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Razze avicole campane Nella regione, oltre alle più famose razze caprine e suine, erano presenti razze autoctone di polli e tacchini che al momento risultano tutte estinte di

Pasquale D’Ancicco

F

ino all’inizio del ‘900 la Campania poteva vantare numerose razze nelle sue varie province, che tuttavia finirono per estinguer-

za, le ottime carni ed il fatto di esser un eccellente ovaiola con tarsi gialli e cresta simile all’Italiana. Citiamo il testo originale:

Tavola del “Summa gallicana” raffigurante un gallo scodato

Gallina ritrovata sui monti del Matese (CE) ascrivibile alla Beneventana si a causa di malattie, carestie e dell’invasione dei più precoci ibridi da carne e le più produttive galline ovaiole. Le razze di cui abbiamo documentazione storica sono la Beneventana, la Scodata, la Storza e la Monnezzara per ciò che riguarda i polli, il Fulvo di Benevento e il Bianco di Avellino per ciò che concerne i tacchini; al momento risultano tutte estinte.

La Beneventana Citata in un trafiletto sulla Rivista di Avicoltura del 1936, la gallina Beneventana era assimilabile al pollo mediterraneo diffuso sul resto della penisola; era caratterizzato da cresta semplice, dritta nei galli e piegata di lato nelle femmine in deposizione, pelle e tarsi gialli, orecchione bianco; il piumaggio prevedeva invece una varietà nera ed una fulva.

La Scodata Fu menzionata dal Pascal nella sua opera “Summa gallicana”: gli venne descritta durante il il suo soggiorno a Caserta da alcune persone anziane del luogo. Le caratteristiche di questo pollo erano, oltre all’assenza di coda che conferiva il nome alla raz-

Zootecnia

“Diversi vecchi della contrada ove soggiornai per vario tempo (circondario di Caserta) ricordano una gallina scodata a tarsi gialli e cresta e bargigli quasi come l’italiana. Essi affermano che la carne era molto superiore a quella della italiana, pur restando inalterata la prerogativa della fetazione abbondante”

e ridotta a camminare sui trampoli, talmente è notevole la lunghezza dei tarsi. Su per giù la gallina storza si potrebbe definire la Barbézieux a caratteri italiani: è veramente deplorevole l’abbandono di questa sottorazza che io vorrei propriamente chiamare razza“.

La Storza Descritto sempre dal Pascal nel suo “Summa gallicana”, era un pollo simile alla tipologia Italiana, con cresta rimpicciolita e tarsi più lunghi tanto che lo stesso autore diceva che “era costretta a camminare sui trampoli”; pare derivasse dall’incrocio di polli Italiani con le prime Cocincina importate, che all’epoca erano simili ad un odierno Malese. Ne riportiamo il testo: “Mi piace di citare ancora una sottorazza della gallina italiana, Gallo ascrivibile alla Storza rinvenuto nelle campagne dell’alto casertano che oramai è completamente piombata nell’oblio e forse anche Come detto, anche la Storza risulta estinta. Alludo alla gallina storza, ad ora estinta; tuttavia molte perche sino a un decennio fa inondava i sone anziane da sempre residenti cortili della Campania: la stessa non nelle campagne di Caserta dov’era è altro che la gallina italiana a cresta diffusa la Storza (S.Leucio, Vaccherimpicciolita, a volume aumentato ria e Mezzano) la ricordano ancora,

TerrAmica | N. 2 - Gennaio 2015

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TerrAmica - Num. 2 - 2015  

TerrAmica - Rivista dell'Associazione di Agraria.org - ANNO II - N° 2 - GENNAIO 2015

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