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Tutti con Pioli ma servono fatti concreti di Claudio Beneforti BOLOGNA - Tutti con Pioli. Tutti per Pioli. Non solo Bologna è con lallenatore, « fino alla fine Stefano Pioli», come sta scritto in quello striscione che ora trova spazio sulla rete di recinzione a Casteldebole, ma anche la società, « non lo abbiamo mai messo in discussione, ha tutta la nostra fiducia», lassicurazione dettata anche domenica sera al termine di Torino-Bologna da Roberto Zanzi, e anche la squadra è con Pioli, considerato che continua a ritenerlo lallenatore giusto, se non lunico allenatore capace di traghettare il Bologna Le colpe sono di fuori dai guai. E cè da tutti anche del credere a quello che tecnico che ha fanno sapere sotto sopravvalutato i sotto i giocatori giocatori che il rossoblù, anche se poi club gli ha in campo non sempre comprato lo evidenziano, magari non riuscendo a dare fino in fondo quello che vorrebbero. Per mancanza di qualità? Oppure soprattutto per mancanza di personalità? Oppure ancora per paura e preoccupazione? Forse per un po di tutto questo, ma è chiaro che non cè più tempo da perdere e che la stessa squadra dovrà dare di più con i fatti, quanto meno dovrà dimostrare di avere addosso la rabbia di chi contro il Palermo giocherà prima di tutto per la propria povera classifica poi anche per il proprio allenatore.

LE COLPE DI TUTTI - Sì, anche per lallenatore, perché è vero che tutti sono con Pioli e per Pioli, Federico Agliardi osserva il ma è altrettanto vero che quando un allenatore pallone finire in rete. Nella foto ne perde 8 su 12 è chiamato a fare un risultato grande Stefano Pioli (Ansa e importante entro tempi brevi per poter proseguire La Presse) il suo percorso. Nonostante Guaraldi abbia grandi responsabilità, essendosi fatto terra bruciata attorno con il passare dei mesi, avendo allontanato tra laltro certi potenziali acquirenti per restare al comando della società e avendo cancellato il Bologna di ieri ricostruendolo poi con troppe scommesse. Nonostante Zanzi, da ministro con poco portafoglio, abbia fatto scelte che il campo almeno per il momento sta bocciando. Quali sarebbero a questo punto le colpe di Pioli? La prima: aver accettato in estate e poi sopravvalutato i giocatori che la società gli ha messo a disposizione, perché attenzione, Pioli è strasincero quando assicura che questo Bologna ha valori buoni e che manca ormai un niente per A gennaio però trovare la quadratura del cerchio. La seconda: non essere 44 of 179


Guaraldi e Zanzi devono attrezzarsi per rinforzare i punti deboli della squadra

riuscito a far dare il massimo alla squadra. Che è inferiore (e non di poco) a quella dellanno passato ma che non può e non deve albergare allultimo della classifica (non va dimenticato che il Siena, senza penalizzazione, di punti ne avrebbe 13), visto che almeno secondo noi ci sono cinque o sei squadre più povere sul piano tecnico del Bologna.

LA SALVEZZA DA COSTRUIRE - Ora tutto sta a vedere cosa si chiede al Bologna di oggi. Se uno pensava che potesse più o meno ripetere quello che ha fatto nel campionato passato era fuori dal mondo, ma se lobiettivo finale è la salvezza eccome se questa squadra può ancora agguantarla. E ha ragione Pioli quando dice che basterebbe al Bologna una vittoria per rivedere una luce in fondo alla galleria dove colpevolmente si è infilato. Il punto è che questa vittoria va fatta non solo con le parole ma sul campo, e loccasione è domenica contro il Palermo. E vero, in certi momenti far convivere una squadra che ha poco mestiere e poca personalità con eccessive tensioni e pressioni può essere dannoso, ma i giochi si fanno ora, in attesa che ritorni Daniele Portanova (il Bologna sta pagando tremendamente la sua assenza in campo e per certi versi anche nello spogliatoio, perchè quando uno non gioca non è che possa dettare regole e comportamenti alla squadra) e che a gennaio Guaraldi dia a Zanzi la possibilità di mettere a disposizione di Pioli quei giocatori che avrebbe dovuto dargli già in estate. Certo, ci vorranno soldi e non discorsi alla riapertura del mercato, ma quella sarà anche la resa dei conti, perché qua lunica cosa da costruire che conta per davvero è la salvezza.

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8 Sconfitte su 12 partite

Nessuno in serie A ha fatto peggio del Bologna, che ha perso otto volte su dodici. Per gli uomini di Stefano Pioli due sono le sconfitte al DallAra e sei in trasferta. Chievo, Pescara, Sampdoria e Genoa (queste ultime due si affronteranno domenica nel derby) ne hanno perse sette

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4 Partite perse per 1-0

La sconfitta per 1-0 è una abitudine per il Bologna targato 2011-12. Che ha perso con questo risultato a Firenze, a Siena, a Cagliari e infine domenica pomeriggio a Torino. In tre di queste occasioni il ko è maturato contro squadre implicate nella corsa salvezza

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LUOGHI COMUNI PROMESSE E RESPONSABILITA di Bruno Bartolozzi

