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PROGR. ABB. - Poste Italiane S.p.a. Sped. in a. p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, Comma 1 - Filiale di Padova CMP - In caso di mancato recapito restituire all’ufficio di Padova CMP detentore del conto, per la restituzione al mittente, che si impegna a pagare la relativa tariffa - 1 copia € 2,00 (pubblicazione normalmente riservata ai soci) – Contiene I.R.

Febbraio 2014

Dalla cultura un’educazione permanente per la sobrietà dei bisogni

• L’editoriaLe: animaLe • CuCine regionaLi: i sapori deL sud tiroLo • piante popoLari: iL ginepro • mediCina: i doLori aLLa spaLLa • agriCoLtura: Le Lavorazioni di fine inverno • territorio: insieme per L’epifania deLLa terra


La Biolca ringrazia i propri sostenitori: THE BRIDGE, CIAO BIO, LA SPIGA BIO, EL FORNO A LEGNA, MUTTA MASSIMO, SALVAGNO GIOVANNI, CASASANA, VIVIDUS, HERMES, MONTE DEGLI AROMI, ANTICO MOLINO ROSSO, EMPORIO BIO, PIZZAIOLO MAGICO, BIOLIVING, DEOLA DOLCIARIA, dott. LUCA BASTIANELLO, CANOSTRA, COLTIVABILE, FUORI DI CAMPO, IL GUFO, HOTEL REGINA, GELATERIA SOLE LUNA, GOODPLACE, LIBRISALUS, ARCH. S. CESTARO


Cogliere il cuore

Animale di Filippo Zaccaria

L

’uso del termine “animale” nel linguaggio comune, può capitare che acquisti il significato di un insulto, per indicare, in senso figurato, una persona rozza istintiva e non l’essere vivente fornito di sensi e movimento spontaneo, il contrario di “inàne” (da in-anis, senza soffio vitale). Se riflettiamo non troviamo un animale che possa rappresentare similitudine con la crudeltà, l’ingordigia, la perversione e il ladrocinio che è in grado di compiere l’uomo singolarmente o in gruppo. Manifestazioni estreme di odio, di esclusione sociale, sopraffazione sistematica, rare nel mondo animale, non si verificano mai all’interno di una stessa specie, come invece accade tra gli uomini. Una tale manifestazione di abominio ci dovrebbe, non solo allarmare, ma convincerci che l’uomo, nel bene e soprattutto nel male, non è un animale. Eppure sentiamo una parentela seppur vaga con loro, dimenticando che con gli animali abbiamo in comune proprio la “sensibilità” che vediamo e sperimentiamo negli animali più vicini o da compagnia. Ma tutti gli animali, attraverso i loro molteplici corpi, sono sensibili, non solo il mio singolo gatto o il mio amato cane, che tendo a divinizzare, escludendo tutti gli altri animali, soprattutto se umani, che non partecipano all’esaltazione della mia “egoità”. Dobbiamo dirlo, è molto più facile avere simpatia per un batuffolo di pelo morbido che attira attenzione e tenerezza con strofinamenti e fusa, anziché con un essere scontroso che manifesta interessi ed obiettivi diversi contrapposti ai nostri. Ognuno di noi, dal concepimento alla nascita ha raddoppiato,

nel grembo materno, il proprio peso circa 18.000 volte: se considerassimo ogni raddoppio come un anno, avremmo un tempo abbastanza lungo per considerare come in questo periodo si svolga una sintesi velocissima dell’evoluzione che ha richiesto milioni di anni per realizzarsi. Da molecola a mammifero, passando per tutte le fasi fino alla nascita, che ci presenta al mondo con un aspetto, senza pelo, ma tenerissimo, che attira amorevole benevolenza, in similitudine con tutti i cuccioli. Poi vengono i problemi, perché l’uomo perde rapidamente l’istinto che lega ogni animale alla propria specificità e inizia un percorso culturale che lo potrà portare al superamento di ogni legge naturale e sociale fino alla libertà. Percorso difficile, pieno di insidie dall’arbitrio all’anarchia, dal rifiuto del destino evolutivo all’involuzione abominevole. Gli esempi sono tanti, nella storia e anche nella contemporaneità. La maggioranza dell’umanità oggi si nutre di cadaveri in putrefazione, per motivi culturali indotti da miti e strategie economiche, imponendo ai corpi animali sofferenze inaudite, ma che riducono la vita umana al degrado cronico in corpi umani intossicati e anime insensibili. Capita anche che nell’oscuro inconscio ed enorme “corpo animico” in cui si annida l’animalità universale, qualcuno non sappia districarsi tra desideri e istinti mettendo la propria intelligenza a disposizione del drago “pre diluviano” e preferisca la morte della fanciulla ai corpi di alcuni topi. Nessun roditore sarebbe in grado di imitarlo.

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n. 2/2014, Anno XXIV

Direttore responsabile: Micaela Faggiani Registrazione: Tribunale di Padova n. 1298 del 20.07.1991 Spedizione: in abb. postale 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96, Filiale di Padova CMP Anno XXIV, 2014 Coordinatore di redazione: Silvano Parisen Redazione: Filippo Zaccaria, Sabrina Schiavo, Germana Urbani, Guglielmo Frezza, Furio Stella Collaboratori: Carmen Bellin, Carla Babetto, Sonia Martinello, Gabriela Cardin, Nella Calligrafi, Paolo Nalotto, Umberto Bassan, Lorenzo Cailotto, Maurizio Babetto, Franco D’Agostini, Luca Michieletto, Mauro Hartsarich, Fabio Fioravanti, Giovanni Russo, Marcello Pamio, Agostino Aldrigo, Martina Parisen, Mauro Berton, Michela Pavan, Grazia Carraro, Auretta Pini, Paolo Cacciari, Stefano Bianchi, Pierino Bogon, Monica Zambon, Daniela Ciprian, Nicol Stefani. Progetto grafico: Jenny Bizzo COMITATO SCIENTIFICO GIANNI TAMINO, biologo ricercatore presso l’Università di Padova - DANIELA CONTI, biologa esperta di genetica molecolare - GIOVANNI ANGILÈ, medico chirurgo esperto di medicina naturale ALESSANDRO FORMENTI, medico chirurgo esperto di medicina naturale e fitoterapia - PAOLO PIGOZZI, medico nutrizionista, omeopata, fitoterapeuta - MARIUCCIA RIGON, ricercatrice antroposofica - RENZO SCAGGIANTE, medico odontoiatra - ANTONIO TODARO, professore e cultore di etnobotanica - DINO BORTOLUZZI, professore docente alla scuola di naturopatia «Galilei» e «Carton» - GIUSEPPE ALTIERI, agronomo - GUIDO FIDORA, membro del comitato tecnico-scientifico dell’Amab - GIANCARLO CHINELLO, architetto esperto in bioarchitettura - MAURIZIO LAZZAROTTO, architetto consulente in materiali per la bioedilizia - LORENZO VITTORI, ingegnere, referente regionale Anab - PAOLO GIROTTO, medico veterinario omeopata - PAOLO PISTIS, consulente per l’agricoltura biodinamica - STEFANO MONTANARI, ricercatore ERICH TREVISIOL, docente dello Iuav di Venezia - MARINA MARIANI, agronoma, esperta di sicurezza alimentare - MARIA CONCETTA DIGIACOMO, medico di base - PATRIZIA GENTILINI, medico oncologo - PIETRO PERRINO, ricercatore del Cnr - MAURIZIO SIGNORINI, architetto esperto di progettazione bioedile e di ecodesign.

Editore: Associazione Culturale LA BIOLCA via G. Marconi, 13 - 35041 Battaglia Terme - (PD) via Chioggia, 33 - 35142 Padova (sede legale) Stampa: Tipolitografia Arte Stampa via Adige, 605 - 35040 Urbana (PD) Per informazioni tel. 049 9101155 - Fax 049 9101155 Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 Dal lunedì al giovedì dalle 17 alle 19 http://www.labiolca.it - E-mail: info@labiolca.it Per chiamate urgenti o fuori orario cell. 335 7023755

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Per ricevere «Biolcalenda» basta iscriversi all'Associazione Culturale La Biolca versando € 20 sul c.c.p. n° 12070355 intestato a: Associazione Culturale La Biolca, via Chioggia, 33 - 35142 Padova. In alternativa è possibile effettuare un bonifico alla Biolca tramite: Banca Etica PD - cod. IBAN IT86 D05018 12101 000000108662 indicando chiaramente il proprio indirizzo completo nella causale. L'adesione permette di ricevere «Biolcalenda» per un anno intero (11 uscite). Per riceverlo dal mese successivo all'iscrizione, il versamento deve pervenire entro il 10 del mese in corso (calcolando che i bollettini di c.c.p. impiegano 15-20 giorni per arrivare). Con la stessa modalità si possono versare tutte le quote di adesione all'Associazione: Quote associative per il 2014 Socio aderente € 20 Socio aderente + familiare € 30 Socio sostenitore € 50 o più Note: Il socio aderente, oltre a ricevere «Biolcalenda», può partecipare vantaggiosamente a tutte le attività culturali (corsi, conferenze, seminari, escursioni) e può usufruire della biblioteca dell'Associazione. Il socio aderente + familiare permette di estendere a un familiare i vantaggi del socio aderente. Il socio sostenitore aiuta con un contributo straordinario le attività dell’associazione. Biolcalenda + Albios Avvertiamo i lettori che, per difficoltà di gestione, da gennaio 2014 non sarà più possibile fare l'abbonamento cumulativo Biolcalenda + Albios. Quindi, chi volesse ricevere le due riviste deve fare due abbonamenti separati seguendo le procedure che sono descritte nelle rispettive riviste.

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Sommario L’editoriale

di Filippo Zaccaria

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Alimentazione

Cucine regionali: i sapori del Sud Tirolo Uragano carne

Prendersi cura

La spalla dolorosa Leishmaniosi: che fare? Dentosofia: lingua e deglutizione

L’Epifania della terra Nanopatologie: l’energia che non ci serve Architettura: Arte Sella Piante popolari: il ginepro Io sono ecologico: meglio il sole del nucleare

Schede tecniche di biodinamica Calendario delle semine e delle lavorazioni Le lavorazioni di fine inverno Aiab Veneto Aveprobi

pag. 18 pag. 20 pag. 22 pag. 24 pag. 26

Fabio Fioravanti pag. 27 pag. 29 Luca Michieletto pag. 30 pag. 33 pag. 34

Annunci&Segnalazioni

I programmi dei corsi La bacheca dei lettori L’agenda di febbraio

Riflessi & Aforismi

Agostino Aldrigo Stefano Montanari Maurizio Signorini Antonio Todaro Paolo Pigozzi

Giovanni Angilè pag. 10 Paolo Girotto pag. 12 Luca Bastianello pag. 14

Studi, idee, contributi

Agricoltura

M. Di Giacomo

pag. 6 pag. 8

pag. 50

pag. 36 pag. 43 pag. 44 In copertina foto di Patrizio Viaro: Ginepro febbraio 2014

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Consigli & Ricette CUCINA REGIONALE

alla scoperta dei prodotti tipici e delle ricette del Sud Tirolo Si tratta di una cucina di montagna, generalmente semplice, perché di origine contadina, fortemente influenzata dalla tradizione austriaca. Le verdure di stagione e anche le erbe spontanee che vengono utilizzate sono soprattutto adatte al clima montano come le patate, tutti i tipi di cavoli, le rape e le barbabietole, il sedano rapa, il rabarbaro che si può usare sia in preparazioni dolci che salate. Diverse di queste verdure possono essere conservate anche col metodo della fermentazione lattica (crauti) e molti sono i piatti accompagnati da salse piccanti come la salsa di cren o agrodolci coi frutti di bosco. La pasta è solitamente sostituita da canederli (gnocchi di pane), gnocchi di patate, spatzle, ecc. Solitamente il burro sostituisce l’olio d’oliva, usato soprattutto a crudo per condire, come l’olio di noci. Molti sono i formaggi caratteristici. La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipico per quattro persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio c = cucchiaino - g = grammo - kg = chilogrammo - L = litro - dl = decilitro - olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva - q.b. = quanto basta.

BARBABIETOLE ROSSE SENAPATE Ingredienti: 2 barbabietole rosse cotte a vapore - 1 C di erba cipollina tritata - 1 vasetto di yogurt - 1 c di senape di Digione - 2 C di olio. Preparazione: sbucciare le rape, tagliarle a cubetti e mettere in una insalatiera. Mescolare lo yogurt con la senape e l’olio, versare sulle barbabietole, mescolare, decorare con l’erba cipollina e servire come contorno.

CANEDERLI DI SPINACI Ingredienti: 200 g pane bianco raffermo tagliato a dadini (tipo pane arabo o rosette) 200 ml latte - 500 g spinaci freschi o 250 g surgelati - 1 cipolla - 1 spicchio aglio - 50 g ricotta - 50 g formaggio di montagna grattugiato - 150 g farina - 2 uova - pepe - noce moscata - 8 foglie di salvia - sale - burro fuso o olio e parmigiano grattugiato per condire Preparazione: mettere il pane in una ciotola, versarvi sopra il latte e lasciare assorbire. Lavare accuratamente gli spinaci, tritare grossolanamente e cuocere con la cipolla tritata e l’aglio a fuoco vivace fino a quando saranno asciutti. In una terrina amalgamare spinaci, ricotta, formaggio, farina, uova e pane, condire con sale, pepe e noce moscata. Con le mani mescolare accuratamente e lasciare riposare 15 minuti. Portare a ebollizione l’acqua salata in una pentola capiente, con le mani umide formare con l’impasto delle sfere del diametro di 3/4 cm, far riposare 15 minuti e cuocere i canederli così ottenuti per 15 minuti. Servire cosparsi di burro fuso con salvia e grana.

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Consigli & Ricette CAVOLO CAPPUCCIO AL CUMINO Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 1 c di semi di cumino - 2 C di aceto di mele - olio - sale Preparazione: affettare sottilissimo il cavolo cappuccio, metterlo in una insalatiera e condire con sale, olio, aceto e cumino. Mescolare e lasciare riposare un’ora prima di servire come contorno o antipasto.

SFORMATO DI PANE E FUNGHI Ingredienti: fette sottili di pane raffermo - 300 g di funghi porcini freschi o surgelati - 1 porro - 200 g di formaggio di malga - 4 uova - 4 C di latte - 2 C di grana grattugiato pepe - noce moscata - prezzemolo tritato - 1 spicchio d’aglio - pangrattato - olio e sale. Preparazione: tritare grossolanamente i funghi e stufare in padella con poco olio, l’aglio schiacciato e il prezzemolo, mettere da parte in una terrina e, nella stessa padella, fare cuocere per 5 minuti il porro affettato e poi mescolarlo ai funghi. Tagliare a cubetti il formaggio di malga, in una ciotola sbattere le uova con il pepe, la noce moscata, il grana. Imburrare uno stampo alto da sformato, spolverare di pangrattato, coprire il fondo con fette di pane, aggiungere uno strato di funghi, poi uno di formaggio a cubetti e ancora uno di pane, proseguire fino ad esaurimento degli ingredienti, avendo cura di terminare con le fette di pane e infine versare l’uovo e con le mani premere leggermente per compattare. Cuocere a 180° in forno caldo per 30 minuti. Servire con un contorno di verdure crude. STRUDEL DI MELE. Ingredienti per la pasta: 250 g di farina - 1 uovo - 30 g di burro - 1 C raso di zucchero semolato - 5-6 C di acqua tiepida - 1 pizzico di sale - zucchero a velo per spolverare. Ingredienti per il ripieno: 1 kg di mele renette - 50 g di burro - 2 C di pangrattato - 4 C di zucchero di canna - buccia grattugiata e succo di 1 limone - 1 c di cannella in polvere - 80 g di uvetta - 50 g di pinoli - 2 C di brandy Preparazione: setacciare la farina sulla spianatoia e fare la fontana; mettere al centro il sale, lo zucchero, l’uovo, l’acqua e il burro morbido. Impastare e lavorare la pasta con energia per renderla elastica; formare una palla, coprire con una terrina preriscaldata e lasciare riposare per 30 minuti circa. Nel frattempo preparare il ripieno: sbucciare le mele, privarle del torsolo, affettarle finemente, mettere in una terrina, irrorare con brandy e succo di limone, aggiungere tutti gli altri ingredienti. Riprendere la pasta, stenderla sopra un telo infarinato in una sfoglia molto sottile (1 mm), spennellare con il burro fuso, cospargere con il pangrattato e distribuirvi sopra il ripieno. Lasciare i bordi liberi per 2 cm. Arrotolare aiutandosi con il telo, chiudere bene ai bordi e fare scivolare lo strudel delicatamente sopra una placca da forno ricoperta di carta forno imburrata, cercando di dargli una forma a mezza luna. Spennellare abbondantemente con burro fuso e cuocere per 1/2 ora circa in forno preriscaldato a 180°. Servire tiepido spolverizzato di zucchero a velo. AURETTA PINI E CHRISTINE SFUFFERIN febbraio 2014

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Mangiare bene per vivere bene 8

Riscaldamento globale e industria zootecnica

L’uragano carne I dati confermano che la mortalità umana cresce del 3% per ogni grado di aumento del clima terrestre. Una vera e propria strage, a cui contribuisce anche l’allevamento intensivo di animali La più grave emergenza per l’umanità oggi è sicuramente rappresentata dal riscaldamento globale e l’attuale sistema produttivo di carne e derivati animali è una delle cause più importanti di emissione di gas serra. La FAO (2006 “Livestock Long Shadow” = L’ombra Lunga del Bestiame) in un rapporto sulle emissioni di gas climalteranti, considera le emissioni di CO2 provenienti dalla produzione di carne pari al 18% di quelle globali. Più in dettaglio 37% di gas metano (23 volte più pericoloso della CO2), il 65% di ossido di azoto (specialmente da rifiuti organici e quasi 300 volte più pericoloso della CO2), 64% di emissioni di ammoniaca (responsabile di piogge acide ). Il World Watch Institute (Istituto di ricerca ambientale), analizzando in modo più completo il ciclo di produzione della carne, stima (2009) le emissioni globali di CO2, associate a tale settore, pari al 51% del totale delle emissioni mondiali. Dalla rivoluzione industriale ad oggi sono state emesse 500 miliardi di tonnellate di CO2, con grave danno per gli ecosistemi non solo terrestri, ma anche marini. Il mare infatti, funzionando come sistema tampone, assorbe anidride carbonica e si acidifica. Questo naturale meccanismo funziona da sempre, ma se la produzione di CO2 è eccessiva (eufemismo!), anche il processo di acidificazione diventa pericolosamente eccessivo, mettendo a rischio la biodiversità della flora e della fauna marina, con danno incalcolabile per le barriere coralline. Negli anni novanta un gruppo di scienziati ha avviato un progetto di ricerca che prevedeva la raccolta e le analisi di più di 77.000 campioni di acqua marina provenienti da siti diversi. Lo studio, durato 15 anni, ha dimostrato che i mari hanno assorbito il 30% della CO2 rilasciata febbraio 2014

in atmosfera negli ultimi due secoli e continuano ad assorbire circa 1 milione di tonnellate ogni ora! L’acqua marina dovrebbe essere leggermente alcalina e in superficie ha un pH di circa 8.2. Le emissioni di CO2, ad oggi, hanno ridotto il pH di 0.1. Essendo una scala logaritmica, anche minime variazioni dei valori di pH, comportano enormi effetti sull’ecosistema marino. Un calo di pH di 0.1 significa che l’acqua dei mari è diventata più acida del 30%. Purtroppo i processi naturali, di contrasto all’acidificazione, sono troppo lenti per riuscire in poco tempo ad essere efficaci. Gli scenari futuri per gli ecosistemi marini sono quindi prevedibili e anche se le emissioni di CO2 cessassero improvvisamente, ci vorrebbero decine di migliaia di anni per riportare la chimica dei mari ai valori di prima della rivoluzione industriale. L’aumento di acidità comporta anche un indebolimento della struttura di base dei coralli, uno scheletro prodotto da mi-


dibile e prevenibile, se solo si volesse! Uragani, tifoni, trombe d’aria, una volta eventi molto più rari e quasi appannaggio di certe zone geografiche, sono diventati parte della cronaca mediatica quasi quotidiana. Per non parlare dello scioglimento dei ghiacciai legato all’aumento di temperatura terrestre. Il riscaldamento del clima ha provocato, negli ultimi 30 anni, la perdita di più di tre quarti del volume dell’Artico. Nel 2020 la calotta polare artica potrebbe addirittura sparire! Così mentre nel mondo globalizzato si esporta miopia, follia, ingiustizia, disuguaglianza, sofferenza estrema di esseri viventi umani e non, siamo tutti felici di poter avere grovigli di edilizia che ricordano più le caserme, edifici che toccano il cielo (ci avvicinano a Dio!), tre cellulari di ultimo grido a testa, meandri di strade e autostrade sempre più ampie, alta velocità per arrivare qualche minuto prima da una parte ad un’altra, erba sintetica al posto dei prati, ristoranti di “M”…. (!) dove con 1 misero euro puoi mangiare ed essere pago! Forse bisognerebbe che ci svegliassimo, da questo sonno profondo, e in tempi rapidi. Se continuiamo a dormire dobbiamo sapere che i mostri sono già dietro la porta. La nostra Gaia ce la farà sicuramente a sopravvivere a tanta follia, ma l’Uomo?

