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Istituto Musicale Luigi Boccherini Istituto Superiore di Studi Musicali

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Istituto Musicale Luigi Boccherini Istituto Superiore di Studi Musicali


Presidente Paolo Cattani

Direttore Amministrativo Francesca Moretti

Direttore Fabrizio Papi

Segreteria Didattica Daniele Ricciarelli

Consiglio d'Amministrazione Paolo Cattani Fabrizio Papi Aurelio Pellegrini Nadia Puccinelli Antonino Gambino

Segreteria Generale Simonetta Vannucchi Marcella Serra

Consiglio Accademico Fabrizio Papi Alberto Bologni Elena Giannesi GianPaolo Mazzoli Carlo Palese Riccardo Peruzzi Fulvio Pietramala Elia Faccini Manuel Del Ghingaro

Ufficio Produzione Artistica Nicola Bimbi Libretto a cura di Larisa Alexandra Vieru Progetto Grafico Tommaso Menicagli Fotografia Gioacchino Spoto Barbagallo Tipografia Francesconi Snc


EVENTI 1 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO Paolo Taballione, flauto | Gesualdo Coggi, pianoforte

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5 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO Giovanni Sollima, violoncello

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7 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO Luca Celoni, violino | Demetrio Comuzzi, viola

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12 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO Allievi della Masterclass di musica da camera del Mยบ Demetrio Comuzzi

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13 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO Allievi della Masterclass di canto del Mยบ Stefano Antonucci

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18 SETTEMBRE ore 17.30 - PRESENTAZIONE CD BRILLIANT Boccherini, Arie Accademiche for soprano and orchestra

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20 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO | Quartetto di Cremona Cristiano Gualco, violino | Paolo Andreoli, violino Simone Gramaglia, viola | Giovanni Scaglione, violoncello

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22 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO | Klezmorim Maseltov

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25 SETTEMBRE ore 17.30 - CONVERSAZIONE I Quartetti per archi op. 2 di Luigi Boccherini: le fonti lucchesi

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26 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO Emilio Moreno, violino | Aarรณn Zapico, clavicembalo

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28 SETTEMBRE ore 21 - CONCERTO Allievi della Masterclass di canto del Mยบ Laura Niculescu

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Nella nostra città sempre di più si respira la musica, riprendendo con ciò una tradizione in cui i vari momenti della vita pubblica, civile e religiosa, erano celebrati dalla musica, con composizioni commissionate e allo scopo eseguite. Sarà forse per questo nostro passato, tra l'altro così tanto pervaso da figure di imponenti compositori, che l'educazione musicale è da noi oggi seguita, con una ininterrotta linea di continuità, dalla prima infanzia, alla scuola media, fino, attraverso il Liceo Musicale, ai livelli maggiori dell'Istituto Musicale “Luigi Boccherini”, in cui il perfezionamento raggiunge altissimi profili. Con una vitalità rinnovata di anno in anno, tra l'altro, come dimostra anche Open Gold, la stagione di concerti e di masterclass che impegnerà l'Istituto durante l'intero mese di settembre. E all'interno di Open Gold, dal 18 al 27 settembre, prende avvio la seconda edizione del Festival Boccherini, dopo il successo dell'edizione dello scorso anno. Si celebra con il festival l'altro grande musicista lucchese, uno degli innovatori della musica del '700, che precede la straordinaria figura di Giacomo Puccini. Quest'anno il Festival Boccherini si avvale di un alto livello di collaborazione internazionale, visto che nella predisposizione del programma non solo è stato coinvolto il nostro Centro Studi Luigi Boccherini, al quale si deve un notevolissimo lavoro di ricomposizione filologica dell'opera boccheriniana, ma anche l'Associación Luigi Boccherini di Madrid, una visione allargata, questa, in linea con gli esiti che la musica del maestro lucchese ha avuto in terra di Spagna. Il successo di pubblico che i concerti di Open Gold e del Festival Boccherini hanno avuto lo scorso anno collocano la manifestazione tra le grandi proposte culturali del Settembre Lucchese, il mese in cui, più che in ogni altro, Lucca ritrova la sua anima. Niente avviene senza la collaborazione di molti. Ringrazio la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ci segue nei percorsi che si aprono e che ha reso possibile la manifestazione.

Alessandro Tambellini Sindaco di Lucca


Open Gold, la rassegna di concerti, masterclass ed eventi che l’ISSM “Luigi Boccherini” offre alla città di Lucca in settembre, giunge quest’anno alla sua quinta edizione, con una programmazione ricca di nove concerti, due eventi e sei masterclass di artisti di indiscusso prestigio internazionale, che si confronteranno con capolavori del repertorio cameristico, con opere di particolare impegno esecutivo e con lavori di compositori contemporanei. Open Gold si consolida quindi come un appuntamento annuale di particolare interesse artistico e come fattore non secondario di attrattiva del territorio. All’interno di Open Gold si colloca anche la seconda edizione del Festival Boccherini, nato l’anno passato come momento significativo di valorizzazione del grande compositore lucchese, nel segno della collaborazione fra il nostro Istituto e il Centro Studi Luigi Boccherini. Se per la prima edizione di questo Festival avevamo scelto una formula “diffusa” in cui opere di varia natura di Boccherini comparivano, come un filo conduttore, nei programmi dei vari concerti, per questa seconda edizione abbiamo scelto di concentrarci sui Quartetti per archi, con un focus particolare sul manoscritto dei Sei Quartetti op. 2, conservato nella nostra biblioteca, e su una prassi, molto diffusa all’epoca, che restituiva queste, come altre composizioni da camera per archi, in trascrizioni per violino e strumento a tastiera. Quest’anno ci onoriamo anche della collaborazione con la Asociación Luigi Boccherini di Madrid, il cui presidente, José Antonio Boccherini Sánchez, discendente del compositore lucchese, ci onorerà della sua presenza. Dietro questo mese intenso di attività artistiche c’è la collaborazione di molti. In primo luogo un ringraziamento doveroso all’Amministrazione Comunale che sostiene l’Istituto, e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che contribuisce alle nostre attività di produzione artistica. Ma è doveroso anche un ringraziamento allo staff della produzione e della segreteria dell’Istituto che con il loro impegno rendono concretamente possibile la realizzazione degli eventi.

