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Sezione di Lanzo

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CAI LANZO TORINESE Via G. B. Savant, 1 - cell. 360.44.49.49 - info@cailanzo.it - www.cailanzo.it


Via Cibrario 40 – Lanzo tel. 0123.320198

Scon ai soci Cai

Vasto assor mento Scarponi, zaini, ciaspole, abbigliamento, accessori

OSTERIA DI CAMPAGNA Case Forcola, 10 - Cudine di Corio - Tel. 011.928.21.33 - 011.928.384 Chiuso il Mercoledì È gradita la prenotazione

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Sommario l ’Annuario 2021

CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Lanzo T.se Via Savant, 1 tel. 360.44.49.49 info@cailanzo.it www.cailanzo.it

REDAZIONE: Commissione Pubblicazioni

STAMPA: Litografia Via Case Picatto, 4 10070 Vauda C.se (TO) Tel. 011.92.43.253

IN COPERTINA: Taglio alberi caduti sul sentiero Ceres-Santa Cristina

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Sommario Legenda delle abbreviazioni Consiglio direttivo La nostra sezione Comunicazione soci I Fasti della villeggiatura nelle Valli di Lanzo Necrologi Saluti del Presidente Gite con le scuole Forno di Lemie-Madonna del Truc-Pessinea Escursioni con racchette Sentieri e Saperi senza Barriere Perché iscriversi al CAI Corso formazione operatori recupero sentieri Gite escursionistiche 2021 Escursione in Liguria - Gita Pesce Escursioni ad anello del Pian della Mussa Alpinismo giovanile Pasquetta in Baita 2021 Gite in montagna con papà Anello Chialamberto - Vonzo - Chiappili Speriamo siano tempi migliori Gruppo Speleologico Explora Foto da come eravamo ad oggi Gita a Lanzarote Anello delle miniere Una gita da non fare 44° Corso di Ginnastica Presciistica Calendario giornate pulizia sentieri 2021 Relazione attività sentieri 2020 La montagna solitaria Collaborazione dei soci sui sentieri Un’Estate ricca . . . di Sentieri Progetto ERASMUS Gita con degustazione agli alpeggi Inaugurazione degli Chemins du Saint Suaire Un nuovo sentiero vecchio di 1000 anni La Montagna che unisce Val Grande in verticale MTB nelle Balli di Lanzo Castagnata sociale 2021 Sottosezione Val Grande - Lettera del Reggente Tracce preistoriche in ambiente alpino Materiale in vendita presso la sede Biblioteca sezionale Due Ghiacciai che non vogliono morire Novità in biblioteca Giorno per giorno

Foto di Gino Geninatti

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pag. 1 pag. 2 pag. 3 pag. 4-5 pag. 5 pag. 6-8 pag. 9 pag. 10 pag. 11 pag. 12/13 pag. 14-15 pag. 16-17 pag. 18 pag. 19 pag. 20-26 pag. 27 pag. 28-29 pag. 30-32 pag. 33 pag. 34-35 pag. 36-37 pag. 38-39 pag. 40-43 pag. 44-48 pag. 49 pag. 50-51 pag. 52-54 pag. 55 pag. 56 pag. 57 pag. 58-59 pag. 60 pag. 61-63 pag. 64-66 pag. 67 pag. 68-69 pag. 70-71 pag. 72-73 pag. 74-75 pag. 76-77 pag. 78 pag. 79 pag. 80-81 pag. 82-83 pag. 84-85 pag. 86-87 pag. 88 pag. 89-92


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• T – Percorso turistico, su facili sentieri, per itinerari brevi e con poco dislivello. • E – Percorso escursionistico, generalmente su sentieri o su tracce, anche con dislivelli e percorrenze notevoli, a volte su terreno aperto senza sentiero. Occasionali passaggi che possono richiedere destrezza e conoscenza della montagna.

• TD - Percorso alpinistico molto difficile. • ED - Percorso alpinistico estremamente difficile. • MS – Itinerario per medi sciatori. • BS – Itinerario per buoni sciatori. • OS - Itinerario per ottimi sciatori.

• EE – Percorso per escursionisti esperti, su tragitti non sempre segnalati, anche lunghi, che richiedono capacità di muoversi su terreni misti, spesso ad alta quota e ripidi.

• MSA – Itinerario scialpinistico per medi sciatori.

• EEA – Percorso per escursionisti esperti con attrezzatura; oltre al dislivello precedente comprende le vie ferrate e/o attrezzate o brevi tratti di nevaio che richiedono piccozza e ramponi.

• OSA - Itinerario scialpinistico per ottimi sciatori.

• EAI – Percorso per escursionisti in ambiente innevato, che richiede l'utilizzo di racchette da neve, su percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscono sicurezza di percorribilità. • F – Percorso alpinistico facile, richiede esperienza nelle difficoltà precedenti e collaudate nozioni alpinistiche.

• BSA - Itinerario scialpinistico per buoni sciatori.

• MCA e BCA – Medi cicloalpinisti e buoni cicloalpinisti. Si richiedono anche capacità tecniche di guida su sentieri rispettivamente elementari o buone. • OCA – Ottimi cicloalpinisti. Si richiedono ottime capacità tecniche di guida su sentieri ed occorre aver partecipato a uscite precedenti. • TI – Itinerario turistico invernale su racchette, su strade o facili mulattiere innevate generalmente a bassa quota e senza pericoli oggettivi. • EI – Escursionismo invernale con racchette su terreno aperto, anche a quote elevate.

• PD – Percorso alpinistico poco difficile. • AD – Percorso alpinistico abbastanza difficile. • D - Percorso alpinistico difficile. -2-

• EIE - Escursionismo invernale con racchette per praticanti esperti, su terreno aperto e potenzialmente insidioso.


Consiglio Direttivo in carica da ottobre 2018 a ottobre 2021

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Presidente: REANO Ivo Vice Presidente: GENINATTI Gino Segretario: BORGNA Wilma Tesoriere: COLBERTALDO Silvano Consiglieri: BARCHI Marco, BENEDETTO Livio, CASASSA Cesare, CRESTO Fabrizio, CRESTO Gianni, DEVIT Ivano, GAROGLIO Eugenio, TESSIORE Gianni, VIGHETTI Marco, VISCA Bruno. Provibiri, revisori dei conti: CERRATO Angelo, MAGNETTI Sergio, MAZZON Marino. SOTTOSEZIONE VAL DI VIU' SOTTOSEZIONE VAL GRANDE Reggente: GUGLIELMOTTO Franco Reggente: SCHINA Paolo Vice Reggente: MACHETTA Sergio Tesoriere: ALA Alberto Segretario: FANTASIA Guido Consiglieri: Consiglieri: AIRES Mario, GIACOBINO Ezio, AIMO BOOT Alessandra, MOSCA Maurizio, ROMANETTO CASALEGNO Alessandro, GIORS Andrea, Francesco. OLIVETTI Umberto, VANGI Alessandro Revisori dei conti: GIACOMELLI Raaella, PERIOLATTO Massimo. LE COMMISSIONI DEL CLUB ALPINO ITALIANO DI LANZO Commissione Rifugi Geninatti Gino (Presidente), Albanese Anna, Azeglio Marina, Baima Rughet Violetta, Benedetto Livio, Borgna Wilma, Camponi Antonio, Casassa Cesare, Cerrato Angelo, Colbertaldo Silvano, Cresto Gianni, Giuliano Alberto, Mazzon Marino, Maddaleno Giuseppe, Osella Wanda, Reano Ivo, Rossi Donatella, Schina Paolo, Tessiore Gianni, Visca Bruno, Zecchinato Rita. Commissione Alpinismo Giovanile Tessiore Gianni (Presidente), Barra Tiziana (Segretaria), Castagneri Elisa, Fassero Fabio, Fornelli Genot Stefania, Fornelli Genot Marco, Geremia Alice, Morra Silvana, Muzzolon Walter, Negri Daniele, Porro Gisella, Reano Ivo, Togliatti Valter. Commissione Segnaletica e Sentieri Geninatti Gino (Presidente), Schina Paolo (Vice Presidente), Albanese Annamaria, Antonioli Francesco, Barchi Marco, Benedetto Mas Livio, Brunati Enrico, Cagliero Fulvio, Cagnotto Vanni, Camponi Antonio, Casassa Cesare, Cerrato Angelo, Chiolero Mariangela, Colbertaldo Silvano, Cresto Aleina Gianni, D'Andria Ivano, Drago Diego, Reano Ivo, Ricca Walter, Rossatto Piero, Rossi Donatella, Sant Marco, Tessiore Gianni, Togliatti Valter, Visca Bruno, Viva Davide. Commissione Escursionismo Cresto Fabrizio (Presidente), Brunati Enrico, Cagnotto Vanni, Conti Grazia, Fornelli Genot Stefania, Galizia Katia, Garoglio Eugenio, Geninatti Gino, Giacobino Ezio, Giangoia Maria, Leyduan Giuseppe, Machetta Sergio, Micheletta Lorenzo, Miglietti Antonio, Reano Ivo, Ricca Walter, Schina Paolo, Stevano Cristiana, Vigna Luciano, Visca Bruno. Commissione Cicloescursionismo Presibene Reano Ivo (Presidente ad interim), Balma Marco (Vicepresidente), Cozzi Stefano (Vicepresidente), Bovero Federico, Cargnino Enrico, Mammoliti Andrea, Mazzocco Gabriele, Montersino Matteo, Musso Roberto, Padoan Jacopo, Tomasino Benjamin. Gruppo Speleologico Explora Massola Marco (Presidente), Barchi Marco (Vice Presidente), Beroggio Roberto, Bertacco Paolo, Caiolo Mario, Colombo Serena, Cotto Marco, Croce Enrico, Debernardi Paolo, Giachetti Miriam, Giors Andrea, Godino Elisa, Graglia Giorgio, Oria Mauro, Mantelli Andrea, Marietta Carlo, Marsero Cristiano, Morra Silvana, Muzzolon Walter, Pace Rocco, Paltrinieri Diego, Pesce Daniele, Pogliano Antonella, Ruo Rui Maria Letizia, Sacchi Marco, Savant Davide, Teppa Claudia, Quercia Marcella, Tregnaghi Gabriella, Turinetti Ornella, Viansone Stefania. -3-


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La nostra Sezione

La sede della Sezione di Lanzo del Club Alpino Italiano è in Via Umberto I, 7 (ingresso da Via Savant, 1) ed è aperta ogni giovedì non festivo dalle 21 alle 23 circa. Grazie all'alto numero di soci, è l'associazione più numerosa di tutte le Valli di Lanzo; tutte le nostre attività sono coordinate da apposite commissioni e gruppi di soci. La molteplicità delle nostre attività porta molte associazioni e amministrazioni valligiane a collaborare con la sezione.

I soci al 31 ottobre 2020 sono 948, di cui 596 ordinari, 251 familiari, 98 giovani + juniores e 3 vitalizi.

Le notizie sulle attività sezionali le potete trovare, oltre che sul nostro Annuario, anche sul nostro sito www.cailanzo.it. Le strutture della sezione sono: il Bivacco Molino (con 24 posti letto), la Capanna sociale S. Giacomo (con 20 posti letto), il Museo miniera Brunetta e il Bivacco Gandolfo (con 8 posti letto). Inoltre, presso la nostra sede, è possibile accedere e visitare il Museo dell'Alpinismo delle Valli di Lanzo. ISCRIZIONI E RINNOVI Per l'iscrizione al CAI è necessario portare due foto formato tessera e compilare l'apposito modulo in segreteria. Per i minori è necessaria la firma di un genitore. Per il rinnovo è sufficiente acquistare l'apposito bollino annuale da applicare sulla tessera. LE QUOTE PER IL TESSERAMENTO 2021 SONO:

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** solo se nati dal 1996 al 2003 *** solo se nati dal 2004 in poi ****QUOTA AGEVOLATA SOCIO GIOVANE FAMIGLIE NUMEROSE: il Comitato Direttivo Centrale ha stabilito che dal secondo socio giovane appartenente allo stesso nucleo famigliare, la quota da versarsi sarà di Euro 9,00 più eventuale pagamento dei diritti di prima iscrizione. Per beneficiare di tale quota occorre che al momento della nuova iscrizione o del rinnovo vi siano le seguenti condizioni: • Capo nucleo ordinario quota intera (43 o 46.50 ); • 1° socio giovane quota intera (16 o 19.50 ); • dal 2° socio giovane in avanti quota agevolata (9 o 12.50 ). In alternativa, l'iscrizione e il rinnovo possono essere fatti: • presso ufficio turistico di Lanzo il giovedì e sabato mattina ore 9-12 • tramite bonifico bancario con le seguenti istruzioni: 1. versamento della quota per la categoria di iscrizione NUOVO SOCIO, maggiorata di 2,00 come contributo fisso per le spese di spedizione, mediante bonifico bancario alle coordinate IBAN: IT16K032 6830 5600 5385 8461 490 presso Banca Sella, Ag. di Lanzo Torinese, specificando nella causale di versamento “Nuova iscrizione (nome e cognome) anno 2021”; 2. compilando in ogni sua parte la domanda di adesione (che è liberamente scaricabile dal sito www.cailanzo.it) e inviandola per posta elettronica all'indirizzo info@cailanzo.it, unitamente ad una fototessera in formato digitale. -4-


La tessera sarà inviata direttamente a casa dell'associato, all'indirizzo indicato sul modulo di iscrizione. ATTENZIONE: l'iscrizione sarà completata solo al ricevimento della relativa quota associativa; senza fotografia non sarà emessa la tessera.

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N.B: La stessa procedura può essere utilizzata, senza invio della foto e del modulo, per effettuare il rinnovo (quota RINNOVO) e indicando nella causale “Rinnovo (nome e cognome) 2021”. In questo caso, il bollino sarà spedito all'indirizzo di registrazione.

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Nel caso del pagamento con bonifico si prega i soci di avvertire via mail o telefono dell'avvenuto pagamento, in modo da poter accelerare le operazioni di messa in regola con l'assicurazione, in attesa dell'arrivo del bonifico. L'iscrizione o il rinnovo come socio ordinario dà diritto a ricevere la rivista del Club Alpino Italiano “Montagne360°”. Inoltre, tutti i soci hanno diritto a usufruire di: • condizioni preferenziali rispetto ai non soci nei rifugi CAI e di altre associazioni alpinistiche con le quali è stabilita parità di trattamento; • utilizzare materiale tecnico, bibliografico, cinematografico e geografico della sezione; • partecipare alle attività sezionali e intersezionali: gite, corsi, scuole, serate culturali; • polizze assicurative stipulate da organi centrali e sezionali. Per chi è già socio, il termine ultimo di rinnovo è fissato al 31 MARZO DELL'ANNO SUCCESSIVO, giorno di scadenza della copertura assicurativa; il rinnovo successivo a questa data diverrà effettivo 15 giorni dopo il versamento della quota presso la sezione: durante questi 15 giorni non vi sarà copertura assicurativa.

IL SOCIO CAI E' ASSICURATO PER: SOCCORSO ALPINO: per il rimborso di tutte le spese incontrate nell'opera di ricerca, salvataggio e/o recupero, sia tentata sia compiuta; RESPONSABILITA' CIVILE solo in attività sezionale: per indennità al risarcimento quale civilmente responsabile ai sensi di legge per danni involontari cagionati a terzi (soci e non soci), per morte, lesioni personali e per danneggiamenti a cose e/o animali, in conseguenza di un fatto accidentale verificatosi riguardo ai rischi insiti in tutte le attività sezionali svolte dall'assicurato. INFORTUNIO solo in attività sezionale: è compresa nella quota annuale ed è valida per i casi di morte, invalidità permanente e per un rimborso delle spese mediche (con franchigia). E' possibile avere il raddoppio dei massimali per la polizza infortuni in caso di morte o invalidità permanente compilando l'apposito modulo e pagando la quota integrativa, pari a Euro 4.60, all'atto dell'iscrizione o del rinnovo L'integrazione deve essere richiesta espressamente al momento del rinnovo/iscrizione in segreteria e non potrà essere attivata in momenti successivi. ATTENZIONE

Si ricorda ai Soci che la copertura infortuni e la copertura RC del CAI coprono solamente l'attività sezionale e non l'attività individuale. E' possibile attivare una copertura infortuni valida anche per attività personale (per maggiori informazioni chiedere in segreteria)

COMUNICAZIONE ai SOCI Caro socio, attraverso questa pagina vorremmo ricordarti alcuni appuntamenti che non sono prettamente escursioni ma che fanno comunque parte delle nostre attività sociali. Speriamo possano essere di tuo gradimento e di averti con noi il: 1 marzo

Assemblea dei soci

5 ottobre

Inizio ginnastica presciistica

5 aprile

Pasquetta in Baita

6 novembre

Cena sociale con premiazione delle Aquile d'oro

3 ottobre

Castagnata in Baita

23 dicembre

Serata Auguri natalizi con premiazione delle Aquile d'oro assenti alla cena.

Se qualche socio volesse contribuire alla realizzazione dell'annuario, con articoli o proposte di escursioni, è il benvenuto! Fateci pervenire i vostri scritti e/o proposte entro la fine di agosto, indicando il vostro nome, cognome, numero di telefono ed eventuale e-mail, direttamente in sede Il direttivo oppure all'indirizzo e-mail info@cailanzo.it

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I fasti della villeggiatura nelle Valli di Lanzo*

Il termine villeggiante è un vocabolo che specie in passato si è usato poco. I vacanzieri che tra ne Ottocento e buona parte della prima metà del Novecento frequentarono le Valli di Lanzo, erano detti “li sgnoùri”, i signori. Signori, certamente, per via della disponibilità economica. Ma signori, come si rammenta, soprattutto nell'educazione e nel modo mai prevaricante di rapportarsi al montanaro. Chi oggi risale le tre valli non può fare a meno di osservare, tra le abitazioni tradizionali e le riconoscibili seconde case del boom economico, la quantità e la qualità delle numerose residenze di villeggiatura che costellarono un'epoca nella quale le classi più agiate trascorrevano periodi di riposo e svago. E che accompagnarono la nascita e lo sviluppo del turismo. Queste abitazioni, che in qualche caso accusano gli effetti del tempo e dell'abbandono, sono per la maggioranza state restaurate mantenendone lo spirito originale, diventando talvolta residenziali. Recentemente, grazie ad un signicativo lavoro di censimento e catalogazione nanziato dalla Compagnia di San Paolo nell'ambito del progetto «Nuove prospettive per le Valli di Lanzo» e svolto da Luisa Giacomelli, Maria Grazia Imarisio e Diego Surace, quelle costruzioni signorili sono state opportunamente documentate, evidenziandone le implicazioni storico-sociali e le dinamiche che mossero l'adozione dei loro caratteri architettonici e stilistici. Ben 177 sono gli edici che, partendo da Balangero, spaziando su Lanzo, Corio, Coassolo e poi salendo verso i paesi più elevati, sono stati censiti e ritenuti più rappresentativi per interesse tipologico, compositivo e stilistico, o per rilevanza architettonica. La storia della prima villeggiatura nelle valli torinesi, coincide per quelle di Lanzo con le origini dell'industrializzazione, anche se alcuni sporadici episodi ne fanno risalire gli esordi a tempi ancora precedenti. Come quando il conte Francesetti di Mezzenile, si allontanava temporaneamente dal suo castello per esplorare e documentare quei luoghi così vicini e al tempo stesso misteriosi. O come i coniugi Giulia e Carlo Tancredi Falletti, marchesi di Barolo, che scelsero Viù a cui dedicarono attenzioni non soltanto formali, sostenendone anzi la realizzazione della strada carreggiabile. Sempre a Viù, paese più grande dell'omonima valle, soggiornarono in tempi ancora precedenti note personalità: Massimo d'Azeglio, scrittore, pittore e politico, il losofo e uomo politico Vincenzo Gioberti, lo scrittore e patriota Silvio Pellico. Subito dopo l'Unità d'Italia il barone Franchetti, industriale e tra gli uomini più ricchi del Regno, vi soggiornava con la moglie Sara Louise de Rothschild e la famiglia per lunghi periodi nella bella villa di proprietà dove, si racconta, Puccini abbozzò parte della Bohème. A inizio Novecento il poeta Guido Gozzano cercò sostegno alla sua cagionevole salute stazionando per quattro mesi a Bertesseno, mentre il losofo, storico, uomo politico Benedetto Croce, qualche anno dopo, trascorse tre lunghe estati a Viù. In una montagna ancora viva, popolata da alpigiani dediti in buona parte alla pratica agro – silvo – pastorale, l'innesto della frequentazione estiva del territorio si tradusse in una beneca iniezione economica, capace di integrare i miseri introiti degli abitanti e di suscitare l'avvio di nuove professionalità. Non solo molti residenti trovarono impiego presso le famiglie più facoltose, ma il frenetico incremento edilizio non ebbe difcoltà ad avvalersi di idonee maestranze locali. Per non parlare dei villaggi più elevati, dove pastori, cacciatori e contrabbandieri, interpretando con perspicacia le nuove opportunità, convertirono presto le acquisite abilità a frequentare colli e montagne, mettendosi a servizio di studiosi e benestanti che cercavano, pagandoli, accompagnatori locali per conquistare le vette della zona. Accanto alle residenze di villeggiatura ben presto si accompagnò la costruzione di prestigiosi -6-


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alberghi. Imponenti strutture, come il Grande albergo delle Alpi a Forno Alpi Graie, della Posta a Chialamberto, del Levante a Cantoira, il Miravalle a Ceres, il Grand Hôtel di Ala, il Camussot a Balme, il Broggi al Pian della Mussa, l'Hôtel des Alpes a Pessinetto, lo Stella d'Oro a Mezzenile, il Miramonti a Viù, il Grande albergo della Posta a Lemie, il Rocciamelone a Usseglio, solo per fare degli esempi, diventarono precursori di un turismo che spiccava il volo e che pervadeva ogni angolo del territorio, infondendo dinamismo e operosità. In modo diffuso si svilupparono attività commerciali e artigianali ma ogni altro settore, compreso quello agricolo, si giovarono di quest'insperata vivacità. A sostenere lo sviluppo di un'economia orientata in tale direzione giunsero, non a caso, importanti opere infrastrutturali: dalla rete stradale che presto raggiunse ogni capoluogo, a quella ferroviaria, che nel 1916 vide inaugurata la tratta tra Lanzo e Ceres, corredata dalle pittoresche stazioni in stile svizzero. Valli no a qualche tempo prima sprofondate nel quieto e ripetitivo vivere di ogni giorno, gravate da croniche difcoltà, all'apice della considerazione si trovarono catapultate nella modernità, dove al turista, e di riesso al residente, si offrivano servizi impensabili no a qualche tempo prima. Si crearono centrali idroelettriche in ogni paese con l'attivazione dell'illuminazione pubblica e privata, si installarono poste e telegra. Appositi servizi di corriera, inizialmente organizzati con carrozze trainate da cavalli, “landaux e omnibus del tipo detto a giardiniera, così tutti potranno ammirare il paesaggio che si svolge lungo il percorso”, sostituite poi dai primi “velocissimi” mezzi motorizzati, collegavano pianure e città a paesi sperduti. Negli anni della Belle Époque, ma poi ancora durante la ripresa successiva alla Grande guerra, la villeggiatura estiva, e i primi timidi tentativi di frequentazione invernale, infondevano grandi aspettative nei montanari e muovevano inedite sinergie. Gli alberghi, nel magnicare i confort offerti alla clientela, garantivano luce elettrica e acqua potabile in ogni camera e, per quelli aperti d'inverno, addirittura locali riscaldati con termosifoni. Il teologo don Secondo Carpano, nel suo dettagliato volume sulle Valli uscito nel 1931, riportava come l'albergo Miravalle di Ceres, fondato nel 1870, più volte ampliato, avesse inne raggiunto i più moderni criteri alberghieri. Aperto solo in estate, “esso è un vero albergo di prim'ordine con tutte le desiderabili comodità moderne. Possiede un vasto parco per le passeggiate ed è situato in amena posizione. Ha un salone capace di 600 coperti, un altro salone per feste, e una veranda con mugnica vista. Ha oltre 150 camere con acqua corrente, bagni, lawn-tennis, telefono, concerti radioaudizioni ecc.”. Il Grand Hôtel di Ala di Stura tra le altre allettanti proposte, sempre in quegli anni offriva anche l'ascensore, mentre il Moderno, sempre ad Ala, specicava di esser fornito di riscaldamento elettrico. Il nuovo rifugio Gastaldi, realizzato per iniziativa del CAI a oltre 2600 metri nel 1904, dopo che la precedente e più rustica struttura del 1880 si era dimostrata insufciente alle accresciute esigenze, vantava caratteristiche da grande albergo, “ben costruito e scompartito, comodo, pulito, pieno di luce, ben arredato, dotato di acqua potabile e di una camera oscura per fotogra”. -7-


