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SOSTEGNO A DISTANZA

PICCOLI RACCONTI CHE CAMBIANO LA VITA


AVSI sostiene a distanza nel mondo

più di 30.000 bambini. Ad ognuno di loro basta

davvero poco per sentirsi uno di famiglia. Proprio come raccontano le storie di Marie Josè, Murillo, Joselyne, Emmanuel... segno della possibilità di un incontro che cambia la vita. Come per Rose del Myanmar, che grazie all’amore e all’aiuto dei suoi sostenitori è riuscita a dare valore alla sua vita ed arrivare perfino a studiare all’università. La sua storia, resa possibili grazie all’aiuto di amici che seppure lontani l’hanno fatta sentire una di famiglia, è solo uno dei tanti frutti nati con l’amicizia del Sostegno a Distanza che potrete scoprire e leggere in questa raccolta! Diventa anche tu sostenitore a distanza! Scrivi a sostegno.distanza@avsi.org o chiama il numero 0547 360811.

C’è un bambino che aspetta di far parte della tua famiglia! 2

piccoli racconti che cambiano la vita

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Sostegno a distanza: molto più che un numero Seguendo più di cento bambini, si potrebbe pensare che essi siano solo nu-

anni: gli scriviamo e ci teniamo in contatto. Per noi è una forma di

meri, ma c’è una cosa particolare per me. - dice Christine, assistente sociale

dovere, è un bisogno, piccolo, ma vero.

in Rwanda, che lavora nel progetto del Sostegno a distanza - Forse è perchè

Tanti anni fa abbiamo deciso di iniziare l’esperienza del sostegno per un amo-

sono stata con i bambini per così tanto tempo che ora li conosco tutti così

re verso don Giussani. Lui ci ha fatto capire cosa significhi aiutare e grazie a

bene; sono andata a conoscere ciascun bambino nella sua casa, a scuola, al

lui abbiamo capito il valore della gratuità”.

mercato...ovunque.

Nelle lettere come nelle telefonate e negli incontri, i sostenitori trasmettono sempre il loro

Conosco ciascun bambino attraverso la sua storia. Osservo il luogo, i vicini, la

attaccamento a questo gesto che definiscono semplice; un piccolo aiuto che in realtà cela

casa, e li paragono alla mia. Il modo in cui sono cresciuta è simile a quello di molti di

un’eccezionalità incredibile. Perché tramite quel contributo, un bambino, una comunità,

questi bambini, e posso confrontare le somiglianze e le differenze con la mia vita.

possono trovare un’alternativa alla rassegnazione e miseria in cui spesso vivono. Si rende

Tuttavia, ognuno è unico...ognuno ha una storia che gli appartiene.

possibile una mano tesa, qualcuno che gli sia accanto nelle difficoltà che incontrano e li

Non solo il beneficiario è unico, ma anche l’assistente sociale, e tu porti

possa aiutare. Ed è una cosa che fa una grande differenza, perché, come diceva il Beato

la tua storia al lavoro. La storia di ciascun assistente sociale può aiutarlo a

Giovanni Paolo II, “Non è una formula che salverà il mondo, ma una presenza”.

trovare una strategia per aiutare il beneficiario. Quindi quando vedo il codice di un particolare bambino, non è solo un numero ciò che vedo, ma mi viene immediatamente alla mente l’intera immagine della sua casa e della sua storia.

~~~ Una quotidiana straordinarietà

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~~~ Sostegno a distanza: insieme per arrivare lontano Un proverbio africano dice “Se vuoi andare veloce, vai da solo, se vuoi andare lontano, vai con gli altri”. Ed è proprio quello che è capitato a F. L’incontro con la sua sostenitrice e il cammino fatto insieme a lei, all’assistente sociale di AVSI di

C’è chi lo inizia per festeggiare una ricorrenza, un evento, chi per condividere

Uvira (RdC) e alla sua famiglia lo sta portando lontano.

il bisogno di aiuto di tanti bambini, ragazze, famiglie che vivono nelle zone

F. ha da pochi mesi terminato gli studi, in tasca ha un buon voto e il diplo-

più povere del mondo, chi per ricordare un proprio caro…

ma tanto atteso. Questo però non è il successo più grande! Ce n’è un altro

Sono infiniti i motivi che spingono i nostri sostenitori ad intraprendere con noi il cam-

altrettanto importante: la sua famiglia lo aiuterà a frequentare l’università. Uniti e fieri

mino del sostegno a distanza, ma sono tutti accomunati da un elemento, la convinzio-

i membri della famiglia allargata faranno insieme un sacrificio perché credono in lui e

ne che sia un piccolo aiuto, semplice.

vogliono aiutarlo a realizzare il suo sogno.

Ermanno ed Anna hanno descritto la loro esperienza di sostegno per un’amica:

Una scelta che rende il diploma di F. ancora più importante poiché da un lato

“Una nostra amica ci ha proposto di scrivere una testimonianza sulla nostra

ha stimolato la famiglia a farsi carico del proseguimento della sua istruzione

esperienza di sostegno a distanza. Veramente noi non ci avevamo mai pensato

e dell’altro permetterà a lui, terminati gli studi universitari, di trovare un buon

perché per noi è una cosa normale, non ci sembrava niente di eccezionale e lo fac-

lavoro che a sua volta renderà più stabili le condizioni della sua famiglia.

ciamo veramente con il cuore. Infatti, la prima ragazza che abbiamo aiutato ormai si

La sostenitrice grazie alla quale F. ha potuto studiare e che ha accompagnato la fa-

è laureata da più di due anni e noi l’abbiamo sempre presente nelle nostre preghiere.

miglia per ben dodici anni, è fiera di lui. Noi, stupiti e grati ancora una volta di ciò

Ogni tanto pensiamo “Chissà se lavora, se si è sposata….” In noi è rimasta una affe-

che può nascere da un incontro non possiamo che ringraziare ed incoraggia-

zione e pensiamo a lei come ad una persona di

re tutti i protagonisti di questa storia perché continuino ad essere testimoni

famiglia. Ora aiutiamo un altro ragazzo di sedici

di quel che si può fare camminando insieme.

piccoli racconti che cambiano la vita

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Sostegno a distanza: un uccellino che ricomincia a cantare. Da Haiti la storia di Dacheline

madri o padri di famiglia…

Dacheline è nata nove anni fa a Torbeck in Haiti, quartogenita di otto

Alcuni di loro si sono persi per strada ma molti altri, anche senza più un padrino, vengono

bambini. La sua famiglia ha dovuto affrontare molti problemi, insicurezza e

spesso a trovarci. Per loro Khandlelo, partner locale di AVSI, è una casa, una famiglia!

povertà prima, terremoto e colera, infine qualche mese fa la casa inondata

Erano alcuni mesi che pensavamo alla forma migliore per dire a coloro

dopo l’uragano. Prima i problemi sembravano insormontabili, poi con la con-

che sono arrivati alla maggiore età che si avvicina il momento di uscire dal

sapevolezza di non essere soli il coraggio, l’impegno, la ricostruzione.

progetto del SAD (Sostegno A Distanza) e che in qualche modo devono dare

Anche Dacheline ha mostrato coraggio nell’affrontare le sue sfide. A

spazio ai più piccolini… dovevamo farlo senza che si sentissero abbandonati

causa dei momenti difficili vissuti quando era più piccolina, ha sempre

o messi in un angolo. Volevamo, da una parte, far capire loro che un pezzo di

avuto difficoltà a parlare. Molto introversa non solo non riusciva a giocare

strada fatto insieme è in qualche modo terminato ma che comunque Khandlelo ed il

e ridere con gli altri ma nemmeno a lasciarsi andare ad un pianto liberatorio.

Centro Maria Grazia Rizzo esistono sempre e che, anche senza ricevere l’uniforme o i

Fisicamente era come un “robot”: aveva una postura rigida, era bloccata nei

libri, possono sempre averlo come punto di riferimento!

movimenti e non muoveva le braccia normalmente.

Abbiamo allora deciso di organizzare un incontro con un primo gruppo, al

I traumi vissuti si riflettevano anche da un punto di visto fisico. Compiuti 3

Centro, invitando i ragazzi che sono in dirittura di arrivo e quelli che sono già

anni e raggiunta l’età scolare, i genitori non hanno reputato importante iscri-

usciti da un po’ ma che ancora sono legati a Khandlelo. Li abbiamo accolti fa-

verla a scuola. Perché impegnarsi a superare le difficoltà economiche per pagare

cendo un cerchio e chiedendo loro di dire il nome, cosa stavano facendo e da quanti

le tasse scolastiche ad una bambina che manifestava disturbi fisici e psicologici?

anni erano con noi. Alcuni si sono fermati a queste informazioni mentre altri hanno

Fortunatamente un paio di anni più tardi Dacheline è entrata a far parte del progetto

voluto andare oltre.

di Sostegno a distanza e dopo che gli assistenti sociali hanno sensibilizzato la famiglia

Come Julio e Chulze, i gemelli del gruppo, ricordano che sono entrati quando

sull’importanza dell’educazione, ha iniziato ad andare a scuola. Ha trascorso un anno

frequentavano la 5º elementare. La loro mamma era morta e il padre non si curava

in classe normale, con tutti gli altri bambini poi è stata integrata in una classe speciale

molto di loro… l’anno scorso hanno terminato la scuola superiore. Ora lavorano. Uno in

con un insegnante di sostegno specializzato.

una serigrafia e l’altro in un’industria di vestiti. Nel tempo libero fanno in casa le ripetizioni

Dopo 2 anni di frequenza scolastica ha iniziato a parlare e poco a poco a

ad alcuni bambini: uno è bravo in portoghese e l’altro in inglese. Julio dice che sono

socializzare con gli altri bambini. Oggi grazie agli interventi degli operatori sociali,

molto grati perché “non esiste una famiglia come questa”! Orlando ha anche lui terminato

Dacheline parla e gioca con gli altri bambini normalmente e soprattutto i genitori non

la scuola ed ora fa il musicista mentre Osvaldo, che è entrato in Khandlelo quando era

la guardano più per quello che non riesce a fare ma per quella che è.

piccolissimo, ora è uno degli educatori del centro di Laulane.

Senza l’aiuto degli amici italiani che la sostengono a distanza Dacheline non

Alberto racconta che grazie a Khandlelo ha potuto terminare la scuola secon-

avrebbe avuto la possibilità di andare a scuola, di fare un percorso per superare i

daria ed ora è al secondo anno di architettura. Dice che gli piace moltissimo

traumi, non avrebbe mai conosciuto il significato della felicità e il gusto della vita.

e che è stato grazie al corso di disegno che ha frequentato

~~~ Sostegno a distanza: un’amicizia senza tempo

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dei ragazzi! Alcuni sono all’università, altri lavorano, altri addirittura sono

qui che ha scoperto il suo talento! Adriano dice che è entrato nel SAD da piccolissimo. Ad un certo punto ha smesso di andare a scuola. Allora veniva al centro per dare una mano. Ma

In Mozambico il progetto del Sostegno a distanza è iniziato circa 13 anni fa e,

dopo un po’, quando gli educatori hanno capito che lo faceva per

senza neanche accorgercene, quelli che all’epoca erano dei bimbi ora sono

sfuggire alle sue responsabilità, gli hanno detto che non poteva più

piccoli racconti che cambiano la vita

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venire. Lui all’inizio non ha capito, si è sentito rifiutato. Ed è stato costretto a cercarsi un lavoro… ma ora che lavora ed è contento ha capito quel gesto e ne è grato.

data da spericolati ragazzini: il costo del trasporto

Abbiamo continuato leggendo alcune frasi tratte da “il piccolo principe” frasi

è quasi raddoppiato negli ultimi due anni e se la

sull’amicizia, sulla vita… le abbiamo commentate insieme. É stato un bell’in-

strada è rovinata dalle piogge, il prezzo aumenta.

contro. Più che un addio, un nuovo inizio! I ragazzi hanno detto di essere molto grati a

John, responsabile del Sostegno a distanza,

Khandlelo e ai loro padrini perché, al di là di tutto ciò che hanno ricevuto materialmen-

mi racconta di Fanta, una ragazzina appena promossa in seconda superiore

te, hanno incontrato un ambiente bello, di condivisione, di amicizia tra loro e con gli

che questa mattina ha incontrato a scuola mentre puliva il cortile: era la

educatori. Per questo non possono perdere quello che hanno trovato!

punizione per essere arrivata a scuola con 15 minuti di ritardo. Fanta spiega a

Yara ha proposto di continuare a vedersi, costruire qualcosa insieme. É nato un grup-

John il motivo del ritardo e così scopriamo che deve alzarsi tutte le mattine alle 4.30 per

petto dei “giovani di Khandlelo”. Cominceranno a vedersi tutti i sabati qui al Centro.

andare a raccogliere l’acqua al pozzo della comunità che dista 10 minuti da casa, lì deve

Per confrontarsi su alcuni temi, aiutarsi, continuare l’amicizia. Ma anche per aiutare i

attendere il suo turno insieme agli altri bambini in coda per riempire il secchio. Dopo aver

bambini più piccoli che sono ancora nel progetto o che entreranno prossimamente!

mangiato un po’ di riso (per lo più avanzato dalla sera prima) userà quell’acqua per lavarsi

Ana ci dice che l’aiuto che ha ricevuto è stato grande e che ora tocca a lei mettersi in

e per pulire la casa prima di poter andare a cercare un trasporto per raggiungere la scuola.

gioco e aiutare. Oggi mi sono capitate sotto mano alcune foto ormai sbiadite

Il momento di preghiera a scuola inizia alle 7.45 e alle 8 cominciano le lezioni,

ed incredibilmente ho riconosciuto i volti di alcuni dei ragazzi che hanno par-

ma arrivare puntuali non è per niente facile: il traffico a Freetown è caotico ed

tecipato all’incontro: Adriano, Arnaldo, Jossefa… buona strada ragazzi!

è pressoché impossibile calcolare quanto dovrai attendere per poter salire sul

~~~ Sierra Leone: un lusso chiamato scuola

spesso i bambini devono percorre gli ultimi 20 minuti di salita a piedi. John accompagna Fanta in classe a lezione iniziata e spiega all’insegnante le difficoltà che la ragazza incontra

A Mayenkineh la scuola ha riaperto una settimana fa, ma i bambini che hanno

ogni mattina prima di venire a scuola; stavolta Fanta non sarà punita per il suo ritardo.

iniziato a frequentarla sono ancora pochi. Solo fra qualche giorno i cortili della

Il nostro è un lavoro continuo di educazione, non solo con i ragazzi, ma anche

Holy Family School, la scuola costruita grazie ai fondi ricevuti da amici di AVSI e attra-

con gli insegnanti e lo staff della scuola e sono proprio questi rapporti che fanno

verso il Sostegno a distanza, si riempiranno di studenti delle classi elementari e medie

la differenza con la maggior parte delle scuole della capitale. Pochi giorni fa James,

nella loro nuova uniforme.

studente delle medie, ci ha comunicato che riprenderà a venire alla Holy Family School: lo

Molti ragazzi sono ancora fuori Freetown, nelle Province, i territori al di fuori

scorso anno, a causa di un ritardo e di alcune difficoltà in famiglia non aveva potuto iscri-

della capitale, dove hanno trascorso le loro vacanze con i parenti che vi

versi alla Holy Family e aveva quindi frequentato un’altra scuola nell’area. John gli chiede

abitano.

perché abbia deciso di tornare e James risponde: “desidero imparare; nella scuola che

Le piogge finalmente stanno diminuendo, dopo aver causato molti danni in centro

ho frequentato quest’anno se arrivavo in ritardo oltre ad essere punito, non trovavo posto

città e qualche disagio anche nella nostra scuola riempiendo di fango alcuni cortili

nelle classi sovraffollate … qui mi sento accolto e anche se gli insegnanti sono severi, non

e rendendo quasi impraticabile la strada che da Calaba Town porta alla collina di

mi picchiano e se ho delle difficoltà so di avere qualcuno che mi aiuterà”.

Maynekineh sulla cima della quale è situata la scuola.

Al termine delle lezioni, alle 2, molti ragazzi si fermano a giocare nei cortili della

Questo però non dissuade certo i bambini che non vedono l’ora di ricominciare

scuola, James e altri vengono anche il sabato nonostante non ci siano lezioni:

la scuola. I più fortunati, che vivono nell’area di Mayenkineh, non hanno molta

John e alcuni insegnanti organizzano partite di calcio nel cortile e gli studenti della Holy

strada da fare, ma molti altri dovranno percorrere quella lunga salita di 40 minuti

Family non si fanno certo mancare l’occasione di sfidare lo staff della scuola!

a piedi. In pochi possono permettersi di salire con l’okada, la diffusissima moto-taxi gui-

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primo okada libero. Non tutti i motociclisti poi sono disposti a salire fino alla scuola e

Nicola Orsini, Responsabile AVSI Sierra Leone

piccoli racconti che cambiano la vita

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Nigeria: tutti a scuola pieni di speranza

no, si prendono cura dei più piccoli aiutandoli a lavarsi, vestirsi e i più fortunati

Settembre in piena stagione delle piogge, ma per fortuna in questi mesi non ha

possono preparare la colazione che consiste in pap o garry: pappe fatte con un

piovuto molto e tante famiglie degli slum sono state risparmiate dai frequenti

cereali locali mescolati con l’acqua.

allagamenti che avvengono di solito.

Tutti i bambini prima di andare a scuola devono mettere a posto la casa composta

Tra pochi giorni le strade di Lagos diventeranno nuovamente popolate da una

normalmente da una stanza, prendere l’acqua dal pozzo e pulirla, poi finalmente

folla di bambini con divise scolastiche di tutti i colori. Durante il periodo scolastico

corrono a scuola. Le lezioni iniziano alle otto e ogni ora è scandita dal suono della

la mattina si vede un flusso continuo di bambini schiamazzanti che a piedi, da soli o

campanella, segna il cambio dell’ora e la rotazione degli insegnati, fino al momento

in gruppo, raggiungono direttamente la scuola oppure aspettano lungo la strada i bus

fatidico dell’intervallo. Il momento dell’intervallo è una festa e una gara per riuscire ad

che arrivano sempre ad un’ora imprecisata. I bus a Lagos sono furgoncini gialli, con

utilizzare giochi esterni come le altalene, gli scivoli ecc...

delle panche di legno montate nella parte posteriore dove si accomodano i passegge-

La scuola finisce all’una e trenta con la preghiera finale e al suono della campa-

ri, fungono da minibus e affollano e caratterizzano le strade.

nella scatta la fatidica esclamazione di gioia dei bambini come succede ovunque

In questi giorni, nel traffico caotico di Lagos, si vedono le mamme con i bam-

nel mondo. I bambini corrono fuori dalle classi contenti per quello che hanno

bini correre per la strada alla ricerca di un bus libero per andare a scuola per

imparato e felici di godersi un pò di meritato gioco. Sono pochissimi i bambini che

espletare le formalità dell’inscrizione o chiedere informazioni. Accanto alla faccia

i genitori vengono a prendere a scuola. La maggior parte si attarda nel cortile della

gioiosa dei bambini che stanno per iniziare la scuola ci sono la facce melanconiche

scuola e forma simpatici capannelli, nei quali discutono di quello che è accaduto a

di altrettanti bambini che non sono certi di poter ritornare a scuola o di iniziare la

scuola o parlano di calcio.

scuola perché le madri non hanno i soldi. Lagos è una megalopoli dove puoi vedere la

Molti bambini rimangono fino alle tre o alle quattro a giocare nel cortile della

ricchezza più sfrenata e la povertà estrema.

scuola, a fare i compiti o parlare fra di loro. Lentamente la scuola si svuota ed i

Questo è il momento dell’anno dove i bambini sono carichi di attesa perchè si

bambini con passo lento si dirigono verso il cancello e poi verso casa. La scuola è la

avvicina il nuovo anno scolastico, il momento di rivedere i propri amici, di rivedere

loro casa è il luogo dove possono giocare, imparare dove gli viene insegnato a guar-

insegnanti, di indossare l’uniforme che loro amano, di ritrovare un ordine ed una bel-

dare con speranza il proprio futuro e dove sono guardati per il loro valore.

lezza e di allontanarsi dalla sporcizia e dalla violenza della vita di strada.

In Nigeria non ci sono i cambi di stagioni, le variazioni di temperatura sono

I bambini iniziano la scuola alle 7.45 con un momento di preghiera ed il canto

minime ed il tempo sembra non scorrere mai, perciò per i bambini il tempo è

dell’inno nazionale nigeriano. Molto spesso i bambini arrivano in ritardo a scuola

scandito dalla scuola con i suoi ritmi e per gli adulti dal lavoro.

per vari motivi legati al traffico e ai piccoli lavori domestici che svolgono a casa.

I bambini ritornano alle loro case di un metro per due, sovraffolate, alle strade

Infatti a Lagos, a causa del traffico, dei numerosi incidenti, dei vari scioperi improvvisi è

sporche e piene di violenza ma con gli occhi pieni di gratitudine perchè la scuola

una scommessa arrivare puntuali e molte volte scorgi folle di bambini e di lavoratori che

è ricominciata!

scrutano l’orizzonte nella speranza di vedere qualche “kabo” in arrivo. La giornata di molti bambini delle nostre scuole inizia verso le sei del mattino quando i genitori lasciano la loro casa. I genitori sono costretti a lasciare casa per andare al lavoro o a vendere al

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pagare meno il trasporto. I bambini più grandi, ancora con gli occhi gonfi dal son-

La scuola a Lagos ricomincia fra meno di una settimana, siamo ai primi di

Alba Gianferrari, responsabile del sostegno a distanza in Nigeria.

