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S O M M A R I O 6/2008 Rivista bimestrale

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LUCCIOLE&LANTERNE - ETICA, INTEGRAZIONE E VALUTAZIONE - LIDIA GOLDONI

LE INTERVISTE DI SSO

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INTERVISTA AD ANTONIO GUAITA. SVAGO, ATTIVITÀ FISICA E MENTALE: LA MIGLIORE PREVENZIONE E CURA DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER

FOCUS: ALZHEIMER SERVIZI E RICERCA

15 18 21 25 29 31 33 35

LA RETE DEI SERVIZI DEDICATI ALLA DEMENZA

NICOLA VANACORE

H. v. R. Rembrandt (Olanda 1606-1669). Vecchio uomo in costume militare (particolare). Per gentile concessione del Museo J.P. Getty, Los Angeles, California, USA

LA GESTIONE DELL’ANZIANO CON DEMENZA A DOMICILIO UNA RISPOSTA AL PAZIENTE E ALLA FAMIGLIA

LUC P. DE VREESE

LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI SOCIOSANITARI EDUCATIVI: IDEE PER COSTRUIRE IL “POSSIBILE”

LETIZIA ESPANOLI

IL RUOLO DELLA FAMIGLIA NEL RAPPORTO CON IL MALATO E CON I SERVIZI

GIOVANNI RINOLDI

Per la struttura del FOCUS ha collaborato Antonella Carefulli progetto regionale "Demenze" Regione Emilia-Romagna

EMILIA-ROMAGNA. BENESSERE DELLA PERSONA E INTERVENTI SUGLI AMBIENTI UMANI E FISICI

ANTONELLA CARAFELLI

O.P. CERINO ZEGNA. UNA STRATEGIA AZIENDALE: SCEGLIERE DI OCCUPARSI DI ALZHEIMER

PAOLA GARBELLA

O.P. CERINO ZEGNA. PROGETTI DI RICERCA-AZIONE E CONSOLIDAMENTO GRUPPO DI LAVORO

TIZIANA GIACOLETTI

O.P. CERINO ZEGNA. PERCEZIONE DELLA QUALITÀ DELLA VITA DEGLI OSPITI TRA SOGGETTIVITÀ E OGGETTIVITÀ

SONIA MESSINA

RUBRICHE

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SVILUPPO SOCIALE - A CURA DI

ESORDIO DEL PREMIO “COMUNICAZIONE SOCIALE” SETTIMA EDIZIONE DEL PREMIO INNOVAZIONE NEI SERVIZI SOCIALI CITTÀ DI RIMINI INGRANDIMENTI

SI FA PRESTO A DIRE KEYNES - DOMENICO ROSATI

BUONE PRATICHE

41 44

SESTO FIORENTINO: LA VITA AL CENTRO DIURNO ALZHEIMER “LUIGI AMADUCCI”

FRANCESCA SCHENETTI

TREVISO. UNA RETE ARTICOLATA PER RISPONDERE ALL’EMERGENZA DEMENZE

GIORGIO PAVAN

DIRITTO E DIRITTI

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GLI OPERATORI SCOLASTICI E L’OBBLIGO DI DENUNCIA

MASSIMILIANO GIONCADA, ELISA SERENA SCOTTI

ANZIANI

51

O.R.T.O.S. OSSERVATORIO IN RETE SULL’ORTO-TERAPIA NEL SOCIALE

MARIENA SCASSELLATI SFORZOLINI GALETTI, DARIO MILANO, PIERO BER TERO

PROFESSIONI

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LAVORO DI CURA. DAGLI ARCHIVI SOCIALI ALLA TESSITURA DI UN LIBRO

CRISTINA CAPPELLI

COMUNICAZIONE E MARKETING SOCIALE

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LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI DELLA COMUNICAZIONE NELLE DIVERSE FASI DEL CICLO DI PROGETTO

RITA RAMBELLI

EUROPA

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AGENDA SOCIALE RINNOVATA: I SERVIZI SOCIALI DI INTERESSE GENERALE NEL MODELLO COMUNITARIO