Mº Fabrizio Papi Direttore dell’ISSM “L. Boccherini” di Lucca


VENERDÌ 1 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO Paolo Taballione, flauto | Gesualdo Coggi, pianoforte

PROGRAMMA

S. Gubajdulina (1931) Allegro rustico - Suoni della Foresta per flauto e pianoforte C. Debussy (1862 - 1918) Prélude à l'Après-midi d'un faune L. Liebermann (1961) Sonata per flauto e pianoforte op. 23 Lento - Presto energico F. Schubert (1797 - 1828) Introduzione e variazioni per flauto e pianoforte op. 160, D. 802 sul tema del Lied Trockne Blumen P. de Sarasate (1844 - 1908) Fantasia su Il flauto magico di W.A. Mozart per flauto e pianoforte (arr. P. Taballione) F. Waxman (1906 - 1967) Fantasia su Carmen per flauto e pianoforte (arr. P. Taballione)

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Paolo Taballione nasce a Roma nel 1981. Nel 2008 vince i Concorsi per Primo flauto nelle Orchestre del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro Comunale di Bologna e della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera. Diplomato al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma col massimo dei voti e lode, si è perfezionato con i più grandi flautisti del panorama internazionale. Prosegue gli studi in Svizzera al Conservatoire Supérieur de Musique de Genève ottenendo il “Diplôme de Soliste avec Distinction”. Vincitore di numerosi concorsi solistici nazionali ed internazionali, nel 2004 viene scelto dal Mº Riccardo Muti come primo flauto dell’Orchestra Giovanile “Cherubini”. La sua intensa attività solistica e cameristica lo porta a esibirsi nelle più importanti sale europee come il Musikverein di Vienna, Gasteig di Monaco di Baviera, Philarmonie di Berlino, Concertgebouw di Amsterdam, Parco della Musica di Roma, Beethovensaal di Stoccarda. Collabora con numerose orchestre sotto la direzione di prestigiosi maestri come Maazel, Mehta, Muti, Nagano, Temirkanov. È diplomato in Composizione al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Gesualdo Coggi ha iniziato lo studio della musica sotto la guida del nonno, il compositore Gesualdo Coggi. Vincitore di concorsi pianistici nazionali ed internazionali, nel 2009 ha ottenuto il terzo premio al 57º Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni. Ha studiato con Fausto Di Cesare e Roberto Cappello, diplomandosi con lode in Pianoforte presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma nel 2002 e conseguendo il Diploma di II livello con lode presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma nel 2010. Segue quindi i corsi di perfezionamento di Elisso Virsaladze presso la Scuola di Musica di Fiesole e B. Lupo presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha frequentato masterclasses tenute da A. Brendel, F. Thiollier, F. Scala, B. Canino, N. Fisher, A. Delle Vigne, C. Mo Kang, M. Drevnowski. Ha tenuto concerti in molte città tra cui Roma, Torino, Parma, Ravenna, Milano, Bologna, Venezia, Lecce, Londra (Steinway Hall), Salisburgo (Mozarteum), Praga (Conservatorio), Rotterdam (Teatro De Doelen), IIC di Amburgo, Marsiglia e Budapest, New York (NY University), Chicago (Loyola University), Seoul. Suona in duo con il flautista Paolo Taballione e collabora con altri artisti di fama come le prime parti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; si è esibito in qualità di solista con varie orchestre tra cui l’Orchestra Sinfonica di Roma, Orchestra Roma Sinfonietta, Orchestra Haydn di Bolzano, Orchestra Sinfonica Toscanini di Parma, Orchestra Sinfonica MAV di Budapest, Orchestra Sinfonica di Kaluga (Russia). Nel 2008 ha inciso i due concerti di G. Martucci per l’etichetta discografica Naxos. È docente di Pianoforte presso il Conservatorio “Gaetano Braga” di Teramo.

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GIOVEDÌ 7 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO Luca Celoni, violino | Demetrio Comuzzi, viola

PROGRAMMA

F.A. Hoffmeister (1754 - 1812) Duo n. 2 per violino e viola in Do maggiore Allegro - Adagio - Minuetto W.A. Mozart (1756 - 1791) Duo per violino e viola n. 1 in Sol maggiore KV 423 Allegro - Adagio - Rondò, allegro A.B. Bruni (1757 - 1821) Duetto n. 2 in Sol maggiore Aria, andante sostenuto - Finale, allegro con moto A. Rolla (1757 - 1841) Duo n. 1 in Mi b maggiore Allegro - Adagio, ma non troppo - Tema, del Mº Meyerbeer - Rondò, alla polacca

Luca Celoni, diplomato in violino all’ISSM “L. Boccherini” di Lucca con il massimo dei voti sotto la guida del Prof. A. Ardinghi. Ha seguito i corsi di perfezionamento alla scuola di musica di Fiesole con G. Principe, C. Chiarappa, A. Baldovino, F. Petracchi e quelli di Pescaglia con il Mº P. Vernikov. Ha vinto il concorso per violino di fila nell’ORT e quello per spalla dei secondi violini nell’Orchestra del Teatro del Giglio di Lucca con la quale ha collaborato anche come spalla dei primi violini. Ha suonato con diverse orchestre tra cui:

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Maggio Musicale Fiorentino, RAI di Torino, del Teatro Regio di Parma, della Radio Svizzera di Lugano e l’Orchestra del Festival Pucciniano. È stato insegnante di violino al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria e dal 1985 è titolare della cattedra di violino all’Istituto Musicale “L. Boccherini” di Lucca. È tra i fondatori dell’Associazione Orchestra da camera L. Boccherini di cui è anche presidente e primo violino, con la quale ha inciso tre CD: per la Phoenix con musiche di L. Boccherini, D.V.M. Puccini e W.A. Mozart che lo vede solista insieme ad A. Bologni e C. Benvenuti. Per la Multipromo con musiche di L. Boccherini e W.A. Mozart. Per l Punctus, con la direzione del Mº H. Handt, “Il Messia” di G.F. Haendel. Con l’Orchestra ha collaborato con diversi musicisti di fama internazionale come M. Quarta, R. Filippini, F. Cusano, L. Bartelloni, C. Rossi, A. Nannoni, A. Tacchi, F. Maggio Ormezowsky e M. Pietrodarchi. Svolge una intensa attività cameristica in varie formazioni partecipando a diverse manifestazioni in Italia e all’estero. Demetrio Comuzzi, diplomatosi con il massimo dei voti con il Mº Piero Farulli a Fiesole, si è poi perfezionato con Riccardo Brengola in musica da camera a Siena e Roma e in viola con Dino Asciolla, prima al Festival di Città di Castello nel 1983, in seguito a Roma all’Accademia di Santa Cecilia. Dal 1994 è invitato regolarmente a partecipare alle tournées mondiali della Orchestra Filarmonica della Scala sotto la guida dei più illustri Direttori, quali Muti, Giulini, Savallisch, Chung e come prima viola dell'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. Dal 1985 è il violista del Nuovo Quartetto Italiano, considerato dalla critica tra i migliori quartetti al mondo, con il quale si esibisce nelle più celebri sale del mondo in concerti da camera al fianco di musicisti italiani e stranieri. Insegna Quartetto e Musica da Camera al Conservatorio di Trapani.