Mangiare bene per vivere bene

lioni e milioni di polipi, frutto di migliaia di anni. Altri fenomeni come l’aumento di temperatura dei mari, gli scarichi di liquami zootecnici, la guerra dichiarata al mare, che ostinatamente viene ancora definita pesca, stanno devastando i fondali e mettendo in serio pericolo le barriere coralline. La copertura dei coralli dei Caraibi è diminuita quasi dell’80% tra il 1997 e il 2001. Il riscaldamento globale, provocato dall’effetto serra, sta mettendo a dura prova la Terra, ma i risvolti per l’uomo sono altrettanto devastanti. Greenpeace e ISDE (International Society of Doctors for the Environment - Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente) in un rapporto del 2010, dal titolo “Si salvi chi può”, denunciano i gravi effetti sanitari dei cambiamenti climatici: aumento di malattie da inquinamento atmosferico, eventi meteorologici estremi come le “ondate di calore”, cambiamenti nella geografia delle malattie infettive e delle parassitosi, e un gravissimo danno per la biodiversità (sesta grande estinzione di massa attribuibile, per la prima volta nella storia di Gaia, ad un’unica specie: l’uomo). I dati confermano che la mortalità umana cresce del 3% per ogni grado di aumento della temperatura terrestre. Nell’agosto 2003 l’ondata di calore causò in Europa 52 mila morti e di questi 18 mila in Italia. Una vera e propria strage, preve-

MARIA CONCETTA DI GIACOMO

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Medicina naturake 10

L’articolazione più mobile del corpo umano

La spalla dolorosa il giusto utilizzo dei canali dei meridiani può consentire di giungere a una diagnosi più completa e di definire così un’efficace azione terapeutica con agopuntura, omeopatia e una corretta dieta La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano. Si pensa alla spalla come articolazione “scapolo – omerale”, ma vi partecipano più ossa (omero, scapola, clavicola, sterno, prima costola, prima vertebra toracica) e alcuni muscoli (deltoide, sopraspinato, sottospianto, piccolo e grande rotondo, sottoscapolare, grande e piccolo pettorale, gran dorsale e gran dentato). Questo complesso osteo-muscolare controlla e stabilizza l’articolazione della spalla che è costituita da: articolazione scapolo omerale, l’acromion-claveare, sterno-costo-claveare, coraco-clavicolare. È importante sapere che il dolore alla spalla può dipendere da uno o più di questi complessi. La quarta e quinta vertebra cervicale sono collegate a quest’articolazione tramite i loro rami nervosi che innervano proprio la zona della spalla e del braccio (epicondilite). Il quarto e quinto nervo cervicale provocano dolori alla spalla quando le due vertebre sono sublussate. La dolenzia, a volte, è localizzata sotto il muscolo deltoide (per questo si chiama “periartrite scapolo omerale”) ed erroneamente crediamo di avere male al braccio. Capiamo così la difficoltà nel diagnosticare un dolore alla spalla. Per avvalerci di una diagnosi più completa, in base alla zona dolente utilizziamo i canali dei meridiani di agopuntura. Col dolore anteriore i meridiani interessati saranno quelli di polmone, di milza pancreas e di cuore. Il dolore laterale esterno è dipendente dal meridiano del grosso intestino. Posteriormente sono imputati i meridiani di intestino tenue, vescica biliare e vescica. L’equilibrio di questi meridiani potenzia il funzionamento fisiologico della spalla e quindi non si febbraio 2014

avvertiranno i fastidiosi dolori. I meridiani sono connessi con l’organo o il viscere di cui portano il nome. I sintomi d’interesse internistico spesso s’intersecano con il malessere che proviamo in alcuni movimenti della spalla. Se è interessato il Grosso intestino, oltre ad avere difficoltà all’abduzione (allontanare il braccio dal corpo), avremo anche una possibile stitichezza o una diarrea. Se la spalla è quella destra sarà più interessato il colon ascendente e l’appendice, se è la sinistra, quello discendente, con probabili diverticolosi o poliposi. L’intestino tenue, deputato ai movimenti di rotazione esterna dell’omero e adduzione (avvicinare il braccio al corpo), concorre anche all’assimilazione dei cibi. Un disturbo a questo viscere porta a difficoltà di assorbimento dei cibi e disbiosi intestinale con trasformazione dei batteri saprofiti in patogeni. Nell’intestino tenue abbiamo


GIOVANNI ANGILÈ Tel. 349 2344166 www.giovanniangile.it

La posta dei lettori Gent.le redazione Ho un piccolo uliveto di 40 piante che sta per compiere 5 anni. Quest’anno ha raccolto i primi 18 litri di olio eccezionalmente bello e buono. Purtroppo non avendolo curato, la mosca l’ha fatta da padrona . Sto cercando disperatamente il caolino in polvere. Sapete informarmi voi sulla reperibilità, sui costi e sui trattamenti ? Io vivo a Suni (OR) costa nord-occidentale della Sardegna. Grazie per tutto quello che potrete fare per me. Andrea Zuccarelli

Medicina naturale

il maggior numero di linfociti che riconoscono gli antigeni esterni e sono responsabili di tutti i meccanismi di tolleranza e intolleranza verso gli elementi estranei al corpo quali alimenti, sostanze tossiche, farmaci ecc. L’intestino tenue è anche paragonato a un secondo cervello ed è artefice di modificazioni del comportamento a livello psicologico. Questo perché le cellule cromaffini dell’intestino tenue secernono il 95% di serotonina, sostanza che provoca sensazione di sazietà e benessere. I meridiani del cuore e del polmone che scorrono anteriormente alla spalla, regolano anche l’energia di tutto il corpo, in caso di loro deficit si ha una forte astenia. Sono responsabili dei movimenti di rotazione interna ed adduzione (pettorale), anteropulsione (cadere in avanti) ed abduzione (bicipite e deltoide anteriore). Cuore e polmone sono responsabili della circolazione e della respirazione con tutti i sintomi patologici correlati, da ischemia cardiaca a riniti, bronchiti e asme. Il meridiano di milza pancreas tramite il muscolo gran dentato stabilizza la spalla. Il suo deficit energetico comporta una rotazione esterna della scapola e blocco della spalla. La vescica biliare e la vescica hanno un’azione indiretta sulla spalla poiché controllano la colonna vertebrale e il funzionamento delle radici nervose da C3 a C6. La spalla dunque, come d’altronde tutto il nostro organismo, non è un’entità isolata, ma collegata dalle energie sottili che scorrono lungo il corpo e ne regolano l’equilibrio energetico e il benessere. L’approccio al dolore della spalla dovrà tenere conto anche di questi collegamenti per un’azione terapeutica completa ed efficace da effettuarsi con agopuntura, omeopatia, manipolazioni vertebrali, neuralterapia e soppressione degli alimenti intolleranti.

Ciao Andrea, qui di seguito trovi un link sul controllo della mosca in agricoltura biologica. Si tratta di elaborati molto recenti e innovativi: http://www.tecpuntobio.it/news.php?cat=6&sub=0&id=342 Per l’approvvigionamento del caolino puoi rivolgerti on line alla ditta Cerrus (la quale, però, credo che faccia spedizioni solo per grossi quantitativi). Altrimenti vi è la Fondazione Le Madri (www.fondazionelemadri.it) che esegue spedizioni in tutta Italia. La commercializzazione di prodotti come il caolino viene fatta, oltre che dalle due realtà sopra citate, anche da www.antikaofficinabotanica.it che è la più vicina alla Sardegna (dovrebbe avere sede in Abruzzo). Per le tecniche di controllo ti consiglio di dare un’occhiata al sito Tec.Bio nel quale puoi trovare molto materiale. E’ importante, però, individuare i momenti giusti in base al ciclo biologico e di sviluppo dell’insetto (ovodeposizione, nascita larve, sfarfallamenti ecc.). Puoi farti un’idea consultando il Catalogo Cerrus in pdf, nel quale trovi i calendari classici dei trattamenti. Ma ti consiglio di dare un’occhiata al sito della tua Provincia di residenza, alla voce Agricoltura, nel quale dovresti trovare i bollettini fitosanitari in grado di indicarti i momenti critici, e gli stadi di sviluppo. Perché ogni anno è diverso, per cui ogni trattamento va calibrato in base allo stadio di sviluppo del fitofago, che è poi determinato dall’andamento stagionale. Ogni Provincia, ed ogni presidio territoriale fa un monitoraggio specifico di tutto questo per poi comunicarlo in tempo reale. Un caro saluto Fabio Fioravanti febbraio 2014

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Rapporto uomo-animale 12

Le possibilità di miglioramento e cura con la terapia omeopatica

Leishmaniosi: che fare? Non esiste una cura efficace e definitiva per questa malattia, che si va diffondendo anche nel Nord Italia. Prosegue però la ricerca di terapie alternative alla somministrazione di sostanze tossiche La Leishmaniosi del cane è una grave malattia protozoaria sostenuta da Leishmania donovani var. infantum (o L. canis?) e viene trasmessa per mezzo di punture di insetti ematofagi: i flebotomi. È una malattia molto insidiosa e a lenta progressione che dal momento del contagio ha una incubazione da un minimo di 1 mese fino a 7 anni! I sintomi che portano il proprietario dal veterinario sono una progressiva perdita di peso, anche se l’appetito è mantenuto, il soggetto beve molto e conseguentemente urina molto a cui si aggiungono vomito e diarrea cronica, tosse, epistassi. Nei casi già avanzati si presentano sempre le lesioni cutanee con alopecia e desquamazione, ispessimento e ipercheratosi con spesso associata onicogrifosi (unghie lunghe e fissurate). Spesso, ma non sempre, è presente febbre. La diffusione dei protozoi nel corpo provoca lo sviluppo di immuno-complessi circolanti che a livello renale provocano danni anche gravi con glomerulo nefriti fino all’insufficienza renale conclamata. Essendo una malattia protozoaria che si diffonde attraverso il sangue, vengono sempre coinvolti la milza e i linfonodi con netto aumento di dimensioni. La diagnosi è confermata dai test sierologici e soprattutto dalla tecnica PCR che evidenzia il contagio. Se non curata in tempo è inevitabile il decesso. La diagnosi è aiutata dalla conoscenza dell’anamnesi del cane, ovvero della sua provenienza geografica, tipo di vita condotta in passato, età etc. A questo proposito qui nel nord-Italia la malattia, un tempo eccezionale, si sta diffondendo a macchia di leopardo. Tuttavia non è ancora una patologia molto presente. In futuro, la sempre più frequente adozione di cani dal sud, potrà favorirne febbraio 2014

la diffusione se non verrà effettuato un puntuale controllo sui cani adottati. La domanda che s’impone è: esiste una cura efficace e definitiva? Purtroppo la risposta è negativa. Considerando la terapia allopatica spesso i miglioramenti sintomatici sono transitori e precorrono recidive che portano a morte. La terapia utilizzata infatti fa ricorso a rimedi molto tossici che, anche se accompagnati da epatoprotettori, determinano un generale abbattimento e intossicazione del soggetto con diversi effetti collaterali anche gravi. Certamente ci sono casi di guarigioni (anche se mai definitive) che portano ad un netto miglioramento della qualità di vita e un prolungamento significativo della vita, ma questo risultato è strettamente correlato al livello d’infestazione e quindi di gravità della malattia al momento della diagnosi, età e vitalità del cane. Da qualche anno diversi veterinari hanno cercato di trovare alternative che potessero evitare gli effetti tossici pur mantenendo una efficacia terapeutica. Questo anche dietro la spinta di molti proprietari che non si rassegnavano a somministrare ai propri cani sostanze molto tossiche senza una garanzia di risultato. È nata così una proposta omeopatica di sostegno e cura sintomatica della Leishmaniosi canina messa a punto dal collega, purtroppo recentemente scomparso, dr. Aluigi Mario di Rimini che qui di seguito propongo donandola come è stata donata a me. La terapia omeopatica consiste soprattutto in 2 prodotti: 1) ISV cioè ImmunoStimolatoreVegetale della OTI da 40 ml, costa 13.50 euro l’uno 2) LEISHMANIASIS 30 CH granuli. Costa


base di Selenio, vit. E e naturalmente Zinco che è utile nel miglioramento delle lesioni cutanee: 1 perla/dì per cane fino a 10 kg, mentre 2 perle per cani oltre i 10 kg. L’applicazione di questa metodica terapeutica sta fornendo riscontri molto incoraggianti che meritano di essere comunicati a vantaggio di tutti coloro che hanno la sfortuna di trovarsi nella necessità di curare la Leishmaniosi del proprio cane. Buona sperimentazione e buona fortuna. Per info: logosolare@libero.it DR. PAOLO GIROTTO Veterinario omeopata

Rapporto uomo-animale

4.50 euro a confezione. Questi ultimi si ordinano alla Farmacia Pasubio in via Rovereto 118 a Schio (Vi); tel. 0445-520807. L’ISV 40 ml va iniettato sottocute per 2 volte/dì circa 2ml ogni volta con cane a digiuno. I granuli di Leishmaniasis 30 CH invece si somministrano 3 granuli per 2 volte/dì. Tutto per almeno 30 giorni. Nel caso insorgano complicanze renali si deve associare il rimedio Balsamo Peruvianum 30 CH all’inizio, 2-3 granuli ogni 8 ore per 3 giorni, poi 2-3 granuli ogni 12 ore anche per 1 mese. Molto utile è anche un integratore che si chiama Zincogen a La posta dei lettori

Gentile redazione, mi chiamo Francesca Cantarello e sono una volontaria in uno dei tanti rifugi per cani abbandonati. Non sono riuscita a finire di leggere l’articolo contro la sterilizzazione, tanta violenza verbale contro noi volontari dispiace. Dispiace come domani mi spiacerà vedere tanti cani in attesa di adozione e che vorrebbero solo una famiglia che li adotti in modo amorevole ma anche consapevole. Dispiace come quando arrivano cuccioli o adulti in pessime condizioni fisiche e psicologiche. Dispiace sapere che tanti gatti della colonia felina non avranno un luogo caldo dove dormire questa notte ma solo un riparo. Dispiace di essere stata insultata di far del male ai miei tre cani e tre gatti tutti ex randagi perché ho scelto di non farli riprodurre ma magari dare la possibilità a chi è in attesa di cominciare una vita in un nucleo familiare quando ne avrò di nuovo la possibilità. Spiace che la non violenza diventi denigrazione per chi la pensa diversamente da voi. Con infinita tristezza e sperando in un dialogo alla pari in cui si possa spiegare il perché della sterilizzazione e delle adozioni consapevoli, porgo distinti saluti. Gentile redazione, ho letto l’articolo in merito alle sterilizzazioni di cani e gatti che avete pubblicato e sono rimasta di stucco. Ma chi scrive forse vive su un altro pianeta? Io sono volontaria animalista al nord e vi posso garantire che siamo pieni di cuccioli di cani e gatti anche qui. Forse il signore che scrive non se ne accorge perché non è lui a doversi dannare per cercare di occuparsene e doverli sistemare tutti. Siamo noi volontari che abbiamo le case piene pur di non lasciarli per la strada. E perdiamo tempo e soldi nostri rinunciando a molto per seguirli nel migliore dei modi. Se il signore in questione vuole scendere dalle nuvole e venire a darci una mano sarà il benvenuto. M. Piazzolla Risponde il dr. Paolo Girotto In quale punto del mio articolo, contro la sterilizzazione indiscriminata dei nostri animali, la sig.ra Cantarello abbia ravvisato “tanta violenza verbale contro noi volontari”, mi piacerebbe saperlo. Infatti non ne esiste traccia! Articolo che peraltro la succitata dice “non sono riuscita a finire di leggere”, evidentemente profondamente turbata dalla “violenza” contenuta. Suggerirei alla redazione, se possibile, di ripubblicarlo per dare modo a tutti di valutare in piena libertà il contenuto. La signora si sente “insultata” addirittura dalla lettura di opinioni, basate sulla diretta esperienza sul campo, di un veterinario che senza ipocrisie dice alla luce del sole ciò che è ora si dica: non è più possibile sostenere che attraverso le sterilizzazioni indiscriminate si tutela la salute e qualità di vita dei nostri animali, semplicemente perché non è vero! È con altrettanta “infinita tristezza” che rilevo come in questo paese non ci sia mai l’onestà di cercare un dibattito franco nell’interesse dei nostri amici a 4 zampe, quanto piuttosto un subdolo tentativo di demonizzare chi ha il coraggio di sostenere opinioni diverse dal “così fan tutti”. Ma tant’è: prima o poi la verità emerge sempre! (N.d.r.: l’articolo in questione è stato pubblicato nel Biolcalenda di Dicembre 2013 e si può leggere anche nel sito Biolca all’indirizzo: http://www.labiolca.it/rubriche/rapporto-uomo-animale) febbraio 2014

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L’importanza della lingua nella odontoiatria olistica unitaria

Lingua e deglutizione Fisiologia e caratteristiche di una deglutizione corretta: una delle operazioni che svolgiamo ogni giorno con maggiore frequenza, e che può essere compromessa da una scorretta postura Come è possibile che la lingua assieme al sistema bocca denti sia così importante? Vediamo le varie competenze che riveste. Dobbiamo guardare l’insieme della lingua, dell’A.T.M. (l’articolazione della mandibola) e dei denti e immaginarlo come il timone di una nave che, pur essendo così piccolo, è in grado di governare una struttura molto più grande. Questa struttura, che io chiamo “il sistema bocca denti”, per effetto della deglutizione diventa l’articolazione che si muove più di tutte le altre. Vari chiropratici e osteopati come De Jarnette, Palmer, Meersseman, negli anni ‘70, osservando i meccanismi di sublussazione dell’atlante (la prima vertebra della colonna vertebrale), ne studiarono la meccanica e correzione e giunsero a considerare questo sistema il principale responsabile della variazione di posizione di questa vertebra. I rapporti tra atlante e A.T.M. (che permette apertura e chiusura della mandibola) vengono studiati da decenni anche in kinesiologia applicata, ma è solo oggi che abbiamo una chiara comprensione della loro complessa interrelazione. In altre parole, un difetto nell’occlusione dentale causa una sublussazione compensatoria dell’atlante. Possiamo anche immaginare la colonna vertebrale come una collana di perle dove se sposto un capo avrò di conseguenza un movimento dell’altro. I meccanismi per cui ciò avviene variano da caso a caso e richiederebbero una spiegazione approfondita, ma numerose ricerche e migliaia di casi clinici hanno dimostrato la validità di questo postulato: ogni volta che deglutiamo, si aziona un complesso meccanismo che permette questa funzione vitale, presente già al terzo mese di gravidanza. Nel corso della vita sarà fondamentale,

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perché possa continuare nel modo più funzionale, che le arcate dentali combacino e che la lingua serri tutti gli spazi. Possiamo osservare nel disegno in alto (Schema di Brodie) come la mandibola e l’osso Joide siano sospesi e costituiscano parte integrante del “sistema bocca denti”. Fungendo da bilancieri assieme alle fibre muscolari (rappresentate dalle frecce) mantengono l’equilibrio, diventando i principali responsabili dei problemi di postura. È evidente che, qualora le arcate dentarie non combacino (a causa di patologie dei denti, interventi ortodontici, ecc.), o alcuni denti siano mancanti, o la mandibola non si trovi nella posizione ideale (morso profondo, incrociato, ecc.), per ovviare a questi difetti si debba alterare la posizione della mandibola e della lingua ad ogni deglutizione. Come si può osservare dai disegni (Classi dena tali di Angle), nella classe 1 c’è un allineamento a perfetto; nella classe 2 la mandibola arretra, la testa avanza, petto e spalle si chiudono; nella classe