In quel mezzo secolo di grandi stravolgimenti, ogni paese poté vantare frequentazioni importanti. Oltre a Viù, di cui si è già detto, il io ministro di Vittorio Emanuele II Luigi Cibrario e il politico Palmiro r ua Togliatti dimoravano a Usseglio. Arturo Toscanini, uno dei più grandi nn A 021 direttori d'orchestra, a Groscavallo, dove anche il regista Giovanni 2 Pastrone acquistò e riplasmò una grande villa in frazione Richiardi. L'attore Erminio Macario frequentava Ceres, paese nel quale possedeva una villa in frazione Fè. Il sico Guglielmo Marconi, per alcune estati degli anni Trenta, periodi nei quali non interrompeva i suoi esperimenti sulle onde radio, soggiornò al Grand Hôtel di Ala di Stura. All'albergo Regina di Mondrone, si recava la famiglia del futuro cantautore Fabrizio De Andrè. A Balme quella dei Levi Montalcini con i talentuosi gli, tra i quali Rita, futuro premio Nobel per la medicina. E ancora il poeta Giosuè Carducci, Adolfo Kind che introdusse lo sci in Italia, e l'autore del celeberrimo canto “La Montanara”, Toni Ortelli. Sempre tra Ala e Balme si ha memoria di Eleonora Duse, attrice denita “divina”, che soggiornò durante le riprese del suo unico lm “Cenere”, ma si ricordano con eguale orgoglio i ritiri pre-campionato dei giocatori di quella che diventerà la gloriosa squadra del Grande Torino. In tutti i paesi poi, si celebra ancora oggi con malcelata nostalgia la presenza di esponenti di casa Savoia, che oltre alle manovre militari e alle occasioni ufciali, non disdegnavano di ritagliarsi alcuni momenti privati per estraniarsi dalla formalità dei protocolli o per dedicarsi alla passione per la caccia. Sarebbe sminuente tuttavia, ricondurre i successi turistici ai volti conosciuti. In quei frementi decenni, queste valli “alla moda” erano ambite dalla nobiltà e dall'alta borghesia degli industriali, di esponenti del mondo nanziario e commercianti abbienti, ma richiamavano al tempo stesso artisti di fama, naturalisti e alpinisti. La montagna era ambita anche per ritemprare la salute e le località si fregiavano volentieri della dicitura “stazione climatica”. Per conquistare la bellezza di una vacanza, che spesso si riduceva a lunghe passeggiate, a piacevoli conversazioni, a un generale sentimento di libertà, si superavano difcoltà logistiche e si riscoprivano le piccole cose della genuinità famigliare. Gli scricchiolii di un mondo che andava lentamente scemando si percepirono con l'avvicinarsi del secondo conitto mondiale. A seguito dell'emanazione delle leggi razziali del 1938 furono ancora molti i perseguitati che trovarono rifugio nei paesi valligiani, in una sorta di villeggiatura forzata. Questi ebrei, che già frequentavano le valli per le vacanze estive in case di proprietà o negli alberghi, trovarono protezione e rifugio grazie alla collaborazione e all'ospitalità della popolazione locale, in uno scambio di reciproca convenienza dove, da entrambe le parti, ad essere in gioco era la vita stessa. La guerra rappresentò una cesura netta, cui seguirono anni di svolta culturale ed economica, no a giungere ai processi di deindustrializzazione e di spopolamento. A quel punto le Valli di Lanzo uscirono di scena, abbandonate dagli abitanti e poi, quasi come inevitabile conseguenza, dimenticate da turisti e villeggianti. I successivi effetti del boom economico e delle seconde case si rivelarono purtroppo efmere e gracili, sensibili alle variazioni modaiole e al venir meno di molte aspettative, con la conseguente chiusura per buona parte dell'anno di alloggi e case occupati con enfasi e soddisfazione solo qualche anno prima. Oggi le valli di Lanzo, pur faticosamente e lasciando in disparte i rimpianti per il bel tempo che fu, stanno cercando di rintracciare un percorso originale che nel campo turistico ha molto da proporre. Ripartendo proprio dall'atmosfera e da quelle condizioni di naturalità e paesaggio, di misurata semplicità e di testimonianza culturale, che un secolo e mezzo fa mossero i destini di quelle terre autentiche.

*Pubblicato su Passaggi e Sconni n. 2/2019, Periodico di natura, cultura, arte e tradizioni del nord-ovest

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In ricordo di: Luigi Berardo

Luigi è stato un frequentatore della montagna per tutta la sua vita. Nonostante il suo lavoro principale fosse fare il tassista a Torino, è stato un riferimento a Balme, dove il Bar Centrale era ed è un punto di ritrovo dei locali e dei villeggianti. Socio del CAI (con qualche pausa di riflessione) dal 1979 fino al momento della sua morte, il legame con l'associazione si è evidenziato negli anni con la sua lunga collaborazione come accompagnatore di Alpinismo Giovanile, dove si è prodigato per insegnare agli aquilotti il “passo delle montagne”. Il suo piacere nel frequentare la montagna lo ha reso, nella sua vita, anche un maestro di sci (ha lavorato per tanti anni insegnando ai bambini presso il Monginevro, anche quando già nonno lui stesso) e un membro del soccorso alpino della stazione di Balme, così attivo da essere insignito, al 75° anno di età, della targa ad onore.

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Giampiero Gaiottino

Giampiero ha avuto nella sua vita due grandi passioni, il gioco del calcio(tifoso del Torino) e la montagna. Entrato nella famiglia del CAI sezione di Lanzo nel 2018 ,ha fin da subito partecipato in maniera attiva alle iniziative e gite del gruppo speleologico, divenendo così un accompagnatore ufficiale delle grotte di Pugnetto. Presente inoltre in diverse gite escursionistiche e attività di sezione. A inizio anno aveva manifestato il desiderio di iniziare la manutenzione dei sentieri alpini che tanto amava, ma purtroppo il 6 Maggio 2020, dopo settimane di lockdown, Giampiero proprio durante la sua prima uscita escursionistica in solitaria, tragicamente cade dal conosciuto "LABIRINTO VERTICALE". Il gruppo speleologico e la sezione hanno così perso un compagno, un socio, un grande amico.

Cabodi Giovanni Iscritto alla Sezione nel 1967 in quanto operaio della ditta Possio Piero che rivestiva la carica di Presidente Sezionale e che, grazie alla sua iscrizione con altri 100 soci, ha fatto nascere la Sezione del CAI Lanzo. Ha frequentato le nostre montagne, sia come escursionista che come cacciatore, uomo mite e gentile ci riservava sempre un saluto e un sorriso ogni volta che passavamo da Chiaves per andare a fare manutenzione alla baita San Giacomo. Assiduo frequentatore delle nostre cene sociali, ultimamente era stato premiato in qualità di Socio fondatore. -9-


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Saluti del Presidente della Sezione di Lanzo

Anno strano questo 2020. Le montagne abbandonate dai suoi abitanti sono state abbandonate anche da noi. Nessuno è stato contento. Quanti di noi uscendo di casa hanno guardato le montagne lontane dicendo "aspetta appena mi lasciano vengo da te".E quando hanno dato il "libera tutti"?Le località raggiungibili con la macchina prese d'assalto da orde di persone desiderose di respirare, di guardare ambienti liberi, stufi di essere chiusi in casa! Ma noi del CAI che viviamo per andare in montagna, per portare la gente, i bambini e i giovani, sui sentieri, seguendo le regole dettate dall'esperienza, come ci siamo sentiti? La sezione chiusa! Le gite annullate! E tutte le attività conviviali che rinsaldano le amicizie non si possono fare! Ma non tutto si è fermato!"La manutenzione dei sentieri non si può fermare"Questo è stato detto dal CAI centrale. Ma è stato lo stesso pensiero che è venuto a molti di noi. Il 2020 ha visto le nostre squadre lavorare instancabili su tantissimi sentieri. Lo spirito altruista dei soci non si è fermato. Anzi. Molti soci hanno aderito alle attività di manutenzione, magari solo per poter andare in montagna in compagnia. Il gruppo speleo è riuscito a fare ripartire le visite alla grotta di Pugnetto a settembre ed anche l'Alpinismo Giovanile è riuscito solo questo mese a far ripartire qualche gita. Questo inverno sarà durissimo da affrontare con la seconda ondata pandemica già in corso; il mio augurio, rivolto a tutti i soci ed ai loro famigliari, è che nel prossimo anno tutto finirà; il mondo avrà l'occassione di migliorare e noi continueremo ad andare in montagna.

Reano Ivo Lunedì 1 marzo Assemblea dei Soci presso la sede in via G. B. Savant 1, Lanzo Torinese. 1ª convocazione ore 20,00 - 2ª convocazione ore 21,00 - 10 -


Gite

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di Mariangela Chiolero

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L'attività con i bambini/ragazzini delle scuole è stata molto limitata (come tutte le nostre iniziative) dal fermo per la pandemia e la lunga chiusura delle scuole. Tutte le nostre uscite si sono concentrate nel mese di ottobre. A b b i a m o a v v i a t o u n a n u o v a c o l l a b o ra z i o n e c o n l a s c u o l a primaria (elementare) di Ciriè accompagnando i 18 allievi della 4° ad esplorare Lanzo (che hanno raggiunto in treno): inizio del percorso dal Ponte del diavolo, salita alla parrocchiale e discesa nel centro storico verso la Torre e la stazione. Con i 44 alunni delle classi 4° di Lanzo, partendo dalla scuola, abbiamo fatto l'anello dalla cappella della Grata ai mulini Amoun e Barot di Coassolo. La terza uscita ha coinvolto i 40 alunni delle 1° classi di Lanzo, che, nella loro prima esperienza, si sono cimentati nel giro ad anello dalla scuola alla frazione Cates e rientro. Tutti i 50 alunni della scuola di Coassolo h a n n o ra gg i u n to i l S a n t u a r i o d i Sant'Ignazio con lo scuolabus dove i nostri volontari erano ad attenderli per a c c o m p a g n a r l i p r i m a n e l g i r o dell'esterno dell'edi icio, con il punto p a n o r a m i c o , p o i a l l a “ C a s a d e l giocattolo”, spazio espositivo con una ricca raccolta di giocattoli. L'escursione è proseguita verso Chiaves, per la visitata al museo artigianale, e Monastero, dove l o s c u o l a b u s a t t e n d e v a a l u n n i e insegnanti. Ed in ine abbiamo accompagnato i 48 alunni delle classi 5° della scuola primaria di Lanzo sul percorso della Corona Verde Stura, nell'area dei “gorèt”, da Villanova a Nole, con la sosta alla chiesetta di San Vito. Nell'anno scolastico 2020-21 riprenderemo (per quanto dipende dalla nostra volontà) la nostra collaborazione con le scuole e già in dal mese di settembre abbiamo iniziato con la primaria di Grosso, che ci ha proposto ben sette appuntamenti ino agli inizi di novembre. - 11 -


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Forno orno di di Lemie emie Madonna adonna del del Truc ruc -- Pessinea essinea

Luogo di partenza: Forno di Lemie (842 m) Lunghezza percorso: 1200 metri Dislivello: 170 metri Tempo di percorrenza: 40 min. DifficoltĂ : T (turistico) Da Forno di Lemie attraversare il bel ponte in pietra e imboccare il sentierino che si trova dalla parte opposta in ripida salita verso destra. Il senso di marcia si dirige poi verso sinistra e inizia a salire con alcune risvolte nel boschetto. Si arriva a ridosso di alcune torrette rocciose e il senso di marcia piega definitivamente verso oriente. Dopo un tratto pianeggiante si vede tra la vegetazione la sagoma della bianca chiesetta che con breve risalita si raggiunge (940 metri 25 minuti). Buon punto panoramico e luogo decisamente tranquillo. Altri 15 min. di cammino e si arriva alla bella borgata di Pessinea. - 12 -


Forno di Lemie

Il caratteristico Ponte di Forno di Lemie

Il nome della borgata, frazione di Lemie, deriva dalla presenza di un forno per la fusione dei minerali di ferro che, fin dal Medioevo, erano estratti dalle numerose miniere della zona. La località è già citata nel 1159 e fino al 1810 si gestì come comune autonomo. Pare che nel XIV secolo il paese

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abbia avuto nuovo impulso (qualcuno dice addirittura che fu fondato) da emigrati venuti dalla Val Sesia e dal Bergamasco per attendere ai lavori di miniera e di fonderia: fatto che spiegherebbe il particolare dialetto, diverso da quello di tutta la valle, che ancora all'inizio del '900 si parlava a Forno. Questo comune convincimento, consolidatosi nel tempo e riportato da un autore all'altro, non La Cappella del Truc sembra tuttavia così certo. Non solo riguardo all'antichità del borgo, già sotto la giurisdizione feudale, come detto prima, dei visconti di Baratonia nel 1159 e quindi non fondato nel XIV secolo, ma anche come possibile luogo di massiccia immigrazione dal Val Sesia o dal Bergamasco. Non si capisce, infatti, come i Savoia potessero prelevare intere famiglie da zone in cui non avevano all'epoca nessuna autorità mentre, se volevano incrementare l'estrazione di minerale, potevano mandare manodopera specializzata da altri luoghi dei loro domini, come la Val Soana, dove minatori e fonditori specializzati non mancavano certo. Del resto, secondo il Dematteis, nelle antiche case del borgo non si percepisce alcun tratto caratteristico delle zone di asserita provenienza di questi immigrati. Quanto alla particolarità del dialetto il Terracini, che lo studiò bene, conclude che "l'aspetto complessivo di questa parlata oggi ci richiama genericamente, per alcuni tratti, verso il Piemonte orientale e tutt'al più alla Lombardia, senza che però nulla di specifico ci indichi la Val Sesia o il Bergamasco". Nei documenti della Castellania di Lanzo compaiono, residenti un po' dovunque nelle valli, ma non specificatamente a Forno, alcuni nomi di uomini e donne definiti “de valle Sexia” e bergamasco; ci troviamo però in presenza di pochi individui, forse degli "esperti" o "consulenti" con le loro famiglie, che non devono aver sostanzialmente influenzato le caratteristiche della popolazione autoctona. Forno di Lemie ha due bei monumenti da visitare: la Cappella di San Giulio d il Ponte sul fiume Chiara.

Pessinea è una suggestiva frazione che merita certamente una visita. Vi esistono ancora le strutture di alcuni "benal" (fienili) che fino a qualche decennio fa venivano coperti con tetti di paglia di segale. Dal centro della borgata, con una breve passeggiata di pochi minuti, si può raggiungere una bella fontana in pietra, datata 1880, con quattro Fonta na di getti e un rosone centrale in pietra scolpita. Con altri 10 minuti di Pessin ea cammino si può raggiungere la Cappella della Madonna del Truc, posta su uno sperone roccioso, da cui si gode un'ottima vista panoramica sulla vallata. - 13-


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Escursioni con racchette anno 2021 Venerdi 29-01-2021 Ciaspolata notturna delle Masche di Margone Martedi 5-01-2021 Ciaspolata Crepuscolare al Monte Basso

Salita nel vallone sopra Margone con magnifica vista sulla valle, con aperi vo in quota. Al ritorno giropizza in compagnia al Ristorante «Il Camine o» Referen : Fabrizio Serra tel. 3478188856

Mercoledì 06-01-2021 Ciaspolata dell'Epifania Tra d i z i o n a l e e fa c i l e escursione dell'Epifania, con i nerario a sorpresa, per un primo allenamento per i mesi a venire. Pranzo al sacco. Referen CAI Lanzo e So osezione di Viù

Venerdì 15-01-2021 Ciaspolata Crepuscolare da Margone Lungo il sen ero che porta al forno della Perinera con visita ed aperi vo del montanaro presso l'an co forno della frazione. Al rientro giropizza in compagnia al Ristorante «Il Camine o» Referen : Fabrizio Serra tel. 3478188856

Domenica 17-01-2021 Ciaspolata in valle di Viu Meta da definire in base alle condizioni meteo e all'innevamento. Referen : Stefania Fornelli Genot 3490999397

Sul sen ero delle Masche, Con v i s i t a a l l ' a n c a b o r ga t a abbandonata del Vajet, dove si possono ancora incontrare le Masche che ci raccontano le loro storie... Al rientro giropizza in compagnia al Ristorante «Il Camine o» Referen : Fabrizio Serra tel. 3478188856

Domenica 31-01-2021 Ciaspolata al passo della croce (1254m) Facile escursione dal versante della Valle di Viù. Referen Ezio Giacobino tel. 3334508856 Cinzia Caveglia tel. 3493536556 so osezione di Viù

Domenica 07-02-2021 Ciaspolata in valle di Viu Meta da definire in base alle condizioni meteo e all'innevamento. Referen : Stefania Fornelli Genot 3490999397

Venerdi 19-02-2021 Ciaspolata Crepuscolare al Mulino Lungo il sen ero che porta al mulino della Perinera con visita ed aperi vo. Al rientro giropizza in compagnia al Ristorante «Il Camine o» Referen : Fabrizio Serra tel. 3478188856

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Sabato 27-02-2021 Ciaspolata Crepuscolare al Colle San Giacomo


Bel percorso su bosco innevato Al rientro merenda sinoira a Chiaves.. Referen : Gino Genina tel. 3355694257

Domenica 07-03-2021 Ciaspolata all'Alpe Bruno Piacentin (Pian della Sella) da Guicciardera (Viù) Bella salita sul versante nord del monte Civrari in una faggeta con un interessante panorama dal Rocciamelone all'Uja di Calcante. Referen : Ezio Giacobino tel. 3334508856 Clara Zanni tel. 3316001629 so osezione di Viù

Domenica 21-03-2021 Ciaspolata a Mont Ros (2289 m) da Chaporcher Non è una rinomata cima valdostana, ma la sua salita in ambiente invernale offre panorami spe acolari sulla testata della valle di Champorcher. Ritorno ad anello a toccare il lago e il Rifugio Mufflè. Referen : Sergio Mache a tel. 3487690220 e Raffaella Giacomelli tel. 0123696549 so osezione di Viù

Domenica 25-04-2021

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Ciaspolata al rifugio Vittorio Sella al Lauson (2560 m) Spe acolare e impegna va escursione con panorami sulle cime che cos tuiscono la testata della Valnonteyy. Referen : Sergio Mache a tel. 3 4 8 7 6 9 0 2 2 0 e R a ffa e l l a G i a c o m e l l i t e l . 0123696549 so osezione di Viù

INFO: Sede CAI Lanzo il giovedì sera 360444949 Altre gite saranno programmate in base all'innevamento e verranno comunicate di volta in volta.

LEGENDA Facile ciaspolata accessibile a tutti

Obbligatori: ARTVA pala e sonda.

Si comunica che le uscite con racchette da neve, a unanime decisione della Commissione Escursionismo CAI Lanzo e Sottosezione Valle di Viù, saranno aperte solo a chi viene con le ciaspole.

Le Ciaspolate e Camminate invernali

SONO STATE ANNULLATE Per quanto riguarda le Ciaspolate CAI ci auguriamo di poterle fare nonostante la pandemia, si prega di informarsi telefonicamente prima della gita


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Avviato nel 2018 e insistente sul territorio delle Valli di Lanzo e del Ciriacese, il progetto è promosso dall'associazione TOMEFORWE ONLUS, braccio operativo della Caritas di Torino, e coordinato da Comitato Matrice in collaborazione ad altri sei soggetti territoriali ed extra territoriali (di cui il CAI Lanzo). “Comunità di pratica. Sentieri & Saperi senza barriere” si pone l'obiettivo di avviare un processo di sviluppo locale investendo sull'empowerment (processo di crescita, sia dell'individuo sia del gruppo, basato sull'incremento della stima di sé, dell'autoefficacia e dell'autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l'individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale) del capitale umano

attraverso un sistema reticolare di azioni e forze sociali produttive. Puntando sulla valorizzazione della sentieristica locale e sul patrimonio culturale il progetto intende creare nuove opportunità di inclusione sociale e parallelo abbattimento di barriere fisiche e culturali. Sono Paolo Deidda, uno dei 4 ragazzi che fanno parte di un progetto con il fine di valorizzare il territorio nelle Valli di Lanzo. Ci occupiamo soprattutto della manutenzione dei sentieri montani e delle aree verdi nei Comuni delle Valli di Lanzo. Principalmente operiamo affinchè gli escursionisti possano fare piacevoli passeggiate in montagna su itinerari che rispecchiano in parte la natura del luogo. Il nostro operato consiste nel rendere questi percorsi fluidi e adatti a tutti, dando la possibilità di fare conoscere le bellezze delle montagne, quindi con decespugliatori, motoseghe, picconi e altro cerchiamo di "marcare" questi sentieri tagliando l'erba in modo che si "passeggi" su una specie di strada curata, con erba bassa, senza rovi, Interveniamo inoltre tagliando gli alberi caduti che bloccano il passaggio, oppure costruendo scalini per rendere le salite/discese meno pericolose, oltre che creare canali di scolo per l'acqua, in modo da evitare allagamenti su questi itinerari. Per svolgere questi lavori di manutenzione e pulizia collaboriamo anche con numerosi Comuni, col CAI di Lanzo e con qualche associazione di volontari che si prodiga per il nostro stesso fine. - 16 -


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ERSI V I R C S I PERCHÉ NZO? A L I A C AL

Se indubbia è l’importanza delle ragioni ideali nell’aderire al CAI, cioè passione per la montagna e condivisione dell’impegno nella tutela dell’ambiente montano e di chi lo frequenta, altrettanto lo è quella delle molteplici ragioni pratiche. Essere soci CAI significa infatti godere di particolari servizi e agevolazioni:

• Usufruire a condizioni e prezzi preferenziali dei rifugi CAI nazionali ed esteri. • Partecipare ai corsi, alle gite e agli eventi organizzati dalla Sezione. • Essere coperti dalla polizza assicurativa per la Responsabilità Civile verso Terzi e per gli interventi effettuati dal Soccorso Alpino in caso di infortunio. • Ricevere gratuitamente i periodici del CAI nazionale e godere di sconti su tutte le pubblicazioni edite dal Club (comprese carte e guide dei sentieri). • Usufruire del materiale tecnico, bibliografico e foto cinematografico messo a disposizione dagli Organi centrali e dalla Sezione. • Acquistare articoli sportivi a prezzi agevolati nei negozi convenzionati. • Usufruire di sconti sugli impianti di risalita delle stazioni convenzionate. Diventare soci consente quindi di perfezionare e accrescere la propria preparazione tecnica ed esperienza, aggiornarsi su tecniche e cognizioni alpinistiche ed escursionistiche, vivere dall’interno la realtà della montagna che da sempre affascina e avvince per la sua ricchezza naturale, la sua storia e la sua civiltà.

