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Mensile di informazione Socio-Sanitaria della Provincia di Roma Est

Anno 2 - N° 14 Dicembre 2010 Distribuzione gratuita www.cittadiniesalute.it

Il luogo di lavoro è il primo avamposto della medicina preventiva. Fare diagnosi lÏ vuol dire allontanare la malattia.


Editoriale Federalismo in salute, la Sanità non si sa di Angelo Nardi

Il 17 novembre è stata presentata alla stampa la risoluzione sul federalismo approvata dalla commissione Sanità del Senato. È informata da linee guida di rigore. Gli enti Regione devono garantire la Sanità pubblica. Trasparenza. Nessun taglio al fondo sanitario. Era presente ed ha apprezzato anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio. Ma federalismo significa necessariamente la fine di un interessamento da parte dello Stato centrale e delega assoluta ai territori. Chi meno ha, meno potrà spendere, anche per la Sanità. All’obiezione la risposta prevedibile. “Si può spendere meglio, non spendere meno”. Ma senza tanti infingimenti, federalista o no, la Sanità in Italia ha un costo. Il “Patto per la salute” ha indicato una soglia che non può essere disattesa. Ma lo schema di decreto legislativo sui costi standard all'esame della Conferenza Stato-Regioni se conferma le previsioni di questo biennio, non fa stime per l’immediato futuro. Sempre la Conferenza Stato-Regioni prevede chiarezza nel piano investimenti. È evidente a tutti che la nostra Sanità ha bisogno di un adeguamento delle strutture. Investire nell’innovazione tecnologica, nella preparazione della classe medica e paramedica, ma molto spesso le strutture murarie dei nostri nosocomi ad apparire inadeguate. Quindi, prima di tutto bisogna definire le procedure e le dimensioni degli interventi adeguando un’impresa di questo tipo alla ricerca di risorse e alla capacità di saperle gestire nel tempo. Un tipo di investimenti che hanno bisogno di un grande impegno da parte del governo (qualsiasi configurazione politica gli italiani decidano debba avere). Non si capisce come si possa ancora puntare tutto sulla chiacchiera del federalismo come panacea. Se, nel migliore dei casi tutto da dimostrare, il governo dei territori riesce a intervenire meglio nel dettaglio, nel controllo di diseconomie e sperperi - anche perché è chiaro che di soldi per risanare tipo Fondi Fas non ne verranno più - non potrà davvero governare questo New Deal della Sanità. Sempre nel migliore dei casi, avremo la migliore diagnostica, il servizio più efficiente ma in strutture fatiscenti. Sempre più lontani gli standard europei. Almeno per la Sanità.

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Prevenzione. Per la salute di chi lavora

Il Camper della Salute

Donne in carriera facilitate all'infarto

Tumore al seno, combatterlo è facile

Cancro, terapia per il dopo

Medici e malati, all’erta l’uno contro l’altro

L’ipilimumab farmaco di seconda linea

Cosmetici tossici, mito e realtài

Io, gli amici, uno per uno

Harry Potter e Halloween, educatori necessari

Rubrica Prevenzione e Salute. Abuso alcolico: Focus sulla transferrina carboidrato carente (CDT) Contro la chiusura del SS Gonfalone


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Attualità

Prevenzione. Per la salute di chi lavora

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’È UNA LEGGE CHE OBBLIGA A PRENDERSI CURA DI SÉ. È IL DECRETO LEGGE N.81 DEL 2008 CONVERTITO IN TESTO UNICO. Sull’applicazione della norma come opportunità per l’impresa, per la sua crescita di produttività e per la salute di chi ci lavora, un convegno dall’Hotel Ergife di Roma dal 1 al 4 dicembre. Un grande passo avanti per la prevenzione. Gli effetti positivi della normativa infatti obbligano il lavoratore a sottoporsi ad analisi diagnostiche troppo spesso rimandate per pigrizia o per la presunzione di trovarsi in salute. Senza alimentare allarmismi, invece, sono il 2% i casi di riscontrato diabete. I soggetti che si trovano con questa diagnosi completamente inaspettata erano invece convinti di essere in perfetta salute. Ugualmente, sono il 5% quelli che non si aspettavano di avere un’ipertensione. Le tipologie di malati inconsapevoli sono quelle più importanti. Sapere di avere delle affezioni importanti significa preservare il lavoratore dall’effetto conclamato del male. Decisivo saperlo prima. Prima che sia difficile correre ai ripari. Quindi la prevenzione sanitaria sul posto di lavoro salva anche la vita, anche nei casi in cui non ci si trova in un cantiere, in una cava, in un luogo ad alto rischio ma in un comunissimo ufficio dove l’incidente più grave che può capitare consiste nel macchiarsi con la penna. Sottoporre i propri collaboratori a controlli periodici comporta anche evitare molte delle malattie da lavoro. Quindi, al di là del valore etico, l’analisi diagnostica ai propri addetti per il datore di lavoro rappresenta un fattore di produttività certa. Il 22 ottobre l’Inail ha stanziato 60 milioni per le imprese che investono in sicurezza sul posto di lavoro. Chiaramente sono risorse insufficienti se spalmati su scala nazionale. Ma questo stanziamento è stato deciso per incrementare altri finanziamenti tesi per le attività che vogliono mettersi in regola e in sicurezza con i propri lavoratori. L’Inail ha deciso di ripartire l'importo in budget regionali e la ripartizione sarà effettuata in funzione del numero di addetti e dell'andamento infortunistico regionale. La cifra degli infortuni L’Inail questa estate ha dato le cifre delle denunce sugli infortuni nel posto di lavoro che sono diminuiti del 10% nel 2009, rispetto l’anno precedente. Numeri che fanno impressione. Sono 790 mila: 85mila in meno rispetto al 2008. Un numero pari a 1050 i casi mortali, con flessione del 6,3%. Va anche detto che, secondo l’analisi, la crisi economica si è ridotta nella misura del 3% l'esposizione al rischio. L’aspetto rilevante riguarda il fatto che gli infortuni capitati durante l’effettivo svolgimento delle attività si è ridotto del 10,2%. (Fonte: Inail)

