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CURA DELLE TERRA, CURA DELLE PERSONE E CONDIVISIONE EQUA PER L’EDUCAZIONE Il manuale della permacultura per bambini LUSI ALDERSLOWE GAYE AMUS DIDI A. DEVAPRIYA


AuTORI: Lusi Alderslowe, Gaye Amus, Didi A. Devapriya Collaboratori: Valentina Cifarelli, Crina Cranta, Cecilia Furlan, Tomislav Gjerkeš, Adéla Hrubá, Lara Kastelic, Tereza Velehradská Progetto grafico: Oana Bădică Illustrazioni: Charlene Chesnier, Lerryn Korda REVISIONE: Emma-Jane Harris Prima edizone 2018. Versione in italiano Traduzione dall’inglese all'italiano: Deborah Rim Moiso, Valentina Cifarelli. Progetto grafico: Carlotta Fabbri. Revisione: Manuela Trovato. ISBN 978-88-943524-0-5 Sito internet: www.childreninpermaculture.com • Il progetto Children in Permaculture è frutto della collaborazione delle seguenti organizzazioni: • Permaculture Association (Regno Unito) • Paradiso Ritrovato (Italia) • Asociatia Romania in Tranzitie (Romania) • Asociatia Educatiei Neoumaniste (Romania) • Društvo za permakulturo Slovenije (Slovenia) • Základní článek Hnutí Brontosaurus Forest (Repubblica Ceca) • Gatehouse Primary School (Regno Unito)

A questo lavoro si applica la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 International License. Per una copia della licenza, visita http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/


Questo progetto ha ricevuto sovvenzioni da Erasmus +. Il supporto della Commissione europea per la produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione dei contenuti che riflettono solo le opinioni degli autori e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso che possa essere fatto delle informazioni in essa contenute.


TESTIMONIALS "La cura della terra, la cura delle persone e l’equa condivisione possono essere principi per tutte le stagioni e tutte le professioni. Se introdotta nella vita di bambini e degli adulti che se ne prendono cura, questa filosofia può cambiare il mondo." - Richard Louv, autore di Vitamin N, The Nature Principle e L'ultimo Bambino nei Boschi. Come riavvicinare i nostri figli alla natura. "Questo è un libro che offre molto più di abilità e conoscenza per garantire un futuro più promettente e resiliente. Fornisce strumenti importanti agli educatori per realizzare il compito di accompagnare i bambini verso un mondo evidentemente sempre più complesso. Il manuale è ben scritto e si basa su valide ricerche accademiche e una solida pedagogia. Presenta in maniera chiara e completa come guidare i bambini attraverso un percorso di apprendimento in natura. Il lavoro dimostra come tutte le aree del curriculum possono essere facilmente applicate alle attività quotidiane, permettendo di passare da una didattica diretta dagli insegnanti a un’esperienza pratica centrata sui bambini. Un manuale che ogni scuola dovrebbe avere! " - Janet Millington e Carolyn Nuttall, autrici di Outdoor Classrooms - A Handbook for School Gardens.


"Con le sue illustrazioni artigianali e i vivaci suggerimenti sulle cose da fare, questo libro aiuterà i bambini a connettersi con la Terra, la comunità e tra di loro”. - Professore Alastair Mcintosh, autore di Soil and Soul "Il manuale è scritto molto bene e copre tutte le aree di permacultura. Soddisferà gli educatori quanto gli insegnanti. È uno strumento valido per andare oltre l’orto estivo a scuola. È tempo per questo libro, infatti sarebbe stato utile cinque anni fa." - Rosemary Morrow, autrice di Earth User’s Guide to Permaculture e co-fondatrice del Blue Mountains Permaculture Institute. "Ricco di esempi pratici su come sostenere i bambini nel connettersi con se stessi, tra di loro e con il ciclo della crescita. Questo manuale illustra bene perchè la permacultura è importante per i bambini, usando il giardinaggio come spunto per affrontare questioni più ampie come l’equità e la connessione. Scritto con profonda cura e considerazione per le generazioni future, è uno strumento inestimabile per genitori ed educatori." - Looby Macnamara, autrice di People and Permaculture, e 7 Ways to Think Differently, e co-fondatrice del Cultural Emergence project "Nel complesso il libro è ben scritto e solido. Sicuramente un'utile aggiunta alla libreria di qualsiasi educatore."


- Juliet Robertson, Consulente in educazione, gioco e apprendimento outdoor. "Usare questo libro è un ottimo inizio per portare l’apprendimento all’aria aperta. Il "potenziale nascosto" dell’outdoor dovrebbe essere molto più utilizzato da educatori consapevoli. Base utile per lo sviluppo di studenti riflessivi e un paradigma per il pensiero critico e la conoscenza attiva, non solo in Europa ma in tutto il mondo. Questo è un must per chiunque voglia fare permacultura con i bambini perché un bambino sporco di fango è felice sia dal punto di vista affettivo sia cognitivo! Auguro a tutti un piacevole, giocoso e fruttuoso tempo all’aperto con questo libro." - Dr. (FIL LIC) Anders Szczepanski, autore di Outdoor Education e professore associato di Outdoor Education, Linköping University Sweden.


RINGRAZIAMENTI Vorremmo esprimere la nostra gratitudine per tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo manuale e sostenuto il progetto nel suo complesso. Grazie a tutti i bambini, i nostri e quelli con cui abbiamo lavorato, chi ci ha insegnato come coinvolgere i bambini in permacultura. Grazie alle persone che hanno lavorato con noi nel progetto: Rakesh 'Rootsman Rak' che ci ha riunito tutti e creato sistemi altamente efficaci utilizzano la sociocrazia; Roberto Cardinale che ha condiviso le sue capacità amministrative, finanziarie e di gestione, e allietato le nostre lunghe riunioni con musica allegra e leggera; Teodora Demetra Radulescu per aver portato bellezza nel nostro lavoro; Eva Dumitrescu per la giocosa energia e Ionuţ Bădică per la sua esperienza in progettazione di giardini scolastici. Grazie a Carolyn Nuttall e Janet Millington che sono venute fin dall'Australia per condividere le loro preziose conoscenze ed esperienze sulle aule all'aperto. Grazie alle persone che ci hanno supportato durante tutto il progetto: John Riley, Andy Goldring, Pablo Gonzalez, Robin Alderslowe, Luis Alderslowe e Danny Alderslowe. Grazie a tutti coloro che hanno ispirato il progetto prima che iniziasse: Sandra Campe, Joe Atkinson, Alfred Decker, Joel Rosenberg, Tanja Korvenmaa, Mari Korhonen, Martina Petru, Claudian Dobos, Steve Hart, Lenka Barčiová e Jožica Fabjan. Grazie anche a tutti coloro che hanno dato feedback ai nos-


tri materiali: Juliet Robertson, Petra Schmitz, Carlotta Fabbri, Nicola Scoccimarro, Giuseppe Sannicandro, Francesca Simonetti, Silvia Serina, Lucia Maccagnola, Kristina Sever, Dragica Radojevič, Catherine Lewis, Alena Kohoutová, Niamhue Robins, Lenka Babáčková, Urša Plešnar, Amy Clarkson, Virginia Nistor, Abbie Robyn, Anna Klitzsch, Barbara Terbuc, Petra Schmitz, Karen Slattery, Kateřina Tomešová e Dianne Wall. Grazie ai finanziatori, al programma Erasmus+, senza i quali questo progetto non sarebbe stato possibile.


INDICE Introduzione..................................................................................... 11

Capitolo I La pedagogia Children in Permaculture.................................................. 17

Capitolo II Integrare i principi di permacultura nell’educazione ........................ 32 I principi di Holmgren.............................................................................. 33 I principi attitudinali di Mollison ....................................................... 53

Capitolo III Il curriculum Children in Permaculture ................................................. 59

Capitolo IV Suggerimenti per attività ............................................................................. 65

Capitolo V Organizzare attività......................................................................................... 98 V.1 Incontro con il bosco....................................................................100 V.2 Occhio al cibo..................................................................................107 V.3 Biomimesi - imitazione dei colori ..........................................115 V.4 Mappa del tesoro ..........................................................................121 V.5 Test del suolo..................................................................................131 V.6 Condividere è prendersi cura ...................................................142

Capitolo VI Guide linea pedagogiche..............................................................................150


Capitolo VII Consigli per organizzare eventi ...............................................................162

Capitolo VIII Conclusioni.......................................................................................................167 Glossario............................................................................................................168 Riferimenti.....................................................................................................................171 Le autrici ...........................................................................................................176 I collaboratori................................................................................................... 177 Contatti..............................................................................................................178


INTRODUZIONE “La permacultura è l’armoniosa integrazione di paesaggio e persone realizzata in modo da provvedere in modo sostenibile al loro cibo, energia, strutture ed agli altri bisogni materiali e non materiali” Bill Mollison (1988)

COS’È LA PERMACULTURA? La permacultura è un sistema di progettazione per la creazione di relazioni resilienti e sostenibili tra gli esseri umani ed il resto del mondo naturale, attraverso l’utilizzo delle tre etiche di Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione come base dei processi decisionali. Questi processi sono a loro volta influenzati dai principi e dagli strumenti di progettazione permaculturale. Gli stessi principi ed etiche, se interiorizzati, possono essere applicati come ‘lenti’ per progettare qualsiasi aspetto della vita. Integrare la permacultura nell’educazione significa in larga parte applicare creativamente le ‘lenti permaculturali’ a ogni aspetto del sistema educativo, vale a dire la progettazione degli spazi didattici, la pedagogia, i programmi di studio, le lezioni e le interazioni sociali.

PERCHÉ COINVOLGERE I BAMBINI NELLA PERMACULTURA? Il futuro del nostro pianeta dipende da un cambiamento di consapevolezza, nel quale le persone e le risorse naturali non siano più date per scontate e sfruttate senza considerare gli impatti a lungo termine. Aiutare già dall’infanzia i bambini (e le bambine: in questo testo useremo l’espressione ‘i bambini’ per indicare bambini e bambine.

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Allo stesso modo con ‘educatori’ intendiamo includere ‘educatrici’, con ‘maestri’ ‘maestre’ e così via) a sviluppare relazioni sensibili, compassionevoli e cooperative tra di loro e con il mondo naturale, è un passo cruciale per generare questa nuova consapevolezza. L’infanzia è un periodo ideale per lo sviluppo di alcune inclinazioni verso il mondo, la natura e il prossimo. Svolgere attività di permacultura con i bambini li aiuta a imparare, a valorizzare le risorse e a trovare modi creativi per vivere in armonia con il mondo. Li aiuta anche a sviluppare una cultura cooperativa e di mutuo beneficio, piuttosto che una basata su una individualistica competizione per delle risorse limitate. In passato i bambini spesso avevano più tempo a disposizione per giocare liberamente all’aperto ma negli ultimi anni questo tempo si è ristretto e i bambini trascorrono un numero sempre maggiore di ore davanti agli schermi oppure impegnati in attività extracurricolari organizzate (Larson, Green and Cordell, 2011; Clements, 2004). Uno studio condotto nel Regno Unito ha mostrato che il 90% dei bambini non gioca in luoghi naturali come boschi e campagna (Natural England, 2009). In mancanza di tempo trascorso all’aperto, i bambini rischiano ricadute sullo sviluppo e possono incorrere in disordini della personalità, inclusi un diminuito uso dei sensi, difficoltà di concentrazione (come l’ADHD) e maggiore incidenza di malattie fisiche e mentali (Taylor Wiley, Kuo & Sullivan, 1998; Louv, 2005). Vi sono molti benefici nel giocare all’aperto, tra cui una maggiore attività fisica, benessere, amore, comprensione e connessione alla natura; attenzione, concentrazione e autostima, tutte doti che aiutano l’apprendimento scolastico; riduzione di obesità infantile e stress (London SDC, 2011). Altri benefici includono un maggiore sviluppo cognitivo negli alunni e la riduzione del Nature Deficit Disorder (‘scompenso da mancanza di natura’) che colpisce il comportamento dei bambini (Dadvand et al, 2015; Taylor et al, 2011; Louv, 2005). Infine passare tempo in natura da bambini può portare a sviluppare attitudini positive verso l’ambiente, attitudini che possono rimanere da adulti (e.g. Collado et al, 2015, Wells and Leckies, 2006). Un significativo rapporto a conclusione di un progetto sperimentale di apprendimento all’aperto durato quattro anni, che ha visto

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coinvolte 125 scuole e 40.000 tra bambini e bambine (Waite et al, 2016) conclude: yy per il 92% degli insegnanti gli alunni erano più coinvolti nell’apprendimento all’aperto; yy per l’85% degli insegnanti l’impatto sul comportamento degli alunni è stato positivo; yy per il 92% dei bambini coinvolti nel progetto le lezioni all’aperto erano più divertenti; yy per il 90% dei bambini il tempo passato all’aperto li ha portati ad essere più in salute e felici. È quindi vitale sviluppare consapevolmente delle strategie educative per sostenere i bambini nello sviluppo di una loro relazione con la natura. Infatti stare semplicemente all’aperto non è abbastanza per creare sensibilità, consapevolezza e conoscenza del mondo naturale. Per questo sono necessari dei modelli positivi di comportamento negli adulti che possano dimostrare autenticità, rispetto, meraviglia e connessione personale alla natura attraverso il loro esempio e anche incoraggiare e sostenere il percorso dei bambini in questo senso. Mentre la maggior parte dei sistemi di educazione contemporanei enfatizza il pensiero astratto e lo sviluppo di capacità matematiche e linguistiche, la nostra abilità di capire il linguaggio della natura si è atrofizzata. È risaputo che l’infanzia è un ottimo periodo per imparare lingue straniere o la lettura della musica: a quell’età, il cervello è predisposto ad assorbire informazioni multisensoriali. In modo simile, imparare a leggere, interpretare e co-creare i sistemi naturali è una capacità che può essere appresa dall’infanzia, se viene presentata in modalità coinvolgenti, coerenti e appropriate all’età. Forse la ragione più importante per portare la permacultura nella vita di un bambino, almeno dalla sua prospettiva, è il divertimento! Coinvolgere i bambini nell’apprendimento esperienziale, spesso in contatto diretto con la natura, è emozionante, motivante ed affascinante. Migliora l’intera esperienza educativa dei bambini, rendendo pratico e vivo l’apprendimento. Oltretutto, è un modo olistico e

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amichevole di connettersi a loro stessi, agli altri e all’ambiente attorno a loro.

QUALI LUOGHI ALL’APERTO POSSONO VISITARE I BAMBINI? I bambini possono facilmente visitare un vicino spazio di apprendimento esterno, come un’area all’interno del cortile dell’asilo o della scuola, o a distanza di cammino, ad esempio un bosco, un orto/giardino pubblico, un parco, una fattoria. Anche un’area esterna molto piccola può essere una ricca risorsa se vi si trovano molte opportunità di gioco creativo. Bisogna tenere in considerazione che l’incidenza di gioco creativo è “significativamente inferiore in spazi sterili che in luoghi relativamente verdi” (Taylor et al, 1998). Il libro ‘Outdoor Classrooms’ di Janet Millington e Carolyn Nuttall (2008) offre ispirazione e molte idee riguardo all’inserimento della permacultura nelle scuole.

QUAL’È LA DIFFERENZA TRA ALTRE FORME DI EDUCAZIONE AMBIENTALE E LA PERMACULTURA PER BAMBINI? L’educazione ambientale e all’aperto danno importanti contributi allo sviluppo, al benessere e all’apprendimento dei bambini. La permacultura arricchisce queste pratiche con etiche, principi e strumenti di progettazione che se applicati possono permettere alle persone di vivere in armonia con la Terra, con il prossimo e con le altre specie, condividendo equamente le risorse per i propri bisogni. Una volta compresi, questi strumenti possono essere applicati flessibilmente in ogni campo. Questo manuale è pensato per aiutare gli educatori a comprendere le etiche ed i principi chiave della permacultura e per dare esempi della loro applicazione nell’interazione con i bambini, in una varietà di situazioni. È il risultato di un processo di collaborazione internazionale tra educatori che condividono e sviluppano risorse. Non lo intendiamo come una rigida serie di istruzioni ma come semi che, speriamo, germoglieranno per ispirare adattamenti creativi della permacultura alle condizioni locali, ai sistemi naturali e allo specifico gruppo di bambini e adulti con cui vi troverete ad interagire.

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PER CHI È QUESTO MANUALE? Questo manuale è pensato soprattutto per persone che lavorano con bambini dai 3 ai 12 anni di età, come insegnanti di scuola, asilo e nido ma anche per chi lavora in contesti non formali come associazioni ed attività extra-scolastiche (ad esempio i capi scout). È anche indirizzato a chi già insegna permacultura agli adulti e vorrebbe estendere la propria attività ai bambini, a genitori (che siano naturali, affidatari, adottivi o nonni) e a chiunque sappia di avere un ruolo importante nell’educazione dei bambini. La parola ‘educatore’ in questo manuale si riferisce a qualsiasi adulto coinvolto nell’educazione di bambini. Questo manuale è anche una risorsa per corsi ‘Children in Permaculture (CiP)’ guidati da educatori che abbiano completato il training avanzato CiP. Ulteriori informazioni riguardo ai training CiP si trovano nella pagina dei contatti.

COSA INCLUDE IL MANUALE E PERCHÈ? La pedagogia Children in Permaculture descritta nel capitolo 2 offre una panoramica riguardo al “come” coinvolgere i bambini nella permacultura, oltre a spunti di riflessione per aiutare gli educatori a sviluppare una mentalità permaculturale attenta e riflessiva. La pedagogia è spiegata in maggiore dettaglio nei capitoli 3 e 5. Il capitolo 3 spiega come applicare i principi della permacultura all’educazione; il capitolo 8 fornisce informazioni e spunti di riflessione per aiutare educatori interessati a dettagli pratici riguardo un approccio pedagogico centrato sui bambini. Il contenuto dell’educazione alla permacultura è descritto nel curriculum (capitolo 3) e viene esplorato in maggiore dettaglio con i suggerimenti di attività nel capitolo 4, per dimostrare la varietà di temi e argomenti che possono essere trattati nell’educazione alla permacultura, coinvolgendo i bambini a 360°. La pedagogia (‘come’) e il contenuto (‘cosa’) vengono integrati e spiegati negli esempi di attività descritti approfonditamente nei capitoli 6 e 7. Questi esempi sono pronti per essere adattati e messi in pratica con gruppi di bambini. Il capitolo 9 contiene

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suggerimenti per sostenere scuole e asili nell’organizzazione di eventi che coinvolgano la comunità, ed eventi più grandi che includano bambini. Infine, nell’appendice vengono esplorate strategie per diffondere progetti presso un pubblico più ampio.

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CAPITOLO I

LA PEDAGOGIA CHILDREN IN PERMACULTURE “La prima direttiva della permacultura è prendersi la responsabilità della propria esistenza e di quella dei propri bambini” (Mollison, 1988, p. 1). La pedagogia Children in Permaculture (CiP) è un approccio olistico per coinvolgere completamente il bambino nella cura della Terra, di se stesso e delle altre persone, e nell’equa condivisione. Descrive i principi fondamentali utilizzati nelle relazioni con i bambini, perciò riguarda più il ‘come’ praticare la permacultura con loro piuttosto che il ‘cosa’ fare (argomento trattato nei capitoli 3-6). La pedagogia CiP garantisce che tutti i bisogni di un bambino siano soddisfatti attraverso l’interazione tra l’ambiente di apprendimento, gli educatori e gli altri bambini; utilizzando attenta osservazione, pratica consapevole e incoraggiamento delle capacità presenti nel bambino. Questo approccio centrato sul bambino incoraggia un flusso spontaneo che coinvolge la mente, il cuore, le mani e tutti i sensi, crea resilienza attraverso l’apprendimento esperienziale, e permette ai bambini di giocare un ruolo attivo nel loro percorso di apprendimento. Lavorando con la natura, questo approccio crea sostenibilità attraverso la connessione e il rispetto per il mondo naturale. Di seguito sono descritti i principali punti della pedagogia CiP che possono essere integrati nel consueto insegnamento anche gradualmente e a piccoli passi, perché anche un piccolo cambiamento può avere un grande effetto. Il punto da cui partire sono le etiche,

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fondamentali per l’integrazione della permacultura nell’educazione. Dopodichè, i principi di permacultura, così come altre linee guida e strumenti, possono essere introdotti gradualmente. È consigliabile approcciarsi all’inserimento della permacultura nel lavoro con i bambini come a un viaggio giocoso, un passo alla volta, a un ritmo che che sia di supporto ed ispirazione sia per gli adulti che per i bambini coinvolti.

1. ALLA BASE: LE ETICHE DELLA PERMACULTURA Assicurarsi che le tre etiche della permacultura siano considerate nella progettazione delle lezioni è centrale per l’educazione permaculturale. Cominciare riflettendo sulle etiche è un esempio di utilizzo pratico del principio “Progetta dal modello al dettaglio” e aiuta gli educatori ad assicurarsi che le etiche I tre principi siano presenti durante tutto il processo dalla etici della Permacultura progettazione all’implementazione. Di seguito viene trattata ognuna delle tre etiche della permacultura, seguita da una lista di spunti di riflessione. Questi possono essere utilizzati per facilitare un processo di riflessione critica che porti l’educatore ad adattare i suoi programmi, sia che si tratti di lezioni in un contesto formale, che di sessioni di educazione non formale.

CURA DELLA TERRA Cura della terra significa lavorare in armonia con la natura per minimizzare l’impatto negativo sull’ambiente e massimizzare quello positivo. Per prendersi cura della Terra, è necessario comprendere le leggi naturali, i sistemi ecologici e i bisogni degli esseri viventi.

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Sia gli educatori che i bambini possono pensare a modalità per minimizzare l’impatto sull’ambiente. Nella decisione dei materiali da utilizzare e delle attività da svolgere, è cruciale considerare le possibilità di ‘rifiutare, ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare’ (e farlo creativamente). Includere legno, pietre, pigne e altri oggetti naturali in classe come decorazione e materiale da gioco aiuta a stimolare l’apprezzamento estetico della natura. Nello studio della natura, o nella presentazione di nuovi argomenti e temi, può essere preferibile creare un’esperienza diretta piuttosto che appoggiarsi a foto, immagini, informazioni, video o altre esperienze virtuali. Prendersi cura della Terra significa anche essere consapevoli di quello che si prende dalla natura e degli effetti della rimozione di un oggetto sull’ecosistema, per il quale potrebbero farci da guida principi come ‘non lasciare traccia del tuo passaggio’, come anche le buone pratiche che si applicano alla raccolta delle erbe selvatiche. Tali pratiche invitano, ad esempio, a non raccogliere piante rare o singole e non più del 20% di piante abbondanti (lasciandone abbastanza per uccelli e altri animali e per la sopravvivenza futura della pianta), e lasciare il luogo in condizioni uguali o migliori di come lo si è trovato. Passando del tempo in ambienti naturali, i bambini imparano ad apprezzare la natura sviluppando la propria connessione ad essa. È quindi consigliabile passare più tempo possibile all’aperto, equilibrando gioco libero e attività strutturate. David Sobel (1996) scrisse nel suo libro Beyond Ecophobia: “Se vogliamo vedere i bambini fiorire ed autodeterminarsi, dobbiamo permettere loro di amare la Terra prima di chiedere loro di salvarla”. Quando gli adulti mostrano di apprezzare la natura, aiutano anche i bambini ad esprimere il loro apprezzamento, amore e rispetto per essa; il che è anche uno dei fondamenti della permacultura.

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Spunti di riflessione per la Cura della Terra: • I materiali per le lezioni sono locali, riciclati, biologici, compostabili e a basso impatto energetico? • Una volta all’aperto, come possiamo aumentare la consapevolezza rispetto al mantenere l’ambiente pulito ed assicurarci di avere il minimo impatto su di esso? ‘Lascia solo impronte, prendi solo foto’. • Come possiamo guidare i bambini a prendersi la responsabilità di proteggere la natura? Ad es. raccogliere foglie cadute piuttosto che prenderle vive dalla pianta. • Come possiamo coinvolgere i bambini nel rifiutare, ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare, compostare ecc.? • Se di solito siamo abituati per stare all’interno, come potrebbe una parte o tutta la lezione svolgersi all’esterno? • Come possiamo dare ai bambini l’opportunità di passare tempo nella natura? • Quanta attenzione prestiamo alla natura quando facciamo giardinaggio, andiamo nel bosco, ecc.?

Esempi di domande per i bambini: • Come possiamo prenderci cura degli esseri viventi (animali, insetti, funghi, piante, alberi ecc.)? • Come puoi aiutare l’albero, il suolo, il giardino, il lombrico ecc.? Di cosa ha bisogno per essere felice e al sicuro? • Abbiamo lasciato qualcosa che non appartiene a questo luogo? • Prima di prendere foglie, corteccia, fiori ecc. dalla pianta/albero, c’è qualcosa che possiamo raccogliere sul terreno vicino? • Questo oggetto può essere riciclato?

CURA DELLE PERSONE Cura delle persone significa prendersi cura di sé e degli altri, rispondendo ai bisogni di bambini, genitori, educatori, personale e altri membri della comunità. Sono quindi incoraggiati cooperazione, empatia, comunicazione limpida, espressione

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creativa, benessere e pensiero inclusivo. Durante il processo di preparazione e implementazione di una lezione, l’educatore dovrebbe prestare attenzione ai livelli d’energia ed alle responsabilità di tutti gli adulti coinvolti. Essere sensibili e attenti in questo modo aiuta a prevenire esaurimenti e conflitti. Inoltre, se un educatore pianifica la lezione troppo piena di attività, questo può portare gli adulti a prestare più attenzione al completamento del loro programma che a ciò che avviene momento per momento tra bambini e natura. L’entusiasmo o lo stress degli adulti viene trasmesso direttamente ai bambini e influenza la loro percezione dell’intera esperienza. Assicurarsi che ci sia sufficiente supporto per tutti gli educatori (inclusi se stessi) rende la lezione piacevole piuttosto che opprimente. I bisogni essenziali delle persone (calore, aria, cibo e acqua) devono essere soddisfatti prima di potersi concentrare su altri bisogni come apprendimento, libertà, identità ed espressione creativa (Max-Neef, 1992). Quindi, affinchè i bambini siano felici all’aperto in ogni situazione climatica, bisogna soddisfare tutti i loro bisogni primari, ad esempio assicurandosi che abbiano un abbigliamento adeguato, che ci siano vestiti di ricambio e che ci sia abbastanza copertura in caso di forte sole o pioggia (ad es. montando un telone). La cosa più importante è che i bambini siano a proprio agio e si divertano.

Spunti di riflessione per LaCura delle Persone • Come possono essere promossi salute e benessere degli educatori? (Considerando il tempo per preparare le lezioni, il numero di bambini per educatore, il supporto da altre persone nella scuola e/o nella comunità locale ecc.). • Come possono essere promossi salute e benessere dei bambini? (la lezione è appropriata all’età dei bambini e alla dimensione del gruppo, vi sono abbastanza attività fisiche, accesso all’aria fresca e opportunità di creare connessioni con la natura?) • Come può essere pensata la lezione per dare spazio a creatività e qualsiasi cosa nasca spontaneamente da parte dei bambini, degli educatori e/o della natura?

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• Come sono supportati i bambini a cui serve un approccio individuale (inclusi quelli con bisogni particolari), per aiutarli ad esprimere le loro abilità e qualità uniche? • Vi sono uguali opportunità per tutti i bambini di partecipare attivamente, esprimersi, essere ascoltati e soddisfare eventuali altri bisogni? • L’etica di Cura delle Persone è riflessa nel contenuto/esperienza? I bambini e gli adulti imparano come prendersi cura di se stessi e degli altri?

Esempi di domande per i bambini: • Come possiamo fare in modo che tutti siano al sicuro? • Come possiamo prenderci cura di noi stessi? • Come possiamo prenderci cura degli altri? • Come possiamo assicurarci che tutti siano ascoltati?

EQUA CONDIVISIONE La terza etica della permacultura, Equa Condivisione, riguarda lo sforzo per il raggiungimento dell’uguaglianza tra le persone, indipendentemente da colore della pelle, sesso, paese di residenza ecc; e la ricerca di equità tra esseri umani ed altre specie. Equa Condivisione si esprime anche con “Redistribuzione del surplus” (Holmgren, 2002), che significa porre dei limiti a quanto teniamo per noi stessi, e ridistribuire ciò che rimane in sistemi che si prendono cura della Terra e delle persone. Inoltre, ci spinge ad assicurarci che il contributo di tutti sia apprezzato e a prendere solo ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Il surplus può essere: cibo raccolto nell’orto, energia umana, tempo, risorse, ricchezza o qualsiasi altra cosa possa essere ridistribuita per il benessere di altri esseri viventi, presenti o futuri. Per esempio, assicurarsi di lasciare qualche frutto agli uccelli durante il raccolto; oppure pianificare l’orto scolastico in modo da avere abbastanza per tutti i bambini della scuola, per i

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vicini (ad es. case di riposo, asili, negozi) e per le altre specie. I bambini comprendono il bisogno di essere equi. I concetti di equità e di condivisione del surplus possono essere esplorati tramite storie, giochi, canzoni, scenette ed esperienze pratiche di condivisione con altri bambini e con altri esseri viventi (animali, piante ecc.). Dare ai bambini opportunità per riflettere, offrire idee, trasformare problemi in soluzioni e rispondere a domande aperte può rafforzare ulteriormente l’apprendimento.

Spunti di riflessione per Equa Condivisione: • Come stiamo incoraggiando i bambini a condividere tra di loro, con altre persone e con altri esseri viventi? • Come possono i bambini riflettere sui bisogni di altre creature (ad es. mentre innaffiano piante, costruendo la tana per un riccio ecc.)? • Come possono essere programmate le attività in modo da rispettare e valorizzare l’abbondanza della natura attraverso la sua condivisione? • Come possono bambini ed educatori lavorare insieme per aiutare altre persone o la natura (ad es. cantando canzoni con persone anziane, piantando una foresta commestibile, raccogliendo fondi per beneficenza ecc.)?

Esempi di domande per bambini: • Come possiamo condividere questa cosa/risorsa equamente tra di noi e le altre specie? • A chi altri potrebbe far piacere quanto abbiamo raccolto o fatto? • Come possiamo fare per avere tutti modo di parlare e ascoltare il prossimo? • Cosa possiamo restituire alla natura? • Quali altre specie abitano qui, e come possiamo aiutarle?

