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15-16 Febbraio 2020

Gonzaga - MN

22 EDIZIONE a


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graziano giambastiani Direttore Editoriale

NUMERO 12 EDITORE MATTEO MARMOCCHI

Numero Registro Operatori di Comunicazione 26536

direttore responsabile

Matteo Marmocchi matteo@carpefeederfishing.it

consulenti

Graziano Giambastiani, Julian Jurkewitz, Raffaele Mapelli, Simone Gatti, Marco Falciano, Mattia Travasoni, Lorenzo Luciani, Fabio Di Antonio, Diego Salvi, Dino e Dario Ferrari, Arnaldo Mangolini.

videoimpaginazione

Matteo Marmocchi

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graziano@carpefeederfishing.it

L’invio di fotografie e materiale dattiloscritto alla Redazione, autorizza implicitamente la pubblicazione a titolo gratuito sulla rivista Carp e Feeder Fishing. I manoscritti ed il materiale iconografico inviati in Redazione non verranno restituiti. Sono vietati la pubblicazione e l’utilizzo anche parziale di testi, foto e disegni, se non espressamente autorizzati.

direttore editoriale

Graziano Giambastiani graziano@carpefeederfishing.it

Novembre/Dicembre 2019

è una pubblicazione bimestrale MATTEO MARMOCCHI Registrata presso il Tribunale civile e penale di Bologna con il numero 8458

proprietà

MATTEO MARMOCCHI www.carpefeederfishing.it Tutti i diritti sono riservati.


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Carpitaly 22° edizione, un evento internazionale!

15 e 16 Febbraio 2020

Mancano ancora alcuni mesi all’appuntamento più atteso della prossima stagione. Il 15 e 16 Febbraio a Gonzaga tornerà Carpitaly 2020, la fiera della pesca alla Carpa, al Siluro e a tutte le tecniche specialistiche, giunta quest’anno alla sua 22° edizione. Con un numero incredibile di espositori, oltre 100 provenienti da tutta Italia e da diversi paesi Europei, Carpitaly si conferma come l’evento più importante del settore in Italia, oltre ad essere da anni una tra le più importanti manifestazioni Europee. Infatti è già da tempo che Carpitaly si è aggiudicato la qualifica di fiera internazionale! Per tutti coloro che decideranno di partecipare a questo nuovo evento è giusto che sappiano che Carpitaly è ormai a tutti gli effetti una fiera

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Internazionale, unica fiera di riferimento del settore in Italia e tra le più importanti d’Europa. Sono presenti le più prestigiose aziende italiane ed estere, per le quali Carpitaly è ormai un appuntamento fondamentale anche per confrontarsi e fare il punto sul settore del Carpfishing in Italia. Carpitaly è un evento completo: nella scorsa edizione hanno varcato la soglia della fiera oltre 12.000 visitatori provenienti da tutte le regioni italiane e da diversi paesi europei.


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Oltre alle anteprime sui prodotti, caratteristica imperdibile di questo evento, ci saranno momenti d’incontro tra i visitatori e i più grandi esperti europei del settore, e anche un po’ di show con i concorsi di Miss e Mister Carpitaly, Father & son e novità della prossima edizione la gara di boilies. I concorrenti dovranno preparare le boilies dal vivo… e vinceranno le boilies realizzate meglio. Ci teniamo a sottolineare il grande contributo di migliaia di giovani appassionati che verranno a visitare questo 22° evento a Gonzaga ed è grazie anche a loro e alla loro smisurata passione per il carpshing che tutto questo potrà continuare ad esistere, sono loro che dovranno contribuire a mantenere vivo il mercato e il settore. Per concludere troverete tanti espositori, tante novità per il prossimo anno oltre a interessanti momenti di confronto e di divertimento. Vi Aspettiamo numerosi! Graziano Giambastiani

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Regione Emilia-Romagna Delibera Num. 1633 del 07/10/2019

Atti amministrativi - GIUNTA REGIONALE Seduta Num. 36 Questo lunedì 7 del mese di ottobre dell’anno 2019 si è riunita nella residenza di via Aldo Moro, 52 Bologna, la Giunta regionale con l’intervento dei Signori: 1) Donini Raffaele Vicepresidente 2) Bianchi Patrizio Assessore 3) Caselli Simona Assessore 4) Corsini Andrea Assessore 5) Gazzolo Paola Assessore 6) Mezzetti Massimo Assessore 7) Petitti Emma Assessore 8) Venturi Sergio Assessore Presiede il Vicepresidente Donini Raffaele attesa l’assenza del Presidente

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Funge da Segretario l’Assessore Bianchi Patrizio Proposta GPG/2019/1691 del 27/09/2019 Struttura proponente SERVIZIO AREE PROTETTE, FORESTE E SVILUPPO DELLA MONTAGNA DIREZIONE GENERALE CURA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE Assessorato proponente ASSESSORE ALLA DIFESA DEL SUOLO E DELLA COSTA, PROTEZIONE CIVILE E POLITICHE AMBIENTALI E DELLA MONTAGNA Oggetto REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL’ATTIVITÀ ALIEUTICA SPORTIVA E RICREATIVA NEI BACINI ARTIFICIALI DI SUVIANA, BRASIMONE E S. MARIA - ANNI 2020/2022 Iter di approvazione previsto Delibera ordinaria Responsabile del procedimento Monica Palazzini Cerquetella Leggi tutto il testo della Delibera

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IEG: torna Pescare Show

Il Salone delle novità per gli appassionati e gli sportivi della pesca e della nautica

Tutto il meglio per il settore nell’evento organizzato da Italian Exhibition Group, in fiera a Vicenza dal 21 al 23 febbraio 2020, ricco di eventi e anteprime dei top brand internazionali

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l mondo della pesca sportiva e della nautica, a 360°. Forte di un successo costante nel tempo, torna da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020 nel quartiere fieristico di Vicenza PESCARE SHOW, il Salone Internazionale che Italian Exhibition Group SpA (IEG) dedica a tutti gli appassionati del settore alieutico. L’edizione 2020 della manifestazione ospiterà i produttori più noti e influenti del comparto, che scelgono ogni anno la vetrina di PESCARE per presentare il meglio della produzione in fatto di attrezzature, componentistica, accessori e abbigliamento tecnico per la pesca. Dallo spinning alla pesca al colpo, dalla pesca tradizionale al big game, senza dimenticare surf casting e fly fishing: da oltre vent’anni PESCARE è punto di riferimento consolidato per tutti gli sportivi e gli operatori professionali del settore che desiderano vivere appieno la propria passione e trovare tutto il necessario per ogni specialità.

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Le imbarcazioni da pesca più performanti, i motori di ultima generazione, le dotazioni elettroniche più avanzate per la pesca sportiva di mare: l’appuntamento con le eccellenze e le novità della nautica da diporto è nel BOATING SHOW, dove saranno protagonisti alcuni top brand assoluti. Le prove di lancio nelle casting pool dedicate al Fly Fishing, gli incontri con testimonial internazionali e le premiazioni ufficiali della stagione sportiva appena conclusa, senza dimenticare i seminari e i convegni con gli esperti del settore ospitati nella Fishing Arena: non solo aree shopping caratterizzate da un’offerta sempre maggiore, PESCARE SHOW si distingue quindi anche per il ricchissimo programma di dimostrazioni, momenti di confronto ed eventi esperienziali in calendario. Tornano poi le dimostrazioni dal vivo di Flying Tying Experience, per una full immersion nel mondo della pesca a mosca. Ospiti d’eccezione i migliori costruttori del mondo di mosche artificiali, che affiancheranno i più noti brand del settore. Grande protagonista come sempre sarà la FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee), con un ricco programma di attività pensate non solo per gli appassionati, ma anche per avvicinare i neofiti al mondo della pesca sportiva. La Federazione con circa 200.000 tesserati – tra appassionati e sportivi - è il riferimento dell’intero comparto, e vanta un palmarès che la colloca ai primi posti della classifica delle federazioni più medagliate del CONI. Tanta l’attesa per Aquademo - l’acquario mobile che con la sua capacità di 22.400 litri d’acqua è il più grande d’Europa – che sarà teatro di dimostrazioni e presentazioni delle nuove attrezzature per la stagione della pesca. Spazio anche alla didattica nel FLW COMPETENCE CENTER, dove i pro staff della Fishing League Worldwide – organizzatore del campionato italiano di bass

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fishing – accoglieranno i neofiti e chi vuole imparare la tecnica. Un team di professionisti altamente specializzati della lega, inoltre, sarà a completa disposizione dei visitatori, fungendo da punto informazioni su tutte le tecniche e i prodotti presenti in fiera, indirizzando di volta in volta gli appassionati verso le aree e gli stand di maggior interesse. Focus anche sul turismo alieutico con un’intera area dedicata agli itinerari di pesca, dove le agenzie turistiche specializzate in programmi di viaggio per appassionati di pesca presenteranno nuove proposte per girare l’Italia e il mondo. Un’anteprima è disponibile online sul sito della manifestazione (https://www.pescareshow.it/it/itinerari-di-pesca).

PESCARE SHOW - FOCUS ON È il Salone internazionale della pesca sportiva e della nautica da diporto organizzato da Italian Exhibition Group SpA. L’evento ha cadenza annuale ed è aperto agli operatori del settore e al grande pubblico. Quando: da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020 (dalle 09.00 alle 18.00) Dove: Quartiere Fieristico IEG di Vicenza (Via dell’Oreficeria, 16 - 36100 Vicenza) Biglietti: intero 17 euro; ridotto 13 euro (acquisto on-line, possessori di regolare licenza di pesca e ragazzi dai 6 ai 12 anni); ridotto 8 euro per gruppi di almeno 20 persone maggiori di 5 anni; gratuito per bambini under 6, persone con disabilità e accompagnatori. Maggiori informazioni: www.pescareshow.it

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F O C U S O N ITALIA N E X H IBITIO N G R OUP S PA Italian Exhibition Group (IEG), quotata sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.pA., è leader in Italia nell’organizzazione di eventi fieristici e tra i principali operatori del settore fieristico e dei congressi a livello europeo, con le strutture di Rimini e Vicenza. Il Gruppo IEG si distingue nell’organizzazione di eventi in cinque categorie: Food & Beverage; Jewellery & Fashion; Tourism, Hospitality and Lifestyle; Wellness and Leisure; Green & Technology. Negli ultimi anni, IEG ha avviato un importante percorso di espansione all’estero, anche attraverso la conclusione di joint ventures con operatori locali (ad esempio negli Stati Uniti, Emirati Arabi e in Cina). IEG ha chiuso il bilancio 2018 con ricavi totali consolidati di 159.7 mln di euro, un EBITDA di 30.8 mln e un utile netto consolidato di 10.8 mln. Nel 2018, IEG, nel complesso delle sedi espositive e congressuali di Rimini e Vicenza, ha totalizzato 53 fiere organizzate o ospitate e 181 eventi congressuali. www.iegexpo.it

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P R E S S C O N TA C T ITALIA N E X H IBITIO N G R OUP Luca Paganin, luca.paganin@iegexpo.it

U F F I C IO S TAMPA P E S C A R E S H O W MY PR Lab - Filippo Nani - Gianandrea Gamba T. +39 0444 512 550 - T. +39 0444 512 550 Mob: +39 335 101 93 90 - Mob: +39 392 748 09 67 filippo.nani@myprlab.it - gianandrea.gamba@myprlab.it

Il presente comunicato stampa contiene elementi previsionali e stime che riflettono le attuali opinioni del management (“forward-looking statements”) specie per quanto riguarda performance gestionali future, realizzazione di investimenti, andamento dei flussi di cassa ed evoluzione della struttura finanziaria. I forward-looking statements hanno per loro natura una componente di rischio ed incertezza perché dipendono dal verificarsi di eventi futuri. I risultati effettivi potranno differire anche in misura significativa rispetto a quelli annunciati, in relazione a una pluralità di fattori tra cui, a solo titolo esemplificativo: andamento del mercato della ristorazione fuori casa e dei flussi turistici in Italia, andamento del mercato orafo - gioielliero, andamento del mercato della green economy; evoluzione del prezzo delle materie prime; condizioni macroeconomiche generali; fattori geopolitici ed evoluzioni del quadro normativo. Le informazioni contenute nel presente comunicato, inoltre, non pretendono di essere complete, né sono state verificate da terze parti indipendenti. Le proiezioni, le stime e gli obiettivi qui presentati si basano sulle informazioni a disposizione della Società alla data del presente comunicato.

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The fishing community

QUARTIERE FIERISTICO DI VICENZA

Organizzato da


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opo la maxi operazione coordinata dall’Eurojust, che ha coinvolto Carabinieri Forestali e Europol nell’indagine ad ampio raggio che ha condotto alla perquisizione di oltre 160 immobili tra Romania, Italia, Francia e Spagna, tutte collegate all’organizzazione criminale che si occupava di pesca illegale, acquisizione e vendita di pesce non adatto al consumo. L’imponente intervento ha portato al sequestro di 30 tonnellate di pesce. L’associazione per delinquere era formata da centinaia di persone (rumene, francesi, italiane e ungheresi), e in pochi anni aveva creato un vero e proprio business internazionale. Il pescato, pericoloso per il consumo umano, veniva catturato in acque inquinate in Francia, Italia e Spagna, dove la pesca era vietata, per essere poi venduto sul mercato rumeno. A seguito di tale intervento che ha comportato pesanti multe, confische ed arresti, la pesca di frodo in acque interne, diffusa dal 2012 in Italia, è stata decimata. Molte bande hanno cessato la loro attività momentaneamente, e sono poche quelle che risultano ancora attive, ma il pericolo è che dalla Romania presto arrivino nuove famiglie di pescatori di frodo, e che il traffico di pescato illecito si ricostituisca. Vediamo di ripercorrere alcune tappe fondamentali: dall’arrivo dei bracconieri lipoveni in Italia, fino all’operazione che li ha imputati di associazione per delinquere. Nel nostro ordinamento, nel 2012, il bracconaggio ittico era sanzionato con blande ammende da poche centinaia di euro disposte da leggi regionali, non esisteva il reato di bracconaggio ittico. Il nostro sistema non tutelava sufficientemente le risorse ittiche e gli habitat acquatici da tali nuove condotte e le norme sono rimaste pressochè immutate per quasi 5 anni, lasciando le bande di bracconieri libere di realizzare facili ed ingenti profitti, rischiando minime sanzioni, per nulla deterrenti. Al contrario, nei territori del Delta del Danubio, luogo di origine della maggior parte dei pescatori illegali dell’Est, stati come la Romania, nello stesso periodo, approvavano forti

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BRACCONAGGIO ITTICO dagli inizi alle ultime bande rimaste

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A cura di Marco Falciano


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inasprimenti di sanzioni inerenti la pesca di frodo, riconoscendo addirittura la fattispecie di associazione per delinquere alle bande organizzate di bracconieri che, esattamente come in Italia, provvedevano alla pesca, alla lavorazione ed alla commercializzazione di pescato illecitamente catturato e in violazione delle norme igienico sanitarie poste a tutela del consumatore. Non serve una riflessione approfondita per comprendere come le lievi sanzioni in materia di pesca previste dal nostro ordinamento, unite alla pescosità dei nostri ambienti, siano stati un ottimo incentivo per determinare la migrazione di intere comunità, dal Delta del Danubio al Delta del Po, ma questo non è stato un fenomeno casuale. I due fattori scatenanti possono essere individuati nell’Accordo stilato dalla Sogemi, società di gestione del Mercato Ittico di Milano (il più grande d’Italia) per la commercializzazione verso l’Est Europa dei pesci provenienti dai grandi laghi lombardi. E non di pesci di pregio venduti nelle attività commerciali locali, ma bensì proprio le specie danubiane, denominate pesci “low cost”, ormai diffuse negli areali italiani e già conosciute dai consumatori europei. Tale accordo ha posto le basi per una successiva distribuzione della fauna ittica meno nobile dei laghi lombardi sui mercati dell’Est Europa, a partire da quello di Bucarest, grazie alla mediazione del Consolato della Romania. “I pesci Siluro, Carassio e Gardon hanno il loro habitat naturale nelle acque del Danubio e, sotto il profilo gastronomico, sono molto apprezzati dalle popolazioni austriache, ungheresi, bulgare e rumene. Nei nostri laghi e fiumi sono formidabili prede, capaci di regalare forti emozioni ai pescatori che hanno la bravura di catturarle, ma – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Giulio De Capitani – al tempo stesso costituiscono un problema di equilibrio ecologico, tanto da obbligare le Amministrazioni pubbliche al loro prelievo. La presenza in Lombardia di comunità dell’Europa orientale e la possibilità di commercializzare liberamente queste specie ittiche all’interno dell’Unione Europea rappresentano due chiavi per trasformare questo pescato in una interessante opportunità ecologica e di reddito per i pescatori lombardi”. Da un progetto lombardo che mira allo stesso tempo al procacciamento di fondi europei per eradicare le specie alloctone dell’areale regionale, e ottenere profitti notevoli tramite la distribuzione e la vendita di tali prodotti ittici, improvvisamente si mette in moto il marchingegno che dagli amministratori locali, alla politica nazionale fino ad arrivare a consolati stranieri e


