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C.A.I. Lanzo

Saluto del Presidente della Sezione di Lanzo

Il prossimo anno vedrà la nostra sezione impegnata a festeggiare i 50 anni di fondazione che ho l’onore e l’onere di guidare. 50 anni, sotto la guida di tanti Presidenti: Possio, Depaoli, Visca, durante i quali sono emerse tutte le potenzialità della nostra Sezione con grande concretezza e per noi che crediamo profondamente nella nostra Associazione e che ne condividiamo le linee programmatiche, oggi è un momento magico! Come tutte le cose belle, mi piacerebbe poterle condividere con tutti gli altri Soci, per cui penso che dovremo investire molto su una comunicazione più incisiva all’interno della nostra Associazione affinché tutti i Soci e non solo possano prendere coscienza delle finalità, sentire l’orgoglio di farne parte e trarne stimolo per una sempre maggiore e convinta partecipazione. Oggi, non domani,  dobbiamo impegnare le nostre migliori energie per fare fermentare una cultura alpina, di salvaguardia del territorio montano e delle sue risorse e lasciare in eredità ai giovani di oggi la capacità di gestire un futuro di recuperato equilibrio uomo-natura. La nostra montagna, sì la nostra montagna, è un nodo strategico dell’economia verde ed è una risorsa su cui puntare per lo sviluppo del sistema paese e superare questa crisi. La montagna sta cambiando, una volta nei rifugi andavano alpinisti-cacciatori-montanari, adesso arrivano turisti, comitive e famiglie. Il Cai Lanzo si è aperto a tutti: Enti,Comuni, Parchi, Associazioni e Privati, lo dimostrano le varie convenzioni firmate per la gestione

di Uffici turistici, Grotte di Pugnetto, Gruppi diversamente Abili, Istituti Scolastici. Con grande soddisfazione posso comunicare ufficialmente che il Cai Lanzo sta collaborando con le due nostre unioni sulla sentieristica, la segnaletica, il controllo del territorio, l’educazione ambientale e altre importantissime funzioni a dimostrazione dell’attaccamento al nostro territorio, avendo partecipato ai recenti tavoli di consultazione per la programmazione dei fondi Interreg 2014/2020. In questi anni abbiamo collaborato con le scuole elementari della valle, portando i bambini in varie escursioni, spiegando loro la storia e cultura del territorio, ma questo non basta! Ai nostri giovani non dobbiamo insegnare ad andare in montagna, lo sanno già fare; dobbiamo insegnare i valori, la cultura e il senso del patrimonio ambientale che deve essere salvaguardato per dare a loro un futuro sano e pulito. Desidero concludere ringraziando tutti coloro che in questi anni hanno  contribuito a migliorare e rendere grande la Sezione, con la nuova sede si possono fare più iniziative, un invito ai soci di collaborare con noi dando adesione in segreteria il giovedi sera. Chiudo con un pensiero di Guido Rey, a me molto caro:”...la montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti. Per coloro che desiderano il riposo nella quiete, come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte….” Il Presidente Gino Geninatti

Lunedì 6 marzo Assemblea dei Soci presso la sede in via G. B. Savant 1, Lanzo Torinese. 1° convocazione ore 20,00 - 2° convocazione ore 21,00 -1-


l ’Annuario 2017

l 'Annuario 2017

Club Alpino Italiano Sezione di Lanzo T.se Via Via G. B. Savant, 1 - Tel. 360.44.49.49 info@cailanzo.it www.cailanzo.it

Legenda

delle

• T - Percorso turistico, su facili sentieri, per itinerari brevi e con poco dislivello. • E - Percorso escursionistico, generalmente su sentieri o su tracce, anche con dislivelli e percorrenze notevoli, a volte su terreno aperto senza sentiero. Occasionali passaggi che possono richiedere destrezza e conoscenza della montagna. • EE - Percorso per escursionisti esperti, su tragitti non sempre segnalati, anche lunghi, che richiedono capacità di muoversi su terreni misti, spesso ad alta quota e ripidi. • EEA - Percorso per escursionisti esperti con attrezzatura; oltre al dislivello precedente comprende le vie ferrate e/o attrezzate o brevi tratti di nevaio che richiedono piccozza e ramponi. • EAI - Percorso per escursionisti in ambiente innevato, che richiede l’utilizzo di racchette da neve, su percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscono sicurezza di percorribilità. • F - Percorso alpinistico facile, richiede esperienza nelle difficoltà precedenti e collaudate nozioni alpinistiche. • PD - Percorso alpinistico poco difficile. • AD - Percorso alpinistico abbastanza difficile.

Abbreviazioni • D - Percorso alpinistico difficile. • TD - Percorso alpinistico molto difficile. • ED - Percorso alpinistico estremamente difficile. • MS - Itinerario per medi sciatori. • BS - Itinerario per buoni sciatori. • OS - Itinerario per ottimi sciatori. • MSA - Itinerario scialpinistico per medi sciatori. • BSA - Itinerario scialpinistico per buoni sciatori. • OSA - Itinerario scialpinistico per ottimi sciatori. • MCA e BCA - Medi cicloalpinisti e buoni cicloalpinisti. Si richiedono anche capacità tecniche di guida su sentieri rispettivamente elementari o buone. • OCA - Ottimi cicloalpinisti. Si richiedono ottime capacità tecniche di guida su sentieri ed occorre aver partecipato a uscite precedenti. • TI - Itinerario turistico invernale su racchette, su strade o facili mulattiere innevate generalmente a bassa quota e senza pericoli oggettivi. • EI - Escursionismo invernale con racchette su terreno aperto, anche a quote elevate. • EIE - Escursionismo invernale con racchette per praticanti esperti, su terreno aperto e potenzialmente insidioso.

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Club Alpino Italiano Sezione di Lanzo T.se Via G. B. Savant, 1 tel. 360.44.49.49 info@cailanzo.it www.cailanzo.it

Redazione:

Commissione Pubblicaziooni STAMPA:

Curcio Grafiche s.r.l. Via Lanzo, 181 10071 Borgaro T.se in copertina:

Ferrata di Rocca Candelera (foto: Reano Ivo)

Sommario

C.A.I. Lanzo

Lettera del presidente................................................................................ pag. 01 Legenda delle Abbreviazioni/Sommario......pagg. 02/03 La Nostra Sezione............................................................................................ pag. 04 Comunicazione ai Soci............................................................................. pag. 05 Consiglio Direttivo.......................................................................................... pag. 06 Una gita per tutti di Roberto Bergamino.........................................................................................pag. 07 Novità in Libreria............................................................................................. pag. 08 In ricordo di Alberto Ferrari e Franco Giuliano.................... pag. 09 Escursioni con Racchette da neve 2017........................ pag. 10 Capodanno presso la nuova sede sociale..................... pag. 13 Giovedì dell’Intersezionale................................................................ pag. 14 ‘A Muntagna - Etna........................................................................................ pag. 19 Gite Escursionistiche CAI Lanzo 2017............................ pag. 20 Alpinismo Giovanile..................................................................................... pag. 28 Pasquetta 2017...................................................................................................... pag. 31 Gite fatte in Montagna con Papà 2016........................... pag. 32 In montagna con papa’ Anno 2017...................................... pag. 33 Serate di formazione ed informazione legale....... pag. 35 Le Isole di Eolo di Stefania Fornelli Genot............................................................................. pag. 36 Anello di Ovairo 10 Km di Bruno Visca e Gino Geninatti........................................................... pag. 48 Levanna Occidentale da l’Ecot Sottosezione “Valle di Viù”........................................................................... pag. 50 40° Corso di ginnastica presciistica...................................... pag. 53 Bruno Molino di Balme... di Giorgio Inaudi .................................................................................................... pag. 54 La Est dell’Uja di Ciamarella di Umbro Tessiore ................................................................................................... pag. 56 Ufficio Turistico di Lanzo di Wilma Borgna .................................................................................................... pag. 58 LEM Corso di erbe selvatiche ..................................................... pag. 60 50 Anni di fondazione ............................................................................ pag. 61 Breve storia della sezione CAI di Lanzo Torinese di Stefania Fornelli Genot ............................................................................ pag. 62 Commissione sentieri e segnaletica...................................... pag. 64 Commissione Speleologica................................................................. pag. 66 Pittori del C.A.I. .......si diventa!.................................................. pag. 69 La nostra sezione verso il sociale.............................................pag. 70 LEM Laboratorio Energia Mentale.......................................pag. 74

Sottosezione di Viù

lettera del reggente.................................................................................................. pag. 75

La pipa di Tòni di Toùni

di Gianni Castagneri ...........................................................................................pag. 76

Gite con le scuole 2016...........................................................................pag. 79 Materiale in Vendita..................................................................................... pag. 81 Giorno per giorno............................................................................................ pag. 85 -3-


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La Nostra Sezione La sede della Sezione di Lanzo del Club Alpino Italiano è in Via Umberto I, 7 (ingresso da Via Savant, 1) ed è aperta ogni gio­vedì non festivo dalle 21 alle 23 circa. Grazie all’alto numero di soci, è l’associazione più numerosa di tutte le Valli di Lanzo; tutte le nostre attività sono coordinate da apposite commissioni e gruppi di soci. La molteplicità delle nostre attività porta molte associazioni e amministrazioni valligiane a collabo­rare con la sezione. I soci al 31 ottobre 2016 sono 962, di cui 602 ordinari, 237 familiari, 120 giovani e 3 vitalizi. Le notizie sulle attività sezionali le potete trovare, oltre che sul nostro Annuario, anche sul nostro sito www.cailanzo.it. Le strutture della sezione sono: il Bivacco Molino (con 24 posti letto), la Capanna sociale S.Giacomo (con 20 posti letto), il Museo mi­niera Brunetta e il Bivacco Gandolfo (con 8 posti letto). Inoltre, presso la nostra sede, è possibile accedere e visitare il Museo dell’Alpinismo delle Valli di Lanzo.

ISCRIZIONI E RINNOVI

Per l’iscrizione al CAI è necessario portare due foto formato tessera e compilare l’apposito modulo in segreteria. Per i minori è necessaria la firma di un genitore. Per il rinnovo è sufficiente acquistare l’apposito bollino annuale da applicare sulla tessera.

LE QUOTE PER IL TESSERAMENTO 2016 SONO: SOCI RINNOVO NUOVO SOCIO ORDINARIO 42.00 45.50 FAMILIARE* 21.50 25.00 JUNIORES** 21.50 25.00 GIOVANE*** 15.50 19.00 Quota agevolata giovane **** 9.00 12.50 *solo se conviventi con un Socio Ordinario ** solo se nati dal 1991 al 1998 *** solo se nati dal 1999 in poi ****QUOTA AGEVOLATA SOCIO GIOVANE FAMIGLIE NUMEROSE: il Comitato Direttivo Centrale ha stabilito che dal secondo socio giovane appartenente allo stesso nucleo famigliare, la quota da versarsi sarà di Euro 9,00 più eventuale pagamento dei diritti di prima iscrizione. Per beneficiare di tale quota occorre che al momento della nuova iscrizione o del rinnovo vi siano le seguenti condizioni: • Capo nucleo ordinario quota intera (42 o 45,50 €); • 1° socio giovane quota intera (15,50 o 19 €); • dal 2° socio giovane in avanti quota agevolata (9 o 12,50 €). In alternativa, l’iscrizione può essere portata a termine mediante le seguenti istruzioni: 1 versamento della quota per la categoria di iscrizione NUOVO SOCIO, maggiorata di 2,00 €

come contributo fisso per le spese di spedizione, mediante bonifico bancario alle coordinate IBAN: IT16K032 6830 5600 5385 8461 490 presso Banca Sella, Ag. di Lanzo Torinese, specificando nella causale di versamento “Nuova iscrizione (nome e cognome) anno 2016”; 2 compilando in ogni sua parte la domanda di adesione (che è liberamente scaricabile dal sito www.cailanzo.it) e inviandola per posta elettronica all’indirizzo info@cailanzo.it, unitamente ad una fototessera in formato digitale.

La tessera sarà inviata direttamente a casa dell’associato, all’indirizzo indicato sul modulo di iscrizione. ATTENZIONE: l’iscrizione sarà completata solo al ricevimento della relativa quota associativa; senza fotografia non sarà emessa la tessera. N.B: La stessa procedura può essere utilizzata, senza invio della foto e del modulo, per effettuare il rinnovo (quota RINNOVO) e indicando nella causale “Rinnovo (nome e cognome) 2016”. In questo caso, il bollino sarà spedito all’indirizzo di registrazione. -4-


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Nel caso del pagamento con bonifico si prega i soci di avvertire via mail o telefono dell’avvenuto pagamento, in modo da poter accelerare le operazioni di messa in regola con l’assicurazione, in attesa dell’arrivo del bonifico. L’iscrizione o il rinnovo come socio ordinario dà diritto a ricevere la rivista del Club Alpino Italiano “Montagne360°”. Inoltre, tutti i soci hanno diritto a usufruire di:

• condizioni preferenziali rispetto ai non soci nei rifugi CAI e di altre associazioni alpinistiche con le quali è stabilita parità di trattamento; • utilizzare materiale tecnico, bibliografico, cinematografico e geografico della sezione; • partecipare alle attività sezionali e intersezionali: gite, corsi, scuole, serate culturali; • polizze assicurative stipulate da organi centrali e sezionali. Per chi è già socio, il termine ultimo di rinnovo è fissato al 31 MARZO DELL’ANNO SUCCESSIVO, giorno di scadenza della copertura assicurativa; il rinnovo successivo a questa data diverrà effettivo 15 giorni dopo il versamento della quota presso la sezione: durante questi 15 giorni non vi sarà copertura assicurativa.

IL SOCIO CAI E’ ASSICURATO PER:

SOCCORSO ALPINO: per il rimborso di tutte le spese incontrate nell’opera di ricerca, salvataggio e/o recupero, sia tentata sia compiuta; RESPONSABILITA’ CIVILE solo in attività sezionale: per indennità al risarcimento quale civilmente responsabile ai sensi di legge per danni involontari cagionati a terzi (soci e non soci), per morte, lesioni personali e per danneggiamenti a cose e/o animali, in conseguenza di un fatto accidentale verificatosi riguardo ai rischi insiti in tutte le attività sezionali svolte dall’assicurato. INFORTUNIO solo in attività sezionale: è compresa nella quota annuale ed è valida per i casi di morte, invalidità permanente e per un rimborso delle spese mediche (con franchigia). E’ possibile avere il raddoppio dei massimali per la polizza infortuni in caso di morte o invalidità permanente compilando l’apposito modulo e pagando la quota integrativa, pari a Euro 4.00, all’atto dell’iscrizione o del rinnovo L’integrazione deve essere richiesta espressamente al momento del rinnovo/ iscrizione in segreteria e non potrà essere attivata in momenti successivi. ATTENZIONE Si ricorda ai Soci che la copertura infortuni e la copertura RC del CAI coprono solamente l’attività sezionale e non l’attività individuale. E’ possibile attivare una copertura infortuni valida anche per attività personale (per maggiori informazioni chiedere in segreteria)

COMUNICAZIONE AI SOCI

Caro socio, attraverso questa pagina vorremmo ricordarti alcuni appuntamenti che non sono prettamente escursioni ma che fanno comunque parte delle nostre attività sociali. Speriamo possano essere di tuo gradimento e di averti con noi il:

6 marzo 2017 26 marzo 2017 17 aprile 2017 24-29 aprile 2017 3 ottobre 2017 8 ottobre 2017 4 novembre 2017

Assemblea dei soci Assemblea GR Piemonte Pasquetta in Baita Settimana dell’escursionismo in Toscana Inizio Ginnastica presciistica Castagnata in baita Cena sociale con premiazione delle Aquile d’oro

21 dicembre 2017

Serata degli auguri natalizi con premiazione delle Aquile d’oro assenti alla cena.

Se qualche socio volesse contribuire alla realizzazione dell’annuario, con articoli o proposte di escursioni, è il benvenuto! Fateci pervenire i vostri scritti e/o proposte entro la fine di agosto, indicando il vostro nome, cognome, numero di telefono ed eventuale email, direttamente in sede oppure all’indirizzo e-mail info@cailanzo.it Il direttivo -5-


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Consiglio Direttivo (in carica da dicembre 2015 a dicembre 2018)

Presidente: GENINATTI Gino Vice Presidenti: VISCA Bruno, REANO Ivo Segretario: BORGNA Wilma Tesoriere: COLBERTALDO Silvano Consiglieri: AIROLA Dario, BENEDETTO MAS Livio, BERRA Renzo, CASASSA Cesare, CERRATO Angelo, CRESTO Gianni, DEVIT Ivano, TESSIORE Gianni, VIANZONE Giuseppe, VIGNA LOBIA Luciano. Provibiri, revisori dei conti: MAZZON Marino, MAGNETTI Sergio, BARCHI Marco. SOTTOSEZIONE VAL GRANDE Reggente: CHIARIGLIONE Aldo Consiglieri: ALA Roberto, BOLOGNA Marco, CLORAGLIO Lucia, VANGI Alessandro SOTTOSEZIONE VAL DI VIU’ Reggente: BARBOTTO Vittorio Vice Reggente: GUGLIELMOTTO Franco Segretario: FANTASIA Guido Consiglieri: MACHETTA Sergio, FINO Gianluigi, GIACOBINO Ezio, CHIOTTI Stefania, BERTERO Alessandro, NEGRO Liliana. Rev. dei conti: BARBOTTO Maria Caterina, GIACOMELLI Raffaella, PERIOLATTO Massimo.

LE COMMISSIONI DEL CLUB ALPINO ITALIANO DI LANZO Commissione Rifugi Geninatti Gino (Presidente), Airola Dario, Albanese Anna Maria, Azeglio Marina, Barchi Marco, Berra Giacomo Renzo, Borgna Wilma, Camponi Antonio, Casassa Cesare, Cerrato Angelo, Cresto Aleina Gianni, Colbertaldo Silvano, Facchinetti Fulvia, Giuliano Alberto, Mazzon Marino, Osella Vanda, Reano Ivo, Tessiore Gianni, Visca Bruno, Zecchinato Rita. Commissione Alpinismo Giovanile Tessiore Gianni (Presidente), Barra Tiziana (Segretaria), Fassero Fabio, Fornelli Genot Stefania, Fornelli Genot Marco, Geremia Alice, Morra Silvana, Muzzolon Walter, Negri Daniele, Pieri Francesco, Porro Gisella, Rossatto Beatrice Gaia, Togliatti Valter. Commissione Segnaletica e Sentieri Reano Ivo (Presidente), Schina Paolo (Vice Presidente), Airola Dario, Albanese Anna Maria, Benedetto Mas Livio, Berra Giacomo Renzo, Borgna Wilma, Brunati Enrico, Cagliero Luigi Fulvio, Camponi Antonio, Chiolero Mariangela, Colbertaldo Silvano, Cresto Aleina Giovanni, Facchinetti Fulvia, Geninatti Gino, Mazzon Marino, Rossi Donatella, Tessiore Gianni, Togliatti Walter, Visca Bruno. Commissione Escursionismo Vigna Lobia Luciano (Presidente), Barchi Marco, Brunati Enrico, Cresto Aleina, Geninatti Gino, Gianni, Giacobino Ezio, Leyduan Giuseppe, Machetta Sergio, Micheletta Marco, Reano Ivo, Stevano Cristiana. Commissione Speleologica Barchi Marco (Presidente), Debernardi Paolo (Vice Presidente), Borgna Wilma, Croce Enrico, Oria Mauro, Mantelli Andrea, Marietta Carlo, Pueroni Alessandra, Ruo Rui Maria Letizia, Sacchi Marco, Vietti Ernesto. -6-


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Una gita per tutti COL PASCHIET 2435 m di Roberto Bergamino L’escursione si sviluppa nel Vallone d’Ovarda, frequentato in tutte le stagioni, poiché in inverno è meta di sci alpinisti che trovano itinerari belli e appaganti. Il vallone è bellissimo, ricco di alpeggi e molto dolce, dominato dalla mole della Torre d’Ovarda 3075 m. Fino all’Alpe d’Ovarda si sale interamente su strada e la gita è adatta a tutti. La partenza della gita è posta a Inversigni, dove termina l’asfalto, ma volendo si può salire per un buon tratto in auto (adatta alle sterrate) lungo la pista sterrata. SCHEDA VALLE: Valle di Viù PARTENZA: Inversigni 1206 m DISLIVELLO: 1229 m TEMPO DI SALITA: h 3.30 SEGNAVIA: 128 DIFFICOLTÀ: E CARTE: IGC n.2 1:50000/IGC n.103 1:25000 Accesso stradale: dall’uscita di Venaria Reale o Borgaro della tangenziale di Torino, seguire per Lanzo-Valli di Lanzo. Oltrepassato il paese di Cafasse si supera il confine comunale di Lanzo (area picnic sulla sinistra) per poi proseguire immettendosi in una galleria e seguendo le indicazioni per Viù. Si inizia a risalire la valle superando alcune frazioni fino a giungere a Viù. Proseguendo sulla provinciale di fondovalle si arriva a Lemie e, subito dopo quest’ultimo abitato, nei pressi del cartello che indica la frazione Chiandusseglio, si lascia la provinciale per salire a destra. La stretta carrozzabile supera alcuni casolari ed entra

nel bosco. Alcune svolte permettono di arrivare a Inversigni 1206 m dove, a monte delle abitazioni, la strada diventa sterrata. Parcheggiare dove possibile. Con un mezzo adatto si può ancora proseguire fino alla chiesetta di S. Bartolomeo 1377 m, uscendo dal bosco è accorciando la gita di alcune decine di minuti. Percorso: dall’auto proseguire lungo la carrozzabile sterrata che sale con pendenza costante nel bosco. Dopo un buon tratto, costeggiando alcune costruzioni, delle svolte conducono alla cappella di S. Bartolomeo 1377 m, da dove si inizia ad aprire il vallone. Si continua sulla strada oltrepassando ancora una breve fascia boscosa poi, con alcuni tornanti, si inizia a passare tra i pascoli. Un tratto pressoché pianeggiante precede l’attraversamento del rio Ovarda, fa seguito un tratto di salita più ripida, con alcuni tornanti, per giungere nei pressi di un bel pianoro, punteggiato da piccoli casolari. Superati gli edifici dell’Alpe Milone 1630 m, ancora utilizzati in estate, si riattraversa il rio Ovarda su un ponticello. Al successivo tornante parte un sentiero che porta all’Alpe Crest 1731 m e alla vicina Rocca Frontera 1730 m (deviazione che richiede h 0.30 circa, se si ha tempo e voglia è veramente consigliabile). Proseguendo lungo la carrozzabile sterrata si ignora poco dopo una deviazione che sale sulla sinistra, alla volta di un altro alpeggio. Aggirato un costone si va a scavalcare un altro rio e poi si prende quota con alcuni tratti non faticosi. Oltrepassata una spalla erbosa si sale con il corso del rio Ovarda sulla destra, a breve distanza. Un’ultima svolta e si sbuca sul pianoro che ospita gli edifici dell’Alpe d’Ovarda 1890 m - h 2,00. Dall’arrivo della strada si piega a destra imboccando un sentiero che, dopo una breve salita, porta a guadare un rio. Superati altri piccoli rii si sale ad una spalla erbosa e si piega verso sinistra, continuando a salire fino ad arrivare ad un pianoro, dove il sentiero si biforca e ci si immette sulla GTA. Da li andare a destra per risalire un valloncello al cui culmine si trova il Col Paschiet 2435 m – h 3,30. A sinistra torreggia l’imponente mole della Torre d’Ovarda. La discesa avviene per la via di salita. -7-


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Novità in Libreria Adolfo Brunati UNA VITA: POESIA SEMPLICE E SCRITTI La montagna, la fede, il diritto e l’economia Il Risveglio Editore - Euro 10,00 “Le montagne delle Valli di Lanzo hanno rappresentato la cornice naturale della vita di Adolfo Brunati, uomo di profonda cultura e sensibilità, educatore di generazioni di studenti torinesi, poeta e pensatore raffinato. Questo libro, postumo, testimonia per volontà della moglie e dei figli, Enrico e Riccardo, il suo cammino terreno attraverso i suoi scritti che dalle montagne furono sempre in qualche modo ispirati. Conoscere la montagna è lezione di vita: la montagna educa al silenzio e al rispetto della natura, aiuta a comprendere il nostro ruolo e la nostra dimensione di fronte alla maestosità del Creato. La profonda religiosità di Adolfo Brunati che emerge in modo particolarmente forte in alcune delle sue poesie è lo specchio dell’animo nobile di un uomo che, con il suo amore, ha saputo seminare intorno a sé, coinvolgendo chi gli è stato vicino: la famiglia, gli amici, i colleghi, gli studenti e chi, ancora più semplicemente, avrà il piacere di conoscerlo attraverso le sue parole fermate sulla carta”(dalla quarta di copertina a cura di Alessio Stefanoni). “Il libro costituisce inoltre un’importante raccolta di argomenti che diventano una sorta di manuale, da consultare nei momenti che richiedono ragionamenti per dar risposte e soluzioni a quanti vogliano comprendere, consapevolmente e sulla scorta del passato, gli aspetti profondi della montagna, adoperandosi ogni giorno per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di quelle terre difficili e al tempo stesso avvincenti” (da articolo sul Risveglio di Gianni Castagneri). In conclusione vengono affrontati temi ed argomenti di diritto, economia sociale ed ecologia a livello globale con una visione e una ricerca di soluzioni che vanno oltre le montagne e che pongono le basi per nuove ricerche e teorie da sviluppare sempre con l’intento di migliorare le condizioni umane in tutto il globo terrestre.

spettacolari escursioni Euro 9.90 70 suggestive e spettacolari escursioni tra laghi da favola, splendidi luoghi indimenticabili e intrepide cime con panorami mozzafiato. Itinerari semplici per tutti e più impegnativi a sfidare le montagne e toccare il cielo con un dito. Itinerari completi di fotografie, descrizioni dettagliate dei percorsi con dislivelli, tempi di percorrenza ed eventuali difficoltà, corredati da carte topografiche dell’Istituto Geografico Centrale. -8-


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Necrologi

In ricordo di

Alberto Ferrari Dopo tanti incontri vinti sul tatami contro avversari che sempre hanno riconosciuto la tua lealtà, tuo malgrado hai dovuto arrenderti ad una subdola malattia, combattendola però sino in fondo. Sei stato un gigante buono dal cuore enorme come ricordato da tutti coloro che ti hanno conosciuto. Aquila d’oro, consigliere della sottosezione di Viù, frequentavi la montagna con le salite alle cime delle nostre valli e con i trekking che tanto ti appassionavano. Eri sempre disponibile in caso di bisogno. Adesso riposi nel luogo da te più amato: il lago della Rossa. Alberto, ora tu sei una stella che brilla nei nostri cuori e che illumina il nostro cammino.

