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TecnoMedia Tecnologie, Prodotti

& Mercati editoriali

Periodico della ASIG - Associazione Stampatori Italiana Giornali Numero 62 - Settembre 2009

Periodico mensile. Anno XVI n. 62 - D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma - Reg. Trib. Roma n. 357 del 11-08-2003 - Iscrizione ROC n. 4753

IFRA Italia 2009: crescere in tempi difficili Per superare la crisi che ha investito l’industria editoriale, i manager italiani e stranieri che hanno partecipato a IFRA Italia 2009 propongono nuove sinergie industriali, una logistica e una distribuzione più dinamica, una revisione dei contenuti editoriali e modelli di organizzazione del lavoro redazionale più efficienti, anche attraverso lo sviluppo di sinergie fra professionisti del prodotto stampato e del web.

Sinergie industriali e nuova logistica...................a pagina 3 Contenuti e modelli organizzativi.......................a pagina 11

USA Today si stampa in digitale Da alcuni mesi il più diffuso quotidiano americano produce le copie destinate al mercato italiano con tecnologia digitale ink jet, presso la Rotomail di Cologno Monzese.

a pagina 23

Nuova logistica distributiva alla Finegil di Padova La Finegil Editoriale-Divisione Operativa di Padova ha introdotto un sistema che fornisce in tempo reale i dati per la pianificazione quotidiana e offre informazioni dettagliate sui singoli punti vendita.

a pagina 26

Gestione della pubblicità al Gruppo 24 ORE Al Gruppo 24 ORE é in fase avanzata di sviluppo la nuova piattaforma per la pubblicità cross media, che permetterà la gestione integrata di tutto il flusso di lavoro.

a pagina 29

Inchiostri “multi supporto” fra ISO e IFRA E’ possibile produrre ed offrire al mercato della stampa inchiostri “multi supporto” che soddisfino contemporaneamente le norme ISO e le proposte IFRA? Ne abbiamo parlato con Giampaolo Ferrara, Direttore Tecnico di SunChemical Group.

a pagina 32

Valutazione dei rischi e DVR: cosa è cambiato Una analisi dettagliata dell’intera valutazione dei rischi e del relativo documento, con le novità salienti introdotte dal D.Lvo 81/2008, comprese quelle più recenti stabilite nel “decreto correttivo” del 31 luglio.

a pagina 19 Le Rubriche

Filo diretto

Le aziende informano ADN Kronos Agenzia Giornalistica Italia Agfa-Gevaert Ansa APCOM Atex Denex Systems Technology EidosMedia Elettra Ferag Italia Fujifilm GMDE Goss International HiT Media & Publishing Idab-Wamac International Interstrap Kodak LinkService Manroland Mima films Napp Systems R.G. Recmi Segbert Sinedita Sitma SMB Schwede Maschinenbau Sun Chemical Group Technotrans Telpress Tera Teufelberger Tolerans

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Lavoro & Sicurezza..................................................................... a pagina 34 Filo diretto............................................................................... da pagina 43

ISSN 1974-7152


TecnoMedia

Sinergie industriali e nuova logistica per crescere in tempi difficili

IFRA Italia 2009

Per superare la crisi che ha investito l’industria editoriale è necessario sviluppare sinergie industriali, ripensare la logistica e la distribuzione e coinvolgere nei nuovi modelli tutta la filiera della stampa. Queste, in sintesi, sono le indicazioni emerse nel corso della prima giornata dei lavori di IFRA Italia 2009, la Conferenza internazionale per l’industria editoriale e della stampa italiana, che si è svolta a Bari il 10 e 11 giugno scorsi. Un’edizione tutta dedicata alle soluzioni più appropriate per “crescere in tempi difficili”.

Il futuro dell’editoria e della stampa quotidiana italiana è stato al centro della XII Edizione di IFRA Italia

“Le strategie per il sostegno e lo sviluppo dei contenuti dei media stampati e on line saranno l’impegno più importante per gli editori nei prossimi mesi. Dalle loro scelte e dalle loro intuizioni dipenderanno la crescita dell’industria della comunicazione e della stampa. I primi segnali sono incoraggianti.” Questa è la sintesi con la quale il Presidente dell’Associazione Stampatori Giornali Paolo Paloschi ha concluso i lavori della XII edizione di IFRA Italia, la Conferenza internazionale per l’industria dei giornali promossa da IFRA, la più importante organizzazione mondiale per la ricerca e lo sviluppo applicati all’industria editoriale, da FIEG, Federazione Editori, e da ASIG, Associazione Stampatori, che si è svolta a Bari il 10 e 11 giugno. Un’edizione organizzata in tempi non facili per l’industria editoriale e che, forse proprio per questa ragione, ha registrato il record assoluto dei partecipanti, con oltre duecento persone che hanno seguito i due giorni di lavori, dove si sono alternati relatori e tavole rotonde.

Tema conduttore: “crescere in tempi difficili”, un argomento che ha coinvolto analisti di mercato e manager dell’editoria che, in Italia come all’estero, sono alla ricerca di nuove idee per riorganizzare l’industria della stampa ed oltrepassare di slancio la crisi. Il “dilemma degli editori”

Per Alessandro Brignone, Direttore Generale della FIEG, Federazione Italiana Editori Giornali, una delle principali sfide degli editori consiste nel lottare contro il pessimismo per vincere l’attuale crisi di fiducia. Il settore è continuamente minacciato da iniziative parlamentari e governative ed è inoltre costretto ad attuare piani di ristrutturazione per alleggerirsi dai costi, al fine di fronteggiare il drammatico calo della pubblicità che ha colpito l’editoria nei primi mesi dell’anno: i quotidiani hanno registrato -26% e i periodici -30% rispetto all’anno precedente. Questi dati sono particolarmente preoccupanti per le imprese editoriali, tradizionalmente caratterizzate da una

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TecnoMedia Benvenuti…. alla SEDIT L’idea di organizzare un’edizione di IFRA Italia presso un centro stampa italiano l’aveva avuta, alcuni anni fa, Umberto Seregni, socio fondatore ed “animatore” dell’ASIG, prematuramente scomparso lo scorso mese di gennaio. Gli organizzatori della manifestazione hanno ripreso questa intuizione e, supportati dalla disponibilità della SEDIT di Bari, hanno proposto la prima giornata di lavori presso lo stabilimento barese. Il magazzino carta è stato trasformato in un’accogliente sala convegni, con una scenografia “hollywoodiana” ed un ambiente ideale per riflettere sul futuro dei giornali.