Primo nemico del lavoro: lo stress A dicembre entra in vigore la disposizione del decreto legge n.81 che prescrive il valore dello stress nei luoghi di lavoro. Consiste solo in una delle attività a cui è sottoposto il datore di lavoro verso gli addetti di qualsiasi settore d’impresa. La scienza medica e diagnostica disperando di trovare il metodo di rilevazione dello stress attraverso analisi di laboratorio (come l’analisi del cortisolo), svolge un’analisi ponderata dei carichi e dell’ambiente di lavoro: turn-over, pendolarismo, straordinari ed altri fattori anche di natura psicologica, con riscontri oggettivi. Tutela per chi usa sostanze stupefacenti Lo prevede la norma! Il datore di lavoro deve escludere che alcuni tipi di lavoratori (mulettisti, autisti patente C, ecc.) non utilizzino sostanze stupefacenti. Ipertensione In uno studio sul ruolo svolto dall’attività lavorativa sull’ipertensione arteriosa pubblicati sul Giornale Italiano del Lavoro ed Ergonomia (volume XXXIX, n.2), si è osservato che alcune caratteristiche fisiche del lavoro, ma soprattutto quelle di tipo organizzativo sono fortemente associate all’ipertensione arteriosa. Importante come il lavoratore giudica il proprio lavoro, il livello di autostima. Importante anche I’organizzazione del lavoro. Diabete Scoperto il diabete, chi ne è ammalato deve sottoporsi a cautele del tutto speciali. Il diabetico deve seguire un’alimentazione ad orari prestabiliti, alla somministrazione di farmaci in ore indicate. Evitare lo stress psicologico come forti ansie, turni di lavoro notturni. (Fonte: Michelangelo De Falco, medico del lavoro) Sordità L’effetto del rumore in cantiere, in fabbrica, in cava rappresenta la più frequente patologia determinata dal lavoro. Sui riscontri positivi eseguiti sui lavoratori il 10% si caratterizzano come abbassamento della capacità di recepire suoni e voce. (Fonte: Luca Coppetta, docente all’Università di Tor Vergata in Medicina del Lavoro) Gas radon È la seconda causa di cancro al polmone, dopo il fumo delle sigarette. Il gas radon è un po’ ovunque, specialmente nei seminterrati. (Fonte: Luca Coppetta, docente all’Università di Tor Vergata in Medicina del Lavoro) Tumore La scoperta delle nanotecnologie è troppo recente per fare una casistica e capire l’incidenza delle nano particelle per l’insorgere di malattie cancerose. È comunque chiaro che per inalazione il biossido di titanio è un prodotto problematico. (Fonte: Luca Coppetta, docente all’Università di Tor Vergata in Medicina del Lavoro) w ww.ci ttadi niesa lute.it


Medicina del Lavoro

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Il Camper della Salute

È l’unità mobile attrezzata per effettuare visite ed accertamenti diagnostici previsti dalle normative vigenti per la tutela della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro. L’unità mobile è utilizzata in ogni luogo di lavoro dove non è possibile usufruire di un’infermeria. Le attività interessate sono, edili,trasporti, il terziario e imprese artigianali, in pratica ovunque ci sia una azienda con almeno un dipendente. Questo tipo di mezzo è un ambulatorio mobile inse-

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rito in un camper omologato per tale funzione dove: in tempi rapidi, in perfette condizioni di igiene, nella totale riservatezza, senza impegno di spazi e di mezzi da parte dell'impresa committente, si effettuano le visite specialistiche, gli accertamenti diagnostici a tutti coloro che in azienda vi lavorano. La prevenzione per la salute inizia proprio sul luogo dove si professa la propria attività. Info: LAG Tel. 0774.345000 - email: mdl@laboratorioanalisiguidonia.it


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Ricerca

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Donne in carriera facilitate all'infarto

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ON SI TRATTA DI UNA MORATORIA SUI COSTUMI TRADIZIONALI CHE VOGLIONO IL RITORNO DELL'ANGELO DEL FOCOLARE OPPURE ALLA FIGURA DELLA DONNA RASSEGNATA AL RUOLO LEGATO ALLA CONDIZIONE SOCIALE CHE ESPRIME. Si tratta di uno studio realizzato nell'Harvard Medical School di Boston. Le donne in carriera hanno il doppio delle probabilità di essere attaccate dal temuto colpo al cuore che le altre più rilassate. La rilevazione a un passo dal comune buon senso fa riflettere però perché fanno parte delle donne stressate anche coloro che svolgono attività lavorativa normale ma che lo stesso sono sottoposte a stress dovuto a tutta una miriade di incombenze come la casa, i figli, le cento cose da fare in un giorno. Ma nello specifico è proprio lo stress dell'arrampicata in carriera a mandare in tilt il gentil sesso. Le donne più arrembanti sono quelle che più spesso soffrono di pressione alta e così hanno un rischio più elevato di sviluppare un ictus o arresto cardiaco. Imponente il volume dei casi analizzati dai ricercatori. Sono stati esaminati i dati di oltre 17.400 donne di età compresa tra i 50 e 60 anni.

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Va detto che questo campione però espone a dei dati sbilanciati perché in età di menopausa si abbassano drasticamente gli estrogeni nel sangue e la protezione del cuore diminuisce, quindi lo stress si trasforma in un fattore di pericolo maggiore. D’altra parte la categoria messa a fuoco dagli studiosi vede classificata come figura sociologicamente riconoscibile: una donna con ruolo professionale molto impegnativo e con poche possibilità di usare la propria abilità creativa. Un tipo di persona che non ha problemi coi figli e gode di buona situazione sociale. Eppure, questo tipo di persona ha il 40% di probabilità in più di sviluppare malattie cardiache. Sempre sullo stesso campione, questo tipo di donna ha l'88% di possibilità in più di subire un attacco di cuore rispetto a chi sta solo in casa. Su questo stesso campione, viene identificato, poi, il vero e proprio idealtipo di “donna in carriera”. Questo animale sociale ha il 43% di probabilità in più è dovuta ricorrere alla chirurgia, non plastica, ma cardiaca: intervento di bypass. Si sa che in questo tipo di intervento il sangue viene deviato da un'arteria bloccata utilizzando un vaso di sangue prelevato da un'altra parte del corpo.


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Attualità

Tumore al seno, combatterlo è facile

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ANE FONDA OPERATA DI UN TUMORE AL SENO È UNA NOTIZIA, PERCHÉ A DIRLO È LA FAMOSA ATTRICE AMERICANA, NON DAVVERO PERCHÉ IL SOTTOPORSI A QUESTO INTERVENTO SIA UNA NOVITÀ NEL MONDO DELLE DONNE. Jane Fonda ne ha fatto un evento mediatico. Da parte di molte donne tutto questo è vissuto nel riserbo nella paura di vedere visibilmente menomata una parte della femminilità. E, in verità, se Jane Fonda lo annuncia in una intervista all’Entertainment Tonight in onda la notte del 12 novembre, non lo fa solo perché si parli di lei. L’attrice è sempre stata impegnata nel risveglio di un protagonismo femminile, predicando ad altre donne molto meno fortunate di lei il dovere di credere in sé stesse valorizzando le proprie qualità. In tal senso anche tutta la sua tirata sull’autostima fisica che sconfina nel business del culto del proprio corpo.

Ma tornando al male che affligge tante donne Jane Fonda dice di aver scoperto poche settimane prima di operarsi di avere alcune anomalie al seno. Tutto durante un controllo di routine. Il male è stato preso allo stato iniziale. Da qui la necessità di non smettere mai di controllarsi e adottare la prevenzione come vera terapia anche contro la paura. Se lo fa 73enne statunitense figlia di Henry Fonda lo possono far tutte. In Italia il tumore della mammella rappresenta una patologia notevolmente diffusa fra le donne, con incidenza di 28 mila nuovi casi l’anno ed una prevalenza di 330 mila donne. Data la gravità della patologia, essa comporta un peso rilevante, anche in termini di ricoveri, con 83 mila dimessi l’anno in regime di degenza e 63 mila in regime di day hospital. Ma sul piano della tecnica di asportazione e di uscita dalla malattia arrivano notizie molto incoraggianti.

