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Hor ror Politics Il più gr ande regista (vivente) del mondo CineAstri

rubriche

all’interno rassegna cinematografica

Billy rivista cinematografica romagnola 20 aprile 2009 - Numero 5

film d’essai in Romagna dal 20 aprile al 3 maggio

Gli amici del bar Margherita Franklyn Questioni di cuore Louise Michel recensioni

Re/visioni di CAsaNOVA

DocInTour 2009

tr a seduzione e dissoluzione

A For lì racconti di esilio

paginadue

réportage

Fabrizio De André

Beket a Faenza

La mostra a Genova

Roberto Antoni incontra Godot

alte immagini

réportage

La biblioteca di Federico Fellini viaggio tra i libri di un uomo curioso réportage

Il Casanova di Fellini

«stronzone» dal sorriso sardonico


20 aprile 2009 - Numero 5

sommario

PAGINADUE di Ilario Gradassi

Mentre Canova batteva sul marmo Paginadue................................................. Mentre Canova batteva sul marmo Ilario Gradassi I libri di casa Fellini.................................... La biblioteca di un uomo curioso Fabio Giambi Incontrando Godot...................................... Roberto Freak Antoni presenta Beket Francesco Garoia e Ilario Gradassi Documentari migranti................................. Vite di esilio e segregazione al DocInTour 2009 Camilla Bruschi e Elisa Giovannetti

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rassegna cinematografica........... 8 dal 19 aprile - 2 maggio 2009

In Sala..................................................... 10 gli amici del bar margherita Alessandro Merci questioni di cuore Ilario Gradassifranklyn Chiara Tartagni** louise michel Luigi Palmirotta Fuori Sala................................................. 11 guida galattica per autostoppisti

Chiara Tartagni

salvador allende Fabio Giambi la zona Fabio Giambi falso tracciato Ilario Gradassi

Altre immagini .......................................... 12 fabrizio de andré - la mostra Chiara Tartagni il premio Ilario Gradassi la partita lenta Ilario Gradassi stella Ilario Gradassi Horror Politics#3....................................... La terra dei morti viventi Matteo Lolletti Il più grande regista (vivente) del mondo#2.. Di sceneggiatura e formalismo Michelangelo Pasini CineAstri................................................... Tom Cruise - Come l’acqua per il fuoco Camilla Bruschi Billy Sostiene............................................ SE AVESSIMO PUNTATO SUL CAVALLO SBAGLIATO? Alessandro Merci paradisi artificiali? Chiara Tartagni al cinema andate il 23 Ilario Gradassi

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È diventato ormai un appuntamento l’approfondimento storico cinematografico che forCINE accosta agli allestimenti dei Musei del San Domenico. Quest’anno il cineclub di Forlì promuove con la Fondazione della Cassa dei Risparmi una rassegna cinematografica in 35 millimetri a sostegno della mostra dedicata ad Antonio Canova. Si comincia giovedì 23 aprile, alle 21 al cinema Apollo con Il Casanova di Federico Fellini. Domenica 26 installazione ai Musei con proiezione in loop di Venere Imperiale, l’unico film in cui Canova si incarna nella celluloide. Lunedì 27, sempre all’Apollo, alle 21, tocca al Don Giovanni di Joseph Losey. Conclusione mercoledì 29, alle 21, alla sala Santa Caterina con una conferenza da ascoltare e da vedere di Andrea Panzavolta sul Don Giovanni di Mozart, Re/ visioni di CAsaNOVA. Fine Settecento cinematografico tra seduzione e dissoluzione. Con questi contributi i forCINIANI puntano a indagare il dualismo di artista e libertino, figura che emerge nella seconda metà del Settecento e si inabissa con l’emergere della Rivoluzione Francese. «Il vecchio muore e il nuovo non può nascere; e in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati» è l’intuizione gramsciana che Losey mette in apertura del suo Mozart perverso e politicizzato. In questa stessa morbosità il Casanova di Fellini concentra quel desiderio della dissolvenza che resta il muto testimone. Il convitato di pietra. Percorsi a parte, è l’occasione per vedere su grande schermo due film unici nella storia del cinema mondiale. Non poco per l’ultima settimana d’aprile mentre incombe Cannes. Il menu prevede la mostra riminese sulla biblioteca di Federico Fellini; la serata faentina su Beket e l’apertura di DocInTour. Le nostre rubriche e segnalazioni condiscono un piatto di film in sala meno saporiti del solito. Sarà la primavera. A breve il Mosaico Film Festival di Ravenna, un’occasione per vedere ottimo cinema europeo.


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i libri di casa fellini la biblioteca di un uomo curioso

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ntrando nella biblioteca di oltre 2000 volumi di Federico Fellini (in mostra al Museo omonimo di Rimini fino al 16 agosto) ho subito avuto l’impressione di essere in un luogo fantastico, da sogno, con pile di libri che salgono dal pavimento e scheletri di navi che guidano la navigazione nel mondo variegato e composito delle letture di uno dei più grandi maestri di cinema (nonché sognatori) del ‘900. Qua e là, sui muri o su strisce di tela pendenti dal soffitto, si leggono citazioni del regista che suonano come aforismi, fari e guide chiarificatrici del percorso. Campeggiano due grandi immagini, il dipinto I giocatori di palla di Henry Rousseau il Doganiere e un giovane e ridente Alberto Sordi in altalena de Lo sceicco bianco (il primo film di Fellini, del 1950). Se non fosse per le teche poste a riparo dei libri sembrerebbe quasi di essere, più che in un museo, in un luogo surreale e metafisico, che ricorda tante ambientazioni dei film del maestro. La mostra ci fa entrare in una delle fonti di ispirazione di Fellini, quella della lettura (l’altra, ben maggiore, fu la vita stessa). Si rimane colpiti dai gusti poliedrici e variegati, e dal generale amore per la conoscenza che animò il regista dall’infanzia alla vecchiaia. La cifra emblematica che comprende l’intera biblioteca sembra essere quella della curiosità, della passione per tutto ciò che è umano che restò sempre vivissima in lui. Troviamo così le letture dell’infanzia, i fumetti (il Corriere dei Piccoli, Braccio di ferro, libri sul circo), libri di favole illustrati, Pinocchio di Collodi (opera molto amata) e i romanzi di Jules Verne ed Emilio Salgari (su cui vi è la dedica dei genitori), che rimandano a quella dimensione ludica, giocosa, festosa così tipica dei suoi capolavori. Vi sono anche i libri di testo delle scuole, con gli appunti In sala dal 24 aprile Fuori menu di Nacho Velilla commedia spagnola tra cucina e omosessualità. Luca Argentero prenda appunti.

e le sottolineature dello studente, tra cui l’Odissea di cui fu lettore appassionato (con Ulisse, archetipo dell’arte della menzogna, Fellini dichiarò significativamente di essersi identificato negli anni del ginnasio). Entriamo poi nella nutrita sezione dei classici, che fa comprendere subito come «il gran bugiardo» (come si definì Fellini stesso) fosse ironico quando dichiarava socraticamente la propria ignoranza, fingendo di avere letto pochissimo. E qui dall’antichità al ‘900 figurano i maggiori capolavori accanto le opere minori, alcune

Pinocchio di Collodi, uno dei libri preferiti da Fellini

In sala dal 24 aprile Generazione 1000 euro di Massimo Venier in fuga da Aldo Giovanni e Giacomo. Commedia precaria con Valentina Lodolini e una tonnellata di guest star. E Natalino Balasso.