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L’Amministratore delegato della SEDIT, Giacomo Gorjux, (nella foto a sinistra, al centro) ha dato a tutti i partecipanti il benvenuto a Bari, introducendo i lavori della prima sessione, dedicata a “Produzione e logistica: nuovi modelli di sviluppo internazionali”. Un segnale incoraggiante e positivo, in considerazione del fatto che la SEDIT, come altre società editrici e stampatrici di Bari, ha completato di recente importanti investimenti tecnologici per potenziare l’offerta di servizi al mercato locale, nazionale ed estero.

bassa marginalità. di magazzino, produzione di CTP tramite un partner Altro fattore negativo è il numero dei lettori dei operante come service, con possibilità di focalizzarsi quotidiani, che rimangono in Italia un numero esiguo sullo sviluppo della capacità produttiva anziché sugli rispetto agli altri Paesi, nonostante negli ultimi anni investimenti industriali. siano aumentati di 4 milioni. Per superare questa Seguendo la tendenza italiana, altri Paesi europei situazione occorre familiarizzare i giovani alla lettura, come Danimarca, Svizzera, Germania stanno ispirandosi a esperienze internazionali. avviandosi verso la terziarizzazione delle attività di Il “dilemma degli editori”, evocato da Manfred stampa, dando vita a centri di produzione indipendenti Werfel, Deputy CEO di dai gruppi editoriali. IFRA, è costituito dalla Se il colore ha necessità di investire rivoluzionato di recente nonostante la crisi, perché le pagine dei quotidiani, il panorama sta cambiando operando un cambiamento e occorre adeguarsi strutturale, ora però la sfida velocemente ai cambiamenti da fronteggiare è quella di piattaforme, di canali e dei diversi formati, per di mercati. stampare i quali occorrono Altro problema è rotative specializzate. E’ costituito dai costi di evidente che per utilizzare al produzione troppo alti, che meglio i centri di produzione solo in parte possono essere indipendenti occorre avere ridotti dall’automazione: formati standard, anche se vanno quindi ricercati nuovi un utile accorgimento può Alessandro Brignone, Direttore generale della FIEG modelli di business. essere - in certi casi - quello A questo proposito di utilizzare semplicemente Werfel ha citato l’esempio di una joint venture una diversa disposizione delle pagine nel processo costituita da due editori regionali in Germania che di stampa. hanno realizzato investimenti comuni, al fine di attuare Le mappe della distribuzione del prodotto stampato, risparmi nei costi di energia e di stampa, utilizzando a livello mondiale, stanno cambiando, ha sottolineato un centro stampa consortile ed equidistante dalle due ancora Manfred Werfel, sempre più a favore dei aziende. Qualche esempio dei vantaggi introdotti: Paesi dell’estremo oriente. I maggiori volumi approvvigionamento di carta “just in time”, senza costi distribuiti si realizzano in Cina, seguiti da India e

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Sinergie industriali e nuova logistica per crescere in tempi difficili

TecnoMedia Oltre duecento partecipanti hanno seguito i lavori di IFRA Italia 2009, nonostante, o forse proprio in virtù, del difficile momento che sta vivendo l’editoria internazionale

Peder Schumacher, Presidente della svedese V-Tab, ha illustrato il caso della sua azienda, raccontando il passaggio da una divisione che costituiva un centro di costo a un’iniziativa che è oggi riconosciuta essere il più grande gruppo di

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Giappone. Gli Stati Uniti sono soltanto al quarto posto della graduatoria mondiale. Nei Paesi in cui la circolazione è più ampia, l’abbonamento rappresenta il sistema trainante, mentre altrove - ad esempio in Italia - è la vendita in edicola a rappresentare il sistema più diffuso. Anche nel nostro Paese il processo distributivo sta cambiando, con una forte contrazione del numero di operatori tramite fusioni, acquisizioni e cooperazioni tra diverse aziende: i 400 distributori di una volta si sono oggi ridotti a 120, e la tendenza è quella di arrivare stampa dei Paesi nordici con produzione integrata di ad avere 60-70 distributori per rifornire le 38.000 quotidiani, riviste, pubblicità. V-Tab è passato in nove edicole sul territorio italiano, a cui si aggiungono i anni attraverso un piano di riorganizzazione dei poli punti vendita della Grande distribuzione e le stazioni produttivi in centri strategici della Svezia meridionale, che ha consentito di realizzare significative economie di rifornimento di benzina. Un esempio estremo di concentrazione viene dalla di scala, oggi stampa 41 milioni di copie a settimana Germania, dove un solo distributore, “Presse-Grosso”, in 9 diversi stabilimenti, ricavando il 73% del è obbligato a impegnarsi nella distribuzione di tutte le fatturato da commesse esterne al gruppo Stampen – testate e rifornisce i 118.000 punti di vendita situati 27 quotidiani con un fatturato di 500 milioni di Euro - del quale è parte integrante. Questa esperienza si sul territorio, occupandosi anche delle rese. Il modo di distribuire i quotidiani cambia anche inserisce in un mercato nazionale, la Svezia, che ha visto una riduzione delle aziende in paesi lontani. In Sudafrica, operanti sul territorio – passate in passato, i quotidiani tedeschi in pochi anni da 61 a 44 – ed un arrivavano via aerea con progressivo sviluppo di poli di forte ritardo, mentre ora sono stampa integrata con stabilimenti stampati localmente e sono subito in diverse zone del Paese, con le tre disponibili, anche se in bianco e maggiori aziende che controllano il nero. 70% del mercato. Solo un’azienda specializzata, e non un editore isolato, può I sistemi produttivi e distribusostenere alcuni dei cambiamenti tivi e il mercato italiano a cui assistiamo, ad esempio quello di ottimizzare costi e spazi Una delle caratteristiche alternando la stampa notturna dei organizzative della XII Edizione quotidiani alla stampa diurna di di IFRA Italia è stato il confronto supporti editoriali di vario tipo, serrato fra esperienze realizzate con costi bassi e qualità offset. all’estero ed esperienze, e punti di Non sappiamo chi stamperà il vista, italiani, lungo e vero e proprio giornale del futuro, ma una cosa Manfred Werfel, Deputy CEO di IFRA brain storming Europeo. è certa: gli editori si concentreranno Al termine delle relazioni della sempre più sul loro business specifico, prima giornata dei lavori, una vivace tavola rotonda su lasciando agli stampatori la fase produttiva.

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TecnoMedia IFRA Italia 2009, non solo Conferenze...

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IFRA Italia non è solo l’occasione per ascoltare esperienze di successo, opinioni ed indagini di scenario da manager e consulenti italiani ed internazionali, ma offre a tutti i partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino le installazioni tecnologiche della città che ospita la manifestazione e gustare le specialità eno gastronomiche regionali. Dopo Sicilia, Emilia Romagna, Sardegna e Veneto, anche la Puglia non ha voluto essere da meno, sia per la qualità dei siti industriali che per le prelibatezze della cucina locale. (Foto a sinistra) Al termine della prima giornata di lavori, tutti in visita al rinnovato centro stampa SEDIT di Bari, che ha ospitato i lavori del giorno 10 giugno. Gli ospiti hanno avuto l’occasione di vedere uno stabilimento in grado di offrire servizi a ciclo completo ad editori di giornali, di prodotti commerciali e di libri, con linee di prestampa, stampa e finissaggio integrate.

