeramento dell’evoluzione e contemporaneo incremento del creazionismo nelle scuole) si sia sempre mantenuta sui livelli minimi, insufficienti per fornire una capacità di valutazione autonoma in caso si sviluppasse una contrapposizione, si creerebbe una situazione favorevole al ritorno all’utilizzazione delle semplici nozioni apprese praticamente da tutti gli italiani o all’asilo o alle elementari o all’oratorio o nell’ora di religione. E si rischierebbe di virare verso percentuali polacche … La riforma delle superiori viene bloccata e rinviata. Che ne sarà dell’ALLEGATO F che il ministro aveva imbarcato (nell’art.26) sulla riforma delle superiori, ora arenatasi (o è stata affondata?)? Avrebbe dovuto ripristinare l’evoluzione e perfino Darwin (inteso come darwinismo e teoria dell’evoluzione, oltre che come geologo...) in terza media! L’allegato naufragato andrà alla deriva o verrà issato su una legge più urgente e più necessaria? O si farà una banale circolare ministeriale? L’hanno già fatta? Verrà inserito nella Finanziaria? Si riuscirà a provvedere in


16/9/05-IT:

17/9/05-USA:

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qualche modo prima che gli editori approntino i libri di scuola per il prossimo anno? In realtà sembra che FI intenda, imbrogliando le regioni che avevano preso accordi diversi con i ministri Moratti e La Loggia, far approvare la legge bloccata entro la scadenza per la delega, il 17 orttobre Domani a Modena per il Festival della Filosofia si potrà ascoltare il teologo luterano Moltmann, che, secondo un articolo comparso oggi sul Foglio (Moltmann, il teologo luterano che considera noioso l’ateismo) non sa cosa sia peggio, fra creazionismo e darwinismo: “Il creazionismo non è un’idea scientifica, ma un tentativo di ridimensionare le teorie scientifiche dell’evoluzione. Io sono contrario. D’altra parte la stessa teoria di Darwin è un’ipotesi scientifica, confutabile o dimostrabile per via scientifica. Esistono teorie dell’evoluzione migliori di quella di Darwin, e il darwinismo in fondo è un’ideologia legata allo sviluppo del capitalismo, funzionale al razzismo e al colonialismo. Ora noi dobbiamo combattere contro l’ideologizzazione di un’ipotesi scientifica, ma non col creazionismo o altre teorie religiose, che sono, secondo me, completamente false. Articolo su Science sul processo che si aprirà ad Harrisburg: ID Goes on Trial This Month in Pennsylvania School Case. Dall’articolo si intuisce che il Discovery Institute, motore dell’ID, sia preoccupato che il distretto scolastico sia condannato non per aver insegnato l’ID, ma solo per aver fatto un minuto di pubblicità all’ID nell’ora di scienze. Una sconfitta non invoglierebbe nessuno a provare a introdurre l’ID come argomento di lezione. Il DI non approva quindi come il problema è stato affrontato dalle autorità scolastiche della contea di Dover. Articolo su Galileo (“Riforma atto II”) con intervista ad un’esponente del CIDI che correttamente riferisce che Darwin è in qualche modo rionato nei programmi delle medie: "Darwin è stato alla fine riammesso nei programmi di scienze delle medie. Ma la vicenda ha messo in luce l'impianto ideologico dei curatori della riforma. La tesi filosofica di fondo è quella di un personalismo cristiano, un po' vecchia maniera, con la persona umana fatta a immagine e somiglianza di Dio. Riesce difficile quindi, con queste premesse, affrontare i vari saperi e quello scientifico in particolare in modo laico.” Anche negli Stati Uniti i premi Nobel (ben 38 invece dei nostri 2) cercano di far ragionare gli americani sull’evoluzione, avvertendoli che la ricreazione è finita; rivolgendosi in particolare con una lettera al Board of Education del Kansas (nel cui sito web si trovano i verbali delle audizioni a cui hanno partecipato solo gli esponenti dell’ID); invitano a essere seri, a rendersi conto che l’Intelligent Design è una scatola vuota e a non ostacolare l’insegnamento della teoria dell’evoluzione. Speriamo che negli USA i Nobel vengano ascoltati più che in Italia, dove ancora nulla si è fatto dopo 7 mesi dal loro invito a riportare al secolo attuale programmi scolastici che per motivi politici e/o religiosi sono stati in parte adeguati … alle scienze naturali del 1700. Da Pikaia una pagina con molte vignette umoristiche tratte dal sito web http://darwin.bc.asu.edu/. Si sono dimenticati di linkare una vignetta molto bella che “distrugge” una delle domande banali più stupide sull’evoluzione: “Se c’è ‘evoluzione perché ci sono ancora le scimmie?”. Bella anche la vignetta che spiega perché e quando … le balene hanno dovuto imparare a nuotare … L’Avvenire meritoriamente (forse unico quotidiano italiano che riporta la notizia) cita l’intervento dei 38 Nobel in difesa dell’evoluzione e contro le decisioni del Kansas Board of Education di permettere l’insegnamento dell’Intelligent Design: “La proposta, al vaglio del Board of Education dello stato del Kansas, prevede che gli studenti siano più esposti che in passato a critiche della teoria dell'evoluzione anche se nell'introduzione dei nuovi standard non viene avallato il "disegno intelligente", una forma annacquata di creazionismo”. Un lettore non capisce che cosa si voglia insegnare nel Kansas al posto dell’evoluzionismo darwiniano. C’è poi sull’Avvenire anche un’intervista a un non biologo, ad un astrofisico (Ma è possibile capire l'infinito?) che viene sottoposto soprattutto a domande sulla biologia e sull’evoluzione. Dopo aver creato inizialmente nel lettore il dubbio su che cosa succeda se volesse un giorno lanciare una palla …oltre i confini dell’universo, si conclude con il dubbio che Darwin (per fortuna l’astrofisico “suppone” che Darwin abbia ragione) non abbia considerato la possibilità che … sia arrivato del materiale genetico da Marte. E’ un peccato che non si faccia capire al lettore che Darwin non ci disse niente su come è iniziata la vita, ma ha proposto un meccanismo che spiega come la vita evolva e si diversifichi. L’origine e l’evoluzione della vita sono due problemi del tutto diversi, per uno solo dei quali la scienza ha oggi una soluzione dimostrabile ed utilizzabile, anche se perfettibile. Un’occasione quasi unica per gli antievoluzionisti e/o gli antidarwiniani italiani: oggi senza fatica e per pochi euro si può acquistare nell’edicola sotto casa il 4’ volume dell’enciclopedia scientifica allegata a Repubblica: Il titolo del volume di oggi è “Le basi della vita“ e quasi 200 pagine sono dedicate solo all’evoluzione. Posso capire che sia un po’ troppo rispetto alla paginetta del libro della Genesi (che non si deve nemmeno leggere fino in fondo). E’ però probabilmente il minimo per capire qualcosa del problema e per non fare sicuramente cattive figure se si incontra un evoluzionista magari darwiniano, che avrà certamente molti dubbi sui problemi difficili ma potrà fare anche lui molte domande difficili sugli argomenti facili. Dopo che un antievoluzionista avrà letto le 200 pagine sull’evoluzione potrà poi affrontare


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anche i 6 volumi successivi, tutti dedicati alla biologia. 7 volumi di biologia!! La paginetta della genesi è stata scritta anni fa e .. lo studio della biologia non si è rimasto fermo ad allora … Ancora un astrofisico che scrive sull’evoluzione, ma … non ci si deve preoccupare, dato che l’articolo (The absurdity of intelligent design) è comparso non sul quotidiano della CEI ma sul quotidiano israeliano Ha’aretz; per far capire appunto l’assurdità dell’ID E.Leibowitz racconta … la bella e istruttiva parabola del bancario ladro: … indagato dalla polizia per una lussuosa villa che si è fatto costruire da poco, il bancario racconta che il denaro per costruire la villa l’aveva trovato seguendo le istruzioni ricevute dal profeta Elia, che gli era apparso in sogno; all’insistenza della polizia, che non si accontenta certo del fantasioso racconto ma vuole delle prove, il bancario chiede stupito “ma la villa non è una prova sufficiente?”: E.Leibowitz conclude dicendo che “… this is exactly what the proponents of intelligent design are saying. We see a wonderful world. The explanation for its complexity is an intelligent being who designed it. And if you ask us how we know that such an entity exists, we will answer immediately: Isn't the existence of a marvelous world like this sufficient proof”. Purtroppo è difficile difendersi da truffe congegnate in questo modo; purtroppo non si perdono solo dei soldi ma parte della propria cultura e delle proprie idee. Definizione di evoluzione in solo 600 parole. Forse è il modo per riuscire a inserire il concetto in un numero sempre maggiore di cervelli. L’impresa è riuscita a Richard Dawkins che pubblica il risultato su New Scientist. Il testo completo si trova però solo in un blog dove viene anche commentato, non sempre favorevolmente. Bisognerà tradurlo in italiano. Questa è una delle definizioni per The world's 10 biggest ideas Sempre oggi e sempre riguardo all’evoluzione negli USA, si racconta (Challenged by Creationists, Museums Answer Back) cosa succede di nuovo nei musei di Storia Naturale USA, da un po’ di tempo obiettivo di visite guidate organizzate da gruppi creazionisti per spiegare le cose a modo loro; non sempre lasciano in pace le guide “evoluzioniste” che quindi oggi possono seguire speciali addestramenti per affrontare (se proprio non riescono ad evitarli) i branchi di creazionisti più o meno organizzati che frequentano i musei …. “Dr. Durkee also said she found the session helpful. "When you are in a museum, you can't antagonize people," she said. "Your job is to help them, to explain your point of view, but respect theirs”. Di questo argomento si occuperà anche il Foglio il 22/9: “Adesso in America evoluzionisti e creazionisti si sfidano a colpi di Museo”; dove si parla però anche dei nuovi musei creazionisti che mostrano uomini e dinosauri che pascolano insieme (si sa che non ci sono pericoli da animali vegetariani… se ci si sposta in tempo) o pascolano nello stesso periodo ma in luoghi diversi . Sul Foglio articolo di Sermonti: “Chi critica Darwin non è un bigotto, a differenza di certi darwinisti A Radio3Scienza P.Greco discute sul tema della Natura Umana, sulla base degli articoli comparsi sull’ultimo numero di Micromega. Fra gli ospiti e gli intervistati di oggi: Giulio Barsanti, docente di Storia del pensiero scientifico all'università di Firenze, che presenta il suo libro "Una lunga pazienza cieca. Storia dell'evoluzionismo" (Einaudi 2005), Paolo Flores D'Arcais, direttore di Micromega, Telmo Pievani, docente di filosofia della scienza all'università di Milano Bicocca, Vittorio Cotronei, responsabile medicina e biotecnologia dell`Agenzia spaziale italiana, Luca Revelli, chirurgo endocrinologo e ricercatore dell`Università Cattolica di Roma. Ciccare qui per risentire la puntata La Fondazione Balzan il 6/9/05 ha assegnato i premi Balzan 2005. I ricchi Premi Balzan 2005 verranno consegnati durante la cerimonia che si terrà il prossimo 11 novembre al Palazzo Federale di Berna. I vincitori dei Premi Balzan sono selezionati dal Comitato Generale Premi presieduto dall’Ambasciatore Sergio Romano e composto da 20 membri provenienti delle più prestigiose istituzioni culturali europee. Il Comitato sceglie tra i candidati proposti da università, accademie e altre istituzioni culturali e scientifiche di tutto il mondo, appositamente interpellate dalla fondazione. Nel 2005 era previsto un premio di 650.000 euro per la Biologia delle popolazioni. E’ andato a Peter e Rosemary Grant (UK/USA, Princeton University, New Jersey) “Peter e Rosemary Grant si sono distinti per i loro importanti studi a lungo termine grazie ai quali hanno dimostrato l’evoluzione in atto dei fringuelli delle Galápagos. Hanno mostrato quanti rapidi mutamenti avvengono nella dimensione del corpo e del becco in risposta alla mutata disponibilità di cibo e alla selezione naturale. Essi hanno inoltre chiarito il meccanismo tramite il quale nascono nuove specie e come la diversità genetica viene mantenuta nelle popolazioni naturali. L’opera dei coniugi Grant ha avuto una basilare influenza sui campi della biologia delle popolazioni, dell’evoluzione e dell’ecologia. La loro ricerca è generalmente considerata il più significativo studio sperimentale del mutamento evoluzionistico che sia stato realizzato negli ultimi trenta anni”. La notizia riportata solo oggi nel quotidiano di Princeton. · Sempre nello stesso quotidiano una notizia che fa riflettere: Holt criticizes Bush on science. Si racconta di un congressista repubblicano, R.Holt, ex fisico a Princeton, che interviene a un meeting dell’American Chemical Society. Holt “said there was a "growing


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crisis" in the country's understanding and appreciation of science, characterizing the lack of appreciation for research as "disturbing.". He said he was "appalled" by President Bush's recent endorsement of the teaching of the theory of intelligent design — which posits that the existence of a higher being, rather than natural selection, is responsible for biological diversity — in public schools alongside the Darwinian theory of evolution.Public school science classes are not the place to be teaching things that cannot be tested empirically and verifiably," he said. Holt said the country is based on research and development, adding that when the "tenets of critical thinking ... are weakened in our classrooms, we weaken our nation." Quali riflessioni suscita? Prima di tutto il fatto che un senatore della maggioranza repubblicana antievoluzionista si permetta, solo perché è uno scienziato, di criticare la politica culturale del suo governo, che di solito appoggia. Sembra che in Italia purtroppo … non ci siano scienziati competenti fra i parlamentari della maggioranza che possano lamentarsi, più a ragione in Italia, della "crisi crescente nella comprensione ed apprezzamento della scienza”; contro l’evoluzione sono quindi costretti a mandare i filosofi o i pedagogisti o addirittura i bancari; molto coraggiosi, ma … non fanno una bella figura e non dovrebbero essere molto convincenti. Un’altra riflessione è il fatto che la società dei Chimici USA si preoccupi per la sorte dell’evoluzione e delle cellule staminali; in Italia anche le società scientifiche che si occupano di biologia e di evoluzione sembrano poco preoccupate di quanto sta avvenendo … figuriamoci se i fisici o i chimici hanno detto qualcosa per difendere l’evoluzione in Italia. Forse se sapessero che il Card.Ratzinger è favorevole alla “discendenza con modificazioni” e contrario alla generazione spontanea o miracolosa … il loro atteggiamento (e forse perfino quello dell’amico dei papi Zichichi?) cambierebbe? Di fronte all’attacco all’insegnamento della teoria dell’evoluzione negli USA anche L’American Astronomical Society prende posizione sull’Intelligent Design, intelligentemente e spiritosamente definita come una ipotesi … content-free (priva di contenuti…). Già altre società scientifiche USA, anche non con interessi biologici (National Academy of Sciences, American Association for the Advancement of Science, National Science Teachers Association, American Geophysical Union, American Chemical Society, American Association of Physics Teachers), lo avevano fatto. Strano che in Italia ben poche società scientifiche si siano mosse, e questo nonostante un attacco ben più grave, alla stessa evoluzione come fatto, eliminata dai programmi e non ancora reintrodotta dopo ben 18 mesi. Forse qualcuno non l’ha ancora capito …? Su Live Science Human Biology uno speciale “about the theory of evolution and a competing idea called intelligent design.”. Il primo articolo è ” Intelligent Design: An Ambiguous Assault on Evolution Buone notizie da Venezia: magari sarebbe stato meglio nel 2009, bicentenario della pubblicazione del libro di Lamarck e della nascita di Darwin e 150 anni dalla pubblicazione del principale libro di Darwin, ma in fondo prima si fa meglio è …. “Giornata conclusiva della Prima Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza di Venezia affidata alla presentazione ufficiale della Carta di Venezia e alle anticipazioni sulla Seconda Conferenza Mondiale prevista per il settembre 2006, il cui tema centrale sarà l'evoluzione. temi, che saranno al centro della Seconda Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza 2006, riguarderanno l'universo dal Big Bang ad oggi, l'evoluzione biologica, l'evoluzione e il pensiero etico Sul Foglio ci si prepara a seguire il processo di Harrisburg: Oggi nell’inserto 2 una pagina su Teilhard de Chardin. Sulla Padania di oggi si accenna, in riferimento alla chiusura della scuola islamica a Milano, alla preoccupazione dei genitori per l’insegnamento … di Darwin nelle scuole italiane: “Fra l’altro rifiutano di mandare i loro figli nelle nostre scuole per paura che i piccoli apprendano con la lingua italiana anche «pericolose ideologie» che potrebbero mettere in dubbio i dogmi dell’Islam (es. le teorie di Darwin)” 80 anni dopo lo Scopes Monkey Trial (qui i verbali), in un tribunale USA (ad Harrisburg in Pennsylvania) si discute la teoria dell’evoluzione, su richiesta di un genitore sconvolto dal fatto che a scuola di suo figlio, nel Dover Area School District, abbiano inserito uno spot pubblicitario dell’Intelligent Design (quattro paragrafi da leggere in classe) come introduzione all’evoluzionismo. Dal Washington Post: Evolution Debate Heads to Pa. Court. Come si legge, negli USA, a differenza che in Italia, nessuno si sognerebbe di togliere l’insegnamento dell’evoluzionismo. Perché si è voluto fare di peggio in Italia?! Quando qualche giornalista scrive che in Italia si imita quel che avviene negli USA o è in malafede o ha scopiazzato da qualcuno in malafede. Basta leggere cosa avviene realmente negli USA (da The Independent, UK): Last October, the small, rural school district of Dover became the first public school district in the US to include intelligent design in its biology curriculum. A four-paragraph statement read to students tells them that evolutionary theory "is not a fact" and "intelligent design is an explanation of the origin of life that differs from Darwin's


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view." The school district ordered science teachers to point out in a brief statement before biology classes begin that unexplained gaps exist in evolution theory. The statement then refers students to the pro-intelligent design textbook Of Pandas and People, which is available in high-school libraries. Come si vede negli USA qualcuno critica la teoria che spiega l’evoluzione, ma nessuno pensa proprio di toglierla dai programmi scolastici, e ci si limita ad avvertire gli studenti che la teoria ha alcuni punti ancora da chiarire meglio; nessuno farebbe invece la follia di togliere dai programmi lo studio dell’evoluzione; in Italia invece il governo, oltre a volere che si continui a non parlare della teoria dell’evoluzione, oltre ad eliminare il metodo scientifico dai programmi delle elementari, ha eliminato lo studio dei fatti dell’evoluzione dai programmi scolastici fino alle medie comprese. Info sul processo si trovano nel sito web dell’ACLU che appoggia i ricorrenti, il signor Kitzmiller e altri 10 genitori, e nel sito del NCSE (National Center for Scientific Education, diretto dall’antropologa Eugene Scott) Articolo su La Repubblica (Gli anti-Darwin arrivano in tribunale in gioco il futuro dall’insegnamento), sul Gazzettino (Darwin contro Creazione: processo in Pennsylvania), oltre che sul Giorno, sulla Nazione e sul Resto del Carlino. Nessun articolo ricorda che il governo italiano ha intenzionalmente eliminato l’insegnamento dell’evoluzione alle medie. Si possono leggere sul Foglio di oggi (registrandosi gratuitamente) le prime informazioni sul processo di Harrisburg: pagina 1 (La legge di Darwin non è uguale per tutti) e pagina II (I cinque anni di dibattito pubblico fra evoluzionisti, creazionisti e designer intelligente) . Il processo dovrebbe concludersi ai primi di dicembre e sono previsti come testimoni sia esperti del mondo scientifico che esperti di ID. Come si racconta su New Scientist (Lawyers fire opening shots in Intelligent Design case) già oggi è intervenuto il “first expert witness, biologist Kenneth Miller of Brown University, Rhode Island. He criticised the content of a book “Of Pandas and People”, which promotes ID and was recommended by the Dover School Board for students”. Nessun giornale racconta che K.Miller è l’evoluzionista cattolico da anni contro l’ID che, spiazzato dall’intervento pro-ID del Card. Schonborn, il 6/9/05 ha scritto insieme ad alcuni colleghi una lettera al papa in persona per saper se davvero ci sono novità … comunque il New York Times (Evolution Lawsuit Opens in Pennsylvania) sottolinea che K.Miller ha dichiarato che “To my knowledge, every single scientific society that has taken a position on this issue has taken a position against intelligent design and in favor of evolution!”. Un articolo anche sull’Avvenire: America: in tribunale Darwin e il «disegno intelligente». Poco intelligente purtroppo il sottotitolo (dice il contrario di quanto si legge più sotto!) e sbagliata la spiegazione: “La teoria del disegno intelligente ritiene che gli esseri viventi superiori, fra cui l'uomo, sono troppo complessi e sofisticati per essere il frutto di un processo casuale di selezione naturale. Ma la teoria si limita ad accennare all'esistenza di un "piano" prestabilito nell'evoluzione umana, senza mai nominare Dio.” . Nemmeno qui, dove sarebbe importante, si racconta che uno scienziato cattolico è testimone a favore dei genitori che non vogliono che a scuola si faccia pubblicità all’ID. Articolo sull’Unità: ‘Bibbia contro Darwin, si apre il processo a una scuola USA’ Un interessante e lungo articolo generale sull’ID è stato scritto dallo zoologo Jerry Coyne (The Faith That Dare Not Speak Its Name) e pubblicato su New Scientist dell’11/8/05. Raccomandabile per capire come le critiche al darwinismo sono senza fondamento; cattiva scienza ma anche cattiva teologia, secondo Coyne. Commenti all’articolo su Panda’s Thumb. Articolo sul Foglio, che davvero mantiene l’impegno ad una copertura estesa del processo (Sfilano i testi per stabilire se il disegno intelligente sia religione o scienza), sul Secolo XIX (Il caso Stati Uniti, creazionisti e darwinisti vanno allo scontro in tribunale) e su Repubblica (La legge di Darwin in tribunale) Sull'Avvenire invece un'intervista a un filosofo della biologia, Michael Ruse: Fede e darwinismo, l’accordo è possibile?. Spero che da oggi i lettori dell’Avvenire abbiano chiari i limiti ma anche le possibilità della biologia, che non può dire nulla sull’anima e sui fini, se mai esistono, ma sull’evoluzione e i suoi meccanismi certamente si’ e senza voler fare “filosofia”; interessante il punto in cui M.Ruse distrugge l’ID: “«Non penso che vi siano prove positive per il disegno intelligente, in quanto è un argomento in negativo, basato sull'ignoranza (l'impossibilità di spiegare certi fatti): "Non sappiamo rispondere ai problemi X, Y e Z, per cui devono essere intervenuti dei miracoli". Ma non è questo il modo di fare scienza”. Bisogna ricordare che il problema al centro del processo non è il fatto che a scuola si parli per ore di creazionismo (come prevedono in Italia i programmi di religione) ma che le lezioni sull’evoluzione siano precedute da un minuto in cui l’insegnante fa notare come la teoria dell’evoluzione non sia una “verità” ma una teoria e consiglia di leggere un testo sull’ID (disponibile in biblioteca, forse in copia unica) che insinua dubbi sull’evoluzione. L’interesse per il processo negli USA è molto ampio, tanto è vero che Google propone più di 700 pagine web che lo citano. Sull’Avvenire molti articoli sul dibattito in corso sull’evoluzionismo, soprattutto in relazione con il processo di Harrisburg; strano che proprio un giornale cattolico trascuri (mentre sul Foglio se ne


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è parlato) il fatto che uno degli scienziati che difende l’evoluzione sia un cattolico (K.Miller) che fra l’altro ha ufficialmente scritto al papa per sapere se, dopo la lettera del card. Schönborn sul NYT, è cambiato recentemente qualcosa riguardo al giudizio negativo sull’ID. Gli farebbe piacere saperlo, dato che sono 15 anni che contrasta l’ID come scienziato ma anche come cattolico… e sta continuando a farlo in questo processo; nel commentarlo invece l’Avvenire, ma forse Miller non lo sa, sembra orientato in modo favorevole all’ID. Sembra quindi improbabile che dal papa possa venire una risposta che lo soddisferebbe. Gli articoli sono i seguenti: «Ma la teoria della selezione della specie non può spiegare quel battito di ciglia», Fede e ragione a Firenze per due mesi, dove si parla dell’iniziativa dei gesuiti dell’istituto Stensen di Firenze e Darwin nella trappola per topi, in cui si intervista uno dei promotori dell’ID, M.Behe; il quotidiano sceglie infatti di non intervistare il cattolico Miller che ha appena parlato al processo e intervista invece il cattolico Behe, che interverrà al processo solo fra un mese, quando inizieranno a sentire i testimoni della difesa; per fortuna il cattolico Behe concorda con Ratzinger e con il card. Schönborn che “Vi è un'enorme mole di prove paleontologiche a favore dell'idea di una discendenza comune: tutti gli organismi discendono da un unico antenato.” Riguardo a “prove” che dimostrino che l’ID potrebbe essere un’alternativa all’evoluzionismo “classico”, anche questa volta nulla da segnalare; però il giornalista si lascia sfuggire la disponibilità di Behe a fornire queste prove, non incalzandolo dopo che Behe gli dice che “abbiamo prove che Dio non ha scelto di lasciar evolvere il mondo dagli amminoacidi all'uomo”; un’altra occasione sprecata per fornire qualcosa di diverso dalle critiche non dimostrabili, che già la scienza sa come utilizzare. Molto chiara la “mala fede” (nella scienza…) del giornalista, che nella domanda “Spesso si accusano i cristiani di essere ostili alla scienza moderna, che nega Dio” inserisce evidentemente (o sarà un errore del linotipista?) anche la risposta. Non è chiaro se invece i cristiani apprezzavano la scienza antica (Galileo?) Il giornalista non contesta inoltre la definizione di “teoria” che Behe attribuisce all’ID; al riguardo non abbiamo infatti finora nemmeno ipotesi; al massimo si tratta di idee in libertà, dato che di questo progetto non si hanno nemmeno delle bozze o degli schizzi. Buona per gli esperti della Moratti la risposta in cui Behe dice che a scuola bisogna innanzitutto insegnare la teoria prevalente (il darwinismo); se lo dice anche Behe … proprio non si capisce in quale cultura o in quale secolo il ministro abbia trovato chi le ha consigliato di eliminare l’insegnamento addirittura dell’evoluzione. Oggi si parla ancora del processo di Harrisburg: sul Corriere della Sera numerosi articoli: “In principio fu il Verbo o il DNA?” di J.Watson (“Se aumenta la conoscenza, l’oscurità intellettuale che ci circonda viene illuminata e impariamo di più della bellezza e della meraviglia del mondo naturale.”. “L’evoluzione è un dato di fatto, messa in discussione soltanto da chi sceglie di negare l’evidenza, accantona il buonsenso e crede invece che alla conoscenza e alla saggezza immutabili si arrivi soltanto con la Rivelazione”.), “Da anni ormai la polemica che oppone i creazionisti ...”, The Wall Street Journal (“At Issue in Trial: Is 'Intelligent Design' Really Creationism?”, che sottolinea il ruolo centrale del libro – “Of Pandas and people” - che la scuola consigliava agli studenti), Liberation (“Evolution contre création en procès aux Etats-Unis”), Daily Telegraph (Creationism v evolution, che racconta della deposizione di K.Miller, l’evoluzionista cattolico), New York Times (Evolution Lawsuit Opens in Pennsylvania), Times on Line (Parents take stand on Darwin versus God in school). Anche sul F o g l i o , o v v i a m e n t e ( a p a g .


2 ) , s i p a r l a d e l p r o c e s s o , i n t e r v i s t a n d o l ’ a v v o c a t o d e l l a d i f e s a ( “ Parla Richard Thompson, l’avvocato –mastino del ‘disegno intelligente’”) Su Toscana Oggi On line intervista a L.Galleni (“Figli di Dio o eredi delle scimmie? Dibattito sull'evoluzionismo”; uno dei peggiori titoli incontrati, ma anche le domande fatte lasciano perplessi, anche se favoriscono una reazione più vivace di Galleni) sulla serie di iniziative su e contro l’evoluzionismo organizzate dai gesuiti dell’istituto Stensen in Toscana. Semplice ma drastica la risposta di Galleni sull’utilità della Genesi per studiare le origini: “Il problema delle origini della vita, della specie e dell’uomo è, ormai, di competenza della scienza” ; Galleni deve però adesso farlo capire anche ai teologi e soprattutto al papa che dissente … Il problema


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è certamente serio, dato che non ci sono purtroppo altre strade che non siano un intervento dall’alto per spiegarlo ai teologi (ma anche agli esperti del ministro Moratti …). Sconcertante infatti verificare che proprio questi argomenti siano invece scomparsi, grazie alla riforma scolastica del ministro Moratti, dai programmi scolastici di scienze per finire nei programmi scolastici di religione (prima non si trovava la parola ‘origini di…”; ora invece abbonda). Galleni dovrebbe aiutarci a capire come abbia potuto succedere proprio il contrario di quanto lui dice come una cosa ovvia, e che dovrebbe ripetere di fronte al papa o a qualche monsignore …. Questa è una prova evidente (a meno che non si neghi l’evidenza…) del livello culturale (almeno in ambito scientifico) di chi ha gestito i nuovi programmi scolastici e dell’accordo ad alto livello (non culturale …) che ha permesso questo scambio di argomenti fra i programmi di scienze e di religione. Chiara anche la risposta sull’origine dell’uomo: “le prove di una discendenza comune tra uomo e scimmie antropomorfe vanno al di là di ogni ragionevole dubbio”. Non si capisce proprio perché, con queste idee, Galleni abbia sempre minimizzato la cancellazione dell’evoluzione (come fatto) dai programmi scolastici. Esplicitamente di evoluzione umana, si badi bene, non si parla nemmeno nei programmi scolastici dei licei; e non se ne parla nemmeno nell’ora religione, dove si parla sempre e solo (chissà perché?) di “origine dell’uomo”. Immediata risposta di F.Facchini all’articolo di J.Watson sul Corriere: “Watson cade sulle esagerazioni del Creatore”. Nel sottotitolo si notano interferenze della redazione: “Il darwinismo è la teoria più in voga, ma non può negare le sue difficoltà a spiegare le strutture complesse. Presentarlo come dogma intoccabile è un atteggiamento antiscientifico”: in queste poche parole si sente l’alito pesante dell’ID: “teoria più in voga” (mentre Facchini scrive giustamente “spiegazione più accreditata”), “difficoltà a spiegare le strutture complesse” (mentre Facchini scrive addirittura il conrtario, che “questo approccio viene ritenuto non corretto”), “dogma intoccabile” (mentre Facchini scrive che “si prosegue nella ricerca”), “atteggiamento antiscientifico”; uno dopo l’altro si leggono gli stessi termini che possiamo leggere in testi di antievoluzionisti poco acculturati; in una recente (10/10/05) intervista (“Professor backs "intelligent design" in testimony”) al biochimico Behe, uno degli scienziati dell’ID, vediamo comunque un ben maggior rispetto per lo studio dell’evoluzione, dato che Behe dice “students should be taught evolution because it's widely used in science and that any well-educated student should understand it". Tutto questo alla faccia della frase introduttiva: “il dibattito continua anche sui media, a volte in modo sereno, come su queste pagine, a volte con rigurgiti di scientismo vecchia maniera, come quello sul Corsera di ieri di James Watson, lo scopritore, insieme con Crick, della doppia elica del Dna”. Difficile credere che sia sereno un dibattito in cui si accusa Watson di dire che “la crescita delle conoscenze libera dal timore nei confronti della divinità” subito dopo essersi retoricamente chiesto “perché [Dio] non dovrebbe intervenire per evitare direzioni evolutive senza un chiaro significato o catastrofi naturali o la morte stessa?”: se si ha il coraggio di attribuire le catastrofi naturali (e addirittura la morte!) al non intervento di una divinità è ben più facile riconoscere che la conoscenza scientifica è di solito ben più efficace come strumento evitare le calamità; e pure la medicina ha saputo dimostrare quanto sia utile come difesa dalla morte e dalla sofferenza. “Non c'è niente di scientifico, ma soltanto ideologia” nel far credere il contrario; sicuramente “non c'è niente di scientifico, ma soltanto ideologia” nel far credere, dopo ben 5 estinzioni di massa, che qualcuno possa evitare catastrofi naturali… Strano poi pensare che qualcuno intervenga “per evitare direzioni evolutive senza un chiaro significato”; i paleoantropologi sanno bene che la stessa evoluzione umana è piena di “direzioni evolutive senza un chiaro significato”; l’ultimo numero di Nature illustra la recentissima conferma della scoperta di un percorso evolutivo parallelo al nostro e interrotto solo 12000 anni fa, l’Homo floresiensis. Una giornata senza quotidiani, ma qualcuno esce lo stesso; un articolo di E.Cimurri sul Riformista (“Pastafarismo: dietro l’evoluzionismo c’è Adam Smith”); si parla del processo di Harrisburg, del pastafarianesimo; molto interessante, anche perché il ragionamento dovrebbe poi continuare, la citazione di uno stimolante articolo di John Allen Paulos sul Guardian dell’8/9/05 (“The mousetrap“) in cui per contestare i sostenitori dell’ID, si confronta l’evoluzionismo darwiniano con il liberismo di Adam Smith; molto bello e interessante il confronto fra due sistemi complessi, per uno dei quali si pretende di mettere in ballo un essere intelligente, mentre per l’altro se ne può fare a meno; il discorso è interessante, ma deve proseguire, e se ne devono trarre le conseguenze, soprattutto in ambiente religioso, dove si evita di disturbare i manovratori dell’economia con inviti a rispettare un possibile intelligent design; nessun timore reverenziale invece verso i poveri e squattrinati (ma solo intelligenti e disinteressati) scienziati … un'altra riflessione che si può fare, e che sarebbe una scoperta, è la scarsa affinità dei meccanismi biologici con le leggi della fisica e della matematica; si finirebbe di dare spazio e quindi ascolto alle critiche che vengono da fisici e matematici (farei un’eccezione per Paulos, professore … di matematica), per i quali se non si trova una formula matematica ci deve essere qualcuno dietro … sarebbe meglio che sull’evoluzione si facessero parlare economisti ed esperti di scienze umane, le scienze in cui il caso, come in economia, ha


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sempre un ruolo creativo (positivo o negativo; come in biologia). Se l’evoluzione ha “prodotto” creature e strutture sociali complesse, le formule matematiche non sono più sufficienti… e lo dice un matematico come Paulos. Un’intera pagina (pag.1 dell’inserto) del Foglio per presentare (nonostante in questi giorni i giudici stiano ascoltando le testimonianze dei testimoni favorevoli all’evoluzionismo!) le idee di 3 esperti di ID (Flew, Johnson e Scruton). Nella lettere al direttore anche la lettera di un lettore sull’evoluzione. Il lettore si chiede se l’evoluzionismo permette di vedere il mondo per quello che è e … i cani famosi per quello che sono. Una visione un po’ limitata e “artificiale” del mondo … dato che c’è dell’altro oltre all’uomo e al cane … niente comunque rispetto all’umorismo (un Darwin creazionista e antidarwiniano non può che vivere nel mondo dell’umorismo) della risposta di Ferrara: “ … Darwin si occupava … dell’origine e sviluppo delle specie create … non era poi troppo darwiniano, non faceva della gran filosofia sulle conchiglie e sulle scimmie …”. Su Science del 30/9/05 a pag. 2160 nella rubrica Random Sample si parla dell’eliminazione dell’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole elementari e medie italiane e sul fatto che non è stato ancora reintrodotto nonostante le proteste: “Fearing that the teaching of evolution will disappear from Italy’s elementary and middle schools … teachers and scientists mounted a protest, prompting the govern-ment to conduct an inquiry. The ministry withdrew its initial proposal earlier this year but has not made it clear how evolution will be reintroduced into classrooms.” Si parla anche della nascita della Sociètà Italiana di Biologia evoluzionistica (SIBE), il cui presidente è G.Bertorelle dell’Univ. di Ferrara. Su Le Scienze di Ottobre un articolo di H.Allen Orr (“Intelligent Design, il creazionismo evoluto”) a pag.37 (che sembra la traduzione dell’articolo del 30/5/05 DEVOLUTION Why intelligent design isn’t, disponibile on line) e un editoriale di E.Bellone (“In cerca del programmatore”) a pag.5.