In sala dal 24 aprile Houdini – l’ultimo mago di Gillian Armstrong, con Caterina Zeta-Jones e Guy Pearce. I film su Houdini sono da vedere anche se li gira Neri Parenti.

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i libri di casa fellini i fratelli Marx e delle quali ispiTotò (che non rarono diretriuscì mai a ditamente molti rigere in suo suoi film, come film, con granil Satyricon di de rammarico). Petronio e la Come si vede, Storia della mia tutti attori ecvita di Giacomo cezionali del Casanova («lo cinema comico. stronzone» a Vi è poi il cordetta di Fellini). poso reparto Tra i moderni il dei libri d’arte regista apprezscultorea e pitzò soprattutto torica, sia antiscrittori antinaca che moderturalisti come na, che Fellini Carlo Emilio Il ritratto di Giacomo Casanova a confronto con Sutherland nel film di Fellini amò molto. Pittori Gadda, Tommaso Landolfi, Dino Buzzati, Edgar Allan Poe e Franz Kafka, particolarmente apprezzati erano Bosch, i due Brueoltre ad amici personali come Calvino, Canali, Ginzburg, ghel, Henry Rousseau il Doganiere e soprattutto PicasCitati e il compagno di sceneggiature Ennio Flaiano (di so, che definì «il Demiurgo della creatività». In un’intervicui spicca una bella dedica «a Federico…» su uno dei sta dichiarò di avere sognato Picasso nella propria vita propri testi). Alcuni libri esposti sono aperti su pagine quattro volte e, sempre, significativamente, in momenti dense di commenti a bordo pagina e sottolineature di di crisi creativa. In Picasso trovò dunque una fonte di passi che lo colpirono particolarmente. Fellini fu inoltre ispirazione costante. Accanto ai libri d’arte vi sono poi un lettore affezionatissimo di Georges Simenon, di cui una serie di saggi sulla percezione della realtà e la sua possiede forse l’intera raccolta delle opere in edizioni modificazione indotta da sostanze stupefacenti (Fellini fece un’esperienza, breve e con molte cautele, di uso italiane. Può risultare sorprendente, ma i libri di cinema nella di Lsd). biblioteca sono veramente pochi, e nessuno di essi è di L’ultima parte di biblioteca esposta, forse la più grande natura tecnica. Sono tutte biografie fotografiche degli di tutte, è quella dedicata alla saggistica, soprattutto attori che amò di più: oltre a quella sull’alter ego Marcel- alla psicanalisi, la psicologia, la filosofia e le religioni. lo Mastroianni, quelle su Stanlio e Olio (suoi «maestri»), Fellini, che fece sedute di psicoanalisi, mostrava grande Buster Keaton, Charlie Chaplin (che secondo Fellini, a rispetto per questa disciplina medica e leggeva i classici differenza di Keaton, tende a ricattare col sentimento), di Freud e di Jung, preferendo però di gran lunga al pri-

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In sala dal 24 aprile Le avventure del topolino Desperaux di Sam Fell e Robert Stevenhagen. Film di animazione inglese su cui mettiamo la mano sul fuoco.

In sala dal 24 aprile RocknRolla di Guy Ritchie. L’ex signor Madonna è tornato sulla buona strada con una action-comedy-thriller che rieccheggia i fasti di Lock & Stock

In sala dal 24 aprile Tulpan di Sergey Dvortzevoy, film kazako vincitore l’anno scorso di “Un certain regard”.


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i libri di casa fellini fatti, entra in gioco il genio individuale dell’artista, che nessun libro può insegnare. La biblioteca di Fellini, in sé, non è la garanzia di diventare grandi registi. Fellini stesso probabilmente non lesse tutti i propri libri, se è vero che si lamentava in continuazione di non avere mai abbastanza tempo per leggere tutto quello che avrebbe voluto. La biblioteca, con i suoi volumi commentati, sottolineati, con i rimandi e gli appunti, sta lì a testimoniare come dietro al Fellini grande artista di genio vi sia anche il Federico dei bigliettini e delle dediche dei genitori e degli amici, un uomo curioso, burlone, bugiardo, appassionato, amante della vita e delle cose belle. Fabio Giambi

I tre musichieri di Picasso

mo («un maestro che sgomenta con le proprie teorie») il secondo («un amico, un compagno di strada»). Di Jung era particolarmente affezionato all’opera La risposta a Giobbe, in cui lo psicanalista si confronta con malinconico e profondo profeta biblico. La religione era l’altra dimensione dello spirito umano che interessava molto Fellini. Egli era cattolico, ma al tempo stesso aperto e curioso delle esperienze spirituali di altre civiltà, in particolare quelle orientali del buddismo e del taoismo. In generale era profondamente affascinato dalla dimensione del mistero, così caratteristica della natura umana, che sapeva essere all’origine di quella meraviglia primordiale di fronte all’ignoto che ha poi stimolato la ricerca, la conoscenza e la speculazione filosofica. Si può forse dire che questo fosse proprio l’atteggiamento di indagine e di curiosità che Fellini applicava alla vita in generale, e di cui la sua biblioteca è testimonianza. «Dai libri si prendono essenzialmente delle situazioni», dichiarava Fellini in un’intervista del 1980, «ma le situazioni prese in se stesse non dicono nulla». Dopo, in-

In sala dal 1 maggio X-Men le origini: Wolverine di Gavin Hood. Il cinefumetto colpisce ancora. E Hugh Jackman con le unghione.

I libri di Carl G. Jung erano una delle letture preferite di Fellini

In sala dal 1 maggio Che Guerriglia di Steven Soderbergh. La seconda parte della Guevara-story.

In sala dal 1 maggio Riunione di famiglia di Thomas Vinterberg. L’amico di Lars Von Trier continua l’autopsia della famiglia nordica.

