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21-22-23 settembre 2007 Verona Centro Storico

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOCHI IN STRADA ospite d’onore: CROAZIA

www.veneto.to


Staff Organizzativo Direzione artistica: Associazione Giochi Antichi Direzione generale: Giorgio Paolo Avigo, Giuseppe Giacon, Carlo Girardi, Dino Mascalzoni Dirigente C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Gabriele Ren Funzionario delegato C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Erica Sfredda C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Alberta Dalle Pezze, Cinzia Hoider, Roberto Vassanelli Ufficio Stampa C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Caterina Spillari, Roberta Bordignoni Energy Manager, Comune di Verona: Riccardo Tardiani C.d.R. Ambiente, Comune di Verona: Loretta Castagna C.d.R. alle Infrastrutture e alla Mobilità: Bruno Antonio Polizia Municipale: Commissario Lorenzo Grella Amministrazione: Francesca Isnenghi Aperitivi: Flavia Santi Archivio del Festival: Andrea Materassi Area Esposizioni e Mostra: Martina Cailotto, Giuseppe Breanza Area Giochi: Dario Avigo, Dario Molesini Staff Area Giochi: Tiziano Carbognin, Giancarlo Viviani Comunicazione: Giuseppe Giacon, Federico Girardi Staff Comunicazione: Valeria Lomeo, Fabio Casarotti Coordinamento Gruppi Musicali: Fabio Salvo Consulenza coordinamento Comunità Ludiche Croate: Olimpijada Starih Športova Brođanci Formazione: Emauele Tagetto Fotografo Ufficiale: Barbara Rigon Gestione area incontri: Eleonella Righetti Cinquetti Gestione legale: Silvio Scucimarra Gestione Pacchetto “Gioca e Gusta”: Claudia Gozzi Magazzino: Edo Magalini Merchandising e oggetti ludici: Massimo Samaritani Organizzazione: Dino Mascalzoni Osteria del Gioco: Fiorenza Materassi Staff produzione: Fabio Bonesini, Ivano Cocchio, Giuseppe Dilieto, Flavio Filipozzi Tatiana Isnenghi, Paolo Mion, Pierpaolo Vesentini Progetto scenografico: Nicola Gasperini, Cristina Rizzo



Segreteria del Festival Tel. 045/8079555 Web: www.tocati.it - info@tocati.it Eventuali modifiche e variazioni di programma saranno comunicate dalla segreteria del Festival tramite i punti informazione e il sito web. Ufficio Stampa SPAINI & PARTNERS T. + 39 050 36660 - 36985 Matilde Meucci Tel. 3492381566 e-mail matilde.meucci@tele2.it Questa edizione del festival è dedicata a Marco Fittà, giornalista e storico del gioco Ringraziamenti: Guy Jaouen, presidente Aejst-Association Européenne des Jeux et Sports Traditionnels Antonio Samartino, Console Onorario di Croazia Sujezana Hefti, Comunità Croata in Italia-Milano Comunità Croata in Veneto-Padova Claudio Baccarani, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e Delegato Rettore alla Comunicazione, Università degli studi di Verona Guido Fumagalli, Preside della Facoltà di Scienze Motorie Ivano Cordioli, Ufficio Ed. Fisica CSA Verona Monsignor Giorgio Benedetti, Diocesi di Verona Monsignor Antonio Finardi, Presidente Associazione Chiese Vive Raffaele Grottola ULSS20, Dir. Servizi Sociali Maurizio Solinas, Presidente Associazione Sardi Verona “S. Satta” Giuseppe de Filippi Venezia, Direttore tecnico e allestimenti scenici Fondazione Arena di Verona Adele Bertoldi, Comitato Verona per l’Unicef Mauro Donda, Federazione Provinciale Coldiretti Maurizio Delibori, Centro Turistico Giovanile Luisa Lissoni, psicologa Fernando Maestro, direttore del museo del gioco tradizionale di Campo, Spagna Veljko Gudelj, Stjepan Loinjak, Marin Janković, Srećko Vuković Damiano Berzacola, Coldiretti Verona

Staff scenografie: Mauro Zanconato, Francesco Ronchini, Matteo Lonardi Produzione del Festival: Responsabile: Giulio Unetti Tecnici: Mattia Zantedeschi

L’organizzazione del Festival Tocatì si riserva la facoltà di apportare modifiche al programma. La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo.

Progetto Stage Tocatì, Università di Verona: Marta Ugolini Produzione allestimenti: Fondazione Arena di Verona Punto informazione: Francesca Isnenghi Redazione del Festival: Paola Castellani, Tiziana Cavallo Relazioni interne: Gianni Pachera Relazioni esterne: Blizz srl Resp. Interpreti Croazia: Milan Grubor Segreteria generale: Giulia Fattori Giancarlo Bonomi Staff segreteria generale: Michele Noale, Diana Migliano, Monica Padovani, Leyla Kamber Tecnico Area Incontri: Pierdamiano Gozzi Tesoreria: Giancarlo Bonomi Trasporto fluviale: Davide Cocchio Servizi generali: Carlo Girardi Sito internet: Federico Girardi Voce del Festival: Solimano Pontarollo

La paternità dell’iniziativa, tutti i diritti in relazione all’utilizzo delle immagini, del relativo materiale audio, video e fotografico prodotto nell’ambito delle riprese ed interviste realizzate nel corso della manifestazione, è riservata all’A.G.A. Verona. Per effetto della cessione, l’A.G.A., diviene la legittima titolare di tutti i diritti d’autore, dei diritti connessi e comunque di ogni altro diritto relativo alla partecipazione del “Tocatì Festival Internazionali dei Giochi in Strada”. In tale qualità, l’A.G.A. avrà il diritto di utilizzare e far utilizzare senza scopo di lucro, i relativi filmati, immagini e registrazioni senza limiti temporali, in ogni sede, con ogni mezzo tecnico ora conosciuto o di futura invenzione nei limiti previsti dalla normativa italiana. In copertina: design HS Happycentro + Sintetik Ideazione logo Tocatì: Gianni Burato Ideazione nome Tocatì: Lorenzo Bassotto Testi a cura di Ass. Giochi Antichi e Blizz s.r.l.


Verona è pronta ad ospitare, per la quinta edizione, il Festival Internazionale dei Giochi di Strada Tocatì, il grande evento di fine estate atteso dai veronesi grandi e piccoli, dai turisti e dagli appassionati dei giochi di strada. Il Festival ha ormai raggiunto una dimensione internazionale confermandosi, per l’originalità delle iniziative proposte, uno degli appuntamenti culturali più importanti della città di Verona, tanto che, nell’ultima edizione, ha attirato centocinquantamila visitatori. Un successo di pubblico che ha avuto riscontri positivi anche sulla stampa nazionale, contribuendo a costruire, della nostra città, un’immagine attraente e positiva. La formula del Tocatì è semplice ed efficace: i giochi che vengono dal passato, con tutto il fascino delle tradizioni antiche, sono proposti ai cittadini che possono sperimentare il divertimento immediato e il piacere del gioco all’aria aperta, singolo o di gruppo. Attorno alle proposte ludiche ruotano altre iniziative, sempre legate al tema del gioco: spettacoli, convegni, laboratori, concerti. Tante occasioni per approfondire in modo piacevole la conoscenza e la valorizzazione delle tradizioni italiane e non solo. Fondamentale, per la riuscita del Festival, la splendida cornice artistica che la città propone: i giochi, le animazioni, i momenti di incontro e di svago sono ambientati negli scorci più incantevoli della città, per scoprire e riscoprire, con un approccio nuovo ed insolito, la bellezza di Verona. Per i veronesi il Tocatì è anche un’occasione per consolidare la coscienza civica e l’identità, che si riconosce nel patrimonio artistico e culturale cittadino, costituito da musei e monumenti, ma anche da manifestazioni della cultura immateriale: una concezione nuova che anche l’UNESCO sostiene e favorisce. Un Festival del gioco per riappropriarsi anche di una dimensione più vivibile e socialmente significativa della strada, nel segno dell’appartenenza e della partecipazione alla vita della propria città. A nome dell’Amministrazione Comunale l’augurio ai veronesi e ai turisti di vivere momenti di divertimento con il Festival Internazionale dei Giochi di Strada.

L’Assessore alla Cultura Turismo, Manifestazioni e Tradizioni veronesi Dott.ssa Erminia Perbellini Il Sindaco Flavio Tosi




“Cantemo Verona, le piasse, i palassi, le porte, i bastioni, l’Arena, el teatro, ne parla coi sassi...”

È per me motivo di grande orgoglio, da veronese adottato, da uomo di teatro attento alle innovazioni ma rispettoso delle tradizioni, usare alcuni versi del sommo poeta veronese, Berto Barbarani, che come nessun altro ha saputo descrivere questa bellissima città guardando i muri dei palazzi, le pietre delle strade, gli sguardi dei veronesi, versi tratto dal suo “Inno a Verona”. La Fondazione Arena di Verona ancora una volta fornisce la collaborazione alle realizzazioni scenografiche di questa manifestazione che nell’arco degli anni ha consolidato la sua dimensione internazionale usando la formula del gioco popolare, ripescando e rilanciandone alcuni di quasi dimenticati; è meraviglioso girare per la città in quei giorni, vedere bambini e ragazzi cimentarsi con i giochi che hanno conosciuto nei racconti di genitori e nonni, ma è altrettanto bello vedere gli adulti che, non solo per divertimento puro e semplice ma anche per nostalgia e desiderio di rinverdire i ricordi di gioventù, riprendono in mano gli strumenti di gioco con i quali trascorrevano i pomeriggi all’aperto con gli amici. 

E risuonano ancora una volta le parole di Berto Barbarani, perfette, ricche di saggezza popolare, prese da “San Zen che ride”, fantastico dialogo tra basilica e campanile, il quale bonariamante si lamenta del baccano fatto dai bambini che giocavano in piazza; gli risponde la basilica: “Lassa che i zuga...” Claudio Orazi Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona


Associazione Giochi Antichi presenta “Tocatì 2007” Oggi, giunti alla quinta edizione di questo festival, possiamo dire con soddisfazione che sono ormai molte le persone e le realtà che condividono il nostro progetto e l’obiettivo che agli inizi eravamo in pochi ad avere davanti con chiarezza. Alla base di tutto, le approfondite e costanti ricerche sul territorio che l’Associazione Giochi Antichi svolge da anni e che permettono di reperire la materia prima di questo festival: i giochi della tradizione. Unico in tutta Europa, il Tocatì fa conoscere e valorizza il patrimonio della cultura tradizionale a partire dal gioco, e comprende anche altre espressioni del vivere come cibo, musica e danza. Sullo sfondo, la bellezza di Verona offre al festival una delle scenografie più suggestive al mondo: il centro storico, per l’occasione liberato dal traffico automobilistico. Grazie alla amministrazione del Comune di Verona, in particolare all’Assesorato alla Cultura Turismo, Manifestazioni Tradizioni Veronesi, il Tocatì viene ulteriormente valorizzato, e rafforza in noi la convinzione di aver fatto per la città qualcosa che merita di essere sviluppato. Anche il Ministero dei Beni Culturali ha dato il suo patrocinio alla nostra manifestazione in riconoscimento dell’importanza e del valore culturale del Festival La passata edizione ha visto importanti novità che vengono conservate. Anche quest’anno sono ospiti alcune comunità ludiche “moderne”, alle quali è dedicata una piazza, perché la cultura di strada, adattandosi a ritmi e ambienti diversi, continua a produrre creatività. La nazione ospite è la Croazia, che porta una quindicina di giochi della propria tradizione, gruppi musicali e piatti caratteristici di una terra che si sta risollevando e riaffacciando all’esterno dopo un periodo di conflitti. Sempre più ricca la serie di incontri culturali, in collaborazione con istituzioni pubbliche e private, distribuiti in vari punti della città, che permetteranno di approfondire le tematiche del gioco tradizionale. Tocatì 2007 vuole evidenziare come il gioco tradizionale, al pari di altre espressioni della cultura popolare, quali la musica, le danze o la poesia, abbia tutti i requisiti per essere considerato manifestazione della diversità umana ed elemento fondamentale del processo di costruzione identitaria delle comunità e dei popoli. Nel 2003 l’Unesco ha steso la Carta Internazionale del Gioco Tradizionale, dove si dichiara questa attività “bene immateriale dell’umanità”, riconoscendone l’importanza e tutelandone la vulnerabilità. Purtroppo solamente ventisei nazioni hanno sottoscritto il documento, e l’Italia non è fra queste. Durante il Tocatì inizia una raccolta di firme a favore del gioco tradizionale, per sensibilizzare le autorità competenti affinché anche il nostro paese sottoscriva la dichiarazione. Il 31 gennaio 2007 è scomparso Marco Fittà, storico, ricercatore appassionato, uomo di cultura ludica come pochi altri. Dobbiamo a lui la scoperta all’inizio del 2003 al Petrie Musem di Londra dei più antichi reperti archeologici fino ad ora conosciuti riguardanti il gioco della lippa (XI/XII dinastia dal 2205 al 1778 a C.) Fin dalla sua nascita l’Associzione Giochi Antichi ha avuto in questo studioso un interlocutore stimolante ed attento. Aga ha deciso di dedicare alla figura di Marco Fittà la quinta edizione del festival. Ancora una volta ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione di Tocatì 2007. A tutti auguro buon gioco Giorgio Paolo Avigo Presidente Associazione Giochi Antichi




cosa fare calendario giornaliero

7 8

giochi e giocatori

dama go scacchi gioco dell’oca

giochi tradizionali croati

giochi “da bambini”

BALOTANJE BANGA ČOČAK ĆULA GAĐANJE STRIJELOM KANDŽIJANJE KOZANA NOŽICANJE PIRIZ PALA POTEZANJE MONSORA RINGLANJE ŠINTER SIKIRIKA SKAKANJE NA MJESINU

12 12 12 12 13 13 13 14 14 14 14 15 15 15

giochi tradizionali italiani



BALINA barro birilli mantovani burea calcio balilla capanna “caretini” a sfera ciclotappo cuchi ferro ferro di cavallo lippa morra palla 21 penacio pirlì pljocke 48 ruzzola schida soni strummolo tarocchino bolognese tiro alla fune trampoli di schieti trucco di terra

16 16 16 17 17 17 18 18 18 18 19 19 19 20 20 20 20 21 21 21 22 22 22 22 23 23

nuovi giochi di strada bmx street mappa del festival

sommario

golf urbano parkour

23 24-25 26 26

giochi da tavolo backgammon biribissi carrom

27 27 27

aliossi biglie cerbottane coppelle filetto fionde

27 28 28 28

29 29 29 29 30 30

eventi i ragazzi della via pal diamo un calcio alle parole l’italia del gioco nelle teche rai biribissi tarocchino bolognese trofeo internazionale di lippa moreska sa missa manna trasporto fluviale

32 32 32 33 33 33 34 34 34

incontri & esposizioni l’orso e i suoi fratelli najmom mondi virtuali persistenti l’italia del gioco nelle teche rai il ponte postumio fra scacchi e rompicapi storia della pigotta spazio reale e ambiente digitale la città in gioco il viaggio come caccia al tesoro il gioco tradizionale in europa un’avventura in croazia festival sostenibile eco piazza

36 36 36 36 36 37 37 37 38 39 39 39 40 40

suoni e sapori la cucina del festival la colazione dei giocatori antico forno bauli osteria del gioco le musiche del tocatì suoni lungo l’adige aperitivi musicali

42 42 43 43 44 45 45

il festival e l’università tocatì e scuola

46 46


Venite a scoprire il gioco tradizionale a Verona durante il Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada. Per le strade del centro storico vengono praticati più di cinquanta giochi, e in questi tre giorni si possono incontrare tante comunità ludiche provenienti dall’Italia e dalla Croazia. I giochi tradizionali giungono nella nostra città portati da gruppi di adulti che abitualmente li svolgono. Hanno alle spalle una tradizione, provano piacere nel giocare e nel trasmettere antichi gesti ludici. Il pubblico può osservare i virtuosi del gioco durante le sfide (sono momenti di incontro tra esperti o veri e propri tornei) oppure aspettare che la competizione termini e, nella stessa arena di gioco, trovare tutto ciò che occorre per provare in prima persona. Ci sono gli attrezzi necessari, ci sono tanti potenziali compagni di gioco che come voi vogliono imparare, e soprattutto ci sono gli esperti, che con spiegazioni e consigli vi introducono nel mondo del gioco. Se volete saperne di più, potete andare nell’area incontri, dove si tengono convegni, seminari e laboratori, e dove gli esperti suggeriscono interessanti spunti di riflessione. E quando siete stanchi potete rinfrancarvi “all’Osteria del Gioco” con un aperitivo accompagnato da specialità del veronese. Nel forte austroungarico, sul Lungadige San Giorgio, si trova la “cucina del festival”, dove a mezzogiorno e alla sera potete gustare varie specialità locali. Insomma, quello che vi proponiamo è un viaggio alla riscoperta di giochi, suoni e sapori. Ma adesso è ora di esplorare le strade di Verona e il mondo del gioco. Perché adesso “tocatì”, cioè “tocca a te”!

DIMOSTRAZIONE GRATUITA Per tutti i cinquanta giochi presenti al Festival il pubblico avrà la possibilità di giocare gratuitamente, grazie alla presenza delle varie realtà ludiche. Non è necessaria l’iscrizione, basta avvicinarsi alle aree dimostrative allestite per ogni gioco.