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Sabato 20 marzo ore 9 Lezione teorica in sede

Domenica 28 marzo ore 7,30 Lezione pratica su sentiero

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Il catasto e rete patrimonio escursionistico del Piemonte Bosco e sottobosco, uso del materiale sul campo Parassiti del bosco, allergie e cure mediche

• • Organizzazione del magazzino, preparazione •

frecce e tabelle Approfondimento sistemazione sentieri, segnaletica su alberi e rocce, realizzazione canalette taglia acqua, taglio sterpaglie e

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Gite Escursionistiche CAI Lanzo 2021

07 Mar zo – Escur sione Fu c i n e d i V i ù , Ve n e ra , Pessinea, Forno di Lemie su Percorsi Sindonici Il nuovo progetto escursionistico culturale delle valli di Lanzo ripercorre gli antichi itinerari di collegamento nelle così dette Terre di Margherita, con la riscoperta di copiose testimonianze sindoniche presenti nel territorio. Escursione in un tratto molto suggestivo, della bassa e media valle di Viù, ricco di boschi e punti panoramici particolari. Visite alle borgate ed alla chiesa di San Giulio di Lemie. L'escursione, con partenza da Fucine di Viù (700 m), raggiunge le borgate di Balma (1175 m), Pessinea (995 m) e Forno di Lemie (840 m) con rientro per la stessa via. Difficoltà: E Dislivello: 800 metri Referente: Vanni Cagnotto tel. 3487275655 28 Marzo – Pulizia sentiero Pessinetto - Bogliano Al termine merenda sinoira. Munirsi di roncola e guanti (+ pranzo al sacco). Possibilità di usufruire del materiale della sezione per chi ne fosse sprovvisto. Referente: Gino Geninatti tel. 3355694257

25 Aprile - Giro ad anello Catelli (710 m) - Laghi di Sumiana (1165 m) – Cappella del Giardino (1059 m) Catelli Un modo insolito e alternativo per raggiungere i laghetti di Sumiana, attraversando numerose antiche borgate ora immerse in boschi incantevoli. Difficoltà: E Partenza: Catelli frazione di Mezzenile Dislivello: 890 metri circa Tempo intero anello: 6 h 30 min. Referenti: Cristiana Stevano tel. 3477655438 e Giuseppe Leyduan tel. 3932008922 25 Aprile – Escursione in pullman in Liguria con pranzo di pesce Escursione nell'entroterra del savonese su sentiero panoramico sul mare, partenza da Borghetto Santo Spirito e discesa a Ceriale. Al termine trasferimento ad Albenga per il pranzo a base di pesce (Su richiesta possibilità di menu di terra). Difficoltà: E Tempo di salita/discesa: 1 h Referente: Gino Geninatti tel. 3355694257 01 Maggio – Escursione alla Madonna del Ciavanis (1880 m) e al Colle della Paglia (2151 m) Una meta classica delle nostre valli, con salita ad uno dei colli che separa le valli di Vassola e di Locana. Difficoltà: E Partenza: Vonzo / Dislivello: 900 metri Tempo di salita: 3h 30 min. Referente: Stefania Fornelli Genot tel. 3490999397

18 Aprile – Visita alle grotte di Pugnetto Interessante escursione speleologica alla “Borna Grande” di Pugnetto, che ha la particolarità di essere la più lunga grotta d'Italia nei Calcescisti, una vera chicca delle Valli di Lanzo. Due ore di escursione in completa sicurezza, grazie alla professionalità delle guide del Gruppo Speleologico Explora, che nell'accompagnarvi forniranno dettagli sulla 09 Maggio – Visita alle grotte di Pugnetto formazione geologica del sito e sulle forme di vita in esso Interessante escursione speleologica alla presenti. “Borna Grande” di Pugnetto, che ha la Iscrizioni a numero chiuso - Richiesto abbigliamento e particolarità di essere la più lunga grotta calzature adeguate ad un percorso accidentato, con d'Italia nei Calcescisti, una vera chicca delle temperatura di 12° - Casco ed illuminazione forniti Valli di Lanzo. Due ore di escursione in dall'organizzazione. completa sicurezza, grazie alla Referente: Marco Sacchi tel. 3407332554 professionalità delle guide del Gruppo Speleologico Explora, che nell'accompagnarvi forniranno dettagli sulla 18 Aprile – Pulizia sentiero ad anello formazione geologica del sito e sulle forme di vita in esso Villa di Lemie – Case Gaiera presenti. Al termine merenda sinoira. Iscrizioni a numero chiuso - Richiesto abbigliamento e Munirsi di roncola e guanti (+ pranzo al calzature adeguate ad un percorso accidentato, con sacco). temperatura di 12° - Casco ed illuminazione forniti Possibilità di usufruire del materiale della sezione per chi dall'organizzazione. ne fosse sprovvisto. Referente: Marco Massola tel. 3663189933 Referente: Gino Geninatti tel. 3355694257

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23 Maggio – Visita alle grotte di Pugnetto Interessante escursione speleologica alla “Borna Grande” di Pugnetto, che ha la particolarità di essere la più lunga grotta d'Italia nei Calcescisti, una vera chicca delle Valli di Lanzo. Due ore di escursione in completa sicurezza, grazie alla professionalità delle guide del Gruppo Speleologico Explora, che nell'accompagnarvi forniranno dettagli sulla formazione geologica del sito e sulle forme di vita in esso presenti. Iscrizioni a numero chiuso - Richiesto abbigliamento e calzature adeguate ad un percorso accidentato, con temperatura di 12° - Casco ed illuminazione forniti dall'organizzazione. Referente: Walter Muzzolon tel. 334.9465953

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agevolato ma con dovuta prenotazione. La discesa avverrà quasi interamente su sentieri, ma per i bikers meno esperti e arditi si consiglia il rientro sulla strada bianca della salita. Obbligatorio casco doppia luce frontale e consigliate protezioni. Referente: Matteo Montersino tel. 3398029148 Referente per la cena: Benjamin Tomasino tel. 3466695019.

13 Giugno – Escursione nel Vallone del Servin (2000 m) Facile escursione storica e naturalistica. Si percorre un antico sentiero, con i suoi tratti lastricati e le sue scale di pietra, recuperato dopo decenni di abbandono. Visite di alcune antiche “crote” e alpeggi. Il clou della giornata: la spettacolare fioritura di centinaia di peonie officinali. Viste panoramiche sul grandioso Vallone del Servin con le sue cime ancora innevate a giugno. Pranzo al sacco presso l'Alpe Roccetta (1950 m). 30 Maggio – Escursione al Monte Difficoltà: E Barrouard (2863 m) Dislivello: 600 metri circa. Facile punta sulla costiera fra la Val Grande e Tempo di salita: 2 h la Valle dell'Orco. Itinerario molto lungo, Referenti: Maria Giangoia tel. 3386817554 e Lorenzo che comporta un notevole spostamento. Micheletta tel. 3391060421 Dalla vetta ottimo panorama sulla testata della Val Grande e sulle cime del gruppo del Gran Paradiso. 20 Giugno – Ferrata Aiguillette de Difficoltà: E Lauzet (Francia) Dislivello: 1400 metri Due divertenti passaggi in “galleria” e un Tempo di salita: 4 h 30 min/5 h tratto finale più verticale, conclude la salita Ritrovo alla stazione di Germagnano alle ore 6.00 che si compie in meno di tre ore. Referente: Francesco Romanetto tel. 3479951406 e Difficoltà: PD Cinzia Caveglia tel. 349.3536556 sottosezione di Viù Dislivello: 400 metri + 500 metri Tempo di salita: 1 h 30 min + 2 h 45 min Ritrovo a Cafasse, piazza del municipio alle ore 6.00 06 Giugno – Visita alle grotte di Attrezzatura: imbrago, casco, set da ferrata omologato Pugnetto Referenti Gianluigi Fino tel. 0119269310 e Sergio Interessante escursione speleologica alla Machetta tel. 3487690220 sottosezione di Viù “Borna Grande” di Pugnetto, che ha la particolarità di essere la più lunga grotta 20 Giugno – Escursione a Punta Croce d'Italia nei Calcescisti, una vera chicca delle Valli di Lanzo. (2234 m) Due ore di escursione in completa sicurezza, grazie alla Escursione con salita della cresta sud di questa professionalità delle guide del Gruppo Speleologico bella cima panoramica nel gruppo del Explora, che nell'accompagnarvi forniranno dettagli sulla Civrari,condizioni permettendo si scenderà poi formazione geologica del sito e sulle forme di vita in esso al Colle del Colombardo per ritornare poi alla presenti. partenza attraverso il colle della Bassa. Iscrizioni a numero chiuso - Richiesto abbigliamento e Difficoltà: EE calzature adeguate ad un percorso accidentato, con Dislivello: 1212 metri temperatura di 12° - Casco ed illuminazione forniti Tempo di Salita: 3 h dall'organizzazione. Partenza: Favella (1212 m) Referente: Marco Barchi tel. 3936504703 Referente: Luciano Vigna tel. 3403241209 30 Maggio – Pulizia sentiero Alboni – Rivotti - Pialpetta Al termine merenda sinoira. Munirsi di roncola e guanti (+ pranzo al sacco). Possibilità di usufruire del materiale della sezione per chi ne fosse sprovvisto. Referente: Gino Geninatti tel. 3355694257

12 Giugno – Escursione crepuscolare in mountain bike al Rifugio Salvin Salita panoramica su asfalto e strada bianca con un dislivello di circa 800 m. Arrivati al Salvin si potrà cenare con un menù a prezzo

27 Giugno – Escursione a Monte Arzola (2156 m) e Lago d'Eugio (1879 m) Escursione lungo la GTA-Sentiero Italia Cai che offre

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Partenza: Margone Ritrovo a Viù, piazza del mercato alle ore 8.00 Pernottamento: Rifugio Cibrario (2616 m) Attrezzatura: piccozza e ramponi Referenti Ezio Giacobino tel. 3334508856 e Clara Zanni tel. 331.6001629 sottosezione di Viù

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panorami indimenticabili, soprattutto lungo il percorso di cresta Monte Arzola – Sella d'Oreggi. Difficoltà: E Partenza: Posio (1391 m) frazione di Ribordone Dislivello: 1100 metri circa Tempo di percorrenza: 6 h 30 min. Referenti: Cristiana Stevano tel. 3477655438 e Giuseppe Leyduan tel. 3932008922 04 Luglio – Escursione al Colle di Perascritta (2154 m) Due passi nei territori delle nostre radici tra storia, geologia e cultura. Luoghi di pascolo e di passaggio verso la vicina val Locana. Le genti che si susseguirono nel transito di questi luoghi, portarono con loro le proprie usanze, culture e lingue. Testimonianze di questo “Stato di Passo” sono le incisioni rupestri che incontreremo durante l'escursione. Pranzo al sacco al Lago di Monastero, tra i più significativi “laghi di circo” delle nostre valli. Difficoltà: E Dislivello: 600 metri Tempo di percorrenza totale: 5 h Responsabile: Fabrizio Cresto Aleina tel. 3332015139 10 Luglio – Escursione in mountain bike al Santuario del Ciavanis Anche quest'anno a grande richiesta si propone la "grande classica" in occasione della festa della Madonna del Ciavanis con partenza da Chialamberto. Salita su ripida strada asfaltata in boschi di faggi e strada bianca molto panoramica con dislivello di 1160 m. Arrivati al Santuario si potrà mangiare la polenta (organizzata da i Priori). La discesa per i biker più esperti su sentieri singletrack o in alternativa sulla strada di salita. Obbligatorio casco e consigliate protezioni. Partenza dai campi da tennis di Chialamberto ore 9.30 Referente: Cozzi Stefano tel. 3492184217 10/11 Luglio – Salita a Punta Valletta (3384 m) e Punta Lose Nere (3378 m) Escursione interessante ed impegnativa che raggiunge luoghi poco frequentati. Ulteriori dettagli sul sito del CAI di Viù. Numero limitato di partecipanti previo pagamento di caparra entro il 17 maggio con partecipazione obbligatoria alla uscita in programma del 14 giugno. Difficoltà: E/F Dislivello 1° giorno: 1200 metri + 450 metri Dislivello 2° giorno: 900 metri Tempo di salita 1° giorno: 3 h 30 min + 1 h 30 min Tempo di salita 2° giorno: 3 h 30 min

11 Luglio – Anello Balme - Lago Mercurin Bivio di salita Uja di Mondrone – Molera - Balme È stato ripristinato, con faticoso lavoro, il sentiero di collegamento tra il bivio della normale di salita dell'Uja di Mondrone ed il Lago Mercurin. Dopo tanti anni, finalmente è stato nuovamente bollato il sentiero 232/A. Non essendoci più nessuna traccia, ci sono volute 2 giornate piene di lavoro più altri sopralluoghi, per identificare i passaggi e segnarlo nuovamente con bollatura molto ravvicinata. L'escursione proposta percorre interamente questo sentiero con un percorso ad anello. Con partenza da Balme (1450 m), tramite il labirinto verticale, si raggiunge il lago Mercurin (2497 m), quindi si percorre il sentiero ripristinato, si scende all'Alpe Pian di Bosco, Molera e Balme dove si chiude l'anello. Difficoltà: EE con un passaggio di F Dislivello 1250 metri Referente: Vanni Cagnotto tel. 3487275655 11 Luglio – Visita alle grotte di Pugnetto Interessante escursione speleologica alla “Borna Grande” di Pugnetto, che ha la particolarità di essere la più lunga grotta d'Italia nei Calcescisti, una vera chicca delle Valli di Lanzo. Due ore di escursione in completa sicurezza, grazie alla professionalità delle guide del Gruppo Speleologico Explora, che nell'accompagnarvi forniranno dettagli sulla formazione geologica del sito e sulle forme di vita in esso presenti. Iscrizioni a numero chiuso - Richiesto abbigliamento e calzature adeguate ad un percorso accidentato, con temperatura di 12° - Casco ed illuminazione forniti dall'organizzazione. Referente: Walter Muzzolon tel. 334.9465953 17/18 Luglio – Salita alla Testa del Rutor (3486 m) La cima in oggetto si trova in territorio completamente italiano ed è collocata nelle Alpi Occidentali/sezione Alpi Graie. Dai suoi fianchi scende il più grande ghiacciaio della Valle d'Aosta. Si può salire dal Vallone di La Thuile o dalla Valgrisenche. In entrambi i casi si giunge al Colle del Rutor. La gita proposta opta per la salita con partenza dalla frazione La Joux (La Thuile). 1° giorno: La Joux – Rifugio Deffeys (2494 m) su comoda mulattiera che permette di ammirare le due cascate del Rutor. Dislivello: 950 metri Difficoltà: E Tempo di salita 3 h 2° giorno: Rifugio Deffeys – Testa del Rutor. Si

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costeggiano il Lago Inferiore ed il Lago Grigio e si raggiunge in circa un'ora e mezza il ghiacciaio. Lo si risale con pendenza dapprima moderata e successivamente più accentuata sino a raggiungere il Colle del Rutor. Si percorre infine la cresta in direzione S/O ed in breve si tocca la vetta. Dislivello: 992 metri Difficoltà: F Tempo di salita 4 h + 6 h per la discesa sino a La Joux Le iscrizioni prevedono il versamento di una caparra di 10 euro che verranno scalati dal costo del rifugio e si chiuderanno al raggiungimento di 12 partecipanti e in ogni caso entro il 31/05/2020. Referenti: Walter Ricca e Grazia Conti tel. 3482637546 18 Luglio – Anello dei 7 Gias Questo giro ad anello permette di toccare ben 7 alpeggi che in Val Grande vengono chiamati Gias. Il giro ad anello parte dai Rivotti, raggiungibile in auto da Pialpetta; lasciata l'auto il percorso sale sulla GTA sentiero 321 che porta al Colle della Crocetta, Successivamente, lasciato il Vallone di Vercellina, a mezzacosta si raggiunge il sentiero 320 per scendere al Gias Alpetta, poi a mezzacosta si richiude l'anello verso Alpe Invers, per ridiscendere ai Rivotti. Difficoltà: E Dislivello: 1000 metri Tempo intero anello: 5 h Partenza: Rivotti frazione di Groscavallo Referente: Gino Geninatti tel. 3355694257

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Dislivello: 1350 metri Tempo intero percorso: 8 h 30 min. Partenza: Alboni (1384 m) frazione di Groscavallo Referenti: Cristiana Stevano tel. 3477655438 e Giuseppe Leyduan tel. 3932008922 31 Luglio – Giornata di Trail-Building Un intera giornata dedicata al ripristino traccia di sentiero Punta Gias Vej, sopra il lago di Monastero. Pranzo al sacco prenotando possibilità di far cena al rifugio Salvin. Referente: Balma Marco tel. 3402587934 01 Agosto – Escursione al Gias Alpetta (1847 m) Escursione alla scoperta delle tradizioni del nostro territorio con degustazione dei prodotti di incontro con i pastori che descriveranno la vita in alpeggio.

Difficoltà E Dislivello 400 metri Tempo di salita: 1 h 30 min. Località di partenza: Rivotti 25 Luglio – Escursione alla Cima Quota: 5,00 € comprendente degustazione formaggi e Dormillouse polenta/risotto Facile escursione al confine fra Italia e Referente: Gino Geninatti tel. 3355694257 Francia. La vista spazia sui gruppi del Monviso e del Rochebrune in primissimo piano e sulla 08 Agosto – Escursione a Punta Golai maestosa piramide dello Chaberton. Poco prima della (2818 m) cima, il nuovo bivacco Corradini. Posta sullo spartiacque Val d'Ala-Val di Viù, la Difficoltà: E vetta si raggiunge seguendo il versante sudDislivello: 1250 metri ovest che precipita sul Passo Paschiet (2434 Tempo di salita: 3.5/4 h m), situato lungo la GTA-Sentiero Italia Cai che attraversa Partenza: Rhuilles (Cesana) i laghi Verdi (2150 m) e il Bivacco Gandolfo e Giuliano Referenti: Cinzia Caveglia tel. 3493536556 e Francesco (2222 m). Bogianchino tel. 3450802334 sottosezione di Viù Difficoltà: EE Dislivello: 1320 metri 25 Luglio – Escursione al Tempo di salita: 4 h 30 min. Monte Ciriunda (2242 m) Partenza: Cornetti (1500 m), frazione di Balme Salita alla facile punta che Referenti: Cristiana Stevano tel. 3477655438 e Giuseppe sovrasta l'ampia conca dei Leyduan tel. 3932008922 Tornetti, realizzata con partenza dall'Alpe Bianca. Difficoltà: E 08 Agosto – Anello Pian della Mussa – Tempo di salita: 3h Rif. Gastaldi – Lago Crotas . Pian della Partenza: Alpe Bianca / Dislivello: 700 metri Mussa Referente: Stefania Fornelli Genot tel. 3490999397 Bella e gratificante camminata in ambiente alpino con ampi panorami sulle alpi Graie meridionali. 25 Luglio – Traversata Vallone di Difficoltà: EE Unghiasse – Vallone di Vercellina Dislivello: 1200 metri Escursione grandiosa, una delle più ambite Tempo di salita: 3.5/4 h delle Valli di Lanzo soprattutto per chi ama i Partenza: Pian della Mussa (Balme) lunghi percorsi. Si possono ammirare ben sette Referenti: Ezio Giacobino tel. 3334508856 e Clara laghi, solcare due valloni sospesi e toccare due valichi. Zanni tel. 3316001629 sottosezione di Viù Difficoltà: EE

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raggiungere il colle si attraverseranno i bei laghi di Bellagarda. Difficoltà: E Dislivello: 910 metri Tempo di salita: 3 h Referente: Luciano Vigna tel. 3403241209

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05 Settembre – Val Grande in verticale 15 Agosto – Escursione al Gias dei Escursione in comune con le sezioni Torino, Signori (1910 m) Venaria e UGET in occasione della Escursione alla scoperta delle tradizioni del nostro territorio con degustazione dei manifestazione "ValGrande in verticale". prodotti di incontro con i pastori che Meta ancora da definire. Referente: Paolo Schina tel. 3355892663 descriveranno la vita in alpeggio. Difficoltà E 12 Settembre – Escursione al Signal du Dislivello 400 metri Petit Mont Cenis Tempo di salita: 1 h 30 min. Salita non eccessivamente lunga, mai difficile, Località di partenza: Rivotti con panorami e suggestivi colpi d'occhio sulla Quota: 5,00 € comprendente degustazione formaggi e zona Ambin e la costiera Roncia – polenta/risotto Rocciamelone. Referente: Gino Geninatti tel. 3355694257 Difficoltà: EE 21-22 Agosto – Escursione Pian della Dislivello: 1100 metri Mussa-Lago Crotas- Rif. Gastaldi-Uia Tempo di salita: 3.30/4 h Partenza: Rifugio du Petit Mont Cenis di Ciamarella La Ciamarella è la più alta montagna delle Referenti: Gianluigi Fino tel. 0119269310 e Sergio Valli di Lanzo e vista la facilità della via Machetta tel. 3487690220 normale di salita è un'escursione alpinistica molto frequentata, anche per via dell'eccezionale panorama che si può godere dalla vetta: tutta la catena di confine delle Valli di Lanzo, il Gran Paradiso, il Cervino e il gruppo del Rosa. 1° giorno: Seguendo il sentiero 218 si arriva alla stretta gola del Passo delle Mangioire quota 2765m, si raggiunge per una breve discesa il lago del Bessanetto dove si risale fino a raggiungere la cresta per poi ridiscendere verso il rif. Gastaldi (dove si pernotterà) passando dal suggestivo lago del Crotas. Difficoltà: EE Dislivello: 1277 metri Tempo di percorrenza: 6 h 2° giorno: Si parte dal rifugio seguendo il sentiero verso pian Gias fino alla deviazione ove si imboccherà il sentiero della Ciamarella che ci porterà in vetta alla montagna più alta delle nostre valli. Difficoltà: EE-AF Dislivello: 1115 metri Tempo di percorrenza: 6 h Ritrovo: Pian della Mussa, davanti al bar Bricco alle ore 9.00 Si richiede la prenotazione obbligatoria entro il 31/07/2019. Le iscrizioni chiuderanno al raggiungimento di numero15 persone massimo. Referente: Antonio Miglietti tel. 3391446860 29 Agosto - Escursione alla Bocchetta Fioria (2406 m) La Bocchetta Fioria è situata tra il monte Unghiasse e punta Pelousa, prima di

19 Settembre – Escursione alla Rocca del Forno e Punta Cruvin Salita in un vallone poco frequentato, a fianco di quello più conosciuto che da pian Benot culmina al colle delle Lance. Difficoltà: F Dislivello 1154 m Tempo di salita: 3.30/4 h Partenza: Andriera (Usseglio) Referenti: Ezio Giacobino tel. 3334508856 e Francesco Romanetto tel. 3479951406 19 Settembre – Escursione a Santa Cristina (1350 m) Antico e bellissimo santuario del '600 che sovrasta e divide la Val Grande dalla Val d'Ala. Lungo il percorso si incontrano anche la Cappella della “Madonna degli Angeli” e la “Cappella degli Appestati”. Quest'ultima deve il nome ad un'epidemia di peste che obbligò i fedeli ad assistere alle funzioni religiose sparsi nel bosco per non contagiarsi a vicenda. Difficoltà: E Dislivello: 700 metri / Tempo di salita: 2h 30 min. Partenza: Ceres Ritorno discesa a Cantoira e proseguimento per Ceres Referente: Stefania Fornelli Genot tel. 3490999397 19 Settembre – Giro di Rocca Tovo (2298 m) Con la riapertura di un sentiero che parte all'inizio di Pian della Mussa, ora è possibile fare dei giri ad anello sul suo versante nord. Quello che proponiamo è in senso orario e tocca la cima di Rocca Tovo

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(2298 m). Estesi i panorami che vanno dall'Uja di S ezi Mondrone alla Bessanese. on Difficoltà: E ed iL Dislivello: 580 metri an Tempo intero percorso: 5 h zo Partenza: Pian della Mussa (1750 m) frazione di Balme Referenti: Cristiana Stevano tel. 3477655438 e Giuseppe nell'ultimo tratto dove il percorso si fa più ripido sono state Leyduan tel. 3932008922 posate corde fisse. 19 Settembre – Visita alle grotte di Difficoltà: EE Dislivello: 850 m Pugnetto Interessante escursione speleologica alla Tempo di salita 3 h “Borna Grande” di Pugnetto, che ha la Referente: Luciano Vigna tel. 3403241209 particolarità di essere la più lunga grotta 24 Ottobre – Visita alle grotte di d'Italia nei Calcescisti, una vera chicca delle Valli di Lanzo. Pugnetto Due ore di escursione in completa sicurezza, grazie alla Interessante escursione speleologica alla professionalità delle guide del Gruppo Speleologico “Borna Grande” di Pugnetto, che ha la Explora, che nell'accompagnarvi forniranno dettagli sulla particolarità di essere la più lunga grotta formazione geologica del sito e sulle forme di vita in esso d'Italia nei Calcescisti, una vera chicca delle presenti. Iscrizioni a numero chiuso - Richiesto abbigliamento e Valli di Lanzo. Due ore di escursione in completa calzature adeguate ad un percorso accidentato, con sicurezza, grazie alla professionalità delle guide del temperatura di 12° - Casco ed illuminazione forniti Gruppo Speleologico Explora, che nell'accompagnarvi forniranno dettagli sulla formazione geologica del sito e dall'organizzazione. sulle forme di vita in esso presenti. Referente: Marco Massola tel. 366.3189933 Iscrizioni a numero chiuso - Richiesto abbigliamento e 26 Settembre – Escursione sul Monte calzature adeguate ad un percorso accidentato, con temperatura di 12° - Casco ed illuminazione forniti Chaberton (3131 m) Splendida ascensione di una delle più dall'organizzazione. famose e panoramiche montagne dell'alta Referente: Mauro Oria tel. 347.3732323 valle di Susa, con visita dei resti del Forte più alto d'Europa, costruito sulla vetta dall'Esercito Italiano nei primi anni del '900. Partenza da Monginevro lungo il vallone di Rio Secco fino al Colle dello Chaberton (2674 m.), da qui l'itinerario prosegue lungo i resti della vecchia strada militare, che sale da Fenils, sino alla cima. Difficoltà: E Buone norme per le gite sociali, e Dislivello: 1200 metri non solo!!! Tempo di salita: 3 h 30 min. Per non arrivare in ritardo al raduno di Referente: Eugenio Garoglio tel. 3494134549 10 Ottobre – Escursione Margone – Lago di Malciaussia (1805 m) Escursione su un tratto poco frequentato del GTA della Val di Viù. Itinerario che dopo aver attraversato generosi pascoli, raggiunge l'alta valle e si raccorda con l'antica ed importante via di collegamento con il colle di Autaret (Altaretto). Oggi questo colle segna il confine con la Moriana e la Francia, ma che in tempi passati faceva parte del Ducato di Savoia. Difficoltà: E Dislivello: 500 m Tempo di percorrenza 2 h Partenza da Margone (1410 m) Referente: Vanni Cagnotto tel. 3487275655 10 Ottobre – Escursione al Bec Renon (mt 2266) Cima panoramica all'imbocco della valle d'Aosta nel vallone di Scalaro, sul percorso si possono trovare interessanti incisioni rupestri

partenza, è bene farsi tirare giù dal letto da una buona sveglia. Quando ci si prepara (lo zaino deve già essere pronto fin dalla sera), si usi riguardo verso quelle persone, familiari e vicini, che non vengono con noi per permettere loro di poter continuare il sonno, ci si muova, in casa e fuori, con garbo e discrezione: è una delicatezza che non si deve dimenticare. Se si è inguaribili dormiglioni, con necessità di un ciclo di sonno non riducibile, la sera precedente ci si corichi con un certo anticipo: sarà utile, anche, per non partire con il fisico ancora in fase di ricupero. Non bisogna dimenticare che quando si è ospiti nell'auto di un altro occorre rispetto, quindi abbiate cura di deporre gli scarponi in una sacca per non sporcare l'auto dell'ospite, stessa cura anche per gli indumenti nel caso fossero sporchi e sudati.

