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incontri La mia storia di volontariato L’amore una volta sbocciato mette radici che non finiscono più di crescere. (Antoine de Saint-Exupery) La mia storia di volontariato non ha avuto inizio in un momento preciso, ma è una storia di radici, di un solco tracciato che anch’io ho seguito. Fin da piccola in famiglia ho respirato aria di solidarietà: allora non si chiamava “volontariato”, non si partiva dalla parola per costruire un’azione, ma si realizzavano spontaneamente atti concreti per gli altri perché era necessario, naturale e giusto farlo. Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do. (Atti degli Apostoli 3,6) Nella povertà e nelle difficoltà forse è più facile condividere, più immediato coltivare pietas e compassione. Negli anni della grande guerra la mia bisnonna si è sempre prodigata per lenire i dolori degli altri: possedeva una siringa per fare punture e si metteva gratuitamente a disposizione di chiunque ne facesse richiesta, venendo ricompensata al massimo con un pezzo di pane. Mia madre già da ragazza era sempre disponibile ad aiutare chi era malato, recandosi negli ospedali per fare assistenza gratuita notturna; e poi, da sposata, accudendo con amore anziani genitori e suoceri che vivevano tutti insieme in casa. E mio padre, come tanti altri, donava tempo e braccia nei campi. Io sono cresciuta in questa famiglia, in quest’ambiente, e quindi ho sempre trovato naturale fare qualcosa per l’altro o aiutare l’altro a fare qualcosa. Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo. (Maria Montessori) E la mia inclinazione naturale, il talento che mi è stato donato, mi ha portato a volgere lo sguardo ai più piccoli. È lavorando con i bambini che si può contribuire a migliorare il loro futuro concretamente: chi riceve aiuto gratuito è poi molto più propenso a fare qualcosa per gli altri, una volta diventato adulto. Oltre ad aver scelto il lavoro di insegnante, fin da ragazzina mi sono 14


incontri dedicata al servizio nella mia Parrocchia come catechista dei bambini e ho continuato anche quando ho formato una mia famiglia e ho avuto i miei figli. Tante volte mi sono sentita dire: “Ma dove lo trovi il tempo per dedicarti agli altri con il lavoro, la famiglia, i figli?”. E io, per citare sempre il pensiero di qualcuno, rispondevo: “Non esiste la mancanza di tempo, esiste la mancanza di volontà. Perché quando le persone veramente vogliono, il tramonto diventa alba, martedì diventa sabato e un momento diventa un’opportunità”. Prendere riempie le mani, dare riempie il cuore. (Seeman) Solo da qualche anno, da quando sono entrata a far parte del progetto “Nati per leggere” (letture in biblioteche, ospedali e librerie; per bambini e anche mamme in attesa), ho cominciato a considerare la parola “volontariato” nel suo significato, realizzando che in realtà era ciò che avevo sempre fatto: dedicarmi alle persone e mettere a disposizione le mie capacità e le mie competenze senza pretendere nulla in cambio, solo per il piacere di vedere il sorriso sulla bocca dell’altro. E io provo veramente una grande gioia nel leggere ai bambini, scoprire sui loro visini lo stupore e la meraviglia mi riempie il cuore. Leggere ai bambini è un atto d’amore e va fatto con passione, con la consapevolezza che i libri li aiuteranno ad acquisire competenze e strategie per muoversi nella realtà di tutti i giorni e li prepareranno ad affrontare le difficoltà della vita quando saranno grandi. La lettura è uno strumento di conoscenza: storia dopo storia, fiaba dopo fiaba i piccoli osservano come muoversi per affrontare la vita, per non farsi cogliere impreparati. Nell’esperienza condivisa della lettura e dell’ascolto, bambino e adulto entrano in sintonia reciproca attraverso mondi che prendono vita tra le pagine del libro e questo crea complicità, fiducia e aiuta a migliorare la relazione e a creare basi solide per il domani. Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma mi piace pensare che se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno. (Santa Madre Teresa di Calcutta) Alla luce delle esperienze che hanno segnato la mia vita sono sempre più convinta che la solidarietà, il farsi carico delle necessità altrui, sia l’atteggiamento, meglio ancora, il modo di vivere che fondando i 15


incontri propri rapporti reciproci su quel sentimento di fratellanza che va al di là delle differenze e dei limiti e ci spinge a cercare insieme il bene comune. Con questo spirito sono anche entrata a far parte della Proloco di Petrignano, nel cui ambito sto creando una biblioteca che diverrà un luogo d’incontro per le persone, un punto di riferimento culturale e di aggregazione per tutti, in particolare per la popolazione giovanile; uno spazio che faccia da “facilitatore sociale” e da ponte tra le differenti culture, dove poter offrire risposte e proporsi come sostegno e alfabetizzazione anche per la popolazione dei nuovi cittadini immigrati. Leggiamo insieme una storia. Se riesci a far innamorare i bambini di un libro, o due, o tre, cominceranno a pensare che leggere e’ un divertimento. Così, forse, da grandi diventeranno dei lettori. E leggere e’ uno dei piaceri e uno degli strumenti piu’ grandi della nostra vita. (Roald Dahl) E con lo stesso spirito ho costruito negli anni piccole biblioteche nelle Scuole dell’Infanzia dove vado regolarmente a leggere e ad aiutare le insegnanti nel prestito del libro ai bambini. Avere una biblioteca all’interno di una scuola è senz’altro un’opportunità educativa per i bambini che la frequentano, per educarli alla lettura e al piacere di leggere. La biblioteca scolastica ha caratteristiche proprie: non è solo un contenitore di materiali ma soprattutto è uno spazio speciale che apre mondi nuovi. Nel laboratorio di biblioteca il bambino diventa protagonista con la possibilità di esprimere le proprie idee e fantasie. Fortunati quei bambini che possono godere della lettura fin dai primi anni della loro vita! Potrei dire quindi che la mia storia di volontariato, in fin dei conti, è una storia di “azioni” attuate attraverso le “parole”: parole lette, raccontate, seminate, insegnate, custodite.