~~~ Sostegno a distanza in Albania: sostenere la vita

mercato alla mattina molto presto

La presenza di AVSI in Albania è iniziata nel 1997, dentro ad un contesto sociale

per evitare il traffico ed anche per

complesso caratterizzato da povertà nelle aree rurali, forte migrazione, scarsis-

piccoli racconti che cambiano la vita

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sima scolarizzazione e alta disoccupazione. I bambini erano mandati per le strade a mendicare, tolti dalle scuole per andare al pascolo con le mucche e le pecore.

per il fratellino piccolo, oltre ad un forte accompagnamento alla

Ad oggi la situazione non è cambiata di molto, soprattutto nelle zone rurali,

famiglia, perché quando si è soli è sempre più duro affrontare

dove si aggiunge un fenomeno particolarmente grave: la scarsa attenzione nei

le salite.

confronti dei bambini più difficili e problematici che, invece di essere maggiormente

Lorenzo è stato aiutato anche a comprendere la disabilità

curati, vengono isolati. Molti bambini per questo motivo abbandonano la scuola e non

del fratellino. Nell’ultimo colloquio con la madre, Suor

vengono aiutati a risolvere problemi come la dislessia, molto diffusa proprio perché

Maria Stella che segue il loro sostegno da vicino ha potuto

non adeguatamente curata. Infine l’assenza di servizi sociali che si occupino di bambi-

vederlo intento a spingere la carrozzina, a far ridere il

ni con problemi a casa e insegnanti di sostegno per seguire e supportare coloro che

piccolo quando piangeva e cedergli anche un po’ dei suoi

hanno problemi di apprendimento completavano il quadro.

giochi, avuti in regalo dal Centro. Puntare sul valore della

AVSI ha iniziato subito ad operare in queste zone con il progetto del Sostegno

vita genera sempre meravigliosi frutti.

a distanza, che oggi coinvolge 19 realtà locali albanesi (tra centri diurni, istituti compresa tra 4 e17 anni.

~~~ Sostegno a distanza: due vite che cambiano insieme

Uno di queste realtà è il Centro Diurno e Scuola Materna “Carlo Liviero” di Plug, dove

Patrizia e Fabio di Roma sostengono da oramai due anni Kareem a Gerico, in

sono inseriti nel progetto di Sostegno a distanza 46 bambini seguiti da 3 educatori. Le

Palestina. Non avevano programmato di andarlo a trovare ma tutto li ha portati

attività che si svolgono sono rivolte al teatro e alla musica, allo sport, all’informatica ed

a quest’incontro. “Quest’anno, in occasione del nostro 25° anniversario di matri-

alla formazione professionale.

monio, abbiamo deciso di andare in Terra Santa rispondendo, l’ultimo giorno utile

“Guardando fuori dal nostro centro - ci racconta Don Zeno Daniele - notiamo

per l’iscrizione, di getto ad una e-mail che ci informava dell’organizzazione di questo

che le proposte alternative per i ragazzi sono in rapido aumento: in primo luogo

pellegrinaggio ad agosto. E così è venuto spontaneo immaginare una cosa, finora

i cosiddetti “corsi” a pagamento, che suppliscono alle carenze dell’insegnamento

incredibile anche solo da pensare: conoscere personalmente il ragazzo sedicen-

scolastico e all’incapacità delle famiglie di far studiare i ragazzi e prospettano per tutti

ne palestinese che sosteniamo a distanza tramite AVSI.

facile accesso alle università statali e private; poi le discoteche camuffate da luoghi

La scuola cattolica da lui frequentata, tenuta dai Francescani e diretta da Padre Mario,

diurni per “feste” in crescente aumento e accettate dai genitori che in realtà alimenta-

è a Gerico, una delle mete evocatrici di diversi episodi del Vangelo e compresa nel

no il degrado tra gli adolescenti”.

nostro pellegrinaggio. É stata sufficiente la nostra richiesta di volerlo incontrare e tutto

scolastici e realtà educative) per un numero complessivo di 950 minori di età

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Il Centro Diurno e la Scuola Materna sono quindi una proposta

si è messo in moto, con semplicità, fino a stabilire l’appuntamento. Al momento di

veramente alternativa per questi bambini e ragazzi. Una proposta che

incontrarlo, abbiamo dovuto superare la naturale distanza tra persone che non

pone l’attenzione sull’importanza del singolo e sul suo immenso valore,

si conoscono ma con l’aiuto di Padre Mario e di Jacqueline, responsabile di AVSI

offrendo un accompagnamento e un’istruzione di valore che tengono in

presente in quella scuola, è stato un momento di gioia e commozione per tutti.

considerazione anche la famiglia del bambino o del ragazzo che frequenta

Anche Kareem, all’inizio muto e in disparte, è riuscito a superare la sua diffidenza, salutan-

i due istituti. Come per Lorenzo, un bambino vivace ed intelligente alle

doci con un abbraccio e un sorriso e il proposito di continuare il suo percorso di studi.

prese con l’ultimo anno della materna e con una mamma impegnata

Da parte nostra nutriamo la speranza che la trama di rapporti in cui Kareem è in-

ad accudire il fratellino di tre anni handicappato, spesso molto stanca.

trodotto lo aiuti a vivere con fiducia e speranza dentro al dramma umano e civile,

Il Centro e il Sostegno a distanza hanno offerto un sostegno economico

ancora irrisolto, che stanno vivendo i paesi di Israele e di Palestina e lo renda

per le spese mediche, due carrozzine per spostarsi e corsi di riabilitazione

capace di scegliere la via della pace”.

piccoli racconti che cambiano la vita

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Ecuador: sostegno a distanza e vite cambiate Ahanna é una bambina di 4 anni che vive a Pisulli, un quartiere povero e degra-

condivisione, le lettere, i numeri…

dato della periferia di Quito, la capitale dell’Ecuador. Ha due fratelli maggiori

Accolti e amati i piccoli che frequentano questo asilo possono vivere momenti di se-

di 15 e 12 anni. I suoi genitori hanno conosciuto un giorno Amparito, una donna

renità, accorgersi che accanto a loro c’è chi li accompagna, che nonostante la realtà

ecuadoregna di 42 anni che lavora da tanti anni nel quartiere in cui é nata, insieme a

quotidiana spesso difficile non sono soli nell’affrontarla.

Stefania Famlonga, italiana e responsabile per la Fondazione AVSI in Ecuador.

Che addirittura dalla lontana Italia vi è chi ha a cuore la loro vita.

Insieme ad altre donne del quartiere Stefania e Amparito portano avanti, anche

Anche la mamma di Ahanna ora si è rimessa in gioco e affronta ogni giorno con una

grazie all’aiuto di tanti sostenitori, un programma di educazione e accompagna-

tensione ben diversa dalla cupa rassegnazione vissuta fino a qualche tempo prima.

mento per circa 500 famiglie con bambini e giovani di tutte le età che abitano

E il papà di Ahanna? A poco a poco sta cambiando. Perché la speranza e il bene

in questo quartiere, che registra un altissimo tasso di

sono sempre contagiosi. All’educatrice, che continua a incontrarlo in forma

abbandono scolastico e analfabetismo.

separata dalla moglie, ha detto che vuole cambiare e smettere di bere.

La mamma di Ahanna, grazie ad Amparito, ha iniziato circa

Il bisogno di sentirsi amati, il bisogno di sapere che nulla va perduto, che vi è speran-

3 anni fa ad assistere ad alcune riunioni organizzate con

za e senso nella nostra vita sono i desideri più profondi che albergano in ogni cuore.

altre donne come lei, guidate da educatrici e assistenti

In Ecuador come in qualsiasi altra parte del mondo.

sociali in cui si parla di felicità, di amicizia, dei figli, della loro

È una storia semplice, questa, comune a tante altre che ci arrivano dai Paesi

educazione e dell’importanza della loro istruzione.

dove opera il Sostegno a Distanza.

Un’occasione imperdibile di confronto e condivisione

Storie di persone che hanno incontrato assistenti sociali, educatori, responsabili di

per lei, che da tanti anni vive una situazione familiare davvero difficile: suo marito

progetto, sostenitori che hanno dato una risposta alle loro esigenze primarie quali

la picchiava ogni giorno per motivi differenti per poi decidere, qualche tempo fa, di

cibo, vestiario e cure mediche. Ma che hanno permesso anche qualcosa di più.

abbandonarla.

La riscoperta di questi desideri, che non sono illusioni, ma la base da cui ripartire

Per lei i giorni si susseguivano nelle difficoltà economiche, nella ricerca del lavoro e in

con speranza insieme a chi ti aiuta a farlo.

una profonda solitudine di cui pagavano un caro prezzo anche i figli. Da quando frequenta il gruppo delle madri però la mamma di Ahanna ha iniziato a sentire dentro di sé il desiderio di un cambiamento nella propria vita, ma so-

~~~ Evelyne, il Sostegno a distanza e il “fare con”…

prattutto lo ha sentito come possibile.

Tra i tanti stati africani in cui opera AVSI vi è il Rwanda, in cui è presente sin dal

Anche altre mamme del quartiere da quando hanno conosciuto Stefania e Amparito

1994, anno del tristemente famoso genocidio che contrappose le comunità Hutu

hanno sentito la necessità che qualcosa cambiasse e così, grazie al loro aiuto, si sono

e Tutsi.

messe a studiare e a lavorare. Alcune non avevano finito neanche la scuola elementare perché diventate mamme troppo presto o perché c’era bisogno di andare a lavorare.

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quotidiane di cui ha bisogno. E impara: routine di igiene, di socializzazione, di

Da allora AVSI ha portato avanti moltissimi progetti: nel settore della sanità soprattutto per la prevenzione dell’HIV/AIDS; nei campi rifugiati congolesi pre-

In questi ultimi anni però hanno ripreso i loro studi, hanno iniziato a curare con più

senti in Rwanda con progetti di “Child Protection”;

interesse i loro figli e si sono messe a disposizione per accudire anche i figli delle altre

nell’ambito idrico-ambientali con la costruzione e

mamme che non sapevano a chi lasciare mentre andavano a lavorare.

riabilitazione di acquedotti, insieme ad attività di sen-

Così é nato l’asilo “Ojos de cielo”, dove la piccola Ahanna, insieme ad altri 35

sibilizzazione su tematiche igienico sanitarie rivolte

bambini sostenuti a distanza, trascorre le sue giornate e riceve l’affetto e le cure

alla popolazione.

piccoli racconti che cambiano la vita

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Di grande importanza anche i progetti nel settore educativo, volti a garantire ai

spesso malata, il cui primo marito era morto di AIDS e il secondo l’aveva abbandona-

mediche, di avere supporto psicologico e una vita dignitosa.

ta. Erano soli, senza accesso a cure mediche né ad aiuti alimentari. La situazione era

In questo quadro di attività si inserisce il progetto del Sostegno a distanza, cui si de-

così disperata che la madre passava i suoi giorni ad aspettare di morire.

dica con passione Evelyne, assistente sociale che si occupa di seguire le famiglie

Dopo l’incontro con questa famiglia i figli vengono inseriti nel programma di

e i bambini vulnerabili nel distretto di Gatsibo attraverso il metodo “fare con”,

Sostegno a distanza e qualcosa inizia a cambiare.

promosso da AVSI in ogni suo intervento: “Durante il nostro lavoro di assistenza

Evelyne ci racconta del riaffiorare della speranza nella vita di questa donna. Le visite a

sanitaria, psicosociale e di supporto all’istruzione, abbiamo scoperto presso le nostre

casa si susseguono, viene accompagnata ad accedere ai canali di aiuto delle autorità

famiglie grandi capacità. Vogliono e possono cambiare la loro vita, hanno buoni

locali. Si scopre in grado di prendere la vita della sua famiglia nelle sue proprie mani.

progetti. Si pensava fossero totalmente vulnerabili, ma nonostante le loro difficoltà

Tramite il supporto di AVSI avvia un piccolo commercio di pesci e patate e da allora

dimostrano di essere in grado di crescere non appena trovano una guida, qualcuno

non si è più fermata.

che le ascolti e le consigli, mostri loro come muoversi.

Ha ampliato il suo commercio, è divenuta autosufficiente, ha iniziato a frequen-

Durante la mia attività di follow up, ho parlato molto con le famiglie circa il loro stile di vita

tare il centro sanitario con regolarità per curarsi. È fiera ed orgogliosa di poter

le loro competenze, le difficoltà che incontrano…prima di tutto occorre essere molto

sostenere la sua famiglia.

attenti alle loro parole, prestare ascolto, dare tutto il tuo tempo, partecipare

Come lei tante altre famiglie, tante altre storie che raccontano di un nuovo inizio,

realmente alla loro vita. A volte è necessario anche condividere le tue esperienze, la tua

un cambiamento positivo che si allarga, come i cerchi nell’acqua, in tutta la

storia. Bisogna creare un rapporto di fiducia perché possano aprirsi e iniziare a camminare

comunità in cui queste famiglie vivono.

insieme a te. Nella mia esperienza ho sempre notato una risposta positiva a questo approccio. Dopo un po’ è la stessa madre, o padre, che ti espone la sua idea, che ti chiede un parere su di essa: vorrei fare questo…secondo te è possibile? Potrei riuscire?

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Quando Evelyne la conobbe, viveva insieme ai fratelli e con la madre, sieropositiva,

bambini e giovani poveri, spesso orfani, la possibilità di avere un’istruzione, cure

~~~ Costa d’Avorio: la scintilla dello sviluppo

Spesso infatti, a causa dell’estrema indigenza in cui si trovano, li marchia un

Molte le storie di successo che iniziano ad affiorare tra gli interventi mirati

complesso di inferiorità. Questo è uno dei più grossi freni al loro sviluppo, non

nell’ambito del progetto avviato tra AVSI, USAID l’agenzia di cooperazione ame-

riescono a mostrare le loro capacità, la loro intelligenza. Tutto dipende da una

ricana e PEPFAR (The U.S. President’s Emergency Plan for Aids Relief). Nel 2012

buona relazione con queste famiglie: solo così si possono scoprire, svelare a loro

il progetto ha fornito assistenza e sostegno a 15.710 bambini orfani e vulnerabili

stesse i loro tanti talenti”.

e a 11.612 familiari adulti in Costa d’Avorio.

Talvolta capita, ci racconta, che l’aiuto venga frainteso, che i destinatari invece

Tra le modalità di intervento, oltre a quelle volte a fornire direttamente supporto medico-

di trovare una spinta a mettersi in gioco si siedano ancora di più, pensando che

sanitario, alimentare e istruzione, vi è anche la valorizzazione delle risorse esistenti

d’ora in poi ci penserà l’assistente sociale ad aiutarli in tutto. Anche in questo caso

nelle comunità per portare le famiglie che vi appartengono all’autonomia. Tra

si tratta di approfondire il rapporto con la famiglia, farle capire perché è importante che

queste storie vi è quella di Aminata Soro, vedova malata di AIDS e madre di tre bambine

impari a camminare da sola, che il tratto di strada che si compie assieme per trovare le ri-

sieronegative, che racconta il suo cammino con AVSI. “Nel 2008, dopo la morte di mio

sorse serve ad imparare. Aiutati sì, ma al fine di divenire autonomi.

marito, ho vissuto momenti molto difficili. Ho sofferto la fame e con me le mie figlie. Quan-

Sono tante le testimonianze che Evelyne ci porta di questo

do ho incontrato gli assistenti sociali di AVSI per la prima volta, chiesi subito di darmi un

metodo, tanti i suoi racconti. Storie come quella della fami-

sacco di riso e olio per dare da mangiare alla mia famiglia. Il loro rifiuto educato fu per me

glia di Geradine Tuyisingive, ora sostenuta a distanza.

scioccante perché in quel momento credevo di avere solo bisogno di mangiare e pren-

piccoli racconti che cambiano la vita

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dere le medicine per curarmi. Tutto quello che loro mi dicevano (ad esempio cercare di dipendere solo da me stessa, cercare l’autonomia…) non mi interessava affatto. Per me AVSI era la solita ONG che arriva, ti imbonisce e poi scompare dopo aver tratto un vantaggio finanziario dalla tua situazione di sofferenza. Ma sbagliavo! Mi rendo conto ora che se AVSI mi avesse dato il riso da mangiare e basta non avrei scoperto tutte le ricchezze che sono in me e intorno a me. La prova è che ho imparato a valorizzare il cortile di casa mia coltivandovi ortaggi grazie alle tecniche di coltivazioni fuori suolo che mi hanno insegnato. Mi lamentavo per la fame mentre in realtà ero in grado di produrre. È AVSI che mi ha fatto scoprire e capire questo. Ho venduto almeno 20 chili di pomodori e melanzane oltre a quanto utilizzato per dare da mangiare alla mia famiglia. Durante la guerra civile post-elettorale del 2010 gli ortaggi hanno salvato la mia vita e quella dei vicini rimasti quando era quasi impossibile trovare verdure sul mercato. Ora mi sento viva. Assieme ad altre tre donne inserite nel progetto di AVSI, nonostante la nostra condizione di vedove sieropositive, ho deciso di avviare anche un piccolo allevamento oltre alla coltivazione di ortaggi. Abbiamo diserbato completamente il cortile per costruire un allevamento di pollame grazie all’apporto finanziario, tecnico ma anche di supporto sociale di AVSI, all’interno di uno dei loro progetti rurali. Con questo supporto ci siamo messe al lavoro e il nostro comune desiderio di riuscire ci dà il coraggio di credere in un futuro più bello per noi e per i nostri bambini. Tutto ciò non è la soluzione ai tanti problemi che affliggono me e la mia gente, ma insegnare come farsi carico di se stessi, essere autonomi, è la più grande lezione che ho imparato nel mio viaggio con AVSI da quando le nostre strade si sono incrociate”.

~~~ Da una batteria di cartone al palco di un concerto: la grande passione di Amadi La grande passione di Amadi è la musica, sin da quando, nel 2004, ha iniziato a suonare la sua prima batteria al Centro Meo. Amadi è uno dei 1.240 bambini sostenuti da AVSI in Burundi attraverso il progetto di Sostegno a distanza. L’intervento si concentra nell’area rurale delle Province di Kayanza e Ngozi e nel contesto urbano dei quartieri Nord della capitale Bujumbura,

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piccoli racconti che cambiano la vita

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per mezzo del Centro ricreativo “MEO LINO LAVA”. Il Centro si rivolge a

popolazione provata da lunghi anni di conflitti militari. Isabella si affeziona a Maria

famiglie e bambini come luogo ricreativo diurno svolgendo anche attività

e alla sua famiglia, ne condivide le novità, le gioie, le difficoltà…

di supporto nutrizionale. Attraverso la proposta di tantissime attività, dal

Attraverso questo scambio epistolare viene a conoscenza della difficile situazione di

supporto scolastico allo sport, si cerca di fornire a bambini e ragazzi

salute della madre, Rima, e di quanto questa influisca nella sua quotidianità e sulla

alternative alla vita di strada. Tra queste vi è anche lo studio della musica

serenità stessa della famiglia. Rima è molto anemica, come tanti abitanti di questa

e l’approccio a diversi strumenti, quali ad esempio le percussioni, cui Amadi si è ben

zona, e a causa di una protesi mal eseguita all’occhio destro soffre di gravi emicranie.

presto appassionato e ha studiato con grande impegno, tanto da crearsi una prima

All’ultima visita i medici hanno previsto che perderà la vista nell’arco di qualche anno.

batteria, tutta sua, fatta di cartone per esercitarsi a casa.

Alla già compromessa situazione di salute si unisce anche l’imbarazzo che le

Un impegno e una passione che si sono tradotte in un lavoro: Amadi oggi ha

crea la protesi mal riuscita e per questo esce raramente di casa.

terminato i suoi studi secondari e suona nel gruppo dei Moutcho, piuttosto co-

Isabella decide di inviare un contributo economico ulteriore rispetto alla quota del So-

nosciuto in Burundi e speriamo presto anche in tutta l’East African Community.

stegno (312 € annuali) per poter permettere alla mamma di Maria l’intervento agli occhi

Hanno già fatto qualche tournée e hanno anche un profilo Facebook!

e l’installazione di una nuova protesi che verrà realizzata a Beirut da un’equipe profes-

Il successo di Amadi è un’emozione per tutti noi: è il successo dell’assistente sociale

sionista. Il risultato è stato eccellente. Rima ora vede bene, soprattutto vede il sorriso,

che lo ha seguito, del suo amico italiano che lo ha sostenuto in tutti questi anni con la sua

la felicità che traspare dagli occhi di Maria: la sua mamma sta bene ed

dedizione e il suo incoraggiamento, ed è un successo anche per la Fondazione AVSI, il cui

è stata la sua amica lontana ad aver permesso questo miracolo! Nella

obiettivo principale è quello del bene della persona e della sua felicità.

lettera piena di gratitudine inviata a Isabella, Rima infatti scrive: “Non rie-

~~~ Sostegno a distanza: l’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà Isabella conosce Maria quattro anni fa, durante un viaggio in Libano deciso per salutare Georges, il bambino da lei sostenuto con AVSI per quasi 10 anni e portato sino alla soglia dell’Università. È per incoraggiarlo mentre intraprende questo nuovo cammino, oramai autonomo, che Isabella e suo marito Walter decidono di andarlo a trovare e accompagnarlo a sostenere il suo primo esame da studente universitario.

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sco ad esprimermi a parole, perché le parole non bastano…se non foste esistita nella vita di mia figlia Maria io non sarei guarita da questo dolore”. È lo sguardo d’amore che Isabella ha avuto su Maria e sulla sua famiglia a dare volto alle parole scritte dal filosofo Francis Bacon: “L’amicizia… raddoppia le gioie e divide le angosce a metà”.

~~~ Dalla Costa d’Avorio: camminare insieme verso l’autonomia

Grazie all’équipe AVSI Libano Isabella e Walter riescono a conoscere anche la

“Oh mio Dio grazie, grazie, grazie!” ha esclamato a non finire Salimata quando le

famiglia di Georges e a passare assieme un po’ di tempo.

è stato consegnato il denaro e il materiale necessario per ampliare la sua attività.

Il sostegno di Georges finisce e Isabella decide di continuare questa esperienza: le

Dopo una diagnosi di HIV durante l’assistenza prenatale, Salimata Lougue si è trovata

viene proposta una bimba, Maria, che può conoscere di persona, cogliendo l’occasio-

sola, responsabile dei suoi tre figli e quattro nipoti, abbandonata dal marito con cui era

ne del viaggio.

sposata da 12 anni.

Maria è la più piccola di una famiglia formata da tre fratelli, un padre in grosse

Ha lavorato come domestica fino alla nascita del suo quarto figlio, poi ha iniziato una

difficoltà economiche e una madre con gravi problemi di salute. Vivono nel

piccola attività di vendita di attiéké (couscous a base di manioca) e mentre le sue figlie

villaggio di Becharreh, in Libano dove AVSI sostiene complessivamente 1.300

e le nipoti gestivano una vendita di prodotti alimentari si improvvisava anche lavanda-

bambini e dove è presente sin dal 1996 attraverso diversi progetti in aiuto della

ia. Tuttavia le entrate economiche erano insufficienti, nonostante il grande impegno.

piccoli racconti che cambiano la vita

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Quando il preside della scuola di una delle sue figlie le parlò della Fondazione AVSI, Salimata trova quel sostegno di

uno dei quartieri più poveri della capitale Bujumbura, dove grazie al sostegno a

cui aveva bisogno per mantenere viva la speranza e con-

distanza i bambini e i ragazzi possono studiare e diventare grandi nonostante la realtà

tinuare a muoversi verso l’autonomia: un aiuto concreto a

in cui si trovano. In Burundi infatti decenni di guerra civile tra le comunità Hutu e Tutsi

pagare le tasse scolastiche per i bambini, una bombola di

hanno limitato lo sviluppo sociale, politico ed economico di un paese che oggi si trova

gas da cucina, 20 litri di olio da cucina, e il contatto continuo con un assistente socia-

al 166° posto nella classifica mondiale degli indicatori di sviluppo, ed è considerato

le che segue con premura la situazione familiare sua e dei suoi bambini.

uno dei più poveri del mondo. E proprio al Centro MEO Radjabu, 23 anni, scopre la

La famiglia di Salimata è tra i 1.717 bambini e adulti che stanno beneficiando del-

sua grande passione, quella per il calcio. Sostenuto a distanza dal 2004 , Radja-

le attività di ampliamento e consolidamento economico guidate da AVSI, parte di

bu è un ragazzo saggio e ubbidiente, che ha vissuto sempre con le nonne, e ha

un grande progetto finanziato dall’agenzia di cooperazione americana USAID e

terminato la scuola secondaria con buoni risultati.

PEPFAR (The U.S. President’s Emergency Plan for Aids Relief). Attraverso questa

Per tanto tempo il calcio è stato solo il passatempo con il quale trascorrere i

collaborazione nel 2012 sono state fornite assistenza e sostegno complessivamente a

pomeriggi con i compagni al Centro MEO. Poi la grande svolta quando riesce ad

15.710 bambini orfani e vulnerabili e 11.612 adulti in Costa d’Avorio, lavorando anche

entrare nella società Fondazione Salama, che in swahili significa pace, creata dall’om-

per potenziare e creare capacità e abilità di gestione per 18 sub-partners e sei centri di

budsman Burundese, una sorta di mediatore di pace tra la società civile e il governo,

assistenza sociale, al fine di agevolare il loro sviluppo e portarli all’indipendenza finanzia-

con lo scopo di seguire i giovani nel percorso scolastico e spirituale.

ria e gestionale. Un progetto a largo raggio che coinvolge attivamente i beneficiari

Tra le varie attività offerte dalla Fondazione ci sono anche quelle svolte dalla società

e le strutture locali. Con i suoi risparmi - 2 dollari al giorno posti in una cassetta di

sportiva che dà ai ragazzi la possibilità di giocare nel campionato della seconda

sicurezza che l’assistente sociale AVSI le ha fornito - Salimata ha potuto acquistare

divisione del Burundi e di avere accesso ai tornei calcistici organizzati presso lo stadio

una seconda bottiglia di gas da cucina, pagare $ 80 per una operazione chirurgica

principale del Burundi, il Prince Louis Rwagasore, grazie a un accordo con la Federa-

alla gamba necessaria a suo nipote e le tasse scolastiche per due dei suoi figli e due

zione Calcistica Burundese.

nipoti, oltre a saldare quasi tutti gli arretrati dell’affitto.

