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L’EDITORIALE ‹‹

LUDOPATIA. SI COMINCIA A FARE SUL SERIO? Nei numeri scorsi, abbiamo più volte evidenziato i rischi derivanti dal gioco d’azzardo e quanto l’area a Nord di Napoli sia ormai una di quelle dove si gioca di più, sia a livello locale che nazionale. Dando i numeri del gioco a Nord di Napoli ed evidenziando che a giocare sono sempre persone appartenenti a categorie a rischio, economico o sociale, chiedevamo anche interventi alle Amministrazioni comunali e, finalmente, quegli interventi stanno arrivando. Nei giorni scorsi, infatti, il Consiglio comunale di Afragola, nel corso di una seduta monotematica, ha approvato una mozione, presentata dal consigliere Giuseppe Cerbone, in cui si impegna la Giunta a condizionare l’apertura di nuove sale gioco a particolari e restrittive condizioni e a lavorare per ridurre anche il numero di quelle esistenti o comunque di limitarne gli orari di apertura. Un provvedimento analogo è allo studio anche a Casalnuovo dove, nel frattempo, s’è trovato il modo per chiudere una sala gioco molto grande che era stata aperta a ridosso di una scuola. E’ importante che le Amministrazioni stiano cominciando a prendere coscienza del rischio legato alla presenza di tante sale gioco. Sale nelle quali si distruggono patrimoni e vite umane e intere famiglie perdono la loro tranquillità nell’ambito di un fenomeno in costante crescita che ha spinto l’Asl a creare appositi sportelli multidisciplinari per aiutare chi finisce in questo brutto vortice dal quale è difficile uscire. Fino a oggi non c’era stata la necessaria attenzione da parte delle Amministrazioni comunali e c’è da augurarsi che la lotta alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico sia una delle priorità in vista anche delle prossime elezioni comunali che il Ministero degli interni ha fissato per domenica 10 giugno e lo diventi anche per le Amministrazioni in carica. Quello della lotta alla ludopatia dovrebbe essere una priorità, ma le Amministrazioni purtroppo sembrano sempre più lontane dalla realtà, perse come sono nelle diatribe e nei giochetti politici. Qualche esempio in tal senso lo stiamo

vedendo, in questi giorni, a Cardito, ma anche ad Afragola, anche se con motivazioni e finalità diverse. A Cardito sembra che l’ex sindaco, Barra, abbia ormai dichiarato guerra al sindaco in carica, Cirillo. Ma, come accade sempre in casi del genere, non lo si fa in maniera chiara ma nascondendo le reali intenzioni dietro i soliti “giochetti” di cui i cittadini sono ormai stanchi anche perché la conseguenza è lo stallo dell’attività amministrativa e uno spreco di energie che vengono usate per ricomporre piccoli e grandi contrasti invece che per proporre e trovare soluzioni ai tanti problemi in campo che sembrano irrisolvibili. Ad Afragola, invece, si sta portando avanti una sorta di partita a scacchi dove ognuno si muove tentando di anticipare o indovinare le mosse degli altri per conquistare la posizione migliore in vista delle prossime elezioni comunali. L’unica certezza è che nessuno vuole lasciare la “poltrona” fino all’ultimo giorno utile e allora anche se in tanti dicono che Tuccillo non abbia la maggioranza, il Sindaco continua a restare saldamente al suo posto visto che la minoranza che si professa maggioranza non riesce a mettersi d’accordo per dimettersi.

L’abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose (Esopo) EDITORE

L’abitudine rende sopportabili anche (Esopo) Editrice Cogito srl le cose spaventoseFotoreporter:

Nando Porzio - Frattamaggiore

Direttore Antonio Iazzetta Vice direttore Antonio Trillicoso

QUINDICINALE DI ATTUALITÀ, POLITICA, ECONOMIA E COSTUME Autoriz. del Tribunale di Napoli n. 4513 del 18 Marzo 1994

fondato da Natale Cerbone è realizzato da

Redazione: Via S.Antonio da Padova, 9 Cardito (Na) - Tel. /Fax 081.8354357 e-mail: redazione.cogito@libero.it

Collaboratori Angelica Argentiere, Antonio Boccellino, Antonio Cerbone, Valerio Cerbone, Angela Finestra, Pasquale Porzio, Antonio Fioretto, Carmela Garofalo, Simona Granato, Cinzia Lanzano, Claudia Perrotta, Floriana Stile, Teresa Turino, Linda Scuotto, Giuseppe Eboli.

Anno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018

Stampa: Editrice Cerbone srl e-mail: info@editricecerbone.it tel. 081.8354357 Cogito • 3


›› PRIMO PIANO

Centinaia di case fittate in nero nel centro storico di Afragola

LE CATAPECCHIE PAGATE COME REGGE Agli immigrati imposti canoni da 250/300 euro al mese per una sola stanza fatiscente Amistà, Associazione immigrati uniti: Per lo più sono giovani, non sposati, che seguono il lavoro

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hi ha una catapecchia, una casa diroccata, una di quelle che andrebbero abbattute e ricostruite o comunque ristrutturate totalmente, si ritrova tra le mani un tesoro. E’ l’assurda realtà che si vive nei centri storici dell’area a Nord di Napoli e, in particolare in quello di Afragola, dove case ormai abbandonate e inutilizzabili vengono riempite con mobili trovati nelle case da sfrattare o, addirittura, tra la spazzatura e affittate a prezzi da case ‘civili’ agli immigrati. Le foto che abbiamo raccolto, pur se eloquenti, non danno l’idea del degrado di certe abitazioni, anche perché non è stato facile averle perché gli immigrati, spesso, hanno paura di perdere anche quella casa e hanno una dignità che li porta a nascondere il posto dove vivono. Quella dignità che manca invece ai padroni di casa, molti dei quali sono gli stessi che si lamentano dell’immigrazione senza controllo, dimenticandosene, però, quando, alla fine o all’inizio del mese, vanno a prendere i soldi dell’affitto. In questo viaggio nelle case del centro storico afragolese affittate agli immigrati ci ha aiutato l’Associazione immigrati uni-

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ti presieduta da Vincenzo Amistà che ci spiega che quasi tutte quelle case sono fittate in nero: “Il mercato illegale dei fitti in nero prospera, tante di queste abitazioni non hanno idoneità perche mancano delle condizioni essenziali per essere tali, in effetti sono dei bassi senza finestre, di solito una sola stanza con bagno che affacciano sulle vie, diciamo che sarebbero più indi-

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PRIMO PIANO‹ cate, al massimo, per negozi, dopo adeguati lavori, o depositi”. Nonostante questo, però, i prezzi richiesti non sono bassi, anzi, “mediamente il fitto di una sola stanza si aggira sui 250/300 euro al mese”. A essere interessate maggiormente sono via Gramsci, via Ciaramella, via Pagano, via Caracciolo e via Toselli, ma in genere il fenomeno riguarda tutto il centro storico afragolese. Amistà, poi, ci spiega che “questi fitti in nero in queste non abitazioni riguardano, per la stragrande maggioranza dei casi, giovani uomini non sposati, che spesso girano e si spostano seguendo il flusso delle raccolte stagionali o del lavoro edile. Tendenzialmente, le famiglie d’immigrati, composte da figli e consorti vivono in case più dignitose e con regolare contratto di fitto”

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I PROGETTI PON DELLA MARCONI DI FRATTAMAGGIORE

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empre più Europa nella scuola. E scuole sempre più europee anche in provincia di Napoli. Grazie al dirigente dcolastico, la dottoressa Angela Vitale, e al suo staff, hanno avuto inizio, nei giorni scorsi, gli 11 percorsi formativi rivolti a oltre 230 alunni del IV Circolo Didattico “Guglielmo Marconi” di Frattamaggiore. I progetti riguardano l’educazione musicale, la matematica, la lingua inglese, l’educazione motoria, il teatro e la scienza. Novità di questa edizione PON 2014-2020 è la presenza di percorsi di formazione rivolti anche ai bambini della scuola dell’infanzia. Il progetto è stato fortemente sostenuto dal Consiglio di istituto e dal suo presidente, Lina Scandurro. L’obiettivo è quello di ampliare l’offerta formativa e accrescere le competenze degli alunni. I corsi si svolgono il giovedì pomeriggio e sono condotti da esperti e professionisti accreditati. Un metodo ormai applicato nella maggior parte delle scuole di Europa, ma che in Italia non tutti riescono ad usufruirne. “Con queste attività formative – spiega la preside Vitale – cerchiamo di allineare la nostra scuola agli standard europei e di far crescere i nostri alunni per renderli capaci di affrontare le sfide del futuro”.