(Foto sotto) Dopo una cena offerta dall’Edisud, tutti in visita allo stabilimento della Gazzetta del Mezzogiorno, che ha da poco completato importanti investimenti per l’ampliamento dei servizi da offrire agli editori di giornali e di prodotti commerciali su carta da quotidiano.

(Foto sotto) Al termine di IFRA Italia 2009, la SEDIT ha offerto una cena di specialità pugliesi alla masseria Il Melograno, a sud di Bari, in occasione della quale è stato possibili non solo provare la qualità delle specialità locali, ma anche, in alcuni casi, vederne in diretta la lavorazione.

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Sinergie industriali e nuova logistica per crescere in tempi difficili

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“Produzione e logistica”, introdotta e coordinata da Albergo Borgarelli, Direttore tecnico del Gruppo Il Sole 24 Ore, ha consentito di conoscere dal vivo il “punto di vista” italiano sui temi legati alle strategie di sviluppo industriali. Riprendendo la presentazione di Manfred Werfel, Borgarelli sottolinea come si aprono scenari interessanti, dalla nascita di nuovi consorzi produttivi, alla terziarizzazione spinta delle attività di stampa, un outsourcing dove l’editore non ha più responsabilità nella parte più industriale del processo, fino ad affidare le attività di stampa ai fornitori di rotative, che potrebbero fornire servizi al posto di vendere macchine. La risposta alla domanda “chi stamperà i giornali in futuro” è aperta. In Italia si stampano circa 7.500.000 di copie di giornali in 110 stabilimenti, di cui circa 50 stampano anche giornali a distribuzione nazionale, in presenza di 38.000 edicole oltre ai canali specializzati; ci domandiamo se questo sistema produttivo e distributivo sia adeguato all’attuale situazione di mercato. Mario Loni, Direttore Divisione Publishing di Ceva Logistics, ha sottolineato come i giornali siano un prodotto che è poco efficiente produrre per evidenti motivi, prima fra tutti la considerazione che abbia una durata di vita brevissima, visto che nasce e muore in poche ore, e che sia caratterizzato da un’estrema frammentarietà distributiva e da una struttura organizzativa complessa, che dovrà essere rivista in profondità. I volumi di produzione hanno recentemente subito un calo importante, il che spinge operatori concorrenti a riunire le loro attività di logistica. Con l’aumento della distribuzione editoriale tramite i punti della Grande distribuzione si aprono anche nuove opportunità: il giornale non deve più viaggiare da solo, in quanto il veicolo che lo trasporta può anche provvedere alla consegna di diversi prodotti. L’ostacolo principale al cambiamento descritto è il retaggio della tradizione, che ostacola un mercato il cui sbocco naturale è quello di condurre all’outsourcing della logistica,

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Da sin. Alberto Borgarelli, Direttore tecnico del Gruppo 24 ORE, Giovanni Toso, Amministratore delegato di Poligrafici Printing, Luca Colasanto, Presidente del Gruppo Colasanto, Vincenzo Borgogna, Amministratore delegato del Gruppo Fingraf, Alessandro Vento, Responsabile Pianificazione e Logistica del Gruppo RCS, Federico Reviglio, Direttore di Produzione dell’Editrice La Stampa, Marco Loni, Direttore divisione publishing di CEVA Logistic

oltre che all’outsourcing della stampa. Alessandro Vento, Responsabile Pianificazione e Diffusione RCS Quotidiani, sottolineando l’importanza di avere una visione integrata dei processi, propone una riflessione sulla “potenza di fuoco” delle rotative installate, molte delle quali sono in grado di produrre 150/180.000 copie a notte ed invece si riducono a meno della metà perché dopo una certa ora i distributori non accettano più prodotti. I concetti chiave del futuro sono “concentrazione” e “sinergia”. Agli editori tocca prendere atto della frammentazione che esiste in Italia, e smettere di pensare che stampare ognuno sulla propria rotativa, e viaggiare ciascuno con i propri furgoni, siano vantaggi competitivi. Agli stampatori ed ai responsabili della logistica tocca migrare da un approccio reattivo nei confronti del cliente ad un atteggiamento proattivo. Nel momento in cui si offrissero opportunità che finora non ci sono state, sarebbe interessante conoscere quale sarebbe la risposta degli stampatori e degli uomini della distribuzione. Federico Reviglio, Direttore di Produzione dell’Editrice La Stampa, si è chiesto chi deva affrontare gli investimenti in tempi difficili, e ha citato un esempio tratto dal mondo automobilistico, dove marchi di diverse vetture come Fiat o Citröen sono realizzate sulla stessa piattaforma. Al consumatore, in fondo, non interessa come è stato stampato o trasportato il

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Tutte le novità dell’Osservatorio Tecnico “Carlo Lombardi” A conclusione della prima giornata dei lavori, IFRA Italia ha ospitato la presentazione dei dati della Ricerca Annuale dell’Osservatorio Tecnico “Carlo Lombardi” - il “Rapporto 2009” - che traccia la mappa completa dell’industria editoriale e della stampa italiana, con un’anagrafe aggiornata di Editori, Testate, Centri Stampa, Concessionarie di pubblicità e Agenzie di informazione. Tutti i dati, già sintetizzati nel numero 61 di TecnoMedia, sono disponibili, in dettaglio, presso il sito ediland.it. La presentazione del Presidente Alberto di Giovanni (nella foto a destra) è stata anche l’occasione per comunicare alcune novità che riguardano l’Osservatorio. - Il Rapporto 2009 I primi effetti di questo cambiamento, avviato con il rinnovo triennale delle cariche avvenuto nel giugno 2008, sono contenuti nel Rapporto 2009, che dedica uno spazio specifico ad una panoramica dei trend internazionali nell’area della riorganizzazione delle redazioni, dei social network e dei blog. Un capitolo del Rapporto offre ampi stralci della ricerca “Where News?” che IFRA ha dedicato a questi argomenti - La sinergia con IFRA Italia. Anche quest’anno il Rapporto viene presentato in occasione con l’annuale appuntamento con IFRA Italia. Per la prima volta l’Osservatorio è stato coinvolto sin dall’inizio nell’organizzazione della Conferenza, nella definizione dei temi, nell’individuazione dei relatori. Anche questa è una occasione utile per rafforzare il ruolo che il Contratto di lavoro assegna all’Osservatorio tecnico: punto di riferimento del settore per la creazione di una cultura e di una consapevolezza condivisa sull’andamento dell’industria editoriale. - La formazione professionale. Nello scorso mese di aprile l’Osservatorio tecnico, come parte di un pool di aziende, enti, associazioni di categoria e centri di formazione, ha ottenuto da Fondimpresa, il Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua dei lavoratori dell’industria, il finanziamento di un importante progetto di formazione professionale per l’industria grafica ed editoriale. - Il nuovo sito www.ediland.it. Dallo scorso mese di marzo il sito che sin dal 1996 ospita le pagine e le pubblicazioni dell’Osservatorio Tecnico si è profondamente rinnovato sia nella veste grafica che nei contenuti. Sono disponibili tutte le ricerche realizzate dall’Osservatorio nella sua quasi ventennale storia, l’anagrafe aggiornata dell’industria editoriale, il testo integrale del contratto di lavoro poligrafico e relativi allegati. Nuova è, soprattutto, l’area delle news, una selezione, aggiornata quotidianamente, delle notizie più rilevanti sul mondo dei media, disponibile nella home page del sito, un nuovo strumento per rimanere aggiornati su quanto avviene nell’industria. - Il nuovo logo dell’Osservatorio, che compare per la prima volta sulla copertina di questa edizione 2009 del Rapporto annuale, vuole in qualche misura simboleggiare una delle convinzioni che Carlo Lombardi, uno dei grandi protagonisti dell’industria editoriale italiana, al quale lo scorso anno è stato intitolato l’Osservatorio, ha trasmesso: la progressiva transizione del “quotidano”, da prodotto industriale ideato in redazione e successivamente duplicato su carta tramite processo industriale a insieme di contenuti e servizi digitali distribuiti sui canali più vari, a seconda dell’evoluzione delle tecnologie e dei mercati.

