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AQUA AURA

The Graft


The Graft - AQUA AURA 21 Aprile - 21 Maggio 2016 | 21 April - 21 May 2016 Palazzo del Parco, Sala Mostre “R. Falchi” Corso Garibaldi, 60 - Diano Marina (IM) TESTO DI | TEXT BY Alessandro Trabucco TRADUZIONE | TRASLATION Studio traduzioni Vecchia, Milano PROGETTO GRAFICO | DESIGN Idea e Crea di Dolcino Davide E. Pitti - S. Costantini CREDITI FOTOGRAFICI | PHOTO CREDITS Aqua Aura IN COPERTINA | COVER The net #1 - 2015 - cm. 90 x 120 - particolare | detail © 2016 Costantini Art Gallery S.r.l., Milano © 2016 Civiero Art Gallery, Diano Castello (IM) © 2016 Aqua Aura

A CURA DI | EDITED BY

Costantini Art Gallery S.r.l. Via Crema, 8 - 20135 Milano tel. +39 02 87391434 costantiniartgallery@gmail.com

Civiero Art Gallery Via San Sebastiano, 11 - 18013 Diano Castello (IM) mob. + 39 328 2698938 + 39 320 0261297 civieroartgallery@gmail.com - www.civieroartgallery.com


Sommario | Contents

Pagina | Page Confini tra esperienza e immaginazione

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On the cusp between experience and imagination

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Opere | Works

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Liste delle Opere | List of Works

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Apparati | Appendix

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Confini tra esperienza e immaginazione di Alessandro Trabucco

Con la serie “The Graft”, Aqua Aura inizia l’esplorazione di un nuovo percorso di ricerca che, pur in un continuum evolutivo con le ultime creazioni della precedente serie di paesaggi intitolata “Frozen Frames”, lo sta portando a proporre nuove prospettive e punti di vista nel suo incessante cammino di approfondimento sul rapporto tra vero e plausibile, illusione e realtà, visibile e invisibile. Con una nuova consapevolezza degli spazi resi percepibili grazie alle più recenti tecnologie d’indagine ed elaborazione oggi disponibili alla ricerca scientifica, Aqua Aura indaga e ci offre una sua visione di nuovi ambienti dai quali è facile farsi rapire. Ad attrarci è per esempio la scelta dei soggetti, apparentemente inclini alla bellezza più genuina e all’esagerata seduzione dei sensi in un effetto quasi ipnotico. Sono principalmente, e semplicemente, dei fiori, cromaticamente intensi e saturi, in un trionfo di colori come puro piacere per la rètina. Con queste immagini, che non è più e definitivamente possibile descrivere semplicemente come “fotografie”, Aqua Aura riflette sulle anomalie della natura e sul concetto stesso di normalità rispetto ai dati scientifici ricavati dallo studio approfondito del mondo umano e vegetale. Se il fiore, la pianta, l’elemento naturale in sé rappresenta l’aspetto spontaneo della vita, non contaminato dalla cultura e dall’azione che da essa deriva, Aqua Aura rompe questa catena generativa inserendo elementi che ne determinano uno stravolgimento sensoriale oltre che di significato. Egli trasforma deliberatamente tutto ciò che di per sé già esiste, in una propria dimensione autonoma, aggiungendo soltanto una singola entità biologica appartenente al mondo dell’infinitamente piccolo, dai più piccoli componenti del nostro corpo, le cellule, a microorganismi, virus e batteri che all’interno di esso possono vivere o inserirsi, come subdole minacce invisibili. In alcuni casi anche piccole larve e fossili contribuiscono a modificare il flusso naturale delle cose, trovandosi inclusi in un ecosistema al quale non appartengono, ma all’interno del quale sembrano ritrovare da subito una propria nuova collocazione. L’effetto straniante è completato dalla presenza, in questi corpi e mondi, di elementi costitutivi appartenenti a realtà dimensionali anche molto diverse, a volte diametralmente opposte, che convivono a formare sostanze e materie plausibili o realistiche in un universo parallelo che ci affascina ma al tempo stesso viviamo con una certa inquietudine. Ed è forse proprio l’azione dell’innesto, “The Graft” appunto, tra elementi e componenti tanto diversi ad infondere su ciò che osserviamo un senso profondamente attrattivo e seducente, ma allo stesso tempo di una bellezza minacciosa e preoccupante. In queste immagini, che volutamente richiamano il tradizionale genere fotografico dello still life, l’artista elabora e propone un’interpretazione sul concetto di organismo e di ecosistema, frutto di un intenso periodo di studi che ha preceduto l’avvio di queste opere, offrendoci le proprie riflessioni sulla genetica, la chimica e la biologia molecolare accanto alle nuove teorie sulla formazione e la natura del cosmo. 5


