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Magazine dei motori in Sardegna: auto, moto, gare e personaggi

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FM formulamotori MAGAZINE

Nuova Mazda3 A battesimo in Sardegna

Alfa Romeo Spider NUMERO #25 Settembre - Ottobre Anno 2006 - € 2,90

formulamotori

MAGAZINE

L’affascinante sportiva firmata Pininfarina

BMW serie3 coupé La terza generazione della sportiva bavarese

Auto e Moto Le gare in Sardegna

I personaggi

Lorenzo Pes e Maurizio Sanna

NUMERO #25 Settembre - Ottobre Anno 2006

La grande Corsa da Londra a Dresda _copertina_N25[sett-ott].indd 1

Completamente rivoluzionata sul fronte del design e nel campo tecnologico. Doppia personalità: una 3 porte sportiva e una 5 porte “familiare”. In vendita a ottobre.

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formulamotori

MAGAZINE Anno IV - Numero 25 - Bimestrale SETTEMBRE/OTTOBRE 2006 www.formulamotori.com Direttore editoriale e responsabile Gianni Piras Gianni.piras@formulamotori.com Redazione Gabriele Piras Nicola Piras Raffaella Piras Collaboratori Piero Abrate, Corrado Canali Marco Cecchinelli, Annibale Falaschi Gian Luca Gafforio, Emiliano Marziali, Sebastiano Pugliese, Gianni Sandri, Bruno Tonidandel, Carlo Valente, Luciano Zanda, Francesco Costantini Federico Fonnesu, Cristiano Congiu Art Director Grafica e impaginazione Alessandro Cirina a.cirina@tiscali.it Fotografie Luciano Zanda (gare di moto) Distributore per la Sardegna Servizi Stampa Sardegna (CA-Olbia) Sammarco (OR-NU) Cherchi Aldo& C (SS) Agenzia Piras (Alghero) Responsabile della distribuzione Giuseppe Zolfino Stampa Grafiche Ghiani Strada Statale 131, KM. 17.450 09023 Monastir (CA) Editore Formulamotori Soc. Coop.Va arl www.formulamotori.com Uffici e sede amministrativa Vico II Orazio,2 09042 Monserrato (CA) Tel. e fax: 070/5740068 e-mail: info@formulamotori.com Pubblicità Vico II Orazio,2 09042 Monserrato (CA) Tel. e fax: 070/5740068

Il materiale redazionale e fotografico non viene restituito se non espressamente richiesto. Vietata la riprduzione, anche parziale, priva di autorizzazione dell’Editore. Il contenuto dei testi, anche se accuratamente verificato, non comporta specifiche responsabilità nel caso di involontari errori o inesattezze. Gli articoli firmati esprimono esclusivamente il pensiero personale del redatore dell’articolo. I vari argomenti e in generale quanto espresso dai singoli autori di ogni articolo non comporta responsabilità per l’Editore. Formula Motori: registrato presso il Tribunale di Cagliari in data 09-06-2003 al n° 15/03

Editoriale

Assicurazione auto e caro-tariffe: ma la “scatola nera” non basta Cominciamo a familiarizzare con il nome, anche se in Sardegna avremo ancora parecchi mesi a disposizione prima di poterne valutare (forse fra tre anni) l’uso pratico: check box. Niente di fantascientifico: più comunemente una “scatola nera”, una sorta di “grande fratello” che grazie al satellite spierà a lungo gli automobilisti italiani (per ora solo 17mila), registrerà la velocità delle auto, rileverà le modalità di eventuali incidenti stradali e altri dati ancora. Tutto nel solco di un progetto avviato dal ministero per lo Sviluppo Economico e coordinato dall’Isvap (Istituto di vigilanza per le assicurazioni) che ha il “nobile” intento di ridurre le tariffe Rc auto. E’ la prima volta che la “scatola nera” irrompe nel pianeta delle auto: una “rivoluzione” storica, al pari dell’avvento dell’airbag che ha già un quarto di secolo di vita, dell’ABS (sistema antislittamento per frenate sicure), dell’ESP (sistema elettronico per la stabilità) impostosi necessariamente dopo la infelice “prova dell’alce” che mise ruote all’aria un’auto (ora di successo) tedesca. Una “rivoluzione” col gontagocce, limitata per ora a sole 5 grandi città (Torino, Milano, Roma, Napoli e Palermo) dove le tariffe dell’assicurazione-auto sono le più alte in assoluto in Italia: per risparmiare il 10 per cento delle “salate” tariffe, i 17.000 “nostri eroi” (sorteggiati tra i clienti delle maggiori Compagnie di assicurazione) si lasceranno spiare dal satellite mentre sono al volante, giorno e notte, per almeno tre anni. Una goccia (il 10%) nel mare magnum delle auto sempre più costose. Come si sa, ogni anno in media in Italia si spendono 2.700 euro per auto (quattromila se si considerano costo d’acquisto e manutenzione): incidono fortemente assicurazione (18 per cento) e carburanti (il doppio: quasi mille euro bruciati in benzina e gasolio). Sarà una goccia, ma è pur sempre un risparmio. La posta in palio vale la candela, o meglio il “check box”: un minuscolo “congegno” collegato al satellite che registra l’atteggiamento del pilota e il suo stile di guida, percorsi e orari, controlla la velocità dell’auto, ricostruisce con precisione la posizione dei veicoli in caso di scontro e quindi la dinamica degli incidenti, stabilisce se l’auto ha frenato prima dell’incidente e così via. Con assoluta precisione vengono documentati i 40 secondi che precedono l’incidente e i 30 secondi successivi: 1 minuto e 10 secondi per accertare la dinamica del “colpo di frusta” (è il caso più frequente), ad esempio, o altri aspetti dell’infortunistica. Informazioni utili per “ritoccare” (e quindi anche abbassare) le tariffe. Perché? Semplice: come sostiene l’Aci, la scatola nera è uno strumento di prevenzione concreto per la sicurezza stradale che premia gli automobilisti più prudenti e attenti alle norme del Codice della Strada. Morale della favola: meno rischi, più risparmi. Un “grande fratello”, ma soprattutto un testimone infallibile e incontestabile in ogni occasione: insomma, non si potrà più “barare” con le “scatole nere” (distribuite dalla Meta System, l’azienda emiliana vincitrice di una gara d’appalto europea bandita il 13 dicembre 2005), destinate anche per creare una vasta banca dati. Check box è un progetto che parte da lontano, varato nell’ambito della Finanziaria 2001, con decreto del ministero delle Attività Produttive (ora Sviluppo Economico): all’Isvap è stata assegnata una quota di 7 milioni di euro delle risorse (stanziate sul Fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dal garante della concorrenza e del mercato) da destinare ad iniziative a vantaggio dei consumatori; le modalità di erogazione dei soldi destinati alla fase sperimentale delle “scatole nere” sono stabilite nella Convenzione stipulata il 3 agosto dello scorso anno. E i consumatori approvano: va bene qualsiasi iniziativa che riduca le tariffe RC auto, però il progetto check box non risolve il problema, le Compagnie assicurative devono ridurre i costi che dal 1996 sono aumentati del 130 per cento, le tariffe in Italia sono le più alte al mondo. Un grido d’allarme, anche per <gli alti costi assicurativi>, già lanciato lo scorso dicembre a Milano da Salvatore Pistola presidente dell’Unrae (l’Unione dei rappresentanti delle Case estere in Italia): troppi balzelli incidono sull’auto, <all’Italia motorizzata torna circa il 20 per cento dei 75 miliardi di euro che il fisco incassa dall’auto contro una media europea che si aggira attorno al 35%>. Più che una “scatola nera”, un “buco nero”. Gianni Piras

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NEWS AUTO

Sommario In questo numero: Skoda Roomster

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Magia Spider Firmato Pininfarina l’affascinante sportiva dell’Alfa Romeo

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La Corsa venuta dal cielo Una 3 porte sportiva e una 5 porte “familiare”.

14

Nuova Mazda3 a battesimo in Sardegna Si rinnova la compatta berlina della Casa giapponese

20

Skoda Roomster IIspirata da un aereo per il “muso” e una casetta per la “coda”

25

BMW Serie 3 Coupé fascino bavarese Alla ribalta la terza generazione della sportiva Bmw

28

Micra C+C Matic La piccola Nissan col cambio automatico da 110 cavalli

30

Citroen C4 con cambio antistress Trasmissione manuale a 6 marce gestita dall’elettronica

34

Il turbo raddoppia Motore diesel 2.2 da 170 cavalli con due compressori paralleli

38

Fascino “TT” L’Audi Coupè 2+2 a trazione anteriore o integrale

40

XKR, doppio salto del mitico Giaguaro

Nissan Micra C+C

30

La supersportiva della Jaguar in versione Coupé e Convertibile

44

BMW, nel segno di Z4 coupé La Bmw vola sempre ad alta quota

46

NEWS MOTO Nel “pianeta” Motorrad Bmw cresce con moto d’impostazione sport-turismo

50

CONCESSIONARIE Gruppo Zunino: intervista a Gianni Camboni Il Gruppo che rappresenta grandi marchi automobilistici

56

PERSONAGGI

Jaguar XKR

GP di Sardegna a Mores

44

74

Kiko Tornatore, il “grande” ritorno Pilota ed organizzatore per hobby, da 40 anni alla ribalta

60

Pes Lorenzo, il “magnifico” Il pilota di Olbia tra i giganti del Supermotard

62

Maurizio Sanna, il “sogno” africano Il motociclista quartese cerca gloria nel Rally dei Faraoni

64

GARE IN SARDEGNA Rally di Sardegna Pala-Achenza terzi, Conti-Urgeghe quarti

66

Rally del Corallo Alla ribalta le più belle (e storiche) auto da rally

68

Sardegna Racing Intensa attività della Scuderia cagliaritana

70

Supermoto: GP di Sardegna a Mores Lorenzo Pes, quinto nella prima gara, costretto al ritiro

74

Motocross a Padru Fresi: doppia vittoria. Muggianu e Giua: nella 125

78

Motocross a Porto Torres Vincono Muggianu (Classe 125) e Gian Mario Asole (250)

80

Supermoto a Tempio Dominano Mariotti (Sport) e Pes (Prestige)

83

Supermoto a Nurri Brilla Nicola Baccanti. Lorenzo Pes e’ sempre piu’ “prestige”

85

Enduro a Lanusei Melis trova la “via” del successo

88

Enduro a Seneghe Acuto di Gianni Pusceddu

90

GARE NAZIONALI Cronoscalata di moto

Usai e Sias nel campionato italiano di velocità in salita

93

RADUNI Quelli dell’Eurovespa A Torino l’appuntamento degli amanti dello storico scooter

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News Auto | Le grandi italiane

di Raffaella Piras

Magia Spider Firmata Pininfarina lâ&#x20AC;&#x2122;affascinante sportiva dellâ&#x20AC;&#x2122;Alfa Romeo

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Alfa Romeo Spider

TRAPANI. Magia d’estate: la Brera si “scopre” e diventa spider. Nasce la nuova Alfa Spider. Eletta “Cabrio of the year 2006” all’ultimo Salone di Ginevra, dove è stata presentata alla stampa internazionale in versione statica, l’Alfa Spider è la “naturale evoluzione” delle “2 posti scoperte” che la Casa del Biscione ha realizzato nella sua lunga storia (pensiamo alla Giulietta Spider degli anni 50 o alla mitica Duetto, protagonista con Dustin Hoffman nel film “Il Lau-

reato”, o ancora alla GTV). Alfa Spider sfodera altissime prestazioni tecnologiche e un design elegante, moderno ed attraente. <Abbiamo voluto che avesse le caratteristiche delle auto scoperte storiche: due posti e una capote in tela>, ha detto Antonio Baravalle, amministratore delegato di Alfa Romeo, nel corso della conferenza stampa, tenuta a Bonagia (Trapani) in una suggestiva ex tonnara per la presentazione della nuova Spider marchiata Alfa.

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News Auto | Le grandi italiane

Derivata dalla coupé Brera

Una grinta tutta italiana

Derivata dalla recente coupé Alfa Brera (molti, infatti, la chiamano Alfa Brera Spider), porta la firma prestigiosa di Pininfarina, uno dei designer più prestigiosi del mondo, che l’ha disegnata in collaborazione con il Centro Stile Alfa Romeo. <Con la nuova Spider>, spiega Baravalle, <chiudiamo un percorso iniziato meno di un anno fa con l’Alfa 159. La 159 berlina, lanciata sul mercato a fine settembre 2005; l’Alfa Brera coupé del febbraio 2006; la 159 Sport Wagon dell’aprile 2006 e la nuova Alfa Spider (ndr: lanciata nei mercati italiani nel mese di luglio). Quattro modelli d’auto, differenti tra loro, legati da un unico filo conduttore>. Modelli che hanno contribuito al rilancio d’immagine e commerciale del marchio Alfa Romeo. Nei primi cinque mesi del 2006, infatti, in Europa le vendite sono aumentate del 10% circa, in Italia addirittura del 20%. <Con la spider speriamo di incrementarle>, auspica Baravalle.

La nuova Spider va, quindi, a completare la gamma nel rispetto della tradizione Alfa Romeo. Le dimensioni sono generose (è larga 183 centimetri, lunga 439 e alta 131) ma l’assottigliamento del frontale e del posteriore dà l’idea di grande compattezza. La nuova Alfa Spider ha uno “spirito” da vera sportiva, un carattere e una grinta tutta italiana (lo si intuisce subito non appena si accende il motore). Il frontale è aggressivo ed accattivante con i gruppi ottici a tre proiettori e lo scudo in bella mostra, in linea con quello delle ultime nate in Casa Alfa. Il taglio della fiancata dà l’idea di una vettura slanciata ed aerodinamica. La “coda” ha le linee morbide e arrotondate. I fanali sono allungati e i quattri terminali di scarico ne accentuano il carattere sportivo e dinamico.

Due motori a benzina Sul fronte motoristico la scelta verte su due propulsori JTS a benzina, gli stessi della Brera da cui deriva (per ora non è prevista alcuna motorizzazione diesel): il 2.2 da 185 cv e il potentissimo 3.2 V6 da 260 cv abbinato alla trazione integrale Q4 (caratterizzata dal differenziale autobloccante Torsen C evoluto: si tratta del nuovissimo “Twin Differential”). Entrambi i motori sono abbinati a un cambio meccanico a 6 marce. Previsto anche un cambio di tipo automatico solo per la versione con il motore 3.2 da 260 cv.

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Alfa Romeo Spider 1

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Una capote elegante e pratica

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Alfa Spider è una sportiva, ma non disdegna i lunghi viaggi: il bagagliaio ha una capienza di 253 litri, sia con capote chiusa che aperta. Gli interni sono accoglienti e sofisticati (è possibile scegliere fra quattro ambienti diversi), grazie all’utilizzo di materiali pregiati e all’adozione di molti accessori. Fra tutti il sofisticato sistema di comunicazione “Blue&Me”, o, nell’allestimento più alto, il climatizzatore automatico bi-zona. Accortezze che semplificano la vita a bordo e aumentano il comfort. La capote è in tela multistrato e interamente a scomparsa. Si ripiega nell’apposito vano (non toglie così spazio al bagagliaio) in soli 23 secondi, a vettura ferma. E’ dotata di un impianto elettroidraulico per la movimentazione automatizzata. E’ disponibile nei colori nero e blu.

Sicurezza ai massimi livelli: anche VDC e ASR Una spider con prestazioni da coupé, quindi, ma anche una spider sicura. Sul fronte della sicurezza passiva Alfa Spider schiera due airbag frontali, due airbag laterali (all’interno dello schienale dei sedili anteriori, proteggono meglio bacino e torace) e, novità assoluta, anche airbag per le ginocchia che impediscono il contatto con la plancia; due roll bar posteriori e due roll bar anteriori integrati nel parabrezza. A capote chiusa, inoltre, ci sono sei “crash pad”, cioè sei cuscinetti che hanno la funzione di proteggere la testa da urti contro il tettuccio. Per quanto riguarda, invece, la sicurezza attiva la Spider sfodera un impianto frenante

idraulico servoassistito, costituito da due circuiti indipendenti incrociati, che assicura una frenata pronta e progressiva e spazi di arresto ridotti. Alfa Spider, inoltre, è dotata del sistema antibloccaggio ABS completo di correttore elettronico della frenata EBD. Per garantire le stesse performance della Brera, l’Alfa Spider dispone di un Vehicle Dynamic Control (VDC), ossia l’interpretazione Alfa Romeo dell’ESP. E’ parte integrante del VDC il sistema antislittamento ASR. Spicca, inoltre, il sistema HBA, l’assistente elettronico idraulico di frenata, e il sistema Hill-holder che, nelle partenze in salita, agevola lo spunto ed evita all’auto di arretrare.

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News Auto | Le grandi italiane

Alfa Romeo Spider

I prezzi della Spider La versione con motore 2.2 JTS costa 35.800 euro nell’allestimento “Spider” e 37.800 euro nell’allestimento “Exclusive”. La versione con motore 3.2 V6 con trazione integrale Q4, disponibile nell’allestimento “Exclusive”, costa 45.800 euro.

Test-drive in Sicilia con la Exclusive Sulle strade costiere della Sicilia, da Bonagia fino a Marsala (in provincia di Trapani) abbiamo testato un’Alfa Spider “Exclusive” di colore Blu Montecarlo equipaggiata con il motore 3.2 JTS da 260 cv e super accessoriata: computer di bordo, chiave elettronica, pulsante di avviamento sulla plancia, cerchi in lega da 17”, climatizzatore automatico bi-zona. Oltre 160 chilometri di test-drive con il vento tra i capelli che hanno segnato il debutto su strada di questo nuovo orgoglio dell’Alfa Romeo. Vanta prestazioni di tutto rispetto: raggiunge una velocità massima di 235 orari e accelera da 0 a 100 orari in 7 secondi. E’ stabile, intuitiva e veloce. Ottima la tenuta di strada grazie alla trazione integrale. Il comfort di guida è molto elevato. I sedili sono comodi e avvolgenti. La seduta è bassa da vera sportiva ma il sedile del pilota (così come il volante) può essere regolato anche in altezza consentendo una guida “a misura di donna”. Non si ha l’impressione di sprofondare come capita nella maggior parte delle spiders. Piacerà molto anche al pubblico femminile. Per riassumere, vogliamo “dare i numeri” della Spider: 2 motori a benzina (2.2 litri e il 3.2), 2 allestimenti (Spider ed Exclusive), 10 colori di carrozzeria e 4 ambienti interni. 12FM settembre | ottobre 2006

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News Auto | I grandi debutti

La Corsa venuta dal cielo

Spettacolare debutto a Londra, sul Tamigi, per la quarta generazione della “compatta” Opel completamente rivoluzionata sul fronte del design e nel campo tecnologico. Doppia personalità: una 3 porte sportiva e una 5 porte “familiare”. In vendita a ottobre.

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Nuova Opel Corsa

La “regina” di Londra arriva direttamente dal cielo appesa a un grande elicottero, volteggia sul Tamigi all’altezza del Tower Bridge e poi atterra al British International Motor Show tornato (da Birmingham) dopo 30 anni nella capitale inglese: debutta così, con un primo atto senza precedenti, davvero suggestivo, la nuova Corsa della quarta generazione, modello altamente strategico per la Opel che lancia la sfida alle “grandi” compatte del segmento B (Grande Punto, Yaris, Peugeot 207, Fiesta, Polo). E il secondo atto non è meno spettacolare: passerella (e test su strada) nello scenario di Dresda, città affascinante e ricca di storia come poche altre al mondo.

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News Auto | I grandi debutti

Passerella speciale a Dresda per la Corsa

Sistema Flex-Fix per due bici Anche fari AFL ABS ed ESP La nuova Corsa propone una lunga serie di “primizie”. Unica nella sua categoria per il sistema integrato Flex-Fix (costa 500 euro: sparisce dentro il paraurti posteriore) che può trasportare anche due bici; per i sistemi elettronici ABS ed ESP (entrambi di serie): il primo integra il ripartitore elettronico della forza frenante, il controllo della frenata in curca (CBC) e della stabilità in rettilineo (SLS); il secondo riesce a frenare fino a quattro ruote separatamente. Unica anche per le luci-stop lampeggianti in caso di emergenza, per il sensore di superamento della velocità, per le cinture di sicurezza con doppio pretensionatore. Può inoltre memorizzare le impostazioni personali del pilota e dei passeggeri sulla chiave di avviamento. Sfoggia un autotelaio IDS (Interactive Driving System) completamente nuovo per una guida sportiva con ampi margini di sicurezza, i fari AFL per illuminate meglio le curve (fino a 30 metri dagli incroci).

Superfici laccate “tipo pianoforte” Il design è la carta vincente, sia all’esterno (linee tese, forti e sportive, parabrezza inclinato, gruppi ottici vistosi, montanti posteriori molto pronunciati nella 3 porte) che dentro (interni hi-tech con colori vivacissimi, persino superfici laccate “tipo pianoforte”), al pari di un assetto completamente nuovo (in grado di garantire un comportamento sicuro ed un’ottima tenuta di strada anche in curva), dei contenuti tecnologici (una novità per un’auto di questa categoria), dei nuovi interni di alta qualità, della grande abitabilità e di molte innovative soluzioni come il sistema flessibile di trasporto integrato Flex-Fix che fa la sua prima apparizione su un’auto prodotta in serie. I fari, grandi ed imponenti, mettono in risalto il “taglio” sportivo della nuova Corsa. Grazie alla forma svasata dello spoiler anteriore, il frontale sfodera una specie di “amichevole sorriso”. Il primo montante del tetto è molto inclinato per accorciare otticamente la misura del cofano-motore e concentrare la massa della carrozzeria tra i due assi delle ruote. Gli specchietti retrovisori esterni, regolabili elettricamente (di serie), sono studiati per consentire l’inserimento di un piccolo finestrino triangolare aggiuntivo che aumenta la superficie vetrata. 16FM settembre | ottobre 2006

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Nuova Opel Corsa

Una Corsa col “sorriso sul volto” Una Corsa <con un sorriso sul volto>. Due “personalità” diverse ma decisamente spiccate. La 3 porte e la 5 porte hanno in comune solo i parafanghi anteriori, il cofano-motore, il paraurti anteriore e i fari. La carrozzeria della 3 porte sfodera un profilo atletico e spalle muscolose, quasi come fosse la maglietta sul corpo di un culturista, mentre l’andamento del tetto ricorda quello di un coupé. Nella più familiare 5 porte il tetto si protende all’indietro, e le grandi superfici vetrate mostrano sedili posteriori “generosi” nonostante le contenute dimensioni esterne della Corsa.