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3 la mandibola avanza, testa e collo sono troppo dritti, il petto è in fuori e le spalle sono aperte. La posizione della mandibola durante la deglutizione, unita ad altri fattori, influisce sulla posizione dell’atlante e, se si considera che si deglutisce in media 1500/2000 volte tra il giorno e la notte, si intuisce la magnitudine dell’influenza che l’occlusione ha sulla funzionalità dell’atlante (http://www.jpmchiropratica.it/index.php?pag=articolo&num=25). Pertanto è essenziale determinare se la causa di una sublussazione dell’atlante sia riconducibile ad un problema occlusale: in tale caso è necessario correggere l’occlusione prima di effettuare aggiustamenti dell’atlante stesso, i cui effetti verrebbero pressoché neutralizzati dopo poche deglutizioni. Vediamo ora la FISIOLOGIA e le caratteristiche di una deglutizione corretta mentre nel prossimo numero parlerò di PATOLOGIA e caratteristiche di una deglutizione scorretta. Analizzando l’atto deglutitorio vediamo che la deglutizione corretta si attua con un meccanismo complesso, che vede coinvolti direttamente almeno quarantaquattro muscoli, dai sedici linguali a quelli dell’occlusione, cioè gli elevatori mandibo-

lari, a tutto il gruppo dei muscoli faringo-laringei, la cui coordinazione è di estrema importanza per un movimento armonico. Il movimento è così complesso che, perché si possa creare un “engramma” cerebrale, viene richiesto un tempo molto lungo. (Chiesa D., Ciaravolo P., Colasanto S., De Cicco V., Ferrante A.: La nuova ortodonzia, Roma, Marrapese Editore. p. 161) Proprio per questo motivo il feto si prepara con molto scrupolo a questa attività sin dalla tredicesima settimana di vita intrauterina e affinché il meccanismo venga perfettamente acquisito occorrono circa sei mesi. Durante questo periodo il neonato è sensibile a spinte esterne di molteplici origini che sono in grado di deviare il recepimento del meccanismo da parte dell’encefalo, fino all’instaurarsi di una deglutizione francamente scorretta. Da questo deriva l’importanza che non vi siano interferenze esterne che possano avere effetti devianti sulla creazione dell’engramma cerebrale. Lo Spot Linguale “Centro dell’equilibrio” La lingua e la sua funzione sono correlate al nervo trigemino attraverso lo Spot Palatino. Lo spot è l’emergenza della seconda branca trigemi-

Dona il tuo 5 x mille all’Associazione Culturale La Biolca A te non costa nulla in più. Per la nostra associazione è un importante aiuto che ci permette di sviluppare ulteriormente i nostri progetti a difesa della salute e dell’ambiente. Nella prossima dichiarazione dei redditi nell’apposito spazio metti la tua firma e scrivi il codice fiscale della Biolca: 80027480286 febbraio 2014

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nale del foro naso-palatino. In questo punto del palato sono stati rinvenuti cinque tipi di esterocettori, tutti raccolti in gran numero in mezzo centimetro quadrato di palato. La loro posizione corrisponde perfettamente al punto di appoggio della lingua al palato nella posizione di riposo linguale e al punto di partenza dell’atto deglutitorio. Questa posizione della lingua e la compressione ad ogni atto deglutitorio comporta la stimolazione continua dei recettori nasopalatini che continuano ad informare il V° paio dei nervi cranici: il trigemino. Il nervo trigemino ha un grandissimo territorio sensitivo di distribuzione, che comprende la cute della faccia, le mucose oronasali e i denti, la dura madre ed i principali vasi sanguigni intracranici (Fitzgerald M.J.T., Folan-Curran 1.: Neuroanatomia: aspetti di base, clinici e fondamenti di neuroscienze, Roma, Antonio Delfino Editore, 2005. p. 175). Il trigemino, attraverso alcune vie neurologiche, determina la secrezione dei vari modulatori delle funzioni cerebrali, divenendo l’artefice del benessere generale o causa di danni di varie entità. La stimolazione dello Spot Palatino, emergenza del nervo trigemino, è opera dunque della lingua e determina risposte a distanza che coinvolgono l’attività della vera «centralina» del SNC (Sistema Nervoso Centrale), il Locus Ceruleus. Questo nucleo, compatto e relativamente piccolo, è implicato nella modulazione nel controllo motorio somatico e viscerale, nella regolazione complessa dei

centri del sonno, nel comportamento emozionale, in talune funzioni neuro-endocrine, nei processi attenzionali, nella modulazione dell’attività generale della neocorteccia e del talamo (Chiesa D., Ciaravolo P., Colasanto S., De Cicco V., Ferrante A.: La nuova ortodonzia, Roma, Marrapese Editore, 2007. p. 43). La lingua, comprimendo i recettori palatini, sembra avere la capacità di rifunzionalizzare l’intero sistema nervoso centrale. Lo schiacciamento della punta della lingua contro il palato in questo punto determina degli effetti sulla muscolatura generale estremamente evidenti ed immediati: la diminuzione dell’ipertono muscolare e il riequilibrio del tono stesso in modo istantaneo. La mancanza della continua stimolazione dello Spot Palatino da parte della lingua può portare ad una insufficiente stimolazione trigeminale con l’insorgenza di squilibri muscolari che portano alle varie problematiche posturali. La deglutizione inoltre, attraverso la stimolazione trigeminale, si è mostrata in grado di interferire con tutti gli informatori posturali principali: occhio, orecchio, piede, articolazione temporomandibolare, che devono adattarsi a quanto la deglutizione decide. In questa ottica la deglutizione acquista un ruolo ancora maggiore e determinante per la postura individuale (http://www.centroterapiamiofunzionale.it). LUCA BASTIANELLO www.lucabastianello.com www.gruppostudiodentosofia.it

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Il 10 dicembre 1948, le Nazioni Unite hanno affermato con parole chiare e semplici i diritti che appartengono a tutte le persone. Sono diritti innati e dunque inalienabili. Sono i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali, individuali e collettivi. Articolo 1. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti, essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

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1964, l’anno che inventò i giovani A ricordarcelo, in due articoli, le penne “di lungo corso” di due giornalisti del calibro di Angelo Aquaro e Michele Serra, nell’inserto “La domenica” di Repubblica “L’anno in cui si allungarono i capelli e si tagliarono le gonne. Altro che il ‘68; è il 1964 l’anno che inventò i giovani”. Vogliamo ricordare? In copertina di Beatles for sale, le frange dei Beatles a caschetto sono diventati i loro lunghi capelli. Nel febbraio ‘64 Bob Dylan indica che i tempi stanno cambiando, pubblicando il suo manifesto The Times Are a-Changing. Martin Luther King in giugno lancia Freedom Summer, la grande battaglia per i diritti dove per la prima volta protagonisti sono gli studenti proprio quando lui diventa il Nobel per la pace più giovane della storia. Inutilmente illustri studiosi credono di dimostrare che le radici di questa “rivoluzionaria” cultura affondano “più lontano”, agli anni trenta di Sinatra; per non parlare di Presley... “Ma la differenza con i Presley e i Sinatra è abissale. I Beatles con la cravatta – e prima di loro Elvis e prima Frank – erano “Giovani che volevano apparire grandi”: altra cittadinanza sociale non c’era! I Beatles con i capelli lunghi sono i primi giovani che rivendicano, e non solo fisicamente, l’appartenenza a una specifica categoria sociale. E questo anno che fa da confine fra le generazioni, è sommerso da avvenimenti straordinari. H. Marcuse scrive L’uomo a una dimensione incendiando la rivolta anticonsumi; mentre le prime minigonne arrivano al Village di New York. In Cina Mao Zedong pubblica il Libretto Rosso della rivolta generazionale; in Inghilterra nasce la stagione delle Radio Pirate. E se il termine teenager è usato già nel 1944 a indicare la “nuova capacità di spesa degli adolescenti”, è solo nel 1964 “che la linea tracciata tra l’ordinata del marketing e l’ascissa della cultura giovanile incontra il punto più alto”. Scagliandosi contro the Machine, l’Apparato, i giovani di Berkeley iniziano la lunga marcia che nel ‘68 sconvolgerà il mondo, immaginato secondo la visione di Villaggio Globale di un “certo” Marshall McLuhan; la lucida reazione al ricatto della bomba nucleare, nel “Dr. Stranamore” di Peter Seller e Stanley Kubrick, sta a dimostrare che è possibile sorridere, seppur con rabbia, MICHELE SERRA – testimone vivente del post-’64, ci lascia una riflessione nata dall’esperienza e dalle letture. Serra riserva un tiepido credito all’opinione diffusa che le civiltà pastorali sono state l’humus fertile per i sistemi di pensiero dell’età antica. “Il pastore ha molto tempo libero,

Omnibus

Quando si allungarono i capelli e si tagliarono le gonne

seduto su un sasso è quasi obbligato a riflettere. È il vuoto che genera il pensiero”. E così, secondo Serra, dopo la Seconda Guerra Mondiale, milioni di giovani occidentali si ritrovarono in una situazione inedita e privilegiata; nessuna guerra, allungamento dell’età scolare, maggior benessere e quindi possibilità di ritardare l’ingresso nel mondo del lavoro. Molto tempo libero (per i figli dei piccoli/medio borghesi – NdR), più di tutte le generazioni precedenti. “La straordinaria produzione di culture, linguaggi, comportamenti sociali, pensiero politico degli anni Sessanta e Settanta è figlia di quel “vuoto”. Anzi: l’ingresso sempre più precario e ritardato nel mondo del lavoro farebbe pensare a una ulteriore espansione dello “status” di giovane, che indossano molto più a lungo, fino anche ai 30/35 anni, finché la beffa delle lauree inutili e dei master ornamentali riesce ad alimentare la commedia degli inganni. Ma come mai da questo esteso e durevole limbo, da quest’immenso vuoto, non si sprigiona un nuovo pensiero, una sovversione, una rivolta?* “Basta aspettare” – pensano alcuni. Forse la verità sta nel fatto che “a partire dagli anni OTTANTA si è provveduti a imbottirlo, quel vuoto, con qualunque cosa servisse a evitare il rischio di nuove generazioni di insorti, di eccessivamente pensanti. Le droghe, i consumi (tanti consumi!), le televisioni (troppa televisione), le occupazioni febbrili (sportive, ricreative), le settimane irte di impegni come quelle di un manager a 12 anni. “La giovinezza riassegnata a compiti purchessia, quando da militari, i graduati più zelanti costringono a scavare buche e poi a riempirle pur di non lasciare i coscritti con le mani in mano”. Serra confessa di essere cosciente della semplificazione rozza della tesi di una gioventù tenuta a bada dalle guerre (fino a metà del Novecento) e oggi dal rincoglionimento dei consumi compulsivi, delle iperconnessioni, delle attività ricreative, di tutto quello che serve a riempire il vuoto. “Ma a una ragazza, a un ragazzo, se potessi regalerei quel vuoto, ben ripulito, un vuoto svuotato del ripieno infernale che tutti – non solo i ragazzi – ci fa sembrare capponi pronti per il forno”. a cura di AGOSTINO ALDRIGO * strana dimenticanza delle impreviste “primavere arabe” febbraio 2014

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Ambiente

Un grande movimento per salvare il pianeta

L’Epifania della Terra Le associazioni e i comitati di tutto il Veneto, impegnati da anni nelle lotte per la salvaguardia del territorio, ora chiedono alle istituzioni una decisa inversione di rotta in campo urbanistico Il 6 gennaio 2014 un gruppo di duecento persone si sono ritrovate al confine del Parco delle Rogge, nei pressi di uno dei cantieri della Pedemontana, vicino Bassano. Anima della manifestazione, cioè di una messa percorsa da una omelia fatta di riflessioni continue sull’Epifania e l’emergenza del pianeta Terra, don Albino Bizzotto, il cui pensiero si rifaceva a quello di Papa Francesco e Francesco d’Assisi: «Piccoli ma forti nell’amore di Dio, come san Francesco d’Assisi, tutti i cristiani siamo chiamati a prenderci cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo.[...] Come esseri umani non siamo dei meri beneficiari, ma custodi delle altre creature. Mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha unito strettamente al mondo che ci circonda, ché la desertificazione del suolo è come una malattia per ognuno e possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione. Non lasciamo che al nostro passaggio rimangano segni di distruzione e di morte che colpiscono le nostre e le vite delle future generazioni» (EG 215, 216) Uno dei temi dell’omelia è stato l’appello “Salvare la Terra” rivolto a tutti coloro che hanno ruoli autorevoli o di autorità . «La nostra Regione è tra le più inquinate e inquinanti d’Europa e continua nel processo di cementificazione e desertificazione che compromette la salute in quanto dipendente da alimentazione e respirazione [...] Sono a disposizione degli amministratori miliardi di euro per “nuove grandi opere”, che accrescono il debito mascherato con il project financing, orientato a favorire gli interessi privati; mentre si lesinano i fondi necessari per la messa in sicurezza del territorio da alluvioni e smottamenti sempre incombenti». L’iniziativa di don Albino, sostenuta dai Comitati

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anti-Pedemontana, che ha portato una domenica ventosa a immaginare le pompe di benzina dentro la superstrada Gasparona, come altare adatto ad una messa singolare, con pagnotte e vino al posto delle particole; con le bandiere della pace sventolanti, e numerosi partecipanti disponibili all’ascolto e al confronto: è la risposta richiesta da una realtà veramente emergenziale? Il 30 novembre 3013 la rivista “Tera e Aqua”, dell’ Ecoistituto del Veneto Alex Langer, apre con l’editoriale di M. Boato sulla “immensa” manifestazione regionale in difesa della qualità della vita, nata da un appello sottoscritto da oltre 130 Associazioni e Comitati del Veneto, su iniziativa dei Beati Costruttori di Pace di don Albino Bizzotto e fortemente sostenuto da Ecoistituto del Veneto, Amico Albero e Comitato No Grandi Navi. Ogni associazione è sfilata con dei grandi simboli delle loro lotte. Se si lotta vuol dire che si crede giusto l’obiettivo e la necessità del cambiamento: «L’inquinamento atmosferico prodotto da traffico, in-


nali in Laguna, le false barene-discariche; allontanare definitivamente le “grandi navi” dalla Laguna; liberare il territorio dalle servitù militari; finanziare i comuni, anche con la Cassa depositi e prestiti a tasso agevolato, per manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione energetica di edifici pubblici e territorio, vera grande opera necessaria, dando lavoro alle piccole e medie imprese; riconversione ecologica della città, delle industrie e agricoltura per creare buona e stabile occupazione; gestione pubblica e partecipata, senza profitti in bolletta, dell’acqua e fine del suo sfruttamento indiscriminato; stop al consumo di suolo agricolo: cambiare la legge urbanistica regionale e il nuovo Piano territoriale regionale per tutelate il patrimonio storico culturale paesaggistico; no inceneritori, cave, discariche: riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti; stop a nuove autostrade, raccordi e poli commerciali che desertificano le città; potenziamento delle ferrovie con un piano di vera intermodalità. Favorire il trasporto pubblico locale e regionale e la mobilità ciclo pedonale. Spostare il trasporto merci dalla gomma alla rotaia; ricostruire gli organismi di valutazione e controllo ambientale per renderli indipendenti dai poteri politici e economici; smantellare l’intreccio politica-affari, oggi all’attenzione della magistratura; contro ogni tentazione presidenzialistica, partecipazione piena dei cittadini alle decisioni e ai controlli. AGOSTINO ALDRIGO

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Ambiente

ceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, industrie nocive, grandi navi avvelena l’aria, la peggiore d’Europa. Cementificazione e asfaltatura del suolo impoveriscono le campagne, provocano frane e alluvioni, distruggono il paesaggio e un patrimonio storico e ambientale di valore inestimabile. Eccessivi prelievi d’acqua inaridiscono i fiumi, provocando l’avanzamento del cuneo salino e l’abbassamento delle falde acquifere» (Mi sembra inoppugnabile!). L’appello delle associazioni partecipanti, in un secondo tempo, si concentra sopratutto sui “Padroni del Veneto” e sui loro “affari”! «Col sistema del “Project Financing”, banche e grandi imprese succhiano miliardi di risorse pubbliche. Per i cittadini questo significa solo debito, aumenti di tariffe per i servizi e per i pedaggi speculativi. I cittadini e i comuni non contano più nulla perché la Regione ha azzerato la pianificazione urbanistica riducendola a un incredibile delirio di autostrade e progetti strategici (mega-poli commerciali direzionali), mentre le verifiche ambientali sono ridotte a pura formalità». Gli abitanti del Veneto sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la vivibilità del territorio. Ora moltissimi di loro si sono riuniti per chiedere una inversione di rotta: fermare subito le “Grandi Opere” inutili e dannose: nuove autostrade e linee TAV, carbone nella centrale di Porto Tolle, Mose, scavo nuovi ca-

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Chi l’ha detto che con l’agricoltura non si sbarca il lunario?

L’energia che non ci serve Gli effetti collaterali degli inceneritori e delle centrali a biomasse sono sotto gli occhi di tutti. Ma la politica finge di non vederci e vuol farci credere che non c’è energia a sufficienza... Facciamo un passo indietro di un paio di decenni abbondanti: andiamo a quel 1992 quando, distorcendo tragicomicamente una direttiva comunitaria, la nostra undicesima legislatura decise che l’immondizia è una fonte d’energia rinnovabile e che chi la brucia va premiato con una montagna di quattrini. Quattrini pubblici, naturalmente. Che alla Comunità Europea quella nostra bizzarria tecnica prima che economica non garbasse non importò a nessuno di casa nostra: se corrono i soldi di Pantalone, meglio se sono tanti, chi siede nei salotti buoni della politica e del business, vale a dire quelli che contano, non può che rallegrarsene e raccoglierne i frutti. Va da sé che il grande pubblico non ebbe allora neppure la più vaga percezione della cosa e, men che meno, delle sue conseguenze. E le conseguenze inevitabili furono che l’Italia diventò l’El Dorado degl’inceneritoristi, che la produzione dei rifiuti aumentò in contrasto con quello che accadeva nei paesi ai quali ci piace paragonarci, che una fetta non trascurabile delle nostre tasse prese la via delle tasche dei soliti noti e che lo studio e l’implementazione delle tecnologie basate su fonti rinnovabili per davvero, così come lo spirito della direttiva europea del ’92 comandava, non partirono mai se non per finta. Per anni, non pochi anni, miliardi su miliardi di lire e poi miliardi di euro finirono letteralmente inceneriti con l’effetto collaterale offerto dai fumi degl’impianti di devastare l’ambiente e la salute di chi – vedi un po’ quanto è buffo il destino – cacciava i soldi: noi. Con una generosità che non trova paragoni altrove, noi elargiamo quattrini pubblici a questi “imprenditori” non solo quando bruciano ma perfino quando non lo fanno. Un esempio è febbraio 2014

Malformazioni in esemplari di grano e camomilla raccolti in un terreno dove era stato sparso digestato

quello della Regione Lombardia che ha destinato a Brescia 350 mila euro perché, a calcoli fatti da loro, ha evitato di produrre 600 tonnellate di rifiuti in un anno. Considerando che l’inceneritore locale – quello che, con un certo gusto del grottesco, ebbe ad autopremiarsi come migliore impianto del mondo – brucia oltre 800 mila tonnellate all’anno d’immondizia, il risultato che vale 350 mila euro corrisponde, minuto più, minuto meno, a circa 6 ore/anno di falò. Un po’ più di 970 euro al minuto: infinitamente più di quanto costa far volare una squadriglia degli F35 di dubbia fama. Ma i tempi sono cambiati e l’indirizzo che i tempi hanno preso è sotto gli occhi di chiunque. Come dicevano i vecchi impresari di avanspettacolo quando mandavano a casa le ballerine senza pagarle, “Bambole, non c’è una lira”. Crisi nera, e, allora, diventa sempre più imbarazzante far correre il fiume di euro alla luce del sole. Dall’altra


maggiore portata. Così basta denunciare 999 Chilowatt, presentare una documentazione che spesso travalica il confine della farsa, e tutto fila liscio. Gli effetti collaterali di quei sistemi sono parecchi e nessuno di quelli è positivo se si eccettua il punto di vista dei pochi che si vedono impinguare magari già pingui conti bancari.Va detto che quegli impianti funzionano, o bruciando vegetali tout court, con questo riducendo rapidamente alla calvizie territori una volta verdi e boscosi, o facendoli fermentare, con ciò producendo una miscela di gas di composizione tutt’altro che costante a sua volta destinato a bruciare con l’ovvio inquinamento del caso. Sotto resta un residuo solido o semiliquido chiamato digestato che viene spacciato per concime o ammendante. In ogni caso il concetto di agricoltura viene sconvolto: non più vegetali da mangiare ma vegetali da bruciare per produrre, tutt’altro che economicamente, un’energia che lo stato stesso dichiara essere ridondante. Terreni ridotti a monocolture e trattati con sostanze e modalità che sarebbero vietate se i vegetali fossero destinati alla tavola. Digestato che contiene una buona quota di veleni sparsi laddove si coltiva qualcosa per il consumo alimentare. A questo proposito un’occhiata a dei fiori di camomilla malformati contenenti cospicue quantità di particelle di metalli pesanti e spighe di grano in analoghe condizioni potrebbe far sorgere qualche dubbio ai sostenitori della tecnologia. Noi ne abbiamo trovati esemplari a profusione nei luoghi interessati e, tanto per aggiungere un’informazione, l’Università di Göttingen rileva come intorno agli impianti tedeschi, peraltro protagonisti di una lunga serie d’incidenti con tanto di morti occasionali, i casi di tetano e di botulismo superino, e di parecchio, le aspettative. Ma business is business e, come abbiamo sempre fatto, faremo finta di niente finché non saremo impantanati nella tragedia. Niente di nuovo sotto un sole sempre più malato. STEFANO MONTANARI febbraio 2014

