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N. 11 - Novembre-dicembre 2013

l a r i v i s ta d i c u c i n a , b e n e s s e r e , t e m p o l i b e r o e c a s a

da bere

Guida al bere bene natalizio

io g g a gnon i m in ioccm e hi

lent

viaggio in italia

Tra le nevi della Vallée

tavola, decori e menù

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Arrivano le Feste

1,00 Euro

❊ za utiliz nto i sco i buon armiare sp per ri a tua sull a spes ❊


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Sommario attualità Agenda Due chiacchiere Vip

Federica Sciarelli, il volto di Rai 3

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In cucina con Marco Bianchi San Patrignano Un’attività produttiva

all’insegna della qualità

Aragosta & Co.: i pesci delle feste

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Il carrello di novembre-dicembre Verdura di stagione

Dolce, aromatico finocchio

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Carne Carni rosse, colore e sapore

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Scuola di cucina

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da bere Bentornato Novello

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Degustando

Parmigiano Reggiano, sempre in forma!

a tavola I freschissimi

Melagrana, una pioggia di chicchi rossi Pesce

Fondazione Veronesi

Gotta. Novembre mese della prevenzione per una malattia in aumento

Frutta di stagione

Arrosti delle feste Dolcezze di Natale

Guida al bere bene natalizio

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speciale feste Arrivano le feste La tavola di Natale Idee per decorare Natale, un pranzo speciale

Benvenuto Anno nuovo Nuova vita agli avanzi

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in viaggio Viaggio in Italia

Tra le nevi della VallĂŠe

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mondo junior S.O.S. acne adolescenziale

Bella dentro e... bella fuori

home care Un forno sempre splendente Da una vecchia agenda

verde Poinsettia, stella che illumina il Natale Erica, il fiore che colora l’inverno

Viaggio nel mondo

Austria, un giro di walzer tra mercatini

mondo donna Stregate dalla luna?

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Indice delle ricette

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Ricetta di copertina

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da bere vini

delle feste

Può essere complicato orientarsi tra la miriade di etichette disponibili sul mercato e capire quali siano le più indicate per le festività. Ecco quindi una mappa delle migliori bottiglie per le feste natalizie, con un occhio di riguardo al piacere dei sensi e l’altro al portafoglio di Vittorio Barbieri

Guida al bere bene NATAlIzIO

è

arrivato il momento dei tradizionali festeggiamenti natalizi e, con essi, la relativa (e a volte complicata) scelta delle bottiglie più adatte per accompagnarli. è vero che difficilmente una bottiglia sbagliata o un abbinamento scorretto possono rovinare totalmente un pranzo o una cena, soprattutto se la compagnia è affiatata e allegra, ma, visto che non sempre le compagnie a tavola sono affiatate e allegre, e dal momento che ci si mette così tanta cura e tanto tempo per la preparazione dei piatti, sarebbe un peccato scegliere con superficialità il vino. Cercheremo di proporvi soprattutto bottiglie per tutte le tasche, perché in generale non è obbligatorio, né tanto meno necessario, spendere molto per bere bene durante le feste.

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Effervescenza Che si tratti della cena della Vigilia o del pranzo di Natale, si inizia sempre con un brindisi. Abitudine, quella di brindare, che consigliamo di riprendere in altri giorni dell’anno. Un brindisi rilassa e predispone a un pasto sereno. In questo ambito c’è l’imbarazzo della scelta. Si può optare per bollicine Metodo Classico (l’equivalente italiano del Metodo Champenoise) da vitigni autoctoni, riferendoci non solo a Franciacorta, Trentino e Oltrepò, o magari ai più facili e immediati Prosecco che, quando rifermentati in bottiglia, esprimono caratteri veraci. Ci riferiamo anche a bollicine provenienti da territori e vitigni meno rinomati per questa tipologia, per esempio il Priè Blanc Valdostano, il Durello veneto, il Verdicchio