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incontrando godot roberto freak antoni presenta Beket

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ssistere a Faenza alla performance di quello strano animale da spettacolo che è Roberto Freak Antoni è un buon motivo per sfidare la visione di un film maltrattato dalla critica come Beket. Oppure un film che echeggia il sommo Samuel Beckett è la buona occasione per vedere quanto il leader degli Skiantos continui a interagire con il cinema indipendente italiano. Si comincia con l’ottima performance di Antoni con la pianista Alessandra Mostacci che contrappunta i frutti del genio in canzoni che tornano poi nel corso del film. Antoni è sempre il solito giocherellone di parole, l’acrobata del surreale che si è trovato a suo agio nel film di Davide Manuli. Freak e Jajà, un francese e un italiano, stanno aspettando in mezzo a un desolato deserto sardo l'autobus che li dovrebbe portare da un «certo Signor Godot». L'autobus arriva, ma anziché fermarsi li sorvola (letteralmente parlando). Allora i due partono a piedi. Non sapendo però dove andare, decidono di seguire una traccia musicale, una canzone techno-pop che proviene da dietro una lontana collina. Comincia così un viaggio criptico e onirico, in bianco e nero, caratterizzato dalle riprese con profondità di campo di paesaggi sconfinati e freddi e dall'incontro dei

L’esibizione di Alessandra Mostacci e Roberto Antoni a Faenza

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In sala dal 1 maggio State of play di Kevin MacDonald. Dramma al Congresso col regista de L’ultimo re di Scozia che dirige Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel Mc Adams, Robin Wright Penn e Helen Mirren.

Freak e Jajà, Luciano Curreli e Jerôme Duranteau, nel film Beket

due con altri personaggi persi e solitari, come il mariachi che dedica loro una canzone («Il gelato è il mio conforto mi ripaga di ogni torto») e il bambino mandato da Godot. Dell'opera di Beckett, come sottolinea anche il regista, rimangono gli stati d'animo dei protagonisti: si lamentano del freddo, della fame e del loro stato esistenziale; litigano, si sentono soli e comprendono il non-sense della vita umana attraverso i loro discorsi banali o insensati. Un po' di allegria (forse però forzata) viene da alcune scene estemporanee, come il discorso di Paolo Rossi sul fatto che c'è crisi, la situazione è dura e anche i messaggeri degli dei rischiano la cassa integrazione. Il dibattito che segue il film, disertato gradualmente dal pubblico, è stato l’ennesimo atto d’accusa al cinema italiano che non riesce ad arricchire il proprio panorama con le proposte che escono dal trito consueto percorso. Manuli ha combattuto, e spesso perso, le sue battaglie contro il sistema, ma continuare a battere strade diverse, come questa sorta di distribuzione porta a porta, e l’uso di icone da richiamo come Paolo Rossi, può portare a contribuire alla creazione di quel mitico circuito alternativo di produzione e distribuzione che continuiamo ad aspettare. Francesco Garoia e Ilario Gradassi

Dal 20 al 25 aprile presso la sala 12 del CinemaCity di Ravenna terza edizione del “Mosaico d’Europa Film Fest”

MEFF 20 aprile: 20.30 Moscow, Belgium (Christophe Van Rompaey, 2008, 102’); 22.30 Partitura incompiuta per pianola meccanica (Nikita Mikhalkov, 1976, 106’)


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documentari migranti vite di esilio e segregazione al DocInTour 2009

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unedì 6 aprile presso la Sala sul mondo è una formula molto inte- e migranti (2007, 14’) di Rossella PicSaffi di San Martino in Strada ressante, soprattutto se come corni- cinno raccoglie le testimonianze degli si è svolta la prima proiezione ce di comprensione e di contesto c’è immigrati nel Salento, delle difficoltà collettiva delle due previste a il territorio. che riguardano i diritti del lavoro, di Forlì di DocInTour Emilia-Romagna (la Nella prima serata di questo appun- cittadinanza e della dura situazione di seconda si svolgerà lunedì 4 maggio tamento a Forlì non si è dato spazio segregazione e sfruttamento vissuta ndr). a temi locali in senso stretto, ma si è da molte badanti. Ancora segregaDocInTour è un circuito di proiezioni piuttosto offerta la possibilità di riflet- zione, diritti negati ed esilio sono moche comprende tutta la strati in Educare a Gaza Regione attraverso il co(2008, 31’) di Alessia Del ordinamento delle sale Bianco, che documenta la d’essai Fice e del progetto vita e il lavoro di un grupFronte del Pubblico della po di educatori palestinesi Cineteca di Bologna. impegnati per promuoL’obiettivo è di permettere vere la pace, il coraggio ai documentaristi dell’Emicivile e i diritti dei bambilia-Romagna di rendere ni nella Striscia di Gaza; visibile il loro lavoro, e di mentre MdJ. Libertà in offrire al pubblico delle esilio (2008, 24’) di Lisa Il regista Yimer accanto a un tir che trasporta mmigrati nel deserto libico sale una rassegna di doTormena e Matteo Lolletcumentari che hanno un legame con tere sull’idea universale di apparte- ti apre una riflessione sulla libertà il territorio. nenza territoriale. di stampa attraverso le storie di tre Questa forma filmica è molto amata I quattro documentari in program- giornalisti rifugiati a Parigi dopo aver da un certo pubblico, tuttavia non mazione riguardavano tutti il tema più volte rischiato la vita a causa delle sempre è di facile accesso, i mezzi dell’esilio, punti di vista diversi e tutti loro coraggiose denunce. In comune sono “leggeri”, alle volte improvvisa- necessari per mostrare le conseguen- a tutti la tesi per cui la violenza degli ti, le condizioni di luce e di audio qua- ze sull’individuo dello sradicamento. uomini sugli uomini sembra avere una si sempre lontani dagli standard di In Come un uomo sulla terra (2008, forma ancora più irrazionale e sfrenaqualità del cinema di fiction. Tuttavia 60’) Andrea Segre, Dagmawi Yimer ta verso coloro che, non sempre per l’opportunità di vedere film documen- e Riccardo Diabene raccontano la ve- volontà propria, sono donne e uomini tari e avere davanti agli occhi i loro rità, molto scomoda per noi europei, senza terra e senza appartenenza. autori, quindi chiedere spiegazione e dei centri libici per la detenzione dei conoscere l’origine del loro discorso migranti, mentre Voci di donne native Elisa Giovannetti e Camilla Bruschi

Film di cassetto. Premiati a Rimini Petern Dufern, Romano Rocchi e Angelo Ranzi.

MEFF 21 aprile: 17.00 Il mio cuore è nelle montagne (Khamdamov, 1967, 30’) poi Schiava d’amore (Mikhalkov, 1975, 100’); 20.00 Four nights with Anna (Skolimowski, 2008, 87’); 22.30 Rusalka (Melikyan, 2007, 115’).