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Per le gite che prevedono il pernottamento in rifugio occorre prenotarsi almeno 60 gg PRIMA

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Escursioni, anche con notevole dislivello, ma senza difficoltà alpinistiche

LEGENDA

Escursioni che possono presentare qualche leggera difficoltà alpinistica

Escursioni per tutti, adatte per famiglie con ragazzi

Escursioni alpinistiche che prevedono l'uso di corda, ramponi e piccozza

Vie ferrate

Escursioni in collaborazione con il Gruppo LEM

Escursioni in mountain byke

Escursioni del Comitato Scientifico Liguria-Piemonte-Valle d'Aosta

Giornate di pulizia sentieri

Escursioni speleologiche

La sezione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti occorsi ai partecipanti alle gite

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Escursione in Liguria con Pranzo tutto Pesce

25 aprile 2021 Escursione nell'entroterra del savonese su sentiero panoramico sul mare, partenza da Borghetto Santo Spirito e discesa a Ceriale Al termine trasferimento ad Albenga per il pranzo Tempo di salita 1 ora / discesa 1 ora Ritrovo: 7,00 Lanzo Sangrila per trasferimento in pulman Quota â‚Ź 65,00 viaggio pulman piĂš pranzo Info e prenotazioni: Cai Lanzo 335 5694257 Su richiesta possibilitĂ di menu di terra. Dopo il PRANZO tappa con visita ad un frantoio

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Escursioni ad anello del Pian della Mussa

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1 Anello della Comba Itinerario: La partenza è presso il pattinaggio di Balme, si prosegue sul percorso ESA verso i Conetti, di qui si prende il sentiero a destra (217) che attraversa più volte la strada sterrata che porta alla Comba, si prosegue sino all' Alpe Pian Gioè (1958 m.), di qui si prende il sentiero 219 che parte sulla destra sino all Alpe Fontana ove si trovano indicazioni per la discesa al Pian della Mussa, su tale sentiero si incontra la Croce del Capitano Perlo eretta dagli amici nel 1923, il percorso scende sino a toccare i ruderi dell' Alpe Belvedere, sino a raggiungere il Piano, la discesa sulla strada sterrata (sentiero 220) riporta al punto di partenza a Balme.

2 Anello del Tovo Itinerario: Partenza dal piazzale poco prima delle Grange della Mussa si prende il sentiero 218 che passa da Villa Sigismondi, poco dopo voltare a destra sul 218 che sale in località Alpe Saulera (2082 m.) prendere a sinistra sul sentiero 219 che sale al Colle del Tovo (2216 m.) nella discesa si supera Alpe Losasset e poi nei pressi dell' Alpe Fontana ove si trovano indicazioni per la discesa al Pian della Mussa, su tale sentiero si incontra la Croce del Capitano Perlo eretta dagli amici nel 1923, il percorso scende sino a toccare i ruderi dell Alpe Belvedere, sino a raggiungere il Piano, quindi si risale lungo la strada del Pian della Mussa fino a raggiungere il punto di partenza.

3 Anello del Tovetto Itinerario: Partenza dai posteggi sotto il Rifugio Ciriè, si prende il sentiero che porta al Rifugio Gastaldi, ma subito dopo il ponte seguire il sentiero 219 sulla sinistra che porta all' Alpe Ghiaire per poi proseguire sino ai Pascoli d'Arnas e raggiungere il bellissimo Pian Turale (2058 m.) che, specialmente in primavera, presenta una fioritura veramente spettacolare e da qui in breve al Colle Tovetto sud (2165 m.). A questo punto scendere verso l'Alpe Saulera ove si incontra sulla sinistra il 218 che porta a Villa Sigismondi e al Piano, di qui risalire sulla sinistra lungo la carrareccia sino a raggiungere il punto di partenza.

Naturalmente per i camminat i più allenati esiste la possibilità di perc rere l'intero anello grande che li racchiude tu i. - 28 -


Alpe Comba

Pian Saulera e Colle Tovo

Colle Tovetto sud

Croce Capitano Perlo

Alpe

Gioè

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Alpinismo Giovanile Quest'anno è davvero difficile trovare le parole per raccontare. Di solito ne abbiamo sempre a disposizione a bizzeffe, anche tra un soffio di fiato mancante per la salita ed una domanda su quanto manca all'arrivo, ma purtroppo quest'anno è andata come è andata e di cose successe nelle gite non ne possiamo raccontare, non avendo potuto neppure iniziare le attività. Questo “visitatore” indesiderato si è preso il tempo e lo spazio di tutti noi e ha cancellato i nostri programmi di passeggiate e risate. Però, siate sicuri di questo, per quanto ci riguarda è solo una fase temporanea. Noi non vogliamo fermarci e ora che, mentre stiamo scrivendo queste righe per andare in stampa (ndr: siamo a fine settembre), il mondo sembra poter ripartire, seppure con tutte le precauzioni necessarie, ci proveremo anche noi. Per riprendere i contatti e riunire il gruppo (che pure non si è mai sciolto grazie alla possibilità di comunicazione offerta dalla tecnologia moderna) prevediamo di tentare qualche uscita autunnale fuori programma, in via eccezionale, per vedere come va tra allenamento e nuove regole da rispettare. Vi faremo sapere come sarà andata! In ogni caso, perché sprecare il programma deciso per il 2020, dopo tanto lavoro fatto dalla Commissione per metterlo in piedi? E allora noi ve lo riproponiamo per il 2021, con le date aggiornate e l'avvertenza che le gite saranno effettuate solo se potremo garantire la sicurezza di tutti i partecipanti e nel rispetto delle regolamentazioni nazionali. Non possiamo sapere ora come sarà il prossimo anno e se ci sarà consentito di fare tutto come da idea, ma perché non ci proviamo? Noi siamo ottimisti e voi? “L'importante è camminare e allontanarsi dalle cose che fanno piangere.” Natalia Ginzburg

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Sabato 8 maggio - Notturna Cà Bianca di Cafasse Domenica 7 marzo - Ciaspolata La gita forse più apprezzata, a lume di La meta della ciaspolata sarà scelta in base candela e sotto la luna (speriamo non ci siano alle condizioni meteo e di innevamento. nuvole…)!. Domenica 21 marzo - Ciaspolata Domenica 23 maggio - Grotte di Pugnetto La meta della ciaspolata sarà scelta in base Uscita molto bella durante la quale avremo alle condizioni meteo e di innevamento. modo di vivere un'interessante esperienza SPELEOLOGICA. Domenica 11 aprile La speleologia, abbracciata dal Club Alpino Pulizia sentiero Margaula-Momello Italiano fin dalla sua nascita, è quella scienza Una gita come sempre all'insegna del che studia gli anfratti e le cavità naturali della (blando) lavoro, per aiutare gli aquilotti a Terra, nonché tutto il mondo animale e capire che i sentieri non si fanno da soli, ma vegetale che in essi vive. hanno bisogno di manutenzione costante. Domenica 6 giugno - Lago di Viana Domenica 18 aprile Ogni tanto, anche una pozza di acqua per Trenotrekking a Sant'Ignazio raffreddare i piedi a forza di camminare: una Una meta classica all'imbocco della Valle, ma piccola gemma blu tra le nostre vette. Lo questa volta saliamo fino a Losa con il treno specchio d'acqua è frequentato anche dagli per poi effettuare la traversata fino al famoso appassionati di pesca ed ha nel mezzo una Santuario e ridiscendere a valle. caratteristica isoletta. Escursione in collaborazione con l'associazione “Muoversi Allegramente”. Da Venerdì 25 a Domenica 27 giugno - Tre giorni in Baita Una esperienza di tre giorni fuori casa nella struttura gestita dalla Sezione di Lanzo. Da Sabato 17 a Domenica 18 luglio Tenda all'Assietta Il campeggio, questo sconosciuto…. Oggi molti non lo fanno più e allora ci pensiamo noi. Quest'anno torniamo a visitare la festa che commemora episodi della storia piemontese in lotta con il vicino francese. - 31 -


Domenica 12 settembre - Bellavarda Rientrati dalle vacanze, affrontiamo la salita alla Bellavarda e alla sua croce di ferro; questa è sicuramente una delle montagne più frequentate delle Valli di Lanzo per lo splendido panorama che si può ammirare dalla sua cima, proprio come dice il suo nome.

Domenica 26 settembre - Arrampicata al Ponte del Diavolo E questa non può mai mancare! Meteo permettendo, proveremo anche quest'anno l'ebbrezza della roccia, in piena sicurezza ovviamente.

Domenica 3 ottobre - Castagnata Sociale Per assaporare l'autunno in compagnia e allegria, l'uscita propone una scorpacciata di castagne alla Baita San Giacomo.

Sabato 23 ottobre - Cena degli aquilotti Per concludere l'anno, ci si ritrova in allegra compagnia a ricordare i momenti più belli delle varie uscite.

Per informazioni: 334 9793782 alpinismogiovanilelanzo@gmail.com

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Pasquetta 2021

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i o u t i n o c Natale i o u v i h c n o c Capodanno I A C l i n o c Pasquetta

LUNEDI 5 APRILE 2021 Ore 12 presso LA BAITA SOCIALE SAN GIACOMO

Menu: An pas Pastasciu a al sugo Carne alla brace dolce-vino-caffe-diges vo

€ 15,00 Prenotazioni obbligatorie in sede CAI entro il giovedì precedente: 335.569.42.57 - 33 -


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Gite in Montagna con Papà 2020

Purtroppo causa Covid le gite “in montagna con papa e mamma” non è stato possibile farle, ci riproviamo nel 2021 riproponendo gli stessi itinerari nella speranza che la pandemia finisca. Un appello a tutti i soci ed anche ai papà dei bimbi di entrare nel gruppo organizzativo delle gite (adesioni 335.5694257), visto l'aumento degli iscritti sono necessari nuovi collaboratori! Vi aspettiamo il giovedì sera presso la segreteria CAI, oppure in orario di apertura ufficio turistico di Lanzo tel. 0123.28080 al sabato mattina ore 9-12

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(per bambini dai 3 ai 7 anni) 14 marzo Sentiero Cà Bianca: Facile sen ero che da Cafasse porta ad una cara eris ca case a bianca che si affaccia sulla pianura, posto panoramico. 17 aprile Sentiero Pian castagna: Castagnole partenza da Pian castagna (Germagnano) con visita al cara eris co Museo etnografico degli ogge di untempo a Castagnole, con possibilità di degustazione di bisco co nell an co forno della borgata. 9 maggio Sentiero belvedere di Mezzenile: partenza da Mezzenile, visita alla Cappella della Consolata e arrivo al belvedere, sosta pranzo, giochi e ritorno. 23 maggio Sentiero Ritornato Case Bel: partenza da Ritornato frazione di Corio, salita nel bosco sino ad arrivare all alpeggio di Case Bel, degustazione formaggio, visita stalla. 2 giugno Sentiero Rifugio Salvin: Partenza da borgata Menulla percorso tu o su strada sterrata, al rifugio cioccolata calda per i bimbi, possibiltà di pranzo a prezzo convenzionato 1 agosto Sentiero Balcone Rivotti Alpe Gias Alpetta: facile percorso su sterrato che porta ad un alpeggio con degustazione prodo di alpeggio Per tutte le gite partenza ore 9,00 presso il Movicentro di Lanzo (piazzale retro stazione ferroviaria di Lanzo) La presenza dei genitori o familiari è indispensabile, durante le gite i giovani saranno so o la responsabilità dei genitori, agli accompagnatori del CAI il compito di guidarli su sen eri sicuri e ges re i momen di svago. I trasferimen per gli avvicinamen ai sen eri verranno effe ua in auto di proprietà dei genitori. Tu e le g ite sono g al CAI per ra il solo bam tuite, unico costo è l'iscrizio bino (€ 20 presso se ne ), facolta de CAI il g v io a per i ge v e dì sera ore Ufficio Tu nitori 2 ri 1 s -2 3, oppure co Lanzo il giovedì - via umb presso e sabato erto I, 7 L ore 9-12 / ANZO lunedi ore Informazi 15-18 tel. oni CAI La 0123.280 nzo 335 5 80 694257

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Anelloo-Chiappili z

Chialamberto-Von

di Bruno Visca

Il sentiero parte/arriva dietro la Chiesa di Chialamberto. Essendo un percorso ad anello, si può percorrerlo in entrambi i sensi; la nostra descrizione prevede il senso antiorario. Poche decine di metri dopo la partenza, in corrispondenza di un pilone votivo, ignorare il sentiero 325B di sinistra (sarà percorso nella discesa); proseguire a destra sul 325. Dopo circa 20 min. di cammino, in corrispondenza di un altro pilone votivo, lasciare il sentiero 325 e prendere a destra (indicazioni per "Castei d'le Rive"). Con altri 40 min. si raggiunge il primo di queste caratteristiche forme di erosione. Proseguendo si costeggiano altri "Castei" e in 20 min. si arriva alla Chiesetta di San Bernardo a Vonzo. Percorrere la strada asfaltata per circa 150 metri e poi svoltare a destra sul sentiero, indicato da freccia, che sale a Chiappili (40 min. da Vonzo). In corrispondenza della Chiesetta seguire le indicazioni per Candiela che si raggiunge con 20 min. di cammino in discesa. Con altri 40 min. di discesa si ritorna a Chialamberto dove si chiude l'anello.

Luogo di partenza: Chiesa di Chialamberto Lunghezza interno anello: 6100 metri Dislivello: 570 metri Tempo di percorrenza: 3 h DifficoltĂ : E (escursionismo medio) - 36 -


Chialamberto che sembra tragga origine dalla prima famiglia che Se zio qui abitò, ovvero i Lamberto (Cià d'Lamberto, casa dei Lamberto), ne di troviamo la parrocchiale dedicata ai Santi Giacomo e Filippo. Sorge su La nz un piccolo poggio circondata dalle case del paese e conserva il o vecchio campanile romanico dell'XI secolo. Al suo interno l'altare barocco è arricchito da pitture del Guglielmino che risalgono al 1913. In località Bussoni si può ammirare la cappella di San Bartolomeo dove si conserva una Flagellazione dell'olandese Daniele Seyter che risale al 1649. Chialamberto nel periodo medievale possedeva numerosi forni, fucine e miniere. Nel 1690 qui venivano prodotte le bombe per la guerra contro i francesi. Sulla riva destra della Stura troviamo Chialamberto Inverso, con l'antico borgo. Dalla provinciale si raggiungono le frazioni Mottera, Bussoni e Breno con i suoi personaggi illustri della famiglia Bottino. Bonzo presenta una Chiesa dedicata alla Conversione di San Paolo Apostolo, con affreschi di San Lorenzo e Antonio abate del 1823. I Castei d'le Rive sono particolari fenomeni di erosione che presentano un “corpo” di terra sormontato da un “cappello” roccioso; questi massi sono di varie dimensioni. Vengono così chiamati dai valligiani perché sembrano erigersi come castelli imponenti, alcuni sono alti oltre i 10 metri, vengono nominati come “pere a ciapel” (pietre con il cappello) o come “pilon 'dl masca” (torre della strega). Nelle Valli di Lanzo si trovano solo in Val Grande nel Vallone del Rio Paglia, ma queste particolari sculture naturali si trovano anche a Villar San Costanzo vicino a Dronero, in provincia di Cuneo, noti come “ciciu 'd pera” oppure in Francia “les dames coiffèes”(le signore con la cuffia) nonché di particolare interesse in Turchia nella Cappadocia detti “camini delle fate”. Si tratta in verità di strutture plasmate nel corso di millenni e sono il frutto del lento lavoro di erosione del vento e dell'acqua. Il processo di formazione è molto lungo e può avvenire solo in particolari condizioni, quando si ha un caratteristico tipo di terreno. Il masso superiore che forma il cappello, di questi originali “funghi di pietra”, è di roccia compatta e resiste agli agenti atmosferici riparando il terreno sottostante dal dilavamento. Questo terreno è formato principalmente da sabbia e ghiaia compattatasi nei millenni ma è poco resistente all'azione Pilone votivo dell'acqua e la notevole infiltrazione del terreno agevola la nei pressi di Chiappili formazione, lenta ma costante dei “Castei d'le Rive”.

Vonzo frazione di Chialamberto, è una borgata caratteristica per alcune antiche case munite di colonne. La frazione possiede due chiesette settecentesche, dedicate rispettivamente a San Bernardo e San Giovanni. La principale è quella di San Bernardo, ai limiti della frazione; li Uno iappi dei C di Ch presenta al suo interno alcuni a t t e astei Chies d’le R interessanti dipinti ive e soprattutto un tabernacolo barocco di particolare pregio. - 37 -


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Speriamo siano Tempi Migliori Anno bisesto anno funesto

di Ezio Giacobino

Non credo molto a queste cose però ….. L'anno 2020 si era presentato carico di idee, speranze e progetti di camminate in compagnia di amici vecchi e chissà forse anche nuovi. Gennaio ci ha regalato un paio di racchettate insieme alle prime notizie di una violenta epidemia circoscritta però alla Cina e, che a detta dei vari esperti apparsi in televisione, mai sarebbe arrivata nel nostro paese, era una semplice in luenza. A ine febbraio però il Covid-19 si è presentato anche da noi in tutta la sua gravità . Abbiamo conosciuto allora virologi, epidemiologi o presunti tali, con tutte le loro diverse e disarmanti teorie, aspettato il bollettino serale con i dati giornalieri, visto in televisione le colonne di camion militari con le bare dei morti in ospedale e soprattutto conosciuto il LOCKDOWN , tutti bloccati in casa salvo le minime deroghe del momento. Abbiamo cercato di stare un poco più vicini utilizzando il cellulare, la rete, creando gruppi in cui ci scambiavamo, oltre a video divertenti per tirare un po' su il morale, pensieri, fotogra ie di vecchie gite , istantanee sulle nostre attività casalinghe e idee per il futuro: il nostro era “ Tempi Migliori”. E' stata ripristinata, proprio durante il periodo di chiusura, la “ nuova galleria fotogra ica 2019 “dove sono visitabili, sul sito della nostra Sottosezione www.caiviu.it tutti i reportage fotogra ici delle attività sociali dal 2003 ad oggi. Quando sono arrivate le nuove regole CAI per i programmi sociali con numero limitato, distanziamento, mascherine, autocerti icazioni, prenotazioni scritte, la nostra prima reazione è stata di annullare tutto ciò che il programma prevedeva. A mente fredda però , anche per rispetto verso i nostri soci, ci siamo confrontati e abbiamo rivoluzionato le mete sostituendole con altre, secondo le richieste del CAI centrale. Dando precedenza alle nostre valli, la prima uscita post Covid è stata a inizio luglio con un giro ad anello, tra nebbie e sprazzi di sole, a toccare il lago di Viana, la Ciriunda e rientro passando dalla punta Marmottere e la lunga poderale ino all'Alpe Bianca. La salita al colle del Colombardo purtroppo è stata annullata causa maltempo ma, a ine mese, la salita a Costa Fenera con partenza da Malciaussia, affollata da tanti turisti come non mai quest'anno, passando per il Lago Nero e il Colle delle Coupe ci ha regalato una giornata soleggiata con splendidi panorami sulle cime della lunga dorsale che culmina con il Rocciamelone, sulle punte di con ine della Valle di Viù e sulle montagne della Valle di Susa. Rientro ad anello, con pranzo al sacco, sulle sponde del grazioso lago del Turlo. Al parcheggio un piccolo rinfresco con porzioni monodose di tiramisù in occasione del compleanno di Enrico, a cui va il nostro grazie, e un buon bicchiere di prosecco hanno concluso la giornata. L'escursione ai laghi del Seone ha fatto scoprire ai partecipanti, nonostante un discreto dislivello e spostamento, un angolo eccezionale della Valgrande con il nuovo bivacco intitolato alla mai dimenticata Cecilia Genisio. Nonostante le previsioni fossero non particolarmente buone, si è riusciti a concludere la camminata senza il temporale previsto salvo alcune innocue gocce all'arrivo alle auto. La salita al lago del Ru, dalle splendide acque color smeraldo, è stata accompagnata al mattino da uno splendido sole che ci ha regalato scorci bellissimi sulle montagne e valloni - 38 -


circostanti, poi via via le nebbie diventano più itte ino a impedire di ammirare in pieno la pur vicinissima Uia di Mondrone. Pic nic a bordo lago in compagnia di un branco di stambecchi con i loro piccoli e probabilmente grossi caproni in iltrati. In discesa si decide di concludere l'anello scendendo a Pian Ciamarella e in ine a Pian della Mussa, anche qui presa d'assalto dai turisti domenicali. La salita al Santuario di San Besso, in Val Soana, a settembre, ha concluso la stagione con numerosi partecipanti. La foto di gruppo, dopo la salita al pilone sul monte Fantono, è stata alquanto problematica causa lo spazio limitato della puntina. Dopo il pranzo al sacco alle vicine baite abbiamo concluso l'anello con la discesa lungo il sentiero del vallone Fanton opposto a quello di salita. Al parcheggio festeggiamenti per il compleanno di Milena, a cui va il nostro ringraziamento, con amaretti, rigorosamente monorazione, e come consuetudine un calice di prosecco. Un ringraziamento va a tutti i partecipanti alle varie uscite per aver capito e accettato regole che forse sono un pochino cavillose e mete che sicuramente non erano le aspettative di molti. Un grazie ai responsabili Cinzia, Elisa, Raffaella, Stefania, Ezio, Francesco, Gianluigi, Silvio, Sergio che cambiando radicalmente la tipologia delle uscite hanno permesso di ritrovarci in compagnia e soprattutto in sicurezza. Sicuramente qualcosa è mancato: la cima più rinomata, sicuramente il Pic de Rochebrune intriga di più che non Costa Fenera, la punta Valletta sicuramente non è la Ciriunda, il dormire in rifugio, il poter condividere senza troppi patemi d'animo una fetta di salame, un pezzo di formaggio, un dolce. Sicuramente ci è mancato il concludere la giornata al bar tutti insieme a chiacchierare davanti a un buon bicchiere di vino o un gelato. Probabilmente la nostra amicizia però , già di per sé radicata, si è rafforzata di fronte a questa situazione che ci accompagnerà credo ancora per parecchio tempo. Dovremo muoverci con accortezza, sicuramente senza fasciarci troppo la testa ma nemmeno pensando che a noi non toccherà mai. Una cosa però è certa: il prossimo anno bisestile è il 2024.

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Gruppo Speleologico Explora CAI Lanzo Attività 2020 Storie del gruppo al tempo del Covid Cari soci, come per tutti, anche per noi speleologi il periodo del lock-down ha fortemente impattato su gran parte delle attività che ci eravamo proposti di portare avanti nel 2020, e nei mesi di blocco totale abbiamo dovuto dar fondo alla fantasia per rimanere in qualche modo collegati alle nostre passioni… E' infatti in quel periodo che ad esempio è nata e si è sviluppata l'idea di creare un'esposizione permanente coi minerali delle nostre valli all'interno della sala museale della nostra sede. Tale progetto si è realizzato con la posa delle due vetrinette poste al centro del locale, già in buona parte riempite di interessanti campioni, tutti delle Valli di Lanzo, in parte trovati da noi e in parte donati dai vari collezionisti di zona, che tra l'altro colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente, inoltre chi avesse il piacere di donarci un campione può contattare Marco al 393.650.47.03 Il lavoro non è finito, mancano ancora alcuni dettagli e qualche altro campione che cercheremo di reperire a breve, ma come si dice… chi ben comincia è già a metà dell'opera!