In ricordo di

Franco Giuliano Mercoledì 20 aprile, sul monte Rutor in Valgrisenche, una slavina ha travolto ed ucciso Franco Giuliano, nostro socio molto appassionato e esperto di montagna, componente della commissione rifugi del CAI Lanzo gestiva il bivacco Gandolfo ai Laghi Verdi. Caro Franco lo stesso amore per la montagna che ti aveva portato a scalare molti 4mila in Europa e a fare spedizioni in Nepal e in Perù ti ha condotto sul Rutor, montagna non certo difficile, dove hai trovato la morte.

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Escursioni con racchette anno 2017 Domenica 30 Dicembre 2016 Ciaspolata a Cantoira Facile escursione sui sentieri di Cantoira che attraversano i vari ponti del paese. Venerdi 06 GENNAIO 2016 Ciaspolata dell’epifania Val di Viù (meta da definire in base all’innevamento) Tradizionale e facile escursione con un primo allenamento per i mesi a venire……….. Pranzo al sacco. Resp. CAI Sottosezione di Viù Domenica 08 GENNAIO 2017 Passeggiata a Ceres Escursione alla scoperta delle vecchie tradizioni del paese Domenica 15 GENNAIO 2017 Ciaspolata nel vallone di Margone Salita verso il Lago Falin poi, al ritorno, spaghettata a Margone. Resp. CAI Lanzo e maestri sci di fondo di Usseglio Domenica 15 Gennaio 2017 Giornata per la prevenzione di incidenti sulla neve. Partecipazione alla manifestazione: Sicuri con la neve. Resp. Ezio Giacobino e Stefania Chiotti sottosezione di Viù Domenica 22 GENNAIO 2017 Ciaspolata all’Alpe Bianca con partenza dai Tornetti Classica e semplice ciaspolata nello splendido Vallone dei Tornetti. Resp. CAI Lanzo e Associazione Lem di Viu

Sabato 28 GENNAIO 2017 Ciaspolata in notturna a Lemie Domenica 29 GENNAIO 2017 Giornata sulla neve al Colle del Lys Facile ciaspolata accessibile a tutti. Domenica 29 GENNAIO 2017 Ciaspolata alla Testa di Cervetto (mt.2347) Facile e remunerativa salita per lo splendido panorama che si gode dalla vetta, al cospetto del “Re di Pietra” il Monviso, le sue vette minori fino al lontano Monte Rosa . Resp. Sergio Machetta e Raffaella Giacomelli sottosezione di Viù Domenica 05 FEBBRAIO 2017 Ciaspolata all’Urtirè Da Chialamberto (pattinaggio), su strada sterrata, si raggiungono le baite Cuccetta. Bel panorama sulla Bellavarda per buona parte del percorso. Resp. CAI Lanzo e Pro Loco Chialamberto Domenica 12 FEBBRAIO 2017 Festa sulla neve a Usseglio.

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Semplice ciaspolata adatta per famiglie.


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Domenica 12 FEBBRAIO 2017 Ciaspolata nella Valle degli Asciutti Classica e semplice ciaspolata nella splendida Valle degli Asciutti. Resp. CAI Lanzo e Associazione Lem di Viu Sabato 18 FEBBRAIO 2017 Ciaspolata crepuscolare a Chialamberto Al pomeriggio festa sul ghiaccio con polentata serale Domenica 19 FEBBRAIO 2017 Ciaspolata nel comune di Groscavallo Facile ciaspolata accessibile a tutti. Festa al sabato su sci di fondo Sabato 25 febbraio 2017 Ciaspolata crepuscolare Sistina-Colle San Giacomo Semplice ciaspolata sulla strada che da Fontana Sistina va verso colle san Giacomo. Al termine meranda sinoira al Ristorante Sistina Resp. CAI Lanzo

Domenica 26 FEBBRAIO 2017 Ciaspolata nel comune di Ala di Stura Facile ciaspolata diurna accessibile a tutti. Domenica 26 FEBBRAIO 2017 Ciaspolata al Monte Ciriunda (mt.2244) Bella escursione in ambiente ampio che percorre tutta la conca dei Tornetti. Molto panoramica sulla valle di Ala e sul lontano Gran Paradiso. Resp. Ezio Giacobino e Stefania Chiotti sottosezione di ViĂš Sabato 04 MARZO 2017 Ciaspolata crepuscolare Rivotti-Alboni Facile passeggiata sulla neve con ritorno al calar del sole. Al termine cena a Pialpetta. Resp. CAI Lanzo e Pro Loco Groscavallo Sabato 11 MARZO 2017 Ciaspolata crepuscolare al Colle del Lys Classica e semplice ciaspolata con tappa finale alla chiesetta di SanVito, al termine spaghettata al Rifugio del Lys..

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l ’Annuario 2017

Resp. CAI Lanzo Domenica 12 Marzo 2017 Ciaspolata a l’Ombilic (mt.2410) Itinerario con partenza da La Vachette a percorrere il bellissimo bosco de l’Infernet, inizialmente su stradina poi su tratti più sostenuti fino a raggiungere la dorsale finale. Resp. Francesco Romanetto e Alessandro Bertero sottosezione di Viù Domenica 12 MARZO 2017 Festa sulla neve a Balme Sempice ciaspolata adatta per famiglie. Domenica 9 Aprile 2017 Ciaspolata a Col Serena (mt.2545) L’esposizione a nord-est assicura buona presenza di neve per questo itinerario interessante e suggestivo, con bella vista sulle montagne di testata. Resp. Alfredo Frison e Sergio Machetta sottosezione di Viù

Gli interessati sono pregati di telefonare ai numeri: Per le gite organizzate dalla sottosezione di Viù: Ezio Giacobino 3334508856 Stefania Chiotti 3284894779 Sergio Machetta 3487690220 Raffaella Giacomelli 0123696549 Francesco Romanetto 3487806990 Alessandro Bertero 3490756562 Alfredo Frison 0119244332 Per le gite organizzate dalla sezione di Lanzo: Gino Geninatti 3355694257 Sede CAI Lanzo il giovedì ore 21-23 360444949 Per le gite organizzate da LEM: Stefania Fornelli Genot 3490999397

Altre gite saranno programmate in base all’innevamento e verranno comunicate di volta in volta.

= Obbligatori ARVA, pala e sonda.

Per info visitate il sito www.montagnapertutti.org

Domenica 23 Aprile 2017 Ciaspolata alla Testa di Entrelor (mt. 2579) Itinerario ad anello in val di Rhêmes, con salita dal vallone di Entrelor e discesa nel vallone di Sort. Resp. Ezio Giacobino e Francesco Romanetto sottosezione di Viù

Fine settimana per ciaspolare insieme nelle VALLI DI LANZO, CERONDA E CASTERNONE. Facile ciaspolata accessibile a tutti

Si comunica che le uscite con racchette da neve, a unanime decisione della Commissione Escursionismo CAI Lanzo e Sottosezione Valle di Viù, saranno a esclusiva partecipazione dei racchettatori. La sezione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti occorsi ai partecipanti alle gite - 12 -


C.A.I. Lanzo

La Sezione di Lanzo per festeggiare il nuovo anno organizza il

Cenone di Capodanno presso la sede sociale

Una serata in allegria per trovarci tutti assieme per una cena in armonia ad aspettare il nuovo anno.

Menu:

Programma

• Carrellata di 5 antipasti • 2 primi • 1 secondo e contorno • Frutta fresca e secca • Panettone con crema zabaione Barbera, Dolcetto, Spumante Caffè Digestivi

Ore 20,00 - Proiezione diapositive su attività sociale Ore 21,00 - Inizio cena Ore 24,00 - Brindisi di mezzanotte Ore 0,15 - Tombolata sociale

Quote: 20,00 euro a persona Posti limitati (le iscrizioni si chiuderanno ai 40 posti) Inizio prenotazioni presso serata scambio auguri natalizi del 21 dicembre info@cailanzo.it - Termine ultimo 27 dicembre. - 13 -


l ’Annuario 2017

26 gennaio Escursione alla Cappella di San Vittore (891 m) La Cappella si trova sulla cima del Bric Forcola quasi al confine con il comune di Corio. Non si hanno dati certi sulla data di costruzione, tuttavia la struttura romanica fa ipotizzare il secolo XI. Facile escursione con partenza dal paese di Balangero verso la famosa “Amiantifera” che vedremo dall’alto del Bric. Partenza da Balangero (450 m) Resp. Reano Ivo sez. Lanzo 23 febbraio Sentiero delle VÔte Dora Baltea Canavesana Facile e interessante escursione ad anello nell’anfiteatro morenico di Ivrea. La mulattiera che attraversa il Parco della Brossasca denominata “Strada delle Vote”, con frequenti svolte porta a superare l’area delle miniere. Vale la pena di osservare le strutture ancora presenti e raggiungere Brosso. Rientro sul sentiero denominato della Drinà, utilizzato dai valligiani per raggiungere il mercato di Ivrea, anche se non ne percorre più l’originale, si passa per Lessolo nella parte alta vicino al cimitero e al castello dei conti Cagnis. Partenza da Lessolo (270 m) Resp. Di Bari Valter e Agnoletto D. Sez. Ivrea 30 marzo Escursione al monte Pirchiriano - Sacra di San Michele (962 m) Monumento simbolo della Regione Piemonte e antica abbazia antecedente l’anno 1000. Salita da Sant’Ambrogio, incontrando le 15 cappelle della Via Crucis e l’antico borgo di San Pietro. Eventuale visita individuale o guidata di gruppo alla Chiesa, Scalone dei morti, ter-

razzo panoramico, rovine Monastero Nuovo e Torre bell’Alba. Discesa dal versante Ovest per Chiusa San Michele e ricongiunzione al punto di partenza tramite ciclopedonale di 2 Km. Partenza da Sant’Ambrogio (356 m) Resp. Malvasia Angelo Sez. Chivasso 27 aprile Escursione a Gias Fontane (2000 m) e alla Miniera Rambasa (2200 m) Si percorre uno dei più bei balconi panoramici della Val Grande di Lanzo. Itinerario facile, prevalentemente su strada sterrata con poco dislivello ma parecchio spostamento per raggiungere il Gias Fontane (2000 m). Proseguendo ancora per circa 250 m di dislivello dal Gias, si arriva alla miniera Rambasa dove un tempo si estraeva ferro che serviva per realizzare palle da cannone per l’artiglieria. Partenza dai Rivotti (Groscavallo) (1400 m) Resp. Guerra Franca sez. Venaria 25 maggio Escursione a San Bernardo di Sparone (1600 m) Itinerario abbastanza lungo ma con parecchie cose interessanti da vedere. La bella mulattiera inizia dopo il ponte sul rio Mares. Tra piloni votivi, boschi , piccolo rascard in legno, si giunge prima alla Cappella di Sant’Anna, con campanile staccato dalla chiesa. Nella frazione Aia di Pietra, davanti alla chiesa di Sant’Anna vi è una casa romanica che porta la data del 1659. Si prosegue verso le frazioni Appiatur di sotto (affresco sul muro) e di sopra, Amberten, Magnino e infine al panoramico Santuario di San Bernardo di Sparone. Partenza da Sparone (570 m). Resp. D’Alessando G., Martino Beppe e Rapelli Meo sez. Cuorgnè

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29 giugno Anello Roc dij Djeu (h max 2200 m c.a.) Giro ad anello a monte di Usseglio con visita delle 380 incisioni rupestri del “Roc dji Djeu” Partenza da Andriera fraz. Di Usseglio (1560 m) Resp. Guglielmotto Franco sottosezione di Viù 21-24 luglio Trekking in Val Formazza Il programma del percorso è ancora da definire. Resp. Di Bari Valter sez. Ivrea e Reano Ivo sez. Lanzo 27 luglio Anello Truc d’Ovarda (2400 m) Si sale su sterrato e sentiero fino al Colle di Costafiorita. Si scende per facile cresta sino al Truc d’Ovarda. Breve tratto di cengia prima della cima e poi tratti tra il facile e il divertente. Partenza da Alpe Milone-Usseglio (1500 m) Resp. Reano Ivo sez. Lanzo 31 agosto Escursione alla Casa di caccia Gran Piano (2200 m) Un tratto di strada sterrata (costruita recentemente) ci porterà nei pressi della frazione Varda da dove parte il sentiero in mezzo al bosco per il Gran Piano. Si raggiunge la zona del Gran Prà ammirando le cascatelle formate dal torrente Ciamousseretto. A quota 1870 si incrocia il sentiero reale che sale da Noasca (franato a tratti ma percorribile) che con pendenza lieve e costante, ampi traversi e svolte conduce alla Casa di Caccia del Gran Piano ora Casotto delle GPNP. Partenza da Balmarossa (1350 m) Resp. D’Alessando G. e Martino Beppe sez Cuorgnè 28 settembre Salita al Bec Renon (2266 m) Bella salita alla panoramica vetta con itinerario su terreno ripido sino all’antecima ed un ultimo tratto su roccette ben appigliate, sen-

tiero sempre ben marcato. La gita non offre solo interessi paesaggistici con ampio panorama sui 4000 della valle d’Aosta, ma anche culturali con la presenza di incisioni rupestri dell’età del bronzo (neolitico) e l’interessante villaggio di Scalaro da cui si parte. Partenza da Scalaro fraz. di Quincinetto (1415 m) Resp. Capello G. M. e Ferraris D. sez. Chivasso 26 ottobre Escursione ad anello sul sentiero Minetti (h max 1660 m) Inaugurato recentemente è dedicato a Renato e Ada Minetti due personaggi storici nella vita della sezione di Rivarolo Canavese. L’itinerario, ad anello inizia dal centro di Noasca, si alza dopo la chiesa, risale il pendio boschivo, supera il bivio per la palestra di arrampicata Jamonin, percorre una cengia per immettersi nel vallone di Noaschetta. Piacevoli scorci sulla borgata Sassa e sulle cascate formate dal torrente Ciamosseretto. Si giunge così al rifugio Noaschetta, (1540 m). Dopo una breve sosta si sale fino a raggiungere il sentiero con il bivio per il Gran Piano. Prima di arrivare alla borgata Sassa si lascia la mulattiera reale per scendere fino ad attraversare l traballante ponticello e sul sentiero GTA si arriva a Noasca per recuperare le auto. Partenza da Noasca (1050 m) Resp. Bettinsoli A. e Bertotti D. sez. Rivarolo 23 novembre Escursione a Monte Lion (2009 m) Salita regolare passando per le alpi Piera e Mionda fino al pian Marandola e al colle Loetto 1926 m. Si prosegue sulla costa che conduce in vetta. Ampio panorama sulla pianura morenica e sui monti della val Chiusella. Partenza da Palit (Fondo/Traversella) (1240 m) Resp. Agnoletto D. e Di Bari Valter sez. Ivrea

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l ’Annuario 2017

14 dicembre Escursione all’Alpe e Truc del Buscaion (2112 m) Si parte dal Tracciolino, la strada che congiunge Andrate a Oropa. Dopo aver percorso lungamente una stradina poco pendente si arriva al rif. Pianetti 1350 m circa. Oltre comincia la salita su pendio regolare con gruppi di baite a varie altezze in posizione panoramica sulla pianura del biellese fino alla vetta. Ci si potrà fermare in corrispondenza delle baite. La vetta è dominata dal Mombarone, punta Tre Vescovi e Mont Roux. Partenza da Colle San Carlo sopra il Santuario di Graglia (1200 m) Resp. Agnoletto D. e Di Bari Valter sez. Ivrea

Telefono Responsabili Escursioni: Reano Ivo

3455039993

Di Bari Valter 3477844147 Agnoletto D. 3471031777 Malvasia Angelo 3387371722 Guerra Franca 335285934 D’Alessandro G. 3396666196 Martino Beppe 3387582737 Gugliemotto Franco 3389682333 Capello G. M. 3316040886 Ferraris D. 3334117014 Bettinsoli A. 3468745832 Bertotti D. 3470172527 La sezione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti occorsi ai partecipanti alle gite

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‘A MUNTAGNA - ETNA Maggio 2017

L’Etna (Mungibeddu o semplicemente ‘a

dell’escursionismo (dopotutto il cratere arriva

Muntagna) è un vulcano attivo che si trova

a circa 3340 m di quota) e da quello della

sulla costa orientale della Sicilia, tra Catania e

natura geologica e ambientale.

Messina. E’ il vulcano attivo più alto del continente europeo ed uno dei maggiori del mondo. Per la sua origine e per la continua attività antropica e naturale su di esso, il territorio del vulcano è tutto un mondo di ambienti diffe-

Partenza prevista intorno al 7-8 di maggio, programma in fase di definizione (durata ipotetica di circa 7/8 giorni). Numero minimo partecipanti 10

renti per morfologia e tipologia: ai versanti fortemente urbanizzati si associano paesaggi selvaggi e brulli, talvolta incorniciati da boschi; il versante est è, invece dominato dall’aspetto inquietante della Valle del Bove con le

Iscrizioni entro il 28 febbraio per poter operare le prenotazioni degli alberghi, con versamento dell’acconto.

sue colate di lave recentissime. Dunque, esso

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costituisce un panorama unico e in continuo

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rinnovamento, interessante dal punto di vita

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l ’Annuario 2017

Gite Escursionistiche CAI Lanzo 2017 12 Marzo Anello primaverile della Valle del Tesso Un anello che porta a scoprire i segreti e gli aspetti naturali di una delle nostre vallate. Si propone di fare un’escursione in primavera e di ripeterla in autunno per osservare i cambiamenti. Si parte da Coassolo San Pietro e si scende al mulino Barot, da cui si sale per sentieri e scorciatoie alla borgata di Barra-Mecca.. Da qui sentiero sino a Marsaglia dove ci si ferma per un breve pasto. Dopo pochi minuti si arriva alla parte più interessante della gita, faggete spettacolari, alpeggi abbandonati, e l’incontro col branco di camosci della Vaccarezza. Il ritorno avviene sul lato sinistro della valle e si arriva per sterrate e sentieri al punto di partenza. Difficoltà: E Dislivello in salita 700 m circa Lunghezza percorso 17 Km circa Tempo di percorrenza intero anello 8 h circa Responsabile: Ivo Reano 2 Aprile Escursione alle Grotte di Pugnetto (837 m) con partenza da Mezzenile Seppur degradate, sia a causa di atti vandalici che ne hanno divelto stalattiti e stalagmiti, sia per l’incuria degli enti locali, le grotte di Pugnetto costituiscono un’area di notevole rilevanza ambientale e naturalistica che, proprio per le sue peculiari caratteristiche, è stata inserita dalla Regione Piemonte nel censimento dei “biotipi” (cioè un’unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione animale o vegetale), nell’ambito dei programmi di tutela ambientale della Comunità Europea. Uscita a carattere speleologico. Abbigliamento per la visita interna: Abbigliamento adeguato a un luogo umido e freddo. Si consiglia inoltre di indossare abiti adatti in quanto c’è la possibilità di sporcarsi, casco (può essere fornito dalla sezione per chi ne fosse sprovvisto) e lampada frontale. Escursione riservata ai soli soci C.A.I. Difficoltà: E Dislivello: 250 m circa Tempo di percorrenza: 1 h circa Responsabile: Marco Barchi

23 Aprile Escursione ad anello a Punta Serena (1163 m) Itinerario ad anello tra boschi e borgate per raggiungere Punta Serena (magnifico punto panoramico) e ritornare alla base da Gisola, dopo aver attraversato il misterioso Pian delle Masche. Località di partenza: Pessinetto fuori (639 m) Difficoltà: E Dislivello in salita: 550 m Tempo di percorrenza intero anello: 4 h 30’ Responsabili: Giuseppe Leyduan e Cristiana Stevano 1 Maggio Escursione all’Uja di Calcante (1614 m) Punta panoramica sopra Viù con salita da Get e rientro a Corgnolero passando da Salvagnengo. Difficoltà: E Dislivello in salita 700 m circa Tempo di salita: 2 h 30’ Responsabile: Stefania Fornelli Genot 7 Maggio Visita all’Ecomuseo Miniera Brunetta (1525 m) L’impianto della miniera Brunetta è situato a circa un’ora e mezzo di cammino dalla frazione Vrù di Cantoira, in una conca selvaggia. La sua particolarità risiede nel fatto che, pur nella sua estensione limitata, è completo di numerose infrastrutture tipiche di ogni sito minerario di una certa importanza.  Difficoltà: E Dislivello: 500 m circa Tempo di percorrenza: 1 h 30’ circa Responsabile: Marco Barchi 7 Maggio Escursione in MTB in Val Ceronda Su e giù per la Val Ceronda. Pedalata quasi completamente su sterrato tra i luoghi più caratteristici della valle. Si richiede preparazione e mezzo adeguato. Partenza da Fiano, lunghezza percorso 40 Km circa. Difficoltà: MC Responsabile: Luciano Vigna

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7 Maggio Escursione a Cima Montu (2248 m) Ben visibile cima sul crestone che separa il vallone di Ovarda dalla conca dei Tornetti. Buon punto panoramico sulla valle di Viù in generale, sulla torre di Ovarda e la Ciorneva in particolare. Località di partenza: Alpe Bianca Difficoltà: E Dislivello in salita: 860 m Tempo di percorrenza salita: 3 h Responsabili: Francesco Romanetto e Ezio Giacobino sottosezione di Viù 7..14 Maggio Tour dell’Etna L’Etna (Mungibeddu o semplicemente ‘a Muntagna) è un vulcano attivo che si trova sulla costa orientale della Sicilia, tra Catania e Messina. E’ il vulcano attivo più alto del continente europeo ed uno dei maggiori del mondo. Per la sua origine e per la continua attività antropica e naturale su di esso, il territorio del vulcano è tutto un mondo di ambienti differenti per morfologia e tipologia: ai versanti fortemente urbanizzati si associano paesaggi selvaggi e brulli, talvolta incorniciati da boschi; il versante est è, invece dominato dall’aspetto inquie tante della Valle del Bove con le sue colate di lave recentissime.

