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Parlamento Europeo

Ambasciata Greca

AMIA

ASSESSORE CULTURA, IDENTITA VENETA E MANIFESTAZIONI PER IL TEMPO LIBERO


Staff Organizzativo Direzione Artistica: Associazione Giochi Antichi Direzione Generale: Giorgio Paolo Avigo, Giuseppe Giacon, Carlo Girardi, Dino Mascalzoni Dirigente C.d.R Cultura, Comune di Verona: Gabriele Ren C.d.R Cultura, Comune di Verona: Alberta Dalle Pezze, Cinzia Hoider Ufficio Stampa C.d.R Cultura, Comune di Verona: Caterina Spillari, Roberta Bordignoni C.d.R. alla Mobilità e Traffico: Bruno Antonio Polizia Municipale: Vice Comandante Lorenzo Grella, Emanuela Vallisari C.d.R. Ambiente, Comune di Verona: Loretta Castagna Dirigente Area Patrimonio, Agec: Luigi Peloni Archivio del Festival: Andrea Materassi Area Giochi: Dario Avigo Staff Area Giochi: Dario Molesini, Emanuele Tagetto Assicurazioni: Galbusera Assicurazioni Comunicazione: Giuseppe Giacon, Federico Girardi, Anna Dal Bosco Staff Comunicazione: Lara Spadini, Laura Puddu, Nicola Meneghini Coordinamento e Rapporti Comunità Ludiche Italiane: Giancarlo Bonomi Consulenza Coordinamento Comunità Ludiche Greche: Comune di Nigrita, Sohos, Thermo Formazione: Dino Mascalzoni, Edo Zocca, Emanuele Tagetto Gestione piano sicurezza: Antonio Fornalè, Emanuele Fornalè Informatica: Massimo Samaritani Esposizioni: Martina Cailotto Staff Area Esposizioni: Giuseppe Breanza, Giulia Danti, Gianmarco Lodola Fotografo Ufficiale: Barbara Rigon Gestione Amministrativa: Guido Benvenuti, Francesca Isnenghi Gestione Legale: Silvio Scucimarra Magazzino: Edo Magalini, Stefano Paoloni Merchandising e oggetti ludici: Massimo Samaritani Musica Stage Manager: Fabio Salvo Staff Musica: Alessandro Nobis Organizzazione: Dino Mascalzoni Osteria del Gioco: Fiorenza Materassi Progetto Scenografico: Nicola Gasperini, Orlando Lanza, Cristina Rizzo Staff Scenografie: Moreno Baldessari, Fabio Bonesini, Simone Gaspari, Anna Gasperini, Beppe Menegatti, Piero Ottusi, Mauro Zanconato Produzione: Giulio Unetti Staff Produzione: Antonio Adami, Izedjin Prokuplja, Marco Cunegatti, Ivano Cocchio, Paolo Fainelli, Tatiana Isnenghi, Paolo Mion, Pierpaolo Vesentini Progetto Stage Tocatì Università di Verona: Marta Ugolini Punti Informazione Tocati: IPPSAR “A Berti” Punto Informazione Aga: Rete Aga Italia Relazioni Esterne: Blizz S.r.l. Segreteria Generale: Giulia Fattori, Samanta Pozzecco Staff Segreteria Generale: Elisa Bottacini, Laura Manara, Laura Sabaini Staff Area Incontri: Elisa Tessaroli, Stefania Da Como, Valentina De Rossi Tecnico Area Incontri: Pierdamiano Gozzi Servizi Generali: Carlo Girardi Sito Internet: Federico Girardi Tesoreria: Carlo Girardi Trasporto Fluviale: Davide Cocchio Voce del Festival: Solimano Pontarollo Segreteria del Festival 0458077692 www.tocati.it - info@tocati.it

Questa edizione del festival è dedicata a Giampaolo Dossena Ufficio Stampa Spaini & Partners Tel 0039 05036660 – 36985 Mail: matilde.meucci@spaini.it Ringraziamenti Guy Jaouen, Presidente AEJST Association Européenne des Jeux et Sports Traditionelles Comuni di Nigrita, Sohos, Thermo - Grecia Viki Markaki, Ufficio stampa Ambasciata Greca in Italia Vassili Tsàntes, Federazione Comunità Elleniche in Italia Niki Basili, Centro Ellenico di Milano Eleni Triantafillou, Consolato Greco di Venezia Maria Teresa Bolla, British Chamber of Commerce, Verona Carlo Morandi, Preside della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona Gian Paolo Marchi, Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona Tiziano Cordioli, Ufficio Scolastico Provinciale, Verona Monsignor Giorgio Benedetti, Diocesi di Verona Don Flavio Bertoldi, Diocesi di Verona Monsignor Antonio Finardi, Presidente Associazione Chiese Vive Consulta Comunale delle Associazioni di Handicap Maria Giovanna Franceschini, Ussl 20 - Servizi Sociali Adele Bertoldi, Comitato Verona per l’Unicef Damiano Berzacola, Federazione Provinciale Coldiretti Verona Pietro Piccioni, Federazione Provinciale Coldiretti Maurizio Delibori, Centro Turistico Giovanile Barbara Schiaffino, Rivista Andersen Maria Perosino Ottavio Bevilacqua Giancarlo Zucconelli L’organizzazione del Festival si riserva la facoltà di apportare modifiche al programma. La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo. Eventuali modifiche e variazioni di programma saranno comunicate dall’Organizzazione del festival tramite i Punti Informazione e il sito web. La paternità dell’iniziativa, tutti i diritti in relazione all’utilizzo delle immagini, del relativo materiale audio, video e fotografico, prodotto nell’ambito delle riprese ed interviste realizzate nel corso della manifestazione, è riservata all’AGA Verona. Per effetto della cessione, l’AGA diviene la legittima titolare di tutti i diritti d’autore, dei diritti connessi, e comunque di ogni altro diritto relativo alla partecipazione al Tocatì Festival Internazione dei Giochi in Strada. In tale qualità, l’AGA avrà il diritto di utilizzare e far utilizzare senza scopo di lucro i relativi filmati, immagini e registrazioni, senza limiti temporali, in ogni sede, con ogni mezzo tecnico ora conosciuto, o di futura invenzione, nei limiti previsti dalla normativa italiana. In copertina: Design: Happycentro Impaginazione: Nicola Turrini Ideazione logo Tocatì: Gianni Burato Ideazione nome Tocatì: Lorenzo Bassotto Copywriting: Blizz S.r.l. Contenuti:Associazione Giochi antichi


Verona, 27 agosto 2009 7^ edizione Tocatì - 2009 Presentazione del Sindaco Si gioca con perfetta serietà. Colpisce questa riflessione di Huizinga: quando si gioca, si sia adulti o bambini, si entra in una dimensione particolare, fuori dal tempo, estremamente coinvolgente e, tuttavia, assolutamente reale. Giocare non è solo divertirsi, è anche mettersi alla prova, confrontarsi, entrare in relazione. E, quando si tratta di giochi nella strada, è anche andare alla scoperta della propria città, imparare ad abitarla, a conoscerne gli angoli più nascosti, proprio come succedeva anni fa. Il gioco “per strada” trasforma gli spazi urbani in occasioni di avventure, alimentando il senso di appartenenza alla piazza, alla strada, al quartiere. Il gioco, quindi, diventa anche una modalità per trasmettere conoscenze, negoziare nuovi saperi, recuperare le tradizioni del passato, offrendo così l’opportunità di sentirsi parte di una comunità che ha storia e radici. Il Tocatì Festival Internazionale dei giochi di strada, promosso dall’Associazione Giochi Antichi e dall’Amministrazione comunale di Verona, alla sua settima edizione, intende principalmente sollecitare e coniugare questi due aspetti del gioco: il recupero dei gesti e dei saperi tradizionali e la possibilità di abitare serenamente e rispettosamente lo spazio urbano. Per tre giorni i cittadini veronesi e i turisti che per l’occasione arriveranno in città parteciperanno ad un’esperienza unica, alla scoperta di divertimenti che vengono dal passato, ambientati nella suggestiva cornice del nostro antico centro storico che, per l’occasione, diviene il teatro di una delle manifestazioni più attese ed apprezzate che la città offre. Un ringraziamento particolare dell’Amministrazione comunale va alle autorità istituzionali della Nazione Greca ospite quest’anno al festival, che, portatrice di millenaria cultura, abbraccia anche la straordinaria esperienza del gioco di strada. Ringrazio inoltre tutti i soggetti che con grande impegno e passione concorrono alla buona riuscita del Festival. Ai cittadini veronesi, ai turisti e a tutti i giocatori, sia bambini che adulti, auguriamo una buona permanenza al Festival. L’assessore alla Cultura Erminia Perbellini

Il Sindaco Flavio Tosi

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E’ con grande gioia che acccetto l’invito da parte dell’Associazione dei Giochi Antichi (A.G.A) e del Comune di Verona di accogliere la Grecia come ospite d’onore di Tocatì 2009, dando così l’opportunità a vari gruppi greci di presentare sia i giochi di strada, sia eventi di musica e danza che hanno profonde radici nella tradizione greca antica e moderna. Un secondo, ma ugualmente importante, motivo per abbracciare questa iniziativa, è il fatto che i giochi di strada sono strettamente interconnessi con il folclore e i valori culturali di ogni paese e siamo lieti che attraverso questa felice cooperazione il vasto pubblico del Nord dell’Italia venga a conoscenza di un ampio panorama della cultura tradizionale greca. Sono sicuro che il Tocatì fornirà un’opportunità per arricchire ulteriormente i buoni rapporti di vicinato della Grecia con l’Italia e costituirà un ponte di comunicazione tra le organizzazioni che documentano e divulgano la tradizione culturale europea. Antonis Samaras Ministro della Cultura, Grecia

La Grecia è un paese turistico con caratteristiche che la rendono una delle principali destinazioni turistiche in tutto il mondo. La ricchezza delle risorse naturali e la posizione geografica ne fanno un crocevia tra culture e popoli. Il fatto che nell’anno 2009 la Grecia sia stata scelta come Paese d’onore al Festival dei Giochi Tradizionali in strada “Tocatì” è per noi, quindi, molto importante, perché abbiamo la possibilità di promuovere il turismo greco nel vostro Paese. Ogni anno, migliaia di turisti visitano il nostro Paese per l’incomparabile bellezza dei luoghi, per la storia e per l’insuperabile dittico che caratterizza la Grecia: il sole e il mare. La Grecia non è solo cultura, è storia, è pittura, è poesia, è musica, è letteratura, insomma è un modo di vivere. Il personale del Ministero del Turismo, tenendo in considerazione la crisi economica mondiale, in questo difficile anno ha preso tutte le necessarie contromisure. In queste nuove circostanze abbiamo suggerito di promuovere il turismo greco all’estero con una nuova campagna che indica la Grecia come una meta turistica accessibile a tutti:“Un capolavoro che ti puoi permettere”. Ci auguriamo,attraverso la presentazione a Verona delle squadre greche di giochi e di musica tradizionali, di invogliarvi a venire a far visita al nostro Paese. Konstantinos Markopoulos Ministro del Turismo, Grecia

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Tocatì Festival internazionale dei Giochi in Strada, settima edizione Tocatì è da considerare come una tappa importante del lavoro che ogni anno Associazione Giochi Antichi svolge sul territorio italiano ed europeo. Il Festival in particolare, ed il lavoro della nostra associazione in generale, si basano sostanzialmente su una parola d’ordine: relazioni. Relazioni con i giocatori che vengono individuati, scelti e invitati a dimostrare la propria attività ludica. Relazioni con le organizzazioni che, su un piano nazionale ed internazionale, lavorano affinché il gioco tradizionale venga riconosciuto come espressione della cultura del territorio. Relazioni con le istituzioni, per far sì che tutto ciò che attiene al patrimonio immateriale rappresentato dal gioco della tradizione venga riconosciuto nel suo giusto valore anche ottenendo modifiche a norme e regolamenti pubblici. Relazioni con le istituzioni per sottolineare che riqualificare spazi, urbani o meno, affinché diventino luoghi condivisi da dedicare anche al gioco, che ha un importante riflesso sulla qualità della vita dei cittadini. Aga fa parte dell’Associazione Europea Giochi e Sport Tradizionali (AEJST) e questo consente un punto di vista più ampio e una serie di relazioni con organizzazioni a livello europeo oltre a facilitare il contatto e la presenza dell’ospite d’onore all’interno di Tocatì. Ospite d’onore dell’edizione 2009 è la Grecia, portatrice di giochi e tradizioni territoriali che si possono considerare base di partenza della cultura popolare contemporanea , nello stesso modo in cui la cultura greca viene considerata fondamentale per quel mondo che si definisce abitualmente “occidentale”. Tocatì è un festival unico nel suo genere in Europa e permette la divulgazione del gioco tradizionale che viene proposto al pubblico dalle comunità ludiche esistenti, come prova della molteplicità, della vivacità e dell’attualità di un universo del quale, troppo spesso e del tutto ingiustificatamente, si parla al passato o con nostalgia retorica. Una nostalgia fuori luogo dal momento che queste realtà esistono e si tratta soprattutto di valorizzarle e diffonderle. Aga è da due anni entrata a far parte della Rete Italiana di Cultura Popolare e questo permette di intrattenere rapporti su più livelli con il mondo della musica, della danza, del teatro e della poesia dei vari territori della penisola, arricchendo la proposta culturale del festival. Per quanto riguarda la sezione convegni e incontri, osservo con piacere che con sempre maggior frequenza donne e uomini di cultura accettano di partecipare al festival, approfondendo il tema del gioco che è trasversale per tutte le discipline. La collaborazione con l’amministrazione del Comune di Verona rimane importante per far proseguire il progetto, appoggiato concretamente anche dalla Regione Veneto oltre che da importantissimi enti, aziende e associazioni. Ringraziamo per la collaborazione tutte le istituzioni greche e in particolare i comuni di Nigrita e Sohos. Ringrazio tutte le persone che hanno permesso la realizzazione di questa edizione del festival, condividendone valori e significati, e auguro a tutti buon gioco Giorgio Paolo Avigo Presidente Associazione Giochi Antichi

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Indice Calendario Giornaliero Giochi Tradizionali Greci Giochi Tradizionali Italiani Giochi Urbani Giochi da Tavoliere Mappa del Festival

7 10 14 22 23 26

Laboratori di Gioco Eventi Esposizioni Conferenze Narrazioni in Gioco Suoni e Sapori

25 32 36 38 40 44

Cosa fare al Festival Durante il Tocatì nel centro storico di Verona si possono incontrare tante comunità ludiche provenienti dall’Italia e dalla Grecia. I giochi tradizionali giungono nella nostra città portati da gruppi di adulti che abitualmente li svolgono, persone che provano piacere nel giocare e nel trasmettere antichi gesti ludici. Il pubblico può osservare il gioco durante le sfide (sono momenti di incontro tra esperti) oppure aspettare che la competizione termini e, nella stessa arena di gioco, provare in prima persona. Si possono seguire incontri, convegni, seminari e laboratori, dove gli esperti suggeriscono interessanti spunti di riflessione sul tema ludico. Si può visitare la mostra dedicata al folklore della tradizione ellenica, si può percorrere il labirinto, costruito in omaggio alla Grecia, e si possono ritrovare le voci dei giocatori di morra del passato in una originale installazione. All’Osteria del Gioco si può prendere un aperitivo accompagnato da specialità del veronese e nel forte austroungarico, sul Lungadige San Giorgio, si trova la “Cucina del Festival”, dove a mezzogiorno e alla sera si possono assaggiare specialità locali. Un viaggio alla riscoperta di giochi, suoni e sapori della tradizione vi attende nelle strade di Verona, perché adesso “tocatì”, cioè “tocca a te”!

Cosa fare al Festival

DIMOSTRAZIONE GRATUITA Per tutti i cinquanta giochi presenti al Festival il pubblico ha la possibilità di giocare gratuitamente, grazie alla presenza delle varie realtà ludiche. Non è necessaria l’iscrizione, basta avvicinarsi alle aree dimostrative allestite per ogni gioco.

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LIMITI DI ETA’ I minori di 12 anni per giocare devono essere accompagnati da un adulto responsabile. Alcuni giochi sono riservati agli adulti, per rispetto alle tradizioni delle comunità ludiche che abitualmente li praticano. Ai bambini sono dedicate in particolare alcune aree, indicate nel programma come laboratori di gioco. Cartelli informativi e personale addetto alle aree di gioco offrono tutte le indicazioni. RESPONSABILITÀ Coloro che partecipano alle attività ed ai giochi organizzati (nelle modalità gratuite e nei tornei) nell’ambito di questa manifestazione, lo fanno sotto la propria personale responsabilità o, se minori, sotto la responsabilità di chi ne ha la patria podestà o è preposto alla loro cura e cautela. L’Associazione Giochi Antichi non assume alcun obbligo di sorveglianza nello svolgimento delle attività ludiche/ sportive. Garantisce il buon funzionamento delle attrezzature messe a disposizione del pubblico, ma non è in alcun modo responsabile per tutti quegli eventi, anche dannosi, che possono incorrere ai partecipanti per l’uso non appropriato di giochi e attrezzature.