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Quarzo Viola

Epidoto

Pian Benot - Usseglio

Lago Falin - Usseglio

Drusa di Calcite Borna di Pugnetto

Crisotilo - Antigorite Monte San Vittore Balangero

Quarzo Barrouard - Val Grande di Lanzo

Un'altra attività pensata e realizzata dal sottoscritto nel periodo di lock-down, riguarda la realizzazione di ben 5 video tutorial, tutti dedicati ai nodi più usati in speleologia, ad uso dei nostri allievi e di chiunque altro sia interessato. Tutti introdotti dal logo di gruppo, fin'ora hanno avuto un discreto successo testimoniato dalle più di 300 visualizzazioni, fornendo una buona visibilità al G.S.Explora, e di conseguenza alla Sezione.

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I tutorial sono tutti disponibili su Youtube, e nella pagina "Tecnica" del nostro sito www.gsexplora.it

Poi, per definire ancor piĂš l'identitĂ di gruppo abbiamo finalmente realizzato le nostre magliette, che non mancheremo di indossare in tutte le nostre attivitĂ  istituzionali e durante i raduni nazionali e di cui alleghiamo le foto.

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Tornando invece alle attività più recenti, a settembre abbiamo ripreso gli accompagnamenti alle grotte di Pugnetto, mettendo in programma ben 5 date prima della chiusura della grotta di novembre. Prima ancora abbiamo realizzato i lavori di sistemazione e miglioramento del sito, tramite un'approfondita pulitura delle prime parti della grotta, sistemazione del percorso interno e posa in opera di diversi mancorrenti in corda, mirati a rendere più agevole il percorso nei punti più critici. Poi ci siamo occupati della chiusura parziale del cancello d'ingresso, in modo da impedire l'ingresso delle foglie che d'inverno si ammassano sul piazzale antistante, apponendo inoltre sul cancello una targa descrittiva della grotta. Insomma amici, il G.S.Explora non si è fermato nemmeno nei periodi più critici di questo anno così particolare, e mentre pensiamo a nuove grotte in cui andare e a nuove esplorazioni, con vero piacere tutti noi vi auguriamo un buon 2021! Marco Massola presidente del G.S.Explora

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GITA A LANZAROTE Seconda metà di Maggio 2021 Lanzarote è l'isola più nord-orientale dell'arcipelago spagnolo delle isole Canarie, il cui nome deriva dal navigatore italiano che per primo la scoprì nel 1312 e che la occupò per diverso tempo. La principale attrattiva turistica dell'isola è il Parco nazionale Timanfaya, situato nella parte occidentale e caratterizzato dal paesaggio vulcanico. È, in ogni caso, l'isola più selvaggia delle Canarie, caratterizzata da parchi naturali, paesaggi desertici e cactus, tanto da essere stata nominata riserva della biosfera dall'UNESCO. Nota anche come Isla del Fuego (isola del fuoco) Lanzarote ha una supercie di 795 chilometri quadrati ricoperti quasi per intero di lava solidicata, che a seconda della luce del sole prende vari colori: dal nero al rosa, dal viola all'ocra. Partenza prevista intorno la metà di maggio, programma in fase di denizione (durata ipotetica di circa 7-8 giorni). Minimo 6 partecipanti. Iscrizioni entro il 31 gennaio per poter operare le prenotazioni dei voli a prezzo contenuto e degli alberghi, con versamento dell'acconto.

Per maggiori informazioni: Stefania 349 0999397 teltigre@vodafone.it

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Anello delle Miniere

di Bruno Visca Descrizione i nerario Luogo di partenza: Vrù, frazione di Cantoira Lunghezza del percorso: 13500 metri Dislivello in salita/discesa: 750 metri Tempo di percorrenza: 4 h Difcoltà: E (escursionismo medio)

Mappa del percorso

Profilo altimetrico

Dalla frazione Vrù di Cantoira imboccare una strada sterrata, dopo un pon cello volgere a sinistra (cartelli indicatori) per raggiungere in breve la bella borgata Rivirin (1100 m). Qui termina la strada sterrata e inizia la mula era, in corrispondenza della stazione di una teleferica che serviva alcuni alpeggi. Risalire dunque lo stre o vallone, costeggiando il Rio Brissout che si a raversa tre volte. Superata una piccola cava di calce abbandonata, in breve si raggiunge la "fontana del minatore", al successivo bivio per S. Domenico, voltare a destra (cartelli indicatori) e costeggiare il pilone vo vo bianco passando a fianco della croce in marmo bianco a ricordo di un minatore che qui perse la vita nel 1925 e inoltrarsi in vallone laterale. Salendo ancora lungo il torrente, le tracce dell'an ca teleferica si fanno via via più eviden , finché il vallone si allarga e appare in alto la cava. Il sen ero segue un ruscelle o che rende paludoso il pendio; dopo un tra o in bassi arbus si toccano un paio di baite eccezionalmente adibite a dormitorio minatori durante il periodo invernale e voltando a destra con comodo sen ero si giunge alla miniera Brune a. Prima dell'ingresso della galleria principale, sulla sinistra, parte un sen ero che, con una ripida salita, porta all'alpeggio dei Cugni e all'omonima miniera oggi abbandonata. Con nuando in leggera salita si arriva sulla strada sterrata che sale verso il lago di Monastero. La si percorre in discesa, si passa nei pressi di un alpeggio con una roccia che sembra una testa di gallo. - 50 -


Proseguendo sempre in discesa, in breve, si raggiunge il colle della Forche a, si abbandona la strada e si imbocca, sulla destra, un sen ero che porta all'alpe Santa Barbara e al vicino colle di San Giacomo da dove, con una piccola deviazione, si può raggiungere la Baita Sociale del CAI di Lanzo; dal colle proseguire verso destra sulla strada sterrata e, al primo tornante, prendere la sterrata di destra che ci riporta a Viù dove si chiude l'anello. Vrù frazione di Cantoira, merita una visita per ammirare il presepe meccanico (aperto tu o l'anno) e il piccolo museo di strumen degli an chi mes eri, realizza con costanza e caparbietà da un montanaro auten co. Nelle Valli di Lanzo è il presepe più bello per originalità e bellezza, ma che sicuramente mol ancora non conoscono. L'autore dello scenario alpino, con una schiera di personaggi interamente meccanizzata, è Francesco Berta che vi ha lavorato per oltre 30 anni. Le case del presepe riproducono fedelmente l'archite ura valligiana di baite e sono realizzate in pietra; i personaggi sono tu scolpi nel legno e ves con ritagli di stoffa. Mentre Maria e Giuseppe si chinano amorevolmente verso il Bambino ed i pastori accorrono a rendergli omaggio, il villaggio alpino dalle piche baite in pietra risuona di vita: lo zoccolaio rifinisce con cura i sabot in legno, la massaia va alla fontana a prendere l'acqua, i boscaioli segano un tronco, il fornaio è affaccendato con la pala ed il fuoco, la casalinga sba e un panno dalla finestra... Rivirin è un'incantevole località immersa nel verde dei pascoli, qui nella piazze a di fronte alle case, sorgono le riproduzioni in pietra della Mole Antonelliana e della Torre di Pisa, opere di Cichin, oggi scomparso .....guardatevi a orno in ogni angolo scoprirete qualche opera simpa ca e interessante, la riproduzione del Rocciamelone, una scena da favola con i nani, e lungo il fiume un piccolo mulino e delle piccole baite..... un posto da sogno !! bravo Cichin !!. L'impianto Miniera Brune a è situato a circa un'ora di cammino dalla frazione Vrù di Cantoira, in una conca selvaggia. La sua par colarità risiede nel fa o che pur nella sua estensione limitata è completo di numerose infrastru ure piche di ogni sito minerario di una certa importanza. Al termine della ferrovia troviamo un piccolo piazzale ospitante un edificio in muratura (lo stabilimento) ripar to in tre se ori: sala macchine, rimessa per la locomo va, sala minatori usata un tempo come alloggio diurno e ripos glio. Il materiale veniva portato a valle tramite una teleferica del po "va e vieni". Un percorso di pochi chilometri con alcune stazioni intermedie conduceva al fondovalle a Villa di Cantoira. Ancora un breve tragi o su strada fino a Pessine o, dove si trovava "la fabbrica" (tu ora esistente, anche se fa scente), lo stabilimento in cui veniva lavorato il minerale, per poi essere infine spedito per ferrovia, tramite un raccordo ancor oggi esistente con la linea Torino-Ceres. Nell'impianto lavoravano 12 minatori, che giornalmente salivano a piedi alla cava di Vrù; si lavorava tu o l'anno, anche d'inverno, salvo in caso di eccezionali nevicate. In ogni caso, per ogni evenienza, nei pressi della cava si trovavano, alcune baite che servivano in caso di necessità come alloggio per i minatori.

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UNA GITA DA NON FARE di Walter Ricca

Spartiacque Val D'Ala / Val Grande A titolo di mera curiosità descrivo una mia gita in solitaria risalente a molti anni fa, correva infatti l'anno 1992, sono dunque trascorsi quasi trent'anni. Riordinando la scatola dei ricordi che penso ognuno di noi abbia, ho trovato gli appunti presi allora. Li propongo con la speranza di non annoiare nessuno. Il tratto di percorso descritto, Santa CristinaColle Crociasse, si inseriva nel mio ambizioso progetto di unire, ovviamente in più giorni, il Santuario di Santa Cristina alla Ciamarella, percorrendo, il più possibile integralmente, la cresta spartiacque. Successivamente, non riuscendo a coinvolgere (comprensibilmente), compagni di cordata per affrontare alcuni tratti alpinistici quali le creste est dell'Albaron di Sea e della Ciamarella stessa, interruppi la galoppata sulla vetta dell'Uja di Mondrone. In questo modo gli unici tratti dove occorse arrampicare vennero ridotti alle meno impegnative cresta Ovest della Leitosa e Nord-Ovest dell'Uja, la cosiddetta Cresta dell'Ometto. Classificazione: PD, (EE se si aggirano tutti i risalti rocciosi più impegnativi). Il dislivello positivo di circa 1500 metri e lo sviluppo di circa 13 km. sono approssimativi in quanto in quegli anni del GPS non ne avevo ancora neanche sentito parlare… Considerazioni: dal Santuario di Santa Cristina alla cima del Monte Rosso, passando per il Col Rivalsa, l'itinerario è decisamente sconsigliabile in quanto, dopo il colle si svolge nella boscaglia. Successivamente la cresta offre tratti di buna roccia la cui esposizione non è però giustificata dalla meta.

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La salita al Santuario si svolge rapida e confortevole nel fresco silenzio del mattino. Alcuni alberi che le copiose ultime nevicate avevano abbattuto e ostruivano il sentiero, sono stati rimossi ed ora il percorso si presenta agevole e accessibile a tutti. Dalla cima di S. Cristina la vetta del Monte Rosso (avvolta dalla nuvolaglia), mi indica la direzione da seguire: N.O. Una rapida valutazione visiva non mi entusiasma: un lungo tratto di saliscendi nel bosco intercalato da pietraie, una serie di cospicui rossastri speroni di roccia che spero non mi oppongano eccessive difficoltà e poi un disordinato pendio di circa centocinquanta metri di rocce rotte, placche e arbusti. La cresta oltre la cima del Monte Rosso, avendola osservata qualche tempo addietro dalla vetta del Plu, non mi preoccupa, in quanto la ricordo abbastanza regolare e poco impervia. Questa considerazione mi rallegra in quanto ne dovrò percorrere il lungo tratto che, toccando il Monte Pellerin, mi condurrà al colle che rappresenta la mia meta finale. Mi addentro dunque nel bosco e subito devo fare i conti con un impenetrabile groviglio di rovi. Li aggiro sulla destra e, quando torno sul crinale, mi trovo avvolto da una miriade di minuscoli insetti di un tenue e quasi trasparente colore verde. Sono così piccoli che temo addirittura di respirarli e mi si appiccicano alla pelle come se fosse carta moschicida. Purtroppo non si tratta di uno stormo isolato, gli assalti infatti si susseguono e il mio tentativo di scacciarli dal collo e dalle braccia, non sortisce alcun effetto positivo: la loro fragilità è tale che, passandomi la mano sulla pelle per ripulirla, non ottengo altro risultato che quello di “spalmarmeli” sul corpo. Credo appartengano alla famiglia degli aleurotidi, comunque sia, mi arrendo. La soluzione consiste nell'abbassarmi di alcuni metri sul versante nord. Ora la situazione migliora decisamente, seguo per un centinaio di metri una traccia sul tappeto di foglie secche ma, rendendomi conto che non conduce in nessun punto che abbia un senso, ho il dubbio che sia opera di cinghiali, frequentissimi in quella zona. In compenso sono riuscito a perdere l'orientamento. Quando scorgo la cima del Monte Rosso altissima su di me e decisamente più a Ovest, vengo preso dallo sconforto e sono tentato di abbandonare l'obbiettivo. Dopo un attimo di riflessione riaffiora però la mia dignità. Preso a riferimento un grosso spuntone di roccia che dà il via ad una serie di dentini, riprendo ordinatamente la mia salita. Giunto ai piedi dello sperone sono finalmente fuori dalla vegetazione; convinto di poter procedere percorrendo fedelmente il filo roccioso dello spartiacque, attacco deciso la bella placca che funge da zoccolo al primo risalto, alto in tutto circa ventiventicinque metri. Dopo alcuni passi che valuto intorno al secondo grado, mi si presenta un marcato camino con l'uscita leggermente strapiombante. Accantono l'idea di salirlo poiché, essendo solo, le manovre di auto-assicurazione mi porterebbero via troppo tempo. Tento dunque di aggirarlo sulla sinistra ma la forte esposizione mi induce a tornare sui miei passi. Decido di tentare un traverso una decina di metri più in basso sempre sul versante sinistro, la cosa è piuttosto delicata ma pare possibile. Procedo orizzontalmente per una ventina di metri e, quando mi trovo ad aver percorso tutto il fianco dello spuntone, scorgo la continuazione della cresta decisamente più in basso. Dovrei quindi continuare ad aggirare lo spigolo, e successivamente, scendere ad una specie di piccolo colletto roccioso dal quale si origina il dente successivo. Una attenta valutazione e le immaginabili conseguenze di una possibile scivolata, - 53 -


mi sconsigliano però tale operazione. Ma siccome sono stufo di giungere a dei punti morti, sono tentato da una fessura a sacrificare uno dei miei nut e proteggere così la discesa con una breve calata in corda doppia. A questo punto mi permetto di dare un consiglio a chi, come me, ama bighellonare in solitaria in montagna: se si prevede di dover ricorrere alla corda a ad altri “mezzi tecnici”, occorre prepararsi preventivamente. Ciò significa muoversi con l'imbragatura già indossata, cordini, moschettoni, rinvii e tutto il resto a portata di mano, poiché, se si arriva al momento del loro utilizzo con l'attrezzatura nello zaino, la serie di operazioni da effettuarsi quando con una mano non si può abbandonare una presa, è tale da scoraggiare questo tipo di manovra. A meno che essa non sia strettamente necessaria. Per questo motivo, decido di retrocedere ancora una volta e tornare nella schifosissima boschina, attraverso la quale raggiungo il colletto scorto dall'alto poco prima. Ripreso il filo di cresta mi impegno sul secondo spuntone. Si presenta aguzzo, simile ad una guglia, lo supero con facilità poco sotto la sua cima sfruttando la lama sommitale per le mani ed una comoda lastra staccata per i piedi. La stessa lastra di roccia si trasformerà in una sicura cengia rocciosa ascendente. Con il suo aiuto percorrerò una serie di facili dentini di buona serpentinite. Mi fermo a valutare l'ambiente: si presenta torrido e selvaggio. Sulla sinistra (versante Sud), la parete precipita su di una vasta pietraia, poi divalla dolcemente sull'abitato di Bracchiello. In seguito constaterò che questo, di tutta la traversata S. Cristina-Ciamarella, è uno dei rari tratti in cui il versante a mezzogiorno si presenta ripido e a tratti verticale. Successivamente si presenteranno condizioni opposte: a Sud (salendo), pendii anche molto ripidi ma spesso erbosi fino a lambire la cresta. A Nord versanti rocciosi a picco, che via via che si sale diverranno sempre più erti e imponenti. Dal lato opposto a partire da circa 40/50 metri più in basso, fitti boschi di faggi e poi castagni, accompagnano lo sguardo sull'abitato di Cantoira dove si indovina il mattutino rumoreggiare del turismo domenicale. Nel punto in cui mi trovo il silenzio viene interrotto unicamente dal ronzio di un insetto e dal lontano rombo di un aereo. In completa sintonia con l'ambiente, assaporo il piacevole senso di totale solitudine. Però ho quasi finito l'acqua, e siccome non so dove potrò rifornirmi, decido di dare un taglio alle elucubrazioni e muovermi. Dopo aver dato un ultimo sguardo allo spuntone che mi ha dato del filo da torcere, raggiungo una ripida pietraia che si perde in un canalino di blocchi incastrati e ciuffi di erba secca. Faticosamente la risalgo e supero il canalino con cautela a causa dei massi instabili. Dopo aver attraversato quello che ritengo sia un pascolo abbandonato, inizio finalmente a salire il pendio sommitale del Monte Rosso. Scegliendo i passaggi migliori, ne raggiungo la cima alle 10:45, esattamente dopo quattro ore e quindici dalla partenza. Ora il percorso è visibile sino al Colle Crociasse. La cresta non presenta più interruzioni notevoli e non mi resta che da superare la modesta elevazione del Monte Pellerin. Dopo un'altra ora e mezza ritengo di essere al colle. Il terreno riprende bruscamente a salire in direzione della prima cima del Monte Doubia. Sulla mia sinistra una traccia di sentiero effettua un traverso verso il Colle d'Attia. La scritta su di un masso: “CAI Torino-TAM 303”, mi conferma che sono nel luogo giusto. Inizio da quel punto la mia discesa su Chialamberto. - 54 -


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CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Lanzo

44° CORSO DI GINNASTICA PRESCIISTICA I primi freddi si fanno sentire segnale che l'inverno è alle soglie, ed è in questo periodo che si incomincia a ripensare alle prossime sciate invernali, e ci si accorge di essere ancora un po' arrugginiti nei movimenti frutto di un'estate a volte trascorsa all'insegna del riposo e del poco movimento. La sezione del CAI Lanzo come ogni anno organizza un corso di ginnastica presciistica al fine di rimettere in “piena forma” gli sciatori in previsione delle future sciate.

Il corso viene organizzato nella palestra delle scuole medie di Balangero con due serate settimanali e per tre mesi Martedì e Giovedì ore 20,30 -21,30 Inizio il 5 ottobre 2021 sino a dicembre, le iscrizioni si ricevono direttamente in palestra prima delle lezioni oppure in sezione. Forte sconto ai soci cai. Informazioni CAI Lanzo - tel.

360.444949 il giovedì sera ore 21-22,30 oppure: info@cailanzo.it - 55 -


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C.A.I. Sezione di Lanzo Commissione sentieri e segnaletica

CALENDARIO GIORNATE PULIZIA SENTIERI 2021 DOMENICA 28 MARZO PULIZIA SENTIERO Pessinetto – Bogliano (Mezzenile) Ritrovo Sangri-La(Lanzo) alle ore 7,30

I RI D TIE NA SEN NTAG MO

DOMENICA 18 APRILE PULIZIA SENTIERO ad anello Villa di Lemie – Case Gaiera Ritrovo Sangri-La (Lanzo) alle ore 7,30 DOMENICA 30 MAGGIO PULIZIA SENTIERO Alboni – Rivotti - Pialpetta Ritrovo Sangri-La (Lanzo) alle ore 7,30

Al termine di ogni giornata merenda sinoira Munirsi di roncola e guanti (+ pranzo al sacco) (Possibilità di usufruire del materiale della sezione per chi ne fosse sprovvisto) - 56 -


Relazione attività sentieri 2020 Nella passata stagione l'attività recupero sentieri si è svolta in modo ottimale, causa covid l attività sui sentieri è stata l unica permessa dalla Sede Centrale e questo ci ha permesso di svolgere molte più giornate di quelle programmate, non si è potuto però fare le tre giornate in calendario in quanto prevedeva un alto numero di partecipanti e la merenda sinoira alla fine. In totale siamo riusciti in piccoli gruppi ad intervenire su ben 48 sentieri alcuni con pittura bianco/rossa altri per liberare da piante cadute, altri ancora con intervento massiccio sulla vegetazione infestante. Il gruppo soci che hanno partecipato a questa importante attività del nostro sodalizio è aumentata, sinonimo che il problema è sentito da tutti e speriamo di incentivarlo. Tutti coloro che si sentono di fare almeno UNA giornata di lavoro sui nostri sentieri sono invitati a segnalare il proprio nominativo il giovedì sera in sede. Fiducioso di una notevole partecipazione anche per il 2021 un grazie di cuore. tieri

Il Presidente Gruppo Sen Gino Geninatti

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“La montagna solitaria”

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Riflessione di Simone Massa, nipote di Apollonia, molto conosciuta a Balme, margara dell'alpe Comba, sulla vita in un Alpe alpina. “Da mio padre avevo imparato, molto tempo dopo aver smesso di seguirlo sui sentieri, che in certe vite esistono montagne a cui non è possibile tornare. Che nelle vite come la mia e la sua non si può tornare alla montagna che sta al centro di tutte le altre, e all'inizio della propria storia. E che non resta che vagare per le montagne per chi come noi, sulla prima e più alta ha perso un amico. ”Con queste parole, intrise di malinconia, termina il romanzo di Paolo Cognetti, “Le otto montagne”. Accendo una candela per illuminare la notte dell'Alpe Cumba di Balme, cercando di gettare un po' di luce ristoratrice sul tono grave di queste parole. Indubbiamente nell'esistenza di ognuno di noi si possono incontrare momenti di sconforto e la fatica di pensare al giorno seguente finisce per diventare la montagna solitaria, del tutto personale, che ognuno di noi, per destino o per un implacabile disegno tracciato, è chiamato a scalare. La montagna è forse la rappresentazione più concreta della vita di ogni giorno, una storia che si eleva verso l'alto, fino a sfiorare le nuvole, un monte che svetta in una valle solitaria, senza altri picchi ad accompagnarlo, ma se l'astuto alpinista che abita in ognuno di noi è capace di alzare lo sguardo dal cammino che lo attende e osserva l'orizzonte, può incontrare lo sguardo dei tanti alpinisti di vita che affollano le valli vicine… Solo allora la prospettiva cambia e il cuore può iniziare a lottare, all'unisono con gli altri cuori. Nel romanzo, il protagonista perde un amico in montagna, tutto d'un tratto la montagna amica, la montagna di casa che aveva imparato a conoscere diventa l'ultimo cammino di una persona cara: quale dolore maggiore di altri? Quando si va per monti i pericoli sono da mettere nel conto, fanno parte del pacchetto che si acquista idealmente quando si scende dalla macchina al parcheggio, prima di iniziare il sentiero, ma nessuno può dirsi preparato. La stessa cosa avviene ogni mattino, quando assonnati si appoggiano i piedi sul pavimento; pur nella presunta monotonia non si conosce il futuro che ci aspetta. L'alpinista, quello vero, può allora carpire il segreto della montagna solitaria che ogni giorno scala: apprezzare le piccole - 58 -


cose, ricercare la semplicità, la lealtà e il coraggio... non sono semplicemente gli ideali dei poemi cavallereschi con cui gli scrittori si riempiono la bocca, ma sono le uniche sensazioni che insegnano a vivere l'imprevisto, la valanga, il maltempo, il freddo e la solitudine che si incontrano tanto in montagna quanto nelle megalopoli del mondo. Mi chiedo se la luce della candela basti a riempire di freschezza e vita nuova le fatiche del dolore, della paura, fin anche della morte... forse una candela non basta per rischiarare la notte ma il sole, dietro le nuvole, torna sempre a irradiare i nostri occhi: non è sentimentalismo o parole scontate ma è un'esperienza che chiunque frequenta la montagna può vivere; poco oltre la nebbia il sole trasforma anche la peggiore delle debolezze in un lontano ricordo. La montagna solitaria ora brilla sotto i raggi della luna e le stelle le fanno da cornice, la notte della Comba è finalmente chiara, come l'acqua di un lago, e io mi ritrovo felice.