Osservatorio Quotidiani “ Carlo Lombardi ”

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Sinergie industriali e nuova logistica per crescere in tempi difficili

Molte le domande, e gli interventi, arrivati dal pubblico.

tutte le sinergie del Gruppo che opera sia nel mondo grafico che in quello poligrafico. Integrare questi due mondi, come si richiederà allo stampatore del futuro, non è solo un problema tecnologico, ma occorre un modello di business nuovo, con accordi sindacali diversi, con modelli diversi che devono essere elaborati, come è successo per Poligrafici Editoriali, di concerto con i sindacati. Solo questi scenari possono favorire nuovi investimenti nel settore. Le nuove, possibili, regole del gioco

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giornale, a patto che gli arrivi in tempo e che abbia, soprattutto, c o n t e n u t i interessanti. Stampa e distribuzione non sono, da questo punto di vista, vantaggi competitivi. La capacità produttiva in Italia è eccessiva: esistono troppe rotative che stampano non più di 100.000 copie ciascuna e che potrebbero essere meglio sfruttate. Per acquistarle gli editori hanno effettuato investimenti negli ultimi 4-5 anni pari 1 miliardo di euro, una cifra davvero consistente. Tre sono ora i problemi da risolvere, nell’analisi di Federico Reviglio. Il primo riguarda il formato: forse ci si sta, lentamente, avvicinando a un formato standard, in considerazione del fatto che le modifiche recentemente apportate non hanno portato significative variazioni di copie vendute. Il secondo problema riguarda i tempi: è limitante il vincolo di distribuire molte copie in poco tempo, per cui la produzione si concentra nella due ore che vanno dalle 24 alle 2 del mattino. Il terzo problema riguarda i volumi: non è conveniente che ogni impianto produca meno di 100.000 copie alla volta. Ancora una volta, è la logistica e l’organizzazione industriale che va ripensata in termini creativi. Per Giovanni Toso, AD di Poligrafici Printing, è vero che i prodotti editoriali si vendono principalmente per i contenuti, ma all’interno dei processi industriali si contestano ritardi in produzione e copie che non siano stampate a regola d’arte, in modo particolare nei periodici allegati ai giornali. Poligrafici Printing è una holding nata nel 2007 all’interno di Poligrafici Editoriale per riunire tutte le società di stampa del gruppo. Gli impianti del gruppo stampano circa quarantasei quotidiani in una notte, ovvero QN e le 17 edizioni del Carlino, le 17 edizioni della Nazione e le 11 edizioni del Giorno – i numeri cambiano quotidianamente – che sono tutte diverse fra di loro. La nascita della holding è servita per dare un segnale concreto in direzione di sfruttare al massimo

Per Vincenzo Borgogna, Amministratore delegato del Gruppo Fingraf, che riunisce le aziende fondate da Umberto Seregni, l’industria editoriale in Italia è intenta a ridefinire le regole del gioco, definite e condivise da tutte le componenti della filiera e cioè da editori, stampatori, operatori della logistica, sindacato e anche Governo. La miopia del profitto ha generato in passato un’eccessiva segmentazione del mercato, aggravata dal fatto che gli stampatori lavoravano solo come fornitori di mano d’opera, mentre ora occorre che siano dotati di imprenditorialità e strategia. Borgogna ha lanciato un appello al Governo perché provveda alla riqualificazione della forza lavoro che si rivela non più necessaria nel processo editoriale, alla luce delle nuove sinergie e delle economie di scala che si stanno delineando. Luca Colasanto, Presidente Gruppo Colasanto, riferisce come la dimensione non eccessiva delle aziende del suo gruppo non impedisca affatto di trovare, al loro interno, preziose risorse professionali. La presenza visibile di una proprietà che fa capo ad una famiglia, chiaramente identificabile, è vista con molta simpatia all’estero, ed anche in Italia è apprezzato il fatto che la proprietà sia chiaramente identificabile. Chi rischia in proprio ha imparato a diversificare, perché oggi con la stampa dei soli giornali non si va da nessuna parte. I costi industriali, nel nostro Paese, sono sempre un problema enorme, accresciuto dalla convinzione, mai sopita, che

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per aumentare le vendite di un giornale si debba ricorrere al cambio di formato, che può significare la richiesta perentoria allo stampatore di avviare nuovi, importanti, investimenti, per non perdere la commessa. E poi, i tempi di produzione: se tutte le testate chiudono alla stessa ora, non bastano tutte le rotative installate per stamparle contemporaneamente. E anche da questa esperienza emerge, forte, la richiesta di contemperare le esigenze giornalistiche – quelle dei direttori responsabili - con la logistica industriale, trovando accordi che tengano conto, concretamente, di tutti gli interessi in gioco. Le nuove tecnologie, pure interessanti, sono ancora molto care. Il passato ci insegna che sono state sempre introdotte con accordi innovativi con il sindacato, e oggi più che mai è indispensabile ripensare gli accordi in termini di flessibilità contrattuale. Alberto Di Giovanni, Presidente dell’Osservatorio tecnico “Carlo Lombardi”, fra i protagonisti delle grandi stagioni di rinnovo contrattuale degli ultimi decenni, evidenzia come, dal 1981 al 2005, i processi di introduzione delle nuove tecnologie siano stati governati in modo soddisfacente. In passato l’editore “puro” aveva il controllo dell’intero ciclo produttivo. Oggi l’editore che introduce nel mercato un nuovo

quotidiano può contare su una rete di stabilimenti e centri produttivi all’avanguardia. Il problema è domandarsi che cosa oggi noi possiamo fare con oltre 70 nuove rotative full color, che vanno ad aggiungersi a quelle che già esistono, e come possiamo utilizzare i 110 centri stampa presenti nel nostro Paese, dove oggi si producono circa 7.500.000 copie. La capacità industriale (vedi anche il riquadro dedicato alla presentazione della Ricerca annuale dell’Osservatorio) appare sovradimensionata, ed è necessario intervenire prima dell’esplosione dei problemi. Sarebbe opportuno poter disporre di contratti di filiera e non di contratti di settore. Purtroppo attualmente esistono due diverse leggi, la prima che regola l’editoria e l’altra l’emittenza, Ma il sistema della multimedialità è unico, e necessita di un’unica regolamentazione. Le risposte alle domande del pubblico, a conclusione della tavola rotonda, hanno consolidato la constatazione che siano gli editori ad avere la responsabilità delle nuove strategie, e sia compito di tutti gli altri attori elaborare, di concerto, soluzioni innovative per adattare lo “stato dell’arte” della produzione e della logistica alle mutate condizioni del mercato italiano.