Calendario giornaliero Venerdì

32 Borella

09.00 - 12.00 LA PIAZZA DEI BAMBINI

35 Balinetto

65 14.30 INCONTRO ASSOCIAZIONE GIONA

35 Caretini

48 16.00 Il Gioco e i Giocattoli nel Mondo

35 Cuchi

Antico

36 Senturel

65 17.30 Umberto Curi

36 Venga l’Ost

23 18.00 - 21.00 riti e feste in grecia

37 Lavre

23 18.00 EL.KE.LA.M. CON SYMPHONIC BAND DEL

37 Alli Pitrudde

CONSERVATORIO DI VERONA

60 18.30 – 22.30 L’Osteria del Gioco 14 21.00 Notte Greca 0 21.00 Labirinto 1 21.00 CACCIA AL TESORO IN BICI 23 21.30 Gaitanaki 35 21.00, 22.00 SUONI LUNGO L’ADIGE 21.00 Piazza Grecia 1 22.00 Kispetia

9 PONTE POSTUMIO 35

LA CUCINA DEL FESTIVAL

Sabato

10.00 - 12.30, 15.00 - 18.30

1 Lithari

2 Tavli 13 Tsilik Tsumak 17 Gourouna 17 LakkOudakia 19 Triota 25 Tzami 29 Dielkystinda 39 Stefani 7 Ciclotappo 10 Burul 12 La Bolp 13 Lippa

35 PARKOUR 2 BACKGAMMON 3 SCACCHI 11 GO 30 CARROM 41 DAMA 5 tappini 5 Il Calcio con le Dita 5 Il Pelele 5 Quattro Cantoni 5 L’Armonia in Gioco 5 Giochi per l’Infanzia 5 Giochi DELL’OCA 19 MONDO ANTICO 40 Cerbottane 70 10.00 - 18.30 TRASPORTO FLUVIALE a 16 9.00 – 19.00 TORNEO DI LIPPA – VI edizione

23 10.00 - 22.00 Giochi dell’Antichità 0 10.00 – 22.00 Labirinto 20 10.00 – 22.00 Voci di Morra 10.00 – 23.00 PIAZZA GRECIA 10.00 – 21.00 ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI 10.00 - 18.30 GIOCANDO RAI RADIO2

65 10.30 Educare con il Gioco Tradizionale, gli Spazi e gli Oggetti non Formali

65 11.00 Loretta Napoleoni

17 Pindoi

1 11.00, 13.00, 15.00, 17.00 Gaitanaki

21 Fionde

60 11.00 – 22.30 L’OSTERIA DEL GIOCO

17 Scalillo

1 11.30, 16.30, 22.00 Kispetia

22 CALCIOBALILLA

1 12.00, 14.00, 16.00, 18.00 Paradosiachè Pale

23 Rrumbuli

23 12.30, 21.00 Pissota

25 Birillo Parato

10 12.30 Ghetonia

26 MORRA

35 13.00 BOSSA BUFFONA

27 Pallone Grosso con Bracciale

43 15.00 Poesie Dorsali

27 To’ Vegna

42 15.00 INCONTRO RETE ITALIANA DI CULTURA

29 Cacio al Fuso 29 Penacio 31 Ol Quarantot

POPOLARE

65 16.00 Duccio Demetrio 50 17.00 Vassiliki Nika e Federica Ferrieri

7


46 17.30 Poesie Dorsali

11 GO

50 17.30 Karagiozis - Teatro delle Ombre

30 CARROM

Greco

29 18.00 CULTO INTERRELIGIOSO 65 18.00 Storia Confidenziale di un Amico 5 18.30 EL.KE.LA.M. 35 21.30 Suoni lungo l’Adige 65 21.00 Bepi De Marzi 9 PONTE POSTUMIO 35

LA CUCINA DEL FESTIVAL

41 DAMA 5 tappini 5 Il Calcio con le Dita 5 Il Pelele 5 Quattro Cantoni 5 L’Armonia in Gioco 5 Giochi per l’Infanzia 5 Giochi DELL’OCA

Domenica

19 MONDO ANTICO

40 Cerbottane

10.00 - 12.30, 15.00 - 18.30 1 Lithari 2 Tavli 13 Tsilik Tsumak 17 Gourouna 17 LakkOudakia 19 Triota

70 TRASPORTO FLUVIALE 10.00 - 18.30 ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI

23 10.00 - 19.30 Giochi dell’Antichità 0 10.00 – 20.00 Labirinto 20 10.00 – 19.30 Voci di Morra 10.00 – 19.00 PIAZZA GRECIA

25 Tzami 29 Dielkystinda 39 Stefani 10 Burul 7 Ciclotappo 12 La Bolp

1 10.00, 11.30, 16.00, 18.30 Paradosiachè Pale

65 10.30 Davide Zoletto 42 11.00 Bruno Canino e Antonio Ballista 1 11.00, 13.30, 15.30, 17.30 Gaitanaki

13 Lippa

60 11.00 – 22.30 L’OSTERIA DEL GIOCO

17 Pindoi

10 11.30 Poesie Dorsali

21 Fionde

1 12.00, 13.00, 14.30, 17.00 Kispetia

17 Scalillo

23 13.00, 14.30 Pissota

22 CALCIOBALILLA

35 13.00 BOSSA BUFFONA

23 Rrumbuli

a 16 16.30 FINALE Del TORNEO DI LIPPA – VI

25 Birillo Parato 26 MORRA

edizione

50 17.30 Karagiozis - Teatro delle Ombre Greco

27 Pallone Grosso con Bracciale

10 17.30 L’Osteria di Berto

27 To’ Vegna

29 18.00 EL.KE.LA.M.

29 Cacio al Fuso 29 Penacio 31 Ol Quarantot 32 Borella 35 Balinetto

9 PONTE POSTUMIO 35

LA CUCINA DEL FESTIVAL LEGENDA GIOCHI EVENTI SPECIALI

35 Caretini

TRASPORTO FLUVIALE

35 Cuchi

MOSTRE - INCONTRI

36 Senturel

SUONI E SAPORI

36 Venga l’Ost

IN CASO DI PIOGGIA

37 Lavre

CON IL BEL TEMPO

37 Alli Pitrudde 35 PARKOUR 2 BACKGAMMON

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10.00 - 18.30 GIOCANDO RAI RADIO2

3 SCACCHI

GIOCO ACCESSIBILE


Giochi e Giocatori Questo festival è dedicato al gioco tradizionale, finora inconsapevolmente tramandato. Da generazioni nei vari luoghi si ripetono gesti arcaici, e persone diverse sono portatrici di un sapere antico, protagoniste di azioni ludiche che ripropongono modalità di gioco legate a particolari territori e culture. Al centro dell’azione ludica, che richiede destrezza, rapidità d’azione e di pensiero e capacità di concentrazione, sono i giocatori, anzi, le comunità ludiche, cioè i gruppi di persone che proseguono le tradizioni del luogo e le portano verso il futuro, preservando un’identità legata alla loro storia e al loro territorio (vedi pagina 50). Infatti è stato riconosciuto che il gioco tradizionale rappresenta un patrimonio immateriale dell’umanità (Unesco 2003). Al festival sono presenti anche altre modalità di gioco, e accanto alle tradizioni greche e italiane proposte dalle comunità ludiche locali, si trovano pure laboratori didattici condotti da esperti educatori.


Giochi Tradizionali Greci Mito e storia sono alla radice dei giochi provenienti dalle Terre Elleniche, dove si conserva memoria di un’antichissima civiltà

DIELKYSTINDA

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Piazza Duomo

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il tiro alla fune che ha origini molto antiche si praticava anche durante i sacri giochi di Olimpia. Al tiro alla fune sono legate leggendarie imprese di Ercole e di Alessandro Magno. Per giocare al Dielkystinda è necessaria una corda e un minimo di due giocatori che possano opporsi l’uno all’altro. Ogni giocatore, o squadra, tiene un’estremità della fune (che a volte può avere alcuni nodi per facilitare la presa) e, al via, inizia a tirare. Lo scopo del gioco è trascinare l’avversario o la squadra avversaria dalla propria parte di campo. La versione presentata al festival ha la particolarità di essere eseguita con la corda annodata tenuta da quattro giocatori, disposti a quadrato. Vince il giocatore che riesce a sbilanciare gli altri facendoli uscire dalla porzione di campo assegnata. A cura del Comune di Thermos

GAITANAKI

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Piazza delle Erbe/Loggiato di Frà Giocondo

VENERDì 21.30 Sabato 11.00, 13.00, 15.00, 17.00 domenica 11.00, 13.30, 15.30, 17.30

Il gioco del Gaitanaki rappresenta l’ultimo residuo di una più vasta liturgia di riti agresti di propiziazione della fecondità. Diffuso soprattutto nell’area del Mediterraneo, prende diversi nomi in base alla zona in cui si sviluppa e viene eseguito in genere in occasione di particolari festività. In Italia un gioco simile era praticato come ballo propiziatorio durante le feste di matrimonio ed era tradizione trarre presagio  per il  futuro della coppia  dalla  riuscita  dell’intrecciarsi e sciogliersi dei nastri. Nella tradizione greca, è una danza che simboleggia l’arrivo della primavera ed è praticata durante il periodo del carnevale, anche se in alcune zone si celebra nel giorno di “Theophany”, ossia l’Epifania. Per eseguirla sono necessarie tredici persone: una di loro abbraccia un grande palo, in cima al quale sono legati dodici nastri di colori diversi, chiamati “gaitanakia”. I partecipanti danzano attorno al palo reggendo ciascuno un nastro e formando intrecci colorati. Al termine i nastri intrecciati sono lasciati all’ammirazione del pubblico. A cura del Comune di Nigrita

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GOUROUNA

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Piazza Indipendenza

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Questo gioco ricorda il golf ed è molto diffuso anche in Croazia con il nome di čula. Il termine Gourouna che in greco moderno significa maiale deriva dall’antica parola γρώνα (grona) che indicava le fosse di fango in cui questo animale usa rotolarsi. Lo strumento di gioco (si utilizzano lattine, palline o sassi) viene chiamato “maiale” in quanto viene fatto rotolare nelle buche sul campo di gioco. I partecipanti, che giocano singolarmente e non a squadre, si sparpagliano all’interno di una grande circonferenza. Ciascuno è munito di un bastone lungo circa un metro e scava una piccola buca di fronte alla propria postazione. Al centro del cerchio sta un giocatore detto “mana”, che scava una buca più grande e ha l’obiettivo di mettere la “gourouna” all’interno di questa buca. Gli altri giocatori cercano di impedirglielo passandosi la lattina con i bastoni. Se nel frattempo il “mana”, riesce ad infilare il suo bastone in una buchetta, il giocatore corrispondente deve scambiare il ruolo con lui. Quando il “mana” riesce a far andare la lattina nella grossa buca centrale, viene riconosciuto come vincitore. A cura del Comune di Nigrita

LAKKOUDAKIA

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Piazza Indipendenza

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Questo gioco viene comunemente praticato in zone rurali. Si traccia una riga sul terreno e a tre-cinque metri di distanza ogni giocatore scava una piccola buca a circa 15 cm. dalle altre. Lo scopo dei partecipanti è far rotolare la pallina nella buca di uno degli avversari. Quando ciò accade il proprietario della buchetta deve prendere la pallina e lanciarla cercando di colpire il giocatore che l’ha fatta rotolare nella sua buca; l’avversario ovviamente scappa per evitare di essere colpito. Si può tentare di colpire l’avversario più volte, ma ad ogni sbaglio corrisponde una penalità. Vengono assegnate penalità anche al giocatore che non riesce a far entrare la pallina in nessuna buca, e al giocatore in fuga che viene colpito dalla pallina, oppure bara o contravviene alle regole. Per ogni penalità una piccola pietra chiamata lice viene posta all’interno della buchetta. Chi totalizza cinque lice perde. A cura del Comune di Thermos

LITHARI

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Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Lithari discende dall’antico gioco dell’ Ephedrismos, praticato in Grecia e a Roma. Come testimoniato in numerose pitture e sculture, veniva praticato da ragazzi e ragazze. Polluce, erudito del II sec. d. C., spiega che il gioco consisteva nel piantare diritta una pietra e poi da lontano prenderla di mira con una palla o con altre pietre; chi non fosse riuscito ad abbatterla doveva trasportare sulle spalle fino alla pietra il compagno vincente, che con le mani gli copriva gli occhi. L’odierno gioco del Lithari prevede che a sfidarsi siano due squadre (una maschile e una femminile) composte da tre persone. Il campo è un rettangolo al centro del quale vengono posti tre birilli in linea retta. Ogni giocatore ha tre tentativi per abbattere i birilli con una boccia o una pietra tondeggiante. La squadra che non riesce a far cadere i birilli deve prendere sulle spalle gli avversari e trasportarli fino alla linea di lancio. A cura del Comune di Nigrita

Giochi Tradizionali Greci

Piazza Erbe / Portici di Via Sottoriva

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KISPETIA

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Piazza delle Erbe/Loggiato di Frà Giocondo

Sabato 11.30, 16.30, 22.00 domenica 12.00, 13.00, 14.30, 17.00

La Kispetia o Lotta Unta ha origini millenarie, ma se ne hanno sicure testimonianze solo a partire dall’epoca della Grecia Antica. Questo gioco, molto simile alla Lotta Libera, viene praticato soprattutto nei mesi estivi, seguendo la tradizione delle Olimpiadi che si svolgevano da giugno a settembre. I contendenti, prima di entrare in campo, si spalmano il corpo di olio d’oliva, rendendo così più difficili le prese dell’avversario. Questo gioco è tuttora particolarmente diffuso nei Paesi dell’est del Mediterraneo e nelle zone attorno al mar Caspio e mar Nero. A cura del Comune di Sohos

PARADOSIACHÈ PALE

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Piazza delle Erbe/Loggiato di Frà Giocondo

Sabato 12.00, 14.00, 16.00, 18.00 domenica 10.00, 11.30, 16.00, 18.00

Ancor oggi molto popolare nei vari paesi dei Balcani e in Turchia, Paradosiachè Pale è in pratica la Lotta Libera. Veniva praticata nei primi giochi Olimpici, anche se alcuni studiosi sostengono che questo gioco esistesse già presso gli Antichi Egizi e i Babilonesi. Con il tempo questa lotta si è evoluta in due tipi di forme: la lotta greco-romana e ciò che oggi viene chiamato free wrestling. I partecipanti, chiamati ‘behlivanides’ con una parola di origine turca, una volta entrati in campo, cercano di atterrarsi a vicenda. Vince chi riesce a far toccare terra le spalle dell’avversario. A cura del Comune di Sohos

STEFANI

39

Via Stella

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 La corsa con il cerchio (Stefani) era molto diffusa nell’Antica Grecia come testimoniato da molte pitture su anfore. “Se sogni di far rotolare un cerchio”, scrisse Artemidoro (II sec. d. C.) “significa che le tue pene stanno per scomparire e stai per passare in un periodo di grande felicità”. Il gioco era noto anche agli indiani d’America, che lo consideravano un mezzo per sviluppare nei bambini prontezza di riflessi e capacità di concentrazione. Per giocare si utilizza un bastone a forma di ipsilon e un sottile cerchio di legno o metallo. Il diametro deve essere proporzionale all’altezza del giocatore. A cura del Comune di Nigrita

TAVLI

2 2

Piazzetta 14 Novembre/Domus Mercatorum

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 L’attuale gioco del Tavli, che discende dagli antichi giochi Tabula e Scripta, è popolarissimo in Grecia. Si pratica sul tavoliere del Backgammon (vedi Giochi di tavoliere), ma le regole sono diverse. Lo scopo del gioco è che un giocatore muova tutte le proprie pedine situate nella sua metà di tavola e riesca poi a portarle fuori. A differenza del Backgammon nel Tavli si usa un solo paio di dadi e c’è una modalità di alternarsi al gioco che rende le mosse molto veloci. A cura del Comune di Sohos