Radjabu entra a far parte della squadra della Fondazione Salama come

Ora sta pianificando di espandere la sua piccola impresa includendo la vendita

giocatore professionista con il ruolo di attaccante. La sua determinazione

di arachidi, frutta e dolci, e aggiungere addirittura un secondo punto vendita per

e le sue capacità sono state notate dalla squadra VITAL’O FC, che gioca

l’attiéké, che sarà gestito dalle sorelle e dai nipoti.

in prima divisione nel campionato burundese, e ci sono buone probabilità

“Grazie a AVSI, ho messo su un po’ di peso ora. Il mio medico dice che i valori del

che venga acquistato facendo così un salto di qualità notevole nella car-

mio sangue sono buoni, quindi ha ridotto le mie medicine!”

riera calcistica. Dopo tanti calci dati al pallone semplicemente per passare

Salimata è sicura e certa di essere accompagnata in un cammino che la porterà

il tempo, il calcio diventa una vera passione che permette a Radjabu di

verso la piena autonomia, per realizzare un futuro migliore per sè e per la sua

costruirsi un futuro. Questo grande traguardo è stato possibile anche

famiglia.

grazie al Sostegno a distanza e al suo sostenitore che si è messo in gioco

~~~ Sostegno a distanza: appassionarsi alla vita! In Burundi c’è un posto dove i ragazzi possono ancora sognare e credere nel loro talento, sperando di trovare un giorno qualcuno che scommetta sulla loro passione. Questo luogo è il Centro MEO - Maman Enfants Orphelin situato in

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decidendo di condividere un po’ di cammino insieme a lui.

~~~ Sostegno a distanza in Kosovo: un angelo con le mani sporche di fango Gli angeli sono al nostro fianco, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Se ne

piccoli racconti che cambiano la vita

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trovano perfino a Bec, uno dei villaggi più poveri della regione di Gjakova, in Kosovo dove AVSI in collaborazione con il suo partner locale Shpresa e Jetes sostiene i bambini e le famiglie

Al di là delle circostanze in cui uno si trova, il suo valore non è mai ridotto. Come

più bisognose attraverso numerose attività educative e

Ignatius, molti bambini che vivono in condizioni difficili pensano di non avere

sanitarie. E proprio da Bec Donika Cakaj educatrice del progetto

nulla da offrire, ma poco a poco il Sostegno a distanza li aiuta a rendersi conto

Sostegno a distanza racconta l’incontro con i volti di 20 bambini del villaggio.

che il loro valore è più grande delle loro circostanze.

“Nell’ottobre 2011 ho iniziato la mia collaborazione con Shpresa e Jetes per guidare

Ignatius, un ragazzo di 20 anni del Kenya, ha scoperto di avere un talento nella

l’attività di recupero scolastico di un gruppo di bambini del progetto del Sostegno

recitazione, cosa che lo ha aiutato a diventare sicuro di sé in tutti gli aspetti della

a distanza, presso la scuola del villaggio di Bec. Era la mia prima esperienza come

sua vita. Si aspetta cose grandi non perché pensi di averne in qualche modo il diritto,

insegnante, davanti avevo i volti di 20 bambini, e la mia preoccupazione era quella di

ma perché lo deve alla sua famiglia, alla sua comunità e al Sostegno a distanza.

riuscire a dare il massimo. Nel mio cuore sentivo che tutto sarebbe andato bene, ma

“Vivo con mia mamma. In tutto siamo 6 fratelli. Nel 2001 mio padre decise di andarse-

quegli occhi rivolti a me sembravano chiedermi qualcosa di molto grande, e mi sentivo

ne. Ero ancora piccolo per capirne il motivo. A quel tempo vagavo per le strade… Mi

molto piccola nei loro confronti.

svegliavo alle 6 della mattina e andavo casa per casa a chiedere qualcosa da mangia-

Ed è proprio tra i bambini di questo gruppo che ho incontrato anche l’angelo di

re. Vedermi andare in giro per le strade era duro per mia madre, ma l’unico lavoro che

cui voglio parlarvi: Gashi Florian, un bambino con i vestiti strappati e con le mani

lei poteva avere era quello di portare delle taniche d’acqua a casa della gente nella

sporche di fango, che non riusciva a stare seduto al banco due minuti senza dire

zona di Langata per 20 scellini, e questo non era sufficiente per nutrirci tutti quanti.

qualcosa o disturbare gli altri; tanto che gli insegnanti della scuola lo ritenevano un

Non molto tempo dopo che mio padre ha deciso di andarsene di casa, ero per le

caso senza speranze. A un primo sguardo anch’io ho avuto difficoltà a riconoscerlo

strade di Langata quando ho incontrato padre Dominique. Mi ha detto di smettere

ma poi, facendo attenzione, mi sono accorta di avere davanti il bambino più innocente

di vagare per le strade e di presentarmi a scuola l’indomani. Il giorno seguente

che avessi mai incontrato.

sono andato alla Little Prince, sono stato ammesso, e ho cominciato a studiare.

Sembrava che le circostanze avessero causato in lui un atteggiamento negativo verso

Fu un cambiamento molto rapido. Spesso mi chiedevo cosa stesse succedendo.

tutto, ed io mi sentivo chiamata ad introdurre in lui un nuovo sguardo sulle cose. Ma

“È un miracolo o cosa?” Avere avuto quella opportunità è stato un miracolo,

come fare per riscoprire ogni volta l’angelo che si nascondeva dietro quell’a-

ora lo riconosco. Passare dalla vita di strada alla scuola è stato molto difficile.

spetto così contraddittorio? Ho capito che non era poi così difficile: bastava

Durante i primi anni di studi ero sempre l’ultimo, penultimo, ultimo ancora. Mia

guardare anche lui come ciascun altro bambino.

madre continuava ad incoraggiarmi a studiare e Rosalia, l’assistente sociale

Ogni giorno nel lavoro che facevo con il gruppo, trattavo Florian e gli altri bambini

di AVSI, si assicurava sempre che fossi a scuola e che avessi tutto ciò di cui

avendo in mente ciò che mi era stato insegnato: valorizzare e valutare usando come

avevo bisogno. Mi sentivo amato da mia madre e dagli insegnanti che mi

misura l’affetto che avevo per loro. A poco a poco tutto è diventato naturale, Flo-

prestavano molta attenzione. C’era qualcuno che si prendeva cura di me, così

rian rispondeva sempre di più e con positività. Oggi è uno dei bambini più presenti

ho cominciato a fare del mio meglio.

nel gruppo e anche il suo risultato a scuola è migliorato molto, ma soprattutto è riusci-

Alla Little Prince, non siamo solo educati a livello accademico ma anche

to a combattere tutti i pregiudizi che erano nati nei suoi confronti.

per quanto riguarda le nostre capacità. Ho cominciato a recitare e come se

Gli angeli sono al nostro fianco, anche se spesso non ce ne accorgiamo: dipende dal

fosse un miracolo, tutti si sono resi conto che ne ero capace. Non potevo ca-

nostro sguardo”.

pire come tutto ciò stesse succedendo ma ha cominciato a piacermi; anche Donika Cakaj – educatrice nel progetto Sostegno a distanza

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Sostegno a distanza in Kenya: l’occasione unica di Ignatius

se provenivo dalla strada potevo ancora fare qualcosa di grandioso.

piccoli racconti che cambiano la vita

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Per caso c’era un regista americano che era venuto a Kibera per girare un film.

stegno, lo staff di AVSI e SHIS, partner locale di AVSI in Albania, ha portato i suoi

Passò mentre stavamo giocando a calcio, si fermò per un momento e cominciò

saluti e il suo affetto. Un coinvolgimento prezioso quello della famiglia di Pietro, che

a parlare con noi. Mi sono ritrovato a cantare per lui, è rimasto impressionato;

insieme al supporto del personale AVSI e SHIS, ha sostenuto Ardjan e i suoi sogni.

sono diventato il personaggio principale del suo film e questo per me significa qualcosa. Anche se sei giù, o in una situazione in cui non hai ciò di cui avresti bisogno, forse c’è ancora qualcosa in te che è prezioso. Credo che ciò che sono oggi sia dovuto alle molte persone senza le quali starei ancora vagando probabilmente per le strade come un ladro o peggio in prigione.

Tornato da poco dall’esperienza vissuta per tre mesi in

Sono grato perché, diversamente da molti bambini di strada, ho avuto un’occa-

Kenya, Tommaso è ancora emozionato per l’incontro fatto

sione unica.

con i bambini del Sostegno a distanza e ha voluto condivi-

~~~ Sostegno a distanza: un incontro inaspettato che cambia la vita

dere con noi la sua testimonianza. “Quando pensavo all’Africa mi venivano in mente tante immagini, tanti pensieri, la maggior parte dei quali tristi, perché mi dicevo “poveretti”. Dopo averci vissuto e averla vissuta invece ho capito che mi è stato donato tanto perché ho imparato e sono

Tra le tante storie che arrivano dai paesi dove opera il Sostegno a distanza di

cresciuto molto solo grazie alle persone che ho potuto incontrare.

AVSI ve ne sono di veramente commoventi. Come quella di Ardjan, un bambino

Questi incontri mi hanno richiamato all’essenziale, perché è impossibile rima-

albanese di 11 anni. Un ragazzino molto intelligente che vive una situazione

nere indifferenti di fronte a dei bambini, a dei genitori che pur non avendo niente

famigliare estremamente difficile, di separazione forzata dalla madre e grave ab-

sono sempre pronti ad accoglierti con il sorriso; un sorriso semplice, spontaneo,

bandono. Nonostante tutte le difficoltà che Ardjan incontra nella sua vita quotidiana non

vero, che spesso ha poco a che fare con i nostri.

smette mai di sognare. Il suo sogno è quello di diventare pilota. Un giorno è andato da

Spesso mi chiedevo perché sorridessero tutti, da dove venisse questa gioia e perché

solo all’aeroporto, per vedere gli aeroplani decollare. Racconta la nostra coordinatrice lo-

pur non avendo nulla fossero felici. Ed è proprio in questa semplicità che ho scoperto

cale del Sostegno a distanza: “Ardjan sogna, immagina che un domani diventerà un pilota

una voglia di vivere incredibile ed autentica.

e magari andrà a trovare il suo amico Pietro che si trova in Italia e che grazie al Sostegno

Mai mi sarei immaginato che persone che vivono nello slum, a Kibera o a Kos-

a distanza ha avuto la fortuna di conoscere e di averlo come sostenitore nel suo cammino

sovo, o dei bambini disabili, come a Nerkwo, mi potessero insegnare il valore

di crescita. Ardjan ama la vita e vuole costruirsi un futuro migliore di quello che sta vivendo

della vita pur nella difficoltà. Inoltre ho imparato tanto dalle persone che per queste

oggi, a noi non resta altro che aiutarlo e sostenerlo in questo suo percorso di crescita”

famiglie danno la vita, le persone di AVSI, del Sostegno a distanza, che ogni giorno

Pietro, il suo amico italiano, che lo sostiene da 7 anni si è coinvolto moltissimo

si impegnano per garantire una vita dignitosa e una speranza per il futuro di questi

nella storia di questo bambino e lo è anche andato a trovare più volte portando-

bambini. Tutte le persone di AVSI, infatti, lavorano al servizio di ogni singolo bambino

gli la sua amicizia e l’affetto della moglie e della figlia che insieme a Pietro hanno

che viene sostenuto, mettendo il cuore e tutto loro stessi.

seguito passo dopo passo il difficile cammino di Ardjan.

Mi viene spontaneo solo ringraziare per questa esperienza e spero che in molti

E così Ardjan non poteva non pensare a Pietro e alla sua famiglia

possano godere dei frutti, inaspettati, che da essa possono nascere, così come

“a distanza”, quando finalmente, dopo tanti anni, si è potuto

spero che sia possibile continuare a sostenere queste famiglie e questi bambini

ricongiungere con la madre, che vive all’estero, dopo un lungo

che hanno ancora voglia di sorridere”.

e travagliato percorso. Nell’ultima lettera, che conclude il so-

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~~~ Sostegno a distanza: il dono di un incontro che fa crescere!

Tommaso Vertemati

piccoli racconti che cambiano la vita

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Dalla Nigeria la storia di Stella, una mamma con un piccolo negozietto Quella di Stella Gambo dalla Nigeria è una delle tante belle storie che succedono grazie alla presenza di AVSI nel mondo. Vedova con quattro figli, Stella dona il suo amore e la sua vita anche a un altro ragazzino di quattro anni, sieropositivo, rimasto orfano. Inoltre, grazie all’aiuto ricevuto dal programma per le attività generatrici di reddito, Stella ha dato vita a un piccolo negozio tutto suo. L’incontro con il bambino che ora accoglie nella sua famiglia e con sua madre avviene vicino a una fogna nei pressi di una Chiesa dove i due erano guardati con indifferenza dai passanti. Non da Stella però, che viste le difficili condizioni in cui si trovavano decise di portarli alla Clinica St. Kizito, un centro sanitario nella periferia di Lagos, Nigeria che offre a 300 pazienti al giorno cure mediche, vaccinazioni, farmaci e un servizio di pronto soccorso. In più dispone di un centro nutrizionale e un servizio di prevenzione e cura dell’Hiv-Aids. I medici accolsero madre e figlio e iniziarono immediatamente la cura. Stella continuò a dimostrare la sua attenzione nei loro confronti prendendosi cura del ragazzo quando la madre improvvisamente morì nonostante tutti gli sforzi fatti per tenerla in vita. Da allora Stella, con il supporto della Clinica, ha accolto il ragazzino nella sua famiglia che è riuscito ad andare a scuola e crescere felice come gli altri figli della signora Gambo. Stella perse il marito a causa dell’HIV/AIDS e vive anche lei con il virus. Dopo la morte del marito, è diventato per lei difficile crescere i figli da sola. LA famiglia ha passato diversi anni in una casa fatta in legno, non costruita legalmente, che furono costretti a demolire rimanendo senza un tetto. Grazie a un piccolo commercio di verdure e all’aiuto economico di uno dei suoi figli ormai cresciuto, Stella e la famiglia sono stati in grado di costruire una struttura su un terreno acquistato dal marito poco prima di morire. Accanto alla casa hanno avuto la possibilità di costruire anche un piccolo negozietto in legno del quale tuttavia Stella non poteva fare uso non possedendo alcun finanziamento per avviare un commercio. Grazie al progetto realizzato da AVSI per le attività generatrici di reddito ha ricevuto una piccola somma per dare avvio al suo negozio. In una settimana è riuscita ad acquistare tutti i prodotti che le servivano e il numero di clienti che ogni giorno le fanno visita è davvero incoraggiante!

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piccoli racconti che cambiano la vita

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Un incontro che cambia la vita

materassi, la loro quotidianità è migliorata, ma soprattutto grazie a loro è stato

ques, che grazie all’amorevole attenzione di Francesco e Angela, una famiglia

possibile un incontro che gli ha cambiato la vita.

che da lontano lo sostiene, ha potuto ricevere ben più che un’istruzione. Orfano di entrambi i genitori, rimasto solo con il fratello e affetto dal virus dell’HIV, Jacques non aveva una vita semplice. Poteva andare a scuola, ma le difficili condizioni

~~~ Marie Josè e un sogno che diventa realtà

di salute, unite a persistenti irritazioni cutanee causate dalla malattia, lo rendevano

Buone nuove dalla Repubblica Democratica del Congo per una ragazza so-

schivo, sempre in imbarazzo, con pesanti ripercussioni anche sugli studi.

stenuta a distanza! Dopo 13 anni di sostegno Marie Josè ha terminato gli stu-

L’ufficio AVSI in Rwanda decide di inserirlo nel programma di Sostegno a

di superiori e finalmente il suo sogno sta per realizzarsi: tra pochi giorni inizierà

distanza. Conosce Anita, l’assistente sociale che seguirà il suo cammino, e riceve

a lavorare nella scuola materna locale di Rumangabo, che accoglie circa 45 bambini.

beni materiali di prima necessità oltre alle cure mediche. I suoi sostenitori a distanza

Il sostegno di Marie Josè iniziò nel 1998, quando aveva solo 6 anni e scarse

saranno Francesco e Angela, due coniugi italiani.

possibilità di studiare. I suoi sostenitori l’hanno accompagnata per un lungo

Nelle lettere che l’assistente invia loro capiscono la solitudine e le difficoltà di Jacques

cammino, durante il quale ha potuto dimostrare di essere una ragazza affidabile e

e si dimostrano subito disponibili ad aiutare ancora di più questo bambino, chiedendo

con una grande passione per i bambini. Marie Josè ha studiato

se è possibile affiancargli qualcuno che quotidianamente possa seguire lui e il fratello.

con impegno con la speranza di poter lavorare come educatrice.

Anita si attiva e trova un’insegnate di sostegno che possa ogni giorno recarsi a casa

L’assistente sociale che collabora con AVSI per l’ufficio di

di Jacques e aiutarlo negli studi, mentre Francesco e Angela si rendono disponibili a

Rumangabo ha visto con quale tenacia e passione la ragazza

sostenerne le spese.

ha portato a termine gli studi e le ha così proposto il ruolo di

Un’altra figura entra quindi nella vita di Jacques, Angelique, che curiosamente

educatrice presso la scuola materna locale.

porta lo stesso nome della sua sostenitrice. Angelique è una mamma e ben presto

Gli amici che da lontano in questi anni l’hanno sostenuta

comprende che il bisogno di questi due fratelli non si limita alla necessità di imparare

sono orgogliosi del traguardo che ha raggiunto, così come

a leggere e scrivere. Oltre a controllare i compiti inizia ad interessarsi a loro come una

lo è Marie Josè. Questi tredici anni insieme rimarranno certa-

vera madre, verificando se hanno mangiato, gli insegna a preparare pasti equilibrati, li

mente nei cuori di entrambi. In bocca al lupo Marie Josè!

aiuta a gestire la casa, cerca delle pomate specifiche per le irritazioni di Jacques, che gli consentano non solo di curarle, come già avveniva, ma anche di migliorarle, così che il bambino non debba più sentirsi in imbarazzo in mezzo ai suoi coetanei. A volte, invece di andare a trovare Jacques, Angelique lo invita a casa sua, vanno a fare spesa al mercato assieme e si ferma da lei a mangiare: i suoi figli si sono

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il suo cammino. Grazie a loro i due fratelli non dormono più sulla paglia ma su

L’affetto, anche a distanza, porta sempre grandi frutti. Come è stato per Jac-

~~~ L’emozione più grande del viaggio: l’incontro e lo sguardo dei bambini di Haiti Carmelo conosce AVSI da tanto tempo, grazie all’impegno di sua madre con

affezionati a Jacques, e per lui è davvero come aver

l’AVSI POINT di Catania. Il Sostegno a distanza è stato un gesto naturale

trovato una seconda famiglia. Anche i suoi risultati

frutto del legame iniziato fin dall’infanzia. L’incontro con Emmanuel in Haiti

scolastici sono migliorati: a fine anno si è posizionato 7° in

è stata la conferma che il legame iniziato con un scheda e una fotografia è

una classe di 45 studenti!

spesso intenso come un’amicizia iniziata nelle aule di scuola... Un’amicizia

Francesco e Angela seguono attraverso gli aggiornamenti

dell’altro mondo!!!

periodici di Anita i progressi di Jacques, la sua situazione,

“Ci sono una serie di circostanze, nella mia vita, che hanno fatto si che que-

piccoli racconti che cambiano la vita

31


sto viaggio e questa visita ad Haiti diventasse un’espe-

fatto però nascere velocemente una grande intesa e complicità. La visita ai centri, i

rienza concreta, una di quelle emozioni che difficilmente

loro racconti e, soprattutto, mescolarsi con loro, nei loro giochi e nei balli, hanno reso il

dimentichi. Mi sono avvicinato ad AVSI da piccolissimo

momento del distacco, inaspettatamente, difficile.

quando mia madre mi coinvolgeva nelle iniziative per raccogliere

Mi aspettavo un incontro interessante, ma non potevo immaginare quanto mi

fondi durante il periodo natalizio e spiegare alle persone le

sarebbe piaciuto costruire aquiloni con loro.

attività e i fini della Fondazione. Poi è arrivata l’esperienza

Far vedere loro le mie foto, tenere una particolare lezione di italiano, giocare con loro,

universitaria e la voglia di “partecipare attivamente”, di

tenerli in braccio e, non mi stancherò di sottolinearlo, guardarli negli occhi. Penso

“fare gruppo”, di organizzare e coinvolgere gli altri. Per il

che non potrò mai dimenticare il primo sguardo con Emmanuel, vestito elegantissimo

Natale del 2002 decidemmo di organizzare una Tombola di Beneficenza che come

come per le grandi occasioni. L’affetto dei genitori e dei nonni che ci ringraziavano per

impegno si proponeva il sostegno di un bambino a distanza, ovviamente proposi

l’aiuto, per noi in fondo piccolissimo.

subito di farlo con AVSI. Arrivò così la foto e la scheda di Emmanuel di Haiti.

Difficile da trasmettere e spiegare, infine, la sensazione provata al momento

Un bambino di 7 anni nato in una stupenda isola dei Caraibi di cui a stento

dei saluti. Quasi “forzati” dai responsabili di AVSI concludiamo la giornata allontanan-

conoscevamo solo la collocazione geografica.

doci da quegli sguardi con una vena di malinconia.

Oggi Emmanuel ha 17 anni e l’impegno della Tombola continua ogni Natale anche

Felici dell’incontro ma dispiaciuti del poco tempo dedicato e, in fondo, sorpresi dalla

grazie a lui. L’anno scorso, in una cena a Milano, raccontando di questo

voglia di restare e approfondire questa esperienza.

sostegno alcuni amici mi fecero una domanda che mi colpì profondamente: poi, d’estate, cominciai a pensare ad un eventuale viaggio a Cuba, la voglia e l’idea

~~~ Viaggio a Valona per conoscere l’amico sostenuto

di concretizzare questo incontro divennero tangibili. All’inizio i primi tentativi di orga-

Cari amici del Sostegno a distanza, una settimana fa sono rientrata dal mio soggiorno

nizzare la visita, le condizioni politiche e sociali di Haiti, sembravano dare solo segnali

in Albania… ed è andata stra-benissimo!

negativi e, per un certo periodo, hanno reso proibitiva e impossibile la visita. Alla fine,

I primi giorni sono stata ospite dalle suore di Valona, gentilissime, e

però tutto è andato per il meglio. Siamo arrivati con un piccolo aereo che in 50

ho potuto vedere la scuola materna e passare tre mattine in una delle

minuti ci ha portato da Cuba all’aeroporto di Port Au Prince in Haiti.

classi, dove i bimbi, carinissimi, mi hanno “integrata” nonostante non

La confusione al ritiro bagagli, i controlli superficiali all’aeroporto, davano subito l’im-

avessimo una lingua comune con cui comunicare. Poi quando ho

pressione delle condizioni del paese. Accolti dal personale locale di AVSI siamo saliti

conosciuto Andrea e la sua famiglia hanno voluto ospitarmi

in macchina e ci siamo diretti verso uno dei centri AVSI per conoscere la loro orga-

loro stessi fino alla fine del mio soggiorno! Abbiamo passato

nizzazione sul campo e la loro quotidianità. Nel tragitto, effettuato rigorosamente in

molto tempo insieme e mi sono sentita proprio come in fami-

Jeep viste le condizioni delle strade, si notavano, palesi, i segni lasciati dal terremoto

glia. La gentilezza, la bontà e ospitalità non sono la grande dispo-

e dalla lentezza politica del paese. Fogne a cielo aperto, venditori di alimenti o di

nibilità economica a determinarle… Sono contentissima quindi di

ricariche telefoniche per strada, abitazioni squarciate, accampamenti di tende.

essere andata a Valona, ora che ho conosciuto Andrea, la sua

In mezzo a tutta questa grande confusione l’emozione più grande del

famiglia, che so dove vive, il sostegno a distanza sarà qualco-

viaggio: l’incontro e lo sguardo dei bambini di Haiti. L’impatto iniziale è stato

sa che farò con più coscienza e ancora più piacere. Pur essendo la prima volta

sicuramente “timido”, soprattutto con Emmanuel e con Louis Denson e Taylor, i due

che andavo in Albania, ho adorato queste paese e le persone che vi ho incontrato!

