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Sommario Dati societari

pag. 2

Cariche sociali

pag. 3

Ordine del giorno Assemblea Generale Ordinaria

pag. 5

Relazione del Consiglio di Amministrazione

pag. 6

Relazione del Collegio Sindacale

pag. 33

Bilancio al 31.12.2009

pag. 36

Prospetti supplementari

pag. 40

Nota integrativa parte H - Operazioni con parti correlate

pag. 44

Relazione revisione contabile

pag. 46

RELAZIONI E SINTESI P RO G E T TO DI BILANCIO

2009


Bilancio 2009

DATI SOCIETARI E CARICHE SOCIALI

dati societari

cariche sociali

Banca di Credito Cooperativo Società Cooperativa

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

LA CONSULTA DEI SOCI

PRESIDENTE

Giorgio Fracalossi

VICE PRESIDENTE VICARIO

Renzo Dallaserra

VICE PRESIDENTE

Corrado Segata

CONSIGLIERI

Massimo Berloffa Alessandro Bortolotti (*) Barbara Ciola Giulia Degasperi (*) Franco Gozzer (*) Rossana Gramegna Dario Grisenti Bruna Marchesoni (*) Sandro Menestrina (*) Giovanni Merz Mariangela Sandri Italo Stenico

(*) mandato scaduto

Mauro Arnoldi Lino Miori Antonia Pedrotti Silvano Cainelli Marco Camin Claudio Hausbergher Renato Tarter Italo Campregher Claudio Orsingher Claudio Stenico Marco Bertini Massimo D’Achille Giuseppe Demattè Giuseppe Fedrizzi Luigi Gherardi Paolina Gottardi Umberto Tita Romeo Agostini Italo Nardelli Giuditta Berloffa

COLLEGIO SINDACALE

PROBIVIRI

Fondata il 27 gennaio 1898 Sede legale e direzione generale Via Belenzani, 6 - 38122 Trento Iscritta all’albo delle banche tenuto dalla Banca d’Italia al n. 2987.6 Iscritta all’albo delle cooperative a mutualità prevalente al n. A157637 Registro delle Imprese di Trento, codice fiscale e partita IVA n. 00107860223 Aderente al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo Capitale Sociale € 288.103,44 Riserve € 127.866.735,72 Codice A.B.I. 08304.8 PRESIDENTE: GIORGIO FRACALOSSI DIRETTORE GENERALE: MICHELE SARTORI PER CONTATTI Telefono: Fax Swift e-mail: Internet:

0461.206111 0461.206123 CCRTIT2T76A info@cr-trento.net www.cassaruraleditrento.it



Capo Sindaco

Wilma Sassudelli

Sindaco Effettivo Sindaco Effettivo

Romeo Dallachiesa Lorenzo Rizzoli

Sindaco Supplente Sindaco Supplente

Marcello Condini Giovanni Marchi

Roberto Foresti Romedio Cappelletti Gino Dorigatti



Argentario Argentario Argentario Gardolo Villazzano Villazzano Villazzano Povo Povo Meano Vigo Meano Trento Trento Trento Trento Trento Mattarello Sopramonte Sopramonte Sardagna

Presidente


Bilancio 2009

ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA 14 maggio 2010 - Seconda Convocazione

ORDINE DEL GIORNO Presentazione del Bilancio al 31 dicembre 2009 e conseguenti obblighi informativi. Relazione sulla gestione del Consiglio di Amministrazione, Relazione del Collegio dei Sindaci e Relazione del soggetto incaricato del controllo contabile. Approvazione del Bilancio e destinazione degli utili; determinazione del ristorno ai sensi dell’art. 49 bis dello statuto sociale.

* Elezione delle cariche sociali.

* Determinazione dei compensi agli amministratori.






Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

L’aNalisi del contesto ECONOMICO

RIFLESSIONI

LO SCENARIO COMPETITIVO

Un nuovo punto di partenza

La crisi finanziaria internazionale e la recessione globale non sembrano del tutto concluse. Si manifestano i primi segnali di stabilizzazione, ma è ancora presto per essere ottimisti. In questo quadro di incertezza, continua ad emergere con forza la valenza del nostro modo “differente” di fare banca e di un modello, quello delle banche di credito cooperativo, che vive oggi uno dei momenti più alti della propria storia, in termini di riconoscimento da parte del mercato, di visibilità e quindi di responsabilità. Un esempio, il nostro, fortemente rivalutato da tutte le teorie economiche e che ha portato a riaprire, anche a livello locale, il dibattito sull’importanza dei sistemi creditizi locali e a riscoprire “improvvisamente” la centralità del rapporto tra banche e territorio. Forte di questa consapevolezza e di una sintonia con la propria Comunità mai così forte, la nostra Cassa Rurale può quindi guardare con una certa fiducia al futuro. Una fiducia ”realistica”, fondata sulle certezze del nostro passato e su un presente che ci affida un ruolo da protagonisti nella crescita e nello sviluppo della nostra Comunità trentina.

Nell’esercizio sociale che ci porta a celebrare il 10° anniversario della nascita della Cassa Rurale di Trento, possiamo guardare indietro e considerare con orgoglio il percorso fatto in questi anni al servizio dei Soci, dei Clienti e della Comunità trentina. Un cammino spesso difficile, ricco di sfide impegnative, lungo il quale la nostra Cassa Rurale ha saputo però sempre dimostrare vitalità e dinamismo, rimanendo saldamente ancorata al proprio modello d’impresa, alla mutualità, alla cooperazione e alla sussidiarietà. La compagine sociale è cresciuta in dimensioni, è diminuita in età media e si è aperta ai giovani. Sono stati tantissimi i progetti, le iniziative e le attività realizzate per migliorare il senso di appartenenza dei Soci, per favorire la loro partecipazione, per valorizzare lo scambio mutualistico. I vantaggi sociali hanno assunto profili differenziati. All‘introduzione del Ristorno, principale strumento di reciprocità cooperativa, è seguita la costituzione della Fondazione Cassa Rurale di Trento, organismo che sta ampliando ulteriormente il ventaglio delle opportunità messe a disposizione dell’intero territorio trentino. Sono aumentati i Clienti, le masse intermediate, ed il nostro sistema di offerta si è costantemente evoluto per rispondere alle attese crescenti dei risparmiatori, delle famiglie, delle imprese. La prevalente destinazione degli utili a patrimonio ha contribuito ad irrobustire la nostra dotazione patrimoniale, e risorse aggiuntive sono state investite a favore dei Soci e della Comunità attraverso diverse e originali iniziative nel campo della mutualità innovativa. L’operatività prevalente con i Soci ed un’attività coerentemente indirizzata solo sul nostro territorio di competenza sono stati i punti fermi delle nostre strategie, ma si sono anche rivelati indirizzi particolarmente lungimiranti, che ci hanno permesso di affrontare in sicurezza la crisi dei mercati finanziari e le sfide della concorrenza. Il sempre più forte radicamento sul territorio e la prossimità relazionale con i Soci e la Clientela, si sono rivelati in tal senso una risorsa estremamente preziosa, un vantaggio competitivo ed un valore intangibile da preservare anche in futuro. Strategie oculate e adeguatezza patrimoniale non sono stati i soli presidi della nostra stabilità. In questi anni abbiamo sviluppato soluzioni organizzative sempre più adeguate al nostro modello d’impresa e alle istanze derivanti dall’evoluzione del quadro normativo e regolamentare, e abbiamo accompagnato la nostra crescita con rigorosi ed efficaci sistemi di controllo e di gestione di tutti i rischi, anche di quelli non semplicemente quantificabili. “Un nuovo punto di partenza”; era questo lo slogan allora ideato per dare slancio al progetto che, nel lontano 2000, vedeva nascere una nuova Cassa Rurale con l’ambizione di riunire, sotto un unico tetto, le Casse Rurali nate nelle diverse zone del Comune di Trento. A distanza di dieci anni, con l’avvenuta fusione con la Cassa Rurale So-

GLI SCENARI ECONOMICI La situazione economica internazionale, nazionale e provinciale, nonché l’andamento generale del Sistema bancario - e delle Casse Rurali Trentine in particolare - rappresentano fondamentali punti di partenza per meglio comprendere il quadro di riferimento entro cui si muove anche la nostra Cassa. Altrettanto importante, in questo momento, è comprendere la valenza del cosiddetto “piano anticrisi”, attivato dalla Provincia Autonoma di Trento per contenere gli effetti della crisi economica e per preparare il Trentino a sfruttare nel migliore dei modi la fase della ripresa. La Relazione dedica a questi importanti temi un’apposita panoramica, riportata in appendice.



pramonte, quel traguardo, insieme a tanti altri importanti obiettivi, può dirsi raggiunto. Ora si tratta di “ripartire”, con rinnovato slancio ed entusiasmo, e con in testa sempre lo stesso principale obiettivo: consegnare, alle generazioni che verranno, il patrimonio di fiducia e di valori che noi e le generazioni che ci hanno preceduto abbiamo accumulato. E consegnarlo ancora più grande.

LA GESTIONE SOCIALE I RAPPORTI CON I SOCI E CON LA COMUNITà LOCALE Il Bilancio Sociale della Cassa Rurale costituisce, ormai da alcuni anni, lo strumento più completo di rendicontazione e di valutazione delle ricadute “sociali” della nostra attività aziendale. Questo documento, redatto generalmente nel secondo semestre dell’anno, integra le informazioni “obbligatorie” proprie del Bilancio ordinario e ha l’obiettivo di presentare in modo diretto e dettagliato ai Soci, Clienti, Collaboratori e alla Comunità in generale, i tanti risvolti dell’attività sociale, con particolare riferimento al nostro impegno per tutti i portatori d’interesse. In questa relazione riteniamo comunque importante ricordare alcuni aspetti della nostra “responsabilità sociale”, già in parte anticipati ai Soci nel corso dei recenti 11 incontri pre-assembleari. Al 31 dicembre 2009, la compagine sociale risultava composta da 10.923 Soci, dei quali 3.152 donne, 7.347 uomini e 424 società, enti o organizzazioni in genere. Si può quindi definire raggiunto l’obiettivo di ampliamento della base sociale fissato nel Piano Strategico 2007-2009, che prevedeva il raggiungimento della quota di 10.000 Soci entro fine 2009. Al raggiungimento di questo importante risultato ha contribuito anche la fusione con la Cassa Rurale Sopramonte. L’attività di promozione nei confronti della clientela più vicina per incrementare il numero dei Soci è infatti proseguita anche nel corso del 2009 ed alla fine dell’anno l’aumento, rispetto al dato aggregato delle due Casse Rurali nel 2008, è risultato pari a 295 unità, a fronte di 564 nuovi ingressi e 269 uscite (delle quali nr. 59 per decesso). Tra i nuovi Soci, 223 sono le donne, 332 gli uomini e 9 gli enti.

Al passo con i tempi Il mondo della finanza vive un tempo di scelte, di cambiamenti. Messa in crisi la sostenibilità di alcuni modelli d’intermediazione, ci si confronta oggi sul ruolo e sul senso del “fare credito” e del “fare finanza”. Forti delle nostre rinnovate certezze e di una visione della finanza che non ha mai smarrito il suo senso fondamentale di “finanza per lo sviluppo”, a noi amministratori tocca oggi una responsabilità importante: quella di elaborare strategie complessive che consentano alla Cassa Rurale di Trento di presentarsi sullo scenario della ripresa come autrice del proprio cambiamento e adeguata alle attese di un sistema locale che riconosce nella Cassa un interlocutore essenziale per lo sviluppo del territorio. Un cambiamento per affrontare al meglio i rischi del mercato e le complessità del ”fare banca oggi”, per affrontare con serenità le sfide che ci attendono e continuare a valorizzare al massimo le potenzialità del nostro Sistema Cooperativo. Un cambiamento necessario per sostenere un’evoluzione regolamentare sempre più stringente e per rispondere in modo rapido ed efficace alle domande crescenti delle famiglie, delle imprese, dell’economia reale. Un cambiamento in cui l’adeguata organizzazione, l’attenzione ai rischi e l’efficace governo societario assumano un ruolo sempre più importante e altrettanto rilevante di quello rappresentato dai valori fondanti della mutualità e del bene comune. Indirizzare la Cassa Rurale del domani sulle due strade parallele dell’esigenza di managerialità elevata per il governo dell’impresa da un lato, e della partecipazione dei Soci e della Comunità dall’altro, saranno quindi temi fondamentali, che affronteremo insieme nei prossimi anni. Dovremo pensare e condividere modalità “concrete” per valorizzare, dentro la base sociale e nel governo della nostra Cassa Rurale, le migliori esperienze e professionalità, tecniche e cooperative. Dovremo costruire insieme formule e strumenti di governance innovativi, capaci di conciliare gli alti livelli di competenza della compagine amministrativa con l’esigenza di continuare a garantire un’adeguata rappresentatività alle zone di origine della nostra Cassa Rurale. Occorre innovare, per rimanere stabilmente al servizio di Soci e Clienti, per gestire la mutualità in modo ancora più intenso, per continuare ad essere, anche in futuro, straordinari fattori di trasformazione, economica e sociale, della nostra Comunità.

SOCI (include dati CR Sopramonte) 12.000 11.000

10.628

10.000 9.000

8.300

8.000

8.876

10.923

9.371

7.000 6.000 5.000 4.000

2005

2006

2007

2008

2009

L’età media dei nostri Soci a fine 2009 era di 52 anni e 4 mesi, mentre era di 44 anni quella dei nuovi Soci entrati nel corso dell’anno. L’adesione e l‘apprezzamento dei Soci nei confronti delle nostre specifiche proposte di servizi bancari sono risultati, anche nel 2009, in costante crescita. 


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Citiamo al riguardo alcuni esempi: al 31.12.2009, erano 6.874 i rapporti di “Conto Sicuro” aperti dai nostri Soci, a conferma del gradimento verso questo conto corrente “tutto compreso”, che abbina, ai normali servizi bancari, una serie di coperture assicurative utili e vantaggiose, mentre, alla stessa data, l’importo complessivo dei finanziamenti per la casa “Mutuo Sicuro” - erogati negli ultimi 5 anni a più di 900 Soci - aveva superato i 107 milioni di euro. Con riferimento ai servizi extrabancari offerti dalla Cassa ai propri Soci e ai loro familiari, è proseguita, anche nel 2009, la collaborazione con i principali Caf (Acli, Cisl, Cgil e Uil) per l’offerta del servizio di assistenza fiscale per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi. A dimostrazione del gradimento di questo servizio, il numero delle dichiarazioni compilate risulta in crescita anno dopo anno e, nel 2009, ha quasi raggiunto quota 5.000. A questo numero si aggiungono poi, anche se in misura decisamente inferiore, gli utenti Soci che si sono avvalsi del servizio di compilazione di bollettini per il pagamento dell’imposta comunale sugli immobili. Anche il servizio di consulenza legale, fiscale e previdenziale, offerto da consulenti esperti nel settore, ha continuato ad incontrare il gradimento dei nostri Soci. Sono state complessivamente 185 le consulenze svolte nel 2009, di cui 50 in ambito previdenziale, 101 di tipo legale e 34 su temi fiscali. Per quanto riguarda i Premi di Studio, è stata Praga la capitale europea che, all’inizio del mese di maggio 2009, ha ospitato il viaggio premio riservato agli studenti Soci o figli di Soci che hanno ottenuto la laurea o il diploma di scuola media superiore con un ottimo risultato. Oltre 80 giovani hanno partecipato a questa riuscitissima iniziativa, mentre altri 22, nell’impossibilità di partecipare al viaggio, hanno optato per un premio alternativo. Una nuova formula è stata individuata anche per la realizzazione della cerimonia di consegna dei premi, svoltasi presso le sale del Grand Hotel Trento. Una serata condotta interamente dal direttivo dell’Associazione Giovani Soci della Cassa Rurale di Trento, che ha offerto, oltre al momento istituzionale delle premiazioni, anche un divertente intermezzo dedicato ad un “magico” spettacolo. Si è riconfermato anche nel 2009 l’ormai tradizionale appuntamento con le “Feste del Socio”, con 16 appuntamenti organizzati nelle diverse zone di operatività della Cassa in collaborazione con associazioni di volontariato e gruppi associativi locali. Ogni festa ha registrato il “tutto esaurito” e sono stati complessivamente più di 4.700 i Soci e loro familiari che hanno partecipato a questi momenti di socializzazione e divertimento. Tra le altre iniziative rivolte ai Soci ricordiamo le proposte di viaggio; lo scorso autunno un gruppo di Soci è partito alla scoperta di Laos, Cambogia e Vietnam, mentre, per quanto riguarda i soggiorni estivi, la Cassa Rurale ha stipulato una convenzione con la Cooperativa A.E.R.A.T. di Trento per offrire ai Soci l’opportunità di trascorrere le vacanze presso la struttura “Casa per Ferie Mirandola” a Cesenatico . Come più volte abbiamo ribadito, essere Soci non significa solamente beneficiare di vantaggi personali, ma anche e soprattutto condividere e sostenere quei principi di solidarietà e di mutualità che, da sempre, la Cassa Rurale di Trento mette in atto e che si manifestano principalmente con

interventi economici che ricadono sulle attività sociali del territorio in cui operiamo. Tra gli interventi più significativi ricordiamo quest’anno quelli che hanno interessato: la Casa di Riposo di Villa Belfonte a Villazzano per il rinnovo degli impianti termosanitari; la Parrocchia di San Donà per la sistemazione dell’impianto sportivo; la Parrocchia di Martignano a sostegno dei lavori di sistemazione della ex canonica, dell’oratorio e della chiesa. In generale, la Commissione “Interventi sul territorio” in prima battuta, ed il Consiglio di Amministrazione poi, hanno esaminato tutte le richieste di intervento presentate nel corso del 2009, deliberando ben 435 interventi in favore di altrettante associazioni ed enti. In particolare, gli interventi in favore di iniziative culturali, educative e ricreative sono stati 220, per un valore complessivo di 615 mila euro. A favore dello sport sono stati destinati invece 381 mila euro, dei quali hanno beneficiato 99 associazioni la cui attività è rivolta in prevalenza al settore dello sport giovanile. Ricordiamo inoltre il sostegno “decisivo” rivolto a numerose manifestazioni sportive locali. Un’altra importante categoria di interventi è quella che ha riguardato le iniziative nel campo della solidarietà e della mutualità; si tratta del sostegno a tutte quelle associazioni che svolgono un’attività a favore delle categorie più deboli, non solo sul nostro territorio, ma anche nelle aree del terzo mondo. A questi fini la Cassa Rurale ha destinato 169 mila euro nel 2009, per complessivi 116 interventi. Ricordiamo inoltre che, secondo il progetto di destinazione degli utili più avanti proposto, circa 124 mila euro saranno destinati ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della Cooperazione. L’impegno in ambito sociale promosso dalla nostra Cassa Rurale risulta oggi ulteriormente rafforzato dall’attività della Fondazione Cassa Rurale di Trento, costituita a fine 2008, che rappresenta un ulteriore strumento di mutualità per il sostegno di importanti progetti di sviluppo per la nostra Comunità. La Fondazione, persegue infatti esclusivamente e senza scopo di lucro finalità di utilità sociale e pubblica, attivando progetti e iniziative nel campo dell’istruzione, formazione e promozione culturale, della solidarietà sociale e assistenza sanitaria, della ricerca storica e scientifica e della tutela ambientale. Interpretando con convinzione tali indicazioni il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha quindi elaborato un piano di attività per il periodo 2009-2011. Tra i programmi già realizzati, oltre all’acquisizione totale della scuola di lingue CLM-BELL, partecipazione che consentirà di realizzare iniziative speciali e offrire agevolazioni, ricordiamo l’organizzazione del ciclo di conferenze “Dialoghi sulla crisi economica mondiale. Quali insegnamenti per il futuro?” e la collaborazione ad alcune iniziative organizzate in ambito locale (partnership con Museo Tridentino di Scienze Naturali, Fondazione Galleria Civica, ACLI Anziani Con.sa.t.); sono inoltre in corso di definizione nuovi specifici progetti nel campo dell’istruzione e della solidarietà sociale. Un accenno, infine, anche all’impegno profuso dalla Cassa Rurale per le iniziative rivolte ai Soci ed ai loro familiari, che si è concretizzato in una spesa di circa 1 milione di euro, nella quale rientrano gli oneri derivanti dai servizi 

di assistenza fiscale e consulenza, dai viaggi collegati all’iniziativa “premi di studio” e a quelli estratti fra i Soci partecipanti all’Assemblea, ma anche gli investimenti per le feste dei Soci, per le strenne natalizie, gli omaggi assembleari, la distribuzione del Ristorno e, in generale, quelli attivati per la realizzazione dei diversi processi di incontro e comunicazione con la base sociale. In questa voce, si aggiungono inoltre gli investimenti formativi riservati ai Soci e mirati a favorire, in particolare, i processi di apprendimento linguistico. Grazie alla collaborazione con il CLM-BELL, la Cassa Rurale offre ai Soci e ai loro familiari speciali agevolazioni sui corsi di lingue straniere, soggiorni di studio per ragazzi e altre specifiche iniziative. Ben superiori sono tuttavia i reali benefici economici a favore dei Soci “attivi”, vantaggi derivanti in parte dalle tante agevolazioni di spesa relative ai servizi bancari utilizzati, ma riferibili soprattutto alle generali migliori condizioni di tasso praticate ai Soci rispetto alla media dei tassi applicati alla Clientela. Proprio a questo riguardo, ogni anno nel Bilancio Sociale rappresentiamo il calcolo di tale beneficio che, per il 2009, abbiamo stimato in circa 2,8 milioni di euro. L’impegno economico complessivo sostenuto dalla Cassa per tutte le iniziative a favore dei Soci e di ordine sociale, mutualistico, di sviluppo e promozione della Cooperazione, è ammontato per il 2009 a 2.289.000 euro. I nostri interventi, attentamente ed equamente distribuiti sul territorio di competenza, si possono così sintetizzare per aree principali ed importi erogati: Sostegno alle associazioni ed alle iniziative culturali, educative e ricreative Sostegno allo Sport Solidarietà e mutualità Iniziative rivolte ai Soci Promozione e sviluppo della cooperazione Totale complessivo

LA GESTIONE ECONOMICA E FINANZIARIA UN FLASH SUL BILANCIO In un contesto macro-economico difficile e complesso e che rischia di rimanere incerto ancora per molto tempo, la nostra Cassa Rurale ha archiviato l’esercizio 2009 registrando una sostanziale stabilità della tradizionale attività d’intermediazione creditizia e una sufficiente tenuta del profilo reddituale. Un esercizio, tra l’altro, caratterizzato dalla fusione per incorporazione della Cassa Rurale Sopramonte nella Cassa Rurale di Trento con effetto contabile 1 gennaio 2009; per questo, i raffronti e i grafici sotto riportati presentano i dati delle due realtà già aggregati. Nel corso del 2009 le masse amministrate (raccolta diretta, raccolta indiretta e impieghi presso la clientela) sono cresciute di 15 milioni di euro, raggiungendo i 2.803,4 milioni di euro, con una percentuale d’incremento, rispetto all’esercizio 2008, dello 0,55%. La raccolta diretta ha registrato un incremento significativo, passando dai 1.244,6 milioni di euro del 2008 ai 1.318,2 milioni di euro di fine 2009 (+5,92%), mentre gli impieghi alla clientela sono passati dai 1.030,7 milioni di euro del 2008 ai 1.026,2 milioni di euro di fine 2009 (-0,44%). Numeri che, per quanto riguarda i prestiti, sono stati conseguiti riservando grande attenzione alla domanda dei Soci, i cui prestiti, diretti o garantiti, rappresentano oltre il 58% del totale, e ai bisogni del nostro territorio, nel quale sono concentrati più del 90% degli impieghi della Cassa Rurale. La raccolta indiretta si è attestata su livelli inferiori a quelli del 2008, posizionandosi a 458,9 milioni di euro rispetto ai 512,6 milioni di euro dell’esercizio precedente, con una diminuzione del 10,47%. La componente gestita è aumentata del 17,31% attestandosi a 85,7 milioni di euro (73,1 milioni di euro a fine 2008), con un’incidenza del 18,67% sul totale della raccolta indiretta. La componente amministrata è diminuita del 15,09% attestandosi a 373,2 milioni di euro (439,6 milioni di euro a fine 2008), con un’incidenza sul totale della raccolta indiretta pari all’81,33%.

