FARE n. 54 - DICEMBRE 2021

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FARE 54 DICEMBRE 2021

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Dicembre 2020 2021

in questo numero: In

PREMIO AGENDA MASCAGNI 2030 ONU

Celebrati 10Confindustria anni di storieEmilia d’impresa L’attività di per uno sviluppo sostenibile

RINASCIMENTO DIGITALE PREMIO MASCAGNI 2020

Tecnologie intelligenza per la ripresa Trentadue estorie di tenacia, impegno e cultura d’impresa Autorizzazione del Tribunale di Bologna n.6858 del 26.11.1998 Autorizzazione del-Tribunale di Bologna n.6858 del 26.11.1998 Poste Italiane SpA Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015. Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015.

ISSN 2785-3071

UNIVERSITÀ PREMIO ESTENSE Le interviste ai nuovi rettori di Unibo e Unife Aquila d’Oro 2020 ex aequo Molari e Ramaciotti a Pablo Trincia e Concetto Vecchio

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1 1 1 1 1 1 1

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4

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sommario numero 54 dicembre 2021 DIRETTORE RESPONSABILE Raffaella Mazzali EDITORE FARE S.r.l. via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118 DIREZIONE E REDAZIONE Confindustria Emilia Area Centro ART DIRECTOR Lorella Luccarini - Confindustria Emilia Area Centro STAMPA LABANTI e NANNI Industrie Grafiche Srl viale Marconi, 10 40011 Anzola dell’Emilia (BO) PUBBLICITÀ FARE S.r.l. via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118 PUBBLI’ concessionaria editoriale S.r.l. corso Vittorio Emanuele 113 41100 Modena tel. 059 212194 - fax 059 226627 pubbli@pubbli.it FOTO Archivio Confindustria Emilia Area Centro, Francesca Aufiero, Giacomo Maestri

Presidente Valter Caiumi

focus

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vita industriale

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di Valter Caiumi

di Marco Taddei, Laura Ansaloni, Raffaella Mazzali, Marianna Saguatti e Generoso Verrusio

ICT, motore per l’innovazione

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Speciale Premio Mascagni

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10 anni di storie d'impresa

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Premio Mascagni - La parola ai protagonisti

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Premio Mascagni - L'Albo d'Oro

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Rinascimento digitale. Quale intelligenza per la ripresa?

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"Siamo un Ateneo da primato. È il momento di consolidare la crescita"

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“Mettiamo al centro gli studenti, capitale umano del futuro”

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In nome di Chiara per donare speranza

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rubrica a cura di Rete ICT

di Raffaella Mazzali

di Generoso Verrusio

Direttore Generale Tiziana Ferrari Sede legale e operativa: via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118 www.confindustriaemilia.it

news emilia

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di Marco Taddei e Marianna Saguatti

Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 6858 del 26.11.1998 Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento Postale 70% Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015. Gli articoli presentati possono non rispecchiare le posizioni di Confindustria Emilia che comunque li ritiene un contributo sul piano dell’informazione e dell’opinione

fare 3 Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana



focus Cari Colleghi, nell’ultimo editoriale dell’anno condivido con voi alcune riflessioni che da qualche tempo stiamo maturando e che hanno trovato anche un momento di approfondimento e di confronto nel corso dell’evento “Rinascimento Digitale”, organizzato dalla nostra filiera Servizi Professionali, in collaborazione con altre 15 territoriali di Confindustria, lo scorso ottobre a Modena. Si tratta di un risultato importante, uno dei tanti frutti del modello di delega sistemica ai presidenti di Filiera nel mandato 2018-2022, che ha contribuito alla trasformazione della nostra associazione, tutt’ora in corso. Questi momenti di confronto, e di libera espressione trasversale tra varie culture e mercati del mondo, stimolano e oggettivano quelle che sono le nostre best practices che dobbiamo mettere in pratica con una certa sequenza in un tempo specifico. Infatti, dalla posizione di privilegiato osservatore del nostro mondo emiliano, posso dirvi che l’anno che ci attende continuerà ad essere quello delle scelte, con un ritmo però sempre più serrato. L’accelerazione digitale degli ultimi 24 mesi, non è stata solo la risposta necessaria ad un bisogno impellente, ma ci ha proiettato quasi inconsapevolmente, in avanti di parecchie decine di anni. Avvertiamo che ci sono degli effetti collaterali di questa onda d’urto, degli squilibri che si sono creati, ma non dobbiamo giudicarli necessariamente negativi. Ripartendo proprio da qui, dobbiamo trovare il nostro piano di azione, consapevoli che processi, delega, modelli organizzativi dovranno cambiare. Ognuno sta vivendo esperienze, ed il miglior frutto che possiamo portare alla nostra comunità è quello di scambiarci con generosità ciò che stiamo vivendo, perché sia spunto di declinazione anche in altre realtà. Le nostre imprese, chiamate a rispondere al mercato con prodotti e servizi sempre più sfidanti, frutto di una ricerca approfondita dell’esigenza della domanda, sono certo che nel prossimo anno avranno un quadro di riferimento nuovo: amico del pianeta, delle persone e dell’impresa. Perché il percorso Onu 2030 è avviato, lo vedo già nei fatti, e con il nostro Fare Insieme Podcast, vi veicoleremo con rapidità. Con l’auspicio che tutto ciò possa avvenire quante più volte possibile, colgo l’occasione per fare a voi, alle vostre famiglie e ai vostri collaboratori i miei più cari auguri per un sereno Natale.

Valter Caiumi

Presidente Confindustria Emilia Area Centro

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Marco Taddei Laura Ansaloni Raffaella Mazzali Marianna Saguatti Generoso Verrusio

ACETAIA GIUSTI INAUGURA DUE NUOVE FILIALI A HONG KONG E IN GERMANIA Non si arresta la crescita internazionale di Acetaia Giusti. La più antica casa produttrice di Aceto Balsamico di Modena, fondata nel 1605 e guidata oggi dalla 17esima generazione della famiglia, ha infatti inaugurato nei mesi scorsi a Hong Kong e in Germania

altre due filiali commerciali estere. Dopo l’apertura nel 2017 della prima filiale estera in Corea del Sud, e nel 2019 di quella negli Stati Uniti, le nuove aperture confermano sia la sorprendente forza del brand sia la scelta di investire in modo massiccio nei mercati chiave per l’export del made in Italy gastronomico attraverso strategie diversificate area per area, assunzione di personale in loco e volontà di farsi promotori di una vera e propria cultura dell’Aceto Balsamico. Una visione strategica che nasce proprio dal grande appeal che l’Aceto Balsamico Giusti esercita nel mondo, anche grazie alla capacità dell’azienda di raccontare il meglio della tradizione di un’intera regione, attraverso un prodotto di grande qualità e versatilità. Oggi Acetaia Giusti è presente nei department store, boutique e ristoranti più esclusivi in oltre 50 Paesi nel mondo. Un’azienda rivolta al futuro quindi, ma con solide radici nel passato; sono trascorsi infatti oltre 400 anni da quando gli antenati della famiglia Giusti avviarono le prime

vita industriale batterie di botti nella soffitta della loro casa di via Farini a Modena. Da allora, ognuna delle 17 generazioni ha tramandato la sapienza, la sensibilità e la passione necessarie a produrre un Aceto Balsamico di grande qualità. Una storia ricca di premi e di riconoscimenti ottenuti durante le Grandi Esposizioni nazionali e internazionali di fine ‘800 e inizio ‘900, tra cui le 14 medaglie d’oro che ancora oggi caratterizzano l’etichetta Giusti. Da Parigi ad Anversa, passando per Bruxelles, gli Aceti Balsamici Giusti hanno raggiunto un successo unanime tra il pubblico europeo e non solo, arrivando a conquistare anche il Re d’Italia Vittorio Emanuele III, il quale conferì ai Giusti l’alto privilegio di esibire lo stemma della Real Casa Savoia sulle proprie bottiglie. Proprio per raccontare la storia della famiglia Giusti e dell’Aceto Balsamico di Modena e condividere la cultura di questa eccellenza italiana, nel 2018 è stato inaugurato il nuovo Museo Giusti. Un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso l’inestimabile patrimonio di oggetti e documenti storici, un’esperienza unica tra le antichissime botti dell’acetaia e la degustazione delle migliori collezioni di aceto balsamico. Ogni anno, Acetaia Giusti accoglie nei propri spazi oltre 25mila visitatori provenienti da tutto il mondo; inoltre, con l’obiettivo di diffondere maggiormente la conoscenza di questo prodotto, nel 2019 è stato aperto il primo punto vendita diretto di Acetaia Giusti, la Bottega di Piazza Grande, a Modena; una piccola boutique dedicata all’Aceto Balsamico Giusti, affacciata sulla piazza patrimonio Unesco diventata simbolo dell’artigianalità modenese. Grazie alla crescita continua e con un fatturato previsionale di oltre 10 milioni di euro per il 2021, l’amministratore delegato Claudio Stefani continua a portare avanti brillanti obiettivi di espansione. Tra questi, l’ampliamento della rete di vendita diretta con la prossima apertura di due nuovi pun-

ti vendita, a Milano e a Bologna, e un importante rinnovamento dello stabilimento produttivo, ampliando la struttura in una chiave moderna, smart, efficiente e sostenibile. Un investimento strategico per lo sviluppo dell’attività che aspira a migliore il benessere dei dipendenti e del territorio e che porterà a un conseguente aumento dei posti di lavoro.

AD CONSULTING, TRA PARTNERSHIP DIGITALI ED EVENTI CULTURALI AD Consulting, azienda modenese specializzata in servizi di consulenza per la trasformazione digitale, ha stretto nei mesi scorsi una collaborazione con SIXTEMA, partner tecnologico e digital enabler di PMI e associazioni di categoria, che promuove la digital transformation delle imprese italiane. Insieme le due realtà collaboreranno alla realizzazione di un portale digitale della qualità per supportare le imprese in un progetto di digitalizzazione che consentirà di dimostrare le caratteristiche dei propri prodotti e processi produttivi, mettendo

Il conduttore radiofonico e televisivo Alvin, protagonista con le sue opere della mostra “Wayout MYndset”

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a disposizione una vetrina per abilitare la collaborazione tra aziende e fornitori. Un percorso della qualità a 360 gradi che collegherà anche i dati di tracciabilità dei lotti di produzione alla tecnologia blockchain integrandoli con soluzioni IoT, smart monitoring e locationing. Obiettivo del progetto, che nella sua fase iniziale sarà rivolto al territorio emiliano, è creare una ‘community della qualità’ per aiutare le aziende italiane a comunicare e condividere in modo trasparente dati e informazioni sui lotti e sui processi di produzione con potenziali nuovi partner e con i clienti e consumatori. La presenza sul portale offrirà l’opportunità di arricchire il valore aziendale e migliorare l’esperienza di acquisto grazie alla generazione di un QR Code che fornirà tutte le informazioni sul prodotto e sulla filiera. Le imprese potranno infatti pubblicare tutte le informazioni - documenti, certificati, anche con valore legale grazie alle soluzioni InfoCert, immagini - utili a dimostrare la qualità e la trasparenza della gestione dei processi, creando ulteriore valore al prodotto e favorendo l’economia territoriale. “Mettiamo a fattor comune di questa partnership le nostre competenze sulle tecnologie IoT, smart monitoring e locationing volte a migliorare la produttività delle aziende attraverso una corretta interpretazione dei dati di produzione e di individuazione immediata dei prodotti all’interno degli spazi che potranno così dimostrare un’efficienza superiore a favore della qualità”, commenta Andrea Goldoni, membro dell’Executive Board di AD Consulting. L’azienda modenese ha a cuore anche la cultura. Con la recente iniziativa OFFICIart, AD Consulting si Andrea Goldoni, executive board di AD Consulting

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è infatti fatta carico di ospitare la prima personale dell’artista milanese Alvin, noto al grande pubblico nazionale come conduttore radiofonico e televisivo. “Wayout MYndset” è il titolo della mostra. Venticinque le opere esposte fino al 7 gennaio presso OFFICIart, progetto eclettico che inserisce un piccolo spazio espositivo nel contesto lavorativo e nel quotidiano di tutti i collaboratori, clienti, addetti ai lavori e partner che ogni giorno hanno accesso agli uffici di AD Consulting Group, nella città di Modena. Provocazione, passione, riflessione. Un insieme di emozioni capaci di dare vita e concretezza ad ambienti sociali in cui tradizione e tecnologia li attraversano parallelamente. Sono i concetti alla base delle opere di Alvin che lo spazio OFFICIart espone. Tra le novità della mostra, una delle opere esposte sarà incompleta: l’autore invita i visitatori durante tutta la durata dell’esposizione a esprimersi attraverso la propria creatività personalizzando la tela, dando così vita a una forma di interattività artistica unica, stimolando una funzione vitale che tutti possediamo e non utilizziamo appieno.

ALCE NERO LANCIA LA NEWCO RAN PER IL “READY TO EAT” Una nuova area di attività per Alce Nero, storico gruppo del biologico italiano con sede a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, con importanti prospettive di crescita. Il marchio di agricoltori e trasformatori biologici impegnati dal 1978 nel produrre cibi buoni, frutto di un’agricoltura che rispetta la terra e la sua fertilità, amplia infatti il proprio campo d’azione entrando nel ready to eat grazie a “Ristorazione Alce Nero” (RAN), una NewCo dedicata, costituita recentemente, che offre un servizio esclusivo alle strutture ricettive che vogliono proporre un’offerta di qualità ai propri clienti. Grazie alla collaborazione con BioQitchen, società specializzata nel catering

gourmet e parte del gruppo HQfood&beverage, l’azienda bolognese è oggi l’unica società in Italia in grado di fornire menù completamente biologici ad alberghi, resort, strutture ricettive d’eccellenza ed eventi, con un’attuale capacità produttiva di 12.000 pasti al mese che presto crescerà ancora grazie a nuovi progetti e sperimentazioni. La formula è stata avviata a luglio col gruppo Qc Terme, che finora ha portato alla fornitura di oltre 40.000 piatti nelle strutture italiane e francesi del gruppo, ma presto si amplierà anche a club house, golf club e primarie catene alberghiere. C’è già stata anche un’ulteriore tappa nell’ambito di Eroica, la manifestazione cicloturistica di Gaiole in Chianti, nel senese, che si è svolta a inizio ottobre, cui Alce Nero ha fornito circa 2.000 pasti elaborati con prodotti Alce Nero Bio. Ed è già stata avviata anche una collaborazione con AICA, l’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che consentirà presto nuovi sviluppi. “Si tratta di un’importante innovazione, sia per Alce Nero che per il mercato”, spiega Stefano Pratesi, project manager di RAN. “Attualmente Alce Nero è l’unica realtà italiana in grado di poter offrire un servizio del genere, che unisce l’alta qualità alla filosofia Bio che ispira da sempre la nostra azienda, consentendo inoltre concrete possibilità di rispar-



mio per gli operatori che non hanno nella cucina il proprio core business ma non vogliono rinunciare a un’offerta di alta qualità”. La NewCo RAN, costituita nel corso del 2020, ha consentito l’apertura di Alce Nero al mondo del catering e degli eventi, del turismo esperienziale, della formazione e della consulenza. Ma recentemente ha trovato un nuovo campo di applicazione grazie ai piatti elaborati nei laboratori BioQitchen a partire da prodotti Alce Nero e consegnati alle strutture ricettive già pronti in atmosfera controllata, con le istruzioni necessarie per rigenerarli e prepararli a regola d’arte sul posto. Menù interi, da colazione a cena, passando per gli aperitivi, preparati con prodotti Bio Alce Nero e che variano periodicamente per consentire la rotazione delle pietanze negli alberghi e nei resort serviti.

A FERRARA IL NUOVO SITO PRODUTTIVO DI BENVIC Benvic, gruppo europeo punto di riferimento nella produzione di soluzioni termoplastiche innovative e di biopolimeri attivo in sei Paesi con circa 550 dipendenti, ha inaugurato a Ferrara nell’ottobre scorso il suo nuovo sito produttivo. Alla presentazione, oltre al management dell’azienda composto da Luc Mertens, amministratore delegato del Gruppo Benvic, e da Luca Lussetich, responsabile Benvic Italia, hanno partecipato Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, Vincenzo Colla, assessore allo sviluppo della Regione Emilia-Romagna, Angela Travagli, assessore alle attività produttive del Comune di Ferrara, Giacomo Pirazzoli, responsabile della sede di Ferrara di Confindustria Emilia, e i rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali locali. Il nuovo sito produttivo di Benvic, a Ferrara, è il risultato di un piano di crescita iniziato nel 2018 quando Investindustrial, uno dei principali gruppi di investimento indipendenti in Europa fondato da Andrea Bonomi, è entrato nel capitale del Gruppo Benvic. Nello stesso anno, infatti, il Gruppo Benvic con la sua realtà italiana ha avviato una serie di acquisizioni. La prima è stata il

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salvataggio di Vinyloop, che ha permesso di avviare un processo di riconversione degli asset tutelando così i posti di lavoro esistenti. Nel 2019 è stata invece acquisita Plantura, operazione che ha segnato un passo importante poiché ha consentito l’avvio della produzione di biopolimeri sostenibili ad alte prestazioni. Sempre nel polo di Ferrara, è stata inoltre avviata la Linea 10, prima linea non PVC del Gruppo con una capacità produttiva di circa 5mila tonnellate annue. Questo percorso di sviluppo è proseguito anche nel 2021, anno dell’acquisizione delle attività di compounding di Celanese in fase di dismissione. L’intervento di Benvic ha consentito non solo di tutelare i 35 lavoratori esistenti, ma di assumerne altri 20, con conseguenti impatti sociali positivi per il territorio. Anche la proposta di prodotti si è ampliata in tre segmenti: Appliance PP, per il settore elettrodomestico, Infill, per campi sportivi sintetici, e Footwear destinato al mercato europeo della calzatura. Questa diversificazione ha portato alla creazione della nuova divisione Xtended®, guidata da Luca Battistoni. Manager di grande esperienza nelle vendite, nel marketing e nello sviluppo degli engineering polymers, Battistoni è recentemente entrato in Benvic con lo scopo di ampliare il portafoglio prodotti e raggiungere più alti livelli di redditività. Oggi il polo di Ferrara presenta dunque un’offerta completa che si aggiunge al PVC, fornendo prodotti innovativi come i polimeri bio-based e i tecnopolimeri Xtended®. Questo ampliamento consente di offrire soluzioni per la maggior

parte dei clienti in linea con gli sviluppi del mercato e in ottica sempre più sostenibile. “Sono orgoglioso di presentare la nuova configurazione del sito produttivo di Ferrara che, grazie alle sinergie tra le diverse attività, rappresenta un modello per l’intero Gruppo e per il settore. Il polo è stato infatti capace di raggiungere con rapidità gli obiettivi alla base della nostra strategia globale che consisteva, da un lato, nella crescita e diversificazione delle attività e, dall’altro, nella ricerca di materiali che assicurassero margini migliori”, ha dichiarato Luc Mertens a margine dell’inaugurazione.

BIEFFE PROJECT, NUOVA SEDE NEL CUORE DI MODENA Bieffe Project, società di engineering specializzata nella progettazione industriale e consulenza per il settore automotive e manifatturiero, ha inaugurato il quinquennio 2021-2025 con il suo nuovo headquarter nel cuore di Modena in Via Emilia Ovest. Nata nel 2002 a Modena, cuore pulsante della Motor Valley italiana, l’azienda nel corso degli anni ha sviluppato specifiche competenze che le hanno permesso di partecipare attivamente alla realizzazione di importanti progetti. Grazie al suo knowhow, Bieffe Project è infatti in grado di seguire tutte le fasi del progetto partendo dai primi bozzetti stilistici, passando per l’intero sviluppo di prodotto e di processo (engineering, virtual validation, project



management, tool manufacturing e prototyping) sino ad arrivare alla completa produzione. La società modenese è inoltre fornitrice certificata di servizi d’ingegneria a 360 gradi di alcune delle più importanti ODM internazionali ed è in possesso delle certificazioni di qualità ISO-9001:2015 e Tisax – ISO/IEC 27701. Tra il 2015 e il 2020, attraverso un periodo di crescita continua e costante, Bieffe Project ha più che raddoppiato le proprie risorse con una squadra di oltre cinquanta persone altamente qualificate formata da ingegneri, progettisti e designer. “La visione innovativa e la passione verso la progettazione, che da sempre ci contraddistinguono, hanno portato in tutti questi anni la nostra azienda a investire fortemente su persone, tecnologie e nelle attività di R&D”, spiegano da Bieffe Project. Nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo è stata creata la divisione Befoolish3D, un innovativo laboratorio che unisce l’hi-tech alla competenza, dove si realizzano fisicamente i progetti dell’azienda e dei clienti, utilizzando il design for additive manufacturing e le tecnologie dell’industria 4.0. Befoolish3D è dotata di moderne stampanti 3D, scanner di ultimissima generazione e di frese CNC di precisione ideali per la prototipazione e la piccola serie. Negli ultimi anni il reparto R&D ha inoltre depositato ben cinque brevetti nel campo della new mobility, del biomedicale e delle stampanti

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3D. Sempre attenta alla formazione dei propri dipendenti, con corsi ad hoc, l’azienda modenese partecipa a progetti di ricerca internazionali e collabora con le più prestigiose facoltà universitarie di ingegneria italiane ed europee. “Nell’ottica di un piano di sviluppo continuo e globale abbiamo inaugurato il quinquennio 2021/2025 con il nuovo headquarter nel cuore di Modena e puntiamo al lancio della nuova idea di piattaforma di veicoli elettrici per il trasporto urbano, da cui seguirà la progettazione di pianali per vetture hypercar hybrid e full-electric. Inoltre, nel 2022, progettiamo l’avvio della produzione del primo pianale elettrificato di categoria L7 ad alte prestazioni 100% made in Italy e il rafforzamento del nostro core business nella progettazione meccanica con un’ulteriore crescita del Gruppo”, dichiara Franco Bonavigo, amministratore unico di Bieffe Project. “Le nuove piattaforme di veicoli elettrificati e la nuova sede sono solo i primi passi di questo nuovo ciclo che punta a portare la Bieffe project ai vertici nazionali della progettazione e della ricerca in ambito automotive”, conclude Bonavigo.

BOMPANI È “MARCHIO STORICO DI INTERESSE NAZIONALE” Un riconoscimento alla storia e ai valori dell’azienda: il ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 10 settembre ha iscritto Bompani nel Registro speciale dei

marchi storici di interesse nazionale, prerogativa riservata unicamente ai marchi italiani in uso continuativo da più di 50 anni e relativa a imprese produttive nazionali di eccellenza storicamente collegate al territorio nazionale. Tutte caratteristiche che l’impresa modenese porta con sé: nasce, infatti, nel 1954 grazie all’iniziativa del suo fondatore, Renzo Bompani, che con capacità imprenditoriale e ambizione ha saputo creare e far crescere nei decenni un’azienda manifatturiera di elettrodomestici innovativa e votata al mercato internazionale. L’attività nasce a Modena e, negli anni Settanta, si estende al ferrarese, valorizzando le migliori qualità e conoscenze tipiche del “saper fare italiano”. Oggi, grazie all’impegnativo lavoro condotto dalla nuova proprietà facente capo, dal 2013, alla famiglia Vento e, soprattutto, al suo amministratore unico Enrico Vento e sua moglie Rebecca Michinelli, i prodotti a marchio Bompani, che contraddistinguono tutti i grandi elettrodomestici per la casa e prodotti per cucinare, sono presenti in Italia ed esportati in tutto il mondo, ambasciatori del migliore made in Italy. In questi quasi 70 anni di storia e grazie alla grande esperienza acquisita nel setA sinistra, il taglio del nastro del Museo CUBOM


Fondazione Fashion Research Italy è il contesto ideale per i professionisti di oggi e di domani in cerca di una formazione in linea con le richieste del mercato. Dalla trasformazione digitale e sostenibile fino alla valorizzazione dell’heritage, i suoi percorsi sono pensati per rendere le aziende consapevoli e pronte ad affrontarne le principali sfide, grazie ad un approccio concreto, garantito da professionisti che in aula condividono know-how ed esperienze sul campo. Fondazione Fashion Research Italy:

il futuro della moda prende forma.


tore, l’azienda ha sviluppato una vasta gamma di prodotti di cottura: cucine free-standing, forni, piani cottura, cappe. Successivamente, si è deciso di completare la gamma introducendo apparecchi per lavaggio e freddo, al fine di offrire una gamma completa di elettrodomestici con il marchio italiano Bompani. E Bompani, nel 2021 festeggia anche un altro importante traguardo: grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, ha inaugurato a Modena il Museo CUBOM (Museo Cucine Bompani) che racconta la storia aziendale dalla fondazione ai giorni nostri. Il percorso espositivo, curato da Paolo Battaglia, si snoda attraverso modelli originali di ogni epoca, immagini storiche, video e testimonianze. Sono visibili modelli originali di cucine risalenti a ogni decennio a partire dagli anni ‘50. “Il modello 9100 del 1971, simpaticamente battezzato ‘Baby’, è stato per molti anni la cucina più venduta in Italia, e si è conquistata un posto nella collezione permanente del Triennale Design Museum, il primo museo del design italiano”, spiega Rebecca Michinelli, responsabile del Museo. “Con la nascita di questo museo abbiamo realizzato un sogno che avevamo nel cuore da tempo”, commenta Enrico Vento, amministratore unico di Bompani. “Volevamo raccontare l’epopea di un marchio storico italiano e ripercorrere un pezzo di storia da un punto di vista privilegiato per noi emiliani: quello della cucina. La storia del marchio Bompani è anche quella di tanti imprenditori e operai che nel secondo dopoguerra, partendo dal nulla, hanno dato vita al più grande patrimonio della nostra economia di oggi, il made in Italy. Il museo della cucina Bompani vuole raccontare la nostra idea di made in Italy e di impresa, fatta di bellezza, di cultura e di una sapiente manifattura. CUBOM è un percorso nel tempo attraverso immagini, filmati, racconti e testimonianze dirette nel quale tutti potranno un po’ riconoscersi”. Oggi la sede dell’azienda è a Modena, mentre la pro-

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duzione si concentra a Ostellato, in provincia di Ferrara. Bompani conta circa 200 dipendenti, un’unità di produzione annua di 100 mila pezzi e un fatturato di 30 milioni di euro, di cui il 90% proviene dall’export.

OPPORTUNITÀ E SFIDE NEGLI USA, LE STRATEGIE DI BONFIGLIOLI CONSULTING Bonfiglioli Consulting ha scelto Matteo Zoin come CEO per il Nord America, con il compito di guidare la presenza e la strategia di sviluppo della società di consulenza nel mercato americano. Nel nuovo ruolo, Zoin risponderà alla sede italiana del gruppo a Bologna. Con oltre 21 anni di esperienza nei settori sales, marketing, product development e project management, Zoin, che è italoamericano, ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità a livello internazionale che gli hanno permesso di maturare competenze nell’ambito della gestione di iniziative complesse, dallo sviluppo di nuovi mercati all’esecuzione di piani di turnaround. “Gli Stati Uniti rappresentano da sempre uno dei mercati più attraenti in termini di opportunità e, allo stesso tempo, si caratterizzano per elementi di unicità e grande dinamismo”, sottolinea Matteo Zoin. “Nel mercato americano è fondamentale essere flessibili e reattivi, ed è esattamente ciò che offriamo e facciamo con i nostri clienti, a partire dalla presenza locale, fino alla capacità di fornire soluzioni e supporti world class in tempi rapidi. Per affrontare al meglio le nuove sfide del mercato americano raccomandiamo alle imprese di: organizzare in maniera ottimale le operation nel Nord America; cogliere il massimo dalle opportunità di business e crescita generate dal piano economico di rilancio negli USA; sviluppare politiche efficaci di “talent attraction e retention” per fronteggiare la Great Resignation e anticipare le dinamiche del mercato americano”. “La Matteo Zoin, CEO Bonfiglioli Consulting per il Nord America

nomina di Matteo aiuterà il processo di espansione”, dichiara Michele Bonfiglioli, amministratore delegato del gruppo Bonfiglioli Consulting. “Al momento abbiamo tre uffici in Florida, California e New York, vicini ad aeroporti internazionali, per servire in maniera rapida e adeguata clienti in tutto il Nord America. Assieme continueremo a essere un partner ideale nei processi di trasformazione mirati a ridurre i costi relativi alla produzione, acquisti, logistica, oltre a sviluppare modelli innovativi di business per la trasformazione digitale e incrementare le vendite e i profitti”. Bonfiglioli Consulting, dal 1973, è una società di consulenza con un’offerta sistemica che spazia da innovazione a operational excellence, business process redesign, digital transformation, organizational change e lean thinking. Grazie alle sedi in Italia e all’estero, e agli oltre 100 consulenti distribuiti in dieci uffici nel mondo, la società bolognese ha sviluppato un’esperienza profonda e diversificata in svariati settori, dai beni industriali e di largo consumo ai servizi. Con la Lean Factory School®, Bonfiglioli Consulting promuove la cultura d’impresa, ponendosi come punto di riferimento della formazione continua, e come polo d’innovazione dove testare le tecnologie di Industria 4.0 e sviluppare nuove applicazioni a sostegno dei processi aziendali. La Lean Factory School® è una scuola di formazione innovativa, sviluppata per applicare i concetti del Lean World Class e toccare con mano la digital transformation in un ambiente che riproduce fedelmente la realtà aziendale.

NASCE C2MAC GROUP CASTING & MACHINING SOLUTIONS C2Mac, ovvero “Casting to Machining”, dalle fusioni alle lavorazioni meccaniche: è questo il nome scelto per evidenziare il percorso di crescita del nuovo gruppo nato lo scorso settembre e che, con il perimetro attuale, occupa oltre 700 dipendenti ed è partecipata in maggioranza da Fondo Italiano Consolidamento e Crescita. La storia di “Casting to Machining” comincia con


Fondazione Fashion Research Italy è un catalizzatore di opportunità per le PMI del settore moda, che si propone di affiancare nei loro percorsi di crescita attraverso le cicliche evoluzioni del sistema. Che si tratti di cogliere il potenziale delle trasformazioni digitali, valorizzare il proprio heritage o abbracciare la svolta green, grazie ai servizi offerti da Punto Innovazione e Punto Sostenibilità, la Fondazione saprà facilitare l’incontro con i consulenti di volta in volta più qualificati. Fondazione Fashion Research Italy:

il futuro della moda prende forma.


Fonderie di Montorso e lo stabilimento di Montorso Vicentino, alle porte di Vicenza, specializzato nelle fusioni in terra di ghisa grigia, che nel 2017 rileva Fondmatic con lo stabilimento di Crevalcore, in provincia di Bologna, punto di riferimento nelle fusioni in terra di ghisa grigia e ghisa sferoidale dedicate al settore oleodinamico, allargando la propria offerta con le ghise sferoidali. Nel 2020 questa storia virtuosa prosegue con l’acquisizione di Fonderia Scaranello, che conta due stabilimenti a Rovigo, dedicata alle fusioni in conchiglia di anelli di tenuta e alle lavorazioni meccaniche degli stessi. Sempre nel 2020 nasce Fondmatic Hydraulic Machining nella Hub di Crevalcore, attiva nelle lavorazioni meccaniche di precisione di componenti oleodinamici, in modo da offrire delle fusioni complete di lavorazioni meccaniche. A giugno 2021 viene rilevata la fonderia Perucchini con lo stabilimento di Omegna, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, specializzata nelle fusioni in shell moulding di componenti in ghisa e acciaio. Lo scorso luglio il gruppo continua la propria strategia acquisendo Nuova Torneria Zanotti con lo stabilimento di Castel San Pietro Terme, nel territorio di Bologna, storica realtà che opera nelle lavorazioni di accessori dedicati al settore oleodinamico. L’ultima acquisizione del Gruppo, finalizzata il 4 novembre scorso, riguarda Mecaf, officina specializzata nella lavorazione meccanica di getti per oleodinamica basata a Rolo, nella provincia di Reggio Emilia. L’operazione permette di incrementare l’offerta tecnologia nelle lavorazioni meccaniche di precisione grazie all’ampliamento del parco macchine e della capacità produttiva di Fondmatic Hydraulic Machining. Il Gruppo, che oggi occupa oltre 700 dipendenti e realizza un fatturato di circa

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130 milioni di euro, rappresenta dunque un virtuoso esempio di come l’aggregazione di selezionate eccellenze nazionali agevoli lo sviluppo tecnologico e la crescita strutturale offrendo significative opportunità occupazionali in un settore che, grazie ai massivi investimenti in infrastrutture varati da numerosi Stati, non è atteso subisca contrazioni di mercato nei prossimi anni. Come spiegano dal Gruppo, “mantenendo i brand caratteristici di ciascuna azienda consolidata, C2Mac Group, forte del supporto di Fondo Italiano d’Investimento, proseguirà il percorso di aggregazione di realtà di eccellenza specializzate nei processi fusori e nelle lavorazioni meccaniche di precisione di componenti per il settore oleodinamico con l’obiettivo di rafforzare la leadership a livello internazionale”. “Il settore della produzione e lavorazione di componenti in ghisa e acciaio complessi per l’industria meccanica e in particolare oleodinamica italiana e internazionale è molto frammentato in Italia, con un buon potenziale di consolidamento, managerializzazione e sviluppo tecnologico. Come FICC proseguiamo il percorso di crescita di Fonderie di Montorso aggregando sia capacità produttive e commerciali sia il know how di generazioni di aziende italiane che operano in questo settore, per competere e soddisfare ancora meglio la domanda italiana ed estera”, afferma Aldo Di Bernardo, senior partner del Fondo Italiano Consolidamento e Crescita (FICC).

LA NUOVA STAGIONE DI CANOSSA EVENTS Canossa Events, giovane e dinamica azienda emiliana composta da oltre 130 professionisti e specializzata in eventi driving, sta lavorando alla creazione di molti appuntamenti che verranno presentatati nei prossimi mesi. Il calendario eventi 2022 si snoderà lungo

gli “hub” centrali di Canossa Events, dove si trovano le sue sedi, e toccherà pertanto l’Europa, il Medio Oriente e l’America del Nord. “Le nuove esperienze firmate Canossa”, afferma la responsabile comunicazione Francesca Azzali, “saranno come sempre caratterizzate da bellezza, passione per i motori, strade e panorami indimenticabili, sportività, accoglienza a cinque stelle e ottimo cibo, oltre a una grande e sempre scrupolosa attenzione alla sicurezza dei partecipanti. Imperdibili i prossimi due appuntamenti con le Ferrari più belle”. La 31esima edizione di “Cavallino Classic”, il più importante concorso al mondo dedicato alle vetture Ferrari, si svolgerà a Palm Beach, in Florida, negli Stati Uniti, dal 20 al 23 gennaio 2022 e sarà dedicata al 75° anniversario della Ferrari. In questa occasione, verrà esposta una speciale selezione di 75 auto, una per anno, a rappresentare la fanta-

stica storia del Cavallino rampante. Dal 9 al 12 dicembre 2021, inoltre, Cavallino Classic è andata in scena per la prima volta in Medio Oriente, con un’esposizione unica di auto in due tra i luoghi più iconici di Dubai e Abu Dhabi. Molti anche gli appuntamenti sia nel mondo Racing, per gareggiare e vivere la passione per le proprie auto storiche, sia in quello Touring, con eventi creati per chi ama la guida e desidera vivere esperienze coinvolgenti e personalizzate. “Terre di Canossa”, in programma dal 21 al 24 aprile 2022, è una straordinaria esperienza touring lungo le millenarie strade che furono della Gran Contessa Matilde, Regina d’Italia nel XII secolo. Un viaggio dalla via Emilia allo splendido mare della Versilia attraversando città d’arte, antichi castelli e paesaggi meravigliosi. Un emozionante percorso enogastronomico tra le ricette della tradizione


COCCHI&COCCHI, 15 ANNI DI BRANDING AL FIANCO DELLE PMI cocchi&cocchi, l’agenzia modenese di branding, compie 15 anni. Da sempre attiva nel campo del b2b, ha legato il suo nome al mondo delle pmi, che affianca dal 2006 in progetti di branding e comunicazione strategica.Si tratta di un traguardo davvero importante, un viaggio nel mondo del brand e delle sue innumerevoli sfaccettature. Brand positioning, brand identity e copy strategy, brand experience sono alcune delle parole chiave che riempiono i progetti e le giornate di un’agenzia concepita “a misura di impresa”. Perché è solo grazie al lavoro svolto affiancando gli imprenditori, gli uffici marketing e le persone che danno vita alle aziende, che è possibile arrivare a definire e attuare strategie di branding e progetti “distintivi e memorabili”, non a caso frase scelta come payoff da cocchi&cocchi. Fondata da Ivan, Gloria e Davide Cocchi, rispettivamente padre e figli, la cocchi&cocchi ha capito, prima di tanti, come il branding stesse affermandosi sempre di più, iniziando a cambiare le regole del mercato, nonostante i primi tempi se ne parlasse molto poco e se ne facesse ancora meno, soprattutto in ambito b2b. Oggi l’agenzia si avvale delle competenze di sette persone, che garantiscono un approccio Da sinistra: Davide, Gloria e Ivan Cocchi lavorativo completo e strutturato: brand identity coach, art director, project manager, account, copywriter, graphic designer, fotografo ed esperto di rendering 3D, sono le figure che gestiscono i progetti e li realizzano, consigliando e affiancando i clienti. Ciascuna esperienza tra l’azienda e il proprio pubblico viene curata con la massima attenzione, alla ricerca di quell’autenticità che distingue ogni impresa e ne rappresenta il vero DNA. Dalla realizzazione del catalogo alla progettazione dello stand, dalla copy strategy, che rafforza, definisce e colora la comunicazione, alla creazione di marchio, logotipo, payoff, dal sito internet all’archigrafia aziendale: tante idee per accompagnare e raccontare le aziende durante il loro percorso

e la creatività dei migliori chef stellati. Imperdibile la nuova edizione della “Modena Cento Ore”, dal 2 al 7 ottobre 2022, una perfetta combinazione di auto meravigliose, gentlemen drivers, competizione, turismo, strade emozionanti, paesaggi mozzafiato, enogastronomia e relax. Un entusiasmante viaggio su un percorso coast to coast con una dozzina di prove speciali in salita su strade chiuse e tre gare su alcuni dei più leggendari

di crescita e di lavoro. “Essere arrivati a 15 anni di attività nel campo del branding, affiancando decine di aziende del b2b”, commenta Davide Cocchi, art director dell’agenzia, “è per noi un traguardo davvero importante. Più che un traguardo, una vera e propria spinta per continuare a credere, e a proporre, quella che è la nostra visione del brand”. “La marca”, prosegue Gloria Cocchi, brand identity coach, “è un organismo complesso, all’interno del quale vivono e si evolvono tantissime persone, dall’imprenditore a chi lavora nell’ufficio marketing, da chi si occupa della parte commerciale a chi opera nell’ufficio acquisti, sino ad arrivare a chi si prende cura del centralino e della reception. Essendo un organismo complesso, deve tenere conto di molteplici aspetti e comprendere che ha un ruolo sociale molto forte. Il brand infatti agisce in un mercato che fa parte della società, modificandola. La marca si fa portatrice di un compito decisivo che va capito e guidato nel migliore dei modi, perché esprima davvero quella che è la visione di ogni imprenditore. Le strategie di branding supportano le imprese nel definire ed esprimere tutto questo”. Un modo di pensare davvero distintivo, come il colore verde che caratterizza l’agenzia, e il marchio: una salamandra rara, ribattezzata Alyx, che in natura vive solamente in un lago messicano ed è in grado di rigenerare autonomamente parti del suo corpo. Come i brand, capaci di evolversi al loro interno e di comunicare la propria essenza all’esterno. Prossimi obiettivi? “Continuare ad affiancare imprese e imprenditori nella ricerca della loro autenticità”, afferma Davide Cocchi, “per trasmetterla a chi a loro si affida, a chi li sceglie, a chi decide di diventarne partner”. “Un’autenticità”, conclude Gloria Cocchi, “che non rappresenta l’opposto della falsità quanto invece il nucleo autentico, vitale e distintivo, che è dentro ognuno di noi e che ha bisogno, a volte, di un aiuto concreto per emergere e raccontarsi”. Buona vita allora, alla quale rendere onore con altri progetti e altri brand da svelare.

circuiti. Un’esperienza completata da momenti conviviali e serate uniche in location spettacolari. Presto verranno anche annunciate le date di molti altri eventi come “Old But G-Old”, il primo rally in Italia dedicato al fenomeno emergente e sempre più attrattivo delle Youngtimer. “Se dovessi descrivere la nostra attività con un solo concetto, sceglierei la parola ricordi. Tutti i nostri sforzi mirano a creare momenti indimenticabili

per i nostri clienti”, sottolinea Luigi Orlandini, CEO e presidente di Canossa Events. “Per il 2022 stiamo disegnando una stagione ricca di eventi divenuti ormai pietre miliari nell’universo degli appassionati, ma progettiamo anche rally nuovi, incentrati sulla dimensione turistica o disegnati in altre parti del mondo, come in Medio Oriente o in America. Non vediamo l’ora di riaccendere i motori della passione”, conclude Orlandini.