“Ma non sei mai andato a conoscere di persona questo ragazzo?”. Quando

bambini sostenuti da mia madre. La loro curiosità e la dolcezza dei loro occhi hanno

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Cristina

piccoli racconti che cambiano la vita

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Una famiglia che ti accoglie e desidera il tuo bene

liari ed economici, tali da rendere difficile la sussistenza della sua

nare la presa. Spesso è con l’aiuto di un affetto caro che si recuperano

famiglia. Fu allora che conobbe AVSI. I suoi figli vennero inseriti

speranza ed energie per ritentare. Così è successo a Vicentia, una ragazza

nel programma di Sostegno a distanza, grazie al quale lei stessa

birmana di 19 anni, alle prese con gli esami di Stato.

si mise in gioco e rimboccandosi le maniche riprese anche gli

In Birmania se si falliscono per due volte consecutive gli esami di stato, occorre

studi indirizzandoli verso il mondo del catering.

sostenerli privatamente. Per questo, dopo non aver passato per la seconda

Il Sostegno a distanza ha tra gli obiettivi anche quello di

volta gli esami, Vicentia era tornata sì a studiare ma scoraggiata già pensando di

far emergere le potenzialità di ogni singolo bambino o

abbandonare la scuola e tornare in famiglia. Informati di ciò Mario e Giovanna, i

ragazzo sostenuto e spesso di chi gli ruota attorno, affin-

suoi sostenitori a distanza, subito hanno scritto alla ragazza tramite l’assistente

ché ne prenda coscienza e le sviluppi. Per sé, per trovare

sociale che la segue, Bee. Non per farle cambiare idea o forzarla in qualche modo,

la propria strada ma anche per la comunità, per essere

tutt’altro. Per dirle semplicemente che rispettavano la sua scelta, che nessuno la

al servizio del suo sviluppo attraverso le proprie compe-

obbligava a diplomarsi in un dato corso di studi o a laurearsi, ma che

tenze e capacità. Le cose anno dopo anno migliorarono per

era importante prendere la decisione non a cuore caldo, non sull’onda

Angelina e ora è una professionista affermata: recentemente ha

della delusione. Una solida istruzione insieme ad una buona cultura

preparato e guidato degli studenti della St. Kizito Vocational Training Institute che han-

le sarebbero state comunque di aiuto, qualsiasi scelta di vita avesse

no servito al ricevimento organizzato dall’Ambasciatore d’Italia in Kenya, in occasione

poi fatto, qualsiasi fosse stato il suo lavoro. E se poi un giorno avesse

della Festa della Repubblica Italiana.

la fortuna di diventare madre, ancora di più le torneranno utili gli studi

Certamente Miss Angelina saprà portare un pezzo della sua storia e della sua

fatti, per poter crescere meglio i suoi figli.

Africa anche in questa prestigiosa rassegna.

Dopo poco Bee ha potuto scrivere a Mario e Giovanna la bella notizia: Vicentia aveva riveduto le proprie decisioni tornando sui banchi di scuola. Non solo per le sagge parole che loro gli avevano scritto,

~~~ Uno speciale invito a nozze dal Rwanda

ma per l’attenzione a ciò che era il suo bene che le avevano dimo-

Le lettere di fine sostegno contengono sempre un po’ di nostalgia. Vi è riassunto il per-

strato rivolgendosi a lei proprio come ci si rivolge un affetto caro.

corso fatto dal bambino o dal ragazzo durante tutto il periodo del sostegno, i suoi saluti

~~~ La storia della chef Angelina

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bellissima. Anni fa si ritrovò a dover affrontare seri problemi fami-

Gli insuccessi a volte avviliscono talmente tanto da decidere di abbando-

e ringraziamenti, un disegno, a volte persino un regalo per salutare l’amico lontano. Ma quella che è stata recapitata a Sabrina conteneva davvero una sorpresa inaspettata: la partecipazione alle nozze del ragazzo che da ben 11 anni sosteneva!

La settima edizione di AppetitosaMente, a Siddi, Comune della Provincia del

François era stato affidato a Sabrina quando ancora frequentava la scuola superiore.

Medio Campidano, Sardegna, dal 3 al 5 agosto. Anche l’edizione del 2012 prevede

Orfano di padre, morto durante il genocidio del 1994, viveva con 5 sorelle e la madre, la

laboratori, degustazioni, spettacoli, mostre e concerti all’insegna dell’enogastrono-

quale non aveva abbastanza mezzi per sopperire alla scolarizzazione di così tanti figli.

mia e la partecipazione di importanti chef provenienti da diversi paesi del mondo.

L’impegno che il ragazzo metteva nello studio però era tanto e Sabrina

Tra questi chef una novità: la presenza di Angelina Anyango Opongo dal

decide di sostenerlo anche durante l’Università. François si laurea in scienze e

Kenya. Miss Angelina, come la chiamano i suoi studenti, oltre che chef è un’inse-

gestione dello sviluppo, trova lavoro ed è quindi in grado ora di sostenersi da solo. Nel

gnante presso St. Kizito Vocational Training Institute di Nairobi, con una storia

frattempo si fidanza e decide di sposarsi e tra gli amici che festeggeranno

piccoli racconti che cambiano la vita

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assieme a lui vorrebbe vi fosse Sabrina, che ha

tavo la terza classe primaria. Essendo orfana di

permesso alla sua vita una svolta così decisiva.

padre, gli assistenti sociali mi hanno molto sup-

Nelle parole della lettera di François che accompa-

portata e non si sono mai stancati di sostenermi

gna la partecipazione emerge tutto l’affetto che lega

ed accompagnarmi nel mio percorso scolastico.

il ragazzo alla sua sostenitrice:

Ho finito il ciclo primario con molte difficoltà ed

“…davvero non è possibile trovare un confron-

arrivare in terza classe secondaria per me era già

to a tutto il tuo affetto e al sacrificio che hai

un miracolo, ma non ho potuto continuare con

compiuto, che non ha equivalenti nel mondo

gli studi a causa del mio stato di salute, molto

intero…troverai qui allegata la partecipazione

cagionevole.

alle mie nozze…la tua presenza avrà una grande importanza perché tu sei stata per me una persona dal valore incomparabile”.

~~~ Dalla Repubblica Democratica del Congo le belle storie di Louise e Ntahobari

posto un corso professionale di taglio e cucito affinché potessi diventare autonoma, esercitando il mestiere di sarta. Attualmente sto facendo uno stage a Goma e alla fine del mese di luglio concluderò il mio percorso d’apprendistato. Alla fine del corso ci verrà rilasciato un brevetto per certificare che abbiamo seguito una formazione, della durata di 10 mesi, in taglio e cucito.

Due ragazze, Louise di Jomba e Ntahobari di Rugari, del Nord Kiwu, hanno

Oggi sono in grado di confezionare capi d’abbigliamento per le donne e anche per

voluto raccontare la loro esperienza per testimoniare la grande opportunità

gli uomini. Con questo mestiere servirò il mio paese e sarò sempre utile alla mia so-

che ha rappresentato per loro il Sostegno a distanza.

cietà. Sono riconoscente per tutto ciò che AVSI ha fatto per me e per questo

“Mi chiamo Louise. Avevo 11 anni quando sono stata accolta dal Sostegno a

anch’io darò ciò che posso, perché ho ricevuto gratuitamente dagli altri.

distanza, frequentavo la quinta. Mi sono molto impegnata ed ho studiato tanto,

Infinitamente grazie ad AVSI”.

facendo molti sacrifici. A luglio 2005 ho ottenuto il mio diploma della scuola primaria. Grazie al sostegno di AVSI, i miei genitori sono stati in grado di pagare le tasse scolastiche per i miei 3 fratelli e la mia sorellina. La mia famiglia ha ringraziato molto il sostenitore per il suo aiuto che ci ha permesso di continuare con

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Nonostante i miei insuccessi, AVSI non mi ha abbandonata, mi hanno pro-

~~~ Sostegno a distanza, un gesto di amicizia vero e gratuito che aiuta a crescere

la scolarizzazione.

Ciò che muove è sempre un incontro. L’incontro porta sempre in sé una

Visto la necessità della mia famiglia, il sostenitore ha deciso di continuare a soste-

scintilla che può divenire apertura, può metter in moto la persona. Dal de-

nermi anche durante la scuola secondaria. A settembre 2005 ho continuato i miei

siderio di un ragazzo di vedere più in profondità quanto incontrato durante

studi secondari in Pedagogia Generale. Sei anni dopo, ho ottenuto il mio diploma

un progetto di educazione alla cittadinanza a Pero (MI) nasce l’idea di un

di Stato con 54% dei voti. Un mese dopo, il mio assistente sociale mi ha aiutato a

sostegno a distanza. Riportiamo il racconto della professoressa Lanzetta,

cercare un lavoro in una scuola convenzionata cattolica di Jomba. Oggi ho 18 anni

dell’Istituto comprensivo di Pero, scuola media, che ha vissuto in prima

e faccio l’insegnante, con il mio stipendio sono in grado di sostenere anche i miei

persona questa esperienza.

due fratelli minori a scuola. Sarò sempre riconoscente al mio sostenitore e alla sua

“Tutto ebbe inizio nell’anno scolastico 2008-2009 in una classe di seconda media,

benevolenza”.

quando un ragazzino interessato al lavoro riguardante un progetto di educazione

“Mi chiamo Ntahobari e sono sostenuta da AVSI dal 2004 da quando frequen-

alla cittadinanza, intitolato “Volti e Vite”, propose di conoscere più da vicino alcune

piccoli racconti che cambiano la vita

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esperienze di ragazzi in altri paesi del mondo, magari anche

che va ben oltre il puro aiuto economico, che mobilita i ragazzi a sentirsi uniti anche

attraverso un gesto di solidarietà.

fra di loro, che rende ancora più vicina la nostra amica Angela, che li stimola a riflet-

Fu quindi naturale pensare ad un sostegno a distanza, perché

tere sul proprio quotidiano, perché Angela spesso li ha richiamati col suo esempio

un’iniziativa di questo tipo avrebbe coinvolto i ragazzi in prima

ad un impegno scolastico più serio e consapevole …

persona, sarebbero stati i protagonisti di un gesto di amicizia

Si è vista sempre una generosa partecipazione, che ci ha permesso di inviare ad

vero e gratuito e le distanze sarebbero state superate dentro

Angela anche un contributo straordinario, che lei ha poi condiviso con la cuginetta,

un abbraccio, che avrebbe aiutato a crescere innanzitutto chi

o in altra occasione abbiamo potuto sostenere con un nostro contributo anche la

lo poneva.

costruzione della scuola superiore di Kireka”.

Ben presto ci fu comunicato che avremmo potuto sostenere Angela! Una ragazzina di 9 anni che vive ancora oggi in un villaggio che si chiama Baita Kitindra in Uganda, vicino a Kampala. Angela, allora, viveva in una casa-famiglia con la nonna e altre tre ragazze, tutte

~~~ Un piccolo capofamiglia: la grande storia di un cammino condiviso grazie al Sostegno a distanza

accolte nella casa in cui la nonna lavorava facendo la domestica.

Trovarsi gravati dalla responsabilità di capofamiglia all’età di 10 anni non

Da quel dicembre 2008 Angela è diventata per noi una speciale compagna di clas-

è così inconsueto per un bambino in Africa. Non lo è stato neppure per

se, ne è nato un rapporto epistolare, uno scambio di fotografie sempre molto atteso

Fofana, chiamato Rougeo dagli amici, che vive nel quartiere di Abobo, uno

dai ragazzi e proprio poco tempo fa abbiamo avuto anche l’occasione di poter

tra i più poveri di Abidjani, capitale della Costa d’Avo-

finalmente parlare direttamente con Angela e con Marco (il suo tutor )su Skype.

rio. Per lui il grande stupore è stato poter tornare sui

Nel corso degli anni evidentemente le classi che si sono prese la responsabilità di

banchi di scuola grazie all’aiuto di un amico lontano.

portare avanti il rapporto di amicizia si sono alternate e così l’incontro che abbiamo

Secondo di tre figli, Fofana rimane presto orfano di

avuto su Skype è stata l’occasione per un saluto della classe che lascerà il sostegno

padre, deceduto a causa dell’AIDS. La stigmatizzazione

e presto la classe che l’anno prossimo se ne farà carico tenterà un nuovo collega-

sociale legata a questa malattia porta all’esclusione della

mento, nel quale vorrebbe dedicare ad Angela un breve momento musicale.

madre di Fofana e dei suoi tre figli dalla cerchia dei parenti e

L’esperienza del sostegno a distanza ha poi sempre mobilitato i ragazzi in occasione

della comunità in cui vivevano. Cacciati dalla casa in cui abi-

delle giornate aperte, che la scuola organizza nel mese di dicembre. Abbiamo

tavano e abbandonati gli studi, i tre bambini si ritrovarono a

incontrato i volontari di AVSI che hanno vissuto alcuni periodi in Uganda e hanno

vivere in una casa diroccata e a contare sul misero stipendio

potuto raccontarci la loro esperienza e farci conoscere più da vicino la realtà

della madre, che vende vestiti di seconda mano alla stazione di Abobo.

ugandese. I ragazzi hanno lavorato alcuni mesi per realizzare oggetti (segnalibri,

Purtroppo di lì a poco, a causa della difficile condizione in cui si erano

collane,maschere, un libro di fiabe scritte da loro, ecc.) con il coinvolgimento degli

ritrovati a vivere, la madre si ammala e così è il piccolo Fofana a doversi

insegnanti del consiglio di classe, ma anche con il coinvolgimento attivo dei genitori

recare ogni giorno alla stazione, per vendere i panni. Ed è proprio quando ogni

che ci hanno preparato le torte e si sono affiancati ai figli per vendere questi oggetti

speranza sembra perduta che accade l’inaspettato: un incontro con un assistente

organizzando l’annuale mercatino.

sociale di AJECI, partner locale di AVSI in Costa d’Avorio.

Questa occasione diventa per i ragazzi della nostra scuola un momento significativo

Quell’incontro stupisce la madre di Fofana, che si vede guardata in un altro modo,

di racconto dell’esperienza che vivono sia agli altri compagni della scuola sia ai geni-

accolta. Così parla di sé, della propria miseria, dei figli, del suo piccolo capofami-

tori ed anche, in alcune occasioni passate, alle autorità locali! Un’esperienza quindi

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piccoli racconti che cambiano la vita

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“Benvenuta nella mia famiglia”

glia... La famiglia di Fofana viene accolta nel Sostegno a distanza e la madre aiutata a curarsi. Può contare sull’aiuto che lo staff di AJECI e AVSI le offrono

La famiglia è una risorsa grandissima per la società e può essere davvero

e ora può di nuovo mantenere la sua famiglia.

un luogo di accoglienza senza confini. Ne sono testimonianza Luca e

Grazie alla mano tesa dal suo sostenitore Fofana è potuto tornare sui banchi

Silvia, che pochi giorni fa sono venuti a trovarci presso la sede di AVSI a

di scuola e abbandonare la strada. La sua gioia per questa inaspettata rinascita

Cesena per attivare un sostegno a distanza,

della speranza si è tradotta in un ottimo punteggio agli esami che concludono il ciclo

accompagnati dal loro piccolo Nico. Portando

primario, che gli ha permesso di orientarsi verso una buona scuola secondaria: ora

con sé loro figlio, perché fosse partecipe di questa

Fofana potrà frequentare il liceo.

scelta, ne capisse l’importanza, fosse realmente

La profonda gratitudine della madre fa da eco alla speranza con cui Fofana

un gesto della famiglia.

e i suoi fratelli possono ora guardare all’avvenire. Un profondo cambiamento

Racconta Silvia che sin da piccola ha sempre

reso possibile anche attraverso il sostenitore di “Rougeo”, che si è messo in

desiderato poter sostenere a distanza un

gioco decidendo di condividere un po’ di cammino insieme a lui attraverso il

bambino, un suo coetaneo in difficoltà. Un desi-

Sostegno a distanza.

derio che ha coltivato in fondo al cuore insieme a

~~~ Elia e il suo sogno

quello di formare una famiglia. Realizzato il secondo ha voluto che si compisse anche il primo e Luca si è reso subito disponibile.

La perdita del figlio è il dolore più grande che possa colpire il cuore di una ma-

Credendo profondamente nel grande valore che ha la carità, che coinvolge

dre. Ma può accadere che da quelle ceneri fiorisca un’opera grande. È la storia

ogni aspetto della vita, questo sostegno non poteva essere un gesto solo

di Cecilia e di suo figlio Elia.

suo, ma della famiglia. E così arrivato in AVSI Nico, occhi sgranati, si è guardato

Elia aveva sin da piccolo manifestato una spiccata sensibilità verso chi si trova in con-

attorno per tutto il tempo per poi fissarli infine sulla foto di Annie, una bimba

dizioni difficili, esprimendo il suo desiderio di solidarietà in molti differenti modi, anche

birmana di qualche anno più grande di lui. Sa che in un paese lontano, in Asia,

con l’intenzione di sostenere a distanza un bambino.

lei aspetterà sue notizie, che penserà a lui, a mamma Silvia e papà Luca, che si

Quando un aneurisma ha posto fine alla sua vita, a soli 13 anni, è stata la madre a

scambieranno foto e lettere.

compiere i suoi desideri fondando l’associazione

Nico è ancora troppo piccolo per scrivere. Tornato a casa ha fatto un

“Il sogno di Elia”, attraverso la quale organizza raccolte fondi da destinare a progetti di

disegno, appoggiandolo sulla lettera che mamma e papà invieranno ad

solidarietà, ha istituito una borsa studio presso la scuola livornese dove Elia studiava, e

Annie. Un bel disegno, per esprimere la sua gioia, per dirle “Benvenuta nella

propone il Sostegno a distanza con AVSI, attraverso iniziative e sponsorizzazioni.

mia famiglia”.

Tra le tante iniziative di sensibilizzazione di cui si è resa partecipe vi è quella del Memorial dedicato ad Elia, un torneo di rugby (sport che amava e praticava) tenutosi anche quest’anno, a Livorno, il 20 maggio. La forte pioggia non ha certo aiutato l’organizzazione,

~~~ Il Maestro Muti e il Ravenna Festival per 30 bambini bisognosi e le loro famiglie

ma in molti hanno partecipato all’evento, tra i quali l’On.

Nel luglio scorso Le Vie dell’Amicizia, della Fondazione Ravenna Festival, fece tap-

Marida Bolognesi, da sempre attiva e interessata alle

pa in Kenya, a Nairobi e in quell’occasione i bambini del coro della Little Prince, la scuola

tematiche del Sostegno a distanza.

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piccoli racconti che cambiano la vita

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Sentirsi uno di famiglia con il Sostegno a distanza

della baraccopoli Kibera di Nairobi, sostenuta anche attraverso AVSI, furono diretti dal Maestro Riccardo Muti in un concerto memorabile.

AVSI sostiene a distanza nel mondo più di 32.000 bambini. Ad ognuno di

Quell’indimenticabile esperienza è rimasta nel cuore non solo dei piccoli parteci-

loro basta davvero poco per sentirsi uno di famiglia.

panti, che inviarono oltre 100 cartoline per ringraziare il Maestro e Cristina Mazza-

Proprio come raccontano Massimo e Stefania, da tempo sostenitori a distanza

villani Muti, presidente del Ravenna Festival, della straordinaria occasione datagli,

con AVSI:

ma anche in quello dei destinatari di tutte quelle letterine.

“Siamo sempre più persuasi dal fatto che davvero basta poco per fare

E così il Maestro Muti e il Ravenna Festival hanno deciso di sostenere a

felice e aiutare una giovane amica, Rose, Myanmar, nelle sue esigenze

distanza 30 bambini dello slum di Kibera e le loro famiglie bisognose, testimo-

quotidiane, che servono a rendere la sua vita più dignitosa

niando che il valore di un incontro grande può permanere, oltre l’emozione iniziale,

e serena. Apprendere che Rose ha terminato i suoi studi e

nel tempo.

che è in attesa di cominciare il suo percorso universitario

~~~ Da famiglia a famiglia, la condivisione attraverso il Sostegno a distanza

ci riempie il cuore di gioia. Siamo onorati di partecipare in questo momento della vita alla sua crescita”. La storia di Rose è una storia a lieto fine grazie all’aiuto ricevuto da amici che, seppure lontani, l’hanno fatta sentire una di

Il Sostegno a distanza crea legami concreti, si partecipa della vita del

famiglia. Diventa anche tu sostenitore a distanza! C’è un

bambino sostenuto e della sua famiglia, nelle gioie e nei momenti tristi.

bambino che aspetta di far parte della tua famiglia!

