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XVIII EDIZIONE

Foggia. Chiostro di Santa Chiara 16 giugno | 16 luglio 2014 1


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Quando ho accettato di seguire in prima persona l’Orchestra Giovanile del nostro Conservatorio in quel di Ferrara, gemellato a noi come istituzione didattica, ho immediatamente capito quale fosse l’autentico valore del nostro istituto: i giovani. È davvero inutile cercare di presentare questa manifestazione, per l’appunto Musica nelle corti di Capitanata, che da anni, proprio nel segno dei giovani talenti del Conservatorio foggiano, anima l’estate dauna. È certo, però, che proprio attraverso il bellissimo concerto di Ferrara nella storica sede di Palazzo dei Diamanti, ho potuto apprezzare l’energia e la vitalità straordinaria dei nostri talenti. Nell’accogliente Chiostro di Santa Chiara si terranno con vibrante intensità ed entusiastica passione concerti di ensemble e solisti. Tra questi ci saranno giovani promesse e docenti del Conservatorio ormai celebrati in campo concertistico nazionale ed internazionale. È indubbiamente vero che questa rassegna sia diventata negli anni una delle iniziative culturali di massimo pregio e maggiore qualità che vengono presentate a Foggia. E allora c’è proprio da restarne orgogliosi e bisogna osservarla, dunque, anche come emblematico evento di promozione territoriale oltre che come strumento importante di diffusione della cultura musicale. In quanto risorsa, credo che Musica nelle Corti di Capitanata debba essere da tutti, cittadini ed istituzioni, a vari livelli, ammirata ed apprezzata, anche per la forza culturale che inorgoglisce la città di Foggia. In ultimo desidero ringraziare tutte le Istituzioni, senza l’appoggio delle quali, questa rassegna non si sarebbe potuta tenere. E sono anche loro, in tempi di crisi endemica del nostro Paese, a sorreggere con testarda capacità tutto il sistema educativo nazionale. Grazie a tutti di vero cuore. Auguro un buon ascolto ai cittadini foggiani, nella speranza che possano apprezzare i concerti qui proposti. Alessandro Romanelli Presidente del Conservatorio

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Musica nelle corti di Capitanata compie diciotto anni. Per festeggiare questo importante traguardo quest’anno avrei volentieri evitato di affiggere dei manifesti. Sembrerà paradossale, ma volevo preservare e difendere la ‘bellezza’, che si sarebbe inevitabilmente persa tra i muri di una città mortificata, imbrattata e umiliata da un fiume di manifesti elettorali, molti dei quali abusivi. Ma chi avrebbe compreso questo gesto, se oggi quelli che hanno ancora la forza di indignarsi sono sopraffatti dall’indifferenza generale? E allora, come un giocatore di bridge, ho pensato fosse meglio cambiare strategia e raddoppiare la scommessa sull’efficacia di una grande azione culturale. Così, dal chiostro di Santa Chiara, ormai mutuato come location ufficiale della rassegna, abbiamo deciso di portare la gioia, la grazia e l’armonia della musica in altre parti della città e della provincia: da Piazza Cesare Battisti, dove celebreremo la Festa della Musica, alla bellissima Chiesa di Santa Maria della Misericordia recentemente restituita ai foggiani; dal Subappenino dauno a Monte Sant’Angelo, nel cuore del Parco Nazionale, per approdare infine a Rodi Garganico, sede della decima edizione del Rodi Jazz Fest 2014, inserita per la prima volta all’interno di questo grande progetto. In diciotto anni Musica nelle corti di Capitanata ha dimostrato di superare ogni forma di autoreferenzialità. Il Conservatorio Umberto Giordano, che ne è il promotore e unico sostenitore, attraverso essa intende favorire una politica di sistema che punta a considerare il territorio una risorsa dove potenziare, all’interno dei suoi scorci più affascinanti, l’effetto della bellezza della musica. Una musica che guarda lontano, che lascia spazio alle collaborazioni con gli enti pubblici e le fondazioni del territorio, che non tralascia la beneficenza. Tra giugno e luglio sono in programma ventuno appuntamenti che spaziano dal Classico al Jazz passando per la musica brasiliana e la World Music: uno sforzo organizzativo notevole che vede l’impegno di tutto il personale

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a supporto degli ensemble, dei docenti, degli studenti selezionati in ripetute audizioni e degli ospiti di eccezione. Il sipario si apre con una serata dedicata al compositore francese Maurice Ravel e alla sua musica che racconta di antiche fiabe. Vedremo all’opera la grande orchestra sinfonica del Conservatorio: ascolteremo il corno inglese, il controfagotto, la celesta, l’arpa, strumenti che evocano un mondo da recuperare. Noi, nel nostro piccolo, un mondo diverso tentiamo di recuperarlo, non invocandolo, ma praticandolo come sappiamo fare, ovvero, dando dignità e visibilità ai giovani talenti, realizzando obiettivi programmatici precisi legati alla didattica e alla formazione, promuovendo la ricerca in ambito musicologico e, in senso più ampio, persino combattendo il lavoro nero che c’è in ambito artistico e culturale. Lo facciamo senza l’illusione di riuscire a cambiare il mondo, ma con la lucida consapevolezza che l’arte, la musica, la cultura e la bellezza non riescono certo ad impedire di vedere le cose che non vanno, ma servono sicuramente ad educare gli animi, a rendere più belle le persone e – si spera – a far vivere meglio tutti. Igor Stravinskij definì Ravel un “orologiaio svizzero” per la sua consuetudine di consegnare al pubblico opere d’arte musicale totalmente rifinite. Musica nelle corti di Capitanata è anche questo: un progetto definito nei minimi dettagli che il Conservatorio Giordano, patrimonio di tutti, regala alla Città e alla Provincia tutta. Francesco Di Lernia Direttore del Conservatorio


CALENDARIO

GIUGNO 16 Lunedì Concerto inaugurale Ravel, precursore dell’opera aperta Il Solista e l’Orchestra Nicoletta Basta pianoforte Orchestra Sinfonica del Conservatorio Marco Angius direttore musiche di Maurice Ravel 17 Martedì Ruggiti d’artista Giovani talenti in concerto Laura Licinio pianoforte Duo Francesca Della Vista - Donato Della Vista violoncello, pianoforte musiche di Beethoven, Mendelssohn, Chopin, Piazzolla, Prokofieff 18 Mercoledì Chiesa S. Maria Misericordia ore 20.30 Corde tese: evoluzione della chitarra attraverso stili e linguaggi dei grandi autori Recital Luciano Pompilio chitarra musiche di Bach, Sor, Margorè, Ponce, Iannarelli 19 Giovedì Atmosfere settecentesche: musica pura che canta Il Solista e l’Orchestra Ilaria Di Lernia flauto

Roberto di Napoli pianoforte Orchestra Sinfonica Giovanile del Conservatorio Rocco Cianciotta direttore musiche di Haydn, Mozart 21 Sabato Giornata Europea della Musica Piazza Cesare Battisti ore 20.30 Octophonia Sax Ensemble Loredana Berlantini direttore Itinerario Brasile Trio Persichetti - Rossini - Loddo musiche di Bizet, Pernambuco, Barroso, Bosco, Iturralde, Persichetti 23 Lunedì Dal balcanico all’esotico: in viaggio tra mantici e sonorità migranti Giovani talenti in concerto Bayan Trio Calò - Rampino - Tortorelli Duo Stefano Mangini - Claudia Samele sassofono - pianoforte musiche di Creston, Gotkovsky, Milhaud, Itturalde, Baranek, Wojtarowicz, Solotarev 26 Giovedì Impressioni di Francia Il Solista e l’Orchestra Antonio Bruno sassofono Valentina Augelli arpa Orchestra Sinfonica del Conservatorio

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Marco Angius direttore musiche di Bizet, Pierné, Ibert Rodi Garganico RJF. Rodi Jazz Fest - X Edizione Improvvisa...mente mediterranea Concerti e Seminari 25-26-27 25 Mercoledì Concerto aperitivo ore 19.00 Corso Giannone ore 21.30 Quintetto “Nord Wiew” Gaetano Partipilo sax Giuseppe Spagnoli piano Antonio Tosques chitarra Francesco Angiuli contrabbasso Antonio Cicoria batteria

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26 Giovedì Concerto aperitivo ore 19.00 Corso Giannone ore 21.30 Estemporaneo group StefanoTaglietti piano Roberto Della Vecchia contrabbasso Leonardo Ramadori batteria Gabriele Buschi sax Roberto Vagnini sax Giovanni Ieie direttore con la partecipazione di Jamal Ouassini violino 27 Venerdì Concerto aperitivo ore 19.00 Corso Giannone ore 21.30 Orchestra di Fiati del Conservatorio Rodi Jazz Quintet con la partecipazione di Jamal Ouassini violino 28 Sabato Monte Sant’Angelo (FG) Piazza De’ Galganis, ore 20.30 Giornata della Cultura UNESCO Quintetto Nord Wiew Gaetano Partipilo sax

Giuseppe Spagnoli piano Antonio Tosques chitarra Francesco Angiuli contrabbasso Vincenzo Mazzone batteria 30 Lunedì ConcertantCelli I Conservatori si incontrano Orchestra di violoncelli e non solo dei Conservatori “Umberto Giordano” di Foggia e “Nino Rota” di Monopoli Michele Cellaro direttore musiche di Vivaldi,Verdi, Elgar, Rota, Morricone, Bakalov

LUGLIO 1 Martedì Sonorità intime e nascoste Cosimo Leuzzi - Claudio Andriani Giuseppe Gullotta clarinetto, violino, pianoforte e la partecipazione di Giovanni Pozzovio voce recitante musiche di Brahms, Widor, Strawinskij 2 Mercoledì Il lungo Ottocento Trio Ponchielli Falanga - Valente - Paciello due clarinetti e pianoforte musiche di Krommer, Mendelssohn, Ponchielli 3 Giovedì Saxophone simphony Saxensemble Giuseppe Stoppiello pianoforte Coro Giovanile del Conservatorio Luigi De Luca Michele Gasbarro direttori musiche di Beethoven, Shostakovic, Di Giandomenico


5 Sabato Deliceto (FG) Chiesa di Sant’Antonio ore 20.30 Organo in rassegna: la scuola napoletana e d’Oltralpe Gaetano Magarelli organo musiche di Cavazzoni, Zipoli, Scarlatti, Bach, Pergolesi 7 Lunedì Di Suoni, Spettri e Principi Chénier Trio Andriani - Mastromatteo - Monaco violino, violoncello, pianoforte musiche di Beethoven, Ravel, Rucci 10 Giovedi Il fascino delle emozioni nella sonata Duo Daniele Orlando Elisabetta Mangiullo violino, pianoforte musiche di Mozart, Beethoven, Debussy 11 Venerdì I pilastri del pianismo tra ‘800 e ‘900 Recital Vincenzo Baglio pianoforte musiche di Chopin, Liszt, Rachmaninoff 14 Lunedì Fantasie e affreschi sonori Giovani talenti in concerto Duo Giulia Amatruda - Chiara Cruciano flauto, chitarra Duo Marco Mancini - Francesco Sentuti sassofono, pianoforte musiche di Giuliani, Demersseman, Villa-Lobos, Creston, Itturalde, Yoshimatzu 16 Mercoledì Sogno verde - amarelo Choro-Orchestra del Conservatorio Carlo Biancalana, Gianluca Persichetti direttori musiche di Villa Lobos, Nazareth, Bandolim, Pixingiunha, Bosco

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Ringraziamenti Nichi Vendola Presidente della Regione Puglia Fabio Costantini Commissario della Provincia di Foggia Franco Landella Sindaco di Foggia Mariolina Goduto Dirigente del VI Circolo Scuola dell’Infanzia e Primaria Pascoli - Santa Chiara Saverio Russo Presidente della Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci”

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Antonio Montanino Sindaco di Deliceto Michelangelo Gioia Priore della Confraternita di S. Antonio e Immacolata Concezione - Deliceto Antonio Di Iasio Sindaco di Monte S. Angelo Corrado Di Gennaro Comunità Magnificat Dominum Mimmo Attademo Docente di fotografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari Vittorio Fabbrini per la gentile concessione del pianoforte i Dipartimenti di Didattica della musica e di Musicologia e Ricerca musicologica per le guide all’ascolto Un particolare ringraziamento al personale coadiutore del Conservatorio: Salvatore Caravelli, Michelina Cariello, Michele Cozzolini, Aldo Giraldi, Michele Morese, Filippo Nunziante, Nicola Palladino, Giovanna Palmieri, Rinaldo Stefania, Antonio Rendine, Nicola Troiano, Vincenzo Veneziano.


Maurice Ravel

Lunedì 16 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Concerto inaugurale Ravel, precursore dell’opera aperta Il Solista e l’Orchestra Nicoletta Basta pianoforte Orchestra Sinfonica del Conservatorio Marco Angius direttore

Maurice Ravel (Ciboure, Pirenei Baschi, 1875Parigi, 1937) Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra Allegramente Adagio assai Presto Ma Mére l’Oye per orchestra Pavane de la Belle au bois dormant Lent Petit Poucet Très modéré Laideronnette, Impératrice des pagodes Mouvement de marche Les entretiens de la Belle et de la Bête Mouvement de valse modéré Le jardin féerique Lent et grave

La Valse Poema coreografico per orchestra Mouvement de Valse viennoise

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GUIDA ALL’ASCOLTO Ravel, precursore dell’opera aperta

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Lo stile di Ravel è unico, inconfondibile e passa per un concetto molto semplice: l’opera d’arte non è intoccabile. Questo il motivo per cui egli trascrisse tante opere, proprie e di altri compositori. La sua parola d’ordine era “sperimentare”, sperimentare senza quel timore reverenziale che aveva caratterizzato il romanticismo. Ogni strumento, infatti, se chi scrive e trascrive ne conosce a fondo le potenzialità e sa valorizzarle pienamente, può interpretare qualunque melodia. Ed è proprio su questo fattore di sorpresa che incanta, spiazza ed entusiasma che punta gran parte della sua produzione musicale. Come il Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra. Cominciato l’anno dopo il celeberrimo Boléro e terminato nel 1931, due anni prima che la malattia mentale si impossessasse di lui costringendolo definitivamente all’inoperosità, questo Concerto riprende e sviluppa un progetto datato 1913-1914 ma poi a lungo accantonato: un lavoro sui temi baschi denominato Zagpiat-bat (Le sette province). La sua struttura, tripartita secondo il modello classico, parte, nell’allegramente in sol maggiore, con lo schiocco di frusta che ci catapulta, come d’incanto, in quel limbo di spensierata giocosità che caratterizza l’intera opera. Il secondo movimento, adagio assai, è, invece, affidato al pianoforte che, in forma di Lied, e nel più puro stile pianistico raveliano, canta una melodia spoglia, docile e nobile sorretta da un ancor più sobrio accompagnamento orchestrale. L’incanto dell’adagio assai, in mi maggiore, viene infranto dall’ultimo movimento (presto in sol maggiore) breve ed incisivo che, ex abrupto, ci riporta all’atmosfera dell’iniziale allegretto (anch’esso in sol maggiore). Il pianoforte subisce adesso una formidabile e repentina metamorfosi: col suo moto perpetuo, frenetico e brillante, quasi non sembra lo stesso strumento che, poco prima, cantava con languida dolcezza. L’orchestra asseconda la sua follia con temi jazzistici e fanfare da musica hall. Quattro squillanti accordi segnano la fine di questo emozionante viaggio-sonoro. Ma mére l’Oye (Mamma Oca) è il nome della suite che Ravel originariamente scrisse e pubblicò (1910) per pianoforte a quattro mani e che poi ampliò e trascrisse per orchestra. Cinque i pezzi che la compongono, ispirati ad altrettante illustrazioni tratte da alcuni libri di fiabe per l’infanzia (di qui, il sottotitolo: Cinq pièces enfantines). La Valse, sfolgorante e vertiginoso ‘poema coreografico’, fu composto durante il grigio e gelido inverno del 1919, nel villaggio di Lapras, in Ardèche, da un Ravel rattristato e sofferente che, ospite di un caro amico, cercava di riprendersi dall’abbattimento morale e fisico in cui era caduto dopo la guerra e la morte della madre. In questo lavoro, che sviluppa un suo precedente progetto di poema sinfonico (intitolato Wien), il compositore francese condensa l’amore per la capitale austriaca ed il rimpianto per l’atmosfera che in essa si respirava prima che la guerra spazzasse via tutto. Leggerezza e angoscia danzano insieme in questo tormentato Valzer. Lorenzo Leporiere Campanile


Nicoletta Basta Intraprende lo studio del pianoforte all’età di 9 anni. Ha conseguito il diploma con lode sotto la guida di Alessandro Drago, col quale sta proseguendo gli studi frequentando il biennio di secondo livello a indirizzo concertistico. Ha frequentato masterclass tenute da Giuseppe Andaloro, Alexander Lonquich, Franco Medori, Edith Murano, Anne Øland, Sergio Perticaroli. Si è distinta in diversi concorsi nazionali e internazionali ottenendo primi premi. Si esibisce sia in veste di solista sia in formazioni cameristiche. Parallelamente agli studi pianistici ha inoltre conseguito il diploma in Organo e Composizione Organistica col massimo dei voti, sotto la guida di Francesco Di Lernia.

Marco Angius Ha diretto Ensemble Intercontemporain, Tokyo Philharmonic, Orchestra Nazionale della Rai, La Fenice, Maggio Musicale Fiorentino, Comunale di Bologna, Orchestra Verdi di Milano, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestre de Lausanne, Orchestre de Nancy, Orchestra della Toscana, Pomeriggi Musicali, Luxembourg Philharmonie, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam. Assistente di Sir Antonio Pappano per il Guillaume Tell di Rossini, ha vinto il Premio Amadeus per Mixtim di Ivan Fedele. Tra le produzioni liriche: Aspern di Sciarrino (Teatro La Fenice), Jakob Lenz di Rihm e Don Perlimplin di Maderna, La volpe astuta di Janácek, L’Italia del destino di Luca Mosca. È direttore principale dell’Ensemble dell’Accademia Teatro alla Scala. È docente di Direzione d’orchestra presso il Conservatorio “Giordano” di Foggia.