12


TRIOTA

19 14

Piazzetta Pescheria/Loggetta Prefettura

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Questo gioco era conosciuto da Egizi, Greci, Fenici e Vichinghi. E’ citato nel Libro dei Giochi di Alfonso X il Saggio, nel Talmud e, nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Sul soffitto del tempio di Kurna, in Egitto, è stato rinvenuta una raffigurazione di gioco scolpita probabilmente dagli operai intorno al 1400 a.C. Nei paesi del Mediterraneo si trovano numerosi schemi di gioco graffiti sui gradini di edifici pubblici, templi, oracoli, basiliche, circhi, stadi, teatri. La Triota (in italiano Tris), viene giocata solitamente da due persone. Prima della partita i giocatori stabiliscono il numero di triota da raggiungere per vincere. Ciascuno, a turno, tenta di porre le pietre in modo tale che l’avversario non possa fare triota (tre pietre in una fila verticale, orizzontale o diagonale). A cura del Comune di Thermos

TSILIK TSUMAK

13

Via Dante

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Tsilik Tsoumak è una variante di uno dei più antichi e diffusi giochi: la Lippa (vedi Giochi tradizionali italiani) e si svolge sempre all’aperto. I giocatori sono divisi in due squadre, che all’occorrenza possono anche essere composte da una sola persona. Ogni giocatore è munito di un bastone di legno lungo circa un metro chiamato Tsilika. Dopo aver stabilito chi inizia, il giocatore al centro del campo colpisce col suo Tsilika un pezzo di canna dalle estremità appuntite che misura circa 20 cm., detto Tsilikoksilo, posizionato sopra una piccola buca scavata nel terreno. Lo scopo del gioco è allontanare lo Tsilikoksilo il più possibile dalla buca. Se gli avversari non lo prendono al volo, il battitore ha a disposizione altri tre tiri. A cura del Comune di Nigrita

TZAMI

25 18

Via Massalongo/Portici di Via Sottoriva

Lo tzami, chiamato anche Gioco della Moschea, o Gioco del Tempio, ricorda il burrascoso passato tra ortodossi e ottomani in territorio greco. Una pila formata da sette piastrelle o pietre lisce rappresenta il minareto o il campanile. Si gioca divisi in due squadre di sei persone. La prima squadra ha sei tentativi per abbattere la pila con la palla, se non ci riesce tocca alla squadra avversaria. Il lanciatore che riesce nell’intento deve ricomporre la pila e proteggerla, mentre l’altra squadra ha a disposizione sei tiri per farla cadere. Se entro i sei tiri la pila non viene abbattuta, il punto va alla squadra del difensore, in caso contrario va all’altra squadra. Vince la squadra che per prima riesce a totalizzare dieci punti. A cura del Comune di Sohos

Giochi Tradizionali Greci

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

13


Giochi Tradizionali Italiani Alla scoperta di un’Italia nascosta, dove ogni comunità ludica ha conservato inconsapevolmente un tesoro segreto: i giochi del territorio

ALLI PITRUDDE Lombardia

37 30

Teatro Romano/Chiostro dei Canonici

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Nel territorio della provincia di Brindisi, della provincia di Lecce e di parte della provincia di Taranto sono state ritrovate, in alcune tombe di fanciulle di epoca messapica (VIII-II sec. a. C.), varie pietruzze levigate. Gli archeologi ritengono venissero utilizzate per svolgere questo gioco che richiede grande destrezza. Le regole prevedono che si lancino i sassetti riacchiappandoli al volo secondo diverse sequenze di crescente difficoltà. L’ultima fase è la più ardua: i cinque sassolini lanciati con una mano devono atterrare e fermarsi sul dorso della stessa. Si richiede rapidità di riflessi, coordinazione nei movimenti e capacità di concentrazione. A cura dell’Associazione Casarmonica (BR)

BALINETTO Veneto

35

Giardini San Giorgio

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il gioco nasce in provincia di Belluno dove i proprietari dei bar lo proponevano all’esterno dei locali come intrattenimento per i clienti. Il Balinetto era piuttosto diffuso dopo la Seconda Guerra Mondiale, e durante le feste patronali i vari paesi della provincia si sfidavano tra di loro. Nel 1965 viene regolamentato e vengono creati i primi campionati provinciali e le prime società. Attualmente è riconosciuto come gioco locale dalla Federazione Italiana Bocce. Il campo da gioco è un rettangolo di circa tre metri per diciotto su terra battuta. Ad una estremità è posto un cerchio di ferro di circa 50 cm. di diametro, al centro del quale viene inserito un bersaglio fisso formato da un ceppo di legno su cui è posato un balinetto (boccino) di circa 6 cm. di diametro. Quando la boccia colpisce il ceppo viene assegnato un punto, se colpisce il boccino ne vengono assegnati due. A cura della Federazione Italiana Bocce (BL)

14


BIRILLO PARATO Sicilia

25

Via Massalongo

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Secondo il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana Zanichelli la parola birillo risale al 1797, e il termine siciliano “brigli” si riscontra la prima volta nel 1426. Nel comune di Monforte S. Giorgio, in provincia di Messina, vengono praticati due giochi con i birilli: il gioco della Carrara ed il gioco del Birillo Parato. Il gioco del Birillo Parato consiste nel lanciare un birillo cercando di abbatterne un altro con sopra delle monete. Per guadagnarle bisogna fare in modo che il proprio birillo, rotolando sul terreno, sia più vicino dell’altro alle monete cadute. A cura di A.S.D. Due Vale Attorno (ME)

BORELLA Veneto

32

Giardini Cesare Lombroso

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 La Borella, detta anche Borèa o Burèa, era molto popolare nella Marca Trevigiana. Il gioco ha un’antica tradizione, come dimostra la testimonianza del fabbriciere di Casier, che durante la visita pastorale nel 1592, interrogato sul comportamento del parroco Giacomo Antonelli, rispondeva: «… questo nostro prete zuoga a carte, e ogni zuogo pubblicamente con gran scandalo del populo, et anco l’havemo ripreso; l’ho visto anco zugar alla borella...». La Borella si gioca con una grossa boccia di legno di “òpio” (acero campestre, un tempo diffusissimo nella zona), con un peso tra i 500 grammi e il chilogrammo, e tre birilli in legno alti circa 60 cm. chiamati “sòni”. Il gioco consiste nel colpire i tre birilli messi in fila, dopo aver fatto rimbalzare a terra la boccia. Chi abbatte tutti e tre i “sòni” con una sola palla fa “San Martin” (espressione che si usa anche per indicare che tutto è stato distrutto dopo una grandinata). Chi fa cadere due “sòni” con un lancio fa “Gambarèl” perchè un “sòn” fa lo sgambetto ad un altro. A cura del Gruppo Amici della Borella (TV)

BOSSA BUFFONA Veneto

35

La Cucina del Festival

Il gioco è piuttosto antico ed è testimoniato dal ritrovamento di alcune particolari brocche del XV secolo. Infatti Bossa Buffona vuol dire “brocca burlona”, perché in questo gioco della tradizione veneta i partecipanti devono riuscire a bere senza sporcarsi da un recipiente disseminato di fori nascosti che rendono difficoltoso il compito. Il segreto è aspirare il vino dalle cavità celate tra decorazioni, fregi e fori, e tappare con le dita alcuni fori via via che si individuano. Mentre il giocatore si cimenta, intorno a lui si scatena l’ilarità degli astanti che possono render ancor difficile il compito facendolo ridere con battute scherzose. A cura dei Cucari Veneti-Terramica (VI)

Giochi Tradizionali Italiani

Sabato/domenica 13.00

15


BURUL Friuli Venezia Giulia

10

Corte Sgarzerie

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il Burul è un gioco della Carnia (UD) che risale al XVI secolo, e ricorda il Pirlì in uso nelle Valli Bergamasche. Questi giochi si possono considerare gli antenati dei moderni flipper. Il Burul si pratica con una trottola e una sorta di biliardino di legno con il piano diviso da varie assi con diverse aperture a forma di portoni. Il giocatore lancia la trottola che deve attraversare questi archi che rappresentano metaforicamente le mura della città, per arrivare infine alla porta finale: il castello del signore. Ogni giocatore ha a disposizione più lanci, con i quali totalizza un punteggio a seconda degli archi e dei ‘livelli’ di mura che riesce a superare. A cura della Pro Loco Moggese (UD)

CACIO AL FUSO Toscana

29

Piazza Duomo

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il cacio al fuso è un’antica tradizione della Val d’Orcia, Pienza (SI), dove a sfidarsi erano i contadini e i pastori della zona. Il gioco attuale deriva dall’uso di controllare la stagionatura del formaggio battendo sulla forma o lanciandola. La sfida si svolge tra persone che appartengono a diverse contrade. Il campo è formato da cinque cerchi concentrici con al centro piantato un fuso. Si fa rotolare il cacio lanciandolo a turno verso il fuso, da un tappetino distante circa tre metri dal cerchio più esterno. Ad ogni cerchio corrisponde un punteggio che va da 1 a 5. A cura dell’Associazione Pro Loco di Pienza (SI)

CALCIOBALILLA Emilia Romagna

22 18

Piazzetta Chiavica/Portici di via Sottoriva

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Francia e Germania si contendono l’invenzione del gioco, nato intorno agli anni Venti. Pare che il tedesco Broto Wachter abbia realizzato un prototipo di biliardino da calcio balilla e che contemporaneamente anche in Francia un operaio della Citroen abbia proposto un gioco analogo. Tuttavia la versione che conosciamo, con gli omini sagomati, è stata brevettata nel 1937 a Barcellona da Alejandro Finisterre. Il gioco simula una partita di calcio, che si svolge su un tavolo con sponde laterali. I partecipanti manovrano, tramite barre (o stecche), le sagome di piccoli giocatori che devono colpire una pallina per spingerla nella porta avversaria. A cura di A.S.D. La Calciobalilla Sport (RE)

CARETINI Veneto

35

Giardini san Giorgio

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

16

Le prime testimonianze di rudimentali carretti in legno con ruote piene usati dai bambini per giocare si hanno da reperti romani. Con l’invenzione dei cuscinetti a sfera, il gioco offre più soddisfazioni e diventa molto popolare negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Il “caretino a sfere” (come si chiama in Veneto) è costituito da un’asse di legno sulla quale vengono montati degli assali, sempre in legno: uno mobile, fissato centralmente con un perno sulla parte anteriore dell’asse, che funge da manubrio o volante, e uno fisso che va attaccato nella parte posteriore. Costruire e utilizzare i caretini coinvolge numerosi appassionati. A cura di G.P. Novaglie (VR)


CICLOTAPPO Liguria

7 18

Porta Borsari/Porta di Sottoriva

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Ciclotappo è il nome con il quale è stato ufficializzato un gioco in passato molto diffuso fra i ragazzi di ogni regione. Si giocava con i tappi a corona delle bibite gassate, personalizzati all’interno con figurine di ciclisti, su una pista disegnata con il gessetto in spiazzi all’aperto. Esistono numerose varianti regionali del popolare gioco, sia per quanto riguarda i materiali usati, sia per le regole e le denominazioni. La Federazione Italiana Gioco Ciclotappo, nata nel 1993 ad opera di Gualtiero Schiaffino, ha codificato il regolamento e organizza ogni anno il Campionato Italiano di Ciclotappo che si struttura in varie tappe come un vero Giro d’Italia. A cura del Gruppo Città di Genova (GE)

CUCHI Veneto

35

Giardini San Giorgio

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il fischietto si trova nelle tradizioni e nelle culture di varie zone del mondo. Fa parte anche della tradizione veneta, e ha una storia antica in cui mito, rituale e gioco si intrecciano. Piccolo strumento a fiato, il cuco può essere un gioco per i più piccoli o un richiamo per animali, ma spesso è anche stato associato a riti legati alla fertilità, al matrimonio, alla morte. E’ stato utilizzato anche per la satira contro i potenti. Il cuco si realizza in modo molto semplice modellando una pallina d’argilla, e produce il tipico suono che ricorda il verso del cuculo. A cura dei Cucari Veneti- Terramica (VI)

FIONDE Friuli Venezia Giulia

21

Lungadige Donatelli

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

LA BOLP Trentio Alto Adige

12

Piazzetta S. Cecilia

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 È un antico gioco di origine nordica e se ne trova una descrizione in una saga islandese del XIV secolo. E’ diffuso in diverse aree del Trentino e in particolare nella val dei Mocheni. Nell’Ecomuseo del Vanoi, vicino a Caoria,(TN) è esposta una tavola dove il gioco è raffigurato. Si gioca con due fagioli rossi (le volpi) e con venti fagioli bianchi ( le galline) su un tavoliere che raffigura una croce greca al cui interno sono disegnati quadrati tagliati da diagonali. Vincono le galline se riescono a occupare l’area detta “la stalla” o a bloccare ogni movimento delle volpi. Queste ultime vincono se riescono a mangiare almeno dodici galline. A cura di Parcopan (TN)

Giochi Tradizionali Italiani

Secondo Gaio Plinio sono i Fenici gli inventori della fionda, che veniva usata anche nell’antica Roma. Nel Medioevo esisteva la frombola, antesignana della fionda, che veniva utilizzata da pastori e cacciatori e anche dalla minuta fanteria come arma da guerra. Era formata da due pezzi di corda collegati all’estremità di un pezzo di cuoio concavo, che fungeva da borsa in cui deporre la pietra da lanciare. Quella che oggi tutti i ragazzi chiamano fionda si costruisce con una forcella di legno a forma di ipsilon e nastri di gomma ricavati da una camera ad aria. A cura di A.S. Chej de’ Fionde (UD)

17


LAVRE Friuli Venezia Giulia

37

Teatro Romano

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Questo gioco è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo e ha origini remotissime. Nella zona di Trieste le prime notizie risalgono al periodo della dominazione romana e il termine “lavra” deriva dalla parola “lavera”, che in latino tardo medievale significa pietra piatta, liscia. Si gioca come le bocce: per iniziare si lancia il pallino, poi tutti i giocatori a turno lanciano le lavre cercando di farle avvicinare quanto più possibile al boccino. A cura dell’Associazione Benessere (TS)

LIPPA

13

Via Dante

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 “Correre come una lippa” e “andare come una lippa” sono espressioni ancora in uso per indicare grande velocità. Il termine si riferisce sia al gioco in generale, sia al pezzetto di legno con le estremità smussate utilizzato per i lanci, e pare derivi dal caldeo “halip”, che significa “lancio, getto”. Lo studioso Marco Fittà ha catalogato come lippe alcuni reperti dell’antico Egitto conservati al Petrie Museum di Londra, databili intorno al 2000 a C. Il gioco è conosciuto in tutto il mondo, ed è molto popolare anche in Italia, dove assume nomi diversi in ogni regione. In genere si confrontano due squadre. La lippa viene lanciata da un battitore il più lontano possibile per mezzo di un bastone (mazza o manico), e la squadra avversaria cerca di eliminare il battitore prendendo al volo la lippa. Vince chi somma più punti, calcolati sulla distanza tra la base di partenza e il punto d’arrivo della lippa. A cura di Associazione Giochi Antichi (VR)

MORRA Veneto

26 28

Via Duomo/Volto Fontane

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Antichissimo e diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, il gioco della morra è rappresentato anche su un vaso funerario egizio conservato al museo di Berlino. In un testo di Cicerone si legge che “dignus est qui cum in tenebris mices”, ossia “è persona degna quella con cui puoi giocare alla morra al buio”. In epoca romana veniva usato per risolvere le dispute, e come tale è stato a lungo utilizzato, finchè un editto del sec. IV proibì quest’abitudine nei mercati. Numerose associazioni in tutta Italia stanno lavorando per il recupero della morra. Per giocare i due avversari tendono simultaneamente a mano indicando un numero con le dita e contemporaneamente gridano un numero da zero a dieci. Vince chi ha detto la cifra che corrisponde alla somma delle dita di entrambi, ma se tutti e due i dichiaranti indovinano, oppure sbagliano, la giocata è nulla. A cura dell’ Associazione Morra Veronese in collaborazione con Federazione Italiana Morra (VR)

18


OL QUARANTOT Lombardia

31 18

Lungadige Riva Battello/Portici di Via Sottoriva

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Pare che questo gioco sia stato inventato dai taglialegna della Val Cavallina che si trova nei dintorni di Bergamo. Il nome ha una storia particolare. Nella pausa pranzo, mentre gli anziani riposavano, i giovani si allontanavano per sfidarsi. Tuttavia, poiché il gioco è rumoroso, gli anziani venivano svegliati dal frastuono provocato dall’abbattimento dei pezzi di legno e accusavano i giovani di “fare un quarantotto”. I giovani, mettendo rapidamente a posto i ciocchi utilizzati, rispondevano di aver già ripreso il lavoro. Gli strumenti di gioco si ricavano da cinque sezioni circolari di un tronco, dalle quali si tagliano anche quattro spicchi di legno e un parallelepipedo, che vengono posizionati in modo caratteristico. Da una distanza di cerca sette metri il giocatore deve lanciare il suo strumento di gioco (una delle quattro sezioni di cerchio avanzate tagliando il parallelepipedo) e cercare di abbattere i vari spicchi ai quali vengono attribuiti diversi punteggi. A cura di Cooperativa Sociale l’Innesto (BG)