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2. PROGETTAZIONE OLISTICA La permacultura è un approccio olistico alla progettazione; è quindi importante, coinvolgendo dei bambini in essa, assicurarsi che ricevano un’esperienza didattica ricca e multidimensionale. Questo è realizzabile progettando le lezioni in modo da coinvolgere il corpo intero, incluso l’equilibrio tra ‘occhi, mani, cuore e mente’. Così facendo ci si assicura di non improntare una lezione solamente sul dare informazioni (coinvolgendo quindi solo la mente), il che è una tendenza comune. Questa sezione descrive cosa si intende per ‘occhi, mani, cuore e mente’ e fornisce spunti di riflessione per aiutare gli educatori a coinvolgere attivamente il bambino nel suo complesso. Questo approccio didattico che coinvolge il cuore (emozioni), le mani (imparare facendo) e la testa (l’intelletto e l’apprendimento da libri e lezioni frontali) fu proposto inizialmente da Johann Pestalozzi (1746-1827), un educatore e riformatore sociale svizzero. Questo approccio è stato adottato da molti educatori, incluso Patrick Geddes, un pioniere dell’educazione ambientale (Higgins, 2001). La pedagogia CiP include questi tre aspetti, aggiungendo l’osservazione che indichiamo con ‘occhi’ (intendendo con questo termine non solo la vista, ma anche tutti gli altri sensi, il cui utilizzo è fondamentale in permacultura)

OCCHI I principi di permacultura derivano dalla profonda osservazione del mondo naturale e di società autenticamente sostenibili. Il primo principio della permacultura è ‘Osserva e interagisci’ perché l’osservazione è un elemento chiave per una buona progettazione permaculturale e “un’attenta osservazione e un’interazione riflessiva arricchiscono il progetto di ispirazione, informazioni e modelli” (Holmgren, 2002). I cinque sensi principali (identificati in origine da Aristotele) sono vista, tatto, gusto, udito e olfatto; tutti e cinque possono facilmente essere inclusi nelle lezioni con bambini. Oltre a questi, la ricerca ne ha individuati molti altri come senso dell’equilibrio, pro-

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priocezione ecc. È possibile esplorare alcuni di questi ulteriori sensi giocando con i bambini. I bambini possono attivare gli ‘occhi’ tramite attività che includono vedere, annusare, toccare, percepire, sentire, ascoltare, assaggiare, osservare, individuare, guardare, tenere, cercare e altro.

Spunti di riflessione: • È possibile prendersi il tempo per osservare i bambini ed i loro bisogni individuali prima di definire gli obiettivi? • I bambini hanno l’opportunità di usare attentamente tutti i sensi per entrare in contatto diretto con l’ambiente e scoprire cose di cui incuriosirsi? • In che modo può un educatore dare spazio/opportunità/tempo al bambino per osservare piante, animali, pietre, suolo ecc.?

MANI Esperienze pratiche ed autentiche (e non solamente apprendimento teorico) sono essenziali nell’educazione alla permacultura. Utilizzando il più possibile l’apprendimento pratico, i bambini possono interagire con oggetti reali in ambienti naturali. In questo modo i bambini ottengono competenze pratiche in Cura della terra e Cura delle persone, esercitando allo stesso tempo le capacità motorie. I bambini possono coinvolgere le ‘mani’ in attività quali raccogliere, creare, utilizzare utensili, costruire, sperimentare, costruire giocattoli, sviluppare abilità pratiche, dipingere, disegnare, trasportare, correre, imparare ‘come si fa’ e molto altro.

Spunti di riflessione • Quali attività pratiche sono state programmate? • Ci sono attività che coinvolgono il movimento? • È coinvolto l’intero corpo?

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• Sono state tradotte in attività esperienziali e pratiche le idee già spiegate in modo astratto? • Quali capacità si stanno apprendendo tramite la pratica?

CUORE Le esperienze che coinvolgono le emozioni e il senso di meraviglia dei bambini e che portano gioia, stupore, amore, rispetto e gratitudine sono essenziali per raggiungere il ‘cuore’ dell’educazione olistica. Queste esperienze rendono più memorabili le lezioni e toccano il bambino ad un livello più profondo. Come affermò l’autrice statunitense Helen Keller (1905, p.203): “Le cose migliori e più belle di questo mondo non possono essere viste e nemmeno ascoltate, ma devono essere sentite col cuore.” I bambini possono coinvolgere il ‘cuore’ tramite attività che includono il canto, l’ascolto o il racconto di storie, la celebrazione, l’immaginazione; così come attraverso esperienze artistiche e/o estetiche. Mentre si esplora la natura, riflettere sulle metafore che ci suggerisce può arricchirci il cuore. Per esempio, il velo di neve bianca che copre la foresta può suscitare un senso di purezza, oppure un bambino potrebbe osservare un bruco diventare una farfalla ed esplorare il concetto di trasformazione e cambiamento attraverso racconti o poesie. Metafore basate sulla natura ispirano molti racconti popolari e sono una via tradizionale di trasmissione di saggezza e significato.

Spunti di riflessione • Che opportunità ci sono per provare gratitudine, empatia, amore e rispetto per la natura e il prossimo? • Quali mezzi stiamo suggerendo ai bambini per esprimersi? • Che tipo di esperienza avranno i bambini in questa lezione, per sentire la connessione alla natura, agli altri o alle proprie emozioni?

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• Quali metafore, racconti, poesie, canzoni o altre modalità espressive possono essere utilizzate per accendere l’immaginazione, le emozioni e la connessione alla natura? • Come si può inserire la celebrazione nell’esperienza?

TESTA Qui l’educatore può esplorare più profondamente gli interessi del bambino, aiutandosi con la ricerca di informazioni o aiutando il bambino stesso ad approfondire le proprie conoscenze. Nella progettazione, il pensiero logico e lo sviluppo cognitivo sono stimolati esplorando, ponendosi domande, condividendo informazioni, imparando nuove parole ecc. Molte volte si possono sviluppare opportunità di apprendimento anche più interessanti di quelle pianificate inizialmente. Documentando questi sviluppi imprevisti si può fare in modo che l’apprendimento nelle lezioni successive continui da queste basi. Le attività di ‘mente’ possono dare l’opportunità di imparare, descrivere, identificare, discutere, dedurre, pensare, elencare, ordinare, schematizzare e confrontare.

Spunti di riflessione • Quali sono i principali obiettivi di apprendimento della lezione? • Quali informazioni devo cercare da educatore, sia prima che insieme ai bambini, per arricchire l’esperienza? • Sono state inserite nel programma della lezione alcune domande aperte per stimolare pensiero critico e creativo, analisi, scoperta, curiosità e per aiutare i bambini a ragionare da sé?

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3. FLUSSI NATURALI Questa sezione aiuta a strutturare il flusso di apprendimento di una lezione in modo organico, traendo l’ispirazione dalla natura: ‘seminando’ ispirazione e motivazione per l’argomento della lezione, ‘coltivando’, cioè sviluppando l’argomento con attività multisensoriali che permettono al tema di ‘crescere’ e ‘raccogliendo’, ovvero portando a termine e aiutando ad assimilare l’esperienza ad un livello più profondo, dandosi tempo per apprezzare e rinforzare l’apprendimento. Queste fasi di flussi naturali sono state ispirate dal ‘Neohumanist Education Curriculum’ sviluppato da AEN in Romania (Deshaies, Zambet, Halaicu, Alexa, 2012).

Spunti di riflessione • La lezione fluisce in modo naturale e organico? • La lezione si sviluppa in un buon equilibrio tra ‘seminare, coltivare e raccogliere’?

SEMINA La fase della semina rappresenta l’inizio del flusso naturale, nel quale l’educatore e i bambini piantano e nutrono i semi del viaggio nell’apprendimento. Il ‘seme’ dell’ispirazione per una lezione può venire osservando gli interessi dei bambini, da un interesse dell’educatore che desta la loro curiosità oppure da un argomento del programma CiP. I bambini lanciano molti ‘semi’ durante il gioco (sia da soli che in compagnia) o parlando tra di loro o con gli adulti, semi che possono essere ‘raccolti’ da un educatore attento. Per esempio i bambini potrebbero porsi particolari domande, fare commenti, condividere le loro idee e pensieri o parlare delle proprie esperienze. Dal momento che i semi lanciati sono così numerosi, l’educatore può sceglierne uno o facilitare un processo dinamico per far scegliere ai bambini. Una volta scelto un seme, l’educatore può seminarlo e nutrirlo, ad esempio aiutando i bambini a sviluppare ispirazioni, interessi

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e iniziative, permettendo al seme di germinare. Vi sono differenti approcci per nutrire un seme, ad esempio iniziando una lezione con una canzone, un racconto o un gioco, oppure preparando lo spazio in modo da stimolare curiosità ed esplorazione. In alternativa, l’educatore potrebbe provare a scoprire ciò che i bambini già sanno, dialogando o ponendo domande che coinvolgano il loro interesse e pensiero critico. Ad esempio, un bambino potrebbe chiedere: ‘Cosa mangiano gli scoiattoli?’ Questo è il ‘seme’. L’educatore può quindi decidere di improntare una lezione attorno a questa domanda. La lezione successiva potrebbe iniziare con la storia di uno scoiattolo; questo sarebbe il momento della ‘semina’. Lo scopo della semina è catturare l’interesse dei bambini, stimolando entusiasmo per l’argomento. Usare un seme lanciato da un bambino è un modo per accrescere la sua autostima, se percepisce che le sue idee, pensieri e domande sono ascoltate e prese in considerazione. È provato da estese ricerche che le persone imparano meglio se sono felici e interessate (e.g. Rose, 1998); quindi questa fase è essenziale per l’apprendimento oltre che per rendere la lezione divertente sia per i bambini che per gli educatori.

Spunti di riflessione • Come basare la lezione sulle osservazioni dei bambini? • Come fare in modo che siano i bambini a ‘piantare il seme dell’ispirazione’ per la lezione? • Come accendere l’interesse e l’ispirazione per coinvolgere i bambini? • Si sta usando un processo olistico che coinvolga tutto il corpo, il cuore e la mente per rendere l’esperienza didattica significativa e piacevole?

CRESCITA La crescita è il momento centrale in cui un tema o un argomento di interesse si evolvono in un viaggio di esplorazione, guidato dai bambini, dall’educatore o da

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entrambi. In questa fase, gli educatori diventano facilitatori del processo in corso nei bambini, durante il quale il seme può crescere in modi inaspettati. L’educatore è come un traliccio sul quale i tralci di vite crescono in ogni direzione. Per essere efficace, il processo deve coinvolgere ‘occhi, mani, cuore e mente’ ed essere facilitato tramite l’utilizzo degli ‘occhi’: osservando ciò che sta realmente accadendo tra i bambini e ciò che li attrae e coinvolge maggiormente. Per creare relazioni armoniche e dinamiche tra bambini, educatori e ambiente (il terzo polo del processo di apprendimento), si dovrebbero tener presenti sia i bisogni e le ispirazioni dei bambini che quelli degli educatori, riflessi nell’etica Cura delle Persone. Anche i principi della permacultura, come ‘Usa e valorizza la diversità’, possono aiutare nello sviluppo di questa fase.

Spunti di riflessione • Come possono lezione ed educatore essere abbastanza flessibili da permettere ai bambini di contribuire spontaneamente e creativamente allo sviluppo della lezione in direzioni inaspettate, stimolando la loro partecipazione e senso di responsabilità? • Sono state pianificate attività per sostenere, estendere ed arricchire il tema introdotto nella fase di semina?

RACCOLTO Il raccolto è il momento in cui l’apprendimento è consolidato tramite celebrazione e gioia. Riflette anche il principio di permacultura ‘Assicurati un raccolto’ (vedi capitolo 3) e l’etica di Equa Condivisione. Per esempio, può essere naturale per i bambini condividere cose con i genitori; e si possono esplorare altre modalità di condivisione con comunità, piante, animali ecc. Possibili ‘raccolti’ includono: la condivisione dei momenti della giornata da parte dei bambini, i feedback, la discussione rispetto al tema da trattare nella lezione successiva (produrre nuovi semi) e altro ancora.

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Spunti di riflessione • In che modo possiamo celebrare le esperienze e i risultati della lezione? • Esiste un gioco, un’attività, una discussione che possano consolidare ciò che è stato appreso durante il processo di ‘coltivazione’? • Come possono i bambini venire coinvolti nella decisione riguardo a come condividere il quanto appreso, l’esperienza con altre persone o celebrarlo (esponendolo, donandolo ecc.)? • C’è un raccolto che può essere condiviso con animali e/o piante per aiutarle, o per rendere migliore l’ambiente? • Come si può ascoltare con interesse e apprezzamento la varietà di risultati ottenuti? • Quali idee e feedback sono arrivati dai bambini? • Quali ispirazioni da parte dei bambini possono essere integrate nelle altre fasi per continuare a supportare le loro idee ed esperienze?

Vi è una tendenza comune tra gli educatori a concentrarsi troppo sulla direzione delle attività senza iniziare dalla semina e chiudere con il raccolto; ma anche questi momenti sono essenziali per integrare l’apprendimento e coinvolgere totalmente i bambini mostrandogli fiducia, rispetto e apprezzamento.

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CAPITOLO II

INTEGRARE I PRINCIPI DI PERMACULTURA NELL’EDUCAZIONE I principi di permacultura sono stati sviluppati dai suoi cofondatori, Bill Mollison e David Holmgren, basandosi sulla profonda osservazione del funzionamento dei sistemi naturali. Come strumenti di pensiero, questi principi possono essere applicati in modo versatile in un’ampia varietà di situazioni. In educazione, aiutano a progettare molti differenti aspetti, come l’ambiente di apprendimento, l’interazione di educatori e bambini, i programmi delle lezioni, i regolamenti, le comunicazioni con genitori, amici e membri della comunità e molto altro. I benefici che i principi permaculturali portano all’educazione sono molteplici e includono la comprensione e l’apprezzamento della natura, la creazione di esperienze di apprendimento più divertenti, l’intensificazione della connessione tra le persone e la riduzione di tempo, energia e altre risorse impiegate. Il risultato nel lungo periodo è la creazione di un sistema educativo sostenibile che si prende cura delle persone e della Terra. Progettare è centrale in permacultura perché tramite un’attenta pianificazione si possono realizzare sistemi che richiedono minimo sforzo e massima resa (di tempo, energia e altre risorse), creando abbondanza. La progettazione è un processo che evolve da un’attenta osservazione, analisi, riflessione e valutazione, e dall’applicazione dei principi di permacultura e altri strumenti di progettazione. Questo capitolo tratta l’integrazione dei principi permaculturali nell’educazione, prima esaminando i dodici principi descritti in “Permacultura” di Holmgren (2002) e successivamente considerando i cinque principi attitudinali trattati in “Permaculture: A Designer’s Manual” di Mollison (1988). Ogni principio viene trattato insieme a delle domande per bambini che l’educatore può adat-

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tare alla loro età e alle varie situazioni. Verrà brevemente spiegato il significato originale dei principi, seguito da una spiegazione di come applicarli all’educazione dei bambini e infine da spunti di riflessione. Le domande sono poste per dare a educatori e bambini l’opportunità di esplorare nuove possibilità e praticare nuove capacità. Non è necessario che una singola lezione contenga tutti i principi elencati; questo è piuttosto un promemoria per facilitare la pianificazione e si consiglia di scegliere volta per volta uno o due principi.

I PRINCIPI DI HOLMGREN 1. OSSERVA E INTERAGISCI:  Cosa puoi vedere, annusare, sentire, assaggiare e/o percepire?  Cos’è cambiato dall’ultima volta che eravamo qua?  Guardiamo più da vicino.  Quali domande avete su questo?

La progettazione in permacultura è basata su attenta osservazione e raccolta di informazioni ed esperienze che facilitino la comprensione della natura, del paesaggio e di tutte le persone coinvolte. Perciò, “i sistemi agricoli permaculturali sono ad alto contenuto di informazione e progettazione, mentre l’agricoltura tradizionale sono ad alto contenuto di manodopera e l’agricoltura industriale ad alto contenuto di energia” (Holmgren, 2002). Questo è vero per progettazioni basate sulla terra, come giardini per i quali bisogna considerare i luoghi soleggiati e ombrosi, umidi o asciutti, ventosi o protetti, fertili o sterili, così come i bisogni delle diverse persone che potrebbero utilizzare lo spazio (bambini, insegnanti, genitori, nonni). Similmente, in progetti basati sulle persone è importante studiare l’ambiente fisico, ad esempio, progettando un’attività per bambini bisogna aver presente il territorio

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circostante, così come età, interessi e situazioni individuali dei più giovani presenti. Vi sono varie cose da osservare e ci vuole tempo. Rallentare e prendere tempo per analizzare con tutti i sensi è un punto di partenza fondamentale per l’educazione permaculturale. Modi in cui i bambini possono sviluppare capacità di osservazione includono la conoscenza di: • ambiente circostante con attività come raccogliere, individuare, ascoltare in silenzio, mappare, giocare e sperimentare; • altre persone e se stessi, ad esempio facendo domande, ascoltando, osservando le reazioni altrui e notando come ci si sente quando gli altri parlano; • informazioni di cultura generale ottenute, per esempio, parlando con gli anziani, leggendo libri, guardando film. Imparare a ‘leggere’ il linguaggio e i segni della natura è una capacità che può essere appresa e inizia con la curiosità, ad esempio “perché l’erba è piegata tutta nella stessa direzione? Cosa potrebbe averlo causato?” Una domanda del genere potrebbe venire da un bambino come da un educatore, in quanto entrambi continuano ad imparare. Molte attività per bambini relative alla permacultura li vedono coinvolti nell’osservazione e immersi nella natura; così che possano sviluppare amore e apprezzamento verso di lei, conoscerla e capire come funziona, facendo tesoro di questa conoscenza ed esperienza al momento ed in futuro. Coltivare la capacità di osservare dettagli interessanti ed esprimere entusiasmo per la natura (che sia una rana, una foglia o un torrente) è una parte fondamentale di questo processo. Questo principio si riflette anche nella ricerca di ispirazione per le lezioni tramite l’osservazione degli interessi di bambini ed insegnanti, prima di progettare la lezione stessa.

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Spunti di riflessione • Come possono i bambini essere aiutati nell’osservazione diretta e nell’interazione con la natura? • Come si possono incoraggiare i bambini ad usare tutti i loro sensi? • In che modo si può basare l’apprendimento sul luogo? • In che modo gli educatori possono osservare i bambini e notare i loro interessi? • Quali domande emergono dai bambini? • In che modo l’educatore si può organizzare per tenere traccia dei loro interessi e osservazioni?

2. RACCOGLI E CONSERVA ENERGIA  In che modo animali, piante e persone conservano il cibo per diversi momenti dell’anno?  Come possiamo raccogliere pioggia, vento ed energia solare?  Facciamo un disegno di ciò che abbiamo fatto oggi.  In questo momento, come possiamo risparmiare energia?  Come possiamo riparare questo oggetto?

In natura la maggior parte degli esseri viventi cattura energia e ne conserva una parte per il futuro; ad esempio le piante raccolgono l’energia del Sole e la immagazzinano nei loro semi o tuberi, oppure gli scoiattoli accumulano noci per l’inverno. Gli uomini raccolgono e conservano energia sotto forma di cibo immagazzinato nelle dispense, salvano semi per l’anno successivo, producono conserve, marmellate e molto altro. Queste sono tutte attività che i bambini possono imparare a svolgere. Sia bambini che educatori possono anche imparare a individuare perdite di energia e pensare a come ridurre gli sprechi ripensando la gestione delle risorse energetiche, ad esempio:

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• energia elettrica: spegnere i dispositivi non in uso; • energia potenziale: l’acqua può essere trattenuta più a monte delle piante in un giardino, per ridurre l’energia necessaria a distribuirla; • l’energia dell’educatore: comprendere e ridurre comportamenti ed azioni che lasciano le persone fisicamente o emozionalmente scariche; • l’energia dei bambini: sostenere il benessere fisico ed emotivo dei bambini assicurandosi che ambiente e attività siano di loro interesse e soddisfino i loro bisogni; • tempo: ridurre tempo ed energia spesi ad innaffiare le piante raccogliendo acqua piovana dal tetto della serra. Inoltre, le persone raccolgono e conservano forme più sottili di energia come idee, esperienze e osservazioni. Bambini e insegnanti possono documentare le proprie esperienze in modo da riflettervi in un secondo momento, tramite foto, filmati, schemi, disegni e così via.

Spunti di riflessione • Quali attività ci aiuterebbero a risparmiare o immagazzinare energia? • Come vengono impiegati tempo, sforzi ed energia? Quali opportunità ci sono per risparmiare energia? In che modo si possono incoraggiare i bambini a ‘conservarne’? • Come si possono motivare i bambini a documentare e registrare la loro esperienza?

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3. ASSICURATI UN RACCOLTO  Cosa possiamo raccogliere e come possiamo utilizzarlo?  Se abbiamo qualcosa che avanza, come possiamo utilizzarlo?  Quali sono i risultati positivi delle attività svolte oggi?

In permacultura un raccolto è qualsiasi prodotto o risultato di un’attività o di una risorsa, materiale o immateriale. È importante ottenerne uno per assicurarsi di concretizzare attività che producano benefici per chi le realizza. Un raccolto non è solo ciò che prendiamo direttamente, ma anche prodotti e rese indirette: pensiamo al compost, un prodotto secondario della cucina che aiuta il giardino. Qualsiasi cosa ci può dare potenzialmente molti raccolti diversi, ad esempio un’attività all’aperto con bambini può avere rese tangibili come cibo raccolto dall’orto o la creazione di arte naturale. I raccolti ‘immateriali’ potrebbero essere divertimento, creatività, maggior conoscenza della natura, esercizio, promozione di salute e benessere, sviluppo di capacità matematiche, sociali, linguistiche, scientifiche e molto altro. Apprezzare tutto ciò che riceviamo dal lavoro svolto, e che la natura ci dona abbondantemente, aiuta tutti a stare insieme in modo più piacevole. Celebrare i raccolti insieme agli altri li rende più visibili a tutti e risveglia la gratitudine per i doni che natura e persone offrono. Ricordarsi che anche le altre specie cercano raccolti aiuta l’educatore ad accettare situazioni inaspettate. Per esempio, un animale che mangia il raccolto ci insegna a progettare in anticipo in modo da prepararci a condividere con altri esseri viventi.

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Spunti di riflessione • Qual’è il raccolto di questa attività/sessione/progetto per gli individui, il gruppo, la comunità e la natura? • In che modo i risultati di un’attività possono essere condivisi creativamente (oltre ai risultati che i bambini ottengono direttamente) con animali, piante o altre persone? • In quali modi possiamo mostrare apprezzamento e gratitudine alla natura? • Come si possono ottenere più raccolti dallo stesso lavoro?

4. APPLICA L’AUTOREGOLAZIONE E ACCETTA IL FEEDBACK  Come potremo fare le cose diversamente, la prossima volta?  Come possiamo ascoltare con attenzione?  In che modo possiamo assicurarci di lasciare questo luogo in uno stato uguale o migliore a quello in cui l’abbiamo trovato?

Il nostro pianeta è un sistema autoregolante, per milioni di anni ha mantenuto le temperature entro i limiti adatti alla vita, nonostante il Sole diventasse più caldo. Noi umani possiamo correggere il nostro comportamento se ascoltassimo il feedback (il riscontro, le informazioni di ritorno) proveniente dai sistemi naturali ed antropizzati, e dalle altre persone. Per esempio, in giardino si può tenere d’occhio la temperatura della serra per assicurarsi che non diventi troppo calda o fredda per le piante oppure osservare attentamente la presenza di lumache e agire per ridurre il loro numero. I bambini possono prendere consapevolezza di questi feedback e suggerire possibili correzioni (ad es. aprire la porta della serra o introdurre anatre per mangiare le lumache). Gli educatori possono osservare i bambini e ascoltare i loro continui riscontri, dati ad esempio dal loro aspetto e dalle loro reazioni alle proposte; notare quando il loro interesse per un’attività cala o quando vorrebbero continu-

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are ciò che stanno facendo. Gli insegnanti possono anche ottenere feedback tramite conversazioni o chiedendo ai bambini cosa hanno provato, capito, imparato e usarli per pianificare il resto della lezione o le lezioni successive. Gli educatori possono anche pensare di chiedere feedback ad altri educatori, genitori ecc. e usarlo per migliorare la loro comunicazione, le lezioni, l’ambiente didattico, il sistema ed altri aspetti dell’educazione.

Spunti di riflessione • Come si può fare in modo che un’attività dia ai bambini l’opportunità di scambiarsi feedback e riceverli dalla natura, e riflettere su possibili miglioramenti? • Quando un conflitto, come possiamo trasformarlo in occasione di apprendimento per tutti? • Come può un educatore assicurarsi di avere spazio per ascoltare feedback e opinioni di bambini, colleghi e genitori? • Come possiamo lavorare per rendere un sistema perché sia più autoregolante e si mantenga da solo?

5. USA E VALORIZZA RISORSE E SERVIZI RINNOVABILI  Ringraziamo tutto ciò che ci ha aiutato a svolgere la nostra attività oggi.  Come possiamo utilizzare cose che la natura produce in abbondanza?  Come possiamo assicurarci di non usare più di quello che la natura ci può dare?  In che modo possiamo evitare l’utilizzo di combustibili fossili e loro derivati per svolgere questa attività?

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Le risorse rinnovabili sono quelle che si rigenerano facilmente. Ciò che la natura crea ritorna ad essa più facilmente rispetto a oggetti altamente lavorati, come la plastica (che deriva dal petrolio). Ad esempio, un cestino di salice si degraderà gradualmente dandoci l’opportunità di costruirne uno nuovo, mentre un cestino di plastica, dopo essere diventato inutilizzabile, impiega migliaia di anni a decomporsi. Per questo in generale è preferibile utilizzare materiali naturali piuttosto che plastici. Carbone e petrolio sono risorse formatesi in milioni di anni ed il loro utilizzo irrazionale non consente la loro rigenerazione. Il petrolio è impiegato per produrre benzina, gasolio e combustibile per aeroplani; quindi ridurre al minimo i trasporti è un compito importante per un insegnante di permacultura. È quindi importante considerare ciò mentre si organizzano gli spostamenti di bambini ed educatori (che forse potrebbero camminare o andare in bicicletta) o i trasporti di cibo e altri materiali. Questo è un altro buon motivo per coltivare il proprio cibo, sostituendo quello proveniente da lontano. È anche utile sostenere l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Valorizzare le risorse rinnovabili è di fondamentale importanza, e l’apprezzamento mostrato dall’educatore verso la natura e tutti i suoi doni (e servizi) avrà un effetto positivo sui bambini. Anche le risorse naturali, se utilizzate in eccesso, si consumano, perciò è importante che siano adoperate entro i loro limiti. Quando gli adulti adottano un comportamento corretto a riguardo influenzano anche il modo in cui i bambini interagiscono con esse.

Spunti di riflessione • Come si possono aiutare i bambini a venire a scuola/asilo/bosco/giardino a piedi o in bicicletta? • Quali sono i luoghi che è possibile raggiungere a piedi, in bicicletta o con i trasporti pubblici piuttosto che in automobile o aereo? • Come si possono trovare materiali naturali e locali per svolgere le nostre attività?

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• Per svolgere un’attività abbiamo evitato il più possibile plastica e altri materiali e risorse non rinnovabili? • Se serve energia, la si può produrre in modo rinnovabile (a pedali, solare, eolico ecc.)?

6. EVITA DI PRODURRE RIFIUTI  Invece di buttare un oggetto, possiamo riutilizzarlo? Come?  Come possiamo produrre meno rifiuti?  Quanti oggetti prodotti con materiali riciclati utilizziamo?

Questo principio ricorda alle persone il valore di un utilizzo attento e frugale delle risorse, attraverso l’attenzione al consumo dei beni materiali, la riduzione dell’inquinamento e la trasformazione dei rifiuti in risorse. È espresso dal detto “one man’s rubbish is another man’s treasure” (l’immondizia di un uomo è il tesoro di un altro). Un modo per ridurre i rifiuti consiste nell’utilizzo sapiente di ogni risorsa applicando il principio delle ‘cinque R’: rifiutare, ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare. Per esempio, le bottiglie di plastica possono essere riutilizzate creativamente per costruire qualcosa come una mangiatoia per uccelli (piuttosto che utilizzare materiali nuovi), i rifiuti organici della cucina possono diventare compost e così via. Invitare ed integrare varie persone e le loro idee nel processo può aiutarle a responsabilizzarsi, creando comunità e sistemi migliori. Predisporre bidoni per la raccolta differenziata, raccoglitori di fogli di carta usati (per utilizzarli da entrambi i lati), un secchio per il compost, incoraggiando i bambini a farne uso, li aiuta ad abituarli al riutilizzo e al riciclo. È utile anche far loro utilizzare e individuare prodotti realizzati con materiali riciclati (carta igienica, carta varia, vestiti) e aiutarli a riutilizzare creativamente gli oggetti. Genitori e altri membri della comunità possono essere coinvolti

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nello scambio, riutilizzo e riciclo creativo di giocattoli, vestiti, libri, attrezzatura sportiva e molto altro. Si può ad esempio far organizzare un mercatino dell’usato ai bambini, una pesca di beneficenza con oggetti usati come premi o creare laboratori di riciclo creativo di mobili per famiglie e membri della comunità.

Spunti di riflessione • Come si possono organizzare attività per minimizzare l’uso di risorse ed eliminare spazzatura non necessaria? • In che modo si possono coinvolgere i bambini nella pulizia, riparazione, mantenimento e cura di strumenti e altre risorse? • Come si possono riutilizzare i rifiuti per creare qualcosa di nuovo? • In che modo si possono utilizzare tutti i prodotti (anche quelli che ci sembrano scarti) di un oggetto o un’attività?

7. PROGETTA DAL MODELLO AL DETTAGLIO  Quali modelli riesci ad individuare?  Quale argomento ti interessa apprendere?  Quali attività si ripetono quasi tutti i giorni?

Questo principio suggerisce di mostrare o fare esperienza dell’intero sistema prima di analizzare i dettagli e le singole parti. Sia in natura che nella società, i modelli possono venire osservati più chiaramente da lontano. È importante che una progettazione abbia un modello come punto di partenza e colonna portante e una volta chiarito il modello ai principali soggetti coinvolti si può arricchire il progetto di dettagli. Così facendo si riducono gli sprechi di tempo, energia e altre risorse. Come dice Roman Shapla (2014), il fondatore americano di

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‘Permaculture for Children’: “Prima pensa in grande. Poi pensa in piccolo”. Per esemplificare il detto ‘gli alberi non sono la foresta’, si può iniziare a ‘vedere la foresta’ salendo su una collina per ammirarla nella sua interezza, notare poi forma generale e sfumature di un albero e infine esaminare la sua corteccia, le foglie e altri dettagli. I modelli si ritrovano ovunque in natura e tutti svolgono una funzione. I principali modelli fisici individuabili sono spirali, reti, ramificazioni, onde e lobi. La spirale è un efficace modello di crescita che si può ammirare in fiori, vortici, chiocciole, tornado e molto altro. Il modello a ramificazione serve a raccogliere e distribuire e si ritrova in foglie, fiumi, polmoni, sentieri e molti altri luoghi. Un altro modello comune è la rete che cattura oggetti, crea margini e interconnessioni, genera uguaglianza e si trova in ragnatele, miceli, cespugli di rovi, nidi d’uccello, in internet ecc. Giocare ad individuare questi modelli e pensare alle loro funzioni è un modo divertente per apprenderli. Nella pianificazione di lezioni per bambini avere sott’occhio il quadro generale può aiutare a risparmiare tempo in dettagli non necessari. Un educatore può esaminare il programma annuale prima di lavorare ai dettagli della prima lezione. Inoltre, tenendo più di una lezione con bambini, quale sarà il modello o ritmo generale della giornata o della settimana? Anche noi umani seguiamo modelli di comportamento che ci permettono di prendere una decisione complessa in una frazione di secondo e alcuni di questi modelli sono più utili di altri. Ad esempio si può prestare attenzione ai propri schemi comportamentali mentre si comunica con genitori e bambini. Da educatori, osservare le proprie reazioni al comportamento dei bambini e considerare possibili miglioramenti, può essere un primo passo verso la comprensione dei bisogni reciproci e la creazione di un’atmosfera più rilassata e di una connessione più profonda con i bambini. Allo stesso modo, notare modelli di comportamento nei bambini può aiutare a identificare la causa di un problema, per esempio se un bambino ha la tendenza ad arrabbiarsi verso le undici di mattina, potrebbe darsi che sia affamato.