Nanopatologie

parte è difficile, a volte impossibile per certi impegni già presi, impegni menzionabili davanti ai bambini e non, chiudere i rubinetti e, allora, bisogna trovare un sistema “intelligente” per non cambiare niente. Sistema trovato, e non c’era da dubitarne. Grazie all’abilità di qualcuno, gli italiani sono convinti che il nostro paese abbia assoluto bisogno di energia. Il che è convinzione curiosa, visto che l’ente garante dello stato per quanto riguarda la materia, cioè l’Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas, ci assicura che gli impianti di produzione istallati possono generare quattro o cinque volte l’energia che noi usiamo correntemente. Insomma, siamo in condizioni non solo di sicurezza ma di una sovrabbondanza indiscutibile. Lo dice lo stato. Chi è, però, che va davvero ad informarsi? La risposta è nessuno, ed è così che una nozione a dir poco ingannevole è diventata concetto comunemente accettato. Partendo da qui, ecco che, in un battibaleno, sorgono ovunque come funghi le cosiddette centrali a biomasse. Salvo poche eccezioni come, ad esempio, l’impianto gigantesco di Strongoli (Crotone), si tratta di una miriade di piccole centrali che oggi costellano la Penisola. Siamo arrivati al migliaio con esempi di concentrazioni addirittura sorprendenti come è il caso della Lombardia, dove ci sono ufficialmente 374 impianti di cui quasi 200 nella sola provincia di Cremona (non molto più di 300 mila abitanti). Il perché di questi impianti è presto detto: con una velocità inconsueta alla burocrazia nostrana lo stato garantisce loro introiti belli grassi comprando elettricità al quadruplo del prezzo di mercato. Come per gl’inceneritori di rifiuti. È così che, pur sprecando energia, e nemmeno poca, il margine che resta è enorme, tanto che un piccolo impianto, uno da un Megawatt, non si porta a casa mai meno di un milione l’anno e non di rado qualcosa più di qualche altro spicciolo in aggiunta. Perché un Megawatt e non di più? Perché quella è la soglia che evita i piccoli mal di pancia burocratici che affliggono i loro fratelli di

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Architettura sostenibile 22

L’architettura della meraviglia

Alla scoperta di Arte Sella In Valsugana c’è un luogo che è un mondo di forme diverse, tronchi, rami, pietre usate per dare vita ad architetture che stupiscono chi si ferma a contemplarle e che poi ritornano nella natura Aspetto, con trepidazione che esca quel po’ di sole caldo autunnale, tra grigi di nuvole e biancori di luce. Alle spalle, la sontuosità della Cattedrale che Mauri, adesso, sembra aver imperlato della doratura dei larici. Il silenzio si è impossessato di Malga Costa, quassù. Tra boschi che aspettano la neve per riposare. Per preparare nuove gemme. Accanto, Il sole di François Lelong. Gli chiedo: splendi! Così potrei divorare rami, foglie, illuminate e riscaldate. Lelong rappresenta il tragitto del sole assemblando in cerchio, delle sezioni di tronchi di pino Douglas scortecciati, su ognuno dei quali un solo ramo è stato conservato, per richiamare i raggi del benefico astro. È un distendersi del cerchio che diventa ruota, che innesca un movimento. Attraverso cui guardare all’infinito. Cammino su letti di foglie, anch’essi mari colorati. Osservo il cielo, attendo la schiarita. Penso a Steiner: «I colori nascono dalla lotta tra Luce e Tenebre». Attendo che nasca il colore chiaro che rianimi queste opere, un po’ assopite. Geometrical wood, il Bosco geometrico di Urs Twellmann, scultore dalla valle dell’Emmental svizzero: stupore aggredito dalla prima umidità pomeridiana. I tronchi sono come vivisezionati ma non è violenza, non è aggressione, non è prevaricazione! Mi avvicino, ecco che un sole ancora pallido scava tra le rughe del legno. Le fibre si stirano, si allargano, respirano. C’è come una tensione tra caos e ordine. Il legno viene tagliato a pezzi e poi riassemblato, per formare una nuova unità. C’è una trasformazione in atto. La luce ora è calda, sa di arancio e infiamma quegli antri dove gli elfi potrebbero uscire improvvisamente. Annuso il legno che odora di vero, vorrei entrare per essere nella materia, per giocare, per febbraio 2014

sentirmi vivo. Per sentirmi rassicurato. Da una parte le scomposizioni sembrano quasi formare entità condominiali dove tutti si parlano, si guardano. Ci sono relazioni, fronteggiamenti, incontri impensati. La deformazione crea nuove forme. Disorientamento ma poi ritrovo, fastidio creativo ma poi certezza. Tagli verticali scompongono ma poi unificano, scoprendo l’intimità legnosa. Poco più in là una costruzione all’apparenza noiosa, poi dentro l’ovalità geometrica, tu, Aeneas Wilder hai creato la trasparenza tra legni e contesto naturale. Che forma è mai questa? Quasi un igloo dilatato. Si, ecco, dilatazione, espansione, con-


titudine di cerchi, texture esterna fatta di rami tagliati di testa, quasi una veste di Missoni, giocata sul bianco. Il titolo dell’opera nasce immaginando queste torri come se si trattasse di alcuni bambini che giocano a “nascondino”, intenti a chinarsi e ad appoggiare la testa sull’albero per contare prima di trovare i bambini nascosti nelle vicinanze. Le sculture sembrano appoggiarsi infatti agli alberi, che sono da sempre, nella nostra cultura, luoghi dove ripararsi. Così, un bambino corre verso l’alberocasa per liberare tutti quelli che sono stati catturati. Cammino e a un tratto scorgo un guscio dorato di lumaca, che sembra aver già smesso il suo lento cammino. Ora, questa abitante del bosco, riposa nello splendore degli ori autunnali. È Snail, la chiocciola di Alfio Bonanno di Milo, vicino a Catania, padre dell’Art Nature. E cosa dire del Living village, il Villaggio vegetale dell’architetto belga Luc Schuiten Architettura e mondo vegetale possono fondersi fino a creare vere e proprie Città Vegetali? Il Living Village è un progetto iniziato e che continuerà negli anni prossimi. E ancora Mood, Stato d’animo di Bob Verschueren, scultura indescrivibile come impossibile è raccontare talvolta del proprio sentire. Arte Sella, unche sappiano interrogarsi sul mondo e su sé stessi. Un bosco dove la Natura fa Arte. Qui, i legni caduti, le pietre, gli alberi viventi, si trasformano col passare del tempo, in un processo naturale, in opera d’arte. Il tramonto spegne a poco a poco le mie emozioni. Lascio il sentiero e tante altre opere, e questa scenografia, incredibile, resta sola incurante dell’oscurità che verrà. Poco più in là, la Cattedrale. E mi sembra di sentire il violoncello di Mario Brunello far vibrare, sommessamente, i giovani carpini neri che salgono su, fino a sfiorare il cielo. E Marco Paolini recitare le sue storie nel teatro vegetale, per scongiurare la paura del buio. Arte Sella. Quassù, in val di Sella, appena sopra Borgo Valsugana. MAURIZIO SIGNORINI febbraio 2014

Architettura sostenibile

tenimento di umani e di tutto. Ci potrebbe stare un mondo e vedere fuori, tra pezzo e pezzo. Sopra, in alto, lo spazio di cielo è selezionato da un esagono. Come si percepiranno le stelle da qui, immersi nel buio? Untitled 169. Non c’è titolo. Non ce n’è bisogno. Poco più in là, un tronco, spoglio, con pochi rami, scortecciato, sembra riposare, tra i fogliami che lo avvolgono con affetto, che lo proteggono come madri. Skin deep, A fior di pelle, di Stuart Jan Frost. Quello che non ti aspetti: tanti buchi a forma di croce romana, arrotondati, dove il legno viene scavato di qualche centimetro….per contenere l’acqua piovana oppure semplicemente per creare dei vuoti all’interno del pieno materico. Come i loggiati di ville o i rientri nelle superfici elaborate delle architetture palladiane. Vuoti che si riempiono di polvere boschiva, mista a minuscole particelle di foglie, di piccoli rami. Magari anche di un po’ di muschio staccatosi forse per sfuggire ai saccheggi pre-natalizi. Antri asciutti per pollini gialli, minuzie floreali, piccole vite di insetti. Un microcosmo di corpi apparentemente inermi, in realtà organismi viventi perché nel bosco tutto ha un’anima, una dimensione spirituale, un senso profondo. Poi arriva una pioggia improvvisa e riempie tutti gli invasi facendo trasbordare la piccola comunità: l’acqua lava, pulisce. Leviga, arrotonda, lavora un po’ dentro. Così, adesso, ci sono tanti piccoli vasi d’acqua dove immagino vivere fiori sgargianti: fiori vivi su un tronco morto! Qui Jan hai inciso, bruciato la corteccia di un tronco senza più respiro. Il peccio ritorna a nuova vita, cesellato di fino. Questo abete rosso donato dalla Foresta di Paneveggio, materiale pregiato utilizzato per costruire violini. Più in là, un oggetto strano, dalla forma che incuriosisce. Qui Frost riafferma l’idea di luogo, che è la centralità dell’esperienza. Non solo, ma quali sono le qualità caratteristiche non rivelate degli elementi naturali in rapporto al luogo d’origine? Qui sembra indagare Frost, artista errante, instancabile nella ricerca di vari materiali. Capsula, mol-

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Piante popolari

Juniperus communis L. - Cupressaceae

Ginepro fioritura: febbraio-aprile parti raccolte: frutti (galbuli), rametti e legno Tempo di raccolta: agosto-settembre (galbuli), tutto l’anno (rametti e legno)

Bussoletta Botanica

Come riconoscerlo: Arbusto longevo, spontaneo, eretto e piramidale, ma spesso anche prostrato, ricchissimo fin dalla base di ramificazioni che terminano con ramoscelli sottili e tortuosi su cui crescono foglie, di color verde glauco, aghiformi, pungenti, ripiegate sul bordo e striate con una linea mediana chiara. E’ una pianta su cui si incontreranno individui con minuti fiori maschili gialli o individui con fiori femminili, una sorta di piccola pigna verdastra da cui matureranno quelle formazioni grosse, globose come un pisello (botanicamente definiti galbuli e comunemente, anche se in modo erroneo, indicate come “bacche”), che, a maturità, diventano di una consistenza carnosa, di un colore bluastro-pruinoso e di un sapore aromatico. Dove osservarlo Boschi aridi, ambienti dell’immediato retroduna, pendii montani incolti. La sua presenza é sintomo di “mediterraneità” della zona.

Frammenti di etnobotanica

Usi alimentari: i galbuli venivano messi nei cibi come aromatizzanti e per stimolare l’organismo. Usi artigianali: unitamente a foglie di salvia, di pesco, di mandorlo e di mele cotogne, tagliate a fette, si preparava un macerato per aromatizzare le botti. Usi domestici: assieme ad altre piante spinose [es. pungitopo (Ruscus aculeatus L.)] veniva posto attorno alle derrate alimentari per difenderle da topi e da altri animali. Usi liquoristici: i galbuli venivano macerati nell’alcol, nel vino o nella grappa ottenendo un liquore digestivo; una consuetudine riferisce che talora si aggiungevano dei galbuli nel vinello (graspìa), per aromatizzarlo. Usi magici: i rami appesi fuori dalla porta allontanavano i sortilegi; i rami bruciati in casa allontanavano il malocchio, eliminavano i cattivi odori, disinfettavano le stanze ove era morta qualche persona. Usi medicinali: si riferisce che sui Colli Euganei quando un bambino, nei primi mesi di vita, dava l’impressione di non riuscire a respirare bene, si mettessero a bruciare sulla “fogàra” alcuni rami che sprigionavano molto fumo ed emettevano un intenso profumo con cui si impregnavano i pannolini usati per fasciarlo. Usi veterinari: i rami bruciati nei pollai e nelle stalle allontanavano i pidocchi dei polli e le zanzare.

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Sinonimi Juniperus. Matth.; Juniperus vulgaris fruticosa. C.B.; Juniperus minor.Fuch.; Juniperus humilis. Gesn.; Juniperus vulgaris baccis parvis pur-pureis. Ray.. Giovamenti / Nocumenti “Virtù. Di dentro. Bevonsi le foglie, overo il succo loro, ò il succo delle bacche utilmente contra i morsi delle vipere. [..] Rompon le pietre conferiscono contra i veleni, contra la peste, fanno buon fiato, [..] Debbons cogliere queste bacche di Settembre, debbonsi infondere in vino con un poco d’acqua vita per due giorni: [..] Virtù. Di fuori. Facendosi profumo col ginepro si scacciano i serpenti. [..] La scorza abrugiata [..] mitiga il dolore de denti, pigliandosene il fumo con un imbutello fino al dente che duole, & al medesimo vale bollita in aceto, & lavandosene la bocca: [..]” (Castore Durante, in “Herbario Nuovo”, 1585)

Piante popolari

Briciole d’Archivio

Ricetta orale

Gineprino Metter a macerare in un litro di grappa un rametto di ginepro e una manciatadi “bacche”, la scorza di un limone, un pizzico di semi di finocchio, un paio dicucchiai di miele precedentemente diluiti in acqua tiepida. Si lascia riposare al fresco per tre settimane scuotendo quotidianamente. Infine si filtra, si aggiunge un rametto di ginepro e si aspetta per un paio di mesi prima di consumarlo. (Arquà Petrarca, luglio 1957, Esterina, anni 63, casalinga-contadina)

Ricetta Storica

Salsa di ginepro Piglierai due once di bache di Ginepro ben lavate in Vino bianco, lasciandovele in infusione due giorni e che il Vino sia nero, mutandoglielo due volte al giorno, e le metterai a bollire in Vaseto vitriato aggiongendovi una libra d’acetto di Malvasia, oncie sei di Zucaro, mezz’oncia di Canella intiera, coperto benissimo con Carta, e Coperchio, mettendolo al fuoco, facendone consumare delle trè parte una, e questa sarà ottima per Francolini, Tordi, et altri Ucelli. (Massimo Dall’Acqua, in “Piciol Lume di Cucina...”, 1701) ANTONIO TODARO - FOTO DI PATRIZIO VIARO

PIANTE POPOLARI Il passato, la memoria, l’oblio Gli articoli di questa rubrica come tutte le copertine di Biolcalenda 2014 sono tratte da questo bellissimo libro arricchito da splendide fotografie a piena pagina e stimolanti didascalie che illustrano gli usi nel tempo, le ricette popolari o monastiche, e ci consentono così di tornare con la mente a un recente passato, fatto spesso di miseria e di sofferenza, di iniquità e di sperequazioni sociali, ma anche ricco delle conoscenze antiche di un’umanità che con l’acqua, le erbe, le radici e i frutti di prati e boschi, di paludi e valli, viveva in stretta simbiosi, li rispettava e ne traeva al tempo stesso la sostanza essenziale per la sopravvivenza. Approfondisci sul www.labiolca.it/pubblicazioni febbraio 2014

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Io sono ecologico

Piccolo corso di proposte pratiche per ragazzi svegli e volonterosi

Nucleare? Molto meglio il sole! ci sono molte ragioni per rifiutare l’utilizzo del nucleare: la mancanza di una soluzione per le scorie, i ripetuti incidenti come quello di Fukushima, l’utilizzo della tecnologia per fini bellici Avrai sentito parlare qualche volta di energia nucleare. Se non altro perché qualche tempo fa, in seguito a un disastroso terremoto, si è verificato un gravissimo incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima che ha causato la contaminazione radioattiva di molti lavoratori, oltre che dei villaggi, degli animali, del mare e dell’aria. L’aumento fortissimo del prezzo del petrolio e del gas (che, bruciati nelle centrali termoelettriche, producono energia elettrica) ha suggerito ad alcuni che la soluzione per le necessità energetiche dell’Italia potesse essere l’energia nucleare. In realtà questa non sembra proprio essere una buona idea. Ecco alcuni motivi che propongo alla tua riflessione: 1. Le centrali nucleari producono scorie che rimangono radioattive anche per decine di migliaia di anni. Esistono nel mondo 250mila tonnellate di rifiuti radioattivi e nessuno, fino ad ora, ha trovato una soluzione soddisfacente per questo enorme problema. 2. Le centrali nucleari non sono impianti sicuri al 100%. Tra l’altro, un incidente in una centrale nucleare non è come un incidente che avviene

su una linea ferroviaria o in autostrada. Per quanto sia un evento grave e doloroso, un treno che deraglia coinvolge nel disastro qualche centinaio di persone. Un incidente nucleare (come è avvenuto in Giappone e anche a Chernobyl, in Ucraina, nel 1986) può disperdere nell’ambiente una enorme quantità di materiali radioattivi che inquinano l’aria, la vegetazione, le acque, gli animali e l’uomo anche a migliaia di chilometri di distanza. Provocando danni che sono evidenti anche dopo decine e decine di anni. 3. Con una parte del materiale “di scarto” prodotto da una centrale nucleare (il plutonio, ad esempio) si possono fabbricare le bombe atomiche, le armi più pericolose e disumane costruite dall’umanità. A Hiroshima e Nagasaki (in Giappone, nell’agosto 1945), due bombe atomiche provocarono in un sol colpo dalle 100 alle 200mila vittime. Senza contare le centinaia di migliaia di persone che sono morte negli anni successivi e che, ancora oggi, soffrono di gravi malattie provocate dall’esposizione alle radiazioni. PAOLO PIGOZZI www.paolopigozzi.blogspot.it

IN AZIONE Su una cosa sarai senz’altro d’accordo: prima di pensare a come produrre più energia elettrica, potremmo provare a diminuire l’energia consumata o sprecata. Ad esempio: -

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Non lasciare accesa la lampadina nelle stanze dove non c’è nessuno. Spegni il LED della TV e della radio (il LED è quella lucetta rossa che rimane sempre accesa). Ogni tanto, lascia perdere televisione, computer e play station e leggi un libro: un piacere a costo energetico zero!

