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#48 - Free Fun Magazine

Fino al 6 Aprile


P A C Ì ~ P A C I A N A Bergamanent #11 - Un’interpretazione di Leone Belotti / Calepio Press

Pacì Paciana era un oste della Val Brembana. Illetterato, di poche parole, e quelle poche in dialetto. La memoria delle sue gesta, delle sue risposte, si è tramandata per via orale, di generazione in generazione. La sua storia di fuorilegge nasce da un torto ingiustamente subito. Inizia una guerra personale al potere, ai ricchi, ai nobili, ai gendarmi. Imprendibile, Pacì Paciana appare e scompare in un baleno, come un angelo vendicatore. Detratto il necessario alla sua vita di bandito, divide il bottino delle sue rapine quotidiane in tanti piccoli “gruzzoli” che poi distribuisce alle famiglie bisognose. Diventa un personaggio leggendario per come si fa beffe della “sbirraglia”. E intanto assume quasi un ruolo di “protettore” dei più deboli. Si rivolgono a lui per comporre liti come fosse un giudice, o per chiedere permessi, pareri, favori. Per tutti è “ol padrù de la al brembana”. Un ruolo che gli pesa, e gli procura amarezza. Lo schiavo è quello che aspetta qualcuno a liberarlo. Il cerchio si sta chiudendo. Innumerevoli le delazioni, i tranelli cui sfugge, finché una sera lo sorprendono al ponte di Sedrina. Se un uomo non è disponibile a rischiare la vita per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o lui non vale nulla. Si getta nel Brembo, lo danno per morto certo, e invece riesce a mettersi in salvo. Il prefetto mette sulla sua testa una taglia di 200 zecchini d’oro, se vivo, o 60, se morto. Sarà un amico a tradirlo, sparandogli alla schiena, e consegnando la sua testa al prefetto, che la farà appendere alla ghigliottina della Fara a Bergamo Alta, in pasto ai corvi, a segnare la fine dei banditi. È il 6 agosto del 1806. Ma quello che ami veramente, la libertà, sarà la tua vera eredità, e non ti sarà strappata.


Oggi lo spirito Pacì Paciana rivive nella comunità hacker. Prima degli hacker ci fu l’epoca dei phreaker (phone freak): John T. Draper, più noto come Captain Crunch, in seguito autore del word processor per Apple, è il phreaker più famoso della storia. Già da ragazzino aveva creato un blue box per telefonare gratis. Celebre la sua intrusione telefonica alla Casa Bianca, ai tempi di Nixon, dopo aver scoperto la password (Olympus) per parlare direttamente con il presidente. Draper: "Olympus, per favore". Operatore: "Un attimo, per favore...". Nixon: "Che succede?" Draper: "Signor Presidente, è in atto una crisi qui, a Los Angeles". Nixon: "Che tipo di crisi?". Draper: "Siamo senza carta igienica, Signor Presidente." Poi vennero Richard Greenblatt, fondatore della prima comunità hacker al MIT e Richard Stallman, ideatore del concetto di copyleft (il primo software che “liberò” fu quello della stampante Xerox del Mit), quindi Eric S.Raymond, “inventore” dell’open source, e Ward Cunningham, creatore del concetto di Wiki. Ma la figura di riferimento del movimento hacker è forse Loyd Blankenship, autore del Manifesto Hacker: «Noi facciamo uso di un servizio già esistente che non costerebbe nulla se non fosse controllato da approfittatori ingordi, e voi ci chiamate criminali. Noi esploriamo...e ci chiamate criminali. Noi cerchiamo conoscenza...e ci chiamate criminali. Noi esistiamo senza colore di pelle, nazionalità, credi religiosi, e ci chiamate criminali. Voi costruite bombe atomiche, finanziate guerre, uccidete, ingannate e mentite e cercate di farci credere che lo fate per il nostro bene, e poi siamo noi i criminali» (N.d.R.: i corsivi, inseriti in spirito hacker, sono citazioni tratte da opere di E. Pound)


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HAMBURGERIA D’ASPORTO a pranzo —

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Via san bernardino 67/d - BG (Di fronte alla biblioteca Tiraboschi)


Marzo

Venerdì 7

18:00 Barrio/Campagnola (ART) Inaugurazione mostra di Gaia Alari. 19:00 Articolo 21/Tassino caffè (REGGAE) ShantySound presenta: Vinyl Night. fino alle 22:00. Papavero Café / Via Pignolo (HAPPY HOUR) It's Friday! Persian buffet + Francesco Zazza dj set Tigella Bella (FOOD) All you can eat! Tigelle e gnocchi fritti no limits 20:00 Amigdala (ROCKNROLL) Live night - Peyote (UK) + Il mio inferno privato + Gemini. 5€. 21:00 Auditorium Ponteranica (TEATRO) In the mood for presenta "L'inferno e la fanciulla" con Serena Balivo. 10/8/2€. Maite (TEATRO) Donne da sud a nord - Spettacolo di musica e parole, 7 donne per 3 show. 21:30 O'Dea's (TRIBUTE) Jolly Roger. Rocker Pub (TRIBUTE) Electric ladyland - Jimi Hendrix. Sputnik 525 (JAZZ/PUNK) Matteo Bonfanti & i Maledetti ELAV meeting point (TRIBUTE) Piaf aujourd'hui - Laura Vignes & Teo Cremaschi. 22:00 Druso Circus (INDIE) Venua ft Sakee Sed + L'ordine naturale delle cose. Tessera + cons. obb. 5€. Edoné (FUNK DISCO) Liquorice pocket edition - Winstan & Randy Watson DjSet. Café de la Paix/Polaresco (LIVE) Maybe I'm. Station Café/Treviglio (LIVE) Creep The Wolf. Bloom Mezzago (BLUES) Eric Bibb (USA) - Guitar's wave. 15€ / a seguire: In reggae we trust - Ganjacookies + Jah + Mei sound.

22:30 Hangar 73 (TRIBUTE) Helldorado + Disco Labirinto Pacì Paciana (BASS) In Bass We Trust presenta: Soom T (UK). 3€. 23:00 Live Trezzo (TRIBUTE) Nu metal tribute night - Revenga (System of a Down) + Eisernmann (Rammstein).12€ + drink. 23:30 Under Music Club (INDIE) Panic DjSet. 5/10€ + promo drink.

Sabato 8

Auditorium Piazza Libertà (CINEMA) Inizia il 32° Bergamo  Film Meeting. Info: www. bergamofilmmeeting.it 9:00 Via Masnada/Mozzo (BIOMARKET) La porta del parco - Mercatino 10:00 GAMeC (ART) Festa della donna - visita gratuita alla mostra "Il classico nell' arte" per tutte le donne e i loro accompagnatori. 18:00 Galleria 111 (ART) Inaugurazione personale di Ravasio Luca battista Silvano. Fino al 14/03 21:00 Maite (ACOUSTIC) Sintomi di gioia - duo elettro-acustico. ELAV meeting point (FESTADELLADONNA) What women do not want - Serata contro la violenza sulle donne + Point Break vdjset 21:30 Ninfea pub/Spinone al lago (ROCK) Rusties & friends Rocker Pub (TRIBUTE) Apple of sodom - Marilyn Manson. Sputnik 525 (CANTAUTORI) I Ladri di polli 22:00 'Ta si/Albino (TRIBUTE) Echoes tributo ai Pink Floyd. Joe Koala/Osio Sopra (POST PUNK) Moostroo - presentazione CD. Druso Circus (POP ROCK) Still crazy + Skills. Tessera 5€. Café de la Paix/Polaresco (BALCANICA) Caravan Orkestar. Edoné (PUNK) Bergamo sottosuolo - Laser Geyser + The Snookys. →


22:00 La Raza / Martinengo (FESTA DELLA DONNA) Fuck the DJ 23:00 Amigdala (ELECTRO) Laserblast De Janeiro carnival party. 8€. Bloom Mezzago (CARNIVAL) Carnevale disco inferno. 7€. 23:30 Clash Club (PARTY) Reef'n'Roll - festa della donna. Main room: Santa Caterina Drink Man feat. Reef'n'Roll Djs. Upper room: Crimson Viper Roller Derby feat. John Terrible

20:00 Amigdala (SOUL) Live night Mandolin brothers. 5/15€. 21:00 ELAV meeting point P.zza della Libertà (WINE) Presentazione dell' azienda "Querciabella" (Chianti). a seguire Live de: I belli di Kilkenny. Teatro don Bosco/Albano (TEATRO) Albanoarte Teatro festival presenta "Micro" della compagnie dernière minute (Toulouse). 3/15€. 21:30 Maite (PSICHEDELIA) J Moon in concerto. ARCI. 22:00 Druso Circus (TRIBUTE) Life on Mars - tributo acustico a David Bowie. Tessera + cnt. ist. 5€.

Lunedì 10

20:30 Conca Verde (CINE) Nabucco L'opera su grande schermo 22:00 www.facebook.com/ctrlmagazine (?) (C)inema (T)rouvé | Le (R)arità del (L)unedì #39. 23:30 Daho club (TECHNO) Dalmen Calling w/ Simon T (IUM) + Scenario. 12€. Live Trezzo (CARNIVAL) Il carnevale degli oscar! - Live show w/ Teo e le veline grasse.18€ + drink. Under Music Club (BASS) Stay calmo party! 12€ + drink.

Domenica 9

16:30 Teatro Prova (TEATRO) Giocarteatro presenta Il vivaio dei racconti - I misteri di primavera. 18:00 Fuorirotta/Treviglio (BLUES) Aperitivo musicale - Tati & Libra + Edoardo Cremonese. ARCI. PalaNorda (VOLLEY) 18a giornata: Caloni Agnelli Bergamo Centrale del latte Brescia. 19.00 Café de la Paix/Polaresco (LIVE) Gli Incredibili.

Martedì 11

18:30 GAMeC (ART) Inaugurazione della mostra "At the end of the line" di Andrea Mastrovito 20:30 Vecchio Tagliere di Nese (BLUES) Wood Idea - good of fashioned Blues-Rock. Edoné (GAMES) Torneo di calcetto a premi. 21:00 Mamo's (CANTA TU) Karaoke. ingresso libero. ELAV meeting point P.zza della Libertà (FOOD) Presentazione dell' azienda "Casa Arrigoni" (Formaggi) a seguire: Awa Mirone duo Calisto Cafè / Vailate (MOSTRA) Inaugurazione di "ed attendant" di Giampiero Violi Pacì Paciana (CINE) La bicicletta verde - free entry..


Mercoledì 12

18:30 Barrio/Campagnola (CINE) proiezione "EU013 l' ultima frontiera" + "La carta di Lampedusa". 21:00 Mamo's (ASTROLOGY) cartomamos - lettura gratuita tarocchi. 21:30 Edoné (WAVE) Edoné locals ospita le semifinal bergamasche per Arezzo Wave - The Kaleidoscopes + Tab + Nociva + Nagalia. ELAV meeting point (JAZZ) Claudia Buzzetti close quartet. 22:00 Shake Bar (VIDEO) True to this - a feature film celebrating America's first boarding company. Druso Circus (JAZZ) Roberto Cecchetto & Cristiano Calcagnile. Tessera + cons. obb. 5€.

Giovedì 13

18:00 Tiraboschi (LIBRI) ciclo di incontri con gli autori finalisti del premio Bergamo - Adrian N. Bravi. Barrio/Campagnola (FOOD) Aperitivo senegalese tipico cucinato da Kali e Fathou. 5€ 19:00 Sweet Irene (FOOD) Apericena bio vegan in collaborazione con LAV Bergamo. Prenotazione 388-4618300. 20:00 Beach Bar (SUPERFOOD) Hamburger night! 150 gr di carne di manzo da degustare in oltre 15 panini differenti. 21:00 Cinema del Borgo (!) Slow food story. Proiezione accompagnata da degustazione cibi a cura di Slow food Bergamo. ELAV meeting point P.zza della Libertà (BEER) Presentazione del birrificio indipendente "ELAV". In botte: Stakanov a seguire Giulia Spallino.

21:00 Mamo's (LOVE) Single party. Edoné (BEER) Old flavors degustazione birre inglesi in bottiglia. Circolino Basso (ARTWAY) Serata con l'associazione itinerante: mostra, letture e musica. 21:15 Ca del Fasà (ACOUSTIC) Concertoni annunciati, in meno di 30 metri quadrati! Special guest: Plastic made sofà Rocker Pub (CONTEST) Concorso Band emergenti. 22:00 Druso Circus (DRUSOINBLUES) Ettore Cappelletti. Tessera + cons. obb. 5€. 22:15 Officina 43/Castel Rozzone (JAZZ) Duende + Zonca + Lando.

Venerdì 14

18:00 Barrio/Campagnola (BOOK) La scatola delle idee presenta "Book crossing" + palco aperto per musica e letture. 19:30 Papavero Café / Via Pignolo (HAPPY HOUR) It's Friday! Persian buffet + Francesco Zazza dj set Tigella Bella (FOOD) All you can eat! Tigelle e gnocchi fritti no limits 20:00 Amigdala (CONTEST) Jimmy breaks all - live band contest. 21:00 ELAV meeting point P.zza della Libertà (DRINK) Aperitivo e serata con i cocktails alla birra del barman Gianfranco di Niso. Presentazione del libro "Cocktail mania". A seguire live di Veronica Sbergia & Max de Bernardi duo + Pub Writing Session a cura di CTRL Magazine 21:30 O'Dea's (TRIBUTE) The Sticky Fingers - Rolling Stones. Sputnik 525 (TRIBUTE) Laura Vignes: "Edith Piaf Aujourd'hui" Rocker Pub (STONER ROCK) Loud Nine. Hall Pub/Romano di Lombardia (IRISH) St. Patrick's Day →


22:00 Maivisto/Sedrina (TRIBUTE) Solid Rock - tributo ai Dire Straits. Edoné (REGGAE) Bergamo reggae presenta Bless the ladies. Café de la Paix/Polaresco (LIVE) Venus Mountains. Druso Circus (INDIE DRUSO) Maria Antonietta + Para tocar. Tessera + cnt. ist. 5€. A seguire: Confusion, dj set

22:00 Latteria Molloy / Brescia (DRUM'N'BASS) LNRipley "Yhe Getaway tour 2014" Bloom Mezzago (LIVE) Verbal + Le capre a sonagli + Flebologic. 23:00 Clash Club (HIP HOP) Bomb The Bass presenta: dj Two p Live Trezzo (ELECTRO) Motel Connection.12€. 23:30 Under Music Club (ELECTRO) Bauhaus Party: Boski+PBR Street Gang Bunker/Capriolo (TECHNO) Flash Mob from Defected Label

Sabato 15

9:00 Via Masnada/Mozzo (MARKET) La porta del parco - Mercatino di prodotti biologici. 15:00 Ars (ART) Continuazione mostra "Siamo ancora timidi. Preludio" di Federica Mutti. 15:30 Il Continente/Mapello (TEATRO) Teatro Prova presenta "Il mangiatore di sogni".

15:30 Romano di L.dia (CORRI E BALLA) Music Run 16:30 Ponte dell' Acqua (CIASPOLATA) Ciaspolando al tramonto: salita verso il passo San Marco, cena e discesa notturna. 25/30€. Info e prenotazioni: Kairos. emotion@gmail.com 19:00 Filandone/Martinengo (ART) Inaugurazione mostra di beneficienza "Arts for Africa". 21:00 Sputnik 525 (BOSSANOVA) Artiscio' 21:00 Amigdala (ROCKNROLL) Vintage roots jumping' night - Jackson Soan meets the Good fellas + Andy Fisher. 7€. ELAV meeting point P.zza della Libertà (!!!) Presentazione della pubblicazione "Shakespeare in ELAV" a cura di CTRL Magazine + Calepio Press. A seguire live di Caravan Orkestrar. Ilinx/Melzo (TEATRO) Residenza teatrale Ilinxarium presenta Tagadà - L' ultima notte di Antonio della piccola compagnia Dammaco. 3€. 21:30 Rocker Pub (TRIBUTE) Crazy curling - Black Sabbath. 22:00 Druso Circus (FUNKY) Chester's Birthday - Chester e i non li conosco. Tessera + cons. obb. 5€. Edoné (INDIE) Violaspinto + Voga. Joe Koala/Osio Sopra (CANTAUTORI) Caso. Café de la Paix/Polaresco (LIVE) Hibagon. Bloom Mezzago (ROCKABILLY) Fifty o' clock - Sonny and his crazy cows + dj Sleepy Gene + dj Willy. 7€. La Raza / Martinengo (LIVE) Noxedo Menez / Martinengo (RELEASE PARTY) Samoan Night: Left Behind (new album "No time for regrets") + The Indeep 23:00 Clash Club (ROCK/POP/ELECTRO) I fought the law →


St. Patrick’s Weekend

14-15-16 Marzo 2014


23:00 Bolgia (ELECTRO) Warp presents Marco Faraone. c.s.a. Pacì Paciana (MOD/SKA) Statuto in concerto. Opening act: Sugarcandy mountains. 5€ 23:30 Daho Club (INDIE) Borderline presents Easy w/ Cris G + Sticks&Stones + Tony Maracas & Dj Cavallo. Bunker/Capriolo (TRAP HIPHOP) Looney Goones, MadeMe Party 00:00 Live Trezzo (DANCE) Zarro night w/ Gabry Ponte. 20€ + drink.