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Spunti di riflessione • In che modo gli educatori possono dare ai bambini l’opportunità di vedere il contesto generale prima di concentrarsi sui dettagli? • Quali modelli puoi individuare? Riesci a vedere lo stesso modello ripetuto in luoghi e momenti differenti? • Qual è il modello o ritmo generale della giornata? • Quando si tengono più lezioni con bambini, quale sarà il modello generale dell’intero periodo passato insieme (ad es. un semestre, un anno ecc.)? • Incontrando ripetutamente un problema, potrebbe esserci un modello migliore per fronteggiarlo?

8. INTEGRA INVECE DI SEPARARE  Come possiamo aiutarci a vicenda?  In che modo possiamo integrare le funzioni di vari oggetti e/o processi?  Possiamo aggiungere qualcosa per migliorare ulteriormente questo oggetto/processo/ momento ecc.?  Avete un sacco di idee: come possiamo metterle insieme?  Possono partecipare tutti quanti (in questo gioco, cerchio…)?

Questo principio ci rende consapevoli del fatto che in natura le connessioni tra gli elementi siano altrettanto importanti degli elementi stessi, come recita il detto: ‘l’intero è maggiore della somma delle sue parti’. Questo ci incoraggia a trovare un posto per ognuna di queste parti, per creare relazioni di supporto e cooperazione. Nell’orto, per esempio, possiamo cercare diversi tipi di piante che si aiutino a vicenda, mentre in una lezione possiamo capire come ogni bambino può contribuire al gruppo con i propri talenti e interessi. Ricordarsi che qualsiasi cosa e ogni individuo sono importanti ed hanno un posto e un ruolo speciale, ci aiuta ad essere inclusivi,

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evitando di lasciare fuori qualcosa o qualcuno. A questo principio in permacultura sono collegate due affermazioni: • ogni funzione importante è sostenuta da molti elementi; • ogni elemento svolge varie funzioni. Per elementi si intende elementi di un sistema, come alberi, bambini ecc., e le funzioni sono le attività da loro svolte. La funzione o effetto di qualsiasi elemento non cambia, che la si desideri o no; non esistono ‘funzioni collaterali’ simili agli ‘effetti collaterali’ della medicina. Ad esempio, un albero produce ossigeno e cibo, offre un riparo e dell’ombra, riduce erosione e rischio di alluvioni e molto altro. Entrambe queste affermazioni possono essere considerate nella preparazione di lezioni per bambini, in cui un’attività (elemento) può soddisfare più bisogni allo stesso tempo. Ad esempio, mentre giocano a nascondino in un bosco, i bambini possono esercitarsi a contare (matematica), migliorare le loro capacità di comunicazione, beneficiare di aria fresca ed esercizio, connettersi alla natura, sviluppare la capacità di nascondersi, diventare consapevoli dell’esistenza di prospettive diverse; tutto questo mentre si divertono (e non si accorgono nemmeno di imparare!).

Spunti di riflessione • Come si possono integrare in una lezione diversi aspetti dell’apprendimento? • Dal momento che è importante essere inclusivi, ponetevi domande come “questo pasto include un piatto vegetariano?”; “potranno persone di religioni diverse partecipare equamente?”; “come possiamo includere persone con bisogni particolari?”. • Come possiamo farci aiutare dai bambini in modo che tutti si sentano al sicuro, importanti e inclusi? • In che modo possiamo raggiungere un obiettivo importante tramite diversi tipi di attività?

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9. PICCOLO E LENTO È BELLO  In che modo possiamo rallentare per gioire pienamente di questo momento?  Da dove iniziamo?  Se questo è il tuo sogno, qual è il primo passo?  Prendiamo tempo e avanziamo passo dopo passo.

Questo principio ci incoraggia a prenderci il tempo necessario, portando a termine una fase prima di passare a quella successiva. “Le soluzioni e le attività su piccola scala si adattano più facilmente ai bisogni locali, sono più rispettose della natura e più capaci di individuare le conseguenze di ogni azione. I cambiamenti graduali vengono compresi e monitorati più semplicemente” (Permaculture Association, 2018). Vari modi di dire sono collegati a questo principio, ad esempio: • ‘chi va piano va sano e va lontano’ significa che quando siamo di fretta potremmo finire per metterci molto più tempo, ad esempio facendo cadere, rompendo o dimenticando qualcosa, o non facendo le dovute considerazioni iniziali; • ‘piccoli cambiamenti possono avere grandi effetti’, cioè piccoli, controllati passi possono essere più efficaci e sostenibili di passi spettacolari. • ‘lenti e costanti si vince la corsa’, che i bambini possono imparare con la favola della tartaruga e la lepre. Una tendenza comune quando si introduce la permacultura in un nuovo ambiente è provare a cambiare o introdurre molte cose nello stesso tempo. Tuttavia, una progettazione pratica in permacultura include una tempistica realistica che inizia con piccoli passi realistici. Un sistema impostato in questo modo può essere gestito propriamente per un certo tempo prima di realizzare il passo successivo. Per esempio, insegnando ai bambini ad accendere il fuoco si può iniziare dalle norme di sicurezza e il fuoco viene acceso da un adulto. Nella lezione successiva si possono invitare i bambini ad avviare un

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piccolo fuoco con pietra focaia, acciarino ed esca. Successivamente i bambini possono accenderne uno più grande con della legna e una volta dimostrato di conoscere le norme di sicurezza, possono utilizzarlo per cucinare e sperimentare con diverse esche ed accensioni. Assicurarsi che la lezione proceda un passo alla volta dal punto in cui si trovano i bambini e senza affrettare i tempi, aiuta a mantenere tutti inclusi e coinvolti.

Spunti di riflessione • In che modo si possono pianificare attività che danno l’opportunità di rallentare, trovando soluzioni che richiedono tempo e pazienza? • Sei realista riguardo al tempo necessario per un’attività? C’è abbastanza spazio per spontaneità e tempo per riflettere? Ricorda: non c’è bisogno di riempire ogni momento. • Il programma delle lezioni è adatto a età, stadio di sviluppo, conoscenza pregressa, cultura ed esperienza dei bambini? • Come si possono ottenere feedback che permettano all’insegnante di capire se il gruppo è in grado di avanzare? • Stai inserendo la permacultura nel tuo ambiente a passi piccoli e misurati?

10. USA E VALORIZZA LA DIVERSITÀ  Quanti tipi di piante (o animali, semi ecc.) possiamo individuare?  Cosa serve per avere una grande varietà di animali (o piante, persone, interessi, abitudini ecc.)?  A chi nella comunità possiamo chiedere aiuto per il nostro progetto/attività/orto ecc.?

Nella natura e nel genere umano vi è un’incredibile diversità di forme, funzioni, bisogni e interazioni. La forma è l’aspetto visibile, l’apparenza; le funzioni sono le attività svolte; i bisogni sono la quantità di sole, ombra, calore, cibo, aria ecc. richiesti; e le interazioni

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sono le modalità in cui due o più elementi comunicano o reagiscono reciprocamente. La diversità esiste sia tra specie diverse che all’interno della stessa specie, ad esempio varietà di piante o animali evolute in base a condizioni locali. Questa diversità è essenziale sia per la prosperità che la resistenza a parassiti e malattie e la capacità di adattamento della vita. Ogni tipo di pianta, animale, batterio, fungo e persona è importante in un sistema sano e resiliente. Di conseguenza, maggiore è la diversità di piante, animali e persone in un luogo o in un sistema, maggiore sarà la sua salute. Per i bambini è fondamentale fare esperienza della diversità e vi sono molte opportunità per farlo, ad esempio incontrando e giocando con bambini di diverse culture, età e provenienza o passando tempo con persone anziane. È anche utile incoraggiare i bambini ad apprezzare quello che diverse persone, specie, tipologie e varietà hanno in comune, oltre alle differenze. Un modo di sperimentare ciò potrebbe essere una conversazione riguardo alle allergie alimentari, dal momento che tutti hanno bisogno di mangiare ma alcune persone possono stare molto male ingerendo certi tipi di cibo che ad altre persone non creano alcun problema. I bambini possono essere incoraggiati ad accettare le diversità se gli adulti trasmettono il valore della differenza tra le cose, le persone, le abitudini ecc. Ogni elemento contribuisce a suo modo al tutto. Allo stesso modo, piante che da alcuni agricoltori sono considerate ‘erbacce’ apportano nutrienti e migliorano il suolo per le altre piante; ad esempio il Tarassaco che nutre e arieggia il suolo compattato con le sue profonde radici. I bambini possono imparare ad apprezzare diverse piante, incluse le ‘erbacce’, mangiandole o ricavandone prodotti come rimedi naturali, saponi o coloranti.

Spunti di riflessione • Come può un insegnante incoraggiare i bambini con abilità differenti a dare il loro contributo, assicurandosi che siano apprezzati?

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• Quali modi ci sono di notare e apprezzare le diversità tra le persone e in natura? • Come si possono includere persone di diversa età, genere, etnia, cultura, provenienza, lingua ecc.? • In che modo si possono integrare vari approcci educativi e attività olistiche per assicurarsi di soddisfare diversi bisogni dei bambini come gioco, movimento, riflessione, comprensione e così via?

11.USA E VALORIZZA IL MARGINE  Dove si possono vedere i margini in natura? Cosa succede in quei luoghi?  Dove possiamo notare la più grande varietà di fiori, alberi, insetti, uccelli ecc.?  In che modo possiamo migliorare ulteriormente il parco giochi?

Molte volte gli eventi più interessanti accadono dove due ambienti si incontrano, il luogo di incontro è chiamato ‘margine’. Qui hanno luogo nuovi eventi e nascono nuove varietà. Per esempio, in natura i luoghi a più alta biodiversità sono i margini tra habitat diversi, come un estuario in cui acqua dolce e salata, aria, suolo e sabbia si incontrano. La diversità è alta perchè sono soddisfatti sia i bisogni delle specie che vivono in uno solo di questi ambienti, che i bisogni di specie che ne richiedono più di uno; ad esempio un uccello a cui serve un albero per nidificare, acqua dolce da bere, mari in cui pescare e aria per volare. Anche nell’apprendimento esistono margini, come il margine tra noto e ignoto e tra persone con diverse abilità. Incoraggiare il supporto reciproco tra i bambini li aiuta a sviluppare capacità di cooperazione, evitando che quelli a cui serve più tempo rimangano indietro. Il campo giochi della scuola è un interessante margine tra l’aula scolastica e il mondo esterno. In molti paesi, un insegnante può portare un’intera classe nel parco giochi senza il bisogno di per-

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sonale e permessi speciali come nel caso di un’uscita dalla scuola. Creare spazi e giardini per lezioni all’aria aperta all’interno dell’istituto scolastico risulta quindi una soluzione accessibile che permette ai bambini di fare esperienza quotidiana di apprendimento all’aria aperta, pratico e guidato da loro stessi. Uno spazio all’esterno di questo tipo accresce il margine tra il bambino e la natura, aumentando la fertilità dell’esperienza educativa. Un progettista in permacultura può aiutare scuole ed asili a progettare e realizzare un simile spazio. Le diverse possibilità di creare ambienti di apprendimento all’aperto vengono esplorate a fondo nell’interessante libro ‘Outdoor Classrooms’ (Nuttall and Millington, 2008). Ai ‘margini della società’ ci sono molti bambini che vivono esperienze diverse in famiglia, a scuola e in molti altri luoghi (per esempio bambini che vengono educati a casa o che hanno perso un genitore, rifugiati, adottati; bambini che parlano una lingua diversa, bambini senza una casa e molti altri). È importante considerare queste minoranze ed essere sensibili per evitare pregiudizi e stereotipi.

Spunti di riflessione • Quali margini possiamo esplorare o scoprire? • Quali elementi naturali possiamo trovare qui, nel parco giochi e in quello pubblico, nella città, a scuola, a casa? • Come possiamo valorizzare e includere le minoranze e chi vive ai margini della società? • In un orto, come possiamo progettare i sentieri per permettere ai bambini di raggiungere ogni angolo senza calpestare le verdure?

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12. RISPONDI AI CAMBIAMENTI E USALI IN MODO CREATIVO  Cosa possiamo fare quando emergono

imprevisti?  Cosa possiamo fare quando non siamo d’accordo con i nostri amici?  In quanti modi diversi potremmo risolvere questo problema?

In natura tutto cambia con l’alterazione delle condizioni e il progredire dei cicli vitali. Tramite un processo chiamato successione, quando un campo viene lasciato ‘vuoto’ e senza attività umana, nel corso di poche settimane iniziano a crescervi molte piante annuali, dopo alcuni mesi fanno la loro comparsa arbusti perenni e dopo uno o due anni tra erbe e arbusti germogliano anche gli alberi. Nel giro di qualche anno il campo diventa un bosco. In modo simile, crescendo un bambino sviluppa interessi diversi e il suo livello cognitivo cambia e progredisce passo dopo passo. Nell’educazione alla permacultura, gli educatori possono far uso del cambiamento in modo intenzionale e cooperativo, osservando i bambini e sostenendoli mentre i loro bisogni individuali si evolvono col tempo. Crescendo, i bambini lasciano l’asilo e la scuola. Un educatore può affrontare questo cambiamento creando un ‘tutorato tra amici’ per fare in modo che le conoscenze e le capacità dei bambini più grandi, per esempio riguardo a cosa, come e quando lavorare nell’orto, vengano condivise con i bambini più piccoli prima di andarsene. Questo principio riguarda anche l’adattamento o la risposta creativa ai cambiamenti spontanei ed imprevedibili. Reagire appropriatamente a ciò che emerge sul momento è un’abilità importante che i bambini possono imparare dagli adulti. Ad esempio, se piove nonostante le previsioni abbiano indicato bel tempo, il gruppo può giocare con le pozzanghere e costruire dighe, oppure all’apparizione di un uccello l’educatore può prendersi un pò di tempo per apprezzarlo come un regalo della natura. In modo simile, se un bambino vuole fare qualcosa che non era programmato, la sua idea potrebbe

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essere integrata nella lezione giornaliera.

Spunti di riflessione • In che modo possiamo ‘seguire il flusso’, integrare ciò che emerge sul momento e apprezzare, rispondere e utilizzare gli eventuali ‘raccolti’? • Come possiamo aiutare i bambini a soddisfare i propri bisogni quando avvengono dei cambiamenti (di routine, progetto, giorno, luogo)? • Come ci adattiamo al cambiamento e come comunichiamo la nuova situazione a colleghi e/o bambini?

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I PRINCIPI ATTITUDINALI DI MOLLISON I seguenti principi sono presi dal libro ‘Permaculture: A designer’s manual’ di Bill Mollison (1988), uno dei due fondatori della permacultura. Si tratta degli atteggiamenti che sottostanno e definiscono l’approccio della permacultura alla progettazione, è quindi importante prenderli in considerazione nella pianificazione delle lezioni.

I. LAVORA CON, NON CONTRO, LA NATURA  Cosa farebbe la natura in questa situazione?  Come ti sentiresti se fossi quell’albero? (oppure quella rana, libellula, roccia ecc.)  Cosa ti piace fare?  Come possiamo assicurarci che ciò che facciamo vada bene alla natura?

Quando una persona contrasta sistemi, modelli, processi ed evoluzioni naturali e lavora contro la natura in qualsiasi modo, vi sarà sempre un conflitto. Intuire ciò che farebbe la natura e permettere a questo processo di avvenire permette invece di ridurre lo sforzo, rendendo il lavoro più piacevole. Per esempio, l’acqua scorre dall’alto in basso, quindi raccogliere l’acqua piovana a monte dell’orto e permetterle di scorrere dove serve è più semplice che raccoglierla a valle e dover poi trasportarla fino all’orto. La natura ricopre sempre di piante la terra nuda, perciò mantenere il suolo coperto con piante o pacciamatura ridurrà il lavoro necessario a rimuovere piante indesiderate. Nel caso di una zona umida, scegliere piante che prosperano in ambienti umidi ci permette di usare molta meno energia rispetto a prosciugare la zona per far spazio a piante amanti di climi asciutti. Ciascun bambino è un individuo unico con i propri bisogni, preferenze e abilità; considerare queste caratteristiche durante la

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pianificazione della lezione rende possibile lavorare con la natura di ogni bambino e del gruppo. Ad esempio, se un bambino ha bisogno di più movimento degli altri, l’educatore può suggerire un compito che include un po’ di moto, lavorando in questo modo con la natura del bambino. È possibile incoraggiare i bambini a condividere tra di loro le proprie particolari abilità e preferenze.

Spunti di riflessione • Qual è la natura di questo bambino, e come può un educatore lavorare con essa? • Come possiamo aiutare i bambini a lavorare con la natura e le caratteristiche del luogo, delle specie o degli oggetti con cui stanno interagendo?

II. IL PROBLEMA È LA SOLUZIONE (TUTTO DIPENDE DAL PUNTO DI VISTA)  Quali sono le cause di questo problema? Troviamo un modo di risolverlo.  Qual’è il lato buono di questo problema?

Come recita il detto ‘non tutti i mali vengono per nuocere’, è possibile trovare soluzioni all’interno dei problemi. Ad esempio, se sembrano esserci troppe lumache in un orto, si potrebbero introdurre alcune anatre, che si nutriranno felicemente delle lumache. Spingere i bambini a trovare soluzioni incoraggia un’attitudine intraprendente, dando loro gli strumenti per trovare soluzioni a varie situazioni che possono incontrare nella vita. Spesso si possono unire due problemi per trovare una soluzione. Ad esempio ci siamo trovati a lavorare in un luogo in cui c’erano due problemi: un mucchio di tegole in un angolo e un mucchio di terra in un altro, entrambi lasciati indietro dopo i lavori di un cantiere… ma unendo terriccio e tegole con l’aiuto dei bambini e di

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un po’ di progettazione, abbiamo creato una meravigliosa spirale di erbe per il loro giardino.

Spunti di riflessione • Come possiamo dare ai bambini l’opportunità di risolvere problemi creativamente, o di vedere un problema da una nuova prospettiva? • Come possiamo trasformare ciò che a prima vista sembra un problema in qualcosa di positivo? • Come si possono portare i bambini ad accogliere sfide e difficoltà?

III. MINIMO SFORZO, MASSIMO RISULTATO  In che modo possiamo dare alla natura la

possibilità di fare questo lavoro al posto nostro?  Come possiamo viaggiare o trasportare

materiali senza l’utilizzo di benzina o gasolio?

Questo principio, a cui Mollison si riferisce anche come “applica il minimo cambiamento per ottenere il più grande effetto possibile” (1988, p.15), incoraggia il progettista o l’educatore ad impiegare la minor quantità possibile di energia per ottenere la maggior resa (il concetto di resa, o raccolto, è spiegato nel principio 3). Spesso le persone cercano soluzioni grandi e complicate, mentre qualcosa di molto più semplice sarebbe sufficiente. Ci sono situazioni nelle quali è possibile prendere due elementi separati e unirli in modo che l’energia/materia/ informazione in uscita da un elemento diventi energia/materia/ informazione in entrata per l’altro elemento, ottenendo così un grande effetto con un minor sforzo. Per esempio, in un clima freddo, se una serra viene posta sul lato assolato di un pollaio, il calore delle galline può essere trasferito nella serra allungando così

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la stagione di crescita, e gli scarti di verdure della serra possono diventare cibo per le galline. L’uso di combustibili fossili spesso rende il lavoro apparentemente più semplice, ma consumare questi combustibili comporta l’utilizzo di enormi quantità di energia, ad esempio guidare un trattore per tagliare una siepe è molto più dispendioso rispetto all’utilizzo di forbici da potatura, perché anche il trattore stesso deve venire trasportato con il suo peso e attrito aggiuntivo. Allo stesso modo, piantare e pacciamare un albero da frutto con una consociazione di altre piante o erbe, implica molto meno lavoro rispetto alla semina e gestione di piante annuali, e con il tempo comporta anche una maggior resa.

Spunti di riflessione • Ci sono modi per raggiungere lo stesso risultato utilizzando meno energia? • Come può il lavoro essere svolto dalla natura invece che da noi o dai combustibili fossili? • È necessario costruire un edificio multiuso, o possono essere sufficienti le strutture già esistenti e dei teloni come copertura nel bosco? • Quali sono gli elementi che hanno bisogno di cure più di frequente, e dove possiamo metterli in modo da vederli tutti i giorni?

IV. LA RESA DI UN SISTEMA È TEORICAMENTE ILLIMITATA  Immaginiamoci tutto quello che possiamo fare con o ricavare da questo oggetto/materiale/opportunità ecc.  Ti viene in mente un modo per usare questa cosa, a cui non abbiamo ancora pensato?

In permacultura per ‘raccolto’ non si intende solo il peso fisico

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di un prodotto o risorsa, ma ogni tipo di resa fisica, educativa o emotiva che possiamo ottenere da essi. Questo principio è espresso anche come: “La resa è limitata solo da immaginazione e conoscenza del progettista”. Spesso quando una persona visita un luogo per la prima volta può individuare altri raccolti, precedentemente impensati, che possono essere ottenuti dallo stesso sistema. Ad esempio un agricoltore può credere di ottenere ogni possibile resa da una foresta commestibile; poi arriva un educatore e suggerisce di installare una cassa per permettere ai barbagianni di nidificare, o di portare un gruppo di bambini per insegnare loro riguardo alle foreste commestibili e alla connessione con la natura. Pensare a tutte le possibili funzioni può aiutare ad ottenere e apprezzare più raccolti dallo stesso sistema.

Spunti di riflessione • Come possiamo ottenere rese diverse dalla stessa attività o sistema? • In che modo possiamo farci aiutare dai bambini a pensare a nuovi modi per utilizzare le risorse?

V. TUTTO STA COLTIVANDO (O HA UN EFFETTO SUL SUO AMBIENTE)  In che modo questa pietra/pianta/animale ecc. sta cambiando l’ambiente circostante?  Quali attività svolte da questa pianta/ animale ecc. aiutano altre piante o animali?  Cosa fanno questi insetti/piante/animali ecc. per facilitarsi la vita?

Nel momento in cui gli esseri umani creano giardini e orti, stanno modificando il proprio habitat per ottenere particolari risultati. Questo principio si riferisce ai modi in cui ogni elemento influenza costantemente il contesto circostante (ricercando talvolta risultati

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particolari). Per esempio, le pietre modificano l’ambiente costituendo un habitat per piccoli animali, facendo ombra da un lato e assorbendo il calore solare per emanarlo di notte. Bambini e insegnanti possono giocare a giochi come ‘la rete della vita’ per discutere le funzioni svolte da ogni elemento e l’effetto che queste funzioni hanno su tutto il resto, ad esempio i vermi si cibano di foglie morte, digeriscono, respirano e in questo modo rendono possibile la vita delle piante, e di conseguenza degli animali. I bambini modificano costantemente il proprio ambiente e possono imparare ad avere un’influenza positiva. Ad esempio, se i bambini costruiscono una diga in un torrente, alla fine del gioco possono discutere con gli educatori se lasciarla o smantellarla, immaginando quello che potrebbe succedere nel caso di forti piogge. Spesso rallentare corsi d’acqua durante un temporale è una buona cosa, perché potrebbe prevenire inondazioni più a valle; ma una diga potrebbe anche deviare il torrente in luoghi inappropriati (ad esempio verso la casa di qualcuno).

Spunti di riflessione • Come possiamo includere i contributi dei bambini, dal momento che anche loro ‘danno un raccolto’ (e insegnano ad adulti e altri bambini)? • In che modo la natura può educare i bambini? È possibile far uso di ciò che appare spontaneamente in natura? • Come possono bambini ed educatori lavorare insieme per rendere la loro influenza su ciò che li circonda positiva?

CONCLUSIONI Per concludere, sia i principi di Holmgren che quelli di Mollison possono essere utilizzati come lenti attraverso le quali guardare l’intero sistema educativo; ridefinendo il modo in cui gli educatori si relazionano ai bambini, le attività svolte, i materiali utilizzati, gli spazi, la quantità di tempo passata al chiuso e all’aperto, il modo in cui gli educatori comunicano con genitori e colleghi, e molto altro.

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CAPITOLO III

IL CURRICULUM CHILDREN IN PERMACULTURE Il curriculum Children in Permaculture è un modello per considerare le varie aree di applicazione della permacultura nell’insegnamento ai bambini. È innovativo, non essendo mai stato espresso in questo modo prima d’ora, e fa chiarezza riguardo a ciò che è appropriato insegnare a due diverse fasce d’età. Il curriculum CiP è stato creato per permettere una comprensione generale del campo applicativo della permacultura per bambini; con la scelta di argomenti che siano piacevoli, interessanti, significativi e utili a facilitare la loro esperienza, comprensione e connessione con il mondo naturale. Gli argomenti sono stati concepiti e riuniti in un modello che aiuti sia i bambini che gli educatori ad acquisire gli strumenti necessari per una vita sostenibile in un mondo in cambiamento. Il curriculum delineato di seguito è il fondamento del quarto capitolo, che propone una lista di attività per il coinvolgimento di ‘occhi, mani, cuore e mente’ in ogni argomento. Il curriculum Children in Permaculture è stato creato adattando il programma per adulti del Permaculture Design Course (PDC) della Permaculture Association britannica. Questo programma è stato utilizzato perché si basa su quello ideato dal co-fondatore della permacultura Bill Mollison, ed è quindi riconosciuto come standard a livello internazionale per l’insegnamento e la dimostrazione della propria comprensione della permacultura. Il curriculum di questo tipo di PDC è strutturato chiaramente ed è stato testato nel corso di 30 anni di insegnamento della permacultura. Con un recente aggiornamento da parte dell’associazione di permacultura britannica, questo programma

Il curriculum Children in Permaculture

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Fig. 1 60

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riflette quella che al momento è la miglior pratica di educazione di permacultura in Europa. Il curriculum CiP si basa anche sul lavoro dei principali rappresentanti del progetto Children in Permaculture, su riscontri da parte di educatori attivi in vari campi in tutta Europa (con climi e sistemi educativi diversi), e prende diversi spunti dal pionieristico libro ‘Outdoor Classrooms’ di Nuttall e Millington (2008). Il curriculum CiP è organizzato chiaramente in sei aree tematiche, 15 temi e vari sottotemi, seguendo un modello a ramificazione. Le sei aree tematiche sono una sintesi di vari argomenti del PDC, e formano un quadro coerente del contenuto dell’educazione permaculturale. Le aree tematiche sono: • Introduzione alla permacultura • Vivere la natura • Progettazione • Coltivare cibo • Ambiente costruito e utilizzo delle risorse • Permacultura sociale Semplificando la complessità della permacultura in tematiche adatte ai bambini, si intende renderla coinvolgente mantenendo l’aspetto olistico e un ampio respiro. Ogni area tematica è divisa per temi. Ci sono 15 temi in tutto, e ciascuno di essi è rilevante per persone di ogni età. Per esempio, l’area ‘Introduzione alla permacultura’ è divisa in due temi: • Etiche e principi di permacultura • Connessioni. La tabella mostra la suddivisione di ciascun tema in sottotemi, concepiti con lo scopo di andare in profondità, ispirare gli educatori, fornire risorse appropriate all’età e dare agli educatori una chiara visione d’insieme del contenuto della permacultura. Tutti gli argomenti rilevanti per la fascia d’età dai 3 ai 6 anni sono rilevanti anche per la fascia dai 7 ai 12, ma non viceversa. Ad esempio, l’argomento ‘Le etiche della permacultura: cura della terra, cura delle

Il curriculum Children in Permaculture

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persone, equa condivisione’ trattato per i 3-6 anni, è appropriato anche per i 7-12 anni (seppure esplorato tramite attività diverse). Invece, l’argomento ‘Cos’è la permacultura?’ (per i 7-12 anni) non si considera appropriato per bambini dai 3 ai 6 anni, perchè tendenzialmente troppo astratto per quella fascia d’età, in cui maggiore enfasi viene data al gioco. In natura tutti i sistemi sono interconnessi; allo stesso modo vi sono sovrapposizioni e collegamenti tra aree tematiche, temi e sottotemi del programma CiP. Un chiaro esempio si può vedere tra le aree ‘Vivere la natura’ e ‘Coltivare cibo’, che hanno entrambe a che fare con il mondo vegetale. Riguardo alle piante nel tema ‘Vivere la natura’, i sottotemi affrontano come le piante crescono senza interventi umani; invece nell’area ‘Coltivare cibo’ i sottotemi parlano di come le persone possono gestire le piante in un sistema permaculturale. Questa interconnessione è la conseguenza diretta dell’utilizzo di un curriculum di permacultura che segue i modelli naturali.

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Tabella 1 A ree

c Progettazione

b VIVERE LA NATURA

introduzione alla a permacultura

tematiche

A rgomenti

A rgomenti

secondari dai

3

ai

6

A rgomenti

secondari dai

7

ai

3

12 anni 6 anni

più :

anni includono :

includono tut ti quelli dai

Etiche e

• Le etiche di permacultura: Cura

• Cos’è la permacultura?

permacultura

della terra, Cura delle persone, Equa condivisione

• I principi di permacultura (di Mollison e/o di Holmgren)

• La grande famiglia della

• La rete della vita

natura: tutta la natura è interconnessa; • Individuare i modelli

• Vedere il quadro generale • Esplorare i modelli

1 principi di

2 Connessioni

3 SUOLO E PIETRE

• L’esplorazione e la vita del suolo • Pietre • Scoprire ambienti diversi

4 ACQUA

• Giocare in acqua • Raccogliere e risparmiare l’acqua • Acqua per la vita

ai

• Consistenze e test del suolo • Specie indicatrici

• Le proprietà dell’acqua • Ecosistemi acquatici

• Esplorare e nominare piante e alberi • Bushcraft (capacità di vivere in aree selvagge) • Fuoco • Creare arte e artigianato con materiali naturali

• Scoprire proprietà ed utilizzi di varie specie vegetali selvatiche e coltivate

I regni animali, 6 funghi e batteri

• Famiglie animali, abitazioni, nomi, impronte e altri segni Funghi

• Il mondo microscopico • Funghi: parassiti, saprofiti e ‘wood wide web’ (cioè la rete della vita in foresta fata di simbiosi tra funghi e vegetali, reti di radici e micorrize) • Il regno animale: modelli, funzioni, relazioni

7 aRIA

• Tempo meteorologico • Respirazione

PIANTE E

5 ALBERI

8 ROGETTARE

• Espressione creativa • Fare delle scelte • Vedere e condividere progetti

• Misurazioni meteo • Microclimi • Modi in cui il clima influenza ambienti e culture • Stelle, pianeti, Luna, Sole • Esaminare l’ambiente e le persone (sopralluogo) • Analizzare i rilevamenti • Progettare e prendere decisioni • Implementare: realizzare il progetto • Fare manutenzione: prendervi cura della vostra creazione

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A ree

A rgomenti

e Ambiente costruito e

utilizzo delle risorse

d Coltivare cibo

tematiche

A rgomenti

secondari dai

3

ai

6

anni includono :

Permacultura

secondari dai

7

includono tut ti quelli dai

ai

3

12 anni 6 anni

ai

più :

• Aiutare a coltivare cibo • Cura del suolo • Foreste commestibili • Permacultura e animali

• Coltivare cibo secondo la permacultura • Consociazioni vegetali e altre sostanze nutrienti

10 cibo

• Aiutare a preparare il cibo e mangiare insieme

• Pianificare il raccolto e utilizzare cibo coltivato e raccolto in natura • Cucinare e infornare • Igiene alimentare • Mangiare sano

11 COSTRUZIONI

• Abitazioni • Esplorare e costruire con materiali naturali

• Riparo • Biomimesi • Isolamento e impermeabilizzazione

COLTIVARE 9 CIBO

Preparare il

Utilizzo consapevole 12 dei doni della natura

• Capacità manuali • Cosa succede ai nostri rifiuti?

