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Conservazione preventiva e manutenzione della Collezione Acton New York University Florence, Villa La Pietra Francesca Baldry e Aimée Ducey-Gessner

1.

Programmazione e messa a punto del piano di conservazione preventiva nella Collezione Acton: dalla dimora degli Acton a NYU

La Collezione Acton consta di oltre cinquemila oggetti d’arte che includono dipinti, sculture, tessili, arredi e mobili, ceramiche, opere su carta, affreschi alle pareti e molti oggetti di uso personale. Inoltre a Villa La Pietra, sulle colline fiorentine, gli Acton hanno messo insieme una biblioteca, di circa 13000 titoli fra volumi e riviste, e hanno lasciato le loro carte di famiglia e una raccolta di oltre 17000 fotografie. Furono Hortense Mitchell Acton di Chicago e Arthur Acton di Londra a scegliere questa villa rinascimentale nel 1903 come abitazione per la loro nuova vita in Italia. Nati i figli Harold e William, decisero di acquistare la proprietà, il cui cuore era appunto la villa già dei Sassetti e dei Capponi. La collezione si venne a creare negli anni d’oro del collezionismo internazionale – i primi trent’anni del secolo scorso prima della legge 1089 del 1939 - e riflette diversi gusti. Vi sono infatti rappresentati l’interesse per il Medioevo e il Rinascimento, gusto condiviso a Firenze con Herbert Horne, Bernard Berenson e Charles Loeser, il fascino tipicamente anglosassone per le arti decorative, condiviso con Stefano Bardini e Elia Volpi, il gusto francese della corte italiana e infine il fascino per l’Oriente, presente in America dalla fine dell’Ottocento. L’unicità della raccolta sta nella sua grande varietà delle tipologie e dei materiali e nel fatto che essa ancora oggi è allestita come era stata disposta dagli Acton, nelle stesse stanze dove vivevano e ricevevano gli ospiti. Per volontà di Sir Harold Acton la collezione è oggetto di tutela, con un vincolo d’insieme del 1986. Dopo la donazione alla New York University, è stata creato un ufficio dedicato alla cura e alla documentazione

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della collezione che, in collaborazione con il Conservation Center, dell’Institute of Fine Arts di NYU e la Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici ed Etnoantropologici, ha scelto un gruppo di restauratori diplomati americani e italiani per lavorare in team alla ricognizione, progettazione e realizzazione della conservazione. Dopo alcuni anni di lavoro, nel gennaio del 2008 la direzione di Villa La Pietra ha voluto riunire tutte le parti coinvolte nella conservazione della Collezione Acton per discutere sulla linea da adottare negli anni a seguire. E’ stato così redatto un manifesto guida per la conservazione delle opere, nel quale si individua come epoca prevalente del gusto collezionistico Acton quella precedente alla Seconda Guerra Mondiale, éra in cui la collezione risulta completa e ben documentata dalle fotografie d’epoca. Nel documento si è poi ribadito l’importanza dell’insieme della collezione e dell’equilibrio fra tutti gli oggetti nel contesto della villa. La conservazione quindi ha come obbiettivo quello di preservare l’estetica Acton e quindi di effettuare, dove è possibile, restauri conservativi che rispettono la storia dell’oggetto e dei suoi restauri. Questo si traduce nella pratica di conservazione in diversi modi. In generale, vogliamo che tutte le opere siano libere dalla polvere e dallo sporco, da cui l’importanza della climatizzazione, di una programmazione a lungo termine di controllo, housekeeping e manutenzione. In generale, segni evidenti di abbandono - come la muffa, frange staccate, oggetti rotti, macchie evidenti - o in generale danni visivamente inquietanti richiedono un intervento come lo avrebbero comunque intrapreso anche gli Acton. In molti casi, tuttavia, superfici consumate erano perfettamente accettabili per gli Acton e inutili trattamenti estetici dovrebbero essere evitati. Tutti gli interventi di pulitura delle superfici devono comunque prendere in considerazione il contesto visivo di ogni stanza. In conclusione, anche se il tempo che passa crea cambiamenti inevitabili, ci auguriamo che Villa La Pietra rimanga un luogo dove la pratica e la teoria si combinano a vantaggio dello spirito del luogo. 2.