marchigiano e la Falanghina campana. Gli esterofili potranno scegliere tra i prestigiosi Champagne e i più popolari (per prezzo) Cremant francesi, prodotti con la stessa tecnica dello Champagne al di fuori della regione omonima. I più diffusi sono i Cremant d’Alsace. In generale difficilmente troverete un buon Metodo Classico sugli scaffali a meno di 12-14 € (e i prezzi salgono leggermente per i Cremant, ma soprattutto per gli Champagne, dove è difficile scendere sotto i 25 €). Se possibile, meglio optare per il formato magnum (1,5 litri), decisamente più conviviale e adatto alle compagnie numerose, assolutamente da servire, come pure il formato da 0,75 litri, a 8-10°C. Un ultimo consiglio: sarebbe un peccato limitare l’uso delle bollicine al solo brindisi. Provatele su interi menù a base di pesce, oppure con salumi, carni bianche e verdure. In bianco la scelta più ovvia è quella di restare sul versante dei super-classici, spesso dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, come il Verdicchio dei Castelli di Jesi, facilmente reperibile e talvolta sottovalutato, ma, non distante e con lo stesso vitigno, si produce

il “fratello minore” Verdicchio di Matelica, meno noto ma altrettanto valido. Altri classici di facile reperibilità sono l’elegante e minerale lugana, proveniente dal Garda, e il Soave veronese, che guadagna in complessità gusto-olfattiva grazie ai suoli vulcanici della zona. O i bianchi friulani (Ribolla Gialla, Friulano e Sauvignon su tutti) e altoatesini (Riesling e Gewürztraminer), i vari Vermentini tirrenici (liguri, toscani e sardi) e la triade campana composta da Fiano, Greco e Falanghina. Un po’ meno scontati il fresco Blanc de Morgex et de la Salle valdostano, i cui vigneti si spingono fino a 1.200 metri di quota e la tradizionale Nosiola trentina. Scendendo verso Sud, da provare i sorprendenti bianchi pugliesi della Valle d’Itria (tra Bari, Brindisi e Taranto), a base dei vitigni locali Fiano minutolo, Verdeca, Bianco d’Alessano e Malvasia, e i bianchi siciliani prodotti con Carricante e Grillo, profumati e salmastri. A proposito di vini dalla forte impronta salmastra, se vi apprestate a mangiare ostriche, cercate il suo più tradizionale compagno di tavola, il Muscadet de Sevre et Maine, bianco francese della loira occidentale poco conosciuto in Italia e dall’interessante rapporto qualità/prezzo.

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da bere vini

delle feste

E se amate i gusti forti, arcaici e il menù prevede, per esempio, una pancetta stagionata o un pesce grasso come il capitone, potreste tentare la via dei bianchi da macerazione (il mosto macera a contatto con le bucce per giorni o settimane), o Orange Wines, per il colore che assumono grazie alla tecnica di produzione. Complessi e più o meno tannici, da servire leggermente freschi o a temperatura ambiente, trovano la propria terra d’elezione italiana in Friuli, nel Collio e nel Carso, ma vengono prodotti anche in molte altre regioni. In rosa e in rosso Non dimenticando i solitamente bistrattati vini rosati, duttili e versatili, ottimi vini da pesce, ma non solo, grazie alla tannicità poco accentuata (se ne producono in tutto lo stivale, ma i territori storici e più rinomati sono il Garda, l’Alto Adige, l’Abruzzo e la Puglia), con i vini rossi entriamo nel regno delle più prestigiose e costose denominazioni. Dai

langaroli Barolo e Barbaresco, al toscano Brunello di Montalcino, eleganti, austeri e longevi, ad altri vini unici come l’Amarone della Valpolicella e lo Sfursat della Valtellina, questi ultimi due prodotti da uve appassite, ma secchi, cioè privi o quasi di residuo zuccherino. Spostandoci verso meridione, il potente Sagrantino di Montefalco e il lucano Aglianico del Vulture, in caso di secondi a base di arrosti o comunque di carni rosse lungamente cotte, possono costituire un’ottima alternativa, se serviti a 17-18°C. Così come, se preferite profili espressivi dove a predominare sia la ricchezza di frutto, il sardo Cannonau, il calabrese Cirò, i pugliesi Primitivo e Negramaro, ma anche i Sangiovese romagnoli, chiantigiani e maremmani, il Montepulciano d’Abruzzo e i piemontesi Barbera e Dolcetto saranno adatti a primi a base di ragù di carne o a carni rosse con cotture meno impegnative. Tipologia diffusa nei territori più freschi, il Pinot Nero (in particolare altoatesino) può essere una valida e nobile variante quando si cercano invece vini eleganti e tendenzialmente più snelli, accostabili anche a carni bianche o alle lumache. Stesso discorso per il siciliano Cerasuolo di Vittoria, o per il lago di Caldaro e il Santa Maddalena altoatesini, o ancora il ligure Rossese di Dolceacqua, il piemontese Grignolino e i rossi valdostani, tutti in grado di farsi apprezzare anche a temperature


