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RA  I RAPPORTI ANNUALI DEI GIORNALI DELL’ARTE E DELL’ARCHITETTURA

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Restauro

«IL GIORNALE DEL RESTAURO»© - XVI EDIZIONE - MARZO 2012 - IL GIORNALE DELL’ARTE E IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA      

Arte e architettura contemporanea Nuove tecnologie Le dimore storiche Rigenerazione urbana I musei civici Siti Unesco in India e Algeria


restauro, realizzati sull’intero territorio nazionale dall’Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con gli Istituti e le Soprintendenze del Ministero. Gli interventi sono stati eseguiti in occasione dell’Anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il convegno sarà articolato in tre sezioni: siti, edifici e monumenti. Per ogni sezione sono previsti dei focus di approfondimento su due/tre restauri da parte dei tecnici che hanno curato e seguito i lavori. Sono stati invitati: Rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Coordinatore dell’Unità Tecnica Giancarlo Bravi, per il Mibac il Segretario Generale Antonia Pasqua Recchia, i Direttori Generali Mario Resca e Maddalena Ragni, i Direttori Regionali Carla Di Francesco e Francesco Prosperetti, i Soprintendenti Alberto Artioli e Franco Boggero, oltre a personalità e tecnici del Ministero e degli Enti Locali

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l Salone del Restauro di Ferrara offre al Ministero per i Beni e le Attività culturali, per consuetudine, l’occasione di esporre i risultati dei principali e innovativi restauri realizzati svolgendo il ruolo di protagonista in particolare grazie all’attività degli Istituti Centrali, punta di eccellenza del restauro internazionale. Quest’anno, alla conclusione delle manifestazioni dei 150 anni dell’Unità, il Mibac ha voluto sperimentare un’operazione di tipo nuovo e diverso, prendendo in esame non solo le eccellenze o casi particolari, ma una categoria trasversale omogenea a livello nazionale come i restauri realizzati con l’Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il progetto Luoghi della memoria. Gli interventi saranno presentati in un convegno che avrà luogo durante la manifestazione di apertura del Salone e si articolerà in tre sezioni: siti, edifici e monumenti. Per ogni sezione sono previsti dei focus di approfondimento realizzati dai responsabili dei lavori.Grazie alle relazioni emergeranno i valori promossi dal titolo del progetto: la localizzazione geografica, con tutto ciò che comporta sia dal punto di vista del rapporto con le istituzioni locali, sia della complessa interazione con il cittadino, destinatario di tutta l’intensa attività dello Stato sul territorio e l’importanza della memoria come elemento determinante per la riappropriazione del patrimonio culturale da parte delle comunità civiche. I monumenti, parte determinante dell’arredo urbano si caratterizzano per il significato civico e i valori che rappresentano. Anche l’opuscolo istituzionale, edito come ogni anno dal Mibac in occasione della manifestazione, prevede un settore interamente dedicato al progetto, con schede e approfondimenti frutto della collaborazione fra l’Unità Tecnica e i funzionari degli uffici territoriali. Il giorno successivo sarà anch’esso dedicato alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia con una serie di incontri ed approfondimenti sugli interventi di conservazione e restauro realizzati dalle Soprintendenze e dai Musei che vedranno coinvolti molti specialisti. Una mostra di pannelli sul tema sarà esposta per tutta la durata della fiera nello stand Mibac. A questa importante operazione di valorizzazione integrata si affiancherà tutta l’intensa attività che normalmente trova spazio nel Salone del Restauro di Ferrara. Infatti, circa cinquanta sono i convegni e gli incontri allo stand realizzati dagli Istituti Centrali del Restauro, le Direzioni Generali, Regionali e le Soprintendenze, che presenteranno attività di restauro su beni di diverse epoche e tipologie e temi di rilievo come quello della formazione dei restauratori.  Antonella Mosca e Maria Rosaria Nappi

I BENI CULTURALI PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA Nuove logiche di visione dei beni culturali Il Salone di Ferrara guarda alle nuove logiche di mercato e alle necessità di cambiamento del Paese, nella convinzione che i beni culturali e il nostro patrimonio storico-artistico e ambientale siano la vera risorsa del Paese. Una risorsa che deve trovare luoghi, opportunità e professionalità sinergicamente in grado di valorizzarli e trasformarli in un importante volano dell’economia nazionale. L’offerta è caratterizzata come sempre da quattro giorni di stimolanti eventi, incontri e dibattiti tesi a creare una piattaforma di dialogo e di aggiornamento tra gli operatori del settore su temi che ruotano attorno alla conservazione del patrimonio storico-artistico, architettonico e paesaggistico. Gli espositori saranno 215, con importanti adesioni anche dall’estero, ed animeranno la ricchissima proposta fieristica: produttori di materiali, tecnologie, attrezzature museali, servizi e software, centri per il restauro, enti di promozione turistica, Fondazioni bancarie, Università, Accademie di Belle Arti e Enti pubblici. La XIX edizione marca un cambiamento radicale del Salone, e vuole rappresentare una sfida e dare nuove opportunità alle realtà che operano sia nel pubblico che nel privato. Totale il rinnovamento: nei contenuti, nei target, nella veste grafica, nella comunicazione, nel linguaggio. Restyling del logo Restauro: una «R» più solida, che racchiude in sé l’essenza dei materiali dell’architettura da conservare. Perché restaurare vuol dire migliorare le nostre condizioni e prospettive di vita, significa guardare al restauro attraverso quei materiali e quelle tecnologie in grado di rendere più salubri gli spazi abitativi, di lavoro, di svago; significa affrontare tematiche quali il risparmio energetico, le alte prestazioni e la sostenibilità ambientale, sia per le nuove costruzioni che per il recupero del patrimonio esistente e molto spesso abbandonato. E poiché la cultura e l’arte sono argomenti che sostengono l’economia, in Italia e all’estero, Restauro dedicherà ampio spazio ai luoghi della cultura che, una volta recuperati, diventano mete privilegiate di un turismo di eccellenza, non soltanto luoghi d’arte italiani, ma anche importanti restauri all’estero diventati sinonimo di un nuovo concetto di arte e territorialità. Saranno presi in esame, con mostre e convegni, case history da India, Nord Africa, Turchia, Malta.  Carlo Amadori Capo Progetto di Restauro

TRADIZIONE COSTRUTTIVA ED INNOVAZIONE EDILIZIA L’impiego del legno negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente per le aree del mediterraneo ore 14.30, sala Belriguardo, pad. 5, piano terra Coordinamento scientifico e organizzazione: TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara Con il contributo di: Abitare Mediterraneo L’obiettivo di preservare le risorse, non solo energetiche ma anche materiali, non può non coniugarsi con la necessità innanzitutto di riqualificare l’esistente per ridurre la quantità di «energia grigia» degli interventi e ridurre il consumo del territorio. L’impiego del legno (strutturale o per la coibentazione) diventa strategico: non solo perché è la principale risorsa rinnovabile in ambito edilizio e con un bilancio pari a zero dal punto di vista delle emissioni di CO2, ma perché contribuisce ad assicurare livelli di comfort elevati e dal punto di vista strutturale è al tempo stesso resistente e leggero: il materiale ideale per gli interventi di recupero e sopraelevazione. I temi verranno trattati con particolare attenzione allo specifico delle aree mediterranee in cui le esigenze energetiche da un lato e la non immediata disponibilità delle risorse forestali dall’altro devono essere coniugate per trovare un equilibrio. Intervengono: Carlo Bughi (architetto, Centro Diaprem, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara); Marco Sala (ordinario di Tecnologia dell’Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, Direttore Centro Interuniversitario Abita, responsabile scientifico della ricerca «Abitare mediterraneo», finanziato dalla Regione Toscana fondi Por Fers 2007/2013): Costruire-Ricostruire edifici ecoefficienti in aree climatiche temperate; Alessandro Panichi (architetto, coordinatore gruppo di lavoro sistemi costruttivi a secco con struttura in legno-team casi studio 01-03-04-05): Intervento di ricostruzione, sostituzione parziale e sopraelevazione di un edificio in muratura con elementi strutturali orizzontali e verticali in legno; Paolo Rava (architetto, TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna): La qualità energetica del manufatto storico tra recupero e restauro: il ruolo del legno e della fibra

Il programma è aggiornato al 10 febbraio 2012

Mercoledì 28 marzo CONVEGNI

Ministero per i beni e le attività culturali Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale Direttore Generale: Mario Resca Servizio II - Comunicazione e Promozione Direttore: Mario Andrea Ettorre Coordinatore del progetto: Antonella Mosca Referenti: Maria Angela Siciliano, Monica Bartocci, Cinzia Raffio, Marina Fabiani tel. 06 6965 4461 - 4225 - 4469 - 4218 fax 6723 3455 - 3465 ferrara@beniculturali.it

IL VENTRE DELLA VILLA: LA MATERNITÀ CULTURALE DI UN’ARTE ore 15.00, sala Marfisa, primo piano, atrio A cura di: Camera di Commercio di Verona. Con il patrocinio dell’Istituto Regionale Ville Venete Il convegno è pensato per porre l’attenzione sul rapporto di filiazione culturale tra l’artigianato del mobile della pianura veneta e le Ville Venete, sarà l’occasione per contribuire ad elaborare un processo di regressione alle origini: una ri-presa di coscienza identitaria, perchè questa artigianalità diffusa è, soprattutto, scaturita dal patrimonio di valori che le Ville hanno sedimentato nel territorio attraverso la loro storia; sarà questa, anche, l’occasione, perchè le Ville possano tornare ad interrogarsi sulla possibilità di tornare ad essere «motori dello sviluppo» di un territorio, oggi colposamente, inconsapevole degli straordinari manufatti che ospita. Questo convegno vuole porre le basi per un dibattito teso al superamento della mera conservazione delle fabbriche, ovvero della museificazione di questo patrimonio, che possa divenire l’occasione per parlare dei contenuti e di nuove possibilità d’uso delle dimore veneziane in terra ferma. Coordina: Luca Bezzetto, architetto Sono stati invitati: Il Presidente della Camera di Commercio di Verona, il Presidente dell’Istituto Regionale Ville Venete, un rappresentante dell’Associazione Proprietari Ville Venete, il Soprintendente i Beni Architettonici e Paesaggistici del Veneto, il Segretario dell’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto, l’Assessore alle attività produttive della Regione Veneto, l’Assessore alle attività produttive della Provincia di Verona, il Prof. Caviasca docente di Interni presso il Politecnico di Milano

LUOGHI DELLA MEMORIA Interventi di conservazione e restauro ore 14.30-18.00, sala Schifanoia, pad. 2, piano terra Organizzato da: Mibac - Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Presidenza del Consiglio dei Ministri Unità Tecnica di Missione Promosso da: Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale Alla cerimonia di apertura del Salone, alla quale presenzieranno i massimi esponenti del Mibac e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, seguirà il convegno istituzionale «Luoghi della memoria» con l’intento di approfondire gli interventi di conservazione e

ALGERIA, PATRIMONIO E MEMORIA ore 15.00, sala Diamanti, pad. 1, piano terra Organizzato da: Agence Algérienne pour le Rayonnement Culturel (Aarc) Relatori: Mohammed Djehiche (Direttore del Museo di arte moderna e contemporanea di Algeri e commissario della mostra): La valorizzazione del patrimonio e il restauro della memoria; Mourad Betrouni (Direttore della protezione legale dei beni culturali e della valorizzazione del patrimonio al Ministero della Cultura): La legge sul patrimonio, realizzazioni e obiettivi; Abdelouahab Zekagh (architetto restauratore, direttore generale dell’Ufficio di gestione e valorizzazione dei beni culturali): La Casbah di Algeri, operazione salvataggio; Abdelaziz Badjadja, architetto restauratore: Il Palazzo del Bey di Constantine e la rinascita degli antichi mestieri; Abdelhalim Seray (architetto,direttore generale di Gestione delle realizzazioni dei Grandi Progetti della Cultura) e Abdesamad Shiali (architetto restauratore): La ricostituzione del Palazzo Reale della cittadella di El Mechouar a Tlemcen

IL PROGETTO DEL COLORE Soluzioni operative per la gestione cromatica delle superfici ore 15.00, sala Castello, primo piano, atrio Coordinamento scientifico e organizzazione: Laboratorio TekneHub, Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia, Regione Emilia-Romagna La conferenza si propone di affrontare il tema del colore in architettura nelle sue principali declinazioni: dal colore delle superfici storiche ai colori della scena urbana, dalle metodologie di rilievo e analisi finalizzate alla definizione cromatica dell’architettura storica, contemporanea e degli spazi interni, agli strumenti per lo studio del colore nelle rappresentazioni digitali, dai prodotti tradizionali di finitura agli innovativi involucri esterni. Intervengono: Marcello Balzani (Direttore TekneHub - Tecnopolo di Ferrara Piattaforma Costruzioni Rete Alta Tecnologia Regione Emilia-Romagna, Università di Ferrara); Federica Maietti (architetto, Dottore di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura, Direttore di www.architetti.com): Il colore esistente: tra restauro e conservazione; Francesca Valan (color designer): Le identità cromatiche della città: linee guida per Milano; Massimo Caiazzo (Vice Presidente di Iacc -International Colour Consultant Association): Coloriamo le città; Gianni Cagnazzo (architetto, Presidente Indoor Environment Monitoring & Management Organization, Presidente Associazione Nazionale Architettura Bioecologica): La percezione del colore; Federico Ferrari (architetto, Laboratorio TekneHub, Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia, Regione Emilia-Romagna): Teoria e pratica del colore: dal digitale alla stampa; Carlo Bughi (architetto, Centro Diaprem, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara): La simulazione digitale per la verifica del progetto; Raffaele Del Monaco (Architectural Restoration Project Manager Oikos): Le coloriture nel cantiere di restauro: materiali e tecniche applicative CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DEGLI EDIFICI IN MURATURA ore 16.00 - 18.30, Sala Massari, par. 4, piano terra Organizzato da: Cni (Consiglio Nazionale Ingegneri), Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ferrara; Ass.i.r.c.co. (Associazione Italiana Recupero e Consolidamento Costruzioni) RESTAURO E RECUPERO IN ABRUZZO Strategie per l’innovazione tra impresa, progetto e ricerca nel quadro del finanziamento attuale ore 16.00-17.45, sala Ermitage, pad. 5, piano terra Organizzazione: Polo di Innovazione dell’edilizia sostenibile della Regione Abruzzo, Sezione Restauro/Recupero Coordinamento scientifico: TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna In collaborazione con: Gbc Italia (Green Building Council) Dopo le esperienze positive di altre Regioni italiane, anche la Regione Abruzzo investe sullo sviluppo sostenibile dell’industria delle costruzioni. In tale contesto nasce il Polo di Innovazione dell’Edilizia Sostenibile della Regione Abruzzo, che aggrega circa 70 imprese indipendenti, Università e Centri di Ricerca regionali e nazionali, con l’intento comune di stimolare lo sviluppo, la qualificazione e la qualità dei prodotti e dei processi nel settore edile abruzzese. Intervengono: Elisabetta Palumbo (architetto, Direttore Tecnico del Polo di Innovazione dell’Edilizia Sostenibile della Regione Abruzzo); Domenico Tronca (Presidente del Polo di Innovazione dell’Edilizia Sostenibile della Regione Abruzzo); Marcello Balzani (Direttore del Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Responsabile Scientifico del TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna); Mario Zoccatelli (Presidente Gbc Italia)

INCONTRI E SEMINARI RESTAURATORI A CONFRONTO. «Uniti per un contratto di lavoro che ci rappresenti davvero» ore 11.00, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA La Fontana della Ferrovia Direttissima Bologna Firenze: arte e città ore 11.00-Modern Corner, Pad.3 Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara a cura del Modern Corner Archibo Relatore: Michela Gazziero ALTA FORMAZIONE, L'ESPERIENZA DELLA FONDAZIONE ITS FERRARA NEL PANORAMA REGIONALE E NAZIONALE ore 11.30 - 13.30, Sala Massari, pad. 4, piano terra Organizzato da: Fondazione Its Ferrara LA SAPIENZA RISPLENDE. Conservazione e restauro dei Beni Culturali in Abruzzo dall’antico al contemporaneo. ore 12.30, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Umberto Allemandi & C. Intervengono: Lucia Arbace (Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo) e Gabriele Simongini (Critico d’Arte) PRESENTAZIONE DEL LIBRO «MANUFATTI DIPINTI SU SUPPORTO TESSIELE» Vademecum per allievi restauratori», della nuova collana Lineamenti di restauro e conservazione dei Beni Culturali. ore 12.30, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Il Prato Casa Editrice


Relatori: Daphne De Luca (restauratrice, docente presso l’Università di Urbino Carlo Bo, autrice del libro e direttrice della collana); Laura Baratin (professore presso l’Università di Urbino Carlo Bo, Coordinatore del Comitato nazionale per le Lauree magistrali a ciclo unico in Restauro e Conservazione dei Beni culturali) IL SANTUARIO DELLA B. V. ANNUNCIATA DI SERLE: formazione, diagnostica e conservazione programmata. ore 12.30, sala C, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Enaip Lombardia Scuola di Restauro di Botticino Relatori: Elisabetta Arrighetti, Roberto Bonomi, Marco Morandotti, Martina Pini, Maria Pia Riccardi RICERCA, STUDIO, IDEAZIONE. PROGETTO DI RESTAURO DI UN OPERA IN ASFALTO Relatori: Isella Elisa (Tecnica di laboratorio) IL RESTAURO DI UN MANUFATTO LIGNEO: LA PALA DI SAN MICHELE Relatori: Duilio Tanchis (Direttore di Scuola9 ore 12.30, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzati da: Accademia di Belle Arti di Brera Scuola di conservazione e restauro Intervengono: studenti della Scuola di Conservazione e Restauro COLLABORAZIONI NEL CAMPO DEL RESTAURO DI BENI ARTISTICI E IMMOBILI DI PREGIO: quali opportunità di collaborazione per le imprese dell’Emilia-Romagna in Russia? ore 14.00, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Cna Emilia-Romagna IL RILIEVO PER IL RESTAURO. Rilievo e monitoraggio della chiesa di San Paolo di Brindisi ore 14.00, sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Coordinamento scientifico: TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna; Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara; Ciri (Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale) settore Edilizia e Costruzioni, del Tecnopolo dell’Università degli Studi di Bologna Intervengono: Roberto Di Giulio (Direttore del Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara); Marcello Balzani (Direttore del Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Responsabile Scientifico del TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna); Giacomo Carito (Assistente Ecclesiastico, Uffici Tecnici della Curia Arcivescovile dell’Arcidiocesi di Brindisi Ostuni); Leonardo Chiechi (Digitarca, Bari) e Claudio Mazzotti (Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale settore Edilizia e Costruzioni, Tecnopolo dell’Università degli Studi di Bologna, professore associato di Tecnica delle Costruzioni - Dipartimento Ingegneria Civile, Ambientale e dei Materiali) Supporto tecnico: Digitarca, Bari In collaborazione con: Cfr (Consorzio Ferrara Ricerche) e Arcidiocesi Brindisi - Ostuni LA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO Metadistretto delle tecnologie sostenibili nel settore delle costruzioni in Emilia-Romagna ore 14.00, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Rete Alta Tecnologia Emilia Romagna - Aster - Piattaforma Costruzioni - TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara Nell’ambito del progetto: Euresp (European Regional Environmental Services Platform) Intervengono: Marcello Balzani (Direttore del Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Responsabile Scientifico del TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna); Teresa Bagnoli (Coordinatore Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia Romagna, Aster): Il Metadistretto delle tecnologie sostenibili nel settore delle costruzioni in Emilia-Romagna; Federica Maietti (architetto, Dottore di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura, Piattaforma Costruzioni, Aster): La riqualificazione sostenibile del patrimonio architettonico RESTAURO DEL CONSERVATORIO DI MUSICA LUCIO CAMPIANI NEL CONVENTO DI SANTA MARIA DELLA MISERICORDIA A MANTOVA. Strumenti per un inusuale concerto ore 14.30, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Studio Associato Brusa Pasquè, Varese Relatori: Sergio Cordibella (Presidente del Conservatorio di Mantova); Elena Brusa Pasquè (architetto); Lucio Visintini (Progettista acustico); Antonella Mastronardi (architetto per il restauro); Daniela Castagna (M.Elena Menotti, Archeologa /Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia); Rossella Ber-

nasconi (restauratrice consulente per il restauro pittorico); Chiara Ceriotti (restauratrice presso consorzio Arkè Roma). Alla fine del convegno si svolgerà una tavola rotonda in cui possono intervenire anche altri professionisti coinvolti. DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Ente delta padano: un archivio e un patrimonio costruito ore 15.00, Modern Corner, Pad.3 Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara A cura di: Modern Corner Archibo Relatori: IBC Emilia Romagna IL GIARDINO ROMANTICO DI PALAZZO REALE A NAPOLI ore 16.00, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storico Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e provincia Relatori: Stefano Gizzi (Soprintendente per i Beni Architettonici, Peasaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia) e Tommaso Russo (Funzionario della stessa Soprintendenza Direttore Coordinatore) IL RESTAURO DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA STORICA DI EDWARD STEICHEN: THE BITTER YEARS 1935-1941. Un progetto dai molteplici aspetti. ore 16.00, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Smp - Conservazione e Restauro di Fotografie Relatore: Sandra Maria Petrillo RINFORZO DEI SOLAI DI LEGNO VECCHI E NUOVI ALLA LUCE DELLE NORMATIVE SISMICHE ore 16.00, sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Peter Cox Relatore: Franco Laner (ordinario di Tecnologia dell’Architettura allo Iuav di Venezia) DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Territorio>Spaziosociale>Industria>Archivio>Arche ologia industriale>Architetto. Trasformazioni nella Valle del Reno ore 17.00, Modern Corner, Pad.3 Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara- a cura del Modern Corner Archibo Relatore: Simone Fagioli «LA STRADA» PER CIVITA DI BAGNOREGGIO ore 17.15, sala B, primo piano fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Alma Civita Intervengono: Francesco Bigiotti (Sindaco del Comune di Bagnoregio); Giorgio Palandri (Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo); Tiziana Farina e Alessandra Rocchi (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo); Massimo Fordini Sonni (Alma Civita); Alfredo Passeri (Professore Associato di Estimo ed Esercizio - Professionale alla facoltà di Architettura della Università degli Studi di Roma Tre); Andrea Danti (Assessore Affari generali e legali, sport, turismo, spettacolo, patrimonio, scuola alberghiera della Provincia di Viterbo); Claudio Ricci (Presidente Associazione Beni Italiani, Patrimonio Mondiale Unesco) Modera: Raimondo Cagiano De Azevedo (Professore ordinario di Demografia alla facoltà di Economia della Università di Roma La Sapienza)

Giovedì 29 marzo CONVEGNI RESTAURO CONSAPEVOLE - PREMIO FASSA BORTOLO ore 9.30-13.00, sala Diamanti, pad. 1, piano terra e mostra al pad. 3 Coordinamento scientifico: LaboRA (Laboratorio di Restauro Architettonico), Diaprem (Development of Integrated Automatic Procedures for Restoration of Monuments), del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Laboratorio ArcDes, Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Patrocinio: Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Ferrara Presentazione dei progetti vincitori della II edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico «Domus restauro e conservazione Fassa Bortolo».

Presentazione dei progetti vincitori della seconda edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico «Domus restauro e conservazione», ideato e promosso dalla Facoltà di Architettura di Ferrara e dalla Fassa Bortolo, volto a diffondere ad un ampio pubblico restauri architettonici che abbiano saputo interpretare in modo consapevole i principi conservativi, anche ricorrendo a forme espressive contemporanee, nei quali la comunità tecnico-scientifica si possa riconoscere in modo ampio. Saranno presenti i membri della Giuria: Giovanni Carbonara (Presidente, Ordinario di Restauro Architettonico e Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, Università Sapienza di Roma, Facoltà di Architettura Valle Giulia); Gisella Capponi (Direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali); Ascensiòn Hernández Martíne (Associato di Restauro Architettonico, Università di Saragozza); Riccardo Dalla Negra (Ordinario di Restauro Architettonico, Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara e Direttore di LaboRA Laboratorio di Restauro Architettonico); Marcello Balzani (Segretario del Premio, Direttore del Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Responsabile Scientifico del TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna) Intervengono tutti i vincitori e i menzionati del premio RESTAURI A MODENA: IL DUOMO E LA GHIRLANDINA ore 9.30 - 11.30 sala Ermitage, piano terra, pad. 5 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna, Comune di Modena Relatori: Carla Di Francesco ( Mibac); Rossella Cadignani (Comune di Modena); Graziella Polidori ( Mibac) IL RESTAURO DEL TABERNACOLO DEI LINAIOLI DI FRA’ GIOVANNI ANGELICO ore 9.30-13.30 sala Schifanoia, pad. 2, piano terra Promosso da: Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze - Settore Dipinti su tela e tavola e Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze - Museo di San Marco, in collaborazione con Banca Intesa Sanpaolo e Edifir-Edizioni Firenze Saluti e introduzione alla giornata: Cristina Acidini (Soprintendente per il patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze); Marco Ciatti (Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro di Firenze); Silvia Foschi (Beni Archeologici e Storico-Artistici Intesa Sanpaolo) Relatori: Magnolia Scudieri: Presentazione dell’opera e della mostra realizzata al Museo di San Marco; Gabriella Incerpi: Il Tabernacolo dei Linaioli agli Uffizi: problemi conservativi, proposte e interventi di restauro nel XVIII e XIX secolo; Marco Ciatti: Il progetto di conservazione e valorizzazione: alcune riflessioni; Ciro Castelli, Mauro Parri, Andrea Santacesaria: Tecnica, stato di conservazione ed intervento di restauro sul supporto ligneo; Paola Bracco, Ottavio Ciappi, Luisa Landi: Tecnica, stato di conservazione e intervento di restauro sulla pittura; Giancarlo Lanterna, Monica Galeotti, Carlo Lalli: Le indagini scientifiche del Laboratorio dell’Opificio; Riccardo Falciai, Cosimo Trono: Le indagini scientifiche dell’Ifac-Cnr; Claudio Seccaroni, Pietro Moioli: Le indagini scientifiche dell’Enea COMPORTAMENTO SISMICO DELLE MURATURE STORICHE E TECNICHE D’INTERVENTO: ANALISI E SPERIMENTAZIONE ore 10.00, sala Castello, primo piano, atrio Promosso da: Assi.r.c.co. (Associazione Italiana Recupero e Consolidamento delle Costruzioni) e da Centro Studi Sisto Mastrodicasa Il drammatico ripetersi degli eventi sismici che hanno colpito l’Italia negli ultimi decenni, ha chiaramente evidenziato le particolari peculiarità del comportamento meccanico delle murature storiche e la necessità che di queste peculiarità si tenga conto in fase di progettazione degli interventi di consolidamento. Del comportamento sismico delle murature storiche e delle più recenti sperimentazioni si parlerà, quindi, in quest’incontro. Intervengono: Antonio Borri (Presidente del Centro Studi Mastrodicasa); Laura Bussi (Segretario Generale Assi.r.c.co.); Giovanni Cangi e Andrea Giannantoni (Centro Studi Mastrodicasa) Nell’ambito dell’incontro verrà presentato il volume Archi e volte in zona sismica. Meccanica delle strut-

ture voltate, a cura di Antonio Borri e Laura Bussi, di cui sono autori Nicola Augenti, Laura Bussi, Giovanni Cangi, Serena Cattari, Sergio Lagomarsino, Michele Paradiso, Sonia Resemini, Giacomo Tempesta. Il volume è il frutto di una Linea della ricerca ReLuis 2005-2008 (Linea 1: Valutazione e Riduzione della Vulnerabilità di Edifici in Muratura, Tema 3a.2: Il ruolo ed il comportamento delle volte). Sono previsti interventi di alcuni degli autori e del prof. ing. Gaetano Manfredi (Presidente del Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica - ReLuis) LE NUOVE PROSPETTIVE DELLA FORMAZIONE DEL RESTAURATORE - TAVOLA ROTONDA ore 10.00-13.30, sala Marfisa, primo piano Promosso da: Commissione tecnica per le attività istruttorie finalizzate all’accreditamento delle Istituzioni formative e per la vigilanza sull’insegnamento del Restauro Saluti istituzionali: Roberto Cecchi (Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali); Antonia Pasqua Recchia (Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali); Raffaele Liberali (Capo Dipartimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) I sezione: Il lavoro della «Commissione tecnica per le attività istruttorie finalizzate all’accreditamento delle Istituzioni formative e per la vigilanza sull’insegnamento del Restauro» Intervengono: Marisa Dalai Emiliani (Presidente Commissione); Enzo Siviero (Vice Presidente Cun e membro della Commissione): L’esperienza dei Corsi universitari di Laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni culturali; Giuseppe Gaeta (Vice Presidente del Cnam e membro della Commissione): L’esperienza dei Corsi di diploma accademico di secondo livello, di durata quinquennale, in Restauro, abilitante alla professione di «Restauratore di beni culturali»; Lidia Rissotto (Direttore della Saf dell’Iscr); Marco Ciatti (Opd di Firenze) e Maria Cristina Misiti (Direttore della Saf dell’Icrcpa) membri della Commissione: L’esperienza dei Corsi in Conservazione e Restauro dei Beni culturali delle Scuole di Alta Formazione e Studio del Ministero per i Beni e le Attività culturali; Gian Oberto Gallieri (Presidente restauratori della Confederazione Nazionale Artigiani e membro della Commissione): Il profilo professionale del restauratore: penetrare i confini tra lavoro manuale e lavoro intellettuale. Per un’intelligenza della mano. II sezione: Esperienze a confronto Intervengono: Laura Baratin (Coordinatore del Comitato nazionale per le Lauree magistrali a ciclo unico in Restauro e Presidente c.d.l. di Restauro, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) e Giovanna Cassese (Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli) IL RESTAURO NEL XX SECOLO TRA FIRENZE, PRATO E PISTOIA. SPUNTI DI RIFLESSIONE TRA TEORIA E PRASSI ESECUTIVA ore 10.00-13.00 sala D, primo piano, tra I pad. 5 e 6 Promosso da: Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato Relatori: Alessandra Marino (Soprintendente per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato): L’esaltazione del medioevo tra liberazione e ripristino; Vincenzo Vaccaro: Il Complesso Mediceo Laurenziano di Firenze. Un secolo di restauri; Hosea Scelza: Le molteplici sembianze del restauro architettonico novecentesco. Il caso di Orsanmichele a Firenze: progetti di ripristino, introduzione del nuovo e conservazione; Fiorella Facchinetti: Il Palazzo Mozzi Bardini. Tre secoli di restauri; Fulvia Zeuli: Stefano Bardini alla Torre del Gallo tra restauro antiquariale e tecnologie innovative; Tesi Valerio: Architetture medievali pistoiesi, tra rievocazione e conservazione; Franco Filippelli: Restauri a Pescia nel corso del novecento. LA REGIONE DELLE GRANDI CATTEDRALI INCONTRO STAMPA ore 11.00, pad. 2, piano terra, mostra TEKNEHUB Coordinamento Scientifico: Piattaforma Costruzione Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Per quale motivo proporre oggi un progetto interdisciplinare, integrato, con forti valenze culturali, turistiche, di ricerca, di valorizzazione? Forse perché è necessario individuare, nello logiche di uno sviluppo più o meno consapevole: Un progetto culturale che abbia un’anima europea e un respiro europeo; Un progetto culturale fortemente coerente con i territori di cui la Regione Emilia-Romagna è costituita e che sviluppa un senso e un significato uni-