“Spirito” dell’Astra, pianale della Punto Una “rivoluzione” a tutto campo, sul fronte del design e in campo tecnologico. C’è la Corsa 3 porte che sembra quasi un coupé con una linea a cuneo pronunciata e un’impronta decisamente sportiva; c’è la Corsa 5 porte destinata (alle famiglie giovanili) col sistema Flex-Fix per trasportare biciclette o altri oggetti ingombranti e col doppio piano di carico DualFloor. E c’è lo “spirito” dell’Astra (l’auto che ha dato nuovo slancio alla Opel nei mercati), ossia il “family feeling”, che aleggia in questa Corsa numero 4 ora cresciuta, sviluppata sul pianale della Punto in virtù della joint venture Fiat-GM: più lunga di 15 centimetri (ora 3,99 metri) rispetto alla precedente versione, più larga (+6 cm: 1,713 metri la 3 porte; 1,737 la 5 porte) e più alta (+5 cm: 1,49 metri). Più corta (4 cm) della Punto, ma più larga (2 cm).

Sei motorizzazioni al debutto in Italia In comune con la compatta della Fiat anche alcuni dei 6 motori scelti per il lancio (a ottobre in Italia con prezzi a partire da 11.300 euro per la 3 porte): a benzina 1 litro (60 cv), 1.2 (80 cv) e 1.4 (90 cv); a gasolio 1.3 CDTi da 75 e 90 cavalli, 1.7 CDTi da 125 cv. Previsti anche un motore 1.6 a benzina da 105 cv e la grintosa versione OPC col turbo da 180 cavalli. Oltre ai cambi manuali a 5 ed a 6 marce (sui due turbodiesel più potenti) e al cambio manuale automatizzato Easytronic (a richiesta con il 1.200 a benzina), c’è anche la trasmissione automatica a 4 rapporti (1.4 Twinport Ecotec). Motori ECOTEC a benzina Cilindrata (cc) Potenza (CV/kW a giri/minuto) Coppia massima (kgm/Nm a giri/minuto)

Motori turbodiesel ECOTEC Cilindrata (cc) Potenza (CV/kW a giri/minuto) Coppia massima (kgm/Nm a giri/minuto)

1.0 TWINPORT

1.2 TWINPORT

1.4 TWINPORT

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1.364

60 (44) a 5.600

80 (59) a 5.600

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8,97 (88) a 3.800

11,2 (110) a 4.000

12,7 (125) a 4.000

1.3 CDTI

1.3 CDTI

1.7 CDTI

1.248

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1.686

75 (55) a 4.000

90 (66) a 4.000

125 (92) a 4.000

17,3 (170) a 2.500

20,4 (200) a 2.500

28,5 (280) a 2.300

I PREZZI DELLA NUOVA CORSA: SI PARTE DA 11.300 EURO La nuova Opel Corsa è pronta a rinnovare quel successo di pubblico che con le serie precedenti ne ha fatto l’auto estera più venduta in Italia nel decennio 1996-2005 (709.569 esemplari consegnati). Da quando è stata lanciata la prima serie, nel settembre del 1982, la Corsa è stata venduta in Europa in più di 9.400.000 esemplari La strategia della Casa tedesca si basa su prezzi molto competitivi abbinati ad equipaggiamenti di rilievo sia per la sicurezza che per il comfort: dagli 11.300 euro (chiavi in mano suggerito) della versione 1.0 Club 3 porte (11.900 euro la 5 porte) ai 17.350.000 euro della versione 1.3 CDTI Cosmo 5 porte con motore da 90 CV e cambio a 6 marce.Tutte le versioni della nuova Opel Corsa – una novità assoluta nel segmento B – sono dotate di serie di controllo elettronico della tenuta di strada (ESP) che rappresenta un importante contributo alla sicurezza. A richiesta, le nuove Corsa potranno essere inoltre equipaggiate con altre soluzioni assolutamente innovative come, in prima mondiale, il sistema Flex-Fix di trasporto posteriore integrato e con i fari anteriori alogeni ad illuminazione dinamica della curva (AFL). Come è ormai tradizione dei modelli Opel, i clienti che prenoteranno la nuova Corsa nell’allestimento Enjoy prima del 30 settembre potranno avere senza supplemento di prezzo fari fendinebbia, ruote in lega da 16 pollici con disegno a 7 raggi doppi e pneumatici da 195/55 R16.

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News Auto | Anteprime su strada

di Gabriele Piras

Nuova Mazda3 a battesimo

in Sardegna

Si rinnova dopo tre anni la compatta berlina della Casa giapponese ora più comoda e più silenziosa. Si amplia anche la gamma delle motorizzazioni.

Cosi’ il debutto in italia La Mazda3 Facelift debutterà in Italia il 23 settembre nelle concessionarie. Tre gli allestimenti: Hot, Activa ed Energy. Prezzi da 15.000 euro circa a 23.000 euro.

20FM settembre | ottobre 2006

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Nuova Madza 3

SANTA MARGHERITA DI PULA. Una ribalta prestigiosa per un “fenomeno” europeo come la Mazda3, ossia l’<anti-Golf> stando ai propositi ambiziosi del debutto (<Golf, ti aspetto fuori>, questo lo slogan-provocazione in occasione del lancio al Motor Show di Bologna 2003), sicuramente la <bambina prodigio> stando alla definizione della Casa giapponese di Hiroshima (Gruppo Ford) che la produce, essendo in pratica l’auto Mazda più venduta in Europa, l’auto che nel marzo 2005 è stata la “regina” della Casa giapponese in Europa (222.000 unità) battendo dopo soli 17 mesi il record del miglior volume mensile di vendite stabilito dalla Mazda 323. Si presenta così,

la Mazda3 nello scenario del Forte Village a Santa Margherita di Pula, per sfoggiare il suo nuovo look, il primo restyling dopo tre anni segnati da una carriera prestigiosa. La “media” (segmento C) della Casa giapponese sfoggia tutta una serie di perfezionamenti che hanno prodotto una qualità ora superiore sotto tutti gli aspetti rispetto alla prima generazione lanciata nel settembre 2003: migliorate in modo particolare le prestazioni dinamiche e la <perizia artigianale> (parole di Tatuo Maeda responsabile del Programma Mazda3) che sono stati i punti di forza del primo modello.

2006 settembre | ottobre FM21

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News Auto | Anteprime su strada

Test su strada: Pula - Teulada - Cagliari, viaggio in relax Ma è su strada che la Mazda3 ha sciorinato il meglio del suo repertorio: comoda e prestazionale, elegante e agile, sicura nel traffico lungo l’affollata litoranea cagliaritana. Primo test da Cagliari a Santa Margherita di Pula e poi (seconda tappa) dal Forte Village sino alla spiaggia di Giorgino, un percorso di 120 chilometri lungo la litoranea occidentale della Sardegna, attraverso Domus de Maria, Teulada, Santadi, Narcao, Chia, Pula, Sarroch e alla fine Cagliari sino al Poetto e al Margine Rosso (abbiamo allungato il test). Prendiamo subito atto

che le sospensioni (anteriori a montanti MacPherson e posteriori Multi-link) sono state perfezionate: maggiore stabilità e una migliore risposta dello sterzo. Gli ammortizzatori ora sono dotati di una valvola a piena portata: l’auto è più stabile anche quando affronta una curva o si effettua un rapido cambio di corsia. Va egregiamente bene anche il “piccolo” motore a benzina 1.4 litri, quattro cilindri in linea, che sembra tagliato apposta per le strade della Sardegna: i suoi 84 cavalli svolgono un “traino” più che sufficiente. Chiaramente gli altri motori danno più

soddisfazioni. Una “rivoluzione” autentica, nel solco della tradizione. Mazda ha sempre superato le barriere anticipando il futuro nel settore automobilistico: unico costruttore ad aver prodotto in massa il motore rotativo; ha saputo rinvigorire la classica spider a due posti nel 1989 con MX-5 in un momento in cui il segmento era praticamente privo di vita. E nel 2003 lo ha fatto di nuovo, con il lancio di Mazda3 che ha aperto nuovi confini sul fronte delle prestazioni e del comfort. Confini che ora si allargheranno con la “generazione” più evoluta.

22FM settembre | ottobre 2006

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Nuova Madza 3

Operazione “facelift” con grande maestria <Operazione Facelift> di assoluto prestigio: rinnovare un’auto la cui popolarità è in continua crescita – va detto - richiede una grande maestria. Soprattutto per quanto riguarda il design, considerato che la maggior parte degli automobilisti europei (60 per cento) ha acquistato la Mazda3 attratta in modo particolare dal suo stile <senza tempo>: così, ecco una “rivoluzione” discreta, quasi soft, per quanto riguarda gli esterni giusto per incrementare ancora di più l’elevato richiamo emotivo della “reginetta” giapponese. Dunque, “muso” più espressivo, mascherina anteriore con il logo Mazda più grande, nuove modanature davanti, paraurti posteriore aggiornato, nuove cornici nere per i grup-

pi ottici posteriori, “coda” più robusta e più sportiva, cerchi con un nuovo design, sette nuovi colori. La “radiografia” all’interno del corpo muscoloso della Mazda3 Facelift “scopre” una struttura rinforzata, sospensioni modificate, una grande quantità di elementi insonorizzanti, sottoscocca aerodinamico, piantone dello sterzo imbottito per proteggere meglio le gambe del pilota. E un abitacolo in stile salotto (buono) con nuovi colori e nuovi tessuti, inserti argentati sul quadro strumenti, indicatori bianchi per il pilota con illuminazione indiretta di colore blu che risultano più facilmente leggibili in condizioni di luce variabile.

2006 settembre | ottobre FM23

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News Auto | Anteprime su strada

Nuova Madza 3 Altri due motori nella gamma La gamma dei motori in Italia è stata ampliata con due proposte destinate a chi predilige di più il comfort rispetto alla prestazioni brillanti: 1.4 litri a benzina da 84 cavali e 1.6D diesel da 90 cavalli. Restano alla ribalta i due briosi MZR a benzina (2 litri V6 da 150 cavalli; 1.6 litri da 105 cv disponibile anche con cambio automatico a 4 rapporti) e il turbodiesel da 1.6 litri (da 109 cavalli) con filtro antiparticolato DPF di serie. Sul fronte della benzina sono stati adottati degli accorgimenti per migliorare il risparmio di carburante con aggiornamenti del motore e una migliore aerodinamica. Il motore da 2 litri sfodera un nuovo cambio manuale a 6 velocità, cruise control, acceleratore elettronico e fasatura sequenziale delle valvole (S-VT) che gli consente di raggiungere prima la coppia massima, nella gamma di velocità, per prestazioni sempre più briose.

Motore Tipo

MZR da 1,4 litrl

MZR da 1,6 Iltrl

MZR da 2,0 Iltrl

MZ-CD da 1,6 Iltrl

MZ-CD da 1,6 Iltri

DOHC, 4 cilindri in linea e 16 valvole

DOHC, 4 cilindri in linea e 16 valvole

DOHC, 4 cilindri in linea e 16 valvole

Motore Tipo

4 cilindri in linea, DOHC turbodiesel

4 cilindri in linea, DOHC turbodiesel con DPF

Cilindrata

cm3

1349

1598

1999

Cilindrata

cm3

1560

1560

Alesaggio x corsa

mm

74,0 x 78,4

78,0 x 83,6mm

87,5 x 83,1

Alesaggio x corsa

mm

75,0 x 88,3

75,0 x 88,3

Valvole

4 per cilindro

4 per cilindro

4 per cilindro

Valvole

4 per cilindro

4 per cilindro

Azionamento albero a camme

Catena della distribuzione

Catena della distribuzione

Catena della distribuzione

Azionamento Albero a camme

Cinghia

Cinghia

Sistema di iniezione

Iniezione del carburante a controllo elettronico

Sistema di iniezione

Iniezione diretta Common-rail

Rapporto di compressione

10.0 :1

10.0 : 1

10.0 :1

Rapporto di compressione

18.3 :1

18.3 :1

Sistema di controllo delle emissioni

Convertitore catalitico a 3 vie

Convertitore catalitico a 3 vie

Convertitore catalitico a 3 vie

Sistema di controllo delle emissioni

Catalizzatore ad ossidazione

Filtro antiparticolato (DPF)

Potenza massima

kW

66 a 4000 girl/min.

80 a 4000 girl/min.

CV

90 a 4000 girl/min.

109 a 4000 girl/min.

Potenza massima

kW

62 a 6000 giri/min.

77 a 6000 giri/min.

110 a 6500 giri/min.

CV

84 a 6000 giri/min.

105 a 6000 giri/min.

150 a 6500 giri/min.

Coppia massima

Nm

122 a 4000 giri/min.

145 a 4000 giri/min.

187 a 4000 giri/min.

Coppia massima

Nm

215 a 1750

240 a 1750

Angolo di sterzata (fra bordi stradali)

m

10,9

10,9

10,9

Angolo di sterzata (fra bordi stradali)

m

10,9

10,9

24FM settembre | ottobre 2006

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News Auto | Salone di Londra

SKODA

Skoda Roomster

Roomster

La Casa ceca lancia l’auto più curiosa del 2006. I tecnici si sono ispirati a un aereo per il “muso” e a una casetta per la “coda”: driving room e living room.

LONDRA. Si chiama Roomster, è il quarto modello della gamma Skoda, la Casa ceca (Gruppo Volkswagen) entrata quest’anno nel suo secondo secolo di vita. Auto comoda per la famiglia, originale sotto tutti gli aspetti per piacere soprattutto ai giovani, sicuramente un modello all’insegna della qualità nel solco della tradizione: davanti è bassa come una berlina, dietro è alta tipo monovolume. Sicuramente è l’auto più singolare del momento: i tecnici della Skoda affermano di essersi ispirati a un aereo per il frontale e a una casetta per la parte posteriore. Con cinque porte e 4.205 millimetri di lunghezza, Roomster non solo offre molto più spazio per passeggeri e bagagli rispetto alla media della sua classe, ma lo sfrutta con intelligenza. Eccezionalmente versatile, con un concetto di spazio veramente unico e una forma completamente nuova, Roomster sarà in vendita dal 23 settembre con prezzi compresi tra 12.500 e 19.000 euro.

Diventa una biposto molto spaziosa con un bagagliaio di 1.780 litri La versatilità è la caratteristica di spicco del bagagliaio della Škoda Roomster. Con i cinque sedili in uso, ha una capacità che varia da 450 a 530 litri: record del segmento. Se poi si ribaltano i sedili posteriori, si ottiene un piano di carico completamente piatto, lungo fino a un massimo di 1.022 millimetri e il volume sale a 1.555 litri. Il divanetto posteriore è divisibile in tre frazioni (40/20/40) e può essere ribaltato in avanti, così da adattare le dimensioni del vano di carico alle esigenze più diverse. Anche i due sedili posteriori esterni possono essere smontati, in fretta e con poche e semplici manovre, in quanto pesano solamente 16 chili ciascuno. In questo modo la Roomster si trasforma in una biposto, ma con un bagagliaio di ben 1.780 litri. La copertura del bagagliaio è robusta e può essere fissata a due altezze differenti. Ciò permette di accedere ai bagagli durante la marcia, se sono stati collocati sopra la copertura abbassata. I bagagli pesanti possono essere ancorati ad appositi occhielli.

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News Auto | Salone di Londra

Sei motori nella gamma Tre propulsori a benzina e tre Diesel. Si inizia dal moderno tre cilindri con valvole in ogni camera di combustione, prodotto dalla stessa Škoda a Mladá Boleslav: 1.2 litri di cilindrata con 64 CV e una coppia massima di 112 Nm a 3000 giri. Poi il motore a benzina 4 cilindri 1.4 litri da 86 CV, con una coppia di 132 Nm a 3.800 giri. Infine la versione più potente: 1.6 litri 105 CV, con una coppia di 153 Nm a 3800 giri.

I motori Diesel si posizionano nelle classi di cilindrata da 1.4 e 1.9 litri. I due più piccoli 1.4 litri sviluppano rispettivamente 70 e 80 CV, con una coppia massima di 155 Nm (a 1.600 giri) e 195 Nm (a 2.200 giri). Il più potente è il quattro cilindri 105 CV e 1.9 litri di cilindrata con una coppia di 240 Nm già a partire da 1.800 giri, garantendo alla Roomster un comportamento brillantissimo in ripresa: se in quinta ci vogliono 12”9 secondi per accelerare dagli 80 ai 120 orari, in quarta ne bastano solo 10”4.

Spazi di seduta da ammiraglia grazie al sistema Varioflex La Roomster si trasforma in una comoda quattro posti, con evidenti vantaggi per la libertà delle spalle e per il comfort di seduta in generale. Inoltre tutti i sedili possono essere spostati longitudinalmente di 150 millimetri. Per i sedili posteriori l’altezza tra la seduta e il tetto è di 1.009 millimetri, un valore che permette alla Roomster di classificarsi tra le prime della sua categoria, oltre ovviamente a offrire un’abitabilità estremamente piacevole. L’inclinazione raggiungere 13,5°. I “numeri” dell’abitabilità sono tra i più confortevoli della categoria. Il conducente e il passeggero godono di uno spazio per le gambe che varia dagli 843 ai 1.063 millimetri, mentre tra la seduta dello schienale di entrambi i sedili esterni e il tetto ci sono 1.029 millimetri. La regolazione in altezza del sedile del conducente è di serie nelle versioni più equipaggiate. Nella parte posteriore i passeggeri dispongono di uno spazio per le gambe che varia dai 700 ai 945 mm, mentre in altezza possono contare su 1.009 millimetri. 26FM settembre | ottobre 2006

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Skoda Roomster

SKODA: oltre un secolo di storia La Škoda è una delle Case automobilistiche più antiche al mondo, fondata nel 1895 da Laurin e Klement a Mladá Boleslav. Prima biciclette, poi motocicli e nel 1905 la prima automobile. Oggi il marchio (passato sotto la bandiera del Gruppo Volkswagen) ha conquistato il profilo di una Casa di grande tradizione, posizionata al massimo livello internazionale in tutti i settori (sviluppo, produzione e vendita) e offre auto di potenza, qualità e sicurezza veramente convincenti. Nel 2006 la Škoda è entrata nel suo secondo secolo di vita ed è pronta a scrivere

altre pagine di storia, ricche di tradizione e contenuti straordinari. Sale a quattro il numero dei prodotti offerti: l’ultimo nato della famiglia Škoda è stato battezzato Roomster, un nome che dice molto sulle sue aspirazioni. Con cinque porte e 4.205 millimetri di lunghezza, questa auto non solo offre molto più spazio per passeggeri e bagagli rispetto alla media della sua classe, ma lo sfrutta con intelligenza. Versatile, con un concetto di spazio veramente unico e una forma completamente nuova, aggiunge alla gamma delle monovolume compatte una nuova dimensione.

COSÌ L’AUTO PIÙ ORIGINALE DELL’ANNO Caratteristiche della Škoda Roomster in sintesi

Ampio spazio con una lunghezza di soli 4.205 mm Sistema VarioFlex: massima versatilità nella parte posteriore dell’abitacolo. Possibilità di variare la configurazione da 5 a 4 a posti (comfort di viaggio ancora maggiore). Zona posteriore dell’abitacolo con sedili rialzati e grandi finestrini ( migliore visibilità). Sedili posteriori reclinabili e smontabili, spostamento longitudinale e trasversale Schienali a inclinazione variabile. Capienza del bagagliaio fino a 1.780 litri, portata utile fino a 515 chili. Copertura del bagagliaio sdoppiata, per maggiore sicurezza e flessibilità. Sistema di carico e di ancoraggio nel bagagliaio. Dispositivi di ritenuta su misura per attrezzature sportive. Pratici portaoggetti e cassetti nell’abitacolo. Quattro airbag e cinque cinture di sicurezza a tre punti già a partire dal modello base. Luci direzionali e di svolta, per la prima volta presenti in questa classe. Tre motori Diesel e tre benzina (da 64 a 105 CV). Filtro antiparticolato per motori Diesel disponibile già a partire dall’introduzione sul mercato. Suddivisione funzionale dell’abitacolo in una dinamica “driving room“ e una comoda e pratica “living room“ Prezzi: da €12.500

A seconda della motorizzazione, le versioni della Roomster possono raggiungere velocità massime tra i 155 e i 182 orari. I valori di accelerazione per lo sprint da 0 a 100 orari variano tra 16”9 secondi (1.2 12V) e 11”5 secondi (1.6 16V con cambio manuale). Tutti i motori sono conformi alla normativa sulle emissioni EU4.

E’ stata presentata al Salone di Londra, alla fine di luglio: la Roomster si è subito conquistata un ruolo di primo piano tra le vedettes conquistando parecchi consensi. Auto di “multiforme ingegno”: potete immaginare di guidare una MPV (Multi Purpose Vehicle) compatta con una forma insolita rispetto alle altre; potete anche considerarla alla stregua di una monovolume stando alla conformazione e allo spazio posteriore; avrete sicuramente la sensazione di stare su una berlina quando viaggerete stando comodi nei sedili anteriori. Il posto di guida è comodo, il volante può essere regolato in altezza e in profondità.

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News Auto | Le super sportive

Serie 3 Coupé

fascino bavarese

Alla ribalta la terza generazione della sportiva Bmw: debutto nella 335i del potente motore 3 litri (306 cavalli) 6 cilindri a iniezione diretta della benzina e doppio turbo Si dice che il 3 sia il numero perfetto. Sicuramente la Serie 3 Bmw è la dimostrazione più lampante di questa tesi, almeno nel pianeta delle auto: quattro su dieci Bmw vendute nel mondo sono appunto siglate Serie 3, quasi un plebiscito universale per questo affascinante modello della Casa tedesca. Ora all’orizzonte si profila la silhouette della nuova Serie 3 Coupé, la più elegante e affascinante della storia Bmw, la “due porte” intermedia, con quattro comodi posti e tanta tecnologia sofisticata, compreso (ecco un altro debutto eccellente) il motore 6 cilindri di

3 litri a iniezione diretta con doppio turbo e potenza di 306 cavalli. Siamo alla terza generazione di una sportiva purosangue che sembra creata apposta per esaltare la fantastica tradizione della Bmw: la Serie 3 Coupé si affianca a distanza di un anno alla Serie 3 berlina e Touring (ossia station wagon), decisa a battere i record di vendite sinora stabiliti in 15 anni di onorata carriera (la prima generazione risale al 1991, la seconda al 1999). E in questi ultimi 6 anni la Serie 3 Coupé numero 2 è arrivata a sfiorare quota 500.000 unità vendute (23.000 in Italia).

Serie 3 coupe’ 325 e 330 Nella gamma soltanto motori sei cilindri. La 330i (2.996 cc) ha un propulsore 3 litri da 272 CV, accelera da 0 a 100 orari in 6”1 secondi e raggiunge i 250 all’ora (velocità limitata elettronicamente). La 325i Coupé è spinta da 218 cavalli (motore aspirato di 2.497 cc) e scatta da 0a 100 orari in 6”9 secondi. Sul fronte dei Diesel ci sono i motori 6 cilindri 3 litri (2.993 cc) da 231 CV o 286 cv. Consumi più che interessanti: sono dichiarati 15,4 chilometri con un litro di gasolio.