Il calcio è spesso terreno di gioco di luoghi comuni. Colpa dei giornalisti? Anche. Ma tutti ne possono restare avvinti, trasformando abitudini, atteggiamenti e parole in un epos stanco, lo stereotipo attorno al quale, appunto, si formano tante formule non scritte del mondo del pallone. E allora capita che i calciatori di una squadra in difficoltà dicano spesso a gran voce, credendoci, di giocare per lallenatore. Cioè annunciano che, oltre alla propria professionalità, che significa sempre dare il cento per cento, attingeranno altrove (ma dove?) per dare qualcosa in più. Quel surplus denergia dovrà consentire alla prestazione collettiva di ottenere un risultato fino a quel momento inaccessibile per salvare lallenatore. Cosa leghi un gruppo al suo capo è evidente. Come è chiaro cosa può dividere un gruppo dal suo leader. Quando, è il caso del Bologna, lallenatore è una persona perbene, capace, rispettosa verso i destinatari delle sue disposizioni e impone, come ovvio che sia, le sue scelte attraverso il convincimento, scatta un sentimento diffuso tra la truppa: questo allenatore è capace, merita tutto, va salvato. E un rito, e si articola più o meno come tutti i riti di una società strutturata dove tra il capo supremo, lallenatore e il gruppo ci sono figure intermedie capaci di recitare un ruolo un po più importante degli altri. E spesso queste figure si spellano in rassicurazioni con maggiore energia: giocheremo per il nostro capo, per lallenatore. Poi arriva il momento della verità. In campo, di fronte ai propri obiettivi, contro gli avversari. Lenergia, la prestazione, così sottolineata a parole, evapora in un atteggiamento scialbo. Per rimediare arrivano nuove assicurazioni: nessun tradimento, giocheremo per lallenatore. E così in una fuga dalle continue promesse e responsabilità. Finchè si spera arrivi qualcuno e gridi loro: «Vi faccio passare un'anima di guai. Tornate subito a bordo, cazzo!».

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1 I gol subiti

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18 reti subite in 12 partite. E lo score del Bologna. Che in una sola occasione è riuscito a mantenere la sua porta inviolata. E successo in Bologna-Catania 4-0 del 30 settembre. Nel primo tempo in porta giocò Curci, che poi si infortunò e venne sostituito da Agliardi

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La stessa classifica del 2008 alla 13ª cè ancora il Palermo BOLOGNA - Il cammino del Bologna di questanno è uguale in tutto e per tutto a quello del primo Bologna dopo il ritorno in A, quello allenato da Arrigoni (per le prime 10 giornate) e Mihajlovic nel 2008-9. Anche allora dopo 12 giornate i punti erano 8. Anche allora frutto di 2 vittorie (contro Milan e Lazio) e 2 pareggi (contro Roma e Siena, i primi punti di Sinisa dopo lesonero di Arrigoni quando perse 5-1 a Cagliari). Il parallelo con le due stagioni trova conferma anche nel calendario. Alla 13ª giornata quel Bologna affrontò al dallAra il Palermo. Proprio come succederà domenica prossima per la squadra di Pioli. Allora finì 1-1.

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0 Pareggi in trasferta

Sei sconfitte e una sola vittoria. Nessun pareggio. CosÏ il Bologna in versione trasferta. Lunica vittoria è arrivata alla 3ª giornata, allOlimpico, contro la Roma che nel primo tempo era avanti per 2-0. Ci pensarono poi Diamanti e Gilardino (doppietta) a ribaltare tutto

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IL MOTIVO CÈ MEZZA SQUADRA SOTTO ESAME Aspettando il mercato, Pioli si attende la reazione da molti dei suoi

BOLOGNA - Da qui alla riapertura del mercato di gennaio mancano 7 partite (di cui 6 saranno giocate prima della sosta di Natale), che per Stefano Pioli rappresentano altrettante finali, ma che sono anche autentici esami per i giocatori del Bologna. Soprattutto per quelli che fin qua per un motivo e per un altro non hanno dato quelle garanzie che la società e lo stesso allenatore si aspettavano. A oggi è difficile dire Lesterno del Bologna Nico quanti giocatori nuovi dovranno arrivare a Pulzetti (La Presse) Casteldebole, perché a volte basta un niente per invertire una tendenza, ma nel caso in cui gli scenari restassero questi ecco che servirebbero dai 4 ai 5 rinforzi. Certo, a cominciare dal portiere. E il discorso riguarda soprattutto Gianluca Curci, prelevato a zero euro dalla Roma per fare il titolare e che da luglio ha riportato tre guai muscolari (uno ancora quando lavorava con Zeman). Da domenica contro lUdinese Curci è tornato in panchina e a questo punto resta da vedere quale sarà la scelta di Pioli nelle prossime partite: è evidente che se Curci dimostrerà di essersi messo una buona volta alle spalle tutti i suoi guai fisici e al tempo stesso di offrire anche le necessarie garanzie tecniche il Bologna resterà così comè, altrimenti dovrà acquistare un nuovo portiere. Andiamo avanti: al di là del ritorno di Portanova, dovranno essere valutati meglio Sørensen, Antonsson e Cherubin, come daltra parte dovrà essere affrontato il problema degli esterni. Più a sinistra che a destra. In estate Morleo avrebbe dovuto essere una buona alternativa per la fascia sinistra, poi è successo che è diventato un titolare inamovibile e che per sostituirlo domenica passata a Torino sono stati impiegati due esterni destri, prima Pulzetti e poi Motta, considerato che Abero non è ancora affidabile come fase difensiva. Siamo al centrocampo: Perez ha giocato poco fin qua, sta deludendo Pazienza, si vede che ha alle spalle una stagione attraversata tra panchina e tribuna Guarente, vive di alti e bassi Taider: insomma, anche questo è un reparto che va seguito con attenzione, anche alla luce del fatto che è un centrocampo che non verticalizza mai e che di contro porta troppo il pallone. Infine lattacco. Detto che lo stesso Diamanti deve ritrovarsi, essendo lontano dal rendimento dellanno passato, serve un attaccante che si sposi bene con le caratteristiche di Gilardino. Perchè se hai la fortuna di avere Gila e poi non giochi per lui finisci per renderlo quasi impalpabile.