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COLLABORAZIONE DEI SOCI SUI SENTIERI Nel corso degli anni l'attività dei volontari del CAI, di altre associazioni locali e delle squadre di operatori della Regione Piemonte, ha portato a censire, recuperare e ripulire un gran numero di sentieri nelle Valli di Lanzo, Ceronda, Tesso e Malone. L'estensione di tali sentieri è ormai tale, che l'opera di monitoraggio delle condizioni di “salute” di tale rete, indispensabile per programmare i necessari interventi di manutenzione, è diventata dif icoltosa, se non quasi impossibile per gli attuali volontari. D'altro canto le segnalazioni che arrivano alla nostra sezione sono spesso generiche, frammentarie, con riferimenti vaghi alle località nelle quali intervenire. Ovviamente, per portare a buoni risultati, questa collaborazione deve sottostare ad alcune piccole regole: • Nel momento che i soci, durante le loro gite private, trovino una freccia rotta devono memorizzare il luogo di posa e se possibile recuperare i due pezzi rotti e portarli in sede. • Nel caso invece di interruzione del sentiero causa alberi caduti o frane, si prega di fotografare con cellulare e trasmettere via whatsapp indicando il posto (meglio ancora le coordinate) al n. 335 5694257. • Se durante l'escursione trovate il sentiero con il piano viario con dif icoltà (erba molto alta, cespugli che chiudono il percorso) segnalarli in sezione, sempre con foto e riferimenti logistici. Se amate i sentieri come noi, se vi piace che siano mantenuti in ordine o semplicemente amate camminare in montagna, siate pronti a dare la vostra collaborazione.

Grazie

Trattoria Alpina Pian della Mussa MENÙ TURISTICO o alla CARTA

www.trattorialpina.it

Località Pian della Mussa - 1750 mt - BALME (TO) Tel. 0123.82.00.10 - 338.125.04.66 - 60 -


Un estate ricca ... di sentieri

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di Vanni Cagno o

Nonostante il dramma co periodo determinato dal COVID19 con le derivate costrizioni legisla ve e limitazioni per la salvaguardia della salute pubblica, il CAI di Lanzo con il suo sparuto ma infa cabile ed esuberante gruppo di manutenzione sen eri, ha affrontato l'estate con un'intensa a vità di ripris no, pulizia e tracciatura di mol i nerari escursionis ci delle nostre amate valli. Ulteriori imposizioni della sede centrale del CAI, per le quali sono state dras camente rido e le a vità escursionis che sociali, hanno fa o si che diversi soci si dedicassero a mansioni opera ve di manutenzione sui sen eri di montagna. Pur essendo par in ritardo, in virtù della chiusura dell'Italia e delle graduali decisioni poli che e sanitarie, sono sta mol i sen eri, della bassa, della media ed alta valle, sui v quali si è intervenu con precisione e puntualità. Inoltre sono state posizionate svariate nuove frecce indicatorie orie e mol picche segnavia, sopra u o in zone piu osto difficili da raggiungere, anche perchè è doveroso riconoscere la non indifferente fa ca per il trasporto degli stessi e rela vi utensili ensili in quota. Oltre alle varie manutenzioni di rou ne, quali bollatura e ripris no della segnale ca ver cale, ogni anno, la nostra nostr sezione si dedica corposamente al ripris no di sen eri che versano in condizioni disperate ed uno di ques , il numero numer 219, ha richiesto un vigoroso intervento programmato a più riprese.

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Il sen ero 219 è tra r o integra ra integrante r nte del Balme Tr ra T Trek ek To T Tour, ur, r lo spe acolare i nera r, nerario r rio ra escursionis co che con partenza da Balme, compie un giro ad anello dell'intero Pian della Mussa. Il Tour sale sulla destra orografica della valle, scende al fondo del Pian della Mussa, risale nuovamente sulla sinistra orografica del Piano e si chiude ridiscendendo a Balme dal lago del Ru. Ovviamente vi sono diverse varian , le quali possono conferire maggiore o minore difficoltà o durata al Tour stesso. In par colare il 219 parte da Pian Gioè a 1985 metri di al tudine (sopra l'Alpe La Comba), a raversa a mezza costa la destra orografica del Pian della Mussa, toccando l'Alpe Fontana e l'Alpe Losasset, raggiunge il Colle o del Tovo a 2216 metri, ridiscende a Pian Saulera, successivamente risale al Colle Sud del Tove o per terminare a Rocca Venoni. Si tra a di un an co sen ero di collegamento tra vari alpeggi molto operosi fino a qualche decennio fa, ma purtroppo per la maggior parte oggi anda in disuso.

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Quest'anno siamo riusci a ripris nare egregiamente il lungo tra o che va da Pian Goiè a Pian Saulera e sono state necessarie ben qua ro giornate di lavoro coinvolgendo comples-sivamente 27 volontari. Dopo un primo sopralluogo di giugno, con ancora presen lunghi tra inneva , si è par qualche se mana dopo con una prima squadra di 4 volontari per aprire una prima tracciautura nella dirompente natura amazzonica di ontani e rododendri. Sono seguite altre due giornate con due dozzine di volontari specializza in varie mansioni: te c n i c i d i d e ce s p u g l i a to r i , ce s o i a to r i , falce atori, tecnici di motosega, tracciatori, trasportatori di materiali e a chiusura del lavoro i bollatori. Abbiamo completato la grande manutenzione nel comune di Balme, per la quale è stata necessaria un'ulteriore giornata lavora va, ripris nando un altro an co sen ero, il quale parte dietro l'Agriturismo La Masinà (all'inizio del Pian della Mussa), raggiunge l'Alpe Belvedere e si innesta sul sen ero 219 nei pressi dell'alpe Fontana. Per questa a vità sono sta coinvol ben 17 volontari, che con grande operosità hanno ripulito anche questo tr o e segnato con apposita bollature tra bollatur e picche . La riapertur riapertura di questo raccordo perme e, facendo una bre br v camminata e sostenendo qualche cen naio breve di metri di dislivello, di salire in un ambiente selvaggio ricco di fioriture, a seconda dell'avanzamento della stagione e di ammirare la Ciamarella ed il magnifico spar acque con il vallone di Sea. Nel contempo si potrà fare far are un breve br fare giro ad anello, toccando il colle o del T vo per poi ridiscendere alle Grange della Mussa, To Tovo giusto in tempo per fare un pranzo od una marenda giusto sinoir in uno degli o mi ristoran del Piano. sinoira Ora ra non ci resta ra che camminare camminar e percorrerlo. percorr perc

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PROGETTO ERASMUS di Marco Barchi

Nell' Aprile del 2018 l'Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, a va un proge o in adesione ad un Bando UE al fine di far conoscere le nostre Valli a livello europeo e consen re ai giovani del nostro territorio e di altre nazionalità europee ,di pra care a vità spor ve / culturali e di aggregazione ,lontani dai social network e in modalità outdoor. Il Cai di Lanzo collabora a questo proge o accompagnandone i ragazzi insieme al Prof. Stefano Vallero, inserendo insieme agli studen della scuola Albert di Lanzo ,alcuni giovani soci Cai: Elena Vinardi , Ma eo Paraluppi e Sara Re.

Questo proge o coinvolge ragazzi di 4 nazionalità diversa: Italia (ragazzi residen o studen nell'Unione Montana capofila proge o) Spagna (Comune di Cur s a 50 km da San ago de Compostela) Le onia (Comune di Priekuli) Estonia (Comune di Valga), che alternandosi mostreranno i propri territori e le proprie pra che spor ve tra di loro, a O obre 2019 in Spagna in Febbraio 2020 in Estonia e poi Le onia e infine a O obre nelle nostre Valli in Italia. Parte dunque questo bel proge o il 14 O obre con partenza da Milano per tu a la "squadra" italiana des nazione San ago di Compostela dove ci si incontrerà con gli altri partecipan per affrontare dei trekking sul Cammino di San ago ,scoprendone quindi anche alcuni suoi cara eris ci paesaggi e ci à. Lascio la parola a Ma eo , un partecipante di questa bella avventura. Ho deciso di stru urare questo riassunto basandomi su ciò che abbiamo fa o durante la vacanza, me endo come tolo una frase di una canzone e spiegandone il mo vo. Buona le ura 1° GIORNO ```"E ci siamo conosciu da bocia . . . Sopra le bici, mica sopra i social"``` Per descrivere il primo giorno di quel viaggio ho scelto questa frase tra a dalla canzone "Amici" di Massimo Pericolo perché rappresenta il modo in cui ci siamo conosciu , in un mondo dove tu si conoscono su instagram noi abbiamo avuto la possibilità di conoscerci per la prima volta personalmente (escluso un sabato a Lanzo per rompere il ghiaccio ) in aeroporto, dove abbiamo preso l'aereo che ha segnato l'inizio di questa fantas ca vacanza. Arriva a San ago abbiamo fa o due passi in centro fino ad arrivare in un paese chiamato "Muros", in seguito siamo torna in albergo. In quelle ore ho avuto la possibilità di parlare con le ragazze del gruppo che sono, in seguito dopo il viaggio, diventate alcune delle persone più importan per me.

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2° GIORNO S ezi ```"Gli amici duri cresciu di forza . . .Ma che son dolci se levi la scorza"``` on ed Per descrivere il secondo giorno di quel viaggio ho scelto questa frase tra a iL an dalla canzone "Vivo" di Ernia perché rappresenta un po' tu noi, questo zo perché ognuno di noi appena conosce qualcuno non si apre completamente, ma noi tra di noi abbiamo quasi subito "tolto la scorza" perché dopo poco più di 48 ore eravamo già un gruppo di amici che si volevano molto bene anche se si conoscevano poco. Durante questo giorno incontrammo la nostra guida che chiamerò Chico Chico e abbiamo fa o una parte del cammino di San ago che ci ha poi portato, insieme al pullman, fino a "Guìsamo" dove abbiamo visto la "costa della morte" mentre un vento e un freddo pazzesco ci spostava, ma eravamo comunque molto felici.

3°GIORNO ```"Dicono di noi che siam satelli impazzi . . . Alla ricerca di un pianeta nuovo, per ricominciare"``` Per descrivere il terzo giorno di quel viaggio ho scelto questa frase tra a dalla canzone "Tu a d'un fiato" di Benji e Fede perché rappresenta a pieno noi ragazzi: io, Camilla, Carola, Miriam, Giada, Luca, Elena, Sara e Lucrezia; senza dimen care i mi ci accompagnatori Marco Barchi e il prof. Vallero. La frase ci rappresenta perché a questa età e sopra u o in quel viaggio eravamo "satelli impazzi " cioè completamente noi stessi. Questo terzo giorno è iniziato come tu gli altri con la colazione, poi con il pullman siamo anda fino a Pontevedra dove abbiamo mangiato una specialità del posto, i churros che sono fini subito, chissà perché. Oltre a mangiare come sempre abbiamo visitato questo paesino nelle sue molteplici vie con mol negozi.

4°GIORNO ```"Puoi guardarci sorridere tu o il giorno . . . Perché quello puoi starne certo non ce lo tolgono"``` Per descrivere il quarto giorno di quel viaggio ho scelto questa frase estra a dalla canzone "Bene" di Gemitaiz perché significa tanto. Penso che ognuno di noi del gruppo se ripensa a quel viaggio ci pensa con il sorriso sulle labbra, quel sorriso che non è mai mancato in 5 giorni, quel sorriso che ha riempito le giornate, quello che non ci hanno tolto. Questo giorno invece lo abbiamo dedicato completamente al cammino di San ago de Compostela; abbiamo infa camminato per mol chilometri, accompagna ovviamente dalla musica e dalle nostre risate. - 65 -


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Oltre a questo abbiamo simpa zzato con due ragazzi estoni e Alberto, un ragazzo spagnolo, figlio di Chico Chico che è subito diventato nostro amico. Con loro abbiamo scambiato due parole (con un po' difficoltà ma ce l'abbiamo fa a ) e passato la serata.

5° GIORNO ```"Io che non credo alla monogamia ... La prima volta penso sia per sempre Dalla seconda è già monotonia"``` Per descrivere il quinto giorno di quel viaggio, ho scelto questa frase tra a dalla canzone "La mia mala a" di Emis Killa, forse leggendo questa frase non ne avete compreso il senso...beh l'ho messa all'ul mo giorno per un mo vo ben preciso: un viaggio come quello di San ago, con quelle emozioni, quei momen , quelle persone potrà ripetersi, certo, ma non sarà al pari del primo. Io quando sono salito su quell'aereo, a Bergamo non pensavo che avrei passato 5 giorni così belli e solo adesso, a viaggio concluso, capisco quanto è sia stato emozionante. E proprio come dice la canzone un secondo viaggio simile sarebbe monotono perché non riuscirebbe a trasme ere gli stessi sen men . L'ul mo giorno l'abbiamo vissuto bene, ci siamo diver il più possibile perché consapevoli che il viaggio stava per concludersi, dopo un giro in centro siamo anda in aeroporto e siamo torna in Italia, con molto dispiacere ma felici. Con questo riassunto voglio dire solo una cosa a voi che state leggendo, io ho vissuto questo viaggio a pieno e questo l'ha reso una delle esperienze, sen mentalmente parlando, più belle della mia vita, quindi vi dico, godetevi i bei momen , createvi dei ricordi per cui piangere di felicità quando ci Ma eo Paraluppi ripensate. La vita è una, viviamola al meglio.

Purtroppo il proge o si è dovuto interrompere a causa del Covid 19, una pandemia che ha travolto tu o e tu , facendo capire a mol e a me in par colare della grande bellezza che porta l'unione tra le persone . Ringrazio tu o lo staff dell'Unione Montana Valli di Lanzo Ceronda e Casternone (persone competen e di vera compagnia) per aver creato questo bellissimo proge o e per averci interpellato nella collaborazione di questo. Speranzoso che un'altro proge o possa riproporsi per far vivere esperienze simili ad altri giovani , saluto tu i partecipan al proge o e a voi le ori che avete dedicato un momento alla le ura di questo. MARCO BARCHI

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Estate 2021

Comune di Goscavallo

ESCURSIONI CON DEGUSTAZIONE AGLI ALPEGGI

1 agosto Gias Alpetta Az. Tommasone Ritrovo : 8,30 Piazza Pialpetta, per trasferimento in auto ai Rivotti Quota €. 5,00 compresa degustazione e polenta concia

8 agosto Alpe di Coassolo

Az. Banche Ritrovo : 8,30 Piazza passo della Croce Chiaves Quota €. 5,00 compresa degustazione e polenta abbrustolita con toma

15 agosto Gias Signori

Az. Troglia Gamba Ritrovo: 8,30 Piazza Pialpetta, per trasferimento in auto ai Rivotti Quota €. 5,00 compresa degustazione e risotto alla toma

Info e prenotazioni: Cai Lanzo 335 5694257 Escursioni accompagnati alla scoperta delle tradizioni del nostro territorio con degustazione dei prodotti di malga e incontro con i pastori che descriveranno la vita in alpeggio. Le camminate sono su sentiero con un tempo di percorrenza di circa 1h30. Ideale per famiglie. Si consiglia abbigliamento adeguato di montagna.

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Inaugurazione degli Chemins du Saint Suaire

Dopo tre anni di lavoro si concretizzano i desideri comuni di Giovanni Donna d'Oldenico, fondatore della Società Storica delle Valli di Lanzo e dell'Abbé Alfred Ponce di Bessans: far diventare il cammino del Santo Sudario un cammino di lunga percorrenza, che colleghi la Francia (Savoia) con l'Italia (Piemonte), con l'intento di ripercorrere gli ipotetici passaggi della Sindone e scoprire le testimonianze presenti sui territori coinvolti. Nel 2017, nelle Valli di Lanzo, fu realizzato, con ingente lavoro, il progetto culturale ed escursionistico “Percorsi Sindonici” e questa stessa idea di sviluppare un progetto similare e di continuità, fu presentata agli amici francesi della Savoia, i quali l'accolsero con grande entusiasmo ed interesse. L'obiettivo condiviso fu quello di creare un collegamento tra Torino e Chambery (antica capitale del Ducato della Savoia), attraverso le Valli di Lanzo e la Moriana. I Percorsi Sindonici furono realizzati grazie al fondamentale contributo economico di sei Lions Club del distretto torinese 108IA1 (capofila i Lions Valli di Lanzo). Collaborarono attivamente al progetto Vanni Cagnotto, il CAI di Lanzo T.se per l'identificazione della sentieristica ed il posizionamento della segnaletica, l'associazione ChaTo e l'Unione Montana di Comuni delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. I Percorsi Sindonici percorrono principalmente due direttrici apparentemente differenti tra loro ma in realtà legate da un filo conduttore comune ovvero la storica devozione verso la Sindone, il Sacro Sudario di Torino, una delle più importanti reliquie di tutto il cristianesimo. Sulle Alpi Graie italiane esiste un percorso escursionistico, costituito da due lunghi itinerari ed un percorso culturale relativo alla presenza delle testimonianze sindoniche del territorio, il quale incrocia sia concettualmente che fisicamente gli itinerari escursionistici stessi. Ed è ai giorni nostri che anche in Francia e precisamente in Savoia, si sono realizzati, dopo un altrettanto lungo lavoro, gli Chemins du Saint Suaire (gli omonimi Percorsi Sindonici d'oltralpe), un itinerario culturale con partenza da Bessans in Alta Moriana ed arrivo a Chambery ed un itinerario escursionistico tra Bessan e Modane. Fondamentale è stato il contributo dei Lions Club del Distretto francese 103-CS (con sede a Chambery), al quale si sono aggiunti gli enti Val Cenis, La Region Auvergne-RhôneAlpes, Grand Chambery, i comuni di Bessans, Modane Chambery e la fondazione culturale Facim.

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Sabato 19 settembre 2020, a Bessans, comune francese dell'Alta Moriana posizionato nel versante opposto a Balme, è avvenuta la cerimonia di inaugurazione degli Chemins du Saint Suaire, con la partecipazione delle massime autorità del territorio, del governatore distrettuale dei Lions Gerard Cuzin (che insieme al suo club, più di tutti ha fortemente voluto questo progetto), una delegazione

italiana guidata da Riccardo Daghero (referente distrettuale dei Percorsi Sindonici)

accompagnato da Vanni Cagnotto ed altri rappresentanti piemontesi. Nel complesso quasi un centinaio di persone hanno aderito all'iniziativa, con visite guidate presso le testimonianze più importanti del territorio, quali la Chiesa di San Giovanni Battista del 1400 con frammenti di affreschi di San Carlo Borromeo e della Sindone del 1600, la Cappella di Sant'Antonio del 1500 con uno straordinario ciclo di affreschi e la Capella di San Pietro a La Vicendieres. La mattinata è terminata con un piacevole momento conviviale di buon auspicio per il futuro del progetto comune. In conclusione sottolineiamo che questo cammino, ha raggiunto un risultato di importanza straordinaria per le valli alpine e non deve essere necessariamente considerato religioso, ma anzi, deve essere valutato come un itinerario naturalistico e culturale di valorizzazione dei territori sia francesi che italiani. Non ci resta che camminare sui circa 180 km di sentieri complessivi tra Savoia e Piemonte, e per chi non ne avesse possibilità, sarà comunque in grado di raggiungere, con altri mezzi, quasi tutte le testimonianze sindoniche.

Riportiamo di seguito le tappe degli itinerari. Itinerario Chemins du Saint Suaire - Savoia Francese Haute Maurienne: La Goulaz, Avérole, Bessans, Bonneval-sur-Arc, Lanslevillard, Lanslebourg, Termignon, Bramans, Modane. Maurienne: Saint-Michel-de-Maurienne, Saint-Jean-de-Maurienne, La Chambre, La Chapelle, Les Hurtières Combe de Savoie: Chamoux-sur-Gelon, Saint-Pierre-d'Albigny, Arbin, Montmélian, Les Abymes de Myans, Chambéry. Itinerario Percorsi Sindonici - Piemonte Val d'Ala: Colle Arnas, Balme, Ala di Stura , Voragno-Ceres, Mezzenile, Pessinetto, Lanzo, Corio, Rocca C.se, Grosso C.se, Nole, Ciriè, San Maurizio C.se, Fiano Valle di Viù: Colle Autaret, Usseglio, Piazzette, Chiandusseglio, Lemie, Venera-Viù, Richiaglio, Biolaj, Colle Portia, Val della Torre, Lucento, Porte Palatine-Torino, Abbadia di Stura-Torino. Per maggiori informazioni visitate i siti ufficiali:

www.cheminsdusaintsuaire.eu www.percorsisindonici.it Buon viaggio a tutti e Bonne Chance.

gnotto

a Vanni C - 69 -


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Un nuovo sentiero, vecchio di 1000 anni! dalla borgata Fré 1500 m all’Alpe Colletto 2460 m

di M Maria Giangoia e L Lorenzo or orenz o Micheletta La scoperta, scoperta,oo meglio, meg egglio, o,l'incontro, o, l'incontro, o,con o, con questo sentiero era raa avvenuto avveenuto in modo casuale.Scendendo casuale. Scendendo dal Colle Collle dell delle le Pa Pariate a verso Balme, per colpa di una svista clamorosa, ci eravamo trovati a camminare nell'imponente e selvaggio vallone del Servin, certi che la vista dei ruderi di numerosi alpeggi stesse ad indicare la presenza di un sentiero che ci permettesse di scendere facilmente a valle. Effettivamente il sentiero c'era, presentandosi nei primi metri, dove attraversava una pietraia, addirittura come lastricato. Man mano che lo percorrevamo risultò evidente che doveva essere stato abbandonato da decenni tanto erano tti gli ontani e l'erba che lo ricoprivano. Ciò nonostante, pur con qualche peripezia, ci permise di raggiungere la borgata Fré e da lì Balme. La sua prima particolarità è che si tratta di un sentiero non accatastato, non è quindi elencato tra i segnavia alpini, - 70 -


non ha un numero sulle carte escu escursionistiche ed è molto difcile trov citato e descritto nelle guide per trovarlo gli eescursionisti e gli alpinisti, scritte sia nelll sia nel Novecento. Sulle nell'Ottocento cart anche quelle più recenti, compare a carte, tra ratt ra a oppure non è affatto presente. Il tratti sentiero era raa indicato indi dicato soltanto di solta da qualche raro ometto. Negli Neg eggli ultimi quattro aanni, con i nostri amici, ci siamo impegnati nella sua pulizia e recupero e nell'ultima estate, con il contributo del CAI di Lanzo, è stato bollato dalla borgata Li Fré sino ai 2460 metri dell'Alpe Colletto. Durante la pulizia è chiaramente emerso che si tratta di un sentiero utilizzato per lavoro, probabilmente prima dai minatori e poi dagli allevatori. La pendenza costante, nei tratti non dissestati dalle frane, la presenza di tratti lastricati e di scale di pietra lo confermano. Risulta inoltre evidente che è stato realizzato nel Medioevo e per secoli mantenuto con cura da chi con fatica traeva i mezzi di sussistenza utilizzando questo cammino. Ora è pronto per una seconda vita: ha tutte le caratteristiche di un tracciato escursionistico, permette di raggiungere luoghi ricchi di storia e allo stesso tempo selvaggi e spettacolari. Il suo tracciato è percorribile da tutti.

Da non perdere:

• Da metà giugno la spettacolare oritura delle peonie ofcinali, unica in questo tratto delle Alpi, e dei maggiociondoli. • La scala in pietra nel bosco, l'antico abbeveratoio e la “crota” con la volta a botte presso l'Alpe Roc Piat. • La panoramica vista che si gode dall'Alpe Colletto sul vallone del Servin con i suoi aforamenti rocciosi di rocce montonate levigati dall'antico ghiacciaio e sulle Vedrette, unico ghiacciaio esistente sui contrafforti secondari delle valli di Lanzo. • Sul nire dell'estate i gustosissimi mirtilli e lamponi che crescono nella parte alta del sentiero. • L'avvistamento dei camosci, spesso presenti sopra l'Alpe Roccetta e, talvolta,aquile e gipeti. Partenza: Balme, frazione Cornetti, piazzale della Roja (parcheggio) 1450 m Arrivo: Alpe Colletto 2446 m Percorrenza: 3,00 h. Dislivello: 996 m Descrizione dell'itinerario: percorrere la strada asfaltata no alla borgata I Fré, qui prendere il sentiero che segue la sx orograca del torrente.All'Alpe Li Sougn seguire il sentiero che sale a dx. Al primo bivio svoltare a sx (freccia Alpe Roccetta). Proseguire tenendo la sx ignorando le indicazioni per il “Sentiero Natura”, che siete invitati a percorrere in un'altra escursione o, volendo, al ritorno. Attraverso il bosco si raggiunge l'Alpe Roc Piat (ore 0,30). Proseguire lasciando l'ultima baita alla propria sinistra e seguendo il sentiero raggiungere l'Alpe Roccetta (ore 0,40). Lasciando a sinistra le alpi continuare sul sentiero superando alcuni tratti esposti e un paio di pietraie dove le pietre sono state disposte a lastricato. Dopo l'ultimo tratto lastricato ci si affaccia sull'ampio anteatro del Servin e si giunge all'Alpe Pountat (ore 1,00). Risalendo, per la massima pendenza il pendio erboso (paletti e ometti), si raggiungono le Alpi Rian da dove, volgendosi a destra, è possibile individuare la piccola sella del Colletto ed i ruderi dell'omonima alpe che si può facilmente raggiungere (ore 0,50). Il sentiero è segnato con bollatura bianco/rossa.