220 INTERVENTI 615 mila euro 99 INTERVENTI 381 mila euro 116 INTERVENTI 169 mila euro 1 milione euro 124 mila euro 435 INTERVENTI 2.289.000 euro

RACCOLTA COMPLESSIVA (valori espressi in milioni di Euro) 1.800

1.715,9

1.700

1.757,2

1.777,2

2008

2009

1.595,9

1.600

1.497,7

1.500 1.400 1.300 1.200 1.100 1.000



2005

2006

2007


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

La raccolta complessiva da clientela (diretta più indiretta) è risultata, a fine 2009, pari a 1.777,2 milioni di euro, con un aumento dell’1,14% rispetto all’esercizio 2008, ove la stessa ammontava a 1.757,2 milioni di euro. I risultati economici 2009 hanno espresso valori finali sostanzialmente allineati all’esercizio precedente registrando peraltro dinamiche diverse nei vari step reddituali intermedi. In particolare, è risultato quasi identico all’esercizio precedente l’andamento del margine d’intermediazione, cioè l’insieme di quanto la Cassa ricava dalla gestione del denaro, dei servizi e delle altre attività/passività finanziarie, con un aumento sul 2008 dello 0,68% pari a circa 259 mila euro, e l’utile dell’operatività al lordo delle imposte correnti che registra, rispetto al 2008, una diminuzione del 2,60% pari a circa 162 mila euro. Dall’analisi dei vari risultati economici intermedi si evidenzia una contrazione del margine di interesse, in diminuzione di 5,6 milioni di euro, un aumento delle commissioni nette da servizi e dello sbilancio oneri/proventi su attività/passività finanziarie, rispettivamente di 667 mila euro e di 5,4 milioni di euro, una diminuzione delle rettifiche/ riprese di valore nette per deterioramento di crediti, pari a 1,9 milioni di euro, e infine un aumento dei costi operativi per 2,5 milioni di euro. Nel dettaglio, il margine d’interesse (differenza tra interessi attivi e passivi) ha presentato a fine 2009 una diminuzione del 18,37%, posizionandosi a 26 milioni di euro, contro i 31,8 milioni di euro di fine 2008, riduzione determinata soprattutto dalla contrazione dello spread tassi registrata nel corrente esercizio. Lo spread “tassi banca” si è attestato a fine 2009 all’1,72%, contro il 2,15% dell’anno 2008, con una variazione negativa di 0,43 punti; alle stesse date, lo spread “ tassi clienti” era pari al 2,18%, contro il 2,52%, con una diminuzione di 0,34 punti. Va rilevato inoltre il mancato apporto al margine di interesse, a decorrere dal 2° semestre 2009, della “commissione di massimo scoperto”, sostituita a partire dal 1° luglio 2009 dall’introduzione della nuova commissione per messa a disposizione fondi (in sigla FON), i cui effetti economici vanno registrati a commissioni attive creando quindi, almeno per il corrente anno e quello successivo, disallineamenti in sede di raffronto dei risultati reddituali. Positivo è risultato l’andamento delle commissioni nette (sbilancio tra commissioni attive e passive), che ha raggiunto, a fine 2009, i 7,3 milioni di euro contro i 6,6 milioni di euro del 2008, con un aumento percentuale pari al 10,03%. Un aumento determinato prevalentemente dall’apporto per un semestre della nuova commissione “Fon”, peraltro rettificato in parte dalle minori commissioni percepite nell’ambito del risparmio gestito (gestioni patrimoniali individuali e collocamento titoli) settore penalizzato, nel corso del 2009, dal perdurare della crisi dei mercati finanziari. Il risultato dell’attività di negoziazione (dividendi, risultato netto dell’attività di negoziazione da titoli, risultato netto dell’attività di copertura, utili da possesso di attività finanziarie disponibili per la vendita, altre passività finanziarie e risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value) ha espresso, a fine 2009, un valore positivo di 4,9 milioni di euro contro un valore negativo di fine 2008 pari a 521 mila euro, per un incremento assoluto di 5,4 milioni di euro. Il sensibile aumento del risultato dell’attività di negoziazione è quasi interamente ascrivibile agli utili

conseguiti nel 2009 grazie ad una costante attività di ottimizzazione della tesoreria aziendale, consentita dall’elevata liquidità detenuta dalla Cassa; il risultato deriva soprattutto dalle vendite/acquisti di strumenti finanziari classificati nella categoria “attività disponibili per la vendita” (titoli di stato a tasso fisso e variabile), con un importo di circa 4,4 milioni di euro contro i soli 400 mila euro dell’anno precedente. A questo, va aggiunta la positività del risultato netto delle attività/passività valutate al fair value che, nel 2009, ha espresso un valore economico positivo di 183 mila euro, contro un valore negativo di fine 2008 pari a 967 mila euro, con una variazione assoluta netta positiva di 1,1 milioni di euro. Il margine d’intermediazione (somma dei ricavi dell’intera attività aziendale prodotta dalla gestione denaro e dalla gestione servizi, scorporata, nella nuova “veste IAS”, tra commissioni nette e risultato dell’attività di negoziazione) si è attestato quindi a 38,3 milioni di euro rispetto ai 38 milioni di euro dell’esercizio passato, con un aumento percentuale dello 0,68%. Le rettifiche e riprese di valore nette per deterioramento crediti e altre attività finanziarie, determinate secondo la nuova metodologia dei principi contabili internazionali, rispondono ad una politica estremamente cauta, dettata dall’attuale delicato momento congiunturale, che ci ha portato a esporre, in via prudenziale, previsioni di perdite che potrebbero fisiologicamente derivare da situazioni contingenti o dall’aggravarsi della crisi in corso. Questa voce ha registrato, a fine 2009, un importo negativo di 2,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto all’importo negativo di 4,8 milioni di euro di fine 2008. Il risultato netto della gestione finanziaria (margine d’intermediazione +/- rettifiche riprese di valore nette) si è posizionato, a fine 2009, a 35,6 milioni di euro, contro i 33,2 milioni di euro del 2008, con un aumento percentuale del 7,22% I costi operativi presentano un aumento di 2,5 milioni di euro, passando da 26,9 milioni di euro di fine 2008, a 29,4 milioni di euro di fine 2009, con un incremento percentuale del 9,17%. Secondo la nuova metodologia espositiva del conto economico “IAS”, tale voce è costituita dalle spese del personale, dalle altre spese amministrative (incluse le imposte indirette a carico della Cassa e della Clientela) e dalle rettifiche/riprese di valore netto su attività materiali/immateriali (ammortamenti). Confluisce inoltre nel presente aggregato lo sbilancio positivo/negativo degli altri oneri/proventi di gestione, che accoglie prevalentemente i recuperi da clientela per spese postali, imposte di bollo su conti correnti e dossier titoli e imposta sostitutiva D.P.R. 601/73. Sono due essenzialmente i fattori che hanno determinato l’aumento dei costi operativi nell’anno 2009 rispetto al 2008: il costo “straordinario” per l’esodo volontario di alcuni dipendenti deliberato dal Consiglio di Amministrazione a fine 2009 (contabilizzazione di competenza 2009 per circa 2,0 milioni di euro) ed i costi straordinari sostenuti nel 2009 per l’organizzazione di ben cinque assemblee generali dei Soci. Rispetto al passato, il conto economico “IAS” non pone più in evidenza i risultati reddituali attivi/passivi di natura ordinaria e straordinaria. Questi ultimi, vengono fatti confluire direttamente nella voce “altri oneri/proventi di gestione” all’interno della sezione dei costi operativi. È stata peraltro pre10

vista una sezione specifica ove evidenziare le componenti di reddito non ordinarie, quali ad esempio gli utili e perdite delle partecipazioni, il risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali, le rettifiche di valore dell’avviamento e gli utili e perdite da cessione di investimenti. In tale sezione, per gli esercizi 2009 e 2008 figurano unicamente due importi alla voce “utili/perdite da cessione di investimenti”, pari rispettivamente a 114.089 euro positivi e 1.405 euro negativi. Il valore 2009 è inerente, per la quasi interezza, alla plusvalenza realizzata a seguito della vendita di un immobile di proprietà della Cassa. Recependo questi ulteriori importi economici, l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte ha raggiunto i 6,1 milioni di euro, contro i 6,2 milioni di euro dell’esercizio precedente, con una diminuzione percentuale del 2,60%. Dopo avere determinato le imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente, l’utile netto si è attestato a 4,6 milioni di euro, contro i 5,1 milioni di euro del 2008. Il patrimonio, fondamentale elemento di redditività finanziaria, nonché indispensabile, ai fini della Vigilanza, per sostenere un’operatività più ampia e diversificata, raggiungerà, dopo il riparto utile 2009, un valore contabile, al lordo delle rettifiche e integrazioni disposte dalla Banca d’Italia, di poco inferiore ai 132 milioni di euro.

L’ASSETTO ORGANIZZATIVO Gli obiettivi aziendali e le politiche individuate dal piano strategico triennale sono stati in parte condizionati, nell’ultimo periodo di riferimento, da eventi rilevanti e imprevisti, che hanno portato la Cassa ad operare importanti scelte organizzative destinate a produrre effetti positivi sull’evoluzione futura del nostro Istituto. Il 2009 è stato innanzitutto caratterizzato da uno scenario di mercato difficile, che ha ridimensionato gli obiettivi economici e di espansione delle masse prefissati in origine. L’aspetto positivo di tale situazione di crisi, peraltro superata senza affanno, sta nel fatto che la Cassa ha ritenuto essenziale interrogarsi in merito a particolari azioni di rafforzamento dei presidi patrimoniali e organizzativi, ponendo ulteriore accento su politiche gestionali lungimiranti, come quelle rivolte alla tutela della liquidità, al controllo del rischio di credito ed alla razionalizzazione delle risorse, con una particolare attenzione al controllo sui costi. L’altro evento importante con il quale la Cassa ha dovuto confrontarsi nel 2009 è stata la fusione per incorporazione della Cassa Rurale Sopramonte. La realizzazione di questo importante progetto ha comportato un grosso impegno per la struttura, sia nella fase preparatoria, sia nelle fasi finali, durante gli ultimi mesi dell’anno; tale impegno ha dato i suoi frutti, consentendo una rapida e completa integrazione delle nuove risorse nella nostra realtà organizzativa. Con lo scopo di concretizzare efficacemente i vantaggi economici attesi da un’operazione di questo tipo, la fusione ci ha indotto a riesaminare e riprogettare la struttura organizzativa e del personale, in coerenza con le esigenze dettate dall’attuale congiuntura economica, che ci impone di perseguire il contenimento dei costi operativi e migliorare la produttività, garantendo inalterati la qualità del servizio a Soci e Clienti ed il corretto presidio dei rischi. Il processo di riorganizzazione, legato necessariamente alla fusione, ma anche a preesistenti obiettivi di miglioramento, ha interessato in primo luogo la struttura delle filiali: l’operatività della filiale di Via Trener è stata trasferita sulla vicina filiale di Top Center; le due filiali di Via Giovanelli e di Via Grazioli sono state unificate e si attende, nel primo semestre 2010, il completamento dei lavori di ristrutturazione per trasferire l’operatività delle stesse nei nuovi locali di Via Grazioli; è stata programmata, entro fine estate 2010, anche la chiusura della filiale di Via Manci, con il trasferimento della clientela sul potenziato sportello della Sede, in Via Belenzani. Questi avvenimenti, uniti alla revisione organizzativa operata sulle aree interne, hanno evidenziato l’esistenza di 10 esuberi. La Cassa ha deciso pertanto di avviare la procedura per l’accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà per il personale delle imprese di credito cooperativo, dando la possibilità ad altrettanti collaboratori di anticipare il loro pensionamento. Tale operazione, insieme all’uscita di altri collaboratori per dimissioni volontarie o pensionamento, consentirà, nell’arco di un anno, di ridurre di circa 20 unità il numero di risorse impiegate al momento della fusione, con

PATRIMONIO (valori espressi in milioni di Euro) 140

131,7

130 120

125,0

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2008

113,9

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Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

una ripercussione positiva sui costi futuri. Le uscite di personale prossimo al pensionamento, con ruoli di responsabilità, hanno indotto, ove possibile, a dare fiducia e valorizzare le competenze di alcune figure ritenute più valide e pronte per funzioni di maggiore impegno. In altri settori si sono realizzate soluzioni organizzative che hanno permesso di sopperire, con efficacia, alla riduzione di risorse impiegate. La riorganizzazione aziendale si completerà con l’aggiornamento dei “profili di ruolo”, documento che individua e focalizza le responsabilità connesse con ciascun ruolo, in relazione al proprio ambito di attività.

I relativi costi, pari a circa 65.000 euro, sono stati in parte finanziati con contributi del Fondo Sociale Europeo e di Foncoop - il Fondo paritetico interprofessionale del Credito Cooperativo. Al 31 dicembre 2009, l’organico della Cassa Rurale era composto da 240 persone, di cui 144 uomini e 96 donne, con un’età media di circa 42 anni ed un’anzianità media di servizio di circa 14,6 anni. Nel corso dell’anno sono stati assunti 4 collaboratori e altrettanti hanno cessato il servizio. I collaboratori entrati a far parte dell’organico, provenienti dalla ex Cassa Rurale Sopramonte, sono stati 23. I contratti a tempo determinato erano 9, mentre i dipendenti indisponibili (per congedo parentale, maternità, aspettativa e distacco sindacale) erano 11. Per effetto della riorganizzazione post fusione, la distribuzione del personale al 31/12/2009 sta subendo delle variazioni in questi primi mesi del 2010. Al termine dei cambiamenti in atto, la ripartizione dovrebbe vedere il 34,5% del personale impegnato in attività di back office e il 65,5% occupato in attività di front office, prevalentemente presso le filiali. La Cassa si è avvalsa, per brevi periodi, di lavoratori temporanei con contratto di lavoro somministrato e di un collaboratore a progetto. La collaborazione con l’Università di Trento e con altri soggetti formativi è proseguita con l’attivazione di 13 tirocini con giovani studenti, in diverse aree aziendali, con una durata media di 2-3 mesi. Il tirocinio è servito agli studenti come opportunità di verifica “sul campo” delle conoscenze teoriche apprese, ma si è rivelato spesso un’esperienza utile al prossimo inserimento nel mondo del lavoro o all’elaborazione di tesi di laurea specialistiche.

LE RISORSE UMANE L’impegno della Cassa nell’ambito delle risorse umane è costantemente rivolto allo sviluppo delle competenze dei propri collaboratori, sia nel campo delle indispensabili conoscenze tecniche, che in quello delle competenze trasversali, con l’obiettivo di aumentare il livello di maturità organizzativa, lo spirito di squadra, il coinvolgimento e la responsabilizzazione, le capacità manageriali e di gestione dei collaboratori. Tale impegno si realizza con una gestione centrata sulla valorizzazione delle relazioni, con riguardo all’unicità delle persone ed alle loro potenzialità. Le modalità di lavoro in uso presso la Cassa si basano in gran parte sul lavoro di gruppo e sulla condivisione di informazioni e competenze. Per questo, ci si avvale del contributo di comitati e gruppi di lavoro, si svolgono riunioni a vari livelli, si condividono i piani operativi, intesi come opportunità di pianificazione, riflessione e stimolo al miglioramento. In tale contesto la formazione continua, varia, mirata ed efficace riveste un ruolo essenziale. Nel 2009, un particolare impegno formativo è stato dedicato all’integrazione dei collaboratori provenienti dalla ex Cassa Rurale Sopramonte, con l’obiettivo di uniformare il più rapidamente possibile le conoscenze e le abilità, favorendo in tal modo un servizio alla Clientela omogeneo e coerente. Le ore di formazione effettuate sono state complessivamente 9.155, di cui il 40,83% come formazione interna ed aziendale, il 27,74% come formazione esterna, il 10,02% come formazione a distanza e il restante 21,41% in incontri di aggiornamento.

LE STRUTTURE Nel corso del 2009 sono proseguiti i lavori di ristrutturazione e ammodernamento degli immobili della Cassa; in particolare sono stati individuati e attrezzati due nuovi locali, più ampi e moderni, nei quali sono state trasferite le filiali del Top Center e dell’ Interporto, mentre la filiale di Mattarello è stata oggetto di alcune migliorie finalizzate a garantire alla Clientela un maggiore rispetto della privacy nello svolgimento delle operazioni di sportello. Per quanto riguarda la filiale Interporto, sono stati acquisiti nel corso dell’anno ampi locali all’interno del nuovo “Centro Direzionale Interporto”. I nuovi uffici, realizzati secondo progetti e soluzioni tecniche ormai collaudate, sono a disposizione dei clienti e delle imprese commerciali che, sempre più numerosi, operano in quest’importante area cittadina. Per la filiale Top Center, sono stati individuati nuovi locali, ampi e luminosi, sempre all’interno del centro commerciale nei quali, contestualmente all’apertura del nuovo sportello, è stata trasferita anche l’operatività della vicina Filiale di Via Trener, i cui locali sono stati ceduti. Alcuni interventi di ristrutturazione sono stati effettuati anche presso l’immobile in Via Trener, che ospita l’Area Crediti, per la riorganizzazione degli uffici e il trasferimento dell’Ufficio Estero. Numerosi sono stati anche gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle filiali; particolare attenzione è stata dedicata all’adeguamento dei sistemi d’allarme con l’adozione di moderne tecnologie, come il control-

DIPENDENTI (include dati CR Sopramonte) 245

242 240

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241

241

240

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2008

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lo accessi tramite sensori a “prossimità”, nuovi sistemi di videosorveglianza e moderne centrali d’allarme. Per quanto riguarda la “Sicurezza Passiva” (gestione dei “mezzi forti” della Cassa), ne è stata separata la gestione e la manutenzione dalla “Sicurezza Attiva” (sistemi di allarme) ed è stato avviato un programma di adeguamento che prevede, tra l’altro, l’utilizzo di moderne serrature che hanno la possibilità di essere gestite e controllate in remoto. Sempre in tema di sicurezza, è stata completata su tutta la rete Filiali l’installazione delle moderne casse automatiche per la gestione del contante e prosegue l’impegno organizzativo per garantire il rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza e salute per i lavoratori. Verso la fine dell’anno, in seguito alla fusione con la Cassa Rurale Sopramonte, sono stati infine avviati i progetti ed i lavori necessari alla razionalizzazione dei relativi impianti e delle strutture già di proprietà della consorella.

cesso al credito delle famiglie e della piccola e media impresa. Nell’erogazione del credito è stata posta particolare attenzione nella valutazione della bontà dei progetti da finanziare, della loro sostenibilità e dell’adeguatezza delle garanzie offerte. Per quanto riguarda l’imprenditoria, sono stati istituiti plafond per finanziamenti agevolati; la Cassa Rurale di Trento, in accordo con la manovra provinciale “anticrisi” (della quale parliamo a pag. 31) ed in piena sinergia e collaborazione con i Confidi locali, ha partecipato da subito ed in misura rilevante alle politiche “straordinarie” promosse a sostegno del mondo imprenditoriale trentino. A questi interventi, finalizzati prevalentemente al riassetto/rafforzamento della struttura delle fonti creditizie e alla riduzione degli oneri finanziari delle imprese locali, si sono affiancate ulteriori facilitazioni, derivanti da una specifica iniziativa realizzata in accordo con i Consorzi di Garanzia Fidi, a favore delle piccole e medie imprese, per sostenere - a condizioni di accesso “rapide e convenienti” - anche investimenti strumentali, oltre che interventi di ristrutturazione finanziaria e creditizia. A questi riguardi, tra la fine del 2008 ed il 2009, sono state accolte domande per un importo complessivo di oltre 100 milioni di euro. La Cassa Rurale di Trento, ad ulteriore sostegno delle piccole e medie imprese in difficoltà temporanea a causa della crisi, ha aderito anche all’accordo “ABI-MEF” sottoscritto dall’Associazione Bancaria Italiana con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per la sospensione temporanea del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio-lungo termine. Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie, la Cassa Rurale di Trento ha recentemente aderito all’accordo “Piano Famiglie”, sottoscritto tra l’ABI e le principali Associazioni dei consumatori, per la sospensione del rimborso dei mutui nei confronti dei nuclei familiari in difficoltà a seguito della crisi. Inoltre, con lo scopo di offrire strumenti innovativi a supporto dello sviluppo delle imprese, è proseguito il progetto avviato a livello di Gruppo denominato “Finanza Straordinaria d’Impresa” che, attraverso una specifica collaborazione con una società specializzata nel settore, offre strumenti di finanza straordinaria e supporto alle imprese impegnate in attività di ristrutturazione aziendale, con una consulenza altamente professionale in tutte le fasi dei processi riorganizzativi e finanziari. Nel corso del 2009, è stato registrato un crescente aumento anche dei finanziamenti dedicati al settore dell’energia rinnovabile, sia per l’installazione di impianti che per interventi di risanamento e riqualificazione energetica degli edifici. Sotto il profilo organizzativo, alla struttura dell’Area Crediti fanno capo, oltre alla Segreteria Fidi, i team Corporate e Retail. Il primo, opera al servizio del segmento delle imprese più strutturate, mentre i componenti del gruppo Retail collaborano con le filiali nella gestione dei finanziamenti alla clientela privata ed alle piccole imprese. All’interno dell’Area Crediti è inoltre presente il Servizio Estero, con personale qualificato in grado di soddisfare tutte le esigenze della Clientela privata e le più ampie necessità operative della clientela aziendale. Sotto il profilo organizzativo, la nostra Cassa ha avviato nel corso del 2009 anche una serie di analisi ed attività finalizzate a ridurre e semplificare alcuni aspetti burocratici dell’istruttoria ed a velocizzare i tempi di concessione del credito.