Una sorgente attiva di sollecitazioni intellettuali e d’immagini per riformulare alla base il suo concetto di realtà e visione della realtà, al confine tra esperienza e immaginazione. Così facendo, l’artista porta all’estremo quelle che sono le annose teorie contrastanti circa la fenomenologia della fotografia che la vuole, almeno fino a qualche tempo fa, totalmente dipendente dalla realtà oggettiva, schiava del referente, ancella servizievole della creatività artistica più pura. Certo, l’alterazione del reale in sé non è una novità nella fotografia, risale addirittura ai suoi primordi, nella seconda metà dell’Ottocento, trovando in seguito nel fotomontaggio la sua espressione più compiuta. Ma in questo lavoro l’azione manipolativa sul prodotto fotografico si fa azione scientifica, scienza genetica sperimentale che entra a far parte del linguaggio fotografico utilizzando strumentazioni ad elevata tecnologia che consentono innovazioni di livello epocale, senza snaturare la propria origine di strumento meccanico e tecnico. Se infatti nel primo periodo di sviluppo della fotografia era l’artigianalità manuale la caratteristica principale di quelle raffinate sofisticazioni del dato oggettivo, nella nostra epoca, liquida e immateriale, le modificazioni avvengono principalmente in due luoghi specifici, entrambi invisibili: il cervello dell’artista e quello elettronico del computer: due ambienti “soft” come nuova frontiera della creatività. La strumentazione necessaria a compiere queste indagini è costituita dalla tecnologia che accomuna i più potenti telescopi e la microscopia ottica ed elettronica. Questi apparecchi sono capaci di sondare e produrre immagini tanto del cosmo quanto dei tessuti del nostro corpo nei termini di strutture costituite da componenti di diversa natura e dimensione, dando all’uomo la possibilità di estendere la propria conoscenza a un meraviglioso e al contempo inquietante mondo, esistente e concreto ma troppo piccolo o troppo grande per essere visibile a occhio nudo. Universi esteriori e interiori che Aqua Aura ci invita ad esplorare attraverso la propria azione creativa unita alla più recenti tecnologie a disposizione della fotografia e della manipolazione delle immagini. Manipolazione. Un termine che appare spesso nella sua accezione negativa e che qui assume un ruolo ancora più forte. Un esempio ne è la selezione dei soggetti principali dei lavori di “Monema”, termine attraverso cui è evidente la volontà di sottolineare la sintesi di molte parti di varia provenienza in un’unica e omogenea realtà visiva, irreale e pur realistica nella finzione artistica. Oltre ai già citati fiori e piante in “Monema”, una particolare attenzione è rivolta alle reti neurali, sviluppata nelle opere della serie “The Net”. Qui il pubblico è chiamato a confrontarsi con visioni che Aqua Aura ricava da ricostruzioni ed elaborazioni d’immagini delle strutture dei reticoli neurali degli esseri animali, eseguite sulla base di indagini al microscopio elettronico e poi colorate artificialmente. L’ambiente rappresentato si fa dunque più “astratto”, frutto della doppia interpretazione della realtà, determinata dai risultati di una ricerca scientifica basata sulla tecnologia e sull’azione creativa e creatrice dell’artista. È in questo senso che alla parola “innesto”, pur pertinente nella sua puntuale capacità descrittiva, preferisco parlare di “fusioni istologiche”, in quanto in questi lavori l’unione delle parti va a formare una nuova realtà, che non esiste fisicamente, ma che nella sua potente icasticità diviene verosimilmente plausibile, come un 6