28FM settembre | ottobre 2006

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BMW Serie 3 Coupé

Uno stile inconfondibile Un’auto per chi ama stile, prestazioni, comodità e piacere di guida (senza limiti). Carattere fiero e grintoso, estetica ricca di personalità: la Serie 3 Coupé è inconfondibile grazie alla classica forma con profilo laterale elegantemente allungato. Due tratti marcati sul cofano-motore esaltano una autentica “scultura” che si proietta sino alla tipica calandra a “doppio rene” Bmw. Un design, insomma, che stavolta si distacca ancora più nettamente dalla versione berlina, senza “inquinare” l’aria di famiglia: linea più sportiva e muscolosa. Forme slanciate, spigoli smussati, Led luminosi nei proiettori (doppi gli anteriori), paraurti sportivo, scarichi che fuoriescono. Davanti l’aspetto grintoso è esaltato dalle ampie bocche sul paraurti, dallo spoiler nella parte più bassa e dal nuovo taglio dinamico del cofano.

Eletta, Attiva e Futura

La Serie 3 Coupé è proposta nelle versioni Eletta, Attiva e Futura (325i, 325xi, 330i, 330xi, 335i,330d, 330xd, 335d) tutte con la trazione posteriore. I prezzi vanno da 38.850 euro (325i Eletta) a 50.800 euro (335d Futura). La 335i biturbo costa 46.150 euro in allestimento Eletta.

Spazio per quattro persone

Active Steering e DSC

Linee aerodinamiche, eleganti e filanti, anche per le fiancate che mettono in risalto la grinta sportiva. Un netto contrasto con la robustezza di muso e coda. Il tetto e le forme da coupé lasciano comunque ampio spazio per quattro persone in questa nuova Serie 3 Coupé (lunga 4,580 metri e larga 1.782 millimetri) con tutta l’eleganza e la sportività classiche della Bmw. Carreggiate ampie e passo lungo, nonostante l’altezza contenuta (1,395 metri). Interni spaziosi e curati con una raffinata perizia da cesellatori e bagagliaio generoso (da 440 litri). Non mancano le sorprese a bordo, come il sistema automatico per le cinture di sicurezza: in pratica, quando si inserisce la chiave per avviare il motore, spunta una sorta di “manina” magica che porge la cintura al pilota e al passeggero la cui presenza è rilevata da un sofisticato sensore.

Per gli amanti della guida sportiva è disponibile il sistema Active Steering che agisce sulla demoltiplicazione dello sterzo: la Serie 3 Coupé diventa così estremamente maneggevole e reattiva alle basse velocità, precisa e stabile ad andature più elevate. Per garantire la sicurezza in ogni situazione, c’è il controllo dinamico di stabilità (DSC) che individua immediatamente eventuali perdite di aderenza e riporta la Serie 3 Coupé in equilibrio in un istante.

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News Auto | Le nuove tecnologie di Nicola Piras

Micra C+C Matic Sorpresa: anche la piccola Nissan col cambio automatico abbinato al motore 1.6 da 110 cavalli TAORMINA. Cabrio, passione a cielo aperto. La Nissan recita un ruolo di primo piano su questo fronte dove primeggiano autentiche auto da sogno, molto diverse: sportive pure dalle prestazioni esaltanti e lussuosi allestimenti, oppure auto compatte con valenze da city-car che sanno però regalare l’emozione della guida all’aria aperta. Non a caso la Nissan ha celebrato il “Cabrio Day” a Tormina con due “dream car”che rispecchiano questi valori: la poderosa 350 Roadster (300 cavalli di potenza), due posti secchi, erede del marchio “Z” che da sempre contraddistingue le auto

più performanti della Casa giapponese e la piccola Micra C+C (il modello Nissan più amato dagli italiani) proposta ora anche in versione Matic con cambio automatico a 4 rapporti con overdrive abbinato al motore 1.6 litri da 110 cavalli (178 chilometri all’ora, in media 7,4 litri di benzina per 100 chilometri nel misto). Un’auto ideale per una guida tranquilla e rilassante soprattutto in città. I prezzi della Micra C+C: la versione Sport 1.4 litri (88 cv) costa 16.500 euro, la 1.6 (110 cv) 17.600 euro. Matic 1.6 litri: 18.300. Tekna 1.6 litri: 18.950 euro.

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Nissan Micra C+C

Una trasformista molto rapida La Micra C+C è l’unica compatta che in soli 22 secondi sa trasformarsi da cabrio in coupé e viceversa: basta una leggera pressione su un pulsante, come avviene nella maggior parte delle sportive “scoperte”. E nel suggestivo scenario di Taormina e dintorni lo spettacolo si è ripetuto più volte anche a beneficio dei turisti. Sì, perché il tetto in 2 pezzi “a conchiglia” che si ripiega e scompare sotto il portello del bagagliaio è un vero capolavoro ingegneristico progettato dallo specialista Karmann: in pochi istanti si ripiega grazie ad un meccanismo automatico di apertura Auto-Open Roof . In fase di chiusura non c’è bisogno di un intervento manuale (tipo ruotare una maniglia prima di premere il pulsante) dal parte del pilota per agganciarlo al profilo del parabrezza: tutto avviene automaticamente. E per azionare il tetto non è necessario che la Micra C+C sia parcheggiata col freno a mano inserito o il pedale del freno premuto: è possibile farlo anche quando l’auto si muove lentamente, a passo d’uomo.

Cambio a 4 rapporti + Overdrive Il cambio automatico della Micra C+C , controllato elettronicamente, sfrutta al meglio la coppia (153 Nm) del motore 1.6 litri con progressioni fluide ma decise, senza l’”effetto strappo”, particolarmente apprezzabili in fase di sorpasso. Ma è in città che si apprezza maggiormente la validità e il comfort della Micra Matic perché non c’è bisogno di effettuare continui cambi di marcia necessari invece nel traffico urbano con la trasmissione classica manuale. La trasmissione automatica dela Micra C+C sfoggia infatti il “Revolution Sensor” che rileva immediatamente le variazioni dei giri del motore adeguando la risposta del cambio in modo fluido e deciso.

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News Auto | Le nuove tecnologie

Nissan Micra C+C

Così la Micra Matic in Italia In Italia, nell’arco di dieci anni, dal 1996 al 2005 le Micra Matic in versione automatica sono arrivate a quota 23.294 unità vendute. Nella classifica delle auto con cambio automatico più vendute in Italia nell’ultimo decennio la Micra è al settimo posto, unica city-car tra grandi auto di lusso.

Un’auto piena di sorprese

Le differenze tra berlina e C+C

La Micra C+C ha il bagagliaio più ampio della sua categoria: 255 litri quando è “scoperta”; 457 nell’alto caso. In più tasche nelle portiere, spazi nella console centrale, un comparto con serratura sotto il sedile del passeggero. E ancora: parasole estraibile a scomparsa; pennellatura in vetro del tetto C-View; pannelli più rigidi per l’isolamento acustico; sistema audio di prima qualità per ascoltare la musica in modo ottimale anche con la Micra a tetto scoperto; servosterzo controllato elettronicamente (EPS) con sensore di velocità che interviene soprattutto alle basse velocità e si fa da parte a mano a mano che il tachimetro sale. Questo e altro fanno “grande” la “piccola” Micra C+C.

La Micra C+C è più lunga (3,806 metri), più bassa (altezza: 1,441 metri) e globalmente più filante della berlina 3 porte dalla quale eredita l’essenza della piattaforma e gli organi di trasmissione. Gli elementi in comune con la berlina sono il cofano, i lati del frontale e la piattaforma-base (modificata): tutti gli elementi che stanno dietro i montanti, fino alla coda, sono nuovi ed esclusivi. Ciò che colpisce di più nella Micra C+C è l’angolazione del parabrezza (più profondo e molto più inclinato di quello delle berlina) che si allunga sopra l’abitacolo toccando il bordo anteriore del tetto rigido.

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News Auto | Le nuove tecnologie

Citroen C4

auto “antistress”

Inedita trasmissione manuale “pilotata” a 6 marce gestita dall’elettronica

PARIGI. Aspettando il faraonico appuntamento di settembre (Salone internazionale sempre ricco di novità), nel segno della “grandeur” Parigi nel cuore dell’estate si è concessa due “prime” mondiali sul fronte delle auto ad alta tecnologia: 1) il cambio antistress (manuale pilotato a sei rapporti) destinato alla Citroen C4 berlina e coupé; 2) il biturbo diesel per dare più coppia e più potenza (senza pesare sui consumi) alla Citroen C5 berlina e station wagon nella gamma

medio-alta. Propulsore d’avanguardia (ne parliamo a parte con un altro articolo) già portato alla ribalta - sempre a Parigi – qualche settimana prima dalla Peugeot che ha giocato d’anticipo: motore in “condominio” (destinato alla 407 berlina e station wagon) frutto della collaborazione tra il gruppo francese PSA (Peugeot-Citroen) e la Ford. Un coupé e una berlina dallo stile diverso, una nuova filosofia del benessere a bordo. Dunque, la Citroen C4 (già arri-

vata a quota 380.000 nel mondo dal lancio, avvenuto nell’ottobre 2004, a giugno 2006) si è fatta ancora più “intrigante” con il cambio manuale pilotato (cioè robotizzato) a 6 rapporti che propone al mondo una nuova filosofia di guida grazie a sofisticate “logiche” di funzionamento. Due modalità in pratica: manuale (il pilota inserisce le marce: guida in libertà) o automatizzata (selezione delle marce affidata a un calcolatore elettronico: guida antistress).

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Citroen C4 antistress Cambio pilotato e sensodrive Il cambio manuale pilotato amplia l’offerta di trasmissioni manuali pilotate (ma a 5 rapporti, cioè Sensodrive) già proposti dalla Citroen sulla C1, C2, C3 e C3 Pluriel. Con il cambio Sensodrive (lanciato nel 2002) sono stati venduti quasi 150.000 auto della Casa francese.

Partenza assistita in pendenza Tra le “primizie” tecnologiche spicca anche la funzione “partenza assistita su pendenza” per dare più sicurezza al pilota. E alla sicurezza contribuisce anche la facilità di dosaggio dell’acceleratore durante le manovre, in particolare in retromarcia.

Motore HDI FAP 1.6 litri Cambio antistress, per guidare nella più assoluta tranquillità: costa 850 euro in più in Italia rispetto al normale cambio manuale a 5 marce. E’ abbinato al motore diesel Hdi di 1.6 litri da 110 cavalli con filtro antiparticolato (FAP), coppia di 240 Nm (260 con l’overboost) a 1.750 giri, in grado di raggiungere i 192 chilometri all’ora. Consuma, in media, 22 litri di gasolio in 100 chilometri.

Modalità sport ancora più reattiva Persino la modalità Sport (tasto S) ancora più reattiva: il tempo totale del cambio di marcia è di 0”4 secondi (manuale) e 0”5 secondi (modalità automatizzata), molto meno – in pratica – di un battito di ciglia. Fluidità e rapidità d’inserimento delle marce (gestione elettroidraulica) notevolmente migliorate, tempi di risposta ridotti. Il piacere di guida cresce chilometro dopo chilometro: niente pedale della frizione, levette dietro il volante come in Formula Uno, leva delle marce sequenziale, volante con la parte centrale fissa (la corona gira ma airbag – altra novità - e comandi sullo sterzo restano sempre nella medesima posizione). Infatti la C4 propone in prima mondiale anche un airbag lato-guida con una forma (a “uovo”), più anatomica, inserito nella parte centrale fissa del volante, per proteggere meglio il pilota. 2006 settembre | ottobre FM35

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News Auto | Le nuove tecnologi

Citroen C4 antistress

E l’ASL avverte il pilota che invade la carreggiata Piacere di guida (semplice e serena in ogni caso) alimentato anche da numerosi equipaggiamenti moderni ed efficaci. Come l’ASL, ad esempio: ossia un sistema speciale che avvisa il pilota quando involontariamente viene superata la linea di carreggiata (a una velocità superiore agli 80 orari) e non è stato attivato l’indicatore di direzione; in pratica il conducente distratto viene avvertito con una vibrazione nel cuscino del sedile, sul lato che corrisponde al superamento della linea di carreggiata. Anche fari bi-Xeno a “orientamento intelligente” per una illuminazione ottimale in curva; anche limitatore e regolatore di velocità, assistenza al parcheggio, la “spia” di un’eventuale bassa pressione dei quattro pneumatici.

I prezzi della C4 La Citroen C4 COUPE’ col cambio manuale pilotato CMP è proposta negli allestimenti VTR (21.000 euro) e VTS (23.550 euro). I prezzi delle altre versioni partono da 13.850 euro (1.4 litri 16v Entry) e arrivano a 23.600 euro (2 litri diesel Hdi FAP 16v VTS da 138 cv). La Citroen C4 berlina col cambio manuale pilotato CMP costa 22.250 euro (Elegance) e 24.050 (Exclusive). I prezzi delle altre berline vanno da 14.350 (1.4 litri Entry) a 25.300 euro (2 litri Hdi diesel FAP Exclusive).

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News Auto | Le nuove tecnologie

Il turbo raddoppia sulla Peugeot 407 e sulla Citroen C5

Motore diesel 2.2 da 170 cavalli con due compressori paralleli. Tecnologia al servizio di un nuovo dinamismo PARIGI: Metti un motore biturbo diesel 2.2 litri da 170 cavalli a quattromila giri, mettici pure il filtro antiparticolato (FAP), ed ecco una “coppia vincente” sotto tutti gli aspetti, comprese le prestazioni (brio e piacere di guida ai massimi livelli della categoria ), comprese la riduzione dei consumi e la diminuzione delle emissioni nocive. Un motore in “condominio” (destinato alla Citroen C5 e alla Peugeot 407, berline e station wagon), quarto atto della cooperazione tra

il gruppo francese PSA (Peugeot-Citroen) e Ford Motor Company datata 1998. Un biturbo diesel che crea più coppia e più potenza (senza pesare sui consumi), motore d’avanguardia portato alla ribalta a Parigi nel cuore dell’estate in prima battuta dalla Peugeot e successivamente dalla Citroen che da “buone cugine” si sono equamente spartite la ribalta con una prima mondiale di assoluto effetto in campo mondiale.

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Motore Diesel biturbo

Credenziali di assoluto prestigio Propulsore con credenziali di assoluto prestigio: common rail di terza generazione (la pressione di iniezione raggiunge i 1.800 bar rispetto ai 1.350); potenza dichiarata di 170 (Peugeot 407) e 173 cavalli (Citroen C5) a quattromila giri; coppia massima di 370 Nm a 1.500 giri; cambio meccanico a 6 marce. Consumi medi praticamente uguali: 5 litri di gasolio per 100 chilometri nel percorso extraurbano. Varia la velocità massima: 222 chilometri orari per la Citroen C5 (217 la station wagon) e 225 per la Peugeot 407 (221 la sw). Varia l’accelerazione: da 0 a 100 orari in 8”5 per la C5 (8”7 la sw) e 9”5/8”7 per la 407 del Leone (10”/9” la sw). Alla berlina – con il solo pilota a bordo – bastano 30 secondi per coprire i mille metri con partenza da fermo; la ripresa da 80 a 120 chilometri orari si effettua in 8”1 secondi in quinta marcia.

Camera di combustione ECCS

Così funziona il moderno biturbo

Il biturbo ha in ogni pistone una nuova camera di combustione ECCS (Estreme Conventional Combustion System). Camera caratterizzata da un tasso di compressione ridotto (16,6 rispetto al precedente 18) e da un diametro più grande (+25 per cento): si riduce così la quantità di carburante completamente bruciato limitando la quantità di carburante a contatto con le pareti. Un effetto ottenuto grazie a trattamenti particolari della geometria e della progettazione del pistone (realizzato in alluminio ad altissima tenuta meccanica e termica): geometria che consente anche di ridurre in modo significativo la SWIRL (movimento rotativo dell’aria nella camera di combustione) limitando le perdite termiche contro le pareti. Insomma, maggiore omogeneità della miscela aria/carburante, miglioramento del rendimento globale del motore, combustione più silenziosa.

Dunque, la Citroen C5 e la Peugeot 407 sfoggiano il nuovo motore diesel, un raffinato 2.2 litri col sistema bi-turbo parallelo sequenziale proposto per la prima volta su un 4 cilindri diesel e dotato del filtro antiparticolato (FAP). Tempi di risposta notevolmente ridotti (come si è visto nel test-drive nei dintorni di Versailles), coppia massima a basso regime, maggiore potenza ad alto regime, prestazioni degne di una grande stradista. In pratica funziona così: a basso regime lavora soltanto uno dei due turbocompressori (guadagno di coppia del 40 per cento già a 1.750 giri), fra i 2.600 e 3.200 giri entra in azione anche il secondo in base alla carica richiesta e alle condizioni atmosferiche. Così viene coperta tutta la gamma di regimi del motore. La gestione d’insieme è assicurata completamente dal calcolatore della centralina del motore. E’ una innovazione che garantisce una notevole coppia motrice e consente di guidare più a lungo col motore a bassi regimi riducendo di conseguenza i consumi di gasolio.

Prezzi Peugeot 407 La Peugeot 407 col motore biturbo (esordio a settembre) ha un listino che parte da 29.000 euro (berlina) e da 30.200 euro (station wagon). Sempre a settembre la Casa del Leone metterà sul mercato la 404 equipaggiata anche col turbodiesel 2.7 litri V6 da 204 cavalli già montato sul coupé: costerà 32.300 euro (berlina) e 33.500 euro (sw). Citroen C5 La Citroen C5 biturbo diesel è proposta con questi prezzi da sabato 1 luglio. VTR: 28.300 euro (29.300 la sw). Exclusive: 30.350 (31.350 la sw). Executive: 33.200 euro (34.200 la sw).

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News Auto | Le grandi sportive

Fascino “TT” L’Audi Coupè 2+2 a trazione anteriore o integrale con un nuovo design firmato da Walter de’ Silva

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Audi TT Coupé

E’ una delle novità più attese a settembre sul fronte delle auto sportive: incanta al primo colpo d’occhio la nuova Audi TT, coupé “2+2” a trazione anteriore o integrale, che sfoggia il nuovo look firmato da Walter de’ Silva, uno dei più grandi designer del mondo. L’affascinante auto tedesca ora è più grande (è lunga 4,178 metri), più larga (1,842 metri: +78 millimetri) e più alta (1,352 metri: +6 millimetri) rispetto alla versione precedente lanciata nel 1998. Anche più dinamica e meglio equipaggiata (alta

tecnologia nel solco della tradizione dell’Audi). Motori a benzina 4 cilindri a iniezione diretta con turbocompressore e intercooler: 2 litri (200 cavalli, coppia massima di 280 Nm a 1.800/5.000 giri, 240 chilometri all’ora) e V6 di 3.2 litri soltanto con trazione integrale “quattro” (250 cv, coppia massima di 320 Nm a 3.500 giri, velocità massima autolimitata di 250 chilometro all’ora). Cambio manuale a 6 marce o S Tronic a doppia frizione (in pratica è l’ormai collaudato DSG) con comandi al volante.

I PREZZI DELL’AUDI TT L’Audi TT 2 litri costa 34.800 euro (trazione anteriore) e 37.100 euro (cambio S Tronic); la 3.2 V6 integrale costa 43.600 (46.000 con S Tronic).

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News Auto | Le grandi sportive

Audi TT Coupé

Più bella e più dinamica

Nata per il divertimento

Cambia volto l’Audi TT coupé grazie al design tracciato da Walter de’ Silva. Le linee non si discostano molto dal modello precedente, ma sono ora più eleganti e più intriganti: muso grintoso e coda dalle proporzioni perfette suggeriscono l’immagine di un grazioso delfino. Sicuramente la “ciliegina sulla torta” è il mini-spoiler che si affaccia sulla coda automaticamente non appena l’Audi TT Coupé supera i 120 chilometri orari. L’abitacolo ha chiaramente un’impronta sportiva ed è rifinito così bene da soddisfare anche gli automobilisti più esigenti: il volante, ad esempio, ha una corona in nappa, molti inserti sono in alluminio. Non solo: per i “palati fini” c’è a disposizione l’AMR (Audi Magnetic Ride), ossia sofisticate sospensioni (gli ammortizzatori in pratica si adeguano in un batter d’occhio alle condizioni della strada).

Ecco, dunque, un’auto da sogno ideale per chi ama l’estetica sopraffina o l’alta tecnologia.<Un’auto nata per il divertimento>, sostengono i big dell’Audi, <una sportiva ad alte prestazioni che veste i panni di un’autentica icona del nostro marchio>. Verissimo: il piacere di guida, con tanto divertimento, cresce sempre più col passare dei chilometri a bordo di questo coupé dal quale non si vorrebbe mai scendere, neanche quando si resta intrappolati nel caotico traffico urbano. L’Audi TT coupé è una scattista, agile e leggera (pesa meno di 1.450 chili), sfoggia un assetto impeccabile: predilige i lunghi rettilinei dove può esibire tutta la sua potenza sia col motore 2 litri, sia col propulsore 3.2 che hanno cavalli da vendere, forse anche troppi; ma “vola” senza problemi anche in salita o su strade impegnative (sarebbe interessante vederla all’opera nelle curve stressanti della salita che porta a Villasimius, uno dei paradisi delle vacanze della Sardegna).

Una “sfida” tra giganti L’Audi TT Coupé, insomma, ha credenziali di assoluto prestigio per recitare un ruolo di primo piano sulla ribalta mondiale. La sfida con le sue dirette concorrenti è di quelle che ti lasciano col fiato sospeso, davvero incerta ed esaltante: Bmw Z4 Coupé, Mercedes SLK, Porsche Cayman, Alfa Brera, infatti, hanno un passo da autentiche “regine”.

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Vetrina Test Auto

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News Auto | Salone di Londra

XKR: doppio salto del mitico Giaguaro La supersportiva della Jaguar in versione Coupé e Convertibile con motore sovralimentato 4.2 litri V8 da 416 cavalli LONDRA. Ha giocato in casa, è stata una delle vedettes annunciate del British Motor Show di Londra (18-30 luglio): davvero stupenda, ha conquistato il pubblico la nuova supersportiva Jaguar XKR sovralimentata in versione Coupé e Convertibile. Partendo dall’eccellenza della XK presentata alla fine del 2005, la nuova XKR - come il modello XK aspirato- sfoggia l’alta tecnologia: la modernissima struttura monoscocca interamente in alluminio, il potentissimo motore 4.2 litri otto cilindri (V8) sovralimentato da 416 Cv (300 nella XK normale) dotato di compressore volumetrico Supercharged (coppia di 560 Nm, 250 chilometri all’ora, accelerazione da 0 a 100 orari in 5”2), l’avanzatissimo cambio automatico a sei marce. Insomma una granturismo sportiva dalle pre-

stazioni impressionanti, ai vertici della categoria anche in termini di accessibilità e di utilizzo quotidiano. Tocchi di stile sportivo: accentuano ulteriormente la personalità della XKR l’esclusivo paraurti frontale, le griglie con finiture in alluminio, le feritoie del cofano, gli esclusivi cerchi in lega da 19” e 20” pollici e l’impianto di scarico con quattro terminali, l’avanzato cambio automatico sequenziale a sei rapporti con comandi al volante per cambi di marcia ultra-rapidi nell’ordine di millisecondi.