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Ludwig van Beethoven

Fryderyc Chopin

Martedì 17 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Ruggiti d’artista

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Laura Licinio pianoforte Duo Della Vista Francesca Della Vista violoncello Donato Della Vista pianoforte

Felix Mendelsshon-Bartholdy

Sergei Prokofiev

Astor Piazzolla

Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) Sonata op.10 n.3 in re maggiore Presto Largo e Mesto Minuetto. Allegro Rondò. Allegro

Felix Mendelsshon-Bartholdy (Amburgo, 1809-Lipsia, 1847) Sonata op.45 n.1 in si bemolle maggiore Allegro vivace Andante Allegro assai

Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810Parigi, 1849) Studi op.10 nn. 5 e 1

Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921Buenos Aires, 1992) Escualo per violoncello e pianoforte

Sergei Prokofiev (Sonzovka, 1891-Mosca, 1953) Sonata op.28 n.3 per pianoforte


GUIDA ALL’ASCOLTO Ruggiti d’artista La Sonata in re maggiore di Beethoven è l’ultima di un gruppo di tre sonate dedicate alla contessa Anna Margarete von Browne-Camus, che furono pubblicate nel 1798. A differenza delle prime due, quest’ultima ha un’impostazione da “grande” sonata da concerto ed è suddivisa in quattro movimenti: presto; largo e mesto; minuetto, allegro, rondò, allegro. Al primo movimento, virtuosistico e brillante, segue un largo in re minore, carico del pathos tipicamente beethoveniano. La solennità si scioglie con il breve e ironico minuetto nella tonalità maggiore, per concludersi con un presto ricco di fioriture. Emerge il genio di Beethoven, che costruisce il tema del primo movimento su un gioco di sole quattro note, e concludendo la sonata riducendo ulteriormente il materiale (tre note) e ampliandone l’acume compositivo. Fryderyk Chopin compose lo Studio op.10 n.12 nel 1831, a soli 21 anni. Questo studio è noto come La caduta di Varsavia, o anche, come aveva indicato Liszt Studio della rivoluzione o Il Rivoluzionario. Sopra un turbinoso, pressante, moto di semicrome ascendenti e discendenti della mano sinistra, si distingue al canto un tema dolente e deciso. In meno di quattro minuti di musica sono racchiusi tutti i sentimenti turbolenti, eroici, ma non vinti, dell’insuccesso dell’insurrezione polacca del 1830. La Sonata n.3 in la minore op.28 appartiene alle composizioni giovanili, al cosiddetto “periodo russo” del compositore e pianista Sergej Prokofiev. Composta nella primavera del 1917, fu pubblicata a Parigi nel 1918 come op.8, e reca il sottotitolo “D’après des vieux cahiers” (da vecchi quaderni), come per la Sonata n.4 in un unico movimento, la sonata in la minore si apre con slancio, e si articola con impetuosità e forza, pur mantenendo sempre la sua unità di pensiero. La Sonata in si bemolle maggiore op.45 per violoncello e pianoforte fu composta da Felix Mendelssohn Bartholdy tra il maggio e l’ottobre del 1838. La realizzazione fu tormentata e dell’esito il compositore non ne risultò neppure soddisfatto. Scrisse, infatti, a Ferdinand Hiller: «te la mando perché sta per uscire e solamente perché ha una bella copertina e anche perché è una novità. Per il resto non vale gran cosa». Suddivisa in tre movimenti: allegro vivace (si bemolle maggiore), andante (sol minore), allegro assai (si bemolle maggiore), la sonata porta la dedica al fratello Paul, banchiere di professione, che suonava il violoncello da buon dilettante. Conclude il concerto la melodia “porteña” del compositore italo-argentino Astor Piazzolla, Esqualo, dirompente ed esplosiva, arrangiata per violoncello e pianoforte. Scritta nel 1979, è stata incisa dallo stesso compositore per ben quattro volte. Michela Celozzi

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Laura Licinio Laura Licinio è nata nel 1999 a Foggia. Frequenta il 7° anno di pianoforte sotto la guida di Anna Chiara D’Ascoli. Si è esibita in occasione del decennale dell’Università degli Studi di Foggia e ha concluso la stagione concertistica degli “Amici della Musica” Paisiello di Lucera, ha partecipato alla stagione concertistica di “Assaggi di Musica” a Foggia e ai “Pomeriggi in concerto” nella “Sala Chopin” a Napoli. Vincitrice di concorsi nazionali e internazionali, tra cui la 17a edizione di “NapoliNova”, l’8a edizione del “Premio Musica Italia” di Barletta, 2a edizione “Ératai” di S. Giovanni Rotondo, 2a edizione “Mirabello in musica”. Ha frequentato i masterclass di Perticaroli, Andaloro, Margarius, Medori.

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Francesca Della Vista Nata nel 1998, frequenta il 7° anno di violoncello presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia nella classe di Francesco Montaruli. Premiata in concorsi nazionali ed internazionali per solisti e musica da camera (Euterpe, Francavilla Fontana, Eratai, Sarro Musica, Mirabello, San Severo, Greci). Ha eseguito, in qualità di solista, il concerto per due violoncelli, archi e basso continuo di Antonio Vivaldi. Diverse le esibizioni in gruppi da camera, tra le quali si segnalano i concerti in ottetto di violoncelli. Ha partecipato alle molteplici produzioni delle orchestre Sinfonica, Giovanile e Junior del Conservatorio. Donato Della Vista Diplomato in pianoforte col massimo dei voti presso il Conservatorio “Umberto Giordano”, ha affiancato all’attività solistica quella cameristica producendosi in diverse formazioni e tenendo concerti in molte città italiane ed europee. È stato premiato in diversi concorsi pianistici e per musica da camera. Già premiato come miglior pianista accompagnatore in concorsi nazionali, ha collaborato con enti lirici ed ha ricoperto il ruolo di maestro collaboratore al pianoforte presso i teatri e Foggia e San Severo. Pianista del Master di Alta Scuola in Direzione d’Orchestra, ha collaborato con direttori di fama internazionale quali Bartoletti, Renzetti, Lou Jia. È docente titolare di accompagnamento pianistico presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia e dal 2005 ricopre la carica di Vice Direttore.


Fernando Sor

Mercoledì 18 Giugno Chiesa S. Maria Misericordia ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Corde tese: evoluzione della chitarra attraverso stili e linguaggi dei grandi autori Recital

Johann Sebastian Bach

Barrios Margorè

Fernando Sor (Barcellona, 1778-Parigi, 1829) Introduzione, Tema e variazioni op.9 sull’Aria O cara armonia dal “Flauto magico” di Mozart Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685-Lipsia, 1750) Preludio, Fuga e Allegro BWV 998 Augustin Pio Barrios Margorè (San Juan Bautista de las Misiones, 1885-San Salvador, 1944) Julia Florida e Vals op.8 n.4 Simone Iannarelli (Roma, 1970) Tribute a Keith Jarrett

Luciano Pompilio chitarra

Simone Iannarelli

Manuel Ponce

Manuel Ponce (Fresnillo, 1882Città del Messico, 1948) Tres Canciones populares mexicanas La Pajarera Por ti mi coraçon La Valentina Augustin Pio Barrios Margorè Mazurka Appassionata Maxixe La Catedral Preludio saudade Andante religioso Allegro solenne

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GUIDA ALL’ASCOLTO Corde tese: evoluzione della chitarra attraverso stili e linguaggi dei grandi autori

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Le variazioni op.9 di Fernando Sor – insieme all’italiano Mauro Giuliani, il più importante compositore-chitarrista della prima metà dell’Ottocento – prendono il tema dall’aria de Il Flauto Magico di Mozart Das klinget to herrlich. Le variazioni sono molto articolate, con effetti che fanno esprimere a pieno la liricità ed il suono della chitarra rimanendo una delle opere più eseguite in concerto dai chitarristi. Il preludio, fuga e allegro BWV 998 di Johann Sebastian Bach, opera “liutistica” in mi bemolle maggiore ed eseguita in re maggiore sulla chitarra, presenta nel preludio una linea superiore ampia e respirata, seguita da una fuga con un soggetto semplice che sviluppa un discorso polifonico a tre voci e conclude con un virtuoso allegro, degno finale di un’opera molto ispirata. Il compositore paraguayano Agustìn Barrios è uno dei chitarristi-compositori più importanti di sempre, in particolare della chitarra tardo-romantica. Julia Florida è una sorta di barcarola dedicata ad uno dei mecenati di Barrios mentre il Vals op.8 n.4 e la Mazurka appassionata sono d’ispirazione popolare con contaminazioni dei modelli compositivi europei. Alquanto originale appare Maxixe, composizione che adopera il metro di una danza popolare brasiliana. Infine, La catedral è l’opera più famosa di Barrios divisa in tre parti (originariamente in due parti): preludio saudade (movimento concepito ed aggiunto successivamente), andante religioso (corale a 4 voci) e l’allegro solenne, momento di grande impegno tecnico-musicale. Molto suggestivo l’Homenaje to Keith Jarret di Simone Iannarelli compositore romano. Le Tres Canciones Populares Mexicanas del compositore messicano Manuel María Ponce risuonano – grazie al caldo ed intimo suono della chitarra – in maniera graziosa ed elegante. Andrea Lanzellotti


Luciano Pompilio Si diploma in chitarra classica nel 1990 presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, con il massimo dei voti. Parallelamente studia musicologia presso l’Università di Lettere e Filosofia di Bologna conseguendo la Laurea D.A.M.S. In duo con G. Caputo è vincitore di 15 primi premi, tra i quali spicca il concorso di Montelimar (Francia), il concorso più importante al mondo per duo di chitarra. Ha inciso sei CD. Collabora stabilmente con importanti orchestre e con il “Rimsky Korsakof string quartett”. Ha tenuto concerti in tutta Europa, Asia e America. è docente di chitarra presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia.

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Wolfgang Amadeus Mozart

Giovedì 19 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Atmosfere settecentesche: musica 20 pura che canta Il Solista e l’Orchestra Ilaria Di Lernia flauto Roberto di Napoli pianoforte Orchestra Sinfonica Giovanile del Conservatorio Rocco Cianciotta direttore

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756Vienna, 1791) Concerto in mi bemolle KV 271 “Jeunehomme” per pianoforte e orchestra Allegro Andante Rondò. Presto Concerto n.2 KV 314 in re maggiore per flauto e orchestra Allegro aperto Andante ma non troppo Rondò. Allegro

Joseph Haydn

Joseph Haydn (Rohrau, 1732-Vienna, 1809) Sinfonia Hob:n.104 in re maggiore Adagio - Allegro Andante Minuetto e Trio Finale. Spiritoso


Orchestra Giovanile Flauti Martina Perretti Antonella Centonza Oboi Myriam Soricaro Francesco Gerico Clarinetti Gregorio Maria Paone Gianluigi Valente Fagotti Stefano Rampino Corni Giovanni Calamita Vincenzo Celozzi Luigi Stefano Pensato Giuseppe Graniero Trombe Antinea Irmici Vincenzo Marino Percussioni Federico Moscato Violini Primi An Eunsaem Han Jin Hee Luisa Daniele Francesco Fioretti Rocco Mucciarone Simona Rampino Francesca Scarano Rocco Elia Vena

Violini secondi Domenico Pedone Antonella De Santis Davide Gentile Fabrizio Simone Giordano Irene Marino Ludovica Martino Margherita Romaniello Giovanna Sevi Maria Tarantino Viole Matteo Luigi Spadone Elisabetta Picirilli Antonio Radatti Vincenzo Starace Violoncelli Francesca Della Vista Stefano Bruno Eunju Yoon Chiara Maglia Antonietta Pia Pilolli Ivana Querques Davide Wang Contrabbassi Massimiliano Mauthe Michele Mundo Michele Schiavone

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GUIDA ALL’ASCOLTO Atmosfere settecentesche: musica pura che canta

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Composto tra il 1776 e il 1777 a Salisburgo, il Concerto in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra KV 271 è considerato da molti uno spartiacque nella produzione mozartiana. È conosciuto come Jeunehomme, dal nome della giovane pianista alla quale venne dedicato. Strutturato nei tre tempi classici, già dal primo movimento, l’allegro, scritto in forma sonata, evidenzia i primi elementi di rottura: l’esordio del solista risulta quasi contemporaneo all’incipit orchestrale e cosa ancora più importante, l’orchestra non ‘accompagna’ il pianoforte ma con esso si fonde, creando nuove sonorità. Il secondo movimento, l’andante, è la rivoluzione più sconcertante, primo caso di movimento lento scritto in tonalità minore dal compositore. È formato da un’introduzione orchestrale in do minore e da un lunghissimo sviluppo tematico. Sembra quasi rispecchiare i sentimenti di un Genio costretto a scrivere per vivere e relegato al ruolo di musicista di corte in una cittadina come Salisburgo. Dalle atmosfere intimistiche del secondo movimento si passa al virtuosistico Rondò dai caratteri giovanili e frenetici dei grandi centri culturali dell’epoca. All’interno di quest’ultimo movimento il compositore inserisce un Minuetto dal carattere estremamente lirico per poi riprendere il Rondò. Il Concerto per flauto KV 314 venne scritto a Mannheim nel febbraio del 1778, commissionato a Mozart dal ricco commerciante olandese De Jean. Probabilmente la mancanza di tempo e l’urgenza di denaro non permisero la creazione di una composizione originale e quindi il risultato fu una trascrizione, un tono sopra, del Concerto per oboe scritto un anno prima a Salisburgo, e per questo pagato dal committente con la sola metà della somma pattuita. Composto in tre movimenti, il primo, l’allegro aperto, è scritto in una forma classica, con una lunga esposizione orchestrale di grande teatralità a fare da introduzione, quasi fosse l’ingresso di una soprano, al solista. Il secondo movimento, andante ma non troppo, ha un andamento pastorale e molto intimistico, di un’altra dimensione sonora. L’ultimo movimento è il celebre Rondò dai caratteri virtuosistici e tipicamente mozartiani, tutto costruito intorno alla cellula tematica che il flauto espone all’inizio del terzo tempo. Il tema del rondò sarà molto caro a Mozart che lo utilizzerà nel Ratto dal serraglio nell’aria Blondchen Welche Wonne, welche Lust. La musica di Mozart ‘canta’, il solista è il personaggio di una commedia che dialoga e si contrappone all’orchestra. La Sinfonia 104 è l’ultima sinfonia di Joseph Haydn, composta nella capitale inglese nel 1795. Già dalla prima esecuzione si tenne ad identificarla come London. Composta in quattro movimenti, fu subito un successo clamoroso e consacrò l’anziano compositore anche presso il pubblico inglese. Già ad un primo ascolto spicca l’orchestrazione, che rivela una cura attenta ai colori e agli impasti strumentali. Il primo movimento, l’adagio-allegro, è costituito da una breve ma maestosa introduzione che porta al vero I tema del movimento. Sia il primo sia il secondo movimento, come molte composizioni di Haydn, sono costruiti su una singola cellula ritmica. Il secondo movimento, l’andante, è in realtà un tema e variazioni, in quanto il tema


risulta variato armonicamente e ritmicamente, ma soprattutto nell’orchestrazione e nell’impasto timbrico. Il terzo movimento, il Minuetto, è un trionfo di eleganza insieme al Trio situato al centro della composizione. Il tutto fa da ponte al quarto movimento, Allegro spiritoso, che sembra ricordare già dalle prime misure la musica folclorica, e che chiude in modo brioso questa composizione. Michele Gravino

Ilaria Di Lernia

È nata a Barletta 1991. Inizia la sua attività musicale presso la scuola media “R. Dimiccoli”. Continua gli studi sotto la guida del maestro Antonio Amenduni presso il Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Foggia, diplomandosi a pieni voti. Nel corso dei suoi anni di studi ha vinto diversi concorsi nazionali e internazionali. Ha seguito masterclass e corsi di perfezionamento del suo maestro Antonio Amenduni. Attualmente frequenta il secondo anno accademico del biennio specialistico di II livello presso il Conservatorio “Giordano” di Foggia, sotto la guida del suo maestro.

Roberto di Napoli Nato a Foggia nel 1999 frequenta il settimo anno nella classe di Anna Chiara D’Ascoli. Ha partecipato a diciotto Concorsi Pianistici Nazionali ed Internazionali, vincendo sempre il Primo premio, tra cui Euterpe, Napoli, Battipaglia, Barletta, S.G. Teatimo, Greci, Bari, Valenzano. Ha seguito corsi di perfezionamento di Perticaroli, Hintchev, Andaloro, Holland, Margarius, Murano, Lonquich, Medori. Nei suoi concerti riscuote sempre notevoli consensi di pubblico e di critica per la precisione, la brillantezza del tocco, la pregevolissima interpretazione e per le eccezionali doti tecniche ed espressive. L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia è nata come naturale evoluzione e a completamento del percorso didattico svolto all’interno della classe di Esercitazioni Orchestrali. È formata dagli studenti iscritti e frequentanti i Corsi Ordinamentali, Trienni e Bienni di Strumento del Conservatorio.

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Il progetto, sviluppato negli ultimi tre anni da Simone Genuini e portato attualmente avanti da Rocco Cianciotta, mira ad accrescere le competenze relative alla professione di Professore d’Orchestra, attraverso un percorso che alterni prove di fila, di sezione e d’insieme, nelle quali sviluppare lo studio di un repertorio che spazi dagli autori del Barocco fino al Novecento; per tale motivo, oltre alle tradizionali lezioni settimanali di Esercitazioni Orchestrali, l’Orchestra è impegnata, nel corso dell’anno accademico, in intensa attività concertistica che richiede di arricchire il percorso di studio con prove straordinarie. Da novembre 2014 l’orchestra è diretta da Rocco Cianciotta, docente di Esercitazioni Orchestrali.

