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ARCHIVIO RECENSIONI


CARTMAN EDIZIONI

Torino Sette, La Stampa 04 maggio 2007


CARTMAN EDIZIONI

La Repubblica, 14 maggio 2007


IMMAGINANDO IN MUSICA

L. Giachino – 2005

Un libro attento, che scruta tra le note di grandi compositori e le regie di grandissimi autori di cinema per rilevare come di rado i grandi autori di musica da film vengano riconosciuti quando il loro lavoro - ha detto Giachino - è un lavoro di cesello, pieno di anima, umiltà ed estrema creatività. Ansa, Torino, 11 maggio 2005

Il musicologo Luigi Giachino elabora un percorso didattico nel campo dell’audiovisivo che, partendo dalla tecnica musicale e tracciando un percorso storico nella musica applicata nel campo del cinema, degli audiovisivi e dell’informatica, analizza due differenti composizioni realizzate per la sonorizzazione di una traccia audiovisiva (una sequenza di Maciste alpino, realizzato dalla torinese Itala Film nel 1916). I risultati, esemplificati nel DVD allegato, sono assai interessanti dal punto di vista didattico e sintetizzano con chiarezza le potenzialità della musica applicata. La rivista del cinema, n° 28, luglio 2005

Forte delle esperienze compositive, delle sue attività teatrali, con audiovisivi e tv, il musicista torinese Luigi Giachino ha messo a punto uno strumento di avvicinamento alla tecnica musicale e di approfondimento specialistico all’applicazione della musica nel campo del cinema, degli audiovisivi e dell’informatica. Torino Sette, allegato a "La Stampa", 8 luglio 2005

La musica è innanzitutto comunicazione. È questa l’idea che sta alla base del lavoro di Luigi Giachino, musicista torinese e docente di "Musica per le immagini" alla facoltà di Scienze della Formazione (Dams) di Torino, che ha da poco dato alle stampe un agile manuale dal titolo "Immaginando in musica". Il Giornale, 25 luglio 2005

Luigi Giachino insegna Composizione al Conservatorio di Genova… ed è molto seguito negli stage che regolarmente tiene nelle varie città italiane. La prefazione di Luis Bacalov è il degno avvio di un iter musicale molto interessante e che gli studenti di composizione non devono assolutamente perdere per poter spaziare nel proprio lavoro. Musica e scuola, luglio-agosto 2005, n° 13

Libro e DVD: la Cartman scommette sull’incontro tra musica e immagine. Scommette subito bene una nuova casa editrice torinese, la Cartman, provando a mettere d’accordo tutti all’interno del mondo della musica, con un libro "Immaginando in musica" accompagnato da un dvd, che è il naturale supporto didattico al corso di Musica per le immagini tenuto da Luigi Giachino presso la facoltà di Scienze della Formazione al Dams (Discipline delle arti, della Musica e dello Spettacolo) di Torino. Leggere: tutti, agosto-settembre 2005, n° 3

Chi è incuriosito dall′affascinante incontro di musica e immagine, troverà in "Immaginando in musica" uno strumento di facile lettura che incoraggia a proseguire su una o più delle vie di cui l’autore traccia con semplicità e chiarezza l’inizio. Società Italiana di Musicologia – Bollettino 2005/2

Groenlandia: una verde distesa di ghiaccio. Cartman Edizioni ci porta in giro alla scoperta del mondo. Questa volta, all'inizio della primavera, lo fa in slitta, per mare e per aria in Groenlandia, attraverso le foto di Fabrizio Pecori, giornalista e fotografo per passione. Leggere: tutti, marzo 2006 - n° 8


GROENLANDIA IN SLITTA, PER MARE, PER ARIA

F. Pecori - 2005

Fascino e smarrimento che emana la terra dei ghiacci. Con la sua reflex digitale l'autore incornicia e circoscrive nell'esiguo spazio dell'obiettivo la gigantesca isola Grønland. Voyage - Essere nel mondo - Aprile 2006, n° 4

Questo libro è testimone del fascino, e anche del senso di smarrimento, esercitato sul viaggiatore che viene a contatto la prima volta con la natura forte e ancora primitiva di questa terra Avventure nel mondo - Anno XXXIII - n° 1 - 2006

Groenlandia: uomini e cani. Conoscere un luogo vuol dire conoscere i suoi abitanti. Per la Groenlandia vuol dire conoscere anche i suoi cani. Una terra inospitale, monotona, lontana dalle mete turistiche, avida di umanità ma generosa nell’offrire situazioni estreme con cui l’uomo più avventuroso ama misurarsi. Ma c’è dell’altro. E lo si capisce bene sfogliando il libro di Fabrizio Pecori. Le sue foto parlano di solitudine, di freddo, di fatica, di emozioni. Il tutto tagliato in momenti che l’obiettivo della macchina fotografica rimanda al lettore arricchiti dell’emozione di chi la foto l’ha scattata. Tutto questo arriva attraverso il riflesso azzurro degli occhi di una muta di cani eskimo legati alla slitta del loro musher: la firma del rapporto tra uomo e natura. Argos – Giugno 2006 – n° 224