La climatizzazione

Il fattore più importante per la conservazione a lungo termine della Collezione Acton è il controllo e il monitoraggio della temperatura e dell’umidità relativa all'interno dell’edificio storico. Nel 2001 un impianto automatico di climatizzazione è stato installato in quasi tutte le stanze dove si trova allestita la collezione. Prima dell’introduzione di questo sistema, le condizioni ambientali erano state registrate a partire dal 1996 e il monitoraggio continua ad oggi in tutte le stanze, utilizzando una combinazione di termoigrometri digitali e termoigrografi analogici. Da quando è avvenuta l'installazione del sistema automatico, l'efficacia dello stesso è stato messo però in qualche modo in discussione, rispetto alle naturali variazioni stagionali riscontrate in precedenza; ci siamo così chiesti: quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’imposizione di un clima controllato su un gruppo così eterogeneo di oggetti che hanno storicamente, nella maggior parte dei casi per almeno alcuni secoli, sopravvissuto nel clima attuale? Un’attenta revisione delle condizioni ambientali nelle sale della casa museo prima e dopo l’introduzione della climatizzazione permetterà di comprendere meglio l'efficacia del page 2 of 4


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nuovo sistema. In attesa di un controllo sistematico dei dati, l'esperienza del personale responsabile della cura della Collezione Acton ha portato a ritenere che il sistema automatico del controllo della climatizzazione riduce gli estremi stagionali di temperatura, mantenendo una temperatura accettabile di 20 C° + / - 5 gradi (prendendo i 18 C° come riferimento ideale). Il sistema è molto più lento a reagire, tuttavia, alle variazioni di umidità relativa. Nel tardo autunno e in primavera, quando il clima di Firenze subisce i cambiamenti più veloci e più estremi di temperatura e umidità relativa, i termoigrografi registrano fluttuazioni di RH fino a +/- 15% (prendendo i 50% come riferimento ideale) in un periodo di due settimane. Un’altra variante pericolosa e imprevedibile nel controllo climatico è l'occasionale, inevitabile malfunzionamento improvviso delle apparecchiature. Se i dispositivi di monitoraggio dell’umidità e della temperatura di una stanza si arrestano, il sistema continua a leggere le condizioni, ma con valori falsati e dunque facendo aumentare o ridurre il calore o l’umidità all’improvviso, provocando uno scambio brusco ed estremo nel clima. Quest’ultima situazione è la più pericolosa per le collezioni in quanto il rapido cambiamento, soprattutto in condizioni di umidità, fa sì che i materiali si contraggono o si espandono, danneggiando la struttura. Inoltre, la presenza di umidità relativa superiore al 65% rappresenta una minaccia immediata di muffe. Per questo motivo, è importante effettuare frequenti controlli nelle aree della collezione per assicurarsi che il macchinario stia funzionando correttamente. La questione della climatizzazione relativa ai beni culturali rimarrà sempre una tematica di dibattito e di ricerca per la professione museale. Negli ultimi anni, la presa di coscienza della responsabilità che abbiamo verso l'ambiente del nostro pianeta, così come quella verso le collezioni sotto la nostra cura è sicuramente aumentata. In che modo, viene da domandare, la nostra categoria di curatori e conservatori, consuma energia per proteggere il patrimonio culturale? Il nostro consumo energetico è efficiente? E 'necessario, in un clima mite come quello italiano, climatizzare e riscaldare una struttura storica che è sopravvissuta per secoli, insieme agli oggetti in essa contenuti? Fino a che punto aggiustiamo le condizioni ambientali di un edificio per il comfort delle persone piuttosto che per la stabilità conservativa dei manufatti? 3.

Pest Management

L’attacco da insetti su materiali organici è una minaccia costante per gli oggetti d’arte e gli arredi di una collezione, in particolare in una casa museo dove la concentrazione delle opere è molto alta. Il clima in Italia, con la mancanza di temperature estreme per periodi prolungati, favorisce la sopravvivenza soprattutto degli xilofagi (tarli), un ben noto nemico dei musei e delle dimore storiche in tutto il paese. Al fine di rallentare la diffusione di questi insetti a Villa La Pietra, il personale responsabile alla cura della collezione ha iniziato dal 2000 a svolgere attività di ricerca per individuare i migliori metodi disponibili per sterminarli. Il trattamento regolare di opere della Collezione Acton infestate da xilofagi è iniziata nel 2005 e continua attualmente con cadenza biennale. Dopo aver sperimentato diverse aziende specializzate nel settore, i conservatori hanno optato per il trattamento anossico. Il sistema consiste nel racchiudere gli oggetti e gli arredi in un sacco in materiale plastico sigillato accuratamente, o bolla, e quindi di ridurre attraverso l’immissione di azoto la percentuale di ossigeno presente nella bolla al 0,2%. page 3 of 4


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Il livello di ossigeno nel sacco deve rimanere sotto l’1% per almeno 21 giorni per garantire lo sterminio degli insetti in qualsiasi stadio del loro sviluppo. Nonostante il trattamento programmato realizzato da professionisti e il regolare monitoraggio, sarebbe comunque sbagliato pensare di poter eliminare completamente questo tipo di parassita da un edificio storico come La Pietra: la struttura della villa risale al XV secolo e viene utilizzata per una varietà di scopi, oltre che per le visite; infatti ci sono camere per gli ospiti del campus e aule dove le finestre sono spesso aperte. Inoltre porte e finestre vengono chiuse e aperte durante gli eventi. Il processo di infestazione è dunque ciclico. Per questo motivo, abbiamo concordato sull'importanza di un monitoraggio costante della collezione per cogliere tempestivamente i segnali di un’ infestazione attiva (polvere di legno fresca e / o escrementi di insetti) congiunto al continuo trattamento anossico in base alle esigenze delle opere. 4.