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CASONI VINCE IL “SUSTAINABILITY AWARD 2021” Casoni Fabbricazione Liquori, antica distilleria e fabbrica di liquori da oltre 200 anni, con sede a Finale Emilia, in provincia di Modena, ha ricevuto a ottobre scorso da Credit Suisse, Kon Group e Forbes il premio “Sustainability Award 2021”, rientrando tra le prime undici aziende italiane che hanno fatto dello sviluppo sostenibile parte integrante del proprio DNA, predisponendo processi, sistemi e risorse in modo da ridurre l’impatto ambientale. Il Sustainability Award è un prestigioso riconoscimento riservato a quelle aziende che hanno dimostrato di perseguire una crescita sostenibile, inclusiva e stabile, creando valore aggiunto anche per la comunità. In particolare, è rivolto alle 100 aziende italiane con un fatturato compreso tra 10 e 600 milioni di euro con forte propensione all’innovazione e sensibilità ai temi della responsabilità sociale e del rispetto dell’ambiente. Nel dettaglio, gli ambiti aziendali indagati per l’assegnazione del riconoscimento sono stati gli impatti ambientali (diretti e indiretti), nonchè i progetti di compensazione ecologica; gli impatti sociali, con un occhio di riguardo alla lotta alla povertà e alla fame nel mondo, alla parità di genere e alla riduzione delle disuguaglianze; la governance, a favore di modelli più trasparenti e aperti al contributo attivo degli investitori. “La Terra è la risorsa più preziosa che abbiamo a disposizione. Dobbiamo proteggerla e preservarla con impegno e cura, giorno dopo giorno”, commenta il presidente del Consiglio d’Amministrazione Pier Giorgio Pola, a capo della Casoni assieme ai soci Andrea Fabbri e Paolo Molinari. In particolare, Casoni si è classificata con il maggior punteggio nella categoria “Environmental”, tra le aziende candidate che hanno un fatturato minore di 250 milioni, primeggiando in tema di sostenibilità ambientale. “Per noi di Casoni la sostenibilità è un valore strategico. Abbiamo accettato la sfida di innovare, rinnovare e attivare le nostre migliori risorse per trasformare un concetto di sviluppo sostenibile virtuoso in una realtà quotidiana, fatta di scelte e azioni concrete”, continua Pier Giorgio Pola. Il premio Sustainability Award 2021 riconosce, infatti, all’azienda di Finale

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CLIMART ZETA, NON SOLO RISPARMIO MA NUOVE FRONTIERE GESTIONALI

Sopra, Pier Giorgio Pola, presidente del Consiglio d’Amministrazione di Casoni

Emilia il merito di aver conseguito performance particolarmente elevate per quanto riguarda l’efficienza nell’utilizzo dell’energia e delle risorse naturali e l’integrazione di tutele ambientali nella gestione della logistica e della supply chain. “L’emergenza climatica, la green economy, il concetto di economia circolare, ma anche l’importanza dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili sono tutti concetti ben radicati nella nostra azienda. Lo spirito etico della Casoni si traduce in certificazioni ambientali, in tanti provvedimenti ecosostenibili sviluppati in questi anni (in particolare negli impianti fotovoltaici) e nell’utilizzo di energia derivante da fonti rinnovabili. Da non dimenticare, inoltre, le nostre collaborazioni solidali e sociali che da sempre ci contraddistinguono. Perché per noi fare impresa significa anche creare valore aggiunto per la comunità e per le future generazioni”, conclude il presidente di Casoni Fabbricazione Liquori.

Il risparmio energetico e l’efficientamento degli impianti non riducono soltanto l’impatto ambientale, ma anche i costi gestionali e operativi, fino alla messa in rete e alla manutenzione predittiva in ottica Industry 4.0. E “risparmio come nuova risorsa per le aziende” è l’idea di Climart Zeta, realtà di Castenaso, alle porte di Bologna, da oltre 40 anni cuore pulsante degli impianti di riscaldamento e climatizzazione delle industrie e delle aree abitative bolognesi. “Con ‘Industry 4.0’ si definisce la propensione dell’odierna automazione industriale a inserire alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business, aumentare la produttività degli impianti e migliorare la qualità dei prodotti”, ricordano dall’azienda bolognese. “Con il progressivo ritorno alla normalità, le aziende stanno incrementando i cicli produttivi e con essi l’aggiornamento dei macchinari e delle dotazioni tecnologiche. Il nostro obiettivo è da sempre quello di riuscire a monitorare e ridurre i costi energetici dei clienti, al fine di liberare risorse da investire su fronti più strategici in un panorama altamente competitivo”. Infatti, l’ottimizzazione e riduzione dei costi può equivalere a una maggiore libertà di manovra sul mercato. “Se l’aggiornamento del parco macchine è una necessità, lo è anche l’adozione di sistemi a basso consumo e a ridotto impatto ambientale, considerando i costi in crescita dell’energia e le stringenti normative in ottica ecofriendly”, commentano da Climart Zeta. “Su questo versante, abbiamo condotto negli ultimi anni numerosi interventi di successo in importanti realtà del settore produttivo. Per esempio, l’impianto di riscaldamento relativo all’ampliamento del complesso industriale dell’azienda MZ Aspiratori di Budrio, nel bolognese. Il riscaldamento degli ambienti dedicati allo stoccaggio delle materie prime e della relativa produzione è stato garantito mediante un sistema radiante a pavimento mentre negli ambienti già esistenti e non interessati da ristrutturazione sono stati installati degli aerotermi ad acqua, entrambi


sistemi progettati per un funzionamento a bassa temperatura. L’energia necessaria è prodotta da una centrale termica costituita da due caldaie a condensazione e un cogeneratore di energia elettrica e termica, mentre la climatizzazione della nuova mensa aziendale è soddisfatta da un nuovo impianto HVAC e la produzione di acqua calda è prodotta con l’integrazione di panelli solari termici”. Il principio che ha ispirato tutto il progetto e la relativa esecuzione è stato quello di realizzare un impianto rispettoso dell’ambiente e delle persone in grado di sfruttare tutta l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico durante l’estate e tutta l’energia elettrica prodotta dal cogeneratore durante la stagione invernale.Grazie alla possibilità di connessione di tutti gli elementi, è attuabile la supervisione totale dell’impianto di riscaldamento e di climatizzazione da remoto, consentendo attività di telecontrollo e telediagnosi, un monitoraggio costante dei consumi, ottimizzando al meglio i parametri di funzionamento, nella più assoluta sicurezza, garantendo efficientamento delle prestazioni sia in termini energetici che economici. Si può quindi migrare anche nel settore degli impianti di climatizzazione il termine di “Impianti 4.0”, capaci ormai di interagire in tempo reale con le reali necessità di produzione delle aziende, del confort ambientale dei propri uffici, costantemente monitorati e tele assistiti, con una gestione molto virtuosa che va a vantaggio di tutto il sistema.

NUOVA ACQUISIZIONE PER IL GRUPPO COMECER Il gruppo Comecer, realtà con sede a Castel Bolognese, in provincia di Ravenna, fondata a metà degli anni Settanta, attiva nella produzione di apparecchiature per il confezionamento asettico per i mercati radiofarmaceutici e farmaceutici, ha acquisito nei mesi scorsi la tecnologia e il know how di DF, azienda toscana specializzata in apparecchiature e sistemi per il trattamento e il confezionamento di prodotti farmaceutici. L’operazione rientra nell’ambito dell’acquisizione di DF da parte di ATS Automation

di qualità nella nostra proposta commerciale, proponendo soluzioni con un alto tasso di novità e che possono essere sempre più personalizzate, in modo da potenziare la presenza globale nel packaging primario di farmaci e radiofarmaci”. Fondato nel 1975, il gruppo Comecer conta oggi 355 dipendenti qualificati. Headquarter a Castel Bolognese, dispone di una sede in Olanda e uffici commerciali e di assistenza in Nord America, Europa e Asia. Dal 2019 fa parte della multinaDuccio e Massimo Boldrini, proprietari del Gruppo DF, Simone zionale canadese ATS AutomaVolpi, presidente di Comecer, ed Emiliano Spagnolo, direttore tion Tooling Systems. Comecer global sales&business development di Comecer sviluppa e produce sistemi e attrezzature per il contenimento e la gestione Tooling Systems Inc., multinazionale canain ambienti asettici e schermati dedicati alla dese di cui fa parte il gruppo Comecer. DF, produzione di farmaci e radiofarmaci, ma fondata a Siena nel 1987 da Massimo Bolanche la conservazione e il trattamento di drini, è una realtà che fornisce apparecchiacellule staminali. Attivo nella fornitura di ture e sistemi di produzione specializzati tecnologie nel settore farmaceutico, della principalmente rivolti al mercato farmamedicina nucleare, è specializzato anche in ceutico, con una presenza crescente anche sistemi di isolamento per la medicina rigein altri mercati, incluso quello alimentare. L’offerta aziendale comprende soluzioni di nerativa e l’ingegneria tissutale. La tecnololavaggio, sterilizzazione, confezionamento gia di Comecer viene utilizzata negli ospee controllo nel rispetto dei severi requisi- dali, università, istituti di ricerca, società ti del settore, inoltre, negli ultimi anni, si farmaceutiche e grandi gruppi industriali è specializzata in linee di produzione per di tutto il mondo. citotossici e vaccini e opera attraverso tre entità commerciali impiegando 26 dipendenti. “L’arrivo di una società come DF ci CRIF, TRA LE TOP 100 fornisce un portafoglio di prodotti complementare che ci consente di migliorare la DELLA CLASSIFICA nostra proposta complessiva, in particolare IDC FINTECH nell’area della produzione asettica fill finishing”, afferma Simone Volpi, presidente Crif, società specializzata in sistemi di credit di Comecer. “Con questa acquisizione ve- e business information e soluzioni avanzate diamo anche l’opportunità per lo svilup- in ambito digitale per lo sviluppo del bupo di prodotti congiunti e il cross-selling siness e l’open banking, si è posizionata al attraverso i portafogli Comecer e DF che 53esimo posto nella classifica IDC FinTech aiuteranno a guidare la crescita futura delle Rankings 2021 e, per il nono anno consenostre attività”, evidenzia. “Questo accordo cutivo, è risultata tra le prime 100 Fintech garantisce un ulteriore sviluppo delle nostre a livello globale e ai vertici tra le aziende itaattività, favorendone l’accesso verso i mer- liane. Giunta alla sua diciottesima ediziocati internazionale”, dichiarano Massimo ne, IDC FinTech è la classifica annuale che e Duccio Boldrini, proprietari del gruppo include i principali provider globali di tecDF, commentando l’operazione. “Avere nologia finanziaria sulla base del fatturato acquisito la tecnologia di un’azienda come derivante dalle istituzioni finanziarie loro DF”, sottolinea Emiliano Spagnolo, diret- clienti e relativo a hardware, software e sertore global sales & business development vizi. Si tratta dei provider che forniscono la di Comecer, “ci permette di fare un salto spina dorsale tecnologica al settore dei ser-

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IL GRUPPO COLOROBBIA CELEBRA UN SECOLO DI ECCELLENZA Il Gruppo Colorobbia celebra un secolo di innovazione e imprenditorialità internazionale, da sempre all’avanguardia nell’offerta di materie prime e semilavorati, servizi al cliente e sviluppo tecnologico per l’industria ceramica. Competenza italiana e spirito imprenditoriale globale hanno dato origine negli anni a soluzioni industriali attente a soddisfare le esigenze di clienti in tutti i mercati ceramici, grazie a una rete consolidata che include, a oggi, 29 aziende presenti in 18 Paesi, tra cui Spagna, Polonia, Messico, Brasile, Indonesia, India, Vietnam, Portogallo, Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti e una nuova sede negli Stati Uniti. Tra le società affiliate ci sono anche Industrie Bitossi, Inkabor, Minerals 2000, Mariter, Eurit, Colorobbia Art, Bitossi Ceramiche, Bitossi Home e Ce.Ri.Col. Guidato dalla famiglia Bitossi giunta alla quarta generazione, dai suoi inizi come laboratorio artigianale di ceramica ai giorni nostri, il Gruppo Colorobbia può considerarsi un pioniere high-tech al servizio dell’industria della ceramica in tutto il mondo. Fondato nella cittadina toscana di Montelupo, in provincia di Firenze, storicamente tra le più antiche capitali italiane della ceramica, il marchio Bitossi è nato come raffinato produttore artigianale delle celebri stoviglie rinascimentali tradizionali della zona, crescendo tanto da lanciare in Italia, durante il boom del Dopoguerra, i primi esempi della moderna interazione tra la ceramica e i principali designer del settore. Rendendo omaggio al suo profondo legame con il territorio, la società ha lanciato la Fondazione Vittoriano Bitossi per l’arte ceramica all’interno dello stabilimento di Montelupo dove l’attività ha avuto origine. Fu proprio questo spirito contemporaneo a spingere la famiglia Bitossi a ingrandirsi e diventare, con il nome di Gruppo Colorobbia, il primo importante fornitore per la decorazione di prodotti ceramici a livello internazionale, ottenendo ambiziosamente il controllo sulle miniere di materie prime, come lo zirconio con Industrie Bitossi e come l’acido borico con Inkabor, diversificandosi sempre più grazie a una gamma completa di elementi per l’industria del settore, tra cui pigmenti, fritte, inchiostri digitali, ossido di piombo, ma anche smalti porcellanati, corpi macinanti e prodotti per il vetro, oltre a fornire supporto logistico-operativo. In uno dei settori tecnologicamente più dinamici al mondo, il Gruppo Colorobbia che ha un sito produttivo a Fiorano, nel modenese, si posiziona tra le realtà all’avanguardia grazie alla creatività e ai progressi tecnologici raggiunti nei suoi laboratori internazionali di ricerca. Da molti anni l’azienda è in prima linea nella stampa digitale per piastrelle grazie alla continua ricerca

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di nuove tecniche, inchiostri dalle migliori prestazioni e infinite possibilità decorative. Tra le ultime innovazioni introdotte dal Gruppo Colorobbia figurano inchiostri a base acqua ad alte prestazioni per ceramica ma anche per tessuti, che rappresentano una innovazione veloce, flessibile ed ecosostenibile per i prodotti di questo segmento di mercato. Ampliando i propri orizzonti, il gruppo ha lanciato metodi innovativi per la decorazione e la colorazione del vetro. La società è anche la prima ad aver aperto le porte a nuove tecniche di applicazioni digitali di metalli preziosi anche per stoviglieria, oltre a piastrelle e vetro: un significativo rinnovamento di una tecnica che, fino ai progressi del Gruppo Colorobbia, era limitata alla sola applicazione manuale. L’imminente ricerca e produzione di smalti per applicazione digitale a base acqua costituirà una rivoluzione nelle possibilità della decorazione contemporanea, per l’ottenimento di strutture ed effetti di nuova generazione totalmente full digital. Il Gruppo Colorobbia ha recentemente presentato il sistema brevettato PHOEBE, una tecnologia all’avanguardia che, in modo sicuro, purifica l’aria e l’ambiente dai batteri attraverso filtri ceramici. Dalla sua casa madre italiana, il Gruppo Colorobbia continua a crescere in tutto il mondo attraverso il design e la ricerca, sotto la direzione della famiglia Bitossi che può contare su oltre 2mila dipendenti e clienti in tutto il mondo. Il suo servizio globale di consulenza garantisce prestazioni all’avanguardia in fatto di materie prime, semilavorati e tecniche di decorazione avanzate. Se da una parte il Gruppo Colorobbia sta sviluppando nuove partnership nei mercati più dinamici del Sud-Ovest asiatico e in tutto il mondo, dall’altra dà il benvenuto, nella propria dirigenza, alla nuova generazione della famiglia Bitossi che punta a costruire un futuro sempre più solido.


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vizi finanziari, un settore in cui IDC Financial Insights prevede che la spesa mondiale per l’IT in tutto il mondo supererà i 590 miliardi di dollari entro il 2025. “Malgrado la pandemia, Crif ha continuato nel suo percorso di sviluppo e ha confermato i propri piani di crescita e investimenti su scala globale, accelerando ulteriormente sull’ampliamento dell’offerta di soluzioni innovative in ambito FinTech. A questo riguardo, gli ingenti investimenti fatti nel tempo sia per lo sviluppo di soluzioni avanzate sul fronte digitale e dell’open banking, sia per diversificare l’attività a livello geografico ci stanno consentendo di crescere anche in una fase pesantemente condizionata dall’emergenza sanitaria ed economica”, dichiara Carlo Gherardi, CEO di Crif. “Il fatto che IDC Financial Insights ci abbia incluso per il nono anno consecutivo nella prestigiosa classifica dei principali operatori in ambito FinTech a livello globale”, continua il CEO di Crif, “non solo ci rende orgogliosi, ma fornisce una importante attestazione del nostro costante impegno a servire il settore finanziario con un approccio data-driven, tecnologie all’avanguardia e una forte vocazione all’innovazione”. Lo sviluppo del business delle soluzioni tecnologiche a servizio delle istituzioni finanziarie ha contribuito in modo determinante alla crescita del fatturato globale di Crif che, anche in un anno complesso come il 2020, ha visto il fatturato consolidato attestarsi a 567 milioni di euro contro i 557 del 2019 mentre l’EBITDA è risultato pari a 126 milioni di euro rispetto ai 108 milioni dell’esercizio precedente. E la crescita di Crif non si arresta qui: il piano industriale prevede per il triennio 2021-2023 investimenti a livello globale per complessivi 350 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 119

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milioni del 2020, quando già si registrava un aumento rispetto ai 90 milioni dell’anno precedente. In questo ambito si inserisce anche la suite Crif Digital, una soluzione innovativa che permette a istituti di credito, ma anche a compagnie assicurative, telco, utilities e imprese, di cogliere tutte le opportunità generate dall’Open Banking attraverso una piattaforma tecnologica collaborativa e aperta, un ecosistema di servizi, un data layer e avanzati analytics.

DOYLE, AI E SOSTENIBILITÀ AL SERVIZIO DELLE AZIENDE

‘ascoltano la crowd’, una rete neurale per l’analisi semantica dei temi individuati e strumenti di Business Intelligence in grado di aggregare una quantità elevata di dati, permettono di ottenere il risultato finale: il punteggio della sostenibilità aziendale espressa dai suoi stakeholder online confrontata anche rispetto ai suoi principali competitor. La parte finale di questo processo viene visualizzato su tabelle e grafici che poi vengono consegnati all’azienda insieme a un report dettagliato”, continua Furini. “Anche se siamo un’azienda digitale, per noi l’aspetto umano rimane sempre al centro. La mission di Doyle è proporre servizi innovativi che potenziano la creatività e l’abilità delle aziende nell’affrontare nuove sfide, applicando soluzioni di intelligenza artificiale plasmate dal giudizio delle sue persone. A poco più di un anno dalla costituzione, grazie a Doyle Lab che significa condivisione e unione di esperienze, siamo in grado di mettere a disposizione delle aziende la ‘bussola per la sostenibilità’: Doyle 4 Sustainability”, evidenzia ancora il CEO della startup modenese. Fino a oggi le aziende hanno sempre avuto un importante ruolo sociale oltre che economico, connesso alla propria capacità di rispondere ai bisogni umani emergenti e nel creare benessere per gli individui e per le comunità in cui operano. Negli ultimi anni diversi elementi tra cui i disastri ambientali e le crisi finanziarie hanno evidenziato la complessità del rapporto tra le aziende e una platea stakeholder sempre più ampia, una nuova crowd sempre più attenta e informata. Per gestire questo scambio le aziende di

Sempre di più le aziende vengono misurate con criteri di valutazione sociali e ambientali, inclusi negli indicatori Esg (Environmental, Social and corporate Governance). Gli ESG sono applicati a una miriade di scopi specifici con l’obiettivo finale di misurare la performance relativa alla sostenibilità e all’impatto sociale e ambientale di un’azienda. Ma quanto le azioni che compiono le aziende sono veramente “sostenibili”? Per misurare il risultato e l’impatto generato da queste azioni, Doyle, startup innovativa modenese, grazie all’ideazione di Doyle Lab, laboratorio dove collaborano professionisti di vari settori ed enti di ricerca, ha creato uno strumento di ‘crowdchecking’ attraverso il quale è in grado di misurare l’impatto che la sostenibilità delle aziende ha sugli stakeholder che si esprimono attraverso il web e i social networks. “Il processo per arrivare a questo risultato consiste nell’individuare i temi ESG più materiali rispetto alla filiera di appartenenza di ogni singola azienda, per ottenere profili di sostenibilità personalizzati su cui effettuare la valutazione”, spiega Filippo Furini, co-founder e CEO dell’azienda. “Partendo da più di 400 indicatori ESG si effettua una selezione basata su criteri di rilevanza per la filiera di appartenenza. Successivamente, la tecnologia composta da algoritmi di ricerca configurabili che Filippo Furini, co-founder e CEO di Doyle


ESTERNI ADP FESTEGGIA 10 ANNI DI SUCCESSI È un anniversario importante quello che festeggia nel 2021 l’azienda Esterni Architettura e Design di Bomporto di Modena. Nata esattamente dieci anni fa da un’idea del titolare Emanuele Ferrari, Esterni ADp oggi è diventata un punto di riferimento nella realizzazione e valorizzazione di spazi esterni progettati ad hoc sulle diverse esigenze della clientela. “Il nostro obiettivo è sempre stato quello di trasformare gli spazi esterni in ambienti da vivere, comunicanti e integrati con l’abitazione”, sottolinea Emanuele Ferrari. “Proponiamo soluzioni per integrare spazi, spesso inutilizzati, nelle abitudini di vita delle persone, trasformandoli in ambienti da vivere”. In questo particolare contesto storico, la filosofia del vivere outdoor è una tematica alla quale le persone si dimostrano sempre più sensibili e interessate. “Basti pensare come il confinamento forzato che abbiamo vissuto durante il lockdown ci ha mostrato tutti i limiti delle suddivisioni e destinazioni d’uso tradizionali degli ambienti domestici e come sia necessario ripensare a nuovi spazi e nuovi tempi di vita flessibili. La casa può essere al tempo stesso luogo per la famiglia e il relax, ma anche uno spazio per lo smart working oppure per l’intrattenimento e l’attività fisica. Da qui la necessità di saper progettare sempre di più spazi abitativi fluidi e interconnessi tra di loro”, continua Ferrari. In questi dieci anni di attività, Esterni Architettura e Design ha dedicato risorse per perfezionare il livello di servizi offerti e la gestione completa del project design, arrivando a coordinare internamente tutte le fasi di lavorazione: dalla progettazione all’ingegnerizzazione, fino ad arrivare alla realizzazione finale delle varie opere. “Non forniamo ai nostri clienti un prodotto, ma un servizio”, spiega ancora il titolare, “dedichiamo attenzione alle loro necessità e li seguiamo dal concept progettuale alla fattibilità dell’intervento e alla progettazione esecutiva, fino alla realizzazione in cantiere. La capacità di eseguire il progetto in maniera integrata, e con una visione unitaria del risultato finale, è una caratteristica che ci contraddistingue. Realizziamo ogni progetto sulla base delle esigenze di ciascun cliente, cercando di evidenziare tutte le potenzialità che ha il loro spazio esterno e che, se valorizzate, possono diventare un vero e proprio valore aggiunto”. “Trasmettere a tutti i clienti la ‘filosofia del verde da vivere’ è la mission su cui Esterni Architettura e Design ha fondato la propria attività, riuscendo così a differenziarsi dai vari competitors. Originalità, personalizzazione, cura del dettaglio, passione: sono queste le parole chiave che hanno decretato in questi dieci anni il successo di Esterni Architettura e Design”, conclude Emanuele Ferrari.

tutte le filiere devono confrontarsi con una pluralità di risultati letti in una prospettiva più ampia che abbraccia gli aspetti economici-finanziari e i riflessi ambientali, sociali e di sostenibilità che si intrecciano e misurano l’attività svolta. In questo senso, la Responsabilità sociale di impresa e la sostenibilità, conclude Furini, “rappresentano temi che suscitano grande interesse da parte sia del mondo aziendale che degli stakeholder, diventando spesso i propulsori di nuove strategie e nuovi mercati”.

IL TRENO BLOCCO WESTBOUND DI DSV APRE LA VIA DELL’ORIENTE Niente come appuntamenti di grande rilevanza, ad esempio Natale, mostra meglio l’importanza di avere soluzioni per uno spostamento veloce ed efficace delle merci. Questo, però, vale in generale tutto l’anno, e mai come in questo periodo, dovendo fare i conti con i numerosi disagi che l’emergenza pandemica causa al commercio sino-europeo, le aziende europee sono a caccia di partner affidabili. “Per fornire un’alternativa di trasporto valida e conveniente, DSV ha portato a termine lo scorso giugno il primo viaggio del suo treno blocco westbound”, spiegano dall’azienda, che conta numerose sedi logistiche sul territorio nazionale, tra cui Reggio Emilia, Piacenza, Ravenna e Modena. “Il convoglio, partito il 16 dello stesso mese dalla piattaforma cinese di Jiaozhou, è arrivato a Milano in sole quattro settimane e, da allora, la compagnia ha effettuato altre tre spedizioni esclusive sulla medesima rotta”. “Particolarmente indicato per settori come automotive, moda, meccanica di alto livello ed elettronica, il treno blocco permette di trasportare merci in spazi ampi attraverso 41 container da 40 piedi high cube e con un tempo di transito standard di ventotto giorni, a differenza dei sessanta necessari per il trasporto via mare. Inoltre, ha un costo altamente competitivo rispetto al trasporto merci via aerea”. Questa è l’ennesima dimostrazione delle capacità innovative di DSV, che è attual-

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mente il terzo spedizioniere al mondo. “Fondata nel 1976 come piccola impresa danese a conduzione familiare, DSV oggi ha una posizione chiave nel campo dei trasporti, con una forte specializzazione in soluzioni di logistica e trasporto marittimo, aereo, ferroviario e via terra di carichi in tutto il mondo. Dopo l’integrazione di Global Integrated Logistics (GIL) da Agility, la compagnia è diventata il terzo player a livello globale per dipendenti (oltre 75.000 in 90 Paesi) e per fatturato (18,7 miliardi di euro)”, proseguono dall’azienda. DSV dal punto di vista organizzativo è suddivisa in tre divisioni. DSV Road è uno dei principali operatori di trasporto merci su strada in Europa con reti di distribuzione in Nord America e Africa che ogni anno gestisce più di 30 milioni di spedizioni con oltre 20.000. DSV Air & Sea offre percorsi alternativi e orari flessibili per andare incontro anche alle più esigenti richieste di logistica da e per ogni parte del mondo che ogni anno gestisce più di 2,2 milioni di TEU di trasporto marittimo e 1,3 milioni di tonnellate di trasporto aereo. Infine, alla DSV Solutions si collabora con i clienti per progettare e fornire soluzioni logistiche aggiungendo valore, aumentando l’opera-

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tività e l’efficienza dei costi e si gestiscono centinaia di strutture logistiche per un totale di 6 milioni di metri quadrati. In Italia, DSV conta 1.200 dipendenti, 26 uffici, 14 siti logistici e 500mila metri quadri di magazzino, ed è sempre organizzata nelle tre divisioni. Riguardo alla prima, DSV Air & Sea Italy, Alfredo Gaio è vicepresidente esecutivo in Italia e Israele. La seconda divisione, DSV Road Italy, ha come vicepresidente esecutivo Soeren Krejberg. Della terza, DSV Solutions Italy, Maciej Walenda è stato nominato vicepresidente esecutivo in Italia ed Europa dell’Est, mentre Giuseppe Chieffa è managing director della divisione italiana. “Anche in questo caso, sono tre le divisioni ma un unico grande Gruppo, in cui il coinvolgimento di persone e la creazione di sinergie sono i pilastri fondamentali del modus operandi della società, che mira a diventare il punto di riferimento del mercato, grazie a un’offerta di servizi sempre più specifica, più ricca di soluzioni innovative e maggiormente efficiente dal punto di vista produttivo”, concludono da DSV. Per info: www.it.dsv.com

DUCATI E GRUPPO HERA INSIEME PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI INDUSTRIALI Per Ducati, la sostenibilità ambientale è un aspetto importante e trasversale a tutti gli ambiti aziendali. A conferma del proprio impegno verso il futuro, la casa motociclistica bolognese ha definito nella propria mission ambientale gli obiettivi concreti che vuole raggiungere in questo campo, in un’ottica di miglioramento continuo. Tra gli obiettivi, anche quello di ridurre al minimo gli impatti ambientali delle proprie attività, con una particolare attenzione all’efficienza nell’uso delle risorse nel ciclo produttivo e concentrandosi sulle attività che hanno un effetto positivo sul cambiamento climatico. Per raggiungere questo importante traguardo, Ducati ha provveduto a realizzare un piano d’azione legato alla riduzione dell’impatto ambientale generato dai rifiuti, per il cui sviluppo si avvale della collaborazione con il Gruppo Hera e la sua controllata Herambiente Servizi Industriali (Hasi), la più grande realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti industriali. Per Ducati, Hasi svolge un servizio personalizzato a 360 gradi, con grande attenzione al riciclo e al recupero. I risultati della collaborazione sono evidenti: nei primi sei mesi del 2021 la percentuale dei rifiuti prodotti da Ducati e avviati al recupero ha raggiunto il 98%, con un incremento del 3% rispetto allo stesso


periodo dello scorso anno, grazie anche alle nuove iniziative di trattamento e recupero dei rifiuti attivate. La collaborazione tra il Gruppo Hera e Ducati va oltre al campo della gestione dei rifiuti industriali: infatti, è proprio dal lavoro congiunto tra le due realtà che nel 2016 ha preso vita la centrale di trigenerazione dell’azienda, realizzata da Hera Servizi Energia, che copre l’85% del fabbisogno elettrico e termico dello stabilimento nonché il 92% del fabbisogno di energia frigorifera. Già nei primi sei mesi del 2021, grazie a questo impianto, è stata evitata l’emissione di 998 tonnellate di CO2, con un risparmio di circa 430 tonnellate di petrolio. Nel corso dell’intero 2020 sono state 1.290 le tonnellate di anidride carbonica evitate e 550 le tonnellate di petrolio risparmiate. Nella sede Ducati di Borgo Panigale sono disponibili anche due colonnine di ricarica fornite da Hera, che offrono a dipendenti e fornitori la possibilità di ricaricare contemporaneamente quattro veicoli elettrici. Non sono solo i risultati sul fronte della sostenibilità e dell’attenzione all’impatto sull’ambiente a migliorare in Ducati. Dati molto positivi vengono dal resoconto sul terzo trimestre del 2021, che si è chiuso con numeri fortemente significativi: con 49.693 moto consegnate agli appassionati in tutto il mondo dall’inizio dell’anno, i primi nove mesi del 2021 hanno già superato i volumi di vendita ottenuti a fine 2020, che aveva avuto un totale di 48.042 moto consegnate. Il terzo trimestre del 2021, quindi, si conferma come il migliore della storia di Ducati, con una crescita del +3% sullo stesso periodo del 2020 e del +25% rispetto al 2019. Alla fine di settembre, il primo mercato per moto consegnate rimane quello italiano, con 7.954 veicoli prodotti, seguito da Stati Uniti (7.475) e Germania (5.627). Nel corso dell’anno, tutte le famiglie di prodotto della casa motociclistica bolognese hanno registrato una crescita significativa. In particolare, le moto più apprezzate dai motociclisti di tutto il mondo sono la Multistrada V4, che rimane al primo posto da inizio anno, seguita dagli Scrambler® 800, dallo Streetfighter V4 e, immediatamente dopo, dal Monster. Ducati ha già iniziato a presentare i nuovi prodotti della gamma 2022 attraverso la web series Ducati World Première.

DUNA-CORRADINI INAUGURA IL NUOVO IMPIANTO DI UP-CYCLING Dopo quattro mesi dal semaforo verde per la sua installazione, taglia il traguardo uno dei progetti di punta riguardanti l’economia circolare raccolti sotto il più ampio programma “SFRIDO ZERO” di DUNA-Corradini, azienda di Soliera, in provincia di Modena, che progetta e produce schiume poliuretaniche e poliisocianurate, sistemi, adesivi poliuretanici e resine epossidiche, per molti settori. Lo scorso novembre è stato infatti inaugurato il nuovo impianto per la produzione di CORALIGHT® 600, la tavola poliuretanica nobile derivante dalla valorizzazione dei prodotti secondari di produzione. Decenni di know-how ed esperienza in ogni area aziendale, un investimento plurimilionario iniziato qualche anno fa, un’idea assolutamente innovativa: insieme per il raggiungimento di una reale economia circolare entro il 2025, declinata nella sua forma più nobile: l’up-cycling. “A differenza del re-cycling, in cui si riporta il materiale alle sue proprietà originarie, l’up-cycling lo valorizza grazie a una progettazione intelligente che lo rende più interessante a livello economico, tecnico-applicativo ed estetico”, spiega Alberto Brozzi, sales area manager di DUNA-Corradini. “Una delle nostre sfide più grandi è sempre stata quella di eliminare lo spreco in ogni sua forma e a tutti i livelli dell’organizzazione, diminuendo scarti, non conformità, fermi e, più in generale, efficientando i cicli produttivi e innalzando il livello culturale di tutti gli operatori aziendali rispetto a questi temi, al fine di attaccare lo sfrido dalla sua fase di generazione e per tutto il processo produttivo. Ma siamo andati ben oltre: oltre ai programmi di riduzione dello scarto, abbiamo allocato risorse e competenze tecnologiche al servizio dell’“eco-progettazione” che intercetta e valorizza lo scarto residuo non eliminabile”, commenta Marta Brozzi, presidente e amministratore delegato dell’azienda.

Alle già note proprietà isolanti tipiche del poliuretano, CORALIGHT® 600 aggiunge prestazioni eccellenti dal punto di vista fisico-meccanico: elevata ritenzione della vite, basso assorbimento d’acqua e resistenza alla flessione. “La composizione di CORALIGHT® 600 e il design impiantistico ci hanno consentito di conciliare funzionalità, elevato pregio estetico e circolarità dell’impiego di materia prima di origine secondaria”, spiega Massimiliano Motta, R&D manager. E aggiunge: “In un mondo in cui generiamo sempre più rifiuti a fronte di risorse sempre più scarse, la nostra risposta nasce da una nuova visione che percepisce lo scarto come risorsa di valore, dando vita a prodotti innovativi, tecnologicamente avanzati e rispondenti alle crescenti esigenze di miglioramento della qualità della vita”. Grazie alle sue caratteristiche, CORALIGHT® 600 trova applicazione in molti settori in cui gli aspetti ambientali devono combinarsi con quelli tecnologici ed estetici, quali quelli delle costruzioni civili e dell’arredamento, ed è la soluzione ideale per realizzare infissi monoblocco, telai e controtelai, spalle coibentate e inserti per l’installazione di cappotti termici. “CORALIGHT® 600 interpreta appieno il concetto di economia circolare”, commenta Guido Campolongo, global engineering & industrialization manager, “e rappresenta per noi uno stimolo a integrare la sostenibilità ambientale nella progettazione di nuovi prodotti e processi. L’ecosostenibilità è oggi un paradigma imprescindibile, sia dal punto di vista etico che economico e questa è il nostro contributo alla transizione ad una progettazione sostenibile”.

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ECOCAP’S, IMPEGNO PER LA SOSTENIBILITÀ CHE VA OLTRE IL PACKAGING Sigillo perfetto a ingombro zero: Topsyl è molto più di una copertura, è la “seconda pelle” in alluminio che aderisce alla lattina e sigilla tutta la superficie della lattina sul lato di apertura in tutto il suo ciclo di vita. È anche il brevetto rivoluzionario di Ecocap’s, che definisce un nuovo standard nel packaging delle lattine: un sistema completo e pronto all’uso che può essere applicato ad ogni tipo e formato di bibita in lattina. Nata nel 2003 nel cuore del distretto tecnologico bolognese noto come Packaging

Valley, Ecocap’s fa parte del Gruppo Cassoli, specialista delle soluzioni di meccatronica avanzata per il confezionamento. E all’attenzione per la ricerca e l’innovazione, da sempre nel DNA della famiglia Cassoli, e alla volontà di fare del packaging un valore aggiunto per le aziende clienti si deve l’ideazione di Topsyl. “Queste capsule protettive per lattine sono interamente realizzate in alluminio e termosaldate, senza uso di collanti, alla parte superiore dei contenitori; questo fa sì che esse possano essere smaltite direttamente insieme alla lattina al termine del consumo. L’assenza di colle è un’importante garanzia della completa riciclabilità e sostenibilità. Oltre a potersi definire a buon diritto e a pieno titolo come prodotti eco-friendly, proteggono le lattine da possibili contaminazioni. Sono nate per venire incontro a problematiche igieniche specifiche in tempi non sospetti; a maggior ragione possono rispondere al bisogno di ridurre ogni rischio

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di contaminazione in epoca di Covid-19”, spiegano dall’azienda bolognese. “Per i produttori di bevande in lattina un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che le capsule Topsyl di Ecocap’s sono stampabili all’esterno come all’interno. Diventano quindi un veicolo ideale per la visibilità dei brand e per la promozione di concorsi o iniziative di fidelizzazione della clientela. Non a caso, l’innovativa soluzione gode di crescenti riscontri positivi su scala nazionale e internazionale”, proseguono da Ecocap’s. Fra i punti di svolta per l’azienda bolognese, che fornisce anche tecnologie di sigillatura dedicate, ci sono stati gli accordi con l’imbottigliatrice di Tuborg in Turchia (Türk Tuborg) e con il vendor birrario turco Anadolu Efes. Le capsule Topsyl hanno quindi guadagnato terreno in Europa e in Medio Oriente: in Israele, per esempio, sono state adottate da Coca-Cola con un lancio in grande stile in occasione dell’Eurovision Song Contest e sempre con Coca-Cola hanno fatto il loro esordio anche in Arabia Saudita. In Italia Ecocap’s ha stretto relazioni importanti con gruppi e marchi quali San Pellegrino e San Bernardo. L’attività di R&D è cruciale per Ecocap’s, che tra i vari suoi progetti ha avviato una partnership con l’Università di Bologna su progetti di realtà virtuale e aumentata applicabili all’assistenza, alla manutenzione remota e alla formazione. “La scelta di puntare su Topsyl, sostenibile e green, è frutto della sensibilità con cui la società guarda al rispetto dell’ecosistema. Il tasso di riciclo dei rifiuti industriali nei suoi impianti è arrivato al 90% e molto si sta facendo per il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili. I consumi sono stati drasticamente ridimensionati con l’installazione di una centrale termica e l’attivazione di un impianto fotovoltaico da ben 120 mila chilowatt l’anno. Nei reparti e uffici vengono utilizzate esclusivamente illuminazioni LED, o a basso consumo, e lo sviluppo delle macchine è orientato alla minimizzazione dell’impatto e del fabbisogno di energia”, concludono da Ecocap’s.

EDENRED, NUOVE SOLUZIONI DIGITALI PER IL WELFARE AZIENDALE Edenred, leader mondiale da oltre 40 anni punto di riferimento nelle soluzioni per il welfare aziendale, presenta la sua nuova piattaforma dedicata alla mobilità aziendale. Sicurezza, mobilità, digitalizzazione e sostenibilità, sono state tra le parole chiave più ricorrenti nell’ultimo anno e mezzo, con lo scenario pandemico che ha rivoluzionato i modelli di lavoro del mondo imprese, ponendo al centro del dibattito la nascita di nuove esigenze per aziende e dipendenti. Per rispondere a questo quadro in continua evoluzione e alle necessità di cambiamento, Edenred, da sempre alla ricerca di soluzioni che innovano e semplificano il lavoro e forte della sua spinta digitale, ha introdotto uno strumento dedicato alla mobilità: Edenred Mobility. Si tratta di una piattaforma modulare per la creazione e la gestione dei piani di mobilità aziendale, ideata con l’obiettivo di ren-

Stefano Pinato, responsabile vendite welfare di Edenred Italia


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dere gli spostamenti casa-lavoro più sicuri ed efficienti, migliorando la qualità di vita dei lavoratori, con benefici in termini di tempo, di costi e di impatto sul traffico, quindi anche sull’inquinamento. “Uno strumento innovativo in grado di supportare la redazione dei piani di spostamento casa-lavoro (PSCL) raccogliendo e analizzando, grazie a questionari web-based personalizzati, tutte le esigenze e le abitudini dei dipendenti in materia di mobility, integrate con informazioni connesse alla collocazione delle sedi aziendali e ai servizi di trasporto disponibili sul territorio. Una soluzione che permette anche di offrire servizi di mobilità a supporto dei dipendenti, come il car pooling o l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico che, combinati al monitoraggio in tempo reale dei dati acquisiti, forniscono una fotografia sempre aggiornata della mobilità aziendale per uno sviluppo di piani di intervento coerenti con i bisogni che emergono”, spiega Stefano Pinato, responsabile vendite welfare di Edenred Italia. “Per coinvolgere e motivare i dipendenti è importante saper comunicare l’employee compensation (politiche di compensation e benefit) in modo efficace. La direzione del welfare segue ormai quella di un sistema di Total Reward (strategia di ricompensa) sempre più evoluto che permette alle aziende di migliorare le proprie performance”, continua Pinato. Da sempre attenta alla ricerca, creazione ed esplorazione di nuovi business e nuove soluzioni di digital experience per crescere, Edenred mette a disposizione anche il modulo, integrabile nel portale welfare, Total Reward Statement, che in pochi semplici click permette di visualizzare il valore del pacchetto retributivo di ogni singolo dipendente, consultare tutte le macro-voci in cui è suddiviso (benefit, servizi, ecc.) e avere i dettagli per ciascuna. “Un ulteriore supporto alle imprese per valorizzare il loro impegno nei confronti dei dipendenti e creare consapevolezza sull’offerta a loro riservata, aiutandoli ad utilizzare al meglio le opportunità disponibili, con impatti positivi in termini di produttività, ma anche di reputazione aziendale”, conclude Stefano Pinato.