• Prendermi cura del mio corpo,

f sociale

A rgomenti

Il mio corpo, il del mio cuore e della mia mente 13 mio cuore, la • Sentimenti, bisogni e pensieri mia testa • Momenti di tranquillità

LA MIA 14 COMUNITA'

LA NOSTRA

15 FAMIGLIA UMANA

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• Provenienza delle risorse ed effetti del loro utilizzo • Combustibili fossili, cambiamento climatico e picco del petrolio • Modi per sprecare di meno: rifiuta, riduci, riutilizza, ripara, ricicla • Trovare soluzioni per vivere in modo sostenibile • Modi di imparare • Coscienza di sé • Mie passioni ed interessi • Espressione personale tramite corpo, cuore e mente

• Comunicazione • Famiglie, vicini e amici • Giocare insieme e condividere

• Vivere in comunità • Processi decisionali di gruppo • Risoluzione di conflitti • Lavoro di squadra

• La mia famiglia umana • Molte lingue e culture Pace e armonia

• Pace, diversità e armonia nel mondo • Equo mercato ed equo scambio • Carriera e lavori in permacultura

Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


CAPITOLO IV

SUGGERIMENTI DI ATTIVITÀ In questo capitolo svilupperemo i sottotemi del curriculum CiP tramite idee espresse in frasi semplici, per ispirare gli educatori a facilitare attività che coinvolgano i bambini a 360° con l’utilizzo dell’approccio ‘occhi, mani, cuore e mente’ descritto nel capitolo 1. Gli educatori potranno elaborare queste idee per sviluppare lezioni basate sugli interessi reali dei bambini e su progetti esistenti. Nell’implementare queste attività, alcune di esse potrebbero richiedere capacità o conoscenze aggiuntive di permacultura, nel qual caso si può chiedere il supporto di un’organizzazione di permacultura locale o un altro educatore CiP. Naturalmente, vi sono infinite attività possibili, e queste liste non hanno lo scopo di essere esaustive o limitanti. Piuttosto, questo capitolo offre ‘semi’ per ispirare educatori in tutto il mondo con idee riguardo al coinvolgimento dei bambini nella permacultura, e per aiutarli a lavorare con la natura dei bambini. Tipicamente, lavorando con bambini emergono molte altre idee ed ispirazioni, sia da parte loro che dagli educatori, che possono essere sviluppate in veri e propri programmi per le lezioni. Alcune delle idee raccolte e condivise sono state ispirate dai bambini stessi. A causa di limiti di spazio, questo capitolo sviluppa suggerimenti di attività solo per 5 tra gli argomenti del curriculum CiP. Questi argomenti sono stati individuati nell’indagine “Survey of Resources for Engaging Children in Permaculture” (di Alderslowe, Amus, Cifarelli, Deshaies, Dumitrescu, Kastelic, Petru and Velehradska, 2016) come quelli per i quali esistono attualmente meno risorse, in cui quindi la permacultura può offrire il maggior valore aggiunto. Questi argomenti sono: ‘1. Etiche e principi di permacultura’ ‘2. Connessioni’, ‘3. Suolo e pietre’, ‘8. Progettazione’ e ‘9. Coltivare cibo’. Ulteriori suggerimenti di attività su questi argomenti, e per quelli relativi agli altri argomenti, si trovano sul sito CiP (vedi pag. Contatti).

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A. INTRODUZIONE ALLA PERMACULTURA 1. ETICHE E PRINCIPI DELLA PERMACULTURA Le etiche di permacultura Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione sono centrali per vivere una vita etica e sostenibile in armonia con la natura e le altre persone. Queste etiche possono entrare a far parte della vita di un bambino tramite racconti, canzoni, modelli positivi e con l’esperienza di un ambiente in cui siano presenti e messe in pratica. Le etiche sono un potente strumento che può essere usato per inserire la permacultura nell’intera scuola, asilo, a casa o in qualsiasi altra situazione. Sono comprensibili fin dalla tenera età e possono essere usate per considerare se una particolare storia o situazione di vita reale siano un esempio di cura della terra, cura delle persone e/o equa condivisione. Inoltre, bambini più grandi possono essere introdotti a questi principi per aiutarli a comprendere e imparare dalla natura, sviluppare uno sguardo olistico e applicare ciò che hanno appreso in progetti e decisioni. 3-6 ANNI

Le etiche di permacultura: Cura della terra, Cura delle persone, Equa condivisione • Osservate e sentite le persone sostenersi a vicenda per sentirsi bene (ad es. con un cerchio di parola introduttivo) • Notate i modi in cui le piante ci comunicano quello di cui hanno bisogno (foglie appassite, ingiallite o malate). • Imparate abilità relative alla cura della terra, ad esempio innaffiare le piante prendersi cura del compost, dare da mangiare agli animali. • Prendetevi cura dei vostri bisogni e di quelli degli amici (con massaggi, abbracci, parole gentili ecc.) • Praticate l’equa condivisione con le persone (cibo, giocattoli ecc.), gli animali (ad es. dando briciole di pane agli uccelli invece di buttarle nella spazzatura) e le piante (ad es. dando acqua usata ad una pianta).

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INTRODUZIONE ALLA PERMACULTURA

A

• Partecipate a routine e piccoli rituali quotidiani riguardo alla condivisione con la natura, ad es. offrendo gli avanzi al compost, ringraziando la terra e le persone che hanno creato e preparato il nostro cibo, condividendo i frutti e conservando i semi. • Ascoltate storie riguardo all’abbondanza della natura e a tradizioni e rituali stagionali di celebrazione della terra. • Abbinate un’etica della permacultura (es. Cura delle persone) con un’attività svolta dai bambini nello stesso giorno. 7-12 ANNI

Le etiche della permacultura: Cura della terra, Cura delle persone, Equa condivisione • Cercate esempi positivi di Cura della terra, Cura delle persone e/o Equa condivisione (ad es. in un orto o in un progetto) • Disegnate un grafico e registrate esempi positivi di Cura della terra, Cura delle persone e/o Equa condivisione nel corso di una settimana. • Realizzate un Repair Café in cui raccogliere oggetti vecchi e rotti (biciclette, libri, giocattoli ecc.) e ripararli insieme, invece di buttarli via (aumentando la durata di vita delle risorse). • Esercitatevi nel prendervi cura di un’altra persona per un giorno. • Riflettete sul modo in cui il comportamento può dimostrare le etiche della permacultura (ad es. parlate di “come ci siamo comportati oggi rispetto alla cura delle persone?) • Recitate o create poesie insieme riguardo al prendersi cura e condividere. • Osservate le etiche della permacultura espresse in tre cerchi sovrapposti (diagramma di Venn) e considerate quali azioni potrebbero situarsi nel centro, cioè all’intersezione di tutte e tre le etiche (ad es. coltivare cibo è Cura della terra perché si usano meno mezzi di trasporto, Cura delle

Suggerimenti di Attività

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• persone perché il cibo è fresco e senza pesticidi, ed Equa condivisione perché non stiamo prendendo risorse da altre parti). • Fate un gioco di simulazione: dividete il gruppo in protettori della terra, protettori delle persone e mediatori dell’equa condivisione, poi proponete varie situazioni (es. “vogliamo costruire una nuova diga’): ogni gruppo offre il proprio punto di vista, e i mediatori dell’equo scambio cercano una soluzione vincente per entrambe le parti, con la quale tutti siano felici. 7-12 ANNI

Cos’è la permacultura? • Passate del tempo in un giardino ispirato alla permacultura; toccando, assaggiando, annusando piante e animali (dove si può). • Fate una gita per spiegare come la permacultura è messa in pratica in quel particolare posto. • Realizzate un collage fotografico che mostri la differenza tra monocultura e permacultura. • Preparate uno spettacolo di marionette o una performance per mostrare cos’è la permacultura. • Ad occhi chiusi, fate una visualizzazione creativa di un viaggio in un mondo di abbondanza e armonia con la natura, poi disegnate o parlate dell’esperienza. • Esplorate l’idea che quando si lavora con la natura, si utilizza meno energia, ad esempio tramite una discussione in seguito all’esperienza di due diversi modi di raccogliere acqua per la serra (uno dei quali include una lunga camminata fino al primo rubinetto e l’altro consiste nel raccogliere l’acqua dalla copertura della serra). • Pensate alla differenza tra volere e aver bisogno.

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INTRODUZIONE ALLA PERMACULTURA

I principi della permacultura (di Mollison e/o Holmgren) • Osservate o individuate come vengono dimostrati i principi di permacultura in un luogo preciso, come un orto. • Osservate la diversità naturale che emerge sui margini tra diversi habitat (ad es. fiume-bosco, bosco-campo, siepi; osservando gli uccelli e contando le specie vegetali).

A

7-12 ANNI

• Sviluppate abilità connesse ai principi di permacultura (ad es. ‘Raccogli e conserva energia’ realizzando conserve) • Incoraggiate i bambini a inventare giochi connessi con i principi di permacultura. • Pianificate modi per implementare il principio ‘Evita di produrre rifiuti’ nel gruppo e nella scuola, ad es. usando i fogli di carta da tutti e due i lati, riciclando, utilizzando materiali naturali decomponibili. • Realizzate canzoni sulla permacultura e i suoi principi (ascoltate il gruppo ‘Formidable Vegetable Sound System’ per avere esempi). • Alla fine di un’attività i bambini possono dare e ricevere feedback, e pensare a possibili miglioramenti per le volte successive. • Comprendete che la permacultura è basata su principi che ci aiutano ad agire in modo da soddisfare i nostri bisogni, sostenendo allo stesso tempo la vita per noi e per gli altri esseri viventi. • Dopo un’escursione (in una nuova parte della città, nel vicinato, in una casa di riposo, in un bosco, in campagna), discutete in che modo i principi ‘Usa e valorizza la diversità’ e ‘Integra invece di separare’ ci possono aiutare ad apprezzare le differenze e l’unicità di ciascuno e dei talenti e abilità di ognuno, e pensate a come possiamo assicurarci di includere tutti

Suggerimenti di Attività

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2. CONNESSIONI La rete della vita dipende dalle connessioni (tra individui della stessa specie, di specie diverse, di diversi regni e con altri elementi come acqua, rocce, aria). Facendo esperienza del mondo come di una famiglia grande ed interconnessa tramite interazioni quotidiane con la natura, racconti e canzoni può portare i bambini a sviluppare visioni ampie, olistiche e inclusive per tutta la loro vita. Osservando come un sistema composto da molti elementi diversi, come una foresta, permetta l’esistenza di innumerevoli connessioni, i bambini imparano che ogni parte del sistema influenza il tutto e che il tutto è maggiore della somma tra le parti. Con 4,5 miliardi di anni di esperienza della vita sulla Terra, i sistemi naturali hanno imparato come creare resilienza attraverso l’utilizzo di modelli, come la spirale o la ramificazione. Individuare questi modelli in sistemi naturali (e non) e pensare alle loro funzioni può essere un’esperienza molto piacevole e aiutare i bambini a comprendere la natura in modo profondo, come primo passo per la realizzazione di sistemi interdipendenti e resilienti in futuro.

3-6 ANNI

La grande famiglia della natura: tutta la natura è connessa e tutti abbiamo bisogno di tutti • Osservate esempi visibili di connessioni (ad es. l’evidenza di un animale che mangia una pianta o un altro animale, oppure un fungo che cresce su un tronco). • Passate tempo in un ambiente naturale, sedendo in silenzio per sentire suoni, guardando e ascoltando. • Andate in cerca di funghi, delle loro radici e dei loro frutti: cercate i miceli sotto ai tronchi, funghi attorno agli alberi, muffe sulla superficie di vecchi frutti. • Osservate gli adulti mostrare il loro senso di meraviglia verso l’ambiente naturale.

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INTRODUZIONE ALLA PERMACULTURA

A

• Andate all’aperto e trovate un modo di esprimere la vostra connessione e amore verso un elemento naturale (ad es. abbracciando un albero, accarezzando un animale, annusando un fiore, giocando nel fango). • Cercate informazioni sui funghi ed esplorate la grande famiglia della natura.

7-12 ANNI

La rete della vita • Osservate e fate esperienza di vari sistemi naturali, con molti diversi tipi di piante, animali, funghi e batteri. • Partecipate all’attività della rete della vita: disposti in cerchio, ognuno impersona un elemento naturale (fiume, quercia, zanzara, rondine ecc.). Una persona tiene in mano un gomitolo di lana/spago (o simile), dice quali connessioni ha con un’altra persona/elemento (ad es. le rondini mangiano le mosche, il pipistrello vive su un albero) e gli lancia il gomitolo, tenendo l’estremità. Si ripete questo processo finché tutti sono uniti dallo spago in una rete. Si può continuare finché gli elementi hanno molte connessioni. Discutete le invisibili connessioni tra gli esseri viventi rappresentate dal filo. Osservate cosa succede se un elemento scompare (un bambino lascia andare il filo). Continuate a lavorare sugli elementi e notate cosa accade alla rete della vita. • Disegnate, colorate o modellate dell’argilla in modo da rappresentare la connessione tra una pianta/animale e un altro elemento. • Passate una notte nel bosco per rendere più profonda la connessione con la natura e il prossimo.

Suggerimenti di Attività

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• Fate una lista di tutti gli input e gli output di un comune tipo di cibo (ad es. una bottiglia di succo). Siate creativi, vedete quanto potete andare indietro (con gli input) e avanti (con gli output). Potete rendere questo cibo (o un suo sostituto più sostenibile) un sistema a ciclo chiuso (dove gli output di un elemento diventano input di uno o più altri elementi) • Celebrate ciò che di bello e importante fate nella vostra vita di tutti i giorni. • Pensate a come tutti gli esseri viventi sono collegati, ad es. tramite il mangiare, le escrezioni, la respirazione. • Esplorate come ogni essere vivente dipenda da sole, acqua, suolo, aria e altre piante, animali, funghi e batteri per vivere, associando fogli o carte con i disegni dei diversi elementi.

3-6 ANNI

Modelli • Osservate modelli a ramificazione e a spirale in diversi sistemi naturali (ad es. acqua, fiori, piante in crescita). • Osservate le somiglianze tra esseri umani e altri animali (mangiare, dormire, espellere). • Individuate quali piante, insetti o uccelli sono numerosi in una determinata stagione. • Raccogliete cibo che abbonda in questo momento dell’anno, ad esempio piccoli frutti. • Suonate strumenti percussivi insieme, facendo eseguire ritmi diversi a gruppi diversi, che si combinino come in un’orchestra. • Imparate quali sono i diversi modelli stagionali.

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INTRODUZIONE ALLA PERMACULTURA

Modelli • Osservate i frattali (ad es. in cavolfiori e felci) • Individuate i medesimi modelli in sistemi naturali diversi (ad es. il modello a ramificazione si trova in piante, fiumi, foglie e polmoni), cercando di usare una lente di ingrandimento per osservare più da vicino.

A

7-12 ANNI

• Trovate diversi modelli in sistemi diversi e provate a capire la funzione di quei modelli (ad es. ramificazione per raccolta e distribuzione, spirali per la crescita). • Connettetevi a un modello naturale ed esprimetelo con la forma artistica che preferite (danza, disegno, canto). • Fate musica insieme, per esempio: ognuno esplora un ambiente naturale per ‘catturare’ un suono (che sia il battito di due bastoni, le mani che colpiscono una superficie d’acqua, l’imitazione di un uccello) e tornate poi nel cerchio. Camminando nel cerchio, ciascuno a turno presenta il suo suono. Una persona prende il ruolo di conduttore per indicare chi deve emettere il suo suono e per mantenere il ritmo con l’aggiunta o la sottrazione dei vari suoni. • Scoprite il principio ‘Progetta dal modello al dettaglio’ esaminando un albero e la sua foglia. Discutete riguardo a come e perché la natura utilizza i modelli. • Esplorate modelli in cicli giornalieri, solari, lunari e stagionali; e considerate come tutti viviamo immersi in grandi e piccoli cicli e come questi cicli influenzano le nostre vite.

Suggerimenti di Attività

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7-12 ANNI

Vedere il quadro generale • Osservate il bosco e i singoli alberi (salendo in un luogo alto per vedere il bosco, confrontandolo con ciò che si vede all’interno del bosco). • Realizzate la maschera di un animale o pianta del luogo e trasformatevi per un momento in quella creatura. Come ci si sente? In che modo siete influenzati dagli esseri umani? Cosa potrebbero imparare le persone da voi? • Considerate un problema locale di degrado ambientale (ad es. discariche illegali, disboscamenti), individuate tutte le cause e gli effetti del problema e decidete come agire per aiutare a fermare il degrado (ad es. scrivendo una lettera, esponendolo a scuola, tramite una petizione). Agite per conto della natura. • Esprimete in che modo siete connessi con la natura, attraverso poesia, canto, danza, disegno o qualsiasi altra forma di espressione creativa. • Individuate i molti benefici che riceviamo dalla natura, come la pulizia dell’aria da parte degli alberi, l’impollinazione di colture da parte degli insetti ecc. Gli educatori possono informarsi sul tema dei ‘servizi ecosistemici’’ per maggiori informazioni.

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Il suolo è la pelle della terra. È una rete complessa di aria, acqua, minerali (roccia) e materia organica. Gli animali, le piante, i funghi e la vita microbica nel suolo creano un ecosistema talmente complesso e affascinante che in un solo cucchiaino di suolo sano ci sono più esseri viventi che uomini e donne sulla Terra. Dal momento che le piante ne hanno bisogno per nutrirsi e crescere, il suolo è essenziale per tutta la vita. È’ fondamentale per i bambini osservare, toccare, sentire e annusare suolo e rocce in diversi ambienti, per individuare ed analizzare le differenti caratteristiche (alcune delle quali sono indicate anche dalla presenza di certe piante). È importante cercare opportunità di introdurre i bambini allo stimolante mondo del suolo, dal momento che è una preziosa risorsa a cui ognuno dovrebbe prestare attenzione. 3-6 ANNI

Exploring soil and soil life • Provate a camminare a piedi nudi su sabbia, argilla, limo ecc. • Osservate, annusate e toccate vari tipi di suolo, ad esempio in un bosco, in un orto, in una cava d’argilla, su una spiaggia. • Osservate, toccate e tenete in mano i piccoli insetti che vivono nel suolo. • Giocate con argilla, fango, sabbia, terriccio e mescolateli a dell’acqua per creare qualcosa. • Create arte naturale con terra e pietre, ispirandovi ad artisti come Andy Goldsworthy. • Sperimentate come l’acqua erode diversi tipi di suolo (ad es. zolle erbose, suolo sabbioso, suolo argilloso). • Cantate canzoni su vermi, compost o insetti del suolo. • Ascoltate racconti di lombrichi, batteri, funghi, insetti e altre creature che rendono sano e felice il suolo.

Suggerimenti di Attività

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B

3. SUOLO E ROCCIA

VIVERE LA NATURA

B. VIVERE LA NATURA


• Imparate i nomi comuni dei più conosciuti insetti e invertebrati (ad es. lombrico, termite, cervo volante). • Scoprite quali funzioni svolgono i lombrichi e come queste aiutano le piante. 7-12 ANNI

L’esplorazione e la vita del suolo • Osservate la vita del suolo con un microscopio per ammirare la diversità della vita. • Osservate il suolo nel bosco e come diversi elementi partecipano nella sua creazione e nel suo utilizzo (rocce, alberi, rami, acqua, animali, ombra, microrganismi, vento ecc). • Osservate diverse specie di microrganismi del suolo in differenti fasi della loro vita (uovo, larva, adulto). • Identificate gli insetti nella natura. • Individuate diverse piante che possono indicare qualcosa a proposito del suolo e della storia del luogo (ad es. le ortiche spesso crescono dove sono vissuti e dove hanno urinato gli esseri umani). • Mettete in scena il suolo facendo recitare ai bambini vari suoi elementi, ad es. pietre, minerali, acqua, aria, humus, lombrichi, funghi, radici, semi, batteri ecc. • Leggete o ascoltate racconti mitologici provenienti da varie culture, che diano rappresentazioni simboliche della terra; discutete riguardo alla saggezza dei popoli indigeni nella loro relazione con la terra. • Sdraiatevi per terra all’aperto, ad occhi chiusi, sentitevi parte della terra; immaginate lo scorrere delle stagioni, i cambiamenti del clima e respirate profondamente. • Informatevi riguardo al ciclo vitale di lombrichi e altri insetti e invertebrati. • Esplorate le proprietà del suolo: di cosa è fatto? Cosa lo rende fertile? • Scoprite come l’humus si forma naturalmente nelle foreste.

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3-6 ANNI

Pietre

B

VIVERE LA NATURA

• Osservate, toccate e raccogliete diverse pietre. • Arrampicati su grosse rocce notando temperatura e consistenza in diversi momenti della giornata. • Guarda sotto alle pietre e osserva ciò che trovi (insetti, miceli ecc.). • Costruisci un rifugio per insetti con varie pietre. • Crea dei collage artistici con i colori naturali delle pietre, ad es. sfumando da chiari a scuri. • Create insieme un segnavia fatto con una costruzione di pietre • Scegliete una pietra con particolari linee, colori, forme e dimensioni che vi piacciono, poi condividetele e confrontatele con gli amici. . • Ascoltate un racconto sull’amicizia tra rocce e piante (le rocce forniscono minerali, calore ecc). 7-12 ANNI

Pietre • Notate la presenza di diversi tipi e quantità di rocce e pietre in diversi ambienti. • Mettete a confronto la crescita di piante in pieno campo con quella di piante vicine a grosse pietre che fungono da riserva di calore (tutti gli altri fattori, come tipo e profondità del suolo, dovrebbero essere uguali). • Identificate rocce comuni in questa regione. • Disponete delle rocce in un giardino/orto per catturare e conservare calore in posti che ne hanno bisogno. • Ascoltate una storia su come le rocce sono nate e come si muovono ancora, molto lentamente.

Suggerimenti di Attività

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• Studiate i tipi di suolo e rocce che si trovano in questa regione e come influenzano le diverse piante e animali che ci vivono. 3-6 ANNI

Scoprire ambienti diversi (spiagge, colline, boschi, prati) • Scoprite diversi ambienti, come pianure, colline, valli, fiumi, laghi, mari. • Giocate in ambienti diversi - spiagge, fiumi, boschi ecc. • Mostrate ammirazione e cantate ringraziamenti a questo ambiente per avervi permesso di giocarci. • Imparate parole nuove, ad es. argilla, suolo, sabbia, humus, pietra, fossile, fiume, montagna, valle.

7-12 ANNI

Scoprire ambienti diversi • Osservate vari tipi di suolo nella regione, ad es. in una fattoria, in una palude e una foresta. • Disegnate gli elementi chiave che distinguono ogni ambiente, come pianure, colline, valli, fiumi, laghi, mare. • Fate una passeggiata per osservare e fare fotografie di differenti habitat (ad es. i tipi di piante che vivono in cima alle colline, in confronto a quelle dei fondovalle, delle paludi o in prossimità di fiumi).. • Ammirate i diversi paesaggi ed i loro doni, ad es. in piccoli gruppi, ogni gruppo realizza un grande disegno di un ambiente particolare e individua i vantaggi di quell’ambiente per la natura e/o le persone. A gruppi diversi piacciono

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VIVERE LA NATURA

• diversi ambienti. Ascoltate i vari gruppi con l’aiuto del principio ‘Usa e valorizza la diversità’.

7-12 ANNI

B

• Fate una ricerca sulla formazione dei paesaggi locali, e sui loro continui mutamenti. I bambini possono condividere tra loro le ricerche, ad es. tramite una visualizzazione guidata in cui tutti si sdraiano ad occhi chiusi, e con un salto all’indietro nel tempo, lentamente si visualizza la formazione di quell’ambiente. • Scoprite come l’ambiente influenza ciò che vi abita (ad es. un fiume a confronto con il mare, un bosco ecc).

Consistenze e test del suolo • Osservate, toccate ed annusate vari suoli con diverse consistenze (potete precisare di che consistenza si tratta?): sabbia, limo, argilla, creta. • Scavate una buca per osservare i differenti strati del suolo, il loro colore e profondità (terriccio, sottosuolo, letto roccioso). • Osservate come diversi tipi di suolo hanno un effetto sulle piante che vi crescono e sulla loro salute, così come sull’insieme di specie. • Fate un test tattile del suolo, ad es. strofinandolo tra le dita. È grossolano come sabbia, sottile come argilla o saponoso come limo? Provate a modellarlo come una salsiccia, mantiene questa forma (questo indica la presenza di argilla)? Provate con diversi suoli.it stay like that (indicating clay)? Try with different soils. • Eseguite un test per scoprire se il suolo è acido o basico. Usate un kit per il pH oppure fate un test casalingo, ad esempio mettendo due cucchiai di suolo in un vaso e aggiungendo aceto, avviene una reazione? In caso positivo, il suolo è basico. Mettete due cucchiai di suolo in un altro vaso,

Suggerimenti di Attività

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• aggiungendo acqua distillata e bicarbonato. Se sprigiona delle bollicine, il suolo è acido. • Cantate una canzone sulle consistenze del suolo (ad es. “Ci sono tre diversi tipi di minerali nel suolo”). • Informatevi riguardo acidità e basicità nel suolo, che effetto hanno sulle piante che vi crescono, e come le piante influenzano il pH del suolo (ad es. le conifere lo rendono più acido). • Confrontate le diverse proprietà di sabbia e argilla (ad es. quanta acqua e aria contengono, cosa succede quando vengono calpestate, quale contiene più nutrienti ecc.).

7-12 ANNI

Specie Indicatrici • Osservate varie piante spontanee della zona, cercando di capire se e come sono connesse al tipo di suolo locale. • Identificate piante comuni nella vostra zona e discutete riguardo a cosa possono indicarci circa le condizioni del suolo (ad es. i giunchi indicano suolo umido, le ortiche indicano un suolo ricco). • Provate a modificare le condizioni del suolo e verificate eventuali effetti sulle piante spontanee presenti (ad es. in un’area erbosa, piccoli giunchi che crescono lungo un sentiero potrebbero indicare un suolo compattato. Qui si potrebbe lavorare una sezione del sentiero e lasciare intoccato il resto. Ritornando qualche mese più tardi, si può notare la differenza nelle piante spontanee che vi crescono). • Create un racconto, una poesia o una canzone sul bisogno delle piante di avere la loro nicchia (cioè, piante diverse amano stare in luoghi diversi).

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B

VIVERE LA NATURA

• Imparate che le specie indicatrici sono quelle che, se abbondanti, rigogliose e spontanee (non piantate dall’uomo), ci possono dire qualcosa riguardo alle condizioni locali: suolo compattato, umido, secco, acido, basico ecc.

Suggerimenti di Attività

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C. PROGETTAZIONE

La progettazione è centrale in permacultura; il battito ritmico del processo di progettazione permette il flusso ciclico di informazioni, immaginazione e risorse. Progettare con i bambini significa soprattutto pianificare le attività e il posizionamento dei vari elementi, potendo loro partecipare attivamente nella progettazione di giocattoli, attività, orti, aule scolastiche, cartelloni, percorsi di apprendimento e molto altro. Tramite questo processo si possono accrescere le loro competenze cognitive, sociali ed emotive. Durante l’infanzia, i bambini si divertono nell’utilizzo di una varietà di materiali in diverse forme e nella creazione di nuovi oggetti. Creare seguendo liberamente l’immaginazione incoraggia l’autostima nella propria espressione personale. Coinvolgendoli in discussioni che li stimolino a pensare a relazioni di causa/effetto, i bambini possono iniziare a identificare problemi e pensare a soluzioni. Bambini più grandi possono affrontare un processo di progettazione permaculturale più complesso che comprende sopralluogo, analisi, progetto, implementazione, valutazione e adattamento; sviluppando in questo modo il pensiero logico, la creatività ed un approccio scientifico sistematico alla risoluzione di problemi. 3-6 ANNI

Espressione creativa • Scoprite esempi di espressione creativa di altre persone attraverso canzoni, balli, dipinti, arte naturale, modellismo ecc; sia ospitando eventi che visitando luoghi come musei, esibizioni all’aperto ecc. • Giocate progettando con sabbia (accumulata in giardino o sulla spiaggia), argilla e altri materiali naturali. • Sperimentate un cerchio di sogni (nel quale ognuno esprime il proprio sogno/visione per un progetto/evento). • Assemblate creativamente oggetti e materiali vari per realizzare il vostro spazio da gioco.

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Fare delle scelte

C

3-6 ANNI

PROGETTAZIONE

• Condividete le vostre idee, scelte e sogni. • Organizzate una festa per celebrare una creazione che ha visto tutti coinvolti nel processo di progettazione. • Osservate l’ammirazione degli altri per il risultato del vostro lavoro creativo.

• Osservate, assaggiate, annusate diverse possibilità (ad es. di piante da orto), poi scegliete quelle che preferite. • Decidete dove posizionare gli elementi tramite il gioco (ad es. giocattoli raffiguranti galline, api, strutture ecc.). • Cercate di includere le idee di tutti nella creazione di qualcosa di concreto (un orto, un ponte, una casa sull’albero). • Sentitevi coinvolti nell’effettuare scelte che siano le migliori per tutti. • Ammirate e celebrate il lavoro di gruppo, realizzato insieme (dalle scelte e decisioni prese al lavoro creativo di gruppo). • Accettate che la vostra preferenza iniziale non sia sempre l’opzione scelta, considerati tutti gli altri fattori (incluse preferenze degli altri, risorse, etiche ecc). • Familiarizzate con parole come ‘scelte’ e ‘progettazione’.

7-12 ANNI

Esaminare l’ambiente e le persone (sopralluogo) • Sperimentate vari microclimi in condizioni meteo diverse, notate le differenze usando tutti i vostri sensi. • Osservate e individuate sistemi ben progettati nell’ambiente umano (ad es. cucine scolastiche, giardini o fattorie permaculturali, piazze cittadine con funzioni multiple ecc.). • Osservate i sentimenti e i bisogni vostri e degli altri.