Housekeeping

L’uso polivalente di Villa La Pietra, dimora storica con collezione d'arte e laboratori per il restauro, sede accademica e amministrativa, nonché struttura ricettiva, comporta frequenti e continui movimenti di persone e di cose in tutta la villa. Sebbene cerchiamo di ridurre al minimo le attività nelle sale espositive, il regolare calendario delle visite guidate, nonché gli incontri occasionali accademici e gli eventi culturali espongono comunque gli ambienti storici al wear and tear e all’innevitabile accumulo di polvere e sporco sulle opere. Oltre al regolare programma di housekeeping condotto da una persona interna alla villa addetta alle pulizie, al fine di mantenere la collezione libera da un eccessivo accumulo di polvere, abbiamo programmato due sessioni l’anno, di spolveratura ad hoc sulle opere condotto da un team di due restauratori. Queste sessioni servono anche allo scopo secondario, ma altrettanto importante, di controllo per i segni di infestazione di insetti. Al termine di ciascuna visita, i conservatori preparano un rapporto che elenca tutti gli oggetti che mostrano segni di deterioramento, sollevamento o attacco da parte di parassiti o di qualsiasi altra causa di degrado ambientale.

5.

Tessili

Tra i vari materiali che compongono la Collezione Acton, i tessuti sono forse i più sensibili al deterioramento nell’ambiente della casa museo. Inoltre non dobbiamo dimenticare che la casa era vissuta dalla famiglia fino al 1994 e dunque le poltrone e tutte le altre tappezzerie, tendaggi, tappeti, oggetti di arte decorativa venivano costantemente usati. Seguendo la filosofia di conservazione adottata per la Collezione Acton di mantenere gli interni storici nella loro configurazione storica al tempo degli Acton, le misure che i conservatori possono adottare per conservare i tessili sono limitate. In un museo tradizionale, i tessili verrebbero tenuti in vetrine costruite appositamente o in depositi climatizzati. Pertanto, è fondamentale svolgere un regolare programma di manutenzione per questi manufatti e pianificare gli interventi di conservazione per rallentare i processi di deterioramento. page 4 of 4


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A Villa La Pietra, un gruppo di restauratori tessili lavora in situ dal 1999 per curare la raccolta e effettuare la manutenzione annuale. Come primo passo è stato fatto un survey di tutti i materiali per documentare le opere e individuare l’ordine di trattamento, secondo lo stato di conservazione e l’esposizione al pubblico. Il valore storico artistico, le condizioni conservative e non ultimo l’impatto visivo sulla collezione hanno fatto sì che si desse la precedenza agli arazzi della collezione, manufatti unici italiani, francesi e fiamminghi. Di diciotto arazzi, ne sono stati restaurati e riesposti nelle sale dodici, grazie anche al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che dal 2001 assiste NYU nella conservazione di queste splendide opere d’arte. In questo modo Villa La Pietra ha potuto anche stabilizzare e trattare, secondo procedimenti il meno invasivi possibile, metà delle tappezzerie, importanti sfondi visivi della casa museo e anch’esse assai deteriorate nella dimora Acton, scenario di una vivace vita sociale. Accanto a queste priorità di intervento, la terza fase del lavoro della conservazione tessile è quella della manutenzione. L'installazione dell’impianto di climatizzazione ha sicuramente beneficiato soprattutto le collezioni dei tessili e dei mobili, in quanto è risaputo che il legno e i tessuti, come la lana, la seta e il cotone, sono i più sensibili alle condizioni estreme di temperatura e umidità relativa. L’altro nemico dei tessili è la luce, ma nel caso della Collezione Acton questo fattore costituisce una minaccia minore, in quanto sia gli Acton nel passato, che l’università oggi limitano l’esposizione dei tessili alla luce tenendo le stanze al buio quando non vengono visitate e comunque le visite sono programmate. Infine, oltre alla già menzionata generale spolveratura annuale, si scelgono oggetti con determinate caratteristiche, come tessuti alle pareti e tendaggi, che necessitano spolverature specifiche, effettuate da restauratori con aspirapolveri professionali a bassa suzione. Gli arazzi sono oggetto di una campagna di controllo e spolveratura controllata ogni cinque anni. E 'quasi impossibile fare una priorità tra queste tre aree fondamentali di conservazione del tessile, ma per fortuna data l’esistenza di un budget limitato, ma costante nel tempo, siamo riusciti a trovare un giusto equilibrio tra l’intervento e la manutenzione, pur essendo consapevoli che la conservazione complessiva di tale collezione, ampia e molto varia, deve avvenire nel corso degli anni.