tutt’uno omogeneo. Uso il termine istologiche per la forte analogia che vedo tra questa azione artistica e lo studio della morfologia dei tessuti vegetali e animali possibile attraverso le sofisticate attrezzature che sono in grado di potenziare in modo esponenziale lo sguardo umano sulle entità infinitesimali che compongono i tessuti e sulla natura delle loro alterazioni e modificazioni, spesso venefiche. In “Monema”, questi fiori bellissimi, dai colori pieni e saturi e dalle forme carnose e sensuali, non emanano nell’ambiente delle normali spore, ma diventano fucine vegetali di microorganismi umani quali globuli, batteri e virus, potenziali dispensatrici di malattie oppure custodi di una nuova vita di là da venire. Allo stesso modo, le reti neurali di “The Net” diventano dei rami sui quali prendono forma meravigliose inflorescenze, dalle quali non è escluso si possa avviare una catena riproduttiva che possa reiterarsi all’infinito. Un’eventualità di cui l’artista non ci dà al momento alcuna informazione ma che appare inquietudine sospesa per un futuro possibile. La più recente serie avviata,“Cardio”, porta alle estreme conseguenze tutte queste riflessioni. Si tratta di tessuti cardiaci come luoghi di un universo che da fisiologico diventa sempre più oggettivo e reale, riconoscibile solo grazie all’intervento creativo dell’artista, con l’inserimento di piccoli fiori perfettamente integrati in questo suggestivo ed inedito “ambiente”. Un universo la cui fisicità è amplificata in immagini che nella loro sintesi assoluta non esistono, perché totalmente ricostruite in 3D dal computer e ulteriormente ritoccate nei colori e nelle luci. Ciò su cui ci vuole fare riflettere Aqua Aura con queste immagini è principalmente incentrato sul concetto di verità visiva e su quello di possibilità probabilistica. La realtà che rappresenta è al limite tra l’inverosimile e l’ipotizzabile, nel senso che le sperimentazioni non sono mai state solo appannaggio della creatività artistica, ma hanno trovato nella scienza un terreno fertile tanto da arrivare a risultati inimmaginabili anche solo qualche decennio fa. È proprio questa caratteristica che fa affermare felicemente ad Aqua Aura, in una recente intervista, che gli scienziati «...forse sono i più grandi artisti della nostra epoca. [...] Ridisegnano la coscienza delle cose in un modo che la mente fatica a contenere. Anzi la immaginano, la creano, svelandola per la prima volta a loro stessi.». E lui fa lo stesso, creando degli scenari inediti per le nostre conoscenze limitate, inventando delle nuove teorie che al momento abitano esclusivamente la sfera immateriale del pensiero ma che non è detto possano realizzarsi concretamente in un lontano o prossimo futuro. In questo senso, la precisione “chirurgica” con cui l’artista realizza queste opere diventa il corrispettivo metaforico dell’esattezza scientifica alla quale devono per forza attenersi le nuove scoperte e le nuove soluzioni proposte dalla ricerca scientifica. Aqua Aura si sofferma nell’osservazione quasi vorace delle immagini che incontra in archivi di rappresentazioni ricostruite al computer di unità visive infinitesimali, e con la stessa voracità visiva ricrea un suo proprio mondo, accostando e fondendo elementi tra loro assolutamente incongruenti, ma che trovano nella sua coscienza una nuova e realistica forma, pur non lasciando spazio all’osservatore di fantasticare sulla neutralità di ciò che sta guardando. Immagini che parlano di percezioni ma anche di premonizioni sulle possibilità effettive di conoscenza ed esperienza sui mondi che sono in noi, ci sono accanto e di cui siamo infinitesima parte. 7