Come la famiglia di Giulio, che sosteneva Bire, in Etiopia. La bambina era affetta da una rara forma di tumore e pochi mesi fa si è spenta. Non potendo recarsi in Etiopia per condividere il dolore con la famiglia di

~~~ Viaggio in Argentina per conoscere Julieta Belen

Bire, hanno pensato di inviargli un regalo, la somma necessaria per acquistare

Quando Stefano e Ileana hanno deciso di sostenere una bambina a distanza

un carretto con asino. Il trasporto su due ruote è molto diffuso, spesso l’unico

non hanno avuto dubbi sul Paese: Argentina! Ileana infatti è di origine ar-

possibile, in Etiopia. L’assistente sociale che seguiva da vicino Bire, si è incaricata

gentine e quindi la scelta non poteva che ricadere su quella terra.

personalmente di cercare e scegliere con cura l’asino

Così a febbraio inizia il sostegno a Julieta Belen e subito è grande il desi-

e il carretto.

derio di andarla a conoscere di persona. Tutta la famiglia si coinvolge in questa

I genitori si sono commossi quando hanno visto

nuova avventura e così Stefano e Ileana partono alla volta di Buenos Aires accom-

arrivare i doni davanti alla porta della loro casa,

pagnati dai loro due figli.

hanno percepito l’affetto di quegli amici lontani. Il loro

Di questo emozionante incontro ci racconta Julieta Nancy, responsabile dell’ac-

gesto è stato importante per i genitori di Bire e per lo

compagnamento familiare all’interno dell’Opera educativa Mario Pantaleo

staff di AVSI Etiopia, perché ha ricordato che anche

dove Julieta Belen studia.

nelle situazioni più drammatiche c’è qualcuno

Vi scrivo per raccontarvi della visita che abbiamo ricevuto lo scorso marzo presso

che non esita a mettersi in gioco e a donare per

la nostra sede di lavoro, dove opera l’accompagnamento famigliare e scolastico del

il bene dell’altro, che, seppur distante, è vicino di

nostro programma di Sostegno a distanza e il Centro Educativo La Huella, al

cuore.

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piccoli racconti che cambiano la vita

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quale partecipano i bambini e i giovani del programma. Vorrei raccontarvi che Julieta ha iniziato a ricevere il Sostegno a distanza in febbraio, e in marzo siamo venuti a sapere che il suo sostenitore Stefano e sua moglie Ileana sarebbero venuti in Argentina per conoscerla. Conosciamo Julieta da tempo perché frequentava le attività del nostro Centro Educativo e quando le abbiamo dato la notizia ne è rimasta molto contenta, così come sua madre. Stefano e Ileana sono venuti con i loro due bambini, e Julieta è stata accompagnata dalla mamma e dai nonni. Abbiamo trascorso un pomeriggio davvero bello perché abbiamo potuto parlare molto e i padrini hanno potuto conoscere un altro aspetto della realtà di Julieta. Julieta ha portato in dono ai suoi padrini dei disegni realizzati da lei e dalla madre nel corso di disegno svoltosi in una giornata di attività per le famiglie, e ha mostrato i suoi quaderni e foto di casa sua, dei suoi parenti e del suo quartiere. Dal canto suo, la nonna di Julieta ha portato a Ileana un regalo fatto in casa, un centrino come quelli che lei confeziona tutti gli anni per decorare il mausoleo del Padre Mario. Poi abbiamo visitato tutti insieme le diverse zone della Fondazione, soprattutto il Mausoleo del Padre Mario Pantaleo, la scuola, l’asilo e il policlinico affinché la famiglia di Stefano potesse conoscere più a fondo la nostra vita a González Catán. Mi piacerebbe ringraziare Stefano, Ileana e i loro figli per essere venuti a conoscere Julieta e a condividere con noi un pranzo: è stato davvero gratificante perché si sono impegnati nella proposta del programma del Sostegno a distanza ben oltre il sostegno economico, e hanno saputo aprire il loro cuore a Julieta in un coraggioso gesto d’amore e di aiuto verso i più bisognosi. Grazie a nome di tutti coloro che fanno parte di questo progetto, a presto! De Brasi Julieta Nancy

~~~ Gratuitamente ho ricevuto, gratuitamente dono! Quando si lancia un sasso nell’acqua le onde concentriche che si formano via via si allargano sempre più. È un’esperienza semplice e immediata da fare. La stessa cosa accade quando nell’avvicinarsi al prossimo per aiutarlo nei suoi bisogni più concreti e materiali lo si accoglie, si tiene presente innanzi-

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tutto che è un uomo, portatore di desideri e bisogni profondi.

Tornata da poco dal viaggio in Albania per conoscere Horge, il bimbo

si allargherà abbracciando la famiglia, gli amici, la comunità…

che sostiene e la realtà in cui vive, Maria è ancora

È l’effetto del metodo con cui AVSI opera, anche nel Sostegno a distanza.

emozionata per l’incontro e ha voluto condividerlo

Raccontando un anno di Sostegno a distanza, Alba Gianferrari, responsabile del

con noi attraverso questa sua testimonianza.

SAD per AVSI in Nigeria, fa emergere con chiarezza quali frutti possano così essere

Ho ricevuto una splendida accoglienza da parte degli

raccolti.Come per Kehinde Whafonde, che ha potuto frequentare la scuola

organizzatori, Emira e Luis. Entrambi mi sono venuti

grazie al Sostegno a distanza. Impegnandosi è anche divenuta la migliore della

a prendere in aeroporto, dopo di che mi hanno fatto

classe e ogni pomeriggio con suo fratello si trova con un gruppetto di bambini delle

conoscere due grossi centri di accoglienza, uno a Tirana

classi inferiori per aiutarli nei compiti. Di fronte alla domanda posta da Alba, “perché

l’altro a Beltoie, un villaggio poverissimo a 30 km da

lo fai?”, non sa rispondere. Ma sorride allargando le braccia, come a dire gra-

Tirana, nel quale ho potuto apprezzare l’entusiasmo e

tuitamente ho ricevuto, gratuitamente dono.

la generosità di suor Eva e di Violetta che mandano

O ancora racconta dei frequenti scontri verificatisi nel 2011 nella provincia

avanti una scuola materna ed elementare in ambienti

di Ikorodu, quando le scuole sostenute tramite AVSI sono state costrette

molto puliti e decorosi, regalando ore di serenità a molti

alla chiusura più volte. Nonostante i momenti difficili, i clan in contrasto che

bambini ai quali preparano anche il vitto. Luis, un ge-

giravano armati pronti a vendicarsi contro chiunque incontrassero sul loro cammino

neroso organizzatore argentino, mi aveva perfino offerto

non hanno mai attaccato o realizzato atti vandalici contro queste scuole. Questo

di stare a casa sua, insieme a sua moglie e alle sue tre

perché hanno visto, riconosciuto e apprezzato il lavoro che AVSI svolge lì.

vivacissime figlie e si è preoccupato, inoltre, di organizzare i miei 4 giorni di per-

Tanti piccoli esempi, spiega Alba, di come uno sguardo nuovo stia penetrando nella

manenza a Tirana, insieme alla sua collega Mira, responsabile dell’organizzazione

vita di chi è coinvolto direttamente o meno dal SAD:“terminata la scuola, i bam-

SHIS, partner locale di AVSI. Insieme siamo andati a far visita a Horge che,

bini recitano tutti insieme nel cortile la preghiera. Ci sono bambini cristiani,

orfano di entrambi i genitori, vive con la nonna. Io ero un po’ emozionata e

musulmani, animisti ma il gesto di pregare è un punto di unione dove perce-

inoltre temevo di invadere l’intimità di una famiglia molto semplice. Per fortuna

piscono la positività della loro vita e di quella dei compagni”.

Mira ha saputo, abilmente, metterci a proprio agio ed io ho potuto conoscere

Questo è possibile perché a monte vi è una proposta chiara e profonda-

Horghe un vivace bambino di 11 anni, per niente imbarazzato, che per prima

mente umana. Come afferma Barbara Pepoli, rappresentante AVSI per la

cosa, mi ha mostrato la fotografia della mamma morta; in quel momento ho a

Nigeria: “il contenuto della nostra proposta educativa è che il bambino non

stento trattenuto le lacrime... Sono poi passata a mostrargli i piccoli doni che

è un recipiente da riempire con quello che l’insegnante sa, ma è tirare fuori

avevo preparato per lui, godendo così di una bellissima scena: lo stupore e la

le sue capacità, aiutarlo a scoprire il significato di tutta la realtà e insieme

gioia grande di un bambino che sembrava entrato nel paese dei balocchi,

seguirla. Per questo si punta molto sui corsi di formazione professionale

cosa che, purtroppo, non si vede quasi più nel nostro paese. Dopo le foto ed il

ed educativa degli insegnanti, e a questo livello la famiglia del bambino –di

tè ci siamo lasciati, felici di esserci conosciuti, ed io mi ripropongo di tornare

qualunque appartenenza essa sia- non fa nessuna obiezione, vogliono il

per gioire della compagnia di Horge.

bene dei loro figli, hanno lo stesso deside-

Grata per questa bellissima esperienza,

rio di conoscere”.

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Un viaggio in Albania, alla scoperta di Horge

L’aiuto avrà certamente effetto sul diretto interessato, ma pian piano quell’esperienza

Maria

piccoli racconti che cambiano la vita

47


Dalla Palestina la storia di Lourdes

me, può raccontarci.

dalla segretaria della scuola femminile, quando una bambina si presenta alla

Storie tutte diverse ma che testimoniano, ognuna, quanta speranza è in

porta e chiede se qualcuno avesse portato la sua merenda. Purtroppo nessuno

grado di portare una semplice decisione: quella di sostenere a distanza.

aveva portato nulla, e lei era rimasta senza la merendina. Si era seduta da sola in un

sa per parlare con persone che non conosce. Torno dalla segretaria, e mi racconta

~~~ Viaggio in Birmania: quando la vita riprende coscienza del proprio valore

che la mamma è molto malata e il padre lavoricchia come falegname, insomma una

La Birmania è meta di viaggi affascinanti: il paese delle mille pagode, isole e

situazione molto difficile da affrontare.

spiagge meravigliose, i monasteri e la loro profonda spiritualità. Sono tanti i

Fortunatamente le compagne di classe si sono accorte che Lourdes non stava

motivi per cui programmare un viaggio in questo paese.

mangiando nulla, così alcune hanno diviso il loro panino a metà! La generosità delle

E certamente sono alcuni dei motivi che hanno spinto un gruppo di amici a

bambine mi ha particolarmente stupito e così ho deciso di informarmi bene sulla situa-

scegliere questa terra, inserendo però, nell’itinerario, una tappa particolare:

zione economica della famiglia.

pur non sostenendo un bambino in Birmania (sostengono infatti un bimbo

Mamma Sumaya ha affrontato con coraggio una brutta malattia, ma ora deve

in Medio Oriente), hanno deciso di fermarsi a visitare l’orfanotrofio di

superare e combattere le conseguenze, la chemioterapia l’ha trasformata, spesso

Taunggyi. Nel loro racconto emerge la commozione e lo stupore dell’incontro con i

non ha neppure la forza di reggersi in piedi, ma ogni mattina sveglia la sua bimba, le

bambini e di come la condivisione di una parte del cammino possa far fiorire rapporti

prepara il panino per la scuola e la colazione, ma non appena Lourdes esce di casa, si

in cui rinasce la speranza.

reca a letto, stanca e priva di forze.

“Siamo tre famiglie di Bergamo ed una coppia di Varese e durante le ultime

Issa lavora come falegname, ma il lavoro è davvero molto scarso e le giornate

vacanze di Natale siamo stati in Myanmar per turismo, ma soprattutto con

le passa spesso ad attendere qualche richiesta da parte di vecchi clienti…. Ci sono

l’obiettivo di incontrare alcuni amici, in particolare Padre John, ora parroco

giornate in cui non è neppure in grado di acquistare il pane da mettere in tavola, figu-

a Mandalay, Liza May Thet Thetoo, collaboratrice AVSI per Thailandia e Myanmar,

riamoci come può acquistare le medicine per Sumaya…

Nang Swe Swe Aye, coordinatrice AVSI per Myanmar, oltre ad altri che per varie

Oramai pieni di debiti, Issa non pagava la scuola e con grandissima difficoltà riusciva a

vicende abbiamo conosciuto in Italia.

angolo, così mi avvicino e le chiedo se non ha dei soldini con lei per comprare almeno un panino dal negozietto interno della scuola, ma lei non mi risponde… è troppo chiu-

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chio, coordinatrice SAD delle scuole francescane di Terra Sancta di Betlem-

“Sono già passati quattro anni da quando ho conosciuto Lourdes, mi trovavo

dare qualche soldino alla bambina per potersi comprare “qualcosa

Liza ci ha organizzato e seguito nel viaggio e ci ha proposto anche la visita

di dolce” durante l’intervallo.

di un collegio per bambini e bambine vicino a Taunggyi, seguito da AVSI e

Non appena raccolgo tutti i dati che mi servono, invio la scheda

dove sono ospitati circa 75 ragazzi.

all’ufficio AVSI, e dopo poco mi viene confermato l’ingresso di

L’incontro è stato particolarmente significativo e commovente ed ha reso evidente

Lourdes nel Sostegno a distanza. Grazie a chi ha preso in so-

come gli educatori/educatrici locali abbiano ormai acquisito e trasmesso ai bambini

stegno la piccola Lourdes, tutto il debito contratto con la scuola

una grande passione per l’educazione e l’amore per la bellezza.

è stato cancellato, a volte viene offerta la merenda alla bambina,

Ci hanno fatto vedere dove studiano, dove imparano a disegnare, dove mangiano

quando ci accorgiamo che non ha nulla da mangiare, e se neces-

e dormono; abbiamo visto la porcilaia, il luogo all’aperto dove i bambini si lavano, la

sario la scuola le passa anche i libri per poter studiare”

biblioteca, il dispensario.

Questa è solo una delle tante storie che Giovanna Spec-

Era il nostro secondo giorno in Myanmar e siamo stati colpiti dalla mancanza di

piccoli racconti che cambiano la vita

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materassi sui letti e di un frigorifero. Liza ci ha sorriso

“una favola per Maria, la sua favola…nell’inviarla a Maria in Rwanda, mi

e ci ha spiegato come sia molto più importante

sono immaginato i suoi occhioni spalancati e felici mentre la sfogliava”.

avere aiuti per supportare l’educazione dei bambini

La storia è bella e semplice, proprio come quelle che tanto piacciono ai

(quaderni, libri, attrezzature scolastiche…) e la loro

bambini: Maria vive in un paese lontano e bello che viene però provato da

salute. Non abbiamo capito subito il messaggio, ma è

una crudele guerra interna, dove perde il suo affetto più caro. Ma dall’Italia

stato necessario qualche altro giorno per osservare come

giunge una sorpresa, un’orsetta con un gonnellino rosso e un panda che durante la

vive la grande maggioranza dei birmani e quanto sia gran-

notte prendono vita e l’accompagnano in un meraviglioso viaggio.

de anche in Myanmar l’emergenza educativa, culturale, su cui AVSI sta puntando.

Pronta l’idea Arrigo affida la storia alla brava illustratrice Federica Castagnoli

Siamo stati accolti con festa e curiosità, ci hanno preparato una cena che

che la racconta e riempie di colori e immagini le pagine. Il risultato è stupendo.

è stata di qualità e quantità almeno pari a quelle che abbiamo gustato nei

Insieme a due peluches, un’orsetta con il gonnellino rosso e un panda, proprio

migliori ristoranti in Myanmar, abbiamo assistito ad uno spettacolo a cui hanno

come nella favola, spedisce il tutto in Rwanda.

partecipato tutti i bambini, con varie forme di danza, rappresentazione teatrale e

La felicità di Maria è stata grandissima e continua a mostrare a tutti i suoi

musica, espresse con grande intensità, ordine, bellezza ed in una lingua inglese che

due nuovi compagni e la bella storia che parla di lei. Davvero un regalo

vorremmo tanto fosse conosciuta a questo livello dai nostri bambini in Italia.

unico e speciale!

Attraverso la rappresentazione teatrale uno di questi bambini ci ha anche raccontato il dramma della sua vita, ceduto dalla mamma indigente ad una banda di trafficanti, poi riscattato dagli educatori AVSI ed ora capace con grande sensibilità di raccontare la sua storia e l’incontro con AVSI che gli ha salvato la vita.

La distanza non importa se l’orizzonte è grande. Così il Brasile non dista molto per

Impossibile non essere commossi di fronte allo spettacolo della vita che riprende e

i bambini della scuola elementare di Buccinasco, un piccolo comune del milanese.

che diventa cosciente del proprio valore. Viene spontaneo ringraziare Dio perché voi

Una storia, la loro, che merita veramente di esser raccontata.

esistete e create rapporti in cui rinasce la speranza”.

Il primo passo fu fatto in prima elementare, a Natale, con la proposta da parte di

~~~ Dal sostegno a distanza una favola per Maria

50

~~~ La distanza non importa se l’orizzonte è grande

Stefania e Liliana, le maestre, di iniziare un’amicizia molto speciale, volta ad aiutare un bimbo in difficoltà. Un’amicizia che partisse da loro, in prima persona: “la proposta è stata fatta diretta-

Il cuore sa trovare strade molto speciali per amare. Particolarissima quella

mente ai bambini: non erano i genitori a tassarsi ma loro a sacrificare piccoli regali o

trovata da Arrigo, che decide di iniziare un sostegno a distanza e così cono-

mance. Il motivo è semplice: che loro si accorgessero di appartenere ad un mondo

sce Maria, una bimba rwandese di tre anni.

di cui possono essere protagonisti, un mondo non sempre roseo ma di cui possono

Lettera dopo lettera, l’assistente sociale che la segue racconta la storia di

cambiare un pezzetto”.

Maria, comune purtroppo a tanti bambini del Rwanda: il genocidio, la perdita

L’incontro è con Alex, brasiliano, di Belo Horizonte, poco più piccolo di loro.

della madre…

Una storia triste di abbandono e violenza, accolta dai bambini con grande affetto.

Arrigo pensa di inviarle un regalo, qualcosa di speciale per lei che possa

Scrutando le sue foto, un appuntamento molto atteso, si accorgevano di ogni

farla sentire meno sola, ma cosa prendere per questa bimba così piccina?

piccolo cambiamento, alla ricerca di segni che testimoniassero quella particolare

Gli viene un’idea: “Ho sempre avuto davanti a me gli occhi attenti e felici di un bimbo

amicizia (“vedi maestra, qui è meno triste dell’altra foto, forse perché ha ricevuto i

mentre gli viene raccontata una favola”, e così inizia a pensare:

nostri regali!”). Ai bambini non mancano semplicità e speranza: con la collaborazione

piccoli racconti che cambiano la vita

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dei loro genitori, per ben tre anni organizzano un mercatino di vendita dei loro giochi

pur importante aiuto economico perché i bimbi fanno esperienza concreta di uno

usati, per poter sostenere Alex e inviargli anche qualche regalo extra.

sguardo di misericordia su di loro, di esser pensati da un Altro, di esser amati”.

Quando le notizie sulla situazione di Alex iniziano ad essere più allarmanti preparano anche una preghiera particolare per Natale, affinché potesse essere adottato, trovare una famiglia che lo accogliesse e organizzano un collegamento skype per poterlo salutare ed incoraggiare. Quale la sorpresa quando, durante il video collegamento,

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~~~ Un viaggio in Uganda per incontrare i bambini e i ragazzi sostenuti a distanza

Alex annuncia che sarebbe venuto in Italia perché era stato finalmente adottato, e

Il viaggio per incontrare il bambino sostenuto è una grande avventura. I racconti dei

successivamente, sorpresa ancor più grande, li va anche a trovare!

sostenitori che hanno fatto questa esperienza hanno tutti lo stesso fil rouge: stupore

Unanimi i pensieri e le parole dei piccoli protagonisti: un miracolo. Trovarsi davanti

ed emozione. La realtà che si incontra supera ogni immaginazione e riesce a stupire

quell’amico così lontano ha certamente fatto capire a tutti (più ai grandi che non ai

ed emozionare, sempre. Ecco la testimonianza di Anna e Pietro, che assieme ad un

piccoli, che già l’avevano intuito…) che non si sostiene un sogno, qualcosa di incer-

gruppo di amici, hanno fatto un viaggio in Uganda, per andare a trovare i bambini e i

to e fumoso, ma una persona, un bambino.

ragazzi che sostengono a distanza con AVSI.

Conclusosi il sostegno di Alex un nuovo bambino fa capolino: Murillo. Dopo l’iniziale

Dopo quasi 3 anni dal mio ultimo viaggio in Uganda, finalmente lo scorso 3 marzo

titubanza (“andiamo in quinta…non saremo più insieme alle medie e dobbiamo abban-

con Alice, Elena, Laura M., Laura P., Mirella, Piero, Elena ed Andrea, parto da Milano

donarlo subito”) hanno trovato subito le ragioni per un nuovo abbraccio, portato in

Malpensa per tornare a Kampala. Questo viaggio è nato dal mio desiderio, condiviso

Brasile da un disegno fatto per il loro nuovo amico: una mongolfiera con dentro tutti i

dai miei compagni di viaggio e da altri amici, di tornare a trovare i bambini adottati

loro nomi.

con il sostegno a distanza di AVSI.

Straordinaria la spiegazione: “Noi tutti aiutiamo Murillo a crescere, ad andare in alto

Tanti amici, anche se non presenti fisicamente, hanno partecipato a questo viaggio,

come la mongolfiera, siamo la sua energia; però abbiamo messo anche lui tra di

consegnandoci letterine e regali per i bambini che avremmo incontrato, sia quelli del

noi perché abbiamo imparato che se uno non si impegna, lui personalmente, non

sostegno, sia quelli della Welcoming House, la casa di accoglienza di Rose. Il primo

arriverà mai ad esser felice. L’arcobaleno rappresenta la felicità”.

incontro è con Alex, un ragazzo sostenuto da una coppia di amici, Laura e Luigi.

E per far sì che il passaggio alle medie non segni l’interruzione di que-

Alex studia a Kampala, presso il COWA Vocational Trading Center. In questa scuola i

sto nuovo rapporto ancora una volta s’ingegnano: un calendario per il

ragazzi imparano un mestiere, ci sono corsi di informatica, di falegnameria, corsi per

2013 sulla loro esperienza di sostegno a distanza, realizzato nell’ambito

diventare muratori e carpentieri. La direttrice, signora Betty, ci dice che Alex sta fre-

di un concorso sulla pace. Il calendario è in vendita e con il ricavato

quentando la scuola con ottimi risultati e ci mostra con orgoglio la sua pagella. Questa

continueranno a sostenere Murillo.

scuola è una possibilità per responsabilizzare e valorizzare i ragazzi, che altrimenti,

Lo slancio, l’orizzonte così grande di questi piccoli protagonisti e degli

come capita ai loro padri, si trastullerebbero sotto l’albero dello Jaka fruit a bere Nile

adulti che li stanno accompagnando in questo cammino è accompa-

Special (la tipica birra ugandese).

gnato dall’affetto, l’attenzione e l’accoglienza che le educatrici di Murillo

La signora Betty ci accompagna a vedere i laboratori e, mostrandoci i vari lavori in

hanno per lui e per i suoi piccoli compagni di asilo a Belo Horizonte.

corso ci dice, con orgoglio, che tutte le porte, le finestre, i banchi e gli arredi della

Educare all’attenzione verso il prossimo, all’amore, alla speranza in

Luigi Giussani High School sono stati fabbricati presso il Centro COWA. E il nostro

contesti così violenti e poveri non è facile.

tour prosegue proprio verso la Luigi Giussani HighSchool, inaugurata il 3 febbraio

È questo che fa dire a Stefania: “L’esperienza del sostegno a distanza

2012. Ci accompagnano a fare il giro della scuola Mauro e Giulia, che lavorano per

è davvero geniale, uno strumento educativo fondamentale, va oltre il

AVSI. Qui dovremmo incontrare Akello, la ragazza che io ed alcuni amici e colleghi

piccoli racconti che cambiano la vita

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sosteniamo da circa due anni. La cer-

che abbiamo incontrato, tutti gli amici che mi hanno accompagnato in questo viaggio:

chiamo nella sua aula, ma la direttrice ci

grazie ad ognuno per lo sguardo che hanno nei miei confronti e per la possibilità di

dice che non è venuta a scuola. Sono

bene che ho sperimentato sulla mia vita attraverso la loro amicizia”.

un po’ triste, perché desideravo molto

Anna

incontrarla e darle il regalo che abbiamo portato dall’Italia espressamente per lei. Giulia

“Agli inizi di marzo ho partecipato ad un viaggio in Uganda, invitato da una amica, per

e Marco mi dicono di non preoccuparmi e che faranno di tutto per farmela incontrare.

andare a trovare i bambini che lei ed altre persone, alcune delle quali partecipavano al

E infatti sarà così, cinque giorni dopo, in un emozionante incontro al Meeting Point di

viaggio, stanno sostenendo con AVSI.

Kireka, Kampala.

Anch’io con amici sto sostenendo un bambino ma ho sempre fatto questo gesto con

Mauro e la Direttrice ci fanno visitare alcune aule, durante la lezione: i ragazzi sono

noncuranza, senza interessarmi più di tanto.

circa 50 per ogni classe e sono tutti vestiti con camicia bianca e maglione rosso con

Arrivato in Uganda ho potuto rendermi conto della cura che gli amici di AVSI pongono a

il logo della scuola, perché nelle scuole ugandesi vige la tradizione anglosassone delle

ciascun bambino, il modo in cui viene seguito nel suo cammino, l’accoglienza che si allarga

divise scolastiche. Sono molto belli questi ragazzi vestiti così, mi ricordano il colore

alla sua famiglia, la preoccupazione per ognuno di loro senza trascurare i rapporti epistolari

rosso della terra ugandese.

tra il bambino ed i suoi sostenitori, il tutto documentato negli archivi tenuti a Kampala.

In una classe il professore, molto giovane ed elegante, per ringraziarci della nostra

L’emozione mia (e della mia famiglia che viaggiava con me) al momento dell’incontro

visita, fa intonare un canto ai ragazzi: mi colpisce come riescano a cantare assieme e

dei miei compagni di viaggio con i bambini da loro “adottati”, le informazioni che i vari

a tenere la tonalità, pur rimanendo seduti al proprio posto!

direttori scolastici fornivano sui progressi dei ragazzi (o ragazze), il coinvolgimento dei

Mentre ci dirigiamo verso l’uscita, Mauro ci spiega che quasi tutti i professori della

diversi responsabili AVSI in tutto ciò…Insomma una cosa che non si può immaginare:

L.G.H.S. hanno frequentato il P.C.E. (The Permanent Centre for Education), nato nel

un incontro che ti cambia la vita. Non puoi più essere come prima” Pietro

2009 dal desiderio di Rose, Clara ed altri educatori, di avere un luogo dove il lavoro dei giovani professori possa essere accompagnato e possa prendere forza e certezza, dove il rapporto educativo sia centrato sulla valorizzazione della persona, perché ciascuno possa fare emergere il proprio talento. Il P.C.E. si colloca nella società ugandese come una novità assoluta rispetto alla

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~~~ Sostegno a distanza: quando i bambini tendono le mani

tradizione scolastica africana, nella quale i ragazzi sono costretti ad imparare tutto a

I bambini sanno esser capaci di grandi slanci, di scelte profondamente so-

memoria, non viene mai fatto l’appello, anche perché con classi composte da oltre

lidali e caritatevoli quando vengono educati, accompagnati ad aprire il loro

100/120 allievi diventerebbe complesso, non è consentito agli studenti fare domande

orizzonte al mondo. C’è chi decide per il suo undicesimo compleanno di fare la

in classe, il maestro, per esercitare il proprio potere, molto spesso percuote gli allievi,

consueta festa ma al posto dei regali proporre liberi contributi per sostenere a

per cui molti poi, per paura, rinunciano ad andare a scuola.

distanza una bambina, Isabella. O chi propone un regalo di classe alternativo per

Invece alla L.G.H.S. tutto ciò non succede: le classi non superano i 50 allievi e gli inse-

la propria maestra, per salutarla a fine anno: una somma da destinare al bambino che

gnanti fanno l’appello, perché ogni persona ha il proprio valore umano.

sanno lei sostiene in Perù. O chi ancora decide di “invitare a pranzo” per la festa

Ci sarebbero ancora tante cose da raccontare , ma vorrei concludere ringraziando

della Prima Comunione una bimba, coetanea, che abita in un altro paese, lontano

tutti gli amici che ci hanno accolto a Kampala, Marco, Giulia, Mauro, Corrado, Rose e

e molto più povero del proprio.

Clara,Manolita e Stefano, le Suore Domenicane di Kakumiro, Veronica e David a Fort

È l’idea di un gruppo di bambini, un’iniziativa originale per cui ogni famiglia ha ricevuto

Portal, tutti i bambini della Welcoming House e tutti i ragazzi del sostegno a distanza

una busta recante la scritta “Invita a pranzo Peninha” e l’ha restituita il giorno della

piccoli racconti che cambiano la vita

55


Prima Comunione con la cifra che avrebbe speso

A Betlemme sorge una scuola molto speciale: l’Istituto Effetà Paolo IV, che ha

della festa: e così ora Peninha può contare sul

come obiettivo la rieducazione audio-fonetica di bambini sordi, una patologia

sostegno di tantissimi amici.

molto frequente in questa regione.

Tante le testimonianze che raccogliamo,

Suor Piera, direttrice dell’Istituto, ci racconta la storia di Shahed, una bimba

sono semplici e bellissime, a volte stupiscono per la creatività: a tutti questi

che grazie al Sostegno a distanza di AVSI ha potuto frequentare questa scuola

nostri piccoli sostenitori un grandissimo grazie!

e la cui vita è cambiata radicalmente.