EDILFORM ESTENSE, FABIO BULGARELLI NUOVO PRESIDENTE È Fabio Bulgarelli, 45 anni e una lunga esperienza imprenditoriale alle spalle, il nuovo presidente di Edilform Estense designato a ottobre scorso da ANCE Emilia. L’ente costituisce, per l’edilizia, l’Organismo paritetico territoriale normato dall’articolo 51 del decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008 n. 81 ed è lo strumento per il perseguimento dei fini istituzionali previsti dai contratti e accordi collettivi nazionali stipulati fra le associazioni datoriali nazionali di categoria (ANCE, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Agci) e le federazioni nazionali dei lavoratori (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil). Edilform Estense organizza, a Ferrara e provincia, corsi di formazione professionale e per la sicurezza nel campo dell’edilizia. Fornisce inoltre servizi di consulenza alle imprese su tematiche ed esigenze specifiche del settore edile, anche su richiesta e stimolo delle imprese stesse. Fabio Bulgarelli ha fondato nel 2004 il Gruppo Ibf, di cui fa parte l’impresa edile Ibf Emilia, associata ad ANCE Emilia. L’azienda si occupa di costruzioni principalmente nell’ambito dell’edilizia privata ed è specializzata in ristrutturazioni di edifici di pregio storico e artistico per conto terzi. Negli ultimi anni esegue anche riqualificazioni di complessi immobiliari in proprietà per la successiva vendita a clienti del territorio ferrarese. Bulgarelli è stato designato da ANCE Emilia alla carica di presidente di Edilform Estense per la pluriennale esperienza maturata nell’ambito del sistema bilaterale edile ferrarese (ha già ricoperto infatti la carica di presidente della Scuola edile e della Cassa edile ANCE). Il suo mandato biennale è iniziato il primo ottobre 2021: nel primo consiglio di amministrazione, il neopresidente ha salutato i colleghi consiglieri rappresentanti delle associazioni datoriali e organizzazioni sindacali con il consueto ottimismo e con la concretezza che contraddistinguono il suo stile imprenditoriale e personale. “In questo particolare momento storico dove per la prima volta la domanda di lavori, messa

Fabio Bulgarelli, nuovo presidente di Edilform Estense

in moto dal meccanismo delle agevolazioni fiscali, supera l’offerta, il nostro centro deve progettare ed erogare servizi tempestivi e adeguati al comparto delle costruzioni”, ha sottolineato Fabio Bulgarelli. “Deve preparare giovani e formare adulti di diverse nazionalità, con l’obiettivo di offrire loro reali prospettive occupazionali e garantire alle imprese del territorio manodopera preparata e qualificata, di non facile reperimento oggi. Per farlo dobbiamo lavorare insieme, con lo spirito di collaborazione che ha sempre animato la bilateralità edile locale, che nei fatti si è sempre manifestata virtuosa ed è spesso portata come esempio nel resto d’Italia. Rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci subito al lavoro, per programmare quelle tipologie di corsi che le imprese in questo momento chiedono, attivando, se necessario, collaborazioni con altre scuole edili o enti impegnati nella formazione professionalizzante”. ll Cda attualmente in carica oltre che dal presidente Fabio Bulgarelli è composto dal vicepresidente Corrado Pola (Filca Cisl) e dai consiglieri Daniele Branca (Legacoop), Enrica Bimbatti (ANCE Emilia), Paolo Mazzini (CNA Costruzioni), Riccardo Mantovani (Confartigianato), Giuseppe Bassi (Confcooperative), Lumturi Kalaya (Feneal Uil), Carlo Rivetti (Feneal Uil), Michele Boldrini (Filca Cisl), Luca Liguori (Fillea Cgil) e Ferdinant Preka (Fillea Cgil).

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ELOGIC FIRMA L’IMMAGINE DIGITALE PER MAGGIOLI Il Gruppo Maggioli, uno delle maggiori realtà ICT italiane, rinnova la propria immagine digitale pubblicando il nuovo sito web istituzionale www.maggioli.com. Il progetto porta la firma di eLogic, digital company bolognese del Gruppo, che ne ha curato il concept, l’architettura delle informazioni, la user experience e la realizzazione tecnica. Il Gruppo, tra i protagonisti delle società di fornitura di piattaforme informatiche e servizi editoriali per la pubblica amministrazione e i professionisti, si sta attualmente espandendo nel mercato privato, anche attraverso una intensa strategia di acquisizione di affermate aziende specializzate. Una strategia che consente al Gruppo di rafforzare e completare la propria ampia offerta di servizi, che include anche comunicazione digitale, cloud, cybersecurity e soluzioni di intelligenza artificiale. Con questa nuova presenza digitale del Gruppo vuole raccontare la completezza dei servizi, gli elementi di innovazione, i numerosi progetti di ricerca e sviluppo e il respiro internazionale che lo caratterizza grazie alle diverse società partecipate estere. “Lo sviluppo della nuova presenza online di Maggioli è stato un progetto sfidante che ha coinvolto tutte le aree di business per razionalizzare e fare sintesi all’interno di un’offerta ampia e articolata. Abbiamo posto l’accento sia sulla comunicazione della nuova identità sia sulla user experience, investendo tutto il know-how in nostro possesso”, spiega Mirko Sancassani CEO di eLogic. Il nuovo sito è sviluppato su una piattaforma software di fascia enterprise, Kentico Xperience, di cui eLogic è il partner italiano con più esperienza. Kentico Xperience è un CMS evoluto: un EMS (Enterprise Management System) che permette di governare le modalità di relazione con il pubblico da un unico strumento, con la possibilità di tracciare le attività di clienti e dei prospect, profilare gli utenti in modo sofisticato e fornire contenuti personalizzati. “Un tool di web marketing a 360 gradi che permette di informare gli utenti e, nello stesso tempo, coinvolgerli nella community, anzi, in più community,

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perché le informazioni attraversano i social network, da Linkedin a Facebook, da Twitter a Instagram”, spiega Gabriella Rutigliano, head della BU digital marketing di eLogic. “Abbiamo pensato al sito come alla porta d'accesso, capace di guidare l’utente in maniera rapida e intuitiva alla scoperta del ‘Mondo Maggioli’, dove presentare le nostre soluzioni e competenze integrate, proposte per facilitare un’interazione funzionale e vantaggiosa tra pubblica amministrazione, cittadini e aziende”, commenta Mirco Marsili, responsabile marketing e comunicazione del Gruppo. “Il restyling comunicativo ha contribuito a rinnovare e rafforzare anche la corporate identity, con un visual emozionale ed evocativo dei messaggi che interpretano i valori del Gruppo. Dopo una prima fase di avvio e lancio del nuovo portale, stiamo procedendo, con il contributo di eLogic, all’ottimizzazione SEO e implementando ulteriori sviluppi, al fine di migliorare la capacità di interazione con l’utente e aumentare la diffusione di news e contenuti, sfruttando compiutamente la piattaforma Kentico. Dalla messa online del nuovo portale abbiamo raccolto numerose nuove opportunità commerciali, confermando la capacità attrattiva ed espositiva del progetto anche in ottica di lead generation”, sottolinea Paolo Parmeggiani, marketing & communication specialist del Gruppo Maggioli.

LE NUOVE SINERGIE TRA EMIRATES ED EXPO 2020 DUBAI Nuovi inizi: l’autunno di Emirates si è acceso con segnali di ottimismo. A trainare il traffico aereo di questi ultimi mesi del 2021 c’è sicuramente un evento di portata glo-

bale come Expo 2020 Dubai. La manifestazione, presentata con il tema “Connecting Minds, Creating the Future”, che rimarrà aperta fino al 31 marzo 2022, ha un’anima all’insegna di sostenibilità, connessioni e nuove prospettive e si sta dimostrando un perfetto banco di prova per l’organizzazione di eventi “new normal”: tornare a uscire, mantenendo un forte focus sulla sicurezza. Dall’apertura, avvenuta lo scorso 1° ottobre, fino al 18 ottobre, sono stati registrati oltre 750 mila visitatori, di cui uno su cinque ha varcato l’ingresso del Padiglione Italia. Cifre che contribuiscono a ritenere di poter rientrare nell’obiettivo di 25 milioni di visite da oltre 190 Paesi, stabilito prima dello scoppio della pandemia. Come premier partner e compagnia ufficiale di Expo 2020 Dubai, con un network attuale di oltre 120 destinazioni nel mondo collegate a Dubai, Emirates ha un ruolo più che mai cruciale

Flavio Ghiringhelli, country manager Emirates in Italia

nel rispondere a una domanda in progressiva crescita, testimoniata da un maggiore traffico nelle ricerche e nelle prenotazioni online. Per andare incontro alle esigenze di ciascun cliente, Emirates ha pensato a una serie di offerte personalizzate per Expo: si va dal pass gratuito, che si ottiene con ogni biglietto per Dubai prenotato durante lo svolgimento della manifestazione, alle promozioni speciali per le famiglie, un target decisamente in crescita. Tanti vantaggi anche per chi vuole visitare le bellezze di Dubai, con offerte ad hoc e proposte decli-


ERIA CELEBRA I SUOI VENT’ANNI DI ATTIVITÀ

La data in cui prende vita un personale progetto non si può scordare, ma in questo caso quel momento è anche legato a un evento fissato nella memoria collettiva. È, infatti, l’11 settembre 2001 il giorno della costituzione della ditta Eria. Così lo ricorda la fondatrice, Franca Gualtieri: “La gioia di quella mattina si è trasformata in angoscia, colpendomi nell’animo, mentre le immagini del terribile attentato a New York scorrevano in tv”. Certamente, però, occorre non lasciarsi sopraffare e reagire immediatamente. “Avevo in testa un nuovo progetto, con protagonista il settore del tessile casa. Un’idea inedita anche per la mia città, Carpi, così ricca di esperienze del mondo del tessile abbigliamento, sia direttamente sia nell’indotto. Avevo la consapevolezza che si trattasse di un percorso impegnativo, molto diverso dal tratteggiare abiti e collezioni di moda per me, fino ad allora, consuete. Ma il mondo del design era in trasformazione e sentivo l’esigenza di lavorare a stretto contatto con gli architetti, sempre più alla ricerca di prodotti innovativi, difficili da trovare nelle aziende tradizionali. Semplicità, forme e colore erano l’esigenza del momento. Lino, cotone e seta: tre fibre naturali che ho voluto tingere a prodotto finito per ottenere articoli ‘no stiro’ adatti ai giovani e non solo”.

nate anche per le piccole e medie imprese che usufruiscono del programma Business Rewards. E ancora: i clienti Emirates che visitano Dubai durante Expo possono accumulare un miglio Skywards per ogni minuto trascorso a Dubai e usufruire della possibilità di effettuare un tampone molecolare gratuito, presentando il pass di Expo. Come sottolinea Flavio Ghiringhelli, country manager Italia per Emirates, lo scenario è decisamente cambiato rispetto allo scorso anno: “I segnali per l’autunno 2021 sono

Il progetto funziona ed Eria inizia a consegnare prodotti esclusivi per l’Hotel Bulgari di Milano: accappatoi in lino, federe e lenzuola in rasatello con le iniziali del famoso marchio. Poi, è la volta del Teatro La Fenice di Venezia, per il cui Bookshop l’azienda carpigiana confeziona cuscini arredo con preziose sete fornite dalla ditta Rubelli. In seguito, Eria mette la propria creatività a disposizione di interni: nei loft, nelle suite degli hotel e nelle spa, garantendosi una clientela sempre più sofisticata. Nel 2007 con il marito Tiziano Marchesi, si concretizza un’importante licenza con Liu.Jo che mette a disposizione di Eria il proprio marchio per dar vita alle linee: Liu.Jo Home Textile, Liu. Jo Home Textile Baby e Liu.Jo Sleepwear. Negli anni, Eria ha collaborato anche con Les Copains, lo stilista Guillermo Mariotto e l’artista Alessandra Zini. Oggi, grazie al prezioso supporto della direzione commerciale di Andrea Marchesi, che guida un’importante rete di vendita al dettaglio specializzato, e di altrettanto capaci collaboratori, l’azienda può festeggiare i primi due decenni di attività, fiera e orgogliosa di proseguire nel percorso intrapreso, tutto made in Italy. La tradizione e, allo stesso tempo, l’avanguardia sono alla base della ricerca dei materiali utilizzati nella realizzazione dei complementi d’arredo tessile della collezione Eria 1971 e, in generale, di tutte le collezioni proposte dall’azienda. Il lino, ad esempio, è lo stesso utilizzato dai maestri casari per le forme di Parmigiano Reggiano e i tessuti scelti nelle varianti naturali sono ecologici e non contengono metalli pesanti. L’azienda si propone come un vero e proprio atelier di manufatti e i prodotti principali sono biancheria per il letto, per il bagno e per la tavola, tende, e biancheria per il bambino. “L’intero ciclo produttivo”, conclude Franca Gualtieri, “si svolge in Italia e questo permette di mantenere livelli qualitativi di eccellenza. Non meno importante sottolineare, infine, che l’azienda si affida ad una rete di collaboratori fidati e ad un sistema informatico e logistico interno, al fine di offrire un servizio in grado di soddisfare al meglio le esigenze di tutti i clienti”.

molto incoraggianti e con Emirates siamo in prima linea per rispondere a una domanda di viaggi sempre più crescente. Ora più che mai è cruciale garantire un viaggio che sia sicuro in ogni fase, un ambito in cui Emirates ha sempre dimostrato una visione all’avanguardia, servendosi ad esempio delle tecnologie contactless e dello IATA Travel Pass. I prossimi mesi saranno cruciali per testare nuove modalità di viaggio e costruire una nuova idea di ‘normalità’, con tanta voglia di viaggiare, senza rischi”.

In uno scenario così complesso, ciò che fa la differenza è l’attenzione al cliente, la flessibilità, la sicurezza: “La vetrina di Expo ci permette di mostrare le nostre eccellenze, tra cui la nostra pluri-premiata Business Class. Un’altra innovazione di cui andiamo fieri è la Premium Economy, presente su alcuni A380 e presto disponibile in Italia. Abbiamo investito e continuiamo a investire in prodotti su misura di cliente, che offrano la migliore esperienza di volo possibile”, conclude Ghiringhelli.

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ENERGY INTELLIGENCE GUIDA LA TRANSIZIONE ENERGETICA DELLE PMI Supportare imprese e organizzazioni nel percorso di innovazione e crescita sostenibile attraverso interventi di efficienza energetica e l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili. È la mission di Energy Intelligence, realtà con sede a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, che applica un modello collaudato di supervisione e gestione digitale dei dati energetici e gestionali nei processi di ottimizzazione, con consulenti esperti e sempre aggiornati. “La decarbonizzazione dell’energia”, sottolinea Rodolfo Vignocchi, presidente di Energy Intelligence, “è il pilastro del percorso che dobbiamo intraprendere, basato su tre filoni paralleli: la riduzione dei consumi energetici attraverso interventi di efficientamento, la produzione dell’energia elettrica attraverso fonti rinnovabili e la graduale sostituzione dei combustibili fossili utilizzati direttamente, ad esempio, per i trasporti e per il riscaldamento degli edifici, con sistemi elettrici”. La transizione energetica dovrà essere completata entro pochi decenni, per arrivare nel 2050 a una società decarbonizzata. La gestione del periodo transitorio si presenta molto complessa e richiede interventi concertati a livello planetario e governati con grande intelligenza. “La generazione di energia da fonti rinnovabili conduce a un cambiamento radicale di paradigma. Da una situazione caratterizzata da poche grandi centrali di produzione ci si sta avviando a uno scenario in cui l’energia viene prodotta da moltissime unità distribuite nel territorio. In Italia oggi abbiamo

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circa un milione di impianti che utilizzano il sole e il vento e che immettono energia nella rete elettrica, con grandi complessità di gestione e di bilanciamento”, continua Vignocchi. Per limitare questa complessità di gestione della rete e ridurre le perdite legate al trasporto dell’energia, uno dei sistemi è quello di realizzare gli impianti in corrispondenza dei luoghi dove avviene il consumo, ad esempio impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici. “Questa strada”, spiega ancora Vignocchi, “è particolarmente adatta per il nostro Paese che gode di una posizione privilegiata, essendo in Europa quello più a Sud (ottimo irraggiamento solare) con grande presenza di stabilimenti industriali. Uno dei principali obiettivi del Clean Energy Package approvato dalla Commissione europea nel 2019 è la promozione del ruolo attivo dei consumatori nell’ambito della transizione energetica. Sono stati immaginati nuovi modelli di autoconsumo collettivo che consentono di superare l’unica configurazione possibile fino ad oggi (un collegamento biunivoco tra un impianto fotovoltaico e una utenza di consumo). Tra le nuove configurazioni, di cui anche le imprese potranno fare uso, ci sono anche le Comunità Energetiche, ovvero soggetti giuridici che nascono appositamente per ottimizzare l’utilizzo dei tetti condividendo l’energia green e i benefici economici conseguenti. “Gli scambi energetici della Comunità sono virtuali e pertanto non sono necessarie connessioni fisiche. Ogni membro continua ad approvvigionarsi di energia dal proprio fornitore. L’energia prodotta e consumata da tutti membri della Comunità viene misurata allo scopo di ottenere la cosiddetta ‘energia condivisa’ ovvero quella prodotta in esubero dagli impianti fotovoltaici e corrispondente a energia prelevata dalla rete dai membri consumatori nello stesso intervallo orario. Questa energia condivisa viene premiata con un incentivo erogato dal GSE e con l’eliminazione dei costi di trasmissione e distribuzione. Queste nuove configurazioni sono già oggi applica-

bili e sono ulteriormente rafforzate con la pubblicazione in questi giorni del nuovo decreto legislativo che recepisce la Direttiva RED II”, conclude il presidente di Energy Intelligence.

ENERGYPIE, TUTTI I SERVIZI IN UN UNICO SOGGETTO Energypie, Società di Servizi Energetici (ESCo) operante dal 2008 certificata secondo le norme ISO 9001 e UNI CEI 11352, si propone come punto di riferimento per progettare, realizzare e gestire interventi di risparmio energetico e impianti a fonti rinnovabili, riducendo l’utilizzo di energia da fonte fossile e contribuendo alla diffusione di una maggiore coscienza ambientale. Come spiega il payoff dell’azienda “tutti i servizi in un unico soggetto”. Infatti, EnergyPie, realtà con sede a Ferrara, nel corso degli anni ha realizzato, anche con la formula “chiavi in mano” e del Contratto Rendimento Energetico, impianti fotovoltaici, solari termici e termodinamici, impianti di illuminazione ad alta efficienza, interventi di isolamento termico e di efficientamento dei serramenti. Ha quindi ampliato l’offerta di servizi energetici includendo l’esecuzione di diagnosi energetiche, il reperimento di incentivi e fondi pubblici, il finanziamento diretto degli interventi. L’interesse di EnergyPie per queste tematiche risulta anche dall’attenzione alle nuove Comunità Energetiche Rinnovabili dimostrata organizzando un apposito convegno, presso Ferrara Fiere Congressi, lo scorso settembre, in occasione di Remtech Expo, l’evento internazionale permanente specializzato sulla protezione e sviluppo sostenibile del territorio, rigenerazione urbana e industria chimica sostenibile. Dopo i saluti introduttivi del senatore Gianni Pietro Girotto, presidente della Commissione Industria, sono intervenuti come relatori Laura Perelli, sindaco del comune di Tresignana, Alessandro Rossi, di ANCI Emilia-Romagna ed Emanuele Pecorari, responsabile tecnico di Energypie. È seguita, poi, una tavola rotonda, moderata da Pecorari, a cui hanno partecipato Carlo Carnielli, di-


rettore di ANCE Emilia, Enrica Bimbatti, coordinatrice territoriale di ANCE Emilia, e Amelia Grandi, di Cna Ferrara. “L’attuale modello di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, basato sulle iniziative individuali di singoli cittadini o imprese, non garantisce quella rapida diffusione che è necessaria per conseguire in tempi brevi gli obiettivi di decarbonizzazione”, spiega Emanuele Pecorari. “Le recenti direttive europee e il quadro normativo nazionale, approvato nel corso del 2020, hanno perciò introdotto i nuovi istituti della ‘Comunità Energetica Rinnovabile’ (CER) e del gruppo di ‘autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente’ (AUC). Ora singoli cittadini, piccole e medie imprese, enti territoriali ed amministrazioni locali, costituendo una Comunità Energetica Rinnovabile, possono condividere ‘virtualmente’ l’energia elettrica immessa in rete prodotta da fonte rinnovabile, tipicamente un impianto fotovoltaico nella disponibilità della CER. La creazione di una CER viene promossa mediante incentivi economici sull’energia elettrica condivisa, il rimborso degli oneri di sistema, il ritiro dedicato da parte del GSE dell’energia elettrica immessa in rete”. Alle imprese EnergyPie si propone come partner, offrendo una vasta gamma di servizi, tra cui le diagnosi energetiche (in particolare quelle obbligatorie per le grandi imprese); la realizzazione di interventi di risparmio energetico “a costo zero” per le aziende con la formula del contratto EPC (Energy Performance Contract); la gestione delle pratiche di ottenimento degli incentivi statali per gli interventi di efficientamento energetico degli immobili (Conto Termico e detrazioni fiscali), degli impianti di illuminazione pubblica e dei processi produttivi (Certificati Bianchi); la progettazione tecnica e

consulenza finalizzate all’ottenimento di fondi europei (bandi Por Fesr Psr, Fondo Energia).

IL GRUPPO FERVI ACQUISISCE IL 100% DI RIVIT Nuova acquisizione per il Gruppo Fervi, attivo nel settore della fornitura di attrezzature professionali principalmente per l’officina meccanica, l’officina auto, la falegnameria, il cantiere e nella fornitura di attrezzature al servizio dei professionisti della manutenzione e riparazione. La realtà modenese ha infatti acquisito nel settembre scorso il 100% delle quote di Rivit, storica azienda di Ozzano dell’Emilia, in provincia di Bologna. Fondata nel 1973, Rivit è specializzata nella fornitura di sistemi di fissaggio, utensili e macchine per l’assemblaggio e la deformazione della lamiera, ed è strutturata in tre macro-divisioni: industria, edilizia e rivendita. L’azienda si rivolge in particolare ai settori automotive, carrozzeria industriale, elettronica, elettrodomestici, lattoneria, carpenteria e coperture metalliche. Gli alti standard qualitativi e una gamma di prodotti completa fanno di Rivit una realtà ben radicata sul mercato nazionale e internazionale, presente in più di 60 Paesi nel mondo, grazie a una rete di distributori locali e a due società controllate: Rivit Maroc e Rivit India. Dal punto di vista strategico, questa acquisizione, del valore di quasi 18 milioni di euro, consentirà al Gruppo Fervi sia di sviluppare sinergie di canale già esistenti che di implementarne dei nuovi, oltre che ad ampliare l’offerta del Gruppo, con oltre 45.000 referenze di un marchio molto noto nel settore, e di aggiungere ulteriori mercati di sbocco nei Paesi dove Rivit è presente e opera. Dal punto di vista dimensionale, invece, l’operazione permetterà al Gruppo Fervi di raggiungere un fatturato di circa 50 milioni di euro, accelerando notevolmente il piano di crescita nonostante gli effetti della pandemia a livello

Roberto Tunioli, presidente del Consiglio di Amministrazione di Fervi

globale. “Questa acquisizione”, dichiara il presidente del Consiglio di Amministrazione Roberto Tunioli, “rappresenta un’importante accelerazione del nostro percorso di crescita che punta alla creazione di un gruppo sempre più coeso e competitivo, sia sul mercato interno che a livello internazionale. Porremo particolare attenzione nella valorizzazione del know-how di Rivit, puntando sulle notevoli professionalità presenti in azienda che potranno crescere ulteriormente nel nuovo contesto di gruppo. Siamo certi che, attraverso una visione condivisa e il determinante contributo di tutti, potremo raggiungere gli importanti obiettivi di business che ci siamo prefissi per il futuro”. “Siamo estremamente soddisfatti di aver definito questa operazione” aggiunge il direttore generale del Gruppo Guido Greco, “ci abbiamo creduto fortemente e l’abbiamo portata a termine nonostante la pandemia e le incertezze connesse, poiché riteniamo che l’aggregazione di Rivit nel Gruppo Fervi possa permetterci di sfruttare sinergie commerciali e di prodotto che coniugano le best practice del Gruppo e della neoacquisita, player presenti sul medesimo mercato di riferimento da oltre 40 anni. Ulteriore aspetto, da non sottovalutare, è la contiguità territoriale, le principali società del Gruppo, Fervi, Rivit e Riflex si trovano nel raggio di 50 chilometri, il che alimenta e accelera la creazione del distretto emiliano dell’MRO (Maintenance, Repair and Operations / Forniture industriali) che ci auguriamo negli anni possa svilupparsi portando ulteriore benessere nella nostra regione”.

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GELLIFY LANCIA LA NEWCO “VENTURE BOX” GELLIFY, piattaforma di innovazione che connette le startup B2B ad alto contenuto tecnologico con le aziende tradizionali per innovare i loro processi, prodotti e modelli di business con headquarter a Bologna, ha annunciato lo scorso novembre la nascita di Venture Box, copycat venture builder che prevede la strategia second mover di prodotti software SaaS B2B. Il progetto imprenditoriale punta a lanciare società che ripropongano e migliorino modelli tecnologici già avviati e in settori già validati dal mercato del software B2B, minimizzando i rischi e massimizzando la resa. Venture Box nasce dopo un lungo periodo di ricerca sulle opportunità fornite dal settore del Venture Building, modello incentrato sulla rapida scalabilità di un numero selezionato di progetti ad alto impatto strategico. Il Venture Builder è una realtà imprenditoriale che dedica il proprio know-how e le proprie risorse alla produzione sistematica di nuove società, industrializzando il processo di innovazione. Venture Box segue un modello di investimento sistematico che ha il triplice obiettivo di massimizzare le opportunità date da specifici trend di mercato, ridurre i rischi associati all’efficacia delle idee e alla fase di esecuzione e ottenere una diversificazione del portafoglio di prodotti con un basso volume di investimento complessivo. Il Venture Builder investirà sui nuovi trend legati alle tecnologie applicate al marketing, alle vendite, al legale, alla collaborazione e alle business operations. Si prevede il lancio di un nuovo prodotto ogni 4 mesi e un successivo spin-off dei prodotti che raggiungano una sufficiente massa critica. Gianluca Bernardi, head of growth di GELLIFY, commenta: “Quando abbiamo un’idea, siamo super entusiasti e pensiamo

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Sopra: Michele Giordani, managing partner e fondatore di GELLIFY A sinistra: Gianluca Bernardi, head of growth di GELLIFY

te negli scorsi anni ed avendo quindi un modello ormai consolidato e industriale. Quello che ci darà una marcia in più sarà il coinvolgimento imprenditoriale diffuso delle persone che aiuterà tutti ad impiegare il massimo del focus e della propria inventiva nei prodotti”. Il gruppo di investitori che ha aderito al progetto è composto da business angel, C-level e startupper con exit di successo alle spalle. Tutte figure altamente competenti nelle aree di interesse di Venture Box e in grado di sviluppare un effetto network positivo, aumentando il potenziale di successo dei prodotti. Il mercato di riferimento è l’industria SaaS la cui dimensione globale raggiungerà 171,9 miliardi di dollari entro il 2022 ed ha registrato dal 2015 al 2020 un CAGR del 31,8% (fonte: Statista).

che sia originale. Poi, dopo un paio di conversazioni e una ricerca su Google, scopriamo che è già stata realizzata da qualcuno che è più GENETICA23, DA MODENA grande, migliore e con più L’ULTIMA FRONTIERA risorse di noi, così rinunDELLA COSMESI ciamo al nostro progetto per non rischiare di sembrare degli emulatori. E se invece ci Nasce dalla collaborazione tra la clinica fosse ancora spazio per il miglioramento? di Dermatologia dell’Università di ModeE se ci fossero persone che non ottengono na e Reggio Emilia, guidata dal professor ancora ciò che vogliono dalle soluzioni già Giovanni Pellacani, e Genetica23, startup esistenti? Questo è stato il nostro punto innovativa tutta modenese che ha appena di partenza in GELLIFY per sviluppare il concluso un primo round di raccolta di modello di Venture Box, perché crediamo capitali, un nuovo modo per la cura e la che i second mover siano salutari per l’in- prevenzione della salute della pelle. dustria high-tech, in quanto attivano una La ricerca, condotta presso il Policlinico nuova domanda ed incentivano un flusso di Modena, ha documentato l’indissolucostante di innovazione dei prodotti”. La bile legame tra la genetica individuale e i NewCo implementa un modello organiz- principali tratti metabolici della pelle, la zativo ad imprenditorialità diffusa che pre- predisposizione all’invecchiamento e alla vede il coinvolgimento di imprenditori con un track record di successo in ambito digital; un team operativo che disegna e sviluppa i prodotti e che partecipa nell’equity della società; una figura cruciale esperta dell’ambito di ogni singolo prodotto definita “champion”, che guida le decisioni su roadmap di prodotto e modalità di go-to- market. Michele Giordani, managing partner e fondatore di GELLIFY, dichiara: “Siamo entusiasti dell'avvio di questa iniziativa dopo aver creato Il professor Giovanni Pellacani, alla guida della clinica di diverse venture con le corpora- Dermatologia di Unimore


FITTINGS, 40 ANNI DI INNOVAZIONE E SVILUPPO NELL’INDUSTRIA ELETTRONICA Quarant’anni al servizio dell’innovazione e della ricerca continua con l’obbiettivo di soddisfare al meglio le necessità dei propri clienti nell’ambito della produzione di minuteria e componentistica elettronica. A festeggiarli, con un anno di ritardo a causa della pandemia, lo scorso 24 settembre è stata l’azienda Fittings di Calderara di Reno, alle porte di Bologna. Fittings ha organizzato la celebrazione dell’importante traguardo all’Admiral Park Hotel di Zola Predosa, invitando all’evento dipendenti, collaboratori, clienti e amici che hanno potuto condividere la storia e i valori dell’azienda in questi primi quarant’anni di attività. Fittings è stata fondata nel 1980 a Bologna da Ezio Babini con il nome “Fittings for Industry”. Lo sviluppo avviato dal fondatore è proseguito negli anni grazie al supporto della famiglia: Mirella, Davide e Barbara che oggi portano avanti l’azienda. Grazie all’esperienza maturata nell’ambito dei componenti, Fittings dispone di una produzione creata sulla base della profonda conoscenza del mercato internazionale, ideale per rispondere alle esigenze dettate dall’evoluzione del settore sempre più veloce e progressiva. Nascono così gli articoli made in Fittings, innovativi e di qualità. Per la competenza acquisita negli anni, Fittings è divenuto un punto di riferimento per progettisti e laboratori di sviluppo

tipologia di danno da esposizione solare. Su queste basi, Genetica23 e Unimore hanno testato e sviluppato prodotti cosmetici profilati e personalizzati sulla base delle caratteristiche individuali delle partecipanti al test clinico, documentando risultati senza precedenti in termini di miglioramento della salute della pelle. “È stato sorprendente anche per me documentare i miglioramenti della salute della cute di tutte le partecipanti al test, sia a livello estetico sia a livello più profondo e

e ricerca, tramite una consulenza costante dell’intero processo, affiancando il cliente attraverso concezione, progettazione, produzione, controllo qualità e fornitura di componenti plastici e metallici per il fissaggio e la connessione. Dal 2013, con l’acquisizione della società Zaniboni Adriano, primo distributore di componenti elettrici ed elettronici aperto a Bologna nel dopoguerra, Fittings ha esteso il proprio servizio, diventando referente privilegiato non solo per la propria gamma di articoli, ma anche per i componenti da essa distribuiti di Keystone Electronics Corp. Per meglio affrontare i nuovi scenari competitivi Fittings si è dotata di un magazzino di 1.000 metri quadrati e 10mila articoli a stock. Nel 2021, con un progetto Industria 4.0, Fittings ha realizzato il magazzino verticale. Nel 2017 l’azienda ha ottenuto per le nuove linee di prodotto le certificazioni UL (“Underwriters Laboratories Inc”) per il mercato americano e CSA (“Canadian Standards Association”) per il mercato canadese, fondamentali requisiti di prodotto per l’esportazione, proiettandosi sempre più verso il mercato internazionale, mentre nel 2019, ha certificato il proprio sistema di gestione per la qualità secondo le norme UNI EN ISO 9001:2015. L’azienda conta oggi 14 dipendenti e muove un fatturato medio annuo di circa 3 milioni di euro.

pre-clinico, visibili solo con gli strumenti all’avanguardia presenti presso la nostra clinica”, dichiara Pellacani. Oggi questi prodotti e queste metodologie di personalizzazione vengono per la prima volta offerte al pubblico. “È la nascita della dermogenetica, una scienza e un processo con cui possiamo fornire prodotti personalizzati sulla base del software della vita, il DNA, quel programma meraviglioso che è presente in ogni nostra cellula”, spiega Enrico Paolo Levi, amministratore delegato

e fondatore di Genetica23, tornato a Modena dopo aver aperto e gestito imprese in America e Nord Europa per oltre 20 anni. “È stato bello trovare a Modena le professionalità e la passione giuste per lanciare un’impresa che si basa su una ricerca di valore assoluto, si pone obiettivi commerciali ambiziosi e si vuole affacciare su mercati internazionali molto competitivi con l’intento di rivoluzionare un intero settore industriale”. Genetica23 combina dati anagrafici e informazioni sullo stile di vita con

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GRUPPO DEL BARBA OTTIENE IL RATING DI LEGALITÀ

Enrico Paolo Levi, amministratore delegato e fondatore di Genetica23

i dati genetici, e realizza quella che viene chiamata “matrice di bellezza”, una sorta di impronta digitale unica e personale. Sulla base della matrice vengono sviluppati prodotti cosmetici ricchi degli elementi attivi in grado di fornire alle cellule esattamente quello che serva loro per prevenire e curare l’invecchiamento della pelle. “Fatta la rivoluzione nel modello di produzione e personalizzazione, va fatta la rivoluzione anche nel modello distributivo e commerciale”, aggiunge Levi. “Nei centri Genetica23 non può esistere il prodotto, perché questo può essere realizzato solo dopo un esame genetico che richiede un paio di settimane. Stiamo aprendo nel cuore di Modena il primo negozio di cosmesi al mondo senza prodotti cosmetici, dove le clienti avranno modo di conoscere e capire il processo tramite il quale potranno ricevere prodotti personalizzati, saranno aiutate a sostenere il test genetico, e dove riceveranno una “fotografia” molto dettagliata dello stato attuale della loro pelle tramite strumenti di diagnosi all’avanguardia. Inoltre, potranno tornare presso i nostri centri e misurare in modo scientifico e strumentale i progressi e i cambiamenti ottenuti.” La linea Genetica23 già dal nome si vuole distinguere per l’assoluta personalizzazione dei suoi prodotti e si posiziona ai vertici della “cosmesi di lusso”, garantendo risultati scientifici e claims più vicini al settore medicale. È già possibile iniziare il percorso di bellezza con Genetica23 e acquistare online sul sito www.genetica23.com.

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Gruppo Del Barba Consulting, società di consulenza di Carpi, in provincia di Modena, attiva da oltre vent’anni nel settore della finanza agevolata ha ottenuto a ottobre scorso il Rating di Legalità, attestazione rilasciata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che attesta il rispetto di una serie di requisiti (normativi e volontari) in termini di legalità, trasparenza e responsabilità sociale. Introdotta dal decreto liberalizzazioni del gennaio 2012, oltre a promuovere un comportamento etico in ambito aziendale, la certificazione consente alle imprese di fruire di agevolazioni in materia di finanziamenti pubblici e credito bancario. “Siamo costantemente impegnati a offrire un supporto consulenziale e qualificato a tutte le imprese che, nel pieno rispetto delle normative sulla trasparenza e la legalità, intendono presentare le domande per ottenere il rating”, commenta Marco Barbieri, amministratore unico Gruppo Del Barba. “Aver ottenuto la certificazione ci permette, quindi, di fungere da esempio condividendo e mettendo in pratica questi principi, oltre che offrire l’assistenza per poter ottenere importanti benefici sia in termini economico-finanziari sia in termini di miglioramento del posizionamento competitivo”. Il rating, che indica il livello del rispetto della legalità e della corretta ed etica conduzione del proprio business, può essere richiesto dalle aziende iscritte al registro delle imprese da almeno 2 anni e con un fatturato minimo di due milioni di euro. Ha l’obiettivo di valutare anche la sussistenza di certificazioni in ambito di qualità, di responsabilità sociale, di rispetto ambientale, di sicurezza nonché di modelli organizzativi che mirano ad una corretta gestione del rischio e al contrasto di tentativi di infiltrazione mafiosa e di fenomeni corruttivi. Le imprese in possesso del Rating di Legalità sono, ad oggi, circa novemila in Italia. La durata è di due anni ed è rinnovabile su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti, AGCM, con proprio provvedimento, disporrà la riduzione del punteggio o, se necessario, la revoca del rating. Nel rapporto con la Pubblica am-

ministrazione, le imprese che partecipano a un bando pubblico per la concessione di finanziamenti oppure l’assegnazione di un appalto, hanno maggiori possibilità di essere finanziati. Rispetto al mondo bancario, le imprese ottengono un accesso al credito facilitato, attraverso migliori condizioni economiche, riduzione dei tempi di concessione del finanziamento e minori costi di istruttoria. Inoltre, nel caso in cui, le banche negassero il credito alle aziende in possesso di rating, sono tenute a comunicare dettagliatamente le ragioni di questo rifiuto alla Banca d’Italia. Alla fine del 2017, grazie all’accordo tra InfoCamere e AGCM, il rating viene evidenziato anche nelle visure camerali, acquisendo una maggiore visibilità e divenendo ancora più efficace come strumento di garanzia in materia di qualità e trasparenza delle informazioni societarie presenti all’interno delle banche dati delle Camere di Commercio. Gruppo Del Barba Consulting opera da oltre vent’anni nel settore della finanza agevolata, aiutando le imprese nel proprio percorso di crescita, tramite l’accesso ad agevolazioni e contributi pubblici. Il team della società modenese cresce rapidamente e conta oggi più di 50 professionisti, distribuiti tra consulenti, progettisti e ruoli di staff.

GRUPPO FINI, UNA LUNGA STORIA TUTTA DA ASSAPORARE Il Gruppo Fini, storica realtà produttiva dell’alimentare con sede a Modena, si avvicina al suo 110° anniversario guardando al futuro e portando avanti i valori che l’hanno contraddistinto in oltre un secolo di storia. Da Telesforo Fini e le prime produzioni artigianali di pasta fresca sono passati ormai undici decenni, ma valori come tradizione


INOX TECNICA, 25 ANNI DI ESPERIENZA E UNA NUOVA SEDE PER IL FUTURO Per Inox Tecnica, azienda di Soliera, in provincia di Modena, specializzata nella fornitura di materiale industriale in acciaio inox, è stata una doppia emozione. Un nuovo stabilimento costruito secondo i più moderni criteri di eco-sostenibilità su una superficie totale di 5.000 metri quadrati: un investimento realizzato in piena crisi pandemica, quindi ancora di maggior valore. E un’inaugurazione avvenuta il 9 ottobre scorso, esattamente 25 anni dopo la data d’avvio dell’attività. “È così”, commenta Silvio Paris, fondatore e attuale presidente della società. “È stato emozionante poter festeggiare con la famiglia, i collaboratori, i clienti, in un unico momento due eventi così importanti per la mia vita lavorativa. 25 anni fa avevo 39 anni, e la giusta dose di entusiasmo per dare il massimo in un’azienda ancora agli inizi del suo percorso. Ho iniziato con un capannone di 200 metri quadri, un furgone usato e un solo dipendente, che gestiva magazzino e ufficio. Non è stato affatto semplice, ma, a quel tempo, la mission che avevo pensato per Inox Tecnica era divenire una realtà importante nel commercio di prodotti industriali in tutta la provincia. Questi sono stati gli inizi, mentre oggi operiamo su tutto il territorio nazionale, anche grazie al know-how della famiglia di Inox Tecnica e ai grandi professionisti che abbiamo come agenti”. Nei primi 15 anni di attività, Inox Tecnica concentra l’attività nella distribuzione di piping e raccorderia in acciaio inox e acciaio al carbonio, facendosi un nome in tutta la regione. Nel 2011 decide di ampliare il catalogo, inserendo nuovi prodotti strategici e aprendosi a nuovi settori, come quello dell’acquedottistica e depurazione e quello petrolchimico. Viene raddoppiato lo stabilimento e si apre alla produzione in outsourcing di raccorderia filettata e valvole in acciaio inox, flange e valvole in ghisa per acqua. Negli ultimi anni, Inox Tecnica è riuscita a imporre la propria presenza sul mercato nazionale anche attraverso la creazione di forti sinergie con alcuni tra i migliori produttori italiani. Sinergie che hanno reso competitiva l’azienda, permettendole di acquisire importanti clienti e commesse di grande prestigio: tra queste, la fornitura di piping e raccorderia inox a pinzare per la “Red Line Underground”, la Linea Rossa della nuova Metropolitana di Doha, realizzata in occasione dei prossimi mondiali di calcio 2022 in Qa-

tar. Scelte che si ripercuotono sui risultati economici: il 2021 si chiuderà con un fatturato superiore ai 13 milioni di euro e oltre 800 clienti in tutta Italia. “L’impegno reale e costante, sul quale abbiamo sempre tentato di migliorarci, è stato di servire i clienti al nostro meglio”, ricorda Paris, “perché essi rappresentano le fondamenta stesse di un’azienda che voglia avere successo. E il mio orgoglio è stato vedere alla nostra festa alcuni tra i nostri più vecchi partner”. “Ma”, prosegue il presidente di Inox Tecnica, “sono sempre stato fortemente convinto che il successo di un’impresa si giudichi dalla qualità delle persone che vi lavorano. Un ringraziamento speciale, quindi, va a tutto il team dell’azienda, dall’ufficio commerciale all’ufficio tecnico, dall’amministrazione alla logistica, dal magazzino agli autisti: alcuni da più tempo, altri da meno, ma tutti si sono spesi affiancandomi in questi anni e contribuendo in maniera straordinaria alla crescita di questa azienda. E un pensiero speciale va a Fabio, che non c’è più e che, nel cuore, sarà sempre con noi”. Dopo un ringraziamento a Donatella, la moglie, “dei 46 anni trascorsi insieme, ne hai dedicati la maggior parte a far sì che io potessi realizzare il mio progetto; senza di te, tutto questo non sarebbe successo”, Paris avverte: “L’obiettivo della nostra festa non è solo di specchiarsi in ciò che è stato realizzato fino a qui. La nuova sede significa questo: l’entusiasmo del principio ha trovato nuova linfa nella generazione che verrà dopo di me; ed è questo che mi rende più orgoglioso: la famiglia di Inox Tecnica continuerà ancora per molto tempo a perseguire la sua mission iniziale, impegnandosi per raggiungere nuovi traguardi”. Parole chi si specchiano in quelle della figlia Valentina Paris: “Inox Tecnica compie 25 anni e io ho avuto la fortuna di poterle dedicare gli ultimi 15. La passione in ciò che si fa ogni giorno e l’orgoglio di far parte di un progetto ambizioso: è questo lo spirito con cui verrà costruito il futuro prossimo di questa azienda, seguendo le orme tracciate fin qui dai miei genitori e la personale consapevolezza acquisita in tutti questi anni”.