ficante anche sul piano simbolico; Un progetto comprensibile a tutti: capace di rendere leggibile la realtà dell’esperienza materiale e spirituale, la forza della religiosità; Un progetto culturale accessibile, e soprattutto inclusivo; Un progetto culturale con una forte vocazione alla ricerca, per rappresentare lo sforzo e la coerenza della Regione Emilia-Romagna nel campo dell’innovazione, radicata sulla storia e sulle memorie, di cui anche la rete ad alta tecnologia è una fedele immagine concreta; Un progetto culturale sostenibile, che utilizza la forza dell’emergenze architettoniche per diffondere e sviluppare un’idea di restauro e di recupero diffuso del territorio e del paesaggio in cui diversi modelli di sviluppo si confrontano. Intervengono: Massimo Mezzetti, Assessore Cultura, Sport, Regione Emilia-Romagna; Gian Carlo Muzzarelli, Assessore Attività produttive, piano energetico e sviluppo sostenibile, economia verde, edilizia, Regione Emilia-Romagna; Paolo Bonaretti, Direttore Generale, Aster; Marcello Balzani, Responsabile scientifico Piattaforma Costruzione Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna; Arturo Calzona, Dipartimento dei Beni Culturali e dello Spettacolo, Università di Parma. CONVEGNO SUI RESTAURI DELLA LIGURIA ore 14.00-18.00 sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Liguria Relatori: Michele Cogorno, Roberto Leone e Mauro Moriconi (Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Liguria): Progetti e interventi di restauro: Il Forte di Santa Tecla a Sanremo (Im), La Chiesa di N.S. delle Grazie e di S. Egidio a Bussana Vecchia Sanremo (Im), Il Castello di Madrignano a Calice al Cornoviglio (Sp); Francesca Bulgarelli (Soprintendenza per i Beni archeologici della Liguria): Presentazione dei Restauri archeologici in Liguria STRATEGIE E POLITICHE DI PROMOZIONE DELLA RICERCA SUI PATRIMONI CULTURALI Fach - Focus Area Cultural Heritage Ectp - European Construction Technology Platform - Focus Area Cultural Heritage ore 14.30, sala Castello, primo piano, atrio Organizzato da: Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara; TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna L’Fp7, il settimo programma quadro (2007-2013), è attualmente nella sua ultima fase di sviluppo e molti progetti meritevoli di Cultural Heritage sono già stati sviluppati, la maggior parte entro gli Environment Theme. Le linee guida per approcciarsi ad Horizon 2020 sono state delineate dalla Comunità Europea e si presenteranno in proposte formali molto presto. In questo scenario, all’interno di questa iniziativa, si analizzerà il futuro dei Beni Culturali e le azioni operative richieste per promuovere l’ambiente costruito e i beni culturali materiali. Durante questo periodo l’Ectp ha continuato la sua attività. Altre iniziative, interne ed esterne all’Ectp sono state promosse e stanno diventando sempre più importanti e potrebbero influenzare il ruolo e lo sviluppo della Fach. In particolare si sono distinti i progetti EeB, Refine e Jpi sui beni culturali. Intervengono: Roberto Di Giulio (Direttore del Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara), Isabele Rodriguez Maribona (Tecnalia-Labein, Derio, Spagna, Fach Coordinator), Roko ˇZarni´c (Università di Lubiana, Lubiana, Slovenia, Fach Coordinator) Invitati: Michel Chapuis (European Commision); Astrid Brandt-Grau (European Commision); Adriana Bernardi (Isac-Cnr, Italia); Johanna Leissner (Fraunhofer, Italia); Pedro Martín Lerones, (Certif - Centro tecnológico, Centros tecnológicos España - Spagna) MATERIALI APPROPRIATI PER IL RINFORZO DELLE COSTRUZIONI STORICHE: FIBRE, MATRICI E NANOTECNOLOGIE ore 14.30-18.30, sala Marfisa, primo piano, atrio Promosso da: Aico (Associazione Italiana Compositi) Il seminario di quest’anno vuole porre l’accento sugli avanzamenti tecnologici che sono in atto nel processo produttivo dei materiali per il rinforzo strutturale delle costruzioni storiche. Le finalità sono quelle di conseguire la massima riduzione di vulnerabilità al sisma nel rispetto della concezione statica originaria. Pertanto escludendo modifiche alla geometria della costruzione resta da esaltare la prestazione dei materiali originari. Gli apporti in termini di resistenza dei materiali compositi giocano infatti in favore di questa strategia. Le fibre, tradizionali o quelle innovative, sono una chiave fondamentale per il progresso tecnologico dei compositi per il rinforzo. Intervengono: Angelo Di Tommaso (Università di Bologna, Presidente Aico); Antonio Borri (Università di Perugia, Vice Presidente Aico): Rinforzo delle costru-

zioni storiche con materiali compositi; Alessandra Bazzarin (Cdm Dolmen e Omnia Is srl): Analisi strutturale finalizzata alla diagnosi e progettazione dell’intervento con compositi; Giorgio Giacomin e Carlo Perinelli (G&P Intech srl): Tecnologie di rinforzo delle strutture con sistemi Frp, Frcm, Srg. Sperimentazioni ed applicazioni; Paolo Simeone (Tecnochem s.p.a.): Microcalcestruzzi nanotecnologici nel recupero e rinforzo di strutture storiche; Giancarlo Celestini (Tec.Inn. srl): Il rinforzo e la messa in sicurezza strutturale con Frp. L’Aquila: alcuni esempi; Giovanni Mantegazza (Ruredil s.p.a.): Leganti inorganici dei sistemi Frcm per l’edilizia storica: miglioramento delle proprietà adesive mediante nano-materiali; Antonio Brancaccio (Sgm srl): Attività di diagnosi, controllo e monitoraggio strutturale nell’edilizia storico-monumentale: recenti sviluppi e casi di studio; Paolo Casadei (Fidia srl): Materiali compositi in fibra di acciaio, basalto, lino e canapa con matrici organiche e inorganiche per il consolidamento e il restauro dell’edilizia storico-artisticamonumentale; Gianluca Ussia e Lino Credali (Ardea Progetti e Sistemi srl): Rinforzi in composito per edilizia - Betontex Ipn: sviluppo e sperimentazione RESTAURO: FONDAMENTA DI UNA RINASCITA CULTURALE ore 14.30, sala Schifanoia, pad. 2, piano terra A cura di: Cna Nazionale RE-LOADED BUILDINGS. INTERFACCE INNOVATIVE PER LA MAPPATURA DEL PATRIMONIO EDILIZIO INUTILIZZATO ore 15.30, sala Diamanti, pad. 1, piano terra Organizzazione: Aster Scienza Tecnologia Impresa S. Cons. p.a. Coordinamento scientifico: Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna L’attuale congiuntura economico finanziaria riconosce nella rigenerazione del patrimonio edilizio esistente un efficace volano per il rilancio della crescita del sistema paese. Tuttavia, una parte significativa di tale patrimonio si configura allo stato presente quale «capitale morto», in quanto inutilizzato, sottoutilizzato, abbandonato o semplicemente suscettibile di trasformazione, in attesa di adeguate politiche di valorizzazione. La quantità e la qualità di tale patrimonio non è conosciuta e tale constatazione si traduce immediatamente in una opportunità per la Piattaforma Costruzioni, che nel recupero e nella riqualificazione urbana identifica un filone di ricerca prioritario nel suo programma. Moderatore: Nicola Marzot (architetto, Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna) Sono stati invitati: Isabella Inti e Valeria Inguaggiato (founders and coordinators of the action-research); Patrizia Di Monte (Gravalos & Di Monte arquitectos); Giacomo Zaganelli (Esibisco- laboratorio di idee); Andrea Sesta ([im]possible living) IL PROTOCOLLO HISTORICAL BUILDINGS: IL RESTAURO DIVENTA GREEN ore 16.30-18.30, sala Ermitage, pad. 5, piano terra Organizzato da: Dipartimento di Architettura di Ferrara - Centro Ricerche Architettura>Energia, TekneHub Ferrara, Green Building Council Italia Rispetto alle nuove costruzioni, il tema della riqualificazione degli edifici esistenti richiede uno sforzo progettuale maggiore, teso al rispetto delle peculiarità morfologiche e tecnologiche dell’oggetto in questione. La complessità del progetto aumenta considerevolmente nel caso di interventi sugli edifici storici a causa della concomitanza di istanze di natura conservativa e dei sempre più stringenti obiettivi di sostenibilità, ormai estesi anche al patrimonio costruito. Al fine di far dialogare tra loro questi grandi ambiti, Green Building Council Italia ha riunito un gruppo di esperti, tra cui il Dipartimento di Architettura di Ferrara, per l’elaborazione del protocollo Historical Buildings, uno standard innovativo che promuove la cultura della conservazione sostenibile tra i soggetti istituzionali e il mondo della progettazione. Relatori: Marcello Balzani (Vicedirettore Dipartimento di Architettura di Ferrara, Responsabile Scientifico TekneHub, Coordinatore Cts Materiali e Risorse di Gbc Italia): Le problematiche di sostenibilità applicate al restauro; Mario Zoccatelli (Presidente Gbc Italia): Il ruolo di Gbc Italia nell’edilizia sostenibile; Paola Boarin (membro del Centro Architettura>Energia, Vicecoordinatore Cts Materiali e Risorse di Gbc Italia): Lo standard Leed - Gbc Italia; Carlotta Cocco (membro del Cstd Historical Building di Gbc Italia): Verso il protocollo Historical Buildings; Keoma Ambrogio (Centro LaboRA, Funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Marco Zuppiroli, Centro LaboRA, membro Comitato Standard Historical Building): Le esperienze di ricerca della Facoltà di Architettura di Ferrara nell’ambito della sostenibilità degli interven-

ti applicati all’edilizia storica; Pietromaria Davoli (Professore Ordinario di Tecnologia dell’Architettura, vicedirettore del Centro Ricerche Architettura>Energia): Un esempio per la riqualificazione in chiave sostenibile dei tessuti storici

INCONTRI E SEMINARI INCONTRI DI APPROFONDIMENTO SUGLI INTERVENTI DI CONSERVAZIONE E RESTAURO DEL PROGETTO «LUOGHI DELLA MEMORIA» ore 9.30-18.30, Sala Massari, piano terra, pad. 4 La Calabria per i 150 anni dell’Unità d’Italia: Il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia ore 10.30 - 11.00 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria in collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Calabria Relatori: Francesco Prosperetti (Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria); M. Carmen Genovese (architetto della Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria) La Calabria e i 150 anni dell’Unità: il restauro del monumento a Francesco Stocco di Catanzaro e il monumento all’Italia di Reggio Calabria ore 11.00 - 11.30 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria in collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Calabria. Relatori: Francesco Prosperetti (Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria); Fabio De Chirico (Soprintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici della Calabria); Maria Teresa Sorrenti (Storico dell’Arte della Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria); Paolo Pastorello (Ditta Studio C.r.c.) «Memorie della Grande Guerra» catalogazione del patrimonio storico della Prima guerra mondiale ore 11.30 - 13.30 Promosso da: Direzione Generale per il paesaggio le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (Segreteria Tecnica). Relatori: Direttore Generale Mibac (o suo delegato); Daniele Ravenna (componente del Comitato tecnicoscientifico speciale per il patrimonio storico della Prima guerra mondiale); Giuseppe Morganti; Rita Bernini; Marco Lattanzi; Paola F. Munafò (Iccd). Gli «uomini illustri» del Museo di San Martino ore 15.00 - 15.30 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, Soprintendenza Speciale per patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli. Relatore: Luisa Martorelli (Responsabile Sezione Ottocento/Ufficio Mostre Direzione Museo di San Martino) Luoghi della memoria Napoli Monumento ai Martiri Napoletani. Potenzialità dei Materiali Compositi nel Restauro e Ripristino Strutturale ore 15.30 - 16.00 Relatori: Ignazio Crivelli Visconti (Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e della Produzione - Università di Napoli Federico II); C. Cigliano (Tepco Compositi Consulting & Technology Group) Applicazione dei Materiali Compositi nel Rinforzo Strutturale del Monumento ai Martiri Napoletani a Napoli ore 16.00 - 16.30 Relatori: C. Cigliano (Tepco Compositi Consulting & Technology Group); Ignazio Crivelli Visconti (Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e della Produzione - Università di Napoli Federico II) INIZIATIVE RIVOLTE ALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DI MONUMENTI E MUSEI ore 9.30 - 11.30 Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Direzione Generale per il paesaggio le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (Segreteria Tecnica) Relatori: Biancaneve Codacci-Pisanelli; Dora Di Francesco UMIDITÀ DI RISALITA CAPILLARE NEGLI EDIFICI: indagini diagnostiche, analisi del degrado, monitoraggio del processo di deumidificazione muraria attuata mediante applicazione del sistema elettrofisico Domodry. Casi applicativi di successo in Italia ed interventi in corso di realizzazione in edifici storici salentini in pietra leccese ore 10.15-12.15, sala A, primo piano, fra pad. 3 e4 Organizzato da: Leonardo Solutions Relatori: Giorgio Zavarise (Università del Salento); Paolo Congedo (Università del Salento); Michele Rossetto, Davide Mauri (Leonardo Solutions) ADEGUAMENTI SISMICI DI EDIFICI CIVILI E MONUMENTALI. «Le indagini geo-diagnostiche a supporto delle verifiche strutturali» ore 11.00, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Tecno Futur Service Relatore: Giancarlo Maselli DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Parco Dora a Torino ore 11.00, Modern Corner, pad. 3 Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara A cura di: Modern Corner Archibo Relatori: Daniela Strasinsky e Doerte Dannemann (Latz + Partner) IL RIALLESTIMENTO E IL RESTAURO DEI CALCHI DELLA GIPSOTECA DEL CASTELLO SVEVO DI BARI ore 11.30-12.15 sala Ermitage, piano terra, pad. 5 Promosso da: Direzione Regionale per i beni cultu-

rali e paesaggistici della Puglia in collaborazione con Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta-AndriaTrani e Foggia Relatori: Isabella Lapi (Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia); Giuseppe Teseo (Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia) UNA LAMINA AUREA DA SCAVI ARCHEOLOGICI DI META’ OTTOCENTO IN LUNIGIANA. Restauro e riflessioni storico - tecnologiche ore 11.30-13.30, Sala C, primo piano, tra i pad. 5 e 6 Promosso da: Opd - Settore Archeologico Relatori: Luigi Vigna, restauratore Materiali archeologici dell’Opificio e altri ARCHIVIO RESTAURI DIGITALIZZATO DELL’UMBRIA 1863-2012 ore 12.00 - 13.00 Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Umbria Relatori: Fabio De Chirico (Soprintendente ad interim); Federica Zalabra (Responsabile del progetto); Carlo Colaiacovo (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia) PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI RECUPERO, VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE DEL MONASTERO DI SANTA SCOLASTICA E DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI PIAZZA SAN PIETRO ore 12.15-12.45 Sala Ermitage, piano terra, pad. 5 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia. Relatori: Francesco Longobardi (Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia) BORGO DI PONTEMANCO A DUE CARRARE (PD): applicabilità della stratigrafia dal contesto urbano al dipinto murale ore 12.30, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Il Prato Casa Editrice Relatori: Adelmo Lazzari (architetto Laira, esperto in stratigrafia); Serena Franceschi (architetto presidente Laira, esperta nel degrado dei materiali); Barbara D’Incau (storico Laira, esperta in intonaci antichi e restauro). L’ACCIAIO MOGS NEL RESTAURO. LA SCELTA DEL SERRAMENTO IN ACCIAIO NELLE DIVERSE FORME DI RECUPERO E DI RESTAURO IN EDIFICI MONUMENTALI STORICI ore 12.30, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Mogs Relatori: Massimo Pugliese; Michele Bortolon IL RESTAURO DELLA CATTEDRALE DI FOGGIA ore 12.45-13.30 Sala Ermitage, piano terra, pad. 5 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia Relatori: Nunzio Tomaiuoli (Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia) DAL PROGETTO ALL’OPERA COMPIUTA. DAL RITROVAMENTO AL RESTAURO. Presentazione ed esposizione del modello preparatorio di Cesare Nebbia per il mosaico del Duomo di Orvieto ore 13.00 - 14.00 Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Umbria Relatori: Fabio De Chirico, Anna Maria Marcone, Giovanni Delogu, Alessandra Cannistrà EVO e UFLY: sistemi evoluti di fotogrammetria per la produzione di nuvole di punti dense colorate da immagini riprese a mano libera o da UAV a bassa quota ore 14.00, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Menci Software Relatore: Francesca Ceccaroni TECHNICAL MEETING BY MBA DESIGN AND DISPLAY PRODUKT ore 14.00, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 IL MUSEO DIOCESANO DI BOVINO (Provincia di Foggia); gli interventi di restauro su un tesoro nascosto ore 14.30-16.30 sala C, primo piano, fra pad. 5 e6 Promosso da: Opd - Settore Oreficerie Relatori: Clarice Innocenti (Direttrice del Settore di restauro delle oreficerie dell’Opificio); Paolo Belluzzo e Martina Fontana (restauratori) I LABORATORI DEGLI ARCHIVI DI STATO: una risorsa per la tutela del patrimonio archivistico ore 15.00-18.30 sala D, primo piano, fra pad. 5 e6 Promosso da: Direzione Generale per gli Archivi, Servizio II Tutela e conservazione del patrimonio archivistico Intervengono: Ferruccio Ferruzzi (dirigente del Servizio II «Tutela e conservazione del patrimonio archivistico»); Valeria Verrastro (direttore dell’Archivio di Stato di Potenza); Francesca Boris (responsabile del laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato di Bologna); Cecilia Laurora (responsabile del laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato di Torino); Maria Concetta Benedetto (restauratrice); Marzia Rizzo (restauratrice) DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Docomomo in azione ore 15.00, Modern Corner, pad. 3 Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini


RA  I RAPPORTI ANNUALI DEI GIORNALI DELL’ARTE E DELL’ARCHITETTURA

Il Giornale del Restauro IL XVI RAPPORTO ANNUALE SUL RESTAURO

 La cronaca degli ultimi 12 mesi in Italia e nel mondo  Arte e architettura contemporanea  Nuove tecnologie  Le dimore storiche  Rigenerazione urbana  I musei civici  Siti Unesco in India e Algeria  Il 2012 sarà l’anno dei restauratori?

Il catalogo dei restauri 2011-2012

3 anni, 4 rinvii, 9 sentenze: l’Italia non è capace di decidere chi è restauratore

2011 GENNAIO Bologna. Firmato un protocollo d’intesa per il restauro del complesso delle sette chiese. L’intervento integrale a Santo Stefano costerà in tutto oltre 3,5 milioni e consisterà in consolidamenti strutturali, risanamento di muri e coperture, rifacimento e degli intonaci e regimentazione delle acque. Durante le attività sotterranee sono stati rinvenuti alcuni scheletri attualmente sottoposti a studi. Grazie alle numerose aste benefiche promosse per finanziare i lavori si sono raccolti oltre due milioni.

Il 2012 si prospetta un anno cruciale per i restauratori, nel bene e nel male. In primis urge risolvere la spinosa questione dell’ormai tristemente noto articolo n. 182 del Codice dei Beni Culturali e successive modifiche del 2006 e 2008 (art. n.4 del d.lgs. n.156 e art. n.3 del d.lgs. n.62), inerente all’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali. L’entrata in vigore della disciplina di qualificazione (decreto n.53 del 30 marzo 2009) è stata rinviata quattro volte (con nove sentenze del Tar che

hanno dato torto ai ricorrenti) e poi sospesa. Le modifiche al 182 proposte dalle associazioni di categoria hanno di fatto inceppato il meccanismo e generato l’instaurarsi di una situazione paradossale e grottesca, con risultati disastrosi facilmente intuibili: dal 2009 in Italia, nessuno può ancora definirsi con certezza restauratore. Il 2012 deve quindi essere l’anno decisivo per sciogliere questo nodo, sia allargando le maglie  Daphne De Luca CONTINUA A PAG. 6

C2RMF-JEAN LOUIS BELLEC

Il nodo della qualificazione, nuove lauree, regole chiare per sponsorizzazioni e affidamenti di incarico

Il 2012 sarà ricordato come l’anno della polemica sul restauro della «Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino» di Leonardo al Louvre (in mostra dal 29 marzo) affidato alla restauratrice italiana Cinzia Pasquali (formatasi all’Icr) con la direzione di Vincent Pomarède

 Algeria

 Tecnologie

I 788 siti del patrimonio Unesco

Uno sguardo avanti al passato

Protagonista al Salone lo stato nordafricano con, tra gli altri, il Parco del Tassili N’Ajjer, la Casbah di Algeri e la Valle dello M’zab

Contenuti e strategie di alcune iniziative proposte dal Dipartimento di Architettura e TekneHub di Ferrara

Dopo gli anni drammatici del terrorismo di matrice islamica, l’Algeria ha intrapreso un profondo lavoro di recupero della memoria e della sua identità. Nel 1998 ha adottato una legge che, per la prima volta dall’indipendenza dalla Francia sancita cinquant’anni fa (1962), ha introdotto il concetto di patrimonio culturale come bene, prezioso, che appartiene al popolo, da salvaguardare e valorizzare.

Le iniziative proposte al Salone dell’Arte e del Restauro di Ferrara 2012 dall’Università di Ferrara, Dipartimento di Architettura e TekneHub sono connotate da una marcata attenzione al tema del Recupero e del Restauro Architettonico e Urbano. Proseguendo e rilanciando un percorso strategico già iniziato lo scorso anno, ma con maggiore varietà e ricchezza di contenuti, si intende coinvolgere architetti,

Una legge che ha permesso finalmente anche di redigerne un inventario: oggi sono iscritti nella lista 611 siti culturali, 154 naturali e 23 misti, tra cui il Parco del Tassili N’Ajjer con i suoi oltre 15.000 affreschi e graffiti rupestri che narrano più di 10.000 anni di storia delle popolazioni del deserto. È uno dei sette siti algerini che, iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco tra il 1988 e il 1992, hanIl Giornale del Restauro 2012

I Rapporti Annuali DEL GIORNALE DELL’ARTE E DEL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA

Il Giornale del Restauro

Coordinamento redazionale: Cristiana Chiorino Laura Milan Hanno collaborato: Lara Mallamaci Impaginazione: Elisa Bussi

no attirato in passato grandi viaggiatori e scrittori, da Pierre Loti a Sant’Agostino, da Isabelle Eberhard all’eremita Charles de Foucauld. Il Tassili N’Ajjer è forse il più noto dei sette, assieme alla Casbah di Algeri immortalata dal regista Gillo Pontecorvo e da pittori come Pierre-Auguste Renoir ed Eugène Delacroix, dove vivono oltre  Antonella Tarquini CONTINUA A PAG. 15

I Rapporti Annuali costituiscono le sezioni speciali monografiche di «Il Giornale dell’Arte» e di «Il Giornale dell’Architettura» dedicate a un rilevante settore specialistico. Ogni Rapporto Annuale raccoglie e seleziona con cadenza annuale le informazioni memorabili sui temi specifici trattati: principali eventi, esposizioni e

fiere, convegni, pubblicazioni, legislazione, analisi di mercato, risultati economici nazionali e internazionali (per esempio, le principali vendite e le quotazioni aggiornate), orientamenti del gusto, tendenze, opinioni degli specialisti, indirizzari, attività e programmi degli operatori, anticipazioni (per esempio, le esposizioni che avranno

luogo nel corso dell’anno in tutto il mondo). «Il Giornale del Restauro», i «Rapporti Annuali», «Il Giornale dell’Arte» (Tel. 011 8199120) e «Il Giornale dell’Architettura» (Tel. 011 8199121) sono testate edite dalla Società editrice Umberto Allemandi & C.

ingegneri, sistemi di impresa e operatori a livello manageriale del processo edilizio, interessati alle politiche di finanziamento. Per il settore delle costruzioni, infatti, è sempre più improrogabile la definizione di strategie in grado di coniugare il variegato patrimonio edilizio esistente, con le logiche di sostenibilità ambientale e risparmio energetico e di materie prime, in un sisteCONTINUA A PAG. 16

I prossimi Rapporti Annuali IL GIORNALE DELL’ARTE Fotografia Maggio 2012 Fondazioni Giugno 2012 Sponsor Novembre 2012 Restauro Marzo 2013 IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA Formazione Luglio 2012 Materiali Ottobre 2012 Restauro Marzo 2013

Roma. L’Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr) di Roma completa i lavori, finanziati da Cassa di Risparmio di Forlì, su «La Madonna di Senigallia», dipinto da Piero della Francesca. Già restaurata nel 1953 (sempre all’Iscr da Paolo e Laura Mora affiancati da Cesare Brandi), è stata pulita, migliorando la leggibilità dei particolari, alcune lacune sono state reintegrate e stuccate ed è stata stesa una leggera verniciatura di protezione. Le indagini diagnostiche preliminari hanno inoltre portato alla luce tracce di disegno preparatorio e ripensamenti. L’opera è conservata a Urbino, nella Galleria nazionale delle Marche.

Chieti. La Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Chieti acquisisce Palazzo de’ Mayo nel 2004 per renderlo la sede della sua attività e di un museo. L’intervento di restauro e rifunzionalizzazione a firma di Carlo Mezzetti, è avviato nel 2007 e ha eliminato le superfetazioni e recuperato l’antico. Ol-

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IL GIORNALE DEL RESTAURO MARZO 2012

IL GIORNALE DELL’ARTE, N. 318 - IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N. 104

 Erano stati criticati, invece...

I Grandi Restauri vent’anni dopo Nel convegno a Ferrara «I Grandi Restauri alla prova del tempo» Giorgio Bonsanti, Pinin Brambilla Barcilon, Ezio Buzzegoli, Gianluigi Colalucci e Mauro Mattini ritornano sui restauri che hanno eseguito vent’anni fa Oltre vent’anni dopo gli interventi da loro realizzati (o progettati), viene chiesto ai restauratori Pinin Brambilla Barcilon, Ezio Buzzegoli e Gianluigi Colalucci e al chimico Mauro Mattini di fare il punto sulle loro riflessioni successive (e sugli eventuali, anche marginali «pentimenti»), rievocando poi le innumerevoli polemiche scatenate da studiosi e artisti (James Beck, Alessandro Conti, Frank Stella...). Si parla del resto di interventi su opere di fama planetaria, dall’«Ultima Cena» di Leonardo al «Tondo Doni» e la «Cappella Sistina» di Michelangelo, fino al ciclo aretino di Piero della Francesca. Le accuse andavano, per il dipinto vinciano, dall’averlo ridotto a «un mare di nebbia» a quella, opposta, di essere intervenuti con eccessive integrazioni, mentre per tutti si avanzava il dubbio che con la pulitura si fossero intaccate sostanze originali: «Dispiace che alcuni dei protagonisti di quelle polemiche siano nel frattempo scomparsi, commenta Giorgio Bonsanti, ma che si trattasse di

La volta della Cappella Sistina prima e dopo il restauro di Gianluigi Colalucci (1980-1989); il Tondo Doni di Michelangelo dopo il restauro di Giorgio Bonsanti e Ezio Buzzegoli del 1985; l’Ultima Cena prima e dopo il restauro di Pinin Brambilla Barcilon (1978-99) un po’di particolato atmosferico è rimasto sulla superficie del “Tondo Doni”». E come dimenticare le polemiche che scoppiarono quando dal fumo secolare della Sistina, restaurata da Colalucci, affiorarono i colori vividi, protomanieristi, che oggi tutti vediamo? «Eppure, continua Bonsanti, ciò che emergeva in contemporanea dal restauro

leopardo, offuscavano il dipinto». Quanto al restauro della «Cena» di Leonardo, Bonsanti lo considera «esemplare: uno splendido lavoro di ricucitura realizzato da Pinin Brambilla su un testo lacunosissimo», senza dimenticare che «almeno il ritocco, fra le tante fasi del restauro, può davvero essere considerato del tutto reversibile». E così è anche per gli affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo, le cui analisi chimiche furono svolte da Matteini: «pitture, queste, lacunose in modo diverso, con parti ben conservate e altre dove era addirittura caduto l’intonaco: qui

l’allora soprintendente Anna Maria Maetzke decise di recuperare alcune delle passate integrazioni per migliorarne la leggibilità, attirandosi più di una critica». Eppure, venti, trent’anni dopo, è evidente a tutti che quei restauri hanno davvero superato «la prova del tempo».  Ada Masoero

Com’era elegante Torraca

attacchi strumentali è provato dal fatto che, passato il clamore mediatico dell’evento, non se ne è più parlato, mentre il dibattto sarebbe certamente continuato se le ragioni fossero state di natura scientifica. Del resto, riguardo al timore che si sia pulito troppo a fondo, a un occhio esperto è evidente anche solo attraverso le fotografie che sulla volta della Sistina permane un sottile strato di nerofumo, mentre l’esame con gli UV dimostra con evidenza che

che con Ezio Buzzegoli conducemmo sul “Tondo Doni”, nel piccolo laboratorio da me fondato in Soprintendenza, confermava in pieno i risultati vaticani. Quando, curati i danni dovuti ai tarli, l’allora soprintendente Luciano Berti ci consentì di proseguire con la pulitura, fummo tutti ammirati non solo dalla spettacolare tenuta della superficie originale ma anche dallo squillare dei colori, sotto lo strato di sporcizia e di vernici che, a macchia di

Marco Ciatti alle Pietre Dure Il 9 febbraio, Marco Ciatti è stato nominato nuovo soprintendente all’Opificio delle pietre dure di Firenze subentrando a Cristina Acidini. La scuola accoglie ogni anno allievi (provenienti anche da paesi extraeuropei) suddivisi in cinque aree didattiche scelte a rotazione e rilascia un diploma di restauratore di opere d’arte, equiparato a laurea magistrale. Ciatti, originario di Prato, si è laureato a Firenze nel 1977 e dal 1980 è storico dell’arte presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali; dal 1981 al 1984 ha lavorato alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Siena, poi dall’84 presso l’Opificio delle pietre dure e Laboratori di Restauro di Firenze, dove è stato direttore di vari settori e in particolare di quello dei Dipinti su tela e tavola, nonché direttore associato della Scuola di Alta Formazione per il restauro annessa all’Istituto e incaricato dell’insegnamento di Storia delle Arti Applicate e poi di Storia e Teoria del restauro? Ma il futuro dell’istituto non è roseo, a causa della grave crisi finanziaria che attraversa. Inoltre, circa il 70% dei suoi restauratori sono prossimi al pensionamento, senza che siano previste nuove assunzioni.