A Pavia è stato tolto un tumore al seno con lievissimo livello di invasione chirurgica. È successo ad inizio novembre. La tecnica è avanzatissima. Una chirurgia mini invasiva. La paziente, una 45enne, è stata dimessa tre giorni dopo l’intervento. L’operazione in video-assistenza ha permesso di seguire visivamente con evidenziazione di elementi quasi invisibili, asportando radicalmente la ghiandola mammaria. Solo gli orientali precedentemente avevano adottato la chirurgia video-assistita e mini invasiva per i tumori al seno. Nel Policlinico dell’ospedale di Pavia è stato istituito l’ambulatorio delle donne ad alto rischio nel quale vengono attuate diagnosi con conseguenze di terapeutica. La scarsa invasività consente di affrontare con disagi psicologici del tutto alleggeriti il trattamento di questa terribile malattia. La chirurgia mini invasiva permette infatti di asportare il carcinoma e impiantare la protesi senza lasciare cicatrici visibili sul corpo della paziente. La riuscita dell’intervento segna una nuova fase di lotta alla malattia. Un sistema di far medicina chirurgica che non penalizza la donna ma le consente di parlare della sua malattia con la naturalezza e anche il coraggio con cui una star è riuscita a farlo davanti alle telecamere. La ridottissima invasività dell'intervento permetterà di affrontare con meno disagi psicologici il trattamento di questa terribile malattia. Ma ancor prima di curarlo con meno danni si deve pensare a come evitare che la malattia arrivi. “Le donne fumatrici o che hanno una storia di fumo avevano un tasso del 39% più alto di morire di cancro al seno”. Lo dice una ricerca svolta a San Francisco nella University of California. Chi vuole intendere intenda. w ww.ci ttadi niesa lute.it


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Regione

Cancro, terapia per il dopo

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SCIRE DAL TUMORE ED ENTRARE IN UNA DIMENSIONE IN CUI IL CORPO DIVENTA UNA PRIGIONE. TROPPO SPESSO L’ESITO DI TERAPIE CHE SALVANO LA VITA SONO FORTEMENTE INVALIDANTI. Un esempio: il linfedema dell’arto superiore, (grosso braccio) può presentarsi nelle donne operate di cancro della mammella. La terapia riabilitativa, la riabilitazione oncologica, affronta queste disabilità. Il 6 e il 7 novembre, durante la Giornata contro i tumori promossa dall'Airc, si è parlato molto di ricerca e di cura. Sul recupero e di riabilitazione dei pazienti, invece, cala il nulla. Nel taglio drastico operato da Renata Polverini nel piano di rientro per la Sanità non c’è una minima attenzione per tali terapie che sono cadute genericamente sotto la scure che guarda a risanare le finanze, non la salute dei cittadini. Attualmente nel Lazio i centri di riabilitazione specializzati nella terapia riabilitativa oncologica sono pochi. Uno di questi centri, in cui è attivo uno specifico servizio di Riabilitazione Oncologica è la Cooperativa di Azione Riabilitativa. La C.A.R. opera in regime di accreditamento nel territorio della Asl RmA, in Via Valfurva 14, ma accoglie anche altri pazienti provenienti da altre provincie e regioni trattando circa 200 pazienti l’anno.

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La terapia riabilitativa prevede la presa in carico globale del paziente. Segue un “Progetto Riabilitativo individuale”. Si stabiliscono interventi come linfodrenaggio, bendaggio elasto-compressivo, riabilitazione neuro-motoria e posturale, riabilitazione respiratoria, del piano uro-genitale tect. La complessità dell’intervento è modulata dal diverso impegno assistenziale. I tagli operati hanno stabilito un abbattimento del budget disponibile con ripercussioni sulla ricettività della struttura che per far fronte alle numerose richieste modula la gestione della lista di attesa in base a dei parametri di priorità, con l’intento di ridurre al minimo i disagi per i pazienti. A fare questa fotografia è il Responsabile medico del servizio di riabilitazione vascolare ed oncologica del CAR, Antonio Mander: “La neoplasia per la quale è stata dimostrata la maggiore necessità di cure riabilitative è il cancro della mammella. Infatti in questa patologia sono abbastanza frequenti i problemi di circolazione linfatica del braccio che si manifestano con aumento di volume dell’arto stesso, il cosiddetto linfedema o grosso braccio postlinfoadenectomia. Altri problemi possono riguardare la spalla, la cute, le strutture nervose altre neoplasie sono il cancro del’utero-ovaio, prostata, polmone, vescica, colon e metastasi ossee”.

I malati di tumore in Italia sono oltre un milione 700 mila ed oltre 250 mila sono i nuovi casi ogni anno. La metà di questi guarisce senza esiti invalidanti, un numero rilevante è costretto invece a convivere con gli inevitabili esiti della chirurgia e dei trattamenti ricevuti. Nel Lazio sono 87 mila, compresi tra patologie conclamate e nuovi ammalati. Nell’Italia del nord la pratica della terapia post-cura è molto più diffusa che nel Lazio. Il Piemonte, in tal senso è una regione modello, ma anche la Lombardia, l’Emilia e la Toscana sono attrezzate. Gli anni ’80 hanno segnato l’inizio dell’applicazione della riabilitazione oncologica. Oggi Antonio Astone del Policlinico Gemelli la considera parte integrante del piano di trattamento del paziente. Necessaria, chiaramente, la collaborazione di più specialisti. Il fisioterapista necessario alla riabilitazione post-mastectomia e nella ginnastica respiratoria post interventi toracici e in altre branche specialistiche della riabilitazione - lo psicologo, il nutrizionista, l’angiologo... Sul problema è stato pubblicato un libro bianco curato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. Una copia l’abbiamo trasmessa a Renata Polverini ma è facilmente scaricabile da internet. Angelo Nardi