Dunque, esso costituisce un panorama unico e in continuo rinnovamento, interessante dal punto di vita dell’escursionismo (dopotutto il cratere arriva a circa 3340 m di quota) e da quello della natura geologica e ambientale. Programma ancora in fase di definizione. Numero minimo partecipanti 10 Responsabile: Stefania Fornelli Genot 14 Maggio 15º edizione del giro delle 5 Torri Escursione nella Langa Astigiana organizzata dal CAI di Acqui Terme in collaborazione con il CAI Regionale Piemonte. La camminata, che è ormai una “classica dell’escursionismo piemontese” ha visto crescere il numero di partecipanti di anno in anno fino ad oltre le 1300 presenze e si articola su due percorsi. GIRO LUNGO: Ritrovo in piazza del Castello a Monastero Bormida alle ore 7 per l’iscrizione. Partenza alle 8 con percorrenza in 8 h circa di 30 Km di sentiero in prevalenza sterrato con un dislivello complessivo di 1100 m in salita ed altrettanto in discesa. GIRO CORTO: Ritrovo in piazza a San Giorgio Scarampi alle ore 8.30 per l’iscrizione. Partenza alle 9.30 con percorrenza in 5 h circa di 18 Km con dislivello in salita di 450 m e in discesa di 1100 m su fondo in prevalenza sterrato. Sono previsti 4 punti di ristoro,

Legenda Escursioni, anche con notevole dislivello, ma senza difficoltà alpinistiche

Vie Ferrate

Escursioni che possono presentare qualche leggera difficoltà alpinistica

Escursioni speleologiche

Escursioni alpinistiche che prevedono l’uso di corda, ramponi e picozza Escursioni crepuscolari

Escursioni in mountain byke La sezione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti occorsi ai partecipanti alle gite - 21 -


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parcheggi con servizio di navetta e ambulanza con personale medico e defibrillatore. All’arrivo (entro le 16) polenta con contorni e musica a cura della proloco di Monastero Bormida. Per informazioni: tel. 3486623354 e-mailcaiacquiterme@gmail.com Responsabile: CAI di Acqui Terme 14 Maggio Escursione al Monte Rognoso (1952 m) e alla Punta della Croce del Civrari (2234 m) Un percorso ricco di natura fantastica sui sentieri percorsi dai partigiani. Si parte dal colle del Lis. Si inizia il sentiero 570, si devia sul “Non si vede” che passa accanto alle palestre di roccia di Mompellato, si risale il vallone del Messa sino ad un colletto da cui a destra si raggiunge la cima del Rognoso. Si ritorna al colletto e si raggiunge la cima della Croce del Civrari, quindi si scende verso la Costafiorita, indi Suppo e risalita al Colle del Lis. Difficoltà: E Dislivello in salita 1200 m circa Lunghezza intero percorso 15 Km circa Tempo di percorrenza 8 h circa Responsabile: Ivo Reano 21 Maggio Escursione al Mulino VAL Bella escursione con partenza da Case d’Aggiorgio per apprezzare la rete sentieristica di Corio.Si sale sino al Colle Matteo per poi raggiungere la cappella del Bandito e quindi il mulino a vento ricostruito fedelmente a quelli olandesi; bel panorama sul canavese. Difficoltà: E Dislivello in salita: 100 m circa all’andata e 500 m circa al ritorno. Tempo di percorrenza andata + ritorno: 6 h circa Responsabili: Gino Geninatti e Bruno Visca 21 Maggio Ferrata di Pont Canavese Ferrata allestita dal comune di Pont Canavese sulle rocce delle pendici sud del Monte Arbella con l’importante contributo dell’alpinista Umberto Hess profondamente legato al Canavese sua terra di origine. Località di partenza: Sarro frazione di Pont Canavese Difficoltà: PD/D

Dislivello in salita: 120+400 m Tempo di salita: 3 h Referenti: Gianluigi Fino e Sergio Gnoffo sottosezione di Viù 11 Giugno Visita alle Grotte di Pugnetto (837 m) Seppur degradate, sia a causa di atti vandalici che ne hanno divelto stalattiti e stalagmiti, sia per l’incuria degli enti locali, le grotte di Pugnetto costituiscono un’area di notevole rilevanza ambientale e naturalistica che, proprio per le sue peculiari caratteristiche, è stata inserita dalla Regione Piemonte nel censimento dei “biotipi” (cioè un’unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione animale o vegetale), nell’ambito dei programmi di tutela ambientale della Comunità Europea. Uscita a carattere speleologico. Abbigliamento per la visita interna: Abbigliamento adeguato a un luogo umido e freddo. Si consiglia inoltre di indossare abiti adatti in quanto c’è la possibilità di sporcarsi, casco (può essere fornito dalla sezione per chi ne fosse sprovvisto) e lampada frontale. Responsabile: Marco Barchi 11 Giugno Escursione al Col de la Seigne (2514 m) Giro ad anello con percorso in buona parte comune al tratto del Tour du Mont Blanc della Val Veny. Difficoltà: EE Dislivello in salita: 885 m Tempo di salita 4 h Responsabili: Stefania Chiotti e Ezio Giacobino sottosezione di Viù 18 Giugno Escursione a Cima Ròsta (2173 m) e Cima Loit (2035 m) Stupenda escursione ad anello nel Parco Nazionale del Gran Paradiso caratterizzata da grandi panorami in una Valle semisconosciuta e tagliata fuori dai classici percorsi turistici. Località di partenza: Santuario di Prascondù (1321 m) Difficoltà: EE Dislivello in salta: 935 m Tempo di salita: 5 h 30’ Responsabili: Giuseppe Leyduan e Cristiana Stevano

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C.A.I. Lanzo

25 Giugno Giro ad anello Le Casset-Col d’ArsineLacs du Glacier d’Arsine-Col du Lautaret (Francia) Giro ad anello al cospetto dell’imponente parete nord del Pic des Agneaux a toccare il Lac de la Douche, il Lac d’Arsine, il refuge di Villar d’Arene e infine il Col de Lautaret e le sue praterie fiorite. Localita di partenza: Le Casset ( le Mònetier les Bains Francia) Difficoltà: E Dislivello: 900 m Tempo di percorrenza intero anello: 4 h 30’ Responsabili: Gianluigi Fino e Sergio Machetta sottosezione di Viù 2 Luglio Anello dei 3 laghi attorno al monte di Bessanetto Si parte dal Pian della Mussa davanti al ristorante Bricco e passando per Pian Saulera e i due piani degli Allemandi si raggiunge Colle Mangioire, da cui si prosegue per il lago di Bessanetto e il lago del Crotas. Da qui si risale il colle da cui si scende per raggiungere il rifugio Gastaldi passando per i laghi d’Arnas. Dopo la sosta al rifugio si ritorna al Pian della Mussa per chiudere l’anello. Difficoltà: EE Dislivello: 1350 m circa Tempo di percorrenza: 9 h circa Responsabile: Enrico Brunati 9 Luglio Escursione al Monte Lera (3355 m) Bella punta della valle di Viù in ambiente selvaggio con grandioso panorama sulle vette di confine. Località di partenza: Lago di Malciaussia Difficoltà: F Dislivello in salita: 1550 m Tempo di percorrenza salita: 4 h 30’ Attrezzatura necessaria: Ramponi Responsabili: Ezio Giacobino e Milena Piersantini sottosezione di Viù 15 Luglio Escursione crepuscolare al Pian della Mussa Facile escursione al calar del sole; partendo da Balme si sale fino al rifugio Cirié per assaporare la cucina della nuova gestione, rientro in notturna.

Difficoltà: T Dislivello: 350 m circa Tempo di percorrenza: 1 h 30’ Munirsi di torcia elettrica. Responsabile: Enrico Brunati 15..16 Luglio Trekking di due giorni in Valle d’Aosta con pernottamento al Posto Tappa Allegri (Courmayeur) Escursione ad anello dove la vista sulla catena del Monte Bianco è impagabile. Percorreremo una variante del “Tour du Mont Blanc” e dell’Alta Via n.1. Difficoltà: E 1° giorno: Courmayeur (1239 m) - Posto Tappa Allegri (1816 m). Dislivello 577 m circa. Tempo complessivo: 1 h 30’ circa. 2° giorno: Posto Tappa Allegri (1816 m) Col Sapin (2435 m) - Monte della Saxe (2350 m circa) - Rif. Bertone (1977 m) - Courmayeur. Dislivello 620 m circa. Tempo complessivo 7 h circa. Caparra di €10,00 da versarsi entro e non oltre giovedì 15 giugno (Costo pernottamento €30,00) Responsabili: Giuseppe Leyduan e Cristiana Stevano 22 Luglio Visita alle Grotte di Pugnetto (837 m) Seppur degradate, sia a causa di atti vandalici che ne hanno divelto stalattiti e stalagmiti, sia per l’incuria degli enti locali, le grotte di Pugnetto costituiscono un’area di notevole rilevanza ambientale e naturalistica che, proprio per le sue peculiari caratteristiche, è stata inserita dalla Regione Piemonte nel censimento dei “biotipi” (cioè un’unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione animale o vegetale), nell’ambito dei programmi di tutela ambientale della Comunità Europea. Uscita a carattere speleologico. Abbigliamento per la visita interna: Abbigliamento adeguato a un luogo umido e freddo. Si consiglia inoltre di indossare abiti adatti in quanto c’è la possibilità di sporcarsi, casco (può essere fornito dalla sezione per chi ne fosse sprovvisto) e lampada frontale. Responsabile: Marco Barchi 23 Luglio Escursione al Colle Tachuy (2671 m) Lunga escursione che attraversa diversi ambienti: le cascate del Ruitor, il vallone di Bella Comba con i suoi laghetti e l’ambiente montano dei la-

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ghi Tachuy con l’omonimo colle sul confine italo-francese con vedute sui monti della Valle d’Aosta, della Vanoise e della Val d’Isère. Località di partenza: La Joux (La Thuile) Difficoltà: E Dislivello in salita: 1100 m Tempo di salita: 3 h 30’/4 h Responsabili: Cinzia Dantonia e Alfredo Frison sottosezione di Viù 23 Luglio Escursione al Ciarm del Prete (2390 m) Un buon punto di osservazione sulla Valle dei Tornetti e sulla Valle di Viù. Località di partenza: Alpe Bianca Difficoltà: E Dislivello in salita: 1000 m circa Tempo di salita: 3 h 30’ circa Responsabile: Stefania Fornelli Genot 30 Luglio Escursione a Punta Roma (3070 m) E’ una delle punte sulla cresta nord del gruppo del Monviso, dai versanti abbastanza scoscesi sulle linea di confine tra Italia e Francia Località di partenza: Pian del Re Difficoltà: EE/F Dislivello in salita: 970 m Tempo di salita: 3 h 30’ Attrezzatura necessaria: Casco Responsabili: Sergio Machetta e Ezio Giacobino sottosezione di Viù 6 Agosto Escursione al bivacco Revelli Viano (2610 m) Giro ad anello nel Vallone di Forzo in Val Soana. Si parte da Forno e, dopo aver raggiunto la frazione di Boschiettiera, si sale attraverso un lariceto, usciti, dopo aver raggiunto la Muanda casotto dei guardaparco, si attraversa il bel pian della Valletta e poi finalmente si arriva al bivacco. Difficoltà: E Dislivello in salita: 1430 m circa. Tempo di salita: 4 h circa. Responsabile: Luciano Vigna 13 Agosto Escursione al rifugio Tazzetti (2641 m) Alla scoperta dei rifugi della nostra valle. Dal lago di Malciaussia si fa tappa per vedere i ruderi del rifugio Galizia, la cui storia è citata nel nostro

museo, per poi raggiungere il rifugio con pranzo alpinistico concordato con il gestore. Difficoltà: E Dislivello in salita: 850 m circa Tempo di salita: 2 h 30’ circa Responsabile: Gino Geninatti 16..18 Agosto Tour della Croce Rossa Trekking alpinistico attorno al massiccio della Croce Rossa che si svolge nella durata di tre giorni e due pernottamenti in rifugio. Si parte dal Pian della Mussa, davanti al ristorante Bricco, e passando per Pian Saulera, Colle Mangioire, Lago della Rossa e Colle Altare, si raggiunge il rifugio Luigi Cibrario dove si pernotta. Il giorno successivo si giunge al colle della Valletta per salire alla cima della Croce Rossa. Dopo di che si ritorna al colle e transitando sul ghiacciaio di Baounet si raggiunge il rifugio Averole in cui si pernotta. Ultimo giorno si sale al colle d’Arnas percorrendo l’omonimo ghiacciaio per scendere in Italia, passare al rifugio Gastaldi e ritornare al Pian della Mussa. Difficoltà: F in ambiente di alta montagna Dislivello: I giorno 1200 m. circa, II giorno 1100 m. circa, III giorno 900 m. circa. Per la partecipazione è richiesto un buon allenamento e preparazione all’ambiente d’alta montagna. Obbligo di imbragatura, piccozza e ramponi per poter eseguire le progressioni in cordata sui ghiacciai e dove ce ne fosse necessità. Responsabile: Enrico Brunati 21 Agosto Sentiero dei fiori Gita fuori valle nel parco regionale Alpe Devero. Bellissima traversata a mezza costa per poi raggiungere il Rifugio Città di Arona per il pranzo, al ritorno sentiero basso che chiude l’anello sino al parcheggio. Luogo di partenza: Alpe Ciamporino (raggiungibile da San Domenico in seggiovia). San Domenico a sua volta è raggiungibile dalla Stazione FS di Varzo con servizio Prontobus. Difficoltà: E (media). Attenzione! Ci sono alcuni tratti esposti attrezzati con catene. Non sono per niente difficili ma potrebbe risultare fastidioso a chi soffre di vertigini. Dislivello: 100 m in salita, 320 m in discesa Lunghezza: 6 km (per la sola andata) Tempo: 2 h circa Responsabile: Gino Geninatti

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26..27 Agosto Belvedere di Mezzenile - Alpe Bianca Percorreremo un tratto del sentiero a lunga percorrenza che parte da Corio e arriva a Forno Alpi Graie. Faremo il tratto che parte dal Belvedere di Mezzenile, supera Alpe del Conte ed arriva al Rifugio Lungimala dove pernotteremo; il secondo giorno dal rifugio Lungimala, passando dal lago di Viana, si raggiunge l’Alpe Bianca da dove, con un mezzo di trasporto che ci aspetta, si ritorna a recuperare le auto. Difficoltà: E Dislivello: 1º giorno 350 m circa in salita e 380 m circa in discesa. 2° giorno 800 m circa in salita e 800 m circa in discesa Lunghezza percorso: 1º giorno 5200 m circa, 2° giorno 10200 m circa Tempo di percorrenza: 1º giorno 3 h circa, 2° giorno 5 h circa Responsabile: Gino Geninatti 27 Agosto Escursione a Punta Basei (3338 m) Bella meta con ottimo panorama sui tremila della valle dell’Orco e della val di Rhêmes, a picco sul lago dell’Agnel, con caratteristico buco in cima. Località di partenza: Colle del Nivolet Difficoltà: F Dislivello in salita: 810 m Tempo di salita: 3 h Responsabili: Alessandro Bertero e Sergio Machetta sottosezione di Viù 2 Settembre Visita alle Grotte di Pugnetto (837 m) Seppur degradate, sia a causa di atti vandalici che ne hanno divelto stalattiti e stalagmiti, sia per l’incuria degli enti locali, le grotte di Pugnetto costituiscono un’area di notevole rilevanza ambientale e naturalistica che, proprio per le sue peculiari caratteristiche, è stata inserita dalla Regione Piemonte nel censimento dei “biotipi” (cioè un’unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione animale o vegetale), nell’ambito dei programmi di tutela ambientale della Comunità Europea. Uscita a carattere speleologico. Abbigliamento per la visita interna: Abbigliamento adeguato a un luogo umido e freddo. Si consiglia inoltre di indossare abiti adatti in quanto c’è la possibilità di sporcarsi, casco (può essere fornito dalla sezione per chi ne fosse sprovvisto) e lampada frontale. Responsabile: Marco Barchi

3 Settembre Escursione a Punta Croset (2469 m) Escursione in ambiente selvaggio su cima posta tra lo spartiacque tra la Val Grande e la val d’Ala con partenza da Martassina. Difficoltà E Dislivello in salita: 1280 m circa Tempo di percorrenza 3 h 30’ circa Responsabile: Luciano Vigna 9..10 Settembre Escursione al Monte Orsiera (2890 m) con pernottamento in rifugio L’Orsiera è la cima più elevata del sottogruppo Alpi Cozie Centrali Assietta – Robinet ed è situata a cavallo tra la Val Chisone e la Val di Susa. Difficoltà: EE 1° giorno: Pracatinat (1650 m) – Rif. Selleries (2030 m); Dislivello 400 m circa.; Tempo complessivo: 1 h 30’ circa. 2° giorno: Rif. Selleries (2030 m) – Monte Orsiera (2890 m); Dislivello 867 m; Tempo complessivo 3 h. Caparra di €20 entro e non oltre giovedì 20 luglio. Costo ½ pensione al Rif. Selleries €35,00. Responsabili: Giuseppe Leyduan e Cristiana Stevano 17 Settembre Escursione al Monte Servin (3108 m) Cima in valle di Viù, che si raggiunge con la salita del colle Speranza dopo il passaggio dalla casa dei minatori estrattori di cobalto. Località di partenza: Alpe Vaccera vallone d’Arnas (Usseglio) Difficoltà: F Dislivello in salita: 1400 m Tempo di salita: 4 h Responsabili: Stefania Chiotti e Francesco Romanetto sottosezione di Viù 24 Settembre Anello di punta Gias Vej (2180 m) Gita nella Valle del Tesso in parte su bellissima cresta panoramica. Si parte dal colle della Forchetta e dopo l’iniziale tratto su strada sterrata si inizia la cresta erbosa che parte dall’Alpe Zanai e giunge alla punta Gias Vej. Si scende all’Alpe di Costa Piana da cui si raggiunge il rifugio Salvin per una meritata merenda sinoira. Rientro al colle della Forchetta su strada sterrata. Difficoltà: E. Dislivello in salita: 750 m circa Tempo di percorrenza: 9 h circa Responsabile: Enrico Brunati

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24 Settembre Escursione con meta da definire Difficoltà: E Responsabile: Stefania Fornelli Genot 1 Ottobre Escursione ad anello con visita all’Ecomuseo Miniera Brunetta (1525 m) Escursione ad anello Vrù - Miniera Brunetta - San Domenico - Lities - Vrù che si propone, oltre alla visita all’Ecomuseo, di ammirare i colori dell’autunno. La particolarità dell’Ecomuseo risiede nel fatto che, pur nella sua estensione limitata, è completo di numerose infrastrutture tipiche di ogni sito minerario di una certa importanza. Difficoltà: E Dislivello: 700 m circa Tempo di percorrenza intero anello: 3 h 30’ circa Escursione riservata ai soli soci C.A.I Responsabile: Marco Barchi 1 Ottobre Escursione ad anello in MTB al rifugio Salvin Percorso su terreno misto con partenza da Lanzo( 525 m) o Monastero( 804 m). Raggiunto il rifugio si scenderà da Menulla. Si richiede mezzo e preparazione adeguata. Difficoltà: MC Responsabile: Luciano Vigna Telefono responsabili escursioni Sez. lanzo: Ivo Reano 3455039993 Gino Geninatti: 3355694257 Enrico Brunati 3391534751 Stefania Fornelli Genot 3490999397 Luciano Vigna 3403241209 Giuseppe Leyduan 3932008922 Cristiana Stevano 3477655438 Bruno Visca 3497336929 Marco Barchi 3936504703 Telefono responsabili escursioni Sottosez. Viù: Ezio Giacobino 3334508856 Francesco Romanetto 3487806990 Gianluigi Fino 0119269310 Sergio Gnoffo 3931113751 Stefania Chiotti 3284894779 Sergio Machetta 3487690220 Milena Piersantini 3357805260 Cinzia Dantonia 3496983824 Alfredo Frison 0119244332 Alessandro Bertero 3490756562

14 Ottobre Gita crepuscolare ad anello nella valle del Servin La valle del Servin è una bellissima valle incontaminata che parte dalla caratteristica borgata dei Cornetti del comune di Balme. Si parte dalla piazza dei Cornetti, si passa dall’antica borgata di origini minerarie dei Frè per inoltrarsi nella valle del Servin fino a transitare sotto le cascate del Servin e rientrare passando dall’Alpe Pian Salè. La serata si conclude ai Cornetti in pizzeria o ristorante in allegra compagnia . Munirsi di torcia elettrica. Difficoltà: E Dislivello: 200 m circa Tempo di percorrenza: 2 h circa Responsabile: Enrico Brunati 22 Ottobre Anello autunnale della Valle del Tesso Si ripete con lo stesso percorso il giro naturalistico nella valle Tesso fatto in primavera per ammirare i colori dell’autunno. Le foglie stanno cadendo ed i colori sono ori ed argenti. Difficoltà: E Dislivello in salita 700 m circa Lunghezza percorso 17 Km circa Tempo di percorrenza intero anello 8 h circa Responsabile: Ivo Reano Buone norme per le gite sociali, e non solo!!! Per non arrivare in ritardo al raduno di partenza, è bene farsi tirare giù dal letto da una buona sveglia. Quando ci si prepara (lo zaino deve già essere pronto fin dalla sera), si usi riguardo verso quelle persone, familiari e vicini, che non vengono con noi per permettere loro di poter continuare il sonno, ci si muova, in casa e fuori, con garbo e discrezione: è una delicatezza che non si deve dimenticare. Se si è inguaribili dormiglioni, con necessità di un ciclo di sonno non riducibile, la sera precedente ci si corichi con un certo anticipo: sarà utile, anche, per non partire con il fisico ancora in fase di ricupero. Non bisogna dimenticare che quando si è ospiti nell’auto di un altro occorre rispetto, quindi abbiate cura di deporre gli scarponi in una sacca per non sporcare l’auto dell’ospite, stessa cura anche per gli indumenti nel caso fossero sporchi e sudati.

Il CAI declina ogni responsabilità per eventuali incidenti occorsi ai partecipanti alle gite - 26 -


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Club Alpino Italiano Sezione di Lanzo T.se

Alpinismo Giovanile Attività anno 2016 Quest’anno, al momento in cui scriviamo (settembre), non possiamo dire come sempre che siamo (quasi) alla fine del programma di Alpinismo Giovanile annuale. E no! Perché quest’anno il meteo è stato tutto meno che favorevole e quindi molte gite sono state rimandate e alcune cancellate del tutto anche dopo essere state rimandate… insomma una valle di lacrime o di gocce d’acqua a seconda di come si vuole guardarla. Per questo motivo, in via eccezionale, l’anno 2016 sarà ricordato come quello in cui le attività di alpinismo giovanile si prolungano fino a novembre. Normalmente ottobre è il mese del relax mangereccio, con la sola castagnata e la cena di fine stagione…. Quest’anno sarà invece dedicato a (ri)provare ad effettuare le gite cancellate nel corso dell’anno. Ecco quindi che ci proveremo con la gita con Muoversi Allegramente sopra Ceres e con l’Alpe Lungimala, oltre naturalmente alle gite mangerecce in programma…. Come andrà ve lo diremo il prossimo anno! Come sempre possiamo però tirare le somme della partecipazione. Pochi aquilotti, ma buoni e tenaci, che non si fanno spaventare (troppo) dalla fatica e che apprezzano le mete raggiunte. Su precisa richiesta da parte loro, erano state previste delle gite più impegnative ma alla loro portata… quindi quest’anno si è raggiunto e usufruito del Bivacco Molino per una

due giorni non troppo impegnativa ma con l’esperienza del bivacco che per alcuni è una novità. La stagione estiva ha invece previsto una tre giorni di trekking in Val Pellice, su un percorso che avevamo già fatto in passato ma con altri ragazzi. L’entusiasmo della prima volta si è ripresentato anche in questa edizione del trekking… ma con in più la sorpresa di trovare la prima neve al Rifugio Granero a metà luglio. E infine, a grandissima richiesta, il Rocciamelone a settembre con una buona partecipazione… ma la meta rimane da raggiungere perché naturalmente l’autunno è arrivato in anticipo mentre salivamo al Rifugio Ca’ d’Asti, sotto forma di tormenta e nevicata notturna che, la mattina, ci ha regalato uno splendido panorama imbiancato e una discesa schivando le palle di neve vaganti. Come sempre, lo spazio è poco e le cose da dire sarebbero tante…. Vi aspettiamo alle gite 2017!

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PROGRAMMA A.G. 2016 Domenica 5 marzo Ciaspolata La meta della ciaspolata sarà scelta in base alle condizioni meteo e di innevamento. Domenica 19 marzo Ciaspolata La meta della ciaspolata sarà scelta in base alle condizioni meteo e di innevamento. Domenica 9 aprile Anello di Ovairo Una passeggiata sopra casa, in posti che si vedono tutti i giorni ma che non si frequentano normalmente, allo scopo di conoscere anche cosa c’è dietro l’angolo di casa. Essendo inizio stagione, rimaniamo sulla bassa quota, sperando che ci sia ancora neve per poterla fare con le ciaspole. Domenica 23 aprile Pulizia sentiero Una gita come sempre all’insegna del (blando) lavoro, per aiutare gli aquilotti a capire che i sentieri non si fanno da soli, ma hanno bisogno di manutenzione costante. Sabato 13 maggio Notturna in località da definirsi La gita a lume di candela di quest’anno è in fase di definizione… Naturalmente speriamo niente vento o ci spegne la fiamma! E magari anche niente nuvole per procedere al lume della luna.

Domenica 28 maggio Anello Urtirè-Missirola Abbiamo fatto in passato la salita a Urtirè, la salita a Missirola… ma l’anello completo ci manca! Domenica 4 giugno Lago Paschiet Come meta, uno specchio azzurro incastonato nella Val d’Ala, per il ciclo… alla scoperta degli angoli nascosti delle Valli di Lanzo. Da Sabato 17 a Domenica 18 giugno Fine settimana in Baita Per variare, quest’anno il pernottamento fuori casa verrà effettuato presso la Baita San Giacomo, gestita dalla Sezione di Lanzo. Da Venerdì 14 a Domenica 16 luglio Campeggio allo Chaberton Il campeggio, questo sconosciuto… Oggi molti non lo fanno più e allora ci pensiamo noi. Quest’anno torniamo sotto lo splendore di questa montagna ricca di storia antica (geologica) e moderna (storica). Domenica 3 settembre Arrampicata E questa non può mai mancare! Ormai abbiano girato quasi tutte le palestre delle Valli, ma possiamo sempre tornarci… meteo permettendo! Proviamo anche a cambiare stagione, per provarle in condizioni diverse di illuminazione solare. Sabato 23 settembre Ferrata (per i più grandi) Un diverso modo di arrampicare, dove l’inter-

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vento dell’uomo per attrezzare le pareti rocciose consente percorsi che altrimenti non tutti potrebbero fare. Domenica 8 ottobre Castagnata Sociale Per assaporare l’autunno in compagnia e allegria, l’uscita propone una scorpacciata di castagne alla Baita San Giacomo. Domenica 22 ottobre Laghi di Sagnasse, in collaborazione con l’Associazione “Muoversi Allegramente” Una escursione un po’ diversa dal solito, cui parteciperanno anche i ragazzi dell’Associazione “Muoversi Allegramente”, perché la montagna deve (ed è davvero) essere alla portata di tutti quelli che lo desiderano. Sabato 11 novembre Cena degli aquilotti Per concludere l’anno, ci si ritrova in allegra compagnia a ricordare i momenti più belli delle varie uscite.