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e territorio sono ancora un punto di riferimento per Gruppo Fini. A confermarlo è Giovanni Fazio, CEO della solida realtà modenese cui appartengono i celebri marchi Fini e Le Conserve della Nonna. Dalla storica sede di Modena allo stabilimento produttivo di Ravarino, alle porte della città emiliana, si guarda all’Italia e a tutto il mondo, dove l’azienda, tra i vari prodotti, porta soprattutto un simbolo della tradizione gastronomica emiliana: i tortellini e la pasta fresca ripiena. Dai sapori classici e tradizionali alle proposte più ricercate, il marchio è diventato negli anni un simbolo del mangiar bene e un ambasciatore della cultura alimentare emiliana. Quest’ultima saldamente al centro dei prodotti Fini e Le Conserve della Nonna non solo per ubicazione, ma anche per vocazione. “La maggior parte delle materie prime utilizzate”, spiega Giovanni Fazio, “provengono dalle aree agricole della nostra regione e vicine al nostro stabilimento produttivo di Ravarino. Ci rivolgiamo alle famiglie, andando a soddisfare tutte le esigenze e occasioni di consumo, dallo spuntino al pranzo delle feste, accontentando sia chi apprezza i gusti della tradizione, sia chi è invece alla ricerca di qualcosa di sfizioso e sorprendente, ma sempre con la garanzia della massima qualità e con la certezza di ritrovare i sapori di una volta”. La modernità non ha allentato il legame con una tradizione che si ritrova nella sfoglia ruvida e porosa della pasta fresca, nella corposità delle passate di pomodoro emiliano certificato dalla Regione Emilia-Romagna o nelle confetture realizzate con elevatissime percentuali di frutta. “Gusto e genuinità sono le costanti di un percorso secolare fatto da questa azienda che ha saputo restare fedele alla propria mission, quella di offrire ai propri consumatori i grandi piatti e prodotti di un territorio che ha fatto della buona tavola uno dei propri elementi identitari”, conclude Fazio.

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GRUPPO LUPI OFFRE MY BIM, L’ INVESTIMENTO PER IL FUTURO Fa parte di una grande e ramificata rete di operatori nel campo della sicurezza, della prevenzione e dell’antincendio e riesce, così, a offrire il proprio intervento e supporto sull’intero territorio nazionale. Stiamo parlando di Gruppo Lupi, che nasce in Toscana, precisamente a Pontedera, in provincia di Pisa, nel lontano 1978 e si afferma saldamente nel mondo dell’antincendio, suo core business. Nel 1989 è stato rilevato dalla famiglia Gronchi e ad oggi, con oltre 40 anni di esperienza, è uno dei principali protagonisti nel mondo della sicurezza. Con sedi a Pontedera, Orbetello, in provincia di Grosseto, e Terni, Gruppo Lupi è presente in Emilia-Romagna con una sua società, Due Esse Anticendio, con sede a Bentivoglio, alle porte di Bologna. L’azienda bolognese nasce nel 1999, a seguito della ultraventennale esperienza maturata nello specifico settore. È specializzata nel fornire servizi per la sicurezza nei luoghi di lavoro in materia di antincendio (estintori, porte tagliafuoco e reti idranti), nella commercializzazione e manutenzione dei dispositivi di protezione individuale e nell’organizzazione di corsi di formazione e addestramento antincendio. Il Gruppo Lupi, la cui sede principale è a Pontedera, in provincia di Pisa, ha cinque divisioni (antincendio, manutenzione, impianti, navale e formazione&consulenza) che gli permettono di essere un gruppo industriale composto da un insieme ampio e diversificato di professionalità, capaci di fornire risposte certe e immediate per interventi, consulenze mirate, formazione e supporto per gli argomenti relativi al rispetto delle normative vigenti e l’universo della formazione continua. Al suo interno è

dotato di un’agenzia formativa accreditata dalla Regione Toscana e aderisce al progetto “Controlla Chi Ti Controlla” - Manutenzione Certificata da Ente Terzo promosso da ICIM. “Gruppo Lupi sceglie le migliori soluzioni tecnologiche e all’avanguardia per essere al passo con i tempi e seguire i clienti con strumenti innovativi”, spiegano dall’azienda. “Un esempio emblematico è My BIM, che si può definire ‘un investimento sul futuro, non solo per l’antincendio’”. È una soluzione integrale capace di rendere un progetto interoperabile in qualunque momento, in una frase: tutto, in un unico ambiente virtuale. Il Business Information Modeling, conosciuto comunemente come BIM, costituisce un metodo di progettazione e costruzione all’avanguardia che si serve

di un software per raccogliere, combinare e collegare digitalmente tutti i dati di una costruzione, restituendo una costruzione virtuale dell’edificio sotto forma di modello geometrico tridimensionale. “Si tratta di un ‘contenitore di informazioni sull’edificio’”, proseguono dall’azienda, “in cui inserire indicazioni, dati specifici, grafici, disegni, attributi tecnici come le schede tecniche. Le informazioni così inserite sono consultabili in ogni momento. Basta archivi cartacei e stampe dei progetti, il tutto diventa digitale”. Il punto forte della progettazione in BIM è l’interoperabilità che permette di integrare in un solo modello le informazioni di ogni fase di progettazione: architettonica, strutturale, impiantistica, energetica e gestionale. Le informazioni saranno aggiornate e la condivisione di un unico modello ridurrà la percentuale di errori, del numero di modifiche e dei costi di progettazione, rendendo il tutto più economicamente so-


NICE 2NEET HER! VOGLIAMO CONTRIBUIRE ALLO SVILUPPO DI NUOVE COMMUNITY INCLUSIVE Nice 2NEET Her! è il nuovo progetto di Lavoropiù nato per supportare l'inserimento nel mondo lavorativo delle donne appartenenti al cosiddetto cluster dei NEET (Not in Education, Employment or Training). Attraverso percorsi di riqualificazione professionale e di crescita personale, offriamo alle partecipanti la possibilità di scoprire nuove competenze, riacquisire sicurezza e di accedere con più facilità al mercato del lavoro.

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stenibile. “Ma Il futuro della progettazione è in BIM? Un decreto ministeriale del 2019 ha reso obbligatoria la progettazione in BIM per le opere pubbliche sopra la soglia dei 100 milioni di euro e pian piano questo genere di progettazione riguarderà tutte le costruzioni”, confermano dall’azienda.

GREEN DEAL, IL CONTRIBUTO DI IMAS AEROMECCANICA Green economy e sostenibilità sono sempre più parole chiave nelle attività delle singole realtà industriali; per questo, tra le diverse misure a sostegno dell’economia circolare si prevedono ingenti investimenti per le aziende che trattano i rifiuti per trasformarli in risorse secondarie. Imas Aeromeccanica, azienda con sede a Ozzano, alle porte di Bologna, specializzata nella progettazione e produzione di impianti di aspirazione, filtrazione e depurazione, è da sempre impegnata nello sviluppo di politiche legate alla sostenibilità. Per questo investe costantemente in R&S per realizzare innovativi sistemi di filtrazione in grado di neutralizzare gli inquinanti e gli scarti che si generano in lavorazioni diventante ormai sempre più sofisticate e complesse. “Grazie ai propri depolveratori, Imas Aeromeccanica contribuisce, quotidianamente, al tema della sostenibilità, garantendo al contempo ai lavoratori di operare in massima sicurezza”, spiegano dall’azienda. Infatti, è proprio durante il processo di gestione dei rifiuti che si generano sostanze inquinanti e nocive per i lavoratori, sostanze che vanno aspirate e trattate prima di essere immesse in atmosfera; grazie all’esperienza decennale nel settore della filtrazione, Imas Aeromeccanica ha sviluppato diverse soluzioni per trattare qualsiasi tipologia di inquinante riuscendo a realizzare impianti completi e specifici che utilizzano sistemi di abbattimento sia a secco che ad umido. L’azienda bolognese è infatti in grado di ridurre la concentrazione delle polveri derivanti dalle attività di riciclo rifiuti solidi urbani, di movimentazione e triturazione dei rifiuti speciali, di pneumatici fuori uso (PFU), di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettronici (RAEE), di cavi, di ma-

teriali ferrosi e non ferrosi. Imas Aeromeccanica è specializzata anche nella riduzione e nell’abbattimento di emissioni odorigene e di composti organici volatili (COV) attraverso torri di lavaggio ad umido (SCRUBBER) o gruppi filtranti a carboni attivi (serie CARBO-CUBO). “Progettiamo, costruiamo e installiamo impianti - sia per piccoli laboratori artigianali sia per grandi industrie - finalizzati alla filtrazione e allo stoccaggio degli sfridi che successivamente recuperiamo per riutilizzarli poi in un ciclo termico come combustibile alternativo. Questi impianti hanno ormai una rapida diffusione essendo da tempo accertata la loro completa sicurezza e convenienza economica”, afferma Luca Biscione, responsabile marketing di Imas Aeromeccanica. “Il concetto di economia circolare fa parte del Dna della nostra azienda, che da oltre 46 anni si dedica alla protezione della salute delle persone dentro e fuori gli stabilimenti produttivi”, conclude Biscione.

si occupa di allestimenti multimediali (luci, audio e video) per eventi aziendali. Con l’esperienza di chi ha realizzato centinaia di manifestazioni e meeting dal vivo, oggi Immagini & Suoni integra la sua offerta sul mercato degli eventi con una soluzione per organizzare e gestire eventi virtuali. Deventa è nata per questo: consentire alle imprese di entrare in contatto con clienti e collaboratori in maniera semplice e veloce, risparmiando costi e tempi. “Deventa è in pratica una piattaforma digitale che consente di realizzare eventi online e di gestire contenuti on demand (video e documenti)”, spiegano dall’azienda bolognese. Con Deventa è infatti possibile creare meeting online in live stream, videoconferenze multiple, webinar e fiere virtuali. A diretta conclusa, i video vengono inseriti in una playlist tematica permettendo anche a chi non era presente di rivederli in un secondo momento. “Un’altra caratteristica fondamentale di Deventa è che è totalmente personalizzabile: la piattaforma si presenta all’utente con logo, grafica, colori, font e URL di chi sceglie di usarla. Si configura dunque come uno spazio proprio dell’azienda, rafforzando l’immagine del brand nei confronti dei clienti”, continuano da Immagini & Suoni. Altre utili funzionalità sono gli strumenti di interazione come la chat, il servizio di Q&A, i sondaggi e la traduzione live dei contenuti tramite servizi di interpretariato simultaneo remoto. La piattaforma consente inoltre di profilare gli utenti e di tracciarne azioni e percorsi all’interno del sistema, i tempi di visione

IMMAGINI & SUONI, PER GLI EVENTI ONLINE C'È DEVENTA Una piattaforma innovativa che racchiude in un unico strumento tutte le funzioni necessarie ai settori commerciale, marketing e comunicazione di un’azienda. Il suo nome è “Deventa” ed è stata ideata dall’agenzia Immagini & Suoni di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Nata nel 1987, Immagini & Suoni è conosciuta principalmente per essere un’agenzia tecnica che

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MARANELLO VILLAGE, 15 ANNI DI ROSSO FERRARI

Sembra l’altro ieri che Jean Todt, in veste di amministratore delegato della Ferrari, insieme a Piero Ferrari, inaugurava un progetto avveniristico e ambizioso: il Maranello Village, nato per essere il residence dei dipendenti Ferrari e le loro famiglie, con 121 appartamenti e molto altro. Ad esempio, le camere d’hotel per accogliere clientela business legata al mondo Ferrari e non (consulenti e fornitori delle aziende del comprensorio locale) che soggiornava per periodi più brevi. Invece sono già passati 15 anni dal quel 2006 e il villaggio “rosso Ferrari” è stato completato. “Da struttura prettamente residenziale, il Maranello Village è diventata una struttura ricettiva a tema Ferrari, che ospita clientela da tutto il mondo, sia business che leisure”, spiega Emanuele Orsini, presidente di Maranello Residence e dal 2020 vicepresidente di Confindustria, “con un orientamento verso il segmento family, grazie agli appartamenti comodi e ampi, dotati di tutti i comfort per le famiglie che viaggiano”. La struttura attualmente è composta da 66 camere di hotel e 85 appartamenti di diversa tipologia, e può contare su tutta una serie di servizi, tutti con nomi che riportano al mondo delle corse: un ristorante, il “Paddock”, con cucina emiliana, pesce e pizzeria; il ristorante self-service Pit Lane; la palestra, “Body Tuning” riservata ai dipendenti Ferrari, e un ampio garage sotterraneo. La reception, le camere e gli appartamenti si distribuiscono su cinque palazzine. Nel blocco della reception, sormontata da una copia di F1 del 1997, ci sono anche una sala meeting con capienza fino a 85 persone e la sala colazioni. “Il Maranello Village”, ricorda Eleonora Luppi, hotel manager, “grazie al numero di camere, alla presenza della sala meeting e al ristorante si presta per essere location perfetta per quelle aziende che vogliono organizzare un evento aziendale incentive, in un ambiente dove l’idea dell’eccellenza italiana e dell’operosità è ben presente. Inoltre, collaborando con il Museo Ferrari di Maranello e di Modena si sono create sinergie salde nel tempo, tanto che per la nostra clientela leisure prenotare al Maranello Village e poi visitare il Museo Ferrari è un must, anche da fare più volte l’anno o come tappa fissa”. Nella bella stagione, poi, l’ambientazione naturale dove è col-

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locato il villaggio crea l’atmosfera giusta per coloro che viaggiano per turismo e vogliono visitare la Motor Valley in ogni dettaglio: ambiente motoristico, comfort, spazi ampi, accesso alle arterie stradali principali per muoversi da un punto all’altro della regione, Internet veloce, ristorante con piacevolissimo dehor. “Volendo fare un bilancio di questi primi 15 anni, si può dire che il Maranello Village si è evoluto nel tempo”, prosegue Orsini, “per poter arrivare ad avere una clientela varia, con la sua peculiare stagione, i servizi e i punti di forza che ha oggi. Si pensa che un albergo sia una struttura in mattoni, statica, irremovibile, sempre uguale a sé stessa. Come proprietà della struttura, abbiamo voluto essere sempre molto attenti ai cambiamenti del contesto dove è situata, e abbiamo avuto la sensibilità di cambiare e cogliere i cambiamenti di direzione del mercato. Grazie a questo ascolto, l’attività ha ottenuto grandi risultati, intercettando le esigenze della clientela e dando le giuste risposte in termini di ricettività alberghiera e servizio”. “Certamente, in tutti questi anni non ci sono stati sempre momenti in salita”, ammette Luppi, “anche se quelli sono stati molto emozionanti e avvincenti. Ci sono stati anche momenti di difficoltà, non ultimo quello causato dalla pandemia. Ci si è dovuti adeguare ai protocolli, tutelare la clientela e i dipendenti, ma allo stesso tempo continuare a dare un supporto, spesso anche umano, che trascendeva il rapporto hotel e cliente, alle persone che continuavano a soggiornare in residence”. Il settore del turismo è stato notevolmente colpito e così anche il Maranello Village. “Si è messo in pratica, tuttavia, quello che si era sempre fatto fino a quel momento: ascoltare, capire come agire e reagire”. È così che la proprietà si è dimostrata proattiva, decidendo di continuare a rinnovare la struttura in piena pandemia, ed è così che il management e tutto lo staff hanno continuato ad evolvere il proprio modus operandi a seconda di quello che chiedeva la clientela, sempre nel totale e rigoroso rispetto delle norme anti-Covid. “Ne stiamo uscendo, lentamente ma sempre verso l’alto. Non potremmo reagire diversamente, siamo a Maranello”, conclude Orsini.


e permanenza nelle varie aree, i video e i documenti visti o scaricati. Il tutto è incluso in un layout semplice e intuitivo, dalla grafica pulita e con un’interfaccia facile da usare. “L’emergenza sanitaria ha velocizzato alcuni processi di digitalizzazione delle imprese. In particolare, le piattaforme di comunicazione online hanno aiutato aziende e professionisti a tenersi in contatto e a lavorare insieme anche durante i periodi con le più strette restrizioni. Se le nuove tecnologie si sono rivelate utili per superare un momento di crisi, l’onda lunga dei loro vantaggi sarà una risorsa preziosa per il presente e per il futuro. Gli incontri in presenza torneranno a essere centrali nella nostra esperienza e nel modo di relazionarci con gli altri. Nondimeno, sarà sempre più necessario farli coesistere con gli eventi virtuali, che permettono un’ottimizzazione dei costi di marketing e comunicazione, e allo stesso tempo elevano il profilo tecnologico e l’immagine dell’azienda che li promuove. Con Deventa abbiamo trovato la soluzione per accompagnare le imprese nella loro naturale evoluzione digitale”, concludono da Immagini & Suoni.

INTECH, UNA SEDE PIÙ GRANDE PER LAVORARE MEGLIO Nonostante le difficoltà degli ultimi due anni, Intech Automazione Sistemi, l’azienda di Imola, in provincia di Bologna, attiva dal 2003 nel campo dell’automazione industriale, ha scelto di investire nell’ampliamento della sede. “Dopo circa due anni di ristrutturazioni, ad agosto abbiamo portato a termine l’obiettivo prefisso, inaugurando la nuova sede di via Colombarotto 52-54”, commenta Stefania Farolfi, responsabile dall’azienda imolese”. “Il periodo che abbiamo passato non ci ha sicuramente favorito, ma l’idea era condivisa da tutti e l’obiettivo era chiaro. Tutti si sono impegnati per studiare un layout che favorisse il processo produttivo; l’architetto e gli artigiani hanno fatto il resto. Oggi possiamo lavorare in un ambiente più grande e meglio organizzato con uffici tecnici, amministrativi e commerciali, un’ampia area per la realizza-

zione delle apparecchiature di controllo, un magazzino e diversi spazi di servizio per i dipendenti. Tra le novità della struttura un sistema di condizionamento in grado di ottimizzare l’energia e minimizzare l’impatto sull’ambiente”. Intech Automazione Sistemi si occupa di automazione dei sistemi di produzione industriale attraverso componentistica elettrica e software. L’alto livello qualitativo raggiunto in questi anni di attività ha portato l’azienda a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel settore dei sistemi di controllo elettrico per l’automazione industriale in Italia e all’estero. “Siamo in grado di automatizzare un processo industriale, partendo dall’analisi della macchina e delle esigenze del cliente, e seguiamo con lui tutte le fasi di realizzazione, per arrivare al collaudo e alla consegna finale dell’impianto pienamente operativo. Conclusa la fornitura, continuiamo a seguire tutte le nostre installazioni con l’assistenza sia on-site, sia in teleassistenza da remoto”, ricorda Farolfi. “L’intero ciclo produttivo è totalmente gestito all’interno dell’azienda, i collaboratori hanno un’età media di circa 34 anni e costituiscono la vera forza che muove l’azienda. Ognuno ha la propria sfera di competenza e la mette al servizio del progetto, in modo da garantire tempi rapidi e un avanzamento costante del flusso di lavoro, e al contempo l’utilizzo di materiali e componenti di alto livello tecnologico garantiscono al cliente un alto livello qualitativo del prodotto e delle prestazioni finali”, continua Farolfi. Tutte le attività sono svolte da personale specializzato attraverso corsi di formazione e aggiornamento che l’azienda ritiene strategici e sui quali investe importanti risorse. Gli aggiornamenti riguardano sia le

evoluzioni tecniche e tecnologiche e gli aggiornamenti dei software sia le conformità alle normative europee e le norme sulla sicurezza degli impianti. “Siamo ottimisti sul futuro, sia riguardo al mercato sia rispetto alle prospettive del nostro business, non tanto in virtù di una ripresa globale che, si spera, sia imminente, ma per un’idea di ‘fare impresa’ che ci ha sempre contraddistinto. A cominciare da una governance orientata al welfare aziendale, che permette ai singoli di lavorare serenamente, con spirito propositivo e in modo produttivo. È da sottolineare che le nostre dimensioni ci consentono un rapporto quasi familiare che aiuta le persone a fare squadra, a risolvere i problemi e rendere soddisfatti i clienti. Questa ricetta, unita alla costante formazione dei dipendenti, ci consente di vedere lontano e continuare ad investire nel presente: piccoli passi, ma ben saldi, portano lontano”, conclude Stefania Farolfi.

“PDT GREEN”, LA TRANSIZIONE ECOLOGICA TRACCIABILE E CERTIFICATA DI IQC La transizione ecologica non è solo affare dei governi. Industrie e aziende avranno un compito primario nel perseguimento di questo importante obiettivo. Raggiungerlo, accrescendo al contempo la propria presenza sul mercato, dipenderà anche dalla capacità che avranno le imprese di comunicare ai propri clienti in maniera chiara e trasparente le azioni intraprese. Italian Quality Company (IQC), realtà bolognese già punto di riferimento in Italia per le applicazioni dedicate alla transizione digitale e per i servizi integrati a supporto del business, affianca le aziende anche in questa delicata fase di cambiamento, con soluzioni mirate alla certificazione digitale dei percorsi di transizione ecologica. I PDT Green (Performance Digital Traceability) sviluppati da IQC sono certificati digitali

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Daniela Gabellini, CEO di IQC

basati su tecnologia blockchain, che permettono alle imprese di definire caratteristiche di qualità misurabili, di verificarne la continuità durante tutto il processo industriale o di servizio, e di riportare tali dati in maniera assolutamente inalterabile. La tracciabilità dell’intero processo da essi descritto, e l’inalterabilità dei dati attraverso la tecnologia Blockchain, documentano così auto-asserzioni di buone pratiche ambientali. I PDT Green non sono sostitutivi delle etichettature e delle certificazioni ambientali tradizionali, ma sono in grado di valorizzarle al meglio. “Le certificazioni digitali PDT”, spiega Daniela Gabellini, CEO di IQC, “si erano già affermate a supporto della transizione 4.0 grazie alla capacità di interconnettere in modo efficace processi, servizi e prodotti ma, con la nuova linea Green, scommettiamo sul futuro”. I PDT Green si rivolgono a chi realizza o utilizza prodotti, processi o servizi in grado di ridurre l’impatto ambientale, a chi quantifica l’impatto ambientale tramite studi del ciclo di vita (LCA) o a chi svolge attività di R&S ed eco-design nell’ambito degli obiettivi della transizione verde. Un PDT specifico è previsto anche per chi adotta dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), come quelli definiti nei codici degli appalti della Pubblica Amministrazione o in altri regolamenti di Acquisti Verdi, o per chi adotta ed attua sistemi di gestione e/o politiche ambientali. “In IQC ci piace dire”, prosegue Gabellini, “che ogni azione per l’ambiente merita un PDT Green. È necessaria una trasformazione radicale del sistema produttivo verso un modello sostenibile, che renda meno dannosi per l’ambiente la produzione

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di energia, la produzione industriale e, in generale, lo stile di vita delle persone. Con PDT Green rendiamo più semplice e fluido, per chi realizza o utilizza prodotti o servizi in grado di ridurre l’impatto ambientale, il processo di certificazione”. Pensati e sviluppati per esprimere un alto valore comunicativo, i PDT GREEN consentono un accesso e una navigazione semplici attraverso tutti gli aspetti qualificanti dell’organizzazione: dai diversi PDT Green ai badge di certificazione delle competenze del personale. Sono strutturati per un’agile diffusione su tutte le piattaforme online e i principali social network, e riproponibili, tramite QR code, anche attraverso i canali di comunicazione offline. In questo modo, con l’aiuto di un comunissimo smartphone, tutti i clienti possono sempre visualizzare gli standard garantiti.

KERAKOLL E AMMAGAMMA, INSIEME PER DIGITALIZZARE L’EDILIZIA Kerakoll Group, azienda di Sassuolo, in provincia di Modena, tra le realtà protagoniste a livello globale nei materiali e nei servizi per l’edilizia sostenibile, e Ammagamma, società modenese di data science che offre soluzioni di Intelligenza Artificiale alle imprese, uniscono le forze e le competenze per digitalizzare il settore dell’edilizia. Le due aziende hanno siglato, infatti, a settembre scorso una partnership per lo sviluppo di una serie di applicazioni digitali in grado di semplificare e velocizzare il lavoro degli agenti e dei professionisti coinvolti negli interventi sui cantieri, dando avvio a un vero e proprio modello di business basato su una piattaforma di servizio, ovvero una Platform as a Service (PaaS). In particolare, la realizzazione della piattaforma digitale Genius Lab ha permesso di dotare i tecnici progettisti e gli agenti commerciali di una web app in grado di selezionare e quantificare rapidamente i progetti per il Superbonus 110%, massimizzando le opportunità e riducendo l’eventuale rischio di inadeguatezza al Superbonus. La soluzione Genius Lab, progettata da Ammagamma, consente di tenere traccia degli attori della filiera (professionisti, tecnici, istituti di cre-

dito) all’interno del network Kerakoll per la gestione del progetto, valutare rapidamente i cantieri per individuare l’accesso ai bonus desiderati, definire un rating di cantiere in funzione delle criticità tecnico-amministrative, valutare l’ordine di grandezza economico delle attività e identificare le soluzioni e i cicli Kerakoll utilizzabili. Sulla base dei dati inseriti in Genius Lab, un modello analitico elabora una reportistica che restituisce per ciascun progetto la stima monetaria dell’importo lavori e la sua idoneità per l’accesso al Superbonus 110%. Inoltre, questa soluzione sfrutta l’intelligenza artificiale per fornire assistenza agli utenti riguardo a eventuali dubbi in materia, attraverso il pannello Kerakoll Assistant, che permette di ricercare domande relative a tematiche professionali, gestionali-finanziarie o tecniche, in maniera rapida ed efficace, con possibilità di interagire con i suggerimenti e di accrescere nel tempo i campi coperti dalle risposte, migliorando costantemente la capacità di risolvere i dubbi ricorrenti. Il progetto prevede ulteriori step di collaborazione che, partendo dalle funzionalità già implementate e dalla grande mole di dati che il sistema sarà in grado di raccogliere e analizzare, darà vita a ulteriori applicazioni di intelligenza artificiale a supporto di agenti e operatori. Potrà inoltre integrare nel tempo altre basi dati dell’azienda, permettendo di fornire un servizio sempre più puntuale e preciso sia internamente sia esternamente all’azienda. “Siamo molto soddisfatti di


aver avviato con Ammagamma un percorso di collaborazione coerente con quella predisposizione all’innovazione tecnologica continua che già è parte del DNA di Kerakoll”, commenta Claudio Motta, direttore generale di Kerakoll Group. “Per questo progetto abbiamo scelto un partner che rappresenta un’eccellenza nel suo campo e una realtà imprenditoriale riconosciuta sul territorio”. I tre soci di La Petroniana Logistics: Paride Cinieri, amministratore “Questo progetto è un ulteriore delegato, Flavio Guastafierro, presidente, e Carlo Fancinelli, esempio di come l’applicazione di direttore operativo modelli matematici permetta alle aziende to da dipendenti, applicando e rispettando di innovare e di rendere più efficace l’atti- il contratto nazionale del settore trasporti vità di tutti gli attori coinvolti nei processi", merci e logistica, e di rispettare pienamente dichiara David Bevilacqua, CEO di Amma- le norme sulla sicurezza; non a caso stiamo gamma. “La collaborazione con Kerakoll è per certificarci ISO 45000. I risultati econoun esempio dell’approccio di Ammagamma, mici sembrano premiare la nostra scelta. Per che vede nella creazione di un rapporto di noi rappresentano il riconoscimento di un partnership con i propri clienti un elemento percorso alla luce del sole che mostra come indispensabile per creare valore”. anche in questo settore si possa essere professionali e competitivi, etici e, allo stesso tempo, seguire le regole e il rispetto per i collaboratori che contribuiscono alla cresciLA PETRONIANA LOGISTICS, ta aziendale”. Paride Cinieri, con i due soci CRESCONO FATTURATO Flavio Guastafierro, amministratore delegato di La Petroniana, e Carlo Fancinelli, che E DIPENDENTI è direttore operativo di Petroniana Logistics Un’avventura che si sta dimostrando po- e consigliere e direttore operativo di Petrositiva: La Petroniana Logistics, è nata due niana, hanno deciso di intraprendere questa anni fa, al fine di salvare la storica coope- avventura. “Abbiamo rilevato clienti e soci, rativa bolognese di logistica Intercoser, ed i ci siamo accollati tutte le pendenze della suoi cento e passa soci, attraverso l’affitto di passata amministrazione, dopodiché abbiaramo d’azienda. La sede è a Zola Predosa, mo avviato il nostro business. All’inizio non alle porte di Bologna. Nel 2019, alla parten- è stato facile, ma oggi finalmente, iniziamo a za dell’attività, il fatturato era di 1,3 milioni vedere la luce. Tra i nostri clienti annoveriadi euro e i dipendenti erano 95. Il 2021 si mo grandi gruppi del nostro territorio che chiuderà con 5,2 milioni di giro d’affari e ci hanno supportato in questo cammino”, 130 dipendenti, contando su un significa- spiega Cinieri. La Petroniana Logistics fortivo incremento della clientela, e di conse- nisce ai propri clienti servizi di guenza del fatturato e dei dipendenti “In un logistica industriale, handling, mondo in cui le cooperative la fanno da pa- movimentazione e distribuziodroni, che sta vivendo momenti drammatici ne delle merci. “Perché rivolanche e non solo per la sicurezza sul lavoro, gersi a un fornitore di servizi abbiamo deciso fin da subito, di presentarci per la logistica interna? È una sul mercato in maniera differente”, spiega domanda essenziale per un’imParide Cinieri, socio e amministratore de- presa che voglia essere compelegato dell’azienda bolognese, costola de La titiva”, conferma Cinieri. “E la Petroniana, di cui Cinieri è direttore com- risposta, in sintesi, è che ogni merciale. “È stata una vera e propria scelta azienda dovrebbe concentrarsi quella di costituire una società di capitale, di sul proprio ‘core business’, di assumere il personale a tempo indetermina- conseguenza noi sul nostro.

Esternalizzare tutta o parte della propria filiera logistica, può essere la soluzione al fine di evitare possibili diseconomie, in special modo quando un’azienda si ritrova a dover gestire il processo organizzativo in seguito ad una crescita di dimensioni o di produzione. La flessibilità in questo momento storico rappresenta un plus di cui non poter fare a meno. In questi casi, avere un partner logistico come la nostra azienda, è la soluzione ideale, avendo una chiara visione dell’importanza e dell’efficienza di ogni aspetto aziendale. Abbiamo l’esperienza e la competenza, che ci permettono di migliorare i servizi della logistica industriale all’interno dei magazzini, svolgendo le attività in modo tempestivo, flessibile ed efficiente”, conclude Paride Cinieri.

OCCUPAZIONE, LE PREVISIONI SECONDO MANPOWERGROUP Sono dati positivi quelli che emergono dall’Employment Outlook Survey, l’indagine di Manpower sulle intenzioni dei datori di lavoro italiani relativamente all’assunzione di nuovo personale nel quarto trimestre 2021. Il 43% dei datori di lavoro prevede, infatti, un aumento dell’organico a fronte di un 18% che dichiara un calo nelle assunzioni e del 36% che non si aspetta alcuna variazione. Sulla base di questi dati l’indice di previsione netta sull’occupazione si attesta a +25% e, adeguando i risultati alle variazioni stagionali, si raggiunge il +28%. Si tratta della previsione più positiva per l’occupazione dal 2003 (anno del primo sondaggio) con un miglioramento del 21% rispetto al trimestre precedente e del 29% rispetto allo

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sono le lavanderie che hanno già chiuso o

tivi. “Vogliamo dare lavoro al nostro terriMAROCCHI, UNA FAMIGLIA CHE FORGIA L’IMPRESA DA 200 ANNI torio, coll a borand o con g l i artigiani l o cali. si anche di mobili espositori per la ceramica”, spiega C i Il territorio bolognese è ricco di esperienze e di ecFranco Marocchi, Amministratore unico. “Diventa l’oc-i m cellenze imprenditoriali. Ma le aziende che possono vantare origini più che centenarie non sono molte: il casione per passare da una produzione singola ad unap e Gruppo Marocchi è arrivato a 200. Infatti, è ufficialproduzione in serie e, successivamente ad una proget-gniatazione e costruzione per un lavoro ‘chiavi in mano’. Dam o mente datato al 1821 l’avvio della storia professionale un mercato prettamente locale, il logo Marocchi trovap e r della famiglia Marocchi a Casalfiumanese, in provinspazio nelle fiere di settore specializzate in ambito na-c r e cia di Bologna. Inizia dalle mani esperte di Domenico Marocchi che, nel piccolo comune nella Vallata del zionale ed internazionale. La prima Fiera a Monaco, nela r e Santerno, è maniscalco e anche fabbro di valore. 1997, ha aperto la strada dell’estero e oggi il fatturato si sviluppan u o s t a n e Certo, oggi la cura di tutto il processo produttivo, dalla progettazioper il 70% fuori dall’Italia, soprattutto in Francia, Germania, Isra-v n o o p ele, Stati Uniti”. ne alla materia prima, al prodotto finito, si svolge utilizzando attrezc h i u p o r Il Gruppo riunisce i marchi con le diverse specializzazioni: Maroczature all’avanguardia e moderni impianti a controllo numerico, d e n t u dotati delle più sofisticate tecnologie a disposizione. I tempi e le chi Srl, ML Srl e Baruzzi Design. tecnologie sono mutati, ma non la passione per il lavoro, l’accura-d o )La Marocchi srl si occupa di progettazione e realizzazione di si-n i t à s t i a -stemi espositivi in metallo e di showroom per il settore ediliziodi latezza dei particolari e l’attenzione per il cliente. L’azienda imolese, guidato da Franco Marocchi, oggi conta oltrem oe ceramico. Propone una vasta gamma di mobili espositori conv o r o p e r òstrutture predefinite e moduli componibili e personalizzati, realiz-c o n 90 dipendenti, ed è strutturata come Marocchi Group. Ma, tornando agli inizi, dalla bottega artigiana, si passa, dal 1920c r e -zati su misura per la massima ottimizzazione degli spazi d’arredo. un’ecirca, a temprare il metallo per costruire attrezzi per il settore agri-s c e n -La ML Srl, fondata nel 2005, realizza stand fieristici, espositori inl e colo, come vomeri e zappe per gli estirpatori, in seguito, i cancellido elegno, arredi su misura per interni e forniture per negozi in genere.v a t a bollettati, la carpenteria. Gli anni di attività del padre di Franco,conti-È un’azienda giovane e dinamica, il suo scopo è fornire arredi perq u a Giovanni, scandiscono un importante cambiamento rispetto all’at-n u i a -interni e per negozi progettati con i più moderni sistemi informaticil i t à tività dei nonni. Al lavoro puramente manuale si aggiungono, infat-mo ae curati fin nel più piccolo dettaglio. La Baruzzi Design, nata neld e l ti, delle macchine a supporto che permettono di costruire anchei n v e -1973, entra a far parte del Gruppo nel 2018. Arreda spazi su misuras e r s t i r eper centri estetici e negozi per la cura del corpo e del capello:vizio. carri, frangizolle. Dagli anni Settanta, l’azienda Marocchi si impegna maggiormentep r o -instaurando un profondo legame con il cliente, riesce a intuirneOltre nei lavori per il settore edile. Sono gli anni del boom edilizio. Nelp r i oil senso estetico, elemento fondamentale per creare un ambientea vanunico e personale. loriz1976 Franco Marocchi decide di entrare nell’azienda di famiglia e,i q u e “Infine Marocchi Home, l’ultima nata, azienda che progetta e co-z a r e inizialmente, si occupa principalmente del montaggio degli infissi s t o l nei cantieri, ma anche della produzione in officina e della consestruisce accessori per la casa e l’outdoor: la nuova sfida, che sii s e t terriaggiunge all’attività tradizionale, è proprio quella del design per gna dei materiali. Partecipa attivamente anche al rifacimento nel 1979 della torre dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, lavo-tore”.lo spazio abitativo e l’arredo degli esterni”, riepiloga Franco Ma-torio querando ininterrottamente per realizzare le scale, gli infissi e tutte leM yrocchi. B e s t Marocchi Group è anche una realtà imprenditoriale attentasto ci parti in ferro. Wa s h all’ambiente, e grazie ai pannelli fotovoltaici installati sul tetto pro-p e r Franco Marocchi si occupa sempre di più della supervisione nei si precantieri. Era il periodo in cui c’era maggiore attività nel settore duce direttamente il 70% dell’energia che utilizza. Oggi accantom e t f i g g e edilizio e meno nell’agricoltura. Il mondo delle attività produttive a Franco c’è la nipote, Michela Cenni, e a breve anche la figlia,te di a l stava mutando. Valentina, per continuare con la quarta generazione una storiavedec u n i re e Negli anni Novanta, “l’azienda Marocchi comincia ad occuparimportante. obietgesti-

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stesso periodo dell’anno scorso. Per la ricerca del quarto trimestre 2021, ManpowerGroup, multinazionale specializzata nelle global workforce solutions, ha intervistato quasi 45.000 datori di lavoro in 43 Paesi. In 41 è previsto un aumento complessivo del numero dei dipendenti, mentre nei restanti due è stimata una riduzione. Rispetto al quarto trimestre 2020, fortemente condizionato dalla pandemia, i dati in tutti i 43 Paesi prospettano un mercato del lavoro più forte. Oltre ad analizzare le intenzioni di assunzione, la ricerca MEOS si focalizza anche sul talent shortage, che in Italia si attesta al 76%. L’indagine rivela le soluzioni che le aziende stanno implementando per affrontarlo e gli incentivi offerti per colmare il gap di posizioni inoccupate. Tra i principali incentivi offerti: orari di lavoro più flessibili (42%), piani di formazione, sviluppo delle competenze o tutoring (37%). “L’Employment Outlook Survey di ManpowerGroup ci presenta ottime prospettive di assunzione in Italia per il quarto trimestre 2021. A un anno dallo scoppio della pandemia, con l’avanzamento della campagna vaccinale e la diminuzione dei contagi, emerge una ripresa del mercato con prospettive occupazionali in forte aumento. Lo dimostra il settore Horeca, che dopo essere stato pesantemente colpito dal Covid-19, è ora in forte espansione con una prospettiva occupazionale netta del 41%, superiore a quella nazionale, che si attesta al 28%”, dichiara Stefano Scabbio, presidente Sud Europa di ManpowerGroup. “Un trend positivo che ritroviamo anche nei principali settori industriali”, continua Scabbio. “Quella a cui assistiamo è una ripresa che deve focalizzarsi sulle persone per creare un futuro del lavoro sostenibile, in un contesto in cui la trasformazione digitale è in forte accelerazione. In un mercato del lavoro così in crescita, trovare persone con le giuste competenze è una questione rilevante per rispondere alla carenza di talenti. Oggi, infatti, le aziende si stanno concentrando sugli incentivi da offrire per colmare le posizioni di lavoro vacanti. Non è un caso, e i dati lo dimostrano, che le aziende italiane stiano investendo sempre di più in attività di upskilling reskilling, rispetto al resto d’Europa. Inoltre, va sottolineato che il 60% delle imprese italiane mostra particolare attenzione all’upskilling in diversity & inclusion, un tema sempre più importante per il mercato del lavoro”.

MARGOTTA PROPONE ORMA.PLUS PER GOVERNARE LE COMMESSE AD ALTO IMPATTO “In Margotta Manufacturing pensiamo che, in Italia, sia necessaria una maggiore divulgazione di come gestire le commesse in modo agile e lean”, spiega Luca Cinelli, manufacturing consultant di Margotta. “In questo senso, risulta centrale il ruolo aziendale del Project Manager (PM) per la gestione della produzione a commessa. Una concisa ma efficace definizione del suo ruolo è ‘il Project Manager è la persona incaricata a condurre il team responsabile del raggiungimento degli obiettivi di progetto’. Quindi, sta al PM portare al successo il progetto, rispettando le condizioni stabilite assieme al committente”. È in questo contesto che si coglie l’importanza di ORMA.plus (acronimo di ORder MAnagement), lo strumento ideato dalla società di Casalecchio, alle porte di Bologna, che aiuta le persone a gestire le commesse e dominarne la complessità, introducendo in loro una disciplina positiva, fatta di perseguimento di obiettivi. In particolare, ORMA.plus permette di cambiare la cultura della gestione dei progetti, da quella tipicamente italiana (di controllore, burocrate, registratore di dati) a quella più squisitamente anglosassone di “process owner”, di decisore e di risolutore delle criticità. “ORMA.plus consta di due parti: la prima è un nuovo modello di governance delle commesse appositamente studiato per il management di commessa, la seconda parte è un sistema informatico di supporto”, continua Cinelli. “Vediamo il modello di governance. Tutto ruota attorno all’attribuzione delle responsabilità secondo una gerarchia che prevede la risoluzione dei problemi dal basso. In particolare: la commessa prima viene scomposta in attività su più livelli (secondo la logica della Work Breakdown Structure, WBS), poi ad ogni attività è assegnato un unico responsabile, il quale svolge la funzione di PM. In questo modo si diffonde la vera cultura del Project Management in tutto il team di commessa, e la risoluzione dei problemi viene affrontata e risolta ‘dal bas-

Luca Cinelli, manufacturing consultant di Margotta

so’, e solo nei casi più critici si richiede l’intervento del responsabile dell’attività immediatamente superiore. Pertanto, il modello organizzativo vede l’intrecciarsi di WBS (Work Breakdown Structure) e OBS (Organization Breakdown Structure)”. Per quanto riguarda il secondo punto, ORMA.plus non si vuole sostituire al sistema informatico tradizionale che gestisce il dettaglio della produzione (tipicamente tramite un ERP), il cui compito è quello di gestire gli ordini di lavoro. Invece, si affianca all’ERP come strumento di governo snello della commessa in esclusiva per i responsabili di produzione. È un software che permette di monitorare tempi, costi e i problemi che inevitabilmente sorgono in corso d’opera. Ciò è reso estremamente intuitivo grazie a una dashboard ispirata al visual management: i problemi non ancora risolti si colorano di giallo o rosso, mettendo in allerta i soli responsabili interessati. In questo modo è possibile avere l’intera commessa sotto controllo a colpo d’occhio, con il giusto dettaglio informativo. “È importante ricordare che si tratta di uno strumento per i responsabili del team di produzione, che dovranno avere una visione olistica, che permetta loro di passare dall’osservazione del particolare a quella del generale, ma non nel senso di ‘più lontano da’, bensì ‘più dall’alto’. Questo è il cuore di ORMA.plus: evidenzia le situazioni critiche e propone in modo tempestivo soluzioni. In questo modo, la responsabilità è spostata più vicino all’operatività dei membri del team della commessa, migliorando sensibilmente i processi decisionali”, conclude Cinelli.