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Attualità

Medici e malati, all’erta l’uno contro l’altro

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ONO ONCOLOGIA E ORTOPEDIA AD AUMENTARE LE SEGNALAZIONI PER ERRORI PRESUNTI DA PARTE DELLA CLASSE MEDICA. AUMENTA IN MODO INCREDIBILE IL LIVELLO DI LITIGIOSITÀ TRA PAZIENTE E MEDICO, RAPPORTO CHE FINO A VENTI ANNI FA ERA INFORMATO DA UNA DIMENSIONE DI TOTALE FIDUCIA. LO DICE IL RAPPORTO PIT SALUTE 2010, DAL TITOLO “DIRITTI: NON SOLO SULLA CARTA”, PRESENTATO AL SENATO DAL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO. Presentato il 17 novembre. Va chiarito quindi che i dati qui presentati riguardano le denuncie dei pazienti, non i casi acclarati e provati. Nondimeno le proporzioni appaiono impressionanti. A preoccupare è la sicurezza dei servizi sanitari. Al vertice della classifica della insicurezza sanitaria ci sono le segnalazioni sui presunti errori che nel 2009 hanno raccolto il 74% delle segnalazioni, suddivisi in - Terapeutici: 49,5% nel 2009, +1,4% sul 2008 e +2,5% sulla media 1996-2009; - Diagnostici: 24,5% nel 2009, +5% rispetto al 2008 e +1,5% rispetto alla media storica). Nel 2009 le prime tre aree interessate dalle segnalazioni di presunti errori terapeutici sono state l'ortopedia (24,3%, +3,8% rispetto al 2008 e +2,5% sulla media dei 14 anni), l'oncologia (10,7% nel 2009, +2,9% rispetto all'anno precedente e 2,6% sul trend storico) e l'odontoiatria (9% nell'ultimo anno, sostanzialmente stabile rispetto al passato). Nel corso del 2009 le sospette errate diagnosi hanno riguardato soprattutto l'oncologia che da sola ha raccolto il 38,6% delle segnalazioni (+5,8% rispetto al 2008, + 13,8% sulla media dei 14 anni). www.cittad inies alut e.it

Dopo i presunti errori, seguono le segnalazioni sulle infezioni ospedaliere che negli anni hanno avuto un andamento in crescita pressoché costante: nel 2009 si attestano al 10,2%, + 4,1% sul 2008 e +4,9% sul periodo 1996/2009. Contrarre un’infezione nosocomiale comporta un peggioramento per la salute del paziente, oltre che il prolungamento della degenza, con la conseguenza di ingenti aggravi di spesa sanitaria, che si può stimare tra i 500-2.000 euro al giorno. Resta da stabilire se il dato sia determinato da una maggiore vigilanza del Tribunale del malato, o da una più forte recriminazione da parte della realtà sociale che, come effetto della crisi economica, contrae da un malessere sociale maggiore intolleranza davanti ai presunti errori, se semplicemente negli anni precedenti si denunciava meno - in tal caso questi dati sono destinati ad aumentare - oppure se in effetti si avverte una crisi forte nelle strutture sanitarie.

In questo caso potrebbe essere un effetto sempre della precarietà in cui vivono molti del personale medico anche specialistico, sia nel comparto terapico interventista, sia nell’ambito diagnostico. In sostanza, il clima di tagli, di riduzione delle risorse sulla sanità, potrebbe aver creato una sensazione di minore motivazione con effetto di sfiducia verso prospettive di carriera o miglioramento di stato sociale attraverso il lavoro. E sui medici poco motivati si è concentrato un convegno nazionale dopo questa estate. Da questo l’assunto è partita la ricerca dell’Accademia di Medicina generale che ha appurato il minore entusiasmo professionale anche dalla caduta di iscrizione alla facoltà di medicina in Italia. Con questa crisi, diventa inevitabile la ripercussione sui pazienti. Dal 1994 sono aumentate le 200% le cause legali tra medici e ammalati.


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Ricerca

L’ipilimumab farmaco di seconda linea

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I TRATTA DI UN ANTICORPO MONOCLONALE. VUOL DIRE CHE RISPONDE A UN INSIEME DI ANTICORPI IDENTICI PERCHÉ PRODOTTI DA LINEE CELLULARI CHE DERIVANO DALLO STESSO TIPO DI CELLULA. La sua riscoperta ha corrisposto a un balzo in avanti nella ricerca perché ha consentito di migliorare la terapia contro il melanoma, specialmente quando il corpo non ne vuole più sentire di chemioterapia e i suoi strumenti reattivi non reagiscono al progredire del male. Al momento è disponibile in combinazione con la chemioterapia l'ipilimumab sta acquisendo sempre più credibilità tra i ricercatori nella lotta al tumore della pelle. Lo ha ribadito il centro ricerche contro il melanoma riunito in congresso a Sydney dal 4 al 7 novembre. Le prime sperimentazioni hanno dato elementi molto ottimistici. L’ipilimumab si basa sul meccanismo inibente. Praticamente seleziona e blocca la forma mutata di una proteina chiamata BRAF, un bersaglio tutt'altro che raro, che si riscontra in oltre la metà dei casi di melanoma metastatico ed è la mutazione più comune in questo tumore della pelle. Proprio i casi più gravi per i quali le cure risultano insufficienti. È a base di un vecchio farmaco, la dacarbazina.

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La molecola sblocca il freno molecolare che in condizioni normali ferma la reazione immunitaria. I risultati sono giudicati così incoraggianti che in Italia i pazienti con la malattia avanzata potrebbero avere il farmaco per “uso compassionevole”. Alcuni centri, infine, stanno sperimentando il farmaco contro i tumori di prostata e polmone. L’ipilimumab è prossimo alla regi-

strazione come farmaco di seconda linea dopo la chemioterapia. Non si capisce tanta resistenza nel renderlo a diretta disposizione dei pazienti, al momento viene venduto solo per “uso compassionevole”. (Con questa formula si indica la disponibilità discrezionale per trattamenti che non sono sul mercato). Attualmente viene sperimentato con la chemioterapia.


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Tossicologia

Cosmetici tossici, mito e realtà

LE PARTICELLE NANOTECH SONO TRA DI NOI. NON CE NE ACCORGIAMO. NON LE VEDIAMO. NON POSSIAMO! MA ESISTONO. ALCUNE DI QUESTE POSSONO ESSER ASSAI NOCIVE PER LA SALUTE. Tra queste alcune sono cancerogene Con particelle nanotech si intendono le minuscole particelle sviluppate dalla nanotecnologia - Ebbene, fanno ammalare! Uccidono i lavoratori in fabbrica, laddove venga utilizzata questo tipo tipo di tecnologia. I polmoni sono gli organi più attaccati, alcuni studi sulle cellule mostrano danni genetici al DNA”. È la convinzione a metà tra realtà acclarata e isteria di quelli che la sanno lunga. "Il DNA e l'ambiente sono minacciati dalle nanotecnologie", la convinzione di un portale che è un moloch de “L'altra informazione”: Ec Planet, pubblicato il 10 novembre. Più direttamente notizie non si sa mai fin quanto degne di fede girano sulla posta elettronica di amici e amiche ansiotiche. In ogni ordinario utensile, in ogni strumento utilizzato, nei detergenti, in quel che mangiamo si può nascondere la causa della nostra sicura morte. Il fattore tossico mortale indicato come invisibile ma pronto ad attaccarci. Molti di questi terrorismi ideologici vengono smentiti da istituti di ricerca dalle Case produttrici sulla base di dati sperimentali. Ma non basta. Un esempio. Un anno fa la Food and Drug Administration ha assicurato che i livelli di piombo dei rossetti era nei limiti. L' ente governativo degli Stati Uniti che vigila sulla non tossicità dei prodotti alimentari, farmaceutici e cosmetici. Non è bastato. Il mondo degli utenti alla Rete sempre più corrispondente al mondo reale si è scatenato chiedendo comunque siano abbattuti i livelli pur minimi di piombo.