INFORMATICA, TECNOLOGIE E PROCEDURE L’evento di grande rilievo che nel 2009 ha rivoluzionato l’approccio alla gestione informatica della Cassa Rurale di Trento è rappresentato dall’adozione del servizio Phoenix Hosting Service (in sigla P.H.S.), che ha comportato l’esternalizzazione in outsourcing presso la società informatica del nostro Gruppo, della parte sistemistica che rappresenta il “cuore elaborativo” della Cassa Rurale. In seguito a questo intervento, a Phoenix S.p.A. è ora demandata la gestione di una buona parte dell’infrastruttura server a supporto dei servizi applicativi di Information Technology (in sigla I.T.) offerti all’utenza della banca ed inerenti la gestione della nostra base dati. Per quanto riguarda i sistemi di I.T. rimanenti a carico della Cassa, essi si possono riassumere essenzialmente nella strumentazione dei personal computer e stampanti ed altre periferiche che supportano le attività ordinarie presso le filiali e gli uffici, e di alcuni server rimasti attivi nella sala macchine del Centro elaborazione dati presso il Centro Servizi, indispensabili per la gestione di alcuni applicativi non gestiti da Phoenix. Contestualmente al servizio P.H.S., la Cassa ha aderito anche al servizio RTD (Rete Trasmissione Dati) offerto da Phoenix. La nuova rete collega tutte le filiali in banda larga (ADSL/HDSL e fibra ottica solo per la sede di via Belenzani ) direttamente a Phoenix, rendendo l’accesso ai servizi indipendente dal nostro Centro elaborazione dati. L’adesione a questo servizio ha infine drasticamente ridotto le criticità di natura infrastrutturale e tecnologica in capo alla nostra Cassa. IL PROCESSO DEL CREDITO Anche nel 2009 l’operatività nel finanziamento del sistema economico locale è stata caratterizzata, come per l’esercizio precedente, da un approccio prudente al credito, contraddistinto dal proseguimento di una politica di attento controllo del grado di concentrazione del portafoglio crediti in un’ottica di maggior frazionamento del rischio, mentre, per quanto riguarda la gestione dei cosidetti “grandi rischi”, si è rafforzato il ricorso ad operazioni in pool, in sinergia con altri istituti. La Cassa, nel suo ruolo di banca del territorio, pur adottando un atteggiamento di prudenza ed attenzione, ha comunque operato per favorire l’ac13


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

IL PROCESSO COMMERCIALE

I RISCHI FINANZIARI

Così come negli anni precedenti, anche nel 2009 si è dedicata grande attenzione ai temi dello sviluppo commerciale e, in generale, è stato forte l’impegno rivolto a migliorare la qualità del servizio bancario e consulenziale offerto a Soci e Clienti. È dunque proseguita la concretizzazione del progetto interno denominato “Pianificazione commerciale” che, attraverso la migliore riclassificazione e segmentazione della Clientela, consente l’adozione progressiva di migliori modelli operativi per facilitare e favorire l’approccio pianificato, personalizzato e propositivo in campo commerciale, in particolare per quanto riguarda i settori più dinamici della nostra Clientela. Nel settore della crescita commerciale, l’operatività del Gruppo Sviluppo Commerciale, attivo in stretta collaborazione con la rete delle filiali, oltre al lavoro diretto di contatto e di sviluppo esterno, ha favorito la raccolta e classificazione di importanti informazioni per le attività a supporto dell’acquisizione di nuova Clientela e per la crescita nel volume d’affari della Clientela già gestita. Così, oltre all’offerta di prodotti e servizi tradizionali, si sono convogliate energie nella diffusione della Previdenza Integrativa, nello sviluppo dei servizi della Bancassicurazione, nella diversificazione dei portafogli titoli della Clientela, nella proposta di servizi di Virtual Banking e nell’importante ambito dei finanziamenti riservati al settore delle energie rinnovabili. Anche per l’anno 2009 è stato forte l’impegno dell’intera rete commerciale nel fornire a Soci e Clienti informazioni e chiarimenti in merito alle misure e agli interventi, locali e nazionali, deliberati per arginare gli effetti della crisi che ha travolto i mercati finanziari mondiali. A tale proposito, in controtendenza rispetto alla generale contrazione del credito praticata da molti Istituti Bancari, si è provveduto a confermare l’offerta di credito verso le famiglie e le imprese. È proseguito l’impegno nella valorizzazione della rete delle filiali, da sempre principale luogo per la gestione delle relazioni della nostra banca. I punti di vendita e consulenza, che a fine anno hanno raggiunto le 28 unità, come conseguenza del completamento del processo di fusione fra le due Casse della città, sono tutti dislocati nel comune di Trento, e continuano a rappresentare uno dei nostri più concreti e preziosi legami con il territorio. È progredito il progetto di ristrutturazione e riammodernamento delle filiali, come precedentemente descritto nel capitolo inerente le strutture, che tende a perseguire una “linea comune” nella predisposizione degli ambienti al fine di favorire l’accoglienza della Clientela e facilitare le attività di tipo consulenziale. Si è infine consolidato il nuovo modello delle deleghe sul credito concesse ai direttori delle Filiali; il miglioramento dei processi organizzativi e deliberativi sottostanti permette ora una maggiore agilità operativa nell’erogazione creditizia e favorisce, a tutti i livelli, lo sviluppo di competenze adeguate per la gestione etica e responsabile del credito e della finanza verso famiglie e imprese.

L’anno 2009 ha visto l’economia mondiale ancora in forte recessione evidenziando, per l’attività economica, i peggiori risultati dal secondo dopoguerra. Solo grazie agli ingenti piani di stimolo messi in atto dai Governi e dalle Banche Centrali, l’economia sembra iniziare a riprendersi dalla pesante crisi iniziata alla fine del 2007. Tali interventi, finalizzati a supportare il settore finanziario e a sostenere le imprese, hanno però pesantemente contribuito al deterioramento dei conti pubblici, incrementando i deficit degli Stati e peggiorando i ratio di bilancio. L’anno si è concluso inoltre con chiari segnali di rischio sulla tenuta dei conti pubblici di alcuni Paesi dell’Area Euro, con la conseguente revisione al ribasso del giudizio di solvibilità da parte delle agenzie di rating. Estrema cautela andrà quindi usata non solo in riferimento agli investimenti nelle obbligazioni cosiddette corporate, ma anche per investimenti in titoli di Stato “periferici”. L’enorme liquidità presente sui mercati e l’esigenza di trovare un investimento con una remunerazione più elevata ha inoltre premiato eccessivamente, in termini di restringimento degli spread sulla raccolta, anche emittenti non meritevoli, con un conseguente “premio al rischio” non sempre adeguato. Le Banche Centrali dovranno ora cercare di guidare al meglio l’exit strategy, drenando la liquidità in eccesso presente nel sistema e avviando una graduale riduzione delle misure straordinarie di stimolo al sistema finanziario. Rimane infatti una forte preoccupazione sulla possibilità che un eccesso di liquidità presente sui mercati finanziari possa creare nuove bolle speculative. Nel corso del prossimo anno saranno quindi ancora presenti molti elementi di incertezza nell’economia mondiale e nelle politiche monetarie, che continueranno a riflettersi sull’andamento dei mercati finanziari. Tra i processi di governo interni, fondamentale è quindi quello che interviene nell’ambito della gestione dei rischi finanziari, definendo le linee guida in tema di strategie e tipologie di investimento, limiti di rischi e quantificazione degli stessi a livello complessivo. Per la gestione operativa nella nostra Cassa Rurale sono previsti, allo scopo, i supporti consultivi di due specifici Comitati, denominati Comitato Finanza e Comitato Rischi che, coordinati dalla Direzione Generale, si riuniscono periodicamente per analizzare i diversi ambiti di rischio e al fine di proporre eventuali manovre correttive di portafoglio. I rischi di mercato attinenti al portafoglio di proprietà sono monitorati costantemente con l’ausilio di modelli di analisi sui rischi finanziari (denominati VAR e KIRD) prodotti da specifici applicativi e utilizzati dall’Area Finanza e dalle funzioni di Controllo interno. L’indice VAR misura la rischiosità di un portafoglio, tenendo in considerazione la volatilità, la duration e l’andamento storico dei tassi. Tale strumento dà l’indicazione della perdita massima che il portafoglio potrebbe subire, nell’ipotesi che venisse venduto totalmente nell’arco massimo preso in considerazione di 10 giorni. L’indice KIRD prevede invece la determinazione della duration modificata e il calcolo della sensitività del portafoglio obbligazionario ad eventuali shock di tasso. 14

La gestione della liquidità è affidata, per specifiche competenze, all’Ufficio Contabilità e Controllo di Gestione e all’Area Finanza, che si avvalgono del supporto informativo aziendale di riferimento, unitamente alla gestione dello scadenzario dei flussi in entrata e in uscita. L’attività di tesoreria viene quindi svolta, tenuto conto del grado di liquidità necessario per regolare compiutamente i rapporti con la clientela e gli intermediari bancari, al fine di poter cogliere le migliori opportunità reddituali possibili. La nostra Cassa Rurale ha adottato inoltre il modello di controllo inerente l’assetto delle poste patrimoniali (Asset & Liability Management, in sigla A.L.M.), che prospetta il rischio di liquidità a livello annuale e consente di valutare l’impatto economico-finanziario fra le varie alternative di gestione dell’attivo e del passivo. Ciò permette anche la misurazione dell’esposizione al rischio di tasso di interesse in termini di “Maturity Gap Analisys”, per quel che riguarda la volatilità del margine di interesse atteso al variare della struttura dei tassi, e di “Duration Gap Analisys” (con annessa analisi di “Sensitività”), per quanto attiene l’impatto sul valore economico complessivo del patrimonio. Per la misurazione e valutazione dei rischi aziendali, attività richiesta dalla Vigilanza nell’ambito del cosiddetto “processo ICAAP” (vedasi descrizione nel capitolo “Sistema dei Controlli interni”), la Cassa Rurale di Trento si è dotata di uno specifico regolamento che, oltre a descrivere e definire le varie fasi dei controlli e le attività in cui il processo è articolato, delinea le responsabilità di ogni organo e funzione coinvolti nel processo e individua i flussi informativi destinati agli organi e alle funzioni aziendali. Si evidenzia inoltre la predisposizione di un documento integrativo denominato “Disposizioni della Direzione per la gestione della liquidità” che regola sia la gestione della liquidità operativa (breve termine) con la finalità di garantire la capacità della Cassa di far fronte agli impegni di pagamento per cassa, previsti e imprevisti, sia la gestione della liquidità strutturale (medio/lungo termine), volta a mantenere un adeguato rapporto tra passività complessive e attività a medio/lungo termine. La Cassa Rurale di Trento ha sempre posto particolare attenzione al tema della liquidità; per rafforzare ulteriormente il monitoraggio, dagli ultimi mesi del 2009 si procede ad una verifica mensile, effettuata sulla base di un elaborato predisposto dalla Direzione e discusso in Consiglio di Amministrazione. Ricordiamo infine che la Cassa Rurale utilizza strumenti finanziari complessi, come ad esempio i derivati, al solo fine di copertura del rischio di tasso, operando esclusivamente con le strutture specializzate del movimento cooperativo (Cassa Centrale Banca e ICCREA). La gestione, supportata dal sistema informativo-contabile aziendale, è assegnata per specifiche competenze all’Ufficio Contabilità e Controllo di Gestione e all’Area finanza. L’attività di specie ha consentito di contenere il livello di esposizione al rischio di tasso, mitigando le conseguenze sull’equilibrio finanziario del nostro Istituto, che potrebbero essere provocate, rispetto all’ammontare del patrimonio di Vigilanza, da eventuali spostamenti della curva dei tassi.

IL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI E LA FUNZIONE DI COMPLIANCE La normativa di Vigilanza impone alle banche di dotarsi di adeguati sistemi di rilevazione, misurazione e controllo dei rischi, ovvero di un adeguato sistema di controlli interni. Il sistema dei controlli interni, come definito dalle istruzioni di Vigilanza, è costituito dall’insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative che mirano ad assicurare il rispetto delle strategie aziendali, l’efficacia e l’efficienza dei processi aziendali, la salvaguardia del valore delle attività e la protezione dalle perdite, l’affidabilità e l’integrità delle informazioni contabili e gestionali, nonché la conformità delle operazioni con la legge, la normativa di vigilanza, le politiche, i piani, i regolamenti e le procedure interne. Le Istruzioni di Vigilanza attribuiscono precise responsabilità in capo agli organi di governo dell’azienda, che devono promuovere una cultura aziendale che valorizzi la funzione di controllo e favorisca il coinvolgimento in tale attività di tutti i collaboratori, ad ogni livello. Nell’ambito del sistema dei controlli interni si individuano le seguenti tipologie di controllo: i controlli di linea o di primo livello; i controlli sulla gestione dei rischi o di secondo livello; la funzione di conformità (compliance); l’attività di revisione interna o Internal Audit. Per tenere il passo con l’innovazione finanziaria, le norme in materia di controlli interni devono essere sottoposte ad un processo di adeguamento continuo. Tale processo deve essere affrontato nella consapevolezza che i controlli non possono limitarsi ad assicurare soltanto il rispetto di norme di legge o di autoregolamentazione, ma devono svolgere anche un ruolo di indirizzo della gestione, contribuendo ad orientare l’operatività verso “buone pratiche”, che consentano la crescita della banca nel rispetto degli obiettivi di sana e prudente gestione. A partire dal 2006, la Banca d’Italia ha emanato le “Nuove disposizioni prudenziali per le Banche” per disciplinare la gestione dei rischi delle stesse, nonché per disciplinare l’attività di supervisione. In tale contesto, viene enunciato il processo di controllo prudenziale (Supervisory Review Process - in sigla SRP) ed all’interno di tale processo viene disciplinato il processo per la determinazione dell’adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali (Internal Capital Adequacy Assessment Process - in sigla ICAAP). Nel corso del 2008 è stato avviato, come previsto dalla normativa di Vigilanza, il processo ICAAP di autovalutazione dell’adeguatezza patrimoniale, attività che persegue la finalità di misurare la capacità del patrimonio di supportare l’operatività corrente e le strategie aziendali in rapporto ai rischi assunti. I rischi identificati da questa normativa sono classificati in due tipologie: rischi quantificabili (rischi di credito e controparte, rischio di mercato, rischio operativo, rischio di concentrazione e rischio di tasso d’interesse del portafoglio bancario); 15


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

rischi non quantificabili (rischio di liquidità, rischio strategico, rischio di reputazione). Gli Organi Aziendali devono curare l’attuazione e promuovere l’aggiornamento dell’ICAAP rispetto alle caratteristiche operative e alla strategia della banca. Il processo ICAAP deve essere documentato, conosciuto e condiviso dalle strutture aziendali e sottoposto a revisione interna. Il resoconto contiene anche i risultati dell’autovalutazione dell’ICAAP effettuata dalla banca, al fine di individuare le aree di miglioramento, le eventuali carenze del processo e le azioni correttive da porre in essere. Durante il 2009 e nei primi mesi del 2010, la nostra Cassa è stata oggetto di un’attenta verifica da parte della funzione di Internal Audit, che si è concretizzata sui più importanti processi organizzativi, quali “Finanza e Risparmio” e “Information Technology” sul sistema informatico residente presso la Cassa, confermando la coerenza degli stessi con la normativa di riferimento e con gli indirizzi strategici dettati dal Consiglio di Amministrazione. L’attività svolta dalla funzione di controllo nel 2009 è stata incentrata principalmente sull’attento monitoraggio dell’operatività delle Filiali, con l’intento di evidenziare eventuali criticità organizzative. Particolare attenzione è stata posta nel controllo dei cosiddetti rischi operativi, più difficilmente rilevabili rispetto alle altre tipologie di rischio. Con riferimento infine al settore del controllo crediti, sono stati ulteriormente migliorati gli strumenti di monitoraggio in essere con l’obiettivo, nel contesto dell’incalzante crisi economica-finanziaria, di offrire ai referenti commerciali opportunità per migliorare la relazione con i Clienti e per perfezionare le procedure di valutazione del merito creditizio e della valutazione del rischio.

L’ANDAMENTO E LE DINAMICHE DELLA GESTIONE L’attività degli organi sociali della Cassa Rurale di Trento L’attività svolta dagli Organi Sociali nel corso del 2009 si può sintetizzare con i seguenti dati: Consiglio di Amministrazione Comitato Esecutivo Collegio Sindacale Commissione lavori Commissione interventi sul Territorio

34 riunioni 20 riunioni 10 riunioni 6 riunioni 5 riunioni

Il patrimonio Il patrimonio della nostra Cassa a fine esercizio ammonta a € 128.154.839,16 con un incremento netto rispetto al 2008 di € 4.678.048,55. Nel dettaglio è aumentato di € 2.450.613,39 a seguito dell’aumento del saldo della riserva patrimoniale “AFS” al 31.12.2009 (valore positivo di € 808.255,00) rispetto alla data del 31.12.2008 (valore negativo di € -1.642.358,39) e di € 3.863.108,30 per l’accantonamento a riserva dell’utile netto dell’esercizio 2008 secondo quanto disposto dall’Assemblea dei Soci della Cassa Rurale di Trento in data 22 maggio 2009 e della Cassa Rurale Sopramonte in data 29 maggio 2009. È diminuito complessivamente di € 1.635.673,14 a seguito della movimentazione 2009 del capitale sociale e del fondo sovraprezzi di emissione azioni soci come di seguito descritto: aumento di € 122.158,11 a seguito dell’entrata di nuovi Soci anno 2009 e di € 170.713,44 a seguito attribuzione gratuita nuove azioni Soci sulla base del riparto del ristorno come da art. 6 e 7 del regolamento; diminuzione di € 1.928.544,69 a seguito restituzione controvalore azioni eccedenti la quota di € 10,32 ai Soci ex Cassa Rurale Sopramonte (€ 1.773.295,92), restituzione controvalore azioni per estinzione Soci ex Cassa Rurale Sopramonte in quanto già presenti nella Cassa Rurale di Trento (€ 51.099.48) ed infine dall’uscita ordinaria Soci anno 2009 Cassa Rurale Sopramonte e Cassa Rurale di Trento (€ 104.149.29). L’applicazione dei principi contabili internazionali aveva comportato in sede di transizione, con decorrenza 1.1.2006, la riclassificazione delle principali poste contabili delle attività e passività patrimoniali. Ne era scaturita una differenza contabile positiva di € 327.515,47 che, secondo normativa, era stata portata ad incremento delle riserve patrimoniali. Oltre a questo importo, che rimarrà immutato nel tempo, il patrimonio recepisce una nuova riserva di valutazione “Ias” di tipo variabile e che accoglie in sostanza gli effetti valutativi di fine periodo delle attività finanziarie disponibili per la vendita. Il valore di questa riserva può patrimonialmente assumere valori positivi o negativi nel caso il costo ammortizzato dei titoli presenti in tale categoria risulti, alla data di fine esercizio, rispettivamente maggiore o minore del fair value di mercato. In sede di prima iscrizione, 1.1.2006, il valore patrimoniale netto della riserva “AFS” era positivo per € 1.072.856,56. A fine 2008 16

la stessa presentava un valore negativo pari a € -1.642.358,39. Alla data del presente bilancio il valore è positivo per un importo di € 808.255,00. Ne consegue un apporto patrimoniale superiore al 31.12.2009, rispetto al 31.12.2008, pari ad € 2.450.613,39. Infine si dà evidenza che il patrimonio comprende, alla voce 130 “riserve da valutazione”, un importo di € 1.122.507,14 quale riserva riveniente dalla valutazione al fair value, come metodo sostitutivo del costo (deemed cost) utilizzato in sede di passaggio agli IFRS nell’anno 2006, dell’immobile ex sede Cassa Rurale Sopramonte. Il rapporto patrimonio/depositi da clientela della nostra Cassa è, alla fine dell’esercizio 2009, pari al 9,72%. Al 31.12.2008 risultava pari al 9,92%.

vincolati diminuiscono del 20,81% passando da 7,3 milioni di euro di fine 2008 a 5,8 milioni di euro di fine 2009. I pronti contro termine diminuiscono del 35,22% passando da 87,7 milioni di euro di fine 2008 a 56,8 milioni di euro di fine 2009. Delle restanti forme tecniche vincolate e a tempo, i certificati di deposito aumentano del 46,77% (da 17,8 milioni di euro di fine 2008, a 26,1 milioni di euro di fine 2009) mentre la raccolta obbligazionaria cresce del 2,63% (da 475,5 milioni di euro di fine 2008 a 488,0 milioni di euro di fine 2009). L’aggregato della raccolta diretta accoglie inoltre, a decorrere dall’esercizio 2007, il debito verso la società veicolo “Cassa Centrale Securitization Srl” connesso all’operazione di cartolarizzazione di mutui ipotecari effettuata dalla Cassa il cui valore, al netto del titolo junior di 264 mila euro, ammonta a dicembre 2009 a 9,0 milioni di euro contro i 10,2 milioni di euro di dicembre 2008 per un -11,76% pari a circa 1,2 milioni di euro. Complessivamente, la raccolta vincolata a tempo registra una diminuzione del 2,16% pari a 12,9 milioni di euro, passando da 598,7 milioni di euro di dicembre 2008, a 585,8 milioni di euro di dicembre 2009, con un peso percentuale sul totale raccolta diretta che si attesta, a dicembre 2009, al 44,44% contro il 48,10% di dicembre 2008. In aumento risulta la raccolta a vista, rappresentata da conti correnti e depositi liberi, che passa da 645,9 milioni di euro di dicembre 2008 a 732,5 milioni di euro di dicembre 2009 per un +13,41% pari a 86,6 milioni di euro. Il peso percentuale della raccolta a vista sul totale raccolta diretta sale dal 51,90% di dicembre 2008 al 55,56% di dicembre 2009.

L’intermediazione creditizia Sulla base delle risultanze di fine esercizio, si possono evidenziare le seguenti caratteristiche salienti della struttura finanziaria del bilancio della nostra Cassa redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS1. La raccolta La raccolta diretta da clientela (voci 20, 30, e 50 del passivo dello stato patrimoniale) risulta ammontare a fine esercizio a complessivi € 1.318.279.479,62 è in aumento, rispetto al 2008, per un +5,92%. Le voci 20 “debiti verso clientela” e 30 “Titoli in circolazione” comprendono le varie forme di provvista con clientela (conti correnti passivi, depositi a risparmio e pronti contro termine) e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito e titoli obbligazionari in circolazione per la parte non classificata tra le ”Passività finanziarie valutate al fair value” . La voce 50 “Passività finanziarie valutate al fair value” contiene i prestiti obbligazionari di nostra emissione correlati a contratti derivati di copertura del rischio di tasso di interesse. In percentuale essa appare articolata, nelle sue varie forme tecniche, come segue: conti correnti e depositi liberi debito verso società veicolo (cartolarizzaz.) depositi vincolati pronti contro termine certificati di deposito obbligazioni

2009 55,56 0,69 0,44 4,31 1,98 37,02

La raccolta diretta da banche (voce 10 del passivo dello stato patrimoniale) ammonta a € 2.316.147,38 e risulta in aumento, a valori assoluti, rispetto al dato dell’esercizio precedente (1,9 milioni di euro) per circa 430 mila euro pari a un +22,78%. In aumento le poste a vista, che arrivano a posizionarsi a 1,6 milioni di euro dai precedenti 1,1 milioni di euro. Stabili le poste a termine, in scadenza nei tre mesi successivi alla chiusura del bilancio, che passano da 789 mila euro di dicembre 2008, a 763 mila euro di dicembre 2009.

