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MARTEDÌ 15 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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COPPA ITALIA QUARTI DI FINALE IL TABELLONE

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COSÌ IN CAMPO ALLE 21

I NUMERI

10 gli anni senza sconfitte interne in Coppa Italia per l’Inter. L’ultimo scivolone interno risale infatti al 12 dicembre 2002, quando il Bari vinse 2-1 nel ritorno degli ottavi

11 GDS

GDS

«Inter, voglio la Coppa» Strama pensa a Rocchi «Obiettivo importante, come il 3˚ posto. Serve più continuità» Milito affaticato: davanti potrebbe giocare l’ex laziale con Livaja DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como)

Battere il Bologna perché poi resterebbe la semifinale contro Fiorentina o Roma per guadagnarsi l’epilogo del 26 maggio. «Perché la Coppa va presa seriamente, la vittoria sul Pescara è stata importante per il morale e Cassano non è un caso, avendo visto certe reazioni mille volte» sentenzia Moratti. Battere il Bologna per arrivare carichi al big match di domenica sera contro i giallorossi. Battere il Bologna per trovare quella «continuità che è un po’ mancata e marca la differenza con chi ci precede in classifica, perché in un gara singola l’Inter ha sempre dimostrato di essere competitiva contro chiunque. I punti persi contro le piccole ci serviranno da lezione per il ritorno. La nostra forza negli scontri diretti ci dà la consapevolezza che ci saremo sino alla fine. E il nostro vero obiettivo è tornare in Champions». I recuperi contro la Roma Andrea

Stramaccioni introduce così alla

«Ma il Bologna è in grande forma. Colpo di mercato se partirà un big» Conferma Benassi Rai (niente conferenza della vigilia, niente convocazioni sino a questa mattina, in Coppa va così) la sfida contro «una squadra in forma, come ha dimostrato eliminando il Napoli e segnando 4 gol al Chievo. Pioli è uno dei tecnici più preparati, ha trovato un equilibrio pur schierando insieme Gabbiadini, Diamanti e Gilardino». Lui invece il tridente per ora lo ha messo da parte. Anche perché Milito è ancora affaticato (ieri in campo non si è visto, oggi la decisione se convocarlo), Cassano e Palacio vanno dosati e Rocchi non ha i 90’ nelle gambe. La certezza è che tornano disponibili Juan e Ranocchia, «mentre il recupero degli altri è difficile. Punto a riavere tanti infortunati per la sfida contro la Roma». Benassi va verso la con-

le vittorie dei nerazzurri in 18 sfide di Coppa contro il Bologna. Tre i pareggi e 4 i successi degli emiliani. L’ultimo risale al 22 giugno ’75, a San Siro grazie a un gol di Giorgio Ferrara

14 le stagioni passate dall’ultime semifinale del Bologna in Coppa Italia

ferma, Obi dovrebbe tornare all’Olimpico, gara per la quale restano però a rischio Samuel, Nagatomo e Alvarez. Lavoro mirato e mercato La sfida

di stasera introduce un periodo in cui l’Inter tornerà a giocare ogni tre giorni - vittoria di stasera permettendo, visto che il 23 e il 30 ci sono le semifinali di Coppa -. Strama aveva accettato di correre il rischio delle vacanze lunghe e del mini ritiro con sovraccarichi proprio per riavere la squadra più reattiva a metà gennaio. Ciò non toglie che il tecnico si aspetti qualcosa dal mercato. «Questo è il primo anno di un nuovo progetto. A fine agosto avevamo in testa un’Inter diversa da quella che ci ha portato l’evoluzione del campo. Cercheremo di centrare qualche obiettivo. Un grande colpo? Se non sono abbinati a cessioni importanti, i grandi colpi non arriveranno. Se qualche big partirà, allora tutto sarà possibile». A Sneijder saranno fischiate le orecchie come una teiera?