(percorso in blu sulla mappa).

E' possibile rientrare a I Fré seguendo il sentiero 217, che raggiunge le alpi Crot e Giasset attraverso il passo detto “delTopo” e da qui Pian Gioé, la Comba i Fré e Balme, punto di partenza dell'itinerario (ore 2,30)

(percorso in verde sulla mappa).

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MONTAGNACHEUNISCE (sì… tutto unito!!)

di Paola Borla

“CORONAVIRUS? NO, CORONA VERDE!!” Nell'autunno 2019 eravamo riusciti a programmare per tempo un buon calendario di uscite mensili per il Progetto “Montagnacheunisce” che oltre all'ormai “storico” gruppo con le persone provenienti dai quattro centri diurni della nostra zona, vedeva protagonista anche il “Gruppo Giovani” dell'Educativa Territoriale, che dopo le quattro uscite sperimentali svolte in estate si era dimostrato entusiasta e quindi aperto a proseguire nel nuovo anno con un numero più ampio di date. Come prima uscita un passeggiata sulla neve ad Usseglio ha visto tutti e due i gruppi di questo progetto riuniti: insieme hanno affrontato questa nuova esperienza dell'uso delle ciaspole girovagando per i prati e sentieri che collegano i borghi montani del paese. All'arrivo abbiamo ancora osservato con stupore la grande fontana di ghiaccio davanti all'hotel GrandUsseglio e poi naturalmente tutti a mangiare una meritata polenta e spezzatino. Questa provenienza mista, garantita dai molti soci CAI presenti e dagli accompagnatori del progetto “Sentieri e Saperi Senza Barriere” ha garantito l'inclusione sociale, che è uno dei principi fondanti di questo progetto, su cui puntiamo sempre molto. Anche la gita di febbraio con il gruppo Adulti e con gli amici di Pro Natura a Superga è stato un momento di confronto e di valorizzazione del territorio in cui viviamo e della storia di cui facciamo parte. Più impegnativa invece la passeggiata con il gruppo Giovani il 3 marzo al Mulin Turcin, partendo da Case Togliatto, frazione di Lanzo Torinese, percorrendo il sentiero di anco al canale costruito dai frati per portare l'acqua all'Eremo dei Camaldolesi da Coassolo Torinese. Quell'uscita è stata l'ultima prima del connamento dovuto all'emergenza sanitaria. Il periodo di clausura ci ha rallentato, ma non fermato: i gruppi inevitabilmente non si sono più rivisti per almeno quattro mesi, ma siamo sicuri che più d'uno avrà ricordato le nostre uscite nella natura come un auspicio per tornarci al più presto. In vista della ripresa il Gruppo Giovani (gli Adulti, facendo riferimento ai centri diurni, hanno dovuto rispettare regole più rigide e quindi hanno ripreso solo in autunno) si è ritrovato in video su Whatsapp, sia per rivedersi, nalmente, sia per spiegare come sarebbe andata la ripresa. Appena le disposizioni ci hanno consentito di ripartire non ci siamo fatti scappare l'occasione di inaugurare un nuovo modo di partecipare alle passeggiate cercando percorsi facili e facilmente raggiungibili, dividendoci in gruppi più piccoli e scaglionando le partenze. Ovviamente con tutte le precauzioni dettate dagli enti preposti. E volendo in qualche modo recuperare il tempo perso, abbiamo svolto ben tre uscite nel solo mese di luglio. Giusto per metterci un po' di ironia, che di questi tempi non è mai troppa, abbiamo chiamato le uscite estive: “Coronavirus? No, Corona Verde!”. Il 7 luglio abbiamo proposto un percorso proprio sulla “Corona Verde”, via ciclo-pedonale ad anello che coinvolge più Comuni e che afanca la Stura di Lanzo. La passeggiata, con partenza dal cimitero di Villanova, si è snodata lungo il torrente Stura con arrivo alla Cappella di San Vito per il pranzo al sacco. E' stata un occasione per vivere un'esperienza a diretto contatto con il verde della fascia uviale, per apprezzare e imparare a rispettare e tutelare l'ambiente e la biodiversità. Siamo arrivati scaglionati al Santuario di San Vito Martire per il pranzo al sacco, dove i ragazzi hanno potuto riposarsi e rifocillarsi ammirando l'architettura di un Santuario nato attorno ad un'edicola votiva campestre costruita a poca distanza dalla Stura e a circa un chilometro dal capoluogo. In questo momento di ripresa dopo il lockdown, sono state previste e regolamentate tutte le misure di prevenzione per il contenimento del Covid-19, che all'aperto e nel periodo estivo sono per fortuna sostenibili da tutti: - Le persone del Servizio educativo territoriale arrivavano al ritrovo dopo aver già compiuto un triage a casa, a cura degli educatori di riferimento. - Utilizzo della mascherina e distanziamento sico al momento del ritrovo - Compilazione di autocerticazione da parte dei volontari del gruppo. - Partenze scaglionate con gruppi prima di 10 e poi di 15 persone al massimo, compresi i volontari. - Distanziamento durante la camminata e soprattutto al momento del pranzo. Questo protocollo di comportamenti era stato condiviso con i dottori del Dipartimento di Prevenzione dell'ASL TO4, Bellan e Francone, sempre molto disponibili ad ascoltare opinioni, legate da un lato alla prudenza opportuna, dall'altro alla volontà di ripartire con le nostre vivaci esperienze, e a dispensare consigli per svolgere al meglio ed in serenità le giornate all'aria aperta, di cui avevamo tanto bisogno.

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La foresta uviale ha destato molto interesse e il panorama, unito a zone d'ombra fresche, hanno reso la passeggiata un'esperienza di condivisione molto apprezzata. Durante la sosta per il pranzo sono state distribuite le magliette arancioni “Montagnacheunisce” complete di tutti i loghi degli enti e delle associazioni che partecipano al progetto. Questo regalo è stato accolto con entusiasmo da tutti i partecipanti. Un ringraziamento a tal proposito va a Fabio Portinaro di Usseglio, che con la sua verve graca ha dato un tocco di allegria al cotone delle t-shirt, acquistate dal CAI Lanzo grazie ai fondi del bando annuale sulla Montagnaterapia. La seconda gita con i ragazzi delle Cooperative del territorio dopo i mesi di assenza dalle attività si è svolta a Monasterolo Cafasse sul sentiero che porta alla Cà Bianca e alla famosa panchina gigante. Lo sterrato piuttosto ripido ma agevole ha permesso di arrivare a destinazione senza troppi intoppi in circa 1,30 h. All'arrivo sono stati tutti entusiasti del panorama e della panchina; abbiamo consumato in loco il pranzo al sacco e siamo ripartiti per il ritorno in anticipo causa maltempo. Anche qui le magliette con i loghi delle varie associazioni sono state distribuite ai partecipanti prima assenti e di nuovo molto apprezzate. L'ultima uscita di luglio 2020 sempre con il gruppo giovani si è svolta sul Sentiero Natura che da Lanzo porta all'area attrezzata di Germagnano. Non molto lungo, ma impegnativo per alcuni tratti soprattutto dove il percorso prevedeva di superare pietre e strettoie. Ma anche qui non si è persa la ducia e si sono superati gli ostacoli senza nessun ferito. All'arrivo, dopo circa due ore, si è consumato il pranzo al sacco: visti i tempi più lunghi del previsto il ritorno non è avvenuto per il sentiero di andata, ma si è raggiunta la strada provinciale e da qui sono stati organizzati i trasporti in totale sicurezza, per il rientro previsto per le 14.30. A settembre siamo riusciti a svolgere l'uscita programmata con il gruppo giovani, che avevano meno vincoli di spostamento, siamo quindi tornati il 14 settembre sul percorso Corona Verde ma nella parte che da Villanova arriva alla ex cartiera di Mathi. L'ultima uscita del 2020 di questo gruppo invece è stata a Torino al Colle della Maddalena con gli amici di Pro Natura, lunedì 7 ottobre, dove abbiamo trovato ancora una calda giornata d'autunno. Intanto nalmente anche con il gruppo adulti eravamo riusciti a svolgere un incontro tra tutti i referenti sia per condividere il protocollo di sicurezza sia per programmare almeno una gita, che si è svolta il 12 ottobre sempre sul percorso Corona Verde con partenza da Villanova Canavese, con tappa per il pranzo alla Cappella di San Vito nel Comune di Nole Canavese. E' stato un anno faticoso per tutti e lo è ancora: quest'esperienza non ci sta forse insegnando a resistere alle difcoltà, a rallentare e ad esercitare la pazienza, a non perdere il coraggio e la ducia nel futuro, a mantenere la speranza? Chi ha dovuto subire un isolamento anche molto lungo ha messo alla prova il proprio equilibrio mentale ed emotivo, la propria resilienza (ossia la capacità di mantenersi positivo, reagendo ad un evento negativo); tutti abbiamo riscoperto il valore di uno sguardo, il bisogno di un abbraccio, abbiamo compreso una volta di più quanto abbiamo bisogno di relazioni autentiche per stare bene, magari poche ma buone! Abbiamo scoperto che ognuno di noi anche se è in salute in cer te situazioni diventa fragile, anche in pochissimo tempo, e quindi è chiamato a cambiare prospettiva. C'è sempre un momento nella nostra esistenza in cui abbiamo bisogno degli altri. Un pò come in un'escursione in montagna, si arriva tutti se si ha attenzione per tutti. E' il sale della vita... Miriam Giachetti, accompagnatrice e Paola Borla, educatrice

LA MONTAGNA CHE UNISCE 2021 MARTEDI' 12 GENNAIO Ritornato-Piano Audi - Gruppo giovani LUNEDÌ 18 GENNAIO Ciaspolata ad Usseglio - Gruppo adulti MARTEDÌ 9 FEBBRAIO Ciaspolata ad Usseglio - Gruppo giovani VENERDÌ 19 FEBBRAIO con Pro Natura Parco Sangone - Gruppo adulti MARTEDÌ 9 MARZO con Pro Natura - Gruppo giovani VENERDÌ 12 MARZO Ciaspolata Pialpetta - Gruppo adulti MARTEDÌ 13 APRILE Cappella Consolata - Gruppo giovani VENERDÌ 16 APRILE Ca' bianca - Gruppo adulti MARTEDÌ 11 MAGGIO Alpe Sarpeis - Gruppo giovani VENERDÌ 17 MAGGIO Baita San Giacomo MARTEDÌ 8 GIUGNO Parco La Mandria - Gruppo giovani MARTEDÌ 6 LUGLIO Pialpetta-Forno - Gruppo giovani con utilizzo joelette - Mountain Festival MARTEDÌ 7 SETTEMBRE Traves - Tese - Gruppo giovani VENERDÌ 13 SETTEMBRE Anello Escursionable - Gruppo adulti con utilizzo joelette MARTEDÌ 5 OTTOBRE con Pro Natura Cascina Bert - Gruppo giovani VENERDÌ 15 OTTOBRE con Pro Natura Bosco Vai - Gruppo adulti VENERDÌ 29 OTTOBRE CAI Lanzo Serata Pizzata offerta da CAI presso sede sociale Lanzo - 73 -


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VAL GRANDE IN VERTICALE di Paolo Schina e Luca Enrico

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Fresco tesserato al CAI Lanzo, ho scelto non a caso questa sezione, che ha anche come obiettivo, la produzione di quella che sarà la mia terza Guida. Seguirà le due precedenti, dedicate sempre alle escursioni in mountain bike. Entrambe uscite con La Stampa in prima battuta, hanno trattato, in ordine di uscita, l'Alta Valle di Susa e le vallate a scendere verso il sud del Piemonte fino al Colle di Tenda, con un percorso di due giorni della Via del Sale in versione montana, con un anello LimoneLimone. La seconda, invece, ha chiuso la Valle Susa, con la parte Bassa, su entrambi i versanti, includendo anche la Val Sangone, tutti i Forti del Moncenisio, tutta la ex Piazzaforte militare di Briancon, dal Col d'Izoard al Colle della Scala e qualche itinerario in Alta Valle non presente nel primo, anche in versione invernale con la fat bike, e anche in notturna ! La scelta di proposito nelle Valli di Lanzo è in parte una scommessa, convinto che il Territorio potesse offrire itinerari interessanti e.. non mi sbagliavo ! Iniziato questo lavoro di scouting e conoscenza dettagliata nell'estate del 2016, mi sono incrociato volontariamente con la sezione di Lanzo che sapevo curava la Sentieristica, che a me interessa in quanto, i giri in mountain bike, prevedono in genere la salita utilizzando strade sterrate e la discesa su sentiero. Le informazioni, quindi, sulla manutenzione e sullo stato, per me sono stati e sono ancora oggi, informazioni importanti per capire, prima di provare, come potrebbe essere quel tale sentiero, resta poi, che lo scouting è obbligato. Al seguito, solo dopo averlo provato, se ha crismi da essere proposto al pubblico, viene inserito tra i papabili, viceversa escluso. A questo aspetto si è unito anche il partecipare alla Commissione per la manutenzione dei Sentieri, andando a rispolverare, oltre che al piacere, anche l'esperienza maturata in precedenza come operaio forestale e grazie anche al supporto in primis di Gino Geninatti, - 76 -


sono diventato anche Rilevatore ufficiale REGIONE PIEMONTE per S.O.S.E.C. - Piemonte, che ha semplicemente significato per me, anche un completamento personale, dal momento che il gps lo uso da sempre, sia per estrapolare dati che mi servono far fare conoscere al pubblico nelle Guide, sia per tracciare ed avere un file gpx. In questi anni, pedalando in tutte le stagioni, come è mio solito, ho avuto modo di conoscere abbastanza bene le Valli di Lanzo, e non solo quelle che normalmente sono identificate come tali, intendo, Valle di Viù, Val d'Ala e Val Grande, ma anche l'area delle Valli del Tesso, Tessuolo e Malone sconfinando in Valle di Locana ed Alto Canavese, ultimo non ultimo, le Valli Ceronda e Casternone, che da Venaria, con la parte bassa vanno a completare un'area molto vasta. Questo lavoro per me ha riservato e continua a riservare un enorme piacere e soddisfazione, perchè gli elementi che compongono le Valli di Lanzo, sono tanti e non mi riferisco ai soli percorsi in bici che proporrò, ma alle caratteristiche e testimonianze che possiedono, che non si possono escludere, anzi, per me sono diventate un obbligo inserirle, tanto è che sono state e lo sono ancora oggi, oggetto di ricerca. Non a caso anche l'incrocio sui miei percorsi con la Società Storica delle Valli di Lanzo con la quale ho avuto anche modo di poter interagire. Anche in questa prossima Guida, non mancheranno i percorsi invernali sulla neve, qualche notturna, ma ci sarà anche una sezione dedicata al ciclo-alpinismo, che pratico da anni. Quando cominciai a studiare le carte, avevo subito messo a fuoco la parte di alta della montagna che sarebbe stata interessata e non mi sbagliavo. Ho impiegato 4 anni per affrontarla e chiudere i giri relativi e sarò ben lieto di presentare anche questi perché sono la ciliegina sulla torta: le Valli di Lanzo che non ti aspetti! Area, quest'ultima, anche unica, in quanto coinvolta nella Storia, con il periodo delle Guerre, quindi con la difesa dei valichi, con le Opere militari che sono ancora presenti; inoltre si aggiunge, sempre in questa parte di Territorio, il presunto passaggio, non completamente documentato da poterlo asserire con assoluta certezza, ma che vanta moltissime testimonianze del passaggio della Sacra Sindone. Percorsi che per entrambi gli argomenti, si intersecano con le mie scelte di proporre itinerari in MTB di diverso livello, pochi nel complesso delle Valli, facili e tanti di livello medio e medio-alto, finendo con il ciclo-alpinismo che sicuramente rappresenta il top, per le caratteristiche di alta montagna, ma non per l'aspetto tecnico. Solo in prima persona si può comprendere CICLO-ALP nelle Valli di Lanzo quale lavoro ci sia dietro le quinte e il tempo che occorre per dare informazioni pubbliche con responsabilità. Sperando che non ci siano ulteriori imprevisti, per l'estate che verrà, si avrà modo di sfogliarla, io in primis! COLLARIN D'ARNAS

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ore 15,00 BAITA SOCIALE CAI LANZO «S. GIACOMO» mt. 1.404

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(CHIAVES)

Distribuzione gratuita caldarroste con vin brulè e canti in allegria

Possibilità a pranzo di partecipare alla RISOTTATA (e non solo) a 12 euro presso la Baita

verrà invece offerta a tutti i soci che hanno collaborato con le attività sociali durante l’anno Prenotazioni tel. 360 44 49 49 il giovedì sera oppure 335 5694257

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Sottosezione Val Grande LETTERA DEL REGGENTE

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ed iL an Carissimi soci, anche il terzo anno del mio mandato è oramai trascorso. zo Il 2020 è stato un anno molto complicato. Come ben sapete, a causa della pandemia di COVID19, oltre ai ben più gravi effetti che tutti conosciamo, anche le iniziative e le attività sociali CAI sono state in gran parte annullate. Nonostante le difficoltà siamo riusciti a portare avanti alcune attività, soprattutto per quanto riguarda le manutenzioni dei sentieri. Le giornate “ufficiali” di pulizia e manutenzione previste sono state annullate, tuttavia, grazie anche alla presenza di nuovi volontari ed in collaborazione con la Commissione Sentieri della Sezione, sono stati moltissimi gli interventi di pulizia e ripristino della segnaletica. In particolare, nella nostra valle, è stata sistemata la segnaletica orizzontale e verticale sull'Anello dei 7 Gias. Questo anello, tra il vallone dell'Alpetta e quello di Vercellina, comprende e permette la riscoperta della “Vi 'dla Pala”, un tratto di sentiero storico, lastricato alla perfezione, largo fino ad un paio di metri, che consentiva di superare un tratto tra grossi massi, pericoloso e difficile per le vacche, tra due degli alpeggi del vallone.L'altro intervento importante e ancora più impegnativo è stato la riapertura del sentiero 318A, che permette di raggiungere il Colle della Fea, creando così un bell'anello tra i Valloni della Gura e delle Lose, con la possibilità di spezzare in due giorni l'escursione, facendo tappa al Rifugio Daviso. Come lo scorso anno per il 309, abbiamo approfittato della disponibilità dei ragazzi della Scuola di escursionismo Mentigazzi e dei volontari di altre sezioni CAI che hanno collaborato con noi. L'intervento è stato organizzato dalla nostra Sottosezione e dal gruppo “Val Grande in Verticale”, di cui da quest'anno fa parte anche la Sezione di Lanzo. Nonostante le problematiche relative al COVID, la manifestazione “Val Grande in Verticale” ed il raduno di arrampicata si sono svolti ugualmente nel primo week-end di Settembre, sempre nel rispetto delle regole di distanziamento, con addirittura un incremento dei partecipanti rispetto all'anno scorso. Non è stato possibile organizzare la gara di corsa in montagna, ma c'è stata comunque l'escursione sul sentiero appena ripristinato. Riguardo al numero dei soci, qualcuno non ha rinnovato, forse per le difficoltà create dal lock-down, ma abbiamo qualche nuovo socio china di cui uno nato nel 2020. Siamo in tutto 45. Paolo S

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Tracce preistoriche in ambiente alpino Survey archeologici nelle Valli di Lanzo (TO) Gabriele L.F. Berruti, Sandro Caracausi, Sara Daffara: Associazione culturale 3P; Università degli studi di Ferrara Eugenio Garoglio: Università del Piemonte Orientale Francesco Rubat Borel: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino

Negli ultimi trent'anni la ricerca archeologica in ambiente alpino ha fatto dei passi da gigante. Possiamo fissare, come data di un nuovo inizio per le indagini in alta quota, il settembre 1991, con la scoperta di Ötzi sul ghiacciaio di Similaun, l'uomo che oltre cinquemila anni fa è morto, con il suo equipaggiamento da montagna, mummificato dai venti d'alta quota e conservatosi sotto la neve finché degli escursionisti non videro il cadavere emergere tra le nevi che si stavano sciogliendo, segnalarono la scoperta e intervennero gli archeologi di Innsbruck e poi di Bolzano per recuperare la salma e gli oggetti. Al di là della scoperta eccezionale, le indagini in ambiente montano da allora non si sono più limitate solamente ai fondivalle ma hanno interessato le pendici, con le aree di pascolo e di caccia, i sentieri che conducono ai passi, le zone minerarie. Le Valli di Lanzo diventano ora il campo per testare nuove metodologie di indagine, frutto di trent'anni di esperienze, di prove, di successi, di fallimenti, di miglioramenti come sempre accade nella ricerca scientifica. La preistoria di questo territorio non è mai stata indagata in modo organico. Negli ultimi decenni numerosi ritrovamenti hanno svelato l'importanza archeologica delle Valli di Lanzo all'interno delle Alpi piemontesi. Le risorse minerarie ampiamente sfruttate dal medioevo, la

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presenza di testimonianze romane anche ad alta quota, sono le prove più evidenti della vita in montagna nei secoli, e nei millenni, passati. Lo stesso possiamo dire per quei ritrovamenti (alcuni risalenti al Neolitico, seimila anni fa, e all'età del Bronzo, tremilacinquecento anni fa) di viaggiatori che, risalendo i sentieri che conducono ai passi tra le Valli di Lanzo e la Savoia, hanno perso degli oggetti. Ma cosa sappiamo delle altre attività e dei modi di vita tipici della montagna? Cosa ci resta degli alpeggi, dei pascoli e prima ancora dei bivacchi dei cacciatori e delle praterie alpine? Ecco quindi la formulazione di un progetto per meglio comprendere la storia più antica delle Valli di Lanzo, partendo dai siti archeologici che ancora si sono conservati sulle nostre montagne. Nel 2019 la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino e l'Università di Ferrara hanno sottoscritto una convenzione al fine di avviare una collaborazione per lo sviluppo di progetti di ricerca, promozione e salvaguardia del patrimonio archeologico e paleontologico delle Valli di Lanzo, Orco e Soana. Grazie alla ricchezza di dati provenienti da vecchi ritrovamenti, che rappresentano un importante punto di partenza per qualsivoglia attività di ricerca, e per la varietà ambientale di questo comprensorio, il progetto si concentra ora sulle Valli di Lanzo. Nel 2020 il progetto di ricerca relativo alle Valli di Lanzo è stato presentato e finanziato nell'ambito del bando “Terre Alte” del CAI. Nonostante le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria e la necessaria rimodulazione delle attività sul campo, per questo primo anno di attività le prospezioni archeologiche si sono svolte tra settembre e ottobre 2020 nel territorio comunale di Groscavallo. Trattandosi di aree montane, accessibili per periodi limitati nell'arco dell'anno, allo scopo di ottimizzare il tempo durante le attività sul campo, una fondamentale fase preliminare alle prospezioni archeologiche è stata l'elaborazione di un modello GIS predittivo. Attraverso l'interpolazione di dati ambientali e archeologici noti, il modello individua, l'idoneità o meno di una determinata porzione di territorio per l'insediamento umano. Una volta inseriti ed elaborati tutti i dati in ambiente GIS, sono state identificate le cosiddette APAF (Aree Potenziali Archeologiche Finali), corrispondenti a quelle zone dove i parametri ritenuti significativi per la presenza di contesti archeologici sono soddisfatti: aree pianeggianti rivolte a sud, prossime a fonti di acqua potabile e non soggetto a fenomeni recenti di frana. Infine, la sovrapposizione tra la mappa APAF e i contesti pre-protostorici noti mostra come tali contesti siano localizzati all'interno o nelle immediate vicinanze delle aree a potenziale archeologico individuate dal modello GIS predittivo (Fig. 1). L'area da sottoporre a survey nell'autunno 2020 è stata Fig. 2 dunque scelta sulla base delle indicazioni fornite dal modello GIS e corrisponde alle zone prossime ai laghi di Sagnasse, nel territorio di Groscavallo, in una fascia a circa 2000 m s.l.m. (Fig. 2). In questo areale sono state documentate tutte le evidenze di presenza umana sul territorio (spietramenti, resti di strutture, ecc.) oltre che i ripari sotto roccia o presso massi erratici. Campionature saranno eseguite presso alcuni ripari e strutture al fine di verificare la presenza o meno di stratigrafie archeologiche. Le ricerche in corso nelle Valli di Lanzo rappresentano un importante tassello per la conoscenza del patrimonio archeologico di questo settore delle Alpi occidentali, fino a oggi scarsamente toccato da indagini archeologiche sistematiche. Ulteriore scopo del progetto è la realizzazione di una prima Carta Archeologica delle Valli di Lanzo che possa essere valido supporto per le attività di tutela e valorizzazione del territorio. Per realizzare tutto ciò è necessaria la collaborazione di chi, conoscendo la montagna o anche solo frequentandola occasionalmente, trasmetta le informazioni su siti e oggetti che vede, come è accaduto appunto trent'anni fa sul ghiacciaio del Similaun. Perché nessuno conosce la montagna come i montanari e come chi la frequenta. Il progetto, partendo dai dati archeologici, ha tra i suoi scopi la redazione di una base di dati per successive attività di valorizzazione culturale ed escursionistica, che potranno essere realizzati dalle istituzioni ed associazioni locali. - 81 -


MATERIALE IN VENDITA presso la SEDE DESCRIZIONE

PREZZO AI SOLI SOCI

Berretto lana blu invernale Foulard arancio Cravatta con logo CAI Cappellino estivo (blu) Cappellino spesso (2 colori disponibili) Maglietta materiale tecnico (2 colori) Maglietta cotone arancio Polo sezione (2 colori disponibili) Canotta smanicata sezione (bianca) - 82 -

€ 10,00 € 3,00 € 13,00 € 4,00 € 6,00 € 10,00 € 9,00 € 12,00 € 5,00


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Presso la segreteria è possibile acquistare: adesivi, magliette, cappellini ricamati (estivi ed invernali) e pile della Sezione, portachiavi, spille e cravatte del CAI, nonché alcune delle cartine 1:25.000 della serie “Alpi senza Frontiere”, alcune novità editoriali inerenti la montagna e altro ancora.