Suggerimenti di Attività

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• Disegnate una mappa a sovrapposizioni dei vari microclimi di un orto (sole/ombra, umido/secco, ventoso/riparato). • Intervistate o realizzate un questionario/sondaggio per i bambini, gli amici o altre persone per scoprire i loro bisogni e desideri riguardo al progetto. • Fate una lista di tutte le risorse a vostra disposizione che potrebbero essere rilevanti, ad esempio usando gruppi e categorie (piante, animali, strutture, attrezzi, eventi). • Ammirate i ‘progetti’ naturali che permettono il buon funzionamento dei suoi sistemi. • Ammirate i progetti dell’ambiente umano che permettono il buon funzionamento dei sistemi. • Esplorate le basi della lettura e della realizzazione di mappe (ad es. visuale a volo d’uccello, scala, orientamento, titoli, legenda). • Acquisite familiarità con i comuni modelli naturali, ad es. ramificazioni, spirali, sfere, reti, cerchi concentrici, dispersione. 7-12 ANNI

Analizzare i rilevamenti • Assemblate le informazioni raccolte nella fase di sopralluogo e rappresentatele tramite mappe concettuali, diagrammi, o liste con diverse intestazioni. • Giocate all’’assemblaggio casuale’ tramite carte: ognuno tiene una carta con un elemento disegnato sopra, muovendosi per la stanza si mettono insieme elementi (identificati durante il sopralluogo) in modi inusuali (aiutandosi con preposizioni diverse), per vedere se emerge qualcosa di nuovo (ad es. vermicompost + aiuola rialzata= lombrichi nell’aiuola rialzata). • Scegliete due elementi che potrebbero rientrare nel progetto e metteteli in scena. I bambini vengono suddivisi in quattro gruppi di uguale numero, rappresentando gli input e gli output di ciascun elemento.

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PROGETTAZIONE

• Ogni bambino diventa un input o un output del proprio elemento. Inscenate per mostrare come l’output di un elemento può diventare l’input di un altro.

C

• Celebrate la raccolta e l’integrazione delle informazioni. • Esprimete come ogni persona nel gruppo si sente in ogni fase del processo di progettazione. • Individuate i vostri ‘fattori limitanti’: fate una lista di qualsiasi cosa possa limitare il vostro progetto (i problemi che potreste incontrare, ad es. vacanze estive, soldi, competenze). • Familiarizzate con parole come analisi, cassetta degli attrezzi, input, output. 7-12 ANNI

Progettare e prendere decisioni • Osservate un progetto modello realizzato da bambini o adulti utilizzando i principi e le etiche della permacultura. • Realizzate semplici progetti di permacultura utilizzando un processo di progettazione rodato (ad esempio il metodo SADIMET ovvero la successione di sopralluogo, analisi, progetto, implementazione, valutazione e correzione). Scegliete il modello che con più probabilità soddisferà la funzione che vi serve (ad es. ramificazione per i sentieri). Provate ad utilizzare quel modello nel vostro progetto. • Realizzate una semplice mappa delle zone per una stanza, i giardini scolastici o l’orto, mostrando la frequenza d’uso/ numero di visite a partire dalla zona 0 (casa); 1 visitata quotidianamente, 2 visitata due volte la settimana, 3 una volta alla settimana, 4 utilizzata meno frequentemente, e infine la zona 5 (la zona riservata al selvatico dalla quale non raccogliamo nulla). • Create progetti utilizzando disegno, modellismo, post-it, una cassa di sabbia, mattoni, corde e qualsiasi cosa di appropriato troviate in loco.

Suggerimenti di Attività

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• Coltivate un senso estetico, notando la bellezza e chiedendovi ‘perchè è bello?’, sia come apparenza che come funzione (ingegnoso). • Quando incontrate una difficoltà, imparate ad apprezzarla ricordandovi il principio attitudinale ‘il problema è la soluzione’ (ad es. provando a cambiare prospettiva, rovesciando il problema). • Presentate il vostro progetto ad amici, famiglie, insegnanti, alla comunità ecc., nella forma che preferite (disegno, canto, teatro, arte, video ecc.). • Valutate la necessità di considerare microclimi (pianificazione dei settori) e zone quando create un progetto di permacultura. • Imparate che progettando in permacultura è fondamentale fare scelte basate sulle etiche di Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione; e che i principi di permacultura sono a disposizione per aiutarvi a prendere le giuste decisioni. 7-12 ANNI

Implementazione: realizzare il progetto • Analizzate un piano di implementazione e scoprite come seguirlo può aiutarvi a realizzare un progetto. • Siate coinvolti nell’implementazione dei progetti (ad es. raccogliendo materiale, creando un orto, organizzando una festa o un evento). • Incontratevi regolarmente per celebrare il completamento dei vari compiti. • Create un piano di implementazione pieno di colore, con nomi interessanti e divertenti che mostrano ogni informazione necessaria alla sua realizzazione: compiti, tempistiche, ruoli, flussi di lavoro (l’ordine in cui le cose devono essere realizzate) e chiedetevi a chi potrebbe far piacere realizzare le varie fasi. • Imparate che più si è meno fatica si fa.

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


PROGETTAZIONE

Mantenimento: prendervi cura della vostra creazione • Osservate altre persone prendersi cura di un sistema (ad es. orti), per capire ‘cosa sta funzionando bene’ e ‘cosa ha bisogno di molto lavoro’. A seconda della situazione, ponetevi domande come: ‘Dove si trovano gli attrezzi, sono nel posto giusto?’, ‘Ha un buon sapore?’ ‘Le persone sembrano felici?’

C

7-12 ANNI

• Documentate il progresso di un progetto, per far sì che altre persone possano continuare il vostro lavoro. • Usate l’immaginazione per dare nomi interessanti ai lavori da svolgere e realizzate dei costumi per rappresentarli, ad es. un cavaliere è responsabile del capanno degli attrezzi. • Siate presenti nel mantenimento di un sistema che avete progettato (ad es. vendete il raccolto ai genitori per il progetto di un orto, visitate la libreria locale per un progetto di lettura). • Create rituali che riguardino il vostro lavoro insieme. • Mostrate gratitudine alle persone che vi hanno aiutati con il progetto, invitandoli sul luogo e offrendo loro un regalo scelto dai bambini (ad es. una tisana di erbe dell’orto). • Fate una lista dei compiti da svolgere nel lungo termine e create una tabella per realizzarli (ad es, chi provvederà ad innaffiare l’orto durante la scuola e nelle vacanze?)

Suggerimenti di Attività

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D. COLTIVARE CIBO 9. COLTIVARE CIBO Assistere a germinazione, crescita e graduale trasformazione di una pianta che offre frutti o verdura è un’esperienza affascinante e gratificante per i bambini. Tutti i loro sensi possono venire coinvolti in questo processo: lavorando la terra, innaffiando, annusando ed assaggiando frutta e verdura quando vengono raccolte. Osservare lo sviluppo quotidiano delle piante rafforza la pazienza e l’ammirazione della natura, mentre il coinvolgimento diretto nella cura delle piante sostiene il loro amore e rispetto per la natura. Coltivare cibo porta anche a provare un senso di gratitudine per l’abbondanza che la natura ci offre liberamente e per le persone che coltivano il nostro cibo, e offre inoltre opportunità di celebrazione e connessione con la storia agricola e le tradizioni locali. I bambini vengono anche coinvolti nella cura del suolo, facendo loro restituire alla terra scarti di cibo e piante sotto forma di compost (il quale è un altro meraviglioso processo di trasformazione osservabile nel tempo). I bambini più grandi sono in grado di comprendere in che modo le piante si nutrono e si aiutano a vicenda in sistemi ad elevata biodiversità come orti in permacultura, foreste commestibili, consociazione tra piante e acquacoltura. 3-6 ANNI

Aiutare a coltivare cibo • Annusate, toccate ed assaggiate diverse varietà di verdure e frutti coltivati, così come piante spontanee commestibili. • Osservate il processo di crescita di una pianta annuale, dalla semina alla crescita, fioritura, fruttificazione e raccolta. • Toccate e mettete a confronto vari semi, ad es. semi di girasole, fagioli, grano, papavero, albicocche.

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


COLTIVARE CIBO

• Aiutate a coltivare piante in un orto e prendetevene cura innaffiandole, pacciamandole ecc. • Raccogliete semi di piante diverse. • Utilizzate attrezzi sicuri e appropriati all’età dei bambini. • Giocate a ordinare, raggruppare e unire semi, frutti, noci o verdure secondo forme, colori e dimensioni.

D

• Condividete l’abbondanza dei raccolti con altri, inclusi uccelli, vari animali e i lombrichi nel compost. • Realizzate una cerimonia della semina, ad es. con canzoni, poesie, danza; chiedendo alla terra di nutrire la piante, al sole di splendere su di essa, alla pioggia di dissetarla e ad altre piante di proteggerla dai parassiti. • Celebrate i raccolti con feste o pasti speciali. • Scoprite da dove viene il cibo, ad es. il latte dalle mucche, le mele da un albero • Confrontate le dimensioni di frutta e verdura mentre crescono. • Elencate i nomi delle varie piante che potete mangiare tra quelle che crescono nell’orto..

7-12 ANNI

Coltivare cibo secondo la permacultura • Osservate come diverse tipologie di piante crescono bene in luoghi diversi, a seconda della disponibilità di sole, spazio, acqua, calore, nutrienti ecc. • Osservate e identificate vari tipi di semi. • Notate in che modo un orto ispirato dalla permacultura sia diverso da altri stili di orticoltura.

Suggerimenti di Attività

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• Create una nuova piantina da una pianta madre (tramite talee). • Innestate una pianta su di un’altra (ad es. un pomodoro su una patata). • Coltivate piante in rotazione, ad es. in un’aiuola seminate lattuga e barbabietola nel primo anno, legumi (fagioli e piselli) e cucurbitacee (zucche e zucchine) nel secondo anno, brassicacee (broccoli, cavoli neri, cavoli cappuccio, cavolfiori, rape, cavoli rapa ecc.) nel terzo anno e radici (carote, barbabietole, sedani rapa, pastinache e cipolle) nel quarto. • Provate a coltivare piante perenni e annuali e discutete le differenze e le similarità. • Realizzate un orto, coltivando cibo in policolture, seguendo e implementando un progetto permaculturale. • Coltivate funghi (su tronchi, libri o segatura). • Celebrate i raccolti seguendo tradizioni locali ed esplorando tradizioni storiche del resto del mondo. • Prendetevi cura di una pianta mentre cresce e imparate a interpretare i suoi bisogni (ad es. è felice? Ha bisogno di acqua? Perchè una foglia è gialla? Come possiamo renderla più felice?). • Sviluppate una relazione positiva con le “erbacce”, raccogliendole e lavorandole in modo artistico, ad es. realizzando una bellissima insalata da condividere, decorando una cartolina di auguri, creando carte d’identità, o facendo una mostra di erbari. • Scoprite la storia di cibo e piante tradizionalmente coltivate nella comunità locale. • Selezionate specie appropriate al luogo, seguendo microclima, tipologia e acidità del suolo ecc.. • Imparate quando raccogliere diversi tipi di prodotti dall’orto.

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


3-6 ANNI

Cura del suolo

COLTIVARE CIBO

• Osservate come gli scarti di cibo posti sopra al cumulo di compost gradualmente si trasformano in compost (che ha un aspetto di suolo nero). • Toccate e annusate suolo sano e fertile.

D

• Raccogliete materiali per nutrire il cumulo di compost/vermicompost.. • Aiutate a raccogliere compost fatto in casa e spargetelo attorno alle piante per nutrirle. • Cantate una canzone sul compost, come quella sul sito CiP. • Ascoltate racconti sul suolo e le comunità di microrganismi che ci vivono. • Imparate che il compost è utile alle piante e le aiuta a crescere. • Scoprite come gli avanzi di cibo si trasformano gradualmente in compost. • Imparate l’utilità di coprire il suolo con pacciame, per nutrire i lombrichi e mantenere l’umidità del suolo.

7-12 anni

Cura del suolo • Osservate, annusate e toccate il suolo in salute, mettendolo a confronto con del suolo degradato (ad es. suolo da un prato naturale e suolo da un campo intensamente lavorato) • Osservate gli strati in un contenitore per il compost o in una ‘torre di lombrichi’ (ad es. realizzando un lato trasparente) per vedere in che modo la materia organica si trasforma in compost.

Suggerimenti di Attività

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• Identificate le creature nel compost (ad es. realizzando schede con disegni, nomi e spiegazione del ruolo di una particolare creatura). • Realizzate un esperimento scientifico mettendo a confronto diversi modi di fare compost: ad es. sott’acqua o all’aria aperta; con tutte le parti ‘verdi’ insieme oppure con stratificazioni di materia ‘verde’ e ‘marrone’; al sole o all’ombra; con o senza aggiunta di lombrichi; aggiungendo microrganismi effettivi o vermicompost; utilizzando un contenitore grande o piccolo; compostando con il calore ecc. Analizzate l’esperimento una volta alla settimana per due mesi o più. Confrontate odore, colore, mosche, velocità di decomposizione ecc. • Usate pacciamatura verde per migliorare il suolo tra una coltura e l’altra. • Fate una ‘festa del compost’ per celebrare il risultato ottenuto. • Gioco di ruolo sul suolo: ognuno impersona un elemento del suolo (ad es. particelle di argilla/sabbia/limo, acqua, aria, materia organica, radici delle piante, funghi, batteri); poi si mettono in scena le interazioni tra i vari elementi in diversi tipi di suolo (compatto, asciutto, umido, ricco…). Nel suolo compatto non c’è aria. Finite con la creazione di un perfetto mix per la crescita che sia per ¼ aria, ¼ acqua, 10% materia organica e 40% minerale. • Scoprite come le ‘erbacce’ sono indicatori delle condizioni del suolo e possono risanare il suolo degradato (crescendo velocemente, proteggendo e nutrendo la terra nuda). • Discutete l’importanza del suolo fertile e i diversi modi per ottenerlo (ad es. fertilizzanti, letame, piante azoto-fissatrici, compost). • Ricercate perché si usa lavorare il suolo (arare, fresare ecc.), quali sono gli effetti della lavorazione e come possiamo ridurla utilizzando varie piante, non calpestando il suolo, pacciamando ecc.

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3-6 ANNI

Foreste commestibili

D

COLTIVARE CIBO

• Esplorate una foresta commestibile con varie piante che crescono insieme e notate gli odori, i suoni e le sensazioni al tatto. • Esplorate un bosco con varie piante che crescono insieme e notate gli odori, i suoni e le sensazioni al tatto. • Trapiantate molte piante diverse (alberi da frutto, arbusti, erbe, vegetazione di copertura del suolo) nella foresta commestibile che avete progettato. • Mangiate del cibo direttamente da una foresta commestibile. • Individuate alcune piante in una foresta commestibile, magari con l’utilizzo di carte d’identità/schede didattiche. • Create qualcosa di non commestibile da una foresta commestibile (ad es. coloranti naturali per tessuti, telai naturali, candele di cera d’api). • Disegnate i doni di una foresta commestibile nelle varie stagioni. • Ascoltate la storia, e ammirate le immagini nel libro ‘Mirabelle’s Forest Garden’ (di Ina Curic e Kelemen Kinga), di un bambino che riceve ispirazione e aiuto per la creazione di una foresta commestibile. • Condividete l’abbondanza della foresta commestibile facendo un picnic con bambole fatte a mano (utilizzando materiali e prodotti della foresta commestibile). • Familiarizzate con nuove parole come foresta commestibile, commestibile, velenoso. • Pronunciate i nomi di varie piante presenti nella foresta commestibile. 7-12 ANNI

Foreste commestibili • Osservate i vari livelli della foresta commestibile e metteteli a confronto con i livelli di un bosco (radici, copertura del suolo, erbe, arbusti, piccoli alberi, grandi

Suggerimenti di Attività

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• alberi, rampicanti, licheni). • Fate un gioco (ad es. utilizzando carte) collegando i bisogni con gli output di diversi elementi di una foresta commestibile. • Impegnatevi nella progettazione e piantumazione di una foresta commestibile. • Mantenete una foresta commestibile rimuovendo le protezioni per alberi giovani, potando, tagliando l’erba e trasformando gli ‘scarti’ in pacciamatura. • Valorizzate la biodiversità di una foresta commestibile attraverso un racconto o una canzone. • Visualizzate una camminata attraverso una foresta commestibile e la raccolta di vari tipi di piante, erbe, miele, radici e altro; raccogliendole in una bellissima cesta per condividerle con altre persone nella vostra comunità. • Sedete tranquillamente in una foresta commestibile ascoltando, disegnando, scrivendo poesie ecc. • Imparate cos’è una foresta commestibile e in che modo può soddisfare i nostri bisogni di cibo. • Analizzate ciascuno dei principi di permacultura per scoprire quali di essi ritrovate in una foresta commestibile. • Elencate i nomi e discutete gli utilizzi delle piante della foresta commestibile. 3-6 ANNI

Permacultura e animali • Visitate e osservate un sistema di apicoltura naturale. • Osservate la mungitura a mano di mucche, pecore o capre, e se interessati fate una prova. • Notate quello che mangiano gli animali selvatici, e l’aspetto delle loro dimore (nidi, tane).

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


COLTIVARE CIBO

• Costruite case per animali selvatici in un orto (ad es. un mucchio di foglie o di legna, una casa per uccelli). • Aiutate qualcuno nella cura degli animali (ad es. pesci, galline, lombrichi) in modo permaculturale. • Utilizzate prodotti o resti ritrovati di animali (piume, favi, uova da dipingere) per realizzare arte e oggetti vari.

D

• Riconoscete e date valore ai bisogni degli animali (ad es. non toccateli o trasportateli se non ne sono contenti). • Ringraziate, a parole o con un canto, gli animali che avete visitato e con cui avete passato tempo. • Considerate cosa rende felici gli animali, e cosa e come condividere con loro. 7-12 anni

Permacultura e animali • Osservate un allevamento in stile permaculturale di pesci, come in uno stagno naturale adattato all’ambiente circostante (gli educatori possono informarsi sul lavoro di Sepp Holzer). • Visitate un allevamento in cui animali domestici pascolano liberamente, osservando come sono progettate le loro abitazioni invernali, e confrontandole con allevamenti intensivi (ad es. pecore, mucche, capre, anatre, galline, porcellini d’India). • Fate esperienza delle possibili modalità di integrazione di animali nella fattoria/orto in modo che svolgano la loro funzione ecosistemica: ad es. fate pascolare le galline in un campo di patate dopo il raccolto, lasciandole rivoltare il suolo, apportare concime e rimuovere parassiti; o realizzate un prato fiorito per nutrire insetti impollinatori (come le api) che andranno ad impollinare anche i vostri alberi da frutto. • Create un habitat per gli animali selvatici in un terreno (ad es. uno stagno, un prato di fiori spontanei).

Suggerimenti di Attività

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• Create un habitat per gli animali selvatici in un terreno (ad es. uno stagno, un prato di fiori spontanei). • Prendetevi cura degli animali (pesci, galline, lombrichi, uccelli) rispettando le etiche di permacultura. • Create qualcosa a partire da un prodotto animale trovato in natura o in un orto (ad es. candele, spazzole, penne). • Ringraziate gli animali per tutte le cose che fanno per noi e gli altri esseri viventi. • Condividete idee e sentimenti riguardo alle etiche di allevamento di animali in un orto/giardino. • Imparate ciò che api e altri insetti fanno per noi e come possiamo prenderci cura di loro. • Ricercate i modi in cui popolazioni indigene (ad es. i Sami, i nativi americani) utilizzavano ogni parte di un animale (come il bufalo) per soddisfare molti loro bisogni (ad es. per vestiti, abitazioni, calzature, musica, imbarcazioni, cibo). Scoprite come le pratiche tradizionali delle popolazioni locali permettevano loro di ‘evitare di produrre rifiuti’ e di ‘usare e valorizzare risorse e servizi rinnovabili’. • Discutete la scelta di alcune persone di essere vegetariane e vegane, e quali potrebbero essere le alternative all’utilizzo di animali nell’orto e nella catena alimentare.

7-12 anni

Consociazioni vegetali e altri apportatori di nutrienti • Guardate una tabella di consociazioni vegetali. • Decidete quali consociazioni vegetali e apportatori di nutrienti, come specie azotofissatrici, accumulatori dinamici (cioè piante che accumulano nei loro tessuti importanti quantità di minerali assorbite da strati più o meno profondi del suolo tramite le loro radici) includere nell’orto (scegliete il posto con attenzione), poi seminatele/piantatele insieme (ad es. carote e cipolle

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


COLTIVARE CIBO

• oppure mais, fagioli e zucche). • Fate un gioco di abbinamenti per imparare quali piante aiutano al meglio altre piante. • Spezzettate piante apportatrici di nutrienti (azotofissatrici e accumulatori dinamici) e utilizzatele come pacciame nel resto dell’orto (ad es. la consolida).

D

• Celebrate i raccolti ottenuti da policolture di piante, e confrontateli con i raccolti di una monocultura. • Ascoltate un racconto sulle consociazioni vegetali, in cui le piante danno nutrimento ad altre piante. • Scoprite perché alcune piante sono fornite di noduli radicali azotofissatori. • Considerate perchè alcune persone coltivano varie piante insieme (in policolture).

Suggerimenti di Attività

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CAPITOLO V

ORGANIZZARE ATTIVITÀ Questo capitolo esemplifica come sviluppare i ‘suggerimenti di attività’ in attività complete, che includono la ‘semina’ dell’ispirazione, la ‘crescita’ e il ‘raccolto’. L’obiettivo è mostrare come un’attività possa abbracciare la pedagogia CiP, coinvolgendo ‘occhi, mani, cuore e testa’ dell’apprendimento olistico. Queste descrizioni dettagliate sottolineano anche i punti di contatto tra la scuola e il curriculum di permacultura, specificano l’ambientazione e la stagione appropriate e vengono messe in relazione a etiche e principi di permacultura. Anche se viene proposta una descrizione completa delle attività, è sempre possibile cambiare direzione soprattutto se sono i bambini a suggerirlo. I bambini potrebbero condividere idee o proporre ‘semi di ispirazione’ di possibili modifiche o di attività da svolgere anche in futuro; per questo troverete uno spazio chiamato ‘Ispirazioni’ dove poter appuntare idee e suggerimenti. La descrizione delle attività non è da intendersi come uno schema prefissato in cui l’insegnante descrive nei dettagli la lezione, sottolineando ciò che gli studenti impareranno quel giorno ma piuttosto un sentiero di apprendimento flessibile capace di seguire gli interessi dei bambini con un’apertura verso possibili sviluppi che supportino la loro motivazione e il loro coinvolgimento. Le attività proposte sono state sperimentate da educatori provenienti da diverse zone climatiche e da vari sistemi educativi, e integrate con i riscontri ricevuti da bambini e insegnanti; possono quindi essere applicate in varie parti del mondo e forniscono molti spunti per coinvolgere i bambini nella permacultura. Queste attività coprono tutte e sei le aree tematiche del curriculum CiP, da ‘Introduzione alla permacultura’ a ‘Permacultura sociale’. Invitiamo gli educatori a divertirsi, condividere e adattare le proposte al pro-

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prio contesto, prendendo ispirazione per creare le proprie lezioni, basate sui bisogni e sugli interessi dei bambini.

Organizzare attivitĂ

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V.1 INCONTRO CON IL BOSCO Di Gaye Amus

1. ETÀ

2. DIMENSIONE DEL 3. DURATA GRUPPO

4-7 anni

3-12 bambini

3 ore, inclusa una parte di gioco libero

4. BREVE DESCRIZIONE I bambini esplorano il bosco, scoprendo le etiche permaculturali di Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione e le loro applicazioni all’interno di una foresta. A seconda della fascia d’età

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


e delle precedenti esperienze del gruppo, l’educatore può scegliere di introdurre una sola etica per visita.

5. AREE TEMATICHE Area tematica

a

Argomento

3-6 anni

7-12 anni

INTRODUZIONE 1. Etiche e principi di permacultura ALLA PERMACULTURA 2. Connessioni 3. Suolo e roccia 4. Acqua

b

VIVERE LA NATURA

5. Piante e alberi 6. I regni animali, funghi e batteri 7. Aria

c

PROGETTAZIONE 8. Progettare

d

COLTIVARE CIBO

e

AMBIENTE 11. Costruzioni COSTRUITO E UTILIZZO DELLE 12. Saggio utilizzo dei doni della natura RISORSE

f

PERMACULTURA 14. La mia comunità SOCIALE

9. Coltivare cibo 10. Preparare il cibo

13. Il mio corpo, il mio cuore, la mia testa 15. La nostra famiglia umana

6. MATERIE CORRELATE Matematica / Lingue (Italiano) / Scienza / Scienze sociali / Arte (Musica…) / Salute e benessere

7. STAGIONE Primavera europea / Estate europea Autunno europeo / Inverno europeo

Incontro con il bosco 101


8. AMBIENTAZIONE Bosco - Quest’attività può essere adattata a qualsiasi tipo di ambiente naturale

9. PIANIFICAZIONE OLISTICA • Osservare, toccare e annusare diverse parti del bosco, e il bosco nella sua interezza. Cosa noteranno i bambini? • Toccare il suolo del sottobosco. • Giocare con il fango, con il suolo e/o con l’acqua. • Scoprire il parco giochi naturale all’interno del bosco. • Ammirare la natura, connettendosi e prendendosi cura degli esseri viventi. • Prima di lasciare il bosco, salutarlo con una canzone. • Scoprire cosa può essere fatto nella foresta, prendendosi allo stesso tempo cura dell’ambiente.

10. PREPARAZIONE DI MATERIALI E RISORSE a) Materiali e strumenti necessari: • Un materassino ad ognuno per sedersi. • Un telone protettivo in caso di pioggia. • Varie lenti d’ingrandimento. • Uno spuntino da condividere, preferibilmente raccolto dall’orto (ad es. carote, a seconda della stagione). • Tre cartellini di legno, ognuno con incisione e illustrazione di un’etica della permacultura. b) Come preparare lo spazio e/o le persone:

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


Prima di portare i bambini nel bosco, assicuratevi che lo spazio sia libero da qualsiasi tipo di spazzatura e che non ci siano grandi rami spezzati che penzolano dagli alberi. In caso di pioggia può essere predisposto un telo in anticipo. Si può scegliere un luogo delimitato chiaramente, oppure si possono delinearne i confini con un materiale ecologico.

11. Descrizione SEMINA Per i bambini, questa è la prima esperienza di gruppo nel bosco. Prima di lasciare l’asilo/scuola per una camminata nel bosco, i bambini sono invitati a formare un cerchio, salutarsi e contare i presenti. L’educatore fa presente che questo numero sarà lo stesso prima di lasciare il bosco. I bambini possono prendersi il loro tempo lungo il cammino e, se lo vogliono, fermarsi per osservare cose/eventi interessanti. L’educatore accompagna i bambini nel luogo scelto all’interno del bosco, dove tutti siedono in cerchio sui materassini.

CRESCITA Il cartellino con l’etica ‘Equa condivisione’ viene mostrato ai bambini mentre condividono equamente lo spuntino. Finito lo spuntino, si chiede ai bambini di fingersi un grande millepiedi, del quale l’educatore sarà la testa e i bambini saranno le varie zampe. Il millepiedi cammina per il perimetro dell’area nella quale si può giocare. Quando i bambini ritornano nel cerchio, l’educatore mostra il cartellino ‘Cura della terra’ e pone una domanda come: “Mentre giocate, se usate foglie o rami, come potete assicurarvi di non fare del male alle altre piante?” Ascoltate una per una le idee dei bambini, mentre il secondo educatore le annota in modo da poterle riprendere in seguito. Può essere interessante seguire lo sviluppo delle loro idee nel corso di successive visite al bosco. L’ultimo cartello ‘Cura delle persone’ viene introdotto con il gio-

Incontro con il bosco 103


co ‘Un due tre dove sei te?’, che funziona in questo modo: i bambini trovano un nascondiglio all’interno dell’area di gioco mentre uno degli educatori conta ad occhi chiusi. Il secondo educatore si nasconde come i bambini e li tiene d’occhio. Finita la conta, il primo educatore grida “Un due tre, dove sei te?” e tutti i nascosti rispondono “Un due tre, eccomi qua!”. L’educatore può quindi chiedere: “Un due tre, mostratevi a me!”, al quale i bambini rispondono uscendo dal nascondiglio e ripetendo: “Un due tre, eccomi qua!”. Dopo aver giocato un pò di volte, radunatevi nuovamente. Spiegate ai bambini che mentre stanno giocando liberamente all’interno dei confini stabiliti, il gioco può continuare in ogni momento, in questo modo possiamo prenderci cura di tutti. Ora, i bambini possono trascorrere il tempo giocando liberamente nel bosco. L’educatore osserva, interagisce e, se i bambini vogliono esplorare più in profondità, può offrire loro delle lenti d’ingrandimento.

RACCOLTO Prima che sia tempo di andarsene, i bambini vengono invitati a stare in cerchio e, a turno, a raccontare al gruppo cosa è piaciuto dell’attività e come si sentono. Potreste anche cantare una canzone di saluto per ringraziare il bosco e gli altri membri del gruppo per il tempo passato insieme. In gruppo, contate tutti i bambini per assicurarvi che tutti siano presenti e assicuratevi che l’area in cui si è giocato sia lasciata com’era, o in condizioni ancora migliori.

12. ETICHE E PRINCIPI DI PERMACULTURA I bambini vedono, sentono e fanno esperienza delle tre etiche durante tutta la durata delle attività. Cura della terra tramite il modo in cui viene trattato il bosco, non lasciando alcuna traccia dietro di sé e prendendosi cura delle piante e degli altri esseri viventi. Cura delle persone è messa in pratica con la creazione di un ambiente di gioco ed esplorazione sicuro e nel prendersi cura l’uno dell’altro. Inoltre, chiedere riscontri e condividere sentimenti aiuta

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


ad assicurarsi che ci sia Cura delle persone. Equa condivisione viene vissuta tramite la condivisione del cibo. • Evita di produrre rifiuti: nel bosco, si presta attenzione a non produrre rifiuti e non ci si lascia dietro immondizia. • Osserva e interagisci: l’educatore osserva i bambini, poi interagisce. • Reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo: nel bosco, bambini ed educatori possono trovarsi in situazioni (come variazioni meteorologiche, conflitti ecc.) in cui serve reagire ed usare in modo creativo i cambiamenti che avvengono. • Lavora con, non contro, la natura: stare nel bosco richiede di collaborare con la natura ed essere consapevoli delle nostre azioni in modo da mantenere l’armonia del luogo. • Tutto sta coltivando (o ha un effetto sul suo ambiente): il bosco ha un effetto sui bambini, aiutandoli a fiorire con aria fresca, spazio e nuovi stimoli.

13. ISPIRAZIONE

14. IDEE PER ARRICCHIRE L’APPRENDIMENTO E L’ESPERIENZA Durante ciascuna visita al bosco, il modo in cui i bambini passano il tempo (ad esempio, come vengono trattati gli insetti) può essere collegato a un’etica. Diversi aspetti di ciascuna etica potrebbero apparire gradualmente col passare del tempo, mentre i bambini con-

Incontro con il bosco 105


tinuano ad esplorare i boschi. Alcune delle attivitĂ e dei giochi descritti possono essere ripetuti nelle visite al bosco successive, basandosi sulle osservazioni e gli interessi dei bambini. Gli educatori possono trarre molte idee e ispirazioni dai bambini. I cartelli con le etiche possono essere appesi a un albero per tenere presente che, mentre giochiamo, ci prendiamo cura della terra e delle persone e condividiamo equamente. Se i bambini sentono di aver fatto qualcosa che vogliono condividere con gli altri, possono indicare un cartello e parlarne, ad es. “Oggi ho praticato la Cura delle persone prendendomi cura del mio amicoâ€?.