c. ben.

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LA CONTESTAZIONE CONTINUA TIFO SPACCATO, GUARALDI NEL MIRINO Il Cbc chiede un incontro, gli ultrà rifiutano il dialogo: laria è pesante

BOLOGNA - Anche il Centro Bologna Clubs rompe il silenzio. Lo fa per chiedere chiarezza alla società rossoblù in merito alle intenzioni del Bologna per l'immediato futuro. E per esprimere il proprio punto di vista su quale possa essere la via d'uscita da questo momento di crisi della squadra. Il Centro Bologna Clubs, che raccoglie al proprio interno circa 2500 tifosi, attraverso un comunicato firmato dal proprio presidente, La delusione di Albano Stefano Dalloli, si dice preoccupato. Di più. Guaraldi (Schicchi) Chiede « Alla società un incontro che tenda a chiarire la destinazione delle risorse per la realizzazione del nuovo centro tecnico». Si chiede, pure, se non sia il caso « di accontonare momentaneamente il progetto del centro tecnico, convogliando le risorse previste interamente al mercato». Le risposte, le avranno in occasione dell'incontro. Quando? Il presidente rossoblù, Guaraldi, e Dalloli si sentiranno in giornata per decidere la data dell'incontro. E sempre in giornata, il Centro Bologna Clubs cercherà di capire se sia meglio fissare la data dell'appuntamento dopo mercoledì, giorno in cui la società rossoblù dovrà pagare gli stipendi ai calciatori, o dopo il 20, data fissata per il cda.

LE RICHIESTE DEL CBC - Data a parte, le richieste del Centro Bologna Clubs sono chiare: i membri, si aspettano, innanzitutto, l'innesto di un direttore sportivo: sia per poter pianificare il mercato di gennaio, sia per supportare Stefano Pioli, lasciato troppo solo. Poi i rinforzi, almeno uno per reparto. Chiederanno inoltre che, se proprio il progetto del centro tecnico non potrà essere accantonato, la cifra da investire sul mercato sia pari a quella destinata all'acquisto dei terreni. A questi soldi, dovranno poi essere aggiunti quelli necessari per l'acquisto, quanto meno in comproprietà, di Alberto Gilardino. Il Centro Bologna Clubs, insomma, è pronto a dettare le proprie condizioni: « Una volta chiarito che cosa intenda fare il Bologna, decideremo da che parte stare», commenta Dalloli. Per Guaraldi, l'incontro rappresenta l'ultima chance per non rompere con l'intera tifoseria organizzata. L'appuntamento, infatti, sarà disertato dai gruppi della curva, che dopo le recenti contestazioni hanno già fatto sapere di non voler più dialogare con la proprietà. Ma c'è di più. L'aria comincia a farsi pesante anche per la squadra, che con il Torino non ha dimostrato grinta e attaccamento. In caso di sconfitta con il Palermo, nel mirino della contestazione potrebbero entrare pure Diamanti e compagni, chiamati a invertire la rotta: sotto il profilo dei risultati e dell'atteggiamento.

Infopress

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LE BUONE NOTIZIE PEREZ E MORLEO Fiducia per luruguaiano (oggi gli esami) e per lesterno

di Claudio Beneforti BOLOGNA - Diego Perez sarà sottoposto solo oggi agli esami radiografici per verificare lentità del guaio alla spalla che il centrocampista ha riportato a Torino, ma anche se i sanitari rossoblù non si fanno sfuggire neanche una parola cè grande fiducia a Casteldebole. Nel senso che Perez dovrebbe esserci contro il Palermo e questa è già una bella notizia per Pioli e per il Bologna, che ha bisogno come il pane dellesperienza e della personalità del centrocampista uruguaiano. Perez è uscito dallOlimpico di Torino per una contusione alla Linfortunio alla spalla, è vero, ma va spalla sembra anche detto che era meno grave del nelle previsioni un suo previsto. Il impiego ridotto, contratto? considerato che aveva Discorso alle spalle un serio rimandato, ma a infortunio muscolare. Al giugno andrà via di là della radiografia alla quale sarà sottoposto oggi, Perez porterà avanti con molta probabilità una preparazione specifica per un paio di giorni, poi dovrebbe riunirsi al gruppo. Inutile nascondere che la sua assenza ha pesato sul Bologna, anche se va sottolineato come allinizio del campionato Perez non fosse in buone condizioni fisiche, poi con il passare delle settimane si era ritrovato, prima di rimediare una lesione muscolare nella partita contro il Catania. Che il suo calvario sia finalmente finito? Ci conta fortemente lo stesso Perez, che vuole dare un contributo importante alla causa della salvezza, «che va messa davanti a tutto, anche al mio contratto», la sua assicurazione. In realtà, del contratto non vuole parlare neanche il suo procuratore Daniel Delgado, e a meno di ripensamenti si andrà verso una separazione a giugno, con Perez che lascerà il Bologna a parametro zero. Per andare allAtletico Madrid, che da due anni gli sta addosso?