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›› ECONOMIA

Approvate le Zone Economiche Speciali per la Campania

UNA SPERANZA PER LE ASI Fino a 50 milioni di credito fiscale per le imprese che investiranno a Caivano e Frattamaggiore. Manca solo la firma del Presidente del Consiglio, ma è una formalità e può metterla Gentiloni

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di Valerio Cerbone

rriva una buona notizia per le aree industriali di Caivano e Frattamaggiore dalle stanze della Regione. Nei giorni scorsi, infatti, la Giunta regionale ha approvato il Piano di Sviluppo Strategico della Zona Economica Speciale (ZES) della Campania, che comprende tutte le aree indicate nella proposta preliminare sottoposta al Governo già nel dicembre 2016. L'approvazione segue il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 febbraio scorso che ha regolamentato l'attuazione delle Zes a livello nazionale, individuando i criteri per l'identificazione e la delimitazione delle aree, per l'attuazione degli investimenti e l'accesso delle aziende, il coordinamento generale degli obiettivi di sviluppo. La Campania è la prima Regione a dotarsi del Piano di sviluppo strategico della Zes, che, con successivo decreto del Presidente del Consiglio, sarà finalmente istituita e immediatamente operativa. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri potrà essere emesso anche da Gentiloni perché rientra nell’ordinaria amministrazione e, quindi, non sarà necessario aspettare la formazione di un nuovo Governo frutto dei risultati delle elezioni dello scorso 4 marzo. Il Piano di sviluppo strategico contiene, in particolare, l'identificazione delle aree individuate, con l'indicazione delle porzioni di territorio interessate; l'elenco delle infrastrutture esistenti nella Zes, nonché delle infrastrutture di collegamento tra le aree non territorialmente adiacenti; un'analisi dell'impatto sociale ed economico atteso dall'istituzione della ZES; la relazione illustrativa del Piano di sviluppo strategico, corredata di dati ed elementi che identificano le tipologie di attività che si intendono promuovere all'interno della ZES, le attività di specializzazione territoriale che si prevede di rafforzare e che dimostrano la sussistenza di un nesso economico-funzionale con le aree portuali; l'individuazione delle semplificazioni amministrative di propria competenza per la realizzazione degli investimenti che la Regione ha già adottato e si impegna ad adottare per le iniziative imprenditoriali localizzate nella ZES; l'indicazione dei pareri e delle intese con gli enti locali e con tutti gli enti interessati con riguardo alle attività funzionali del piano strategico; l'indicazione delle agevolazioni e delle incentivazioni che possono essere concesse dalla Regione; l'elenco dei soggetti pubblici e privati consultati per la predisposizione del Piano, nonché le modalità di consultazione adottate e i loro esiti; il nominativo del rappresen6 • Cogito

tante della Regione nel Comitato di indirizzo; le modalità con cui la Regione assicura, anche attraverso propri uffici e personale, nonché attraverso accordi con le Amministrazioni centrali dello Stato e convenzioni con organismi come Invitalia, l'espletamento delle funzioni amministrative e di gestione degli interventi di competenza regionale previsti nella ZES. Le aree regionali interessate sono i Porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia e le relative aree retroportuali. In tali aree sono compresi: gli aeroporti di Napoli e di Salerno; gli interporti "Sud Europa" di Marcianise-Maddaloni e "Campano" di Nola; gli agglomerati indutriali di Acerra, Arzano, Casoria e Frattamaggiore, Caivano, Torre AnnunziataCastellammare, Marigliano-Nola, Pomigliano, Salerno, FiscianoMercato San Severino, Battipaglia, Aversa Nord (Teverola, Carinaro, Gricignano), Ponte Valentino, Valle Ufita, Pianodardine e Calaggio; le aree industriali e logistiche di Napoli Est, Bagnoli, Nocera, Sarno, Castel San Giorgio e Contrada Olivola. Rispetto ai 5.467 ettari assegnati alla Regione Campania dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la Giunta regionale ne ha coperti 5.154, riservandosi una verifica sull'attuazione della Zes e sulla sua delimitazione entro un anno dall'approvazione da parte della Presidenza del Consiglio. Grazie alle Zone economiche speciali, sono previsti contributi fino a 50 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta per le imprese che faranno investimenti nelle aree interessate dalle agevolazioni. Per il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e l'assessore alle attività produttive, Amedeo Lepore “il Piano di sviluppo strategico della Zes è l'atto finale di un'iniziativa che ha visto come protagonista a livello nazionale la Campania, insieme alle altre Regioni del Mezzogiorno. Con questo provvedimento candidiamo la nostra Regione a un'ulteriore attrazione di grandi investimenti industriali e logistici, e all'incremento dell'occupazione produttiva in un ambito fortemente innovativo e strategico. La Zes è uno strumento che consente una piu' intensa crescita dei porti e delle aree industriali e logistiche nonché delle infrastrutture e della mobilità regionale. Abbiamo svolto un confronto molto vasto con tutti i Comuni interessati, gli interporti e i Consorzi di sviluppo industriale, le organizzazioni sindacali e quelle delle imprese, con tutto il partenariato sociale ed economico della Regione, giungendo a una pieAnno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018


ECONOMIA ‹‹ na condivisione delle linee strategiche di sviluppo della Zes da parte di tutti gli enti coinvolti nell'iniziativa e nelle sedi istituzionali di e presentazione del Piano. Ci aspettiamo che il provvedimento venga rapidamente tramutato in norma attuativa ai fini dell'istituzione della Zes della Campania e del dispiegamento delle sue potenzialità per lo sviluppo economico e sociale della Regione”. Sullo stesso tema è intervenuto il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito: “L'approvazione da parte della Giunta regionale della Campania del piano strategico della ZES costituisce un importante passo in avanti verso la operatività di questo nuovo strumento di politica industriale e logistica. Ora manca solo l'ultimo decreto di Governo per la nascita formale della ZES: è auspicabile che tale atto amministrativo sia emanato quanto prima, per iniziare il percorso di attuazione. Attrarre investimenti per lo sviluppo manifatturiero indirizzato alla crescita del sistema portuale campano rappresenta una sfida che, in altre realtà internazionali, ha portato sviluppo e occupazione. Istituzioni, imprese, sistema finanziario, parti sociali dovranno assieme dimostrare che si puo' lavorare in squadra per determinare un ammodernamento della base produttiva dei nostri territori”. “Con il via libera della Giunta al Piano strategico regionale si aggiunge un altro fondamentale tassello per il decollo delle Zone economiche speciali, per le quali si attende ora solo l'ultimo decreto del Governo” ha detto Vito Grassi, vicepresidente dell'Unione industriali di Napoli con delega alla logistica e alla portualità e amministratore unico di Graded, all'indomani dell'approvazione del provvedimento da parte della Giunta regionale della Campania. “Le Zes - spiega Grassi - saranno una formidabile occasione di

sviluppo per la loro capacità di attrarre investimenti, favorire la crescita economica e la creazione di nuova occupazione, come dimostra l'esperienza di molti Paesi che hanno già da tempo sperimentato 'zone di vantaggio' per l'insediamento di nuove imprese. Attualmente nel mondo si contano circa 2.700 Zone economiche speciali, aree in cui, oltre ad agevolazioni fiscali, sono generalmente presenti misure di sostegno finanziario, infrastrutturale e logistico, oltre alla previsione di aspetti normativi e iter procedurali differenti da quelli in vigore nel resto del Paese”. “Con l'approvazione da parte della Giunta regionale del piano di sviluppo per le Zone economiche Speciali si completa un percorso per il rilancio dell'economia campana fatto di tappe determinanti. In questi anni, come presidente della Commissione 'Attivita' Produttive', sono state infatti messe in campo azioni per favorire lo sviluppo di territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale attraverso la designazione di aree di di crisi semplici e complesse. La Regione Campania dà in questo modo un serio impulso allo sviluppo”. Questo ha detto il consigliere regionale Nicola Marrazzo sull'approvazione del Piano di sviluppo strategico della Zona Economica Speciale (Zes). “La Campania è la prima Regione in Italia che punterà ad agevolazioni fiscali e semplificazione burocratica per molte aziende del territorio. Tra le aree interessate ci saranno gli agglomerati industriale di Acerra, Casoria, Frattamaggiore e Caivano. Sono aree che nell'ultimo decennio hanno subito i danni più ingenti della crisi economica e per questo siamo certi che tali misure diano impulso necessario per il rilancio di investimenti, aziende e occupazione in Campania” ha concluso Marrazzo.

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›› CRONACA

Polemiche e proteste contro la decisione della Procura

SCARCERATI I FRATELLI PELLINI Sono stati liberati gli unici imprenditori condannati per inquinamento della Terra dei Fuochi. Le durissime parole del vescovo di Acerra, Di Donna: Decisione che umilia e mortifica i cittadini

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di Antonio Cerbone

ono stati scarcerati gli unici imprenditori condannati in via definitiva per aver avvelenato la terra dei fuochi. Nei giorni scorsi, infatti, i fratelli Giovanni, Salvatore e Cuono Pellini, condannati con sentenza definitiva a 7 anni di

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carcere per disastro ambientale, sono stati rimessi in libertà con un provvedimento provvisorio della Procura generale presso la Corte d'Appello che, in seguito a uno 'sconto' di tre anni legato all'indulto del 2006, ha disposto l'assegnazione dei tre ai servizi sociali. Immediata la protesta dei Comitati che, da anni, denunciano lo scempio dell’inquinamento della terra dei fuochi e non è mancata la presa di posizione del vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, nel corso di un’omelia: “E’ di queste ultime ore la notizia che ci ha lasciato sgomenti. Premetto che quello che sto per dire non è contro le persone. Le persone, anche quelle che sbagliano, sono nostri fratelli. Ma desta come minimo un forte sconcerto, un rammarico, la sospensione della carcerazione per alcuni industriali di Acerra riconosciuti colpevoli del grave disastro ambientale, quel grave disastro ambientale di cui ancora oggi non è possibile calcolare completamente gli effetti devastanti sulla salute dei cittadini. Sono stati scarcerati nei giorni scorsi. Una decisione questa della procura generale presso la corte d’appello di Napoli, anche se è un provvedimento che si dice provvisorio, temporaneo, che ridimensiona fortemente quella sentenza grave, chiara, che la corte di cassazione, massimo grado di giustizia solo pochi mesi fa aveva ammesso chiaramente e che parlava di grave disastro ambientale ad Acerra. Una decisione che

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CRONACA ‹‹ suscita sconcerto in noi perché significa sottovalutare il dramma umanitario dell’inquinamento per il quale da noi si continua ad ammalarsi e a morire. Una decisione che suscita disorientamento per la difformità di giudizio tra i diversi organi della giustizia. Una decisione che suscita sconcerto perché non tiene in considerazione, umilia e mortifica la sensibilità dei cittadini verso il dramma ambientale. Una decisione che ci sconcerta soprattutto perché facendo così, nonostante un decreto del governo di due anni fa (il decreto terra dei fuochi), incoraggia questi comportamenti. Si, capisco la rassegnazione: noi sperimentiamo il fallimento delle leggi, della nostra ansia di giustizia. E se c’è un esperienza che incute terrore questa è quella del fallimento esistenziale. Il crocefisso Gesù è un’immagine in cui si possono riconoscere tutti i falliti. Gesù crocefisso è un fallito. Gesù crocefisso ha annunciato l’amore, ha vissuto e si è ritrovato su una croce”. La protesta è arrivata fin sotto il Tribunale di Napoli dove c’è stato un sit in al quale sono seguiti i chiarimenti della Pro-

cura. In pratica, l'indulto varato nel 2006 ha determinato la riduzione della pena da sette a quattro anni di reclusione e la recente sentenza della Corte costituzionale ha stabilito che chi deve scontare una pena fino a 4 anni, anche residua, ha diritto alla sospensione allo scopo di chiedere la misura alternativa al carcere dell'affidamento ai servizi sociali. A chiarirlo sono stati Luigi Riello e Antonio Gialanella, rispettivamente procuratore generale e avvocato generale della Repubblica di Napoli, per spiegare i motivi alla base delle scarcerazione dei tre fratelli Pellini, condannati con sentenza definitiva per disastro ambientale. Nei giorni successivi, poi, c’è stato un giallo legato a un elicottero che s’è alzato nel cielo di Acerra partendo dall’area in cui abitano i fratelli Pellini. In molti hanno gridato allo scandalo perché ipotizzavano che a bordo dell’elicottero ci fossero proprio i Pellini, ma non è stato possibile accertarlo nonostante le segnalazioni giunte alle forze dell’ordine.