Sul Foglio un articolo (pag.3) sulla visita al liceo di Dover (Pennsylvania), dove gli studenti sono brevemente invitati a dubitare dell’evoluzionismo: “Viaggio a Dover nella scuola che insegna il disegno intelligente”; in realtà non si insegna il “disegno intelligente”, ma gli si fa solo un minuto di pubblicità, dopo di che gli studenti studiano a lungo l’evoluzione e la teoria dell’evoluzione. [da Pikaia] Sulla Stampa, nel settimanale Specchio un Dossier "dedicato alla questione degli attacchi contro la teoria dell’evoluzionismo di Darwin" come potete leggere nel "deciso" editoriale dal titolo Creazione o evoluzione? Occhio ai fanatismi di Mario Fortini. Nel Dossier potrete trovare gli articoli:Cosa ci ha lasciato Darwin? di Piero Bianucci e Quante polemiche a scuola di Caterina Gromis Di Trana Lo scrittore Luca Novelli si prepara a realizzare in diverse tappe nei prossimi anni un giro attorno al mondo sulle tracce di Darwin, allo scopo di realizzare libri a 150 anni dalla storica impresa … scientifica. E’ un problema solo USA, per ora, ma è disponibile on line una Petition for a A Scientific Support For Darwinism and For Public Schools Not To Teach Intelligent Design As Science. La raccolta di firme si è sviluppata in una prima fase di 4 giorni (per ridicolizzare le 400 firme raccolte dal gruppo che gestisce l’ID in 4 anni; e in effetti nelle prime 4 ore si sono raccolte quasi 400 firme e poi quasi 8000 in 4 giorni; alla fine ci si è fermati a 11.600 firme – NB: tutte di esperti dell’evoluzione - in pochi giorni…) e in una successiva continuazione, ma sempre rivolta a professionisti della biologia e dell’evoluzione. La prima fase da 4 giorni si è chiusa il 1’ ottobre e i dati (dopo la verifica per eliminare errori e duplicati) verranno prossimamente presentati alla stampa. Interessante il fatto che fra i dati individuali c’è la possibilità di indicare il proprio orientamento religioso, e si trovano scienziati anche con fedi diverse. Il Foglio continua a raccontarci l’ID; oggi un’intera pagina (la 2’ dell’inserto), con interviste al responsabile di Comunione e Liberazione negli USA (Lorenzo Albacete) che trova razionale l’ID ma poco adatto alle ore di biologia (“Il disegno intelligente è razionale, ma non lo insegnerei nelle ore di biologia, parla Albacete”); forse perché “Identificare ragione e scienza vuol dire affidare alla scienza l’ultima parola. E questo non va bene. La questione è filosofica”? Sembra non si voglia dare alla scienza l’ultima parola, ma a volte sembra che non vogliano dare … nemmeno la prima. La sua posizione è quindi favorevole all’insegnamento del darwinismo, ma lo si capiva anche da una precedente intervista (Liberazione, 28-8-05: “I ciellini americani con i neocon, ma con prudenza) in cui diceva, riguardo all’intervento del card. Schönborn “ Per evitare di fare una pagina abbastanza equilibrata come quella del 3/4/2004, nella stessa pagina del Foglio si intervista, sarà un caso, … Sermonti (“Quando la scienza si cristallizza in dottrina. Giuseppe Sermonti spiega i limiti dell’evoluzionismo”; l’articolo si trova anche qui)), definito “il miglior scienziato antiscientista italiano”; sarà un augurio? Sarebbe una buona idea, dato che proprio oggi è il suo ottantesimo compleanno. Auguri.


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5/10/05-IT:

5/10/05-IT:

Le pagine web sul processo linkate da Google sono ormai diventate 1200 Le acque del Mar Rosso si sono richiuse e si è interrotta la impropria e improbabile connessione fra creazionismo filosofico/teologico cattolico e Intelligent Design “scientifico” (apparentemente) senza Dio. Sembra che qualcuno abbia fatto sapere al card. Schönborn che l’aveva detta grossa, per cui il cardinale vuole aggiustare ora il tiro delle sue critiche all’evoluzionismo: “Cardinal backs evolution and "intelligent design" : gli hanno infatti probabilmente spiegato che non poteva disprezzare così “one of the very great works of intellectual history”: “In his lecture, Schonborn said his article had led to misunderstandings and sometimes polemics: "Maybe one did not express oneself clearly enough or thoughts were not clear enough," he said. "Such misunderstandings can be cleared up". Lungo (troppo) dibattito sulla retromarcia del Cardinale nel sito Panda’s Thumb; non credono proprio ad un misunderstanding dei lettori, ma comprendono che l’appoggio all’ID sia stato un errore. Inizia domani il 4’ novembre Stenseniano a Firenze, e l’oratore che dovrebbe aprire questa serie di conferenze su ‘Evoluzionismo e anti-evoluzionismo’ (Boncinelli) chiarisce subito, fin dal giorno prima, che “L’origine dell’uomo risponde sicuramente ad una selezione naturale. L’evoluzionismo può essere in discussione, ma l’evoluzione biologica no”. Per Boncinelli “Gli assunti di base dell’evoluzione, che si voglia o no, sono essenzialmente due: tutti gli organismi viventi derivano da uno stesso gruppo di organismi ancestrali vissuti circa tre miliardi di anni fa; le varie specie si sono differenziate tra di loro attraverso i meccanismi della mutazione casuale e della selezione naturale”. “La genetica, la biologia molecolare e lo studio delle popolazioni naturali degli ultimi settanta anni – ha aggiunto Boncinelli – hanno perfezionato e arricchito questo quadro esplicativo che è divenuto sempre più coerente e completo finendo per costituire un corpus ormai stabilito di conoscenze che ha retto l’urto di innumerevoli critiche scientifiche”. Insomma Boncinelli non lascia spazio a creazionismo, né a ID, né a evoluzionismo teologico; vedremo cosa succederà… Anche perché invece, sempre oggi sul Giorno/La Nazione, si può leggere un’intervista a Mons.Ravasi (“E l’uomo in cerca di Dio incontrò le scimmie”); nonostante sembri sopportare la scienza (“non si possono ignorare i risultati degli scienziati”, da cui si capisce che, magari a malincuore, … preferisce i rimedi scoperti della medicina ai miracoli) e ammetta di non poter denunciare gli scienziati nonostante gli sembrino un po’ stupidi (“è legittimo non vedere nessuna armonia, dire che il mondo è il risultato di un caleidoscopio i cui pezzi sono disposti a caso”), avverte però gli scienziati di stare lontani non solo da filosofia e teologia ma perfino dalle teorie (“evitino che le loro scoperte diventino un sistema ideologico”); chi decide se un corpus ormai stabilito di conoscenze corrisponde ad un sistema ideologico? Strano poi che mons.Ravasi scriva “è assurdo l’atteggiamento dello scienziato che si mette a sbeffeggiare una concezione religiosa del mondo” appena prima di sbeffeggiare lui (ma forse non se ne accorge?) la visione del mondo di molti scienziati: nessuno, e certo non uno scienziato, può credere che il mondo (almeno quello naturale) sia “il risultato di un caleidoscopio i cui pezzi sono disposti a caso” o che non ci sia “armonia”; sono decenni che gli scienziati lavorano per dimostrare il contrario! Possibile che qualcuno ancora non se ne sia accorto…? Viene da chiedersi se c’è ancora bisogno di scienziati? Sembrerebbe proprio di no! Comunque Ravasi è per l’evoluzionismo teologico e condanna l’evoluzionismo materialista (alla base della biologia e quindi della medicina attuale); un accordo con Boncinelli si può trovare solo … contro il creazionismo biblico, dato che sulla visione negativa sugli scienziati certamente Boncinelli obietterebbe… Anche oggi (pag.2 dell’inserto) il Foglio, in assenza di novità dall’aula del processo, raccoglie giudizi sulla contesa; finalmente compare il dubbio che non tutti siano favorevoli all’ID; vengono quindi presentate opinioni contrarie all’ID; per avere giudizi autorevoli si cerca … nell’ambito della destra conservatrice USA (“Così il disegno intelligente divide ‘The right Nation’”). Vengono quindi interpellati due esperti della cultura della destra economica USA. Interessante la dichiarazione di uno dei due: “Molti dei sostenitori del disegno intelligente partono da un punto di vista personalmente religioso. Ma stanno cercando di usare il linguaggio della scienza e di portare la guerra culturale agli scienziati più radicali sul loro terreno”. Nell’articolo comunque di dati della scienza e della biologia non si parla, anche perché gli intervistati non hanno particolari competenze. Sembra quindi che negli USA il giornalista si trovi su una sedia non girevole, per cui non può accorgersi e quindi informarci di quel che avviene alle sue spalle: come detto qui sotto, in pochi giorni (circa 10) sono state raccolte negli USA contro l’ID ben 10500 firme di scienziati esperti di evoluzione; potrebbero controbilanciare abbondantemente le 480 firme di “laureati” (non sempre scienziati e raramente biologi e naturalisti) favorevoli all’ID che il Discovery Institute ha faticosamente raccolto in 4 anni. Se si volesse essere oggettivi e razionali, non c’e’ competizione … e l’ID può anche unire migliaia di persone… cercando di farsi notare da chi beatifica i 4 gatti dell’ID; un progetto intelligente potrebbe essere quello di girare la sedia al giornalista … uno stimolo a girarsi immediatamente verso persone intelligenti non previste dal suo “progetto” potrebbe venire anche dalla lettura di un testo scritto da uno YEC (young earth


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6/10/05-IT:

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creationis t= ”creazionista biblico”, che crede che la terra sia stata creata 60000 anni fa; nessun cattolico dovrebbe esserlo!): Was there really a Noah’s Ark and flood?. Si capisce come non ci siano limiti alla creatività dei creazionisti. E il bello è che nessuno può dubitare di quel che dicono (e tanto meno contestarlo, in quanto .. nessuno potrebbe mai dimostrare la falsità dei loro improbabili o impossibili miti …). Che si può dire? Poveri noi… e povero mondo … c’è anche qualcuno disposto a dar loro credito quando, sulla base dei loro miti, contestano fatti dimostrati e provati …? Sicuramente nulla e nessuno riesce a convincerli che anche loro dovrebbero dimostrare quello che raccontano… Gli angoli della scienza nelle Grandi Stazioni. Quest’anno il Festival della Scienza di Genova parte in anticipo rispetto alla data di apertura ufficiale che è fissata per il 27 ottobre. Dal 6 al 25 ottobre il Festival invaderà, con la sua varietà di stimoli e di idee, le stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova e Roma Termini. Presso appositi corner dedicati alla scienza, i viaggiatori potranno assistere a conferenze e interventi in cui i più grandi luminari della scienza scambieranno conoscenze inerenti i temi più attuali del pensiero e della ricerca. Programma. Da notare (parleranno di genetica e di evoluzione) le conferenze di Biondi (Milano,13 ottobre ore 18: "Darwin devolution") e di Piazza (Torino, 25 ottobre ore 18) Sull’Unità articolo (“Perché Dio dovrebbe odiare Darwin?”) in cui P.Greco sintetizza il dibattito sull’evoluzione degli ultimi mesi e evidenzia gli elementi (preoccupanti) che lo inseriscono nel panorama di un conflitto globale contro la scienza. “Tutte queste scaramucce e altre ancora ci dicono, come sostiene il settimanale americano Time, che una guerra è in atto: la guerra dell’evoluzione (Time, The Evolution Wars, 15 agosto 2005). Una guerra che gli scienziati di tutto il mondo farebbero bene a prendere molto sul serio, sosteneva il direttore della rivista scientifica inglese Nature in un editoriale, Dealing with Design, del 28 aprile scorso. Sia perché la guerra sta uscendo fuori dai confini degli Stati Uniti. Sia perché in gioco non c’è più solo la verità, ma - come ha evidenziato su queste colonne (“Il relativismo che toglie i peccati dal mondo”) il filosofo della scienza Giulio Giorello - anche il potere. La guerra scoppiata intorno a Darwin, dunque, non è solo e non è tanto un conflitto tra scienza e religione, ma è anche e soprattutto un conflitto politico per il potere. Chi nutrisse qualche dubbio vada a rileggersi l’intervista rilasciata da Richard Viguerie a The New York Times il 4 novembre 2004, all’indomani della rielezione di George W. Bush alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Viguerie è un collaboratore del Presidente. Che ha ben presente come gli oppositori storici di Darwin, i gruppi più estremi di protestanti evangelici fautori del «creazionismo», siano stati il «collante culturale» che ha consentito il coagulo di una maggioranza tanto vasta quanto variegata intorno al candidato repubblicano” Articolo ampio sul Foglio (a pag.2), con l’intervista all’avvocato dei genitori che hanno denunciato il Circolo Scolastico di Dover: “Per Isaacman il disegno intelligente non ha chances”) Articolo tendenzioso sul sito cattolico Tempi di un astrofisico milanese che, illuminato dalla fede, si addentra in un campo che non conosce (I neodarwinisti devoti - e un disegno più intelligente di loro); nonostante i documenti pontifici da anni ben disposti verso questa teoria ripetutamene confermata, giunge fino a scrivere “è solo una teoria, non da tutti ritenuta soddisfacente, che cerca di spiegarne i meccanismi: scientificamente la questione è aperta. Ed è una teoria indebitamente esaltata per ragioni ideologiche”. Questa sì che è una chiara posizione ideologica, come pure è ideologica la sua esaltazione dell’ID (“Quelli dell'Id invece sono scienziati seri, formati nelle migliori università Usa, ben attrezzati per alzare la qualità del dibattito”). Forse non ha letto i libri contro le teorie di quelli dell’ID, scritti da ricercatori che lavorano dentro alle migliori università americane, ne’ cita K.Miller, cattolico e da anni combattivo contro l’ID. Strana anche la frase “Lo stesso termine "neo-darwinismo" è diventato ambiguo, sinonimo di una posizione filosofica più che di una ipotesi scientifica, come documenta l'infelice intervento di James Watson sul Corriere della Sera del 29 settembre: «Uno dei doni più grandi che la scienza - e in particolare il darwinismo - ha fatto al mondo è la continua eliminazione del soprannaturale».”, dato che poco dopo mette in guardia dall’uso che un tempo si faceva di Dio, facendogli chiudere i buchi di conoscenza (“Ricordano un po' la posizione di Newton, che invocava l'azione divina per controbilanciare la forza di gravità che altrimenti avrebbe fatto collassare il sistema solare. Ma come, il ruolo di Dio sarebbe quello di "tappare i buchi" lasciati dalla scienza?”). In realtà risponde poi con un atto di fede totale (Forse che la forza di gravità, e le altre cose che la scienza in qualche modo "spiega", non vengono anch'esse da Dio? E poi, se i buchi si riempiono, Dio che fine fa? E soprattutto, chi siamo noi per giudicare come il Creatore avrebbe dovuto fare le cose?”) che lascerebbe ben poco spazio perfino agli interventi umani. Nella trasmissione radiofonica Radio3Mondo di oggi si è parlato, con informazioni aggiornate e precise dagli USA, di “Creazionismo e Darwinismo”, con Pievani e Georgiev, che gestisce il sito dei “creazionisti biblici” italiani, che non credono, a differenza dei cattolici, nell’evoluzione biologica. Si può sentire (dal 20’ minuto) la registrazione. Abbastanza sorprendente il fatto che un creazionista biblico (negli USA non sono più di moda) possa essere l’agente in Italia anche


6/10/05-USA:

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dei Progettisti Intelligenti, la cui visione dei tempi dell’evoluzione si è adeguata a quella della Chiesa Cattolica, che si è adeguata, pur non del tutto convinta, a quella della scienza) Incomprensibile il fatto che due visioni completamente diverse dei tempi dell’evoluzione riescano a nascondere questa differenza non da poco pur di allearsi contro l’evoluzionismo. La situazione è certamente sospetta; importante notare che ci si trova oggi in presenza di almeno tre diverse ipotesi sull’evoluzione. Curioso notare come le ipotesi antievoluzioniste cambino nel tempo, scompaiano senza funerali, si alleino, si sostituiscano, senza una loro autonomia e senza che si capiscano le motivazioni di tanti cambiamenti. Certo non avere una base scientifica seria porta ad alcuni vantaggi “evolutivi”, potendo dire tutto e il contrario di tutto …ma come si fa a credere loro? Interessante l’articolo citato dall’editoriale di Nature (“Who has designs on your students’ mind?”), che presenta anche un recente sondaggio sull’idea di evoluzione nei giovani 13/17 anni (il 37% crede che nella teoria dell’evoluzione darwiniana … ma solo il 18% crede che riguardi anche la specie umana) e negli adulti; impressionante come sia “darwinista” il 20% di chi non è andato all’università contro il 65% di coloro che hanno una laurea. Questo dimostra quanto la scolarità influenzi il credere o meno nell’evoluzione e nell’evoluzionismo (e quindi quanto sia fondamentale togliere questo tema dalla scuola, come si è fatto in Italia). L’articolo di Greco riprende alcuni concetti già da lui presentati in un fascicolo dei Quaderni (Materiali per una biopolitica laica). “L’America di Gorge W.Bush verso Charles R. Darwin” (pag.10-13). Nello stesso fascicolo si può leggere anche un articolo di T.Pievani: L’evoluzione, una teoria scomoda. Qui un commento di F.Colombo all’intervista di Viguerie, che contiene la preoccupante frase a cui Greco si riferisce: «Adesso arriva la rivoluzione. Se non facciamo la rivoluzione adesso, quando dovremmo farla? Basta con le chiacchiere di unire il Paese. Chi ha votato in massa per Bush ha fatto con lui un patto. Adesso vogliamo i valori morali di cui Bush, in tutta la campagna elettorale, si è fatto paladino e sostenitore» In un articolo pubblicato ieri (York Daily Record) sul processo (“Professor to testify about 'wedge' plan”) si ragiona sui progetti di W.Dembski (a senior fellow at the pro-intelligent-design organization Discovery Institute and director of the Center for Science and Theology at Southern Baptist Seminary), uno dei più furbi della banda dell’ID che però sembra preferisca non fornire il suo contributo al processo per problemi di avvocati (“Dembski said he will not be in the courtroom. A mathematician and scientific philosopher, he said the Thomas More Law Center, which is defending the school board, basically fired him as an expert because he wanted to have his own attorney present during the depositions”). Dembski “defends the movement to change the definition of science because the scientific method, which limits research to the natural world, has evolved in the past and will likely change in the future, he said. Discovery has been part of efforts to change wording of Kansas state education standards to be more open to the supernatural in the definition of science. But the problem, scientists say, is that the supernatural is not a testable concept and therefore outside the realm of science” A questo punto si può introdurre la Wedge Strategy, il progetto strategico ventennale del Discovery Institute esposto in un documento che ognuno può meditare (forse doveva rimanere riservato?) e già diventata voce di un’enciclopedia. Obiettivo finale? La Wikipedia scrive che “In twenty years, it is hoped by the group that they will have achieved their goal of making intelligent design "the dominant perspective in science" as well as to branch out to "ethics, politics, theology, and philosophy in the humanities, and to see its innuence in the fine arts". Ultimately, the goal of the Wedge Strategy is to see intelligent design "permeate religious, cultural, moral and political life." The wedge strategy features prominently in Phillip E. Johnson's book The Wedge of Truth: Splitting the Foundations of Naturalism. [Amazon]. P.E.Johnson, “born again” e abile avvocato, docente a Berkley ora in pensione, dopo la sconfitta del creazionismo (cacciato dalle scuole USA come religione e non scienza nel 1987 in seguito ad una sentenza della Corte Suprema USA) è il principale “creatore” negli anni ’90 dell’Intelligent Design, su cui ha scritto ben 7 libri di successo. In rete si possono trovare altri suoi testi: Breaking the Modernist Monopoly on Science; di lui si parla in “Wedging Creationism into the Academy”, “The Wedge at Work”. In una altro articolo in rete (The Wedge at Work) si trova il testo della “wedge strategy”. Velleitari? Sognatori? Non solo: anche loro, come il nostro Gelli, sono ben finanziati e ottimamente appoggiati dai vertici del potere politico (George W.Bush, per fare il nome di uno che conta…), almeno negli USA. Vedremo. Non c’è però dubbio che anche la Chiesa Cattolica, come Dembski, abbia un notevole interesse ad ampliare la definizione e gli obiettivi della scienza, comprendendo anche il soprannaturale. E in questo senso si sta muovendo: il fatto che negli anni ’80 qualcuno abbia deciso di utilizzare il termine “Scienze Religiose” (“nati a metà degli anni Ottanta con lo scopo principale di formare gli insegnanti di religione”) per caratterizzare le scuole di formazione degli insegnanti di religione è la dimostrazione di una strategia “del cuneo” simile a quella dell’ID; poi è curioso osservare come, dall’alto delle “scienze religiose”, si insista un po’


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troppo sul fatto che la scienza, al contrario della religione, sia limitata perché … ha un approccio materialistico alla realtà … strano che, con tutti gli ospedali che la Chiesa gestisce, non sia evidente che gli aspetti “materiali” non dovrebbero essere disprezzati: oltre a rendere economicamente … forniscono risultati più utili, più sicuri e in tempi più certi rispetto ai miracoli … Richard Leakey, uno dei maggiori esperti di evoluzione umana, in questi giorni è negli USA per un giro di conferenze, ed è stato interpellato (“Leakey: Intelligent design not 'alternative' to science”) sull’Intelligent Design. He dismisses intelligent design as ''a dressed up form of creationism''. Fra le sue dichiarazioni: ''I know it interests Americans, but really, it's not as hotly debated in the rest of the world,''. ''Anyone who believes in intelligent design cannot be that intelligent'' Leakey said. ''Your Mr. Bush appears to believe in it”; ovvia la conseguenza del ragionamento: 'If he doesn't believe in evolution, than he shouldn't be the least bit worried about a new kind of bird flu or HIV, for that matter''. La Casa Bianca ha dovuto rispondere con un comunicato del portavoce … Anche l’Economist si occupa di evoluzione e in particolare del fatto che negli USA si chieda d un giudice di esprimersi a favore o contro l’ingresso dell’ID nella scuola laica USA (“Life is a cup of tea”. How should evolution be taught in schools? This being America, judges will decide”) Su Tempi l’articolo (“I neodarwinisti devoti (e un disegno più intelligente di loro”) di un astrofisico milanese. Curioso che, a differenza dei molti supporters italiani che lo negano, qui si chiarisce che i sostenitori dell’ID son creazionisti: “Il dibattito sull'evoluzione si è surriscaldato con il lancio in grande stile negli Stati Uniti del movimento neo-creazionista chiamato "Intelligent Design", per gli amici Id. è sicuramente un passo avanti per il tradizionale mondo creazionista americano, finora dominato da gruppi fondamentalisti protestanti che pretendono di usare nelle scuole la Bibbia come testo scientifico di cosmologia e biologia, facendo la fortuna di chi mira a ridicolizzare la fede giudaico-cristiana nella creazione del mondo e dell'uomo. Quelli dell'Id invece sono scienziati seri, formati nelle migliori università Usa, ben attrezzati per alzare la qualità del dibattito. Un merito che tutti dovrebbero riconoscere ”. In realtà l’astrofisico non dovrebbe certificare la serietà degli esperti dell’ID senza fare verifiche. Se chiedesse ai colleghi dell’unico biologo esperto di ID sa che cosa gli risponderebbero? Basta andare a leggere l’avviso nel sito web del dipartimento di queso esperto… Articolo dell’Avvenire (Dio e Darwin compatibili? Firenze discute) sul convegno dei gesuiti a Firenze sull’evoluzionismo; si racconta della conferenza iniziale con l’intervento di Boncinelli, che ha presentato le due principali idee dell’evoluzionismo; la prima, settecentesca, accettata ormai anche dalla chiesa cattolica (ma non tutti i cattolici lo sanno) e la seconda, ottocentesca, non ancor accettata dalla chiesa cattolica (d’altronde non c’e’ fretta, non sono passati ancora i tre secoli che sono stati necessari per rivedere la condanna a Galileo, e comunque tutti possono aspettare con minimi fastidi, dato non c’è più né potere temporale né santa inquisizione e quindi nonn si rischia di scotarsi). In un altro articolo (E Karol il Grande cambiò la storia), che riferisce di un convegno su Papa Wojtyla, si racconta come G.Giorello apprezzi che Wojtyla abbia realizzato “la riabilitazione di Galileo e lo sdoganamento della teoria evoluzionista di Darwin, «ancora osteggiata da correnti fondamentaliste americane»”. Probabilmente il card. Schönborn non sarebbe d’accordo su questo “sdoganamento” … forse G.Giorello fa finta di non ha letto il suo articolo per farlo arrabbiare? Articolo su Repubblica (“Con Noè nel Grand Canyon scontro sull´origine del mondo”) in cui si racconta della pressione dei creazionisti per ridurre dalel centinaia di milioni alle migliaia la datazione del Gran Canyon del Colorado. 60 anni dopo lo sbarco in Normandia, anche i creatori dell’ID sbarcano in forze in Europa; in molti si presenteranno il 20 ottobre a Praga dove hanno organizzato un convegno (Darwin and Design, a challenge for 21’ century Anche oggi sul Foglio una mezza pagina (pag.2 dell’inserto) sul processo di Harrisburg. Nell’articolo principale (“Perché il disegno intelligente è una storia da America profonda”) l’antidarwiniano intervistato oggi è un giurista; una delle sue frasi “migliori”: “gli illiberali vorrebbero mantenere solo l’impostazione darwinistica dell’evoluzione, incapaci di riconoscersi per quello che sono, una religione che va al di là dei fatti e che si fa chiamare scienza”. Ci si può consolare sul giudizio che questo giurista dà sugli altri. “antiintellettuali che vorrebbero sostituire il neodarwinismo con un’altra ideologia, una forma di evangelismo molto chiuso alla libertà della ragione umana e a tutto ciò che possa svegliare un interesse alla verità”. Mentre Il Foglio si occupa degli antidarwinisti, i “darwinisti” continuano a firmare l’appello contro l’ID. Le firme sono ormai 11300. Invece di mezza paginetta, il Foglio potrebbe riempire decine di pagine ogni giorno con i 200 scienziati che si aggiungono alla lista, e avrebbe magari dichiarazioni più intelligenti del progetto, e soprattutto più niformate e coerenti con l’argomeno della discussione. MOLTO INTERESSANTE, in quanto rivelatore delle bugie raccontate agli italiani (“negli USA il darwinismo è superato...”) e soprattutto della gravità di quanto avvenuto in Italia e di come questa gravità sia stata sottovalutata è l’altro articolo presente sul Foglio nella stessa pagina (A


8/10/05-USA:

Dover si sono stracciate le vesti per l’acquisto di un libro); qui si chiarisce finalmente che, come risulta dalle carte del processo e come si è sempre detto in questa pagina, a Dover non si è mai insegnato l’ID durante le ore di scienze; da notare che lo stesso “Il Foglio”, nonostante l’inviato sia sul posto, abbia pubblicato almeno due articoli i cui titoli alludevano al fatto che invece fosse insegnato (4/10: “Il disegno intelligente è razionale, ma non lo insegnerei nelle ore di biologia, parla Albacete”; 1/10: “Viaggio a Dover nella scuola che insegna il disegno intelligente”). E ora lo stesso giornale ci dice che non è vero? E che qualcuno voleva gonfiare le cose? E comunque non è il caso ora che Il Foglio minimizzi: non è vero che si sia solo acquistato un libro! Avvertire gli studenti che l’evoluzionismo è da considerare in modo diverso dalle altre scienze è comunque sufficientemente grave. E comunque è stato accertato che nella scuola sono entrati anche 50 altre copie del libro, comperati con una colletta fatta in chiesa, e su questo è stato dimostrato che alcuni testimoni hanno perfino mentito. Il problema più serio è però che questo articolo dimostra che negli USA c’è sì una forte pressione contro il darwinismo, ma che ci sono anche gli anticorpi, che scatenano una reazione anche solo di fronte ad un invito a dubitare di una piccola (anche se molto importante) parte dell’enorme patrimonio di conoscenze scientifiche accumulatesi negli ultimi secoli. In Italia gli anticorpi sono meno efficienti; anche di fronte all’eliminazione dell’evoluzione dai programmi scolastici la reazione è stata relativamente debole, coinvolgendo soprattutto il mondo della ricerca biologica, che è stato travolto da ridicole e deprimenti accuse da parte di potenti non competenti che evidenziavano una profonda conoscenza … della cultura scientifica della fine del settecento. Nessuno si scandalizza che nella scuola pubblica la creazione sia sempre stata insegnata senza bisogno di dimostrare alcunché, né di avvertire che qualcuno non ci crede.. Se prima della riforma Moratti la creazione era il primo argomento del programma di religione nell’asilo (“i segni e le esperienze della presenza di Dio nella creazione, nella natura e nelle sue stagioni, nella vita e nelle opere degli uomini”) , ora la creazione è il diventato uno dei primi argomenti nel programma statale della scuola dell’infanzia (“Soffermarsi sul senso della nascita e della morte, delle origini della vita e del cosmo, della malattia e del dolore, del ruolo dell’uomo nell’universo, dell’esistenza di Dio, a partire dalle diverse risposte elaborate e testimoniate in famiglia e nelle comunità di appartenenza”). Negli USA non sarebbe possibile. E nessuno in Italia finora ha detto niente, né ha fatto notare la novità. Dove sono andati gli anticorpi? Dà sempre una grande soddisfazione riuscire a dimostrare l’esistenza di un progetto intelligente. Nel processo di Harrisburg si discute, per esempio, se sia serio e utile insegnare nell’ora scolastica di scienze che c’è un progetto intelligente (che mai nessuno riuscirà a dimostrare reale) come alternativa all’evoluzionismo. Dietro ai veri progetti intelligenti che vediamo ogni giorno c’è infatti di solito un essere umano (i faccioni del Monte Rushmore, spesso citati da quelli dell’ID a sproposito come esempio di realizzazione di un’intelligenza superiore – sono una realizzazione umana); certo negli USA ultimamente si tende a dubitare dei progetti intelligenti umani, e probabilmente a ragione … dati i problemi imprevisti che hanno sia con gli uragani che con gli irakeni. Non era possibile dimostrarlo, ma sembrava probabile che ci fosse un progetto intelligente dietro alla scelta degli intervistati negli articoli pubblicati dal giornalista del Foglio inviato a seguire il processo: nonostante le centinaia di firme di esperti che ogni giorno si accumulano (con l’indirizzo per contattarli!) sotto ad un appello contro la serietà dell’Intelligent Design, il giornalista riesce a incontrare solo persone critiche verso il darwinismo, spesso senza competenze per valutare e giudicare il problema, come può notare chiunque abbia un minimo di conoscenze sull’evoluzione. Probabilmente non era facile per il giornalista trovare antidarwinisti esperti di evoluzione, ma sembrava (più dalle domande che dalle risposte) ci riuscisse! Oggi il giornalista confessa [perché? Non penso il direttore del quotidiano sia molto contento!] l’esistenza di un “progetto intelligente”, che gli rende però difficile la ricerca degli intervistati! E così oggi intervista Lee Harris, premettendo che è “uno dei pochi pensatori laici americani ad aver scritto a favore dell’insegnamento del disegno intelligente nelle scuole pubbliche”. Da notare, oltre al pochi anche il laici. Non si può che essere felici di scoprire la verità sugli USA, che qualcuno raccontava fossero pieni di pensatori laici favorevoli all’ID (secondo i promotori l’ID è un’ipotesi scientifica che non dovrebbe far riferimento ad un Dio). Frasi memorabili di Harris? • “E’ proprio perché siamo primati, e resteremo sempre primati, che le religioni rivelate sono state la condizione necessaria per uscire dallo stato di natura”, • “Non è sbagliato dire che l’universo è il risultato di un disegno intelligente, quanto la loro insistenza che questa teoria debba essere riconosciuta come scientifica dalla stessa comunità scientifica”, • “è mentre riconosciamo la nostra somiglianza con le scimmie che dobbiamo averne orrore per aspirare alla piena umanità. E’ questa la somma dei sistemi etici. E’ rifiutando di accettare la parentela con i primati che gli uomini sono stati capaci di creare società che hanno proibito proprio il genere di imbroglio che gli uomini e le donne civilizzati hanno trovato rivoltante e disgustoso”,


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“Il disegno intelligente per Harris sarà di beneficio alla ricerca scientifica. ‘In Inghilterra l’argomento del disegno non era solo un concetto filosofico, ma l’ipotesi di lavoro per uomini che raccoglievano informazioni sulla flora e la fauna. Per i naturalisti inglesi era semplicemente impossibile pensare che questo ordine inesauribile fosse il risultato del caso” Quest’ultima frase (non è chiarito) fa riferimento alla situazione prima di Darwin; ora l’ipotesi di lavoro è diversa, non può che far riferimento al darwinismo e … funziona decisamente meglio. L’articolo si conclude con le opinioni di un filosofo sicuramente autorevole, ma che non ha avuto tempo di farsi un’opinione personale sulle ipotesi e sulle teorie di Darwin sull’evoluzione ... Kant: “Per Kant il pensiero che il mondo è il risultato di un disegno intelligente, sebbene non potesse essere dimostrato, era stato di una immensa ricchezza per lo sviluppo della scienza occidentale”. Quanti lettori sapranno che Kant morì 5 anni prima che Darwin nascesse? Chi intervisteranno ora? Qualcuno dei 12000 scienziati dell’appello? Aristotele? [Da Pharyngula] Splendido ma accorato appello agli scienziati USA affinché si preoccupino del successo dell’ID (Being Stalked by Intelligent Design) di una famosa paleoantropologa della Penn State University, Pat Shipman; dalle conclusioni: “The success of the ID movement to date is terrifying. In at least 40 states, ID is being considered as an addition to the required science curriculum in public schools. This year a poll by the National Science Teachers Association showed that one-third of science teachers feel pressured to include ID, creationism or other "nonscientific alternatives" in their science classrooms. Some teachers are so intimidated by the threat of parental complaints that they skip material dealing with evolution in their classes. The ID movement is more than an attack on biology because evolutionary theory unifies the life and earth sciences with physics and chemistry. If ID is accepted as a credible science, then the most basic definition of a scientific theory and the fundamental principles of the scientific method are not being taught. Johnson is right: ID can be the wedge that splits science wide apart. ID is an insidious attempt by a religious caucus to impose its views on the whole country. The avowed aim of ID advocates—to undermine science and replace it with their personal religious convictions—amounts to a form of prejudice that is both poisonous and horribly frightening. Inevitably, young people will suffer most. As Francisco Ayala wrote in "From the President" (July-August 2004), science training will be a fundamental necessity in the technological world of the future. As scientists, we must stop ignoring the ID movement. It won't go away. Each of us must learn to avoid jargon in order to communicate better with the public. Every scientist should become a mentor; share your experience of the wonder and beauty of science! Finally, critically, we must expose Intelligent Design for what it really is: religious prejudice masked as intellectual freedom”. Efficace anche la vignetta allegata. Come sono caduti in basso! E nel momento meno adatto! Non è masochista sostenere l’esistenza di un “progetto intelligente” proprio nel momento in cui si teme che una mutazione (casuale) possa contribuire a moltiplicare la velocità di diffusione nell’uomo di un virus aviario che ha già dimostrato una elevata letalità per l’uomo? Si vuole attribuire forse la colpa di una pandemia (e non sarebbe nemmeno la prima, dato che il meccanismo ricorda la “spagnola” del 1918) ad un intelligenza superiore proprio nel momento in cui sarebbe invece possibile e vantaggioso attribuire la colpa al caso? Articolo sul Domenicale in edicola di G.Dante Guerra: “Un caso molto, molto intelligente”; sconcertante l‘incipit: “Il neodarwinismo è di gran moda. Negli USA trascina in tribunale chi dice che è solo una ipotesi, e nemmeno delle più raffinate; da noi resiste nella forma della teoria della “generazione spontanea”. Ecco come e perché sarebbe meglio abbandonarla invece al più presto“. Il darwinismo non c’entra niente con l’abiogenesi (e l’autore riconosce che al tempo non c’erano strumenti né conoscenze per affrontare minimamente il problema: “lo stesso Charles Robert Darwin (1809-1882) preferì lasciarlo insoluto, aggirando più o meno elegantemente il problema”), per cui l’articolo intero, ripreso in parte da molti precedenti articoli, non lo riguarda. C’è comunque un grave errore di biologia dove si dice che le mutazioni puntiformi non sono importanti a causa della ridondanza del codice genetico: “lo stesso amminoacido può essere codificato anche da più terne, cosa che rende perfettamente indifferente gran parte delle mutazioni del DNA, quale che sia l’opinione dei neodarwinisti in materia”. Chi ha l’anemia falciforme sa che non è vero! Di mutazioni ce ne sono comunque molti tipi diversi. Curioso poi anche ipotizzare che ci sia una somiglianza fra “generazione spontanea” e abiogenesi; curioso accusare gli scienziati di credere alla generazione spontanea, che dovrebbe essere più utile invece ai creazionisti… Sullo stesso numero della rivista ci sono altri articoli sulla scienza: “Che la scienza moderna voglia distinguersi per fideismo oscurantista”, di Marco Respinti e “I manuali scolastici di scienze, uno sfacelo”, di Andrea Cartelloni (secondo l’articolo “In barba a ciò che dice davvero la ricerca, danno per scontato proprio quanto non è ancora stato dimostrato”; un’altra frase sconcertante è “un manuale afferma placidamente che “se l’evoluzione si sia verificata o meno