CHIARA BOR TOLAZZI

IL SOCIALE SUL WEB • IL SITO DELLA FEDERAZIONE ALZHEIMER ITALIA: UN SUPPORTO ALLE ASSOCIAZIONI WWW.ALZHEIMER.IT • ALZHEIMER UNITI ROMA ONLUS: SERVIZI EFFICACI PER LE FAMIGLIE WWW.ALZHEIMERUNITI.IT

FABRIZIO

DE

GENNARO

ISFOL

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L’INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO: UN’OPPORTUNITÀ DA SAPER COGLIERE

GIOVANNA GIULIANO

SERVIZI SOCIALI OGGI 6/2008

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:21

Nel prossimo numero

Federalismo, solidarietà e sviluppo sociale


DIRETTORE RESPONSABILE MANLIO MAGGIOLI DIRETTRICE LIDIA GOLDONI REDAZIONE Giovanni Amodio Comune di Bologna Anna Maria Bertazzoni Direttore Istituto Innocenti Firenze Cinzia Bertoni Direttrice dell'Azienda di Servizi alla Persona della Bassa Reggiana Tommaso Calia Direttore generale Bologna per gli Anziani Presidente regionale ANSDIPP E-R Paola Garbella Direttore generale O.P. Cerino Zegna Occhieppo Inferiore (BI) Roberto Manservisi Avvocato Amministrativista Franco Pesaresi Dirigente Servizi Sociosanitari ed educativi Comune di Ancona Rita Rambelli Sociologa, esperta di comunicazione e marketing sociale Ravenna Dino Terenziani Esperto di cooperazione sociale Reggio Emilia RESPONSABILE RELAZIONI ESTERNE E PUBBLICITÀ Dino Medici Tel 0522/580670 dmedici@maggioli.it RESPONSABILE EDITORIALE Francesco Sinibaldi CONTATTI Tel. 059/234455 Fax 059/234455 Servizi Sociali Oggi - Maggioli Casella Postale n. 566 Modena Centro - Via Emilia, 86 41100 Modena E-mail: servizisocialioggi@maggioli.it Sito Internet: www.periodicimaggioli.it/enti/ periodici/ssocoggi.htm Progetto Grafico Giuseppe Mazzotti Norme per la stesura dei testi Il testo deve essere presentato su suppor to informatico, preferibilmente in formato r tf e non superare i 15.000 caratteri circa, spazi inclusi. Devono essere indicati eventuali paragrafi; corsivi, neretti e sottolineature devono essere ridotti all’essenziale. Tabelle figure ed immagini devono essere nel formato originale (excel, powerpoint, jpg o pdf ad alta risoluzione), numerate e corrispondenti alle indicazioni nel testo. Sono accettati solo articoli originali che non siano stati inviati per la pubblicazione o già pubblicati in altre sedi. Tutte le altre norme per la presentazione degli articoli sono reperibili su: www.maggioli.it/editore/periodici/servizisocialioggi/ Si ringraziano per il materiale fornito: - Opera Pia Cerino Zegna Occhieppo Inferiore (Biella) - Cooperativa Elleuno Casale Monferrato (Alessandria) - La Bottega del Possibile Torre Pellice (Torino)