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operatori di settore rumeni, porterà il business della pesca in acque interne dedicata alle specie “low cost” di scarso pregio, nelle acque italiane. E’ Sogemi che col suo accordo sigla l’apertura del canale commerciale con l’Europa dell’Est, e così determina l’inizio della fine per le nostre acque interne, che negli anni successivi verranno martoriate e distrutte dall’opera predatoria dei pescatori di frodo stranieri. Ad aggiungersi alla leva che ha determinato tale situazione si inserisce anche la Provincia di Rovigo, all’epoca ancora nel pieno delle sue funzioni e pubblici poteri. Rovigo da vita nel 2012 al progetto “Fiumi che Uniscono”, realizzando un gemellaggio con la città di Tulcea in Romania, incentrato sul tema dello sviluppo turistico ed economico del Delta del Po e di quello del Danubio. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Folkloriamo Martisor, Europei per l’Italia, Ente Parco Po, con il patrocinio di Comune e Provincia di Rovigo. “Si tratta di due importanti realtà ambientali – sostenne il sindaco Bruno Piva allora - l’auspicio è di riuscire a coniugare lo sviluppo turistico ambientale al turismo economico”. Ed invece dal 2012 l’Italia importò illegalità e gruppi di delinquenti dediti alla pesca di frodo con elettricità ed altri strumenti altamente distruttivi e catturanti. Non vi è dubbio che l’azione predatoria di tali associazioni per delinquere sia stata incentivata da carenze e lacune nella legislazione Italiana, ma allo stesso modo chi ha aperto il mercato del pescato “low cost” di acque interne verso l’Est Europa e chi ha incentivato la connessione tra le aree deltizie del fiume Po e del Danubio è da individuarsi negli amministratori locali e nei dirigenti del settore ittico. A questi soggetti è imputabile la comparsa del bracconaggio in Italia. Gli anni successivi sono solo un escalation di criminalità e degrado, combattuto in prima linea prevalentemente dai volontari, e dalle poche forze dell’ordine rimaste dopo anni di tagli alle Polizie Provinciali ed al Corpo Forestale dello Stato. I report e le cronache menzionarono tonnellate di pesce recuperato ogni setitmana, chilometri di tramagli, batterie, elettrostorditori, violenze di ogni genere lungo le sponde, senso di illegalità diffuso. Nel 2016, la L. n. 154 del 28/07/2016 riconobbe finalmente all’Art. 40 il bracconaggio ittico come fattispecie di reato e da quel momento in poi la repressione nei confronti di tale tipo di condotte iniziò ad essere più concreta, per esse le pene furono aumentate, prevedendo l’arresto (seppur inferiore ai 3 anni) e ammende da diverse decine di migliaia di euro in caso di comportamenti particolarmente gravi e dannosi per le risorse naturali. Nell’aprile 2019 il servizio andato in onda sulla TV rumena - Romania


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te iubesc “Braconieri fara frontiere” (LINK - https://www.youtube.com/watch?v=mfs8CrjIs2U) fa scandalo oltre confine e spinge la polizia di Bucarest ad interessare l’Eurojust, d’improvviso in pochi mesi si è strutturata una massiccia operazione dell’Europol che, avvalendosi delle indagini realizzate dalle forze dell’ordine nazionali sulle bande di pescatori di frodo del delta del Danubio, in maggio ha posto fine alla più grande organizzazione internazionale che dal 2012 ha controllato il traffico di pesce d’acqua interne tra Romania, Ungheria, Italia, Francia e Spagna. Ma abbiamo vinto una battaglia, non la guerra. Già a fine settembre, nei pressi di Corbola (RO) sono stati recuperati oltre 700 mt di rete a tramaglio dal fiume, e il 16 Ottobre a Jolanda (FE) altri 600 mt di rete sono stati recuperati dalle Guardie Ittiche della FIPSAS, dopo aver sorpreso per caso e messo in fuga i pescatori di frodo. A chi vive le acque del delta non è concesso un attimo di tregua, d’altronde chi è abituato a vivere delinquendo è difficile cambi le vecchie abitudini. Pare che oggi il nuovo canale commerciale sia quello della Grecia. Gruppo Siluro Italia conferma come “da quando c’è stato il mega blitz contro la pesca di frodo, sono cambiati diversi equilibri, e quando si ha a che fare con una associazione a delinquere (questo è stato stabilito in Romania), essa una volta colpita si riorganizza. Sono rimasti pochi gruppi, ma sono i più grossi e quelli che coordinavano

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le altre famiglie di pescatori sul territorio. Il principale di questi gruppi, a cui fanno capo gli altri, è comandato da un individuo che fu uno dei primi a cui venne rilasciata la licenza di pesca professionale dalla Provincia di Rovigo nel 2012. L’altro gruppo è “nomade”, cioè prima ha girato diverse province italiane, poi è andato in Spagna, e ora è di nuovo qui. Perchè? Perchè hanno deciso di sfidare i pescatori e la giustizia italiana. Si sentono superiori e nelle loro teste bacate avanzano dei diritti. Durante il periodo estivo si sono concentrati principalmente sulla pesca del cefalo in Po, anche se nei mercati ittici piano piano sono riniziati a comparire siluri e carpe belli cotti dalla corrente elettrica. Di cefalo ora non ce ne è più, quindi tornano ad essere i pesci dei canali, laghi e fiumi ad essere la loro fonte di guadagno. Segnaliamo un nuovo gruppo in Toscana che sta battendo l’Arno da Pisa fino a Pontedera.” Non smettiamo di lottare per le nostre acque, i fiumi chiedono ancora il nostro aiuto.


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Comunicato stampa FIPSAS Premesso che non è interesse di questa Federazione entrare nel merito di una battaglia politica, se pur lecita visto l’approssimarsi di un importante momento elettivo, dato che, come è ovvio e statutario, la FIPSAS, in quanto Organo del CONI, è e deve essere apartitica, non possiamo però fare finta di nulla se veniamo tirati in ballo con affermazioni non veritiere. Nello specifico ci riferiamo alla dichiarazione diffusa da un Consigliere regionale PD dell’Emilia Romagna che dalle pagine del Resto del Carlino del 25 ottobre 2019 testualmente recita: “La Lega e i suoi esponenti continuano a distorcere la realtà a proprio piacimento per scopi elettorali facendo solo dei danni agli emiliani-romagnoli. Se invece di bloccare la legge, pur di non accettare un emendamento che avevamo presentato, fossimo andati avanti, oggi avremmo aree di pesca regolamentate non solo su richiesta di uno o più comuni o di loro unioni, ma anche su proposta o istanza di associazioni o società di pescatori sportivi, nonché della federazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni)”. A questo proposito, la Scrivente Federazione, evidentemente parte fortemente interessata alla nuova proposta di legge regionale, desidera portare a conoscenza dei lettori di non essere mai stata contattata dal PD durante la stesura dell’emendamento e che, una volta che lo stesso era stato depositato, venendone a conoscenza ha apertamente dichiarato la propria disapprovazione allo stesso ritenendolo estremamente dannoso non solo per i pescatori emiliano-romagnoli, ma per tutti i pescatori italiani. Per maggiore chiarezza teniamo, infatti, a precisare che nessuna delegazione e/o rappresentante della Scrivente ha mai approvato e mai approverà quanto riportato nell’emendamento in questione, dato che il contenuto dello stesso va in senso assolutamente opposto alle proposte e richieste della Federazione e dei pescatori sportivi emiliano-romagnoli.A chiusura di questo increscioso “incidente”, vogliamo ribadire inoltre che, se mai qualcuno decidesse di avere la bontà di consultarci, siamo più che disponibili a spiegare e motivare quali sono state le ragioni per le quali siamo stati e siamo pienamente d’accordo con la rinuncia a portare avanti una legge che al suo interno preveda quanto dettato da un emendamento come quello presentato dal PD che avrebbe definitivamente distrutto la pesca ricreativa in Emilia

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Romagna, peraltro già oggi ridotta ai minimi termini per motivi ideologici ormai fuori dal tempo e rivelatisi solo dannosi per le nostre acque. Deve, infine, essere chiaro che la FIPSAS, in rappresentanza dei suoi numerosi tesserati e dei pescatori tutti, farà quanto in suo potere per far sì che vengano tutelate le nostre acque e la fauna ittica che le popola. Per raggiungere questo scopo, la Federazione appoggerà tutti coloro (a prescindere dal colore politico) che porteranno avanti soluzioni sensate, purché queste servano a migliorare una situazione che oggi, e questo è sotto gli occhi di tutti, è disastrosa, ma che potrebbe diventare addirittura irrecuperabile se si desse seguito a proposte che vanno nella direzione opposta a quella necessaria e ormai ineluttabile.

Assolti il Presidente Federale e tutti i Consiglieri coinvolti Di seguito il dispositivo emesso dal Tribunale Federale in merito al deferimento del Presidente federale e di 10 Consiglieri federali. (ANSA) - ROMA, 26 OTT - Il Tribunale federale nazionale della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee (Fipsas), ha ritenuto “non doversi procedere” a carico del presidente federale Ugo Claudio Matteoli e dei consiglieri federali Saverio Busacchini, Bruno Dotto, Alberto Gentile, Antonio Gigli, Maurizio Natucci, Claudio Nolli, Massimo Rossi, Stefano Sarti, Luigi Stuani e Lorenzo Ziboni, in quanto “il fatto non costituisce violazioni delle disposizioni federali”. Il deferimento era stato approntato dalla Procura federale a seguito dell’esposto presentato da un gruppo di società lombarde di apnea dopo che in un comunicato la Fipsas aveva annunciato di aver deliberato la cessazione di tutte le attività agonistiche correlate alla Pesca in Apnea in Acque Interne. La motivazione riservata, fa sapere il Tfn nel dispositivo, sarà disponibile in dieci giorni.

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Contrasto al bracconaggio ittico, a Ferrara importante corso per le guardie volontarie FIPSAS

Che il territorio ferrarese sia tenuto in grande considerazione dalla FIPSAS è cosa risaputa, basti pensare alle tante manifestazioni agonistiche che settimanalmente la Federazione organizza ad Ostellato e, in ogni caso, sui campi di gara che incidono sul nostro territorio, senza voler dimenticare i 3 Campionati del Mondo disputati dal 2011 al 2018 sempre ad Ostellato. A conferma di tutto questo, lo scorso fine settimana, sabato 26 Ottobre, la Federazione Nazionale ha organizzato, al Castello Estense presso la sala Alfonso d’Este, un corso di aggiornamento rivolto alle Guardie Giurate Volontarie Ittiche adibite al controllo del territorio e dei tantissimi pescatori, finalizzato alla “Gestione e controllo del territorio in riferimento all’attività antibracconaggio ittico in Acque Interne”. Nel corso si è parlato del rapporto collaborativo da tempo intrapreso con il Comando Generale dei Carabinieri Forestali e con alcune Procure della Repubblica, delle attuali sanzioni per il bracconaggio, un sistema forse inadeguato, da cambiare attraverso mezzi efficaci di contrasto e repressione dei reati che colpiscono la fauna ittica e infine delle eventuali problematiche relazionali che potrebbero comparire durante le azioni di prevenzione e contrasto.

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La giornata si è aperta con il saluto del Sindaco di Ferrara Alan Fabbri e dall’Assessore all’Ambiente Alessandro Balboni, poi il corso, che ha avuto una durata di 7 ore, è stato introdotto dal Consigliere Federale FIPSAS Luigi Stuani, al quale sono poi seguiti gli interventi del Magg. Stefano Testa del Comando Generale Carabinieri Forestali e degli avvocati Maria Elena Castaldo e Pier Francesco Bruno per quel che concerne gli approfondimenti ed i chiarimenti legali, la chiusura della prima parte è stata fatta dal Senatore della LEGA Simone Bossi relatore della nuova proposta di legge nazionale sulla pesca. Dopo un frugale break, i lavori sono ripresi con l’intervento della Dott.ssa Antonella Buccione, in qualità di psicologo, poi ancora con quelli degli avvocati Castaldo e Bruno e infine con la chiusura da parte del Presidente Nazionale della FIPSAS, prof. Ugo Claudio Matteoli, che tra le altre cose ha tenuto anche a rimarcare quanto sarebbe stato importante nella lotta contro il bracconaggio intrapresa dalle Guardie Giurate volontarie ittiche, avere anche in Emilia Romagna una legge che consentisse di assegnare acque in concessione alle Associazioni e quindi di trasformare il reato di chi delinque da amministrativo a penale. Presenti all’incontro, oltre alle tante Guardie Volontarie Stefano Bargi e Andrea Liverani relatori della proposta di legge regionale sulla concessione delle acque alle Associazioni in Emilia Romagna.

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A OGNI PESCATORE, IL GIUSTO

FISHFINDER

Come scegliere il tuo?

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A cura della Redazione

Se sei alla ricerca di un semplice fishfinder immediatamente pronto all’uso, dotato di funzioni avanzate ma senza prezzi da capogiro o se invece vuoi pescare da professionista, Lowrance ha la soluzione per te

A ogni pescatore, il giusto fishfinder Pag.29


L’uso del Touch Screen ha migliorato davvero tanto il rapporto tra pescatore e tecnologia

Ma come decidere qual è il fishfinder giusto? Per cominciare, devi considerare dove stai pescando, cosa stai pescando, con quale tecnica e quanto vuoi spendere. Se sei un pescatore alle prime armi e pratichi ad esempio la pesca con kayak, HOOK2 potrebbe fare al caso tuo, mentre se peschi da banchina puoi comunque beneficiare della tecnologia fishfinder usando un dispositivo lanciabile come FishHunter. Se invece sei solito uscire a pesca a bordo di una piccola imbarcazione, Elite Ti² potrebbe essere il prodotto giusto per te, grazie a funzioni aggiuntive a un prezzo straordinario. In alternativa, se stai cercando una tecnologia di livello professionale, la risposta è HDS LIVE con funzioni super performanti come Livesight. Lo step successivo è la scelta del trasduttore. Ad aiutare nella decisione del modello adatto contribuiscono fattori come il montaggio, che può essere effettuato attraverso lo scafo o a poppa. Il montaggio allo specchio di poppa è il più semplice ed economico e si adatta alla maggior parte delle barche - ma può essere vulnerabile nella sua posizione esposta sullo specchio di poppa. Il montaggio attraverso lo scafo implica che il trasduttore è protetto da eventuali danni, ma per installarlo è necessario che la barca sia fuori dall’acqua e lo scafo venga forato. A ogni pescatore, il giusto fishfinder Pag.30


Quando scegli il trasduttore, devi pensare a ciò che vuoi visualizzare: funzioni diverse producono risultati diversi. Le opzioni, anche combinabili tra loro a seconda del tuo modello di fishfinder, sono: • Downscan: mostra un’immagine del fondale. Usa questa opzione per identificare la struttura del fondale in cui i pesci si nascondono e lanciare l’esca al suo interno. • SideScan: offre un’immagine più ampia, consentendo di visualizzare la struttura su ciascun lato dell’imbarcazione. • StructureScan 3D: consente di visualizzare un modello 3D realistico del fondale. • Il sonar CHIRP mostra il pesce nella colonna d’acqua sotto il trasduttore - e con FishReveal, è possibile sovrapporre la tecnologia CHIRP Sonar e Downscan su un’unica pagina. L ’ a - b - c de l l ’ e l e t t r o n i c a : ch a r t p l o t t er , f i shf i nder o c o m b o ? Desideri sia la funzionalità chartplotter che fishfinder? Questa decisione influirà sulla scelta del dispositivo. Se desideri creare una mappa o una traccia dello spot in cui stai pescando, visualizzare la profondità o pianificare una rotta, allora avrai bisogno di un chartplotter, se invece vuoi semplicemente lanciare l’esca e pescare dal kayak potresti aver bisogno di un modello

Ad aiutare nella decisione del modello adatto contribuiscono fattori come il montaggio, che può essere effettuato attraverso lo scafo o a poppa. Il montaggio allo specchio di poppa è il più semplice ed economico e si adatta alla maggior parte delle barche…

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fishfinder o anche di un lanciabile. Una volta considerati i precedenti fattori, potrai avvicinarti in modo più consapevole alla scelta della tua strumentazione di bordo. Qui di seguito troverai una carrellata con alcune delle opzioni tra cui scegliere all’interno del mondo Lowrance, che da oltre 60 anni si conferma essere la prima scelta dei pescatori. L o wr a nce H OOK 2 Il fishfinder più venduto al mondo. Accendilo e inizia subito a pescare, perché HOOK2 è così semplice che consente di trascorrere più tempo a pescare e meno tempo a configurare impostazioni. Otterrai un mix perfetto di semplicità e potenza grazie ai menu intuitivi, la copertura sonar CHIRP grandangolare e SideScan e DownScan Imaging™. Disponibile in varie dimensioni con varie opzioni di trasduttore, HOOK2 è progettato per adattarsi alla tua tecnica di pesca.  Scegli tra le tre categorie di trasduttori HOOK2: TripleShot, SplitShot e Bullet, a seconda del risultato che vuoi ottenere… dai un’occhiata alla tabella per scoprire quale combinazione di modelli rappresenta la soluzione migliore per te. L o wr a nce E l i t e T i ² Tecnologia di livello professionale per tutti i pescatori. Offrendo funzioni avanzate a un prezzo più accessibile rispetto agli altri display della sua categoria, Elite Ti² offre ai pescatori funzioni potenti dedicate e strumenti di navigazione riservati solitamente ai fishfinder/chartplotter più costosi. Elite Ti² comprende Active Imaging™, il miglior sonar in termini di qualità, FishReveal™, la cartografia Genesis Live in tempo reale integrata, una nitidezza dello schermo e una distinzione dei bersagli ottimizzate. Inoltre, con funzionalità che semplificano la tua vita a contatto con l’acqua, come un touchscreen intuitivo, reti wireless, notifiche smartphone e integrazione di motore per pesca alla traina/Power Pole, Elite Ti² è ideato per facilitare la ricerca dei pesci. 