Domenica 16

10:00 Piani dell' Avaro/Cusio (CIASPOLATA) Ciaspolando con Gusto: 4° percorso enogastronomico tra le baite d’alpeggio. 15/20€. Info e prenotazioni: Kairos. emotion@gmail.com. 15:00 Rocker Pub (FOLK) S. Patrick's Day - band folk irlandesi per tutta la giornata! 18:00 O'Dea's (FOOD) S. Patrick's day Cena irlandese + Williw Byrne & cozmic groove live. Palazzo Belli/Grassobbio (JAZZ) 1° rassegna oltre le note Martha J. Quartet. Comics Bar /Martinengo (APERITIVO MUSICHEGGIANTE) U2 & Friends 18:30 Fuorirotta/Treviglio (JAZZ) Aperitivo musicale - Habibi Trio. 19:00 Sputnik 525 (FILM+DJ SET) Proiezione del documentario “Tekno - Il respiro del mostro” a seguire: Giulio Pitch (from Confusion::) dj set Barrio/Campagnola (BEER) Degustazione birre artigianali. 21:00 ELAV meeting point Piazza della Libertà (TRIBUTE) Kaleidoscope Eyes - tributo acustico ai Beatles. 22:00 Druso Circus (BLUES) Rosemary street gang. Tess. + cons. obb.

Lunedì 17

20:45 Conca Verde (CINE) Blue Jasmine, film in lingua originale 20:30 Irish Ritual Pub (ST.PATRICK DAY) Grace o'Malley Band sul palco per l'unico concerto e la tradizionale festa del pub! 21:00 Maite (PERCUSSIONI) Bamboo live. ARCI. 21:15 Ca del Fasà (ST.PATRICK DAY) Willie Byrne & cozmic groove, cantautore irlandese 21:30 Café de la Paix/Polaresco (FESTA IRLANDESE) UNI+ organizza la Festa di San Patrizio universitaria"; live "The Dopplers" e dj set folk irlandese! 22:00 www.facebook.com/ctrlmagazine (?) (C)inema (T)rouvé | Le (R)arità del (L)unedì #40.

Martedì 18

20:30 Vecchio Tagliere di Nese (ROCKNROLL) Lost for rock n' roll Luca Milani + Carlo Lancini. Conca Verde (CINE) Edwig, la diva con qualcosa in più 21:00 Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – Jazz Movie: Ascensore per il patibolo di L. Malle (Francia 1957, 90'). 4/6€. Mamo's (CANTA TU) Karaoke. ingresso libero. Pacì Paciana (CINE) Processo per stupro - free entry.

Mercoledì 19

Triennale di Milano (!) Arriva marzo ed è tempo di Uovo. Di nuovo. Per la sua 12esima edizione. Torna il festival più indisciplinato dedicato alle performing arts. E lo fa con 20 artisti internazionali.


12 performance dal sapore di prime nazionali e prime assolute, dj set in collaborazione con S/V/N/ nei suggestivi spazi del BUKA, video e un meeting per operatori del settore per un confronto diretto con lo scenario creativo milanese. Tutto il programma su www.uovoproject.it

20:45 Conca Verde (CINE) Percorso Generazione web - adolescenti in rete tra reale e virtuale: Disconnect di Henry Alex Rubin (Usa, 2013). 21:00 Cinema del Borgo (CINE) Philomena, di Stephen Frears Edoné (FOLK) Radiolution live in collaborazione con Bergamo sottosuolo pres.: Timber Rattle. Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – Jazz Movie: Non voglio morire di R. Wise (Usa 1958, 121'). 4/6€. Barrio/Campagnola (CONFERENZA) "Quali prospettive per la ricerca universitaria tra cooptazione e potere baronale" con Giulio Palermo. ARCI. 22:00 Druso Circus (ACOUSTIC) Pa & Joe - Patrizia Gregis + Giorgio Buttazzo. Tessera + cnt. ist. 5€.

Giovedì 20

18:00 Barrio/Campagnola (FOOD) Aperitivo marocchino - cibo tipico cucinato da Mustafa. 5€

18:00 Tiraboschi (LIBRI) ciclo di incontri con gli autori finalisti del premio Bergamo - Antonio Moresco. 19:00 Tigella Bella (FOOD) All you can eat! Tigelle e gnocchi fritti no limits 20:00 Beach Bar (SUPERFOOD) Hamburger night! 150 gr di carne di manzo da degustare in oltre 15 panini differenti. Sputnik 525 (OPEN STAGE) Palco aperto - bands emergenti 20:45 Conca Verde (CINE) BANFF Mountain film festival world tour. 21:00 Mamo's (LOVE) Single party. Velvet (ARTWAY) Musica Live w/ croceinfissi + Viatrix Psiché. Teatro Sociale (BERGAMO JAZZ) The bad Plus 21:15 Ca del Fasà (ACOUSTIC) Concertini semi improvvisati in meno di 30 metri quadrati! Rocker Pub (CONTEST) Concorso Band emergenti. 22:00 Druso Circus (TRIBUTE ROCK) Old project band. Tessera + cons. obb. 5€. Bloom Mezzago (BLUES) Francesco Piu. 22:15 Officina 43/Castel Rozzone (CANTAUTORI) Pier Tironi el' orchestrina storta.

Venerdì 21

Madesimo (SNOW) Madesimo freeride festival - tre giorni di  pazzie sulle montagne! per info www.madesimofreeridefestival.it 19:30 Papavero Café / Via Pignolo (HAPPY HOUR) It's Friday! Persian buffet + Francesco Zazza dj set 20:00 Amigdala (ROCKABILLY) Get rhythm - Ruki'v bryuki + the quasars + los rhythm rockets & Cynthia Luce. 10€. 21:00 Barrio/Campagnola (PAROLE E MUSICA) Figurelle' s party →


21:00 Libreria Palomar (BOOK) Presentazione del libro "Nel nome di Marco" con l' autore Michele Marziani. In collaborazione con Pedalopolis. Il Muretto/Albano (TRIBUTE) Le giannissime - tributo femminile a Gianna Nannini. Ilinx/Melzo (TEATRO) Residenza teatrale Ilinxarium presentaTagadà - Iagonia di Officina Teatrale. 8/5€. Maivisto/Sedrina (CONTEST) Finale concorso birrificio Maivisto - Norberto Vergani & Mirela Isaincu live. Sputnik 525 (PUNK) i Cornoltis, freschi di presentazione del nuovo disco "Ani di Pietra" (leggi recensione a pagina 31) Teatro Donizetti (BERGAMO JAZZ) Myra Melford Snowy Egret + Joshua Redman Quartet 21:30 O'Dea's (TRIBUTE) Ottocento omaggio a Fabrizio De André. Latteria Molloy / Brescia (TRANS/ ROCK) i Verbal presentano il nuovo album "Called War". In apertura: Teich + Cronofobia 22:00 Druso Circus (JAZZ) Giorgia Barosso quartet. Tessera + cnt. ist. 5€. Ingresso libero per gli abbonati Bergamo Jazz. Joe Koala/Osio Sopra (!!) Brembeat'n'Roll ! spring edition - Martin Savage Gang (svezia) + Kaams . Edoné (BDAY) Buon compleanno Edoné! - Tutto lo staff dietro la console. Station Café/Treviglio (LIVE) Sam The Band. 22:30 Café de la Paix/Polaresco (JAZZ) Dopofestival w/ RES. Pacì Paciana (LIVE) Fuzz Orchestra + Meteor. 5€. 23:00 Live Trezzo (FOLK) Modena City Ramblers.12€. 23:30 Under Music Club (INDIE) Panic DjSet. 5/10€ + promo drink.

23:30 Garage club (TECHNO) Recall #2 - Aphonia. 10€. Bunker/Capriolo (TECHNO) A Million Vibes, 8+ djs fino alle 8.00

Sabato 22

9:00 Via Masnada/Mozzo (MARKET) La porta del parco - Mercatino di prodotti biologici. 14:30 Maite (TEATRO) Liturgia Seminario/lab teatrale a cura di Domenico Castaldo. 40/50€. 15:00 Ars / via Pignolo (ART) Continuazione mostra "Siamo ancora timidi. Preludio" di Federica Mutti. 16:00 Barrio/Campagnola (MARKET) Mercatino - vestiti usati, autoproduzioni, vintage. 18:30 Mutuo soccorso/ via Zambonate (ART) Rassegna Domina Domna - inaugurazione esposizione Eva vs Eva/Mood Bergamo. Fino a 29 marzo. 20:00 Tigella Bella (FOOD) All you can eat! Tigelle e gnocchi fritti no limits 20:30 Maite (TEATRO) Figurelle's party Canzoni, storie e apparizioni tra i tavoli del Maite. ARCI. 21:00 Teatro alle Grazie (TEATRO) Rassegna Domina Domna Spettacolo "Fuori onda". 5€. Domina Domna è una frase detta un po’ per caso. Una delle tante. Divenuta improvvisamente idea - forte e concreta - e contenitore di arte e cultura. Domina Domna è in città, per la sua terza edizione, e si contraddistingue per il suo sguardo femminile sul reale quotidiano. Otto giorni -dal 22 al 29 marzo- per molti più appuntamenti. In programma, le mostre “Eva vs Eva” e “Impronte non mie (sono caduta dalle scale)”, serate monografiche sulle registe Alina Marazzi e Alessandra Locatelli, spettacoli teatrali presso il Teatro alle Grazie, concerti ed un laboratorio dal titolo “Ma in principio Dio li fece maschio e femmina”.


Unico intento: fare cultura. Al femminile. E condividerla con un pubblico vasto sempre più.

23:00 Clash Club (TRAP) Sabotage presents Looney Goons. 12/15€. Amigdala (REGGAE) Bergamoreggae, Mad Army & Powa Lowa presentano: "Mortal kombat Soundclash". 5€. Bolgia (ELECTRO) Juno presents Karotte. TwentySeven / Mozzo (DARKWAVE) "Stati di agitazione" DJset by Confusion:: Pacì Paciana (LIVE) Il carnevale di Bellinzona - Pink Violence Squad + Bravi Ragazzi. 3€.

21:00 Teatro Donizetti (BERGAMO JAZZ) Gianluca Petrella: Il bidone. Dave Douglas & Tom Harrell 22:00 Live Trezzo (ROCKABILLY) Get Rhytm #9 - Festival internazionale di musica rockabilly con artisti da tutto il mondo. 20€. Edoné (ALTERNATIVE) Exhibition #22 - M!R!M! + Cane! + The most adorable Djset. Skin Fantasies (ACOUSTIC) Paratocar - duo acustico di Valentina Benaglia & Simone Trevisan + Lastbeachstudio + Polso Djset. Arci. Sputnik (TRIBUTE) Life on Mars Tributo acustico a David Bowie. Rocker Pub (DEATH METAL) Wake Arcane. Druso Circus (INDIE DRUSO) Selton + Road of Kicks. Tessera + cons. obb. 5€. Oasi Bar/via del Galgario:30 (90IES) 3€ night & shot drink happy music from 90ies to 2:00 w/ dj Toddo. La Raza / Martinengo (PUNK) Samoan Night: Braonda + The Change 22:30 Café de la Paix/Polaresco (JAZZ) Dopofestival Jam Session.

Domenica 23

14:30 Maite (TEATRO) Liturgia Seminario/lab teatrale a cura di Domenico Castaldo. 40/50€. 18:00 PalaNorda (VOLLEY) 18a giornata: Caloni Agnelli Bergamo - Tuninetti Parella Torino. 18:30 Spazio Clo'et (ART) Rassegna Domina Domna - inaugurazione esposizione Eva vs Eva/Gia M. Fino a 29 marzo. 19:00 Café de la Paix/Polaresco (TEATRO) Figurelle's Party. Sputnik 525 (HIP HOP) Proiezione del documentario “Rap the casbah” + Plaste live from Bg's Team 20:00 Cineteatro Isola/Villongo (!!!) Progetto Chinaski presents: Stefano Benni in "Cinque racconti sulla' amore". 21:00 Edoné (BFM CLOSING PARTY) Proiezione di cortometraggi selezionati dal Festival, live in collaborazione con Bergamo Sottosuolo: Nana Bang. Teatro Donizetti (BERGAMO JAZZ) Portal - Peirani Duo / Trilok Gurtu Band + Mathias Eick 22:00 Druso Circus (TRIBUTE) Gary Moore Tribute band. Tessera + cons. obb. 5€.


OGNI GIOVEDÌ SERA!

MARZO

APRILE

TASSINO CAFÈ Mostra pittorica di Ylenia De Rocco CIRCOLINO CITTÀ BASSA Serata con l'Associazione Itinerante mostra, letture e musica

3 10

CAFÈ DELLA FUNICOLARE Mostra fotografica di Luca Facheris MIDORI CAFÈ Serata con l’Associazione Polar Tv mostra e proiezionit

VELVET Musica live: Croceinfissi e Viatrix Psichè SANT’ORSOLA PUB Mostra dell'Associazione Bergamo contro l'omofobia e mostra fotografica di Tiffany Pesenti

promossa da

in collaborazione con

con il patrocinio di

www.giovani.bg.it


Lunedì 24

20:00 Capitol (CINE) Rassegna Domina Domna - Serata monografica dedicata ad Alina Marazzi Vogliamo anche le rose + Tutto parla di te. 9€. 22:00 www.facebook.com/ctrlmagazine (?) (C)inema (T)rouvé | Le (R)arità del (L)unedì #41.

Martedì 25

20:00 Capitol (CINE) Rassegna Domina Domna - Serata monografica dedicata ad Alessandra Locatelli. 9€. 20:30 Vecchio Tagliere di Nese (JAZZ) Claudio Angeleri e Marco Gamba Duo. Conca Verde (!) Cinema e piscologia: Tomboy Edoné (GAMES) Torneo di scopa a premi. 21:00 Mamo's (CANTA TU) Karaoke. Pacì Paciana (CINE) Donne senza uomini - free entry.

Mercoledì 26

18:30 Spazio Polaresco (ART) Rassegna Domina Domna - inaugurazione esposizione "Impronte non mie (sono caduta dalle scale)". Fino a 29 marzo. 20:30 Live Trezzo (METAL) Amaranthe + guests. 23€. 21:00 Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – La grande guerra: Il sergente York di H. Hawks (Usa 1941, 134'). 4/6€. Mamo's (ASTROLOGY) cartomamos - lettura gratuita tarocchi. Concaverde(CINE) Rassegna Domina Domna - Proiezione "Miss Violence"(Grecia,2013). 5€/4,5€.