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Rocco Cianciotta Ha compiuto gli studi di violino, composizione, strumentazione per banda, musica corale e direzione di coro e si è diplomato con il massimo dei voti e la lode in direzione d’orchestra sotto la guida di Rino Marrone presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Ha seguito corsi di direzione di coro con Mihalka Gyiorgy e Konrad von Abel e di direzione d’orchestra con Hans Zender (Mozarteum - Salisburgo), Yuri Ahronovitch (Accademia Ghigiana - Siena). Tra le orchestre più importanti ha diretto l’orchestra “I Pomeriggi Musicali” di Milano. Ultimamente ha diretto al Comunale di Ferrara l’opera “Il mondo della luna” di J. Haydn. Come compositore ha scritto brani sinfonici e arrangiamenti eseguiti in Italia e all’estero (USA e Canada).


Georges Bizet

Dmitri Shostakovic

Pedro Iturralde

Sabato 21 giugno

Itinerario Brasile Trio

Piazza Cesare Battisti ore 20.30

Gianluca Persichetti chitarra

Festa della Musica

Stefano Rossini batteria

manifestazione in collaborazione con la Fondazione Musicalla della Fondazione Banca del Monte di Foggia

Octophonia Sax Ensemble Marco Mancini Riccardo Cavaliere Antonio Bruno Stefano Russo Paola De Martino Chiara Parisi Giuseppe Giovannello Salvatore Simone sassofoni Loredana Berlantini direttore

Marco Loddo basso Dmitri Shostakovic (Pietroburgo, 1897Mosca, 1975) dalla “Jazz Suite” n.2 Valzer n.2* Georges Bizet (Parigi, 1838Bougival, Parigi 1875) Fantasia sulla Carmen* Pedro Iturralde (Falces, 1929) Suite Hellenique* Kalamatianos Funky Valse Kritis Kalamatianos

João Bosco

Vittorio Monti Napoli, 1868- ivi, 1922) Czadra* per ottetto di sassofoni *trascrizioni e arrangiamenti di Alberto Napolitano *** Ary Barroso (Minas Gerais, 1903Rio de Janeiro,1964) Aquarela do Brasil João Bosco (Ponte Nova, 1946) Incompatibilidade de Genios Gianluca Persichetti (Roma, 1961) Nordestino Luis Bonfà (Rio de Janeiro, 1922-ivi, 2001)  Quebra mar Noel Rosa (Rio de Janeiro, 1910-1937) Filosofia

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Luis Bonfà

Gianluca Persichetti Lembrança João Pernambuco (Petrolândia, 18831947 Rio de Janeiro) Pandeiro - Sons de carillhoes Gianluca Persichetti Pra tocar juntos

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Noel Rosa

João Pernambuco

Baden Powell (Varre-Sai, 1937Rio de Janeiro, 2000) Baden Powell (Medley) Luiz Gonzaga (Exu, 1912-Recife, 1989) Asa Branca Ary Barroso Pra machucar meu coraçao

Itinerario Brasile Trio

Garoto (San Paolo, 1915Rio de Janeiro, 1955) Lamentos do morro


Baden Powell

Luiz Gonzaga

Ary Barroso

Octophonia Sax ensemble È una compagine formata dagli ex allievi di sassofono di Loredana Berlantini della Scuola media ad indirizzo strumentale “Leonardo Murialdo” di Foggia , e attualmente iscritti in Conservatorio nelle classi di Daniele Berdini, Leonardo Sbaffi e Michele Spadoni. I componenti dell’ensemble, sia come solisti che in formazioni da camera, sono risultati vincitori di numerosi e prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali e si sono esibiti presso l’Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma, Settimane Musicali Savinesi, Teatro van Westerhout di Mola di Bari, Amici della Musica di Foggia, Sala degli Affreschi della Società Umanitaria di Milano. Sono stati selezionati in qualità di solisti ad esibirsi con l’orchestra del Conservatorio in questa ed in precedenti edizioni della rassegna “Musica nelle corti di Capitanata”. Il programma è composto interamente da brani trascritti da Alberto Napolitano, anche lui diplomatosi in sassofono presso lo stesso Conservatorio e tutt’ora ivi iscritto nella classe di composizione. Gianluca Persichetti Si è diplomato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Carlo Carfagna. È considerato uno dei maggiori esecutori Italiani di musica brasiliana. Costituisce insieme a Stefano Rossini e Marco Loddo, il trio “Itinerario Brasile”, realizzando i CD “Esperanto” (1998) ed “Itinerario Brasile” (2005). Nel campo della musica brasiliana ha collaborato con Irio De Paula, Guinga, Rosalia De Souza, Toninho Horta, Alfredo

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Paixao, Rogerio Bottermaio, e i jazzisti Italiani Maurizio Giammarco, Fabio Zeppetella, Giovanna Marinuzzi, Eddy Palermo, Nicola Stilo, Barbara Casini, Francesco Puglisi. È titolare della cattedra di Chitarra classica al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

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Stefano Rossini Ha conseguito gli studi musicali presso il Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila. Ha collaborato con artisti del calibro di Ray Mantilla, Lionel Hampton, Toquinho, Luis Agudo, Toninho Horta, Guinga, Irio De Paula, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Renato Carosone, Gianni Morandi, Fred Bongusto, Renzo Arbore, Grazia Di Michele. È docente presso l’Accademia Romana di Musica e l’istituto “Salvini Azzarita” di Roma. È stato direttore della facoltà di percussione presso l’Università della Musica a Roma. È co-leader del trio “Itinerario Brasile”, con all’attivo 2 CD “Esperanto” (1998) e “Itinerario Brasile” (2005). È membro dal 1998 del trio “Samba Jazz” di Irio De Paula, considerato all’unanimità il Maestro del genere “Brasilian Jazz” in Italia. Marco Loddo Consegue la licenza di teoria e solfeggio presso il Conservatorio “P. da Palestrina” di Cagliari. Nel 1998 si trasferisce a Roma dove inizia un’intensa attività nei jazz clubs della penisola. Partecipa ad importanti festivals tra i quali: “European Youth festival”, “Malta Jazz”, “Tremplin Jazz”, “Villa Celimontana Jazz”, “Jazz in allen Gassen”, “Ancona Jazz”. Attualmente insegna alla Najma, al Saint Louis College of music e alla Fonderia delle Arti a Roma. Collaborazioni: Stefano Di Battista, Renzo Arbore, Enrico Pieranunzi, Steve Grossman, Maurizio Gianmarco, Fabrizio Bosso, Gabriele Coen, Anthony Wonsey. Romano Mussolini, Lino Patruno, Ben Sidran, Bobby Durham, Gegè Munari, Aldo Romano, Joy Garrison, Eddy Palermo, Fabio Zeppetella, Dado Moroni, Antonio Faraò, “Massimo Nunzi Jazz Orchestra”.


Ida Gotkovsky

Lunedi 23 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Dal balcanico all’esotico: in viaggio tra mantici e sonorità migranti Giovani talenti in concerto Duo Mangini - Samele Stefano Mangini sassofono Claudia Samele pianoforte Bayan Trio trio di fisarmoniche Gabriele Tortorelli Michele Rampino Cristian Calò

Pedro Iturralde

Paul Creston

Ida Gotkovsky (Calais, 1933) Brillance Déclamé Desinvolte Dolcissimo Final Pedro Iturralde (Falces, 1929) Suite Hellenique Kalamatianos Funky Valse Kriti Paul Creston (New York, 1906San Diego, 1985) Sonata op.19 Con vigore Con tranquillità Con gaiezza Darius Milhaud (Marsiglia, 1892- Ginevra, 1974) da Scaramouche III. Brazileira *** Pawel Baranek (1978) First Day of Spring

Darius Milhaud

Georg Philipp Telemann (Magdeburgo, 1681Amburgo, 1767) Sonata in la maggiore TWV 40:200 (adattamento di R. Reinwarth) Affettuoso Allegro Janusz Wojtarowicz Pageant Little story Proms Vladislav Solotarev (De Kastri, 194-Mosca 1975) Rondò capriccioso Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921Buenos Aires, 1992) Oblivion Janusz Wojtarowicz Balkan dance Richard Galliano (Le Cannet, 1950) Tango pour Claude

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Georg Philipp Telemann

Janusz Wojtarowicz

Astor Piazzolla

GUIDA ALL’ASCOLTO

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Dal balcanico all’esotico: in viaggio tra mantici e sonorità migranti Dal carattere misterioso del primo tempo in forma “declamata”, come suggerisce l’autrice stessa, al secondo tempo”disinvolto”, Ida Gotosky con la sua Brillance scritta per saxofono e pianoforte, ci immette, sin dall’inizio,in un’atmosfera ricca di suggestioni e di pathos. Evidenti sono i contrasti a livello sia sonoro che ritmico. Anche il terzo e il quarto tempo sono in antitesi tra di loro. Dal “dolcissimo” quasi dolente terzo tempo si passa ad un finale “ prestissimo” in cui la componente ritmica frenetica, costituita essenzialmente da sedicesimi, trasmette all’ascoltatore un forte senso di attesa e di tensione, che si mescola perfettamente con momenti di intenso lirismo. La Suite Hellenique di Pedro Itturalde, saxofonista e compositore spagnolo, rappresenta una sintesi eccezionale – una composizione quasi unica nel suo genere – di contaminazioni musicali spagnole (flamenco in particolare) ed elleniche tipico è il primo tempo “Kalamatianos” danza popolare greca che si contraddistingue per il suo tempo 7/8). I ritmi e i pattern jazzistici che caratterizzano la composizione, individuabili soprattutto nel secondo e nel terzo tempo, si mescolano magistralmente con i ritmi e le armonie classiche degli altri due tempi (il primo e il quarto), per essere infine racchiusi in una forma tipicamente classica. Di origini italiane Giuseppe Guttoveggio, nome d’arte Paul Creston, compositore e pianista statunitense, ci ha regalato con la sua Sonata op.19 del 1939 una delle più interessanti e originali composizioni per saxofono contralto e pianoforte. Creston unisce, in una composizione oramai eseguita in tutto il mondo, energia, varietà, interessi musicali attinti da altri stili, freschezza e brillantezza che lo contraddistinguono da alcuni autori della sua epoca come Glazounov e Ibert, per citarne alcuni. Considerata come una delle composizioni più belle per saxofono essa risente molto degli influssi della musica brasiliana da cui l’autore rimase affascinato in uno dei suoi viaggi in Brasile. Elemento fondamentale in Scaramouche, è l’uso della politonalità. L’ultimo tempo qui proposto “Brasileira” in stile samba rappresenta perfettamente la sintesi del carattere dell’intera opera. Musica suggestiva, effetti sonori, grande ritmica, sono solo alcuni degli elementi caratteristici delle composizioni dei membri del “Motion Trio”, un trio di fisarmoniche


Richard Galliano

polacco. Uno dei gruppi musicali più interessanti ed attivi oggi nel panorama fisarmonicistico internazionale, per lo più riconosciuti in ambito classico-contemporaneo, ma anche noto per la creazione di un genere proprio dal carattere innovativo. Fondato nel 1996 da Janusz Wojtarowicz, il leader del trio e compositore principale della musica originale che svolgono, il trio comprende Pawel Baranek e Marcin Galazyn. Utilizzando tutti i vantaggi della fisarmonica bayan1 ed attraverso le loro creazioni, continuano ad esplorare vaste possibilità sonore, cambiando il modo in cui la fisarmonica viene percepita. Questa sera diverse loro creazioni saranno riproposte dal “Bayan Trio” pugliese. La prima di queste “First day of Spring”, ideata proprio da Pawel Baranek, ci proietta sul primo giorno di primavera, un giorno insolito ma tanto atteso e ricco di cambiamenti. Nel finale la primavera non è ancora giunta completamente, ma non tarderà ad arrivare. Ci dirigiamo per un attimo verso le armonie classiche del compositore e organista tedesco G. P. Telemann. La Sonata il la maggiore TWV 40:200 presenta una sorta di preludio dallo stile dolce ed “affettuoso” che quasi inaspettatamente ci conduce verso la brillantezza del suo allegro di carattere imitativo. Giochi di voci creano atmosfere gioiose e rilassanti. Ritorniamo ad un brano del Motion Trio, il suo autore Janusz Wojtarowicz, con il titolo Pageaunt, termine di lingua inglese, si rifà agli antichi carri trainati dai buoi che in epoca medievale erano utilizzati per rappresentazioni sacre. In questa musica il basso profondo introduttivo, simula il movimento degli antichi carri, azione e dramma allo stesso tempo vengono avvertiti tra i continui dialoghi. Negli altri due brani successivi, Janusz Wojtarowicz mostra la sua genialità artistica passando da uno stile all’altro. È la volta della sua Little Story, un raccolto nostalgico, aperto da una fisarmonica narrante; la musica è dolce e leggiadra ma racchiude in sé un triste ricordo. A seguire Proms, è il nome di un importante stagione concertistica inglese (Promenade concert) istituita nel 1895 per avvicinare il popolo alla musica classica. Proprio con questo spirito l’autore cerca di avvicinare il pubblico all’ascolto della sua creazione, lo stile è classico, l’immagine di trombe e canne d’organo vengono richiamate nella nostra immaginazione. Diverso è lo stile del compositore sovietico V. Solotarev, il suo Rondo Capriccioso presenta un carattere prorompente 1 La fisarmonica da concerto BAYAN, di derivazione russa, ha un’estensione di suoni pari a cinque ottave sulla tastiera della mano destra. Tramite un convertitore si ha, sul manuale sinistro, oltre ai bassi tradizionali, una tastiera simile alla destra come posizione e numero di note. Le particolarità tecniche di questo strumento spesso consentono l’esecuzione di partiture senza l’ausilio della trascrizione.

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e marziale. Uno dei suoi capolavori per bayan: grande virtuosismo viene alternato a brevi momenti di calma apparente; le sonorità sono fredde, si avverte lo stato di profondo malessere che il compositore vive e che lo porterà giovanissimo al suicidio. Il prossimo brano è un omaggio al celebre musicista e compositore argentino Astor Piazzolla, riformatore del tango e strumentista d’avanguardia. Oblivion è il titolo di uno dei suoi album più famosi. Dolcissimo, struggente, in cui il ritmo serrato della danza lascia spazio ad una melodia lirica e introspettiva. In esso si rivelano le diverse anime che percorrono la sua musica e si fondono in un insieme armonico. Nel successivo brano di Janusz Wojtarowicz, Balkan dance è predominante l’elemento ritmico. La scansione ritmica è irregolare, com’è noto nella tradizione popolare balcanica. Infatti si tratta di una melodia popolare di origine balcanica, una vera e propria danza. È presente anche l’elemento improvvisativo che caratterizza tale stile. Il finale è prorompente, il ritmo di danza prende piede. Nell’ultimo dei brani proposti Tango pour Claude ritroviamo lo stile inconfondibile del tango argentino unito alla raffinatezza dello stile francese. Il suo autore, il francese Richard Galliano, è uno dei più noti fisarmonicisti al mondo nel genere jazz-tango. Una poesia d’amore travolgente scuote l’anima di chi l’ascolta. Cristian Mele e Michele Rampino

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Stefano Mangini Nato a Manfredonia nel 1992 è attualmente iscritto al 6° anno della scuola di sassofono sotto la guida di Daniele Berdini. Ha partecipato a numerosi concorsi tra cui il 2° Premio al concorso di “Mirabello in musica” e il Primo al concorso “Giovani talenti” di Torremaggiore. Ha frequentato corsi di perfezionamento tenuti da Daniele Berdini e ha suonato in varie manifestazioni con l’Orchestra Junior del Conservatorio . È componente del “Novo sax ensemble”. Claudia Samele Si è diplomata in pianoforte al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia sotto la guida della Maria Ausilia D’Arcangelo con il massimo dei voti. Ha conseguito il diploma di laurea in Didattica della musica con il massimo dei voti. Si è specializzata nell’accompagnamento dei sassofoni con i quali ha vinto concorsi nazionali ed internazionali e realizzato concerti in Italia e all’estero. È docente di Musica nelle scuole medie.


Gabriele Tortorelli Ha frequentato le classi di Massimiliano Pitocco presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e di Adolfo Del Cont presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia dove ha conseguito il diploma con il massimo dei voti. Ha partecipato in qualità di fisarmonica solista alle trasmissioni RAI, “Domenica IN” e “Cominciamo bene”. Ha collaborato alla tournée teatrale dell’attrice Anna Mazzamauro. In qualità di compositore ha scritto musiche di scena per vari spettacoli teatrali. Si è perfezionato con Vayrynen, Ranieri, Shishkin. Svolge attività concertistiche con diverse formazioni strumentali ed è stato premiato in concorsi nazionali ed internazionali.

Michele Rampino Ha intrapreso lo studio della fisarmonica con Aldo Maglietta e successivamente ha frequentato il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, dove ha conseguito il diploma in fisarmonica sotto la guida di Adolfo Del Cont. Ha frequentato corsi di perfezionamento di Pitocco, Flammin, Ranieri, Vayrynen, Semionov, Shishkin. È stato invitato come ospite alla “II edizione Premio Internazionale Peppino Principe” dall’Oscar Mondiale della fisarmonica Peppino Principe. È vincitore di diversi concorsi nazionali ed internazionali ed è attivo come fisarmonicista in diverse formazioni musicali.

Cristian Calò Si è avvicinato alla musica con il padre all’età di 8 anni. Ha studiato il pianoforte con Gianluigi Antonaci. Ha cominciato lo studio della fisarmonica bayan presso l’“Accademia musicale Pescarese” sotto la guida di Massimiliano Pitocco. È vincitore di diversi concorsi nelle rispettive categorie per età e conclude gli studi con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Giuseppe Scigliano. Ha seguito corsi di perfezionamento Y. Shishkin e W. Seminov. Ha avuto esperienza quinquennale nella musica etnica salentina con il gruppo “ALLA BUA” e di tango argentino con il gruppo “Artango”.