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V.2 OCCHIO AL CIBO Di Tereza Velehradská e Valentina Cifarelli

1. ETÀ

2. mensione del gruppo

3. Durata

Da 10 anni in su

Dai 2 ai 14 bambini per adulto

3 o più ore

4. BREVE DESCRIZIONE “Occhio al cibo” ha l’obiettivo di far conoscere ai bambini la rete globale del cibo: scegliendo una ricetta e andando a fare la spesa, possono scoprire la provenienza dei vari alimenti e discutere le scelte etiche che li riguardano. Divisi in gruppi, cooperano e lavorano in squadra mentre prendono decisioni, cucinano e condividono il cibo. I bambini possono scoprire le sorprendenti relazioni che il cibo crea tra paesi e persone in tutto il pianeta.

Occhio al Cibo 107


5. AREE TEMATICHE Area tematica

a

Argomento

3-6 anni

7-12 anni

INTRODUZIONE 1. Etiche e principi di permacultura ALLA PERMA2. Connessioni CULTURA 3. Suolo e roccia 4. Acqua

b

VIVERE LA NATURA

5. Piante e alberi 6. I regni animali, funghi e batteri 7. Aria

c

PROGETTAZIONE

d

COLTIVARE CIBO

8. Progettare 9. Coltivare cibo 10. Preparare il cibo

e

AMBIENTE 11. Costruzioni COSTRUITO E UTILIZZO DELLE 12. Saggio utilizzo dei doni della natura RISORSE

f

PERMACULTURA SOCIALE

13. Il mio corpo, il mio cuore, la mia testa 14. La mia comunità 15. La nostra famiglia umana

6. SCHOOL THEME Matematica / Lingue (italiano) / Scienza (biologia, chimica, fisica) Scienze sociali / Economia domestica (cucinare, cucire ecc.) / Salute e benessere

7. STAGIONE Qualsiasi

8. AMBIENTAZIONE Interna e negozio locale

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


Opzionale: orto o giardino

9.PIANIFICAZIONE OLISTICA • Individuare i vari ingredienti presenti nel cibo • Assaggiare cibi diversi. • Andare a fare la spesa. • Andare in un negozio a comprare cibo che rispetti le etiche di permacultura Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione. • Raccogliere e preparare un pasto o una merenda. • Mettere in relazione le etiche e la provenienza del cibo. • Relazionarsi alle persone del luogo (ad es. i negozianti) chiedendo come stanno e augurando loro una buona giornata. • Comprendere l’importanza di usare la minima quantità possibile di risorse non rinnovabili (incluso il petrolio). • Mettere a confronto l’impatto ambientale del cibo locale, fresco e biologico e di quello industriale. • Discutere quali cibi sono il miglior esempio di Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione (quelli con meno confezioni, quelli che hanno viaggiato per meno chilometri, liberi da sostanze chimiche ecc.).

10. PREPARATION OF MATERIALS AND RESOURCES a) Materiali e strumenti necessari: Ogni gruppo ha bisogno di: • 1 foglio di lavoro (vedi l’appendice). • denaro (abbastanza da poter acquistare gli ingredienti per la ricetta scelta). • 1 matita/penna. • 1 borsa in tela per la spesa. • una scelta di 2-4 ricette che possono preparare o adattare. Inoltre, ai bambini servirà una cucina (o un fornello da campeggio) con strumenti e spazi adeguati alla ricetta scelta.

Occhio al Cibo 109


b) Come preparare lo spazio e/o le persone Informate il/i negoziante/i di una possibile visita. Assicuratevi che ci siano abbastanza adulti per la camminata fino al negozio: se possibile, uno per gruppo. Chiarite fin da subito che loro sono presenti per aiutare, se necessario, non per dare consigli. Assicuratevi che i bambini: • abbiano un certo livello di conoscenza delle etiche di permacultura; • abbiano i permessi richiesti.

11. Descrizione SEMINA L’educatore suggerisce ai bambini di lavorare in gruppo, scegliendo una ricetta, adattandola ai loro ingredienti, strumenti, al numero di bambini e a particolari necessità alimentari. L’obiettivo è preparare un pasto o una merenda che soddisfi le etiche di Cura delle persone, Cura della terra ed Equa condivisione. Bambini ed educatori possono parlare di quale sia il modo migliore per farlo: ad esempio, raccogliendo piante spontanee del luogo, piante coltivate in un orto e/o acquistate in un negozio. In quest’ultimo caso, il cibo dovrebbe essere il più locale e di stagione possibile, e il tempo e il denaro per farlo saranno limitati. Se è possibile ottenere cibo in un luogo diverso da un negozio, capite come farlo secondo le vostre possibilità. Gli educatori possono lasciare aperte diverse possibilità e lasciare le decisioni ai bambini. Se necessario, dividetevi in gruppi più piccoli di circa 3-5 bambini.

CRESCITA Anche se i bambini decidono di raccogliere cibo da un giardino o dall’ambiente naturale circostante, normalmente per preparare un pasto serviranno altri ingredienti da un negozio. Per questa parte dell’esercizio, ogni gruppo inizia con le stesse risorse: la stessa quantità di denaro, una borsa della spesa, un foglio di lavoro e una matita. Il foglio di lavoro nell’appendice qui sotto

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


aiuta i bambini a ricercare nei dettagli la provenienza del cibo. Date a ciascun gruppo il foglio, il denaro, la matita e la borsa, spiegando quanto tempo e denaro hanno a disposizione. Se possibile, i gruppi possono scegliere strategie e luoghi differenti, oppure possono tutti andare nello stesso negozio. È preferibile che ci sia un accompagnatore adulto per ciascun gruppo. Pensate alle norme di comportamento mentre visitate un negozio, decidete dove incontrarvi al termine della visita e accordatevi riguardo allo stare con il resto del gruppo.

RACCOLTO Quando i gruppi si ritrovano, presentano agli altri gruppi il cibo che hanno scelto e quanto è costato. Quindi i bambini possono valutare quali scelte costituiscono i migliori esempi di Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione. In Cura della terra, si possono incoraggiare i bambini a considerare questioni come: “Chi ha utilizzato la minor quantità di petrolio?” (dal momento che il petrolio viene utilizzato in confezionamento, spedizione, fertilizzanti, pesticidi, trattori

Occhio al Cibo 111


e molto altro). Pensando a Cura delle persone, la discussione potrebbe riguardare gli effetti del prodotto sui produttori e sui consumatori. I bambini possono creare classifiche dei prodotti in base alle diverse etiche. Quali sono, secondo loro, le scoperte più interessanti?

CRESCITA I bambini continuano a lavorare con lo stesso gruppo nella preparazione di un pasto o una merenda con gli ingredienti acquistati o raccolti.

RACCOLTO I bambini consumano il pasto o la merenda insieme, celebrando il cibo e ciò che hanno imparato.

12. ETICHE E PRINCIPI DI PERMACULTURA • Cura della terra: le scelte riguardo al cibo hanno un effetto sull’ambiente. I bambini possono scoprire come prendersi cura della Terra attraverso le loro scelte alimentari. • Cura delle persone: i bambini considerano il modo in cui ciascun cibo soddisfa l’etica di Cura delle persone. Se le differenze di prezzo creano curiosità, si può discutere come il cibo locale, biologico o equo e solidale sia benefico per le persone (sia produttori che consumatori). • Equa condivisione: i bambini discutono come ogni cibo sia connesso con l’equa condivisione e come le decisioni riguardo ciò che mangiamo abbiano un effetto sulle persone e sugli altri esseri viventi. I bambini possono assicurarsi che ogni membro del gruppo abbia una giusta quantità del cibo che stanno mangiando. • Osserva e interagisci: questa attività spinge i bambini ad osservare, pensare e pianificare prima di agire. Inoltre, prestare attenzione alle etichette e al confezionamento è importante per completare il foglio di lavoro. I bambini possono anche osservare la diversa qualità del cibo proveniente da fonti diverse.

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


• Usa e valorizza risorse e servizi rinnovabili: questo principio di permacultura ci incoraggia ad utilizzare risorse e servizi rinnovabili per permettere ai sistemi di continuare a funzionare bene. Per i bambini, può essere interessante e fonte d’ispirazione pensare alla provenienza del loro cibo e a quanto petrolio (una risorsa non rinnovabile) è stato utilizzato per trasportarlo. • Evita di produrre rifiuti: considerando la Cura della terra, i bambini possono riflettere sulla quantità di rifiuti prodotti per portare il cibo sulle nostre tavole e se queste risorse vengano restituite al ciclo dei nutrienti, ad esempio attraverso le confezioni. • Tutto sta coltivando: diventare consapevoli del fatto che le scelte delle persone possono influenzare la natura (e le altre persone) in molti modi diversi, persino dall’altra parte del pianeta.

13. Ispirazione

14.Idee per arricchire l’apprendimento e l’esperienza Se i bambini mostrano interesse, in lezioni future si può realizzare una mappa della provenienza del loro cibo; imparando di più riguardo a commercio equo e solidale, cibo biologico, impronta ecologica, petrolio, e molto altro. I bambini possono scoprire le sorprendenti relazioni che il cibo crea tra i paesi di tutto il mondo; osservando come il cibo possa creare una mappa di risorse, introducendo i concetti di interdipendenza e globalizzazione attraverso la geografia del cibo.

Occhio al Cibo 113


APPENDICE: il foglio di lavoro può avere questo aspetto: La vostra missione è:

Esaminate il cibo del negozio

1) Acquistare tutto ciò che vi serve per seguire la ricetta scelta dal vostro gruppo e approvata dal vostro insegnante. Fissate una quantità di denaro da spendere, ma non serve che la utilizziate necessariamente tutta. Oltre agli ingredienti per la ricetta, potreste comprare qualcosa da bere. Quello che scegliete dipende da voi.

Prodotto acquistato

Paese di provenienza

Perché lo abbiamo comperato

2) Nella sezione frutta e verdura, scoprite quale frutto o verdura viene da più lontano, e quale da più vicino. Scrivete il tipo di frutto e il paese di provenienza.

IL PIÙ LONTANO: IL PIÙ VICINO: 3) Nella sezione latticini, ci sono prodotti impacchettati con materiali riciclati? PRODOTTO: TIPO DI CONFEZIONE: 4) Nella sezione dolciumi, quale confezionamento è il miglior esempio di Cura della terra, e qual è il peggiore (secondo voi)? IL MIGLIOR CONFEZIONAMENTO: PERCHÉ?

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IL PEGGIOR CONFEZIONAMENTO: PERCHÉ?

Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


V.3 BIOMIMESI - IMITAZIONE DEI COLORI Di Tereza Velehradská, ispirato da Gaye Amus e Lenka Babáčková

1. Età

2. Dimensione del gruppo

3. DurATA

Dai 5 anni in su

2-14 bambini per adulto

45 - 90 minuti

4. BREVE DESCRIZIONE I bambini scoprono come gli animali si adattano al proprio ambiente e provano a camuffarsi le mani a vicenda usando vari colori. Può essere un’attività a sé stante, oppure un ponte verso attività più complesse riguardanti il ripetersi in natura di forme/modelli, sui materiali ecc.

Biomesi - Imitazione dei Colori 115


5. AREE TEMATICHE Area tematica

a

Argomento

3-6 anni

INTRODUZIONE 1. Etiche e principi di permacultura ALLA PERMA2. Connessioni CULTURA 3. Suolo e roccia 4. Acqua

b

VIVERE LA NATURA

5. Piante e alberi 6. I regni animali, funghi e batteri 7. Aria

c

PROGETTAZIONE

d

COLTIVARE CIBO

8. Progettare 9. Coltivare cibo 10. Preparare il cibo

e

AMBIENTE 11. Costruzioni COSTRUITO E UTILIZZO DELLE 12. Saggio utilizzo dei doni della natura RISORSE

f

PERMACULTURA SOCIALE

13. Il mio corpo, il mio cuore, la mia testa 14. La mia comunità 15. La nostra famiglia umana

6.MATERIE CORRELATE Scienze (biologia, chimica, fisica) / Arte/ Lingue (italiano) Scienze sociali / Matematica

7. STAGIONE Primavera europea / Estate europea / Autunno europeo

8. AMBIENTAZIONE Bosco / Orto,giardino

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione

7-12 anni


9. PIANIFICAZIONE OLISTICA • Osservare i colori di piante e animali in natura. • Pitturarsi le mani a vicenda per ‘armonizzarle’ all’ambiente circostante e sviluppare il senso estetico. • Ammirare gli animali e lasciarsi ispirare dalle loro abitazioni. • Mettersi in connessione tra membri del gruppo/amici mentre si dipingono le mani. • Informarsi su camuffamenti e biomimesi.

10. PREPARAZIONE DI MATERIALI E RISORSE a) Materiali e strumenti necessari: • Immagini di circa 3 animali con colorazioni mimetiche che il vostro gruppo di bambini potrebbe conoscere, ad esempio una farfalla (con ali che assomigliano agli occhi di un mammifero) o un cerbiatto (che ha i colori del sottobosco). Potete stampare le foto e inserirle in buste di plastica trasparente, oppure utilizzare un libro con immagini grandi. • Un telo colorato e decorato, abbastanza grande da far sedere tutti i bambini (oppure vari lenzuoli piccoli, a seconda della dimensione del gruppo e dei materiali disponibili). • Amido, acqua e coloranti naturali o pittura per le dita (di colori che combacino con quelli del telo), vasetti, acqua e pennelli. • Acqua e sapone ecologico (o simili) per lavarsi le mani alla fine. • Una piuma (preferibilmente di una specie locale, spesso si trovano per terra).

Biomesi - Imitazione dei Colori 117


b) Come preparare lo spazio e/o le persone: Esaminate il luogo in anticipo per valutare eventuali rischi e benefici; e cercate esempi di uccelli, insetti e altri animali (e dei loro ripari)..

11. Descrizione SEMINA Educatori e bambini raggiungono il luogo prescelto (è possibile svolgere questa attività in un bosco, un giardino, un parco o simili). Il gruppo si dispone in cerchio, l’educatore prende una piuma e dice: “L’altro giorno un’amica mi ha fatto una domanda interessante: sai perchè le piume degli uccelli nei nostri boschi sono soprattutto marroni o nere? Ho cercato di indovinare, potete provarci anche voi?” È interessante ascoltare le idee dei bambini; un secondo educatore potrebbe prendere nota e vedere se emergono nuove idee o possibili attività riguardo a uccelli, ripari, nidi o altri spunti interessanti.

CRESCITA Se i bambini riescono ad indovinare o condividono qualcosa che già sanno (ad esempio risposte come “per nascondersi”, “per non essere visti” o “per evitare di essere mangiati”) si può continuare dicendo: “Sì, questo è quello che ho scoperto anch’io” e condividere la gioia di questa scoperta. Potete introdurre parole come “mimesi” e “camuffamento”. L’educatore può chiedere se conoscono altri animali, insetti o le loro tane che si mimetizzano nei boschi, e i bambini possono cercare nei dintorni animali o ripari di diverso tipo.

SEMINA A bambini più grandi, l’educatore può mostrare immagini di animali con colori mimetici, spiegando che la “biomimesi” è la copia da parte dell’uomo di quello che vede in natura, ad esempio utiliz-

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zando colori che mimetizzano. I bambini potrebbero essere interessati ad approfondire l’argomento.

CRESCITA Il gruppo può preparare colori con amido, acqua e coloranti alimentari, coloranti vegetali dal giardino/orto, fango e altri materiali naturali dai boschi. I bambini vengono invitati, a coppie, ad aiutarsi a vicenda nella mimetizzazione delle mani su tronchi d’albero, muschio o altre superfici in modo tale da renderle il più possibile invisibili. Al posto di superfici naturali, i bambini possono anche mimetizzare le mani sul telo decorato.

RACCOLTO I bambini vengono invitati a condividere i loro “lavori artistici” camminando fino alla superficie che hanno scelto e appoggiandovi le mani. È utile raccogliere i riscontri dei bambini riguardo alla loro esperienza e a quello che hanno imparato da questa attività.

12. Etiche e principi di permacultura • Cura della terra: i bambini si connettono al bisogno degli animali di mimetizzarsi. L’utilizzo di vernici e coloranti naturali aiuta a prendersi cura della terra. • Cura delle persone: i bambini si colorano le mani a vicenda, prendendosi in questo modo cura gli uni degli altri. Dare ai bambini l’opportunità di imparare e condividere quello che hanno appreso è un altro esempio di Cura delle persone. • Osserva e interagisci: i bambini devono osservare motivi e modelli per riprodurli sulle proprie mani. • Integra invece di separare: scoprire come alcune piante, ani-

Biomesi - Imitazione dei Colori 119


mali e tane sono fatti in modo da sembrare completamente integrati nel loro ambiente. • Usa e valorizza la diversità: scoprire che gli animali utilizzano molti ambienti diversi per nascondersi, e che un ambiente vario può offrire più rifugi per gli animali e più risorse per le persone. • Reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo: rendersi conto che lavorare con la natura, ad esempio usando diversi tipi di colori naturali, può portare a buoni risultati. • Lavora con, non contro, la Natura: i bambini scoprono che per gli animali è vantaggioso mimetizzarsi con il proprio habitat e/o avere case mimetiche. Imparano inoltre a creare qualcosa in accordo con l’ambiente (per quanto riguarda colori, forme ecc.).

13. Ispirazioni 14.Referenze La ricetta per realizzare pittura a partire dall’amido viene da questo sito: http://www.i-creative.cz/2015/01/22/navod-na-prstove-barvy/

15.Idee per arricchire l’apprendimento e l’esperienza Per esplorare più in dettaglio l’argomento della biomimesi, i bambini più grandi possono ricreare un modello naturale realizzando qualcosa (un oggetto,una costruzione). Potrebbero individuare i modelli che si trovano in natura, le funzioni svolte da questi modelli e considerare se gli esseri umani li hanno replicati per altri usi. Per esempio, i peli ruvidi della pianta nota come ‘attaccamani’ o ‘attaccaveste’ (Galium aparine) sono stati imitati per realizzare il velcro.

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V.4 MAPPA DEL TESORO Di Lusi Alderslowe

1. ETÀ

2. DIMENSIONE DEL GRUPPO

3. DuratA

8-11 anni

4-12 bambini per adulto

2 ore più una parte di gioco libero

4. BREVE DESCRIZIONE In questa attività i bambini esplorano il loro senso dell’orientamento e la lettura e realizzazione di mappe. Questo li aiuta a familiarizzare con la creazione e l’utilizzo di mappe prima che inizino a progettare uno spazio all’aperto. Le attività comprendono il racconto di una storia, il disegno di una mappa in gruppo e l’utilizzo della mappa per cercare il tesoro.

Mappa del Tesoro 121


5. Aree tematiche Area tematica

a

Argomento

3-6 anni

7-12 anni

INTRODUZIONE 1. Etiche e principi di permacultura ALLA PERMA2. Connessioni CULTURA 3. Suolo e roccia 4. Acqua

b

VIVERE LA NATURA

5. Piante e alberi 6. I regni animali, funghi e batteri 7. Aria

c

PROGETTAZIONE

d

COLTIVARE CIBO

8. Progettare 9. Coltivare cibo 10. Preparare il cibo

e

11. Costruzioni AMBIENTE COSTRUITO E UTILIZZO DELLE 12. Saggio utilizzo dei doni della natura RISORSE

f

PERMACULTURA SOCIALE

13. Il mio corpo, il mio cuore, la mia testa 14. La mia comunità 15. La nostra famiglia umana

6.MATERIE CORRELATE Nella scuola per la quale è stata creata questa attività, la Gatehouse School in Scozia, l’orientamento è parte del programma scolastico. Si può collegare anche a: Matematica / Lingue (italiano) / Scienze / Scienze sociali / Educazione fisica

7. STAGIONE Qualsiasi

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8. AMBIENTAZIONE Bosco / Orto,giardino

9. HOLISTIC PLANNIG • Osservare un ambiente boschivo locale e biodiverso. • Seguire la creazione di una mappa. • Giocare in un ambiente boschivo locale e biodiverso. • Disegnare e utilizzare una mappa. • Passare il tempo in connessione con il bosco, risvegliando il senso di mistero e avventura. • Ascoltare un racconto e condividere le proprie esperienze riguardo al perdersi nei boschi. • Imparare le basi della lettura e della realizzazione di mappe: visuale a volo d’uccello, scala, punti cardinali, titoli, legenda. • Condividere precedenti conoscenze a proposito di mappe.

10. PREPARAZIONE DI MATERIALI E RISORSE a) Materiali e strumenti necessari: • Tesori in sacchetti di diversi colori (rossi, gialli, blu, viola…). Il numero di sacchetti dipende dal numero di bambini e dalle dimensioni del gruppo, all’incirca un sacchetto ogni 2-6 bambini. Meglio se ogni sacchetto ha lo stesso contenuto, ad esempio frutta secca da condividere oppure oggetti naturali (ad esempio ciottoli lucidi, pigne e foglie). • Nascondete i sacchetti del tesoro in varie parti dell’area prescelta, e prendete nota dei nascondigli disegnando per voi stessi una bozza di mappa del luogo, segnando una X dello stesso colore di ogni sacchetto. ‘Nascondete’ i tesori in luoghi semplici da trovare all’interno dei confini della zona prescelta, che pos-

Mappa del Tesoro 123


• •

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siate segnalare facilmente sulla vostra bozza e per i quali poter dare semplici istruzioni; ad esempio: “andate all’incrocio dei due sentieri, poi fate 10 passi verso Nord”. Segnate precisamente la posizione di ogni sacchetti (inclusi i numeri di passi) sulla bozza, come promemoria per voi stessi. Per bambini più piccoli, usate sacchetti più grandi e nascondeteli in posti molto semplici, direttamente accanto a grandi punti di riferimento (piuttosto che a molti passi di distanza). 1 o 2 fogli di carta di grandi dimensioni (ad es. A2), una tavola (per appoggiare i fogli), matite e pennarelli colorati. 3 cartellini di legno con scritte e rappresentate le tre etiche della permacultura. Ad esempio, Cura della terra potrebbe avere il disegno di un albero e, sulla faccia opposta, un diverso modo per esprimere la stessa etica (ad es. “Prenditi cura della natura”). Cura delle persone potrebbe essere rappresentata da un gruppo di persone che ballano e, sul lato opposto, la scritta “Prenditi cura degli altri e di te stesso”. Equa condivisione può essere disegnata come una torta con una fetta mancante e la scritta “Condividi ciò che hai in più” dall’altra parte. Equipaggiamento di sicurezza adeguato alla vostra situazione, come: cellulari carichi, valutazioni di rischio, procedure d’emergenza, moduli medici, kit di primo soccorso ecc. Se c’è rischio di pioggia, potrebbe essere utile portare uno o due teloni a seconda di come i gruppi sono suddivisi. Se i bambini non hanno ancora familiarità con i punti cardinali, un grande cartello di legno (15-30 cm di diametro) può essere decorato con N, S, E, O nelle giuste direzioni e tenuto al centro come punto di riferimento. Mappa su larga scala dell’area locale, circa una mappa ogni 6 bambini.

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Come preparare lo spazio e/o le persone: Un bosco locale ad alta biodiversità con un’area libera per sedersi. Controllate il luogo prima dell’attività per rimuovere oggetti pericolosi (ad es. Siringhe, bottiglie rotte) e fate una valutazione dei rischi. I partecipanti possono portare acqua, cibo sano e vestiario appropriato. Assicuratevi che ai bambini siano chiari i confini della zona prima che inizi l’attività camminando lungo il confine o giocando al gioco ‘Un due tre, dove sei te?’ (trovate una descrizione di questo gioco nell’attività 5.1 ‘Incontro con il bosco’).

11. Descrizione SEMINA • Iniziate l’attività con un breve benvenuto, apprezzando la bellezza del luogo e delle persone con cui ci troviamo. • Le etiche di permacultura: una volta seduti in cerchio, mostrate i cartellini di legno con le tre etiche. • A turno, prendete i cartellini con le tre etiche e chiedete ai bambini cosa significano rispetto a ciò che faremo oggi insieme. Ad esempio, Cura della terra potrebbe significare ‘non fate del male ad animali e piante viventi’, Cura delle persone potrebbe diventare ‘Non faremo del male al prossimo, e rispetteremo i sentimenti degli altri’; ed Equa condivisione può essere espressa con ‘condivideremo equamente ciò che troveremo, e ci assicureremo di dare a ciascuno lo stesso tempo per parlare’. • Racconto. Se possibile, è bene utilizzare una storia personale (dall’infanzia dell’educatore) che sia rilevante e aiuti a connettersi ai bambini. Se è difficile pensare a una vostra storia, potete usare o adattare la seguente, realmente accaduta, dall’infanzia di Lusi Alderslowe.

Mappa del Tesoro 125


“Quando avevo più o meno la vostra età (8-12 anni), sono stata a un evento sull’orientamento. Mio padre e mio fratello presero una strada lunga e io e la mia mamma adottiva scegliemmo un sentiero più corto di circa quattro chilometri, che avremmo dovuto percorrere in un’ora circa. Mia mamma teneva la mappa e provò a guidarmi verso ciascuno dei vari punti di riferimento. Guardava la mappa a lungo e poi diceva: ‘Ok, credo che ci troviamo qui, quindi dobbiamo andare… da quella parte’. Mi ricordo che una volta, nella direzione che stava indicando, c’era un cespuglio di rovi e ortiche. Avete presente quanto sono spinosi i rovi e le ortiche? Beh, mia madre pensò, dal momento che quella era la direzione, di entrare in mezzo al cespuglio, piuttosto che girargli attorno. Più tardi appresi che si può aggirare un roveto mirando a un punto fisso, per poi continuare verso l’obiettivo da quel punto. Ci volle molto tempo e a volte non eravamo sicure di dove ci trovavamo. Correre nel bosco è stato molto divertente, ma mi sentii molto confusa quando non arrivammo a destinazione. Alla fine, siamo riuscite a concludere il percorso e tornare al campo base, proprio quando stava scendendo il buio. Mio padre e mio fratello erano rientrati da ore, e un gruppo di persone era partito per cercarci! Dopo quella giornata, decisi di imparare a leggere una mappa e in poco tempo fui in grado di farlo. Da allora, non mi sono più persa. Anche mia madre ha imparato a leggere le mappe e adesso entrambe amiamo camminare e scalare montagne, sia insieme che da sole, seguendo le mappe per aiutarci a trovare strade nuove e sicure”.

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


Dopo aver raccontato la storia chiedete: • “Qualcuno di voi si è mai perso?” Ascoltate alcune storie di smarrimenti. • “Come possiamo evitare di perderci?” Ascoltate qualsiasi suggerimento utile e invitate i bambini a chiarire perché i loro suggerimenti sono utili (ad es. “Perché una mappa è utile?”). Siate consapevoli che la conversazione potrebbe evolvere in modo inaspettato rispetto alle vostre aspettative; potreste anche prendere nota di eventuali idee per lezioni future.

CRESCITA Attività: caccia al tesoro • Potrebbe essere necessario dividere i bambini in piccoli gruppi per permettere a ciascuno di essere ascoltato e di interagire con una mappa. • Chiedete ai bambini di spiegare cos’è una mappa e come potrebbe servire a trovare il tesoro. Potreste mostrare ai bambini una mappa su larga scala della zona e chiedere loro se notano qualcosa, ascoltando ciò che già sanno o ciò che trovano interessante (inclusi i vari elementi di una mappa: legenda, scala, colori, fiumi, case ecc).

• L’educatore può procurarsi un cartellone con una tavola su cui appoggiarlo, aggiungere il Nord e parlare dei quattro punti cardinali; si può anche insegnare ai bambini una filastrocca per aiutarli a

Mappa del Tesoro 127


ricordare le direzioni (potreste provare a inventarla, in alternativa potete trovarne diverse su internet). Invitateli, a turno, a disegnare sul cartellone una mappa di contorno dell’area, iniziando dai confini. Chiedete loro quali sono i punti di riferimento nella zona e dove si trovano sulla mappa. Invitateli poi ad aggiungere ogni punto di riferimento importante e, mentre lo fanno, compilate anche una legenda in uno degli angoli (ad es: la linea blu è il fiume). Scrivete titolo e data (ad es. ‘Area delle impronte del tasso, Maggio 2016’). • Formate tanti gruppi quante sono i sacchetti del tesoro (circa 2-4 bambini per gruppo); ciascun gruppo avrà un colore e un nome che combaciano con uno dei sacchetti (ad es. Il gruppo blu cercherà il sacchetto blu). Spiegate che la prossima attività sarà la ricerca del tesoro nel sacchetto del loro colore. • Ora l’educatore può lavorare con ciascun gruppo, mostrando loro in che punto della mappa è nascosto il tesoro, disegnando una croce del colore corrispondente (ad es. Per il sacchetto blu, fate una crocetta blu) e, con i bambini più grandi, spiegando loro il luogo esatto in relazione ai punti di riferimento della zona. • Ogni gruppo dovrebbe lavorare in squadra per trovare il tesoro.

RACCOLTO Quando ciascun gruppo ha trovato il proprio tesoro, invitateli ad aprire i sacchetti e condividere equamente ciò che trovano. Chiedete loro come è stato trovare il tesoro, e cosa sarebbe potuto andare meglio. Potete anche porre ai bambini domande specifiche sulla loro esperienza, per aiutarvi a fissare i ricordi della giornata, ad esempio: 1) Cosa possiamo fare per assicurarci di non perderci? 2) Quali elementi si trovano in una buona mappa? 3) Che tesoro avete trovato? I bambini possono tornare a casa con i loro tesori, oppure utilizzarli in altre attività o nel gioco libero. Prima di andarvene, controllate insieme l’area per assicurarvi di non aver lasciato rifiuti e di lasciarla come l’avete trovata, o anche

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


meglio.

12. ETICHE E PRINCIPI DI PERMACULTURA • Cura della terra: perché i bambini apprezzano ciò che trovano nei boschi, e imparano a non far del male agli esseri viventi. • Cura delle persone: attraverso un corretto utilizzo della pedagogia per bambini (giusta dimensione dei gruppi, ascolto attento dei bambini) e imparando a non perdersi e a lavorare insieme nella ricerca del tesoro. • Equa condivisione: tramite una equa ripartizione del tesoro, la condivisione dell’esperienza e lasciando l’area come o meglio di come la si trova. • Osserva e interagisci: l’osservazione è il principio chiave utilizzato e spiegato in questa attività. Realizzare mappe è un modo meraviglioso per approfondire la propria conoscenza del paesaggio. Il processo di ricerca delle varie risorse presenti in un’area aiuta i partecipanti a rendersi conto di ciò che è presente e che altrimenti non avrebbero notato. • Assicurati un raccolto: il raccolto principale è l’apprendimento (dal momento che i bambini imparano molte cose in diversi modi) e l’educazione fisica (nell’attività è incluso molto esercizio fisico). Altri raccolti sono il divertimento nei boschi e la connessione alla natura. • Usa e valorizza risorse e servizi rinnovabili: nella caccia al tesoro, si utilizzano risorse rinnovabili ovunque possibile. • Evita di produrre rifiuti: i bambini sono attenti a non lasciare rifiuti nel bosco. • Progetta dal modello al dettaglio: la mappa del tesoro è realizzata dal modello ai dettagli (partendo dall’area generale per arrivare al luogo esatto in cui si trova il tesoro).