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Ogni pescatore ha la possibilità di scegliere il proprio modello in base al tipo di attività che è abituato a svolgere H D S LIV E I display HDS LIVE sono i più utilizzati dai professionisti. HDS LIVE offre prestazioni di alto livello e la possibilità di utilizzare le migliori funzioni sonar innovative disponibili, tra cui Active Imaging™, StructureScan® 3D, sonar FishReveal™ e LiveSight™, oltre alle funzionalità straordinarie di C-MAP® che includono l’ombreggiatura personalizzata e la funzione Easy Routing. Dotato del miglior set di strumenti di navigazione mai integrato in un display fishfinder/chartplotter, su HDS LIVE, l’ombreggiatura personalizzata sulle carte C-MAP consente anche di trovare i pesci più velocemente evidenziando profondità diverse con colori personalizzati, veloci e facilmente identificabili. Inoltre, il supporto di routing automatico consente agli utenti di creare in modo semplice e automatico la rotta più breve e sicura, che può essere sovrapposta alla carta, consentendo di raggiungere il punto di pesca preferito con Easy Routing. Qualunque sia il risultato che desideri raggiungere Lowrance ha il fishfinder per te.

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LOWRANCE A CONFRONTO ELITE 9TI² vs HOOK² 7HDI

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A cura di Lorenzo Luciani

Inutile girarci intorno, la serie Elite TI² e la serie Hook² sono senza dubbio le due linee di ecoscandagli Lowrance che più si adattano alla pesca nelle acque interne e che possono essere sfruttati in tutte le loro potenzialità anche nel carpfishing

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A parte il confronto tra queste due eccellenze dell’elettronica, qui stiamo parlando di apparecchi al top della categoria

Sebbene con l’arrivo dei nuovi HDS (gli ecoscandagli “live” che riproducono ciò che si trova sul fondale in movimento come una sorta di ecografia) Lowrance abbia già sancito l’inizio di una nuova era tecnologica, le due serie che che abbiamo scelto di confrontare sono comunque prodotti all’avanguardia, affidabili e tutto sommato accessibili nel prezzo di acquisto visto le funzioni offerte (caratteristica che pone ad oggi la serie HDS fuori portata per molti). Ciò non toglie che, sia la serie Élite Ti² che la serie Hook², sono oggi tra i più affidabili accessori per scandagliare accuratamente il fondale di ogni ambiente di pesca. Naturalmente parliamo di due prodotti di fasce differenti, un prodotto di media fascia come l’Hook² e l’altro tendente verso una fascia superiore come l’Elite Ti²; di conseguenza anche le fasce di prezzo sono ben differenti, ma si mantengono comunque sotto la media per prodotti ben definiti e all’avanguardia. Partiamo dal confronto dello schermo, l’hook², nel nostro caso un 7”, presenta uno schermo luminoso ad alta risoluzione e tasti fisici di comando posti lateralmente, a differenza dell’elite, un 9” HD, dotato di touch screen che rende l’esperienza di navigazione più all’avanguardia ma sempre semLOWRANCE A CONFRONTO - ELITE 9TI² vs HOOK² 7HDI Pag.36


plice ed intuitiva; restano fisici anche sull’Elite alcuni tasti di navigazione veloce, comunque utilizzabili anche con touchscreen. La differenza principale tra i due modelli è naturalmente il software, l’hook² ha una regolazione automatica del funzionamento eccellente, che combina insieme i due segnali dello SpintShot sonar, il Chirp e lo ScanDown Imagine, rielaborando fedelmente l’immagine scansionata, grandangolare, per mostrarla poi sullo schermo, mentre l’Elite riesce invece a combinare ben tre segnali in contemporanea, Chirp, Sidescan e DownScan, rielaborando un’immagine sul dispositivo che replica in modo straordinariamente nitido ciò che si trova sul fondale. Il software del TI² supporta infatti la fun-

Sebbene con l’arrivo dei nuovi HDS (gli ecoscandagli “live” che riproducono ciò che si trova sul fondale in movimento come una sorta di ecografia) Lowrance ha già sancito l’inizio di una nuova era tecnologica…

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Lo schermo touch screen rende l’esperienza di navigazione più all’avanguardia di sempre…

zione Active Imaging che riproduce sullo schermo, in tempo reale, il fondale in modo perfetto e ben visibile nei più dettagliati particolari. Sempre l’Elite è integrato di altre due straordinarie funzioni, come la FishReveal e la mappatura del fondale con Genesis Live. La prima funzione permette di combinare i due segnali ricevuti dal sonar, il chirp e il DownScan imagine, per individuare con chiarezza i pesci presenti nell’area scandagliata, che vengono poi mostrati dettagliatamente sullo schermo con un differente contorno e contrasto di colore. Mentre la Genesis Live permette, sempre al TI², di ottenere una mappa batimetrica in tempo reale sullo schermo, dettagliata fino a 15 cm. Il Gps integrato è presente in entrambi gli ecoscandagli, così come la funzione di navigazione grazie alle mappe, aggiornabili, Navionics e rotte e waypoint memorizzabili.

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L’uso dell’eco scandaglio prevede sempre una certa interpretazione da parte del pescatore, ma nel caso di questi due modelli, qualsiasi dubbio viene smentito

Se mettiamo invece sulla bilancia la connettività di entrambi i prodotti, l’ago volge sicuramente verso l’Elite; il TI² è infatti dotato di connessione wifi e Bluetooth per condividere ogni informazione di una sessione con altri dispositivi, come smartphone o tablet, ma anche per interfacciarsi con altri ecoscandagli e gestire perfino motori compatibili. Sebbene quindi, a livello di utilizzo pratico e risposta del segnale i due ecoscandagli siano sostanzialmente al pari, l’Elite 9TI² può essere considerato un prodotto con cui condividere informazioni risulta molto più semplice e vanta inoltre la presente di maggiori funzioni tecnologicamente all’avanguardia che, combinate insieme, riescono a mostrare in modo dettagliato e definito tutto ciò che si trova sotto la mostra imbarcazione.L’Hook² dal canto suo vanta invece una maggiore semplicità nell’utilizzo e settaggi gestiti autonomamente dal software con un elevato

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grado di efficienza costante durante le procedure di scansione del fondale, un fondale mostrato comunque in modo chiaro, anche con le configurazioni disponibili a finestre, su uno schermo nitido e luminoso. L’Hook² viene inoltre fornito già completo di sonda, a differenza del Elite 9TI², in cui la scelta della sonda è a parte e ci spinge senza dubbio a scegliere un sonar 3 in 1 per sfruttarne tutte le sue potenzialità, lasciando tuttavia lievitare il prezzo finale del prodotto. In conclusione, se si cerca un prodotto completo, affidabile, semplice nell’utilizzo, ma comunque all’avanguardia e non troppo oneroso a livello di costo, l’Hook² è la scelta migliore, se invece si va alla ricerca di un prodotto con caratteristiche di ultima generazione (touchscreen, wifi, ecc) e una definizione del fondale e dei pesci innovativa, disposti anche ad una spesa superiore, l’Elite 9TI² è sicuramente il prodotto su cui puntare.

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Testo e foto di Graziano Giambastiani


ZAVORRARE...

CON DISCREZIONE

Nel tempo ho più volte cercato alternative a come presentare la mia esca facendola apparire più “naturale” possibile, e questa volta credo di aver centrato il segno

Infatti quello che spesso rende vana la nostra azione di pesca è proprio la non “naturalezza” dei nostri inneschi rispetto alla pastura che offriamo. Questo purtroppo è un problema quasi irrisolvibile a causa della presenza dell’amo che condiziona il movimento dell’esca una volta che viene individuato dal pesce. Per fortuna non è sempre così, ma questo fenomeno è sicuramente più riscontrabile in tutte quelle acque caratterizzate da una forte pressione di pesca. I nuovi ami, le nuove leghe ci vengono in aiuto grazie alla maggiore leggerezza e all’incredibile affilatura, ma nel caso della presentazione di una pop up non abbiamo soltanto il problema del peso dell’amo e della sua dimensione, ma dobbiamo considerare anche le varie zavorre che utilizziamo per bilanciare in modo impeccabile la nostra presentazione. La bocca delle carpe è in grado di riconoscere ciò che è buono da ciò che potrebbe risultare innaturale, quindi è facile che la carpa riesca a sputare l’amo senza rimanere allamata avvertendo sia il metallo dell’amo che quello della zavorra, e noi avvertiremo soltanto dei piccoli segnali sull’avvisatore, ma nessuna partenza. Ci tengo a ricordare che sono pienamente convinto che la pesca non sia una scienza esatta e quello che ho realizzato non sia la soluzione per una azione di pesca sicura, è soltanto un’idea di presentare un’esca non naturale in modo diverso rispetto a quello più tradizionale. Detto questo passo alla spiegazione del dressing. ZAVORRARE… CON DISCREZIONE Pag.43


2 2 C on il Bore Tool scavate una svasatura abbastanza

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profonda (5-6 mm) nella pop up

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1 P rendete una pop up della dimensione che volete presentare

3 P rendete una sezione di Bait Floss e raddoppiatela nell’asola dell’hair rig

4 Inserite l’ago di montaggio nella svasatura

4 6

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5 T irate e fate uscire i due capi del Bait Floss 6 Con l’aiuto di un paio di pinzette con il becco sottile posizionate un pallino di piombo prendendo i due fili. Fate attenzione a non stringere tropo all’inizio. Il pallino di piombo sarà scelto in rapporto alla dimensione della pop up e sarà la zavorra per una perfetta bilanciatura


7 C on la punta delle pinzette fate scorre-

7 9 S briciolatela all’interno di un contenitore,

in questo caso ho utilizzato il coperchio di un barattolo

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8 P rendete una boilies tradizionale. In

questo caso si tratta di una Scopex Squid e anche la pop up è una Scopex Squid

10 11

1 0 A ggiungete una piccola parte di Syrup scope Squid alla boilies sbriciolata

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re il pallino fino a combaciare con l’interno della pop up. Tagliate e bruciate il Bait Floss con un accendino

11 Impastate con le dita la boilies con il Syrup ZAVORRARE… CON DISCREZIONE Pag.45


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12 Otterrete una pastella morbida ma allo stesso tempo tenace

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14 La pastella la potete applicare sulla pop up ricoprendola parzialmente per aumentarne l’attrattività

13 Prendetene un po’ e coprite il foro della svasatura

15 Potete usare la pastella per ricoprire totalmente l’innesco, sarà un ottimo sistema per rendere maggiormente individuabile la vostra presentazione

Ho eseguito numerose prove di presentazione e nel mio caso i risultati sono stati davvero soddisfacenti. In questo modo, utilizzando la pastella anche soltanto per coprire il foto della svasatura, renderete maggiormente attrattivo il vostro innesco oltre a nascondere totalmente la zavorra che serve alla bilanciatura. Provate e poi mi direte. Graziano Giambastiani

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Testo e foto di Graziano Giambastiani

QUANDO MENO

TE LO ASPETTI...

Negli anni mi sono trovato spesso in situazioni difficili, ma questa che mi accingo a raccontarvi, è forse una delle peggiori...

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La linea delle canne Scope offre numerosi vantaggi: oltre ad essere facili e comode da trasportare, sono davvero performanti

A volte mi domando, ma chi me lo fa fare, e come ogni volta la risposta è sempre la stessa: è la passione, punto e basta. Prima di affrontare certe situazioni vorrei aver scelto diversamente, ne avrei forse avuto la possibilità, ma non lo faccio mai, e solo alla fine mi domando fino a che punto sarei stato disposto ad arrivare. Che c’entra non sono ancora così vecchio, ma dopo alcune centinaia di ore sulle sponde, qualche anno di esperienza sulle spalle, e un po’ più di saggezza, penso se sia giusto prendere di petto madre natura. Detto questo però, alla fine vince sempre la passione e me ne frego di tutto. Nessuno di noi può fare i conti con la natura, possiamo soltanto decidere di rinunciare o di accettare ciò che può riservarci senza sapere quali potrebbero essere le conseguenze. Questo è quello che ci è concesso niente di più. La stagione autunnale e invernale, quella che molti carpisti, i più intrepidi conQUANDO MENO TE LO ASPETTI... Pag.50


siderano come la stagione migliore, ha più modi di essere affrontata e sicuramente la scelta del luogo di pesca e la posizione geografica giocano un ruolo importante ai fini delle sessione. Se in estate il grande caldo condiziona in modo generale un po’ tutte le acque, a parte quelle di alta quota o quelle alimentate da sorgenti sotterranee, le condizioni sono più o meno identiche tra un’acqua che si trova a nord, al centro o al sud. In quasi tutti gli ambienti, nei mesi più caldi della stagione, troveremo pesci spesso apatici e svogliati, acque basse e molto chiare, fondali maleodoranti, pesci che di giorno sembrano scomparsi mentre si alimentano per un breve arco di tempo solo la notte. Ma in autunno e agli inizi dell’inverno le condizioni cambiano e di conseguenza anche il comportamento dei pesci. Grazie all’esperienza e la conoscenza del luogo di pesca, possiamo organizzare la nostra sessione lavorando sia sul tipo di approccio che sulle presentazioni più idonee. La scelta di impiegare boilies o granaglie sarà sicuramente decisiva nei periodi della stagione più difficili. Quando le stagioni non sono regolari, anche le acque diventano difficili e di conseguenza anche i pesci si comportano in modo anomalo. Tutto è strettamente correlato tra loro. L’esempio è sotto gli occhi di tutti, e prima di proseguire su questo argomento vorrei fare una premessa: se questa sessione alla fine è stata interpretata e affrontata nel

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La nuova Titan Hide XL ha saputo resistere ad una vera e propria bufera di vento e pioggia, uno dei ripari in assoluto più sicuri e affidabili

modo giusto è solo per la grande determinazione, la buona conoscenza dello spot e l’affiatamento che ho avuto con il mio compagno di pesca. Non dimenticherò facilmente questi tre giorni, non tanto per le catture portate a guadino, ma per le condizioni del tempo che mi hanno messo in gravissima difficoltà. LA S E S S IO N E Eravamo consapevoli che ci sarebbero state delle difficoltà non indifferenti causate da una fortissima perturbazione che stava interessando gran parte della nostra penisola. Ma la situazione non sembrava poi così male, anzi, rispetto alle medie stagionali era davvero molto caldo. Sapevamo che il giorno successivo sarebbe arrivato il maltempo, e quando è in arrivo qualcosa di “pesante” anche la pesca ne risente. Avevamo dunque tre giorni di tempo incerto e per il momento tutto sembrava andare alla grande. Questo per me è un gradito ritorno, affronto dopo alcuni anni uno degli spot a me molto cari, il canale di Ostellato e lo faccio di nuovo in compagnia del mio caro amico Andrea.