2008 51,90 0,84 0,59 7,04 1,43 38,20

RACCOLTA DIRETTA (valori espressi in milioni di Euro) 1.400 1.300

1.244,6

1.318,2

1.200 1.100 1.000

887,7

900

Dal raffronto della composizione percentuale delle varie forme tecniche sul totale raccolta si evince un diverso riposizionamento dei vari aggregati tra le due date di bilancio. In diminuzione risulta il peso dei depositi vincolati che, dallo 0,59% di fine 2008, scende allo 0,44% di fine 2009. In diminuzione è il peso dei pronti contro termine che, dal 7,04% di fine 2008, scende al 4,31% di fine 2009. In termini di consistenze finali i depositi

800

2005

937,9 2006

1.076,1

2007

2008

2009

La raccolta indiretta, rappresentata dai titoli e dal risparmio gestito per conto della clientela (G.P.M. Cassa Centrale, Fondi Comuni d’investi17


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

mento Lussemburghese Nord Est Fund, Fondi Comuni d’investimento Aureo Gestioni, Sicav Parvest e Schroder, Fondi Previdenza Integrativi “Pensplan Plurifonds” e altri prodotti finanziari e assicurativi), ammonta a € 458.934.109,00. La diminuzione, rispetto al 2008, è del 10,47%, con un aumento della componente gestita del 17,31% (da 73,1 milioni di euro di fine 2008 a 85,7 milioni di euro di fine 2009) e un’incidenza sul totale della raccolta indiretta che passa, dal 14,25% di dicembre 2008, al 18,67% di dicembre 2009 e una diminuzione della componente amministrata (titoli di stato, azioni, altro) del 15,09%: 373,2 milioni di euro a fine 2009, contro i 439,6 milioni di euro a fine 2008 e un’incidenza sul totale della raccolta indiretta che passa dall’85,75% di fine 2008, all’81,33% di fine 2009. Rispetto all’esercizio precedente. il processo di reintermediazione verso forme di raccolta diretta si è accentuato: difatti il rapporto raccolta indiretta/raccolta diretta passa, dal 41,19% di dicembre 2008, al 34,81% del dicembre 2009. Il peso ponderale sul totale della raccolta complessiva scende al 25,82%, contro il 29,17% dell’esercizio precedente. Queste risorse confluiscono e defluiscono nella raccolta diretta ed alimentano in misura consistente il lavoro di intermediazione.

IMPIEGHI VERSO LA CLIENTELA (valori espressi in milioni di Euro) 1.100 1.000 900

610,0

600

658,0

500

400

2006

2007

2008

2005

2006

2008

2009

L’andamento dei finanziamenti alla clientela si è così sviluppato nelle varie forme tecniche di affidamento: i conti correnti diminuiscono di 23,8 milioni di euro, pari a un -9,26%, passando da 257 milioni di euro del 2008, a 233,2 milioni di euro del 2009, i mutui aumentano di 22,3 milioni di euro pari a un +4,56%, passando da 489,8 milioni di euro del 2008, a 512,1 milioni di euro del 2009; in diminuzione per 7,7 milioni di euro (-3,43%) gli altri finanziamenti a clientela (anticipi sbf, sovvenzioni diverse e rischio di portafoglio) che passano da 223,1 milioni di euro del 2008, a 215,4 milioni di euro del 2009. Nel dettaglio, gli anticipi sbf rilevano al 31.12.2009 per 43,5 milioni di euro e le sovvenzioni a scadenza fissa per 138,9 milioni di euro. L’ammontare del debito residuo dei mutui cartolarizzati ricompresi nei mutui al 31.12.2009 è pari a 9,2 milioni di euro contro i 10,4 di fine 2008. Le attività deteriorate, costituite da sofferenze, incagli ed esposizioni scadute e sconfinate, passano da 50,3 milioni di euro di fine 2008, a 56,1 milioni di euro di fine 2009, con un aumento di circa 5,8 milioni di euro pari a un +11,58%. Operando la distribuzione dei crediti a clientela sulla base della durata residua contrattuale, 195,8 milioni di euro, pari al 19,08% del totale, sono a vista, 195,2 milioni di euro, pari al 19,02%, sono posizionati entro l’anno, 264,7 milioni di euro, pari al 25,80%, sono posizionati in un periodo che va dall’anno ai cinque anni, mentre i restanti 370,5 milioni di euro, pari al 36,10%, sono posizionati oltre i 5 anni. La voce dei crediti a clientela viene esposta nello stato patrimoniale a valori netti, ovvero al netto delle rettifiche di valore analitiche (specifiche) e di portafoglio determinate secondo metodologie di rischiosità tali da consentire l’esposizione in bilancio di un importo prossimo al presumibile valore di realizzo. Il valore lordo dei crediti in bonis alla data di bilancio è pari a 971,1 milioni di euro. Gli stessi risultano svalutati forfettariamente per un valore al 31.12.2009 pari a 1,1 milioni di euro, che determina una iscrizione netta in bilancio di circa 970 milioni di euro (circa il 94,53% delle voci 30 e 70 dell’attivo stato patrimoniale). Il valore lordo dei crediti deteriorati (sofferenze, incagli, crediti scaduti e sconfinati) ammonta, alla data di bilancio, a 66,5 milioni di euro. Nel

458,9 2005

2007

739,3

600

512,6

1.026,2

700

639,8

500

1.030,7

852,7

800

RACCOLTA INDIRETTA (valori espressi in milioni di Euro) 700

1.001,6

2009

Gli impieghi alla clientela Nel nuovo bilancio IAS sono evidenziati alla voce 70 i “Crediti verso clientela” e alla voce 30 le “Attività finanziarie valutate al fair value” dell’attivo dello stato patrimoniale. Vi rientrano i finanziamenti, i crediti commerciali, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di rivendita a termine, oltre ai crediti deteriorati (non performing) costituiti dalle sofferenze, dagli incagli e da altre esposizioni scadute. Ammontano a € 1.026.160.057,66 con un leggero decremento dello 0,44% pari a circa 5 milioni di euro: da 1.030,7 milioni di euro del 2008, a 1.026,2 milioni di euro del 2009. Nel corso del 2009 si è concretizzata una sostanziale stabilità dei finanziamenti complessivi a clientela: in parte dipesa dal perdurare della crisi dei mercati finanziari emersa con forza a partire dal 2° semestre 2008, e in parte gestita dalla Cassa che ha proseguito anche nel 2009 una prudente politica di contenimento delle esposizioni creditorie verso i grandi clienti. 18

dettaglio, le sofferenze ammontano a 19,1 milioni di euro (9,5 milioni al 31.12.2008), gli incagli a 46,9 milioni di euro (47 milioni di euro al 31.12.2008) e i crediti scaduti e sconfinati a 531 mila euro (1,7 milioni di euro al 31.12.2008). Sulla base dell’analisi della rischiosità analitica (specifica) e di portafoglio, effettuata a fine 2009, emergono rettifiche di valore progressive pari a 6,2 milioni di euro per le sofferenze, 4,3 milioni di euro e mille euro rispettivamente per gli incagli e per le esposizioni scadute e sconfinate. A valori netti, detti crediti deteriorati vengono evidenziati in bilancio per importi pari rispettivamente a 12,9 milioni di euro, 42,7 milioni di euro e 530 mila euro e rappresentano il 5,47% delle voci 30 e 70 dell’attivo stato patrimoniale. Complessivamente, il valore lordo dei crediti a clientela pari a euro 1.037.646.047,14, per effetto delle svalutazioni specifiche (euro 10.409.540,39) e di portafoglio (euro 1.076.449,09) ammontanti a euro 11.485.989,48 si riduce a euro 1.026.160.057,66. Queste rettifiche progressive, movimentate annualmente attraverso il conto economico, rappresentano grosso modo l’entità delle perdite cumulativamente stimate e già contabilizzate (patrimonializzate) secondo criteri deterministici e, in definitiva, “prudenziali”. Su un totale di 11.485.989,48 euro, 6.184.254,51 euro riguardano le rettifiche specifiche delle sofferenze, 4.224.681,43 euro e 604,45 euro riguardano le rettifiche specifiche rispettivamente degli incagli e delle esposizioni scadute e sconfinate, mentre i restanti 1.076.449,09 euro riguardano le rettifiche di portafoglio dei crediti in bonis. Il rapporto delle sofferenze lorde sul patrimonio è pari al 14,92%, quello delle sofferenze nette al 10,09%, mentre il totale delle rettifiche di valore progressive (specifiche e di portafoglio) rapportato sul patrimonio esprime un valore dell’8,96% (7,42% al 31.12.2008). Il rapporto impieghi clientela/depositi clientela, a fine esercizio è pari al 77,84% (82,81% a fine esercizio precedente). Il rapporto sul totale attivo fruttifero (1.451.729.899,45 euro) si attesta al 70,69% (74,74% a fine esercizio precedente con un totale attivo fruttifero pari a 1.379.102.583,35 euro). Un cenno sulle attività finanziarie valutate al fair value, voce 30 dell’attivo stato patrimoniale, che determinano, assieme alla voce 70 dell’attivo stato patrimoniale, l’ammontare degli impieghi a clientela. Sono classificate nella presente voce quelle attività che sono designate al fair value con i risultati valutativi iscritti nel conto economico sulla base della fair value option prevista dal principio IAS 39. In particolare, la fair value option è utilizzata allorquando consenta di eliminare o di ridurre significativamente lo sbilancio contabile derivante dalla contabilizzazione non coerente di strumenti finanziari correlati tra loro (natural hedge). L’iscrizione iniziale delle attività finanziarie rappresentate da finanziamenti avviene alla data di erogazione. Nello specifico, tale voce accoglie 6 finanziamenti alla clientela erogati ante 1.1.2007 coperti con strumenti derivati per il rischio tasso. A fine 2009, il saldo è pari a 2,7 milioni di euro contro i 3,1 milioni di euro di fine 2008. La diminuzione è stata prevalentemente determinata dai rimborsi in conto capitale effettuati dalla clientela nell’esercizio 2009.

Le attività finanziarie Vengono complessivamente classificate in tale voce la liquidità bancaria (voce 60 dell’attivo stato patrimoniale “Crediti verso banche”) e del portafoglio titoli di proprietà (voce 40 dell’attivo stato patrimoniale “Attività finanziarie disponibili per la vendita”, voce 50 dell’attivo stato patrimoniale “Attività finanziarie detenute sino alla scadenza” e parte della voce 20 dell’attivo stato patrimoniale “Attività finanziarie detenute per la negoziazione” O.I.C.R. e titoli di capitale). Ammontano a € 425.569.841,79 con un aumento del 22,15% pari a circa 77,2 milioni di euro: da 348,4 milioni di euro del 2008 a 425,6 milioni di euro del 2009. Nel dettaglio diminuisce il saldo dei crediti verso banche che passa da 138,7 milioni di euro del 2008 a 123,7 milioni di euro del 2009 per un - 10,80% pari a circa 15 milioni di euro. Il rapporto sul totale dell’attivo fruttifero scende all’8,52% dal 10,06% di fine 2008. Le attività finanziarie disponibili per la vendita (voce 40 attivo stato patrimoniale) sono attività finanziarie che si intende mantenere per un periodo di tempo indefinito e che possono essere vendute per esigenze di liquidità, variazioni nei tassi di interesse, nei tassi di cambio e nei prezzi di mercato. Sono costituite per la Cassa da titoli di debito, da O.I.C.R. e da investimenti partecipativi in organismi del movimento cooperativistico (10,1 milioni di euro il valore a fine 2009 contro i 9,7 milioni di euro di fine 2008: un aumento di 400 mila euro attribuibile interamente all’acquisizione nell’anno 2009 di una nuova partecipazione per pari importo nella società “Finanziaria Trentina della Cooperazione S.p.a.”). Ammontano complessivamente a 273,1 milioni di euro (209,7 milioni di euro nel 2008) e incrementano del 30,26% per circa 63,5 milioni di euro. Il rapporto sul totale dell’attivo fruttifero a fine 2009 è del 18,81% contro il 15,20% del 2008. Le attività finanziarie detenute sino alla scadenza (voce 50 attivo stato patrimoniale) sono attività finanziarie che si intendono detenere sino a scadenza previa delibera del Consiglio di Amministrazione. Sono costituite per la Cassa da titoli di debito e precisamente da titoli dello Stato Italiano a tasso fisso acquistati e destinati a tale categoria per la prima volta nel 2009 in forza della delibera consigliare del 10 settembre 2009. Ammontano, al 31.12.2009, complessivamente a 28,6 milioni di euro con un rapporto sul totale attivo fruttifero dell’1,97%. Confluisce nelle attività finanziarie fruttifere anche parte della voce 20 dell’attivo stato patrimoniale denominata “Attività finanziarie detenute per la negoziazione”. Trattasi in particolare degli strumenti finanziari di proprietà classificati di negoziazione e rappresentati da titoli di debito e da O.I.C.R che sono detenuti principalmente con l’intento di generare profitti nel breve termine sulla base delle variazioni dei prezzi degli stessi o dai margini di profitto dell’operatore. Al 31.12.2009 la voce risulta pari a 96 mila euro (0,01% rapporto su totale attivo fruttifero) ed è costituita da azioni quotate nel mercato europeo inserite in una gestione patrimoniale presso Cassa Centrale Banca aperta nel corso del 2009. Complessivamente il saldo delle voci 40, 50 e parte 20 attivo stato patrimoniale rappresenta il totale delle attività finanziarie detenute dalla Cassa. Ammonta a 301,8 milioni di euro (20,79% su totale attivo fruttifero) contro i 209,7 milioni di euro di fine 2008 (15,20% su totale attivo fruttifero) 19


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con un aumento del 43,95% pari a circa 92,2 milioni di euro. Residualmente, rientrano nella voce 20 dell’attivo stato patrimoniale circa 3,7 milioni di euro, contro circa 2,2 milioni di euro del 2008. Rappresentano il valore dei contratti derivati connessi con la fair value option funzionalmente collegati con attività (finanziamenti) e passività (obbligazioni emesse) valutate al fair value, che presentano alla data di riferimento del bilancio un fair value positivo. Nel caso di fair value negativo i valori vengono evidenziati alla voce 40 del passivo stato patrimoniale (320 mila euro a fine 2009 contro i 398 mila euro a fine 2008).

crisi dei mercati finanziari. Le commissioni passive ammontano a € -985.209,76 con una diminuzione, rispetto al 2008, del 4,63% pari a circa 48 mila euro. Le commissioni nette risultano essere pertanto pari a € 7.310.033,84 con un aumento, rispetto al 2008, del 10,03% pari a circa 667 mila euro. Il risultato netto delle attività/passività finanziarie ammonta a € 4.929.477,38 con un aumento, rispetto al 2008, di circa 5,5 milioni di euro. Rientrano in tale voce i dividendi da partecipazioni (voce 40 dell’attivo stato patrimoniale), il risultato netto dell’attività dei titoli classificati di “negoziazione” (voce 20 dell’attivo stato patrimoniale), il risultato netto dell’attività di copertura (voce 80 dell’attivo e voce 60 del passivo stato patrimoniale), gli utili da possesso di attività finanziarie disponibili per la vendita (voce 40 dell’attivo stato patrimoniale), gli utili da compravendita di altre passività finanziarie (voce 50 del passivo stato patrimoniale) e il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value (voce 30 dell’attivo stato patrimoniale e voce 50 del passivo stato patrimoniale). Nel dettaglio, i dividendi da partecipazioni passano da 121 mila euro di dicembre 2008 a 259 mila euro di dicembre 2009 con un aumento del 113,82%, pari a circa 138 mila euro. Un maggior valore determinato quasi esclusivamente dall’aumento del dividendo unitario liquidato dalla società partecipata Centrale Finanziaria del Nord Est S.p.a.: 0,026 per azione nell’anno 2009 contro lo 0,010 pagato nel 2008. In aumento il risultato netto dell’attività di negoziazione che si attesta a fine 2009 a 58 mila euro positivi contro gli 89 mila euro negativi di fine 2008 per un +165,14% pari a circa 147 mila euro. In tale voce rientrano: le differenze di cambio originate dal possesso e dalla movimentazione di attività/passività finanziarie in valuta (differenze di cambio) pari a circa 49 mila euro positivi a fine 2009, contro circa 54 mila euro positivi di fine 2008; gli utili e le perdite conseguiti attraverso la movimentazione di strumenti finanziari detenuti per la negoziazione, tra cui in particolare quote di O.I.C.R. e titoli di capitale (azioni). Oltre agli utili e perdite da movimentazione, la voce di conto economico accoglie gli effetti valutativi di fine esercizio degli strumenti finanziari classificati di “negoziazione” come differenza tra i valori di bilancio e i valori di mercato. Nel 2009, la voce evidenzia 4 mila euro di “utile” da negoziazione e nessuna “perdita” da negoziazione; effetti valutativi positivi (plusvalenze) pari a 5 mila euro e negativi (minusvalenze) pari a mille euro. Complessivamente il risultato netto 2009 delle attività/passività finanziarie di negoziazione è ammontato quindi a 8 mila euro positivi contro un risultato 2008 negativo di 151 mila euro; residualmente la voce del risultato netto dell’attività di negoziazione contiene un importo positivo di circa mille euro (7 mila euro a fine 2008) quale valore intrinseco degli impegni per titoli da ricevere e da consegnare per operazioni da regolare.

Il conto economico Il conto economico è redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS1. La dinamica reddituale quale appare nel conto economico del bilancio, si può riassumere nei seguenti dati principali. Gestione del denaro Gli interessi attivi ammontano a € 46.410.972,50. Diminuiscono, rispetto al 2008, di circa 25,2 milioni di euro pari a un -35,21%. Gli interessi passivi ammontano a € -20.385.083,87 con una diminuzione, rispetto al 2008, di circa 19,4 milioni di euro pari a un -48,71%. Il margine di interesse risulta essere pertanto di € 26.025.888,63 con una diminuzione, rispetto al 2008, di circa 5,9 milioni di euro pari a un -18,37%. Una diminuzione determinata quasi esclusivamente dalla riduzione dello spread tassi registrata nel corrente esercizio. Lo spread tassi “banca” (media annua) si è attestato, a fine 2009, all’1,72% contro il 2,15% dell’anno 2008, con una variazione negativa di 0,43 punti; alle stesse date, quello “clienti” al 2,18% contro il 2,52% per una diminuzione di 0,34 punti. Questi valori testimoniano l’orientamento della Cassa a gestire in modo equo le condizioni “clienti” su impieghi e depositi. Residualmente va rilevato il mancato apporto al margine di interesse, a decorrere dal 2° semestre 2009, della “commissione di massimo scoperto” sostituita, dal 1° luglio 2009, dall’introduzione della nuova commissione per messa a disposizione fondi (in sigla FON) i cui effetti economici vanno registrati a commissioni attive creando quindi, almeno per il corrente anno, quello precedente e quello successivo, disallineamenti in sede di raffronto dei risultati reddituali. Gestione dei servizi Le commissioni attive ammontano a € 8.295.243,60 e aumentano, rispetto al 2008, di circa 619 mila euro pari a un +8,06%. Un aumento determinato prevalentemente dall’apporto per un semestre alla voce commissioni attive della nuova commissione “Fon” peraltro in parte rettificato dalle minori commissioni percepite nel settore degli incassi e pagamenti (contrazione dei volumi intermediati di portafoglio rispetto all’anno precedente) e nel settore del risparmio gestito (gestioni patrimoniali individuali e collocamento titoli) penalizzato, nel corso del 2009, dal perdurare della

Decisamente positivo il risultato degli utili conseguiti per il possesso delle attività finanziarie disponibili per la vendita -voce 100 b)- (praticamente la quasi totalità del nostro portafoglio titoli) che passa da 399 mila euro 20

di dicembre 2008 a 4,4 milioni di euro di dicembre 2009, con un aumento di circa 4,0 milioni di euro. Un apporto fondamentale alla redditività 2009 della Cassa ottenuto attraverso operazioni mirate di acquisto e vendita degli strumenti finanziari (esclusivamente titoli di stato a tasso fisso e variabile) classificati nella categoria delle attività finanziarie disponibili per la vendita. Tale attività, unita ad un contesto favorevole sotto il profilo strategico della liquidità aziendale, ha consentito di realizzare nel corrente esercizio utili straordinari rilevanti nonostante la forte crisi dei mercati finanziari. La gestione finanziaria recepisce inoltre il risultato netto dell’attività di copertura, voce di conto economico 90, gli utili/perdite da cessione/acquisto di passività finanziarie (obbligazioni della Cassa), voce di conto economico 100 d), e il risultato netto delle attività/passività finanziarie valutate al “fair value”, voce 110 di conto economico. I rispettivi valori ammontano nel 2009 a 4 mila euro positivi (12 mila euro positivi nel 2008), 10 mila euro positivi nel 2009 (4 mila euro positivi nel 2008) e a 183 mila euro positivi nel 2009 (967 mila euro negativi nel 2008). L’andamento positivo delle commissioni nette (+667 mila euro 2009 su 2008) e del risultato netto delle attività/passività finanziarie (+5,5 milioni di euro 2009 su 2008) hanno ampiamente compensato il risultato negativo della gestione denaro (margine di interesse: -5,9 milioni di euro 2009 su 2008) contribuendo di fatto a stabilizzare su valori allineati all’esercizio precedente “il fatturato della Cassa”, espresso dal cosiddetto margine di intermediazione, che si attesta a € 38.265.399,85 con un aumento rispetto al 2008 dello 0,68% per circa 259 mila euro. Alla data del 31.12.2009 l’incidenza della gestione denaro sul margine d’intermediazione è pari al 68,01% (83,89% a fine 2008), l’incidenza della gestione servizi (commissioni nette) è pari al 19,10% (17,48% a fine 2008) e quella del risultato netto delle attività/passività finanziarie è pari al 12,89% (- 1,37% a fine 2008).