MARTEDÌ 12 SETTEMBRE, ore 21

CONCERTO Allievi della Masterclass di musica da camera del Mº Demetrio Comuzzi


MERCOLEDÌ 13 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO Allievi della Masterclass di canto del Mº Stefano Antonucci

Stefano Antonucci, dopo gli studi di recitazione e un’iniziale attività di attore di prosa con il Teatro Stabile di Genova, ha intrapreso lo studio del canto al Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova. Debutta nel 1986 nella Lucia di Lammermoor con il Laboratorio Lirico di Alessandria. Nel 1988 debutta al Teatro alla Scala ne La bohème (Marcello), ritornandovi successivamente con Manon Lescaut (diretta da Lorin Maazel), una nuova produzione de La bohème e Fedora, queste ultime accanto a Mirella Freni sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni. Da allora l’artista ha cantato nei più importanti teatri italiani (Regio di Torino, Comunale di Bologna, Carlo Felice di Genova, Opera di Roma, Comunale di Firenze, Massimo di Palermo, Verdi di Trieste, San Carlo di Napoli, Fenice di Venezia) e all’estero, tra gli altri, nei teatri di Berlino, Monaco di Baviera, Parigi, Lione, Montpellier, Tolosa, Losanna, Zurigo, Barcellona, Bruxelles, Montecarlo. Ha lavorato con direttori quali G. Solti, V. Delman, V. Jurowski, G. Gelmetti, J. Conlon, M. Viotti, D. Renzetti, M. De Bernart, D. Gatti, M. Armiliato, M. Benini, S. Ranzani, D. Rustioni. Nella sua trentennale carriera, si è concentrato prevalentemente sull’interpretazione dei principali ruoli belcantistici donizettiani e verdiani. Dopo il debutto nel ruolo di Rigoletto nel 1994, si è cimentato con successo in questo titolo in numerose produzioni sia in Italia che all’estero. Questo ruolo è divenuto, insieme a quello di Germont ne La traviata, il più eseguito del proprio repertorio. Tra le altre opere verdiane interpretate si ricordano Luisa Miller, Ernani, Il trovatore, La forza del destino, Simon Boccanegra, Don Carlo, Un ballo in maschera, Attila e Falstaff. Del repertorio francese ha interpretato, accanto a Roberto Alagna, Le Jongleur de Notre-Dame (Frère Boniface) di Massenet a Montpellier (inciso per l’etichetta Deutsche Grammophone), La favorite (Alphonse XI) a Oviedo e Santiago del Cile, Faust di Gounod (Valentin) al Carlo Felice di Genova e recentemente Les pêcheurs de perles di Bizet (Maggio Musicale Fiorentino). Tra le incisioni discografiche si ricordano anche Caterina Cornaro di Donizetti diretta da Gianandrea Gavazzeni e Virginia di Mercadante diretta da Maurizio Benini per Opera Rara. Presso il Teatro del Giglio di Lucca ha cantato Il campanello e L’elisir d’amore di Donizetti, Rigoletto e La traviata di Verdi.

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ANNO ACCADEMICO

2017/2018


VENERDÌ 22 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO | Viaggio nella musica yiddish Canti e brani strumentali della tradizione popolare ebraica con il gruppo KLEZMORIM MASELTOV

Klezmorim Maseltov, si forma nel 2012 per amore dei suoi componenti verso la musica popolare in generale e quella yiddish (ebraica) in particolare. Il gruppo ha fatto un lavoro di ricerca e di adattamento armonico e timbrico dei testi, sia strumentali che vocali. Sin da subito il gruppo ha scelto di unire la musica al racconto, grazie al lavoro dell'attrice Elisa Carnelli e dei musicisti del gruppo: Marcello Serafini, chitarra (laureato anche in Polifonia vocale e Direzione di coro); Fausto Saredi, clarinetto (clarinetto basso dell'Orchestra Sinfonica di Milano "LaVerdi"); Francesca Morandi, contrabbasso (componente di diversi gruppi musicali); Marco Belcastro, voce, organetto e chitarra (polistrumentista e specialista nell'impostazione vocale). Il gruppo ha al suo attivo molti concerti in Italia, Svizzera, in stagioni musicali importanti ("I concerti di villa Giulia" di Verbania, rassegna "Luoghi da ascoltare" Ticino, "Festa della musica" di Mendrisio-Lugano) e in moltissime scuole. Grande successo di critica e di pubblico ha sempre accompagnato le loro esibizioni, contraddistinte nei racconti dal tipico humor ebraico e nelle musiche dalla caratteristica unione di gioia e malinconia.

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GIOVEDÌ 28 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO Allievi della Masterclass di canto del Mº Laura Niculescu

Laura Niculescu, soprano, si è diplomata presso l’Accademia di Musica e arte Drammatica di Bucarest in Romania, perfezionandosi poi con Franco Corelli e Renata Scotto a Vienna. Ha cantato presso importanti istituzioni in tutto il mondo quali Wiener Staatsoper, Bayerischeoper, Salzburger Festpielhaus, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Verdi di Trieste, Festival Puccini di Torre del Lago, Washington Opera House, Baltimore Theater, Città Proibita Pechino, Konzerthaus Wien, RAI Torino, Teatro Carlo Felice Genova, Opera Houses di Linz, Graz, Innsbruck, Bratislava, Bucarest, Teatro Guilmera Tenerife ecc. Ha collaborato con artisti e direttori quali Anton Guadagno, Pinchas Steinberg, Richard Bonynge, Sir Colin Davis, Giuseppe Giacomini, Lando Bartolini, Sherrill Milnes, Peter Dvorsky, Silvano Carroli, José Cura, Sergei Larin. Ha cantato nel ruolo della protagonista in Tosca, Il trovatore, Madama Butterfly, Fedora, Manon Lescaut, Turandot (la Principessa), Cavalleria rusticana, Andrea Chénier. Fa parte di giurie di importanti concorsi internazionali come il Titta Ruffo di Pisa, il Villa de Colmenar di Madrid, lo Young Artists City di Galaţi in Romania. Tiene masterclasses in tutto il mondo.

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seconda edizione

testi delle note a cura del Centro Studi Luigi Boccherini di Lucca


MARTEDÌ 5 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO | Anteprima Festival Boccherini Giovanni Sollima, violoncello Orchestra dell’ISSM “L. Boccherini” | GianPaolo Mazzoli, direttore

PROGRAMMA

L. Boccherini (1743 - 1805) Concerto n. 3 in Sol maggiore per violoncello e orchestra d'archi G480 Allegro - Adagio - Allegro G. Sollima L.B. Files

L’anonimo estensore del necrologio apparso sulla «Allgemeine musikalische Zeitung» all’indomani della morte di Boccherini notava, dopo aver ricordato i meriti del lucchese nella definizione del quartetto d’archi, come “in precedenza” egli fosse stato “un eccellente violoncellista, che affascinava con il suo strumento grazie in particolare a un suono incomparabile e a un cantabile ricco d’espressività”. Oggi sappiamo che il contributo di Boccherini all’evoluzione della tecnica del violoncello è stato di portata epocale; ma quel necrologio attestava un indiscutibile dato di fatto, ossia che la fama del Boccherini violoncellista era stata tanto precoce quanto di breve durata. Ad attenuarla aveva del resto contribuito il compositore stesso, che aveva escluso dalle trattative con gli editori (e dunque dalle diverse redazioni del suo catalogo) tutta la propria copiosa produzione violoncellistica, tanto le sonate come i concerti; e aveva affidato alle composizioni cameristiche (le cui parti di violoncello sono in genere assai ardue e molto intense) la dimostrazione della propria perizia di strumentista. Il concerto G480 è tra quelli che imboccarono la via della stampa, ma quasi certamente non si trattò di una decisione presa dal compositore. A stamparlo fu, nel 1770, il Bureau d’Abonnement Musical, fondato cinque anni prima dal pittore fiammingo Antoine de Peters e dal violinista Jean-Baptiste Miroglio. Scopo del Bureau era quello di diffondere la musica attraverso un sistema di noleggio su abbonamento, il che aveva finito per suscitare le ire degli editori blasonati, che accusavano Peters e Miroglio di «rovinare il commercio della musica» e «inaridire la fonte stessa della composizione». Tra i concerti boccheriniani, G480 è uno dei più contenuti per quanto riguarda le forze orchestrali, che non contemplano l’uso dei fiati. I due brillanti movimenti veloci, impegnativi

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© Francesco Ferla | 2012 Almendra Music

sul piano tecnico, racchiudono un celebre Adagio: celebre perché, per tutto il Novecento, è stato questo l’Adagio del concerto per violoncello di Boccherini per eccellenza, in realtà un clamoroso falso. Il concerto in questione era stato infatti creato ad arte da Friedrich Grützmacher nel 1895, che lo aveva ottenuto mescolando proprio l’Adagio di G480 con i movimenti veloci del concerto in Si bemolle maggiore G482 e manipolando pesantemente il tutto. Su una cosa si può dar ragione a Grützmacher: questo Adagio di grande bellezza merita di essere inserito stabilmente in repertorio; ma non c’è motivo di farlo estrapolandolo dal suo eccellente contesto originale.

Giovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello. Suonare per lui non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo. È un compositore fuori dal comune, che grazie all’empatia che instaura con lo strumento e con le sue emozioni e sensazioni, comunica attraverso una musica unica nel suo genere, dai ritmi mediterranei, con una vena melodica tipicamente italiana, ma che nel contempo riesce a raccogliere tutte le epoche, dal barocco al “metal”. Scrive soprattutto per il violoncello e contribuisce in modo determinante alla creazione continua di nuovi repertori per il suo strumento. Nasce a Palermo da una famiglia di musicisti. Studia violoncello con Giovanni Perriera e Antonio Janigro e composizione con il padre Eliodoro Sollima e Milko Kelemen. Per la danza collabora, tra gli altri, con Karole Armitage e Carolyn Carlson, per il teatro con Bob Wilson, Alessandro Baricco e Peter Stein e per il cinema con Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway, John Turturro e Lasse Gjertsen (DayDream, 2007). Insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato. Musicisti di età e formazione diversa, interscambio tra culture e livelli differenti, laboratorio permanente. La manifestazione, infatti, si costruisce ogni anno attraverso una “chiamata alle arti” di 3 giorni, dedicata alla musica “spontanea”, con ospiti da tutto il mondo, blitz urbani in giro per la città, repertori imprevedibili e che abbracciano diverse epoche storiche, un concorso di composizione “in clausura” e tanti concerti tra cui un concerto finale con l’Orchestra dei 100 violoncelli. Tra i CD di Giovanni “Works”, “We Were Trees”, “Neapolitain Concertos”, “Caravaggio”, “Aquilarco”, “Onyricon”. In primavera l’uscita del nuovo disco per la Decca “A Clandestine Night in Rome” con l’Orchestra Notturna Clandestina e il secondo disco dedicato all’integrale dell‘opera per violoncello di Giovanni Battista Costanzi per Glossa Music. Giovanni Sollima insegna all’Accademia di Santa Cecilia a Roma e alla Fondazione Romanini di Brescia. Suona un violoncello Francesco Ruggeri fatto a Cremona nel 1679.

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L’Orchestra dell'Istituto Musicale “L. Boccherini” è una tra le più importanti compagini orchestrali della Provincia di Lucca. Formata dai docenti e dai migliori allievi della prestigiosa scuola cittadina, si presenta come una realtà concreta, costante e attiva, capace di eseguire programmi musicali che spaziano dal genere sinfonico a quello operistico, dai concerti barocchi alla musica per film, dai concerti per strumenti solisti al principale repertorio sinfonico-corale. Diretta dal Mº GianPaolo Mazzoli, solo negli ultimi anni l'Orchestra ha eseguito di fronte al grande pubblico le celeberrime Sinfonie n. 5 e n. 9 di L. van Beethoven, il Sacred Concert di D. Ellington, il Requiem di W.A. Mozart. In molte occasioni ha collaborato con solisti di fama internazionale come Francesco Di Rosa (Primo oboe del Teatro alla Scala di Milano), Alessandro Cappone (Primo violino dei Berliner Philarmoniker), il violinista Cristiano Rossi, il pianista Aquiles Delle Vigne e si è esibita ricevendo lusinghieri elogi di fronte a grandi artisti come Ennio Morricone, Dario Marianelli, Nicola Piovani, Carla Fracci, Katia Ricciarelli e Andrea Bocelli. Dopo aver realizzato nei primi mesi del 2013 la Sinfonia n. 9 di Ludwig van Beethoven, rappresentando “Lucca Città della musica” in occasione del XXXIII Executive Board dell'Unesco, nel 2014 l'Orchestra ha eseguito la Messa di Giacomo Puccini in occasione del 50º anniversario dell'Associazione Musicale Lucchese. Ha inoltre registrato per importanti etichette discografiche come la Brilliant e la Tactus. GianPaolo Mazzoli, è direttore d'orchestra, compositore e vicedirettore dell'ISSM "L. Boccherini" di Lucca. In qualità di direttore d'orchestra ha svolto attività concertistica in Italia e all'estero affrontando il repertorio sinfonico dei maggiori autori con prestigiose compagini orchestrali come l'Orchestra dell'Opera di Bucarest, ORT, Orchestra Sinfonica di Bari, Orchestra Città Lirica, Orchestra del Festival di San Gemignano, Orchestra di Oltsin, Orchestra dell'Opera di Sofia, Orchestra dell'Opera di Costanţa, Orchestra del Festival Pucciniano, Orchestra del Festival Lirico di Pompei e l'Orchestra del Teatro Nazionale di Belgrado. Ha diretto le più importanti opere del grande repertorio lirico e ha collaborato con artisti di fama internazionale come Cristiano Rossi, Raphael Wallfisch, Franco Maggio Ormezovsky e Francesco Di Rosa. In qualità di compositore ha scritto musiche per il teatro e colonne sonore per il cinema. Per l'opera lirica Marta e Maria, su testo di Paolo Pivetti, gli è stato conferito il Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini. È inoltre coautore dell'Opera Pop Il Gatto con gli Stivali e del musical Cenerentola. Ha tenuto masterclasses di interpretazione lirica in Giappone, Cina e Australia. È docente di Esercitazioni Orchestrali presso l'Istituto Musicale "L. Boccherini" e di Direzione d'orchestra ed Orchestrazione per il Master MAI, di cui è Direttore.