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U N MOM E N TO D I R I F L E S S IO N E Finalmente, stavo per calare le mie lenze in questo storico canale, qua negli anni si è sviluppato gran parte del carpfishing Italiano, un canale o forse meglio un polmone, una palestra un punto di riferimento per centinaia di pescatori ricreativi oltre che importante campo gara per la pesca agonistica. Purtroppo le vicende degli ultimi anni, il fenomeno del bracconaggio, della pesca illegale e in parte di quella professionale, hanno praticamente reso sterile, estirpando, rubando, vendendo, uccidendo tutto ciò che poteva essere commerciabile. E’ sotto gli occhi di tutti il grande lavoro fatto in questi anni dai numerosi volontari e dalle forze dell’ordine per estirpare questa piaga dalle nostre acque interne, è tutto testimoniato dai sequestri, dalle denunce e in alcuni casi anche dall’arresto di bande di trafficanti, ma nonostante che ad oggi la situazione sia in parte migliorata, ci sarà sicuramente ancora tanto

Sapevamo che il giorno successivo sarebbe arrivato il maltempo, e quando è in arrivo qualcosa di “pesante” anche la pesca ne risente

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da fare e da lottare prima che il vecchio canale torni alle glorie di una volta. Ma nonostante tutto ho visto che c’è una buona ripresa, sono state fatte numerose semine, e anche la popolazione presente è in buona forma. Quello che mi sento di dire, anche se qualcuno non sarà molto d’accordo, è che per combattere il bracconaggio e tutto quello che mina la salute delle nostre acque, non bastano le guardie o le ronde ci vuole la presenza costante e puntuale dei pescatori sportivi sulle sponde. I pescatori, noi che rispettiamo le regole, che amiamo la nostra passione, che restituiamo la libertà al nostro pescato, siamo le prime sentinelle ad essere messe in allerta in caso di pericolo. Ma è anche vero che per avere la presenza dei pescatori è necessario che le condizioni tornino ad essere normali, e da questo punto di vista sono abbastanza positivo perché i sacrifici fatti si vedono e sono sotto gli occhi di tutti.

Un momento di relax per fare due terminali insieme all’amico Andrea, prima della tempesta…

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I pescatori, che rispettiamo le regole, che amano la propria passione, che restituiscono la libertà al pescato, sono le prime sentinelle ad essere messe in allerta in caso di pericolo G LI I N N E S C H I Avevo un obiettivo in questa sessione: constatare se le mie Scopex Squid avrebbero fatto la differenza in queste acque opalescenti. Perché? Perché i pesci di Ostellato tendenzialmente preferiscono le granaglie, soprattutto le tiger, e la mia scommessa era quella di riuscire a sfatare questa leggenda metropolitana. Intanto, ero riuscito a calare le mie canne, tutte abbastanza concentrate, a pochi metri sotto la riva opposta. Ma una delle tre canne decisi di non calarla dalla parte opposta del canale, ma nel sotto riva dalla mia parte. Ma a causa del canneto, e per evitare di infastidire la posta con i nostri rumori, individuai a circa 30 metri dal mio “buco” un’apertura che faceva al caso mio. Montai immediatamente un picchetto con il mio R3, presi un picchetto lungo e un picchetto della tenda e lo piantai proprio di fronte al buco nel canneto. Spesso si tende a concentrare l’attenzione sulla sponda opposta tralasciando quella più comoda e vicino ai nostri piedi. Innescai, baciai a pendolo a pochi metri dal canneto, feci passare e scorrere il nylon nel picchetto della tenda, che girava in base a come io mi spostavo, e posizionai la canna perpendicolare alla sponda. Una volta finito ero davvero fiero di questa scelta. LA N OTT E Fu una notte d’inferno, i fulmini illuminavano il cielo a giorno, ma ancora non era iniziato a piovere. Stavo cercando di prendere sonno, erano circa le 23,30, quando la centralina mi avvertì con un solo bip, forse era il vento? O un ramo imprigionato nella lenza? Impossibile, gli R3 suonano soltanto quando dall’altra parte c’è qualcosa di interessante. Ad un certo punto una partenza fece impazzire letteralmente la centralina, il pesce stava correndo

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Un’alleato davvero utile

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Le schermate estratte dalla registrazione del fondale mostrano come apparentemente il canale sembra uniforme e piatto, ma se si sonda attentamente il sotto riva è possibile trovare delle differenze che possono tornare utili per l’individuazione del punto dove calare. Come si nota, la profondità in molti punti è davvero minima, ma questa è la caratteristica del canale. Ma quando è stato dragato tempo fa si sono creati degli interessanti avvallamenti e questi possono essere punti davvero interessanti.

come un missile da qualche parte e andava fermato. Il tempo faceva paura, uscii dalla tenda e urlai ad Andrea di uscire a darmi una mano. La mia più grande preoccupazione, con quel tempo erano i fulmini. Impugnare la canna per recuperare quel pesce che nel frattempo stava prendendo sempre più filo era rischioso. Che storia ragazzi. Mentre la notte si illuminava a giorno avevo afferrato la canna e stavo cercando di combattere la carpa nel canneQUANDO MENO TE LO ASPETTI... Pag.57


CATTURE

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to sotto riva. Dopo alcuni minuti, grazie al perfetto lavoro di squadra la carpa fu guadinata con successo, il pesce era caduto sulla mia Scopex Squid da 24 mm, e viste le condizioni era sicuramente un ottimo risultato. IL MOM E N TO P E G G IO R E Iniziò a piovere. Ma non era pioggia normale, eravamo nel bel mezzo di una tempesta e per di più in piena notte. Troppa acqua, troppo vento, una condizione davvero spaventosa, ma per fortuna la struttura della mia Titan Hide XL è in grado di sopportare anche bufere come questa. Piovve tutta la notte fino al mattino, ma per fortuna in modo più normale. E questo ci faceva sperare in positivo. Le condizioni nel giro di alcune ore erano di nuovo cambiate, le nubi cariche di pioggia stavano lasciando spazio ad un cielo azzurrissimo. L’unico vantaggio era che la temperatura era ulteriormente calata. Nel frattempo avevo ricalato i miei terminali innescati a boilies mentre quelli di Andrea, innescati a Tiger.

E’ stata una notte d’inferno, ma nonostante che la mia Titan non avesse neanche più un picchetto piantato a terra, ha sopportato acque e vento senza problemi

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I T E R MI N ALI Per pescare in questi ambienti i terminali devono essere molto resistenti, solitamente costruiti in treccia, non sotto le 25 lb. Gli ami possono anche essere sotto dimensionati rispetto alla dimensione dell’esca, l’importante è che siano robusti e ben affilati, come ad esempio i nuovi Brute e i performanti Twister. In questi ambienti i pesci, oltre a sprigionare una buona potenza nei primi metri della partenza per infilarsi nel canneto, devono essere recuperati energicamente da riva. L’amo robusto a filo grosso, rispetto ad un amo generoso a filo fine, provoca meno danni alla bocca del pesce. Alghe, rami, piante, canneto, tutto questo ci divide dalla nostra cattura, tutto questo è tra noi e il risultato finale della nostra azione di pesca. LA S E S S IO N E S TA P E R T E R MI N A R E Sto riposando dopo una notte particolar- Mai dimenticare che la priorità è sempre mente movimentata, la tempesta del giorno l’attenzione e la cura del pescato, per questo prima stava dando i suoi risultati. Mi sveglio ho impiegato gli ottimi Fang X senza ardiall’istante perché sento la centralina che suo- glione, e i pesci sono giunti tutti a guadino na impazzita, è l’alba del terzo giorno della nostra sessione e non piove dal pomeriggio del giorno prima. Cerco di fare il più in fretta possibile per dare una mano ad Andrea che aveva già iniziato a recuperare, ma appena prendo il guadino sento un bip provenire dalle mie canne. Un attimo per focalizzare, visto che ancora i miei riflessi erano rimasti nella branda, e mi precipito verso le mie canne. Il segnalatore visivo della canna centrale, dove avevo montato una doppia affondante Scpex Squid da 20 mm, era completamente calato, il pesce aveva mangiato e si era fermato dentro il canneto. Se questo fosse successo in piena estate avrei rischiato di perdere il pesce, ma in questo periodo della stagione le cannucce sono abbastanza morbide e si tagliano facilmente. Incredibile, due pesci quasi contemporaneamente.

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Sicuramente i pesci si stavano riassestando dopo la tormenta e stava per iniziare una nuova condizione di attività. Per noi invece era giunta l’ora di smontare le tende, la nostra sessione era giunta al termine. Nonostante la grande stanchezza fisica, ero pienamente soddisfatto del risultato e delle scelte fatte. Un ringraziamento particolare va comunque all’amico Andrea Farinella che ha condiviso con me questa incredibile sessione. Alla fine un’altra bella avventura da archiviare, un’altra bella sessione da raccontare. Ci vediamo al prossimo numero. Graziano Giambastiani

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FOCUS prodotto c

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NASH BUSHWHACKER Immaginatevi in un canale, o in un fiume o in un lago dove dovete essere precisi, non riuscite a lanciare, immaginatevi anche di notte, la distanza è attorno i 40 m, magari dovete stare zitti e non fare troppo rumore. La soluzione a tutti quei problemi sopra elencati c’è, e da oggi si chiama BUSHWHACKER. Ingegnoso e preciso sistema di pasturazione invisibile per aree inaccessibili ai lanci. Il Bushwhacker offre 15 metri in 10 sezioni con cucchiaio galleggiante che può essere esteso efficacemente fino a 45 metri! Ma i video, come quello in questo articolo, dimostrano che può essere usato anche oltre i 70 metri. Il bloccaggio rapido dei pulsanti a molla consente un rapido montaggio, ogni sezione è formata da fibra di vetro della lunghezza di 1,5 m. Il cucchia-

NASH BUSHWHACKER Pag.64


Clicca e guarda il video

io rimovibile incorpora due galleggianti per una massiClicca e guarda il video ma stabilità anche a lunga distanza o in condizioni di vento, contiene circa 1 kg di esche. Una rientranza interna per piombo e due fessure per il filo, prevengono, impedendo, il movimento o lo spostamento dei rig, consentendo la regolazione fissa della posizione del cucchiaio in grado di contrastare la pressione della canna e della lenza. L’ultima parola per la pasturazione in zone mai raggiunte prima. Fornito di una borsa nera per il trasporto con coulisse. Ulteriori sezioni da 1,5 m sono vendute separatamente.

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Testo e foto di Lorenzo Luciani

Sono le carpe nostrane, padrone indiscusse dei piccoli specchi d’acqua nascosti tra campi e campagne...

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Un bel mix di granaglie e cereali misti per una pasturazione che interessa ma non sfama…

Spesso si nascondono proprio a pochi passi da casa nostra, tra campi agricoli e boschi, sono le cave campagnole, ambienti di modeste dimensioni e per questo considerati da molti poco attraenti, quando in realtà possono nascondere sorprese inaspettate. Le cave di campagna sono piccoli specchi d’acqua, quasi tutti realizzati intorno agli anni cinquanta come riserve idriche per l’irrigazione dei campi e hanno ormai sviluppato al loro interno un ecosistema tale da avere, in molti casi, permesso lo sviluppo e la crescita di carpe che non hanno nulla da invidiare ad esemplari che nuotano in ambienti magari più blasonati.

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Questi piccoli specchi d’acqua non sono stati realizzati scavando il terreno, ma generalmente nascono da sbarramenti di terra su piccoli fossi o torrenti e sono caratterizzate da un fondale principalmente fangoso e con una profondità non eccessiva; il trascorrere del tempo tuttavia ha permesso in molti casi lo sviluppo di canneti e piante acquatiche, con conseguente sviluppo di vita acquatica come molluschi, gamberi o altri crostacei, tutte fonti di alimento che contribuiscono alla crescita delle carpe. Ambienti che, sebbene all’apparenza sottovalutati, nascondono quindi molto spesso una grande quantità di alimento naturale e, di conseguenza, anche pesci dalla mole sicuramen-

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In molti casi gli ambienti piccoli devono essere affrontati con estrema cautela perché andremo ad insidiare pesci molto suscettibili e attenti

te interessante. L’Italia è piena di ambienti del genere, in grado di regalare soddisfazioni, anche in sessioni veloci, se affrontati comunque con il giusto impegno. LA S C E LTA C O R R E TTA Generalmente le cave campagnole hanno la peculiarità di garantire una buona riserva d’acqua anche durante le estati più roventi ed è proprio grazie a questa caratteristica che al loro interno le carpe hanno imparato a adattarsi alle sensibili variazioni climatiche, tendendo ad alimentarsi in modo abbastanza discontinuo al fino di limitare l’uso di energie sia in inverno che in estate, quando l’acqua può spesso raggiungere temperature oltre i 30 gradi. Saper scegliere il momento migliore per affrontare certi ambienti è quindi sicuramente alla base del successo di una sessione. Le mezze stagioni, autunno su tutte, sono sicuramente tra i periodi migliori per affrontare una cava campagnola. Tuttavia ambienti del genere potranno rivelarsi redditizi tutto l’anno purché si valuti il momento giusto per affrontarli; le condizioni migliori saranno da ricercare inevitabilmente al verificarsi di determinati eventi climatici, ad esempio durante le forti oscillazioni della pressione atmosferica. In ambienti così contenuti infatti, gli agenti esterni, come pressione, fasi lunari o escursioni termiche, vengono amplificati rispetto ad ambienti più estesi, dove ogni variazione esterna è sicuramente più lenta nell’influenzare il bacino

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e quindi l’attività delle carpe. Saper scegliere quindi il momento corretto per calare gli inneschi è spesso fondamentale per ottenere successo e, in ambienti contenuti come le cave campagnole, l’attesa non sarà mai eccessiva se abbiamo scelto il momento giusto. Queste cave sono infatti ideali per chi ama sessioni veloci, anche di poche ore o di un unica notte. Naturalmente, discrezione e silenzio durante la sessione saranno fondamentali per evitare

Tuttavia ambienti del genere potranno rivelarsi redditizi tutto l’anno purché si valuti il momento giusto per affrontarli… CARPE CAMPAGNOLE Pag.73


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di allarmare le carpe, sicuramente più abituate ai cingoli dei trattori che transitano nei campi circostanti piuttosto che alle voci di pescatori accampati lungo le sponde. Con tutte queste peculiari caratteristiche, le cave campagnole, da ambienti apparentemente semplici e di facile interpretazione, assumono invece un carattere sicuramente diverso e più sfidante, dove la corretta scelta delle giuste condizioni, unita al comportamento del pescatore e alle esche utilizzate diventano cardini essenziali per una redditizia sessione di pesca. S T R AT E G I E , E S C H E E PA S TU R AZIO N E In contesti del genere, anche le esche e la pasturazione giocano quindi un altro ruolo di primaria importanza. Due sono le principali strategie su cui puntare, sessioni veloci nei giusti momenti o lunghe campagne di pasturazioni preventive. Entrambe si riveleranno tuttavia strategie redditizie se applicate nel modo corretto; ad esempio, anticipare l’arrivo di perturbazioni in estate e farsi trovare lungo le sponde al passaggio di un temporale potrà sicuramente essere un scelta corretta per

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chi sceglie sessioni veloci con una strada più dinamica nell’approccio di pesca; d’altro canto, costanza e continuità premieranno sicuramente eventuali campagne di pasturazione preventive. Naturalmente, in caso di pasturazioni, da usare dovranno essere rapportati alle dimensioni dell’ambiente che stiamo affrontando, evitando di eccedere nei quantitativi per non saturare non solo lo spot di pesca, ma l’intero bacino. La scelta delle esche andrà invece in base alla pressione di pesca di quel determinato ambiente, in una cava poco pressata ad esempio occorra iniziare con pasturazioni a base di componenti semplici come granaglie, mais o tiger nuts, da integrare gradualmente con boilies al fine di spingere le carpe a riconoscere la nostra pasturazione come fonte di alimento di quel determinato ambiente. Col tempo una strategia basata su una pasturazioni preventiva sarà sicuramente più redditizia in questi piccoli specchi d’acqua poiché condizionerà le carpe a cibarsi con più continuità delle nostre esche. Spesso tuttavia, per questioni logistiche o di tempo materiale, organizzare una cam-

La qualità della vita e dell’alimento naturale dei pesci la si riconosce anche dalla loro livrea e dalla colorazione della pelle

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Momenti di pesca

Clicca e guarda il video


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pagna di pasturazione preventiva risulta complicato e occorre intraprendere altre strade, effettuando unicamente sessioni veloci e qui, la scelta dell’esca, diventa di fondamentale importanza. L’esca in questo caso dovrà avere la peculiarità di iniziare a lavorare velocemente una volta immersa in acqua e dovrà essere rapidamente individuata dalle carpe come fonte di alimento. Fioccato di mais, tiger nuts o canapa saranno quindi i più efficaci elementi su cui puntare non solo.per la pasturazione, ma anche per l’innesco (mais

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su tutti). Sebbene siano spesso sottovalutate, le cave di campagna hanno un fascino comunque particolare e, se affrontate con logica e impegno, possono essere ambienti divertenti e magari sorprenderci anche con catture inaspettate! Lorenzo Luciani

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CAM CONCEPT LEVEL CHAIR CAM CONCEPT LEVEL CHAIR Pag.82

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Pratica, dal design accattivante e confortevole, la Cam Concept Level Chair è sicuramente una tra le più sedie più adatte ai carpisti che cercano un prodotto pratico e poco ingombrante. Con un peso di soli 4,5kg e misure contenute, la Level Chair può essere infatti facilmente trasportata per lunghi tratti anche a piedi. È realizzata con materiali robusti e resistenti per garantire massima affidabilità e grazie alle gambe con regolazione telescopica ed ai piedini di grandi dimensioni si adatta facilmente a qualsiasi tipo di terreno e di pendenza, assicurando una seduta ottimale in qualunque contesto.