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Marina Marinovich, presidente della Società italiana di tossicologia e docente di tossicologia al Dipartimento di Scienze farmacologiche dell' Università di Milano, risponde alla vexata quaestio spiegando che il piombo non viene messo intenzionalmente nei rossetti per assicurarne la persistenza, bensì il piombo è un inquinante ambientale e può capitare di trovarne tracce minime anche nei rossetti. Si tratta sempre di notizie nelle quali ad elementi di verità, caoticamente indicati, si annidano equivoci e ipotesi mascherate a fatti acclarati. Ancora. Gli shampoo e i bagni-doccia che fanno schiuma contengono Sodio lauretil solfato. Si mette all’indice il prodotto perché cancerogeno. Ma c’è un fatto: il Sodio lauretil solfato non è cancerogeno. È presente negli shampoo e in altri detergenti per la pulizia personale ma non è cancerogeno. Pare che la confusione sia stata determinata da una mail trasmessa da una segretaria in confu-

sione dell’istituto di ricerca. La realtà che replica lo stesso mito: basta una cellula impazzita per far saltare il sistema e bandire come verità di fatto speculazioni generate da instabilità di una sola persona. Un vademecum per stabilire almeno la rispondenza della ricerca a basi di sperimentazione riscontrabili: - devono essere chiare le fonti bibliografiche e queste non possono essere solo riferite al mondo della Rete o dei blogger. deve esserci una fonte universitaria e sullo studio deve esser riscontrabile una letteratura scientifica. - devono esser riscontrabili con nome, cognome e luogo di residenza le persone che scrivono l'articolo. - devono essere attestati i titoli che hanno per scrivere e per pontificare su pericoli paventati. - devono essere definite le persone danneggiate di cui si propongono le dichiarazioni come attestazione di esperienza effettiva. Anche in questo caso, nome, cognome e luogo di riferimento.


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Giovani

Io, gli amici, uno per uno

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STATO SUFFICIENTE IL CORSO DI UNA GENERAZIONE PERCHÉ UN MOSTRO SACRO PASSASSE LA MANO AL SUO GIOVANISSIMO COMPETITOR. MAI NELLA STORIA, IN ECONOMIA, NEI PASSAGGI TRA GENERAZIONI, DA UN SOLCO NE SUBENTRA UN ALTRO APPENA NATO. Il successo di Facebook, che ora punta al vertice assoluto del mercato Web, è stato determinato proprio dalle nuove generazioni. Questo perché al di là dell’articolazione dei saperi, si privilegiano i contatti tra persone. Facebook tenta il sorpasso a Google. A San Francisco, il 15 novembre, si è dato il via alle ostilità. Mark Zuckerberg ha ufficializzato il lancio tentando la scalata per la leadership nel mondo globale della Rete che dalla sua nascita ha avuto Google come leader. L'assalto ai contatti e ai livelli di gradimento il fondatore di Facebook lo tenta con la nuova social mail.

Stimato il potenziale di 500 milioni di utenti. Hotmail ne ha 364 milioni. Ma la novità consiste nel fatto che la nuova email sostiene il protocollo IMAP4 e POP3, quindi i messaggi si spediscono anche senza accedere al sito. Si possono utilizzare gli indirizzi di Facebook (@facebook.com). Il nome scelto è Project Titan. Google d'altra parte per non consentire che si saccheggi il proprio patrimonio di utenti ha sbarrato la rubrica Gmail per non consentire a Fb di acquisire contatti che sono suo patrimonio. Già da adesso Fb è la terza potenza come valore gra le Web Company. Adam Rifkin su Tech Crunch scommette su Fb e dice che in cinque anni Facebook diventerà più di grande di ciò che è Google attualmente. Anche se confrontati di due colossi sul fatturato c'è ancora un abisso: Fb stazza 2 miliardi di dollari, Google 28. Ma va pur detto che Facebook dal 2008 ha ritmi di crescita pari se non superiori a quelli di

Google quando ha aperto i battenti. Google ab initio raggiunse 86 milioni di dollari, era nel 2001, 440 milioni nel 2002, e 1.4 miliardi nel 2003. Fb tocca i 275 milioni nel 2008, 635 milioni nel 2009 e circa 2 miliardi nel 2010. La vera competizione tra i due mostri è sulla pubblicità. La polpa ghiotta fornisce a Google dieci miliardi. Soldi che Fb potrebbe vampirizzare buttandosi nel mercato vampirizzando gli spazi conquistati dal leader in carica tra i network. Fino a ieri si spendevano 60 miliardi di dollari l’anno negli Stati Uniti per la pubblicità in televisione. Ed è su questo mercato che puntano gli operatori di mercato di Fb perché i 500 milioni amici di Facebook si rapporta molto meglio alle quantità espresse dal pubblico televisivo. Altro fattore di crescita è rappresentato dai Credits che esprimono un mercato di dodici miliardi. I Credits sono la valuta virtuale che può essere utilizzata per acquistare regali e altri articoli digitali in un gran numero di giochi e applicazioni di Facebook. I giochi esprimono tre miliardi. Sono queste le motivazioni per cui il profeta Rifkin scommette su Facebook. Ma al di là dei numeri, delle simpatie e della tendenza a tifare per uno o per l’altro, il dato epocale consiste in una svolta radicale del modo di intendere la Rete. Google da sempre è il sito più visitato. Ma Fb ha vinto in termini di temporalità. La massa di utenti passa più tempo su Facebook che su Google: 41.100 minuti contro 39,8 milioni. Mark Zuckerberg lo ha capito. La cassa di Paperon de Paperoni che sta nella rete non poggia sul peso dei contenuti universali, bensì sulla moltitudine di soggettività rese protagoniste col sistema Facebook. w ww.ci ttadi niesa lute.it


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Giovani

Harry Potter e Halloween, educatori necessari

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'IMMAGINARIO GIOVANILE HA UNA VOCE IN PIÙ, L'IRONIA, LO SCHERZO, LO SBERLEFFO PER ROVESCIARE UNA PAURA INDICIBILE. LA MORTE, DALL'ESSERE TABÙ,VIENE ESORCIZZATA E DIVENTA UNO GIOCO, UNO SCHERZO, QUALCOSA CHE PUÒ ESSERE SCONFITTO SE SUPERIAMO LA PAURA CHE EVOCA. Il 31 ottobre e 19 novembre i ragazzi hanno preso in giro la paura della morte. Con la festa di Halloween e l'uscita del settimo film di Harry Potter. Chiaramente è degli adulti un rapporto consapevole con questa paura che nell'evoluzione di adulti si deve imparare a combattere e sconfiggere. Nel mondo del bambino e del ragazzo questo significa mettere il piccolo davanti alla grande paura della crescita. Ben vengono quindi sia Halloween che Harry Potter se riescono a far superare l'impronunciabile tetto che non consente al giovane di spiccare il volo preferendo il bozzolo, della famiglia della casa, delle cose rassicuranti. La riflessione di Florinda Bruccoleri, psicologa esperta in Psico-oncologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Consulente tecnico in ambito Forense, aggiunge una mattone in più al grande edificio costruito sulla saga del giovane mago come sulla tanto bersagliata festa inserita appieno nelle ricorrenze nostrane. “Halloween permetta di esorcizzare la morte attraverso la sua frequentazione simbolico/trasformativa”. Questo il senso della tesi di Bruccoleri. “I bambini che adesso vivono nella cultura di Halloween si preparano tra maschere e giochi, si apprestano a citofonare per un “dolcetto o scherzetto” e poco risentono come noi adulti di oggi dell’unica “festa dei morti”, in cui a portarci un www.cittad inies alut e.it