RESPONSABILITÀ Coloro che partecipano alle attività ed ai giochi organizzati (nelle modalità gratuite e nei tornei) nell’ambito di questa manifestazione, lo fanno sotto la propria personale responsabilità o, se minori, sotto la responsabilità di chi ne ha la patria podestà o è preposto alla loro cura e cautela. L’Associazione Giochi Antichi non assume alcun obbligo di sorveglianza nello svolgimento delle attività ludiche/sportive. Garantisce il buon funzionamento delle attrezzature messe a disposizione del pubblico, ma non è in alcun modo responsabile per tutti quegli eventi, anche dannosi, che possono incorrere ai partecipanti per l’uso non appropriato di giochi e attrezzature.



i Punti informazione

SABATO 9.00-19.00 DOMENICA 9.00-18.30 Porta Borsari Ponte Nuovo Piazza Erbe Via Massalongo Ponte Garibaldi

Stand Touring Club Italiano da sempre attento alla valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni SABATO/DOMENICA 10.0018.00 Piazza Santa Anastasia Stand Unicef Laboratori Bambola Pigotta SABATO/DOMENICA 10.0018.00 Piazza Duomo

cosa fare

Stand dell’Associazione Giochi Antichi Info, materiali, giochi SABATO/DOMENICA 9.0019.00 Piazza Erbe


VENERDì 9.00 Strade del Festival piazza dei bambini 90 Giardini della Giarina P.tta Molinari Bra ponte postumio 65 Lungadige San Giorgio cucina del festival

5 18.00 Piazza Nogara trallalero e Coro Su Concordu Banaresu 29 19.00 Piazza Duomo guslar iz dalmacije E organetto ddu ‘bbotte

65 18.00 Vicolo San Sebastiano, 3 fra scacchi e rompicapi BRUNO D’AMORE

65 21.00 Vicolo San Sebastiano, 3 il viaggio come caccia al tesoro - PAOLO RUMIZ

23 18.30 Piazza Sant’Anastasia MORESKA

10 21.30 Corte Sgarzerie biribissi

23 18.30 Chiesa di San Giorgetto l’orso e i suoi fratelli IL GIOCO E LA PIETRA

35 21.30 Lungadige San Giorgio suoni lungo l’adige MUSICHE E DANZE TRADIZIONALI

35 21.00 Lungadige San Giorgio suoni lungo l’adige MUSICHE E DANZE TRADIZIONALI

12 21.30 Piazzetta San Cecilia 39 21.30 Teatro Filippini i ragazzi della via pal

1 21.00 Piazza Erbe caccia al tesoro in bici

14 22.00 Piazza dei Signori 50 22.00 Via Santa Maria in Chiavica, 7 diamo un calcio alle parole

12 21.30 Piazzetta San Cecilia 39 21.30 Teatro Filippini i ragazzi della via pal

sabato 0 9.00-21.30 Cortile Mercato Vecchio trofeo internazionale di lippa

CALENDARIO GIORNALIERO

65 17.30 Vicolo San Sebastiano, 3 la città in gioco

6 15.00-18.30 Cortile del Tribunale antico forno di bauli

10 21.30 Corte Sgarzerie biribissi



65 15.30 Vicolo San Sebastiano, 3 il tempo del gioco tra ambiente reale e virtuale

0 10.00-18.30 Cortile Mercato Vecchio pandolo 65 10.00-23.00 Vicolo San Sebastiano, 3 l’italia del gioco nelle teche rai 65 10.00-23.00 Vicolo San Sebastiano, 3 mondi persistenti 65 10.00 Vicolo San Sebastiano, 3 quando una bambola di pezza diventa vita: la pigotta 10 11.30 Corte Sgarzerie gioppini di bergamo

13 22.00 Via Rosa, 7 c/o Circolo Dipendenti Unicredit tarocchino bolognese

sabato & domenica 90 Giardini della Giarina P.tta Molinari Bra ponte postumio 60 11.00-22.30 Via San Giacomo alla Pigna osteria del gioco 25 10.00-18.30 Via Massalongo balotanje 29 10.00-18.30 Piazza Duomo 24 10.00-18.30 Loggia Fra’ Giocondo banga 19 10.00-18.30 P.tta Pescheria 20 10.00-18.30 Loggetta Prefettura ČOČAK 17 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza ĆULA


1 10.00-18.30 Piazza Erbe 24 10.00-18.30 Loggia Fra’ Giocondo KANDZIJANJE 25 10.00-18.30 Via Massalongo 2 10.00-18.30 Domus Mercatorum KOZANA 17 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza NOŽICANJE 19 10.00-18.30 P.tta Pescheria 18 10.00-18.30 Portici Via Sottoriva POTEZANJE MONSORA

8 10.00-18.30 Vicolo San Giacomo in Foro 10 10.00-18.30 Volto Sgarzerie cuchi 33 10.00-18.30 Fosso Giardini Lombroso ferro 33 10.00-18.30 Fosso Giardini Lombroso ferro di cavallo 0 10.00-18.30 Cortile Mercato Vecchio lippa 10 10.00-18.30 Corte Sgarzerie morra 15 10.00-18.30 Via Viviani palla 21

35 10.00-18.00 Giardini San Giorgio RINGLANJE

5 10.00-18.30 Piazza Nogara penacio

5 10.00-18.30 Piazza Nogara ŠINTER

10 10.00-18.30 Corte Sgarzerie pirlì

17 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza SIKIRIKA

17 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza 20 10.00-18.30 Loggetta Prefettura pljoČke

29 10.00-18.30 Piazza Duomo 2 10.00-18.30 Domus Mercatorum SKAKANJE NA MJEŠINU

35 10.00-18.00 Giardini San Giorgio quarantotto

15 10.00-18.30 Via Viviani BALINA

31 10.00-18.00 Lungadige Riva Battello ruzzola

17 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza BARRO

5 10.00-18.30 Piazza Nogara schida

32 10.00-18.30 Giardini Lombroso Birilli mantovani 32 10.00-18.30 Giardini Lombroso burea 22 10.00-18.30 P.tta Chiavica 18 10.00-18.30 Portici Via Sottoriva

calcio balilla

26 10.00-18.30 Via Duomo 18 10.00-18.30 Portici Via Sottoriva

capanna

11 10.00-18.30 P.tta Tirabosco

caretini a sferE

5 10.00-18.30 Piazza Nogara 24 10.00-18.30 Loggia Fra’ Giocondo ciclotappo

32 10.00-18.30 Giardini Lombroso soni



23 10.00-18.30 Piazza Sant’Anastasia 24 10.00-18.30 Loggia Fra’ Giocondo strummolo SICILIANO 7 10.00-18.30 Porta Borsari tiro alla fune 1 10.00-18.30 Piazza Erbe trampoli di schieti 17 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza trucco di terra 38 10.00-18.30 Piazza Isolo BMx street 38 10.00-18.30 Piazza Isolo golf urbano

CALENDARIO GIORNALIERO

21 10.00-18.30 Lungadige Donatelli GAĐANJE STRIJELOM


38 10.00-18.30 Piazza Isolo parkour

65 10.00-18.00 Vicolo San Sebastiano, 3 mondi persistenti

37 10.00-18.30 Teatro Romano aliossi 5 10.00-18.30 Piazza Nogara biglie

65 Lungadige San Giorgio - Pranzo e Cena cucina del festival

28 10.00-18.30 Volto Fontane cerbottane 37 10.00-18.30 Teatro Romano coppelle 37 10.00-18.30 Teatro Romano filetto 21 10.00-18.30 Lungadige Donatelli fionde 12 10.00-18.30 Piazzetta San Cecilia 12 10.00-18.30 Loggia Piazzetta San Cecilia backgammon 30 10.00-18.30 Chiostro dei Canonici carrom 36 10.00-18.30 Alzaia di Lungadige San Giorgio 34 10.00-18.30 Chiostro di San Giorgio dama 3 10.00-18.30 Via Portici 4 10.00-18.30 Loggia Via Portici go 14 10.00-18.30 Piazza dei Signori 24 10.00-18.30 Loggia Fra’ Giocondo scacchi 10

6 10.00-18.30 Cortile del Tribunale gioco dell’oca

CALENDARIO GIORNALIERO

23 10.00-24.00 Chiesa di San Giorgetto L’orso e i suoi fratelli. Il gioco e la pietra 50 10.00-18.30 Via Santa Maria in Chiavica, 7 najmom 70 10.00-18.30 Castelvecchio, Lungadige San Giorgio, Giarina trasporto fluviale 6 10.00-18.30 Cortile del Tribunale antico forno di bauli 65 10.00-18.00 Vicolo San Sebastiano, 3 l’italia del gioco nelle teche rai

domenica 0 10.00-18.30 Cortile Mercato Vecchio Piriz pala 65 10.00 Vicolo San Sebastiano, 3 il gioco tradizionale in europa 55 11.00 Cattedrale sa missa manna 5 11.00 Piazza Nogara gioppini di bergamo 32 12.00 Giardini Lombroso coro dei minatori di santa fiora 17.00 Bosco delle Fiabe Via Carlo Donati, 13 bis i ragazzi della via pal 60 17.30 Osteria del Gioco UN’AVVENTURA IN CROAZIA 19 18.00 P.zzetta Pescheria Kulturno Umjetnićko Društvo “Brođanci iz Brođance”


Giochi e Giocatori

Il cuore del festival sono i giocatori, uomini e donne che portano sulle strade di Verona le antiche usanze ludiche delle loro terre. Un patrimonio di tradizioni finora quasi inconsapevolmente salvaguardate tramandando gesti, saperi, riti e usanze di generazione in generazione. Espressioni della cultura popolare che sono state mantenute vive e trasmesse come elementi di identità della

comunità, e che rappresentano un patrimonio immateriale in quanto manifestazione della diversità umana. Più di cinquanta i giochi presenti al festival, per raccontare la Croazia e i vari territori italiani. Con laboratori dedicati ai giochi in uso nelle antiche civiltà. Fino alle realtà dei nuovi linguaggi ludici creati quotidianamente sulle strade urbane


Dalle terre che si estendono tra l’Adriatico e il Danubio giungono alcune antiche comunità ludiche croate. Propongono giochi legati alla vita dei campi e alla caccia, ancora vivi grazie alla passione nel giocarli

BALOTANJE CROAZIA – Dalmacije 25 Via Massalongo

Sabato/domenica 10.00-18.30

Per questo gioco si utilizzano particolari bocce ferrate. La leggenda dice che un tempo in Dalmazia le persone dei ceti più agiati che vivevano in città giocavano con bocce di bronzo. Un contadino, al ritorno da una visita in città, non potendo permettersi bocce di bronzo, provò a costruirne di legno. Rendendosi conto che il legno era troppo leggero, trovò un’ingegnosa soluzione inserendo in ogni boccia grossi chiodi di ferro a intervalli regolari. Inventò così le tipiche bocce tuttora in uso per balotanje. Si gioca in squadre di tre giocatori, e ogni giocatore dispone di due bocce chiodate di circa 7-10 cm di diametro. Scopo del gioco è avvicinarsi il più possibile al pallino lanciato all’inizio della partita. Più bocce di una squadra sono vicino al pallino, più punti avrà quella squadra. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

BANGA Croazia - Slavonija 29 Piazza Duomo 24 Loggia di Fra’ Giocondo

Sabato/domenica 10.00-18.30

Chiaramente legato alla vita agreste e all’allevamento degli animali da pascolo, questo gioco consiste in una sfida a mostrare la propria maestria nell’uso della frusta. Il nome deriva dall’antica parola bangav, che significava proprio frusta o verga. Per giocare si utilizzano fruste ricavate da un bastone lungo e flessibile, sottile all’estremità. Si può giocare individualmente o in squadre di cinque giocatori. Ognuno deve essere provvisto di una frusta. A turno viene scelto un giocatore, che deve posare la sua frusta per terra. Gli avversari hanno a disposizione tre colpi per spostarla.. Vince chi riesce a spingere la frusta il più lontano possibile. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

ČOČAK Croazia - Slavonija

GIOCHI TRADIZIONALI CROATI

12

19 Piazzetta Pescheria 20 Loggetta Prefettura

Sabato/domenica 10.00-18.30

Ritenuto molto antico, questo gioco pare prenda il nome dalla parola turca “čočiti”, che vuol dire “mettere in posizione verticale”. Per giocare si utilizza un bastone di circa 80 cm di lunghezza, un birillo appuntito di 15 cm ed una tavola di legno lunga 1 metro, larga 20 cm e spessa circa 2,5 cm. Le squadre sono composte da cinque persone, tutte munite di un bastone, tranne un giocatore, che viene detto “Calo”. Il birillo viene posizionato sulla tavola di legno inclinata. Ogni giocatore, da una distanza di circa 3 metri, cerca di colpire il birillo sulla tavola di legno e se ci riesce corre verso il proprio bastone, mentre il “Calo” corre verso il birillo. Il colpo si ritiene compiuto solo se il giocatore riesce a recuperare il bastone prima che il “Calo” recuperi il birillo. Se il colpo è valido la squadra continua a giocare. Ogni colpo riuscito porta alla squadra 2 punti, e ogni colpo fallito assegna alla squadra avversaria 2 punti. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

ĆULA Croazia - Slavonija 17 Giardini Piazza Indipendenza

Sabato/domenica 10.00-18.30

Si ritiene che la parola Cula sia di origine turca, e che provenga dal nome dell’attrezzo utilizzato. Il gioco è conosciuto anche come kotličanje, čvrganje, krmača, e altri termini.


Si gioca all’aperto, su prato. Due squadre di bambini (maschi), si sfidano su un campo circolare dal diametro di 6 m, al centro del quale si trova un buco di 15 cm di diametro e di 10 cm di profondità. Nell’arco di di 2 metri dal centro si trovano altri 4 buchi più piccoli. I giocatori sono muniti di bastoni della lunghezza di 120 cm simili a mazze da golf, con i quali manovrano la ćula, palla di legno dal diametro di 7-10 cm. Il capitano, chiamato Calo, cerca di infilare la palla di legno dentro la buca centrale, mentre gli avversari tengono il bastone nelle proprie buche per proteggerle. Se Calo riesce a imbucare la palla nella buca centrale, i 4 giocatori avversari, finora fermi a presidiare coi i bastoni i 4 buchi minori, iniziano a scambiarsi le posizioni cercando di impedire che Calo conquisti una delle buche. La palla può essere lanciata verso la buca centrale solamente dall’esterno del cerchio. Quando invece si trova all’interno del cerchio, l’obiettivo del Calo è tentare di farla uscire, sempre usando il bastone. La sostituzione del Calo si effettua al massimo due volte durante la gara. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

GAĐANJE STRIJELOM Croazia - Zagorje 21 Lungadige Donatelli

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Noto fin dall’antichità in tutto il mondo (a parte Polinesia e Micronesia), l’arco è un’arma utilizzata per la caccia. Oggi è un’apprezzata disciplina sportiva. Gadanje Strijelom è il nome con cui viene indicata in Croazia, dove è praticata soprattutto nella montuosa regione di Zagorje, nel nord del Paese, al confine con la Slovenia. In questa disciplina l’arco deve essere fatto esclusivamente di legno. Le frecce si possono tirare sia contro obiettivi mobili sia fissi, a volte vengono utilizzati cocomeri e zucche. Il tiro con l’arco viene praticato in squadre composte da tre giocatori, ma è possibile giocare anche individualmente. Ogni giocatore tira con l’arco per tre volte dalla distanza di 8 metri. Ogni tiro andato a segno porta un punto al giocatore o alla squadra. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

KANDZIJANJE Croazia - Slavonija Sabato/Domenica 10.00-18.30

Questa disciplina è stata suggerita dal famoso attore croato Fabijan Šovagović che ha interpretato Berlioz nel film “Il Maestro e Margherita” (1972), tratto dall’omonimo romanzo di Bulgakov. Nel 1980 per la prima volta si è svolta una sfida, e la medaglia d’oro è stata vinta dallo stesso Šovagović, in rappresentanza del suo paese: Ladimirevci. Il gioco, che ha anche altri nomi tra cui bičevanje e korbač, si fa con una frusta di pelle lunga come minimo due metri con una impugnatura di 50 cm. I giocatori si sfidano con una serie di manche della durata di un minuto, a far schioccare più volte possibile la frusta. Ciascuno di loro può scegliere liberamente in che modalità manovrare la frusta, e questo garantisce effetti spettacolari. Solitamente si fronteggiano due persone alla volta, e il gioco si svolge individualmente. Ogni volta che si fa schioccare la frusta si ottiene un punto. Vince il giocatore che ottiene più punti. Giocano sia donne, sia uomini. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

KOZANA Croazia - Podravina 25 Via Massalongo 2 Duomo Mercatorum

Sabato/Domenica 10.00-18.30

È un antichissimo gioco della Pannonia. Chiamato koze e kozičanje, è più noto come kozana, che vuol dire capra. È possibile pensare che nell’antichità il gioco si facesse lanciando i bastoni proprio tra le zampe di questo animale . Ora si utilizza un tronco con tre rami tagliato e appoggiato al terreno in modo da formare un treppiede. Il gioco consiste nel lanciare dei bastoni in modo che vadano a infilarsi tra le tre basi d’appoggio del tronco. L’obiettivo è riuscire a farlo cadere in terra. Si gioca divisi in squadre e i lanci vengono effettuati a turno, da dodici metri di distanza per gli adulti e otto per i bambini. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