~~~ Dal Kenya un’amicizia che fa la differenza!

Villaggio di Wadi Rahal periferia di Betlemme, piccolo paese arroccato sulle colline coltivate ad olivi con poche case di agricoltori e manovali giornalieri. La vita è un po’ dura per tutti, soprattutto per la famiglia Ziad: sei figli di cui due

Quelle di Brandan e Austin sono due storie a lieto fine, due delle tante storie

figlie con problemi di sordità. Il padre, debole sul piano fisico, è disoccupato; la madre,

di speranza che lo staff del Sostegno a distanza di AVSI Kenya è felice di

sofferente di depressione, si occupa come può dell’educazione e della crescita dei figli.

raccontare. Brandan aveva un problema alla mandibola che gli impediva di

La quarta figlia Isra’a, nasce con problemi di sordità medio grave (frequenta la

muoverla correttamente.

scuola Effetà dall’età di tre anni) e subito si aggiungono i problemi di diabete con con-

Era il ricordo lasciatogli dal grave incidente in cui perse entrambi i genitori: ferite gravi

seguenze gravose sull’economia familiare già provata.

alla mandibola e ad una costola. Anche poter mangiare piccoli bocconi era per

Per la famiglia è tutto un accavallarsi di situazioni problematiche.

lui un’azione complessa e imbarazzante.

Nel 2005 arriva Shahed, bellissima, ma si scopre subito che non sente: la madre en-

Grazie al contributo dei suoi sostenitori ha potuto affrontare un delicato

tra in una situazione depressiva che la porta a essere ricoverata all’ospedale mentale.

intervento: nella lettera piena di gratitudine scritta alla famiglia che lo sostiene,

Il problema più rilevante è come affrontare la rieducazione con tutte le spese di

racconta la gioia di poter godere senza problemi della compagnia dei suoi amici

trasporto, acquisto di protesi acustiche e frequenza scolastica.

durante il pranzo a scuola!

La direzione della scuola aiuta, incoraggia la madre sul piano psicologico. Il padre

La riabilitazione sarà lunga e le partite a pallone sono ancora lontane ma Brandarn

rifiuta la bimba dicendo che crescerà così, senza istruzione…

saluta e sorride felice dalla foto che ha deciso di inviare a questi amici lontani

Nonostante le resistenze dei genitori la scuola propone la frequenza dicendo

che hanno reso possibile un piccolo miracolo. Anche per Austin l’amicizia di un

che ci sono degli amici che, con il Sostegno a distanza di AVSI, si impegnano

sostenitore ha fatto la differenza.

a coprire le spese della scolarità.

Nelle lettere che scrive al suo amico lontano racconta di sé, della sua difficoltà a vedere:

La madre accetta, i progressi di Shahed sono notevoli: risponde, collabora con la

è infatti quasi cieco. E questo amico prende veramente a cuore la storia di Austin e il

logopedista, con le educatrici, si rivela molto intuitiva. Rapidamente acquista la capaci-

suo dolore, tanto da inviare le somme necessarie per rendere possibile l’intervento alla

tà di comunicare, di parlare, con grande soddisfazione e gioia dei genitori.

cornea di entrambi gli occhi, insieme ad altri regali che gli tengano compagnia nel lungo

Ora Shahed frequenta la prima elementare; è felice, ha molti interessi e viene a

periodo di convalescenza che dovrà affrontare. Certamente un regalo quanto mai

scuola serena accompagnata dalla sorella. Il cammino è ancora lungo…. ma la

insperato quello di poter tornare di nuovo a vedere, ma forse la sorpresa più

forza della vita ha vinto sulla povertà dove la persona può vivere con dignità.

grande è stata la telefonata del suo sostenitore (ben organizzata con Antonino Ma-

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La storia di speranza di Shahed a Betlemme

se davvero avesse invitato la bimba al pranzo

Suor Piera

suri, che segue i rapporti con i sostenitori nel progetto

Attraverso il Sostegno a distanza tanti bambini nati sordi possono frequentare la

SAD in Kenya) subito dopo l’operazione!

scuola, usufruire di cure specializzate quali le terapie logopedistiche e ottenere protesi

piccoli racconti che cambiano la vita

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acustiche; possibilità e cure diversamente impensabili stante il

Fioriscono buone notizie in Kazakhstan: Evgenia finalmente potrà andare a

grande risultato che questi bimbi ottengono ma è l’essere

scuola! Genia, così la chiamano affettuosamente gli amici, ha 15 anni e non ha

accettati dalla propria famiglia, l’integrazione nella

potuto studiare come i suoi coetanei.

comunità e quindi la possibilità di una vita più degna,

Nata in un piccolo villaggio, divenuta sorda quando era ancora piccola, Genia è stata

come la storia di Shahed testimonia.

infatti allontanata dalla scuola poco tempo dopo averla iniziata perché “disturbava” e

~~~ La storia di David, ex bambino soldato.

non è mai stata presa in considerazione alcuna alternativa. Così si è ritrovata a passare tutto il suo tempo in casa, in una difficile situazione sia materiale che sociale: l’impenetrabile silenzio in cui la bimba viveva era considerato

David oggi ha 23 anni. Ha potuto studiare, trovare un lavoro, sposarsi ed

un ostacolo insormontabile, davanti al quale si erano arresi scuola, servizi sociali e la

avere un bambino. Ha potuto ritrovare una dimensione umana, degna, riu-

stessa famiglia.

scendo a reinserirsi nella società, grazie ad un incontro che lo ha accompa-

L’incontro della madre di Genia con gli amici di Masp, partner locale di AVSI, e

gnato nel lungo cammino di riabilitazione da un passato violento: quello di

con Giulia e Lena, che si occupano del Sostegno a distanza in Kazakhstan, le

bambino soldato. David ha infatti vissuto in primo piano le atrocità perpetrate dal

ha fatto pian piano prendere coscienza del valore della figlia e della sua vita,

Lord’s Resistence Army, che per oltre vent’anni hanno segnato il confine tra Uganda

pur nella oggettiva difficoltà in cui si trovava a vivere.

e Sudan. La sua famiglia fu annientata, lui fu catturato e portato a vivere con

Entrambi i genitori hanno iniziato a maturare una coscienza diversa che li ha por-

i ribelli nella foresta per tre anni.

tati ad impegnarsi per la loro bambina, a cercare un lavoro, ad abbandonare l’al-

Tre anni di marce forzate notturne, violenze, distruzione e sangue da cui riuscì fortu-

colismo. E con l’aiuto di Giulia e degli amici di Masp hanno iniziato a combattere

natamente a fuggire durante uno scontro a fuoco con i soldati governativi.

una lunga battaglia, durata oltre tre anni, per veder riconosciuta prima l’indennità

A lungo il passato lo ha stretto in un ricordo doloroso quotidiano: in ogni au-

di invalidità e ottenere poi l’ammissione ad una scuola speciale.

torità vedeva i suoi carcerieri, anche andare a scuola e confrontarsi con i professori

Da quest’anno Genia frequenta la scuola per bambini affetti da sordità

era un richiamo a quell’incubo che lo aveva così profondamente segnato.

di Taldekurgan ed è felice. Talmente tanto che durante le vacanze di Natale

Ma l’affetto e l’amicizia lasciano sempre un segno, anche quando non sem-

ha aspettato con impazienza di poter tornare sui banchi di scuola. L’ambiente

bra esservi alcuna speranza. Affetto da sieropositività a David fu indicato il

scolastico le è favorevole, ha nuovi amici, s’impegna molto, prende ottimi voti

Meeting Point di Kitgum, dove avrebbe potuto trovare un aiuto concreto. Vi

e…ha anche imparato a cantare!

trovò degli amici, lo staff di AVSI e il sostegno a distanza.

gli permettesse di reinserirsi nella società e salvarsi.

~~~ La storia Mukangarambe, una donna intraprendente che ha saputo risollevarsi e guardare avanti

Ritornare ad una vita normale è la cosa più eccezionale che possa capitare a chi ha su-

Le donne sanno essere protagoniste a qualsiasi latitudine e in qualsiasi situa-

bito traumi di questo tipo, un’occasione che con tutta probabilità non avrebbe mai avuto

zione. Come Mukangarambe, una madre che, a seguito della morte del marito, si

senza l’aiuto di chi gli ha permesso di curarsi, studiare e imparare un mestiere.

trovò sola con le due figlie a vivere in una situazione di grave povertà e malattia. Non

Ora David vive del suo lavoro e mantiene la sua famiglia. E

possedevano nulla, la stessa abitazione era stata data loro in prestito, per qualche

soprattutto può guardare con speranza gli occhi di suo figlio.

tempo, da alcuni vicini. Sopravvivevano per lo più della carità dei compaesani.

Grazie a loro David ha potuto avere supporto medico e psicologico, e con l’aiuto di una famiglia “a distanza” scegliere una scuola professionale che

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Dal Kazakhstan la grande storia di Genia

loro alto costo. Tuttavia non è il recupero audio-fonetico il più

piccoli racconti che cambiano la vita

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Quando le condizioni di salute della figlia più piccola, Marie Louise, degenerarono a tal punto da rendere necessario il ricovero, Mukangarambe tentò il tutto per curarla

Sorellina… a distanza, la storia di una piccola donna dal cuore grande

ma alla fine si dovette rassegnare ad aspettarne la morte. Come ultima speranza

Benedetta ha 8 anni e per il giornalino della sua parrocchia ha scritto

qualche amico le suggerì di rivolgersi agli uffici di AVSI: la situazione era

una lettera per raccontare la grande avventura che, grazie al Sostegno

disperata, un tentativo non costava nulla.

a distanza di AVSI, vive ogni giorno.

Lo staff di AVSI intervenne innanzitutto inserendo madre e figlie nel

Vi voglio raccontare perché ho iniziato a sostenere una sorellina “a distanza”.

programma di recupero nutrizionale e di assistenza sanitaria e successiva-

Tutto è cominciato quando mi sono resa conto che io avevo tutto, una casa, tanti

mente, attraverso il Sostegno a distanza, portò Marie Louise sui banchi di

giochi, un babbo e una mamma che mi vogliono tanto bene; mentre in Africa e in altri

scuola.

paesi del mondo ci sono bambini che hanno poco o niente. Tante volte ho visto

I primi passi su una nuova strada erano stati fatti, ma la grande svolta per

alla televisione la pubblicità che diceva “Sostieni un bambino a distanza. Salva la sua

Mukangarambe avviene quando gli amici di AVSI Kamonyi le propongono

vita”. Ho iniziato a tartassare i miei genitori chiedendo di sostenere un fratellino o una

di scommettere su se stessa e tentare di avviare un’attività generatrice di

sorellina; ma loro dicevano: “Aspetta! Ci penseremo”. Io pensavo che non avrebbero mai

reddito, frequentando uno dei corsi che AVSI organizza attraverso il programma di

telefonato, ma loro, furbi, lo hanno fatto mentre io ero a scuola… Così sotto l’albero di

Sostegno a distanza. Studia i primi elementi di contabilità e finanza, le tecniche di

Natale ho trovato un delizioso pacco-regalo con dentro la lettera ufficiale che mi

vendita, ottiene il budget necessario per iniziare… e così parte la rivendita di olio per

informava che io avevo iniziato un sostegno a distanza. Ero al settimo cielo!

lampade e pesce essiccato.

Si chiama Mihiret, ha quasi nove anni e vive a Meki, una cittadina dell’Etiopia, con

Come spesso accade, quando la speranza fa capolino, un mondo intero

i genitori, due zii, una sorellina di tre anni, in una casa di legno, fango e lamiera. Frequenta

comincia a muoversi e Mukangarambe, ha davvero colto al volo la possibilità di far

la prima elementare, le piace molto studiare e da grande vorrebbe fare il medico.

rinascere la sua famiglia. Dedicandosi con passione a questa nuova attività decide in

Ho ricevuto la sua foto: ha un bel sorriso, sembra una bambina simpatica. Presto

breve di ampliarla osservando le richieste del mercato e aggiungendo altri generi al

riceverò altre sue notizie. Non vedo l’ora di scriverle di me e della mia famiglia. Con i

suo dettaglio: cereali, cassava e pomodori.

soldini che le mando, lei può continuare a studiare; avrà libri, quaderni, matite,

Attraverso il programma di supporto all’avviamento di attività generatrici di

medicine e potrà mangiare alla mensa della scuola.

reddito di AVSI, e grazie alla sua innegabile capacità imprenditoriale unita ad una

Proviamo a rinunciare ad un pacchetto di figurine o a un gelato: se mettiamo da parte

grande volontà, Mukangarambe alla fine si è trova-

poco meno di un euro al giorno per un anno, alla fine con questi soldini un bambino

ta a gestire un vero e proprio commercio.

che vive nei paesi poveri del mondo potrà andare a scuola, avere cibo, medicine e un

Che è stata capace anche di differenziare: oltre

amico in più. Sono felice di dare la mia amicizia a Mihiret e aiutarla a crescere con la

alla rivendita di alimenti ha iniziato un piccolo

sua famiglia. Spero che leggendo questo racconto tanti di voi vogliano fare come me. Benedetta

allevamento di pecore e capre e ha acquistato un terreno boschivo per avviare un’attività di rivendita di legna da ardere, dal produttore al consumatore, senza intermediari. E così la sua avventura continua… In bocca al lupo Mukangarambe!

~~~ Quando il Sostegno a distanza aiuta a riscoprire il valore della famiglia È contento Alex: inizierà il corso di football americano cui teneva tanto, come premio per essersi impegnato in questi ultimi anni e aver recuperato le difficoltà che

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piccoli racconti che cambiano la vita

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presentava a scrivere e leggere. A raggiungere questa meta ha contribuito un’equipe specialissima: la famiglia, il Centro Educativo Edimar e il Sostegno a distanza. Durante i sei anni di affettuoso sostegno da parte dei suoi padrini, Alex ha potuto frequentare l’asilo Nossa Senhora Mae dos Homens prima e il Centro Edimar poi, con i quali AVSI collabora a Samambaia, periferia di Brasilia, Brasile. Quando iniziò il suo percorso era un bimbo timido, molto intelligente ma con difficoltà di concentrazione che negli anni avevano determinato anche qualche problema di apprendimento. L’accompagnamento delle educatrici ha risvegliato la curiosità di Alex e la paziente professionalità con cui è stato seguito ha dato ottimi frutti. Anche la famiglia di Alex si è lasciata coinvolgere in questo rapporto con le educatrici del Centro e con i padrini…a distanza, così che tanti cambiamenti sono stati resi possibili. Osservare la grande cura che persone estranee alla famiglia dedicavano ad Alex e alle sue sorelle ha fatto sì che i genitori si coinvolgessero sempre più nell’educazione, cercando un confronto con le responsabili del Centro che seguivano ogni giorno i loro figli. E pian piano sono fiorite scelte coraggiose per la propria vita, quali decidere di sposarsi, riaprire i libri (senza lasciare il lavoro!) per arrivare a conquistarsi una borsa di studio per l’Università, aprire un’attività. Cleyde, la mamma di Alex, racconta: “Il nido (del Centro, ndr) mi ha aperto l’orizzonte, perché mai avrei pensato di entrare all’Università. Quando i miei figli sono entrati al nido, avevo fatto solo le elementari, 4 anni qui in Brasile. A poco a poco le ragazze mi hanno incoraggiata a frequentare privatamente una scuola accelerata di recupero e oggi sono all’ Università!”. Anche Carlos, il padre, si è giocato in prima persona scommettendo sulla propria esperienza e ha aperto un’officina da fabbro. Durante la sua ultima visita nella residenza di Alex, Patricìa, coordinatrice locale del sostegno a distanza per AVSI a Brasilia, si è sorpresa di vedere il padre aiutare il figlio nel compito di matematica: una scena molto rara in questa realtà. Il sostegno ad Alex ora volge al termine: la strada che la famiglia ha intrapreso è buona, possono e vogliono contare sulle proprie forze. E il primo passo è proprio accompagnare Alex a football, impegnandosi per tre giorni a settimana a permettergli questa attività, che il centro sportivo del quartiere offre gratuitamente. Prendere sul serio i propri desideri e accorgersi di quelli dei figli, trovando il tempo e le energie per valorizzarli, è un grandissimo passo.

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piccoli racconti che cambiano la vita

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Il sostegno a distanza permette tante storie così belle, perché quando si scommette sull’educazione e sulla persona, quando si infonde coraggio e speranza, inevitabilmente lo sguardo si alza per volgersi un po’ più in là.

~~~ Joselyne, una storia di successo in Burundi

La storia di Emmanuel, protagonista della realtà in cui vive All’idea di aiuto, soprattutto se legata a terre povere, come buona parte dell’Africa, si associa sempre la sussistenza alimentare e le cure mediche. Il che è certamente vero e sono necessità decisamente fondamentali, ma che spesso non spostano, da sole, di una virgola il problema.

Joselyne Niyibaruta vive a nord del Burundi, nella provincia di Kayanza, a Rwegura

L’educazione e l’istruzione, il “far crescere l’umano” e non solo le sue co-

che si trova a nemmeno 100 km dalla capitale, ma faticosa da raggiungere a causa di

gnizioni, sono altrettanto fondamentali. È per questo che AVSI da sempre dà

strade difficilmente percorribili soprattutto dopo il calar del sole, quando l’insicurezza

particolare valore all’educazione e sostiene progetti che danno la possibilità ai bene-

per le possibili incursioni di ribelli ancora è nel cuore di tante famiglie.

ficiari di formarsi e studiare. Ne è esempio la Luigi Giussani High School, la scuola

Quando Joselyne ha incontrato lo staff AVSI che opera in Burundi, nel 2005, il pa-

secondaria che sorge nella baraccopoli più grande di Kampala e che accoglie e fa

dre se ne era andato già da tempo e lei viveva con la mamma e la sorella, in condizioni

studiare 400 studenti, costruita grazie alle belle collane di carta riciclata create dalle

di estrema povertà tali da non garantire né cure mediche né cibo, tantomeno l’accesso

mamme del Meeting Point International dell’amica Rose, distribuite da 1.300

all’istruzione. E così è stata inserita nel progetto del Sostegno a distanza di AVSI.

volontari degli AVSI Point in tutta Italia.