Il 3 febbraio si è tenuto nell’Aula Vecchia del Sinodo in Vaticano un convegno dedicato a Giorgio Torraca. Mancato il 25 settembre 2010 a 83 anni ( cfr. Il Giornale dell’Arte n. 303, Novembre 2010), Torraca era un chimico specialista nella Scienza della Conservazione, ma aveva insegnato nella Facoltà di Ingegneria a Roma. Nel 1953 Giovanni Urbani lo interpellò perché coadiuvasse l’Istituto Centrale del Restauro e dal 1965 al 1985 fu presso l’Iccrom, dapprima con il suo fondatore Harold Plenderleith, sia in seguito, quando fu il vice di Paul Philippot. Aveva poi fondato la sua società Arcotech, che si è fatta carico dell’organizzazione materiale del convegno, mentre del comitato organizzatore ricorderò qui soltanto Ulderico Santamaria, dirigente del Laboratorio di Diagnostica dei Musei Vaticani e docente all’Università di Viterbo. Torraca era una delle personalità più conosciute e stimate nel mondo internazionale della conservazione; questa sua internazionalità è stata sottolineata da più parti nel corso del convegno. In molti hanno rilevato come si trattasse per più versi, anche all’apparire, di una figura più anglosassone che italiana. In effetti colpivano in lui l’eleganza raffinata nel trattare argomenti complessi (straordinari per efficacia didattica le sue lezioni e i suoi scritti), e il tranquillo understatement nello scrivere e nel parlare, all’insegna di un sense of humour non frequentissimo nel nostro paese. I numerosi presenti offrivano la conferma della sincerità con cui ancora Torraca è rimpianto. Non mi sono certo sorpreso quando ho constatato nel corso del convegno come molti interventi (ricordo ad esempio quello assai sentito di Giovanni Carbonara) concordassero nel presentarne le qualità umane e professionali. Torraca non nascondeva certo anche gli errori e i fallimenti della ricerca, spesso più utili e preziosi di risultati apparentemente validi. «Lo scienziato», diceva, o, nel suo lessico, il “tecnologista”, «deve essere anche un po’ “pasticcione”» nel senso di sporcarsi le mani con sperimentazioni e applicazioni nel corpo dell’opera. I suoi interessi si dirigevano principalmente alle superfici architettoniche; nelle pubblicazioni dell’Iccrom sono usciti suoi testi rimasti fondamentali, sulle malte, sui solventi; ma non mancava di inserire egli stesso una siringa per controllare de visu il funzionamento di un consolidante. È stato coinvolto, nel corso della sua operosità pluridecennale, in restauri a monumenti famosi, da Sant’Andrea della Valle a Palazzo Rucellai a Firenze; ed esaminava i restauri precedenti e quelli attuali, nelle riuscite come negli insuccessi, con uno spirito laico, perché privo di qualsiasi preconcetto e aperto soltanto al riconoscimento della bontà o meno di un metodo applicativo.  Giorgio Bonsanti

Nel 2012 sapremo chi è restauratore SEGUE DA PAG. 1 della selezione dei professionisti da inserire nell’ambito elenco, anche attraverso la semplificazione delle procedure di valutazione, sia confermando le disposizioni del famoso Decreto (fra l’altro già copiosamente modificato con il riconoscimento anche dei lavori svolti fino a tutto il 2009, superando l’iniziale previsione del 2001). Le aspettative sono infinite, visto che in gioco c’è da una parte la necessità di garantire la qualità degli interventi sul nostro patrimonio storico-artistico e dall’altra il futuro di un numero imprecisato di lavoratori, i quali rischiano di pagare le conseguenze di scelte politiche sbagliate operate in passato dal nostro ministero: fra tutte l’aver permesso che sorgessero come funghi innumerevoli corsi spesso non accreditati e non sempre caratterizzati da un’elevata qualità dell’insegnamento. Ecco perché fra le novità positive del 2012 si registra il tanto atteso avvio delle Lauree magistrali in restauro e conservazione dei beni culturali presso quattro atenei (il quinto sta completando le procedure di accreditamento): Carlo Bo di Urbino, Venaria di Torino, Tor Vergata di Roma e Suor Orsola Benincasa di Napoli. Dalla timida apparizione nelle pagine del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (dl n.42 del 22 gennaio 2004), ci sono voluti ben sette anni di gestazione per ottenere una laurea quinquennale abilitante alla professione del restauratore, numerosi decreti (dl n. 86 e n. 87 del 26 maggio 2009 e decreto interministeriale del 2 marzo 2011) e soprattutto l’istituzione di tavolo tecnico presso il Consiglio Universitario Nazionale (Cun) per agevolare il delicato dialogo fra Miur e Mibac. Il risultato è destinato a cambiare drasticamente il futuro di questa professione multidisciplinare e altamente specializzata. Di fatti, con l’attivazione dei nuovi corsi Lmr/02, la formazione dei restauratori non è più affidata unicamente alle gloriose istituzioni quali l’Iscr e l’Icpal di Roma e l’Opd di Firenze, ma anche alle Università e alle Accademie, le quali verranno sottoposte a un rigoroso e continuo controllo del livello dell’insegnamento. I restauratori del domani parleranno finalmente un linguaggio comune, garanzia di un’elevata

qualità degli interventi. Altro gradito evento del 2012 è il concorso per titoli ed esami presso il Comune di Roma per tre posti riservati ai Restauratori Conservatori. Anche se i posti a disposizione sono davvero irrisori rispetto alle 1000 domande pervenute da tutta Italia (non è stato ancora reso noto il numero effettivo delle domande) e il concorso ha subito vari rinvii, il raro avvenimento è da accogliere favorevolmente. Sembra infatti prospettarsi il miraggio di una carriera statale anche per i restauratori, a loro preclusa da più di dieci anni, ovvero dall’ultimo concorso statale. Tuttavia rimane senza spiegazioni la clamorosa esclusione dei restauratori con titoli Mibac dalle iscrizioni alle preselezioni, a differenza dei laureati in L-41, che nella maggior parte dei casi non hanno mai messo le mani su di opera d’arte… Ma le dolenti note non finiscono qui. Purtroppo il 2012 rischia di essere ricordato soprattutto per la vergognosa vicenda del restauro del Colosseo, punta dell’iceberg di una situazione denunciata da tempo ma senza nessun esito, ossia la consegna da parte dello Stato del nostro patrimonio storico-artistico alle imprese edili. Atitolo di esempio, negli ultimi anni sono state bandite centinaia di gare inerenti ad interventi di restauro sui monumenti romani più famosi al mondo con categoria unica Og2 - ovvero restauro di beni immobili sottoposti a tutela - ma con voci di perizia palesemente riferite ad operazioni di restauro specialistico, esautorando di fatto le imprese di restauro con qualifica Os2, la quale prevede interventi di restauro solo sulle superfici decorate e sui beni mobili di interesse storico ed artistico. Il che equivale a dire che l’anfiteatro Flavio o il Tempio di Antonino e Faustina al Foro Romano sono sì, beni immobili tutelati, ma le loro pregiate superfici marmoree prive di decorazioni, non sono degne di un restauro altamente specializzato. Un madornale errore o piuttosto una faziosa interpretazione della legge in favore dei «palazzinari»? Qualcuno si aspetta che nel 2012 si possa porre un freno alla sconfinata voracità delle ditte edili, e si sa, la speranza è l’ultima a morire.  Daphne De Luca Restauratrice, docente presso l’Università di Urbino Carlo Bo

Secco Suardo porta la storia dei restauri al museo Fino a maggio presso la Pinacoteca di Brera, le Civiche Raccolte d’Arte Antica del Castello Sforzesco, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo Diocesano di Milano è visibile per la prima volta, il percorso «Restauratori e Restauri in Museo», dedicato alla storia dei restauri di quattro significative opere d’arte, una per ciascun museo coinvolto. Il percorso, nato sull’esperienza del progetto nazionale ASRI-Archivio Storico Nazionale e Banca dati dei Restauratori Italiani, è promosso dall’Associazione Giovanni Secco Suardo e cofinanziato dalla Fondazione Cariplo e vuole trasmettere informazioni legate agli aspetti di conservazione delle opere selezionate, ripercorrendo la loro storia attraverso i restauri dall’Ottocento ai giorni nostri. Accanto alle opere è posizionato un «totem» che ne descrive, anche attraverso il supporto di un breve filmato con commenti di storici d’arte e restauratori, la storia dei restauri antichi e recenti, che hanno conferito loro l’attuale aspetto.


Materiali FBM: alte prestazioni per il restauro e la ristrutturazione Il marchio FBM - Fornaci Briziarelli Marsciano rappresenta oggi la realtà di un gruppo industriale tra i più importanti in campo europeo, leader di settore a livello nazionale e in costante evoluzione.Dalla storia centenaria (la famiglia Briziarelli, giunta alla quarta generazione, dall’inizio del Novecento è alla guida dell’azienda), offre prodotti per tutte le tipologie d’intervento, dalle nuove costruzioni all’azione sull’esistente. E il recupero del patrimonio edilizio, che sta acquisendo un’importanza sempre maggiore in politiche pubbliche che si riflettono sul privato, è uno degli ambiti in cui il gruppo è maggiormente attivo e per cui FBM ha studiato e realizzato serie complete di elementi in laterizio che possono essere impiegate in interventi su manufatti di pregio o comuni, dalla scala urbana al singolo edificio. Te-

gole, coppi, mattoni, pianelle e pezzi speciali, oltre a soddisfare requisiti cromatici e morfologici che, imposti dai contesti di pregio artistico, storico, architettonico e paesaggistico, sono stati definiti attraverso collaborazioni con progettisti e Soprintendenze, sono in grado di garantire elevate prestazioni tecniche. In particolare nelle coperture, grazie a trattamenti esclusivi con ossidi, polveri e bugnature, coppi e tegole assumono l’aspetto d’invecchiamento naturale mantenendo le caratteristiche dei materiali di ultima generazione: durata, ingelività (150 cicli di gelo e disgelo verificati e superati secondo la prova UNI EN 539-2), impermeabilità e resistenza meccanica che hanno ottenuto il marchio di qualità Andil e la certificazione del Sistema Qualità dall’ICMQ secondo la normativa UNI EN ISO 9002.

Le nuove coperture della chiesa di San Siro a Misinito (Milano), realizzata con Coppo Rosso FBM, e dell’ex cartiera di Trevi (Perugia), finita con tegole portoghesi modello Antica Perusia

PER PAVIMENTAZIONI DAL FASCINO ANTICO Utilizzati nella finitura di pavimentazioni in tessuto storico e contemporaneo, esterne e interne, la linea di mattoni in pasta molle Perusia è realizzata a mano. Disponibile in tre colori (rosso, rosato, giallo paglierino), e vari formati standard (12x25 cm e 15x30 cm), può essere Classica e Antica a seconda della finitura superficiale, disponibile inoltre in sabbiato, carteggiato e levigato. Pezzi particolari eseguiti su disegno del committente completano la serie.

rosso giallo paglierino

Le nuove pavimentazioni nel centro storico di Assisi (Perugia), in tozzetti a mano Perusia rossi 5,5x5,5x25 cm, e lo spigato in mattoni rossi e giallo paglierino (Perusia 5,5x15x30 cm) della piazza Duca Federico di Urbino

tozzetto


IL GIORNALE DELL’ARTE, N. 318 - IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N. 104 Riforma della professione e dell'istruzione, nuovi criteri di formazione del restauratore professionista e albo professionale a che punto siamo? Siamo fermi per certi versi, ai tempi del Vasari. Al restauro estetico. Quello rivisto con merito da Brandi negli anni quaranta del 900, ma che ha creato i brandiani. Quelli che seriamente credono che restauro e conservazione coincidano. E così continuano ciclicamente (e con cicli sempre più ravvicinati) a mettere le mani sulle stesse opere con puliture e reintegrazioni, ogni volta aggiornate nel gusto del periodo. Interventi che nulla hanno a che vedere con la necessaria e indispensabile conservazione e manutenzione dell'opera stessa, quando non dannosi. E la formazione? Gli stessi che hanno consentito per decenni un indecente accesso di tutti alla professione del restauratore, gli stessi che nulla hanno trovato da ridire su quei veri e propri disoccupatifici che sono le Facoltà di conservazione dei beni culturali e i Corsi di laurea in diagnostica, adesso vogliono invece invertire la rotta (in parte perché obbligati dalla comunità europea) e declinare regole e criteri oggettivi per valutare chi sia e chi non sia restauratore. Il frutto del ritardo culturale di un settore che, forse nel nome del paradosso crociano per cui «l'arte tutti sanno cosa sia», ha fatto del patrimonio artistico una sorta di pattumiera dove mettere tutti i disoccupati con preparazioni incerte e improvvisate. Dalla legge 1 giugno 1977 n. 285 sulla occupazione giovanile che, senza concorso alcuno, ha inserito nelle carriere direttive del Ministero dei

IL GIORNALE DEL RESTAURO MARZO 2012

 L’intervista: Bruno Zanardi

Contro il restauro estetico La conservazione preventiva dai rischi ambientali è la vera emergenza nazionale beni culturali dei disoccupati laureati in archeologia, storia dell'arte e architettura; per passare alle incredibili promozioni sul campo volute dai sindacati in questi ultimi anni, la «riqualificazione», che ha reso direttori dei lavori di restauro una serie di fotografi, geometri, ragionieri eccetera. La modifica fatta poi nel 2006 al Codice Urbani ha impedito che l'Università formasse i restauratori tenendo fermi per sei anni centinaia di giovani studenti, causando loro gravissimi danni economici, morali e quant'altro. Hanno inoltre messo sul tutto il carico da undici di formare un albo. Creando in tal modo un immenso problema di pregresso. Ma visto che i restauratori in Italia (e forse nel Congo, o nel Burkina Faso, nel Belucistan…) sono centinaia di migliaia, e votano, credo che si finirà all'italiana con un todos Caballeros. Una dispensa generale. Finito qui? No. Oggi, il dpr 5 ottobre 2010, n. 201, è stato previsto che «la direzione tecnica è affidata, relativamente alla categoria OG 2, (ossia «restauro dei beni monumentali»), a soggetti in possesso di laurea in conservazione di beni culturali o in architettura». Questo per sdoganare dalla disoccupazione le migliaia di laureati in conservazione dei beni culturali. Dei quali è facile fin d'ora prevedere un ruolo di meri prestanome,

vista l'assoluta loro incompetenza in materia di problemi inerenti i monumenti. A partire da quelli statici. Come possiamo rileggere gli obiettivi di Giovanni Urbani alla luce dell’attuale Codice dei beni Culturali e del paesaggio? Il codice del 2004 ha riunito entro lo stesso testo di legge patrimonio artistico e paesaggio, un'innovazione di straordinaria importanza culturale e giuridica, che però non riesce a sanare completamente la storica distinzione tra conservazione del patrimonio artistico e conservazione dell'ambiente (nei fatti, una crasi tra storia e natura) sempre operata nelle leggi di tutela italiane. Il d.lg. 26 marzo 2008, n. 63, sulla base della pronuncia della Corte Costituzionale del 24 ottobre 2007, n. 367 riconosce finalmente la competenza legislativa esclusiva dello Stato sul paesaggio. Ma resta il sospetto che il legislatore, dedicando distinti provvedimenti di legge a beni culturali e paesaggio, volesse isolare, anche formalmente, la tutela dei primi rispetto al secondo, così da rendere i vincoli di legge applicati al paesaggio più facilmente aggirabili. Ciò per favorire gli interessi delle solite forze economiche, proprietà fondiaria e speculazione edilizia in primis. Anche perché facendo rientrare il «paesaggio» nella categoria delle «bellezze», categoria del

tutto soggettiva, si consente che possa succedere tutto e il contrario di tutto. In che senso? Nel senso che l'applicazione del Codice viene lasciata alla buona volontà, o peggio, al gusto dei soprintendenti, che nonostante tutte le riforme sono la stessa figura autocratica, dispotica e autoreferenziale partorita dalla 1089/1939. Con tutte le conseguenze che possiamo immaginare. Per taluni versi sì. Anche se tra loro ce ne sono anche di intelligenti e colti. In aggiunta, cercando di sistemare le cose, hanno sdoppiato questa figura con un soprintendente regionale, pensando così d'incrementare l'efficienza del sistema. Invece creando un'altra piramide gerarchico-burocratica, con sovrapposizioni di ogni genere, perfino nelle funzioni di direttore generale. Con l'effetto d'una diluizione del principio d'autorità e d'una proliferazione della burocrazia. In spregio a ogni idea di semplificazione, di efficienza e di coerenza, se non nella forma, nella sostanza. Un esercito di generali con pochi soldati e senza comandante in capo. C'è un dilettantismo di fondo e una mancanza di visione progettuale scientifica nei gravi e complessi problemi che circondano la tutela. E direi, come Italia, prim'ancora che come Mi-

nistero. Voglio ricordare che il Codice ha sancito la completa perdita di peso del restauro a favore della conservazione programmata, correttamente suddivisa nelle sue articolazioni di prevenzione, manutenzione e restauro, e ponendo finalmente la conservazione in rapporto con la conservazione preventiva dai rischi ambientali. Ma nessuno il Codice applica. Basti il terremoto dell'Aquila, dove nessun edificio era stato adeguato al rischio sismico. Anche quelli monumentali. Perché? Senza escludere il caso e la sciatteria, credo che la politica non voglia che ci sia visione d'insieme dei problemi. E la mancata riforma in senso autenticamente federalista dello Stato, quella che ha fatto delle Regioni nient'altro che un doppione del farraginoso Stato centrale, non ha certo contribuito a migliorare le cose. Anzi, si rischia di affogare il problema nella mediocrità del populismo, nella demagogia, della politica dal respiro corto, priva di lungimiranza. Siamo ancora lontani dalla proposta di Urbani della tutela del patrimonio artistico in rapporto all'ambiente. Proprio perché finalizzato alla conservazione del patrimonio artistico in rapporto all'ambiente, questo piano, necessariamente a lungo termine, dovrà porre al proprio centro l'e-

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quilibrio tra principio di legalità e principio di sussidiarietà circa le attività di pianificazione territoriale e urbanistica di regioni e enti locali. Ciò nella piena consapevolezza che un'azione di tutela con interessi ambientali può avere un concreto destino solo quando condotta ripartendo equamente i compiti, appunto, tra regioni e enti locali. Sempre però garante del tutto lo Stato centrale. Anche in questi momenti così difficili? Momenti difficili che, proprio perché tali sono «pericolo e salvezza». Salvezza è la fondazione di una «ecologia culturale» che veda nel patrimonio artistico una componente ambientale antropica altrettanto necessaria al benessere della specie di quelle naturali: questa una frase di Urbani. Pericolo è non far entrare il tema della tutela del patrimonio artistico in rapporto all'ambiente nelle politiche di crescita del paese. Perché politica, architetti e urbanisti al soldo di mafia, 'ndrangheta, camorra, continuano a vedere nell'edilizia il volano dell'economia. Ma anche perché il tema dell'ambiente continua a venire trattato nel solito modo ideologico e demagogico, quindi solo in forza di divieti, vincoli, limitazioni d'uso e quant'altro. In sintesi? Arrivare a uno sviluppo compatibile. Anzi fare dello sviluppo compatibile, della riflessione sul senso della presenza del passato nel mondo d'oggi, un momento di creatività. Nella direzione di coniugare insieme conservazione e sviluppo. Perché una società è viva e vitale e in crescita solo quando sia creativa.  Intervista di Davide Borsa


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IL GIORNALE DELL’ARTE, N. 318 - IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N. 104

 Arte contemporanea

L’unica alternativa alla conservazione programmata è la perdita delle opere Sarà il restauratore Giuseppe Basile il protagonista del seminario che ha preparato per il Salone di Ferrara su un tema mai risolto: «Arte contemporanea: quale salvaguardia? Tra teoria e pratica, l’urgenza della materia». Per esempio è impossibile ripristinare i legni bruciati di Burri, occorrono le istruzioni degli artisti, a Lampedusa la salsedine si sta divorando la Porta d’Europa di Paladino Quali sono i vantaggi della conservazione programmata dell’opera d’arte? Sono vantaggi oggettivi. Se s’interviene sul danno prima che il processo di degrado manifesti segni macroscopici, il costo d’intervento è minore. Inoltre, un danno ingente, pur curato, indebolisce sempre l’opera, rendendo la ferita in pratica irreversibile. Nell’arte contemporanea poi emerge anche un altro fattore di convenienza, ed è quello che fa capo al principio secondo cui la conservazione programmata e preventiva è l’unica alternativa alla perdita dell’opera d’arte. Ad esempio i legni bruciati di Alberto Burri: è praticamente impossibile, in caso di deperimento, ripristinarne l’aspetto, almeno nei termini vo-

luti dall’artista. È per questo che per la Fondazione Burri di Città di Castello (Perugia) ho predisposto schede tecniche per 50 opere. Le schede sono uno strumento fondamentale della conservazione programmata, in quanto in esse si riportano le condizioni di deperibilità dell’opera, le procedure di salvaguardia cautelativa da sporco e agenti ambientali e le soluzioni conservative. Talvolta anche la poetica dell’artista, con dichiarazioni dello stesso. Gli ostacoli all’attuazione della conservazione programmata sono di ordine giuridico, culturale, umano, o tutti e tre insieme? Giuridico no, perché nessuna norma impedisce l’opera di prevenzione, benché presso gli uffici delle Soprintendenze talvolta, nascondendosi dietro le parole, si asserisca che la de-

L’Edicola di Guttuso che piaceva a Longhi Curioso destino, quello dell’Edicola, unica, grande scultura di Renato Guttuso, quasi ignota al pubblico e sostanzialmente malnota anche agli addetti ai lavori. Non si tratta di semplice scultura, ma piuttosto di un tipo inedito di «pittoscultura», dato che, a differenza della quasi totalità dei manufatti metallici per i quali patina e doratura servono a dare definizione cromatica per lo più monocroma alla superficie, nell’Edicola la pittura «costituisce» gli oggetti rappresentati. Non a caso Roberto Longhi le dedicò, subito dopo l’esposizione alla IX Quadriennale una recensione su «Paragone»: non gli erano infatti sfuggite né l’eccezionalità della struttura spaziale dell’opera, quel suo squadernare piano dopo piano eppure pronta a ricompattarsi in un’ideale bidimensionalità, né il carattere di controproposta agli indirizzi artistici «antirealisti», in critica «sintonia» con la «neonata» pop art. La novità più appariscente era costituita da una policromia del tutto inusuale per una scultura: colori smaltati, testa e mani del lettore dall’aspetto dorato. In realtà, non si trattava di vera doratura ma di effetti dovuti all’impiego di una lega di rame quaternaria, più vicina all’ottone che al bronzo, sottoposta a polimentazione. Quell’effetto si era perso a causa delle patine di corrosione che hanno ricoperto le due zone e anche i colori si sono «appannati», pur avendo l’artista impiegato una tecnica (legante alchidico e primer oleo-proteico) anch’essa atipica ma efficace, tanto da essere riuscita a limitare i danni sia al metallo che ai pigmenti. Con ogni probabilità, il processo di deterioramento aveva subito un’accelerazione quando l’opera venne trasferita, nel 2003, da Velate (Monza e Brianza) nel giardino del Museo Guttuso, poco lontano dal mare a Bagheria (Palermo). Essendo stato confermato dalle indagini scientifiche il rischio di aggravamento del degrado, si è dovuto ricoverare l’opera all’interno dell’edificio, e si è poi proceduto agli interventi conservativi e di restauro, sempre sorretti da indagini storiche e diagnostiche, che serviranno anche a una corretta gestione e manutenzione. Quanto al restauro, anche grazie al lavoro di squadra degli specialisti, Marabelli, D’Amico, Carapezza, Ridolfi, coordinati dallo scrivente, si è restituito all’opera un aspetto il più vicino possibile a quello originario, pur rispettandone, in sintonia con uno dei principi universali (e sempre attuali) della teoria del restauro di Cesare Brandi, l’autenticità.  G.B.

Il salvato «Cavallo morente» di Francesco Messina davanti alla Rai di Roma e la malatissima «Porta d’Europa» di Mimmo Paladino a Lampedusa nominazione dei capitoli di spesa dei fondi assegnati faccia riferimento al «restauro», non prevedendo pertanto la spesa per la manutenzione. Gli ostacoli sono però soprattutto d’ordine culturale, nel senso che la prevenzione in senso lato (si pensi al mondo della sanità) non fa parte della cultura del nostro paese. Un problema indubbio è tuttavia costituito dal silenzio dei mass media, che si occupano di salvataggi miracolistici e non hanno spazio per l’ordinaria manutenzione, mai abbastanza spettacolare. E gli artisti? È paradossale, ma, per quanto dovrebbero esseri i primi a preoccuparsi della questione, non lo sono spesso nei fatti. E così capita di dover intervenire sulla grande sfera di Arnaldo Pomodoro davanti alla Farnesina, sui bassorilievi di Giacomo Manzù alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (Gnam) o su sculture di Pietro Consagra perché gli artisti per primi non hanno preventivato la conservazione delle loro opere. Come risponde alla provocazione di Achille Bonito Oliva che in un convegno sul restauro di tre anni fa all’Auditorium di Roma asseriva che l’arte contemporanea non debba essere restaurata perché per sua natura profonda l’oggetto artistico contemporaneo conterrebbe al suo interno il suo stesso dissolvimento? Rispondo che è vero per l’arte che postula la sua fine, ma che è difficile assumersi la responsabilità storica di una simile scelta in senso generale. Prendiamo ad esempio i bozzetti e i disegni preparatori di tanti capolavori del passato. Per gli artisti erano cose secondarie, da non tutelare. È stato il mondo successivo che ha deciso che erano importanti. E poi diciamo che l’abbandono dell’opera al suo destino va a configgere con i diritti di chi possiede l’opera, che sia un ente pubblico o un privato.

Per il seminario di Ferrara ha invitato a intervenire alcuni protagonisti del network sulla salvaguardia dell’arte contemporanea che lei sta costituendo dal Salone del 2007. Chi sono? Interverrà Giovanna Cassese, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che esporrà le esperienze dei cantieri scuola messi in piedi dal corso di Restauro dell’Accademia per la manutenzione delle opere d’arte contemporanea nelle stazioni della metropolitana di Napoli. Il caso Napoli costituisce un modello che andrebbe seguito anche altrove. La convenzione tra l’Accademia di Belle Arti e le società che hanno costruito e che gestiscono la metropolitana, recentemente peraltro rinnovata, è un esempio di buona pratica che porta vantaggi a tutti: alla comunità perché ha la garanzia che le opere sono ben conservate, e alla scuola di restauro, che ha l’opportunità di espletare la didattica sul campo. Interverrà poi Ferruccio Petrucci, dell’Università di Ferrara con una relazione sull’archeometria nel campo del restauro. Antonio Sgamellotti, dell’Università di Perugia, parlerà di diagnostica dell’arte, applicata nello specifico a due opere di Vincent Van Gogh e Pablo Picasso. Sandra Petrillo si occuperà del restauro della fotografia d’arte. Sandro Scarrocchia, dell’Accademia di Belle Arti di Brera, riferirà della campagna di sensibilizzazione per il restauro del Memoriale italiano ad Auschwitz, il Blocco 21, un simbolo drammatico che rischiamo di perdere se non s’interviene subito. Angela Tecce, direttore di Castel Sant’Elmo, illustrerà casi di restauro di opere d’arte contemporanea facenti parte del patrimonio della Soprintendenza Speciale Psae per il polo museale di Napoli. Di recenti esperienze di conservazione e restauro del contemporaneo verranno a parlare inoltre Alessandra Barbato del MaXXI, Mariella Gnani del Mambo, Grazia De Cesare e Paola Iazurlo del-

l’Iscr. Testimonianze le avremo pure da rappresentanti di Gnam, Fondazione De Chirico, Archivio Guttuso e Archivio Turcato. Lei di cosa parlerà? Parlerò di opere d’alto valore civile abbandonate a se stesse: il grande cretto di Burri a Gibellina, il Monumento ai Caduti di Umberto Mastroianni a Frosinone e la «Porta d’Europa» di Mimmo Paladino a Lampedusa. La «Porta d’Europa», inaugurata nel 2008, sta cadendo a pezzi. Il fatto è che è stata eretta, in ferro, legno e terracotta, a 5 metri dalla battigia, e la salsedine se la sta divorando. Doveva essere costruita a maggiore distanza dal mare. E ora, su questo simbolo di tragedie, abbiamo il dovere d’intervenire. Ma parlerò anche del restauro, avvenuto nel 2000, e dell’opera di manutenzione, svolta nel 2007, del «Cavallo morente» di Francesco Messina davanti all’ingresso della sede Rai di Roma. Cosa si aspetta da Ferrara? Che s’irrobustiscano gli strumenti di sensibilizzazione diffusa dei problemi connessi alla salvaguardia dell’arte contemporanea e alla conservazione programmata. Sono ancora pochissimi quelli veramente convinti della necessità della cura preventiva del malanno. C’è ancora molto da lavorare. E occasioni come que-

ste di Ferrara sono preziose. Non esistono strumenti permanenti d’informazione su queste problematiche. Faccia caso sui siti web delle grandi istituzioni museali italiane: non c’è mai riferimento alla conservazione delle opere. È importante quindi avere almeno una volta l’anno l’opportunità di riferire del proprio lavoro, di confrontarsi con colleghi e studiosi, e di aprire possibilità di dialogo anche con il pubblico. Dopo Ferrara quali sono i progetti futuri? Dopo Ferrara continuerò a occuparmi della parte terminale dei restauri della Basilica superiore di Assisi, con un volume a riguardo in prossima uscita. Sto redigendo peraltro un piccolo manuale sul restauro e mi sto occupando, in quanto segretario generale dell’Associazione Amici di Cesare Brandi, della traduzione in 15 lingue, dal cinese all’egiziano, del saggio brandiano «Teoria del restauro». Ma una cosa che ho molto a cuore, anche in quanto siciliano, è il progetto di un museo delle migrazioni a Lampedusa, che sto sostenendo. Un museo vivo, con reperti di naufraghi, quali Bibbie, Corani, fotografie, dediche, un museo che metta in rilievo la vocazione di Lampedusa a farsi porta d’Europa.  Intervista di Guglielmo Gigliotti

Verranno pubblicati gli atti di Rivoli 1987 Un nuovo convegno internazionale curato da Maria Cristina Mundici e Antonio Rava si è svolto a Rivoli il 10 e l’11 febbraio, ha nuovamente puntato i riflettori sul restauro dell’arte contemporanea, venticinque anni dopo il precedente, «Il restauro del contemporaneo», rimasto finora senza atti. Al termine del nuovo incontro, «Il restauro del contemporaneo. Cosa cambia?» è stato annunciato che sarà pubblicato un unico volume che raccoglierà gli atti di entrambi.