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Periodico della ASIG Associazione Stampatori Italiana Giornali Via Sicilia 125, 00187 Roma tel. 06 / 4883566 - fax 06 / 4883489 E-mail: tecnomedia@ediland.it Direttore editoriale Paolo Paloschi Direttore responsabile Luca Michelli hanno collaborato a questo numero Salvatore Curiale, Giulia Maria Leone, Antonietta Strada Segreteria di Redazione Elga Mauro Registrazione del Tribunale di Roma n. 357 del 11-08-2003 Iscrizione al Registro Operatori della Comunicazione n. 4753 © ASIG Service S.r.l. - 2008 - Tutti i diritti riservati Sede legale: via Ariosto 24, 00185 Roma Stampa Spedalgraf - Via dello Scalo Tiburtino 1 - 00159 Roma Questo numero è stato chiuso in redazione il 22 settembre 2009 TecnoMedia è consultabile in Internet http://www.ediland.it

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Qualità dei contenuti e nuovi modelli organizzativi per crescere in tempi difficili

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Qualità dei contenuti editoriali, nuovi modelli di organizzazione del lavoro redazionale, sinergie fra giornalisti che lavorano al prodotto stampato ed al web sono alcuni degli argomenti emersi dalla seconda giornata dei lavori di IFRA Italia 2009. Fra i temi in discussione anche l’opportunità di fare pagare i contenuti in rete ed i nuovi modelli di business nella pubblicità. Da tutti i partecipanti arriva l’invito a reagire a un pessimismo che sottovaluta la forza del prodotto stampato come strumento di cultura e crescita civile.

Da sin.: Paolo Paloschi, Presidente dell’Asig, dà il benvenuto ad IFRA Italia 2009 a Ferruccio De Bortoli, Direttore del Corriere della Sera.

La seconda giornata dei lavori di IFRA Italia - ospitata dal Centro Congressi dell’Hotel Sheraton Nicolaus di Bari è stata interamente dedicata ai temi “editoriali”, con in primo piano i rapporti fra il prodotto stampato e i nuovi canali on line. Una storia solo agli inizi, sia in Italia che all’estero, ma che promette di dominare gli scenari per i prossimi anni. Gli editori di fronte al web Dopo l’indirizzo di saluto del Direttore Comunicazioni Istituzionali della Regione Puglia Giuseppe Iorio, a nome del Presidente Nichi Vendola (vedi riquadro) i lavori hanno ospitato una relazione del Presidente di Confindustria Bari, Alessandro Laterza, che ha evidenziato come si sia verificata una forte vicinanza tra gli editori librari

e editori di quotidiani per il grande successo dei “collaterali” negli anni 2004-2005, quando in edicola si vendeva lo stesso numero di libri che nelle librerie. E’ ora però in corso un processo di decelerazione, che vede ridotto il volume dei collaterali del 50-60%, soprattutto per quanto riguarda i libri: anche se il fenomeno non sparirà, non rappresenta più la nuova frontiera di sviluppo. Purtroppo, ha osservato Laterza, il pubblico dei lettori in Italia non è aumentato a seguito dei boom dei collaterali che, evidentemente, ha coinvolto i lettori già abituali. Da questo punto di vista, è stata una delusione per gli editori. Alessandro Laterza ha anche evidenziato come sia in corso una potente trasformazione dei mezzi di comunicazione, citando come esempio l’annuncio del

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Regione Puglia e Confindustria Bari a IFRA Italia 2009:

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due importanti novità I lavori della seconda giornata di IFRA Italia 2009 sono stati aperti, novità assoluta per la manifestazione, da un indirizzo di benvenuto della Regione Puglia, portato dal Direttore Comunicazioni Istituzionali Giuseppe Iorio (nella foto a destra) a nome del Presidente Nichi Vendola. Un segno, importante, di attenzione da parte degli Enti pubblici locali per una manifestazione che mobilita oltre duecento partecipanti dall’Italia e dall’Estero, e che quest’anno anno ha ricevuto, per la prima volta, il patrocinio della Regione ospitante. “Nei momenti difficili”- ha detto fra l’altro Iorio-“bisogna guardare con attenzione all’innovazione ed alla creatività”. Discutere del futuro della sola carta stampata potrebbe essere un esercizio sterile: è l’intero sistema dei media che va ripensato, magari partendo da quella virtù, l’autorevolezza, che gli strumenti del social network, a differenza delle testate giornalistiche, non possiedono.

Governatore della California Schwarzenegger che si propone di eliminare i libri dai college a favore di materiale solo online. Anche in Italia una nuova normativa prevede che

In materia di creatività e innovazione, Iorio ha ricordato la centrale acquisti telematica istituita dalla Regione Puglia ed il centro Media, per attività di comunicazione trasparenti e per la valorizzazione del vero pluralismo. Altra gradita novità, la presenza, in apertura dei lavori, della relazione di Alessandro Laterza, Presidente di Confindustria Bari (nella foto a sinistra), la cui famiglia ha scritto pagine di storia fondamentali nell’editoria libraria italiana. Un altro gesto, la sua partecipazione, di grande attenzione nei confronti di IFRA Italia. Laterza ha espresso timori riguardo al disegno di legge Alfano, approvato alla Camera proprio durante i lavori della Conferenza, un provvedimento pericoloso per editori e giornalisti in quanto minaccia di operare il controllo degli organi di stampa, una preoccupazione che è stata condivisa da altri oratori nel corso delle due giornate di lavori.

l’obbligo della messa a disposizione online dei libri scolastici dal 2011-12. L’iniziativa potrebbe essere stimolante, ma non è chiaro come verrà applicata: si spazia dall’ ipotesi di produrre semplicemente i

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Qualità dei contenuti e nuovi modelli organizzativi per crescere in tempi difficili

Sergio Vitelli, Segretario dell’Asig

Mountain News ha chiuso dopo 150 anni, il concorrente Denver Post non ne ha beneficiato, e ben 150.000 copie si sono dileguate, solo in parte trasformate in utenze web. Vitelli ha anche ricordato come undici testate statunitensi, tra le prime cinquanta, abbiano fatto ricorso all’amministrazione controllata, cioè al Chapter 11, che li lascia liberi per un anno di sperimentare tutte le misure possibili per evitare la chiusura: prepensionamenti, licenziamenti, riduzione unilaterale degli stipendi e rinuncia ai versamenti pensionistici per i dipendenti. Nei primi mesi del 2009 sono stati 10.000 i posti di lavoro persi nel settore, mentre si tentano esperimenti di servizi locali e di giornali personalizzati per ritrovare il rapporto con i lettori. La situazione è peggiorata dal fatto che gli editori USA possiedono nella maggior parte dei casi molte testate e non una soltanto. Numerosi poi i casi di testate già morte al mondo della carta, che sopravvivono solo sul web con un numero ridotto di addetti: è il caso ad esempio del Tucson Citizen e del Seattle Poste Intelligencer. E il futuro? Tutto da costruire, perché ricette sicure, al momento, non ce ne sono. I giornali come prodotti di lusso?