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Pasquetta 2017 i o u t i n o c e Natal i o u v i h c n o Capodanno c il CAI n o c a t t e u q s a P

LUNEDI 17 APRILE 2017 Ore 12 PRESSO

LA BAITA SOCIALE SAN GIACOMO

Menu

•Bruschette a modo mio •Insalata di mare •Pastasciutta al sugo •Carne alla brace dolce-vino-caffe-digestivo Euro 15,00 Prenotazioni obbligatorie in sede cai entro il giovedì precedente - 31 -


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Gite fatte in Montagna con Papà 2016 Anche per il 2016 sono proseguite le gite dedicate ai bambini più piccoli, su terreni facili, per scoprire l’ambiente montano. Naturalmente è indispensabile la presenza dei genitori. Purtroppo il maltempo ha penalizzato alcune gite che, data l’età dei partecipanti sono state annullate. Alcune sono state recuperate al sabato o in estate ma la partecipazione su queste gite di ripiego è stata scarsa. I giochi durante le soste delle gite hanno rallegrato i presenti e divertiti i bambini che, con i loro berretti rossi (omaggiati al momento dell’iscrizione al CAI), facevano un piacevole contrasto con il verde della natura. Partirà nuovamente nella prossima primavera la nuova stagione, un appello a tutti

i soci ed anche ai papa dei bimbi di entrare nel gruppo organizzativo delle gite, visto l’aumento degli iscritti sono necessari nuovi collaboratori!

Vi aspettiamo il giovedì sera presso la segreteria CAI oppure in orario di apertura ufficio turistico di Lanzo tel. 0123.28080 lunedì e sabato mattina ore 9-12 oppure mercoledì pomeriggio ore 15-18. - 32 -


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agna con papa’ A t n o m n I nno 2017

PROGRAMMA GITE 9 aprile Sentiero Piano Audi - Colle Matteo Partenza frazione Piano Audi di Corio con salita sino a trinità e poi a colle matteo, un sentiero della canapa con illustrazione della storia su bacheche lungo il percorso 14 maggio Sentiero Sistina – Marsaglia Facile itinerario in gran parte in piano dentro un bel bosco di faggi per giungere al santuario. 4 giugno Anello Ritornato Caratteristica gita ad anello con partenza dalla frazione omonima, si attraversa con due ponti il Malone e si ritorna passando vicino ad un mulino. 25 giugno Sentiero Balma - Pianass Gita in quota su strada sterrata in mezzo ai boschi per poi arrivare ad una caratteristica borgata con stupenda vista panoramica.. 30 luglio Sentiero San Bartolomeo - Forno Alpi Graie su facile percorso che costeggia la Stura della Valgrande.

Per tutte le gite la partenza è fissata per le ore 9,00 presso il Movicentro di Lanzo (piazzale retro stazione ferroviaria di Lanzo) La presenza dei genitori o familiari è indispensabile, durante le gite i giovani saranno sotto la responsabilità dei genitori, agli accompagnatori del CAI solo il compito di guidarli su sentieri sicuri e gestire i momenti di svago. I trasferimenti per gli avvicinamenti ai sentieri verranno effettuati in auto di proprietà dei genitori Attrezzatura: Per la sicurezza di adulti e bambini si caldeggia l’uso di scarponcini o pedule, ricambio di magliette,pantaloni, calze, Nello zaino del bimbo: giacca a vento, bottiglietta acqua, colazione. Nello zaino genitore: maglione per il bimbo, pranzo al sacco, ricambi vestiario, crema solare, cerotti, e tutto quello che serve per il bimbo. Si raccomanda l’uso dei pantaloncini lunghi per i bimbi.

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Tutte le gite sono gratuite, unico costo è l’iscrizione al cai per il solo bambino (20 euro)

Facoltativa per i genitori presso sede cai il giovedi sera ore 21-23 oppure presso Ufficio Turistico Lanzo via umberto I, 7 Lanzo lunedi e sabato ore 9-12 mercoledi ore 15-18 Tel. 0123.28080 Informazioni CAI Lanzo 335 5694257


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Aiutaci a mantenere la rete escursionistica delle Valli di Lanzo

Come?

Al momento della dichiarazione dei redditi 2016 dichiarando come beneficiario la sezione del CAI Lanzo

del 5 x 1000

I proventi che arriveranno verranno devoluti all’acquisto di vernice, segnaletica ed attrezzatura per migliorare la rete sentieristica delle Valli di Lanzo Al tesseramento ti verrà consegnato un talloncino che dovrai conservare per indicare quando farai la dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale 92000650017 - 34 -


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Serate di formazione ed informazione legale Docente Avvocato Stefania Varca del Foro di Torino Avvocato Civilista formatore presso Federazione Nazionale Amministratori immobiliari e presso la Camera di Commercio di Torino 7 marzo ore 20.30 La responsabilità civile sull’attività sezionale del Cai e la tutela dei soci. I conti correnti bancari e la tutela della clientela. Durante la serata verranno trattati i temi della responsabilità civile, le particolarità della polizza RC con riferimento all’attività del CAI e delle sezioni; le attività del titolato del qualificato e i soci in attività personale. La banca ed i prodotti bancari. Informazioni sui principali servizi bancari. La tutela del consumatore nei rapporti con la banca. 21 marzo ore 20.30 Polizza tutela legale della sede centrale a tutela della Sezione e dei soci. Cambio opera-

tore e problematiche conseguenti in materia di contratti di fornitura di energia elettrica, telefonia e gas. Nel corso della serata verranno trattati i temi dei costi della difesa e della polizza tutela legale, dei soggetti beneficiari e della casistica cui si applica. Verranno fornite indicazioni pratiche sui contratti di fornitura di linee telefoniche, luce e gas con particolare riferimento alla migliore comprensione delle offerte, delle bollette nonché delle procedure di cambio operatore e della risoluzione delle controversie.

S T U D I O    L E G A L E

AVVOCATO STEFANIA VARCA Via Celso Miglietti n. 31/A  - 10070 Germagnano  (TO)    Tel. 0123.410803 - Fax. 0123. 410900 Cell. 349.1245612 Pec: stefaniavarca@pec.ordineavvocatitorino.it mail: avv.varca@studiovarca.com

Avvocato civilista specializzato in Diritto Bancario Diritto del Lavoro e Diritto dei Consumatori - 35 -


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Le Isole di Eolo di Stefania Fornelli Genot

Le perle del Tirreno meridionale sono sette isole che, nella Storia, sono state crocevia di passaggi, conquiste e guerre, cultura e sfruttamento. Citate da Omero nell’Odissea e da Virgilio nella sua Eneide, oggi subiscono, a ragione per la loro bellezza, l’assalto dei turisti, in cerca di mare, di sole, di natura e anche di storia. Due volte sono andata (finora) alle Isole Eolie, con due percorsi di visita pressoché identici, ma con gruppi di viaggiatori differenti. E ogni volta, le cose sono le stesse ma non lo sono allo stesso tempo. Questo è quindi il racconto di due viaggi in uno, il racconto di ciò che varia e di ciò che si mantiene immutato. L’arrivo a Milazzo nel maggio 2016 è devastante… un bell’acquazzone ci accoglie, le condizioni del mare bloccano i traghetti ma per fortuna non gli aliscafi. Nell’attesa di partire, ne approfittiamo per pranzare al riparo al ristorante, chiedendoci se migliorerà, oggi e nei prossimi giorni. La volta precedente, nel settembre 2011, eravamo stati più fortunati: il sole ci aveva sorriso già il primo giorno e avevamo potuto disporre di una barca privata, quindi senza vincoli di orari e di attese. Stavolta ci accontentiamo del Caronte di turno… ma per alcuni è la prima avvisaglia del mal di mare e, tra un salto e l’altro, cambiano leggermente colorito. Dotazione obbligatoria da domani quindi saranno le pastiglie anti mal di mare da masticare! E infatti c’è l’assalto alla prima farmacia appena scesi a Lipari. La cittadina di Lipari è la stessa che ricordo, con il castello che incombe sul porto quando si arriva e con un’aria sonnacchiosa perché la stagione turistica è appena agli inizi (la volta prima era quasi alla fine), il porto affollato di persone che cercano clienti per gli alloggi e le case vacanze, il via vai dei passeggeri e dei trolley che slittano sulle pozzanghere. A Marina Grande, i tassisti sono pronti ad offrirsi per portarci a qualche albergo, ma noi abbiamo già riservato nello stesso posto della prima edizione, una casa vacanza arroccata nella parte alta della cittadina, in un viottolo molto caratteristico. Affrontiamo quindi la prima camminata (motivo anche per cui siamo qui, ci serve di riscaldamento!) per risalire il viale fino a quella che sarà la nostra residenza per i prossimi 7 giorni. Dopo le opportune necessità, ci avviamo quindi alla prima esplorazione della cittadina e alla prima cena, che si tiene presso il ristorante che tanto avevamo apprezzato la volta precedente e che avevo decantato ai nuovi viaggiatori ma che ora ci delude: la nuova

gestione infatti non ci serve neanche un piatto a base di pesce. Ma se vengo al mare… è il minimo! Urge cambiare e per fortuna, dal giorno successivo, i menù della nostra nuova trattoria di fiducia saranno interamente a base di pesce, ad eccezione di quelli per i viaggiatori che vengono alle isole ma non apprezzano gli abitanti del mare…. Ma che almeno una volta assaggeranno per curiosità, con grande sforzo e smorfie! La cosa più apprezzata, fin dalla prima sera, è comunque la pasticceria siciliana…. Enrico in particolare sviluppa un olfatto non indifferente per localizzare tutte le attività commerciali del settore e in meno di una settimana avrà stilato la sua classifica personale di gradimento, cui tutti ci adegueremo senza problemi! Ci sarà quindi, anche qui, come la prima volta, il gruppo habitué delle serate a base di zuccheri e allegria e il gruppo che invece preferisce andare a nanna presto per essere preparato e in forma per il giorno successivo. Il programma del trek è definito in partenza per quanto riguarda i percorsi da fare, ma la loro sequenza nel tempo varia a seconda delle condizioni del mare, indispensabili per poter utilizzare i trasporti su barca e muoversi tra le isole. Siccome non siamo molto fortunati, il primo giorno già non fa molto bello… per cui ci avviamo alla più vicina delle isole, Vulcano. Questa è una delle due isole, con Stromboli, che ancora mostra evidenti segni di attività vulcanica. Anche qui, il mondo sonnacchioso delle isole si sta appena preparando all’assalto turistico, mentre noi saliamo verso la cima del Gran Cratere, passando accanto al Faraglione di Levante, antica cava di allume. La salita è semplice, con una comodissima mulattiera e in mezzo alla vegetazione bassa che caratterizza le isole. Le ginestre si stanno preparando per la fioritura; qua e là, in mezzo alle lave, timidi fiorellini di cui non conosco il nome si sforzano di crescere nei punti dove sono evidenti le tracce lasciate dall’acqua piovana in mezzo al deserto di lava, mentre il cielo mostra finalmente qualche miglioramento, complice anche il vento forte che ci accoglie sulla cima (d’altronde è la casa di Eolo, che custodiva a Lipari l’otre che conteneva i venti) e che mi è familiare dalla volta precedente. Due le cose nuove in questo viaggio: lungo la strada della cittadina, i cartelli del Comune con il divieto della coltivazione delle fave e dei piselli (chissà poi perché?) e, lungo la salita, l’assenza del botteghino che esigeva il pagamento di un biglietto per salire sul bordo del

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vulcano (che scoprii essere totalmente abusivo benché tollerato dal Comune). In cima, la vista spazia su questo enorme catino quasi rotondo e dalle pareti ripide, che su un lato emette ancora forti degassazioni le quali colorano le rocce del giallo intenso dello zolfo che si deposita in forme delicate e fragili. L’isola di Efesto, il Purgatorio in terra, l’Isola di Fuoco identificata anche dagli Egiziani come terra magica di passaggio. Anche l’odore è caratteristico e puzzolente ma riusciamo comunque ad attraversare senza problemi la zona di maggiore attività (intendiamoci, niente di difficile o complicato… c’è un comodo sentiero che passa più in basso delle fumarole quindi non aspettatevi niente di particolarmente avventuroso, anche se è sicuramente emozionante) e saliamo sul punto più alto del bordo, dove ci riuniamo a chi del gruppo ha scelto di non fare il bagno di gas e ha preferito arrivarci percorrendo l’altro lato del cratere. Lo sguardo spazia sul mare e sul resto dell’isola, colonizzato dal verde, indizio che l’attività vulcanica è ormai molto localizzata. La discesa è rapida, spinti dal vento e dalla fame, con la promessa fattaci dalla nostra guida catanese Pippo di assaggiare il famoso pane cunzato dell’isola, che già al mattino eravamo andati ad ordinare! Sullo sfondo, le isole di Lipari e Salina sono contornate dal blu intenso del mare e dall’azzurro del cielo come in un dipinto. Nel pomeriggio, per digerire, si effettua la visita alla Valle dei Mostri, dove l’erosione crea immagini e sculture che ognuno può interpretare secondo la sua fantasia (e qualcuno le interpreta così bene da farsi un sonnellino), e la salita a Vulcanello, una piccola isola vulcanica che nel tempo si è saldata al resto dell’isola attuale. Qualcuno preferisce invece andare a stendersi nei fanghi caldi rigenerativi… personalmente ai fanghi preferisco l’acqua del mare e, se nella prima edizione, c’erano molti coraggiosi che si erano tuffati sulla spiaggia della sabbia nera in mezzo ai cavalloni, que-

sta volta siamo solo in tre ad avere il coraggio di affrontare l’acqua per raggiungere le fumarole sottomarine, dove l’acqua arriva ai 100°C, e che regalano un bel tepore ai bagnanti, oltre naturalmente alla suggestione del mare che ribolle. Il giorno successivo ancora brutto tempo, per cui il mare è troppo mosso e allora si decide di affrontare l’esplorazione del lato ovest dell’isola di Lipari. Il giro prevede il raggiungimento dell’unico punto caldo dell’isola. La prima sorpresa sono gli orari dei bus, che sono molto ridotti nel numero di corse, per cui ripieghiamo su un taxi privato. E devo dire che è una decisione saggia! Ricordo perfettamente che la prima volta, in cui il bus ci aveva lasciato sulla strada principale, avevamo dovuto percorrere km di strada asfaltata prima di arrivare al sentiero… e invece col taxi che pacchia! Diretti alla partenza del sentiero senza fatica… e nel frattempo, anche una sosta in un punto panoramico presso Pianoconte, una sorta di balcone naturale con vista mozzafiato sulle coste a picco di Valle Muria, dei faraglioni e sullo sfondo Vulcano, la Sicilia e l’Etna (o meglio, le ultime due le vedremmo se non ci fossero le nuvole, sigh!). Il sentiero parte presso una struttura museale dove sono state recuperate le terme greche dell’isola, le Terme di San Calogero, che danno anche il nome alla località. L’impianto termale è ritenuto essere il più antico del mondo, costituito da un insieme di canalizzazioni con annessa caldaia, risalenti al XVII Secolo a.C. e questo permette di comprendere quanto sia antica l’occupazione delle isole stesse. La struttura termale ha avuto i suoi periodi di alti e bassi, come tutte le attività commerciali… tuttavia risultava attiva anche nel corso del XX secolo d.C.! Oggi non sono più usate come struttura di cura, tuttavia il museo permette di vedere l’impianto esterno e, guardando con attenzione, anche i danni dovuti agli eventi sismici che sono avvenuti sulle isole nei muri delle strutture più antiche, in particolare quello del IV secolo che interruppe le attività Gruppo 2011 termali. Stavolta non siamo entrati perché in questo periodo è chiuso, ma la volta scorsa abbiamo avuto modo di entrare anche dentro il tholos miceneo e di verificare che l’acqua sgorga ancora calda (sui 50-60°C). La giornata non è molto bella, le nubi basse e grigie sembrano cariche di pioggia che non aspetta altro che riversarsi su di noi…. Affrontiamo quindi la mulattiera con la mantella a portata di mano. Si tratta di una passeggiata semplice che, in belle condizioni di meteo, permette di spaziare sul mare a

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ovest di Lipari e di intravedere Filicudi e, se fortunati, anche la punta di Alicudi. Non è il nostro caso… noi possiamo ammirare il mare in tempesta che si infrange sulle scogliere sotto di noi, i fichi d’india e la vegetazione selvatica arbustiva di questo lato dell’isola. Quando ci si lascia alle spalle il mare e si inizia la salita vera e propria, si erge sopra il camminatore la parete massiccia delle Scogliere di Bagnosecco. Queste rappresentano l’unico punto di roccia sedimentaria dell’isola e sono costituite da selci intervallate da livelli di ceneri vulcaniche. La loro origine è legata alla presenza fino a circa 80000 anni fa (giusto ieri…) di un lago, poi colmato dalle emissioni vulcaniche di Monte Sant’Angelo. Cercando bene, è possibile anche trovare dei resti fossili di vegetali caduti nel lago e coinvolti nella sedimentazione, mentre non mi è più possibile trovare la sorgente di acqua calda che so esserci, sepolta dalla vegetazione incolta. Naturalmente i fossili si trovano anche sulle altre isole, dove vi erano laghi e paludi sepolte sotto le ceneri, ma qui sono facilmente osservabili grazie allo spaccato della parete, che permette di apprezzare i livelli di sedimentazione dell’antico lago. Lo spettacolo del colore del Timpone Pataso, dove ci sono le ultime fumarole attive dell’isola, evidenzia come in passato vi fosse molta attività in questa area dell’isola. Appena sulla cima delle scogliere, ecco apparire invece lo spettacolo delle cave di caolino, delle argille che si formano per azione corrosiva delle fumarole sulle rocce vulcaniche più antiche e che hanno assunto colori vari grazie sempre all’azione delle fumarole. Il fatto che oggi ci sia poco sole permette di apprezzare meglio le sfumature dei viola, rossi e gialli presenti in un quadro di fantasia astratta che sembra artificiale ma invece è naturale al 100%. Le cave sono in totale abbandono, ma sono molto antiche e sono state sfruttate fino agli anni ’70. Sia la selce che il caolino non sono considerati di qualità elevata in confronto con altre cave in altre regioni, tuttavia la Storia insegna che siano state utilizzate per secoli. Per quanto concerne la selce, comunque è stata rapidamente soppiantata dall’ossidiana, ben più efficace come strumento da taglio. Il rientro lo facciamo con il bus di linea, per dedicare il resto della giornata alla scoperta della Lipari archeologica. Sono presenti, infatti, nella cittadina, numerosi siti con ipogei, pietre tombali e muri romani, purtroppo in forte stato di degra-

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do e abbandono. Sono presenti anche delle terme con ancora dei resti di mosaico. La visita non può mancare la salita al Castello. Qui gli scavi archeologici hanno messo in evidenza diversi livelli di colonizzazione dell’isola (essendo una rocca, era il posto ideale per costruire le città da difendere) e quindi ci si rende conto come questi pezzettini di terra in mezzo al mare siano stati un punto fondamentale di passaggio e di vita per l’area geografica e come siano state soggette a frequenti invasioni, distruzioni e ripopolamenti. Il giorno successivo, il tempo migliora (per modo di dire, continua ad essere fresco) e ci azzardiamo a raggiungere Salina. La giornata è bella, i masticatori di chewing gum ci danno dentro e nessuno cambia colore… la giornata inizia bene! Iniziamo la salita al Monte Fossa delle Felci, la più alta delle isole con i suoi 962 m (fuori acqua…); la salita nel bosco ricco di felci e di macchia mediterranea, sulla mulattiera prima e poi sulla pista sterrata, porta il viaggiatore dal Santuario della Madonna del Terzito fino alla croce posizionata sul cratere sommitale (la cui forma ormai si nasconde dietro la vegetazione), da cui si vedono tutte le isole dell’arcipelago. Finalmente la salita mi regala il panorama che la prima volta mi aveva negato nella nebbia: sono visibili tutte le isole, anche quelle distanti, sfumate nel luccichio del mare e del sole; sono facilmente individuabili anche grazie alla nuvola che si posiziona stabilmente sopra la loro vetta a causa dell’evaporazione e dell’effetto della presenza della vegetazione. La ripida discesa, con relativi scivoloni e sedere per terra, ci riporta a Santa Marina, dove ritroviamo Giorgio e Silvia che hanno effettuato un giro turistico alle saline dell’isola (che mi dicono essere una delusione) in quanto Giorgio è un poco acciaccato e quindi gli risparmiamo un po’ di fatica in previsione della salita allo Stromboli. Il rientro lo si fa circumnavigando Lipari sul lato occidentale, così da vedere il contrasto

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tra il lato del mattino (quello orientale) con le sue gigantesche ferite delle cave di pomice e il lato ovest dove le rocce vulcaniche disegnano stratificazioni e ondulazioni legate alla loro creazione e alla successiva erosione. Il sole si abbassa sull’orizzonte creando riflessi che danno un aspetto quasi evanescente ai faraglioni che ci lasciamo alle spalle, e intanto qualcuno riposa gli occhi conciliato dall’ondeggiare della barca. Finalmente il tempo ci viene incontro e possiamo spingerci più lontano! Partiamo alla volta di Alicudi e Filicudi, le piccole isole quasi ignorate dai turisti, in cui la popolazione residente è minima. Lungo la “strada”, la volta scorsa avevamo avuto la fortuna di incontrare i delfini… questa volta purtroppo non siamo altrettanto fortunati. Era stata una bellissima emozione, inattesa perché mai mi sarei aspettata di vederli e soprattutto bellissimo il fatto che, appena ci avevano avvistati dirigerci verso di loro, si erano avvicinati invece di scappare e avevano corso un tratto a fianco della barca, quasi a salutarci, per poi riprendere la loro strada. Ad ogni modo, cominciamo il tour di oggi con il periplo dell’isola di Alicudi, che conta poco più di 100 abitanti ed è legata ancora al ritmo dei pescatori che vi abitano. Il suo aspetto brullo e roccioso non incoraggia l’approdo e questo l’ha in qualche modo protetta dalla colonizzazione, che conta qualche abitazione vicino al molo e un po’ di case sparse per la montagna. La vegetazione bassa che la caratterizza le conferisce un aspetto desolato e i fichi d’india la fanno da padrone. E’ sicuramente un posto molto tranquillo per passarci le vacanze, poca gente e poco chiasso! Durante il giro in barca, si intravedono alcune piccole spiagge, che logicamente sono frequentate da poche persone e per la maggior parte raggiungibili solo dal mare. Il lato occidentale dell’isola rivela però la sua natura selvaggia e inospitale ai massimi livelli, con una costa rocciosa a picco sul mare azzurro, con le pareti tagliate da speroni rocciosi strapiombanti (i dicchi vulcanici, più resistenti all’erosione) e intervallate da frane detritiche impossibili da risalire a piedi. Decisamente viene evidente la natura vulcanica dell’isola, che tuttavia non ha più Stromboli 2011 indizi di attività in cor-

so. Procediamo quindi la navigazione verso Filicudi, che è decisamente più grande sia come isola sia come popolazione. E’ infatti caratterizzata dalla presenza di otto vulcani spenti, il più alto dei quali è Monte Fossa delle Felci (evviva la fantasia! Anche qui è chiaro quale sia la vegetazione prevalente), alto 773 m, e dal doppio della popolazione rispetto ad Alicudi, distribuita su più villaggi collegati da una sola strada asfaltata e da innumerevoli mulattiere. Prima di sbarcare, tuttavia, procediamo alla visita della famosa Grotta del Bue Marino, la grotta più grande delle Isole Eolie. Prende il nome dalle foche monache che la abitavano in passato e al suo interno offre giochi di luci e la magia del rumore del mare che ricorda il muggito di un bue. Prima di arrivarci, sfioriamo lo Scoglio la Canna, un faraglione colonnare ampio 1.800 metri quadrati e alto 71 metri sul pelo dell’acqua. La Canna è ciò che rimane di un antico edificio vulcanico che rappresenta l’ultima manifestazione eruttiva di Filicudi, circa 40.000 anni fa. Quando tale vulcano smise di eruttare, gli agenti atmosferici cominciarono ad eroderne le pendici, fino a farle scomparire completamente. Rimase quindi soltanto un’alta torre di magma solidificato, più resistente agli agenti atmosferici, che inizialmente stava all’interno del condotto vulcanico. Oggi è la casa di numerosi uccelli che nidificano in questa posizione protetta. Curiosità che non sapevo, sul faraglione vive la lucertola delle Eolie, che convive con il falco della regina (uno dei rapaci che nidifica qui) alimentandosi dei pochi resti appetibili contenuti nei rigurgiti di cibo indigesto (borre) di questi rapaci, e degli insetti attratti da queste borre. Questa lucertola vive solamente in altri tre posti: l’isoletta di Strombolicchio, lo Scoglio Faraglione presso Salina e poche aree dell’isola di Vulcano, quindi è davvero tenace per riuscire a sopravvivere in queste condizioni. Attualmente La Canna, insieme all’isola di Filicudi e allo scoglio di Montenassari (nei pressi, alto però solo 14 m), è stata ordinata a Riserva naturale orientata, allo scopo di preservarne l’ambiente naturale, che è davvero particolare. Sbarchiamo finalmente, dopo aver aggirato anche Capo Graziano,