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incontri Ecco allora che vorrei lasciare come mio personale segno queste CINQUE PAROLE che racchiudono il senso della parola “volontariato”: AMORE Il mandato dell’amore, in ogni azione di volontariato, va esercitato partendo non da concetti teorici, ma dal genuino incontro con l’altro, dal riconoscersi giorno dopo giorno nel volto del fratello. Sono esperienze che arricchiscono e fanno crescere. L’amore è un dono che non chiede niente in cambio. Mi vengono in mente le parole di Papa Francesco quando dice: “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.” ACCOGLIENZA La solidarietà non consiste solo nel dare ai bisognosi, ma nell’essere responsabili l’uno dell’altro: nessuno può rimanere escluso e separato. Il servizio di volontariato, in qualsiasi ambito si operi, ti cambia la prospettiva: accogliere, stare a contatto con l’altro ti fa amare veramente senza pregiudizi e vince sulla paura. Aiuta a costruire rapporti sociali puntando su una forte motivazione e uno slancio emotivo che contrastano per natura l’individualismo, l’egoismo e l’isolamento, che sono senza dubbio i mali della nostra società. Si costruisce una bella relazione quando c’è il rispetto dell’unicità dell’altro. GIOIA L’immagine del volontario è quella di una persona positiva e sorridente che mette a disposizione delle persone bisognose, in modo del tutto gratuito, il suo tempo, le sue risorse e le sue capacità. “La vostra felicità è nel bene che farete, nella gioia che diffonderete, nel sorriso che farete fiorire, nelle lacrime che avrete asciugato.”(Raoul Follereau) 17


incontri Se non volete fare volontariato per gli altri, fatelo per voi stessi: il senso di appagamento e il benessere che scaturiscono dall’aiutare gli altri regalano energia e fanno sentire veramente bene. Il dedicarsi alle persone, anche solo con piccole azioni come leggere una storia ad alta voce o ascoltare i più piccoli con i loro perché, ti scalda il cuore, lo colma di volti e di nomi che quasi inconsapevolmente alleviano le tue pene e contribuiscono alla pace interiore. “Ogni volta che fai qualcosa per gli altri, pensando solo alla loro felicità, ti senti meglio: e questo alla fine ti riempie il cuore di gioia. È un esperienza che ti può cambiare la vita per sempre.” (Sergio Bambarén) SPERANZA Fare volontariato è dare l’esempio, è lanciare un sasso nell’acqua e produrre cerchi sempre più grandi che si diffondono all’infinito, è gettare semi di speranza nei solchi della vita, oggi, perché domani si possano realizzare i sogni e le aspettative di chi è più sfortunato di noi. Le nuove generazioni devono imparare il valore della gratuità e metterlo a frutto. “Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano.”(Madre Teresa di Calcutta) DONO Uno dei regali più belli dell’attività di volontariato è che ci fa rendere conto di quanto siamo fortunati: per questo non si tratta davvero di “dare”, ma di “restituire” ciò che ci viene continuamente dato. La soddisfazione, la sensazione profonda di appagamento, ogni piccolo contributo che dai lo ricevi indietro con gli interessi: avere un’identità donatrice significa generare pace e speranza, la vera realizzazione avviene attraverso il dono di sé. “Sparirà con me ciò che trattengo ma ciò che avrò donato resterà nelle mani di tutti”. (Tagore) E per questo ci insegna a dire GRAZIE e a smettere di volere sempre di più, all’infinito, facendoci sentire bene, in pace con gli altri e con il mondo. 18


incontri Nel dire semplicemente grazie a qualcuno stiamo esprimendo che siamo felici di averlo incontrato nella nostra vita, anche solo per un attimo; dire grazie significa riconoscere il valore di ciò che abbiamo e di chi ci circonda; la parola grazie contiene il rispetto per l’altra persona e nasce dal coraggio e dall’umiltà. Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano Se potrò alleviare il dolore di una vita o lenire una pena o aiutare un pettirosso caduto a rientrare nel suo nido non avrò vissuto invano. (Emily Dickinson)

Marida Cesarini volontaria 19

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La mia storia di volontariato - tratto da "Storytelling di Volontariato"  

Una storia al giorno… …ci fa sentire meno soli. In questo particolare momento di “isolamento” il Cesvol Umbria con il Servizio Editoria sed...

La mia storia di volontariato - tratto da "Storytelling di Volontariato"  

Una storia al giorno… …ci fa sentire meno soli. In questo particolare momento di “isolamento” il Cesvol Umbria con il Servizio Editoria sed...

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