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pdf di tutte le pagine, senza possibilità di ottenerne remunerazione, fino all’ipotesi, ben più interessante, di integrazione tra carta stampata e materiale online. Questa normativa si scontrerà però con le carenze informatiche esistenti sia nelle famiglie che nelle scuole. La finalità dell’iniziativa, mirante all’alleggerimento dei volumi e del peso dei libri, non deve perdere di vista la salvaguardia della qualità dell’offerta: Laterza ha sottolineato infatti come l’utilizzo per fini didattici di materiali autoprodotti senza certificazione e controllo sia un trend pericoloso. In conclusione ha ricordato come occorra una ridefinizione delle professionalità, in quanto giornalisti e redattori cambiano ruolo, e questo rappresenta un problema che non è ancora del tutto percepito; anche se AIE e FIEG operano in campi diversi, serve uno scambio di vedute in quanto il cambiamento riguarda entrambi. Sul rapporto tra prodotto stampato e servizi web ha insistito molto anche il segretario dell’Asig Sergio Vitelli, che ha puntato i riflettori sul mercato americano che, nel bene come nel male, resta il riferimento primario di tutta l’industria dei Paesi più avanzati. Vitelli ha ricordato come negli Stati Uniti la crisi della stampa si sia verificata prima che in Europa, con il crollo degli annunci classificati seguito all’arrivo di internet, e come assuma ora contorni molto più drammatici rispetto, ad esempio, alla situazione italiana. L’andamento pubblicitario, già in forte calo dal 2000 al 2008, ha già registrato nei primi mesi dell’anno un ulteriore decremento del 29%; i consumi di carta si sono quasi dimezzati dal 1999 al 2008. Anche per quanto riguarda la diffusione, i quotidiani USA sono in caduta libera: con l’eccezione del Wall Street Journal, hanno registrato dal 10% al 35% di perdite, secondo l’impressionante mappa della crisi dei quotidiani riportata dal New York Times. Molte le copie cartacee perse: quando ad esempio il Rocky

Per Giovanni Cagnoli e Alberto Ragazzo di Bain & Company, rispettivamente Vice President e Direttore sede di Milano, è fondamentale, per lo sviluppo, recuperare profitto per le aziende editoriali che saranno sconvolte dalla crisi in corso, che non è temporanea ma presenta caratteri strutturali. I consulenti di Bain & Company hanno sottolineato come nell’editoria quotidiana si sia verificato un allargamento dell’arena competitiva, con diminuzione delle barriere all’ingresso: i siti dei blogger si sono trasformati in sofisticate redazioni virtuali. Il “time to market” inoltre si riduce moltissimo sul web: dalle 1224 ore del quotidiano, si passa a una diffusione quasi

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TecnoMedia Da sin.: Carlo Bollino, Direttore, La Gazzetta del Mezzogiorno, Massimo Esposti, Redattore Capo Centrale Coordinamento Quotidiano Web, Il Sole 24 ORE, Franco Siddi, Segretario Nazionale FNSI, Ferruccio De Bortoli, Direttore del Corriere della Sera, Enzo Cirillo, Direttore ePolis e Xavier Jacobelli, Direttore Quotidiano.net

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simultanea o con un intervallo di pochi minuti. Eppure, se si considera il tempo dedicato da parte dei fruitori a tutti media, domina di gran lunga ancora il giornale, in quanto il vantaggio competitivo dell’editoria su carta è quello di fornire commento, selezione, approfondimento e arricchimento rispetto alle notizie di agenzia, che costituiscono ormai una commodity, materia prima, per tutti i mezzi. Altro vantaggio dei quotidiani è quello di offrire agli investitori pubblicitari una segmentazione raffinata e altamente profilata. La tv generalista, tipicamente passiva, soffrirà maggiormente la crisi rispetto ai giornali in quanto non possiede l’arma della segmentazione. Il giornale, nella visione della Bain & Company, è un prodotto di alta gamma, che andrebbe valorizzato con un posizionamento di lusso, per cui deve avere un costo adeguato, essere pubblicato su carta di migliore qualità e fornire contenuti rilevanti. Il prezzo non deve essere sovvenzionato e le copie non vanno regalate; gli inserzionisti torneranno, una volta compreso il valore dell’investimento. Se l’Economist nel 2006 dava già per morti i giornali, Bain & Company ricorda che il web, nonostante il fortissimo sviluppo, rappresenta per gli editori soltanto l’8% dei ricavi oggi, e anche ipotizzando una sua crescita fino al 20%, il margine per la carta stampata resta ampio. Anche sul web l’informazione non va regalata Per quanto riguarda le edizioni sul web, la raccomandazione di Bain & Company va verso l’offerta a pagamento di servizi personalizzati e l’attenzione alle informazioni locali, con il consiglio anche qui di non regalare l’informazione. Secondo le rilevazioni, soltanto un quarto dei lettori

è disponibile a pagare contenuti, ma non è conveniente assecondare q u e s t a tendenza, in quanto il pubblico non attribuisce valore a ciò che è gratuito. Per questo i contenuti editoriali sul web devono essere pagati, così come avviene per i contenuti musicali. Esempi positivi citati da Bain sono il Wall Street Journal, che gode però del vantaggio di offrire contenuti specializzati, e l’Economist,con offerte di contenuti premium a pagamento; un esempio negativo è invece il New York Times, che ha peggiorato la sua già grave situazione mettendo a disposizione tutti i contenuti online gratuitamente. Il contatto va valorizzato anche per l’inserzionista sul web, utilizzando il fatto che qui la segmentazione è tecnologica, basata su criteri di provenienza, frequenza e sezioni visitate, e può collegarsi direttamente alle diverse modalità di pagamento esistenti. In conclusione, l’articolo cartaceo per l’editore resta il cuore del sistema, a cui fanno da corollario altri servizi aggiuntivi multipiattaforma: occorre quindi considerare l’intera filiera per aumentare la redditività, anche costituendo accordi tra più editori. Buoni contenuti e approccio multipiattaforma sono il binomio vincente nell’esperienza di Antonio Torres Pereira, Direttore di Impresa Digital, il più grande gruppo multimediale portoghese che comprende Diario Popular, diverse riviste, canali televisivi e iniziative internet. Impresa Digital ha completamente rivoluzionato due anni fa il sistema di lavoro con il supporto di IFRA. Nata come “family company” di editori, Impresa Digital si è resa conto di essere di fronte non a una crisi temporanea ma a una svolta epocale, da cui non si torna indietro, e dove è indispensabile sfruttare in pieno le proprie capacità di effettuare un cambiamento. Si è partiti dalla riflessione sul consumo delle notizie, con la consapevolezza della necessità di