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La forma anatomica e lo schienale imbottito ne fanno un attrezzo davvero comodo e in grado di rendere più piacevole le ore di attesa di qualunque sessione di pesca. Infine il rivestimento, con robusto tessuto CAM DPM, che unito al telaio in alluminio colore Army Green, la rendono non solo un sedia solida, ma anche un prodotto accattivante dal punto di vista estetico. C a r a t t er i s t i che t ecn i che • Larghezza di seduta: 51 cm; • Profondità di seduta: 44 cm; • Larghezza dello schienale: 47 cm; • Altezza dello schienale: 47 cm; • Altezza gambe: da 36 a 41 cm; • Peso: 4,5 kg

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Testo e foto di Raffaele Mapelli

La pesca con il pasturatore può essere una valida alleata anche in acque salate non solo in quelle dolci, vediamo qualche piccolo trucco per affrontare la tecnica in mare

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Dove la pesca è consentita, la tecnica del feeder offre valide alternative per la cattura di mormore e orate

La meta che abbiamo scelto è il molo di Porto Corsini a Ravenna, si tratta di un molo lungo un paio di km dove si riuniscono moltissimi pescatori. Ormai sono circa sette anni che frequentiamo questo tipo di spot, diciamo che per me, Massimo e Daniele è diventato come una meta abituale in certi periodi dell’anno, vedere l’alba da questo molo è qualcosa di veramente fantastico, se poi ci uniamo delle bellissime catture di orate, possiamo dire che il risultato è perfetto, ma vediamo cosa serve e come cercare di fregare qualche pinnuto in acqua salata. ATT R E ZZATU R A Canne da 12/13 piedi (canne da una lunghezza da 3,60 a 3,90 faranno al caso nostro, dotate di una buona azione parabolica che ci aiuterà in caso di utilizzo di finale di ridotte dimensioni a combattere anche con pesci di discreta pezzatura. Finale dallo 0,14

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allo 0,18 meglio se in fluoro carbon visto la dentatura delle orate e della presenza di cozze sul fondale. Ami dalla misura 18 al 14. E S C H E E PA S TU R A La pastura avrà un ruolo molto importante all’inizio della nostra sessione, verrà utilizzata esclusivamente per fare il fondo iniziale e per fare un richiamo durante l’arco della giornata, dovremo bagnarla poco alla volta e creare una pastura abbastanza compatta che non si disperda in fase di calata, anche se vi sembra che ha una buona tenacità non preoccupatevi, una volta raggiunto il fondo con due tre strattoni dati sulla canna il nostro cage si scaricherà completamente. Bigattini, ruolo fondamentale per la nostra battuta di pesca, possiamo mischiarli a dei micro pellet e insaporirli anche con appositi attrattori. Oltre a utilizzarli come esca saranno fondamentali nella pasturazione all’interno del feeder (vi ricordo di controllare spesso i vostri bigattini sull’amo, perché nell’acqua salata tenderanno a morire prima rispetto a quando peschiamo in fiume). Muriddu, un verme ottimo come esca, ma sempre abbinato a una pasturazione a base di bigattini nel feeder, non serve utilizzarlo intero vista la lunghezza elevata Per affrontare il mare con successo si è spesso obbligati a utilizzare filati estremamente sottili, in questo caso il fluoro carbon ci offre un valido aiuto

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LA PASTURA PER IL MARE 12

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In realtà non sempre la pastura per il mare si rivela efficace, anche perché se non utilizzata correttamente, tende a raggruppare una miriade di piccoli pesci che renderanno davvero complicata l’intera sessione. Ma se la pastura, studiata nella granulometria e negli ingredienti la si impiega con il giusto metodo, allora il gioco si può fare davvero interessante. Anche le dosi devono essere valutate in base al tipo di spot perché a seconda della profondità e al tipo di corrente dovremo decidere come farla lavorare.

5 di questo verme possiamo tagliarlo in tre quattro pezzi, che utilizzeremo su ami piccoli adattandolo perfettamente al nostro amo. AZIO N E D I P E S C A Dopo una attenta valutazione dello spot di pesca e visto le molte cozze presenti sugli scogli vicino riva, la nostra azione di pesca si è svolta intorno ai 20/25 metri, molto importante clippare il filo nel mulinello per avere sempre la

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stessa distanza di pesca, visto che in mare non abbiamo punti di riferimento è buona cosa “clippare” il filo per aver sempre la stessa distanza di pesca. I primi dieci, quindici lanci li faremo con un cage feeder di generose dimensioni, caricato opportunamente di una buona pastura specifica per il mare, per poi passare a un pasturatore tipo black cap riempito di bigattini, la pastura ci farà da richiamo e terrà il pesce in zona senza sfamarlo, mentre il bigattino li metterà in competizione alimentare. Non serve una grossa pasturazione, ma di fondamentale importanza sarà la costanza nei lanci, ogni dieci minuti caricate e lanciate il vostro feeder (un piccolo trucco per rilasciare le esche poco alla volta sarà quello di nastrare completamente la parte centrale del nostro feeder). Finali lunghi molto lunghi, quasi due metri questo per far si di presentare l’esca in modo molto naturale e meno sospettoso e grazie al movimento delle onde e della corrente farà fluttuare il nostro terminale e i nostri bigattini rilasciati dal pasturatore in maniera veramente invitante.

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COMPOSTI BILANCIATI

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Come dicevamo precedentemente, per affrontare il mare questo caso si tratta di una pastura in grado di attirare, senza sfamare, diverse tipologie di prede creando una dobbiamo valutare attentamente che tipo di pastura interessante colonna attrattiva. impiegare, altrimenti rischieremo di allontanare i pesci anziché tenerli nei pressi della nostra presentazione. In

Il fluoro carbon e gli ami di piccole dimensioni saranno perfetti per insospettire di meno il pesce, cercate ami che sembrano sottili ma con una buona robustezza per penetrare nella possente dentatura dell’orata senza il rischio di incorrere in rotture o aperture dell’amo, mentre con l’utilizzo del muriddu possiamo aumen-

Finali lunghi molto lunghi, quasi due metri questo per far si di presentare l’esca in modo molto naturale… FEEDER IN MARE Pag.92


tare un po’ la misura dell’amo e del finale ma senza esagerare, direi che un buon terminale del 18 e un amo della misura 14 sarà sufficiente. MO N TATU R A Oltre al semplice running rig, ormai collaudato voglio mostrarvi una mia montatura nata quasi per caso, ma che mi ha regalato diverse soddisfazioni in acqua marina, si tratta di un paternoster a due ami, visto anche la presenza di cefali, spigole, ombrine e aguglie, che stazionano anche più staccati dal fondale, questa montatu-

PELLETS E ADDITIVI

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Come per le acque interne anche in mare viene spesso impiegato il pellets così da creare una sorta di tappeto attrattivo sul fondo per Orate, Mormore, Cefali e Triglie. Per rendere maggiormente attrattivo il pellet, che si scioglierà gradualmente sul fondo nei pressi dell’innesco,

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si utilizzano spesso delle sostanze liquide molto attrattive nel quale vengono tenuti i pellets anche per alcuni giorni. L’aggiunta di una piccola dose di bigattini rende il tutto micidiale.

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UNA MONTATURA INFALLIBILE

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questo caso il Fluoro Carbon servirà esclusivamente per il Anche se si tratta di una tecnica di pesca abbastanza semplice, diremo quasi spartana, per presentare corretta- terminale mentre la montatura sarà realizzata utilizzando mente l’esca al pesce con l’ausilio di un pasturatore, an- del semplice nylon. che la montatura deve avere dei requisiti che le consentano di resistere ad una potenziale grossa preda rispetto alla dimensione dell’amo e del mono filo impiegato. In

UNA MONTATURA INFALLIBILE FEEDER IN MARE Pag.94


Il fluoro carbon e gli ami di piccole dimensioni saranno perfetti per non insospettire il pesce, cercate ami che sembrano sottili ma con una buona robustezza per penetrare nella possente dentatura dell’orata…

ra oltre a presentare l’esca in maniera molto naturale ha una sensibilità maggiore nelle abboccate timide. Durante il richiamo del feeder, tramite il giro di manovella, fa sollevare e fluttuare il finale diventando veramente un’arma molto adescante. Costruiremo tutto tramite la lenza madre del mulinello è una montatura molto semplice: Fase 1 Inseriremo una semplice girella dove faremo una brillatura di circa dieci cm e la chiuderemo con nodo a otto. Fase 2 Eseguiremo tre nodi a circa 10 cm l’uno dall’altro e in fondo legheremo la girella con il moschettone dove agganceremo il nostro feeder (i nodi così distanziati serviranno per irrigidire la lenza in questo modo utilizzando finali molto lunghi avremo un’ottima azione anti groviglio). Fase 3 Legheremo il nostro finale con amo dove c’è la girella poi se volete potete utilizzare anche un secondo amo distaccatelo di circa 80 cm dalla girella.

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C O N C LU S IO N I Come ho già detto siate molto concentrati e puntuali nel rilanciare costantemente il vostro feeder, e dopo cinque sei minuti se non avete visto mangiate o tocche date un piccolo richiamo, sollevando la canna oppure con uno o due giri di manovella a volte il richiamo e il fluttuare del finale diventa un’arma micidiale non solo in fiume ma anche in mare. Ciao ragazzi. Raffaele Mapelli

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Testo e foto di Diego Salvi

A PESCA

TRA GLI ERBAI Viaggiare leggeri ma con tutto l’occorrente è essenziale. Non sappiamo dove ci fermeremo e che terreno troveremo. Silenzio e discrezione sono le parole d’ordine

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Acque poco profonde, ma molto chiare e ricche di vegetazione, non sono facili da affrontare

Spesso si tende a cercare il pesce nelle acque profonde e lontane da riva, ma anche il sotto riva può essere redditizio. Cercare il punto dove calare le lenze non è facile soprattutto quando si ha poco tempo a disposizione, ma con un occhio attento possiamo trovare spot redditizi che possono darci catture senza il bisogno di dover accamparci per diversi giorni e quindi senza aver bisogno di spostare “tonnellate” di materiale. In questo periodo dell’anno il fiume è in fermento. Si avvicina inesorabile l’inverno e loro cominciano a capire che devono sfruttare al meglio questa fase di “temporale” del fiume per potersi alimentare. Anche la vegetazione sia in acqua che sulle sponde prolifera e se spesso questo può scoraggiarci altre volte saper cogliere certi dettagli ci renderà la “caccia” più facile. Percorrendo le sponde andiamo alla ricerca di qualche segno che ci faccia capire l’attività del pesce. Osservare il fiume e i suoi dettagli può essere utile, gli erbai sono come una mappa lastricata di sentieri, e osservandoli con attenzione essi sono come strade per i pesci… noi dobbiamo trovare semplicemente le loro aree di sosta e riposo. A PESCA TRA GLI ERBAI Pag.100


Una volta trovato lo spot ci prepariamo. Intercettare i ciprinidi non è facile, ma sono famosi per la loro curiosità. Un’esca messa in un passaggio o a ridosso di uno scalino sarebbe perfetto, sono sempre punti molto interessanti dove poter calare le lenze. Optare per delle esce flottanti e dai colori accesi risulta spesso un arma vincente per fermare le carpe nel bel mezzo dei loro passaggi. Possiamo optare per delle pop up o anche con delle esche fake galleggiati magari già dippate. In commercio c’è ne sono molte sia rigide che Soft. I Munchies di casa kodex in questo caso sono perfetti sia per il rilascio di sostanze attirati in acqua sia per i loro colori, e sia per il fatto che possiamo plasmare la forma a noi più gradita in base alle nostre esigenze grazie a una forbice, così da poter trasformare la nostra esca da galleggiante a bilanciata semplicemente togliendo del materiale, pur mantenendo una perfetta geometria in base all’amo che andremo ad utilizzare. I terminali che possiamo usare sono diversi tutto si dovrà adattare al tipo di fondale che troveremo, dalla corrente e dalla limpidità dell’acqua. Un chod rig, un multirig, uno spinner rig ecc ecc ognuno con caratteristiche e meccaniche diverse. Così come la grandezza dell’amo, il libraggio della treccia o del fluorocarbon dovrà adattarsi alla taglia del pesce presente in quel tratto. Osserviamo ogni via di fuga che può avere il pesce, poniamo attenzione a ostacoli o alberi sommersi dove potrebbe rifugiarsi. Se abbiamo degli ostacoli vicini è bene chiudere la frizione quasi al massimo e legare la canna con uno spezzone di corda a un picchetto ben saldo. In fiume abbiamo poco Anche la vegetazione sia in acqua che sulle sponde prolifera e se spesso questo può scoraggiarci altre volte saper cogliere certi dettagli ci renderà la “caccia” più facile

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spazio per fermare le partenze fulminee dobbiamo essere pronti a qualsiasi inconveniente. Le attese non sono mai troppo lunghe ma gli orari migliori sono sempre verso il crepuscolo qualche ora prima del tramonto. Una volta in pesca non dobbiamo distrarci. Osserviamo il comportamento delle carpe, i segnali sono molti e sta a noi coglierli restando sempre nell’ombra e più in silenzio possibile. Nel frattempo guardiamoci attorno e troviamo una “discesa” sicura verso l’acqua perché molto probabilmente il combattimento avverrà lì, cerchiamo una secca o un piccolo spiazzo dove poter guadinare il pesce in sicurezza. Le canne devono essere corte dai 9 ai 10 piedi, spesso ci troviamo in spazi angusti e dovendo lanciare anche un piede in meno della canna fa la differenza, la precisione è tutto. Le canne devono avere una buona azione di punta e una schiena forte per poter forzare quando serve e quanto basta per poter gestire la fuga del pesce verso spazi sicuri dove il rischio di incaglio è minimo. In bobina pescando tra agli erbai viene d’obbligo l’uso della treccia. Una treccia affondante di diametro generoso ci garantirà una buona sicurezza nel combattimento, a differenza di altri materiali la treccia ci trasmette tutto ciò che succede dall’altra parte della lenza. Possiamo sentire ogni testata ogni cambio di direzione del pesce e questo ci aiuta a capire cosa stia succedendo in

Optare per delle esce flottanti e dai colori accesi risulta spesso un’arma vincente per fermare le carpe nel bel mezzo dei loro passaggi A PESCA TRA GLI ERBAI Pag.103


acqua. Sappiamo anche che l’elasticità della lenza è nulla per ciò dovremmo essere pronti ad assecondare le fughe dei pesci mantenendo una trazione costante sulla canna, ma allo stesso tempo pronti ad inclinare la cima verso l’acqua onde a evitare che il pesce si slami o spacchi. Qui entra in gioco il terminale. E più precisamente i materiali con cui andremo a realizzarli. Ogni situazione richiede approcci diversi e sta a noi decidere che arma usare. Si spazia dalle presentazioni pop up alle bilanciate alle affondanti. Prima di tutto dobbiamo considerare che i pesci di fiume hanno una marcia in più nelle fughe quindi se usiamo la treccia non dobbiamo scendere sotto il 25 lb. Anche se usiamo un fluorocarbon il diametro minimo è dello 0,40. Difficilmente troveremo un fondale ciottoloso, ma piuttosto un fondale piuttosto melmoso con un leggero strato di residuo molle nei punti più duri. Quindi la lunghezza del terminale deve essere sopra i 30 cm per evitare che il piombo trascini sotto l’esca così che possa adagiarsi sul letto del fiume in modo corretto. Piombo a perdere con safe clip è obbligatorio e l’uso del leadcore non è necessario visto che faremo affondare la lenza tra gli erbai dove si mimetizzerà più che a sufficienza. A PESCA TRA GLI ERBAI Pag.104


In questa pesca si apprezza davvero ogni istante, spesso si è testimoni in diretta dell’allamata e in quell’istante le emozioni sono indescrivibili. La ferrata dovrà essere controllata ricordiamoci che stiamo pescando a una distanza ridotta, una mano sulla bobina senza chiudere la frizione è il modo migliore per garantire un’allamata perfetta in corsa. Appena il pesce rallenta la sua fuga un piccolo colpo per assicurarci la presa dell’amo sia corretta e poi via…si passa al combattimento. Non dobbiamo avere fretta di portarlo a guadino, se siamo riusciti a portarlo in un area sicura godiamoci qualche istante di adrenalina tenendo la canna e la lenza ben alte per evitare abrasioni e incagli. Teniamo l’occorrente a portata di mano in modo che se dovremmo entrare in acqua il guadino sia ben accessibile. Un materassino galleggiante è un opzione perfetta, poco ingombro e avremmo la possibilità di adagiare il pesce per la slamatura direttamente a ridosso della riva.