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 Architettura del Novecento

Per restaurarla servono conoscenza e formazione Le iniziative illustrate a Ferrara: Mibac, il censimento nazionale delle architetture post 1945, un corso per tecnici pubblici e un premiato caso studio, Carbonia, che a giugno ospiterà la Conferenza generale del Consiglio d’Europa Il restauro dell’architettura del Novecento è accomunato a quello dell’antica in termini di unità concettuale e metodologica. Ciò, a partire dal rilievo, dallo studio della documentazione e del materiale d’archivio, dall’analisi dei materiali e delle tecniche costruttive, dalle cause del possibile degrado. Per altri versi, viaggia invece in categorie di riflessione che si scostano da quelle tradizionali, proprio per l’essere collocato in epoca più recente, ove si confrontano valutazioni e scelte che possono apparire contraddittorie o inusuali. Si pone, tra le tante, la questione dell’autenticità/serialità nella sostituzione/riproduzione di quegli elementi, spesso prefabbricati o di artigianato industrializzato, a volte scomparsi dal mercato. Le numerose questioni teoriche, metodologiche e tecniche portano a dover valutare scale di valori d’ordine estetico o storico-documentario di specifica natura e complessità. Ci s’interroga in alcuni casi sulla legittimità di fermare un invecchiamento che era stato addirittura pianificato dall’autore. Le metodologie e le soluzioni tecniche utilizzate per i beni più recenti sono in continua evoluzione. Lo studio della casistica si fonda anche sul diretto contributo dei soggetti che agiscono e operano concretamente sul patrimonio. Agire oggi sulla formazione e l’aggiornamento vuol dire attinge-

Carbonia, vincitrice dell’edizione 2011 del Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa re anche dalla pratica operativa, attraverso confronti e scambi d’esperienze tra università, istituti di ricerca, ordini professionali, mondo della cultura e dell’impresa ed esperti nei diversi settori. L’approccio al tema deve partire innanzitutto da una chiara visione di quali siano le opere che meritano di essere conservate e restaurate. A tale riguardo, fondamentali appaiono le ricerche che le istituzioni conducono nei rispettivi territori, e, come osservatorio generale, la ricognizione che il Mibac porta avanti da alcuni anni con il «Censimento nazionale delle architetture del secondo Novecento», che, avviato dalla Darc nel 2002, prende in esame le architetture dal 1945 e comprende una ricognizione nazionale delle eccellenze architettoniche degli ultimi decenni. Le ricerche hanno interessato diciassette regioni e coinvolto, nelle diverse fasi, le istituzioni universitarie dei rispettivi territori. Il Servizio architettura e arte contemporanee sta procedendo

dallo scorso anno al completamento e all’aggiornamento della rilevazione attraverso un più sistematico coinvolgimento delle strutture periferiche del Ministero e delle Regioni: ad oggi sono stati individuati e schedati oltre 2.000 edifici o complessi architettonici rispondenti ai criteri predefiniti all’avvio della ricerca. Per tutelare e promuovere questo consistente patrimonio, è apparso dunque necessario attivare forme d’aggiornamento utili a sollecitare conoscenze e competenze specialistiche nell’elaborazione dei progetti di conservazione, comprensive di quelle capacità necessarie ad affrontare la cura degli interventi sul moderno. Si è così avviata, forti delle competenza e della storia dell’Associazione Docomomo Italia, volta a promuovere la documentazione e la tutela del patrimonio dell’architettura moderna in Italia, e della partecipazione della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Napoli, di istituzioni e studiosi universi-

 Mibac: i luoghi della memoria

150 anni in 70 monumenti In mostra al Salone gli interventi su edifici, monumenti e paesaggio dell’unificazione nazionale Negli spazi del Mibac la Struttura di missione per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità nazionale presenta una relazione sulle attività svolte all’interno del progetto «I luoghi della memoria». Ideato e coordinato da Paolo Peluffo, il progetto è stato costituito in modo sistemico, declinato attraverso due dimensioni: geografica (i luoghi) e storicoculturale (la memoria). La geografia è quindi la prima dimensione da recuperare, come ha sottolineato il Comitato dei garanti (istituito per le celebrazioni) nella riunione del 28 settembre 2009. La seconda dimensione è legata alla memoria. L’essenziale, infatti, è continuare a fare e trasmettere memoria, evitando la perdita irreparabile di informazioni. Questa è la prospettiva che ha ispirato il progetto, finanziato dall’Unità tecnica di missione della Presidenza del Consiglio dei ministri e i cui lavori sono stati portati a compimento in collaborazione con le Soprintendenze locali del Mibac. È finalizzato a riscoprire e valorizzare la dimensione geografica attraverso quella storicoculturale, e, viceversa, mediante la classificazione ed enumerazione progressiva dei

tari del settore, la progettazione di un percorso di aggiornamento formativo destinato a funzionari di amministrazioni ed enti pubblici preposti alla tutela e alla gestione degli interventi sul patrimonio architettonico ed a ingegneri e architetti che operano negli uffici tecnici delle amministrazioni locali e delle stesse Soprintendenze; tutti quei profili che si trovano a confrontarsi con problemi che non sempre possono ricondursi alla metodica tradizionale del restauro dell’antico, né possono rifarsi ai parametri delle nuove realizzazioni e alle ordinarie tecniche di costruzione dei nuovi edifici. Il corso - che si terrà in prima

istanza a Napoli e si trasferirà a Roma, Milano, Torino e in altre città - si troverà ad affrontare ambiti disciplinari e temi diversi: storia dell’architettura, metodiche applicative del restauro, storia delle tecniche costruttive e dei materiali edilizi, norme e procedure per la tutela. Di grande rilievo e interesse formativo sarà l’analisi di casi studio esemplificativi della ricerca condotta a livello nazionale e internazionale. Tra questi, s’illustrerà il caso di Carbonia, la città sarda di fondazione del Novecento, la cui amministrazione comunale, insieme a Provincia, Università di Cagliari e Mibac, ha avviato un vero e proprio piano di rinascita con un processo di restauro e riqualificazione. È l’esempio concreto di come anche un intero nucleo urbano, con una sapiente e partecipata operazione pubblica, possa essere protagonista di un percorso di restauro e recupero funzionale sostenibile. Il progetto è valso al Comune, su proposta del Mibac, il prestigioso riconoscimento del

Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa 2011 e ha avviato un interessante dibattito internazionale che confluirà nella Conferenza generale promossa dal Consiglio d’Europa insieme al Mibac che si terrà il 4 e 5 giugno 2012 a Carbonia. In collegamento anche con l’esperienza del Premio del paesaggio, il Servizio architettura e arte contemporanee pone all’attenzione dei partecipanti al Salone del Restauro una riflessione aggiornata sulle tematiche dell’architettura, in una chiave di ricerca e proposta operativa, anche nell’intento di porre in evidenza elementi di continuità e di diversità rispetto alle metodiche del restauro del patrimonio di epoca antica. Confidiamo che questo appuntamento possa contribuire utilmente alla crescita e a all’arricchimento del confronto tra i soggetti che operano, per la migliore conservazione e promozione del patrimonio culturale moderno e contemporaneo.  Maria Grazia Bellisario Architetto, direttore del Servizio architettura e arte contemporanee - Mibac

Dall’Ordine degli Architetti di Bologna e Cnappc L’Ordine Architetti di Bologna partecipa anche quest’anno al Salone del Restauro con il padiglione Modern Corner e l’organizzazione di incontri dedicati all’architettura moderna e contemporanea, nell’intento di farla conoscere e supportarne così le iniziative di tutela e restauro. I momenti di divulgazione si concentrano attorno a 3 filoni tematici. In primo luogo, la creatività con la quale spesso vengono affrontati i recuperi e le trasformazioni di manufatti architettonici di epoca moderna, parti di città e manufatti d’arte (esempi emblematici in tal senso che verranno presentati, gli exMagazzini Generali di Verona, i rifugi di montagna, le fabbriche del Parco Dora di Torino e ulteriori casi-studio portati dalla Regione Basilicata, Docomomo, Europaconcorsi e altri soggetti; spazio anche per un appuntamento sul tema del paesaggio, con un incontro con il paesaggista olandese Michael van Gessel). In secondo luogo, il cemento armato, indagato in

questo caso attraverso due figure pionieristiche di tale tecnologia, Pier Luigi Nervi e il suo maestro Attilio Muggia. Infine, una riflessione sarà rivolta all’importante ruolo svolto dagli archivi di architettura e tecnici per la conoscenza del patrimonio storico e l’impostazione di ipotesi di riuso (ad esempio, gli archivi dell’ente di bonifica Delta Padano, quelli delle Cartiere della Valle del Reno e dell’architetto Cesare Leonardi). Ulteriori appuntamenti sono previsti in altri spazi in collaborazione con la Federazione degli Ordini Appc dell’Emilia-Romagna e il Consiglio nazione degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (un call for paper che invita i professionisti a segnalare progetti: una giuria effettuerà una valutazione e inviterà i selezionati al Salone, esponendo le loro partecipazioni). Il padiglione, in spazi ampliati rispetto alla precedente edizione, accoglierà pannelli grafici illustrativi delle diverse tematiche affrontate.  Paola Bianco

Gli interventi sui monumenti storici legati alla memoria risorgimentale

Il lungomare di Quarto dei Mille (Genova) da cui sono partite le celebrazioni del centocinquantenario dell’unità nazionale luoghi, il restauro dei monumenti e la risistemazione e valorizzazione urbanistica; l’introduzione presso ciascun luogo di una segnaletica modulare. L’elenco è vasto e articolato nella tipologia, come risulta dalla prima mappatura su territorio nazionale con i dati pervenuti dalle Soprintendenze. Di tutti quelli presenti ne sono stati individuati alcuni prioritari secondo cinque parametri definiti dal Comitato dei garanti: lo stato di conservazione del bene, come accertato dalla Soprintendenza competente; la rilevanza del monumento, dell’evento celebrativo, del personaggio in relazione al periodo storico del Risorgimento; il valore artistico dell’opera in oggetto; la rarità relativa dell’oggetto ef-

figiato; la dislocazione territoriale. Gli interventi sono stati realizzati su diverse tipologie di beni: edifici, monumenti, paesaggio. L’entità e il numero di restauri, in tutta Italia, permettono oggi un’adeguata valutazione delle tecniche e dei materiali, oltre a favorire approfondimenti sulla tipologia, spesso trascurata, del «bene-monumento», che ha rivestito nel tempo notevole rilievo evocativo ed emblematico. Per dare massima visibilità al progetto, lo stand del Mibac ospita una mostra corredata di pannelli e materiali dedicati, mentre sarà realizzato un opuscolo istituzionale con le schede degli interventi, organizzato un convegno sul tema e proposti vari momenti di dibattito.

TRENTINO ALTO ADIGE. Trento: monumento a Dante Alighieri VENETO. Sommacampagna (Verona): ossario di Custoza; Padova: monumenti a Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Camillo Benso Conte di Cavour e Vittorio Emanuele II; Venezia: monumento alla difesa di Venezia, monumento nazionale a Daniele Manin (piazza Campo Manin), colonna spezzata, monumento a Vittorio Emanuele II (riva degli Schiavoni); Strà (Venezia): stanze e arredo a Villa Pisani PIEMONTE. Novara: museo del Broletto LOMBARDIA. Palestro (Pavia): ossario; Desenzano - San Martino della Battaglia (Brescia): monumento della Torre di San Martino; Milano: monumenti alle Cinque Giornate (piazza Cinque Giornate), a Giuseppe Verdi (piazza Buonarroti), a Camillo Benso Conte di Cavour (piazza Cavour), a Vittorio Emanuele II (piazza Duomo); Bergamo: monumenti a Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi; Solferino (Mantova): rocca LIGURIA. Genova: monumenti ai Mille, a Giuseppe Mazzini, ad Antonio Mosto, Aurelio Saffi, Cesare Abba, Antonio Burlando (piazza Corvetto), a Raffaele Rubattino (piazza Caricamento), lungomare di Quarto; Camogli (Genova): monumento a Simone Schiaffino; Sanremo: monumento a Giuseppe Garibaldi; Savona: monumento a Giuseppe Garibaldi EMILIA-ROMAGNA. Comacchio (Ferrara): capanno Garibaldi; Bologna: monumenti del Po-

polano (piazza VIII Agosto), a Vittorio Emanuele II (giardini Margherita), a Giuseppe Garibaldi (via dell’Indipendenza) TOSCANA. Pisa: statua a Giuseppe Mazzini; Firenze: monumento a Dante Alighieri (piazza Santa Croce); Carrara: monumento a Pellegrino Rossi; Certaldo (Firenze) Monumento a Giovanni Boccaccio; Pisa: monumenti a Giuseppe Garibaldi e Curtatone Montanara, domus mazziniana LAZIO. Roma: monumenti a Terenzio Mamiani (corso Vittorio Emanuele II), ad Anita Garibaldi e a Giuseppe Garibaldi (Gianicolo), a Ciceruacchio (lungotevere in Augusta), busti e memorie, Faro e parco degli Eroi (Gianicolo); Mentana (Roma): monumento dell’Ara garibaldina; Tarquinia (Roma): monumento a Giuseppe Mazzini CAMPANIA. Napoli: monumenti a Giuseppe Garibaldi, a Giovanni Nicotera, a Nicola Amore, a Carlo Poerio, ai Martiri napoletani; Procida (Napoli): monumento ad Antonio Scialoja e stele commemorativa dei martiri PUGLIA. Bari: monumento a Umberto I CALABRIA. Catanzaro: monumento al generale Francesco Stocco; Reggio Calabria: monumento all’Unità d’Italia, museo archeologico nazionale (restauro, riallestimento e ampliamento) SICILIA. Palermo: obelisco ai martiri dell’Indipendenza italiana, monumento a Vittorio Emanuele II


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 Dimore Storiche

Ha 35 anni l’Associazione che unisce 5.000 soci e 4.000 palazzi, ville, castelli, parchi e giardini privati L’Associazione Dimore storiche italiane al Salone con uno stand e un convegno Nel 2012 l’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) celebra i suoi 35 anni di attività: nel 1977 fu infatti costituita, sull’esempio di analoghe associazioni attive in altri paesi europei, da un gruppo di proprietari e intellettuali guidati fra gli altri da Niccolò Pasolini dall’Onda, Aimone de Seyssel, Bonaldo Stringher, Gaetano Belgiojoso e Gaetano di Thiene, che ne fu il primo presidente. L’Adsi non ha ovviamente scopi di lucro e si propone di agevolare conservazione, valorizzazione e gestione delle dimore storiche, contribuendo in tal modo alla tutela, conservazione e conoscenza di un patrimonio culturale privato ma di primario interesse pubblico. Nel quadro delle varie attività previste per questo anniversario, Adsi partecipa al Salone del Restauro di Ferrara con uno stand istituzionale e l’organizzazione del seminario: «Le Dimore Storiche private: risorsa fondamentale del turismo italiano. Palazzi, Ville, Castelli, Parchi, Giardini Storici privati per un turismo culturale di qualità», legato al tema di questa edizione del Salone. Una presenza connaturata e fisiologica se si considera che i

opera anche a un bene pubblico destinando i proventi del 5 per mille al restauro di Porta Bazzano dell’Aquila vittima del sisma del 2009 e restituita integra ai cittadini abruzzesi con la riadesione degli intonaci antichi, il consolidamento delLa pièce de résistance dell’Associazione, l’intradosso della Galleria di Palazzo Colonna a Roma. l’arco della porta Nel 2011 l’Associazione con la sigillatuha destinato ra delle lesioni, i proventi del 5 la liberazione da per mille al restauro radici infestanti di Porta Bazzano ed una protezione a L’Aquila finale degli elementi lapidei, con completa pacirca 5.000 soci Adsi tinatura finale costituiscono il magcon colore a piggior committente in menti naturali. assoluto di restauri di Nel 2012, con il opere architettonicontributo della che in Italia e che Nando Peretti l’Associazione è atFoundation, Adtiva a 360 gradi sul fronte del- si cura il restauro della «Male molteplici e complesse pro- donna dell’Arco» di via Arco blematiche di conservazione, dei Banchi a Roma, che trae il tutela, restauro e fruizione de- nome dal Cortile dei Chigi dogli edifici storici di proprietà ve aveva sede il banco di Agoprivata. stino Chigi. Nel piede di siniPer la prima volta, nel 2011 stra, l’arco conserva la più anl’Adsi ha rivolto la propria tica testimonianza sulle piene

del Tevere: la lapide con data e livello della tremenda inondazione del 7 novembre 1277. A ricordo dell’evento, sotto l’arco si venerava dal XVI secolo una scultura lignea della Vergine, sostituita nell’Ottocento dal seicentesco quadro ancora oggi venerato e che è oggetto dell’intervento di restauro. La presentazione dell’opera restaurata avverrà in maggio nell’ambito delle celebrazione dei 35 anni della fondazione Adsi che vedrà a Roma l’assemblea nazionale con il convegno «Patrimonio storico-artistico culturale privato: tutela costituzionale e rilevanza sociale e economica nel sistema Italia» incentrato sul ruolo dei beni storici privati nell’economia e nella crescita del paese. Il 9 e 10 giugno si terrà poi l’annuale giornata nazionale Adsi che, come sottolinea il presidente Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, in carica dal 2010, consente a livello nazionale di visitare gratuitamente luoghi generalmente non accessibili mettendo anche in luce l’onerosa opera dei proprietari, custodi e fruitori di un patrimonio che non ha eguali al mondo.  Giovanni Pellinghelli del Monticello

Chi voleva i Lombardi a San Mauro Torinese SAN MAURO TORINESE.

Nella chiesa di Santa Maria di Pulcherada, a San Mauro Torinese, i restauratori del Consorzio San Luca hanno quasi ultimato il recupero di uno sconosciuto ciclo di affreschi romanici. Costanza Segre Montel (docente di Storia medievale all’Università di Torino) illustra l’eccezionalità del ritrovamento. Cosa è stato ritrovato e qual è la sua importanza? Una grandiosa visione celeste nella conca, con Cristo in trono circondato dagli angeli e affiancato dalla Vergine e San Giovanni Battista, l’offerta di Abele e Caino nell’intradosso, Pietro, Paolo e due patriarchi nel cilindro, e, più in basso, una Crocefissione. La visione raffigurata in alto sembrerebbe richiamare il Giudizio finale, anche se i patriarchi, tipici di questa scena, hanno qui un’iconografia assolutamente unica, riferita forse a uno specifico testo, non ancora individuato. Nella fascia sottostante è dipinta una bellissima iscrizione, che i paleografi assegnano alla fine dell’XI secolo e conferma la data proposta per gli affreschi. Si tratta di un ritrovamento importante sia per l’ampiezza della superficie pittorica recuperata, sia per la qualità degli affreschi e l’eccezionalità dell’iconografia. Come s’inseriscono questi affreschi nel panorama dell’Italia settentrionale? La qualità e l’utilizzo di materiali preziosi (lapislazzuli, lamina di metallo dorato applicata all’aureola in stucco di Cristo), sono indicativi dell’importanza dell’impresa, voluta da un committente che non badava a spese e poteva chiamare i migliori pittori dalla Lombardia (atelier di Civate o cerchia). L’abbazia era importante, ma non sappiamo chi la reggesse alla fine dell’XI secolo: donata nel 991 al monastero di San Quintino di Spigno, nel 1029, e ancora nel 1212, era alle dipendenze di San Giusto di Susa, poi sotto la giurisdizione del vescovo di Torino. Se confermata, la dipendenza da San Giusto potrebbe spiegare la chiamata di artisti lombardi a San Mauro, come avviene negli stessi anni alla Novalesa. Sugli affreschi di San Mauro si dovrà ancora riflettere, ma è indubbio lo stretto legame con i cicli lombardi dell’XI secolo. Il restauro in corso ha un approccio conservativo: ritiene necessari altri accorgimenti al fine della fruizione? Gli affreschi sono in molte zone rovinati o con lacune dovute ai rimaneggiamenti dell’edificio. La presenza, al centro dell’abside, di un grande affresco secentesco che non verrà rimosso limita purtroppo la leggibilità della decorazione romanica, precludendo anche ulteriori recuperi. La scelta di mantenere il dipinto barocco e il cornicione in stucco dell’abside è corretta, ma una volta smontati i ponteggi l’iscrizione non sarà più in vista e dovrà quindi essere documentata con fotografie.


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 Musei civici

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Tra museo diffuso e museo di antropologia culturale

Museo come condensatore sociale Al Salone del Restauro un convegno dell’Associazione nazionale musei locali italiani sul rapporto con città e territori «Il museo civico, tra tradizione e innovazione» è il tema di una ricerca che da anni l'Anmli (istituita nel 1950 tra le prime associazioni museali italiane) persegue a livello regionale, con l’intento di dar vita a un dibattito nazionale sul ruolo del museo comunale in rapporto alla città. Tradizione poiché i musei civici in Italia, come ricorda la presidente Anna Maria Montaldo, organizzatrice del convegno insieme ad Anna Maria Visser (codirettora MuSeC-Università di Ferrara), costituiscono la trama più antica del nostro circuito museale. Per il suo articolarsi capillarmente sul territorio, dai grandi ai piccoli centri abitati, e per la ricchezza di genere, il sistema dei musei civici costituisce anche il fondamento di studi museografici che negli anni sessanta hanno contribuito all'estensione della salvaguardia a opere d'arte, architetture, manufatti artigianali, strumenti del lavoro e della vita quotidiana, nonché brani del paesaggio, costruito e non, che fino ad allora erano esclusi dallo status di beni culturali. È in quel clima politico e intellettuale, quando la cultura si opponeva alla deva-

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stazione del territorio perpetrata dalla speculazione edilizia sfrenata, che si affermano concetti divenuti poi capisaldi della museografia. «Innovazione», ci spiega Montaldo, «poiché il museo civico è parte attiva nei processi di trasformazione dei centri urbani, e come tale è necessario ridefinirne la missione e orientarne lo sviluppo nella pluralità di culture che abitano la città contemporanea». Molti sono i concetti che riaffiorano per voce di docenti universitari, assessori, direttori di musei, studiosi e professionisti, nel tentativo di trovare strategie comuni per il rinnovamento del ruolo sociale dei musei locali. Il museo diffuso e il museo di antropologia culturale sono temi ricorrenti nelle due giornate d'incontri, e nel contempo essi costituiscono due ambiti privilegiati per la sperimentazione di una progettazione museografica volta a ribadire la specificità dell'allestimento come disciplina architettonica che dialoga con altri saperi e con una moltitudine di espressioni diverse, provenienti dalla comunicazione e dalle scienze pedagogiche. Cristina Fiordimela

Chiediamo allo storico dell'arte Andrea Emiliani, che con Fredi Drugman (docente di museografia al Politecnico di Milano e fondatore della collana Museopoli, Clueb Edizioni) ne diede sostanza: come è cambiato il museo diffuso? Oggi resta poco della sua sostanza. Nasceva da volontà condivise di conservare e connettere l'eredità del patrimonio nelle campagne italiane basandosi sulla ricerca sul campo. Le ricerche di Bruno Toscano nelle campagne umbre partivano proprio dal censimento delle opere, con cui veniva mappato il patrimonio della condizione contadina, come stato sociale, con le sue implicazioni in letteratura, musica e storia. Da qui prese avvio un nuovo concetto di bene culturale che, anche grazie alle pagine di Emilio Sereni, e al contributo di antropologi ed etnografi, estese il vincolo di tutela ambientale a borghi, centri storici, aree rurali disabitate e industriali dismesse. Miriadi di oggetti si accumularono nelle stanze vuote di cascine abbandonate per restituire alle comunità una dimensione conoscitiva della storia locale. Visioni che prendevano corpo nei racconti fotografici di Paolo Monti, e nel disegno urbanistico dei collegamenti tra nuclei museali e istituti di ricerca, per trasformarsi in veri e propri laboratori museografici. Non si tratta dunque solo di connettere istituzioni ma di studiare il territorio, le culture, le immagini del lavoro e intrecciare saperi e competenze, attivando politiche di partecipazione e tutela dei siti di valore storico e sociale, oggi di nuovo in pericolo. Cosa è avvenuto nei musei del lavoro e della cultura popolare? In molti casi ha prevalso il modello mercantile e privato che per primo si è impossessato del mondo contadino e rurale, con ambientazioni folkloriche e approssimative, entro una visione di mediocre turismo coloristico. Vi sono tuttavia centri museografici di qualità, soprattutto nei piccoli comuni, nelle comunità montane e nei centri abitati periferici dove, anche a discapito della mancanza di fondi adeguati, l'impegno di assessori che spesso provengono dal mondo dell'istruzione e della ricerca, e una partecipazione più diretta della comunità locale, favoriscono un ritorno alla ricerca sul campo e alla costituzione di un decentramento del patrimonio artistico e del concetto stesso di opera d’arte. A Pietro Clemente (docente di Antropologia all’Università di Firenze e presidente della Società italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici) chiediamo invece: Cosa s’intende per museografia partecipata e quali sono le dinamiche tra gli attori coinvolti nella sua ideazione? Nella museografia antropologica, povera di finanziamenti e grandi progetti, c’è crescita di partecipazione nel rapporto tra museo e soggetti della società civile. I musei nascono attraverso pratiche che non vedono più come condizione una collezione, ma spesso una ricerca etnografica basata sul coinvolgimento e la presa di parola delle comunità locali.

È possibile trasferire nel museo il punto di vista di altre culture e il loro modo d’intendere la salvaguardia della conoscenza? Dopo gli anni ottanta in Italia l’antropologia museale è cresciuta nella critica ai modelli coloniali e positivistici, mentre sul fronte interno la museografia del mondo contadino già negli anni sessanta e settanta nasceva, dal basso, come riflessione su un mondo subalterno e valorizzava culture altre da quelle egemoniche. Purtroppo molti musei «etnologici» di età positivista non si sono aggiornati nella missione, ma chi lo ha fatto ha mutato paradigmi, come il Museo Pigorini, introducendo il dialogo con le comunità emigrate e la condivisione di esperienze intorno agli oggetti. Nonostante la prevalenza, in Italia, di musei legati alle culture locali, è ancora molto indietro la collaborazione con il punto di vista dei lavoratori migranti. La serialità degli oggetti, che diventa disegno nel Museo Guatelli, il più noto forse dei musei spontanei che ha inventato un linguaggio delle cose, è uno dei tanti modi di fare un viaggio nell’alterità. Molti musei d’ultima generazione sono pensati come percorsi esperienziali che cercano di mutare il mondo del visitatore. Il Museo del teatro popolare di Monticchiello (Pienza), progettato da antropologi e creatori del teatro povero, è basato sulla memoria storica locale. Ma mancano ancora esperienze forti di dialogo tra identità e memorie locali e mondo dei migranti dall’altro. L’allestimento è ancora, come lo intendeva Drugman, un medium in cui rappresentare concetti attraverso oggetti? Difficile cogliere una tendenza: il Museo del Quai Branly a Parigi è un ritorno all’oggetto come centro dello sguardo estetico ed esotico dell’Occidente, ma molte mostre fatte in quel nuovo spazio sono invece critiche e aperte. Il magazzino visitabile è una soluzione per estendere l’offerta, ma l’oggetto diventa parte di un assemblaggio narrativo di elementi visivi. Da un lato i musei degli oggetti contadini del passato raccontano serialità, forme, contesti; dall’altro i nuovi musei etnografici ricostruiscono scene di vita e producono comparazioni. Ci sono tuttavia esperienze in cui gli oggetti sono al centro della scena narrativa come negli allestimenti di Vincenzo Padiglione e Mario Turci. Cosa intende per museo-iperluogo? Al contrario dei non-luoghi, i musei sono accumuli di densità semantiche, dispositivi ermeneutici, offerte di viaggi iniziatici, che s’intrecciano in sequenze narrative ed emozionali. Sono dispositivi riflessivi: l’oggetto altro defamiliarizza il tuo quotidiano. E spesso è proprio la vita quotidiana la chiave: un materasso con foglie di granturco del museo contadino o un reggitesta africano sono diversi modi del dormire. Una macina a sella africana, una mola sarda: il grano, il cibo, i lavori maschili e femminili, la fatica, si confrontano. I laboratori: veder fare una borsa con i giunchi all’ingresso del museo delle erbe palustri di Villanova di Bagnacavallo, comprare il sale più leggero del Museo del sale di Cervia, sono modi di esperire altri mondi.

BRIANZA PLASTICA IL PANNELLO ISOTEC PER IL RECUPERO DI UN EDIFICIO DEL XIX SECOLO A PIANCASTAGNAIO (Siena) Piancastagnaio, piccolo centro di origine medioevale, è posto lungo le verdi pendici del Monte Amiata, in provincia di Siena. Il suo centro storico, racchiuso da una cinta muraria fortificata, si sviluppa attorno al Castello Aldobrandesco (risalente al 1000, poi modificato dalla Repubblica Senese nel XV secolo). L’intervento ha riguardato uno degli edifici adiacenti al Castello. Il fabbricato, risalente al XIX secolo, ha struttura portante in peperino, tipica pietra locale, intonacata e decorata esternamente. Il piano terra e il primo sono occupati da un bar ristorante e dalla biblioteca comunale, mentre il secondo e il terzo ospitano una dimora nobiliare. Nell’ambito di un generale intervento di recupero, i primi, e più urgenti, lavori hanno riguardato la copertura per preservare la struttura portante esistente, costituita da solaio a vista in legno. Eliminato la vecchia finitura in coppi sovrapposti, si è provveduto alla sostituzione di alcuni elementi lignei deteriorati, al rifacimento della gronda esterna con mensole in legno e al consolidamento del solaio esistente mediante soletta armata in calcestruzzo alleggerito, adeguatamente collegata alle strutture portanti. L’ inserimento del pannello ISOTEC (spessore 8 cm) ha preceduto il montaggio del nuovo manto, costituito da tegole piane nuove e coppi romani di recupero. Come sottolinea il progettista e direttore dei lavori, geometra Marco Vichi «Trattandosi di un edificio d’epoca, la scelta del pannello ISOTEC è stata ottimale perché ci ha permesso d’installare un solo supporto, di spessore contenuto e con un peso che doveva essere necessariamente limitato. Siamo così riusciti a coniugare un adeguato grado di coibentazione termica, che soddisfaceva i parametri richiesti, con un ottimo sistema di impermeabilizzazione e microventilazione». www.brianzaplastica.it Scheda Progetto Proprietà: IMMOBILIARE COSTA sas, di Brogi Francesca Susanna con sede in Piancastagnaio Progettista e Direttore Lavori: geom. MARCO VICHI, via del Coro 16, Piancastagnaio Inizio lavori: 04/05/2011 Fine lavori:30/07/2011

Isotec® è un sistema di isolamento termico in poliuretano espanso rigido per coperture a falde. Il pannello è conformato a battenti e incastri contrapposti che lo rendono facilmente manovrabile per la posa in quota. Le caratteristiche garantiscono un impalcato portante, termoisolante, impermeabile alle infiltrazioni accidentali del manto di copertura e, grazie al correntino in acciaio zincato di cui è dotato, microventilato. Informazioni per la stampa Forward. Comunicazione per l’architettura e il design Valentina Valente valente@forwardufficiostampa.it 347 34 16 901 Laura Della Badia dellabadia@forwardufficiostampa.it 328 61 21 832


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 Costruire sul costruito

Il restauro urbano come occasione di rilancio di uno sviluppo sostenibile Quest’anno il Salone si amplia alla rigenerazione urbana e al riuso, possibili vie d’uscita alla crisi strutturale

In senso orario, il recupero dell’ex macello Sant’Anna a Piacenza, l’area ex Orsi-Margelli a Forlì, l’ex zuccherificio di Cesena, il riutilizzo dell’ex jutificio Camerini a Piazzola sul Brenta (Padova) e il complesso Vega a Venezia Il tema del restauro applicato alla scala urbana comporta la necessità di allargare l’orizzonte. Dalla fine degli anni sessanta l’avvio dell’importante stagione del recupero dei centri storici ha fatto crescere in Italia, e poi in tutta Europa, una forte sensibilità verso il riconoscimento dei valori storico-testimoniali degli edifici e dei tessuti urbani, stratificati in secoli di storia. Si è rapidamente passati da un’idea delle città il cui pregio era testimoniato dai monumenti, dagli elementi eccellenti degni di conservazione e valorizzazio-

ne a un’idea delle città come insieme di tessuti ed elementi puntuali, anche minori, in continuo dialogo e relazione tra loro e con le parti monumentali. Un’evoluzione della cultura che si è profondamente radicata e che è ben rappresentata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, che arriva a tutelare anche lo spazio pubblico di interesse storico o artistico come elemento monumentale meritevole di tutela estetica, formale e funzionale. Tutto bene, dunque? Non del tutto se è vero, come è vero,

che il dibattito è oggi ancora concentrato sulla conservazione del patrimonio costruito ed è invece molto distratto sulla necessità non solo di tutelare, ma anche di riprodurre e far evolvere il patrimonio sociale delle nostre città, vera base dello sviluppo economico e culturale. Un patrimonio fortemente penalizzato dallo sprawl che ha caratterizzato tutte le città italiane ed europee e che ha progressivamente svuotato le città di persone e funzioni, spinte ad insediarsi in aree sempre più periferiche dei comuni di

prima e seconda cintura. In questo senso costruire sul costruito assume un valore strategico per il rilancio di uno sviluppo sostenibile del sistema paese non solo perché aiuta a valorizzare il patrimonio storico e a non consumare nuove aree verdi, ma anche (soprattutto) perché costituisce l’occasione per «restaurare» la città nella sua funzione di motore dello sviluppo locale. Acquisita la cultura della tutela del patrimonio fisico ereditato, il primo parametro per valutare la capacità di un intervento di rigenerazione