MEFF 22 aprile: 17.00 Kirschbluten – Hanami (Dorrei, 2008, 126’); 20.30 Les Toits de Paris (Saleem, 2007, 98’); 22.30 La settima pallottola (Khamraev, 1972, 84’).

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rassegna Cinematografic BABY LOVE (2008) 90’ Vincent Garenq lunedì 20 aprile 21.15 CINEFORUM RICCIONESE martedì 21 aprile 21.15 CINEFORUM RICCIONESE LA BANDA (2007) 90’ Eran Kolirin martedì 21 aprile 21.00 CINEMA SARTI Cervia CARO DIARIO (1983) 100’ Nanni Moretti mercoledì 29 aprile 21.00 CINEMA SAN BIAGIO Cesena IL CASANOVA DI FEDERICO FELLINI (1976) 165’ Federico Fellini giovedì 23 aprile 20.45 FORCINE Forlì 1 DEFIANCE - I GIORNI DEL CORAGGIO (2008) 129’ Edward Zwick venerdì 24 aprile 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo di Romagna DIVORZIO ALL’ITALIANA (1961) 101’ Pietro Germi lunedì 20 aprile 16.30 CINETECA DI RIMINI DON GIOVANNI (1979) 183’ Joseph Losey lunedì 27 aprile 20.45 FORCINE Forlì 1 IL DUBBIO (2008) 104’ John Patrick Shanley martedì 28 aprile 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo di Romagna mercoledì 29 aprile 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo di Romagna EYES WIDE SHUT (1999) 159’ Stanley Kubrick lunedì 27 aprile 21.00 CINETECA DI RIMINI

JAMES BOND 007 - CASINO ROYALE (1967) 130’ Val Guest, Ken Hughes, John Huston, Joseph McGrath, Robert Parrish, Richard Talmadge domenica 26 aprile 21.30 FORCINE Forlì 2 KATYN (2007) 117’ Andrzej Wajda giovedì 23 aprile 21.00 LUGOCINEMA martedì 28 aprile 21.00 CINEMA VERDI mercoledì 29 aprile 21.00 CINEMA VERDI MAMMA ROMA (1962) 105’ Pier Paolo Pasolini lunedì 27 aprile 16.30 CINETECA DI RIMINI OFFLAGADISCOPAX (2008) 68’ Pierr Nosari giovedì 23 aprile 21.00 LA PALAZZINA Imola L’ONDA (2008) 101’ Dennis Gansel giovedì 30 aprile 21.00 LUGOCINEMA MILK (2008) 128’ Gus Van Sant giovedì 23 aprile 21.00 METROFESTIVAL Gambettola venerdì 24 aprile 21.00 METROFESTIVAL Gambettola THE MILLIONAIRE (2008) 120’ Danny Boyle giovedì 23 aprile 21.00 CINEMA VERDI Forlimpopoli mercoledì 24 aprile 21.00 CINEMA VERDI Forlimpopoli giovedì 30 aprile 21.00 METROFESTIVAL Gambettola venerdì 1 maggio 21.00 METROFESTIVAL Gambettola

FROST/NIXON (2008) 122’ Ron Howard martedì 28 aprile 21.15 CINEMA ASTRA Misano Adriatico

L’OSPITE INATTESO (2007) 104’ Thomas McCarthy sabato 25 aprile 21.00 OCCHI SUL CINEMA San Marino 1 martedì 28 aprile 21.00 OCCHI SUL CINEMA San Marino 2 mercoledì 29 aprile 21.00 OCCHI SUL CINEMA San Marino 3

FULL METAL JACKET (1987) 116’ Stanley Kubrick lunedì 20 aprile 21.00 CINETECA DI RIMINI

PONYO SULLA SCOGLIERA (2008) 100’ Hayao Miyazaki lunedì 27 aprile 21.30 LUNEDÌ CULT MOVIE Faenza

FUOCO SU DI ME (2008) 100’ Lamberto Lambertini venerdì 24 aprile 21.00 CINEMA JOLLY Russi

IL PRIMO RESPIRO (2007) 100’ Gilles de Maistre giovedì 30 aprile 21.30 NOTORIUS Rimini

GALANTUOMINI (2008) 100’ Edoardo Winspeare martedì 21 aprile 21.00 OCCHI SUL CINEMA San Marino 2 mercoledì 22 aprile 21.00 OCCHI SUL CINEMA San Marino 3

LA RABBIA DI PASOLINI (2008) 83’ Giuseppe Bertolucci giovedì 23 aprile 21.30 NOTORIUS Rimini

HAITI CHERIE (2007) 100’ Claudio Del Punta V.O.S.I.* martedì 21 aprile 21.00 CINETECA DI RIMINI

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* Versione originale sottotitolata in italiano

THE READER - A VOCE ALTA (2008) 124’ Stephen Daldry martedì 21 aprile 21.00 CINEMA VERDI Forlimpopoli mercoledì 22 aprile 21.00 CINEMA VERDI Forlimpopoli


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ca REVOLUTIONARY ROAD (2008) 119’ Sam Mendes martedì 21 aprile 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo di Romagna mercoledì 22 aprile 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo di Romagna MAR NERO (2008) 95’ Federico Bondi martedì 21 aprile 21.15 CINEMA ASTRA Misano Adriatico RACHEL STA PER SPOSARSI (2008) 114’ Jonathan Demme lunedì 27 aprile 21.15 CINEFORUM RICCIONESE martedì 28 aprile 21.15 CINEFORUM RICCIONESE RELIGIOLOUS - VEDERE PER CREDERE (2008) 101’ Larry Charles lunedì 27 aprile 20.45-22.30 CINEMA SAFFI Forlì SIGNORI PROFESSORI (2008) 92’ Maura Delpero mercoledì 22 aprile 16.30 CINETECA DI RIMINI lunedì 27 aprile 21.00 CINEMA SAN BIAGIO Cesena LO STATO DELLE COSE (1982) 120’ Wim Wenders mercoledì 22 aprile 17.00 CINEMA SAN BIAGIO Cesena TEZA (2008) 140’ Haile Gerima lunedì 20 aprile 21.00 CINEMA SAFFI Forlì lunedì 20 aprile 21.30 LUNEDÌ CULT MOVIE Faenza TI AMERÒ SEMPRE (2008) 115’ Philippe Claudel domenica 26 aprile 21.00 NOTORIUS Rimini sabato 2 maggio 21.00 OCCHI SUL CINEMA San Marino 1 IL VIGILE (1960) 100’ Luigi Zampa mercoledì 22 aprile 21.00 CINEMA SARTI Cervia VIY (1967) 78’ Georgi Kropachev, Konstantin Ershov domenica 26 aprile 21.30 SCAGLIE Faenza VOLVER (2006) 121’ Pedro Almodovar venerdì 24 aprile 21.00 NUOVO CINEMA BINARIO Cotignola