Tommaso Rocchi L’attaccante, 35 anni, questa sera dovrebbe giocare la prima da titolare in nerazzurro. E’ appena arrivato dalla Lazio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LAPRESSE

QUI BOLOGNA IL TECNICO ROSSOBLÙ

E Pioli ci crede: «A questo punto insisto con i big» «Siamo una squadra diversa rispetto al k.o. in campionato» Confermati Diamanti e Gila ANDREA TOSI BOLOGNA

Nel calcio del Duemila c’è ancora spazio per la pretattica. Così Stefano Pioli nasconde la formazione che stasera scende in campo per sfidare l’Inter, il primo dei due impegni che il Bologna sosterrà al Meazza in cinque giorni, dovendo poi domenica rendere visita al Milan. «Ho convocato 24 giocatori, farò le mie scelte dopo la rifinitura tenendo conto di come hanno recuperato i miei dopo la gara di sabato — dice l’allenatore rossoblù —. Non voglio dare vantaggi all’Inter, ma posso anticipare che schiererò una formazione competitiva, da campionato, perché visto dove siamo arrivati ci teniamo a fare bene. Sono indisponibili Acquafresca (affaticamento muscolare, ndr) e Taider. Devo considerare bene le condizioni di Gabbiadini, che è giovane ma non è ancora abituato a gestire due partite ravvicinate». Fiducia Traduzione: Pioli stavolta non intende affidarsi ai rincalzi come ha fatto nei turni precedenti con Livorno e Napoli, ma vuole giocarsi l’accesso alla semifinale schierando molti titolari tra i quali Agliardi, Portanova, Diamanti e Gilardino, rilanciato dalla doppietta contro il Chievo dopo un lungo digiuno. Probabile il turnover sugli esterni difensivi, con Motta e Morleo preferiti a Garics e Cherubin, in dubbio la presenza di Perez, possibile una mediana a tre con Krhin, ex di turno, e i ripescaggi di Guarente e Pazienza a governare il gioco. «Gila nei due mesi senza gol ha continuato a lavorare bene — chiosa Pioli —. Non ha mai smarrito la fiducia in se stesso e nei compagni, tantomeno l’entusiasmo per questa sua esperienza bolognese. Oggi siamo una squadra diversa rispetto a quella che ha perso contro l’Inter tre mesi fa. Questa è una sfida stimolante che vogliamo interpretare al meglio. Siamo pronti a giocare 90’ intensi, anche 120’ nel caso di supplementari». © RIPRODUZIONE RISERVATA

MORÌ AD AUSCHWITZ NEL 1944

Maglia per ricordare Weisz Uomo scudetto con entrambe Q

Stasera Inter e Bologna entreranno in campo con una maglia ricordo per onorare la memoria di Arpad Weisz, tecnico ungherese vittima che morì deportato ad Auschwitz nel 1944. Weisz, ricordato con una targa a San Siro, allenò Inter e Bologna: con entrambe vinse il titolo nazionale. Alla cerimonia che precederà la gara saranno presenti anche Pisapia e Merola, sindaci di Milano e Bologna.


Corriere di Bologna Martedì 15 Gennaio 2013

17 BO

Biancoblù

Sport

Infermeria piena per la Biancoblù in vista dell’anticipo di sabato al PalaDozza contro Casale: la speranza è recuperare Cournooh, fuori Pecile, Cutolo in dubbio. Sul mercato si cerca ancora Maestrello (Imola): possibile scambio con Diviach. (A.Mos.)