di servizio intorno ai 15°C o poco più. Attenzione poi a non bistrattare i semplici ma gustosi rossi frizzanti emiliani, come Gutturnio e lambrusco, perfetti con alcune tipiche preparazioni natalizie, dallo zampone ai tortellini in brodo, alle lasagne alla bolognese e che, dettaglio non da poco, permettono di preservare il portafoglio. Dulcis in fundo la regola generale è che per accompagnare il dessert ci voglia un vino dolce, facendo un abbinamento per concordanza: i vini dolci trovano la giusta concordanza con la sensazione dolce del dessert. Niente Champagne o Franciacorta con il panettone, risulterebbero sgradevoli l’uno e l’altro. Piuttosto, volendo restare nella categoria delle bollicine, molto meglio un Asti, dall’accentuato residuo zuccherino. Con la frutta secca, arachidi e noci in primis, è indicato un leggero e vivace Brachetto d’Acqui. Per dessert più ricchi, magari a base di creme, restando sul classico niente di meglio di un Moscato Passito di Pantelleria (ma in Sicilia ci sono anche i più rari Malvasia della lipari, Moscato di Noto e Moscato di Siracusa), di un Moscato Giallo trentino o di un Recioto di Soave. Se il cioccolato è tra gli ingredienti del dolce, un Recioto della Valpolicella, o un Aleatico dell’Elba (oppure di Gradoli o di Puglia), o ancora un Primi-

tivo di Manduria Dolce Naturale faranno al caso vostro. Altrimenti, per uscire dagli schemi consolidati, provate un Vin Santo di Vigoleno, prodotto nel piacentino, non necessariamente da accompagnare a una pietanza dolce, tante sono la densità e la concentrazione che lo rendono quasi un dolce esso stesso. I prezzi non sono popolari ed è difficile da trovare, ma vale la pena mettersi alla caccia.

I Vin Santo dello Stivale Uno dei vini che meglio incarnano la cultura enologica italiana e che, anche grazie al nome, evoca il periodo natalizio, è il Vin Santo. Se quello toscano viene considerato IL Vin Santo per antonomasia, in realtà esistono Vin Santi anche in Trentino, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Marche e Umbria. Il Vin Santo in genere è dolce, ma in Toscana ne esistono versioni secche o semisecche, e proviene da uve bianche non aromatiche come Trebbiano, Malvasia, Nosiola, Garganega, Santa Maria e Melara (ma qualcuno nei Colli Piacentini utilizza la Malvasia aromatica) o da uve rosse (come il Sangiovese, allora si parla di “Vin Santo occhio di pernice”). Tante sono le ipotesi, spesso leggendarie, legate al nome, tra cui quelle più concrete sono legate ad alcune fasi cruciali della produzione svolte in

prossimità di ricorrenze religiose: la torchiatura e l’imbottigliamento infatti avvengono spesso ai primi di novembre, o intorno a Natale, o a Pasqua. Le uve vengono appassite in solai, o in stanze ben aerate, con successiva fermentazione e lunghi affinamenti, anche decennali, in caratelli di rovere. L’abbinamento classico è con la pasticceria secca in genere, ma da provare anche con i formaggi erborinati. In Trentino il locale Vino Santo si abbina allo strudel di mele o allo zelten, pane dolce natalizio a base di frutta secca e canditi. Poi c’è lo stereotipo: i cantucci inzuppati nel Vin Santo, ma provate a gustarvi un Vin Santo da solo, considerandolo una sorta di dessert aggiuntivo o come vino da meditazione, senza cantucci da inzuppo. In fondo è Vin Santo, non caffè e latte!