analitiche (specifiche) per circa 3,2 milioni di euro (5,4 milioni di euro a fine 2008) e riprese di valore analitiche (specifiche) per 1,2 milioni di euro (1,8 milioni di euro a fine 2008). L’effetto attualizzazione introdotto dagli IAS per scontare alla data di bilancio la componente interessi ha prodotto un valore negativo di 2 milioni di euro (1,7 milioni euro a fine 2008) e un rilascio positivo di 1 milione di euro (181 mila euro a fine 2008). Complessivamente quindi il saldo delle rettifiche di valore analitiche (specifiche) assume un valore 2009 negativo di 5,2 milioni di euro (7,1 milioni di euro a fine 2008) mentre le riprese di valore analitiche (specifiche) assumono un valore 2009 positivo di 2,2 milioni di euro (2 milioni di euro a fine 2008). A questo va ad aggiungersi lo sbilancio delle rettifiche/riprese di valore forfettarie (di portafoglio) con un valore 2009 positivo di 137 mila euro (rettifiche di valore per -270 mila euro e riprese di valore per +408 mila euro) contro un valore 2008 positivo di 181 mila euro (rettifiche di valore per -408 e riprese di valore per +589). Un totale delle rettifiche/riprese di valore specifiche e di portafoglio pari a quasi 2,9 milioni di euro negativi contro i 4,8 milioni di euro negativi di fine 2008 (comprensivo di una ripresa di valore di 100 mila euro per il ripristino del valore originario di una garanzia di firma rilasciata ad un cliente) con una diminuzione assoluta di circa 2 milioni di euro pari a un -41,43%. Costi operativi Nella presente voce figurano le spese per il personale dipendente, le altre spese amministrative e le imposte indirette, gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri, le rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali oltre agli altri oneri e proventi di gestione. Complessivamente si attesta a € -29.431.410,49 con un aumento, rispetto al 2008, pari al 9,18% per circa 2,5 milioni di euro. La loro incidenza sul margine d’intermediazione si attesta al 76,91% in aumento sul dato rilevato al 31.12.2008 che presentava un rapporto pari al 70,93%. Nel dettaglio, le spese del personale -voce 150 a) che comprendono, oltre alle voci di specie, i compensi degli Amministratori e Sindaci, gli oneri sostenuti per i contratti di lavoro interinale e gli effetti attuariali “IAS/19” del TFR e del premio di anzianità/fedeltà, aumentano del 9,71% per circa 1,6 milioni di euro, passando, da 16,6 milioni di euro di dicembre 2008, a 18,2 milioni di euro di dicembre 2009. L’aumento registrato nel 2009 è determinato da alcuni eventi di natura straordinaria da mettere in relazione anche alla recente fusione per incorporazione della Cassa Rurale Sopramonte nella Cassa Rurale di Trento. In particolare l’esercizio 2009 è stato caratterizzato dalla contabilizzazione, per circa 2 milioni di euro, del costo “straordinario e una tantum” inerente la procedura di esodo volontario di 10 dipendenti della Cassa deliberata dal Consiglio di Amministrazione a fine 2009 dopo aver ottenuto il consenso delle parti sindacali e, quindi, dei lavoratori stessi. Tale operazione ha consentito un risparmio in termini assoluti, valutato attorno al 25%, del costo del personale che ha aderito volontariamente al Fondo di Solidarietà e la registrazione dell’impegno complessivo straordinario al sostegno al reddito dei dipendenti esodati (pagamento dilazionato a cadenza mensile entro un periodo massimo di 5 anni con termine diverso per ciascuno dei dieci

Rettifiche/Riprese di valore nette Ammontano a € -2.879.705,10 con una forte diminuzione rispetto al 2008 dove il risultato rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento crediti e altre attività/operazioni finanziarie era negativo per circa 4,8 milioni di euro. In detta voce figurano prevalentemente i saldi delle rettifiche e delle riprese di valore connesse con il deterioramento dei crediti verso clientela. Riguardano sia i crediti in bonis, sia quelli deteriorati tra cui rientrano le sofferenze, gli incagli e le esposizioni scadute e sconfinate. Le rettifiche da effettuare sono sia di natura analitica (specifica) che forfettaria (di portafoglio). L’analisi della rischiosità del portafoglio crediti verso clientela effettuata nel 2009, ha fatto emergere svalutazioni analitiche tra i crediti classificati come sofferenze e su alcune posizioni classificate ad incaglio. I crediti in bonis sono stati sottoposti a svalutazione forfettaria. I restanti crediti, posizioni non performing (incagli/scaduti/sconfinati), che non hanno evidenziato oggettive perdite di valore, sono stati sottoposti ad una svalutazione analitica determinata in base alla stima dei flussi nominali futuri corretti per le perdite attese utilizzando i parametri di “probabilità di insolvenza” e di “perdita in caso di insolvenza”. Sono emerse rettifiche 21


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dipendenti) nell’esercizio in corso con il vantaggio della riduzione dei costi del personale negli esercizi successivi. Non ultimo l’operazione consente alla Cassa di valorizzare le risorse più giovani. La voce delle “spese per il personale” è annualmente influenzata dall’operatività contabile dettata dai principi contabili internazionali (IAS/19 Tfr e Premio di Fedeltà) . Per quanto riguarda l’esercizio corrente, i calcoli attuariali effettuati dalla società “Managers & Partners” di Roma hanno determinato l’iscrizione di un importo positivo sia per il Tfr e sia per il Premio di Fedeltà: rispettivamente 93 mila euro e 19 mila euro. Analogamente nell’esercizio precedente i calcoli effettuati dalla medesima società avevano determinato la registrazione di un importo negativo pari rispettivamente a 247 mila euro e a 22 mila euro. Senza considerare gli importi sopra evidenziati, che hanno natura straordinaria per l’esodo volontario e meramente valutativa per gli obblighi Ias, si arriva a determinare un importo delle spese del personale di tipo ordinario e quindi non influenzato da eventi eccezionali. In tal senso l’importo anno 2009 arriverebbe ad esprimere un valore ordinario di 16,3 milioni quasi identico a quello del 2008 con un minor costo di 48 mila euro pari a un -0,29%. Il rapporto sul margine di intermediazione si attesterebbe al 42,56% contro il 42,97% del 2008. Di converso la valutazione complessiva della voce delle spese del personale (compreso quindi l’onere straordinario Fondo Esuberi volontario ed effetti Ias su Tfr e Premio di Fedeltà) evidenzia un rapporto sul margine di intermediazione del 47,60% contro il 43,68% del 2008 con una variazione assoluta negativa di 1,6 milioni di euro pari ad un aumento del 9,71% 2009 su 2008. In aumento le altre spese amministrative -voce 150 b)- che incorporano anche le imposte indirette di competenza dell’esercizio (I.C.I., vidimazioni, imposte indirette per pubblicità e per rifiuti oltre a oneri indiretti riferibili a quelle situazioni in cui la Cassa interviene in qualità di sostituto d’imposta per il DPR 601, per il pagamento dell’imposta di bollo su conti correnti e dossier titoli e della tassa sui contratti di borsa). Passano da 12,1 milioni di euro di fine 2008 a 12,8 milioni di euro di fine 2009 per un +5,61% pari a circa 678 mila euro. Nel dettaglio, le sole spese amministrative passano da 9,6 milioni di euro di fine 2008, a 10,2 milioni di euro di fine 2009 per un +6,21% pari a circa 598 mila euro; le imposte indirette aumentano da 2,4 milioni di euro di fine 2008 a 2,5 milioni di euro di fine 2009 per un +3,25% pari a circa 80 mila euro. L’aumento 2009 su 2008 delle sole spese amministrative è imputabile prevalentemente ai maggiori costi sostenuti per la pubblicità e promozione (circa 89 mila euro), per i canoni di locazione immobili (circa 77 mila euro), per i fitti passivi pagati per l’acquisizione in locazione finanziaria di attrezzatura strumentale all’attività bancaria (circa 102 mila euro), per i contributi associativi causa soprattutto l’assoggettamento a iva (imposta sul valore aggiunto) decorrenza 2009 dell’importo corrisposto alla Federazione Trentina della Cooperazione e della maggior onerosità stesso anno dei contributi pagati alla Consob (complessivamente circa 157 mila euro), per le manutenzioni immobili, mobili, macchine e impianti (circa 48 mila euro), per la pulizia locali (circa 36 mila euro) oltre ai maggiori oneri sostenuti nel 2009 rispetto al 2008 per l’organizzazione delle assemblee

connesse alla fusione per incorporazione della Cassa Rurale Sopramonte nella Cassa Rurale di Trento. Per quanto attiene le sole imposte indirette l’aumento è quasi interamente attribuibile alla quota delle imposte pagate per la clientela (bollo + imposta sostitutiva 601) che assommano nell’anno 2009 a 2,4 milioni di euro contro i 2,3 milioni di euro del 2008 con un aumento del 3,17% pari a circa 74 mila euro. Le imposte indirette riferibili direttamente alla Cassa (imposta comunale sugli immobili, imposta rifiuti, pubblicità e altre locali) sono aumentate del 4,64% pari a circa 6 mila euro passando dai 133 mila euro del 2008 ai 139 mila euro del 2009. Il totale delle spese amministrative voce 150 b) esprime un rapporto sul margine di intermediazione pari al 33,36% contro un 31,80% di fine 2008. Nel dettaglio le sole spese amministrative presentano un rapporto del 26,72% (25,33% a fine 2008) e le imposte indirette del 6,64% (6,47% a fine 2008). Nel 2009 risulta alimentata nella sezione dei costi operativi, diversamente dal 2008, la voce 160 “accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” per un importo di 57 mila euro. Nel dettaglio circa 14 mila euro riguardano un adeguamento 2009 del fondo rischi oneri già alimentato per la prima volta nell’anno 2007 di un importo di circa 55 mila euro per una causa in corso con un dipendente. I restanti 43 mila euro riguardano un accantonamento effettuato ad analogo fondo rischi e oneri per imposte su maggior reddito imponibile ex Cassa Rurale Sopramonte imputate per competenza nel corrente esercizio a seguito ispezione Agenzia delle Entrate e la cui definizione con conseguente pagamento e/o azzeramento dell’importo richiesto in prima istanza dovrebbe realizzarsi nel corso dell’anno 2010. Stabili le rettifiche di valore nette (ammortamenti) - voce 170 di conto economico - su attività materiali (immobili, mobili, impianti e altre apparecchiature) che registrano un leggero incremento dello 0,33% pari a circa 3 mila euro: da 978 mila euro di fine 2008 a 981 mila euro di fine 2009. I nuovi principi contabili hanno profondamente innovato la gestione economica delle attività materiali soprattutto nella componente immobili ove è stata richiesta la separatezza dei valori di costo tra la parte fabbricato e la parte terreno. Questi ultimi, avendo durata indefinita (non perdono mai il proprio valore), non sono più ammortizzabili. In diminuzione le rettifiche di valore nette su attività immateriali -voce 180 di conto economico-(software e subconcessione posti auto di durata cinquantennale) che decrementano di circa 2 mila euro per un -4,08% passando dai 44 mila euro di fine 2008 ai 42 mila euro di fine 2009. La voce altri oneri/proventi di gestione -voce 190 di conto economico- presenta a fine 2009 un saldo positivo di circa 2,6 milioni di euro contro un saldo positivo di circa 2,8 milioni di euro dell’esercizio precedente con una variazione negativa di 125 mila euro pari a un - 4,54%. Ricordiamo che la voce altri oneri/proventi di gestione accoglie positivamente il valore del recupero di imposte e tasse indirette nei confronti della clientela (2,4 milioni di euro del 2009 contro 2,3 milioni di euro del 2008), altri addebiti a carico di terzi su depositi e c/c riguardanti in genere il recupero di spese postali e similari (396 mila euro nel 2009 e 360 mila euro nel 2008), il rimborso di spese legali per recupero crediti (29 mila euro nel 2009 e 46 mila euro nel 2008), i recuperi come interessi per sfa22

sature valute su bonifici bancari (44 mila euro nel 2009 e 246 mila euro nel 2008), i ricavi da cartolarizzazione (nulla nel 2009 contro 30 mila euro nel 2008) oltre a restanti proventi che, nei precedenti bilanci, confluivano nelle componenti straordinarie positive. Incide negativamente sul saldo della voce, l’ammortamento annuo delle migliorie effettuate su immobili di terzi locati alla Cassa (152 mila euro nell’esercizio 2009 contro i 161 mila euro del 2008), le penali di antergazione su bonifici bancari per sfasature valute (41 mila euro nel 2009 e 187 mila euro nel 2008), gli oneri degli interventi effettuati a favore del Fondo Garanzia dei Depositanti (31 mila euro nel 2009 e 9 mila nel 2008) oltre a residui oneri che nei precedenti bilanci confluivano nelle componenti straordinarie negative. Da rilevare infine che sempre nella voce 190, nel solo anno 2009, è confluito l’onere delle imposte dirette rilevate nel corrente esercizio e non accantonate nell’esercizio precedente per un importo negativo di 82 mila euro e il provento delle maggiori imposte dirette accantonate nell’esercizio precedente per un importo positivo di 93 mila euro.

Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente Ammontano a € -1.429.710,76 con un aumento di 259 mila euro rispetto al 2008, +22,13%, dove le stesse rilevavano per 1,2 milioni di euro. Pur in presenza di un risultato dell’utile dell’operatività lorda quasi allineato nei due esercizi raffrontati (anno 2009 6,1 milioni di euro e anno 2008 6,2 milioni di euro) le maggiori imposte di competenza contabilizzate nel corrente esercizio rispetto a quello precedente sono ascrivibili alla particolarità dell’esercizio 2008 dove la Cassa aveva proceduto all’affrancamento del disallineamento fra valore civile e valore fiscale che risultava esposto nel “QUADRO EC MODELLO UNICO/2008 redditi 2007” con un conseguente minore valore delle imposte di competenza. Tale operazione aveva comportato il pagamento nell’esercizio 2008 di una imposta sostitutiva, indeducibile Ires, di circa 609 mila euro con un contestuale rilascio economico positivo di circa 1,4 milioni di euro quale parte della fiscalità differita iscritta in bilancio negli esercizi precedenti per detti valori disallineati. Nel dettaglio l’imposta Ires competenza 2009 è pari a 731 mila euro (308 mila euro nel 2008). L’aliquota dell’imposta Ires applicata nell’esercizio 2009 è identica a quella del 2008 con una misura del 27,50%. Un imponibile Ires corrente anno 2009 pari a 3,5 milioni di euro inferiore ai 6,5 milioni di euro dell’esercizio precedente (peraltro da raccordare al beneficio dello scarico della fiscalità differita anno 2008 per l’affrancamento dei disallineamenti di alcuni valori civili e fiscali) che ha determinato una maggiore imposta Ires 2009 su 2008 di 423 mila euro. L’imposta Irap competenza 2009 è pari a 698 mila euro (862 mila euro nel 2008). Da rilevare che la riduzione dell’aliquota Irap anno 2009 (2,98%) rispetto all’esercizio 2008 (3,44%) e il minor imponibile Irap corrente anno 2009 (24,9 milioni di euro) rispetto al 2008 (25,5 milioni di euro) hanno consentito un risparmio imposte Irap 2009 su 2008 di 164 mila euro. Da ultimo ricordiamo il mantenimento anche per l’esercizio 2009 delle norme agevolative Irap sul cosiddetto “cuneo fiscale”.

Utile dell’operatività corrente ordinaria Ammonta a € 5.954.284,26 con un decremento rispetto al 2008 del 4,45% pari a circa 278 mila euro (da 6,2 milioni di euro del 2008 ai 5,9 milioni di euro del 2009) Oneri e Proventi Straordinari Secondo la nuova metodologia espositiva IAS sono costituiti da utili e perdite delle partecipazioni, dal risultato netto di eventuali valutazioni al fair value delle attività materiali e immateriali (la Cassa prudenzialmente ha mantenuto queste attività al valore di costo e pertanto è una componente economica che non interessa), dalle rettifiche di valore dell’avviamento e dagli utili e perdite da cessione di investimenti. Ammontano a € 114.089,90. Interessano esclusivamente il saldo della voce degli utili e perdite da cessione di investimenti (voce 240 di conto economico). L’esercizio 2009 accoglie lo sbilancio utili (27 euro) e perdite (1.817 euro) inerente la cessione di attività strumentali quali attrezzature e impianti vari. Accoglie inoltre positivamente un importo di 118.668 euro quale utile da realizzo per la vendita di un fabbricato strumentale sito in Via Trener 2/2, Trento precedentemente adibito a Filiale della Cassa e un importo negativo di 2.787 euro quale perdita da realizzo inerente lo scarico di un cespite obsoleto collegato all’immobile della Filiale di Vigo Meano. Per analoghe operazioni l’esercizio 2008 aveva registrato a sbilancio un valore negativo di 1.405 euro inerente unicamente la cessione di attrività strumentali diverse dagli immobili (166 euro “utili” e 1.581 euro “perdite” nella disanima analitica).

Utile dell’operatività corrente al netto delle imposte Ammonta a € 4.638.663,40 con un decremento pari a circa 421 mila euro (-8,32%) rispetto al risultato netto 2008 (€ 5.059.767,80).

Utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte Ammonta a € 6.068.374,16 con un decremento rispetto al 2008 del 2,60%, pari a circa 162 mila euro (da 6,2 milioni di euro del 2008 a 6,1 milioni di euro del 2009). 23


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

servizi (titoli di terzi a deposito in custodia ed amministrazione, fondi comuni/sicav, gestioni patrimoniali, pronti contro termine); tasso interno di trasferimento (T.I.T.): viene utilizzato l’Euribor 3 mesi “flat”; ciò consente di far beneficiare del ristorno anche coloro che hanno in prevalenza rapporti passivi (finanziamenti) con la Banca; modalità di erogazione del ristorno: fino ad un massimo del 50% “in denaro” e per il resto ad “incremento delle quote sociali”; liquidazione del ristorno (art.6): il ristorno non può essere riconosciuto per un importo inferiore al corrente valore nominale della quota sociale (10,32 euro) e per un ammontare superiore di 20 volte il valore nominale stesso (206,40 euro). Il ristorno di importo inferiore al valore della quota sociale viene accantonato a nome del beneficiario fintanto che non raggiunga, per effetto di ulteriori ristorni, il valore minimo per consentire l’assegnazione di un’azione. Al contrario, l’ammontare eccedente l’importo massimo (206,40 euro) viene accantonato ai fini di beneficenza e mutualità; utile ristornabile per l’esercizio 2009 proposto dal Consiglio di Amministrazione: 500 mila euro.

IL RISTORNO AI SOCI Come già richiamato nella parte iniziale di questa relazione, con l’introduzione del ristorno, approvato nel corso dell’Assemblea del 17 maggio 2008, i Soci potranno beneficiare per la seconda volta della restituzione di una parte dell’utile d’esercizio. Caratteristica peculiare del ristorno è che lo stesso viene commisurato all’apporto dato dal Socio all’attività mutualistica e quindi ai rapporti instaurati dal Socio con la Cassa, concretizzandosi in un rimborso di: minori interessi attivi in caso di operazioni di impiego; maggiori interessi passivi in caso di operazioni di raccolta; minori corrispettivi per servizi in caso di commissioni attive. L’oggetto e il parametro di commisurazione del ristorno è costituito da quella parte di margine d’intermediazione derivante dai soli rapporti creditizi (attivi o passivi) o di servizio intercorsi con i Soci, ad esclusione di quella parte del margine d’intermediazione derivante dall’attività svolta con i terzi “non soci”, nonchè della parte dello stesso riferibile all’investimento delle riserve indivisibili. In particolare, il margine d’intermediazione si compone di due voci principali: il margine d’interesse che rappresenta la contribuzione dell’intermediazione dell’attività di impiego e raccolta; il margine da servizi che deriva dalle componenti positive e negative relative ai servizi forniti dalla Cassa alla clientela. La quota del margine di intermediazione riferibile ai rapporti intrattenuti esclusivamente con i Soci rappresenta la misura del vantaggio mutualistico da ristornare e cioè l’oggetto e il parametro del ristorno. Per rendere omogenee e comparabili le posizioni dei Soci depositanti con quelle dei Soci richiedenti credito, si è tenuto conto di rettificare il margine d’intermediazione lordo mediante l’applicazione di un tasso interno di trasferimento (T.I.T.), individuando il tasso Euribor 3 mesi “flat” come parametro che offre trasparenza e visibilità. Per la determinazione del ristorno anno 2009, il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dell’apposito Regolamento approvato dall’Assemblea ordinaria dei Soci del 17.05.2008, ha confermato i seguenti parametri: beneficiari (art.3): tutti i Soci che risultano iscritti nel libro soci alla data del 31.12.2009 e che lo siano ancora alla data dell’assemblea che delibera il ristorno. Per quanto concerne le cointestazioni fra Soci e non Soci, il ristorno è attribuibile interamente al Socio a condizione che i contitolari rientrino tra le persone individuate dall’art. 433 del Codice Civile, ovvero il coniuge, i figli, i genitori o, in mancanza, gli ascendenti prossimi, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli ; contratti da ristornare (art.5): contratti di deposito (conti correnti, libretti di deposito a risparmio nominativi, certificati di deposito nominativi, depositi e conti in valuta estera nominativi, prestiti obbligazionari), contratti di impiego (apertura di credito in conto corrente, mutui, altri finanziamenti, crediti di firma, portafoglio) e contratti di

Riparto del ristorno come da art. 6 e art. 7 del regolamento

500.000,00

R

- Da Fondo ristorno anni precedenti (importo residuo al 31/12/2009) -azioni-

42.467,97

R1

- Da Somme a disposizione anni precedenti (importo residuo al 31/12/2009) -contanti-

19.223,32

R2

-181.208,88

R3

-48.794,34

R4

-187.420,83

R5

-0,00

R6

-125.043,92

R7

- A Capitale sociale per l’attribuzione di n. 17.559 azioni v.n. 10,32 cadauna - A Fondo ristorno anni precedenti -resto su azioni-

- Importo ristorno liquidato in contanti * - A somme a disposizione anni precedenti -resto su contanti- A beneficenza e mutualità ai sensi dell’art. 7 del regolamento sul ristorno

IL PROGETTO DI DESTINAZIONE DEGLI UTILI L’utile dell’esercizio 2009 ammonta a € 4.638.663,40 Si propone di procedere alla sua destinazione nel seguente modo: 1. Alle riserve indivisibili di cui all’art. 12 della € 3.514.503,50 L. 16.12.1977, n. 904, per le quali si conferma l’esclusione della possibilità di distribuzione tra i soci sotto qualsiasi forma, sia durante la vita della società che all’atto del suo scioglimento, e specificamente: alla riserva legale di cui al comma 1 art. 37 D.Lgs 1.9.1993 n. 385, dalle novità recate dalla Legge Finanziaria per il 2005, L. 30 dicembre 2004, n. 311 commi da 460 a 466 la somma di € 617.439,12 tassati e la somma di € 2.897.064,38 esenti tenendo conto, per detta quota, delle conferme contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 9.4.2008 con le quali la integrale deduzione del ristorno, cfr 500.000,00 euro, deve avvvenire a scapito della quota detassata di utile destinato a riserva che potrà quindi scendere sotto la percentuale del 70% (€ 4.638,663,40 - € 500.000,00 = € 4.138.663,40 x 70/100 = € 2.897.064,38 pari al 62,45% dell’utile netto annuale).

L’importo comprende sia la quota contanti che verrà liquidata ai Soci che raggiungeranno l’importo minimo liquidabile di 10,32 euro, sia la quota contanti che verrà accantonata ai Soci in apposito Fondo fino a che non venga raggiunto, per effetto degli accantonamenti successivi, l’importo minimo liquidabile pari a 10,32 euro. *

PROSPETTO ESPLICATIVO PER LA DETERMINAZIONE DEL RISTORNO ANNO 2009 (valori all’unità di €) Utile netto anno 2009

4.638.663

A

Alla riserva legale (70% degli utili netti sulla base delle norme civilistiche)

-3.247.064

B = 70% di A

Alla riserva legale (accantonamento eccedente la quota minima del 70%)

-267.439

Ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione (3% degli utili netti annuali sulla base delle norme civilistiche)

-139.159

C = 3% di A-R

Utile residuale dopo gli accantonamenti

1.252.440

D = A-B-C

626.220

E = D x 50%

12.003.235

F

Margine di contribuzione riferito alla clientela (procedura calcolo ristorno)

32.316.577

F1

Margine di intermediazione lordo della Banca (sommatoria voci 10-20-40-50-70-80-90-100-110 del conto economico)

38.265.399

Utile massimo ristornabile pari al 50% dell’utile residuale Margine di contribuzione riferito ai soci (procedura calcolo ristorno)

Quota % di margine di contribuzione soci su totale

24

37,14%

H = F / F1

Quota massima ristornabile

626.220,00

E

Quota di ristorno proposta dal Consiglio di Amministrazione

500.000,00

R

2. Ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione: (pari al 3% degli utili annuali ai sensi del comma 4, art.11, L. 21.01.1992 n. 59 modificato dall’articolo 1, comma 468 della Legge 30.12.2004 n. 311 e senza considerare le somme destinate ai ristorni ai Soci e quindi detraendo, dalla base di calcolo € 4.638.663,40, la quota di € 500.000,00 come da conferma Circolare Agenzia delle Entrate n. 35/E del 9.4.2008).