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MARPOSS CRESCE ANCORA, ACQUISITA MOVOMATIC Marposs, gruppo bolognese specializzato nel settore degli strumenti di misurazione e controllo ad elevata precisione per l’ambiente d’officina, lo scorso agosto ha completato l’acquisizione di Movomatic, la divisione di Jenoptik specializzata nella misura in-process su macchine rettificatrici. Grazie a questa acquisizione il brand Movomatic, riferimento nel settore della misura in-process, sarà reintrodotto dopo che, a seguito dell’integrazione in Jenoptik, per un periodo il suo utilizzo era stato abbandonato. La struttura e il management, così come il personale impiegato nelle diverse sedi della ricostituita Movomatic, continueranno le proprie attività garantendo ai clienti il miglior livello di servizio e di supporto. Sia Marposs che Movomatic offrono infatti prodotti e soluzioni uniche attraverso gestioni di mercato mirate che continueranno a esercitare con un approccio autonomo vero i rispettivi clienti. Inoltre, saranno valutate sinergie tra le due linee di prodotto, per realizzare avanzate integrazioni tecniche che, ad esempio, prevedono la possibilità di combinare le soluzioni di misura Movomatic e i sistemi di bilanciatura mola o altri sensori di Marposs. Con questa strategia di acquisizioni e forte di una lunga tradizione nel campo della misura e controllo della produzione industriale, Marposs punta a espandere la propria presenza sui mercati, ampliando il suo portafoglio prodotti e servizi. Fondata nel 1952 da Mario Possati che, per favorire la qualità e la quantità dei pezzi prodotti dalle macchine utensili, ebbe l’idea delle prime apparecchiature “in process” per il controllo dei pezzi durante la lavorazione di rettificatura, oggi Marposs incorpora un Gruppo di 28 società acquisite guidato dal presidente Stefano Possati. L’azienda si è sempre contraddistinta nella fornitura di soluzioni all’avanguardia per il controllo qualità in ambiente di produzione, che vanno dalla misura di precisione di componenti meccanici prima, durante e dopo il processo di lavorazione, ai controlli dei processi e

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delle condizioni della macchina utensile, dai controlli di tenuta per tutti i settori industriali, alle linee automatiche di montaggio e controllo. Marposs è fornitore primario dei maggiori costruttori automobilistici, che supporta anche nella transizione verso la mobilità elettrica, così come è molto attiva nei settori aerospaziale, biomedicale, dell’elettronica di consumo, dei semiconduttori e del vetro. Il Gruppo conta circa 3.500 dipendenti a livello mondiale ed è presente con oltre 80 sedi proprie in 25 diversi Paesi.

NUOVA VITA PER MACCHINE E MAGAZZINI GRAZIE A MECKMARKET È stata svelata lo scorso 15 settembre nel corso di una conferenza stampa nella sede di Confindustria Emilia MeckMarket, la prima piattaforma digitale italiana dedicata alle aziende manifatturiere che vogliono acquisire o vendere macchinari usati e nuovi, o magazzini invenduti, con la possibilità di aprire un catalogo personalizzato di prodotti online. La nuova realtà imprenditoriale è una startup nata a Modena dall’idea di due giovani imprenditori, Paolo Scapinelli e Riccardo Borsarini, rispettivamente CEO e Co-founder responsabile commerciale della piattaforma, che ha l’obiettivo di offrire un ambiente digitale a misura di pmi, dove le aziende possono entrare in contatto e interagire attivamente tra di loro. “Oggi Il B2B online è in crescita costante in tutta la Ue”, sottolinea Riccardo Borsarini, “nel 2020, anche

grazie alla pandemia, ha fatto rilevare un aumento del 20% degli scambi. A livello mondiale il valore complessivo di questo commercio ammonta a 10mila miliardi di euro. In Italia la spesa media in ambito B2B digitale è di circa 7 miliardi; il nostro Paese, in questo settore, si può ancora definire agli esordi, ma siamo convinti che digitalizzare le vendite non è più una miglioria, ma una necessità”. E i numeri parlano chiaro. Come evidenzia Paolo Scapinelli, “il potenziale bacino di utenza di questa piattaforma riguarda circa 35mila aziende manifatturiere sul territorio emiliano-romagnolo, cifra che raggiunge le 500mila imprese se la lente di ingrandimento si sposta sull’intero Paese e 21 milioni se parliamo di tutta Europa”. Ma l’obiettivo di MeckMarket non è solo creare una piattaforma online di vendita tra le pmi, ma un vero e proprio canale digitale di interazione dove gli imprenditori, oltre che per l’aspetto commerciale, possano ritrovarsi anche per il valore intrinseco del network. Basti pensare, ad esempio, ad aziende che, tramite la piattaforma Riccardo Borsarini, co-founder e responsabile commerciale, e Paolo Scapinelli, CEO di MeckMarket


vendono o comprano un macchinario e, contestualmente, trovano nuovi fornitori o nuovi stimoli per il loro business. “Non ci limitiamo”, segnalano infatti i due fondatori, “a pubblicare annunci asettici ma vogliamo costruire una relazione ‘viva’ con ogni azienda, da cui possono nascere anche stimoli oltre il servizio in ballo. Il rapporto personale è l’aspetto che per noi più conta; per questo cerchiamo collaboratori per ampliare l’organico in questa direziomo costruire ne”.“Inoltre il mercato di vendita non è certo solo limitato a quello nazionale”, continua Scapinelli, “abbiamo implementato questa piattaforma pensando a quali potessero essere i possibili canali di vendita, in uscita, e per questo ci siamo focalizzati su Paesi come la Turchia e il Medio Orientale”. “Senza tralasciare un altro importante aspetto”, rimarca ancora Borsarini, “MeckMarket è estremamente user friendly, studiata per facilitare al massimo l’utilizzo da parte delle aziende, che come ben sappiamo hanno poco tempo da perdere e vogliono ottenere velocemente massimi risultati”. Infine, non si può tralasciare l’aspetto “sostenibile” di questo progetto: la piattaforma offre un servizio, a basso costo, per veicolare e dare luce a macchinari o prodotti finiti che ancora meritano un mercato. Il riciclo dei macchinari industriali, sotto forma di un nuovo riutilizzo, è in grado di incidere positivamente sull’abbattimento dei consumi di energia e dei costi di produzione delle aziende.

MEDICA QUOTATA SU EURONEXT GROWTH MILAN Medica, gruppo italiano integrato del biomedicale e del MedTech con uno spiccato footprint internazionale e sede a Medolla, in provincia di Modena, ha avuto da Borsa Italiana l’ammissione alla quotazione

delle azioni ordinarie di Medica su Euronext Growth Milan, sistema multilaterale di negoziazione organizzato e gestito da Borsa Italiana. L’inizio delle negoziazioni è partito il 3 novembre 2021. Il prezzo di collocamento è stato fissato in 27 euro per azione, al massimo della forchetta; sulla base di tale prezzo è prevista una capitalizzazione di mercato a inizio negoziazioni pari a 114 milioni di euro. Il flottante della società sarà pari a circa il 20,1% del capitale sociale, assumendo l’integrale esercizio dell’opzione greenshoe. Giovanni Plasmati è l’investor relations manager di Medica. L’ammissione è avvenuta a esito della conclusione del collocamento di 847.650 azioni ordinarie (comprensive dell’opzione di overallotment e greenshoe) per un controvalore totale di 22,9 milioni di euro. L’offerta ha riscontrato un forte interesse presso la comunità finanziaria italiana e internazionale, con una richiesta al prezzo di offerta superiore a 174 milioni di euro da primari investitori qualificati, prevalentemente “long only”. Al prezzo di collocamento, la domanda complessiva è stata pari a circa 7,6 volte l’offerta ed è venuta per circa 42% da investitori esteri. Luciano Fecondini, fondatore e presidente di Medica, commenta così la quotazione: “Siamo orgogliosi dell’esito del processo di IPO. Grazie al successo della quotazione ci dotiamo delle risorse necessarie a portare avanti progetti sempre più innovativi e di dimensione significativa, e ad accelerare la crescita tramite acquisizioni mirate e sinergiche. È di particolare soddisfazione la presenza fra i nuovi azionisti anche di

investitori stranieri, a conferma della vocazione internazionale della società. La quotazione su Euronext Growth Milan è un primo step verso una visione ambiziosa e di lungo termine, consapevoli delle nostre potenzialità, sia in ambito medicale sia in ambito purificazione dell’acqua”. Il Gruppo Medica è attivo dal 1985 nel distretto biomedicale di Mirandola. L’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti per la purificazione del sangue rappresentano da sempre il core business dell’azienda. Le attività di R&D sono state integrate negli anni con una capacità produttiva a elevata automazione in cinque diversi stabilimenti, di cui quattro in Italia e uno in Tunisia, e da due società commerciali (una in USA e una in Cina). I fattori critici di successo del Gruppo sono: l’estrusione di membrane a fibra cava per emofiltrazione, plasmaferesi, cascade filtration, umidificazione dell’ossigeno, ultrafiltrazione e microfiltrazione dell’acqua; l’integrazione verticale del Gruppo, evidenziata dalla capacità di gestire non solo il design e lo sviluppo di dispositivi medicali monouso e di macchine elettromedicali, ma anche la messa a punto delle tecnologie di automazione necessarie per la loro produzione; la forte propensione all’export (69% del fatturato nel 2020), con vendite in oltre 60 Paesi. Il gruppo Medica ha chiuso il bilancio consolidato dell’esercizio 2020 con ricavi pari a 44,1 milioni di euro (34,7 milioni di euro nel 2019), EBITDA pari a 9,5 milioni di euro (7,7 milioni di euro nel 2019), EBIT pari a 5,6 milioni di euro (3,6 milioni di euro nel 2019) e utile netto pari a 3,8 milioni di euro (2,8 milioni nel 2019). Nei primi sei mesi del 2021, il gruppo Medica ha realizzato ricavi pari a 20,3 milioni di euro e un EBITDA pari a 4,2 milioni di euro.

MODENA FUNGHI PROTAGONISTA AD ANUGA 2021 Grande successo per la partecipazione di Modena Funghi ad Anuga 2021 a Colonia, in Germania. Anuga è la kermesse più grande e importante dell’economia

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ORTECO, 50 ANNI IN POLE POSITION Mezzo secolo di vita, di produzione e di ricerca: un percorso di sviluppo comune a tante Pmi italiane, quello di Orteco, azienda di Anzola dell’Emilia, in provincia di Bologna, attiva a livello internazionale nella progettazione, produzione e distribuzione di macchine battipalo per differenti settori, dalla sicurezza stradale (guard-rail) alle energie rinnovabili (fotovoltaico) e all’agricoltura (vigneti). Per celebrare i 50 anni di attività, lo scorso primo ottobre all’esterno della sede aziendale si sono dati appuntamento il sindaco di Anzola dell’Emilia, Giampiero Veronesi, istituzioni ed esponenti del mondo produttivo e imprenditoriale del territorio. Nel corso dell’evento celebrativo, trasmesso anche in diretta streaming e seguito da remoto da decine di partner esteri di Orteco, dalla Russia all’Australia passando per l’India, sono state ufficialmente presentate alcune soluzioni tecnologiche che l’azienda bolognese ha progettato e brevettato per affrontare le nuove sfide e le esigenze in continua evoluzione dei mercati. “Da oltre 10 anni”, rimarca Gianluca Pellegrini, amministratore delegato di Orteco, “l’azienda è in costante crescita: un trend positivo che ha visto un’ulteriore impennata in quest’ultimo periodo. Quelle tecnologiche non sono poi le uniche novità per Orteco, che ha deciso di cogliere l’occasione del cinquantesimo anniversario per presentare una nuova comunicazione e una rinnovata immagine, a partire dal logo aziendale, con l’obiettivo di trasmettere grande energia per il futuro e di posizionarsi sempre più come una realtà di riferimento nel settore”. Fondata nel 1971 ad Anzola da Sergio Tassinari, attuale presidente della società, Orteco in questi primi cinquant’anni di attività si è sviluppata ed è cresciuta, fornendo ai propri clienti prodotti e servizi di valore sempre maggiore. Oggi l’azienda opera con successo nel settore dell’infissione dei pali in diversi ambiti, con una gamma di prodotti caratterizzati da alte prestazioni, ottima qualità e affidabilità. La gamma include battipalo cingolati, da autocarro, da escavatore, da

alimentare internazionale che quest’anno ha richiamato quasi settemila espositori, provenienti da circa 100 Paesi, che hanno presentato i loro prodotti a più di 150mila visitatori. “Abbiamo partecipato ad Anuga con l’obiettivo di aumentare la nostra presenza sul mercato internazionale”, sottolinea la responsabile commerciale dell’azienda di Cavezzo, Giulia Rinaldi. “La fiera è stata anche il palcoscenico per la presentazione del nostro innovativo prodotto Mr. WoW, il burger vegetale

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gru e macchine ad alta automazione come posabarriere e quadricarot. Ad oggi sono oltre duemila le macchine vendute in oltre 50 Paesi di cinque continenti, attraverso una fitta rete di dealer e distributori. “Da sempre investiamo nella ricerca e nell’innovazione, che rappresentano elementi di forza di Orteco”, spiegano Pellegrini e Tassinari, “avvalendoci della competenza dei nostri tecnici altamente qualificati, puntando sullo sviluppo di nuove macchine per offrire soluzioni che soddisfino appieno le necessità di un mercato sempre più competitivo ed esigente. Il nostro prodotto è presente su tutto il territorio nazionale e in gran parte del mondo. La forte penetrazione commerciale nei mercati esteri è il frutto della competenza e della passione dei nostri concessionari, unita alla soddisfazione e alla fedeltà dimostrata nel tempo dai nostri clienti”. L’attenzione alla qualità del prodotto e l’applicazione delle tecnologie più avanzate favoriscono il miglioramento continuo dei processi costruttivi e forniscono la massima garanzia nei confronti del cliente, sia in termini di prestazione dei prodotti che dei servizi forniti. “L’impiego di personale qualificato e la scelta di fornitori di elevato livello sono la base per lo sviluppo di processi produttivi in linea con le norme UNI EN ISO 9001”, concludono.

sostitutivo della carne primo al mondo nella versione biologica”. “La presentazione di Mr. WoW”, ricorda Giulia Rinaldi, “è stata un pieno successo, come dimostrato dalle tante richieste di campionature che abbiamo raccolto. Oltre al sapore appetitoso, Mr. WoW è stato apprezzato anche per il packaging innovativo, parlante e riciclabile nel rispetto della più recente normativa di sostenibilità ambientale”. Modena Funghi è un’azienda agroalimentare di Cavezzo a

gestione familiare, attiva sia nel settore del commercio dei funghi freschi sia in quello delle produzioni alimentari pronte all’uso, in particolare burger vegetali artigianali molto apprezzati dai consumatori. Il settore dei burger e delle polpette vegetali è in grande espansione e negli ultimi tre anni è considerato un protagonista del megatrend dell’alimentazione salutistica e della scelta di riduzione del consumo di carne. L’entrata sul mercato delle due aziende americane Beyondmeat




e Impossibile Food ha generato infatti un enorme interesse mondiale sui prodotti vegetali sostitutivi della carne, ma simili per impatto visivo e per sapore. Modena Funghi, accanto allo sviluppo di due linee di burger vegetali di alta qualità tradizionali, ‘Mr. Burgy’ e ‘Veg… anch’io’, negli ultimi due anni ha svolto un’intensa attività di ricerca e sviluppo prodotti che ha portato a elaborare le matrici biologico-alimentari di un burger vegetale sostitutivo della carne partendo dalle esperienze dei protagonisti del settore, ma superando i limiti nutrizionali e organolettici dei prodotti americani. Così è nato il burger vegetale sostitutivo della carne ‘Mr. WoW’ nella versione biologica. Il successo che Modena Funghi ha raccolto alla Fiera di Anuga premia l’impegno e gli investimenti in personale qualificato e in impianti moderni di produzione realizzati negli ultimi cinque anni. L’azienda è capo della propria filiera agroalimentare di produttori certificati e uniti dalla documentazione di tracciabilità che riporta ogni passaggio compiuto da un prodotto alimentare, al fine di garantirne l’originalità e la salubrità a tutela della salute dei consumatori. Modena Funghi, inoltre, svolge attività di ricerca e sviluppo che viene rendicontata

annualmente da una società terza, Warrant. “Questa attività di R&S ci ha permesso di sviluppare e raggiungere la capacità di realizzare i burger vegetali Mr. Burgy, Veg… anch’io e Mr. WoW senza glutine e senza conservanti, sia freschi sia congelati, cotti al forno e confezionati in atmosfera protettiva. L’attività di R&S realizzata internamente ha portato inoltre all’ac- Il team di My Best Wash quisizione di importanti clienti di portata nazionale ed estera. In particolare in prima persona tutti i passaggi del re, produciamo a marchio del distributoservizio. Vogliamo inoltre aiutare l’amre (cosiddetta PL) per alcuni distributori biente e diventare un’azienda plastic free. di riferimento in Italia e in Germania”, Per i lavaggi utilizziamo solo prodotti conclude Giulia Rinaldi. naturali senza sostanze chimiche pericolose e inquinanti. Stiamo investendo per ridurre il materiale plastico a zero, e arMY BEST WASH, rivare a un servizio sempre più green: il passo successivo sarà quello di utilizzare LA LAVANDERIA mezzi elettrici per i ritiri e le consegne”, ARRIVA IN AZIENDA spiegano dall’azienda. Il luogo di lavoro diventa un luogo di scambio, il personaFornitori e artigiani rigorosamente del le è sempre presente in orario di lavoro territorio e un servizio green e sostenibi- per eseguire in sicurezza ritiri e consele. Sono questi i punti di forza della star- gne presso le aziende che hanno aderito, tup My Best Wash. My Best Wash nasce a (chi oggigiorno è a casa disponibile ad Bologna, nel 2018 dall’idea di un gruppo aspettare i corrieri?), facendo risparmiadi imprenditori che ha deciso di investire re tempo, costi di carburante e stress agli e utilizzare le competenze nel campo delutilizzatori del servizio. “Dato che sul la logistica in un settore completamente posto di lavoro ti devi recare quotidianadiverso, quello della lavanderia. “Abbiamente”, sottolineano ancora dall’azienda, mo raggiunto il primo step della startup “questo servizio migliora la qualità di vita riuscendo a raggiungere elevati standard di chi lo utilizza, non c’è più il bisogno di qualità del servizio grazie ai fornitori di recarsi in lavanderia con conseguente locali che collaborano con noi e grazie al sito web completamente rinnovato”, ri- perdita di tempo nel viaggio, nelle file di marcano da Ozzano Emilia, in provincia attesa per poi dover tornare a ritirare gli di Bologna, attuale sede. “Durante il pri- stessi capi una volta pronti, migliorando mo lockdown dovuto la loro qualità di vita e strizzando l’ocalla pandemia le la- chio al risparmio di energia e prodotti vanderie hanno subito per un concreto aiuto al pianeta. Il noun forte arresto. Mol- stro servizio, inoltre, può essere utilizzato te aziende sono state dalle aziende per implementare il welfare costrette a chiudere e aziendale”. My Best Wash è un servizio lo smart working ha di lavanderia che arriva direttamente in ridotto notevolmente azienda. Il dipendente può ordinare il l’utilizzo delle lavan- servizio di lavanderia, stireria, sartoria o derie (se non puoi calzoleria, portare i capi in ufficio, e riuscire non ti “vesti”). trovarli pronti dopo due giorni lavoratiIn un momento di vi. “In questo modo facciamo risparmiare difficoltà per le azien- tempo, offrendo un’alta qualità a prezzi de del settore (molte competitivi”, concludono dall’azienda.

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PANCALDI, 100 ANNI DI STRUTTURE E COLORE

Per il successo, quello duraturo, l’intuito non basta; serve determinazione e competenza, ma soprattutto, nel tempo, saper anticipare i cambiamenti. Alla Pancaldi di Villavara di Bomporto, alle porte di Modena, questo lo sanno perfettamente, tanto che quest’anno la torta della loro festa contiene 100 candeline; e, tuttavia, l’azienda si sente giovane e dinamica e il suo payoff è “Una startup di 100 anni!”. L’azienda Pancaldi nasce infatti nell’ottobre del 1921 quando Amedeo Pancaldi apre un’officina di carpenteria metallica, specializzandosi soprattutto in infissi, cancelli e serrande, e trova uno sviluppo considerevole nell’immediato dopoguerra con la ristrutturazione della rete di distribuzione Agip su tutto il territorio nazionale, quando si tratta di sostituire le strutture fatiscenti con i primi innovativi chioschi. Con l’arrivo in azienda del figlio Bruno, viene dato maggiore vigore al settore dei prefabbricati e si intraprende la costruzione di un nuovo stabilimento a Modena, in via Cimarosa. Con l’entrata in attività dei figli di Bruno, Maurizio e Dario Pancaldi, si sviluppa un nuovo settore produttivo, quello delle controsoffittature metalliche e dei rivestimenti per esterni, e la piccola officina artigianale diventa un’importante azienda, estesa su un’area di circa seimila metri quadri coperti, dove si fondano esperienza e innovazione. “Tutte le lavorazioni manuali si sono trasformate in automatiche, con macchine utensili in grado di industrializzare la produzione. Con competenza e passione, mio padre Bruno Pancaldi ha promosso un miglioramento costante degli standard qualitativi, diffondendo il prestigio del marchio Pancaldi. La clientela si è ampliata: non solo Agip, ma anche le altre principali compagnie petrolifere mondiali ci hanno scelto, per la competenza e l’affidabilità”, spiega il presidente Maurizio Pancaldi. Negli anni Settanta, la Pancaldi investe e sviluppa il settore informatico, soprattutto a livello gestionale, tecnico e progettuale. Dal 1991, l’azienda si è trasferita in un nuovo stabilimento di circa 30.000 metri quadri, di cui 20.000 coperti, a Villavara di Bomporto, nell’immediata periferia di Modena.

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Nel 2016 la Pancaldi ha vissuto una profonda ristrutturazione interna. Infatti, la sempre maggior diffusione sul territorio nazionale delle cosiddette “pompe bianche”, gli impianti di distribuzione di carburante non appartenenti alle grandi compagnie petrolifere e quindi caratterizzati da colonnine prive dei loghi dei marchi più noti, ha portato la necessità dell’azienda di adeguare e sviluppare, sempre con maggiore efficacia, le richieste del cliente in merito alla personalizzazione del proprio marchio. Pancaldi, oggi, è in grado di progettare e sviluppare la costruzione di carpenterie metalliche pesanti e medio pesanti per impiantistica industriale e relativa componentistica, strutture di copertura, rivestimenti esterni di opere in carpenteria con materiali tradizionali o innovativi, ottimizzati per raggiungere il miglior risultato estetico. “Realizziamo strutture progettate ad hoc secondo le esigenze della clientela, rispettose delle normative e delle direttive di sicurezza, con materiali robusti e affidabili, in grado di resistere nel tempo”, ricorda Maurizio Pancaldi. L’azienda modenese si è specializzata anche nella ricerca e nello sviluppo di nuovi progetti e iniziative legate al design del punto vendita e alle nuove esigenze portate dal diffondersi delle energie rinnovabili, con sistemi di parcheggio per ricariche elettriche, stazioni di servizio per ricariche Fast, tettoie e pensiline fotovoltaiche. Inoltre, il team Pancaldi riesce a creare e offrire servizi di restyling immagine efficace e di impatto visivo. “Per questo portiamo avanti lo studio delle combinazioni cromatiche migliori, insieme allo sviluppo di forme e geometrie capaci di adattarsi ai diversi spazi di insediamento e di essere il più possibile originali e pertanto riconoscibili”, conclude Maurizio Pancaldi. “Sviluppiamo progetti e soluzioni chiavi in mano personalizzati, realizzando così per il cliente la possibilità di far percepire la propria unicità sul mercato. E non ultimo, in occasione del centenario, con l’aiuto di esperti del mondo della comunicazione visiva, abbiamo investito in nuovi macchinari e tecnologie, dando forma a un reparto specializzato per la realizzazione di stampe digitali e impianti pubblicitari statici e dinamici, maxi-insegne e totem luminosi, allestimenti grafici e decorazioni di interni, espositori promozionali e durevoli”.


NIEDERWIESER E DR. SCHÄR, IL PACK IN PLASTICA RICICLATA PER PANE SENZA GLUTINE Una vera innovazione nel packaging alimentare sostenibile: Niederwieser, gruppo con tre sedi in Europa, una delle quali a Campogalliano, alle porte di Modena, ha collaborato infatti nei mesi scorsi con l’azienda altoatesina Dr. Schär allo sviluppo della prima confezione di pane senza glutine al mondo, realizzata grazie all’utilizzo circolare di materie plastiche riciclate certificate. Dr. Schär con il suo marchio specializzato nel settore del pane senza glutine, Schär, si è affidato alla competenza dello specialista del packaging alimentare per offrire insieme una soluzione di imballaggio innovativa e sostenibile. Il nuovo packaging sostenibile per i panini senza glutine, Schär Panini Rolls, è stato lanciato in Europa e prodotto con un materiale innovativo ottenuto dal riciclaggio avanzato di plastiche miste post-consumo. “Puntiamo ad essere all’avanguardia anche nella sostenibilità. E poiché l’innovazione è al centro della nostra azienda, abbiamo lavorato per compiere questo grande passo e offrire soluzioni più sostenibili e allo Hannes Niederwieser, CEO di Niederwieser

stesso tempo continuare a fornire prodotti gustosi e sicuri”, afferma il CEO di Dr. Schär, Philipp Schoeller. “Il nostro partner Niederwieser, con i fornitori SABIC e DSM, condividono lo stesso impegno per la sostenibilità e si stanno adoperando per aumentare la fornitura di materiale riciclato. Insieme possiamo essere tra i primi a chiudere il cerchio”. La partnership tra le due aziende familiari, Dr. Schär e Niederwieser, si basa sulla visione comune di un futuro sostenibile e sull’impegno volto alla crescita di un’economia circolare. L’uso di materiali riciclati sta giocando un ruolo sempre più importante negli imballaggi alimentari. Attualmente, però, il riciclato delle materie plastiche ottenuto attraverso processi meccanici non è adatto a essere utilizzato per imballaggi alimentari. Qui entra in gioco il riciclaggio avanzato, che rende riciclabili anche i materiali post-consumo o i materiali compositi. La quantità di materia così riciclata oggi disponibile è molto limitata, il processo di lavorazione è più complesso, ma la qualità del materiale è paragonabile a quella del materiale vergine e quindi adatta ad applicazioni alimentari sensibili. Il riciclaggio avanzato è ancora alle fasi iniziali, perché non è ancora facilmente disponibile a causa della mancanza di impianti di riciclaggio su larga scala. Dr. Schär e Niederwieser si presentano, quindi, sul mercato con un prodotto pilota, un’importante innovazione nel percorso green intrapreso dall’azienda. “I nostri sforzi sono proiettati alla realizzazione di un’economia circolare, mantenendo i materiali nel ciclo e utilizzando materiale riciclato”, afferma Hannes Niederwieser, CEO di Niederwieser. Spiega inoltre: “Le nostre due aziende sono legate da una collaborazione di lungo corso, tuttavia non vogliamo essere semplici fornitori, ma sappiamo che possiamo crescere e raggiungere i nostri obiettivi solo insieme, come partner. Ciò che ci unisce è una mission comune: uno sviluppo costante e sostenibile conservando la massima qualità

dei nostri prodotti”. Niederwieser - Food Packaging produce film e buste per il confezionamento sottovuoto, in ATM, termoformatura e flow-pack per il settore food e non food. Lo stabilimento di Campogalliano copre interamente i processi di converting dei film plastici con taglio, laminazione, termosaldatura, stampa e goffratura. Grazie a un reparto di stampa flessografica e un moderno impianto automatico di formulazione e dosaggio colore, fornisce un’eccellente personalizzazione grafica dei prodotti.

NUOVA TORNERIA ZANOTTI NEL GRUPPO DELLE FONDERIE DI MONTORSO L’ingresso della Nuova Torneria Zanotti, impresa di Castel San Pietro, in provincia di Bologna, nel Gruppo delle Fonderie di Montorso, con sede nell’omonimo paese del vicentino, è un’operazione industriale che permetterà di crescere ed eccellere a entrambi i protagonisti. La storica azienda bolognese, fondata nel 1966 da Gian Luigi Zanotti e attualmente gestita da Gianna Lalla Reschiglian insieme al figlio Christian Delmonte e ai suoi più stretti collaboratori, da oltre cinquant’anni è specializzata nelle lavorazioni di componenti di precisione per l’oleodinamica. I moderni macchinari a controllo numerico sono in grado di coprire tutte le fasi di lavorazione (tornitura, brocciatura, alesatura, lappatura, rullatura e sbavatura) incluso un reparto dedicato ai pre-assemblaggi dotato di attrezzature speciali studiate e realizzate in casa sulla base dei requisiti e delle specifiche dei clienti. Nuova Torneria Zanotti integra ulteriormente le capacità del Gruppo Montorso nelle lavorazioni meccaniche, dove ha già effettuato un investimento significativo Fondmatic Hydraulic Machining, ramo di azienda di Evotech di Castelletto, in provincia di Bologna, dedicato alle lavorazioni meccaniche di componenti oleodinamici in ghisa rilevato a dicembre 2020. Nuova Torneria Zanotti si candida così a divenire una delle realtà manifatturiere più importanti e tecnologicamente avanzate in relazione alle lavo-

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razioni di componenti destinati al settore oleodinamico, con l’obiettivo di offrire ai propri clienti un servizio sempre più completo e integrato. “Nuova Torneria Zanotti rappresenta una eccellenza nel settore oleodinamico da oltre cinquant’anni, siamo fieri e orgogliosi di aver avviato un nuovo progetto industriale affidandolo nelle mani di un prestigioso e solido gruppo industriale italiano. Sono certa che la nuova direzione affidata a Dario Ivaldi, chairman di Fonderie di Montorso, e Christian Delmonte, direttore generale di Nuova Torneria Zanotti potrà raggiungere importanti traguardi, sviluppando così il ruolo di torneria leader nella produzione di valvole e componenti oleodinamici e di meccanica complessa dove l’Italia è riconosciuta a livello globale”, afferma Gianna Lalla Reschiglian, ex presidente di Nuova Torneria Zanotti. “Nuova Torneria Zanotti rappresenta una eccellenza nel settore”, dichiara Dario Ivaldi, chairman di Fonderie di Montorso, “siamo fieri di continuare a consolidare il nostro ruolo di leader nei prodotti oleodinamici e di meccanica complessa dove l’Italia è riconosciuta a livello globale”. “Prosegue il piano di investimenti strutturali di Fonderie di Montorso e gli obiettivi di crescita esterna”, commenta Aldo di Bernardo, senior partner del Fondo italiano Consolidamento e Crescita (FIICC). “Sono molte le opportunità di consolidamento in Italia, ricca di aziende altamente tecnologiche e con una forte vocazione all’export”.

ONE EXPRESS, L’INTERMODALITÀ È IL FUTURO DEI TRASPORTI “Il potenziamento della intermodalità (più merci su ferrovia e via mare) e la conseguente riduzione dei viaggi a vuoto nel trasporto su gomma rappresentano un investimento urgente che non può più aspettare”. A evidenziare l’imminenza della sfida che attende il comparto dei trasporti e della logistica è Claudio Franceschelli, presidente di One Express, primo pallet network italiano per qualità che raccoglie

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tica e il completamento della transizione ecologica europea. “Come One Express cresciamo a doppia cifra da quando siamo nati. Durante questi 14 anni abbiamo viaggiato ovunque, in Italia e in Europa, sempre ottimizzando i nostri mezzi a pieno carico su ogni tratta, per inquinare il meno possibile e con attenzione ai consumi. Abbiamo puntato alla qualità e registrato perSopra: lo staff di Nuova Torneria Zanotti Sotto a destra: Claudio Franceschelli presidente di One Express formance importanti. Basti pensare che ogni notte movimentiamo 14mila bancali, un impegno serio che rispettiamo per soddisfare le aspettative dei nostri clienti”, ha spiegato il presidente Franceschelli in un passaggio del suo intervento prima di soffermarsi sui necessari cambi di scena che attendono il settore dei trasporti. “Dobbiamo anche essere obiettivi e onesti con le esigenze di sostenibilità e sicurezza di oltre 130 affiliati in tutta la Penisola. Il 14 tutta la filiera e degli operatori coinvolti. settembre scorso One Express ha ospitato Date le attuali condizioni del sistema inpresso la propria sede, all’interno dell’Interporto di Bologna, la terza tappa del frastrutturale, caratterizzato da lacune e Sustainable Tour 2021. Oltre ai rappre- criticità, non possiamo più permetterci di sentanti dei principali player del settore, il muovere merci su gomma ovunque. L’uparterre ha visto la presenza di Alessandro nica modalità per continuare a offrire un Morelli, viceministro delle Infrastrutture servizio espresso ad altissimo livello, nel e della Mobilità Sostenibile, e di Marco rispetto della sostenibilità e degli obiettivi Spinedi, presidente dell’Interporto. Al europei del Green Deal, è alimentare l’incentro dell’incontro e del dibattito la sfida termodale con il supporto della ferrovia”, della intermodalità, un’opportunità per il ha concluso Claudio Franceschelli. comparto e allo stesso tempo un’esigenza La sensibilità alla sostenibilità ambientaalla luce degli obiettivi stabiliti a livello le non è una novità per One Express già comunitario con l’adozione del Fit for 55, protagonista di politiche ecofriendy e pacchetto di proposte adottato dalla Com- iniziative virtuose. Tra le più recenti si rimissione Ue per ridurre entro il 2030 le corda l’allestimento di una flotta di mezzi emissioni di gas serra di almeno il 55% elettrici dedicata alle consegne nei princi(rispetto ai livelli del 1990). Un’iniziativa pali centri storici italiani, con l’obiettivo legislativa rientrante nella cornice del più di azzerare l’inquinamento e facilitare il ampio Green Deal che ha fissato al 2050 carico/scarico nei centri urbani preclusi al il raggiungimento della neutralità clima- traffico.


GRUPPO SO.SEL, TRENT’ANNI DI QUALITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE nale femminile e con oltre il 90 per cento di personale a tempo indeterminato”. Negli ultimi tempi, i servizi che prima venivano assegnati in affidamento sono passati ad essere soggetti a gare, quindi So. Sel ha dovuto confrontarsi con tanti operatori. “Sul mercato vi sono molti che badano soltanto all’utile immediato, a scapito della qualità del servizio”, avverte il presidente della società. “Noi continuiamo a perseverare nella nostra idea, convinti che ci siano ancora clienti che privilegiano i nostri servizi ad alto valore aggiunto. Per quanto riguarda i servizi che non richiedono una particolare formazione dei collaboratori, ci rendiamo conto che ci troviamo fuori da un mercato Con un fatturato consolidato che nel 2020 ha superato i che cerca costi bassi, mentre 30 milioni di euro e circa 300 dipendenti distribuiti in otto i nostri costi di manodopesedi operanti in dieci regioni, So.Sel Group è diventato in ra sono elevati. Per questo trent’anni la principale realtà italiana specializzata nelstiamo percorrendo nuove la fornitura di servizi esterni a multiutility come Aimag, strade come, per esempio, Acea, Hera, Iren, Ld, Est Energy, Emilia Ambiente, Tea, il call center di nicchia, con Sorgea, Tecniconsult, Consorzio Tennacola e altre società persone dedicate all’azienda, che gestiscono servizi di acqua, gas, energia elettrica e che hanno ricevuto una preambiente. L’avventura imprenditoriale di questa azienda parazione molto approfondita modenese è iniziata nell’agosto del 1991 con il servizio di su tutti i servizi dell’azienda lettura dei contatori. “Poi, si sono aggiunti nuovi servizi, fino Sopra: Beniamino La Torre, presidente committente e riescono a inal punto in cui oggi forniamo alle multiutility la maggior par- di So.Sel riceve la targa per i 30 anni teragire con l’utente anche per te dei servizi tecnici, commerciali e amministrativi”, ricorda di attività. Sotto: Andrea Malagoli stipulare un contratto al telefoBeniamino La Torre, presidente di So.Sel. “Spaziamo dalla amministratore delegato di So.Sel no. Questa attività di ‘sportello fotolettura alla telelettura dei contatori, dagli interventi tecnici commerciale’ telefonico ci ha permesso di collocare tanto pere di metering alle verifiche metriche sui contatori del gas, dalla sonale che non poteva più essere impiegato negli sportelli comgestione degli ingressi in discariche, depuratori e inceneritori al merciali, ridimensionati a causa della pandemia”. servizio di back-office su SapIs-U, Neta e Salesforce, dal servizio I futuri orientamenti dell’azienda dovranno tenere conto dell’edi front-office per la gestione degli sportelli commerciali ai ser- voluzione del mercato. “Dobbiamo prepararci a nuovi indirizzi, vizi di call center”. come i servizi ai privati. Questa è una delle tante idee che, come Il lavoro di So.Sel è spesso la cartina di tornasole della qualità altre, deve essere supportata da un progetto in cui i collaboratodei servizi delle imprese clienti, per l’approccio che i lavoratori ri abbiano un ruolo propositivo”. So.Sel adottano nelle risposte, per la loro attenzione alle esigen- È quindi importante quello che il presidente di So.sel definisce ze specifiche di ciascun utente e per l’ascolto qualificato che li ‘riformismo’ o ‘umanesimo d’impresa’: “Credo si debba andare distingue rispetto ad altri operatori. “Noi siamo il primo contatto nella direzione in cui la cultura, non soltanto la formazione tecdell’utente per la nostra committenza, per questo il capitale in- nica, sia al primo posto, dove il merito ritrovi cittadinanza e le tellettuale è sempre stato alla base della riuscita di So.Sel Group proposte dei collaboratori giovino allo sviluppo dell’impresa”. nella soddisfazione dei clienti”, prosegue La Torre. “Il persona- Non è un caso se So.Sel è stata premiata per diversi anni come le è altamente specializzato e qualificato, gli investimenti sulla azienda ‘ambasciatrice della responsabilità sociale d’impresa’. formazione sono costanti: nel 2019, solo nella So.Sel, sono state “Siamo stati premiati dalla provincia di Parma”, spiega La Torre, superate le 6.000 ore di formazione. Siamo un’impresa di outsour- “perché abbiamo risposto a un appello di solidarietà, assumencing di nuova generazione, in grado di affrontare con estrema do persone che altrimenti non avrebbero potuto trovare lavoro. efficacia un mercato in continua trasformazione. Un nostro pun- Cerchiamo di coniugare la solidarietà con le esigenze aziendali to di forza è l’elevata flessibilità aziendale, che riesce a dare un e, ancora oggi, dopo trent’anni, la filosofia aziendale è rimasta la segnale concreto anche al territorio, con il 55 per cento di perso- stessa: continuiamo a considerarci una grande famiglia”.

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TRANSIZIONE DIGITALE, POLETTI COSIMO VINCE IL BANDO DELLA REGIONE Poletti Cosimo, azienda di Imola, in provincia di Bologna, specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione, ha vinto il bando promosso dalla Regione Emilia-Romagna per la transizione digitale classificandosi prima su 248 aziende selezionate. Si è aggiudicata un contributo di 40 mila euro, a fronte di un costo ammesso di 149.750 euro. L’investimento premiato riguarda un’isola robotizzata e il relativo sistema gestionale. “Questo risultato”, dichiara Andrea Poletti, plant manager dell’azienda, “rafforza la direzione strategica che abbiamo intrapreso nove anni fa, quando ancora non si parlava di Industry 4.0. Il nostro progetto, mirato a cogliere le sfide del futuro, ha previsto la realizzazione di un’isola robotizzata in grado di effettuare scarico e carico facendo misurazioni in autonomia comunicando spostamenti di quote al macchinario utensile connesso”. “Il punto di forza è però il nostro sistema gestionale in grado di pianificare e progettare l’intero processo produttivo interconnettendo tutte queste tecnologie insieme, che permette di gestire con grande flessibilità e velocità tutta l’isola in modo da poter produrre grandi e medi lotti. Tutti gli indicatori chiave di preCosimo e Andrea Poletti, fondatore e plant-manager dell'azienda

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stazione rilevati dal sistema ci servono per costruire nuovi processi e procedure volte a non ricommettere errori e migliorare l’efficienza generale dell’impianto”. “Questo”, conclude Andrea Poletti, “sarà soltanto un progetto pilota da estendere su altre isole di produzione. È inevitabile cavalcare le ultime tecnologie per rimanere competitivi, mantenendo sempre la persona al centro del sistema, alzando di livello il suo ruolo e le sue competenze per concentrarsi sulla industrializzazione del processo produttivo e sul miglioramento del ciclo di lavoro delegando ai sistemi industry 4.0 le mansioni di basso livello. Se abbiamo raggiunto questo importante risultato, lo dobbiamo anche alla grande professionalità e competenza tecnica della nostra squadra e di tutti i nostri collaboratori”. Poletti Cosimo nasce a Imola nel 1985 come torneria automatica con utilizzo di macchine a camme. Nel corso degli anni, grazie al dispendio di energie e di risorse profuse, l’azienda è riuscita a raggiungere un obiettivo da tempo prefissato, ovvero quello di poter offrire prodotti realizzati con la massima precisione e con grande riduzione dei tempi di lavorazione, il tutto ottenuto grazie all’acquisto e all’attuale utilizzo di macchine e di strumenti di assoluta avanguardia. Grazie allo sviluppo di software e sistemi di interconnessione fra macchine, persone e reparti, la Poletti Cosimo è tra le piccole e medie imprese più avanzate per digitalizzazione e connettività, Cesare Roberto, presidente di Sarchio

“pur mantenendo”, ci tiene a sottolineare Andrea Poletti, “il fattore umano sempre al centro. Per noi le persone sono il capitale più importante. Investire sul personale significa investire sul futuro. Formare, motivare coinvolgere il personale facendo squadra è l’unico modo per avere un’azienda competitiva. Nel nostro piccolo vorremmo essere un polo di attrazione per le persone di maggior talento, per non smettere mai di migliorare e raggiungere così l’eccellenza”.

SARCHIO COMPLETA L’ACQUISIZIONE DI VITAL NATURE Sarchio, azienda di Carpi, in provincia di Modena, che dal 1982 propone un’alimentazione sana e naturale a base di prodotti biologici, ha completato lo scorso ottobre l’acquisizione del 100% di Vital Nature, società modenese, nata nel 1989, che con un fatturato di cinque milioni di euro, rappresenta una realtà storica nella commercializzazione di alimenti bio. Due aziende dal Dna green, tra i pionieri del biologico: da quasi quarant’anni, infatti, Sarchio produce e commercializza prodotti biologici, senza glutine e vegani, frutto di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, che non usa sostanze di sintesi. La qualità e la sicurezza delle referenze Sarchio sono garantite da specifiche certificazioni e molteplici analisi. Attualmente l’offerta dell’azienda comprende oltre 150 prodotti biologici all’interno dei quali vi sono anche la gamma senza glutine (circa 90 referenze) e vegan. L’idea alla base della fondazione delle due società è la promozione di uno stile di vita che parte da una corretta alimentazione a base di cibi biologici, coltivati senza sostanze chimiche di sintesi, nel pieno rispetto della fertilità del suolo, della salute dell’uomo e dell’ambiente. Questa acquisizione consente inoltre a Sarchio di rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento integrando il marchio Vital Nature, che è stato rilanciato nel 2021 attraverso un intenso piano di comunicazione e di valorizzazione che prevede il lancio di proposte biologiche innovative. Le linee di prodotto Vital Nature verranno realizzate nei plant produttivi di Sarchio.