On the cusp between experience and imagination by Alessandro Trabucco

In his series “The Graft”, Aqua Aura’s work takes a new direction which, while having elements in common in an evolutionary sense with the latest creations in his previous series “Frozen Frames”, sees him presenting new perspectives and new points of view as part of his incessant process of delving into the relationship between the real and the plausible, illusion and reality, visible and invisible. With a new awareness of spaces became visible thanks to cutting edge investigative and processing technology now being used in scientific research, Aqua Aura investigates and presents his vision of new environments, which it is easy to find fascinating. We are captivated, for example, by his choice of subjects, as he is apparently drawn to the truest forms of beauty and an exaggerated seduction of the senses, with almost hypnotic results. They consist primarily, and simply, of flowers, chromatically intense and vivid, in a triumph of colours that is pure pleasure for the eye. Through these images, which cannot ultimately and definitively be described simply as “photographs”, Aqua Aura reflects on the anomalies of nature and on the very concept of normality in light of scientific data acquired from detailed studies of the human and plant world. If the flower, the plant, the natural element itself, represents the spontaneous side of life, uncontaminated by culture and its associated activities, Aqua Aura breaks this generative chain by introducing elements that cause disruption in sensory terms, as well as in terms of meaning. He deliberately transforms that which already exists in and of itself, in its own independent dimension, simply adding a single biological entity from the infinitely small work of the smallest components of our bodies – cells, micro-organisms, viruses and bacteria – that can live within them or infiltrate them, sometimes taking the form of subtle and invisible threats. In some cases, even small larvae and fossils contribute to changing the natural flow of things, becoming part of an ecosystem to which they don’t belong, but in which they immediately seem to find a new role. The alienating effect is completed by the presence, within these bodies and worlds, of constituent elements belonging to dimensional realities that are very different from one another, sometimes even diametrically opposed, but which combine to create plausible or realistic substances and matter in a parallel universe that is captivating and at the same time somewhat unsettling. And perhaps it is precisely this act of transplantation, “The Graft”, which, of all the various elements and components, imbues what we see with a deeply attractive and seductive quality, and at the same time a trace of something threatening and disturbing. In these images, which are deliberately reminiscent of the traditional still life photographic genre, the artist develops and presents an interpretation of the concept of organism and ecosystem, the result of an intense period of research preceding these pieces, and presents us with his reflections on genetics, chemistry and molecular biology together with new theories on the formation and nature of the 9