€ 124.159,90

3. Ai fini di beneficenza o mutualità:

€ 500.000,00

4. A ristorno ai Soci secondo le previsioni statutarie:

€ 500.000,00

Con l’approvazione del riparto degli utili così come proposto, il patrimonio della Cassa passerà ad € 131.669.342,66, importo che coincide esattamente con i mezzi propri e che comprendono: il capitale sociale, euro 288.103,44, la riserva di sovraprezzo azioni, euro 1.173.759,75, le riserve di valutazione, euro 2.967.246,31 (di cui euro 1.036.484,17 inerenti le riserve di rivalutazione monetaria, euro 808.255,00 inerenti riserve positive determinate a fine 2009 sulle attività disponibili per la vendita, euro 1.122.507,14 inerenti riserve di valutazione calcolate in sede di “first time adoption” sull’immobile ex sede Cassa Rurale Sopramonte), euro 123.725.729,66 le restanti riserve (di cui euro 123.070.728,76 riserva legale, euro 327.485,43 altre riserve -Amato ed ex DLgs 124/93- ed euro 327.515,47 quali riserve rivenienti da “first time adoption” e di adeguamento utili contabilizzate nell’anno 2005 in sede di prima transizione Ias) e dall’accantonamento della quota di utili 2009 per euro 3.514.503,50 che, se così deliberata dall’Assemblea dei Soci, andrà ad incrementare la riserva legale passando da euro 123.070.728,76 ad euro 126.585.232,26. 25


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

mercato dei servizi bancari e finanziari nell’Unione Europea e a facilitare la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. Il Provvedimento, in vigore dal 1 marzo 2010, si applica a tutti i servizi di pagamento prestati in Euro o nella valuta ufficiale di uno Stato membro dell’UE, con esclusione delle operazioni di pagamento che si basano su titoli cartacei. Maggiore concorrenza, crescita della trasparenza e miglioramento delle condizioni applicate ai consumatori, sono tra i principali obiettivi della nuova direttiva, la cui entrata in vigore favorirà, nei prossimi anni, un uso sempre più esteso di modalità telematiche e standardizzate nei servizi di pagamento; a fine 2009, la Banca d’Italia ha emanato le nuove disposizioni in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”. Tra le diverse previsioni della nuova disciplina, che persegue l’obiettivo, nel rispetto dell’autonomia negoziale, di rendere noti ai Clienti tutti gli elementi essenziali del rapporto contrattuale e le loro variazioni, ricordiamo l’obbligo per le banche di adottare specifici requisiti organizzativi per assicurare il rispetto della disciplina sulla trasparenza delle condizioni contrattuali e garantire un idoneo presidio dei rischi legali e reputazionali connessi ai rapporti con la clientela. A tale scopo, il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha approvato, lo scorso 11 febbraio, una specifica procedura interna per la gestione dei prodotti, dei servizi e dei reclami della clientela. Sempre in tema di trasparenza, nel mese di marzo sono stati installati in tutte le filiali nuovi “totem” informativi, che faciliteranno e semplificheranno ulteriormente la consultazione, da parte della clientela, dei fogli informativi relativi ai prodotti e servizi offerti dalla Cassa Rurale; il codice della Privacy (Dlgs. 196/2003), che ha riordinato da alcuni anni l’intera materia relativa alla protezione dei dati personali, dispone la comunicazione nella relazione accompagnatoria al Bilancio d’esercizio dell’avvenuta redazione o aggiornamento del Documento Programmatico sulla Sicurezza (in sigla DPS). A questo riguardo confermiamo che la Cassa, in data 25 marzo 2010, ha adempiuto agli obblighi previsti, deliberando l’aggiornamento del documento per l’anno 2010.

I PRIMI FATTI DI RILIEVO DEL 2010 Diversi sono i fatti che hanno caratterizzato l’attività della nostra Cassa nei primi mesi del 2010. Tra i principali, segnaliamo i seguenti: nei primi mesi del 2010, abbiamo avviato il processo di confronto che ci porterà ad elaborare le strategie per il prossimo triennio. Dall’analisi dei risultati conseguiti con riferimento agli obiettivi che, tre anni fa, in un contesto molto diverso da quello attuale, avevamo fissato nel Piano Strategico 2007-2009, è emerso per la nostra Cassa Rurale un trend decisamente positivo. Gli obiettivi “qualitativi/organizzativi”, sono stati interpretati con azioni nel campo della mutualità innovativa, della territorialità e della riorganizzazione e rivisitazione della struttura aziendale. Le azioni intraprese in tema di governo dei rischi, ci hanno consentito di realizzare una serie di politiche prudenziali e di tutela, in particolare per quanto riguarda gli ambiti del credito e della finanza. Altrettanto positivi, nonostante i pesanti condizionamenti determinati dalla crisi finanziaria mondiale, sono stati infine i risultati conseguiti dalla Cassa in questi anni sul piano “economico/quantitativo”. Gli effetti degli investimenti sociali e organizzativi fatti in questo triennio e le nuove opportunità derivanti dal processo di fusione appena concluso, costituiranno “solide basi” sulle quali costruire i nostri obiettivi futuri; sono state confermate e ampliate anche alle zone di Sopramonte e Sardagna le iniziative dedicate a rafforzare il contatto diretto con la nostra base sociale. Gli incontri sul territorio sono per noi la migliore occasione di “confronto democratico” con la base sociale, perché mettono i Soci nelle condizioni di esprimere il loro parere e di “contare” effettivamente. Negli undici appuntamenti programmati nelle diverse zone di operatività della Cassa, abbiamo presentato la “nuova Cassa Rurale di Trento”, aggiornato sulle principali iniziative di mutualità innovativa, ma abbiamo soprattutto aperto il dibattito ed il confronto con i Soci sul tema dell’innovazione della “governance” della nostra Cassa Rurale. Numerosità del Consiglio di Amministrazione, rappresentatività territoriale e competenze degli amministratori, sono le “parole chiave” emerse nel confronto e sulle quali siamo chiamati a riflettere per costruire un progetto di governo innovativo e al passo con i tempi; per quanto riguarda le attività di ammodernamento della nostra rete filiali, ricordiamo che, a partire dal 7 gennaio 2010, lo sportello di via Grazioli a Trento ha trasferito provvisoriamente l’operatività sul vicino sportello di via Giovanelli 9. Il temporaneo trasferimento dello sportello e del personale impiegato si è reso necessario per l’avvio di importanti lavori di ristrutturazione ed ampliamento, che renderanno lo sportello di via Grazioli ancora più accogliente, confortevole e riservato, grazie anche allo studio ed alla realizzazione di nuove e piacevoli soluzioni ambientali; il 22 gennaio 2010 il Governo ha recepito nel nostro ordinamento la Direttiva Europea sui Servizi di Pagamento, volta a creare un unico 26

trazione nello sviluppo delle relazioni e dei prodotti offerti alle persone e alle aziende, ed il miglioramento ulteriore degli indici di fedeltà e di soddisfazione. Un ruolo centrale sarà rappresentato, in quest’ambito, dall’espansione rilevante della nostra offerta bancassicurativa e previdenziale, con l’obiettivo di valorizzare tutte le potenzialità derivanti dal recente progetto di Sistema che ha visto la costituzione, da parte di Cassa Centrale Banca, di una nuova società, denominata “Centrale Partecipazioni Assicurative”, che punterà a rafforzare, anche attraverso accordi e partecipazioni strategiche, l’attività nel comparto svolta dalla Cooperazione Trentina e le opportunità offerte a Soci e Clienti. Queste politiche, che si accompagneranno ai vantaggi competitivi della mutualità, del radicamento e della solidità, saranno sempre contraddistinte dalla primaria attenzione ai reali bisogni delle persone, alle cui domande sapremo rispondere con lo sviluppo di competenze consulenziali sempre più elevate. La gestione integrata della nostra offerta non potrà quindi prescindere da una sempre maggiore integrazione fra le diverse anime commerciali della Cassa Rurale, che dovranno, in sinergia, socializzare competenze ed informazioni, all’insegna di un unico, principale obiettivo: la soddisfazione di Soci e Clienti e la creazione di valore per tutti i portatori d’interesse.

LE PROSPETTIVE DELLA GESTIONE L’anno appena trascorso ha messo a dura prova la capacità di ogni azienda di credito di interpretare le direzioni del mercato. Per quanto riguarda la nostra Cassa Rurale, si è aggiunto inoltre, come abbiamo già ricordato, un nuovo e forte elemento di impegno e di complessità, sia pur in prospettiva molto positivo: la fusione con la Cassa Rurale Sopramonte. A fronte di questo scenario “complesso” vanno però considerate anche le opportunità che derivano dalle attività riorganizzative, di tutela del rischio e di presidio della liquidità, che la Cassa Rurale ha portato a compimento nell’ultima fase della pianificazione strategica triennale. Confidando di concretizzare in un marcato sviluppo commerciale gli investimenti commerciali ed organizzativi realizzati in questi anni, e puntando a “capitalizzare” le politiche di razionalizzazione già avviate sul piano del contenimento dei costi operativi, riteniamo quindi che l’esercizio 2010 si presenti per la nostra Cassa Rurale con prospettive di segno positivo. Dal punto di vista del presidio patrimoniale, l’analisi effettuata con il processo ICAAP evidenzia stabilità e adeguatezza del nostro “capitale interno” rispetto all’andamento delle varie categorie di rischio, mentre sul fronte della liquidità emerge una situazione, attuale e prospettica, che ci permette di fronteggiare serenamente i fabbisogni futuri. In un quadro di tradizionale debolezza, rispetto al Sistema, sul fronte dei ricavi dell’intermediazione creditizia, frutto anche della straordinaria situazione di concorrenza presente sulla piazza di Trento, l’intenso lavoro svolto nel 2009 e mirato a perseguire una più sana remunerazione dell’intermediazione, dovrebbe inoltre determinare nel 2010 una positiva evoluzione della nostra redditività ed un generale riallineamento dei margini a quelli del Sistema. Dal punto di vista strettamente commerciale, le linee guida del nostro Budget si individuano nel potenziamento della quota di mercato, valorizzando i “potenziali” rappresentati da una rete commerciale ampia e ben radicata, dalla solida struttura finanziaria, da un’ampia gamma di prodotti di qualità e dalla competenza delle nostre aree specialistiche. Nella raccolta diretta, gli scenari altamente competitivi sul piano della “conquista della liquidità”, ci indurranno ad obiettivi difensivi e di presidio degli attuali volumi mentre, per quanto riguarda la raccolta indiretta, punteremo, attraverso la negoziazione e l’incremento “coerente” della componente gestita, al recupero di redditività commissionale. Nel settore degli impieghi, gli obiettivi di crescita, che dipenderanno anche dall’attesa ripartenza del ciclo economico, saranno concentrati sul sostegno del comparto delle piccole imprese, degli artigiani e delle famiglie produttrici, ma punteranno anche allo sviluppo delle relazioni già acquisite attraverso un più intenso utilizzo delle linee di credito accordate. Agli obiettivi di sviluppo nel settore del credito continueranno, anche nel 2010, ad affiancarsi rigorose politiche di gestione e di contenimento dei rischi. Sul fronte dei servizi, obiettivo strategico della Cassa sarà, anche attraverso l’ausilio di strumenti ed applicativi evoluti, l’aumento della pene27


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

CONCLUSIONI

APPENDICE

Cari Soci,

LO SCENARIO INTERNAZIONALE anche in questo delicato momento di cambiamento, stabilità, continuità e qualità crescente nelle relazioni di ogni giorno. Un vivo ringraziamento lo rivolgiamo anche al Collegio Sindacale, per la preziosa e puntuale collaborazione, alla Consulta dei Soci, per il costruttivo contatto con la base sociale, alla Banca d’Italia, per la costante assistenza e considerazione riservateci, alla Federazione Trentina della Cooperazione, a Cassa Centrale Banca, a Phoenix Informatica Bancaria e a tutti gli altri Organismi e Società del Gruppo. Infine, un ringraziamento particolare lo riserviamo a tutti i nostri Soci e Clienti, per la vicinanza e la preferenza che ci dimostrano quotidianamente. Riservando alla nota integrativa l’illustrazione dei criteri di valutazione e le informazioni di dettaglio sullo stato patrimoniale e sul conto economico, precisiamo che, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari sono conformi al carattere cooperativo della Società. Ciò premesso, proponiamo al Vostro esame ed alla Vostra approvazione il Bilancio di esercizio 2009, come esposto nella documentazione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico, nonché nella Nota Integrativa.

la grande crisi che ha colpito l’economia globale e i mercati finanziari internazionali sta stimolando un radicale ripensamento dei modelli di sviluppo e di crescita sostenibili, nonché delle norme e delle regole di funzionamento dei mercati e degli operatori economici. Come abbiamo ricordato nelle riflessioni iniziali, la crisi ci obbliga a riprogettare anche il nostro cammino, pensando a regole nuove per il governo della nostra impresa, per coniugare l’esercizio dell’attività bancaria secondo criteri imprenditoriali, con la missione di banca della Comunità, che antepone al profitto i vincoli di solidarietà. In questo contesto, l’identità e la rete saranno comunque, e sempre di più, i cardini dello sviluppo futuro della nostra Cassa Rurale e dell’intero Credito Cooperativo, trentino e nazionale. Solo un’identità vissuta con coerenza ed una rete efficiente, potranno infatti consentirci di affrontare con serenità la competizione futura. Cercheremo di conciliare l’autonomia con la cooperazione, valorizzando gli obiettivi comuni, condividendo investimenti e rischi, disegnando forme di coordinamento destinate a conseguire significative economie di scala e ad accrescere la forza del nostro Sistema sul mercato. Passa da qui il nostro futuro. È su una “cooperazione rafforzata” che si fondano le nostre prospettive; è dalla nostra intensa partecipazione nei “nodi vitali” che compongono la Rete, il nostro Sistema, che dipenderà la nostra capacità di affrontare “in sicurezza” le sfide che ci attendono, per continuare ad essere promotori di sviluppo e di coesione sociale, per garantire a Voi Soci, e a tutti i Clienti, sempre maggiore efficienza ed efficacia. Abbiamo visto, nei nostri tanti anni di storia, come la solidità dei valori della cooperazione, della solidarietà, della sussidiarietà abbiano aiutato la Comunità trentina a superare tanti momenti di difficoltà. Siamo certi che i valori dell’identità e della rete ci aiuteranno, se praticati in modo intenso, a fare lo stesso anche in futuro.

Trento, 25 marzo 2010 Il Consiglio di Amministrazione

impiegato si è ridotto anche a causa del maggior ricorso da parte delle imprese alla cassa integrazione guadagni, sia ordinaria che straordinaria, della riduzione delle seconde attività lavorative e della contrazione del lavoro atipico. La diminuzione delle unità di lavoro ha investito tutti i settori di attività economica, in particolare il settore dell’industria in senso stretto (-8,1%), e ha interessato sia l’occupazione dipendente (-2,7%) sia quella indipendente (-2,6%).

L’andamento dell’economia nel 2009 è stato profondamente segnato dagli effetti della crisi scoppiata nell’ultimo trimestre del 2007. Dopo la recessione, che si è protratta fino ai mesi estivi, gli andamenti congiunturali hanno segnato un’inversione di tendenza dovuta anche all’efficacia delle politiche economiche poste in essere. Il motore della crescita è stato rappresentato dalle economie emergenti, che si sono mostrate più resistenti nella fase critica. Tra queste, la prima è stata senz’altro la Cina, che ha rafforzato la propria posizione negli scambi internazionali diventando il primo esportatore mondiale. D’altra parte, permangono incertezze sull’andamento del mercato del lavoro, che tipicamente risente con ritardo delle fasi negative del ciclo e sulla tempistica del percorso di rientro dalle politiche fiscali e monetarie espansive. Nell’area Euro, gli ultimi dati confermano che l’espansione dell’attività economica è proseguita nell’ultimo trimestre dell’anno. L’area ha beneficiato dell’inversione del ciclo delle scorte e della ripresa delle esportazioni, nonché dei significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e delle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario. Allo stesso tempo, l’attività economica risentirà di probabili effetti avversi derivanti dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all’interno che all’esterno dell’area. Di conseguenza, ci si attende che l’economia dell’area cresca a un ritmo moderato nel 2010 e il processo di ripresa possa risultare discontinuo. A questo si uniscono le incertezze riguardanti la crisi di Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo. I costi del possibile intervento europeo e le conseguenze sui mercati dei titoli di stato e dei cambi potranno determinare una revisione al ribasso delle previsioni di crescita per il 2010.

La finanza pubblica L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil, secondo le ultime stime dell’ISTAT, è stato pari al 5,3%, superiore a quello registrato nell’anno precedente, pari al 2,7%. Il saldo primario (indebitamento al netto della spesa per interessi) è risultato negativo e pari allo 0,6% del Pil, inferiore di oltre 3 punti rispetto al livello positivo raggiunto nel 2008 (2,5%). La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,2%, superiore di tre decimi di punto rispetto al valore del 2008 (42,9%). Per il 2009 è previsto invece un notevole peggioramento del rapporto debito/PIL che è stimato attestarsi al 115,8%, rispetto al 105,8% del 2008, con un ulteriore aggravamento nel 2010 e 2011 quando potrebbe superare il 120% del PIL. La politica monetaria della BCE Sul versante della politica monetaria, il Consiglio direttivo della BCE, nel corso del 2009, ha ridotto ripetutamente il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali (di 150 punti base), i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale (di 125 punti base) e sui depositi presso la banca centrale (di 75 punti base), i cui valori di fine anno sono rispettivamente dell’1,00% dell’1,75% e dello 0,25%.

LO SCENARIO NAZIONALE

Concludendo la relazione, salutiamo i Soci presenti oggi, ma ricordiamo anche tutti quelli incontrati nei recenti 11 appuntamenti pre-assembleari, che ci hanno dimostrato, con la loro presenza e con tanti contributi di riflessione sui progetti di revisione della governance della nostra banca, una partecipazione, forte e responsabile, nelle scelte di governo della nostra Cassa. Vogliamo altresì rivolgere un particolare apprezzamento agli ex Amministratori e Soci della Cassa Rurale Sopramonte che, riconoscendo nella Cassa Rurale di Trento “il miglior partner per l’integrazione”, ci hanno testimoniato una fiducia preziosa, che sapremo ripagare. Ringraziamo la Direzione e tutto il Personale per la professionalità ed il particolare impegno dimostrati quest’anno nell’affrontare le tante complessità derivanti dal processo di fusione, con l’obiettivo di assicurare a tutti i Soci e Clienti, 28

La congiuntura

L’andamento delle Banche di Credito Cooperativo in rapporto al sistema bancario

Nel 2009 il valore del Pil, espresso ai prezzi dell’anno precedente, è diminuito del 5%, rispetto al calo dell’1,3% registrato nel 2008. Dal lato degli impieghi, si evidenzia una contrazione in termini reali dell’1,2% dei consumi finali nazionali e del 12,1% per gli investimenti fissi lordi, dato quest’ultimo, che riflette flessioni che hanno riguardato tutte le tipologie di beni capitali: macchinari e attrezzature (-18,4%), costruzioni (-7,9%), mezzi di trasporto (-15,2%), beni immateriali (-5,4%). Le esportazioni di beni e servizi hanno registrato una diminuzione del 19,1%. Le unità di lavoro (ULA) hanno registrato un calo significativo, pari a 2,6%. Tale fenomeno è riconducibile, in primo luogo, alla riduzione del numero degli occupati (-1,7%). Inoltre, il volume di lavoro

Nel corso del 2009 le Banche di Credito Cooperativo - Casse Rurali (in sigla BCC-CR) hanno continuato a sostenere l’economia reale con significativi flussi di finanziamento e favorevoli condizioni di accesso al credito. È proseguita, nel corso dell’anno, la crescita degli sportelli delle nostre banche (+3,7%) a fronte della sostanziale stazionarietà registrata per il resto del sistema bancario (+0,3%). Si è parallelamente incrementato sensibilmente anche il numero dei dipendenti, dei soci e dei clienti. Con riguardo all’attività di intermediazione, nel corso del 2009 si è assistito ad uno sviluppo significativo dell’attività di impiego delle BCC-CR e ad una crescita della raccolta in linea con la media del sistema bancario. 29


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Gli impieghi economici delle BCC-CR superavano a dicembre 2009 i 125,6 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 6,3%, superiore di quasi tre volte a quello registrato per il sistema bancario complessivo (+2,2%). Con riguardo ai settori di destinazione del credito, è stata particolarmente significativa la crescita dei finanziamenti erogati alle famiglie consumatrici (+8,9%), alle imprese artigiane ed alle altre imprese minori con più di 20 dipendenti (rispettivamente +6,7% e +11,7%) ed alle istituzioni senza scopo di lucro (+12,9%). Con particolare riferimento ai finanziamenti alla clientela imprese, pari a fine 2009 a oltre 85,5 miliardi di euro, con una crescita annua del 5,6%, si rileva una forte crescita dei crediti erogati ai rami di attività economica “agricoltura, silvicoltura e pesca” (+12%), “mezzi di trasporto” (+11,5%) e “servizi” (+6,6%). I finanziamenti all’edilizia sono cresciuti mediamente del 5,3% nel corso dell’anno. A fronte dell’intensa attività di finanziamento descritta, l’analisi della rischiosità del credito delle banche della Categoria, ha evidenziato, nel 2009, l’acuirsi del progressivo deterioramento già evidenziato nel corso del precedente esercizio: i crediti in sofferenza sono cresciuti notevolmente in tutte le aree del Paese e le partite incagliate, storicamente sovradimensionate nella Categoria, hanno segnato un ulteriore significativo incremento. Nel dettaglio, i crediti in sofferenza risultano incrementati ad un ritmo superiore di cinque volte a quello degli impieghi economici (+36,4%). A dicembre 2009 il rapporto sofferenze/impieghi era pari per le BCC-CR al 3,6% (2,8% a dicembre 2008), rispetto al 3,3% rilevato per il sistema bancario complessivo. Le partite incagliate risultavano in crescita del 20,1% nel corso del 2009. Il rapporto incagli/impieghi era pari nella media della categoria al 3,8% a dicembre 2009, con una situazione che appariva assai differenziata a livello di federazione e di singola banca. La raccolta complessiva delle BCC-CR (al netto della componente obbligazionaria) si è sviluppata negli ultimi dodici mesi ad un tasso estremamente significativo (+9,7%), superiore alla media rilevata nel sistema bancario (+8%). Particolarmente rilevante è stata la crescita dei conti correnti (+17,9%) e dei “depositi a scadenza” (+18,4%), mentre le emissioni obbligazionarie delle BCC-CR hanno fatto registrare una crescita inferiore a quanto rilevato nella media di sistema (+5,4% rispetto a +11,2%). Con riguardo alle principali informazioni di carattere strutturale, a settembre 2009 si registravano 426 BCC-CR operanti sul territorio nazionale, per un totale di 4.192 sportelli, pari al 12.3% del sistema bancario. Il numero dei soci delle BCC-CR a dicembre 2009 superava il milione di unità, con un incremento annuo del 5,1%, mentre il numero complessivo dei clienti, a settembre 2009, superava quota 5.600.000, registrando un incremento del 4,2%. È proseguita, infine, la crescita dei dipendenti del Credito Cooperativo: a fine anno il numero dei dipendenti si attestava sulle 31.150 unità, ai quali vanno aggiunti i circa 3.700 dipendenti di Federazioni locali, società del Gruppo Bancario Iccrea, Casse Centrali e organismi consortili.