Emilia-Romagna: rigenerare ristrutturando e ricostruendo La proposta arriva da Confederazione Nazionale dell’Artigianato (Cna) in collaborazione con le cooperative di professionisti Tecnicoop e Studio Ti per rilanciare il settore delle costruzioni in crisi. L’idea è di puntare sul risanamento del costruito di scarsa qualità, risalente principalmente agli anni tra il 1945 e 1981 (prima dello «spartiacque» della legge 10/1991, sull’isolamento termico degli edifici) e di tipo residenziale e, in maniera residuale, produttivo e alberghiero. Si tratta di agire con diversi gradi d’intensità, dall’intervento conservativo leggero - dove è possibile il mantenimento dell’utenza all’interno -, a quelli più invasivi - dove invece è necessario spostare l’utenza -, per arrivare anche alla possibilità di abbattere e riedificare con densità maggiori (solo in caso di edifici che non abbiano valore architettonico e documentale). Gli interventi dovrebbero avere come scopo primario il raggiungimento di classi di efficienza energetica migliorative, ma possibilmente essere volti anche a incrementare le prestazioni antisismiche e acustiche. Si ottiene così un duplice risultato: contenere l’uso di suolo vergine - che può essere utilizzato solo in casi correlati strettamente alle riqualificazioni - e ridurre i consumi energetici, in accordo con quanto stabilito da numerose direttive CE. Nelle intenzioni si lavorerà pertanto non più per macro comparti, ma per interventi a scala micro - fino al livello del singolo alloggio -, realizzando uno studio di fattibilità per ciascuna situazione che esamini tutte le possibili scelte di efficientamento e miglioramento della sicurezza attuabili, con il relativo prezzo. Ciò si riverbera da una parte sugli strumenti urbanistici (il riferimento è ai Regolamenti Urbanistici Edilizi) che dovrebbero esaminare in maniera più puntuale le peculiarità del territorio, agendo ad una scala più piccola rispetto a quella a cui si è oggi abituati. Dall’altra, avrebbe necessità di operare a livello delle agevolazioni fiscali e finanziarie (ad esempio, attraverso l’estensione del 36% di sgravi agli abbattimenti e ricostruzioni) per rendere appetibili gli interventi di miglioramento edilizio ad una committenza molto frazionata e poco propensa agli investimenti. Alcune criticità sono evidenziabili, ad esempio l’estensione della mixité di funzioni sul territorio e l’organizzazione della delocalizzazione delle persone. Vedremo se da questa proposta partiranno sperimentazioni sul

territorio regionale. D’altro canto, la Regione si è fatta promotrice di 19 concorsi d’architettura distribuiti sul territorio. Ha stanziato 1 milione per un programma di riqualificazione urbana approvato dalla commissione Territorio, ambiente e mobilità, i cui primi bandi dovrebbero essere pubblicati a giorni, per migliorare gli spazi pubblici e la viabilità dei centri minori attraverso il recupero di aree abbandonate: a Nonantola, Verucchio, San Giovanni in Persiceto, Pieve di Cento, Forlì e Bagno di Romagna si punta a incidere sul sistema viabilistico «leggero» (pedonale e ciclistico), mentre a Lugo, e in altri, sulla riqualificazione degli spazi pubblici. A Ferrara invece il concorso sarà mirato alla progettazione della Cittadella del commiato all’interno dell’Ospedale Sant’Anna. 5,5 milioni saranno assegnati per contribuire alla realizzazione delle opere pubbliche selezionate. Parallelamente, la Regione identifica, attraverso la piattaforma Costruzioni della Rete alta tecnologia, nel recupero e nella riqualificazione urbana un filone di ricerca prioritario nel suo programma e realizzerà una piattaforma interattiva basata su tecnologie mashup di elaborazione dei dati, per offrire alle imprese e a soggetti istituzionali accreditati un monitoraggio costante dello stato di disponibilità del patrimonio edilizio esistente. Questa iniziativa, lanciata al Saie 2011, è stata ripresentata il 21 febbraio all’interno dell’incontro «Il patrimonio architettonico abbandonato o sottoutilizzato in Emilia Romagna. Progetti di recupero e riuso, esperienze a confronto», in cui si è proseguito il discorso sulle «5 R» (Restauro - Recupero - Rigenerazione urbana - Riuso - Ricerca). Dopo aver contato a quanto ammonta il patrimonio abbandonato ma riutilizzabile sul territorio regionale, si è ampliato il discorso sulle normative esistenti e le possibilità di accesso ai finanziamenti, evidenziando le potenzialità delle persone e gli sbocchi di lavoro, nell’intento di fare di questo uno dei fattori di rilancio e di rigenerazione di singoli tessuti urbani. Al dibattito hanno partecipato: Carlo Alberto Roncarati (presidente della Camera di commercio di Ferrara), Carlo Amadori (Salone del Restauro di Ferrara), Marcello Balzani (Università di Ferrara, direttore del Dipartimento Diaprem), Giancarlo Maselli (in rappresentanza del mondo delle imprese).  Paola Bianco

urbana complessa - sia esso applicato a un brano di città storica o a un esempio di archeologia industriale o a un’area dismessa senza particolari pregi testimoniali o a un quartiere degli anni sessanta - dovrebbe riguardare le funzioni proposte. Aiutano la città a ritrovare i propri elementi vitali? Servono a favorire la vivibilità della città? Il progetto risolve almeno uno dei problemi strutturali dell’area urbana in cui si colloca (insufficienza di servizi, di residenze adeguate alla domanda, di aree pubbliche, di accessibilità ecc.)? Grazie anche all’evoluzione della programmazione complessa promossa dagli anni novanta dall’Unione europea, dai ministeri e poi dalle regioni, i buoni esempi non mancano. Diverse città in tutta Italia hanno compiuto sforzi economici e intellettuali che vanno in questa direzione e hanno saputo formare una nuova cul-

tura del rapporto pubblico-privato che ha consentito, in molti casi, di sostenere costi d’intervento particolarmente impegnativi in aree spesso gravate da problemi ambientali. Con queste basi è ora possibile e necessario imprimere una più chiara volontà culturale e politica al legame tra le operazioni di rigenerazione urbana e lo sviluppo delle città e, quindi, del paese. Uno sforzo collettivo che coinvolge le pubbliche amministrazioni (responsabili delle politiche urbane), gli operatori privati (responsabili di una buona attuazione) e i cittadini (responsabili della forza espressa dall’opinione pubblica). Uno sforzo che, attraverso il restauro della città, può aiutare a trovare una via d’uscita alla crisi strutturale che stiamo attraversando.  Marina Dragotto Audis - Associazione Aree Urbane Dismesse


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611 siti culturali, 154 naturali e 23 misti

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1 50.000 persone. Circondata da mura d’epoca ottomana che racchiudono ancora interessanti abitazioni tradizionali, palazzi, hammam, moschee, è in stato di forte degrado e il suo restauro è tra le priorità del governo. A circa 70 km dalla capitale, nella città costiera di Tipasa, si trova uno dei più straordinari complessi archeologici del Maghreb. All’origine emporio commerciale cartaginese, il periodo romano è caratterizzato da un prestigioso insieme di edifici di diverse tipologie architettoniche. Unico al mondo, il sito della Valle dello M’zab, nel

cuore del deserto, è costituito da cinque ksour (villaggi fortificati) e relativi palmeti, costruiti all’inizio del primo millennio dagli Ibaditi secondo un modello di habitat che ha esercitato una considerevole influenza sull’architettura e l’urbanistica arabe, e su architetti e urbanisti del XX secolo, da Le Corbusier a Fernand Pouillon. Meno noto ai turisti, a 50 km a nord est di Sétif, il sito di Djemila, antica colonia romana edificata sotto il regno di Nerva (96-98 d.C.) su uno sperone di roccia che arriva a 900 m di altitudine, splendido esempio dell’architettura romana in Nord Africa, famosa

anche per i suoi mosaici. Altro notevole lascito della colonizzazione romana durata tre secoli, Timgad, 480 km a sud est di Algeri, colonia militare fondata da Traiano, dal piano ortogonale. Infine, il sito della Kalaa dei Beni Hammad, un complesso monumentale della civilizzazione islamica a 1000 m di altitudine e 240 km a sud est di Algeri, fondato all’inizio dell’XI secolo. Prima capitale degli emiri hammaditi, conserva all’interno di una muraglia di 7 km, in parte smantellata, una serie di palazzi e la moschea più grande del paese dopo quella di Mansourah. Del ricco patrimonio culturale

intangibile dell’Algeria, somma d’espressioni culturali ancestrali a volte millenarie, per ora soltanto l’Ahellil del Gourara, che unisce coreografia, canto e poesia, fa parte del Patrimonio culturale orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco. Ma in attesa di entrare nella prestigiosa lista ci sono, tra gli altri, la Sebeiba di Djanet, una cerimonia rituale delle popolazioni agricole tuareg, l’Imzad, antico strumento monocorde fabbricato e suonato esclusivamente dalle donne tuareg, e il rituale del Matrimonio a Tlemcen.  Antonella Tarquini

 Heritage conservation e turismo

Ahmedabad è la prima città in India in corsa per l’Unesco La capitale del Gujarat è al centro di un convegno e di una mostra a Ferrara Ai conoscitori dell’architettura la città di Ahmedabad fa subito venire in mente, non a torto, gli edifici di Le Corbusier (le ville Shodhan e Sarabhai, il museo Sanskar Kendra, il Mill Owner’s Association), l’Indian Institute of Management di Louis Khan o il Mahatma Gandhi Memorial Museum per il Sabarmati Ashram di Charles Correa. O, ancora, la figura di Balkrishna Vithaldas Doshi, architetto indiano contemporaneo, fondatore della VastuShilpa Foundation, che negli anni sessanta lavorò proprio con Louis Khan, Le Corbusier e Anant Raje prima di dar vita all’attuale Center for Environmental Planning and Techno-

logy (Cept), prestigiosa Scuola di Architettura. La storia della città attraversa in realtà sei secoli e fasi alterne di prosperità e decadenza: dalla sua fondazione nel 1411 come capitale del Gujarat, periodo fiorente e di grande sviluppo commerciale, al declino seguito all’occupazione islamica e Maratha, al rinnovato impulso industriale durante la dominazione inglese (per cui fu definita la «Manchester dell’India»), fino ad arrivare ai grandi movimenti d’indipendenza nazionale nei primi anni del Novecento, quando si stabilì qui il Mahatma Gandhi. Esito di una storia ricca di alternanze, Ahmedabad è con-

siderata, per il suo sistema di fortificazioni, la morfologia del nucleo storico, l’architettura monumentale e domestica, uno degli esempi più straordinari, ancora superstiti, di città indiana capace d’incarnare le tradizioni hindu-islamiche nel proprio impianto urbano e nell’architettura. Oggi, con una popolazione di circa sei milioni di abitanti, è la quinta città più grande dell’India, nonché una delle metropoli in più rapida crescita nel mondo. Dal marzo 2011 la città, grazie a un’iniziativa dell’Archeological Survey of India, è stata inserita nella tentative list delle Città Patrimonio Mondiale del-

La villa Shodhan di Le Corbusier (1956), l’Indian Institute of Management di Louis Kahn (1962-1975), il Mahatma Gandhi Memorial Museum di Charles Correa (1958-63) e alcune case tradizionali, le haveli

l’Unesco, unica del subcontinente indiano ad aver mai ambito a tale riconoscimento. Consapevole dell’importanza del traguardo da raggiungere, Ahmedabad è oggi protagonista della nascita di un incredibile movimento collettivo - che coinvolge politici, sociologi, architetti, restauratori, università come il Centre for Heritage Management della Ahmedabad University, imprese private e, soprattutto, i cittadini - per la tutela e il recupero del patrimonio tradizionale e monumentale locale. Oltre gli interventi sui monumenti storici, la Ahmedabad’s Municipal Corporation’s Heritage Cell ha deciso di contribuire al restauro e alla valorizzazione delle case tradizionali, le haveli, sostenendo le iniziative dei proprietari, e salvando così un bene diffuso di eccezionale valore da un abbandono altrimenti inesorabile, considerati gli elevatissimi costi di manutenzione. In India l’altro grande esempio è il piano di recupero e riutilizzo dei palazzi e fortezze dei Maharaja tutelati dal Mehrangarh Museum Trust di Jodhpur nel Rajastahn. La stessa amministrazione locale, in partnership con ong e attori locali, promuove ogni anno l’Ahmedabad Heritage Festival e l’International Arts Festival, due occasioni importanti per attrarre turisti e finanziamenti, ma anche per sensibilizzare la popolazione locale, soprattutto i più giovani, riguardo al valore del proprio patrimonio e delle proprie tradizioni.  Francesca De Filippi

Villaggio di Ghardaïa (Valle dello M’zab), il Parco del Tassili N’Ajjer, la Casbah di Algeri, le rovine romane e un Mechouvar

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Uno sguardo avanti al passato SEGUE DA PAG.

1 ma integrato di collaborazione e coinvolgimento di cluster di progettisti, enti, imprese di costruzioni e centri di ricerca operanti sul territorio. In tal senso il progetto del Metadistretto delle tecnologie sostenibili nel settore delle costruzioni in Emilia-Romagna offre i risultati dei primi interventi realizzati, guidati da Aster, il consorzio tra la Regione EmiliaRomagna, Cnr ed Enea, Unione regionale delle

mento europeo che, anche nel prossimo programma quadro «Horizon 2020», conferma ed esalta la fondamentale importanza del Cultural Heritage connesso ai temi di identità e recupero, con un coinvolgimento sempre più apprezzato e opportuno di Piccole e Medie Imprese e di una strategia operativa in rete, come

Il rilievo 3D del Castello di Annaberg a Coldrano, Bolzano Camere di Commercio e le Associazioni imprenditoriali regionali, nell’ambito del progetto Euresp (European Regional Environmental Service Platform), in collaborazione con la Piattaforma Costruzioni e la Piattaforma Energia Ambiente della Rete Alta Tecnologia Emilia Romagna. Anche la Regione Abruzzo sta investendo per promuovere uno sviluppo sostenibile del settore costruzioni, grazie alla creazione di un Polo di Innovazione dell’Edilizia Sostenibile della Regione Abruzzo, che riunisce circa 70 imprese indipendenti, università e centri di ricerca regionali e nazionali. Tutti processi che si inseriscono in un contesto di finanzia-

già avviene all’interno dei Tecnopoli, piuttosto che nella Piattaforma Italiana Beni Culturali. Il meeting organizzato dalla Fach-Focus Area Cultural Heritage, con i membri dell’Ectp-European Construction Technology Platform, affronterà proprio il tema delle «Strategie e politiche di promozione della ricerca sui patrimoni culturali». L’attività del Dipartimento di Architettura/TekneHub, proposta al Salone, è sempre più aperta a un coinvolgimento internazionale, soprattutto verso realtà estere in cui il ruolo dell’industria e della ricerca italiana può ancora crescere e caratterizzarsi. Casi studi esemplari per qualità e ricerca di definizione di metodi e processi

di riqualificazione di aree urbane a grande valenza strategica sono il progetto di rinascita di Yenikapi, quartiere e porto di Istanbul, sviluppato con la collaborazione dell’Ircica (Research Centre for Islamic History, Art and Culture), l’Istanbul Technical University e la Municipalità di Fatih che si propone di sfruttare il grande potenziale del patrimonio archeologico dell’area, grazie alla combinazione di nuove tecnologie e di una rete organica di interazioni economiche e la riqualificazione delle mura e delle fortezze di Malta, in cui si inserisce anche il progetto della Nuova Porta di La Valletta a firma Renzo Piano. Il mercato edilizio non può più prescindere dalla rigenerazione del patrimonio esistente e del restauro consapevole, nel tessuto urbano come sul territorio. In un mondo in cui il confronto con l’esistente, con il reale e la gestione del tempo risultano fondamentali per il progetto, diventa ancor più importante confrontarsi nel campo delle tecnologie che rendono possibili tali meccanismi conoscitivi. È necessario fare un bilancio delle esperienze acquisite e confrontarsi su strategie di metodo future, in merito ad applicazioni e procedure sempre più efficaci e di immediata applicazione nel campo della tutela e valorizzazione dei beni culturali e del rilievo finalizzato al re-

stauro. Nello spazio mostra «Restauro, Recupero e Tecnologie», e nel relativo convegno, verranno illustrati più di vent’anni di innovazione tecnologica nel campo degli strumenti integrati di conoscenza morfometrica digitale, come laser scanner, di processi e strumenti di diagnosi e di modelli e banche dati digitali. Uno sguardo al passato per pensare alle prospettive future, e alle nuove possibilità di collaborazione con centri di ricerca e piccole e medie imprese italiane per sviluppare

livelli di conoscenza e servizi esemplari a livello internazionale. Il Salone si propone anche come occasione per approfondire in che modo le conoscenze accademiche possano divenire strumenti operativi utili a professionisti e tecnici del settore edilizio, a partire da un argomento di stringente attualità: il progetto del colore per la gestione cromatica delle superfici architettoniche, per una salvaguardia dell’identità cromatica dei luoghi del passato e per delineare le linee

guida del progetto contemporaneo. Un’Italia capace di proporsi, quindi, come modello di esportazione, coniugando la sapienza, la storia e la tradizione culturale nazionale, con le nuove tecnologie e i nuovi progetti di documentazione multimediale, come nel «Michelangelo’s Box», realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, che racconta con tecnologie digitali le architetture di Michelangelo a Firenze nel complesso laurenziano.

Il restauro sostenibile: verso il protocollo «Historical Buildings» La superficie cementificata in Italia subisce un incremento annuo di circa 50.000 ettari: il 7,6% del totale dell’intero territorio nazionale. I dati allarmanti confermano la necessità di tutelare l’esistente rispetto alla realizzazione di nuove costruzioni, una base fondante per favorire la valorizzare di processi virtuosi di recupero, soprattutto in un momento in cui le nuove edificazioni sono in fase di stallo e il mondo delle costruzioni ha iniziato a focalizzarsi sulla ristrutturazione. Le politiche green degli ultimi anni confermano la volontà di realizzare interventi di qualità, che non guardino però solo a edifici ecocompatibili ed economicamente vantaggiosi sotto il profilo energetico, di minore produzione dei rifiuti e ridotto uso di acqua potabile. Si tratta di introdurre nuovi concetti, che promuovano progetti socialmente responsabili, rispettosi dell’ambiente e dei caratteri storici dei luoghi, capaci di guidare la trasformazione del mercato dell’edilizia. Il tema della riqualificazione richiede uno sforzo progettuale maggiore rispetto alle nuove edificazioni, che tuteli le caratteristiche peculiari degli edifici esistenti. La complessità dell’intervento aumenta in maniera considerevole nel

caso di interventi su edifici storici: ciò è dovuto sia a vincoli di natura conservativa sia a causa dei sempre più pressanti obiettivi dettati da principi di sostenibilità, ormai estesi anche al patrimonio costruito. Green Building Council Italia, no profit attiva dal 2008 nel settore delle costruzioni sostenibili, ha riunito un gruppo di esperti, tra cui il Dipartimento di Architettura di Ferrara, che elaborino le linee guida del protocollo per la certificazione di edifici storici, primo esempio di sistema per la conservazione e il monitoraggio di manufatti edilizi a livello mondiale. Alcuni risultati saranno esposti il 29 marzo al Salone nel convegno «Il protocollo Historical Buildings: il restauro diventa green». Uno standard innovativo, che mira a promuovere la cultura della conservazione sostenibile e favorire il dialogo tra i soggetti istituzionali e il mondo della progettazione. Il protocollo potrà essere applicato a progetti di restauro e rifunzionalizzazione nell’ambito di interventi sul patrimonio storico esistente: uno strumento valido e verificato, utilizzabile sia da parte delle autorità preposte alla tutela sia dagli operatori coinvolti nei singoli interventi di recupero.  Elisabetta Biestro


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Innovazione nel restauro del legno: nuovi orizzonti

Il legno nel recupero

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Leggerezza, flessibilità e facilità di montaggio rendono il legno particolarmente adatto agli interventi sull’esistente

IMMAGINE REALIZZATA DA ALAN CRIVELLARO, TECNOLOGO E ANATOMISTA DEL LEGNO

Il materiale legno è un materiale nanostrutturato. Sezione trasversale di Arbutus unedo L. a 40 ingrandimenti, sono visibili i grandi vasi adibiti alla conduzione della linfa e le fibre con funzione meccanica

Sezione trasversale di Rosa canina L. a 20 ingrandimenti. L’immagine comprende il legno (sulla sinistra) e la corteccia (sulla destra). Sono visibili i grandi vasi adibiti alla conduzione della linfa e le fibre con funzione meccanica

Nanotubi di carbonio multi-wall, immagine ingrandita con microscopio elettronico a trasmissione (Tem)

Politecnico di Torino

FEDERICA STUPAZZINI, FRANCO ZANINI

Refettorio per il centro visite della Cattedrale di Norwich (Inghilterra), Hopkins Architects, 2009; Auditorium (ex-oratorio di San Filippo Neri), Bologna, Pier Luigi Cervellati con Giorgio Volpe, 1997; Biblioteca del monastero di Fitero, Navarra (Spagna), Miguel A. Alonso del Val e Rufino J. Hernández Minguillón AH Asociados Gli interventi di recupero sul costruito costituiscono oggi un importante settore di applicazione delle tecnologie costruttive del legno. Le caratteristiche di leggerezza, flessibilità e la facilità di montaggio lo rendono particolarmente adatto al recupero in relazione alla necessità di mantenimento della sicurezza statica degli edifici esistenti, ai problemi legati alla logistica del cantiere e alla possibilità di rendere il progetto aperto a future ulteriori modifiche. Grazie anche alle innovazioni che l’industria del legno ha sperimentato negli ultimi anni, questo materiale assume oggi un ruolo di primo piano. Numerosi interventi sul costruito consistono nell’implementare i volumi esistenti per aumentare la superficie utile o per realizzare spazi di servizio necessari al funzionamento dell’edificio: interventi per densificazione, con operazioni di sopraelevazione, ampliamento o interconnessione di volumi, per i quali il legno rappresenta una soluzione ideale. La costruzione in legno permette infatti di rispondere al meglio alle esigenze legate agli ampliamenti in altezza, in quanto coniuga l’elevata capacità strutturale alla leggerezza fisica, permettendo di realizzare interventi poco invasivi sulle strutture sottostanti e di guadagnare spazio senza aggravare particolarmente il carico sismico complessivo. Fra i sistemi costruttivi disponibili, i pannelli in legno massiccio a strati incrociati (XLam) costituiscono oggi la soluzione più diffusa. Qui la prefabbricazione degli elementi costruttivi, quali intere pareti o solai, accorcia notevolmente i tempi di montaggio, riducendo al minimo gli inconvenienti durante la fase di cantiere. Anche nei casi di ampliamento per accostamento l’uso del legno risulta interessante, in quanto permette spesso di non dover intervenire sulla struttura esistente con misure di rinforzo. Come nel pluripremiato progetto per il refettorio del centro visite della Cattedrale di Norwich in Inghilterra (Hopkins Architects), in cui un volume in legno di quercia con struttura autoportante si innalza dalle antiche murature perimetrali in pietra. In altri casi l’intervento consiste nell’inserire all’interno di

© JOSÉ MANUEL CUTILLAS

logici industriali chiave, massimizzando il potenziale di crescita delle imprese europee fornendo loro adeguati livelli di finanziamento e saranno aiutate le Pmi innovative a crescere per diventare aziende leader a livello mondiale. Ciò permetterà di costruire una leadership nel settore delle tecnologie abilitanti e industriali - con particolare attenzione all’Ict - delle nanotecnologie, dei materiali avanzati, delle biotecnologie e spaziale; si cercherà infine di facilitare l’accesso al capitale di rischio». Queste affermazioni del programma europeo sono molto innovative per i settori di ricerca nazionali e spingono i ricercatori a collaborare con le piccole e medie imprese del settore del restauro, dei prodotti nanostrutturati per il recupero, la manutenzione e il rinforzo. Su questi temi è in corso il Progetto Cost «Assessment, Reinforcement and Monitoring of Timber Structures» nell’ambito del Settimo Programma Quadro della Comunità Europea. Inoltre le nuove direttive 2013 del 7PQ (WPSSH 2013) presentano un topic sulla valorizzazione dei Beni Culturali europei; le costruzioni in legno sono un importante elemento del patrimonio. 3. Attualmente, nonostante il settore delle nanotecnologie sia in rapido sviluppo nel campo delle costruzioni e dei Beni Culturali, si riscontra ancora una carenza di applicazioni sul materiale legno. Pertanto è auspicabile lo sviluppo e la sperimentazione di resine polimeriche rinforzate con nanomateriali, in particolare con nanotubi di carbonio o micro fibre o Frp negli interventi di rinforzo e nella protezione delle strutture lignee. La presenza dei CNTs all’interno del materiale permette di modulare le caratteristiche del nanocomposito, agendo da ritardante di fiamma, o modificando le caratteristiche meccaniche della struttura. Queste caratteristiche rendono i materiali polimerici caricati con CNTs molto interessanti per rinforzo di strutture lignee (tramite ricoprimento o infiltrazione o impregnazione). La possibilità di poter effettuare la polimerizzazione direttamente in-situ consente inoltre di evitare estese sostituzioni e smontaggi delle strutture esistenti. Ciò comporta sia il mantenimento di componenti originari e delle condizioni più prossime a quelle del comportamento in opera, sia vantaggi dal punto di vista dei tempi di realizzazione dell’intervento, aprendo così nuove vie nelle metodiche di recupero di elementi strutturali appartenenti al patrimonio edilizio storico. In prospettiva, un impiego diffuso di materiali nanocompositi potrà essere volano di sviluppo economico incentrato sull’innovazione, sull’offerta di impiego e sullo sviluppo delle imprese di settore, aprendo nuovi mercati a tecnologie e prodotti eco-compatibili.  Clara Bertolini Cestari

© PETER MACKINVEN

«malessere» del manufatto. Le esperienze sino a oggi condotte sull’argomento hanno portano alla validazione dell’impiego di resine polimeriche rinforzate con CNTs (nanotubi di carbonio) negli interventi puntuali di recupero funzionale e monitoraggio delle strutture lignee. È in corso la ricerca M.A.N. (Manutenzione Architettonica Nanostrutturata) nell’ambito del programma dei Fondi Strutturali e vede coinvolti Politecnico di Torino e le PMI: Adamantio srl e NanoTech Surface. 2. La creazione di nuovi materiali con rinforzi nanostrutturati è in accordo con la recente proposta del Miur che ha come riferimento il Programma Europeo «Horizon 2020», e in particolare l’Obiettivo 2, leadership industriale, che mira a fornire: «importanti investimenti in settori tecno-

IMMAGINE REALIZZATA DA ALAN CRIVELLARO, TECNOLOGO E ANATOMISTA DEL LEGNO

Perché oggi è importante parlare di nanotecnologie nel recupero del legno? È un argomento attuale? A chi è rivolto? Ecco alcune argomentazioni. 1. L’attuale richiesta di migliorare l’efficienza del processo manutentivo e del recupero dei manufatti lignei appartenenti ai beni culturali, richiede nuovi approcci disciplinari fortemente innovativi al fine di ottimizzare processi e metodi nei programmi di interventi di consolidamento e monitoraggio. Ciò può essere realizzato facendo ricorso all’utilizzo di dispositivi riferibili alle nanoscienze e nanotecnologie, che hanno il vantaggio di raccogliere informazioni in situ e di accumularle per lungo periodo senza necessità di interventi di addetti, spesso dispendiosi e dispersivi. I dati accumulati possono essere ulteriormente trattati per fornire indici di «benessere» o

FOTO NAUMANNNAUMANN ARCHITEKTEN

Materiali nanocompositi per il rinforzo, il recupero e la manutenzione delle costruzioni lignee

Recupero di una stalla in Germania, Unser S(ch)austall, Naumann architektur/Fnp architekten, 2007 un contenitore edilizio esistente nuovi volumi, strutturalmente indipendenti, per adeguare lo spazio a nuove destinazioni d’uso. Significativo esempio che dimostra le potenzialità del legno è il recupero di una stalla in Germania (Naumann Architektur) convertita in spazio espositivo, in cui la struttura originaria viene integralmente conservata e al suo interno viene inserita una struttura in X-Lam strutturalmente separata dalle rovine esistenti, realizzata e assemblata in falegnameria. Un altro ambito di utilizzo di strutture lignee riguarda la ricostruzione di parti distrutte nel corso del tempo, in cui l’uso di un linguaggio riconoscibile e il ricorso a tecnologie ritrattabili, si dimostrano strategie efficaci. È il caso del restauro dell’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna (Pier Luigi Cervellati con Giorgio Volpe) in cui la struttura di legno, realizzata per ricostruire la cupola distrutta dai bombardamenti, permette una leggibilità della stratificazione storica. Infine, nuove possibilità per l’impiego del legno nel recupero si hanno intervenendo sull’involucro edilizio con l’aggiunta di strati funzionali che incrementano le prestazioni che il sistema tecnologico deve garantire in risposta alle prescrizioni tecniche per il contenimento dei consumi energetici. L’interesse nei confronti di questo tema trova riscontro nei finanziamenti europei legati all’innovazione tecnologica. Il Progetto «TES EnergyFacade»

(co-ordinato dalla Aalto University di Helsinki e finanziato dal Programma WoodWisdomNET 2006-2011), ha come obiettivo il recupero del patrimonio edilizio compreso fra gli anni cinquanta e ottanta ed è indirizzato allo sviluppo di un sistema di riqualificazione energetica dell’involucro, basato su elementi lignei prefabbricati di facciata. Il progetto, che ha ricevuto numerosi premi fra i quali il Premio Schweighofer 2011 per l’innovazione, ha avviato diversi progetti pilota di sperimentazione e retrofitting del sistema TES in alcuni edifici scolastici in Germania, Norvegia e Finlandia. L’utilizzo del legno nel recupero e nella riqualificazione anche energetica del patrimonio edilizio esistente sta assumendo sempre maggiore rilievo anche in Italia. Particolare attenzione a questo tema viene posta in recenti progetti a livello regionale che riguardano il recupero del patrimonio costruito e in particolare in Toscana (Progetto «Abitare mediterraneo. Innovazione sostenibile dell’abitare mediterraneo» finanziato dalla Regione Toscana e sviluppato dall’Università di Firenze), in Abruzzo (con la creazione del nuovo «Polo di innovazione dell’edilizia sostenibile della Regione Abruzzo») e in EmiliaRomagna (con la «Piattaforma costruzioni e la Piattaforma energia ambiente della rete alta tecnologia della Regione Emilia-Romagna»).  Tanja Marzi


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IL GIORNALE DEL RESTAURO MARZO 2012

IL GIORNALE DELL’ARTE, N. 318 - IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N. 104

Il catalogo dei restauri 2011-2012 SEGUE DA PAG.

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tre a spazi museali e uffici, accoglie sale convegni e multimediale, videoteca, biblioteca, un belvedere panoramico con bar-caffetteria ed è completato da un giardino con cavea per eventi culturali all’aperto. La connotazione storica della struttura e le esigenze funzionali hanno dato origine ad un progetto in cui tradizionale e moderno dialogano con la città.

riacquisterà la veste settecentesca, e il complesso del monastero di Santa Maria in Valle, sede del Tempietto Longobardo. Il progetto, partito in virtù della candidatura di Cividale a «sito seriale» Unesco, ha due obiettivi: ricostruire le fasi storico-artistiche degli edifici e risanare le architetture, adibendo gli spazi del monastero a sede museale.

lebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La campagna di restauro si è limitata a spolveratura, messa in sicurezza degli ornati e delle pavimentazioni lignee e adeguamento impiantistico. Restaurati inoltre le due sale dell’Appartamento di Mezzanotte affrescate da Legnanino, atrio, vestiboli, corpo di guardia, scale ellittiche, salone ipogeo e lo scalone guariniano.

FEBBRAIO Trento. Dopo quattro anni di restauro riapre al pubblico la chiesa di Sant’Apollinare. Durante la fase di cantiere sono emerse alcune preziose testimonianze: i lacerti dell’originale decorazione pittorica trecentesca, parti di una Madonna in trono con il Bambino e di una santa, databili intorno al 1370, nonché il riquadro con San Giacomo Maggiore e, probabilmente, Sant’Apollinare (XIV secolo). Grazie alle indagini effettuate nel 2006 è stato possibile rilevare la presenza di edifici di culto risalenti all’Alto Medioevo.

Palermo. Il sisma del 2002 l’aveva gravemente danneggiato, ma dopo un anno e sette mesi di cantiere il santuario della Madonna dei Rimedi (detto chiesa di Santa Teresa) ha riaperto ai fedeli. Lo stanziamento di 300.000 euro da parte della Protezione civile ha reso possibile le opere di consolidamento, il reintegro di parti ornamentali e il restauro delle statue di San Giuseppe e Santa Teresa. La leggenda narra che in epoca normanna Ruggero II fece erigere una chiesa, su cui si fonda l’attuale, seicentesca, per ringraziare la Madonna di un miracolo ricevuto.

Porto Maurizio (Imperia). Restaurato l’affresco di Francesco Brea, scoperto quasi per caso tre anni fa dietro un’intercapedine all’interno del complesso conventuale settecentesco di Santa Chiara. Brea fu attivo nella metà del Cinquecento, tra l’imperiese e la Costa Azzurra, ed è noto principalmente per i suoi polittici: è quindi raro trovare suoi affreschi e questo risulta ben conservato. Avviato anche il restauro del convento ma i lavori sono rallentati per mancanza di fondi.