San Siro, sogno per 1.500 Quarti di Coppa Italia, i rossoblù sfidano l’Inter con oltre mille tifosi al seguito Pioli convoca tutti e nasconde la formazione. Pisapia e Merola uniti per Weisz La piccola fiammiferaia è partita alla volta di Milano con tutti i cerini possibili. E con 1.500 tifosi (12 pullman più le auto) al seguito. Il Bologna vuole illuminare di luce propria San Siro. E per regalare alla favola il lieto fine, Stefano Pioli ha convocato tutti i giocatori della rosa. Da Stojanovic a Gilardino, stasera riserve e titolari saranno tutti insieme appassionatamente allo stadio. A Casteldebole sono rimasti solo gli infortunati. «Schiererò una formazione competitiva, la Coppa Italia è un’occasione, un’opportunità, e noi ci teniamo». Chi sarà della gara lo scoprirà in mattinata, dopo la rifinitura. La pretattica va ancora di moda in città. «Le scelte non le ho ancora fatte, e se anche fosse, non darei un vantaggio a uno bravo come Stramaccioni rivelandole». Anche ai giocatori ha dato poche certezze, figurarsi al nemico. «Schiererò una squadra che possa tener testa agli avversari, mandando in campo giocatori che hanno recuperato dallo sforzo di domenica e che non rischino infortuni giocando». Il modulo potrebbe cambiare: dall’ultimo 4-2-3-1 si potrebbe tornare al 3-4-1-2 schierato negli ottavi di Coppa contro il Napoli. Quel Bologna era infarcito di riserve, mentre quello di oggi dovrebbe comprendere almeno la metà dei giocatori che hanno vinto contro il Chievo. Sugli esterni Motta sembra in vantaggio su Garics e Morleo su Cherubin, mentre al centro Portanova e Sorensen partiranno dal primo minuto, probabilmente affiancati da Antonsson (in caso di difesa a tre). In mezzo, Perez se la gioca con Krhin, per far coppia con il rientrante e più fresco Guarente. Davanti, supportati da Pasquato, potrebbero partire Gilardino e Diamanti (con Gabbiadini e Kone pronti a subentrare). Sarà turnover anche nell’Inter, ma l’obiettivo resta lo stesso dei rossoblù.

È in scadenza e fa gola alle big

Atletico e Inter su Perez Guaraldi deve rinnovarlo: senza di lui solo 5 punti

«Vogliamo arrivare in semifinale» ha tuonato Stramaccioni. «Siamo consapevoli di incontrare una squadra in forma — ha dichiarato Strama ai microfoni di Rai Sport — il Bologna è in grado di mettere qualsiasi avversario in difficoltà. Sarà una partita da prendere con grande concentrazione e da onorare fino alla fine». Lo stesso tenterà di fare il Bologna. «Non partiamo av-

vantaggiati perché l’Inter è sempre l’Inter, gioca in casa e — ha risposto Pioli — ha un tecnico competente con giocatori di valore e dalla zampata vincente». La vittoria con il Chievo ha dato alla squadra quell’entusiasmo che il tecnico vuole cavalcare: «Da parte nostra c’è voglia, motivazione, consapevolezza dell’importanza del match e il pensiero di giocarci la semifinale ci dà grandi stimoli».

Prima dell’inizio della gara (ore 21, diretta su Rai 2) i sindaci Pisapia e Merola ricorderanno Arpad Weisz, allenatore rossoblù e nerazzurro, morto nel campo di concentramento di Auschwitz, a cui la partita è dedicata. I giocatori entreranno in campo indossando una maglietta con la foto dell’allenatore e la scritta «No al razzismo».

’99

L’ultima semifinale di Coppa Italia fu raggiunta nel ’99

Francesca Blesio

C’è un’intera tifoseria che chiede al presidente Guaraldi di rinnovare Diego Perez, El Ruso, sempre più idolo della gente di Bologna. Anche contro il Chievo il suo apporto è stato fondamentale, nelle nove partite senza di lui il Bologna ha racimolato cinque punti: basterebbero certe cifre per farlo firmare in bianco. La questione è sul tavolo da oltre un anno, ma siamo a metà gennaio e tecnicamente l’uruguagio, 33 anni a maggio e contratto in scadenza a giugno, potrebbe già firmare oggi per un’altra squadra. E le pretendenti non mancano: l’Atletico Madrid segue il Ruso da tempo, qualche big come l’Inter sta valutando le sue prestazioni e c’è anche chi, come Maurizio Setti, conosce bene il valore del giocatore e in caso di promozione in A (idem dicasi per il Monaco, ex squadra di Perez in Francia) avrebbe già pronto un triennale, non a cifre iperboliche. Perez e il suo agente, Delgado, sanno che il prossimo sarà l’ultimo contrattone della carriera del giocatore, che in città comunque si trova bene, amando la tranquillità. Sul piatto ci sono tanti fattori: la voglia di un campionato meno logorante e i malumori di inizio stagione — sfociati nella rinuncia alla fascia da capitano — dopo una prima offerta di rinnovo non esaltante e l’addio del grande amico Di Vaio (che tra qualche tempo tornerà, da dirigente). Nell’ultimo periodo ci sono stati diversi rinvii sulla questione, ma la prossima settimana potrebbe essere quella Leader buona per parlarne, complici le Diego Perez chiacchierate sul futuro di Gimenez, assistito dallo stesso Delgado: servirà uno sforzo economico - sia sulla durata, almeno biennale con un opzione sul terzo anno, che sull’ingaggio - da parte del Bologna per far rimanere Perez in rossoblù. Una riflessione: a quei soldi, ora, questa società può trovare di meglio per sostituirlo? Specie tenendo conto che in estate per rimpiazzare Mudingayi è arrivato Pazienza con un triennale da 800.000 euro. Le altre trattative: il Bologna ha sondato il portiere Rafael, 30 anni, titolare del Verona («Zanzi mi ha chiamato per chiederne la disponibilità, per ora è uno scambio di informazioni» ha detto l’agente Joao Santos), ma difficilmente i gialloblù si priveranno di lui in ottica promozione, piace sempre Guarna dell’Ascoli, in scadenza a giugno. In attacco occhi puntati su Ibarbo del Cagliari, su cui c’è anche il Torino, ma la chiusura dell’affare Larrondo-Fiorentina chiude un’ulteriore porta per la cessione di Acquafresca, basilare per operare in entrata in avanti.