Da allora un gruppo di amici italiani ha accompagnato ininterrottamente il suo

A testimoniare l’importanza e l’impatto che può avere l’istruzione

cammino, attraverso il Sostegno a distanza. Joselyne ha avuto così la possibilità

su un bambino prima e su un giovane poi, è la storia di Emma-

di vivere appieno la sua giovinezza e di poter mettere a frutto i suoi talenti.

nuel Kintu, 28 anni, che vive a Kampala dove lavora presso

In un paese dove la frequenza della scuola primaria tocca appena il 51% dei bambini

l’ufficio del Sostegno a distanza di AVSI. La sua è una storia

tra i 7 e i 12 anni e quella dell’istruzione secondaria è inferiore di circa 10 punti per-

di successo nata proprio grazie all’amicizia di qualcuno che da

centuali a quella media dell’Africa sub sahariana, in un paese dove molti bambini non

lontano lo ha aiutato e gli ha permesso di crescere e studiare.

hanno nemmeno la possibilità di acquistare una bic blu e un quaderno dove imparare

Emmanuel, infatti, è stato sostenuto a distanza per 16 anni da

a scrivere, andare a scuola con tutto il materiale necessario per Joselyne è

Anna Maria e grazie a questa lunghissima amicizia, costellata

stato un grande dono.

da notizie, biglietti di auguri e letterine ha avuto la possibilità di

Questo dono l’ha resa felice e per questo si è impegnata giorno dopo giorno.

studiare dalle scuole primarie sino all’Università e scegliere un

Sveglia prima dell’alba per andare a piedi a scuola, compiti a lume di candela la sera

corso di laurea che gli permettesse di aiutare gli altri per poter divenire, proprio come

dopo aver aiutato nelle faccende domestiche…fino a raggiungere un risultato

racconta lui, “una persona con un ruolo importante nella società”.

straordinario! Quest’anno inizierà il corso di laurea in Giurisprudenza presso

Poco dopo la laurea in Studi Sociali e Amministrazione Sociale, Emmanuel

l’Università di Ngozi.

ha iniziato la sua collaborazione con l’ufficio del Sostegno a distanza a

Insieme agli assistenti sociali che l’hanno con amore accompagnata, agli amici italiani

Kampala come tirocinante per l’archiviazione dei materiali e documenti. Fin dall’i-

che grazie al loro sostegno hanno reso possibile questo traguardo, facciamo a Jo-

nizio Emmanuel si è fatto apprezzare per la sua serietà nell’affrontare il lavoro e per

selyne tanti tanti auguri!

le sue doti comunicative. Ciò gli ha permesso di diventare parte dello staff AVSI come Junior Program Assistant, incaricato di seguire la collaborazione tra AVSI e il Meeting Point di Kampala.

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piccoli racconti che cambiano la vita

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In una lettera Emmanuel racconta ad Anna Maria: “Amo questi bimbi del

soprattutto il caldo. Racconta infatti: “quando arrivai lì faceva così caldo che morirono

Meeting Point International perché sono per me come fratelli e sorelle e sono felice

subito tutti i pidocchi. Ma la contentezza non è durata a lungo perché poco dopo sono

in mezzo a loro. Questo affetto trova le radici nell’aiuto, amore e attenzione che tu mi

arrivati i pidocchi locali, molto più resistenti…”.

hai mostrato e senza i quali oggi sarei un “nessuno” nella società”.

Lavorò alla costruzione di strade e ponti, fuggendo spesso dai campi di lavoro

Per tutto lo staff del SAD in Uganda è motivo di grande gioia sapere che un

ma… rientrandovi ogni volta perché, ricorda, “nel campo si mangiava più che fuori”.

bambino che ha potuto accedere e proseguire i suoi studi grazie al Soste-

Quando venne promulgata la legge per la quale chi aveva un lavoro poteva essere libe-

gno a distanza, sia riuscito a raggiungere dei così grandi risultati.

rato, un connazionale, conoscendone la tempra, andò subito a cercarlo proponendogli

Ciò che è accaduto a Emmanuel potrebbe accadere di nuovo per i 400 studenti

di lavorare per lui, in Etiopia, come camionista in una ditta di autotrasporti.

della nuova scuola di Kampala. Garantire un percorso educativo per questi

Le persone che incontrava si affezionavano a questo italiano dalle mille risor-

giovani significa, infatti, dare loro la possibilità di crescere e accedere, nel

se e sempre positivo: il sig. Niceforo riporta ancora oggi mille aneddoti sui

futuro, anche all’università e quindi trovare un lavoro che li renda protagoni-

compagni di prigionia, gli americani, gli autoctoni, i connazionali, che testimo-

sti nella realtà in cui vivono.

niano un’infinità di incontri e rapporti umani.

~~~ Un regalo speciale per i 100 anni del sig. Niceforo

gli invia un telegramma, in cui lo invita a rientrare perché in Italia “è tutto da ricostruire”. E così torna anche il sig. Niceforo, si sposa, e apre una ditta di autotrasporti con i fratelli, che

Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta. – Alexandra David-

diviene ben presto grande e che ancora oggi esiste, gestita da figli e nipoti.

Néel. E certamente il sig. Niceforo Pevere, cent’anni lo scorso settembre,

Una vita straordinaria quella del sig. Niceforo. Ne danno testimonianza le diverse

può ben dire di aver viaggiato e incontrato. Soprattutto una terra, quella

onorificenze di cui è stato insignito: nel 1977 Cavaliere al merito della Repubblica Italia-

d’Africa, che lo ha portato a scegliere come regalo di compleanno, un so-

na, nel 1983 La Croix du Combattant de l’Europe e infine nel 2006 il titolo di Cavaliere

stegno a distanza con AVSI direttamente là: Getu Selam, una bimba etiope.

della Patria.

Etiope, perché di quel paese lontano ha conosciuto la bellezza dei paesaggi e il

E ancora oggi, a 100 anni, il desiderio di costruire, di realizzare, di aiutare rimane

calore del popolo attraverso tanti incontri fatti durante la seconda guerra mondiale. E

vivo e così, per festeggiare l’anniversario, ha accolto subito con grande gioia la

gli è rimasto nel cuore. Nato in un paese nel cuore del Friuli Venezia Giulia, quinto di

proposta dei familiari di sostenere a distanza una bambina in Etiopia. E non ha

dodici fratelli, ingegnoso e spirito libero, il sig. Niceforo è uno di quei personaggi sulla

voluto alcun regalo materiale, ma solo donazioni in favore di questa sua nuova

cui vita si potrebbe davvero scrivere la sceneggiatura di un film.

avventura, quella di permettere a Getu Salam di studiare, crescere e realizzare il

Sempre in movimento, a soli 17 anni partì alla volta dalla Francia dove lavorò

suo sogno: divenire medico per aiutare gli altri, così come ora è lei ad esser aiutata.

come operaio per alcuni anni partecipando alla intensa vita politica del primo no-

Perché non si può far a meno di donare quando se ne è fatta esperienza.

vecento. Raggiunta in visita la famiglia, che nel frattempo si era trasferita in Sardegna,

I migliori auguri al sig. Niceforo, ringraziandolo per questa sua testimonianza di

il regime gli impedì di ripartire e gli impose l’obbligo di firma tre volte alla settimana sul

amore verso il prossimo che nasce da uno sguardo profondamente positivo sulla realtà.

registro dei Carabinieri. Ma era difficile fermare il sig. Niceforo che riuscì comunque, con una fuga ben pianificata, a lasciare la Sardegna e tornare nella Penisola, dove però fu

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Verso la fine degli anni 40 il fratello Efrem, in Etiopia pure lui, torna in Italia e poco dopo

~~~ Quando un’amicizia cambia una parte di mondo

raggiunto dal richiamo alle armi e spedito in Africa: Etiopia.

Si apre un anno ricco di sfide e speranze per Patrick e sua sorella Fielder:

Vi rimase diversi anni tra battaglie, assedi e fughe. Fu condotto anche nei campi

Fielder ha aperto una propria attività e grazie a questa potrà aiutare in prima persona

di prigionia inglesi e americani, posti dei quali ricorda

Patrick a frequentare l’Università.

piccoli racconti che cambiano la vita

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In prima persona, perché fino a poco fa Patrick era sostenuto a distanza ed è stato quell’aiuto, durato nove anni, ad aver permesso un cambiamento radicale.

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Sierra Leone: quando il sostegno a distanza salva la vita

Quando iniziò il sostegno i due fratelli avevano da poco perso entrambi i genitori e

Osman è un ragazzo che vive con i genitori in un villaggio interno della Sierra

le disponibilità economiche di Fielder erano insufficienti a far fronte non solo alle spese

Leone e frequenta attualmente la 2^ media. Un ragazzo come tanti ma con un

scolastiche del fratello, ma anche a quelle di sussistenza della propria famiglia.

aiuto in più, quello da parte di un amico lontano, che lo accompagna attraverso

Grazie all’affettuoso e costante sostegno da parte di un’altra famiglia, quella di

un sostegno a distanza. E questo sostegno, per Osman, ha fatto la differenza.

Paolo, Patrick ha potuto frequentare regolarmente la scuola, accedere alle cure

Riportiamo qui di seguito la testimonianza di Francis Sam, l’assistente sociale che segue

quando malato e alla sorella, che lo ha accolto, sono stati garantiti generi alimentari per

Osman nell’ambito del Sostegno a distanza e che ci ha raccontato di questo miracolo:

poter soddisfare le necessità primarie di tutto il nucleo familiare.

“La sua salute ha cominciato ad avere problemi l’estate scorsa, dopo aver superato

Attraverso l’incontro con lo staff AVSI in Uganda, anche la vita di Fielder è

l’esame finale della Scuola Primaria che si svolge in 6^. Il ragazzo ha cominciato ad

cambiata, poiché ha deciso di scommettere su se stessa e frequentare uno dei

avvertire dei forti dolori al petto. All’inizio i genitori hanno pensato che si trattasse di

corsi di formazione organizzato dall’ufficio AVSI di Gulu, quello per avviare un’at-

un malessere comune e hanno tentato, per quello che potevano, di curarlo. Quando

tività propria, e studiare i principi fondamentali della gestione d’impresa e delle scritture

siamo stati informati di questo problema siamo intervenuti

contabili. Alla fine ha ricevuto oltre ad un aiuto pratico anche un contributo economico

immediatamente e lo abbiamo fatto ricoverare in un buon

per iniziare una produzione in proprio di fagioli, verdure e sesamo. Ora vende i suoi pro-

Ospedale privato, relativamente vicino al villaggio, per ac-

dotti al mercato e riesce a contribuire positivamente al sostentamento della sua famiglia.

certamenti. Dopo diverse analisi, i medici hanno scoperto

Ma non solo: l’amicizia e l’affetto sono contagiosi.

e diagnosticato che si trattava di un tumore. Così abbiamo

L’aver vissuto, attraverso il sostegno a Patrick, un’esperienza di un aiuto per così

trasferito il ragazzo in un altro ospedale nella città di Masanga

tanti anni, gratuito e da parte di persone prima sconosciute, le ha fatto prendere

dove ci sono dei chirurghi specializzati in questo settore. In

una grande decisione: iniziare lei stessa a sostenere suo fratello e permettergli di

settembre di quest’anno è stato possibile effettuare un inter-

frequentare l’Università. Così Patrick ha iniziato gli studi in Scienze dell’Educa-

vento chirurgico che ha asportato il tumore con successo e

zione per poter divenire insegnante ed essere anche lui in futuro, attore di

la convalescenza si é svolta senza complicazioni.

altri cambiamenti.

Osman si é ripreso ed é potuto tornare a scuola. Senza

Alla lettera che comunicava i motivi che portano a concludere il sostegno di Patrick,

questo tempestivo intervento da parte nostra, molto probabilmente non sarebbe soprav-

e che contiene la sua lettera di saluti che riportiamo qui sotto, Paolo e la sua famiglia

vissuto, anche perché, per la loro situazione economica,

hanno risposto così:

i genitori non avrebbero potuto pagare l’operazione chirurgica e la degenza in ospedale

“Carissimi amici di AVSI, ho ricevuto la vostra lettera in merito alla fine del periodo

che, in Sierra Leone, sono totalmente a carico dei degenti e molto costose.

di sostegno a distanza di Patrick Abonga. La sua lettera mi ha commosso e mi ha

Osman e la sua famiglia sono consapevoli di questo ed estremamente grati per l’aiuto che

fatto rendere veramente conto della portata di questo gesto e di come aderendovi in

gli ha salvato la vita e gli ha restituito la salute e la possibilità di guardare al futuro con spe-

fondo anche senza rendersene pienamente conto si contribuisce realmente

ranza. Anche per noi è stata un’esperienza bellissima poterci coinvolgere e farci carico

al cambiamento (infinitesimale, personalissimo e senza clamore) di un pez-

di questa situazione e vedere il sorriso sul volto di Osman. Grazie!”

zettino di mondo... vi ringrazio di cuore e,

In Sierra Leone sono quasi mille i bambini e i ragazzi seguiti in un rapporto

se potete, fate arrivare attraverso il coordi-

personale dallo staff locale di AVSI e dal suo partner locale FHM, grazie all’a-

natore locale i miei saluti a Patrick”.

micizia di tantissimi sostenitori a distanza.

piccoli racconti che cambiano la vita

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1.500 storie di speranza da Haiti

Un regalo grande come il mondo

A due anni dal terribile sisma che sconvolse Haiti, il 12 gennaio 2010, dove la distruzione sembrava aver detto l’ultima parola, tante piccole storie par-

Tutto nasce da una festa di compleanno

lano invece di rinascita grazie al sostegno a distanza di AVSI.

e dal dono di una somma per festeggiare,

Come quella di Jean Baptiste, che vive nel quartiere di Martissant. A seguito

Alessandro decide per un regalo immenso: 10 sostegni a distanza, arroton-

risorse economiche, non poteva garantirgli la frequenza ad alcuna scuola. Jean è

dando la cifra regalata quanto basta per iniziarli. E il cammino cominciato sei

stato accolto all’interno del progetto di sostegno a distanza di AVSI ed ora può

anni fa non si è interrotto.

contare su aiuti materiali ma soprattutto può abbandonare la strada e le sue bande

Un gesto oggi controcorrente più che mai quello di Alessandro:mentre la

per tornare sui banchi di scuola.

crisi porta a restringere l’orizzonte, lui ha confermato l’intenzione di continuare

O la storia di Jean Robins di Citè Soleil, che nel terremoto aveva perso

il suo sostegno in favore dei bambini, che oggi sono saliti a 15, tra America Latina,

entrambi i genitori. Accolto dalla nonna, poco dopo gli era stata diagnosticata

Medio Oriente e Africa.

un’ernia con necessità di intervento in tempi rapidi. Una notizia drammatica stante

Ringraziamo di cuore il sig. Alessandro Indovina per questo suo gesto che

già la difficile situazione di Jean: l’operazione era costosa, come costosa sarebbe

dà un valore infinito ad ogni suo compleanno!

stata la riabilitazione e le cure necessarie post intervento. Ma Jean ha avuto una possibilità in più e grazie a questa ha potuto sopportare le spese dell’intervento, seguire le opportune cure e lo scorso ottobre è potuto anche tornare a scuola! Ora è al primo anno della scuola primaria Saint Louis de Marillac, per lui la speranza ha

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con un grande regalo, l’occasione. E invece

del sisma aveva perso la casa ed era rimasto orfano di padre. La madre, priva di

~~~ Tantissimi auguri alla signora Bice da Nikolas

un nome e un volto: quello del suo sostenitore a distanza.

La signora Bice, sostenitrice a distanza, compie 101 anni! Insieme alle

E ancora la storia di Miryame di Citè Soleil. Il suo sostegno era iniziato molti

amiche del gruppo terza età della parrocchia, da quattro anni,sostiene a

anni prima del sisma, nel 2005. Chi la sostiene è una grande famiglia, gli iscritti al

distanza un bambino colombiano, Nikolas Felipe che, per l’occasione, le ha

sindacato della FIBA CISL della provincia di Forlì – Cesena. Un’amicizia molto

inviato un bellissimo dove ha rappresentato sé e tutta la sua classe mentre

sentita e seguita anche attraverso la pubblicazione delle notizie di Miryam sul loro

festeggiano il compleanno della signora.

bollettino periodico. Immediatamente dopo il sisma, saputo che la bambina aveva

Anche dal Centro S. Riccardo Pampuri di Bogotà, in Colombia, hanno

peso la casa, il tam-tam degli iscritti si è attivato e nel giro di poco hanno raccolto

voluto porgerle i loro auguri. Ecco uno stralcio della lettera:

la somma necessaria alla ricostruzione dell’abitazione. Il grande interesse

“Le porto un saluto particolarmente affettuoso dalla classe del

dimostrato, l’immediatezza della risposta da parte dei suoi

bimbo che lei sostiene, Nikolas Felipe, con l’augurio di felicità,

sostenitori hanno commosso anche gli assistenti sociali in

salute e molto amore. I bambini sperano di poter arrivare alla

Haiti! La casa è stata ricostruita e Miryam certamente non

sua età aiutando il prossimo e adoperandosi per il bene comune

potrà mai dimenticare gli amici dell’Italia che con tanto

come ha fatto lei: parole importanti se si pensa che arrivano

affetto e attenzione la seguono da ben sette anni.

proprio dal cuore delle persone che grazie a lei hanno potuto

Queste sono solo tre storie dei circa 1.500 bambini che

studiare, essere curati, sfamati e soprattutto educati nella loro

vengono seguiti con il sostegno a distanza di AVSI ad

integralità di persone”.

Haiti: 1.500 storie di speranza.

Tantissimi auguri di Buon Compleanno signora Bice!!!

piccoli racconti che cambiano la vita

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Sedersi insieme ad uno stesso tavolo

Torno il giorno dopo con gli scalpelli e lui mi dice che non ha mai visto degli strumenti

Marzia Lazzari, staff Sostegno a distanza in Rwanda racconta la grande sto-

cosi! Lavoro per un giorno gratis, dopo di che a sera il falegname mi dice di tornare il

ria di Jenade e della sua famiglia cambiata grazie ad uno sguardo d’amore

giorno dopo e quello dopo ancora. Dopo qualche giorno di prova, a fine giornata inizia a

della famiglia che da lontano lo sostiene.

darmi 1000 franchi rwandesi (1,20 euro). Non sono molti ma come inizio non è male.. “

Jenade è un ragazzo di 18 anni, alto, robusto e in buona salute. “Karibu” ci

Lo guardo e ho voglia di ridere. Mi alzo e lo abbraccio. Grazie. Anche noi

dice appena arriviamo e così entriamo in casa sua dove lo troviamo indaf-

abbiamo bisogno di segni di speranza. Ha trovato lavoro ed è solo grazie alla

farato a pulire il salone. Subito ci invita a sederci su una panca di legno, unico

sua forza, coraggio e ad un’amicizia che gli ha cambiato la vita: la famiglia

ornamento della sala. Dopo le presentazioni, ci sorride e inizia a raccontarci la sua

che lo sostiene.

storia.. una storia che alla fine ci lascerà più contenti di prima, un più sollevati e con

Jenade continua “La panca dove siete seduti l’ho fatta io da solo. Voglio

più speranza per il futuro dei giovani e bambini in Rwanda.

imparare da quel falegname e poi iniziare a farmi conoscere nel quartiere.

“La mia storia con AVSI è iniziata nel 2005, grazie a mia madre che faceva

Voglio fare un tavolo e delle sedie per la mia famiglia. Cosi saremo tutti seduti

parte di una cooperativa partner di AVSI. Ho perso mio padre nel 1999, e le no-

insieme mentre mangiamo… e poi chi lo sa, magari un giorno la famiglia che

stre condizioni familiari non erano facili. Siamo una famiglia numerosa… viviamo in 7

mi sostiene potrà venire qui e sedersi con noi. Sorride e sorrido anch’io.

in una piccola casa. Vivo con le mie 2 sorelle maggiori, 1 sorella e 2 fratelli acquisiti. Mia madre infatti, dopo la morte di mio padre, ha trovato un altro compagno con il quale ha avuto gli altri figli. La mia vita non è mai stata facile, ma ho sempre avuto un

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~~~ Dal Brasile la bella storia di Jean Jefferson

sogno: diventare falegname. E così quando nel 2010 ho terminato il sesto anno della

L’aiuto che si offre attraverso il Sostegno a distanza talvolta è velato da un

scuola primaria, ho chiesto al mio assistente sociale se potevo frequentare la scuola

timore: come può influire questo aiuto nella vita del bambino? Che cosa ri-

professionale di falegnameria.

marrà nel tempo? Jean Jefferson è cresciuto nel Centro Educativo “Cantinho

Mi sono impegnato, consapevole dell’occasione che avevo.. le scuole

da Natureza” che opera nella favela Morro dos Cabritos a Rio de Janeiro,

professionali infatti costano tanto, e dovevo sfruttare al meglio questa

Brasile. Tutta la sua storia educativa si è svolta all’interno del Centro e grazie

opportunità. Ho studiato con coraggio e alla fine del 2011 ho ottenuto il certificato

all’appoggio del Sostegno a distanza. Il suo sostegno, durato otto anni, si sta

con un voto di 67,7%. E poi una volta tornato a casa, AVSI mi ha regalato questo kit

ora concludendo e nel tracciare un bilancio dell’aiuto ricevuto attraverso il

di falegnameria che mi ha cambiato la vita”. Jenade si ferma un attimo, prende tra le

Sostegno a distanza racconta come questo abbia inciso sulla sua vita.

mani degli strumenti e sorride. Noi siamo sempre più

“Come sei venuto a conoscenza del corso di formazione per giovani?

curiosi di sentire come continua il suo racconto:

In verità io sono cresciuto qui in AVSI, facevo parte della Creche (asilo), quindi sono

“Nel kit c’erano alcuni strumenti base, tra cui 5

qui da quando ero un bambino. Crescendo sono stato poi aiutato per la scuola con le

piccoli scalpelli da legno, una piccola sega ma-

attività del doposcuola. Quando incominciò il primo corso di formazione per il mercato

nuale e altre piccole cose. Mi sono presentato da

del lavoro ero molto piccolo, e non avrei potuto frequentarlo perché avevo 13, 14 anni.

un falegname che abita qui nel mio villaggio e dopo

Ma dato che io ci tenevo molto a fare quello che loro preparavano, andavo lì con i

averlo un po’ osservato gli ho detto: ‘Quello posso

ragazzi più grandi, anche se non stavo effettivamente facendo il corso.

farlo anch’io!’. Il signore mi guarda e mi dice: ‘Cosa

E poi cosa sei riuscito a fare?

vuoi fare ragazzino?!’… si mette a ridere e mi dice ‘Ti

Ho continuato da quando avevo 15 anni fino ai 17, quindi due anni, frequentando

aspetto domani che mi fai vedere quello che sai fare’.

continuamente il corso.

piccoli racconti che cambiano la vita

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Il corso corrispondeva alle aspettative che avevi? Certamente. Infatti ti spiegavano come funziona il mondo del lavoro, ti davano un appoggio se avevi qualsiasi tipo di problema relativo al lavoro, una questione che non sapevi, potevi chiedere. E anche se loro non sapevano subito rispondere, si mettevano lì con te, per aiutarti a capire. Cosa hai appreso che prima non sapevi? Tutto quello che so! Ero molto timido a quel tempo, e io non riuscivo a relazionarmi con le persone. E in vista del lavoro, mi hanno spiegato che non potevo rimanere così, perché avrei dovuto fare dei colloqui, delle interviste, devi saperti relazionare con le persone. Io ero molto chiuso. Diventavo nervoso, tremavo. Adesso sono qui tranquillo, quindi direi che quello che ho imparato è sicuramente il comportamento da avere sul lavoro. Non puoi arrivare in ritardo, le parole che usi con i tuoi amici sono diverse… Io ho iniziato con AVSI che ero un bambino e loro mi hanno aiutato a crescere, e crescere, crescere… In termini più tecnici, quello che hai imparato di più è stata la matematica, il portoghese, eccetera, o si tratta di una questione di comportamento? No, sono stati molto efficaci anche gli insegnamenti: la matematica, e le materie extrascolastiche. Ad esempio, se uno era interessato alla carriera di avvocato, preparavano una lezione su questo argomento, a uno interessava ingegneria, e facevano una lezione di ingegneria…, era molto bello ed interessante. Nella tua vita nel mondo del lavoro dopo il corso, cos’è che ritieni sia stato più utile, tra le cose che ti hanno insegnato? La cosa più utile è stata il relazionarsi con le persone, il modo di comportarsi, perché vedi, io prima mi sarei seduto così [posizione accasciata] e invece so che è opportuno sedersi così [posizione composta]. Adesso è diverso, è un’altra vita. Io trascorro al lavoro la maggior parte del mio tempo, quindi praticamente là è come la mia famiglia. Sei riuscito a rispondere alle richieste del corso? All’inizio è stato difficile, non capivo quello che stavano dicendo… poi ho iniziato a capire. Rimanevano insieme a me! All’inizio gli dicevo “non ce la faccio, non riesco a seguire” e loro mi rispondevano che lo sapevano che non riuscivo a seguire, ma che nel tempo ce l’avrei fatta. Mi spingevano a tentare di nuovo. E allora provavo di nuovo, e loro erano sempre con me, qualsiasi difficoltà io avessi, mi erano sempre vicini. Hai fatto uno stage dopo il corso? Dove? Sì, in uno studio di avvocati. E’ stato il mio primo impiego, e sta andando avanti fino ad

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piccoli racconti che cambiano la vita

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oggi; sono 3 anni che lavoro lì. Ho cominciato come Jovem Apprendiz (apprendista-

Come usi i soldi del tuo stipendio? Aiuti in casa o compri cose che non potevi

to), studiavo alla mattina, e poi lavoravo il pomeriggio, dalle 14 alle 18.

avere prima di trovare lavoro?

E che compiti hai?

A quell’epoca, quando ero Jovem Apprendiz, il salario era molto più basso di quello

Sono Office Boy cioè l’aiutante dello studio nella parte amministrativa, quindi aiuto in

che è adesso. Quindi mia mamma mi diceva che non voleva il mio stipendio. Io davo

archivio, faccio i giri al Cartorio (ufficio del registro), pago i documenti in banca, ecc..

il 30, il 40 % del mio salario a mia mamma, ma lei lo teneva per me, se non aveva

Come hai fatto a trovare questo lavoro?

cose da comprare. Io avevo già tutto, non avevo responsabilità di figli, di casa, quindi il

Funzionava così, loro ci aiutavano nella ricerca del lavoro a preparare un curriculum

denaro che usavo per me a volte era fin troppo, quindi lo davo a mia mamma. E ades-

e i colloqui. Ad alcuni colloqui ci mandavano loro, ma ci aiutavano anche a cercarli

so che guadagno molto di più, aiuto molto di più. Anche mia sorella ha frequentato il

da soli. Io ho fatto tre colloqui e al mio quarto ho trovato il lavoro. All’inizio avevo un

corso di AVSI e anche lei ha iniziato a lavorare, e aiuta in casa. Se vedo delle scarpe

contratto come Jovem Aprendiz, ma poi mi ho ottenuto un posto fisso.

da tennis, già so che il mese dopo posso comprarle.

Ti piacerebbe continuare a studiare, lavorando allo stesso tempo?

Cosa fai durante il tuo tempo libero?

Sì, non posso smettere di studiare. Ho finito l’Ensino Medio l’anno scorso (scuola

Il mio tempo libero è il fine settimana. Sto con gli amici, gioco a pallone, dormo, mi

superiore). Adesso mi sto preparando per fare gli esami per entrare in Università.

riposo, guardo le partite alla televisione.

Gli esami per entrare in quale facoltà?

Come è il tuo legame con il personale di AVSI? Hai mantenuto i contatti?

Dunque… il mio sogno è sempre stato fare design. Ho sempre disegnato, vorrei

Quando ho iniziato come Jovem Apprendiz, era possibile mantenere un contatto, per-

fare disegno industriale. Però poi ho iniziato a lavorare nello studio, e adesso non ho

ché c’era tempo tra la scuola e il lavoro, fare un salto qui per parlare con Aline (coor-

idea. Non perché non voglio fare la università, ma sai quella fase in cui sei indeciso?

dinatrice dei corsi). Ma oggi io lavoro dalle 8.30 alle 18 e faccio il corso per prepararmi

E quindi io penso tutto il giorno e ogni giorno scopro qualcosa di nuovo.

ad entrare in Università, dalle 19 alle 22… a volte Aline mi chiama e mi dice “facciamo

Quindi tu quest’anno stai cercando di capire?

qualcosa… tutti insieme, i ragazzi di AVSI, andiamo in pizzeria, parliamo…” ma oggi

Esatto.

raramente riusciamo a trovarci tutti.

Per decidere la cosa migliore?

Ma lavorate tutti?

Esattamente.

Si lavoriamo tutti!

Come erano le condizioni della tua casa? Hai riscontrato dei cambiamenti

Ok. Adesso rispetto alle prospettive: che prospettive hai? Vuoi continuare a stu-

da quando hai iniziato il corso?

diare per cambiare lavoro, o studiare per continuare quello che stai facendo?

Sicuramente ho visto un cambiamento, perché prima di iniziare il corso ero un bambino,

E questa è la domanda che ho nella mia testa dagli ultimi due anni… ma se io potessi,

la mia vita era leggera, ma dopo il corso ho iniziato a sentire più

continuerei a studiare facendo la facoltà di diritto. Anche perché loro stessi, quelli dello

responsabilità verso la casa, verso mia mamma… Adesso mi

studio, mi dicono di farlo, e che se ho delle difficoltà mi aiutano, mi stanno vicini… quindi

interesso, ho la responsabilità delle mie cose…

mi incentivano. Ma non è una cosa che io ho da sempre amato. Io ho sempre avuto la

Credi che questo cambiamento sia stato un cambia-

passione per il disegno. Quindi nella mia testa rimane sempre anche il disegno industriale.

mento legato solo alla maturazione normale o a una

Quindi sei in dubbio…

maturazione legata in qualche modo al corso?

Ho un dubbio fortissimo.

Con il corso.

Stai attento allora ai segnali, perché se stai attento ai segnali della realtà, con

E adesso con chi vivi?

certezza capisci quello che devi fare.

Vivo con mia mamma, il mio patrigno e mia sorella.

Sì, sicuramente!

piccoli racconti che cambiano la vita

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La riscoperta del valore della vita grazie ad uno sguardo d’amore gratuito Ingabire ha diciannove anni e una bambina che a settembre ne compirà quattro. Orfana di padre e di madre ha vissuto per anni con la zia, in ritardo con gli studi all’età di sedici anni frequentava ancora la quarta elementare. Stufa della situazione e delusa dalla vita Ingabire è partita per Kigali (la capi-

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scoprire a Ingabire il significato di queste due parole, accogliendola come realmente fosse parte della loro famiglia.