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non è più fra i biologi argomento di discussione. Di fatto si è tutti d’accordo che i complessi organismi viventi , inclusi noi stessi, si siano orignati da forme più semplici” lo sconcerto deriva dal fatto che un testo molto simile si legge in un documento ufficiale del Vaticano del 2004 firmato dal Card.Ratzinger.) Interessante e curioso articolo su USA Today (Old theory, new incarnation?) che dimostra come tristemente non ci siano novità nel dibattito sull’ID, o meglio: il dibattito c’era già stato e si erà già risolto con la vittoria del darwinismo. Quando? 150 anni fa, nell’800! Anglican minister William Paley in his 1802 book Natural Theology said: “The marks of design are too strong to be got over. Design must have had a designer. That designer must have been a person. That person is GOD”. “Darwin acknowledged in his autobiography that as a young man he was “charmed and convinced” by the arguments waged by Anglican minister William Paley” Come è andata a finire? “It is so easy to hide our ignorance under such expressions as the ‘plan of creation,' ‘unity of design,' etc.,” Darwin wrote in The Origin of Species”. E quindi “Some very significant similarities exist both in substance and style with today's arguments over evolution and the ones faced by Darwin,” agrees science historian Richard England of Salisbury (Md.) University”. “historians such as Cambridge University's James Moore suggest that today's design theorists have merely swapped natural theology's 19th-century vision of God as a master mechanic for a 21st-century view of the intelligent designer as a brilliant biochemist”. L’articolo cerca di dimostrare come già Darwin avesse risposto a molte delle obiezioni dell’ID (modello 1800 ma molto simile a quello attuale). Dopo 150 anni di utilizzazione e applicazione della teoria dell’evoluzione e delle relative conoscenze biologiche per sviluppare farmaci, vaccini, metodi diagnostici sembra che qualcuno provi ancora a utilizzare gli stessi metodi, sperando che la gente non veda quanto il mondo è cambiato grazie alle nuove conoscenze scientifiche e in particolare alla biologia: la mortalità è diminuita, la durata media della vita è raddoppiata. Solo il cervello è rimasto identico a un secolo e mezzo fa, e di fronte all’ignoto o al problematico cede facilmente, preferendo speranze infondate ben incartate rispetto a speranze motivate; e questo non solo fra le popolazioni che meno hanno goduto del progresso scientifico. E così impazzano oroscopi, droghe, maghi e fattucchiere e …. creazionisti medioevali o settecenteschi (nel migliore nei casi) Sempre su USA Today un altro articolo sull’ID (Naturally, they believe in evolutionary biology) Questo paper di Jay D. Wexler (“Intelligent design and the first amendment: a response”), proveniente dalla prestigiosa Boston University School of Law, ricostruisce nel dettaglio la controversia giuridica riguardante l’insegnamento dell’Intelligent Design nelle scuole americane (interpretazioni del primo emendamento) a partire dal processo di Dover in corso Sul Foglio articolo autobiografico di Sermonti: “Agli evoluzionisti manca sol l’8 per mille. Gli aneddoti di Sermonti”; un po’ sarcastica la proposta di considerare l’evoluzionismo una religione; in effetti solo in questo modo i potrà intervenire nell’ora di religione a scuola, quando il programma prevede di parlare dell’”origine della vita e dell’uomo”. A Taranto convegno su Darwin per gli insegnanti, organizzato da Legambiente: Taranto, 21 ottobre 2005, Aula Magna, Istituto "Cabrini" - Via Dante, 119: Convegno "DALLA PARTE DI DARWIN” Oggi un’intera pagina del Foglio (la III dell’inserto) con articoli che toccano il problema dell’evoluzione e in particolare dell’evoluzione umana; quasi tutta la pagina è occupata da un articolo (“La fantascienza al potere”) su Stock (“scienziato che vuole riprogettare gli esseri umani). In fondo alla pagina un articolo che chiama direttamente in causa Darwin sull’eugenetica (“Il preludio all’eugenetica di Darwin,scritto da se medesimo nel 1871”). Finalmente oggi un articolo del Foglio (“Il disegno intelligente tracima da Harrisburg e inonda gli Stati Uniti”, a pag.2) cita una raccolta di firme che riguarda il dibattito sull’evoluzione... Si citano forse le quasi 12000 firme raccolte soprattutto negli USA solo fra scienziati contro il disegno intelligente a scuola? No, 400 firme in favore del disegno intelligente; non è chiaro se sono sempre le 480 firme, raccolte in 4 anni, di laureati di discipline diverse, soprattutto non scientifiche. Questa è la stampa italiana. L’articolo poi cita e pubblicizza solo iniziative dei creazionisti dell’ID. Oggi si intervista un ebreo: “Il neodarwinismo è la nuova religione che si fa chiamare scienza”; strano che non si chiarisca che la scienza è qualcosa di ben più ampio del darwinismo. Ancora si insiste incomprensibilmente con il ritornello sulla scienza come religione. Nella colonna in parte in un articolo (“La Chiesa non fu mai freno,ma motore della scienza italiana. Sergio Romano ripassi la storia”) si accusa (“Affermazioni del genere dimostrano che il feticcio scientista non accenna a morire, e che si sposa volentieri, come in passato, con la maldicenza“) Sergio Romano, che sul Corriere ha scritto che esiste un conflitto fra Chiesa e scienza (“L’Italia non riesce a essere un paese scientificamente innovativo e lascia sistematicamente ad altri il compito di spostare in avanti la frontiera della scienza, soprattutto nei settori su cui la Chiesa esercita la sua maggiore sorveglianza.”); pochi sanno che Romano presiede la commissione che attribuisce il premio Balzan; la sua denuncia può essere autorevole, dato che ai primi di settembre hanno attribuito il premio a un coppia di studiosi dell’evoluzione dei fringuelli delle


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Galapagos, inizialmente studiati da Darwin. Alla critica di Romano si risponde poi solo con esempi che riguardano l’anatomia e la medicina. Preoccupa l’uso del termine scientismo, che ormai compare spesso in articoli sull’evoluzione, ma non solo. Compare infatti anche in un altro articolo nella stessa pagina (“Staminali, le caute certezze della scienza e la fretta degli scientisti”). Prossimamente leggeremo alchimisti? Non è che Romano un giorno si divertirà a scrivere “L’Italia non riesce a essere un paese scientificamente innovativo e lascia sistematicamente ad altri il compito di spostare in avanti la frontiera della scienza, soprattutto nei settori su cui il Foglio esercita la sua maggiore sorveglianza”? Anche su un giornaletto cattolico conservatore, Tempi, leggiamo un articolo del giornalista del Foglio, ormai uno dei certificatori dell’ID presso il pubblico italiano: “Dio in tribunale (siamo figli di un disegno intelligente o frutto di uno scarabocchio scimmiesco?)”: Non dovendo darne dimostrazione, Si informano i cattolici italiani che “Si chiama 'disegno intelligente' ed è la nuova teoria scientifica” [?!?], che “Quasi tutti i grandi editorialisti d'America gli hanno dedicato almeno una column, molti di loro rifiutandola basiti perché ancora se ne parla, di Darwin, di chi siamo, se c'è un senso.” Varata oggi in Consiglio dei Ministri la riforma delle superiori, su cui è imbarcato anche Darwin con l’evoluzione (ma senza darwinismo), che quindi dovrebbero poter tornare nei programmi scolastici almeno nella terza media. Inizia così, con una modifica delle indicazioni nazionali di scienze per la sola III media presente nell’allegato F citato dall’art.26 della legge, l’applicazione dei suggerimenti che sono stati commissionati alla “commissione Darwin” che avrebbe dovuto riportare al secolo attuale (era precipitato infatti nel medioevo, dato che si negavano i dati di fatto ben noti già nel 1700) l’insegnamento dell’evoluzione, dei suoi meccanismi e della teoria che la spiega. Testo della legge su Repubblica (senza allegato F!) e nel sito della Gilda, con un commento critico e una sintesi delle novità recenti. Firma dell’Accordo tra la Conferenza episcopale italiana e il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, avvenuto oggi, a proposito degli Obiettivi specifici di apprendimento della religione cattolica (Osa) nella scuola secondaria di secondo grado. Per il ministro Letizia Moratti, che ha siglato l'intesa con il card. Ruini, tale atto permette di "completare, con il secondo ciclo, l’inserimento pieno dell’insegnamento della religione cattolica nella riforma degli ordinamenti scolastici. Un inserimento che lo Stato, pure in una prospettiva laica, ritiene doveroso per assicurare ai propri cittadini una formazione globale, che tenga conto anche della dimensione religiosa, e una formazione culturale che, nel nostro Paese, è profondamente intrisa di significati e simboli religiosi". Questa è la versione definitiva, che sostituisce la versione sperimentale utilizzata finora. Sembra che tra i quotidiani solo l’Avvenire riporti la notizia, che non si trova assolutamente nel sito del Ministero. Sembra strano, ma nessun quotidiano (on line) sembra dia oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media. D’altronde la versione finale dei programmi non è disponibile. Su La Stampa un paio di articoli ben fatti: “Da scimmie a uomini, prima e dopo Darwin”, per presentare il nuovo libro di G.Barsanti: “Una lunga pazienza cieca”, un saggio che ricostruisce un mosaico di idee e ipotesi tanto complesso quanto affascinante, e “Perché lo facciamo? Per vivere, non per fare figli” per presentare il nuovo libro di Eldredge “Perché lo facciamo”. Nell’articolo si parla del ritorno a scuola di Darwin! Sembra strano, ma nessun quotidiano (on line) sembra dia oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media. D’altronde la versione finale dei programmi non è disponibile Sembra strano, ma nessun quotidiano (on line) sembra dia oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media. D’altronde la versione finale dei programmi non è disponibile Sembra quindi logico che La Repubblica di oggi a pag.37 (in un ampio inserto sul Festival della Scienza di Genova) scriva stranamente che, nonostante le promesse, Darwin non è tornato nei programmi delle medie. Sempre su La Repubblica, di Darwin si riesce a parlare anche nella 2’ pagina dell’inserto di Affari e Tecnologia: “Darwin non è morto anzi si sta riprendendo” in cui si racconta che Darwin rischia grosso se non riescono a capirlo anche i giudici USA che devono distinguere le cose serie dalle favole (che ogni qualche anno cambiano, come le varie forme di creazionismo, ma che trovano sempre qualche profeta senza memoria e senza pudore). L‘articolo è scritto … dal direttore di Technology Review. Direi che siamo sulla buona strada. Possiamo sperare che Darwin prossimamente verrà difeso anche dai biologi e naturalisti che non si occupano direttamente di evoluzione. Poi toccherà ai medici che (pur utilizzando ogni giorno con successo i meccanismi dell’evoluzione biologica) se non si affrettano arriveranno dopo i giudici


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USA. Viene pubblicata nel sito del MIUR, con gli allegati (fra cui l’allegato F che inserisce una citazione di Darwin nel programma di geologia della III media), la legge di riforma delle superiori. Sono evidenti notevoli miglioramenti nella parte che riguarda l’evoluzione e anche l’evoluzione umana (in realtà si parla di ominidi fossili e di origine dell’uomo, forse inteso come Homo sapiens), del tutto assente nelle versioni precedenti dei programmi di scienze del secondo ciclo. Sembra strano, ma nessun quotidiano (on line) sembra dia oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media. Molto interessante la notizia sui risultati di un’indagine sugli intellettuali più ammirati nel mondo: 1) Noam Chomsky, 2) Umberto Eco, 3) Richard Dawkins. Vedere al terzo posto un evoluzionista (pure un po’ radicale – come d’altronde è sicuramente quel sovversivo di Chomsky…) fa una certa impressione … Lista completa dei primi 100 (ci sono altri evoluzionisti!) Sembra strano, ma nessun quotidiano (on line) sembra dia oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media. · New York Times: “Witness Defends Broad Definition of Science”: Prof. Michael J. Behe, a biochemist at Lehigh University, is the first expert witness for the school board of Dover, Pa., which is requiring students to hear a statement about intelligent design in biology class. In an attempt to pin Professor Behe down, Mr. Rothschild asked, "What is the mechanism that intelligent design is proposing?" Mr. Behe said: "It does not propose a mechanism in the sense of a step-by-step description of how these structures arose." He added that "the word 'mechanism' can be used broadly" and said the mechanism was "intelligent activity." Mr. Rothschild concluded, "Sounds pretty tautological, Professor Behe.". Un altro articolo sull’intervento di Behe al processo: “Biochemist argues intelligent design not same as creationism” Sulla New York Review of Books una recensione (“The Wars Over Evolution “) del libro “The God delusion” di R.Dawkins, fatta da Richard C. Lewontin Sembra strano, ma nessun quotidiano (on line) sembra dia oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media. Sul Foglio (archivio accessibile con iscrizione gratuita) continua, anche se con meno costanza, la campagna contro la scienza: (“Prima di diventare una teoria scientifica, il darwinismo e' stato una filosofia anticristiana”) in cui ci si arrampica anche sugli alberi (genealogici) per spiegare come la teoria dell’evoluzione di Darwin sia figlia della filosofia del tempo Dato che nessun quotidiano sembra dia la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media Il responsabile dei programmi del ministero (Criscuoli) scrive a Repubblica per far notare che il 17 avevano scritto, sbagliando, che non c’erano ancora novità. Conferma comunque che, nonostante le promesse e la relazione della commissione, ci sono modifiche solo per la III media e non indica ulteriori modifiche in vista. Secondo loro le tre righe in più nel programma di geologia della III media sono quindi più che sufficienti. Sembra strano, ma nessun ALTRO quotidiano (on line) sembra dia oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media Pur partendo dal Festival della Scienza di Genova (e non dal ripristino di Darwin nelle scuole medie) il Giornale dedica due intere pagine (pag.28 e pag.29) all’evoluzione, con due articoli principali: “Ha saputo fare della Biologia un’unica scienza” (pro) e “E’ un paradigma superato ed insufficiente” (contro). Purtroppo, al contrario di quel che fa da secoli qualsiasi giornale quando si parla del sistema solare (non ricordo che qualche direttore abbia accettato di pubblicare articoli sulla terra piatta o sul sole che ruota attorno ad una terra immobile), viene interpellato anche chi contesta le opinioni del Card.Ratzinger sull’unicità degli esseri viventi e dice cose diverse da quello che chiunque può leggere su qualsiasi libro di biologia che si compera in libreria o anche allegato a Repubblica o (e qui la questione diventa interessante e forse si tratta di un caso di …conflitto di … “saperi” annidato in un conflitto di interessi) … allo stesso Giornale. Immagino che deve essere surreale per un lettore che ha appena speso 12,90 euro in più per comperare e leggere l’8’ volume dell’Enciclopedia della Scienza, allegato il 18/10 al quotidiano, leggere all’interno dello stesso quotidiano che, secondo un geologo, “da almeno venti-trent’anni, il genotipo non sembra più occupare una posizione centrale nella cellula vivente”. Se fosse vero sarebbe una scoperta eccezionale, dato che da almeno un secolo, dopo la scoperta dei cromosomi, ma soprattutto da 50 anni, da quando si è scoperto e poi confermato milioni di volte il ruolo e la struttura del DNA, non si trova nessuno che ci crederebbe. Qui sotto si può leggere l’indice del volume allegato al Giornale il 18/10. In edicola il 18/10/2005 Al costo di 12,90 €


22/10/05- EU:

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La Vita . L’origine e lo sviluppo della vita, la genetica, le biotecnologie. L’origine, lo sviluppo e le forme della vita: dal funzionamento della cellula all’informazione genetica, dall’ipotesi sull’origine dell’uomo all’alterno conflitto fra conservazione ed evoluzione. I temi più attuali di ricerca negli studi biologici. In questo volume: l’unità degli organismi viventi, cronistoria dalle origini ai nostri giorni; la cellula e la sua logica; l'informazione genetica; ipotesi sulle origini dell'uomo; sperimentazione biologica e problemi etici; aspetti normativi in biotecnologia; le difese dell'organismo e il sistema immunitario; glossario. Lo sconcerto sarà però ancora maggiore il prossimo 8 novembre; dopo aver letto oggi che (contrariamente anche a quanto dovrebbero pensare i cattolici, se davvero seguissero le indicazioni del Card.Ratzinger) l’evoluzione non sarebbe avvenuta “secondo il modello proposto dal paradigma evoluzionistico, cioè in forma di albero genealogico”, se quel giorno acquistassero il DVD 9 - La comparsa e l'evoluzione dell'uomo (della serie: Viaggio nella Scienza) allegato al loro quotidiano potrebbero scoprire … che perfino l’uomo ha un suo albero evolutivo. Il materiale informativo proviene dalla BBC e quindi non potrà essere diverso da quanto compare oggi sul sito web sull’evoluzione umana (della BBC) o su quello (splendido e ben documentato) su Darwin e il darwinismo (della BBC). Possiamo augurarci che questi allegati, oltre ad essere acquistati dai lettori, possano anche favorire una maggiore coerenza, un più adeguato livello scientifico e una verifica delle competenze. E’ davvero strano, ma sembra proprio che nessun quotidiano (on line) dia nemmeno oggi la notizia del ritorno dell’evoluzione (anche se non proprio quella biologica) e di Darwin (anche se nella parte di programma che riguarda la geologia) nei programmi scolastici della III media. Per fortuna ieri c’era su Repubblica la lettera di Criscuoli! Il governo davvero non vuol far sapere le belle cose che fa (in questo caso preferisce forse evitare di far notare che è una … retromarcia non voluta e imposta … una delle poche iniziative subite in questi anni) • Enorme (per partecipazione, erano in 700) congresso sull’ID in Europa, a Praga. E’ il primo sbarco dell’ID nel continente Europeo, e l’iniziativa sembra abbia avuto molto successo. ); presentano anche una demo in Internet del loro “acclaimed video Unlocking the mistery of Life”; è impressionante la somiglianza di questo filmato con i filmati sui misteri della biologia che si trovano nel ricco (anche di petrodollari…) sito web di Harun Yahya. In particolare un filmato simile sulla sintesi proteica si trova anche qui: The miracle of design in the cell (Scientists saw with surprise that the cell has a system so complex as to have been unimaginable in Darwin’s time. This great documentary reveals this design in the cell with sophisticated computer graphics). Nulla di più che una rappresentazione con la computer grafica del complesso promesso della sintesi delle proteine; quello che ambedue i filmati, che invocano un’intelligenza superiore, non dicono se questa intelligenza (superiore e necessariamente indefessa) gestisce ognuna delle migliaia di reazioni biochimiche (che come quella rappresentata nel filmato) che avvengono contemporaneamente in ogni cellula di ogni essere vivente; l’alternativa è che abbia dato solo un “calcio” iniziale al mondo e alla vita … sarebbe importante sapere quale delle due ipotesi è verificabile (se lo è) e soprattutto qual è quella giusta. Non dovrebbe essere un dettaglio! • Sull’Avvenire si riportano coraggiosamente i risultati dei sondaggi (“Creazione: ci crede la metà degli States”) sul successo dei diversi tipi di creazionismo negli USA. Risulta infatti che il 51% degli americani crede che Dio abbia creato l’uomo nella sua forma attuale; mentre solo il 15% crede nella teoria evoluzionistica di Darwin; quello che preoccupa probabilmente la chiesa cattolica è che solo il 30% concorda con l’evoluzionismo teista che la caratterizza (l'essere umano si è evoluto da forme di vita meno avanzate, ma che tale processo è comunque guidato da Dio). Gli scienziati italiani non possono che essere contenti che sia molto più elevata la percentuale di italiani che credono alla teoria evoluzionistica: i sondaggi non sono recenti ma sembra che la percentuale sia attorno al 50%; quello che proprio non si riesce a capire è il fatto che l’Avvenire non sembri darsi maggiormente da fare per pubblicizzare i documenti di Ratzinger che illustrano i dati di fatto che giustificano la necessità di una teoria dell’evoluzione. • Nel sito Effedieffe articolo critico (Niente antibiotici agli antievoluzionisti) contro un articolo di R.Casati («All'antievoluzionista fate la prova dell'antibiotico») comparso domenica sul sole24Ore. L’articolo viene definito volgare in quanto invita gli antievoluzionisti a non utilizzare le scoperte scientifiche effettuate grazie alle conoscenze che derivano proprio dall’applicazione agli esseri viventi delle scoperte della biologia che confermano la teoria dell’evoluzione. Non si capisce proprio il problema. Sono anni che su certi giornali si leggono articoli che accusano i lavoratori dipendenti di sputare nel piatto in cui mangiano se criticano il datore di lavoro che proprio loro rendono ricco e potente; nello stesso modo non si capisce perché pretende di sopravvivere utilizzandone le scoperte chi, non comprendendone l’utilità anche per se, disprezza la biologia e l’evoluzione biologica, che sono alla base di quasi tutte le scoperte e i rimedi della medicina attuale, come ben sanno i popoli che non le possono utilizzare. Curiosa anche la critica agli organizzatori del Settembre Stenseniano di Firenze, ingiustamente accusati di aver organizzato un convegno senza antievoluzionisti (!?): si lamenta che non abbiano invitato scienziati che fra qualche giorno verranno premiati dal PresDelCons. Forse non ha notato che il convegno era organizzato da un ordine religioso che un po’ conosce i problemi del


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dibattito sull’evoluzione? Succede anche questo: a Roma si è svolto oggi un pittoresco (forse è l’aggettivo migliore…) congresso organizzato dal Bhaktivedanta Institute di Roma (gli Hare Krishna), su "Evoluzionismo e religioni. Darwinismo e visione teistica". Il convegno è diventato interreligioso e pure interculturale, dato il contributo alla discussione fornito dal direttore del Master in Scienza e Fede dell’università Regina ApostoIorum e dal responsabile del sito dei creazionisti biblici italiani.. Sul Foglio (archivio accessibile con iscrizione gratuita) continua l’interesse per la biologia e l’evoluzione … come filosofia: dopo un articolo del 20/10 (“Prima di diventare una teoria scientifica, il darwinismo e' stato una filosofia anticristiana”) in cui ci si arrampica anche sugli alberi (genealogici) per spiegare come la teoria dell’evoluzione di Darwin sia figlia della filosofia del tempo (forse il giovane Charles avrebbe potuto anche fare a meno di rischiare la pelle, e quindi anche la sua teoria, girando per anni intorno al mondo!). Oggi un altro articolo (“Evoluzionismi: Darwin, Wallace, l famiglia Huxley …”) ci parla di Wallace e della famiglia Huxley. Ancora alberi genealogici, ma questa volta affrontati in discesa alla ricerca degli angoli bui. Sulla relazione fra biologia, evoluzione, filosofia, teologia un contributo interessante potrebbe essere richiesto ad un esperto, l’Abbe’ Pierre, che ha confessato in un recente libro che anche la biologia e gli ormoni hanno interagito con le sue impostazioni filosofiche e teologiche. Sull’Avvenire un’anticipazione sull’intervento del prof.Facchini al dibattito che si terrà il 30/10 a Genova nell’ambito del Festival della Scienza e in occasione del congresso degli antropologi italiani. Ci sarà infatti un dibattito dal titolo «Adamo era una scimmia?». Nell’articolo (Il salto del primate) Facchini si dichiara contrario all’ID e al suo insegnamento come ipotesi scientifica nelle scuole, come si cerca di evitare (anche per vie legali ) che avvenga negli USA in questi giorni. Rimane comunque l’utilizzo, che non più previsto dal metodo scientifico, di spiegazioni soprannaturali e non controllabili (“L'uomo non è riducibile alla sfera biologica.” ) per spiegare l’evoluzione umana, che rimarrebbe in parte distinta dall’evoluzione dei primati. Questo avverrebbe grazie ad un “salto ontologico” non meglio identificato e viene ammesso chiaramente: “E' un'affermazione che nessuna conoscenza scientifica può escludere, per le stesse ragioni per cui non può essere provata con metodi empirici”. Dato che è assurdo pensare che possa essere vero tutto quello che non si può escludere, si sta navigando senza utilizzare il metodo scientifico, che comunque è assente anche quando si parla dei limiti “filosofici” (?) dei riduzionismi. Bell’articolo sul Diario: “Il brontosauro intelligente”: splendido come si usino le parole stesse di Behe (uno degli esperti dell’Intelligent Design) per dimostrare come sotto all’ID non ci sia niente. Il giudice insiste a fare una domanda centrale (“La prego di descrivere il meccanismo che il Disegno intelligente propone per spiegare come si sono sviluppate le strutture biologiche complesse”) , e Behe insiste a non chiarire (“esso non propone un meccanismo nel senso di una descrizione passo-per-passo di come le strutture si sono formate. Ma possiamo supporre che nel meccanismo, nel processo in cui queste strutture si sono formate, una causa intelligente è senz'altro coinvolta” ) fornendo quindi uno dei documenti più utili per far capire che non ci sono basi culturali (…per favore non diciamo “scientifiche”) dell’“Intelligent (?) Design”) · Repubblica racconta della testimonianza al processo di Harrisburg di uno degli esperti favorevoli all’evoluzione: “Usa, Darwin finisce in tribunale A processo un liceo "creazionista"”. L’esperto è Kenneth Miller, autore del libro di biologia adottato nel liceo di Dover e cattolico da tempo impegnato per contrastare l’avanzata di quelli dell’Intelligent Design (pagina web sull’evoluzione gestita da Miller). MISTERO AL MINISTERO?: sconcertante (e intrigante) articolo di Telmo Pievani (“L’affare Darwin/Moratti”) su Micromega 6/2005: con la scusa di rispondere ad una [quasi] timida risposta del prof.Bertagna ad un precedente articolo di Pievani su Micromega si presentano i risultati sconcertanti di un’indagine sulla sorte del documento sull’insegnamento dell’evoluzione consegnato al ministro Moratti il 23/2/05 dalla commissione dei saggi e poi scomparso in qualche “ufficio abiure”istituito presso il ministero. Si scopre, in questa storia che si tinge decisamente di giallo, una notevole semplificazione e un certo dilettantismo rispetto ai tempi di Galilei e della Santa Inquisizione. Oggi infatti si evita ogni rischio allo scienziato (forse per rispetto verso il premio Nobel?) eliminando le parti a rischio dei suoi testi e evitando spiacevoli abiure. Per evitare imbarazzi, lo scienziato non viene consultato e si nasconde il testo “decontaminato”. I vantaggi del progresso …. In altre situazioni è invece successo recentemente (20/10/05) che il testo scritto da un evoluzionista sia stato integrato da aggiunte antievoluzioniste, non molto coerenti con il testo originale ma utili per evitare successive spiacevoli abiure all’autore di un testo non sufficientemente omogeneo al contesto culturale in cui si trova. Lo spostamento della firma qualche paragrafo in su ha nascosto la “gaffe”. Nello stesso numero 6/2005 di Micromega anche una discussione fra Flores d’Arcais e


mons. Rino Fisichella, rettore dell’Università Lateranense, dal titolo “Fede e/o modernità” (La fede cattolica è compatibile con i valori della modernità? Lo scontro tra pluralismo morale e fede, evoluzionismo e Disegno intelligente, ‘certezze’ di scienza e ‘verità’ di religione è insanabile?). Triste leggere oggi, nel 2006, una conferma (“Se c’è veramente incompatibilità tra un dato della fede e un dato della scienza, allora uno dei due deve inevitabilmente fare un passo indietro. E a mio avviso lo deve fare la scienza, non la fede”) di quanto Leone XIII

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scriveva nella sua enciclica Providentissimus Deus del 18/11/1893 "Se poi dissentiranno [il fisico e il teologo], lo stesso Agostino detta in sintesi la regola di comportamento per il teologo: "Tutto ciò che i fisici potranno dimostrare con documenti certi, dovremo provare che non è contrario alle nostre Lettere; qualunque cosa, poi, presentassero nei loro scritti contrario alle nostre Lettere, cioè alla fede cattolica, o noi dimostriamo con qualche argomento che esso è falso, oppure senza alcuna esitazione lo dichiariamo falsissimo". In realtà sappiamo quanto la fede nel tempo si sia adeguata alla scienza. Perchè mons. Fisichella si rifiuta di ammettere che prima o poi qualcuno (lui no, ma sicuramente un suo successore) si adeguerà a quanto la scienza riesce a dimostrare? Per ammettere che Galileo aveva avuto ragione ci sono voluti 350 anni … molto poco rispetto … all’eternità. Il fatto che nei programmi scolastici approvati si parli ancora di “ipotesi” indica che nel mondo cattolico italiano che ruota attorno alla scuola non sono ancora riusciti a convincere tutti che la terra non è più al centro dell’universo…. Un altro articolo un po’ strano (in quanto non aggiornato) lo si può trovare su Liberazione: “Darwin attraverso la scuola” evidenzia che il responsabile nazionale di Legambiente non si è ancora accorto che hanno già reintrodotto l’evoluzione nei programmi almeno della III media (infatti, forse per nascondere quella che era una chiara retromarcia, non era stato citato nella conferenza stampa al ministero). Un chiaro esempio di come il governo attuale non ami mettere in evidenza quello che fa, soprattutto quando, come in questo caso, viene costretto a smentirsi. Appassionante l’esaltazione dello studio dell’evoluzione come strumento utile per evitare il riduzionismo (!?) e per esaltare il libero arbitrio. Bella anche la conclusione: “Chi oggi condanna l’evoluzionismo vuole promuovere un’idea di scienza dogmatica e antistorica; il pensiero evoluzionista ci ricorda una verità semplice ma essenziale: ogni certezza conquistata dalla scienza crea nuovi e spesso più vasti campi di incertezza” A Genova, nell’ambito del Festival della Scienza e in occasione del congresso degli antropologi italiani, si tiene un dibattito dal titolo «Adamo era una scimmia?». Il moderatore del dibattito, T.Pievani, subito lo infiamma annunciando il contenuto del suo articolo del giorno prima su Micromega. Il fatto che ci sia in Italia chi trama (dopo 150 anni) contro Darwin e si permette addirittura di censurare e riscrivere documenti scritti per il governo da premi Nobel, senza passare, come si faceva un tempo, attraverso un pubblico processo e un’eventuale abiura (come alternativa al rogo sulla pubblica piazza) non viene raccolto dalla platea. Cominciano a comparire in alcuni siti web gli indici dell’ultimo numero di Micromega, ma nessuno ancora commenta quell’articolo. Su nessun quotidiano si parla oggi dell’articolo di Pievani su Micromega.