21:00 Teatro alle Grazie (TEATRO) Rassegna Domina Domna - "Lavorare stanca" di e con Matilde Facheris. 5€. Cineteatro del Borgo (!) La Mafia uccide solo d'estate, di Pif. Barrio/Campagnola (CONFERENZA) "Il parcheggio della Fara" con Micromega BG + Associazione per città alta e i colli. 21:30 Edoné (WAVE) Edoné locals ospita le semifinal bergamasche per Arezzo Wave - Cornoltis + Road of Kicks + Karenina + Euphorica. Maite (FOLK) Rassegna Domina Domna - Pluie tojours live. Café de la Paix/Polaresco (GAMES) Torneo di FIFA. 22:00 Druso Circus (JAZZ) Filippo Cosentino trio. Tess.+ cnt. ist. 5€

Giovedì 27

18:00 Tiraboschi (LIBRI) ciclo di incontri con gli autori finalisti del premio Bergamo - Emmanuela Carbé. Pub Sant' Orsola (ARTWAY) Mostra dell'associazione Bergamo contro l'omofobia + mostra di Tiffany Pesenti. 18:30 Barrio/Campagnola (FOOD) Aperitivo messicano cucinato da Ponchi. 19:00 Sweet Irene (FOOD) Apericena bio vegan in collaborazione con LAV Bergamo. Prenotazione 388-4618300. Articolo 21/Tassino café (SOUL) Rassegna Domina Domna - Awa Mirone Duo Tigella Bella (FOOD) All you can eat! Tigelle e gnocchi fritti no limits 20:00 Beach Bar (SUPERFOOD) Hamburger night! 150 gr di carne di manzo da degustare in oltre 15 panini differenti. 21:00 Mamo's (LOVE) Single party →


Bunker Club

Ven. — Sab.: 23.30 — 6.00 www.facebook.com/bunkerclub25 info.bunker.club@gmail.com

Movin’ the Town

14/03 Flashmob (Defected/Get physical) 15/03 Looney Goons (Mademe Party) 21/03 A Million Vibes (8 + djs fino alle 08.00) 28/03 Edef Shift & Ivan Juz 04/04 Massi Isx & Mattia Fontana (Clique Club) 11/04 Matteo Gamba (Theatre Records) 18/04 Prince Anizoba (Area Lab / Vicenza)

Dreamed in Berlin, Built in Brescia.


21:00 Maite (DANZA) Rassegna Domina Domna - Burlesque e danza dell' ventre con francesca Cavallotti. ARCI. Teatro alle Grazie (TEATRO) Rassegna Domina Domna "20settembremillenovecento58" di e con Annapaola Bardelloni. 5€ Conca Verde (CINE) La mafia uccide solo d'estate. Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – Guerra dei balcani: Underground di E. Kusturica (Jug./Ger. 1995, 170'). 4/6€. Cinema del Borgo (!) Rassegna opere indimenticabili: Il Gattopardo di Luchino Visconti 21:15 Ca del Fasà (ACOUSTIC) Concertini semi improvvisati in meno di 30 metri quadrati! Rocker Pub (CONTEST) Concorso Band emergenti. 22:00 Druso Circus (TRIBUTE) The man the God the ghost and the guru - omaggio a Nick Cave. Tessera + cons. obb. 5€. 22:15 Officina 43/Castel Rozzone (TRIBUTE) Monieri experience tributo a Jimi Hendrix.

21:00 Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – Arrampicata: Allenarsi! di M. Panseri, A. Valtellina (Italia 2012, 60'). 21:30 'O'Dea's (TRIBUTE) Shot guns Tributo ai Guns n roses. Rocker Pub (BLACK METAL) Ephemeral Embrace. 22:00 Druso Circus (INDIE DRUSO) Satelliti + Gea. Tessera + cons. obb. 5€. Edoné (60IES) Waiting for festival beat - Gianni Fuso Djset. Café de la Paix/Polaresco (LIVE) Kafka On The Shore. Pacì Paciana (REGGAE) Festa della semina 2014 - Horace Andy. 5€.

Venerdì 28

18:00 Station Café/Treviglio (ART) Inaugurazione mostra "Inquietudini Creative" di Elena Gatti. 19:00 Papavero Café / Via Pignolo (HAPPY HOUR) It's Friday! Persian buffet + Francesco Zazza dj set Tigella Bella (FOOD) All you can eat! Tigelle e gnocchi fritti no limits 21:00 Ta si (POP ROCK) Le favole di Meg. Teatro alle Grazie (TEATRO) Rassegna Domina Domna "Dedicato alle Utopie". 5€. Sputnik 525 (MUSIC STORTY) La Stanza - Racconto in musica di Viola Vetteruti

22:00 Bloom Mezzago (ACOUSTIC) Michael Gira from Swans - solo acoustic performance. 15€. 23:00 Amigdala (TECHNO) Memento Matthew Fontana. 10€. 23:30 Under Music Club (ELECTRO) Bauhaus Party: Coloppio+Marcelo Tag Bunker/Capriolo (TECHNO) Edef Shift & Ivan Juz


Sabato 29

9:00 Via Masnada/Mozzo (MARKET) La porta del parco - Mercatino di prodotti biologici. 17:00 Barrio/Campagnola (WORKSHOP) Workshop di giornalismo e fumetti con Claudio Calia. 17:30 Libreria IBS / Via XX sett. (BOOK) Rassegna Domina Domna Presentazione libro "Fiori dal cemento", storie di donne che costruiscono 20:00 Amigdala (LIVE ROCK) Fixforb + zuena + la nera djset. 5€. 21:00 Ilinx/Melzo (TEATRO) Residenza teatrale Ilinxarium pres.: Tagadà - Accabadora di Mamadiaki Theater Ensamble. 8/5€. Teatro alle Grazie (TEATRO) Rassegna Domina Domna - "Niente, più niente al mondo". 5€ Sputnik 525 (FOLK) Dry & Dusty. Old time Appalachian music 21:30 Rocker Pub (PROG METAL) Shysma Palestra di Locatello (AFRO) Festa sulla Traccia presenta: Dj Ph vs Jopparelli 22:00 Edoné (ROCK) Infestado Electro Night w/ Le Madri Degli Orfani (chi?) + Kozminski. A seguire dj Seth Lovely Pub/Gorlago (TRIBUTE) Solid Rock - Dire Straits. Druso Circus (FUNKY) Asseneutro funky band. Tessera + cons. obb. 5€. Café de la Paix/Polaresco (LIVE) Upstream. Latteria Molloy / Brescia (B-DAY) 7° compleanno della Latteria. Phonocult + Matmata (presentazione nuovo disco) + Nikki dj set (from Tropical Pizza, Radio Deejay) Menez / Martinengo (LIVE) Stormy + Guest 23:00 Clash Club (HAPPINESS/ROCK/POP) Toga Party

23:00 Joe Koala/Osio Sopra (ONE MAN BAND) Diego Dead Man Potron + Luchino (Verdena) djset. Bolgia (ELECTRO) Warp presents Jeff Mills. Pacì Paciana (REGGAE) Festa della semina 2014 - Prince Healer. 3€. 23:30 Daho Club (INDIE) Borderline presents Run baby run w/ Gaia + Antonia from Mars + Nobody cried for dinosaurs Djset.

Domenica 30

18:00 PalaNorda (VOLLEY) 18a giornata: Caloni Agnelli Bergamo - Volley Fossano Cuneo. Palazzo Belli/Grassobbio (CLASSICA) 1°Rassegna oltre le note - Chiara Agazzi & Francesca Carola. 19:00 Live Keller (HAPPY HOUR) "Bad Reputation" Girls hard rock band unplugged Sputnik 525 (REGGAE) Proiezione del documentario “Reggae History" & Panda sound dj-set from Bergamoreggae Barrio/Campagnola (BEER) Degustazione birre artigianali. 20:00 Amigdala (BLUES) Live night - Charles Mack ft Luca Giordano.7/15€. 22:00 Druso Circus (POP ROCK) Sonny boy burt. Tessera + cons. obb. 5€.

Lunedì 31

20:45 Conca Verde (CINE) Jobs, film in lingua originale 21:00 Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – Classico restaurato: Roma città aperta di R. Rossellini (Italia 1945, 98'). 4/6€. 22:00 www.facebook.com/ctrlmagazine (?) (C)inema (T)rouvé | Le (R)arità del (L)unedì #42.


Aprile

Martedì 1

17:30 Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – Classico restaurato: Roma città aperta di R. Rossellini (Italia 1945, 98'). 4/6€. 20:30 Live Trezzo (METAL) Gamma ray + Rhapsody of fire + Elvenking. 30€. 20:45 Conca Verde (CINE) Five Broken Cameras, di Eron Davidson. 21:00 Mamo's (CANTA TU) Karaoke. ingresso libero.

Giovedì 3 Accademia Carrara (ART) L'ass. Contemporary Locus propone: "Welcome to Bergamo 2014". Giornata di confronto e partecipazione rivolta a 6 artisti invitati dall'Italia e dall' estero a presentare la propria ricerca artistica. Info: www.contemporarylocus.it

Mercoledì 2

21:00 Mamo's (LOVE) Speed Gayte trova la tua anima gemella in 3 minuti. Druso Circus (JAZZ) Organ trio. Tessera + cnt. ist. 5€ 21:30 Edoné (ROCKNROLL) Radiolution Live - Jonn Paul Keith. John Paul Keith è uno dei giovani chitarristi/compositori più lanciati e promettenti della prolifica scena di Memphis, Tennessee. Già chitarrista per Jack Oblivians e altri progetti targati Goner Records, il progetto solista di JPK attinge a piene mani nei fifties Americani, nella doo-wop e nel garage anni '60. Una rinfrescante esperienza di Rock'n'Roll che non ha lasciato indifferenti anche etichette come la Big Legal Mess e soprattutto la Fat Possum!

18:00 Caffè della Funicolare (ARTWAY) Mostra fotografica di L. Facheris 20:00 Beach Bar (SUPERFOOD) Hamburger night! 150 gr di carne di manzo da degustare in oltre 15 panini differenti. 21:00 Mamo's (LOVE) Single party. Cinema del Borgo (!) Rassegna opere indimenticabili: Risate di Gioia, di Mario Monicelli 21:15 Ca del Fasà (ACOUSTIC) Concertini semi improvvisati in meno di 30 metri quadrati! 22:00 Druso Circus (DRUSOINBLUES) Stefano Galli band. 5€. Station Café/Treviglio (LIVE) Moody + Ricky Anelli & The Good Samaritans. 22:15 Officina 43/Castel Rozzone (ROCK) Gladioli in concentro


Venerdì 4

20:00 Tigella Bella (FOOD) All you can eat! Tigelle e gnocchi fritti no limits 21:00 Auditorium P.zza Libertà (CINE) LAB 80 – La grande guerra: Orizzonti di gloria di S. Kubrick (Usa 1957, 86'). 4/6€. Amigdala (CONTEST) Jimmy breacks all - Live band contest. O'dea's (ROCK/BLUES) Travelling Orchestra + dr Faust & Rene' Sputnik (REGGAE) Sistah Awa 21:30 Rocker Pub (BLUES) Danny White Teatro Junior/Sarnico (READING MUSICALE) Progetto Chinaski presenta: Parole Cantate, un ricordo di Lucio Dalla con Marco Alemanno e Marta sui Tubi 22:00 Bloom Mezzago (ROCK) Bud Spencer Blues Explosion + Davide Facchini Djset. 10€. Café de la Paix (LIVE) Mirò Station Café / Treviglio (LIVE) Moody + Ricky Anelli & The Good Samaritans 22:30 Evolution café (TRIBUTE) Helldorado + Disco Labirinto Druso Circus (INDIE DRUSO) Plastic made sofa + Euphorica. Tessera + cons. obb. 5€. Pacì Paciana (LIVE) Settimana basca - AFU (euskadi) + Garrapateros (brescia) 23:00 Live Trezzo (PUNK) Punkreas presentazione album.12€. 23:30 Under Music Club (INDIE) Panic DjSet. 5/10€ + promo drink. Bunker/Capriolo (TECHNO) Massi Isx & Mattia Fontana

Sabato 5

9:00 Via Masnada/Mozzo (BIOMARKET) La porta del parco - Mercatino 15:00 Piazza Dante (GAMES) Pillows fight!!! - Lotta di cuscini fino all' ultima piuma!

18:00 Sala Mutuo Soccorso / via Zambonate (VERNISSAGE) Inaugurazione delle mostra fotografica "Panchine e fontanelle: beni minimi comuni" a cura di "pezzediterra" in collaborazione con Gianluca Licata, Paolo Arnoldi e Ginevra Agosti.

21:30 Rocker Pub (TRIBUTE) AC/4C tributo agli AC/DC. Sputnik 525 (SOUL) Giulia Spallino & Paco Martucci 22:00 Druso Circus (TRIBUTE) Chester e i non li conosco - tributo ai Rolling Stones. 5€. Latteria Molloy (ROCK) Nirvana Night with: Son of a Gun - Kurt Cobain 20th AnniversaryBloom Mezzago (LIVE) Uncle Acid & the deadbeats. 12€. 23:00 Live Trezzo (TRASH) Cristina d' Avena + Gemboy. 15€/drink Amigdala (DUB) Aba Shanty + Dread Lion Hi Fi. 10€. 23:30 Daho club (TECHNO) Dalmen Calling w/ Mattia Presta (IUM) + Scenario. 12€.

Domenica 6

16:00 Edoné (MARKET) Mercatino del baratto - ridiamo valore alle cose! 19.00 Bar del Polaresco - Café de la Paix (JAZZ) Kangaroos + Jam Session Jazz 22:00 Druso Circus (ACOUSTIC) Flan cover acustiche. 5€.


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Krauti mit polenta Moderat

22

Intervista a cura di: Susanna Marchini

Quando si parla di musica elettronica, ci sono un sacco di persone che ficcano tutto in un unico barattolo sul quale un paio di anni fa il buon vecchio Boys Noize appiccicò l' etichetta “Generic & souless". Poi però, se apri il barattolo, ci trovi artisti bravi e artisti meno bravi. E poi ci sono i Moderat. Loro non sono bravi, sono straordinari. Sasha è calmo, riflessivo, riesce a mettere una vibrazione melodica perfino nel suo spiccato accento teutonico. Gernot e Szarzy vengono dalla techno berlinese targata 1990, sono impulsivi, si agitano, sputano risposte senza pensarci troppo. Mi piacciono, sono simpatici. Li ho incontrati a Milano, nella loro unica data italiana. Se non li conoscete, ascoltatevi "Moderat" e "II". Ne vale la pena, ve l’assicuro.

Gernot Bronsert (GB) Modeselektor

Sebastian Szarzy (SS) Modeselektor

Sasha Ring (SR) Apparat


La vostra collaborazione è nata più di 10 anni fa ad un festival di Berlino: qual è stata la scintilla che ha fatto scattare questo amore reciproco? SR È stato abbastanza semplice: entrambi eravamo piuttosto nerd in ambito musicale, loro avevano un equipaggiamento complesso mentre io avevo solo un controller e un computer con un software customizzato; e loro sembravano essere più interessati al mio software che a me. Era un festival techno e noi eravamo gli "Alieni". Dopo quell' esperienza ci siamo rivisti e abbiamo provato da subito a fare qualcosa di diverso insieme, collegando i nostri computer. Durante il primo periodo andavamo semplicemente in giro a suonare cose stupide sincronizzando i nostri diversi strumenti. Avete trovato una formula perfetta per combinare i vostri stili: che cosa hanno apportato Apparat e Modeselektor reciprocamente al progetto Moderat? SR In realtà, in particolare nella realizzazione dell'ultimo album, è stata più una questione di combinare noi tre come persone indipendenti che realizzano un progetto insieme. Ognuno ha contribuito in maniera diversa esplorando anche altri campi, per esempio Gernot che di solito si concentra sui beats, ha scritto anche delle melodie. Non siamo una band, non ci sono dei ruoli così definiti ed è più complicato. Quindi soprattutto nel vostro ultimo album siete riusciti a bilanciare tutte le vostre differenze per realizzare qualcosa di unico e uniforme? SR Sì, e fortunatamente è successo tutto in maniera molto organica e naturale, non abbiamo dovuto litigare troppo e il risultato che abbiamo ottenuto è stata un'enorme gratificazione a fronte dell' intenso ed estenuante lavoro che abbiamo svolto in studio.