~~~ Magdalena vuole diventare maestra in Birmania

tale) per cercare una vita diversa. A Kigali non ha trovato ricchezza ma un’avven-

Mi chiamo Stephen Tino, responsabile dell’ufficio AVSI

tura e una gravidanza. L’assistente sociale di AVSI, saputo che Ingabire era andata a

di Pekhon, e sono andato a far visita ad una famiglia

Kigali e aveva abbandonato gli studi ha fatto il possibile per trovarla e riportarla a casa.

che abita a Jeroblou, dove la gente che vi abita vive in

Alle parole d’incoraggiamento dell’assistente sociale però è subito seguito il silenzio

condizioni di grande povertà. Avevo sentito parlare del-

nervoso della zia quando Ingabire le ha annunciato di essere incinta.

le difficoltà scolastiche di una bambina sostenuta dal

La ragazza ha visto nello sguardo della zia solo della rabbia. Aveva paura e

progetto e avevo quindi deciso di andare a farle visita.

voglia di scappare di nuovo. Non poteva più tornare a scuola, aveva perso la fiducia

Il giorno in cui sono andato a incontrare Magdalena, la bambi-

della zia, si sentiva veramente sola. Come avrebbe potuto prendersi cura di suo

na e quattro dei suoi familiari mi aspettavano all’ingresso della

figlio se non sapeva nemmeno amare se stessa? Poi arrivò una lettera. Erano

casa coi loro sorrisi gentili ma timidi.

Paolo e Caterina, i suoi sostenitori italiani.

Ho chiesto alla madre come mai la bambina a dodici anni frequenti ancora la

L’assistente sociale li aveva informati dell’accaduto e loro invece di essere

seconda classe.

delusi, sospendere il sostegno, hanno preso la penna in mano e iniziato a inco-

La madre mi ha risposto in lacrime: “Sono io che porto il pane in casa e non pos-

raggiare la ragazza. Lettera dopo lettera ad Ingabire sono arrivati tanti consigli e tante

so stare in casa tutto il tempo e guidare e seguire mia figlia nel suo percorso

parole affettuose. Paolo e Caterina si sono preoccupati per lei e per la bambina, e non

scolastico. Dopo una pausa di alcuni secondi la madre ha continuato:

hanno mai smesso di consigliarle di tornare a scuola.

“Io non voglio che mia figlia finisca per trovarsi nelle mie medesime condizioni, anzi

Ingabire ha pian piano riacquistato fiducia in se stessa e la voglia di tornare

voglio che in futuro diventi una persona istruita.”

sui banchi è diventata sempre più forte. Si è iscritta al Centro di Formazione

Le ho detto che io sono un assistente sociale che lavora qui per conto dei sostenitori

Professionale di Ngarama. I suoi sostenitori l’hanno aspettata, l’hanno incoraggiata e

di molti bambini.

le hanno dato la possibilità di studiare per raggiungere il suo nuovo obiettivo: imparare

A conclusione della visita, abbiamo stabilito che la bambina venisse ad

un mestiere, quello di sarta, per prendersi cura di Julienne, la sua bambina.

abitare a casa mia dove c’è la corrente elettrica e vengono offerte lezioni

Ora Ingabire non ha più paura perché si sente amata. Ora ha fiducia nel futuro

di sostegno, dal momento che io ospito altri otto studenti delle scuole elementari i

perché qualcuno l’ha guardata con amore. Si sente capace di amare la sua

quali vivono e studiano in casa mia. Il suo arrivo ha sorpreso tutti gli studenti perché

bambina perché Paolo e Caterina l’hanno educata all’amore. Anche la zia, ha

lei dimostra più anni di quelli che ha ed è anche più grande degli altri fisicamente. Era

trovato nei sostenitori italiani un esempio e ha iniziato ad interessarsi di più di Ingabire e

molto contenta di conoscere gli altri perché ci sono due bambine più piccole

ad aiutarla nella cura della sua piccola.

di lei ma più avanti di lei negli studi. Lei ha sorriso e le ha guardate in un modo

Quando Valeria, coordinatrice SAD AVSI per il Rwanda, l’ha

incoraggiante e accogliente.

incontrata a scuola, questa ragazza ha parlato di GIOIA

Dal momento che la mia casa si trova sulla riva del lago Inlay, l’atmosfera e l’ambiente sono

e di DONO. Grazie a Paolo e Caterina, che hanno fatto

tranquilli e perfetti per lo studio. Il giardino stesso è circondato da muri in mattoni e ci sono

piccoli racconti che cambiano la vita

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alcune betulle e alberi di cocco che offrono ombra per il tempo libero e per lo studio.

possibilità di stupirsi innanzi a qualcuno, che seppur mai visto e conosciuto,

La distanza tra casa mia e la scuola è di cinque minuti a piedi.

ha a cuore il tuo destino, la tua felicità.

Siccome la scuola primaria è conosciuta per la qualità dell’istruzione e della discipli-

Riportiamo le parole di Alberto Repossi, frutto della sua lunga esperienza come rappre-

na, ho trasferito tutti e otto gli studenti, compresa lei, in questa scuola.

sentante AVSI nei paesi del Medio Oriente “Vorrei infine dirvi che molti di questi bambini

Poiché desidera diventare una maestra, in futuro il suo sogno potrà realiz-

pensano di essere soli al mondo … pensano che il mondo sia duro, a volte crudele e

zarsi. Gli studenti ospitati in casa mia vengono dai villaggi più poveri e più

anche ingiusto e quando vengono a sapere che qualcuno da un paese

lontani che sono quelli con maggiore necessità di persone istruite.

diverso, qualcuno che non hanno mai visto o con il quale non hanno mai parlato, un

~~~ Chance aiutata dal Sostegno a distanza in Burundi

qualcosa di comune qui. Non possono comprendere perché uno straniero vuole aiutarli, perché sono stati scelti,

La storia di Chance, una bambina che ha conosciuto diverse preripezie e

forse era fortuna o forse il disegno di Dio, è il suo modo di mostrare loro che

avvenimenti dolorosi nella sua vita fin dalla tenera età, a partire dall’ab-

non sono soli, che possono essere come bambini normali, che hanno una

bandono del padre che l’ha lasciata, per formare una nuova famiglia, alla

dignità e che hanno valore. Così caro amico sei per loro un angelo di

tragica scomparsa della mamma.

Dio, che aiuta questi bambini e non per i soldi, perché molti di

Chance si è ritrovata sballottata da un parente all’altro finché un giorno il padre, dopo

questi bambini non conoscono il valore dei soldi. È perché sono

essere stato contattato ed aver parlato a lungo con il nostro assistente sociale, Floride,

stati scelti e tu te ne prendi cura. Questo perché vuoi conoscerli

ha capito l’errore che aveva commesso abbandonando la sua piccola

e vuoi essere loro amico, soprattutto perché sei interessato ad

e le ha chiesto perdono, accogliendola nella sua nuova casa insieme

avere un’amicizia con loro”.

alla nuova moglie. Il padre di Chance ha detto al nostro assistente: “Io sono suo padre e non ho fatto nulla finora per prendermi cura della mia piccola mentre c’è qualcuno che vive molto lontano da qui che pensa a lei ed al suo bene,

~~~ La rinascita dell’intera famiglia grazie al programma PelCa in Ecuador

sostenendola e incoraggiandola, non posso che ringraziarlo, pregare per lui

Da circa una decina di anni AVSI opera in Ecuador con il programma “Preescolar en la

e dirmi che sono stato egoista ed irresponsabile e devo recuperare il tempo

Casa” ovvero Asilo in casa (PelCa) destinato alle comunità rurali più distanti e bisogno-

perduto sperando nel suo perdono...”

se e quelle che vivono nella periferia della capitale Quito.

Oggi Chance vive contenta ed amata col suo papà e questo ricongiungi-

È stato sin dall’inizio un metodo davvero innovativo, che ha riscosso molti consensi.

mento famigliare è stato possibile grazie al percorso educativo che AVSI ha

Si tratta di un intervento centrato sull’educazione e la crescita dei bambini tra 0 e 5

messo in opera ogni giorno con la sua famiglia.

anni, che trova una sua espressione anche nella formazione dei genitori, soprattutto

~~~ Il valore di un sostegno a distanza

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completo estraneo vuole aiutarli ed essere loro amico non lo capiscono perché non è

le mamme. Queste, qualche volta anche insieme ai padri, incontrano periodicamente i nostri educatori che danno loro consigli e idee da attuare poi a casa nella vita di tutti i giorni per accompagnare il bambino nella crescita.

Che valore ha un sostegno a distanza? Un valore economico, materiale? La possi-

Il Sostegno a distanza (SAD) ha non solo lo scopo di aiutare un bambino a crescere

bilità di studiare e mangiare? Quella di curarsi? Certamente l’opportunità di studiare,

bene, studiare e sviluppare le proprie potenzialità grazie alla guida di adulti che si pren-

mangiare, vestirsi, curarsi è essenziale, ma ve ne è una ancora più importante: la

dono cura di lui, ma anche di migliorare il suo ambiente di vita. Ecco perché attraverso

piccoli racconti che cambiano la vita

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Natale e la giornata del bambino confezionando decorazioni per la casa e materiali di il SAD si cerca di favorire l’intera comunità.

supporto.

Pubblichiamo la bella lettera che Verónica Patricia, madre di due bimbi,

Nel quarto anno il mio più piccolo ha iniziato la scuola. Con le conoscenze acquisite

ci ha scritto, nella quale traccia un bilancio della sua esperienza nel programma

negli anni precedenti ha superato gli esami con successo. In quell’anno abbiamo

Pelca:

continuato a lavorare sia con i compiti a casa sia con i libri.

Mi chiamo Verónica Patricia Echeverría Prades, ho 38 anni e sono sposata con

Quest’anno mio figlio frequenta il secondo anno della scuola di base e noi andiamo

Javier Vega Salas da 10 anni e 7 mesi, abbiamo due bambini belli ed intelligenti:

alla riunione una volta ogni quindici giorni. I miei bambini vanno benissimo a scuola e

Yandri Juniño, 9 anni e Jeremy Jordano, 6 anni. La nostra famiglia è stata accolta da

continuano a farsi degli amici nuovi.

AVSI nel maggio 2007. Il mio secondo figlio ha iniziato a ricevere il sostegno e siamo

La mia referente monitora periodicamente i miei figli per verificare i loro progressi e,

entrati a far parte di questa magnifica esperienza.

eventualmente, per rinforzarli. Se mi venisse chiesto se il programma funziona, senza

Attraverso di essa abbiamo conosciuto persone grandi e generose che, con la loro

dubbio risponderei di sì, prima di tutto perché i genitori sono coinvolti nell’educazione

attenzione e sincerità, hanno reso speciale il periodo trascorso insieme. Sono passa-

dei figli, secondo perché con costanti sforzi otterremo ottimi studenti e ragazzi con

ti già 5 anni pieni di allegria, tristezza, insegnamenti e tanto da imparare sia per i miei

valori saldi, pieni d’amore e sicuri di se stessi.

figli sia per me e mio marito. Quando siamo entrati il figlio più grande aveva 4 anni e

In questo periodo ho avuto anche l’onore di partecipare come madre collaboratrice;

2 mesi, il secondo un anno e 3 mesi. Abbiamo preso parte al programma Pelca ed è

insieme ad altre mamme ci riunivamo un giovedì al mese, condividendo temi d’inte-

stato qualcosa di nuovo: non mi ero mai trovata nella posizione di dover insegnare ai

resse comune, esperienze, risate, piani, programmi speciali. Sono stata invitata a

miei figli ciò che è adeguato nei primi anni di vita, infatti con il più grande avevo com-

partecipare a corsi di bigiotteria, di preparazione di spuntini e manifattura; ho seguito

messo alcuni errori che sto pian piano correggendo e che non si sono ripetuti col

perfino un corso di amministrazione d’impresa. Tutto ciò mi è servito molto, poiché

più piccolo. Entrambi i miei due figli si sono fatti più indipendenti e socievoli; hanno

ho scoperto abilità che non credevo di avere. Anche mio marito ha seguito corsi da

perso il loro timore di ritrovarsi con gli altri bambini. Inoltre i temi sulla formazione

idraulico ed elettricista ed ha partecipato alle riunioni quindicinali con me e i bambini.

personale, nutrizione, salute mi hanno aiutata molto a migliorare come mamma e

Questo non è tutto: a san Valentino siamo andati in un’osteria, la “Moniluco”; erava-

sposa. Condividere esperienze con altre madri, parlare di cose personali, consigliarci

mo coppie e abbiamo condiviso giochi e foto, fatto passeggiate e mangiato insieme.

fra noi e darci dritte per migliorare la relazione coi figli e col partner, il provare sia

È stata una giornata stupenda. Le coppie con più anni di matrimonio ci hanno

tristezza sia allegria mi hanno reso cosciente che non ero la sola preoccupata di non

raccontato la loro esperienza, ci hanno consigliato come creare un buon focolare

saper lavorare, stimolare e orientare i miei figli nei loro primi anni di vita. Tutto ciò è

domestico con un padre coraggioso, una madre prudente e figli obbedienti.

stato interessante e nuovo.

Sono molto grata ad AVSI e a tutti coloro che ci

Nel secondo anno mio figlio ha iniziato ad imparare di più e secondo temi più artico-

lavorano. La mia vita è cambiata radicalmente: prima

lati, quando li ho visti lavorare, ho capito che erano molto capaci e che tutto ciò che

ero una donna insicura e di pessimo umore, oggi

mancava loro erano una spinta e più fiducia dalla loro mamma.

invece sono più paziente. Devo tutto ciò ai colloqui,

Anche nel terzo anno abbiamo lavorato sodo, con disciplina e costanza affinché i

a mio marito, alle educatrici per la loro pazienza coi

miei figli migliorassero ogni giorno. Benché Yandri non fosse formalmente inserito nel

nostri figli.

programma ha sempre accompagnato il fratellino, esercitandosi allo stesso modo e

Ringrazio la Fondazione AVSI di avermi permesso di

condividendo tutto.

fare parte di questa grandiosa famiglia.

Però la vita non è fatta solo di libri e compiti a casa: abbiamo tenuto anche riunioni

Con affetto,

per festeggiare i compleanni dei bambini e delle mamme; abbiamo festeggiato il

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Verónica Patricia Echeverría Prades

piccoli racconti che cambiano la vita

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AVSI chi è La Fondazione AVSI è una organizzazione non governativa, ONLUS, nata nel 1972 e impegnata con oltre 100 progetti di cooperazione allo sviluppo in 37 paesi del mondo di Africa, America Latina e Caraibi, Est Europa, Medio Oriente, Asia. AVSI opera nei settori socio-educativo, sviluppo urbano, sanità, lavoro, agricoltura, sicurezza alimentare e acqua, energia e ambiente, emergenza umanitaria e migrazioni, raggiungendo più di 4.000.000 beneficiari diretti. La sua missione è promuovere la dignità della persona attraverso attività di cooperazione allo sviluppo con particolare attenzione all’educazione, nel solco dell’insegnamento della Dottrina Sociale Cattolica. Lo staff AVSI è composto da circa 1.400 persone che lavorano in queste attività. Una rete di circa 1.000 volontari in Italia, coinvolta in attività di sensibilizzazione e fundraising a favore di AVSI, incontra in un anno circa 400.000 persone. Nel 2012, AVSI ha ricevuto contributi per un importo complessivo di circa 28 milioni di euro metà da donatori istituzionali e metà da privati. La raccolta complessiva da parte del sistema AVSI nel mondo ammonta a circa 40 milioni di euro. Tra i suoi principali donatori istituzionali figurano il Ministero degli Esteri Italiano, l’Unione Europea, USAID, la FAO, l’UNICEF, la Banca Mondiale. Fondazione AVSI lavora con 700 partner locali (Istituzioni governative, educative, sanitarie, organizzazioni non governative e organizzazioni religiose); con donatori privati e pubblici, come comuni, province, regioni, stato Italiano, Unione Europea, Cooperazioni bilaterali, organismi internazionali, Banche di sviluppo. AVSI è promotrice di un network di oltre 60 organizzazioni, ovvero una rete informale di soggetti del privato sociale che in modo sistematico, collaborano per la realizzazione di progetti, per la riflessione comune sulle problematiche dello sviluppo, per condividere metodi ed esperienze. Il network comprende soci fondatori e soci partecipanti di AVSI, ma anche partner. Una rete legata dall’amicizia operativa. Il bilancio di AVSI è certificato da una delle maggiori società di revisione ed è pubblicato sul sito. AVSI è riconosciuta dal 1973 dal Ministero degli Esteri Italiano come organizzazione non governativa di cooperazione internazionale (ONG); è registrata come Organizzazione Internazionale presso l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (Usaid); è accreditata dal 1996 al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite di New York (Ecosoc); è accreditata presso il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia di New York (Unicef); è accreditata presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dell’Industria di Vienna (Unido); è inserita nella Special List delle organizzazioni non governative dell’Organizzazione Internazionale dell’Onu per il Lavoro di Ginevra (Ilo); aderisce a UN Global Compact, è iscritta nella lista dell’Agenzia delle Entrate come organizzazione non lucrativa per il 5 per mille. è associata alla CDO Opere Sociali che, con le sue oltre 1.400 realtà non profit in tutta Italia, offre ad AVSI una grande possibilità di attingere know how per i progetti e i partner nei paesi in cui opera. AVSI ha avviato una riflessione sull’esperienza per fare patrimonio delle lezioni apprese, istituendo il Knowledge Center e collaborando con la Fondazione per la Sussidiarietà per l’approfondimento di tematiche antropologiche e la comprensione dei fenomeni socio-economici secondo una visione basata sulla centralità della persona e il valore del bene comune. AVSI è anche un Ente autorizzato dal Governo italiano per le adozioni internazionali.

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