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GIOCHI TRADIZIONALI CROATI

1 Piazza Erbe 24 Loggia di Fra’Giocondo


NOŽICANJE Croazia - Zagorje 17 Giardini Piazza Indipendenza

Sabato/Domenica 10.00 18.30

Nozicanje, che vuol dire “coltello”, è un antico passatempo dei pastori. Può avere anche altri nomi, a seconda delle zone: vole noškanje, dulkanje, noškanje. A differenza di altri giochi croati, che sono riservati esclusivamente a uomini o a donne, questo viene praticato insieme da maschi e femmine. Si gioca sempre individualmente, mai in squadre. I giocatori si siedono in cerchio e a turno lanciano il coltello, sotto lo sguardo dell’arbitro che prende posizione al centro del cerchio. L’obiettivo è piantarlo nel terreno. In genere il coltello viene lanciato in dieci modi diversi, molto spettacolari, e ogni volta che si conficca nel terreno il giocatore guadagna un punto. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

PIRIZ PALA Croazia - Slavonija 0 Cortile Mercato Vecchio

Sabato/domenica 10.00-18.30

Sono numerosi e diversi i nomi di questo gioco: piriz pala, fizir, spačkanje, pnco, semeraj, e altri. Si ritiene che sia stato portato a Brođance da una squadra della città di Prud, della Bosnia ed Erzegovina. Simile alla nostra lippa, questo gioco era molto diffuso negli anni passati. Per giocare si usa un bastone lungo circa 40 cm, e una sessola di legno, appuntita alle estremità, lunga 15 cm. Il campo ha le dimensioni 15 m. x 5 m. Si gioca in quattro divisi in due squadre. Prima di iniziare si sceglie, con varie modalità, la squadra che per prima colpirà la “lippa”. La squadra che colpisce la “lippa” cerca di farla entrare nel campo, mentre la squadra che è in campo cerca di buttarla fuori. Ogni colpo segnato, quindi ogni “lippa” che entra nel campo avversario, porta una “lippa”, e 10 di queste fanno un bastone. Vince la squadra che ottiene il maggior numero di bastoni. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

POTEZANJE MONSORA Croazia - Lika e Gorski Kotar 19 Piazzetta Pescheria 18 Portici via Sottoriva

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Sabato/domenica 10.00-18.30

È uno degli sport più antichi della Croazia. Si ritiene che il nome sia in parte turco e in parte croato: infatti la parola “musuren” in turco significa bastone, mentre “potezanje” vuol dire tiro in croato. Può essere giocato individualmente o in squadre. Si utilizza un bastone di legno robusto di 2 metri. I giocatori si siedono in terra con le gambe distese e i piedi opposti a quelli dell’avversario. Nelle mani stringono il bastone, che può essere impugnato dall’interno o dall’esterno. Il gioco inizia quando l’arbitro dà il via. Il punto si ottiene se l’avversario lascia andare la presa sul bastone, o quando uno dei concorrenti riesce a sedersi a terra mentre l’avversario rimane sollevato. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

RINGLANJE Croazia – Slavonija

GIOCHI TRADIZIONALI CROATI

35 Giardini San Giorgio

Sabato/domenica 10.00/18.30

Simile al più noto ferro di cavallo, molto diffuso negli Stati Uniti, questo gioco pare sia stato portato in Croazia da un emigrante al suo ritorno in Slavonia. Per giocare sono necessari 4 ferri di cavallo e due paletti lunghi 25 cm, piantati nel terreno a 7 m di distanza per gli adulti e a 5 m per i ragazzi. Si può giocare a squadre o individualmente. I concorrenti delle due squadre alternativamente lanciano il ferro di cavallo verso il paletto. Ogni ferro di cavallo atterrato vicino al paletto porta un punto al giocatore o alla squadra che lo ha lanciato, e due punti quando il ferro di cavallo si appoggia al paletto. Il tiro più spettacolare si ha quando il ferro di cavallo rimane appeso sul paletto, e merita sei punti, Ma i giocatori avversari possono abbatterlo cancellando così i punti ottenuti dall’altra squadra. Vince chi per primo raggiunge il punteggio prestabilito. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci


ŠINTER Croazia - Baranja 5 Piazza Nogara

Sabato / domenica 10.00-18.30

Questo gioco è molto vicino al baseball, o ad un altro sport tradizionale diffuso nel nord Europa chiamato brandball. Il nome sinter deriva probabilmente dall’ungherese. Si gioca con una pallina in gomma piena o fatta di stracci, come usava una volta, e con una mazza, simile all’attrezzo di cucina usato per girare il riso nei pentoloni. Il campo é largo circa 20 metri, la lunghezza si decide in base al terreno disponibile. La squadra che si trova in campo prende il nome di “squadra di sotto”, l’altra viene chiamata “squadra di sopra”. Uno dei giocatori della squadra di sotto rimane fuori campo e serve le palline. Ogni giocatore ha il diritto di battere la pallina almeno una volta con l’obiettivo di mandarla entro i limiti del campo. Dopodiché corre fino ad una determinata meta e poi indietro all’area di battuta. Se compie il tragitto prima che gli avversari siano riusciti a recuperare la pallina può tirare di nuovo, altrimenti viene eliminato. Ogni volta che la pallina tocca terra all’interno del campo senza esser presa al volo dagli avversari si segna un punto. Se con la pallina entrata in campo si riesce a colpire uno dei giocatori avversari si ottiene un altro punto. Vince la partita chi riesce a ottenere più punti. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

SIKIRIKA Croazia – Zagorje 17 Giardini Piazza Indipendenza

Sabato/Domenica 10.00 -18.30

In questo gioco originario della regione di Zagorje non si utilizza un attrezzo specifico per il gioco, come i birilli o la palla, ma un utensile prezioso per il lavoro nella campagna, che all’occorrenza può anche essere un’arma: l’ascia. Inoltre la sfida consiste nel lanciare l’ascia conficcandola nel terreno, per segnare il territorio. Scopo del gioco è accaparrarsi la più vasta zona di campo “ritagliandola” a colpi d’ascia. Si gioca individualmente o in squadre con tre giocatori ciascuna. Il campo da gioco è una area di 5 m. x 4 m. I tiri si effettuano da una distanza minima di due metri rispetto all’area da colpire. Il lancio è valido solo quando l’ascia rimane conficcata nel terreno. Il giocatore di turno continua a tirare fino a che fa un tiro nullo o non rispetta le distanze di sicurezza. Si assicura la vittoria la squadra che per prima riesce a “ritagliare” il territorio più ampio utilizzando il minor numero di colpi e mettendo in gioco meno concorrenti. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

SKAKANJE NA MJEŠINU Croazia - Dalmacije Sabato/domenica 10.00 18.30

Secondo lo storico dello sport Živko Radan, questo gioco in Croazia era conosciuto e praticato dal popolo già nel Medio Evo. È tuttora diffuso nelle località montane e coinvolge molto il pubblico per gli spericolati salti dei concorrenti. Il nome deriva da “mješina”, che vuol dire “pelle di animale” e indica un attrezzo indispensabile per lo svolgimento del gioco: un cuscino ottenuto da una pelle di pecora, in pratica una vescica che viene gonfiata di aria. I concorrenti, in squadre di tre, prendono la rincorsa e vi saltano sopra per tre volte, atterrando sulle ginocchia e cercando di non perdere l’equilibrio. Dopo i primi tre salti i concorrenti saltano nuovamente dandosi lo slancio e cercando di arrivare il più lontano possibile. A ogni turno la vescica viene rigonfiata dai compagni di squadra del giocatore che si esibisce. I salti vengono misurati e al termine vince la squadra che ha totalizzato la distanza maggiore. A cura di Olimpijada Starih Športova Brođanci

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GIOCHI TRADIZIONALI CROATI

29 Piazza Duomo 2 Domus Mercatorum


Dai territori delle regioni italiane giungono al festival giochi e giocatori che raccontano l’infinita varietà delle tradizioni, la storia e le scelte delle comunità. Sfide che impegnano agilità, destrezza e intelligenza in gesti che si tramandano uguali da secoli e che tuttora appassionano

BALINA Veneto 15 Via Viviani

Sabato/Domenica 10.00 -18.30

Pare che il gioco della “balina” (pallina) sia arrivato in Veneto al seguito delle truppe piemontesi e francesi durante le guerre d’Indipendenza. Veniva praticato nelle zone dell’ovest Veronese e nei dintorni (Valeggio sul Mincio, Castelnuovo del Garda), nel Mantovano e nel Bresciano. Oggi si pratica quasi esclusivamente nel Comune di Valeggio sul Mincio, nella Parrocchia di Santa Lucia ai Monti, dove ha un largo seguito di appassionati dal tempo della crisi energetica del 1973. Si gioca in un campo simile a quello della pallavolo e, come in molti giochi di piazza, uno dei due lati lunghi può essere costituito da un caseggiato o da un muro. Le squadre, composte da tre a sei giocatori, si affrontano in un incontro che consiste in quattro giochi, secondo due modalità. In quella detta “a cordino” sulla linea di metà campo viene tesa una corda, o meglio ancora una rete tipo tennis; si passa la palla sopra la rete in modo da creare difficoltà all’avversario che deve ribatterla. La seconda si dice “a cacce in campo libero”: le due squadre schierate provvedono in una prima fase di gioco a realizzare due mete, o cacce, che vengono segnate sulla linea laterale, quindi con un cambio di campo si inverte la posizione delle squadre e si prosegue giocando per la conquista delle cacce. A cura di Gruppo Noi di Santa Lucia ai Monti - Verona

BARRO Piemonte 17 Giardini Piazza Indipendenza

GIOCHI TRADIZIONALI italiani

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Sabato/Domenica 10,00 18,30

Nel libro “Magie e leggende in Valle di Susa” di Antonio Zampieri (Ed. Susalibri) come origine del gioco del Barro si narra la storia di una fanciulla che osò opporsi alla pretesa dello “jus primae noctis” da parte del feudatario. All’uscita della chiesa, la ragazza prese il fuso dalle mani di una vecchia che stava filando seduta sui gradini e lo usò per trafiggere il cuore del nobile Alberigo. Il gesto verrebbe commemorato ogni anno con il lancio del Barro, che ha forma simile al fuso e deve essere conficcato nel terreno. Il termine Barro viene fatto risalire da alcuni all’attrezzo utilizzato per giocare, da altri al tipo di terreno nel quale il gioco veniva praticato (barro sarebbe la terra argilllosa ed intrisa d’acqua alle porte del paese). Altri ancora si rifanno ad una famiglia Barro che avrebbe offerto al comune la proprietà di un prato a condizione che vi si svolgesse il gioco. Ora a Bussoleno il gioco viene riproposto in ottobre nel corso della manifestazione “Venti d’autunno, eventi di cultura”. I concorrenti, in due squadre di sei giocatori, a turno lanciano il barro (un pezzo di legno affusolato alle estremità) con l’obiettivo di conficcarlo nel terreno, in uno dei tre cerchi concentrici tracciati sul suolo. Guadagnano 20 punti nel cerchio esterno, 40 punti in quello mediano e 60 nel centro. A cura dell’Associazione Centro Storico di Bussoleno

BIRILLI MANTOVANI Lombardia 32 Giardini Lombroso

Sabato /Domenica 10.00-18.30

Pochissimo si sa della storia di questo gioco di birilli, simile ad altri due giochi veneti di cui si ha testimonianza nella Venezia del ‘700: quello dei Soni (Verona) e a quello della Burea S’gepera (Treviso), entrambi presenti in questa edizione del Festival. Il gioco dei Birilli Mantovani si svolge in un campo simile a quello delle bocce, con quattro birilli disposti a schiera su una piattaforma rialzata. I giocatori lanciano delle piastre circolari in ferro con le quali tentano di abbatterli. I birilli cambiano di valore a seconda della


loro postazione: il primo birillo sulla sinistra vale 1 punto, il secondo 4, il terzo 2 e il quarto 3. Se i birilli vengono abbattuti singolarmente i punti totalizzati corrispondono a quelli del valore dato dalla posizione del birillo, ma se se ne abbattono si più, si ottiene solo un punto per ogni birillo a terra. Perché il tiro sia valido, la piastra deve colpire il birillo direttamente, non di rimbalzo, altrimenti è considerato nullo. A cura del Circolo Arci – Birillistica Marmirolese

BUREA S’GEPERA Veneto 32 Giardini Lombroso

Sabato/Domenica 10.00-18,30

Questo antico gioco del Trevigiano era molto in uso fino a qualche decennio fa. È stato recuperato dal Gruppo Alpini di Ponte della Priula, nelle montagne venete. Prende il nome dai due elementi principali: burea, che vuol dire birillo e s’gepera (pronunciato con la “g” dolce come in “gelato”) che è l’oggetto utilizzato per i lanci. Il gioco consiste nell’abbattere i birilli di forma cilindrica disposti a “T” rovesciata, lanciando la s’gepera, un disco in ferro del diametro di 76 mm e peso variabile tra i 320 e i 350 grammi. I nove birilli sono identificati da diversi colori (giallo, rosso, verde e nero) ai quali corrispondono vari punteggi. Nel caso che con un lancio si colpiscano più birilli, si ottiene solo un punto per ogni birillo abbattuto, senza distinzioni per il colore. A cura dell’A NA, sezione di Conegliano, Gruppo Alpini Ponte della Priula (TV)

CALCIO BALILLA 22 Piazzetta Chiavica 18 Sottoriva

Sabato/Domenica 10,00-18,30

Le prime notizie riguardanti questo gioco si hanno in Germania, intorno alla fine degli anni ’20, quando Broto Wachter realizzò il primo prototipo di biliardino. Anche in Francia vennero realizzati dei tavoli da gioco (pare da un operaio della Citroën), ma il biliardino nella versione più moderna, con gli omini sagomati è stato inventato e brevettato (1937) da Alejandro Finisterre a Barcellona. Il gioco, che si era diffuso rapidamente prima della guerra, ebbe una fase di stallo perchè i materiali con cui era costruito (metallo, legno e plastica) erano destinati alla ricostruzione post-bellica e solo successivamente iniziò la produzione industriale. Dal 1951 al 1954 ad Alessandria si costruiscono circa 12.000 calciobalilla di cui 6.000 sono venduti e 6.000 noleggiati. Nel 1954 il calciobalilla è vietato dalla questura di Roma, ma viene reintrodotto l’anno seguente. Nel 1955 il primo calciobalilla approda negli Stati Uniti. A cura di Uisp - A.S.D. La Calciobalilla Sport

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CAPANNA Toscana Sabato/Domenica 10.00-18.30

Il gioco della capanna o gioco del panforte è tipico della zona del Monte Amiata nel periodo natalizio. Probabilmente trae origine proprio dal fatto che il panforte, dolce caratteristico a base di canditi, frutta secca e miele, ha bisogno di una particolare battitura per miscelare gli ingredienti.Il perchè lo si capisce dalle regole del gioco, che prevede il lancio del panforte e fa uso di espressioni dalla caratteristica arguzia toscana. Ancor oggi, gli sfidanti incartano un robusto pezzo di panforte in un foglio di carta oleata, e si dispongono a una certa distanza da un lungo tavolo. Divisi in squadre i giocatori lanciano a turno il panforte sul tavolo cercando di arrivare il più vicino possibile al bordo opposto. Un arbitro, detto “Misurino”, munito di un metro a stecca, sovrintende al gioco con caratteristici ammonimenti. Quando il nuovo lancio supera il precedente l’arbitro dice “pari è peggio”, se invece è più corto dice “Pari è meglio”. Ironicamente, nel caso che non si riesca neppure a prendere il tavolo, il “Misurino” sentenzia “Sopra è meglio!”. Quando il panforte si ferma al di là del bordo del tavolo, e sporge dal piano restando in equilibrio, l’arbitro esclama “Capanna!”. Si tratta di un lancio quasi imbattibile. A cura del Comune di Santa Fiora - Grosseto

GIOCHI TRADIZIONALI italiani

26 Via Duomo 18 Sottoriva


CARETINI A SFERE Veneto 11 Piazzetta Tirabosco

Sabato /Domenica 10.00-18.30

Le prime testimonianze di carretti in legno con ruote piene usati dai bambini per giocare si hanno da reperti romani. Il gioco, da sempre diffuso, ebbe una svolta con l’invenzione delle valvole a sfera e con il fatto che durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale era semplice reperirle tra i rottami degli aerei. Il “caretino a sfera” (come si chiama in Veneto) è costituito da un’asse di legno sulla quale vengono montati degli assali in legno: uno mobile, fissato centralmente con un perno sulla parte anteriore dell’asse, che funge da manubrio, e uno fisso che va montato nella parte posteriore. Costruire carrettini è un hobby che coinvolge numerosi adulti capaci di scegliere pezzo per pezzo prima di realizzare un veicolo con cui lanciarsi in spericolate discese. A cura di G.P. Novaglie (VR)

CICLOTAPPO Liguria 5 Piazza Nogara 24 Loggia di Fra’ Giocondo

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Ciclotappo è il nome con il quale è stato ufficializzato un gioco in passato molto diffuso fra i ragazzi di ogni regione. Si giocava con i tappi a corona delle bibite gassate su una pista disegnata con il gessetto in spiazzi all’aperto. I tappi, personalizzati all’interno con figurine di ciclisti, vengono fatti avanzare dai giocatori mediante uno scatto del dito per dar vita a una competizione che ha le caratteristiche di una corsa ciclistica. Esistono numerose varianti regionali del popolare gioco, sia per quanto riguarda i materiali usati, sia per le regole e le denominazioni. La Federazione ha codificato il regolamento e i campi di gara e indìce gare ufficiali. Durante il Festival si tiene una gara importante: Criterium Veronese. La “Federazione Italiana Gioco Ciclo-Tappo”, nata nel 1993 ad opera di Gualtiero Schiaffino, organizza ogni anno il Campionato Italiano di Ciclo-Tappo che si struttura in varie tappe come un vero e proprio Giro d’Italia e ha dato luogo ad una attività ludico/agonistica vera e propria: una serie di Campionati Italiani, 20 circoli affiliati in tutta Italia, un migliaio di tesserati. Nel corso di questi anni il ‘Giro’ ha toccato molte città italiane tra cui Genova, Roma, Bolzano, Padova, Pisa, Torino, Milano. In ognuna di queste occasioni il gioco ha suscitato l’interesse di molti curiosi, sia i “nostalgici ragazzi di una volta” che i più giovani: tutti improvvisatisi corridori ciclotappisti, hanno dato vita a sfide appassionanti. A cura della Federazione Italiana Gioco Ciclotappo - Genova