“Sono particolarmente orgoglioso dell’acquisizione di Vital Nature che rappresenta uno dei marchi storici del biologico della nostra regione; senza tralasciare che l’accordo è stato perfezionato in un periodo difficile caratterizzato dall’emergenza sanitaria. È stato un percorso lungo, ma sono felice dell’integrazione in Sarchio di una realtà importante come Vital Nature che condivide i nostri stessi valori, promuovendo uno stile di vita fondato su un’alimentazione sana e naturale, senza rinunciare al gusto. Grazie a questa operazione l’area modenese consolida il proprio ruolo come punto di riferimento nel settore del biologico. Per noi era importante che Vital Nature continuasse a restare nel territorio emiliano-romagnolo e non venisse acquisita da gruppi internazionali”, commenta Cesare Roberto, presidente di Sarchio.

GRUPPO SERVOMECH ACCELERA SULLA DIGITALIZZAZIONE I risultati raggiunti dopo 18 mesi di messa on line del nuovo sito (www.servomech.it) hanno confermato come il web sia un canale che favorisce l’internazionalizzazione del Gruppo Servomech di Anzola dell’Emilia, in provincia di Bologna, dal 1989 player di riferimento a livello internazionale nella progettazione di soluzioni per il movimento lineare. Ad attrarre l’attenzione di clienti e operatori è stato il configuratore che rende pressoché immediata la visualizzazione dei componenti desiderati. Una soluzione che permette di configurare il prodotto di cui necessita il cliente in base alle sue esigenze, generando modelli 3D, 2D, nei formati CAD più diffusi. I download registrati, provenienti da oltre 50 Paesi nel mondo, hanno indotto l’azienda a implementare lo strumento, consentendo al pubblico internazionale di usufruire del nuovo configuratore 3D per martinetti meccanici a vite trapezia con l’inclusione di tutte le grandezze disponibili a catalogo, estendendo di fatto i prodotti Servomech ora disponibili sul configuratore. Un approccio evoluto al sistema mondiale sostiene l’engagement e la gestione dei clienti, offrendo un vantaggio competitivo determinante in uno scenario

globalizzato, testimoniando come l’informatizzazione passi anche attraverso la visibilità e l’operatività on line. “Grazie anche alla nostra presenza on-line”, conferma Valentina Cataldo, responsabile marketing del Gruppo Servomech, “siamo riusciti a garantire una maggiore assistenza al mercato in un periodo difficile come quello della pandemia globale”. La formula on line consente effettivamente un notevole risparmio di tempo e un accresciuto servizio per l’utente. Una volta che il sistema genera i disegni, questi possono essere inviati o analizzati in tempo reale, con il supporto dell’ufficio tecnico aziendale dedicato. In questo modo è possibile discutere su un progetto in maniera semplificata ed estremamente efficace anche da remoto. Il configuratore, grazie alla costruzione completamente modulare dei prodotti e le differenti tipologie costruttive, consente di garantire ai clienti la massima flessibilità di utilizzo, anche con soluzioni personalizzate, fin dal primo approccio all’azienda. “Nonostante la grande attenzione alle informazioni disponibili in tempo reale sul web, crediamo fortemente nell’importanza del supporto tecnico applicativo e poniamo grande attenzione ai bisogni e alle necessità dei clienti, soprattutto per quanto riguarda i tempi di risposta, la consegna finale del prodotto e la competitività della soluzione proposta”, conclude Valentina Cataldo. La peculiarità di Servomech è sicuramente quella di realizzare tutta la produzione completamente all’intero del proprio stabilimento di Anzola Emilia. I vantaggi che ne conseguono per il mercato sono molteplici, tra cui la flessibilità produttiva anche per realizzare prodotti speciali “custom” personalizzati secondo le specifiche esigenze applicative del cliente. Grazie ai controlli sistematici in linea durante tutte le fasi produttive, svolti secondo

le procedure interne del sistema qualità Servomech certificato ISO 9001:2015, l’azienda riesce a garantire una qualità dei prodotti sempre costante nel tempo. Il risultato è un prodotto di altissima qualità, robusto e affidabile nel tempo, in grado di soddisfare le esigenze applicative del cliente.

SITE ACQUISISCE SELT ED ENTRA NEL SETTORE DELL’ALTA TENSIONE SITE, azienda bolognese specializzata nell’impiantistica industriale, entra nel settore dell’alta tensione, grazie all’acquisizione dell’azienda sarda Selt, che si occupa di costruzione e manutenzione di reti elettriche ad alta tensione. L’acquisizione è stata completata durante l’estate scorsa e con questa operazione SITE continua la propria strategia di diversificazione e internazionalizzazione, investendo in un settore nuovo, quello della costruzione e manutenzione di reti e infrastrutture per la trasmissione di energia elettrica ad alta tensione, caratterizzato da significative previsioni di sviluppo nei prossimi anni sia in Italia che

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all’estero. Selt è una importante realtà italiana nata negli anni 2000 che conta oggi circa 180 dipendenti ed elevate competenze nella trasmissione elettrica ad alta tensione. Un’impresa con un fatturato intorno ai 20 milioni di euro e un forte potenziale di crescita non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Un potenziale che potrà ampliarsi ulteriormente anche grazie al supporto e alla solidità del Gruppo Site. “Siamo particolarmente soddisfatti di aver acquisito all’interno del nostro Gruppo un’azienda qualificata come Selt”, commenta Stefano Borghi, presidente e amministratore delegato di SITE. “Le reti elettriche sono un elemento cardine di sviluppo e innovazione per cogliere le sfide e le opportunità della transizione digitale ed energetica. Consentiranno l’integrazione della maggior parte delle risorse rinnovabili e la nascita di nuovi servizi in uno scenario sempre più decarbonizzato. Questo percorso di innovazione implica l’esigenza di grande professionalità e una forte esperienza pregressa nella realizzazione di nuove infrastrutture di rete e ammodernamento di quelle esistenti. Il nostro investimento in Selt ci permette di entrare in questo mercato forti di una realtà che ha già dimostrato grandi risultati e che vogliamo fare diventare leader di settore anche fuori dal nostro Paese”. Mauro Ceffa, amministratore delegato di Selt, aggiunge: “Sono molto fiero del percorso di crescita intrapreso da Selt in tutti questi anni. Adesso siamo pronti ad accompagnare i nostri clienti, come Terna in Italia, in questo sfidante processo di trasformazione che richiederà l’ampliamento della rete, la creazione di sinergie e l’interconnessione tra le infrastrutture e le fonti rinnovabili. Essere entrati a far parte di un gruppo solido come SITE ci permetterà di affrontare con maggiore sicurezza le nuove sfide che ci sta ponendo l’evoluzione del mercato, e di puntare a raggiungere obiettivi di crescita ed espansione più ambiziosi, portando avanti la nostra storia di successo oltre i confini nazionali ed europei”. Da sempre votata all’interconnessione, SITE, con più di 70 anni di attività, è un’impresa storica che ha ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo tecnologico

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delle infrastrutture del nostro Paese. Attiva nei comparti delle telecomunicazioni, dell’energia e dei trasporti, vanta partnership con le maggiori imprese del settore e importanti collaborazioni con le istituzioni nazionali. Grazie a un servizio all’avanguardia e d’eccellenza, SITE rappresenta oggi una realtà internazionale, impiegando oltre 2.000 dipendenti distribuiti in più di 30 sedi sul territorio nazionale e con filiali in Algeria, Marocco ed Emirati Arabi. Negli ultimi cinque anni ha registrato una significativa crescita di fatturato: da 221 milioni di euro nel 2016 a 302 nel 2020.

SOLUZIONI, TANTE NOVITÀ A SOSTEGNO DELLA RIPRESA Un anno importante e tante novità in casa Soluzioni, società di consulenza di Imola, in provincia di Bologna, che si propone come fornitore di servizi innovativi e di alta qualità nell’ambito della prevenzione e gestione dei rischi aziendali. Per rafforzare ulteriormente l’approccio integrato alla gestione dei rischi, visti e affrontati sempre dal punto di vista dell’azienda, che è l’elemento distintivo di Soluzioni, la compagine sociale si è ampliata con l’ingresso di nuovi soci, tutti professionisti con esperienze di successo e significative competenze in aree rilevanti quali legal, HR, supply chain e communication. Con il coinvolgimento dei nuovi soci e la collaborazione con altri consulenti qualificati si è rafforzata la proposta di servizio, attraverso l’offerta di un’ampia gamma di servizi integrati e di competenze multidisciplinari, tra cui rivestono particolare rilievo quelli relativi al percorso di sostenibilità, che comprendono la prevenzione e la gestione dei rischi correlati ai fattori Environmental, Social and Governance (ESG). Accanto a questi, i principali interventi realizzati riguardano la prevenzione di rischi di compliance, rischi operativi, rischi di reporting e rischi strategici.

L’ampliata capacità di proposta rafforza significativamente l’offerta di servizi su misura per ogni azienda, per migliorare l’efficacia nella prevenzione dei rischi e la capacità di raggiungere i propri obiettivi. Lo scopo della società è aiutare le aziende a trasformare la gestione del rischio da gravoso vincolo a straordinaria opportunità in grado di generare valore e migliorare la competitività. “Soluzioni offre al cliente la possibilità di definire preventivamente la gamma di interventi più funzionale a coniugare le proprie esigenze di miglioramento delle performance con la necessità di rispettare leggi e norme volontarie. A rendere possibile tutto questo, la nostra rete di consulenti, professionisti e manager con esperienze di successo e significative competenze nei diversi ambiti aziendali”, ricorda Francesco Bassi, presidente di Soluzioni. A supporto delle sfide che devono affrontare le imprese, in un contesto che ha trasformato strutturalmente le tradizionali condizioni su cui si fondavano i processi aziendali, i modelli di consumo e la vita delle persone, i soci e i consulenti di Soluzioni si sono impegnati a progettare e realizzare iniziative, con contenuti tecnici di valore resi disponibili a titolo gratuito sul sito web. Tra queste, sono da segnalare: “Sistema Ri/ prendere”, un insieme di servizi tra loro coordinati per assistere le aziende nell’attuazione efficace di un assetto organizzativo adeguato a sostenere il percorso di ripresa, la gestione dei rischi e l’applicazione di idonee misure di controllo; “Road4U”, un vero proprio percorso di conoscenza riguarFrancesco Bassi, presidente di Soluzioni


do le diverse prospettive da considerare per decidere quali azioni concrete realizzare per affrontare il “nuovo mondo”. Il progetto, realizzato in collaborazione con Synnova, società protagonista in ambito di Project Portfolio Management e di gestione dei progetti di miglioramento e innovazione, - si compone di una serie di articoli, ognuno per una singola prospettiva d’interesse, ma tra loro correlati in riferimento alla realtà che in modo unitario deve riuscire a governare a proprio favore il cambiamento: l’azienda nel suo complesso.

TEAPAK OTTIENE PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO IL “WELFARE CHAMPION” È il secondo anno consecutivo che TeaPak, azienda imolese specializzata nel miscelare e confezionare tisane biologiche di alta qualità per il Gruppo internazionale Yogi Tea, riceve il prestigioso riconoscimento “Welfare Champion”, massimo rating nell’ambito della certificazione nazionale Welfare Index PMI indetta da Generali Italia. La cerimonia si è tenuta lo scorso settembre a Roma, alla presenza del ministro del Lavoro Andrea Orlando e della sottosegretaria di Stato al ministero dello Sviluppo Economico Anna Ascani. TeaPak ha ricevuto la menzione speciale “Salute”, assegnata a un totale di sole cinque aziende su 6.000 partecipanti, per la grande attenzione riposta al tema del benessere psico-fisico dei propri dipendenti. Il premio è stato assegnato alle “imprese con un sistema di welfare aziendale caratterizzato da un livello di iniziativa molto rilevante (sia per ampiezza sia per intensità), capacità gestionali e impegno economico-organizzativo elevati (proattività, orientamento all'innovazione sociale, sistematico coinvolgimento dei lavoratori) e impatti sociali significativi sulla comunità interna ed esterna all’impresa, misurati da indicatori quali: la composizione e il trend dell’occupazione, le condizioni lavorative, il contributo alla comunità locale e l’impegno verso consumatori e fornitori”.

In alto: un momento della cerimonia di premiazione Welfare Index con l'HR director di TeaPak Mirella Di Girolamo (seconda da sinistra) Sotto: Andrea Costa, TeaPak Managing Director

TeaPak nasce nel 1991 a Imola, in provincia di Bologna, e si occupa da sempre di confezionamento di tè e tisane. Dal 1999 ha stretto una solida e proficua partnership col gruppo Yogi Tea, miscelando e confezionando le tisane biologiche del Gruppo destinate a tutto il mercato europeo. TeaPak lavora con altissimi standard qualitativi, applicati a tutti i processi aziendali, e utilizza le migliori e più avanzate tecnologie per la miscelazione e il confezionamento automatico in ambito alimentare. L’azienda conta più di 100 persone in organico, di 12 nazionalità diverse, con il 50,5% di donne e il 33% con meno di 35 anni. “Far diventare quest’avventura una solida azienda sulla quale ancora oggi, tutti insieme, possiamo credere e contare, è stata una scelta fatta con passione”, conferma Andrea Costa, TeaPak Managing Director. “Proprio quella passione che, abbracciata ai nostri profondi valori, ci ha permesso di raggiungere risultati incredibili, che sono frutto delle tante scelte che abbiamo fatto insieme, giorno dopo giorno. Abbiamo imparato che crescere vuol dire cambiare, anche

se cambiare può sembrare difficile, ma sappiamo che i nostri cambiamenti sono sempre stati volti a creare ricchezza, cultura e benessere per noi e per il territorio in cui viviamo”, conclude Costa. TeaPak si impegna ad agire in maniera sostenibile e pone grande attenzione alla Responsabilità Sociale d’Impresa, tanto da trasformarsi, ad agosto del presente anno, in Società Benefit. Questa trasformazione implica una volontà ed una responsabilità formale da parte di TeaPak verso tutti gli stakeholder, nel perseguire oltre a finalità di business, anche finalità di beneficio comune, impegnandosi ad operare in modo etico, responsabile e sostenibile, nel rispetto dei propri dipendenti, dell'ambiente, dei propri clienti e fornitori, e a sostegno della comunità locale e degli altri portatori di interessi, come esplicitato nel proprio statuto.

E-HUB, L’INCUBATORE DI TECHBOARD RADDOPPIA GLI SPAZI Raddoppiano gli spazi di E-Hub, l’incubatore di impresa inserito all’interno dell’azienda Techboard di Modena. E-Hub è nato due anni fa, dall’idea dell’imprenditore Fabio Malagoli, per dare la possibilità a giovani aziende di sviluppare le proprie intuizioni e trovare importanti collaborazioni di mercato, in particolare nel campo dell’elettronica. Oggi l’incubatore si sviluppa su una superficie di mille metri quadrati; la nuova ala, inaugurata lo scorso settembre, ha due sale riunione che si aggiungono a quelle già esistenti, una grande sala per corsi ed eventi con 50 posti a sedere e sei uffici, oltre a una zona di coworking con un totale di 12 postazioni. “Questo investimento rappresenta prima di tutto la conferma che il favorire lo sviluppo di idee imprenditoriali nel settore dell’elettronica, in cui da sempre operiamo, ha funzionato e permetterà ad altre startup di poter usufruire dei nostri servizi. Chi viene da noi,

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TECNOSERVIZI, DA 25 ANNI LEADER NELL’INFORMATION TECHNOLOGY Tecnoservizi, azienda modenese specializzata nella fornitura di servizi internet e di Tlc festeggia nel 2021 25 anni di attività. Nata nel 1996, Tecnoservizi offre tecnologia e funzionalità d’avanguardia in ambito Ict fornendo soluzioni “chiavi in mano”; core business dell’azienda di Modena è l’accesso alle reti di telecomunicazione con una visione a 360 gradi: dalla implementazione di sistemi di comunicazione a banda larga in fibra ottica alle reti Intranet, all’housing e hosting professionale, dalla gestione di security al disaster recovery e business continuity. In qualità di operatore di reti di telecomunicazioni, Tecnoservizi è specializzata in interventi ‘Fiber To The Home’ (FTTH) in zone di digital divide sia in Italia che all’estero; inoltre, grazie a ingenti investimenti, come reseller fonia, sviluppa servizi telefonici che consentono di fornire centralini virtuali in cloud (VBPX) e una integrazione completa verso i più moderni sistemi di Unified Communication e Collaboration; recenti implementazioni e aggiornamenti della centrale classe operatore consentono inoltre all’azienda di erogare UCC avanzati per ogni tipologia di clientela. In particolare, quattro sono le divisioni in cui è organizzata Tecnoservizi: la divisione telefonica, che fornisce le migliori soluzioni in rapporto qualità-prezzo per i servizi telefonici; la divisione digital signage, che offre nuove tecnologie per la pubblicità che si innestano nel proximity marketing orientate alla dinamica gestione di spazi pubblicitari (in particolare, l’azienda riesce a proporre contenuti multimediali tipo “kiosk interatctive” e a visualizzare clip informative e promozionali su display remoti); la divisione internet, che fornisce i più moderni e veloci servizi di connettività orientati alle aziende,

per esempio, può contare su uffici allestiti di tutto punto, pronti all’uso, sull’utilizzo delle nostre tecnologie, su consulenza e momenti di mentoring, ma anche su servizi basilari come la ricezione della posta e dei corrieri, segreteria, amministrazione, comunicazione e marketing”, sottolinea Fabio Malagoli. E sono già numerose le giovani imprese ad alta tecnologia che al momento hanno scelto l’incubatore E-Hub per sviluppare le proprie proposte e che coinvolgono soprattutto professionisti con qualifiche ingegneristiche, con un’età me-

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operando al fianco del cliente per una costante verifica del servizio erogato e per studiare, proporre e realizzare implementazioni destinate all’aumento delle differenti performance; infine, con la divisione dati l’azienda modenese è in grado di progettare, realizzare e gestire le reti aziendali, anche le più complesse, affiancando costantemente il cliente per garantire l’efficienza e la modernizzazione delle diverse infrastrutture. “Flessibilità, scalabilità e personalizzazione di ogni progetto alle singole esigenze del cliente, sono i nostri punti di forza”, dichiara Paolo Martinelli, socio fondatore e presidente del Consiglio di Amministrazione di Tecnoservizi. “Da sempre investiamo nella formazione continua dei nostri collaboratori, con la consapevolezza che le nuove sfide tecnologiche e del business vadano sempre anticipate; per noi è fondamentale la cultura del servizio, saper vivere il progetto assieme al cliente. Questo ci rende naturalmente disponibili a controllare costantemente la qualità del servizio offerto e a intervenire rapidamente in prima persona e con efficacia per eliminare qualsiasi problematica. Grazie alla nostra struttura organizzativa e alla specifica preparazione del nostro personale tecnico, siamo in grado di intervenire rapidamente sulla qualità del servizio erogato e di renderlo funzionale alle esigenze del cliente: questa è la nostra cultura, questa la nostra mission”, conclude Martinelli.

dia intorno ai 35 anni di età. Uno dei settori di riferimento è quello dell’automotive, inteso a 360 gradi in tutte le sue forme, con un occhio di riguardo alla rivoluzione elettrica ed elettronica. Tra le aziende ospitate in E-Hub c’è HiPeRT, che opera sulla tecnologia di trasmissione dati ‘real time’ per la gestione della guida autonoma e dove lavora una trentina di persone, collaborando con Maserati, Dallara e altre grandi case automobilistiche; Open Energy, che si occupa invece di soluzioni innovative per migliorare la sostituzione di batterie per le

macchine elettriche in favore del prolungamento del relativo ciclo vita; Refuel, che ha sviluppato una centralina “after market” per permettere l’utilizzo di biodiesel su mezzi da lavoro alimentati a gasolio. “Tante attività di questo settore”, continua Fabio Malagoli, “sono favorite dal fatto che all’interno della struttura di Techboard trova spazio anche l’area attrezzata Millemilia, un garage per supercars, che permette di avere attrezzature e strutture direttamente a fianco dei laboratori. Questo crea un ulteriore elemento di sinergia rispetto a quello


L'inaugurazione dei nuovi spazi di E-Hub

territoriale, vista la centralità della città di Modena nella Motor valley”. Ma all’interno di E-Hub non si sono solo startup che si occupano di automotive: Handhy, infatti, sviluppa le proprie competenze in ambito biomedicale con utilizzo di tecnologie IoT, settore dove trova applicazione anche il visore per rilevare le alterazioni emotive in lavorazione presso la startup Osver. Techeateasy invece segue lo sviluppo di macchine da caffè ad alta tecnologia, mentre Holomask opera nell’ambito della realtà estesa e della visione e ha sviluppato una piattaforma digitale che, grazie anche all’impiego di smart glasses, consente di effettuare interventi di manutenzione a distanza. Infine, Genetica 23 ha sviluppato un progetto per cui, analizzando il DNA della singola persona, si va a realizzare una crema “anti age” su misura, personalizzata.

IL GRUPPO TECNOFERRARI SBARCA NEGLI STATI UNITI Nuova filiale negli Stati Uniti per il Gruppo TecnoFerrari di Fiorano Modenese, in provincia di Modena, punto di riferimento internazionale nelle soluzioni automatiche per l’industria. Nata nel 1966, e focalizzata sulla continua ricerca per migliorare i prodotti e la funzionalità della macchina, partendo dal know-how sviluppato dal mondo ceramico, oggi TecnoFerrari può vantare una vasta competenza e flessibilità in diversi ambiti industriali. Con oltre 250 dipendenti, 17 centri d’assistenza e tre filiali dirette, in Spagna, Turchia e Cina, il Gruppo industriale ha piantato la quarta bandierina

La nuova filiale TecnoFerrari a Cookeville, negli Stati Uniti

e fondato la sua prima filiale statunitense. Nel corso degli anni la crescita e il continuo sviluppo commerciale, assieme alla filosofia di un servizio sempre più efficiente e di qualità, hanno reso infatti necessario un’importante valutazione in ambito internazionale. In contemporanea con la costruzione del nuovo Headquarters, l’azienda fioranese ha quindi ritenuto necessario investire nell’apertura di una sede americana che potesse essere più vicina alle esigenze dei clienti oltreoceano e che fosse in grado di gestire un mercato complesso e di ampie prospettive. Dopo una lunga ricerca e un’analisi dettagliata è stato individuato nel distretto di Cookeville, in Tennessee, nodo strategico per l’industria ceramica statunitense, il luogo ideale per la fondazione di TF Llc, prima filiale statunitense del Gruppo. TF Llc è già attiva sul territorio americano e, coadiuvata dall’Headquarters, sta mano a mano prendendo le redini di un mercato sempre più ampio e importante sia per il settore ceramico che per la logistica automatica integrata. “Per TecnoFerrari gli Stati Uniti sono un mercato con ampie prospettive in termini di vendite e oggi per noi è importante rafforzare il rapporto con il cliente con una presenza fissa in grado di coordinare e seguire in modo dedicato le esigenze di un territorio molto vasto”, dichiara Nicolò Ronchetti, Direttore Denerale del Gruppo. “L’obiettivo della filiale è la gestione autonoma dei clienti americani e la presenza in loco ci consente di garantire un servizio più efficiente e rapido capace di soddisfare direttamente qualsiasi esigenza”. La nuova sede americana gestirà tutto l’apparato service: dalle assistenze semplici alla manutenzione programmata degli impianti

in funzione, dalle richieste dirette di ricambistica, con un magazzino ricambi dedicato, alla programmazione completa degli avviamenti futuri. “Spostare la gestione del post-vendita del cliente statunitense da Fiorano a Cookeville ci consente, come prima cosa, di bypassare tutte le problematiche relative a distanza fisica e temporale, inoltre ci permette una maggiore rapidità d’intervento in caso di necessità. Questi sono tutti fattori che giocano un ruolo fondamentale in una relazione di fiducia tra fornitore e cliente e noi riteniamo che per un rapporto duraturo la chiave di volta sia la presenza”, conclude Ronchetti.

TELEIMPIANTI FIRMA LA SICUREZZA DI SEA VISION GROUP Nella nuova sede pavese di SEA Vision, azienda specializzata nei sistemi di visione di qualità per aziende farmaceutiche e OEMs partecipata da Marchesini Group, è evidente in termini di innovazione, sostenibilità e sicurezza la mano del system integrator bolognese Teleimpianti. In questa nuova struttura Teleimpianti ha infatti realizzato il sistema antintrusione, la protezione perimetrale delle aree esterne con termocamere e analisi video, il sistema di rilevazione incendio, la connessione Wi-Fi professionale ad alta velocità e il sistema di networking. Tutti gli impianti speciali sono stati progettati, realizzati e integrati nell’ottica di una riduzione dei consumi, con interfacce che permettono di avere la gestione real-time di tutti i sistemi, e i vantaggi sono

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mergenza Covid, potranno essere anche, e soprattutto, di ottimizzare e rendeutilizzati come sistemi di control- re sempre più funzionali gli spazi ad uso colo degli accessi da applicare ad un mune. Il nuovo edificio accoglierà anche un varco (a esempio la porta Ced), o training center e la sede della nuova mensa per gestire gli ingressi allo stesso si estenderà su una superficie di 1.300 metramite il riconoscimento facciale, tri quadri ospitando circa 400 posti pasto, a mani libere e senza bisogno di triplicando quindi la capienza attuale, con chiavi o badge. L’azienda bologne- possibilità di ulteriori espansioni. Ingenti se dispone, tra l’altro, di un repar- saranno anche gli investimenti sulle struttuto tecnico dedicato esclusivamente re produttive che vedono il raddoppio della alla manutenzione “full-service”, capacità delle linee di assemblaggio, di cui operativo 24 ore su 24 ogni giorno una parte già operativa da dicembre 2021 dell’anno; questo servizio consente e un progressivo rinnovo e ampliamento di La nuova sede pavese di SEA Vision il cui sistema di sicurezza è stato realizzato da Teleimpianti alla clientela di mantenere in per- alcuni reparti, tra questi quello di verniciaapprezzabili in termini sia manutentivi che fetta efficienza e in costante aggiornamento tura che adotterà tecnologie di ultima geneeconomici. “Siamo molto soddisfatti del tecnologico gli impianti, salvaguardando al razione ed un abbattimento delle emissioni. contributo che Teleimpianti ha dato alla re- meglio l’investimento attraverso un unico Lo sviluppo dell’azienda riguarderà anche le risorse umane; per far fronte all’aumento alizzazione del nostro nuovo stabilimento”, interlocutore. dei volumi, e in linea con il piano di creafferma Michele Cei, CEO di SEA Vision. scita della capacità produttiva, è previsto un “Si tratta di un sistema che garantisce proincremento del personale: nel corso degli tezione e sicurezza alle nostre attività e asseTMHMI INVESTE NEL FUTURO ultimi 3 mesi sono stati assunti 100 operaconda il nostro modo di lavorare, mutevole tori per gestire il primo aumento di capacità e attento ai cambiamenti tipici del nostro A BOLOGNA produttiva. La previsione è di raggiungere business”. La nuova sede di SEA Vision è un campus tecnologico progettato per stimola- Toyota Material Handling Manufacturing un totale di circa 730 dipendenti nel 2022 e re ricerca e collaborazione: un ambiente di Italy, società del colosso giapponese Toyota un una crescita stimata di ulteriori 100 unilavoro all’insegna del comfort e dell’efficien- Industries Corporation, punto di riferimen- tà entro il 2025. Fondamentale per il Grupza. Il nuovo edificio a tre piani è costruito to mondiale nei carrelli elevatori a forche, po anche la formazione delle risorse umasu un lotto di terreno di 6mila metri qua- conferma la strategia di crescita sul territo- ne: sin dalle prime fasi delle selezioni sono dri ubicato alle porte di Pavia: 4mila metri rio bolognese. A fronte di un significativo stati pianificati percorsi di orientamento e quadri sono utilizzati per uffici, laboratori incremento degli ordini post lockdown e a formazione, sia tecnica che di sviluppo perinformatici, spazi dedicati alla ricerca tecno- una previsione che vede stabile questa cre- sonale. Per quanto riguarda il tema della Sostenibilità, lo stabilimento TMHMI già logica e alla produzione. “L’ottica del nostro scita, il Gruppo Industriale prevede infatti compensa formalmente il 100% della CO2 sviluppo è quella di affiancare aziende, enti di portare lo stabilimento di Bologna a una prodotta dal consumo di gas metano ed e istituzioni nel percorso che vede l’inno- capacità produttiva di 26.000 carrelli elevaenergia elettrica necessaria per le attività di vazione tecnologica sempre più integrata tori nel 2025, +40% rispetto all’attuale, con produzione; in particolare l’autoproduzionell’organizzazione dei processi lavorati- un investimento totale stimato di oltre 20 vi, dando vita a sinergie impiantistiche di milioni di euro, focaliz- Da sinistra: Michele Di Iorio, direttore generale Toyota Material Handling grande valore, impensabili fino a pochi anni zato sia sulle strutture Manufacturing Italy, Angela Bandieri, responsabile comunicazione TMHMI, Fruzzetti, resposabile del personale TMHMI, e Tiziana Ferrari, fa”, sottolinea Davide Olivieri, responsabile di servizio che sulle Michele direttore generale Confindustria Emilia commerciale di Teleimpianti. Da oltre 45 strutture produttive. In anni Teleimpianti progetta e realizza sistemi particolare, gli investidi sicurezza, soluzioni per le comunicazioni menti si concentreranaziendali ed impianti di building manage- no sul miglioramento ment system. L’intera filiera è supportata da delle strutture a servizio una struttura ingegneristica interna che ga- dei dipendenti: ampliarantisce l’utilizzo delle migliori tecnologie e mento degli spogliatoi, un eccellente servizio di assistenza post-ven- un nuovo parcheggio e dita. Anche durante la pandemia, Teleim- una nuova costruzione pianti si è impegnata a realizzare soluzioni che ospiterà la mensa utili a semplificare la continuità lavorativa e spazi comuni. Invenei luoghi di lavoro. Ne sono un esempio i stimenti che hanno l’oterminali funzionali alla lettura automatica biettivo non solo di audel Green Pass che, una volta terminata l’e- mentare la capacità, ma

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X2 SOLUTIONS, LA “SOLUZIONE GIUSTA” DA 10 ANNI

Dieci anni possono sembrare un attimo, ma anche infiniti se sono carichi di esperienze, impegno e grandi sforzi, in un decennio che ha visto una delle più difficili crisi economiche, il terremoto e la pandemia. Per questo “una festa, anche se non in grande stile, era necessaria: per celebrare un traguardo molto significativo con tutti i dipendenti e collaboratori”, spiegano Vittorio Bosi, Emanuele De Risio, Stefania Molinari, e Davide Veroni, soci di X2 Solutions, realtà da due lustri attiva nel campo della costruzione di macchinari per la depurazione delle acque reflue, sia civili che industriali. La festa si è tenuta lo scorso 28 ottobre, data ufficiale della nascita dell’azienda nel 2011 a Mirandola, in provincia di Modena, un modo per testimoniare un bilancio positivo e trovare ulteriore energia per proseguire. “Il nostro motto è da sempre ‘X2 Solutions vende soluzioni, non semplici macchine’. Da qui nascono anche la nostra visione e i nostri obiettivi per il futuro: essere sempre di più un punto di riferimento nel mercato della depurazione, attraverso lo sviluppo continuo di soluzioni che rendano sempre più basso l’impatto ambientale e più alta la qualità degli scarichi. Questa è per noi la prossima sfida che siamo sicuri riusciremo a vincere”. Se l’anno di nascita di X2 Solutions è il 2011, in realtà l’azienda prende vita da un’idea che era da un po’ nella mente dei soci, resisi conto di come il mercato richiedesse sempre più professionalità e soluzioni ai problemi e non semplici macchinari. “La nostra filosofia è sempre stata quella di supportare i clienti durante la fase di progettazione, con analisi tecniche fatte specificatamente per la loro applicazione, customizzando i macchinari in base alle esigenze e non viceversa”, ricordano i soci. “Per farlo, è necessario supportare il cliente non solo nella fase prevendita, ma anche post-vendita, in modo da rendere, attraverso i feedback, il macchinario il più flessibile e idoneo possibile alle applicazioni anche future”. Per le industrie, la società non si limita alla produzione di mac-

chinari da installare nei depuratori, ma propone anche impianti completi, siano essi di tipo tradizionale o compatto, oltre a una serie di macchinari che possono trovare applicazione anche nel processo produttivo. Inoltre, i servizi offerti spaziano dalla gestione degli impianti alla semplice consulenza per visionare l’ottimizzazione del depuratore. All’inizio dell’attività, l’impresa mirandolese si è rivolta soprattutto al mercato estero, dove ha trovato contatti e clienti che hanno creduto in quella visione e le hanno permesso di crescere. “Solo qualche anno dopo, una volta consolidato il mercato estero, abbiamo cominciato a gettare le basi della costruzione di una rete agenti, per poterci muovere anche su tutto il territorio nazionale”, proseguono i soci dell’azienda. “Nonostante siamo una realtà giovane, siamo riusciti ad aumentare la nostra presenza molto rapidamente in modo capillare, ottenendo la fiducia di una clientela che va dalla provincia ai continenti più lontani. Ora siamo presenti in tutto il mondo”. Non sono mancati i problemi, ma nemmeno le soddisfazioni. “Una tra le tante che ci ha resi davvero orgogliosi è stata la partecipazione a un importante progetto europeo, che ci ha visti impegnati in prima linea nell’ambito della progettazione e costruzione di un nuovo macchinario: la presso-coclea elettrosmotica per la disidratazione dei fanghi. Questo macchinario, fondamentale per la disidratazione dei fanghi e dotato di una tecnologia innovativa e brevettata, ad ora vede l’ultimo dei suoi prototipi installato presso un impianto di depurazione nel Nord Italia, dove si stanno effettuando diversi test, prima di poter finalmente lanciare definitivamente sul mercato il macchinario definitivo”. Gli ultimi due anni meritano un discorso a parte, perché, come moltissime altre aziende nel mondo, gli effetti del Covid-19 si sono fatti sentire, e le difficoltà da affrontare sono state molte. “Dopo la chiusura forzata, dovuta alla pandemia mondiale e al lockdown del 2020, siamo ripartiti con grande energia, non fermando mai la produzione e ottenendo risultati confortanti. Il punto dolente dell’attuale momento riguarda l’instabilità dei prezzi che si sta vivendo, che ha determinato anche per noi un aumento importante dei costi e dei tempi di approvvigionamento della materia prima. La situazione è comunque positiva, perché non manca il lavoro, che anzi è in crescita rispetto al 2020, ma la situazione globale ha influito negativamente sui tempi di evasione delle commesse e sulla loro marginalità”, concludono i soci di X2 Solutions.

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ne di energia elettrica è resa possibile grazie all’impianto fotovoltaico installato presso lo stabilimento bolognese che ha una potenza complessiva installata di 702 kW. I 2.365 pannelli che lo compongono, e che attualmente rivestono 3.882 metri quadri, sono stati installati contestualmente alla completa ristrutturazione del tetto dell’intera area produttiva. A livello di estensione e potenza l'impianto è il terzo per grandezza tra quelli presenti nel bolognese. “La nostra azienda è guidata da principi e valori che mettono al centro il lavoratore, il suo benessere e la sua crescita interna. Per Toyota benessere è prima di tutto occuparsi con rigore e costanza della salute e sicurezza sul posto di lavoro perseguendo la cultura della prevenzione e puntando sulla capillare formazione di ogni dipendente”, dichiara Michele Di Iorio, direttore generale di TMHMI.

GRANDE SUCCESSO DI URSA ITALIA AL SAIE DI BARI Dopo oltre un anno di stand-by da parte degli eventi fieristici in presenza a causa della pandemia, “Isola Ursa”, il progetto divulgativo di Ursa Italia, ha scelto Bari per ripartire, dal 7 al 9 ottobre scorsi presso la Nuova Fiera del Levante, dove ha confermato il suo successo. Questo progetto dedicato alla sostenibilità ambientale viene promosso, edizione dopo edizione, da ormai quattro anni da Ursa Italia, azienda di primo piano nel campo dell’isolamento termico ed acustico che ha lo stabilimento a Bondeno, in provincia di Ferrara. Le tre giornate di Fiera Saie, che hanno registrato un’affluenza di 18.672 visitatori e un nutrito numero di convegni, ben 107, hanno visto susseguirsi a “Isola Ursa” una serie di appuntamenti dedicati alle nuove generazioni e ai professionisti, per portare nella Fiera di riferimento del Mezzogiorno il binomio tra sostenibilità ambientale e progettazione di nuovi edifici e gestione efficiente del costruito. A confermarlo sono i risultati: sono stati oltre 1.500 gli studenti che, tra partecipazione in presenza e collegamento streaming dagli istituti superiori di tutta Italia, hanno preso parte ai sei convegni a loro dedicati, che hanno

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ospitato referenti di Casa Clima, di Slow Food Young Network, docenti universitari, ricercatori e uno scienziato dell’Agenzia spaziale italiana. È un riscontro dell’attenzione delle nuove generazioni che gratifica molto, soprattutto se si considera che, tra i tanti eventi formativi organizzati nel contesto della Fiera Saie di Bari, Isola Ursa è stato l’unico progetto che prevedeva incontri dedicati agli studenti. A premiare tale attenzione verso i giovani, anche una lettera che il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha inviato ai partecipanti all’iniziativa, dove descrive quest’ultima come “espressione di un modello di comunità educante, aperta e dialogante, che favorisce il confronto e la partecipazione delle giovani generazioni per contribuire attivamente e responsabilmente allo sviluppo del nostro paese ispirato ad un futuro umanamente sostenibile”. Altrettanto di successo i tre convegni pomeridiani dedicati ai progettisti, che hanno visto la collaborazione dei tre ordini professionali di riferimento, Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati, Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Bari e Ordine degli ingegneri di Bari: partnership che fotografano l’attuale dimensione formativa e lo spessore tecnico del ciclo di convegni. Tra le iscrizioni in presenza e quelle in streaming, oltre 4.000 i riscontri da parte dei professionisti, suddivisi nelle tre giornate, ed esaurimento dei posti disponibili in Fiera. “È importante cominciare a fare cultura in merito alla sostenibilità già a scuola ed educare al corretto isolamento; questo serve come insegnamento per le future generazioni di progettisti e per

coloro che lo sono già. L’energia rinnovabile più importante è quella risparmiata e non sprecata; isolare significa fare saving di energia, trattenerla e non disperderla, e questo è il primo passo per aiutare la nostra terra. Isolare infatti non è importante solo per migliorare il comfort abitativo, ma proprio per migliorare il modo in cui ci misuriamo con l’ambiente che ci circonda e rispettarlo, assicurandoci un mondo migliore”, commenta Antonio Tenace, direttore generale di Ursa Italia, azienda promotrice e sostenitrice di Isola Ursa. Soddisfazione anche per Pasquale D’Andria, membro del Comitato Scientifico di Isola Ursa che, esprimendo un ringraziamento verso chi si è inserito in questo dialogo di sostenibilità iniziato ormai quattro anni fa, è già alle prese con i prossimi appuntamenti di Isola Ursa.

VIS HYDRAULICS SBARCA NEGLI STATI UNITI Continua la straordinaria crescita di Vis Hydraulics, l’azienda di Pavullo, in provincia di Modena, che produce valvole oleodinamiche riconosciute d’eccellenza dal mercato internazionale, cuore della sua attività. Nei mesi scorsi, infatti, è nata Vis North America Inc. con sede a Chicago, Illinois, la prima sede negli Stati Uniti. “Al mercato del Nord America, in particolare degli Stati Uniti, abbiamo sempre guardato con attenzione, incrementando costantemente negli anni il


Venturelli, “porta in azienda oltre 33 anni di esperienza nel mercato dell’oleodinamica. Negli ultimi 23 anni ha lavorato alla Deltrol Fluid Products come direttore vendite e marketing. Ha trascorso sei settimane in una “full immersion” in Vis, toccando sia gli aspetti legati al business che alla nostra cultura aziendale, definita dai collaboratori di Vis nel quartier generale di Pavullo come ‘Visness’”. Cresce dunque la famiglia di Vis Hydraulics con lo sguardo rivolto sempre più verso orizzonti internazionali, ma con il cuore ben ancorato al territorio locale.