PALLONE GROSSO CONBRACCIALE Toscana

27

Via Viviani

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il pallone grosso col bracciale ha una straordinaria popolarità a Monte San Savino, in provincia di Arezzo, dove testimonianze del gioco sono documentate fin dal 1565. Per giocare si utilizza un caratteristico bracciale in legno di sorbo unito in sette cerchi contornati di punte di corniolo, modellato sul braccio del giocatore, che pesa da uno a due chilogrammi. Si gioca in squadre di tre persone in un campo delimitato da un lato da un muro alto almeno 15 metri, oppure di quattro persone quando si è in un “campo alla lizza”, cioè senza muro. I giocatori vengono denominati “battitore”, “spalla”, “terzino” e “mandarino” (lancia il pallone con le mani verso il battitore della propria squadra, che lo colpisce con il bracciale). A cura della Venerabile Confraternita di Misericordia Monte San Savino (AR)

PENACIO Veneto

29

Piazza Duomo

Il gioco ricorda il Badminton inglese, importato dall’India in Gran Bretagna nell’Ottocento, o il Volano. Discende dal gioco della “palla regalata” degli antichi romani, di cui si hanno notizie anche in Cina nei primi anni dell’era cristiana. Nei paesini di Breonio e Gorgusello si è sempre praticato il Penacio come puro passatempo, senza il conteggio dei punti e con strumenti rudimentali, ma recentemente sono state stabilite alcune regole nel rispetto della tradizione. Il gioco prende il nome dal penacio, che è un tappo di sughero o un cilindretto di legno del diametro di circa 2 cm con una estremità arrotondata e l’altra munita di alcune piume d’ala di gallina (dette penaci in veronese) che servono come stabilizzatori. Si lancia con la “batarela”, una racchetta di legno con un’estremità assottigliata per facilitarne l’impugnatura. Le dimensioni della racchetta sono facoltative. A cura della Pro Loco di Breonio “Penacio” (VR)

Giochi Tradizionali Italiani

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

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PINDOI Friuli Venezia Giulia

17

Piazza Indipendenza

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 I pindoi sono pietre con la base tozza e il vertice a punta che un tempo venivano poste sulla sommità dei muri di cinta delle proprietà. I pindoi non venivano fissati con la calce e servivano da avvisatore acustico in caso di intrusioni. Oggi il gioco dei Pindoi viene praticato dai rappresentanti dei borghi roveredani in costume tardo medievale. Ogni borgo è titolare di un pindòl che costituisce il bersaglio per i borghi avversari che tentano di abbatterlo a colpi di sassi. Nella prima fase vengono formate quattro batterie da tre borghi l’una. Successivamente i quattro borghi titolari dei pindoi rimasti in piedi nelle batterie sono ammessi alla finale. Il gioco è governato dal Rettore con l’ausilio di due giudici. Le batterie vengono formate con la pesca di sassetti colorati e l’ordine di lancio è stabilito con la filastrocca: “Ài bai, tìme stài, tìe mìe compagnìe, san miracùl tricùl tracùl, ài, bài, buff!”. A cura della Congrega Borghi Roveredani (PN)

PISSOTA Veneto

23 42

Piazza S. Anastasia/Chiostro Conservatorio Dall’Abaco

Sabato 12.30, 21.00 DOMENICA 13.00, 14.30

Della Pissota si hanno notizie certe dalla metà del XVI secolo, quando compare nelle stampe popolari della bottega dei Remondini, famosa stamperia di Bassano del Grappa che commerciava in tutta Europa. Con il tempo divenne il passatempo preferito nei filò invernali, tipico momento di aggregazione nella civiltà contadina. Si tratta di una sorta di tombola dove i numeri sono sostituiti da sessantaquattro figure che si rifanno ad elementi naturali, astrologici e della vita quotidiana. E sono proprio tali figure riprodotte su formelle in ceramica a comporre il tabellone. Il comune di Nove vanta un primato per storia e produzione di queste piccole opere d’arte che sostituiscono numeri e parole con questi simboli facilmente riconoscibili perché al gioco potessero partecipare analfabeti e bambini. A cura della Proloco di Nove (VI)

RRUMBULI Calabria

23 42

Piazza S. Anastasia/Chiostro Conservatorio dall’Abaco

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

Il gioco della trottola, presentato al festival nella versione calabra dei Rrumbuli, ha almeno seimila anni: negli scavi a Ur in Mesopotamia sono state reperite alcune trottole con le fruste per lanciarle. Esemplari della trottola sono stati rinvenuti inoltre negli scavi dell’antica Troia, a Pompei, in alcune tombe etrusche, in Cina, in Giappone ed in Corea. Il gioco era famosissimo nell’antichità tanto da esercitare un fascino particolare ed essere citato in testi di numerosi poeti e filosofi (Platone, Aristotele, Plinio, Virgilio e Ovidio). Il campo per giocare a Rrumbuli è di sei metri per dodici, delimitato da due linee dette “passate”. I concorrenti giocano con una trottola e con un pezzo di spago per lanciarla (lazza o frusta). Dopo aver determinato le posizioni in campo con un tiro, i concorrenti, che sono in possesso di due trottole, devono lanciarne una, e continuando a farla roteare colpendola con la frusta, cercare di raggiungere una “passata”. Contemporaneamente devono far roteare sul palmo della mano anche l’altra trottola di cui sono in possesso. A cura dei Fossatesi nel mondo (RC)

20


SCALILLO Campania

17

Piazza Indipendenza

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Questo gioco prende nome dalla particolare scala lunga circa tredici metri utilizzata per raccogliere un tipo di uva che si sviluppa molto in altezza. Si tratta dell’uva asprinia, detta anche vite maritata al pioppo, poichè per crescere si appoggia all’albero e raggiunge persino i quindici metri. Il gioco dello Scalillo consiste in varie sfide di abilità nello spostare questa scala tenuta in verticale e in perfetto equilibrio. Un bravo portatore di Scalillo può riuscire a trasportare la scala con sopra un bambino anche per considerevoli distanze. A cura della Pro Loco di Cesa Atella (CE)

SENTUREL Veneto

36

Alzaia San Giorgio

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il Senturel consiste in una singolare gara di bocce lungo le strade del paese. Un tempo, dopo aver sorteggiato le squadre, si partiva dalla chiesa e si giocava avanzando ogni volta il tratto corrispondente ad una giocata, superando per quanto possibile anche le salite. Lungo il percorso, in piccole nicchie praticate nei muri di cinta veniva ricavato un nascondiglio per le bottiglie di vino, che accompagnavano immancabilmente il gioco. Queste informazioni sono tratte dal libro Le immagini raccontano San Zeno di Montagna-Immagini dalla memoria di Giorgio Vedovelli (Cierre Ed. Promoprint). Oggi le partite si svolgono in tratti pianeggianti possibilmente vicino a qualche osteria e i giocatori di una squadra lanciano a turno la propria boccia, alternandosi con i giocatori della squadra avversaria. L’obiettivo del gioco è avvicinarsi il più possibile e con il maggior numero di bocce al boccino. A cura di Amici del Senturel, Comune di San Zeno di Montagna (VR)

TO’ VEGNA Veneto

27

Via Viviani

To’ Vegna è un gioco tipico del bellunese che veniva in passato chiamato anche “La Bala”. Ha origini incerte: alcuni ritengono che sia stato introdotto una cinquantina di anni fa, altri affermano che sia arrivato negli anni Venti per iniziativa di paesani ritornati dal Belgio dopo la prima guerra mondiale, ed altri ancora sostengono che le origini risalgano al Seicento. To’ Vegna si gioca con una pallina, detta bàla, di gomma compatta del diametro di 52 - 55 mm, che permette un buon rimbalzo. Solitamente si gioca in squadre di tre o più giocatori (fino a cinque ) estratti a sorte con il “tòc”, ovvero un caratteristico modo per far pari e dispari. Un arbitro, detto “Siòr”, controlla l’andamento della gara segnando le “Càze” e aggiornando il punteggio, ma durante i tornei si ha la presenza contemporanea di due “Siòri”. La “Bàla” è considerata valida se colpita con la mano o con il piede; con il gomito e il ginocchio invece è “Fàlo” (fallo). A cura del Cral Farrese (BL)

Giochi Tradizionali Italiani

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

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VENGA L’OST Marche

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Alzaia San Giorgio

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Si tratta di un gioco paesano da tempo praticato a San Donato in Taviglione il lunedì di Pasqua, dove è ancora viva la tradizione. Dopo i pranzi e le baldorie pasquali i cittadini si ritrovavano il lunedì per sfidarsi allegramente. Ogni giocatore è munito di una boccia e di un bastoncino di legno su cui l’arbitro con un altro bastoncino segna con delle tacche le penalità dei giocatori. All’inizio il giudice lancia il pallino, e poi i partecipanti lanciano le loro bocce nel tentativo di farle avvicinare il più possibile al pallino. Ogni giocatore, dopo aver lanciato la propria boccia, chiama il turno seguente dicendo “Venga…” e il nome del giocatore a cui tocca giocare. L’ultimo giocatore deve chiamare l’oste “Venga l’Ost!”, il quale deve portare il vino per tutti. Quando il giocatore sbaglia nel chiamare chi lo segue gli viene assegnata una penalità. Il vincitore è colui che ha collezionato meno penalità. A cura del Comitato iniziative cittadino di San Donato in TavaglioneSassocorvaro (Pesaro e Urbino) (PU)

Giochi Urbani Nuove modalità di gioco si stanno radicando nella società e tracciano nella contemporaneità le basi di tradizioni future PARKOUR

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Lungadige San Giorgio

Giochi Urbani

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

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Il parkour, abbreviato in PK, è uno sport metropolitano nato in Francia agli inizi degli anni ‘80. L’art du déplacement (arte dello spostamento) e le parcours (il percorso) furono i primi termini utilizzati per descrivere questa forma di allenamento. Il termine parkour fu definito da David Belle e dal suo amico Sebastien Foucan nel 1998. Deriva da parcours du combattant (percorso del combattente), ovvero il percorso utilizzato nell’addestramento militare proposto da Georges Hébert. Chi pratica il Parkour è chiamato traceur, letteralmente “colui che traccia”, e aspira a superare in modo fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano lungo la sua strada (muri, scalinate, gradoni, pareti, pendii, precipizi), affidandosi ad ottime doti atletiche e ad una indispensabile dose di creatività. Le crew (gruppi) in cui si ritrovano i traceurs non si fermano davanti a nessun impedimento architettonico. Il loro motto è, infatti, spostarsi nello spazio e nel tempo utilizzando gli elementi dell’habitat urbano. Il tutto a mani nude, senza nessun aiuto se non quello dell’agilità e del coraggio. A cura di APKI (PO)


Giochi da Tavoliere Regole uguali e condivise innescano sfide che si svolgono dal bacino del Mediterraneo all’Asia. E i giocatori formano una comunità globale

BACKGAMMON

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Piazzetta 14 Novembre/ Domus Mercatorum

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Le origini di questo gioco sono incerte e hanno dato vita a numerose leggende. I romani adoravano giocare a Duodecim scripta, che nei principi fondamentali ricorda il backgammon moderno. Rappresentazioni del gioco del Duodecim scripta sono state ritrovate in alcuni dipinti murali a Pompei e ci sono testimonianze che fosse amato dagli imperatori Nerone e Commodo. Con il tempo, il Duodecim scripta si modificò nel gioco della Tabula, che somiglia ancora di più al gioco attuale, e si diffuse in Europa. Il gioco continuò a evolversi fino ad arrivare al gioco del Giacchetto e poi all’attuale Backgammon. In Grecia è molto diffusa la versione del Tavli (vedi Giochi tradizionali greci). In alcune zone dell’Islanda si usano tavolieri paragonabili a quelli della fine dell’epoca romana per giocare ad un gioco chiamato “ad elta stelpur”, cioè “la caccia alle ragazze”. Secondo alcuni studiosi l’inventore del gioco si ispirò al ciclo annuale: la tavola del Backgammon è composta di 24 punte che corrispondono alle 24 ore della giornata; le 12 punte di ogni metà corrispondono ai 12 mesi dell’anno, e le 30 pedine ai giorni dei mesi. A cura di Studio Giochi S.A.S. (VE)

CARROM

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Chiostro dei Canonici/Chiostro dei Canonici

Il Carrom è un antichissimo gioco orientale di abilità e strategia simile al biliardo. Da secoli viene praticato in Paesi come Sri Lanka, Yemen, Bangladesh, India, Nepal, Afghanistan e Birmania, tanto che prende anche il nome di Carambola Birmana. È diffusissimo in India, dove ha conquistato milioni di giocatori e dove, nel 1956, è nata la prima organizzazione ufficiale di Carrom, la “All India Carrom Federation”, con le prime regole scritte. La Federazione Italiana Carrom è stata istituita nel 1995 grazie all’entusiasmo di pochi appassionati. Il Carrom si gioca su tavoli di legno decorati di circa un metro di lato, spingendo delle piccole pedine cilindriche che scivolano sul tavoliere cosparso di fecola per renderlo più scorrevole. Scopo del gioco è imbucare tutte le proprie pedine (bianche o nere) colpendole con lo striker, un’apposita pedina neutra. A cura della Federazione Italiana Carrom (MI)

Giochi da Tavoliere

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

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DAMA

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Via Cappello/Biblioteca Civica

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Le prime fonti che parlano inequivocabilmente del gioco della dama risalgono al Medioevo: sono francesi, inglesi e perfino arabe e fanno supporre che ci fossero molte varianti dello stesso gioco diffuse più o meno in tutto il territorio euromediterraneo. La dama divenne popolare nel corso del XV secolo reggendo molto bene la concorrenza con il tric-trac ed altri più apprezzati giochi d’azzardo. Un’idea di queste difficoltà si può ricavare dal testo di un viaggiatore francese del 1654: “Senz’altro la dama e gli scacchi sono giochi leciti e diffusi, anche se richiedono molto impegno e poca fantasia. Essi non possono comunque paragonarsi al tric-trac che è un grande gioco nobile, attivo, spirituale e pieno di movimento”. Attualmente il gioco è molto noto, ed è stato riconosciuto “Sport della mente” (dal 1994 la Federazione Italiana Dama fa parte del CONI). A cura del Circolo Damistico Unicredit (VR)

GO

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Piazzetta Tirabosco/Portici di Via Portici

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il Go (Weiqi in Cinese, Baduk in Coreano) è probabilmente il più antico gioco di strategia. La leggenda vuole che il gioco del Go risalga a circa quattromila anni fa, quando Yao, imperatore del XXIII sec. avanti Cristo, lo inventò per istruire il figlio Dan Zhu. In Giappone si sa per certo che è arrivato nell’VII sec. d.C. e ha avuto grande successo. Nelle culture occidentali questo gioco ha ancora pochi appassionati, anche se il numero è in continua crescita. Il Go è un gioco per due persone, ma, in alcune situazioni, può diventare anche un gioco di gruppo o di squadra. Si utilizzano 181 pietre nere e 180 pietre bianche. Si gioca una mossa a testa, e comincia il nero, che di solito è il giocatore più debole, in compenso il bianco ha diritto ad un supplemento di 6.5 punti, detto komi. L’obiettivo è circondare dei territori, delimitandoli con proprie pedine (Go in giapponese significa assediare, circondare). Vince chi, alla fine, ha acquisito più spazio. A cura dell’Associzione Veneto Go (TV)

SCACCHI

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Palazzo Bevilacqua, Corso Sant’Anastasia

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Si ritiene che gli scacchi abbiano avuto origine in India. Poemi persiani del VI e VII secolo d.C. descrivono in dettaglio un gioco da tavolo detto Chatrang, che ha molto in comune con il moderno gioco degli scacchi, e lo fanno derivare dall’ancor più antico Chaturanga, parola che in sanscrito ha riferimenti con i quattro elementi degli antichi eserciti indiani (elefanti, cavalli, carri e soldati di fanteria). Si supponeva che poi il gioco avesse raggiunto l’occidente nel IX o X secolo d.C., ma nel 2002 a Butrinto, in Albania, è stato scoperto un re degli scacchi che secondo il professor J. Mitchell risale al V secolo d.C. Durante il festival il gioco verrà presentato nel bel cortile di Palazzo Bevilacqua, dove abitò per un trentennio Pietro III Alighieri, figlio di Dante, e dove quasi sicuramente ha soggiornato anche il Sommo Poeta, che del gioco degli scacchi apprezzava l’intelligenza e il rigore. A cura del Circolo Scacchi Dopolavoro Ferroviario Andrea Battinelli (VR)

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Laboratori di Gioco Ai bambini è dedicata questa sezione di attività, condotte da realtà qualificate che valorizzano l’aspetto pedagogico e formativo del gioco

L’ARMONIA IN GIOCO

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Piazza Nogara

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Da sempre l’umanità ha cercato di trovare corrispondenza tra la vita quotidiana e l’aspetto “magico” della musica. Così è successo nella storia che l’arco per la caccia sia diventato uno strumento musicale a corda, che un contenitore per cucinare il cibo si stato usato come tamburo, che le ossa degli animali consumati come pasto siano stati utilizzati come flauti, ecc. Questo laboratorio, a cura della Bottega di Orfeo di Verona, intende riavvicinare le persone al gioco della musica, e propone la costruzione di zufoli realizzati a partire da semplici cannucce, da suonare subito in gruppo realizzando armonie estemporanee.