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Cosa rappresentano le infestanti Privare il terreno in via continuativa e permanente della copertura vegetale e della presenza di flora determina un grave vuoto biologico e rischia di innescare processi di desertificazione Quello di infestante è un concetto determinato dal luogo di crescita di un’erba e dal momento in cui questa cresce e si sviluppa. Una pianta spontanea che cresce all’interno di un campo di grano, che si sviluppa e cresce contemporaneamente alla coltura può creare notevoli problemi all’agricoltore. Concetto di infestante: pianta che influisce negativamente sulle finalità umane. Ma quali sono, o quali dovrebbero essere le finalità umane?? Il fatto di credere o pensare che tutte le piante spontanee che crescono all’interno di un’azienda agricola siano infestanti è un grave errore, poiché è possibile gestire queste piante per favorire le dinamiche naturali verso una direzione di equilibrio e sostenibilità dell’insieme. La vigoria e la rusticità che contraddistinguono le erbe spontanee possono tornare utili anche allo stesso agricoltore. Uno degli esempi più classici (ma è soltanto uno degli aspetti che possono essere presi in considerazione) è quello dell’inerbimento all’interno del frutteto, il quale rappresenta una copertura vegetale del suolo che offre molteplici vantaggi. Questo perché i terreni nudi, soprattutto se in pendenza, sono soggetti a forte erosione provocata da intense piogge. La presenza di flora spontanea (o di inerbimento coltivato) riduce l’effetto dilavante e lisciviante delle piogge, proteggendo la fertilità del terreno. Vi è produzione di biomassa (la pianta è l’unica fabbrica di nuova sostanza sulla terra, il resto è riciclaggio), sostanza organica indispensabile per conservare vitalità nel suolo e per il mantenimento della struttura. In natura la presenza della flora spontanea nei terreni estrinseca fertilità riportando al riequilibrio organico e minerale, per secoli ottenuto con la tecnica

Agricoltura biodinamica

La pianta è l’unica fabbrica di nuova sostanza sulla terra - seconda parte

del maggese, oggi reintrodotta con il set-aside (mantenimento dell’attività biologica del suolo grazie agli apparati radicali ed ai residui organici). Una buona gestione del manto erboso (o di aree delimitate adiacenti alle colture) può favorire la presenza di insetti impollinatori ed altri insetti utili; a tal proposito non dovrebbero mai mancare le Labiate, le Ombrellifere (o Apiacee) e le Composite (o Asteracee). Per quanto riguarda, invece, l’approvvigionamento dell’azoto, non va assolutamente dimenticata l’importanza delle Leguminose. Il fatto, dunque, di privare il terreno in via continuativa e permanente della copertura vegetale e della presenza di flora, nel tempo e a lungo andare, va a determinare un grave vuoto biologico con il rischio di andare ad innescare processi di desertificazione dei suoli agrari (soprattutto se non viene mai integrata sostanza organica tramite il compost). Per troppo tempo si è pensato ad eliminare dai contesti agricoli tutti i fattori considerati non produttivi ed estranei al ciclo produttivo, come conseguenza di un processo di pensiero unidirezionale febbraio 2014

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Agricoltura biodinamica 28

e miope (profitto e produttività). Senza considerare, però, che un semplice cespuglio di ortiche rappresenta un habitat ideale per molte forme di vita. Uno dei compiti di una nuova agricoltura dovrebbe essere quello di tutelare e salvaguardare il maggior numero di forme viventi, favorendo la presenza di ambienti idonei allo sviluppo dei vari anelli del ciclo della vita. La vita di molti insetti utili è legata alla presenza di determinate specie vegetali le quali rappresentano la fonte privilegiata di nutrimento. Occorre una visione meno miope poiché nel vivente «l’insieme è maggiore della somma delle sue parti» (Aristotele), è dunque necessario valutare la ragion d’essere di ogni organismo se si vuole costruire un mondo più umano. Per una convivenza vantaggiosa tra flora spontanea e colture è indispensabile coltivare specie e varietà che siano idonee alle condizioni ambientali in cui si opera. Introdurre ed utilizzare colture in aree vocate è il primo e importante passo verso un’agricoltura sostenibile. Inoltre, entro certi limiti, è lecito affermare che il suolo possa manifestare il proprio stato e la propria condizione attraverso la flora spontanea. Ciò significa che la presenza di determinate specie spontanee ci permette di comprendere indicativamente le condizioni generali del terreno e, in misura minore, le condizioni ambientali (impatto sull’ambiente delle pratiche agronomiche e grado di antropizzazione). Un approccio veramente olistico dovrebbe febbraio 2014

coinvolgere l’agricoltore, o il giardiniere, nella lettura della vegetazione spontanea per poter decifrare il linguaggio e le dinamiche del vivente, per riuscire a cogliere i segnali che la natura può manifestare. Non solo per quanto riguarda la presenza o meno di specie vegetali, ma anche per quanto riguarda la presenza di determinati insetti o uccelli. Vi sono alcune specie vegetali spontanee che, indicativamente, sono rappresentative dei terreni compattati e privi di struttura. La compattazione, la mancanza di struttura, e la conseguente asfissia degli apparati radicali, sono tra le prime cause di problemi per le coltivazioni. Le specie che, come tendenza, stanno ad indicare la presenza di compattazione sono Matricaria chamomilla (Camomilla comune), Plantago major (Piantaggine maggiore), Plantago lanceolata (Piantaggine minore), Plantago coronopus (Piantaggine barbarella), Polygonum aviculare (Erba correggiola), Bellis perennis (Margheritina), Poa annua (Fienarola annuale) e, in misura minore, altre specie ancora. Per poter cogliere, invece, ruolo ecologico e potenziali funzioni della flora spontanea è possibile scaricare gratuitamente dal web uno dei manuali ISPRA nel quale vengono fornite indicazioni basilari per poter ripristinare (per quanto possibile) anche all’interno dei centri urbani quegli elementi naturali indispensabili per la vita dell’ecosistema. Per reintrodurre anche in città un po’ di natura, con tutti i benefici del caso, per bilanciare gli effetti negativi di una pressione antropica che troppo spesso non tiene conto delle dinamiche naturali. È sufficiente digitare “Specie erbacee spontanee mediterranee per la riqualificazione di ambienti antropici pdf”. Fa parte dei manuali e linee guida ISPRA (manuale_86_2013). Al di là del contesto, che può essere continentale o mediterraneo, questo manuale offre spunti e indicazioni sul valore e sulle potenzialità di una gestione intelligente della vegetazione spontanea. FABIO FIORAVANTI

Nelle foto: Plantago Major - Piantaggine e Matricaria Chamomilla - Camomilla


Agricoltura biodinamica

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Agricoltura biologica

Passiamo in rassegna le specie che aprono l’annata

Le lavorazioni di fine inverno Con il concludersi della stagione fredda e l’arrivo della primavera l’organismo aziendale prende un ritmo via via più incalzante, il cui culmine coinciderà con il solstizio estivo In questa stagione dell’anno la variabile meteorologica condiziona pesantemente le tempistiche di intervento e, conseguentemente, la possibilità di coltivare o meno determinate specie. Non risulta infrequente, infatti, dover rinunciare ad alcune coltivazioni a causa dell’impossibilità di praticare i terreni per le eccessive piovosità e dover rivedere del tutto o in parte la programmazione colturale della propria azienda. È perciò importante essere pronti ad intervenire appena le condizioni meteorologiche lo permettono cercando, per quanto possibile, di osservare le prescrizioni dettate dal proprio metodo di lavoro. In questo senso si fa espresso riferimento al fatto che alcune operazioni vanno svolte, secondo il metodo biodinamico ad esempio, in alcuni precisi momenti al fine di porre le piante nelle migliori condizioni per tutto il periodo vegetativo e produttivo. È opportuno precisare, però, che non sempre è possibile seguire queste prescrizioni (attenzione: in generale non è “vietato” svolgere lavori in periodi “non consigliati”) ma si sarà quantomeno consapevoli di ciò e, pertanto, si adotteranno tutte le necessarie contromisure al fine di minimizzare le influenze negative previste. La lavorazione del terreno Il terreno va lavorato preferibilmente in condizioni di tempera o almeno si deve evitare di lavorarlo quando è eccessivamente bagnato e il passaggio con i mezzi potrebbe comportare un danno che, specie nei terreni argillosi, porterebbe conseguenze ed effetti negativi che si pagherebbero anche nelle annate successive. Partendo sempre dal presupposto che il terreno sia stato lavorato correttamente nella stagione autunnale, basterà fare una lavorazione superficiale

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Coltivazione di patate di montagna

nel caso in cui si seminino piselli, mentre una lavorazione sarà leggermente più profonda (o con la preparazione di aiuole) nel caso in cui sia previsto l’impianto dei tuberi di patata. Piselli e patate, infatti, sono le specie che generalmente aprono l’annata di lavorazione e partiamo da queste per passare in rassegna tutte le specie (o i gruppi di specie) più interessanti dal punto di vista orticolo e cerealicolo. Il pisello Il pisello è una leguminosa annuale tipica della stagione primaverile. Può essere seminato prima dell’inverno (in questo caso anticiperemo la raccolta di qualche settimana rispetto a quelli seminati nell’anno nuovo) oppure nei mesi di febbraio, marzo e aprile. Semine più tardive possono essere fatte ma si incorre nel rischio di perdite di fioritura dovute alle temperature troppo elevate dei mesi estivi. I semi vanno posti a distanza di circa 5/7 cm sulla fila e a file binate (distanti tra loro 30/40 cm circa)


La patata La patata è una solanacea annuale la cui riproduzione è generalmente affidata al tubero che viene interrato nel periodo da febbraio ad aprile. Semine più tardive comportano una forte riduzione della produttività e del calibro dei tuberi raccolti. I tuberi interi o preventivamente tagliati a pezzi (e lasciati asciugare per qualche giorno) vanno posti a una profondità di circa 7/8 cm e a una distanza variabile tra i 20 e i 30 centimetri. La distanza tra le file è variabile tra i 70 e i 100 cm in funzione degli attrezzi disponibili e tenendo conto che la patata dovrebbe essere rincalzata anche più volte. La rincalzatura mantiene sempre coperti i tuberi in fase di ingrossamento senza che siano esposti alla luce (ricordiamo che un tubero rinverdito in seguito

all’esposizione al sole non è vendibile) e permette di soffocare le erbe infestanti quando sono ancora piccole. La lavorazione del terreno precedente alla semina deve essere tale da garantire uno strato soffice di circa 30 cm, che verrà poi aumentato con la rincalzatura. In ogni caso le patate preferiscono terreni leggeri ed arieggiati e generalmente abbisognano di irrigazione nella fase terminale della coltivazione. Le patate sono sensibili a diversi parassiti. Ricordiamo quelli di natura fungina come la peronospora (che si combatte attraverso l’utilizzo di prodotti a base di rame o miscele di propoli ed olio di semi di pompelmo) e la scabbia che è presente nel terreno e comporta una pesante “screpolatura” della buccia delle patate. La scabbia, a differenza della peronospora, non risulta controllabile ed è “residente” nel terreno. L’unico mezzo di lotta praticabile è l’utilizzo di tuberi sani alla semina (si consiglia in questo senso l’utilizzo di prodotti nazionali poiché la nazione che produce il maggior quantitativo di tuberi semi mondiali - l’Olanda - esporta prodotti che spesso hanno livelli di malattia importanti anche se “ei limiti della normativa vigente”). Un’altra importante patologia è il virus per il quale non esistono rimedi se non un controllo costante sul campo e la scelta di un fornitore di semi affidabile come precisato anche nel caso della scabbia. L’ultimo parassita che ricordiamo è la dorifora: un insetto che provoca danni alle piante di patate quando si trova allo stadio di larva, la quale defoglia intere piante nell’arco di pochi giorni poiché gli adulti depongono molte uova e vi sono più generazioni nel corso di un’unica stagione produttiva. Per il controllo della dorifora si consiglia la lotta manuale (attraverso la raccolta degli adulti e la loro eliminazione fisica) nel caso di piccoli appezzamenti o l’intervento con prodotti a base di Bacillus thuringensis o a base di Spinosad eventualmente addizionati di piretro, tenendo opportunamente in considerazione il loro impatto sull’intera fauna presente nel territorio. LUCA MICHIELETTO febbraio 2014

Agricoltura biologica

o a file distanti la larghezza utile necessaria a far passare gli strumenti che abbiamo a disposizione nella nostra azienda (generalmente tra i 70 e i 90 cm). Il terreno deve essere preparato in profondità in modo tale che almeno i primi 20 cm siano soffici per poter permettere una penetrazione ottimale delle radici e un conseguente adeguato passaggio di gas e liquidi. Esistono varietà diverse, classificate generalmente per l’altezza della pianta. Non sono richiesti tutori per le varietà nane e quelle comunemente dette a “mezza rama” mentre sono necessari degli appositi sostegni (che possono essere costituiti dalle frasche raccolte l’anno precedente oppure da reti plastiche con maglie quadrate a lati di dimensioni di circa 10 cm). L’altezza della pianta ne caratterizza, ovviamente, la produttività: sono generalmente preferite le piante nane per chi effettua un’unica raccolta, mentre sono più indicate quelle alte per chi raccoglie in più passaggi. Dal momento della semina alla raccolta passano dai 60 agli 80 giorni circa. È importante raccogliere al giusto punto di maturazione per evitare che diventino sovramaturi perdendo la caratteristica dolcezza. La pianta di pisello viene difficilmente attaccata da parassiti animali o fungini, pertanto non si segnalano specifiche necessità di utilizzo di prodotti specifici o particolari.

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NORME DI COESISTENZA, UN FALSO SCIENTIFICO. IN FRIULI PROSEGUE LA BATTAGLIA Venerdì 10 gennaio 2014 alle ore 12 ha avuto luogo presso la Regione Friuli Venezia Giulia l’incontro tra il Presidente dell’Associazione NOGM, il nutrizionista clinico e biologo dott. Franco Trinca, e i funzionari della Regione, sul tanto controverso tema delle “norme di coesistenza” tra coltivazioni OGM e coltivazioni tradizionali e biologiche. L’Associazione NOGM ha ribadito il suo motivato giudizio su tali norme, considerate un “falso scientifico” e quindi un vero e proprio equivoco tecnico-giuridico, introdotto dalla Commissione Europea che, nella realtà, si traduce nella contaminazione della filiera agro-alimentare e dell’intero ecosistema biotico, con perdite irreparabili di biodiversità, pesanti alterazioni del patrimonio genetico naturale, con effetti imprevedibili e potenzialmente drammatici, nonché rischi gravissimi per la salute umana. Il Presidente dell’Associazione NOGM, anche in rappresentanza delle moltissime Associazioni ambientaliste, di produttori biologici e biodinamici, insieme alle quali è stato costituito il Coordinamento NO OGM Veneto-Friuli (che intende divenire un punto di riferimento qualificato a livello nazionale, per tutti quei movimenti che si battono per la tutela di un cibo sano e un ambiente integro, senza OGM, pesticidi ed erbicidi), ha fatto presente ai funzionari della Regione FVG quanto segue: 1. ci sono prove e documentazioni scientifiche “sul campo” le quali dimostrano che la “coesistenza” è impossibile e quindi è un vero e proprio falso scientifico e giuridico, perché i transgeni rilasciati e diffusi nell’ambiente si espandono ovunque, contaminando la microflora del suolo, le acque, le varietà agronomiche tradizionali e le specie selvatiche; 2. l’intero corpo della legislazione europea sugli OGM afferma, seppur con grandi incoerenze nella normativa applicativa, il Principio inviolabile della tutela dell’ambiente e delle coltivazioni tradizionali e biologiche dalla contaminazione degli OGM; 3. la tutela della salute e dell’integrità dell’ambiente sono valori e diritti, collettivi e individuali, sanciti e difesi dalla Costituzione italiana, nonché da numerose sentenze della Corte di Cassazione, su cui lo Stato italiano (e le sue Regioni) NON hanno ceduto la propria Sovranità nei Trattati europei sottoscritti; tanto è vero che alcuni Stati membri (la cui classe politica mostra maggior coerenza e coraggio di quella italiana), hanno efficacemente vietato gli OGM sul loro territorio nazionale, contemplandone il divieto addirittura nella loro Carta Costituzionale (Ungheria); A fronte di quanto sopra esposto, l’Associazione NOGM ha rinnovato la diffida già ufficialmente consegnata alla Regione FVG (e presto estesa anche alle altre Regioni d’Italia) di non rendersi colpevole di avallare, con infondate e false “norme di coesistenza”, l’introduzione degli OGM nel territorio regionale (testa di ponte per tutto il territorio nazionale), rendendosi così “de facto” complice delle mire espansionistiche e monopolistiche di multinazionali, quali la Monsanto. A conclusione dell’incontro, l’Associazione NOGM ha chiesto alla Regione FVG quanto segue: 1. di deliberare una moratoria immediata della coltivazione di OGM nel suo territorio, anche in osservanza del Decreto interministeriale vigente dal 10 Agosto 2013 e valevole per 18 mesi; 2. di non varare frettolose e infondate “norme di coesistenza”, dagli esiti disastrosi sul piano agronomico, ambientale, della salute pubblica con conseguenti, pesanti ripercussioni sull’armonia sociale e la stabilità politica; 3. di farsi promotrice, insieme alle Associazioni rappresentative di sensibilità e interessi contrari agli OGM e con il coinvolgimento del Governo, delle altre Regioni e dell’Associazione Nazionale Comuni italiani, dell’apertura di un Tavolo di lavoro e di confronto scientifico sulla reale applicabilità, o meno, delle cosiddette “norme di coesistenza”. Tale proposta verrà illustrata e sottoposta all’attenzione e alla valutazione di tutte quelle Associazioni storiche, impegnate contro l’invasione degli OGM in Italia e nella difesa della salubrità dell’ambiente, del cibo e delle eccellenze della filiera agroalimentare italiana. In considerazione della gravità che tale sconvolgimento degli equilibri ambientali ed agronomici, comporterebbe, attraverso l’applicazione delle ipotizzate “norme di coesistenza”, allo studio della Regione FVG, l’Associazione NOGM auspica che il clima di costruttivo confronto che si è raggiunto ieri, nel corso dell’incontro con i funzionari regionali, si traduca presto in una coerente e consapevole decisione da parte della Dirigenza Politica della Regione, nella sua massima espressione della Presidente Debora Serracchiani. Franco Trinca Presidente Associazione NOGM - associazione.nogm@gmail.com Elenco Associazioni aderenti al Coordinamento NO OGM: Coltivare Condividendo, Belluno; Civiltà Contadina, Italia; Radio Gamma 5, Padova; AIAB Veneto, Altra Agricoltura Nord Est, Padova; UP bio; Associazione Lila; Corvelva, Fratres Fontaniva, Padova; Circolo Wigwam il presidio, Padova; EcoSImia, Treviso; Compagnia zappa e rastrello,Treviso; Collettivo Contorti, Bolzano;Associazione NOGM, Perugia;Wwoof Italia; Genuino Clandestino, Italia;Amissi del Piovego, Padova; Coordinamento per la biodiversità Friuli; Fratelli dell’uomo, Padova; European Consumers; Asci, Piemonte; Con.Pro.Bio, Basilicata; El Tamiso, Padova; Decrescita Felice,Venezia;Terra! Venezia; Associazione Decrescita,Triveneto; Società Agricola I Larghi; Associazione La Biolca.