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DESCRIZIONE PREZZO AI SOCI € 0,30 Adesivo vetrofania / normale € 2,60 Portachiavi (3 modelli differenti) € 1,80 Adesivo grande € 5,50 Scudo normale € 1,60 Distintivo argentato piccolo (bottone/spilla)

CARTINE IN VENDITA • Valle Ceronda e Casternone 1/25000: € 4.00 • Carte Fraternali n. 8 Alta Valle di Lanzo 1/25000: € 8.00 • Carte Fraternali n. 9 Bassa Valle di Lanzo 1/25000: € 8.00 • Carte Fraternali Valle di Lanzo 1/50000: € 7.00 €

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Nella piccola edicola del CAI sono disponibili i seguenti titoli (fino ad esaurimento scorte):

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PREZZO DI COPERTINA

PREZZO AI SOCI CAI

sconto

AA.VV./Mattioda P.

€ 10.00

€ 8.00

20%

Gran Traversata delle Alpi GTA

Pruni e Verlucca

€ 10.00

€ 8.00

20%

Sui sentieri dei guardiaparco

Bergamino R.

€ 19.62

€ 15.50

21%

Andar per laghi nelle valli di Lanzo

Bergamino R.

€ 14.46

€ 10.33

29%

Escursionismo per tutti ad Ala di Stura

Bergamino R.

€ 5.00

€ 4.00

20%

Tra Canavese e Valli di Lanzo

Bergamino R.

€ 20.00

€ 17.00

15%

L’Italia sei Sentieri Frassati

CAI.

€ 35.00

€ 31.00

10%

Una vita, poesia semplice e scritti

Adolfo Brunati

€ 10.00

€ 9.00

10%

I pilastri della fede

Buschino L.

€ 18.00

€ 15.50

14%

Scienza ed avventura di Ardito Desio

CAI Comm. Scientifico

€ 15.00

€ 11.00

25%

Valli Tesso e Malone

Conte M.

€ 12.91

€ 10.33

20%

Itinerari di Alpinismo Giovanile

L.P.V.

€ 10.33

€ 7.80

24%

I segreti della montagna incantata

Sandiano L..

€ 12.00

€ 10.00

17%

Binari e … sentieri

Bergamino R.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Archivio del Comune di Balme

Castagneri G.

€ 25.00

€ 20.00

20%

Passeggiare in Valle Tesso

Bergamino R.

€ 13.00

€ 11.00

15%

Sentieri Natura 2

Airola D., Bergamino R, Mariano F.

€ 12.00

€ 10.00

17%

DESCRIZIONE

AUTORE

Nel grembo del mondo/Guida alle miniere della provincia di Torino

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Presto io parto

Castagneri G., Sguayzer M.

€ 12.00

€ 10.00

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Camminare in Val Grande

Bergamino R.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Camminare in Val di Viù

Bergamino R.

€ 12.00

€ 10.00

17%

Flussi ghiacciati

Bonfanti - Cuccotto Montrucchio

€ 32.00

€ 26.00

20%

La memoria svelata

Ru B., Ru B., Ru O.

€ 12.00

€ 10.00

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Pellegrinaggio d’autore - Vie Sindoniche Franca Giusti

€ 14.00

€ 12.00

20%

Guida sci-alpinistica del Canavese

CAI Rivarolo

€ 15.00

€ 12.00

20%

Li Fol dal Rotches

M. Blatto

€ 14.00

€ 11.50

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Manuale di cicloescursionismo

Lavezzo M., Zangirolami D.

€ 11.50

70 Rifugi del CAI Piemonte

CAI Piemonte

€ 5.00

Valli di Lanzo, viaggio fotografico

Bergamino R.

€ 20.00

€ 17.00

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Pasticceria • Panetteria Via Giacomo Matteotti n. 8 10077 San Maurizio - Tel. 011.927.80.78 martinredruello@gmail.com - 85 -


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e h c i a i c c a i Due gh non vogliono morire

di Giorgio Inaudi

Nei giorni più caldi dell’estate, vicino al bivio per la borgata Cornetti, che i Balmesi chiamano Ponte delle Canove, si può osservare un curioso fenomeno. Le acque del torrente Paschiet, che in questo punto si versano in quelle dello Stura, sono limpidissime e quasi scure, per il colore delle pietre del fondo, mentre quelle del torrente più grande sono torbide e biancastre e per qualche metro i due corsi d’acqua sembrano conuire senza mescolarsi. Lo Stura, infatti, trascina una grande quantità di sottile limo glaciale, strappato ai ghiacciai che ancora occupano ampie zone di alta quota alla testata della valle, mentre le acque del torrente Paschièt sono sorgive e quindi purissime. Eppure ci fu un tempo, non molto lontano, in cui un ghiacciaio, pur piccolo, si trovava anche in questo vallone. “La rovina di Servìn si muove, il tempo vuol cangiare”. Così dicevano i Balmesi che abitavano nella frazione Cornetti quando sentivano il sordo boato provocato dai massi che rotolavano dalla morena del piccolo ghiacciaio di Servìn, che si trovava proprio sopra la loro piccola borgata. Era segno che era arrivato il vento marino, quello che noi oggi chiamiamo foehn, e il ghiaccio allentava la sua presa sulle rocce imprigionate nelle sue fenditure, nelle quali incominciava a scorrere l’acqua di fusione. Il ghiacciaio funzionava un po’ come il barometro della borgata. Nel 1904, quando Filippo Vallino annotava questo fatto nel volume che il Club Alpino Italiano dedicava alle Valli di Lanzo, il fenomeno stava già scomparendo, con la progressiva diminuzione del ghiacciaio che, già allora, si stava progressivamente ritirando dalla morena frontale, posta proprio sul bordo di un gradino roccioso sul versante nord delle punte Barale e Servìn. Era l’unico ghiacciaio che si trovava su una catena laterale delle Valli di Lanzo, annidato in un piccolo circo dove arrivano raramente i raggi del sole e dove le precipitazioni piovose e nevose sono particolarmente abbondanti. Ormai di quei tempi andati, quando la villeggiatura contribuiva a dare un tono ai paesi delle valli, come ancora oggi accade per le celebrità che frequentano prestigiose località alla moda, restano spesso solo sbiaditi ricordi. Momenti che talvolta emergono nelle lastre color seppia sbucate da qualche softta, nelle quali tra turisti e panorami, potrebbero essere ritratti anche quei giovani dinamici che, da lì a poco, avrebbero dato lustro al nome della propria famiglia e a quello dell’intero Paese. Pianura, distante soltanto pochi chilometri in linea d’aria. Per questo, soprattutto in primavera, le masse di aria umida che si levano dalla valle del Po si scontrano con gli strati più freddi delle vette, dove ancora permane lo strato di neve dell’inverno, e si condensano in cadute di neve che talvolta si contano a metri. Per via di questo microclima esisteva un ghiacciaio ad una quota (2600-2800 metri) relativamente modesta. Nell’estate 2005 il ghiacciaio è avviato a prossima estinzione. Dopo essersi rannicchiato sempre più contro la parete si è inne diviso in tre tronconi, di cui i due brandelli esterni sono rimasti aggrappati alle rocce, mentre quello centrale si è staccato ed è crollato a valle, no ad accumularsi in un ammasso di blocchi che assomiglia ad una seraccata. Dove si stendeva il ghiacciaio si trova ora un levigato letto di roccia, no ad una linea di blocchi, che segna un inizio di morena formatasi negli anni Settanta, quando vi fu una serie di inverni molto nevosi e il ghiacciaio ebbe una piccola fase di espansione. In realtà i ghiacciai erano addirittura due, uno tra le punte Autour e Servìn e l’altro tra la punta Servìn e la punta Barale. Anche i nomi di queste vette meritano qualche parola, perché qui si cimentarono i pionieri dell’alpinismo torinese. La punta Barale, sottile lama di roccia che presenta i punti più scabrosi dell’intera cresta, prende nome dal Leopoldo Barale, che fu tra i primi esploratori delle cime delle nostre valli. L’Autour e il Servìn sono nomi indigeni, dove il primo è una deformazione di La Tour, la torre, mentre il secondo è in realtà il nome che i Balmesi danno a tutto il grande vallone e signica luogo selvaggio e incolto. È la stessa etimologia del “più nobile scoglio d’Europa”, il Cervino, che non ha niente a che fare con i cervi e anch’esso era, in origine, il nome che i valligiani della Valtournanche davano non alla vetta, ma ai pascoli sottostanti. Per una curiosa coincidenza, che trova la sua spiegazione nelle comuni origini francoprovenzali, i Valdostani chiamavano il Cervino “Gran Becca” e i Balmesi chiamavano “Bec Grant” il Servìn. - 86 -


S Visto che siamo in tema di toponomastica, diciamo pure che anche il termine di vedretta ezi on appare improbabile nelle Valli di Lanzo e in genere nelle Alpi occidentali. ed iL È infatti il nome che i Trentini danno ai piccoli ghiacciai sospesi sulle pareti delle Dolomiti, an zo quasi lastre di vetro che riettono la luce del sole. Probabilmente fu un cartografo di quelle parti che battezzò così i due ghiacciai di Servin, mentre i Balmesi hanno sempre usato nel loro patois il nome generico di guiassìa. Basta guardare una carta topograca, o semplicemente alzare gli occhi dalla piazza di Balme, per capire che in un remoto passato il ghiacciaio doveva occupare tutto il grandioso anteatro detto appunto di Servìn, che rappresenta da solo quasi la metà di tutto il territorio del comune. Una grande area oggi del tutto improduttiva e quasi inaccessibile a causa della tta vegetazione che ha inghiottito le mulattiere che salivano dal basso. La colpa è soprattutto dell’ontano verde, che i valligiani chiamano dròsess, che predilige i valloni umidi e ripidi e si sviluppa in orizzontale, piegato dal peso della neve, no a costituire un ostacolo quasi insormontabile. Un legno in altri tempi prezioso, perché emana molto calore e brucia senza fumo, ricercato un tempo per fare carbone di legna e anche per confezionare la polvere da sparo, ma ora del tutto negletto. Eppure ci fu un tempo, ormai remoto, in cui queste cose erano alla base dell’economia valligiana, grazie soprattutto alle miniere di pirite ferrosa che venivano sfruttate in molti luoghi delle valli di Lanzo ed anche qui, nel vallone di Servìn. Le miniere, anzi il giacimento, dal momento che si trattava di una cava a cielo aperto, erano proprio alla base della parete nord della punta Servìn. Furono sfruttate per lungo tempo, anche se non vi sono documenti sicuri, forse dal basso medioevo, probabilmente no al XVII secolo, quando il ghiacciaio venne forse a coprire il giacimento o, più probabilmente, venne a mancare il combustibile per alimentare le forge. Di questa epopea di minatori, che contribuì anche al popolamento delle valli, richiamando mano d’opera specializzata dalla Valsesia e dal Bergamasco, rimane una testimonianza nella borgata sottostante il vallone, che si chiama Li Fré, cioè i fabbri, e nell’esistenza, a quote molto elevate, di mulattiere pavimentate con grandi lastre di pietra, che permettevano alle slitte di attraversare, anche senza neve, le distese di morena e di pietraia. Poi anche sulle miniere scese il sipario del tempo e rimase soltanto la pastorizia. Fino agli anni del secondo dopoguerra, decine di alpeggi sorgevano nel vallone, ora in gran parte diroccati. Diverse famiglie vi trascorrevano l’estate con le loro mandrie, cercando di migliorare i magri pascoli raccogliendo le pietre ed estirpando rododendri e ginepri. Ma poi i vecchi margari morirono uno dopo l’altro e nessuno ne prese il posto. L’ultimo di loro, detto Mini Preda, ancora oggi ricordato per ll suo vigore sico e la sua determinazione (si diceva che avesse abbattuto un mulo con un pugno!), riunì tutta la proprietà, ma fu soltanto per pochi anni. Dopo di lui subentrò un altro proprietario, uno di città, che cercò di valorizzare turisticamente il vallone, ma dovette rinunciare per l’assoluta mancanza di vie di accesso e per gli investimenti giganteschi che sarebbe stato necessario prevedere. Per lo stesso motivo rimasero sulla carta i mirabolanti progetti di una grandiosa stazione sciistica che avrebbe sfruttato i campi di neve che stendono sotto il ghiacciaio. Nelle osterie del paese (e non solo) qualcuno favoleggiava di ricchissimi imprenditori, anche stranieri, pronti a investire cifre da capogiro in progetti cha avrebbero cambiato il volto della valle. Sono leggende valligiane che ogni tanto circolano dalle nostre parti. Naturalmente non se ne fece nulla e forse fu meglio così. Ad un certo punto, siamo nei primi anni del nuovo millennio, appare su internet un’offerta straordinaria, per una manciata di soldi è in vendita tutto il vallone, (tutto compreso, direbbe un agente di viaggi), alpeggi, boschi, cascate, camosci e ghiacciai. Un giornalista tedesco si incuriosisce e viene a fare alcune interviste. Per qualche giorno le luci si accendono sul vallone di Servìn, ma nessun acquirente si fa avanti e subito torna a calare il silenzio. Ora è tutto un deserto e soltanto qualche coraggioso valligiano attaccato alla tradizione vi conduce ancora una mandria di manze, che vi restano allo stato brado per tutta le breve estate delle alte quote. Proprio sotto il ghiacciaio vi è la lunga rupe detta Ròtchi d’l’òumbra, la roccia dell’ombra, che segna l’avanzare della stagione quando, nei pomeriggi di ne agosto, una lunga ombra incomincia a disegnarsi alla sua base, indicando che è tempo di scendere a valle, prima che cada la prima neve. Sono i giorni in cui conviene prepararsi all’inverno, il grande freddo che piomba improvviso a irrigidire uomini, animali e cose. E allora, sempre al Ponte delle Canove, si potrà vedere un altro curioso spettacolo. Le acque del torrente Paschièt, gelide perché ormai assai lontane dalle sorgenti, scorrono sussurrando sotto una pesante corazza di ghiaccio, presto sepolta sotto il manto di neve, mentre quelle dello Stura, provenienti dalla falda sotterranea del Pian della Mussa, sono relativamente calde, sgombre di ghiacci e sembrano talvolta fumare, per l’evaporazione nella gelida aria invernale. Lassù, il grande anteatro di Servin sembra luccicare come uno specchio nelle brevi ore di sole e appena si distingue la traccia di uno sciatore alpinista che sale lentamente con le sue pelli di foca.

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LIBRER

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Valli di Lanzo, terre di confine custodi di una storia che risale alle antiche popolazioni celtiche che le hanno abitate. Montagne autentiche perché custodi di tradizioni che ancora oggi è bello riscoprire. Una guida per far conoscere una parte di Una parete di roccia che non scende mai sotto i tremila metri separa la Piemonte caratterizzata da un turismo più Savoia dalle Valli di Lanzo eppure fino ad un’epoca ancora recente i discreto ma di una bellezza autentica. Flora, montanari dei villaggi più elevati sui due versanti hanno avuto regolari fauna, prodotti tipici, mestieri tradizionali, contatti attraverso valichi oggi praticati soltanto da esperti alpinisti. Era arte: un percorso storico, culturale e l’estate del 1535, quando il vescovo di Maurienne, Ludovico di Gorrevod, naturalistico per lasciarsi sorprendere dalle scelse questi valichi per portare la Sindone da Chambéry a Torino. Ma il potenzialità di questo territorio e un invito a percorso, da tempo immemorabile, era già noto ai montanari delle due scoprirne le attrattive. valli: una delle tante “vie del sale” che si snodavano – più o meno clandestinamente – attraverso le alte vette dell’arco alpino. Un percorso tra alti pascoli, ghiacci e rocce, ma anche nella storia, nelle tradizioni, negli aneddoti. Storie di mercanti e di pellegrini, di cacciatori, di fuggiaschi e di contrabbandieri. Un modo diverso di conoscere – dal di dentro – i villaggi di alta quota che per secoli hanno condiviso il ruolo di ultimo avamposto umano sulla via degli alti valichi tra il Piemonte e la Savoia.

Sono inoltre disponibili, su ordinazione, i Manuali del CAI e le guide Monti d'Italia, nonché i vari gadget della sede centrale.

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LEGENDA:

C.S. = Commissione Segnaletica Sentieri A.G. = Commissione Alpinismo Giovanile C.E. = Commissione Escursionismo C.SP. = Commissione Speleologica C.S.L.P.V. = Commissione scientica LPV C.R. = Commissione Rifugi C.C. = Commissione Cicloescursionismo M.P. = Montagna con Papà

Giorno per giorno .) rgone (C.E a M o s s a onte B colare M s u p e r c a olat .) .E.) 05 Ciasp ta dell'Epifania (C rgone (C.E a M a r e in ola er 06 Ciasp ta crepuscolare P la o Gennaio 15 Ciaiassppolata in Val di Viù centro LEM (C.E.) .E.) on il 17 C 2021 argone (C razione c o M b e a h ll c o s c a in delle M Sen ero e r la o c s .) pu roce (C.E olata cre 29 Ciasp ta al Passo della C ola 31 Ciasp

Febbraio 2021

07 Ciaspolata in Val di Viù in collaborazione con il centro LEM (C.E.) 19 Ciaspolata crepuscolare Mulino della Perinera (C.E.) 27 Ciaspolata crepuscolare Colle San Giacomo (C.E.)

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Marzo 2021

01 Assemblea dei soci 07 Ciaspolata all'Alpe Bruno Piacen n (Pian della Sella) da Guicciardera (Viù) (C.E.) 07 Ciaspolata in località da definire (A.G.)

07 Escursione Fucine di Viù, Venera, Pessinea, Forno di Lemie su Percorsi Sindonici (C.E) 14 Sen ero Cà Bianca (A.G. - M.P.) 20 Lezione teorica corso pulizia sen eri (C.S.) 21 Ciaspolata a Mont Ros da Champorcher (C.E.) 21 Ciaspolata in località da definire (A.G.) 28 Pulizia sen ero Pessine o-Bogliano (C.S.)

.) (A.G.) in Baita (C.R a e u sq ata Momello a P rg o -B 05 la u a rg - M.P.) n ero Ma agnole (A.G. st 11 Pulizia se a .S.) -C a n g a st n Ca ase Gaiera (C ia -C P ie ro m e e L i e n d e il S r Ap 17 ello Villa n ero ad an se a zi li u P 2021 8 1 P.) ugne o (C.S P i d e ro (C.E.) G e rdino-Catelli zio (A.G.) 18 Visita all ia a G n l Ig e t' d n a a ll S e a p kking na-Cap e (C.E.) 18 Trenotre aghi di Sumia L ill te a base di pesc C a o ll zo e n n a ra p d a n o iguria co 25 Gir pullman in L in e .) n io rs u sc rio Sella (C.E 25 E o i V io g fu ri ta al 25 Ciaspola

Maggio 2021

01 Escursione alla Madonna del Ciavanis e al Colle della Paglia (C.E.) 08 Escursione no urna alla Cà Bianca di Cafasse (A.G.) 09 Sen ero Belvedere di Mezzenile (A.G. - M.P.) 09 Visita alle Gro e di Pugne o (C.SP.) 23 Visita alle Gro e di Pugne o (C.SP. - A.G.) 23 Sen ero Ritornato-Case Bell (A.G. - M.P.) 30 Pulizia sen ero Alboni-Rivo -Pialpe a (C.S.) 30 Escursione al Monte Barrouard (C.E.) - 90 -


02 06 06 12

Sen ero Rifugio Salvin (A.G. - M.P.) Visita alle Gro e di Pugne o (C.SP.) Giugno Escursione al Lago di Viana (A.G.) 2021 Escursione crepuscolare in mountain bike al Rifugio Salvin (C.C.) 13 Escursione nel Vallone del Servin (C.E.) 20 Ferrata del Lauzet (C.E.) 20 Escursione a Punta Croce (C.E.) 25/27 Tre giorni in Baita (A.G.) 27 Escursione a Monte Arzola e lago d'Eugio (C.E.)

.P.V.) scri a (C.S.L ra e P i d e ll o ne al C e 04 Escursio ountain bik m in e n io rs (C.C.) 10 Escu .E.) del Ciavanis o ri a tu Lose Nere(C n a ta S n l u a P o e li a g u L Punta Valle P.) 2021 10/11 Sitaliataallae Gro e di Pugne o (Cri.Sn-B ivio 11 Vis -Lago Mercu e .) lm a B e n -Balme (C.E ra le o 11 Escursio -M e n Mondro salita Uja di .) l Rutor (C.E e d ta s e T a ll a 17/18 Salita .G.) ll'Assie a (A a a d n e T 8 1 (C.E.) 17/ i Vercellina ias (C.E.) d G e 7 n i o e ll d a o -V ll hiasse 18 Ane llone di Ung a V .E.) ta a rs e v rmillouse (C 25 Tra o D a im C a ne all .) 25 Escursio Ciriunda (C.E te n o M l a ne g (C.C.) 25 Escursio Trail-Buildin i d ta a rn io 31 G

01 Escursione al Gias Alpe a (A.G. - M.P. - C.E.) 08 Escursione Pian della Mussa - Lago Crotas - Rifugio Gastaldi (C.E.) Agosto 08 Escursione Alpe di Coassolo (C.E.) 2021 08 Escursione a Punta Golai (C.E.) 15 Escursione al Gias dei Signori (C.E.) 21/22 Escursione Pian della Mussa - Lago Crotas - Rifugio Gastaldi Uia di Ciamarella (C.E.) 29 Escursione alla Bocche a Fioria (C.E.) - 91 -


Settembre 2021

05 Val Grande in Ver cale (C.E.) 12 Esc.ne al Signal du Pe t Mont Cenis (C.E.) 12 Escursione alla Bellavarda (A.G.) 19 Giro di Rocca Tovo (C.E.)

19 Escursione alla Rocca del Forno e Punta Cruvin (C.E.) 19 Escursione a Santa Cris na (C.E.) 19 Visita alle Gro e di Pugne o (C.SP.) 26 Escursione sul Monte Chaberton (C.E.) 26 Arrampicata al Ponte del Diavolo (A.G.)

Ottobre 2021

Novembre 2021

(C.R.) ata sociale n g ta s a C ca 3 0 .E.) ca presciis s a n in lciaussia (C g a io M i d o g 05 Iniz a e-L ne Margon .E.) 10 Escursio ec Renon (C B l a e n io rs .) 10 Escu quilo (A.G A li g e d a n o (C.SP.) 23 Ce e di Pugne ro G e ll a 24 Visita

06 Cena sociale co n premiazione del le Aquile d'oro

Dicembre 2021

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23 Serata degli auguri natalizi


QUOTE SOGGIORNO 2021


31/12/2021

Profile for Bruno Visca

Annuario CAI Lanzo 2021  

Annuario CAI Lanzo 2021  

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