IL CALCIO CON LE DITA

5

Piazza Nogara

In questo laboratorio tutti gli appassionati di calcio possono cimentarsi in una particolare forma di attività. Carlo Carzan, di professione ludomastro ed i ragazzi dell’Associazione Così per Gioco, hanno raccolto le regole e le tecniche che intere generazioni di bambini si sono tramandate per giocare a calcio con le dita, un calcio un po’ speciale, costruito con cartoncino, tappi di bottiglia e bottoni. L’associazione ha anche pubblicato un libro che insegna come preparare una squadra, quali giocatori acquistare (sarà meglio il tappo corona o un bottone?), quali ruoli assegnargli, come allenarsi per iniziare a calcioditare (le dita e il cervello devono essere allenati per imparare a dirigere il tappo-pallone). Il libro “Il calcio con le dita” (Editoriale Scienza), che contiene anche tutto l’occorrente per giocare, ha vinto il Ludo Award 2008 come miglior libro sul tema del gioco.

Laboratori di Gioco

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30

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Programma completo, info e accoglienza:

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A.G.A. VERONA si riserva la facoltà di apportare modifiche al programma dopo la stampa della presente pubblicazione.

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Coloro che partecipano alle attività ed ai giochi organizzati (nelle modalità gratuite e nei tornei) nell’ambito di questa manifestazione, lo fanno sotto la propria personale responsabilità o, se minori, sotto la responsabilità di chi ne ha la patria podestà o è preposto alla loro cura e cautela.

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CERBOTTANE

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Piazzetta Monte/Domus Mercatorum

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Probabilmente originaria della Malesia e giunta in Occidente attraverso il mondo arabo, la presenza della cerbottana nell’Europa cristiana è testimoniata da un documento datato 1320 conservato nel British Museum. Arma letale in Oriente, in Amazzonia e citata nei romanzi di Salgari (dove le freccette erano avvelenate con il curaro), la cerbottana dalle nostre parti è fortunatamente soltanto un gioco da ragazzi. Nel laboratorio organizzato dall’Associazione Giochi Antichi si può costruire una cerbottana con un foglio di carta arrotolata a tubo, ed è subito pronta per lanciar “piròle”. Si tratta del nome veneto delle classiche munizioni costruite con strisce di carta di giornali arrotolate a cono. Si possono lanciare anche freccette costruite in legno di castagno o sambuco. Lunghezza e diametro della canna di lancio sono elementi che ne determinano la potenza: tanto più è lunga e più è piccolo il diametro, quanto maggiore sarà la gittata. Più cerbottane possono essere tenute insieme da un sistema di mollette per il bucato usate come impugnatura.

GIOCO DELL’OCA

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Piazza Nogara/Palazzo Bpv - Piazza Nogara

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il gioco dell’oca rappresenta il concetto del bene e del male. Nel 1640 a Venezia Carlo Coriolani ha pubblicato una stampa su questo gioco, con raffigurata una famiglia attorno ad una tavola con sopra un’oca arrosto. In alto c’è scritto: “Il dilettevole gioco di loca”. Questo gioco semplicissimo, in cui non è necessaria l’abilità, ma solo la fortuna affidata ai dadi, nel XVII secolo era alquanto diffuso in Europa. Il laboratorio, organizzato dalla Ussl 20 Verona-Servizi Sociali, propone il classico gioco dell’oca. In genere è formato da 63 (o 90) caselle numerate e disposte a spirale. I giocatori, muniti di contrassegno, avanzano secondo il punteggio indicato dai due dadi. Ci si ferma per uno o più giri, o si paga, o si retrocede se si capita nelle caselle occupate dagli “accidenti” o “pericoli” (il ponte al numero 6, l’osteria al 19, i dadi al 26, il pozzo al 31, il labirinto al 42, la prigione al 52, i dadi al 53, la morte al 58). Le caselle occupate dalle oche sono 13, quando ci capita sopra il giocatore raddoppia il valore ottenuto dai dadi e avanza. Vince il primo che raggiunge esattamente l’ultima casella, al centro del tabellone.

GIOCO PER L’INFANZIA

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Piazza Nogara/Palazzo Bpv - Piazza Nogara

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Questo laboratorio è dedicato ai bambini e a tutti coloro che si interessano al gioco per motivi professionali. Per animatori, insegnanti, educatori nello Spazio GioNa si svolgono presentazioni di esperienze, scambi di documentazione, prenotazioni di attività, mostre, conferenze, gemellaggi. Per i giovanissimi si propongono giochi e attività festose della tradizione italiana. Si alternano animatori ed educatori di Comuni soci di GioNa (Associazione Nazionale Città in Gioco): Jesi (Ludoteca), Ravenna (Centro la Lucertola ), Siano (Città dei ragazzi), Torino (Centro per la cultura ludica), Udine (Servizio gioco e ludobus). Sono presenti anche: CigoleBrescia (Associazioni Amiche di GioNa); Brescia (Museo del gioco), CalimeraLecce (editrice Kurumuny); Saviano-Napoli (Associazione Babalud), MassicelleSalerno (Museo e festival del giocattolo popolare); Siano-Salerno (Centro Studi Fantasilandia), Perugia (Teatro di Figura e festival Figuratevi), Milano (Accademia del gioco dimenticato), Associazione Nazionale “Ali per Giocare” e Cemea del Veneto.

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MONDO ANTICO

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Piazzetta Pescheria/Via Sottoriva

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Un interessantissimo laboratorio sui giochi dell’antica Grecia viene proposto dal Museo Svizzero del Gioco, che ha sede a Tour La Peliz, vicino a Vevey. Le attività ludiche e didattiche comprendono momenti di gioco aperti a persone di ogni età, nel corso dei quali si llustra come probabilmente si giocava un tempo e quali sono i problemi degli archeologi che ritrovano i reperti, ma non sempre riescono a risalire con certezza alle regole del gioco. Tra le proposte, il Gioco delle cinque linee, Polis (Ludus latrunculorum), Astragali, Ephedrismos e le tre versioni del Tavli.

IL PELELE

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Piazza Nogara

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Una marionetta senza fili dà il nome a questo gioco tradizionale spagnolo, rappresentato anche nel famoso quadro “El Pelele” dipinto da Francisco Goya nel 1792. Nel dipinto quattro giovani donne tengono teso un ampio telo, sul quale rimbalza volando verso l’alto un pupazzo di grande taglia che riproduce un giovanotto. In volo la marionetta assume posizioni scomposte, suscitando le prese in giro dei giocatori, che accompagnano i lanci con canti e filastrocche. In genere veniva praticato da donne, vari studiosi vedono in questo gioco un’azione simbolica contro il potere del maschilismo. Il laboratorio è organizzato da Younicef di Verona.

QUATTRO CANTONI

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Piazza Nogara

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 Il gioco dei “quattro cantoni” un noto gioco di gruppo di corsa e contatto, che al festival viene proposto dal Comitato Unicef Verona in una particolare versione: “i quattro cantoni dei diritti”. Si gioca all’aperto con cinque giocatori. Il campo di gioco deve essere grande almeno come una stanza ed quattro angoli del quadrato devono essere visibili e segnalati. Con una conta, si sorteggia a chi tocca stare in mezzo al quadrato, mentre gli altri giocatori si mettono ai quattro angoli. Al comando “ Via!” o “Cambio!” i giocatori agli angoli devono scambiarsi di posto molto velocemente. Il giocatore al centro deve invece conquistare uno degli angoli rimasti momentaneamente vuoti. Chi perde il posto passa al centro e deve tentare la conquista di un cantone al prossimo cambio. I nomi dei “cantoni” nella variante proposta sono: Gioco, Felicità, Libertà, Giustizia. Compito dei giocatori raggiungere una volta tutti i quattro “cantoni”. 5

Piazza Nogara

Sabato/domenica 10.00-12.30, 15.00-18.30 La nascita di questo gioco inevitabilmente legata all’invenzione del tappo a corona, che risale alla fine dell’Ottocento, ma stato largamente diffuso solo agli inizi del Novecento. In questo laboratorio a cura di “ISSIA. N. Nani” di Verona) si impara a tirare correttamente il tappino, che deve percorrere una pista lunga parecchi metri. Può essere disegnata con gessi colorati sull’asfalto oppure tracciata sulla terra battuta con l’aiuto di un bastoncino o di un sasso. In genere il percorso prevede curve e rettilinei, paraboliche e chicane. Il tappino deve essere colpito con l’indice, o il medio, avendo cura di tenere la mano appoggiata a terra. Vince chi arriva primo al traguardo dopo i giri di pista stabiliti.

Laboratori di Gioco

TAPPINI

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Eventi


KOUDONOFORI Piazza S. Anastasia

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venerdì 18.00, sabato e domenica-strade del festival Durante il festival si può asistere a un’antica tradizione greca, che viene proposta in vari luoghi della città. Si tratta dei Koudounofori. Il nome significa portatori di campana, e si tratta di uomini vestiti in modo caratteristico che si riuniscono in gruppi di cinque o più per cantare con mimiche particolari tengono viva un’antica forma di espressione, che include abbigliamento, danza e canto e movimento. In genere questi gruppi si riuniscono nel periodo di carnevale, nei giorni intorno al lunedì grasso. La tradizione dei Koudounofori si collega alla leggenda di San Teodoro. Si narra infatti che il santo, durante un assedio, avesse ordinato ai soldati di macellare gli ultimi ovini rimasti, di indossarne le pelli, di appendersi le campane intorno al collo e di marciare sul nemico. La sortita ebbe buon esito. A cura del Comune di Sohos, Grecia.

LABIRINTO

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Cortile Mercato Vecchio

PERIODO DEL FESTIVAL In onore della Grecia viene allestito un grande labirinto in Cortile Mercato Vecchio, attiguo a Piazza Grecia. Durante il festival il pubblico può entrare nei meandri e cercare la via d’uscita, oppure può salire nei loggiati e osservare dall’alto chi si sta destreggiando nel labirinto sottostante. Per informazioni vedi a pag. 36.

NOTTE GRECA

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Piazza dei Signori

VENerdì 21.00

Sul palcoscenico allestito in piazza dei Signori, che durante il festival diventa Piazza Grecia, si alternano gruppi di musicisti e danzatori ellenici, che fanno rivivere antiche tradizioni. Le informazioni sui gruppi musicali si trovano alla pagina 44-45.

KISPETIA Piazza delle Erbe/Loggiato di Frà Giocondo

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VENERDì 22.00, SABATO 11.30, 16.30, 22.00 DOMENICA 12.00, 13.00, 14.30, 17.00 Gli spettacolari incontri di lotta tra due contendenti che hanno il corpo unto d’olio si svolgono durante tutto il festival, a orari prestabiliti, secondo un preciso calendario. Per informazioni vedi Kispetia nella sezione Giochi tradizionali greci.

GAITANAKI Piazza delle Erbe/Loggiato di Frà Giocondo

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VENERDì 21.30, SABATO 11.00, 13.00, 15.00, 17.00 DOMENICA 11.00, 13.30, 15.30, 17.30 Questo suggestivo spettacolo, che vede i giocatori danzatori intrecciare i nastri intorno a un palo centrale, ha origini antichissime e viene tradizionalmente utilizzato per trarre auspici sull futuro. Al festival verrà proposto in diversi orari e luoghi.Per informazioni, vedi Gaitanaki nella sezione Giochi tradizionali greci.

PISSOTA Piazza S. Anastasia/Chiostro Conservatorio Dall’Abaco SABATO 13.00 e 21.00 domenica 13.00 e 14.30

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Un’antico gioco simile alla tombola al quale tutti possono partecipare tentando la sorte. Per informazioni vedi Pissota nella sezione giochi tradizionali italiani.


KARAGIOZIS TEATRO DELLE OMBRE GRECO

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Chiesa di S. Maria in Chiavica

sabato 17.30, Domenica 17.30 L’antico teatro delle ombre greco mette in scena le avventure di Karaghiozis, il tipico soldato greco alle prese con gli invasori. Deriva da una tradizione dell’Asia Minore, che in Grecia è stata elaborata in modo particolare. Durante gli spettacoli si rappresentano anche storie legate al mito.Viene messo in scena nelle piazze dei paesi, su un palco illuminato situato dietro a un lenzuolo: le marionette di carta risultano così ombre per il pubblico, che segue con passione le vicende, retaggio di un’antica cultura. Del teatro delle ombre si parla diffusamente durante un incontro della serie Narrazioni in Gioco, per informazioni vedi Vassiliki Nika, a pag. 41. A cura di Giannis Dagiakos Shadow Theatre Group, Atene.

TORNEO INTERNAZIONALE DI LIPPA - VI edizione

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Piazza Viviani

sabato 9.00 - 19.00, Domenica (finale) 16.30 Per il sesto anno Tocatì ospita il Torneo Internazionale di Lippa, con dodici squadre finaliste. La Lippa (vedi Giochi tradizionali italiani) è un gioco molto diffuso in varie regioni del mondo. Al sesto Trofeo Internazionale di Lippa saranno presenti 12 formazioni in rappresentanza di vari territori italiani ed europei: Cesa di Atella (Caserta), Farigliano (Cuneo), Feltre (Udine), Fossato Jonico (Reggio Calabria), Lucca, Mantova, Mede (Pavia), Milano, Pirano (Slovenia), Pola (Croazia), Valldigna ( Regione Valenciana - Spagna), Verona. Nelle edizioni precedenti hanno vinto il Torneo: 2004 Cesa di Atella, 2005 Verona, 2006 Mede, 2007 Verona, 2008 Pirano. A cura dell’Associazione Giochi Antichi

PARADOSIACHÈ PALE Piazza delle Erbe/Loggiato di Frà Giocondo

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SABATO 12.00, 14.00, 16.00, 18.00 DOM 10.00, 11.30, 16.00, 18.30

Gli incontri di Lotta libera praticati secondo l’antica tradizione greca, si svolgono durante tutto il festival, a orari prestabiliti, secondo un preciso calendario. Per informazioni vedi Paradosiachè Pale nella sezione giochi tradizionali greci.

L’OSTARIA DI BERTO

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Corticella Sgarzerie

DOMENICA 17.30

Con un particolare allestimento nel luogo dove sorgeva l’Ostaria dell’Amelia, amata dal poeta Berto Barbarani, il festival ricorda questo poeta veronese con un breve reading. E’ un omaggio dell’Ensemble Folkamazurka all’artista dialettale che, con le sue liriche, ha saputo rappresentare meglio la Verona del popolo dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Quaranta del secolo scorso: Roberto Tiberio “Berto” Barbarani (nato e morto a Verona, 1872-1945). Si presentano alcune tra le più significative composizioni del Barbarani accompagnate dalle musiche della tradizione popolare veronese. Voce recitante: Mauro Dal Fior, chitarra: Alfredo Nicoletti, violino: Livio Masarà, fisarmonica: Paolo Martini. Si segnala che domenica 27 settembre alle ore 11.00 al bar della Libreria Gheduzzi Giubberosse verrà presentata la nuova edizione dell’antologia poetica di Berto Barabarani, edita dalla stessa libreria. Saranno presenti Guariente Guarienti, Giorgio Gioco e Mauro Dal Fior.