MORLEO RECUPERA - Intanto cè unaltra bella notizia per Pioli, a meno di nuovi intoppi domenica prossima contro il Palermo tornerà

Diego Perez e Archimede Morleo. Tutti e due zavorrati da recenti infortuni. Pioli spera di recuperarli entrambi per la partita verità contro il Palermo (La Presse)

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disponibile anche Archimede Morleo, che contro lUdinese aveva accusato una contrattura muscolare. Probabilmente lesterno avrebbe potuto giocare anche domenica passata a Torino, in caso di estrema necessità, ma i sanitari del Bologna e Pioli hanno deciso di non rischiarlo, volendo a tutti i costi evitare ricadute, che poi avrebbero costretto Morleo a restare Casteldebole: la ai box a lungo. Certo che nessuno si sarebbe mai aspettato ripresa Pioli pensa un Morleo tanto fondamentale per il Bologna, anche alla luce di tornare al 3-4-1-2 del fatto che in estate Zanzi era alla ricerca di un esterno affiancando una molto affidabile. E giusto riconoscere che dallanno passato punta a Gilardino Morleo ha fatto buoni progressi anche nella fase di non Si (ri)scalda possesso palla, senza dimenticare che incide maggiormente Gabbiadini più di prima anche quando attacca. Se, come sembra, Perez e Morleo giocheranno contro il Palermo, ecco che in una partita che vale più di mezza vita il Bologna scenderà in campo con una squadra che dà buone garanzie, considerato che mancheranno solo Portanova per squalifica e Natali per infortunio.

UNA PUNTA IN PIU? - Oggi il Bologna torna a lavorare a Casteldebole e solo tra giovedì e venerdì capiremo quelle che sono le intenzioni di Pioli, ma considerato che è una partita da vincere e che il Palermo è vulnerabile dietro non è escluso che Pioli riproponga la squadra con Diamanti impiegato alle spalle di Gilardino e Gabbiadini. Se così sarà, potremmo vedere di nuovo un Bologna modellato sul 3-4-1-2, con la difesa a tre (appunto) e con due mediani in mezzo al campo, che poi era lidea di Bologna sul quale la società e Pioli avevano lavorato in estate. Pioli potrebbe percorrere questa strada per dare un po di continuità al Bologna, anche perché in un momento complicato come questo è necessario che tutti i giocatori siano impiegati nel loro ruolo, anche per consentire a ciascuno di poter dare il meglio. Una riflessione: fin qua il Bologna non ha mai sbracato contro nessun avversario, ma sarà importante che da Palermo in poi sia più propositivo nella fase di attacco, anche per permettere a Gilardino di fare il Gilardino.

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25 giocatori utilizzati finora Da Agliardi a Pasquato, da Antonsson a Gimenez: sono 25 i giocatori utilizzati da Stefano Pioli in 12 giornate

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-3 punti rispetto allanno scorso Rispetto allo scorso campionato il Bologna ha tre punti in meno. Allora ne aveva 11 (1 conquistato da Bisoli, 10 da Pioli)

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ALESSANDRO 11 NOVEMBRE 2012

DIAMANTI

«Io e Gila lì davanti siamo soli Alla squadra dico che ora bisogna sputare sangue Serve più attaccamento alla maglia»

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STEFANO 11 NOVEMBRE 2012

PIOLI

«Abbiamo perso la gara per un errore Diamanti ha ragione: lattacco non è stato supportato Ma sono sicuro: ci salveremo»

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FREDERICK 11 NOVEMBRE 2012

SøRENSEN

«In difesa siamo ancora troppo distratti Abbiamo perso una finale ma cè tempo per recuperare E noi non abbiamo nessuna paura»

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IL BOLOGNINO

Parma.it

a Regione inizia un sondaggio per verificare il gradimento degli autobus in Emilia Romagna: le domande arriveranno ovviamente in ritardo. (federico taddia)

Incontri con i cittadini alla ricerca del Welfare

Bologna.it

L

Caro nidi in città tra il 2010 e il 2011 le rette cresciute del 29,7 per cento

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BOLOGNA.REPUBBLICA.IT

PARMA.REPUBBLICA.IT

BOLOGNA

MARTEDÌ 13 NOVEMBRE 2012

bologna.repubblica.it

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La squadra affoga e la società annaspa, allarme rossoblù O

I conti in tasca al club guidato da Guaraldi

Quel bilancio in rosso nonostante le cessioni e il boom dei diritti tv INTORCIA E MIELE A PAGINA III