Di nuovo in piazza per gridare “Stop al biocidio” Manifestazione di associazioni e movimenti della Terra dei fuochi

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ono tornati in strada per dire "Stop al Biocidio" i rappresentanti di diverse associazioni e movimenti presenti in Campania. Da Battipaglia all'area vesuviana, dal giulianese alla provincia di Caserta e, in tantissimi, dall’area a Nord di Napoli, per dire che è necessario rimuovere subito le ecoballe e accelerare le procedure per le bonifiche dei siti inquinati. Lungo il corteo hanno ricordato le persone che sono decedute negli ultimi tempi, a dire dei manifestanti, per patologie legate all'inquinamento e alla presenza di rifiuti speciali e pericolosi in alcune aree della provincia di Napoli. Per i manifestanti la Giunta regionale presieduta da De Luca “avrebbe agito in linea con quelle precedenti”, senza apportare quei cambiamenti promessi. E, per questo motivo, hanno deciso di abbandonare decine di sacchetti di rifiuti nei pressi del palazzo della Regione, in via Santa Lucia, mentre alcuni manifestanti accendevano e lanciavano fumogeni. “Abbiamo voluto restituire alla Regione - hanno detto i manifestanti nel momento del lancio dei sacchetti - quello che ci è stato lasciato”. Nonostante i timori della vigilia, la manifestazione s’è svolta senza particolari problemi, in totale tranquillità, anche se non è mancato il commento polemico del presidente della Regione, De Luca: “Sembra di poter dire che qualcuno abbia letto la storia all'incontrario. Gli altri hanno accumulato le ecoballe, e noi le stiamo togliendo; gli altri prevedevano nuovi termovalorizzatori, noi li abbiamo eliminati; altri realizzavano discariche, noi le stiamo bonificando; altri ignoravano i controlli, noi monitoriamo terreni, falde acquifere ed emissioni atmosfeAnno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018

riche con l'Istituto Zooprofilattico e l'Istituto Superiore della Sanità; altro contemplavano l'inquinamento, noi realizziamo reti fognarie e depurazione sul litorale domizio (Bandiera blu) e su tutta la fascia costiera; altri ignoravano i problemi della salute, noi attiviamo il Registro Tumori e avviamo gli screening oncologici; altri dormivano, noi diamo risorse ai comuni per incentivare la raccolta differenziata e per gli impianti di compostaggio; altri facevano affari, noi sottoponiamo le gare al controllo dell'Anac; altri chiudevano gli occhi sui roghi, noi mettiamo in funzione i droni per il controllo aereo della Terra dei Fuochi. Si potrebbe continuare all'infinito. Ma ci fermiamo qui, pronti al dialogo serio e non propagandistico con tutti, e pronti a ogni confronto a testa alta. In conclusione, a chi manifesta per migliorare le condizioni di vita civile e l'ambiente, tutta la nostra solidarietà e condivisione. A chi è impegnato nella rivoluzione delle chiacchiere; a chi è abituato a comportamenti incivili, a partire dal lancio dei rifiuti nell'ospedale di Pozzuoli occupato con violenza o dinanzi alle sedi istituzionali, ed è poi accolto amorevolmente e "a gratis", cioè a spese dei cittadini - in sedi pubbliche, il nostro saluto militante: "Hasta la victoria siempre". Cogito • 9


›› POLITICA

Decisiva la data per le elezioni comunali

AL VOTO IL 10 GIUGNO Il ministro degli interni, Minniti, ha scelto la data limite, fissando i ballottaggi al 24 giugno. Sarà una campagna elettorale condizionata dal clima? Le liste vanno presentate entro il 9 maggio

di Angelica Argentiere

Andremo a votare in costume” ha detto qualcuno commentando la data scelta dal ministro degli interni, Marco Minniti, per le elezioni comunali che, per l’area a Nord di Napoli, riguardano Afragola e Caivano, anche se sul voto all’ombra del castello incombe l’esito del lavoro della Commissione d’accesso che sta accertando se ci sono stati condizionamenti della camorra nell’attività dell’Amministrazione Monopoli. Votare per le comunali il 10 giugno significa andare al ballottaggio il 24 giugno, una data che, nei fatti, porterà afragolesi, caivanesi e tutti gli altri italiani interessati a queste comunali al voto in una domenica d’estate. E, infatti, non sono mancate le polemiche di chi avrebbe voluto votare prima per evitare di andare così avanti nel tempo, temendo una forte astensione e una maggiore difficoltà a coinvolgere i cittadini nelle iniziative elettorali per convincerli a votare per questo o quel-

lo schieramento. Le liste dovranno essere presentate entro sabato 12 maggio e quindi la campagna elettorale del primo turno si terrà tra maggio e gli inizi di giugno, ma i candidati che dovranno sfidarsi al ballottaggio avranno il difficile compito di coinvolgere i cittadini ad andare a sentire le loro ragioni in pieno giugno.

Ad Afragola tutti contenti per il posticipo della data Si va verso cinque candidati Sindaco, ma il centrodestra cerca l’unità

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d Afragola la scelta del ministro degli interni, Marco Minniti, è stata accolta con favore. Posticipare la data fino al 10 giugno permetterà alle forze in campo di trovare equilibri e alleanze per evitare di presentarsi alle elezioni con coalizioni indebolite in partenza. Al momento, sono almeno cinque i candidati Sindaco che si presenteranno alle urne. O meglio, sono cinque gli schieramenti che si stanno preparando perché le candidature a Sindaco ancora non sono state ufficializzate. Partiamo dal centrosinistra, l’area di riferimento del Sindaco uscente. Tuccillo ha annunciato ufficialmente che vuole ricandidarsi e avrà il sostegno di un Pd profondamente rinnovato e di qualche lista civica. Probabile che, tra le civiche, si ritrovi anche quella che fa riferimento a Gennaro Giustino che sembra aver abbandonato le velleità di candidatura a Sindaco e non voglia appoggiare altri candidati, preferendo un ‘usato sicuro’ qual è il sindaco uscente che, nonostante i mal di pancia nella maggioranza, ha sempre tenuto fede all’alleanza stretta con il leader di A viso aperto. Restando nell’alveo del centrosinistra, si sta tentando di mettere in piedi un’altra coalizione che tenga insieme sia gli ex Pd, Concas, Iavarone, Affinito e Montefusco, che alcune liste civiche in via di definizione. Anche nel centrodestra si va verso la formazione di due coalizioni. Una che starebbe mettendo in piedi l’ex sindaco e senatore Vincenzo Nespoli che ruota intorno alla Lega e ad alcune liste civiche. Un progetto politico che sembrava perdente ma che, dopo il buon risultato ottenuto alle poli10 • C o g i t o

tiche, potrebbe acquisire credibilità. Per la scelta del candidato Sindaco, a parte i soliti nomi, compreso quello dell’imprenditore Claudio Grillo, si sta ipotizzando anche una discesa in campo di Ciro Salzano, non eletto al Senato per un’interpretazione contestata del sistema di attribuzione dei seggi. La coalizione di centrodestra che ruota intorno a Forza Italia, invece, dovrebbe puntare su qualche consigliere uscente e i nomi maggiormente in vista sono quelli del consigliere comunale e metropolitano, Antonio Caiazzo, e quelli del neo presidente del Consiglio comunale, Antonio Pannone, i cui rapporti con Nespoli non sarebbero più come quelli di qualche anno fa. Anche se non è escluso che proprio sul suo nome si possa trovare un accordo che permetta al centrodestra di presentarsi unito alle elezioni comunali. Per quanto riguarda i Cinque Stelle, nei giorni scorsi, i parlamentari Vincenzo Spadafora e Iolanda Di Stasio, insieme al consigliere regionale Tommaso Malerba, hanno organizzato un incontro con la città con l’obiettivo di “raccogliere idee e persone che vogliano contribuire al cambiamento”. Chiaramente, nonostante i tentativi di alleanze in corso per il Governo, non sono previste coalizioni e si presenteranno agli elettori con una sola lista e un loro candidato Sindaco. Non si fanno ancora nomi anche se c’è chi ipotizza la candidatura di Franco Buononato, giornalista de Il Mattino in pensione, che potrebbe ripetere il percorso fatto da Antonello Velardi, passato dalle scrivanie del giornale di via Chiatamone a quella di primo cittadino di Marcianise. Anno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018


POLITICA ‹‹

Primi giorni di lavoro per i Parlamentari dell’area a Nord di Napoli

CASTIELLO RESTA A BOCCA ASCIUTTA Nessun incarico per la Deputata leghista, Spadafora eletto segretario dell’Ufficio di Presidenza. Nespoli, dopo le liste per le politiche, prepara le candidature leghiste per le comunali e le regionali?