Compaiono, ad es. su Repubblica, locandine pubblicitarie di Micromega che citano l’articolo di Pievani sul giallo di Darwin nella scuola, ma ancora nessuno raccoglie e diffonde l’informazione sul dubbio di una censura ai premi Nobel. Sul Corriere un articolo di Steve Jones (“i creazionisti sbagliano e la prova e' nell'occhio") dal Festival della Scienza di Genova. C’è anche un breve e furbo articolo di Boncinelli sul confronto fra ignoranze in Italia e negli USA riguardo al al dibattito sull’evoluzione (“Noi non discutiamo siamo spiritualisti”). Conclude dicendo “Non so chi sta peggio” Finalmente, dopo 4 giorni, qualcuno decide di accendere un potente faro sull’articolo di Micromega, pubblicato il 29/10. E’ Repubblica on line che, nell’articolo “"Trascurare Darwin è un errore" e il documento dei Nobel scompare” evidenzia l’aspetto più sconcertante: sembra che sia stata addomesticata e censurata una relazione per il governo fatta da 4 esperti; fra questi esperti c’erano perfino due premi Nobel (sicuramente si era esagerato, ma probabilmente si era ritenuta indispensabile un’elevatissima autorevolezza per cercare di contrastare chi, all’interno del ministero, aveva portato alla eliminazione dell’evoluzione dai programmi scolastici). Forse non è stato sufficiente. Ne sarebbero serviti almeno 4? Ma ci sono 4 Nobel italiani oggi? Sarebbe stata quindi necessaria anche la presenza, fra i Nobel, di Dario Fo? Il ministro Moratti aveva pensato che, per difendere la sua strana idea ce si


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dovesse insegnare Darwin fin dalle elementari (illustrata nel documento del 28/4/04), fosse sufficiente schierare in campo 2 Nobel scientifici tuttora viventi di cui il paese dispone; la potenza culturale dispiegata non si è rivelata purtroppo sufficiente a contrastare la burocrazia ministeriale; e la Moratti è stata sconfitta ed umiliata. Niente Darwin alle elementari e in più tagli e correzioni, con matite rosse e blu, all’inutile compito dei premi Nobel. Chi proprio se la sente di leggere le due versioni del documento della commissione le trova qui: “L’affare Darwin/Moratti”. Qui e nel sito Italialaica c’è una versione testo. Non bisogna meravigliarsi dello scarso rispetto dimostrato dal ministero per le opinioni della commissione e dei due Nobel. Non dovrebbero proprio offendersi, ma è abbastanza logico, ad un osservatore solo un po’ obiettivo, che … se si è avuto il coraggio di bloccare l’evoluzione culturale italiana, eliminando l’evoluzione e Darwin dai programmi scolastici … tutto sembra lecito, e non c’è motivo di fermarsi davanti a quel che pensa un paio di premi Nobel. Articolo davvero penoso in ogni sua riga (“divulgatori ottocenteschi alla Piero Angela”; “ideologia darwiniana”; “fede fanatica ed anche crudele nel darwinismo”) sull’Indipendente: “Darwinismo e creazionismo verso al scienza” di un amico di Sermonti, che viene ovviamente citato ed osannato. Come a volte capita altrove in siti simili, l’impossibilità della generazione spontanea proverebbe l’impossibilità della speciazione..! In una rivista scientifica divulgativa on line USA (Live Science) si racconta la conferenza stampa del card.Poupard (“Vatican Cardinal: Listen to What Modern Science Has to Offer”); si riporta anche la risposta ad una domanda sullo strano intervento del Card.Schönborn: Basti e Poupard rispondono: Monsignor Gianfranco Basti, director of the Vatican project STOQ, or Science, Theology and Ontological Quest, reaffirmed John Paul's 1996 statement that evolution was "more than just a hypothesis.'' "A hypothesis asks whether something is true or false,'' he said. "(Evolution) is more than a hypothesis because there is proof.'' He was asked about comments by Austrian Cardinal Christoph Schoenborn, who dismissed in a New York Times article in July John Paul's 1996 statement as "rather vague and unimportant'' and seemed to back intelligent design. Basti concurred that John Paul's 1996 letter "is not a very clear expression from a definition point of view,'' but he said evolution was assuming ever more authority as scientific proof develops. Poupard, for his part, stressed that what was important was that "the universe wasn't made by itself, but has a creator.'' But he added, "It's important for the faithful to know how science views things to understand better.'' Non si capisce bene se mons.Basti, che comunque riporta anche lui (non si trova nessuno che la citi giusta!) in modo errato la frase di GPII (che citava la teoria dell’evoluzione), faccia riferimento all’evoluzione (che il Card.Ratzinger accettò nel 2004) o alla teoria dell’evoluzione (di cui appunto parla GPII nel suo documento del 1996) che si riferisce quindi in modo più chiaro al darwinismo. Anche sullo Scientific American compare un editoriale in proposito: “The Vatican Gets Right with Science Again”, fatto sulla base di quanto riportato sulla conferenza stampa del card.Poupard del 2/11. Compare la versione cartacea di Repubblica, con un breve articolo a proposito della riscrittura del documento dei Nobel (“Il giallo del doppio documento”) e un lungo articolo di Luca Cavalli Sforza che si sforza di spiegare che l’evoluzione è una cosa seria, verificabile e non contestabile, tanto meno con i vuoti argomenti dell’ID; il titolo richiama un punto importante del documento di GPII del 1996: “Tutto ci dice che Darwin aveva ragione”. Il punto più interessante del testo è quando Cavalli spiega come l’ID sia in realtà, a guardarla bene da vicino, una bufala: “Non si tratta di una teoria e nemmeno di un’ipotesi: non porta prove od esperimenti o ricerche ed osservazioni originali. Si limita a mettere in rilievo difficoltà e debolezze della teoria dell’evoluzione. Non ha origine dalla comunità scientifica. Gli scienziati disposti ad avvallarla sono pochi, nonostante anche fra chi fa scienza si trovino credenti delle varie confessioni”. Il giudizio negativo sull’ID lo si poteva leggere anche nelle parole dette al giudice di Harrisburg addirittura da M.Behe in persona, un biochimico che è uno dei principali esponenti dell’ID e


che dice che l’ID: “non propone un meccanismo nel senso di una descrizione passo-per-passo di come le strutture si sono formate. Ma possiamo supporre che nel meccanismo, nel processo in cui queste strutture si sono formate, una causa intelligente è senz'altro coinvolta” . Se qualcuno aveva capito qualcosa di diverso, ora può ricredersi. Se qualcuno continuasse a voler capire qualcosa di diverso dopo aver letto quanto scritto da Cavalli e da Behe vuol mantenere la confusione nel suo cervello. Se ognuno di noi legge con attenzione qualsiasi foglio un assicuratore ci vuole far firmare, ancora maggiore circospezione bisogna avere quando, magari gratuitamente, ci chiedono di accettare come spiegazioni non delle risposte o delle teorie, ma solo alcune domande (non particolarmente furbe, tra l’altro) e alcuni dubbi, senza evidenziare il fatto che la scienza e la ricerca si alimentano proprio con i dubbi. Le risposte di Behe si possono leggere (in inglese) anche in un articolo del New York Times del 19/10/05 (Witness Defends Broad Definition of Science), dove è riportata pure una frase molto chiara che mette in difficoltà Behe, in quanto è tratta proprio dal libro consigliato nella scuola di Devon (On Pandas and people) e propone un’assurdità scientifica come esempio di Intelligent Design: "Intelligent design means that various forms of life began abruptly through an intelligent agency with their distinctive features already intact, fish with fins and scales, birds with feathers, beaks and wings, etc."; questa definizione di ID presuppone chiaramente la creazione o la generazione spontanea di una forma vivente con particolari caratteristiche; il biologo Behe non può che confessare la definizione era “not consistent with his definition of intelligent design” L’articolo on line di Repubblica viene aggiornato la sera del 3 settembre, riportando le giustificazioni del ministero (comunicato stampa del 3/11/05: Insegnamento delle scienze: non esiste alcun "giallo" sui documenti della Commissione Montalcini), che definisce la ricostruzione "frutto di pura fantasia e superficialità", sostenendo che le indicazioni "sono state puntualmente recepite". E conclude: "I documenti interni del gruppo di esperti pubblicati dalla rivista riflettono vari stadi di avanzamento dei lavori, formulati anche attraverso i contributi dei singoli esperti". Una precisazione alla quale Micromega risponde: "Pegio el tacòn del buso, si direbbe in Veneto. Anziché smentire il ministero conferma che la promessa solennemente fatta dal ministro Moratti in data 23 febbraio non è stata affatto manenuta. E questo spiega perché, in violazione della legge Bassanini sul principio della trasparenza degli atti di pubblica amministrazione, il Ministero continui a rifiutarsi di rendere pubblico il documento". "Il Rapporto era considerato esecutivo dallo stesso ministro - prosegue Micromega.- Ogni successivo e fantomatico "stadio di avanzamento" è solo una censura e manipolazione bella e buona del lavoro della Commissione Levi Montalcini. Dunque la denuncia di MicroMega viene confermata: sfidiamo perciò il ministro Moratti a un pubblico confronto su questo scandalo perdurante, che espone la scuola italiana al pubblico ludibrio della comunità scientifica internazionale". E sul giallo interviene la parlamentare Ds Alba Sasso: "Allarmante che si affacci un sospetto di censura - dice -. Risulta evidente un'operazione di aggiustamento o ammorbidimento del testo che sembrerebbe ispirata da una precisa impostazione ideologica". E l'opposizione chiede con il verde Cortiana al Senato e con il diessino Tocci alla Camera che il ministro Moratti riferisca sul caso in Parlamento. Sembra evidente che anche il Parlamento si sta muovendo per capire cosa sia successo, e si chiedono spiegazioni anche alla Moratti. Sembra anche di capire, dalla spiegazione del ministero, che le correzioni ci siano e che probabilmente qualche commissario sia intervenuto successivamente alla consegna ufficiale del documento il 23/2. Si prospetta interessante il dibattito che si svolgerà a Genova domenica prossima alle ore 16, quando si parlerà proprio della situazione attuale dell’insegnamento dell’evoluzionismo in Italia: Darwin sì, Darwin no, Darwin forse, alla presenza di V.Sgaramella, uno dei membri della commissione. Verrà anche qualcun altro delle persone coinvolte nell’affaire della censura ai Nobel? In coda all’evento, se e quando finirà la discussione, ci sarà la presentazione di Pikaia, Il portale dell’evoluzione: un anno di informazione scientifica Durante la discussione a Genova sarebbe stato importante far notare come il


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“Gruppo di esperti coordinati dalla professoressa Rita Levi Montalcini sull'insegnamento delle scienze nella scuola” avesse raccomandato modifiche alle IN di scienze delle elementari, con critiche ai limiti dell’impostazione scientifica dei primi anni di scuola. Oggi nel sito web del ministero è comparso, oltre al comunicato sul “giallo”, un lungo comunicato (Quante bugie sulla scuola! Ecco le risposte del Ministero) in cui si cita ripetutamente il fatto che le IN abbiano carattere transitorio. Il comunicato è la risposta ad un dettagliato documento della CGIL scuola dell’1 settembre: Il punto sull'attuazione della Legge 53; 27 schede per saperne di più. Dato che la commissione ha fatto osservazioni sulle IN il ministero dovrebbe dire se intende tenerne conto, approfittando della transitorietà, probabilmente giustificata dalla disponibilità ad accettare miglioramenti; già che se ne parla; si potrebbe anche chiedere se il ministero ha tenuto conto, oltre che delle osservazioni della commissione Darwin, anche delle osservazioni pervenute da organismi autorevoli come il CNPI (15 luglio 2004 e 18-12-2003) e il CUN (30/4/03). La Commissione dovrebbe anche poter esprimere la propria soddisfazione (o meno) sul fatto che “il Ministero precisa che le indicazioni della stessa Commissione sono state puntualmente recepite e inserite come indirizzo programmatico negli argomenti di insegnamento nella secondaria di primo grado”. Pur essendo l’obiettivo primario, non sembrava che fosse solo questo l’unico obiettivo e compito del “Gruppo di esperti coordinati dalla professoressa Rita Levi Montalcini sull'insegnamento delle scienze nella scuola”. Anche sul Corriere della Sera compare la notizia: “Censurato il testo dei Nobel; giallo su Darwin”. Un altro quotidiano che parla del problema è Liberazione: “«Trascurare Darwin è errato» ma il documento dei Nobel scompare” Ne parla anche il Mattino di Padova (“Darwin e gli omissis”) e il Secolo XIX (Evoluzionismo bandito a scuola un giallo tra Darwin e Moratti), che, probabilmente come quotidiano della città, Genova, in cui si sta svolgendo il Festival della Scienza, si scandalizza della censura. Sul Sole 24 Ore si parla invece di uno scienziato italiano citato a Genova: “Nils Barricelli, quell’italiano che spiegò l’evoluzione” Su Nature intervista a due scienziati testimoni in favore dell’evoluzionismo al processo di Harrisburg (Expert witness: the scientists who testified against intelligent design). Si intervista anche (a proposito di quanto dice Cavalli oggi) anche lo scienziato cattolico (Kenneth Miller) che ha scritto una pagina web sull’evoluzione e il libro sull’evoluzione utilizzato nella scuola di Dover, al centro del processo. Questa informazione può essere molto utile sia agli esperti del ministero che agli esperti del Vaticano. Mesi fa infatti K.Miller ha chiesto al papa se, dopo la lettera del card. Schönborn al New York Times fosse cambiato qualcosa rispetto alla separazione fra scienza e fede a proposito dell’evoluzione e della teoria darwiniana e se era cambiato qualcosa rispetto all’ID, che lui, come cattolico rispettoso delle indicazioni papali, combatteva da almeno 10 anni. Era rimasto molto male nel leggere che invece Schönborn era favorevole all’ID! Non ha ancora ricevuto risposta. Forse Schönborn l’ha fatta grossa? Sul Foglio (archivio accessibile con iscrizione gratuita) continua l’attacco a puntate all’evoluzionismo con l’articolo “I darwiniani, per togliere di mezzo Dio, finiscono per credere agli extraterrestri”; ovviamente si confonde l’evoluzione della vita con l’origine della vita. Basta leggere l’articolo per capirlo, ma magari qualcuno si accontenta del titolo… Alle ore 10 la notizia sulle due versioni del documento conclusivo della commissione Darwin compare anche nel sito del gruppo di Biologia evoluzionistica Iniziano a comparire in rete le notizie sul convegno internazionale “L’infinito nella scienza, nella filosofia e nella teologia”. E’ il tema del primo congresso internazionale del progetto Stoq, (‘Scienza, teologia e la questione ontologica’), in programma dal 9 all’11 novembre all’Università Lateranense e presentato stamani nella Sala Stampa della Santa Sede. Il convegno proporrà un confronto tra scienziati, filosofi e teologi sarà incentrato sull’Infinito, comune denominatore per un dialogo a 360 gradi tra matematica, cosmologia, antropologia e teologia. Domani compariranno anche gli articoli a stampa. Darwin rientra nella tematica (anche se nel programma proprio non compare), secondo un articolo sul sito cattolico Korazym: Darwin? Evoluzione


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e creazione coesistono. La posizione del card. Poupard, che ha presentato il convegno probabilmente non è molto apprezzabile dagli scienziati evoluzionisti, che hanno pochi motivi per gioire nel sapere che “Il principio di evoluzione non è contrario al principio di creazione, ma entrambi possono coesistere e completarsi senza accanirsi a ricacciare Darwin nel passato oscurantista”. Gli evoluzionisti vorrebbero precisare che non sono loro a dare dell’oscurantista a Darwin. Piu’ positivo venire a sapere che “Occorre fare attenzione sul tema dell'evoluzione a non confondere la posizione della chiesa cattolica con quella dei cristiani fondamentalisti. Per la Chiesa è ormai acquisito che ''il principio di evoluzione è ormai più che un'ipotesi'' avendo fornito importanti riscontri oggettivi ed empirici. È pure acquisito che il principio dell'evoluzione non contraddice il principio di creazione. Oltre al fatto che non si capisce cosa siano questi “principi” è importante ricordare che in realtà GPII nel 1996 aveva detto che la teoria dell’evoluzione [darwiniana] era ben più che una mera ipotesi. Si avanza come i gamberi….? Rivelatrice poi la frase di Poupard che dimostra comunque come l’evoluzione sia poco amata: “Sulle modalità della creazione la discussione è aperta e continuerà ancora ad esserlo, ed è il campo della scienza discuterne liberamente”. Chi è che diceva che sull’evoluzione (NB: non sulla teoria dell’evoluzione) la Chiesa non crea più problemi?! Stupisce anche la conclusione dell’intervento di Poupard, che presenterebbe, secondo il giornalista, ma sarebbe una novità, una contrapposizione fra neodarwinismo e creazionismo, con la posizione della chiesa cattolica … proprio al centro degli opposti estremismi (!!??): “esiste però anche la via mediana, espressa del resto dal cardinale Poupard e in passato da figure autorevoli come l’arcivescovo di Vienna, cardinale Cristoph Schönborn e il teologo mons. Bruno Forte che ammetteva senza problemi: “Come cristiano mi trovo a mio agio di fronte all’evoluzione e non sono affatto tenuto a negarla, purché non smarrisca il filo rosso dell’intenzionalità divina che la informa”. Il punto vero, cioè, è quello di fare accompagnare alla teoria evoluzionista un “disegno” divino comunque presente: la vita sulla Terra è il risultato non delle “casuali variazioni e combinazioni” di cui parla il neo-darwinismo, ma di un evoluzionismo che ha seguito le sue tappe “guidato” in qualche modo dalla presenza e dalla volontà di un Dio creatore.” Sembra che in Vaticano non sappiano che negli USA ormai il creazionismo biblico citato da Poupard è superato e minoritario in quanto inutile (l’ambiente ostile della Corte Costituzionale USA l’ha selezionato alla fine degli anni ’80…), mentre l’ID presenta una posizione poco diversa, nonostante quanto dicano,a quella della chiesa cattolica; l’unica differenza è che fino a ieri la chiesa cattolica permetteva che gli scienziati cattolici studiassero l’evoluzione, mentre ora sembra (se il giornalista ha capito bene quella che in realtà può essere solo una battuta spiritosa) che gli scienziati debbano invece studiare … la creazione: “Sulle modalità della creazione la discussione è aperta e continuerà ancora ad esserlo, ed è il campo della scienza discuterne liberamente'“. Questa frase sembra confermare, essendo stata detta dal “Ministro della Cultura” del Vaticano, che anche la chiesa cattolica concorda (o forse l’aveva inventata prima?) sulla “wedge strategy” del Discovery Insitute, che ha l’obiettivo di inserire nella scienza anche le spiegazioni magiche e soprannaturale. Come si vedrà in seguito, queste dichiarazioni verranno capite in modo anche opposto nel mondo, e il papa dovrà intervenire a correggere le false interpretazioni. Altre info sul convegno si trovano in un sito cattolico conservatore. Sui quotidiani continua il dibattito sul giallo delle due versioni del documento della Commissione Montalcini. In un articolo sul Giornale (La Chiesa: Darwin non è in contrasto con la Creazione) si parla sia del prossimo convegno in Vaticano che del giallo : “La rivista Micromega, nell'ultimo numero, scrive di un presunto intervento censorio da parte del ministro per modificare il documento preparato proprio su questo argomento dalla commissione presieduta dal premio Nobel Rita Levi Montalcini. Dal ministero le accuse vengono respinte al mittente, dato che le indicazioni della commissione Montalcini sulle teorie evoluzionistiche «sono state puntualmente recepite e inserite come indirizzo programmatico negli argomenti di insegnamento nella secondaria di primo grado». Dunque Darwin e la sua teoria non verrà


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cancellato dai libri di testo” Sul convegno in Vaticano si riporta l’intervento alla conferenza stampa del responsabile del progetto Stoq (Science, theology and the ontological quest): “Anche monsignore Gianfranco Basti, direttore del Progetto Stoq - che coinvolgendo ricercatori, filosofi e teologi mira proprio a superare qualsiasi pregiudizio reciproco fra scienza e fede - attacca i fondamentalisti «che se la prendono con l’evoluzionismo, usando in maniera ideologica il concetto di creazione». Lo stesso Giovanni Paolo II aveva definito il principio dell’evoluzione «più che un’ipotesi». «Un’ipotesi può essere vera o falsa - ha spiegato Basti - e dire che è più di un’ipotesi vuol dire che a favore dell’evoluzione ormai ci sono delle prove che fanno tendere verso una teoria scientifica abbastanza consolidata. Ma da qui, dire che il principio di evoluzione è contro il principio di creazione non sta né in cielo né in terra: è proprio un’affermazione falsa». La Chiesa oggi può guardare con maggiore attenzione alla teoria evoluzionistica perché da decenni la stessa biologia ha superato la tesi della pura casualità di tipo stocastico, abbandonata perché non sta in piedi scientificamente»” Due gli aspetti curiosi/interessanti di questo breve intervento: la frase citata di GPII il 7 luglio scorso era stata prima letta male e poi giudicata poco importante (e quindi da dimenticare) da un altro cardinale (il card. Schönborn) … se giustamente la biologia non ha nulla da dimostrare sull’origine della vita, molto ha detto invece molto sul ruolo del caso, e non ha abbandonato nulla; forse era invece la chiesa che insisteva a dire (sbagliando, intenzionalmente o per ignoranza) che per la biologia l’evoluzione era dovuta solo al caso; sarebbe interessante sapere che si è cambiato idea e si riconosce finalmente che, a differenza della censura o confusione ministeriale sul documento Montalcini, il caso ha un ruolo fondamentale nell’evoluzione biologica. L’articolo viene riportato, criticato e commentato con un articolo di Blondet (“La Chiesa evoluzionista“, tratto da EffeDiEffe di oggi) anche sul sito cattolico integralista FattiSentire.Net Sull’Avvenire oggi un articolo su un prossimo congresso sull’Infinito in Vaticano (Poupard: Darwin non è nemico dell’idea cristiana di creazione); il titolo (che sembra “guidato più dall’ideologia che dalla ragione”) sembra non rispecchi il contenuto dell’articolo ma, se non è intenzionalmente ironico, è sicuramente molto ingenuo e chiaramente ribalta il problema, dato che il dubbio che gira per il mondo è invece che sia piuttosto … la chiesa ad essere allergica dell’idea darwiniana di evoluzione; se le cose stessero così (e sembra confermarlo l’articolo con un titolo quasi simile del Giornale) c’è il rischio serio che ancora una volta la Chiesa vada a sbattere contro un problema come quello di Galileo, da cui non può derivare che una sconfitta e un calo di consensi (sempre che questo possa essere considerato un problema). Un riquadro nello stesso articolo (“Il biblista Ravasi: troppa confusione dei ruoli”) evidenzia l’opinione del gesuita Ravasi, che ha invece capito il nocciolo del problema, dato che scrive: “è ovvio che l’evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati della scienza. Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda”. Se confermata, questa dichiarazione amplierebbe e di molto (in quanto potrebbe essere accettata senza problemi da qualsiasi evoluzionista…) lo spettro già ampio di dichiarazioni provenienti da esponenti del clero cattolico…. Se si rende conto di quanto ha detto (distinguendo fra evoluzione e teoria evoluzionistica, che ritiene perfino unica, a differenza anche di GPII, che preferisce parlare al plurale di teorie), il discorso è fin troppo chiaro e corretto. Però molto diverso da quanto dicono gli altri teologi. A tal punto che potrebbe ovviamente essere sottoscritto senza problemi da qualsiasi scienziato. Ravasi si sarà reso conto di quello che ha scritto, o è un errore di un giornalista? Lo sgrideranno? A questo punto è comunque veramente ampio il ventaglio di opinioni che escono dalle gerarchie ecclesiastiche; non viene più lasciato molto spazio ad opinioni diverse provenienti dal mondo della scienza … In queste giornate piuttosto agitate si inserisce anche il Foglio (archivio accessibile con iscrizione gratuita), con un articolo come al solito piuttosto originale e contro[qualsiasi]corrente, di G.Sermonti: “E’ proprio lo scimmione a dirci che i neodarwinisti hanno torto”, con una cronologia allegata: “Cronologia ed esequie dell’uomo scimmia”. Niente di simile agli articoli precedentemente citati, né è simile ad articoli che compaiono su qualsiasi


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rivista primatologica mondiale. Anche perché Sermonti è l‘unico in Italia a sostenere, senza alcuna documentazione, che sono le antropomorfe a discendere dall’uomo; fino a qualche anno fa diceva che questo era avvenuto 100.000 anni fa; oggi invece sposta la data a 500.000 anni fa. Qui, in un sito religioso, una versione testuale dell’articolo. Più seria un’intera pagina di Repubblica che contiene forse qualche novità sul rapporto fra Chiesa ed evoluzionismo, come illustrato alla conferenza stampa di presentazione di un convegno sull’Infinito. “La chiesa difende l’evoluzionismo Darwin non nega la creazione; il card. Poupard: sbagliano i neo-fondammentalisti” ma anche “Ma non c’è incompatibilità: all’origine del mondo c’è Dio” realizzato su un’intervista al gesuita Giusepes, autore di un articolo abbastanza informato ed “avanzato” sull’evoluzione.). Nel primo articolo si accolgono dichiarazioni del card.Poupard (“scienza e teologia agiscono in campi diversi, ciascuno nel proprio”), di mons.Basti, (“Il principio di evoluzione e il principio di creazione possono convivere, essendo su due piani completamente diversi”), oltre che di mons.Ravasi (“è ovvio che l’evoluzione esiste. Non si possono ignorare i risultati della scienza; Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda”). Anche sulla Stampa un articolo sulla conferenza stampa del convegno sull’Infinito: “La Chiesa boccia gli integralisti della creazione” Strano che nel programma del congresso non si trovi traccia di Darwin. Comunque l’articolo preannuncia la notizia decisamente strana che “La scomunica dei creazionisti verrà ufficializzata nel corso del congresso sull’Infinito”. Non si capisce chi potrebbe temere questa “scomunica” se non i creazionisti italiani e il mondo musulmano, dato che negli USA sono pochi e poco noti i veri “creazionisti biblici”. Oggi infatti anche i sostenitori dell’ID, come la chiesa cattolica, si sono rassegnati (nonostante alcuni continuino a essere allergici all’idea) a credere nell’evoluzione, anche se, non volendo approfondire l’argomento, non riescono a capire come possa funzionare un processo così meraviglioso. Non si capisce perché si arrendano così facilmente: il fatto di non capire non richiede necessariamente che ci sia qualcuno più intelligente di loro che lo gestisca. Hanno infatti ragione a dire che è un processo maledettamente complesso; è infatti così complesso che nessuno potrebbe gestirlo senza impazzire, con tutte le specie che vanno e vengono, nascono e muoiono. E questo potrebbero capirlo anche loro Nel sito Effedieffe si può leggere uno sconsolato ma anche rabbioso articolo (“La Chiesa evoluzionista“) di un giornalista che da tempo si impegna per allontanare i cattolici dalla retta via … tracciata da Darwin. Nell’articolo si legge la disperazione di chi, dopo aver fatto tanto, con libri ed articoli sull’Avvenire dove lavorava, per orientare il popolo di Dio in una certa direzione, si accorge che dal Vaticano arrivano invece dichiarazioni che vengono interpretate come contrastanti con le sue opinioni. L’occasione è la conferenza stampa del 3/11 del card. Poupard, e per difendere l’onore dell’intelligent design questo giornalista scrive frasi decisamente pesanti rivolte verso il cardinal Poupard e soprattutto la sua (del cardinale) intelligenza: “Tempo fa ebbi modo di ascoltare il cardinale Paul Poupard: lo giudicai, come molti della sua casta, un «superficiale», per usare un eufemismo. L'impressione è confermata dall'ultima uscita del prelato, che ha voluto spezzare la sua lancia a favore del darwinismo”, “Queste frasi rivelano che il cardinale Poupard non sa di cosa parla, e che egli ha tratto tutta la sua informazione dell'attuale polemica fra «creazionismo» ed «evoluzionismo» da un'affrettata lettura di qualche giornale”; “E questa teoria non dice, come ripetono i giornali e il cardinale Poupard, che il mondo vivente è così complesso, da richiedere di postulare un creatore di infinita intelligenza: questa è filosofia da bar Sport, non quello che dicono i sostenitori della nuova teoria”; “Così, una normale intelligenza (eccettuati i giornalisti e i Poupard) riesce a intuire che cos'è la teoria della «progettazione intelligente»”; “Poupard ha perso un altra occasione per tacere. Con un'aggravante: che ha voluto mettere il peso della presunta autorità dogmatica a favore del darwinismo. Da domani, tutti gli evoluzionisti grideranno:


5/11/05-USA:

6/11/05-IT:

dovete credere a noi, voi credenti, anche la Chiesa ci ha approvato! Splendidi «scienziati», che si rifugiano sotto l'ala dell'infallibilità pontificia. E magari vorrebbero l'Inquisizione, contro i «creazionisti»” Triste il finale dell’articolo, quando, dopo aver semplicemente raccontato un fatto dell’evoluzione, si illude di averlo spiegato secondo l’ipotesi alternativa dell’ID, e tutto contento chiede l’approvazione del lettore; in realtà … non aveva spiegato niente: Ho cercato di spiegare. Ho forse fatto ricorso a citazioni dalla Genesi biblica? Ho accennato a un Creatore? Ho fatto appello alla fede? Non mi pare. Ho esposto una teoria scientifica contro un'altra, che lo è meno. Possiamo consigliarli di leggere qualcosa di Coyne e di Facchini, che probabilmente conosce? [Troppa fretta…. Se avesse aspettato qualche giorno avrebbe visto che le dichiarazioni di Poupard sono state poi corrette dallo stesso papa.] • Si è chiuso ieri a Harrisburg il dibattimento al processo contro l’inserimento di un avvertimento prima di insegnare l’evoluzione in una scuola di Dover. Articolo dal New York Times: Closing Arguments Made in Trial on Intelligent Design. Per i primi di gennaio si attende la sentenza. L’articolo è chiaramente favorevole agli evoluzionisti, in quanto sintetizza alcune delle assurde dichiarazioni fatte dai sostenitori dell’Intelligent Design.. • · Su La Stampa articolo in cui si va a chiedere a quelli dell’ID negli USA cosa pensano di quanto detto dal card.Poupard in Italia: “Dio crea teocon conserva "il disegno intelligente? Una boccata d'aria fresca"; ma perché non chiederlo agli scienziati evoluzionisti cattolici? In effetti Poupard sbaglia nel considerare “creazionisti biblici” quelli dell’ID (che invece, esattamente dal 1987, quando un giudice li ha costretti, credono nell’evoluzione), per cui negli USA la sua opinione non è ben comprensibile • Nel pomeriggio, alle 16, a Genova, tavola rotonda su Darwin al Festival di Genova (Darwin sì, Darwin no, Darwin forse), con Giulio Barsanti, Orlando Franceschelli, Michele Luzzatto, Vittorio Sgaramella. Si discute del dibattito attuale in Italia su Darwin e sul rapporto fra la Chiesa e la scienza. Interviene anche V.Sgaramella che accenna al problema del giallo della relazione della commissione Darwin, di cui esisterebbero addirittura due versioni finali e nessuno al ministero sa quale sia quella giusta. Sembra di capire che, pur escludendo probabilmente censure del Ministero, sono costretti a tenerla nascosta (essendo piena di correzioni a mano quella che piacerebbe di più) nonostante la legge imponga la trasparenza degli atti amministrativi. Una situazione comunque imbarazzante. Al termine della tavola rotonda, la giovane redazione di Pikaia (www.eversincedarwin.org) ha presentato, con immagini e filmati, le attività del primo portale italiano interamente dedicato alla teoria dell’evoluzione e alle ricerche evoluzionistiche, mostrando al pubblico come nasce un portale scientifico aperto, come viene aggiornato e come raccoglie quotidianamente le notizie più interessanti. • Su Repubblica si legge un’intervista al card. Schönborn (“C’è un disegno nell’universo”). Riprende, anche se con qualche modifica, gli argomenti della sua lettera al NYT del 7/7/05. Cerca di sembrare meno vicino all’ID ma non sa proprio decidersi se fede, intelletto e ragione siano alternativi, contrapposti o sinonimi. In un punto dell’intervista dice che “la ragione è in grado di riconoscere nell’universo un ordine, un senso, una connessione, un Design”; in quanto alla fede, crede che: “dal punto di vista della fede tutto ciò che esiste presuppone una causa trascendente che mantiene l’universo e lo conduce verso il traguardo”; anche l’intelletto (?) comunque può contribuire a chiarire il concetto, in quanto: “negare nell’insieme un Design sarebbe un ‘abdicazione dell’intelletto”. Tre giorni di lettura dai giornali di riflessioni di esponenti della Chiesa non sembrano aver chiarito molto le idee sul numero di posizioni diverse attualmente esistenti. Forse se parlasse uno solo la coerenza interna sarebbe migliore. D’altronde anche San Paolo non


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7/11/05-IT:

ci è molto d’aiuto quando dice che “con la luce della ragione umana possiamo riconoscere l’esistenza di una ragione che sta dietro a tutte le realtà”. D’altronde è anche normale e prevedibile che se il problema non è conosciuto, “Quot capita, tot sententiae” e si lasciano ampi spazi di intervento … all’odiato caso, che riesce a trovare un suo spazio anche … fra fede e ragione. Sull’Avvenire un articolo (L'ultradarwinismo senza perché) molto eterogeneo in cui si parla male di darwinisti, atei, ecc. Vengono citati recenti interventi sui quotidiani italiani da parte di Steve Jones (Corriere: “I creazionisti sbagliano e la prova e' nell'occhio"), Oliver Sachs (Espresso: “Darwin non ha Dio”).. Sul Secolo XIX articolo: «Il creazionismo danneggia la religione»; Articolo on line nell’Agenzia (cattolica) Zenit: Il posto dell’uomo nel creato e le “violenze” del naturalismo; una filosofa cattolica docente della facoltà di Bioetica dell’ateneo pontificio Regina ApostoIorum dopo aver condannato ambientalisti ed animalisti (questa è in effetti la linea dell’UPRA) commenta alcune notizie sull’evoluzione; in particolare se la prende con un articolo di Cavalli Sforza del 3/11: “Il 3 novembre è apparso un articolo su “la Repubblica” che difende a spada tratta il darwinismo. Accusa di oscurantismo e di non scientificità i suoi oppositori, sostenendo che il rifiuto della spiegazione di Darwin ha unicamente ragioni “politiche”, legate alle lobby conservatrici americane. Dà per scontato che l’uomo deriva dalla scimmia, e ritiene questo punto assolutamente condiviso da tutta la comunità scientifica. Afferma infine che l’esistenza di Dio può liberamente essere professata da chi ci crede, ma che questo non può intaccare il rigore dello scienziato, il quale non ha bisogno di tale “ipotesi” per lavorare (Luca e Francesco Cavalli Sforza, Tutto ci dice che Darwin aveva ragione. L’evoluzionismo e i suoi nemici, “la Repubblica”, 3 novembre 2005).” Sconcertante come il non sapere che l’uomo sia un primate la dice lunga su quali siano le fonti (Sermonti?) della scienza diffusa in questa università pontificia che ospita da quest’anno, nonostante il parere contrario della regione (ai tempi di Storace) perfino un’Università privata convenzionata inaugurata l’anno scorso da Fazio e Letta. E che lo scienziato non si lamenti! “Lo scienziato onesto sa che molte cose restano fuori dal suo campo d’indagine, e che molte risposte alle domande fondamentali dell’uomo esulano completamente dai suoi scopi”. In questo caso sembra si voglia richiamare il rischio che le risposte esulino anche dalle competenze. Le uniche valutazioni positive vanno alle opinioni di un antidarwinista che ultimamente scrive sul Foglio. Un’agenzia ANSA informa che a Genova al Festival della Scienza “Un gruppo di scienziati ha rinfocolato le proteste contro la parziale reintroduzione dell' evoluzionismo nei programmi delle scuole medie”. Ci sarebbe stato da meravigliarsi se fosse avvenuto il contrario…. Comunque mercoledì il ministro risponderà alle interrogazioni parlamentari sul problema. Contemporaneamente al rinfocolamento genovese inizia oggi a Roma, teletrasmesso in diretta in altre 8 città e cittadine italiane, il primo giorno di lezione di un master di primo livello in Scienze Ambientali che utilizza una definizione di scienza più ampia di quelli normalmente utilizzata in altre università italiane. Il master (230 ore lorde di lezione in soli 29 giorni di lezione - che stranamente vengono considerate equivalenti addirittura a 60 CFU) è organizzato dalla neonata Università Europea di Roma gestita dai legionari di Cristo; il corso è gestito con l’Athenaeum Pontificium Regina ApostoIorum, presso il quale il master era attivo dal 2002/03 e che si poteva frequentare con 400 euro all’anno. Direttore scientifico del Master è A.Gaspari, scrittore e saggista, direttore di Greenwatch News (pubblicato dall’Acton Institute, che “riconosce che un’economia forte e vivace e la tenace difesa dei diritti di proprietà siano principi essenziali affinché si abbiano gli incentivi che favoriscono la sollecitudine per la pratica ecologica”) e autore di articoli e saggi monografici sullo sviluppo tecnologico e scientifico per la difesa dell’ambiente («Troppo caldo o troppo freddo? La favola del riscaldamento del pianeta»; «Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite»; «Risorse Rinnovabili e ambientalismo i motivi dell'ottimismo»; «Bomba demografica e relativismo morale»; «L’effetto serra tra timori e fandonie»; «Lo stato del pianeta tra preoccupazioni etiche e miti ambientalisti»). Qui presenta il master nel 2002.