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POESIE DORSALI SABATO 15.00, Libreria Gheduzzi, Corso S. Anastasia SABATO 17.30, Libreria Rinascita, Corso Porta Borsari DOMENICA 11.30, Libreria Pagina Dodici, Corte Sgarzerie

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Si tratta di un gioco di parole che si svolge con i dorsi dei libri, abbinati a formare un componimento casuale che viene poi fotografato ed esposto per creare un metalinguaggio visivo, evocativo e spontaneo, variabile, contingente come il significato delle parole. Questo è fare “poesia dorsale”, un’attività performativa nel senso più ludico del termine. All’interno di tre librerie del centro storico di Verona, la giornalista Antonella Ottolina e il graphic designer Silvano Belloni, invitano i partecipanti a cimentarsi in questo gioco vedendo, toccando, scrivendo, fotografando, fino ad arrivare a comporre poesia dorsale. In collaborazione con il Festival Parole in Gioco, Urbino

CULTO INTERRELIGIOSO Duomo

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sabato 18.00 Nella Cattedrale di Verona si tiene una cerimonia interreligiosa alla presenza di Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Genadios di Venezia, e di Don Flavio Bertoldi, direttore della sezione Pastorale turismo, tempo libero, sport, pellegrinaggi della Diocesi di Verona. A cura della Diocesi di Verona

TOCASA Via Trota

SABATO 11.30-13.00 Via Ponte Pietra 25 B

DOMenica 11.30-13.00 Una casa veronese si apre per condivivere con gli ospiti del Tocatì il sapore del quotidiano. A piccoli gruppi, per venti minuti circa, la padrona di casa e con amici e familiari accoglierà i visitatori,  e dopo il benvenuto li inviterà  ad aiutare in casa. Qualcuno si occuperà del lavoro sartoriale, espressione di creatività artigianale e artistica, altri del desinare, completando la preparazione di piatti tipici.Un conoscersi reciproco nel fare di tutti i giorni, un entrare nel cuore di Verona, un vedere la città da dentro i portoni. Un momento conviviale concluderà  la visita  lasciando agli ospiti la consapevolezza di aver vissuto un rapporto  profondo.

RAI RADIO DUE IN DIRETTA Piazza dei Signori

sabato/domenica 13.00-15.00 In un piccolo auditorium a cielo aperto si può partecipare dal vivo ai dibattiti e assistere alle interviste della trasmissione “Giocando” di Radio2 Rai che va in onda in diretta da Verona al sabato dalle 13,35 alle 15,00. Lo storico settimanale radiofonico sul mondo del gioco collabora con il Festival con due puntate straordinarie da piazza Grecia (Piazza dei Signori) condotte da Anna Cinque e Omero Cambi (www.radio.rai.it/radio2/giocando).

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Esposizioni Conferenze Narrazioni


Esposizioni Documentazioni antropologiche e installazioni sonore e visive trasmettono intatta la forza evocativa del gesto e del rito ludico

RITI E FESTE IN GRECIA Immagini della Cultura Popolare

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Chiostro di S. Giorgetto, Piazza S. Anastasia

VENerdì 18.00-21.00 sabato 10.00-22.0 domenica 10.00-19.30

In occasione della settima edizione del Festival Internazionale dei Giochi di Strada, l’Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Centro per la Ricerca del Folklore dell’Accademia di Atene, è lieta di ospitare a Verona una significativa selezione di immagini provenienti dalla collezione fotografica del Centro. Tratta da una cospicua raccolta fotografica (ben 40.000 stampe), la presente esposizione esemplifica la forte tradizione ludica del mondo greco e l’importanza di questo centro di ricerca, nato nel 1918 per volontà di G. Nicolas Politis, che ha dato vita, nel corso degli anni, ad un significativo archivio (con materiale manoscritto, fotografico e dal 1962 cinematografico) oltre ad un museo sorto nel 1939 e che oggi conta al suo interno 1000 reperti. Nello specifico la mostra si articola su due filoni: il primo che illustra un repertorio ludico forte del legame con le discipline atletiche, dove il gioco diventa dimostrazione di forza e resistenza fisica, una sorta di “rito d’iniziazione” all’età adulta. Il secondo focalizza l’attenzione sulla componente ludica all’interno di riti e usanze popolari, come i travestimenti che, collegandosi ai momenti fondamentali della vita (matrimoni, funerali, ecc) diventano visiva espressione delle componenti sovrannaturali (ricordiamo che nella presente edizione del Festival si potranno ammirare a riguardo i “Koudounofori”). Giochi della tradizione quindi strettamente legati al folklore, oltre a quei valori che costituiscono la base per l’identità di ogni paese e popolo, diventando un fondamentale punto di partenza per future elaborazioni culturali. A cura di Hellenic Folklore Research Centre - Academy of Athens

LABIRINTO

Installazione Temporanea Cortile Mercato Vecchio

VENERDì, SABATO E domenica Dalla preistoria alla civiltà Minoica, dal Medioevo al Rinascimento, dal giardino all’italiana fino ai giorni nostri, il labirinto è luogo di mistero, che affascina. Metafora della mente umana, percorso iniziatico, nel continuo gioco del perdersi e ritrovarsi era luogo di divertimento nei giardini di palazzi e ville. Nei giorni del Festival, in omaggio agli ospiti greci e alla loro cultura, con l’installazione nel Cortile Mercato Vecchio si vuole suggerire un “percorso” con le sue andature, tra incertezze e obbiettivi, da scoprire con il gusto del gioco e della curiosità.

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Un modo diverso di conoscere la città, ma soprattutto un segnale che possa far riflettere sul destino degli spazi pubblici in ambito urbano.L’installazione, realizzata con materiale plastico leggero e semitrasparente, è anche un invito a conoscere il vicino labirinto di Giardino Giusti, uno degli esempi più interessanti in Italia, disegnato dall’architetto veronese Luigi Trezza nel 1786, sul luogo dell’originario progetto cinquecentesco voluto dal conte Giusti. Progetto: arch. Nicola Gasperini, arch. Cristina Rizzo, arch. Orlando Lanza. Con il contributo di Cartonplast Italia S.p.A.

VOCI DI MORRA

Installazione Sonora

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Via Arche Scaligere

SABATO 10.00-22.00, DOMENICA 10.00-19.30 Ogni suono, ogni voce, porta con sé la memoria della sua origine ed è allo stesso tempo comunicazione, proiezione verso l’esterno, dialogo. L’installazione Voci di Morra indaga il rapporto tra il gioco della morra, antico e trasversale, patrimonio di culture diverse e lontane nel tempo e nello spazio, e le persone, i luoghi che ne sono stati e ne sono testimonianza. Le voci dei giocatori si riapproprieranno dei luoghi di gioco, che vengono aperti al pubblico in via eccezionale durante il festival, coinvolgendo l’ascoltatore in un viaggio nella memoria individuale e collettiva. Le porte dell’antica ex osteria Mazzon detta “La crosara” (citata in “Guida spirituale delle osterie italiane da Verona a Capri” di Hans Barth, 1909) all’interno dei palazzi scaligeri verranno trasformate, grazie ad una innovativa tecnologia di diffusione sonora, in veri e propri corpi vibranti. Testimonianza presente e impassibile dello scorrere del tempo, le porte saranno la via attraverso cui luoghi e persone lontane nel tempo saranno accomunati dall’appartenenza ad un ambiente e ad una cultura, in un dialogo tra passato e presente, tra luoghi fisici e luoghi della memoria. Installazione sonora a cura di Lorelei - Agenzia di Design sonoro. Da un’idea di Luigi Mastandrea, una produzione di Sara Lenzi, Luigi Mastandrea e Vinicius Giusti. Per le voci si ringraziano i giocatori di Morra della Val d’Illasi (Verona)

PONTE POSTUMIO

Installazione temporanea sull’Adige

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Riva Sinistra: Giardini della Giarina / Riva Destra: Piazzetta Molinari Bra

L’installazione sull’Adige con una struttura leggera in tela lunga 102 metri, è allestita ogni anno sul tracciato dell’antico ponte Postumio, un percorso simbolico per ricordare l’origine romana della pianta di Verona, ma anche la proposta di un intervento funzionale di recupero urbano come una passerella pedonale sul fiume. La riqualificazione degli spazi urbani, infatti, è uno dei principi fondanti dell’Associazione Giochi Antichi. La “ricostruzione” ideale di questo ponte, danneggiato nel VI secolo d.c. e distrutto definitivamente attorno all’anno 1097, restituisce con evidenza lo schema dell’impianto urbanistico della città romana, impostato su una griglia ortogonale generata da due assi principali: il cardo massimo in direzione nordsud e il decumano massimo in direzione est-ovest. Quest’ ultimo è la prosecuzione dall’antica Via Postumia che univa Genova ad Aquileia: entrando da Porta Borsari attraversava la città e oltrepassando il ponte Postumio proseguiva poi verso est, sull’attuale Via Redentore. Progetto: arch. Nicola Gasperini, arch. Cristina Rizzo, ing. Mauro Zanconato Progetto illuminazione: AGSM Verona, Paolo Corso Con il contributo tecnico di Bellamoli Granulati S.p.A.

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Conferenze La riflessione sulla sfera ludica si sviluppa su diversi piani culturali per offrire molteplici occasioni di approfondimento

IL GIOCO E I GIOCATTOLI NEL MONDO ANTICO

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Fnac Forum, Via Cappello 34

VENERDì 16.00

Il gioco come “filo conduttore del percorso umano” e i valori attribuiti dagli antichi Greci, Etruschi e Romani alla sfera ludica, sono i temi di questa conferenza dell’archeologo Stefano de’ Siena, che nel 2009 ha pubblicato il saggio Il gioco e i giocattoli nel mondo classico (Mucchi Editore) ed ha inaugurato un laboratorio itinerante sui giochi di Greci e Romani. Sostenitore della “didattica-ludica”, conduce anche il corso “Archeologia per gioco” per scuole primarie e secondarie. Introduce Dino Mascalzoni, responsabile didattica Associazione Giochi Antichi.

EDUCARE CON IL GIOCO TRADIZIONALE

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Gli Spazi e gli Oggetti non Formali Biblioteca Civica, Protomoteca, Via Cappello 43

SABATO 10.30

Nella riflessione e nel confronto tra sistemi educativi e formativi si delinea lo stato dell’arte della ricerca e degli studi sul gioco tradizionale, fornendo strumenti per approfondire significato e valore delle pratiche di gioco nel corso delle varie età della vita. Si indaga poi su quali sono le competenze coinvolte e come siano trasferibili in altri campi delle attività formative. Saluti: Carlo Morandi, Preside Facoltà Scienze Motorie - Università di Verona Paolo Avigo, Presidente Associazione Giochi Antichi Relatori: Guy Jaouen, Presidente Association Européenne des Jeux et SportsTraditionnels Interpretazioni e prospettive per le sperimentazioni sui giochi tradizionali. Pierre Parlebas, Presidente CEMEA Francia, Professore emerito all’Università della Sorbona di Parigi I giochi tradizionali: spazi, obiettivi, interazioni e riti. Massimo Lanza, Facoltà Scienze Motorie - Università di Verona Educare con il gioco tradizionale: regole e creatività. Edo Zocca, Volontario UNICEF Il gioco del Pelèle tra fantocci, burattini, marionette, pagliacci e mascheramenti. Moderatore: Dino Mascalzoni, responsabile didattica AGA Tiziano Gianesini, vignettista umoristico, animerà graficamente l’incontro.

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A richiesta sarà rilasciato un attestato di partecipazione.


STORIA CONFIDENZIALE DI UN AMICO

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In ricordo di Giampaolo Dossena Biblioteca Civica, Protomoteca, Via Cappello 43

SABATO 18.00

Vari personaggi della cultura e del mondo ludico contemporaneo si riuniranno per ricordare l’amico, l’intellettuale e l’ineguagliabile esperto di giochi Gian Paolo Dossena, recentemente scomparso. Attraverso il racconto di aneddoti personali ed ufficiali, si tratteggerà il ritratto ricco e sfaccettato di un personaggio che ha dato moltissimo al mondo dei giochi e a quello della cultura. Intervengono: Sergio Valzania, giornalista e autore televisivo Marco Alberto Donadoni, Autore di giochi Stefano Bartezzaghi, enigmista, scrittore e ludolinguista Dario De Toffoli, Scrittore Pinuccia Ferrari in Dossena Goffredo Fofi, critico letterario, teatrale e cinematografico Barbara Schiaffino, direttrice della rivista Andersen Margherita Forestan, coordinatrice divisione Reference Mondadori Moderatrice: Anna Cinque, giornalista RAI Radio2

Incontri ASSOCIAZIONE GIONA Biblioteca Civica, Protomoteca, Via Cappello 43

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venerdì 14.30

GioNa (Associazione Nazionale Città in Gioco) e le associazioni dell’Albo amici di GioNa illustrano i programmi 2009-2010 e presentano la Giornata mondiale del gioco (si tiene in genere l’ultimo sabato di maggio) e il Pi Greco Day (festa del gioco matematico, il 14 marzo). Conducono i lavori: Saluti: Paolo Avigo, Presidente Associazione Giochi Antichi Furio Honsell, Sindaco di Udine Massimo Seri, Assessore allo sport e al gioco della Provincia di Pesaro Giuseppe Borgogno, Assessore alle Risorse Educative del Comune di Torino Alfonso Leo, Vicesindaco del Comune di Siano, Salerno Tiziana Manzi, Assessore all’istruzione del Comune di Collegno Coordina l’incontro Amilcare Acerbi, direttore di GioNa

LA RETE ITALIANA DI CULTURA POPOLARE

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Chiostro Conservatorio Dall’Abaco, Piazza S. Anastasia

SABATO 15.00

La Rete Italiana di Cultura Popolare, in stretto contatto con le Province italiane e con altri enti, tra cui Associazione Giochi Antichi, lavora per individuare e valorizzare quei saperi che spesso vengono trasmessi solo oralmente e che ogni giorno rischiano di sparire per sempre. Questo incontro è dedicato a illustrare le attività della rete e alla ricerca di volontari che facciano da “antenna” segnalando i veri e propri presidi della cultura orale, necessari al “passaggio del Testimone”. Conducono i lavori: Antonio Damasco, direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare Paolo Apolito, antropologo e ordinario della Facoltà di Lettere e Filosofia Giuseppe Giacon, vicepresidente Asssociazione Giochi Antichi

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Narrazioni in Gioco Uomini e donne di cultura che partono dal proprio vissuto personale per raccontare esperienze, riflessioni e implicazioni del gioco

UMBERTO CURI

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Biblioteca Civica, Sala Farinati, Vicolo San Sebastiano 3

VENERDì 17.30

Carlo Chiurco, docente di Storia della Filosofia Medievale presso l’Università di Verona, conversa con il filosofo Umberto Curi che propone una riflessione dal titolo: “L’ospitalità come gioco di conoscenza nella mitologia greca”, sui temi dell’ospitalità e dell’accoglienza, partendo dal mito di Bauci e Filèmone e dal loro relazionarsi con lo “straniero”, un Hermès così travestito per mettere a prova il chiudersi e il dischiudersi umano a nuovi mondi. Introduce Chiara Stella. Umberto Curi è professore ordinario di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova. E’ autore di numerosi saggi.

LORETTA NAPOLEONI

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Biblioteca Civica, Sala Farinati, Vicolo San Sebastiano 3

sabato 11.00

Loretta Napoleoni, economista di fama internazionale, affronta il lato oscuro del gioco legato al riciclaggio di denaro sporco da parte della mafia e i retroscena finanziari del gioco d’azzardo online. Introduce Lorenza Pizzinelli, giornalista. Loretta Napoleoni è tra i massimi esperti mondiali di terrorismo. È consulente per la BBC e la CNN, editorialista per importanti quotidiani nel mondo, in Italia scrive anche per Internazionale e il Caffè. I suoi saggi sono tradotti in 18 lingue, incluso arabo e cinese. Tra i libri più recenti “Economia canaglia” ( Il Saggiatore, 2008) “I Numeri del terrore” (Il Saggiatore, 2008), “La Morsa” (Chiarelettere, 2009).

DUCCIO DEMETRIO Biblioteca Civica, Sala Farinati, Vicolo San Sebastiano 3

sabato 16.00

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“Le ali ai piedi”: Atalanta ed Hermès sono le figure mitologiche definibili come i rappresentanti archetipici del gioco. Sono al centro delle riflessioni di Duccio Demetrio e Emanuela Mancino, caporedattore della rivista Adultità (Guerini). Introduce Chiara Stella. A seguire, un laboratorio di scrittura autobiografica. Duccio Demetrio è ordinario di Filosofia dell’educazione e di Teorie e pratiche della narrazione all’Università di Milano-Bicocca. Direttore di collane editoriali e membro dei comitati scientifici delle più significative riviste pedagogiche, “Fondatore e Presidente della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.

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NIKA VASSILIKI

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Chiesa Santa Maria in Chiavica

sabato 17.00

Il Teatro delle ombre o Karaghiozis è una forma di intrattenimento che ha radici antiche, spiegano Vassiliki Nika e Federica Ferrieri, Ricercatore di Lingua e Letteratura Neogreca, Università degli Studi di Padova. Nell’incontro si parte dall’emozione suscitata da questo spettacolo tradizionale visto nell’infanzia per analizzare la storia, il lessico e l’ironia del teatro delle ombre. Vassiliki Nika è Responsabile per l’Osservatorio Media Education, Facoltà di Comunicazione e Mass Media, Università di Atene. E’ vicepresidente della sezione greca di IBBY (International Board on Books for Young People). Ha tradotto in greco numerosi libri di vari autori italiani, tra cui Bianca Pitzorno.