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e trattative per la ostante sia ormai alla terza formazione del Golegislatura. Ora deve sperare verno continuano solo in un Governo di cenad andare avanti, non senza trodestra per continuare a difficoltà, visto che nessuno sperare di fare “un salto in dei tre schieramenti in camavanti” rispetto alle precepo ha ottenuto la maggiodenti legislature. A sperare ranza dei seggi alla Camera in un Governo di centrodee al Senato, ma, intanto sostra, magari a trazione leghino stati eletti i vertici dei sta, è anche Ciro Salzano, due rami del Parlamento e i non eletto per un’interpretacapigruppo. zione del criterio di assegnaCome avevamo previsto, zione dei seggi contro i quali non è rimasto a bocca pendono diversi ricorsi. Una asciutta Vincenzo Spadasituazione che potrebbe gafora, carditese eletto nel Nespoli a tavola con i parlamentari leghisti Castiello e Cantalamessa rantirgli un posto di sottocollegio che comprende i governo in un esecutivo comuni di Afragola, Cardiguidato da Salvini o coto, Crispano, Frattamaggiomunque da un Presidente re e Frattaminore, che, pur del Consiglio leghista. essendo alla prima esperienIntanto, a distanza di olza da Deputato, è stato elettre un mese dalle elezioni, to segretario dell’Ufficio di ancora non c’è certezza sul Presidenza, assicurandosi ruolo avuto da Nespoli nelun ruolo di primo piano la preparazione delle liste che manterrà anche nel caso della Lega in Campania anin cui il Movimento Cinche se appare davvero diffique Stelle non riuscirà a cile continuare a dire che conquistare la possibilità di non abbia avuto un ruolo partecipare al prossimo Godecisivo e determinante. verno nel quale avrebbe un Ruolo che intenderebbe ruolo determinante Luigi mantenere anche in vista Di Maio eletto nel collegio delle prossime regionali del che comprende anche Cai2020, come ha ricordato Vincenzo Spadafora Luigi Di Maio vano e Casalnuovo. Nella Pasquale Napolitano de scelta avrà influito il rapporto con Di Maio, di cui ha curato i il24.it, pubblicando anche una foto che lo ritrae con i due Parrapporti istituzionali fino a poco tempo fa, e la lunga esperienza lamentari eletti nell’area napoletana: Pina Castiello e Gianluaccumulata, compresa quella di Garante dell’infanzia. ca Cantalamessa. L’ex Senatore e Sindaco di Afragola, quindi, Restano invece a bocca asciutta, per il momento, gli altri avrebbe intenzione di tornare a essere protagonista anche in ocParlamentari eletti nell’area a Nord di Napoli. Se per Iolanda casione delle comunali di Afragola e Caivano, ma sul suo rinDi Stasio, Connie Giordano e Raffaele Mautone, ‘matricole’ novato impegno politico pendono le spade di Damocle dei prodelle aule parlamentari c’era da aspettarselo, il discorso è diver- cessi in corso che potrebbero porre fine ai suoi sogni di gloria so per Pina Castiello che non ha avuto alcun incarico non- qualora le condanne diventassero definitive.

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›› CRONACA

Sentenze per il quartiere abusivo di Casalnuovo

CONDANNATI COSTRUTTORI E BANCHE A distanza di 10 anni la decisione dei Giudici sulle richieste di risarcimento di chi aveva comprato. Escluse le responsabilità del Comune. Il sindaco Pellicia: Qui abbiamo voltato pagina rispetto al passato

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di Antonio Cerbone

distanza di 10 anni da uno dei più grandi abusi edilizi commessi nell’indifferenza generale, a Casalnuovo ancora ci sono gli strascichi di quella vicenda che portò anche allo scioglimento del Consiglio comunale per condizionamento della camorra. Nei giorni scorsi, infatti, come hanno fatto sapere dal Comune, sono state condannate le banche e la società costruttrice degli appartamenti per la vendita e la conseguente erogazione di mutui che, all’epoca dei fatti, permisero alle famiglie di acquistare beni successivamente scoperti abusivi. Nella nota dell’Amministrazione comunale si riporta che “il Comune, che già negli altri procedimenti si era costituito parte civile, è riuscito a evitare che fossero, ancora una volta, i cittadini a pagare l’onta degli scandali e delle truffe. La vicenda è abbastanza articolata e i provvedimenti giudiziari questa volta sono stati avviati dalle banche che hanno stipulato i mutui a favore delle famiglie che hanno poi acquistato gli appartamenti oggetto della contesa”. “Il Comune di Casalnuovo in Tribunale si è difeso dall’Unione di Banche Italiane – società cooperativa spa – e dalla Vi.Sa.Gi. Costruzioni srl che additavano all’ente la responsabilità di non aver effettuato idonei controlli volti a debellare l’attività criminosa celatasi dietro lo scandalo dell’abusivismo edilizio” si legge ancora nella nota

che poi prosegue precisando che “gli stessi ricorrenti hanno inoltre avanzato al Comune una richiesta di risarcimento danni, pari al valore degli appartamenti abusivi venduti, rigettata dal Tribunale di Napoli. La sentenza ha infatti ribadito l’infondatezza della richiesta dei ricorrenti, precisando che ‘non ricorrono i presupposti di legge perché possa ravvisarsi alcuna responsabilità del Comune che, anzi, è stato riconosciuto come danneggiato in tali vicende”. Per il sindaco, Massimo Pelliccia, “grazie al lavoro puntuale degli uffici e di tutta la macchina amministrativa siamo riusciti a evitare che fossero ancora una volta i cittadini a pagare lo scotto di un’attività criminale partita oltre dieci anni fa”. “Casalnuovo è tra i primi comuni in Campania per le attività di monitoraggio e di prevenzione attivate ai danni di chi ancora intende speculare sull’abusivismo edilizio – ha aggiunto il Sindaco – abbiamo un censimento dettagliato di tutti i 179 immobili costruiti negli anni in maniera irregolare sul territorio e prosegue l’attività che ha già portato all’abbattimento di molti di questi immobili, due solo nell’ultimo anno”. “Abbiamo assistito all’ennesimo tentativo di danneggiare il territorio, con quest’attività messa in campo dalle banche e dalla società speculatrice, ma grazie all’attività legale avviata in questi anni siamo riusciti a evitare ogni altra azione in grado di danneggiare gli interessi della collettività. Sconti a nessuno – ha concluso Pelliccia - il Comune, infatti, si avvale del servizio di telerilevamento satellitare che, attraverso un sistema di sovrapposizione periodica di fotogrammi e immagini satellitari, consente di intervenire tempestivamente con le apposite misure repressive e sanzionatorie”. Dal Comune fanno sapere che “tutto questo lavoro ha portato alla scoperta di numerosi abusi, oltre cento dei quali sono stati risolti con procedure di autodemolizione. Numerosi anche i casi in cui per far fronte alle mancate ottemperanze dei provvedimenti si è proceduto ad acquisire i beni a patrimonio comunale”.

UNA MORTE BIANCA “DIMENTICATA” Lo sfogo della nipote di un operaio morto in un cantiere dei Pelliccia

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a notizia dello scandalo edilizio era già tornata d’attualità nelle ore precedenti per la morte di Claudio Tammaro, l’operaio casalnuovese morto in un cantiere di via Saggese, a pochi passi dall’hotel Caribe dove si stava ristrutturando un capannone industriale. Il proprietario della struttura, infatti, è Mario Pelliccia, fratello dell’imprenditore coinvolto, nel 2007, nello scandalo dei 74 appartamenti costruiti senza licenza edilizia. E proprio Pelliccia, insieme alla moglie, aveva avviato dei lavori per adeguare la struttura a un’attività imprenditoriale. Nel 2002, Pelliccia, stando a quanto riportato dai media, aveva avuto dei guai con la giustizia, accusato di usura e del possesso di un patrimonio immobiliare da 50 milioni non dichiarato, mentre, ora, per la morte di Claudio Tammaro, è indagato, insieme con la moglie, per omicidio colposo su denuncia dei Carabinieri. La vicenda della morte di Tammaro inizialmente era rimasta 12 • C o g i t o

nascosta, non aveva avuto eco sui media fino a quando la nipote, Annarita Tammaro, ha scritto tutto la sua rabbia in un post sulla pagina facebook Casalnuovo Aut che cominciava così: “Io voglio solo portare all'attenzione di tutti l'indifferenza di tutta Casalnuovo su una tragedia che non può e, soprattutto, non deve passare inosservata. Martedì 27 si consumava una tragedia a Casalnuovo che ha coinvolto mio zio, Claudio Tammaro. Lui era un operaio casalnuovese di 52 anni che è caduto dal tetto di un capannone mentre lavorava ed è morto! Ci hanno detto che è morto sul colpo, inutili i soccorsi quindi. Ma noi familiari questo lo avremmo saputo dai Carabinieri solo alle 17. Mentre l’esistenza di mio zio si è spenta intorno alle ore 13:20”. “Sì, tutto questo è successo qui a Casalnuovo a pochi passi dall’Hotel Caribe” ha scritto ancora aggiungendo poi: “Dal 27 marzo io e la mia famiglia cerchiamo non solo di Anno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018


POLITICA‹‹

Un 2018 ricco di ‘cambi’ nella politica carditese

DI DIMISSIONI IN DIMISSIONI Dopo il consigliere Pisano e il vice sindaco Castaldo, hanno lasciato anche i tre Consiglieri ‘barriani’. Appare evidente il disegno di Barra che mirerebbe a chiudere o condizionare l’Amministrazione Cirillo