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speciale feste

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Tante idee e suggerimenti per creare una magica atmosfera, nelle vostre case e sulle vostre tavole, per le feste più speciali e attese dell’anno di Monica Nastrucci

Arrivano le feste

s

ono i giorni più attesi dell’anno, giorni di festa che per tradizione si trascorrono in famiglia, avvolti da un’atmosfera carica di emozioni e di sorprese. Ma ogni anno, perché tutto sia impeccabile, quante corse contro il tempo! Tante le cose da fare: addobbare la casa, acquistare i regali, fare gli inviti, scegliere l’apparecchiata, i segnaposti e il centrotavola e pensare al menù. In realtà per arrivare meno trafelati e più sereni alle feste natalizie bastano un po’ di organizzazione e qualche spunto. Ecco allora in questo speciale i nostri suggerimenti. Cominciate per tempo ad addobbare la casa. Se siete stanchi dei soliti addobbi e desiderate vestire a festa la vostra casa con una spesa esigua prendete ispirazione dai nostri decori. Per accogliere gli ospiti non dimenticate poi romantiche decorazioni anche all’esterno. Oltre ad appendere alla porta la classica ghirlanda con rami d’abete e il vischio – non dimenticate che basterà scambiarsi un bacio sotto a un bel cespo di questa bacca il 31 dicembre per avere fortuna tutto l’anno – disponete sui balconi, su tavolini da esterno, vecchie lanterne e

lumini: anticipano l’atmosfera che si respira all’interno della casa. Tra le pareti domestiche il bianco e l’oro si incontrano e con la loro eleganza si legano. La luce delle candele, sempre apprezzate per creare la giusta atmosfera, ha nel bianco un alleato speciale, capace di riflettere e amplificare i bagliori della fiamma accesa. Come il vetro, che flette la luce e ricorda la trasparenza del ghiaccio. Ma non può mancare il rosso che richiama immediatamente l’atmosfera della festa e il tocco verde del pino, dell’agrifoglio o di una semplice erba aromatica come il rosmarino. Pensate per tempo anche alla tavola che, se ben apparecchiata, non fa che aumentare la voglia di condividere con i propri cari il piacere delle feste. Potete osare o rimanere sul classico, l’importante è la cura del dettaglio. Noi vi consigliamo una classica tovaglia bianca, in lino o in fiandra, che è adatta per tutte le feste. Basterà poi aggiungere un runner in oro e un candelabro un po’ barocco per renderla perfetta anche per la cena del Veglione. Per quanto riguarda il menù, rimanete nella tradizione, innovando la presentazione di vecchie ricette.

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«Apparecchiare è un’arte, ma si può imparare ad allestire con stile una tavola. L’importante è non voler strafare, non sovraccaricarla troppo sia per comodità dell’ospite sia perché l’eleganza spesso ha i caratteri della semplicità

»


speciale feste

i

la tavola di Natale

l bianco, il rosso, l’oro e l’argento si incontrano in questa apparecchiata creando, nella sua semplicità, una calorosa accoglienza che strizza l’occhio alla tradizione. Immancabile il classico centrotavola che, come impone il galateo, non deve essere troppo alto per non ostacolare la conversazione tra i commensali e che nei colori e tipologia di addobbi fa pendant con l’albero di Natale. Abbiamo scelto una tovaglia bianca con inserti in pizzo e ricami natalizi rossi come i tovaglioli. I piatti sono in porcellana bianca, le posate in argento e i bicchieri in cristallo. Un piccolo consiglio: se il vostro menù prevede numerose portate da abbinare a vini diversi disponete sulla tavola solo le posate e i bicchieri necessari, aggiungendo in seguito quelli mancanti in modo che il vostro ospite non si trovi in difficoltà e la tavola conservi un aspetto ordinato.