SS Una delle variabili che ha semplificato questo lavoro è stata che entrambi condividiamo lo stesso background musicale, ovvero la passione per la scena techno dei primi anni ‘90 e l'interesse per la club culture. Siete a metà del vostro tour europeo e a breve inizierà la stagione dei festival estivi: potreste fare un bilancio di come sta andando e cosa vi aspettate dalle date future? GB Siamo molto felici di come sta andando e ci sentiamo molto fortunati perché abbiamo fatto sold out nella maggior parte delle nostre tappe e in alcune città abbiamo addirittura ripetuto lo show la sera seguente. Rimane comunque un periodo molto intenso e stancante, è un ottimo allenamento, non solo per noi ma anche per la nostra grande famiglia di Vjs, light designers, sound designers. SS La realtà dei fatti è che i tour sono molto poco "glamour", veniamo rinchiusi ogni giorno nei backstage e anche se oggi c'è il sole fondamentalmente non ce ne frega niente, perché non possiamo uscire. SR Le persone là fuori devono sapere che la vita di un artista non è così figa, e paradossalmente più grande è il posto dove suoniamo, più il suo backstage fa schifo. C'è una data in particolare del Tour dove non vedete l' ora di esibirvi? SR Be’ ovviamente si è sempre eccitati quando si suona nella propria città, ma è anche la data che ti rende più nervoso perché sei consapevole che in mezzo al pubblico ci sono anche i tuoi amici, che saranno onesti nel giudicare la tua performance. Siamo contenti che la data di Berlino sia sempre più vicina, perché durante questi mesi ci siamo "allenati" parecchio e siamo sicuri che saremo molto ben preparati, quando verrà il momento dell'ultima esibizione. →


Illustrazione: Pfadfinderei (booklet Moderat II)

Se doveste spiegare ai vostri bambini il genere di musica che producete, come gliela mettereste giù? SS Cavolo, è complicato. Probabilmente la identificherebbero semplicemente come "la musica di papà". Mia figlia conosce la band, sa chi canta e sa quello che facciamo, per lei è abbastanza. GB Uno dei miei figli ha 6 anni e ha confessato che i Moderat proprio non gli piacciono, preferisce i Modeselektor perché è una musica più "ovvia" che puoi ascoltare ad alto volume. Quando stavamo producendo il secondo album glielo facevo ascoltare in macchina e lui, sbuffando, mi chiedeva di cambiare. SS Mia figlia ha iniziato l'anno scorso a cantare dei piccoli pezzi di "Damage Done", io passavo fuori dalla sua camera, la sentivo canticchiare e mi chiedevo cosa diavolo stesse facendo: è stato molto divertente. La vostra riconoscibilità deriva anche da una forte immagine grafica. Chi se ne occupa? SR Fin dal primo giorno di esistenza del progetto Moderat, la grafica è stata affidata al collettivo Pfadfinderei di Berlino.

Abbiamo fatto molte cose con loro, ci propongono continue idee senza chiederci troppe direttive, il che è molto utile perché quando finisci di registrare un nuovo album e sei esausto l'ultima cosa che vuoi fare è pensare anche alla grafica. È figo perché apportano al progetto una prospettiva completamente diversa e interessante, ci piace quello che fanno ed è per questo che continuiamo a collaborare con loro. GB Noi ci occupiamo strettamente del contenuto musicale, loro di tutto quello che è la parte grafica e visual dei live. Siamo molto contenti che apportino un'identità così diversa da quello che sono, separatamente, Apparat e Modeselektor. Se per una volta foste voi dalla parte del pubblico, quale artista andreste a sentire? GB Mi piacerebbe vedere noi stessi perché onestamente non ne avrò mai l' opportunità, vorrei essere lì tra il pubblico e godermi lo show invece devo essere quassù a esibirmi. In ogni caso, vorrei avere la possibilità di andare a un set di Jackson and his cumputerband, i Liars, i Fuck buttons, lo show Dark Side e SBTRKT.


Voce di un anarchico Cesare Basile

26

Intervista a cura di: Gionata Giardina

Per una settimana ho posto ad amici e conoscenti sempre la stessa domanda: “Conosci Cesare Basile?â€?, ottenendo sempre la stessa risposta, probabilmente quella che ora sta nella vostra testa (come nella mia, prima di prepararmi per questa intervista). Poi ho scoperto una lunga carriera a cavallo fra Roma, Milano, Berlino e Catania, costellata da numerose collaborazioni eccellenti. Ho scoperto un teatro occupato, il Coppola di Catania, un premio Tenco vinto (miglior album in dialetto) e mai ritirato - atto di protesta nei confronti della SIAE ed in generale contro il sistema dominante della musica e della cultura in Italia. Invece la sua, di musica, esprimeva una qualitĂ inversamente proporzionale al numero di visualizzazioni dei suoi video su youtube. Allora mi sono detto: ecco un cantautore.


Nel tempo, il taglio della tua musica si è fatto più intimo, personale e scuro, benché le liriche si siano sempre più legate alla strada, alla cultura, al potere, a ciò che sta fuori da te. Com’è avvenuto questo rovesciamento? Quello autoreferenziale è un atteggiamento che dalla fine degli anni ‘80 in poi ha caratterizzato, in Italia e non solo, l’arte in generale. A volte anche con ottimi risultati, ma oggi probabilmente la necessità è un’altra. Non è una necessità da imporre chiaramente, ma tanta gente di quest’ambito si sta ponendo il problema dell’arte come strumento d’intervento sociale. Non dico per cambiare le cose, ma magari per provare a focalizzarle. Questo è quello che mi è successo. Il suono si è scarnificato, io lo trovo più essenziale che intimo. È un qualcosa che è avvenuto confrontandomi con la musica popolare, non so se sia stata una scelta. Cos’hai trovato quando hai lasciato la Sicilia? Sono partito con molta rabbia, con la stessa rabbia che tuttora provano quelli che sono costretti ad andar via. Probabilmente l’obiettivo verso cui scatenavo questa rabbia era sbagliato, ero convinto che fosse la terra in sé, proprio la Sicilia. Poi ti rendi conto che la rabbia la devi riversare spesso contro te stesso, ma spesso anche contro le persone che fanno in modo che questa terra continui a vivere nel sonno. Eppure per Don Fabrizio, ne “Il Gattopardo”, “il sonno” è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali”. Questo è vero fino ad un certo punto. Penso che "il Gattopardo" sia un testo enorme, racconta molto bene il periodo di trasformazione che la Sicilia ha subito nell’annessione al regno sabaudo

e apre delle finestre profonde su alcune caratteristiche dei siciliani, però risente di un certo tono paternalistico, tipico dell’aristocrazia. La Sicilia è una terra di sonno ma anche di improvvise esplosioni, non è nuova a sollevazioni improvvise che vengono vinte non dalla poca volontà di cambiare di questo popolo, ma dalla repressione spietata da parte del potere. Quando hai deciso di impegnarti in primo piano per il cambiamento? La cosa ha sicuramente coinciso col mio ritorno in Sicilia, anche se certi pruriti probabilmente li ho avvertiti da sempre, solo che la mia condizione esistenziale era diversa. Rientrare rappresentava la volontà di riaprire un discorso in questa terra e su questa terra. Poi mi resi conto che c’erano tante persone che volevano la stessa cosa, e ciò probabilmente ha dato il “la” affinché la mia attività come uomo e come artista subissero uno scatto, diciamo così, politico. Perché c’è bisogno di occupare teatri? Si occupa un teatro ed uno spazio per sottrarlo al sonno di cui parlavamo prima. Un sonno non scelto, ma indotto. Si occupa uno spazio per sottrarlo alle perfidie e gli inganni della burocrazia. Per impedire che venga svenduto ai privati. Per cominciare a discutere insieme di come cambiare i luoghi in cui viviamo. In che modo si svolge l’attività collettiva del Teatro Coppola? Abbiamo un’assemblea pubblica, aperta a tutti, che è sia assemblea di gestione che assemblea politica. Si riunisce una volta alla settimana. È orizzontale, assolutamente antiautoritaria. Non usiamo votare, non ci dividiamo in maggioranza e minoranza, perdiamo tempo finché non si arriva all’unanimità nelle scelte, e lo facciamo soprattutto per i pensieri diversi che ci sono all’in- →


terno di un’assemblea. Funziona semplicemente così. Soprattutto muove da un principio: cancellare sempre e comunque qualunque tentazione autoritaria, anche quella che nasce, diciamo così, nella buona fede. Spesso l’autorità è dentro di noi senza che ce ne accorgiamo. Landauer sosteneva che gli anarchici debbono pensare innanzitutto a distruggere il principio di autorità in se stessi. Poi come diceva l’altro giorno un mio amico, non esiste l’anarchia come paradiso da realizzare, esistono gli anarchici. Per cui tutte le differenze che gli individui portano in sé sono sempre il valore aggiunto di qualunque comunità. Una comunità sopravvive libera quando riconosce le differenze e ne fa strumento collettivo. Se fossi l’avvocato del diavolo, ti direi che state sostituendo il potere statale con il potere di un gruppo, niente di così diverso nella struttura. Il rischio è proprio quello, trovarti senza rendertene conto a replicare un modello. La tentazione alla delega è sempre molto forte all’interno dell’assemblea, questo è un altro dei mostri da evitare. Si è sempre portati a delegare la propria parte a qualcun altro, spesso a chi parla di più, chi parla più forte, chi si ritiene essere più adatto di noi a fare una cosa. Il principio della delega è quello su cui hanno fondato questa enorme menzogna che è la democrazia. Come giudichi le reazioni del sistema alle occupazioni in corso? Il clima non è bello, ci raccontano un clima di intolleranza. Mi sembra una reazione abbastanza scomposta a delle esperienze che fondamentalmente stanno sottraendo terreno all’egemonia delle amministrazioni. Allo stesso tempo mi sembra un modo per distogliere l’at-

tenzione dallo sfacelo reale in cui versa questo Paese, sfacelo che sicuramente non è imputabile alle occupazioni, anzi. Le occupazioni sono strumenti per interpretare lo sfacelo. Del resto, se non riconosci le istituzioni e la loro funzione, il fatto che esse reagiscano e non ti garantiscano più è coerente. Qui non si rinnega la funzione dello stato (cosa che peraltro non mi scandalizza in quanto libertario). In un caso come quello della TAV, o del NO MUOS, ciò che si mette in discussione è la pratica con cui lo Stato prende decisioni sul territorio e sulle persone senza confrontarsi coi territori e con le persone. C’è una bella differenza. Chiaramente lo Stato è portato a presentare questi atti di disobbedienza come atti di ammutinamento, che volendo ci sta. Spesso al teatro Coppola ci sentiamo degli ammutinati. Però l’ammutinamento è una necessità, se il comandante sta portando il suo vascello a frantumarsi sugli scogli trattenendo per sé un’ottima scialuppa di salvataggio. Queste posizioni sarebbero considerate estremiste dall’opinione pubblica. Oggi qualunque esercizio di intelligenza è giudicato estremista dal Potere. Questo è il motivo per cui si cerca di affossare sempre di più la cultura, che genera pensiero critico. Pensi che gli artisti abbiano delle responsabilità sociali particolari? Non credo nelle responsabilità maggiori o minori di una categoria rispetto ad un'altra. Credo che ognuno oggi abbia delle responsabilità nei confronti di se stesso, e di conseguenza nei confronti del suo modo di stare all’interno della società. Credo che oggi prendere posizione e schierarsi abbia a che fare con la dignità, semplicemente questo.


Nel tuo pezzo “Lo scroccone di Cioran” emerge la fragilità di chi “scrocca all’abisso” e ha paura di “crollare con tutte le parole”. Qual è il tuo rapporto con le parole? Provo a farlo con grande umiltà, e soprattutto a non sentirmi padrone di queste parole, anche se chiaramente l’autoreferenzialità è dietro l’angolo.

Le parole vanno rispettate, non si usano a cazzo. Tendenza questa che ultimamente invece mi sembra dilagare.  È un segnale di decadenza. La decadenza presuppone una caduta. Questo invece mi sembra un tentativo di stare a galla sull’abisso. Preferisco l’abisso (ride, ndr). Quanto del cantare in dialetto rappresenta un’esigenza, e quanto invece una funzione stilistica, artistica, sociale? Al mio rientro in Sicilia, il dialetto non avevo mai smesso di parlarlo, ma comunque l’avevo dimenticato nella sua sostanza. Rifrequentarlo è stato un bisogno. Automaticamente mi sono trovato ad usarlo nelle canzoni, prima timidamente, poi grazie anche alla frequentazione di una poetessa come Dina Basso, ho scoperto le sue enormi potenzialità espressive. Da un lato considero il dialetto uno strumento aggiunto alla narrazione, dall’altro esso permette di accostarsi ad una storia o a più storie con un linguaggio non riconosciuto, non ufficiale, che per sua natura è vicino alle cose piccole, al basso.

Il Sud ha patito tantissimo la colonizzazione linguistica e culturale. Il dialetto è stato cacciato a calci in culo dalla vita culturale delle persone. La mia generazione si ricorda perfettamente che per noi ragazzi parlare in dialetto era una vergogna in casa, era qualcosa di disdicevole. Fortunatamente ci sono state delle sacche di resistenza che hanno cercato di tenere viva sia la lingua che la Storia che questa lingua raccontava. In questo senso credo che il dialetto sia uno strumento estetico ed anche politico. Cosa succederà dopo “Cesare Basile” (l’ultimo album omonimo, ndr)? Sto scrivendo delle canzoni nuove. Fortunatamente sono tante, si vede che i miei occhi sono attenti in questo momento. Farò un disco nuovo, non so ancora quando, non so se lo registrerò in primavera o in autunno. Continui ad essere ispirato principalmente dalla realtà sociale in cui operi? Assolutamente sì, forse in queste nuove canzoni ho concentrato di più l’attenzione sui piccoli episodi della storia, sulle avventure individuali. In un’intervista ti eri dichiarato insoddisfatto non della tua produzione artistica, ma degli esiti della tua carriera. Guardandoti indietro, se dovessi individuare un elemento che era necessario al raggiungimento del successo e che è mancato, quale sarebbe? Avrò probabimente detto questa cosa in uno dei tanti momenti di scoramento che attraversano quelli che fanno questo mestiere. Oggi ti posso dire che non mi sento insoddisfatto neanche negli esiti. Sono molto contento di quello che ho fatto fino a oggi e soprattutto di avere ancora la voglia di fare.


toni annunc r e iat nc o i c

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13 marzo Plastic made sofa (Bergamo, Italia)

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17 marzo Willie Byrne (Belfast, Irlanda)

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+ Birre nere (stout)


Le spade della foresta 31

Bass Line a cura di Pigro On Sofa

A Novembre ho avuto la fortuna di suonare al Club to Club di Torino, che per gli amanti dell'elettronica è uno dei festival contemporanei più quotati in Europa. Contemporaneamente al mio djset, nella sala auditorium, suonava uno dei musicisti più influenti e interessanti degli ultimi due anni: Forest Swords. Ovviamente me lo sono perso, perché dovevo destreggiarmi tra i dischi del double deck e quattro diavoli ancora in after dalla sera prima che urlavano: "Pigro pigro pigro". Forest Swords aka Matthew Barnes è un ragazzo di campagna del Galles. Un artista schivo e molto marginale, poco incline alla mondanità dei festival e all'hype che ormai fa sopravvivere le scene musicali (per poi ucciderle in poco tempo); niente Londra, niente metropoli, niente scene musicali. In queste lande desolate vive ed ha prodotto "Engravings" il disco che quest'anno l'ha portato sui più importanti palchi inter-

nazionali; un disco pieno di un fascino pagano e coperto dalla stessa patina arcaica dei miti e delle leggende che la sua terra porta con se da secoli. Un misto contemporaneo di dub, elettronica, psichedelica, post-rock, trip hop e folk; insomma un bel "mesciot" potente, molto maschio, ma delicatissimo at the same time. Sembra un casino di generi, ma tutto si tiene e anche molto bene. Come un rituale segreto visto in mezzo alla brughiera. E a prevalere, un po’ a sorpresa, non sono i toni vespertini e funebri che hanno caratterizzato i suoi primi lavori, ma una specie di potenza e di purezza. Tra i dischi dell’anno, e non solo di quest’anno. Inutile dirvi che è inutile che vi ascoltiate dischi del genere con le casse incorporate del vostro computer, dischi del genere devono essere tutelati, non sto qua a farvi la morale su come consumate la vostra musica, ma un minimo di rispetto per certi dischi è d'obbligo.