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Gabriel Pierné

Giovedì 26 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Impressioni di Francia

34 Il Solista e l’orchestra Antonio Bruno sassofono Valentina Augelli arpa Orchestra Sinfonica del Conservatorio Marco Angius direttore

Jacques Ibert

Gabriel Pierné (Metz, 1863-Ploujean, 1937) Conzertstück op.39 per arpa e orchestra Allegro moderato Jacques Ibert (Parigi, 1890-ivi, 1962) Concertino da camera per sassofono e 11 strumenti Allegro con moto Larghetto Animato molto Georges Bizet (Parigi, 1838Bougival, Parigi 1875) L’Arlesienne Suite n. 1 Ouverture. Allegro deciso (Tempo di marcia) Minuetto Allegro giocoso Adagietto Carillon Allegro moderato

Georges Bizet

L’Arlesienne Suite n.2 Pastorale. Andante sostenuto assai Intermezzo. Andante moderato ma con moto Allegretto moderato Minuetto. Andantino quasi allegretto Farandole. Tempo di marcia Allegro deciso


GUIDA ALL’ASCOLTO Impressioni di Francia Il Concerstück op.39 per arpa e orchestra di Gabriel Piernè (1903), composto in un unico movimento, incarna tutta l’eleganza francese, posta al servizio di uno strumento raffinato ed elegante che fin da subito emerge dalla tessitura orchestrale con una cadenza agile e virtuosistica. L’arpa sostiene un intimo dialogo con gli archi che rispondono all’unisono al suo canto, che si fa dolce e soave nell’andante. Nel successivo allegretto lo strumento entra in simbiosi con l’orchestra, a suon di pizzicati, fino al ritorno del très calm dove il tema sostenuto e determinato ci conduce al finale, inizialmente silenzioso e discendente ma che presto si fa ascendente e prorompente. Il Concertino per sassofono di Jacques Ibert – composto nel 1935 – rappresenta un felice connubio tra l’Impressionismo di Debussy e Ravel e il Neoclassicismo di Stravinsky, con quel tocco di Jazz che dona al brano un sapore di originalità, pur all’interno dell’eleganza tipica della forma-sonata, adattata con maestria da Ibert alle sue esigenze melodiche e armoniche. Un tema chiaro e ritmico, scalette ascendenti che si alternano a trilli, creano un’atmosfera caotica ma al contempo suggestiva e magica, sostanziata nel dialogo continuo tra archi e fiati, grazie al particolare organico di undici strumenti. Bizet compose le musiche di scena per L’Arlesienne di Alphonse Daudet nel 1872. Rappresentato per la prima volta al Teatro Vaudeville di Parigi, il lavoro non ebbe alcun successo. La prima Suite fu in seguito ri-orchestrata da Bizet mentre la seconda, dopo la sua morte, fu ripresa dall’amico Ernest Guiraud. Entrambe le Suite sono composte da quattro movimenti e sfruttano un tema popolare provenzale dall’atmosfera esotica, creata anche grazie alla scelta dell’organico strumentale. Valentina Augelli Antonio Bruno Nato Foggia nel 1998 frequenta il primo anno del livello C del preaccademico con Leonardo Sbaffi. Ha seguito i corsi di perfezionamento di Federico Mondelci, Gianpaolo Antongirolami, Alberto Domizi, Angelo Bolciaghi e Leonardo Sbaffi. Si è già affermato, conseguento i Primi premi assoluti, in numerosi Concorsi nazionali ed

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internazionale, oltre una ventina, ed ha una ragguardevole attività concertistica che svolge sia in formazioni cameristiche che orchestrali, partecipando a numerose stagioni concertistiche tra cui “Corti di capitanata 2013” Foggia, “Premio F. Bindi 2013” Gargonza (AR) e “ Dall’aula al concerto 2014” al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.

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Valentina Augelli Nata a Foggia il 1986 è una studentessa del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia ed è iscritta al biennio ad indirizzo didattico. Si è diplomata in arpa con 10/10. Ha tenuto il un concerto solista presso il Torrione di Carlo V di Martinsicuro (TE) a cura dell’Associazione musicale “F.J. Haydn”; ha collaborato per l’ensemble di sassofoni “Suona Francese” tenuta da A. Bolciaghi; ha tenuto concerti da camera tra i quali l’evento a cura del “Museo dell’Alto Tavoliere” di San Severo e per l’evento di Zahi Issa ”L’arte e il sogno” presso la provincia di Bari. Marco Angius vedi pag. 13


Rodi Garganico MercoledĂŹ 25 giugno

RODI JAZZ FEST 2014 X Edizione Concerti e Seminari Improvvisa‌mente mediterranea Seminari Conservatorio ore 15.00 Introduzione al Seminario di Jamal Ouassini ore 17.00 Prove gruppi - Lezioni strumentali docenti

Concerti ore 19.00 Concerto aperitivo ore 21.30 Corso Giannone

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Gaetano Partipilo

Antonio Tosques

Quintetto “Nord Wiew� Gaetano Partipilo sax Giuseppe Spagnoli piano Antonio Tosques chitarra

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Francesco Angiuli contrabbasso Antonio Cicoria batteria

con la partecipazione di Jamal Ouassini violino

Francesco Angiuli

Antonio Cicoria


I Seminari Si svolgono la mattina con la docenza di Jamal Ouassini. L’obiettivo è quello di favorire l’incontro dei musicisti europei con la tradizione musicale del mondo arabo nordafricano, turco e mediterraneo in generale esplorando le ricche sonorità dei maqamat (modi Arabi). Il pomeriggio tutti i partecipanti potranno esercitarsi in laboratori strumentali e di musica d’insieme con i docenti del Dipartimento di Jazz della sezione di Rodi Garganico. Laboratori orchestrali a cura di Gabriele Buschi, Roberto Vagnini e Giovanni Ieie. Jamal Ouassini Nato a Tangeri (Marocco), studia al Conservatorio di Tanger musica arabo-andalusa e violino sotto la guida di Ustad Mhemmed el’Amrani, Cheikh Mohammed Zaitouni, Ustad Mohammed Berrak e musica classica sotto la guida del violinista Antoine Batte (Primo premio del Conservatorio Superiore di Musica di Parigi). Nel 1984 fonda l’Ensemble Ziryab, gruppo musicale che riunisce prestigiosi musicisti provenienti da diversi paesi del Mediterraneo. Ha collaborato con Alfio Antico, i Fratelli Mancuso, Mauro Pagani, Mouna Ammari, Fey Nepon, Igor Polesitzkij, Moni Ovadia, Paolo Fresu, Pape Siriman Kanoutè, Estie Kenan Ofri, Evelina Meghnagi, Gabriele Mirabassi, Abdessalam Nayti, Youness Chadigan, Jànos Hasur, Vlademir Denisenkof, Elena Vicini. Gaetano Partipilo Ha vinto la borsa di studio per rappresentare l’Italia al meeting internazionale 1999 della I.A.S.J. (International Association of Schools of Jazz). Nel 1999, a New York, ha collaborato con alcuni tra i musicisti più importanti dello scenario jazzistico moderno come Jason Moran, Tarus Mateen, Nasheet Waits e lo stesso Greg Osby. Suona con Dave Liebman, Giacomo Aula, John Schroder e Peter Klinke per il progetto Berlin Experience. Ha pubblicato due album a suo nome per l’etichetta “Soul Note”. La rivista “Musica Jazz” lo classifica rispettivamente al 2º e 3º posto come miglior nuovo talento nazionale 2004/2005. Nel 2007 pubblica il suo terzo album da leader “The Right Place” per la Emarcy/Universal registrato a New York in una formazione composta da Mike Moreno, Roberto Tarenzi, Matt Brewer e Nasheet.

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Giuseppe Spagnoli Pianista, compositore e jazzista pugliese, si diploma in pianoforte col massimo dei voti e contestualmente studia composizione, improvvisazione. Successivamente si diploma anche in Strumentazione per Banda. Ha inciso numerosi CD su suoi progetti per le   etichette discografiche “IKTIUS”, M.A.P., Widesound  e Splasc(h). In ambito jazzistico ha collaborato con i maggiori rappresentanti del panorama jazzistico italiano ed europeo fra i quali: Fabrizio Sferra, Enzo Pietropaoli, Paolo Fresu, Antonello Salis, Bob Mover, Mia Cooper, Alicia Perkins, Mauro De Federicis, Geoff Warren, Carlo Actis Dato, Claudio Corvini, Mario Corvini, Sandro Satta, Lauro Rossi, Vincenzo Mazzone, Paolo Pellegatti, Pietro Iodice.

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Antonio Tosques Chitarrista poliedrico, ha suonato in diversi contesti musicali passando dal rock al blues al funky al jazz alla musica leggera. Dal 1998 si dedica completamente al jazz collaborando e suonando con Bob Mover, Robert Bonisolo,Tom Kirkpatrick, Rachel Gould, Mia Cooper,Christal White, Brian Horton, Kelvin Sholar, Az’ Shi Osada, Kyle Gregory, Ernst Rejiseger, Luciano Biondini, Marco Sannini, Daniele Scannapieco, Pierluigi Balducci, Davide Santorsola, Mirko Signorile, Gaetano Partipilo, Mimmo Campanale, Giuseppe Berlen, Vito Di Modugno, Pippo D’Ambrosio, Massimo Manzi, Paolino Dalla Porta, Paolo Birro, Paola Arnesano ,Poldo Sebastiani, Danilo Gallo, Gianni Le Noci, Sandro Satta, Felice Mezzina, Michele Carrabba, Giuseppe Spagnoli, Pippo Lombardo, Antonio Di Lorenzo, Lucio Dalla.

Francesco Angiuli Si è diplomato in contrabbasso classico con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, sotto la guida di Michele Cellaro. Parallelamente ha frequentato gli studi di basso elettrico presso le scuole Università Della Musica e Percentomusica di Roma. Ha collaborato con Steve Grossman, Mike Manieri, Toninho Horta, Teddy Charles, Philip Harper, Paul Jeffrey, Tommy Smith, John Ruocco, Rachel Gould, Joe Cohn, John Betsch, Keith Tippet, Tom Kirkpatrick, Ernst Reijeseger, Pietro Tonolo, Reggie Moore, Jasper Soffers, Owen


Hart Jr., Bruno Tommaso, Juraj Stanik, Simon Rigter, Javier Girotto, Peter Beets, Piotr Wojtasik, Ettore Fioravanti, Erik Ineke, Sebastian de Krom, Tom Beek, Steve Mc Craven, Walter Wolff, Rembrandt Frerichs, Eric Hallen, Pino e Pietro Iodice, Andreas Fryland, Miguel Rodriguez e tanti altri.

Antonio Cicoria Nato a Foggia nel 1987, ha frequentato la classe di percussione di Antonio Santangelo al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Interrompe lo studio delle percussioni dedicandosi a quello della batteria presso la scuola di Gianni Insalata. Si è esibito in diverse formazioni e contesti musicali toccando generi che vanno dal jazz all’alternative rock, ottenendo sempre ottimi riscontri positivi. Ha suonato con Licaones party (Jazz-Latin), Moody quartett (Jazz), Caravan (Folk), Nahima (Pop/ Rock italiano), Caos Dementia (Industrial rock), Diva Project (Alternative Rock) e Moody.

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Rodi Garganico GiovedĂŹ 26 Giugno

RODI JAZZ FEST 2014 X Edizione Concerti e Seminari

42 Improvvisa‌mente mediterranea

Seminari ore 9.30 Seminario di Jamal Ouassini ore 16.00 Prove gruppi - Lezioni docenti ore 15.00 Seminario di Jamal Ouassini ore 17.00 Prove gruppi - Lezioni strumentali docenti


Concerti ore 19.00 Concerto aperitivo Corso Giannone ore 21.30

Estemporaneo group Stefano Taglietti piano Roberto Della Vecchia contrabbasso Leonardo Ramadori batteria Gabriele Buschi Roberto Vagnini sassofono Giovanni Ieie direzione

con la partecipazione di Jamal Ouassini violino

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Stefano Taglietti “Fra i più riconosciuti e affermati, anche a livello internazionale, compositori della generazione di mezzo, eseguito nelle principali istituzioni, è compositore nella cui musica il particolare muoversi dei materiali sonori, anche gestuale ma nel senso del gesto musicale che ha ragione e significato, coniuga la costruzione del pezzo con la puntuale comunicazione dell’idea musicale che va oltre la musica, che riguarda i rapporti culturali, civili, umani di cui è e siamo parte. Una musica sempre fuori dall’adagiamento nell’abituale.[...]” Luigi PestalozzaMusica Realtà, Milano Giugno 2008.

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Roberto Della Vecchia Ha intrapreso lo studio del contrabbasso sotto la guida di Vincenzo Bellini e Giancarlo De Frenza, diplomandosi presso il Conservatorio di Bari e perfezionandosi con Franco Petracchi. È tra i fondatori dell’”Italian Big Band”. Ha all’attivo tournées in Canada, Stati Uniti, Germania, Francia, Emirati Arabi Uniti, Ungheria, Argentina, Polonia, Serbia e Montenegro, Ecuador, Brasile e Venezuela, Uzbekistan. Collabora con Ennio Morricone e la “Roma Sinfonietta”, l’”Orchestra di Roma” e “l’Orchestra Città Aperta”  con le quali incide colonne sonore per il cinema. Nel 2005 fonda il “Quintetto Bottesini”, ensemble in cui si è esibito anche in veste di solista nella recente tournée polacca e con il quale ha pubblicato un cd sul mensile “Amadeus”. È docente presso il Conservatorio di Musica di Rodi Garganico.

Leonardo Ramadori Ha collaborato con varie orchestre italiane tra cui l’Orchestra del “Teatro San Carlo” di Napoli, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del “Teatro La Fenice” di Venezia, l’Orchestra del “Teatro alla Scala” di Milano, l’”Orchestra Filarmonica della Scala”, l’Orchestra del “Teatro dell’Opera” di Roma sotto la direzione di Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Daniel Oren, Giuseppe Sinopoli, Mitislav Rostropovic, Elihau Inball. È componente fondatore del “Tetraktis” percussioni con il quale ha svolto la maggior parte dell’attività cameristica. Ha


inoltre collaborato con “Artisanat Furieux Ensemble”, “Hyperprism percussioni”, “Musica Novecento Ensemble”. È docente di percussioni presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sezione staccata di Rodi Garganico.

Gabriele Buschi Ha studiato sassofono al Conservatorio Statale di Musica “G. Rossini” di Pesaro e si è diplomato nel 1986. Vincitore di numerosi Concorsi nazionali ed internazionali, come solista ha tenuto numerosi concerti sia in Italia che all’estero, ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche ed ha all’attivo incisioni e partecipazioni a dischi di musica sia leggera che classica. Con l’ensemble di sax “Saxofonia” ha eseguito brani in prima esecuzione mondiale in alcune delle stagioni teatrali più importanti. Dirige la Banda Musicale Città di Ostra “O. Bartoletti” e dal 1997 è titolare della cattedra di sassofono presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia sezione staccata di Rodi Garganico.

Roberto Vagnini Ha studiato sassofono presso il Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro diplomandosi nel 1986. Ha partecipato a vari corsi di perfezionamento tenuti da docenti di fama internazionale. Ha fatto parte di vari ensemble e formazioni cameristiche con i quali ha tenuto numerosi concerti ed ha vinto premi in concorsi nazionali ed internazionali. Ha all’attivo incisioni e partecipazioni a dischi di vario genere. È fondatore e membro dell’ ensemble “Saxofonia” con cui ha tenuto numerosi concerti, ha eseguito brani in prima mondiale ed ha inciso il Cd “Polvere di stelle”. Dal 1996 è docente di ruolo della cattedra di sassofono presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia sezione staccata di Rodi Garganico.

Giovanni Ieie Diplomato in clarinetto con il massimo dei voti, si è perfezionato in seguito con famosi docenti come K. Leister, V. Mariozzi e C. Scarponi. Dal 1990 al 2003 ha suonato stabilmente con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese collaborando con prestigiosi musicisti e per le maggiori istituzioni musicali italiane e straniere. Dal 2000 si è dedicato

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alla direzione studiando con L. Della Fonte e seguendo corsi con Jan Van der Roost e E. M. Corporon; come direttore è stato invitato da numerose orchestre italiane ed anche all’estero (Spagna, Germania). Ha fondato e dirige l’Orchestra di Fiati “Accademia” e l’ensemble di sassofoni “Saxofonia”. Vincitore dei concorsi per i ruoli nei Conservatori di musica attualmente insegna Musica d’insieme per fiati presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Rodi Garganico.

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Rodi Garganico Venerdì 27 Giugno

RODI JAZZ FEST 2014 X Edizione Concerti e Seminari

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Improvvisa…mente mediterranea Seminari

Rodi Jazz quintet

ore 9.30 Seminario/prove

Special Guest: Jamal Ouassini violino

ore16.00 Prove gruppi - Lezioni docenti

Concerti ore 19.00 Concerto aperitivo Corso Giannone ore 21.30

Orchestra di Fiati

del Conservatorio “Umberto Giordano”


Gaetano Partipilo

Antonio Tosques

Sabato 28 Giugno Monte Sant’Angelo (Foggia) Piazza De’ Galganis ore 20.30 Giornata della Cultura UNESCO

48 Quintetto “Nord Wiew” Quintetto jazz dei docenti del Conservatorio di Rodi Garganico Gaetano Partipilo sassofono Giuseppe Spagnoli piano Antonio Tosques chitarra Giorgio Vendola contrabbasso Vincenzo Mazzone batteria

Giuseppe Spagnoli


Gaetano Partipilo Giuseppe Spagnoli Antonio Tosques vedi pag. 40 Giorgio Vendola Nato a Torino nel 1972 intraprende lo studio del contrabbasso con M. Quintavalle, perfezionandosi con R. Zurzolo, E. Calzolari e Leonardo Presicci, sotto la cui guida giunge al diploma, che consegue nel 1999 presso il Conservatorio N. Piccinni di Monopoli. Nel suo percorso formativo abbraccia i più diversi generi e stili musicali (rock, pop, etnico, etc.) soffermandosi in particolar modo sul jazz. Attualmente fa parte dei seguenti gruppi: “Meridiana Multi Jazz Orchestra”, “TALEA” (BalkanJazz), “Ark Ensemble”, “Urban Society”, “SynerJazz Trio”, “Radiobunker”, “Rosalia de Sousa & Moderns Dilemma”.