Firenze. Esposto nella Biblioteca del Museo di San Marco il Tabernacolo dei Linaioli di Beato Angelico, al termine dell’intervento realizzato dall’Opificio delle pietre dure con il contributo di Intesa Sanpaolo e dell’Arpai. La pulitura ha restituito trasparenza, nitidezza e luminosità: una radiografia svela i segreti della struttura in legno, mentre postazioni multimediali ne raccontano la storia. Negli stessi giorni Palazzo Pitti accoglie la mostra «Restituzioni 2011. Tesori d’arte restaurati», la vetrina del progetto avviato nel 1989 con cui Intesa Sanpaolo sostiene il patrimonio artistico italiano secondo le emergenze segnalate dalle Soprintendenze, per un totale di oltre 600 opere e reperti archeologici restaurati.

MARZO Cividale del Friuli (Udine). Avviati i lavori di ristrutturazione di due edifici della Forum Iulii romana: il Duomo di Santa Maria Assunta, il cui interno

APRILE Torino. Apre al pubblico il piano terra di Palazzo Carignano, che finora non era mai stato visitabile, allestito per la ce-

Mantova. Concluso il primo lotto dei lavori alla basilica di Sant’Andrea (costruzione avviata da Luca Fancelli nel 1472 su progetto dell’appena scomparso Leon Battista Alberti). Per una cifra di 3,3 milioni finanziata da Fondazione Cariplo, Fondazione Cariverona, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Diocesi e Comune, sono state recuperate le superfici interne dell’abside, del presbiterio e del transetto. Sono nel frattempo in corso i lavori del secondo lotto che, su progetto di Monica Nascig dello studio Volpi Ghirardini, interverranno sulle pareti e la volta della navata e proseguiranno su cupola e lanternino. Venezia. Lo spazio espositivo Olivetti progettato da Carlo Scarpa in piazza San Marco rivive grazie a un restauro finanziato dalle Assicurazioni Generali e tutelato dal Fondo ambiente italiano (Fai). Destituito dell’originario prestigio e ridotto a comune bottega, sembrava che l’opera scarpiana non avrebbe ritrovato dignità, fino a quando la cronaca locale e la critica architettonica si sono unite nel sollecitare un recupero, che, a distanza di quasi vent’anni, si è compiuto.

ritratto» di Velázquez hanno restituito loro luminosità e intensità di colore. In occasione della XIII Settimana della Cultura i due capolavori sono stati esposti nella galleria degli Uffizi l’uno accanto all’altro. Gli interventi sono stati condotti nell’ambito del riallestimento delle nuove sale dei pittori stranieri per i Nuovi Uffizi.

la collaborazione tra Fondazione Prada e Fondazione Musei civici di Venezia. Evento positivo per almeno tre aspetti: è uno dei pochi immobili di prestigio non venduti dal Comune per fare cassa, è uno dei pochi affacciati sul Canal Grande a non essere trasformato in albergo e rappresenta la conclusione di un restauro infinito.

Siena. Concluso il recupero della marmorea Fonte Gaia di Jacopo della Quercia. Avviato nel 1989 e gestito dall’Opificio delle pietre dure, è avvenuto in varie fasi: restauro delle sculture di Rea Silvia e Acca Larenzia; nel 1992 si è compiuto lo smontaggio del lato destro della fonte dalla Loggia dei Nove; tra il 1992 e il 1995 l’eliminazione delle incrostazioni e nel 2000 il restauro della parte centrale. La Fonte è esposta nel Complesso di Santa Maria della Scala in un allestimento di marmi originali affiancati ai calchi di gesso.

Firenze. «La Bella» di Tiziano è esposta ai visitatori di Palazzo Pitti. Varie le proposte d’identificazione della donna del dipinto, ma è probabile l’ipotesi che la tela ritragga una bellezza idealizzata. Pesanti rimaneggiamenti d’epoca napoleonica avevano compromesso l’opera, recuperata dopo un delicato intervento diagnostico e di pulitura avviato dall’Opificio delle pietre dure, che ha consentito il recupero di cromie e dettagli originali, come l’incarnato rosato e i lapislazzuli del sontuoso abito.

Sabaudia (Latina). Inaugurato il nuovo Centro di documentazione della città, al cui interno si dislocano la biblioteca, la fototeca, l’archivio storico e multimediale e la sala polifunzionale. Il nuovo polo culturale nasce dall’ex Palazzo delle poste e telegrafi realizzato nel 1934 da Angiolo Mazzoni (il progettista della Stazione Termini di Roma). Grazie alla nuova destinazione d’uso è stato recuperato il cromatismo dell’esterno, rivestito di mosaici blu «Savoia», marmi rossi e intonaci chiari.

Firenze. Un restauro durato cinque anni ha riportato alla luce il ciclo di affreschi «La leggenda della vera Croce», che decora la Cappella Maggiore di Santa Croce. Le sacre scene dipinte da Agnolo Gaddi, figlio di Taddeo allievo di Giotto, non hanno mai subito un reale intervento conservativo; distacchi di intonaco, alterazione cromatica ed efflorescenze minacciavano l’opera fino a quando il mecenate giapponese Tetsuya Kuroda e l’Opera di Santa Croce hanno finanziato i lavori e la fase diagnostica.

MAGGIO

Firenze. I restauri eseguiti sui dipinti «Santi Giovanni Evangelista e Francesco» di El Greco e l’«Auto-

Venezia. Riapre Cà Corner della Regina, palazzo barocco già sede dell’Archivio storico della Biennale. Il progetto di restauro è stato realizzato grazie al-

Pisa. Terminato il restauro delle superfici lapidee degli ambienti interni della torre di Pisa. Il cantiere di studio è partito nel 2000 analizzando 25.000 conci; nel 2002 l’attenzione è stata rivolta alla cella campanaria, mentre dal 2004 al 2010 il lavoro si è concentrato sui sette ordini architettonici. L’intervento si è svolto operando in una situazione com-

plessa per via della stabilità della struttura e degli elementi in aggetto, ma sono state ugualmente garantite le visite turistiche.

Città del Vaticano. Concluso il restauro della Messa di Bolsena nella Stanza di Eliodoro, una delle quattro stanze del piano superiore del Palazzo Apostolico, affidate a Raffaello Sanzio dal papa Giulio II della Rovere. Iniziati nel 2002, sotto la direzione di Arnold Nesselrath, i restauri proseguiranno fino alla primavera del 2012.

Enna. Recuperati dipinti murali, elementi in marmo e pavimenti musivi e riaperti alcuni degli ambienti restaurati della Villa romana del Casale, importante sito archeologico inserito dal 1997 nella lista Unesco, ma gravemente compromesso dal tempo e dall’incuria dell’uomo. Il restauro è stato avviato nel 2007, ma già dal 1991 il Centro regionale per la progettazione, il restauro e per le scienze naturali ed applicate ai beni culturali (Crpr) definì un piano generale d’intervento conservativo. Ultimata, inoltre, la copertura in elementi prefabbricati di legno e ripensati i percorsi di visita.

Selinunte (Trapani). Presentati i lavori di restauro del tempio C dell’acropoli, all’interno del Parco archeologico «Vincenzo Tusa». Legambiente aveva proposto l’apposizione del vinco-


IL GIORNALE DELL’ARTE, N. 318 - IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N. 104 lo archeologico per il ponteggio, montato a fini di studio, che dal 2000 ingabbiava il lato nord della peristasi del tempio. L’intervento è stato reso possibile grazie a un finanziamento di somma urgenza erogato per 180.000 euro dalla Protezione civile siciliana, sulla base del progetto redatto dal Parco archeologico.

Roma. Annunciato a Parigi l’intento di eseguire un restauro della Galleria di Palazzo Farnese per un totale di circa 1 milione di euro. Avviate le indagini sullo stato di conservazione sia sul fronte dei rilevamenti tecnici (esame diretto degli affreschi, riprese a luce radente per identificare ridipinture, indagini di tipo conoscitivo dei pigmenti, verifica delle condizioni statiche della volta), sia su quello delle ricerche bibliografiche e d’archivio.

GIUGNO Luvigliano (Padova). Terminati i lavori della cinquecentesca Villa dei vescovi, iniziati nel 2007 e costati circa 7 milioni. Il ritrovamento di una necropoli medievale e le polemiche sollevate per la sistemazione del cortile avevano rallentato il cantiere. Risistemati i sei ettari di brolo e i 1.600 mq cintati del cortile, il cui progetto finale prevede un prato segnato da due vialetti ortogonali. La struttura ospita, oltre al museo, eventi culturali e appartiene al Fondo ambiente italiano (Fai) dal 2005.

L’Aquila. L’Istituto italiano di cultura di New York e il Consolato generale commemorano le vittime del sisma del 2009 presentando il restauro de «La Madonna di Pietranico». La scultura in terracotta, recuperata gravemente compromessa tra le macerie, è rinata grazie a una raccolta fondi e, dopo un anno di assenza, è tornata a casa. «Abbiamo scelto di recuperare quest’opera per il forte valore simbolico. Questo restauro è un segno di speranza», ha detto Joseph Scelsa, direttore dell’Italian American Museum.

con i quali compone una sorta di trittico. Le opere sono state sottoposte a varie fasi: indagini fisiche e micro prelievi, che hanno svelato segreti stilistici, pulitura, consolidamento con resina e integrazione pittorica per le lacune.

Barcellona. Palacio Güell, realizzato da Antoni Gaudí per l’industriale Eusebi Güell, riapre al pubblico. Il restauro, durato sette anni e costato 9 milioni, ha interessato tutti gli spazi, dal sottosuolo al tetto; analizzati inoltre i carichi meccanici degli elementi portanti, l’impiantistica e il percorso espositivo. Allestita una mostra descrittiva delle fasi di cantiere nel sottotetto.

© MATTEO DANESIN

SETTEMBRE Bologna. Partono i lavori di restauro della torre degli Asinelli, resi neces-

Bordighera (Imperia). Aperta per la prima volta al pubblico, dopo un restauro durato due anni, Villa Regina Margherita. La residenza, che la prima sovrana d’Italia fece costruire su progetto di Luigi Broggi tra il 1914 e il 1916, torna al suo originario splendore grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. L’esposizione permanente di opere della collezione Terruzzi (circa 1.000 pezzi tra dipinti, mobili e ceramiche) inaugura l’evento in concomitanza con una mostra temporanea dedicata alla regina.

LUGLIO Milano. «La Samaritana al pozzo» di Annibale Carracci, torna nella Pinacoteca di Brera dopo un delicato restauro. Il dipinto era entrato nel museo nel 1811 insieme alle tele del fratello Agostino («Cristo e l’adultera») e del cugino Ludovico («Cristo e la Cananea»)

sari dall’esito delle indagini compiute nel 2009 e volti a migliorarne le condizioni di sicurezza. Dopo il restauro della Garisenda, la quale continua a essere monitorata per verificarne la stabilità, tocca ora alla più alta delle due torri, costruite intorno al 1200 e diventate simbolo della città. I lavori, voluti dal Comune di Bologna, sono stati finanziati con circa 450.000 euro dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Modena. Si chiude il cantiere di ristrutturazione, avviato nel 2008 e costato oltre 3 milioni, della torre civica Ghirlandina. La torre medievale, tutelata dall’Unesco, ha svelato molte sorprese ai tecnici nel corso dei lavori: elementi pittorici floreali nella cornice marcapiano, una targa in piombo risalente al 1640, 18 tipi di pietre usate per la costruzione e le molteplici tecniche di restauro utilizzate nel tempo per contrastare il degrado.

Firenze. Apre al pubblico Casa Vasari con gli affreschi della Sala Grande restaurati grazie all’intervento dell’Ente Cassa di risparmio che nella propria sede di via Bufalini allestisce un laboratorio di restauro per la tavola «La Crocifissione di Cristo con Maria e i santi Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e Angeli» di Vasari conservata nella Cappella Botti della basilica del Carmine

IL GIORNALE DEL RESTAURO MARZO 2012 Versailles (Parigi). In attesa del completamento dei lavori nel Cabinet doré della regina, il 26 settembre apre al pubblico la balconata della Cour des Cerfs. Costato 270.000 euro, l’intervento ha reso possibile un nuovo percorso di visita attraverso i Cabinets dell’appartamento privato del re, dove, per 450.000 euro, a febbraio sono iniziati i lavori alle decorazioni, stucchi e pitture, della volta del Salon de Mercure. Prosegue inoltre la campagna di salvaguardia delle sculture esterne: quelle della Grande Commande sono in via di sostituzione con copie e trasferimento nella Galerie Basse.

Londra. Si concludono due importanti restauri, quello di St. Paul Cathedral, aperta al pubblico dopo un restauro costato 40 milioni di sterline e durato 15 anni, e quello di St. Pancras, durato 5 anni e costato quasi 200 milioni di sterline. L’architettura neogotica della stazione londinese di St. Pancras, scampata a una distruzione discussa negli anni sessanta, utilizzata come set cinematografico, accoglie ora, come in passato, un lussuoso albergo firmato Rhwl Architects e Richard Griffiths.

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Bardini ha lasciato in dono al Comune di Firenze insieme al palazzo di piazza dei Mozzi, oggi sede del museo. Effettuato un accurato intervento di rimozione di colle e veline applicate nel 1999 per proteggere l’opera in occasione della ristrutturazione del palazzo. Vienna. La Municipalità avvia il restauro della Werkbundsiedlung, il progetto di 70 case unifamiliari progettate tra 1919 e 1934 da 32 noti architetti, ancor oggi un esempio della Vienna Rossa. 5 anni e 10 milioni per concludere i lavori. In occasione del cantiere di risanamento la sezione austriaca del Docomomo ha richiesto anche la realizzazione di un museo in una delle case centrali del quartiere.

Mosca. Il teatro Bolshoi riapre dopo sei anni di ristrutturazione e 500 milioni di euro (16 volte in più del previsto). Fondato nel 1776, scampato a tre incendi, ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e all’incuria sovietica, il tempio della musica e della danza torna ai fasti imperiali: in base al nuovo progetto è stata ripristinata l’iconografia zarista, cancellando i simboli comunisti. L’azienda veneziana Rubelli ha curato tutti gli eleganti rivestimenti in tessuto.

OTTOBRE Firenze. Concluso il restauro del crocifisso dipinto intorno al 1340 da Bernardo Daddi, prolifico artista fiorentino della bottega di Giotto. Custodita nel Museo Bardini l’opera fa parte della ricca collezione che l’antiquario Stefano

NOVEMBRE Torino. Riapre nella settecentesca palazzina di caccia di Stupinigi (la più conclusa, rifinita, spettacolare tra le re-


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sidenze di corte che circondano l’ex prima capitale d’Italia progettata da Filippo Juvarra), l’Appartamento di Levante progettato da Benedetto Alfieri. Il progetto di recupero, a cura della Soprintendenza, ha coinvolto gli arredi fissi e mobili: stucchi, boiserie, carte cinesi e mobilio. Altre forze e finanziamenti (Regione, Fondazione Crt) hanno lavorato tutto intorno, sui tetti come al piano seminterrato,nelle ali di collegamento e nella corte di entrata dove erano stati inaugurati a luglio i parterres, ricondotti a un essenziale disegno geometrico settecentesco.

Firenze. Sottoposta a una tempestiva indagine l’«Adorazione dei Magi» di Leonardo da Vinci, il grande dipinto su tavola iniziato nel 1481 e mai terminato. Il Laboratorio dell’Opificio delle pietre dure ha elaborato un progetto di ricerca al fine di ricostruirne la storia attraverso una serie di indagini diagnostiche e predisporne il restauro: la leggibilità dell’opera risulta limitata a causa della sovrapposizione di numerosi strati di vernici ossidate.

preziosi indizi per la manutenzione futura del patrimonio.

Siracusa. Dopo vent’anni al via la fase conclusiva del restauro di uno dei castelli federiciani, quello di Maniace. Il nuovo progetto, finanziato per 3,6 milioni, si incentra sul ripristino della sala ipostila, aula unica coperta in origine da 25 crociere poggianti su 16 colonne. Previsto inoltre lo smantellamento dei puntelli interni e il restauro degli elementi lapidei decorativi, tra cui spicca il portale in marmi policromi.

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Londra. I conservatori del Museo del Prado di Madrid rivelano che la copia de «La Gioconda» sarebbe una versione dipinta dalla bottega di Leonardo di pari passo con quella oggi al Louvre. La rimozione dello sfondo scuro della copia ha rivelato un paesaggio simile a quello leonardesco e poiché nella replica alcune aree risultano meglio conservate potrebbe suggerire spunti per approfondire alcuni aspetti inediti del dipinto del Louvre.

DICEMBRE Venezia. Presentazione ufficiale del completamento dei lavori per il Ponte dei Sospiri e delle facciate di Palazzo Ducale e Prigioni Nuove su Rio della Canonica. Tre anni di lavori suddivisi in altrettanti lotti, 2,8 milioni di spesa, 4.280 mq di superficie totale. Gli interventi di pulitura, consolidamento e integrazione dei diversi materiali hanno anche incluso il recupero subacqueo di numerosi lacerti offrendo

tuale restauro. I sensori di un robot cartesiano progettato ad hoc eseguono scansioni multispettrali ad alta definizione svelando particolari sulle tecniche utilizzate e sulla storia. In passato il dipinto è stato sottoposto a interventi a base di resine e cera d’api per preservarlo dagli effetti del tempo. Garantita la visibilità della tela in quanto il robot è in funzione durante le ore notturne.

FEBBRAIO Milano. Finanziato il restauro del Codice Trivulziano, raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci, custodito presso la Biblioteca del Castello Sforzesco di Milano. Grazie al finanziamento di Bank of America Merrill Lynch Art Conservation Project un software ricostruirà una copia virtuale del manoscritto, utile sia a fini di ricerca sia di consultazione da parte del pubblico. La società, sensibile al tema della tutela del patrimonio culturale, finanzierà il restauro di 20 opere d’arte in 19 paesi.

GENNAIO Monasterace Marina (Reggio Calabria). Al via il restauro del Mosaico del Drago, rinvenuto negli anni sessanta in una casa della città magno-greca di Kaulon. È un’importante testimonianza poiché è uno dei più antichi mosaici della Calabria, restituito di recente al territorio. Durante i lavori sarà possibile seguire da vicino le varie fasi e le tecniche del cantiere. Intraprese varie iniziative di raccolta fondi per finanziare l’intervento che in breve tempo ha raggiunto risultati inaspettati.

Napoli. Banca Intesa SanPaolo nella propria sede di Palazzo Zevallos Stigliano inaugura il restauro della tavola di Angelo Caroselli «La Maddalena penitente», che inaugura il progetto «A nuova luce», volto alla scoperta del patrimonio artistico nelle varie sedi italiane della banca.

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Madrid. Parte uno studio dettagliato sul «Guernica», l’opera più famosa di Pablo Ricasso conservata al Museo Reina Sofia, per valutarne il suo stato e un even-

Milano. Stanziati 4 milioni per restauro del Duomo. Mancano però ancora milioni di euro per il restauro delle guglie, degli archi e delle terrazze, per la riapertura dello storico Museo del Duomo e per recuperare la guglia della Madonnina, impacchettata da ormai 3 anni. Il riscontro di nuove lesioni e fratture da ricomporre è un segnale d’allarme che potrebbe far lievitare i costi se non si dovesse intervenire tempestivamente.

Bollate (Milano). Il Castellazzo, una delle più grandiose e celebrate ville di delizia che fa parte del Sistema delle Ville Gentilizie Lombarde istituito due anni fa grazie all’accordo di enti pubblici e privati con il cofinanziamento di Fondazione Cariplo, avvia un recupero da 20 milioni. Monza. Via ai lavori per restituire la bellezza ai locali della Villa Reale, progettata da Giuseppe Piermarini tra il 1777 e il 1780. L’intervento interesserà le 40 sale del primo e secondo piano nobile, la parte di maggior pregio in cui si svolgeranno le attività museali, il piano terra, dove si dislocheranno i locali di accoglienza e interessato da interventi di

consolidamento strutturale, e il belvedere, caratterizzato da capriate lignee settecentesche e destinato alla ristorazione.

Venezia. Si concludono i lavori del restauro dell’«Ultima cena» che Jacopo Robusti, ovvero il Tintoretto, dipinse intorno al 1570 su committenza della Scuola del Sacramento. I finanziamenti di Cariparma hanno accelerato l’intervento e in soli tre mesi è stato possibile risanare il dipinto dai danni causati da polvere, vernici ingiallite, collanti e alterazioni cromatiche. L’opera, mai uscita dalla chiesa di San Polo, è ora pronta ad affrontare un viaggio fino alle Scuderie del Quirinale di Roma. Ferrara. Pronti i finanziamenti per la conclusione del recupero di Casa Minerbi-Dal Sale. Il palazzo, aggregato di edifici collegati fra loro nel corso dei secoli, nel Trecento apparteneva alla famiglia Dal Sale e deve la sua fama agli affreschi del salone dei Vizi e delle Virtù e della sala degli Stemmi, entrambi databili intorno al 1360 collegati a spazialità contemporanee realizzate dal 1957 al 1963 dall’architetto milanese Piero Bottoni. Il complesso, connubio di arte medievale e moderna, ospiterà il patrimonio librario dell’Istituto di Studi rinascimentali e del Comune, sale espositive e di consultazione per il pubblico.

Genova. Inaugurato nel centro storico il restauro di Palazzo Doria, sede della Fondazione Carige. L’edificio ha subito nel tempo cambi di destinazione d’uso, passando dal residenziale al commerciale, sino a giungere ad un progressivo abbandono dei locali. L’acquisizione dell’immobile da parte della banca, avvenuta nel 2004, ne cambia le sorti grazie al restauro guidato dalla Soprintendenza. Oltre al ripristino dei piani nobili i visitatori potranno ammirare la collezione numismatica della banca.

1849). La lapide sinistra risale al 1871, mentre quella di destra, datata 1850, testimonia con gli stemmi di Pio IX, i restauri dei due bastioni a seguito dei bombardamenti dei francesi, accorsi per consentire il rientro del Papa a Roma.

nuovo sistema di illuminazione delle piazze che orbitano intorno all’edificio.

Roma. Terminati i lavori di manutenzione dell’elefantino in piazza della Minerva, il piedistallo berniniano di uno dei tredici obelischi della capitale. Il restauro, affidato all’Iscr, ha ovviato a una situazione di degrado causato da fattori ambientali e antropici e coinvolto in una prima fase gli allievi della Scuola di Alta Formazione. Il costo, sostenuto dal ministero per i Beni culturali, è di 70.000 euro, comprese le analisi storico-documentali e tecnico-scientifiche.

Libri e premi

MARZO Possagno (Treviso). Protagonista di una mostra dedicata alle danzatrici è l’originale modello in gesso della «Danzatrice con i cembali», capolavoro di Antonio Canova, distrutto da un bombardamento della Grande Guerra. Il Bode Museum di Berlino, che custodisce la statua in marmo, ha concesso una scansione 3D della scultura in modo da poter ripristinare i frammenti della scultura primitiva: un procedimento inverso denominato appunto reverse engineering che ricorre al marmo per riparare il gesso. Parigi. Il Louvre espone nuovamente «Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino» opera incompiuta di Leonardo da Vinci, dopo il restauro che ha suscitato numerose polemiche, in quanto la tecnica di alleggerimento delle vernici è stata considerata troppo invasiva da alcuni studiosi contrari all’operazione, necessaria e innocua dai favorevoli.

ESTATE-AUTUNNO 2012

Roma. Ultimato il restauro delle due lapidi monumentali, disposte lungo la cortina muraria seicentesca delle Mura Gianicolensi, e realizzato in tempo utile per la ricorrenza della proclamazione della Repubblica Romana (9 febbraio-3 luglio

Vicenza. Riapre al pubblico la Basilica palladiana. I lavori hanno interessato le scalinate, la loggia, la domus comestabilis, le facciate e la copertura, in cui si è provveduto alla sostituzione degli arconi postbellici in cemento armato con elementi in legno lamellare. Recuperati il salone degli Zavatteri, destinato a ospitare la biglietteria e il bookshop, e la corte dei Bissari. Previsto anche un

Firenze. Dovrebbe terminare il cantiere di restauro della Tribuna degli Uffizi, frutto della cooperazione tra committente, Francesco I, e architetto, Bernando Buontalenti, scrigno di ori e madreperle destinato ad accogliere dal 1585 capolavori del Cinquecento. L’eterogeneità dei materiali ha comportato diversi metodi di intervento che hanno consentito di ritrovare l’iridescenza delle conchiglie indopacifiche della cupola, il rosso cremisi delle pareti e della lanterna e le campiture d’azzurrite.

Nasce, per Il prato edizioni, la collana «Lineamenti di restauro e conservazione dei Beni Culturali». È diretta da Daphne De Luca, che firma anche il primo libro-vademecum, «I manufatti dipinti su supporto tessile», appena uscito. Lo storico dell’architettura Renato de Fusco è invece autore, per Carocci editore, di «Restauro. Verum factum dell’architettura italiana», che si concentra soprattutto sui centri storici. Il Salone del Restauro lancia l’edizione 2012 del concorso Integrated habitats design competition - Ihdc, che chiede idee per la progettazione di interfacce accessibili per la fruizione del patrimonio culturale. È supportato dall’Università e dal Teknehub di Ferrara, è diviso in tre sezioni, interior design, graphic design, interaction design. Scadenza iscrizioni: 30 giugno. http://ihdc.org.uk. Il 28 e il 29 marzo Palazzo Tassoni-Estense, sede della Facoltà di Architettura di Ferrara, ospita la cerimonia di premiazione della seconda edizione del premio «Restauro e conservazione», realizzato in collaorazione da Domus e Fassa Bortolo, un convegno con i progettisti vincitori e una mostra di tutti i partecipanti.

I prossimi appuntamenti Lisbona. 2012 European Heritage Congress di Europa Nostra (30 maggio - 2 giugno), con premiazione nel sito Unesco del monastero dei Geronimiti; L’Aquila. Salone della ricostruzione (giugno) Firenze. Salone dell’arte e del restauro (8-10 novembre); Parigi. Salon international du patrimoine culturel (8-11 novembre); Leipzig (Germania). European Trade Fair for Conservation, Restoration and Urban Renewal (22-24 novembre); Venezia. Salone del Restauro dei beni culturali (29 novembre - 2 dicembre); Torino. Dna Italia (febbraio 2013)

Laura Rocca ANTICHITÀ E SERVIZI PER L’ANTIQUARIATO CONSULENZE E PERIZIE RESTAURO DIPINTI

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degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara - a cura del Modern Corner Archibo Relatori: Docomomo Italia INDUSTRIA, IMPRESA E UNIVERSITÀ PER IL CONSEGUIMENTO DI COMUNI OBIETTIVI NEL CAMPO DEL RILIEVO TRIDIMENSIONALE INTEGRATO, FINALIZZATO ALLA DEFINIZIONE DI STANDARD E PROCEDURE APPLICATIVE ore 16.00, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Leica Geosystems Relatori: Marcello Balzani, Federico Ferrari, Federico Uccelli PRESENTAZIONE DEI NUOVI CORSI DI ILLUMINOTECNICA MUSEALE 2012. Led e dintorni ore 16.00, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Idee... in Luce di Claudio Cervelli & C. CANTIERI APERTI ALL’AQUILA. San Bernardino un esempio di tutela e valorizzazione ore 16.30-18.00 sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo Relatore: Fabrizio Magani, Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo «VIAGGIO VIRTUALE TRA I BENI MATERIALI ED IMMATERIALI DELL'ALGERIA» ore 17.15, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Agence Algérienne pour le Rayonnement Culturel - Alger LECTIO MAGISTRALIS: JOÃO FERREIRA NUNES E IL PARCO URBANO DI FERRARA Architetto e paesaggista portoghese, autore del progetto del Parco Urbano di Ferrara Ore 17.15, Sala B, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara in collaborazione con la Direzione Regionale ai Beni Culturali dell'Emilia Romagna, Acma, Cna

Venerdì 30 marzo CONVEGNI XXIX CONVEGNO NAZIONALE ANMLI IL MUSEO NELLE CITTÀ ITALIANE. Il cambiamento del ruolo sociale del museo nei centri urbani Venerdì 30 e sabato 31 marzo 2012 - sala Castello, primo piano, atrio Promosso da: Anmli - Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali Partner: Ermitage Italia - Università di Ferrara - Istituto Beni Culturali Regione Emilia – Romagna Patrocinio di: Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara In collaborazione con: Università di Ferrara, TekneHub, Laboratorio in Rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Sponsor: Meyvaert - Italia Una riflessione sulla storia dei musei ha senso se questa sostanzia un confronto critico sul ruolo del museo nella vita civile delle città italiane oggi. Un percorso di ricerca per l’individuazione della tradizione e dell’innovazione nei musei civici è stato avviato dall’Anmli già da alcuni anni, con una serie di convegni che si sono svolti su base territoriale, in collaborazione con amministrazioni regionali e locali. Questo convegno intende allargare il dibattito a livello nazionale nel tentativo di trovare una sintesi e di fornire proposte per rinsaldare il legame fra le città italiane e i loro musei. La crisi finanziaria ed economica e la mutazione sociale e culturale in atto generano difficoltà ed incertezze, che sono, innanzi tutto, difficoltà di visione e di strategia, ancor prima e ancor più che difficoltà di organizzazione e di gestione. Quale può essere il modello futuro del museo cittadino, che resti fedele ai principi originari, ma che sia in grado di interpretare le esigenze attuali dei cittadini e di contribuire alla crescita civile della collettività? Come dare a questo antico istituto una nuova motivazione culturale e sociale? Affrontano il tema e ne discutono: esperti, professionisti, amministratori pubblici, rappresentanti di istituzioni e di associazioni. Comitato scientifico: Andrea Emiliani, Angelo Varni, Francesca Cappelletti, Marcello Balzani, Anna Maria Montaldo, Davide Banzato, Nadia Barrella, Clara Gelao, Paola Marini, Franco Marzatico, Claudio Salsi, Maria Elisa Tittoni, Anna Maria Visser Cura del convegno: Anna Maria Montaldo, Anna Maria Visser Prima sessione: i musei cittadini nella vita civile ore 9.30 Presiede: Anna Maria Montaldo, Presidente Anmli Intervengono: Pasquale Nappi (Rettore Università di Ferrara); Angelo Varni (Presidente Ibc Emilia – Romagna); Marcella Zappaterra (Presidente Provincia di Ferrara); Massimo Maisto (Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Comune di Ferrara); Francesca Cappelletti (Ermitage Italia, Comitato Scientifico) Presentazione del convegno: Davide Banzato (Direttore Musei Civici di Padova, Direttivo Anmli) Prolusione: Andrea Emiliani, Accademia dei Lincei, Il museo nelle città italiane Coordina: Clara Gelao (Direttore Pinacoteca Provinciale di Bari, Direttivo Anmli) Relazioni: Massimo Montella (Università di Macerata -Fermo); Stefano Filipponi (Mudi Museo degli Innocenti, Firenze); Guido Canali (Architetto, Accademia di San Luca); Marcello Balzani (Università di Ferrara -TekneHub) Seconda sessione: musei, casi, problemi, risposte ore 14.30 Coordina: Laura Carlini (Responsabile Musei Ibc Emilia - Romagna)