Intervista d'ufficio 32

Addetti ai lavori a cura di Alessandro Monaci

Aveva un cameo come orecchino. La sua presenza nella mia vita fu altrettanto: ci entrò in Centrale e ne uscì a Duomo. Non saprei dire se mi colpì maggiormente il piccolo gioiello, evidenziato dall'acconciatura a chignon, o il suo schiaffo; in ogni caso, fu un particolare che me la fece notare fra le decine, nel vagone del metrò. Altrettanti sono i dischi che escono ogni giorno: come emergere dalla moltitudine (senza sfruttare il fascino di una bella ragazza)? Me ne parla l'addetto di un ufficio stampa, Luca Barachetti di Macramè.

Cosa fa un ufficio stampa? Un u.s. materialmente deve promuovere progetti o prodotti mettendoli in mostra presso i media. E lo fa attraverso alcuni strumenti, ossia parole e idee; e con alcuni mezzi, che sono i comunicati stampa e il telefono. Poi adesso c'è tutto il cambiamento legato alle nuove tecnologie, ma la sostanza non cambia. Voi però avete aggiunto altro. Le esperienze professionali che abbiamo maturato io e il mio collega (Corrado Maffioletti) nel mondo della musica hanno fatto sì che ci rendessimo conto di come oggi un u.s. classico non basti più. C’è stata una democratizzazione della possibilità di parlare di musica (un blog può avere più visibilità di una testata tradizionale, per esempio), parallelamente alla semplificazione delle possibilità di fare un disco, con la conseguenza che la quantità di questi che escono mensilmente è enorme.

Quindi l'u.s. deve trovare, insieme all'artista, un'idea per emergere. Ovvero? Ti faccio un esempio: uno dei primi artisti con cui abbiamo lavorato è stato un songwriter di Savona. Ho visto che era sul filone degli outsider, ossia di quei cantautori che erano stati enormi, ma che non avevano avuto un grande successo: Rocchi, Camisasca, Rossi, Fiumani. Allora gli abbiamo fatto fare quattro video in cui rileggeva altrettanti brani di questi artisti (che lui considerava ispiratori) con il suo stile di "voce, chitarra e nervi tesi". I videoclip hanno avuto un crescendo di click, perché hanno permesso di capire in che scena andava ad inserirsi. Non solo: alcuni dei diretti interessati hanno condiviso i video. Poi, l'interessamento verso questi musicisti ha fatto sì che un'etichetta gli proponesse un contratto. E questo mettendo solo in evidenza un'identità che già c'era. Non gli abbiamo detto di cambiare look o di parlare di argomenti più di moda.


Da che livello, secondo te, un musicista si dovrebbe rivolgere a un u.s.? Domanda difficile. Direi dal momento in cui ha investito del denaro nella produzione di un disco. Qualcuno più cinico ti direbbe che i soldi per lo studio sarebbero meglio spesi per un u.s., registrandosi piuttosto l’album a casa, ma io credo che la qualità sia ancora importante. E il lavoro quanto dura in media? Tre mesi per la promozione del disco. Poi si lavora prima dell'uscita per il cosiddetto promozionale, ossia cartelle stampa, video, foto e simili. Dopo, se l'artista vuole, si fa un accordo di mantenimento, in cui ad esempio si promuovono date importanti ecc... Quello che stiamo cercando di far passare, cercando di superare le idiosincrasie dei musicisti, è che oltre a mandare mail noi abbiamo ganci. Il suddetto cliente, che aveva un bel disco ma di qualità inascoltabile, è stato da noi portato in studio da Paolo Costola (fonico di Van De Sfroos) per sistemarlo. Questo un u.s. normale non lo fa, ma in fondo è quello che facevano le etichette a fine anni ‘60: prendere De André e mandarlo in studio con Reverberi. Non basta avere i contatti, quindi? Ok, i contatti, ma a chi mandi effettivamente il disco? Se sono due persone a organizzare una rivista ad esempio è molto importante mandare il disco a uno o all'altro. Sono tante le cose da valutare, è un mestiere complesso. Che poi se dico comunicazione non dico demonio: all'origine di questo cattivo rapporto dei musicisti con alcuni aspetti della comunicazione (da cui "a che cosa serve un ufficio stampa?”) c'è un misto di ignoranza e diffidenza. Non c'è la tendenza a gestirsi tutto in privato? Puoi fare tutto da solo, ma poi ti ritrovi in un mare magnum di 2000 progetti come il tuo. E poi cosa fai? Vero, puoi scrivere a tutte le webzine, ti recensiranno anche.

Se vuoi avere dei risultati li avrai. Se però vuoi avere dei risultati massicci e importanti, che ti permettano di fare il disco, dopo, meglio, beh, forse un u.s. conviene averlo. Te lo dico anche per le mie esperienze di musicista: coi Bancale ho avuto un u.s. molto bravo e competente. Facevo anche il giornalista musicale, quindi avrei saputo a chi mandare il disco. Più difficile mi sarebbe stato finire sul Venerdì di Repubblica. Quello fa l'ufficio stampa! E fa questo grazie a...? Al naso. In quel caso ascoltò il disco, capì che poteva piacere a Luca Valtorta (direttore di XL) e glielo inviò. C'è spesso l'idea che se si arriva in alto è perché sono stati unti ingranaggi. Questa cosa esiste, ed è vero che a volte arrivano al successo artisti che non sono capaci. Però la comunicazione è semplicemente la possibilità di dare a una persona che fa musica l'opportunità di farsi conoscere. Poi c'è modo e modo, ma come c’è modo e modo di fare musica: c'è molta disonestà anche in molta gente che suona, come in tutti i lavori. Sicuramente una comunicazione fatta in coerenza con quello che l'artista sente è buona. Se tradisce quello che è invece diviene complessa da gestire umanamente per lui; a un certo punto non starà più bene nei suoi panni. Perchè “Macramé” (“intreccio”, N.d.R.)? Oggi la comunicazione è un intreccio. Bisogna riuscire a creare intorno all'artista una rete di stimoli, d'idee e competenze che lo aiutino a emergere (in senso diverso da una volta, ossia a essere un puntino luminoso in un grande mare, non necessariamente a diventare famoso). E che il tutto sia connesso: se per esempio il video esce con colori molto lividi, le foto non devono essere fatte in un campo fiorito. Non sono banalità, è importante che ci sia coerenza ed esaltazione dell'individualità. Sempre che l'artista ce l'abbia, e che sia esaltabile.


Urban Sound 36

Primizie musicali locali

Silence, Exile & Cunning A cura di Alessandro Monaci, Piero Giostra & Joan Piretz

Come mai avete scelto una citazione di James Joyce per il nome del gruppo? Su questa cosa ci facciamo sempre molte elucubrazioni. Quella del silenzio, dell’esilio e dell’astuzia è un po’ la situazione in cui ci sentiamo come band indipendente in una scena alternativa: condannata al silenzio. A più riprese ti dicono che la soluzione è andarsene altrove , perché in Italia non funziona niente, e quindi la terza opzione che hai è farti furbo. Ma oggi fra Facebook, Twitter, Youtube… il silenzio? Sì, c’è una scena che si muove molto col web e coi canali alternativi, però è anche vero che rimane comunque un discorso inevitabilmente di nicchia. Non è tempo per questo tipo di musica: la gente conosce molto di più quello che passa in tv e radio. Si, ma è sempre stato così. Ora invece un Giuseppe Simone diventa famoso… Anche se trovi gli spazi giusti, anche se riesci a muoverti all’interno di un circuito, rimani all’interno di questo. Le scene musicali sono frammentate.

E voi a che scena puntate? Qual è il vostro riferimento? A livello musicale non abbiamo voluto scegliere un genere, facciamo tutto quello che si può fra 20 Hz e i 16 ÷ 18 kHz [spettro dei suoni udibili N.d.R]. Vedremo quando avremo sviluppato una nostra sonorità a come etichettarla. Se dovessimo farvi una critica è che spesso non si capiscono le parole. La voce l'abbiamo tenuta un po' sotto al mix, a differenza della tradizione italiana. È una cosa voluta. Non è tanto coperta dagli strumenti quanto dalle altre voci: puntiamo molto sul discorso corale; sostanzialmente vorremmo arrivare a una situazione di due voci che s'alternano. Quali sono le tematiche dei testi? Varie. Un filo comune, pur non essendo un album tematico, è un sentimento d'estraniamento dalla città. Passando poi per citazioni di Dylan Thomas alla critica del dadaismo fatta in modo dadaista. Ci piace, comunque, l'idea di rompere con qualcosa.


Poi fateci caso: aprendo il disco aprite un occhio [disegnato all’interno, N.d.R.]. Aprendolo apri una visione del mondo. Il titolo dell'album da dove viene? Exù, che poi è il simbolo sul cd, è un Dio della religione animista brasiliana. È la divinità del cambiamento, del disordine, e in particolare s'invoca quando s'inizia qualcosa di nuovo. Siccome iniziavamo qualcosa di nuovo…

Disco fra l’altro bollato Creative Commons e non SIAE. Grandi! Non ci sembrava il caso di tirare in ballo la SIAE perché i nostri pezzi non passano in radio e tv; e poi perché alla base ci sono due filosofie diverse. Un gruppo emergente è più vicino al concetto di copyleft piuttosto che a quello di copyright. CC ti permette di suonare il mio pezzo, basta dichiararne la fonte. E poi gli inutili bollini della SIAE sono anche brutti: rovinano le copertine dei dischi!

Cornoltis - Ani di pietra Recensione a cura di Piero Giostra Buongiorno. Prima di tutto niente panico. Quella di oggi è un’edizione speciale del telegiornale della merda degli ultimi giorni – le nostre tecnologie avanzate ci permettono di sostituirci in tempo reale ai contenuti originali di qualunque cosa stiate consultando, in modo da potervi raggiungere, in caso di urgenza, direttamente sul primo punto in cui posate gli occhi. È tutto vero. Scusate per il disagio. Ed ecco le ultime notizie: 1) È nato morto stamane l’autore dell’aria “Culetti Freschi”, importante riferimento nazionale per tutto il mondo dell’arte. Celebri i versi d’amore: «Ci stendiamo sul letto sotto il poster dei Megadèth, domattina avrò colto il tuo fiore». 2) È ormai considerato disastro ambientale la fuoriscita di liquami biologici avvenuta oggi pomeriggio all’interno di un’automobile; a seguito della rottura delle maglie di contenimento il responsabile della sicurezza ha dichiarato: “Pensavo fosse aria, e invece pian piano mi accorsi non trattavasi di aria”. 3) Elettorato entusiasta delle rivelazioni in rete del presidente del Movimento

Legalizza il Culo: “Vorrei poter scoreggiare; è un senso di libertà, un diritto ad ogni età, sia nel porno che nella realtà”. Prenotate migliaia di copie del nuovo vademecum del Movimento: “Sul bus, in chiesa, e quando faccio la spesa”. 4) Bufera sull’analisi del servizio di trasporti ATB realizzata lo scorso inverno da un istituto indipendente. Dura critica alle tratte urbane: “Il biglietto costa sempre un casino, fa freddo e c’è puzza di merda. Tiri giù il finestrino: è bloccato”. ATB annuncia contemporaneamente querela e aumento della tariffa base. 5) Si aggravano i tumulti a Disneyland; decine di effigi di Topolino sono state bruciate oggi a Piazza Paperina (EN). Così commenta la situazione uno dei manifestanti: “Topolino, scusa se insisto sul fatto che non vai a convivere…ormai hai una certa, assumiti le tue responsabilità”. Ed è tutto per oggi, grazie per averci seguito. Approfondimenti, ed ulteriori informazioni, sono disponibili presso il nuovo disco dei Cornoltis, che parla proprio di queste cose qui (sì, c’è anche ATB, per la prima volta in versione studio). Arrivederci.


Bellezze inutili Nuccio Ordine

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Intervista a cura di Nicola Feninno

Socrate sta per morire, mancano poche ore all’esecuzione della sua condanna e decide di ricevere in cella un maestro di musica. Un discepolo gli domanda: «Perché imparare a suonare la cetra se dovrai morire tra poche ore?». E lui risponde: «Perché mi piace imparare». Non saprei raccontare meglio L’utilità dell’inutile, un libro gonfio di altri libri, di filosofia e letteratura, che vende quasi come un manuale di cucina (9 edizioni in meno di un anno, best-seller in Francia e Spagna, a breve sarà tradotto in coreano). Nuccio Ordine, l’autore, è professore ordinario di Letteratura Italiana all’Università della Calabria, è stato visiting professor a Yale, alla Sorbona, a Berlino, a Londra, è membro dell’Accademia Russa delle Scienze. Di sicuro è uno di quegli uomini di cultura che sanno infiammare e affamare chi li ascolta. Abbiamo dialogato con lui di bellezze e inutilità, dopo la presentazione del suo libro all’Università di Bergamo.

Bruno Munari, Macchina inutile a giostra


Giacomo Leopardi – come si legge nel libro che lei ha scritto – aveva inseguito il progetto di redigere un’ “Enciclopedia delle cose inutili”. Di quale voce le piacerebbe occuparsi? La voce di cui mi potrei occupare sarebbe la stessa evocata da Leopardi: “inutile”. Basta prendere in mano oggi un’ enciclopedia o un dizionario tematico per vedere che nessun articolo è dedicato al lemma inutile. E partirei dalle stesse cose che Leopardi ci ha insegnato: cioè che in un’epoca ossessionata dall’utile, discutere dell’inutile è forse l’unica maniera per discutere. E per discutere soprattutto controcorrente: per far passare valori “eretici”, non in linea con l’ortodossia dominante. Sempre nella lettura del suo libro mi sono imbattuto in una citazione molto bella: «Se i fiori venissero eliminati, il mondo non ne soffrirebbe materialmente; chi vorrebbe tuttavia che non ci fossero più fiori? Rinuncerei più volentieri alle patate che alle rose». Però, quando la preoccupazione del “come farò a magnare le patate” ci invade il presente, come si fa a contemplare le rose? Io credo che il compito della scuola e dell’università sia proprio quello di far riflettere i giovani sull’importanza delle rose, del bello, di tutte quelle cose disinteressate che possono avere un grande peso nella formazione. Ci troviamo a vivere in una situazione difficile, con una corruzione diffusa e con i giovani che percepiscono il pericolo di essere espropriati del loro futuro. Ebbene, per spezzare questo circolo, bisogna creare una generazione che anziché pensare al proprio particulare, al proprio ristretto perimetro, impari a saper guardare oltre il proprio naso. Una generazione che impari a guardare le cose in maniera aperta, abbracciando l’universale: comunica-

re con l’altro, imparare a considerare la pluralità di opinioni, la pluralità di esperienze e di punti di vista come una ricchezza che aiuta a conoscersi e a conoscere il mondo nel quale si vive. Solo un becero egoismo ci spinge a credere che avendo il nostro stipendio, avendo la nostra casa, noi abbiamo risolto il nostro desiderio di essere uomini e ci sentiamo realizzati. Non è vero: i valori che fanno sentire realizzati sono ben altri. Montaigne ci insegna che la felicità non sta nel possedere, ma nel godere. E imparare a godere non è una cosa facile. E chi insegna l’inutile oggi? La scuola e l’università dovrebbero porsi come freno all’utilitarismo sfrenato. E purtroppo, invece, anche la scuola e l’università oggi sono infettate da un linguaggio economicistico (penso al sistema dei crediti e dei debiti, alla trasformazione della scuola in un’azienda e degli studenti in clienti). Sto facendo un giro in molti licei italiani e la cosa più bella che mi capita è di vedere che i giovani reagiscono positivamente: stamani ero qui al liceo Sarpi, una ragazza è venuta in lacrime e mi ha detto: “Professore lei mi ha fatto commuovere, perché sento che i valori di cui lei parlava sono quelli che mi danno più gioia, mi danno più slancio". Ecco, io credo che il compito che noi abbiamo sia quello di richiamare l’attenzione sui grandi valori che rendono più umana l’umanità. Come diceva Calvino, nell’inferno in cui viviamo abbiamo due strade: o calarci nell’inferno per non vederlo più (e quindi diventare dei corrotti, che inseguono solo il denaro e guardano solo ai propri interessi, fomentando il razzismo e l’odio sociale); oppure cercare di vedere nell’inferno ciò che non è inferno, per far sopravvivere le fiammelle di speranza. Io penso che il compito principale delle nuove generazioni sia quello di far sopravvivere queste fiamme. Altrimenti vivremo nelle tenebre più profonde. →