Una treccia affondante di diametro generoso ci garantirà una buona sicurezza nel combattimento, a differenza di altri materiali la treccia ci trasmette tutto ciò che succede dall’altra parte della lenza

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Quando si affrontano ambienti del genere ciò che conta realmente è il risultato, la taglia non è sempre la cosa più importante

Attrezziamoci con un supporto per lo smartphone o la fotocamera perché se vogliamo tenere un ricordo della cattura oltre che nella nostra mente dovremmo farci il classico selfie che non sempre risulta facile. Possiamo concludere dicendo che questa è una pesca prettamente autunnale, una variante dello stalking. Ovviamente un occhio allenato a leggere l’acqua e il fondale fanno la differenza, ma si tratta sicuramente di una pesca molto redditizia sia in termini di catture che di tempo impiegato. Ricordiamoci sempre di non parA PESCA TRA GLI ERBAI Pag.106


tire per una sessioni impreparati, sapere in anticipo le condizioni del fiume, la forza della corrente e più o meno la taglia dei pesci presenti ci aiuterà a preparare tutta l’attrezzatura il giorno prima così da ottimizzare al meglio il tempo a disposizione.

Diego Salvi Diego Salvi

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KODEX KOMPACT CN 9’/10’ 3LB

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Una canna pensata e realizzata per assecondare le numerose richieste di un mercato sempre più orientato verso le corte carp rod. Maggior facilità di trasporto e minor ingombro anche con autovetture poco capienti o quando si affrontano ambienti ristretti, performance equiparabili ad attrezzi ben più lunghi e potenti, maggior facilità di gestione della canna in situazioni difficili, possibilità di utilizzarle agevolmente dalle imbarcazioni sia per calare la lenza che per combattere l’eventuale preda. Proprio per rispondere appieno a tutte queste caratteristiche, Kodex Intelligent Tackle ha realizzato la Kompact CN 9’/10’ 3 lb. Una carp rod unica nel suo genere che unisce estrema versatilità e potenza in un mix di assoluta qualità. Grazie ad un pedone aggiuntivo della lunghezza di 1 ft inseribile tramite spigot nella parte superiore del calcio, potrete sfruttare due diverse lunghezze. A 9’ risulta perfetta come boat rod o per la pesca marginale; con il pedone innestato e la lunghezza massima di 10’, potrete contare su una potentissima all round road capace di garantire lanci potenti a lunga gittata (o con pesanti montature) ed a suo agio sia con le potenti carpe di fiume che negli immensi laghi tipici hot spot del carp fishing. Gli innesti dei vari pezzi sono talmente perfetti che difficilmente si riescono ad individuare le intersezioni, donandole un’azione tipica di canne in due pezzi. La potenza dichiarata di 3 lb è abbondantemente sottostimata tanto da poter essere usata anche come spomb rod senza nessun timore. Le numerose immagini di catture che ci pervengono da tutte le acque d’Italia, sono la dimostrazione di quanto questa canna sia stata apprezzata da quei pescatori con le idee molto chiare: semplicità ed efficacia. Perfettamente ripartita in 3 pezzi con il pedone inserito, viene formita di due bande in neoprene e velcro

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per trasportarla sempre montata e pronta all’azione con un ingombro totale di 105 cm. Gli anelli sono in pietra dura per la massima scorrevolezza e durata, anche se sottoposti all’usura dei moderni trecciati. Il calcio è molto elegante con finitura in neoprene e sughero che oltre al fatto estetico garantiscono una presa salda in tutte le situazioni. Un comodo hooh retainer in carbonio semplifica notevolmente le operazioni in fase di preparazione delle lenze evitando fastidiosi penzolamenti delle montature. L’azione è rigorosamente di punta con una grande riserva di potenza nella parte inferiore del blank che ci viene in aiuto quando si devono effettuare lanci forzati o qualora si debba fermare la fuga di potenti avversari. Look UK style estremamente minimalista ed accattivante, le donano un aspetto molto gradevole ed elegante.  Infine la piacevole notizia: il prezzo a cui viene proposta ha davvero dell’incredibile se si valutano tutte le caratteristiche appena descritte.  Crediamo di avervi incuriositi a sufficienza presentandovi questo attrezzo e siamo convinti che sempre più carpisti ne apprezzeranno in toto le qualità. 

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SENZA SCAMPO Ci troviamo spesso in circostanze difficili dove una sola partenza potrebbe farci tornare a casa con il sorriso; ma come poter raggiungere questi obiettivi?

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Testo e foto di Mattia Travasoni

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Un innesco snow man è ciò che ci vuole quando peschiamo in condizioni difficili

E’ facile vedere l’innesco attentamente posizionato nel sacchettino per evitare che il terminale possa aggrovigliarsi Senza scampo Pag.114

La ricerca dell’esca perfetta o del rig ideale sembrano essere argomenti di tutti i giorni dove, vuoi per dinamiche commerciali, vuoi per reale efficacia, questi sembrano essere l’unica soluzione per conseguire a catture quasi scontate. Ma la realtà è assolutamente diversa e tutto l’insieme delle nostre azioni andrà a migliorare le probabilità di raggiungere l’obiettivo. Esiste un lago a circa 100 km da casa mia nel quale sono solito pescare e, seppur in modo discostante, lo frequento da oltre 20 anni ma il fascino delle sue sponde e l’ambiente incontaminato mi hanno sempre messo il sorriso, tanto che anche quando tornavo a casa senza nessuna cattura, il mio umore era drasticamente rigenerato. Da un po’ di tempo avevo ripreso a frequentarlo capendo le sue nuove dinamiche e soprattutto notando un condizionamento dei pesci


davvero soggiogato alla forte pressione di pesca. In pratica non era più una passeggiata catturare le più grosse e proprio questa difficoltà mi affascinava. Penso che uno dei punti cardine della nostra tecnica sia la selezione del posto migliore e una volta interpretata la zona del lago presumibilmente proficua, il gioco non si ferma, il punto giusto diventa un ago in un pagliaio da ricercare con pazienza e molta attenzione. Scelsi quindi di usare il mio Deeper Chirp per iniziare a vagliare il fondale di fronte a me e dopo un po’ di lanci notai che le mie convinzioni maturate in anni di frequentazioni non erano proprio vere. Il fondale scendeva con una pendenza variabile, più accentuata sulla sinistra e meno sulla destra. Si aggiungeva un dato fondamentale, ossia la compattezza del fondale che a circa 60 metri da riva mutava in modo sostanziale, da morbido diventava molto più compatto pur mantenendo la medesima profondità. Proprio questa piccola variante mai notata precedentemente divenne il mio punto di riferimento per quella sessione. Era obbligatorio misurare per bene la distanza di pesca e un lancio di qualche metro più corto come uno leggermente più lungo mi avrebbero portato

Lancio e rilancio spesso, proprio al contrario di alcuni carpisti che si dedicano maggiormente all’attesa

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Uso sempre le NS1 Arancioni per pescare in questo lago. La loro efficacia è devastante

completamente fuori pesca. Solitamente uso creare un piccolo nodo con un apposito filo gommato sulla lenza madre alla stessa diEcco uno snow man davvero semplice e efficace. E’ sicuramente stanza misurata con il Deeper, quindi, il terminale che preferisco! sulla canna dedicata alla pasturazione con lo spod, blocco il filo alla clip del mulinello in modo tale da pasturare sempre nello stesso punto. Si tratta di un sistema leggermente laborioso ma estremamente preciso e affidabile, proprio ciò che mi serve quando pesco in quelle circostanze. P a s t u r a re ? Beh, per il sottoscritto che lavora attivamente con la più grossa azienda di esche per la pesca alla carpa, parlare di pasturazione è quasi scontato. Questa volta però divido la fase di pasturazione in due parti: la pasturazione “d’attrazione” e la pasturazione “mirata”. Nella prima, magari meno importante per questa sessione, includo la fase di pasturazione mediante lo spod

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con l’obiettivo di lanciare in acqua una buona quantità di esche per obbligare i pesci a distrarsi passando su quell’area. In tal caso il meccanismo è stato semplice: trovata l’area di pesca ho creato un classico letto di pastura con un secchiello di Pacific Tuna da 15 mm ben bagnate con il loro liquido additivo, il Pacific Tuna Liquid Additive. Nulla di più, la loro azione attrattiva avrebbe svolto un’attività fondamentale nei confronti dei pesci. A volte la fiducia nelle proprie esche non basta, infatti la chiave di volta della mia sessione gravita sul sistema di pasturazione secondario, ossia quello dedicato all’innesco.

Il Marker Elastic è il filo elastico per segnare la distanza di pesca. Non posso assolutamente farne a meno durante le sessioni in cui la precisione è tutto

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ATTRAZIONE MIRATA… 1

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6 1 Prepariamo una modica quantità di Bag Mix, in tal caso Krill Bag Mix leggermente inumidito con un liquido attrattivo. Mescoliamolo bene evitando i grumi 2 L’uso di un

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Solid Transfer è fondamentale per poter inserire il Bag Mix nel sacchettino e il terminale avendo cura di non creare garbugli 3 Creiamo un fondo di bag mix sul quale appoggeremo il piombo e il terminale 4 Controlliamo bene ogni passaggio!5 Non è necessario usare piombi dedicati ai sacchettini, piuttosto usiamo un piombo utile a restare ben fermo sul fondale 6 Riempiamo bene in modo da bloccare il piombo e il terminale 7 Tagliamo in due le parti eccedenti del sacchettino fino al livello del Bag Mix


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13 8 Creiamo quindi un nodo stringendo bene e comprimendo la bombetta 9 Svuotiamo gli angoli del sacchetto in PVA 10 Ripieghiamoli verso l’interno dopo averli inumiditi per farli aderire 11 Ora

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prediamo l’Hot Chorizo Extract e scuotiamolo bene! 12 Con una siringa da 20ml e un ago di grosso calibro, aspiriamo circa 8-10 ml 13 Quindi iniettiamolo all’interno del sacchettino 14 Il risultato è eccellente e il liquido si diffonderà rapidamente non appena il sacchettino si scioglierà con un affetto attrattivo devastante!

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Il Deeper mi ha aiutato davvero tanto nella ricerca del fondale giusto. La variazione di compattezza è sicuramente una zona interessante per impostare la sessione

E’ bastato collegarlo al telefono e lanciarlo in acqua per iniziare la scansione!

Un sacchetto in PVA pieno di Krill Bag Mix e successivamente riempito di qualche millilitro di Hot Chorizo Extract, un estratto ricco di aminoacidi fortemente speziato, per evitare ogni tipo di dubbio. Ho voluto inserire una foto sequenza per chiarire ogni passaggio.

Poco prima del lancio, il Marker Elastic è ben evidente sul filo. Lancio con fiducia e appena esce dalla bobina blocco la fuoriuscita del filo. Quindi attendo che il sacchettino raggiunga il fondo facendo in modo che il nodino si posizioni tra gli anelli della canna

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A t t es a , m a n o n t r o p p o Memore di alcune sessioni nel conosciuto lago di Bled in Slovenia dove mi puntavo una sveglia ogni 2 ore per pasturare, anche questa volta la scelta cadde su una strategia in cui ogni 3 ore lanciavo qualche esca in acqua rilanciando il terminale ogni 6. Quando si gioca sull’attrazione trovo che sia una scelta azzeccata proporre alle carpe esche sempre fresche e ben percepibili dal punto di vista attrattivo. Anche di notte facevo tutto ciò fregandomene altamente se lo spod avrebbe arrecato disturbo, d’altronde le probabilità che lanciassi lo Spomb proprio mentre le carpe si stavano cibando era davvero bassa. A volte l’importante è crederci, altre, seppur tu ci possa credere, non succede nulla. Questa volta, la mattina successiva mi trovai alle 7:00 guardando il lago con la mia solita tazza di latte

Ecco il mio obiettivo! Salti e ancora salti sulla pastura ma alla fine sono riuscito a fregarla!


e Nesquik ma la novità erano i continui salti proprio sulla zona di pesca. Salti grossi e pesanti. Continui. Un carpista, quando vede tutto ciò riceve una scarica di adrenalina tremenda, proprio come un bambino che osserva la vetrina di un negozio di giochi e da lì a poco spera che il suo papà gli compri ciò che desidera. Un carpista desidera quel suono. Telefono alla mano, già mi accingevo a rispondere alle varie mail controllando alcuni lavori in sospeso e alcune spedizioni e… splash. Ancora un salto. E ancora uno. Le carpe sembravano impazzite sul mio spot e io non sapevo cosa fare, l’unica soluzione – oltre a tentare di gestire l’ansia – era quella di rinnovare l’innesco con un nuovo sacchettino. Detto fatto. Senza scampo Pag.122


Rilanciai, applicai la scimmietta e di nuovo l’attesa. Penso non passò nemmeno una manciata di minuti che già la canna era piegata sotto le potenti testate della reginona in foto. Non è possibile descrivere il mio stato d’animo come a volte penso di morire in preda a un attacco cardiaco mentre combatto una carpa, ma tutto andò a meraviglia e la cattura posò tranquilla davanti all’obiettivo della mia Canon. Piccole strategie tecniche e dinamiche di pesca fuori dal comune dove il carpista tende a perdersi in attese lunghissime e pigrizia assoluta. Il mio consiglio invece è quello di adeguare la strategia alla situazione cercando sempre di trovare una soluzione diversa dalla classica metodica di altri pescatori. Mattia Travasoni

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Testo e foto di Julian Jurkewitz - Traduzione di Rachele Pasquali

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Io e la mia fidanzata Isabell ci stiamo rilassando sui nostri lettini nel bel mezzo del sottobosco sulla riva di uno dei tanti laghi del sud della Francia, dove ogni anno siamo soliti pescare. E’ da qui che inizia la nostra avventura A CACCIA DI CARPE... UN’AVVENTURA FRANCESE Pag.125


Ci troviamo in un lago tra le montagne locali e davanti a noi possiamo ammirare un campo sul quale il sole sta sorgendo, pronto a dare il benvenuto ad una nuova giornata. E‘ luglio e si prospetta un clima molto caldo, sopra i 30 gradi. Il cielo è blu, non vi sono nuvole né ven-

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to, c‘è molta quiete e nessuno sa che cosa ha avuto in serbo per noi la notte appena trascorsa... Solo qualche ora prima, due grandi tuoni sono caduti vicino a noi. E’ stata sicuramente una delle tempeste più violente che io abbia mai visto all’aria aperta. Lampi fuori controllo, nubi nere e contemporaneamente forti rumori al limite dell’incredibile. Fortunatamente, ci trovavamo in un punto abbastanza coperto, per questo motivo non dovevamo spaventarci. Ammetto però che eravamo un po’ sconcertati da ciò che stavamo assistendo, proprio quando un lampo cadde sul versante montagnoso di fianco. Fitte gocce di pioggia cadevano su di noi, per fortuna avevo già capito la situazione e riuscimmo a mettere in sicurezza il nostro materiale dall’acqua. Non eravamo però ancora in salvo dalla tempesta, un piccolo fiume torrentizio vicino a noi esondò, così l’acqua scese anche sul nostro equipaggiamento. Non importa... Alla caccia di carpe in acqua aperta, la mia avventura! 2 o 3 volte all’anno abbiamo l’opportunità di pescare in questi enormi laghi per una o due settimane. I laghi più grandi in Francia sono artificiali. Servono principalmente per dare da bere agli abitanti e per estrarre energia. Un lago artificiale è solitamente collocato nella vallata più profonda della zona, per fare in modo che l’acqua

Fitte gocce di pioggia cadevano su di noi, per fortuna avevo già capito la situazione e riuscimmo a mettere in sicurezza il nostro materiale dall’acqua A CACCIA DI CARPE... UN’AVVENTURA FRANCESE Pag.127