Essai in Romagna 20 aprile - 3 maggio 2009 sale e biglietti CINEFORUM RICCIONESE €5 Planet Cinema (sala 6) viale Virgilio 19 Riccione CINEMA ASTRA €5 via D’Annunzio 20 Misano Adriatico CINEMA JOLLY ingresso libero via Cavour 9 Russi CINEMA SAFFI €5 (intera serata) via dell’Appennino 480 Forlì CINEMA SAN BIAGIO €3 (ingresso libero) (sala rossa) via Aldini 22 Cesena CINEMA SARTI €3,50 (ingresso libero il mercoledì) via XX settembre 98/a Cervia CINEMA VERDI €5 Piazza A. Fratti Forlimpopoli CINETECA DI RIMINI €4 lunedì 21.00, gratis 16.30 martedì e mercoledì via Gambalunga 27 Rimini FORCINE 1) €5 (€3,50 soci) Cinema Apollo via Mentana 8 Forlì 2) tessera annuale €5 Moquette via dell’Aste 11 Forlì LA PALAZZINA ingresso libero Via Quaini 14 Imola LUGOCINEMA €5 Cinema Giardino viale Orsini 19 Lugo LUNEDÌ CULT MOVIE €6,50 (€5,00 con tessera web) Cinema Italia via Cavina 9 Faenza METROFESTIVAL €7 abbonamento rassegna Cinema Metropol Corso Mazzini 51 Gambettola NOTORIUS €5,50 Cinema Tiberio viale Tiberio 59 Rimini NUOVO CINEMA BINARIO ingresso con tessera PRIMOLA (€15) Teatro Binario c\o Stazione Ferroviaria di Cotignola OCCHI SUL CINEMA €5 1) Cinema Pennarossa via Corrado Forti 53 Chiesanuova (RSM) 2) Cinema Nuovo Dogana piazza Marino Tini 7 San Marino 3) Cinema Turismo via della Capannaccia 2 San Marino SCAGLIE €5 tessera mensile ClanDestino viale Baccarini 21 Faenza SUPERCINEMA €5 Piazza Marconi 1 Santarcangelo di Romagna

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In Sala

gli amici del bar margherita

questione di cuore

Nella Bologna degli anni ’50, tra i portici di via Saragozza, vive, forse più nel ricordo del regista che nella realtà storica, un gruppo di adorabili vitelloni che passa le giornate tra scherzi di dubbio gusto e improbabili avventure. Avati torna alla commedia con questa storia agrodolce dal sapore autobiografico, e ci offre una notevole galleria di personaggi, che, pur con qualche caduta nel bozzettistico e qualche intrusione di troppo della voce narrante, basta a regalare allo spettatore due ore di autentico divertimento. Non sarà ai livelli del capolavoro felliniano a cui si ispira, forse nemmeno a quelli di Amici miei; ma rimane, anche grazie agli ottimi attori, un film di tutto rispetto.

L’amicizia tra uno sceneggiatore in crisi di ispirazione e un meccanico d’auto d’epoca, nata in un reparto d’urgenza di un ospedale dopo un comune infarto, si dipana con una sobria dolcezza, inusuale ma apprezzabile per il cinema italiano. La Archibugi riesce a dirigere ottimamente anche Rossi Stuart e la Ramazzotti, la cui recitazione è di solito intollerabile. Il duello tra Vita e Morte rappresenta senza sconti l’Italia di oggi. Memorabile la scena con i sei registi italiani contemporanei tra cui giganteggia l’ipocondriaco Carlo Verdone, che vanno a trovare Albanese in ospedale.

BBB B

BBBBB

(2009) 90’ Pupi Avati

Alessandro Merci

(2008) 104’ Francesca Archibugi

Ilario Gradassi

Franklyn

louise michel

Fondamentale premessa: non fatevi ingannare dalla pubblicità che vi promette un nuovo eroe dopo Rorschach dei Watchmen. Il film dell’esordiente McMorrow nulla ha a che fare con il mondo dei supereroi. È bene non dire troppo sulla trama, che si basa su un intreccio di storie personali piuttosto appassionanti, ma sviluppate con cupa lentezza e private di una soluzione coerente perfino nel finale. Con chiare citazioni da Blade runner e V for Vendetta, la pellicola, per quanto sconclusionata, resta comunque un progetto originale ed affascinante.

La giustizia grottesca e surreale regna in un film che mescola elementi di scarto e poco sofisticati di cui sono infarciti i film nati al solo scopo di incassare. Neppure ci sono belle donne, non ci sono superpoteri, non ci sono macchine di lusso. Si tratta del coraggioso tentativo di un povero operaio che usa la sua liquidazione per liquidare il proprio capo, ricco, mai visto, nascosto a godere i soldi della rovina degli operai. A chi non ha mai sfiorato l’idea? Non si respirano nel film intenti politici e morali, ma solo voglia di far ridere cucendo insieme scene colorate, eppure Louise Michel è un nome noto alla storia francese.

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(2008) 98’ Gerald McMorrow

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MEFF 23 aprile: 17.00 Brick lane (Gavron, 2006, 102’); 20.00 Eden (Recks, 85’); 22.00 Ultimo posto sulla terra (Aristakisyan, 2001, 126’).

(2008) 90’ Benoît Delépine

Chiara Tartagni

MEFF 24 aprile: 16.00 Black ice (Kotwica, 2007, 110’); 18.00 Shiva – Seven days (Ronit & Elkabetz, 2008, 103’); Wolke 9 (Dresen, 2008, 98’); 22.00 Il palmo della mano (Aristakisyan, 1993, 140’).

MEFF 25 aprile: 15.30 Bianco sole del deserto (Motyl, 1968, 90’); 17.15 Actrices (Bruni Tedeschi, 2007, 107’); 19.15 Egidio Errani (Varesco, 2008, 30’) e Portuale (Ferretti, 2009, 5’); 20.30 premiazioni e a seguire proiezione di Teodora (Carlucci, 1922, 109’).