Il passaggio interno dall’università pontificia all’altra riconosciuta garantisce una maggiore appetibilità del Master, dato che l’Università Europea, nonostante il parere contrario della regione Lazio (gestita a quel tempo dall’on.Storace) è stata riconosciuta dal MIUR nel 2004. Il Master finora non era approvato dal MIUR ma dal ministero dell’Ambiente, che vi inviava i suoi dipendenti. Nel sito web dell’UPRA si può trovare l’elenco dei moduli e l’elenco dei docenti, mentre nel sito web dell’UNIER si trova il bando con i nuovi prezzi (1000 euro per 230 ore) e il modulo di iscrizione; un costo diverso (quasi il doppio?!!) è chiesto a chi si iscrive a RC, una delle 8 sedi collegate in videoconferenza: Bologna, Maddaloni, Fermo, Livorno, Olbia, Scauri, Ascoli Piceno (aggiornato, con UNIER!); non si cita Reggio Calabria, ma in una pagina web dell’Università dei Mediatori Linguistici di Reggio Calabria se ne parla; curioso il fatto che nel sito di BO si indichi 526 euro come quota per il master seguito a Roma (all’UPRA). Come si vede in questa vecchia pagina web, nel 2004/05 il master, apparentemente identico quello attualmente offerto da un’università non pontificia ma “Europea”, costava 500 euro. Per quanto riguarda gli standard scientifici, sembra di capire che non ci si limiti alle spiegazioni naturalistiche e materialistiche che caratterizzano (e non da oggi) il metodo scientifico, ma rientrino nella definizione di “scienza” anche le spiegazioni che fanno ricorso al soprannaturale, con obiettivi quindi simili a quelli perseguiti da chi negli USA sostiene l’ID. Basta andare a guardare alcune dispense del master nel sito web con materiale didattico di una sede (movimento Azzurro) un tempo collegata in videoconferenza. O leggere nel sito di AP che “i contenuti e gli obiettivi formativi del Master [in scienze ambientali] sono: - La concezione antropocentrica e integrale dello sviluppo umano secondo la migliore tradizione filosofica e teologica della Chiesa cattolica”.. Una lezione i cui appunti sono abbastanza “interessanti” è quella di “Teorie evoluzionistiche e magistero della chiesa” di P.R.PascuaI; in questa lezione sono abbondanti e di tipo diverso le critiche (ci sono anche importanti ragionamenti basati su informazioni errate: “Di per sé le mutazioni sono neutre”...?!) all’evoluzione e alla teoria dell’evoluzione, senza che venga proposta un’ipotesi alternativa verificabile che spieghi i fenomeni dati praticamente per certi anche da Ratzinger nel 2004; vengono presentate come alternative solo ipotesi basate su interventi soprannaturali, e questa (almeno finora) non è possibile considerarla scienza: (“Le mutazioni genetiche, da sole, non sono sufficienti per spiegare l'evoluzione. Sebbene la genetica sia causa necessaria dell'evoluzione (perché senza di essa non ci sarebbe la trasmissione dei caratteri mutati), non è sufficiente a spiegarla. Per questo si deve dire che ancora oggi non si conoscono le cause sufficienti dell'evoluzione, benché se ne conoscano gli effetti. Siamo, così, ancora nell'ordine delle congetture al riguardo.”; “In sintesi, riprendendo degli spunti di Salvatore Arcidiacono, «l'evoluzione, in quanto sostiene la trasformazione dei viventi, è teoria scientifica, ma se postula l'eliminazione del finalismo e si oppone al Creazionismo diventa ideologia filosofica e come tale non può essere accettata”; “Ma secondo me le questioni più impegnative riguardo l’evoluzionismo continuano ad essere quelle dell’origine della vita (di fatto ancora non è stato possibile produrre la vita in laboratorio, a partire dalla materia inerte, e si è arrivati al punto di proporre un’origine extraterrestre, come ha fatto qualche anno fa il premio Nobel Francis Crick, benché così non si risolve, ma semplicemente si sposta il problema), e quello, ancora più complesso e coinvolgente, dell’origine dell’uomo (sembra che ci sia una discontinuità essenziale tra l’uomo e gli altri animali, non spiegabile con le sole leggi dei processi evolutivi, soprattutto a ragione della sua trascendenza dalla materialità, in virtù della sua struttura corpoanima-spirito)”; “Tutto questo ha delle conseguenze anche nel modo di vedere il rapporto tra l’uomo e la natura (da lì prende linfa certa ideologia ecologista e ambientalista). Ma anche ha un risvolto, molto più profondo e insidioso, nel ambito della morale e della cultura.”). La frase “La teoria sintetica si trova oggi davanti a serie difficoltà” si può semplicemente contestare senza nemmeno dover uscire dal Vaticano ….Penso sia evidente quanto il precedente papa avesse idee un po’ più


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robuste: GPII scriveva nel 1996 che, poichè “la convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria”, “le nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell'evoluzione una mera ipotesi”. Qui invece siamo alle “congetture”; anche qui si sminuiscono, o si ignorano, le dichiarazioni di GPII! Un punto invece molto apprezzabile di P.R.PascuaI è quando pone molto chiaramente la ragione come strumento della scienza [scienza e ragione sembrano sinonimi nell’ultima citazione] piuttosto che della fede, vicino alla quale stranamente alcuni teologi talvolta preferiscono metterla…. [Grazie]: “evitare il doppio scoglio di confondere i piani della fede e della ragione, o di separarli troppo”; “La Rivelazione, con i suoi contenuti, non potrà mai umiliare la ragione nelle sue scoperte e nella sua legittima autonomia”; “In sintesi, bisogna evitare i due estremi del concordismo e del discordismo nel rapporto tra la scienza e la fede, e cercare la via dell’articolazione … La fede non si oppone alla ragione, ma piuttosto viene incontro ad essa, la promuove e la redime, la libera dall’ideologia e dai pregiudizi del razionalismo, lo scientismo e il relativismo” Negli stessi appunti si trova un’illuminante citazione di un’enciclica del 1893, dove si danno indicazioni ai teologi su come affrontare le discussioni con i naturalisti: nell’enciclica Providentissimus Deus di Leone XIII, leggiamo infatti: «Se poi dissentiranno [il fisico e il teologo], lo stesso Agostino detta in sintesi la regola di comportamento per il teologo: “Tutto ciò che i fisici potranno dimostrare con documenti certi, dovremo provare che non è contrario alle nostre Lettere; qualunque cosa, poi, presentassero nei loro scritti contrario alle nostre Lettere, cioè alla fede cattolica, o noi dimostriamo con qualche argomento che esso è falso, oppure senza alcuna esitazione lo dichiariamo falsissimo” (De Gen. ad litt., I, 21, 41)» Interessante (ma preoccupante) collegare questa notizia a quella citata nell’articolo sull’Osservatore Romano dell’11/11/05. D’altronde le foto dell’inaugurazione dell’Università Europea mostrano un grande interesse del governo per le università private. Speriamo solo che non passi all’Università Europea anche il Corso teorico e pratico sul ministero dall’esorcistato. Articoli sull’Unità (“Darwin, il giallo del rapporto sparito”) e sul Sole24Ore (“La polemica su Darwin”), che riguardano probabilmente quanto discusso alla conferenza di Genova. Anche i siti web scolastici sembrano interessarsi alla questione. Tuttoscuola, per esempio ha nelle news un articolo: Darwin: censura, giallo o pretesto? Sul New York Times cominciano a comparire articoli che preannunciano la prossima apertura all’American Museum of Natural History di una mostra che aiuterà a capire come anche un creazionista possa diventare, col tempo (ma soprattutto utilizzando la ragione invece della fede di cui comunque disponeva), un fervente evoluzionista, e per di più darwiniano; la mostra (Darwin: his life and times) aprirà il 19 Novembre. Purtroppo bisogna andare fino a New York! Sul Foglio articolo (“Finite le udienze al processo di Harrisburg”) sul processo di Harrisburg. Un articolo sul Corriere racconta dei Science Parks USA con i dinosauri, gestiti dai creazionisti “Sulla genesi è sfida fra i musei”. Nello stesso articolo si annuncia la prossima apertura a New York della mostra su Darwin (Darwin: his life and times). Sul Foglio articolo confuso sulla posizione dei cattolici e dei cristiani sia Italiani che USA sull’ID “Ecumenica marcia del disegno intelligente fra i cristiani americani”). Sembra che i cattolici USA siano favorevoli all’ID e quelli italiani divisi (Poupard contro gli IDisti visti – sbagliando - come creazionisti biblici mentre in realtà oggi credono all’evoluzione); Facchini sembra messo in contrapposizione con Poupard e non viene presentato come autore di numerosi testi sull’evoluzione umana, ma si cita un articolo su Vita e Pensiero 5/2005 (“Darwin, la Chiesa e l’armonia dell’universo”) in cui dice che la comparsa dell’uomo è oscura: “il momento dell’emergenza dell’uomo resta avvolto nell’oscurità”. Sembra che il giornalista non abbia scoperto che l’autore del libro di scienze nel liceo di Dover (e testimone a favore degli


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evoluzionisti) sia Kenneth Miller, un’evoluzionista cattolico (pagina web sull’evoluzione gestita da Miller) che ha perfino scritto lettera al papa (insieme ad Ayala) protestando per l’intervento del card. Schönborn, dato che lui … combatte l’ID da almeno 10 anni …. Purtroppo di questo cattolico un po’ nei pasticci non se n’è accorto nemmeno l’Avvenire…. Sul Giornale si intervista il card.Poupard sul progetto STOQ che dovrebbe evitare alla Chiesa di sbattere la faccia un’altra volta: “Fede e scienza unite perchè un caso Galileo non si ripeta più”. In realtà si sottolinea una differenza importante: nella scienza le idee precedenti si superano senza troppi problemi “spesso progredisce per salti che spesso negano quella che era la verità della vigilia”. Il giorno in cui anche nella fede funzionasse un meccanismo simile probabilmente il dialogo sarebbe più facile. Sembra comunque un problema interno a questa come ad altre chiese, per cui sembra strano che invece di preoccuparsi delle degenerazioni della fede si preoccupi della “scienza ridotta ad ideologia, al di fuori delle sue competenze”. Anche se sono ragionamenti interni alla chiesa cattolica, non sembra centrino il problema.. Due articoli oggi sul Foglio, con titoli coordinati: “La testa di Darwin” e “I granchi di Darwin”; ambedue gli autori masticano poco di biologia ma sul Foglio compare per la seconda volta una traccia di dissenso rispetto all’antidarwinismo forse imposto dall’alto che aveva “creato” una strana omogeneità soprattutto nelle ultime settimane. Se il primo infatti fa dell’ironia su Darwin e su alcuni aspetti culturali della sua epoca, come l’interesse per la forma della testa, che aveva coinvolto lo stesso Darwin; nel secondo si parte dalle caratteristiche di particolari gamberi trovati nei fori imperiali per svolazzare fra vari argomenti; nel finale citando un libro di H.Yahya, tradotto anche in italiano vede uno strano rischio di guerra di religione proprio su un punto che invece vedrebbe un probabile accordo anche fra varie religioni. Sulla rivista cattolica Tempi G.Meotti, che sta seguendo per il Foglio il processo di Harrisburg induce (“Giudicati da una scimmia“), intervistando solo cristiani conservatori (meglio se della varietà “rinati alla fede”), a difendere qualcosa di indifendibile, il Disegno Intelligente. La sentenza poi darà torto anche a lui…. Da quel che sembra di capire da questo articolo (“Definitions of state science standards ”) leggibile nel sito web del centro (Discovery Institute) da cui si irraggia nel mondo l’ID. anche il Kansas si è allineato agli altri stati USA nel non limitare alle spiegazioni naturalistiche o materialistiche il campo di azione della Scienza; si vuole quindi ritornare al misero concetto di scienza utilizzato (per quel poco che serviva) prima dell’illuminismo. L’autore dell’articolo è J.Wells, uno dei massimi teorici dell’ID. All’articolo è allegato un file PDF che contiene “A Comprehensive Survey of State Science Standards”; per ogni stato USA viene riportata la definizione di Scienza e il sito web in cui si può trovare questa definizione. Come risulta chiaro dal documento che illustra la strategia dell’ID (Wedge strategy), l’ampliamento della definizione di scienza alle spiegazioni soprannaturali è il reale obiettivo del movimento. Anche il Kansas, l’unico stato che finora non considerava scientifiche le spiegazioni soprannaturali o magiche o miracolose, si adegua. Può essere importante riportare, prima che scompaia, la bella definizione di Scienza che non piaceva a quelli dell’Intelligent Design: "Science is a human activity of systematically seeking natural explanations for what we observe in the world around us. Throughout history people from many cultures have used the methods of science to contribute to scientific knowledge and technological innovations, making science a worldwide enterprise. Scientists test explanations against the natural world, logically integrating observations and tested hypotheses with accepted explanations to gradually build more reliable and accurate understandings of nature. Scientific explanations must be testable and repeatable, and findings must be confirmed through additional observation and experimentation. As it is practiced in the late 20th and early 21st century, science is restricted to explaining only the natural world, using only natural cause. This is because science currently has no tools to test explanations using non-natural (such as supernatural) causes" Chi vuole approfondire l’argomento, verificando come sono i nuovi Kansas Science Standard, in questa pagina web (Science Teach & Learn) si trovano sia quelli approvati l’8 novembre che i precedenti. In effetti la definizione di “scienze” è più vaga di quella riportata sopra, si insiste a seminare dubbi solo


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nella pagina in cui si parla dell’evoluzione, ma si dice chiaramente che non si chiede che si parli di ID a scuola; non dispiacerebbe che lo si facesse… ma dipende dai diversi distretti; di evoluzione biologica nelle superiori comunque se ne parla molto. Non si parla però ne’ di Darwin ne’ di evoluzione umana… Sull’Osservatore Romano articolo (“Un sistema universitario integrato per una cultura senza barriere”) riferisce sull’accordo fra le università statali del Lazio e quelle vaticane per la creazione di un sistema integrato. Anche il ministro benedice l’accordo. Articolo dell’Avvenire: “Dialoghi sull'evoluzionismo: fatto o teoria?”: arrivano raccolte in volume le relazioni presentate al congresso «L'evoluzione: crocevia di scienza, filosofia e teologia» promosso dall'Ateneo pontificio «Regina ApostoIorum» nel 2002. Il libro, curato da Rafael PascuaI per le Edizioni Studium (pagine 378, euro 30,00). L'opera propone una riflessione sullo statuto epistemologico dell'evoluzionismo e indaga sulle possibilità che sia un fatto, un fenomeno della natura, o piuttosto una teoria, e nota come si tratti di un argomento che la scienza e la cultura di oggi dibattono con la stessa energia con cui nei secoli XVI e XVII si confrontavano i due «massimi sistemi del mondo», quello tolemaico e quello copernicano. Sembra presente una confusione fra evoluzione e evoluzionismo (che non può essere solo un fatto) Decisamente curiosa la notizia che giunge oggi da Dover, in Pennsylvania, giusto il paese in cui è avvenuto il fatto di cui si discute per il processo ad Harrisburg: 8 dei 9 componenti repubblicani (1 non si era ricandidato!) della commissione scolastica che aveva introdotto un accenno all’ID (prima di spiegare Darwin in classe) non sono stati più rieletti dai cittadini di Dover e sono stati sostituiti da 8 democratici: “Usa: licenziati i prof anti-Darwin prima della decisione dei giudici”. Curiosa e senza dubbio umoristica la reazione rabbiosa di un famoso telepredicatore (Pat Robertson), che ha diffidato i cittadini di Dover dal chiedere aiuto a Dio … in caso di calamità naturale: "I'd like to say to the good citizens of Dover: If there is a disaster in your area, don't turn to God. You just rejected him from your city"; successivamente, per far capire meglio come per lui scienza e soprannaturale dovessero collaborare, ha precisato ""God is tolerant and loving, but we can't keep sticking our finger in his eye forever, If they have future problems in Dover, I recommend they call on Charles Darwin. Maybe he can help them". Informazioni aggiornate sulla diffusione dell’infezione da ID negli USA si possono trovare in una pagina del sito web del PEW FORUM ON RELIGION & PUBLIC LIFE (The Forum pursues its mission by delivering timely, impartial information to national opinion leaders, including government officials and journalists. As a nonpartisan, non-advocacy organization, the Forum does not take positions on policy debates. Based in Washington, D.C., the Forum is directed by Luis Lugo. The Forum is a project of the Pew Research Center, a nonpartisan "fact tank" that provides information on the issues, attitudes and trends shaping America and the world.). La scelta del primo e unico Distretto scolastico USA che ha timidamente introdotto un pizzico di ID nei programmi scolastici non ha avuto evidentemente l’approvazione degli elettori; viste le conseguenze, possiamo sperare che nessun altro distretto scolastico ci provi in futuro. Anche questa notizia fa capire come a qualcuno piace raccontare bugie (o fare spot pubblicitari) su quello che avviene negli USA. Situazione piuttosto strana: sembra abbia destato molto interesse (ma soprattutto confusione) nel mondo la conferenza stampa del 3/11 del card.Poupard (che ha un ruolo di “ministro della cultura” del Vaticano), anche se forse la strategia comunicativa deve essere perfezionata. Se sui quotidiani italiani sembrava che la chiesa cattolica fosse in una posizione intermedia fra i creazionisti USA (sarebbero i sostenitori dell’ID) che sbagliano e gli scienziati che sbagliano. Nel mondo hanno capito cose un po’ diverse: Uno dei titoli che cerca di sintetizzare la novità lo si legge l’11/11 su un quotidiano on line indiano (Rediff.com): “The Vatican votes for Charles Darwin”. Si racconta come “In a surprising move, the Vatican has come out in defence of Charles Darwin's theory of evolution, saying it is perfectly compatible with the Bible's description of how God created the universe.”; “Now, criticising Christian fundamentalists who reject Darwin in favour of a literal interpretation of the Bible's account, the head of the Pontifical


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Council for Culture, Cardinal Paul Poupard, has said that both theories are 'perfectly compatible' if the Bible is read correctly. The statement has been viewed as an attack on creationist campaigners in America, who see both theories as mutually exclusive.”; “Poupard's statements have, needless to say, not gone down well in Italy, where it has been seen as a rejection of the idea of 'intelligent design' according to which the universe is so complex that some higher being must obviously have been responsible for designing every detail.” Una delle prime fonti, forse LA fonte di questa interpretazione, che ha girato per il mondo, è stato un articolo del 7/11 su news.com in Australia: “Evolution in the bible, says Vatican” dove si legge “The Vatican has issued a stout defence of Charles Darwin, voicing strong criticism of Christian fundamentalists who reject his theory of evolution and interpret the biblical account of creation literally. Cardinal Paul Poupard, head of the Pontifical Council for Culture, said the Genesis description of how God created the universe and Darwin's theory of evolution were "perfectly compatible" if the Bible were read correctly. His statement was a clear attack on creationist campaigners in the US, who see evolution and the Genesis account as mutually exclusive.” Non tutti però l’hanno capita così: nel sito (cristiano USA) di Beliefnet il titolo è un BEL po’ diverso: “Pope Echoes Arguments of Intelligent Design Advocates” Il 9/11 comunque, nella successiva udienza generale, il papa in persona (con Schönborn seduto vicino a lui!) chiarisce subito, e sembra lo faccia a braccio, che non ci sono dubbi su quale sia l’interpretazione corretta delle parole del card.Poupard: “anche se alcuni, «tratti in inganno dall'ateismo che portavano dentro di sé, immaginarono l'universo privo di guida e di ordine, come in balìa del caso», lo scrittore sacro invece «ci ha subito rischiarato la mente col nome di Dio all’inizio del racconto, dicendo: "In principio Dio creò". La notizia dell’immediato chiarimento giunge al popolo americano attraverso l’Associated Press (“Pope weighs in on creation controversy”): “Pope Benedict XVI has waded into the evolution debate in the United States, saying the universe was made by an “intelligent project” and criticizing those who in the name of science say its creation was without direction or order” . Articolo non troppo informato sul “mistero al ministero” riguardo alla relazione della commissione Darwin su Rinascita: “Darwin non c’è, disse la Moratti”; si racconta la storia del giallo a partire dall’abolizione dell’evoluzione dai programmi scolastici. Anche oggi ben 2 articoli sul Foglio. Particolarmente “interessante”, quello firmato da Sermonti (“La scienza è cosa antica e non necessita del plauso della modernità”); per fortuna non legge Nostradamus; partendo infatti dalla citazione di un verso profetico dell’Iliade, canta le sue lodi alla [predarwiniana e settecentesca] “discendenza con modificazioni”, negando quindi, ma questo dovrebbe essere “scritto nei geni” di un genetista, la generazione spontanea. Confermando chiaramente in questo modo quanto disse il Card.Ratzinger nel 2004, si dissocia da altri antievoluzionisti italiani che ancora non credono alla dimostrazione (fatta già tre secoli fa) della discendenza da un antenato comune (dice infatti Fondi: “i vari gruppi di viventi non mostrano affatto di essere collegati fra di loro da sicuri legami di “discendenza con modificazione” ovvero implicanti connessioni genetiche o ereditarie dirette con gruppi progenitori antecedenti”). Esiste quindi un evidente un punto di disaccordo totale fra i due più noti scienziati antievoluzionisti italiani, ed esisterebbero quindi almeno due minicorrenti nell’antievoluzionismo italiano. Quale ipotesi si dovrebbe insegnare nelle scuole? Tutte e due? In realtà anche questa è una dimostrazione che fra due noti antievoluzionisti non c’è accordo su conoscenze di base assolutamente fondamentali. Il mondo dell’informazione riesca (purtroppo con successo) a nascondere questa realtà, presentando come “terraferma” un arcipelago di opinioni che navigano senza basi serie (=scientifiche). Sembra proprio che, come per i gatti di Deng Xiao Ping, anche ignorare dati scientifici confermati da tre secoli non ostacoli l’accesso ai media, purchè si combatta l’evoluzionismo. L’altro articolo (“Evoluzione, il Kansas stabilisce che due teorie è meglio di una”) racconta invece come anche nel Kansas sia stato ampliato il concetto


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di scienza, comprendendo anche le spiegazioni non naturalistiche; in questo modo si potrà parlare a scuola anche di ID. Tutti gli Education Standard di Scienze degli Stati USA si trovano nell’interessante articolo di un esperto dell’ID citato proprio qui sotto in data 10/11.. Bell’intervista di F.Prattico a Luca Luigi Cavalli Sforza su La Repubblica: Racconta del suo ultimo libro sul ruolo della scienza nella società e sui quesiti (e le soluzioni) che la scienza pone all’uomo. Di un altro e ben diverso percorso di vita si parla sul Foglio, in un articolo che riporta una pagina di una biografia (“Siamo alla frutta: ritratto di M.Pera”) del presidente del Senato (Coque-mort delle cause giuste); si racconta di un periodo in cui Pera aveva un tasso elevato di laicità, scrivendo ad esempio “Il divorzio fra scienza e valori morali ha favorito il progresso scientifico: se oggi la teorie eliocentrica e la selezione naturale sono da considerare grandi conquiste intellettuali è perché nessun comitato dei valori riuscì allora a porre limiti alle ricerche di Galileo e Darwin … la scienza deve stabilire ciò che è, non preoccuparsi di ciò che deve essere”. Sono davvero incredibili le potenzialità del nostro cervello… Sul Corriere un articolo sulla consegna ieri a Berna del Premio Balzan a Peter e Rosemary Grant, genetisti di popolazione che hanno studiato i fringuelli delle Galapagos (“Balzan, un premio in nome di Darwin”). Su Liberazione invece si racconta del Kansas, dove una recente modifica nella definizione di Scienza nei programmi scolastici ha aperto la strada ai creazionisti dell’ID: “Kansas, il creazionismo nell'ora di biologia”. In realtà non è così semplice che questo avvenga. E’ vero, come racconta questo articolo della BBC (“Evolution suffers Kansas setback“), che gli standard nazionali sono stati modificati da una votazione 6-4: “The new standards include several specific challenges, including statements that there is a lack of evidence or natural explanation for the genetic code, and charges that fossil records are inconsistent with evolutionary theory. It also states that says certain evolutionary explanations "are not based on direct observations... and often reflect... inferences from indirect or circumstantial evidence"., ma i programmi scolastici dipendono dai singoli distretti; dopo quel che è successo a Dover è probabile che negli altri distretti USA da ora in poi cercheranno di evitare “la maledizione di Darwin”, dato che … impedisce la rielezione. In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Teilhard de Chardin si è tenuto alle 16.00 presso l'istituto Stensen di Firenze, un incontro del ciclo «Evoluzionismo e anti-evoluzionismo. Un contenzioso non ancora chiuso» presieduto da Gian Luigi Nicola. Sono previsti gli interventi di Fiorenzo Facchini e Annamaria Tassone Bernardi; Anche sul settimanale Questo Trentino arriva lo sconcerto per la scoperta degli omissis che provano la censura che ha colpito addirittura il documento finale della commissione Darwin, composta anche da Nobel che nemmeno protestano per il fatto che sono stati censurati: “Charles Darwin e gli “omissis” Articolo sul Manifesto (“Lo scontro su Darwin”) che racconta i più recenti contrasti fra scienza e fede riguardo all’evoluzione. Cita il fatto che tutta la vicenda Darwin/Moratti si può leggere nel Libro nero del governo Berlusconi di G.Alberghetti “ L’on Tocci ed altri presentano al ministro Moratti un’interrogazione a risposta orale dal titolo “Reintegrazione della teoria dell'evoluzione nelle scuole” Un editoriale su Scientific American (“Pope Speaks on Evolution”) commenta le recenti sbandate del Vaticano, che sta gestendo in modo poco lineare il suo giudizio (è questo che interessa negli USA) sul progetto intelligente (ID). L’editorialista capisce, dopo aver letto l’ultimo intervento del papa sull’evoluzione che il suo editoriale di 10 giorni fa (The Vatican Gets Right with Science Again), fatto sulla base di quanto riportato (AP: "Vatican: Faithful should listen to science" ) sulla conferenza stampa del card.Poupard del 3/11 era da buttare. Articolo sull’evoluzione anche oggi sul Foglio (“Il papa parla di progetto intelligente e dall’America rispondono”). Si parla del riallineamento del papa su Schönborn per smentire alcune incaute e imprecise affermazioni del card.Poupard in una conferenza stampa il 3/11/05. Nessuno pretende obiettività, ma che nell’articolo si riportino le opinioni di 8 esperti, tutti apparentemente antievoluzionisti sembra decisamente un po’ partigiano. Soprattutto perché non è chiaro che uno di questi 8 è uno scienziato cattolico USA, evoluzionista, a cui si fa dire: che “approverebbe l’affermazione del


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papa negando anche ogni legittimità sulla piazza pubblica al disegno intelligente. Proprio perché, dice, la volontà di Dio resta oscura alla scienza”. [Che cosa significa? Evoluzionista o antievoluzionista come gli altri 7?] Su Effedieffe una risposta (L’evoluzionismo degli ignoranti) ad alcune critiche di lettori all’articolo comparso il 5/11. Se si può concordare sulla preoccupazione sul basso livello delle conoscenze scientifiche nel paese (“la gente è lontana dalla tecnica e dal modo di pensare scientifico”), risulta strano che subito dopo confonda adattamento genetico (che coinvolge i processi evolutivi in quanto si introduce variabilità genetica) con adattamento fisiologico.. il fatto che lascia molto perplessi (altri si sono dedicati ad evidenziare i numerosi errori nel testo) è il fatto che anche il papa ha contestato (come aveva fatto il giornalista) il card.Poupard; avrebbe potuto gridare la sua gioia e invece non ne parla nemmeno. Sondaggio in USA sull’insegnamento dell’evoluzione e su quello che si crede sull’evoluzione (Scripps Howard News Service): se ci sono buone notizie sull’interesse degli americani (il 69% è d’accordo) al fatto che a scuola si insegni l’evoluzione [NB: la domanda riguardava l’evoluzione, non la teoria dell’evoluzione!]; più preoccupante la risposta alla domanda (che è però impostata male) su quel che credono sull’evoluzione umana: il 23% crede che l’uomo si è evoluto ‘naturalmente’, il 54% crede che Dio ha creato l’uomo in 6 giorni [cosa si intendeva dire? L’uomo o l’universo?], mentre il 17% è favorevole ad un non meglio precisato intervento divino. La guerra di religione contro l'insegnamento di Charles Darwin nelle scuole è il tema de L'Infedele di Gad Lerner in onda mercoledì 16 novembre alle ore 21.30 su LA7. Dai creazionisti americani ai teorici cristiani del "Disegno intelligente", fino al ministro Moratti che ha proposto di eliminare lo studio dell'evoluzione dalla scuola dell'obbligo: perchè fa paura ammettere che l'uomo discende dalla scimmia? Da Gad Lerner ne discutono fra gli altri: Luca Cavalli Sforza e Enrico Alleva, accademici dei Lincei; la primatologa Elisabetta Visalberghi, il genetista cattolico Giuseppe Sermonti e il teologo Giuseppe Tanzella Nitti; la giornalista Sylvie Coyaud, il filosofo Orlando Franceschelli; insegnanti di scienze. Secondo un sito web evangelico “Tra gli ospiti della trasmissione ci saranno anche Mihael Georgiev, caporedattore di http://www.origini.info/, e un collaboratore del sito in campo teologico, Francesco Mosca, pastore della Chiesa avventista”. Nello stesso sito si racconta una “curiosa” notizia che non si riesce a verificare nel sito web della Presidenza del Consiglio (non si trova infatti traccia di questi premi): “Proprio nei giorni scorsi il professor Sermonti era stato insignito del Premio speciale per la Cultura dal sottosegretariato di Stato alla presidenza del Consiglio (Gianni Letta, che qui vediamo dimostrare l’elevato anomalo interesse del governo per le università private pontificie) nel settore della ricerca scientifica, con la motivazione: «Mai in nessun caso il premio è stato più ampiamente meritato e condiviso. Anche quelli che sono lontani da questa disciplina sanno quanto sia stato fondamentale il suo contributo alla ricerca scientifica attraverso la critica al "darwinismo" e la pubblicazione di importanti studi sulla genetica». Sembra a questo punto si possa intuire perché non c’e’ stato il ripristino dell’evoluzione umana nella scuola media. [Spero si possa dubitare sulla motivazione del premio riportata dal sito web evangelico]. Sconcertante, ma appunto per questo estremamente chiarificatore, l’intervento di un prete insegnante di religione che, durante la trasmissione, candidamente giustifica il "progetto intelligente" di trasferire l’insegnamento dell’evoluzione ma soprattutto dell’evoluzione umana dall’ora di scienze all’ora di religione: "Mi ha colpito il riferimento ai libri di testo, perchè nei testi di religione della scuola media si parla chiaramente del progetto creatore di Dio, ma si accenna anche all’evoluzione, al discorso che fa la scienza facendo capire che si utilizzano due linguaggi diversi e non per forza uno esclude l’altro". E’ superfluo ricordare che gli insegnanti di religione sono stati assunti nelle scuola senza verificare le loro competenze né in scienze nè in biologia nè in religione, ci vuole quindi una elevata dose di ingenuità per sostenere che sia sufficiente quanto possono dire loro riguardo all’evoluzione, un argomento su cui c’è contrasto fra religione cattolica e scienza, oltre a non esserci affatto chiarezza nella stessa chiesa, Se non si fosse riusciti e riportare l'evoluzione noi programmi di scienze delle medie loro avrebbero insegnato per primi e da soli l’evoluzione; senza averne lo competenze e senza saper distinguere fra evoluzione (che non conoscono) e


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teoria dell’evoluzione (che non hanno studiato e pure aborriscono). Chi e perchè in Italia ha favorito il successo (per fortuna non completo) di questo progetto poco intelligente che negli USA è stato bloccato? Che tempi …. Per evitare i conflitti culturali di interesse, sarebbe stato meglio se alla Presidenza del Consiglio la settimana scorsa avessero comperato (per soli 8,9 euro) il DVD sull’evoluzione dell’uomo (dove non si contesta quanto dice oggi la scienza in proposito) allegato l’8/11 al quotidiano del Presidente del Consiglio. Ci sono evidentemente problemi di diffusione dell’informazione ai vertici, se fosse vero che la presidenza del consiglio attribuisce premi prestigiosi a chi contesta le conoscenze scientifiche alla base dei filmati presenti sui DVD allegati al quotidiano … del presidente del consiglio stesso …. Comunque la notizia del premio speciale per la cultura e della partecipazione alla trasmissione televisiva (sembra sia la prima volta) compare in altri siti che si potrebbero definire “amici” (anche se lo definiscono erroneamente ‘creazionista’, definizione da lui rifiutata e decisamente improbabile per uno scienziato e soprattutto per un genetista): Identità europea, Fronteggiando (ambedue le pagine web sono poi state disattivate). Come già scritto, la motivazione ovunque riportata sembra davvero improbabile; siamo nel 2005 e Lysenko e Stalin sono morti da un pezzo, per cui il progresso scientifico (anche in Italia) procede proponendo ipotesi alternative migliori e più utili e le critiche (non siamo in ambito politico) proprio non bastano. Nell’articolo su Fronteggiando si fa riferimento al gruppo Airesis, del cui comitato scientifico fanno parte Sermonti ma anche altri antidarwinisti e perfino un pedagogista che ha avuto un ruolo rilevante nella riforma dei programmi scolastici e negli attacchi all’evoluzionismo e alla scienza, come E.Agazzi; nel sito web si coltivano intrecci e interazioni fra scienza, magia, pseudoscienze, astrologie, eresie, occultismo, CICAP, irrazionalità, scienziati non convenzionali, ecc. ecc. (I labirinti della ragione. NB: Attenzione a non perdersi e soprattutto … a non demoralizzarsi). Su Internazionale un articolo intelligente di uno scienziato molto intelligente per dimostrare la stupidità e la malignità del “disegno intelligente”: “Disegno maligno”, di Noam Chomsky; ci sono quindi frasi intelligenti interessanti che è utile riportare: Secondo i suoi critici, invece, il disegno intelligente è creazionismo (l'interpretazione letterale della Genesi) appena camuffato o semplicemente svuotato di contenuto, interessante quanto un "non capisco" o quanto un argomento scientifico prima che si riuscisse a comprenderlo. Perciò non può essere oggetto di "dibattito". Oggi l'avversione dell'amministrazione Bush per l'indagine scientifica mette in pericolo il mondo. La catastrofe ambientale è una faccenda troppo seria perché la si ignori. Molto bella ed azzeccata è l’analogia che vede di Chomsky fra le cosiddette ragioni dell’ID e un “non capisco” Si accenna alla trasmissione di ieri sul dibattito sull’evoluzione (L’infedele di Gad Lerner) in un articolo (Teoria dell'evoluzione: La Moratti la cancella e i gesuiti invece la difendono); si racconta del prossimo articolo di Buttiglione (che comparirà nel sito web http://www.pensarecristiano.org/) in cui propone di proibire la teoria dell’evoluzione ai minori di 14 anni. Come ha spiegato chiaramente il ministro Moratti (Buttiglione non stava probabilmente attento) questo però è impossibile, in quanto comunque bisognerà parlare almeno di evoluzione (ai bambini piacciono tanto i dinosauri…) e si ritornerebbe quindi alla situazione precedente, che ha richiesto le modifiche introdotte nel 2004: si dovrebbe infatti eliminare un’altra volta dai programmi scolastici anche l‘evoluzione, dato che “Tali generiche indicazioni hanno portato gli autori dei testi scolastici a trattare diffusamente i contenuti di questo tema, sistematizzando i vari principi sull'evoluzione della specie umana, ricomprendendo anche la teoria di Darwin” (L.Moratti, 16/4/04). Questa eliminazione susciterebbe poi proteste, come già avvenuto …. e si riprenderebbe un ciclo già sperimentato e che si interromperebbe solo … con un cambiamento della maggioranza di governo…. L’intervento di Buttiglione appare ingiustificato e un po’ provocatorio, oltre che una conferma della cultura antiscientifica che ha portato all’eliminazione dell’evoluzione dai programmi scolastici: nonostante sia stato assolutamente inadeguato il risultato della protesta di una anno fa di decine di migliaia di scienziati e cittadini; infatti è oggi evidente (forse per Buttiglione non è stato


sufficiente?!) che non solo è stata censurata la relazione della commissione dei Nobel, ma sono state accolte anche ben poche delle raccomandazioni presenti nella stessa versione censurata (sarebbe interessante sapere chi, ben prima di Buttiglione, ha giudicato insufficiente la censura ed ha provveduto!). Sarebbe utile informare il ministro di verificare che ci sono già state ben due interventi censori (in commissione e al ministero, che non ha dato retta ai premi Nobel, nemmeno censurati…) e una terza forse sarebbe inopportuna e sospetta. Proprio nei giorni scorsi un teologo gesuita (mons.Ravasi) aveva detto chiaramente “è ovvio che l’evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati della scienza. Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda”; non si capisce a quale titolo intervenga quindi un filosofo (non “della scienza”!) dopo che si è espressa una commissione che la Moratti pensava fosse autorevole. Sarebbe giusto quindi fare anche a lui la domanda che Lerner ha fatto al teologo presente nella trasmissione: “non sarebbe il caso che anche la religione venisse insegnata a partire dai 14 anni?” La risposta data a Lerner dal teologo richiederebbe l’insegnamento dell’evoluzione fin dai primi anni delle elementari, ha risposto infatti che i bambini devono poter trovare a scuola qualcuno che sappia dare una risposta alle loro domande; nessuno può dubitare che la posizione nel mondo, propria e della propria specie, sia una fra le prime domande che i bambini si fanno. Gli stessi programmi attuali già fin della scuola materna fanno riferimento a problemi come “origini della vita e del cosmo … ruolo dell’uomo nell’universo…”; qualcuno può ragionevolmente sostenere che in un mondo come quello attuale si possano dare risposte ancora basate sul mito o sulle favole e quindi non universali, non valide per tutte le culture e tutte le religioni? Nell’articolo si illustrano per fortuna anche le posizioni più ragionevoli, da far leggere a Buttiglione o addirittura da applaudire (“è ovvio che l’evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati della scienza. Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda”), di un paio di gesuiti (De Rosa e Ravasi), che sono intervenuti di recente sul problema. Riguardo all’on.Buttiglione non si comprende l’incoerenza rispetto al suo ruolo di pompiere il 12/12/2002 (si può leggere l’articolo sull’Avvenire), quando audacemente bloccò, impedendo la prevista imminente votazione in aula, un intervento censorio coordinato dall’on.Adornato al grido di “pensare che il controllo dei libri di testo «sia da affidare a una commissione di politici è impensabile: queste cose le facevano Stalin e Hitler”; come ben sanno i biologi, proprio Stalin ordinò di applicare all’agricoltura sovietica la sua visione ideologica predarwiniana errata della genetica, portando alla rovina l’agricoltura sovietica. Come è possibile che oggi nessun pompiere riesca a far capire che il governo sta giocando col fuoco!?! Sembra ormai improbabile: proprio il governo il 3 novembre ha attribuito un rilevante premio “per la ricerca scientifica” chi semplicemente critica senza prove il darwinismo … Bush almeno paga un consulente scientifico che cerca di intercettare, prima che facciano guai, i suoi pensieri antievoluzionisti! In Italia nessuno riesce a impedire nemmeno le azioni antiscientiche e antievoluzionistiche. Magari basterebbe anche solo un gesuita come consulente! Oggi è stato pubblicato un articolo (di De Rosa?) su Civiltà Cattolica (“L’origine dell’uomo secondo la Bibbia”); L’articolo tenta di far finalmente capire a tutti quelli che lo vogliono capire che la Bibbia non è da considerare un testo scientifico: "E ' g r a v e m e n t e e r r o n e o e s e g n o d i n o n c o n o s c e n z a d e l l a n a t u r a ' r e l i g i o s a ' e ' n o n s c i e n t i f i c a ' d e l l a B i b b i a v e d e r e u n a c o n t r a d d i z i o n e o , p e g g i o , u n ' o p p o s i z i o n e t r a c i ò c h e a f f e r m a l a B i b b i a s u l l ' o r i g i n e d e l l ' u o m o e c i ò c h e d i c e l a t e o r i a