GIOCHI TRADIZIONALI italiani

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CUCHI Veneto 8 Vicolo San Giovanni in Foro 10 Volto Sgarzerie

Sabato/domenica 10.00-18.30

Il cuco è un fischietto di terracotta. Fa parte della tradizione veneta e ha una storia antica in cui mito, rituale e gioco si intrecciano. Piccolo strumento a fiato, può essere un gioco per i più piccoli o un richiamo per animali, ma spesso è stato associato a riti legati alla fertilità, al matrimonio, alla morte. È stato anche utilizzato per la satira contro i potenti: a cavallo di galli e altri animali fischianti sono comparsi carabinieri e soldati napoleonici. Realizzato in modo molto semplice modellando una pallina d’argilla, il cuco produce il tipico suono che ricorda il verso del cuculo. Il “Gruppo Cucari Veneti” si è costituito per proprio proporre iniziative, incontri, laboratori didattici e mostre riguardanti un’antica arte del nostro territorio. A cura del Gruppo Cucari Veneti, Comune di Nove (VI)

FERRO Piemonte 33 Fosso Giardini Lombroso

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Ancor oggi due paesi della bassa Val di Susa, Mattie e Meana, si sfidano a Ferro nelle ultime domeniche di marzo, aprile e maggio. La tradizione locale fa risalire l’origine “Gioco del Ferro” o” Joèe ou fèr”, alle domeniche in cui le donne andavano al Vespro


e gli uomini si intrattenevano all’aperto. A dare il nome al gioco è il “Ferro”, un disco di legno (noce o pero) spesso un centimetro, con un diametro variabile tra 12 e 15 centimetri a seconda della dimensione della mano dei giocatori, che se lo costruiscono su misura. Il “Ferro” ha il bordo scanalato, “varengloura” nel dialetto di Meana, “virenghiura” in quello di Mattie, per arrotolare lo spago utilizzato per il lancio. Le squadre dei due paesi, composte da una dozzina di giocatori ciascuna, si sfidano lungo un percorso ad ostacoli: muretti a secco, pietre, fossi e alberi. Chi lancia più lontano si aggiudica un punto e la squadra avversaria continua a tirare fino a quando riesce a superare la distanza raggiunta dai rivali. A cura del Comune di Meana di Susa e Comune di Mattie (TO)

FERRO DI CAVALLO Emilia 33 Fosso Giardini Lombroso

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Il lancio del ferro di cavallo competitivo vero e proprio è attestato nel 1910 nel Kansas (USA), e nasce da una tradizione popolare diffusa tra i coloni anglofoni del nuovo mondo. Il campo di gioco del lancio del ferro di cavallo è di m. 10 x 2 ed è suddiviso in tre aree: area di lancio di m. 3 x 2, area di gioco di m. 5 x 2 ed area di centro di m. 2 x 2 in mezzo alla quale è posizionato un perno in ferro, circondato da un perimetro segnato di m.1x1. Si gioca con ferri cavallo di peso variabile a secondo della categoria dei partecipanti. I punti vengono assegnati secondo i seguenti risultati del lancio: horse (quando il ferro inforca il perno) che vale 20 punti, touch-wood (quando il ferro colpisce il perno senza inforcarlo e ricade nell’area piccola di m. 1 x 1) punti 7, (se ricade nell’area grande 2 x 2 ) punti 3, empty (quando il ferro non colpisce il perno) punti 0. A cura di UISP - G.S. Cavriaghese (RE)

LIPPA Veneto 33 Cortile Mercato Vecchio

Sabato/Domenica 10.00-18.30

“Correre come una lippa”, “andare come una lippa” sono espressioni ancora largamente in uso nel Nord Italia. La lippa è un bastoncino dalle estremità appuntite che da il nome ad un antico gioco popolare dalle origini incerte ma sicuramente antichissime. Lo studioso Marco Fittà ha identificato nel 2003 alcuni reperti egizi risalenti alla dinastia Lahun (XI / XII dinastia, 2205 a.C. 1778 a.C.). Con il termine lippa (lombardo), il più diffuso in Italia, si definisce il gioco che in molte parti del veronese viene giocato con alcune varianti nelle regole e si chiama S-cianco (si pronucia con la esse sibilata e la ci dolce come ciliegie). È un gioco di squadra: la lippa viene lanciata da un battitore il più lontano possibile per mezzo di un bastone (mazza o manico), e la squadra avversaria cerca di eliminare il battitore prendendo al volo la lippa. Vince chi somma più punti, calcolati sulla distanza tra la base di partenza e il punto d’arrivo della lippa. A cura di: Associazione Giochi Antichi

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MORRA Sabato/Domenica 10.00-18.30

Antichissimo e diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, il gioco della morra nell’antica Roma veniva chiamato micare digitis (scintillare di dita) per la rapidità dei movimenti dei giocatori. Un editto del sec. IV d.C. proibisce la morra nei mercati, dove spesso veniva utilizzata anche per risolvere questioni commerciali. Il gioco della morra è attualmente proibito in Italia e durante il festival uno speciale permesso offre ai giocatori l’occasione di uscire dalla clandestinità. Nel gioco i due avversari tendono simultaneamente le mani indicando un numero con le dita e contemporaneamente gridano un numero da zero a dieci. Vince chi ha detto la cifra che corrisponde alla somma delle dita, ma se entrambi i dichiaranti indovinano oppure sbagliano la giocata è nulla. Per evitare errori nella conta dei punti si ricorre spesso a osservatori esterni che tengono i punti si una squadra sulla mano destra e dell’altra sulla mano sinistra. A cura della FIGEST, Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali

GIOCHI TRADIZIONALI italiani

10 Corte Sgarzerie


PALLA 21 Toscana 15 Via Viviani

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Palla 21 o Palla eh! viene testimoniato in documenti del XIV secolo in Francia con il nome di “Jeu de paume”. Consisteva nel colpire con il palmo della mano una palla formata da quattro spicchi di cuoio cuciti. Il campo era diviso a metà da una corda o da una linea nel terreno. Apprezzato a corte, dove era praticato da nobili, ecclesiastici e dame, il gioco era molto diffuso e nel 1657 a Parigi esistevano ben 114 sale di “Jeu de paume”. Con l’introduzione della racchetta, che permetteva una più agevole presa della palla togliendo il dolore che colpiva mani e polsi dei giocatori, si modificò divenendo il precursore del tennis. A Tornella, e in altri paesi toscani, è rimasta viva la tradizione del gioco del palmo seguendo regole che risalgono probabilmente alla fine del Medioevo. A cura di U. S. Torniella (GR)

PENACIO Veneto 5 Piazza Nogara

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Il gioco del Penacio ricorda Badminton e Volano, discendenti dell’antico “Poona” che era diffuso nelle Indie e consisteva nel lanciare con delle racchette in legno il più lontano possibile una semisfera di sughero contornata da sedici piume d’oca. Più familiarmente, nel Penacio che si pratica come passatempo nei paesi veronesi di Breonio e Gorgusello, si lancia un cilindretto di legno o un tappo di sughero con due o tre penne d’ala di gallina infilate da un lato per stabilizzarlo durante il volo. I giocatori si palleggiano il penacio impugnando una batarela, rudimentale racchetta di legno di dimensioni variabili. Ogni giocatore costruisce la propria, tenendo conto del fatto che una racchetta larga permette di colpire il penacio più agevolmente, ma è decisamente più pesante e più difficile da maneggiare. Si fa punto quando il penacio cade nella metà campo avversaria. La partita si articola in dodici giochi e sono previsti falli quando il penacio va a cadere fuori campo o tocca una qualsiasi parte del corpo del giocatore, e quando un giocatore invade il campo avversario o va atoccare la rete di separazione. A cura della Pro Loco di Breonio (VR)

PIRLÌ Lombardia 10 Corte Sgarzerie

GIOCHI TRADIZIONALI italiani

20

Sabato/Domenica 10.00–18.30

È quasi un antenato del flipper il gioco del Pirlì, testimoniato già alla fine del ’700 e tuttora vivo nella bergamasca. Il Pirlì si pratica su particolari tavoli in legno massello, muniti di sponde e con il piano in vetro. Il gioco consiste nel lanciare il pirlì (piccola trottola) dalla particolare sede di tiro in ottone. Il pirlì si lancia srotolando con uno strattone lo spago che ogni giocatore di volta in volta arrotola pazientemente prima del tiro. L’obiettivo è abbattere i birilli posizionati sul pianale, ai quali sono attribuiti punteggi diversi. C’è chi sostiene che la forma del campo di gioco rappresenti un antico feudo medievale, con cittadella fortificata e castello del feudatario, e che il gioco sia una metafora della voglia di libertà della popolazione, pronta ad abbattere con un giro della trottolina i simboli del potere costituito. A cura della Coop. Sociale l’Innesto - Bergamo

PLJOČKE

17 Giardini Piazza Indipendenza 20 Loggetta Prefettura

Molise Sabato/Domenica 10.00-18.30

È un gioco caratteristico di Montemitro, che si trova sulle alture del Molise, a circa venticinque chilometri dal mare. Qui, e nei vicini paesi di San Felice del Molise e Acquaviva Collecroce, vive una comunità di origine croata, insediatasi intorno al XVI secolo. Gli abitanti della zona, che sono italiani ma conservano il patrimonio di lingua e tradizione croata, praticano abitualmente il gioco delle Pljočke, simile


al gioco delle bocce, ma con particolari pietre piatte al posto delle palle. “Pljočka” significa letteralmente “lastra di pietra”, e ogni giocatore sceglie una lastra alta due o tre centimetri e delle dimensioni che più si addicono alla sua mano. Il gioco consiste nell’avvicinarsi il più possibile alla pietra più piccola che fa da boccino. Se nel lancio la pljočka si rompe, ai fini del gioco è valida la posizione del pezzo più grande della pietra, che al momento del lancio può essere sostituita con una nuova lastra. Il punteggio viene stabilito da due arbitri, uno per squadra, che decidono insieme secondo le regole. A cura della Comunità di Montemitro (CB)

QUARANTOTTO Veneto 35 Giardini San Giorgio

Sabato /Domenica 10.00 -18.30

Il nome del gioco viene da alcuni legato all’espressione “fare un quarantotto”, a causa del gran rumore che fanno le bocce urtandosi. Oppure, più semplicemente, dal fatto che vince chi per primo riesce a fare quarantotto punti. Il gioco, che ha anche una più tarda versione su biliardo, nasce con le bocce a terra, che sono un’antichissimo passatempo e pare fossero già usate con varie regole in Egitto nel 4000 a C. Vicino ad un’estremità del campo si traccia un cerchio dal diametro di 80 cm. Al centro si posiziona un pallino che vale 12 punti; intorno si dispongono quattro bocce (rispettivamente 1, 2, 3, 4 punti). Ogni giocatore tira da una distanza di 12 metri le sue sei bocce cercando di far uscire dal cerchio una o più bocce ed il pallino. Dopo ogni tiro si contano i punti delle bocce uscite dal cerchio anche carambolando fra loro. Il pallino si conta solo se esce perché colpito direttamente e non per effetto della carambola. Un punteggio a parte merita il tiro in cui la boccia scagliata, dopo aver colpito il pallino, si posiziona al suo posto. Per un colpo così magistrale sono previsti 48 punti. A cura della Pro Loco San Giorgio Ingannapoltron (VR)

RUZZOLA Lombardia 31 Lungadige Riva Battello

Sabato/Domenica 10.00 - 18.30

Forse di origine etrusca, questo gioco veniva sicuramente praticato nel tardo impero romano, come testimonia una ruzzola con lo spago rinvenuta nella tomba di un bambino. Secoli dopo, nel 1571, ritroviamo la ruzzola al centro di un decreto dello Stato Pontificio a Sant’Elpidio a Mare, che vieta di giocare “ad rotulam vel caseum” (a ruzzola o a formaggio) per le strade interne che conducono a due monasteri. La pena prevista è di 40 soldi e chi sporge denuncia sotto giuramento guadagna un quarto della multa. Da sempre diffuso nelle classi popolari, il gioco della Ruzzola ha dinamiche molto simili al lancio del formaggio. La ruzzola consiste in un disco di legno con diametro di 13 cm, spessore di 4,5 cm e peso di almeno 450 grammi, da lanciare con l’ausilio di una fettuccia o di uno spago realizzato in qualsiasi materiale, spessore o lunghezza. Il campo di gioco in genere è la strada o una pista, dove la ruzzola può correre. Ogni partita consiste nel lanciare la ruzzola il più lontano possibile in un numero prefissato di tiri. A cura della FIGEST, Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali

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5 Piazza Nogara

Sabato/domenica 10.00-18.30

Asse per affettare o tagliere per polenta, la schida è anche una rudimentale racchetta che nell’omonimo gioco viene utilizzata per lanciare e ribattere una pallina, realizzata inizialmente solo di stracci legati e arrotolati. Col tempo la pallina è stata costruita con un groviglio di elastici, ricavati dalle camere d’aria delle biciclette tagliate a pezzi e sovrapposte. Si gioca su un campo con misure simili a quelle di un campo da tennis. I limiti sono segnati da linee “di battuta”, che non devono essere oltrepassate dal battitore quando lancia la palla. Il campo è diviso a metà a volte da una linea, detta “di mezzeria”, a volte da una rete posta a circa mezzo metro da terra (“cordino”). La palla, una volta lanciata oltre il cordino, dev’essere ribattuta al volo, oppure dopo il primo rimbalzo. A cura dell’A.S.D. Atletica Guidizzolese (MN)

GIOCHI TRADIZIONALI italiani

SCHIDA Lombardia


SONI Veneto 32 Giardini Lombroso

Sabato/Domenica 10.00-18,30

Occhio e mira sono indispensabili per questo gioco tuttora molto apprezzato nelle valli della Lessinia, in particolare a Sant’Anna d’Alfaedo e a Bosco Chiesanuova. Ricorda, per gli attrezzi usati e le regole, altri tre giochi: birilli, piastrelle e baccalin. Un gioco simile si trova anche tra le provincie di Padova e Treviso, dove i birilli da abbattere sono detti “zoni”. Un “Ludus ad Zonos” o “Ludus Zonorum” è testimoniato a Venezia nel 1271 e nel 1290 da una lapide presso la chiovere di San Rocco. Nella celebre stampa del Mitelli, del 1702, il gioco “zun” è illustrato con uomini intenti a giocare a birilli. Il gioco consiste nel lanciare quattro piastre metalliche cercando di far cadere quattro birilli di legno, posti su supporti metallici a una dozzina di metri di distanza. Le piastre, urtando birilli, supporti o base, producono suoni diversi, utilizzati per determinare il punteggio. A cura del Gruppo Alpini Bosco Chiesanuova (VR)

STRUMMOLO SICILIANO 23 Piazza Sant’Anastasia 24 Loggia di Fra Giocondo

Sicilia Sabato/Domenica 10.00 18,30

Strummolo è uno dei tanti nomi della trottola, che è uno dei più antichi e diffusi strumenti di gioco. Esemplari di trottole sono stati rinvenuti negli scavi dell’antica Troia, a Pompei, in alcune tombe etrusche, in Cina, in Giappone ed in Corea. In Sicilia è tuttora diffuso il gioco dell’Appuzzatu. Il campo è costituito da due linee parallele tracciate a circa dieci metri di distanza su terra battuta. I concorrenti (quattro o cinque) eseguono una conta per stabilire chi è l’Appuzzatu (letteralmente: “caduto nel pozzo”), cioè chi deve collocare la propria trottola in una buchetta in corrispondenza di una delle due linee del campo. L’Appuzzatu ha anche il compito di far rispettare le regole ai giocatori. Ogni concorrente deve colpire la trottola nella buchetta con la propria o arrivarvi a distanza non superiore a un palmo di mano. Se uno strummolo non compie un sufficiente numero di giri e si ferma subito dopo il lancio, il giocatore viene punito prendendo il posto dell’Appuzzatu. Chi va fuori campo deve prendere la propria trottola in rotazione sul palmo della mano e passarla sull’altro palmo rimettendola poi in gioco senza farla fermare. La tradizione prevedeva che alla fine si distruggesse la trottola del perdente: ogni giocatore la colpiva dieci volte con la punta ferrata della propria trottola. A cura del Comune di Novara di Sicilia (ME)

22

TAROCCHINO BOLOGNESE Emilia Via Rosa 7, c/o Circolo dipendenti Unicredit

Sabato 22.00

In occasione di tocatì ci sarà una speciale serata dedicata al tarocchino bolognese. La storia e le spiegazioni di questo antichissimo gioco si trovano nella sezione eventi, (vedi pag. 33) A cura dell’Accademia del Tarocchino Bolognese - Bologna