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Vincenzo Mazzone Batterista e timpanista con molteplici esperienze nel jazz, free e non. Ha fatto parte per molti anni dei gruppi di Pino Minafra suonando in tutto il mondo collaborando con musicisti quali: Dizzy Gillespie, Art Farmer, Lee Konotz, Chet Baker, Gunter Shuller, Burt Bacharach e altri. Ha inciso per la ECM, Leo Records, Splas(h) Records, Victo. Ha spesso rivoluzionato il modo di suonare la batteria nei gruppi jazz, dando un colore molto particolare al sound. È spesso coinvolto in progetti molto speciali: “Percussioni e Pianoforte”, “Ping Pong” è un progetto discografico dove è protagonista con moltissime percussioni. Ha suonato con l’orchestra del Teatro “Petruzzelli” ed è docente di Percussioni presso il Conservatorio di Monopoli.


Antonio Vivaldi

Edward Elgar

Lunedì 30 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

ConcertantCelli

50 I Conservatori si incontrano

ConcertantCelli orchestra di violoncelli e… non solo dei Conservatori “Umberto Giordano” di Foggia “Nino Rota” di Monopoli Michele Cellaro direttore

Giuseppe Verdi

Jacques Offenbach

Luis Bacalov

Antonio Vivaldi (Venezia, 1678-Vienna, 1741) Concerto in sol minore per due violoncelli Allegro-Largo-Allegro Gianluca Montaruli Francesca Della Vista violoncelli solisti

Ennio Morricone (Roma, 1928) Nuovo Cinema Paradiso

Edward Elgar (Broadheath, 1857Worcester, 1934) Salut d’amour

Il buono, il brutto, il cattivo Vincenzo Starace viola solista

Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 -Milano 1901) Le violoncelle s’amuse piccola fantasia su “Rigoletto” Jacques Offenbach (Colonia, 1819-Parigi, 1880) da “Orfeo all’inferno” Can-can

C’era una volta il West da “Mission” Gabriel’s Oboe

Nino Rota (Milano, 1911-Roma, 1979) da “Il Gattopardo” Valzer del commiato “Viva la pappa” col… “Padrino” alle… “Otto e mezzo” per viola e orchestra di violoncelli Vincenzo Starace viola solista

Luis Bacalov (San Martin, 1933) Il Postino Louis Laporte (ca. 1850-1922) Interméde - Pizzicato

Ennio Morricone

Nino Rota


GUIDA ALL’ASCOLTO ConcertantCelli Organico certamente inusuale ma indubbiamente affascinante quello costituito da ben 35 violoncelli. Cosa aspettarsi da un siffatto ensemble? Sicuramente un vortice di suono avvolgente e coinvolgente in un programma eterogeneo ed interessante che comprende colonne sonore, brani classici e pezzi famosissimi tratti dal repertorio più conosciuto della musica leggera. Il violoncello è uno degli strumenti che, per la sua grande estensione e per le sue caratteristiche timbriche, permette la realizzazione più riuscita di un progetto così ambizioso qual’è un ensemble così ampio mono strumentale. Difatti le otto parti reali in cui sono stati concepiti i bellissimi arrangiamenti del M° Michele Cellaro, realizzano tutte le voci di un’intera orchestra: quelle acute, quelle gravi, quelle intermedie. Inoltre l’effetto sonoro è garantito, sia dai numerosi raddoppi dei violoncelli, che dal rinforzo delle parti gravi di tre contrabbassi: un’amplificazione del suono davvero insolita, un risultato che già di per sé risulterebbe accattivante. Il programma prevede l’esecuzione di due suites di colonne sonore di Nino Rota ed Ennio Morricone in cui è presente la viola solista. Questi due grandi autori hanno legato emozionanti pezzi di musica a film leggendari per il cui successo hanno in gran parte contribuito. Nella suite di Rota si potrà riconoscere Il Gattopardo, Il Padrino, Otto e mezzo , Viva la pappa col pomodoro, mentre in quella di Morricone non si tarderà ad identificare Nuovo Cinema Paradiso, C’era una volta il West, Mission, Il Buono, il brutto, il cattivo. Tra le colonne sonore in programma vi è anche la vincitrice dell’Oscar, nel 1996, per il film Il Postino di Bacalov. Tra i pezzi classici compresi nel programma, vi è una Fantasia sul Rigoletto di Giuseppe Verdi, Il Concerto in Sol minore RV 531 per due violoncelli e archi (arrangiato dal M° Cellaro), Salut d’Amour op.12 di Edward Elgar (scritto nel 1888 originariamente per violino e pianoforte), L’Intermede Pizzicato di Louis Laporte, Il Can Can di Jacques Offenbach (scritto nel 1858 e tratto dall’operetta Orfeo all’inferno). Nel programma proposto non mancano pezzi indimendicabili e universalmente

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riconosciuti quali Nel Blu dipinto di blu di Modugno-Migliacci del 1958 e Roma nun fa la stupida stasera scritta nel 1961 da Armando Trovajoli per Nino Manfredi e Lea Massari. Antonietta Gramegna

Orchestra di violoncelli del Conservatorio “Umberto Giordano” Francesco Montaruli, Gianluca Montaruli, Francesco Mastromatteo, Francesca Della Vista, Daniele Miatto, Luca Calzolaio, Veronica Lapiccirella, Antonietta Pilolli, Gianni Cuciniello, Ivana Querques, Antonietta Gramegna, Chiara Maglia, Michela Celozzi, Antonio Aprile, Eunju Yoon, Matteo De Padova

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Orchestra di violoncelli del Conservatorio “Nino Rota” Marcello Forte, Luciano Tarantino, Antonio Sanarica, Adriano Melucci, Francesco Parente, Roberta Rubinetti, Giuliana Zito, Laura Ferulli, Rosa Andriulli, Tiziana Di Giuseppe, Davide Caiaffa, Antonia Chillà, Manuela Tarantelli, Francesco Tanzi, Alessandra Cacciotta, Annalisa Di Leo, Lilia Mastrangelo, Claudia Notarstefano, Chiara Aurora. Contrabbassi Massimiliano Mauthe, Saverio Colella, Luca Tomasicchio con la partecipazione di Vincenzo Starace viola solista


Michele Cellaro Si è diplomato presso il Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari sotto la guida Franco Petracchi ed ha studiato Composizione con Sarno e D’Avalos, Direzione d’Orchestra con Michele Marvulli e Direzione di Coro con Marcel Couraud. È stato per molti anni altro Primo contrabbasso dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari e, dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce con la quale ha ricoperto anche il ruolo di Maestro Sostituto. Ha collaborato inoltre con L’Orchestra del Teatro “Petruzzelli”, l’Orchestra “Symphonia Mediterranea” e la “Laborintus Chamber Orchestra”. È autore di Composizioni per il proprio strumento. È docente di contrabbasso presso il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli. Le orchestre di violoncelli Nasce da un’idea dei relativi docenti dei  Conservatori di Musica “Nino Rota” di Monopoli e “Umberto Giordano” di Foggia e di Rodi Garganico. L’obiettivo principale è rendere più fruibile il confronto didattico per gli studenti al fine di una incentivazione delle competenze strumentali. L’esperienza didattico-artistica porrà le basi per una futura collaborazione ed una visione più universale della musica. Il “ConcertantCelli” è una formazione che vede come protagonista il violoncello, strumento versatile capace di infinite possibilità sonore, varietà timbriche e delicate sfumature melodiche. Il programma musicale, vario e accattivante, è costituito da musiche originali ed arrangiamenti, scritti per l’Ensemble da Michele Cellaro, di temi tratti dal repertorio classico-leggero che ben si prestano alle molteplici sonorità dello strumento. Ai violoncelli si aggiunge il contrabbasso, completamento perfetto per tutte le formazioni orchestrali, che consente all’“insieme” di “adagiarsi” su registri più gravi; in altre composizioni, invece,  entra in scena la viola, che conferisce al “ConcertantCelli” un suono assolutamente particolare e rende il programma più variegato e godibilissimo.

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Johannes Brahms

Martedì 1 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Sonorità intime e nascoste

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Cosimo Leuzzi clarinetto Claudio Andriani violino Giuseppe Gullotta pianoforte Giovanni Pozzovio voce recitante

Charles-Marie Widor

Béla Kovacs

Johannes Brahms (Amburgo, 1833-Vienna, 1897) Sonata n.1 op.78 in sol maggiore per violino e pianoforte Vivace ma non troppo Adagio Allegro molto moderato Charles-Marie Widor (Lione, 1844-Parigi, 1937) Introduction et Rondò op.72 per clarinetto e pianoforte Béla Kovacs (Tatabánya, 1937) Hommage à Richard Strauss per clarinetto solo

Igor Stravinsky

Igor Stravinsky (Pietroburgo, 1882New York, 1971) Suite da “Histoire du soldat” per clarinetto, violino, pianoforte e voce recitante Marche du soldat Le violon du soldat Petit concert Tango-Valse-Rag


GUIDA ALL’ASCOLTO Sonorità intime e nascoste Il nostro viaggio attraverso questo meraviglioso mondo sonoro inizia con la Sonata n.1 op.78 per violino e pianoforte in sol maggiore di Johannes Brahms, scritta nel 1879 e pubblicata a Berlino nel 1880 (si colloca tra il Concerto per violino e orchestra op.77 e le due Rapsodie pianistiche op.79). Questa opera appartenente alla piena maturità del compositore, riflette alcune caratteristiche fondamentali della sua poetica, prima fra tutte quel senso intimo, tenero, sentimentale e dolcemente affettuoso del lied, che è l’elemento base e costante di tutta la produzione del compositore amburghese, dalla cameristica alla sinfonica. La sonata è costruita interamente su motivi di un lied per tenore dello stesso Brahms, la “Canzone della pioggia”, tema a lui caro ed utilizzato anche nel terzo Quartetto con pianoforte op.60 in do minore. Si prosegue con l’Introduction et Rondò op.72 per clarinetto e pianoforte di Charles-Marie Widor (Lione 1844 – Parigi 1937), organista e compositore, inaugurò l’organo della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, e nello stesso anno sostituì Camille Saint-Saëns all’organo de La Madeleine. Eccezionale virtuoso e improvvisatore, fu anche un concertista rinomato sia in Francia che nel mondo nonché direttore della classe di organo al Conservatorio di Parigi e di quella di composizione. Il breve brano cameristico Introduction et rondò è costituito da due movimenti un allegro in stile quasi improvvisativo a cui segue il rondò, di andamento sempre allegro che presenta caratteri virtuosistici e coloristici tipicamente organistici. La meraviglia del suono del clarinetto solo, verrà gustata invece con l’omaggio a Richard Strauss di Béla Kovacs, compositore ed importante clarinettista ungherese, prima di concludere con la celeberrima Suite dall’Histoire du soldat di Igor Stravinsky, dove oltre al suono dei tre fantastici strumenti finora ascoltati, entrerà in scena anche una voce recitante a narrarci una fantastica storia tratta dalla tradizione fiabesca russa, ma che ben si adatta a qualsiasi luogo. Emanuele Lupidi Cosimo Leuzzi Diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con Aldo Mauro, ha frequentato corsi d’interpretazione presso l’“Accademia Musicale Chigiana” di Siena e presso l’“Accademia Musicale Pescarese”, dove ha conseguito il Diploma triennale di alto perfezionamento. Premiato in numerosi concorsi, fra i quali il “Di Lena” di Segni (Roma) e “Il Clarinetto italiano nel ’900” di Perugia, collabora attivamente con l’“Orchestra I.C.O.” di Lecce e con formazioni cameristiche, tra le quali il trio “Sybar” e i quintetti di fiati “J. Ibert ensemble”, “I fiati di mirò” e “Lupiae”. Insegna Clarinetto al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, sezione staccata di Rodi Garganico.

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Claudio Andriani Diplomato in violino, viola e violino barocco con il massimo dei voti, ha conseguito il Diploma di Concertismo in viola presso la “Hochschule” di Basilea e in musica da camera presso la Hochschule di Lipsia. Dal 1998 si dedica all’attività quartettistica con il “Quartetto Xenakis”, e alla musica da camera, con il “Chénier Trio”, il “Sestetto Boccherini”, l’“Antidogma” di Torino. Prima parte in vari ensemble barocchi, tra i quali “Italico Splendore”, “La Barocca” di Milano, l’“Accademia degli Astrusi” di Bologna, ha inciso per Dynamic, Amadeus, Urania Records, Bayer Records. Insegna Violino al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, sezione staccata di Rodi Garganico.

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Giuseppe Gullotta Diplomato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano col massimo dei voti e lode, ha conseguito il Diploma Triennale di Alto Perfezionamento Pianistico presso l’“Accademia Santa Cecilia” di Roma. Premiato in numerosi concorsi internazionali, si è esibito in importanti sale in tutto il mondo, come il “Palau de La Musica Catalana” di Barcellona, la “Swope Hall” di West Chester (U.S.A), la “Steinway Hall” di Londra e ha suonato con orchestre prestigiose, tra le quali la “English Simphony Orchestra”, la “Berlin Rias”, l’“Orchestra Verdi” di Milano. Ha registrato per RaiRadio3, RadioClassica e SkyClassica. Insegna pianoforte al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, sezione staccata di Rodi Garganico.

Giovanni Pozzovio Laureato in Filosofia a Bologna con Enzo Melandri con il massimo dei voti e lode ha rivolto i propri studi all’estetica e all’ermeneutica, letteria e musicale, declinando i propri interessi teorici in numerosi spettacoli ed allestimenti multimediali dedicati ai rapporti tra la musica ed il testo poetico. Insegna Poesia per musica e Drammaturgia musicale al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, sezione staccata di Rodi Garganico.


Franz Krommer

MercoledĂŹ 2 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Il lungo Ottocento Trio Ponchielli due clarinetti e pianoforte Bruno Falanga Gianluigi Valente clarinetti Sergio Paciello pianoforte

Felix Mendelsshon-Bartholdy

Franz Krommer (Kamnitz, 1759-Vienna, 1831) Concerto op.91 Allegro Adagio Alla polacca Felix Mendelsshon-Bartholdy (Amburgo, 1809-Lipsia, 1847) Concerto n.1 op.113 Allegro con fuoco Andante Presto Concerto n.2 op.114 Presto Andante Allegretto Grazioso

Amilcare Ponchielli

Amilcare Ponchielli (Paderno Fasolaro, 1834Milano, 1866) Il Convegno Allegro Andante sostenuto Allegretto scherzoso

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GUIDA ALL’ASCOLTO Il lungo Ottocento

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Secondo la definizione dello storico Eric Hobsbawm, il XIX secolo è iniziato con la rivoluzione francese del 1789 e terminato con lo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914. Siamo nell’epoca della Restaurazione (1815) quando Franz Krommer scrive il suo Concerto op.91 per due clarinetti e orchestra. L’allegro iniziale è un tumultuoso incedere di note e armonie di gusto weberiano, che ricordano l’espressività e il virtuosismo dei due concerti per clarinetto dello stesso compositore tedesco. La tenebrosità del secondo movimento, l’adagio, quasi funebre addolcito dal tenero duetto dei solisti¸ apre alla polacca finale, lirico intreccio di melodie mai troppo enfatizzate. I due successivi brani in programma ci trasportano, invece, negli anni ’30 dell’Ottocento, periodo caratterizzato dai moti borghesi. Rispettivamente del 1832 e del 1833 i due Konzertstücke op.113 e 114, sono dedicati alla grande amicizia che legava il compositore al clarinettista Heinrich Baermann. Al turbolento allegro con fuoco segue un andante ballabile in tre, che introduce il finale virtuosistico del presto, caratterizzato da una grande varietà timbrica. Il secondo dei due Konzertstücke, più giovane di un anno rimanda alla dimensione prettamente romantica. Se il presto iniziale e l’allegretto grazioso finale sono caratterizzati da un inseguimento incessante tra i due solisti perfettamente sostenuti dal pianoforte, il secondo tempo è un intimo dialogo tra i due clarinetti, pieno di fascino romantico. Chiude la serata Il Convegno di Ponchielli, scritto nel 1868 durante i primi anni del regno d’Italia. Originale per due clarinetti solisti e banda, il brano si presenta come un vero e proprio simposio tra due conviviali che esprimono idee diverse discutendo anche abbastanza animatamente. Nell’allegro iniziale si scorge quasi una goffa parodia di una discussione tra due persone ferme sulle loro posizioni, seguito da un più moderato e tranquillo andante sostenuto in cui i due provano a parlare senza litigare troppo, prima, però, di scatenarsi nell’ultimo, travolgente e disinibito allegretto scherzoso. Fabrizio Ricciardi Bruno Falanga Diplomato in clarinetto presso il Conservatorio di Potenza. Vincitore del Concorso Nazionale presso l’Orchestra del Teatro “S. Carlo” di Napoli dove ha svolto per alcuni anni la sua attività. Vincitore di primi Premi assoluti nei seguenti Concorsi quali Stresa, Sorrento, Castellammare di Stabia, Francavilla Fontana (2013), Cava dei Tirreni, Mirabello Sannitico Premiato anche a Cesena,Palmi, Ancona,Semifinalista al TIM. Si è esibito nelle principali città italiane ed ha tenuto concerti all’estero: Austria (Vienna) in Danimarca (Copenaghen), Spagna (Madrid), Ungheria (Budapest),


Romania (Bucarest), Polonia (Cracovia), Arras (Francia). Attualmente è titolare della cattedra di clarinetto presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

Gianluigi Valente Si diploma brillantemente in clarinetto con Bruno Falanga al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Ha frequentato corsi con Leister, Meloni, Beltramini, Palermo, Carbonare, Mirabassi. Collabora con diverse orchestre locali e con l’Orchestra Giovanile del suddetto conservatorio, con cui ha eseguito il concerto per clarinetto e orchestra n.1 di C.M. von Weber. Si è esibito in veste di solista nel concerto KV 622 di W.A. Mozart con l’Orchestra “Liberopensare”. È inoltre clarinetto solista della “Choro Orchestra” e dei “Klezmorim”. È stato vincitore dei Primi Premi al Concorso Internazionale “Città di Greci” nella categoria musica da camera e al Concorso Nazionale “Eratai” per la catagoria solista.