Spesso i centri di potere e di ricchezza corrispondono ai centri di produzione artistica. È stato così in tutta la storia della nostra letteratura, dalla corte siciliana di Federico II, fino alle corti rinascimentali; allo stesso modo è avvenuto nel ‘900 nella Parigi della rive gauche o nella New York di Peggy Guggenheim. La ricerca inutile e disinteressata dell’arte sembra legarsi ai centri di produzione di utile: come si scioglie questo paradosso? È chiaro che la letteratura, l’arte, la pittura nascono laddove ci sono dei committenti, dove c’è qualcuno che paga per avere delle cose. Ed è anche vero che oggi questo fenomeno si è ancora di più imbarbarito: l’industria culturale si è impossessata un po’ di tutto, qualsiasi cosa passa ormai attraverso la via obbligata del commercio. Lo stesso mio libro è un libro che viene venduto da una casa editrice con l’obiettivo di realizzare un profitto economico. E se il libro diventa un best-seller la casa editrice guadagna ancora di più. È inevitabile che ci sia un rapporto tra l’arte e il potere: che possa essere potere politico (com’era un tempo nelle corti) o un potere economico (come può essere oggi l’industria culturale). Ora, detto questo, c’è però una cosa importante da capire: i grandi testi, le grandi opere riescono in ogni caso a sfuggire all’abbraccio mortale del potere. Riescono a seminare nei lettori qualcosa che li porta a denunciare i lati negativi di questo meccanismo. Le faccio un esempio: l’Orlando furioso è un’opera celebrativa della famiglia degli Este, che pagano Ariosto per costruire una genealogia mitica nelle figure di Bradamante e Ruggero. Però, Ariosto, nel 35esimo canto, ci fa vedere che la poesia è menzogna: Virgilio, scrive Ariosto, era pagato da Augusto per parlare bene di lui e il fatto che Augusto pagasse i poeti ha tramandato all’umanità un’immagine dell’imperatore

che nasconde le liste di proscrizione che lui faceva e tante cose negative. Invece, dice sempre Ariosto, noi oggi abbiamo un’immagine negativa di Nerone perché non amava gli scrittori. Quindi il mecenatismo serviva a pagare i poeti per scrivere opere apologetiche di chi detiene il potere. Però, nello stesso momento in cui l’Ariosto denuncia il meccanismo di menzogna dei suoi versi, la poesia dice la verità.

E quindi la grande poesia, pur essendo al servizio del potere, riesce comunque a far passare al lettore quel messaggio rivoluzionario che fa di un classico un grande classico. Una specie di cortocircuito... che me ne fa venire in mente un altro: la ricerca scientifica di alto livello - quella sulla genesi dell’universo, ad esempio, o sulla struttura dell’atomo, minore che poi è come dire sulla “realtà” - giunge spesso al “so di non sapere” di cui parlava Socrate nel 400 a.C... Assolutamente. Tutti i grandi studiosi che ho conosciuto, in ambito scientifico e umanistico, sono studiosi di una straordinaria umiltà. Perché proprio chi veramente ama il sapere, chi tutti i giorni cerca il sapere, sa che è una ricerca


continua, una corsa che nessuno riuscirà mai a considerare finita. E l’umiltà sta proprio in questo: nel sapere che quello che tu sai è talmente nulla rispetto a ciò che devi sapere... Oggi, nell’industria culturale, c’è anche il libro che può avere successo, ma che è costruito, come dice Tocqueville, sul principio delle bellezze facili: sono quei libri che si leggono velocemente, che non impegnano il lettore, quei libri che non richiedono sforzi. E allora è necessario, in un’epoca che dedica il tempo a fare i soldi, trovare anche il tempo per impegnarsi non nelle bellezze facili, ma in quelle letture che mettono in discussione le cose, che ti fanno pensare, che ti invitano a riflettere e a ragionare. C’è un’altra inutilità di cui mi piacerebbe parlare: quella della terra, del paesaggio. Lei è un uomo del sud: cos’hanno da insegnare le terre inutili, disabitate, non sfruttate (penso alla Basilicata o all’Irpinia, ad esempio) ad un territorio in cui ogni centimetro è sacrificato all’utile come le nostre pianure settentrionali? Certamente, nelle zone dove il profitto non ha corrotto ogni cosa si sente più l’idea della natura come valore d’uso. E invece nelle zone dove tutto viene sfruttato, emerge un’immagine di natura come valore di scambio. Valore d’uso significa che io uso la natura, prendendo solo ciò che mi serve; valore

di scambio significa che io sacrifico (e talvolta distruggo) la natura per ottenere un profitto. Oggi anche questo discorso è stato completamente stravolto: perché il sud, dove non c’è uno sfruttamento del territorio così forte, sta diventando però una discarica. Alcune aziende del nord, attraverso la scandalosa alleanza con la camorra, hanno iniziato a trasportare i rifiuti tossici al sud per interrarli su tutto il territorio. E cosa sta provocando questo? Che le industrie del nord disoneste (che non vogliono spendere molti soldi per smaltire quei rifiuti) approfittano della possibilità di potersene sbarazzare a un prezzo minore, facendo due danni: il primo è quello di finanziare la camorra, che rafforza la sua posizione economica, e il secondo è che la camorra interra questi rifiuti, senza curarsi della diffusione di tumori tra le popolazioni inermi e ignare. E quindi questi territori sono comunque territori flagellati. L’idea che esistano dei posti incontaminati del mondo è un po’ un mito, che sempre di più sparisce. E lo stesso succede nella foresta dell’Amazzonia, dove si disbosca, dove gli ultimi popoli di primitivi che vivono in sintonia con la natura vengono ridotti alla schiavitù urbana. Il mondo si è globalizzato. Il disgustoso panino Mc Donald è diventato ormai un modello per il giovane cinese e per il giovane francese. Quello che dobbiamo fare oggi è invece riscoprire la differenza e considerarla come una ricchezza, come un valore, come qualcosa che ci rende migliori.


Preferisco il Dio che non esiste 42

Le cit. invisibili a cura di Nicola Feninno. Foto di Giorgio Brembilla #Teschi #Bigliettini #Vuoti #Blasfemie

Voglio parlare di Dio e morte. Ho circa 4.500 battute, spazi inclusi. Mi ricordo quand’ero piccolo: mia mamma si sedeva sul bordo del letto e dicevamo le preghiere. Nel menu c’era sempre l’Eterno riposo per mio nonno – suo padre – che io non avevo mai visto e che chiedevo a Dio di portare in cielo. Facevo il segno della croce, mia madre mi baciava in fronte e capitava che a volte non mi addormentassi subito: pensavo che se la mia vita fosse finita definitivamente nel nulla – puf, una bolla di sapone – allora non aveva nessun senso, qualunque fosse stata la sua durata. La vita eterna, invece, me la immaginavo fatta di tante case color pastello disposte lungo un’unica eternamente lunga strada, in un’eterna luce da eterna domenica mattina estiva: la noia. Non vedevo via di fuga: da una parte l’assenza infinita – e l’oblio di tutto, quello mi pesava particolarmente: avrei potuto essere il peggiore bambino sulla faccia della terra o il migliore, ma dal punto di vista dell’oblio era tutto uguale – dall’altra la noia infinita, la condanna a esserci in eterno. Era un pensiero lucido e spietato: in ogni caso, poco dopo, prendevo sonno e dormivo le mie otto ore di filato.

Il luogo: Chiesa di San Bernardino alle ossa, Milano Il libro: Z. Kolitz, Yossl Rakover si rivolge a Dio, tempo di lettura 20~30 min.


Oggi invece - mentre le orbite vuote di un teschio lucidato fissavano le mie orbite piene di occhi qui a Milano - ho pensato a un’altra cosa: immagina di essere il tizio che riempiva e ricopriva questo cranio, un lebbroso del XII secolo, una brava persona, disseppellito nel 1600 durante i lavori per la costruzione della chiesa di San Bernardino; ecco prendono il tuo cranio, lo lucidano, lo piazzano accanto ad altri crani ben lucidati, intorno un fitto e funzionale riempimento di femori e tibie miste; se lo guardi dalla giusta distanza il tuo cranio lucidato è diventato parte di una croce di crani che piacerebbe molto a un metallaro o alla molto più glamourosa Madonna, e, per finire, nel 2014 ci sono degli studenti che scrivono qualcosa su un biglietto della metro (che ne so «fammi passare analisi 2, grazie») e te la infilano in un’orbita vuota o nella cavità del tuo exnaso. A un certo punto mi è venuta la curiosità di leggere uno delle decine di bigliettini infilati qua e là fra i crani: ho fatto un paio di tentativi per sfilarne uno con le chiavi della macchina poi ho lasciato perdere. Sono tornato a leggere il libro che mi sono portato: “Yossl Rakover si rivolge a Dio” Non tendere troppo la corda perché, non sia mai, potrebbe spezzarsi. La prova cui Tu ci hai sottoposti è così ardua, così insostenibilmente ardua, che Tu devi, Tu hai l’obbligo di perdonare quanti nel Tuo popolo si sono allontanati da Te nella loro disgrazia e nella loro indignazione. Questo è il modo in cui Yossl Rakover si rivolge a Dio. Provatelo a fare a catechismo, o anche solo col vostro capo. Questo libro, comunque, ha una storia incredibile. È stato ritenuto a lungo una testimonianza vera di un ebreo morto durante la resistenza del ghetto di Varsavia. Perfino durante i funerali di Rabin, nel 1995, è stato citato in questo modo, con un rispetto libro sacro. Invece è una finzione, più vera del vero. La cosa incredibile è che Zvi Kolitz ha ribadito più volte pubblicamente di esserne l’autore e di essere un ebreo lituano che non ha mai visto Varsavia e che ha scritto queste poche pagine da Buenos Aires, nel 1946.

In una delle rovine del ghetto di Varsavia, tra cumuli di pietre carbonizzate e ossa umane, sigillato con cura in una piccola bottiglia, fu trovato il seguente testamento, scritto da un ebreo di nome Yossl Rakover nelle ultime ore del ghetto. E poi una data: Varsavia, 28 aprile 1943. L’operazione di Kolitz è incredibilmente pericolosa, blasfema. Eppure, in poche pagine, riesce a creare qualcosa di unico, quasi un ossimoro: crea l’immagine di un “Dio per adulti”. E tutti gli dei per adulti sono un po’ blasfemi: quello che procura orgasmi alla Santa Teresa del Bernini, o il Dio di alcuni personaggi di Dostoevskij, di alcuni passi del Vangelo disinnescati da secoli di esegesi e potere.

Il mio Dio preferito è quello dello tzimtzum, che non è una mossa del vecchio Blanka di Street Fighter, ma una parola ebraica. Il Dio dello tzitzum è il nulla infinito, che si ritrae per lasciare posto alla realtà, alla vita, al Big Bang, chiamatelo come volete. Come a dire: il vero Dio è il Dio che non esiste (noi umani diremmo che non esiste “per amore”). Prima di andare via dall’ossario ho infilato un mignolo tra le grate che ingabbiano i teschi. Ne tocco uno: l’hanno lucidato bene. E mentre scrivo sul tram che mi riporta in periferia, penso che gli spazi vuoti inclusi tra le 4.500 battute sono quelli che danno forma a questo articolo, che altrimenti sarebbe un’accozzaglia di lettere. E se non mettessi gli spazi, voi ve li immaginereste comunque. Lasciatemi citare: Io dico: cosa cercano in Cielo, tutti questi ciechi? (C. Baudelaire, verso finale della poesia “Les Aveugles”) Googlandum: Antimateria


Luoghi Comuni Festival 45

Una tazza di té-atro a cura di Claire

E se vi dicessi che esiste un paese dove potreste veder stazionare Elvis nei luoghi più improbabili, dove Amleto -insieme ai suoi/nostri dubbi- non è altro che un normale cliente da bar che si diletta a leggere le carte, dove una banale macchina in una delle più ordinarie strade diviene il mezzo dove traghettatori di anime vi portano ad indagare il senso della vita, vista da un finestrino, e dove la scena di un teatro si trasforma improvvisamente in un boudoir, con letti con lenzuola rosse e cuore appeso in centro annessi? Ebbene, questo paese è Mantova. La magnifica città dei Gonzaga. Che si prepara ad ospitare, dal 14 al 16 marzo, la sesta edizione di Luoghi Comuni Festival. Rassegna itinerante, che anno dopo anno si svolge in una città diversa della Lombardia, e che per l’occasione indaga la figura fondamentale del teatro, quella che sta ben lontana dai riflettori, ma che silenziosamente li fruisce: il pubblico. Che senso ha andare a teatro oggi?

Intendo: l’atto stesso del recarvisi - che possa essere di natura episodica o cerimoniale - la scelta di essere spettatore per una sera, quella di farsi pubblico rumoroso o meno. La risposta è l’obiettivo che il festival si propone di raggiungere, o per lo meno avvicinare. Organizzato dall’Associazione Etre in collaborazione con Teatro Magro, Luoghi Comuni Festival si fa convegno, progetto fotografico, progetto d’arte, trovando spazio nella città attraverso bisbiglianti visite guidate, fino al più anti-convenzionale dj set, curato dall’eclettica NicoNote. Tra gli eventi, Bed Inside di Animanera, in cui, a turni di 10 minuti, lo spettatore entra in una sala a luci soffuse, per essere poi raggiunto da un attore, affetto da disabilità che gli si sdraia accanto e che, accarezzandolo, lo invita a passare la notte con lui, andando oltre i limiti del corpo. Una performance che turba lo spettatore per il contatto inatteso, ma che lo coinvolge molto da vicino, generando una scossa emotiva forte. Let you feel, play with them!


Scambisti underground 46

Humus from London a cura di Mara D’Arcangelo #ScambioLibri #KaramazovVSCupcake #AscelleMetropolitaneLavate

Entrando in una libreria di quelle antiche, con i pavimenti in legno e le scale che scricchiolano, ti senti in pace col mondo. Il profumo che c’è ha un non so che di confortante, di familiare, specialmente se si è lontani da casa in un paesotto sperduto a sud dell’Inghilterra. Poi eccola lì che ti guarda quell’unica copia di Moby Dick, un classico Penguin rilegato in tela blu-oceano con piccole balene profilate di bianco, alternate a lance sottili: l’irresistibile scioglievolezza di un Lindt formato carta.

Derek Berwin - George Freston si finge un passeggero mentre legge il libro di D. H. Lawrence, “L'amante di Lady Chatterley”


Per alcuni i libri sono oggetti preziosi da conservare gelosamente nella propria libreria, possibilmente ordinati per autore, titolo, anno e luogo di pubblicazione; c’è chi ha anche l’angolo speciale dei superpreferiti di sempre, chissà se si può parlare addirittura di feticismo, forse sì. Nella maggior parte dei casi si tratta però del piacere genuino di guardare un bell’oggetto, che ha significato tanto o poco, secondo i casi, e sapere che qualora si avesse voglia, si può sempre andare a rileggerne qualche riga, tanto lui è lì e non scappa, seconda fila a destra, idealmente sotto l’etichetta “narrativa americana.” C’è chi poi come Chris Gilson per il quale i libri non sono un amore esclusivo e geloso, ma un amore libertino, da condividere con altri. Chris è uno dei 3 milioni di pendolari che ogni giorno attraversa Londra per arrivare sul posto di lavoro, e che quindi ha a che fare con la nota metropolitana. “Tendenzialmente gli inglesi provano un sottile autocompiacimento nel lamentarsi di due cose: il tempo e la metro,” mi dice Chris. A Londra ognuno cerca di alleviare la noia dei 40 minuti sulla Central Line delle 8.30 am come può: inizi sfogliando le pubblicazioni gratuite che inspiegabilmente finisci sempre per ritrovarti in mano, ma l’indecisione su chi sia più moralmente reprensibile tra Chantelle che ha perso 10 chili in due settimane e Rihanna che indossa vera pelliccia, è talmente snervante che preferisci virare sulle imbarazzate conversazioni di circostanza di due colleghe accidentalmente capitate sullo stesso treno; decisamente un salto di qualità notevole. Se però al posto del solito Metro ti capitasse in mano un libro vero, di quelli con le frasi che hanno un senso compiuto, forse l’intera faccenda prenderebbe un’altra piega. Chris Gilson era stufo di contare le fermate mancanti alla fine del supplizio quotidiano, così nel 2011 si inventa Books for London, campagna volta a trasformare le stazioni della metro in luoghi di scambiolibri.