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al porto di Filicudi. Da qui, in mezzo alla macchia mediterranea, ci inerpichiamo sul Capo, per raggiungere il villaggio neolitico ubicato su un terrazzo a metà del promontorio a circa 174 m s.l.m.. I reperti ritrovati testimoniano la presenza sull’isola, durante il Neolitico, di una fiorente industria e lavorazione dell’ossidiana. Esistono anche i resti di un altro villaggio, localizzato più un basso sulla costa, che probabilmente fu abbandonato per sfuggire alle incursioni dei pirati. Dal villaggio, che con le sue 27 abitazioni in pietra rivela (agli esperti del settore… io mi accontento di leggerlo sulla mia guida) le diverse fasi di colonizzazione da parte di civiltà diverse con le relative varianti architettoniche, si sale rapidamente sulla cima del promontorio di Capo Graziano. Da qui lo sguardo spazia sul mare cristallino e sul cielo terso e sulle isole in lontananza. Sulla cima, una pietra squadrata sembra richiamare la memoria ad antichi riti propiziatori… per ora, noi immoliamo la nostra guida Pippo, che tanto ci tiene ad avere una foto mentre lo sacrifichiamo agli Dei su questa antica Ara. Scendendo, incrociamo il sentiero che porta alla cava delle macine di pietra. La volta scorsa sapevo della loro esistenza ma non come raggiungerle… ora c’è una stupenda mulattiera, tuttavia in fase di colonizzazione da parte della macchia arbustiva. Procediamo comunque alla scoperta della cava, che dapprima sembra non essere granché,con solo qualche segno di intervento sulle pietre, finché non ci avventuriamo in basso fino alla riva del mare… e qui troviamo almeno una dozzina di macine già intagliate e pronte a partire… se non fosse che la cava è stata abbandonata già da decenni. Il rientro lo facciamo dirigendoci su Pecorini a Mare, dove ci imbarcheremo nuovamente. La traversata si fa per un tratto sulla strada asfaltata, poi si imboccano le antiche mulattiere che permettono di tagliare i fianchi dei ripidi versanti e di ammirare le erosioni laviche che creano forme di animali (famosa la Testa di Cavallo che si staglia sul versante della collina con lo sfondo del mare azzurro) e anche le coltivazioni di capperi e fichi. Tra un fico d’india e una villetta bianca con palma o boungaville, arriviamo finalmente al porto; siccome c’è tempo a sufficienza…. la scelta è tra la sosta al bar e il bagno… ci dividiamo quindi a metà e ognuno è libero di riempirsi la pancia oppure di annaspare nell’acqua non ancora caldissima. Al ritorno, i masticatori folli del mal di mare lo patiscono così tanto che si addormentano! A Lipari, la bella notizia che Franco, che al mattino non era venuto perché non si sentiva bene, ora si sente in piena forma e pronto per il resto del trek. La sera troviamo ad

aspettarci anche Hans e i suoi tre amici giapponesi, che si uniranno a noi per il resto del tempo di soggiorno. La sera quindi si festeggia al ristorante, dove posso dare finalmente il regalo che ho portato per tutti, la maglietta ricordo del viaggio. Anche nella precedente edizione l’avevo fatta fare, anche se di colore diverso… la cosa carina è che la volta scorsa l’avevo fatta fare arancione e, durante la salita a Stromboli, ci erano stati consegnati caschi dello stesso colore. Questa volta ho scelto la tonalità acquamarina, per cambiare, e i caschi di questa salita erano… azzurri! Le guide mi vengono incontro nell’armonia di colori senza che sia necessario chiederglielo! Subito dopo, il gruppo degli assaggiatori si dirige alla solita pasticceria per la chiusura della serata e qui si scatena il duello Italia – Giappone, a base di grappa, tra Pippo ed Emiko … scopriamo dalle parole di Hans che già in una precedente occasione si era verificato un round di questa competizione, vinto dal Giappone. Anche questa volta, dopo il terzo bicchiere, con suo rammarico, il siciliano deve gettare la spugna e dichiararsi vinto, anche se si cerca di aiutarlo facendogli bere dei bicchieri di acqua spacciandola per grappa… Il riposo ci permette di essere pronti per la giornata successiva… ci aspetta Panarea e finalmente Stromboli. Si parte quindi la mattina per la più piccola e antica isola dell’arcipelago. Dal punto di vista geologico, infatti fa parte, con gli isolotti circostanti, di un unico bacino vulcanico oramai quasi totalmente sommerso ed eroso dall’azione del mare e del vento nel tempo. I colori che spiccano arrivando sull’isola sono il bianco candido delle case e i fiori delle boungaville, ma prima di arrivare ad essi è obbligatoria una tappa alla Baia di Cala Junco, che è dominata da un anfiteatro, seppure non elevatissimo in altezza, di rocce basaltiche raffreddatisi all’interno dei condotti vulcanici e quindi con la tipica forma colonnare. A Panarea ci sono ancora dei punti dove sono presenti delle attività vulcaniche, seppure molto limitate, ma quelli più suggestivi sono sicuramente le emissioni eruttive subacquee evidenziate dal ribollire dell’acqua fra l’isolotto di Bottaro e Lisca Bianca. Anche questa isola, come le altre, fu abitata dalla preistoria, come testimoniano i resti del villaggio dell’Età del Bronzo situati sul promontorio di Capo Milazzese, che si affaccia sulla Baia di Cala Junco. Questo pianoro è in una posizione particolare ed è collegato al resto dell’isola da un passaggio largo pochi metri, con alte pareti a dirupo sul mare, quindi facilmente difendibile dalle popolazioni isolane soggette a scorrerie piratesche provenienti dal

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Scorcio su lipari e salina da vulcano

continente. La visita a quest’isola è purtroppo molto breve, in quanto i tempi sono strettissimi; riusciamo comunque, con parte del gruppo, a pranzare al villaggio neolitico con un panorama mozzafiato. Ritornati velocemente al porto, ripartiamo alla volta di Stromboli. I tempi qui sono legati alle esigenze delle guide, in quanto la partenza per la salita deve essere fatta entro una certa ora del pomeriggio. Questa volta, quindi, niente bagno nei pressi degli isolotti di Panarea come nella prima edizione, che invece era stato apprezzato tanto anche dalla cagnolina Amy, che era tra i partecipanti del 2011. Dal punto di vista turistico, Stromboli è senz’altro la più intrigante, per la possibilità di vedere il vulcano attivo a distanza ridotta. L’edificio vulcanico è alto 926 m s.l.m. ma in realtà raggiunge una profondità compresa tra 1300 m e 2400 m al di sotto del livello del mare. E’ caratterizzato da una persistente attività esplosiva ed è uno dei vulcani più attivi del mondo. Iniziamo quindi la salita a metà del pomeriggio, sotto il sole calante, forniti di casco e pile frontali. Salendo in fila indiana, transitiamo per l’antico cimitero dell’isola, oggi in disuso dopo un evento eruttivo particolarmente potente che ha costretto molti abitanti ad emigrare. La guida che ci accompagna, pur essendo un geologo, non spiega molto… pazienza, per fortuna un po’ di cose me le sono documentate per i fatti miei e posso capire cosa guardo. Salendo, uno sguardo dietro le spalle permette di ammirare, a poche centinaia di metri a nord-est dell’isola, il neck di Strombolicchio, residuo di un antico camino vulcanico, precedente all’attuale. L’isolotto ospita un faro della Marina, disabitato e automatizzato, tuttavia mantiene un aspetto quasi minaccioso e scontroso, con le sue pareti ripide e aggettanti sul mare. La salita a Iddu, come viene chiamato confidenzialmente, si fa procedendo su un comodo sentiero che si snoda tra la macchia mediterranea per poi passare, oltre i 500 m, al panorama desertico tipico delle zone attive. Il corpo vul-

canico che stiamo salendo è il risultato di una storia complessa, costituita da numerose bocche eruttive che si sono sovrapposte e che sono collassate su se stesse nel tempo. Intravedere alla luce del tramonto il bordo della caldera fumante è emozionante, tanto più intravedere le tre bocche fumanti con i vapori colpiti dai raggi del sole. Rispetto al 2011, c’è molto più vento e quindi non posso fare una seconda foto di gruppo con lo sfondo della caldera poiché siamo tutti molto infreddoliti e sepolti sotto centimetri di giacche, berretti, guanti e mascherine improvvisate per evitare di cenare con la cenere. In cima il vento a volte quasi ti sposta. La volta scorsa c’era molta più gente sul bordo del cratere ad ammirare lo spettacolo e, in più, nel nostro gruppo di salita, un inglese fece la dichiarazione alla fidanzata con la cornice delle esplosioni, con tanto di anello e ginocchio a terra! Stavolta l’atmosfera nebbiosa è un poco tetra. Ci sediamo quindi sul bordo della caldera (a distanza di sicurezza) e aspettiamo, consumando la nostra cena. La prima volta che sono salita qui, eravamo rimasti quasi due ore e le esplosioni si verificavano circa ogni 15 – 20 minuti. In questo periodo della sua vita, invece, il vulcano è un po’ “stanco” e tra una eruzione e l’altra passa anche più di mezz’ora. La nebbia che va e viene sulla caldera non aiuta a vedere il rosseggiare dei brandelli di lava. Riusciamo a sentire il rombo di una esplosione e, i più fortunati, a intravedere la cima di una fontana di lava che viene subito nascosta dal vapore. Nel mentre, per passare il tempo, brindiamo al raggiungimento di tutto il gruppo della cima, con Malvasia e Torcetti di Lanzo. La volta precedente ci eravamo limitati alla sola bevanda, grazie al pensiero di Cesare e Daniela, stavolta invece volevo anche il dolce e quindi me lo sono portata da casa! Le guide ci fanno fretta per scendere, il mare è molto mosso e rischiamo di non poterci imbarcare, quindi nella notte illuminata dalla luna scendiamo sui sabbioni fino al porto.

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Per salire in barca, un’avventura! In quattro persone per “lanciarci” uno ad uno a bordo… un’esperienza nuova! Saliti tutti senza finire fracassati tra la barca e il molo (lo stesso molo che poco tempo dopo sarà “ristrutturato” dall’aliscafo spinto dal vento nel posto sbagliato), ripartiamo alla volta di Lipari e del riposo meritato per questa lunga giornata. Il ritorno è allietato dal nostro gruppo (che non è il solo a bordo della barca) che si lancia in canzonette a beneficio dei turisti stranieri presenti, i quali applaudono a sprone battuto i cantanti, dimostrando di gradire il concerto. Mentre stiamo rientrando, sovrappensiero, mi guardo in giro e mi accorgo che Enrico, posizionato in fondo alla barca, si sta addormentando (alla faccia del mal di mare) e ciondola un po’; non faccio in tempo a pensare che forse è meglio tenerlo che si inclina pericolosamente sul bordo della barca! Per fortuna Silvio, vicino a lui, è lesto a prenderlo e gli risparmia un bagno notturno non desiderato. Tutti felici per la giornata e per la salita, anche se un po’ delusi che il vulcano non ha dato grande spettacolo, si va a riposarsi per l’ultima giornata, alla scoperta di un altro lato dell’isola di Lipari. La giornata prevede il percorso geologico alla scoperta di altri prodotti di eruzione presenti sull’isola. Abbiamo visto molta lava, di tanti colori ed erosioni, il caolino dai mille colori, gli effetti delle fumarole e il vivace colore dello zolfo, ma ancora mancano all’appello la pomice e l’ossidiana. Partiamo quindi per Porticello e Rocche Rosse, dove ci inoltriamo nella macchia mediterranea alla ricerca della cava di ossidiana. Stavolta è davvero una ricerca. Il sentiero che utilizzammo la volta scorsa e che porta all’impianto è scomparso nella macchia mediterranea, non si riesce a trovare un percorso, quindi ci fermiamo comunque in corrispondenza della colata per poter ammirare il tipo di materiale e capire la sua formazione, pur senza vedere lo spaccato della cava. L’ossidiana è un vetro naturale che ha origine quando un magma di particolare composizione, molto viscoso, fuoriesce da un vulcano e solidifica rapidamente. In quest’area geografica, ha soppiantato molto rapidamente la selce come materiale da taglio e probabilmente fu una delle ragioni per cui le isole vennero colonizzate in origine. Il materiale fu commercializzato per secoli, in tutta l’Italia ma anche in Croazia e Dalmazia e all’estero, già dal neolitico, anche se le cave antiche sono state distrutte dalla realizzazione della strada asfaltata. L’ossidiana si trova solo qui su Lipari ed è parzialmente sepolta sotto la pomice che è stata eruttata dal Monte Pelato in fasi più recenti, quindi è sicuramente una particolarità interessante

da vedere. Riprendiamo il cammino per andare a vedere le cave di Pomice dall’alto, ma la mulattiera, come ho detto, è andata completamente perduta: la volta precedente, seppure pungendoci un po’ con gli arbusti, eravamo riusciti a seguirla senza troppa fatica, mentre stavolta è impossibile, non esiste più nessuna traccia neanche abbozzata, ometti non se ne vedono. Dobbiamo quindi cercare di ripiegare e tornare sulla strada asfaltata per andare a imboccare la mulattiera (questa mantenuta in ordine) che da Acquacalda porta verso Monte Pilato, buttandoci e aprendoci la pista nella macchia mediterranea, con grande divertimento di qualcuno e un po’ di ansia per qualcun’altro. Purtroppo, mentre scendiamo, Giorgio scivola e si fa male alla mano, quindi lui e Silvia scendono direttamente sulla strada asfaltata e riprendono il pullman di linea per andare a Lipari e all’ospedale. Insistono comunque che noi continuiamo il giro, quindi i sopravvissuti della macchia si apprestano alla salita. Il sole oggi si fa sentire e questo versante non ha grande vegetazione alta, tra la ginestra e la macchia mediterranea ci inerpichiamo sul sentiero sotto il sole. Spero che tutti abbiano recepito le mie indicazioni di portarsi acqua. In cima, si apre davanti agli occhi il buco lasciato dalla cava, una ferita enorme che arriva fino a livello del mare se non oltre, una montagna al contrario, vuota. Le cave sono abbandonate dal 2007 ma ogni tanto si sente l’idea che debbano tornare in attività… a vedere il vuoto rimasto nella montagna viene da sperare che non succeda o non ci sarà più modo di ammirare certi panorami. La pomice è una roccia magmatica esplosiva, molto leggera per la sua elevata porosità, pertanto è l’unica roccia che galleggia sull’acqua. La troviamo lungo la strada che percorriamo nelle sue diverse forme, più vetrificata o più farinosa. Il ritorno si fa sul versante opposto di Monte Pilato, verso Canneto, che prende il nome giustamente dalla pianta che incontriamo nei boschi sulla strada. In questo periodo dell’anno non ci sono ancora frutti maturi, quindi non possiamo assaggiare, come fece Mauro, tutti i prodotti naturali dell’isola direttamente dalla pianta. Arrivati all’abitato, la ricerca di una pasticceria che una conoscente mi ha caldamente consigliato e la scelta per chi vuole fare il bagno e chi mangiare la granita… scelta presto fatta. In ogni caso, anche le “bellezze al bagno”, tutti uomini coraggiosi che sfidano il fresco (purtroppo il meteo incerto e fresco che abbiamo trovato non ha favorito i bagni di mare), riusciranno a fare merenda prima di ritornare a Lipari. Nell’attesa del pullman, c’è chi si stende sul muretto e si fa un sonnellino, con sullo sfondo il

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cono di Stromboli, che da questa prospettiva sembra davvero una trottola rovesciata (il suo nome in siciliano Strummulu significa appunto trottola). Il resto della giornata è libero e quindi posso dedicarmi ad un mio piccolo progetto che mi è venuto in mente in questi giorni e che non avevo avuto come idea la volta precedente. Visto il numero di scivolate nella discesa dalla cima di Salina, che è davvero ripida e scivolosa, ho deciso di premiare chi si è seduto più volte a terra (comprovate da testimoni naturalmente!) e siccome c’è un ex-equo, il premio va a Cristina e Margherita pari merito! Un bel sacchetto di capperi a testa, un premio simbolico e scherzoso, soprattutto in considerazione del fatto che, nonostante le cadute, per fortuna non si sono fatte male. Voglio anche premiare la piccola del gruppo, Licia, che ha sacrificato la scuola per essere qui con noi (anche se più per volere dei suoi genitori che suo, mi sa, essendo un po’ pigretta). Ho passato una settimana a raccogliere pietre per lei, perché possa portarle a scuola per una lezione di scienze, speriamo che le facciano ottenere un bel voto. E infine, siccome sono riuscita a risparmiare qualcosa sul budget previsto, ho deciso di fare ai miei viaggiatori un altro regalo, per ringraziarli di essere stati sempre disponibili ai cambiamenti, puntuali agli appuntamenti e

simpatici: l’idea è di cercare qualcosa che sia un ricordo da assaporare (e qui è facile… frutta martorana a gogo!) ma anche da conservare come ad esempio una ceramica eoliana da tenere sul tavolo o sul mobile, per ricordare loro questa bella esperienza. Il mio ringraziamento va a questo gruppo di viaggiatori, ma anche a quello del 2011, perché ognuno dei due ha permesso che le stesse cose avessero aspetti diversi. “E giungemmo all’isola Eolia. Qui dimorava Eolo, caro agli dei, figlio di Ippota. L’isola errava nuotando. Un muro la cinge bronzeo; e liscia s’innalza una rupe. Dodici figli con lui nel palazzo vivevano. La casa odorosa riecheggia al suono dei flauti finché il giorno dilegua; Poi quando licenza gli chiesi di andarmene non rifiutò, ma prese a cuore il mio viaggio; spogliò delle cuoia un bove novenne un otre ne fece, e dentro vi chiuse dei venti ululanti le vie: custode l’aveva dei venti fatto il cronide, e poteva quieti tenerli o incitarli a sua voglia. Nella concava nave con lucida fune, argentea, l’otre legò, di guisa che fuori neppure un alito uscisse; ma solo il soffio di Zefiro per me liberò che la nave benigno spingesse per noi”. Odissea, Omero (libro X, vv 1-25)

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Con i diversamente abili a Usseglio

Gita scolastica al monte Momello

Recupero sentiero del Pilone del Merlo - 44 -


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Foresta fossile In montagna con papĂ

Salendo allo Stromboli

Colle dell’Albaron - 45 -


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Salita al laghetto delle tre pietre

Verso il rifugio Averol

Colle Larissa

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Laghi della Civetta

Discesa lungo il Vallone di Sea

Verso la Cima Giardonera - 47 -


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Anello di Ovairo 10 Km di Bruno Visca e Gino Geninatti

Mappa anello Ovairo-S Ignazio

I volontari del CAI Lanzo, nel 2016, sono riusciti a recuperare e pulire l’intero anello di Ovairo, fruibile sia a piedi che in mountain-bike. Si tratta di un anello di circa 10 Km che, con partenza dal curvone della fontana della Madonnina sulla strada che sale a Sant’Ignazio, tocca le borgate di Ovairo e Sant’Ignazio percorrendo gran parte della vecchia mulattiera che partiva da Lanzo. Lunghezza 10 Km. Dislivello 272 m. Tempo percorrenza a piedi 3 ore. Sono stati anche recuperati il sentiero che dalla fontana della Madonnina arriva fino alla famosa fontana d’argento e che, dal percorso dell’anello di Ovairo, porta ad una vecchia miniera di talco ora abbandonata.

ma era raggiungibile con una mulattiera tracciata dai gesuiti nel 1677, quando accettarono di gestire la cappella di S. Ignazio. Successivamente venne costruita la prima carrozzabile voluta dal teologo Guala, i lavori iniziarono nel 1836 e terminarono solo dopo 9 anni nel 1845, causa la difficoltà per l’acquisto dei terreni (oltre 50 proprietari). Nel 1955 venne ampliata la strada, ora provinciale (vedi masso inciso all’imbocco della salita dopo il ponte sul rio Uppia), nello stesso periodo nel tornante venne edificata una fontana a forma di grotta con una piccola Madonnina a ricordo del passaggio nel 1948

Fontana d’argento Prende il nome non perché si trova in un ricco giacimento d’argento o presso una miniera di tale metallo ma bensì dai riflessi argentei delle sue acque quando vengono colpite dai raggi del sole. Si tratta di una fontana storica risalente al 1600, meta preferita di passeggiate dei lanzesi specialmente negli anni 50-70, pri- 48 -

Fontana Argento


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della “Madonna Pellegrina” che partendo da Milano percorse tutta l’Italia sino a fermarsi a Catania nel 1959. Attività mineraria nella zona (testo di Airola Dario) Da documenti emerge che questa zona è stata oggetto di ricerche minerarie di grafite, pirite e solfato d’alluminio dalla fine del 1800 agli inizi del 1900. Più redditizia risulta essere l’estrazione del talco e la ditta Possio coltiva delle cave alla testata del rio Uppia. Il 27 ottobre 1931 la ditta Possio ottiene la concessione mineraria per 99 anni, l’allargamento del permesso di ricerca e di poter asportare 150 tonnellate di “roccia asbestifera” e 200 tonnellate di talco. Nel 1940 la “FIAT s.a.” ottiene il permesso di effettuare ricerche nella stessa zona, stranamente non esistono conflitti o rinunce fra le due ditte; nello stesso anno la ditta Possio ammoderna e prolunga la teleferica sino al piazzale dello scavo. Durante il periodo bellico l’estrazione del materiale continua. Il 30 aprile 1946 “Pietro Possio Eredi” ottiene la proroga dal “Nuovo Distretto Minerario” di

Torino. Purtroppo nello stesso anno, il 18 luglio, avviene un incidente mortale presso la stazione di arrivo della teleferica, muore l’operaio Cresto Augusto. Negli anni ’50 il trincerone è lungo 35 metri e ha un’altezza di 7-12 metri, inoltre i lavori in sotterranea consistono in due gallerie, la prima a quota 962 m e la seconda a quota 949 m. Quest’ultima ha un avanzamento di 58 metri, la teleferica è automotrice, provvista di freno con tre benne scendenti e tre vuote di ritorno, inoltre nel 1957, nella vicina località “La Meina”, viene scavata una galleria lunga 10 metri; da qui il materiale veniva trasportato con un’altra teleferica a Monastero di Lanzo. Negli anni ’60 e ’70 continua l’estrazione del talco e dell’amianto a fasi alterne con altre piccole cave e si costruisce anche una decauville, della quale si vedono ancora i resti dei binari. Nel 1981, il 4 febbraio, viene concessa l’ultima proroga biennale e il 3 febbraio 1983 termina l’estrazione. Questo è dovuto perché il materiale è di scarso pregio (talco grigio) e sono insostenibili le spese di accessibilità.

Ingresso miniera di Talco durante i lavori di recupero

Interno miniera di Talco

Volontari al termine del recupero piazzale miniera

Lavoro recupero piazzale miniera

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Levanna Occidentale da l’Ecot

(Descrizione della salita effettuata dalla sottosezione) (Sottosezione “Valle di Viù”)

Abbiamo proposto per l’estate 2016 la salita alla Levanna Occidentale (quota 3593 m) partendo dalla località francese L’Ecot (quota 2027 m) di Bonneval - sur - Arc. Alpinistica facile, con dislivello complessivo di 1560 m, affrontata in due giorni (sabato/domenica 23/24 luglio) con pernottamento al rifugio del Carro. SABATO - Dopo il viaggio dall’Italia con auto proprie incominciamo a camminare a metà mattinata con il sole che gioca a nascondino. Bellissimo il sentiero escursionistico che da l’Ecot porta al rifugio, con la presenza di tante marmotte che richiamano la nostra attenzione con il loro fischio inconfondibile. Lo sguardo va in particolare fin da subito sulle montagne delle nostre valli di Lanzo, e precisamente della Val Grande con il Martellot ed il Mulinet, a quelle della valle Orco

comprese le Levanne, delle quali in questa occasione vediamo “l’altra faccia” e fa un certo effetto. Salendo ignoriamo il bivio che porta al col de l’Iseran, che mette in comunicazione Bonneval-sur-Arc con la Val-d’Isère, valle altrettanto bella. Al rifugio del Carro giungiamo nelle prime ore del pomeriggio con la fame ancora da placare. Quindi dimezziamo le nostre cibarie. Ci viene consegnata la camerata per cui ci sistemiamo e prepariamo i letti. Occupiamo poi le ore preserali andando in avanscoperta poco oltre la struttura e scorgiamo dietro i due laghi Bianco e Nero; l’aria diviene frizzantina quindi ci rintaniamo e continuiamo a chiacchierare e scherzare fino a che il gestore ci invita a sederci a tavola. La cena servita è di stampo francese; una Ref. du Carrò

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quello che rimane del ghiacciaio del Carro

zuppa molto brodosa, un’insalata verde, una polenta dolce con uvetta (!?!), delle salamelle squisite ed un dolce di pasta sfoglia cioccolato e pere e, per concludere, un digestivo a base di rhum vaniglia e limone, che dall’odore ci è sembrato di più un anestetico. Insomma, non proprio tutto di nostro gusto ma ci siamo riempiti lo stomaco. Nel complesso buona la cortesia. Sazi, aspettiamo il calare del sole e finalmente testiamo i materassi della spaziosa camerata dove tutto il gruppo pernotta comodamente attendendo l’ora della sveglia all’alba del giorno dopo.

DOMENICA - Colazione alle 5 del mattino per salire in vetta. Partiamo dal rifugio col buio ed il frontalino acceso e ci dirigiamo al Col des Pariotes (quota 3057 m). Passiamo da placche montonate a tratti morenici. Il sole spunta ed il cielo è azzurro. Gli ometti sul percorso sono sparsi e sono presenti più vie di salita: Vi è visibilità e si può scegliere. Ci si deve comunque poi portare verso sinistra per raggiungere il colle, cioè bisogna allontanarsi dall’Ouille des Pariotes la cui forma è decisamente affascinante. Dal Col des Pariotes incominciamo finalmente a salire la Levanna Occidentale. Subito un

Mulinet e Martellot

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traverso su pietraia instabile con presenza di patina di ghiaccio in parecchi tratti e resti di nevaio in alcuni altri. Sempre guidati da ometti anche se meno visibili sul percorso visto la morfologia della montagna, arriviamo sulla cresta che seppur esposta non comporta l’uso delle mani, In breve raggiungiamo la sommità - ore 9.30 siamo a quota 3593 m. Spendiamo un po’ di tempo per fare le foto di rito. Ora la visibilità non è a 360°: scarsa verso la valle Orco, si scorgono a malapena il rifugio Jervis, i laghi Serrù e Agnel e il colle del Nivolet; più estesa invece sul versante francese. Conveniamo di fare la pausa conviviale al nostro ritorno in rifugio. Scesi a quota 3200 circa procediamo direttamente su quel che resta del ghiacciaio, è più diretto. La neve si in discesa sulla cresta finale

poco sotto la vetta

presenta dura ma non ghiacciata, alcuni del gruppo calzano i ramponi. Avvistiamo anche in questo caso ometti nelle oasi detritiche fino a quando puntiamo in direzione del col des Pariotes, poi ancora i tratti morenici e le placche montonate. Siamo nuovamente al rifugio. Giusto il tempo per riprendere forze e recuperare i nostri averi, salutiamo e ringraziamo i gestori per l’ospitalità e si torna a L’Ecot allegramente. Il tempo è cambiato, un po’ di pioviggine sul percorso ed una volta arrivati al parcheggio due tuoni fortissimi ci avvisano che è ora di partire. Lasciamo il brutto tempo oltralpe. Questa bellissima impresa ci ha molto gratificati e ci stimola nel proporre sempre nuove avventure con spirito di vera amicizia e solidarietà.