Sergio Paciello e Bruno Falanga

Sergio Paciello Si è diplomato brillantemente presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia ed ha ampliato la sua preparazione con lo studio dell’organo, della composizione organistica e del clavicembalo e successivamente ha seguito corsi di perfezionamento di Antonio Bacchelli. È stato pianista accompagnatore stabile del concorso flautistico “Emanuele Krakamp” di Napoli e si è esibito in duo con il flautista Marco Zoni. Vincitore di vari Concorsi Nazionali svolge intensa attività concertistica in duo con il clarinettista Bruno Falanga sia in Italia che all’estero. È stato il primo docente di pianoforte dei corsi ad indirizzo musicale nella Scuola Media istituiti nella Capitanata sin dal 1988. È titolare di cattedra di pianoforte presso l’Istituto di Istruzione Secondaria di Primo Grado “Pio XII” di Foggia.

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Ludwig van Beethoven

GiovedĂŹ 3 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Saxophone symphony

60 sAXeNSEMBLe Giuseppe Stoppiello pianoforte Coro Giovanile del corso pre-accademico Luigi de Luca Michele Gasbarro* direttori

Dmitri Shostakovic

Ensemble di sassofoni Daniele Berdini sax soprano/sopranino Marco Mancini sax soprano Stefano Mangini sax soprano Alberto Napolitano sax contralto Matteo Quitadamo sax contralto Roberto Cocomazzi sax contralto Leonardo Sbaffi sax tenore Gian Piero Guerra sax tenore Simone Nicola sax tenore Michele Spadoni sax baritono Marco Destino sax baritono Antonio Russo sax baritono Marika Perna timpani

Luciano Di Giandomenico

L. V. Beethoven/A. Napolitano Sinfonia n.7 in la maggiore op. 92 Poco sostenuto. Vivace Allegretto Presto Allegro con brio D. Shostakovic/G. Stoppiello* Concerto n.2 in Fa Maggiore op.102 per pianoforte e ensemble di sassofoni Allegro Andante Allegro Luciano Di Giandomenico* (L’Aquila, 1966) Ave Maria per coro e ensemble di sassofoni


GUIDA ALL’ASCOLTO Saxophone symphony Il sAXeNSEMBLe è una giovane formazione del Conservatorio “Umberto Giordano”, con un organico strumentale piuttosto raro: dodici sassofoni e percussioni. L’omogeneità timbrica, la grande escursione dinamica unite ad un grande estensione di suoni e duttilità, fanno di questo complesso un unicum che non trova eguali in altre famiglie di strumenti a fiato. Come sappiamo, il saxofono è uno strumento che con le sue specifiche prerogative timbriche, ben si presta a sonorità jazzistiche e leggere, ma è anche capace di adattarsi ad un repertorio classico. In questa sede, il SaxEnsamble propone un repertorio alquanto variegato di trascrizioni e brani originali, con l’intento di proporre al pubblico, alcune, versioni inedite del grande repertorio sinfonico, il cui fascino e la cui versatilità sono ancora, purtroppo, poco conosciute. La settima sinfonia in la maggiore op.92 di Ludwig van Beethoven fu composta fra il 1811 e il 1812 e eseguita per la prima volta a Vienna l’8 dicembre del 1813. Nei canonici quattro movimenti: poco sostenuto, vivace; allegretto; presto, assai meno presto e allegro con brio, questo affresco sinfonico alterna melodie dal ritmo marcato, quasi a passo di marcia, a momenti cantabili nei quali non mancano impeti improvvisi e veloci. Secondo Richard Wagner: «Questa sinfonia è l’apoteosi stessa della danza, è la danza, nella sua essenza più sublime. È la danza nella sua massima essenza, l’azione del corpo tradotta in suoni per così dire ideali». L’orchestrazione per dodici sassofoni e percussioni è stata curata da Alberto Napolitano. Il secondo concerto per pianoforte e orchestra di Dimitri Shostakovich è stato composto ed eseguito per la prima volta a Mosca nel 1957, con una dedica speciale a Maksim (figlio del compositore) in occasione del suo diploma accademico di strumentista. Il concerto, nei classici tre movimenti (allegro, andante e allegro), presenta inizialmente un tema marziale al quale si susseguono sonorità sempre più intense fino alla cadenza del solista, che ricapitola i temi presentati. Il secondo tempo presenta un’orchestrazione ridotta ove il tema principale, dalle sonorità intime e delicate, è esposto dal pianista. L’ultimo movimento ci riporta all’atmosfera iniziale, attraverso scale e arpeggi, concludendo, poi, gran vivacità nella melodia, con il famoso “galoppo” presente in molte composizioni del compositore russo. L’Ave Maria, per ensemble di saxofoni e coro di voci bianche, del compositore Luciano Di Giandomenico, in prima esecuzione assoluta, è l’elaborazione di un corale a quattro voci, i cui temi si avvicendano tra coro ed ensemble, creando un fitto dialogo sonoro. La composizione è caratterizzata da melodie soavi, delicate e da frequenti progressioni armoniche. Marco Destino

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Giuseppe Stoppiello Si è diplomato in pianoforte con Caterina Laganara ed ha proseguito gli studi pianistici con Olaf John Laneri. È laureando in Pianoforte Concertistico ed è allievo di Pietro De Maria presso la Scuola di Musica di Fiesole. Ha seguito le masterclass di Vergari, Margarius e Perticaroli. È risultato vincitore di concorsi in qualità di solista ed in formazione da camera. Si è esibito con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Foggia diretta da Pablo Varela. Ha preso parte in qualità di relatore al “IX Convegno di Analisi e Teoria Musicale” presso l’Istituto “Lettimi” di Rimini. Il suo saggio su Brahms è stato pubblicato nel I numero de “I Quaderni del Conservatorio” di Foggia (Grenzi Editore).

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Luigi de Luca Si è diplomato in clarinetto, didattica della musica, composizione e direzione d’orchestra. Ha frequentato i corsi di perfezionamento con Meloni, Ferranti, Scorretti, Chiodi Latini e Capicchioni; in ambito jazzistico ha seguito seminari con Rea, Morriconi, Actis Dato, Rossi e Satta. È autore di diverse composizioni di musica da camera, orchestrali ed elettroniche e si è classificato al secondo posto nel concorso nazionale di Malta. È stato assistente in alcune produzioni dell’orchestra e coro dell’accademia di musica antica di Rovereto. Ha pubblicato opere presso la casa editrice Animando partecipando alla realizzazione di un cd di musica contemporanea. È ricercatore in ambito musicale-pittorico con all’attivo diverse mostre con lo pseudonimo Luigi Rodio. Scrive articoli di interesse musicale e pittorico per il mensile “Il Gargano Nuovo”.

Michele Gasbarro Diplomato in pianoforte, direzione di coro e laureato in lettere. Già collaboratore dell’Accademia Nazionale di Danza, maestro sostituto presso il Teatro dell’Opera di Roma, è docente di direzione di coro presso il Conservatorio di Foggia. Si occupa da diversi anni di musica antica come ricercatore (trascrizioni di composizioni poli-


corali di G. Allegri, A. Stabile, G. Animuccia, G. Corsi, B. Graziani, R. Giovannelli, Felice Anerio, e l’intero corpus delle messe policorali a 16 e 17 voci di Paolo Petti) e direttore (partecipazione ad importanti festivals in Italia ed all’estero). Ha fondato l’Ensemble “Festina Lente” di cui è  direttore musicale ed è ideatore e direttore artistico del Roma Festival Barocco.

sAXeNSEMBLe È una formazione che si è costituita in seno al Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Foggia. L’omogeneità timbrica, la grande escursione dinamica unite ad una altrettanto grande estensione e duttilità fanno di questo organico un unicum che non trova eguali in altre famiglie di strumenti. Trattasi di una formazione ormai ben codificata il cui repertorio è alquanto vasto e vario in virtù del fatto che il saxofono è strumento che alle sue specifiche prerogative timbriche, ben espresse ad esempio nel jazz o nella musica leggera, unisce la capacità pressoché unica di trasformarsi in strumento rinascimentale, in strumento ad arco, in organo a canne fino addirittura in strumenti a percussione. Il sAXeNSEMBLe si è costituito grazie ai tredocenti del Conservatorio di Foggia i maestri Daniele Berdini, Leonardo Sbaffi e Michele Spadoni che vantano una collaborazione ventennale avendo studiato insieme ed avendo suonato insieme per molti anni. Il sAXeNSEMBLe propone repertori di grande varietà che comprendono trascrizioni e brani originali ma tutti con l’intento di proporre delle versioni inedite dello strumento il cui fascino e la cui versatilità sono ancora, purtroppo, troppo poco conosciute.

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Domenico Zipoli

Sabato 5 Luglio Deliceto (FG) Chiesa di Sant’Antonio ore 20.30

Organo in rassegna: la scuola napoletana e 64 d’Oltralpe Viaggio musicale in Europa Gaetano Magarelli organo

Alessandro Scarlatti

Giovanni Battista Pergolesi

Baldassarre Galuppi

Giovanni de Macque (Valenciennes, ca. 1550-1614) Intrata d’organo

Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, Ancona 1710-Napoli 1736) Suonata

Giovanni Battista Fasolo (Asti, ca. 1598 – Palermo, ca. 1664) Benedictus et ellevatio

Baldassarre Galuppi (Burano, 1706-Venezia, 1785) Sonata Andante Allegro Largo Allegro e spiritoso

Anonimo (sec. XVII) Chacona Girolamo Cavazzoni (Urbino, 1520-ivi, 1577) Hymnus Ave Maris Stella Domenico Zipoli (Prato, 1688-Cordoba, 1726) All’Elevazione [II] Alessandro Scarlatti (Palermo,1660-Napoli,1725) Sonata Adagio Allegro Grave Vivace

Domenico Scarlatti (Napoli, 1685-Madrid, 1757) Sonata [L. 231 - K. 31] Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685-Lipsia, 1750) Herzlich lieb hab ich dich, o Herr, BWV 1115 Johann Gottfried Walther (1684-1748) Concerto del Sigr. Taglietti appropriato all’Organo Adagio Allegro Organo Domenico Antonio Rossi, 1775


Domenico Scarlatti

Johann Sebastian Bach

Johann Gottfried Walther

GUIDA ALL’ASCOLTO Organo in rassegna: la scuola napoletana e d’Oltralpe Recarsi ad un concerto per organo solo e prestarsi all’ascolto di ben undici musicisti, per gran parte italiani, vissuti a cavallo dei secoli XVI e XVIII ci porta a passare “in rassegna” buona parte del repertorio organistico dunque ci si ritrova, senza accorgersene, a conoscere un po’ meglio questo affascinante strumento. I compositori di questa sera hanno tutti un comun denominatore: la scuola napoletana. Per motivare questa osservazione credo sia opportuno ricordare che, sebbene J. G. Walther e J. S. Bach non fossero stati italiani dalla nascita, guardavano con vivido interesse musicisti italiani (ad esempio Vivaldi) per comporre la loro musica strumentale, soprattutto quando si trattava di trascrizioni per strumenti tastati quali il clavicembalo. Il primo nome della serata è quello di un compositore franco-fiammingo, Giovanni de Macque (scuola napoletana, fine del XVI secolo). Collaborò con Gesualdo, subì l’influenza per l’uso particolare della scala cromatica infatti L’Intrada d’organo ne è un esempio tangibile: una composizione solenne, con accordi iniziali di forte tensione, virtuosismi, linee melodiche in continua ricerca della risoluzione. A seguire, un uomo di umili origini, un frate siciliano, questo è pressappoco quello che sappiamo su Giovanni Battista Fasolo, sebbene abbia dedicato gran parte della sua vita allo studio dell’organo tanto da scriverci un breve trattato. Tra le sue composizioni è proposta l’opera Benedictus et Ellevation. Non ci è dato sapere chi scrisse la Ciaccona per organo risalente al XVII secolo: potremmo definirla per sua forma una continua “variazione” sul tema iniziale, una raccolta di efficaci invenzioni melodiche dal carattere distensivo che rimanda ad un’atmosfera di pace e tranquillità. Al contrario, non si può trascendere da un nome quale quello di Girolamo Cavazzoni, un musicista vissuto in pieno ‘500; contribuì in maniera prolissa allo sviluppo del sistema di scrittura in Intavolatura e si cimentò egregiamente nel contrappunto: ne è un esempio l’Hymnus a l’Ave Maris Stella, due pure perle polifoniche. Più statica e meno contrappuntistica è l’opera per organo All’Elevazione di Domenico Zipoli, allievo di Scarlatti e Pasquini; il tappeto armonico su cui si sviluppa l’intera melodia crea un effetto distensivo istillando l’idea di vivere un momento di

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ammirazione, di raccolta. «Alessandro Scarlatti è un grand’uomo, e per essere così buono, riesce cattivo perché le compositioni sue sono difficilissime e cose da stanza, che in teatro non riescono, in primis chi s’intende di contrapunto le stimarà; ma in un’udienza d’un teatro di mille persone, non ve ne sono venti che l’intendono» il tempo smentì la frivola ed esigua fama di queste “cose da stanza”. Il giovane musicista palermitano spiccava in realtà per la stupefacente padronanza dei più complessi artifici retorici, che sapeva profondere nelle sue opere non disgiuntamente dalla sublime vena di malinconia che iniziava a velare la freschezza di melodie ancora memori della predominante scuola veneziana di cui aveva ben riposto gli insegnamenti; freschezza, maestria, genio contraddistinguono la Sonata per organo in cinque movimenti. Il piglio, l’invenzione melodica, l’aria “barocca” è quanto si respira nell’affresco musicale che Giovanni Battista Pergolesi, musicista della città partenopea, ci regala: si parla della sua Suonata. Altro compositore della serata, Baldassare Galuppi, gran collaboratore di Goldoni si cimentò molto spesso al suo fianco nell’opera buffa, e produsse la Sonata in quattro movimenti, composizione armoniosa per le sue facili ed eleganti melodie che si ritrovano in diversi registri lasciando intravedere la volontà di una palese ricerca timbrica. Dopo il padre il figlio, Domenico Scarlatti, fu fondamentalmente un clavicembalista che collaborò con moltissimi musicisti e viaggio per l’Europa toccando alcune tra le mete più ambite: Londra e Lisbona; scrisse numerose opere anche per organo, ma la Sonata L. 231 - K. 31 proposta in questa serata è una trascrizione dal clavicembalo e piace per la sua ricchezza virtuosistica in perfetto stile barocco. Non convenzionale, non accademico, oltralpe; è il mondo di suoni, immagini, sfumature, in cui J. S. Bach ci accompagna con il BachHerzlich lieb hab ich dich, o Herr, BWV 1115. Si conclude questo viaggio con il cugino di Bach, un organista di Weimar, Johann Gottfried Walther, ideatore del Musicalisches Lexicon (1732) ovvero il padre di tutti i dizionari di musica che unisce dati biografici alle spiegazioni dei termini musicali; trascrisse collaborando con Bach numerosi concerti di compositori italiani tra i quali citiamo per l’occasione il “Signor Taglietti” di cui abbiamo poche notizie ma la cui maestria, parve così apprezzata da volerne operare una trascrizione per organo nei due tempi adagio e allegro: si parla del Concerto del Sig.r Taglietti appropriato all’Organo. Chiara Cruciano


Gaetano Magarelli Nato a Molfetta è diplomato in pianoforte, organo e clavicembalo, presso i Conservatori di Bari, Campobasso e Monopoli sotto la guida di Maria Luigia Tutalo, Francesco Di Lernia e Marco Bisceglie. Ha partecipato a corsi di perfezionamento organistico in Italia e all’estero. Ha studiato Organo presso la Facoltà di Musica dell’“Accademia delle Arti” di Utrecht (Olanda) nella classe di Bernard Winsemius. Svolge la sua attività concertistica per varie rassegne e festival. Ha al suo attivo alcune incisioni discografiche da solista e in ensemble. Ha pubblicato saggi e curato l’edizione critica di alcuni manoscritti musicali inediti di scuola napoletana. Dal 2007 è Organista e Maestro di Cappella della Cattedrale di Molfetta. È docente di “Clavicembalo e tastiere storiche” presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

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Ludwig van Beethoven

Lunedì 7 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Di Suoni, Spettri e Principi

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Maurice Ravel

Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) Trio op.70 n.1 “ Degli Spettri” Allegro vivace e con brio Largo assai d espressivo Presto Maurice Ravel (Ciboure, Pirenei Baschi, 1875Parigi, 1937) Trio Moderè Pantoum. Assez vif Passacaille. Trés large Final. Animè

Mario Rucci

Mario Rucci (Lucera, 1958) L’Aviatore incantato Suite da “Il Piccolo Principe”* *Immagini di Costantino Postiglione


GUIDA ALL’ASCOLTO Di Suoni, Spettri e Principi Composto nel 1808, il Trio op.70 n.1 in re maggiore di L. V. Beethoven è uno dei gioielli assoluti della sua produzione cameristica. Viene spesso denominato “Trio degli spettri” probabilmente per le suggestioni del secondo tempo. Strutturato in tre movimenti, il primo, Allegro vivace e con brio, si apre con una esplosione da parte di tutti e tre gli strumenti che poi si placa improvvisamente su di una nota, alla quale genialmente il Compositore allaccia, grazie al violoncello, un tema in totale contrasto con l’introduzione. In tutto il movimento, come in tutto il trio, si avverte la maestria di Beethoven nel calibrare sapientemente i tre strumenti. Il secondo movimento, Largo assai ed espressivo, si apre in un’atmosfera intimistica, resa eterea dalle ottave del violino e del violoncello sostenute da un andamento terzinato del pianoforte che ritroveremo in tutto il brano. Il Compositore riesce nuovamente a sorprendere l’ascoltatore nella coda, grazie a delle successioni armoniche inaspettate ma soprattutto con i tre accordi in pizzicato che chiudono il secondo tempo. Nell’ultimo movimento, Presto, riutilizza la tecnica dell’esplosione sonora seguita da un brusco arresto per creare tensione: ha un carattere brillante con il continuo rincorrersi dei tre strumenti. Tutti e tre i movimenti sono costruiti su di una cellula ritmica che Beethoven ripresenta in maniera quasi ossessiva dilatandola e restringendola per l’intera durata del brano. Ravel compose il Trio in la minore nel 1914, quando si ritirò per un periodo di riposo nella località di SaintJean-de-Luz, dove era nata sua madre. Il primo movimento, Moderè, inizia