Siamo convinti che in certe acque non conti soltanto il tipo di aroma, ma anche il colore…

scorra come si deve! Ed ogni cosa è controllata in base ai livelli. Grazie agli ecoscandagli riusciamo ad individuare case, chiese, ponti o strade, proprio perché la maggior parte delle volte costituiscono punti di orientamento per le carpe, oppure anche aree di nutrimento naturali. Posizionare un’esca vicino ad un vecchio ammasso di case, beh, ne vale sempre la pena. Di solito i gamberi d’acqua dolce ed altri piccoli animali si nascondono tra le fessure e le cozze preferiscono le vecchie pietre: direi che è l’ambiente ideale per un buono spuntino per le carpe. Le vie sottacqua sono vere e proprie strade percorribili dalle carpe, specialmente quando l’erba cresce nei lati di destra e di sinistra. Per le carpe diventa uno sforzo notevole quello di scavare intorno alle piante acquatiche, non ha A CACCIA DI CARPE... UN’AVVENTURA FRANCESE Pag.128


Dove è possibile, facendo molta attenzione, osservare il fondale da vicino è la cosa migliore

niente a che fare con brucare ai bordi di una strada. Sul terreno solido, le piante non hanno punti di appoggio. E’ per questo motivo che l’idea di depositare le nostre esche diventa geniale, funziona! I terreni in cui passa la corrente rappresentano un Hot Spot davvero rischioso. Le carpe adorano rimanere tra le erbe acquatiche e cacciare gamberi d’acqua dolce. Se decidete di catturarle così, fate attenzione ed elaborate un piano meticoloso prima di farlo. Secondo me è possibile segnare l’itinerario delle carpe prima di aspettarsi un beep preciso. Negli ultimi anni mi sono occupato molto della pesca in ostacoli. Perché? Beh, perché sono sicuramente le aree migliori, da nessun’altra parte è così facile ottenere un beep come in queste zone. Oggi, infatti, posA CACCIA DI CARPE... UN’AVVENTURA FRANCESE Pag.129


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so dire che pescare in acque aperte, con la tecnica giusta, può dare molte soddisfazioni. Se l’amo è posizionato bene, si è già a metà della battaglia. Ami davvero efficaci, come il Carp’R’Us Continental Snag Hook, il quale è stato sviluppato specialmente per la pesca negli ostacoli, costituisce un “must-have” per il carpista. Dispone di un leader resistente da 45 libbre e di un monofilo di almeno 0,50 mm di diametro. Personalmente uso l’Imperial Fishing Shock It e ne uso circa 20-30 metri per ogni molinello. Il mono filo scivola molto bene su rami, laddove una lenza trecciata si rompe. Si tratta di uno strumento senza pari! Attrattività e visibilità sono spesso due componenti importanti quando si affrontano i grandi spazi…

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Le carpe adorano rimanere tra le erbe acquatiche e cacciare gamberi d’acqua dolce Per spiegare le diverse situazioni legate alle strategie appropriate devo farla breve e darvi alcuni consigli riguardo alle vostre nuove idee. Il principio di base è sempre il solito, il pesce nuota sempre controcorrente. Essi non sentono male, seguono la pressione come “un toro con un’anella al naso” (citazione di Auwa Thiemann) e quindi non remano contro. E’ apparente. La domanda gira intorno a come usare la saggezza e pensare a come fare pressione sul pesce allamato durante la pesca in ostacoli, la carpa riesce a nuotare facilmente fuori dalla zona di pericolo? Le vostre idee possono essere tantissime ma limitate, quindi per favore, fate in modo di pescare nel modo giusto. La salute del pesce dovrebbe essere la vostra priorità, e se al primo ostacolo è impossibile andare avanti senza rischi, togliete le mani da quell’area. Questo tipo di pesca è completamente diverso rispetto a quello che pratico A CACCIA DI CARPE... UN’AVVENTURA FRANCESE Pag.133


a casa o nel weekend, oppure durante la settimana in una sola nottata. Come regola generale prendo in considerazione il fatto che un’avventura vera e propria duri 2 settimane. Naturalmente gli strumenti devono essere scelti meticolosamente. Una barca grande, preferisco però una misura minima di 320 cm, dovrebbe essere obbligatoria. In questo modo riuscirete a raggiungere le aree più critiche in modo più semplice. Dovreste anche procurarvi cibo fresco per voi. Inoltre, dovreste sempre portare con voi un kit di primo soccorso. Dopo la mia personale esperienza nel settembre del 2012, ne porto sempre uno con me. Queste piccole cose vi potranno davvero essere d’aiuto, dato che solitamente un ospedale si trova lontano diverse miglia rispetto a dove vi trovate. Chi vorrebbe essere d’aiuto in situazioni del genere? A CACCIA DI CARPE... UN’AVVENTURA FRANCESE Pag.134


Ci sono vari sistemi per rendere più interessanti e attrattivi i nostri inneschi…

Di solito, in avventure del genere, siamo spesso esposti a difficili condizioni. E’ sempre importante optare per strumenti resistenti, borse o scatole a prova d’acqua, canne o mulinelli resistenti, tende ed altro ancora. Non c’è cosa più fastidiosa che ritrovarsi con il proprio equipaggiamento inutilizzabile o rovinato. I venti maestrale sono forti, potrebbero staccare la vostra tenda o addirittura spazzare via la vostra barca, in questo modo il vostro viaggio sarebbe finito. C erc a t e e d o v res t e t r o v a re ! Da dove iniziamo? Senza nessuna conoscenza, iniziammo a cercare un’area centrale. Dopo un primo e breve giro con l’ecoscandaglio l’acqua era trasparente, la profondità scendeva gradualmente fino a 20, 30 metri e anche di più. Iniziai a pasturare in una profondità dai 5 ai 18 metri come di solito facevo in acque più piccole di 400-700 ettari. La misura era metà di un campo da calcio. Paragonato ai laghi più piccoli, questo non era niente. Ho chiesto a me stesso come una carpa avrebbe potuto trovare il mio innesco. Dopo 3 giorni senza azioni, lasciammo il campo di battaglia. Durante questa sessione durata 2 settimane abbiamo pescato in diversi tipi di acque. Oggi lo so, non è possibile capire il segreto di laghi così grandi nel giro di 3 giorni. Ci vuole molto più tempo e dedizione per affrontare acque

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CATTURE

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così vaste. Coloro che vogliono pescare con successo in laghi così grandi deve, prima di tutto, possedere perseveranza, forza e motivazione per trovare almeno un pesce e catturarlo. La rapida variazione dell’energia acquatica, in posti del genere, è molto importante. Cercate aree nuove, montate le vostre canne in zone diverse. Ad un certo punto sarete in simbiosi con l’acqua anche in poco tempo, e sicura-

Quando si affrontano acque ricche di ostacoli sommersi è buona norma fare in modo che il pesce riesca a liberarsi dalla montatura senza rischiare di rimanere vittima della poca accortezza

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mente riuscirete a catturare un pesce. Un vantaggio davvero importante è sapere dove vanno in frega i pesci, perché in quei posti i pesci solitamente rimangono per qualche mese durante il periodo primaverile. Anche le aree piatte possono fare la differenza. In primavera il livello dell’acqua è il più alto in laghi di questo tipo. Prati e boschi sono inondati. Erba alta, cespugli ed alberi, tutte le piante sommerse in acqua formano adesso il posto ideale per andare in frega, un vero parco giochi per le nostre prede. Le carpe adorano nuotare in questo regno. E‘ arrivato il momento di iniziare una nuova avventura in uno dei nostri fantastici ed enormi laghi. Vi auguro un viaggio di successo e di passare bellissimi momenti immersi nell‘impressionante natura del nostro pianeta.

Julian Jurkewitz Julian Jurkewitz

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Testo e foto di Dino e Dario Ferrari

Con la pressione di pesca in aumento i nostri siluri si fanno sempre piĂš sospettosi e riuscire ad ingannarli diventa sempre piĂš difficile, ma una soluzione la si trova sempre

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E’ sempre più frequente visualizzare la traccia del Siluro nell’ecoscandaglio cucito alla nostra esca e da parte sua non realizzare nessun attacco. I pescatori di siluri più datati si ricorderanno senz’altro che alle prime armi si usavano esche di piccolissime dimensioni, ma non per questo non si riusciva a catturare siluri di grandi dimensioni anzi tutt’altro. Allora proprio per questo a volte bisogna variare la dimensione dell’esca usando pesci di piccola taglia 15 cm circa, ridimensionare gli ami di montaggio, più piccoli ma sempre robusti così che il siluro non ne percepisca la presenza, e se peschiamo in VERTICAL LIGHT Pag.144


I pescatori di siluri più datati si ricorderanno senz’altro che alle prime armi si usavano esche di piccolissime dimensioni, ma non per questo non si riusciva a catturare siluri di grandi dimensioni anzi tutt’altro… zone sgombre da ostacoli usare trecciati più sottili 0.40 (meglio se 8 capi), per la pesca in Po non andrei sotto questo diametro. Abbastanza importante è verificate che i diametri dei trecciati che andiamo ad utilizzare corrispondano alla realtà, con un semplicissimo (e poco costoso) calibro digitale verificate in vari punti lo spessore e poi valutate, anche visivamente ad occhio nudo si nota la differenza tra trecciati che dichiarano lo stesso diametro, ma in realtà sono molto differenti. Altro aspetto importantissimo è che il trecciato al tatto risulti molto liscio questo perché fa meno attrito e meno vibrazioni in acqua e quando si pesca in corrente con 10 metri di profondità fa molta differenza. Naturalmente usando esche più piccole, trecciati più sottili e lisci si può utilizzare anche meno piombo che significa sempre meno attrito in acqua. La grammatura del piombo deve essere il minimo indispensabile per l’azione VERTICAL LIGHT Pag.145


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di pesca che andrete ad approcciare, naturalmente mantenendo il contatto con il fondale che andrete letteralmente ad accarezzare. Così facendo quando la vostra esca entra nel campo di attacco del Siluro per lui risulterà molto più difficile percepirne l’inganno.

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Quando si parla di “grandi esemplari” non si può fare a meno di constatare come negli ultimi anni sia diventato sempre più difficile ingannare questi astuti predatori delle nostre acque

Detto ciò mi raccomando, l’approccio allo spot di pesca sempre molto molto discreto, fermate prima l’imbarcazione in modo da cominciare l’azione di pesca in acqua calma se cominciate a pescare con le onde che battono sullo scafo “ADDIO” vi bruciate i primi 50 metri di passata. Anche in questo caso spero di essere stato di aiuto anche se di poco ma a volte sono i dettagli che fanno la differenza. Ciao ragazzi e alla prossima. Dino e Dario Ferrari

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IL MASSIMO DEL MINIMO Strategie d’autunno

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Testo e foto di Fabio Di Antonio

Chi ama pescare carpe sa che questo è il momento piÚ affascinante e proficuo per la pesca ai grossi ciprinidi. Le sponde dei laghi e dei fiumi iniziano ad essere meno affollate, mentre il pescatore della domenica rimane a casa, il carpista vede salire la nebbia della mattina ed attende il primo raggio di sole a fargli compagnia

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Foto scontate d’autunno, una regina, una foglia e tanta soddisfazione

Le sponde del mio fiume intanto si sono ricoperte di un umido tappeto di foglie gialle, bagnate quanto basta per il classico scivolone con tutta l’attrezza in spalla. Il topo che la sera viene a farmi visita è sempre più restio ad uscire, ruba due palline e torna al caldo in qualche tana scavata tra i sassi e i pioppi. Mentre un airone intorpidito coglie i primi raggi di sole, io sono già pronto per iniziare a pescare, con la solita speranza ed ogni volta con un pizzico di voglia in più. Le cose che mi porto dietro ultimamente sono sempre meno, la cosa più ingombrante è il materassino, di cui non si deve fare a meno mai, sacca delle canne compatta in spalla, zainetto, ed ho tutto il minimo per sfruttare il mio tempo al massimo. IL MASSIMO DEL MINIMO Pag.152


I N T E R C E TTA R E La pesca che amo fare in questo periodo, come in primavera, è quella d’intercettazione dei branchi di pesce che durante il giorno fanno avanti e dietro per il fiume, ogni punto ha il suo orario, quasi sempre preciso. Nonostante questo, non manca mai la canna nell’immediato sotto riva per scovare quella carpa che vedi sempre saltare, che staziona lì, ma che raramente si lascia ingannare. Quando si pesca così, con una manciata di ore da sfruttare, si deve pensare in percentuali; ossia, devo mettere i miei inneschi dove le carpe passano, non ho il tempo materiale per avvicinarle o per aspettare che trovino il mio innesco in quel punto che da fuori è tanto atLa sponda del fiume intanto ci regala il suo giallo scenario colorato da un tappeto di foglie. Amo questi ambienti e il loro odore di sottobosco, mi fanno sentire a casa

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traente ma in realtà è un mio film mentale dovuto a tanti fattori, a partire dalle mode lanciate dai social. Vi faccio un esempio, sento e leggo spesso racconti di pescatori che magari su cinque partenze ne perdono tre, “è ma stavo pescando dentro l’albero”, “no perché li sono tutti incagli”, ci complichiamo spesso la vita mentre pescare carpe delle volte è veramente semplice se si riescono a capirne i comportamenti. Il comportamento delle carpe in fiume credo di averlo un po’ capito, non del tutto perché delle volte succedono cose che non riesco ancora a spiegarmi, ma posso con certezza dirvi che la soluzione vincente in ogni stagione è il letto del fiume, fondo duro, via di spostamento principale. Se il letto del fiume è nel nostro immediato sotto riva abbiamo fatto bingo. Questo è alla base delle scelte dei miei spot, niente di trascendentale, niente ricerca di alberi sommersi, niente ricerca di grandi buche. Ho perso aimè anche l’abitudine dell’uso dell’ecoscandaglio, perché una treccia e un piombo sanno parlare molto meglio di uno schermo, due lanci a vuoto per capire altezze, incagli e consistenza del fondale e inizio a pescare. Sulla riva so già l’orario di passaggio delle carpe sul letto del fiume, l’incognita rimane la canna sotto riva, quella se mangia, mangia quando vuole, ed il bello è l’ignoto che rimane.