dono sarebbero stati esclusivamente i nostri nonni volati in cielo o qualcuno a noi caro che “tornava” in quella notte”. Questo specifico ambito di riflessione risalta il passaggio rivoluzionario in cui non sono più i morti a scendere, come era nell'immaginario antico, ad aiutarci a consolarci, nella tradizione più consolatoria. Siamo noi stessi che presaghi di quel che saremo offriamo un dono o rendiamo dolce la paura di trapassare. “Della paura si deve sempre aver rispetto, perché è un simbolo del contatto con la morte, morte che oggi ci fa ancora più paura, ma che riteniamo di poter vincere in un modo nuovo. Se in passato per sconfiggere i loro timori i ragazzi sognavano di essere Superman, il Supereroe tutto muscoli, oggi i nuovi giovani hanno come modello Harry Potter, orfano indifeso, che supera le sue grandi paure con l’intelligenza, l’astuzia, il coraggio. Anche noi adulti dovremmo fare altrettanto”.

A tematizzare questo aspetto è invece Cecilia Ragaini, neuropsichiatra e psicoterapeuta dell’adolescenza. La novità dell’ultimo Potter consiste nel fatto di tematizzare la morte come premessa e renderla esplicita sotto diversi punti di vista: la morte di una persona per come è vissuta dai cari - “Dopo l'omicidio di Silente da parte di Piton, Harry, Hermione e Ron decidono di abbandonare Hogwarts per cercare i restanti horcrux”. La morte raffigurata in una persona che è l’assoluto negativo - Lord Voldemort. “Far morire la morte” una forma di igiene per la crescita umana. Farla rivivere, un’occasione in più nella vita per acquisire il senso del limite. Quel limite che se non proiettato fuori di noi, fuori dal corso delle cose presenti, rischia di sommuovere fino a rendere impraticabili le scelte più ordinarie perché come succede per Voldemort quella paura assume aspetti diversi nella vita di tutti i giorni. Angelo Nardi


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Prevenzione & Salute

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Rubrica

La rubrica mensile, Prevenzione & Salute, nasce con l’intento di informare, in maniera semplice ed efficace, i lettori su come prevenire e combattere le patologie più diffuse del terzo millennio.

L’alcol etilico è una delle droghe più diffuse nel mondo. Tra gli esami che un laboratorio analisi può effettuare per accertare tale abuso vi è la CTD (transferrina carboidrato carente). Questo marcatore biochimico rappresenta un elemento importante nel giudizio di idoneità alla guida, da parte della commissione medico locale. Dott.ssa Helen Costanzi Chimico specializzato in Tossicologia Laboratorio Analisi Guidonia

Abuso alcolico: Focus sulla transferrina carboidrato carente (CDT) Il problema di abuso alcolico rappresenta uno dei fenomeni sociali e clinici di grande rilevanza e spesso richiede un enorme impegno da parte degli specialisti che si rivolgono al Laboratorio di Analisi, il quale ha l’obbligo di fornire informazioni mirate ed affidabili. Una premessa deve esser fatta riguardo al tipo di problema che si ha di fronte: intossicazione acuta (con implicazioni medico-legali) oppure di abuso cronico e sulla base di questa distinzione il percorso clinico si differenzia. Per ambedue le casistiche sono messe in campo sia indagini consolidate nel tempo che nuovi marcatori con alto potere predittivo (aumenta l’efficacia diagnostica). L’alcol etilico, solitamente assunto per via orale è una delle droghe più diffuse nel mondo e il suo meccanismo di assorbimento è estremamente rapido (2-6 ore), con un picco massimo di concentrazione plasmatica dopo 20 minuti dall’assunzione, tale concentrazione si registra anche nella saliva ed espirato, mentre nelle urine abbiamo il picco massimo dopo circa 2 ore. La via metabolica di eliminazione preferita dall’alcol etilico (proprietà chimiche riducenti) è quella di ossidazione che porta alla formazione finale di acido acetico. In letteratura viene riportata anche un via di eliminazione dell’alcol etilico dall’organismo non ossidativa, in cui abbiamo la formazione di esteri etilici degli acidi grassi (trigliceridi), i quali si è osservato possono danneggiare seriamente gli organi a seguito di abuso della sostanza incriminata.

L’eliminazione di alcol non modificato (2%) avviene maggiormente attraverso i reni, polmoni e in piccole quantità attraverso la saliva e altri liquidi organici, mentre nelle urine (alcoluria) lo troviamo con concentrazioni di poco superiori a quelle ematiche. In corso di assunzione ripetuta di alcol, il medico deve affrontare seri problemi, in cui vengono colpiti organi vitali come il fegato, pancreas e in ultimo il sistema nervoso di cui il Laboratorio purtroppo non riesce a dare informazioni di rilievo.

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Cittadini & Salute

Il Laboratorio, attualmente, mette a disposizione del medico diversi esami che, valutati in maniera opportuna, lo aiuteranno ad intraprendere decisioni più appropriate in relazione a problemi diagnostici e prognostici, quali: a) L’accertamento di forti bevitori; b) Monitoraggio dell’alcolista in terapia disintossicante; c) Discriminare le epatopatie di origine alcolica dalle altre; d) In corso di epatopatia alcolica, valutare lo stadio della malattia.