COMITATO EDITORIALE Tindara Addabbo Docente Facoltà di Economia Modena Giuliano Barigazzi Assessore Politiche Sociali Provincia di Bologna Emilio Bertolini Presidente FENASAP Paolo Bosi Docente Facoltà di Economia Modena Marco Cammelli Docente Facoltà di Giurisprudenza Bologna Grazia Colombo Direttrice Centro Nascita Montessori Roma Flavia Franzoni Docente Facoltà di Scienze Politiche Bologna Renato Frisanco Responsabile Settore Studi e Ricerche FEO-FIVOL Roma Antonio Guaita Geriatra Direttore Fondazione Golgi Cenci Abbiategrasso (MI) Luigi Gui Docente Dipartimento dell’Educazione e della Formazione Università di Trieste Liliana Leone Studio Cevas Roma Valerio Luterotti Direzione Federsolidarietà Raffaello Maggian Dirigente ATER Provincia di Trieste, direttore del sito www.tredueotto.it Giuseppe Magistrali Docente Dipartimento Scienze Umane Università Ferrara Isabella Mastropasqua Dirigente Centro Studi Giustizia Minorile Ministero di Giustizia Roma Barbara Militello Vice presidente ANSDIPP Amalia Neirotti Sindaco Comune di Rivalta (TO) Salvatore Nocera Vicepresidente Fish Roma Monica Ruffa FONDACA Fondazione per la cittadinanza attiva Roma Barbara Paolinelli Segretaria ANOSS Graziella Povero Presidente AssNAS Domenico Rosati Saggista e studioso di Welfare Mariena Scassellati Sforzolini Galetti Presidente La Bottega del Possibile Torre Pellice (TO) Antonello Scialdone Dirigente Area Politiche Sociali e Pari Opportunità ISFOL

Tutti i diritti riservati È vietata la riproduzione anche parziale del materiale pubblicato senza autorizzazione dell’Editore. Le opinioni espresse negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libertà di giudizio. l singoli autori si rendono responsabili di tutto quanto riportato, di ogni riferimento, delle autorizzazioni alla pubblicazione di grafici, figure, ecc. L’autore garantisce la paternità dei contenuti inviati all’Editore, manlevando quest’ultimo da ogni eventuale richiesta di risarcimento danni proveniente da terzi che dovessero rivendicare diritti su tali contenuti. Amministrazione e diffusione Maggioli Editore presso c.p.o. Rimini via Coriano, 58 - 47900 Rimini tel. 0541/628111 - fax 0541/622100 Maggioli Editore è un marchio Maggioli S.p.a. Servizio Abbonamenti tel. 0541-628200 - fax 0541/624457 e-mail: abbonamenti@maggioli.it www.periodicimaggioli.it Pubblicità Publimaggioli Concessionaria di Pubblicità per Maggioli Spa Via del Carpino, 8 47822 Santarcangelo di Romagna (RN) Tel. 0541/628439 -628427 - fax 0541/624887 e-mail: publimaggioli@maggioli.it www.periodicimaggioli.it Filiali Milano Via F. Albani, 21 20149 Milano tel. 02/48545811 fax 02/48517108 Bologna Via Caprarie, 1 40124 Bologna tel. 051/229439-228676 fax 051/262036 Roma Via Volturno, 2/c 00185 Roma tel. 06/5896600-58301292 Napoli Via A. Diaz, 8 80134 Napoli tel. 081/5522271 fax 081/5516578 Registrazione Presso il tribunale di Rimini dell’8.9.1995 al n. 15/95 Maggioli Spa Azienda con Sistema Qualità certificato ISO 9001: 2000 Iscritta al registro operatori della comunicazione Stampa Titanlito - Dogana, R.S.M.

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO 2008 • Il prezzo di abbonamento alla rivista Servizi Sociali Oggi + la Newsletter on line quindicinale “328” (www.tredueotto.it) è di euro 163,00 • Il prezzo promozionale per privati e liberi professionisti comprensivo della Newsletter on line quindicinale “328” è di euro 104,00 • Il prezzo di abbonamento della rivista Servizi Sociali Oggi è di euro 125,00 • Il prezzo promozionale per privati e liberi professionisti è di euro 76,00 • Il prezzo di una copia della rivista è di euro 23,00; il prezzo di una copia arretrata è di euro 25,00 I prezzi sopra indicati si intendono IVA inclusa. Il pagamento dell’abbonamento deve essere effettuato con bollettino di c.c.p. n. 31666589 intestato a Maggioli - Periodici Via del Carpino, 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN). I direttori e i responsabili di enti e strutture del settore sociale possono sottoscrivere abbonamenti per l’anno corrente alla rivista bimestrale “Servizi Sociali Oggi” al prezzo di euro 60,00 (rivista + newsletter) oppure euro 44,00 (solo rivista) purché l’ente abbia attivato per lo meno un abbonamento a prezzo intero euro 163,00 (rivista + newsletter) oppure euro 125,00 (solo rivista). La rivista è disponibile anche nelle migliori librerie. L’abbonamento decorre dal 1° gennaio con diritto al ricevimento dei fascicoli arretrati ed avrà validità per il primo anno. La Casa Editrice comunque, al fine di garantire la continuità del servizio, in mancanza di esplicita revoca, da comunicarsi in forma scritta entro il trimestre seguente alla scadenza dell’abbonamento, si riserva di inviare il periodico anche per il periodo successivo. La disdetta non è comunque valida se l’abbonato non è in regola con i pagamenti. Il rifiuto o la restituzione dei fascicoli della rivista non costituiscono disdetta dell’abbonamento a nessun effetto. I fascicoli non pervenuti possono essere richiesti dall’abbonato non oltre 20 giorni dopo la ricezione del numero successivo.