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con un ritmo “zoppicante”, tipico della musica basca, esposto prima dal pianoforte e successivamente da violino e violoncello per poi passare ad un secondo tema estremamente lirico e disteso che sfocia in un vero e proprio climax. Termina con una coda che porta con sé il ricordo del primo tema ridotto ormai solamente alla sua essenza ritmica. Il secondo movimento si intitola Pantoum, una forma poetica usata da Baudelaire nella raccolta Fleurs du Mal, che consiste nell’alternanza e nell’incrocio di versi da cui far nascere nuove sezioni. Ravel lo ripropone dal punto di vista musicale alternando settori contrastanti che vanno a generare nuove idee ma nelle quali è sempre possibile riconoscere la matrice. E così in questo secondo movimento si alternano un tema fortemente ritmico ed uno più lirico, magistralmente intrecciati, e addirittura, nel finale, sovrapposti. Il terzo movimento è una Passacaglia (Très large) che prevede delle variazioni su di un basso ostinato. Il tema viene esposto prima in pianissimo dal pianoforte e successivamente ripreso dal violoncello e poi dal violino fino a spegnersi nuovamente tra i tasti dello strumento da cui era nato. Quasi senza alcuna soluzione di continuità si passa al quarto movimento, Finale: Animé, una pagina estremamente impegnativa dal punto di vista tecnico e ritmico. In quest’opera si evince come il compositore pur cercando nuove sonorità e nuove armonie, rimanga fedele alla forma classica, quasi conscio dell’impossibilità di rinnegarla. L’Aviatore incantato suite da Il Piccolo Principe, di Mario Rucci è una selezione di brani fatta dallo stesso compositore, tratti da un ben più ampio lavoro eseguito nel 2011. Originariamente scritti per un organico


composto da arpa, clarinetto e violoncello, sono stati riadattati dall’Autore per questa nuova formazione cameristica e hanno come caratteristica comune una spiccata cantabilità. L’opera prende spunto dal celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry e ripercorre alcuni dei momenti più celebri del libro, come l’incontro del protagonista con la volpe, o il suo arrivo sul pianeta dell’ubriacone caratterizzato, quest’ultimo, da un andamento ritmico affidato a continui cambiamenti di accento e dall’alternanza di temi distesi contrapposti ad altri più ritmici, che sembrano rievocare il passo incerto dettato dall’ebbrezza. Musica di grande effetto e di sorprendenti raffinatezze sonore in cui Mario Rucci, tra i righi del pentagramma, riporta fedelmente la sottile trama poetica del testo letterario. Durante l’esecuzione l’atmosfera sarà resa ancora più vivida dalla proiezione di disegni di Costantino Postiglione e di frammenti del testo del romanzo. Michele Gravino

Il Trio Chenièr nasce nel 2013 dall’incontro di tre docenti del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia e della sezione staccata di Rodi Garganico. A seguito di prestigiosi percorsi di formazione artistica vissuti tra Italia, Germania, Svizzera e USA, i componenti del trio svolgono intensa attività concertistica in ambito nazionale ed internazionale. Il repertorio dell’ensemble vuole legare l’attenzione alla tradizione classico-romantica e del Novecento storico, all’interesse per il panorama musicale contemporaneo.

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Wolfgang Amadeus Mozart

Giovedì 10 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

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Il fascino delle emozioni nella sonata Duo Orlando - Mangiullo Daniele Orlando violino Elisabetta Mangiullo pianoforte

Claude Debussy

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756-Vienna, 1791) Sonata KV 378 Allegro moderato Andantino sostenuto e cantabile Rondò. Allegro Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 1862Parigi, 1918) Sonata Allegro vivo Intermède. Fantasque et lèger Finale. Trés animé

Ludwig van Beethoven

Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) Sonata op.47 n.9 “Kreutzer” Adagio sostenuto, Presto Andante con variazioni Finale. Presto


GUIDA ALL’ASCOLTO Il fascino delle emozioni nella sonata «In nessuna forma di musica strumentale come nella sonata vi è un’opportunità migliore di descrivere i sentimenti senza parole» (J. A. Schultz). Siamo al cospetto di oltre un secolo di storia della musica, raccontato attraverso tre emblematiche Sonate per violino e pianoforte di tre grandi autori: W. A. Mozart, C. Debussy, L. van Beethoven. Nel 1779 Mozart compose la Sonata KV 378, esempio d’equilibrio e perfetta fusione tra virtuosismo e musicalità. I quattro temi dell’allegro moderato iniziale sono proposti dal violino e dal pianoforte in un morbido fraseggio che lascia scorrere la musica dolcemente malinconica sino al secondo movimento, l’andantino sostenuto e cantabile, un dialogo tra i due strumenti che termina solo nella lunga coda finale. Si apre poi, in stile quasi Haydniano, il terzo movimento conclusivo, brioso Rondò in cui i protagonisti si rincorrono in un racconto musicale costruito su instancabili accenti, sino alla ripresa del tema principale accompagnato da bicordi e pizzicati del violino. «Questa Sonata sarà interessante come esempio di ciò che un uomo malato ha saputo scrivere». Con queste parole si esprime Debussy in merito alla Sonata n.3 (1916-1917), che nonostante l’apparente serenità di cui sembra permeata, fu composta in un momento di grande sofferenza dell’autore, che difatti si spense quello stesso anno. L’allegro vivo d’apertura presenta un inciso melodico dipinto con variazioni in cui violino e pianoforte sono protagonisti. Il secondo movimento, l’Intermède - Fantasque et léger, quasi improvvisativo, colpisce per gli eleganti disegni del violino la cui timbrica dipinge un piacevole contrasto con le brillanti ritmiche del pianoforte, in un gioco ironico che ritroviamo anche nel Très animé conclusivo, ricco di virtuosismi in cui, come già nella Sonata di Mozart, il violino ripropone con maggior slancio il tema del primo tempo. Apprezzabilmente differente la monumentale Sonata in la maggiore n.9 op.47 di Ludwig van Beethoven (1802-1803), omaggio al violinista Rodolph Kreutzer, che la definì «oltraggiosamente incomprensibile» per la sua difficoltà. Evidente, difatti, è la volontà dell’autore di concedere uguale rilievo ad entrambi gli strumenti attraverso elementi di conflitto dinamico. Il primo movimento si apre col breve adagio sostenuto, un’introduzione lenta che porta con maestria all’energico presto, caratterizzato da un moto perpetuo e dall’utilizzo di poche note ripetute che danno plasticità al suono imprimendolo nell’ascoltatore. Il secondo movimento, invece, è un andante in quattro variazioni ricche di ornamenti barocchi ed intense figurazioni ritmiche che con la lunga coda trasportano al caratteristico finale – presto, un vorticoso ritmo di tarantella in 6/8, interrotto solo per lasciar spazio alla forma del corale, ultima raffinata dimostrazione del genio del compositore. Elena De Bellis

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Daniele Orlando Ha studiato con D. Szigmondy intimo amico di B. Bartòk e si è perfezionato con A. Chumachenco e B. Kuschnir. All’ età 17 anni, il debutto con il Concerto di Tschaikowsky diretto da Donato Renzetti che ha scritto di lui “credo senza ombra di dubbio che Orlando sia una delle scoperte più importanti delle nuove generazioni di solisti.” In seguito si esibisce con i Concerti di Beethoven, Sibelius, Mendelssohn, l’integrale dei 5 Concerti di Mozart e col Concerto di Chausson con Bruno Canino. È stato membro dell’ “Orchestra Mozart” diretta da Claudio Abbado. Dal 2009 è Spalla dell’“Officina Musicale” e dal 2014 è Spalla dei “Solisti Aquilani”.

74 Elisabetta Mangiullo Si diploma con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce sotto la guida di Marigrazia Lioy, approfondisce i suoi studi con Laura de Fusco, Franco Scala, Aldo Ciccolini, Achucarro seguendo corsi, seminari e masterclass. Consegue il diploma Accademico di II livello presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli con il massimo dei voti e la lode. Vincitrice di numerosi concorsi pianistici tra i quali “Thalberg”, “Speranza”, “Treviso”. È stata ospite di importanti istutuzioni concertistiche esibendosi in sedi prestigiose: Auditorium “Giuseppe Verdi” di Milano, “Teatro Argentina” di Roma, “Teatro Tumanishvili” di Tblisi in Georgia, “Università della Musica” di Graz in Austria, “Istituto Italiano di Cultura” di Budapest.


Franz Liszt

Venerdì 11 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

I pilastri del pianismo tra ’800 e ’900 Recital

Fryderyk Chopin

Franz Liszt (Raiding, 1811-Bayreuth, 1886) Dopo una lettura di Dante: Fantasia quasi Sonata Consolazione n.3 Tarantella

Sergei Rachmaninov

Sergei Rachmaninov (Velikij Novgorod, 1873Beverly Hills, 1943) Sonata n.2 op.36 in si minore Allegro agitato Non Allegro Allegro molto

*** Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810Parigi, 1849) Ballata n.1 op.23

Vincenzo Baglio pianoforte

GUIDA ALL’ASCOLTO I pilastri del pianismo tra ’800 e ’900 Franz Liszt viene ricordato principalmente come uno dei più grandi virtuosi del pianoforte, come rivoluzionario innovatore del linguaggio e della tecnica pianistica nonché precursore del Poema Sinfonico e della ‘musica a programma’. Tale definizione include tutte le composizioni che narrano, descrivono o prendono spunto da contenuti extramusicali. Il virtuoso ungherese riteneva che la musica dovesse avere “il compito di parlare una lingua diversa da quella delle parole, delle pitture o delle architetture, la lingua delle note, da anima ad anima.” Grande era il suo desiderio di comunicare, raccontare, ed essere compreso. Questa sera avremo il piacere e l’onore di ascoltare tre “racconti” di questo grande autore.

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Molteplici furono i viaggi e i soggiorni europei del pianista cosmopolita, e alcuni di essi lo ispirarono particolarmente: nacque così una celebre raccolta, suddivisa in tre libri, Années de pèlerinage (Anni di pellegrinaggio). I tre libri portano i nomi dei Paesi in cui Liszt visse (Svizzera e Italia), e ciascun brano musicale contiene dei precisi riferimenti al Paese indicato nel titolo. Il brano Après une lecture du Dante - Fantasia quasi sonata fa parte del secondo libro della raccolta, “Italie” , e venne composto nel 1839 durante il soggiorno di Liszt in Italia. Qui il musicista ebbe l’opportunità di conoscere e apprezzare la storia, la pittura e la letteratura italiana e rimase profondamente colpito da Dante e Petrarca. Dalla lettura della Divina Commedia fu infatti ispirato alla composizione della Fantasia quasi sonata, nella quale è palese il contrasto tra le atmosfere ‘infernali’ e quelle ‘paradisiache’. Al secondo libro delle Années de pélerinage venne poi aggiunto un ‘supplemento’, un brano che intendeva nuovamente omaggiare la bella Italia, intitolato Venezia e Napoli. Di questo pezzo stasera ascolteremo solo il terzo movimento, la Tarantella. Brillante, vivace e di chiaro richiamo partenopeo è basata sulla tarantella di Guillaume Louis Cottrau. La celebrazione della vivacità napoletana fa da seguito ai due omaggi a Venezia, il primo movimento La Gondoliera (basato sulla canzone popolare La Biondina in Gondoletta di Giovanni Battista Perucchini) e il secondo movimento Canzone (basato sulla canzone del Gondoliere nell’opera Otello di Gioacchino Rossini). Altra celebre raccolta Lisztiana è quella delle sei Consolazioni. Il terzo pezzo, la Consolation n.3, è una sorta di notturno che riporta alla mente quelli di John Field e di Frydeyk Chopin. Il brano viene mormorato dolcemente dal pianoforte in un registro che si mantiene tra il piano e il pianissimo ed è interamente immerso in un’atmosfera trasognata. E’ curioso notare come proprio per queste caratteristiche il grande pianista Horowitz scelse di suonare questo brano per testare l’acustica del Teatro alla Scala. Il secondo grande compositore della serata è Fryderyk Chopin. L’arte di questo ‘poeta della musica’ è rappresentata in ogni suo aspetto all’interno delle Ballate. Nell’epoca medievale la ‘ballata’, detta anche ‘canzone a ballo’ era una composizione letteraria destinata al canto e alla danza; il termine ‘ballata’ fu poi ripreso da Chopin, il quale fu il primo ad utilizzarlo per composizioni musicali esclusivamente strumentali, diventando così il padre della ballata ottocentesca. Molto probabilmente le  ballate chopiniane presero ispirazione da quattro poemi del grande poeta polacco Mickiewicz, anche se non contengono nessun riferimento esplicito ai poemi. La Ballata n. 1 op. 23 di Chopin è una delle composizioni più celebri del romanticismo musicale. Densa di drammaticità e innovazione, dolce e sognante da un lato, esplosiva e virtuosistica dall’altro, la prima ballata destò un incredibile stupore alla sua apparizione, e fu definita da Schumann “selvaggia e caratteristica”. Com’era consuetudine dell’epoca la composizione fu dedicata all’Ambasciatore francese Monsieur le Baron de Stockhausen e, senza dubbio, denota l’adesione di Chopin ad un clima culturale caratterizzato dal risveglio di una coscienza nazionale che portò all’insurrezione polacca del 1830. Ci spostiamo tra Russia e America con il terzo autore: Rachmaninov. Di origini russe, il compositore fu costretto a lasciare la patria ed emigrare negli Stati Uniti nel 1918, un anno dopo la rivoluzione d’Ottobre. In America intraprese la carriera di pianista-


interprete, ma non abbandonò mai la composizione, che lo aveva reso celebre precedentemente in Russia. Tra il 1907 e il 1913 nacquero le sue due più celebri sonate, la Sonata n.1 op.28 ispirata al Faust di Goethe e la Sonata n.2 op.36 in si bemolle minore, che verrà eseguita questa sera. La sonata è composta da tre movimenti: allegro agitato, non allegro e l’istesso tempo-allegro molto e sintetizza al suo interno due elementi fondamentali, quali la concezione virtuosistica di Rachmaninov e la sua visione lirica e intimistica. Giulia Amatruda Vincenzo Baglio Si diploma diciannovenne presso il Conservatorio “F. Cilea” con lode e consegue il biennio di II livello in Discipline musicali - Pianoforte solistico con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma sotto la guida di Franco Medori, Giuseppe Scotese, Paolo Spagnolo, Carlo Bruno, Lorenzo Tozzi. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero esibendosi per: “Accademia nazionale di Santa Cecilia”, RAI RADIO3, “Amici della Musica”, “Agimus”, “Amici dell’Opera”, “Scuola Musicale di S. Rocco” (Venezia), “Istituti Italiani di Cultura”, “Compagnia per la Musica” in Roma, “Festival pianistico di Spoleto”, “Festa europea della Musica” di Roma, “XXII Festival internazionale di mezza estate”.

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Mauro Giuliani

Heitor Villa-Lobos

Lunedì 14 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Fantasie e affreschi sonori

78 Giovani talenti in concerto

Duo Amatruda - Cruciano Giulia Amatruda flauto Chiara Cruciano chitarra

Duo Mancini - Sentuti Marco Mancini sassofono Francesco Sentuti pianoforte

Celso Machado

Mauro Giuliani (Bisceglie, 1781-Napoli, 1829) Serenata il sol maggiore op.127 Maestoso Minuetto. Allegretto Tema con variazioni Andantino mosso Rondò. Allegro Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro, 1887-ivi, 1959) Bachianas Brasileras n.5 Celso Machado (Ribeirão Preto, 1953) Quebra Queixo Paçoca (Choro) Jacques Ibert (Parigi, 1890-ivi, 1962) Entr‘act ***

Jacques Ibert

Jules Demersseman (Hondschoote, 1833-1866) Fantaisie sur un théme original op.32 Paul Creston (New York, 1906San Diego, 1985) Sonata op.19 With Vigor With Tranquility With Gaiety Takashi Yoshimatsu (Tokyo, 1953) Fuzzy Bird Sonata Run, Bird Sing, Bird Fly, Bird Pedro Iturralde (Falces, 1929) Pequena Czarda per sassofono e pianoforte


Jules Demersseman

Paul Creston

Takashi Yoshimatsu

Pedro Iturralde

GUIDA ALL’ASCOLTO Fantasie e affreschi sonori Entr’acte è un pezzo nato dall’amore per la Spagna e per la letteratura iberica del parigino Jacques Ibert (Parigi, 15 agosto 1890 – Parigi, 5 febbraio 1962). Nel 1935 il compositore scrisse le musiche per una produzione francese del dramma El médico de su honra di Pedro Calderón de la Barca; da queste musiche venne estratta l’entr’acte e venne arrangiata per flauto o violino e chitarra o arpa. Fortemente influenzato dal ritmo brillante del Flamenco il brano riesce quasi a ricreare l’immagine di una ballerina spagnola che danza con passione, sia nella breve e focosa parte iniziale che nella ‘serenata’ solistica della chitarra. Chiudendo gli occhi sulle note dei due brani Paçoca e Quebra Queixo si potrà immaginare di essere sulla spiaggia di Ipanema di Rio de Janeiro, ammirando da lontano il Corcovado con il suo imponente Cristo Redentor. L’atmosfera tipicamente brasiliana in cui si immergerà l’ascoltatore richiama le origini del compositore contemporaneo, Celso Machado (Ribeirão Preto, 27 gennaio 1953). Compositore, chitarrista e percussionista Machado è considerato uno dei più virtuosi e versatili musicisti della musica Brasiliana odierna. I due brani Paçoca e Quebra Queixo appartengono al genere musicale detto Choro, costituito dall’accostamento della musica popolare brasiliana ai vigorosi ritmi africani e ad elementi europei come il valzer e la polca. Continuiamo ad inoltrarci tra i vicoli delle cittadine brasiliane, e ad un tratto si ode un canto leggero che sembra unire le tradizioni popolari alle invenzioni compositive di un altro luogo, di un’altra epoca, di Bach. Heitor Villa-Lobos, musicista ed orgoglio nazionale, si cimentò in nove composizioni ispirate alla tradizione e alla musica classica nello stile di Bach portando alla luce le Bachianas Brasileiras, oggi la più conosciuta ed eseguita è la n.5, originariamente pensata per soprano ed otto violoncelli, ma che ben si adatta ad un organico ridotto. Una musica dolce, una storia che si evolve e si racconta in un’epoca quasi romantica: la Serenade op.127 per flauto e chitarra di Mauro Giuliani, nome degno di nota nel repertorio chitarristico, è un piccolo gioiello nella musica da camera che ben si presta alle mutevoli sonorità dei due strumenti i quali paiono immersi in un dialogo appassionato. L’invenzione melodica spicca nella forma del tema con variazioni che