Rick Guidish, presidente di Vis Hydraulics North America, e Adamo Venturelli, CEO di Vis Hydraulics

livello di servizio verso i nostri clienti d’Oltreoceano, tra i più importanti ed esigenti a livello internazionale”, dichiara con orgoglio Adamo Venturelli, CEO dell’azienda. “Con la crescita così marcata che Vis Hydraulics ha conosciuto nella sua breve storia, abbiamo di recente festeggiato i 12 anni di attività assumendo il quattrocentesimo dipendente, la nostra strategia è quindi quella di trasferire la nostra esperienza e cultura aziendale nel mercato dell’oleodinamica più importante del mondo, con lo scopo di espandere il business e aumentare il nostro impatto in questo settore”. Da qui la volontà di espandersi, per quest’azienda giovane e intraprendente, che ha affrontato sfide impegnative fin dal suo esordio: fondata nel 2009, col tempo si è affermata per poi decollare negli anni successivi. “Il primo obiettivo di Vis Hydraulics North America”, continua il CEO Venturelli, “è quello di essere un partner affidabile che possa contribuire alla crescita dei nostri clienti americani, e avere dunque un impatto positivo per il loro successo, favorendo il progresso del settore dell’oleodinamica. Puntiamo dunque a rinforzare la collaborazione con i nostri attuali clienti americani e a guadagnare la fiducia di nuovi che stanno mostrando interesse verso i nostri prodotti e la nostra cultura aziendale”. A guidare la consociata Vis Hydraulics North America sarà Rick Guidish, con il ruolo di presidente. “Rick”, sottolinea ancora Adamo

PARTNERSHIP CON LA SLOVENA INNTE PER VSYSTEM E GRUPPO VECA Si amplia l’orizzonte delle collaborazioni e dei mercati in cui Vsystem e il Gruppo Veca, entrambe realtà in provincia di Modena, operano grazie alla partnership con InnTe, Innovation Technologies, azienda slovena specializzata nello sviluppo di soluzioni per il trattamento delle acque. La tecnologia innovativa proposta da Kinetic Reactor risponde alle sempre più pressanti esigenze di gestione efficace delle risorse idriche che, a causa della crisi climatica, sono vieppiù strategiche per scarsità e imprevedibilità delle precipitazioni. In questo contesto, un sistema multifunzionale di trattamento delle acque, che utilizzi il flusso esistente per operare in modo efficace, senza uso di prodotti chimici, può fare la differenza sotto il profilo ecologico, economico e funzionale. La Tecnologia Kinetic Reactor, infatti, sviluppata in sei anni di Ricerca e Sviluppo, si basa su un sistema brevettato di areazione del flusso idrico, che rappresenta una vera rivoluzione per il comparto della depurazione delle acque per uso alimentare, civile, ma anche per applicazioni industriali e farmaceutiche. Vsystem è parte del progetto in virtù della qua-

lità delle lavorazioni hi-tech che mette a disposizione per i suoi clienti, con la sua specializzazione in idroformatura, saldatura e piegatura tubo. In particolare, il progetto Kinetic è stato seguito da Vsystem in ogni aspetto, dalla progettazione CAD al taglio laser, dalla saldatura, alle finiture superficiali, al montaggio, per chiudere con un ruolo inusuale ma sfidante, come la progettazione del packaging di prodotto. “Lavorare in nuovi mercati per Vsystem è motivo di stimolo e crescita costante”, dichiara l’amministratore delegato dell’azienda modenese Silvia Gaiani, “se si tratta poi di aziende con cui condividiamo l’idea di innovazione, visione all’avanguardia e fiducia, come nel caso di Kinetic-Reactor, il rapporto cliente fornitore si trasforma in una vera e propria partnership condivisa in obiettivi strategici e tecnologici”. “La nostra tecnologia porterà una rivoluzione nel mondo della gestione delle risorse idriche”, commenta Srecko Cadonic, CEO di InnTe. “Vsystem è il partner giusto per una sfida del genere. Credibilità, fiducia reciproca e abitudine a lavorare nei mercati più sfidanti, come il motorsport, sono credenziali di indiscussa qualità”. Vsystem è specializzata nella realizzazione di manufatti ottenuti per deformazione plastica e saldatura, nella costruzione di elementi di geometrie complesse, tolleranze ristrette e materiali esotici, come leghe di titanio, nichel, acciai speciali e inossidabili, nella curvatura di tubi a parete sottile. Nata nel 2013, come consociata del Gruppo Veca di Soliera, in pochi anni ha bruciato le tappe, conquistando la fiducia di importanti team del motorsport italiano ed europeo, tra F1, Nascar, Indycar ed Endurance.

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ICT, motore per l’innovazione

rubrica a cura di ReteICT

Perché oggi è necessario un ERP di ultima generazione che dialoga anche con gli impianti Quello che contraddistingue un ERP di ultima generazione è il livello di controllo e integrazione dei processi aziendali e di tutte le fonti che producono e ricevono dati, compresi gli impianti produttivi. La differenza tra un software di gestione aziendale L’ERP è quindi un sistema profondamente integrato con l’organizzazione dell’azienda, e proprio per questo il suo ciclo di vita è molto più lungo e un ERP Mentre un software cosiddetto “gestionale” tende soprattutto a raccogliere e consuntivare informazioni nelle diverse aree di gestione (amministrazione, produzione, ecc.), un ERP è invece parte integrante dei flussi informativi e organizzativi dell’azienda: li controlla, li gestisce e propone anche cosa fare e quando è consigliabile eseguire certe attività. Un ERP è in grado, ad esempio, di proporre cosa e quando acquistare, da quali fornitori, e cosa e quando lanciare la produzione di un articolo, prodotto o semilavorato. Per poter raggiungere questo obiettivo l’ERP utilizza molte più informazioni: non solo, ad es., la distinta base, ossia quali lavorazioni, componenti o materie prime sono necessari per produrre un articolo, ma anche quali le giacenze dei magazzini lungo l’arco temporale, quali le persone e le attrezzature disponibili in azienda o presso i fornitori, quali i costi o i tempi di approvvigionamento (tempi totali di produzione o acquisto), ecc. Un'ulteriore elemento che caratterizza gli ERP di ultima generazione sta nella capacità di offrire contemporaneamente sia un’ampia configurabilità per adattarsi all’organizzazione di ogni tipologia d’impresa, utile quando l’azienda è già bene organizzata, sia una struttura che già contiene al suo interno “best practice” e modelli organizzativi ottimizzati anche con il contributo dei migliori clienti, modelli che si rivelano utili soprattutto quando l’azienda deve innovare la propria organizzazione. Gli elementi che principalmente distinguono un software ERP da un gestionale sono quindi 3: 1. massima integrazione delle funzioni in tutti i reparti, per utilizzare al meglio i dati raccolti e proporre o pianificare attività e ordini; 2. controllo attivo dei processi aziendali anche tramite work-flow 3. capacità di raccogliere ed elaborare, tramite strumenti di data mining e business intelligence integrati, tutti i dati che, sintetizzati in un unico cruscotto, consentono di monitorare l’andamento di tutta l’azienda.

Questi elementi consentono non solo di incrementare la velocità delle decisioni e l’efficienza di tutto il sistema, ma anche di garantire la qualità dei processi e, se necessario, anche la loro certificabilità.

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rispetto a quello di un gestionale e ha un impatto significativo sul suo processo evolutivo.

L’ERP più adatto per la propria organizzazione

L’introduzione di un ERP in azienda è in genere un momento molto importante perché coinvolge contemporaneamente tutti i reparti aziendali. La scelta della soluzione più adeguata è quindi un processo decisionale che richiede una analisi strategica approfondita, un percorso che parte in genere con l’individuazione degli obiettivi di business e con la mappatura dei flussi informativi, e che ruota attorno a 4 criteri: 1) Copertura funzionale, 2) Tecnologia, 3) TCO (Total Cost of Ownership), 4) Capacità evolutiva del software.

1. Copertura funzionale

Il primo passo nel processo di analisi di un ERP è la verifica delle funzionalità richieste, ossia della copertura funzionale, e deve quindi considerare 3 aspetti: A) Mappatura dei processi, B) Completezza della soluzione, C) Configurabilità e Flessibilità 1.A. Mappatura dei processi Per poter verificare se una soluzione ERP copre tutte le funzioni è innanzitutto necessaria una preventiva mappatura dei processi organizzativi e delle esigenze di evoluzione degli stessi. Il grado di approfondimento di questa mappatura dipende ovviamente dalle dimensioni e dalla complessità aziendale, ma in generale è soprattutto importante individuare quali sono gli elementi più specifici e più critici che ne caratterizzano l’organizzazione. 1.B. Completezza della soluzione La seconda fase consiste nel verificare se e quanto le funzionalità standard dell’ERP coprono i flussi organizzativi e le attuali esigenze di business. Dalla precedente mappatura dei processi si può comprendere quali sono i moduli software che devono essere presenti al primo “go live” e quali invece potranno eventualmente essere implementati in un secondo tempo. In quest’ottica è preferibile un ERP scalabile e modulare, composto cioè da moduli completamente integrati fra loro ma anche in grado di lavorare in modo indipendente e di essere installati in momenti successivi, secondo un piano di crescita graduale. È evidente che se fino a qualche anno fa poteva essere sufficiente un ERP che gestiva tutti i processi informativi, sia interni che esterni, oggi è invece molto spesso necessario un ERP che sia in grado di dialogare direttamente anche con gli impianti produttivi, in ottica Industry 4.0. La pianificazione e schedulazione dei lavori, il controllo in tempo reale di macchine e risorse umane, e un sistema di comunicazione bidirezionale multi-canale, con la possibilità di utilizzare tutte le più recenti tecnologie che raccolgono ed elaborano in-


formazioni e big data, sono oramai fattori imprescindibili per poter evolvere la propria azienda. 1.C. Configurabilità e flessibilità dei processi di business La configurabilità del software ERP è quell’elemento che in molti casi ne determina la flessibilità e consente di arrivare a coprire il 100% delle esigenze aziendali. Nel caso in cui la soluzione ERP sia già sufficientemente completa è utile tenere conto che le esigenze di business e i relativi flussi informativi possono cambiare nel corso della vita dell’azienda. In quest’ottica è quindi sempre preferibile un ERP che non solo sia altamente configurabile, ma che riesca già a supportare un variegato tipo di organizzazioni, come ad esempio soddisfare le esigenze gestionali di imprese che operano nei più diffusi ma differenti settori di business, industriali o commerciali.

di difficile calcolo, se non addirittura di definizione, il TCO può invece rappresentare un parametro utile di confronto tra diversi progetti o soluzioni, anche perché comprende quasi sempre le stesse tipologie di costi: licenze, canoni di manutenzione, fasi di configurazione, migrazione dati, test, avviamento, formazione, assistenza, ecc., ma con dimensioni e possibilità di spalmatura su un arco temporale più ampio. La somma di questi costi (TCO) risulta infatti in genere inferiore a quella che si avrebbe continuando a utilizzare software non integrati, non propositivi, funzionalmente e tecnologicamente non aggiornati, probabilmente su piattaforme differenti (e quindi con costi di hardware e software di base ridondanti), non dialoganti con la propria filiera produttiva e commerciale, e la cui capacità evolutiva è limitata nello spazio e nel tempo.

2. Tecnologia

Molti ERP sono stati a suo tempo sviluppati per le organizzazioni delle grandi imprese, quindi con concetti di flussi a volte monolitici, poco inclini ad essere adattati a realtà più flessibili e dinamiche come quelle caratteristiche del tessuto imprenditoriale italiano, composto invece per lo più da imprese di medie e piccole dimensioni. Per la maggior parte delle realtà italiane questi tipi di sistemi, oltre che costosi, non si rivelano né economici né efficienti, sia per i costi vivi, sia a causa di una eccessiva complessità delle procedure. In altri casi, all’opposto, alcuni ERP sono stati sviluppati “ex novo” sulla base delle specifiche esigenze di una sola tipologia di azienda, con conseguente buona integrazione e copertura dei flussi. La forte specializzazione, al di là delle considerazioni sui costi di sviluppo, generalmente molto elevati, rappresenta certamente un vantaggio, ma diventa allo stesso tempo anche un limite per l’evoluzione del prodotto e per il suo adattamento in tempi rapidi alle nuove tecnologie. Negli ultimi tempi la recente iperbolica evoluzione delle tecnologie dell’ICT (Information & Comunication Technology), e in particolare di quelle legate a internet, con la parallela proliferazione di dispositivi che consentono di essere collegati in tempo reale, sta giocando un ruolo importante anche nella scelta di un ERP. Alcuni sistemi si sono infatti evoluti più in fretta di altri e riescono a utilizzare in pieno tutto quanto è disponibile a livello tecnologico, consentendo un’interazione con l’azienda che non ha più confini né locali né temporali. Sono quindi nati i cosiddetti ERP di ultima generazione (o “Extended ERP”, o “ERP2”), che consentono al software centrale dell’impresa di dialogare in modo semplice e immediato con tutta la filiera produttiva e commerciale, partendo quindi dalle macchine e dagli impianti produttivi fino ad arrivare a clienti, agenti, tecnici, fornitori, filiali, ecc. Questo dialogo può avvenire nei modi più convenienti per le diverse situazioni, utilizzando quindi i vari dispositivi “mobile” o di rilevamento attività (IOT, convertitori, ecc.), oppure facendo interagire direttamente i diversi software. Tra gli ulteriori vantaggi oggi disponibili è importante anche verificare la disponibilità del software in Cloud o SAAS (Software As A Service), ossia la possibilità di utilizzare il prodotto ERP senza dover necessariamente sopportare anche i costi e l’impegno di un CED (Centro Elaborazione Dati) proprietario interno all’azienda.

3. ROI e TCO (Total Cost of Ownership)

Poiché il ciclo di vita di un sistema ERP rappresenta un investimento a medio-lungo termine, l’impegno per la sua scelta e la sua introduzione in azienda è superiore a quello di un semplice gestionale. Più che il ROI dell’investimento, che nella maggior parte dei casi risulta

4. Capacità evolutiva del prodotto

Tra i criteri di scelta di un ERP, oltre alla copertura funzionale, all’aggiornamento tecnologico, e al TCO, è importante non trascurare anche la potenzialità evolutiva del prodotto, visto che l’investimento generalmente copre un periodo superiore ai 10 anni. È quindi importante verificare la storia, la strategia e la capacità di investimento in ricerca e sviluppo da parte del fornitore. Dimensioni della società produttrice, internazionalità e notorietà del marchio non sono purtroppo sufficienti per garantire né la continuità del progetto né la sua migliore evoluzione; a volte il software viene considerato dalle multinazionali come una semplice linea di business, quindi eventualmente cedibile al miglior offerente, o comunque sono le pure logiche di profitto a prevalere sulla visione di sviluppo a medio termine del prodotto; a volter l’acquisizione della società produttrice dell’ERP da parte di un’altra azienda comporta l’inesorabile fine dell’evoluzione del prodotto originale e la sua sostituzione progressiva con quello dell’azienda acquirente. La capacità evolutiva deve quindi essere vagliata verificando anche questi aspetti, e soprattutto che il fornitore abbia come mission il futuro del proprio prodotto, quindi dell’investimento aziendale, e questo può essere fatto sulla base di 4 elementi storici: A) storia di evoluzione funzionale e tecnologica del prodotto, B) storia della compagine sociale, C) solidità aziendale, D) percentuale degli investimenti destinati alla ricerca e sviluppo.

Ing. Stefano Frascari Centro Software srl – www.centrosoftware.com Immagini di proprietà Centro Software

ReteICT è una associazione di imprese del settore ICT promossa da Confindustria Emilia

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La celebrazione della decima edizione del Premio Paolo Mascagni è stata l’occasione per confermare l’importanza del portare all’attenzione di tutti l’attività delle aziende del territorio

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i nuovo tutti insieme per celebrare l’ennesima edizione del Premio Paolo Mascagni “Imprese che crescono”, il decimo anno per la precisione, ma con l’emozione della prima volta. Sarà stata l’importanza dell’anniversario (dieci anni sono un bel traguardo), ma forse anche il rivedersi finalmente di persona, dopo le rinunce dovute alla pandemia nel 2020. Il clima è quello degli appuntamenti lieti, con la sala gremita nel pieno rispetto delle normative anti-Covid. Sul palco Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia, Michele Brambilla, direttore di QN-Quotidiano Nazionale e il Resto del Carlino, e Marta Bertolaso, professoressa di Filosofia della Scienza e Sviluppo Umano presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, co-founder di Venture Thinking. In platea i rappresentanti delle 32 imprese coinvolte nell’edizione 2021 e quelli delle aziende vincitrici degli anni precedenti. A moderare l’evento Valerio Baroncini, vicedirettore de il Resto del Carlino. Palpabile la curiosità e l’attesa per la dichiarazione del vincitore di quest’anno, svelata nel corso della cerimonia. A conquistare la decima edizione inserendo il proprio nome nell’albo d’oro è Opocrin, azienda nata nel 1964 a Formigine, in provincia di Modena, specializzata nella ricerca in natura di principi attivi farmaceutici per l’impiego umano al fine di isolarli e renderli poi disponibili sul mercato con la migliore e più sicura tecnologia individuando così farmaci innovativi con elevato aggiunto terapeutico. A consegnare il Premio nelle mani di Federico Saetti, amministratore delegato

dell’azienda, l’architetto Elena Zacchiroli Mascagni, assieme al presidente Caiumi e al direttore Brambilla. Gli applausi sono per tutte le imprese che, una alla volta, ricevono il riconoscimento per la loro partecipazione al Premio Mascagni 2021. E la presenza anche delle aziende vincitrici degli anni precedenti, dal 2012 al 2020, con Faac, Reglass, Nutraceutica, Elettrostamperie Poppi, Easysnap Technology, Meccanica Vecchiatti, Sit - Società Italiana Tecnospazzole, Pelliconi, Vis Hydraulics e Casoni Fabbricazione Liquori, rende ancora più evidente l’importanza del decennale. Il Premio Mascagni ha un valore riconosciuto collettivamente, che Confindustria Emilia e il Resto del Carlino hanno coltivato, in partnership, anno dopo anno in questi due lustri. Certamente per il ricordo di una per-

sona di valore, come ha sottolineato Caiumi: “È stato importante intitolare questo premio all’imprenditore Paolo Mascagni, che ci ha lasciati, ma rimane un esempio, perché le sue motivazioni, il suo coraggio e la sua volontà di portare avanti l’impresa non hanno mai rallentato. Confindustria Emilia vuole ricordare, con questa iniziativa, che siamo qui anche per lui”. Ma non solo, questo progetto, inusuale nel panorama del giornalismo locale, che ha portato sulle pagine del quotidiano più letto della regione quasi 400 aziende in questi dieci anni, dimostra che si può fare informazione con ciò che sul territorio si sa fare bene, cioè impresa. Come spiega Baroncini, dando il via all’evento: “Per Confindustria Emilia e per il Carlino l’idea di lavorare sul territorio e di poterlo raccontare al suo me-

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glio è uno dei valori fondanti, per questo ringraziamo voi che siete protagonisti di questa avventura con le vostre storie”. E anche il direttore Brambilla: “L’importanza del territorio spiega il legame costruito con il nostro giornale. Che è uno strumento proprio per raccontare la realtà che ci circonda e cercare di interpretarla. Collaborando con Confindustria Emilia a questa iniziativa, noi riusciamo a capire un po’ meglio chi sono i nostri lettori e come è fatto il territorio in cui siamo immersi”. “D’altra parte”, continua Brambilla, “devo dire che sono sempre colpito, alla fine della stagione, nel rileggere le interviste del Mascagni. Perché da ognuna si coglie come chi fa l’imprenditore sia davvero animato dal desiderio di lasciare qualcosa che serva a tutti e che la finalità primaria non sia il guadagno. Controllate. Ci sono imprese che magari portano avanti da generazioni lo stesso prodotto ma che si sono innovate, altre che si sono modificate perché era cambiato il mondo, altre ancora che, di fronte al Covid, hanno usato la ricerca, l’innovazione per contribuire a vincere la battaglia. Certo, un’azienda deve essere in utile, ma mai come con questi esempi appare vera la frase che mi disse un amico imprenditore ‘di solito si pensa che l’impresa sia un soggetto economico che ha una finalità sociale, invece è un soggetto sociale che ha una finalità economica’”. Anche il presidente Caiumi ricorda come sia un piacere tornare a rivedersi di persona. “È stato un periodo difficile, ma il Premio Mascagni non si è mai fermato, nemmeno nel momento più pesante del Covid”, aggiunge Caiumi. “Proprio perché molti di noi imprenditori non operano solo qui, e comunque conoscono altre realtà, sanno che eccellenza riesca a offrire questo territorio. È frutto dell’impegno degli imprenditori, ma passa per tutti i lavoratori, tutti coloro che qui vivono, tutta la comunità: è lavorando tutti insieme che si riescono a ottenere i risultati che ci vengono riconosciuti. L’intenzione di Confindustria Emilia, con il premio Mascagni, era di trovare dei fattori motivanti per condividere conoscenze e competenze. Questi dieci anni sono stati una grande opportunità e ogni anno è stato un passo in avanti, raccogliendo le vostre storie per vederle pubblicate, a disposizione di tutti. L’Associazione è qui anche per mettere in luce chi sono i nostri colleghi e renderli visibili”.

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premio mascagni MARTA BERTOLASO: “LE CRISI NON SONO UN PROBLEMA SE METTIAMO AL CENTRO L’ESSERE UMANO” “Partiamo da cosa significa fare impresa oggi e quali sono le dinamiche che ci vedono coinvolti. Siamo in un mondo che ci parla di progresso che, però, ha creato nell’epoca contemporanea molte inquietudini, soprattutto dettate dall’esigenza della performance, fare di più e più in fretta. Inoltre, le tecnologie, soprattutto quelle legate all’intelligenza artificiale, in modo molto pervasivo hanno cambiato i riferimenti strutturali della nostra vita, dalle relazioni tra di noi ai modi con cui gestiamo le imprese, alla comunicazione all’interno dell’azienda o con il territorio. Ricordate? Solo un anno e mezzo fa, la crisi in cui eravamo immersi si chiamava ‘transizione digitale’ e, solo 15 anni fa, questo concetto era, banalmente, trasferire il cartaceo su supporto informatico. Poi, la pandemia ha reso obsoleto anche solo usare la parola ‘transizione’, perché ci ha catapultati nel digitale, che è diventato parte della nostra vita quotidiana. Il focus della crisi si è quindi spostato sulla questione dell’incertezza, sul senso di instabilità, e ci si è domandati se la tecnologia potesse essere la risposta a questa crisi, oltre evidentemente alla medicina e alla scienza. Trasversalmente a questo, credo che tutti condividiamo un senso di ansia, difficile anche solo da decodificare. Questa sensazione è ciò che di più umano ci potesse accadere, vista l’eccezionalità della situazione. Solo un dato: prima della pandemia lavoravano da casa, in modo abituale, circa 500 mila persone, e le proiezioni erano di una crescita di 19 mila unità all’anno, per arrivare nel 2388 a circa otto milioni. Questa cifra è stata raggiunta nel 2020, durante il primo lockdown. Questa pandemia globale ha accelerato di 400 anni un processo per cui tutte le nostre stime sono risultate completamente inadeguate. Di fronte a scenari di questo tipo, noi abbiamo tutto il diritto di sentirci ansiosi e di interrogarci in quale mondo stiamo vivendo, perché la sensazione di essere finiti dentro a un ‘metaverso’, un’espressione che ormai è molto familiare, è abbastanza comune. Adesso, altrettanto umano sarà comprenderne le ragioni e trovare, in modo molto più consapevole, delle vie d’uscita. La domanda di partenza è, quindi, in che mondo siamo? Mario Rasetti, esperto di intelligenza artificiale di fama internazionale, parla di ‘connettoma’ e spiega che il genere umano, al momento, sta generando 10 mila miliardi di gigabyte all’anno, con un tempo di raddoppio (la produzione della quantità di informazione che abbiamo generato in tutta la storia dell’umanità) che al momento è di un anno ma è destinata a ridursi sempre di più. Questo vuol dire che tutti noi, che ne siamo consapevoli o meno, viviamo in una realtà di questo tipo, che è assolutamente connessa e che nella sua connessione e connettività cambia il nostro percepito in tutte le accezioni: dal punto di vista esistenziale, valoriale, relazionale, economico, d’azione. Il nostro mondo è già, e lo sarà sempre di più, fortemente mediato dallo scenario tecnologico. Di fronte a queste prospettive, di cambiamento e di imprevedibilità, è normale essere ansiosi. Ma come si fa a essere preparati agli scenari

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futuri? La risposta è che non si può prevedere il futuro, ma si può essere motivati ad affrontarlo. Le sfide sono tali che difficilmente riusciremo ad anticipare tutti gli scenari, ma quello che è importante, soprattutto a livello d’impresa, di comunicazione aziendale, di logica d’impresa, è la motivazione: aggregare rapidamente in modo efficace le persone intorno a degli obiettivi. A valle delle ansie, quello con cui tutti ci siamo dovuti confrontare sono le solitudini. Non parlo solo di ciò che abbiamo sperimentato con la quarantena, ma la solitudine dei manager, degli imprenditori che, all’improvviso, non sanno con chi confrontarsi, a chi fare domande e a chi chiedere risposte, mentre, d’altra parte, si chiede loro di dare risposte. Insieme a questo c’è il fenomeno che io chiamo ‘dematerializzazione delle relazioni’, qualcosa di diverso da ansia e solitudine: mentre queste ultime sono un dato di fatto, la dematerializzazione delle relazioni è un rischio e, in quanto tale, un fenomeno che possiamo non solo contrastare ma addirittura cavalcare, per fare business, inteso in senso sociale, umano, valoriale, di comunicazione. Dobbiamo dare vita a un patto sociale attraverso la ricostruzione delle relazioni, e non cedere alla facile scusa di ricorrere alle tecnologie o a situazioni che sfibrano le relazioni, invece di rafforzarle. Dobbiamo ripartire dalle persone, ma in uno scenario che non sarà quello precedente. Prima pensavamo alle persone in termini di task che devono portare risultati. Sempre di più, occorre avere presente che i dipendenti sono anche attori, stakeholder, primi interlocutori di chi dirige l’azienda. Durante il lockdown abbiamo avuto esperienze molto particolari: i CEO si sono trovati a parlare e a confrontarsi con dipendenti di cui non conoscevano nemmeno l’esistenza, e sono stati improvvisamente esposti e raggiungibili da parte di tutti. Questo, in moltissime aziende, ha generato una cosa sorprendente, una consapevolezza dell’identità d’im-


Marta Bertolaso, docente di Filosofia della Scienza e Sviluppo Umano presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma e professore aggiunto all’Università di Bergen (Norvegia) presa, dell’obiettivo comune, dell’accettare la sfida, anche dove questo implicasse delle rinunce, che ha creato un nuovo esempio su cui, per certi versi, ci si interroga per verificare come dare continuità a un fenomeno che si è rivelato in fondo positivo. Infatti, quante frustrazioni nelle relazioni, non solo aziendali ma anche personali, sono frutto del fatto che vi sono persone che non rispondono alle aspettative. Ma questi, ormai, sono meccanismi vecchi. Adesso, dobbiamo imparare a seguire, invece, le logiche degli ecosistemi, le logiche di flusso, a gestire le dinamiche. Questa è la sfida che, credo, ci aspetti tutti. Quindi serve una ‘leadership trasformativa’: c’è bisogno di ripensare all’azienda, all’attività d’impresa e umana come un’impresa, in primo luogo e in prima battuta, sociale, cioè capace di generare sul territorio e a livello globale nuove dinamiche e nuove risorse, nuove energie per il patto sociale. Dobbiamo rimettere insieme i pezzi, e questo significa rimettere insieme le persone, rafforzare quello che si è sfibrato, sia dietro alle logiche della transizione digitale malintese sia dietro alle dinamiche pandemiche. Perché non torneremo indietro, questo è stato solo un giro di prova; le logiche pandemiche e la gestione dell’ansia conseguente diventeranno parte del nostro business quotidiano, parte delle nostre competenze. Ma questo non vuol dire che non si può controllare e gestire, però occorre uscire dalla logica di leadership funzionale: il CEO del prossimo futuro non sarà qualcuno più capace degli altri rispetto a task specifici, ma sarà qualcuno che sa mettere le persone in relazione, che sa essere leader nel senso della motivazione e della comprensione delle dinamiche di flusso nelle diverse accezioni, di informazione, di economia, del valore e dei valori. Capace di intercettare la domanda e di tradurla restituendola come consapevolezza di una partita e di una sfida che ci accomuna, perché nessuno può vincere da solo. Ad aiutarci, in questo processo, certamente complesso, non ci sono solo buone intenzioni, e non è solo teoria; c’è matematica, ci sono modelli, una scienza. Si chiama scienza dei sistemi complessi, che finora non è mai stata usata molto in azienda, e dal punto di vista antropologico ha dietro un’etica, che è quella della cura: un’antropologia che ci fa pensare alla persona umana non come autoreferenziale. Si è sempre preferito pensare che le persone, in fondo, hanno motivazioni di vantaggio personale, ora bisogna scommettere sul fatto che, ancora più in fondo, ciascuno di noi ha molto più piacere a collaborare a una sfida comune. Se riusciremo a intercettare quel bisogno umano, quella vivacità, quell’energia (che è anche ciò che ci ha fatto sopravvivere in questi due anni) potremo ricostruire e andare oltre. Fatemi concludere con un’ulteriore riflessione. Qual è la risorsa principale che chi è al comando in un’azienda deve gestire? Sicuramente il tempo. Il tempo in questi scenari si è ristretto: più costruiamo macchine veloci, cercando di amplificarlo, più invece abbiamo avuto la sensazione che non avevamo tempo per nulla. Anche in questo caso, come di

fronte a tutti i paradossi, l’essere umano ha la sensazione che gli manchi qualcosa, che gli sfugga il senso. Cosa ci sta sfuggendo? Da sempre, la nozione di tempo non è univoca, ma ha delle accezioni diverse. Abbiamo dalla cultura greca due parole. ‘Kronos’ si riferisce alla successione di istanti, alla sequenza cronologica; è, in fondo, l’idea che sta alla base della massima dell’economia contemporanea ‘il tempo è denaro’. È il tempo imposto, quello da rispettare e nella cultura greca e latina, il dio associato al tempo era un dio tiranno perché controllava una delle risorse principali dell’essere umano. ‘Kairòs’, invece, si riferisce all’occasione, al momento propizio, all’istantaneità; è il momento del cacciatore, del negoziatore, del fotografo, della madre e del padre, della persona che ama, di chi sa cogliere il momento opportuno. È il tempo che per gli antichi apparteneva all’uomo, non agli dèi, perché la possibilità di dire “io adesso mi gioco l’occasione di fare qualcosa di rilevante nel mondo” è una possibilità tutta umana. Questo spazio non solo ci restituisce il possesso del tempo, ma crea anche le condizioni del suo successo. Da qui, l’auspicio, l’augurio: se, a livello d’impresa, impariamo sempre di più a educarci nell’esercizio del kairòs, credo avremo delle sorprese positive, perché ci saranno dei processi rigenerativi che sono alla nostra portata e che ci aiuteranno a migliorare le relazioni. È quel momento che aiuta a essere generativi e non invece funzionalmente ossessivi, liberandoci quindi dalle ansie, perché il kairòs ci permette di restituire l’umano all’umano: anche nelle situazioni più tese e complesse noi abbiamo sempre la possibilità di interpellare l’umano su una dimensione più umana ancora di quella che ci aveva portato al contrasto. Si tratta di cambiare livello, di arrivare al “noi” e costruire legami sociali. È importante costruire imprese sulla base di interazioni affettive, che sanno mettere insieme natura, tecnologia, persone, e non solo sulla base di transazioni effettive, che normalmente afferiscono solo alla dimensione economica o finanziaria”.

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La parola ai protagonisti 24 BOTTLES “Puntare sul gusto non significa per forza anteporre l’aspetto all’utilità. Il design tutto italiano delle nostre borracce sostenibili è la dimostrazione che si può essere ecologici con stile, puntando a un mondo plastic-free. Dal 2013 siamo cresciuti costantemente e ci siamo già espansi in 65 Paesi”. Giovanni Randazzo e Matteo Melotti

BORBONESE “La capacità di reinventarci è un nostro tratto distintivo fin dalla fondazione nel 1910. La nostra strada green inizia in azienda, con la rinuncia a carta non riciclata e plastica, e continua con il nylon riciclato nelle collezioni e, sul versante pelle, da pellami provenienti da economie circolari”. Alessandro Pescara

CAMS “Siamo partiti nel 2001, puntando a far convivere due anime, una che fornisce servizi di riparazione, assistenza e fornitura di ricambi per macchinari specializzati (stabilizzatrici e rulli compressori), e l’altra che punta a innovare le tecnologie per fornire una seconda vita ai materiali di scarto”.

“Siamo l’unica azienda italiana del settore che presiede a tutte le fasi, dalla progettazione alla costruzione, alla manutenzione, degli impianti di condizionamento nel settore ferroviario. Abbiamo brevettato un sistema innovativo di sanificazione per i veicoli ferroviari, tramviari e metropolitani”. Francesco Aliano

BRAIN “Da noi marketing digitale e comunicazione integrata sono di casa. Abbiamo effettuato significativi investimenti nel settore dell’e-commerce, acquisendo in squadra importanti figure specializzate nel settore. Questo sarà l’anno di svolta perché abbiamo acquisito competenze senior per supportare le aziende”. Ilaria Bigoni

DEEP VISION CONSULTING “Affrontiamo con i nostri clienti le sfide legate alla visione artificiale, portandoli fino alla soluzione completa nei settori applicativi. Trasmettiamo la consapevolezza che le sfide in visione artificiale richiedono importanti investimenti di R&D, forti competenze e apertura all’open innovation”.

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AF FRIGO

Giovanni Gualdi


DELTACOMMERCE “Siamo nati come software house ma ci siamo allargati all’ambito web e alla comunicazione, offrendo soluzioni creative all’industria, al turismo, al terziario. Il nostro portale Deltabooking.com è un sistema innovativo con cui guide turistiche, musei o tour operator possono veicolare le loro proposte”. Mirko Trasforini

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DNA “Il nostro gruppo offre una vasta gamma di servizi nel mondo delle macchine automatiche industriali. Siamo i ‘sarti’ delle macchine automatiche. Ogni volta cuciamo al cliente il vestito su misura, cercando le migliori soluzioni in base a tre pilastri: professionalità, organizzazione, flessibilità”. Viviano Pisa

FERVI

“Sono partito come scale up nel 2012 da un’intuizione: innovare i sistemi di alimentazione tradizionale, che erano obsoleti, inefficienti e pesanti, rendendoli leggeri, estremamente ecologici e senza fili. L’elettronica di potenza è ‘l’amico invisibile’ che dà energia a tutti i device che utilizziamo ogni giorno”.

“Fervi opera dal 1978 nel mondo delle macchine utensili ed accessori. Nel 2011 sono entrato con l’obiettivo di dare un’impronta manageriale, per far crescere l’azienda. In 10 anni abbiamo sviluppato il portfolio prodotti, raggiunto la quotazione in Borsa e acquisito due società, di cui una in Germania”.

Igor Spinella

Roberto Tunioli

GIULIO BARBIERI “Il nostro successo è frutto del lavoro di squadra e della ‘visione’ che condividiamo: puntare sulla R&D e sull’eticità del prodotto, che deve essere semplice, efficace e conveniente. Come il tunnel estensibile igienizzato realizzato in pochi mesi nel 2020 per venire incontro alle esigenze da Covid-19”. Giulio Barbieri

INTERSURGICAL

INDUSTRIA ITALIANA AUTOBUS “La ricapitalizzazione è stato un reale momento di svolta che ha invertito un trend negativo. Nell’ultimo biennio ci siamo consolidati come leader italiano del mercato dei bus urbani, con una quota del 52%. Nonostante il Coronavirus, i volumi di mercato del comparto sono destinati a raddoppiare o triplicare”. Giovanni De Filippis

L.A.M.

“Ci concentriamo da sempre sulla ventilazione non invasiva. I caschi sono il risultato di un progetto nato più di 20 anni fa dalla sinergia tra clinici e tecnici. Questa esperienza ci ha resi attivi nel contrasto all’epidemia: i nostri caschi sono stati l’interfaccia paziente più idonea nel trattamento dei positivi”.

“Da sessant’anni siamo ai vertici dell’accessoristica per autobus, trucks, veicoli industriali, barche e camper, realizzando botole, tende a rullo e particolari plastici ad iniezione. Ci distingue la costante innovazione di processo e di prodotto, tanto che abbiamo clienti in Europa, Medio Oriente, Australia”.

Cosetta Cavicchi

Davide Malagoli

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LB TECHNOLOGY “Da quasi 50 anni abbiamo un ruolo di primo piano nella progettazione e realizzazione di apparecchiature per il trattamento delle polveri nel settore ceramico ma non solo, operando con una logica full service e realizzando impianti per il trattamento delle materie prime in tutto il mondo, per diversi settori”. Corrado Fanti

MIX “Dal 1990 siamo attivi nella progettazione e costruzione di sistemi di mescolazione e componenti per il trattamento di prodotti in polvere e granuli. Siamo passati dal settore edile a quello alimentare, a cui garantiamo macchine più complesse e di elevata qualità, con alti livelli di personalizzazione”. Gianpietro Caldarola

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“Nel 2001 abbiamo rilevato una semplice attività di elettrauto, trasformandola in un’azienda produttrice di kit di climatizzazione per macchine operatrici, che fornisce i principali leader mondiali del nostro comparto, spaziando da applicazioni agricole e ambientali a quelle edili e dell’industria dei rifiuti”. Stefano e Paola Masi

MOTORI MINARELLI “Abbiamo una gloriosa storia alle spalle, ma il futuro ci vede legati a Fantic, in una collaborazione industriale che punta sia su un concetto di mobilità elettrica, che leghi tutela ambientale e bisogno di divertimento, sia su una gamma sempre più vasta di moto e bici pensate per la città e lo sport”. Mariano Roman e Vittorino Filippas

OPOCRIN

“Abbiamo usato le nostre conoscenze per migliorare gli attuali meccanismi di prevenzione, diagnosi e cura della sarcopenia, la causa principale della perdita di massa muscolare nell’organismo umano. Il nostro sistema di screening veloce e accessibile è un aiuto all’istituzione sanitaria per affrontare il problema”.

“Siamo nati nel 1964 come piccolo laboratorio di ricerca su principi attivi biologici. Con grande impegno, oggi siamo leader globale nella produzione di derivati dell’eparina e stiamo ampliando la nostra pipeline con forti investimenti in R&D, con l’obiettivo di individuare farmaci innovativi”.

Marco Domenicali

Federico Saetti

PROXAUT “Dal 1997 progettiamo e costruiamo veicoli a guida automatica per la movimentazione e lo stoccaggio di beni e prodotti di qualsiasi forma, peso e dimensione. La nostra forza è la grande flessibilità e la capacità di creare veicoli innovativi capaci di migliorare la produttività eliminando il rischio operatore”.

ROVINALTI “Ci caratterizzano mezzo secolo di storia e un’attività che è sempre rimasta in famiglia, oggi alla seconda generazione. La sfida è costruire caseifici perfetti per dare vita ad un’eccellenza: il Parmigiano Reggiano. Garantiamo la produzione dalla A alla Z, con macchine e know-how per dare un servizio completo”.

premiomascagni Federico Martinelli

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MASI CONDITIONERS

Alessandro Rovinalti


SAFIM “Abbiamo registrato, in oltre 40 anni di attività, una crescita rapida e costante, divenendo una realtà importante tra i costruttori di valvole di frenatura. La progettazione e la realizzazione di un prodotto personalizzato sulle esigenze tecnico-prestazionali dell’utente sono da sempre una nostra specificità”. Giovanni Pedrinoni

SCATOLIFICIO SCHIASSI

SAIET TELECOMUNICAZIONI “Siamo un’azienda familiare con ormai quasi 60 anni di vita, focalizzata nel dare aiuto alla fascia ‘senior’ nei rapporti con le nuove tecnologie. Abbiamo sviluppato smartphone con caratteristiche particolari (icone e tasti grandi e autoparlanti potenziati) per venire incontro a tutte le esigenze”. Gianguido Furlanetto

TESTING

“Progettiamo e produciamo imballi in cartone ondulato di qualsiasi forma, dimensione e colore, per settori che spaziano dall’alimentare all’industriale, dal farmaceutico al meccanico e dal grafico all’elettronico. Sempre con grande attenzione alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica”.

“Siamo partiti nel 2010 in meno di 50 mq con un paio di strumenti, ma facendo il nostro lavoro con dedizione e passione. Ad oggi siamo in due stabilimenti per un totale di 2.500 mq e il parco macchine contiene anche qualche unicità a livello europeo. E continuiamo a formarci per dare le migliori risposte ai clienti”.

Silvia Magnoni

Francesco Vignali

TM

TORREFAZIONE CAFFÈ KRIFI

“La nostra famiglia unita ha iniziato, nel 2000, dai sistemi di microdosaggio al servizio di diversi settori industriali, dall’automotive all’elettronica. Poi ci siamo spinti nella farmaceutica e nel comparto oftalmico, con macchine per monodose e dispenser utili, tra l’altro, per confezionare anche i vaccini”.

“Operiamo da 60 anni e l’80% del fatturato viene da un consolidato rapporto con bar e ristoranti. Nel tempo abbiamo creato esperienze e professionalità all’interno dell’azienda, per dare vita a miscele gradite a quella clientela, ma siamo presenti anche nella grande distribuzione. E stiamo lavorando per espanderci”.

Simone e Luca Baruffato

Mauro Baroni

VACCARI MAURO “L’azienda ha 30 anni e noi fratelli abbiamo raccolto il testimone da nostro padre, confermando la Vaccari Mauro come una solida realtà dell’assemblaggio conto terzi. E proprio nel pieno della pandemia è arrivata la decisione di acquisire uno dei nostri concorrenti, molto più grande di noi, per allargare il business”. Barbara, Paolo e Nicola Vaccari

VIAGGI SALVADORI “In quasi 100 anni di attività, ciò che abbiamo vissuto con la pandemia non ha precedenti. Solo la grande esperienza e le capacità di tutta la nostra squadra di adattarsi e innovare hanno reso possibile garantire risposte efficaci a quanti, nonostante tutto, dovevano spostarsi o rientrare in Italia. E ora si riprende”.

premiomascagni

Umberto Sassatelli Salvadori

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VIBOLT

VSYSTEM

“Ci occupiamo di componentistica elettromeccanica per il settore automotive e industriale, sviluppando progetti in co-design per i maggiori costruttori mondiali. Cerchiamo innovazione, ma senza scordare la praticità delle tecnologie tradizionali; il miglior equilibrio tra lo stile e la solida efficienza”. Giovanni Berardi coi nipoti Cesareaugusto e Bernardino

“Operiamo in un settore di nicchia, quello della fornitura di componenti ad alto contenuto tecnologico per la sicurezza e le performance dei piloti di Formula Uno e di Motorsport, ma ci stiamo allargando anche ad altri settori, come quello aeronautico e aerospaziale. Garantendo sempre la massima eccellenza” Silvia Gaiani

Il vincitore OPOCRIN, IL VALORE DELLA RICERCA SCIENTIFICA

È l'azienda farmaceutica Opocrin, con sede a Formigine, ad aggiungersi all’elenco dei vincitori del “Premio Paolo Mascagni-Imprese che crescono”. Federico Saetti, amministratore delegato, ha ricevuto il premio dalle mani del direttore del Resto del Carlino Michele Brambilla, con a fianco il presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi e l'architetto Elena Zacchiroli, vedova dell’imprenditore Paolo Mascagni. Saetti, dopo i ringraziamenti, ha sottolineato: “Do un suggerimento: ci si informi meno che si può sui social, e si creda un pochino di più nella scienza. Indipendentemente dalle aziende farmaceutiche. Credete ai medici, alla scienza e ai dati che la scienza valida, non alle cose che qualcun altro inventa”. Sono le parole tenaci di chi con la medicina e la scienza lavora ogni giorno. E la sua storia ne mostra il successo: l'azienda di Formigine, nel 2007 aveva un fatturato di 15 milioni di euro, mentre il 2021 si chiuderà con 204,6 milioni di euro, in crescita del 19,2% rispetto al 2020. "Siamo onorati e sorpresi, il premio è davvero inaspettato, d’altra

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parte lavoriamo per i risultati, non per i premi”, ha commentato Saetti. “Siamo nati producendo principi attivi, la nostra specialità sono l’eparina e i suoi derivati, che vengono utilizzati anche nel trattamento Covid. Attraverso un’acquisizione avvenuta quest’anno, siamo diventati anche azienda farmaceutica”. Opocrin nasce nel 1964 a Formigine (Modena), per opera di Pietro Bianchini, riconosciuto e stimato farmacologo dalla comunità scientifica internazionale. L’obiettivo con cui viene fondata l’azienda è ricercare nella natura principi attivi farmaceutici per l’impiego umano, isolarli e renderli disponibili sul mercato con la migliore e più sicura tecnologia. Fino al 2007 Bianchini è stato presidente e direttore dell’area Ricerca e Sviluppo di Opocrin, oltre a ricoprire diversi incarichi nella redazione della Farmacopea italiana ed europea. Ha contribuito significativamente allo studio delle eparine a basso peso molecolare con pubblicazioni sulle più importanti riviste scientifiche. La famiglia Bianchini-Saetti ancora oggi è azionista di maggioranza della società e dal 2008 i laboratori di ricerca aziendali portano il nome del fondatore. Molte aziende in Italia e all’estero si avvalgono di Opocrin, che opera con successo in tutto il mondo. L’azienda si è sviluppata investendo in modo prioritario nella ricerca scientifica. I suoi laboratori di ricerca collaborano da anni con istituti e università di tutto il mondo, con numerosi brevetti internazionali. I prodotti di maggiore interesse sono i derivati dell’eparina, per i quali la società è divenuta il produttore più grande al mondo, nonché altri prodotti salvavita quali eparine, eparine a basso peso molecolare, surfattante polmonare. L’azienda ha inoltre uno stabilimento dedicato alla produzione di principi attivi di sintesi, concentrandosi su molecole complesse quali il ferro saccarato e altri prodotti nella medesima area terapeutica.