I tifosi stanno con Pioli, dal 4 ottobre 2011 tecnico del Bologna

TTO sconfitte in 12 gare, 5 nelle ultime 6 partite. Il Bologna sprofonda, e i tifosi dei club in una lettera chiedono un invito, subito accordato e in programma nei prossimi giorni, al presidente Guaraldi. La squadra si prepara al delicatissimo match di domenica contro il Palermo, in quel Dall’Ara dove ha conquistato appena 5 punti in 5 partite. E intanto il socio di minoranza Massimo Zanetti, mister Segafredo, rivela ai suoi uomini: «Se c’è bisogno ci sono, gli attuali proprietari sanno dove trovarmi». MONARI A PAGINA II

La Cna: “Piazza troppo cara, ne cercheremo un’altra”. Il sindaco: “Mi spiace, c’è la crisi, i prezzi sono quelli”. L’Ascom rincara: “Vergogna”

Scoppia la guerra del cioccolato Il Cioccoshow: “Affitto alle stelle, è l’ultima edizione”. Merola: “Pazienza” IL CIOCCOSHOW dice addio a Bologna. Quella che sta per aprirsi in piazza Maggiore sarà l’ultima edizione. «Troppo costoso il Crescentone», spiega la Cna, dopo l’aumento della tassa di occupazione del suolo pubblico a 42mila euro. Duro il sindaco Virginio Merola: «Se ne vanno? Pazienza. Il Comune non ha un euro». SANCINI E BIGNAMI ALLE PAGINE IV E V

Un weekend da esaurito per il “Cyrano” di Alessandro Preziosi

Al Duse ci si mette in fila, agonia e rinascita di un teatro BRUNELLA TORRESIN

N

Ieri al magazzino di Anzola presidio di 60 lavoratori

Tensione ai cancelli del centro Coop Cobas e facchini bloccano i tir BETTAZZI A PAGINA XI

Il pubblico in coda al Duse per il “Cyrano” di Preziosi

ON è la prima volta che vedi le persone sciamare, fitte, la sera, lungo il portico di via Castiglione e quello di via Cartoleria. All’inizio fu una sorpresa. Ma quel che è diverso, ora, è la certezza che le vedrai ancora, all’ora canonica tra le 20.30 e le 21, affrettarsi verso l’ingresso del teatro Duse. Sono l’immagine più efficace della resurrezione. L’avevamo pianto per morto, il teatro Duse di via Cartoleria, nel 2010 abbandonato dall’Eti. Lo ritroviamo ora alla seconda stagione della sua seconda vita sano, salvo e ottimista. SEGUE A PAGINA XIII

L’intervento

Ma in questi anni il consumo del territorio io l’ho ridotto GIACOMO VENTURI

T

EMO anch’io, come scrive Bruno Simili (su Repubblica di sabato), che con la chiusura delle Province, se non sapremo trovare strumenti idonei, potrà esserci un peggioramento del governo metropolitano della pianificazione. Ma è l’unico punto di accordo, perché questa sua conclusione nasce da un’analisi che poggia su elementi parziali e non condivisibili. Le più recenti scelte pianificatorie, sono in gran parte lasciti di vecchi strumenti di pianificazione (PRG) trasferiti — essendo diversa la loro natura, non poteva essere altrimenti — nei Piani Strutturali Comunali recentemente approvati. Ma già nell’adozione dei Piani Operativi Comunali quell’eredità viene, in diversi casi, eliminata o significativamente ridotta, proseguendo verso un minore consumo di suolo che è il dato che emerge dall’intero territorio provinciale. Il quadro che presenta Simili, prendendo a pretesto alcuni casi particolari, non tiene infatti conto che, negli ultimi 10 anni, il consumo di suolo nella provincia bolognese si è ridotto di oltre il 50% rispetto al decennio precedente. Resta ancora molto da fare, ma credo sia importante e positivo rilevare che ci siamo già mossi in quella direzione. SEGUE A PAGINA XI

Il caso

L’inchiesta

Dopo il congelamento dei 670 milioni, oggi riparte il negoziato a Bruxelles

“Omicidio colposo” per la tragica fine del docente bolognese

Fondi Ue per il terremoto Errani in missione a Roma

“Mio padre ucciso dall’amianto” ora su Bori indagano i pm torinesi

O

GGI è il giorno della verità sui 670 milioni promessi dall’Ue all’Emilia terremotata, bloccati dalle procedure a Bruxelles. Il presidente della Regione Vasco Errani è sceso ieri a Roma per seguire la vicenda assieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà e all’ambasciatore Nelli Feroci. E mentre il presidente dell’assise comunitaria Martin Schulz attacca l’ostruzionismo («si vergognino»), Errani deve far fronte pure agli imprenditori modenesi inferociti per il mancato rinvio delle tasse. VARESI A PAGINA VII

LORENZA PLEUTERI

All’assemblea dei costruttori il nodo infrastrutture nel bolognese

S

“Sul Passante Nord intervenga Monti” l’appello dell’Ance il pressing di Merola MIELE A PAGINA XI