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di Antonio Cerbone

l 2018 è l’anno delle dimissioni nella politica carditese. Il primo a rinunciare al seggio è stato, a gennaio, uno dei due rappresentanti dell’opposizione, Francesco Pisano, il candidato Sindaco della coalizione di centrodestra, che ha lasciato il suo posto in Consiglio comunale. Successivamente a lasciare il palazzo comunale è stato l’assessore e vice sindaco Francesco Castaldo, seguito, dopo qualche giorno, dai tre consiglieri di riferimento dell’area dell’ex sindaco, Peppe Barra: Andreina Raucci, Giovanna e Michele Marzano. Del gruppo dei ‘barriani’ eletti alle elezioni del 2015 resta in carica solo il presidente del consiglio, Nunzio Raucci. Mentre le dimissioni di Castaldo non erano state accompagnate da dichiarazioni polemiche, quelle dei tre Consiglieri sono state motivate con la difficoltà a costruire rapporti sereni in maggioranza ed evidenziando una scarsa operatività della Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Cirillo, quasi una sfiducia, anche se i tre Consiglieri subentrati, Cristofaro Salvato, Angelo Iannicelli e Salvatore Setola, non si sono messi all’opposizione. Le parole usate dai dimissionari comunque sono molto forti e non lasciano prevedere giorni facili per l’Amministrazione coGiuseppe Cirillo munale: “Giorno per giorno il nosuperare questo lutto ma dobbiamo anche cercare delle risposte. Mio zio è morto da solo, nell’indifferenza di chi era lì ed è scappato, di chi ha visto e ha taciuto. Si perché c’erano altri operai mentre mio zio era su quel tetto del capannone! Quindi altri hanno visto, altri ancora oggi sanno, ma non parlano. In tutto questo i Carabinieri sono intervenuti solo dopo e noi della famiglia abbiamo saputo dell’accaduto dopo 5 ore! Ma come è possibile che, in Italia, si muore ancora per il lavoro? Ovviamente a Napoli e nel suo hinterland dove la vita non ha lo stesso valore di chi muore al Nord. Nessuno, giornali e televisione, ha dato notizia di quanto è accaduto, e mio zio Claudio, umile operaio, nel silenzio totale, se ne è andato, lasciando qui una famiglia straziata che ancora si domanda il perché di tutto questo” Il post continua poi con durissime critiche alla polizia municipale, all’Asl e all’Amministrazione comunale che non controllerebbero adeguatamente i cantieri e il rispetto delle norme di sicurezza per i lavoratori, non risparmiando toni polemici verso il silenzio del sindaco Pelliccia sull’ennesimo morto sul lavoro in Italia. “La morte di mio zio era una morte che si poteva assoluAnno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018

stro entusiasmo è andato scemando sia per l’insoddisfazione che per l’inoperosità nella quale da tempo l’intera Amministrazione è andata sprofondando”, giusto per citare un passaggio della lettera con cui hanno annunciato e protocollato le loro dimissioni. Non s’è fatta attendere la replica del sindaco, Giuseppe Cirillo, che, in Consiglio comunale, dopo la surroga dei Consiglieri, ha tenuto a precisare che chi condivide i toni espressi dai Consiglieri dimissionari è un suo avversario politico. Parole dure a cui sono seguite quelle concilianti dei neo Consiglieri comunali che hanno ribadito la loro appartenenza alla maggioranza e il sostegno a Cirillo. Le rassicurazioni di Salvato, Iannicelli e Setola, però, non hanno sgombrato il campo dalla convinzione che l’ex sindaco, Barra, stia lavorando per indebolire Cirillo con l’obiettivo di condizionarne l’attività amministrativa o, addirittura, di spingerlo alle dimissioni per tornare al voto. E, qualora ci fossero nuove elezioni, ci sarebbe la possibilità di rivederlo in campo in prima persona. D’altronde, sfumata la candidatura al Parlamento Barra sarebbe stuzzicato dall’idea di provare a riprendersi quella poltrona di Sindaco che ha tenuto per dieci anni. Giuseppe Barra

tamente evitare, se solo non fosse diventato fatto normale avere in città tanti cantieri abusivi e accettarlo come un fatto ‘normale-abituale’, facendo finta di non vedere” ha continuato aggiungendo: “Siamo nel 2018 e ancora non si riesce a comprendere che gli operai tutti vanno tutelati! Perché quello che è successo a mio zio potrebbe riaccadere ad altri operai. Ed è anche questo il motivo per cui scrivo. Per far sì che un’altra tragedia si eviti. Perché quello che è successo alla mia famiglia potrebbe purtroppo capitare a un’altra famiglia casalnuovese e non, se si continua a lavorare secondo questi presupposti”.

Claudio Tammaro C o g i t o • 13


›› POLITICA

Confermato lo scioglimento del Consiglio comunale

AIl TarCRISPANO RESTA IL COMMISSARIO ha respinto il ricorso presentato dall’ex Sindaco e da alcuni Consiglieri comunali. Nella sentenza si riprendono i punti salienti che hanno portato alla decisione del Presidente della Repubblica

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di Antonio Cerbone

o scioglimento del Consiglio comunale di Crispano per condizionamento della camorra era giusto. A confermare la decisione del Presidente della Repubblica, su richiesta del Ministro degli Interni, il Tar del Lazio con una sentenza nella quale ha respinto un ricorso proposto dall'ex sindaco, Antonio Barra, e da alcuni Consiglieri comunali di maggioranza, evidenziando che “il provvedimento dissolutivo impugnato risulta immune dai vizi dedotti”. Sindaco e Consiglieri ricorrenti volevano l’annullamento dello scioglimento e il reintegro del Consiglio comunale eletto nel 2015. Ma le loro speranze sono risultate vane e il Tar, per motivare la sua decisione, ha riportato vari stralci della relazione che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale, come la parte in cui si ricorda “una precisa linea di continuità tra le Amministrazioni che hanno retto le sorti del Comune dal 2002, con la sola interruzione del periodo di gestione commissariale, caratterizzata dall'uso distorto dei pubblici poteri per fa-

vorire soggetti collegati direttamente o indirettamente con gli ambienti malavitosi”. Per i giudici amministrativi “il quadro indiziario complessivamente emerso dagli accertamenti istruttori, e valutato come significativo di una gestione amministrativa poco lineare, rende ragionevolmente plausibile la conclusione per la quale l'attività dell'ente era, sia concretamente che potenzialmente anche per il futuro, permeata e permeabile a possibili ingerenze e pressioni da parte della criminalità organizzata”. In più, per il Tar tutti gli elementi raccolti “considerati nel loro insieme e inseriti nello sfondo di riferimento, possono essere ritenuti idonei a configurare i presupposti di concretezza, univocità e rilevanza richiesti ai fini dello scioglimento del Consiglio comunale, con il fine di prevenzione teso ad evitare anche il solo rischio di infiltrazione da parte della malavita organizzata già presente sul territorio”.

VERSO LA RIAPERTURA DEL CENTRO POLIFUNZIONALE DI CRISPANO Il centrodestra chiede alla Commissione di coinvolgere l’Anac per evitare ingerenze

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uone notizie per il centro polifunzionale di via Cappuccini a Crispano che, dopo anni di abbandono, potrebbe essere riaperto. La Commissione straordinaria che amministra il Comune di Crispano, infatti, ha deciso di affidarlo in gestione riservandosi l’uso per manifestazioni o per gli alunni delle scuole comunali e garantendo sconti sulle tariffe fissate per i residenti a Crispano. Le ditte o le associazioni che presenteranno domanda di partecipazion non potranno offrire meno di 122.994 euro per nove anni. Sulla procedura messa in atto dalla triade commissariale è arrivata una richiesta ufficiale da parte del centrodestra crispanese, a firma di Pasquale D’Errico, il quale, pur riconoscendo e apprezzando gli sforzi per restituire alla città i campetti, ricorda che, nella relazione semestrale anno 2017, la Direzione Distrettuale Antimafia, in riferimento al Comune di Crispano riportava: “…le ingerenze effettivamente riscontrate nel corso dell’attività amministrativa, caratterizzata da un’arbitraria e lacunosa gestione delle procedure. Si tratta di carenze, evidenzia il provvedimento (proposta di scioglimento del Ministro dell’Interno), che determinano, nel loro insieme, le condizioni prodromiche al condizionamento mafioso, atteso che l’ingerenza criminale è agevolata dall’inosservanza delle procedure amministrative. Tale modus operandi è stato riscontrato nell’attività svolta da alcuni uffici strategici, quali l’ufficio appalti di lavori e servizi pubblici o l’ufficio urbanistica, nella gestione dei beni comunali o nella gestione del servizio di teso14 • C o g i t o

reria”. E, in base a queste premesse, il centrodestra crispanese ha chiesto, “al fine di garantire la massima trasparenza possibile, di verificare la possibilità di attivare fin da subito, e anche per la gara di affidamento della gestione del centro polifunzionale, il protocollo di vigilanza collaborativa con ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), “strumento che permette alle stazioni appaltanti di richiedere un intervento a carattere preventivo, con il fine di scongiurare irregolarità nell’assegnazione e nell’esecuzione dell’appalto, ma anche interventi di tipo ispettivo su appalti già aggiudicati ad elevato rischio corruttivo”.

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POLITICA ‹‹

Sembra certo l’arrivo del Commissario prefettizio a Caivano

CALA IL SIPARIO SULLE TRATTATIVE IN VISTA DELLE COMUNALI? Il lavoro della Commissione d’accesso sull’attività amministrativa nel castello comunale avrebbe accertato irregolarità tali da portare allo scioglimento del Consiglio comunale già scioltosi