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La nuova versione del sito web di Asig, Ediland, in fase avanzata di test, ha colto l’occasione di IFRA Italia 2009 per un primo “debutto” ufficiale, proponendo, con il servizio di news quotidiane italiane ed estere dedicate all’industria editoriale e della stampa, un resoconto degli interventi della manifestazione in tempo reale. I lettori che si sono collegati nelle due giornate dei lavori, il 10 e l’11 giugno, hanno trovato dispacci di agenzia ed articoli più ampi relativi alla manifestazione internazionale che ha avuto, ricordiamo, una eco significativa sia sui media nazionali che su quelli locali, oltre ad una notevole visibilità sui siti internet specializzati. Nella sezione dedicata ad IFRA Italia, Ediland ospita la rassegna stampa completa dell’evento e tutta la documentazione scientifica della Conferenza. Lo stesso indirizzo è la porta di accesso per il sito web dell’Osservatorio Tecnico “Carlo Lombardi”, dove sono disponibili i dati aggiornati della ricerca annuale presentati a Bari. Sulle novità del portale Ediland e dei siti collegati ritorneremo in dettaglio nei prossimi numeri di TecnoMedia.

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Ediland a IFRA Italia 2009

offrire contenuti di valore tramite un nuovo approccio obiettivi misurabili, si rivela quindi più profittevole del multipiattaforma. mono-media: permette di ridurre costi e di sviluppare Punto focale è stato quello di mantenere il il business effettuando grandi investimenti e fornendo brand e la propria personalità di editori, mirando remunerazione agli azionisti, un tassello quest’ultimo a rafforzare su tutti i media il rapporto continuo da non trascurare. con i propri lettori, senza dimenticare l’importanza Melanie Shah, di IFRA Newsplex, è entrata nel dell’intrattenimento. dettaglio di come può avvenire la trasformazione Ciò comporta un’organizzazione completamente delle redazioni, tramite la consulenza e la formazione rivoluzionata: catena di notizie continue, nuovo layout offerte da IFRA. della redazione, Motivazione della nuovi strumenti di riorganizzazione lavoro. Nel processo è stato il desiderio di rinnovamento del Telegraph Media hanno giocato un Group di operare un ruolo fondamentale radicale cambiamento, la riduzione del a seguito del calo dei numero dei dirigenti profitti dovuto alla e il largo ricorso diminuita diffusione e alla formazione e al crollo degli introiti all’incentivazione pubblicitari sulla carta per chi si dimostrava stampata, mentre il web recettivo al è in fase di ascesa. cambiamento: la La redazione del qualità dello staff è Telegraph a Londra, infatti il valore più nella zona di Canary importante nel nuovo Wharf, si trovava sistema. inizialmente ad essere L’impostazione Da sinistra: Luca e Salvatore Martano, stampatori pugliesi con divisa tra stampa e web, multipiattaforma, con stabilimenti a Bari e nel Salento. senza alcuna forma di il vantaggio di avere comunicazione.

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Oltre duecento persone hanno seguito i lavori della seconda giornata di IFRA Italia 2009, ospitati al Centro Congressi dell’Hotel Sheraton Nicolaus di Bari

I redattori non erano al corrente del lavoro dei colleghi, e ogni notizia era rivista e controllata fino a dodici volte. La parte web era affidata a giornalisti giovani e inesperti, che non sempre erano in grado di mantenere il necessario livello qualitativo che doveva essere garantito su tutti i canali. Con la nuova, successiva, integrazione, chi è a capo di ogni singola sezione ha competenza e responsabilità sia per l’online che per l’offline, e ciascuno deve essere capace di produrre direttamente oppure di commissionare i contenuti in tutti i formati. Ogni giornalista è inoltre responsabile della propria pagina, con meno controlli centralizzati. La fase di introduzione della nuova organizzazione redazione è durata 15 settimane, durante le quali la formazione, curata da IFRA, è stata principalmente concentrata sul nuovo workflow, sulla capacità di scrivere per il web e di realizzare video adatti al mezzo, con la finalità di realizzare il “media convergent journalism”. Redazioni e organizzazione: i cambiamenti da gestire Anche la seconda giornata dei lavori di IFRA Italia ha visto alternarsi le esperienze estere ed il “punto di vista” dell’industria italiana. Ferruccio De Bortoli, Direttore del Corriere della

Sera, ha introdotto la tavola rotonda dedicata a “Quotidiani, periodici e servizi Web: nuovi modelli di sviluppo”, lamentando l’eccessivo pessimismo dei molti, anche “addetti ai lavori”, che non si rendono conto di come siano importanti i marchi di qualità offerti dai giornali a sostegno, e a garanzia, di quel grande, intangibile, patrimonio che è la conoscenza. Oltre a svolgere funzione informativa, i quotidiani possiedono infatti un marchio che è depositario di valori, e nella loro storia si sono spesso trovati in posizione più avanzata rispetto alla società di cui sono testimoni. Oggi ciò avviene meno, e per questo occorre che l’editoria abbia uno scatto di orgoglio, operi una rivendicazione del proprio primato culturale che permetta di gestire il cambiamento al posto di subirlo. Gli editori devono essere consapevoli della centralità del proprio ruolo, senza limitarsi a ridurre costi e qualità con un atteggiamento che inevitabilmente porterebbe a cedere il testimone. Nelle ristrutturazioni si corre inoltre il rischio di escludere i giovani, che già sono in numero insufficiente nelle redazioni. Le professionalità non mancano, anche se a volte la sensazione è quella di trovarsi si fronte ad una corporazione giornalistica un po’ disattenta ai cambiamenti. Il consiglio, alle redazioni, è di sviluppare la capacità di ascoltare il proprio pubblico,

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Reiner Mittelbach, CEO di IFRA (qui fotografato durante la prima giornata dei lavori) ha svolto una relazione sulle prospettive di integrazione fra il prodotto stampato ed i nuovi “portable devices”.