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Dai colloqui tra ministero e regioni non è emersa una vera strategia per il futuro dell’agricoltura italiana, ma solo la difesa di interessi consolidati, anche a scapito di competitività e sostenibilità Sono molto critiche le Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio - Upbio, FIRAB, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Slow Food, Touring Club Italiano, Pro Natura, Società Italiana Ecologia del Paesaggio, WWF) sull’accordo raggiunto tra Ministero e Regioni sull’applicazione della nuova Pac 2014 - 2020 (Politica agricola comune). Avevano chiesto la definizione, da parte del Governo e Regioni, di un quadro strategico di riferimento per l’agricoltura italiana nel periodo 2014 - 2020, in grado di cogliere le poche novità positive introdotte da una deludente riforma della politica agricola comune europea. «Nell’accordo tra Ministero e Regioni sembra prevalere solo il mantenimento di privilegi acquisiti, lasciando poche speranze a chi si attendeva con la riforma una svolta nella gestione dell’agricoltura europea ed italiana» ha dichiarato la portavoce del tavolo Maria Grazia Mammuccini. Le 14 Associazioni avevano posto all’attenzione del Ministro alcune scelte di ordine generale che ritenevano prioritarie, come l’applicazione della percentuale massima consentita per la modulazione dal primo al secondo pilastro (15%) per aumentare le risorse per i progetti concreti per agricoltori e territorio rurale. Si attendevano inoltre decisioni importanti per lo sviluppo dell’agricoltura biologica attraverso la definizione di un Programma Operativo Nazionale per perseguire l’obiettivo del 20% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale, considerato che il modello biologico oggi rappresenta il miglior investimento di risorse pubbliche per creare occupazione e migliorare il nostro ambiente. Adesso le 14 Associazioni possono confidare solo

nel Programma nazionale della Rete Rurale Nazionale, e chiedono per questo un maggiore coinvolgimento del partenariato sociale ed economico, in particolare per i temi legati alle sfide ambientali della PAC, all’agricoltura biologica e alla ricerca e promozione delle buone pratiche e scambio di esperienze. Diventa inoltre indispensabile lavorare su una strategia integrata tra il livello nazionale e quello regionale per l’innovazione e per la promozione di PEI (partenariati europei per l’innovazione) dedicati alle due priorità ambientali dello sviluppo rurale (Preservare e migliorare ecosistemi collegati all’agricoltura e Transizione verso una “low carbon economy”). Le Associazioni chiedono inoltre che venga rapidamente adottato il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Esiste infatti una stretta relazione tra questo piano e la definizione delle misure agroambientali della nuova programmazione dello Sviluppo Rurale da parte delle Regioni. Alle Regioni le 14 Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica chiedono nuovamente un incontro e l’impegno per sottoprogrammi regionali dedicati all’agricoltura biologica, per incentivare la nascita di filiere del biologico, dalla produzione alla trasformazione e commercializzazione, e favorire la nascita di Biodistretti, in particolare in aree vocate e a elevato valore naturale o siti Natura 2000. Le Regioni devono infine prevedere per l’attuazione dei propri PSR (Programmi Sviluppo Rurale) l’utilizzo degli accordi agro-ambientali d’area tematici dedicati alla conservazione della biodiversità, alla gestione delle risorse idriche e per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Comunicato stampa AIAB

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Nuova Pac: un brutto accordo

AIAB VENETO

Corso Stati Uniti 50 - 35127 Padova Orario Sportello: mercoledì 9.30 - 13 Tel. 049/ 86.87.176 - Fax 049/78.40.317 - mob: +39 347 0653179 - E-mail: sportello@aiabveneto.org - www.aiabveneto.org febbraio 2014

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Della mela pallida canadese Nel paese americano è stata creata la mela che non annerisce anche dopo essere stata tagliata. Ma nessun consumatore pare interessato: ecco l’ennesimo inutile “successo” delle biotecnologie Una notizia recente sugli organismi transgenici, che in questo caso qualcuno chiama cisgenici, perché conterrebbero geni della medesima specie vegetale, riguarda la costituzione della mela Artica, che avrebbe il vantaggio di non annerire dopo tagliata. Chissà che cosa s’aspettassero quei tecnologi canadesi che con tanta cura s’eran dati da fare per migliorare la natura di un frutto tanto apprezzato in giro per il mondo, ma che ha un difetto solo da loro giudicato tanto grave! Nel 2010 la società della Colombia britannica Okanagan Specialty Fruit presentò agli enti preposti del governo canadese richiesta d’approvazione e l’ottenne nel 2012, come si può leggere nel sito http://www.inspection.gc.ca/vegetaux/vegetaux-a-caracteres-nouveaux/avis-de-demande-dapprobation/okanagan-specialty-fruits-inc-/fra/133514 1426301/1335142810470. Maggiori difficoltà la società Okanagan Specialty Fruits ha incontrato con il governo degli Stati Uniti d’America, che alla fine del 2013 non aveva ancora concluso i giudizi sui due meli geneticamente modificati, rimanendo dei dubbi soprattutto sull’RNA che trasporta i geni di soppressione o di riduzione dell’annerimento in seguito a traumi o al taglio delle mele (cfr. il sito http://www. aphis.usda.gov/brs/aphisdocs/10_16101p.pdf che consiste in un rapporto di oltre 160 pagine che si leggono volentieri, ma che non sono convincenti). Cercando di descrivere il motivo della selezione naturale dei geni che nelle varie specie determinano l’annerimento, sono elencati vari motivi di resistenza a danneggiamenti, ma quanto alle mele si afferma che il meccanismo non è ancora ben compreso. Ciò lascia perplessi. D’altra parte, la notizia della mela che non anfebbraio 2014

nerisce non è stata accolta favorevolmente dal pubblico, né dagli agricoltori. Non se ne sente il bisogno, in buona sostanza si dice. La mela annerita conserva un buon gusto. Con una piccola dose di succo di limone si evita l’annerimento. Perché mai dovremmo spendere tanto di più nell’acquisto delle piantine, mentre gli utilizzatori non pagheranno di più le mele transgeniche? Gli agricoltori canadesi temono che il mercato rifiuti anche le loro mele, com’è successo dopo che mais dolce e zucchino transgenici sono stati approvati. Rimangono inoltre tutte le perplessità da tempo esposte da molti scienziati, sui meccanismi di trasferimento di sequenze di geni tramite batteri, sull’inserimento di marcatori antibiotici, sul fatto che non si domina il trasferimento di singoli geni, i quali d’altronde opereranno diversamente nel contesto degli altri presenti nel genoma… La selezione naturale è un procedimento lentissimo che non siamo in grado di riprodurre nei tempi brevi delle approvazioni burocratiche. Non vale la pena rischiare fenomeni che possono rivelarsi incontrollabili, è giusto applicare soprattutto il principio di precauzione. GUIDO FIDORA


Agricoltura biologica

Del mais transgenico bt Mon 810 in Friuli La storia infinita del mais transgenico che produce la tossina del Bacillus thuringiensis prosegue con un tentativo di dettare norme per la coesistenza nel Friuli Venezia Giulia. È un mezzo in teoria dovuto, perché il decreto interministeriale del luglio 2013 chiese alle Regioni di fissare tali norme entro i 18 mesi determinati per la sospensione della coltivazione. In realtà, norme regionali di questo tipo sono superflue, per il fatto che l’Unione europea dovrà revocare l’approvazione del mais btMon810 della Monsanto, unico mais transgenico finora consentito in Europa, perché nel frattempo sono state modificate le norme di valutazione cui l’EFSA deve attenersi ed i vegetali modificati per produrre la tossina Bt s’è visto che provocano danni insostenibili all’ambiente ed alle varie forme viventi sensibili alla detta tossina, mentre il bruco della piralide, che sarebbe l’unico insetto da combattere, sta selezionando popolazioni resistenti, adattandosi alla tossina, e dove la piralide muore, scompaiono i suoi predatori, come alcune specie di vespe. I danni da piralide, inoltre, sono molto minori se non si coltiva il mais per più anni di seguito sulla stessa superficie. Il problema era stato messo a punto con lucidità, durante il governo di Mario Monti, dal ministro della Salute Renato Balduzzi, il quale inviò nell’aprile 2013 documentata richiesta alla Commissione europea di revocare l’approvazione del btMon810, vietandone la coltivazione in tutta l’Unione, come è stato vietato il mais bt11 della Syngenta. Lettera con gli allegati si trovano nel sito http://www.salmone.org/wpcon tent/uploads/2013/04/lettera-balduzzi-per-bruxelles.pdf. Non sembra sia giunta risposta al ministero della salute, che unitamente a quello delle politiche agricole e a quello dell’ambiente, durante il governo di Enrico Letta, determinarono il decreto del luglio 2013 sopra citato, che però non previde sanzioni e consentì i pasticci nel Friuli. Del blocco alla coltivazione della patata transgenica Amflora della Basf Il via libera alla coltivazione nell’Unione europea della patata Amflora era stato dato dalla Commissione nel 2010. Il tribunale di Lussemburgo ha però valutato che la Commissione aveva tenuto conto del solo parere finale dell’EFSA, secondo cui non ci sarebbero stati rischi, senza però premunirsi di ascoltare altri portatori di interesse, in particolare sui rischi per l’uomo e per l’ambiente. Essendo stati violati gli obblighi procedurali, il tribunale dell’Unione ha annullato le decisioni prese sulla patata geneticamente modificata. Il fiasco della patata transgenica in Europa è stato completo. Dopo pochi ettari coltivati nella Repubblica ceca ed in Isvezia, nessuno l’ha più coltivata. La stessa Basf ha sospeso il commercio della patata Amflora, costituita allo scopo di aumentare il contenuto di amilopectina nell’amido, che avrebbe dovuto interessare alcune aziende industriali. Guido Fidora AVEPROBI - Associazione Veneta dei Produttori Biologici Sede operativa a (37050) Campagnola di Zevio (VR), via Alessandro Manzoni, 99 info@aveprobi.org – www.aveprobi.org Redazione a (30010) Cona (Venezia), corte Civranetta Tf. e fax 0426509136 - mail fidora@libero.it

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Attività Culturali

CORSO DI GRAFOLOGIA

imparare a conoscersi grazie al linguaggio rivelato nella scrittura Scrivere è un’attività innata all’essere umano, un bisogno archetipico, una necessità fisica per trasferire il proprio pensiero in immagini visibili e “chiare” al fine di comunicarle ad altri individui. Oggi, le scritture di grandi e piccini presentano seri inconvenienti di leggibilità rivelando l’incapacità di comunicazione tra gli individui. Segno dei tempi? Libertà, condizionamento o adattamento? Sabato 15 febbraio, presso la sede Biolca dalle 9,30 alle 18,00. Possibilità di pranzare in sede nell’intervallo dalle 12,30 alle 14,00 con menù biologico vegetariano (contributo € 10). Quota di partecipazione per i soci Biolca € 40. I non soci devono aggiungere la quota associativa di € 20 che dà diritto a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno. Per informazioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it

stri o n i A ri letto

La segreteria dell’associazione è aperta nei giorni di:

Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 Dal lunedì al giovedì dalle 17 alle 19 Il numero da chiamare è 049 9101155. Per comunicazioni urgenti o fuori orario potete chiamare il 335 7023755. Indirizzo mail: info@labiolca.it

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www.labiolca.it CORSO DI CUCINA È possibile mangiare sano, con gusto, rispettando l’ambiente e senza abusare di prodotti di origine animale? A questa domanda risponde il corso teorico-pratico di cucina biologico-vegetariana in programma giovedi 20 e venerdi 21 febbraio presso la sede Biolca a Battaglia Terme. Si potrà vedere come una dieta vegetariana, in fondo, comprende tutti i prodotti commestibili che offre madre natura, tranne un solo prodotto, la carne. Infatti con cereali, legumi, ortaggi, spezie, erbe aromatiche e frutta si possono preparare una infinità di piatti che non hanno nulla da invidiare ai piatti a base di carne. Però senza le controindicazioni della carne e con un valore aggiunto che è costituito dalla qualità dei prodotti biologici e dal loro impatto positivo sull’ambiente. Il corso prevede la partecipazione attiva degli allievi, sia nella preparazione dei piatti e, cosa più piacevole, anche alla degustazione degli stessi.Verrà distribuito materiale didattico e le ricette del corso. Date e orari: giovedi 20 febbraio dalle 19,00 alle 22,30 parte teorica venerdi 21 febbraio dalle 19,00 alle 22,30 parte pratica Conduce Carmen Bellin Quota di partecipazione: E. 60 per i soci Biolca (i non soci devono aggiungere la quota associativa di E. 20 che dà diritto a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno) Per informazioni: 333 6071916 (Carmen) o 049 9101155 (Biolca) o info@labiolca.it


CON FILIPPO ZACCARIA Lettura e commento dei testi di Rudolf Steiner ogni 15 giorni al mercoledi sera dalle 21,00 alle 22,30 presso la sede Biolca. Prossimi incontri: mercoledi 5 e 19 febbraio. Per informazioni: 049 9101155 (venerdi mattina orario segreteria) o 345 2758338 (Filippo). CON MARIUCCIA RIGON “L’arte di conoscerci e di mantenerci in salute” ogni ultimo sabato del mese dalle 15,00 alle 18,00 presso la sede Biolca. Il prossimo incontro è in programma per sabato 1 marzo (la data è diversa dalla solita cadenza per questioni organizzative). Per informazioni: 333 6071916 (Carmen) o 049 9101155 (Biolca) o info@labiolca.it

Attività culturali

GRUPPI DI STUDIO

LA LIBERTA’ NELLA COPPIA Gruppo di studio di approfondimenti antroposofici riguardo alla vita di coppia. Coordinano: Nella Calligrafi e Filippo Zaccaria. Gli incontri si svolgono presso la sede Biolca con cadenza mensile, ogni ultimo mercoledi del mese dalle 21,00 alle 22,30. Prossimo incontro mercoledì 26 febbraio. Per informazioni: 339 2927494 (Nella) o 049 9101155 (Biolca) o info@labiolca.it CON GIOVANNI ABRAMI Nuovo ciclo di incontri per la lettura e il commento degli Aforismi tratti dal libro “Tanto per dire …” di Giovanni Abrami (ediz. Panda). Gli incontri sono a cadenza quindicinale, al venerdi dalle 18,30 alle 20,00 a partire da venerdi 24 gennaio. Prossimi incontri venerdi 7 e ven. 21febbraio. Si tengono presso la sede Biolca e sono aperti a tutti. Per informazioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it

ARMONIE IN ACQUERELLO

Esploriamo il mondo dei colori e la loro essenza in risonanza con l’essere umano Da sempre il colore, nei suoi svariati utilizzi, ci porta incontro sensazioni e sentimenti. A seconda del momento, della giornata, del periodo di un evento, la nostra interiorità è spinta, è attirata da particolari colori. Incontreremo i colori nella loro essenza, ascoltando il nostro pensare, il nostro sentire e il nostro volere e come questi possano interagire tra loro nella nostra individualità e nella condivisione. Il corso è rivolto a tutti coloro che hanno voglia di sperimentare, condividere e giocare con il colore. Date e orari: sabato 8 febbraio dalle 9.30 alle 16,00 (pausa pranzo dalle 12,30 alle 14,00) domenica 9 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 Luogo: presso la sede Biolca a Battaglia Terme (PD) Conduttrice: Michela Binotto, maestra nella scuola Waldorf di Padova, ha conseguito l’attestato di insegnante presso l’Accademia di Oriago(VE); da anni allieva del maestro d’arte Stefano Signorin, svolge corsi di pittura ad acquerello per adulti e bambini. Quota di partecipazione per i soci Biolca: € 60 comprensivi del materiale (i non soci devono aggiungere la quota associativa di € 20 che dà diritto a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno) Possibilità di pranzare in sede nella pausa di mezzogiorno con menù biologico vegetariano (contributo € 10) Per informazioni: 049 9101155 (Biolca) o 347 0663388 (Michela, ore serali) o michela.binotto@libero.it febbraio 2014

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Attività culturali

Riequilibrio del Sistema Linfatico Corso di autotrattamento semplice ed efficace per avere più energia, un fisico più tonico, una pelle più luminosa ed elastica, prevenire le rughe, la ritenzione idrica, la cellulite, per disintossicarsi, per rafforzare il Sistema Immunitario e molto altro.

Sabato 15 febbraio dalle 16,00 alle 17,30 presso la sede Biolca a Battaglia Terme (PD) Relatrice: Maria Vania Zambon, Naturopata iscritta alla Federazione Nazionale Naturopati e Heilpraktiker Professionisti. Presentazione: Il sistema linfatico è uno dei sistemi naturali di difesa dell’organismo contro le infezioni. Esso elimina le tossine, i rifiuti e i fluidi in eccesso dai tessuti del corpo tramite il flusso e il drenaggio corretti. Se questi processi non si svolgono in modo appropriato, il fluido diventa tossico con conseguenti disturbi fisici, malattie degenerative ed accelerazione del processo di invecchiamento. Il riequilibrio si basa sulla stimolazione dei punti riflessi del Sistema Linfatico per favorire il rilascio dai tessuti della linfa vecchia e satura di tossine. Questo produce, tra gli effetti, un aumento della forza, della capacità di recupero, dell’energia e della coordinazione, tonicità fisica e resistenza. Migliora il Sistema Immunitario, disintossica, regola l’intestino, rende la pelle più luminosa ed elastica, prevenendo le rughe. Indicato per ritenzione idrica e cellulite. Altri benefici riguardano allergie, sinusite cronica, eczema ed altre malattie della pelle, stanchezza cronica, infezioni virali e batteriche, dolori lombari, artrite, mal di testa, ecc. Ottimo anche per sportivi. Programma: Sabato 15 febbraio dalle 16,00 alle 17.30 presentazione del Corso e 1° lezione gratuita. Giovedì 6-13-20 marzo lezioni pratiche dalle 18,00 alle 19,00. Quota di partecipazione per i soci Biolca € 120. I non soci devono aggiungere la quota associativa di € 20 che dà diritto a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno. Nota: al termine del corso verrà consegnato uno schema con i punti da trattare ed indicazioni per un trattamento personalizzato. Per informazioni sul contenuto del corso: Maria Vania Zambon, Cell. 366 2461571, mail: gaiawicca@yahoo.it Per iscrizioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it

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Venerdi 24 gennaio alle ore 20,30, presso la sede Biolca a Battaglia Terme, serata di presentazione del corso Fiori di Bach e Tarocchi, in cui verrà illustrato il metodo e l’utilizzo della tecnica. Ingresso libero e aperto a tutti. Il programma del corso, seguente alla serata, prevede 12 incontri al martedi sera dalle 20,30 alle 22,30 a partire da martedi 18 febbraio. Date successive: 11/3/2014; 18/3/2014; 1/4/2014; 15/4/2014; 29/4/2014; 13/5/2014; 27/05/2014 (le restanti date le decideremo con gli iscritti al corso). Il corso di Fiori di Bach e Tarocchi nasce dall’esigenza di trovare un modo pratico, veloce, ma soprattutto sicuro per scegliere la rosa dei fiori e, allo stesso tempo, di capire profondamente il senso del lavoro che si sta svolgendo su se stessi. È un percorso che ci porterà, attraverso il simbolismo dei tarocchi, a scoprire le verità celate dietro un nostro atteggiamento e a comprendere come modificarlo attraverso la comprensione e l’uso dei Fiori di Bach. Utile per sé stessi, per la propria famiglia e per chi opera con terze persone. Non servono nozioni né dell’una né dell’altra materia, sarà insegnato tutto il necessario durante il corso. Autonomia emozionale! Questo è l’obiettivo del lavoro che svolgeremo assieme. Riuscire a gestire piccole crisi e cambiamenti propri e della propria famiglia con un metodo semplice e schematico. Relatrice: Alessandra Barbieri, ricercatrice spirituale della via del Sacro Femminile specialista nell’interpretazione dei simboli, dopo la Scuola di Naturopatia A.E.Me .Tra di Torino, ha frequentato corsi di Radiestesia,Tarocchi, Astrologia Umanistica e Quabbalah e Danze indiane. Da tempo si occupa di cercare metodi di riequilibrio che propone in varie zone.

Attività culturali

Corso di Fiori di Bach e Tarocchi

Quota di partecipazione per i soci Biolca € 20 per ogni incontro e € 220 per tutto il corso. I non soci devono aggiungere la quota associativa di € 20 che dà diritto a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno. Per informazioni: 049 9101155 (Biolca) o 335 5328032 (Alessandra) o info@labiolca.it

Corso di Danze Sacre Danze Sacre? Cosa sono? Sacro è tutto ciò che ci aiuta a percepire il Divino perciò verrà usata la Danza per risvegliare la parte divina che è in noi. Le Danze Sacre sono presenti in tantissime culture, molte popolazioni indigene le usano ancora.Venivano usate per allontanare il male, per proteggersi dalle disgrazie, per aumentare il coraggio prima di una sfida, per propiziare la caccia, per sedurre e procurarsi una compagna … un compagno. Ma in Europa non esistono? Sono mai esistite? In realtà sì: esistevano anche in quest’area ma con l’avvento delle Grandi Religioni monoteiste hanno visto ridurre la loro importanza. Resta ancora qualche residuo nei balli popolari. In Italia abbiamo la Tarantella e la Pizzica che (sotto forma di ballo popolare risveglia gli istinti più “proibiti” del ballerino). Il flamenco è un altro esempio di ballo popolare che risveglia molte funzioni stimolando punti dell’agopuntura. Ma perché ha importanza la danza Sacra per noi persone occidentali? Perché abbiamo sviluppato eccessivamente la mente razionale a discapito della parte intuitiva, non permettendoci più di capire i segnali che il nostro corpo ci invia o addirittura vivendo disagi (il più frequente nell’intimità) perché non c’è più una buona relazione con esso. Il ballo allora diventerà un mezzo per sbloccare paure, inibizioni, intolleranze ecc. Dopo aver studiato e provato varie forme di ballo e dopo aver studiato molte discipline olistiche la docente, Alessandra Barbieri, ha sviluppato un suo sistema di lavoro; l’incontro con il musicista Dante Calore ha poi trasformato il corso in un corso di danza-musico terapia che coinvolge il partecipante a 360°. Venerdi 21 marzo dalle 21.00 alle 23,00 presso la Sede dell’Associazione La Biolca si svolgerà una serata di prova gratuita in cui si ritualizzerà l’Equinozio di Primavera (informazioni sull’Equinozio si troveranno sul blog: astroscienza.wordpress.com). Ai partecipanti si chiede di portare un foglio di carta e una penna. Adesioni: la serata è a numero chiuso e le adesioni verranno raccolte in base all’ordine di arrivo. Per informazioni e/o adesioni: 049 9101155 (La Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it febbraio 2014