Prezzo 99.650 euro (Coupé) 107.950 euro (Convertibile).

Sistema elettronico CATS

Sistema AES

Funzionamento delle molle e degli ammortizzatori e ricalibrazione delle sospensioni attive a controllo elettronico (CATS) per una tenuta e una manovrabilità ottimali.

Sistema di scarico attivo (Active Exhaust System) per ridurre la rumorosità alla velocità di crociera senza sacrificare il caratteristico rombo del V8 in fase di accelerazione.

La linea esterna I perfezionamenti della linea esterna della XKR comprendono il design sportivo della griglia e del paraurti frontale, le feritoie del cofano, le prese laterali ad effetto alluminio e l’esclusivo disegno dei cerchi in lega.

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Jaguar XKR V8

Struttura in alluminio Struttura interamente in alluminio (maggiore leggerezza e robustezza complessiva, a vantaggio dell’agilità e della tenuta di strada. Con soli 1.665 chili, la Coupé è più leggera di 70 chili rispetto al modello precedente; la Convertibile (1.715 chili) pesa 100 chili in meno della precedente XKR Convertibile.

Capolavoro d’ingegneria Il risultato di questo capolavoro ingegneristico è una sportiva capace di grandi prestazioni in tutte le condizioni e a qualsiasi velocità. Grazie all’eccezionale coppia ai bassi regimi, è sempre possibile un’accelerazione istantanea in qualunque situazione. Analogamente, il sofisticato set-up dello sterzo e delle sospensioni fa sì che la nuova XKR si trasformi in pochi attimi e senza sforzo da una rilassante granturismo a una sportiva di razza. Insomma ha tutte le caratteristiche di una XK e molto di più.

Un’arca di delizie tecnologiche <La nuova XKR sovralimentata rappresenta perfettamente l’essenza di ciò che rende così speciale una Jaguar XK>, sostiene Bibiana Boerio amministratore delegato di Jaguar Cars, <è una combinazione perfetta tra una granturismo raffinata e una sportiva dalle alte prestazioni, un mix che regala un’esperienza di guida veramente divertente e appagante>. La XKR, lunga 4791 millimetri, è un’autentica “arca” di delizie tecnologiche.

Comandi intuitivi I comandi sono intuitivi e le tecnologie sono focalizzate sul guidatore, tra cui l’apertura delle portiere e l’avviamento senza chiave (Keyless Entry e Keyless Start), l’avanzato schermo a sfioramento centrale ed il sistema di illuminazione intelligente (Active Front Lighting).

Lussuosi interni Molto lussuosi gli interni con finiture pregiate. Tra le migliorie degli interni da segnalare l’elegante “trama” di alluminio della plancia (o, a scelta, l’inserto in radica di noce lucidata) e i sedili sportivi XKR.

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News Auto | Le grandi sportive

Nel segno di

Z4 coupé La Bmw vola sempre ad alta quota sul fronte delle auto “emozionali”

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BMW Z4 Coupé

Tra le novità di spicco dell’anno di grazia 2006 ecco brillare anche le fantastiche sportive da sogno Z4 coupè (41.850 euro) e Z4 M coupé (59.850 euro). Fascino immediato per le due biposto concepite espressamente per la guida sportiva ad alta densità di emozioni. La Z4 coupé convince soprattutto per la sua armonia stilistica, concettuale e tecnica e per le sue prestazioni: sfoggia un motore 3 litri benzina con 6 cilindri in linea di 265 cavalli, una coppia di 315 Nm, raggiunge una velocità di 250 chilometri all’ora, scatta da 0 a 100 orari in 5”7.

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News Auto | Le grandi sportive

Entusiasmante test in pista con la Z4 coupé Cosa è capace di fare, quante emozioni è in grado di regalare, la Bmw Z4 coupé lo ha dimostrato nello speciale test in pista, nel circuito di Vizzola Ticino a pochi passi da Malpensa: soprattutto quando si sfrutta in pieno la potenza del motore che il modernissimo telaio trasforma in pura dinamica. Agile, perfettamente in linea e senza sbavature anche nelle curve più impegnative, la Z4 Coupé infonde sicurezza grazie anche alla solida (e leggera) struttura della scocca. Girando in pista si capisce in un batter d’occhio perché il potente motore 3 litri abbia conquistato numerosi premi “Engine of the Year Award”: “frusta i suoi 265 cavalli a 6.600 giri, mette a disposizio-

ne una coppia massima di 315 Nm costantemente tra 2.500 e 4.000 giri rispettando le normative antinquinamento Euro 4, ha un’accelerazione sorprendente, riprende in quarta da 80 a 120 orari 5”2, è abbinato al cambio manuale a 6 rapporti corti e innesti precisi (ma in optional c’è anche lo Sport.Automatic col quale il pilota può eseguire i cambi di marcia anche manualmente con le levette al volante). Colpisce il “rombo” del motore, come si conviene a una sportiva purosangue: regala un’acustica sensuale, con il “ruggito” tipico dei motori ad alte prestazioni, sacrificando la silenziosità a vantaggio di un “suono” che piace tanto a molti piloti.

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BMW Z4 Coupé

Credenziali da superstar La Bmw Z4 coupé vanta doti da superstar: chassis tarato opportunamente per massimizzare la dinamicità; DSC (controllo dinamico della stabilità); ASC (regola lo slittamento in accelerazione riducendo la potenza del motore e frenando solo la ruota che slitta per stabilizzare l’auto); CBC (limita la tendenza dell’auto a chiudere in curva), DTC (migliora la spinta in avanti su fondi con scarso attrito); pneumatici runflat; fari bi-xeno (massimo potere illuminante); luce bi-stadio dei freni (riduce il pericolo di tamponamento).

Bassa e protesa in avanti Un’auto da sogno, bassa (misura in altezza appena 1.268 millimetri), potente e veloce, protesa in avanti come un centometrista pronto a scattare. Il design, infatti, trasmette agilità e dinamicità: esaltante silhouette da coupé, cristalli laterali posteriori dalla forma particolare, linea del tetto con una fluidità che sposta esteticamente il baricentro verso l’asse posteriore.

Un abitacolo essenziale Si respira un’aria particolare, da auto sportiva pura, nell’abitacolo della intrigante BMW Z4 coupé grazie ai sofisticati equipaggiamenti, ai materiali pregiati e ai raffinati accostamenti cromatici. C’è l’imbarazzo della scelta tra 10 vernici esterne pastello e metallizzate, 8 colori per l’allestimento interno, due tipi di rivestimenti (pelle e pelle lucida), 5 varianti di modanature.

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News Moto | I test su pista

di Francesco Costantini

Nel “Pianeta” La Bmw cresce con moto straordinarie d’impostazione sport-turismo

Francesco Costantini

VAIRANO. Un dato su tutti: +229% del fatturato dal 1996 al 2005 (+12% nell’ultimo anno). Così il direttore di BMW Motorrad Italia, Andrea Buzzoni, ha aperto la tradizionale conferenza stampa presso il centro ASC di Vairano. Un dato che la dice lunga su quello che è il trend di crescita della BMW nel settore moto. Un’espansione frutto di una svolta strategica che ha preso forza dal settore Enduro, cuore pulsante della

BMW Motorrad. E il coordinatore Comunicazione e PR Motorrad, Danilo Coglianese, chiarisce l’idea del futuro trend per BMW nel mondo delle due ruote: quindici modelli previsti per la fine del 2006, addirittura 20 nel 2007. Un allargamento della gamma con una diversificazione dell’offerta dovuto all’ingresso in nuovi segmenti di mercato, con prodotti che usciranno dai modelli tradizionali

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BMW Motorrad

” BMW Motorrad Emozioni in pista a Vairano Uscito dal Centro Congressi mi fermo per ammirare la gamma BMW praticamente al completo. Non ho mai provato una moto BMW, ma la curiosità cresce rapidamente con il passare dei minuti. Vedo che ancora è stata mantenuta la soluzione a giunto cardanico per la trasmissione e nei modelli più potenti all’anteriore il moderno Palalever al posto

della forcella tradizionale. Mi chiedo se queste cinematiche possano reggere il confronto con i sistemi tradizionali. Ho fiducia nel Marchio e sono sicuro che in pista non mi deluderanno, ma voglio toccare con mano. Dopo una breve relazione iniziale sul comportamento e sulle norme della pista, è ora di abbassare la visiera ed aggredire la pista.

Un poker prestigioso Una maggiore sportività, più potenza e meno peso caratterizzeranno i prodotti del futuro BMW Moto. I modelli dotati di una maggiore sportività vengono subito citati: F800 S che con i suoi 86 cavalli e i 175 chili è il modello più accessibile e facile; la K 1200 R (163 cv), la R 1200 S (122 cv) e la K1200 S (167 cv) si avvicinano maggiormente a quella che è la mia idea di sportività in moto. Prima della chiusura della conferenza stampa vengono presentati gli istruttori della BMW Motorrad Riding Academy, professionisti che ci guideranno poi nei numerosi giri di pista, indicandoci le traiettorie corrette e i punti di frenata e le migliori tecniche per affrontare la pista e guidare le moto nel migliore dei modi.

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News Moto | I test su pista

F 800 S

Un motore molto docile e un telaio in alluminio

Ho l’imbarazzo della scelta sul modello da scegliere, ma preferisco cominciare con qualcosa di “piccolo” e per familiarizzare con il circuito scelgo la F 800 S motorizzata con un bicilindrico fronte marcia da 62,5 Kw (85 cv) a 8.000 giri che eroga una coppia di 86 Nm a 5.800 giri. In definitiva un motore docile nell’erogazione che deve spingere 182 chili, accoppiato a un telaio in allumino e a una ciclistica tradizionale con forcella anteriore con steli del diametro di 43 mm e monobraccio posteriore. Prima, seconda, terza, quarta ed ecco che cominciano le prime pieghe. Giusto il tempo per prendere confidenza con il circuito e poi inizio a forzare il ritmo. In fondo al rettilineo il tachimetro indica i 180 orari, stacco con decisione grazie al doppio disco anteriore da 320 mm. La discesa in piega è rapida, ovviamente non da Supersport, sia per le quote ciclistiche che per impostazione generale del progetto più orientato al comfort che alla prestazione pura.

Agile e stabile nelle curve La moto è stabile in inserimento e in uscita di curva raddrizzare la moto rapidamente per poi spalancare il gas non è un’operazione particolarmente impegnativa. Il motore è esente da vibrazioni, merito di una complessa cinematica di equilibratura, e dal sound gradevole, vicino a quello di un motore boxer; questo grazie all’uniformità delle sequenze di accensione e al fatto che ad ogni giro di albero motore corrisponde una corsa utile. Il primo turno di pista (circa 20’) passa rapidamente: giusto il tempo di rinfrescarsi un po’, visti i 35 gradi di temperatura e siamo nuovamente in pista.

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BMW F 800 S

Francesco Costantini in pista prova la F 800 S

Prezzi e optional della F 800 S Flame Red Sunset Yellow

F 800 S

€ 8.950,00

listino prezzi optional

IVA inc.

manopole riscaldabili

€ 210,00

BMW Motorrad ABS

€ 800,00

On Board computer

€ 200,00

Indicatori di direzione bianchi

€ 35,00

Antifurto

€ 200,00

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News Moto | I test su pista

R 1200 S

Il motore Boxer più potente del mondo

Fantastica R 1200 S. Bicilindrico Boxer e 122 cv a 8.250 giri che spingono 190 chili con una coppia di 112 Nm a 6800 giri. Nuovamente in pista e alla prima curva, istintivamente butto un’occhiata al coperchio della testata interna, ho paura che strisci sull’asfalto! Sì, proprio così: infatti il boxer ha i cilindri orizzontali e le testate sono proprio lì vicino alle ginocchia. Ok, asfalto e testata sono ancora lontani ma il rischio non è poi così remoto dati gli angoli di piega di cui è capace questa moto. E’ agile e con un bel motore, con una curva di coppia veramente generosa. Il cambio, anche per merito degli innesti dolci e precisi, ti dimentichi di averlo. Terza marcia, apri e vai; stessa cosa in quarta senza esitazione. Ed è merito di una

coppia motrice così importante che spinge sempre. Ed è così che si va forte in pista e che gli spostamenti su strada aperta risultano più confortevoli. Apri e vai, con qualsiasi marcia! Non voglio più scendere! Con l’R 1200 S faccio, in tre turni, cinquanta giri: anche se non riesco subito ad abituarmi agli ingombri del boxer, apprezzo il tiro del motore e il comportamento della ciclistica che, data la conformazione del motore, è caratterizzata da un baricentro molto basso che le conferisce una grande agilità. La posizione in sella è comoda e gli spostamenti in curva abbastanza agevoli. Freni e forcella sono ok. In definitiva un ottimo compromesso di sportività e comfort per gli amanti del motore Boxer.

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BMW R 1200 S

Francesco Costantini in pista prova la R 1200S

Frenata d’emergenza: ABS sì, ABS no Prima della pausa per il pranzo, voglio provare la frenata d’emergenza in moto sul bagnato con e senza ABS. Guidato dai preparatissimi istruttori della Bmw Riding Academy, provo prima senza ABS. Grande pinzata all’anteriore che si blocca e tende a “prendere sotto” mentre la ruota posteriore bloccata sbanda. Cambio moto e provo con l’ABS. L’esercizio comporta una velocità di almeno 60 orari, ci provo a 70 all’ora. Freno forte e dopo pochi metri in tutta sicurezza mi fermo. Non ho parole per descrivere la sensazione di sicurezza che mi trasmette l’ABS frenando il più possibile. Cosa fare? Tenere lo sguardo alto, tirare le leve dei freni il più possibile senza lasciarsi intimorire dalla vibrazione: sentirete che né l’anteriore né il posteriore si bloccheranno.

Prezzi e optional della F 1200 S

F 1200 S

Nero notte White Aluminium metall. Giallo brillante Magma Red/Titansilver metall.

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BMW Motorrad ABS (disinseribile)

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Sospensioni Sport OHLINS

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€ 200,00

Cerchio posteriore maggiorato (6” con pneumatico 190/50 ZR 17)

€ 130,00

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Concessionarie | Aziende in Sardegna

di Gabriele Piras

L’impresa di Zunino Con la “guida” di Gianni Camboni facciamo un mini-viaggio alla scoperta del Gruppo che rappresenta grandi marchi automobilistici con sedi nelle più importanti città della Sardegna. Il Gruppo Zunino è un’importante realtà imprenditoriale, terzo gruppo in Sardegna in termini di fatturato: oggi è composta dalla Zunino Auto srl (marchi OPEL e SAAB) e dalla Autoyang srl (marchi HYUNDAI, CHRYSLER e DODGE). Un’azienda a conduzione familiare. Sotto la guida di Franco Zunino, presidente del Consiglio di amministrazione, le due società vengono amministrate e gestite dai due nipoti: Gianni Camboni (40 anni) amministratore delegato, originario di Sassari (parte commerciale e post vendita), “dealer operator” per i marchi Opel e Saab; e Cristiano Camboni (37 anni), amministratore delegato, originario di Acquiterme (parte finanziaria e amministrativa), “dealer operator” per i marchi Chrysler, Jeep, Hyundai (marchio coreano inserito nel 1999, con officina assistenza specializzata, magazzino ricambi originali, carrozzeria e automercato dell’usato revisionato hy-quality) e Dodge. Nel team si è inserita da un anno e mezzo la figlia del presidente, Paola Zunino (proveniente dal campo della moda) che ora si occupa del marchio Jeep assieme al cugino Cristiano. Ricostruiamo la storia del Gruppo Zunino con la collaborazione di Gianni Camboni.

Come è nato il Gruppo Zunino? <E’ stato fondato 20 anni fa da mio zio, Franco Zunino, sposato con la sorella di mia madre. Originario del Piemonte, ha iniziato lavorando in una concessionaria Fiat del Piemonte. Nel 1962 è stato chiamato dal primo concessionario General Motors in Sardegna, per collaborare alla crescita e sviluppare il marchio GM, prima a Cagliari e poi in tutta l’Isola. Negli anni ’80 si è trasferito a Sassari e si è messo in proprio, inizialmente solo col marchio Opel, successivamente con i marchi Saab, Hyundai, Chrysler, Jeep e ultimamente col marchio Dodge. Per me è stato come un padre non solo dal punto di vista affettivo, in quanto mio padre è morto quando io ero ancora piccolo, ma anche dal punto di vista professionale>. Da quanto lavori nel Gruppo e quale ruolo occupi? <Lavoro dal 1986, da quando avevo 20 anni. Mio fratello, tre anni più giovane di me, è arrivato nel 1999 dopo la laurea in Giurisprudenza e il Master completo della GM (1996). Ho iniziato dal basso per conoscere ogni settore: magazzino ricambi, poi ho seguito la parte post vendita con il capo-officina, successivamente mi sono occupato delle pratiche auto, vendita usato e poi vendita- nuovo. Dopo questa gavetta sono diventato responsabile dei venditori esterni per poi passare ai venditori interni ed infine a curare l’amministrazione. Tutte le azioni di marketing del Gruppo Zunino passano al mio vaglio. Ho iniziato a 20 anni e ho avuto la fortuna di essere stato seguito da chi ora è direttore generale e direttore marketing della General Motors. Ho

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Zunino Auto completato tutta l’università della GM , un percorso formativo che fanno tutti i titolari delle concessionarie attraverso il quale si approfondiscono tutti i punti della gestione di un’azienda, dalla semplice gestione del magazzino ricambi all’officina, dal marketing alle vendite, dalle risorse umane alle pubbliche relazioni, con corso di pubblic speaking>. Quanti sono i punti vendita Zunino in Sardegna? <La sede principale è a Sassari dove sono presenti tutti i marchi, con assistenza; c’è una sede a Cagliari, concessionaria Saab per tutta la Sardegna, con vendita e assistenza, un’altra ad Alghero e una a Porto Torres dove da settembre saranno presenti anche gli altri marchi. Poi sedi secondarie a Ozieri e a Valledoria: in pratica rivenditori che agiscono sotto l’insegna Zunino Auto. Ad Alghero, la terza piazza per importanza dopo Sassari e Cagliari, a settembre inauguriamo il nuovo show room, in via 20 settembre all’ingresso della città. Due show room in uno: da una parte Opel e Saab; all’altra Chrysler, Jeep e Dodge>. Quali servizi offre il gruppo Zunino? <Il nostro punto di forza è garantire assistenza in ogni punto vendita: dove non siamo presenti opera un nostro meccanico di fiducia. Per quanto riguarda i servizi noi possiamo inserire anche l’auto-mercato dell’usato che richiede un grosso impegno, come l’auto-salone: un piazzale che comprende dalle 300 alle 400 auto, un grande auto-mercato dell’usato revisionato, aziendale e chilometri zero, di tutte le marche e cilindrate. Inoltre tuteliamo il cliente con servizi finanziari, leasing, noleggi a lungo e breve termine. Abbiamo un’officina con assistenza meccanica autorizzata, un centro tecnico di climatizzatori, una carrozzeria con robotino per la saldatura, una carrozzeria autorizzata con cabine e banchi di riscontro omologati per effettuare interventi a norma di fabbrica garantiti 24 mesi, un centro pneumatici e un moderno centro revisioni autorizzato, direttamente collegato con la Motorizzazione Civile che, su appuntamento, rilascia in tempo reale, la certificazione ufficiale. Insomma un servizio e assistenza a 360° comprensivo di un carro-attrezzi che lavora in esclusiva per noi. Inoltre, la Zunino Auto ha ampliato la sua offerta con altri 4 punti vendita, quattro officine assistenza e carrozzerie autorizzate, per offrire un servizio capillare alla clientela>. Quanti dipendenti lavorano nel Gruppo? <Oggi il Gruppo Zunino schiera 100 dipendenti: 80 interni e 20 di ditte che lavorano per noi. Oltre alla vendita di auto e veicoli commerciali possiamo contare su un efficiente centro assistenza specializzata con collaudatori e tecnici provetti.Uno dei pilastri del Gruppo è la qualità del servizio, anche per chi compra un usato per il quale c’è un’officina esclusiva: siamo tra i pochi ad averla, è costituita da 5 operai. Per ogni marchio vengono applicate le stesse regole, nel senso che dal momento in cui si acquista l’auto, questa viene seguita passo per passo con una manutenzione la più adeguata possibile>.

da sinistra: Cristiano Camboni, Franco Zunino e Gianni Camboni

Quante auto vengono vendute in un anno? <Nel 2005 abbiamo venduto 2.100 auto nuove (1500 Opel, 500 Hyundai e 600 tra Chrysler e Jeep) e 1.200 auto usate. Con tutti i nostri marchi siamo tra le prime 10 concessionarie in Italia sopratutto per la soddisfazione del cliente. Con la Opel facciamo il 60 per cento in più della media nazionale escludendo gli autonoleggi. Il Gruppo Zunino non vuole solo la soddisfazione del cliente ma va oltre cercando di entusiasmarlo, un concetto molto radicato che mio zio ha sempre insegnato a tutto lo staff. Infatti per 5 anni consecutivi abbiamo vinto il premio come miglior concessionaria italiana (anche per numeri di vendita): il Leader Club Opel è un riconoscimento di levatura nazionale con il quale la Opel Italia premia le Concessionarie per volume di vendite, qualità dei servizi offerti e grado di soddisfazione dei clienti. Per Saab invece siamo la concessionaria che vende di più in Italia in proporzione agli abitanti: vendiamo 3 volte la media nazionale e questo per il secondo anno consecutivo. Mi piace sottolineare la cura che riserviamo al cliente, è il nostro pilastro: abbiamo intere famiglie “fedeli” da anni che portano parenti ed amici. E poi è un’azienda dinamica, molto vicina al mondo dello sport e del sociale: sponsorizziamo squadre di calcio come la Torres e siamo molto vicini a tante piccole società di calcio, basket, pallavolo. Vogliamo sostenere e dare una mano al nostro territorio, reinvestiamo così per valorizzarlo>. 2006 settembre | ottobre FM57

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Personaggi | I “patron”

di Federico Fonnesu

Kiko Tornatore

Kiko Tornatore, il “grande” ritorno Pilota ed organizzatore per hobby, da 40 anni alla ribalta, aveva abbandonato la Commissione Sportiva cagliaritana “trasferendosi” a Oristano: richiamato da Marcialis ora ha l’incarico di allestire tre classiche gare per conto dell’Aci Quarant’anni sulla scena automobilistica ad altissimi livelli non gli sono bastati per ricoprire un ruolo di primo piano. Ma forse Kiko quel ruolo non lo vorrà mai. Salvatore (Kiko per gli amici) Tornatore, algherese di origine siciliana trapiantato a Cagliari, pilota e organizzatore per hobby, non ama le luci della ribalta, ma conosce come pochi il mondo delle quattro ruote isolano. Qualche anno fa ha abbandonato la Commissione Sportiva cagliaritana per dissidi con l’attuale presidente dell’Aci Giorgio Ladu. Trasferendo armi e bagagli a Oristano, con gli amici piloti più cari e i colleghi della Ichnusa Promotors, è riuscito a mettere in piedi nel

tempo tre gare di assoluto valore: la Guspini-Arbus valida per il Campionato Italiano di autoslalom, lo slalom di Ozieri (Coppa Italia) e quello della “Festa del pilota” sulla pista di Tramatza. E l’anno prossimo metterà in piedi anche la Cuglieri-La Madonnina). Senza più qualifiche o ruoli speciali, Kiko Tornatore resta un appassionato con la A maiuscola. Un outsider, direbbero molti, che però si prodiga come pochi quando c’è da organizzare una prova. Avrà un carattere particolare, ma non porta rancore e Cicci Marcialis, il nuovo vicepresidente dell’Aci Cagliari, se n’è ricordato.