Clicca qui per visualizzare la recensione L'essere rumoroso – documentari sull'acustico (rete 2 radio Svizzera Italiana) Il Suono Narrato – VI puntata, 1 Gennaio 2007

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TRA DIRE E FARE COMUNICARE. ESERCIZI DI RELAZIONI COMUNICATIVE

C. Caprettini – 2005

Chi più chi meno, siamo tutti predisposti alla socializzazione e alla comunicazione. Fa parte della nostra vita, quasi un ponte tra la nostra identità e il mondo esterno, un processo caratterizzato da un’intrinseca reciprocità. In effetti, in qualsiasi tipo di scambio l’opportunità di parlare è condizionata dalla possibilità di rivolgersi a qualcun altro e dal ricevere dall’altro risposta. Insomma l’uomo può rappresentare se stesso, anche in modo non verbale, essenzialmente in virtù della presenza di un interlocutore....Nello specifico di una relazione comunicativa si usano e si producono dei segni che rinviano, cioè si riferiscono, a contenuti precisi, seguendo le leggi di un codice condiviso, talvolta già noto, altre volte da interpretare. Problemi molto più complessi di quel che a prima vista potrebbe sembrare. Al tema del segno e della rappresentazione nella comunicazione è dedicato un utile libretto di una psicologa torinese, Cecilia Caprettini che costituisce un originale percorso di avvicinamento al concetto di relazione comunicativa [...], una cornice che permette di inquadrare assai bene la realtà di fondo della comunicazione mettendone in luce la natura anche psicologica. Leggere: tutti - Giugno 2006 - n° 8

Cecilia Caprettini con il suo agile volume offre una "panoramica operativa" sulle principali teorie della comunicazione e sui loro punti nevralgici. Quattro capitoli tematici ripercorrono con stile semplice e piano gli snodi teorici e operativi della comunicazione quotidiana, non necessariamente mediata dalle tecnologie, offrendo spunti di riflessione, approfondimenti e specifici esercizi per guidare ad una comprensione anche dal punto di vista pratico–operativo della disciplina in questione. Della comunicazione, oltre agli aspetti tecnici e semantici, si pone in luce soprattutto l′implicazione psicologica partendo essenzialmente dal presupposto enunciato dall′autrice che "se dire è parola, fare è gesto, allora comunicare è presenza, relazione". L′autrice, psicologa clinica per formazione, insegna al Liceo Classico della Comunicazione "V. Alfieri" di Torino, e proprio da questa abbinata di formazione e interesse nasce un libro che ha una chiara valenza didattica e sa catturare l′attenzione anche di chi si approssima per la prima volta alle frontiere di un interesse specifico sugli aspetti relazionali del comunicare. My MEDIA Osservatorio di cultura digitale – Luglio⁄Settembre 2006, n° 11