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CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Lanzo

40° CORSO DI GINNASTICA PRESCIISTICA I primi freddi si fanno sentire segnale che l’inverno è alle soglie, ed è in questo periodo che si incomincia a ripensare alle prossime sciate invernali, e ci si accorge di essere ancora un po’ arrugginiti nei movimenti frutto di un’estate a volte trascorsa all’insegna del riposo e del poco movimento. La sezione del CAI Lanzo come ogni anno organizza un corso di ginnastica presciistica al fine di rimettere in “piena forma” gli sciatori in previsione delle future sciate

Il corso viene organizzato nella palestra delle scuole medie di Balangero con due serate settimanali e per tre mesi Martedì e Giovedì ore 20,30 -21,30 Inizio il 3 ottobre 2017 sino a dicembre, le iscrizioni si ricevono direttamente in palestra prima delle lezioni oppure in sezione. Forte sconto ai soci cai. Informazioni CAI Lanzo tel. 360.444949 il giovedi sera ore 21-22,30 Oppure: info@cailanzo.it - 53 -


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Bruno Molino di Balme una figura di montanaro di altri tempi di Giorgio Inaudi

Il bivacco Molino, di proprietà del CAI di Lanzo, è una solida struttura in legno, con 24 posti letto, che sorge a 2280 metri di quota nelle Valli di Lanzo, nel comune di Balme. Gli alpinisti torinesi, e non solo, lo conoscono bene perché serve di base per le vie più impegnative dell’Uja di Mondrone ed è anche una piacevole meta per un’escursione in pieno versante sud, ad inizio o fine stagione. Come avviene per tutti i rifugi, nessuno sa o si chiede chi sia stato il personaggio cui la struttura è stata intitolata. Forse per questo motivo i francesi da tempo hanno smesso di intitolare i loro rifugi alle persone e sono tornati al nome del luogo. Forse è meglio così ma, dal momento che nel nostro paese la maggior parte dei rifugi recano ancora il nome di persone, di solito vittime della montagna, vorrei ricordare la figura di Bruno Molino. Vorrei farlo senza retorica, in modo sintetico e asciutto, com’era lui. Era della leva del 1930 (da noi l’età si dice ancora così) e non era montanaro di nascita e neppure originario delle Valli di Lanzo. Era quello che si dice un alpinista di città, fortissimo sghiacciatore ed arrampicatore provetto, ma dotato anche di quel senso della montagna che più facilmente si trova, ma non soltanto e non sempre, nei montanari di nascita. All’età di quarant’anni, titolare di un avviato magazzino di elettrodomestici a Torino, fa la scelta della sua vita. Con la moglie ed il figlio adolescente, adotta una bambina e si trasferisce nella borgata Cornetti di Balme per gestire un piccolo negozio di alimentari. È una scelta coraggiosa, perché le Valli di Lanzo non sono certo la montagna blasonata e alla moda. Balme è un villaggio piccolo e povero, al di fuori dei circuiti turistici. Siamo nei primi anni Settanta, e ancora non si parla di una fruizione della montagna al di fuori dell’industria dello sci di pista. Parole come trekking, ciaspole, posto tappa non sono ancora entrate nel vocabolario corrente.

Bruno Molino

Gli abitanti di Balme, poco più di cento, sono in maggioranza anziani e vivono delle modeste risorse di un’agricoltura di sussistenza. Come ovunque, i montanari sono diffidenti e, sulle prime non fanno buona accoglienza a quello straniero che pure si presenta in punta di piedi e che presto si rivela esperto artigiano, tecnico capace di riparare qualunque apparecchio e persino premuroso infermiere. Anche come soccorritore, la sua presenza è accettata dapprima con difficoltà. Ma Bruno, alpinista provetto, è soprattutto un uomo modesto, schivo, concreto e taciturno. Come i montanari veri. E i veri montanari, poco per volta, lo accettano come uno di loro. Diventa ben presto una figura di riferimento per tutti, residenti e villeggianti. L’età non più giovanissima non gli permette di coronare il suo sogno di diventare guida alpina, ma gli viene affidato l’incarico di responsabile della locale squadra del soccorso alpino. È un impegno difficile in un’epoca, siamo sempre negli anni Settanta, quando l’impiego dell’elicottero è ancora un fatto eccezionale e i soccorsi si fanno ancora a piedi, partendo nel cuore della notte, spesso con

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il maltempo, per affrontare dislivelli che si contano nell’ordine di migliaia di metri. Bruno è protagonista di innumerevoli soccorsi, alcuni dei quali anche pericolosi e drammatici, che avrebbero meritato l’attenzione dei media, se appena lui avesse cercato queste cose. Essendo il capo della squadra di soccorso di Balme è un impegno difficile anche perché è indispensabile seguire l’evoluzione del soccorso alpino verso i tempi nuovi e Bruno, sia pure dopo molti anni, rimane uno straniero, che non parla la lingua del posto, che vede le cose in modo diverso da chi non si è mai mosso dal paese. Eppure ce la fa, riuscendo a migliorare la squadra, a preparare e motivare le giovani leve.Attorno a lui si forma un gruppo di Balmesi e di villeggianti che frequentano la montagna regolarmente, che crescono alla sua scuola.Se oggi Balme sta riconquistando, sia pure a fatica, lo spazio che merita nel mondo della montagna, lo dobbiamo anche a lui.

Bivacco Bruno Molino all’Uia di Mondrone

Se oggi a Balme c’è una squadra di soccorso alpino in grado di assicurare una efficace protezione civile, in un territorio vasto ed insidioso, tutto questo lo dobbiamo anche a lui, che seppe tenere alto il testimone in tempi difficili. Per crudele ironia della sorte, quest’uomo vigoroso ed ascetico, che non fumava e non beveva neppure il caffè, venne stroncato da una crisi cardiaca all’età di soli cinquantaquattro anni. I Balmesi, e non solo loro, lo ricordano ancora.

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La Est dell’Uja di Ciamarella

(3676 m) la montagna più alta delle Valli di Lanzo di Umbro Tessiore Suona la sveglia, sono le 4.45. Un po’ di tensione perché devo andare alla Est della Ciamarella con Bruno Molino, il capo del Soccorso Alpino di Balme: lo abbiamo combinato il giorno prima. Guardo dalla finestra e quel po’ di tensione sparisce: piove, piove anche forte, quindi…! Prima di tornare a letto do ancora un’occhiata fuori: sui vetri batte forte la pioggia, la spinge il vento gelido dei primi di Novembre. Guardo in basso e sulla panchina: leggermente al riparo, intravedo Bruno. Incredulo, mi strofino gli occhi e ricontrollo: è proprio lui! Mi affaccio stupito e prima che io apra bocca lui mi dice: «Se ci fosse qualcuno in difficoltà sulla Est, dovremmo lasciarlo là solo perché piove???» Qualche tempo prima gli avevo chiesto, non senza una certa emozione, se riteneva che io potessi entrare a far parte della squadra di Soccorso Alpino. Quel giorno abbiamo salito la Est, dapprima sotto la pioggia, che pian piano si trasformava in neve appena superato il Pian Ciamarella. In punta, la Madonnina portava un candido velo bianco di almeno una ventina di centimetri. Tante altre sono poi state le occasioni in cui, anche senza parole, mi ha dimostrato che cosa intendesse lui per “volontario” del soccorso alpino, ma sicuramente quella di quel mattino è stata la prima vera lezione. Quella notte sulla Ciamarella Ormai è buio, sono quasi le 9 di una sera di settembre 1981: al mattino il tempo era discreto ma poi un fitto nebbione salito dal fondovalle ha portato la pioggia che cade fitta ormai da un paio di ore. Arriva una chiamata di soccorso per un mancato rientro: un gruppo di alpinisti che ha salito la Ciamarella al ritorno al Pian della Mussa non ritrova più un loro compagno di escursione che quel giorno si era fermato subito dopo il ghiacciaio, rinunciando alla salita per stanchezza. Avevano concordato che lui si sarebbe incamminato sulla via del ritorno mentre il resto del gruppo avrebbe proseguito verso la punta. Durante tutta la discesa

avevano sperato di incontrarlo, ma non vedendolo erano certi di ritrovarlo al Piano in attesa del loro ritorno: ma non c’era! Dove poteva essere? Controllato che per qualche ragione non fosse già andato verso casa non resta che organizzare una squadra di ricerca: lo scenario si presenta però molto complesso perché il territorio da ispezionare è immenso visto che può trattarsi di un malore o di una perdita di orientamento: bisogna pensare di cercare dappertutto a cominciare da Rocca Venoni, ispezionare l’alpeggio della Naressa, controllare il Rifugio Gastaldi ormai chiuso, calarsi nel canalone delle Capre per poi proseguire verso il Pian Gias, ecc… Piove forte e al Pian della Mussa già nevica e c’è un vento di tormenta: qualcosa bisogna pur fare anche se le condizioni sono quasi proibitive. Siamo soltanto in cinque e cominciamo ad urlare nella notte il nome del disperso. Per parecchie ore urliamo «Giovanni… Giovanni» senza alcuna risposta fino a raggiungere poi il Pian Gias. Qui la situazione peggiora ancora: la nevicata si fa intensa e il vento fortissimo ci fa perdere spesso l’equilibrio. Sembra assurdo proseguire in queste condizioni: la luce delle frontali arriva a stento a illuminare i nostri piedi a causa del turbinio dei fiocchi, non riusciamo più a sentirci se non parlandoci forte nelle orecchie per la tormenta, cominciamo a patire freddo e stanchezza. Bruno però vuole proseguire ancora un po’ lungo la morena verso il ghiacciaio: teniamo duro e lo seguiamo: ci rendiamo conto che in una situazione del genere sono pochissime le speranze di trovare qualcuno anche perché, con ben altra visibilità, la stessa strada era stata percorsa poche ore prima in discesa dai compagni di gita. Alla fine arriviamo al ghiacciaio: se possibile le condizioni si fanno ancora peggiori e alcuni di noi sono sfiniti: siamo pieni di neve e si trema dal freddo e per i crampi. Ci sediamo un momento al riparo di un roccione che dà verso la Valanga Nera: beviamo qualcosa di caldo e ci prepariamo alla discesa: è l’una di notte!

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«State fermi qui, non muovetevi, io vado ancora a dare un’occhiata sul ghiacciaio»: non ci crediamo eppure questa è la volontà di Bruno, del nostro capo, e queste parole ci arrivano come una sferzata alla nostra rassegnazione. Pur rendendoci conto della inutilità di tale tentativo, ci interroghiamo su chi di noi ha ancora forze sufficienti per seguirlo e non lasciarlo solo sul ghiacciaio, senza visibilità e senza un minimo di sicurezza. Calzati i ramponi e legata una corda, qualcuno lo raggiunge e la piccola cordata scompare subito nel buio e nella tormenta. Alla base del ghiacciaio non si parla e si ascolta in silenzio l’urlo del vento in attesa, speriamo brevissima, del ritorno dei compagni così da poter cominciare finalmente il rientro. Il tempo sembra infinito, a volte proviamo a puntare la pila verso l’alto sperando di vederli tornare ma il fascio di luce si infrange sul vortice di fiocchi a poche spanne da noi: si battono i denti e si aspetta. La radio gracchia qualcosa… ma non si capisce: la porto vicino all’orecchio «TROVATO!» E’ la voce di Bruno: non ci crediamo! «Portate su ancora una corda, è dentro un crepaccio!» Sono le 2.

pensava che a breve, appena lo avessero abbandonato le residue forze, sarebbe finita la sua vita. Dal suo terrazzino guardava verso l’alto attraverso il buco da dove era caduto e dopo la breve luce del giorno aveva poi intravisto le stelle poi solo buio fino a capire che sù stava nevicando e soprattutto che il buco si stava pian piano chiudendo a causa del vento e della neve. Capiva che per lui tutto stava finendo ma voleva resistere fino all’ultimo: il freddo lo intorpidiva sempre più e per mantenersi sveglio si procurava delle piccole bruciature sulle braccia con la brace delle sigarette.

Il versante OSO della Ciamarella su cui passa la via normale (F) Grazie a un improvvisato paranco ancorato con chiodi e piccozze nella neve inconsistente riusciamo nell’impresa di raggiungerlo e riportarlo in superficie: l’emozione è fortissima, non sentiamo neanche più freddo. «Mi erano rimaste solo due sigarette». Ci abbracciamo tutti. Durante la discesa è tutto un raccontare con euforia le proprie emozioni e sensazioni: sorridendo e prendendoci in giro anche perché per tutta la notte abbiamo urlato a squarciagola «Giovanni… Giovanni» mentre in realtà lui si chiama Giuseppe! Era caduto per il crollo di un piccolo ponte di Alle 7 del mattino arriviamo al Piano della neve, giù nel crepaccio per oltre una decina di meMussa e solo adesso, scaricata l’adrenalina, ci tri, fermo su un terrazzino di ghiaccio dalle due rendiamo veramente conto di ciò che abbiamo del pomeriggio: sentiva sotto di lui, parecchio più portato a termine. giù, scorrere l’acqua sul fondo del ghiacciaio dove Nei giorni successivi si è poi parlato tanto di questo soccorso, della casualità, della fatalità e della Da sinistra: Bruno Molino e Umbro Tessiore sulla vetta della Ciamarella durante l’esercitazione fortuna che ha fatto sì che l’operazione avesse successo: in realtà è stata soltanto la forza e la caparbietà di Bruno Molino ad aver salvato la vita di Giuseppe. P.S. So che per questo e per tanti altri soccorsi non ti è stato detto neanche un semplice grazie; nella tua immensa umiltà non lo hai mai neppure fatto notare… se mi permetti però adesso te lo voglio proprio dire io: GRAZIE BRUNO. Umbro Tessiore - 57 -


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Ufficio Turistico di Lanzo “Le casette I.A.T. estive”

i nostri stagisti degli Istituti Sup. linguistici: F. Albert e T. D’Oria E naturalmente lo sportello Diurno C.A.I. di Wilma Borgna Eccomi qui come promesso, a raccontarvi il 2° anno dell’Ufficio Turistico di Lanzo t.se e la rete che si è cercata di creare sul territorio delle Valli di Lanzo, con la riapertura estiva delle Casette in legno I.A.T. che non si sapeva, dopo la chiusura della Comunità Montana e la nascita di “Ben due “ Unioni Montane nel comprensorio delle Valli di Lanzo, ci sarebbero stati i fondi per far funzionare le casette e pagare gli stipendi a 8 persone: dall’ultimo wek-and di giugno- tutti i wek-and di luglio- agosto tutto il mese no stop- chiusura dopo il primo wek-and di settembre 2016. Ebbene si, l’Unione Montana Valli di LanzoCeronda- Casternone- Tesso e Malone 12 Comuni (con 4 persone), l’Unione Montana Alpi Graie 5 Comuni (con 2 persone), sono riuscite a trovare i fondi. Mancava solo qualcuno che riaprisse porte e finestre, togliesse la polvere dei lunghi mesi di chiusura, seguisse le giovani persone che vi avrebbero lavorato, controllasse che il telefono- internet funzionassero in modo che sabato 25 giugno 2016 da U.T. Lanzo partisse sul Web: “Buongiorno! Qui U.T. casa madre, siete presenti nelle vostre postazioni ?!” “ Chi poteva fare tutto ciò ? “ Se non il nostro Presidente Gino Geninatti, instancabile trascinatore di Volontari C.A.I. “ creature a volte strane “, che per un’altra stagione hanno creduto, che l’unione fa la forza e la cooperazione fa sbocciare e crescere progetti che a molti possono sembrare utopici, ma che cos’è un’utopia positiva se non una speranza? Credo sia stato un esperimento riuscito, almeno spero ! Perché da metà maggio non so quante volte ( in particolare Gino) siamo andati ad aprire le casette, per controllare il materiale, datato, ancora in dotazione da offrire ai turisti è tutto ciò che poteva essere utile a chi vi avrebbe lavorato: Ceres e Cantoira per Unione Montana Valli di Lanzo, con Val Grande sino a Chialamberto- Val d’Ala dove operava un U.T. ad Ala di Stura ( non in legno), voluto dalla municipalità, esercenti e

Proloco. Poi la casetta di Viù: Unione Montana Alpi Graie, anche per i Comuni di Lemie e Usseglio, infine a Pialpetta di Groscavallo dove il Comune ha provveduto a ridare vita alla 4° casetta in legno in modo autonomo e abbiamo collaborato con le due simpatiche ragazze che vi hanno lavorato. Si, lo so, può sembrare un po’ strano e contorto il discorso, a volte mi ci sono persa anch’io, mi sembrava di non ricordare di quale Unione fosse la Tal casetta, ma uno dei principi del C.A.I. (in special modo la nostra sezione) è di essere super parte e collaborare con tutti coloro che cercano il nostro aiuto, quando sia possibile farlo. In caso la situazione non fosse abbastanza ingarbugliata, siamo riusciti a portare avanti anche un progetto che accarezzavo dal 2015: avere l’aiuto degli studenti dell’Istituto Superiore F. Albert, per quanto concerneva tradurre i folder per turisti sulle Valli di Lanzo dall’italiano all’inglese. Il progetto è diventato attivo dalla primavera 2016, grazie a direttive scolastiche europee, che prevedono per gli studenti dalla classe 3° alla 5° Istituti Superiori di collaborare con stage di 200 ore spalmabili nel corso di tre anni scolastici, con ditte (studio lavoro) enti o associazioni di volontariato. Con Gino, siamo stati all’Istituto sup. F. Albert di Lanzo e in seguito all’Istituto sup. T. D’Oria di Ciriè, a spiegare agli studenti, il nostro progetto sul tradurre il materiale turistico promozionale del nostro

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ufficio, impegnandoci anche a far conoscere il territorio delle Valli, cosa facciamo nel recupero dei sentieri, mediante dei filmati. All’inizio sembrava che il tutto scivolasse sugli studenti, poi inaspettatamente hanno risposto dall’Albert 11 studenti tra ragazze e ragazzi e 4 dal D’Oria, di cui uno diversamente abile. Superfluo dire che da Marzo in poi la mia vita è diventata una girandola di impegni, anche nuovi per me, non sono un’insegnante, ma solo una appassionata della storia delle nostre Valli, conoscitrice di molti sentieri, di cosa si può vedere sul territorio...lasciamo perdere il fatto di avere imparato un po’ di inglese in modo da poter capire più o meno cosa traducevano i giovani collaboratori. Ma si dice che quando si ha la testa dura...sono riuscita a far tradurre più di cento folder: sentieri natura, trekking di alta montagna, rifugi, ferrate, laghi, paesi, Musei minori, leggende, “storie di Masche”. Con l’arrivo dell’estate e i mesi così detti vacanzieri, un buon numero dei miei aiutanti sono rimasti con me: Beatrice, Elena, Giulia, Andrea Rebecca, Federico, Rodolfo (un grazie particolare a Federico e Rodolfo) che mi hanno aiutata a colloquiare in inglese con i turisti: olandesi, tedeschi, svizzeri, un americano e un irlandese, qualche francese, un catalano, molti turisti parlano un po’ di italiano, per mia fortuna! Ho passato pomeriggi interi, a casa, a riordinare tutte le traduzioni, cercando quanto più possibile di dividere gli itinerari per ogni valle, partendo dalla bassa valle, collegando i paesi, i sentieri sino ad arrivare ai rifugi e percorsi per mountain- bike. Anche quest’anno, tranne qualche eccezione si è lavorato con il sempre più datato materiale ( vecchi anche più di 10 anni ), della ex Comunità Montana, i più gettonati i 21 folder del CAI. Così mentre comparavo faticosamente i folder dall’italiano all’inglese, rileggendoli uno per uno, ho scoperto imperfezioni, situazioni che non esistono più, sentieri ancora senza i numeri del catasto Regionale, millantate aree che però sono solo di sosta ma non attrezzate per i Camper, che sono anche stranieri, si salvano Usseglio, Groscavallo in parte Viù, ma ops sono tutti paesi dell’Unione Montana Alpi Graie, noi ci accontentiamo di Cantoira, del polisportivo di Lanzo che funziona bene , l’area da picnic tra Cafasse e Lanzo, ops dimenticavo la zona balneare: il Parco del Ponte del Diavolo, bi-

strattato dai cittadini in vena di fare una bella grigliata, bruciando magari anche una bacheca del Cai! Ma qualche straniero ci è andato comunque. Ma nonostante omissioni o favolette, solo a Lanzo abbiamo avuto in due mesi più di 200 passaggi (essendo aperti una media di 13 giorni al mese, 30-33 ore), di cui 30 stranieri (Turisti Veri !). Nelle casette hanno lavorato no stop tutto agosto, ovviamente molti di più!) Sette delle nostre stagiste hanno aiutato gli informatori turistici delle casette, che ringrazio: Arianna e Emiliano, Milena e Cristina, Annamaria e Gabriele, Francesca e Irene, Rachele aiutata da Valentina e Giulia C. - grazie a Jennifer che ha lavorato alla biblioteca del Borgo Francesetti...si a pensarci bene è stata una buona rete di comunicazione! Tranne qualche assenza, per cause di salute mia, Doriano ed io abbiamo lavorato senza fare vacanze, quando poteva Marina ed il vulcanico Gino a risolvere ogni imprevisto. Siamo di nuovo a settembre e tutto langue, il gran lavorio è passato, le Casette I.A.T. hanno sprangato porte e finestre, gli Stagisti sono tornati a scuola...nei tempi morti dei mesi autunnali, in attesa dell’inverno che porterà i soci CAI a rinnovare le tessere, Doriano mi scansionerà tutto quanto è stato tradotto, per la prossima puntata di questa impresa ( se qualcuno lassù mi darà la forza per proseguire), basterà un cliccare sul PC e dalla stampante uscirà il folder in inglese: here you can! Un grazie a tutti coloro che hanno lavorato con me, scusate se a volte sono stata noiosa, collerica, ma la mole di lavoro è stata notevole e gli anni si fanno sentire. Spero di aver trasmesso a tutte le giovani persone che mi sono state accanto, qualcosa del mio sapere riguardante questo territorio, da conoscere e salvaguardare per il loro futuro, senza pensare che sono una strana signora datata “un po’ Masca”.

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Sono previste una serie di manifestazioni anche per ricordare i 70 anni di nascita del Cai a Lanzo come sottosezione Montelera nel 1947.

26 marzo 2017

Assemblea GR Piemonte con tutte le 82 sezioni della regione.