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fa da cuore centrale della composizione e si inserisce tra un maestoso, un minuetto, un trio ed infine un rondò. Trascorsi appena vent’anni dall’invenzione del saxofono, Fantasie sur un théme original op.32, composta nel 1864 dal Francese Jules Demersseman, rappresenta uno dei primi capolavori del repertorio per saxofono e pianoforte. Si tratta di una composizione in pieno stile rossiniano che ci rivela già le possibilità incredibili di uno strumento ai suoi albori, in cui emerge oltre al fraseggio melodico accattivante, una elevata struttura tecnica. Questo lavoro testimonia la grande popolarità raggiunta dal saxofono già a pochi anni dalla sua invenzione. Segue la Sonata op.19 in tre movimenti di Paul Creston compositore e pianista statunitense, nella forma musicale più tradizionale dello stile neoclassico. È una delle più interessanti e originali composizioni per saxofono contralto e pianoforte. Creston unisce, in una composizione oramai eseguita in tutto il mondo, energia, varietà, interessi musicali attinti da altri stili, freschezza e brillantezza che lo contraddistinguono da alcuni autori della sua epoca come ad esempio Glazunov e Ibert. Alla ricerca di possibili sonorità che il saxofono può creare, dal suono carezzevole al rumore vero e proprio, il compositore giapponese Takashi Yoshimatsu con la sua Fuzzy Bird pubblicata nel 1995, ci regala una composizione di un fascino più unico che raro, ricca di pathos ma allo stesso tempo energica e frizzante. In essa è presente la fusione di altri stili musicali con particolare predilezione per la musica orientale, in un unica composizione. Le tecniche utilizzate e le sonorità adoperate, sono ispirate ai suoni della natura più incontaminata, in particolare al mondo degli uccelli (da cui prende il titolo la stessa). Risulta essere un lavoro molto avventuroso che fornisce al solista e al pianista delle sfide davvero avvincenti con contrasti e varietà di carattere. Il programma si conclude con Pequeña Czàrdàs, del sassofonista e compositore spagnolo Pedro Iturralde il quale, sulla falsariga della famosissima Czàrdàs di Vittorio Monti, ha dedicato al saxofono questa accattivante composizione dove i numerosi virtuosismi e i momenti di lirismo vengono messi in grande rilievo. Giulia Amatruda, Chiara Cruciano e Cristian Mele Giulia Amatruda Si diploma in Flauto con il massimo dei voti sotto la guida di Antonio Amenduni e consegue con il massimo dei voti e la lode la Laurea di Secondo Livello in Discipline Musicali e si perfeziona alla “Scuola di Musica” di Fiesole. Sta concludendo il corso di Laurea in Didattica della Musica presso il Conservatorio di Foggia e frequenta l’“Accademia Internazionale” di Imola con Maurizio Valentini e Andrea Oliva. Ha conseguito importanti riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali, e l’idoneità come orchestrale nella Marina Militare Italiana. È ottavinista stabile dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta e suona in orchestre nazionali e formazioni da Camera.


Chiara Cruciano Si diploma brillantemente presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sezione staccata di Rodi Garganico con Marco Salcito perfezionandosi con maestri noti nel panorama internazionale quali Oscar Ghiglia e Aniello Desiderio. Si esibisce in qualità di solista e in formazioni da camera; risulta vincitrice di Primi premi fra i quali il Concorso Nazionale di esecuzione musicale “Fausto Polverini” e il Concorso Nazionale di “Capitanata 2009”. Attualmente è docente di chitarra presso la “Scuola di Musica ’900” di San Giovanni Rotondo e frequenta il secondo ed ultimo anno del Biennio specialistico in Didattica presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Duo Mancini - Sentuti Marco Mancini, nato nel 1998, iscritto al 1° anno del Triennio accademico nella classe di Sassofono di Daniele Berdini e Francesco Sentuti, nato nel 1998 , iscritto all’8° anno nella classe di pianoforte di Giusy De Berardinis. Suonano insieme dal 2012 e sono risultati vincitori di importanti concorsi Nazionali ed Internazionali fra i quali “Giulio Rospigliosi” di Lamporecchio (PT), “Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale” di Riccione, finalisti con menzione speciale al Concorso “Società Umanitaria 2012”. Si sono esibiti su RAI 1 alla rassegna dei giovani talenti dei conservatori italiani. Hanno effettuato concerti fra i quali: Associazione musicale culturale “D. Sarro” al Palazzo Discanno di Trani; Stagione concertistica “Assaggi di Musica” presso Facoltà di Economia di Foggia; Associazione Culturale “Etruria Classica” Piombino (LI); Associazione “Amici della Musica” Giovanni Paisiello Lucera; Associazione “Amici per la Musica” Venaria Reale (TO); Associazione “Società Umanitaria” Sala degli Affreschi Milano.

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Heitor Villa-Lobos

Jakob do Bandolim

Orchestra Giovani

Chiostro di Santa Chiara

Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro, 1887-ivi, 1959) Tremzinho do Caipira

Antonio Carlo Jobim

Mercoledì 16 Luglio

Inizio ore 20.30 Inizio ore 21.00

Sogno verde - amarelo

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Ernesto Nazareth

Choro Orchestra

del Conservatorio “Umberto Giordano”

Gianluca Persichetti direzione e arrangamenti Carlo Biancalana coordinamento musicale Stefano Rossini arrangiamenti ritmici in collaborazione con le classi di Canto, Sassofono, Esercitazioni orchestrali

Medley (Samba de uma nota sò-so danco samba)

Jakob do Bandolim (1918-1969) Vibracoes Omaggio allo Choro Ernesto Nazareth (Rio de Janeiro, 1863Jacarepaguà, 1934) Brejero Heitor Villa-Lobos Bachianas Brasileira n.5

Jacob do Bandolim Alvorada Pixinguinha Um a zero Omaggio a Jobim Antonio Carlo Jobim (Rio de Janeiro, 1927New York, 1994) Aguas de Marco Samba do Aviao Luiza Modinha

Finale Joao Bosco (Ponte Nova, 1946) Coisa Feita Chitarre Alessandro Gelormini Andrea Marchesino Chiara Rotunno Danilo delli Carri Ermanno Ciccone Giovanni Sauro Leonardo D’Ambra Luca Murani Luigi Staffieri Maddalena Bianco Raffaele Lotito Sabino Catalano Simona Gallo Cavaquinho Emanuele Lupidi Pierluigi Vannella Basso Alessandro Marchionni Contrabbasso Luciano Pannese


Flauto Ilaria di Lernia Norma di Leo Clarinetto Gianluigi Valente Percussione Ippolito Pingitore Marika Perna Raffaele Delle Fave Rosanna Lo Mele Joao Bosco

Piccola Choro Orchestra dei corsi preaccademici Annalaura di Pierno Antonio Armillotta Antonio Chiella Donato Lo Russo Giovanni Cisternino Laura Cipriano Lucia Mansueto Michele Ivo Galella Nicola Albore

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Carlo Biancalana

Gianluca Persichetti

Stefano Rossini


GUIDA ALL’ASCOLTO Sogno verde - amarelo

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Nell’anno dei mondiali di calcio, la torcida brasileira della Choro Orchestra conclude l’edizione 2014 di “Musica nelle corti di Capitanata”. Con i suoi ritmi incalzanti e le melodie da sogno, l’orchestra diretta da Gianluca Persichetti, Carlo Biancalana e Stefano Rossini – con la collaborazione delle classi di canto, sassofono ed esercitazioni orchestrali – consente al pubblico un viaggio da sogno a Rio de Janeiro fatto non solo di musica, ma anche di tradizioni, sapori e colori del Brasile. Nella prima parte del concerto, infatti, l’orchestra presenta un omaggio allo Choro, l’ossatura di tutta la musica brasiliana, nonché padre del più noto samba e nonno dell’elegantissima bossanova: il repertorio della Choro Orchestra rende omaggio ai capisaldi della musica brasiliana con le meravigliose melodie dei maestri Pixinguinha, Jacob do Bandolim, E. Nazareth per giungere, poi, al colto H. Villa-Lobos, con la meravigliosa e struggente Bachianas brasileira n.5. Nella seconda parte del concerto l’orchestra rende omaggio a Tom Jobim (Rio de Janeiro 1927-New York 1994), il maggiore esponente della bossanova: le sue composizioni sono diventate standard di numerosi musicisti jazz e grandi interpreti come Ellis Regina e Frank Sinatra. Ogni grande musicista ha sentito il bisogno di cimentarsi in questo genere che fonde le caratteristiche della musica popolare brasiliana ed il jazz, dando origine ad armonie e fraseggi decisamente accattivanti. Il gran finale è riservato a João Bosco (Ponte Nova 1946): musicista eclettico e ingegnere di professione, è noto per la singolare fusione tra la cultura musicale araba, i ritmi afro-americani, la bossanova e il jazz. Le sue composizioni sono, da un punto di vista melodico e armonico, tra le più interessanti e innovative nel solco della musica popolare brasiliana. Non resta, dunque, che tuffarci nelle calde atmosfere sudamericane e lasciarci avvolgerci dal ritmo e dal sound brasiliano. Ermanno Ciccone


Choro Orchestra È la prima orchestra Italiana di “Choro”, con un organico di circa 26 elementi, il cui repertorio trae ispirazione dallo Choro brasiliano e lo rivisita in chiave personale e classica. L’orchestra, curata dai maestri Gianluca Persichetti (arrangiamenti), Stefano Rossini (arrangiamenti ritmici), Carlo Biancalana (coordinamento), si propone di diffondere questo stile musicale in Italia e nel resto d’Europa.L’organico è composto da: 13 chitarre, 3 cavaquinhos, 2 flauti, 1 clarinetto, 4 percussioni, batteria, basso, contrabasso, violoncello e voce. Nel repertorio della “Choro Orchestra” sono tenuti in considerazione autori e grandi maestri di questo genere, come Ernesto Nazareth, Pixinguinha, Jacob do Bandolim, Waldir Azevedo, fino a risalire allo choro rivisitato in chiave colta di VillaLobos. Non mancano nel repertorio dell’orchestra anche proposte di grandi autori contemporanei, come Hermeto Pascoal, Egberto Gismonti, Jobim ed altri che, anche se non propriamente autori di Choro tradizionale, sono fortemente legati a quell’esperienza musicale.

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Partecipanti alla XVIII Edizione di “Musica nelle Corti di Capitanata”

Arpa Anna Pasetti Valentina Augelli Basso Marco Loddo Alessandro Marchionni Batteria Antonio Cicoria Vincenzo Mazzoni Leonardo Ramadori Stefano Rossini Cavaquinhos Emanuele Lupidi Pierluigi Vannella Chitarra Nicola Albore Antonio Armillotta Carlo Biancalana Maddalena Bianco Sabino Catalano Antonio Chiella Ermanno Ciccone Laura Cipriano Giovanni Cisternino Leonardo D’Ambra Danilo Delli Carri Annalaura di Pierno Michele Ivo Galella Simona Gallo Alessandro Gelormini Donato Lo Russo

Raffaele Lotito Lucia Mansueto Andrea Marchesino Luca Murani Gianluca Persichetti Luciano Pompilio Giovanni Sauro Luigi Staffieri Antonio Tosques Celesta Donato della Vista Clarinetto Vincenzo Conteduca Michele Dorini Bruno Falanga Gregorio Maria Paone Gianluigi Valente Clarinetto basso Michele Dorini Contrabasso Roberto Della Vecchia Massimiliano Mauthe Michele Mundo Piero Pacillo Luciano Pannese Michele Petrella Giuseppe Rutigliano Michele Schiavone Luca Tomasicchio Giorgio Vendola

Controfagotto Augustin Toma Corno Giovanni Calamita Vincenzo Pio Celozzi Antonio Falcone Giuseppe Graniero Luigi Pensato Antonio Russo Corno inglese Anna Colucci Direzione Marco Angius Loredana Berlantini Michele Cellaro Rocco Cianciotta Luigi De Luca Michele Gasbarro Giovanni Ieie Gianluca Persichetti Ensemble Saxensemble Octophonia Sax Ensemble Ensemble di fiati di Rodi Garganico Coro Giovanile del Conservatorio Fagotto Stefano Rampino Fernando Saracino

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Fisarmonica Cristian Calò Michele Rampino Gabriele Tortorelli Flauto Antonella Centonza Norma Di Leo Ilaria Di Lernia Michele Gravino Laurent Masi Andrea Palumbo Martina Perretti Oboe Anna Colucci Fabrizio Fava Francesco Gerico Domenico Sarcina Myriam Soricaro

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Orchestre Choro-Orchestra di chitarre Orchestra Giovanile Orchestra Sinfonica Orchestra di violoncelli dei Conservatori di Foggia e Monopoli Organo Gaetano Magarelli Ottavino Norma Di Leo Percussioni Raffaele Delle Fave Rosanna Lo Mele Federico Moscato Carmela Marika Perna Ippolito Pingitore Vincenzo Raddato Stefano Rossini Andrea Saracino

Pianoforte Vincenzo Baglio Nicoletta Basta Donato Della Vista Roberto di Napoli Laura Licinio Domenico Monaco Claudia Samele Francesco Sentuti Giuseppe Spagnoli Stefano Taglietti Sassofono Daniele Berdini Antonio Bruno Gabriele Buschi Riccardo Cavaliere Roberto Cocomazzi Paola De Martino Marco Destino Giuseppe Giovannello Gian Piero Guerra Marco Mancini Stefano Mangini Alberto Napolitano Simone Nicola Chiara Parisi Gaetano Partipilo Matteo Quitadamo Antonio Russo Stefano Russo Leonardo Sbaffi Salvatore Simone Michele Spadoni Roberto Vagnini Timpani Marika Perna Giuseppe Sereno Tromba Antonio Carretta Mariangela Gentile Antinea Irmici Vincenzo Marino Martino Pezzolla

Trombone Matteo Pio Greco Enrico Di Sapio Francesco Vitobello Tuba Salvatore Continenza Viola Claudia Laraspata Vincenzo Longo Flavio Maddonni Matteo Notarangelo Francesco Piccininni Elisabetta Piccirilli Antonio Radatti Matteo Luigi Spadone Vincenzo Starace Violino Claudio Adriani Laura Aprile Antonio Barile Elia Caputo Luisa Daniele Elena De Bellis Angelo De Magistris Antonella De Santis Cataldo De Palma Raffaele De Sanio Claudia Di Corcia Francesco Fioretti Davide Gentile Fabrizio Simone Giordano Han Jin Hee Tatiana Krylova Mario Ieffa Francesco Lisena Saverio Lops Irene Marino Ludovica Martino Ilaria Metta Rocco Mucciarone Jamal Ouassini Domenico Pedone


Simona Rampino Margherita Romaniello An Eun Saem Orazio Sarcina Francesca Scarano Giovanna Sevi Alina Scoticalio Margherita Talia Maria Tarantino Rocco Elia Vena Violoncello Chiara Aurora Antonio Aprile Stefano Bruno Alessandra Cacciotta Davide Caiaffa Luca Calzolaio Michela Celozzi Antonia ChillĂ Gianni Cuciniello Matteo De Padova Francesca Della Vista Annalisa Di Leo Tiziana Di Giuseppe Yoon Eunju-Ste Laura Ferulli Marcello Forte Antonietta Gramegna Veronica Lapiccirella Chiara Maglia Lilia Mastrangelo Francesco Mastromatteo Adriano Melucci Daniele Miatto Francesco Montaruli Gianluca Montaruli Claudia Notarstefano Francesco Parente Antonietta Pilolli Ivana Querques Roberta Rubinetti Antonio Sanarica Francesco Tanzi Manuela Tarantelli

Luciano Tarantino Eunju Yoon Davide Wang Giuliana Zito Voce recitante Giovanni Pozzovio

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Mi.U.R. Ministero dell’Università e della Ricerca A.F.A.M. Alta Formazione Artistica e Musicale Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” Foggia

Direttore M° Francesco Di Lernia Presidente Dott. Alessandro Romanelli Vice-Direttore Prof. Donato Della Vista Direttrice Amministrativa Dott.ssa Rosanna Saragaglia

Musica nelle corti di Capitanata XVIII Edizione Direttore artistico Francesco Di Lernia Coordinamento Laurent Masi Coordinamento delle guide all’ascolto Patrizia Balestra, Antonio Caroccia


Il Conservatorio Umberto Giordano di Foggia sostiene i progetti della Missione di Bigene nella Guinea-Bissau Il contributo raccolto con la vendita di questo opuscolo sarà devoluto al Progetto “Avevo fame” promosso dalla Missione di Bigene. Info: http://www.missionaridibigene.it/avevo_fame.html. Nel 2013, sempre attraverso Musica nelle corti di Capitanata, sono stati raccolti 1008 euro a favore del progetto “Una scuola per tutti”. Info: http://www.missionaridibigene.it/amici---co..php


Impaginazione e Stampa: L’EDITRICE DI CAPITANATA srl FOGGIA


Corti di capitanata 2014  
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