Pier Cesare Bori

ULLA morte del professor Pier Cesare Bori — «ucciso dall’amianto», hanno fatto scrivere i familiari nel necrologio — indaga la procura di Torino. La storia della tragica fine del docente bolognese, nato e cresciuto a Casale Monferrato, è entrata nel terzo troncone delle indagini coordinate da Raffaele Guariniello. L’ipotesi di reato, per ora, è omicidio colposo. SEGUE A PAGINA IX


la Repubblica

LA CITTÀ E IL CALCIO SPORT

MARTEDÌ 13 NOVEMBRE 2012

BOLOGNA

■ II

Sprofondo rossoblù

La squadra in crisi si aggrappa a Pioli “Solo il nostro tecnico ci può salvare” I tifosi: ora investite. Zanetti: Guaraldi sa dove trovarmi SIMONE MONARI NELL’ULTIMA riunione della scorsa settimana con gli uomini del suo staff, Massimo Zanetti, il numero uno della Segafredo e azionista del Bologna col 22% delle quote, è stato chiaro: «Io sono qui, non mi sono mai mosso quando le cose andavano bene, non sono neanche andato alle assemblee dei soci. Non mi muovo adesso che vanno male. Se hanno bisogno sanno dove trovarmi». È poi quello che l’imprenditore del caffè ha ripetuto nelle rarissime apparizioni pubbliche che si è concesso dopo le sue dimissioni da presidente nel

Le critiche di Diamanti sgradite ai compagni. Ed entro giovedì stipendi da pagare gennaio del 2011. Gli attuali soci rossoblù andranno a Canossa? O provvederanno da soli a gennaio a rinforzare la squadra? Ecco, il punto è questo. Per il momento il presidente Albano Guaraldi resiste nel fortino assediato, mentre il Bologna sprofonda. Penultimo posto in classifica, che significa poi ultimo posto virtuale, perché il Siena ha 7 punti, ma è partito da — 6 per le sentenze sul calcioscommesse. Dopo 12 gare, il Bologna ha appena un punto in più, 8. E 8 sono le sconfitte, 5 nelle ultime 6 partite. L’anno scorso, subentrando dopo 5 gare, Pioli complessivamente ne perse appena 9. Sono numeri che fotografano meglio di tante analisi lo stato in cui versa il Bologna. Dallo spogliatoio il messaggio che filtra all’indomani del ko contro il Toro è rassicurante: «I problemi ci sono, ma la squadra è compatta. Siamo tutti con Pioli, il nostro leader. Domenica dobbiamo battere il Palermo

per svoltare», dice un giocatore. Ovvio, i problemi ci sono, ma il patto è chiaro. Restare uniti, per dirla col presidente onorario Gianni Morandi, e andare oltre le difficoltà. Per quanto le dichiarazioni del capitano Diamanti, quelle critiche esplicite ai compagni («attacchiamo male, io mi gioco la vita ma ci vuole attaccamento a questi colori») non siano state per nulla digerite. Più d’uno rimpiange la compostezza e l’aplomb di Di Vaio, che i rimbrotti preferiva farli nel chiuso dello spogliatoio e non a taccuini e microfoni spalancati. In più, entro giovedì, vanno saldati gli stipendi. Delle difficoltà finanziarie e di bilancio del club

MISTER 4 MILIONI Sono quelli che mise Zanetti a Natale 2010 dando avvio al salvataggio del Bfc di cui divenne presidente. Si dimise il 21 gennaio in polemica con gli altri soci

parliamo a parte, luglio è l’ultima mensilità corrisposta, anche la prima della nuova stagione, ma nessuno in squadra sembra preoccupato. «La società — diceva domenica a Torino un altro giocatore — con noi si è sempre comportata correttamente». La tifoseria invece è imbufalita. Basta guardare i siti internet o ascoltare le trasmissioni radiofoniche della mattina. Il Centro Bologna Clubs, per bocca del suo presidente Stefano Dalloli, ieri in una nota ha espresso «preoccupazione per la posizione in classifica» e chiesto «un forte, competente e mirato intervento sul mercato di gennaio per rimediare alla fin

qui fallimentare campagna acquisti estiva». Non solo. Nel mirino c’è anche il centro tecnico che la proprietà vuole costruire nel comune di Granarolo, a Quarto Inferiore. «Chiediamo al club un incontro che tenda a chiarire la destinazione delle risorse per la realizzazione del nuovo centro tecnico e capire se non sia il caso di accantonare momentaneamente il progetto convogliando le risorse previste interamente sul mercato di riparazione». In serata il presidente Guaraldi ha fatto sapere di essere disponibile all’incontro, nei prossimi giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Numeri e precedenti NESSUNO PERDE COSÌ

COME NEL 2008

Il Bologna ha perso 8 partite su 12, è la squadra più battuta in serie A. Genoa, Samp, Pescara e Chievo hanno subito sette sconfitte

Il Bologna di Arrigoni fece 2 vittorie e 8 ko. Subentrò Mihajlovic e ottenne 2 pareggi. Totale 8 punti in 12 gare. Come quelli di Pioli. Con Papadopulo arrivò poi la salvezza

Adriano Bacconi della Domenica Sportiva: “I numeri mostrano un gruppo che manca di autostima. Però i rimedi ci sono”