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Attività culturali

CORSO DI APICOLTURA BIODINAMICA Il corso si propone di sviluppare le basi per una apicoltura innovativa, rispettosa dell’essere ape in sintonia con i fondamenti della biodinamica. Per il neofita il percorso sarà entusiasmante e divertente; per l’apicoltore esperto, alla ricerca di nuovi stimoli, una nuova sfida per rimettersi in gioco. Sono previsti 6 incontri a partire da domenica 2 marzo, presso la sede Biolca, dalle 9,30 alle 17,00 con un intervallo per il pranzo dalle 12,30 alle 14,00. Servizio segreteria dalla 9,00 alle 9,30. Possibilità di pranzare presso la sede nell’intervallo di mezzogiorno con menù biologico vegetariano (contributo E. 10). Questo il programma: Primo incontro domenica 2 marzo L’ape e l’uomo, l’ape e l’universo: impulsi e meditazioni per la comprensione della stretta relazione tra uomo, ape e ciò che ci circonda, in relazione ai dettami della biodinamica. Morfologia ed etologia dell’ape: entrando nella sua intimità scopriremo particolari curiosi e incredibili che permettono di evitare errori e luoghi comuni; la descrizione particolareggiata della struttura dell’insetto nei minimi particolari e la conoscenza del suo comportamento, suffragato dalle più recenti ricerche, ci aiuteranno a una maggiore e facile comprensione degli eventi che incontreremo nel percorso di apicoltore. Secondo incontro domenica 16 marzo Gestione dell’apiario, prima parte: una approfondita conoscenza nella conduzione degli alveari darà la possibilità di ottenere soddisfacenti risultati con un dispendio minimo di energie. In apicoltura non ci sono ricette con verità assoluta, ciò che viene trasmesso da questi incontri è frutto di una esperienza personale non trasferibile, ma può essere una base su cui costruire e personalizzare la propria pratica. Si parlerà di come e dove costituire un apiario, come seguire lo sviluppo delle famiglie d’api dall’uscita dell’inverno e come limitare la sciamatura. Terzo incontro domenica 6 aprile Gestione del’apiario, seconda parte: la conoscenza di esperienze fondate su un’attività pratica, ci dà la possibilità di evitare onerosi errori e ci permette quell’autonomia necessaria per poter operare in tutta tranquillità e disinvoltura, senza dipendenza alcuna. I principali temi di questo incontro saranno: la gestione degli sciami, la moltiplicazione degli alveari, il mantenimento in sanità degli alveari, l’invernamento. Quarto incontro domenica 14 settembre Preinvernamento e invernamento: a questo punto della stagione si tirano le somme del lavoro svolto; è un momento delicato dove la valutazione dello stato di ogni singola famiglia è determinante per la preparazione al riposo invernale. Quinto incontro domenica 28 settembre Le malattie dell’alveare: conoscere ed identificare il più possibile le malattie ci mette nella condizione di evitare condizioni a volte catastrofiche; una precoce diagnostica, magari in forma precauzionale dà la possibilità di evitare brutte sorprese, che in apicoltura possono compromettere in modo irreversibile la vita delle nostre api. Si parlerà delle principali malattie dell’alveare che colpiscono le api adulte e la covata e di come individuarle e difenderci. Sesto incontro domenica 12 ottobre Le produzioni: miele, polline, propoli ed altro ancora, come produrre e valorizzare i prodotti dell’alveare, metodi ed attrezzature occorrenti per raggiungere il nostro scopo. In apicoltura esistono delle produzioni non del tutto conosciute, scopriremo quali. Gli incontri sono teorico-pratici con esperienze presso aziende apistiche selezionate. Le date potrebbero essere soggette a variazioni. Relatore: Gianni Stoppa, apicoltore biodinamico ed esperto apistico regionale. Quota di partecipazione per i soci Biolca per i 6 incontri E. 220 (i non soci devono aggiungere la quota associativa di E. 20 che dà diritto, fra l’altro a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno). Previsti sconti per coppie e studenti. Per informazioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it

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Corso di Nutrizione Scientifica in 4 incontri domenicali, dalle 9,30 alle 14,30 presso la sede Biolca. Dalle isole di Panama fino ai mercati dell’India, un viaggio di teoria scientifica e pratica culinaria nel mondo dell’anti-ossidazione, a cura di Democratic Nutrition*. Primo incontro - domenica 24 novembre: PER UN PUGNO DI SPEZIE (già effettuato) Secondo incontro - domenica 22 dicembre: CUORI DI CACAO (già effettuato)

Attività culturali

Il favoloso mondo di spezie, cacao, tè e bacche

Nota: le date del terzo e quarto incontro sono variate rispetto al programma iniziale Terzo incontro - domenica 23 febbraio: UN BUON NON COMPLEANNO A TE’ - I benefici del Tè: il punto della ricerca bio-medica sui vari tipi di tè, dalla salute dentale a quella cardio-metabolica. Le varietà da prediligere e quelle da limitare in un’ottica salutistica. Neuro-biologia del tè: il legame con la meditazione. - Il tè come abitudine: strumenti ideali di preparazione e conservazione per averlo sempre con sè; conseguenze fitochimiche dell’aggiunta di limone o latte (vaccino e di soia). - Degustazione: tè verdi e bianchi abbinati a dolci e biscotti aromatizzati. Quarto incontro - domenica 2 marzo: IL TEMPO DELLE BACCHE - Perchè la frutta non è tutta uguale. Proprietà fitochimiche e terapeutiche delle bacche; esempi storici di progresso medico-industriale dalla Finlandia; le bacche alle frontiere della ricerca oncologica. Bacche “esotiche” (Goji e Acai): trovata commerciale... o benefici reali? - Bacche tutto l’anno: prodotti disponibili in commercio, conservazione, utilizzo in cucina e qualche ricetta. - Dolce degustazione finale: Dolcetti alle Goji, Crostata e Succo del bosco Quota di partecipazione per i soci Biolca € 35 per ogni singola lezione. Chi non è socio deve aggiungere la quota associativa di € 20 che dà diritto a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno. Oltre a questi incontri già programmati è prevista una lezione supplementare venerdi 16 maggio dalle 20 alle 22,30 con il seguente tema: NUOVO “DOLCE” MONDO Il tramonto dello zucchero bianco e l’alba di una nuova dolcificazione. Programma: - Come districarsi tra i dolcificanti in commercio: stevia, agave, miele, polioli sintetici, malti, sciroppi, concentrati e succhi... - Aspetti di tossicologia, salute dentale, impatto calorico-glicemico e capacità anti-ossidante. - Durante la serata, piccola degustazione con tisane e dolcetti (senza prodotti di origine animale e da agricoltura biologica). Quota di partecipazione per i soci Biolca: € 20,00. Per informazioni: 049 9101155 (La Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it * Democratic Nutrition ha lo scopo di fare divulgazione scientifica aggiornata e di qualità nel campo della Nutrizione. Gli attuali responsabili sono Valentina Jennifer Carpanese (vegan chef) e da Carlo Martini (divulgatore scientifico), entrambi impegnati da anni a studiare ed aggiornarsi in modo quotidiano ed assiduo sui database bio-medici internazionali. Il loro primo libro è in fase di scrittura. Gli articoli, video ed eventi di Democratic Nutrition si trovano su Facebook, Blogger,YouTube, Google+ e Twitter. febbraio 2014

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Attività culturali

Cucina bio: le Quattro stagioni Ciclo di incontri culturali-gastronomici per conoscere e degustare il cibo buono, sano, legato alla tradizione e al territorio e proveniente da agricoltura biologica. Gli incontri previsti sono quattro e sono in corrispondenza alle quattro stagioni. Comprendono un aspetto culturale con l’intervento di un esperto di alimentazione, e un aspetto gastronomico con la degustazione di piatti preparati con prodotti biologici di stagione per sottolineare l’importanza di armonizzare la propria alimentazione con i cicli naturali. Per ogni incontro prevista anche la presenza di un personaggio di riguardo che sarà l’ospite della serata. Prossimo incontro sabato 22 Marzo alle ore 19,30 presso la sede Biolca. Nel prossimo n. il menù e l’ospite della serata Quota di partecipazione € 20,00. Posti limitati. Obbligatoria la prenotazione telefonando al 049 9101155 (Biolca orari segreteria) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it

Erbe di campagna Quando i prati, le siepi e i boschi profumavano di erbe Venerdi 28 febbraio ore 20,30 presso la sede Biolca serata culturale con il prof. Antonio Todaro e Agostino Aldrigo. Tema: Alimurgia e Rituali popolari primaverili Nel corso della serata sono previste proiezioni di immagini e inframezzi sonori da parte di Agostino A conclusione un piccolo buffet con preparazioni semplici di erbe popolari primaverili. Contributo di partecipazione € 5,00. Obbligatoria la prenotazione telefonando al 049 9101155 (Biolca orari segreteria) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it

NUOVO CALENDARIO BIODINAMICO 2014 Nuova grafica, testi riveduti e ampliati, disegni originali, uso sapiente del colore in base alla stagione e numerosi consigli utili per coltivare con il metodo biodinamico. Il calendario è edito dalla Biolca con i consigli di Paolo Pistis. Si configura come un vero e proprio calendario che si può appendere al muro e che riporta ogni mese le indicazioni per le semine e per le varie lavorazioni e uno spazio per le annotazioni giornaliere. Si può richiedere alla Biolca tramite tel/fax allo 049 9101155 o al cell. 345 2758337 (Martina) o tramite mail a info@labiolca.it Contributo E.8,00 + 1,28 (spese postali)

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In questo spazio i nostri soci-abbonati possono pubblicare annunci di vario tipo: ricerca e offerta lavoro, ricerca e offerta ospitalità, compro-vendo, scambio..ecc. Devono essere piccoli annunci di max 250 caratteri e corredati dei riferimenti utili all’identificazione: nome, cognome, indirizzo, telefono, mail. I primi due annunci sono gratis, dal terzo annuncio chiediamo di versare un piccolo contributo. L’annuncio va inviato entro il 10 del mese per la pubblicazione nel mese successivo all’indirizzo mail: info@labiolca.it Cedesi in Este (PD) avviata attività di prodotti biologici alimentari e non, di 160 mq, unica nella zona. Parcheggio riservato, doppia entrata, pacchetto clienti consolidato. Info: Elisabetta 366 5854351

Corso teorico-pratico di frutticoltura biodinamica presso l’azienda agricola Benericetti Cristina, località Terra del Sole, Castrocaro Terme (FC). Sabato e domenica 8-9 febbraio. Per info e iscrizioni: info@fondazionelemadri.it

Settimana Bianca vegetariana a Claviére (Piemonte, comprensorio Sestriere /Via Lattea), cucina vegan: dalla colazione, al pranzo, alla cena... ed anche il pranzo al sacco. Da sabato 15 a sabato 22 marzo. Info e prenotazioni: info@societavegeteriana.org - cell. 347 9521216

Conferenza gratuita: venerdì 28 marzo dalle 17,45 alle 19,30 “Malattia Linguaggio dell’Anima”. Palazzo Ducale (Sala Munizioniere) - Piazza Matteotti 9 - Genova. Con il il dott. Rudiger Dahlke autore del libro omonimo. Info: 335 319706 - www.ilmelagrano.it

Corso distillare oli essenziali e idrolati con Massimo Corbara 29-30 marzo e 25-26 maggio. Info e iscrizioni: spagirico@gmail.com - tel. 0547 95480 - 337 219122

Eventi Festival PURA - Benessere&Natura a Verona domenica 30 marzo ore 10,00-18,00, presso Centro Congressi Verona Fiere. Nuovo festival olistico, prima edizione. Ingresso 5 €. Per info: http://purafestival.weebly.com/

Scuola di Pratiche Sostenibili: cascina Santa Brera nel Parco Agr. Sud Milano. Visite guidate e corsi per conoscere l’agricoltura biologica, l’ambiente, la vita nei campi, i lavori in cascina e la permacultura. Calendario iniziative: www.scuoladipratichesostenibili.org/categorie/corsi/ Corso Linguaggio Segreto del Viso. Un programma che deriva dall’unione di diversi sistemi di analisi del viso e delle sue espressioni, e da una esperienza diretta di coaching testata in 20 anni di attività. Per info: info@enjoyformazione.it - 345 4224453 - 348 0710447 Fattoria Didattica Capeeto a Salboro Pd, passeggiate in campagna, attività di conoscenza degli asini, laboratori creativi per gruppi, famiglie, scuole, giochi e relax in compagnia degli asini. Info e prenotazione 347 5172523 - www.equidistanti.it

Piccoli annunci

IN BACHECA

Convegno “Smart waters - Cooperazione e sicurezza idrica nelle aree fragili”. Rovigo 21-22 marzo. Organizza: Fondazione Cult. Responsabilità Etica, Dipartimento Scienze Politiche Università di Trieste, Agriregionieuropa. Per info: Giorgio Osti, ostig@sp.units.it e Andrea Povellato, povellato@inea.it Seminario con il Metodo Bates su Presbiopia, Miopia, Astigmatismo. Roma, sabato 22 e domenica 23 febbraio con il Dr. Maurizio Cagnoli: tecniche per curare diverse patologie oculari. Manipura - Associazione per il benessere, tel. 349 8702672 - 06 83609979 Offresi erborista diplomata, esperta in fitoterapia, spagiria, fiori di Bach, alimentazione naturale, macrobiotica.Telefonare al 049 8686558 (Tiziana)

Corso Linguaggio Segreto del Corpo a Torino 12-13 Aprile. Con Golia Pezzulla. Seminario per imparare a leggere con precisione carattere ed emozioni grazie alla forma del corpo, ai gesti, ai suoi segnali. Per info: info@enjoyformazione.it 345 4224453 - 348 0710447

Corso teorico-pratico di sciamanesimo, 1° livello, condotto dallo sciamano nepalese Bhola Banstola e da Mariarosa Genitrini. Firenze sabato e domenica 15-16 febbraio. Associazione C.L.I.P. 2000 Creature Luce Interiore Preziosa. Info: 333 4419544 - info@clip2000.it

Corso Yoga della risata per ritrovare il piacere di essere sè stessi. Parma 12-13 Aprile, con Claudia Poppi Teacher, trainer and coach di Yoga della risata. Obiettivi: ridere, divertirsi, riscoprire il benessere nel corpo e nella mente. Info: Claudia Poppi 338 5873486 - info@claudiapoppi.it

Armonizzazione psicofisica in acqua termale: rilassa profondamente, restituisce mobilità e funzionalità all’apparato locomotore e riduce il dolore articolare e muscolare. Info: Franco Perin massofisioterapia cell. 348 1467146 www.armonpf.it

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L’agenda di Febbraio Finestra su attività organizzate in Veneto e nel resto d’Italia

APPUNTAMENTI a Padova e provincia

APPUNTAMENTI in altre città

Dal 9 febbraio – Corso pratico di alimentazione FARMACIA in CUCINA – CORSO PRATICO Corso di cucina naturale, vegetale, integrale e bio. …e ora ci mettiamo ai fornelli! Seguendo la legge delle trasformazioni, base della medicina tradizionale cinese, prepareremo piatti speciali e tisane e in alcune lezioni anche impacchi, riequilibranti le rispettive logge. Lezioni tenute da Federica Viero, specialista in alimentazione naturale. 9 febbraio: piatti e tisane riequilibranti per la loggia milza – pancreas 23 febbraio: piatti e tisane riequilibranti per la loggia polmoni e intestino 9 marzo: piatti e tisane riequilibranti per la loggia reni vescica e apparato genitale Le lezioni si terranno all’Associazione Pedagogica Steineriana Sole D’Oro sita in Villa Nievo Bonin Longare Via Europa Unita 12 Montecchio Precalcino (VI) Per info e iscrizioni Federica Viero, f.viero@libero.it 349 5839241

Dal 3 al 5 febbraio – Thetahealing a Grado CORSO BASE THETAHEALING Il ThetaHealing® è una Disciplina Bio-Naturale che insegna principalmente come scoprire i propri sistemi di convinzioni e sentimenti depotenzianti o limitanti alla base dei disagi che si sta vivendo, per poterli trasformare in potenzianti. E’ un processo meditativo che favorisce guarigioni fisiche e psichiche attraverso una serie di comandi focalizzati all’ ‘Energia Universale’ o ‘Forza Creatrice’ di tutto ciò che è, libera da dogmi religiosi e nutrita solo di Amore Incondizionato, considerato come il livello energetico più alto al quale l’Uomo può attingere per stimolare il proprio miglioramento. La connessione si ottiene in onde cerebrali Theta, stimolate attraverso una meditazione di visualizzazione creativa. Orario: venerdì ore 15-20, sabato e domenica 9-18. Presso: Il giardino del loto, viale Kennedy 8, Grado (GO) Info: 334-1245960, www.thetavision.net

16 febbraio – Corso orticoltura biologica/biodinamica COLTIVARE L’ORTO FAMILIARE IN MANIERA NATURALE Autoprodurre ortaggi buoni e vitali nel rispetto delle leggi naturali è possibile per tutti. Il circolo Legambiente di Selvazzano propone a tal scopo un percorso di 8 incontri teorico/pratici, condotto da docenti-coltivatori professionali, per imparare progettare, preparare e coltivare un orto familiare senza l’uso di sostanze nocive per l’ambiente e per l’uomo. I partecipanti avranno la possibilità di mettere subito in pratica le conoscenze acquisite in classe, grazie alla pratica in un orto-laboratorio e alla visita in un’azienda agricola. Per il programma completo vedi il sito www.legambienteselvazzano.it Per info: legambienteselvazzano@gmail.com 23 febbraio – Corso di Astrologia evolutiva MERCURIO E IL COLLEGAMENTO TRA CIELO E TERRA Pensare, riflettere, comprendere. Mercurio nei segni e in rapporto agli altri pianeti Conduce: Clara Tozzi, studiosa di astrologia umanistica ed evolutiva. Tiene conferenze, seminari, corsi e svolge attività di consulenza. Fa parte del gruppo docenti di Eridanoschool, scuola italiana di astrologia psicologica, per cui scrive articoli sul sito e sulla rivista Albatros. Presso sede Ass. Ninfa, Selvazzano (PD), dalle 9.30 alle 17.30, con pausa pranzo. Per info: Sabrina 339 8451296 sabrina.tiche@gmail.com

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23 febbraio - Visita alla scuola a Lonigo (VI) PORTE APERTE A SCUOLA Un pomeriggio di festa per visitare la scuola ad orientamento steineriano di Lonigo (VI). Verranno presentate le attività didattiche e pedagogiche del Giardino d’Infanzia (età 3-6 anni) e della prima classe della scuola primaria. Programma: ore 14 apertura della visita, ore 15 e 17 Fiabe a Merenda per bambini dai 3 ai10 anni; ore 16 incontro con gli insegnanti. INFO: Associazione ScuolaLibera, tel. 0444 437741, cell. 329 2665801, info@scuolalibera.org, www.scuolalibera.org il martedì – Euritmia a Lonigo (VI) EURITMIA, FONTE DI NUOVA VITA Laboratori di Euritmia per bambini ed adulti, condotti da Cristina Dal Zio. L’euritmia è linguaggio e canto visibili nel movimento e nello spazio. I movimenti euritmici portano un vissuto interiore di freschezza, vitalità e senso di fiducia nel proprio intimo essere. Sia nei bambini che negli adulti quest’arte, che si svolge nella gioia e nell’armonia, favorisce il processo di individuazione ed il rafforzamento del proprio equilibrio fisico e psichico. Presso la sede di ScuolaLibera in Via Bonioli n. 144/A Lonigo(VI). Laboratorio per bambini età 6-11 anni, orario 16.30; adulti orario 17.45, il martedì fino a maggio. INFO: Ass. ScuolaLibera, tel. 0444 436671, cell. 329 2665801, info@scuolalibera.org.