GIOCHI TRADIZIONALI italiani

TIRO ALLA FUNE 7 Porta Borsari

Romagna Sabato/Domenica 10.00-18.30

Gesto rituale presente in moltissime culture, il tiro alla fune come sport è documentato in un’iscrizione egiziana del 2.500 a.C. sulla tomba di Mezera-Ku in Sakkara. Negli antichi giochi olimpici (500 a.C.) il tiro alla fune era praticato sia come attività sportiva, sia come allenamento per altre discipline. Nel XV e XVI secolo in Francia si diffuse l’uso di “jouer a tirer la corde” ed in Gran Bretagna era molto noto come “tug of war”. Il tiro alla fune come sport organizzato nasce in Europa alla fine del secolo scorso, con Clubs, Associazioni e Federazioni di Clubs. Il tiro alla fune è stato sport olimpico dal 1870 al 1920, ma è stato eliminato quando si decise di ridurre il numero degli sport presenti alle Olimpiadi. Oggi vengono organizzati campionati mondiali ed europei. A cura della FIGEST, Federazione Italiana Tiro alla Fune - Ferrara


TRAMPOLI 1 Piazza Erbe

Marche Sabato/Domenica 10.00-18,30

In alcune zone del mondo i trampoli sono riservati ai sacerdoti in quanto rappresentano un’elevazione verso il cielo. Spesso venivano utilizzati dai pastori per sorvegliare il gregge dall’alto e da chi abitava in regioni paludose per attraversare le zone allagate. A Schieti, antico castello tra Pesaro, Urbino e il Montefeltro, dove il fiume Foglia fa un’ansa, c’era l’uso di guadare con i trampoli il “Passo dei carbonai”. E mentre gli adulti sostavano all’osteria, dal un lato o dall’altro del guado, prima di riprendere il cammino, i ragazzi usavano i trampoli per fare delle gare di corsa fino al centro del Castello. Così ha avuto origine una festa paesana detta “Palio dei sampp” (Palio dei Trampoli) che ricorre nel mese di giugno. Il vincitore veniva premiato con una forma di cacio e un fiasco di vino. A cura dei Trampolieri di Schieti (PU), C.S.C. Don Mancini

TRUCCO DI TERRA Liguria 17 Piazza Indipendenza

Sabato/Domenica 10.00–18.30

Il Trucco è un gioco che fino agli anni ’30 era piuttosto noto nel Finalese (Savona); oggi è rimasta una ristretta comunità di appassionati cultori della tradizione nell’entroterra, a Rialto e Calice Ligure. È molto simile allo spagnolo “argolla”. È probabile che a portarlo in zona siano state le truppe spagnole che si stabilirono nel Marchesato dei Del Carretto dal 1573 al 1707. Nel gioco i due avversari, da soli o in coppia, alternativamente tentano di far passare la propria pallina in un cerchietto di ferro infisso in terra (u truccu), impedendo all’avversario di fare altrettanto. Per guadagnare il punto le palline devono però entrare dal lato “buono”, altrimenti, se il cerchietto è attraversato dal lato “cattivo”, il punto viene perso. I giocatori usano una sorta di paletta scanalata (paretta) per guidare le palline. Il gioco prevede molte situazioni particolari, che vengono segnalate con frasi caratteristiche. A cura della Polisportiva Rialtese (SV)

23

Luogo di incontro e di scambio, la strada è uno spazio aperto alla creatività, dove nuove attività ludiche si affermano e nuove mutevoli sfide nascono continuamente dando vita a linguaggi contemporanei

BMX STREET Sabato /Domenica 10.00-18.30

BMX è l’abbreviazione di Bicycle Motocross, una disciplina nata in California, presso Venice Beach, nel 1969 quando un gruppo di ragazzini prova ad imitare gli eroi del motocross. L’idea ha successo e si organizzano gare su sterrato. Alla fine degli anni Settanta sono già due le federazioni a gestire le gare di BMX con categorie riservate alle diverse età fino alla classe professionisti. Verso l’inizio degli anni ottanta alcuni Pro (professionisti) cominciano a usare la bici in maniera acrobatica per avere più possibilità di vincere (si guadagnavano anche 8.000 dollari ogni gara). E vengono introdotte le rampe, dette comunemente Quarterpipe (quarto di tubo), dove i nuovi Freestyler imparano presto le prime evoluzioni aeree. Il Freestyle negli anni Ottanta

NUOVI GIOCHI DI STRADA

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FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOCHI IN STRADA

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Tutti i giochi avranno aree dimostrative gratuite.

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Il Festival si terrà anche in caso di maltempo.

Chiostro dei Canonici (Duomo)

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Programma dettagliato: www.tocati.it

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A.G.A. Verona si riserva la facoltà di apportare modifiche al programma dopo la stampa della presente pubblicazione.

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Per gentile concessione di Damir Jellici

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EVENTI SPECIALI

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MOSTRE - INCONTRI SUONI E SAPORI A.G.A. Associazione Giochi Antichi

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Teatro Filippini vicolo dietro campanile Filippini, 1

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Biblioteca Civica

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veniva interpretato in due discipline il Quarterpipe ed il Flatland. Nel Quarterpipe si raggiungono presto altezze ragguardevoli nei salti, unite a evoluzioni aeree partendo da una rampa a mezzaluna, utilizzata anche dagli Skaters ed dai Pattinatori. Il Flatland, invece, praticato senza l’ausilio di rampe, consisteva nell’eseguire manovre acrobatiche basate su un enorme equilibrio tanto da riprodurre figure statiche. Uno dei più arditi e conosciuti pionieri della Bmx è Matt Hoffman, inventore di molte figure divenute “canoniche” per questo sport. Le biciclette per BMX sono monomarcia, piccole e leggere, ma solide, con ruote dal diametro di 20 pollici (24 nella variante Cruiser). Il tracciato di gara è lungo dai 250 ai 400 metri con tempi di percorrenza medi tra i 35 ed i 50 secondi, caratterizzato da dossi, curve paraboliche e altri ostacoli simili a quelli dei tracciati da motocross. Le competizioni prevedono un primo turno di qualificazione in tre manche: la classifica ottenuta dalla somma dei piazzamenti in ogni manche determina il passaggio al turno successivo. I successivi turni eliminatori e le finali si disputano in manche unica. A cura della Swamp Trail Brigade - Verona

GOLF URBANO 38 Piazza Isolo

Sabato /Domenica 10.00-18.30

Evoluzione del noto gioco del Golf, il Golf Urbano, o Crossgolf, pare sia stato giocato la prima volta da un certo Duncan Thomas nel 1741 in Scozia, vicino al White Hart Inn di Grassmarket, nei dintorni di Edimburgo. Ormai è diffuso in tutto il mondo e molto popolare, e sono frequenti i tornei a diciotto buche come nel golf tradizionale, o più ridotti. Le regole del gioco sono piuttosto varie, ma prevedono la scelta di un obiettivo visibile abbastanza vicino da essere colpito con un solo colpo battendo la pallina con la mazza da golf. Se il bersaglio scelto è particolarmente piccolo (idranti, cassette delle lettere, centraline telefoniche) la palla può essere considerata valida entro un raggio di 90 cm circa (o un’altra misura decisa dalla squadra prima dell’inizio della partita). Dopo il primo lancio, il turno passa al giocatore la cui pallina è finita più lontana dal bersaglio scelto. Se la pallina cade in un luogo potenzialmente rischioso (vicino ad una macchina, vicino a dei vetri o altro), il giocatore può spostare la pallina ad una distanza precedentemente accordata, in modo da non causare danni. Lo scopo del gioco è completare la partita (cioè il numero di bersagli deciso all’inizio) avendo realizzato meno punti possibile. A cura della Federazione Italiana Urban Golf

PARKOUR

NUOVI GIOCHI DI STRADA

26

38 Piazza Isolo

Sabato /Domenica 10.00-18.30

Il nome Parkour è un neologismo ottenuto dalla parola francese “parcours”, che significa “percorso”. I padri fondatori di questa disciplina, nata in Francia circa 15 anni fa, sono David Belle e Sebastien Foucan, che per gioco cominciarono a praticare in un ambiente urbano tecniche di spostamento apprese nei boschi. Il “traceur”, letteralmente “colui che traccia”, aspira a superare in modo fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano lungo la sua strada (muri, scalinate, gradoni, pareti, pendii, precipizi) affidandosi ad ottime doti atletiche e ad una indispensabile dose di creatività. Le crew (gruppi) di giovani in cui si ritrovano i traceur non si fermano davanti a nessun impedimento architettonico e utilizzano corse, salti, volteggi, cadute e arrampicate. Ma il parkour non è solamente un puro esercizio fisico, perché il confronto con gli ostacoli materiali spinge il traceur alla scoperta dei suoi limiti e quindi del suo essere all’interno dell’ambiente che lo circonda: affrontando la paura spesso ci si accorge che le nostre potenzialità vanno oltre i confini che diamo per scontati. Per questo il parkour è sia uno sport sia una filosofia di vita quotidiana. Una curiosità, la prima pellicola interamente dedicata al parkour è “Yamakasi” (2001), di Luc Besson. A cura dell’APKI, Associazione Parkour Italia


Puro esercizio del pensiero, il gioco astratto si basa su regole logiche e richiede grande capacità di concentrazione. Su un tavoliere che delimita geometricamente un’area, i giocatori si mettono alla prova

BACKGAMMON

12 Piazzetta santa Cecilia 12 Loggia Piazzetta santa Cecilia

Sabato/Domenica 10.00 18.30

Le origini di questo gioco sono incerte e sono numerose le leggende. I Romani adoravano giocare a Duodecim Scripta, che nei principi fondamentali corrisponde al backgammon moderno. Con il tempo, Duodecim scripta divenne Tabula, che somiglia ancora di più al gioco attuale, e si diffuse in Europa con il nome di Tavola. Una leggenda ne attribuisce la paternità ad Ardshir, primo re della dinastia dei Sasanidi, che regnò in Persia nel III secolo. Una leggenda indiana indica invece nel saggio Qaflan l’inventore di questo gioco. Probabilmente l’inventore si ispirò al ciclo annuale. La tavola del Backgammon è composta di 24 punte che corrispondono alle 24 ore della giornata; le 12 punte di ogni metà corrispondono ai 12 mesi dell’anno, e le 30 pedine ai giorni dei mesi. A cura di: Backgammon Club Venezia (VE)

BIRIBISSI Corte Sgarzerie

Venerdì /Sabato 21.30

Durante il Tocatì a questo antico gioco, molto apprezzato nel Settecento, verrà dedicato uno speciale evento (vedi pag.33) A cura di Gruppo Città di Genova

CARROM 30 Chiostro dei Canonici

Sabato/domenica 10.00-18,30

Carrom è un antichissimo gioco orientale di abilità e strategia simile al biliardo. Da secoli viene praticato in Paesi come Sri Lanka, Yemen, Bangladesh, India, Nepal, Afghanistan e Birmania, tanto che tra i numerosi nomi (Carom, Carroms, Carrum, Karum, Carum, Karambal) ha anche quello di Carambola Birmana. È diffusissimo in India, dove ha conquistato milioni di giocatori e dove, nel 1956, è nata la prima organizzazione ufficiale di Carrom, “All India Carrom Federation”, con le prime regole scritte. Il Carrom si gioca su tavoli decorati di circa mezzo metro di lato, spingendo piccole pedine cilindriche che scivolano sul tavoliere cosparso di fecola per renderlo più scorrevole. Scopo del gioco è imbucare tutte le proprie pedine (bianche o nere) colpendole con lo striker, un’apposita pedina neutra. A cura della Federazione Italiana Carrom

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DAMA

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Nel medioevo si hanno le prime fonti che parlano del gioco della dama, tuttora molto noto e apprezzato. In un manoscritto conservato nella Biblioteca di Oxford del poema inglese “Sir Farumbras” (1380) viene menzionato il “Jeu de dame”. Nella testimonianza di un viaggiatore francese del 1654 si legge: “Senz’altro la dama e gli scacchi sono giochi leciti e diffusi, anche se richiedono molto impegno e poca fantasia. Essi non possono comunque paragonarsi al tric-trac che è un grande gioco nobile, attivo, spirituale e pieno di movimento”. Nel 1947 è nata la Federazione Mondiale (FMSD) alla quale ha aderito anche l’Italia con la FID. Dal 1994 la FID entra a far parte del CONI e la dama viene riconosciuta come “Sport della mente”. A cura del Circolo Damistico Unicredit Verona

GIOCHI DA TAVOLO

36 Alzaia san Giorgio 34 Chiostro san giorgio


GO

3 Via Portici 4 Loggia di Via Portici

Sabato/Domenica 10.00–18.30

La leggenda vuole che il gioco del “go”, o “weiqui”, risalga a circa 4.000 anni fa, quando Yao, imperatore del XXIII secolo avanti Cristo, lo inventò per istruire il figlio Dan Zhu. Confucio (551-479) considera il gioco appena un gradino sopra la totale passività, il far niente. Mencio (372-289), nel capitolo undicesimo del Mengzi, definisce il weiqi “una piccola arte”. Durante il periodo Huangyou (1049-1054), il gioco venne pienamente accettato, dimenticando le vecchie accuse di “amoralità”. Durante la rivoluzione culturale di Mao, il weiqi fu messo al bando perché promuoveva “idee feudali”. In Occidente la prima menzione è di Matteo Ricci (1552-1610), missionario in Cina, ma il gioco rimane di fatto sconosciuto sino al XIX secolo, quando l’emigrazione cinese negli Stati Uniti favorisce la diffusione del go in quel paese e poi in Europa . Scopo del gioco è occupare territori, delimitandoli con proprie pedine (Go in giapponese significa assediare, circondare). Vince chi, alla fine della partita, ha acquisito più spazio. A cura della Federazione Italiana Giuoco Go

SCACCHI

14 Piazza dei Signori 24 Loggia di Fra’ Giocondo

Sabato /Domenica 10.00-18.30

Antichi poemi persiani descrivono in dettaglio l’antico gioco da tavolo Chatrang, che ha molto in comune con il moderno gioco degli scacchi, e lo fanno derivare dall’ancor più antico Chaturanga, parola che in sanscrito ha riferimenti con i quattro elementi di un esercito (elefanti, cavalli, carri e soldati di fanteria). A Butrint, in Albania, presso un palazzo tardo-bizantino, è stato scoperto nel 2002 un reperto, datato dal prof. J. Mitchell intorno al V secolo d.C., che rappresenta il più antico pezzo degli scacchi. Le prime testimonianze scritte sul gioco risalgono all’incirca al 1000 d.C. e sono di provenienza iberica, dove era più forte l’influenza degli arabi. Il gioco attualmente in uso segue le regole codificate dalla Federazione internazionale degli scacchi fondata a Parigi nel 1924. A cura del Circolo Scacchistico Dopolavoro Ferroviario di Verona

GIOCO DELL’OCA 6 Cortile del Tribunale

GIOCHI DA TAVOLO

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Sabato/Domenica 10.00-18.30

Testimoniato in documenti rinvenuti in tombe egizie e reperti cinesi, il gioco dell’oca rappresenta il concetto del bene (le oche) e del male (le avversità, gli ostacoli). La più antica stampa conosciuta del gioco dell’oca è stata pubblicata nel 1640 a Venezia da Carlo Coriolani. Al centro è raffigurata una famiglia attorno ad una tavola imbandita con sopra un’oca arrosto. In alto c’è scritto: “Il dilettevole gioco di loca”. Questo gioco semplicissimo, in cui non è necessaria l’abilità ma solo la fortuna affidata ai dadi, nel XVII secolo era alquanto diffuso in Europa. Molto conosciuto e molto giocato si prestò ad essere trasformato in giochi diversi dove nelle caselle vuote si inserirono temi didattici, religiosi, storici e altri ancora. Il gioco dell’oca è formato da 63 caselle (a volte 90) numerate e disposte a spirale. I giocatori muniti di contrassegno, dopo aver stabilito il turno e la posta avanzano secondo il punteggio indicato dai due dadi. Ci si ferma per uno o più giri o si paga o si retrocede se si capita nelle caselle occupate dagli “accidenti” o “pericoli” (il ponte al numero 6, l’osteria al 19, i dadi al 26, il pozzo al 31, il labirinto al 42, la prigione al 52, i dadi al 53, la morte al 58). Le caselle occupate dalle oche sono 13, ogni 5 e 4 caselle; qui il giocatore raddoppia il valore ottenuto dai dadi e avanza. Vince il primo che raggiunge esattamente l’ultima casella, posta al centro del tabellone. A cura dell’Ulss 20 – Servizi Sociali – Area handicap


Il festival offre l’occasione per conoscere alcuni giochi storici attraverso laboratori che ripropongono attività ludiche del passato. I percorsi didattici, gestiti da operatori e non da comunità tradizionali, sono ambientati in luoghi suggestivi della città, come il teatro romano

ALIOSSI 37 Teatro Romano

laboratorio Sabato/domenica 10.00 18,30

Nel mondo antico era diffusissimo l’uso degli astragali (le ossa del tarso del bestiame) per predire il futuro. In Mesopotamia prima e poi anche in Grecia, queste ossa venivano usate per le scommesse e per giocare al gioco che poi prenderà il nome di “a li ossi”. I reperti che documentano questa usanza sono molteplici: troviamo raffigurazioni di uomini e dèi che giocano con gli astragali su manufatti di ceramica greci; nell’Iliade e nell’Odissea vi sono svariate allusioni all’uso ludico di queste ossa. È certo che il gioco fosse diffuso in tutto l’Impero Romano e anche oltre, in luoghi come la Russia e la Polinesia. Ancora oggi è in uso tra i bambini di tutto il mondo. Si gioca con cinque astragali, chiamati anche “a li ossi”, che vengono lanciati per aria cercando di ottenere determinate combinazioni. Al posto degli ossicini si possono usare sassolini o monetine. A cura del Liceo S.P.P Carlo Montanari, Verona