Lo statistico: “Poco possesso, c’è scarsa fiducia” QUANDO cominciò a dare numeri e statistiche in tv, contribuendo a fare del calcio un argomento da analisi e non più soltanto da berci sguaiati, con Adriano Bacconi c’era ancora Giacomo Bulgarelli. Erano i tempi di Galagol e di Alba Parietti. Vent’anni dopo Bacconi non smette di cibarsi di dati. «Con Paola Ferrari alla Domenica sportiva - dice - siamo già al terz’anno». Cosa dice il suo database delle difficoltà del Bologna? «La mia sensazione è che Pioli

abbia ancora la fiducia dei giocatori, nonostante le tante sconfitte. Ho però l’impressione che siano i giocatori a non avere fiducia in loro stessi». Il primo problema qual è? «Ce ne sono diversi. La difficoltà nella costruzione del gioco emerge analizzando i passaggi completati in zona d’attacco. Con 626 il Bologna è fra le peggiori della Serie A, molto sotto ad esempio al Pescara (799), al Parma (870) o al Palermo (892). Squadre con cui dovrebbe riuscire a competere. Anche i dati sul possesso palla,

VOLTO TV Adriano Bacconi, opinionista televisivo e consulente tecnico di Coverciano

pur superiori almeno a quelli di Samp, Siena e Genoa, dimostrano scarsa qualità tecnica o poca fiducia nei propri mezzi». Pioli poi ha cambiato spesso il modulo.

«È partito con Diamanti-Acquafresca nelle prime due giornate ed ha finito con DiamantiGilardino. Nel mezzo tanti esperimenti. Ha proposto la difesa a 4, anche se sente più sua quella a 3 che così bene aveva fatto l’anno scorso. Ha dovuto tradirla per provare a dare qualche certezza in più alla squadra in fase di non possesso, ma la coperta quest’anno è sempre stata corta. Visto poi che anche la difesa a 4 non dava risultati è tornato alla sua difesa a 3 cercando di non rinunciare al tridente. La partita chiave è stata

quella con l’Udinese, io credo che il tridente Diamanti-GilardinoGabbiadini sia potenzialmente il migliore, se il Bologna avesse vinto sarebbe potuta arrivare la svolta». Invece? «Con quell’1-1 Pioli è andato a Torino con una formazione ancor più prudente. Ma gli zero tiri nello specchio della porta sono un indice di sterilità». E la difesa patisce. «C’è un dato negativo da evidenziare, il Bologna è in fondo nella classifica delle palle recupe-


la Repubblica

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MARTEDÌ 13 NOVEMBRE 2012

BOLOGNA

L’analisi

PER SAPERNE DI PIÙ bologna.repubblica.it www.comune.granarolo-dellemilia.bo.it

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Cessioni d’oro e diritti tv ma il bilancio del club è sempre più in rosso Costi alle stelle. E se si va in B si perdono 30 milioni

FRANCESCO SAVERIO INTORCIA ENRICO MIELE QUASI cento milioni di diritti tv incassati in quattro anni. Una rosa dei sogni smontata pezzo a pezzo per fare cassa: Viviano, Meggiorini, Ekdal, Britos, Della Rocca, Mudingayi e Ramirez, per tacere di Gillet, rivenduto dopo un anno per guadagnare poche migliaia di euro, e di quelli partiti a costo zero (Di Vaio e Raggi). Tutto questo per ritrovarsi penultimi in classifica e con i conti sempre in rosso. Il Bologna ha chiuso il bilancio al 30 giugno con una perdita di quasi 6,2 milioni. Persino peggio della travagliata stagione precedente, quella dei cinque presidenti (-4,2 milioni). Un club con 78,8 milioni di debiti, che oggi rischia la B, progetta un centro tecnico da 12 campi di calcio già costato 1,6 milioni solo di terreni.

I conti del Bologna calcio In milioni di euro 2010/2011

2011/2012 58,1

RICAVI

71,1 59,8

COSTI

72,8

Entrate e uscite

PERDITA -4,2 DI FINE -6,2 STAGIONE USCITA PRINCIPALE (costi staff e calciatori)

ENTRATA PRINCIPALE (diritti tv)

28

30,1

Il presidente

27,3

33,8

Il dg

SPONSOR Un anno fa sono arrivati 800 mila euro da NGM, 300 mila da Serenissima Cir, 700 mila euro da Macron come partner tecnico

PROVENTI IN AUMENTO

rate in attacco». Può darsi che tutto cominci lì. Rimedi? «I dati, soprattutto quelli degli assist, dimostrano che ci sono giocatori poco sfruttati che potrebbero dare una mano, mi riferisco a Perez, fermato dagli infortuni, e a Gabbiadini utilizzato poco. Il primo fa un assist ogni 21 minuti, il secondo ogni 19. Basterebbero un paio di vittorie per arrivare in linea di galleggiamento al mercato di gennaio». (simone monari) © RIPRODUZIONE RISERVATA

IN DIFFICOLTÀ Stefano Pioli, nono l’anno scorso con 51 punti. Nella foto centrale Alberto Gilardino, 5 gol, gli ultimi due con il Catania lo scorso 30 settembre