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LUNEDÌ 18 SETTEMBRE, ore 17.30 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

PRESENTAZIONE DEL CD BRILLIANT Boccherini, Arie Accademiche for soprano and orchestra In collaborazione con Centro Studi Luigi Boccherini di Lucca

PROGRAMMA

Intervengono: Begoña Lolo, Universidad Autónoma de Madrid Sandra Pastrana, soprano GianPaolo Mazzoli, direttore dell'Orchestra dell'ISSM “Luigi Boccherini” Presiede Marco Mangani, Università di Ferrara ore 17.30 - Saluti del Direttore, Fabrizio Papi

in collaborazione con

ore 17.45 - La construcción de una identidad nacional en España en tiempo de Boccherini Begoña Lolo, Universidad Autónoma de Madrid ore 18.30 - Luigi Boccherini, Aria Accademica n. 3 G546 Sandra Pastrana, soprano | Elia Faccini, pianoforte ore 18.45 - La concertazione delle Arie Accademiche in funzione della scrittura vocale interventi di GianPaolo Mazzoli e Sandra Pastrana con ascolto di estratti dal CD ore 19.10 - Luigi Boccherini, Aria Accademica n. 5 G548 Sandra Pastrana, soprano | Elia Faccini, pianoforte 25


LUIGI BOCCHERINI due Arie accademiche per soprano e orchestra

Nell’italiano del Settecento il termine “accademia” indica, tra le altre cose, il trattenimento colto, poetico o musicale: “aria accademica”, dunque, significa semplicemente “aria da concerto”, genere distinto da quello dell’aria espressamente destinata al contesto operistico. Il primo accenno di Boccherini a dodici arie accademiche (G544 - G555; se ne conoscono però quindici in tutto) lo troviamo in una lettera inviata a Ignace Pleyel (il compositore franco-austriaco che in quel momento agiva in veste di editore) nel giugno del 1797: con la sua consueta abilità commerciale, il lucchese prospetta a Pleyel di trattare la propria musica vocale con Naderman, un altro stampatore di musica attivo a Parigi. Pleyel si farà convincere alla fine ad acquistare anche le dodici arie, ma dopo averle lette dichiarerà allo stesso Boccherini di non averle trovate di alcun interesse. La delusione di Pleyel è, dal suo punto di vista, comprensibile; negli anni Novanta del Settecento, infatti, le arie di Boccherini rimandavano a un’estetica ormai decisamente al tramonto, coi loro testi metastasiani e con il loro assetto formale ancora legato, sia pur liberamente, alla tradizione delle arie col “da capo”. Tutto ciò pare decisamente in contrasto con le datazioni che lo stesso Boccherini cercò di accreditare scrivendo a Pleyel (“la mia musica vocale più recente”) e che alcune fonti spagnole parrebbero confermare: ma nell’attuale ricerca boccheriniana si fa oramai sempre più strada l’ipotesi che quasi tutte le datazioni fossero state artatamente alterate dallo stesso compositore per rendere “attuale” la propria musica agli occhi di editori e committenti; e che il grosso della sua produzione sia da collocare entro la metà degli anni Ottanta. Entrambe le arie eseguite in questa occasione sono su testo di Metastasio. «Deh, respirar lasciatemi» viene dal dramma Artaserse, il più amato dai compositori settecenteschi: a cantarla è, nel primo atto, il protagonista (ricordiamo che gli eroi maschili erano affidati, nel Settecento, al registro sopranile dei castrati), il quale non si risolve a mandare a morte l’amico Arbace, accusato (si scoprirà ingiustamente) dell’assassinio del re persiano Serse. «Misera, dove son! – Ah! Non son io che parlo» è, a giudizio di chi scrive, il vero capolavoro tra le arie boccheriniane: un brano che, per intensità drammatica e finezza di scrittura, raggiunge vette mozartiane (per inciso, anche Mozart avrebbe musicato questo testo metastasiano in una sua aria accademica, producendo un altro capolavoro). Nel terzo atto dell’Ezio, Metastasio affida quest’aria al personaggio femminile di Fulvia, figlia del patrizio romano Massimo; questi ha attentato alla vita dell’imperatore Valentiniano e ha fatto ricadere la colpa sul generale Ezio, già trionfatore di Attila. Fulvia conosce la verità, ma esita a rivelarla a causa delle minacce rivoltele dal padre. Boccherini musica qui l’intera scena; ed è proprio il recitativo, con i suoi intensi accenti e con la plasticità della scrittura orchestrale, a farci rimpiangere che il lucchese non abbia lasciato una traccia significativa anche nell’ambito del dramma per musica.

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G546 – Deh, respirar lasciatemi Deh, respirar lasciatemi qualche momento in pace; capace di risolvere la mia ragion non è. Mi trovo in un istante giudice, amico, amante e delinquente e re. Deh, respirar, ecc.

G548 – Misera, dove son! - Ah! non son io che parlo Recitativo Misera, dove son! L’aure del Tebro son queste ch’io respiro? Per le strade m’aggiro di Tebe e d’Argo? O dalle greche sponde, di tragedie feconde, vennero a questi lidi le domestiche furie della prole di Cadmo e degli Atridi? Là d’un monarca ingiusto l’ingrata crudeltà m’empie d’orrore; d’un padre traditore qua la colpa m’agghiaccia; e lo sposo innocente ho sempre in faccia. Oh immagini funeste! Oh memorie! Oh martiro! Ed io parlo, infelice, ed io respiro? Aria Ah! Non son io che parlo, è il barbaro dolore che mi divide il core, che delirar mi fa. Non cura il ciel tiranno l’affanno in cui mi vedo; un fulmine gli chiedo e un fulmine non ha. Ah! Non son io, ecc.

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Begoña Lolo è Docente di Storia della Musica e Direttrice del Centro Superiore di Ricerca e Promozione della Musica dell’Universidad Autónoma de Madrid dove dirige il Ciclo Grandi Autori e Interpreti che si svolge nell’Auditorium Nazionale di Madrid. Dal 1999 è promotrice del percorso di studi di Storia e Scienze della Musica. Tra i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera spicca la nomina di Accademico presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando (2016), e di socio corrispondente della Real Academia de Bellas Artes de Sant Jordi della Cataluña (2009), della Real Academia de la Historia (2012), e della Real Academia de Bellas Artes San Miguel Arcángel de Canarias (2014). Nel 2006 è ospite d’onore della Città di Guanajuato, per il contributo alla conoscenza della tematica Cervantes y la música, di cui la è considerata specialista a livello mondiale. Nel 2000 le è stato conferito dal Ministero dell’Educazione e della Cultura il Premio Nazionale della Storia di Spagna come riconoscimento per l’opera Símbolos de España. Nel 1993 ottiene il Premio di Ricerca Storica Musicologica “Emili Pujol”. È autrice o coautrice di diverse opere fra cui: Música en la Real Capilla de Madrid: José de Torres y Martínez Bravo (1990); Días de Gloria y muerte. Misas de José de Torres en honor del rey Luis I (2000); Música en los Teatros de Madrid I. Antonio Rosales y la tonadilla escénica (2005); Teatro y Música en España: Los géneros breves en la segunda mitad del siglo XVIII (2008); Cervantes y El Quijote en la música: Estudios sobre la recepción de un mito (2007); Imprenta y edición musical en España (2012); Visiones del Quijote en la música del siglo XX (2011); Cantos de Guerra y Paz en las Independencias Iberoamericanas (2016). Fra gli incarichi di rilevanza scientifica ricoperti spiccano quelli di Vicepresidente della Società Spagnola di Musicologia (1998 - 2003), di Direttrice della «Revista de Musicología» (1997 2002), di Direttrice del Dipartimento Interfacoltà di Musica (2006 - 2012). Dal 2004 coordina la sezione di musica della Gran Enciclopedia Cervantiana edita dal Centro di Studi Cervantiani. È membro del comitato consultivo della Biblioteca Nazionale per il progetto “Quijote y Cervantes” (2015 - 2016). Marco Mangani è ricercatore e professore aggregato presso l’Università di Ferrara, dove insegna Fondamenti della comunicazione musicale. È membro del Comitato Scientifico di «Philomusica on-line» (rivista elettronica del Dipartimento musicologico dell’Università di Pavia), della Asociación “Luigi Boccherini” (Madrid) e del Centro Studi “Luigi Boccherini” (Lucca), presso il quale dirige la rivista elettronica «Boccherini Online». Ha scritto saggi sulla polifonia del Rinascimento (Verdelot, Marenzio, Palestrina) e sulla musica strumentale italiana dei secoli XVIII e XIX (Boccherini, Bellini, Ponchielli), ed è autore di una monografia su Luigi Boccherini (Palermo, L’Epos, 2005). Si occupa anche di jazz: il suo ultimo saggio (in Caraci Vela, La filologia musicale III, LIM 2013) è dedicato a Ella Fitzgerald. Svolge inoltre un’intensa attività didattica per conto dell’ORT – Orchestra Regionale Toscana, nell’ambito del progetto “Invito alla Musica”, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado del territorio fiorentino. Sandra Pastrana è un giovane soprano spagnolo. Ha iniziato gli studi di musica a Granada, sua città natale, laureandosi prestissimo in violino per poi trasferirsi a Barcellona dove si dedica allo studio del canto laureandosi con il massimo dei voti al Conservatorio Superiore di Musica del Liceu di Barcellona. Ha vinto numerosi concorsi internazionali di canto tra cui il Concorso Internazionale Ottavio Ziino a Roma, il Concorso Manuel Ausensi di Barcellona, il Concorso Francisco Viñas, il Concorso Opera di Sabadell. Ha debuttato nel ruolo di Serpina ne La serva padrona di Pergolesi al Teatro del Liceu di Barcelona. Ha cantato con importanti direttori d'orchestra a livello internazionale, come Riccardo Muti, Gelmetti, Daniel Oren, Carlo Rizzi, Alberto Zedda, Bruno Campanella, Andrea Marcon, Deuk-Gi Kim, Marcello Panni, Antonino Fogliani, Gustav Kuhn, Maurizio Benini, Andreas Spering, Ryuichiro Sonoda, esibendosi nei più importanti