6 Maggio 2017

ore 10 preso salone atl inaugurazione mostra “70 anni di cai a Lanzo� Ore 21 presso Lanzoincontra Proiezione immagini sulla storia dei 50 anni della sezione

Cai Lanzo

Cai Bolzaneto

8-9 Lugio 2017

Gemellaggio con Sezione CAI Bolzaneto Delegazione ospiti presso la baita sociale Gita alla Bellavarda con posa targa ricordo

Cai Lanzo

Cai Bolzaneto

16-17 settembre 2017

Gemellaggio con Sezione CAI Bolzaneto Delegazione Lanzese ospiti in liguria Gita in localitĂ ligure

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Breve storia della sezione CAI di Lanzo Torinese di Stefania Fornelli Genot

Le Valli di Lanzo hanno da sempre ispirato attrazione in chi le ha viste, suggerendo percorsi incantati tra specchi d’acqua e pendii scoscesi, in spettacolari cornici d’alta quota. Negli abitanti di Lanzo, questa passione è stata sempre presente e ha dato luogo, nel corso del tempo, alla creazione di gruppi di persone desiderose di immergersi in questi paesaggi. Amici e parenti frequentano già negli anni ’30 la valle in estate (facendo gite, per esempio, al Rocciamelone) ed in inverno, quando praticano lo sci a Pian della Mussa, a Balme o in Valle Tesso. Risale al 1919 il primo gruppo di giovani, fondato dal parroco della chiesa della “Madonna del Borgo”, che organizza gite in valle. Numerosi gruppi cattolici (e, dal 1943, anche gruppi femminili) si susseguono nel tempo a Lanzo, e tutti mostrano questo desiderio di conoscere meglio le montagne che circondano la città. È in questi gruppi che si formano le amicizie che porteranno alla creazione di quella che oggi è nota come Sezione CAI di Lanzo. Alla fine del 1946, infatti, alcuni amici si ritrovano presso il Bar Stazione (punto di ritrovo abituale per chi, all’epoca, frequenta per sport la montagna): alcuni di loro sono già soci del Club Alpino Italiano e con altri amici presenti  decidono di costituire una sottosezione del CAI presso il loro paese. Nasce la sottosezione del CAI Monte Lera, affiliata alla sezione CAI di Ciriè (che è la più vicina), grazie all’opera del suo primo Direttivo, composto da F. Maffei, R. Goitre, C. Vianzone, A. Borla, N. Enrici, F. De Negri, G. Belli (direttore del Cotonificio Valli di Lanzo), G. Limone e le sorelle Renzi. Il primo Consiglio Direttivo è tenuto presso il Bar Stazione, che rimane la sede ufficiale di ritrovo, mentre il recapito è spostato presso l’antica “Farmacia Lissi” in via Cibrario, il cui farmacista è anche il primo reggente della sottosezione (Antonio Salzotto). Si hanno così le prime tessere con il timbro della sottosezione Monte Lera e i primi iscritti: Bastianini, Possio, Valetto (proprietario dell’omonimo negozio di articoli sportivi presso cui era possibile fare anche le iscrizioni al CAI, oltre che in farmacia); in totale, al momento della fondazione, la sottosezione consisteva in 15 soci. Le prime gite sociali sono per lo più di sci

alpino ma si fanno anche gite alpinistiche. Negli anni ’50 si aggiungono man mano nuovi iscritti, ma il Direttivo della sottosezione si concentra di più sulle gite in sé che sullo sviluppo della Monte Lera. I rapporti con la sezione madre di Ciriè sono sporadici e limitati ad alcune gite. Raramente, i soci della sottosezione intervengono alle attività di rappresentanza (eccezionalmente si ha una rappresentanza lanzese all’inaugurazione del bivacco del CAI Uget di Torino nella Val di Sea nel 1957).  Nel 1964, visto il continuo aumento di iscritti, la sottosezione acquista dei rappresentanti nel Consiglio Direttivo della sezione di Ciriè ma iniziano anche i dissapori con la sezione madre che porteranno alla  separazione. Il 28 febbraio 1966, nel corso di una riunione collettiva di tutti i soci della sezione e sottosezione  (con più di 120 partecipanti), i 33 soci della Monte Lera chiedono ufficialmente l’istituzione di una sezione lanzese. In seguito alla raccolta di 133 firme a favore (contro le 100 richieste dal Regolamento dell’epoca) la nuova Sezione di Lanzo riceve il nullaosta dalla Sede Centrale il 30 ottobre 1967 e la nuova sede sociale è spostata nei locali della Pro loco in Via Scalinata della Torre a Lanzo. Il suo primo  Direttivo è  composto dal  presidente Piero Possio (già reggente della sottosezione), dal vicepresidente Attilio Bonci, dalla segretaria Silvia Nepote, dal tesoriere PierGuido Pizzato e dai consiglieri Giovanni Gisolo, Giorgio La Manna, Giovanni Baima, Franco De Paoli, Ezio Di Gaetano, Maria Griglione e Piero Marino. Per festeggiare la nomina, nel 1968 è stata organizzata una gita sociale a Punta Maria, con la  posa in vetta di una croce in ferro e di una targa a ricordo dell’anno di fondazione. Una seconda targa sarà posta in occasione del decennale della fondazione. È in questa nuova sezione che andranno a confluire i soci dei diversi gruppi

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giovanili e cattolici della zona, grazie ad un programma di gite sociali sempre più articolato e che prevede anche escursioni fuori dalle Valli di Lanzo. Si comincia anche a pensare alla realizzazione di un bivacco ai Laghi dell’Autaret, ma tale scelta sarà abbandonata a favore del Bivacco Molino sotto l’Uia di Mondrone (inaugurato il 28 giugno 1987 e realizzato grazie all’opera volontaria di alcuni soci nell’autunno del 1986). Nel  1970 la sede della Sezione di Lanzo viene spostata in Via San Giovanni Bosco 33, nei locali concessi dal Comune di Lanzo: la sede è inaugurata venerdì 17 luglio e nella stessa sala trovano posto anche altre associazioni sprovviste di sede (nel 2006, ha sede qui l’AVAL). Attualmente la sede si trova in Via G.B. Savant, 1. Il 5 settembre 1982, la Sezione CAI di Lanzo si è gemellata con la sezione francese Maurienne (evento ricordato da una targa presso il Colle d’Arnas); nel 2000 è entrata a far parte dell’Intersezionale Canavese – Valli di Lanzo che raggruppa le 12 sezioni CAI dei 2 comparti. Con il crescente numero di soci, nel corso degli anni, la Sezione si è strutturata con l’istituzione di due sottosezioni: nel febbraio 1992 si crea la sottosezione Val Grande, con sede in Via Roma a Cantoira, mentre nell’ottobre 1993 si istituisce la sottosezione Val di Viù, con sede in Via Roma 32 a Viù. Nel maggio 1996 la Sezione ha inaugurato la sua “Baita Sociale San Giacomo”, sopra Chiaves, alla presenza di un rappresentante della Commissione Centrale dei Rifugi e nel 1997 ha aggiunto al suo attivo anche il ”Museo Miniera di Talco Brunetta”, sopra Vrù. L’ultima fatica della Sezione è la creazione, nel  2006 e in collaborazione con l’AVAL, del “Museo dell’Alpinismo nelle Valli di Lanzo” con sede nei locali sezionali. Dal momento della sua fondazione, la Sezione di Lanzo si è fatta promotrice di numerose iniziative. Le gite sociali sono varie: dal 1978 sono state proposte dalle diverse Commissioni Sezionali (composte sempre da soci CAI e rinnovate con il Direttivo ogni 3 anni) gite di escursionismo, alpinismo, sci, ciaspole, mountain bike, in valle e fuori valle, con gradi di difficoltà variabile e rivolte a fasce differenti di amanti

della montagna, in base alle diverse capacità dei soci. Le stesse Commissioni, nel corso degli anni, hanno istituito corsi e lezioni tematiche riservate ai soci: alpinismo, erbe spontanee commestibili, orientamento con le stelle, orientamento con la bussola, sci di fondo, sci da discesa, snowboard, pattinaggio su ghiaccio, ginnastica presciistica, meteorologia, arrampicata su roccia. Dal 1969 la Sezione si è anche interessata alla formazione generale dei suoi soci (e anche non soci) con incontri e proiezioni di film e diapositive in diverse occasioni (es. “I Martedì del CAI”, le feste di paese) a tema montano, anche non alpino, nonché numerose pubblicazioni in collaborazione con gli Enti locali;  attua inoltre una politica di collaborazione con le scuole della zona per organizzare gite semplici, allo scopo di portare i giovani a conoscenza dell’ambiente che li circonda: è da ricordare a questo proposito l’iniziativa “Adotta un sentiero” del 2003 che ha portato le scuole medie di Lanzo a conoscere i retroscena della cura dei sentieri di montagna. La Sezione si è anche impegnata in manifestazioni internazionali (basta ricordare le 6 edizioni del “Festival Internazionale della Fotografia di Montagna”, a cui hanno partecipato più di 30 nazioni negli anni compresi tra il 1969 e il 1985) e locali (come il “Meeting di Arrampicata Sportiva” del 1992), senza tirarsi indietro nelle situazioni difficili come il terremoto del Friuli nel 1976 o le alluvioni nelle Valli di Lanzo del 1993 e del 2000, dove l’aiuto dei volontari del CAI è stato apprezzato. A livello locale, la Sezione di Lanzo collabora con numerose associazioni ed enti per diverse manifestazioni come per esempio “Porte Aperte allo Sport” nel 2000 e nel 2002 (Comune di Lanzo) e la sistemazione dei sentieri nelle Valli (per citarne alcuni, i sentieri del Parco del Ponte del Diavolo, l’antica strada per Viù, il Sentiero Natura di Balme, il sentiero dei Castel d’le Rive a Vonzo, lavori effettuati in collaborazione con i Comuni e con altre associazioni locali). Con poco meno di MILLE soci, attualmente quella di Lanzo Torinese è la più grande Associazione delle Valli di Lanzo e del Ciriacese.

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l ’Annuario 2017

C.A.I. Sezione di Lanzo

Commissione sentieri e segnaletica Attività 2016 Salute a tutti. Mi presento, sono Reano Ivo, nuovo presidente della commissione sentieri. Voglio innanzitutto ringraziare il precedente presidente per l’eccezionale lavoro svolto negli ultimi sedici anni. Mi trovo a partire con una squadra di persone che hanno la montagna nel cuore e il rastrello (o la motosega) nella mano. Siamo un bel gruppo e sono sicuro che cresceremo, perché la nostra commissione è il fiore all’occhiello della nostra sezione. Ed ora i doverosi ringraziamenti alle persone che hanno permesso al nostro gruppo di operare, dandoci il necessario sostegno burocratico e quasi indispensabile sostegno fisico nella parte che sempre conclude le nostre giornate di attività. Intendo quindi ringraziare le amministrazioni dei comuni di Ceres,(pulizia del sentiero tra Monti di Voragno e Bracchiello), perché per la terza volta ci riempie il cuore, per il suo amore alla montagna, e la pancia, col suo amore per la cucina.... Poi Coassolo, dove abbiamo reso nuovamente (più) visibile il pilone del Merlo. Quindi Can-

toira che al termine della pulizia del sentiero per la Brunetta ci ha fatto mangiare come si deve… Una nota di plauso al gruppo degli aquilotti che ogni anno hanno un sentiero da pulire tutto per loro! E naturalmente un sentito grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto in vari modi: A chi ci ha dato una mano per capire dove passava una volta il sentiero A chi ci ha ringraziato che “finalmente qualcuno puliva quel sentiero”. A chi ha lavorato per rifocillarci, anche esagerando, ma sempre con la voglia di partecipare al nostro spirito: RENDIAMO AGIBILI I PERCORSI IN MONTAGNA Perché è facendo fatica che si raggiungono i più alti livelli di pensiero. Infine voglio spendere una parola su coloro che denigrano il nostro lavoro: vi ho sentiti dire che un certo sentiero non è più percorribile, venite da noi e mettiamoci d’accordo sul giorno per riaprirlo! Ivo Reano

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Calendario Giornate di Pulizia Sentieri 2017 DOMENICA 2 APRILE PULIZIA SENTIERO Fontana Argento - Tortore (Pessinetto/Lanzo) Ritrovo Sangri-La (Lanzo) alle ore 7,30 DOMENICA 30 APRILE PULIZIA SENTIERO Procaria - Ciaminal (Ceres) Ritrovo Sangri-La(Lanzo) alle ore 7,30 DOMENICA 28 MAGGIO PULIZIA SENTIERO Anello Val Servin (Balme) Ritrovo Sangri-La (Lanzo) alle ore 7,30 DOMENICA 11 GIUGNO PULIZIA SENTIERO Pianardi - Alpe San Berne (Chialamberto) Ritrovo Sangri-La (Lanzo) alle ore 7,30 Al termine di ogni giornata merenda sinoira Munirsi di roncola e guanti (+ pranzo al sacco) (Possibilità di usufruire del materiale della sezione per chi ne fosse sprovvisto)

intervenite numerosi - 65 -


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Commissione Speleologica del Cai Di Lanzo Attività Anno 2016

Con la gita dello scorso 10 settembre si è ufficialmente conclusa l’attività speleologica del 2016 della nostra Sezione. La nuova commissione speleo, istituita lo scorso gennaio, sotto la guida del presidente Marco Barchi e del vicepresidente Paolo Debernardi, ha organizzato e gestito numerose visite guidate alle grotte di Pugnetto ed al museo della miniere Brunetta, due siti molto diversi tra loro ma entrambi estremamente affascinanti. La grotta di Pugnetto, sito protetto della Comunità Europea, ha permesso a gruppi di aspiranti speleologi, guidati dai nostri intrepidi accompagnatori, di esplorare un ambiente ipogeo naturale, nelle cui camere e cunicoli si vivono straordinarie sensazioni: l’avventura nel percorrere passaggi che paiono scendere verso gli abissi (per di più non tracciati e segnalati), l’emozione di sapere che in quelle camere completamente buie e fredde (la temperatura è di 10° tutto l’anno) si sono rifugiati i nostri partigiani in tempi ormai lontanissimi, lo stupore di ve- 66 -


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dere qualche esemplare di pipistrello appeso alla volta sopra le nostre teste, la curiosità di vedere insetti completamente bianchi e ciechi che vivono esclusivamente nella grotta di Pugnetto e si nutrono di pezzi di legno presenti da tempi lontani. Tutto questo, accompagnato da effetti sonori straordinari tra cui il “silenzio della grotta”, assoluto ed inquietante, interrotto solo dalle gocce d’acqua che cadono rumorosamente dalla volta. Un esperimento abituale con gli esploratori è proprio quello di radunare il gruppo vicino alla sorgente sul fondo del ramo principale, spegnere tutte le torce e ascoltare il silenzio (sperando che poi le torce si riaccendano). Da aprile la grotta è stata visitata in diverse occasioni. Le gite organizzate hanno accompagnato visitatori appartenenti a diverse sezioni del CAI. A queste si sono aggiunte le esplorazioni rivolte alle scuole medie. Circa duecento persone tra adulti e ragazzi hanno esplorato le grotte e visitato il vicino museo, ansiosi di ripetere questa esperienza anche il prossimo anno. Completamente diverso è il contesto della Miniera Brunetta, chiusa dal 1979. La miniera non è purtroppo visitabile per motivi di sicurezza già da diversi anni; sono sempre più frequenti i crolli di blocchi di talco ancora presenti sulle volte. Il vero spirito di questa meta non è però nelle viscere della miniera, bensì nella possibilità di visitare gli ambienti nei quali vivevano i minatori, unito allo spettacolare paesaggio nel quale il sito è collocato. Il percorso di avvicinamento alla miniera dura

poco più di un’ora e permette di imbattersi in opere a grandezza d’uomo create da un artista del posto (la torre di Pisa e la Mole Antonelliana), in fitti boschi e paesaggi mozzafiato. Il sentiero termina su una terrazza sulla quale si affacciano i locali a servizio della miniera: la cucina dove i minatori preparavano i loro pasti al termine di ogni giornata di lavoro, il locale di ricovero della locomotiva, che sembra pronta a riprendere il servizio. Vi sono ancora le suppellettili e le attrezzature che i minatori utilizzavano, tra cui vecchi scarponi ed indumenti di lavoro. Sulla terrazza sono ancora presenti due carrelli posizionati sulle rotaie che conducono all’ingresso della miniera, ormai chiusa. Un vero salto nel passato che ha permesso ai visitatori di vedere e toccare con mano come vivevano i minatori una volta usciti dai cunicoli. Inoltre, grazie ad alcuni membri della nostra commissione, aventi il titolo di Guide Escursioniste professionali qualificate, abbiamo accompagnato in queste attività anche persone non socie CAI, facendo loro scoprire posti indimenticabili, belli e misteriosi, in maniera del tutto GRATUITA e valorizzando l’importanza di iscriversi al CAI per partecipare alle numerose attività ed iniziative della nostra sezione. Questo è quanto siamo riusciti ad organizzare in quest’anno. Speriamo di avervi incuriosito e trasmesso la passione che ci anima. Con un ringraziamento ai membri della commissione, che hanno reso possibili queste attività, vi auguriamo una buona stagione invernale ed arrivederci al prossimo aprile con la prima esplorazione speleologica.

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Sconto € 5,00 ai soci CAI che presentano l’annuncio o la fotocopia

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Pittori del C.A.I. .......si diventa!

Un segno bianco e rosso ti conduce alla meta. Puoi raggiungere il colle, il rifugio, il lago o il bivacco, anche con la nebbia. Un segno bianco e rosso lo puoi vedere da lontano. Ti indica il percorso, ti accompagna lungo il sentiero. Lo sanno bene i pittori volontari che dedicano una parte del loro tempo a risegnalare vecchi sentieri o a marcarne di nuovi. Di buonora preparano il cestello del pittore: un contenitore in plastica, utilizzato di solito per trasportare i pintoni, con quattro scomparti. Nel primo viene collocata la latta del bianco, nel secondo quella del rosso, nel terzo i pennelli e una spazzola con le setole in fer-

ro per pulire le rocce ricoperte di muschio, o alberi; nell’ultimo scomparto c’è il solvente! I guanti e una tenuta usurata sono indispensabili... il lavoro è sporco! Si parte presto, dopo aver consultato la mappa e il tracciato GPS. Arrivati sul posto, pennelli e cestello alla mano, ci si incammina molto motivati. Si cercano le pietre più visibili e gli alberi con la corteccia più liscia; quella del faggio è la migliore, mentre quella della betulla risulta essere la meno adatta perché si sfoglia facilmente....... e poi bianco su bianco... Lungo il percorso, mentre si pittura, ci si pone sempre la stessa domanda: questo segno è per chi scende o per chi sale? Alla fine c’è sempre “un munta e cala” e quando ti giri, magari scopri che il bollo appena fatto non è visibile.... e così torni sui tuoi passi a farne un altro! Quando giungi alla fine del tracciato sei stanco, hai fame. Ti sembra di aver fatto 1000 m. di dislivello, in realtà erano la metà! Terminato il lavoro e tornati al punto di partenza si è comunque sempre soddisfatti. Perché sai che un itinerario ben segnalato darà la possibilità a chi cammina di godersi la salita …. e il paesaggio che lo circonda, senza tema di perdersi!

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La nostra sezione verso il Sociale

“Cammino dunque sono”

Mentre le foto delle tre uscite in montagna di quest’estate con il nuovo gruppo scorrono lentamente davanti ai miei occhi, ripenso a tutto ciò che è successo prima, affinché questo progetto potesse diventare realtà. Era infatti parecchio tempo che ci pensavo, da quando cioè avevo partecipato, invitata da una collega dell’Associazione “Àncora” di Torino, ad un incontro al Monte dei Cappuccini, sede storica del CAI Torino, dei rappresentanti del movimento “Montagnaterapia”, nell’autunno del 2013, in occasione di uno dei tanti eventi promossi per festeggiare i 150 anni del Club Alpino Italiano. Iniziai a parlarne con una collega di un altro Centro Diurno, che come me ha la passione della montagna, che mi permise di fare le prime riflessioni sui nostri ragazzi, ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi. Venne poi il IV Convegno Nazionale a Cuneo nell’ottobre 2014 (che viene svolto ogni due anni) promosso sempre dallo stesso movimento e dall’ASL CN1. Anche in quell’occasione le sollecitazioni e le riflessioni non sono mancate… Stava maturando in me l’idea che portare alcuni ragazzi con disabilità a camminare in montagna poteva funzionare, ma mi mancava ancora qualcosa… Non volevo portarli a “camminare e basta”. Questo primo obiettivo già di per sé poteva essere interessante, visto che quasi mai riu-

sciamo a farlo: infatti seguiamo anche molte persone che non possono camminare e sono su una sedia a rotelle. Quindi, specie in estate, quando terminano per alcuni il lavoro e per tutti le attività educative, ricreative e sportive, cerchiamo opportunità accessibili a tutti. Il mio vero intento era creare delle occasioni di vera integrazione tra persone normodotate e persone disabili: volevo dunque costituire un gruppo di persone, magari anche molto diverse tra loro, ma che avessero un interesse comune, che è poi quello di camminare insieme in montagna perché ciò dà gioia, dona benessere, perché stare insieme in modo spontaneo è bello, permette a ciascuno di essere se stesso, di creare legami con chi ci va più a genio; e poi dà naturalmente l’opportunità di vedere posti incantevoli. Senza dimenticare che ci dà anche la possibilità di confrontarci con un aspetto personale come la fatica fisica, spesso così temuta o addirittura detestata nella nostra società: la resistenza alla fatica invece, se impariamo man mano a gestirla, aumenta la stima di sé e nelle proprie capacità, oltre a mantenerci in salute... Ora le cose iniziavano ad essere più chiare: il Camminare, il Gruppo e la Relazione dovevano essere i perni di questa nuova esperienza. All’inizio della primavera 2016 dunque mi costrinsi a metter giù le idee per iscritto, sia perché scrivendo di solito

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mi obbligo a scendere con i piedi per terra, ad essere concreta, sia perché volevo condividere questi miei pensieri con i miei colleghi e con quelli dei centri diurni vicini, ossia quelli di Ciriè e Mathi. Così, come il vino di qualità, che diventa buono solo con il passare del tempo, senza fretta, il progetto “Una montagna per tutti” prendeva via via forma: dopo un paio d’incontri tra gli educatori interessati all’idea, in cui abbiamo valutato attentamente le persone da invitare, uno con la collega de “L’Àncora” che ci ha raccontato la sua esperienza di diversi anni di accompagnamenti in montagna di persone disabili, ed uno con i nostri dirigenti che dovevano approvarlo, tutti sono stati concordi che cercare una collaborazione con una Sezione locale del CAI era fondamentale, soprattutto per la scelta dei percorsi e delle mete da raggiungere; così la preferenza è andata al CAI Lanzo, di cui conoscevo bene il Presidente che si era sempre dimostrato disponibile e sensibile alle richieste di collaborazione. E tutti hanno capito di aver fatto la scelta giusta fin dalla prima uscita, quando non ancora giunti alla base di partenza della gita la foratura di un pneumatico del pulmino sembrava compromettere la camminata: gli amici del CAI non solo ci hanno raggiunto, ma ci hanno dato una mano decisiva per permetterci di ripartire e trascorrere una bella giornata insieme. I ragazzi e le ragazze hanno già in quell’occasione dimostrato di aver molta pazienza, segno che probabilmente ci tenevano molto alla giornata:

poi hanno camminato tutti senza problemi da Almesio a Chiampernotto (Val di Ala), che era la prima mèta, tra i profumi del bosco, lo scrosciare delle acque dello Stura, il parlare l’un con l’altro per iniziare a conoscersi meglio all’interno del gruppo, il piacere di rifocillarsi con il pranzo al sacco. Tanto che tutti sono stati d’accordo nel rientrare camminando anche lungo l’itinerario di ritorno, che era previsto “a quattro ruote”. La sosta al bar per tutti, ma in particolare per far finalmente prendere il tanto agognato caffè a Pier, ha concluso in bellezza la prima escursione di giugno. “Felicità non è avere tutto ciò che si desidera, ma desiderare tutto ciò che si ha” recitava l’aforisma sulla bustina di zucchero al bar della seconda gita, a luglio. Al ritrovo tutti erano stati insperatamente puntualissimi così eravamo in anticipo di ben mezz’ora a Mathi per recuperare gli ultimi amici del centro diurno: e così vuoi non fare una sosta davanti ad un buon caffè per iniziare bene la giornata? Naturalmente successone e poi via verso la Val Grande per la camminata da Bonzo a Pialpetta, con arrivo in un paesaggio da cartolina svizzera e “sorpresona” con il buffet offerto a tutto il gruppo dal Comune di Groscavallo: ragazzi, educatori e volontari al settimo cielo!! Visita alla mostra fotografica sul paese di oggi e di un tempo e “avvicinamento” alla polentata organizzata dalla Pro Loco tra i vicoli del borgo. Qui la lunga attesa per il pranzo, dovuta ad un afflusso imprevisto di visitatori, ha inquietato qualcuno, ma il piat-

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to fumante ha poi sciolto ogni apprensione e rallegrato visibilmente il gruppo. Durante il percorso di ritorno altra sorpresa, una signora di una baita lì nei pressi, a noi sconosciuta, ha dimostrato tutta la sua generosità offrendoci caffè e biscotti fatti in casa… Ma non dovevamo fare escursioni anche per migliorare la linea?!... Anche la seconda era andata alla grande scoprendo diversi veri camminatori. La terza gita Balma-Pianass (Val di Viù) a settembre è stata bella, con una pendenza superiore alle precedenti escursioni. La meta è stata raggiunta in due ore di camminata lenta, in un paesaggio incantevole, soprattutto per quanto riguarda il borgo della Balma, da cui siamo partiti, e quello di arrivo. Con gli accompagnatori CAI si è condivisa la passeggia-

scente, o in termini di distanza o in termini di dislivello: altro aspetto molto apprezzato delle proposte del CAI. Per tirare le somme di queste prime uscite de “Una montagna per tutti”, possiamo dire di ritenerci soddisfatti: il progetto fin dal principio non ha voluto avere obiettivi terapeutici specifici, ma piuttosto è stato pensato per permettere alle persone disabili l’inserimento in attività basate sulla valorizzazione e sullo sviluppo delle competenze, sul raggiungimento della massima autonomia possibile e sulla possibilità di inserimento in una vita di relazione normale, senza condizionamenti o pregiudizi. Siamo portatori della consapevolezza di quanto il contatto con la natura e le attività all’aria aperta procurino benessere ed equilibrio a tutte le per-

ta, con un ascolto attento da parte loro, penso a Massimo che ha potuto parlare molto con Marino, uno dei soci CAI, e raccontare di sé: mentre si camminava ci si scambiava pareri e racconti di vita. Abbiamo sostato a lungo e mangiato a Pianass, un borgo ristrutturato davvero molto bello. Devo dire infine che per me la gita è stata “un regalo” per la compagnia che ci si è fatti e per la meta raggiunta da tutti, con grande soddisfazione. Ci è spiaciuto di non poter condividere alla discesa il saluto al bar con tutti, ma una persona che abbiamo accompagnato doveva tornare presto a casa. Ci siamo detti che sarà per la prossima volta. Le tre gite hanno richiesto un impegno cre-

sone, non solo a quelle disabili. “Cammino, dunque sono” afferma Riccardo Carnovalini, fotografo e camminatore. I nostri ragazzi non lo sanno dire in quel modo… Ma la migliore prova che le cose stanno funzionando come le avevamo sognate è che più di uno di loro, dopo qualche giorno dal ritorno dalla gita, inizia a chiederci: “Quando andiamo di nuovo camminare?”. Voi che ne dite? Cammino dunque sono… Scritto a più mani dagli educatori dei Centri Diurni Integrati di Borgaro-Ciriè-Mathi: Luisa, Manuela, Michele, Paola, Paolo.

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LEM

Laboratorio Energia Mentale

Attività 2017 22 gennaio

Ciaspolata nella Valle dei Tornetti

12 febbraio

Ciaspolata nella Valle degli Asciutti

1 maggio

Uja di Calcante (1614 m) Punta panoramica sopra Viù con salita da Get e rientro a Corgnolero passando da Salvagnengo. Dislivello ca 700 m, tempo di salita circa 2h30.