Luigi Palmirotta


20 aprile 2009 - Numero 5

Fuori Sala

guida galattica per autostoppisti

salvador allende

Sceneggiato da Douglas Adams partendo dai suoi stessi libri, il film di Jennings sembra adattarsi fin troppo bene al curriculum del regista, produttore di videoclip. Un’ora e quaranta minuti di bizzarrie che si accumulano una dopo l’altra, senza permettere allo spettatore un’immediata comprensione della trama, già particolarmente densa. Ma si possono apprezzare lo spirito squisitamente british di alcuni dialoghi e la straordinaria compagnia di mostri sacri del cinema inglese ed americano coinvolte nel progetto: da Alan Rickman a Helen Mirren, da Stephen Fry a John Malkovich.

Patricio Guzman dedica al presidente cileno Salvador Allende (1908-1973) questa biografia cinematografica ripercorrendo, accanto all’avventura umana del politico, la storia del suo paese e del suo popolo, dai primi anni del secolo fino al colpo di Stato di Pinochet (11 settembre 1973). Il regista si muove con maestria tra passato (immagini di repertorio, fotografie, stralci del proprio filmato giovanile La battaglia del Cile) e presente (interviste a politici, diplomatici, gente semplice ed amici di Allende), realizzando un esempio magistrale di cinema documentario dedicato a quel «Compagno Presidente» che volle essere al tempo stesso rivoluzionario e democratico.

(2005) 110’ Garth Jennings

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(2004) 100’ Patricio Guzman

Chiara Tartagni

Fabio Giambi

la zona

falso tracciato

Un alto muro di cinta, tanto filo spinato, telecamere e pattuglie di agenti privati: non siamo in una colonia israeliana in Cisgiordania, ma in un’area residenziale protetta riservata a famiglie benestanti di Città del Messico. Tutt’intorno a questa isola di benessere sta, minaccioso al di là del muro, il caos della megalopoli di oltre 20 milioni di abitanti, devastata dalla miseria e dalla criminalità. Una notte, però, nella “Zona” fa ingresso il mondo esterno. Rodrigo Plà, l’esordiente regista uruguayano, colpisce nel segno con questo suo primo film incrinando quel muro di ipocrisia che vorrebbe dividere nettamente i cattivi (quelli fuori) dai buoni (quelli dentro).

Nel centro che soprintende ai voli di tutti gli aereoporti dello stato di New York, John Cusack e Billy Bob Thornton lottano per la supremazia nel branco dei controllori, col contorno di Angelina Jolie e Cate Blanchett. Classica sfida per la supremazia che slitta in un principio di amore omo. La forza del film è nell’ambientazione originale che dà qualche spiegazione su quello che sarebbe poi accaduto alle Twin Towers. La Jolie è irritante e in disparte. Thornton il migliore anche se sempre nella stessa parte un po’ sciroccata. Regia senza illuminazioni particolari. Rende più in tv che al cinema.

BBBBB

BBBBB

(2007) 97’ Rodrigo Plà

(1999) 124’ Mike Newell

Fabio Giambi Al cinema San Biagio di Cesena lunedì 20 aprile alle 21 in sala rossa per DocInTour proiezione di Code di lucertola (48’) di Valentina Giovanardi. Presente l’autrice.

Per chi se lo fosse perso, il 17 aprile Blob ha compiuto 20 anni. Auguri anche al papà Enrico Ghezzi.

Ilario Gradassi Al cinema Tiberio di Rimini giovedì 23 aprile alle 21 prima della proiezione de La rabbia di Pasolini proiezione per DocInTour di MDJ. Libertà in esilio di Matteo Lolletti e Lisa Tormena.

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20 aprile 2009 - Numero 5

Altre immagini il premio Ermanno Olmi, 2009, 10’ (progetto “Per fiducia” di Intesa San Paolo) http://www.perfiducia.com/ Una storia vera. Interpretata dalle due vere protagoniste e da un rasta ripulito, vero deus ex machina. A bordo del treno Freccia rossa tre ragazzi vincitori di un premio per nuove idee convincono un potente, incrociato per caso, a dargli una mano per trovare fondi per il progetto. Olmi al suo meglio con la manipolazione delle immagini e la somma verità pronunciata a bassa voce da una dei protagonisti, «Le idee non hanno soldi. E i soldi non hanno bisogno di idee». Il potente non può non essere che Romano Prodi col fido Sircana. Che fa la Sfinge per poter dare una mano con somma (im)potenza.

BBBBB

Ilario Gradassi

la partita lenta Paolo Sorrentino, 2009, 10’ (progetto “Per fiducia” di Intesa San Paolo) http://www.perfiducia.com/ Sorrentino fa il solito esercizio di stile col racconto di un’azione “in famiglia”, durante una partita di rugby in cui padre e figlio arrivano e la madre li sostiene da lontano. In bianco e nero. Senza musica né parole. Con rumori ruvidi e la presenza muta di una periferia malata di metropoli sintetizzata dall’incontro con l’emo al supermercato. Parte come thriller francese e poi vira allo sportivo. Pur con momenti fiammeggianti come i calci allo spogliatoio e le riprese della mischia: il tema è trattato un po’ di striscio e i placcaggi sfondati sono molto finti. Opera più alimentare di quella di Olmi. Peccato.

BBBBB

Ilario Gradassi

stella Gabriele Salvatores, 2009, 8’ (progetto “Per fiducia” di Intesa San Paolo) http://www.perfiducia.com/ Ventisette anni fa una madre che rubacchiava in un supermercato fu tentata di prendere anche un dolceforno per la figlioletta che l’aspettava in macchina. Il cassiere notò il furto e inseguì la donna, che ebbe un incidente d’auto in cui morì, mentre la bambina venne ricoverata. Oggi una famosa cuoca in una battaglia di sguardi valuta se assumere una ragazza non incensurata come capo pasticciere. Il colpo di scena finale non salva una struttura eccessivamente laccata anche per il Salvatores di oggi, prigioniero ormai di un’estetica fininvestiana.

BB BB Alla cineteca di Rimini giovedì 23 aprile alle 21 serata dedicata al cineasta Davide Minghini. Ingresso libero.

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Fabrizio De Andrè La mostra Genova, Palazzo Ducale fino al 3 maggio 2009 http://www.palazzoducale.genova.it Forse può sorprendere l’idea di organizzare una mostra sulla figura di un cantautore, ma Fabrizio De Andrè era (e resta) l’impareggiabile cantore dell’umanità meno privilegiata, il poeta che ha saputo mostrarci, attraverso i suoi indimenticabili personaggi, il vero volto della nostra società. La mostra è organizzata con grandissima cura ed è disposta in cinque sale che approfondiscono i temi, la musica e la vita di De Andrè, con l’ausilio di incalcolabile materiale audio-video che il pubblico stesso può selezionare. E’ anche vero che gran parte della documentazione, per quanto davvero intrigante, è stata già vista all’interno di programmi televisivi, ma è particolarmente lodevole la scelta di puntare sull’interattività e sulle reazioni dei visitatori, rendendo queste ultime il vero e coinvolgente soggetto della mostra.