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teatri del mondo. Tra i suoi impegni più recenti: La bohème di Puccini al Teatro Campoamor di Oviedo, recital con orchestra al Palau de la Música di Valencia, Carmen di Bizet al Teatro San Carlo di Napoli sotto la direzione di Zubin Mehta, Elisabetta, regina d'Inghilterra di Rossini al Teatro Verdi di Sassari, Requiem di Fauré con la Real Filharmonia de Galicia, La pietra del paragone di Rossini al Teatro Lirico di Cagliari. La sua discografia comprende Petite messe solennelle di Rossini, Tebaldo e Isolina di Morlacchi, Il ratto dal serraglio di Mozart, Stabat Mater di Lentini, La sonnambula di Bellini, La Rondine di Puccini, Manon di Massenet, Elisabetta, regina d'Inghilterra di Rossini. Prossimamente sarà impegnata in diverse produzioni, tra cui: Recital a Basilea, Peter Grimes al Teatro Comunale di Bologna, Carmen al Teatro San Carlo di Napoli, Recital all’Auditorium Manuel de Falla di Granada, Aida al Teatro Real di Madrid, Carmen a Hong Kong diretta da Zubin Mehta. Recentemente Sandra Pastrana ha ricevuto il Premio Ziino alla carriera dall'Associazione Il Villaggio della Musica di Roma. Elia Faccini inizia lo studio del pianoforte all'età di 6 anni e nel 2009, appena quindicenne, viene ammesso all'Istituto Superiore di Studi Musicali “L. Boccherini” nella classe di composizione del Mº Pietro Rigacci. Attualmente frequenta il X anno del corso di composizione, avendo superato brillantemente i vari esami del percorso con un'altissima media. Frequenta inoltre il terzo anno di Triennio di pianoforte sotto la guida della Prof.ssa Nadia Puccinelli. Ha al suo attivo numerosi concerti, sia di brani di repertorio che di proprie composizioni. Nel giugno 2014 si è classificato primo al Concorso Riviera della Versilia sotto la guida del Mº Fabrizio Papi, riscuotendo numerosi consensi da parte della giuria. Ha partecipato a numerose masterclasses di pianoforte tenute da importanti maestri quali M. Damerini, V. Balzani, W. Switala e S. Birch. Dal 2015 suona stabilmente in duo con la sorella Betsabea, anch’essa pianista: nel 2017 vincono insieme il primo premio assoluto al 24º Concorso Pianistico Nazionale “Giulio Rospigliosi” (Lamporecchio), il primo premio al 18º Concorso Nazionale “Riviera Etrusca” (Piombino), il primo premio assoluto al 5º Concorso Pianistico Internazionale “Città di San Donà di Piave” (Venezia) ed il primo premio assoluto al 2º Concorso Pianistico Nazionale “La Palma d’Oro” (San Benedetto del Tronto). Come pianista accompagnatore ha all’attivo numerosi concerti con cantanti italiani e stranieri, la partecipazione stabile in importanti rassegne come il Vernazza Opera Festival e in produzioni presso il Teatro del Giglio e il Festival Pucciniano. Compositore romantico-intimistico, ha al suo attivo diversi brani per pianoforte e da camera nei quali si evidenzia il suo stile attento, narrante la trama e le ottime doti di sensibile esecutore.

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MERCOLEDÌ 20 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO | Quartetto di Cremona Cristiano Gualco, violino | Paolo Andreoli, violino Simone Gramaglia, viola | Giovanni Scaglione, violoncello

PROGRAMMA

L. Boccherini (1743 - 1805) Quartetto op. 2 n. 6 G164 Allegro con spirito - Largo assai - Tempo di Minuetto G. Verdi (1813 - 1901) Quartetto in Mi minore Allegro - Andantino - Prestissimo - Allegro assai mosso: Scherzo-Fuga G. Puccini (1858 - 1924) I Crisantemi O. Respighi (1879 - 1936) Quartetto n. 1 in Re maggiore Allegro con brio - Adagio - Scherzo - Rondò

Nella nozione comune il nome di Luigi Boccherini è legato principalmente al genere del quintetto a due violoncelli. Che il musicista lucchese abbia espresso nei quintetti le sue concezioni più innovative, specie per quanto riguarda le sonorità e gli equilibri strumentali, è indubbio: ma ciò non toglie che anche per lui il genere cameristico per eccellenza fosse quello del quartetto. Se si considera la biografia boccheriniana, d’altra parte, non è difficile vedere come la composizione dei quintetti a due violoncelli dipendesse in maniera diretta dalle specifiche esigenze della committenza: lo stesso Boccherini, d’altra parte, ebbe a dichiarare di essere stato