Alessandro Mossini

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Il basket Mai così male dal 1972. Le rivali dirette vanno sul mercato, i bianconeri no. L’attacco è il terz’ultimo della serie A

Nel disastro Virtus si salvano i giovani. Ma urgono rinforzi A Cantù, la Virtus ha concluso il girone di andata con la quinta sconfitta consecutiva. La partita del Pianella ha dato buone indicazioni sui giovani, con il risveglio di Gaddefors dopo un periodo piuttosto anonimo, ma il bilancio di questa prima parte di stagione, pur con le attenuanti degli infortuni, è sicuramente negativo. Le 6 vittorie in 15 partite sono il dato peggiore dalla stagione 1972-73 (5 vinte su 13) e l’undicesimo posto attuale pone i bianconeri a 4 punti dalla zona playoff ma anche a 6 da quella retrocessione. Le prime tre giornate, con i successi esterni a Cremona e Montegranaro e quello interno su Milano, dovevano essere il trampolino di lancio verso le posizioni nobili della classifica, alla luce dei fatti sono stati la scialuppa di salvataggio per evitare di trovarsi oggi in acque scomodissime. La Virtus ha infatti chiuso

con 3 vittorie nelle ultime 12 partite, peggio di lei hanno fatto solo Pesaro con una e Biella con due, non a caso le ultime della classifica. Il destino e le prospettive della squadra di Finelli si decideranno probabilmente nei prossimi venti giorni, prima della pausa per la Coppa Italia. La Virtus affronterà in casa Cremona, poi andrà a Milano e ospiterà Montegranaro. Le due partite interne sono quelle cruciali per la stagione, da vincere obbligatoriamente per mettersi nelle condizioni di ambire a qualcosa e non venire invece risucchiati nella zona pericolosa. Quella di domenica contro la Vanoli sarà la partita più importante della stagione bianconera, anche per evitare di eguagliare le sei sconfitte di fila del 2005-’06, il dato peggiore dalle 12 del ’70-71. Alla ripresa dopo la Coppa Italia si andrà a Varese prima di una parte centrale di

A canestro Una bella immagine di Riccardo Moraschini a Cantù (LaPresse)

calendario (Avellino, Caserta, Reggio Emilia in casa, Biella, Roma e Pesaro in trasferta) che può essere considerata una prova d’appello nel caso fossero andate male le cose a inizio girone di ritorno, oppure un’autostrada per cercare l’aggancio alla zona playoff, per la quale serviranno non meno di 9 vittorie in questa seconda parte. Al netto di interventi di mercato che in questo momento sono esclusi dal club, mentre altre squadre come Cremona si stanno rinforzando (la Vanoli, con Jackson diventato «italiano», inserirà un playmaker americano che potrebbe essere Brian Chase, anche se per i soliti problemi burocratici potrebbe non essere in campo già a Bologna), nel girone di ritorno la Virtus dovrà migliorare parecchi numeri di questa prima metà di stagione. La squadra di Finelli è il terzultimo attacco del