“È molto semplice: noi montiamo gli scaffali e la gente che passa si ferma e se c’è qualcosa di interessante se lo prende, portando a sua volta un libro che non gli interessa più o che vuole condividere,” dice Chris. Certo, il dubbio che ci si ritrovi con un mucchio di Harmony e qualche volume sul misticismo elfico è inevitabile. Ma quanto è varia la gente che attraversa le stazioni? C’è chi non se ne fa niente di una copia dei Fratelli Karamazov, perché è interessato a come perfezionare la tecnica del cupcake, ed ecco che il libro poco gradito regalato dalla cugina a Natale, si trasforma in una meraviglia per un altro lettore. C’è anche chi un libro l’ha amato alla follia, ma ad un certo punto si rende conto che è ora di lasciarlo andare, per permettere a se stesso di crescere, e agli altri di scoprire qualcosa di nuovo. Il piacere di scoprire che cosa lo scaffale ha in serbo per te e condividere un pezzetto della tua storia diventa più appagante del piacere esclusivo dato dal lustrare gelosamente i tuoi cimeli sullo scaffale di casa. È un’avventura amorosa dalla quale non si torna più indietro, travolti dalla passione di nuove conoscenze letterarie e non solo. Aliti flatulenti, ascelle non lavate, sguardi imbarazzati dalla prossimità di corpi sconosciuti, riportano presto alla realtà impacchettata di una metro londinese all’ora di punta, con la campagna inglese di Jane Austen del week end brutalmente cancellata dalla martellante voce meccanica “mind the gap between the train and the platform”.

La settimana ricomincia, ma almeno mi ritrovo in mano una copia di Pride and Prejudice: lucky me.


Snowpiercer 48

Cinema e altre eresie a cura di Dario Incandenza

“Ogni opinione rivoluzionaria attinge parte della sua forza alla segreta certezza che nulla può essere cambiato.” (George Orwell) 2031. Il mondo è ghiacciato da una nuova Era Glaciale. I superstiti vivono in un treno rompighiaccio che percorre senza soste il globo, autoalimentandosi perpetuamente. Infernale Arca di Noé per un'umanità allo sbando, è ripartito in caste rigidissime, imposte con la violenza, la schiavitù e l'eccidio: si va dai più poveri, confinati a fondo treno, verso i più privilegiati, vicino alla locomotiva, abitata dall'inventore della macchina. Dalla coda alla testa, Snowpiercer mostra conati, prodezze e ambiguità di una rivolta che nasce dal basso, si bagna di sangue e d'impotenza per far fronte alla ciclicità del Potere, di ogni potere. Metafora barocca, ironica e potente, l'epica fantascientifica del visionario Bong Joon-Ho, dall'intreccio serratissimo, non è solo la pellicola più costosa della storia del Il fumetto: Le Transperceneige (Ed. Cosmo) Il precedente: Metropolis di Fritz Lang (1927) Il disco: Unwound – Fake Train

cinema coreano, ma un mix disorientante ed efficace di blockbuster e film d'autore, una Babele di spettacolarità, poliglotta per volti, lingue e stili cinematografici. Un perfetto saggio di sci-fi apocalittica, che può richiamare Matrix come Brazil, ma anche un'opera iridescente, una giostra visiva dall'animo critico. Capace di riflettere, non lontano dell'intenso 12 anni schiavo, sulla condizione umana e sul concetto di giustizia, e di riscriversi nel genere e nel registro (grottesco, tragico, burlesco, action) procedendo di vagone in vagone, come fossero gironi danteschi, mutando pelle e umore. Tratto da una serie a fumetti francese, Snowpiercer è una distopia crudele, colossale e orwelliana, che trasfigura la Storia passata e presente in riferimenti alla Thatcher (l'aguzzina Tilda Swinton) e all'abissale gap socioeconomico che scinde uno stesso popolo, com'è per la Corea del Nord da quella del Sud, da cui l'autore proviene. Uno spettacolo straripante, una rivendicazione internazionalista.


Basil assaulted by bears 50

Wunderkammer a cura di Marta Dall’Agnola #Nonsensazionale #HorrorHumor #MacabriFanciulli

Riconoscibile come l’indubbio precursore delle atmosfere ormai rese popolari al grande pubblico dalla filmografia di Tim Burton, Edward St. John Gorey fu in effetti un’artista/scrittore/illustratore di straordinaria levatura e di indiscussa indipendenza immaginifica. Una personalità, e una produzione, dall’impronta ironicamente britannica, pur non essendo mai uscita dagli Stati Uniti; Gorey nasce a Chicago il 22 febbraio del 1925, si laurea nel 1950 ad Harvard e si trasferisce a New York, dove per diversi anni lavora come illustratore per case editrici e riviste, tra cui il celebre New Yorker.

“Penso ai miei libri come a romanzi vittoriani accartocciati. […] Non so perché, ma lo scopo della mia vita consiste nell’instillare un disagio generale. Penso che il disagio sia una reazione dovuta, verso questo mondo.”


Le tavole di Gorey sono un compendio di caustici stralci di inquietudine e mistero, estratti taglienti, sia nel tratto che nei soggetti, di personaggi d’appartenenza vittoriana/edwardiana che vengono sapientemente utilizzati, come brillantemente sottolinea l’amica e critica d’arte Karen Wilkin, alla stregua di maschere della commedia dell’arte. Gorey è un maestro d’atmosfere in cui uomini in giacca, pelliccia e cilindro, dive, bambini crudeli e bambini vittime, animali e mostri, si dispongono in ambientazioni perlopiù soffocanti di sovraccariche tappezzerie, animando gli angoscianti, e al tempo stesso beffardi, quadri dell’illustratore americano. In un mix riconoscibile e ormai iconico (Google gli ha dedicato il doodle del febbraio dell’anno scorso) Gorey indaga le sfumature cupe e gotiche della vita, in un susseguirsi di esperimenti di black humor visivo. Un metodo ossessivo e sottilmente crudele, in cui vengono esposte, con leggerezza nevrotica, tormenti, ossessioni e paure (basti pensare alla sua famosa paro-

dia dell’abecedario, in cui in ogni vignetta rappresentante una lettera dell’alfabeto un bambino muore in modo tragicomico). Un amore per il nonsense (che vede i propri maestri e riferimenti in figure come quelle di Edward Lear e Lewis Carroll) che si trasferisce direttamente dalla penna alla vita: solitario patologico, morbosamente appassionato di balletto, nella sua casa di Cape Cod (dove muore, e ad oggi visitabile) si conservano ancora tutte le sue bizzarre collezioni (sassi, ferri da stiro, rane, confezioni di medicinali – ma solo arancioni..) Al di là della propensione più o meno spiccata di ognuno a questo tipo di temi, è innegabile che il personaggio (ma soprattutto il lavoro) di Edward Gorey tocchi alcune corde di comune sensibilità. Illustrazioni contemporaneamente umoristiche e tragiche, in grado di strappare quel sorriso amaro che, in fondo, ciascuno di noi serba in sé. “[…] il lavoro di Edward Gorey è notevole, misterioso, sublime, assurdo e mistico.” (Oskar Kokoschka)


Fantamarketing 52

Fantascienza applicata all’impresa a cura di Leone Belotti www.calepiopress.it

Pub Writer

Fotografia di Nicola Carrara

• Field: nuove professioni, categoria writer di servizio, locali pubblici, editoria. • Idea: Pub Writer è lo scrittore da pub, è l’uomo al bancone che ascolta storie davanti a una birra, e poi “le butta giù” a sorsate. Pub Writer è la memoria storica vivente del locale/partner: birrerie, birrifici, circoli, disegnatori, fotografi, case editrici, magazine, editoria on line • Strategia: creare una sinergy pubeditoriale, convincere il pub a sostenere fisicamente il Pub Writer (1 consumazione per 1 storia prodotta, così in un lunedì tipo il Pub Writer produce 3 storie in 3h bevendo 3 birre) quindi stampare periodicamente le migliori storie in piccoli format agili economici,

per arrivare a un pub magazine-menu trimestrale, e parallelamente pubblicare on line. (Ma solo storie ascoltate viva vox al pub! Look in my eyes!) • Eventi: Pub Writing Session, PWS, versione collettiva e spettacolare, per grandi pub, festival, raduni, con un team di Pub Writer che mette in scena lo spettacolo della scrittura live, con stampa e proiezione real time delle storie raccontate viva vox. • Mission: costruire identità collettiva territoriale, produrre cultura, memoria. • Frase vincente: lo dice la parola, il pub è il posto giusto per pubblicare. Plus info: leone@calepiopress.it redazione@ctrlmagazine.it


Badante Alighieri • Field: nuove professioni, categoria writer di servizio, assistenza anziani, editoria. • Idea: Badante Alighieri cioè badante special che si occupa della risorsa più preziosa della persona anziana: la memoria. Il badante alighieri aiuta il senex nella mission più intelligente e divertente da compiere dopo una vita di qualsiasi tipo: ripercorrere la propria vita, e raccontarla come un romanzo. Il Badante Alighieri è uno scrittore di servizio, che aiuterà la persona a cucinare, spostarsi, cercare i ricordi, mettere in ordine le vecchie fotografie, con incontri 1-2 volte la settimana, per sedute di 2-4 ore. Dopo 2-6 mesi abbiamo il romanzo, scritto in prima persona, firmato a due mani, vecio e writer. • Strategia: creare una sinergy assistenzial-editoriale, trovare il cliente-paziente, fare prova gratuita (primo incontro, primo capitolo), stabilire costi del lavoro

e dell’edizione, mostrare che con una spesa inferiore a quel che si crede si può produrre un tassello di memoria personale-familiare-collettiva, unica vera spesa utile della terza età, conferisce una mission e un senso. • Partner: case di riposo, associazioni dopolavoro, case editrici, • Mission: la letteratura giovanile è un fenomeno del marketing, la letteratura senile è la cultura di una comunità. L’aspirante writer in cerca di materia narrativa troverà in un qualsiasi anziano che racconta la sua giovinezza casa-chiesalavoro una fonte 10 volte più eccitante del solito personaggio border-line che racconta di droghe e sesso. • Frase vincente: ogni persona, come ha vissuto una vita, così può scrivere un libro. Plus info: leone@calepiopress.it redazione@ctrlmagazine.it

Fotografia di Michele Stroppa


#11: 55

Copsa Mica

10 (+1) posti in cui non andrai mai a cura di Emilio B. www.emiliowasthere.blogspot.com

Mi chiamo Emilio e sono un incauto, e tu vieni con me in 10 posti in cui non andrai mai.

Questo luogo è surreale e ve lo sconsiglio. In Transilvania, circa a metà strada tra Sibiu e Sighisoara, sorge la città più inquinata al mondo. Si chiama Copşa Mică. È una zona che conosco bene. La prima cosa che balza all'occhio è il grigiore, il fumo che esce dalle ciminiere ancora in attività delle fabbriche di metalli pesanti, principalmente piombo e zinco, e ristagna sopra la tua testa. La seconda invece balza all'olfatto e al gusto: in questo posto si riesce a sentire che sapore ha l'inquinamento. È dolciastro. Poco più in là delle fabbriche vive una comunità Rom. Vorrebbero essere ospitali ma non ci riescono.

Infatti non cercano la mia compagnia, ma soldi e cibo. Soldi, perché con la caduta del regime di Ceausescu le fabbriche che davano lavoro a chi qui ci vive hanno chiuso. Cibo, perché mancano sia soldi che condizioni igieniche base per poter coltivare qualunque cosa. C'é un negozietto che vende alimenti provenienti da altre zone della Romania. Ma tutto ha un costo, e in pochi qui possono permetterselo. I bambini del villaggio crescono giocando a tirarsi sassi e mattoni. Io ho giocato con loro, ma non c'era di che divertirsi. Dopo poco ho capito che lo scopo del gioco era colpire lo straniero. Però ho vinto comunque io.


Le vivande del fashionista 56

Pornografie alimentari a cura di Maddalena Erre

Ci siete quasi: tra pochi istanti, anche voi potrete varcare la soglia di quel mondo incantato che vi affascina fin da quando leggevate avidamente la sezione Moda&Trend di Top Girl. Tra le mani stringete come il Sacro Graal l’invito, lasciapassare per l’universo dorato che da sempre sognate di avvicinare: è vero, per ottenerlo avete dovuto dare in cambio il concentratore di ossigeno di vostro nonno che soffre di enfisema, ma si sa, la vita è fatta di priorità e di scelte. Vi batte forte il cuore mentre osservate una sequela pressoché infinita di sandali tacco dodici e mocassini con rialzo interno calcare il tappeto rosso di finto velluto: la sola idea che tra poco anche le suole delle vostre scarpe migliori lo calpesteranno vi causa una specie di blackout post coitale.

È un attimo, e il buttafuori – un losco figuro tutto vestito di nero che parla italiano con un forte accento marsigliese – vi trascina bruscamente all’interno: i flash dei fotografi vi accecano, il profumo vi stordisce e, prima che ve ne stiate rendendo conto, un cameriere in livrea vi porge – con un sorriso a trentadue denti un po’ troppo ampio – un vassoio di tartine e canapè dall’aspetto strano. Senza pensarci su vi avvicinate per prenderne una ma, da sotto il vassoio, spunta all’improvviso un tentacolo verde e viscido che vi afferra il polso come una tagliola. Cercate di divincolarvi, vorreste fuggire ma ormai è troppo tardi – il temibile mostro del fashion-food vi ha resi suoi prigionieri. Non c’è più nulla da fare e, con rassegnazione e angoscia, vi arrendete al vostro triste destino.


I macarons

I mini-burgers

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Dopo la scoperta di un alchimista francese che cercava un rimedio contro le piattole pelviche, la conoscenza dell’immenso potere dei macarons è andata scemando nel corso dei secoli, fino a che un giovane fashionista ha ritrovato uno scritto tardo medioevale che ne decantava le doti, nascosto in una copia di Vogue America. Questo spiega perché il popolo fashion consumi dosi industriali di macarons: unici depositari di questo antico rito iniziatico, gli adepti del fashion usano i macarons come corroborante di energia mentale, forza e altre qualità. Dopo il terzo macaron, trovi il coraggio di andare a corrompere il buttafuori per garantirti almeno un posto standing alla sfilata. Al settimo, ti ritrovi a scambiare ricordi struggenti dei tempi dei boy-scouts con il sopracitato buttafuori. Al dodicesimo, diventi tu stesso il buttafuori e impedisci l’accesso a tutti quelli che indossano blu e marrone insieme e che cominciano le frasi con “praticamente”.

Sin dalla notte dei tempi l’hamburger è stato un alimento consumato da uomini rudi, triviali e che conoscono come unica fragranza maschile il Pino Silvestre. Negli ultimi tempi, però, è in atto un inquietante cambiamento: da cibo di fortuna, l’hamburger è diventato alimento fashion, specie nella sua versione minaturizzata. Oggi, nelle zone più trendy della città, spuntano hamburgherie a ritmo vertiginoso, che registrano il tutto esaurito ogni sera. Tutti ignorano la terribile verità che si cela dietro questi ristoranti: i gestori sono i discendenti di una sanguinaria tribù preistorica e, dopo la chiusura, indossano i costumi tradizionali di pelle di smilodonte lanciandosi in sfrenate danze di fronte a falò alimentati con le ricevute fasulle dei taxi, i caricabatterie degli iPhone dimenticati dagli avventori e i resti dei personal assistants che si sono distratti e hanno portato all’editore capo un caffè d’orzo in tazza grande invece che il solito cappuccino chiaro bollente.