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di Mimmo De Simone

rmai sembra che non ci siano dubbi e che, sulla base Mariniello della lista Orgoglio Campania, e Maria Fusco e del lavoro della Commissione d’accesso che ha lavora- Lello Del Gaudio, ex presidente del Consiglio comunale to, per mesi, nelle stanze comunali, la Prefettura di uscente, Giacinto Libertini, ex sindaco di Caivano, e GiamanNapoli abbia deciso di chiedere al Ministro degli interni lo te Alibrico del Partito Socialista. scioglimento del Consiglio comunale che, stando ad alcune inProve di dialogo anche tra i vecchi compagni di coalizione discrezioni, dovrebbe essere firmato dal Presidente della Re- della passate tornata elettorale con il Pd del segretario, Antonio pubblica tra la fine di apriAngelino, e Udc da una le e gli inizi di maggio. parte, e la mini coalizione In quell’occasione saranLiberi Cittadini di Franceno resi noti i lavori della sco Emione, Campania Commissione d’accesso Libera di Francesco Casache ha passato al setaccio il buri e Caivano in Movilavoro dell’Amministraziomento di Pasquale Menne Monopoli, spingendosi nillo dall’altra. anche ad attività avviate Restavano fuori dalle rinelle precedenti consiliatuunioni sia Forza Italia di re. Alla base della decisione Giuseppe Mellone e Fradi chiedere lo scioglimento telli d’Italia di Martino ci sarebbero ‘gravi inademPezzella che si professa pienze e comportamento rappresentante del partito reiterato nel dotarsi dello della Meloni a Caivano. strumento di affidamento Posizione che ha dovuto diretto dei lavori’. Attività ribadire dopo le polemiche che lo stesso Monopoli ha che volevano un incoronadenunciato e ampiamente mento del partito della descritto in un convegno Meloni a Caivano a Simodi pochi giorni fa. ne Monopoli da esponenIl decreto di scioglimenti della sezione provinciale to del Consiglio comunale, di Napoli. Cosa che pare tra l’altro già sciolto per le non sia mai avvenuta. dimissioni della maggior Incontri, riunioni e posparte dei Consiglieri, sasibili strategie politiche carebbe una vera stroncatura dute tutte nel dimenticaper tutto il mondo politico toio con l’arrivo imminene vedrebbe il ritorno di una te dello scioglimento del La fascia di Sindaco di Caivano resterà sulla scrivania per molto tempo Commissione prefettizia Consiglio comunale. Così che, questa volta, resterà in come rischia di finire nel carica per almeno 18 mesi nei quali il compito principale sarà dimenticatoio anche la candidatura a Sindaco già decisa dai quello di garantire l’ordinaria amministrazione e rimettere in Cinque stelle caivanesi che hanno scelto, da mesi ormai, un volsesto le casse comunali passando anche attraverso un inevitabile to giovanissimo, quello di Maria Carmina Biglietto. aumento delle tasse, senza nuovi progetti e investimenti per il C’è però qualcuno che spera ancora nelle elezioni e che la territorio Caivano che rischia di sprofondare ancor di più nel drastica decisone ministeriale non arriverà come preannunciabaratro della invivibilità. to. Molti altri invece sperano in questo pronunciamento uffiA poco più di un mese dalla presentazione ufficiale delle liste ciale del Dicastero degli Interni perché serpeggiava un timore, e a due mesi dalle elezioni amministrative, previste per il 10 soprattutto dei candidati, che la decisone del Ministero giungiugno secondo il decreto ministeriale dei giorni scorsi, molte gesse pochi giorni dopo la celebrazione delle elezioni e il nuovo liste stavano facendo le prove di coalizione con anche aspiranti Consiglio comunale con i suoi componenti sarebbero stati e autoproclamatisi candidati Sindaco, per il futuro di Caivano. macchiati dall’onta dello ‘scioglimento’ anche se non ne avevaCarmine Peluso, che ha formato un gruppo mettendo insie- no alcuna responsabilità. Molti, infatti, pur partecipando attime alcuni dei fedelissimi dell’ex sindaco Monopoli, si era visto vamente a queste riunioni preliminari non avrebbero voluto con Alfonso Castelli della lista civica Noi per Caivano, Fabio candidarsi. Anno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018

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›› CRONACA

Continua la rinascita del bene confiscato al clan Magliulo

LA MASSERIA DELLA LEGALITÀ Il successo della Pasquetta ha spinto i gestori a riaprire l’area per i pic nic anche il 1° maggio. Si moltiplicano le visite; nei giorni scorsi l’ambasciatrice canadese e gli studenti del Brunelleschi

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di Angelica Argentiere

ra le migliaia di persone che, negli ultimi giorni, sono stati nella Masseria Antonio Esposito Ferraioli di Afragola, c’è stata anche una rappresentanza dell’istituto Filippo Brunelleschi di Afragola che, insieme all’associazione Sottoterra Movimento Antimafie, nell’ambito del progetto Scuola e Volontariato, ha visitato il bene confiscato pochi giorni dopo il grande successo della Pasquetta che ha visto oltre 3000 persone invadere uno spazio che rivive dopo 25 anni dalla confisca da roccaforte del clan Magliulo. Un successo che ha spinto i gestori del bene confiscato a or-

il nome di Antonio Esposito Ferraioli, cuoco, scout e sindacalista della Cgil, vittima innocente della camorra, ucciso a 27 anni da due colpi di lupara nell’agosto del 1978, l’anno delle uccisioni di Peppino Impastato e Aldo Moro. Tonino, era un giovane cuoco che lavorava alla mensa dello stabilimento paganese della FATME, azienda leader nel settore dell’elettronica. In quegli anni la passione per l’impegno sociale avuta fin da giovanissimo con gli scout si era trasformata in fervore politico con l’iscrizione al Pci e alla Cgil. In azienda era delegato sindacale. Amava il suo lavoro, scrupoloso nel preparare

Gli studenti del Brunelleschi nella Masseria Antonio Esposito Ferraioli ganizzare un’altra giornata con pic nic nell’area per il prossimo 1 maggio. La Masseria Antonio Esposito Ferraioli è il bene confiscato più grande dell’area metropolitana di Napoli. Si estende su una superficie di circa dodici ettari, pari a 120mila metri quadri e si trova a ridosso dell’area commerciale che ospita Ikea e Leroy Merlin. Dal 1 marzo 2017 è stato assegnato a una rete di cooperative, associazioni e organizzazioni tra cui anche la Cgil. Infatti porta

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i pasti per i colleghi operai e per i loro figli, ospitati nell’asilo nido dello stabilimento. Un posto tranquillo, lontano dalla “monnezza” di quegli anni. A Pagani infatti la guerra di camorra imperversava per le strade: da un lato i fedelissimi di Raffaele Cutolo, decisi ad espandere il dominio del “professore”, dall’altro i camorristi locali, a difendere uno degli ultimi feudi rimasti. Si sparava tanto che alla città fu dato un soprannome eloquente: far west. Tonino era a lavoro quando si accorse che la fornitura di carni arrivata nella sua cucina era marcia, avariata.

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CRONACA‹‹

Il sindaco, Mimmo Tuccillo con la delegazione dell’Ambasciata canadese e i gestori della Masseria “Questa non è più l’ex masseria Magliulo, ma la masseria Antonio Esposito Ferraioli” spiega ai ragazzi il presidente dell’associazione Sottencoppa, Giovanni Russo, tra gli affidatari del bene: “Riappropriarsi già del nome è importante per rimpadronirsi di questo luogo che vedrà rinascere uno spazio che accoglierà una comunità di madri vittime di violenza con i propri figli, un’area formazione, un agriturismo e un laboratorio di produzione e trasformazione dei prodotti freschi e della materia prima raccolta in masseria dando lavoro con regolari contratti”. I progetti per la masseria sono innumerevoli, e tanto si sta facendo per radicare l’idea di restituzione del bene confiscato alla

cittadinanza, attraverso l’assegnazione dei lotti destinati ad orti urbani, alle varie campagne di raccolta fondi per poter permettere l’attivazione delle utenze energetiche e dei sistemi di irrigazione e acqua potabile. Il bene ha ricevuto anche la visita dell'ambasciatrice canadese Alexandra Bugailiskis, accompagnata dal primo cittadino di Afragola, Domenico Tuccillo, come testimoniano i volontari: “Le abbiamo raccontato il percorso di rinascita del bene confiscato, le tante attività della Masseria con le donne vittime di violenza e la nascita del nuovo frutteto, il museo vivente della biodiversità. Ha visitato gli orti urbani e incontrato i cittadini. Siamo sicuri che porterà con sé un'idea bella della nostra terra, una terra piena di energia positive con una comunità di persone che si impegnano e costruiscono quotidianamente la bellezza”.

Rush finale per Scuola e Volontariato del Csv Il 17 e 18 maggio la manifestazione conclusiva che ha coinvolto le scuole

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i terrà anche quest’anno, il 17 e il 18 maggio, nel Teatro Gelsomino di Afragola, la due giorni dell’evento finale del progetto Scuola e Volontariato dell’area Promozione del Csv Napoli con referente Eleni Katsarou a testimonianza del grande impegno di avvicinamento del Centro di servizi del volontariato ai territori rendendo l’intera provincia un unico centro, come più volte ricordato alla nostra redazione dal presidente, Nicola Caprio di Cardito. Il progetto “Scuola e Volontariato” consente di avvicinare le nuove generazioni ai temi della solidarietà sociale intervenendo presso gli istituti scolastici. Obiettivo prioritario è quello di sensibilizzare maggiormente i giovani al tema del volontariato, incentivando la loro disponibilità a entrare in contatto e impegnarsi in associazioni che si occupano di disagio attraverso un percorso formativo – esperienziale. Il progetto si realizza, in collaborazione con le associazioni del territorio e gli istituti scolastici di Napoli e provincia che aderiscono al progetto attraverso l’apposita manifestazione di interesse e prevede 4 incontri di formazione in aula per un totale di 12 ore, 10 ore di attività pratica di volontariato e 10 ore di attività laboratoriale per la realizzazione di un prodotto finale da condividere e presentare all’evento conclusivo del progetto che vedrà il coinvolgimento di tutti gli Istituti aderenti. Il progetto coinvolge 36 scuole e altrettante associazioni della provincia, con grande partecipazione dall’area Nord che vede impegnati in Scuola e Volontariato gli studenti degli istituti superiori del Sandro Pertini e Filippo Brunelleschi di Afragola, Emilio Sereni di Cardito, Gaetano Filangieri e dell’istituto comprensivo Giulio Genoino di Frattamaggiore nelle attività delle organizzazioni di volontariato come l’ associazione caivanese “Un’ Infanzia da vivere” voluta fortemente da Bruno Mazza, attuale responsabile delle attività rivolte ai ragazzi del Parco Verde con l’intento di allontanare i bambini dalle aree di spaccio nei viali del quartiere progettando e costruendo tutti assieme un alternativa per i bambini del territo-

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rio; studenti coinvolti in attività anticamorra con l’associazione frattese Sottoterra Movimento Antimafie accompagnando gli studenti alla Masseria Ferraioli e impegnando i ragazzi in raccolte solidali da destinare a famiglie segnalate dalla Caritas con don Armando Broccoletti, uno degli autori insieme a don Peppe Diana del manifesto “Per amore del mio popolo non tacerò” per dare la percezione viva di come la camorra sguazza in situazioni di forte disagio. Partecipano al progetto anche le associazioni afragolesi Punto Cuore, diffusa in vari punti nella nazione che vogliono essere dei piccoli focolari disseminati nel mondo intero, dei semplici rifugi di amore e di tenerezza, dove ogni persona può essere amata, accolta, ascoltata, rispettata, in una sola parola, guardata con lo sguardo che comunica il calore dell’amore e l’associazione FIADDA (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi) che insieme con gli studenti del Sereni e il presidente Raffaele Puzio hanno raccolto nel Parco Taglia di Cardito le opinioni sulla disabilità. La mission del progetto è quella di valorizzare il ruolo del volontariato come agenzia educativa, come luogo che permette l’acquisizione di competenze trasversali e che permette di costruire legami territoriali stabili fra scuola, associazioni di volontariato al fine di creare una comunità basata su esperienze solidali e impegno civile. Angelica Argentiere C o g i t o • 17


›› STORIA

Non tutti conoscono il legame dell’artista con Caivano

IL LATO “CAIVANESE” DI PEPPINO Ha vissuto parte della sua infanzia all’ombra del Castello e non ha mai dimenticato quegli anni. Una ricerca di Migliaccio e Lanna l’ha ricordato, ma sarebbe giusto celebrare il legame con una via

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di Antonio Iazzetta

ei giorni scorsi è morto Luigi De Filippo, figlio di Peppino, l’ultimo rappresentante, sulle scene, di una famiglia di straordinari artisti che ha contrassegnato il teatro e il cinema italiano per decenni e continuerà a farlo.