campionato con 71,3 punti di media a partita (penultimo in trasferta a 67,1), quota sotto la quale non va nessuno dai 70,6 di media realizzati dall’Adecco Milano nel 1999-2000. Nelle ultime 9 gare solo una volta ha realizzato più di 80 punti e ben sei volte non ha superato i 68 punti fermandosi in due circostanze addirittura sotto i 60. Difficoltà che si rispecchiano nell’ultimo posto nella percentuale del tiro da due con il 46,9% e nella percentuale di tiro totale con il 42%. È chiaramente in attacco che la squadra deve salire di colpi ed è in questo settore che gli infortuni hanno contato di più, impedendo di trovare la giusta chimica e gli automatismi a un gruppo rinnovato per 8/10 e senza troppo talento, nel quale Poeta — in precarie condizioni fisiche però per tutto il girone di andata — è l’unico giocatore in grado di battere il proprio uomo per creare situazioni di superiorità e quindi vantaggi per i compagni.

Luca Aquino

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IL BOLOGNINO

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eppe Grillo ha raccolto in un video tutte le chicche di Favia e lo ha messo in rete con lo slogan «Favialaqualunque». L’ex consigliere regionale del M5S Ingroia il rospo. (federico taddia)

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Dopo la condanna Consorte si dimette presidente di Intermedia adesso è Paolo Casati

Bicentenario Verdi è scontro sulla presenza di Bologna

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BOLOGNA

MARTEDÌ 15 GENNAIO 2013

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Il mercato delle bici rubate cresce sempre: +30% nel 2012 Caccia all’usato (che spesso è trafugato)

Suk di via del Guasto parla un rivenditore “Meglio bici che droga” L’INTERVISTA A PAGINA III

Le attenzioni non bastano mai, i furti di biciclette aumentano

NEL 2012 sono state denunciate alla polizia 568 bici rubate: il 30% in più rispetto alle 434 del 2011. Poi ci sono i furti denunciati ai carabinieri e ci sono i tanti casi in cui il derubato si rassegna e tace. Le forze dell’ordine riescono a recuperare quasi la metà delle due ruote, ma poi è difficile, se non impossibile, dimostrarne la proprietà, in mancanza di un codice identificativo. Le vittime ripiegano spesso sull’usato. Che è poi, tante volte, rubato. E il fenomeno è in aumento, anche perché cresce il numero dei ciclisti. Lo scorso anno, per la prima volta in Italia, furono vendute più bici che auto. CORI A PAGINA II

La cultura

Arte Fiera scommette sulle gallerie più giovani

Il presidente della Camera avvalora la tesi di Raisi. Subito la replica: “Anziché parlare dei palestinesi si vada a leggere le carte”

Fini e Bolognesi fanno scintille Scontro sulla sentenza del 2 Agosto. Cinque Stelle, Grillo all’attacco di Favia SCINTILLE tra Gianfranco Fini e Paolo Bolognesi sul Due Agosto. In attesa di incontrarsi in Parlamento, il duello è aperto da ieri, quando il presidente della Camera spinge sulla pista palestinese e su quanto emerso dalla commissione Mitrokhin, e Bolognesi gli risponde piccato: «È solo un modo per far star tranquilli i mandanti della strage. Fini si legga il mio libro». Prosegue intanto la guerra nei Cinque Stelle, con Grillo che attacca di nuovo l’ex Giovanni Favia. I SERVIZI A PAGINA V

A San Siro con l’Inter, diretta RaiDue alle 21. Partita dedicata a Weisz

Coppa Italia, finalmente un sogno. E Pioli manda in campo i migliori L’ULTIMO TROFEO CONTENDIBILE GIANLUCA MOROZZI

Erano intestate a dei defunti

Inps, arrestato un dipendente che regalava pensioni a moglie e amici A PAGINA VI

A BUON tifoso medio del Bologna, vivo sospeso tra ambizione smisurata e prudente realismo. Capitemi: ho sulla schiena sette scudetti che non ho mai visto, e mi sono invece goduto in diretta tre retrocessioni e una sconfitta sul campo del Leffe. Così, anche se sogno sempre di veder vincere l’ottavo scudetto nel corso della mia vita terrena — che poi sarà il nono, quando ci avranno assegnato quello revocato al Torino —, intanto mi accontento di traguardi più bassi: la Coppa Italia, per esempio. SEGUE A PAGINA XI