I cupcakes

Il frappuccino

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La gente è convinta che i cupcakes siano un colorato prodotto americano da forno: in realtà queste creature sono arrivate sulla Terra in seguito allo schianto sui monti Appalachi di un meteorite che li conteneva. Il loro scopo è trasformare tutto in cupcakes – esseri umani, animali, ticket per il parcheggio – per poi assoggettarli al dio Red Velvet, un enorme cupcake dal carattere dispotico, ricoperto di frosting alla fragola. Secondo i loro calcoli, la cosa migliore era cominciare dal popolo fashion, che ha già iniziato la trasformazione. È ormai comune, infatti, vederli indossare magliette raffiguranti cupcakes, scrivere su bloc-notes a forma di cupcake, sostituire le foto del fidanzato su Instagram con foto di cupcakes, dormire circondati da cupcakes di forma fallica invece che col suddetto fidanzato.

Questa bevanda vide la luce in uno scantinato di Detroit, nella prima metà degli anni ‘90. Quella sera, un gruppo di pusher si era messo in testa di creare un nuovo tipo di sostanza stupefacente in forma liquida, capace di trasmettere le sensazioni di una sessione di heavy petting con la donna con tre tette del film “Atto di forza”, sogno erotico assoluto per i giovani di quella generazione. Non funzionò, ma il frappuccino divenne in breve tempo un drink amato soprattutto dal popolo fashion. Rappresenta anche una manifestazione di potere: quante più tazze di frappuccino vuote ci sono sul tuo tavolo, tanto più lungo è stato il tuo stage nel magazine patinato di lifestyle – e di conseguenza la tua influenza su chi gestisce solamente un blog da cinquecento miserandi contatti al giorno e che presenta solo banner di Google AdSense come pubblicità.


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Il cervello 59

Trippa Advaisor a cura di Buzz Cattaneo

Interno palazzo del Maharajah Zalim Singh (Al Mercato — Milano). - Gli ospiti sono seduti alla sontuosa tavola. Il giovane Maharajah in testa, Indiana Jones alla destra ed il primo ministro alla sinistra. Accanto a loro un mercante con baffi, occhiali dalla pesante montatura nera e tatuaggi, ammira le portate che vengono servite di fronte agli sguardi basiti (F4) di Wilhelmina “Willie” Scott e Short Round. Indiana - Siamo onorati di essere qui . -Viene servito a tavola un enorme boa constrictor fumante, dal quale fuoriescono serpenti vivi. Willie - Improvvisamente non ho tanta fame. - Indiana nel frattempo sta chiacchierando educatamente col primo ministro. Primo Ministro Chattar Lal - Dottor Jones, ha potuto ammirare la collezione di reperti del Maharajah? I - Sì, ed è molto bella, ma alcuni pezzi sono stati scolpiti da poco. Sembrano immagini utilizzate dalla setta segreta degli Thugges per adorare la dea Kali con sacrifici umani. - Alla menzione degli Thugges il silenzio cade nella sala come fosse stato rotto un tabù. I mercanti smettono di cenare e fissano Indiana, tutti tranne il mercante con baffi occhiali e tatuaggi. Secondi di silenzio nel quale si sente solo il rumore del mercante (belloccio, anche se un po' ingrassato ultimamente), che continua a mangiare. Tutti fissano il mercante che finalmente nota la situazione imbarazzante. Mercante Belloccio (anche se un po' ingrassato ultimamente, probabilmente dovrebbe andare un po' in palestra, ma non trova mai tempo, perché oltre al lavoro tiene una rubrica sulle frattaglie, e quindi gira molto per assaggiare i piatti)

Che c'è? Aaah per i Thugges. Sì, ho sentito che sono tornati, credo che una tizia con cui sono uscito un paio di volte l'anno scorso fosse una fondamentalista Thugges. - Il giovane Maharajah lancia un'occhiataccia al mercante, che nel frattempo ha ripreso a cenare e nemmeno ci fa caso. La cena riprende; sulla tavola viene fatto spazio per la portata principe della serata: cervello di vitello fritto accompagnato da salsa aioli. Il mercante solleva un boccone e lo intinge nella salsa, simile ad una maionese con aggiunta di aglio e prezzemolo. La panatura è croccante e ancora calda: un poco di pressione e si apre come uno scrigno. Il cervello è morbidissimo, ha una consistenza che non si trova in nessun altro cibo, e sì, oggettivamente un pochino di impressione la fa sempre. Però è tanto buono. Si scioglie in un istante nella bocca creando il contrasto con la croccantezza della frittura, mentre la salsa aioli va ad equilibrare quello che sarebbe un sapore forse troppo grasso. Il mercante belloccio è estasiato. MB - Sono estasiato! - Il mercante belloccio continua a mangiare. MB - Continuo a mangiare! - Il mercante belloccio è pedissequo. MB - Sono pedissequo! - Il Mercante belloccio la smette. MB - … - Indiana si alza da tavola e va a salvare il padre in un altro film. Chiusura sullo sceicco che resta perplesso (F3). [GENIO!] Saporismo: ⃝⃝⃝⃝⃝ Frattaglianza: ⃝⃝⃝⃝⃝


OGNI GIOVEDì, VENERDì E sabatO: “aLL YOU CaN Eat” tigelle e gnocchi fritti no-limits. INfO E pRONOtazIONI: 3389531579 tIGELLa bELLa: Viale papa Giovanni XXIII N°15


C’è gente che dicono 61

Rubrica di filosofia contemporanea a cura di Gros

Niente che il compagno di orfanotrofio di Ray Charles non avrebbe saputo fare meglio. (Joe.P commenta Raphael Gualazzi a Sanremo) L'osteopata m'ha detto che se non rallento non vedrò il panettone. Mi abbufferó di colomba... (Enrico Z. fa il duro su Facebook senza sapere che l'osteopata non conta un cazzo) Bisogna vedere la delay line per non finire in un cul de sac. (In riunione - brief- con Dario DS) Se hai le Hogan te le meriti! (Guido B. ha ragione e basta) "VOGLIO QUELLE CARTE SULLA MIA SCRIVANIA ENTRO DOMATTINA!!" (Cit. qualsiasi film americano dal 1980 ad oggi - Joe P. ce l'ha con gli autori cinematografici americani) È difficile fingere di essere intelligente se non lo sei, rischi di passare per mona. (Frase di un video troppo ignorante, girato a Chioggia durante l'acqua alta) Ma i trend topic di twitter sono nazionali o mondiali? (A. Diamond si fa prendere dalla prima volta che è entrato nei trend topic) Sui social network sono tutti amici di tutti, anche senza conoscersi; poi uno ti chiama col numero sconosciuto e non rispondi. (Fabio B. e le sue invettive contro il progress)

Sei brutto come un albergo della Liguria. (Insulto creativo di Flavio S.) Mei na turta 'n quater che na boassa des per te. (Saggezza popolare del Mao)

C’è gente che scrivono


Oroscopo prim'e vero 62

A cura di Gilles Deluso

Dritta del mese: La dritta di questo mese è storta → "L'altezza è profondità, l'abisso è luce inaccessa, la tenebra è chiarezza, il magno è parvo, il confuso è distinto, la lite è amicizia, il dividuo è individuo, l'atomo è immenso.” (Giordano Bruno)

Ariete Marzo soffia nelle tue reazioni più calma, più disponibilità, più obiettività. Mercurio e Venere in sestile ti riaprono l'animo, Marte opposto ti istiga ancora, ma la rabbia invernale andrà a sbollirsi, se accetti di crescere dentro. “Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta”, diceva Ford. Solo un'occhiata tranquilla, Ariete. Poi tira dritto. Disco del mese: Rites of Spring – End on End Toro “Si uccide un uomo con l'imprevisto come un bue con la mazza”, scriveva Victor Hugo. E così, Toro, da adulto e vaccinato quale sei, perdi il senno davanti a una stupida mazza? Venere e Mercurio in quadratura ti rendono intollerante nel quotidiano e nelle relazioni, ma non è utile esplodere a piani dirottati (o sventati). Apriti all'imprevisto. Mangialo, bevilo. Capiscilo. Amalo. Film del mese: Spring Breakers di Harmony Korine Gemelli 1.“La bellezza ha tanti significati quanti umori ha l’uomo” 2.“La bellezza rivela tutto perché non esprime niente” 3.“A

volte la gente dice che la bellezza è solo superficiale; può darsi, ma perlomeno non è superficiale quanto il pensiero” (Oscar Wilde). Con Venere e Mercurio in trigono, bellezza e pensiero potrebbero danzare alle stesse altezze (v. 3). Insegui la varietà (v.1) e l'inespresso (v. 2), e la primavera sarà una soglia a tua misura. Canzone del mese: Polvo – Gemini Cusp Cancro Dissolte le nevi emotive dell'inverno, con quella Venere in Capricorno che dava l'idea d'escluderti e metterti in sordina, puoi tornare senza dissonanze alle tue intime certezze e abitudini. “La felicità ti scuote come un lancio di dadi sul quale hai puntato tutto”, scriveva Gilbert Keith Chesterton. Lancia quei dadi, Cancro. Il mondo è ancora lì fermo, e ti aspetta. Film del mese: Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera di Kim Ki-duk Leone Snervati e compiaciuti: voi.“È impazienza quella che ci coglie di tanto in tanto, e allora ci compiacciamo di sentirci infelici” (Johann Wolfgang von Goethe). Venere opposta pretende pazienza, altrimenti vi graffierà l'orgoglio: discussi e ridimensionati, soffocherete il fastidio e il risentimento. Non ammalatevi di piacioneria, reagite bruciandola nel lavoro. Libro del mese: Primavera nera di Henry Miller


Vergine Un'ovvietà, per il non-propriosemprechiaro Wittgenstein: "Tutto quello che si può dire si può dire chiaramente.” Vi sarà utile a marzo: sbrogliate rovelli burocratici e comunicazioni criptiche e criptate entro metà mese, senza ambiguità né perifrasi. Dopodiché, Mercurio entra in Pesci e potrebbe falsarvi l'eloquio. Del resto, lo dice anche il detto: gatti bari, nequizia adunca. Jam del mese: Colosseum – Beware the Ides of March Bilancia Balzac: “Un sentimento, non è il mondo in un pensiero?”. Sì, e il vostro mondo, che in concetti e sentimenti primeggia, è appena uscito da un'estenuante era glaciale. Scacciata via la Venere opposta, riacquistate ora, sempre che lo vogliate, serenità, armonia e fascino. Ma fate sì da meritarveli. Come già berciate al resto dello Zodiaco, ricordatevi, noblesse oblige. Rondò del mese: Guillaume de Machaut Rose, Lis, Printemps, Verdure Scorpione “Sulla nostra terra noi possiamo amare, in realtà, solo col tormento e per mezzo del tormento.” Ovvero, come riconoscere a occhi chiusi le parole di uno Scorpione d.o.c.: Dostoevskij. Passionali, masochisti e contorti, gli Scorpioni non sanno districare l'amore dall'ossessione. Con questa marzolina Venere in Acquario, tal aspetto può pure aggravarsi. Ad avvisarvi, anche l'acquariano Picabia: “La primavera è in agguato nella carne”. Canzone del mese: Alcest - Printemps Emeraude Sagittario “L'idea dell'avvenire è più feconda dell'avvenire stesso.”

Scriveva il filosofo Bergson. Lasciale fiorire e cristallizzarsi senza paure o aspettative, queste tue idee. Anche il futile, quando solidifica, diventa cruciale. Libro del mese: “Aspetta primavera, Bandini” di John Fante Capricorno A voi, che trascurate le verità più banali: “Non esiste scelta che non comporti una perdita” (Jeanette Winterson). Venere non più alleata, insieme all'accoppiata Marte-Urano, parla di cali energetici e lava emotiva in via d'eruzione. Bisogno di pulizia, ordine, chiarezza: basta con il caricarvi come muli rancorosi e con l'incamerare frustrazione. Fate delle scelte. Meno responsabilità e ambizioni, o ne morirete. La primavera è ancora lontana, per i cuori assiderati. Libro del mese: “Neve in primavera” diYukio Mishima Acquario “Ogni novità, anche la felicità, spaventa” (Friedrich Schiller). Venere nel tuo segno parla con limpidezza, e non solo in fatto di sentimenti. Avvia nuovi progetti, disegna altre città e, se vuoi, trasferisciti lì. Riparti da dove e come desideri: in omaggio, dosi extra di autostima e inventiva. Film del mese: “Racconto di primavera” di Eric Rohmer Pesci Da metà mese, quando Mercurio entra nel tuo segno, assisterai a un deciso risveglio del tuo fiat creatore, del tuo intuito, della tua sensibilità, specie di quella più costruttiva. Lasciato alle spalle il gravame dei mesi passati, stimoli nuovi e diversi potranno riverniciarti i neuroni con inaspettate realtà (e finzioni). Solo, cerca di essere quanto più trasparente possibile. Sii l'acqua. Canzone del mese: Altro – Primavera


I Fumetti a Bergamo Via Quarenghi, 46/C Bergamo www.nuvoleshop.com


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2014 Hanno scritto e collaborato: Alessandra Beltrame, Emilio Bertuletti, Jacopo Biffi, Francesca Bolazzi, Linda Caglioni, Dario Cattaneo, Nicola Carrara, Sergio D’Adda, Marta Dall’Agnola, Rocco Fidanza, Lorenzo Gaspari, Luca Gibertini, Andrea Gorrini, Leonardo Grassi, Gros Grossetti, Alberto Guerrini, Giovanni Lussana, Giorgio Moratti, Diego Nava, Adele Pappalardo, Francesco Previtali, Maddalena Ramolini.

CTRL Magazine Via Bono, 43 - 24100 Bergamo www.ctrlmagazine.it redazione@ctrlmagazine.it 035.0342249 Editore: Matteo Postini matteo@ctrlmagazine.it Direttore: Nicola Feninno nicola@ctrlmagazine.it Redazione: Emiliano Azzoni, Leone Belotti Chiara Brembilla, Mara D'Arcangelo, Luca Gallo, Gionata Giardina, Dario Incandenza, Susanna Marchini, Alessandro Monaci, Michele Nozza, Oro, Gianluca Piretti, John Terrible. Progetto Grafico: Studio temp

Registrazione del Tribunale di Bergamo N° 2/08 in Data 24/01/08

Info - Pubblicità: T: 349.1680619 CTRL magazine

Indirizzario Amigdala: V.le Lombardia (Trezzo) Arci Fuorirotta: Loc. Battaglie, 8 (Treviglio) Barrio: Via Ferruccio Dell'orto, 20 (BG) Beach Bar: Via Palma il Vecchio 18/a Bloom: Via Curiel, 39 (Mezzago) Bunker: Via degli Abruzzi, 26 (Capriolo) Ca del Fasà: Via Colleoni (Città Alta) Cafè de la paix: Via Polaresco, 15 Centro Ananda: Via A.Maj, 10/I Cielo: Via Provinciale, 58 (Dalmine) Clash Club: Via Baschenis Cuore.Tv: Via Venezia, 14 - Grezzago Daho Club: Viale Mariano, 60 (Dalmine) Druso Circus: Via Galimberti, 6b Edoné: Via Gemelli (Redona) Garage Club: Via Azzano, 71 (Grassobbio) Keller: Via Bergamo (Curno) Joe Koala: Via L. da Vinci, 35 (Osio Sopra)

Latte +: Via G.Di Vittorio, 38 (Brescia) La Raza: Via Gramsci (Martinengo) Lio Bar: Via Togni, 43 (Brescia) Live Club: Via Mazzini, 58 (Trezzo) Maite: Vicolo San'Agata, 6 (Città Alta) Mamo's: Via Baschenis, 13/A Menez Music: Via Torino, 4 (Martinengo) O'Dea's: Via Borgo Palazzo, 211 (Seriate) Officina 43: Via Dante, 43 (Castel Rozzone) Rocker Pub: Via Sorte, 9 (Barzana) Skin Fantasies: Via Carducci, 4 Sputnik 525: Via Gorizia, 17 (BG) Station Café: Via Vittorio Veneto, 1B (Treviglio) Tigella Bella: Via Papa Giovanni XXIII, 15 Twentyseven: Via del Chioso, 1 (Mozzo) Under Music Club: Via Nazionale, 93 (Seriate)


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CTRL magazine #48 - Banda Larga  

▶ In copertina. Pacì Paciana ◀ All'interno: ⇹ Intervista a Moderat ⇹ Intervista a Cesare Basile ⇹ BASS LINE: Dub, elettronica e fascino pag...

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