Sono passati quasi due anni dall’insediamento di Bologna 2010, 586 giorni con Guaraldi presidente. E molto lavoro è stato indubbiamente fatto. Nell’ultimo anno, ad esempio, il Bfc ha ridotto i debiti da 86,3 a 78,8 milioni. Sono stati più che dimezzati quelli con le banche e tagliati di un terzo quelli verso i fornitori. Tutte eredità pesanti delle passate gestioni. Sono cresciuti di 13 milioni i ricavi, grazie all’aumento della pubblicità, dei diritti tv e quelli di immagine, e persino agli indennizzi Uefa per i convocati all’Europeo, Diamanti e Antonsson, due acquisti della gestione Guaraldi. Eppure non basta ancora. E per il 2012-13 il club prevede di perdere altri 3 milioni, nonostante abbia già ceduto Gillet, Mudingayi, Ramirez. PLUSVALENZE IN CRESCITA Prima di venderli, al 30 giugno 2012 il Bologna contava già 21,7 milioni di plusvalenze. In alcuni casi ha incassato soldi freschi in cambio di pezzi pregiati (Britos e Della Rocca). Altri sono stati semplici operazioni contabili: Taider non si è mai mosso da Bologna, ma ‘passando’ per la Juve ha generato una plusvalenza da 4,5

PREMI UEFA

In sella da 19 mesi

Arrivò a maggio 2011

Albano Guaraldi è diventato numero 1 del club il 7 aprile del 2011 dopo l’immediata uscita di scena di Alfredo Cazzola. Guaraldi subentrò a Marco Pavignani, attuale vice presidente

Roberto Zanzi è direttore generale dal 10 maggio 2011. Inizialmente si occupava solo di aspetti gestionali. Dopo l’uscita di Stefano Pedrelli e l’addio a Salvatore Bagni ha assunto la guida dell’area tecnica

milioni. Lo scambio Casini-Finocchio, due promesse ventenni, col Parma, un’altra da 2 milioni. Va spiegato che il valore di un calciatore lo fa solo il mercato: un talento cresciuto nel vivaio, brocco o fenomeno che sia, vale zero finché non viene ceduto e ‘prezzato’. Nel tempo, il Bologna ha imparato a vendere. Nel 2008-09, con Francesca Menarini al timone, i guadagni da cessione calciatori fruttarono spiccioli, 5.331 euro (cinquemila, già). Un anno dopo, con Baraldi, balzarono a 9,9 milioni. Nel 2010-11 sono lie-

vitati a 12,4 milioni, fino ai 21,7 della stagione appena conclusa. Cifra che, ricordiamolo, non tiene conto delle partenze di luglio e agosto: solo Ramirez ha già fruttato già un +12 milioni, circa. DIRITTI TV Restando in A, il Bologna è diventato una gallina dalle uova d’oro: incassi televisivi (Sky, Mediaset, Rai) in continua crescita. Nel 2010 Porcedda poté finanziare una campagna acquisti faraonica con questi soldi, e poi non riuscì a pagare il primo stipendio.

La presenza di Diamanti e Antonsson all’Europeo ha portato circa mezzo milione nelle casse del Bfc come indennizzo dall’Uefa

BONUS Il club ha pagato 5,7 milioni di premi ai giocatori l’anno scorso e il costo del personale tesserato è salito da 27,3 a 33,8 milioni di euro

Per capire l’affare: se nell’ultimo anno di B al club andavano 337mila euro, dall’approdo in A sono arrivati 20,1 milioni nelle prime due stagioni, 28 nella terza, 30,1 nell’ultima. Eppure il bilancio è stato chiuso sempre in perdita: -13,2 nel 2008-09, -8,2 nel 2009-10, -4,2 nel 2010-11, -6,2 ora. Retrocedere in B sarebbe una jattura per il commercialista, non solo per la curva. IL CARO STIPENDI Nel primo campionato vero della presidenza Guaraldi, il Bologna non è riuscito a contenere i costi, lievitati da 59,8 a 72,8 milioni. E il principale aumento di spesa riguarda il personale: 120 dipendenti, 25 in più della stagione precedente. I calciatori sotto contratto erano 27, sono diventati 45 nel 2011-12. Ma soprattutto si è rivelata un boomerang la politica dei contratti a rendimento. Come Repubblica ha avuto già modo di spiegare, la base degli ingaggi è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi due anni, ma il Bologna ha pagato 5,7 milioni di premi, che hanno portato il costo tesserati da 27,3 a 33,8. PREMI E VITTORIE Il nono posto, i 51 punti, Diamanti convocato all’Europeo, insomma tutto ciò che ha dato lustro al Bologna nella scorsa stagione, è stato un salasso per le casse, costrette a pagare ricchi bonus alla squadra. Certo, un campionato di vertice accresce l’appeal del club verso sponsor, tifosi, nuovi acquisti da convincere a trasferirsi qui. Ma, a conti fatti, nel breve periodo sarebbe convenuta una mediocre salvezza. All’ultima assemblea dei soci, per la stagione 2012-13, quella in corso, è stata prospettata una riduzione di 3,8 milioni di spese sugli ingaggi dei giocatori, «pari all’importo dei premi di squadra contabilizzati nell’esercizio 2011-12». Un anno fa i rossoblù ottennero ricchi incentivi a quota 45 e 50 punti, oltre ai bonus personali. Per il campionato attuale, di questo passo, non si spenderanno certo quelle cifre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ilcds-stadio_13.11.2012  

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