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Diamanti e Gilardino esultano, il Bologna oggi ci prova a casa dell’Inter

SERVIZI A PAGINA XI

NALDI A PAGINA XII

OMAGGIO A MIGLIORI FOTOGRAFO POLIGAMO MICHELE SMARGIASSI INO Migliori è un bambino di 86 anni che rompe i giocattoli per capire come funzionano. È un adolescente ingegnoso che legge le istruzioni e fa il contrario per vedere l’effetto che fa. Ma è anche il diciannovenne spaesato che nella Bologna del primissimo dopoguerra, macerie e polvere per strade, combatte la paura che ha ancora negli occhi andando a cercare con avidità il nuovo e il bello. «Mettiti nei panni di un ragazzo che per cinque anni della sua adolescenza e della sua maturazione, ha avuto solo paura. Di bombe e di rastrellamenti. Se eri come me, volevi conoscere tutto quel che ti eri perso. Intanto avevi comperato una macchina fotografica da quattro soldi, uscivi e fuori c’era la gente che come te non aveva più paura, la frequentavi, la vedevi, la documentavi, perché era una cosa nuova, appassionante...». Finalmente Bologna ritrova quel ragazzo curioso e avido di vita. SEGUE A PAGINA XIII

N

Il caso

La polemica

La campagna del Cavaliere tocca anche le tv locali, ieri l’intervista

La Gabellini: “Ma esiste un privato interessato alle Caserme Rosse”

Berlusconi sbarca a Telecentro “Casini? È di qui, colpa vostra”

Parchi a pagamento, dietrofront “Non è mai stata un’ipotesi”

SILVIA BIGNAMI

PARCHI non saranno privatizzati. L’assessore all’Ambiente Patrizia Gabellini in Consiglio comunale spiega che non c’è «alcuna ipotesi di far pagare i giochi che sono nei nostri parchi». La precisazione arriva dopo che indiscrezioni avevano fatto balenare la possibilità di appaltare ai privati i divertimenti per i bimbi sopperendo così alla scarsità di fondi per altalene e scivoli. Resta il fatto che un gruppo di imprenditori aveva già presentato un progetto del genere in zona Corticella. MIELE A PAGINA VII

LLA fine Silvio Berlusconi spunta anche a Telecentro. Dopo la maratona su talk show e salotti nazionali, l’ex premier riparte col giro delle tv locali e concede la sua intervista esclusiva all’emittente emiliano romagnola. Spargendo pure ironia sui tanti bolognesi in politica, dagli ex alleati Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini, fino all’avversario di sempre Romano Prodi. «Direi che a Bologna avete una bella responsabilità», è il sarcasmo dell’ex premier. SEGUE A PAGINA VII

I

A

Silvio Berlusconi

Bambini ai giochi nel parco


la Repubblica MARTEDÌ 15 GENNAIO 2013

SPORT

BOLOGNA

■ XI

Stasera Inter-Bologna

L’intervista

Una Coppa piena di desideri Pioli prepara i titolari: “È un’occasione, proviamoci”

Arpad Weisz

Il ricordo di Marani, suo biografo

LUCA BORTOLOTTI

Ore 21 diretta Rai

A MILANO con la squadra al completo, per un martedì di coppa che stavolta conta davvero, e non solo nelle dichiarazioni ufficiali. C’è un sogno a cui i rossoblù credono, le semifinali di Coppa Italia, e passa dai 90 (o forse 120) minuti di San Siro. Per la sfida all’Inter, Pioli porta con sé tutti i 24 uomini disponibili, a partire dai titolari e senza Primavera, al contrario di quanto fatto con Livorno e Napoli. «Sarà una formazione da

LA DIFESA Agliardi in porta, Motta e Morleo terzini, Sorensen e Portanova centrali

LUCA SANCINI

nale con l’Inter dopo aver asfaltato il Chievo, con una società non priva di problemi, una salvezza da conquistare, ma con ancora negli occhi il capolavoro di Napoli. Sperando naturalmente che l’Inter vada in campo con le riserve delle riserve e con la stessa voglia di un pendolare il lunedì mattina alla fine delle ferie, sperando che in questa coppa che ha visto fin qua segnare Taider, Pasquato e Kone appaia nel tabellino, non so, Guarente. E che si possa fare un altro miracolo. Il giorno della finale di Coppa Italia suona Springsteen a Monaco. Ho già il biglietto, ma nel caso lo vendo. Lo prometto.