BEPI DE MARZI

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Biblioteca Civica, Sala Farinati, Vicolo San Sebastiano 3

sabato 21.00

Agostino Contò, responsabile dei fondi antichi della Biblioteca Civica di Verona, conversa con Bepi de Marzi sul tema ”Dai monti ateniesi ai monti ateniesi. Rampeghémose”, con un percorso dal Barone Rampante di Calvino all’Arboreto Salvatico di Mario Rigoni Stern; dai distruttori di nidi indifesi ai guastatori delle vere tradizioni in nome di identità e tradizione. Introduce Chiara Stella Bepi De Marzi, insegnante di Conservatorio, giornalista e scrittore, ha suonato per vent’anni nei Solisti Veneti. Compone musica sacra e di ispirazione popolare. Il suo canto Signore delle cime è ora diffuso nel mondo. Ha fondato e dirige il coro maschile I Crodaioli. Nel 2008 ha avuto il Premio Masi per la Cultura Veneta.

DAVIDE ZOLETTO

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Biblioteca Civica, Spazio Nervi, Via Cappello 43

domenica 10.30

“Giocare in pubblico. L’esperienza del gioco come fattore determinante dell’identità”: Davide Zoletto presenta la sua ricerca sui giochi in strada dei figli dei migranti in tre città del Nord-Est. Carlo Chiurco, che insegna Storia della Filosofia Medievale all’Università di Verona, lo accompagna nella riflessione. Davide Zoletto è ricercatore di Pedagogia generale presso l’Università di Udine, dove insegna Didattica dell’integrazione e Metodologia e tecniche del gioco. Si occupa prevalentemente di tematiche legate all’intercultura, al gioco e all’umorismo in ambito filosofico e pedagogico. Ha pubblicato fra l’altro: “La scuola dei giochi” (con Pier Aldo Rovatti, Bompiani, 2005). E’ redattore della rivista “aut aut”.

BRUNO CANINO E ANTONIO BALLISTA

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Auditorium Conservatorio Dall’Abaco

Domenica 11.00

Suonare e giocare nella lingua italiana sono due parole diverse, ma in francese, inglese e tedesco si utilizza un’unica parola. Quanto l’aspetto ludico può aver inciso nella carriera del duo pianistico Canino-Ballista, uno dei più importanti sodalizi nel mondo della musica classica, è oggetto di conversazione tra i due musicisti e la pianista veronese Albertina Dalla Chiara. Il duo pianistico Bruno Canino-Antonio Ballista, che nel 2004 ha festeggiato i cinquant’ anni di attività, è stato uno dei più fecondi nella storia musicale del secondo Novecento. Per il celebre duo hanno scritto compositori come Berio, Stockhausen, Ligeti, Donatoni, Castaldi e molti altri, rendendolo un punto di riferimento per le avanguardie nazionali e internazionali.

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Il Festival & l’Università La partecipazione dell’Università di Verona al festival internazionale dei giochi in strada è un appuntamento che si rinnova in linea con la sempre più marcata apertura dell’ateneo alla città che ne ha voluto la nascita nel 1959. I cinquanta anni trascorsi hanno visto uno sviluppo costante dell’istituzione che oggi conta otto facoltà ed è frequentata da circa ventitremila studenti. L’università è un patrimonio culturale che esplora le radici dell’identità della comunità che lo esprime, coltivando un dialogo ed un confronto costanti. Il Tocatì è un’occasione significativa per uscire dalla sedi accademiche ed esprimere un contributo che mette a frutto le molteplici opportunità e vocazioni culturali dell’ateneo. Ne sono prova le iniziative e gli appuntamenti del festival resi possibili grazie al coinvolgimento delle facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Scienze Motorie (quest’anno promotrice anche di un corso accademico sui Giochi Tradizionali, primo del genere attivato in Italia) Economia e Lettere e Filosofia. La web radio dell’ateneo Fuori Aula è di nuovo coinvolta per la realizzazione di contributi multimediali per il sito del Tocatì. L’Università si mette dunque in gioco anche nelle strade di Verona, ultimo guizzo delle vacanze estive, alla vigilia del ritorno in aula. Informazioni sull’Università di Verona: www.univr.it Ufficio Stampa Via Dell’Artigliere, 8 Tel. 045 8028903

Tocatì & Scuola Il festival rappresenta un’importante appuntamento per dare visibilità alle attività che nascono dalla collaborazione tra Associazione Giochi Antichi e il mondo della scuola. Attualmente sono in corso più di dieci progetti con l’Ufficio Scolastico Provinciale o con il Comune di Verona o con la USSL 20 di Verona o altri partner.

LA PIAZZA DEI BAMBINI Chiesa di S. Giorgio e dintorni

VENERDì 9.00-12.00

Più di mille bambini delle scuole prendono parte agli eventi in piazza legati al progetto “Storiando”, dove il gioco diventa il veicolo per trasmettere la conoscenza della storia, secondo la progressione prevista dai programmi ministeriali. -Gli allievi delle classi seconde riscoprono usi e tradizioni locali e approfondiscono la conoscenza dei giochi in uso alla fine del ‘900 nel territorio veronese (giochi: tappi, biglie, bottoni, elastico, anelli e figurine). -Le classi terze approfondiscono il programma legato alla preistoria scoprendo il contesto e l’ambiente di vita e di gioco negli insediamenti primitivi (giochi: girlo, giochi con bastoni, laboratorio arte rupestre). - Le classi quarte compiono un viaggio immaginario nelle grandi civiltà praticando gli stessi giochi testimoniati presso egiziani e greci (giochi: salto della corda, astragali, cerchio, trampoli, tiro alla fune, birilli). - Le classi quinte all’interno del Teatro Romano si cimentano con gli stessi giochi in uso presso gli antichi romani. Come un tempo il latino era la lingua conosciuta da tutti, così oggi per alcuni giochi viene utilizzato l’inglese inserendo un ulteriore elemento di didattica (noci, tris, cerchio,campana, fionda, visita alla mostra). A guidare in un percorso cittadino, tra storia e giochi, gli alunni delle classi della scuola primaria sono gli studenti del liceo ”C. Montanari”, dell’Istituto alberghiero “A. Berti”, del liceo “ L. Mondin”, dell’istituto d’arte “Nani-Boccioni”, del liceo linguistico “L. Einaudi”, dei centri di formazione professionale “F. Gresner” e “E.N.A.I.P”. di Verona. Le aziende di “Veronatura” di Coldiretti Verona, aderenti al circuito Campagna Amica, provvedono ad offrire una merenda con latte, yogurt, pane e marmellate. A cura dell’Ufficio Educazione Fisica dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Verona e Associazione Giochi Antichi

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Suoni e Sapori

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La Musica del Festival Internazionale dei Giochi in Strada In questa ormai consolidata sezione del festival trovano spazio le espressioni musicali popolari. Ogni anno si selezionano sonorità del patrimonio etnomusicale dei territori italiani. Quest’anno sono stati scelti anche gruppi italiani provenienti da zone di antica tradizione grika, e, come di consueto, sono presenti numerosi musicisti e danzatori che provengono dal Paese ospite: la Grecia.

ALLA BUA Salento Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si sono formati nel 1990, e ne fanno parte ragazzi provenienti da vari paesi del Salento, che condividono la comune eredità della musica popolare e la passione di suonarla, tramandarla e divulgarla. Il nome deriva dalla locuzione utilizzata dagli anziani come ritornello per accompagnare i canti di lavoro o d’amore, che pare significhi “medicina alternativa, altra cura”. La cura: nel passato, quella contro il morso velenoso della leggendaria taranta, quella di una società stremata dalle difficoltà e dalla povertà; oggi, similmente, contro la frenesia e la piattezza della società moderna. Il gruppo Alla Bua è ormai richiestissimo nei più importanti festival di musica etnica, ha partecipato alla colonna sonora del film “Pizzicata” di Winspeare, e ha realizzato per Rai Sat la musica del documentario dedicato al pittore Piero Pizzi Cannella. Nel 1999 esce il primo Cd, “Stella Lucente”, e nel 2002 “Alla Bua”, nato dalla collaborazione con la società romana Ethnosphere. Hanno realizzato i videoclip “Lu rusciu de lu mare” e “Pizzicarella” per la regia di Silvia Morani e Angelo Cricchi. Il gruppo è stato premiato dalle officine “CHI CANTA” e dalla città di Ugento nel progetto CEE POR Puglia 20002006 per aver divulgato la cultura Musicale Salentina nel mondo. Attualmente il gruppo vanta una preziosa collaborazione con il famoso attore Michele Placido.

EL.KE.LA.M. GRECIA Il Centro Studi per il folclore ellenico (EL.KE.LA.M.) è stato istituito nel giugno del 1982 con le finalità di studiare la cultura del folclore greco e la tradizione greca, attraverso danza, musica, canti e costumi della tradizione, per preservare e ispirare l’eredità folk greca, diffondere la tradizione locale e l’identità culturale greca a livello internazionale. La prima performance del team di danza dell’EL.KE.LA.M ha avuto luogo presso il Festival Internazionale del comune di Dafnis nel 1987. Da quella data si è esibito più di 400 volte in Grecia e ha partecipato a più di 50 festival internazionali in 17 Paesi diversi. Inoltre da ottobre 2004 ad ottobre 2005 EL.KE. LA.M. ha partecipato, con altri gruppi di danzatori di sette diversi Paesi europei, ad un progetto di produzione comune con il titolo “European Dance Caravan”; sotto la guida della Comunità Europea. La produzione è stata presentata in tutti i Paesi collaboratori (Italia, Spagna, Ungheria, Finlandia, Polonia, Romania, Cipro). EL.KE.LA.M si impegna anche a livello educativo attraverso l’organizzazione di lezioni di danza e seminari riguardanti le danze tradizionali. Inoltre promuove attività rilevanti per l’educazione dei giovani, come conferenze sulla danza e la cultura popolare e vari seminari educativi dedicati ai repertori locali di danza delle diverse regioni della Grecia, con l’aiuto e il sostegno del Ministero della Cultura.

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FOLKAMAZURKA Verona Costituito nel 2000, l’Ensemble Folkamazurka ha percorso sia la strada della ricerca etnomusicologica (“Le tradizioni musicali nel veronese”, serie di 6 Cd con registrazioni sul campo raccolte negli anni ’70 e ‘80) sia quella della riproposta del patrimonio musicale con il Cd “Varda che bela luna”, coprodotto con l’Associazione di Cultura Popolare MusicAcustica. Lo spettacolo “Campanar del diaolo” è un omaggio a quanti hanno saputo traghettare dal passato fino a oggi canti, melodie ed arie da danza, come, tra gli altri, Domenico “Minci” Anselmi, Fiorina Chesini e Arturo Zardini. Il gruppo è composto da: Alfredo Nicoletti (chitarra, mandolino, voce), Livio Masarà (violino, voce), Giuliana Bergamaschi (voce), Mauro Dal Fior (voce narrante), Nicola Berti (percussioni), Massimo Muzzolon (flauti, ance, cornamusa), Paolo Martini (fisarmonica), Claudio Moro (basso, chitarra).

GHETONIA Salento Il gruppo musicale proviene dalla Grecìa Salentina, un’antichissima comunità ellofona della Puglia meridionale che da millenni continua a parlare il Griko (la lingua di Omero). La musica dei Ghetonìa si distingue per il perfetto equilibrio delle tessiture melodiche e della complessità strumentale, che si fondono in uno stile senza tempo in cui convergono Salento, Grecia e Balcani. Le nuove composizioni sono create su antichissimi testi in Griko o di poeti Grecanici più recenti, sempre con una vena nostalgica ereditata dalla cultura ellenica. Nati nel ‘92 su iniziativa di Roberto Licci, già fondatore del Canzoniere Grecanico Salentino, i Ghetonia sono un gruppo di virtuosi musicisti: Roberto Licci (voce solista, chitarra 12 corde), Emanuele Licci (chitarre, cori), Admir Shkurtaj (fisarmonica, organetto), Salvatore Codardo (clarinetto, sassofoni), Antonio Codardo (flauto, ottavino, ciaramelle), Franco Nuzzo (tamburello, percussioni),Giorgio Vendola (contrabbasso).

THERMO ASSOCIAZIONE CULTURALE Grecia L’Associazione Culturale di Thermo è stata costituita nel 1952, con l’obiettivo di promuovere iniziative culturali di vario genere. Il dipartimento di danza, che comprende 210 persone, è stato istituito nel 1988 con la finalità di preservare e far conoscere la tradizione diffondendo la danza popolare greca.

SYMPHONIC BAND CONSERVATORIO “F.E. DALL’ABACO” Nata otto anni fa come progetto d’Istituto promosso da alcuni insegnanti del Conservatorio di Verona “E.F. Dall’Abaco”, la Symphonic Band è oggi una realtà consolidata. Promuove la conoscenza della letteratura musicale per orchestra di fiati, e offre agli allievi la possibilità di fare un’esperienza di tipo orchestrale, come esecutori e come solisti, come direttori, talvolta come arrangiatori o compositori. Durante il festival i gruppi si esibiranno in orari e luoghi indicati a pag. 46 e 48

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PIAZZA GRECIA Piazza dei Signori

SABATO 10.00-23.00 domenica 10.00-19.00 Alla Grecia, Paese ospite del Festival, viene dedicata una delle più belle piazze di Verona, Piazza dei Signori, ribattezzata per l’occasione Piazza Grecia. Sul palco centrale in alcuni orari del giorno e alla sera si alternano musiciti e danzatori provenienti dalle terre elleniche. Gli spettacoli sono tenuti dal prestigioso gruppo proveniente dall’isola di Creta, EL.KE.LA.M. (vedi a pag. 44) e da altri gruppi popolari, come i danzatori e musicisti provenienti dalla regione di Thermo, nella Grecia continentale, e i danzatori della scuola di danza di Zacharias-Achis Kripotos. Il pubblico può ascoltare strumenti tradizionali come buzukia, clarini e lires e assistere, o meglio prender parte ballando, a danze tipiche come lo scenografico Syrtos-Kalamatianos, che si balla in cerchio con dei fazzoletti nelle mani, Chassapiko e Chassaposerviko che sono originarie dell’Asia Minore, e Zonaradikos, Zebekikos e il caratteristico Pentozali di Creta. Nella piazza vi saranno alcuni punti con materiale informativo e con prodotti tipici provenienti dalla Grecia. Con la collaborazione della Federazione delle Comunità Elleniche in Italia

Ambasciata Greca

Ministero della Stampa

SUONI LUNGO L’ADIGE Musiche e danze tradizionali

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FOLKAMAZURKA VENERDÌ 21.00 ALLA BUA VENERDÌ 22.00 GHETONIA SABATO 21.30 Lungadige San Giorgio/Chiesa S. Maria in Chiavica

Come è ormai consuetudine, il festival offre un’ampia visione sul mondo della cultura popolare e della tradizione, e rivolge una particolare attenzione alla musica, che è una delle espressioni più immediatamente condivisibili. Alla sera, sul palco allestito alla torretta austroungarica che si affaccia sull’Adige, si alternano i musicisti e i danzatori italiani. Anche quest’anno sono ospiti del festival gruppi musicali di altissimo livello, selezionati anche dalla Rete Italiana di Cultura Popolare di cui fa parte l’Associazione Giochi Antichi. Il Progetto Rete Italiana di Cultura Popolare, riconosciuto nel 2007 dal Ministero per i Beni e Attività Culturali, promuove attività culturali di spettacolo finalizzate alla diffusione e circuitazione della cultura e delle tradizioni popolari.

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CUCINA DEL FESTIVAL Piatti della tradizione

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Lungadige San Giorgio

DAL VENERDì ALLA domenicA Piatti, vini e prodotti tipici della tradizione veronese sono i protagonisti sul lungadige San Giorgio, dove, accanto all’antica fortificazione austriaca, ha sede la “Cucina del Festival”. Il servizio è curato dalla Gastronomia lo Scrigno del Buongustaio S.r.l. Si possono assaggiare specialità locali e greche e, grazie alla collaborazione con Coldiretti Verona, si può scegliere un Menù a “Km Zero” ® che propone una serie di piatti preparati con prodotti agricoli delle aziende veronesi per risparmiare energia, salvaguardare l’ambiente e promuovere il patrimonio agroalimentare regionale (vedi Festival Sostenibile a pag. 49).