candelina

centrotavola

fermatovagliolo

I particolari che fanno la differenza Per dare un tocco di luce alla vostra tavola disponete per ogni commensale una candelina in un semplice portacandele in vetro; a fianco mettete una foglia dorata con un piccolo rametto di rosmarino o agrifoglio e delle stelline bianche e rosse in cartoncino. Al centro posizionate il centrotavola. Prendete un’alzatina in ceramica bianca e rivestite la base con del nastro natalizio in tulle oro. Per la composizione procuratevi un pezzetto di spugna verde per fiori e inserite rametti e foglie spruzzate in oro e, a piacere, foglie di agrifoglio; con un po’ di colla attaccatevi pigne, nocciole e piccole palline dorate, poi completate con bacche rosse e un bel fiocco argento. Il fermatovagliolo è un semplice fiocco dorato completato da un rametto di bacche rosse e rosmarino. Sempre sul tovagliolo disponete anche il segnaposto: confezionate una bustina in carta riciclata — con all’interno un foglietto con un pensiero augurale — decorata con le stelline su cui scriverete in rosso il nome del commensale.

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speciale feste

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idee per decorare

a casa diventa la protagonista della festa, perché è qui che ci si ritrova, e a questa si devono dedicare tutte le attenzioni. L’atmosfera si deve scaldare per accogliere gli ospiti. Per i più tradizionalisti non dovrà mancare il classico albero vestito con le palline di una volta. Ma a chi ama giocare con la fantasia dedichiamo queste pagine ricche di spunti per vestire di nuovo la casa a Natale. Sono tutti facilissimi da realizzare e rigorosamente low cost.

Carosello di stampi Prendete un fil di ferro e dategli una forma circolare. Ricopritelo con qualche rametto verde (per esempio di vischio o di pino, ecc.) e decorate con bacche rosse, piccole pigne dorate o fiocchetti rossi. Legate con lo spago quattro punti della corona e uniteli in un nodo per appenderla. Prendete alcuni stampi per biscotti con motivi natalizi (per esempio stelle, alberelli, ecc.) e dei campanellini, legateli con uno spago e annodateli alla corona. Potete appendere la vostra corona allo stipite della porta o al lampadario della cucina.

Calendario dell’Avvento Non si può aspettare il Natale senza un calendario dell’Avvento... con sorpresa. Ricavate da fogli o sacchetti di carata riciclata dei rettangoli di 20x7cm. Sui lati più lunghi mettete della colla e poi chiudete a metà. Attaccate del nastro adesivo colorato nella parte bassa delle bustine ottenute, poi tagliate la parte che è rimasta aperta dandole una forma ondulata. Scrivete con un pennarello bianco il numero del giorno (da 1 a 24) e riempite le bustine con delle piccole sorprese: biscottini, cioccolatini, bigliettini, ecc. Appendete le bustine a uno spago usando delle piccole mollete in legno colorate di rosso.

Addobbi con cartone riciclato Prima di buttare le vostre scatole di cartone, sappiate che potete usarle per fare degli addobbi personalizzati. Ritagliate dai rettangoli di cartone delle piccole casette. Con un pennarello bianco disegnate porta, finestre e dei motivi natalizi, per esempio fiocchi di neve, stelle, ecc. Fate dei fiocchetti con del nastro rosso e attaccateli con la colla sulla punta del tetto di ogni casetta. Con un nastro più sottile, rosso o dorato, create un piccolo gancio che attaccherete sempre sulla punta del tetto per appenderle. Potete usarle come addobbi per il vostro albero di Natale o creare dei festoni per decorare le porte o i mobili della vostra casa. Sbizzarritevi con la fantasia e oltre alle casette imbiancate ritagliate e decorate anche piccoli abeti, pupazzi di neve, stelle comete.

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Candeline natalizie Non scartate i vostri vasetti di vetro dello yogurt! Potete confezionare delle belle candeline di Natale per addobbare la vostra casa e la vostra tavola. Avvolgete intorno al vasetto un nastro natalizio e chiudetelo facendo un bel fiocco. Attacate con un po’ di colla un rametto di rosmarino e una bacca rossa; inserite all’interno una candelina, a piacere, anche profumata.


Carosello di stampi Addobbi con cartone riciclato

Calendario dell’Avvento Candeline natalizie


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IB E R O . L O P M E T , A S A C , A IN CUC R IV IS TA . L E N O V ITÀ IN MIARE. R A P IS R R E P I N IO S A C ONE OC BUONI SCONTO. LE BU M IG N O N . IE H C IC T N E L E IM T T O O M A G G IO . L E


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