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«obbligato» a scrivere per due violoncelli. Diverso il discorso per il quartetto, praticato costantemente per tutta la vita. L’avventura era iniziata con una raccolta di sei quartetti («sonate a quattro», secondo il manoscritto principale) che il perduto catalogo autografo del compositore, stando a ciò che si evince dalla copia fattane da Pierre Baillot, registrava come «opera 2» e datava al 1761: ben prima, cioè, che Franz Joseph Haydn iniziasse le sue incursioni nel genere quartettistico. Stando inoltre al racconto postumo di Cambini, questi sarebbero stati proprio i brani oggetto dell’attività di quel Quartetto Toscano (Nardini, Manfredi, Cambini e Boccherini) che costituisce, verosimilmente, la prima formazione quartettistica della storia. E furono ancora questi quartetti ad aprire a Boccherini la strada di Parigi: il Mercure de France del 1º aprile 1767 dava infatti notizia dell’imminente pubblicazione dei quartetti da parte di Jean-Baptiste Venier (editore parigino, ma veneziano d’origine), che li contrassegnò come opera prima: Boccherini sarebbe arrivato di persona a Parigi solo nell’autunno successivo. Le numerose ristampe in tutta Europa attestano, infine, il grande successo di queste pagine. Nessuno dubita che i Quartetti op. 2 siano dei capolavori. Ma è tuttora forte la tendenza a individuare in essi una scrittura arcaica, nella quale la sostanza del genere quartettistico si mostrerebbe ancora a uno stato embrionale. Il primo elemento di tale arcaismo sarebbe costituito dalla suddivisione in tre movimenti, che si usa definire “all’italiana”. Non ci si stancherà mai di ribadire, tuttavia, che all’altezza del 1760 il modello in tre movimenti non poteva più essere considerato un’esclusiva italiana: era un modello del tutto normale anche a Vienna. L’inserimento di un Minuetto subito prima o subito dopo il tempo lento sarebbe divenuto un tratto distintivo dello stile viennese solo per effetto della più tarda canonizzazione haydniana, su cui peraltro aveva influito il modello di Mannheim; anche la conclusione con un Minuetto (come avviene nel brano che ascolteremo in quest’occasione) era una soluzione del tutto ammissibile nella Vienna di metà secolo. In conclusione, non è possibile valutare i primi quartetti boccheriniani proiettando all’indietro un modello (quello haydniano) che si sarebbe rivelato vincente solo una ventina d’anni dopo. Il sesto quartetto dell’op. 2 offre un contrasto fortissimo col primo brano della raccolta (il veemente Quartetto in Do minore): i tempi estremi sono improntati a una straordinaria serenità. Boccherini non si lascia tuttavia sfuggire neanche qui l’occasione di sfogare la sua vena più “lacrimevole”, evidentissima nel Largo assai, scritto in un patetico Do minore.

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Fin dalla propria fondazione nel 2000, il Quartetto di Cremona si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti e in Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica. La stampa specializzata internazionale ne sottolinea da sempre le alte qualità artistiche ed interpretative ed emittenti radiotelevisive di tutto il mondo (quali RAI, WDR, BBC, VRT, SDR, ABC) trasmettono regolarmente i loro concerti in un repertorio che spazia dalle prime opere di Haydn alla musica contemporanea. In campo discografico, nel 2017 terminerà la pubblicazione dell’integrale dei Quartetti di Beethoven per la casa discografica tedesca Audite: il primo volume ha ottenuto subito importanti riconoscimenti come 5 stelle dal BBC Music Magazine e da The Strad e nel giugno 2013 è stato nominato Disco Star del mese dalla prestigiosa rivista tedesca Fonoforum. Grande successo hanno ottenuto anche i volumi successivi, esaltati dalla critica internazionale che unanimemente considera il Quartetto di Cremona il vero erede del Quartetto Italiano. Tra i riconoscimenti più recenti, nel febbraio 2017 il Supersonic Award della rivista tedesca «Pizzicato» assegnato al volume VII dell’integrale beethoveniana. Nel 2011 è uscito per Decca l'integrale dei Quartetti di Fabio Vacchi e nel 2012 il Quartetto di Cremona ha inciso un disco interamente dedicato a compositori italiani dal titolo Italian Journey. Nella stagione 2017/2018 il Quartetto di Cremona debutterà al Concertgebouw di Amsterdam, dove tornerà al Muziekgebouw, nel gennaio 2018 per partecipare al prestigioso String Quartet Biennale e sarà nuovamente presente in tournée negli USA, in Cina, in Danimarca, in Germania e in Inghilterra. Recenti e prossimi debutti internazionali da ricordare sono certamente Elbphilharmonie di Amburgo, Vancouver, Zurigo, Stoccolma, Ginevra e Madrid, oltre al consolidato rapporto con le maggiori istituzioni concertistiche italiane. Numerose le collaborazioni con artisti del livello di Lawrence Dutton, Edicson Ruiz, Andrea Lucchesini, Antonio Meneses e del Quartetto Emerson. Dall’autunno 2011 il Quartetto di Cremona è titolare della cattedra del “Corso di Alto Perfezionamento per Quartetto d’Archi” presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona, ed è invitato a tenere masterclasses in Europa e USA. Il Quartetto di Cremona è testimonial del progetto internazionale Friends of Stradivari ed è stato scelto come testimonial da Thomastik Infeld Strings. Nel novembre 2015 il Quartetto è stato insignito della cittadinanza onoraria della Città di Cremona.

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LUNEDÌ 25 SETTEMBRE, ore 17.30 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

I QUARTETTI PER ARCHI OP. 2 DI L. BOCCHERINI: le fonti lucchesi Conversazione in collaborazione con Centro Studi e Asociación L. Boccherini

PROGRAMMA

Introduce e coordina Gabriella Biagi Ravenni, Università di Pisa I manoscritti dei Quartetti op. 2 e op. 9 della biblioteca dell’Istituto Boccherini Giulio Battelli, ISSM “L. Boccherini” di Lucca Varianti d'autore nelle fonti lucchesi dei Quartetti op. 2 Marco Mangani, Università di Ferrara Un approccio alle opere cameristiche di Luigi Boccherini: i primi Quartetti Germán Labrador, Universidad Autónoma de Madrid

Gabriella Biagi Ravenni è professore associato di Musicologia all'Università degli Studi di Pisa, ha sviluppato nel corso degli anni vari ambiti di ricerca, in particolare la musica vocale in genere, con particolare attenzione al rapporto testo-musica, e la musica a Lucca, con particolare attenzione all’indagine storica. Nel 1996 ha partecipato alla fondazione del Centro studi Giacomo Puccini, del quale è attualmente Presidente e membro del Comitato scientifico. Ha coordinato la Commissione storico-scientifica ed è stata membro della Giunta del Comitato Nazionale per le celebrazioni pucciniane