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d e l l ' e v o l u z i o n e c o r r e t t a i n s e n s o s p i r i t u a l i s t a ” ; “ s i t r a t t a d i d u e ' v i s i o n i ' d e l l ' o r i g i n e d e l l ' u o m o c h e n o n s o l o n o n s i c o n t r a d d i c o n o , m a s i c o m p l e t a n o , a c o n d i z i o n e c h e l o s c i e n z i a t o n o n p r e t e n d a d i e s c l u d e r e o g n i i n t e r v e n t o d i D i o d a l l a f o r m a z i o n e d e l l ' u o m o e i l c r e d e n t e n o n p r e t e n d a d i c e r c a r e e d i t r o v a r e n e l l a s c i e n z a l a c o n f e r m a d i q u a n t o d i c e l a B i b b i a , e q u i n d i d i r i g e t t a r e l a s c i e n z a q u a n d o l e s u e c o n c l u s i o n i n o n s o n o c o n f o r m i a l l e a f f e r m a z i o n i d e l l a B i b b i a " . Il testo è sicuramente chiaro, tranne nel punto in cui sembra si faccia una distinzione fra ‘e v o l u z i o n e c o r r e t t a ’ e d ‘ e v o l u z i o n e l i s c i a ’ ( s i c h i a m e r à c o s ì ? ) . P r o b a b i l m e n t e è u n a d i s t i n z i o n e i n u s o f r a i t e o l o g i , d a t o c h e n e s s u n o c h i e d e c h e l a s c i e n z a c o n s i d e r i g l i a s p e t t i s p i r i t u a l i . D ’ a l t r o n d e s e s o r g o n o a l c u n i p r o b l e m i “ m a t e r i a l i ” , d a q u a l c h e d e c e n n i o c h i c r e d e n e i m e t o d i e n e i r i s u l t a t i d e l l a s c i e n z a , b a s a t i s u l l ’ e v o l u z i o n e b i o l o g i c a , p r e f e r i s c e a n d a r e d a l d o t t o r e e n o n d a l g u a r i t o r e o d a l p a r r o c o . Su un opuscolo ondine (E’ vita online) probabilmente connesso con l’Avvenire compare un articolo di F.Agnoli: “L’uomo è una scimmia? Allora manipoliamolo” (versione PDF). Interviene con decisione la Montalcini in soccorso del ministro Moratti, sostenendo, in un articolo sul Sole24Ore (Montalcini: la Moratti ha già inserito Darwin nei nuovi programmi):“desidero far presente che sarebbe necessario smentire quanto riportato sul cosiddetto “giallo” del documento suddetto. Essendo stata reinserita la teoria dell’evoluzione nei programmi scolastici, come richiesto, non ritengo che le polemiche abbiano motivo di proseguire, dando al pubblico l’idea che quanto elaborato sia stato censurato da parte del suo ministero”. Purtroppo la


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Levi Montalcini non chiarisce ancora quale delle due è la versione corretta, né indica dove e come c’è scritto “teoria dell’evoluzione” nei programmi la teoria dell’evoluzione, facendo capire che le va bene che sia stata inserita solo nei licei, mentre nel documento si auspicava, in linea con quanto da tempo diceva il ministro, che non si dovesse aspettare gli anni delle superiori. L’on.Tocci in un interpellanza ricorda (“Moratti aveva anunvciato di aver dato mandato al al ministero di aevr inserito l’evoluzionismo nei programmi della scuola elementare, ma è falso, perché sono stati corretti solo i programmi della scuola media; questo vuol dire che i bambini ascolteranno il racconto della creazionen nell’ora di religione fin dalla maternama non la teoria della scienza moderna” alla Moratti che aveva promesso l’evoluzione alle elementari! Adesso, dopo la negazione di una censura al ministero, aspettiamo la prevista censura dell’On.Buttiglione, anche per vedere la reazione del premio Nobel a una nuova ed esplicita censura. La negherà anche questa volta? Sarebbe meglio che qualcuno fermasse il filosofo per tempo! Non dia ascolto a chi dice che l’evoluzione è filosofia! E’ scienza e quindi non è la sua materia! La notizia compare anche su Repubblica (Darwin nei programmi, accuse DS. La Montalcini “nessun giallo”) Dell’articolo su Civiltà Cattolica di ieri parla un articolo (dal titolo ben poco rispettoso della consecutio temporum) comparso su Aprile On line (“Darwin non sbagliava. Lo dice la Bibbia”) Interessante e importante il fatto che si cominci a sottolineare ogni volta che è possibile quanto sia vera e utile (per la nostra specie) la frase di Dobzhansky ("In biologia nulla ha senso se non alla luce dell'evoluzione"). Il museo di New York, che ha organizzato la mostra su Darwin che apre domani, ha infatti sottolineato (Museo Usa: con influenza aviaria Darwin più importante che mai) che "Senza i suoi insegnamenti, non potremmo capire i potenziali pericoli di una rapida evoluzione del virus dell'influenza aviaria", dice Michael Novacek, curatore del settore paleontologia dell'American Museum of Natural History di New York, che domani sabato inaugura la mostra dedicata a Darwin ed al suo lavoro, con manoscritti originali, tartarughe viventi delle Galapagos, orchidee, effetti personali e fossili che Darwin collezionò durante i suoi 5 anni di viaggio a bordo del brigantino Bearle”. Un grande vecchio con la barba interviene in difesa di Darwin: E.Scalfari (“Ma se io sono Dio... “) sull’Espresso, pur sottolineando all’inizio il vantaggio di Dio (l’unico dei due tuttora vivente, sembrerebbe) rispetto a Darwin, si preoccupa dei problemi di un’efficace difesa (in assenza di avvocati se non d’ufficio) che derivano dai tanti processi in cui è coinvolto. Dall’idea dell’ID Scalfari deriva un’idea di uomo che fa parte di un progetto e quindi autonomo da autorità religiose esterne, verso quella che Scalfari chiama una teocrazia atea. Anche articoli sull’Avvenire toccano il problema dell’evoluzione; in uno (Lerner sfida l’Isola con Darwin) si parla della sfida all’Infedele di Lerner fra due posizioni, quelle più vicine alla chiesa, che però non si capisce che competenze abbia per discutere di evoluzione (come dice mons. Ravasi) e quelle più vicine alla scienza; non si capisce perché la giornalista interpreti in modo errato la posizione di Alleva, che forse non si è fatto ben capire, attribuendo il suo contributo al campo opposto. Buona l’osservazione che “i creazionisti integrali avevano la faccia scura”, mentre la frase “Il nodo della questione si è colto nella possibilità, per chi crede all’evoluzione, di ritenere che la teoria cancelli l’etica, affidando al caso, cioè alla selezione naturale, e non a un’intelligenza creatrice, la presenza dell’uomo fra le creature del mondo” evidenzia la necessità di imparare ad applicare le conoscenze di biologia e di scienza in generale che ogni italiano dovrebbe aver acquisito alle medie. Nell’altro si riferisce sull’articolo su Civiltà Cattolica qui riportato il 17/11 (ieri) Nel sito Università e Ricerca dei DS si illustrano (Le bugie della Moratti su Darwin) i risultati della interpellanza rivolta al Ministro sul giallo della relazione finale della commissione Darwin (che apparirebbe censurata) e sulle modeste conseguenze operative del lavoro della commissione, nonostante quanto detto dallo stesso Ministro il 23/2/05. Decisamente impressionante per la sua chiarezza (e il suo coraggio?) l’intervento di P.Coyne della Specola vaticana sull’Avvenire (Coyne: il


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disegno intelligente non è scienza). E’ proprio il caso di riportare tutto l’articolo, e di evidenziare i punti di interesse: «L'Intelligent Design non è scienza, anche se intende esserlo. Affiancare la teoria del Disegno intelligente a quella dell'evoluzione nei programmi scolastici è sbagliato: se si intende insegnarla nelle scuole, deve essere inserita all'interno delle ore di religione o in quelle di storia culturale, non in quelle di scienze». Sono le parole del direttore della Specola vaticana, padre George Coyne, alla vigilia della sua partecipazione al convegno dell'istituto Stensen di Firenze che oggi, alle ore 16,00, si interrogherà su «Evoluzionismo e religione». Padre Coyne si pone al fianco degli scienziati evoluzionisti nella critica all'Intelligent Design. La controversa e dibattuta teoria, così come oggi è intesa negli Stati Uniti, spesso funziona da supporto a quei creazionisti che sostengono che l'universo e gli esseri viventi sono stati creati da un Architetto intelligente e non da processi naturali. «Non è vero - ha specificato Coyne - che esistono sistemi che non possono essere spiegati in termini di forze naturali indirette. Tutto è riconducibile a spiegazioni scientifiche e la Bibbia non è affatto un testo scientifico. Negli Stati Uniti sono in tanti a credere nelle teorie creazioniste. Se in Italia può apparire impensabile e stravagante, in America è un movimento abituale che nasce dalle credenze fondamentaliste dei primi pionieri pellegrini che sbarcarono sulla costa orientale degli Usa centinaia di anni fa e che, ancora oggi, attraverso le loro credenze, influenzano il vasto panorama della fede evangelica». Impressiona il fatto che P.Coyne esprima sul quotidiano della CEI idee chiare e ben diverse da quelle del papa pochi giorni fa, o del card.Schönborn. Impressiona il fatto che l’articolo dimostri che esponenti della chiesa possano dire di tutto (a P.Coyne è perfino concesso di esprimere sull’Avvenire idee “eretiche” … condivise anche dagli evoluzionisti) e nello stesso tempo trovano qualcuno che sullo stesso quotidiano accetta di contrastare e magari offendere chi cerca di spiegare i motivi, i metodi e i limiti della scienza, magari con parole che non vengono riconosciute simili a quelle di P.Coyne. Basta per esempio aspettare il numero dell’Avvenire di domani (“La scienza, il dogma e la legge del caos”) per averne la prova: si potrà leggere le frasi ironiche ed errate “La scienza non è poi così scientifica come dicono certi suoi fedeli "laici(sti)". “il mondo darwinista continua a considerare l'evoluzionismo un dogma”. Preoccupa come questi commenti potrebbero anche essere usati per colpire le opinioni di P.Coyne pubblicate sull’Avvenire…. Bella lettera di un dottorando di fisica, ovviamente cattolico, all’Avvenire sull’appoggio di molti cattolici (ma qualcuno non aveva detto che i cattolici non erano coinvolti nell’eliminazione dell’evoluione umana …?) all’abolizione dell’insegnamento dell’evoluzionismo nella scuola, con risposta del direttore (Fede e ricerca, sorelle del vero); nella lettera il dottorando si stupisce della posizione della chiesa sull’evoluzionismo: “purtroppo, si segnalano in modo negativo gli interventi di alcuni esponenti cattolici (come il ministro Buttiglione) che vedono nell’insegnamento dell’evoluzionismo durante le ore di Scienze una minaccia alla formazione della dimensione religiosa del giovane alunno. Queste persone, nel "contestare" la teoria di Darwin, non fanno certo un buon servizio alla religione cattolica (facendo passare i credenti come nemici della conoscenza scientifica) e più in generale alla verità. Da un punto di vista scientifico, soprattutto grazie ai recenti progressi nella mappatura del genoma dell’uomo e di molte altre specie animali e vegetali, non c’è alcun dubbio che tutte le forme di vita hanno avuto un’origine comune miliardi di anni fa: intere sequenze di Dna si ripetono identiche in tutti gli esseri viventi, condividiamo con le scimmie e con i topi oltre il 90% dei nostri geni (addirittura il 50% con il moscerino della frutta!). Contestare una teoria scientifica suffragata da una tale mole di dati sperimentali rivela solo una scarsa conoscenza della scienza e una pericolosa confusione tra gli ambiti della scienza e della fede religiosa”; e finisce con una frase, che molti potrebbero condividere anche se forse “vergogna” sembrerebbe meglio di “ridicolo”, che sarà apparsa offensiva: “Non c’è niente da temere dalla teoria di Darwin e opporsi (in modo più o meno esplicito) al suo insegnamento nella scuola dell’obbligo non fa che coprire di ridicolo tutti i cattolici che, stupendosi


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continuamente dell’eleganza del creato, amano la scienza”. Come si vede ci sono accuse abbastanza pesanti di confondere fede e scienza; con inviti anche a contestare le ambigue posizioni ufficiali della chiesa sull’evoluzionismo, ribaltando anche le accuse di ideologismo che la chiesa attribuisce strumentalmente con troppa facilità agli evoluzionisti; un giovane scapestrato…?; forse no, dato che qualche opinione simile si trova ormai anche all’interno del clero più istruito sul problema come P.Coyne e Mons.Ravasi, che comunque si esprimono – sullo stesso quotidiano! - in modo più vellutato) purtroppo lui comunque confonde evoluzionismo ed evoluzione (in un punto in cui rievoca il testo con cui il Card.Ratzinger nel 2004 confermava di non aver problemi sulla discendenza comune di tutti gli esseri viventi da un unico organismo ancestrale). Quello che comunque stupisce forse maggiormente in questa lettera di un giovane scienziato che contesta la posizione della chiesa sull’evoluzione, è che presenta una preoccupazione ben diversa da quella che spesso si fa emergere quando si cerca di capire se un biologo cattolico ha dei problemi con la teoria dell’evoluzione biologica; la risposta immediata, pronta e conclusiva ma evasiva è spesso “la chiesa non ha problemi con l’evoluzione”. La risposta del direttore dell’Avvenire, inizialmente tranquilla, verso la fine risulta poco chiara nel suo accenno alla censura del documento della commissione Darwin, ma molto chiara nella condanna del darwinismo (per fortuna Darwin è già morto e il rogo comunque non si usa più, anche se la frase “il sentiero dell’inferno è davvero lastricato di buone intenzioni” sembra faccia sospettare che qualcuno sappia che Darwin ha subito personalmente anche una condanna divina postuma… oltre a definire “buone intenzioni” quelle che nel 1996 GPII definiva invece “più che una mera ipotesi” e “teoria” ) e conclude con il dubbio che il lettore e forse anche gli altri scienziati siano un po’ stupidi: “c’è chi ha voluto fare del vecchio e superato darwinismo la bandiera della scienza, senza accorgersi che l’attribuire solo al caso le origini della vita è, come ha ricordato il cardinale Schonborn, «un’abdicazione dell’intelligenza umana”. “Vecchio e superato darwinismo” ?! Cosa c’entrano qui “le origini della vita”?! E pensare che all’inizio aveva scritto: “l’Avvenire non ha mancato di intervenire più volte, riportando tempestivamente la materia dello scontro nel suo alveo naturale, che è quello di una corretta dialettica tra scienza e fede”. La sua risposta difficilmente rientrerebbe nella “corretta dialettica” e comunque dal 25/11, fra 5 giorni, non sarà più tempo di dialettica ma di coniugazione (una cosa ben diversa). Anche il direttore dell’Avvenire si adeguerà? Non si capisce comunque a chi alluda quando, all’inizio della parte meno chiara della risposta, accenna al fatto che “possiamo con indulgenza ricordare le responsabilità di chi ha scatenato la polemica”; in base alla cronistoria, non può che far riferimento a chi ha fatto la prima censura, abolendo “spiegabilmente” l’insegnamento dell’evoluzione umana dalla scuola media… Sembra sia uscito prima su un sito web evangelico (ICN-News) il testo dell’on.Buttiglione sull’evoluzione: Quando la scienza si fa ideologia, c h e u s c Pensare Cristiano (dove si trova anche la versione inglese). I n r e a l t à ( a


l d i l à d e l s o l i t o t i t o l o c h e g l i s c i e n z i a t i s o n o p u r t r o p p o a b i t u a t i a l e g g e r e a


n c h e q u a n d o s i p a r l a d i e v o l u z i o n e ) d i m o s t r a p u r t r o p p o c h e è p i u t t o s t o l a s u a v


i s i o n e d e l l a s c i e n z a a d e s s e r e d e c i s a m e n t e i d e o l o g i c a ; g a r a n t i s c e i n f a t t i c


h e l a s c i e n z a n o n s a p p i a c o s e c h e i n v e c e l a s c i e n z a h “ Se dietro il meccanismo della selezione naturale si nasconda il caso o invece la Provvidenza divina è domanda a cui la scienza non è in grado di rispondere, né oggi né mai” (evidente l’ignoranza sugli elementi non tutti casuali che agiscono nella selezione naturale, per cui il ruolo del caso non è prevalente, anche se è rilevante; anche lui si illude che il caso da solo possa ottenere buoni risultati….).; “L’insegnamento dell’evoluzionismo viene presentato come se esso fosse in realtà sostitutivo del racconto biblico della creazione” (Errato; viene presentato come spiegazione ragionevole - basata sulla ragione, cioè sulle conoscenze che abbiamo - dell’evoluzione dei viventi, a cui Buttiglione non dice chiaramente se crede; il Card.Ratzinger nel 2004 invece lo diceva chiaramente); comunque si trova qualche frase apprezzabile e che lo pone in contrasto con altri importanti antievoluzionisti italiani (magari influenti… come alcuni giornalisti dell’Avvenire…): “Sembra dunque che sia i creazionisti che i sostenitori del “disegno intelligente” abbiano torto quando pretendono che dottrine filosofiche o teologiche vengano insegnate come se fossero teorie scientifiche”. La conclusione (anche qui in terza persona): “E’ particolarmente importante fare attenzione alle età degli allievi ai quali si impartisce l’insegnamento sull’evoluzionismo. Se esso viene insegnato in una età troppo precoce, in cui lo studente non è ancora capace di distinguere con chiarezza fra scienza e filosofia o religione, è inevitabile che esso venga inteso in un senso sbagliato, creando un danno grave sia alla formazione di una autentica


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mentalità scientifica che a quella di una autentica coscienza filosofica e religiosa.” Meraviglia il fatto che Buttiglione, se fosse davvero preoccupato della mentalità scientifica, avesse approvato i nuovi programmi delle materne e delle elementari, da cui sono state eliminate tutte le belle premesse che nei vecchi programmi ricordavano alle maestre quanto fosse importante il metodo scientifico. Una frase curiosa, e che fa pure sospettare che l’articolo sia stato scritto da qualcuno più attento alla situazione USA che a quella italiana è la seguente: “Non c'è da meravigliarsi se, davanti a questo abuso, molti genitori protestano e chiedono che questo insegnamento sia bilanciato da quello del creazionismo o del “disegno intelligente”; come si sa in Italia nessuno chiede che venga insegnato il creazionismo o il disegno intelligente, dato che sono stati anche recentemente potenziati (nell’ora di religione) e non aboliti; vengono poi insegnati da sempre; forse Buttiglione non sa che a scomparire è stata addirittura l’evoluzione (oltre alla teoria dell’evoluzione); sembra tutta una presa in giro… Terribile anche la frase “La Bibbia ci dice solo che Dio ha creato il mondo e tutto ciò che è dipende da Lui. Qui c’è una differenza fra il fondamentalismo protestante e la dottrina cattolica. I fondamentalisti sono fermi ad una interpretazione letterale della Bibbia”; da quel che si legge nel resto del documento non si capisce proprio quale possa essere l’interpretazione non letterale dei cattolici su questo punto, ma soprattutto qui e più avanti sembra non si voglia evidenziare la chiara separazione fra ciò che è scienza e ciò che non lo è: prima si dice che “la teoria dell'evoluzione non nega l'ipotesi di un disegno intelligente, anche se in quanto teoria scientifica non ne ha bisogno” e poi invece si accusano gli evoluzionisti di dire cose che non possono dire (e non dicono): “in molti casi l'evoluzionismo viene insegnato come se fosse non una teoria scientifica ma una teoria filosofica o metafisica. L'insegnamento dell'evoluzionismo viene presentato come se esso fosse in realtà sostitutivo del racconto biblico della creazione”. Solo il giorno in cui anche Buttiglione, non fermandosi all’interpretazione letterale della Bibbia, capirà il concetto ovvio che il racconto (mito) biblico della creazione (che, lo dice anche lui, non deve essere preso in modo letterale…) sostituiva la storia dell’evoluzione, si riuscirà a capirsi meglio, senza attribuirsi a vicenda, magari inconsapevolmente, il ruolo di selvaggio. Articolo sulla Repubblica (“USA, chi ha paura di Charles Darwin”) sulle difficoltà che ha incontrato il Museo di Storia Naturale di New York a trovare sponsor per la mostra su Darwin che si è aperta il 19/11 (“E così non un'azienda statunitense si è fatta avanti per finanziare almeno in parte i tre milioni di dollari che l'esposizione è costata. Per paura che ciò fosse interpretato come una scelta di campo a favore dell'evoluzionismo nel feroce dibattito che, di questi tempi, lo oppone al creazionismo”) . Nel sito Università e ricerca dei DS si riportano i link ai principali documenti sul “giallo” del documento finale della commissione Darwin. Viene linkato anche un precedente articolo di T.Pievani (L'Italia che non prende sul serio Darwin), comparso su Micromega 4/2005: A Milano, al “CMC – Centro Culturale di Milano”, dibattito Evoluzionismo, teoria o ideologia? Con Carlo Soave docente di Biologia Università degli Studi di Milano e Don Fiorenzo Facchini docente di Antropologia e Paleontologia Università di Bologna. Coordina Mario Gargantini. In febbraio si terrà un altro incontro sull’evoluzione con scienziati che si occupano di altre discipline (matematica e chimica). Sarà per dimostrare che ormai tutti possono parlare di evoluzione? Purtroppo criticano cose che non conoscono… e sarebbe bello che i lettori se ne accorgessero … Una serie di ottimi articoli sull’evoluzione, scritti invece da esperti qualificati, nel sito web scolastico della Enciclopedia Treccani (Il dibattito sull’evoluzionismo); si accenna soprattutto allo strano tentativo di “occupare la scienza”, di ampliare la definizione di scienza per comprendere spiegazioni basate sul soprannaturale: è la stessa strategia usata negli USA, adattata ad un contesto diverso; ma l’obiettivo è lo stesso, probabilmente facilitato da una certa abitudine a confondere spiegazioni naturali e soprannaturali anche fra persone colte. Molti non hanno capito che probabilmente in Italia non c’è bisogno di usare l’ID per ampliare la definizione di scienza, e stanno utilizzando altri strumenti; è strana per esempio l’insistenza e la facilità con cui persone inesperte di biologia accusano la biologia di trasformarsi in teologia o filosofia appena si comincia a parlare di evoluzione (difficilmente


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ciò avviene quando si parla di altre tematiche…) , o con cui si usa la parola “scientismo” pensando di insultare la scienza e il metodo scientifico. Negli articoli ci sono contributi di Telmo Pievani, Stefano Mariani, Giorgio Narducci, Alessandra Magistrelli, Eleonora Fioravanti. Sconcerta comunque la visione lineare dell’evoluzione umana dell’unica immagine della pagina, e fa pensare all’influenza nascosta di qualche antievoluzionista. Spiace la scelta di rallegrare la pagina iniziale con un’immagine scientificamente scorretta dell’evoluzione umana, di solito presente nei sito antievoluzionisti. [da Pikaia] Nel sito Rescogitans si può leggere un interessante articolo di S.Marini “La scienza, secondo lo Stato del Kansas” in cui si spiega, bene e con ampia documentazione, quel che è successo nel Kansas, dove hanno ampliato la definizione di scienza negli standard educativi dello stato: La strategia seguita dai “dissidenti” del Kansas è (anche epistemologicamente) piuttosto sofisticata: anzitutto si elimina il termine “spiegazioni naturali” dalla definizione della scienza e si attacca il “naturalismo metodologico, che assume (…) che le leggi di causa e effetto rendano conto di ogni fenomeno”, in modo da poter ammettere anche spiegazioni ispirate a principi religiosi (spiegazioni soprannaturali). Si sostiene poi che tale naturalismo viola due aspetti fondamentali del metodo scientifico, in quanto “limita sia la formazione che il controllo delle ipotesi rivali ” (cioè salvaguarda la teoria evoluzionista da controlli e falsificazioni) e quindi trasforma tale teoria “in un dogma, dottrina o ideologia”. Sconcertante la reazione di un docente dell’Università Lateranense a una delle poche affermazioni accettabili nell’articolo di ieri di Rocco Buttiglione (“Sembra dunque che sia i creazionisti che i sostenitori del “disegno intelligente” abbiano torto quando pretendono che dottrine filosofiche o teologiche vengano insegnate come se fossero teorie scientifiche”). P.Larrey risponde (“Intelligente Design”) infatti subito a Buttiglione, sempre sul sito Pensare Cristiano, sostenendo e garantendo che aria fritta come l’ID sia invece scienza. Incredibile come abbia il coraggio di garantire addirittura l’asserita scientificità (“la nozione dell'Intelligent Design deve essere intesa tanto scientifica come quella di Darwin. Se fosse soltanto un'appendice al creazionismo, non ci sarebbe tanta polemica”) contestando i dubbi di Rocco Buttiglione! Sembra proprio sulla linea del Card. Schönborn: appoggio all’ID senza nemmeno conoscerlo… Articolo di Cavalli Sforza (Dinosauri Nell'arca Di Noe') su Repubblica, uno dei pochi giornali che continua coraggiosamente (o incoscientemente?) a non girarsi dall’altra parte sul problema dell’evoluzione. Ormai anche il Sole24Ore e l’Unità hanno abbandonato l’argomento? Chiaro e rivelatore l’intervento del Papa (qui il testo integrale) oggi all’Università Cattolica di Roma: “Ecco allora la grande sfida delle Università cattoliche: fare scienza nell'orizzonte di una razionalità vera, diversa da quella oggi ampiamente dominante, secondo una ragione aperta al trascendente, a Dio". Più o meno ha chiarito che è ora di smetterla di accontentarsi delle spiegazioni “naturalistiche” (che ne hanno permesso il successo…) e di continuare a mantenere separate scienza (=ragione?) e fede; meglio sarebbe tornare alla cultura disponibile nei secoli in cui i teologi erano anche grandi scienziati e sapevano mettere in fila citazioni e parole utili per spiegare tutto? Si può a questo proposito ricordare che il Card.Ratzinger già nel 2002 coerentemente si preoccupasse che “a partire dall’illuminismo, la cultura dell'Occidente si allontana con velocità crescente dai suoi fondamenti cristiani”. Abbastanza strana e masochista, ma coerente con le premesse, poi una frase diretta proprio contro la scienza sperimentale (di cui probabilmente ha usufruito, come quasi tutti, e ne usufruirà, come tutte le persone anziane): “come criterio di razionalità è venuto affermandosi in modo sempre più esclusivo quello della dimostrabilità mediante l'esperimento”. [Quali sarebbero le alternative?]. Un discorso simile ha fatto ieri anche il Card,.Caffarra in una lezione a Bologna (“Magna charta per l'uomo”) dove distingue chi va e chi non va “oltre all'uso della ragione nella ricerca della verità sull'uomo”. Come si vede, in Italia non abbiamo bisogno dei trucchetti dell’ID per arrivare al nocciolo del problema: la scienza deve poter chiudere rapidamente gli antiestetici buchi di conoscenza, come si faceva fino all’incidente con Galileo, con spiegazioni che fanno ricorso senza pudore, magari solo se e quando serve, anche al soprannaturale…. e ai placebo.


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Un altro recente intervento (forse è il momento propizio?) di un cardinale sulla scienza è quello di due giorni fa del Card.Ruini, che ad un incontro-dibattito sul tema della laicità ha detto “nel leggere gli articoli di scienza si constata spesso che chi scrive intende dimostrare che Dio non c’è e che l’essere umano è autosufficiente”. Forse il card.Ruini è davvero autosufficiente; gli altri ogni tanto hanno bisogno almeno di un medico, ogni tanto; purtroppo, ma per fortuna anche la scienza qualche volta … vede e provvede, in quanto non siamo “autosufficienti”. Visto che la chiesa si è finalmente pentita su Galileo… si pensa di riprendere dal punto in cui si era rimasti allora….? Che problema c’è? Perché rinunciare a vivere in un mondo senza dubbi e interrogativi insoluti e quindi molto … più intelligente? Qualche intellettuale cattolico avrà il coraggio di contestare? In difesa della scienza interverrà almeno il filosofo Dario Antiseri, che già qualche giorno fa ha avuto l’ardire di contestare le frasi del Papa di condanna del relativismo e del nichilismo? Qui sembra che sia possibile anche il relativismo della razionalità (c’è quella vera e quella “ampiamente dominante” … e forse per validi motivi, come ben sa chiunque, non contento di spiegazioni o cure o indagini “aperte al trascendente”, ha avuto bisogno della scienza di un medico, di un geologo, di un chimico, di un fisico, di un biologo). Tempi duri comunque sembra si possano prevedere per chi si occupa di evoluzione. Ancora peggio se si occupano di evoluzione umana, dove sembra quasi impossibile non …. trascendere. C’e’ qualcuno che viene messo in difficoltà da queste dichiarazioni del Papa? Sì, il gesuita De Rosa, di Civiltà Cattolica, che si occupa di evoluzione e che recentemente in un’intervista a Repubblica (“Ma non c’è incompatibilità: all’origine del mondo c’è Dio”) aveva detto cose ben diverse: “«La Chiesa accetta che la scienza faccia il suo cammino a patto che non pretenda di fare teologia o filosofia. Significa solo che compito dello scienziato è di fare lo scienziato. Non sta a lui mostrare che Dio esiste o non esiste in base alla scienza». In realtà la situazione è diversa, come spiega anche GP2 nella sua lettera del 1996; la chisa pretende di verificare, usando i miseri strumenti della filosofia e della teologia quello che la scienza scopre; e qui in genere scoppia un putiferio per il motivo che De Rosa cita ma soprattutto perché, e ne abbiamo continue dimostrazioni, nessuno si fa spiegare i problemi da chi li capisce. Nel sito web Fisicamente c’è una pagina web con molti articoli recenti sul relativismo e su Darwin, fra cui anche l’intervista a De Rosa, il testo di Antiseri e l’articolo di Pievani su Micromega. Anche U.Eco interviene sull’Espresso (Il Caso e il Disegno Intelligente) nel dibattito sull’evoluzione: Si stupisce di questi attacchi di integralismo in una religione, quella cattolica, che dovrebbe essere immune da comportamenti di questo tipo: “Non ci dovrebbe essere fondamentalismo cattolico perché per i cattolici l'interpretazione delle scritture è mediata dalla Chiesa”. Eco non pensa che anche nella chiesa ci sia chi capisce qualcosa di biologia (pochi) e chi non capisce niente e che magari ha saputo da poco che Galileo aveva ragione ma da 150 anni continua a sentir parlare male di Darwin, per cui evita di approfondire argomenti nno ancora ben masticati a sufficienza. Più che di fondamentalismo bisogna parlare di una confusa eterogeneità, come si vede in questi giorni di interventi quasi tutti diversi e soprattutto che non partono da una base comune di conoscenza dei dati oggettivi che la chiesa riconosce come validi. Per ora sappiamo che la chiesa (Card.Ratzinger 2004) riconosce che tutti gli esseri viventi derivano da un unico organismo originario. Evidente quindi che riconosce l’evoluzione. Manca solo che venga spiegato come si giustifica la biodiversità se non si vuole accettare la teoria di Darwin; la situazione non è molto diversa da quella che ha messo in guai seri Galileo. Prima di quel momento ogni discussione sarebbe abbastanza inutile. E quel momento si allontanerà sempre più nel tempo se si ritorna alla scienza medioevale, guidata da “una ragione aperta al trascendente”. Stupisce un po’ che Eco, come già era successo a Rubbia nel 2003, non sappia che nel Genesi esistono due versioni della creazione, per cui scrive “ il Genesi sembra dar ragione a Darwin”; in questa stessa frase inoltre evidenzia come non sappia il motivo per cui Darwin è famoso ma anche osteggiato da molte religioni, dato che anche lui (come purtroppo quasi tutti) crede che Darwin abbia scoperto qualcosa che era già noto nell’anno della sua nascita … l’evoluzione (che per la chiesa non è un problema, per cui non avrebbe alcun motivo per ostacolare in ogni modo l’insegnamento


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dell’evoluzione). Povera scuola italiana … quando si provvederà ad aggiornare i programmi? Articolo sul Corriere riguardo all’intervento del Papa all’Università Cattolica (“Il Papa: la Scienza deve aprirsi a Dio”):; ili giornalista, uno dei pochi, evidenza il punto centrale dell’intervento del Papa. Articolo anche sul Manifesto: “La scienza infertile di papa Ratzinger”. Desta un certo interesse (oltre che stupore e preoccupazione) l’articolo del direttore del Foglio: “Voglio un rapporto sulle cazzate che i prof. raccontano a scuola”. Già un deputato bolognese di FI aveva attivato un paio di anni fa un numero verde per raccogliere le denunce di dichiarazioni antigovernative fatte da parte di insegnanti a scuola. Ora invece sembra che la proposta riguardi anche l’università e il darwinismo e che il direttore del Foglio inviti a realizzare “un serio, responsabile, documentato, elegante, non fazioso, imparziale "rapporto annuale" sulle cazzate che si dicono a scuola e all'Università sotto il manto della cultura progressista, scientifica, neodarwiniana, neoscimmiesca, neoetica”. E’ comunque da apprezzare il fatto che il direttore sia uno dei pochi giornalisti a capire (anche prima che Ruini il 2/12/05 lo riprendesse e lo rilanciasse) qual’era la novità principale (e differenza rispetto a GPII) contenuta nell’intervento del papa all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica. Lo cita infatti con giusto rilievo nella penultima frase dell’articolo. L’articolo è riportato anche nel sito dei radicali. Oggi è uscito in edicola il nuovo numero di Micromega il 7/2005, che contiene ancora articoli relativi al dibattito sull’evoluzione. C’è un articolo di T.Pievani sui misteri non ancora risolti del limitato ripristino di programmi scolastici non settecenteschi (Darwin, Moratti e il gioco delle tre tavolette); si commentano alcuni degli interventi fatti nell’ultimo mese dai numerosi esponenti politici, religiosi e scientifici che hanno minimizzato i numerosi e poco chiari interventi censori; c’è poi anche un’intervista, sempre di T.Pievani, (A Dio e/o a Darwin) ad una delle personalità della chiesa cattolica più esperte dei problemi della scienza: P.Coyne; pur non essendo biologo ma “astronomo papale”, sembra capisca di biologia più di tanti altri astronomi o astrofisici che a volte sembra vengano costretti a intervenire sull’evoluzionismo. Anche in questa intervista esprime opinioni che fanno temere che possa essere inviato su Marte per proseguire le sue ricerche da quel pianeta… in fondo anche Teilhard di Chardin, che era un paleoantropologo, fu inviato in Cina alla ricerca dei nostri antenati fossili. P.Coyne dice infatti, fra l’altro: A parer mio [la teoria dell’evoluzione] dovrebbe essere insegnata sin dall'asilo, giacché si tratta, come abbiamo già detto, di una teoria scientifica ben consolidata. Perché mai tenerla nascosta? Se mettiamo da parte l'evoluzionismo nella formazione scolastica (sia essa elementare o più avanzata), corriamo il rischio che gli studenti ricavino un'impressione distorta, che siano persino impauriti dalle scienze. E così non deve essere, per nessuna ragione. Il rischio che avete corso qui in Italia è per molti versi più grande di quello corso in America, dove pure ci sono state querele davanti ai giudici sulla possibilità o meno di trasmettere insegnamenti relativi all'evoluzione. Il che non aveva niente a che fare con la separazione tra religione e vita sociale e politica, pur fondamentale in America. L'evoluzionismo non è un insegnamento religioso, è un insegnamento scientifico. E corriamo il rischio, ponendo l'Intelligent Design in alternativa al concetto di evoluzione, che gli studenti non sappiano più cosa vuol dire fare scienza e ricavino soltanto confusione da questa indebita intrusione di teorie religiose in un ambito che non è loro proprio. Insegniamo pure le ipotesi di un intelligent design, ma non come dottrina scientifica! Pensiamo ad altri corsi in scuole private o allo stesso corso di religione nelle scuole pubbliche: nel nostro caso, corsi di cultura o di storia americana. Ma insegnare l'intelligent design come alternativa scientifica è completamente sbagliato e avrà un effetto notevole sulla formazione degli studenti e in ultima analisi sul futuro stesso dell'America. L’intervista, senza dubbio rilevante per la posizione certamente non allineata, viene subito commentata da F.Prattico su La Repubblica di oggi (Padre Coyne non nega Darwin). Successivamente sembra non siano stati pubblicati altri commenti. Forse è meglio così (per P.Coyne…)


29/11/05-IT:

Sul Foglio di oggi compare quella che sembra finora la conferma seria (“Ricerca scientifica, premiato Sermonti”) del conferimento da parte del sottosegretario (G. Letta?) alla presidenza del consiglio dei ministri [italiano] del premio speciale per la cultura 2004 (settore della ricerca scientifica) a G.Sermonti, ottant’anni appena compiuti; la motivazione? ”In nessun caso il premio è stato più ampiamente meritato … fondamentale il suo contributo alla ricerca scientifica attraverso la critica al darwinismo e la pubblicazione di importanti studi sulla genetica … segnalare all’opinione pubblica generale la figura e l’opera di grandi personalità della cultura … proporne l’esempio … un modello ideale da indicare all’attenzione e alla gratitudine del paese … perché altri possano seguirlo … a beneficio dell’intera comunità nazionale” Immagino la faccia che farebbe G.Letta, molto amico del Vaticano (oltre che dei Legionari di Cristo che a loro volta sono molto devoti a Fazio) se leggesse l’intervista a Padre Coyne, l’astronomo papale, comparsa oggi su Micromega, dove si manifestano idee e concetti ben diversi (“A parer mio [la teoria dell’evoluzione] dovrebbe essere insegnata sin dall'asilo “) da quelli che hanno giustificato il premio a G.Sermonti. Articolo con un inizio molto interessante (ma con una strana conclusione) scritto da un sociologo di Padova sul Gazzettino (“Evoluzionismo temperato dal disegno intelligente”); l’interesse deriva soprattutto dal fatto che forse è il primo che evidenzia il dato sconcertante che negli USA il 53% crede alla creazione dell’uomo come è raccontata dalla Bibbia, mentre in Italia solo il 15% pensa che l’uomo sia stato creato da Dio così come lo vediamo oggi. Il 40% crederebbe a un “progetto intelligente” che ha portato all’uomo, La fine dell’articolo lascia invece molto perplessi; non si capisce infatti su che basi possa dire che “l’idea del disegno intelligente è proprio una grande trovata, una soluzione geniale ad un problema esistenziale di estrema gravità (perché esistiamo) … il disegno intelligente funziona come un mirabile esempio di strategia in grado di salvare capra e cavoli; sarà anche filosoficamente repellente e scientificamente poco corretta, ma almeno nell’immaginario collettivo pare funzionare”. Ancora più perplessi lascia la conclusione, capace (è non è facile…) di far arrabbiare contemporaneamente sia Darwin che (ancora di più) Ratzinger: “In fondo perché rovinarci una credenza innocua che, per giunta, ci rende un po’ più felici? E’ una storia che del resto conosciamo bene: tutti sanno che Babbo Natale non esiste, eppure nessuno si sogna di ammetterlo apertamente davanti ai propri figli”. Questa è la cultura del terzo millennio … curiosa anche la frase “E’ un Dio lontano, così lontano dalle vicende terrene da non diventare incompatibile con la loro spiegazione scientifica. [Sembra originale l’idea che la scienza potrebbe accettare una divinità … se in dosi omeopatiche…?]. L’articolo fa riferimento ad un sondaggio realizzato nel Nord-Est sulle opinioni riguardo all’origine della nostra specie e pubblicato oggi in questa pagina del Gazzettino sull’evoluzione umana; tre le risposte possibili: “evoluzione da forme precedenti guidata da Dio”, “evoluzione da forme precedenti non guidata da Dio”, “creazione divina nella forma attuale”; le possibili risposte sono simili a quelle di indagini svolte negli USA, anche se in questo caso nell’ultima risposta non si specifica, come momento della creazione dell’uomo, “meno di 10000 anni fa”; dall’articolo sembra di capire che le risposte (oltre al 9.5% di “non so”) sono state: il 43% preferisce l’evoluzione guidata, il 15% la creazione (tra le persone meno istruite si trova però il 27% e in quelle oltre i 65 anni il 23%), mentre il 32% sono evoluzionisti darwiniani; anche se dobbiamo valutare comunque molto positivamente che complessivamente il 75% crederebbe in un processo evolutivo (guidato o no) da forme precedenti (il dato sembra addirittura migliore rispetto al 65% rilevato nel 1991 - anche se non è ben valutabile la correttezza dei risultati di quel sondaggio). Le percentuali sono comunque ben diverse e migliori rispetto a quelle che si ottengono in indagini svolte negli USA, dove è evidente l’enorme distacco culturale degli scienziati che si occupano di ricerca biologica rispetto alla gente comune. Nuovi problemi per l’evoluzionismo in Italia? Speriamo di no… Su La Repubblica un articolo (il caso/ Niente antropologia per le lauree brevi - Se il biologo non studia l´evoluzione) racconterebbe cos’è successo: Lo studio delle origini dall’uomo si allontana un altro po´ dalla formazione dei ragazzi italiani. Stavolta però non si tratta di proteggere le giovani menti dei bambini di elementari e medie, a tutt´oggi ritenute dal ministero


30/11/05-IT:

DICEMBRE 1-12-05-IT:

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dall’Istruzione troppo immature per confrontarsi con la più temuta delle idee di Darwin. Stavolta si tratta delle menti decisamente più adulte degli studenti di biologia, e specialmente di quelli dei corsi per la cosiddetta laurea breve: dove è l´intero settore scientifico dall’antropologia (che include materie come la paleoantropologia, la primatologia, l´ecologia umana e l´antropologia fisica) a risultare assente dall’elenco delle materie "fondamentali e irrinunciabili" che i "tavoli tecnici" nominati dal ministero hanno consegnato al Consiglio Universitario Nazionale. E stavolta, la scelta di separare l´evoluzione dall’uomo da quella delle altre specie viventi è sostenuta dai biologi stessi, o almeno dai presidenti dei corsi di laurea in biologia degli atenei italiani riuniti nel Cbui (Collegio dei biologi delle università italiane). I quali, come spiega la professoressa Candia Carnevali, che lo presiede, hanno accolto le indicazioni delle associazioni professionali, e inserito nei settori disciplinari del triennio solo "le cose essenziali" alla luce del fatto che «a chi fa la laurea breve il mondo del lavoro chiede soprattutto competenze di tipo tecnico». E se lo studio dall’evoluzione per un biologo è una materia fondamentale, «riteniamo che l´antropologia sia, come è sempre stata, una materia non caratterizzante in ambiti con risvolti professionali più comuni». Proprio il contrario di come la vedono, tra gli altri, gli antropologi Gianfranco Biondi e Olga Rickards, che in una lettera aperta intitolata «I biologi italiani rinnegano Darwin?» sottolineano come questa esclusione abbia il senso di «mutilare l´evoluzione, cioè la legge di natura che spiega l´interezza della vita e la sua storia, e al di fuori della quale non è possibile concepire né la didattica né la ricerca biologica». In questo modo, scrivono, si dichiara di fatto «l´uomo estraneo al mondo e la biologia non adatta a studiarlo», allineandosi a una concezione che accetta sì l´evoluzione, ma per farfalle o orchidee. E quando arriva all’uomo invoca il salto ontologico, o magari il disegno intelligente. Ma è la deriva della figura del biologo, destinato a "fare e non pensare", a preoccupare soprattutto Biondi e Rickards. E non solo loro. «Come fa un biologo a non rendersi conto che togliendo l´antropologia si porta avanti un attacco di fondo all’evoluzione?» si chiede il biologo dello sviluppo Carlo Alberto Redi, secondo cui la scelta del Cbui si spiega «con la volontà di trasformare la biologia in una disciplina solo applicativa, che costruisce una professione e non una cultura». Con conseguenze che vanno ben al di là delle aule universitarie, come spiega l´etologo e accademico dei Lincei Enrico Alleva. Che inquadra la vicenda nell’attuale tentativo di escludere Darwin dal sistema scolastico italiano, e dichiara di essersi aspettato «un´ulteriore mossa per separare le scienze "dure" dalle scienze sociali, con grave detrimento per lo sviluppo economico e sociale del Paese» e in controtendenza rispetto a ciò che si fa negli Stati Uniti e nel resto d´Europa. E’ importante chiarire qual è la posizione attuale di BIO/08 (Antropologia) nella classe di laurea 12 di scienze biologiche: Affine o integrativa. E nella Classe 6/S, laurea specialistica in Biologia? Affine o integrativa. Compare sul Sole24Ore la lettera di G.F.Biondi e O.Rickards (“Agli studenti di Biologia negato Darwin”) contro l’assenza dell’Antropologia (BIO/08) dalle discipline che si ritengono necessarie per la formazione del Biologo con laurea triennale. Qual è la posizione attuale di BIO/08 (Antropologia) nella classe di laurea 12 (Scienze Biologiche)? Affine o integrativa. E nella Classe 6/S, laurea specialistica in Biologia? Affine o integrativa.. Nessuna abolizione, quindi, ma comunque nessuna promozione come avvenuto per altre discipline, che sono passate da “affini/integrative” a “di base” nella riduzione da 3 a 2 delle tipologie delle discipline. Sembra che anche in questa occasione, come nel caso dell’abolizione dell’evoluzione dai programmi scolastici, si dica che bisognava accorgersene prima, e che ormai sia troppo tardi per cambiare le cose; In questo caso non c’era l’intenzione di lavorare nel segreto, come è stato certamente fatto nel caso dell’eliminazione dell’evoluzione dai programmi scolastici, ma forse ci sono stati problemi nella circolazione dell’informazione

Continua il successo di G.Sermonti, in occasione degli 80 anni: dopo il prestigioso “premio della presidenza del consiglio dei ministri per la ricerca


2/12/05-VA:

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scientifica 2004” vince anche un premio con una delle sue opere.letterarie. C’è da apprezzare il fatto che, di fronte alla possibilità di un conflitto di interessi, non si è accontentato allontanarsi un momento per non partecipare alla sola votazione (come sappiamo in Italia può avvenire perfino ai vertici della repubblica) ma ha probabilmente declinato l’invito, dopo due anni in cui l’aveva accettato (2003, 2004), a far parte della commissione che attribuisce il premio. Sarebbe giusto “proporne l’esempio come … un modello ideale da indicare all’attenzione e alla gratitudine del paese … perché altri possano seguirlo … a beneficio dell’intera comunità nazionale””- La cerimonia di premiazione si è svolta il 3 dicembre a Civitavecchia. (foto della premiazione) Interessante intervento oggi del Card. Ruini (presente nel sito web dell’agenzia cattolica Zenit) al VII Forum del progetto culturale su “Cattolicesimo italiano e futuro del Paese”; cerca di chiarire le posizioni della chiesa cattolica (italiana) su evoluzionismo, intelligent design, relativismo e soprattutto sul problema dell’ampliamento degli strumenti utilizzabili dalla scienza e dalla razionalità, ricollegandosi al recente (25/11) intervento del papa all’Università Cattolica. Sull’ampliamento della definizione di scienza, rilevante obiettivo (purtroppo in comune con la Wedge strategy del Discovery Institute) c’è da notare l’allarme per l’interesse della scienza per il confronto fra linguaggio umano e animale, probabilmente utile per la localizzazione temporale del possibile “salto ontologico” di cui parlano i teologi): Un compito al quale Benedetto XVI spesso ci richiama, da ultimo nel discorso all’Università Cattolica del Sacro Cuore, è quello di allargare gli spazi della razionalità. Quella forma di razionalità che possiamo denominare scientifica e funzionale, per la quale è razionalmente valido soltanto ciò che, direttamente o indirettamente, è sperimentabile e calcolabile, ha certo una sua legittimità e necessità nell’ambito scientifico-tecnologico e costituisce un grande e fondamentale fattore di sviluppo, ormai a livello planetario. Se dimentica però il proprio carattere di scelta metodologica e pretende di costituire l’unica forma di conoscenza davvero razionale della realtà contraddice quel canone e quel limite che essa stessa si è giustamente imposta e rende in concreto razionalmente non decidibili, anzi non proponibili, le questioni del bene e del male morale, e più fondamentalmente del senso e del destino dell’uomo e dell’universo, in ultima istanza la questione di Dio. In particolare a proposito dell’uomo una simile restrizione della razionalità comporta inevitabilmente che il soggetto umano sia razionalmente conoscibile solo in quanto venga per così dire “misurato”, attraverso qualche forma di indagine sperimentale, e che in tal modo si perda di vista proprio il soggetto in ciò che gli è specifico, cercando invece di ricondurre l’uomo all’interno della serie degli oggetti naturali. Particolarmente indicative, in questo contesto, sono le direzioni delle ricerche sui rapporti mente-cervello, sulle questioni della coscienza e dell’autocoscienza, come anche sul linguaggio umano, a confronto con quello attribuito ad altri animali. Sulla questione dell’evoluzione e dell’intelligent design [complimenti! Ruini sembra l’unico a non sbagliare la citazione e non la contesta nemmeno, come ha fatto Schönborn che invece, sbagliando, ha contestato l’evoluzione]: “Già Pio XII nell’Enciclica Humani generis aveva ammesso, a determinate condizioni, libertà di discussione sulla “ipotesi” evoluzionistica, mentre Giovanni Paolo II, nel messaggio del 24 ottobre 1996 alla Pontificia Accademia delle Scienze, affermava che “nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi” bensì appunto una teoria – o più esattamente delle teorie, diverse anche per le filosofie a cui fanno riferimento – che si è “progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere”: resta comunque fermo che lo spirito dell’uomo non può essere ricondotto alla materia. Non è certo il caso di fare dei passi indietro rispetto a queste precisazioni di Giovanni Paolo II” “A una simile proiezione filosofica e ateistica dell’evoluzionismo è senz’altro giusto opporre anzitutto che essa deborda,


2/12/05-IT:

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costitutivamente, dall’ambito e dai canoni della ricerca scientifica. È possibile però fare anche un passo ulteriore e oggi si tenta di compierlo, seguendo due vie che occorre tenere accuratamente distinte. Una di esse cerca di individuare nei viventi alcune strutture complesse non suscettibili di essere spiegate con i meccanismi dell’evoluzione, che richiederebbero quindi un disegno intelligente. Non sono ovviamente in grado di pronunciarmi sulla fondatezza scientifica di tali posizioni; a livello metodologico esse, nella misura in cui intendano concludere direttamente a un’Intelligenza creatrice, sembrano incorrere nella medesima obiezione di sconfinamento dai canoni dalla ricerca scientifica che si deve opporre all’interpretazione ateistica dell’evoluzionismo; il loro eventuale merito può essere piuttosto di contribuire al progresso della scienza, facendo emergere interrogativi cui le teorie attualmente diffuse non siano in grado di dare risposta.” Molto positivo quindi il fatto che il card.Ruini confermi, a differenza di Schönborn, le parole di GPII nel 1996, anche se salta, come d’altronde fanno tutti, la parte più commovente (ma forse solo per uno scienziato) del documento, quella che giustificherebbe anche il riconoscimento dello status di “teoria”: “la convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria” Piuttosto originale (dato che da altri interventi, anche del papa attuale, sembrava di capire che la Chiesa cattolica appoggiasse l’ID) ma comprensibile e condivisibile il sospetto che l’ID non sia scienza; questo comunque non significa che Ruini permetta che la curiosità scientifica possa correre liberamente: sembra sia pronto a tirare il guinzaglio se qualcuno fosse interessato a studiare il linguaggio nei primati; sembra in imbarazzo di fronte alle strutture complesse; chissàchi gli ha detto (Schönborn?) che la teoria darwiniana non li sappia spiegare e sembra incerto se allungare il guinzaglio se qualcuno volesse scprire un disegno intelligente; in questo caso, dato che si fiderebbe degli mici di Schönborn, farebbe anche finta di non vedere se i canoni scientifici fossero rispettati. Corretta invece la traduzione in TEORIA della valutazione del 1996 di GPII “più che una mera ipotesi”; già altri, oltre a GPII nello stesso documento nella parte di solito non citata, l’avevano tradotta in questo modo (ad esempio Facchini), ma nessuno recentemente con l’autorità del card.Ruini. Anche lui comunque, come GPII, purtroppo passa subito dopo a parlare di “teorie”, per non concedere troppo credito al solo darwnismo…. Sempre oggi e nello stesso sito di un’agenzia giornalistica, un intervista a P.R.PascuaI (Creazione, evoluzione e Magistero della Chiesa Cattolica) direttore del Master in Scienza e Fede che si svolge presso l’università pontificia Regina ApostoIorum; nessuna novità (l’intervista corrisponde a un intervento fatto da lui allo strano congresso organizzato addirittura dal Bakhtivedanta Institute di Roma – gli Hare Khrisna! - , su "Evoluzionismo e religioni. Darwinismo e visione teistica" a Roma, mercoledì 26 ottobre 2005) e un po’ di concetti non troppo chiari anche rispetto a dichiarazioni precedenti, come quella del Card.Ratzinger nel 2004 (che nessuno più, dopo che Schönborn aveva chiesto fosse dimenticata, ha osato citare); mentre Ratzinger ammetteva come “praticamente certo” che, come dice la scienza, tutti gli esseri viventi hanno un unico antenato comune, qui si dice timidamente che “L'evoluzione intesa come teoria scientifica, fondata su dati empirici, sembra abbastanza ben affermata”; a differenza di altri (… e stranamente anche di lui stesso più avanti: “non ci può essere un vero contrasto o conflitto tra una verità di fede - o rivelata -, e una verità di ragione -cioè naturale- “) che riconoscono, anche in ambiente religioso, che la ragione stia con la scienza, dice che “La creazione è una verità accessibile alla ragione, in particolare alla filosofia”. Difficilmente chi conosce cos’è la scienza e cos’è una teoria scientifica (anche in ambito religioso, pur senza ricorrere a P.Coyne), concorderebbe con la sua frase “il cosiddetto creazionismo è anch'esso, come l’evoluzionismo, un’ideologia”. E sul disegno intelligente … un’opinione forse originale, se le certezze/incertezze sono state allineate correttamente dall’intervistatore: “D’altra parte, un disegno intelligente sicuramente c’è stato, ma a mio avviso non si tratta di una teoria scientifica alternativa alla teoria dell’evoluzione. Ma allo stesso tempo bisogna far presente che nemmeno


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l’evoluzionismo, inteso come ideologia materialistica e atea, è scientifico.”. Sulle opinioni del papa sul contrasto evoluzione/creazione cita vecchie dichiarazioni del 1981 e dice (pensando di chiarire il concetto…) che “Ratzinger parla della ragionevolezza della fede nella creazione, che continua ad essere, ancora oggi, la migliore e più plausibile ipotesi”. Qui si possono leggere le dispense di un corso, critico sull’evoluzionismo ma anche sull’evoluzione, che tiene per un Master in scienze ambientali da quest’anno gestito da un’università “gemella” riconosciuta dal ministero. Il master comunque sembra riconosciuto solo dal Ministero dell’Ambiente. IMPORTANTE CONFRONTO: In un’intervista dell’anno scorso (16/9/04) P.R.PascuaI (ma anche il suo intervistatore) consideravano chiaramente come contrapposti e alternativi il mondo della fede e il mondo della ragione: Ci dice qual è lo stato di salute nel dialogo tra il mondo della fede e quello della ragione? E cosa propone in proposito? P. Pascual: Penso che bisogna superare i luoghi comuni, e che adesso è il momento di ristabilire il dialogo auspicato dall'enciclica “Fides et ratio” tra il mondo della ragione e quello della fede. Così come la Chiesa non ha paura della scienza e dei suoi sviluppi, nemmeno la scienza deve aver paura della Chiesa. [evidente la sottintesa corrispondenza fra scienza e ragione / fede e Chiesa!] Il dialogo non vuol dire “assorbimento”, ma rispetto reciproco della diversità. Già nel Concilio Vaticano I si è parlato dei due ordini di conoscenza: quello della ragione e quello della fede, i quali sono distinti, ma come ben ricorda l'enciclica “Fides et ratio”, non sono “separati”, per cui il dialogo è possibile. Ci sono tanti punti d'incontro e questioni di confine. Nessuno dei due può pretendere di spiegare tutto, ognuno dei due ha qualcosa di specifico da dire sul mondo, sull'uomo e su Dio. P.Pascual aveva poi anche un giudizio meno positivo di oggi sull’evoluzione, (che sembrava paragonasse addirittura ad un groviera …): “autorevoli scienziati, anche non credenti, sostengono che tale teoria mostra tanti buchi” oppure “Senz'altro la teoria dell'evoluzione, se è, come penso, una teoria scientifica, avrà i suoi limiti e i suoi aspetti da migliorare, come del resto succede con tutte le teorie scientifiche”; sul metodo scientifico, un anno fa (e questa è una differenza notevole rispetto alle dichiarazioni recenti del papa e del Card.Ruini sullo stesso tema) non sembrava per nulla interessato ad ampliare la definizione di scienza, anzi si preoccupava piuttosto che la scienza volesse uscire dal suo recinto: “gli uomini di scienza siano onesti nel riconoscere i propri limiti, derivanti, per esempio, dal metodo sperimentale. È evidente che la scienza non può dire nulla riguardo a quello che non è empiricamente sperimentabile, e se dice qualcosa, non può che farlo in modo incompetente, perché è uscita fuori dai propri ambiti”. Questa preoccupazione di una scienza che si teme dilaghi oltre ai propri argini è un tema ricorrente, un avvertimento che troviamo costantemente, sembra un incubo … mentre invece, anche grazie ai suoi limiti anche autoimposti, è una delle forme migliori e più efficaci di conoscenza, e coinvolge solo la nostra specie. Non sarebbe il caso di avere un giudizio un po’ più positivo di uno strumento così potente di conoscenza? Impressionante poter dimostrare (confrontando l’intervista di R.Pascual del 2004 con gli interventi di Benedetto 16 e del card.Ruini di questi giorni) come sia cambiata tantissimo in un solo anno, da quando c’è un nuovo papa, la visone del rapporto fra scienza e fede; . Articolo su Darwin, o meglio sul Ristorante Darwin a Cambridge (USA) sul Mattino di Napoli (Nel ristorante chiamato Darwin). Il giornalista inizialmente sintetizza così il contrasto fra darwinismo e antidarwinismo negli USA: Come è noto, l’evoluzionismo è una teoria scientifica sostenuta dalla stragrande maggioranza dei biologi professionali da Darwin in poi. Il creazionismo invece è una visione teologica sostenuta da radicali religiosi, secondo la quale solo la creazione divina può giustificare l’attuale stato del mondo animato e inanimato. L’evoluzionismo si insegna nelle principali università americane, come Harvard e Mit in


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mezzo alle quali si trova il mio caffè Darwin, mentre il creazionismo si predica nelle chiese evangeliche e nelle scuole medie di provincia. Messa in questi termini la questione non sussiste. Poi , dopo aver riflettuto ed essersi chiarito le idee, dice che, se si guarda meglio, il problema in realtà è un po’ più complicato e … conclude così: … non si sa chi fa peggio, i liberali che si fanno del male da soli o i religiosi che imbrogliano. Nel mio piccolo, penso che una mentalità aperta in una società liberale dovrebbe tollerare entrambi. Non abbiamo, nella vita, soltanto domande conoscitive di tipo scientifico. Ma anche domande sul senso dell’essere e sul significato della vita. E se uno vuole rispondere a queste domande con la dottrina creazionista sono affari suoi. L’importante, come sempre, è non confondere le acque. Per questo, forse, l’antico creazionismo, più bigotto e schietto, mi è più simpatico del furbetto Intelligent Design. Se avessi un figlio in età scolare, insomma, vorrei che studiasse creazionismo in religione e evoluzionismo in scienze.

Sul Giornale un articolo (insolito soprattutto per la testata che lo pubblica) di F.Facci (”I silenzi della Chiesa”) contro il silenzio della Chiesa di fronte ad alcune invadenze eccessive dei cattolici, in particolare sulla 194: “… sta rialzando il capo un neo-relativismo cattolico che approfittando della libera circolazione delle idee sta cercando di riproporne anche di vergognose, sta riesumando e riverniciando ideologie che si pensavano confinate nelle catacombe della Storia e dell’occidente. La prima … omosessuali sono malati… una seconda è la riproposizione del creazionismo fra gli insegnamenti scolastici (un semplice credo religioso, come sancito dalla cote suprema USA) con la pretesa che l’evoluzionismo di Darwin, spacciato come un’indimostrata impostura, non venga più insegnato. Una terza … assassina … usa la 194.” Sui giornali si riporta l’importante intervento di ieri del card.Ruini; l’Avvenire (testo; in PDF:Pag.26 - pag.27) aggiunge anche un articoletto (“La grande disputa sulle origini dell’uomo”) che potrebbe anche essere intitolata “molti nemici molto onore” dato che dopo una premessa in cui si rivaluta ancora (per fortuna…) la dichiarazione di GPII del 1996, si illustra come “attorno alla teoria di Darwin si è sviluppato un rovente dibattito. Quattro gli schieramenti in campo: creazionismo, creazionismo scientifico, disegno intelligente e "creatio continua"). Non si capisce a quale di queste 4 posizioni corrisponderebbe la posizione dell’astronomo P.Coyne, e non è chiaro il significato della frase “Scienziati cattolici come Fiorenzo Facchini e Ludovico Galleni sono invece convinti che non esista antitesi tra evoluzione e creazione”; forse questi 2 scienziati, con Coyne, costituiscono una quinta posizione? Come si chiama? E‘ forse una posizione “pericolosa”, dato che non sembra citata nelle 4 principali? E’ magari pericoloso (per un cattolico o magari per un prete…) essere oggi “convinti che non esista antitesi tra evoluzione e creazione”? Lo vedremo… · Negli articoli che si trovano oggi in internet a commento dell’intervento di Ruini quello che evidenzia il passo che riguarda l’evoluzionismo è “Ruini versione soft. Darwin si salva” su Liberazione. Il giornalista nota che “molte pagine della sua relazione sono dedicate all’evoluzionismo”: nota anche che Ruini (a differenza di Schönborn e del papa) dice che “non è certo il caso di fare passi indietro” rispetto al giudizio positivo sulla teoria dell’evoluzione dato nel 1996 da GPII; da questa opinione deriva uno strano giudizio negativo di Ruini sui limiti dell’ID, come se accettasse che l’ID sia “scienza”. Stranamente il giornalista non nota affatto un punto importante: Ruini riprende la richiesta del papa di pochi giorni fa di “allargare gli spazi della razionalità”, di fronte alla quale il problema dell’ID è solo strumentale. In altri articoli (La Stampa “Ruini apre ai laici”, il Corriere: “Ruini ai laici: dialogo, basta contrapposizioni”, il Messaggero: “Appello di Ruini: laici e credenti, serve il dialogo”, Il Giornale: “Ruini:basta polemiche fra cristiani e mondo laico”) ci sono solo accenni; solo Il Giornale comunque ha notato, senza capirlo bene, il passo sul tema della “razionalità scientifica”. Poco chiara la frase sul Messaggero: “Fatta salva l’irriducibilità dello spirito, non c’è problema per i credenti, tranne che questa tesi (?) non serva a veicolare filosofie che debordino dal campo scientifico (?), ‘escludendo lo spazio per un’Intelligenza creatrice’”. L’intelligenza creatrice viene citata anche dal Giornale; non risulta


4/12/05- IT:

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però chiara la differenza con il Progetto Intelligente di produzione USA, che invece viene chiaramente criticato…. L’articolo di copertina della versione europea di Time accende i riflettori sul notevole dinamismo del Card.Ruini nella politica italiana. Si cita (anche se non in modo corretto) il suo recente intervento sull’ID: “On Friday, after defending the state's fundamental role in Italian society, he spoke up for the first time in favor of "intelligent design," the controversial theory popular with some U.S. conservatives that says evolution alone cannot explain the existence of the natural world.”. L’articolo viene citato dal Riformista. Forse su Repubblica o su Kataweb un articolo un po’ spiritoso e un po’ disinformato (nei programmi delle medie prima non c’era la teoria dell’evoluzione!) di U.Curi: “Quell’attacco di Darwinfobia. Colpita la Moratti, contagiato il governo. Ma è un morbo stupido”: “Sebbene siano passati quasi quattro secoli, agli zelanti censori del darwinismo occorrerebbe ricordare l’esperienza già compiuta con Galilei, quando la pretesa di imporre per decreto (in quel caso, della Santa Inquisizione) le verità scientifiche, finì per ritorcersi contro la Chiesa che lo aveva voluto. In questo scenario generale, colpisce infine il commento imperturbabile della Moratti, di fronte alle proteste di alcuni luminari della scienza italiana, dal Nobel Dulbecco a Margherita Hack. Ribadendo la bontà della scelta fatta, la ministra ha infatti sostenuto che è preferibile insegnare ai bambini le «narrazioni fantastiche» i «grandi miti delle origini», piuttosto che fornire loro una informazione sommaria di teorie scientifiche ancora controverse. Come se, ancora una volta, vi fosse contrapposizione o, peggio ancora, incompatibilità fra l’una cosa e l’altra. Come se i racconti cosmogonici fossero in contraddizione con la teoria dell’evoluzione. Come se, per parlare di Esiodo o della mitologia greco-latina, fosse necessario tacere di Darwin. E’ difficile immaginare quali possano essere state le ragioni che hanno portato all’esclusione della teoria di Darwin dall’insegnamento nelle scuole medie.” · Un altro articolo oggi su l’Indipendente cita lo strano premio 2004 per la ricerca scientifica recentemente attribuito a G.Sermonti (“Sermonti, una critica scientifica al darwinismo”); la stranezza, oltre al fatto che venga attribuito un premio per lo svolgimento di attività culturali più che di ricerche che abbiano portato a qualche scoperta (è dal 1986 che non frequenta più i laboratori dell’università italiana); forse per questo motivo pochi giornali hanno avuto il coraggio di pubblicare la notizia (e la Presidenza del Consiglio, pur sollecitata, non lo conferma); l’articolo è stato anche postato, l’8/12, in un newsgroup, dove viene discusso con risultati non molto positivi, anche se in it.politica è certamente OT. Oltre a tante informazioni imprecise (d’altronde il giornalista sembra più esperto di creature fantastiche come lo yeti che di biologia e di evoluzione; un esperto di yeti forse non è proprio la persona più adatta per scrivere un articolo su Sermonti! Probabilmente vi è comunanza di interessi culturali…) ce n’è una che richiederebbe ulteriori indagini. Si legge nell’articolo che il premio è stato deciso da una commissione e non dal PresDelCons o dal sottosegretario. Da chi sia costituita questa commissione è un problema che potrebbe interessare gli storici della scienza, per trovare qualche aspetto positivo fra quello che è avvenuto in questo strano 2005 (iniziato con i risultati del lavoro di una commissione disattesi e ripetutamente censurati e addirittura minacciati di ulteriore censura dopo che si è visto che i risultati sono stati minimi, dato che la scienza e il metodo scientifico non sono stati riportati, come da tempo implorato anche dal presidente dell’ANISN, nei programmi delle elementari; il tutto mentre ci sono perfino religiosi che si sbracciano per far notare che la Chiesa è favorevole all’evoluzione, per cui si deve insegnare fin dall’asilo…). Comunque il giornalista spiega perché ormai, dopo il premio per la ricerca scientifica, i giochetti dei darwinisti non funzionano più: “I darwinisti ... accusano i loro avversari di essere ottenebrati da superstizioni religiose. Anzi, ... fingono che l'unica alternativa sia rappresentata dai creazionisti biblici.. Con Giuseppe Sermonti questo giochetto non funziona. Sermonti è scienziato autentico, che non ha mai mescolato fede religiosa e metodo sperimentale e che per le sue ricerche di genetica e per la sua critica scientifica al darwinismo è stato recentemente insignito del premio speciale della cultura della presidenza del consiglio conferito da una commissione di esperti con la motivazione che 'Mai in nessun caso il premio è stato più ampiamente meritato e condiviso'”. [In realtà sembra che la stessa identica motivazione sia condivisa da tutti i premiati del 2004…]. Essendo poi esperto di J.Evola non può che chiudere


8/12/05-USA:

9/12/05-USA:

con un paragone fra il revisionismo sermontiano e il revisionismo storico di De Felice. Bella anche la frase preoccupata (e del tutto umoristica per chi vorrebbe magari che si insegnasse quanto scritto nella Genesi) “Nelle scuole italiane i libri di scienze naturali sono ancora zeppi di teorie ottocentesche; Piero Angela continua a pontificare in televisione”. Appassionato il suo appoggio all’origine recente delle antropomorfe e al giudizio su Gould: “Alla credenza nella filiazione scimmiesca dell' uomo, oppone l'evidenza paleontologica in base alla quale la famiglia umana precede l'apparizione delle grandi scimmie nella documentazione fossile e ripete un concetto accennato anche da un darwinista eretico, Gould: l'uomo è creatura giovanile, i suoi tratti hanno un che di infantile e di primordiale. Tutto il contrario di scimpanzè e gorilla che nei loro caratteri senili e specializzati mostrano di essere un punto terminale, piuttosto che l'aurora di nuove specie”. L’appoggio a G.Sermonti è probabilmente favorito dal fatto che gli scritti di ambedue sono apprezzati e riportati nel sito del Centro Studi La Runa, che fra l’altro gestisce anche la pagina web del premio letterario appena attribuito (vedi notizia l’1/12/05). Articolo spiritoso (“Ragione e Sentimento, Menzogna e Verità; L'evoluzione dell'Uomo tra Babbo Natale e Charles Darwin”) in un sito web siciliano; l’autore immagina un parallelismo fra una maestra che svela ad una classe la verità su Babbo Natale (ed una mamma si arrabbia!) e un ministro che non vuole che ai bambini delle elementari vengano svelati i misteri dell’evoluzione scoperti da Darwin 150 anni fa….: “Ci sembra più grave, ad esempio, che qualcuno, molto importante e con in mano dei poteri, per niente soprannaturali, ma i poteri della legge, voleva fare scomparire dalle scuole (e non con lo stesso tatto della maestra suddetta) sapete chi? Niente meno che Charles Darwin! Eppure, questo signore appena citato ha la barba lunga proprio come Babbo Natale, solo che a differenza di quest'ultimo è esistito sul serio e ha consegnato alla conoscenza umana tantissimi bei regali. Ebbene sì, un paio di anni fa, non una maestra ma il ministro dell'Istruzione in persona, Letizia Moratti, stava per eliminare l'insegnamento della teoria evoluzionistica dai programmi scolastici”. Si racconta anche la storia della commissione Darwin e la incredibile conclusione: con l’accumularsi di censure non coordinate o addirittura minacciate: “Di seguito riportiamo un link dove si possono leggere i due documenti a confronto, tratti dal numero di novembre di Micromega con un articolo introduttivo che ricostruisce la vicenda (clicca qui)” Simpatica anche l’idea di abbellire la pagina web con una foto di Darwin con il cappello [gli sta molto bene] di Babbo Natale … e la “bellicosa” conclusione: “Insomma, sembra che in Italia il posto di quel popolo di Santi, di Eroi, di Navigatori e di Inventori, l'abbia preso un popolo di Farlocchi, Bigotti, Ignoranti e Imbroglioni. W Babbo Natale, W Charles Darwin e VIVA la VERITA'” Un piccolo capolavoro: una mappa concettuale (navigabile) sull’Intelligent Design; merita proprio … un viaggio (una visita non è sufficiente…). E’ stata pubblicata il 17/8/05 nel sito della Bemidji State university (Minn); ampia anche la parte dedicata al nocciolo del problema, la “strategia del cuneo” (wedge strategy) per modificare in pochi anni il concetto di scienza negli USA (a vantaggio della ricerca europea…o cinese?). Bella e interessante anche la pagina web dell’autore (Dann Siems) e une pagina web con utili “Counterwedge strategies”. Bella anche l’idea dello sticker che specifica meglio uno dei temi della campagna contro l’abbandono scolastico attualmente in corso nella scuola USA e chiamata “No child left behind” (Nessuno studente venga abbandonato). La vendita dello sticker finanzierà un progetto intelligente (è infatti umano!) chiamato: BIOLITERACY. Obbiettivi dell’intelligente progetto: “Because basic understanding of the biological sciences impacts our lives in more and more dramatic ways every year. A wide range of important personal, social, economic and political decisions depend upon an accurate understanding of basic biology and the means by which science generates, tests and extends our knowledge of the world around, and within us … Our goal is to generate, test and distribute the tools needed to determine whether students are learning what teachers think they are teaching. We assume that accurate and timely assessment of student knowledge will encourage the educational world toward more effective teaching and better student understanding of basic biology”


10/12/05-IT:

Articolo sul Manifesto di F.VoItaggio (“Evoluti in nome di verità divine”), probabilmente il primo di due che dovrebbero presentare il pensiero di Ratzinger sull’evoluzione. Si nota però una certa difficoltà ad esporre (ma anche ad accettare!) concetti ed ipotesi della biologia: caso = imprevedibilità o errore/sbaglio? il giornalista scrive “talora può risolversi davvero in uno sbaglio” invece che “di solito si risolve davvero in uno sbaglio”; spiace per lui ma questa è l’evoluzione, e sembra che anche a lui, come al papa, non piaccia proprio come funziona… un altro antidarwinista…? Inoltre scrive “Come mai, aggiungiamo, sarebbe sovente afflitto da aberrazioni cromosomiche quale quella responsabile del morbo di Down o mongolismo, da immunodeficienze congenite e da un'infinità di altre anomalie genetiche?”. Un buon libro di genetica; oltre al concetto di mutazione farebbe capire anche il concetto di ploidia e il vantaggio della diploidia, che permette la dominanza/recessività e quindi la sopravvivenza delle mutazioni (una procedura molto furba, se non intelligente ... a parte gli omozigoti recessivi che possono non essere d’accordo). Proprio il genetista Dallapiccola in questi giorni sul Corriere del 14/12 ha ricordato che ognuno di noi mediamente è portatore sano di ben 6-8 mutazioni genetiche (“«Ogni persona sana - spiega Bruno Dallapiccola, direttore di Orphanet-Italia e dell'Istituto Mendel di Roma - possiede 6-8 anomalie genetiche, di solito mutazioni recessive, che si esprimono solo con l'incontro fra due portatori. L'80% delle malattie rare ha origine genetica, e riguarda fra il 3% e il 4% delle nascite.”); se tutti ce lo ricordassimo avremmo un atteggiamento ben diverso verso chi è portatore NON SANO (magari solo perché omozigote) di queste mutazioni. Non sono concetti difficili, ma sono necessari per capire l’evoluzione e per discutere di quel che dice Ratzinger. Probabilmente l'impostazione dell’articolo è corretta, ma leggendolo sembra quasi di dover dar ragione a Ratzinger, ma per fortuna si capisce anche perché: se non ci si basa (razionalmente) sulle conoscenze accumulate dalla biologia negli ultimi secoli l’evoluzionismo può essere considerato un'ideologia o, se va bene, una filosofia E’ inutile quindi perdere tempo con gli ignoranti, ma soprattutto bisogna rendersi conto che se non si vince la battaglia per inserire la scienza e la biologia nella scuola italiana, la guerra è persa. L’articolo si conclude con l’inizio della valutazione del documento firmato dal Card.Ratzinger nel 2004. Vedremo se si concorda sui punti più interessanti…

15/2/05-IT:

16/12/05-IT:

Sul Corriere Magazine un articolo (molto interessante e che tocca in modo corretto alcuni punti centrali del contrasto fra scienza e fede) di U.Veronesi: “Fede e scienza: le mie chiavi laiche per risolvere lo scontro”. L’articolo è decisamente interessante in quanto va direttamente al punto di contrasto e si esprime chiaramente: Veronesi parla di incompatibilità fra scienza e fede (“scienza e fede sono inconciliabili”, “un buon credente è un integralista … uno scienziato è possibilista”) , fra fede e ragione (che Veronesi fa corrispondere con la scienza). Veronesi cita un contributo molto interessante di Ratzinger in un dibattito con il filosofo Habermas il 19/1/04: “abbiamo visto che ci sono patologie nella religione, che sono assai pericolose e che rendono necessario considerare la luce divina della ragione come un organo di controllo, dal quale la religione deve costantemente lasciarsi chiarificare e regolamentare; questo era anche il pensiero dei Padri della Chiesa. Ma nelle nostre riflessioni si è anche mostrato che esistono patologie anche nella ragione (cosa che all’umanità oggi non è altrettanto nota): una hybris della ragione, che non è meno pericolosa, ma a causa della sua potenziale efficacia è ancora più minacciosa: la bomba atomica, l’uomo visto come un prodotto”. Veronesi parla del grave conflitto scienza-religione su molti temi e della falsa soluzione proposta da Ratzingnger di non limitare la scienza a quello che è dimostrabile. Veronesi capisce chiaramente il problema sollevato da Ratzinger. e chiarisce che “fra scienza e fede non ci può essere matrimonio nei principi e nei metodi” ma ci deve essere confronto per evitare di far “togliere l‘insegnamento di Darwin nelle scuole”. Veronesi fa anche alcune proposte per una modifica del modo di agire e di comunicare degli scienziati. Su Avvenimenti articolo di S.Maggiorelli su “L’ora di religione”; si parla di un


17/12/05-USA:

18/12/05-IT:

19/12/05-IT:

19/12/05-A:

19/12/05-IT:

19/12/05-A:

po’ dei problemi nei rapporti fra uno stato sempre meno laico e una chiesa sempre più invadente. Si cita la questione dell’eliminazione dell’evoluzione nei programmi scolastici (con un tono che ricorda un po’ l’articolo di Facci sul Giornale del 2/12/05, e anche la tragica storia della relazione della commissione dei Nobel corretta da qualcuno che premio Nobel non era ma che ha ottenuto un risultato che riteneva probabilmente importante almeno per la salvezza della sua anima. E’ ben difficile riuscire a spiegare il motivo per cui uno non riesce a trattenersi dal censurare un testo che dovrebbe essere considerato un capolavoro della cultura, dato che esce da una commissione così autorevole; può succedere: anche altri hanno voluto lasciare una traccia del proprio passaggio “personalizzando” (la polizia, di solito poco indulgente in questi casi, preferisce dire “danneggiando”) capolavori dell’evoluzione culturale umana. “Si tratta, purtroppo, di scelte vere e pesanti, di cui si vedono già le ricadute sui programmi scolastici e sulla ricerca. Lo si è già visto con il tentativo della ministra Moratti di fare spazio al creazionismo nei programmi di biologia, ostracizzando l’evoluzionismo di Darwin. Un tentativo fermato dalle dure accuse mosse dall’Accademia dei Lincei già nell’aprile del 2004, ma poi approdato alla nomina ministeriale di una commissione presieduta da Rita Levi Montalcini e incaricata di decidere dell’utilità dell’insegnamento di Darwin i cui documenti finali sono stati pesantemente manomessi, come aveva denunciato ad Avvenimenti il professor Vittorio Sgaramella, docente di biologia molecolare dell’università della Calabria e membro della commissione Montalcini e come ora racconta MicroMega nel nuovo numero Chi ha paura di Darwin?” Non c’è da stupirsi nel vedere in questi giorni una vignetta umoristica in cui un bambino (ben addestrato all’uso costante del metodo scientifico) riflette sulle possibili relazioni (di parentela) fra un neonato in una mangiatoia e il misterioso Intelligent Designer tanto amato da alcuni circoli [poco] culturali USA. Nella stessa pagina, in regalo, molti link a blog, riviste e siti sull’evoluzione biologica. ·Interessante idea di uno storico USA che ha deciso di verificare quanto fossero nuove ed originali le idee che quelli dell’ID intendono diffondere nella scuola USA; ne parla in un articolo pubblicato dal Washington Post (“'Intelligent Design' Deja Vu”). Ecco l’inizio: “School boards across the country are facing pressure to teach "intelligent design" in science classes, but what would such courses look like? Thankfully, we need not tax our imaginations. All we have to do is look inside some 19th-century textbooks”. Seguono alcune citazioni da testi dell’800. Seconda puntata dell’articolo di F.VoItaggio a pag.12 del Manifesto: “Persone laiche per costituzione”. La prima puntata era comparsa il 10/12 Con La Repubblica di oggi è acquistabile (come volume 17 della collana “La scienza”) il volume II de “I grandi della Scienza”. Ci sono 160 pagine su Darwin scritte da Barbara Continenza (il testo originale venne scritto per la rivista Le Scienze nel 2000, e pubblicato nella collana “I grandi della scienza”). Per chi volesse approfondire le opinioni del card.Schönborn sull’evoluzione, oggi compare in rete la seconda delle sue conferenze; vorrebbe chiarire meglio il suo pensiero che certamente era un po’ compresso nel limitato spazio dell’editoriale del New York Times del 7/7/05. Il titolo di questa conferenza tenutasi il 13/11/05 è “In the Beginning God Created …"; la conferenza precedente si era tenuta il 2/10/05 ed era intitolata “Creation and Evolution: To the Debate as It Stands”; non sembra ci sia la versione italiana. Con La Repubblica di oggi è acquistabile (come volume 17 della collana “La scienza”) il volume II de “I grandi della Scienza”. Ci sono 160 pagine su Darwin scritte da Barbara Continenza (il testo originale venne scritto per la rivista Le Scienze nel 2000, e pubblicato nella collana “I grandi della scienza”). Per chi volesse approfondire le opinioni del card.Schönborn sull’evoluzione, oggi compare in rete la seconda delle sue conferenze; vorrebbe chiarire meglio il suo pensiero che certamente era un po’ compresso nel limitato spazio dell’editoriale del New York Times del 7/7/05. Il titolo di questa conferenza tenutasi il 13/11/05 è “In the Beginning God Created …"; la conferenza precedente si era tenuta il 2/10/05 ed era intitolata “Creation and Evolution: To the Debate as It Stands”; non sembra ci sia la versione italiana.


20/12/05-USA:

Il giudice del tribunale di Harrisburg (John E. Jones III) si è pronunciato sul tentativo della commissione scolastica di Dover (una cittadina della Pennsylvania) di imporre dal 2004 agli insegnanti di scienze delle superiori la lettura di un avvertimento, prima di iniziare a spiegare la teoria dell’evoluzione, e di un invito agli studenti a passare prima in biblioteca per leggere un libro scritto dai promotori dell’ID contro la teoria di Darwin. E’ importante ricordare che “Dover became the first U.S. school district to include intelligent design in science curriculum. Ninth-grade biology students were presented with a four-paragraph statement saying that evolution is a theory, not a fact, and that there are "gaps" in the theory. The statement invited students to consider other explanations of the origins of life, including intelligent design”. Alcuni genitori hanno denunciato la commissione e in settembre è iniziato un processo che si è concluso oggi (felicemente, come scrive qualcuno: la lettura della sentenza “it's joyful reading for us on the side of science”). Non solo il giudice ha bloccato il tentativo illegale (noi italiani abbiamo una certa difficoltà a capire che la costituzione USA impedisca favoritismi verso una particolare religione: “preclude[s] government from conveying or attempting to convey a message that religion or a particular religious belief is favored or preferred.“) di introdurre ipotesi religiose nella scuola (così infatti sono oggettivamente - e sono state valutate da questo giudice che dicono conservatore - le idee diffuse dai promotori dell’ID) ma ha svelato, con notevole coraggio – si sa come a Bush piaccia l’ID - e manifestando una grande curiosità, tutta la strategia e il piano che ha spinto la commissione scolastica a quella incauta (visti i risultati) decisione. Decisamente e imprevedibilmente molto interessante la lettura delle 139 pagine della sentenza, che è disponibile in rete ed è citata dall’articolo dell’Unità (“Corte Usa a favore di Darwin: «Insegnare il creazionismo è anti costituzionale»”: “Almeno negli Stati Uniti. Così ha stabilito una corte federale di Harrisburg, capitale della Pennsylvania, che si è pronunciata sulla valenza scientifica del cosiddetto "disegno intelligente", ovvero dell’esistenza di un progetto di origine divina inscritto nella storia naturale. Il risultato: è incostituzionale insegnare questa materia nelle scuole. ” ) . Si vede chiaramente come il giudice sia particolarmente impegnato a dimostrare, nelle 139 pagine della sentenza, la malafede dei componenti della commissione: “the school board, over a two-year period, had discussed God, religion and creationism and shown a general antipathy toward evolutionary theory, before ultimately voting to inform ninth-grade biology students that evolutionary theory has inexplicable gaps, and that intelligent design "is an explanation of the origin of life that differs from Darwin's view.") e i trucchetti e le bugie ("It is ironic that several of these individuals, who so staunchly and proudly touted their religious convictions in public, would time and again lie to cover their tracks and disguise the real purpose behind the ID Policy.". Il giudice poi dimostra come, pur dicendosi a parole interessati all’aspetto scientifico, si erano ben guardati dal consultare scienziati o almeno gli stessi loro insegnanti di scienze, facendosi invece dirigere dagli avvocati del Discovery (?) Institute, e procurando in questo modo anche danni economici oltre che culturali: “As stated, our conclusion today is that it is unconstitutional to teach ID as an alternative to evolution in a public school science classroom. Those who disagree with our holding will likely mark it as the product of an activist judge," Jones wrote. "If so, they will have erred. ... Rather, this case came to us as the result of the activism of an ill-informed faction on a school board, aided by a national public interest law firm eager to find a constitutional test case on ID, who in combination drove the Board to adopt an imprudent and ultimately unconstitutional policy. The breathtaking inanity of the Board's decision is evident when considered against the factual backdrop which has now been fully revealed through this trial. The students, parents, and teachers of the Dover Area School District deserved better than to be dragged into this legal maelstrom, with its resulting utter waste of monetary and personal resources.” Notevolmente curioso anche ciò il giudice dimostra “scientificamente”, confrontando le successive edizioni del libro che veniva consigliato agli studenti: creazionismo e ID sono la stessa cosa dato che dopo la sentenza della Corte Suprema USA che condannava il creazionismo, nel libro si è


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sostituita la parola “creazionismo” ma le frasi sono rimaste le stesse….: “As Plaintiffs meticulously and effectively presented to the Court, Pandas went through many drafts, several of which were completed prior to and some after the Supreme Court’s decision in Edwards, which held that the Constitution forbids teaching creationism as science. By comparing the pre and post Edwards drafts of Pandas, three astonishing points emerge: (1) the definition for creation science in early drafts is identical to the definition of ID; (2) cognates of the word creation (creationism and creationist), which appeared approximately 150 times were deliberately and systematically replaced with the phrase ID; and (3) the changes occurred shortly after the Supreme Court held that creation science is religious and cannot be taught in public school science classes in Edwards. This word substitution is telling, significant, and reveals that a purposeful change of words was effected without any corresponding change in content, which directly refutes FTE’s argument that by merely disregarding the words “creation” and “creationism” (pag.32 della sentenza) Questa è la dimostrazione migliore che dietro all’Intelligent Design non ci sono né nuove idee scientifiche né tanto meno scienza, ma ci sono i soliti creazionisti USA, un po’ mimetizzati ma non troppo. Stranamente è stato più utile l’intervento di un giudice che quello dei 14000 scienziati che hanno firmato contro l’ID. Che sia un’idea da esportare…? Un giudice come John E. Jones III sarebbe proprio adatto per indagare anche in Italia, al ministero, sul giallo del testo scritto dai premi Nobel, scomparso e ritrovato dopo qualche mese piuttosto malconcio, un po’ censurato qua e là, come se fosse stato sequestrato … torturato e liberato solo dopo aver ritrattato o addirittura … abiurato. Un giudice come John E. Jones III riuscirebbe a ottenere le sicuramente interessanti testimonianze di chi ha editato il documento della commissione Darwin e riuscirebbe magari a scoprire, come ha fatto a Dover, chi c’è dietro al progetto intelligente che ha influenzato e indirizzato i risultati del lavoro della commissione. Un giudice così riuscirebbe a capire se l’appoggio al ministro di un premio Nobel (che comunque non ha fornito informazioni utili per capire quale documento avesse firmato e consegnato come documento finale) possa essere considerato un’abiura o una semplice dimenticanza facilmente giustificabile e perdonabile. La sentenza vale solo per la contea di Dover (“Defendants are permanently enjoined from maintaining the ID Policy in any school within the Dover Area School District “) ma è probabile che gli effetti siano anche più ampi: anche perché si aggiunge al fatto “drammatico” (per i creazionisti USA…) che nelle recenti elezioni per il rinnovo della commissione scolastica nessuno dei componenti antievoluzionisti sia stato rieletto, oltre ad essere condannati anche al pagamento delle spese processuali. Del risultato del processo si parla anche su Repubblica (“Il creazionismo non è scienza: vietato nelle scuole americane”) e in altri quotidiani nel mondo (Time1, Time2, Reuters, BBC, Pigliucci, Pharyngula, Discovery (?) Institute, Evolving Thoughts, NCSE, CNN, Panda’s thumb). Un’osservazione conclusiva, utile per capire la differenza fra la situazione USA e quella italiana: da una parte la sentenza del giudice di Harrisburg che ricorda come la costituzione USA “preclude[s] government from conveying or attempting to convey a message that religion or a particular religious belief is favored or preferred.“, dall’altra l’insegnante di religione italiano che, il 16/11/05, nella trasmissione di Lerner, invitava a non preoccuparsi se alle medie di evoluzione non si parla anche in scienze, dato che già “nei testi di religione della scuola media si parla chiaramente del progetto creatore di Dio, ma si accenna anche all’evoluzione, al discorso che fa la scienza”. Una raccomandazione conclusiva, ma che vale però soprattutto per i creazionisti o (meglio ancora) per chi crede che l’ID sia una cosa seria (e quindi la difende senza preoccuparsi di chi e di che cosa si fida): leggere la sentenza; fa capire molte cose…. Qualche sito giornalistico on line già riporta la notizia: L’Unità (Corte Usa a favore di Darwin: «Insegnare il creazionismo è anti costituzionale») · In coincidenza con la sentenza di Harrisburg l’Economist pubblica come cover story un dossier sull’evoluzione umana (“The story of man); la lettura può iniziare con l’intervista all’autore, Geoffrey Carr, Science Editor of


21/12/05-USA:

The Economist. Qualche articolo è libero on line (The proper study of mankind), mentre altri sono protetti. Sui giornali italiani numerosi articoli sulla sentenza di Harrisburg, che proibisce l’insegnamento dell’ID; un giudice, pure ritenuto conservatore, bolla l’ID come ipotesi non credibile, non dimostrata e soprattutto non scientifica e di origine religiosa. La notizia si trova su: • La Repubblica (“Il creazionismo non è scienza - vietato nelle scuole americane” e “Usa, i giudici salvano Darwin”, dove si riporta un pezzo della sentenza: “«I cittadini dell’area di Dover sono stati mal serviti dai consiglieri che si sono pronunciati per il disegno intelligente. La nostra conclusione è che sia incostituzionale insegnare il "disegno intelligente" come un´alternativa all’evoluzione in una classe di scienze di una scuola pubblica»”), • Sul Foglio un paio di articoli: “Il giudice toglie l’ID dalla cattedra” e “Il cardinale prova a rispiegare che l’evoluzione ha un fine (intelligente)” su un nuovo articolo del Card. Schonborn , quella che sembra essere la quinta colonna dell’ID in Vaticano. • Anche il Corriere appare stranamente critico verso i giudici per la sentenza: “Darwin promosso. Per ordine di un giudice”. In realtà il giudice, e lo si capisce se solo uno legge la sentenza, a differenza della commissione didattica che aveva imposto il creazionismo, aveva sentito le opinioni degli scienziati. E’ il caso che anche i gionalisi seguano l’esempio del giudice, che prima di giudicare e di scrivere (la sentenza) si è informato. • Sul Resto del Carlino articolo “Vittoria di Darwin; il creazionismo non è scientifico” • Sulla Stampa: “Darwin torna in aula; il creazionismo bandito dalle scuole” • Sul Giornale: “Bocciato il creazionismo - I giudici: in aula solo Darwin” • Sul Sole 24 Ore: “Il giudice promuove Darwin” • Sull’Unità: “"Il Creazionismo religione, non scienza".Corte Usa boccia i teo-cons” • Sul Gazzettino on line: “«Il creazionismo non è scienza», vietato nelle scuole americane” • Articolo anche sull’Avvenire: “Darwinisti per legge”; l’articolo appare diviso in due parti, la prima polemica contro il giudice e la seconda in cui invece si da’ spazio all’approvazione della sentenza da parte di 2 autorevoli scienziati cattolici italiani che confermano le dichiarazioni di uno scienziato cattolico, Kenneth Miller, che ha testimoniato al processo; dicono quindi cose un po’ diverse da quello che si intuisce dai sottotitoli e dai discorsi del Papa (oltre che dalla prima parte dell’articolo…). Comunque il “senso” della sentenza del giudice (“il Progetto intelligente (ID) non è altro che il vecchio creazionismo un po’ abbellito, e quindi non ha posto nella scuola”) sembra sia stato compreso, almeno da chi ha fatto i titoli dei quotidiani:. Purtroppo questo avviene solo … negli USA. Ma sarà davvero così? O i giornalisti non sanno distinguere fra l’evoluzionismo, i diversi tipi di creazionismo e i diversi tipi di ID? La domanda è intrigante… e sarebbe importante indagare poter dare una risposta precisa e sicura… Qualche giornale (Avvenire, Corriere, Foglio) fa un titolo contro i giudici che hanno allontanato il “creazionismo” dalle scuole; una lettura un minimo obbiettiva evidenzierebbe invece che il giudice ha dimostrato che gli antievoluzionisti stavano imbrogliando la gente, e ha dato ragione ai genitori che avevano portato in tribunale la questione. Non è lo stesso. In questi articoli si ripropone tra l’altro anche come controparte la figura del giudice, che invece fornisce una consulenza professionale a due controparti che o non riescono a mettersi d’accordo o sono una la vittima dell’altra. Bello il commento alla sentenza di Kenneth Miller: A Victory for Science and Education in Dover. “What took place, as the trial record makes clear, is that the pseudo-scientific claims of ID collapsed upon inspection. A series of expert witnesses for the parents who objected to the district's ID policy were able to demonstrate conclusively that ID is not


22/12/05-USA:

science. They further showed that ID has no factual grounding, and that it represents a thinly-veiled attempt to insert a religious doctrine into schools under the guise of science. As an expert witness for the plaintiffs, I was pleased to take the stand on the opening days of the trial in defense of the scientific integrity of evolution, and I am delighted with the verdict. Placing science and religion in opposition to each other, as a mandate to teach ID inevitably would, dishonors both science and religion, and would require young people to make the false choice of rejecting their faith to accept science, or turning their backs on modern science to maintain their faith. Everyone who cherishes religious freedom in America has reason to give thanks for this decision, and to applaud the courageous parents and teachers of Dover who took a stand for educational and religious freedom in their community.“ • Altri commenti negli USA alla sentenza si trovano in una pagina web nel sito del NCSE. Sono tutti molto soddisfatti e anche stupiti della complessità e della “cattiveria” della sentenza, che accoglie tutte le osservazioni degli esperti dell’accusa. Sempre nel sito del NCSE si trovano tutti i documenti del processo.. • La reazione del Discovery (?) Institute la possiamo leggere nella pagina web dedicata da loro al processo di Harrisburg. • Oggi solo sul Foglio si parla ancora della sentenza di Harrisburg contro l’ID: come prevedibile è piuttosto critico, quindi evita di informare i lettori sul testo della sentenza e preferisce introdurre un termine insolito fin dal titolo: “Dayton 1925,Harrisburg 2005.Quando l’America censura la libertà di insegnamento”; un po’ difficile in questo caso credere che si tratti di un caso di censura, dato che (al contrario) si volevano censurare le idee di Darwin, da 150 anni alla base della cultura moderna, che forse qualcuno non conosce e non capisce. Se negli USA un giudice ha dimostrato che la commissione scolastica ha cercato di imbrogliare la gente che l’aveva come è possibile leggere in questo articolo che “Dopo un secolo e mezzo dalla pubblicazione de “L’origine delle specie” di Darwin le prove dell’evoluzione provenienti dai fossili risultano ancora assenti, mentre si sono moltiplicati i tentativi di falsificazione dei reperti, a partire dal famigerato reperto di Piltdown”. E’ una dimostrazione che invece di illustrare la sentenza si insiste nel ripetere quanto scrivono gli antievoluzionisti italiani (la contestazione di Darwin sulla base dei fossili è di soluito da “antievoluzionista”, non da “antidarwinista”), che ignorano quasi del tutto le conoscenze di base dell’evoluzione biologica . Tutto l’articolo contiene solo informazioni di questo livello, chiaramente inferiore a quello USA, dove ormai hanno capito che in un modo o nell’altro l’evoluzione e i fossili bisogna giustificarli invece di far finta che non esistano o che siano imbrogli. Forse solo in Italia c’è chi riesce a convincere qualcuno che i dinosauri sono “reperti falsificati” L’articolo è anche la dimostrazione di quello che probabilmente avviene nelle redazioni quando c’è da commentare una notizia su un argomento spinoso come la teoria dell’evoluzione. Questo infatti è l’argomento in discussione in questi giorni, NON l’evoluzione; NESSUNO oggi mette più in discussione l’evoluzione, né i fossili che da 200 anni ne sono la prova riconosciuta. Purtroppo sono pochi giornalisti che lo sanno e ne sono sicuri, gli altri rischiano di impazzire nel tentativo di capirlo, per cui se appena possono, evitano di farsi affibbiare l’incarico di scrivere un articolo o un commento, che così viene spesso attribuito a chi non riesce ad allontanare da sé l’amaro calice.. . Per non parlare dei titoli; in quelli dei giornali di ieri è praticamente sempre presente la parola CREAZIONISMO, e questo nonostante i tentativi davvero disperati della chiesa di limitare l’uso del termine “creazione” all’ambito filosofico e religioso, dato che anche la Chiesa Cattolica crede senza problemi nell’evoluzione biologica come fatto, come hanno spiegato ieri sull’Avvenire due scienziati cattolici esperti di evoluzione: o secondo l’antropologo mons. Facchini “l'Intelligent Design non può essere considerato una teoria scientifica: «Ricorrendo a interventi soprannaturali esterni per spiegare fenomeni naturali esce dal quadro delle osservazioni empiriche». L'idea di un disegno generale sull'universo e sullo sviluppo della vita sulla Terra può trovare posto


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nell'insegnamento della religione e della filosofia, «ma anche in questo caso il ricorso a cause esterne che orienterebbero l'evoluzione non è necessario»”. o Per lo zoologo Galleni nella teoria dell'evoluzione ci sono certamente meccanismi non ancora spiegati ma il processo evolutivo è ormai dimostrato. «L'Intelligent Design non è una teoria scientifica. Risponde a certe letture materialistiche dell'evoluzione, ma non regge sul piano dell'evidenza empirica. Inoltre, un Dio "tappabuchi" in un problema scientifico è una scelta rischiosa anche sul piano teologico, perché poi magari quel problema scientifico viene risolto in un altro modo». E’ abbastanza sconcertante rendersi conto e dimostrare che sulla stampa “laica” italiana compaiano articoli scritti da qualcuno che cerca di sembrare (o addirittura sembra senza nemmeno rendersene conto) “più monsignore di un monsignore”…. L’uso del termine “creazione” nei titoli o nell’articolo dimostra quindi che … non si sono letti né i documenti USA né quelli della Chiesa Cattolica ... o che non sono stati capiti… per cui pochi giornali riescono a costringere i giornalisti a parlare di teoria dell’evoluzione per più di un giorno…. nel mondo dell’informazione quasi nessuno ha capito che questo sarà il secolo della biologia … bisogna quindi consultare ed assumere biologi, invece di ostinarsi a consultare gli esperti di scienze che erano rilevanti nel secolo scorso. • Oggi solo sul Foglio ancora qualche novità (?) sull’evoluzione. Viene infatti riproposto un testo di Ratzinger del 1969 sull’evoluzione biologica e la creazione: “Il creatore dell’evoluzione”; probabilmente anche per far dimenticare i testi più recenti del Card.Ratzinger, come quello del 2004 (“Comunione e servizio”) in cui ammette come “praticamente certa” l’origine comune di tutti esseri viventi, non accettata dai creazionisti e nemmeno dai sostenitori dell’ID: non possono negarlo, uno dei loro blog è intitolato “Uncommon descent”, [più chiaro di così?!]. • [Da Pikaia] Migliori notizie dagli USA: La rivista Science annuncia come avvenimento principale dell’anno l’ evoluzione con l’articolo BREAKTHROUGH OF THE YEAR: Evolution in Action di Elizabeth Culotta and Elizabeth Pennisi. All’articolo è allegato anche un video, che può essere visto da qui, come pure sono linkate numerose pagine sia sugli argomenti più interessanti dell’anno (come ad esempio anche scoperte che riguardano la primatologia, come l’esplorazione del genoma dello scimpanzè o della Macaca rhesus). Qui anche gli altri 9 Breakthrough of the Year 2005, fra cui ancora altri temi che riguardano la biologia o argomenti “sensibili” come il “global warming” • Articolo di Natale su The Philadelphia inquirer. Gioioso. Sull’evoluzione, o meglio sull’ID: “An idea that provoked, but didn't deliver”. E’ scritto da Kenneth Miller, lo scienziato cattolico evoluzionista che aveva scritto il libro di biologia usato dagli studenti di Dover e che aveva testimoniato al processo; ringrazia felice (ma preoccupato per il futuro) il giudice di Harrisburg per la splendida sentenza. “As the Dover trial showed, ID is nothing more than old-fashioned creationism, distinguished only by its advocates' willingness to be disingenuous about its origins, motivations and goals. But that does little to detract from its appeal. Advocates of ID, such as Sen. Rick Santorum (R., Pa.), oppose evolution not because of its scientific flaws, but because they see it as a cultural and moral threat.” “Nationwide, ID is on the march, and Dover notwithstanding, it's winning. The ID movement has rewritten science-education standards in Kansas, gained the support of legislators in more than a dozen states, and regularly pressures teachers, administrators and textbook publishers to weaken the coverage of evolution. Dover represents a substantial victory for science, but the greater war goes on. And, like many wars, this one results from a profound misunderstanding.” – “The great fiction that powers the ID movement is that evolution is inherently antireligious. By emphasizing the material nature of evolutionary science, ID advocates are convinced that they can force their antiscience ideas into the classroom in the name of balance and fairness. Once there, they are convinced, students in a society as religious as the United States will surely turn their backs on mainstream science, embracing ID and strengthening their faith in God. Any harm in


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that? Why, none at all, if we are prepared to abdicate world leadership by raising a generation of young people so mistrustful of science that they turn their backs on the scientific community and abandon science as a way of knowing about the world and improving the human condition. A deeper understanding of Western religion in general, and the Christian message in particular, would end this war and blunt the attempts of the anti-evolution movement to divide Americans along cultural lines.” “On this Christmas season, I thank the Lord for the wonderful people of Dover who fought for this decision, and I hope the good news of its wisdom will spread throughout the land.” • 3 articoli sull’Avvenire di oggi: Quando il cosmo diventa un ring dove si affrontano scienziati e teologi, un intervento di Schönborn tenuto a Vienna il 4 dicembre scorso (“L'evoluzione intelligente”) e un commento (“La Bibbia e le origini della vita”) in cui si sottolinea come Schönborn travisi ancora quanto detto da GPII nel 1996 dicendo che “la teoria evolutiva di Darwin, che non viene screditata dal cardinale, ma considerata come una ipotesi tra altre degna di essere discussa”; secondo GPII infatti quella di Darwin poteva ormai essere considerata una teoria, non “un’ipotesi fra le altre” (quali?!). [Ovviamente quella di Darwin è una spiegazione scientifica e si limita quindi agli aspetti materialistici; da notare poi che l’Avvenire non fa notare che l’articolo di Schönborn non concorda affatto con le dichiarazioni di Ruini del 2/12/05, quando diceva, confermando l’attribuzione di GPII del livello di teoria, “Non è certo il caso di fare dei passi indietro rispetto a queste precisazioni di Giovanni Paolo II” ]. • Intervento curioso di G.Sermonti sul Foglio per sostenere che, a differenza della Bibbia, che migliora le ipotesi assire sull’origine dell’universo, la teoria darwiniana conserverebbe ancora aspetti orripilanti che si trovano in queste leggende: “Il cosiddetto evoluzionismo scientifico e' infestato dai draghi Assiri”; anche l’evoluzionismo avrebbe quindi una “matrice mitico-religiosa” (?!?). Bisogna innanzitutto apprezzare la originalità dell’ipotesi, che in questo caso viene da uno scienziato; agli storici della scienza il compito di verificare e confermare o contestare questa ipotetica connessione fra Darwin e la religione assira. Non dovrebbe essere difficile verificare questo punto, dato che Darwin ha lasciato innumerevoli tracce delle sue conoscenze e delle sue riflessioni. Certo sarebbe stato meglio che, come si usa di solito fra scienziati se si vuole essere citati (positivamente), l’ipotesi fosse supportata da un minimo di documentazione. Nell’articolo ci sono anche alcuni ragionamenti sul ruolo di Hollywood nel creare una cultura favorevole all’evoluzionismo darwiniano. [Se G.Sermonti continua a contestare l’evoluzionismo darwiniano senza proporre alternative (dimostrate e credibili) è inevitabile che si pensi di inserirlo fra gli antievoluzionisti, al cui gruppo invece non ritiene di appartenere – giocando scorrettamente sul fatto che non è chiaro se il termine indica chi è ostile all’evoluzione biologica o all’evoluzionismo darwiniano]. • Anche sulla rivista Galileo un articolo (“Darwin sul podio”) sulla graduatoria di Science, che vede molte scoperte sull’evoluzione biologica fra grandi novità scientifiche dell’anno. • Intervento MOLTO perplesso (“Preti evoluzionisti e scienziati creazionisti”) del gestore del sito creazionista italiano su due articoli evoluzionisti di P.De Rosa pubblicati su “Civiltà cattolica”. Questo l’inizio dell’articolo, da cui possiamo immaginare il seguito…: Secondo la cultura laica, scientifica e materialista oggi dominante in Occidente, si può credere nel racconto biblico sulla creazione solo ignorando la conoscenza scientifica; sorprende che a sostenere tale tesi sia anche il padre gesuita Giuseppe De Rosa con due articoli apparsi su La Civiltà Cattolica, autorevole rivista cattolica, solitamente in forte sintonia con la Santa Sede. E verso la fine si legge: Sono ormai 150 anni che gli scienziati di fede materialista cercano di inficiare il racconto della Genesi. Nonostante il grande impegno e l’importante aiuto fornito loro da molti teologi moderni, fino ad oggi tutti i tentativi in tal senso sono falliti. L’articolo invita poi ad andare a leggere un altro “audace” articolo, Antievoluzionismo cattolico in crescita, con alcuni link interessanti, per esempio ad un gruppo francese che sta cercando di diffondersi anche in


31/12/05-IT:

Italia, coordinato da un certo Crombette che “non contesta i dati dell'astronomia, ma fa vedere che sono meglio interpretati se si considera la terra al centro dell'universo” (???!!!). E così sappiamo che l’agonia di alcune idee sbagliate può anche essere molto lunga. In fondo le idee di Darwin hanno solo 150 anni. Articolo di Repubblica sulla notizia (citata qui sotto in data 23/12) che secondo la rivista Science la teoria dell’evoluzione è la protagonista scientifica dell’anno: “2005: sorpresa nelle scienze; il vecchio Darwin batte Marte”); ci sono alcuni errori nell’articolo, oltre alla sottovalutazione del fatto che questo sarà il secolo della biologia, più che dell’astronomia o dei viaggi (comunque per pochi) nello spazio. L’imprecisione più grossa, che farà arrabbiare ancora una volta il responsabile dei programmi scolastici del ministro Moratti (aveva già scritto addirittura una lettera al direttore di Repubblica per far notare che, diversamente da quanto scritto da un altro giornalista poco informato, Darwin era stato inserito nei programmi della III media …); riguarda l’abolizione dell’evoluzionismo nella scuola elementare e media. La frase errata (ci sono almeno due errori) è la seguente: “Da oltreoceano la polemica è approdata anche in Italia, con un decreto del ministero dell’istruzione che nell’aprile 2004 ha cancellato l’insegnamento dell’evoluzionismo alle elementari e alle medie e che ancora non è stato ufficialmente revocato”. Non si capisce poi perché la giornalista pensi ci sia una relazione fra la valutazione di Science e le polemiche in USA e in Italia sull’evoluzione, relazione che viene troppo sottolineata dal sottotitolo: “La polemica-evoluzione stravolge la top ten delle scoperte” Un articolo di Liberazione mette in evidenza che la diffusione in Italia dell’ID può avvenire anche con insolite sponsorizzazioni, per strane strade e in strani luoghi, come sembra avvenire nel carcere di Viterbo; i reclusi raccontano infatti (“Lettera dal carcere di Viterbo”) che varie organizzazioni religiose e parareligiose distribuiscono, insieme a catechismi e vite di santi, “volumi creazionisti sul Disegno Intelligente a reclusi che nella loro vita non hanno mai sentito parlare della teoria evoluzionistica di Darwin” (?!). Sembrano letture più adatte per i patrioti reclusi allo Spielberg nel 1800 invece che a Viterbo al giorno d’oggi …. Sembra difficile credere che alla reclusione si aggiunga anche l’insegnamento di nozioni errate e superate da qualche secolo, facendo magari credere che sia scienza e che sia utile per capire il mondo in cui (nel futuro e non nel passato) si preparano a ritornare a vivere da uomini liberi (e se possibile non ignoranti).


2005 R/S Antievoluzionismo