PROFESSIONI

Lavoro di cura. Dagli Archivi Sociali alla tessitura di un libro CRISTINA CAPPELLI *

“C

’era una volta…” e “… vissero tutti felici e contenti” sono incipit e finale con cui iniziano e si concludono i racconti, narrazioni dal lieto fine, che hanno accompagnato la nostra infanzia. Una storia dell’oggi, raccontata a delle “persone grandi”, potrebbe iniziare con un divertente ossimoro: C’era una volta oggi… e se il tema da raccontare fosse il lavoro di cura, il suo inizio suonerebbe così: “C’era una volta oggi il lavoro di cura”. La cura, intesa come espressione affettiva e materiale, in questo modo, si compone fin dal suo esordio, come trama della nostra esperienza, nello svolgersi della vita quotidiana e il passato si mescola al presente senza soluzione di continuità. Ritroviamo, infatti, un sapere antico e prezioso nel lavoro di cura, nato nel lavoro domestico e casalingo delle donne ma presente anche nel lavoro professionale di chi sta a fianco di chi non ha forze proprie per occuparsi di sé. Un sapere nato e sedimentato nei gesti, nelle idee, nelle invenzioni ed organizzazioni del fare di ogni giorno: il lavoro di cura come una miscellanea tra la memoria di noi e lo sviluppo di nuove capacità e competenze. Una competenza simbolica, spesso invisibile, che si può spendere nello spazio pubblico, se la si fa emergere, uscire dalle stanze domestiche ed entrare nella comunità: òikos e pòlis. “Il mondo di significati della cura si può, senza troppo sforzo, farlo coincidere con il mondo in tutto e per tutto: la cura riguarda il pensiero come la passione, il lavoro, come le relazioni, la scienza, il diritto, la religione, in pratica la cura dice quasi tutto il reale”1.

(1) Marinelli A., Etica della cura e progetto, Liguori

Quel che segue è la storia di un libro. Narrazioni di ieri e di oggi. Pratiche di un lavoro, declinate da parole destinate ai Vocabolari del sociale e a inedite professionalità. Storie d’imprese d’amore e di denaro2. C’era una volta oggi il lavoro di cura. Tutto iniziò dalla passione e dalla cura (!) dedicate ad un archivio di documenti. “L’archivio è una breccia nel tessuto dei giorni… Nasce così la sensazione ingenua, ma profonda di squarciare un velo, di attraversare l’oscurità della conoscenza, di raggiungere, come dopo e un lungo e incerto viaggio, l’essenzialità delle persone e delle cose… …l’archivio è una manna regalata che giustifica appieno il suo nome: fonte… Sembra compiere un miracolo, ricollegare il passato con il presente. È una sensazione davvero rara, provocata da questo improvviso incontro con delle esistenze sconosciute, movimentate e piene che mescolano, come per meglio ingarbugliare le cose, il vicino (tanto vicino) ed il lontano”3. La cooperativa sociale Progetto Muret4, motivata dal desiderio di non disperdere la memoria degli accadimenti, fin dal 1980 avvia un lavoro certosino di raccolta e conservazione di documenti, appunti, relazioni, atti di convegni, foto, video, cataloghi, manifesti, volantini, libri, dispense, atti istituzionali e leggi importanti. Nel 2002, spinta dall’idea e dal progetto di dare vita all’ apertura di un Centro studi e documentazione del lavoro sociale, pensa che se l’archivio cartaceo diventa informatizzato, consultabile anche in via digitale, Editore, Napoli, 2002. (2) De Vita A., Imprese d’amore e di denaro, Guerini e Associati, Milano, 2004. (3) Farge A., Il piacere dell’Archivio, Essedue Edizioni, Verona, 1991. (4) La cooperativa sociale Progetto Muret di Torino opera nell’ambito sociale della prevenzione e riabilitazione della disabilità psichica.