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Kiko Tornatore

L’ACI CAGLIARI La “grande scommessa” di Francesco Marcialis nuovo vicepresidente con delega specifica per le attività sportive

La salvezza di tre corse, che l’Aci non avrebbe più potuto organizzare, dipende ora dalla voglia di fare di Kiko. <L’automobilismo sardo era profondamente spaccato>, dice senza peli sulla lingua Tornatore, <l’anarchia regnava sovrana. Serviva un confronto tra le parti e io, nonostante sia stato costretto ad andar via dall’Aci Cagliari, perché inviso ad alcuni personaggi, ho continuato a lottare>. Sforzo premiato: prima Tornatore ha riunito le Scuderie cagliaritane (Cagliari Corse, Sardegna Racing e Aquila Motorsport), poi ha trovato anche l’accordo con l’Aci Cagliari. Iglesias-Sant’Angelo, Rally della Provincia del Medio Campidano e San Gregorio-Burcei, tre gare importanti, due delle quali entrate definitivamente nella memoria e nell’immaginario di generazioni di appassionati, sono definitivamente salve. Le tre gare le organizzerà lui. <Resto dell’idea che si dovrebbe parlare>, sottolinea Tornatore, <il dialogo risolve parecchie situazioni. Mi piacerebbe confrontarmi con i licenziati dell’Aci Cagliari, in Sardegna ci sono ancora degli uomini in grado di dare tanto a questo sport, da Mario Ruggiu a Enzo Ditel, passando per Nivola, Carmelo Mereu e Maulu. Le cariche politiche o dirigenziali non mi sono mai piaciute, se ho dato e continuo a dare qualcosa all’automobili-

smo sardo è solo per passione>. Kiko Tornatore non ha tutti i torti: proprio lui resta uno dei pochi in Sardegna a conoscere i drivers della Penisola, e anche quando era inviso ad alcuni dirigenti continuava a prestare i suoi camion per gli spostamenti, le balle di fieno, e tirava fuori il denaro quando non c’erano contanti per i rimborsi. Nonostante tutto, nonostante adesso in alto si siano ricordati di lui (la barca stava affondando…) rimane nell’ombra, mentre altri, che di automobilismo non sanno quanto lui, pretendono di avere attenzioni e influenza. Qualcuno per anni ha continuato a fargli pagare il suo parere negativo sull’allestimento dell’Euro 3000 in città. Quegli stessi che non digerirono la scelta di fermare la Iglesias-Sant’Angelo per un anno, con il rischio (poi diventato realtà) che la prova perdesse la titolazione. Fu un gesto di rispetto per l’amico Danti, morto poco tempo prima. Ma a molti questo particolare interessò ben poco. Erano comunque tanti quelli che speravano che Tornatore si riprendesse l’organizzazione della Sant’Angelo: senza il suo aiuto, una delle corse più amate sarebbe ritornata nel dimenticatoio. Ma lui, Kiko, ha fatto anche di più: in un colpo solo è riuscito a salvarne addirittura tre.

Dopo la nomina anche i nuovi programmi. Non si ferma il lavoro di Francesco Marcialis, nuovo vicepresidente dell’Aci Cagliari. Marcialis, ex dirigente comunale, attualmente in pensione, ha la carica di vice, con una delega specifica per le attività sportive dell’ente. Il suo sarà un ruolo sportivo ma non solo: dopo aver incontrato i titolari delle scuderie cagliaritane, rappresentati da Kiko Tornatore della Ichnusa Promotor’s, Marcialis punta a lavorare con la Federazione Kart per riportare le corse automobilistiche in città. Più interesse alla sicurezza stradale, collaborazione fattiva con le scuderie per l’organizzazione delle gare. Non è stata rieletta la Commissione sportiva che si occupava di allestire e mettere in piedi le gare cittadine e quelle provinciali. Cambia quindi la struttura interna dell’Automobile Club cagliaritano: Marcialis ha la carica di vice, con una delega specifica per le attività sportive dell’ente, ma sarà anche rappresentante del Consiglio di Amministrazione. Sostituirà in pratica Alessandro Palmieri, che sino a qualche mese fa è stato il responsabile della Commissione sportiva. Presidente dell’Aci Cagliari resta Giorgio Ladu, titolare anche della presidenza regionale, mentre la direttrice a livello provinciale è sempre Maddalena Valli. < L’Aci – spiega Marcialis – curerà soprattutto gli aspetti stradali e della sicurezza ma continuerà ad avere un ruolo importante in tutte le corse provinciali. Per questo la nostra collaborazione con enti, amministrazioni, istituzioni e forze dell’ordine andrà avanti. La passione è quella che avevo anche la prima volta che lavorai in Aci – dice – non ci occuperemo più direttamente delle gare, ma saranno le scuderie cagliaritane, nelle fattispecie la Ichnusa Promotor’s, a curare la preparazione delle manifestazioni>. Uomo di sport, pratico, più volte al fianco di Edoardo Usai nell’allestimento dei grandi eventi in città, Marcialis punta a riprendersi gran parte dei soci Aci Cagliari che, in un periodo di crisi legata soprattutto agli aspetti sportivi, passarono all’Aci Oristano. <L’obiettivo è quello di raddoppiare i soci entro la fine dell’anno>, confessa il nuovo vicepresidente, <l’Aci Cagliari continuerà ad avere visibilità nella San Gregorio-Burcei e a Iglesias, ma cercheremo anche di lavorare con la Federazione Karting. Ho in mente diverse idee e riportare lo spettacolo automobilistico in città resta uno dei miei obbiettivi, magari non con vetture potenti come in occasione dell’Euro 3000, ma almeno con i kart>. Federico Fonnesu

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Personaggi | I campioni di Federico Fonnesu

Pes Lorenzo il â&#x20AC;&#x153;magniďŹ coâ&#x20AC;? Il pilota di Olbia tra i giganti del Supermoto e protagonista anche nel campionato mondiale

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Lorenzo Pes Un sardo tra i giganti del Supermoto. Lorenzo Pes non si ferma più: una stagione tra i più forti piloti del mondo ha trasformato il pilota di Olbia. Adesso il meccanico gallurese fa veramente sul serio. Trentatré anni, una prima parte di carriera nel cross da autodidatta (per lui ben 8 titoli sardi), poi l’incidente che gli ha fatto prendere la decisione di cambiare. Un anno di velocità (Trofeo nazionale Aprilia 125), poi il Motard, dove Lorenzo ha trovato la giusta dimensione. <Il primo anno ho disputato il campionato

italiano in sella alla Husaberg – afferma Pes – poi, poco prima delle ultime due prove del Mondiale sono stato contattato dalla Ktm-Cinti di Vicenza, che mi ha ingaggiato immediatamente sulla base dei miei buoni risultati nell’Assoluto>. Un po’ cross, un po’ velocità, il Supermoto è una disciplina che si snoda su tracciati composti da una parte di fondo asfaltato e da una parte sterrata. Tra i motociclisti sardi nessuno come lui: l’emozione e un problema al motore della sua Ktm l’hanno frenato in Grecia al-

l’esordio nel Campionato del Mondo, nella prima stagione, quando era nono a tre giri dalla fine. Non si è perso d’animo Lorenzo Pes e nella gara successiva, quella di Latina, è riuscito a conquistare l’undicesimo posto. Proprio in quell’occasione è scattata immediatamente la riconferma e adesso Pes fa parte stabilmente della ristretta cerchia di piloti mondiali. <Siamo 32>, sottolinea il pilota di Olbia che corre nella classe S1 (oltre i 450 cc; l’altra è la S2, con motori di potenza inferiore ai 450 cc), <e i criteri di inserimento sono molto

rigidi. Proprio per questo sono molto orgoglioso dei risultati raggiunti>. Corre al cospetto di campioni del calibro di Delepine, Hiemer, Iddon, Lazzarini, veri big del Motard. <Loro sono piloti ufficiali, io per il momento mi arrangio, aggiusto e preparo la mia moto da solo. Cerco uno sponsor istituzionale, ma so che sarà dura. Per il momento ringrazio chi mi è stato vicino e ha creduto in me, a partire proprio da chi mi finanzia le gare, Descabe, Light 2000, Fiamma 2000 e Vivicostruzioni>. Lorenzo Pes ha un suo piccolo staff, capitanato dal pilota di motocross Fabio Giua e nella vita di tutti i giorni gestisce un’officina e un negozio di moto insieme alla fidanzata che, per

amore e per passione, non si perde mai una gara. A Mores, a fine luglio, Lorenzo ha disputato una splendida prima gara, dove è giunto quarto, ma poi si è dovuto arrendere dopo pochi minuti nella seconda per un problema meccanico. <È andata comunque bene>, dichiara Pes, <ero carico come una molla. Puntavo a finire la gara nei primi cinque, ci tenevo tantissimo a concludere nel migliore dei modi. Nella prima prova ho dato tutto, nella seconda sono stato sfortunato>. A fare il tifo per lui centinaia di tifosi e i ragazzi della sua officina arrivati in massa da Olbia>. Sugli spalti dell’autodromo Di Suni, gli applausi erano tutti per Lorenzo. Ma il ritiro nella seconda prova ha com-

plicato leggermente i suoi piani: <Vorrei concludere nel migliore dei modi il Mondiale>, sottolinea Lorenzo Pes, <almeno nei primi dieci. Adesso sono dodicesimo ma con una condotta di gara regolare potrei riprendermi la decima posizione>. Caldo, emozione, intensità: Mores per Lorenzo Pes è stata la gara della vita. <Non posso negarlo>, conclude, <ero molto emozionato. Tutta quella gente lì per me. Correre in casa regala sensazioni uniche, peccato solamente per il problema nella seconda manche. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta in un weekend praticamente perfetto>.

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Personaggi | I “signori” del deserto

di Federico Fonnesu

Maurizio Sanna il “sogno” africano

Dopo la bella prova in Marocco il motociclista quartese cerca nuovamente gloria nel Rally dei Faraoni. Primo degli italiani nel campionato del mondo “tout terrain” Maurizio Sanna ama l’Africa, l’Africa ama Maurizio Sanna. Dopo la splendida prova in Tunisia, ottimo quindicesimo posto per il motociclista quartese nel Rally del Marocco, quarta prova valida per il Campionato del mondo tout terrain. A qualche settimana dalla fine della corsa Maurizio Sanna racconta quell’esperienza e promette battaglia in due delle tre restanti prove iridate (la gara in Turchia è stata annullata e in Brasile Maurizio non

è potuto andare). Missione compiuta, per il momento: il motociclista quartese voleva concludere le due gare africane e conquistare qualche punto, la prova marocchina ha portato fortuna all’unico sardo presente in gara e adesso l’obiettivo di restare nei primi dieci della classifica a punti (ne ha 39) non è poi così lontano. Nella sesta e ultima tappa del raid africano, quella che ha portato i concorrenti da Ouarzazate a Ouarzazate (311 chilometri), il succes-

so parziale è andato allo spagnolo Pujol (Ktm) che ha preceduto nell’ordine Marc Coma, Cyril Despres e David Casteu, tutti su Ktm, e il cileno Lopez, quest’ultimo in sella a una Honda. Maurizio Sanna ha concluso la tappa 14mo sulla Ktm 450 Rally. Nella generale, a far festa sul podio con Marc Coma trionfatore nella Dakar (e del Rally di Sardegna) sono saliti i francesi Despres e Casteu. Tra gli italiani, Sanna è stato preceduto solo da Oscar Polli, 13mo

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Maurizio Sanna IL RALLY DI SARDEGNA IRIDATO ANCHE NEL 2007 Anche per il 2007 il Rally di Sardegna sarà prova del campionato mondiale di motociclismo fuoristrada. La notizia è stata confermata dalla Federazione Motociclistica Internazionale e dalla Federazione Italiana. <C’è solo da definire la data>, dice il patron della manifestazione Gian Domenico Nieddu, <potrebbe essere l’ultima decade di aprile, cioè subito dopo il Rally di Tunisia, e prima del rally del Marocco che si disputa a fine maggio: questo per evitare la contemporanea col Giro d’Italia di ciclismo che ha in programma 4 tappe in Sardegna a maggio>. Intanto nel campionato mondiale 2006 continua la marcia vittoriosa del francese David Casteu su KTM che nel Rally del Brasile ha conquistato l’ennesimo secondo posto e quindi guida la classifica assoluta del Campionato, grazie anche al terzo posto ottenuto al Rally di Sardegna di quest’anno. Ha conquistato 106 punti disputando tutte le prove (Argentina, Tunisia, Sardegna, Marocco e Brasile) e ha ben 31 punti di vantaggio sul campione mondiale in carica, il fortissimo catalano Marc Coma vincitore delle ultime due edizioni del Rally di Sardegna e degli ultimi Rally di Argentina e Marocco, ma che ha dovuto rinunciare a correre in Brasile e Tunisia. In Brasile ha vinto Cyril Despres, anche lui su KTM, sfortunato protagonista di due edizioni del Rally di Sardegna: il pilota francese è ora quinto nella classifica mondiale dietro Marc Coma e l’altro catalano Isidre Esteve Pujol, il norvegese Pal Anders Ullevalseter e Jordi Viladoms, altro forte pilota della scuola spagnola-catalana. Nella classifica mondiale il primo degli italiani è Maurizio Sanna (Il Centauro di Quartu) con 39 punti, a soli 5 punti da Jordi Viladoms e a 8 punti da Cyril Despres, avendo corso soltanto in Sardegna, Tunisia e Marocco. Sanna precede Matteo Graziani, vincitore di ben 4 Rally di Sardegna e secondo quest’anno in Sardegna alle spalle proprio di David Casteu.

su Ktm. Nella classifica di Classe, invece, il rappresentante del Motoclub Il Centauro si è classificato terzo, preceduto solo da Michel Fabre e Laurent Lazard. <È stata un’esperienza fantastica>, racconta Sanna, <a parte qualche problema elettrico e le condizioni climatiche proibitive dei primi giorni, è andato tutto per il verso giusto. Volevo attaccare e arrivare al traguardo e ce l’ho fatta>. Il carosello mondiale ripartirà il 30 settembre (sino a domenica 8 ottobre con il Rally dei Faraoni in Egitto), per poi concludersi con la prova finale (dal 5 al 10 novembre), l’Uae Desert Challenge negli Emirati Arabi Uniti. Faraoni e Emirati Arabi rappresenteranno la nuova av-

ventura per il quarantaseienne centauro di Quartu Sant’Elena. Dopo le prove in Sardegna, Tunisia e Marocco, Maurizio Sanna dovrà nuovamente confrontarsi con i big dei raid alla ricerca di quel piazzamento nei primi dieci che lo riempirebbe di gioia. <Sì, sono molto contento>, afferma il centauro quartese, <so che sarà difficile infastidire i favoriti, ma proverò a concludere le due prove in corsa. In Sardegna ho accusato numerosi problemi sulla mia moto, quella che invece ho portato in Marocco era un’altra, più potente, e molto più resistente e mi ha portato al traguardo in buona posizione>. Peccato solo per il forfait in Brasile dove Maurizio Sanna ha cercato di essere al via sino alla

fine, ma poi è stato costretto a rinunciare. Passione, tanta fatica: dopo la scomparsa dell’amico Fabrizio Meoni durante la Dakar di due anni fa, sembrava che Maurizio dovesse abbandonare definitivamente le corse e invece l’amore per lo sport ha avuto nuovamente il sopravvento. <Ritornare in Africa per me è stato bellissimo. Ho ritrovato lo spirito e la voglia di combattere. Sensazioni forti che avevo perso dopo la morte di Fabrizio, e che invece ho ritrovato lungo quelle stesse piste percorse insieme in allenamento. Non sono potuto andare in Brasile>, conclude Sanna, <ma farò le ultime due gare. Spero di arrivare nei primi dieci>.

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Gare in Sardegna | Auto

La Mitsubishi Lancer Evo IX di Federico Martelli

di Federico Fonnesu

Rally di Sardegna Vince il sanmarinese Martelli in coppia con Pisano Pala-Achenza terzi, Conti-Urgeghe quarti I piloti sardi si inchinano al sanmarinese volante. Federico Martelli, in coppia con Carlo Pisano, vince la tredicesima edizione del Rally di Sardegna, la manifestazione organizzata a luglio dall’Associazione Sportiva Assomotorsport ritornata alla ribalta automobilistica dopo una lunga assenza. Dall’asfalto alla terra, prima volta sui sentieri e sugli sterrati della Barbagia e grande successo per Federico Martelli che al volante della Mitsubishi Lancer Evo IX ha avuto la meglio sul veneto Moreno Cenedese, secondo al traguardo insieme alla sua graziosissima copilota Rossetto, su Mitsubishi Lancer Evo IX.

Un ritorno molto atteso: tredicesima edizione del Rally di Sardegna con partenza e arrivo a Nuoro. E a completare un dominio netto della Casa giapponese ci hanno pensato i piloti sardi, protagonisti di una prestazione di assoluto valore tecnico e alla fine capaci di occupare il terzo e il quarto gradino della classifica assoluta, al cospetto di partecipanti di tutto rispetto in una gara che ha visto al via molti equipaggi provenienti dalla penisola. Terzo e quarto posto occupati rispettivamente dai due equipaggi sardi, Pala-Achenza (Mitsubishi Lancer Evo VI) e Conti-Urgeghe (Mitsubishi Lancer Evo VIII). Costretto al ritiro per problemi meccanici il pilota di Buddusò Francesco Marrone che già nella prima prova speciale aveva perso più di 6 minuti: per l’eclettico driver isolano un ritiro amaro, essendo stato il più bravo dei concorrenti sardi sugli sterrati galluresi in occasione del Mondiale.

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Rally di Sardegna Il pilota veneto Moreno Cenedese e la navigatrice Rossetto, secondi assoluti

MARTELLI e PISANO

Non è mancato lo spettacolo lungo un percorso complessivo di 203,21 chilometri con 9 prove speciali cronometrate su terra (67,80 chilometri effettivi), con tre prove da ripetere tre volte, con partenza e arrivo in Piazza Vittorio Emanuele e con i piloti impegnati sin dal mattino nelle prove speciali intorno a Nuoro, sulla strada Nuoro-frazione di Lollove, e Orune (località Su Pradu e Sant’Efisio). Il pilota di San Marino ha fatto il bello e il cattivo tempo sin dalle prime speciali. Nemmeno un problema alla turbina ha fermato il romagnolo, capace di vincere immediatamente il primo crono. La seconda speciale è stata vinta invece da Noris-Rossi, che però nella quarta sono stati costretti al ritiro. Martelli-Pisano si sono ripetuti nella terza, poi è arrivato anche il momento di Moreno Cenedese che ha vinto quarta e quinta speciale. Incidente senza grosse conseguenze per Fabrizio Anecronti e Gilberta Testoni, con conseguente

ritiro causato dalla rottura di un tubo dei freni: per l’equipaggio di Capoterra una brutta uscita di strada a bordo della Mitsubishi Lancer Evo 6 della Bagheria Rally Sport, ma fortunatamente niente di grave. Piccolo incidente anche nella quinta speciale per l’apripista Carmelo Mereu, l’organizzatore del Rally della Costa Smeralda: frattura al braccio e tanta amarezza per un episodio che si sarebbe potuto tranquillamente evitare. Annullata la sesta speciale, le ultime tre sono andate a Cenedese (due) e a Martelli che ha così legittimato nel migliore dei modi il successo nel Rally di Sardegna. Una vittoria la sua che rende ancora più prezioso il Rally allestito da Seddone e soci e mette le basi per un ritorno in grande stile dell’automobilismo “importante” nel Nuorese, già precedentemente premiato con le speciali iridate disputate nel territorio di Siniscola e all’interno della colonia penale di Mamone.

La Mitsubishi Lancer Evo VI di Pala-Achenza terzi classificati

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Gare in Sardegna | Auto

di Federico Fonnesu

Rally del Corallo

Marco De Marco si impone nella manifestazione organizzata dall’Enjoy Sardinia con Elenoire Casalegno madrina d’eccezione. Alla ribalta ad Alghero le più belle (e storiche) auto da rally

Una cornice particolare nella festa delle auto che hanno fatto la storia del Rally. Ha scelto bene Rodolfo Pes di San Vittorio, Alghero è una delle città più belle della Sardegna: il suo Rally del Corallo, tra mare, strade care all’automobilismo sardo e circuiti su pista, è un cocktail esplosivo da proporre ad appassionati e turisti. Ha solo quattro anni, ma è già un grande evento. Al Rally del Corallo sono bastati un primo anno di assaggio e un secondo di consolidamento, per poi prendere definitivamente il volo. La terza e la quarta edizione hanno avuto un respiro nazionale e

internazionale. <E non è ancora finita>, dichiara Pes, <per la prossima edizione abbiamo in mente ulteriori accorgimenti. Nell’ultima edizione, in due giorni hanno lavorato alla manifestazione circa 120 persone, abbiamo raggiunto le cinquemila presenze in albergo. In più, al seguito dei partecipanti sono arrivati fra i 500 e i 700 turisti che si sono trattenuti almeno una settimana. Un buon modo secondo noi di abbinare passione per i motori, vacanza e turismo. Per questo il Rally del Corallo rappresenta anche una buona carta per la valorizzazione del nostro territorio>.