LO SCENARIO PROVINCIALE Anche per il Trentino permangono previsioni negative di crescita del PIL per il 2009. Le prime stime parlano di un calo del 3,5% rispetto al -5% registrato a livello nazionale. L’economia trentina, come registrano sia i dati quantitativi che qualitativi, sembra aver retto meglio agli effetti della crisi. In particolare, l’andamento del gettito tributario ha registrato un aumento degli incassi del 5% alla fine di settembre e segnali positivi si evidenziano anche in alcuni settori, come ad esempio i lavori pubblici e le ristrutturazioni residenziali, grazie anche alle misure anticrisi adottate dall’Amministrazione Provinciale. Anche se le stime tendenziali non registrano ancora i benefici derivanti dalle misure anticrisi, i dati congiunturali (variazioni rispetto al periodo immediatamente precedente) mostrano, invece, segnali più incoraggianti. Sia i dati di produzione, fatturato e ordinativi, sia l’export presentano, già nel secondo trimestre 2009, variazioni positive rispetto al primo trimestre 2009. Per quanto riguarda il movimento anagrafico delle imprese, nei primi nove mesi dell’anno le iscrizioni di nuove imprese ammontavano a 2.188 unità (in calo dell’8% rispetto all’analogo periodo 2008) mentre si registravano 2.431 cancellazioni (+1,1% sul 2008), con un saldo negativo di 243 unità che, se pur limitato nelle proporzioni, conferma l’attuale stato di incertezza del sistema imprenditoriale. Nel 2009 anche la situazione occupazionale ha risentito della flessione congiunturale, facendo registrare un calo generalizzato pari all’1,2% e una dinamica positiva solo nei servizi alle imprese. L’indagine continua sulle forze di lavoro a fine settembre 2009 rileva, per la prima volta, un netto ripiegamento del mercato del lavoro. Rispetto all’analogo periodo del 2008, si rileva infatti un calo di circa 2.600 occupati ed un aumento di 2.200 unità delle persone in cerca di lavoro. Conseguentemente, si registra un calo del tasso di occupazione che scende al 66,7% (68% nell’analogo periodo 2008) e, soprattutto, una crescita di quello di disoccupazione che passa dal 2,3% al 3,2%. Nello stesso periodo è risultata in calo anche l’occupazione femminile (-1.200 unità), che nei primi sei mesi dell’anno aveva fatto registrare una dinamica espansiva. Altro dato in forte aumento risulta quello relativo alla cassa integrazione; a fine settembre 2009 le ore autorizzate (con esclusione della gestione edilizia) hanno superato la soglia di 1 milione contro le 114.955 dello stesso periodo 2008 (+821%). Il valore della produzione a settembre 2009 risultava in calo del 15% su base annua. La crisi si è fatta sentire in modo generalizzato, ma la situazione appare più preoccupante nel commercio al dettaglio, (ma il calo delle vendite ha interessato soprattutto i mezzi pesanti), nell’artigianato e nell’industria manifatturiera. La crisi nelle costruzioni e nei trasporti conosce invece, come nel secondo trimestre, una certa attenuazione. Il fatturato complessivo ha registrato una flessione su base annua, per il complesso dei settori, pari al 14,1%, mentre la situazione si presentava sostanzialmente costante su base trimestrale (-0,7%).

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anticrisi per le aziende e le infrastrutture, pari a 47 milioni di euro nel triennio 2009-2011, di cui 36 milioni di euro per il 2009.

La manovra anticrisi della Provincia Autonoma di Trento 2009-2010 Come anticipato nella relazione d’esercizio 2008, la Provincia Autonoma di Trento fin dall’autunno del 2008 si è attivata sia per contenere gli effetti della crisi economica, sia per preparare il Trentino a sfruttare nel migliore dei modi la fase della ripresa. Le misure adottate sono state sostanzialmente di due tipi: misure di emergenza (nei mesi di ottobre-dicembre 2008) con specifiche iniziative a sostegno delle famiglie (pagamento mutui tasso variabile, spese energetiche, contenimento rette di asili e case di riposo) e a sostegno delle imprese (con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito); misure anticongiunturali (o Piano Anticrisi), con lo stanziamento per il biennio 2009-2010 di un importo pari a 1.250 milioni di euro, destinato a interventi di sostegno al reddito, per la promozione dell’occupazione e a sostegno delle imprese.

LA DINAMICA SETTORIALE Settore agricolo Per le mele, il 2009 è stato caratterizzato da un anticipo del periodo vegetativo, mentre le piogge estive non hanno prodotto particolari problemi dal punto di vista fitosanitario. La stima produttiva ha previsto un leggero calo rispetto al 2008 pari al 6-7%. Anche per le viti l’annata è stata caratterizzata da un anticipo vegetativo. Le piogge estive, come per il melo, non hanno prodotto particolari problemi fitosanitari per cui la vendemmia è stata caratterizzata da uve sane e gradazioni zuccherine elevate. La stima produttiva prevede un incremento della produzione pari a circa il 5-6% rispetto al 2008.

Il piano anticrisi poggia infatti su quattro “pilastri”:

Settore industriale

interventi di sostegno al reddito, misure di contrasto alla povertà e per promuovere l’occupazione (importo totale stanziato per il biennio 135 milioni di euro); interventi a sostegno delle imprese (importo totale stanziato per il biennio 338 milioni di euro); azioni strutturali per la produttività e la competitività del sistema (importo totale stanziato per il biennio 78 milioni di euro); una manovra straordinaria sugli investimenti a sostegno della domanda interna con elevate ricadute sul territorio (importo totale stanziato per il biennio 699 milioni di euro). In particolare, per quanto riguarda le misure a sostegno delle imprese, gli obiettivi sono quelli di assicurare adeguate condizioni di liquidità al sistema delle imprese, accompagnare i processi di ristrutturazione aziendale, sostenere i programmi di sviluppo e innovazione, favorire il consolidamento e il radicamento locale anche delle imprese di dimensioni maggiori, favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese.

Le imprese attive a fine settembre contavano 12.486 unità, ovvero lo 0,9% in meno rispetto a settembre 2008. Per quanto riguarda la ripartizione delle imprese industriali attive tra i vari comparti economici, un peso decisamente rilevante è assunto dalle imprese manifatturiere (36,9% delle imprese attive del settore secondario) e da quelle delle costruzioni (61,3%). Complessivamente, le esportazioni trentine sono risultate in flessione del 3,5% rispetto al trimestre precedente e del 19,8% rispetto al terzo trimestre 2008; il calo maggiore ha riguardato le esportazioni di mezzi di trasporto (-47,7%), metalli di base e prodotti in metallo (-47,6%), macchine ed apparecchi (-36,3%) e articoli in gomma e materie plastiche (-26,6%). Per quanto riguarda i paesi di destinazione, rispetto al terzo trimestre 2008, solo le esportazioni verso l’Asia registrano una leggera crescita (+5%), mentre diminuiscono sensibilmente quelle verso l’Europa (-21,8%), l’Africa (-21,2%), l’America (-22%) e l’Oceania e gli altri territori (-16,8%).

Fra le voci più importanti: l’accesso al credito, tramite gli enti di garanzia, con un incremento delle risorse messe a disposizione dalla Provincia per un totale di 33 milioni di euro nel 2009 (per un volume di finanziamenti che supera i 450 milioni di euro, erogati per oltre l’80% dalle Casse Rurali Trentine); le agevolazioni per progetti di riorganizzazione aziendale e sostegno della ricerca applicata, con ulteriori finanziamenti per 115 milioni di euro; Trentino sviluppo: cresce di 100 milioni di euro il piano degli investimenti in strutture produttive e partecipazioni azionarie, per il triennio 2008-2010, portandone il totale ad oltre 340 milioni di euro; si conferma la politica di sostegno all’agricoltura con interventi

Settore artigianale Il saldo dei movimenti di iscrizione e cancellazione è risultato positivo nel terzo trimestre del 2009 e ha dato luogo ad un incremento delle imprese registrate assestatesi a quota 13.867 unità a fine settembre 2009 (+0,4% su base trimestrale e -1,1% su base annua). Il 45,7% delle imprese artigiane attive opera nel settore delle costruzioni ed un altro 21,9% nelle attività manifatturiere. Rilevante risulta anche la quota degli altri servizi pubblici, sociali e personali, con circa un 11,1%.

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Bilancio 2009

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

diretta, sceso dal 28,3% del 2008 al 26,5% del 2009. I crediti per cassa hanno raggiunto a dicembre 2009 quota 11.752 milioni di euro, con una crescita annua del 3,7%, comprendendo anche la quota dei mutui cartolarizzati. Se aggiungiamo anche quelli erogati da Cassa Centrale Banca, il complesso dei crediti erogati dal credito cooperativo trentino sale a 12.449 milioni di euro. Nel corso del 2009 è proseguito il rallentamento nella crescita dei crediti già evidenziato nel 2008 che ha risentito della debolezza del ciclo economico. A fine 2009 la crescita si è attestata infatti al 3,7% contro l’8% dell’anno precedente. Mentre i crediti a medio-lungo termine registrano un incremento positivo pari a +10% a dicembre 2009, quelli a breve termine sono in calo dell’8,6%. I crediti a medio-lungo rappresentano il 69,3% del totale, contro il 65,2% dell’anno precedente. Per quanto riguarda le famiglie, queste hanno visto crescere gli impieghi a medio/lungo termine (+7% fine 2009 rispetto +8% del 2008), mentre quelli a breve sono risultati per il secondo anno consecutivo in calo (-14,2% a fine 2009 contro -4,7% del 2008). Nel settore delle imprese, nel 2009 sono cresciuti in misura maggiore i crediti agli artigiani (+4,7%) rispetto a quelli alle imprese di capitali (+2,6%), che hanno risentito in maniera più pesante della crisi economica. Il settore economico più vivace si è dimostrato nuovamente quello dei servizi con +8,2% (+15,6% nel 2008), seguito dall’agricoltura con +7,2% (+12,4% nel 2008). Seguono alberghi (+4,7% contro +9,2% del 2008), edilizia (+2,7% contro +8,4% del 2008), industria e artigianato (+0,1% contro +5,2% del 2008) e commercio (-1,8% contro +4,2% del 2008). In termini di composizione, i servizi rappresentano il primo settore con il 24,8% seguiti dall’edilizia con il 21,9%; segue l’industria e artigianato con un 18,9%, alberghi con il 14,1%, commercio con il 13,5%. Il peso dell’agricoltura rimane costante intorno al 6,8% del totale. La dinamica più moderata dei prestiti rispetto alla raccolta diretta ha portato ad una diminuzione del rapporto impieghi/raccolta diretta, che dal 94,9% del 2008 è passato al 92,8% di fine 2009. Le sofferenze, pari a 245 milioni di euro a dicembre 2009, sono in crescita del 56% rispetto al 2008, e rappresentano il 2,1% degli impieghi complessivi (contro l’1,4% del dicembre 2008). Per quanto riguarda la compagine sociale, a fine anno i soci risultavano 117.219, con una crescita netta di 3.616 unità rispetto al 2008. I crediti erogati a favore dei soci rappresentano il 50% del totale di crediti erogati dalle Casse Rurali Trentine, mentre la raccolta diretta da soci costituisce il 40% del totale.

SETTORE CREDITIZIO DELLE CASSE RURALI A settembre 2009 le banche con sede amministrativa in provincia di Trento erano 52 (come l’anno precedente). Il numero degli sportelli bancari ammontava a 551 unità, 3 in più rispetto ad un anno prima, mentre 227 erano gli sportelli postali attivi. Il numero di abitanti per sportello bancario era pari a 955, contro una media italiana di 1.773 abitanti per sportello. Se aggiungiamo anche gli sportelli postali, il numero di abitanti per sportello bancario e postale in Provincia di Trento scende a 676. Il risparmio complessivamente intermediato dalle Casse Rurali trentine a fine 2009 - secondo i primi dati provvisori - superava i 16.000 milioni di euro, di cui 12.655 milioni di raccolta diretta e 3.349 milioni di raccolta indiretta comprensiva dei titoli in amministrazione e del risparmio gestito. Nel corso del 2009, la raccolta diretta ha mostrato un rallentamento nei ritmi di crescita molto vivaci registrati nel 2008, che in media superavano il 10%. L’aumento della raccolta diretta è stato sostenuto soprattutto dai conti correnti, mentre le obbligazioni - se pur in crescita - hanno rallentato la corsa che aveva caratterizzato gli ultimi anni. A dicembre 2009 la raccolta diretta, come detto pari a 12.655 milioni di euro, presentava un flusso di nuovo risparmio di 724 milioni di euro (pari a +6,1%), rispetto ai 1.178 registrati nel 2008. Quanto alla composizione della raccolta diretta, i conti correnti e depositi a risparmio, con il 47,5%, superano per la prima volta il valore delle obbligazioni che pesano per il 46,9% della raccolta. La raccolta diretta è risultata così composta: conti correnti e dep. risparmio 6.008 milioni (+ 13,3% rispetto al 2008) certificati di deposito 236 milioni (- 13,1% rispetto al 2008) pronti contro termine 470 milioni (- 26,6% rispetto al 2008) obbligazioni 5.941 milioni (+ 3,9% rispetto al 2008) La raccolta indiretta a valori di mercato ammontava a dicembre 2009 a 3.349 milioni di euro, con una diminuzione annua dello 0,9% (rispetto al -17,4% del 2008). Lo sviluppo dell’aggregato ha risentito del nuovo calo dei titoli in amministrazione e ha beneficiato di una ripresa del gestito soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno. La raccolta indiretta è risultata così composta: titoli di terzi gestioni patrimoniali fondi comuni e sicav prodotti assicur. finanziari

2.263 milioni (- 7,5% rispetto al 2008) 443 milioni (+ 8,7% rispetto al 2008) 481 milioni (+ 22,5% rispetto al 2008) 162 milioni (+ 21,1% rispetto al 2008)

riferimento all’1%, con una diminuzione complessiva nel periodo di 150 punti base. Anche i tassi bancari ne hanno seguito il trend. Nella media dell’anno, il tasso sugli impieghi alla clientela delle Casse Rurali Trentine è risultato in forte calo, portandosi dal 6,19% della media 2008 al 3,91% della media 2009. In termini medi annui il tasso relativo agli impieghi è diminuito di 228 punti. Anche i tassi passivi si sono adeguati al ribasso dei tassi di mercato. Nella media dell’anno, il tasso sulla raccolta è stato pari all’1,69%, contro il 3,44% del 2008 (-176 punti). L’intensità diversa con cui i tassi attivi e passivi sono variati, ha portato ad una riduzione della forbice. In termini medi annui lo spread clientela, ovvero la differenza tra tasso sugli impieghi e tasso sulla raccolta, è sceso di 52 punti (da 2,74% a 2,22%).

Relazione del Collegio Sindacale Signori soci, ai sensi dell’art. 2429, 2° comma, del Codice Civile vi relazioniamo circa l’attività da noi svolta durante l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2009. L’attività di controllo contabile è demandata alla Federazione Trentina della Cooperazione in ragione dell’art. 38 della legge regionale 9 luglio 2008 n.5. Il Collegio Sindacale ha quindi concentrato la propria attività, anche per l’esercizio 2009, sugli altri compiti di controllo previsti dalla legge, dallo statuto e dalle vigenti istruzioni di vigilanza. L’assemblea dei soci ha provveduto alla nomina del Collegio Sindacale, nella sua attuale composizione, in data 20 dicembre 2009, l’attività che rendicontiamo è stata pertanto quasi interamente svolta dal precedente organo di controllo che ringraziamo per il lavoro svolto. Nell’esercizio 2009 il Collegio Sindacale ha partecipato a 34 riunioni del Consiglio di Amministrazione e a 20 riunioni del Comitato esecutivo, nel corso delle quali ha acquisito le informazioni sull’attività svolta dalla Cassa Rurale e sulle operazioni di maggiore rilevanza patrimoniale, finanziaria, economica e organizzativa deliberate dagli amministratori. Nelle 10 adunanze svolte dal Collegio Sindacale sono state riepilogate le verifiche effettuate e le attività di controllo svolte in via continuativa o saltuaria dai componenti del Collegio. In sede di verifica hanno avuto luogo anche incontri e scambi di informazioni con i revisori della Federazione Trentina della Cooperazione, incaricati della revisione legale dei conti e con i responsabili delle altre strutture organizzative che assolvono funzioni di controllo (internal audit, controllo dei rischi, compliance). Il Collegio in tali occasioni ha acquisito e visionato le relazioni predisposte da tali funzioni rilevando la sostanziale adeguatezza ed efficienza del sistema dei controlli interni della Cassa Rurale, la puntualità dell’attività ispettiva e la ragionevolezza e pertinenza degli interventi proposti. Tutta l’attività di cui sopra è documentata analiticamente nei verbali delle riunioni del Collegio Sindacale, conservati agli atti della società. Particolare attenzione è stata riservata alla verifica del rispetto della legge e dello statuto sociale. Al riguardo, si comunica che, nel corso dell’esercizio non sono pervenute al Collegio denunce di fatti censurabili ai sensi dell’art. 2408 del Codice Civile, né sono emerse irregolarità nella gestione o violazioni delle norme disciplinanti l’attività bancaria tali da richiedere la segnalazione alla Banca d’Italia ai sensi dell’art. 52 del D. Lgs. 1 settembre 1993, n. 385. Sotto il profilo della gestione dei rapporti con la clientela, il Collegio ha verificato che i reclami pervenuti all’apposito ufficio interno della Cassa Rurale abbiano avuto regolare riscontro nei termini previsti. Per quanto concerne i reclami della clientela attinenti alla prestazione dei servizi di investimento, il Collegio dà atto che sono state inviate alla CONSOB le prescritte relazioni semestrali, accompagnate dalle Osservazioni del Collegio, dalle quali non sono emerse anomalie organizzative o irregolarità nel comportamento del personale che possano

La redditività Il margine di interesse dell’insieme delle Casse Rurali Trentine nel corso del 2009 ha subito una drastica riduzione rispetto all’anno precedente a seguito del calo dello spread dei tassi. A dicembre 2009, il margine di interesse ha registrato un calo del 19,4% rispetto all’anno precedente. L’area servizi ha mostrato invece una buona ripresa, con una crescita del 14% delle commissioni nette. Anche il risultato netto dell’attività finanziaria ha evidenziato una ripresa consistente. Il margine di intermediazione, sintesi della gestione denaro e della gestione servizi, a fine 2009 è risultato in calo del 9,7% rispetto al 2008. I costi operativi hanno registrato complessivamente un aumento del 2,2% (rispetto a +5,6% del 2008), l’incremento dei costi del personale è stato dello 0,9%, mentre gli altri costi sono aumentati del 3,7%. In conclusione, il risultato lordo di gestione delle Casse Rurali Trentine con 90 milioni di euro, ha mostrato a fine 2009 un calo del 33,6% rispetto all’anno precedente, e un’incidenza pari allo 0,61% sul totale dell’attivo, contro lo 0,98% del 2008. Fonte: Relazione Federazione Trentina della Cooperazione - Servizio Casse Rurali “Il quadro economico-sociale del Trentino nel 2009 nel contesto nazionale ed internazionale”

I tassi di interesse Nel corso del 2009 i tassi ufficiali della BCE sono stati variati quattro volte da gennaio a maggio, passando dal 2,5% di dicembre 2008, al 2% del 21 gennaio 2009, per arrivare l’11 marzo all’ 1,5% e l’8 di aprile all’ 1,25%. L’ultima riduzione, in data 13 maggio, ha portato il tasso di

La diversa dinamica delle componenti della raccolta complessiva ha portato ad un ulteriore ridimensionamento del rapporto indiretta sulla 32

33


Bilancio 2009

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE

evidenziare scorrettezze nella vendita degli strumenti finanziari. Non risultano pendenti denunce o esposti innanzi alle competenti autorità di vigilanza. Il Collegio ha vigilato sull’osservanza delle norme in materia di antiriciclaggio, non rilevando violazioni da segnalare ai sensi dell’art. 52 del D. Lgs. 231/2007 e può confermare che la Cassa ha assolto il proprio obbligo di adeguata formazione del personale su tale materia. In sintesi, nulla di significativo è stato riscontrato in contrasto con norme di legge o di statuto, ad eccezione di fatti o situazioni rientranti nella “fisiologia” dei processi e comunque di entità marginale. Inoltre, le osservazioni del Collegio ai responsabili delle funzioni interessate hanno trovato di regola pronto accoglimento. Per quanto riguarda il rispetto dei principi di corretta amministrazione, la partecipazione alle riunioni degli organi amministrativi ha permesso di accertare la conformità alla legge e allo statuto degli atti deliberativi e programmatici, il rispetto dei principi di sana e prudente gestione e di tutela dell’integrità del patrimonio della Cassa e la coerenza con le scelte strategiche definite. Atti e provvedimenti sono stati indirizzati al potenziamento della struttura aziendale, al miglioramento dell’assetto organizzativo nei vari settori operativi e al conseguimento degli obiettivi strategici prefissati. Si dà atto che con il 2009 è stato portato a termine il piano strategico triennale ed il Consiglio di Amministrazione ha avviato il processo di rendicontazione e verifica degli obiettivi raggiunti, premessa per l’elaborazione del nuovo piano strategico triennale 2010-2012. Nel corso dell’esercizio il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale e l’intera struttura aziendale sono stati coinvolti nell’intensa attività preparatoria del processo di fusione con la Cassa Rurale Sopramonte, processo che si è completato dal punto di vista operativo con la fusione dei sistemi contabili, avvenuta in data 23 novembre e, dal punto di vista istituzionale, con l’assemblea del 20 dicembre che ha proceduto alla nomina degli organi di governo e di controllo. In tema di verifica sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società, sono stati oggetto di verifica - anche attraverso la costante collaborazione con le altre funzioni di controllo - il regolare funzionamento delle principali aree organizzative e l’efficienza dei vari processi, constatando l’impegno della Cassa nel perseguire il costante affinamento delle procedure e la razionale gestione delle risorse umane. Nel corso dell’esercizio 2009 e nei primi mesi del 2010 sono stati oggetto di verifica da parte dell’Internal Audit i processi “Finanza e Risparmio” e “Information Technology”; dai reports rilasciati non sono emerse problematiche di rilievo. Il Collegio ha potuto constatare l’adeguatezza ed efficienza del sistema dei controlli interni, sistema che appare in continua evoluzione coerentemente con l’evolversi delle problematiche e supportato da idonee procedure informatiche. In particolare si dà atto dell’attenzione rivolta al miglioramento del processo del credito, interessato da interventi sia di carattere strategico ed organizzativo che nell’ambito dei controlli.