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L’Albo d’Oro

anni

I vincitori delle nove edizioni precedenti

1a edizione 2012 FAAC e REGLASS (ex aequo)

2a edizione 2013 - NUTRACEUTICA

3a edizione 2014 ELETTROSTAMPERIE POPPI

4a edizione 2015 EASYSNAP TECHNOLOGY

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5a edizione 2016 MECCANICA VECCHIATTI

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6a edizione 2017 SIT SOCIETÀ ITALIANA TECNOSPAZZOLE

8a edizione 2019 VIS HYDRAULICS

7a edizione 2018 - PELLICONI

9a edizione 2020 CASONI FABBRICAZIONE LIQUORI

2021: reunion dei vincitori di tutte e 10 le edizioni del Premio.

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l'evento

Rinascimento digitale,

quale intelligenza per la ripresa? Lo scorso 6 ottobre in Accademia Militare a Modena si è tenuto l’evento promosso dalla Filiera Servizi Professionali di Confindustria Emilia, in collaborazione con altre 15 territoriali del Sistema, per osservare da una prospettiva diversa l’avvento delle nuove tecnologie richiamando un parallelo storico per immaginare un periodo di nuovo splendore per le persone e il Paese di Generoso Verrusio

I

l Rinascimento è stato il trionfo dell’intelligenza e della creatività dell’uomo, in reazione ai secoli difficili del Medioevo. Oggi, di nuovo, l’umanità intera è chiamata a reagire per migliorare la sua condizione, in modo sostenibile e lungimirante. Quali tecnologie e quali intelligenze ci aiuteranno a farlo? Per dare risposta a questo interrogativo denso di implicazioni si è tenuto a Modena, nella prestigiosa cornice dell’Accademia militare, “Rinascimento digitale: quale intelligenza per la ripresa?”, evento organizzato da Confindustria Emilia in collaborazione con 15 associazioni territoriali del Sistema (Assindustria Venetocentro, Assolombarda, Confindustria Alto Adriatico, Confindustria Belluno Dolomiti, Confindustria Bergamo, Confindustria Brescia, Confindustria Lecco Sondrio, Confindustria Mantova, Confindustria Trento, Confindustria Udine, Confindustria Venezia Area Metrop.na di Venezia e Rovigo, Confindustria Verona, Confindustria Vicenza , Unindustria Reggio Emilia, Unione Parmense degli Industriali). La prima edizione di Rinascimento digitale si è svolta a Vicenza a luglio 2019, la seconda edizione si sarebbe dovuta svolgere nel mese di giugno 2020, ma è stata rinviata a causa della pandemia e si è svolta lo scorso 6 ottobre. All’evento hanno partecipato Alberto Sangiovanni Vincentelli, professore della University of California, Federico Faggin, presidente di Federico and Elvia Faggin Foundation, Marko Bertogna, professore di Unimore e direttore di HiPeRT Lab, e Marta Bertolaso, professoressa di Filosofia della Scienza e Sviluppo Umano presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

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A moderare Edoardo Antonio D’Elia, docente di Business Communication presso Bologna Business School. Il generale di Divisione Rodolfo Sganga, sostituito lo scorso 18 ottobre al comando dell’Accademia dal generale di Brigata Davide Scalabrin, ha dato il via ai lavori. “È un piacere ospitare questo evento di Confindustria Emilia. L’obiettivo che vi ponete è alto e ambizioso: riportare al centro della tecnologia l’uomo. Per dirla con una metafora presa in prestito dal mondo militare, anche le aziende hanno bisogno di uomini fatti di cuore, muscoli e cervello. Il cervello Rodolfo Sganga sottende la competenza e la preparazione di ciascun individuo, i muscoli aiutano il cervello a funzionare nelle situazioni di stress, il cuore garantisce l’ultimo decisivo passo verso il compimento del proprio obiettivo”. “Dopo la lunghissima e faticosa pausa dovuta alla pandemia, si ritorna finalmente in presenza con un evento di caratura nazionale che

oltre a noi coinvolge altre importanti associazioni territoriali del sistema Confindustria”, ha ricordato Michele Bonfiglioli, presidente della filiera Servizi professionali di Confindu- Michele Bonfiglioli stria Emilia. “Il digitale, a maggior ragione in questa fase di nuova normalità, è il driver imprescindibile per il rilancio della nostra economia. L’augurio è che questo incontro possa essere l’inizio di una riflessione a tutto tondo sulle grandi opportunità dell’intelligenza artificiale”. Nel corso del suo intervento Bonfiglioli ha voluto ringraziare il presidente della filiera Digital di Confindustria Emilia Stefano Bossi per “il fattivo supporto e le altre 15 associazioni territoriali di Confindustria per lo scambio di idee e contenuti nell’organizzazione dell’evento. Il prossimo anno Rinascimento digitale approderà a Bergamo con l’obiettivo di continuare a capire il futuro e il suo sviluppo”. A seguire ha preso la parola Federico Faggin. Nato a Vicenza nel 1941, Faggin, dopo le pri-


me esperienze in Olivetti e il suo 1968 negli Stati Uniti, nella Silicon Valley, ha inventato i primi quattro microprocessori di Intel. Poi ha cambiato vita e carriera, mettendo in piedi la sua prima impresa, la Zylog, e vincendo tante altre scommesse. Il “padre del microchip”, collegato dagli Stati Uniti, ha rimarcato che il rinascimento digitale in Italia è una possibilità concreta perché “nel nostro Paese ci sono gli ingredienti giusti per fare cose buone. Le macchine nella loro scalabile ed efficiente ripetitività ci supereranno, non c’è dubbio. Ma lo potranno fare sole su certe cose, non certamente sull’estro e sull’inventiva. L’intelligenza artificiale da sola è un guscio vuoto, se invece la contorniamo di volontà, coraggio, creatività, passione e cuore, come diceva il generale Sganga, allora siamo all’alba di una cosa nuova e rivoluzionaria”. “Dietro al progresso c’è una idea di cooperazione e non di competizione”, ha rilanciato Faggin. “La competizione ci conduce alle guerre. L’idea della macchina che ci supera è vera solo se pensiamo alle nostre imprese come il luogo eletto della competizione. Ma le macchine devono essere al nostro servizio, la nostra coscienza non si può ridurre a un algoritmo. Le cose meccaniche la macchina le fa più velocemente di noi, non c’è partita. Nondimeno, il cervello non è una macchina, è connesso a realtà della nostra coscienza. La scienza ci dice che siamo macchine, ma è una visione problematica e per conto mio sbagliata. Non dobbiamo competere con le macchine. Il rinascimento digitale è capire quel nuovo che c’è dentro di noi: coscienza, consapevolezza, libero arbitrio. L’Italia è il luogo perfetto per riportare questa cultura in auge. Come avvenne a Firenze sei secoli fa”. Marko Bertogna dirige un laboratorio con oltre 70 persone che si occupa di microchip di

nuova generazione e di sistemi di guida automatica. “Come saranno i processori del futuro e cosa ci permetteranno di fare? Secondo la legge di Moore le dimensioni dei transistor saranno sempre più piccole. Queste tecnologie saranno care da produrre, e ci saranno sempre meno aziende che potranno fabbricare questi chip. Il grosso dell’intelligenza artificiale, oggigiorno, si misura con queste dimensioni ridotte e sono certo che, nella patria della Motor Valley nella quale siamo, ci sarà sempre un disperato bisogno di ingegneri informatici. In futuro, è ragionevole pensare che tutto ciò che si muove possa essere reso autonoMarko Bertogna mo, sono d’accordo con questo scenario. Nondimeno questo è anche il momento per cominciare a sviluppare, oltre alle competenze meccaniche, anche quelle legate alla rivoluzione tecnologica informatica”. Per Marta Bertolaso, “tutti noi viviamo con uno stato d’animo compreso tra l’ansia e la preoccupazione. Ciò che ci preoccupa di più è l’idea che stia scomparendo per sempre il nostro vecchio mondo. Per la maggior parte di noi, le pandemie sono sempre state quelle che abbiamo letto sui libri di storia, adesso invece dobbiamo prendere le misure a qualcosa che entra con prepotenza nel nostro quotidiano fino a cambiare il nostro percepito. L’autonomia sempre più spinta a cui ci conduce il ‘regno delle macchine’ ci piace ma allo stesso tempo ci inquieta. La digitalizzazione ha accelerato i processi di alfabetizzazione tecnologica, e questo credo sia per tutta l’umanità una grande evoluzione e una grande conMarta Bertolaso quista. Si tratta di

un cambiamento necessario che non ci spiazza in sé per sé ma piuttosto per il fatto che non ne abbiamo consapevolezza. La paura più grande oggi si chiama solitudine e isolamento”. Secondo la professoressa dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, “dobbiamo imparare a usare meglio il nostro tempo. Quando abbiamo tempo, paradossalmente, non sappiamo come usarlo”. Ad Alberto Sangiovanni Vincentelli, infine, è toccata la chiusura dell’evento. “Non ci sarà nessun rinascimento e nessuna evoluzione sociale ed economica senza una buona educazione di partenza dei nostri giovani. Credo che il modello educativo americano sia arrivato al capolinea: oggi non basta più avere una conoscenza approfondita e verticale di una materia, magari a un livello di iperspecializzazione. A mio avviso questi sono tempi in cui occorre spingere sull’acceleratore delle conoscenze trasversali”. Tra le materie fondamentali per Vincentelli ci sono matematica, fisica, biologia, computer science. “In Italia, mediamente, il sistema scolastico è meglio di quello americano. Purtroppo, però, in completa controtendenza rispetto alle dinamiche education internazionali, negli ultimi 30 anni le università italiane hanno favorito la verticalizzazione del sapere. Lo hanno fatto sulla scorta di un modello da cui Alberto Sangiovanni Vincentelli gli stessi americani stanno prendendo le distanze. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani il pensiero critico. Per dirla con altre parole, dobbiamo dare loro gli strumenti per andare alla radice di saperi, competenze e knowhow”. L’intelligenza artificiale, ha chiarito in conclusione il professore della University of California, “è un concetto dal mio punta di vista superato. Se ne parla da almeno 70 anni, in modo non sempre appropriato. Per quanto mi riguarda, meglio e più conveniente concentrarsi sul concetto dell’innovazione che si fa nei laboratori delle nostre università e delle nostre aziende. È qui, e solo qui, che possiamo impostare il cambiamento, in meglio si intende, di una civiltà che vuole rivivere un nuovo rinascimento”.

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formazione “Siamo un Ateneo da primato. È il momento di consolidare la crescita”

Per Giovanni Molari, nuovo rettore dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, serve più riflessione, più attenzione alla qualità della vita lavorativa, più dialogo interno ed esterno

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econdo la Classifica Censis, l’Alma Mater è prima tra i “mega” atenei d’Italia e l’Università di Bologna è nella top 100 mondiale in 22 discipline, e 13 volte prima in Italia. In base al Ranking QS, l’Università di Bologna è al 57° posto in Europa ed è prima in Italia per reputazione accademica. Che cosa trova diventando rettore e come giudica la situazione attuale? Manca ancora qualcosa? I primati dell’Alma Mater sono questi e molti altri: siamo un Ateneo che vanta eccellenze in molti settori scientifici, che discute da pari a pari con le maggiori istituzioni nazionali e internazionali, che è un modello nel Paese. E questo è il frutto di un impegno lungo e costante, che ha visto all’opera molti Rettori, molti docenti e molto personale, negli anni e nei decenni. In un Ateneo come il nostro, tutto è sempre l’esito di un grande sforzo collettivo, dovuto a persone che condividono i valori e gli obiettivi di una grande Università pubblica. Ora che, grazie alla fiducia dell’Ateneo, tocca a me guidare l’Alma Mater, provo tutto il senso di responsabilità che questo ruolo impone: responsabilità verso i nostri studenti, verso la società, verso il futuro. L’Ateneo che eredito vanta tanti primati. Ora penso che sia opportuno consolidare la nostra crescita in termini qualitativi più che quantitativi. I primati rallegrano, e vanno conservati, ma ci servirà meno spirito “agonistico” e più riflessione, più attenzione alla qualità della vita lavorativa, più dialogo interno ed esterno.

Quali sono i prossimi obiettivi? Quali le aree su cui intende puntare? I primi obiettivi sono il sostegno alla ricerca di base in tutte le aree, senza distinzione alcuna, perché all’Alma Mater tutte le aree e tutti i settori – anche i più piccoli – sono ugualmente importanti. E poi: il ritorno graduale di tutta la didattica in presenza, con più efficaci interventi di diritto allo studio; un incremento della sicurezza e della qualità del lavoro; un allargamento del dialogo con tutte le città del Multicampus per rafforzare l’impegno pubblico dell’Ateneo. E con quale squadra punterà a questi obiettivi? La mia squadra è nota ormai da settimane, perché ho deciso di renderla pubblica fin dai primi di ottobre, quasi un mese prima dell’insediamento ufficiale. L’ho fatto per facilitare il passaggio di consegne e per consentire ai miei delegati di mettersi subito al lavoro. È una squadra in perfetto equilibrio di discipline e di genere, che affianca per-

sone giovani e nuove a persone più esperte. Siamo già nel pieno del nostro impegno, su moltissimi fronti. Quanto al rapporto con il mondo imprenditoriale, qual è la situazione attuale e cosa è stato fatto? L’Emilia è una delle realtà più importanti della manifattura italiana, in diversi settori, e c’è grande attenzione da parte degli imprenditori all’innovazione. Da alcuni anni l’Ateneo presidia politicamente i rapporti con il mondo industriale grazie ad aree amministrative specifiche che seguono le collaborazioni istituzionali e la partecipazione a progetti competitivi, con persone dedicate in base all’ambito di collaborazione e al settore di riferimento. Ciò ha portato a un consolidamento e ampliamento delle opportunità di collaborazioni con le aziende del territorio, e non solo. Come valuta le sinergie costruite? Molto positivamente. Sono numerosissimi i rapporti diretti tra aziende e ricercatori.

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Gli studenti sono i destinatari, e anzi i coprotagonisti, di quasi tutte le nostre attività. L’Alma Mater, nella valutazione dei suoi studenti, si colloca ai più alti livelli nazionali in moltissimi campi. Ciò non toglie che i problemi esistano e vadano affrontati con decisione, in dialogo con tutte le realtà pubbliche e private del nostro Multicampus. Sono problemi che derivano dalla nostra stessa grandezza e ricchezza: e dunque sono problemi di spazi, di organizzazione complessiva, di convivenza con le realtà cittadine. Ciò è inevitabile in un Ateneo che ospita oltre 85.000 studenti. E tuttavia, pur entro invalicabili limiti di sostenibilità ‒ relativi a qualità della vita lavorativa, della didattica e dei servizi ‒ l’Alma Mater deve assumersi con responsabilità e orgoglio gli impegni derivanti dalla sua natura di mega-Ateneo aspirante ai più elevati livelli di qualità. Dovremo congiungere sempre alti numeri, propri di un Ateneo pubblico e aperto, e alta qualità della didattica e dei servizi. Pochi Atenei come l’Alma Mater possono aspirare a dare sostanza all’art. 34 della Costituzione.

Ci possiamo avvalere di accordi quadro a livello di Ateneo (circa 50 con le più importanti aziende regionali o nazionali, e non solo) per stimolare e ampliare le possibilità di collaborazione. Abbiamo istituito laboratori e centri di ricerca condivisi, e partecipiamo insieme a progetti competitivi regionali, nazionali, europei. Come si possono rendere queste sinergie ancora più produttive? In quali campi ritiene sia necessario investire ancora di più per mantenere vivo il rapporto con un’industria capace di innovare? Dovremo sia alimentare con costanza il dialogo con le aziende, sia rendere sempre più consapevoli docenti e ricercatori delle diverse possibilità di interazione. Per consolidare il rapporto con le realtà industriali dovremo investire ancora su laboratori congiunti; su imprenditorialità, Spinoff e Start-up, che fungono da attrazione di talenti; sulla formazione permanente, visto il rapido evolversi delle tecnologie; sul miglioramento dell’offerta formativa, in dia-

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logo con il territorio; sul rafforzamento del Dottorato Industriale. Per molti imprenditori l’università è ancora “troppo lontana e troppo burocratica”: è un pregiudizio o c’è qualcosa di vero? L’Alma Mater è un ente pubblico, soggetto alle leggi della Pubblica Amministrazione, e dunque con tempistiche e procedure che non sempre paiono adeguate a una azienda privata. I margini per razionalizzare e sveltire le procedure, comunque, ci sono, ed è già in corso un’analisi per la semplificazione di diversi passaggi. Inoltre, diverse PMI non sono consapevoli delle reali possibilità che possono esserci nelle collaborazioni con l’Ateneo: occorre agire possibilmente tramite le associazioni di categoria o enti regionali. Qual è la situazione degli studenti? E quale rapporto intende costruire con loro? Qual è la cosa di cui ritiene abbiamo davvero bisogno?

Questi ultimi due anni sono stati molto difficili? Quale bilancio ne trae? E come pensa si debba affrontare il prossimo? La pandemia e il lockdown hanno duramente provato, all’Alma Mater come altrove, studentesse e studenti. Nel pieno della prima ondata, siamo stati bravissimi a dare risposte tecnologiche e organizzative. Ora dobbiamo essere altrettanto bravi nell’ascoltare, nel sostenere, nell’accogliere. Penso all’Alma Mater e alle sue città come a un grande “ecosistema” integrato di accoglienza e ospitalità. E vorrei che sfruttassimo al massimo le nostre opportunità – pressoché uniche nel Paese, per il numero di studenti che giungono da fuori Regione – di trattenere nelle nostre città i migliori talenti che laureiamo. Su questo, ne sono certo, ci sarà piena intesa con il Comune di Bologna e con tutti i Comuni del Multicampus, e anche con tutti i soggetti pubblici e privati che traggono immensi benefici dalla presenza degli studenti. E non mi riferisco solo né principalmente a benefici economici: intendo benefici culturali e anagrafici di cui tutto il territorio ha costante bisogno.



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formazione “Mettiamo al centro gli studenti, capitale umano del futuro” Laura Ramaciotti, nuova rettrice di Unife, evidenzia la rapida ascesa dell’Ateneo, che richiede ora una fase di consolidamento e rafforzamento, e ribadisce il ruolo cruciale dell’esperienza universitaria nella crescita delle persone

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rofessoressa Ramaciotti, cosa trova diventando rettrice di Unife e come giudica la situazione attuale? L’Ateneo di cui da novembre ho preso la guida è un’Università che negli ultimi anni è cambiata e cresciuta molto. Con circa 27 mila studentesse e studenti siamo entrati nel novero dei grandi atenei. Ancor più di prima, Unife rappresenta un player istituzionale ed economico fondamentale per la città e il territorio, oltre che naturalmente aver incrementato il proprio peso sul piano nazionale. L'ultima Classifica Censis ha evidenziato l'ascesa dell'Università di Ferrara.

Si ritrova in questo scenario? Cosa vorrebbe cambiare? Anche la classifica Censis ha registrato questo passaggio, ora Unife compare tra i grandi Atenei, dodicesima su diciannove. In quanto ai piazzamenti, naturalmente ogni classifica prende in considerazione una selezione di parametri, estrapolati dal quadro complessivo. A titolo esemplificativo, ci sono ambiti e realtà Unife che da anni ottengono ottime posizioni, come i corsi di Architettura, Design e Ingegneria civile che detengono i primissimi posti nelle rispettive aree disciplinari. Vi sono invece settori che ne escono penalizzati, ma, come dicevo, è necessaria una corretta contestualizzazione per interpretare cifre e dati.

Quali sono i prossimi obiettivi? Quali le aree su cui intende puntare? Il periodo di crescita rapida e importante degli scorsi anni richiede ora una fase di consolidamento e rafforzamento. Una priorità si pone certamente sul piano infrastrutturale e dell’edilizia; sin dai primi giorni del mio Rettorato ci siamo messi al lavoro per sondare tutte le soluzioni - a breve e lungo termine - per aumentare il numero dei posti in aula. Ne metteremo a disposizione almeno ulteriori 1.600 già nel secondo semestre e altri 4.500 entro il 2024. Altrettanto importante è adeguare i servizi a supporto del percorso formativo di studentesse e studenti e anche su questo procederemo tramite una graduale inte-

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indagine sullo stato di avanzamento delle scelte aziendali in Emilia-Romagna volte a questo mutamento, rilevando una predisposizione presente nella nostra regione, che l’Università può incentivare. Continueremo a mettere a disposizione le nostre competenze, su un orizzonte territoriale anche ulteriore rispetto a quello più strettamente locale.

grazione del personale, così come in altre aree, dalla ricerca alle biblioteche, sempre facendo alcuni esempi che non esauriscono i contesti di intervento. Ci sono obiettivi ambiziosi che dobbiamo porci sul piano della ricerca e della terza missione, ambiti che trovano una naturale ulteriore accelerazione, tra gli altri, dai fondi provenienti dal PNRR. Vorremmo infine continuare in quel percorso di sensibilizzazione sui temi sociali in cui il nostro Ateneo è da anni impegnato e che ritengo fondamentali affinché lo sviluppo, sia della nostra istituzione che della società in generale, possa dispiegarsi in tutte le sue potenzialità. Venendo al rapporto con il mondo imprenditoriale, Ferrara ha alcune eccellenze, l’Emilia è una delle realtà più importanti della manifattura italiana, in diversi settori, e c’è grande attenzione da parte degli imprenditori all’innovazione. Qual è la situazione attuale e cosa è stato fatto? Sono docente di Economia applicata e da sempre mi occupo di innovazione e trasferimento tecnologico. Su questi temi non posso che avere una particolare attenzione e vorrei che Unife potesse rafforzare quel ruolo di motore che possiamo e dobbiamo interpretare.

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Vorrei inoltre saldare ulteriormente il legame di reciproco vantaggio tra ricerca universitaria e imprese. Un esempio concreto di questo è un progetto di chimica verde che faremo partire a breve in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, coinvolgendo le competenze di ricerca presenti in Ateneo e il contesto economico produttivo del territorio. Come valuta le sinergie costruite e come è possibile renderle ancora più produttive? Vi sono già sinergie consolidate, e grazie all’impegno dei nostri ricercatori e del personale di supporto, oltre al ruolo di propulsore che sempre più la Regione ha esercitato negli ultimi anni in questo obiettivo, si sono stabilite anche più recenti collaborazioni. Su questo terreno intendiamo certamente investire perché le nostre competenze possono e vogliono essere di riferimento e di supporto alla positiva tensione verso l’innovazione di cui l’imprenditoria dà segni. A questo proposito, il nostro centro di ricerca CERCIS afferente al Dipartimento di Economia e management, è focalizzato proprio sui temi dell’economia circolare. Di recente il Centro ha svolto la prima

Passando al mondo degli studenti, qual è la situazione? Quale rapporto intende costruire con i ragazzi e qual è la cosa di cui ritiene abbiano davvero bisogno? Come ho tenuto a precisare in tutte le occasioni pubbliche cui ho partecipato, e quindi voglio ribadirlo anche ora, nella mia visione di Ateneo lo studente è al centro. L’esperienza universitaria è momento cruciale della crescita culturale, educativa e personale di un individuo. E le nostre studentesse e i nostri studenti rappresentano il capitale umano del futuro. La pandemia ha indubbiamente posto vincoli e limitazioni gravose per chi in questi anni sta compiendo questo percorso. Alle rappresentanti e ai rappresentanti del corpo studentesco, che ho tenuto a incontrare subito dopo il mio insediamento, ho ribadito la mia intenzione di un secondo semestre in presenza. Ciò va di pari passo con il già citato impegno sul fronte dell’edilizia e della messa a disposizione immediata di posti in aula. Durante lo stesso incontro, insieme alla Prorettrice Vicaria e ai Prorettori alla Didattica e al Rapporto con gli studenti, abbiamo incoraggiato studentesse e studenti a vivere la rappresentanza negli organi a tutti i livelli, in modo attivo e partecipe. Il nostro impegno è quello di offrire una didattica e servizi che possano supportare la loro crescita, affinché possano farsi a loro volta promotori nella loro attività professionale di quel cambiamento epocale, che poggia sul binomio sostenibilità e digitalizzazione. Lo faremo anche attraverso corsi di studio che sempre più siano al passo con le necessità dei nuovi scenari economici e sociali.


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FORMAZIONE A CATALOGO: PREVIEW 2022! Uno sguardo in anteprima sul catalogo manageriale del prossimo anno

A pochi giorni dall’uscita ufficiale dei nostri nuovi cataloghi, presentiamo, in anteprima, una selezione di corsi dal taglio innovativo (categoria WEB ACTION) che saranno realizzati l’anno prossimo. Con l’obiettivo di offrire una proposta didattica sempre più completa e aggiornata, infatti, Nuova Didactica pubblica ogni anno un Catalogo Manageriale e un Catalogo Sicurezza frutto di una progettazione che privilegia la breve durata e il coinvolgimento diretto del partecipante, sia esso imprenditore, manager, professionista o tecnico. La gestione didattica è affidata ad una faculty proveniente dal mondo aziendale, da quello universitario, dalle libere professioni e dal management. I corsi proposti utilizzano metodologie diversificate, costruite in relazione ai contenuti e agli obiettivi di ogni singolo corso e sono basate sulla partecipazione diretta, sulle

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SCUOLA DI MANAGEMENT CONFINDUSTRIA EMILIA AREA CENTRO

attività pratiche e sullo scambio di esperienza tra i partecipanti, per stimolare un apprendimento concreto e operativo, facilmente traducibile nella quotidianità. La formazione a catalogo consente alle aziende di investire sulle singole risorse con un intervento mirato: per questo è la soluzione ideale per esigenze formative provenienti da diverse aree di competenza. Questa formazione permette il confronto con altre e diverse realtà aziendali, su temi e problematiche di interesse comune, per consentire di stare al passo con l’evoluzione dei mercati, delle tecnologie e delle organizzazioni. Il 2022 vedrà l’entrata in scena di questa nuova sezione, WEB ACTION, in aggiunta alle sezioni già presenti che coprono l’intera organizzazione aziendale.


Tra i titoli più interessanti ci saranno: 1. Efficientamento digitale: investi in modo intelligente e funzionale nel digitale 2. Presentare con sicurezza nel webinar e nel webmeeting 3. Creare uno smart team: passare dall’home working allo smart working con Microsoft Teams 4. Game and Experience: apprendimento per la gestione dei collaboratori e la leadership 5. Podcast: un nuovo strumento per la formazione aziendale 6. E-commerce: da opportunità a necessità 7. Le condizioni organizzative per il lavoro a distanza 8. Le leve strategiche per la motivazione delle persone in azienda 9. GOOGLE DATA STUDIO: fai "raccontare" ai tuoi dati storie coinvolgenti 10. Google Workspace: collaborare è immensamente più facile 11. Presentare e presentarsi con gli strumenti di Mixed Reality 12. OKR (objectives and key results) per aziende e persone 13. Digital sales training 14. Social selling 15. Il talento delle donne 16. La sfida della fiducia 17. Neuroscienze e ultime scoperte: come applicarle al mondo delle vendite, della negoziazione e del marketing 18. Intelligenza Artificiale in Operations

Segui sui social l’uscita del catalogo completo e consultalo sul nostro sito per vedere calendari, programmi completi e costi: https://www.nuovadidactica.it/formazione-a-catalogo



il ricordo In nome di Chiara per donare

speranza

I Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia hanno organizzato una serata per sostenere la lotta contro la leucemia infantile

A

Chiara non sarebbe dispiaciuto essere ricordata così, unendo tante persone che, in suo nome, contribuiscono a portare avanti una battaglia che ha riempito la sua vita, la lotta contro la leucemia infantile. Ed erano in davvero moltissimi coloro che hanno scelto di aderire, a inizio dicembre, al ristorante Vinicio a Modena, all’evento per raccogliere fondi organizzato dal Gruppo Giovani di Confindustria Emilia, in collaborazione con il Comitato Maria Letizia Verga, dal titolo “Insieme, per donare speranza. Una serata per Chiara. Sosteniamo la lotta alla leucemia infantile”, con il contributo di Franco Cosimo Panini, Auto Grifone, Chimar, Cms, Furlog, Sew What, Sirio e Steel. Un modo per sentirsi ancora vicini a una ragazza sensibile e coraggiosa, che ha dovuto combattere con un male, in questo caso purtroppo implacabile, ma che ha usato tutte le sue forze per diffondere un messaggio importante come quello della donazione di midollo osseo. Chiara Bosi si è spenta a 17 anni il 16 ottobre, tra le braccia della madre, Elena Salda, imprenditrice di Marano sul Panaro, in provincia di Modena, dopo una lunghissima lotta con la leucemia. In questi terribili anni, Elena è sempre stata al fianco della figlia. “È dal marzo del 2017 che avevamo scoperto la leucemia”, racconta Elena ai quotidiani, che hanno riportato la notizia con sollecitudine. “Aveva fatto il trapianto di midollo il 27 ottobre 2020, ma poi sono sorte varie complicazioni e i medici ci avevano detto che sarebbe stata una battaglia difficile. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini e innanzitutto i medici prima del Policlinico di Modena, con la dottoressa Cellini, poi tutti quelli del centro Maria Letizia Verga di Monza”. Infatti Chiara era Monza da molto tempo.

«Il Centro ‘Maria Letizia Verga’ di Monza ci ha ospitato per quasi due anni, durante i quali Chiara è stata sottoposta alle più avanzate terapie contro la leucemia, dalle Car T agli anticorpi monoclonali fino al trapianto di midollo, un anno fa». Sono

ancora le parole di Elena: “Il centro offre una elevata specializzazione, una grande professionalità e una infinita umanità, che non fanno mai sentire soli i pazienti e i loro familiari”. Chiara si era lanciata in una campagna di sensibilizzazione che è riuscita a unire tutta la comunità, la sua Marano, su un tema importantissimo come la donazione di midollo osseo. Ha usato il suo sorriso per avvicinare tante persone, sorriso che è andato ben oltre i confini del paese e della provincia modenese. Lei l’ha usato, stampato

sui manifesti, per promuovere un evento in una serata di fine marzo del 2019. E al Centro culturale polivalente erano più di mille a rispondere al suo appello, a quello dell’Associazione donatori di midollo osseo (Admo) e delle persone che in tutta Italia aspettano un trapianto. Chiara, anche grazie alla madre Elena, era riuscita a smuovere la coscienza delle persone: in tanti quella sera e negli eventi successivi si erano iscritti nella lista Admo, decisi a essere disponibili a donare il midollo in caso di necessità. Anche chi, intimorito dalla possibilità di un'operazione chirurgica, aveva fino a quel momento evitato di partecipare a questa campagna. Era riuscita a coinvolgere anche il mondo della musica: da Fedez ai Nomadi, e con loro tanti altri volti noti: Benji e Fede, il ballerino Raimondo Todaro e Valentina Ricci di Radio DeeJay. Un movimento nato spontaneamente, capace di includere sia volti famosi sia gli amici del paese. Il tutto nel nome delle donazioni di midollo per i tanti malati in lista di attesa. La notizia della morte di Chiara è venuta da Elena Salda, con un post sul profilo di Facebook, lo stesso che tanti in paese, e non solo, hanno poi commentato e condiviso. Frasi toccanti e sentite subito risuonate nei commenti dei molti amici e conoscenti, ma anche tra chi, senza aver conosciuto la diciassettenne di persona, è rimasto colpito dalla sua storia e dalla battaglia combattuta, tra molte sofferenze, con un sorriso determinato ad aiutare. E anche dei dipendenti della Cms, l'azienda di Marano fondata dal nonno Luciano, e dei tanti imprenditori che conoscono la famiglia Salda. Un mare di persone che hanno voluto ricordare Chiara e stringersi alla famiglia, alla madre Elena, al padre Ivan e ai nonni della ragazza.

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news emilia

Marco Taddei Marianna Saguatti

APPIA, LA NUOVA PIATTAFORMA DIGITALE PER L'ANALISI DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME Negli ultimi sei mesi, i prezzi delle materie prime essenziali alla produzione sono stati, per le imprese, più che montagne russe una vera e propria cremagliera che non smette di salire. E per il prossimo futuro non si preannunciano buone novità. Per questo avere uno strumento affidabile da consultare diventa strategico. Ed è ciò che Confindustria Emilia, mette da oggi a disposizione delle proprie imprese associate grazie alla collaborazione con Prometeia, società italiana di ricerca economica, consulenza e software, con un’esperienza più che ventennale nel campo del monitoraggio delle materie prime, assieme ad altre quattro associazioni territoriali del Sistema. Una community “aperta” che accoglierà a breve anche altre primarie realtà confindustriali. APPIA (acronimo di Analisi e Previsioni dei Prezzi degli Input Aziendali) è una piattaforma digitale, sviluppata dalla società bolognese, in grado di fornire in dettaglio l’andamento dei costi di approvvigionamento sui mercati internazionali, le chiavi di lettura e soprattutto le previsioni sui prezzi di ben 70 materie prime. APPIA prevede anche un supporto continuo grazie a report con-

ADDIO A MIRIO BROZZI L’imprenditore, ex storico amministratore delegato e presidente della Duna Corradini di Soliera, in provincia di Modena, di cui ancora era socio, è mancato lo scorso novembre, all’età di 80 anni, nella casa di Correggio, dove ha sempre vissuto la famiglia Brozzi. La figlia Marta Brozzi, cui il padre aveva lasciato la direzione dell’attività, da un decennio amministratore e presidente di Duna Corradini, lo ricorda come una persona ricca di curiosità, talenti e passio-

giunturali e di settore, oltre che webinar di aggiornamento sugli scenari, per sette filiere che sono tra le principali nell’economia regionale: metallurgia, meccanica, chimica, legno-carta, moda, alimentare, costruzioni. Confindustria Emilia ha fatto sistema con le altre territoriali per offrire alle proprie associate il nuovo strumento che potrà supportare le imprese nella pianificazione dei costi di approvvigionamento e dei relativi piani industriali. Il nuovo strumento digitale è stato presentato il 30 novembre, agli associati di Confindustria Emilia durante un webinar nel corso del quale sono state illustrate le modalità di registrazione e utilizzo della piattaforma, che è operativa dal 1° dicembre, in forma gratuita, per le imprese associate. “Nel contesto che stiamo vivendo, con l’attuale andamento dei costi di approvvigionamento delle materie prime, ci sembrava particolarmente utile introdurre un nuovo strumento associativo per approfondire e interpretare efficacemente le dinamiche dei mercati”, commenta il presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi. “Le nostre imprese associate potranno accedere alla piattaforma per analizzare, decifrare e anticipare le tendenze attuali e prospettiche dei mercati internazionali di oltre 70 input produttivi che alimentano l’industria. Non ultimo, la collaborazione tra i colleghi delle associazioni aderenti alla iniziativa, rappresentative dei principali territori a vocazione manifatturiera, consentirà di favorire lo scambio di informazioni fra aziende e filiere di diversi territori, condividendo temi e possibili soluzioni di interesse comune”.

ni: “Apprezzava particolarmente i giovani, in azienda ha sempre dato loro spazio e si è sempre circondato di tantissimi giovani collaboratori”. E, infatti, fra le iniziative del Gruppo c’è da tempo anche il programma di accoglienza di studenti universitari in tirocinio curriculare in collaborazione con le università di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Una visione aperta e lungimirante che ha segnato l’azienda specializzata in poliuretani e resine epossidiche al servizio di numerose applicazioni industriali. Brozzi era anche stato insignito del titolo di cava-

liere dell’ordine “al merito della Repubblica Italiana”, onorificenza che ricevette dall’allora Prefetto di Reggio Raffaele Ruberto alla presenza della sindaca di Correggio Ilenia Malavasi.

Mirio Brozzi

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CI HA LASCIATI QUIRINO BARALDINI

Lo scorso novembre è venuto a mancare Quirino Baraldini, 82 anni, imprenditore di lungo corso, molto conosciuto e stimato non solo a Mirandola, in provincia di Modena, dove ha sede la sua impresa. Baraldini aveva fondato nel 1963 la Costruzioni Edili Baraldini Quirino, azienda edile che si è via via specializzata nelle infrastrutture per ferrovie, aeroporti, autostrade e reti di servizi Quirino Baraldini pubblici, grazie a un know-how aziendale pluridecennale. Il sindaco di Mirandola Alberto Greco ha sottolineato come abbia “contribuito alla cresci-

ta del nostro territorio e di lui si conservano ricordi di altruismo e generosità”.

È VENUTO A MANCARE GIANCARLO LARI

A fine novembre scorso, un tragico incidente nell’azienda, che in tanti decenni aveva fatto crescere insieme alla famiglia, ha causato la morte dell’imprenditore Giancarlo Lari, 87 anni, presidente della Artiglio di Limidi di Soliera, in provincia di Modena, che è specializzata nella produzione di macchine per il taglio di grossi tronchi. Lari era entrato in azienda nel 1953, divenendo artefice del decollo internazionale dell’impresa che inizia a esportare una parte crescente della produzione soprattutto in Austria e Germania, dove la qualità dei macchinari modenesi fa molto apprezzare e si dimostra in grado di reggere la concorrenza dei prodotti locali di alta qualità. Nel 1966 Gian-

carlo Lari ne diventa il proprietario unico, con la moglie Diana, a cui si unisce in seguito il figlio Luca. L’azienda sviluppa e realizza gli impianti completi per segheria. Il costante e duro lavoro svolto nel corso degli anni fa sì, che la famiglia Lari, sostenuta dal continuo apporto di un efficiente team di esperti tecnici, formati sul campo, sia riuscita e riesca con successo a sviluppare tecnologie produttive all’avanguardia che si sono imposte sul panorama nazionale. La scomparsa di Lari, conosciuto e stimato in paese, ha lasciato un segno: anche il sindaco Roberto Solomita ha voluto esprimere cordoglio a nome di tutta Giancarlo Lari Soliera.

CONFINDUSTRIA EMILIA E LA SOSTENIBILITÀ: LE AZIONI INTRAPRESE NEL 2021 Il tema della sostenibilità, posto anche dall’Agenda 2030 ONU la cui strategia globale si esplicita attraverso i 17 SDGs (Sustainable Development Goals), è uno dei trend del momento e coinvolge non solo i governi, ma anche il mondo delle imprese, il mondo pubblico e la società civile. Anche per questo, ad ottobre dello scorso anno Confindustria Emilia ha presentato, tra le prime associazioni imprenditoriali a livello nazionale, una Review per far emergere e classificare un primo quadro conoscitivo aggiornato sul contributo dei suoi progetti realizzati nel triennio 2018-2020 già in linea con i 17 Goals e contribuire ad ampliare la consapevolezza sugli approcci integrati alla sostenibilità d’impresa, come fattori di resilienza e competitività responsabile. Il lavoro dell’Associazione su questo argomento non si è fermato, ma anzi prosegue con un desk dedicato, promosso dall’Area Ricerca, Innovazione e Sostenibilità, che supporta le imprese sia a comprendere al meglio le opportunità, gli impatti e gli strumenti organizzativi utili, attraverso un percorso di orientamento ad hoc sia effettuando un servizio di assessment che identifichi le priorità d’intervento e impostare a quattro mani

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una strategia di sostenibilità d’impresa. Di pari passo con questa attività, anche l’Associazione stessa ha intrapreso diverse azioni legate ai tre pilastri Persone, Pianeta e Territorio. In particolare, per quanto riguarda quest’ultimo ha messo in campo, tra le altre, cinque iniziative per un totale di 950 mila euro di investimenti, che passano da una quota nel progetto Primomiglio al sostegno a famiglie in difficoltà sul territorio, dal progetto SET per le scuole alla piattaforma di formazione Study in Action (con oltre 12mila ore di formazione gratuita erogata alle imprese) fino alla realizzazione di tre hub vaccinali. In merito al pillar Persone l’Associazione si è mossa sui temi di welfare e formazione per i propri dipendenti tramite l’erogazione di assegni bebè e di formazione personalizzata, mentre sul tema del Pianeta Confindustria Emilia ha lavorato ad un uso sostenibile delle risorse. In particolare, attraverso la digitalizzazione dei processi interni e l’installazione nelle proprie sedi di distributori d’acqua sono stati ridotti di quasi tre volte i consumi di carta, in termini di pagine stampate, e di bottiglie di plastica utilizzate.


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