Marco de Marco - Delta S4

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Rally del Corallo

Madrina dell’iniziativa la splendida Elenoire Casalegno che ha aggiunto un tocco di grazia femminile in un mondo decisamente “maschile” come quello dei motori, soprattutto nella serata di gala, quella conclusiva nella bellissima cornice delle tenute di Sella & Mosca. Un impegno, quello dell’Enjoy Sardinia, il gruppo organizzatore, ripagato dall’interesse crescente degli appassionati. Ad Alghero a giugno sono arrivate le più belle auto da rally del periodo 1970-1986, e alcuni dei big del passato da Sandro Munari (apripista Lancia 037), a Dario Cerrato (Lancia Delta Integrale), passando per Mauro Pregliasco (Alfetta Gtv), Tonino Tognana (Ferrari 308 Gtb), Andrea Zanussi (Peugeot 205 T16), Federico Ormezzano (Talbot Lotus), Yves Loubet (Porsche 911) e Gabriel Noberasco (Fiat 131 Abarth). Doppio passaggio spettacolare sulla Villanova Mare, con prove di abilità, sosta-rinfresco a Villanova Monteleone, poi trasferimento al kartodromo di Alghero Riviera del Corallo per la tradizionale doppia prova spettacolo, quindi sulla pista di Mores: due giorni di gare, mare e bellezze naturali che hanno conquistato tutti. In gara il più bravo di tutti è stato ancora una volta Marco De Marco. Al volante della sua Lancia Delta S4 ha avuto la meglio sull’equipaggio corso Padrona-Padrona ma la vittoria è rimasta sub judice sino alla fine per i conteggi finali delle penalità. Successo confermato solo quando tutti i conteggi hanno tolto ogni speranza a Ren-

zo Pellegrin, dato vincitore subito dopo l’arrivo. Ma gli ostacoli sistemati sulla pista di Mores hanno mietuto tante altre vittime e alla fine parecchi piloti hanno dovuto abbandonare un piazzamento nei primi dieci a causa delle penalità. Dopo le prime due speciali del venerdì, grande spettacolo nel caldo afoso di Mores, dove il giorno dopo si sono disputate due speciali molto combattute. De Marco ha fatto il bello e il cattivo tempo nella prima, poi nella seconda ha commesso un errore che comunque non si è rivelato fatale. Alle spalle di Padrona-Padrona, su Lancia Rally 037, sul terzo gradino del podio è salito Zanussi (Peugeot 205 Turbo 16), che ha preceduto Peruggini e Tognana. Protagonisti anche gli equipaggi con pilota e navigatore sardi: Deiana-Cassitta (37mo assoluto), primi nella categoria fino a 1.300 cc ; 41mi Arangino-Piredda, secondi assoluti nella categoria fino a 1.300 cc; 42mi Gallu-Vacca (terzi nella categoria fino a 1.300 cc); 48mo Cuccu-Stacconeddu. Piloti sardi: Vittorio Carlino col navigatore Fabio Bresci si è piazzato al 21mo posto; Madau con Norcen 23mo. Navigatori sardi alla ribalta: Deriu (pilota Noberasco) 12mo; Imperio (pilota Pregliasco) 14mo; Nivola (De Gentili) 15mo e primo assoluto nella categoria ex rally da 1.300 a 1.600 cc; Fresu (Fabbrica) 19mo; Bellisai (Borra) 28mo; Ganau (Bargellini) 33mo e secondo nella categoria ex rally da 1.3 a 1.6 litri.

Elenoire Casalegno durante la premiazione

Classifica: 1) De Marco-Valbusa (Lancia Delta S4) 2) Padrona-Padrona (Lancia Rally 037) 3) Zanussi-Faoro (Peugeot 205 Turbo 16) 4) Peruggini-Mastrolitto (Lancia 037) 5) Tognana-De Antoni (Ferrari 308 Gtb) 6) Carrara-Tomai (Lancia 037) 7) Klein-Kleinmans (Mg Metro) 8) Onori-Oropesa (Porche 911) 9) Volta G.-Volta L.(Lancia 037) 10) Francone G.M.-Bondanese (Lancia 037)

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Auto | Le scuderie

di Federico Fonnesu

La Citroen C2 di Ugo Valdarchi

Sardegna Racing

Intensa attività della Scuderia cagliaritana. Coppa nel Rally del Medio Campidano e nello Slalom di Nughedu. A metà della stagione agonistica 2006, subito dopo il giro di boa, cominciano i bilanci sull’attività sportivo della Scuderia cagliaritana Sardegna Racing e dei piloti. Sinora la fortuna non è stata dalla parte dei portacolori del sodalizio guidato da Ugo Valdarchi e compagni. Marino Gessa, in coppia con Francesco Fois e Alessandro Raccis, dopo un inizio trionfale (successo al Rally Sprint Città di Dorgali e al Rally del Medio Campidano) ha subìto una brutta battuta d’arresto nei quattro rallies disputati e validi per il Trofeo Rally Asfalto, con quattro ritiri consecutivi, dovuti a problemi elettrici e ai problemi al cambio della Clio RS della Dp Autosport. Non è andata meglio a Fabrizio Anecronti e Gilberta Testoni: ritiro nel Rally del Medio Campidano (problemi elettrici della C2 della Pole Position), nel Rally del Vermentino (problemi al cambio della Saxo) e nel Rally della Sardegna (rottura di un tubo dei freni,

con conseguente uscita di strada della Mitsubishi Lancer Evo VI della Bagheria Rally Sport). Il presidente della scuderia, Ugo Valdarchi, in coppia con Giuseppe Innocenti, ha ottenuto un successo nel Rally del Medio Campidano con la Clio Williams Gruppo A della Dp Autosport ma non è riuscito a ripetersi nella prova successiva al Rally del Vermentino, con un quarto posto dovuto al blocco dell’acceleratore della Clio Rs Sport. Un risultato che ha fatto perdere al pilota sardo la leadership nella classifica di zona della Coppa Italia. Altra gara sfortunata nel Rally della Sardegna a causa di problemi alla pompa della benzina: nella prima prova speciale l’inconveniente ha provocato un ritardo di oltre 4 minuti, relegando l’equipaggio a un quattordicesimo posto assoluto a bordo della Mitsubishi Lancer Evo VII.

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Scuderia Sardegna Racing

La Citroen C2 di Fabrizio Anecronti e Gilberta Testoni

Ugo Valdarchi e Giuseppe Innocenti

Anche Francesco Fois, in coppia con Tore Cansella, non è stato fortunato nel Rally del Medio Campidano concluso al terzo posto di classe con solo due rapporti funzionanti nel cambio della sua Peugeot 309 Gti. Allo Slalom Riviera del Corallo, poi, quarto posto finale per le penalità accumulate nell’abbattimento di un birillo. Un buon secondo posto è il risultato nello Slalom di Ozieri, seguito da un terzo nello Slalom di Nughedu. Gara di adattamento sulla Clio per Gianni Saddi e Davide Lai nel Rally del Medio Campidano e un buon primo di Classe e di Gruppo nello slalom Guspini-Arbus. Problemi al cambio invece nella gara tra birilli della Riviera del Corallo. Una scelta di gomme sbagliata per

Marco Baldereschi e Gabriele Angius a bordo della Mitsubishi Lancer Evo VI, nel Rally del Medio Campidano, ha relegato l’equipaggio al quattordicesimo posto assoluto. Gabriele Angius con la Clio Williams, impegnato nello slalom Guspini-Arbus, ha ottenuto un quarto posto, mentre in quello di Nughedu si è piazzato terzo. Andrea Urracci e Luca Cau non hanno potuto far nulla per rimediare alla rottura di un ammortizzatore: un problema sulla Opel Astra Gsi ha costretto l’equipaggio al ritiro nel Rally del Medio Campidano. Problemi di vario tipo hanno rallentato anche la coppia formata da Piero Pintus e Luigi Pittalis che non sono riusciti ad andare oltre il dodicesimo posto di Classe nel

Rally Sprint Due Valli e il quattordicesimo posto di Classe nel Rally del Vermentino. Alessandro Floris ha ottenuto con Francesco Fois un buon quarto posto di classe nel Rally Sprint Due Valli e un sesto di classe insieme a Marco Deon nel Rally del Medio Campidano. Il veterano Salvatore Cansella si è alternato alla guida di una Toyota Celica con il poliedrico Davide Lai: insieme hanno vinto la Classe Os1 al Rally della Sardegna. Danilo Priola e la sua Clio Williams si sono classificati al quinto posto di Classe nello slalom GuspiniArbus. Risultati di scuderia: la Sardegna Racing ha vinto la Coppa Scuderie nel Rally del Medio Campidano e nello Slalom di Nughedu. 2006 settembre | ottobre FM71

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Gare in Sardegna | Le gare mondiali

HIEMER

di Federico Fonnesu

Supermoto:

GP di Sardegna

con i colori dellâ&#x20AC;&#x2122;iride nella â&#x20AC;&#x153;Valle delle Fateâ&#x20AC;? Nella pista di Mores il tedesco Hiemer domina in entrambe le manches Nella Classe S1 Lorenzo Pes, quinto nella prima gara, costretto al ritiro.

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Supermoto a Mores

VAN DEN BOSCH

1° START S2

Hiemer onora Mores e infrange il sogno di Lorenzo Pes. Grande spettacolo per i tremila spettatori nella prima vera grande gara mondiale di Supermoto organizzata sulla pista di Uccio Magliona. Dopo la prova Uisp di primavera, ecco i big del Motard nella Valle delle Fate: se qualcuno ci avesse pensato qualche anno fa l’avrebbero preso per matto. E invece sui 1.650 metri dell’autodromo “Franco Di Suni” si è corso davvero e il coraggio, la testardaggine, e la volontà della famiglia Magliona sono stati finalmente premiati. A Mores hanno dominato i piloti francesi e tedeschi. Tre giorni di prove, test e gare, due classi S2 e S1, con la superpole a mantenere viva nei numerosi spettatori presenti l’attesa per la gara. Warm up, assetti, tanta cura per pneumatici e raffreddamento; poi, dopo le prove e i giri “secchi” per definire la prima fila, le gare vere e proprie. Prima prova nella S2 e quattro francesi ai primi quattro posti della classifica: nell’ordine Frederic Bolley (Aprilia), Jerome Giraudo (Aprilia), Boris Chambon (Ktm) e Adrien Chareyre (Husqvarna). Un dominio transalpino rotto solo da Massimo Beltrami, primo degli italiani al quinto posto, in sella alla sua Honda. Buono il diciottesimo posto di Andrea Costa, nuorese e unico sardo in gara, su Ktm.

1° START S1

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Gare in Sardegna | Le gare mondiali S1 – Gara 1: Nicola Baccanti 21mo

S1, gara 1, grande attesa: qui il successo va al leader del mondiale, il tedesco Bernd Hiemer (Ktm) che precede l’inglese Christian Iddon (Aprilia) e l’italiano Ivan Lazzarini (Husqvarna). Quinto è Lorenzo Pes (Ktm), autore di una gara semplicemente fantastica, sostenuto dai tifosi sardi che non hanno mai smesso di incitarlo, accogliendolo durante la presentazione con le “ombrelline”, con un autentico boato. Ventunesimo l’altro sardo in gara, Nicola Baccanti, algherese in sella a una Yamaha, presente a Mores con una wild card.

6 IDDON 30 LAZZARINI

S2 – Gara 1: Andrea Costa 23mo

Dopo una pausa ancora gare: nel pomeriggio si disputa la seconda manche della S2. Continua lo strapotere francese: altri tre piloti sul podio. Questa volta vince Thierry Van Den Bosch, primo in sella alla sua Aprilia, davanti a Jerome Giraudo e al campione del mondo Boris Chambon (Ktm). Quarto uno spagnolo, Nestor Jorge, su Honda. Il primo degli italiani è Massimo Beltrami, settimo. Andrea Costa si deve accontentare di un 23mo posto.

ANDREA COSTA

NICOLA BACCANTI

S1 – Gara 2: Pes sfortunato

È nuovamente tempo di S1. Ritorna Lorenzo Pes, chiamato più volte dallo speaker al saluto verso gli spalti, dove i suoi tifosi con striscioni e bandiere lo acclamano rumoreggiando, dando un tocco di folklore all’evento. Non durerà molto perché la grande foga agonistica del meccanico di Olbia andrà a infrangersi contro i problemi del motore della sua moto. Due minuti e mezzo, poi il tradimento della sua Ktm in fondo al rettilineo. Niente da fare per una nuova impresa tra i primi cinque: Lorenzo Pes saluta e va ai box. La gara diventa una passerella per Bernd Hiemer, che bissa il successo del mattino e rafforza ulteriormente la sua leadership nella graduatoria generale. Alle sue spalle l’inglese Christian Iddon, davanti al campione del mondo, il belga Gerard Delepine. Ivan Lazzarini, quinto, è il primo degli italiani. Formidabile Hiemer, a suo agio sul fondo sterrato ma anche nella striscia d’asfalto. Con Lorenzo Pes fuori gara, a rappresentare il motociclismo isolano resta Nicola Baccanti, 23mo al traguardo.

IL RITIRO DI PES IN GARA 2

12 HIEMER

(da sinistra) PES - IDDON - BERTRAND

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Supermoto a Mores Classifiche mondiali Dopo la gara di Mores, sorridono francesi e tedeschi (soprattutto Hiemer). Nella S2, Van Den Bosch e Giraudo sono appaiati davanti a Bolley e Adrien Chareyre. Primo degli italiani Beltrami, ottavo. Hiemer detta legge nella S1: per il tedesco 186 punti davanti a Iddon, Lazzarini è terzo. Lorenzo Pes perde due posizioni e scivola dalla decima alla dodicesima, con 63 punti.

Classifiche Gran premio Sardegna Supermoto. Prima gara S1: 1) Bernd Hiemer (Ger, Ktm) in 20’02.847, 2) Christian Iddon (Gbr, Aprilia), 3) Ivan Lazzarini (Ita, Husqvarna), 4) Marcel Gotz (Sui, Ktm), 5) Lorenzo Pes (Ita, Ktm), 6) Simone Girolami (Ita, Aprilia), 7) Gerald Delepine (Bel, Husqvarna), 8) Frederic Fiorentino (Bel, Ktm), 9) Robert Baraccani (Ita, Tm), 10) Christophe Bertrand (Bel, Husaberg), 11) Valter Bartolini (Ita, Wrm), 12) Matthew Winstanley (Gbr, Ktm).

(sul podio da sinistra) IDDON - HIEMER - GOTZ

Seconda gara S1: PODIO S2

1) Bernd Hiemer (Ger, Ktm in 19’57.092), 2) Christian Iddon (Gbr, Aprilia), 3) Gerald Delepine (Bel, Husqvarna), 4) Marcel Gotz (Sui, Ktm), 5) Ivan Lazzarini (Ita, Husqvarna), 6) Simone Girolami (Ita, Aprilia), 7) Robert Baraccani (Ita, Tm), 8) Lorenzo Mariani (Ita, Husqvarna), 9) Christophe Bertrand (Bel, Husaberg), 10) Valter Bartolini (Ita, Wrm). Prima gara S2: 1) Frederic Bolley (Fra, Aprilia) in 20’05.828, 2) Jerome Giraudo (Fra, Aprilia), 3) Boris Chambon (Fra, Ktm), 4) Adrien Chareyre (Fra, Husqvarna), 5) Massimo Beltrami (Ita, Honda). Seconda gara S2:

BAGARRE NELLA KTM

“UCCIO” MAGLIONA, L’UOMO DEI MIRACOLI La gioia di chi sa di aver lavorato bene. Uccio Magliona ha un carattere particolare, ma per la sua pista venderebbe l’anima al diavolo. Mores, il giorno dopo l’evento mondiale delle Supermoto, è una coperta di cartacce e bicchieri di plastica, sotto il sole più caldo della Sardegna. Uccio, l’uomo dei miracoli, quello che <aveva in testa un’idea assurda> (come dicevano i più) sorride, soddisfatto. <Io e la mia famiglia lavoriamo come matti per tenere a posto questo circuito. Poche persone continuano a darci una mano ma noi non ce la sentiamo di mollare proprio adesso, dopo anni di sacrifici>. Probabilmente nessuno oserà più definire il “Di Suni” una cattedrale nel deserto. Pochi penseranno ad un repentino abbandono dell’unico vero circuito sardo. <Entro la primavera porterò la pista dagli attuali 1.650 metri a 2.550 – continua Uccio – un’aggiunta che potrebbe

1) Thierry Van Den Bosch (Fra, Aprilia), 2) Jerome Giraudo (Fra, Aprilia), 3) Boris Chambon (Fra, Ktm), 4) Nestor Jorge (Spa, Honda), 5) Frederic Bolley (Fra, Aprilia).

incuriosire team automobilistici e motociclistici, che alle località calde più lontane potrebbero preferire Mores per i propri test invernali>. Di sicuro Mores e i Magliona ripartiranno dal motard: il contratto iridato è valido per altre due stagioni e, a parte, qualche peccato di inesperienza, tutto sembra essere filato alla perfezione. La gara poi, ha detto che anche un pilota sardo può lottare alla pari con i mostri sacri della disciplina. Quel Lorenzo Pes che dopo una splendida prima prova, ha toppato nella seconda, tradito dalla sua Ktm. L’anno prossimo potrebbe cambiare anche il regolamento generale: solo pista, niente sterrato, ma lo spettacolo e i salti piacciono più della velocità pura, forse tutto rimarrà com’è. Tutto tranne la pista di Mores, più lunga e più completa, per un sogno che alla fine sta diventando realtà. <Continuerò a lavorare con i miei figli>, conclude l’ex pilota, <in un modo o nell’altro riusciremo a far decollare questo circuito>.

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Gare in Sardegna | Campionato regionale

FABIO GIUA

foto e servizi delle gare in Sardegna sono di Luciano Zanda

Motocross a Padru Fresi inarrestabile: doppia vittoria Muggianu e Giua: botta e risposta nella 125 Profeta in patria: con una doppia vittoria Silverio Fresi, alfiere del Moto Club Terranova, mette il sigillo nell’ottava prova di campionato sardo di motocross disputata al “Sas Taras”. Non c’è il duello annunciato tra due grandi campioni: Gian Mario Asole (Mc Pausania) esce subito di scena tradito dalla guarnizione della testata. <A parte il guasto meccanico, durante la notte è venuto a mancare un carissimo amico, pertanto non ero concentrato>, dice rientrando ai box il forte pilota tempiese. La gara, organizzata dal Moto Club Terranova di Olbia e valida come 3° “Memorial Luigi Pisanu”, chiama alla ribalta un buon numero di piloti. Spettacolo nella classe 250: Fresi domina e vola nella prima manche. Alle spalle del vin-

citore si scatena la lotta per la conquista del podio: attardati giungono il regolare Massimo Monaco (Riviera del Corallo) e Raoul Cermelli (I Dragoni); quarto il quarantenne Guido Sgaravatto (Mc Padru), quinto Gavino Pasella (Mc San Teodoro) che precede Fabio Serra (Hobby Moto) e Bruno Carboni (Il Centauro). A seguire Simone Cogoni (Hobby Moto), Michele Soddu (Su Redentore), Federico Argiolas (Dolia), Pischedda (Mc Trecentosessanta), Eliseo Cermelli (I Dragoni), Stefano Soddu (Su Redentore), Pinna (Seneghe), Gregorio Mascia (X Treme). Nella seconda manche Silverio Fresi si ripete da par suo. Ma alla ribalta sale Alessio Mulas: costretto al ritiro nella prima manche, l’alfiere del Mc X Treme tro-

va il suo momento di grazia e conquista il secondo posto. Massimo Monaco sale sul terzo gradino del podio soddisfatto più che mai davanti ai suoi sostenitori. Anche Raoul Cermelli perde una posizione e conclude al quarto posto; regolare Gavino Pasella con un altro quinto posto, così come Fabio Serra (sesto). Federico Argiolas (Dolia) è settimo. Seguono Guido Sgaravatto, Bruno Carboni, Pischedda, Cogoni, Roberto Dassu (Nuoro), Michele Soddu, Eliseo Cermelli, Stefano Soddu, Cristian Pinna (Kart Riola), Gregorio Mascia, Fabio Langiu (Padru), Massimo Canu (Tempio). Nella classe 125 è forte la rivalità tra Alessandro Muggianu (Terranova) e Fabio Giua (Padru).

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Motocross a Padru

ALESSANDRO MUGGIANU

FABIO SERRA

Nella prima manche conducono la gara nell’ordine, poi la esplode bagarre e i due piloti si toccano. Fabio Giua è costretto a ritirarsi per un banale guasto tecnico e spalanca così la strada della vittoria a Muggianu. La regolarità premia l’algherese Alberto Spano (Riviera del Corallo) con la piazza d’onore e il pilota del Motoclub locale Giacomo Masotti ottimo terzo. Mattia Meloni (S. Teodoro) è quarto e Mirko Piemonte (Terranova) quinto. Seguono Daniele Delizzos (Padru), Domenico Meloni (San Teodoro), Matteo

GREGORIO MASCIA

MASSIMO MONACO

Pulvirenti (Terralba), Antonello Pala (Arborea), Federico Cadeddu (Motorschool). Al via della seconda manche è Fabio Giua a imporre il ritmo di gara: va via indisturbato lasciandosi alle spalle il rivale Alessandro Muggianu sino alla bandiera a scacchi. Spano sale ancora sul podio ma al terzo posto dopo una bella lotta con Casotti; seguono Mattia Meloni (quinto), Enrico Lampis (Millennium 2000), Domenico Meloni, Mirko Piemonte, Daniel Porcu (Padru), Delizzos, Pulvirenti, Pala e Federico Cadeddu.

MATTIA MELONI

ALBERTO SPANO

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Gare in Sardegna | Campionato regionale

GIAN MARIO ASOLE

Motocross a Porto Torres

Vincono Muggianu (Classe 125) e Gian Mario Asole (250) Dopo un mese ritorna il motocross a PortoTorres con la nona prova del campionato sardo organizzata dal Moto Club “ I Dragoni”. Il crossodromo “Toti Secchi” è in buone condizioni, abbastanza annaffiato per attenuare la polvere: si nota subito l’assenza di pneumatici a bordo pista decretati “fuorilegge” dalla federazione. Il pubblico è sempre numeroso e partecipe in questo impianto, buona l’affluenza dei piloti. Puntuale alle ore 15 parte la Classe 125 con la sfida molto attesa tra i primattori del campionato, ossia i favoritissimi Alessandro Muggianu e il campione in carica Fabio Giua (Mc Padru): il primo, alfiere del Mc Terranova, schizza in testa seguito a breve distanza dal rivale che cerca in tutti i modi di stare incollato alla sua ruota. Muggianu ha un po’ di

allenamento in più (e in questa pista non guasta) e così taglia il traguardo con 6” di vantaggio. A pieni giri (tredici) anche Alberto Spano (Mc Riviera del Corallo) che sale sul terzo gradino del podio. Con un giro in meno (dodici) Enrico Lampis (Mc Millennium 2000) ha la meglio su Michele Putzu (Mc Sorso) per la quarta piazza; Mirko Piemonte (Mc Terranova) è sesto; Antonio Loriga (12 giri) arriva settimo e Mauro Dore ottavo (11 giri), entrambi del Mc Tempio. Seguono Matteo Pulvirenti (Terralba), Domenico Meloni (San Teodoro), Roberto Muglia (Riviera del Corallo) con 11 giri; Federico Cadeddu (Motorschool), con nove giri.Virgilio Balzarelli (Mc Sorso) viene soccorso all’ottavo giro per una caduta: lussazione della spalla e ritiro.