* Responsabile Centro studi e documentazione SpazziDoc, Torino SERVIZI SOCIALI OGGI 6/2008

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può diventare un bene pubblico, condiviso con altri. Raccogliere la memoria, infatti, consente l’accesso e l’utilizzo dei materiali ma aiuta, anche, a sedimentare la “nuova conoscenza” acquisita dalla pratica quotidiana del lavoro sociale. La memoria, attraverso la scrittura, traduce, ciò che si pensa e si fa, in linguaggio e può assumere la forma di nuovi saperi, conoscenze da poter confrontare e condividere con altri. I soci della cooperativa hanno uno scopo: comunicare, rendere visibile e pubblica la loro storia, ma soprattutto l’identità che si è formata dall’esperienza del lavoro sociale. Ma non da soli. Lasciare tracce e scambiare, contaminarsi con altri, attraverso la forza delle idee e delle esperienze. Dare, concretamente, un significato e un valore alla reciprocità. In un tempo in cui sembra prevalere l’individualismo, il consumo, la bulimia del presente, l’assenza di legami, la memoria diventa un bene prezioso da accudire, tutelare e trasmettere. La memoria è anche sentimenti ed emozioni… patria invisibile a cui ognuno di noi appartiene, come ci dice P. Pasini5. Così ha inizio la storia degli Archivi Sociali, un piccolo patrimonio cartaceo e informatizzato, consultabile in via digitale, costituito da quattromila documenti, millecinquecento tra libri e riviste, centocinquanta video. Tre fili si sono intrecciati per diventare trama e ordito negli Archivi Sociali: memoria, identità e cambiamento. Memoria: i materiali archiviati sono tra loro differenti, accomunati dall’essere parole dette e praticate. Costruiti dentro l’azione quotidiana, (5) Pasini P., Custodire memorie, ordinare vite, tessere identità, in "Animazione Sociale", 1, Gruppo Abele, Torino, 2004.


PROFESSIONI per governare in modo partecipato e condiviso le pratiche di lavoro sociale, i punti critici e i disagi, gli accadimenti, le innovazioni organizzative e i cambiamenti. In Archivi Sociali hanno scritto utenti, operatori, dirigenti, consulenti, formatori. Alcuni di questi documenti sono delle registrazioni trascritte di riunioni e/o condivisione di momenti formativi. Altri sono stati scritti per diventare momento di confronto pubblico con interlocutori diversi: dal mondo scientifico ed universitario, dalla cultura, da persone incuriosite dal capire e interessate del fare quotidiano dell’operatore sociale. A questi si aggiungono libri, una raccolta cronologica di atti istituzionali e amministrativi, riviste, pubblicazioni, che riguardano altri soggetti che in questi ultimi vent’anni hanno pensato, operato e scritto nell’ambito allargato del sociale e non solo. Identità: Archivi Sociali è un’attenzione ed un riconoscimento al pensiero e al lavoro delle donne e degli uomini soci della cooperativa: darsi radici, far fruttare la memoria, dare continuità alla propria esperienza, costruendo e ricostruendo una propria identità di soggetto sociale attraverso la narrazione e la scrittura. Sono identità molteplici, caleidoscopio di personalità e di eventi che si raccontano. La raccolta, infatti, consente di condividere, attraverso la rete, una rappresentazione del lavoro sociale e al contempo valorizza le identità personali che si sono narrate nel mentre operavano e costruivano. Il progetto degli Archivi Sociali ha permesso di non disperdere e con-