COLDIRETTI E I PIATTI A “KM ZERO”

Nelle cucine del Festival Coldiretti Verona propone alcuni piatti a “Km Zero”® preparati con l’ampia varietà dei prodotti agricoli delle aziende veronesi. Il progetto “Km Zero”® di Coldiretti è finalizzato a sensibilizzare mense, chef e grande distribuzione invitandoli a proporre ai consumatori prodotti stagionali del territorio. Preferire i prodotti di origine locale comporta anche una scelta etica per contenere l’inquinamento atmosferico: la riduzione del movimento di navi, camion, aerei, che viaggiano per il mondo, portando sulle tavole pietanze esotiche, contribuisce alla riduzione dell’emissione dei gas serra. Accorciare le distanze significa quindi salvaguardare l’ambiente, promuovere il patrimonio agroalimentare regionale e contenere i prezzi. Accade già nei mercatini agricoli, con i distributori automatici del latte e nel circuito di ristoranti a “Km Zero”®. Per promuovere i prodotti locali attraverso la vendita diretta, Coldiretti Verona ha costituito il consorzio “Veronatura” che raggruppa oltre ottanta aziende agricole del territorio che offrono prodotti stagionali con un’ampia gamma: dall’ortofrutta ai formaggi e agli insaccati, dal riso alla carne, latte, vino, marmellate e miele. Coldiretti Verona contribuisce all’organizzazione del Festival Internazionale dei Giochi di Strada fin dalla prima edizione ed anche quest’anno aprirà il Tocatì con la Colazione dei Giocatori offerta agli studenti delle scuole primarie il venerdì 25 settembre. Si tratta di una colazione a “Km Zero”® ed energeticamente corretta a base di prodotti agricoli locali: pane fresco artigianale, burro, marmellate alla frutta accompagnate con una tazza di latte fresco o di yogurt della Lessinia.

OSTERIA DEL GIOCO

Degustazioni “enogastroludiche”

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Via San Giacomo alla Pigna

veNerdì 18.30-22.30, sabato/domenica 11.00-22.30 Per tre giorni il cortile della chiesa di San Giacomo alla Pigna, sconsacrata dai tempi di Napoleone, si trasforma in una particolarissima osteria a cielo aperto. Si possono degustare vini del territorio e specialità come polenta e soppressa, polenta e trota, polenta e formaggio Monte Veronese di malga, uova sode, peperoni delle aziende agricole e agrituristiche veronesi, grazie alla collaborazione con Coldiretti, che insieme ad Associazione Giochi Antichi gestisce l’Osteria del gioco. Quest’anno si potranno degustare anche alcuni prodotti tipici della Grecia.

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ANTICO FORNO BAULI Cortile del Tribunale

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veNerdì 9.00-12.30, 15.00-18.30, sabato/domenica 10.00-18.30 In occasione del Tocatì, anche quest’anno viene allestito nella prestigiosa piazza del Tribunale, vicino a piazza dei Signori, l’Antico Forno Bauli. Si tratta di un laboratorio di pasticceria, aperto gratuitamente a tutti i bambini, costituito da un forno per panificatori e un laboratorio ludico, dove si possono gustare le speciali frolle che tradizionalmente si preparano a Verona per la popolare festa di Santa Lucia (13 dicembre). All’interno del laboratorio “Frolle in Festa Bauli”, i bambini possono giocare al pasticcere: armati di stampi con disegni che ricordano gli antichi giochi di strada, gli apprendisti cuochi potranno impastare, dare forma e cuocere i tradizionali biscotti di pasta frolla. L’allestimento permette di riscoprire la lunga storia di un marchio amato e conosciuto, da sempre legato al territorio, attraverso immagini storiche abbinate agli antichi strumenti di pasticceria. Novità 2009 è la presenza, in un’area attigua al laboratorio, di uno spazio dove i bambini potranno divertirsi ascoltando le spiritose storie raccontate da simpatici burattini. Bauli è nata nel 1922 da Ruggero Bauli con un piccolo laboratorio artigianale proprio nel cuore di Verona. Il successo fu garantito dal Pandoro, il dolce della ricorrenza natalizia che si è ormai imposto come alternativa al Panettone, per la golosità di coloro che non gradiscono le uvette. L’idea vincente, sviluppata negli anni in chiave industriale dai figli Alberto, Adriano e Carlo, Presidente di Bauli, è stata quella di standardizzare un processo di produzione che in passato altri non erano riusciti a dominare con altrettanta abilità, conoscenza e qualità. Bauli è molto cresciuta da allora, facendo della qualità e del rispetto della tradizione i suoi valori fondanti.

LE OSTERIE VERONESI E IL TOCATÌ Una tradizione consolidata

La collaborazione tra le osterie veronesi del centro storico e l’Associazione Giochi Antichi è ormai una tradizione consolidata. Gli aperitivi musicali (vedi sotto) offerti negli angoli più suggestivi del Festival sono curati da alcuni locali tra i più caratteristici della città. L’Associazione Giochi Antichi di Verona è fiera di continuare questa relazione tra gioco e osterie, che affonda le radici nella morra, nelle carte e in tante altre sfide ludiche. Le osterie, antico e attualissimo luogo di socialità, offrono un punto d’incontro e uno “spazio franco” nel vivere quotidiano.

APERITIVI MUSICALI

In alcune piazze del centro storico all’ora dell’aperitivo si esibiscono i gruppi folk che propongono le melodie caratteristiche delle loro terre, mentre l’Associazione Giochi Antichi e le tradizionali osterie della città offrono gratuitamente vini tipici, formaggi del Monte Veronese di Malga e salumi della zona.

GHETONIA Corte Sgarzerie

sabato 12.30

EL.KE.LA.M.

EL.KE.LA.M.

sabato 18.30

domenica 18.00

Piazza Nogara

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Piazza Duomo


Per un Festival Sostenibile Fin dalla prima edizione siamo stati molto attenti a valori come ambiente e sostenibilità, con la voglia di sperimentare, durante il breve spazio del festival, quali sono le concrete possibilità per offrire una migliore qualità della vita urbana, in una città dove la strada possa essere, oltre che un luogo di passaggio, anche e soprattutto uno spazio di incontro e di scambio con le altre persone, e dove il gioco può svolgersi liberamente, con tutte le positive implicazioni di aggregazione sociale. In questi sette anni abbiamo avuto e continuiamo ad avere l’appoggio di enti ed aziende che ci aiutano a rendere possibile, almeno per tre giorni, tutto questo. Innanzitutto segnaliamo che l’energia erogata durante il festival, offerta da AGSM Verona, proviene interamente da fonti rinnovabili certificate e garantite. Alla Cucina del festival e all’Osteria del gioco si serve acqua dell’acquedotto cittadino depurata con filtri al posto dell’acqua in bottiglia. In questo modo non si contribuisce all’inquinamento (con le bottiglie, il trasporto sui camion, ecc.) e si utilizza l’ottima acqua di Verona, distribuita fresca e gasata attraverso il servizio Acquanuova di AGSM. Alle cucine del festival si possono scegliere piatti “a chilometro zero”, grazie alla collaborazione con Coldiretti Verona. Sono realizzati con prodotti locali, non trasportati per lunghi percorsi con mezzi inquinanti. Si utilizzano sacchetti biodegradabili al 100% in Mater-Bi (amido di mais) offerti da AMIA. In alcune aree sorgono isole ecologiche per la raccolta differenziata (AMIA contribuisce a un maggior decoro dello spazio cittadino e a diffondere i criteri base della raccolta differenziata). Ogni qualvolta è possibile, si cerca di utilizzare prodotti provenienti dall’attività di riciclo, e qui sottolineamo che per alcuni giochi si utilizzano materialei di riciclo (es. Tappini e Ciclotappo dove si usano i tappi a corona). Le strutture in legno realizzate per alcuni giochi presenti al festival sono state costruite con legno riciclato oppure proveniente da fonti certificate. Nei tre giorni di festival il traffico automobilistico è interdetto nel centro storico della città, e si sperimentano mobilità alternative come il trasporto fluviale, che permette di andare gratuitamente dal Ponte di Castelvecchio alla zona della Giarina in Veronetta (offerta dall’Assessorato Ecologia e Ambiente del Comune di Verona in collaborazione con Equipe D’Acqua Viva Verona). I cittadini sono invitati a usare le biciclette e in collaborazione con Fiab Verona viene anche organizzata una caccia al tesoro in bicicletta (venerdì 25, ore 21). Anche la nostra equipe di lavoro utilizza biciclette (offerte dal Comune di Verona) e per i giornalisti e staff organizzativo è previsto l’uso di auto elettriche (offerte dall’Assessorato Ecologia e Ambiente del Comune di Verona).

ECOPIAZZA

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Piazza Viviani/Piazzetta Navona

sabato/domenica 10.00-18.30 AMIA monta nella piazza uno stand dove fornisce informazioni sulla raccolta differenziata e sul riciclo dei materiali. Viene allestita anche una grande pista per le biglie realizzata con materiali riciclati, dove tutti possono giocare. Collabora la cooperativa Matite Appuntite. AGSM ha uno stand dove propone vari laboratori per coinvolgere e interessare bambini e ragazzi al tema dello sviluppo sostenibile attraverso il gioco. Con materiali di recupero si costruiscono oggetti da animare con l’energia prodotta da piccoli pannelli fotovoltaici; si realizzano decorazioni naturali; si partecipa al gioco dell’oca ecologico e ai cruciverba energetici; si assiste a un originale spettacolo di burattini dal titolo “Il Protocollo di Chiodo”. Assessorato Ecologia e Ambiente è presente con lo stand dell’ecosportello e presenta i giochi che i CER estivi hanno prodotto durante le vacanze partecipando al concorso Inventa un gioco riciclando.

AMIA

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Comunità Ludiche Tradizionali Questo festival punta l’attenzione sul gioco e sulle comunità che lo praticano. Si tratta di giochi tradizionali molto legati al territorio, spesso tramandati da secoli. Sono giochi praticati abitualmente da adulti, che hanno saputo difendere e mantenere nella propria vita uno spazio dedicato al gioco, andando contro a un conformismo diffuso che vuole riservare il gioco ai bambini. L’Associazione Giochi Antichi, che organizza questo festival, si occupa della salvaguardia delle Comunità Ludiche tradizionali, che attraverso il gioco mantengono in vita la memoria storica, le peculiarità ambientali e la creatività sociale del loro territorio. Alla base delle riflessioni dell’Associazione Giochi Antichi sono questi elementi: La vera vita del gioco sono i giocatori. Il gioco è legato al territorio dove viene praticato. La salvaguardia del gioco è anche salvaguardia del territorio. Giocare può aiutare a conservare in vita le tradizioni di un territorio. La scelta di giocare può essere una scelta di consapevolezza e non di pura evasione. Il gioco è fine a se stesso, in un mondo consumistico e commerciale. L’azione del gioco può essere ripetuta infinite volte, in partite diverse, che continuano a dare piacere e svago. Il gioco implica interazione sociale e dà forza e coesione a una comunità. L’Associazione Giochi Antichi ha elaborato nel corso degli anni queste riflessioni e un anno fa ha stilato, insieme alla propria rete nazionale, il primo manifesto in Italia che definisce e valorizza le comunità ludiche tradizionali. MANIFESTO - ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI Legame con il Territorio Le comunità di gioco sono particolari proprio perché legate alla storia e alle condizioni di un territorio. Questo legame ha un fondamento sociale, storico e ambientale. Artigianalità I giochi tradizionali conservano saperi, eredità artigiane non scritte, proprie del territorio e sono replicabili in qualsiasi tempo e spazio, il terreno di gioco è luogo di scambio sociale quotidiano e condiviso. Gioco giocato L’azione ludica delle comunità deve essere fatta in maniera ricorrente nel proprio territorio d’appartenenza, non necessariamente vincolata a specifiche manifestazioni. Non deve essere un’azione sportiva o di maniera, ma una pratica ludica di tradizione che si rinnova nei contesti contemporanei. In tal senso non sono da considerarsi comunità ludiche coloro che svolgono rievocazioni storicofolkloristiche o semplici attività didattiche o di animazione, sebbene considerate valido strumento di emersione del gioco tradizionale. Rischio d’Estinzione Il gioco tradizionale va salvaguardato in quanto corre il rischio di esser dimenticato. Appartenenza alla comunità ludica Il gioco tradizionale lavora sul concetto di territorio e non di etnia. E’ possibile includere le comunità ludiche dei migranti, portatrici di culture differenti. Non Legame Commerciale Le comunità ludiche non devono avere fini di lucro. I rapporti con privati e aziende non devono prevalere nelle varie iniziative delle comunità. Non è possibile utilizzare gioco, giocatori e spazi per veicolare attività e progetti commerciali. Giocatori La comunità ludica deve essere per la quasi totalità composta da giocatori praticanti. La Qualità Ludica E’ una sfida intellettuale che obbliga a giocare un gioco con tutti i sensi e con la testa per valutare la complessità, la tipicità, la storia.

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Verona, 17 febbraio 2008

Associazione Giochi Antichi


ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI L’Associazione Giochi Antichi studia e sostiene il gioco tradizionale in Italia e nel mondo. Ha sviluppato una rete nazionale a difesa del gioco, fa parte di AJEST (Association Européenne des Jeux et Sports Traditionnels) e della Rete Italiana di Cultura Popolare, riconosciuta dal Ministero per i Beni e per le Attività Culturali. In questi anni AGA ha intrapreso una serie di azioni, che comprendono: • La ricerca, sul territorio italiano e europeo, di comunità ludiche dove si pratica il gioco tradizionale, che è espressione della cultura popolare e rappresenta un patrimonio immateriale da salvaguardare (come riconosciuto dall’Unesco nella Carta Internazionale del Gioco Tradizionale, stesa nel 2003). • Elaborazione di progetti e azioni istituzionali volti alla salvaguardia e alla diffusione di molti giochi tradizionali. Un esempio concreto è la rinnovata vitalità del gioco della lippa, oggi praticato da varie comunità ludiche in Italia e non solo nel veronese (dove è noto con il nome di S-cianco). • Azioni di vario genere per la difesa e la promozione del diritto al gioco tradizionale e interventi in rappresentanza delle esigenze di comunità ludiche presso istituzioni nazionali ed europee. • L’organizzazione di varie iniziative culturali come Tocatì, Festival internazionale dei Giochi in Strada, che nel 2008 ha richiamato 250.000 persone e ha coinvolto numerose comunità ludiche italiane scozzesi. • La collaborazione con iniziative legate alla tradizione proponendo contenuti relativi al gioco, come il Festival internazionale dell’Oralità Popolare che si svolge ogni anno a Torino. • Percorsi formativi per istituzioni, università, scuole e associazioni. Nell’anno accademico 2009/2010 l’AGA terrà un corso sul gioco tradizionale alla Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona. • Progetti ed azioni per riqualificare aree urbane e rurali per lo svolgimento di attività ludiche della tradizione. • Rapporti di studio e di ricerca con altre associazioni (ludiche e non), università, istituzioni, imprese, organizzazioni territoriali a livello locale, nazionale e internazionale.

Casa Colombare – Centro Documentazione Gioco Tradizionale

L’Associazione Giochi Antichi ha aperto nel 2007 il primo centro di documentazione sul gioco tradizionale che è entrato a far parte del Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Verona. Comprende un’archivio bibliografico, fotografico, video e una collezione di giochi tradizionali. Ha queste finalità: - collaborare alla conservazione e valorizzazione del patrimonio scientifico, storico, artistico, documentario e librario nell’ambito delle cultura ludica tradizionale; - promuovere la conoscenza della storia del gioco con iniziative didattiche e di informazione sociale; - promuovere studi e ricerche sulla storia del gioco e sui giocatori di tradizione; - valorizzare le testimonianze materiali della storia del gioco e della tradizione ludica (come archivi e documenti conservati in istituzioni pubbliche) promuovendone tutela e conservazione; - sviluppare rapporti di collaborazione e scambi con analoghe istituzioni e con enti ed imprese pubbliche e private italiane e straniere operanti nel campo del gioco di tradizione.

Associazione Giochi Antichi Via Castello San Felice 9 Parco delle Colombare 37128 Verona tel.0458309162 www.associazionegiochiantichi.it

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con il patrocinio di

Parlamento Europeo

Ambasciata Greca

Ministero della Stampa

con il patrocinio del comitato italiano per l’Unicef Onlus

sostenitori

AMIA

ACADEMY OF ATHENS HELLENIC FOLKLORE RESEARCH CENTRE

collaborazioni

Conservatorio “F.E. Dall’Abaco”

Festival - Urbino

media partners Noir

PANTONE 7524 EC

Sempre più numerosa è la schiera di amici, sostenitori, associazioni e istituzioni che hanno permesso, anche quest’anno, di realizzare l’edizione del Tocatì: un apporto insostituibile per la costanza e l’entusiasmo. Un grazie a tutti.

ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA EDIZIONE DEL TOCATÌ nel SETTEMBRE 2010 Realizzato con il contributo di Verona TuttIntorno e Regione Veneto - L.R. 33/2002 Design Happycentro - Impaginazione Nicola Turrini - Stampato da Cierre Grafica, Verona


Programma tocatì 2009