Alle 16 parte la Classe 250. Raoul Cermelli (I Dragoni) scatta subito in testa seguito da Silverio Fresi (Terranova) e da Gian Mario Asole (Pausania). E’ battaglia aperta tra i piloti che non si risparmiano per dare spetacolo. Al secondo giro Cristian Pinna (Motorschool) si trova in buona posizione al centro del gruppo e inizia a lanciarsi nei salti spettacolari davanti alle tribune, ma non riesce a correggere la spinta della moto: caduta disastrosa con grande choc generale, manche interrotta con sanitari in pista e ambulanza del 118 con spinale e ossigeno. Dopo il trasporto all’ospedale, per fortuna tutto si risolve in contusioni varie e basta. Dopo oltre un’ora si riprende: Raoul Cermelli, Giorgio Fadda (Terranova), Gianni Asole (Tempio), Alex Puddu (Motopoint)

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Motocross a Porto Torres

ALESSANDRO MUGGIANU

N.29 DASSU-N.172 SERRA-N.127 MURA

N.51 FEDERICO ARGIOLAS-N.22 GAGRIELE USAI

CRISTIAN PINNA

e Silverio Fresi sono i primi a imboccare la curva di partenza. La lotta per il trono è subito ridotta a due piloti: Gian Mario Asole ha una moto in prestito e deve faticare abbastanza per raggiungere il fuggiasco Silverio Fresi e superarlo per appena 3”. Alle loro spalle giunge Raoul Cermelli, Gianni Asole è quarto, il pilota locale Totti Secchi (I Dragoni) quinto. Con un giro in meno (12) Alex Puddu è sesto, Federico Argiolas (Dolia) settimo. Seguono Alessandro Solinas (Sorso), Roberto Dassu (Nuoro), poi con 12 giri Efisio Serra (Hobby Moto), Stefano Vargiu (Motorschool), Gregorio Mascia (Team X Treme), Giorgio Fadda (Terranova), Riccardo Cocco (Team X Treme), Gavino Mura (I Dragoni); con 11 giri Gabriele Usai (Team X Treme) e Fabio Verde (AGN Ghilarza).

N.35 TOTTI SECCHI

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Gare in Sardegna | Campionato regionale

Motocross

FABIO GIUA

RAUL CERMELLI

CLASSIFICA CIASSE 250 CC. TOTALI

TOTALI

CLASSIFICA

95

Muggianu Alessandro

Terranova

272

1

4

Fresi Silverio

Terranova

272

1

1

Giua Fabio

Padru

262

2

13

Asole Gian Mario

Pausania

263

2

8

Spano Alberto

Alghero Riv. Cor.

256

3

88

Cermelli Raoul

I Dragoni

223

3

82

Piredda Govanni

Terranova

183

4

14

Asole Giovanni

Tempio

218

4

151

Masotti Giacomo

Padru

167

5

9

Monaco Massimo

Alghero Riv.Cor.

206

5

79

Piemonte Mirko

Terranova

167

5

36

Mulas Alessi°

Team Xtreme

161

6

171

Meloni Mattia

San Teodoro

166

7

51

Argiolas Federico

Dolia

146

7

84

Meloni Domenico Luigi

San Teodoro

144

8

35

Secchi Salvatore

I Dragoni

141

8

101

Pulvirenti Matteo

Terralba

137

9

43

Sgaravatto Guido

Padru

121

9

23

Loriga Antonio

Pausania

129

10

33

Puddu Alessandro

Moto Point

111

10 11

N° GARA

CLASSIFICA

CLASSIFIR.A CLASSE 125CC.

START OPEN 250

MOTO CLUB

CONDUTTORI

MOTO CLUB

76

Collu Andrea

Gonnesa

117

11

55

Marini Luca

Moto Point

102

3

Dore Mauro

Tempio

110

12

29

Dassu Roberto

Nuoro

101

12

116

Porcu Daniel

Padru

81

13

2

Mascia Gregorio

Team X Treme

100

13

7

Mundula Daniele

Tempio

79

14

57

Vargiu Stefano

Motor School Ori

86

14

74

Ferinu Francesco

Motor School Orist.

71

15

119

Verde Fabio

AGN Ghilarza

75

15

222

Soddu Paolo

Su Redentore

69

16

196

Pasella Gavino

San Teodoro

63

16

78

Lampis Enrico

Millennium

69

16

172

Serra Efisio

Costa del Sud

62

17

54

Delizzos Daniele

Padru

64

18

221

Fadda Giorgio

Terranova Olbia

39

18

75

Putzu Michele

Sorso

58

19

105

Pes Lorenzo

Terranova

36

19

91

Pala Antonello

Arborea

55

20

87

Cermelli Eliseo

I Dragoni

36

20

Cadeddu Federico

Motorschool

49

21

97

Soddu Michele

Su Redentore

34

21

39

Demurtas Matteo

Terralba

45

22

114

Pinna Cristian

Kart Riola

33

22

Fiori Fabio

Tempio

44

23

192

Solinas Alessandro

Sorso

33

22

76

Collu Andrea

Gonnesa

92

1

5

75

Putzu Michele

Sorso

80

2

103

Mocci Claudio

Terralba

41

24

107

Orecchioni Tomaso

Arzachena

32

24

39

Demurtas Matteo

Terralba

68

3

53

Muglia Roberto

Alghero Riv. Cor.

40

25

145

Seed Davide

Dolia

31

25

78

Lampis Enrico

Millennium

62

4

11

Serra Fabio

Hobby Moto

33

26

111

Serra Fabio

Hobby Moto

30

26

7

Mundula Daniele

Tempio

52

5

81

Figoni Eros Paolo

Terranova

31

27

129

Beccu Sandro

Su Redentore

29

27

3

Dore Mauro

Tempio

51

6

24

Mazzilli Antonio

Pausania

26

28

177

Babini Mirko

Hobby Moto

26

28

82

Piredda Giovanni

Terranova

47

7

19

Asole Giuseppe

Pausania

24

29

72

Canu Massimo

Tempio

26

28

8

Spano Alberto

Alghero Riv.Cor.

47

7

156

Saba Francesco

Carbonia

22

30

41

Farci Massimo

Team X Treme

26

28

101

Pulvirenti Matteo

Terralba

44

9

104

Cassiatta Salvatore

Terranova

21

31

211

Carboni Bruno

II Centauro

26

28

171

Meloni Mattia

San Teodoro

36

10

142

Angioni Samuele

AGN Ghilarza

17

32

127

Mura Gavino

I Dragoni

26

28

173

Pinna Federico

Seneghe

36

10

201

Fogarizzu Ivan

Padru

15

33

98

Cuccaru Luigi

Sorso

25

33

15

Anziani Giuseppe

Pausania

31

12

174

Pinna Francesco

Seneghe

15

34

86

Mura Nicola

Terralba

23

34

24

Mazzilli Antonio

Pausania

23

13

211

Carboni Bruno

II Centauro

14

35

128

Cogoni Simone

Hobby Moto

23

34

113

Sotgiu Mauro

Arzachena

22

14

195

Alfonso Fabio

La Maddalena

12

36

94

Soddu Stefano

Su Redentore

22

36

127

Mura Gavino

I Dragoni

19

15

124

Porru Luigi

II Centauro

10

37

197

Crobeddu Martino

Cittb di Sarroch

21

37

194

Giorda Alice

Sorso

18

16

146

Serra Fabio Angelo

Pausania

9

38

49

Langiu Fabio

Padru

21

37

151

Masotti Giacomo

Padru

16

17

94

Soddu Stefano

Su Redentore

8

39

274

Pischedda GianMario

Motorschool

20

40

84

Meloni Domenico Luigi

San Teodoro

13

18

42

Loi Sebastiano

Padru

3

40

22

Usai Gabriele

Team X Treme

20

40

103

Mocci Claudio

Terralba

10

19

71

Pinna Masimiliano

Motor School Orist.

3

40

24

Mazzilli Antonio

Pausania

19

42

CONDUTTORI

MOTO CLUB

TOTALI

259

N° GARA

CLASSIFICA

CLASSIFICA CLASSE 125CC. JUNIOR UNDER 25

CONGUTTORI

N° GARA

ALESSIO MULAS

82FM settembre | ottobre 2006

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 82

31/08/06 0.46.42


Gare in Sardegna | Campionato regionale

Supermoto a Tempio

CARTA N.35 PRECEDE IL N. 155 MARIOTTI

Supermoto a Tempio Dominano Mariotti (Sport) e Pes (Prestige) Con la regia del Motoclub Pausania quarta tappa a Tempio dell’avvincente campionato Supermoto: classe Sport sotto il segno di Francesco Mariotti e classe Prestige dominata dall’imbattibile Lorenzo Pes. Impegnativo il tracciato, ricavato nella zona industriale (ben recintata e sicura per il pubblico assai numeroso grazie alla bella giornata), con un bel tratto di fuoristrada, salti e woops. Tra infortunati e assenti, la griglia di partenza non è numerosa come nelle precedenti prove di campionato: però l’agonismo non è mancato. Confermando i pronostici della vigilia, il pilota di casa Francesco Mariotti domina nella classe Sport con un primo e secondo posto nelle due manches. Nicola Baccanti (Motoclub Dorgali) per problemi tecnici rime-

dia un terzo posto in gara 1, ma impone la sua classe in gara 2 dopo un’accesa bagarre nel gruppetto di testa. Simone Carta (Mc Terranova Olbia), bravissimo in partenza, completa il podio con un secondo e terzo posto. Sale alla ribalta anche Francesco Dell’Orefice (Mc San Teodoro) che termina quarto davanti ad Alessandro Murgia (Mc Sarroch). Giorgio Miscali (Mc AGN Ghilarza) e Ignazio Delogu (Mc Nuoro) saltano una manche per problemi meccanici e fisici. Nella classe Prestige continua la cavalcata solitaria di Lorenzo Pes (Mc Terranova), il centauro che tiene alta la bandiera della Sardegna nel Mondiale. <Mantengo un passo decisamente inferiore alle mie possibilità, ma mi piace partecipare al campionato regionale per invogliare

i miei amici-avversari a prendere parte almeno al campionato italiano>, dice il pilota olbiense a fine gara. Avversari di rispetto come Michel Miscali (Mc AGN Ghilarza) e Andrea Costa (Mc Su Redentore) che conquistano rispettivamente la seconda e terza piazza. Al quarto posto Salvatore Vinci “Uragano”, portacolori del Mc Millennium 2000, sempre spettacolare in gara: se curasse di più la classifica otterrebbe sicuramente risultati migliori. <Ma io corro esclusivamente per divertirmi e per dilettare i sostenitori che vengono alle gare per vedere le mie esibizioni col “burn out” finale>, dice il pilota di Cagliari. Concludono nell’ordine Giorgio Fadda (Mc Terranova) e Antonello Mameli (Mc Bolotana).

2006 settembre | ottobre FM83

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 83

31/08/06 0.46.47


Gare in Sardegna | Campionato regionale

FRANCESCO MARIOTTI

Supermoto a Tempio

MICHEL MISCALI

ANDREA COSTA

BACCANTI 38 PRECEDE IL N.6 DELL’OREFICE

Quad nel segno di Andrea Pisano Spettacolari come sempre i quad: nella terza prova del trofeo, Andrea Pisano (Mc Gonnesa) continua la scalata al titolo assoluto con un successo pieno. Battaglia aperta per le posizioni d’onore tra Luca Mulas (Mc Su Redentore) e Ottavio Scano (Bad Bikers Macomer) con un secondo e terzo posto a testa. Efisio Mameli (Mc Gonnesa) è quarto davanti all’esordiente Andrea Solinas (Mc In&Out). Giornata sfortunata per Fabio Ivaldi (Millennium 2000) costretto due volte al ritiro. ANDREA PISANO

OTTAVIO SCANO

84FM settembre | ottobre 2006

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 84

31/08/06 0.47.11


Gare in Sardegna | Campionato regionale

Supermoto a Nurri

Supermoto a Nurri Brilla la stella di Nicola Baccanti Lorenzo Pes è sempre piu’ “prestige”

NICOLA BACCANTI N.38

Il Moto Club Sardegna del presidente Gian Domenico Nieddu (brillante “patron” dell’ormai blasonato Rally di Sardegna valevole come prova iridata) torna sulla scena con la quinta prova del campionato regionale Supermoto con la sigla “Primo trofeo Città di Nurri”. Una serata (sabato 1 luglio) da incorniciare per la “regia” e per lo spettacolo in notturna regalato dai piloti: all’interno dello stadio comunale, bene illuminato, risaltano i

600 metri di percorso nell’anello asfaltato, giudicato però un po’ corto per una gara di campionato. <Però lo accettiamo perché è giusto portare lo spettacolo motoristico, specialmente in notturna, in posti dove non ci sono motoclub e il pubblico ha voglia di vederci all’opera>, dicono i piloti durante le prove. Una sagra paesana poco distante e il mondiale di calcio in tv rallentano l’afflusso del pubblico che poi arriva in massa per le gare

conclusive. Nicola Baccanti (Mc Dorgali) trionfa nella classe Sport: pole position, doppia affermazione nelle due manches e salto al secondo posto in classifica generale (187 punti), a 22 punti dal leader del campionato Francesco Mariotti, suo rivale numero uno. Prima manche in 16’16”364 (miglior tempo al 30mo giro in 30”379, terzo assoluto), seconda ancora più veloce (miglior tempo al 28mo giro in 16’09”060, secondo assoluto).

2006 settembre | ottobre FM85

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 85

31/08/06 0.47.18


Gare in Sardegna | Campionato regionale START GARA DUE SPORT

Supermoto a Nurri N.55 PAOLO CARAMELLINO PRECEDE IL N. 77 FIGUS

Prestige: sugli scudi Caramellino

Sport: alla ribalta Giorgio Miscali

Le moto potenti sono nella classe Prestige dove le derapate sono più evidenti: secondo pronostico, Lorenzo Pes (Mc Terranova) conquista la pole position. Nel 32mo giro del circuito gara 1 capolavoro per l’olbiense (in 16’08”092: miglior tempo nel quaro giro in 29”092) seguito da Paolo Caramellino (Mc Leinì: 16’34”156) con un giro in meno e dal nuorese Andrea Costa (Su Redentore: 16’37”153); al quarto posto con 30 giri Fabio Bianchi (Mc Leinì: 16’14”628), quinto Mauro Figus (Mc Dorgali). Seguono nell’ordine Salvatore Vinci, Giorgio Fadda, Antonello Mameli, Fabio Falconi, Giuseppe Repole, Carlo Sai, Claudia Mori e Michel Miscali. Nella seconda manche Lorenzo Pes conduce in testa indisturbato (miglior tempo nell’ottavo giro in 28”638) tallonato da Paolo Caramellino e Andrea Costa: ma sfortunatamente tampona un doppiato rimediando una forte botta al ginocchio. Paolo Caramellino così taglia il traguardo in prima posizione (16’11”738) seguito da Pes (16’17”703); Costa (16’24”984) è terzo con 1 giro in meno. Mauro Figus è quarto davanti a Michel Miscali (AGN Ghilarza). Seguono nell’ordine Salvatore Vinci 30 giri), Giorgio Fadda (29 giri), Fabio Falconi (27 giri), Giuseppe Repole (26 giri), Carlo Sai, Claudia Mori, Fabio Bianchi, Antonello Mameli (8 giri)

Francesco Mariotti non riesce a entrare in gara: un terzo posto in gara 1 col tempo di 16’49”982 (miglior tempo, però, sul giro, al 28mo, in 30”129) e una caduta con ritiro in gara 2 è il magro bottino personale del bravissimo pilota del Mc Pausania. Giorgio Miscali (AGN Ghilarza) conquista la seconda (in 16’34”479) e la terza piazza (in 16’27” 643) nelle due manches: nella seconda manche, addirittura, firma il miglior tempo sul giro – il 25mo – in 29”799. Benedetto Silvia (Mc Sarroch) cade in partenza accusando il colpo (dodicesimo nella prima manche), ma si riscatta prontamente in gara 2 con la posizione d’onore in 16’25”667 (miglior tempo nel settimo giro in 30”117). Così la prima manche: 1) Nicola Baccanti; 2) Giorgio Miscali; 3) Francesco Mariotti; 4) Roberto Pillitu; 5) Alessandro Murgia; 6) Giovanni Antonio Schirra; 7) Roberto Repole; 8) Efisio Piras; 9) Ivan Palomba; 10) Francesco Dell’Orefice; 11) Mauro Perra; 12) Benedetto Silvia; 13) Cristian Meloni; 14) Paolo Orrù; 15) Federico Vacca; 16) Simone Carta. Così la seconda manche: 1) Nicola Baccanti; 2) Benedetto Silvia; 3) Giorgio Miscali; 4) Roberto Repole; 5) Efisio Piras; 6) Roberto Pillitu; 7) Ivan Palomba; 8) Simone Carta; 9) Alessandro Murgia; 10) Giovanni Antonio Schirra; 11) Francesco Dell’Orefice; 12) Paolo Orrù; 13) Cristian Meloni; 14) Federico Vacca; 15) Mauro Perra; 16) Francesco Mariotti.

START GARA UNO PRESTIGE

Lo show di “uragano” Vinci Spettacolo supplementare firmato da Salvatore Vinci (Millennium 2000): dopo il sesto posto nella seconda manche, a fine gara “l’Hurricane” di Cagliari si scatena davanti al pubblico festante con le sue emozionanti ed acrobatiche evoluzioni.

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31/08/06 0.47.33


Gare in Sardegna | Campionato regionale

Supermoto

CLASSIFICA

3

Pes Lorenzo

Terranova

250

1

8

Miscali Michel

AGN Ghilarza

190

2

43

Costa Andrea

Su Redentore

179

3

193

Vinci Salvatore

Millennium 2000

169

3

9

Nioi Giovanni

Nuoro

94

5

5

Loi Alessandro

Motopoint

91

6

75

Mameli Antonello

Bolotana

70

7

71

Figus Mauro

Dorgali

67

8

221

Fadda Giorgio

Terranova Olbia

63

9

18

Repole Giuseppe

Carbonia

54

10

142

Angioni Samuele

AGN Ghilarza

34

11

22

Lanzi Paolo

AGN Fuoristrada

31

12

96

Dessi Sergio

Su Redentore

28

13

7

Falconi Fabio

San Teodoro

28

13

N° GARA

TOTALI

CLASSIFICA SUPERMOTO PRESTIGE

CONDUTTORI

MOTO CLUB

36

Papi Gian Matteo

Nuoro

25

15

31

Bacchitta Mario

Su Redentore

24

16

21

Sai Carlo

Hobby Moto

24

16

14

Mori Claudia

Il Centauro

11

18

CLASSIFICA

155

Mariotti Francesco

Pausania

209

1

38

Baccanti Nicola

Dorgali

187

2

35

Carta Simone

Terranova Olbia

175

3

122

Miscali Giorgio

AGN Ghilarza

159

4

27

Silvia Benedetto

Citta’ di Sarroch

153

5

28

Murgia Alessandro

Citta’ di Sarroch

123

6

55

Schirra Giovanni Antonio

Nuoro

113

7

6

Dell’ Orefice Francesco

San Teodoro

105

8

16

Manunta Andrea

Amici Club Nuoro

88

9

138

Palomba Ivan

Alghero riv corallo

81

10

N° GARA

TOTALI

CLASSIFICA SUPERMOTO SPORT

proposto di sostituire una ragazza nelle ultime gare del campionato italiano di Supermoto. Claudia Mori ha così debuttato in campo nazionale nell’ottobre 2005 a Pomposa (Ferrara) con la KTM 125 disputando una più che onorevole gara. Quest’anno è già scesa in pista quattro volte alla guida però di una Honda 450: a Varano de’ Melegari (12mo e 14mo posto nelle due manches), a Castelletto di Branduzzo (Pavia) con due 14.mi posti, a Latina (rottura della moto) e nuovamente a Pomposa lo scorso 16 luglio (due volte 15.ma). Dopo Manuela La Licata (che si cimenta però nella velocità), Claudia Mori è la seconda “campionessa” delle “moto rosa” che sale alla ribalta nazionale: complimenti vivissimi da parte della redazione di Formula Motori che segue sempre con particolare attenzione i “talenti naturali”.

23

Meloni Cristian

Dorgali

76

11

2

Delogu Ignazio

Nuoro

73

12

39

Pillitu Roberto

Città di Sarroch

62

13

25

Giagu Claudio

Citta’ di Sarroch

61

14

19

Repole Roberto

Carbonia

58

15

72

Piras Efisio

Villasor

54

16

45

Vacca Federico

Villasor

43

17

15

Lai Andrea

Il Centauro

42

18

4

Torchia Giovanni

Sorso

36

19

11

Cucca Marcello

Dorgali

28

20

33

Di Pietrantonio Nicola

Millennium 2000

18

21

34

Orru Paolo

Millennium 2000

16

22

24

Perra Mauro

Citta’ di Sarroch

10

23

CLASSIFICA SUPERMOTO QUAD CLASSIFICA

La gara di Nurri entra nella storia del motociclismo sardo per il debutto in Sardegna della signora Claudia Mori (Mc Il Centauro) nella difficile e avvincente specialità Supermoto. Dodicesimo posto nella prima manche (24 giri su 32 in 16’24”800: miglior tempo nel settimo giro in 36”340); undicesimo posto nella seconda manche (16 giri: il migliore il 14mo in 34”670). Entrata quest’anno a far parte del Moto Club Il Centauro (viale Marconi, a Cagliari, presidente Francesco Sanna Cocco), Claudia Mori, 38 anni, sposata con un imprenditore edile, è di Carbonia dove gestisce un negozio di moto in via Liguria (Moto Team). Appassionata delle “due ruote”, ha pilotato per diletto la R1 Yamaha, ma evidentemente è stata notata per la sua passione e per le sue capacità: infatti, lo scorso anno è stata contattata da un team milanese che le ha

MOTO CLUB

TOTALI

Debutta in Sardegna Claudia Mori

108

Pisanu Andrea

MCM Gonnesa

144

1

178

Mulas Luca

Su Redentore

125

2

79

Scano Ottavio

Bad Bikers

115

3

112

Mameli Efisio

MCM Gonnesa

104

4

176

Pira Tonino

Amici Club Nuoro

85

5

83

Ivaldi Fabio

Team X Treme

41

6

37

Meli Stefano

MCM Gonnesa

30

7

115

Piras Giorgio

Villacidro

29

8

158

Tomasi Massimo

Villacidro

16

9

175

Fois Raffaele

Amici Club Nuoro

13

10

N° GARA

N.66 CLAUDIA MORI-N.71 MAURO FIGUS

CONDUTTORI

CONDUTTORI

MOTO CLUB

GRAFICHE GHIANI 2006 settembre | ottobre FM87

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31/08/06 0.47.38


Gare in Sardegna | Campionato regionale

Enduro a Lanusei Melis trova la “via” del successo

ANTONIO MELIS vincitore della 5a prova a Lanusei

Un percorso “enduro” tra le polemiche per la quinta prova del campionato regionale, molto discussa, quella disputata a Lanusei con oltre 50 iscritti, ma con soli 32 piloti al traguardo. Durante il primo giro, alcuni piloti sono disorientati e non sanno come procedere, contestano la segnaletica presente nel percorso, saltano il controllo timbro: <non ci sono frecce ben visibili e a intuito non si può andare, considerando che all’inizio del percorso ci sono evidenti tracce di pneumatici che ti ingannano:

quindi consegniamo le tabelle di marcia e ci ritiriamo>, affermano. A nulla valgono le parole di buon senso degli organizzatori e del direttore di gara, secondo i quali le segnalazioni erano ovunque e visibili prima dell’inizio gara. Molto impegnativa la Speciale in linea che si addentra nel bosco con continui cambi di traiettoria: si cambia tracciato per la prova speciale fettucciata, ma il teatro di gara è sempre lo stesso. Chi la strada la trova e prosegue senza intoppi è Antonio Melis (Mc Iglesias) che conclude al

88FM settembre | ottobre 2006

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 88

31/08/06 0.47.48


CRISTIAN DEPAU

FLORIANO SANNA

primo posto assoluto davanti al pilota locale Cristian Depau (Mc Armidda) e al campione delle 125 Andrea Pischedda (Motorbike). Matteo Piras (Mc Armidda), quarto, precede Andrea Dentis e Alessandro Congiu (Motorbike). Deluso Davide Decandia (Mc Trecentosessanta di Olbia): non si presenta in orario alla prova speciale e subisce la penalizzazione di 1 minuto, senza la quale avrebbe vinto l’assoluta per 5” su Antonio Melis. Vittorie di classe per Andrea Pischedda (Motorbike 2C) nella B, per Danilo Deias nella C, Andrea Dentis nella D; il pilota locale Cristian Depau si impone nella classe E e Antonio Melis nella F. Nella classifica a squadre il Mc Iglesias si impone con 70 punti davanti al Mc Armidda (58), Motorbike 2C (45) e Mc Carbonia (26 punti).