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2004 - 2008 istituito dal Ministero per i beni e le attività culturali. Fa parte della Commissione scientifica dell'Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini, istituita dal Ministero per i beni e le attività culturali nel 2007, nell’ambito della quale coordina il Comitato per l'edizione dell'Epistolario. Nel 2005 ha partecipato alla fondazione del Centro studi Luigi Boccherini, del quale è stata Vicepresidente fino al 2015, ed è membro del Comitato scientifico. Dal 1995 al 30 settembre 2014 è stata direttore e curatore del Museo Casa Natale di Giacomo Puccini (Lucca), dal 2002 al 30 settembre 2014 è stata direttore della Fondazione Giacomo Puccini. È autrice e/o curatrice di vari volumi e ha pubblicato numerosi saggi su riviste nazionali e internazionali e in volumi miscellanei, ha ideato e curato mostre, ha ideato convegni, ha curato atti di convegni, ha scritto voci per dizionari italiani e internazionali. Nel 2015 le è stato conferito il Premio Illica per il volume Giacomo Puccini. Epistolario. I. 1877 - 1896, a cura di Gabriella Biagi Ravenni e Dieter Schickling (Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini), Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2015. Germán Labrador è titolare della cattedra di Musica dell’Universidad Autónoma de Madrid e responsabile del corso di laurea magistrale di Storia e scienze della musica e di Tecnologia musicale. Ha preso parte a soggiorni di ricerca a Parigi e a Parma e ha tenuto corsi e seminari presso le Università di Rennes, Burdeos, Ferrara, Pavía, Valparaíso, Santiago de Chile e Guanajuato (Messico). Dal 2011 al 2016 ha tenuto corsi di Storia e analisi della musica Barocca e Storia e analisi della musica del periodo Classico (corso di laurea magistrale di Storia e scienze della musica) e dal 2003 al 2010 corsi sull’Analisi della Musica dei secoli XVII e XVIII (corso di Laurea Triennale in Storia e Scienza della Musica). Ha conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in Storia e scienze della musica presso l’Universidad Autónoma de Madrid ed è professore di chitarra e viola. È stato Direttore (2012 - 2016) e Segretario accademico (2006 - 2010) del Dipartimento di musica della UAM. È autore di quattro monografie e più di 40 tra articoli e capitoli di pubblicazioni varie. Le sue ricerche si focalizzano sulla musica a corte ed il teatro musicale del secolo XVIII, la ecdotica della musica e i nuovi format e servizi audiovisivi, con particolare riguardo alla figura e all’opera di Luigi Boccherini. Dal 2001 prende parte attivamente a progetti di ricerca di rilevanza nazionale ed è responsabile del progetto di ricerca “Ibridazione culturale e trasculturazione nel teatro musicale spagnolo durante i regni di Carlo III e Cralo IV (1759 - 1808)”, finanziato dal Ministero dell’Economia e dello Sviluppo per gli anni 2015 - 2018."

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MARTEDÌ 26 SETTEMBRE, ore 21 Auditorium dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, Piazza del Suffragio

CONCERTO Emilio Moreno, violino | Aarón Zapico, clavicembalo

PROGRAMMA

L. Boccherini (1743 - 1805) Sonata op. 33/2 in Re maggiore G47

Sonata La Tirana Española op. 44/4

Allegro - Adagio - Minuetto - Presto

in Sol maggiore G224

Sonata op. 2/1 in Do minore G43 Allegro moderato - Adagio - Allegro Sonata de la Seguidilla op. 50/5 in Re maggiore G373

Allegro - Tirana - Minuetto Sonata del Fandango op. 40/2 in Re minore G341 Introduzione - Fandango - Minuetto

Allegro - Minuetto “in forma di Sighidiglia Spagnola” Oltre alle note Sonate op. 5 (già incise da Emilio Moreno con Jacques Ogg), Boccherini è autore di molte altre sonate per violino e clavicembalo. Per la maggior parte si tratta di trascrizioni dei suoi migliori quartetti e quintetti che con la sonorità dei due nuovi strumenti acquistano in trasparenza e precisione, senza perdere nulla dell’espressività che li caratterizza. Questo programma è composto da una selezione degli esempi più rappresentativi di queste trascrizioni in cui l’equilibrio fra i due strumenti risulta visionario ed evoca il miglior Mozart sonatista. Questo programma è stato inciso per Glossa e il CD è stato presentato nella primavera del 2017.

Emilio Moreno è nato a Madrid dove conclude gli studi musicali, insieme a quelli universitari in filosofia, presso il Conservatorio Superior de Madrid. Grazie a una borsa di studio concessagli dal governo svizzero consegue il Diploma di Solista in violino barocco alla Schola Cantorum Basiliensis di Basilea sotto la guida del Mº J. Schröder, successivamente consegue anche il dottorato in musicologia alla Universidad

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Autónoma de Barcelona. Tiene regolarmente recital e concerti di musica da camera in tutto il mondo e ricopre il ruolo di primo violino in numerose orchestre barocche internazionalmente conosciute e di prima viola dell'Orchestra del Secolo XVIII di Amsterdam. In qualità di Direttore d'orchestra ha diretto in Europa, Giappone, America e Messico. Vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali per le sue incisioni discografiche (Harmonia Mundi, Dennon, Philips, Sony, EMI, ecc.), è fondatore e direttore artistico dell'etichetta discografica Glossa. Fra le incisioni si annoverano “I Quintetti con chitarra di Boccherini” con cui ha ottenuto il Premio Internazionale Antonio Vivaldi, l'integrale dell'Op. 14 di Boccherini (riconosciuta dal giornale El País come la miglior interpretazione attuale). Con il Concierto Español, CD dedicato a Francisco Corselli, maestro di cappella di Filippo V, vince il Premio Speciale della Critica in Spagna seguito dai premi per il Miglior Recupero Storico, Premio FestClasica nel 2010 e Diapason Scoperta nel 2011. È altresì autore di numerosi articoli, studi e pubblicazioni che hanno come soggetto la musica spagnola. È docente presso la Scuola Superiore di Musica della Catalogna (ESMUC) dove ricopre anche il ruolo di direttore del Dipartimento di Musica Antica. Tiene regolarmente masterclasses in Spagna e all'estero. Aarón Zapico è uno dei musicisti più conosciuti nell'ambito della interpretazione storica ed è una presenza fissa come clavicembalista o direttore nei festival e presso le sale da concerto più famosi al mondo. Collabora in esclusiva con l'etichetta discografica tedesca Winter&Winter e le sue incisioni, sia in qualità di solista che come direttore, hanno ottenuto tre nomine all’International Classical Music Awards (2010, 2011 e 2013) e i massimi riconoscimenti da parte della critica europea. Fondatore dell'ensemble di musica barocca Forma Antiqva, al quale dedica la maggior parte del suo tempo e la massima attenzione, è riuscito in poco tempo ad inserirsi nell'élite dell'interpretazione storica. Attualmente Forma Antiqva è l'ensemble in residence dell'Auditorium – Palacio de Congresos "Príncipe Felipe" di Oviedo. Ha collaborato con alcuni dei gruppi cameristici più rinomati del panorama nazionale e dal 2011 dirige regolarmente come direttore ospite il Coro e l'Orchestra Barrocos de Roquetas de Mar. Ha diretto l'Orchestra Sinfonica del Principato delle Asturie, il Coro della Fondazione Princesa de Asturias, l'Orchestra Sinfonica di Málaga e l'Orchestra di Estremadura. È stato docente presso i Conservatori di Murcia e Oviedo. Gli è stata conferita la distinta di Asturiano del Mese dal giornale La Nueva España, il premio al Gruppo dell'Anno 2010 dalla emittente televisiva del Principato delle Asturie, e ha ottenuto il premio Música en Asturias nel 2012 ed il premio Serondaya 2012 per l'innovazione culturale.

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Istituto Musicale Luigi Boccherini Istituto Superiore di Studi Musicali

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Open Gold libretto di sala 2017  
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