Ilario Gradassi Nei locali di Do-nucleo culturale di Faenza, via Mura Mittarelli 34, giovedì 23 aprile alle 21 conferenza del critico cinematografico Andrea Bruni Il Cinema, il Surrealismo e la Paranoia-critica (Salvator Dalì e il cinema) Ingresso libero.

Ai Musei di San Domenico di Forlì, piazza Guido da Montefeltro 12, domenica 26 aprile per tutta la giornata installazione Antonio Canova in Venere imperiale a cura del cineclub forCINE.

BBB B Chiara Tartagni


20 aprile 2009 - Numero 5

Horror Politics #3 di Matteo Lolletti

La Terra dei Morti Viventi

P

er quanto sia possibile leggere il penultimo capolavoro della saga romeriana dedicata alla figura horror che più di ogni altra ha caratterizzato il secolo scorso, il morto vivente, come un lavoro che organizza la narrazione attorno all’orrore puro, è altrettanto legittimo leggere, ne LTDMV, sottotesti fortemente socio-politici a più livelli. Se le città/palazzo/ castello in cui vivono asserragliati i ricchi della società umana devastata dall’Evento (i morti che tornano a camminare sulla terra) sono ancora, come nel 1978, centri commerciali, da cui sono esclusi i poveri, che anelano a entrarvi con ogni mezzo possibile e vivono ai margini di essi in un limbo caotico - non anarchico (magari…) - in cui sono sospese le regole consuetudinarie soppiantate da una forma di darwinismo esistenziale, e fanno pensare quasi a una dicotomia di inclinazione marxista, vi sono però alcuni altri, numerosi, elementi che arricchiscono il portato allegorico della pellicola e ne fanno un’opera fortemente rivoluzionaria. L’allusione a Bush, alla sua rinnovata amministrazione (il film è del 2005), è certamente fin troppo esplicita (e si accorda, in parte, con quanto osservato poco sopra), ma allude anAl cinema San Biagio di Cesena lunedì 27 aprile alle 21 in sala rossa per DocInTour alla proiezione di Signori professori di Maura Delpero sarà presente l’autrice.

che a una situazione esterna, relativa alla globalizzazione e alle relazioni internazionali degli Usa. Il territorio degli zombie, in quest’ottica, è continuamente depredato di ricchezze e risorse dagli “umani”, che vi penetrano perché hanno bisogno sia di cibo che, in sequenze esplicite, di beni di lusso. I morti viventi scimmiottano e sembrano desiderare quella che noi consideriamo la normalità, valoriale e quotidiana, fino al momento in cui, organizzatisi una parvenza di indignazione esasperata, che si struttura, in maniera artigianale e - com’è giusto che sia - intuitiva, in una forma di ribellione (che assomiglia ad una vendetta ed è spinta da necessità non dissimili, ma certo più autentiche), travolgono la città, penetrano nelle stanze del potere, devastandolo. Certo, gli zombie cannibalizzano (almeno alcuni di loro) poveri e ricchi, pur puntando al cuore del sistema, ma poi non si sostituiscono, alla fine della mattanza, a coloro che hanno sovvertito, non prendono il potere che hanno destituito. Semplicemente se ne vanno: «è cambiato qualcosa» dice infatti, all’inizio del film, il protagonista, «cercano solo un posto dove andare» dirà invece alla fine, impedendo di sparare sugli zombie in ripiegamento. «Proprio come noi» aggiungerà.

Alla cineteca di Rimini martedì 28 aprile alle 21 per la rassegna dedicata al mondo del lavoro Which side are you on? (54’) straordinario docu-fiction di Ken Loach del 1984. Ingresso libero.

Alla cineteca di Rimini mercoledì 29 aprile alle 16.30 per DocInTour Con la maglia iridata di Giangiacomo di Stefano (54’). Ingresso libero.

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20 aprile 2009 - Numero 5

Il più grande regista (vivente) del mondo#2 di Michelangelo Pasini

di sceneggiatura e formalismo

I

ncredibile dictu, Michael Mann ha dei detrattori. zionarli ed analizzarne le parti. Che, ovviamente, non Praticamente tutte le critiche mosse al cineasta di potranno essere apprezzate completamente se prese Chicago hanno come focus alcuni presunti problemi singolarmente, avulse dal contesto in cui sono inserite. di scrittura di cui soffrirebbero gran parte delle sue Perché ogni film di Mann, e Miami Vice forse più di tutti, pellicole. Ammettiamo che se fino ad Alì, e in Alì compre- è molto più che la messa in scena di una storia, non è so (vedi la scelta, pregevole quanto rara nel panorama solamente un racconto filmato, ma è un intero mondo dei biopic, di concentrare la propria attenzione soltan- (re)inventato. È l’elaborazione del mondo attuale filtrato su un breve segmento della vita del pugile più famo- ta attraverso un caleidoscopio che ha almeno tre lenti: so della storia), da una parte c’è la sceneggiatura il respiro epico è stato uno dei del cinema claspunti di forza sico hollywoodiadel regista, prono, dall’altra la duttore e scritcarica innovativa tore statunitendel cinema conse, negli ultimi temporaneo e in anni non è così mezzo le scintilazzardato conlanti rivoluzioni siderarla il suo tecnologiche (le tallone d’Achille. superfici rifletIn fin dei conti, tenti dei cofani Scontro e scambio di valigette nell’incipit di Collateral le pellicole che delle fuoriserie in possono essere terreno fertile per chi vuole ridimen- dote a Sonny e Rico, riprese con un innovativo quanto sionare la grandezza del degno erede di Sam Peckin- fascinoso digitale notturno) di cui il cineasta americano pah si riducono quindi a Collateral e Miami Vice. Chi sa sfruttare ogni singola potenzialità. I suoi ultimi film critica la scrittura di questi lavori si guarda bene dal far diventano quindi oggetti che non hanno bisogno di parriferimento alla glaciale perfezione di Collateral e del lare. Fernaldo Di Giammatteo, riferendosi ad Antonioni suo protagonista, mentre preferisce evidenziare come e al suo Zabriskie Point, sosteneva l’illiceità di «chiealcuni eventi di Miami Vice non siano così strettamente dere a un formalista la ragione del suo fomalismo». Un sequenziali l’uno con l’altro. Non siamo qui certamente oggetto prodotto da un formalista non comunica con la a negare queste, evidenti, pecche. Ma ci piacerebbe sua scrittura, ma con «la sua pura presenza». Per Mann sorvolare i citati limiti e giudicare questi ultimi lavori è, forse, il caso di scomodare il maestro e il suo critico del maestro per quello che sono in toto, evitando di se- più intelligente.