Prima di descrivere il nuovo marcatore di abuso alcolico, brevemente ricordiamo quelli storici, che ancora oggi per alcune loro peculiarità vengono utilizzati: Alcoluria (etanolo urinario); in virtù della sua permanenza maggiore nelle urine che nel sangue, viene prescritto per controllare l’astinenza, ma risulta svantaggioso visto la necessità di eseguirlo quasi quotidianamente (bassa emivita dell’etanolo), inoltre la scarsa significatività in caso di bassi positivi se il campione viene prelevato dopo pranzo rende questa ricerca poco efficace. Ricordiamo inoltre che un solo valore positivo non significa nulla, mentre più valori positivi indicano evidentemente l’assunzione cronica di alcol, da qui la necessità di ripetere più volte l’esame con enormi costi sanitari. Altri esami più datati e consolidati sappiamo essere la gamma glutamil-transpeptidasi (GGT), che in mancanza di altri dati diagnostici deve far sospettare un caso di alcolismo. Quest’enzima permette di seguire l’astinenza di un’alcolista in terapia di disintossicazione perché la sua attività nel siero si normalizza dopo 30-40gg di astinenza (in assenza di danno epatico, altrimenti aumenta il lasso di tempo). Una limitazione a questo utilizzo è rappresentata dal fatto che la GGT resta elevata nei primi 5 anni di dipendenza alcolica, mentre tende a normalizzarsi per periodi più estesi. La combinazione di GGT con altri test quali l’MCV (Volume Corpuscolare Medio) fa aumentare la sensibilità a discapito della specificità, ma non fornisce comunque indicazioni sull’eventuale danno epatico, l’MCV del resto è un marcatore poco sensibile se usato da solo e un parametro poco adatto per il controllo dell’astinenza (tempi lunghi circa 120gg per normalizzarsi). Citiamo, in ultimo gli enzimi epatici tra i più noti AST (aspartato-amino transferasi) ed ALT (alanino-amino transferasi) e sappiamo come la combinazione dei due (rapporto AST/ALT) possa discriminare un’epatopatia di origine alcolica (R=2) da una di origine non alcolica (R<1). Lo svantaggio nell’utilizzare solo questi parametri clinici sta nella bassa sensibilità degli stessi (circa il 35%) cioè la probabilità che un soggetto malato presenti il valore alterato è molto bassa. Un marcatore diagnostico di cui ormai si sente parlare da diversi anni e che possiede caratteristiche decisamente vantaggiose è la: TRANSFERRINA CARBOIDRATO CARENTE (CDT).

La CDT rientra nel gruppo delle transferrine: glicoproteine che legano il ferro e provviste di residui variabili di acido sialico. www.cittad inies alut e.it

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In base al numero di quest’ultimi abbiamo le varie isoforme della transferrina: Pentasialotransferrina, Tetrasialotransferrina, Diasialotransferrina, Monoasialotransferrina e Asialotransferrina (le ultime tre vengono chiamate CDT). In condizioni di abuso cronico di alcol l’equilibrio ottimale di queste isoforme viene modificato cioè aumenta le percentuale di CDT a discapito delle altre isoforme. I soggetti non bevitori hanno valori di CDT al di sotto del 2,2% (viene espressa in percentuale rispetto alla Transferrina Totale), mentre assumendo circa un litro di vino al giorno si registra un marcato aumento della CDT nell’arco dei 7 giorni, mentre si osserva una normalizzazione della stessa a seguito di astinenza in un periodo pari a 15 giorni. La CDT è un indicatore molto specifico ed è strettamente correlato dal punto di vista qualitativo e quantitativo all’assunzione eccessiva di alcol in epoca recente, non è influenzato quindi da altre patologie presenti come nel caso di GGT e MCV, inoltre possiede una sensibilità tale da permettere una valutazione dei livelli di consumo alcolico minimo che si associano a danni fisici o psichici, questo marcatore biochimico rappresenta un elemento importante nel giudizio di idoneità alla guida, da parte della Commissione Medico Locale (art 186 del Codice Stradale “guida in stato di ebbrezza”). La CDT viene determinata con una metodologia standardizzata quale la Cromatografia ad alta prestazione (HPLC), che consente vista l’importanza del dato analitico, una misurazione affidabile e riproducibile, al contrario di altri sistemi immunologici poco accurati che potrebbero dare dei falsi positivi in presenza di alcune varianti congenite della CDT (molto rare) difficilmente separabili con i sistemi proposti, tale problematica non accade utilizzando la quantificazione in HPLC, che evidenzia il profilo cromatografico caratteristico in presenza di queste anomalie genetiche.

GRUPPO EUROMED

Via Roma 186 (Guidonia) Tel. 0774 300401 gruppoeuromedguidonia@gmail.com


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Attualità

Contro la chiusura del SS Gonfalone

IL 20 NOVEMBRE ALLE 10 TUTTI A PIAZZA ROMA!”. IL SINDACO HA INDETTO UNA MANIFESTAZIONE CON TUTTI I CITTADINI. ASSOCIAZIONI CIVICHE, CULTURALI E SPORTIVE, LE SIGLE SINDACALI, COMMERCIALI E D’IMPRESA, IL MONDO DELLA SCUOLA IN OGNI SUO ORDINE E GRADO. Tutti chiamati ad un'adesione attiva per evitare che l'ospedale SS Gonfalone sia chiuso. La manifestazione comprende anche una forma di sciopero lieve. Si chiede anche l’interruzione temporanea delle attività lavorative, artigianali, commerciali, professionali, scolastiche, per partecipare al corteo che attraverserà le vie della Città, fino in piazza Enrico Berlinguer a Monterotondo Scalo. Il percorso segnato segue viale Buozzi, via Matteotti, via Gramsci, via Grandi, via Turati, via Nomentana, piazza Enrico Berlinguer. Una protesta che va avanti da due mesi. Il sindaco di Monterotondo non recede. Perdere l’ospedale sarebbe il più grande paradosso di un’amministrazione che si era presentata ai cittadini come quella che avrebbe fatto realizzare alla Regione Lazio un nuovo ospedale allo Scalo in grado di assorbire la domanda di sanità per tutto l’asse nord della provincia romana. Ora di quel progetto, di quello stanziamento, di quegli espropri iniziati non se ne fa nulla. Sembrano rimasti lettera morta. Non solo. Si vuole smantellare anche quella piccola realtà nosocomiale, sicuramente insufficiente e inadeguata alle esigenze di un intero asse metropolitano, ma che comunque dava la garanzia della presenza di un presidio sanitario. Già il 3 novembre il sindaco aveva riunito i suoi concittadini davanti la Pisana per una manifestazione di protesta. www.cittad inies alut e.it

Foto: Comune di Monterotondo www.flickr.com/comune_monterotondo/

Allora aveva detto: “Abbiamo spiegato al presidente Polverini le nostre ragioni, dicendole che i dati che hanno portato al declassamento dell'ospedale di Monterotondo, e quindi nei fatti alla sua chiusura, sono tutti sballati e non realistici". In una lunga nota battuta dall’agenzia stampa AdnKronos, Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo, ribadiva la sua partecipazione viva alla protesta di fronte alla sede del consiglio regionale del Lazio contro il nuovo piano sanitario. “Abbiamo portato le nostre ragioni tecniche - ha proseguito Alessandri oggi qui con me c'è il comitato in difesa dell'ospedale, che a Monterotondo è costituito da sindacati, dalle associazioni delle famiglie, dalle associazioni delle mamme che vorrebbero partorire a Monterotondo ma da gennaio non potranno più per la chiusura del punto nascite. Ci sono anche i partiti politici, anche se non c'è un'unica bandiera, per-

ché dobbiamo superare ogni divisione in difesa dell'ospedale”. Monterotondo non è la sola a piangere e protestare. La scure-Polverini ha eliminato 24 strutture sanitarie pubbliche, molte di queste in verità erano da tempo in predicato di chiudere i battenti. Ventidue di questi piccoli ospedali sono riconvertiti in poliambulatori. I due che vengono proprio smantellati sono Atina e Arpino. Ma in verità quelli che sono più colpiti sono proprio quelli dell’asse nord della provincia romana. Vengono infatti chiusi i nosocomi di Bracciano, Monterotondo, Magliano Sabina. Non c’è struttura sanitaria articolata nella provincia della bassa Sabina. Anche nell’area di Bracciano, l’Asl RmF è partita la protesta con parole di battaglia molto simili a Monterotondo. Curioso il fatto che i Comuni vicini non abbiano unito le loro forze visto che il progetto di nuovo ospedale eretino riguardava tutto l’asse nord.