Relazioni: Antonio Natali (Direttore Galleria degli Uffizi, Firenze); Nadia Barrella (Seconda Università di Napoli); Enrica Pagella (Direttore Musei Civici, Torino); Claudio Salsi (Direttore Musei Civici Milano); Anna Maria Montaldo (Direttore Galleria Comunale di Cagliari, Presidente Anmli); Franco Marzatico (Direttore Castello del Buonconsiglio, Monumenti e collezioni provinciali di Trento); Massimo Negri (Direttore scientifico Genus Bononiae Musei nella città) Documento finale a cura del Direttivo Anmli. Il convegno è dedicato alla memoria di Bruno Passamani, già Presidente Nazionale dell’Anmli e Presidente Onorario, e di Francesco Barocelli, già membro del Direttivo Anmli e Co-Responsabile del progetto «Museo civico. Tradizione e Innovazione». MUSEO ERMITAGE AL SALONE DEL RESTAURO. Restauro delle opere di pittura ad olio, nonchè delle sculture e degli oggetti dell’arte decorativa in pietra delle collezioni dell’Ermitage ore 9.30-13.30, sala Marfisa, primo piano, atrio Organizzato da: Museo Statale Ermitage (San-Pietroburgo, Russia) e Fondazione Ermitage Italia (Ferrara) Al convegno saranno presentati i progetti di restauro eseguiti presso il Laboratorio per il restauro della pittura ad olio e presso il Laboratorio per il restauro di sculture e pietre colorate. L’attuale attività di queste due sezioni del Dipartimento per il Restauro dell’Ermitage è basata sulla lunga esperienza di conservazione delle opere d’arte nella Russia. La storia del restauro delle rarità dell’Ermitage risale a più di 200 anni fa. Il restauro e la manutenzione delle opere di pittura iniziarono ad essere effettuati dal momento dell’acquisto nel 1764 da parte di Caterina II di una collezione di pittura dell’Europa Occidentale, composta da 225 tele. La prima testimonianza documentale sulla «pulitura e correzione» delle statue nel museo risale all’anno 1812. Modera: Svetlana Petrova (coordinatrice della partecipazione dell’Ermitage al Salone del Restauro) Intervengono: Irina Artemieva (curatrice della collezione della pittura veneziana dell’Ermitage, direttrice scientifica della Fondazione Ermitage Italia): Sulla storia e sul restauro de «L’Annunciazione» di Cima da Conegliano; Kamilla Kalinina (collaboratrice scientifica senior del Dipartimento di Perizia tecnico-scentifica): Ricerche tecnico-diagnostiche sui materiali della pittura del quadro «L’Annunciazione» di Cima da Conegliano, nonché sulla tecnica di trasportazione del dipinto su un nuovo supporto e sui materiali dei numerosi restauri successivi; Victor Korobov (responsabile del Laboratorio di restauro della pittura ad olio): Il restauro del quadro «L’Annunciazione« di Cima da Conegliano e Dalle origini ai giorni nostri. Rassegna storica del restauro delle opere pittoriche dell’Ermitage; Marina Guruleva (collaboratrice scientifica del Laboratorio di restauro della pittura ad olio): Opere di pittura ad olio di grandi dimensioni nelle collezioni dell’Ermitage. Particolarità e problemi del restauro delle tele arrotolate; Kamilla Kalinina (collaboratrice scientifica senior del Dipartimento di Perizia tecnico-scientifica dell’Ermitage) e Sander Habets (studente del CdL Magistrale in Chimica della Facoltà di Chimica dell’Università di Nomenghem, Paesi Bassi): Ricerche sui materiali e sulla tecnica dell’applicazione della patinatura ad un effetto in bronzo del gruppo scultoreo «Schiavo fuggente» di Vladimir Beklemiscev; Svetlana Petrova (responsabile del Laboratorio di restauro di sculture e pietre colorate): Le attività del laboratorio nel restauro delle sculture e degli oggetti dell’arte decorativa in pietra; Alexander Androkhanov (restauratore del Laboratorio di restauro di sculture e pietre colorate): Ricostruzione della tecnica esecutiva storica del «Mosaico Russo». Restauro delle opere in malachite della collezione dell’Ermitage APERTO PER RESTAURI: INTERVENTI ALLA BASILICA DI SANT’ANDREA A MANTOVA ore 9.30-13.00 sala A, primo piano, tra i pad. 3 e 4 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia in collaborazione con la Diocesi di Mantova Intervengono: Caterina Bon Valsassina (Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia); Giancarlo Manzoli (Delegato vescovile per i beni culturali della Diocesi di Mantova); Andrea Alberti (Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Brescia, Mantova e Cremona): Azioni sinergiche per il restauro e la valorizzazione di un paradigma dell’architettura I Sezione: l’intervento di restauro del Pronao Elena Romoli, Daniela Lattanzi (Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia): Restaurare un restauro tra reinterpretazione ottocentesca e permanenza dell’antico; Luigi Fregonese ( LaRiFo, Politecnico di Milano - Polo territoriale di Mantova) e Alberto Moretti (libero professionista): La forma digitale della basilica come contributo alla conoscenza e supporto alla analisi strutturale; Antonio Sansonetti (Icvbc - Unità «Gino Bozza» di Milano, Cnr), Ornella Salvadori (laboratori della Misericordia - Soprintendenza Polo Museale Veneziano) e Francesco Augelli (Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il riuso del Costruito - Osservatorio per la conservazione delle opere lignee, Politecnico di Milano): Ispezioni e indagini diagnostiche sui materiali e valutazione dei metodi di intervento; Paolo Pagnin (Lithos S.n.c.) e Anna Brunetto (Restauri Brunetto): Metodologie operative di intervento e applicazione della pulitura laser II sezione: l’intervento di restauro delle superfici interne Monica Nascig (libero professionista): Dal progetto alla realizzazione, dalle fonti scritte alla lettura materica; Giovanna Alessandrini (Docente presso la Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio, Politecnico di Milano) e Daniela Pinna, Soprintendenza per i beni storico artistici ed etnoantropologici di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini: Le indagini diagnostiche sulle decorazioni parietali; Romano Cavaletti (RWS srl): Il cantiere di restauro; Luciano Cattini (libero profes-

sionista): Una nuova luce: il sistema Led per la valorizzazione e l’uso della chiesa CONSERVARE IL NOVECENTO. LETTERE, DIARI E MEMORIE Ore 10.00-14.00, sala Diamanti, pad. 1, piano terra Organizzato da: Ibc- Soprintendenza per i beni librari e documentari in collaborazione con Aib, Icpal e Anai La Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’Ibc - insieme all’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (Icrcpal), all’Associazione italiana delle biblioteche (Aib) e degli archivi (Anai) - prosegue il percorso di riflessione sulla conservazione e valorizzazione della documentazione moderna iniziato nel 2000. Il convegno del 2012 è dedicato ai carteggi, epistolari, lettere, diari e memorie personali. Negli archivi culturali la corrispondenza si rivela preziosa per comprendere meglio vari aspetti sia della vita privata sia professionale del soggetto produttore, tanto che negli ultimi decenni si è registrata una notevole fioritura di pubblicazioni di epistolari e carteggi novecenteschi. Nel convegno, oltre alla presentazione di un caso di particolare rilevanza quale l’attività diagnostica sulle lettere di Aldo Moro, si prevedono relazioni di carattere generale sulle memorie private scritte su carta e sul cambiamento intervenuto con Internet e inoltre interventi su specifici ambiti tematici, soprattutto storico-artistico e cinematografico. Interventi di: Maria Antonietta Grignani (Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei di Pavia): Notizie da un mondo di carta; Stefano Vitali (Anai - Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna): Verso il 2000: scrivere di sè (e degli altri) nell’era di Internet; Lorenzo Cantatore (Università di Roma Tre): Le carte di una donna. Il caso di Palma Bucarelli; Michela Zegna (Cineteca di Bologna) e Mirella M. Plazzi (Ibc della Regione Emilia-Romagna): Carteggi dall’archivio Blasetti; Maria Cristina Misiti (Icrcpal): Le lettere di Moro: restauro e analisi diagnostiche IL FUTURO DEL PASSATO DI YENIKAPI Nodo strategico e parco archeologico ore 9.30, sala Massari, pad. 4, piano terra Coordinamento scientifico: Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara; TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Il progetto di rinascita del quartiere e del porto di Istanbul, Yenikapi, a partire dalla valorizzazione del grande patrimonio archeologico dell’area. Il potenziale comunicazionale, se opportunamente combinato con nuove tecnologie e un’organica rete di interazioni economiche ed investitori illuminati, può divenire propulsore per una nuova rinascita a livello urbano e territoriale. Dopo l’incontro tenuto ad Istanbul a Settembre 2011, una nuova occasione di confronto alla quale parteciperanno l’ITU (Istanbul Technical University), la Municipalità di Fatih, l’Ircica (Research Centre for Islamic History, Art and Culture) e il Politecnico di Milano, per divulgare un importante argomento di interesse scientifico e valenza internazionale nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale. Intervengono: i rappresentanti di Fatih Municipality; Istanbul Technical University; Ircica (Research Center For Islamic History, Art and Culture, Istanbul); Politecnico di Milano; Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara; TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna RESTAURO, RECUPERO E TECNOLOGIE Ricerca, innovazione tecnologica e sviluppo di impresa: difendere e valori ore 9.30, sala Ermitage, pad. 5, piano terra Coordinamento Scientifico: Diaprem (Development of Integrated Automatic Procedures for Restoration of Monuments), Centro dipartimentale del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara; TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna. Con il supporto tecnologico di: Leica Geosystem spa Con la collaborazione di: Geogrà srl, Sermide; Digitarca, Bari; Lts (Land Technology & Services srl), Treviso; Leica Geosystem spa A quasi vent’anni dall’invenzione di strumenti integrati di conoscenza morfometrica digitale (come i laser scanner), di processi e strumenti di diagnosi e di modelli e banche dati digitali è importante fare il punto sull’affidabilità di metodi applicativi e sulla ricchezza sperimentale che hanno condotto l’industria, i centri di ricerca e la piccola e media impresa (soprattutto italiana) a sviluppare dei livelli di conoscenza e di servizi che sono un caso esemplare a livello internazionale. Intervengono: Marcello Balzani (Direttore del Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Responsabile Scientifico del TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna): Innovazione tecnologica e sviluppo di impresa: il processo conoscitivo nel progetto architettonico e di restauro; Giuseppe Boselli (Geogrà srl, Sermide): Il Rilievo del Complesso Militare denominato «Rocca d’Anfo» mediante l’impiego di laser Scanner 3d associato al sistema Tms; Leonardo Chiechi (Digitarca, Bari): La tecnologia Laser Scanner 3d per il rilievo architettonico e la valorizzazione di Castel del Monte; Nuccio Bucceri (Lts, Treviso): City Modelling rappresentazioni 3d di aree urbane ad elevato contenuto storico-artistico. Integrazioni Tls e Als; Federico Uccelli (Leica Geosystem S.p.A.): Industria, Impresa e Università per il conseguimento di comuni obiettivi nel campo del rilievo tridimensionale integrato; Federico Ferrari (Centro di ricerca Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, afferente al TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Roma-

gna): Tecnologie per i beni culturali: rapporto di integrazione tra processi di indagine morfometrica, rappresentazione digitale e prototipazione solida MICHELANGELO’S BOX.IL PROGETTO CULTURALE MULTIMEDIALE PER LE ARCHITETTURE MICHELANGIOLESCHE A FIRENZE ore 14.00, sala Massari, pad. 4, piano terra e mostra al pad. 2 Coordinamento scientifico: Diaprem (Development of Integrated Automatic Procedures for Restoration of Monuments) del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, afferente al TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia EmiliaRomagna Sponsor mostra: Salone Restauro 2012; Leica Geosystem S.p.A.; L’Invisibile; Epson; Konica Minolta; Cfr, Consorzio Ferrara Ricerche Michelangelo’s Box è un nuovo modo per fare conoscere meglio in Italia e all’estero gli edifici realizzati dal grande intellettuale del Rinascimento maturo, Michelangelo Buonarroti. La lunga sinergia tra il Centro dipartimentale Diaprem di Ferrara e il Dipartimento di Architettura/Sezione di Rilievo di Firenze ha consentito di far maturare oggi un progetto culturale per mettere a disposizione di tutti la ricerca e la documentazione sulle architetture michelangiolesche realizzate a Firenze attraverso la ricostruzione di un flusso di immagini e riflessioni, nel tentativo di mostrare come Michelangelo «progettava» e quali sono ancora i problemi che le sue architetture pongono. Michelangelo’s Box è un format digitale riproducibile in loco e pensato con margini di flessibilità e adattabilità ai diversi spazi che saranno di volta in volta dedicati all’allestimento. Il progetto che viene presentato per la prima volta a livello internazionale al Salone del Restauro di Ferrara è una ulteriore occasione per testare il progetto culturale generale ed il suo potenziale comunicativo.www.michelangelosbox.com Intervengono: Marcello Balzani (Direttore del Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Responsabile Scientifico del TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna); Paola Puma (Dipartimento di Architettura, Università di Firenze); Stefano Bertocci (Dipartimento di Architettura, Università di Firenze) Sono stati invitati: Marco Dezzi Bardeschi (professore emerito del Politecnico di Milano); Alessandro Vezzosi (Direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci - Vinci); Cristina Acidini (Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze); Vincenzo Vaccaro (Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze); Alessandra Marino (Soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le Province di Firenze, Pistoia e Prato); Vera Valitutto (Direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana); Pina Ragionieri (Direttrice della Fondazione Casa Buonarroti) L’INTERVENTO SUL PULPITO DI SAN CLEMENTE A CASAURIA ore 14.30-18.00 sala Marfisa, primo piano Promosso da: Opd - Settore Materiali lapidei Relatori: Isabella Lapi (Direttore Regionale della Puglia); Luciano Marchetti (Vice commissario della protezione civile delegato per la tutela dei beni culturali); Giammarco De Felice (Università Roma Tre); Fausto Di Marco (restauratore); Lucia Arbace (Soprintendente per i Beni Storico Artistici e Etnoantropologici dell’Abruzzo) PROBLEMATICHE DI MOVIMENTAZIONE E RESTAURO DI UNA TELA DI GRANDE FORMATO: LA PALA DI AGOSTINO SANTAGOSTINO IN S. FEDELE A MILANO AL CENTRO DI UN DIBATTITO ore 14.30-18.30, sala Belriguardo, pad. 5, piano terra Organizzato da: Antonio Zaccaria, Restauro Beni Culturali, Bergamo Quando un dipinto è di grandi dimensioni, in ogni tappa dell’intervento conservativo le certezze vacillano ed è necessario elaborare nuove strategie e nuovi accorgimenti. Il convegno ripercorre i diversi momenti dell’elaborazione e della realizzazione del progetto di restauro della grande tela della chiesa di S. Fedele a Milano (metri 6,10 x 4), evidenziandone gli aspetti più significativi, dall’impossibilità di un restauro in loco alla messa a punto di solu-


zioni per la movimentazione evitando smontaggio e rullaggio, dalla foderatura «invisibile» alla riflessione critica sui dati delle analisi scientifiche. Nel contempo si è affrontata una nuova lettura iconografica e storico artistica dell’opera, nel solco della tradizione lombarda ma con suggestivi echi della pittura rubensiana e genovese. Modera: Paolo Bensi (Università degli Studi di Genova, Dipartimento di Scienze per l’Architettura) Intervengono: Amalia Pacia (Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano); Ede Palmieri (Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano): Agostino Santagostino a San Fedele, tra cultura lombarda e influenze genovesi; Andrea Dall’Asta S.I. (Direttore Galleria San Fedele, Milano e Direttore Raccolta Lercaro, Bologna): Tra innovazione e tradizione: un quadro riscoperto della Compagnia di Gesù a Milano; Pietro Baraldi (Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Chimica): Giuseppe Laquale (restauratore analista, Altamura): Il confine del dato analitico: tra certezza scientifica e interpretazione. Un’analisi su Agostino Santagostino: Antonio Zaccaria (Restauro Beni Culturali, Bergamo): Le problematiche dettate dal grande formato: il restauro della tela di S. Fedele, dalla movimentazione alla foderatura invisibile; Paolo Bensi (Università degli Studi di Genova, Dipartimento di Scienze per l’Architettura): Tecnica esecutiva e modalità di trasporto dei dipinti su tela nel passato; Claudio Cominelli (Assicurazioni Generali, Bergamo): Aspetti assicurativi delle opere d’arte, tra restauro e movimentazione: la possibilità di una filosofia «caso per caso»; Giorgio Bonsanti (già Ordinario di Storia e Tecnica del Restauro all’Università di Firenze): Le dimensioni contano? DAL CENTRO STORICO DI AHMEDABAD ALLE FORTEZZE DEI MAHARAJA. Il recupero della memoria come strumento di innovazione tecnologica Ore 16.00, sala Schifanoia, pad. 2, piano terra e mostra al pad. 1 Coordinamento scientifico: TekneHub, Laboratorio in Rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna In collaborazione con: Mehrangarh Museum Trust di Jodhpur, stato Indiano del Rajastahn, Municipalità di Ahmedabad, stato Indiano del Gujart, Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara Con il supporto di: Salone Restauro 2012, Consorzio Ferrara Ricerche L’incontro si propone come possibilità di reciproco scambio culturale, tecnico e metodologico in un ambito applicativo, dell’heritage conservation, in crescita esponenziale, spinto anche dalla richiesta turistica in continuo aumento verso il Nord dell’India. In tal senso Ahmedabad, l’ex capitale dello stato indiano del Gujarat, tradizionalmente uno dei maggiori centri per l’industria e il commercio del paese, è un esempio di centro storico vitale e caratterizzato da elementi di forte riconoscibilità che necessita però di una organica operazione di rilancio e restauro nell’immagine fisica e mediatica. Parallelamente il territorio dell’India è costellato da un vastissimo universo di complessi monumentali di grande valore architettonico, storico-culturale, paesaggistico da recuperare e tutelare in una logica di sistema integrato. Ne è un esempio il piano di recupero e riutilizzo dei palazzi e fortezze tutelati dal Mehrangarh Museum Trust, che apre terreni di confronto anche sul tema dell’inclusività del design nella progettazione di spazi e componenti. Introduce: Marcello Balzani (Direttore del Diaprem della Facoltà di Architettura di Ferrara, Responsabile Scientifico del TekneHub - Tecnopolo di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Regione Emilia-Romagna) Modera: Mischa Gorchov Brearley (architetto, Londra- Ahmedabad) Intervengono: Debashish Nayak (Direttore del Centre for Heritage Management della Ahmedabad University, stato Indiano del Gujarat); Karni Jasol (Direttore del Mehrangarh Museum Trust di Jodhpur, stato Indiano del Rajastahn); Jain Minakshi (architetto dei restauri delle proprietà del Marajah) LE ALLUVIONI IN ITALIA ore 16.00-17.30 sala A, primo piano, fra pad. 3 e4 Promosso da: Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario Relatori: Eugenio Veca: Carte salvate dal fango. La gestione delle emergenze. L’intervento presso l’Archivio storico del Comune di Aulla (Ms), nel novembre 2011; Marina Bicchieri: Carte di ghiaccio; Maria Carla Sclocchi: Funghi dal Fango

INCONTRI E SEMINARI IL MAL DELLA PIETRA. IL RESTAURO DEL COMPLESSO MEGALITICO DI SA MANDRA MANNA (TULA-SS) ore 9.45 - 10.30 Sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Promosso da: Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro Relatori: Paola Basoli, Alessio Deroma, Luca Doro DA GIOTTO A KIEFER. IL MASTER SULLA CONSERVAZIONE DELLE OPERE D’ARTE CONTEMPORANEE DELLA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE DELL’OPD. RIFLESSIONI E CONSIDERAZIONI PER UNA NUOVA FORMAZIONE ore 9.30-11.30 sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Promosso da: Scuola di Alta Formazione e Studio Relatori: Letizia Montalbano (Direttrice della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio); Mattia Patti e Antonio Rava (restauratori) RESTAURARE L’ARCHITETTURA DEL NOVECENTO ore 9.30 - 13.30 Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Servizio Architettura e Arte Contemporanee della Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC) del Ministero per i beni e le attività culturali in collaborazione Docomomo Italia Onlus Partecipano: rappresentanti degli istituti del Mibac, della Fondazione Maxxi, degli enti territoriali, delle istituzioni universitarie, degli ordini professionali Introducono: Maddalena Ragni (Direttore Generale della Pabaac); Maria Grazia Bellisario (Direttore del Servizio architettura e arte contemporanee); Rosalia Vittorini (Presidente di Docomomo Italia) APPLICAZIONI PER DISPOSITIVI MOBILI DEDICATE A CULTURA, ARTE E TURISMO: NUOVE PROPOSTE E UN INEDITO APPROCCIO CHE VALORIZZA I GIACIMENTI INFORMATIVI DI CULTURA E TURISMO PER REALIZZARE UN INNOVATIVO LIVELLO DI SERVIZIO RIVOLTO A CITTADINI E TURISTI ore 9.45, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Data Management Pa Solutions Relatore: Anna Busa IL MAL DELLA PIETRA. IL RESTAURO DEL PONTE ROMANO PONT’EZZU (OZIERI-SS) Ore 10.30-11.30 sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Promosso da: Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro Relatori: Paola Basoli, Marco Agostino Amucano, Michele Calaresu THE DIGITIZATION AND PRESERVATION OF CULTURAL HERITAGE ON PHOTOGRAPHIC SUPPORT: GOING BEYOND CONSERVATION Ore 11.00, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Picturae e Smp Conservazione e Restauro di Fotografie Relatori: Olaf Slijkhuise, Sandra Maria Petrillo LA FRAGILITÀ DELLA TERRA, CI SALVERANNO LE NANO TECNOLOGIE? ASPETTATIVE, DUBBI, CERTEZZE Ore 11.00-13.00, stand Mibac , pad. 3 Promosso da: Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna Relatori: Filippo Maria Gambari (Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna); Paola Desantis (Funzionario Archeologo - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna); Leonardo Borgioli (Chimico Cts Altavilla Vicentina); Stefano Lugli (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Dip. Scienze della Terra); Patrizia Buonadonna e Lorenza Panizzoli (Restauratrici Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria) DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Visioni urbane - Un nuovo approccio alle politiche pubbliche sulla creatività Ore 11.00, Modern Corner, pad. 3 Organizzato da: Organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara A cura di: Modern Corner Archibo Relatori: Regione Basilicata - Francesco Pesce, Rossella Tarantino IL PROGETTO RiMiDiA: Impiego della riflettometria a microonde per la diagnostica di strutture e manufatti lignei dipinti e delle pitture murali ore 11.30-13.30 Sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Promosso da: Opd - Settore Dipinti su tela e tavola e Settore Pitture Murali

Introduce: Marco Ciatti Relatori: Pierluigi Falorni (UniFi); Nicola Macchioni (Ivalsa); Massimo Mannucci (LegnoDoc); Sabrina Palanti (Ivalsa), Sara Penoni (Faberestauro); Cristiano Riminesi (ELab Scientific), Andrea Santacesaria (Opd) ATTIVITÀ DI RESTAURO E RICERCA NEI LABORATORI DEL POLO MUSEALE VENEZIANO: ALCUNI CASI SIGNIFICATIVI ore 11.30 - 13.30 Sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Promosso da: Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare Intervengono: Giovanna Damiani, Fiorella Spadavecchia, Gloria Tranquilli, Antonio Iaccarino Idelson, Ornella Salvadori, Paola Viviani, Valeria Poletto, Serena Bidorini, Fiorella Spadavecchia, Bettina Schindler SISTEMA INTEGRATO DI MONITORAGGIO WIRELESS PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO SISMICO SU BENI STORICO-ARCHITETTONICI ore 12.30, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Bresciani Relatori: Fabio Maroldi (Politecnico di Milano), Vittorio Bresciani (Bresciani srl) UN INTERVENTO CONSERVATIVO SU UN EDIFICIO DI GIO PONTI A MILANO: IL CASO DELLA CHIESA DELL’OSPEDALE SAN CARLO BORROMEO (19641967) Ore 13.00-15.00 Sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Promosso da: Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia Intervengono: Caterina Bon Valsassina (Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia); Daniela Lattanzi e Mari Mapelli (Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia); Samanta Braga (Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza, Pavia, Sondrio e Varese); Rita Fabbri (Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Architettura); Fabio Bevilacqua (C.r.c. Restauri srl - Bologna); Keoma Ambrogio e Annalisa Conforti (Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini); Guido Driussi e Zeno Morabito( Arcadia Ricerche srl, Marghera); Luca Bertolini e Elena Redaelli (Politecnico di Milano - Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica G. Natta); Antonella Ferrari (Ferrari Restauri, Milano); Michele Cecchin (Siltea srl Spin-Off dell’Università degli Studi di Padova) PRIMO «LABORATORIO NAZIONALE SUGLI ITINERARI CULTURALI» ore 13.30-15.00 Sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Promosso da: Consiglio d’Europa, Ufficio di Venezia Partecipano: Alberto d’Alessandro (Direttore Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa); Erminia Sciacchitano (Mibac - Membro del Bureau dell’Accordo Parziale sugli Itinerari Culturali); Claudio Bocci (Direttore Federculture), Nicola Macrì (Direzione Beni librari Mibac); Massimo Tedeschi (Presidente Associazione Europea delle Vie Francigene); Paolo Bongini (Dirigente settore Turismo Regione Toscana); Silvia Lecci (Coordinatrice progetto europeo PerViam Festival Via Francigena Collective Project - Aevf), Luca Bruschi (coordinatore Accordo parziale - Consiglio d’Europa), Eleonora Berti (Istituto Europeo degli Itinerari Culturali); Maurizio Davolio (Presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile); Alessandro Cardinali (Presidente Cammini d’Europa Geie) SUONI E LUCI: LA MAGIA DELLE LUCI NEL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA ore 14.00, sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Idee... in Luce di Claudio Cervelli & C. PRESENTAZIONE LIBRI EDIFIR ore 14.00-18.30, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzati da: Edifir Edizioni Firenze «“Quella donna che ha la veste Azurra”. La Bella di Tiziano restaurata», a cura di Marco Ciatti, Fausta Navarro e Patrizia Riitano Relatori: Marco Ciatti, Donatella Biagi Maino, Patrizia Riitano «Il Nano Morgante di Agnolo Bronzino. Un dipinto “a due dritti” restaurato», a cura di Marco Ciatti e Diane Kunzelman Relatori: Marco Ciatti, Giorgio Bonsanti «“Arte e storia”. Cultura e restauro a Firenze tra Ottocento e Novecento» di Martina Vannini Relatori: Bruno Santi, Donatella Biagi Maino Il Manuale di Christian Köster e il restauro in Italia e in Germania dal 1750 al 1850. Autore Martina Vannini. Curatore Giuseppina Perusini Relatori: Giorgio Bonsanti, Simona Rinaldi. DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Ex magazzini generali a Verona: Abbandono, riuso, traformazioni A cura di: Modern Corner Archibo Relatori: Interzona, Ordine Architetti Verona Ex magazzini alla Darsena di Ferrara: un recente recupero Relatori: Basso Profilo ore 15.00, Modern Corner, pad. 3 Organizzato da: Organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara CONSERVARE LA MEMORIA PER COLTIVARE LA SPERANZA - LE ULTIME LETTERE DI ALDO MORO ore 15.00-16.00 Sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Promosso da: Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario Relatori: Marina Bicchieri: Interventi diagnostici; Lucilla Nuccetelli: Intervento di restauro

ACQUEDOTTO «ANIO NOVUS», CONSOLIDAMENTO E MESSA IN SICUREZZA DELLE STRUTTURE MURARIE ore 15.00-16.00 sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Promosso da: Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio Relatore: Rosa Mezzina (architetto direttore coordinatore, Sba Lazio) INDAGINI SUL PULPITO DI PISTOIA ore 15.00-17.00 Sala Ermitage, piano terra, pad. 5 Promosso da: Opd - Settore Materiali Lapidei Presentazione: Marco Ciatti Apertura lavori: Maria Cristina Improta Relatori: Maria Cristina Masdea e Valerio Tesi (Soprintendenza Monumenti Firenze); Alberto Cecchi (professore ordinario presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Firenze); Isidoro Castello (restauratore Opificio); Jonathan Hoyte (restauratore privato); Chiara Cecchi (Archivista presso Curia Arcivescovile Pistoia) MATERIALI E METODI 2012 1. Meglio al naturale: il funori. L’esperienza vissuta nel workshop di Vicenza 2. L’Eva negli incollaggi dei fili: quale? Storia di affinità nelle fasi di intervento strutturale delle tele 3. Un metodo per documentare il degrado dei dipinti. Metti insieme un’hacker con una restauratrice e vedi cosa combinano! ore 16.00-18.30, sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Il Prato Casa Editrice. A cura di: Alberto Finozzi. CONFERENZA «COSA SONO L’ARCHITETTURA E IL RESTAURO DEL PAESAGGIO» Il lavoro di Michael van Gessel, paesaggista , per la riqualificazione del territorio e delle città ore 16.30, Sala Massari, pad. 4, piano terra Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara in collaborazione con la Direzione Regionale ai Beni Culturali dell'Emilia Romagna, Acma, Cna A cura di: Modern Corner Archibo

Sabato 31 marzo CONVEGNI XXIX CONVEGNO NAZIONALE ANMLI IL MUSEO NELLE CITTÀ ITALIANE. Il cambiamento del ruolo sociale del museo nei centri urbani ore 9.30-13.30, sala Castello, primo piano, atrio – terza sessione Promosso da: Anmli - Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali Partner: Ermitage Italia - Università di Ferrara - Istituto Beni Culturali Regione Emilia - Romagna Patrocinio di: Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara In collaborazione con: Università di Ferrara, TekneHub, Laboratorio in Rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Sponsor: Meyvaert – Italia Tavola rotonda: Nuove dinamiche e interazioni tra il museo e la città contemporanea Coordina: Anna Maria Visser (Università di Ferrara, Past - President Anmli) Invitati ad intervenire: Angelo Varni (Presidente Ibc Emilia - Romagna); Massimo Mezzetti (Assessore alla Cultura, Regione Emilia-Romagna, Coordinamento Assessori regionali alla Cultura); Andrea Colasio (Assessore alla Cultura, Padova, Anci); Enrica Puggioni (Assessore alla Cultura, Cagliari, Anci); Fabio Donato (Università di Ferrara, Encatc, European Network Cultural Administration Training Centers); Gabriella Belli (Presidente Amaci, Associazione Nazionale Musei Arte Contemporanea); Monsignor Santi (Presidente Amei, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani); Anna Maria Montaldo (Presidente Anmli, Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali); Stefano Mazzotti (Direttivo Anms, Associazione Nazionale Musei Scientifici); Vito Lattanzi (Segretario Simbdea, Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici); Alberto Garlandini (Presidente Icom Italia, sezione italiana dell’International Council Of Museums); Carla Di Francesco (Direttore regionale Emilia - Romagna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali) Documento finale a cura del Direttivo Anmli. Il convegno è dedicato alla memoria di Bruno Passamani, già Presidente Nazionale dell’ANMLI e Presidente Onorario, e di Francesco Barocelli, già membro del Direttivo Anmli e Co-Responsabile del progetto «Museo civico. Tradizione e Innovazione». MONUMENTI IN EMILIA-ROMAGNA. METODI E SPERIMENTAZIONI PER LA VERIFICA DEL RISCHIO SISMICO ore 10.00-12.00 sala B, primo piano, tra i pad. 3 e4 Promosso da: Ministero per i Beni Culturali e e le Attività Culturali, Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’architettura e l’arte Contemporanee, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Ferrara, Università degli Studi di Parma Relatori: Maddalena Ragni (Mibac), Carla Di Francesco (Mibac), Pierpaolo Diotallevi (UniBo), Ferdinando Laudiero (UniFe), Carlo Blasi (UniPr) I «GRANDI RESTAURI» ALLA PROVA DEL TEMPO ore 10.30-13.00, sala Marfisa, primo piano, atrio Promosso da: Organizzato da: Acropoli A cura di: Giorgio Bonsanti Pinin Brambilla: Il Cenacolo di Leonardo