BIGLIE 5 Piazza Nogara

laboratorio sabato/domenica 10.00-18.00

Il gioco delle biglie era praticato sin dall’antico Egitto, utilizzando sassolini, noccioli di pesche e albicocche, fave secche o noci. La prima macchina per la costruzione industriale delle biglie in vetro (Germania 1846), segnò il passaggio alla produzione di quello che prima era soltanto un riutilizzo di materiale di scarto nella lavorazione del vetro e del marmo. Con prezzi accessibili, le biglie diventano un gioco popolare. In Italia i giochi con le biglie hanno acquistato la connotazione d’attività puerile. Nel mondo anglosassone conservano il prestigio di un tempo, con complicatissimi regolamenti a stampa pieni di termini tecnici. In Francia, il gioco mantiene un certo rilievo grazie al “Mondial Billes”, che propone lo stile francese (biglie di vetro su circuito di sabbia). A cura dell’Associazione Matite Appuntite

CERBOTTANA 28 Volto Fontane

laboratorio

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SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

COPPELLE 37 Teatro Romano

laboratorio Sabato/Domenica 10,30-18,30

Piccoli avvallamenti nella pietra a intervalli regolari, scavati nelle pavimentazioni e nelle scale di epoca greca e romana, danno testimonianza della diffusione del gioco delle

GIOCHI DA BAMBINI

Il termine “cerbottana” deriva da una parola araba, “zarbatana”, che indicava un’antica arma composta da un lungo tubo utilizzato per lanciare soffiando pallottole di argilla e piccole frecce. Arma letale in Oriente, in Amazzonia e nei romanzi di Salgari (dove le freccette erano avvelenate con il curaro) la cerbottana dalle nostre parti è fortunatamente soltanto un classico gioco da ragazzi. Si può costruire con un foglio di carta arrotolata a tubo ed è subito pronta per lanciar “piròle”. Si tratta del nome veneto delle classiche munizioni costruite con strisce di carta di giornali arrotolate a cono. Lunghezza e diametro della canna di lancio sono elementi che ne determinano la potenza: tanto più è lunga e più è piccolo il diametro, quanto più lunga sarà la gittata. A cura dell’Associazione Giochi Antichi (VR)


coppelle. Queste buchette, disposte su due o tre righe parallele, si trovano soprattutto in templi, mercati, teatri o arene, luoghi nei quali s’ingannava l’attesa con il gioco. Spesso le coppelle sono situate vicino a scalini e a colonne per sfruttare la parete verticale con il rimbalzo Si gioca con palline, sassolini, nocciole o con le monete. Si fa rimbalzare una pallina contro il muro cercando di farla entrare poi nella buchetta. Il giocatore successivo deve fare altrettanto riuscendo a centrare una coppella più lontana, in modo da guadagnare la pallina avversaria. Vince chi alla fine ha più palline o monete. A cura del Liceo S.P.P Carlo Montanari

FILETTO 37 Teatro Romano

laboratorio Sabato/domenica 10.00-18.30

È uno dei giochi più antichi del mondo. Su una lastra del soffitto del tempio di Kurna, in Egitto, è stata rinvenuta una scacchiera scolpita probabilmente dagli operai addetti alla costruzione intorno al 1400 a.C. Un’altra scacchiera, rinvenuta in una tomba dell’Età del Bronzo nella Contea di Wicklow in Irlanda, consente di ritenere che furono i primi mercanti, provenienti dalla Grecia o dalla Fenicia, ad introdurre questo gioco nell’Europa settentrionale. In tutti i paesi affacciati sul Mediterraneo si trovano un’infinità di questi giochi, in genere graffiti sui gradini di edifici pubblici. Nel XIV secolo, quando il gioco era estremamente popolare presso le corti europee, fu introdotta una variante, aggiungendo linee diagonali al vertice dei quadrati. Su questa nuova scacchiera si giocava una versione del Gioco del mulino a dodici pedine, che fu poi importata negli Stati Uniti dai primi coloni inglesi, dove viene tuttora utilizzata. A cura del Liceo S.P.P. Carlo Montanari

FIONDA 21 Lungadige Donatelli

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laboratorio SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

La “frombola” o “fionda del pastore” era formata da due pezzi di corda collegati all’estremità di un pezzo di cuoio concavo, che fungeva da borsa in cui deporre la pietra da lanciare. L’estremità di una delle due cinghie terminava con un anello in cui si infilava un dito; l’estremità dell’altra cinghia veniva stretta dal pollice contro il pugno. Il tiratore faceva roteare il tutto sopra la testa due o tre volte e poi lasciava andare il capo trattenuto con il pollice e la pietra “partiva per la tangente”. Con l’invenzione della gomma, la frombola è diventata quella che tutti i ragazzi chiamano fionda, ovvero la “fionda ad elastici”, da costruire con una forcella di legno a forma di Y e nastri di gomma ricavati da una camera ad aria. Durante il Festival tutti possono mettere alla prova la propria abilità in lanci di fionda verso i palloni-bersaglio ancorati sul fiume. A cura di: Associazione Giochi Antichi (VR)

CACCIA AL TESORO IN BICI

GIOCHI DA BAMBINI

1 Piazza Erbe

Venerdì 21.00

In genere la caccia al tesoro viene sviluppata secondo due linee guida. La prima prevede una serie di biglietti successivi, con indicazioni cifrate e indovinelli, che infine conducono al tesoro, la seconda prevede un unico elenco iniziale con la richiesta di portare quante più cose o persone indicate nel testo entro un tempo limite. Durante il festival il classico gioco di società viene proposto in una versione “in bicicletta” nel centro storico di Verona. I concorrenti saranno ammessi a partire dagli otto anni di età, e organizzati in squadre. Sono previste dieci domande che riguardano anche la storia della città. A cura degli Amici della Bicicletta di Verona


Eventi Speciali


I RAGAZZI DELLA VIA PAL Osteria del Duomo

mercoledì 19 settembre 18.00

12 Piazzetta Santa Cecilia 39 Teatro Filippini Bosco delle Fiabe - tel. 0458309066 Via Carlo Donati, 13 bis - Zona Torricelle - Valdonega

Venerdì/sabato 21.30

domenica 17.00

Fondazione Aida in collaborazione con l’Associazione Giochi Antichi propone un Work in Progress sulla messa in scena, prevista per il Festival dell’anno prossimo, di uno spettacolo dedicato a un classico della letteratura per l’infanzia: “I ragazzi della via Pal”. La regia sarà curata da Lorenzo Bassotto, che sarà anche in scena nelle vesti di narratore con Roberto Macchi e il musicista Andrea Faccioli. “I ragazzi della via Pál” (in ungherese “A Pál utcai fiúk”), il noto romanzo per ragazzi di Ferenc Molnàr, fu pubblicato a puntate su una rivista nel 1907, destinato agli adulti come denuncia della mancanza di spazi per il gioco dei più giovani. Nell’aprire il Festival al teatro ci è sembrato importante proporre una riflessione sul problema degli spazi cittadini dedicati al gioco. Abbiamo scelto di farlo lavorando con i ragazzi, ospiti nei centri estivi organizzati da Fondazione Aida, che nella produzione dello spettacolo diventano attori. Quest’anno ci saranno tre diversi momenti di spettacolo: un’anteprima con letture a cura di Lorenzo Bassotto il 19 settembre presso l’osteria del Duomo, e tre spettacoli con i ragazzi in diversi luoghi della città. Venerdì e sabato in Vicolo S. Cecilia, una piccola strada del centro storico, quasi nascosta e frequentata pochissimo anche dai veronesi. Domenica lo spettacolo è all’interno del parco tematico “Bosco delle fiabe”. A cura di Fondazione AIDA

DIAMO UN CALCIO ALLE PAROLE 14 Piazza dei Signori 50 Santa Maria in Chiavica

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Sabato 22.00

Letture e musiche per un happening che coinvolge i lettori e gli appassionati di calcio e di sport. Chi l’ha detto che il calcio è solo un esercizio fisico? O una squallida questione di business? O qualcosa che ha che fare con doping e moviole, veline e insulti da Bar Stadio? A dimostrare il contrario scendono in campo Renzo Stefanutti con la sua chitarra e le sue canzoni, Ivano Contardo e Giovanni Fortunato alle percussioni, e poi Mauro Daltin, Maurizio Mattiuzza e Paolo Patui che leggono testi di Alessandro Baricco, Luciano Bianciardi, Enrico Brizzi, Roddy Doyle, Maurizio Mattiuzza, Paolo Patui, Pier Paolo Pasolini, Osvaldo Soriano, Antonio Skàrmeta, Stefano Benni, e chissà di chi altro ancora. Una serata dedicata al calcio e alla letteratura, alle mille partite reali o vagheggiate che le parole di uno scrittore sono capaci di farci vivere. A cura della rivista letteraria Pagina Zero

L’ITALIA DEL GIOCO NELLE TECHE RAI

65 Biblioteca Civica, Vicolo San Sebastiano 3

Sabato10.00-23.00 Domenica 10.00–18.00

Una selezione di brevi filmati ripropone i primi quiz e giochi alla televisione per ricordare quando la gente ha smesso di giocare per guardar giocare in Tv. Il materiale, relativo al periodo 1955- 2005, scelto dal Dvd del libro “La Vita è tutta un quiz” di Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti (ed. Rai Eri, 2005), è stato ottenuto grazie alla collaborazione delle Teche Rai di Roma. Inoltre sarà a disposizione una serie di filmati sui giochi in strada, ripresi e trasmessi in televisione in vari periodi. Materiali selezionati con la collaborazione delle Teche Rai di Roma. A cura di Associazione Giochi Antichi e Lorenza Pizzinelli


BIRIBISSI 10 Corte Sgarzerie

Venerdì /Sabato 21.30

Durante il Tocatì tornaa vivere per due sere il Biribì o Biribissi, che è stato un popolarissimo gioco d’azzardo nel Settecento e che entusiasmava anche il veneziano Giacomo Casanova. Diffuso in Francia fin dai primi del Settecento, il Biribì o Biribissi è raffigurato anche nella celebre stampa del Mitelli dedicata ai giochi (1702). Lo storico genovese Levati scrive che tra il 1730 ed il 1770 ebbe grande successo a Genova nonostante i divieti della Repubblica. Copie originali delle tavole da gioco sono conservate al museo nazionale di Palazzo Rosso a Genova. Il Biribissi, che fu poi soppiantato dal gioco dell’oca, viene ritenuto uno degli antenati della roulette. Si svolge su un apposito tavoliere suddiviso in caselle numerate (generalmente 66) e illustrate con figure di animali, frutti, maschere, fiori. Per ogni casella c’è una palla forata con all’interno un bigliettino corrispondente alla casella stessa (figura e numero). Il gioco viene gestito da tre persone: una tiene il denaro, una un sacchetto con dentro le palle forate e un’altra si occupa del tavolo. I giocatori a turno estraggono una palla dal sacchetto proclamando numero e figura. Chi ha puntato su quella casella, vince una somma pari a trentadue volte la posta. A cura di Gruppo Città di Genova

TAROCCHINO BOLOGNESE Emilia 13 Via Rosa 7, c/o Circolo dipendenti Unicredit

Sabato 22.00

Per una sola notte gli appassionati dell’antico tarocchino bolognese (vedi giochi italiani) mettono il loro sapere a disposizione di tutti. Il pubblico può assistere alle partite e può farsi spiegare le regole principali dai giocatori esperti. Tra gli antichi giochi dei Tarocchi, un tempo diffusi in tutta Europa, il Tarocchino bolognese è l’unico che viene giocato ancora, conservando strutture e regole pressoché invariate da oltre cinquecento anni. Nel Rinascimento veniva praticato nelle principali corti europee e nel Seicento era il “re dei giochi”. Una curiosità: le carte dei tarocchi hanno iniziato a essere utilizzate come strumento divinatorio solo alla fine del XVIII secolo. Il mazzo del Tarocchino bolognese è composto da 62 carte suddivise in cinque pali o semi: coppe, denari, spade, bastoni e trionfi. È un gioco di risposta al seme, simile al Tressette e al Bridge; a differenza di questi ultimi utilizza il quinto seme, cioè i trionfi, per tagliare quando non si ha da rispondere al seme giocato. La tradizione sopravvive in alcuni bar e circoli aziendali. Nel 1997 è nata l’Accademia del Tarocchino bolognese, ad opera di sir Michael Dummett, filosofo e docente di Logica a Oxford. Francesco Guccini, appasionato giocatore («la mano di tarocchi che non sai mai giocare») ne è presidente onorario. A cura dell’Accademia del Tarocchino Bolognese

TROFEO INTERNAZIONE DI LIPPA 0 Cortile Mercato Vecchio SABATO 9.00-19.00 QUALIFICAZIONI

SABATO 21.30 finalissima

Per il quarto anno consecutivo Verona ospita il torneo internazionale di Lippa, che vedrà confrontarsi in questo gioco numerose squadre, selezionate tra le più competitive in Italia: Cesa di Atella (CS), Feltre (BL), Lucca, Mede (PV), Verona, e all’estero: Pirano (Slovenia), Pola (Croazia) e Premurski (Croazia). Sabato 22 settembre 2007 si disputerà “IV Trofeo Internazionale di Lippa”, e le squadre si misureranno in un gioco diffuso e ancora molto praticato in alcune zone dell’Europa. Chiné, Mazza e Pivezo, Ciaramela, Pindolo, Pandolo (Slovenia e Croazia), e S-cianco: sono i nomi con cui è chiamata la Lippa (vedi spiegazioni nella sezione giochi italiani) nelle città che parteciperanno a questo “IV Trofeo Internazionale di Lippa”. Nelle precedenti edizioni, ha vinto nel 2004 la squadra Cesa Atella, nel 2005 quella di Verona, nel 2006 quella di Mede (PV). A cura dell’Associazione Giochi Antichi

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MORESKA Croazia - Dalmacije 10 Strade del festival

Sabato/Domenica

Dalla Croazia giunge a Verona la Moreska, l’antica danza delle spade che un tempo era diffusa in tutto il bacino del mediterraneo e che oggi costituisce una delle maggiori attrazioni dell’isola di Korcula, in Dalmazia. È molto spettacolare e viene eseguita con spade vere, secondo una tradizione che si mantiene da più di quattro secoli. I danzatori, accompagnati dai musicisti, mettono in scena la lotta tra il Re Nero e il Re Bianco per amore della bella principessa Bula. I due re si sfidano a duello e anche i loro eserciti si affrontano con le armi in pugno in combattimenti di vario tipo. Il clangore delle spade che si incrociano segna il tempo. È una danza che richiede una grande abilità e una notevole agilità. Affonda le radici nel passato e probabilmente è giunta in Croazia attraverso la Repubblica di Venezia o dalla Spagna. Come suggerisce anche il nome (Moreska), si ispira alla lotta tra i cristiani e i mori, ma non si sa se abbia avuto origine nel mondo Arabo o in Occidente. Comunque, la messa in scena di danze che mimano i combattimenti, con armi come spade o bastoni, era piuttosto diffusa a partire dal XII secolo, ma è andata scomparendo nel XVIII secolo. Korcula si ritiene con orgoglio l’unico luogo al mondo ad aver conservato la tradizione della Moreska. A eseguire musiche e danze è la Società Corale di Santa Cecilia (vedi “le musiche del Tocatì”, pag 44), che ha ottanta soci e persegue l’obiettivo di insegnare ai giovani le antiche canzoni croate e “come curare la propria lingua e la tradizione popolare rispettando la cultura altrui come si rispetta un ospite secondo la vecchia usanza croata”. In collaborazione con Comunità Croata in Italia, Milano; Comunità Croata in Veneto, Padova

SA MISSA MANNA 55 Duomo

DOMENICA 11.00

Sa Missa Manna è la messa solenne e cantata che si tiene per le festività più importanti dell’anno. I cantori intonano in lingua sarda i cori del canto “a cuncordu”, che è nato in Sardegna intorno al XIII-XIV secolo dalla fusione tra il canto popolare sardo “a tenore”, già esistente nell’Isola, e il canto colto gregoriano, importato invece dai monaci. Il coro è costituito da quattro voci: bassu, contra, boghe, mesa oghe, la cui omogeneità sonora porta all’armonia del coro; da qui appunto la denominazione “a cuncordu”. Alla Santa Messa, celebrata nel Duomo di Verona, da monsignor Giuseppe Zenti, vescovo della città, canta il coro “su Concordu Banaresu”. A cura della Diocesi di Verona in collaborazione con l’Ass. Sardi Verona “S. Satta” 34

TRASPORTO FLUVIALE Navigare l’Adige

70 Castelvecchio Lungadige San Giorgio – Giarina

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30 CORSE OGNI 90 MINUTI

L’Adige abbraccia Verona e circonda il centro storico dove, fino all’Ottocento, c’era un’importante porto fluviale e dove molte botteghe artigiane sfruttavano la corrente del fiume. L’acqua faceva parte della vita quotidiana dei veronesi, il fiume era molto visibile dalle strade e facilmente accessibile perchè non c’erano gli alti argini che furono costruiti dopo l’alluvione del 1882. Sul fiume c’era una parte della città, costituita di battelli galleggianti e botteghe che utilizzavano l’acqua, tra l’andirivieni delle barche in transito. Durante il festival torna la vita sull’Adige e vengono organizzati percorsi in battello, con passaggi gratuiti. Il percorso parte da Castelvecchio, fa tappa a Lungadige San Giorgio e arriva alla Giarina, dove il fiume un tempo si allargava e si divideva intorno ad un’isolotto di cui è rimasta traccia nella toponomastica: Piazza Isolo (durante il festival ospita i nuovi giochi di strada). Con la collaborazione dell’Assessorato Ecologia ed Ambiente e Equipe d’Acqua Viva Verona


ESPOSIZIONI L’ORSO E I SUOI FRATELLI – IL GIOCO E LA PIETRA

23 Chiesa di San Giorgetto

Venerdì- inaugurazione ore 18.30 Sabato/Domenica 10.00 -24.00

In tutto l’arco alpino ci sono testimonianze di giochi incisi nella pietra o su strutture architettoniche in pietra. Calchi in gesso e repliche in pietra illustrano i tracciati e le caratteristiche dei giochi con pedine (di cattura, di allineamento e di immobilizzazione; simmetrici e asimmetrici). Tra i vari materiali analizzati, il gioco dell’orso di Forgnengo (Biella), un unicum nel suo genere: solo in una piccola area (Sologne) in Francia si trova testimonianza di un gioco analogo. Le incisioni reperite nella zona del Monte Baldo. A cura di DOC.BI- Centro studi biellesi

NAJMOM

50 Santa Maria in chiavica, Via Santa Maria in Chiavica 7

Sabato/domenica 10.00-18.30 inaugurazione sabato 11.30

Un’installazione ripercorre Najmom, un progetto site specific nato a Momjan, in Istria, nell’ambito del Festival Internazionale d’Arte Contemporanea “Visura Aperta” 2006. Artisti: Arianna Fantin, Luigi Negro e Marcella Rafaniello. In risposta alla questione dei confini geografici e del bilinguismo che determinano la natura doppia del piccolo paese istriano, il progetto è il frutto di un dialogo ed una relazione tra gli artisti ed il posto, raccontata da una nuova mappa e nuovi segnali stradali.