cosmos. An active source of intellectual solicitation and images, fundamentally reformulating his concept of reality and vision of reality, on the cusp between experience and imagination. In this way, the artist brings the age-old, conflicting theories on phenomenology of photography to their extreme conclusion, which were previously, at least until relatively recently, wholly reliant on objective reality: a slave to the subject matter, an obliging handmaid to the purest forms of artistic creativity. Altering reality in photography is not, of course, a new approach in and of itself. Rather, it dates back to the origins of photography, in the second half of the 19th century, with photomontage as its most accomplished expression. But in this work, the “manipulation” of the photographic product is a scientific act: experimental genetic science that becomes part of photographic language, using highly technological tools that lend themselves to innovation on an unprecedented level, without distorting their origin as mechanical and technical tools. If, in the earliest phase of photographic development, manual craftsmanship was the primary trait of the refined sophistication of the resulting object, in today’s world, which is so fluid and immaterial, modifications primarily take place in two specific locations, both of which are invisible: the artist’s brain and the electronic brain of the computer – environments that are “soft”, like the new frontier of creativity. The equipment necessary to achieve these studies consists of technology common to the most powerful telescopes and optical and electronic microscopes. Such equipment can explore and produce images of the cosmos and of our bodily tissues, and so of structures made up of components of various natures and sizes, offering mankind the opportunity to expand its knowledge of an incredible, yet unsettling, world, which is real and concrete but too small, or too big, to be visible to the naked eye. Exterior and interior universes that Aqua Aura invites us to explore through his creativity, combined with the most recent photographic and image-manipulation technologies. Manipulation. A term that often has negative connotations and that plays an even greater role here. One example of this is the choice of primary subjects for the “Monema” [Monem] series. This term captures the desire to emphasise the synthesis of many parts of various origins in a single and homogeneous visual reality, surreal yet realistic in the context of artistic fantasy. As well as the flowers and plants in “Monema”, particular focus is placed on neural networks, in the series “The Net”. Here, the viewers are required to engage with visions obtained by Aqua Aura from reconstructions and reworkings of images of the neural network structures, created from electronic microscopic examinations and then coloured in artificially. As such, the environment presented becomes more “abstract”, thanks to a process of double interpretation of reality, arising from the results of scientific research based on technology and on the artist’s creative work (and work as a creator). It is for this reason that, rather than the word “graft”, which is certainly relevant on account of its accurate descriptive potential, I prefer to use the term “histological fusion”, as the union of the parts in these works serves to create a new reality, which does not exist in physical terms but which becomes truly plausible in its powerful vividness. I use the term “histological” because of the strong similarity between 10


this artistic process and the study of the morphology of plant and animal tissues, made possible by the sophisticated equipment capable of exponentially enhancing man’s power to observe the infinitesimal entities that make up bodily tissues, and the nature of the changes and modifications they undergo, many of which are malign. The beautiful flowers in “Monema” – intense and vivid in colour and full and sensual in shape – do not originate from the normal world of spores, but rather represent plant-based seedbeds for human organisms such as blood cells, bacteria and viruses, potential carriers of disease or guardians of new life to come. Likewise, the neural networks in “The Net” become branches from which beautiful inflorescences emerge, but which do not preclude the possibility that an infinitely repeating reproductive chain could be set in motion. A possibility that the artist does not elaborate upon, but that presents itself as a lingering fear for a potential future. The most recent series, “Cardio”, takes the consequences of all of these reflections to their extreme conclusion. It presents cardiac tissues as locations in a universe that grows progressively less physiological and more objective and real, only recognisable thanks to the artist’s creative intervention of introducing small flowers, perfectly incorporated into this evocative and unknown “environment”. A universe the physical nature of which is enhanced through images that do not exist in their absolute form, having been entirely reworked as 3D images using computers, and further touched up in terms of colour and light. By presenting us with these images, Aqua Aura wants us to reflect primarily on the concept of visual truth and probabilistic possibilities. The reality that they represents lies on the border between the implausible and the conceivable, in the sense that experimentation is never just the prerogative of artistic creativity, but is also common in the world of science, something that has led to breakthroughs that would have been unimaginable just a few decades ago. It is this very characteristic that led Aqua Aura to declare, happily, in a recent interview that scientists “... are perhaps the greatest artists of our time. [...] They reshape our awareness of things in a way that the mind struggles to grasp. Or rather they imagine it, they create it, revealing it to themselves for the first time.” And he does likewise, creating unprecedented scenes for our limited consciousnesses, inventing new theories that, for now, belong firmly to the immaterial realm of the imagination, but that we can’t rule out becoming reality in the distant, or not so distant, future. In this sense, the “surgical” precision with which the artist creates these works is the metaphorical equivalent of the scientific precision that new discoveries, and new solutions in scientific research, must inevitably adhere to. Aqua Aura engages in the almost voracious observation of images that he comes across in archives of representations of infinitesimal visual units, reconstructed on computers, and with that same visual voracity he recreates a world of his own, combining and fusing together elements that are entirely incongruent, but that take on a new and realistic form in his consciousness, while ensuring that the viewer is not left in any doubt as to the lack of neutrality of what they are observing. Images that speak of perceptions, but also of premonitions regarding the actual potential of consciousness and experience of the worlds that exist within us, around us, and of which we represent an infinitesimal part. 11