23 luglio

Ciarm del Prete (2390 m) Un buon punto di osservazione sulla Valle dei Tornetti e sulla Valle di Viù. Partenza da Alpe Bianca, dislivello ca 1000 m, tempo di salita circa 3h30.

24 settembre meta da definirsi

Al termine delle uscite sarà possibile fare una merenda sinoira, che verrà concordata con i partecipanti (facoltativa). E’ possibile inoltre partecipare anche alla serata del sabato precedente la gita (con trattamento di mezza pensione presso la struttura), quando sarà tenuta una lezione sulla corretta alimentazione da tenere prima, durante e dopo l’attività fisica. Responsabile Stefania 349 0999397, Centro LEM - 74 -


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CLUB ALPINO ITALIANO

Sottosezione Valle di Viù LETTERA DEL REGGENTE Caro socio, insieme al Consiglio Direttivo, rinnovo il ringraziamento per la tua collaborazione e per il tuo attaccamento al nostro sodalizio. La sottosezione “Valle di Viù”, è sempre intenzionata a promuovere e divulgare le varie attività collegate alle montagne della zona e a trasmettere la stessa passione a tutti coloro che intendono avvicinarsi ad essa. Ricordiamo le uscite dell’anno appena concluso. • Invernali (con racchette da neve): Ciarm del Prete dall’Alpe Bianca dei Tornetti, Col de l’Aiguillette da Pont de l’Alp (Briançon – F) e due giorni nel cuneese con pernottamento al rifugio Galaberna di Ostana con il raggiungimento delle punte Cialance e Grané. • Escursionistiche: Ferrate della Croix de Toulouse (Briançon – F) e di Casimiro in Val di Rhêmes (VdA), il bivacco Regondi, il bivacco Carpano, il rifugio Dalmazzi. • Alpinistiche: Levanna Occidentale da l’Ecot (F), Monte Niblé in val di Susa. • La giornata escursionistica LPV che quest’anno è stata organizzata dalla Valle d’Aosta ed alla quale abbiamo aderito. • Il giro sulle colline di Valenza Po e Pecetto di Valenza invitati giustappunto dal CAI di Valenza. È sempre alta la partecipazione dei soci alle nostre iniziative. Hanno riscosso grande successo anche le programmazioni turistiche: la gita sociale a Courmayeur con la possibile fruizione delle nuove funivie e l’escursione ai laghi Combal e del Miage in Val Veny. Sempre viva la collaborazione della sottosezione: • con la pro loco di Usseglio per la manifestazione “Festa sulla neve” con racchette che ogni anno si replica nel mese di febbraio. • con la Hannibal Trail - Sky Marathon ad Usseglio nel mese di settembre. • con le istituzioni scolastiche per sentieri: Tornetti – Balma, Margone, Passo della Croce. • e con l’Intersezionale CVL (Canavese - Valli di Lanzo) nelle gite de “l’ultimo giovedì del mese”. Su queste basi il Consiglio Direttivo è spronato a lavorare con impegno per l’anno entrante continuando a collaborare con un nuovo programma sempre ancora più interessante ricco di eventi. Ricordiamo inoltre il nostro socio e collaboratore facente parte del consiglio direttivo: Alberto Ferrari che proprio nell’estate 2016 ci ha lasciati per andare più in alto. Non mi resta quindi che augurarti un altro anno di buona montagna. Le notizie della sottosezione sono reperibili attraverso il sito web www.caiviu.it e si possono richiedere informazioni scrivendo all’indirizzo e-mail info@caiviu.it Il Reggente VITTORIO BARBOTTO - 75 -


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La pipa di Tòni di Toùni di Gianni Castagneri

Di Antonio Castagneri, detto Tòni di Toùni, della Mussa le quali, rapite dalla loro bellezza, sappiamo moltissimo, grazie soprattutto alla ceindugiavano volentieri con loro in misteriose danze rituali. Ma è difficile credere che anche il lebrazione della sua figura esemplare e al temdemonio partecipasse a questo tipo di incontri po stesso enigmatica rievocata esaurientemente e che, soprattutto, vi lasciasse traccia in un’inalcuni anni orsono in occasione del centenario della sua scomparsa, avvenuta in circostanze nocua pipa di un seppur intrepido personaggio. misteriose sul Monte Bianco nell’agosto del E per essere più terreni, a Balme dove pure si 1890. La sua espressione è diventata a distanza realizzavano pregevoli intagli nel legno, non di anni quasi famigliare per quel ritratto, realizsi ha notizia della fabbricazione di oggetti di tale fattura. Oltre alla memoria di leggendarie zato molto tempo dopo la sua morte dal celebre imprese, rimane soltanto il prezioso cimelio, pittore e architetto Gigi Chessa, rinomato artista conservato con cura da che frequentò Balme una famiglia discena lungo, dipingendo e progettando ville signodente dalla famosa guirili fino alla sua premada. Ad un’attenta anatura dipartita nel 1935. lisi si può constatarne Non è difficile immagila ricercata lavorazionare le attrezzature che ne e, appena percetaccompagnarono Tòni tibile, la provenienza nella sua ultima salita, parigina, forse frutto rustiche dotazioni di un dell’imponente attività alpinismo agli albori, della francese Gambier dove la differenza atleche, dal 1850 al 1926 sfornò una quantità tica non derivava tanto considerevole di quedai materiali utilizzati quanto piuttosto dalla sti articoli, produzione fibra e dal coraggio dei rinvigorita dopo che in primi scalatori. Come quegli anni era stato ci raccontò Guido Rey, sperimentato l’impiego suo amico ed estimadi un nuovo legno duAntonio Castagneri, Tòni di Toùni, tore, tenendo la comrissimo e dalla venaturitratto da Gigi Chessa memorazione del 19 ra particolare, la “Radicembre 1890 a Torino in una riunione della dica” (Erica Arborea), un arbusto che cresce sezione del CAI, Toni portò tra i ghiacci eterni solo sulle sponde del Mediterraneo. E’ probala piccozza d’onore, donatagli nel giugno del bile che la pipa fosse stata oggetto di un omag1878 in occasione dell’inaugurazione del pongio di qualche facoltoso cliente, accompagnato in chissà quali ascensioni. Proprio la pipa, che te sulla Gorgia di Mondrone, di cui egli stesso nel dialetto balmese si chiama “la fùma”, carataveva curato la costruzione. Ma è un altro accessorio, certamente meno essenziale e meno terizzò anche Gina, una delle sorelle di Toni, legato alla sua attività alpinistica, a destare la che benché gobba, pare svolgesse abitualmente nostra curiosità. Si tratta della bella pipa, dalla il trasporto a spalle di sale e di altri generi da curiosa configurazione diabolica del suo forneluna parte all’altra delle montagne e che, oltre ad avere la stessa abilità dei migliori uomini del lo fedelmente ritratta da Chessa nel suo quadro paese, ne avesse anche assunto l’abitudine al e visibile in almeno un paio di fotografie infumo, mantenendo acceso il fornello della sua giallite dal tempo. Un’antica leggenda balmese, pipa per tutto il lungo e faticoso tragitto attranarra di relazioni amichevoli intrattenute dagli uomini della cerchia dei Toùni con le masche verso i colli. Precedentemente all’uso di pipe e - 76 -


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sigarette, erano conosciuti e utilizzati anche tra le donne, polveri di tabacco da fiuto (la prèisa), molto diffusi specialmente nei paesi scandinavi, e il tabacco da masticare (tchicà), che aumentava la salivazione e la necessità di sputacchiare. Del resto il tabacco, come tutte le cose che si dovevano comperare in quei tempi non doveva essere particolarmente diffuso, per cui si utilizzavano volentieri dei surrogati reperibili sul posto, come le foglie essiccate dell’arnica montana, detta non a caso La pipa di Tòni di Toùni fiou dou tabàc. Sappiamo che l’utilizzo di questo fiore, che cremigliori degli alpinisti italiani di ogni tempo. La sce solo al di sopra dei 1000 metri di altitudine, sua pipa, a distanza di anni, aiuta ad accompaera comune in tutta l’Alta Savoia, in Carnia e gnarne la rappresentazione misteriosa che ne è sulle montagne austriache. Le gesta di Antonio stata trasmessa, ingigantita dalla sua accidentale Castagneri restano nel ricordo dei balmesi e scomparsa nel momento della sua massima fornelle principali pagine della storia dell’alpiniza, quando poteva giovarsi di energie inusuali, smo, grazie alle sue 43 prime ascensioni che tali da essere considerate quasi diaboliche. ne fanno una figura di spicco annoverata tra le

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SALVIN

SUSY ALLEN BEPPE TOMASINO

•Agriturismo •Corsi di inglese per bambini •Palestra di roccia •Posto tappa per trekking a cavallo •Pensione completa / mezza pensione •Cucina casalinga a base di prodotti dell’azienda:

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APERTO da APRILE a NOVEMBRE NUOVO SENTIERO da MENULLA a SALVIN Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0123.27.205 - Tel./Fax 0123.43.25 - Cell. 335.548.14.19 rifugiosalvin@email.com - www.rifugiosalvin.it - 78 -


C.A.I. Lanzo

Gite con le scuole 2016 Come ormai tradizione, anche quest’anno un gruppetto di soci della sezione ha accompagnato i bambini delle scuole elementari in brevi escursioni alla scoperta del territorio. Le avverse condizioni climatiche non hanno permesso lo svolgimento di tutte le gite in programma e ne sono risultate penalizzate le classi di Grosso. Nel periodo primaverile si sono effettuate le escursioni con le classi della scuola elementare (o primaria) di Lanzo, coinvolgendo circa 160/170 bambini delle 1° (con meta Cates), 2°, 3° e 4°, che in due diversi momenti hanno raggiunto Mezzenile, e 5°, che hanno raggiunto e visitato la frazione Castagnole e, in particolare, il museo degli oggetti di uso quotidiano. A Mezzenile, ai bambini è stata proposta, oltre alla ormai tradizionale visita all’ecomuseo dei chiodaioli, la conoscenza delle Grotte di Pugnetto, e in particolare dei pipistrelli che lì hanno trovato il loro habitat, attraverso i pannelli e il materiale esposto nella sala didattica del Castello Francesetti e la spiegazione fornita dalla nostra socia Wilma Borgna. Sempre presso il

Castello Francesetti i bambini hanno anche partecipato ad un laboratorio sul cioccolato. Da sottolineare, infine, la prestazione dei bambini di 2° elementare. La meta scelta, considerata la loro età, era il Monte Momello, salendo direttamente dalla scuola. Raggiunta la meta e completata la spiegazione didattica di osservazione del territorio, era ancora lontana l’ora del pranzo e si è scelto di proseguire ancora un pochino. Ma i ragazzini, fra la sorpresa di tutti, hanno marciato di buon passo, senza mai lamentarsi e così il pranzo è stato consumato nello spiazzo ai piedi del santuario di Sant’Ignazio: non male, 500 metri di dislivello per bimbi di 7 anni! Ringraziamo Marino Mazzon che, dopo una breve e dolorosa pausa per un grave lutto familiare, ha ripreso a tirare le fila di questa attività. Mariangela Chiolero

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l ’Annuario 2017

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C.A.I. Lanzo

Materiale in Vendita Presso La Sede Presso la segreteria è possibile acquistare: adesivi, magliette, cappellini ricamati (estivi ed inver­nali) e pile della Sezione, portachiavi, spille e cravatte del CAI, nonché alcune delle cartine 1:25.000 della serie “Alpi senza Frontiere”, alcune novità editoriali inerenti la montagna e altro ancora. DESCRIZIONE

PREZZO AI SOCI

Adesivo vetrofania / normale..................................................................€ Portachiavi (3 modelli differenti)...........................................................€ Adesivo grande..........................................................................................€ Scudo normale..........................................................................................€ Distintivo argentato piccolo (bottone/spilla)........................................€ Stemma in stoffa sezione.........................................................................€ Orologio Sottosezione Viù.......................................................................€

DESCRIZIONE

0,30 2,60 1,80 5,50 1,60 1,00 16,00

PREZZO AI SOCI

Cappello estivo (3 colori disponibili)..................................................... € Cappello invernale (2 colori disponibili)................................................ € Felpa con logo sezione............................................................................. € Cravatta con logo CAI.............................................................................. € Polo sezione (2 colori disponibili).......................................................... € Canotta sezione......................................................................................... € Foulard ...................................................................................................... € - 81 -

5,20 6,70 25,00 13,00 12,00 5,00 3,00


l ’Annuario 2017

Presso la sede CAI sono in vendita le nuove magliette in materiale disponibili tecnico nei colori giallo e blu a 10 euro e i nuovi capellini blu a 4 euro

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C.A.I. Lanzo

CARTINE (prezzi solo ai soci Cai)

Serie Alpi senza Frontiere:.......................................................................................... € 8.00 (fino ad esaurimento scorte) Serie Alpi Canavesane: ............................................................................................... € 5.50 (Val Soana, Valle Dora Baltea Canavesana, Valchiusella) Serie Valli di Lanzo Carta dei Sentieri .................................................................... € 16.00 (pacchetto completo con 4 cartografie Valli di Lanzo) Nella piccola edicola del CAI sono disponibili i seguenti titoli (fino ad esaurimento scorte): DESCRIZIONE Nel grembo del mondo/ Guida alle miniere della provincia di Torino Escursionismo per tutti Monti di Balme Sui sentieri dei guardiaparco Andar per laghi nelle valli di Lanzo Escursionismo per tutti ad Ala di Stura Tra Canavese e Valli di Lanzo Escursionismo per tutti Valle Malone, Valle Tesso, Bassa Val di Lanzo Valli di Lanzo, Tesso e Malone Sci alpinismo

AUTORE

PREZZO DI PREZZO AI COPERTINA SOCI CAI

sconto

AA.VV./Mattioda P.

€ 10.00

€ 8.00

20%

Bergamino R.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Bergamino R.

€ 19.62

€ 15.50

21%

Bergamino R.

€ 14.46

€ 10.33

29%

Bergamino R.

€ 5.00

€ 4.00

20%

Bergamino R.

€ 20.00

€ 17.00

15%

Bergamino R.

€ 8.00

€ 6.00

25%

Bezze, Mussa, Sesia

€ 19.00

€ 18.00

5%

I pilastri della fede

Buschino L.

€ 18.00

€ 15.50

14%

Tracce sulla neve

CAI Lanzo

€ 20.00

€ 15.00

25%

Sentieri Natura nelle Valli di Lanzo

CAI Lanzo

€ 10.00

€ 8.00

20%

Valli Tesso e Malone

Conte M.

€ 12.91

€ 10.33

20%

L.P.V.

€ 10.33

€ 7.80

24%

Valsesia T.

€ 25.00

€ 20.00

20%

Itinerari di Alpinismo Giovanile Tour Monte Rosa - Cervino

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l ’Annuario 2017

DESCRIZIONE

AUTORE

PREZZO DI PREZZO AI COPERTINA SOCI CAI

sconto

Binari e … scarponi

Bergamino R.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Una famiglia in montagna

Bergamino R.

€ 15.00

€ 12.00

20%

Archivio del Comune di Balme

Castagneri G.

€ 25.00

€ 20.00

20%

Passeggiare in Valle Tesso

Bergamino R.

€ 13.00

€ 11.00

15%

Sentieri Natura 2

Airola D., Bergamino R, Mariano F.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Presto io parto

Castagneri G., Sguayzer M.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Camminare in Val Grande

Bergamino R.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Camminare in Val di Viù

Bergamino R.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Balme

Castagneri G., Sguayzer M.

€ 14.00

€ 11.50

18%

La memoria svelata

Ru B., Ru B., Ru O.

€ 12.00

€ 10.00

17%

I pericoli della montagna innevata

Mussa Pier Luigi

€ 12.00

€ 10.00

17%

Guida sci-alpinistica del Canavese

CAI Rivarolo

€ 15.00

€ 12.00

20%

Li Fol dal Rotches

M. Blatto

€ 14.00

€ 11.50

18%

Manuale di cicloescursionismo

Lavezzo M., Zangirolami D.

€ 11.50

70 Rifugi del CAI Piemonte

CAI Piemonte

€ 5.00

Valli di Lanzo, viaggio fotografico

Bergamino R.

€ 20.00

€ 17.00

15%

Valli di Lanzo 20 sentieri (cartina e libro)

Airola Dario

€ 15.00

€ 10.00

33%

Sono inoltre disponibili, su ordinazione, i Manuali del CAI e le guide Monti d’Italia, nonché i vari gadget della sede centrale. - 84 -


C.A.I. Lanzo

Giorno per giorno 2017 Dicembre 2016

30 Ciaspolata a Cantoira (C.E.)

Gennataiodell’Epifania in Val di Viù (C.E.)

06 Ciaspola 08 Ciaspolata a Ceres (C.E.) (C.E.) 15 Ciaspolata nel Vallone di Margone denti sulla neve (C.E.) inci 15 Giornata per la prevenzione di .) 22 Ciaspolata Tornetti-Alpe Bianca (C.E (C.V.L.) ore Vitt San di a pell 26 Escursione alla Cap .) (C.E ie 28 Ciaspolata notturna a Lem (C.E.) 29 Giornata sulla neve al Colle del Lys .) 29 Ciaspolata alla Testa di Cervetto (C.E

Febbraio

05 Ciaspolata all’Urtirè (C.E.) 12 Festa sulla neve a Usseglio (C.E.) 12 Ciaspolata nella Valle degli Asciutti (C.E.) 18 Ciaspolata crepuscolare a Chialamberto (C.E.) 19 Ciaspolata nel comune di Groscavallo(C.E.) 23 Sentiero delle Vote (C.V.L.) 25 Ciaspolata crepuscolare Sistina-Colle San Giacomo (C.E.) 26 Ciaspolata nel Comune di Ala di Stura (C.E.) 26 Ciaspolata al Monte Ciriunda (C.E.)

Marzo

04 Ciaspolata crepuscolare Rivotti-Alboni (C.E.) 05 Ciaspolata in località da definire (A.G.) 06 Assemblea dei soci 07 Serata didattica sulla responsabilità civile nell’attività sezionale 11 Ciaspolata crepuscolare al Colle del Lys (C.E.) 12 Festa sulla neve a Balme (C.E.) 12 Anello primaverile della Valle del Tesso (C.E.) 12 Ciaspolata all’Ombilic (C.E.) 19 Ciaspolata in località da definire (A.G.) 21 Serata didattica sulla polizza tutela legale della sede centrale a tutela della Sezione e dei soci 26 Assemblea GR Piemonte 30 Escursione al Monte Pirchiriano-Sacra di San Michele (C.V.L.) - 85 -


l ’Annuario 2017

Aprile

02 Pulizia sentiero Fontana d’Argento-Tortore (C.S.) 02 Visita alla grotta Pugnetto con partenza da Mezzenile (C.SP.) 09 Sentiero Piano Audi-Colle Matteo. In montagna con papà (A.G.) 09 Anello di Ovairo (A.G.) 09 Ciaspolata al Col Serena (C.E.) 17 Pasquetta in Baita San Giacomo (C.R.) 23 Pulizia sentiero Vana-Mezzenile (A.G.) 23 Ciaspolata alla Testa di Entrelor (C.E.) 23 Anello di Punta Serena (C.E.) 24-29 Settimana dell’escursionismo in Toscana 27 Escursione a Gias Fontane-Miniera Rambasa (C.V.L.) 30 Pulizia sentiero Procaria-Ciaminal (C.S.)

Maggioall’Uja di Calcante (C.E.)

01 Escursione e CAI 03 Inizio corso sulle erbe in sed Lanzo 06 Festeggiamenti 50 anni CAI onda (C.E.) Cer 07 Escursione in MTB in Val (C.SP.) 07 Visita alla miniera Brunetta .) (C.E 07 Escursione a Cima Montu 07..14 Tour dell’Etna (C.E.) I 10 Corso sulle erbe in sede CA à da definire (A.G.) 13 Escursione notturna in localit In montagna con papà (A.G.) 14 Sentiero Sistina-Marsaglia. .) 5 Torri - Gita interregionale (C.E 14 15º edizione del giro delle i (C.E.) alla Punta della Croce del Civrar e o nos Rog nte Mo al e ion urs 14 Esc I 17 Corso sulle erbe in sede CA .) (C.E 21 Escursione al Mulino Val .) 21 Ferrata di Pont Canavese (C.E I CA 24 Corso sulle erbe in sede di Sparone (C.V.L.) 25 Escursione a San Bernardo il centro LEM 27-28 Corso sulle erbe presso vin (C.S.) 28 Pulizia sentiero Anello Val Ser 28 Anello Urtirè-Missirola (A.G.) - 86 -


C.A.I. Lanzo

Giugno

04 Anello di Ritornato. In montagna con papà (A.G.) 04 Escursione al Lago Paschiet (A.G.) 11 Pulizia sentiero Pianardi-Alpe San Bernè (C.S.) 11 Visita alla Grotta di Pugnetto (C.SP.) 11 Escursione al colle della Seigne (C.E.) 17-18 Due giorni in Baita (A.G.) 18 Escursione a Cima Rosta e Cima Loit (C.E.) 25 Giro ad anello Le Casset-Col d’Arsine-Lacs du Glacier d’Arsine-Col du Lautaret (C.E.) 25 Sentiero Balma-Pianass. In montagna con papà (A.G.) 29 Anello Roc Dij Djeu (C.V.L.)

Luglio

02 Anello dei 3 laghi (C.E.) (C.E.) 08-09 Escursione alla Bellavarda con CAI Bolzaneto 09 Escursione al Monte Lera (C.E.) 14..16 Campeggio allo Chaberton (A.G.) 15-16 Trekking di due giorni in Valle d’Aosta (C.E.) ) 15 Escursione crepuscolare al Pian della Mussa (C.E. 21..24 Trekking in Val Formazza (C.V.L.) 22 Visita alla Grotta di Pugnetto (C.SP.) 23 Escursione al Colle Tachuy (C.E.) 23 Escursione al Ciarm del Prete (C.E.) 27 Anello Truc d’Ovarda (C.V.L.) 30 Escursione a Punta Roma (C.E.) agna con papà (A.G.) 30 Sentiero San Bartolomeo-Forno Alpi Graie. In mont

Agosto

06 Escursione al bivacco Revelli Viano (C.E.) 13 Escursione al Rifugio Tazzetti (C.E.) 16..18 Giro della Croce Rossa (C.E.) 21 Sentiero dei fiori (C.E.) 26-27 Escursione di due giorni con pernottamento al rifugio Lungimala (C.E.) 27 Escursione a Punta Basei (C.E.) 31 Escursione alla Casa di caccia Gran Piano (C.V.L.) - 87 -


l ’Annuario 2017

Settembre

02 Visita alla Grotta di Pugnetto (C.SP.) 03 Arrampicata in località da definire (A.G.) 03 Escursione a Punta Croset (C.E.) 09-10 Escursione all’Orsiera con pernottamento in rifugio (C.E.) 16-17 Escursione in Liguria con il CAI di Bolzaneto (C.E.) 17 Escursione al Monte Servin (C.E.) 23 Ferrata in località da definire. Solo per i più grandi (A.G.) 24 Anello di Punta Gias Vej (C.E.) 24 Escursione con meta da definire (C.E.) 28 Salita al Bec Renon (C.V.L.)

re (C.SP.) OVisitttaob ad anello Vrù-San Domenico-Lities-Vrù alla miniera Brunetta con escursione 01 (C.E.) 01 Gita in MTB al rifugio Salvin a 03 Inizio ginnastica presciistic 08 Castagnata sociale anello in Val Servin (C.E.) 14 Escursione crepuscolare ad del Tesso (C.E.) 22 Anello autunnale della Valle te (A.G.) l’associazione Muoversi Allegramen con se 22 Escursione ai laghi di Sagnas tiero Minetti (C.V.L.) 26 Escursione ad anello sul sen

Novembre

04 Cena sociale con premiazione delle Aquile d’oro 11 Cena degli Aquilotti (A.G.) 23 Escursione al Monte Lion (C.V.L.)

bre em icurs DEsc (C.V.L.) ione all’Alpe e Truc del Buscaion 14 21 Serata degli auguri natalizi 31 Cenone di Capodanno (C.R.)

C.S. = Commissione Segnaletica Sentieri A.G. = Commissione Alpinismo Giovanile C.E. = Commissione Escursionismo

C.SP. = Commissione Speleologica C.V.L. = Intersez. Canavese-Valli di Lanzo C.R. = Commissione Rifugi

l 'Annuario 2017

il programma potrebbe subire variazioni a giudizio degli organizzatori

Club Alpino Italiano Sezione di Lanzo T.se - Via G. B. Savant, 1 - tel. 360.44.49.49 - info@cailanzo.it - www.cailanzo.it

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Rifugio Colle del Lys

• Rifugio escursionistico raggiungibile in auto. • Aperto tutto l’anno. • Camere dotate di servizi privati. • Attrezzato per disabili. • Merende sinoire. •Cucina piemontese con prodotti tipici di montagna (specialità: polenta con selvaggina, dolci di produzione propria).

•Attività sportive: trekking, alpinismo, mountain bike, falesia di arrampicata (con 140 vie), sci di fondo, racchette da neve, snow park per i bimbi con sci alpino, bob, slittini, giochi gonfiabili.

(accessibile anche ai disabili)

L’UNICA IN VAL DI LANZO!! ancora più divertente, ancora più emozionante!!!!! (anche notturna).

Tel 340 9597234 - 348 3132585

e-mail: rifugio@turismocolledellys.it web: www.turismocolledellys.it


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