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Nel ricordare la vita di Luigi è stato inevitabile ripercorrere anche quella del padre, Peppino, e qualche telegiornale ha ricordato il grande legame che Peppino aveva con Caivano che va ben al di là della citazione nella famosissima scena del caffè con Totò ne La banda degli onesti. Un legame che molti caivanesi, soprattutto i più anziani, ricordano, ma che nessuno, men che mai le Amministrazioni comunali che si sono succedute, hanno celebrato tanto che non c’è nulla a ricordarlo, neanche una targa dove viveva o una strada. Tracce della vita vissuta da Peppino a Caivano sono rinvenibili anche nelle pagine dedicate a lui dall’enciclopedia Treccani in cui si può leggere che “fu tenuto a balia presso una contadina di Caivano, dove rimase circa cinque anni, poi fu ricondotto a Napoli rosso e tondo come una mela, pieno di salute” Il ricordo di Caivano in Peppino era talmente forte che quando comprò una bellissima casa a Roma, nella zona di via Nomentana, nel 1962, decise di chiamarla Caivanella spiegando che, in questo modo, aveva sempre in mente gli anni trascorsi a Caivano che ricordava sempre con affetto. Parole che colpirono il sindaco di Caivano di quel periodo, Alfonso Lanna, che gli scrisse una lettera per ringraziarlo di quele parole. Peppino risposte alla lettera del Sindaco e gli chiese anche di salutare amici caivanesi e la sua balia che era la signora Maria Consiglia Zampella, morta dopo qualche anno, nel 1966, a 88 anni. Fu lei ad allattare Peppino perché sua figlia era morta e aveva latte a disposizione. La vicenda è stata ricostruita nei minimi dettagli grazie alle ricerche di Ludovico Migliaccio e alla documentazione fornita da Isacco Lanna che pubblichiamo in queste pagine.

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STORIA ‹‹

Nato a Napoli nel 1903, Peppino De Filippo era il fratello minore di Titina ed Eduardo, figlio naturale di Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo, esordisce giovanissimo nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, ma ben presto la sua inquietudine lo porta a passare in formazioni dialettali secondarie, dove ha modo di farsi le ossa. Dopo aver raggiunto una certa fama, agli inizi degli anni ‘30 decide di formare – assieme ad Eduardo e Titina – la compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, destinata a riscuotere grandi successi grazie a commedie scritte da loro stessi (la più celebre delle quali resta la straordinaria “Natale in casa Cupiello”): il sodalizio dura sino al 1944, sempre sostenuto da un enorme consenso di pubblico. Peppino fa il suo esordio nel cinema, assieme ad Eduardo, con “Tre uomini in frack” (1932) di Mario Bonnard: sino al ‘44, saranno rare le occasioni in cui compare da solo. Finita la seconda guerra mondiale, divisi i suoi destini da quelli di famiglia, egli intraprenderà una propria strada autonoma sia in teatro sia al cinema: sul grande schermo, in verità, concedendosi sovente a prodotti commerciali poco adatti a metterne in luce le non coAnno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018

muni qualità. Fanno eccezione “Luci del varietà” (1950) di Fellini/Lattuada, ov’egli è uno straordinario capocomico; “Policarpo, ufficiale di scrittura” (1959) di Mario Soldati, in cui indossa i panni d’un pignolo capoufficio; “Le tentazioni del dottor Antonio”, episodio di “Boccaccio ‘70” (1961) ancora firmato da Fellini, che lo vede ragioniere moralista e bigotto. Ma i risultati migliori egli li ottiene senza dubbio nel sodalizio quasi decennale con Totò, che produce tra il ‘55 ed il ‘63 ben 14 pellicole: l’unico Nastro d’argento della sua carriera gli viene assegnato quale attore non protagonista per “Totò, Peppino e i fuorilegge”(1956). Successivamente, si dedica al palcoscenico ed alla riduzione per la televisione di alcuni suoi testi teatrali; conoscendo, in tivvù, un momento di eccezionale popolarità col personaggio di Gaetano Pappagone, nella “Canzonissima” 1966-67. Muore a Roma nel 1980. C o g i t o • 19


›› ANIMALI

Interessante iniziativa dell’Amministrazione comunale di Frattaminore

SOLDI A CHI PRENDE UN CANE DAL CANILE Chi prende un amico a quattro zampe, vaccinato e con chip, avrà un contributo annuo di 380 euro. Il Sindaco: In questo modo risparmieremo fondi pubblici e libereremo gli animali dalle gabbie dei canili di Antonio Cerbone

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rriva da Frattaminore una bella iniziativa che permette di risparmiare soldi pubblici e trovare una casa ai cani abbandonati. Nei giorni scorsi, infatti, è stato adottato un regolamento che prevede un aiuto economico da parte del Comune per chi adotta un cane ospitato in canile a spese dell’Amministrazione co-

munale che, per legge, è tenuta a pagare il mantenimento degli animali ritrovati sul proprio territorio arrivando a spendere cifre considerevoli. L’iniziativa è rivolta ai soli residenti a Frattaminore e prevede

un contributo di 380 euro l’anno per chi decide di adottare un cane con chip e vaccinazioni già fatte. Il chip è una garanzia anche per essere sicuri che il cane non sia abbandonato. “La somma è devoluta in modo diretto e ovviamente nasce da un risparmio che viene prodotto per l'ente” ha spiegato il sindaco, Giuseppe Bencivenga, sottolineando che “la precisazione è dovuta per evitare le polemiche senza cuore di chi è già pronto a dire "i soldi per i cani ci sono", un po' come se ci fosse una guerra tra queste povere bestiole destinate a gabbie chiuse e prive di amore e la povertà che esiste negli strati sociali dei nostri territori”. Bencivenga ha sottolineato più volte il risparmio di soldi pubblici, anche su fb, dove ha scritto: “Ripeto, ogni cane costa all'ente un bel po' di denaro, soldi che finiscono nelle case di chi gestisce il canile attraverso una gara ad evidenza pubblica. La nostra idea è semplice: Diamo questi soldi alle famiglie che vogliono veramente portarsi in casa un cane, ottenendo così due cose: un risparmio per l'ente e per la comunità e una casa fuori dalle gabbie per gli ospiti dei canili; Così facendo garantiamo inoltre alle famiglie che vorrebbero crescere un animale ma temono le spese che questo comporterebbe, un notevole aiuto. Un cane o un animale di compagnia in generale costa sicuramente, ma non così tanto da non essere degno dello sforzo, soprattutto per l'amore che restituisce”. Il Sindaco ha poi lanciato un appello ai suoi concittadini: “Adottate quindi, seguite il regolamento comunale approvato e fate richiesta dei fondi. Farete felici gli occhi spenti di un cane abbandonato, farete felici voi stessi per l'amore che riceverete, non subirete grandi costi grazie al nostro contributo e darete la possibilità all'ente di risparmiare; sono sicuro che Frattaminore risponderà, anche in questo caso, alla grande; le svuotiamo quelle gabbie? Diamo un altro segnale di civiltà, noi siamo Frattaminore e in questi mesi abbiamo dimostrato con grande orgoglio il nostro valore come comunità. Facciamolo ancora”. Sul sito del Comune di Frattaminore ci sono le foto di tutti i cani attualmente ospitati, a spese dei contribuenti, nei canili che si sono aggiudicati il servizio. Anche se la scelta del cane da portare a casa potrà avvenire solo nel canile quando si incroceranno gli occhi di quegli animali rinchiusi, senza colpe, in una gabbia.

TANTI AUGURI A... TANTI AUGURI A... TANTI AUGURI A...

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Laurea

Messaggio d’amore

Auguri a Fabiola Di Stasio, laureatasi in ingegneria aereospaziale. Abbiamo sempre creduto nelle tue potenzialità e oggi ne abbiamo avuto la conferma. Un abbraccio pieno di amore, nonno Michele.

Per te amore mio. Con rispetto e con amore sperando che un giorno ritorniamo tutti insieme e vivremo una vita felice con i nostri figli e la tua famiglia. A te (Rosa), Carmen, Gabriele, Patrizia, Davide e Concetta. Da Peppe F. Anno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018


›› CULTURA

UN VIDEO PER CELEBRARE LA FESTA E LA BASILICA DI S. ANTONIO DI AFRAGOLA L’iniziativa della Pro loco ha messo insieme il lavoro di un gruppo di fotografi afragolesi

O

di Antonio Boccellino

ra la festa e la Basilica di Sant’Antonio hanno anche un video a ricordarne l’unicità. Nei giorni scorsi, infatti, è stato presentato, all’interno della Basilica pontificia di Afragola, l’opera video “La Basilica e la Festa di Sant’Antonio. Tra arte, fede e folkore”. L’iniziativa, patrocinata dalla Pro loco di Afragola, ha visto coinvolto un pool di fotografi professionisti di Afragola, Alfredo Petrini, Mimmo Caro Tratto Fotografico, Enzo Laezza, Del Negro Fotografi, Teo Landelli, Giovanni Bassolino Photo e Photo, Matteo Petruzzelli Mat Foto e Giuseppe del Mondo che hanno contribuito, fornendo immagini e video, a fissare in un video le emozioni e la storia della festa e della Basilica.