REPORTAGE: MONDI VIRTUALI PERSISTENTI Fotografie di Marco Manray Cadioli

65 Biblioteca Civica, Vicolo San Sebastiano 3

Sabato 10.00-23.00 Domenica 10.00–18.00

Viaggio nei mondi oltre lo schermo del computer, accessibili ventiquattro ore su ventiquattro. Dove si gioca (spesso alla guerra) o si vive una vita alternativa, come accade in “Second Life”, dove il reporter Marco Cadioli è Marco Manray e scatta immagini di inquietante bellezza che testimoniano cosa accade in un mondo con circa otto milioni e mezzo di iscritti: persone che nel tempo libero “vivono” sul monitor una seconda vita

L’ITALIA DEL GIOCO NELLE TECHE RAI 36

65 Biblioteca Civica, Vicolo San Sebastiano 3

Sabato 10.00 - 23.00 Domenica 10.00 - 18.00

Una selezione di brevi filmati ripropone i primi quiz e giochi alla televisione per ricordare quando la gente ha smesso di giocare per guardar giocare in Tv. Il materiale, relativo al periodo 1955 - 2005, è scelto dal Dvd del libro “La Vita è tutta un quiz” di Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti (ed Rai-Eri, 2005). Inoltre sarà a disposizione una serie di filmati sui giochi in strada trasmessi in televisione in vari periodi. Materiali selezionati con la collaborazione delle Teche Rai di Roma. A cura dell’Associazione Giochi Antichi e Lorenza Pizzinelli

IL PONTE POSTUMIO - Installazione temporanea sull’Adige 90 Riva sx: Giardini della Giarina, in prossimità del Teatro Romano

L’installazione del Ponte Postumio, lunga 102 metri, propone un percorso simbolico che attraversa l’Adige per ricordare l’antica pianta della città, con l’asse principale sul decumano, costituito dalla via Postumia che univa Genova ad Aquileia. In questo modo si ricrea lo spazio ludico più antico della città, che era compreso tra ponte Pietra e il ponte Postumio, dove si svolgevano le naumachie, battaglie navali sull’Adige. Illuminazione a cura di AGSM. Con il contributo tecnico di Bellamoli Graniti.


INCONTRI FRA SCACCHI E ROMPICAPI: DANTE E I GIOCHI DEL SUO TEMPO 65 Sala Farinati - Biblioteca Civica Vicolo San Sebastiano 3

VENERDÌ 18.00

Bruno D’Amore Il matematico e filosofo Bruno D’Amore, autore del libro“ Più che ’l doppiar de li scacchi s’inmilla-Incontri di Dante con la matematica” (Pitagora, Bologna 2000), fa una suggestiva ipotesi sull’incontro del divino poeta con l’antico gioco. Introduce Chiara Stella

QUANDO UNA BAMBOLA DI PEZZA DIVENTA VITA: LA PIGOTTA 65 Sala Farinati - Biblioteca Civica Vicolo San Sebastiano 3

SABATO 10.00

Jo Garceau L’artista americana, che vive in Italia dal 1961, racconta come nel 1988 ha avviato il progetto Pigotta. Grazie a “Mamma Jo” ormai le Pigotte sono diventate un simbolo dell’UNICEF anche in Francia, Slovenia, Finlandia, Repubblica Ceca, Croazia, Romania, e tra poco anche in Ungheria. A cura di Comitato Italiano per l’Unicef

CONVEGNO

SPAZIO REALE E AMBIENTE DIGITALE: COME CAMBIA IL GIOCO E LA SUA RAPPRESENTAZIONE 65 Sala Farinati - Biblioteca Civica Vicolo San Sebastiano 3

sabato 15.00

Esperienze diverse a confronto per raccontare come e dove si gioca oggi: per strada, in televisione, con il computer, sul lavoro. Quanto tempo viene dedicato a giocare in prima persona e come la rappresentazione di un divertimento, esperito da altri in luoghi e contesti diversi, viene raccontata con immagini, parole e filmati. Relatori: Mussi Bollini Capostruttura Rai tre Il gioco nelle trasmissioni televisive per i ragazzi Bruno Contigiani Fondatore dell’Associazione L’arte del vivere con lentezza Do managers dream of electric sheeps? Francesco Carlà Docente di Teorie e tecniche dei nuovi media e Comunicazione finanziaria alla IULM di Milano Dal Monòpoli alla finanza online Gualtiero Schiaffino Direttore della rivista “Andersen” L’ invenzione del ciclotappo

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Claudio Baccarani Ordinario di Economia e gestione delle imprese, Università degli Studi di Verona Come utilizzare il gioco nelle dinamiche aziendali Mario Gerosa Giornalista- autore del libro “Second Life” (Meltemi, 2007) Il tempo online. Second Life e altri mondi persistenti Francesco De Donato Direttore ispettorato compartimentale di Milano di AAMS Il gioco sicuro dell’Amministrazione Autonoma Monopolio di Stato Moderatore: Lorenza Pizzinelli Giornalista Durante il convegno saranno proiettate alcune immagini e filmati dalle mostre in corso durante il festival (vedi in “esposizioni”): - Reportage: mondi virtuali persistenti (Second life e altri mondi dietro il monitor nelle foto di Marco Manray Cadioli). - L’italia delle Teche Rai. I primi quiz e giochi alla televisione (quando la gente ha smesso di giocare per guardar giocare in Tv). I giochi in strada.

CONVEGNO

LA CITTÀ IN GIOCO 65 Sala Farinati - Biblioteca Civica Vicolo San Sebastiano 3

sabato 17.30

Riflessioni per contribuire alla rivalutazione degli spazi urbani e alla qualità della vita in città. Dalle implicazioni sociologiche sulla necessità del gioco, al rapporto tra urbanistica e aggregazione sociale, fino alla ricerca di un possibile progetto architettonico, tra problemi di scelte, gestione e partecipazione pubblica.

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Saluti: Arnaldo Toffali Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Verona Relatori: Melita Richter Sociologa Memoria del gioco sulle vie di Zagabria Orlando Lanza Architetto, PaeSEsaggio Workgroup-progetti innovativi in contesti urbani e rurali Arte e partecipazione per nuove interpretazioni del territorio Monica Carmen Architetto, PaeSEsaggio Workgroup-progetti innovativi in contesti urbani e rurali Strategie di ricostruzione del paesaggio culturale Anna Braioni Architetto, esperto di pianificazione ambientale Stratigrafia del cambiamento urbano Moderatore: Nicola Gasperini Architetto e scenografo del Festival


IL VIAGGIO COME CACCIA AL TESORO 65 Sala Farinati - Biblioteca Civica Vicolo San Sebastiano 3

sabato 21.30

Paolo Rumiz Incontro con lo scrittore e giornalista. Nel recente il libro “La leggenda dei monti naviganti” (Feltrinelli, 2007) viaggia, e di ogni luogo, di ogni persona che incontra investiga le tracce antiche, i segni favolosi iscritti per sempre nei volti e nelle cose. E riesce a virare il racconto in una “caccia al tesoro, tra eremi, boschi e sorgenti”. Introduce Chiara Stella

CONVEGNO

IL GIOCO TRADIZIONALE IN EUROPA 65 Sala Farinati - Biblioteca Civica Vicolo San Sebastiano 3

DOMENICA 10.00

La grande varietà dei giochi tradizionali e la loro ricchezza in termini di relazioni, strumenti, situazioni di confronto, immaginazione e fantasia. Per un’Europa dove il gioco potrà venire considerato un patrimonio dell’umanità. Guy Jaouen Presidente AEJST-Association Européenne des Jeux et Sports Traditionnels Viaggio attraverso i giochi tradizionali europei Pierino Daudry Fondatore della Federazione “Sport Notra Terra” e della rivista “Le joà d’om” Una visione storica sull’Italia del gioco Marin Jankovich Esperto di gioco tradizionale croato La situazione in Croazia Paolo Avigo Presidente Associazione Giochi Antichi La salvaguardia e la valorizzazione delle comunità ludiche tradizionali Moderatore: Giuseppe Giacon

UN’ AVVENTURA IN CROAZIA

60 Osteria del gioco Via San Giacomo alla Pigna 65 Biblioteca Civica Sala Farinati

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DOMenica 17.00

Incontro con Susanna Francalanci e Laura Lombardi, autrici di un libro per ragazzi che si svolge in un’immaginaria isola della Croazia, dove hanno ambientato un gioco molto suggestivo e un’emozionante vicenda alla caccia del tesoro sepolto dai pirati. “L’isola dei misteri sepolti” (Vallardi, 2007).


per un

Festival Sostenibile

Tocatì è un festival molto attento a valori come ambiente e sostenibilità, perciò ha sempre fatto scelte molto precise in questa direzione. Alla base di tutto un grande desiderio di sperimentare, durante il breve spazio del festival, quali sono le concrete possiblità per offrire una migliore qualità della vita urbana, in una città dove la strada non sia solo un luogo di passaggio, ma anche e soprattutto uno spazio di incontro e di scambio con le altre persone, e dove il gioco può svolgersi liberamente, con tutte le implicazioni di aggregazione sociale. Auto elettriche Per agevolare chi ha bisogno di spostarsi nella città con un mezzo, il festival, grazie alla collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Verona e ATV, mette a disposizione alcuni mezzi elettrici. Biciclette in città Durante il festival il centro storico della città viene chiuso al traffico. Le biciclette hanno libero corso in tutte le zone della città, e l’equipe di lavoro del festival le utilizza. L’uso delle due ruote è incoraggiato anche dai servizi treno più bicicletta utilizzabili nei giorni del festival. Energia rinnovabile L’energia erogata durante il festival, offerta da AGSM Verona, proviene interamente da fonti rinnovabili certificate e garantite. Legno riciclato Grazie a un accordo con il consorzio Rilegno, particolari stutture per le aree di gioco sono state costruite con legno riciclato oppure proveniente da fonti certificate. Materiale riciclato Ove possibile si cerca di utilizzare prodotti provenienti dall’attività di riciclo. Il festival ha avuto il patrocinio di Comieco, il consorzio per la raccolta e il riciclaggio degli imballaggi di carta e cartone. Acqua pubblica In linea con la scelta di avere un basso impatto sull’ambiente, alla Cucina del festival e all’Osteria del gioco viene servita l’acqua dell’acquedotto cittadino depurata con filtri al posto dell’acqua in bottiglia. In questo modo non si contribuisce all’inquinamento (con le bottiglie, il trasporto sui camion, ecc.) e si utilizza l’ottima acqua di Verona, distribuita fresca e gasata attraverso il servizio Acquanuova di AGSM. Isole ecologiche In occasione del festival a Verona vengono istituite isole ecologiche per la raccolta differenziata. È un’iniziativa di AMIA che vuole così contribuire a un maggior decoro dello spazio cittadino e diffondere i criteri base della raccolta differenziata per entrare nelle abitudini dei cittadini. 40

ECO PIAZZA Laboratori ludici

Durante il festival la graziosa piazzetta Navona diventa l’ecopiazza, dove sono presenti le aziende che danno un contributo concreto e sostenibile alla realizzazione dell’evento.

AGSM che eroga per il festival energia proveniente da fonti rinnovabili ha uno

stand dove illustra le sue attività e servizi e dove invita bambini e ragazzi a giocare con laboratori di energia rinnovabile per promuovere uno sviluppo sostenibile. AMIA presenta al pubblico uno stand con i laboratori per realizzare i giochi con materiali riciclati. Sono destinati ai bambini che possono così scoprire il piacere di costruire da soli uno strumento per il gioco. ATV allestisce uno spazio che offre informazioni inerenti alla mobilità sostenibile in città e nella provincia di Verona.


Suoni e Sapori


LA CUCINA DEL FESTIVAL 65 Lungadige San Giorgio

VENERDÌ 19.00-22.30 SABATO 12.00-15.30 E 19.00-22.30 DOMENICA 12.00-15.30 E 19.00-22.30

Piatti della tradizione dal venerdì alla domenica in Lungadige San Giorgio

Sul Lungadige San Giorgio, accanto all’antica fortificazione austriaca, ha sede la “Cucina del Festival” dove piatti e i prodotti tipici della cucina veronese sono i protagonisti. Il servizio è curato dalla struttura Riesco ed è possibile assaggiare specialità come risotto con il tastasàl (salsiccia veronese con riso vialone nano igp), bigoli con la sardela (spaghetti all’uovo di lavorazione artigianale con sarda di lago), pasticcio di radicchio e formaggio Monte Veronese, pasta e fasoi (pasta e fagioli), risotto alle erbe, pastisada de caval (piatto tipico di Verona, uno stracotto di cavallo), trippa con pomodoro, sopressa veneta, formaggio Monte Veronese di malga nelle varie stagionature, prosciutto crudo di Soave e pasta frolla della Lessinia. A scelta si potranno degustare vini tipici della zona (tra cui Valpolicella, Corvina, Soave, Garganega e altri).

LA COLAZIONE DEI GIOCATORI 14 Piazza dei Signori

VEN/SAB/DOM 9.00-11.00

Venerdì 21 settembre, la Coldiretti apre il Festival con la tradizionale colazione veronese offerta agli studenti delle scuole primarie. Con pane fresco e croccante, burro genuino e saporite marmellate alla frutta, da accompagnare con una buona tazza di latte fresco o di yogurt della Lessinia. Un’occasione per riscoprire le antiche tradizioni scaligere. La “colazione dei giocatori” viene proposta da Coldiretti Verona anche sabato 22 e domenica 23 in Piazza dei Signori.

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COLDIRETTI E TOCATÌ Rinnovare il patto stretto con il consumatore: Coldiretti contribuisce all’organizzazione Festival Internazionale dei Giochi di Strada con quest’obiettivo che è anche alla base della filosofia del progetto “Campagna Amica”. Con iniziative promosse in tutta Italia e nella rivista, Coldiretti mira a fare una politica della qualità, della tipicità e della certificazione un punto chiave della presenza delle aziende agricole sul mercato. L’attore principale di questa politica è il consumatore e ad esso Coldiretti si rivolge con una mobilitazione costante, partecipando a fiere, manifestazioni ed eventi, per far conoscere la bontà e la genuinità delle produzioni tipiche italiane e per promuovere un’alleanza sociale sul Made in Italy. Un’alleanza fondata sulla qualità e tracciabilità dei prodotti e sulla trasparenza dell’intera catena agroalimentare a garanzia di chi li consuma ogni giorno. Per questo Coldiretti si è fatta promotrice della legge sull’etichettatura obbligatoria approvata dal 2004. Tale legge prevede nell’etichettatura di tutti i prodotti alimentari l’indicazione obbligatoria del luogo di origine, di coltivazione o di allevamento della componente agricola impiegata. ELENCO AZIENDE PRESENTI A“TOCATÌ”

Federazione Provinciale Coldiretti di Verona via Locatelli, 1 37122 Verona 045 867210 fax 045 8012898 verona@coldiretti.it Cooperativa Latte Sant’Anna tel. 045 6801959 Azienda agricola Melotti tel. 045 7300444 www.melotti.it Azienda agricola Girotto tel. 045 7755350 Agriturismo Ceschi Igino tel. 045 7540109 Azienda agricola Vinco Tarcisio tel. 045 8801123 Agriturismo La Colombara di Desto Giuseppe tel. 045 6269150 Agriturismo Alle Torricelle www.agriturismotorricelle.com Agriturismo La Sorgente tel. 045 975739 Agriturismo El Gran di Elio Spiller tel. 0445 855089 Associazione agrituristica Terranostra tel. 045 8678210 www.agriturismoverona.it


ANTICO FORNO BAULI

6 Cortile del Tribunale

venerdì 15.30-18.30 sabato/domenica 10.00-18.30

In occasione del Tocatì viene allestito nella prestigiosa piazza del Tribunale, vicino a piazza dei Signori, l’Antico Forno Bauli, costituito da un forno per panificatori e un laboratorio ludico, dove si possono gustare le speciali frolle che tradizionalmente si preparano a Verona per la popolare festa di Santa Lucia. All’interno del laboratorio Frolle in Festa Bauli, i bambini saranno chiamati a giocare al pasticcere: armati di allegri stampi, che ricordano gli antichi giochi di strada, gli apprendisti cuochi potranno impastare, dare forma e cuocere i tradizionali biscotti di pasta frolla. È questo il modo che Bauli ha scelto per essere presente a Tocatì, festival internazionale dei giochi in strada. Da sempre legata al territorio, Bauli è stata fondata dal Cavalier Ruggero Bauli nel 1922, quando aprì un laboratorio artigianale in vicolo Disciplina 6, alle spalle di piazza Brà. Il successo fu garantito dal Pandoro, il dolce della ricorrenza natalizia che si è ormai imposto come alternativa al Panettone. L’idea vincente, sviluppata negli anni in chiave industriale, dai figli Adriano, Carlo e Alberto (presidente della Bauli), è stata quella di standardizzare un processo di produzione che in passato altri non erano riusciti a dominare con altrettanta abilità, conoscenza e qualità. Da allora l’Azienda ha continuato a crescere, facendo della qualità e del rispetto della tradizione i suoi valori fondanti.