«UN innovatore, un comunicatore e a 43 anni, se non avesse dovuto scappare, poteva aver già vinto quattro scudetti». Matteo Marani, direttore del Guerin Sportivo, è il giornalista che ha scoperto sessant’anni dopo che l’allenatore Arpad Weisz morì ad Auschwitz. Vittima dell’Olocausto ma pure un uomo di sport dai tratti moderni. Che tipo di mister era Weisz? «Uno che stava sul campo. C’è una foto con lui in calzoncini e maglietta bianca, accanto al presidente Dall’Ara nella pausa di un allenamento. Era giovane, aveva già vinto uno scudetto con l’Inter, ma era un ex calciatore. Possiamo immaginare che facesse pure le partitelle. Di certo allenava, curava i dettagli, le posizioni in campo, la preparazione atletica». Sembra quasi di parlare di un Guardiola d’altri tempi. «Sì, nel senso che Weisz sapeva anche comunicare calcio, forse era meno estroso di Pep. Io lo paragonerei più ad Ancelotti: meticoloso e con lo spessore culturale per fare del suo sport un argomento di confronto, di miglioramento, di dibattito. Era l’unico allenatore a scrivere per il Calcio Illustrato. E nel 1930 pubblica un libro, “Il giuoco del Calcio” con la prefazione di Vittorio Pozzo». E cosa sosteneva Weisz in quel libro? «Una copia la regalai a Renzo Ulivieri. E lui nelle idee calcistiche di Weisz ci ha ritrovato spunti ancora attuali. Ad esempio sull’uso dei terzini, il loro coinvolgimento nella circolazione della palla. Weisz non ha solo scoperto Meazza, è lui che lancia in prima squadra il terzino Dino Fiorini, uno dei pilastri di quel grande Bologna. Ma a stupire sono le note sull’alimentazione, sull’attenzione a cosa mangiare prima delle partite. È stato il primo a pensare il calciatore come atleta a tutto tondo». Che rapporto aveva con i giocatori? «Non aveva paura a puntare sui giovani ma era pure capace di recuperare giocatori considerati finiti. Con lui esordiscono Fiorini e Amedeo Biavati e prima all’Inter mette Giuseppe Meazza titolare a 16 anni, ma Weisz è anche quello che vuole il portiere Carlo Ceresoli che l’Inter aveva scaricato e lui invece fa rinascere». Ma chi era il giocatore chiave del suo Bologna? «Sicuramente Michele Andreolo il centromediano, una sorta di Falcao della Roma di Liedhom o un De Rossi arretrato. Nel Bologna d’oggi Perez, quando s’abbassa vicino alla difesa e poi imposta, per quanto ora si giochi diversamente». Chi è stato e cosa ha rappresentato Weisz per il Bologna? «Direi cosa non è stato: poteva aprire un ciclo, vincere altri scudetti, col suo gruppo di fedelissimi. Ma non è stato così e sappiamo perché».

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IL CENTROCAMPO Perez potrebbe rifiatare, spazio probabilmente a Krhin e Guarente

Il tecnico si gioca anche un po’ di futuro: se Mazzarri lascia, al Napoli può andare lui campionato, competitiva. Questa è una grande occasione». L’ha detto il tecnico, senza sbottonarsi e tirando anzi a confondere le acque. Un po’ per pretattica («Non voglio avvantaggiare Stramaccioni»), un po’ perché deve ancora scegliere. «Lo farò solo dopo la rifinitura a Milano, per questo ho convocato tutti. Gioca chi ha recuperato dallo