SI FA PER DIRE. TEORIE E PRATICHE DELLA LINGUA ITALIANA DEI SEGNI

F. Delliri, E. Dolza, A. Pesce- 2006

Il braccio è la linea dell'orizzonte Alba e tramonto vengono "segnati" con un piccolo cerchio fatto con pollice e indice della mano dominante: il sole - che si avvicina o che si allontana perpendicolarmente alla linea d'orizzonte, il braccio non dominante. Sole che si alza e sole che tramonta in Lingua Italiana dei Segni. Immagine iconica con un pizzico di poesia. D'effetto è anche il segno dell'aggettivo sensibile, il medio della mano destra che sfiora con un breve contatto il dorso della mano sinistra, e di permaloso che si dice esattamente con lo stesso segno ma con movimento più deciso, più teso, e con mimica facciale più secca. Espressioni di una lingua molto ricca che si gioca tutta su un canale comunicativo "diverso da quello fonico-acustico: lo stesso canale sul quale ogni giorno ciascuno di noi fa". I toni, la leggerezza, la ricchezza, l'intensità emotiva vengono detti con segni, con espressioni del viso, con posizioni del busto, con la stessa fluidità e rapidità con cui si parla con la voce [...]. Con la LIS si può parlare a diversi livelli, raccontare le cose su piani differenti: anche per questi elementi distintivi è affascinante, e, naturalmente, complessa. La LIS usa componenti manuali: la configurazione della mano, il luogo di articolazione, il movimento, l'orientamento del palmo e delle dita per dire e usa anche dei "segni senza nome", i classificatori, corrispettivi inesistenti nella lingua parlata, credo. Sono specie di indici manuali che danno la categoria, che indicano l'oggetto o il termine che si vuole esprimere e che prendono forma da qualche caratteristica di ciò che si vuole dire: l'altezza, lo spessore oppure la posizione o la direzione o lo stato e che hanno vita autonoma e parallela rispetto al resto che si sta raccontando. Prima si segna l'oggetto o la persona, si fa il classificatore, poi si inizia il racconto senza ripetere il segno dell'oggetto principe ma mostrando il classificatore quando occorre, quando si descrive un'azione, un movimento, un insieme, una pluralità di quel primo. Decifrazione complicata se non si conosce la LIS, strategia anche di economia oltre che di composizione di forma di linguaggio elegante e raffinata. Di tutto questo parla il libricino e anche della comunità dei sordi, della cultura, di teoria della Lingua, oltre a una ricca bibliografia e a una sitografia. Un testo molto utile soprattutto a chi vuole avvicinarsi alla Lingua dei Segni, al pari di ogni Lingua da studiare e da praticare frequentando sia la scuola sia chi la parla, la segna. Si potrebbe dire un bignamino il libro, utile. [...] www.provinca.torino.it - Pagine dell'editoria locale - Le nostre recensioni - Luglio 2006 Da quando John Langshaw Austin nel suo storico How to do Things with Words (1963) ha portato l′attenzione internazionale sugli atti linguistici a funzione performativa, quelli cioè con i quali semplicemente dicendo qualcosa si compie un′azione – come il ben noto "Lo voglio", che sigla l′unione matrimoniale – molti degli studi sulla comunicazione ne sono stati fortemente temprati, e non di rado vi hanno fatto ricorso molti studiosi di new media […] Con piacere presento adesso un libretto che in qualche forma può essere considerato l′antitesi agli storici studi che hanno aperto l′attenzione internazionale sugli atti linguistici […] Con una impostazione fortemente divulgativa che predilige la semplicità si introducono fondamenti sulla patologia, sulla lingua e sulla cultura dei sordi. Figlio di una generazione che ha avuto modo di prendere confidenza con il Web, il volume è concepito quasi come la sezione FAQ (Frequently Asked Questions) di un sito Internet: domande semplici dettate spesso dalla curiosità comune compongono il titolo dei vari capitoli, cui vengono affidate risposte chiare e ben documentate. Il supporto visivo di chiare immagini in bianco e nero che esemplificano alcuni tratti distintivi della lingua italiana dei segni è determinante e prezioso per la comprensione di una lingua viva e dinamica, le cui possibilità espressive certamente lasceranno stupefatto il lettore che si accosta a queste problematiche per la prima volta. Edito con il sostegno del Convitto Nazionale dei Sordi di Roma (www.convittosordiroma.it), l′agile volume si offre come ottimo punto di partenza che non manca di suscitare la voglia di approfondire e non dimentica di fornire stimoli e segnalazioni per farlo. My MEDIA Osservatorio di cultura digitale – Luglio⁄Settembre 2006, n° 11

Il tema è quello della sordità, analizzato sotto vari aspetti: la patologia, la lingua dei gesti, il mondo culturale dei non udenti. Interessanti le pagine in cui si risponde alle domande più frequenti di coloro che non hanno mai vissuto il problema. Il Vortice – Periodico di informazione – Organo Ufficiale ONMIC – ANNO XXXIII – n° 5 – maggio 2006


MOZAMBICO. FLASH DI VIAGGIO F. Pecori – 2006

Metropoli Valdarno (Firenze). Suppl. numero del 24/11/06 di Metropoli Day


MOZAMBICO. FLASH DI VIAGGIO

F. Pecori - 2006

Leggere: tutti – n° 16 Gennaio⁄Febbraio 2007


ONDE FORMA. RIFLESSIONI SU ENERGIA E BELLEZZA A. Appiano – 2007

Leggere: tutti, 19 maggio 2007


ONDE FORMA. RIFLESSIONI SU ENERGIA E BELLEZZA A. Appiano – 2007

Il Giornale dell’Arte, novembre 2007


CONFINE SENZA FINE AA. VV. – 2007

La Nazione, 19 maggio 2007


CONFINE SENZA FINE

AA. VV. - 2007

La Gazzetta, 15 Maggio 2007


CONFINE SENZA FINE AA. VV. – 2007

La Nuova Periferia, 23 Maggio 2007


OLTRE LE PAROLE. DIZIONARIO DI AUTOFORMAZIONE DELLA LINGUA ITALIANA DEI SEGNI.

E. Dolza, R. Rizzo (a cura di) - 2006

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DI PARI PASSO. IL CAMMINO MULTIETNICO F. Pecori. – 2007

Leggere: tutti – Novembre 2007


MEDIAMERICA. Semiotica e analisi dei media in America Latina P. Bertetti e C. Scolari (a cura di) - 2008

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