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Servizio ai cittadini NUMERI UTILI

SOS Carabinieri 112 Stazione di Guidonia 0774 342025 Stazione di Tivoli Terme 0774 379246 Stazione di Montecelio 0774 397600 Stazione di Tivoli 0774 375871 Polizia 113 Commissariato di Guidonia 0774 30301 Commissariato di Tivoli 0774 31941 Polizia stradale Tivoli 0774 31921 Polizia Municipale Guidonia 0774 342632 Montecelio 0774 511314 Colleverde 0774 365219 Setteville 0774 391535 Villalba 0774 355668 Villanova 0774 325133 Vigili del Fuoco 115 Tivoli V. Paterno, 2 0774 534343 Guardia di Finanza 117 Tivoli 0774 311330

PUBBLICA UTILITÀ Comune di Guidonia Piazza Matteotti, 20 0774 3011 Ufficio Igiene e Sanità 0774 6541 Comune di Tivoli Piazza del Governo, 1 0774 4531 Asl Guidonia 0774 6541 Guidonia Consultorio 0774 341381 Villanova Consultorio 0774 528747 Inail Via Tiburtina, 75 0774 33941 Inps Centralino Guidonia Via dei Mughetti, 2 800.130.335 Centro per l’Impiego Guidonia 0774 300831 Camera di Commercio Via Tiburtina Km 20 0774 353549

Agenzia delle Entrate 0774 50031 PT Tivoli Via Empolitana, 88 0774 331127 PT Tivoli Centro Via Palatina, 12 0774 31981 PT Guidonia Via Dei Fauni 0774 357458 PT Villalba P.zza Carrara, 13 0774 372106 PT Villanova Via Guerrazzi 0774 528741 Gas (Eni) Segnalazione guasti Numero Verde 800.900.999 Numero Verde Italgas 800.900.700 Enel Segnalazione guasti, nuovi contratti, volture e pratiche 800.900.800 Acea segnalazione guasti 800.130.335 Acea Guidonia 0774 300895 Protezione Civile Via Lago dei Tartari, 7 Guidonia 0774 355888 - 0774 373015

FARMACIE

GUIDONIA

Aleandri Viale Roma 140 0774 342955 Di Siena Cinzia Via Tiburtina, 92 0774 372116 Altobelli Via Corso Italia, 95 0774 371811 - 353400 De Michele S. Piazza San Giovanni, 37 Montecelio 0774 510043 Barresi Via Monte Bianco, 59 0774 363066 Ivella Dr. Simonetta Largo Falcone, 5 0774 300926 Lorenti Via Colle Nocello La Botte 0774 324152 Piracci Via Leopardi, 21 Setteville 0774 391101

Restaino Via Albuccione, 32 0774 378740 Tornaghi Via Maremmana, 153 Villanova di Guidonia 0774 528112 Rossetti Laura Via Maremmana, 300 Villanova di Guidonia 0774 325418 - 324134 Scaramella S. Via Girasoli, 30/32 Guidonia 0774 343449 Scavolini Viale Roma 84 - 0774 342019 Farmacia Vitillo Marco Simone Setteville Nord Via Anticoli Corrado, 37 0774368686

TIVOLI

Baldinelli Marco Piazza della Queva, 11 Tel. 0774 371020 Baldinelli Fabio Via Pio IX, 7 0774 357085 Conti dei Dott.ri Le. E G. Valentini Via del Trevio, 78 0774 335093 Poggi Via Empolitana, 17 0774 334323 Giovannola Dott. Fabrizio Via Campolimpido 0774 380300 Minelli Piazza Rivarola, 8 0774 335213 Caricari Via Empolitana, 126 0774 314722 Pallante Dott. Ettore Piazza Plebiscito, 18 0774 312183 Pangia Raffaele Vincenzo Via Bulgarini, 28 0774 314303 Riccardi Zino Via Trieste, 14 0774 335094 Tornaghi Dott. Giacomo Via Nazionale Tiburtina, 159 0774 530804 Farmacia Sciarra Villa Adriana Via Rosolina, 80 0774380046 Sulsenti Dr. Adriana KM. 34.300, Via Valeria 0774 334684

De Franceschi Paola 12, Via Munazio Planco 0774 318558 (parafarmacia)

FARMACIE NOTTURNE Orario prolungato fino alle ore 24. Dalle 24 alle 8.30 su reperebilità Scaramella Collefiorito Via Dei Girasoli, 30 0774 343449 Di Siena Villalba Via Tiburtina, 92 Tel 0774 372116

OSPEDALI

Ospedale di Tivoli 0774 3161 Guardia Medica Tivoli 0774 313911 Casa della Salute (Primo Soccorso) Palombara 0774 6541 Centro Trasfusionale 0774 6545497 AVIS 800.261.580

PRONTO SOCCORSO

Emergenza Sanitaria 118 Ospedale di Tivoli 0774 5314397 Montecelio Ambulanza 0774 345345 Associazione Stella Maris 0774 325111 Croce Blu Guidonia 0774 300696 Croce Rossa Italiana Guidonia Emergenza sanitaria 118 Richiesta ambulanze 0774 353091 Croce Rossa Italiana Tivoli 0774 335086

SANITARIE

Tecnomedical s.r.l. Guidonia Via delle Petunie, 5 0774 343375 - Fax 0774 309245 Sanitaria Asia Guidonia Via Numa Pompilio 43/45/47 Tel e Fax 0774 346172

Cittadini & Salute Mensile d i inf ormazione Socio-Sanitaria della Provincia di Roma est editor e e Direttore Generale Mario Dionisi Direttore Responsabile Daniele Crescenzi C a p o r e d a t t o r e Federica Sciarratta A r t D i r e c t o r Antonella Cimaglia R e d a z io n e Via Galletti, 16 - 00012 Villanova di Guidonia (Rm) e-mail: redazione@cittadiniesalute.it Tel e Fax 0774 529498 - 0774 320278 Stampa Fotolito Moggio strada Galli, n°5 Villa Adriana (Rm). Registrazione n. 31 del 29 giugno 2010 presso il Tribunale di Tivoli. Tutte le collaborazioni sono considerate a titolo gratuito, salvo accordi scritti con l’editore. Tutto il materiale cartaceo e fotografico consegnato o spedito alla redazione, non verrà restituto.


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