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Alla Sala Santa Caterina di Forlì il 29 aprile alle 21 conferenza con inserti cinematografici Il don Giovanni di Mozart e Lorenzo da Ponte. Dalla pagina alla celluloide tenuta da Andrea Panzavolta. Introduce Chiara Tartagni di BILLY.

Al cinema Tiberio di Rimini giovedì 30 aprile alle 21 prima della proiezione de Il primo respiro proiezione per DocInTour di Voci di donne native e migranti di Rossella Piccinno.

Presso il Do-nucleo culturale di Faenza, via Mura Mittarelli 34, giovedì 23 aprile alle 21 conferenza del critico cinematografico Andrea Bruni The Angelic Conversation (serata Jarman) Ingresso libero.


20 aprile 2009 - Numero 5

CineAstri

di Camilla Bruschi

Tom Cr uise Come l’acqua per il fuoco

Tom Cruise nasce a Syracuse, New York, il 3 luglio 1962 sotto il segno del Cancro. Dopo 11 anni di matrimonio di con Nicole Kidman (Gemelli) divorzia e nel 2006 conosce e sposa Katie Holmes, nata il 18 dicembre 1978, sotto il segno del Sagittario. Per gli affezionati di Billy questa non sarà una novità! Dopo aver indagato nei numeri scorsi cosa attira il nostro arciere verso segni d’aria e terra, ecco che Tom ci introduce all’ultimo dei quattro elementi: l’Acqua. L’acqua scorre e muta di continuo, in un torrente, un fiume, una cascata; si vaporizza , si trasforma in ghiaccio, non ha forma. Pensando alla profondità dei mari, alla ricchezza dei fondali marini, immediato è il parallelismo con il subconscio, con ciò che è misterioso e volutamente protetto, nascosto. Per i segni d’acqua, Cancro, Scorpione e Pesci, la ragione cede il passo all’istinto,

Tom Cruise e Katie Holmes

Nicole Kidman e Tom Cruise

Una delle chiese per celebrità di Scientology

Backstage film festival 2009 di Cesena: la giuria tecnica ha assegnato il premio a Dietro le quinte di riparo di Paolo Sangiovanni.

BFF 2009: Segnalazione della giuria per Dietro il divomaking of di Giorgio Garella e Tomaso Gallone e 5 storie brevi – making of Gomorra di Melania Cacucci.

all’ immaginazione e a un comune denominatore. Il sentimento. Questi segni, più di altri sono infatti in contatto con le profondità del sentire, non sono spaventate dalla mutevolezza delle emozioni. Il loro naufragare può non essere sempre dolce, ma di certo è naturale e vissuto come tale. Non è ostacolato da una fredda ragione o da un esagerato materialismo. A una analisi superficiale si potrebbe dire che troppa acqua può spegnere il fuoco e che l’esuberanza del Sagittario potrebbe essere frenata da una certa possessività del Cancro. In realtà, se andassimo ad analizzare la carta natale di Tom, ossia la mappa del cielo al momento della nascita e le relative posizioni planetarie, troveremmo probabilmente molti valori fuoco e viceversa molti valori acqua nella carta di Katie...e sono certa che troveremmo anche Scientology!

BFF 2009: premio delle scuole a Ti stramo backstage di Juan Sebastian Alvarez.

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Billy sostiene Se avessimo puntato sul cavallo sbagliato? Dopo il sostanziale pareggio di Cannes, e la tanto celebrata quanto inutile vittoria di Gomorra nelle selezioni per l’Oscar, la bilancia tra i due film italiani più discussi e incensati degli ultimi anni torna ad equilibrarsi grazie alle candidature ai David di Donatello, dove Il divo batte il film di Garrone 16 a 11. Nell’attesa del responso definitivo, dei posteri più che dei David, ci limitiamo ad osservare come raramente siano stati accomunati due film tanto diversi: se infatti entrambi raccontano la realtà - ogni film che si rispetti dovrebbe farlo -, Gomorra lo fa con piglio documentaristico e volutamente sciatto, mentre Il divo sceglie la via dell’estro e dell’originalità, forse anche dell’estetismo. È indubbio che ognuno abbia diritto ai suoi gusti, ma, se il cinema è una questione di linguaggio più che di contenuto, il sospetto che con l’Academy sia stata fatta la scelta sbagliata resta. Alessandro Merci paradisi artificiali? È molto affascinante osservare come, ancora oggi, si perseveri nel girare pellicole storiche o in costume. È forse una semplice ritirata dall’aspra realtà odierna, una raffinata e frivola alternativa al grigiore che spesso ci circonda? Eppure fin dal principio della storia del cinema si hanno esempi di film di storia o tratti dalla letteratura. E se, ad esempio, vedere una donna costretta in un corsetto ci restituisse in modo più tangibile il senso di una vita soffocata da convenzioni tuttora valide? Si può quindi pensare che il gusto di scorgere un frammento di passato sullo schermo non sia unicamente nel crearsi un paradiso artificiale intellettuale. Piuttosto, nel riconoscervi le stesse battaglie di oggi, la rabbia, l’amore. Nel sottile piacere di pensare che la natura umana sia incapace di autentica evoluzione e che noi siamo in grado di comprenderla. Chiara Tartagni

al cinema andate il 23 Se qualcuno si fosse inalberato perché il venerdì di lutto nazionale i cinema italiani erano aperti gli si sarebbe risposto che giovedì 23 aprile l’incasso dell’intera giornata sarà devoluto a favore delle popolazioni abbruzzesi colpite dal terremoto. L’accordo di Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), Anem (Associazione Nazionale Esercenti Multiplex), distributori e Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) ha del miracoloso. Anche se giovedì è il giorno in cui si incassa di meno. Quindi, appello agli amici pur dalla pochezza del pulpito, state a casa a vedere dvd nel weekend ché andate in sala il giovedì. Oppure tornate il giovedì a rivedere il film. Oppure guardatene due, uno dietro l’altro. Facciamo impennare la cifra. Più cospicuo del simbolico sms al 48580.

http://issuu.com/billy_magazine billy.rivistacinematografica@gmail.com pagina facebook rivista cinematografica romagnola

Ilario Gradassi

20 aprile 2009 Numero 5

da un idea di Ilario Gradassi, grafica ed editing di Cecilia Benzoni, articoli di Camilla Bruschi, Francesco Garoia, Fabio Giambi, Elisa Giovannetti, Matteo Lolletti, Alessandro Merci, Luigi Palmirotta, Michelangelo Pasini, Chiara Tartagni, Ilario Gradassi.

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Billy - numero 5, 20 aprile 2009