OSTERIA DEL GIOCO Durante il festival apre l’osteria del gioco, in uno spazio situato strategicamente nel cuore della città, sul sagrato di un’antica chiesa romanica. Qui si può passare piacevolmente il tempo, con degustazioni di vino accompagnate da salumi e formaggi del territorio. Il pubblico può apprezzare i momenti di riflessione proposti da vari personaggi e da autori che, a sorpresa o con orario prefissato, intervengono per parlare del loro rapporto con il gioco. 43

60 Via San Giacomo alla Pigna

SABATO/DOMENICA 11.00-22.30

La severa bellezza della chiesa di san Giacomo alla Pigna, sconsacrata e adibita ad auditorium, fa da sfondo all’allestimento temporaneo di una particolarissima osteria a cielo aperto, dove il tempo passa dolcemente: un bicchiere di vino, e la voglia di guardarsi intorno e chiacchierare con i vicini. All’ottima scelta di vini del territorio si affianca un’ampia selezione di specialità come polenta e soppressa, polenta e trota, polenta e Monte Veronese di Malga, uova sode, peperoni delle aziende agricole e agrituristiche veronesi, grazie alla collaborazione con Coldiretti, che insieme all’ Associazione Giochi Antichi gestisce l’Osteria del gioco. Grazie alla collaborazione con la Diocesi di Verona, torna la vita sul sagrato dell’antica chiesetta del 1140, soppressa da Napoleone. È una scelta di riscoperta e valorizzazione degli spazi storici dimenticati della città in linea con gli obiettivi che l’Associazione Giochi Antichi persegue fin dalla prima edizione del festival, ormai cinque anni fa. Tra gli appuntamenti previsti, un incontro con Susanna Francalanci e Laura Lombardi autrici del libro “L’isola dei misteri sepolti” (Vallardi, 2007).


Le Musiche del Tocatì In questa ormai consolidata sezione del festival trovano spazio le espressioni musicali popolari in contatto sinergico con il mondo ludico. Ogni anno si selezionano sonorità del patrimonio etnomusicale dei territori di provenienza dei giochi. Quest’anno accanto ai gruppi italiani, sono ospiti i musicisti e danzatori della Croazia

Coro di Minatori dell’Amiata

Toscana

Nato quattro anni fa con l’obiettivo di recuperare e reinterpretare il vasto repertorio di musica popolare di Santa Fiora e della zona del Monte Amiata, il gruppo ha partecipato a numerose manifestazioni in Italia e all’estero. I brani parlano del lavoro nelle miniere, della vita e delle tradizioni locali. La tecnica canora usata (chiamata “Béi”) è uno stile di canto polifonico molto simile a quella dei tenores sardi.

Gioppini di Bergamo

Lombardia

I Gioppini, attraverso balli popolari e canti dialettali mantengono viva la cultura passata, ispirata dalle tipiche e originali maschere bergamasche, Gioppino e Magrì. La leggenda vuole che il Gruppo dei Gioppini si sia costituito agli inizi del 1900 in un quartiere di Bergamo, Redona. Fotografie del 1935 ritraggono la “Banda dei Giopì” con strumenti musicali ricavati da tubi di vecchie stufe a legna, grammofoni, imbuti, telai di biciclette, pezzi di motore, bidoni metallici. Dal 1950 nel gruppo ci sono anche elementi femminili.

Gruppo Spontaneo Trallallero

Liguria

Il Trallalero, canto popolare tipico di Genova, è strutturato in forma polivocale, con ritmi ad imitazione strumentale rappresentati dalle cinque vocalità in scala: Voce tenore (ö primmö), Falsetto (ö segöndo, ö cöntrætö, a bagascetta), Baritono (ö cöntröbassö), voce chitarra (a chitära), Basso (bassi profondi - bassi cantabili). Caratteristica di questa squadra di canto è la presenza di una voce femminile nel ruolo di “ö cöntrætö”. L’effetto sonoro strumentale si impone sempre sulle parole. IL GST (Gruppo Spontaneo Trallallero) si è costituito nel 1982. Tra gli estimatori: Moni Ovadia, Renzo Piano, Luciano Berio.

Guslar Iz Dalmacije

Dalmacije

Per la prima volta a Verona l’antichissima tradizione dei cantastorie dalmatini: uno tra i più importanti musicisti solisti dei giorni nostri, Mile Krajna, canterà e suonerà. Nei suoi testi parla del ricordo del passato e delle bellezze della terre croate. Il guslar accompagna il proprio canto con il gusle, un tipico strumento a corda molto maneggevole.

Kulturno-Umjetnićko Društvo

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Slavonija

Viene dalla Croazia il gruppo folk Kulturno-Umjetnićko Društvo. È stato formato l’8 gennaio 1936 e comprendeva duecento membri. Oggi è composto da oltre quaranta elementi divisi in varie sezioni tra cui i suonatori di mandola (tambura, strumento croato a corde pizzicate) e i danzatori di balli tipici della Slavonia. I maggiori successi li ha ottenuti quando il leader era Mirko Cvetković-Mirkoš (dal 1950 al 1976).

Moreska-Società Corale di Santa Cecilia

Dalmacije

La Società Corale Santa Cecilia è le più vecchia società corale laica croata ed è stata fondata adi Korcula nel 1883. È divisa in due sezioni, la Moreska e l’orchestra, con un totale di ottanta elementi. Il repertorio comprende canzoni popolari croate e la moreska, cioè la danza delle spade che viene eseguita a Korcula e che mette in scena il re Bianco e il re Nero che si contendono l’amore della principessa Bula (vedi nella sezione Eventi).

Organetto ddu ‘bbotte

Molise

Su Concordu Banaresu

Sardegna

La fisarmonica diatonica, comunemente nota come organetto, è uno strumento musicale appartenente alla famiglia degli aerofoni. La sonorità brillante ne fa uno strumento adatto ad eseguire i balli, con la possibilità di effettuare sia la melodia sia l’accompagnamento. La formazione di musica tradizionale Molisana presente al festival è composta da Antonio Biacca e Matteo Vetta, un duo che comprende un maestro di organetto diatonico e un suonatore di bufù (tamburo a frizione). Su Cuncordu Banaresu nasce ufficiosamente nel gennaio 2001 l’obiettivo di svolgere un lavoro di ricerca delle tradizioni per conservare la memoria storica della cultura sarda. Il coro è composto da venti elementi, articolato nelle quattro batterie: “Basciu, Contra, Boghe e Mesa oghe”. Il repertorio interpreta canti popolari religiosi e profani della Sardegna oltre a musicare alcune antiche poesie di Barore Sassu.


SUONI LUNGO L’ADIGE musiche e danze tradizionali 35 Lungadige San Giorgio

venerdì 21.00 sabato 21.30

Durante il giorno i gruppi musicali suonano mescolandosi al pubblico, spesso in prossimità dei giochi tradizionali della regione di provenienza. Alla sera inizia il vero spettacolo, e tutti i gruppi musicali presenti a questa edizione del Tocatì si alternano sul palco allestito accanto alla torretta austro ungarica che si affaccia sull’Adige. Sonorità tradizionali delle varie regioni italiane e della Croazia accompagnano le evoluzioni dei danzatori che si esibiscono in balli caratteristici dei vari territori.

APERITIVI MUSICALI

Durante i tre giorni del Festival “all’ora dell’aperitivo”, vengono organizzate esibizioni musicali negli angoli più suggestivi di Verona. Accanto ai gruppi folk che propongono le melodie caratteristiche delle loro terre, l’Associazione Giochi Antichi e le tradizionali osterie della città offrono gratuitamente vini tipici, formaggi del Monte Veronese di Malga e salumi della zona. LE OSTERIE VERONESI E IL TOCATÌ, UNA TRADIZIONE CONSOLIDATA La collaborazione tra le osterie veronesi del centro storico e l’Associazione Giochi Antichi è ormai una tradizione consolidata e indispensabile. Gioco e osteria è da sempre un binomio inseparabile: infatti, diversi giochi come le carte, le bocce o la morra, sono strettamente legati a questo ambiente. Gli aperitivi musicali offerti negli angoli più suggestivi del Festival sono curati da alcuni locali tra i più caratteristici della città. L’Associazione Giochi Antichi di Verona è fiera di continuare questa relazione che le osterie, antico e insieme attualissimo luogo di socialità, quotidianamente trasmettono offrendo uno “spazio franco” nel vivere quotidiano. Moreska

23 Piazza Santa Anastasia

VENERDI’ 18.30

Gioppini di Bergamo 10 Corte Sgarzerie

SABATO 11.30

Gruppo Spontaneo Trallalero e Coro Su Concordu Banaresu 5 Piazza Nogara

SABATO 18.00

Guslar Iz Dalmacije e Organetto ddu ‘bbotte 29 Piazza Duomo

SABATO 19.00 45

Gioppini di Bergamo 5 Piazza Nogara

DOMENICA 11.00

Coro dei Minatori di Santa Fiora 32 Giardini Lombroso

DOMENICA 12.00

Kulturno Umjetnićko Društvo “Brođanci iz Brođance” 19 Piazzetta Pescheria

DOMENICA 18.00

Gli aperitivi musicali sono gestiti dalle osterie.


Il Festival & l’Università L’Università di Verona, legata alla tradizione, alla storia, al territorio, torna al Tocatì con i suoi progetti multimediali, realizzati dagli studenti universitari, in grado di coniugare impegno professionale, creatività ed entusiasmo. Dopo l’importante esperienza maturata durante la scorsa edizione, si consolida così la collaborazione tra l’Ateneo scaligero e il Tocatì, festival internazionale dei giochi in strada, finalizzata a valorizzare le radici ludiche della tradizione locale e non solo. Anche quest’anno – grazie ai progetti di Fuori Aula Network (http://fuoriaula.univr.it), Fuori Aula Web (www.fuoriaula.it) e UniCinema (www.unicinema.org) – il Festival sarà raccontato con suoni, parole e immagini. Per permettere a tutto il pubblico della manifestazione di godere di approfondimenti, interviste, momenti speciali. Grazie ai reportage fotografici e audio-video realizzati da UniCinema e all’aggiornamento radiofonico e giornalistico con le redazioni di FAN e Fuori Aula, sarà possibile vivere il Tocatì attraverso le voci dei protagonisti con interviste, racconti e curiosità. I progetti presenti, coordinati dall’Ufficio Comunicazione dell’Università di Verona, mettono al centro gli studenti stessi, giovani appassionati di nuove tecnologie e curiosi riguardo al mondo dei giochi e delle tradizioni. Grazie ai linguaggi della radio, del web, del cinema e della televisione, saranno realizzati prodotti innovativi che resteranno poi come documentazione a testimoniare l’edizione 2007 del Festival. Per ulteriori informazioni sui progetti: www.univr.it staff@unicinema.org, fuoriaula.radio@univr.it, fuoriaula@univr.it, tel. 045 8028127-030-190.

Tocatì & Scuola

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La Piazza dei Bambini

VENERDÌ 9.00-13.00

Continua la magia dell’imparare giocando. Quella trasmissione di saperi fatta di piccole cose e di gesti che solo le sorelle o i fratelli maggiori riescono a trasferire ai più piccoli. Prosegue anche nella quinta edizione del festival la costruzione del ponte che unisce gli alunni della scuola primaria a quelli della scuola secondaria. Gli allievi della quinta superiore (liceo Montanari, Istituto alberghiero A. Berti e Istituto d’arte Nani) guideranno in un percorso cittadino, tra storia e giochi, gli alunni delle classi seconde della scuola primaria. Il progetto “la piazza dei bambini”, coordinato dall’Ufficio Educazione Fisica e da un gruppo di insegnanti dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Verona, si arricchisce quest’anno di nuovi contenuti, riproponendo spazi e giochi proprio dove si svolgevano un tempo. Così nel Teatro Romano di Verona rivivono quei giochi semplici che gli antichi romani, grandi e piccini, amavano fare per ingannare l’attesa, aspettando l’inizio dello spettacolo o tra un cambio di scena e l’altro. I bambini, negli stessi luoghi, imparano giocando e giocano studiando la storia. A saperli leggere, ci sono segni che i giochi hanno lasciato sui monumenti: “Filetti”, “Aliossi” e “Coppelle”. In tutti i paesi che circondano il Mediterraneo si trovano un’ infinità di questi giochi graffiti sui gradini di edifici pubblici, come Templi, Oracoli, Basiliche, Circhi, Stadi, Teatri. Si trattava di luoghi in cui c’era da aspettare, e probabilmente i giochi si sono sviluppati e diffusi proprio come passatempo. La passeggiata nella storia prosegue a S. Giorgio in Braida, S. Anastasia e nei giardini Lombroso, dove i ragazzi possono sperimentare altri tipi di gioco conosciuti fin dai tempi dei faraoni. Le aziende di “Campagna Amica” della Federazione Provinciale Coldiretti di Verona, provvedono ad integrare con yogurt, pane e marmellate le energie spese. E poi tutti a casa, a raccontare l’avventura di aver giocato in luoghi e piazze storiche, e ad aspettare di essere un po’ più grandi per insegnare ai piccini. Giochi riservati alla scuola primaria In collaborazione con l’ufficio Scolastico Provinciale di Verona con il Liceo socio-psico-pedagogico “C. Montanari”, Istituto d’Arte “N. Nani”, I.P.S.S.A.R. “A. Berti”


L’Associazione Giochi Antichi (AGA) è nata a Verona nel 2002, intorno a un nucleo di appassionati giocatori interessati al gioco e allo studio delle tradizioni ludiche. In questi anni abbiamo intrapreso una serie di azioni, che comprendono: • La ricerca, sul territorio italiano e europeo, di comunità ludiche dove si pratica il gioco tradizionale, che è espressione della cultura popolare e rappresenta un patrimonio immateriale da salvaguardare (come riconosciuto dall’Unesco nella Carta Internazionale del Gioco Tradizionale, stesa nel 2003). • l’organizzazione di manifestazioni, eventi e iniziative culturali che promuovono il gioco tradizionale e favoriscono la riutilizzazione di spazi pubblici come Tocatì, Festival internazionale dei Giochi in

ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI

Via Castel San Felice 9 Parco delle Colombare 37128 Verona tel.0458309162 www.agaverona.it info@agaverona.it

Strada, che nel 2006 ha richiamato 150.000 persone e ha coinvolto molte comunità ludiche in Italia e in Spagna. • il recupero e la diffusione di antichi giochi. In particolare quello dello S-cianco (variante locale della lippa) che oggi è molto praticato nel veronese e che appassiona anche squadre di giovani coinvolgendo un grande pubblico nel campionato da noi organizzato annualmente. • rapporti con scuole, comuni e altre associazioni per far sì che il gioco tradizionale entri in programmi e attività di vario genere. • percorsi formativi per istituzioni, università, scuole e associazioni. • iniziative per rivalutare le strade e le piazze dove si svolgevano le attività ludiche. • creato rapporti di studio e di

ricerca con altre associazioni (ludiche e non), università, istituzioni, imprese, organizzazioni territoriali a livello locale, nazionale e internazionale. • aperto un centro di documentazione sul gioco tradizionale nella nuova sede, denominata Casa Colombare, che è stata inaugutrata il 26 maggio 2007, nella giornata mondiale del gioco. Comprende un’archivio bibliografico, fotografico, video e una collezione di giochi tradizionale. L’Associazione Giochi Antichi ha bisogno di sostegno e di collaborazione da parte di tutti. Se condividi le nostre idee, associati e aiutaci a difendere il gioco tradizionale.


www.tocati.it

con il patrocinio di

Comunità Europea

con il patrocinio del comitato italiano per l’Unicef Onlus

con il contributo di

collaborazioni FONDAZIONE

teatro stabile di innovazione verona

produzione teatrale per ragazzi e giovani

Associazione Sardi “S:Satta” Verona

media partners

Sempre più numerosa è la schiera di amici, sostenitori, associazioni e istituzioni che hanno permesso, anche quest’anno, di realizzare l’edizione del Tocatì: un apporto insostituibile per la costanza e l’entusiasmo. Un grazie a tutti.

ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA EDIZIONE DEL TOCATÌ nel SETTEMBRE 2008

Realizzato con il contributo di Verona TuttIntorno e Regione Veneto - L.R. 33/2002 Design HS Happycentro+Sintetik - Stampato da Cierre Grafica, Verona

sostenitori


Programma tocatì 2007