Opere | Works


Cardio #1 - 2015

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The net #1 - 2015

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The net #2 - 2015

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The net #3 - 2015

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Monema #1 - 2015

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Monema #2 - 2015

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Monema #3 - 2015

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Monema #4 - 2015

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Monema #5 - 2015

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Monema #6 - 2015

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Monema #7 - 2015

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Monema #8 - 2015

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Amniotic #1 - 2016

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Antrum #1 - 2016

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Lista delle Opere | List of Works


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Cardio #1 - 2015 110 x 160 cm | 70 x 102 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 14 - 15

The net #1 - 2015 90 x 120 cm | 60 x 80 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 16 - 17

The net #2 - 2015 90 x 120 cm | 60 x 80 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 18 - 19

The net #3 - 2015 90 x 135 cm | 60 x 90 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 20 - 21

Monema #1 - 2015 100 x 145 cm | 70 x 101 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 22 - 23

Monema #2 - 2015 109 x 158 cm | 70 x 101 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 24 - 25

Monema #3 - 2015 104 x 178 cm | 70 x 120 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 26 - 27

Monema #4 - 2015 100 x 145 cm | 70 x 101 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 28 - 29


Monema #5 - 2015 108 x 162 cm | 70 x 105 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 30 - 31

Monema #6 - 2015 60 x 88 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 32 - 33

Monema #7 - 2015 90 x 135 cm | 60 x 90 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 34 - 35

Monema #8 - 2015 105 x 140 cm | 70 x 93 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 36 - 37

Amniotic #1 - 2016 90 x 138 cm | 60 x 92 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 38 - 39

Antrum #1 - 2016 100 x 160 cm | 70 x 112 cm Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone Carbon pigments print on cotton paper Pagine | Pages 40 - 41

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Apparati | Appendix

Aqua Aura è un progetto nato a Milano nel 2009. L’artista, dopo gli studi al Liceo Artistico di Bergamo, si laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Il suo percorso di formazione continua in giro per il mondo assumendo svariate forme: in viaggio tra musei, in laboratori di ricerca e attraverso i grandi spazi della natura. Le sue investigazioni si nutrono di studi sulla fisica astronomica, la fisica delle particelle, la biogenetica, la filosofia e la psicologia della percezione. Negli ultimi anni il suo linguaggio si è sviluppato nell’ambito della fotografia e dell’arte digitale. Aqua Aura is a project born in Milan in 2009. After the studies at the Art High School of Bergamo, the artist took a university degree in painting at the Academy of Fine Arts of Brera. Aqua Aura personal training continues with voyages inside museums, in research laboratories and across huge spaces of natural environment. His range of studies spans from the field of astrophysics, to particle physics, bio-genetics, philosophy and psychology of perception. In the last years the artist switches his language towards photography and digital-art. Mostre personali | Solo Shows

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2016

- The Graft a cura di F. Civiero - Palazzo del Parco, Diano Marina (IM) Italy. - Dreamscape (evento inserito nella rassegna Fotografia Europea 2016) a cura di C. Serri - CSArt | ARTClub in collaborazione con VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia, Italy. - Neogenesi a cura della Costantini Art Gallery - XXS aperto al contemporaneo, Palermo, Italy. - Scintillation a cura di M. Bramante - Riccardo Costantini Contemporary, Torino, Italy.

2015

- The Graft a cura di G.S. Simionati - Galleria Kajaste, Helsinky, Finland. - The Hidden Project a cura di C.V. Lio, Gàleria H2O e Istituto Italiano di Cultura, Barcelona, Spain. - Illusion-Inclusion (evento inserito nella rassegna PhotoFestival 2015) Costantini Art Gallery, Milano, Italy. - Birthplace (evento inserito nella rassegna Fotografia Europea 2015) a cura della Galleria VV8 Artecontemporanea, Villa F.lli Cervi, Reggio Emilia, Italy. - Aqua Aura | Luca Gilli (evento inserito nella rassegna Fotografia Europea 2015) Galleria VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia, Italy.