Associazione Culturale SYN-Arci Tel. 049 8979333 - cell. 340 4776462 e-mail: assocsyn@tin.it CORSI SETTIMANALI di BIODANZA Martedì (inizianti) ore 21-23 con Enrica Silimbani 348-7427041Syn via Chiesanuova, 242/B PD Giovedì (inizianti) ore 20-22 con Valeria Sartori 347-9575762 Syn in via Scamozzi, 5 Padova Mercoledì (inizianti) ore 10-12 con Sandra Salmaso 347-6965949 Syn di via Scamozzi 5, PD Corso di approfondimento “Filo d’Oro” autostima: Danzare la Forza della Gentilezza di mercoledì ore 21.00-23.45 con Sandra Salmaso 347-6965949 al Centro Syn di via Chiesanuova, 242/B PD 1-2 febbraio (I° stage) 1-2 marzo (II° stage) CORSO BASE di EDUCAZIONE AL CONTATTO a PADOVA Il buon contatto: seme dell’autostima. Il corso è rivolto a genitori, coppie, operatori socio-sanitari. Il Corso di Base è rivolto a tutte le persone che desiderano aiutare se stessi e gli altri in modo consapevole, a tutti gli operatori del mondo dell’assistenza e della salute e dell’estetica che desiderano migliorare il proprio benessere psicofisico e la propria professionalità. Formazione di 28 ore per chi vuole sviluppare e migliorare le relazioni umane attraverso il contatto fisico affettivo. Si prevede un credito di 28 ore valido per conseguire l’attestato finale che è accreditato da S.I.C.O.O.L. come corso di specializzazione ai fini della qualifica professionale.) Al Centro Studi Syn, Via Chiesanuova 242/b, Padova. Info: Vivita soc.coop. a.r.l, Via Chiesanuova 242/b, 35136 Padova. Email: info@educazionealcontatto.it, www.educazionealcontatto.it 5 febbraio – Vivencia speciale di Biodanza ore 20.45 L’AUTOSTIMA E LA REALIZZAZIONE ESISTENZIALE Con Myrthes Gonzeles, psicologa, direttrice della Scuola di Biodanza SRT di Pelotas, Brasile La necessità di realizzazione esistenziale corrisponde al più alto grado di integrazione dell’identità in un essere umano. Lo scopo di questa classe è quello di sperimentare Biodanza attraverso gli aspetti che sono i pilastri per un’esperienza profonda di autostima, d’integrazione e riconoscimento di noi stessi. Ore 20:45al Centro Studi Syn, Via Chiesanuova 242/b, Padova. Info: Ass.Cult.SYN-Arci Tel. 049 8979333;cell. 340-4776462 ; e-mail assocsyn@tin.it, www.biodanzasyn.it 7 febbraio – Biodanza e integrazione della mascolinità IL CERCHIO DEGLI UOMINI: COME RISCATTARE UN SANO MASCHILE E RITROVARE L’INTEGRITÀ Una proposta rivolta a tutti gli uomini che desiderano incontrarsi e condividere un percorso di crescita personale. Uno spazio per esprimere la propria autenticità attraverso l’espressione del corpo e dell’incontro umano. Ore 20.30. Padova,Centro Studi SYN, Via Scamozzi 5 (zona Arcella). Info: Ass.Cult.SYN-Arci Tel. 049 8979333; cell.3404776462; e-mail assocsyn@tin.it ; www.biodanzasyn.it 14 febbraio – Biodanza e integrazione del femminile LA DONNA E L’ AMORE Con Enrica, Federica, Margherita, Roberta, Sandra. Incontri mensili aperti a tutte le donne. Ad ogni incontro si vive un momento di solidarietà, un “sentire” comune che dà un senso di grande appartenenza e soprattutto la sensazione di una grande forza interiore. Al Centro Studi Syn, Via Chiesanuova 242/B inizio ore 20.30. Info: Ass.Cult.SYN-Arci Tel. 049 8979333; cell.3404776462; e-mail assocsyn@tin.it ; www.biodanzasyn.it 28 febbraio – Conferenza aperta a tutti TUMORI. SAPPIAMO TUTTO ? BUONE NOTIZIE PER NOI. Persone guarite raccontano la loro storia- Con dott.Sergio Signori Possiamo guarire dal cancro, come da qualsiasi malattia. Ce lo dicono le ultime scoperte dell’Epigenetica, della Nuova Biologia, della Nuova Medicina. Ma soprattutto ce lo dicono persone guarite: loro sono prove viventi; in pochi mesi ne abbiamo trovate venticinque e alcune verranno a raccontarcelo dal vivo! Queste persone sono guarite nei modi più diversi scardinando prognosi, protocolli, convinzioni consolidate; qualcuno è guarito “perfino” in fase terminale”. Si dice che molte persone muoiono di tumore; se fosse un colossale errore? Vieni a sentire una voce diversa, una voce di guarigione, di vita. Al Centro Studi Syn, Via Chiesanuova 242/b, Padova, ore 20.45. Info: Ass.Cult.SYN-Arci Tel. 049 8979333; cell.3404776462; e-mail assocsyn@tin.it; www.leviedellasalute.it febbraio 2014

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L’AGENDA DI FEBBRAIO

Finestra su attività organizzate in Veneto e nel resto d’Italia ANTICIPAZIONI a Padova e in altre città 2 marzo – Medicina tradizionale cinese SCUOLA DI MEDICINA TRADIZIONALE CINESE. UNA FILOSOFIA DI VITA di Andrea Ferrari Il programma si sviluppa in 10 lezioni e tratterà: Le leggi fondamentali della vita; La macchina Uomo; Il linguaggio del corpo; Le radici dell’Universo e del Corpo. Orario 9.30–18. Presso Centro Culturale di Resana (TV) via Castellana 6. Info: www.realtallospecchio.it oppure telefonare al 348.3677745 7- 9 marzo – Fiera Biosalute Triveneto a Santa Lucia di Piave (TV) FIERA DEI PRODOTTI BIOLOGICI E DEL BENESSERE NATURALE “Biosalute Triveneto” è la Fiera di riferimento del Nordest del settore Bio, una manifestazione progettata da esperienza pluriennale nel campo fieristico e comunicativo studiata per soddisfare al meglio le esigenze degli espositori e dei visitatori. La manifestazione si svolge nei padiglioni della Fiera di Santa Lucia di Piave (TV) ed ospita prodotti biologici, erboristeria, medicina naturale, energie rinnovabili, abbigliamento naturale, arredamento secondo natura, bioedilizia, discipline orientali, artigianato naturale e associazioni e due nuovi settori, uno dedicato ai vini biologici ed uno all’alimentazione senza glutine. Info al sito www.biosalute.eu 7 marzo – Incontri di Biodanza BIODANZA E INTEGRAZIONE DEL FEMMINILE “La scoperta del femminile nel quotidiano” con Enrica, Federica, Margherita, Roberta, Sandra Incontri mensili aperti a tutte le donne. Ad ogni incontro si vive un momento di solidarietà, un “sentire” comune che dà un senso di grande appartenenza e soprattutto la sensazione di una grande forza interiore. A Padova al Centro Studi Syn, via Chiesanuova 242/B inizio ore 20.30 Info: Ass.Cult.SYN-Arci Tel. 049 8979333; cell.3404776462; e-mail assocsyn@tin.it ; www.biodanzasyn.it 8 e 9 marzo – Medicina della nuova era a Bari. Inizio modulo CORSO COMPLETO MEDICINA DELLA NUOVA ERA Condotto da Oscar Citro, autore del libro “La Medicina della Nuova Era” Un corso per imparare l’arte del Test Kinesiologico Bioenergetico, per conoscere l’origine dei conflitti e la loro soluzione grazie a particolari Leggi spirituali che governano il nostro corpo-mente. Potrai inoltre venire a conoscenza delle tue dinamiche personali che ti tengono bloccato/a nella sofferenza, paura e/o malattia; scoprirai con semplicità come aprirti all’Amore e alla Gioia di Vivere in poco tempo attivando così il tuo personale processo di autoguarigione!

A Bari, presso la sede del Centro Lotus, in via Abate Gimma, 263. Orario: 9,30-13,30 / 14,30-19,30 Per domenica 9 marzo Oscar sarà disponibile per le consulenze individuali gratuite, su appuntamento. Info: 338 5431690 www.reconnectyourself.it Da lunedì 26 marzo – Benessere psico-fisico a Trento I BARS: UNA TECNICA COMPLETA PER IL BENESSERE PSICO-FISICO. Relatore Benito Cantasale. Acces è una serie di strumenti e processi finalizzati a creare chiarezza, felicità e gloria nella tua vita, eliminando i blocchi che ti impediscono di sperimentare la grandezza che sei. Cosa sono i Bars ? Sono 32 punti sulla testa chiamati Bars o Barre che la attraversano: attivandoli con un tocco gentile si facilita l’energia a fluire, rilasciando la carica elettrica del cervello. Tre serate esperienziali gratuite, dalle ore 20:30 alle ore 23 Lunedì 26 marzo – Ravina (TN) Sala Circoscrizione Martedì 27 marzo – Trento, via Verruca 1 Sala Circoscrizione Mercoledì 28 marzo 2012 – Rovereto Le Fucine via L. da Vinci 5 Per info: Annamaria 347.1020321 annamaria@realtatheta.it www.access-italia.it 28 marzo – Conferenza aperta a tutti PRENDERSI CURA DI CHI SI PRENDE CURA Con dott. Sergio Signori e Sandra Salmaso L’Educazione al Contatto offre concreti strumenti non solo ai genitori e a chi presta cure parentali ma anche a chi presta aiuto in forma professionale per uscire da una routine che nuoce per primi ai professionisti della salute o a chi è impegnato in un dare eccessivo, recuperando una modalità relazionale migliore verso se stessi e verso le persone assistite. Ingresso libero, ore 20:55, Padova,Centro Studi SYN, Via Chiesanuova 242/B. Per info:Scuola di Educazione al Contatto e Massaggio Biointegrante,049-8979333; cell. 3476965949 ; info@educazionealcontatto.it, www.educazionealcontatto.it 29 e 30 marzo – Stage di Biodanza BIODANZA con la VOCE e PERCUSSIONI: I QUATTRO ELEMENTI. Il richiamo delle forze essenziali” Stage aperto a tutti. Conduttrice: Birgit Mutze, musicista, direttrice scuola Biodanza a Munster Riconnetterci con le forze primordiali, con i ritmi della terra, la passione del fuoco, la dolcezza dell’aria, con la fluidità dell’acqua, ci riconduce alla nostra essenza umana che fa parte dell’ armonia cosmica I ritmi e la melodia incoraggiano i nostri movimenti - Biodanza con la voce e percussioni ci riporta a questa saggezza intrinseca alla Vita. Diventiamo più vitali, meravigliosi, forti, sensibili, siamo amanti, siamo poeti... Padova,Centro Studi SYN, Via Chiesanuova 242/B. Dalle 15.00 alle 22.00; domenica dalle 10.00 alle 18.00 Info: Ass.Cult.SYN-Arci Tel. 049 8979333; cell.3404776462; e-mail assocsyn@tin.it ; www.biodanzasyn.it

In questa sezione del giornale vengono presentati corsi, seminari, conferenze, incontri in Veneto e nel resto d'Italia. Tutte le attività non sono organizzate dalla Biolca e quindi la responsabilità per i contenuti è demandata ai referenti dei singoli annunci Per inserire i vostri annunci contattare SABRINA SCHIAVO tel. 049 8979332 o 3398451296 - sabrina.tiche@gmail.com GLI ANNUNCI SONO CONSULTABILI ANCHE NEL SITO DELLA BIOLCA ALL’INDIRIZZO www.labiolca.it/agenda

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L’AGENDA DI FEBBRAIO

Finestra su attività organizzate in Veneto e nel resto d’Italia 30 marzo – Seminario di autoconoscenza DA CHE LUNA VIENI? IL NOSTRO STRAORDINARIO MONDO INTERNO La Luna ci “parla” dell’attaccamento, delle emozioni che hanno caratterizzato la nostra infanzia e di come ci siamo sentiti protetti, dell’eredità familiare, dei nostri bisogni più intimi e profondi che non sempre abbiamo imparato a contattare. Ogni partecipante sarà guidato a contattare la propria Luna prima con l’astrologia, osservando il simbolo nel proprio tema natale, e poi con un’attività espressiva, usando il colore. Verrà in questo modo sollecitata la consapevolezza del modo in cui le emozioni lunari operano nella propria vita, portando a casa un riflesso della loro immagine. Conducono: Clara Tozzi, una studiosa di astrologia umanistica ed evolutiva e Anna Maria Giorio, pedagogista, pittrice-incisore, art-

counselor didatta. Il seminario prevede una giornata di lavori, dalle 10 alle 18.00, con pausa pranzo, presso La Casa azzurra, in via Anconitano 1, Padova. Per info e prenotazione: Sabrina 339 8451296 sabrina.tiche@gmail.com 30 marzo - Convegno “POTERI FORTI. CHI E PERCHÉ CI NASCONDE LE VERITÀ Oranizzato dall’Associazione Realtà allo specchio. Relatori: ore 9.45 Paolo Franceschetti: omicidi rituali e mediatici in italia e negli Stati uniti - Ore 11.30 Tom Bosco: geoingegneria clandestina: una questione globale (pausa pranzo) - Ore 14.30 Gianfranco Pecoraro Carpeoro: tecniche di manipolazione psicologica - ore 16.00 Alberto Roccatano: dalle stragi del 1992 a Mario Monti - ore 18.00 Leo Lyon Zagami: la rivoluzione di Leo Lyon Zagami. Ingresso libero e gratuito, dalle ore 9.45 alle 19.30. Presso auditorium comunale di Resana (TV) Via Vittorio Veneto 22. Per info www.realtallospecchio.it – 346 9681427

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Libri da non perdere

Peter Kelder

I CINqUE TIBETANI

L’antico segreto della Fonte della Giovinezza. Ed. Mediterranee – Tel. 06 3235433 Pagg. 138 - 20 illustrazioni - € 10,90 Nuova Edizione ampliata. Questo prezioso libro rivela cinque antichi riti tibetani che ci offrono la chiave per ottenere giovinezza, salute e vitalità durature. È la storia di un uomo che sfida le lande remote e misteriose dell’Himalaya per scoprire il segreto di tutti i tempi: la miracolosa “Fonte della Giovinezza” della leggenda. Per migliaia di anni questi riti sono rimasti celati nella segretezza di isolati monasteri dell’Himalaya, ma oggi l’Autore mette alla portata di tutti il segreto della giovinezza permanente e del ringiovanimento: cinque antichi riti facili da eseguire, ma abbastanza potenti da cambiare per sempre la vostra vita. Una lettura esaltante, mistica e indimenticabile. (Errata-corrige: nel Biolcalenda di dicembre 2013 a pag.14 si parla dei cinque riti tibetani e l’autore del libro viene erroneamente citato con Kedler al posto di Kelder. N.d.R.)

Peter Kelder

I CINqUE TIBETANI - Volume 2°

Applicazioni pratiche del manuale di Peter Kelder Ed. Mediterranee – Tel. 06 3235433 Pagg. 176 - 72 illustrazioni - € 10,90 Dopo il successo mondiale de I Cinque Tibetani che ha mantenuto in pieno la promessa di ridare salute, vitalità e quindi gioventù rinnovata a chiunque pratichi quotidianamente i Cinque Riti in esso svelati, si è reso indispensabile un seguito per rispondere alle richieste di quei lettori che sentivano l’esigenza di informazioni più dettagliate circa gli argomenti trattati solamente di sfuggita nel libro di Kelder. Il presente volume continua dal punto in cui Kelder si era fermato; ogni suo capitolo, scritto da esperti dell’argomento in questione, espone idee, tecniche e una saggezza che può potenziare, migliorare la salute, accrescere la gioia di vivere e prolungare la vita.

Francesco Ruiz

IL mASSAGGIO DEL SE’

Teoria e pratica Ed. Mediterranee – Tel. 06 3235433 Pagg. 180 - 110 illustrazioni - € 17,50

Una visione complessa e originale del massaggio che nasce sotto l’egida di un ampio corollario di tecniche apprese in scuole di lunga e comprovata tradizione e di autorevoli e recenti teorie scientifiche appartenenti a diversi campi del sapere (biologia, fenomenologia, psicologia umanistica e transpersonale), tutte convergenti verso il riconoscimento di corpo-mente-spirito come unità inscindibile. Istinto, teoria ed esperienza si alternano senza soluzione di continuità fondendosi in una sintesi alchemica che evolve verso una visione essenziale, tutt’altro che ingenua, del contatto umano e, in particolare, del massaggio. Molto più che una pratica, esso rappresenta un viaggio, un nutrimento per il corpo e per la psiche, una possibilità reale di conoscenza di Sé e di cambiamento finalizzato all’equilibrio psico-fisico e spirituale.

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CORSO INTRODUTTIVO DI AGRICOLTURA BIODINAmICA

Per millenni l’uomo si è relazionato con la natura, in un rapporto stretto di condivisione, di custodia e di cura. In questo ultimo secolo si è persa gran parte della connessione profonda con l’antica sapienza contadina. “Agricoltura Biodinamica - corso introduttivo” prevede attraverso lezioni teoriche e osservazioni e attività pratiche la possibilità di acquisire le tecniche biodinamiche per arrivare all’autofertilità e alla difesa dalle patologie della nostra terra, utilizzando la natura stessa e la sua forza come fonte di guarigione. Il corso si rivolge ad agricoltori, orticoltori, frutticoltori, giardinieri, studenti, appassionati e interessati all’agricoltura e al cibo buono, che nutrono un profondo rispetto per la terra e i suoi abitanti. Non sono ammessi partecipanti a lezioni singole o incontri saltuari. Cose da portare: carta e penna, indumenti da lavoro, curiosità e tanto buon umore. - Docente: Giorgio Bortolussi, Tecnico di Agricoltura Biodinamica, Segretario della sezione Marche dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica - Attività di osservazione: Karin Mecozzi Bortolussi, erborista - Coordinatore del corso: Gabriele Squaiella, divulgatore agricoltura biodinamica Programma Venerdi 14 Marzo ore 18,00 - La fertilità del terreno e la formazione dell’humus - L’agricoltura biodinamica e il confronto con gli altri metodi agricoli Sabato 15 ore 9,30 - 18,00 (pausa pranzo ore 13,00) - La pianta, un essere in equilibrio tra terra e cosmo, forze di silice e calcare - I preparati biodinamici da spruzzo

- L’osservazione della natura in agricoltura biodinamica - Dinamizzazione e spruzzatura del preparato 500 - Il calendario biodinamico delle semine

Domenica 16 ore 9,30 - 18,00 (pausa pranzo ore 13,00) - I preparati biodinamici da cumulo, il preparato fladen, il 500 K - Le concimazioni, i sovesci e la rotazione delle colture - L’osservazione della natura in agricoltura biodinamica - Allestimento di un cumulo biodinamico - L’organismo agricolo, la creazione di una individualità aziendale Luogo: il corso si svolge presso l’Az.Agr. Biodinamica Demetra, di Alessandro Acqua, Via Parolito, 137 a San Severino Marche (MC) Tel. 339 6683743 ed è organizzato e promosso da: CiSEI Centro Sperimentale di Educazione Interculturale (www.cisei.info) e dalla Rete d’Imprese Vivi la Tua Terra Agricoltura Biologica Biodinamica Marche, in collaborazione con l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica (www.biodinamica.org) Quota di iscrizione: € 80,00 (esclusi pasti e pernottamento). Si richiede una caparra di € 40,00 tramite bonifico bancario, il resto al momento dell’iscrizione. Iban e causale su: www.cisei.info. Pernottamento: convenzione con la “Fattoria Le Origini”,Via Cesolo Colmone,127 - San Severino Marche (MC), Tel. 335 5457043 - leoriginisrl@gmail.com Pasti: pranzo presso l’agriturismo “La Fattoria Le Origini”, € 15,00 Per informazioni e per iscrizioni al corso compilare sul sito www.cisei.info - cell.: 339.4473220 (Stefano) - 393 9237108 (Adriano) mail: comunica@cisei.info Termine iscrizioni: 05 Marzo 2014

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Parole per riflettere

Riflessi a cura di Umberto Bassan CHI SONO? Chi sono? Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: follia. Son dunque un pittore? Neanche. Non à che un colore La tavolozza dell’anima mia: malinconia. Un musico, allora? Nemmeno. Non c’è che una nota nella tastiera dell’anima mia: nostalgia. Son dunque … che cosa? Io metto una lente davanti al mio core, per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell’anima mia. Aldo Palazzeschi LA STELLA DEL MATTINO La stella del mattino e della sera sorge per prima ed ultima tramonta la più bella di tutte e la più viva, ma annuncia col suo nascere la notte, annuncia il giorno, ma col suo morire. Sorga alla sera o tramonti nell’alba, la stella in ciel più bella è la più vera significando ai terrestri una sorte al di là della vita oltre la morte, la stella della sera e del mattino. Riccardo Bacchelli

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Aforismi Individuo - Psiche 1.35 Fissazioni Perché continuo a pensarmi per quello che non sono? 1.41 Commosso Sento un uccello solitario cantare là fuori in questa buia notte d’inverno. Com’è possibile? Non sono commosso per il suo canto, ma per essere venuto a tenermi compagnia. 1.42 Imparare Ogni volta che uno nasce dovrà acquisire ciò che la civiltà ha prodotto in migliaia d’anni. Un bel lavoraccio! 1.48 Fama Non aspettarti che riconoscano quello che di buono stai facendo nella vita. Nel migliore dei casi la fama giunge da lontano, con più probabilità dopo che sei morto. 1.50 Due nature L’essere umano ha due nature. Con l’una sogna, immagina, si astrae dal mondo; l’altra, quella concreta, è costituita di carne e ossa. Spesso ognuna va per proprio conto per incontrarsi nuovamente con l’altra sul letto di morte 1.51 Libertà Vivi in un mondo che non ti convince. Sei incompreso, combattuto. Hai però una grande opportunità, quello di costruirti spazi infiniti di libertà.

Giovanni Abrami Nota: per la spiegazione del significato degli Aforismi vedi articolo a pagina 49 del Biolcalenda di gennaio


Biolcalenda febbraio 2014  

Rivista mensile di cultura, alimentazione, cucina, terapie naturali, agricoltura biologica e biodinamica, bioedilizia e bioarchitettura, eco...

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