Il Collegio dà atto inoltre del forte impegno profuso dalla struttura e dal Consiglio di Amministrazione per affinare ed innalzare la qualità del processo di autovalutazione sull’adeguatezza patrimoniale (ICAAP), come richiesto anche dall’Organo di Vigilanza che ha, in più occasioni, sottolineato l’importanza del processo di valutazione dei rischi, soprattutto in considerazione dell’attuale situazione di incertezza economica e di deterioramento della qualità del credito. In considerazione della fusione e della necessità di uniformare le procedure, è stato deliberato il passaggio al sistema Phoenix Hosting Service (PHS), già in uso presso la Cassa Rurale Sopramonte. Tale sistema dovrebbe consentire la razionalizzazione e l’accentramento di tutte le risorse informatiche presso i locali della nostra software-house garantendo più elevati standard di sicurezza. Anche sotto il profilo della protezione dei dati personali, il sistema informatico garantisce un elevato standard di sicurezza, come risulta dall’esame del Documento Programmatico sulla Sicurezza redatto e aggiornato ai sensi del Disciplinare Tecnico Allegato “B” al codice della privacy (D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196). In conclusione non è emersa l’esigenza di apportare modifiche sostanziali all’assetto dei sistemi e dei processi sottoposti a verifica. Il Collegio sindacale, in ottemperanza alle disposizioni di cui all’art. 2 della L. 59/92 e art. 2545 del Codice Civile, condivide i criteri seguiti dal Consiglio di amministrazione nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi mutualistici in conformità col carattere cooperativo della società, criteri illustrati in dettaglio nella relazione sulla gestione presentata dagli stessi amministratori. Si segnala che nel corso dell’esercizio la Cassa Rurale è stata sottoposta a revisione ai sensi della L. R. 29/1/1954 n. 7 e L. R. 11/02/1955 n. 3. L’intervento non ha evidenziato irregolarità o violazioni di norme di legge in genere e specifiche per le società cooperative a mutualità prevalente ed ha confermato la coerenza dell’attività della Cassa Rurale con gli scopi statutari e i principi mutualistici della cooperativa. Per quanto riguarda il bilancio di esercizio, copia dei documenti contabili (stato patrimoniale, conto economico, prospetto delle variazioni di patrimonio netto, rendiconto finanziario e nota integrativa) e della relazione sulla gestione è stata messa a disposizione del Collegio Sindacale dagli amministratori nei termini di legge. Non essendo a noi demandato il controllo contabile di merito sul contenuto del bilancio, abbiamo vigilato sull’impostazione generale data allo stesso e sulla sua conformità alla legge per quanto riguarda la sua formazione e struttura. Il bilancio di esercizio è stato redatto in applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dallo IASB, omologati dalla Commissione Europea ai sensi del regolamento comunitario n. 1606/2002, e recepiti nell’ordinamento italiano con il D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38, nonché in conformità alle istruzioni per la redazione del bilancio delle banche di cui al provvedimento del Direttore Generale della Banca d’Italia del 22 dicembre 2005 - 1° aggiornamento del 18 novembre 2009. 34

Per quanto a nostra conoscenza, riteniamo che gli Amministratori, nella redazione del bilancio, abbiano operato nel pieno rispetto delle norme di riferimento. Abbiamo inoltre verificato la rispondenza del bilancio ai fatti e alle informazioni di cui abbiamo conoscenza a seguito dell’espletamento dei nostri doveri, e non abbiamo osservazioni al riguardo. La nota integrativa e la relazione sulla gestione contengono tutte le informazioni richieste dalle disposizioni in materia, con particolare riguardo ad una dettagliata informativa circa l’andamento del conto economico, e all’illustrazione delle singole voci dello stato patrimoniale e dei relativi criteri di valutazione. Ne risulta un’esposizione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Cassa Rurale, e del risultato economico dell’esercizio. Unitamente al bilancio 2009 sono riportati i dati patrimoniali e di conto economico al 31 dicembre 2008, determinati applicando i medesimi principi contabili internazionali IAS/IFRS. La contabilità sociale è stata sottoposta alle verifiche periodiche e ai controlli previsti dalla legge, demandati alla Federazione Trentina della Cooperazione; prendiamo atto dell’attività da questa svolta e delle conclusioni raggiunte, rilevando che all’esito dei controlli effettuati è stato espresso, con apposita relazione in data 09 aprile 2010, un giudizio senza rilievi sul bilancio nel suo complesso. Precisiamo inoltre che nel corso dell’esercizio il Collegio Sindacale ha incontrato i responsabili della funzione di controllo contabile, con i quali sono state scambiate le informazioni rilevanti per l’espletamento dei rispettivi compiti.

In considerazione di quanto sopra, il Collegio sindacale esprime parere favorevole all’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2009, come redatto dal Consiglio di amministrazione, e della conseguente proposta di riparto dell’utile. Trento, 12 aprile 2010

Le risultanze del bilancio si possono sintetizzare nei seguenti termini: STATO PATRIMONIALE Attivo Passivo e Patrimonio netto UTILE D’ESERCIZIO

1.486.020.859,64 1.481.382.196,24 4.638.663,40

CONTO ECONOMICO Utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte Imposte sul reddito dell’esercizio UTILE D’ESERCIZIO

6.068.374,16 -1.429.710,76 4.638.663,40

Dopo aver esaminato i documenti contabili messi a nostra disposizione, riteniamo che i risultati economici conseguiti nel corso dell’esercizio confermino l’ordinato e regolare svolgimento della gestione aziendale. Nella relazione sulla gestione il Consiglio di Amministrazione ha illustrato la propria proposta di distribuzione dell’utile, quantificando in euro 500.000,00 l’importo da destinare a ristorni ai soci. Diamo atto che la proposta è stata formulata nel rispetto dello Statuto Sociale, delle disposizioni di Vigilanza e del Regolamento approvato dall’assemblea. 35

Il Presidente Wilma Sassudelli Il Sindaco effettivo Romeo Dallachiesa Il Sindaco effettivo Lorenzo Rizzoli


Bilancio 2009

STATO PATRIMONIALE

stato patrimoniale - attivo

stato patrimoniale - passivo SCOSTAMENTO ANNUO

Voci all’attivo

SCOSTAMENTO ANNUO

dicembre 2009

dicembre 2008

Valore assoluto

Valore percentuale

Voci del passivo e del patrimonio netto

dicembre 2009

dicembre 2008

Valore assoluto

Valore percentuale

10.

Cassa e disponibilità liquide

7.797.295

7.279.850

517.445

7,11%

10.

Debiti verso banche

2.316.147

1.886.407

429.740

22,78%

20.

Attività finanziarie detenute per la negoziazione

3.824.652

2.267.703

1.556.949

68,66%

20.

Debiti verso clientela

804.121.144

751.291.686

52.829.458

7,03%

30.

Attività finanziarie valutate al fair value

2.665.560

3.142.126

-476.566

-15,17%

30.

Titoli in circolazione

378.715.109

332.557.623

46.157.486

13,88%

40.

Attività finanziarie disponibili per la vendita

273.131.742

209.677.216

63.454.526

30,26%

40.

Passività finanziarie di negoziazione

319.677

397.901

-78.224

-19,66%

50.

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

28.602.030

0

28.602.030

nc

50.

Passività finanziarie valutate al fair value

135.443.226

160.743.736

-25.300.510

-15,74%

60.

Crediti verso banche

123.740.023

138.716.921

-14.976.898

-10,80%

60.

Derivati di copertura

59.157

51.624

7.533

14,59%

70.

Crediti verso clientela

1.023.494.498

1.027.566.320

-4.071.822

-0,40%

80.

12.732.265

12.393.261

339.004

2,74%

Passività fiscali a) correnti b) differite

1.216.215 184.175 1.032.040

3.122.118 1.591.068 1.531.049

-1.905.903 -1.406.893 -499.009

-61,05% -88,42% -32,59%

114.485 0

146.406 0

-31.921 0

-21,80% nc

100.

Altre passività

26.267.024

27.373.579

-1.106.555

-4,04%

110.

Trattamento di fine rapporto del personale

4.285.971

4.371.905

-85.934

-1,97%

120.

Fondi per rischi e oneri a) quiescenza e obblighi simili b) altri fondi

483.689 0 483.689

546.387 0 546.387

-62.698 0 -62.698

-11,48% nc -11,48%

130.

Riserve da valutazione

2.967.246

516.633

2.450.613

474,34%

160.

Riserve

123.725.730

119.862.621

3.863.109

3,22%

170.

Sovrapprezzi di emissione

1.173.760

1.089.551

84.209

7,73%

180.

Capitale

288.103

2.007.986

-1.719.883

-85,65%

200.

Utile (Perdita) d’esercizio (+/-)

4.638.663

5.059.769

-421.106

-8,32%

1.486.020.861

1.410.879.524

75.141.337

5,33%

110.

Attività materiali

120.

Attività immateriali di cui: - avviamento

130.

Attività fiscali a) correnti b) anticipate

2.680.771 1.681.011 999.760

4.157.526 1.866.667 2.290.858

-1.476.755 -185.656 -1.291.098

-35,52% -9,95% -56,36%

Altre attività

7.237.540

5.532.195

1.705.345

30,83%

1.486.020.861

1.410.879.524

75.141.337

5,33%

150.

Totale dell’attivo

Totale del passivo e del patrimonio netto

36

37


Bilancio 2009

CONTO ECONOMICO

CONTO ECONOMICO

prospetto della redditività complessiva SCOSTAMENTO ANNUO

Voci

dicembre 2009

dicembre 2008

Valore assoluto

Valore percentuale

Voci 10.

Utile (Perdita) d’esercizio

dicembre 2009

dicembre 2008

4.638.663

5.059.768

2.450.613

-1.750.417

10.

Interessi attivi e proventi assimilati

46.410.972

71.632.337

(25.221.365)

-35,21%

20.

Interessi passivi e oneri assimilati

(20.385.084)

(39.747.940)

19.362.856

-48,71%

30.

Margine di interesse

26.025.888

31.884.397

(5.858.509)

-18,37%

20.

40.

Commissioni attive

8.295.244

7.676.539

618.705

8,06%

110.

Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte

2.450.613

-1.750.417

50.

Commissioni passive

(985.210)

(1.033.071)

47.861

-4,63%

120.

Redditività complessiva (Voce 10 + 110)

7.089.276

3.309.351

60.

Commissioni nette

7.310.034

6.643.468

666.566

10,03%

70.

Dividendi e proventi simili

259.284

121.263

138.021

113,82%

Nella voce “utile (perdita) d‘esercizio” figura il medesimo importo indicato nella voce 290 del conto economico.

80.

Risultato netto dell’attività di negoziazione

58.166

(89.294)

147.460

-165,14%

90.

Risultato netto dell’attività di copertura

4.265

11.707

(7.442)

-63,57%

Nelle voci relative alle “altre componenti reddituali al netto delle imposte” figurano le variazioni di valore delle attività registrate nell’esercizio in contropartita delle riserve da valutazione (al netto delle imposte).

4.424.949 0 4.414.631 0 10.318

402.275 (5.963) 404.520 0 3.718

4.022.674 5.963 4.010.111 0 6.600

999,98% -100,00% 991,33% 0,00% 177,51%

182.814

(967.438)

1.150.252

-118,90%

38.265.400

38.006.378

259.022

0,68%

(2.879.705) (2.879.705) 0 0 0

(4.817.100) (4.917.100) 0 0 100.000

1.937.395 2.037.395 0 0 (100.000)

-40,22% -41,43% 0,00% 0,00% -100,00%

100.

Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) crediti b) attività finanziarie disponibili per la vendita c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza d) passività finanziarie

110.

Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value

120.

Margine di intermediazione

130.

Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: a) crediti b) attività finanziarie disponibili per la vendita c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza d) altre operazioni finanziarie

140.

Risultato netto della gestione finanziaria

35.385.695

33.189.278

2.196.417

6,62%

150.

Spese amministrative: a) spese per il personale b) altre spese amministrative

(30.979.196) (18.214.554) (12.764.642)

(28.688.930) (16.601.850) (12.087.080)

(2.290.266) (1.612.704) (677.562)

7,98% 9,71% 5,61%

160.

Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri

(57.347)

0

(57.347)

0,00%

170.

Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali

(981.470)

(978.289)

( 3.181)

0,33%

180.

Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali

(42.209)

(44.002)

1.793

-4,07%

190.

Altri oneri/proventi di gestione

2.628.811

2.753.807

(124.996)

-4,54%

200.

Costi operativi

(29.431.411)

(26.957.414)

(2.473.996)

9,18%

240.

Utili (Perdite) da cessione di investimenti

114.090

(1.405)

115.495

-8.220,28%

250.

Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte

6.068.374

6.230.459

(162.084)

-2,60%

260.

Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente

(1.429.711)

(1.170.690)

(259.021)

22,13%

270.

Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte

4.638.663

5.059.769

(421.106)

-8,32%

290.

Utile (Perdita) d’esercizio

4.638.663

5.059.769

(421.106)

-8,32%

38

Altre componenti reddituali al netto delle imposte Attività finanziarie disponibili per la vendita

39


40

0

5.059.768

41

0 0

0 15.021.434 129.021.565

Azioni proprie Utile (Perdita) di esercizio Patrimonio netto

129.021.565

15.021.434

0

0

2.267.050

108.577.924 327.516

0

-10.957.182

0

0

0

10.957.182

0

0

0

0 0

0

-4.064.252

-4.064.252

Dividendi e altre destinazioni

0

0

0

Strumenti di capitale

0

2.267.050

0 0 Riserve da valutazione

108.577.924 327.516

Riserve

Riserve: a) di utili b) altre

0

0

0

0

0

0

0 0

0

361.524

0

0

0

0

0 0

258.811

-91.628

0

0

0

0

0 0

-8.936

-82.692

0

0

0

0

0

0 0

0

0 0

0

0

0

0

0

0 0

0

0 0

2.967.246 0 0 4.638.664 132.793.503

2.450.613 0 0 4.638.663

0

0

0

0

0

0 0

0

0 0

0

0

0

0

0

0 0

0

0 0

3.309.349

5.059.767

0

0

-1.750.418

0 0

0

0 0

128.536.558

5.059.767

0

0

516.632

119.535.106 327.516

1.089.551

2.007.985 0

Patrimonio netto al dicembre 2008

123.398.214 327.515

0 0

7.089.277

1.173.760

0

0

0

0

0

0

0 0

0

288.104 0

0 0

0

0

0

0

0

0 0

Operazioni sul patrimonio netto

102.713

Emissione nuove azioni

839.676

Variazioni di riserve 0 0

0

0

0

Variazione dell’esercizio

0

-1.928.545

292.872

Acquisto proprie azioni

0

0 0

Allocazione risultato esercizio precedente

0

0

0

Distribuzione straordinaria dividendi

839.676

0

-1.196.659

0

0

0

0

0

Variazione strumenti di capitale

Sovrapprezzi di emissione

0

-1.196.659

-3.863.108

0 0

0

0

0

0

0

0

0

0 0

0

0 0

Derivati su proprie azioni

1.987.965 0

Esistenze al 1.1.2008

0

0

0

0

0

0

0 0

0 0

0 0

0

0 0

Stock options

0 0

Modifica saldi apertura

128.536.559

0

0

0

0

-19.002

Emissione nuove azioni 103.211

0 0

Redditività complessiva dicembre 2008

1.987.965 0

Esistenze al dicembre 2007

Importi in unità di euro

0

5.059.768

0

0

516.633

0 0

Acquisto proprie azioni -1.909.543 0

Patrimonio netto al dicembre 2009

prospetto delle variazioni del patrimonio netto 2009

Capitale: a) azioni ordinarie b) altre azioni

128.536.559

Patrimonio netto

Utile (Perdita) di esercizio

0

0

Azioni proprie

0

0

Strumenti di capitale

0

516.633

0 0

0 0

3.863.108 0

Distribuzione straordinaria dividendi

189.661 0

Operazioni sul patrimonio netto

Variazione dell’esercizio

Redditività complessiva dicembre 2009

Riserve da valutazione

119.535.106 327.515

0

0

0

Riserve

0 0

1.089.551

Dividendi e altre destinazioni 0 0

Variazioni di riserve 0 0

0 0

Allocazione risultato esercizio precedente

Variazione strumenti di capitale

0

2.007.986 0

Esistenze al 1.1.2009

Derivati su proprie azioni

119.535.106 327.515

1.089.551

Sovrapprezzi di emissione

0 0

Modifica saldi apertura

Stock options

Riserve: a) di utili b) altre

2.007.986 0

Esistenze al dicembre 2008

Capitale: a) azioni ordinarie b) altre azioni

Importi in unità di euro

PROSPETTI SUPPLEMENTARI

Bilancio 2009

prospetto delle variazioni del patrimonio netto 2008


Bilancio 2009

PROSPETTI SUPPLEMENTARI

rendiconto finanziario metodo indiretto IMPORTO

A. Attività operativa 1. Gestione - risultato d’esercizio (+/-) - plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e su attività/passività finanziarie valutate al fair value (-/+) - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) - rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento (+/-) - rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) - accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) - imposte e tasse non liquidate (+) - altri aggiustamenti (+/-) 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie - attività finanziarie detenute per la negoziazione - attività finanziarie valutate al fair value - attività finanziarie disponibili per la vendita - crediti verso banche: a vista - crediti verso banche: altri crediti - crediti verso clientela - altre attività 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie - debiti verso banche: a vista - debiti verso banche: altri debiti - debiti verso clientela - titoli in circolazione - passività finanziarie di negoziazione - passività finanziarie valutate al fair value - altre passività Liquidità netta generata/assorbita dall’attività operativa

IMPORTO

dicembre 2009

dicembre 2008

14.091.023

17.849.752

4.638.663

5.059.768

(205.645) (4.265) 3.304.188 1.023.678 995.710 4.295.807 42.887

904.584 (11.707) 4.838.198 1.022.291 767.890 5.095.513 173.216

(47.359.317)

(169.256.477)

(1.046.453) 479.947 (59.913.742) 16.040.853 (1.063.955) 775.748 (3.472.933)

2.794.197 552.235 (50.414.399) (20.515.277) (69.435.393) (34.506.593) 2.268.751

67.392.079

156.397.270

455.577 (25.836) 52.829.458 46.157.486 (78.223) (25.608.742) (6.337.640)

1.092.753 204.268 47.360.475 177.474.216 (2.052.493) (60.614.358) (7.067.593)

33.282.569

4.990.544

B. Attività di investimento 1. Liquidità generata da - vendite di attività materiali 2. Liquidità assorbita da - acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza - acquisti di attività materiali - acquisti di attività immateriali Liquidità netta generata/assorbita dall’attività d’investimento

C. Attività di provvista - emissioni/acquisti di azioni proprie - distribuzione dividendi e altre finalità Liquidità netta generata/assorbita dall’attività di provvista

Liquidità netta generata/assorbita nell’esercizio LEGENDA (+) generata

dicembre 2008

835.942

1.721

835.942

1.721

(30.768.733)

(1.424.224)

(28.602.030) (2.156.416) 10.288

0 (1.406.809) (17.415)

(29.932.791)

(1.422.503)

dicembre 2009

dicembre 2008

(1.635.673) (1.196.660)

269.895 (4.064.251)

(2.832.333)

(3.794.356)

517.445

(226.315)

(-) assorbita

RICONCILIAZIONE

IMPORTO

Voci di bilancio

dicembre 2009

dicembre 2008

7.279.850

7.506.164

Liquidità totale netta generata/assorbita nell’esercizio

517.445

(226.315)

Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell’esercizio

7.797.295

7.279.850

Cassa e disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio

42

dicembre 2009

43


Bilancio 2009

NOTA INTEGRATIVA PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Si indicano di seguito i dati richiesti dallo IAS 24 par. 16 sui dirigenti con responsabilità strategiche, intendendosi come tali coloro che hanno il potere e la responsabilità della pianificazione, della direzione e controllo, nonchè le informazioni sui compensi riconosciuti agli Amministratori e ai Sindaci della Banca.

Compensi complessivamente corrisposti ad Amministratori Salari e altri benefici a breve termine

dicembre 2009 288

Benefici successivi al rapporto di lavoro (previdenziali, assicurazioni, ecc.)

0

Attivo

Passivo

Garanzie rilasciate

Garanzie ricevute

Ricavi

Costi

Controllate

0

0

0

0

0

0

Collegate

0

0

0

0

0

0

489

510

423

1.224

10

9

2.073

942

218

1.333

120

23

2.562

1.452

641

2.557

129

32

Rapporti con parti correlate

Amministratori e Dirigenti Altre parti correlate

Compensi complessivamente corrisposti a Sindaci Salari e altri benefici a breve termine

dicembre 2009 90

Benefici successivi al rapporto di lavoro (previdenziali, assicurazioni, ecc.)

0

Compensi complessivamente corrisposti a Dirigenti Salari e altri benefici a breve termine

dicembre 2009 605

Benefici successivi al rapporto di lavoro (previdenziali, assicurazioni, ecc.)

55 220

Indennità per la cessazione del rapporto di lavoro Altri benefici a lungo termine

0

I compensi agli Amministratori ed ai Sindaci sono stati determinati con delibera dell’Assemblea del 22 maggio 2009. Tali compensi comprendono i gettoni di presenza e le indennità di carica loro spettanti.

44

Totale

Le altre parti correlate sono rappresentate da entità soggette al controllo o all’influenza notevole di amministratori o dirigenti, ovvero dai soggetti che possono avere influenza o essere influenzati dai medesimi. I rapporti e le operazioni intercorse con parti correlate non presentano elementi di criticità, in quanto sono riconducibili all’ordinaria attività di credito e di servizio. Durante l’esercizio non sono state poste in essere operazioni di natura atipica o inusuale con parti correlate che, per significatività o rilevanza di importo, possano aver dato luogo a dubbi in ordine alla salvaguardia del patrimonio aziendale. L’iter istruttorio relativo alle richieste di affidamento avanzate dalle parti correlate segue il medesimo processo di concessione creditizia riservato ad altre controparti non correlate con analogo merito creditizio. Per quanto riguarda le operazioni con i soggetti che esercitano funzioni di amministrazione, direzione e controllo della Banca trova applicazione l’art. 136 del D.Lgs. 385/1993 e l’art. 2391 del codice civile. Le operazioni con parti correlate sono regolarmente poste in essere a condizioni di mercato e comunque sulla base di valutazioni di convenienza economica e sempre nel rispetto della normativa vigente, dando adeguata motivazione delle ragioni e della convenienza per la conclusione delle stesse. In particolare: ai dirigenti con responsabilità strategiche vengono applicate le condizioni riservate a tutto il personale o previste dal contratto di lavoro; agli amministratori e sindaci vengono praticate le condizioni della clientela di analogo profilo professionale e standing. Le operazioni con parti correlate non hanno incidenza significativa sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico e sui flussi finanziari della Banca. Nel bilancio non risultano accantonamenti o perdite per crediti dubbi verso parti correlate. Sugli stessi viene pertanto applicata solo la svalutazione collettiva.

45


A cura di: Cassa Rurale di Trento Ufficio Pianificazione e Marketing - Ufficio ContabilitĂ  e Bilancio Progetto grafico ed impaginazione: APR&B Stampato da: Tipografia Editrice Temi s.a.s. di Bacchi Riccardo&C.- Trento Finito di stampare: maggio 2010


Bilancio Aziendale 2009