2014

- Ephémera: colei che vive un solo giorno a cura di A. Trabucco - Vision Quest Contemporary Photography, Genova, Italy. - Void a cura di A. Soncini e Aqua Aura - Galleria VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia, Italy. - MIA Milan Image Art Fair (solo show) VV8 Artecontemporanea, Milano, Italy. - Vacant Scenery - Galleria Kajaste, Oulu, Finland.

2013

- Boudoir a cura di A. Trabucco - Galleria Paolo Tonin, Torino, Italy. - Frozen Frames a cura di A. Trabucco - Galleria VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia, Italy. - Hidden a cura di A. Trabucco - Galleria Studio Vanna Casati, Bergamo, Italy.


Mostre collettive | Group Exhibitions 2016

- Welcome to the Jungle a cura di A. D’Amelio - Fondazione Spazio Tadini, Milano, Italy. - Arte Fiera - Costantini Art Gallery, Bologna, Italy. - MIA Photo Fair - Costantini Art Gallery - Riccardo Costantini Contemporary, Milano, Italy. - OFF COURSE Young Contemporary Art - Riccardo Costantini Contemporary, Brussel, Belgium.

2015

- Aqua Aura - Luca Gilli - Luca Serra - Alberto Zamboni - Galleria VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia, Italy. - WUNDERKAMMER - ART STAYS 13 - International Festival of Contemporary Art, Ptuij, Slovenia. - MIA Milan Image Art Fair - Riccardo Costantini Contemporary, Milano, Italy.

2014

- The Dark Side of Beauty a cura di F. Canfora - Palazzo delle Esposizioni, Torino, Italy. - Meetings - Aqua Aura, James Iles, Mona Hoel - Italy, Wales, Norway - Galleria Kajaste, Helsinky, Finland. - La forma attraverso a cura di M. Capannolo - ex Casinò Municipale di Stresa, Verbania, Italy. - Antiritratto a cura di A. Trabucco - Studio Maria Cilena Arte Contemporanea, Milano, Italy.

2013

- Nero a cura di E. Beluffi - Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano, Italy. - Photoma. Photographs by Aqua Aura Christiane Draffehen Matthias Langer a cura di B.M. Rizzi e M. Ritter - Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano, Italy. - ART STAYS 11 - International Festival of Contemporary Art, Ptuij, Slovenia. - ART SITE. Arte attuale al Castello di Buronzo a cura di D. Papa - Castello di Buronzo, Vercelli, Italy. - Fotosintesi - Garage Bonci Officina dell’Arte Contemporanea, Pietrasanta (LU) Italy. - Art Verona - VV8 Artecontemporanea, Verona, Italy. - Setup Contemporary Artfair - Galleria VV8 Artecontemporanea, Bologna, Italy. - BAF - Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Bergamo, Italy.

Premi | Awards 2015

- PREMIO ARTEAM CUP 2015 - Venezia, Italy. Premio Speciale L’Ariete Arte Contemporanea & Premio Speciale Image Espoarte Art-Magazine.

2013

- PREMIO ORA INTERNATIONAL 2013 - San Donà del Piave (TV) Italy. Premio Speciale Weldon Arts, New York, USA.

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Finito di stampare nel mese di Aprile 2016 Graphic&Digital Project, Milano Tiratura 2000 esemplari


Profile for Civiero Art Gallery

Aqua Aura - The Graft  

This catalogue has been printing on the occasion of the exhibition "Aqua Aura: The Graft" organized by Civiero Art Gallery in Diano Marina (...

Aqua Aura - The Graft  

This catalogue has been printing on the occasion of the exhibition "Aqua Aura: The Graft" organized by Civiero Art Gallery in Diano Marina (...

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