L’ATTACCO Gilardino punta centrale, alle sue spalle Diamanti, Kone e Pasquato sforzo di sabato, anche come tensione mentale, non chi rischia di infortunarsi». Anche la neve che copriva ieri il campo del centro tecnico ha rimandato le decisioni, costringendo a una rifinitura blanda. Ma non sarà un Bologna 2 o 3 come nelle precedenti uscite di coppa. Acquafresca (affaticamento muscolare) è tra i sette che restano a casa, e la sensazione è

L’ULTIMO TROFEO CONTENDIBILE GIANLUCA MOROZZI (segue dalla prima di cronaca) ON è mica impossibile, come obiettivo: l’ha vinta il Vicenza, tipo, e mica cent’anni fa. Una coppa. Che vi costa? Il capitano del Bologna che alza al cielo una coppa che non sia l’estinta coppa Intertoto. Questo, vorrei tanto vedere. Ora: sono tifoso del Bologna da ventinove anni, e il Bologna la coppa non l’ha ancora mai vinta. Corollario di quest’ultima affermazione: ho visto fin qui ventotto eliminazioni consecutive dalla Coppa Italia. Ventotto! (Trentadue, se contiamo anche la Coppa Italia di serie C). Ci vuole della forza d’animo, no? Del coraggio, per resistere a questi orribili rovesci anno dopo anno. Che poi c’è l’anno che ti sbatte fuori il Frosinone in quei primi turni d’agosto giocati a Ravenna, e l’anno che cedi solo ai supplementari in casa della Juve. L’anno che ti fa fuori il Venezia al primo turno, e l’anno che arrivi in semifinale. Ecco: io, in vita mia, di semifinali ne ho viste tre. La più atroce, la più dolorosa, la più difficile da ricordare (perché l’avremmo vinta, la Coppa Italia, l’avremmo vinta di sicuro) è quel BolognaVicenza con Ulivieri vs. Guidolin. Quel Bologna-Vicenza deciso dal gol del fresco ex Cornacchini proprio al novantesimo, sotto la nostra curva. Al secondo posto c’è quel Fiorentina-Bologna giocato da Mazzone con la rassegnazione di chi ha perso due a zero in casa l’andata, se ne va a Firenze a giocare con le riserve (tipo Christophe Sanchez in attacco), e di colpo si trova in vantaggio due a

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Serata per Weisz “Arpad, l’Ancelotti degli anni ‘30”

zero con doppietta di Binotto, e allora mette dentro i titolari… e al novantesimo vede Torricelli parare il tiro del tre a zero di Signori e l’arbitro sorvolare sulla cosa. Per poi essere eliminati ai supplementari da un gol di faccia di Repka. Brutti ricordi. Al terzo posto c’è il Bologna di serie B (quello in cui giocava Cornacchini) eliminato da una doppietta di Vieri a Bergamo. Ma, attenzione: dopo aver vinto a San Siro nei quarti di finale. Sotto la neve. Con un rigore di Torrisi. Va bene, era sponda Milan (il Milan di Savicevic), ma la cabala è interessante. Ora siamo qui che andiamo a giocare un quarto di fi-

Da Cornacchini a Torricelli, quante delusioni. Però c’è un bel precedente, sempre a San Siro...

che davanti ci sarà un motivatissimo Gilardino. Dovrebbe invece rifiatare Gabbiadini: «Spende molte energie, in genere gli serve qualche giorno per recuperare», dice Pioli. Che ammette: «Andare avanti ora fa la differenza». Anche per lui, che ieri un importante agente di mercato indicava a un passo dal Napoli il prossimo anno se Mazzarri se ne andrà. Sia il ds

Bigon che il presidente De Laurentiis lo stimano. Ma non corriamo, stasera c’è l’Inter, per il Napoli c’è tempo. «Ho provato i rigoristi, ma in quei casi conta l’aspetto mentale». Il tecnico, che l’Inter l’ha studiata sabato notte, guardando la partita col Pescara in replica, vuole cambiare il feeling negativo con la Coppa Italia. Da allenatore, in semifinale non è

mai arrivato, da giocatore è l’unico trofeo che non ha vinto. Eccezione isolata, un Juventus-Sambenedettese dell’84: «Triangolai con Platini e Rossi e segnai l’unico gran gol della mia carriera - racconta -. Ma giocavo solo perché era Coppa Italia». La coppa che non voleva nessuno, ma che da stasera torna a fare la differenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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