Schema delle fasi lunari e catturabilità in fiume (secondo dati da me raccolti)

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P R E PA R AZIO N E Aspetto l’alba nel mio giacchetto, il cambio tra notte e giorno anima la superficie dell’acqua, salti e sbollate ci indicano la presenza del pesce, e ci aiutano a capire dove lanciare le nostre esche. Con calma apro le canne, sistemo i picchetti, faccio quello che sempre faccio, nello stesso modo, nello stesso ordine. Una malattia quella della scaramanzia, il guadino mai verso l’acqua, il materassino accanto a me. Innesco le canne e aspetto che si veda meglio per lanciare. Nel frattempo metto il mio terminale in uno spartano sacchetto in pva con all’interno una decina di palline, quanto basta per tenere il terminale disteso durante il lancio ed essere sicuri al 100% che non si aggrovigli. Ne ho provate tante, tubicini in PVA, terminali rigidi, ma solo così ho la certezza che il mio innesco sia in pesca. PA S TU R AZIO N E A canne lanciate prendo la mia fionda, e sventaglio palline in lungo e in largo, questo serve per far capire alle carpe che nella zona c’è alimento, una pasturazione precisa in corrente è difficile, meglio quindi sparpagliare ed allargarsi. Ultimamente sono solito diversificare i diametri delle palline, soprattutto in fase di pasturazione, questo perché, in quantità numerica, palline da 15 mm sono maggiori di palline del 20 e così via, così

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anche in minor quantità riesco a sparpagliarle meglio ed allagare il raggio. Mentre il sole continua a salire i salti continuano regolari fino a verso le 9.30, e quando smettono nulla è negativo, non vuol dire che il pesce è fermo, il pesce è sotto e molto probabilmente si sta alimentando, da li a poco una canna potrebbe partire. E VI D E N ZIA R E La percentuale che tra tutte le palline fiondate il pesce mangi il vostro innesco, credetemi, è veramente poca, ma un piccolo metodo per aumentarla c’è. Non so se questo sia un caso, ma l’ho voluto sperimentare diverse volte. Mettendo tre canne molto vicine, diciamo in un ipotetico quadrato 5x5, e innescando due singole affondanti e un omino di neve, la partenza si ha con molta più probabilità su quest’ultimo. Penso che questo sia principalmente dovuto alla mobilità più naturale e morbida di un innesco alleggerito e in una piccola parte al colore delle pop-up spesso più colorate della boile principale. ABITU D I N I Come ho anticipato prima, decifrare il comportamento del pesce è un aspetto fondamentale, e questo insieme agli eventi meteorologici è la base per ogni buona riuscita della nostra sessione. Analizzando i movimenti delle carpe, in autunno, essendo il pesce molto attivo, passa nello stesso punto due volte al giorno, la sfida sta nel capire quando in base allo

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spot. Questo ce lo fa capire solo la perseveranza. Una volta comprese le fasce orarie di “mangianza” il gioco sarà fatto. La cosa cambia in estate e in inverno quando il pesce, per il caldo prima e per il freddo poi, tende a stazionare ed alimentarsi solo una volta al giorno, ma questo lo tratteremo, se ce ne sarà occasione, a tempo debito. Un argomento sul quale invece vorrei spendere due parole è l’incidenza della luna e della pressione atmosferica sulla riuscita della pescata. Ho voluto nel tempo raccogliere dei dati su queste sponde segnando ogni volta le condizioni meteo in cui il pesce era più attivo e quando meno. Fattore principale è anche il vento, ma questo lo si può riassumere facilmente per quanto riguarda il fiume: come dicono gli anziani del paese, “tramontana pesce in

Una partenza di tardo pomeriggio, quasi al calar del sole, a pochi metri dai picchetti. Uno di questi pesci visti ripetutamente saltare nello stesso punto. La certezza che sia quel pesce non posso averla, ma vedere più salti in 2 ore, nello stesso punto, lanciarci sopra, e dopo circa mezz’ora sentire l’avvisatore suonare, te lo fa credere

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tana”, e vi posso confermare che col vento sostenuto da nord, il fiume si blocca, o quasi. La pressione atmosferica è molto legata ai venti, e periodi di bassa pressione sono favorevoli perchè coincidono quasi sempre con venti di scirocco e meteo umido e instabile. Possiamo dire che una pressione che va da 1006 mbar a 1018 mbar è molto produttiva per la pescata, sopra l’attività dei pesci è leggermente minore. S E MPLI C IT à La mia pesca tutto sommato è semplice, come non smetterò mai di dire, c’è ormai la mania di complicare ogni cosa, quando bastano poche cose che man mano invece stiamo perdendo. Il mio modo di pescare negli anni non è cambiato, è cambiata l’attrezzatura, la visione interiore di quello che faccio, ed ho assunto soprattutto la consapevolezza del fare, ma la semplicità e la spensieratezza al bordo del fiume, quelle non me le toglierà nessuno. Fabio Di Antonio

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Testo e foto di Simone Gatti

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SORPRESA In questo articolo andremo ad evidenziare alcuni punti fondamentali per ottimizzare al meglio una sessione di CarpFishing in fiume. Un tratto di fiume situato all’interno di una zona di parco fluviale molto suggestivo, saranno lo scenario per questa avvincente battuta di pesca

S ce l t a de l l o s p o t Siamo nel mese di Ottobre. Dopo un lungo periodo caratterizzato da un meteo non proprio ottimale per praticare questa tecnica sui fiumi della mia zona, finalmente le condizioni sono tornate favorevoli e cosi decido di affrontare questa sessione, consapevole che non sarà cosi semplice finalizzare con la cattura delle Carpe che popolano questa zona. Lo spot in questione è situato in zona boschiva, una macchia caratterizzata da piante che crescono in gran numero in queste zone umide, l’unico mezzo per raggiungere il punto di pesca è attraversare questa zona muniti di carriola che ci servirà per trasportare la nostra attrezzatura. Sicuramente e senza alcun dubbio, per affrontare sessioni di questo tipo consiglio di portare sul punto di pesca il minimo indispensabile, ovviamente ci vuole una buona preparazione fisica, su questo non c’è dubbio. Ho camminato per circa 1 km. Frequento

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Alcuni momenti che ricordano quanto sia bella e gratificante, la pesca nelle acque correnti…

queste zone ormai da anni non sono zone comode e mi piacciono perché non sono raggiungibili in auto e di conseguenza poco frequentate. A p p r o cc i o d i Pesc a La scelta di pescare a lancio, utilizzando due canne da 4 lb con una lunghezza di 13 piedi è obbligatoria, perché è impossibile poter calare le nostre esche con l’ausilio di imbarcazioni. Per affrontare al meglio questa battuta di pesca è stato fondamentale utilizzare canne molto potenti con azione di punta piuttosto rigida sia per contrastare le fughe più potenti da parte dei pesci in fase di combattimento sia in fase di lancio vista l’elevata grammatura dei piombi che abbiamo utilizzato. Vedremo in modo più dettagliato tutti i particolari della montatura via via che entreremo nel vivo dell’argomento. Visto che si affronta una zona praticamente isolata è stato fondamentale avere un ap-

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proccio fin dalle prime battute molto delicato, cercando di evitare qualsiasi tipo di rumore sia in fase di preparazione sia durante tutta la pescata. Non dimentichiamo che si sta pescando su un ambiente naturale su pesci selvatici non abituati a cambiamenti troppo invasivi. P a r t i c o l a r i de l l a m o n t a t u r a Voglio precisare fin da subito che la montatura utilizzata durante questa sessione di pesca è stata studiata e modificata in base alle esigenze del posto, i diametri di ami e dei vari fili e trecciati utilizzati nei montaggi possono sembrare sovradimensionati, ma in realtà è stata una scelta equilibrata ed efficace per la buona riuscita dell’intera sessione. Ho utilizzato sui mulinelli un buon nylon 0,50. Come shock leader uno spezzone di circa 120 cm 60 lb. Come terminale treccia rivestita 40 lb. Amo n°1. Piombi di grammatura dai 170 gr ad arrivare fino a 250 gr. Per via di alcuni problemi in fase di pesca sono stato obbligato ad aumentare sensibilmente i miei pesi da 170 gr nelle prime fasi di pesca fino a 250 gr nelle fasi finali.

I diametri degli ami e dei trecciati utilizzati nei montaggi possono sembrare sovradimensionati, ma in realtà è stata una scelta equilibrata ed efficace per la buona riuscita dell’intera sessione


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P a s t u r a z i o ne u t i l i z z a t a In questa battuta di pesca ho voluto sfruttare l’effetto sorpresa sapendo di affrontare uno spot con già un buon numero di pesci di taglia al suo interno, ma soprattutto di non avere molto tempo a mia disposizione per via di un brusco cambiamento meteo in arrivo. Sapevo di dover fare le cose in modo rapido ed efficace. Per questo ho deciso fin da subito di aiutarmi utilizzando un buon metod mix preparato in precedenza formando un buon numero di palle di pastura da lanciare con l’ausilio di un apposito attrezzo sulla zona di pesca. All’interno del mio mix ho inserito le stesse esche utilizzate durante la pescata. Dopo averle spezzettate per poterle aggiungere al mix, ho arricchito ulteriormente il tutto con l’aggiunta di piccoli semini di vario genere, in modo di non saziare troppo i pesci, ma di farli restare in zona il maggior tempo possibile. Come succede spesso nelle sessioni che organizzo in fiume, forse la cosa che più mi attrae è che non so mai come potrà finire, nel senso che ruotano talmente tanti fattori attorno ad un ambiente sensibile e sempre in continua evoluzione, che conoscere tutte le sfaccettature di questo meraviglioso mondo non basta una vita intera.

Capita spesso, a chi è solito frequentare i fiumi di fondo valle, di allamare pesci diversi da quelli che stiamo cercando. Ma questo non è un problema, una foto ricordo e via, di nuovo libero

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Posso dire che in questa battuta di pesca sono stato messo in gran difficoltà da un’alga molto fastidiosa che sicuramente non era prevista, ma con qualche accorgimento, ad esempio aver aumentato le grammature dei piombi, è stato ugualmente possibile restare in pesca su quei punti di maggiore interesse da parte dei pesci. Sicuramente il ricordo più bello di questa mia avventura di pesca è l’aver condiviso tutto questo in compagnia di un amico, perché la condivisione e l’affiatamento servono ad arricchire la nostra esperienza e il nostro sapere. Ciao a tutti e alla prossima. Simone Gatti

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Testo e foto di Arnaldo Mangolini

SPINNING AL SILURO: DA DOVE INIZIARE Il siluro, un pesce amato e odiato da molti, un predatore voracissimo, tenace e molto combattivo; può essere insidiato con svariate tecniche tra cui lo Spinning regalando all’angler tanta adrenalina e forti emozioni

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Questo siluro non ha resistito al nuoto molto reale ed alle forti vibrazioni di questa Swim-Bait

Non è difficile, infatti, incappare in pesci di grossa mole capaci di superare anche i 2 m di lunghezza e i 100 kg di peso, in grado di mettere a dura prova sia l’attrezzatura che il pescatore. Un errore comune commesso da molti pescatori è l’approccio con attrezzature sotto calibrate. La scelta di attrezzature idonee e specifiche per tener testa a questo predatore deve necessariamente essere la nostra base di partenza e le qualità che dovremo ricercare saranno: robustezza, affidabilità e potenza. M u l i ne l l o Oltre a contenere una buona quantità di lenza (150/200 m circa), dovrà avere un max-drag elevato. Da preferirsi mulinelli a bobina fissa con regolazione della frizione superiore, con corpo metallico. Saranno ovviamente un po’ più

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pesanti, ma molto più solidi e non avranno problemi di torsione durante le fasi di combattimento con il pesce; torsioni che potrebbero causare dissestamenti con conseguenti cedimenti, malfunzionamenti e/o rotture del “mulo”. Le canne, se ne trovano moltissime in commercio, le caratteristiche principali di cui tener conto sono: un casting compreso tra 100/150 gr per lanci anche a buone distanze, una dimensione compresa tra i 2.40 e 3.00 m necessaria per la pesca da riva, per riuscire ad aggirare eventuali ostacoli del sotto riva (pescando invece da natante opteremo per canne decisamente più corte e maneggevoli). Anche i componenti della canna non vanno trascurati, anzi! Per quanto riguarda gli anelli, migliori e più resistenti quelli a doppio ponte, con pietra tipo SiC, adatta a sopportare e resistere all’utilizzo e allo sfregamento di trecciati; anche un buon porta mulinello resistente, con ghiera a vite e impugnatura in EVA ci può aiutare a non farci scivolare la canna in caso di mani bagnate (pioggia o zona particolarmente umida). Trecciato, il tracciato sarà un ottimo alleato da unire al mulinello, la nostra scelta dovrà ricadere su carichi di rottura elevati e diametri compresi tra 0.30 e 0.50 mm. Inoltre grazie alla sua caratteristica di totale assenza di elasticità, ci faciliterà a mantenere il contatto diretto con l’artificiale riuscendo a scandagliare ogni pietra e ostacolo presenti sul fondale.

Le caratteristiche principali della canna di cui tener conto sono: un casting compreso tra 100/150 gr per lanci anche a buone distanze, e una lunghezza compresa tra i 2.40 e 3.00 m necessaria per lanciare agevolmente da riva…

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Fluorocarbon Il terminale con questo filo è da preferirsi rispetto al nylon per due principali motivi, la bassa elasticità e la forte resistenza alle abrasioni. In questo caso i diametri da preferire saranno compresi tra 0.90 mm e 1.20 mm in virtù del fatto che imposteremo le nostre sessioni in spot ricchi di ostacoli (come rami, tronchi, pietre, ecc) dove il siluro è solito nascondersi per tendere i suoi agguati e che cercherà di riconquistare con forza, una volta “incannato”. Se il diametro del finale vi sembra esagerato, ricordatevi che non state di certo cercando un pesce da mezzo chilo! Ar t i f i c i a l i Le esche tra cui scegliere sono veramente moltissime e nella nostra cassettina non dovranno mancare sia Hard-Bait, i cosiddetti ”artificiali duri”, sia “gomme”, le Soft-Bait. Minnow, snodati, crank e grossi cucchiaini ondulanti rappresentano i grandi classici delle Hard-bait, mentre per le esche siliconiche shad e grossi grub. Non abbiate paura di esagerare con le dimensioni: è un pesce che non guarda in faccia a niente! Un accorgimento molto importante da adottare per le hard-bait dopo l’acquisto sarà sostituire gli ancorotti e gli split-ring con altri più robusti, scongiurando rotture e la conseguente perdita del pesce; anche la scelta di jig-head va fatta con attenzione e senza lesinare sulla qualità. Occhio alla misura, che deve essere in proporzione alla gomma usata e al peso, utile in caso di forte corrente o se cerchiamo un pesce più in profondità. Le colorazioni degli artificiali per molti angler dediti al siluro, sono irrilevanti a causa della vista poco acu-

Shad di buone dimensioni e dai colori sgargianti ideali per questi predatori SPINNING AL SILURO: DA DOVE INIZIARE Pag.177


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ta del pesce, personalmente non condivido! Perché in particolar modo in spot caratterizzati da acque poco limpide o torbide la scelta di esche dai colori sgargianti può risultare un’arma vincente. Importantissime, anzi, fondamentali sono le vibrazioni prodotte dalle nostre esche, (consigliabili le Hard-Bait con rattling interno) che sicuramente non passeranno inosservate ai sensibilissimi barbigli del siluro, organi che utilizza per individuare le sue prede. Un altro accessorio consiglio di portare sempre al seguito è il telo in PVC. Il telo non servirà solo ad attutire i colpi che potrebbe prendere il pesce adagiandolo al suolo, ma gli eviterà pericolosi danni al muco protettivo con conseguenti lesioni e/o infezioni al pinnuto. Ovviamente prima di coricarci il pesce va bagnato (come anche le mani di chi deve manipolare il pesce). E’ anche vero che non fa miracoli, ma di certo è sempre meglio che poggiare direttamente il pesce in terra. SPINNING AL SILURO: DA DOVE INIZIARE Pag.180


SILUROSILURO

D o v e , c o m e e q u a nd o Quali i punti migliori e con quali caratteristiche? Confluenze di corsi d’acqua, cascate e punti a ridosso di rapide, sono gli hot spot dove è possibile fare l’incontro col siluro. Ma quando utilizzare un’esca o un’altra? Posso dirvi che non esiste una vera e propria regola, si va per tentativi, intuito ed esperienza; però nel mio piccolo ho riscontrato che in spot molto frequentati sono sicuramente preferibili le Soft-Bait, poiché se il pesce è già stato catturato in precedenza, si dimostrerà molto più sospettoso e restio ad aggredire i nostri artificiali. Shad il più imitativi possibile al pesce foraggio presente nello spot ci aiuteranno ad ingannare anche il predatore più sospettoso. Non è particolarmente difficile insidiarlo durante l’arco notturno periodo durante il quale risulta essere particolarmente attivo. Anche alba e tramonto sono momenti ottimi per lo spinning. Il periodo pre-autunnale rappresenta un cult per gli esperti di questi pesci; le piogge che alzano i livelli e raffrescano l’acqua in superficie gli smuovono maggiormente l’appetito e si prepara a fare scorte di grasso per affrontare il freddo inverno dove sarà molto meno attivo. L ’ a z i o ne d i p esc a Preparata l’attrezzatura e scelto lo spot, non ci resta che iniziare a lanciare le nostre esche, iniziando dalla superficie, per poi scendere sempre di più fino in prossimità del fondale. Infatti non dobbiamo pensare al siluro come un predatore pigro e piazzato sul fondo, perché può essere molto attivo sia a mezz’acqua che in piena corrente. Il suo attacco non ci farà sor-

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gere dubbi, la sensazione sarà quella di sentirci strappare la canna di mano e la ferrata dovrà essere rapida e decisa. Nel combattimento non dovremo lasciargli molto spazio cedendogli filo e metri preziosi, infatti tenterà sin da subito di recidere la lenza sulle rocce o qualunque ostacolo possa trovare;

Seim-Bait Gill 150. Lo stratagemma del piombo sul filo ci aiuta a sondare più fasce d’acqua e a far lavorare l’artificiale anche tra le forti correnti

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se riusciremo a contrastarlo durante le prime sfuriate avremo maggiori probabilità di successo. Il guadino non ci servirà, sarà sufficiente l’utilizzo di un guanto con rivestimento poliuretanico(reperibili in ferramenta) indispensabile per afferrare il pesce dalla bocca evitandoci anche fastidiose abrasioni dei piccoli, ma numerosissimi denti disposti nelle placche mandibolari. Nelle prime sessioni i cappotti sicuramente non mancheranno ma vi assicuro che quando meno ve lo aspetterete arriverà la “BOTTA” in canna e attenzione… questa pesca può creare dipendenza. Arnaldo Mangolini

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CARP E FEEDER FISHING n.12 Novembre Dicembre 2019  

La prima rivista di pesca gratuita e sfogliabile in ogni dispositivo In questo numero TECNICA Zavorrare con discrezione, di Graziano Giambas...

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