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6.

I mobili

La Collezione Acton raccoglie molti esempi di arredi e mobili europei, risalenti al primo Rinascimento fino al XIX secolo. In accordo con il programma di manutenzione delle tappezzerie, spesso parte inscindibile dei mobili imbottiti, gli arredi lignei in questione vengono esaminati da un restauratore di mobili per verificare eventuali segni di infestazione e controllare la stabilità strutturale, prima di effettuare l’intervento sui componenti del tessuto. Ogni anno, una volta che i mobili da restaurare sono stati identificati dal personale della collezione, il restauratore prepara un piano per consolidare o riparare componenti di poltrone, sedie, tavoli con giunture rotte o danneggiate. L'obiettivo primario di questo lavoro è quello di mantenere l'integrità strutturale degli arredi, pur mantenendo la loro condizione estetica, così come l’avrebbero mantenuta gli Acton. Ciò significa che il ripristino completo di molti di questi oggetti non si inserirebbe nel contesto della raccolta, e quindi non è intrapreso; così come la rimozione di vernici, ormai parte della patina del tempo. L'obiettivo infatti non è quello di restituire i mobili alla loro condizione originaria, ma piuttosto conservare l’atmosfera della casa, come fu creata e vissuta dalla famiglia Acton.

7.

Dipinti, sculture e oggetti di arte decorativa

Dal momento che la collezione fu donata alla New York University nel 1994, è stata intrapreso un survey per documentare lo stato dei dipinti e delle sculture. Negli ultimi anni, una ricognizione della condizione delle arti decorative è stato avviato ed è tuttora in corso. Le sculture e i dipinti che mostravano cadute di colore, sollevamenti e in generale segni di degrado sono stati oggetto di interventi conservativi, così che ormai la maggior parte della collezione d’arte è in condizioni stabili. Controlli frequenti permettono di assicurare che gli strati della policromia rimangono stabili. Come come per i tessili e i mobili, i dipinti, le sculture e le arti decorative collezionate dalla famiglia Acton non hanno subito dal 1994 nessun intervento di restauro, inteso come ripristino. In questo modo le opere d’arte conservano traccia degli interventi storici risalenti a quando gli oggetti sono entrati a Villa La Pietra, nei primi tre decenni del Novecento, divenendo testimonianza tangibile del gusto dei collezionisti. Il mantenimento della continuità di questa estetica è l'obiettivo finale della conservazione per questa raccolta, legata ormai in modo inscindibile all’edificio che la ospita da oltre un secolo. 8.

Conclusioni

La creazione di un piano di manutenzione complessiva per la Collezione Acton, che consiste nelle strategie descritte in questo articolo, è stato sviluppato nell’arco di un decennio culminando nel manifesto del 2008. Nel corso degli anni, molte persone hanno contribuito ad un'attenta riflessione per la progettazione di questo piano, e si deve sottolineare che il processo decisionale che ha portato alla sua formulazione è stato complesso: è infatti difficile page 6 of 4


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bilanciare la complessità delle esigenze di un edificio storico e di una collezione d'arte che fanno parte di un’ istituzione multifunzionale. Nonostante questa delicata sfida, la direzione e il personale di Villa La Pietra valutano costantemente il piano di manutenzione per assicurare che esso rimanga al passo con le migliori pratiche attuali nel campo della conservazione.

Testi di riferimento: Baldry Francesca, Le stanze del gusto. Case e case-museo di collezionisti e antiquari a Firenze tra Otto e Novecento, in Le stanze dei Tesori. Collezionisti e antiquari a Firenze tra Ottocento e Novecento, a cura di L. Mannini, Firenze, Polistampa, 2011, pp. 45-64 e scheda pp. 173-177.

Michalski, Stefan, The Ideal Climate, Risk Management, the ASHRAE Chapter, Proofed Fluctuations and Toward a Full Risk Analysis Model. Contribution to the Experts’ Roundtable on Sustainable Climate Management Strategies. April 2007, Tenerife, Spain. The Getty Conservation Institute.

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Conservazione preventiva e manutenzione a Villa La Pietra - Francesca Baldry e Aimée Ducey-Gessner  

La felice esperienza di manutenzione programmata della Collezione Acton conservata presso la New York University Florence a Villa La Pietra,...

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