“Da qui l'idea di realizzare un progetto pilota di promozione e valorizzazione del nostro territorio e del suo patrimonio artistico, culturale e religioso - continua Roberto Russo- con l'intento di iniziare con la Basilica e la festa di Sant'Antonio per poi passare alle altre chiese e agli altri momenti di festa, e ancora ai monumenti cittadini fino ad arrivare all'ultima opera in ordine di tempo realizzata sul territorio afragolese e apprezzata in tutto il mondo per la sua bellezza e cioè alla stazione dell'alta velocità”. L'obiettivonè quello di attivare una sinergia tra i diversi stakeholder, siano essi soggetti istituzionali, parrocchie, associazioni, imprenditori e privati cittadini, finalizzata alla raccolta di riprese e materiali anche storico e alla realizzazione, con il suppor-

Alla prima proiezione hanno partecipato la Comunità dei Frati di Afragola, rappresentata dal parroco, fra Luigi Campoli, e dal rettore, fra Marcello Pronesti, il sindaco, Domenico Tuccillo, il presidente del Consiglio comunale, Antonio Pannone, il consigliere comunale Raffaele Fusco, e i rappresentanti della Pro loco cittadina, con il presidente Claudio Grillo e il delegato agli eventi, Roberto Russo. Grazie a questo video i tanti cittadini di Afragola, ma anche i pellegrini e fedeli di Sant’Antonio, avranno la possibilità di apprezzare questa festa cittadina e questa Basilica attraverso questo filmato d’arte: un dvd realizzato utilizzando una tecnologia all'avanguardia, con un'elevatissima qualità digitale, con droni e carrelli per ottenere riprese particolarmente suggestive. Le immagini e le musiche sono state curate dai fotografi professionisti citati. Particolarmente soddisfatto Roberto Russo, l’ideatore del progetto: “L’iniziativa di questa sera è la parte terminale di un percorso partito nel 2016, quando, d’intesa con i fotografi, decidemmo di proiettare in diretta la processione su un maxi schermo posizionato sul sagrato della Basilica. L'esperimento riscosse numerosi apprezzamenti al punto da indurre gli organizzatori a replicare l'iniziativa anche per la festa del 2017 migliorandone l'aspetto tecnico mediante l'utilizzo di un drone per le riprese dall'alto e un moderno led wall per la migliore visione e in più provvedendo a documentare tutte le fasi dei festeggiamenti, dalla vestizione alla ritirata del Santo in Basilica. All'indomani dei festeggiamenti, vista la qualità del materiale video realizzato, i fotografi hanno ben pensato di non lasciarlo archiviato nella memoria di un computer ma organizzarlo e farne un dvd da divulgare”.

to di esperti di storia locale, di un video o meglio un docu-film che possa rientrare a pieno titolo nelle attività di marketing territoriale di Afragola. Russo ha poi espresso parole di lodi e ringraziamento per i frati e i fotografi, soffermandosi sui partner organizzativi che hanno reso possibile la realizzazione del progetto, e in particolare Claudio Grillo della Grillo Sport e i fratelli Di Maso della ditta Costrame. Gli ha fatto eco il parroco, fra Luigi: “Sant’Antonio anche stasera ha messo insieme tutti. Il filosofo Jean Paul Sarte dice che, mettendo sulla bocca di Maria, dice che Gesù ha la sua bocca, ha i suoi occhi, lui mi assomiglia. Questo lo potremmo parafrasare noi afragolesi su Sant’Antonio: quando Sant’Antonio passa per le nostre strade e attraversa la città, noi diciamo: ha i nostri occhi, ha la nostra bocca, ha l’espressione del nostro cuore. E quando accade qualcosa il Santo è mortificato, o gioisce. Questa è la cosa più bella che vogliamo lasciare”. Per Claudio Grillo “le parole non servono. Portiamo a casa delle immagini meravigliose che ci hanno commosso tutti. Caro Sindaco, sei orgoglioso di questa città? Sant’Antonio ci mette tutti d’accordo. Chiediamo che sia proiettato nelle scuole, nei luoghi pubblici, e nella stazione dell’alta velocità, dove anche chi transita per Afragola, possa apprezzare Afragola”. Per finire i saluti del Sindaco che ha così concluso: “Ringrazio di cuore. E’ stato un momento molto sentito di partecipazione alla rappresentazione della Basilica e della festa. Dei simboli buoni della nostra città che abbiamo bisogno di esportare nel Mondo. Questo è il simbolo dell’Afragola vera e autentica”.

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Anno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018


SPORT ‹‹

Ultime giornate per i campionati minori

VERSO IL RUSH FINALE L’Afragolese punta a concludere al meglio il campionato per puntare tutto sui play off promozione. A Casalnuovo si sperano nella salvezza e la Frattese punta a chiudere al meglio la “prima” stagione

A

di Pasquale Porzio

poche giornate dal termine, può essere considerata positiva la stagione calcistica delle squadre a Nord di Napoli, in particolare per la Vis Afragolese e la neonata società C. Frattese. Meno fortunato il Cardito e le squadre casalnuovesi, specie il Comprensorio Casalnuovese che rimane in piena zona play-out e quindi a rischio retrocessione. Continua a incantare nel girone A di Eccellenza l’Afragolese di bomber Manzo che consolida, partita dopo partita, un secondo posto preziosissimo in vista play-off. Al cospetto dello strapotere del Savoia, aritmeticamente promosso in Serie D con largo anticipo, la squadra di mister Coppola ha espresso fin da inizio campionato un ottimo calcio, frutto di una rosa molto profonda e tecnica.

Anche se candidata alla promozione diretta sfumata per il campionato record del Savoia, l’Afragolese si ritrova in questo momento della stagione ad avere 8 punti in più sulla quarta in classifica, la Puteolana, garantendosi dunque la partecipazione ai play-off dato che mancano due partite al termine della regular season. Scielzo e compagni nell’ultimo turno hanno rimediato tuttavia solo un pareggio per 1-1 fuori casa contro il Monte di Procida. Portatasi in vantaggio al 22’ del primo tempo con il solito Manzo, uomo in più dei rosso-blu, è stata poi recuperata da Palma dieci minuti dopo. Questo pareggio si è rivelato comunque utile perché maturato in trasferta contro una squadra rivelazione come il Monte di Procida che, seppur distante 18 punti dall’Afragolese, ha saputo dare filo da torcere. Allo stadio comunale “Moccia” nella prossima, e penultima, giornata, ospiterà la Sessena, avversario sulla carta innocuo, mentre terminerà la regular season fuori casa contro la Maddalonese. In quanto già sicura dei play-off, l’Afragolese si sta preparando al meglio per questo evento, di cui è la favorita sebbene le altre formazioni che comporranno il quartetto che si darà battaglia per raggiungere la Serie D, il Casoria e la Puteolana, sicuramente non deluderanno le aspettative. Le stesse che animavano la C. Frattese, sesta forza del campionato, che, dopo un inizio arrembante, sta pagando squalifiAnno XXV - numero 418 - Sabato 14 Aprile 2018

che e prestazioni sotto tono rispetto al solito gioco offerto. Sostenuti da una piazza importante, i ragazzi di mister Ciaramella sono reduci da risultati non positivi, basti pensare le sei partite di fila senza vittoria, che hanno fatto scivolare la squadra fuori dalla zona play-off. Nell’ultimo turno è arrivato un pareggio fuori casa con la Mariglianese, di cui sono stati protagonisti i fratelli Allegretta, prima Giuseppe nel primo tempo per i nerostellati e poi Pasquale al 13’ del secondo tempo per la squadra in casa. Un tabellino davvero insolito, ma molto simpatico, in quanto contrappone due fratelli, entrambi in goal nella stessa partita ma in squadre diverse! Dopo questo incoraggiante pareggio, vista la qualità di gioco proposta dalla Frattese, quest’ultima affronterà il Pimonte in casa e infine il Virtus Volla in trasferta, senza alcun obiettivo, ma solo con l’intento di concludere al meglio una stagione, che si potrebbe definire “di assestamento” visto che, nei fatti, la squadra è nata nel giro di pochi giorni a ridosso dell’inizio della stagione in corso. Passando alla Prima Categoria, il Cardito Calcio vive una situazione di classifica tranquilla al nono posto con 32 punti, anche se non deve considerare conclusa la stagione, in quanto le partite che restano potrebbero annullare gli otto punti sul Lac-

co Ameno, ultima squadra coinvolta nei play-out. Nell’ultimo turno al “ Papa” ha infatti perso per 0-1 in casa contro il Plajanum Chiaiano, terza in classifica. Fondamentale per questo motivo il prossimo turno dove avrà contrapposta la Real Grumese, squadra in zona play-out in cerca di insperati punti salvezza. Nel frattempo il girone A di Promozione, dominato dall’Albanova Calcio, presenta un’Olimpia Casalnuovo sempre più sicura della permanenza in questa categoria, dato il suo settimo posto, e un più preoccupato Comprensorio Casalnuovese che deve fare i conti con la bollente zona play-out in cui si ritrova. L’impresa salvezza non è impossibile dato che mancano ancora due match, di cui l’ultimo in casa contro la Virtus Liburia, squadra in questo momento salva che dista solo quattro lunghezze. Nell’ultimo turno il Comprensorio ha rimediato un pirotecnico 3-3 con il Casamarciano, mentre spera di fare bottino pieno in casa del Viribus Somma 100 nella prossima giornata. Non soffre di questi problemi invece l’altra squadra di Casalnuovo, l’Olimpia che ha pareggiato per 1-1 con la Virtus Goti. A seguire affronterá in casa il Villa Literno per congedare i tifosi in una stagione degna di nota anche se non ha portato risultati. C o g i t o • 23


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