ANDREA PISCHEDDA

GIUSEPPE DERIVA

MATTEO PIRAS

Ciao, carissimo Giuseppe Lutto nel mondo del motociclismo sardo. E’ scomparso, a soli 34 anni, Giuseppe Brundu, pilota del Moto Club Carbonia: è rimasto vittima in un terribile incidente lunedì 17 luglio sulla strada provinciale che da Portoscuso conduce a Carbonia. Era alla guida della sua moto stradale e stava rientrando a casa: in una curva, l’impatto col guard-rail è stato fatale al neo pilota che di recente aveva debuttato nell’Enduro, nella Classe B (categoria E1), quella con moto da oltre 80 fino a 125 cc 2 Tempi. Lo ricorderemo sempre: nella nostra mente resta impressa l’immagine di Giuseppe Brundu alla guida della sua moto numero 51 in quel 4 giugno quando a Seneghe conquistò 10 punti con uno splendido sesto posto sulla scia di quotati piloti. La Redazione di “FM Formula Motori”, commossa per la prematura scomparsa del giovane pilota., è vicina alla famiglia alla quale esprime le più sentite condoglianze. L.Z

2006 settembre | ottobre FM89

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 89

31/08/06 0.48.08


Gare in Sardegna | Campionato regionale

Enduro a Seneghe Acuto di Gianni Pusceddu GIANNI PUSCEDDU vincitore della 6a tappa a Seneghe

Sesta tappa nel segno di Gianni Pusceddu a Seneghe con la spettacolo “itinerante” dell’Enduro: un buon percorso, caldo torrido e tanta polvere nella prova speciale fettucciata. Qualche contestazione per il ritardo nelle iscrizioni anima l’inizio di giornata, poi l’esclusione di cinque piloti che preferiscono far rientro a casa per non pagare la multa. Tempi tirati nelle speciali dove il cronometro (per somma di tempi) dà ragione a Gianni Pusceddu (Motorbike) per appena 26” sul forte pilota di Arborea Alessio Farinello; al terzo posto Pier Luigi Carta (Mc Le Grotte), quarto Luca Manca (Mc I Dragoni) che scivola in Speciale e perde alcuni secondi. Davide Decandia (Mc Trecentosessanta Olbia) è quinto, Andrea Vacca (Motorschool) sesto.

58 GARAU, 18 MELIS L., 202 FARCI, 57 ALEX PUSCEDDU

90FM settembre | ottobre 2006

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 90

31/08/06 0.48.16


Enduro a Seneghe

PIER LUIGI CARTA

ALESSIO FARINELLO

LUCA MANCA

ANDREA VACCA

FABIO PALAZZARI

Cosi’ nelle altre classi L’individuale nella classe B porta alla ribalta il pilota di Iglesias Lorenzo Melis davanti a Pino Farci (Motorbike) e Alex Pusceddu (Mc Fluminimaggiore). Bella vittoria di Paolo Perrotti nella classe C davanti a Fabio Palazzari (Mc Carbonia) e a Marco Cadoni (Mc Iglesias). Andrea Vacca incrementa il bottino personale con l’affermazione nella classe D, mentre Andrea Dentis deve accontentarsi del secondo posto e Matteo Binetti (Iglesias) completa il podio. Alessio Farinello mette il sigillo nella classe E davanti a due rivali di tutto rispetto come Pier Luigi Carta e Danilo Suella (Iglesias). Grande battaglia nella classe F col campione in carica Gianni Pusceddu al vertice tallonato da Luca Manca (reduce dalla buona prova al Rally di Sardegna) e Davide Decandia. Tra le cinque squadre partecipanti la spunta il “Motorbike 2C” con 61 punti che precede Iglesias (57), Carbonia (49), Arborea (41) e Armidda (25). Appuntamento al 30 settembre per la settima e ultima prova organizzata dal Mc Motorbike di Iglesias. Per l’assegnazione dei titoli regionali ancora in palio tutto può accadere.

La sfortuna di Pischedda Il direttore di gara annulla una prova in linea perché un pilota (lo aveva già fatto a Orgosolo per Fabio Palazzari) si ferma per soccorrere lo sfortunato Andrea Pischedda caduto durante la performance (lussazione della spalla): una decisione condivisa dai piloti che antepongono la solidarietà all’importanza dei titoli in palio. Tempestivo l’intervento dei sanitari che soccorrono Pischedda.

2006 settembre | ottobre FM91

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 91

31/08/06 0.48.37


Gare in Sardegna | Campionato regionale

Enduro

ARMANDO COZZOLINO

MAURIZIO GIANNI

PAOLO PERROTI

Classifica ASSOLUTA

Classifica Classe “B” da oltre 80 fino a 125cc. 2 T.

ALEX CONGIU

1

21

Congiu Alessandro

Motorbike

111

1

85

2

118

Pischedda Andrea

Motorbike

106

2

46

Decandia Davide

Trecentosessanta

71

3

202

Farci Pino

Motorbike

89

3

24

Farinello Alessio

Arborea

64

4

4

Dentis Andrea

Motorbike

60

5

57

Pusceddu Alessandro

Fluminimaggiore

76

4

3

Mel is Antonio

Iglesias

51

6

53

Fiorito Francesco

Carbonia

41

5

27

Manca Luca

I Dragoni

48

7

18

Melis Lorenzo

Iglesias

38

5

Carta Pierluigi

Le Grotte

47

8

58

Garau Luigi

Fluminimaggiore

7

SueIla Danilo

Motorbike

43

9

193

Dentis Roberto

59

Vacca Andrea

Motor School Oristanc

41

10

194

118

Pischedda Andrea

Motorbike

30

11

102

Cadoni Marco

Iglesias

20

12

179

Depau Cristian

Armidda

20

12

21

Congiu Alessandro

Motorbike

18

14

182

Piras Matteo

Armidda

13

15

36

Gianni Maurizio

Trecentosessanta

12

15

Sanna Floriano

Carbonia

19

Deias Danilo

53

Motorbike

135

1

24

Farinello Alessio

Arborea

100

1

Motor School Oristanc

91

2

7

Suella Danilo

Motorbike

92

2

22

Binetti Matteo

Iglesias

75

3

5

Carta Pierluigi

Le Grotte

90

3

37

Angius lgnazio

Iglesias

52

4

36

Gianni Maurizio

Trecentosessanta

63

4

111

Dettori Francesco

Sorso

49

4

15

Sanna Floriano

Carbonia

63

4

172

Schievenin Francesco

Motorbike

44

6

152

Biondelli Giorgio

Le Grotte

62

6

6

56

Maiorca Fulvio

Motor School Oristanc

44

6

122

Fancello Paolo

Dorgali

47

7

30

7

77

Muru Gabriele

Arborea

41

8

179

Depau Cristian

Armidda

39

8

Dorgali

22

8

107

Dettori Gian Mario

Sorso

39

9

35

Monni Antonello

Orgosolo

32

9

Dentis Riccardo

Dorgali

21

9

11

Fadda Alessandro

II Centauro

36

10

182

Piras Matteo

Armidda

27

10

154

Lai Davide

Le Grotte

20

10

127

Germiniasi Claudio

Trecentosessanta

11

10

146

Murtas Nicola

Iglesias

11

11

51

Brundu Giuseppe

Carbonia

10

13

16

32

Rubiu Andrea

Iglesias

9

14

11

17

206

Borto Andrea

Motorbike

8

15

Iglesias

10

18

45

Vadiloga Ivan

Motopoint

7

16

Fiorito Francesco

Carbonia

9

19

156

De Riva Giuseppe

Iglesias

9

19

74

Pischedda GianMario

Trecentosessanta

8

21

MOTO CLUB

CONDUTTORI

MOTO CLUB

55

Valtellino Alberto

Cagliari

24

11

87

Mela Renato

Trecentosessanta

20

11

192

Raspa Massimo

Carbonia

13

12

115

Marabini Ivan

Trecentosessanta

20

11

54

Stivaletta Umberto

Carbonia

12

13

105

Gianni Domenico

Sorso

17

13

48

Porru Antonio

Carbonia

11

14

46

Decandia Davide

Trecentosessanta

16

14

204

Asquer Filippo

Le Grotte

11

14

212

Perseu Pierpaolo

Motopoint

16

14

74

Pischedda GianMario

Trecentosessanta

13

16

85

Secchi Angelo

Trecentosessanta

13

16

43

Varchetta Carlino

Trecentosessanta

12

18

Salaris Gian Mario

Trecentosessanta

11

19

177

Tonzanu Francesco

I Dragoni

10

20

TOTALI

Classifica Classe “F” da oltre 450cc. 4 Tempi

138

Pusceddu Giovanni

Motorbike

106

1

71

Angiargia Marco

II Centauro

8

21

2

Cozzolino Armando

II Centauro

92

2

185

Signorelli Spartaco

Armidda

8

21

3

Melis Antonio

Iglesias

89

3

82

Scalas Giacomo

Arborea

8

21

CONDUTTORI

MOTO CLUB

33

Perrotti Paolo

Iglesias

8

21

152

Biondelli Giorgio

Le Grotte

8

21

56

Maiorca Fulvio

Motor School Oristanc

7

24

102

Cadoni Marco

Iglesias

104

1

46

Decandia Davide

Trecentosessanta

84

4

125

Ciabatti Emilio

Trecentosessanta

7

24

73

Picco Sacha

Trecentosessanta

6

25

19

Deias Danilo

Iglesias

81

2

27

Manca Luca

I Dragoni

58

5

198

Fadda William

Fluminimaggiore

5

25

35

Monni Antonello

Orgosolo

6

25

33

Perrotti Paolo

Iglesias

77

3

156

De Riva Giuseppe

Iglesias

43

6

143

Onida Pietro

I Dragoni

4

26

47

Tocco Edoardo

Trecentosessanta

5

27

14

Palazzari Fabio

Carbonia

72

4

173

Marcialis Carlo

Motopoint

32

7

199

Onnis Paolo

Fluminimaggiore

4

26

14

Palazzari Fabio

Carbonia

5

27

153

Lai Filippo

Le Grotte

67

5

26

Baldussu Roberto

Dolia

26

8

91

Ticca Arcadio

Su redentore

4

26

11

Fadda Alessandro

II Centauro

4

29

47

Tocco Edoardo

Trecentosessanta

33

6

133

Muntoni Igor

Siniscola

26

8

109

Marzi Alessandro

Trecentosessanta

4

26

57

Pusceddu Alessandro

Fluminimaggiore

4

29

175

Lai Giampaolo

Motorbike

30

7

186

Locci Giovanni

Dolia

24

10

34

Secchi Marco

I Dragoni

3

30

22

Binetti Matteo

Iglesias

4

29

9

Perra Raimondo

Motopoint Racing Team

26

8

121

Delussu Bartolomeo

Dorgali

18

11

117

Cucca Tomaso

I Dragoni

3

30

172

Schievenin Francesco

Motorbike

3

32

174

Pinna Francesco

Seneghe

24

9

88

Dui Gianfranco

Su redentore

18

11

184

Steri Mauro

Iglesias

3

30

26

Baldussu Roberto

Dolia

3

32

183

Aresu Fabrizio

Armidda

23

10

73

Picco Sacha

Trecentosessanta

17

13

205

Sanna Edoardo

II Centauro

3

30

122

Fancello Paolo

Dorgali

3

32

79

Taviani Manolo

Arborea

20

11

41

Sequenzia Marco

Trecentosessanta

15

14

137

Mela Gianpiero

Padru

2

34

153

Lai Filippo

Le Grotte

2

35

54

Stivaletta Umberto

Carbonia

19

12

42

Maiello Gaetano

Trecentosessanta

14

15

144

Puligheddu Bastiano

Oliena

2

34

121

Delussu Bartolomeo

Dorgali

1

36

92

Bonifacio Paolo

Su redentore

10

13

94

Malica Antonio

Wide Open

12

16

39

Rubiu Gianluigi

Iglesias

2

34

212

Perseu Pierpaolo

Motopoint

1

36

176

Cao Riccardo

Motorbike

9

14

106

Tortu Antonio

Sorso

10

17

124

Cao Marco

Alghero Riv.Corallo

2

34

175

Lai Giampaolo

Motorbike

1

36

181

Conti Antonio

Armidda

8

15

189

Repole Giuseppe

Carbonia

8

18

92

Bonifacio Paolo

Su redentore

1

38

N° GARA

1

TOTALI

Classifica Classe “C” da oltre 125 cc. 2 T.

CONDUTTORI

CLASSIFlCA

MOTO CLUB

N° GARA

CONDUTTORI

CLASSIFlCA

MOTO CLUB

N° GARA

Dentis Andrea Vacca Andrea

CONDUTTORI

N° GARA

4 59

N° GARA

TOTALI

99

II Centauro

CLASSIFlCA

Motorbike

Cozzolino Armando

N° GARA

Pusceddu Giovanni

2

TOTALI

TOTALI

CLASSIFlCA

1

Classifica Classe “E” da 250 fino a 450cc. 4 Tempi CLASSIFlCA

TOTALI

CLASSIFICA

Classifica Classe “D” fino a 250cc. 4 Tempi

CONDUTTORI

MOTO CLUB

92FM settembre | ottobre 2006

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 92

31/08/06 0.48.54


Gare nazionali | Moto

Cronoscalata

Francesco Usai

Alessandro Sias

Iglesias, moto da “favola”

Alessandro Sias e Francesco Usai alla ribalta nel campionato italiano di velocità in salita: alla prima esperienza sorprendono in gara con una Honda e una Ducati di serie. Ecco un’altra bella storia di sport, quasi ai confini della favola. Protagonisti due giovanissimi piloti sardi, alfieri della Ducati Dreams Sardinia Squadra Corse (Mc Iglesias Racing), che con le loro moto – quelle “normalissime” che utilizzano tutti i giorni – decidono di varcare il mare e di approdare a Isola Liri (Frosinone) per cimentarsi con i blasonati campioni nella cronoscalata Poggio-Vallefredda, seconda prova del campionato italiano di velocità in salita. E’ un debutto assoluto: ma in questa prima esperienza dimostrano di saperci fare e soprattutto di avere “stoffa” Alessando Sias (26 anni, dipendente di una ditta) e Francesco Usai (31 anni, libero professionista), firmando risultati di assoluto valore al di là di ogni previsione, con le moto, le uniche in assetto completamente di serie. In uno scenario suggestivo (paddock simile a quello delle gare più blasonate), sotto un caldo opprimente (34°), su un percorso molto tecnico i due piloti non hanno tar-

dato a sorprendere tutti. Nella categoria 600 Alessandro Sias con la sua Honda 600 F ha conquistato nelle qualifiche un ottavo posto precedendo ben dieci concorrenti. Sempre nelle qualifiche, nella Classe Open – quella più competitiva (non ci sono limiti di preparazione, in gara moto sportive e special più avanzate tecnicamente) - Francesco Usai con la sua Ducati 999S ha stupito con un 13mo posto lasciandosi alle spalle altri 16 piloti. Un autentico festival delle moto: in gara le Classi EPOCA (125-250-500), CLASSICHE, SIDECAR e GR4 per gli estimatori dei modelli storici e le categorie più quotate quali le moto MODERNE (125, 250, 600, Open, Naked, Supermotard e Sidecar). Gara dai ritmi ferratissimi, battaglia accesa per il podio nelle due manches nello spazio di millesimi di secondo, specialmente nella Classe Open. Francesco Sias ha compiuto un “miracolo” in pratica (13mo in gara 1 e 12mo in gara 2 dopo aver rischiato una caduta alla prima

curva): correre con una 999S di tutti i giorni con rapportatura di serie da 280 orari anziché 160 (velocità di punta prevista da omologazione del circuito) e un peso superiore di 40 chili superiore non era certo confortante per un esordiente che comunque è riuscito a collezionare 11 punti nel carniere tricolore. <Le nostre gomme>, ha dichiartyo Usai, <erano in mescola più dura rispetto alle altre, ossia Pirelli SC2 rispetto alle più usate SC0, e quindi abbiamo dovuto adattarci alle condizioni di minor stabilità rinunciando a qualcosa in termini di accelerazione in uscita di curva e in ingresso. Considerati i valori in campo, arrivare a 14 secondi dal primo non è stato niente male>. Un’impresa: come quella di Alessandro Sias che ha ottenuto due sesti posti (e 22 punti) in una categoria dai tempi più uniformi (1’23”66 il vincitore Francesco Curinga su Honda); straordinario poi il tempo segnato nella seconda manche (1’30”06). Complimenti.

2006 settembre | ottobre FM93

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 93

31/08/06 0.49.02


Raduni | I grandi eventi

di Fabrizio Anedda

Quelli dell’Eurovespa Grande spettacolo a Torino con l’appuntamento per eccellenza degli amanti dello storico scooter. TORINO. Grande successo a Torino per l’EuroVespa 2006 che ha voluto festeggiare il 60esimo compleanno dello storico (e limitatissimo) scooter della Piaggio nel paese che l’ha “inventato”. L’esigenza del Vespa Club di andare incontro ai turisti, radunando un enorme numero di partecipanti da tutti i Paesi, scaturì nell’evento che prese il nome di EuroVespa. Infatti la Vespa creò negli appassionati la voglia di stare insieme, favorendo la nascita di Club in tutta Europa e l’organizzazione di numerosi raduni ed eventi sportivi per opera degli stessi “fans”. Il primo appuntamento si svolse a San Remo nel 1955 e vide l’adesione di numerosissimi partecipanti provenienti da oltre 13 nazioni, riscuotendo un clamoroso successo e assicurando così la ripetizione dell’evento ogni anno in una località diversa. Capitò nuovamente in Italia a Roma nel 1960 in concomitanza delle Olimpiadi con una indimenticabile sfilata in piazza San Pietro con il Santo Padre come spettatore d’eccellenza. A di-

stanza di tanto tempo l’entusiasmo non è calato e a Torino la manifestazione ha fatto registrare il tutto esaurito prima ancora della data di scadenza delle iscrizioni. Per tre giorni si è parlato solo di Vespa in diverse lingue, mettendo a confronto culture diverse ma soprattutto stili e modi diversi di interpretare la passione per lo scooter più famoso del mondo. Maestosa e impeccabile l’organizzazione che è riuscita a stupire oltre 3.000 iscritti riservando loro sfilate, prove di velocità, show della squadra acrobatica della Piaggio e una sontuosa cena di gala svoltasi nel Pala Isozaki reduce delle recenti Olimpiadi invernali. Non è mancato neanche il supporto tecnico: i partecipanti hanno avuto a disposizione un vero e proprio Box mobile con meccanici d’eccellenza. Presenti tutti i modelli più importanti e significativi che hanno fatto grande il nome Vespa a partite da un magnifico esemplare di Vespa 98 del 1946: e a seguire 125 faro basso del 1948/51, esemplari di GS 150 /160 del 1955/62, una del-

94FM settembre | ottobre 2006

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31/08/06 0.49.05


Eurovespa 2006

vespa stile mods

vespa gt con mods

Px150 con carrello

sidecar 125

T5 stile gatto delle nev

le più amate di tutti i tempi per la sua vocazione sportiva, GL 150 del 1964 , GT 125 del 1966 , i cosi detti smallframe con la 125 Primavera, Special 50 e il mitico Vespino 50 che rivoluzionò la vita dei ragazzi negli anni 60. Notevole la presenza dell’Ape Club con alcuni modelli di rilevante interesse storico. Anche i 4 Mori hanno sfilato per le vie di Torino col Vespa Club Nuoro, Vespa Club Cagliari con Marcello Balistreri su una splendida GS 160 del 1965, Stefano Macis su Vespa Rally 200 del 1971, Antonio Geic su un’altra Rally 200 e i sempre più numerosi amici della Vespagang Cagliari con Mirko e Claudia su Vespa “Costum” PX 200, Nicola Canu su P200E senza frecce, Nicola Mannai su PX 200, Maurizio Meloni su GT 125 del 1967, Enrico Pisu su GS 160 del 1965, Andrea Zedda su PX 150, Gigi Cannas su PX 125, Josto Biggio su PX 200 e Andrea Melis su Vespa 125 VNB1T del 1960 che si è meritato l’ammirazione del gruppo per aver affrontato il suo primo viaggio con la Vespa più anziana ma soprattutto la più lenta e scomoda (monta ancora ruote da 8” e sella singola). Appuntamento all’edizione 2007 con data e destinazione ancora da definire.

primavera125 con px 200

Piepaolo Pisano, Gigi Cannas e Josto Biggio

2006 settembre | ottobre FM95

_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 95

31/08/06 0.49.17


_impaginato_N25[set-ott]_10.indd 96

31/08/06 0.49.24


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FM Magazine N°25