Gianluigi Colalucci: Michelangelo e la Sistina Ezio Buzzegoli: Il Tondo Doni di Michelangelo Mauro Matteini: Piero della Francesca ad Arezzo VI° TAVOLA ROTONDA «ARTE CONTEMPORANEA: QUALE SALVAGUARDIA? TRA TEORIA E PRATICA, L’URGENZA DELLA MATERIA» ore 10.00-13.00, sala Diamanti, pad.1, piano terra Organizzata da: Associazione Amici di Cesare Brandi e da Acropoli, in collaborazione con Maxxi, Gnam, Iscr, Direzione regionale Mibac, Ibc Emilia Romagna, Museo Guttuso A cura e con il coordinamento: Giuseppe Basile Il programma della Tavola rotonda è articolato in 3 nuclei tematici principali: 1. ricognizione di manufatti particolarmente a rischio (Porta d’Europa a Lampedusa, Memoriale del Blocco 21 ad Auschwitz) o sottratti al deterioramento con il restauro (Edicola di Guttuso, Cavallo Morente alla Rai); 2. rassegna dei più recenti studi, ricerche e interventi da parte di Enti Istituzionali (Mibac, Maxxi, Università, Accademie Bbaa, Musei pubblici) e soggetti privati ( Archivi, Fondazioni, Associazioni, Imprese); 3. modelli e prassi formative. Saranno inoltre presentati i volumi: «Renato Guttuso, L’Edicola. Il restauro», a cura di F. Carapezza Guttuso e G. Basile, CT, 2011; «Il Cavallo Morente di Francesco Messina nella Sede centrale Rai:studio, restauro, manutenzione», a cura di G. Basile, PD, 2012 Partecipano: Carla Di Francesco (Direzione Regionale Mibac); Luigi Ficacci (Soprintendenza Psae Bologna); Alessandra Barbuto (Maxxi); Maria Letizia Profiri, Luciana Tozzi (Gnam); Grazia De Cesare, Paola Iazurlo (Iscr); Fabrizio Vona (Soprintendenza Psae e Polo museale di Napoli; Giovanna Cassese (Accademia di Belle Arti di Napoli); Sandro Scarrocchia (Accademia di Belle Arti di Milano); Fabio Carapezza Guttuso (Archivi e Museo Guttuso, Roma - Bagheria); Ettore Caruso (Archivio Turcato, Roma); Paolo Picozza (Fondazione De Chirico, Roma); Enzo Fiammetta (Fondazione Orestiadi, Gibellina); Clarenza Catullo (Mar t Rovereto-Trento); Mariella Gnani (Mambo, Bologna); Antonio Sgamellotti (Università di Perugia, Molab); Ferruccio Petrucci (Università di Ferrara, Dipartimento Fisica); Oscar Chiantore (Università di Torino, Dipartimento Chimica); Giacomo Sferlazzo (Associazione Askavusa, Lampedusa); Francesca Valentini, Maurizio Marabelli (Associazione Amici di Cesare Brandi); Sandra Maria Petrillo (Smp Conservazione e restauro fotografie) CONCORSO CHIDEC. Cultural Heritage Inclusive Design Contest. Concorso internazionale di design sul progetto di interfacce accessibili per la fruizione del patrimonio culturale ore 10.00, sala Ermitage, pad. 5, piano terra Coordinamento scientifico: Giuseppe Mincolelli, Marcello Balzani Organizzazione: Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Inclusive design o design for all: Design for All significa il progetto di ambienti, attrezzature e servizi fruibili - in condizione di autonomia - da parte di persone con esigenze e abilità diversificate. Operativamente, questo obiettivo si realizza attraverso soluzioni progettuali che siano prontamente utilizzabili dalla maggior parte degli utenti senza dover apportare alcuna modifica o, in subordine, che siano facilmente adattabili, in funzione delle abilità fisiche, sensoriali o cognitive dei diversi profili d’utenza, tramite la modifica dell’interfaccia con l’utente. Tale modifica può ottenersi, nelle forme più semplici, mediante la variabilità dell’assetto o l’integrazione di elementi accessori. (definizione adottata dalla Commissione Europea - Dg Impiego e Affari Sociali - su proposta dell’Eidd per la Giornata Europea delle Persone Disabili, 3 dicembre 2001). Cultural Heritage Inclusive Design Contest (CHIDEC): Sono ammessi al presente concorso tre categorie di progetti: «environment design» - «visual design» - «interaction design». La partecipazione è aperta ad architetti, ingegneri, designers e progettisti italiani e stranieri, ma anche a studenti universitari italiani e stranieri in ambito di architettura, ingegneria, design. Ente banditore: Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Architettura; Partners: Restauro 2012, Design for All Italia, Cfr (Consorzio Ferrara Ricerche); In collaborazione con: Material Design (Laboratorio MD del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara); LaboRA (Laboratorio di Restauro Architettonico del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara); Lem (La-

boratorio di Manutenzione e gestione Edilizia e ambiente del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara); ArcDes (Laboratorio per lo Sviluppo di Servizi Integrati di Progettazione per la Città, l’ambiente ed il Paesaggio, del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara) Intervengono: Giuseppe Mincolelli (architetto e designer, Dipartimento di Architettura di Ferrara); Marcello Balzani (Direttore Dipartimento di Architettura e Responsabile scientificoTekneHub); Alessandro Massarente (TekneHub Area 2 Museografia ed Exhibition design, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara); Antonello Stella (Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, TekneHub); Luigi Bandini Buti, Presidente (Design for All Italia); Mahesh Krovvidi (Chief Executive Officer - National Design Business Incubator, National Institute of Desing di Ahmedabad)

ra l’ambiente di una musica che sorprendentemente viene dal nulla, coinvolgendo ed immergendo l’ascoltatore. Gli altoparlanti convenzionali generano coni che limitano la copertura uniforme della zona causando punti di volume forte o ridotto nell’ambiente. SolidDrive si installa facilmente creando un nuovo, potente ed invisibile sistema audio. SolidDrive può generare audio dalle superfici rigide assorbendo solamente dai 5 ai 20 watt ma può essere utilizzato anche per applicazioni ad alto rendimento con potenze fino a 100 watt. SolidDrive è totalmente progettato e realizzato negli Usa e coperto da una garanzia di 7 anni. Relatori: Marco Martinetti e Antonio Procino (Amministratori Pm Group srl)

IL RESTAURO DELLA FACCIATA LAPIDEA DELLA CHIESA DI SAN PETRONIO A BOLOGNA ore 10.30-16.30 sala Schifanoia, pad. 2, piano terra Promosso da: Opd - Settore Materiali lapidei Saluti: Mons. Oreste Leonardi (primicerio della Basilica di San Petronio); Marco Ciatti (Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure); Carla Di Francesco (Direttore Regionale dell’Emilia Romagna); Paola Grifoni (Soprintendente per i Beni Architettonici di Bologna); Franco Faranda (Soprintendenza Beni Artistici e Storici di Bologna) Relatori: Roberto Terra (direzioni lavori della Basilica): Aspetti architettonici della facciata di San Petronio; Maria Cristina Improta (direttore del Settore materiali lapidei dell’Opificio): Aspetti storico artistici della facciata di San Petronio; Mario Fanti (Archivista della Basilica di San Petronio, e Adele Leccia): L’Archivio della Fabbriceria; Curia Arcivescovile: Problemi iconografici dei tre portali; Daniela Pinna (Laboratorio scientifico Opificio Pietre Dure): Il piano diagnostico per la facciata di San Petronio; Guido Cavina, Marco Berti (Direzioni lavori Basilica di San Petronio): Indagini non invasive e metodologie operative sul paramento lapideo; Ottorino Nonfarmale (restauratore): Il restauro della facciata negli anni Ottanta del Novecento; Carlo Lalli (direttore Laboratorio Scientifico dell’Opificio): La scoperta della policromia di Jacopo della Quercia sulla Fonte Gaia a Siena; Gian Carlo Grillini (geologo): Lo studio dei materiali della facciata di San Petronio; Paola Lorenze e Franca Sorella (restauratrici del settore Materiali lapidei dell’Opificio): Il restauro della facciata; Maria Cristina Improta: conclusioni

TRA IL DIRE ED IL FARE - COMUNICAZIONE E STRUMENTI DI COMUNICAZIONE NEL WEB 2.0 E SUCCESSIVI ... ore 9.30-12.15 Sala A, primo piano, fra i pad. 3 e 4 Promosso da: Opd - Settore Web Relatori: Giancarlo Buzzanca e altri

UN RESTAURATORE A REGOLA D’ARTE! IL LUNGO PROCESSO DI QUALIFICAZIONE DEGLI OPERATORI E LA MODIFICA PARLAMENTARE DELL’ARTICOLO 182 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO ore 14.30, sala Marfisa, primo piano, atrio Organizzato da: Associazione La Ragione del Restauro Dopo tre anni di impegno diretto e continuo per il giusto riconoscimento della professionalità maturata dagli operatori del settore, l’Associazione la Ragione del Restauro promuove un incontro pubblico con il Mibac e le forze politiche che hanno portato avanti le istanze di riforma della disciplina transitoria per l’acquisizione delle qualifiche di Restauratore di beni culturali e Collaboratore restauratore di beni culturali. Ampio spazio agli interventi del pubblico per un confronto diretto e costruttivo su sinergie e prospettive future. Relatori: Andrea Cipriani (restauratore - Presidente dell’Associazione La Ragione del Restauro); Andrea Marcucci (Senatore della Repubblica - Primo firmatario del disegno di legge di riforma); Matteo Orfini (responsabile Dipartimento cultura e informazione Partito Democratico); Pietro Celli (avvocato in Firenze - Esperto di diritto dei beni culturali); Rita Borioni (Vice Responsabile Dipartimento cultura e informazione Partito Democratico); Salvo Barrano (Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi). Con la partecipazione del Mibac (relatore in attesa di designazione) TAVOLA ROTONDA «RESTAURO DEL MODERNO, TRA CONSERVAZIONE, TUTELA E SOSTENIBILITÀ» ore 14.30-16.30, sala Diamanti, pad. 1, piano terra Organizzato da: Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori I temi della contemporaneità si confrontano con le opere storiche: restauri, affiancamenti, modificazioni; una sfida aperta per una sensibile continuità del nostro patrimonio architettonico. Modera: Giorgio Cacciaguerra (Cna) Sono invitati: Leopoldo Freyrie (Presidente Cna); Roberto Cecchi (Mibac); Margherita Guccione (Direttore Maxxi); Sergio Poretti (Facoltà di Architettura Roma III); Rosalia Vittorini (Presidente Docomomo); Alessandro Marata (Facoltà di Architettura di Cesena); Renata Codello (Soprintendenza Bbaa Venezia); Carla di Francesco (Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici Emilia Romagna) NUOVE TECNOLOGIE PER LA DIFFUSIONE AUDIO: - MUSICA SENZA ALTOPARLANTI - AUDIO DIREZIONALE Ore 14.30, sala Massari, pad. 4, piano terra Organizzato da: PM Group e Suono e Immagine SolidDrive «Sound Without Speakers» è un sistema audio rivoluzionario, tecnologicamente avanzato in grado di trasformare in altoparlanti pareti in cartongesso, controsoffitti, finestre, mobili, barche e quasi tutte le superfici solide. Nessun limite per SolidDrive. Progettisti, Architetti, Designer, Installatori, potranno sonorizzare con un audio di alta qualità qualsiasi ambiente o oggetto con progettazioni completamente invisibili. Pareti che suonano, finestre che sussurrano, mobili ed oggetti che parlano. SolidDrive inseriti nel soffitto o pareti irradiano il suono uniformemente distribuito da un’ampia superficie (un solo SolidDrive può coprire dai 10 ai 40 mq) e la perdita di volume con la distanza è insignificante. La larghezza dell’angolo di copertura di 120° satu-

INCONTRI E SEMINARI

IL CAMPANILE DELLA BASILICA DI SAN PIERO A GRADO (PISA) ore 10.00-12.00, Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico per le province di Pisa, Livorno Relatori: Rosa Mezzina (Sbappsae-Pisa); Corrado Gratziu (già docente Università degli Sudi di Pisa Dipartimento scienze della Terra); Giuseppe Bentivoglio (Opera Primaziale Pisana); Nunziante Squeglia (Università degli Sudi di Pisa - Dipartimento di Ingegneria Civile); Maria Maddalena Alessandro (Mibac-DgpBaaac-Serv. IV- tutela e qualità del paesaggio)

IL DEPOSITO DELLE OPERE D’ARTE, SISTEMI E MATERIALI ore 12.30, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Bresciani Relatore: Vittorio Bresciani IL RILIEVO 3D E LA RESTITUZIONE GRAFICA DELLA CUPOLA DELLA BASILICA DI SANT’ANDREA APOSTOLO A MANTOVA ore 12.30, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Leica Geosystems Relatori: Roberto Cielo, Gino Zibordi, Federico Uccelli

UNO SCRIGNO HI-TECH PER LA SALVAGUARDIA DELLE OPERE - TECNOLOGIE E PROFESSIONALITÀ A SERVIZIO DELL’ARTE ore 10.30-12.15, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Capetti Elettronica, Onleco, Ott Art Relatori: Maurizio Torcellan (Ott Art); Sabino Stefano Lamarca (Capetti Elettronica); Chiara Bonvicini (Onleco); Marco Filippi (Politecnico di Torino); Marco Perino (Politecnico di Torino)

IL MONITORAGGIO PER LA SALVAGUARDIA DEI BENI CULTURALI: IL GIUDIZIO SULLA PERFORMANCE STRUTTURALE E METODI INNOVATIVI DI CONTROLLO OTTICO ore 12.30, sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Expin Relatori: F. Casarin (Direttore tecnico Expin srl), F. da Porto (ricercatrice, Docente di Tecnica delle Costruzioni - Università di Padova)

CICLODODECANO E CAMPHENE TRICICLENE NEL RESTAURO DELLA CARTA... E NON SOLO Relatore: Lilia Gianotti (restauratrice) DRY CLEANING: METODI A SECCO PER LA PULITURA DI MANUFATTI ARTISTICI Relatore: Ambra Giordano (restauratrice, Vicepresidente Cesmar7) PRIMA, DOPO ... INVECE DEL RESTAURO - 6° CONGRESSO INTERNAZIONALE «COLORE E CONSERVAZIONE» Relatore: Chiara Lodi (Restauratrice, Cesmar7), Erminio Signorini (Restauratore, Presidente Cesmar7) ore 10.30-12.30, sala Massari, Pad. 4, piano terra Organizzato da: Il Prato Casa Editrice con il Cesmar7

INSEDIAMENTI POST INDUSTRIALI - IL RECUPERO STRUTTURALE. «LE INDAGINI GEODIAGNOSTICHE FINALIZZATE ALLA QUALIFICAZIONE SISMICO STRUTTURALE DEGLI ELEMENTI PORTANTI» ore 12.30, sala D, primo piano, fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Tecno Futur Service Relatore: Giancarlo Maselli (Tecno Futur Service srlUniversità di Modena e Reggio Emilia)

DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Un moderno a-centrato: Cesare Leonardi tra opere e archivi ore 10,30, Modern Corner, pad. 3 Organizzato da: Organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara - a cura del Modern Corner Archibo Relatori: Andrea Cavani, Andrea Costa, Giulio Orsini, Francesco Samassa (Associazione Archivio Cesare Leonardi); Soprintendenza Archivistica EmiliaRomagna IL RESTAURO DEL PORTONE DI PALAZZO LEGNANI PIZZARDI A BOLOGNA Rilievo e monitoraggio del patrimonio architettonico monumentale ore 11.00, sala C, primo piano, fra pad. 5 e 6 Coordinamento scientifico: Laboratorio TekneHub, Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia, Regione Emilia-Romagna Organizzazione: Atanor - Officina degli Elementi Intervengono: Marcello Balzani (Direttore TekneHub - Tecnopolo di Ferrara Piattaforma Costruzioni Rete Alta Tecnologia Regione Emilia-Romagna, Università di Ferrara); Romano Venturi (tecnico del legno, Atanor - Officina degli Elementi); Federico Ferrari (architetto, Laboratorio TekneHub, Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia, Regione Emilia-Romagna) PROPOSTE DI AZIONI INTEGRATE DI RICERCA E FORMAZIONE PER LA DOCUMENTAZIONE, LA CONSERVAZIONE, LA VALORIZZAZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO DI OSTIA ore 12.00-13.00 Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Soprintendenza di Ostia e la Facoltà di Architettura di RomaTre Relatori: Angelo Pellegrino (Soprintendenza Archeologica di Roma - Sede di Ostia), Antonio Pugliano (Facoltà di Architettura - Roma Tre) DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Linguaggio contemporaneo ore 12.00, Modern Corner, pad. 3 Organizzato da: Organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. in collaborazione con la Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna e gli Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara A cura di: Modern Corner Archibo Selezione realizzata in collaborazione tra Cnappc, Federazione architetti dell’Emilia Romagna, con la partecipazione degli Ordini di Bologna e Ferrara e con il sostegno di Europaconcorsi

IL MODELLO DELL’HERCULANEUM CONSERVATION PROJECT (HCP): UN NUOVO MODO DI PENSARE AL FUTURO DELL’ANTICA ERCOLANO, FRA ARCHEOLOGIA, MANUTENZIONE E GESTIONE ore 13.00-14.00 Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei (nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project) con Packard Humanities Institute-British School at Rome Relatori: Maria Paola Guidobaldi (Direttore degli Scavi di Ercolano-Sanp); Jane Thompson (Project Manager dell’Hcp) PRESENTAZIONE DEL NUOVO VOLUME DELLA COLLANA «LE PLEIADI». GUARDARE ATTRAVERSO I MURI. LA TOMOGRAFIA DELLA RESISTIVITÀ ELETTRICA PER LA CARATTERIZZAZIONE DI MURATURE STORICHE ore 14.00, sala A, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Il Prato Casa Editrice Relatori: Ferruccio Petrucci (direttore della collana «Le Pleiadi»); Nasser Abu Zeid, Giovanni Cocco, Giovanni Santarato (autori del libro); presenta il volume Giuliano Mezzadri (Studio Mezzadri) LE DIMORE STORICHE PRIVATE RISORSA FONDAMENTALE DEL TURISMO ITALIANO. PALAZZI, VILLE, CASTELLI, PARCHI, GIARDINI STORICI PRIVATI PER UN TURISMO CULTURALE DI QUALITÀ ore 14.00, sala B, primo piano, fra pad. 3 e 4 Organizzato da: Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane) Relatori: Moroello Diaz della Vittoria-Pallavicini (Presidente Adsi); Carla Di Francesco (Direttore Regionale Mibac); Francesco Cavazza-Isolani (Presidente Regionale AdsiEmilia Romagna); Orazio Zanardi-Landi (Consigliere Regionale Adsi Emilia Romagna, Presidente Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza) CHEMUSY, UN NUOVO APPROCCIO STRUMENTALE PER LA DIAGNOSTICA ON FIELD DEI BB.CC. ore 14.00, Sala C, primo piano fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Assing Relatore: Gabriel M. Ingo (Cnr) INCONTRO TECNICO ARDEA ore 14.00, sala D, primo piano fra pad. 5 e 6 Organizzato da: Ardea Relatore: Lino Credali IL RESTAURO DEL PULPITO DI SAN LEONARDO IN ARCETRI, FIRENZE ore 14.00-15.30 Sala Belriguardo, piano terra, pad. 5 Promosso da: Opd - Settore Materiali Lapidei Relatori: Isidoro Castello (restauratore Opificio); Irene Giovacchini e Marta Gomez Ubierna (restauratrici private)


Eventi in fiera PADIGLIONE 1 LA SALVAGUARDIA E LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO IN ALGERIA A cura di: Agence Algérienne pour le Rayonnement Culturel (AARC) Nel 1998 è nato con una legge ad hoc il concetto di patrimonio culturale della nazione. Una legge che ha posto fine ad una visione riduttiva della storia e della memoria di un popolo e di un paese e in 14 anni ha permesso la riorganizzazione del settore, l’inventario del patrimonio culturale materiale e immateriale, la classificazione dei beni culturali mobiliari e immobiliari, atti sovrani di costruzione, e consolidamento dell’identità nazionale. Oggi sono iscritti sulla lista 611 siti culturali, 154 siti naturali e 23 misti, come il parco del Tassili n’Ajjer, nel Sahara, con i suoi splendidi graffiti rupestri. E’ uno dei sette iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco tra il 1988 e il 1992, già da prima della legge del 1998 che ha tra l’altro introdotto una categoria fondamentale del patrimonio culturale algerino : il centro storico, cioe’ la casbah, la medina, gli ksour ( i villaggi fortificati), la zeriba (abitazione dei tuareg fatta di palme). DAL CENTRO STORICO DI AHMEDABAD ALLE FORTEZZE DEI MAHARAJA. IL RECUPERO DELLA MEMORIA COME STRUMENTO DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA Coordinamento scientifico: Diaprem, Centro dipartimentale del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara,TekneHub, Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecologia Emilia Romagna. La mostra allestita nel padiglione 1 realizzata in collaborazione con il Centre for Heritage Management della Ahmedabad University e il Mehrangarh Museum Trust di Jodhpur, si propone come suggestione visiva per coinvolgere il visitatore in una realtà articolata e complessa come quella indiana. Le profonde trasformazioni urbane della città storica di Ahmedabad, stato indiano del Gujarat e l’universo di complessi monumentali di grande valore architettonico, storico-culturale, paesaggistico, nello stato del Rajastahn, rappresentano un interessante scenario di confronto sulla conservazione del patrimonio in contesti così dinamici come quelli asiatici. VILLA STUCK a cura di: Carlo Amadori Villa Stuck si trova a Monaco di Baviera nel quartiere di Bogenhaysen. Dal 1992 è stata aperta al pubblico come museo. Qui si possono ammirare l’abitazione storica e l’atelier dell’artista monacense Franz Von Stuck (1863 - 1928). Sia la villa stessa come anche l’arredamento furono disegnati da Stuck. Il museo è oggi un grande Gesamtkunstwerk delle opere liberty classicheggianti di questo artista di umili origini che fu elevato al rango di conte per le sue doti artistiche. GENUS BONONIAE - Musei nella città A cura di: Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Museo della Città di Bologna In collaborazione con: Cineca A conclusione del progetto Genus Bononiae, viene presentato in una mostra il Museo della Storia di Bologna Palazzo Pepoli, un percorso culturale, artistico e museale dedicato alla storia, alla cultura e alle trasformazioni di Bologna, dalla Felsina etrusca fino ai nostri giorni. «LA STRADA» PER CIVITA DI BAGNOREGIO A cura di: Alma Civita

INFORMAZIONI 28- 31 MARZO 2012 QUARTIERE FIERISTICO DI FERRARA VIA DELLA FIERA N° 11 - 44100 FERRARA TEL. 0532/900713 SETTORI MERCEOLOGICI

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RESTAURO DEL CONSERVATORIO DI MUSICA «LUCIO CAMPIANI» NEL CONVENTO DI SANTA MARIE DELLA MISERICORDIA A MANTOVA. STRUMENTI PER UN INUSUALE CONCERTO A cura di: Studio Associato Brusa Pasquè, Varese PADIGLIONE 2 RESTAURO, RECUPERO E TECNOLOGIE RICERCA, INNOVAZIONE TECNOLOGICA E SVILUPPO DI IMPRESA: DIFENDERE E VALORIZZARE IL PROCESSO CONOSCITIVO NEL PROGETTO ARCHITETTONICO E DI RESTAURO. Coordinamento scientifico: Diaprem, Centro dipartimentale del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, TekneHub, Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecologia Emilia Romagna. Lo spazio mostra organizzato dal Diaprem/TekneHub (con il contributo di enti di ricerca, istituzioni e imprese), ospita una collezione unica al mondo che raccoglie vent’anni di innovazione tecnologica in strumenti integrati di conoscenza morfometrica digitale (come i laser scanner), di processi e strumenti di diagnosi e di modelli e banche dati digitali. Saranno esposte le prime ricerche sul Colosseo, il Foro di Pompei, Piazza dei Miracoli a Pisa, i rilievi effettuati in Città del Messico, il progetto di documentazione multimediale delle opere di Leon Battista Alberti, l’acquisizione di una banca dati 3d delle Fortezze di Gozo a Malta, della Grotta di San Michele Arcangelo con affreschi di epoca bizantina, fino alla presentazione del nuovo «Michelangelo’s Box», un progetto di esportazione della sapienza italiana e di inclusività culturale, realizzato in collaborazione con l’Università di Firenze. IL VENTRE DELLA VILLA: LA MATERNITA’ CULTURALE DI UN’ARTE Promossa da: Camera di Commercio di Verona. Con il patrocinio di: Istituto Regionale Ville Venete. Coordinamento e progetto a cura di: Luca Bezzetto Questo progetto riguarda la seconda partecipazione degli artigiani-restauratori del distretto del Mobile al Salone del Restauro, in forma di aggregazione proponendo la possibilità di affiancarsi alla presenza di alcune Ville Venete della pianura Veronese; possibilmente le Ville che abbiano mutato destinazione d’uso e che si propongono come strutture ricettive, luoghi d’arte o che si stanno interrogando sulle possibili declinazioni funzionali delle loro «fabbriche». La partecipazione alla Rassegna è possibile grazie all’integrale contributo della Camera di Commercio di Verona. L’idea è quella di presentare ogni singola azienda esibendone la storia ed i migliori restauri attraverso stampe su pannelli rigidi con illustrazioni a qualità fotografica. Le grafiche conterranno immagini e testi, che nell’insieme daranno la percezione di un, nuovamente, interessante territorio da ri-scoprire e visitare. È qui che l’abbinamento con le Ville gioca un ruolo fondamentale: ogni azienda Artigiana esporrà alcuni oggetti all’interno di una Villa, questi saranno fotografati e riprodotti nelle grafiche. PADIGLIONE 3 MIBAC MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI Il Ministero, all'interno del proprio stand, intende presentare gli interventi di conservazione e restauro, eseguiti nel corso del 2011 su tutto il territorio nazionale in occasione dell'Anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia a documentazione di questo im-

l’arte • Centri di ricerca e catalogazione • Ambiente, tutela e recupero • Turismo culturale • Musei, gallerie, biblioteche, archivi • Sistemi museali • Servizi • Editoria I NUMERI DELL’EDIZIONE

2012: 16.000 m2 di superficie espositiva 215 espositori 49 convegni, 107 incontri tecnici e seminari 16 eventi-mostre ORARIO: 9.30 - 18.30 BIGLIETTO D’INGRESSO: EURO 10 RIDOTTO PER GRUPPI DI STUDIO: EURO

portante avvenimento commemorativo del nostro Paese. In particolare, una vasta area dello stand sarà dedicata alla valorizzazione dell'imponente progetto denominato «Luoghi della memoria», realizzato dall'Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con gli Istituti e le Soprintendenze del Mibac. Per dare massima visibilità al progetto sarà allestita una mostra, corredata da pannelli e materiali multimediali dedicati, verranno realizzati un opuscolo istituzionale con le schede degli interventi, un grande convegno sul tema e vari momenti di dibattito. Inoltre, sempre nello stand, ci saranno numerose postazioni per ospitare gli Istituti Centrali del Restauro, le Direzioni Generali, Regionali e le Soprintendenze, che avranno, così, la possibilità di presentare gli ultimi progetti di restauro realizzati sul territorio. MESTIERE DI ARCHEOLOGO Organizzata da: Ace Archaeology in Contemporay Europe - Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna (Ibc). La mostra è organizzata con il contributo dei partners del progetto europeo Ace Coordinamento generale: Inrap (Institut National de recherches archéologiques préventives), cura dell’edizione italiana: Ibc Un progetto europeo e una mostra sulla professione dell’archeologo nell’Europa contemporanea. La mostra, realizzata con le immagini del fotografo Pierre Buch, è uno dei risultati delle attività di ricerca e scambio condotte nell’ambito di Ace Archaeology in contemporary Europe - finanziato all’interno del programma europeo Culture 2007-2013. Il progetto vede coinvolte una dozzina di istituzioni provenienti dai diversi paesi partners: Ibc è l’unica istituzione italiana presente. Strutturata in sezioni tematiche, la mostra mette in rilievo le pratiche dell’archeologia contemporanea ed è un tentativo di risposta alle domande che hanno originato Ace. www.ace-archaeology.eu PREMIO INTERNAZIONALE DI RESTAURO ARCHITETTONICO «DOMUS RESTAURO E CONSERVAZIONE FASSA BORTOLO» Coordinamento scientifico: LaboRA Laboratorio di Restauro Architettonico, Diaprem (Development of Integrated Automatic Procedures for Restoration of Monuments) del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Laboratorio ArcDes, Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, TekneHub, Laboratorio in rete del Tecnopolo di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna Patrocinio: Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Ferrara Presentazione dei progetti vincitori della seconda edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico «Domus restauro e conservazione», ideato e promosso dalla Facoltà di Architettura di Ferrara e dalla Fassa Bortolo, volto a diffondere ad un ampio pubblico restauri architettonici che abbiano saputo interpretare in modo consapevole i principi conservativi, anche ricorrendo a forme espressive contemporanee, nei quali la comunità tecnico-scientifica si possa riconoscere in modo ampio. MODERN CORNER - DIALOGHI DI ARCHITETTURA MODERNA Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. - Federazione Ordini degli Architetti dell'Emilia Romagna - Ordini degli Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara

Ferrara Sud stazione Ferrara aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna

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2012

PADIGLIONE 5 LA RICERCA A SERVIZIO DELLE IMPRESE NEL SETTORE DEI BENI CULTURALI Coordinamento scientifico:TekneHub, Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecologia Emilia Romagna. Lo spazio espositivo TekneHub illustra le principali aree di intervento del Laboratorio del Tecnopolo di Ferrara, afferente alla Piattaforma Costruzioni della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna: restauro architettonico, museografia ed exhibition design, diagnostica e conservazione, paleontologia e archeologia, gestione, fruizione e valorizzazione del bene culturale. Uno spazio significativo è dedicato all’esposizione dei numerosi interventi svolti a sostegno di imprese pubbliche e private che ben evidenziano l’identità del TekneHub, e le sue logiche strategiche di collaborazione tra innovazione, ricerca ed impresa. ASPETTANDO IL PALLIO DI SAN LORENZO. ARTE, STORIA E RESTAURO Presso il Laboratorio di Restauro dei Manufatti tessili dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, diretto da Marco Ciatti, si trova «ricoverata» un’opera di eccezionale importanza, il Pallio di San Lorenzo, un capolavoro di arte tessile donato dall’Imperatore di Bisanzio alla città di Genova nel 1261. Il direttore del Museo Civico di Sant’Agostino Adelmo Taddei, ove l’opera è conservata, e Loredana Pessa responsabile per le civiche raccolte di manufatti tessili del Comune di Genova, hanno infatti incaricato l’Istituto fiorentino, di prendersi cura del manufatto definendo un adeguato progetto di restauro e conservazione.

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COMUNE DI FERRARA - PROVINCIA DI FERRARA ASSOCIAZIONE BENI ITALIANI PATRIMONIO MONDIALE UNESCO - DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL’EMILIA ROMAGNA In occasione della XIX edizione di Restauro, che Ferrara ha il piacere e l’onore di ospitare, il Comune di Ferrara e la Provincia di Ferrara hanno scelto di implementare la già solida collaborazione con l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale dell’Unesco e con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia - Romagna, proponendo uno spazio espositivo comune che valorizzi le loro eccellenti attività.

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Il progetto illustrato al Salone è frutto della collaborazione tra il Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C., la Federazione degli Ordini degli Architetti P.P.C. e gli Ordini Architetti P.P.C. di Bologna e Ferrara. All'interno dello stand saranno ospitati i “Dialoghi di Architettura Moderna”, a cura di Daniele Vincenzi, dedicati all'analisi ed alla conoscenza di architetture “minori” del Movimento Moderno presenti in forma diffusa sul territorio nazionale. Sarà esposta anche la Rassegna “Linguaggio Contemporaneo” dedicata a progetti di restauro del paesaggio e di edifici con una forte valenza contemporanea.

Si rinnova la par tnership tra Restauro, Ferrara Fiere e i luoghi della cultura di Ferrara (musei, pinacoteche, palazzi storici), che - in collaborazione con il Comune e la Provincia di Ferrara nonché con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna rimarranno aper ti al pubblico gratuitamente per tutta la durata della manifestazione, alcuni anche di sera, e proporranno un ricco calendario di eventi dedicati che permetteranno, sia ai visitatori della manifestazione, sia ai ferraresi, di riscoprire luoghi, monumenti ed opere d’ar te della città. Sul sito www.salonedelrestauro.com è disponibile il programma completo delle iniziative. In collaborazione con


Rapporto Restauro 2012