servare il materiale prodotto e al contempo ha reso fattibile la prospettiva di trasmettere e comunicare il senso culturale di un’esperienza di lavoro. Sono le parole delle persone che si sono avvicendate, siano essi utenti o operatori: persone in cammino, attori di un processo. Sono le parole di chi ha accompagnato e seguito con interesse il lavoro della cooperativa in questi anni. Infatti, i materiali raccolti sono contaminati dagli accadimenti esterni, dal confronto con una pluralità di altri attori sociali. Si trovano scritti e contributi d’esperti, formatori, studiosi d’analisi e ricerca sociale, altre cooperative e associazioni che hanno realizzato

un dibattito sociale che, non solo a Torino, si è prodotto intorno ad alcuni temi. Cambiamento: raccontarsi per cambiare, accettare di modificarsi, ricercare per affrontare nuove richieste, nuove sollecitazioni, nuovi vincoli. Contaminarsi con altri, scambiare, spesso ricostruire senza disperdere nulla di quel che si è stato. Archivi Sociali traduce e consente di dare valore ad una storia collettiva attraverso un’identità culturale e politica, di soggetti attivi attraverso la propria creatività fuori e dentro le

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istituzioni, in un rapporto di ricerca, di lavoro, di verifica continua. La schedatura e catalogazione dei documenti, passi necessari per la costruzione degli Archivi Sociali, fa emergere in modo ricorrente un tema che attraversa gran parte dei materiali raccolti negli anni: il lavoro di cura. La parola cura, da subito, mi richiama e mi rimanda alla minuziosa e attenta condizione in cui si è svolto un mestiere e si è esercitata la richiesta di un diritto. Emergono dai documenti una varietà infinita di declinazioni del lavoro sociale di cura. Cura: lavoro degli operatori sociali con le persone in difficoltà, richiesta di cura, cura dei gesti, cura prestata all’organizzazione, cura dei processi, cura dei luoghi e degli ambienti dove si svolge il lavoro, cura delle relazioni, cura degli affetti, cura dedicata alla città, diritto alla cura. Cura, quindi come antidoto all’approssimazione, alla velocità, alla semplificazione. Un tema importante nella vita delle persone. La rivisitazione dei materiali, il loro riordino e catalogazione, attraverso un preciso sistema di archiviazione, fa nascere l’idea di una pubblicazione di un libro sul lavoro di cura. Da subito sono attraversata da molte domande: - un racconto della storia della cooperativa? …no, sembra, immediatamente, inutile e dispendioso, per quanto ci si trovi in prossimità del trentennale della legge 180, detta legge Basaglia, celebrare quanto si è bravi a svolgere lavoro sociale con i matti; – un manuale delle buone pratiche?


PROFESSIONI Difficile, e forse anche presuntuoso, trasformare in “manualistica” e “modello” tutto il materiale rintracciato in Archivi Sociali. Infatti, l’esperienza del lavoro e la sua organizzazione comportano rituali spesso ripetitivi ma al contempo richiedono continue invenzioni, “architetture sociali in movimento”, difficili da trasformare in un libro di istruzioni all’uso. Lentamente prende forma l’immagine di un tessuto… ma come si fa a scrivere per raccontare un tessuto? Un nuovo intreccio si affaccia: cura, memoria e tessitura. Gli Archivi Sociali svelano fili diversi, composti e intrecciati in trama e ordito, fino a comporre un tessuto multiforme. “L’elaborazione di un testo è sempre stata pensata come lavoro di tessitura di segni. Il testo condivide con il tessuto la proprietà di essere un intreccio (traccia, trama, tessuto) e di costituire perciò una tessitura, cioè un arrangiamento reciproco di elementi, una rete elazionale, una struttura”6. Si compone, lentamente, l’immagine di come potrebbe essere il libro e prende forma un’idea. Scritto a più mani, per consentire più ingressi, porte diverse per accedere al variegato e sfaccettato tema del lavoro di cura, senza pensare di esaurirne tutti gli aspetti. Lieve, accompagnato da immagini, foto che possano anche evocare emozioni diverse da quelle della scrittura. Le parole rintracciate e ritrovate in Archivi Sociali devono poter “accompagnare”, come per le immagini, il lavoro di scrittura dei diversi autori… A questo punto il formato: orizzontale, perché ricordi un album da sfogliare… non un amarcord del passato ma la possibilità, per il lettore, di prendere e cogliere ciò che piace e serve. (6) Rigotti F., Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare, il Mulino, Bologna, 2002.