13. Ispirazioni

Mappa del Tesoro 129


14. Idee per arricchire l’apprendimento e l’esperienza Vi sono molte altre attività di orientamento utili a sviluppare la consapevolezza dello spazio in modo giocoso. Basandovi sugli oggetti che i bambini hanno trovato nel tesoro (o un elemento che ha suscitato particolare entusiasmo) potreste iniziare un nuovo progetto, oppure esplorare un tema basato sugli interessi da loro manifestati durante la discussione sugli oggetti ritrovati. Molte altre possibili attività sono collegate a questo tema, ad esempio la creazione di esseri fantastici e mostriciattoli utilizzando il tesoro ritrovato, oppure “Trovare il mio magico posto a sedere” (un’attività in cui si trova un luogo particolarmente piacevole in cui tornare in futuro per osservare la natura, meditare ecc.) e ancora il “Wheel mapping” (attività tratta dal libro “I love my world” di Chris Holland).

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V.5 TEST DEL SUOLO Di Lusi Alderslowe

1. età

2. Dimensione del gruppo

Dagli 8 anni in su

3-15 bambini per adulto

3. DURATA La prima parte prende circa 60 minuti o poco più. La parte B avviene un’ora più tardi e dura 5 minuti. La parte C ha luogo 24 ore dopo e dura dai 10 ai 30 minuti.

4. BREVE DESCRIZIONE In questa attività pratica, i bambini conducono un test del suolo per scoprire che tipo di struttura ha la loro terra: sabbiosa, limosa, argillosa, grassa. Durante l’attività cantano una canzone, lavorano in squadra e scoprono di cosa è composto il suolo. È un’utilissima attività da svolgere quando si progetta un orto/giardino, perchè in seguito i bambini potranno fare una ricerca su quali piante crescono bene in quel particolare tipo di suolo.

Test del Suolo 131


5. AREE TEMATICHE Area tematica

a

Argomento

3-6 anni

7-12 anni

INTRODUZIONE 1. Etiche e principi di permacultura ALLA PERMACULTURA 2. Connessioni 3. Suolo e roccia 4. Acqua

b

VIVERE LA NATURA

5. Piante e alberi 6. I regni animali, funghi e batteri 7. Aria

c

PROGETTAZIONE 8. Progettare

d

COLTIVARE CIBO

e

AMBIENTE COSTRUITO E UTILIZZO DELLE RISORSE

9. Coltivare cibo 10. Preparare il cibo 11. Costruzioni 12. Saggio utilizzo dei doni della natura 13. Il mio corpo, il mio cuore, la mia testa

f

PERMACULTURA 14. La mia comunità SOCIALE 15. La nostra famiglia umana

6.MATERIE CORRELATE Matematica / Lingue (italiano) / Scienze (biologia, chimica, fisica) / Scienze sociali (geografia) /Arte (musica)

7. STAGIONE Qualsiasi, purchè il terreno non sia gelato.

8. AMBIENTAZIONE Bosco / Interni / Prato / Orto,giardino

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9. Pianificazione olistica • Osservare come il suolo si dissolve in acqua e come i diversi minerali si separano. • Osservare, toccare e annusare suoli con diverse struttrure: sabbia, limo, argilla, terra grassa. • Cantare una canzone sul suolo. • Provare a sporcarsi le mani con la terra. • Toccare il suolo e connettersi ad esso. • Raccogliere i campioni di suolo. • Eseguire il test del suolo in barattolo. • Imparare le diverse strutture del suolo e scoprire che tipo di suolo è presente nel vostro giardino/orto. • Informarsi sulle proprietà del suolo: di cosa è fatto? Cosa lo rende fertile?

10. PREPARAZIONE DI MATERIALI E RISORSE a) Materiali e strumenti necessari: Le parole della canzone possono essere scritte su un grande foglio di carta per renderle facilmente leggibili ai bambini. Inoltre, ciascun gruppo di tre bambini dovrebbe avere: • • • • • • • • • • •

1 vasetto di vetro trasparente (circa 330 ml) con coperchio 1 strumento per scavare (pala, piccone) 1 etichetta per il vasetto 1 pennarello indelebile per il vasetto 2 matite 1 righello sabbia argilla acqua (circa 250ml) 1 foglio di giornale 1 dispensa con immagini di tipi di suolo (vedi sotto)

Test del Suolo 133


b) Come preparare lo spazio e le persone: Quest’attività si colloca idealmente in un contesto in cui serve o vi è l’interesse di approfondire la propria conoscenza del suolo, il che si può fare in molti modi diversi, a seconda del vostro contesto. Per esempio, progettando un orto per crescere delle verdure, una delle prime necessità è conoscere meglio il suolo presente per capire quali tipi di piante possono crescervi. Oppure, il gruppo potrebbe condurre uno studio più ampio sul suolo, leggere racconti o fare attività che portino i bambini a interessarsi al suolo e a voler scoprire di più a riguardo.

11. DESCRIZIONE SEMINA Cantate una canzone sul suolo, come questa di Lusi Alderslowe (che trovate registrata sul sito di Children in Permaculture). Il testo è il seguente: There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) There's a big crunchy one, it's called sand (Ce n’è uno grande e croccante, chiamato sabbia) down at the beach you feel it in your hand (Giù sulla spiaggia lo sentite tra le mani) There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) There's a medium one, it's called silt (Ce n’è uno di media grandezza, chiamato limo) it feels soapy when you rub it on your kilt (Ha la consistenza del sapone quando lo strofini sui pantaloni)

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There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) There's a tiny one it's called clay, (Ce n’è uno piccolo chiamato argilla) slippery and slidey all the way (Scivoloso e viscido in ogni situazione) There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) There's 3 different types of mineral in soil (Ci sono tre tipi di minerali nel suolo) Possibili movimenti per questa canzone potrebbero includere: • Tre tipi di minerali: mostrate tre dita, mimate lo scavo della terra con una pala • Sabbia: allargate le braccia • Limo: ‘lavatevi’ le mani come col sapone • Argilla: fate ‘scivolare’ le gambe

CRESCITA 1. Dividetevi in gruppi Formate gruppi di tre bambini nei quali ciascuno ha un ruolo. Il primo prende le misure sul barattolo e le annota, il secondo fa i calcoli, il terzo determina il tipo di suolo sul diagramma. Quando uno di loro sta lavorando, gli altri seguono l’attività, continuando quando è il loro turno. 2. Raccogliete un campione di suolo Ogni gruppo di tre bambini riceve un barattolo con un’etichetta bianca, su cui scrivere i propri nomi. Poi ciascun gruppo sceglie una diversa area del giardino/orto per raccogliere il campione di suolo (ad esempio un’aiuola dell’orto, il sottobosco oppure un prato assolato). I bambini dovrebbero scavare una buca profonda circa 12 centimetri, prendere un pò di terra dal fondo di questa buca e met-

Test del Suolo 135


terla nel barattolo riempiendolo per un terzo. Su un altro foglio, possono anche segnare il luogo del prelievo, quali piante vi crescono e se sono in salute oppure no. 3. Toccate il suolo Invitate i bambini a stendere il loro campione su un foglio di giornale o una superficie simile. Guardate di che colore e grana è, quanti lombrichi o altri animali ci sono. Annusatelo. Osservate se ha un aspetto diverso dai campioni degli altri gruppi e confrontatelo con i campioni di sabbia e argilla portati dall’educatore. Discutetene. Chiedete ai bambini di prendere tra le mani un pò di terra. Se è molto asciutta, aggiungete una o due gocce di acqua (fino a renderla umida ma non fangosa). Poi strofinate la terra tra le vostre dita, cercando di arrotolarla in una palla o in una salsiccia. I bambini possono provare a formare palle e salsicce con i campioni di sabbia e argilla e metterli a confronto con il loro suolo. I bambini scopriranno che il suolo sabbioso è sciolto e ruvido e che si sgretola se strofinato tra le dita, non permettendo di formare una palla. Il suolo argilloso è soffice, appiccicoso e vi si può formare una salsiccia senza crepe. Per formare una palla l’argilla ha bisogno di più pressione della terra grassa, ma non si sgretola così facilmente. La terra grassa è una combinazione di particelle di sabbia, limo e argilla: è liscia, vischiosa, parzialmente ruvida e appiccicosa e forma una palla che si sgretola facilmente.

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4. Test sul suolo in barattolo, parte A Discutete con i bambini riguardo le diverse dimensioni delle particelle tra sabbia, limo e argilla; la dispensa qui sotto (al punto 15) potrebbe essere utile per questo. Lasciate che i bambini facciano ipotesi riguardo a quali si depositeranno più velocemente. I bambini rimettono il terreno nel barattolo riempiendolo per un terzo e rimuovendo qualsiasi animale riescono ad individuare (come i lombrichi). Se vi sono abbastanza risorse (sabbia, argilla, barattoli e acqua), ogni gruppo può anche riempire un barattolo con un terzo di sabbia e un altro barattolo con un terzo d’argilla. In seguito, invitate i bambini a: • Aggiungere acqua nei vasi fino a riempirli per due terzi. • Avvitare il tappo fermamente. • Scuotere vigorosamente il barattolo per due minuti, fino a che suolo e acqua saranno completamente miscelati. • Mettere i barattoli su una superficie piana (ad es. una mensola in classe) e lasciarli indisturbati per 24 ore. • Lasciare depositare il suolo nell’acqua. • Assicurarsi che durante il test del suolo tutti partecipino, condividendo equamente il tempo e le attività. Dopo un minuto, invitate i bambini a disegnare una linea in corrispondenza del livello in cui il suolo si è depositato. Fate attenzione a non scuotere e mischiare gli strati che si sono formati. Osservate le differenze nei barattoli con la sabbia, l’argilla e i diversi campioni di suolo. A questo punto, è importante dare ai bambini un pò di tempo per giocare. 5. Test sul suolo in barattolo, parte B Dopo un’ora, disegnate un’altra linea sulla superficie del suolo depositato. 6. Test sul suolo in barattolo, parte C Dopo 24 ore, disegnate un’altra linea in corrispondenza del suolo depositato. Notate le differenze tra i barattoli con sabbia, argilla e i diversi suoli.

Test del Suolo 137


L’educatore può usare come riferimento la dispensa con le immagini dei barattoli di suolo per ciascun gruppo, e spiegare come utilizzarla. Ciascun gruppo usa un righello per misurare in millimetri lo spessore di ciascun strato di sabbia, limo e argilla; per poi annotare le misurazioni. I bambini possono quindi determinare che tipo di suolo hanno. Per i bambini più grandi, un’attività aggiuntiva potrebbe consistere nel calcolare la percentuale o proporzione di ciascun tipo di minerale nel suolo. Informazioni aggiuntive per l’educatore La sabbia si deposita in acqua dopo 1-2 minuti, il limo si deposita dopo 1-2 ore; e l’argilla dopo 1-2 giorni. Un suolo sano è composto per circa il 40% da particelle minerali (sabbia, limo e argilla), per il 25% da aria, per il 25% da acqua, e per il 10% da materia organica, cioè esseri viventi (vermi, batteri ecc) e resti di esseri viventi (feci, animali morti, foglie morte ecc). Un suolo di colore scuro normalmente contiene un’alta percentuale di materia organica, e sarà quindi più fertile di un suolo di colore chiaro. Queste informazioni possono essere condivise con i bambini, se mostrano interesse a riguardo.

RACCOLTO Ciascun gruppo riferisce al resto dei bambini dove ha raccolto il suolo, quali tipi di piante vi crescono e che tipo di suolo hanno trovato. Date tempo ai bambini per confrontare le differenze tra suoli prelevati in posti diversi. I bambini potrebbero condividere ciò che hanno imparato, ciò che hanno trovato interessante riguardo al test sul suolo e ciò che avrebbero piacere di fare e imparare in seguito.

12. ETICHE E PRINCIPI DI PERMACULTURA • Cura della terra: osservando, toccando e annusando il terreno, i bambini creano una connessione diretta e profonda con esso. Imparano molte cose nuove riguardo alla sua composizione e ai diversi tipi di suolo esistenti.

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• Cura delle persone: i bambini fanno esperienza di Cura delle persone attraverso il lavoro di gruppo, parlando e ascoltandosi a vicenda e imparando insieme. • Equa condivisione: i bambini vengono incoraggiati a prendere la giusta quantità di sabbia e argilla per i loro bisogni, condividendo il resto con gli altri. Vengono anche incoraggiati a condividere l’esperimento equamente con tutti. • Osserva e interagisci: i bambini fanno l’esperienza di un’osservazione e interazione dettagliata con il suolo. Mettono a confronto suoli provenienti da luoghi diversi e cercano i motivi delle differenze. • Usa e valorizza la diversità: ciascun bambino ha un ruolo nel suo gruppo e lavorando insieme possono aiutarsi a vicenda a imparare. I diversi tipi di suolo sono un’indicazione della diversità della natura. • Tutto sta coltivando: anche il suolo. La percentuale di ogni tipo di minerale influenza i tipi di piante che possono crescere.

13. Ispirazioni

14. Idee per arricchire l’apprendimento e l’esperienza Un possibile passo successivo potrebbe essere l’approfondimento delle proprietà dei diversi tipi di minerali, e delle piante che potrebbero preferire le varie strutture del suolo nelle diverse parti dell’orto/giardino. Se uno dei gruppi ha prelevato il suo campione dall’aiuola di un orto, si potrebbe discutere sul tipo di suolo ideale per la colti-

Test del Suolo 139


vazione di verdure (la terra grassa è il tipo di suolo comunemente ritenuto più adatto ad un’ampia varietà di piante da orto). I bambini potrebbero anche esplorare metodi di miglioramento della fertilità nell’orto/giardino scolastico.

15. Dispense Test sul suolo in barattolo, parte A

LIMO

SABBIA

ARGILLA

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Test del Suolo 141

SABBIA

LIMO

ARGILLA

SABBIA

LIMO

ARGILLA

SUOLO COMPOSIZIONE MISTA

@ Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione

SUOLO SABBIOSO

Test sul suolo in barattolo, parte A

www.childreninpermaculture.com

SUOLO ARGILLOSO

SABBIA

LIMO

ARGILLA


V.6 CONDIVIDERE È PRENDERSI CURA Di Cecilia Furlan

1. Età

2. imensione del 3. Durata gruppo

7- 10 anni

6-10 bambini

Tra 2 e 3 ore

4. BREVE DESCRIZIONE I bambini esplorano le tre etiche della permacultura in modo esperienziale, diventando una tribù, esprimendosi in un cerchio di parola, cantando una canzone, condividendo i regali della natura, e prendendosi cura di un altro bambino. In questo modo, i bambini si connettono gli uni con gli altri e con la natura.

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5. AREE TEMATICHE Area tematica

a

Argomento

3-6 anni

7-12 anni

INTRODUZIONE 1. Etiche e principi di permacultura ALLA PERMA2. Connessioni CULTURA 3. Suolo e roccia 4. Acqua

b

VIVERE LA NATURA

5. Piante e alberi 6. I regni animali, funghi e batteri 7. Aria

c

PROGETTAZIONE

d

COLTIVARE CIBO

e

8. Progettare 9. Coltivare cibo 10. Preparare il cibo

AMBIENTE 11. Costruzioni COSTRUITO E UTILIZZO DELLE 12. Saggio utilizzo dei doni della natura RISORSE 13. Il mio corpo, il mio cuore, la mia testa

f

PERMACULTURA SOCIALE

14. La mia comunità 15. La nostra famiglia umana

6.MATERIE CORRELATE Lingue (italiano) / Arte e musica / Scienze e benessere / Scienze sociali (storia)

7. STAGIONE Qualsiasi

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8. AMBIENTAZIONE Bosco / Spiaggia / Prato / Orto,giardino

9. Pianificazione olistica • Osservare gli elementi naturali mentre si cerca un oggetto da condividere con gli altri. • Provare la sensazione e il significato di dare e ricevere. • Esprimersi in un cerchio di parola. • Prendersi cura di un altro bambino • Camminare in natura cercando o realizzando un regalo per un altro bambino. • Scoprire come le etiche di Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione sono collegate alle nostre azioni. • Scoprire che le persone una volta erano più vicine alla natura e ne condividevano i doni.

10. PREPARAZIONE DI MATERIALI E RISORSE a) Materiali e strumenti richiesti: • Scegliete “un oggetto della parola”: un bastone o una pietra che può essere fatto girare tra i bambini. • I nomi di ciascun bambino scritti su piccoli pezzi di carta, ripiegati e messi in un cappello. Per i più giovani, insieme ai nomi ci potrebbe anche essere le fotografie dei bambini. Questo permetterà ai bambini di memorizzare i nomi degli altri. b) Come preparare lo spazio e/o le persone: Una foresta o bosco biodiverso (ma potrebbe anche essere una radura o una spiaggia, quel che importa è che siano presenti molti elementi da osservare e raccogliere) con una o due aree per sedersi in cerchio (per terra o su tronchi). Controllate preventivamente l’area per rimuovere eventuali rifiuti pericolosi (ad es. siringhe) e fare una valutazione di rischio. Ricordate ai bambini di portare

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acqua da bere, spuntini salutari e vestiario adeguato alla situazione. Se fa freddo, potrebbe essere preferibile sedersi attorno ad un fuoco, nel qual caso i bambini dovranno già sapere come avere a che fare con un fuoco in modo sicuro.

11. DESCRIZIONE SEMINA Sedetevi in cerchio e, tramite un racconto, descrivete in che modo le persone stavano in natura, come vivevano in armonia con la Terra, prendendosi cura gli uni degli altri e condividendo i doni della natura. Mettete in collegamento ciò che avete appena raccontato con il fatto che state sedendo in cerchio all’aperto come una tribù. Chiedete ai bambini se piacerebbe loro diventare come una tribù, in questo momento. Mostrate l’oggetto della parola, spiegando come solo la persona che ha in mano questo oggetto può parlare. È meglio porre sempre una domanda precisa in un cerchio. Ad esempio, se questo è il primo cerchio che fate insieme, potete far girare l’oggetto della parola e ogni bambino può presentarsi brevemente (dicendo il proprio nome e scegliendo a quale animale si sente legato quel giorno). Se non è il primo cerchio del gruppo, i bambini possono parlare dei loro sentimenti (magari in relazione al meteo, ai colori ecc.) o di qualsiasi cosa ritengano importante condividere con il cerchio. Tutti gli altri ascoltano in modo silenzioso, attento e profondo la persona che sta tenendo l’oggetto della parola. Ogni bambino ha l’opportunità di parlare con l’oggetto della parola e, nel caso non si sentano di esprimersi, possono passarlo al prossimo. Quando tutti hanno avuto la possibilità di parlare, ringraziate i bambini per aver mostrato un buon esempio di Cura delle persone ed Equa Condivisione.

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CRESCITA Per i più giovani, l’educatore può ora scegliere di cantare una canzone o proporre l’attività ‘cerchio del dono’ in modo da permettere ai bambini di muoversi dopo essere stati seduti in cerchio. Potete continuare spiegando ai bambini che “non ci sono sempre stati gruppi musicali e musicisti professionisti a intrattenerci: i popoli componevano la propria musica e cantavano tutti insieme. Questo era il modo in cui le persone potevano connettersi a vicenda e ringraziare la natura per i suoi doni. Pensate che possiamo cantare una canzone insieme?”. Invitate i bambini ad alzarsi e cantare; sarebbe ideale includere anche il ballo. Trovate una canzone e/o un ballo adatti al vostro gruppo, potete anche improvvisare. Questa è un esempio, è una canzone tradizionale di gratitudine africana chiamata “Aye Kerunene” che si traduce con “Canzone per la Terra”: Aye Kerunene Keranio Keruna

Keranio Eia Eia Eiae Aie Kerunene

Riferimenti a note, registrazioni e un filmato d’esempio si trovano nella sezione materiale utile (al punto 13). • Ora invitate i bambini a esplorare la natura circostante per trovare o realizzare un dono che daranno a un’altra persona del gruppo. Ricordate loro che per prendersi cura della natura dovrebbero raccogliere solo oggetti senza vita. • Quando i bambini tornano nel cerchio, l’educatore può mostrare loro il cappello con i foglietti contenenti i loro nomi, spiegando che daranno il dono alla persona di cui estrarranno il nome. • L’educatore può poi mostrare ai bambini un piccolo rituale come esempio del modo in cui possono of-

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• • •

frire il loro dono, ad es: un bambino prende un nome dal cappello, racconta a tutti cosa apprezza del dono che sta facendo e in che modo può essere bello e utile per il bambino al quale lo sta regalando. Poi, il bambino fa il suo dono, e chi lo riceve esprime un ringraziamento. Quando tutti hanno regalato il proprio oggetto e il “cerchio del dono” è concluso, chiedete loro di riporre i foglietti con i nomi nel cappello. Invitate i bambini ad estrarre un altro nome, senza mostrarlo a nessuno. Spiegate che il nome che hanno estratto è la persona di cui si prenderanno segretamente cura per il resto della giornata (portando acqua, cantando una canzone, donando un oggetto o una parola gentile… qualsiasi cosa abbia a che fare con il ‘prendersi cura’). Chiedete ai bambini di non rivelare a nessuno il nome della loro “persona segreta”. Date ai bambini l’opportunità di giocare liberamente in natura.

RACCOLTO Tornando in cerchio, ringraziate i bambini per l’esperienza fatta con le tre etiche di permacultura Cura della terra, Cura delle persone ed Equa condivisione. Invitate i bambini a passarsi l’oggetto della parola ancora una volta, esprimendo ciò che è piaciuto di questa esperienza insieme e cosa potrebbe andare ancora meglio la prossima volta. Chiudete il cerchio con un grande “grazie”. Tenetevi le mani, inchinatevi tutti insieme fino alla terra, dicendo con intensità crescente: “Graaaaaaaa….” e, iniziando ad alzarvi fino ad alzare le mani al cielo, chiudete con “.....zieeeeeee!!”

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12. ETICHE E PRINCIPI DI PERMACULTURA • Cura della terra: la connessione emotiva a ciò che la Terra rappresenta per i bambini può aiutarli a sviluppare un senso di appartenenza e cura. Questa connessione può in seguito portare ad una maggiore consapevolezza nel prendere decisioni riguardo a cosa mangiare e cosa coltivare. Inoltre, fare attenzione a non danneggiare piante e alberi è un modo per prendersi cura della Terra. • Cura delle persone: comportamenti e azioni che muovono sentimenti positivi e gentilezza verso gli altri possono portare i bambini a percepire quanto sia bello e giusto prendersi cura del prossimo. Conoscere e sentire cosa significano fratellanza e collaborazione facendone esperienza è importante sia per gli adulti che per i bambini. • Equa condivisione: imparare a dare e ricevere in età giovane può aiutare a sviluppare un senso di gioia quando vengono soddisfatti i nostri bisogni fondamentali; da questo derivano apprezzamento dell’abbondanza e abilità di condividere il surplus. • Osserva e interagisci: ‘La bellezza è negli occhi di chi guarda’. Quest’attività aiuta i bambini ad osservare la natura e percepire, comprendere ed elaborare cosa sentono a riguardo. • Usa e valorizza la diversità: ogni bambino è valorizzato e ascoltato grazie al passaggio dell’oggetto di parola. I doni sono tutti diversi, così come lo sono i bambini.

13. MATERIALE UTILE A questo indirizzo si può trovare un filmato di un coro di bambini che canta questa canzone: https://www.youtube.com/watch?v=0S6I2PVAFlE Gli spartiti e una registrazione della musica si trovano anche su questa pagina: http://www.waldorfschoolsongs.com/song/aye-kerunene-12st/ Manitonquat (2015)

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14. ISPIRAZIONI

15. IDEE PER ARRICCHIRE L’APPRENDIMENTO E L’ESPERIENZA Se i bambini sono interessati alle tribù indigene potrebbero fare una ricerca su alcune di esse, ad esempio quelle che vivevano nella loro regione, esplorando i loro stili di vita. Possono farlo anche attraverso la realizzazione di cibo, costruzioni, arte, musica ecc. Altro tipi di doni realizzabili sono dei semplici acchiappasogni fatti con materiali del luogo, o un dipinto fatto con colori naturali.

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CAPITOLO VI

LINEE GUIDA PEDAGOGICHE La pedagogia è "il modo o la pratica di educare ..." Si riferisce al processo interattivo tra insegnante e studente e all'ambiente di apprendimento "(Siraj-Blackford, 2002) (Wall, Litjens e Taguma, 2015 in corsivo nell’originale). Le linee guida pedagogiche descritte in questo capitolo sono state create sintetizzando le migliori pratiche considerate come le strategie più appropriate per i bambini e gli educatori per avere esperienze positive di permacultura. Queste linee guida forniscono informazioni di base che aiuteranno gli educatori a progettare sessioni incentrate sui bambini che siano appropriate agli interessi, alle esigenze, all'età, allo sviluppo e all'attenzione dei bambini. Quando si coinvolgono i bambini nell’apprendimento della permacultura, è importante creare un'atmosfera che permetta loro di avere opportunità di espressione personale, creatività ed esplorazione. Gli educatori potranno ispirarsi al principio "Piccolo e lento è bello” poiché lo sviluppo di alcune delle abilità descritte potrà richiedere tempo e pratica. Nelle seguenti sezioni ci sono domande a supporto degli educatori per valutare l'appropriatezza pedagogica mentre pianificano le loro attività. Si noti che questo capitolo offre una breve introduzione al vasto concetto di pedagogia, sul quale ci sono molte teorie, pratiche e ricerche che possono essere studiate in modo molto più approfondito.

VI.1 APPROCCIO DELL'EDUCATORE Il principio di permacultura "Osserva e interagisci" suggerisce che l'educatore si informarmi sulla lingua, l'ambiente domestico, i bisogni e gli interessi di ciascun bambino prima ancora di incontrare

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il bambino per esempio comunicando con i genitori, chi se ne prende cura e/o gli altri educatori. Col passare del tempo, l'educatore può osservare come ogni bambino interagisce con gli altri, cosa gli piace, quali sono i loro punti di forza e in che cosa hanno bisogno di sostegno. Ciò può aiutare l'educatore a connettersi con il bambino, essere flessibile nei confronti dei suoi bisogni e costruire sulla base degli interessi esistenti. Questo approccio centrato sul bambino promuove il benessere del bambino e garantisce un'educazione olistica e costituisce un concetto fondamentale fin dai tempi di Froebel (per maggiori informazioni su Froebel vedi Bruce, 2012). Per garantire un approccio incentrato sul bambino, gli educatori dovranno offrire ai bambini l'opportunità di svolgere gioco libero non strutturato, iniziato e diretto esclusivamente dal bambino. Ciò offre ai bambini la possibilità di esplorare, creare, scoprire e sperimentare con le proprie idee e assimilare nuove conoscenze e abilità. Durante il gioco non strutturato i bambini possono imparare a intraprendere rischi calcolati, prendere decisioni, lavorare in modo collaborativo, condividere, negoziare e risolvere i conflitti. Il gioco libero è anche un momento importante per gli adulti per osservare i bambini e notare quali esperienze, interessi e bisogni sorgono da loro. Inoltre, la pedagogia CiP abbraccia un approccio guidato dai bambini, che permetta ai bambini di condurre i loro giochi, attività e/o progetti, secondo le loro personali scelte. Questo può essere fatto in modo partecipativo, per cui i bambini iniziano un'attività e poi trovano i materiali, gli strumenti e le competenze necessarie per completare il loro progetto, così da essere leader attivi nell'intero processo. Un'attività guidata dai bambini può anche essere avviata dall'educatore prendendo spunto dal bambino, dall'educatore, dall'ambiente o dal curriculum CiP. L'educatore partendo da questo seme può pianificare una sessione che faccia da cornice e che allo stesso tempo permetta ai bambini di esprimersi in modo libero e creativo. Ad esempio, un bambino per una settimana si chiede ad alta voce se ci sono fate nella foresta (seme). Nella sessione successiva l'educatore racconta una storia sulle fate nei boschi

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(semina) e dice "Vorreste costruire un posto per le fate dove possano vivere e giocare?" I bambini possono quindi condurre la sessione nella direzione che preferiscono - da soli o con altri bambini , scegliendo materiali e metodi, spaziando nel costruire dalle altalene ai palazzi. Questo approccio guidato dai bambini può consentire agli educatori di incorporare le idee dei bambini, ispirazioni e feedback, nel corso della sessione o nelle successive, adattando i piani secondo gli interessi dei bambini.

Spunti di riflessione: • Cosa sappiamo dei bambini? • In che modo la sessione si basa sugli interessi esistenti dei bambini? • In che modo gli educatori possono essere flessibili adattandosi agli interessi o ai bisogni dei bambini? • In che modo la sessione include opportunità per i bambini di essere creativi, prendere iniziativa e decisioni? • La sessione include gioco libero e non strutturato? • A cosa sono interessati i bambini, cosa li rende entusiasti e come si possono usare queste informazioni per pianificare sessioni future?

VI.2 AMBIENTE DI APPRENDIMENTO L'ambiente di apprendimento è composto sia dall'ambiente fisico che dalle dinamiche sociali. Un contesto olistico influenza positivamente l'apprendimento e lo sviluppo dei bambini, consentendo di creare un luogo speciale che supporti i bisogni e gli interessi dei bambini. Per ulteriore ispirazione vedi l'approccio Reggio Emilia (Edwards, Gandini & Forman, 1998). A seconda di come il bambino risponde all'ambiente circostante si può capire se è interessante e capace di offrire opportunità di giocare, imparare e interagire. Coinvolgere genitori, bambini ed educatori nella progettazione di uno spazio di apprendimento all'aperto o

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al chiuso può aumentare il senso di appartenenza e responsabilità. Molti ambienti naturali, come boschi e spiagge, richiedono un lavoro minimo per gestirli, e danno il massimo effetto in quanto forniscono possibilità di sviluppare abilità fino e grosso motorie (arrampicarsi, correre, raccogliere, toccare), risolvere problemi, senso estetico, consapevolezza emotiva e molto altro. Il concetto di permacultura delle zone può essere utile quando si progetta l'ambiente di apprendimento. L'esempio di seguito di una scuola elementare può essere utile, tenendo presente che non tutti i luoghi dispongono di ogni zona e possono cambiare nel tempo. Le zone sono definite in base alla frequenza con cui vengono visitate per la manutenzione e la raccolta, e questo determina la loro distanza rispetto al centro. Normalmente le zone vengono disegnate ipoteticamente come cerchi concentrici con il cerchio centrale che è la zona 0 e la zona 5 come cerchio più esterno. In una vera scuola possono trovarsi in posizioni diverse a seconda di vari fattori tra cui microclimi, paesaggio e caratteristiche esistenti. Zona 0 - Uno o più spazi di apprendimento centrale, ad es. l'aula. Questo può essere uno spazio dinamico con ogni elemento (ad esempio cuscini, piante, materiali naturali) che svolgono molte funzioni. La coltivazione può anche avvenire qui, ad es. germogli, semina, piantine, contenitore del compost. Zona 1 - Area appena fuori dallo spazio centrale di apprendimento e osservabile dall'interno. Questa è un buon posto dove sistemare insalate, erbe, cucina da esterno, area giochi per bambini più piccoli e un invitante sentiero pedonale e ingresso con opere d'arte e decorazioni. Zona 2 - L'area principale del giardino che viene visitata da tutto il gruppo circa 2-3 volte a settimana per mantenere o raccogliere, ad es. compostiera, giardino a forma di mandala, serra e verdure annuali. Qui si posizionano bene elementi come giochi d'avventura, costruzione di tane e nascondigli. Zona 4 - Luoghi visitati meno frequentemente sia a scuola sia fuori sede come ad esempio escursioni a musei, biblioteche o luoghi per la raccolta di cibo.