Se le scritture sono tante e diverse allora ci va una voce narrante: un Filo della Scrittura, che introduca ai diversi capitoli e, diventando navetta del telaio in mano alle curatrici (!), possa intrecciare i fili trasversali (trama) ai lunghi fili dell’ordito. E poi… conversazioni sulla cura, scritte anche da chi non lavora, mani in pasta, nel sociale… Ci vuole un titolo… e bisogna anche trovare a Torino un editore interessato e curioso, perché bisogna pur spargerlo nel mondo… Il progetto del libro resta nell’orizzonte dei desideri per qualche anno… Alterne vicende che attraversano la vita delle persone e delle imprese sociali, non consentono di varare immediatamente la sua realizzazione. Al contempo si completa il progetto e la realizzazione degli Archivi Sociali. Nel 2005 sembrano maturati i tempi per intraprendere questa nuova avventura e prende forma, passo dopo passo il libro. “a cura di. Narrazioni e pratiche di un lavoro sociale” diventa alla fine, il titolo scelto per il libro che ricomprende sia il tema, il lavoro di cura, sia chi sul tema ha narrato nelle sue pagine, sia il lavoro delle curatrici nel tessere insieme contributi diversi. A cura di è un libro corale e gli Archivi Sociali, i cui documenti, alcuni stralci, accompagnano narrativamente la scrittura dei capitoli, sono le fonti principali a cui le curatrici hanno attinto. La metafora del tessere ha aiutato a svelare la magia della composizione di un tessuto che prende forma e significato man mano che si procede. Le curatrici hanno impostato i fili della trama (il fili della scrittura e il filo della memoria) e scelto i fili dell’ordito. Diversi tra loro, accomunati per aver intrecciato il lavoro della cura con persone e luoghi che hanno raccontato storie diverse, individuali e collettive. Narrare attraverso le parole e il lavoro di cura negli Archivi Sociali, Tessuti

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di cura e Tessere con altri sono i capitoli del libro, i fili dell’ordito. Insieme al lavoro delle curatrici del libro hanno dato un contributo un’architetta, alcune formatrici, una docente universitaria, un direttore di rivista, imprenditrici e imprenditori sociali. Alcuni operatori della cooperativa hanno narrato storie di vita e di lavoro. Le loro narrazioni, intitolate Contrappunti, hanno introdotto alcuni capitoli, come a disegnare un ponte tra passato e futuro, segno del lavoro sociale declinato al presente. Prologo ed epilogo del libro, introducono e concludono un “discorso” (lògos), una conversazione pubblica. La storia che vi ho raccontato inizia con “C’era una volta oggi il lavoro di cura, ma non può finire, ahimé, neppure con un ironico e, visti i tempi, irriverente “… e vissero felici e contenti”. Questa storia un po’ disordinata, talvolta aggrovigliata, sfida le leggi delle certezze ma soprattutto guarda con speranza a nuovi orizzonti. “Una carta geografica del mondo che non comprenda Utopia non merita nemmeno uno sguardo giacché lascia fuori l’unico paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando l’Umanità vi arriva guarda altrove, fuori e, scorgendo un paese migliore, alza le vele e riparte. Il Progresso è la realizzazione delle Utopie”. (Oscar Wilde) } Per informazioni: Centro studi e documentazione SpazziDoc Via Virle 21, 10138 Torino Telefono 011.4330152 fax 011.4308846 centrostudi@progettomuret.org www.spazzi.org


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