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BOSCO ZONA SELVAGGIA

AREA GIOCO PER I PIÙ PICCOLI

AULA PER I PIÙ PICCOLI

AULA AREA GIOCO

AREA RELAX

AULA

ALL'APERTO

ORTO

FORESTA COMMESTIBILE

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PATIO

E INGRESSO ALL'AULA


Zona 5 - Questa zona selvaggia non è gestita attivamente dalle persone. Potrebbe trattarsi di un'area boschiva nei terreni della scuola, in spiaggia o in foresta. In permacultura è utile avere un piccolo esempio di zona 5 nella zona 1, dove poter osservare fauna e flora selvatiche, al fine di sensibilizzare alla biodiversità (ad esempio posizionando una mangiatoia per uccelli vicino alla finestra dell'aula).

Spunti di riflessione: • In che modo l'ambientazione fornisce stimoli per tutti i sensi? • Quali risorse aperte e sicure sono disponibili per il gioco libero? • Ci sono aree diverse nell’ambiente funzionali a diverse attività ed esigenze (ad esempio un'area tranquilla, un'area musicale, un'ampia area giochi ecc.)? • Come si può adattare lo spazio per consentire il lavoro in piccoli gruppi? • In che modo l'ambiente di apprendimento può promuovere il gioco creativo e immaginativo? • In che modo l'ambiente di apprendimento supporta le persone con esigenze diverse (ipovedenti, disabili, ecc.)? • Che tipo di clima di gruppo viene creato - di accettazione, tolleranza, libertà di espressione in cui i bambini si sentono apprezzati e supportati? • Come possono i bambini progettare e creare i propri spazi?

VI.3 COMUNICARE CON I BAMBINI La comunicazione è un processo a doppio senso che consente la comprensione reciproca e lo scambio di idee. Il linguaggio di un educatore e la comunicazione non verbale devono essere adatti ai bambini, appropriati per età, inclusivi, positivi e olistici. Gli educatori sono incoraggiati a parlare in un tono di voce gentile e compassionevole per cui i bambini possano sentirsi sicuri di esprimersi. Gli educatori sono modelli di riferimento, quindi i bambini seguiranno il loro esempio e saranno influenzati dalle loro parole, dal tono della

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voce e dal linguaggio del corpo. Quando si parla ai bambini, è utile adattare la propria lingua al bambino prendendo in considerazione la sua età, lingua (lingua madre, lingua dei segni), eventuali difficoltà di apprendimento e sviluppo ecc. Alcuni punti chiave per rendere la lingua adatta ai bambini (Dipartimento per bambini, scuole e famiglie, 2008) sono: • • • •

usare frasi chiare e brevi; usare un vocabolario di facile comprensione per i bambini; controllare frequentemente i segnali verbali e non verbali; dare ai bambini il tempo di rispondere.

Affinché la comunicazione possa incarnare i principi della permacultura, tra cui "Usa e valorizza la diversità", lo stile linguistico può promuovere l'uguaglianza, abbracciare e celebrare la diversità etnica, religiosa, di genere e culturale. L'etica di Equa condivisione può anche essere praticata nella comunicazione, per cui ogni bambino ha le stesse opportunità di esprimersi ed essere ascoltato. Domande aperte come "Cosa è cambiato nella foresta dall'ultima volta che siamo stati qui?" consentono ai bambini di pensare da soli e incoraggiano la loro creatività e quindi sono da preferire alle domande chiuse. Le domande chiuse sono quelle che prevedono una risposta sì/no, come "C’è il sole oggi?" e danno meno possibilità di iniziare una conversazione. Tuttavia, ci sono momenti in cui è utile porre domande chiuse, ad esempio per scoprire cosa sanno i bambini, ad esempio "Le persone possono mangiare gli alberi?" per poi ascoltare i bambini mentre ipotizzano o discutono delle loro risposte. Le domande retoriche possono essere fonte di confusione, per esempio "Bambini, sapete perché piove?" "No." "Beh, è perché ...." e l'insegnante spiega direttamente. Costruire sulla conoscenza dei bambini attraverso il dialogo è più appropriato perché i bambini hanno l'opportunità di costruire

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i propri significati, esercitare le loro capacità di analizzare, pensare, riflettere e risolvere problemi. Il ruolo dell'adulto è quello di facilitare questo processo e notare ciò che ai bambini interessa.

Spunti di riflessione: • Il linguaggio utilizzato è adatto ai bambini e adatto all'età? • Il tono generale incoraggia una comunicazione positiva con i bambini? • Come si può considerare possibili differenze individuali (ad esempio, la lingua madre, la lingua dei segni)? • In che modo la lingua utilizzata può essere rispettosa verso l'etnia, il genere, la lingua, i bisogni speciali, la vita domestica (come la consapevolezza LGBTI, i genitori single, i bambini adottati, ecc.)? • In che modo la maggior parte delle domande può essere aperta? • Che cosa interessa ai bambini, c’è ascolto profondo?

VI.4 APPROPRIATEZZA DELLO SVILUPPO I bambini hanno una linea evolutiva continua - fisicamente, socialmente, cognitivamente, emotivamente e linguisticamente. Individui diversi svilupperanno diversi aspetti prima o dopo rispetto ad altri. Questo è utile da tenere a mente quando si pianifica, in modo che le attività coinvolgano i bambini e consentano loro di sviluppare le loro abilità a un livello adatto a loro. Poiché ci sono sempre delle eccezioni e alcuni bambini svilupperanno determinate abilità prima o dopo rispetto ad altri, si può pianificare l'apprendimento tra pari, per cui i bambini condividono le abilità tra di loro. Esempi di risorse online riguardanti lo sviluppo includono Ontario (2006) e Teaching Strategies (2001). Quale attività è appropriata dipenderà dall'età del bambino, dagli interessi, dallo sviluppo e dalle sue precedenti esperienze. Ad esempio, l'identificazione di tre foglie può essere appropriata per un

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gruppo di bambini di sei anni; mentre l'identificazione di una sola foglia può essere più appropriata per bambini di quattro anni; mentre per i bambini di tre anni al posto dell'identificazione potrebbe essere più adatto esplorare le foglie con tutti i sensi.

Spunti di riflessione: L'attività e il contenuto sono adatti allo sviluppo per l'età dei bambini: • Fisicamente (secondo le abilità fino e grosso motorie necessarie)? • Socialmente ed emotivamente (secondo le capacità di cooperazione necessarie/comportamento prosociale, responsabilità per se stessi e gli altri)? • Cognitività (apprendimento e risoluzione dei problemi necessari, pensiero astratto e pratico, capacità di usare il pensiero o la rappresentazione simbolici)? • Sviluppo del linguaggio (capacità di parlare, ascoltare, comprendere, leggere o scrivere)?

VI.5 DURATA E NUMERO DI ATTIVITÀ Quando si pianificano sessioni con i bambini, anche se alcune sessioni possono essere completamente guidate dai bambini, ci potrebbero essere momenti in cui gli adulti introducono un'attività come un gioco, una storia o un’attività. Quando si pianificano tali attività, gli educatori dovranno ricordare che i bambini non hanno la stessa capacità di attenzione degli adulti. Ci sono molte ricerche sull'attenzione, che non verranno riassunte in questo capitolo, tuttavia è utile notare che il livello di attenzione dei bambini dipende da molti fattori tra cui l'attività, l'età, le differenze individuali, la dimensione del gruppo, il momento del giorno, l’ambientazione e molto altro. Come linea guida generale, la lunghezza massima per un'attività in cui i bambini sono seduti e in ascolto, ad esempio nell’ascolto di una storia, può durare 5-20 minuti (Neville, 2007). Quando si progetta una sessione è utile considerare i bisogni dei bambini e creare un equilibrio tra diversi tipi di attività secondo un ritmo con attività di "inspirazione" che richiedono maggiore atten-

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zione e attività di "espirazione" più energiche o giocose (adattato dalla pedagogia Waldorf ad es. Drąsutė e Umbrasaitė, 2015 e Cornell, 1979). Ad esempio, un’attività in cerchio può essere seguita da movimento e gioco guidato dai bambini.

Spunti di riflessione: • In che modo questa attività può essere adattata per garantire che la durata sia appropriata per l'età? • Ci sono cambiamenti nel tipo di attività, ad es. dalla posizione seduta al movimento? • Il gioco libero è integrato nella progettazione della sessione? • Il numero di attività è appropriato per l'età e la durata? • Come ci si può assicurare che la sessione non includa troppe attività, dando spazio alla creatività dei bambini e modificando la sessione se necessario?

VI.6 PROGETTAZIONE DEL GRUPPO Qui vengono discussi due dei principali fattori del design del gruppo: il numero di bambini e il rapporto tra adulti e bambini. A questi si aggiungono molti altri fattori a seconda delle circostanze, ad esempio chi saranno gli educatori, come i bambini saranno divisi in gruppi ecc. Quando si progetta il rapporto tra il numero di adulti e bambini, è utile considerare quanto segue: • età e capacità del gruppo; • durata e natura delle attività; • esperienza degli adulti; • requisiti dell'organizzazione; • ambientazione (ambito scolastico, foresta, montagna ecc.); • requisiti e servizi del sito (distanza dai servizi, ad esempio

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strade, ospedali); • esperienza precedente di quell adulto con quei bambini; • supporto aggiuntivo o esigenze mediche; • numero di strumenti o supporti specifici disponibili; • capacità in caso di emergenza. Il giusto rapporto tra adulti e bambini è variabile. Un numero adeguato di adulti assicura che i bambini siano in grado di stare al sicuro e che l'esperienza sia ricca. Se gli adulti si trovano a dare maggiore attenzione alla gestione di un gruppo numeroso piuttosto che alle esperienze di apprendimento interattivo, probabilmente hanno bisogno di maggiore sostegno. Nell'approccio CiP, un alto rapporto tra adulti e bambini tende ad essere richiesto per dare maggiori possibilità ai bambini. Tale rapporto può essere raggiunto con l'aiuto di un collega, un volontario o un genitore. Se si va fuori sede (fuori dall’ambito scolastico) è sempre necessario avere due adulti. Nel determinare la dimensione massima del gruppo è bene tenere in considerazione i seguenti motivi per mantenere i gruppi più piccoli: • avere spazio per tempi più tranquilli; • essere in grado di ascoltare le esperienze e i pensieri di ogni bambino; • dare attenzione individuale per ogni bambino • creare un ambiente favorevole per l'apprendimento; • personalizzare le esperienze di apprendimento; • garantire maggiore sicurezza (anche in caso di emergenza). Applicare il principio di "Osserva e interagisci" e imparare dalle esperienze passate può aiutare a scoprire il giusto numero di bambini per avere un rapporto soddisfacente. Se si hanno più bambini, il suggerimento è dividersi in due gruppi così che ogni educatore possa ascoltare ogni bambino. Con due adulti, la dimensione ideale del gruppo quando si va fuori sede (ad esempio nel bosco) è:

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• 6 per bambini di 3 anni; • 8 per bambini di 4 anni; • 12 per 5-9 anni; • 14 per 9-12 anni.

Spunti di riflessione: • Qual è la dimensione appropriata di un gruppo per permettere ai bambini sia l’interazione sia di essere ascoltati individualmente? • In caso di emergenza, con un adulto che fa il primo soccorso o va via in ambulanza, c'è la copertura adeguata per gli adulti che rimangono? • Qual è la giusta proporzione tra adulti e bambini affinché sia una sessione piacevole ed educativa per tutti?

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CAPITOLO VII

CONSIGLI PER ORGANIZZARE EVENTI Creare eventi che coinvolgano bambini e adulti è importante per promuovere l'inclusività e assicurarsi che l'evento sia il più piacevole possibile per tutti. Questa sezione offre idee per includere l'intera comunità in un evento scolastico, e anche per coinvolgere i bambini in un evento rivolto principalmente agli adulti. Per ulteriori informazioni e idee su come promuovere eventi e divulgare il tuo lavoro o progetto, consulta l'appendice "Coinvolgere gli altri", scaricabile dal sito Children in Permaculture.

I MIGLIORI CONSIGLI PER LE SCUOLE PER COINVOLGERE TUTTA LA COMUNITÀ • Prima di organizzare un evento, è bene conoscere la comunità locale. Ascoltare i bisogni e le tradizioni delle persone nella zona e organizzare uno o più eventi che rispondano ai loro bisogni (ad esempio considerare persone di diverse religioni, abilità fisiche e abitudini alimentari). • Coinvolgere bambini, genitori e altri membri chiave della comunità nell'organizzazione di eventi. Ciò contribuirà a integrare diverse parti della comunità e ad aumentare la diffusione di informazioni, prima e dopo. Ad esempio, si potrebbero invitare un orticoltore, un membro della chiesa e uno sportivo a lavorare insieme per creare un evento che attiri diversi gruppi di persone, per innescare un effetto moltiplicatore in cui più persone saranno coinvolte in futuro. • Invitare i membri della comunità locale a condividere le loro abilità con i bambini, come il giardinaggio, cucina, lavoro a maglia, cucito, riparazione, intaglio, canto, arte, musica ecc. Questo

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• •

• •

potrebbe essere un appuntamento regolare come ogni venerdì pomeriggio. Organizzare regolarmente grandi eventi annuali come spettacoli teatrali, pulizie primaverili del giardino o festeggiamenti del raccolto (ad esempio con cibo, fiori ed erbe del giardino). Uscire dalle scuole, ad esempio avere una bancarella al mercato, scrivere articoli per una newsletter o un giornale locale, organizzare una giornata per piantare alberi o promuovere la pulizia di un parco, di una spiaggia o di una foresta. Coinvolgere la comunità più ampia nell’ "autobus a piedi" o "treno in bici" e altri modi attivi di raggiungere la scuola. In questo caso un gruppo di bambini cammina, o va in bicicletta, a scuola con uno o più adulti. Invitare la comunità locale nella scuola per costruire o creare nuovi spazi come un nuovo giardino, un'aula all'aperto o una serra. Organizzare giornate di lavoro pratiche con bambini, genitori e insegnanti in modo che tutto il lavoro possa essere completato in massimo tre ore, prevedendo una piccola pausa anche il tempo per celebrare.

I MIGLIORI CONSIGLI PER ORGANIZZARE EVENTI A MISURA DI BAMBINO Quando si organizza una convergenza di permacultura o un altro evento per persone di tutte le età, è importante assicurarsi che i bambini siano considerati nella fase di progettazione generale. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per farlo: Creare uno spazio divertente per bambini all'aperto per esplorare e giocare. Idealmente dovrebbe avere: • Alberi (per ripararsi, arrampicarsi, appendere oggetti). • Confini ben definiti (in modo che i bambini sappiano se sono dentro o fuori dalla zona dei bambini). • Una zona dove sedersi (potrebbe essere un cerchio di tronchi, con una struttura rialzata per il fuoco). • Un grande rifugio (ad esempio una grande tenda o una yurta)

Consigli per Organizzare Eventi 163


per svolgere attività quando piove o fa molto caldo. • Un'area baby (ad esempio una piccola yurta per neonati o bambini piccoli e genitori) con cuscini morbidi, cambio pannolini, libri per bambini, giocattoli naturali (oggetti con una varietà di trame, colori, suoni e motivi) ecc. • Un'area piena di cose con cui giocare. Cercare di utilizzare materiali riciclati (ad esempio legno, argilla, carta, scatole di cartone, carriole, bastoncini, pentole, padelle, cucchiai di legno, una cucina giocattolo, ecc.). Lasciare spazio ai bambini per creare i propri giochi e attività. • Spuntini senza zucchero (ad esempio pane, frutta, gallette di riso, bastoncini di carota) e bevande (acqua dove i bambini possono riempire le loro bottiglie e succhi di frutta) disponibili giorno e notte per le famiglie. • Decorazioni naturali che i bambini e gli adulti possono utiliz-

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zare per abbellire gli spazi. • Servizi igienici a misura di bambino (dove i bambini non devono fare la fila con gli adulti), potrebbe essere semplicemente un'area all'aperto protetta da un telone per garantire la privacy. • Uno spazio per i genitori per scambiare giocattoli usati, vestiti, libri e altri oggetti per bambini. Coinvolgere diversi adulti con ruoli diversi: • Educatori esperti in outdoor education che abbiano la giusta esperienza e titoli per prendersi cura dei bambini. Assicurarsi che sia sempre presente almeno un adulto esperto in outdoor education e preferibilmente con esperienza con la pedagogia CiP. Il team di educatori dovrebbe poter partecipare giornalmente alle riunioni durante l'evento per il check-in, per conoscere il programma e condividere riflessioni sui bambini. • I genitori possono aiutare facendo turni come un'ora al giorno. • Altre persone che partecipano all'evento possono avere esperienze utili/rilevanti da offrire nell'area bimbi. Quindi per "integrare piuttosto che segregare" accordarsi in anticipo su come organizzare una breve sessione con i bambini, ad es. un laboratorio di creazione di burattini o musica. Anche in questo caso è bene che uno degli educatori esperti sia presente. Organizza l'evento con largo anticipo: • Predisporre un sistema perché i genitori possano “iscrivere” i bambini da accudire, assicurandosi di raccogliere tutte le informazioni che potrebbero essere necessarie. Si può fissare un'età minima per i bambini da accudire, che dipenderà dalle regole del proprio paese e dall'esperienza degli educatori. L'età massima non è necessaria poiché saranno i genitori a decidere se i bambini sono abbastanza grandi per entrare e uscire a loro piacimento. • Predisporre anticipatamente tutti i servizi per l'area bambini: luogo, registrazione, turni, servizi igienici, cibo, programma flessibile, attività ecc.

Consigli per Organizzare Eventi 165


• Offrire attività, come storie, giochi, artigianato, fuoco, legno, musica e/o arte, vedi il capitolo quattro per altre idee. Progettare il resto dell'evento (fuori dalla zona dei bambini) per renderlo adatto ai bambini: • Servire i pasti principali a un orario adatto ai bambini, con un sistema che consenta ai bambini e alle famiglie di mangiare per primi. • Garantire che ci sia la possibilità di scelta con cibi leggeri, semplici, separati e che ci siano seggioloni. • Creare una zona campeggio per famiglie con adiacente uno spazio con il fuoco/per la socializzazione (in modo che i genitori possano socializzare la sera ed essere abbastanza vicini per sentire i bambini se si svegliano), e abbastanza lontana dalla musica ad alto volume di sera (ricordando che i bambini vanno a letto presto). È meglio se questa zona è vicina all’area bambini. • Se c'è musica, predisporre un'area in cui il volume non è troppo alto, dove genitori e bambini possono rilassarsi. • Durante workshop e discorsi, se c'è un bambino che dorme, considerare modi silenziosi di apprezzare senza battere le mani per non svegliarli.

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CAPITOLO VIII

CONCLUSIONI I bambini che crescono oggi hanno di fronte un futuro incerto a causa degli importanti cambiamenti climatici, condizioni climatiche estreme, risorse limitate, biodiversità minacciata e molto ancora. È un momento in cui la società deve accettare i feedback della Terra e darne conto. Sia i bambini che gli educatori possono essere parte della soluzione attraverso una profonda connessione con la natura e includendo le etiche e i principi della permacultura nell’ambito educativo. Questo manuale esplora vari aspetti dell'educazione attraverso la lente della permacultura, con la speranza di offrire ispirazione a educatori e decisori politici per migliorare la sostenibilità in tutti i sensi. Il metodo CiP mira a sviluppare le potenzialità di bambini ed educatori per capire insieme come navigare nel complesso oceano dell’apprendimento in modo resiliente e partecipato, esplorare i limiti reciproci, prendere rischi calcolati, rispondere al cambiamento e trovare soluzioni sostenibili che si ispirino alla natura. Solo i bambini che avranno la possibilità di progettare il proprio apprendimento, sperimentare, fare esperienza diretta della natura ed educare gli altri, potranno dare prova di ragionamento, di creatività, di capacità di adattamento diventando individui attivi, sicuri e responsabili. Ora è il momento di andare avanti, integrare le etiche e i principi della permacultura nel vostro lavoro, a scuola, all’asilo e a casa, trascorrere tempo in natura e lasciare che i bambini prendano iniziativa. Esplorate tutti i temi del curriculum CiP e giocate, giocate, giocate!

Conclusioni 167


GLOSSARIO Attività - un'azione specifica che una persona o un gruppo svolgono, ad es. costruire nascondigli, seminare, un gioco, una storia, un canto, arte, artigianato, ecc. Si può trattare di attività pianificate e/o attività senza un programma (gioco libero). Per creare il flusso di semina, crescita e raccolta e coinvolgere il bambino pienamente è possibile svolgere una o più attività. Centrato sul bambino - un approccio che privilegia gli interessi, il benessere, le opinioni e le esigenze dei bambini, mettendo il bambino al centro. Guidato dal bambino - un approccio che si permette ai bambini di guidare il loro gioco, attività e/o progetti in una direzione da loro scelta. Children in Permaculture (CiP) Bambini in Permacultura – Progetto finanziato dal programma europeo Erasmus+ per conoscere le buone pratiche sulla condivisione della permacultura con i bambini.

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Curriculum - un elenco di temi e argomenti per condividere la permacultura con i bambini. Strumenti di progettazione - gli strumenti fisici e astratti di supporto a ogni fase del processo di progettazione della permacultura, ad es. mappatura e interviste ai clienti durante la fase di osservazione, o sovrapposizioni di fattori e condizioni favorevoli e sfavorevoli. Disseminazione - le attività per promuovere un progetto e diffondere i risultati all’esterno. Educatori - adulti che educano. In questo documento ci riferiamo a educatori nel contesto formale, non-formale e informale. Educatori possono includere insegnanti di scuola o asilo, insegnanti di sostegno, insegnanti di asilo nido, dirigenti scolastici, genitori, scuola a casa, scout e guide, ecc. Educazione formale - l’educazione in ambito scolastico.

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Educazione informale - l’educazione di tutti i giorni a casa, al di là che il bambino frequenti la scuola, può essere fatta dai genitori, nonni, tutori, accompagnatori o altri membri della famiglia o della comunità. Suggerimenti per attività - idee di una frase per ispirare gli educatori a facilitare attività che possano coinvolgere i bambini in modo olistico, usando il modello di "occhi, mani, cuore e testa". Asilo nido e scuola materna - istituzioni educative e spazi di apprendimento che offrono un percorso pre-scolastico per bambini di età compresa dai 0 ai 7 anni. Educazione non formale l’educazione al di fuori della scuola in gruppi come gli Scout o attività doposcuola, sport, arte ecc. Classe all’aperto - una struttura fisica costruita per imparare all’aperto. Di solito include dei posti a sedere e spesso ha un tetto ma senza muri. Spazio per imparare all’aperto - qualsiasi spazio all’aperto creato per l’insegnamento e può includere aiuole rialzate, serre, sistemi di compostaggio, stagno e/o classe all’aperto ecc. Pedagogia - il metodo d’insegnamento, il “come” più che il contenuto di quello che s’insegna.

Permacultura - deriva dalla parole “permanente” e “cultura”, Mollison la definisce come: “l’integrazione armoniosa tra la terra e le persone per soddisfare il loro bisogno di cibo, energia, riparo e altre esigenze materiali e immateriali in modo sostenibile (1988, p. ix). La permacultura è diventata un movimento diffuso in tutto il mondo che comprende diverse pratiche per un modello di vita sostenibile. Progettazione di permacultura - è un processo attraverso il quale le persone possono creare sistemi che imitano i modelli della natura, dando il massimo effetto con il minimo sforzo. I processi di progettazione della permacultura includono un'attenta osservazione di persone e paesaggi, l'analisi dei dati raccolti, le scelte di progettazione, la pianificazione dell'implementazione e la creazione di sistemi a bassa manutenzione. Principi - La permacultura è basata su alcuni principi imparati dalle tribù indigene e studiando la natura. I cinque principi attitudinali sono stati descritti nel libro di Bill Mollison “Manuale del Designer in Permacultura” (1988). Più tardi, David Holmgrem in “Principi di Permacultura e percorsi aldilà della sostenibilità” (2002) descrive dodici principi che attualmente sono i più utilizzati. In questo manuale sono usati entrambi i principi di Mollison e di Holmgrem.

Glossario 169


Risorse - il materiale utilizzato per condividere la permacultura con bambini come libri, riviste, proposte di sessioni, curriculum, video, siti internet ecc. Organizzare attività - la descrizione del programma di un educatore per lo svolgimento di attività con bambini. Può includere il cosa, come, dove e perché condurre l’attività. Un programma delle attività CiP include idealmente il flusso di semina, crescita e raccolta e coinvolge il bambino olisticamente.

argomenti divisi per età all’interno di ciascun argomento del curriculum CiP. Tutti gli argomenti secondari che sono adatti per i bambini di 3-6 anni, lo sono anche per i bambini di 7-12 anni ma non viceversa. Argomento - gli argomenti che costituiscono le aree tematiche del curriculum CiP. Area tematica - i temi in cui è suddiviso il curriculum CiP e che include uno o più argomenti.

Argomento secondario - gli

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Riferimenti 175


LE AUTRICI LUSI ALDERSLOWE dal 2005 applica la permacultura in Scozia con i bambini in contesti formali, non formali e informali. Educatrice internazionale di permacultura e di scuola nel bosco, Lusi ha creato creato un parco gioco all’aperto e un gruppo per attività doposcuola nel bosco. Attualmente lavora con i bambini progettando, facendo giardinaggio, attività in foresta e facendo scuola parentale con i suoi due figli. È coordinatrice del progetto Children in Permaculture per Permaculture Association (Gran Bretagna) e Gatehouse School. GAYE AMUS è un’educatrice ambientale specializzata nell'educazione della prima infanzia e vive a Helsinki, in Finlandia. Dal 2007 lavora in un asilo “Rain or Shine” in Finlandia e attualmente forma educatori a livello internazionale, partecipando inoltre a conferenze, seminari sulla pedagogia in natura ed educazione all'aria aperta. Gaye nel 2015 insieme agli Asili nel bosco avvia il movimento delle scuole dell’infanzia in natura in Turchia. È una delle pioniere e co-fondatrice del progetto Children in Permaculture.

DIDI A. DEVAPRIYA (alias Denise Deshaies) meglio conosciuta come "Didi", è leader e formatrice internazionale del movimento dell'Educazione Neo-umanista, che mira a coltivare una visione del mondo ecologica, inclusiva e compassionevole fin dai primi anni. Dal 2001 progetta e svolge attività per asili nido, scuole materne e doposcuola, è autrice del programma di studi per la prima infanzia dell'Educazione Neo-umanista per la Romania. Didi ha scritto numerosi articoli e viaggia per formare educatori in Olanda, USA, Libano, Australia, Italia e Romania, dove vive dal 2005. È anche membro fondatore dell'associazione per l'Educazione Neo-umanista in Romania.

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


I COLLABORATORI CHARLENE CHESNIER , illustratrice e creatrice di film d'animazione, è di origine francese e dedica i suoi talenti a progetti di sostenibilità. http://cchesnier.wixsite.com/ charlytamalou VALENTINA CIFARELLI è appassionata di permacultura per bambini e giovani. È coach e formatrice sul tema della vocazione autentica, curiosa apicoltrice, esploratrice della maternità e della vita in comunità dove vive in Italia. CRINA CRANTA è un'insegnante, una sognatrice creativa, madre di due figli e coordinatrice di un orto comunitario in Romania. CECILIA FURLAN vive e lavora in una comunità intenzionale in Svizzera. Applica l'etica e i principi della permacultura nei suoi giardini, nella sua panetteria e come madre. TOMISLAV GJERKEŠ è designer ed educatore di permacultura sloveno. Lavora con le scuole per progettare e costruire spazi di apprendimento all'aperto e integrare la permacultura

nella loro pratica quotidiana. ADÉLA HRUBÁ è una designer e insegnante di permacultura della Repubblica Ceca. Lavora con bambini, educatori, genitori e membri della comunità locale per progettare e creare spazi di apprendimento all'aperto negli asili e nelle scuole. LARA KASTELIC è una biologa slovena curiosa di stili di vita in grado di supportare gli esseri umani e la natura. È appassionata di strumenti sociali, vita in comunità e come praticare la permacultura con bambini, giovani e adulti. LERRYN KORDA è un'illustratrice e scrittrice professionista di libri per bambini, con base nel Regno Unito. http://www.lerrynkorda.com TEREZA VELEHRADSKA è un'insegnante di educazione ambientale per bambini. Lavora come consulente per il programma internazionale "Ecoscuole" in Repubblica Ceca.

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CONTATTI Per saperne di piĂš sul progetto Children in Permaculture e per aggiornamenti sui corsi di formazione, si prega di visitare il nostro sito internet: www.childreninpermaculture.com

www.neoumanism.org

www.gatehouse.dumgal.sch.uk/

www.permakultura.si/

www.cegv-cassiopeia.cz

www.intranzitie.org/

www.paradisoritrovato.org/

www.permaculture.org.uk

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Cura della Terra, Cura delle Persone e Condivisione Equa per l'Educazione


Cura delle terra, cura delle persone e condivisione equa per l’educazione: il manuale della permacultura per bambini è un libro innovativo perchè usa la lente della permacultura per creare un’educazione alla sostenibilità a misura di bambino. Ricco di informazioni, un nuovo curriculum, centinaia di suggerimenti per attività e laboratori, pedagogia olistica e spunti di riflessione, questo libro ispirerà educatori per uscire all’aria aperta e imparare dalla natura. Si rivolge a tutti gli educatori di bambini da 3 a 12 anni ma anche a responsabili politici, progettisti in permacultura, leader di scuole nel bosco, capi scout, genitori, nonni, zie, zii e chiunque sia interessato all’educazione olistica per la sostenibilità e la resilienza. “La cura della terra, la cura delle persone e l’equa condivisione possono essere principi per tutte le stagioni e tutte le professioni. Se introdotta nella vita di bambini e degli adulti che se ne prendono cura, questa filosofia può cambiare il mondo.” RICHARD LOUV, autore di L’ultimo Bambino nei Boschi. Come riavvicinare i nostri figli alla natura. “Un manuale che ogni scuola dovrebbe avere! “ JANET MILLINGTON E CAROLYN NUTTALL, autrici di Outdoor Classrooms - A Handbook for School Gardens. “Il manuale è scritto molto bene e copre tutte le aree di permacultura.” ROSEMARY MORROW, autrice di Earth User’s Guide to Permaculture “Questo è un must per chiunque voglia fare permacultura con i bambini perché un bambino sporco di fango è felice sia dal punto di vista affettivo sia cognitivo!” DR. ANDERS SZCZEPANSKI, professore associato di Outdoor Education, Linköping University Sweden.

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ITALIAN: Children in Permaculture Manual  

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