televisione, arricchendosi con l’apporto di immagini. Successivamente il video ritorna sul web ad integrare la notizia, nel frattempo ampliata con i contribuiti diretti degli utenti, e al termine del processo viene pubblicata sul giornale con ulteriori approfondimenti e investigazioni. La televisione è stata utile nel promuovere i contenuti del giornale del giorno successivo. La proposta di vendere le notizie online potrebbe invece, secondo Bollino, cannibalizzare la stampa, alterando l’equilibrio descritto. Nell’iniziativa albanese sono a pagamento sul web in forma sperimentale soltanto gli allegati, e il pagamento avviene tramite cellulare, dato che in Albania non è utilizzata la carta di credito. Massimo Esposti, Redattore Capo Centrale Coordinamento Quotidiano Web del Sole 24 Ore, ha sostenuto che sia importante cambiare la mentalità all’interno delle redazioni. Trasformazione

Gli Sponsor di IFRA Italia 2009 Nonostante la non facile situazione economica, anche quest’anno molte fra le più importanti aziende fornitrici di prodotti, servizi e materiali di consumo per l’industria editoriale e della stampa hanno deciso di investire in comunicazione ad IFRA Italia 2009, partecipando come Sponsor ufficiali della XII Edizione. Ad Agfa, Atex, EidosMedia, Ferag, Gmde, Goss, Huber Group, Kba, Kodak, Lithosol Italia, MacDermid, Manroland, Müller Martini, Sitma, Sun Chemical e Wifag i ringraziamenti degli organizzatori e del numerosissimo pubblico che ha seguito i lavori di IFRA Italia 2009.

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occupandosi delle cose che interessano, e agli gli editori di consorziarsi, trovando sinergie utili. Carlo Bollino, Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, ha lamentato la sparizione della figura del cronista, inteso come colui che indaga direttamente la notizia. Ne è responsabile una certa “pigrizia” dei giornalisti, dovuta al frequente ricorso alle notizie tratte da internet e dalle agenzie di stampa. Queste fonti troppe volte si ritrovano riportate in toto sulle pagine di diversi. Bollino ha anche raccontato l’iniziativa del 1993 in Albina, terra con un passato distrutto e un futuro da costruire, gestita a nome della Gazzetta. E’ stata riavviata una vecchia testata del 1937 grazie al lavoro di una redazione di giornalisti tutti giovani, senza “corporazioni” e senza un’agenzia ufficiale a cui attingere le notizie, ma utilizzando notizie sempre “originali”. La testata è in breve diventata la secondo del Paese, nonostante costi il doppio rispetto agli altri giornali, che sono circa 35 su un totale di 4 milioni di abitanti sono spesso pubblicati sottocosto. L’esperienza ha dimostrato che la qualità risulta sempre vincente. Presto il giornale si è trasformato in un’iniziativa multimediale, fondata su quelle sinergie redazionali che non si sono invece potute, finora, realizzare in Italia. Il web ha sostenuto la carta stampata, senza cannibalizzarla, integrandosi con le informazioni fornire da radio e tv appartenenti allo stesso gruppo. La notizia entra sul web, da qui passa in

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TecnoMedia Giulio Dalla Chiesa, Vice Presidente dell’Asig

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multimediale significa che ogni giornalista deve lavorare pensando che esiste il web e che le notizie, in questo canale, sono date in tempo reale. Andrebbero abolite le tradizionali riunioni di redazione, a favore uno s c a m b i o continuo e incessante tra giornalisti online e della carta stampata. E’ anche da superare la “paranoia” dell’esclusiva, che secondo alcuni andrebbe data solo sul quotidiano e non sul web: si ottengono invece ottimi risultati aumentando il numero dei lettori delle copia cartacea se si anticipa la notizia oggetto dell’esclusiva sul web la sera prima dell’uscita sul giornale. Per quanto riguarda le iniziative a pagamento, il quotidiano economico sta conducendo interessanti esperimenti con micropagamenti telefonici. I giornali non finiranno, ma chiuderanno sicuramente quelli fatti male: la battaglia si gioca infatti sulla qualità. Cronisti, lettori e navigatori Enzo Cirillo, Direttore di E Polis, ha rivendicato, con una punta di orgoglio, che i cronisti esistono ancora nella free press da lui diretta, e ha ricordato che il fenomeno della stampa gratuita arriva dagli Stati Uniti, dove il 70% pubblicazioni USA sono tali. Nicola Grauso portò in Italia quest’innovazione fondando la testata, caratterizzandola come un giornale molto flessibile dove i giornalisti “telelavorano”o da casa con PC e telefonino in completa libertà, mentre esiste il rischio che centinaia di giornalisti, nei quotidiani tradizionali, si trovino senza lavoro. E Polis ha assunto cinquanta giovani disposti al cambiamento, che vanno in giro con le loro telecamere a cercare le notizie. Dalle 380.000 copie diffuse, oggi E Polis è arrivato a distribuirne 620.000, con miglioramento nella qualità, anche se non può essere paragonata a quella dei maggiori quotidiani nazionali. L’idea si basa sulla valorizzazione dei contenuti locali, un fattore vincente, vista la richiesta di lanciare sempre

nuove redazioni locali. Anche per Enzo Cirillo, è fondamentale smettere di piangersi addosso, e cercare, invece, nuove soluzioni. X a v i e r Jacobelli, Direttore di Quotidiano.net, che riunisce Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, non condivide l’idea, circolata in occasione della tavola rotonda, di introdurre un’autority per certificare la qualità del web, dal momento che i navigatori sanno distinguere perfettamente i siti di valore da quelli che offrono solo “spazzatura”. Il pericolo, per il web, sono piuttosto i giornalisti che non conoscono le regole fondamentali del mestiere, che non sanno scovare le notizie o che non sono veloci nel tradurle nel linguaggio proprio di Internet. La redazione per il web del Resto del Carlino è passata all’interno di quella cartacea, per favorire uno scambio continuo di idee. Sono infatti cambiate le abitudini degli italiani e anche i giornali si devono adattare: ne è un esempio il fatto che 32.000 utenti del Resto del Carlino abbiano seguito le elezioni amministrative alle 4 di notte sul web, un fatto fino a qualche tempo fa impensabile. Per migliorare il servizio offerto va capito chi entra nel sito, in quali sezioni si sofferma e per quanto tempo, e perché se ne va.’ Franco Siddi, Segretario Nazionale FNSI, ha affrontato la delicata questione di come si adattano i nuovi strumenti contrattuali e di come il passaggio alla multimedialità è vissuto dalla categoria dei giornalisti. E’ stato varato un nuovo contratto che consente la multimedialità e che pone le basi per una nuova figura professionale: il giornalista deve comprendere il cambiamento, altrimenti rischia di uscire dal mercato del lavoro. La sfida va affrontata con serietà da parte degli editori: non si può mantenere il giornale vecchio e voler fare nuove cose. Occorre anche evitare di operare eccessivi tagli occupazionali a svantaggio della qualità, con la giustificazione della crisi. Se è vero che una parte della categoria dei giornalisti è in una fase di respingimento, secondo Siddi, con il

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Da sinistra: Alberto Regazzo, Director, e Giovanni Cagnoli, Managing Director, Bain & Company Italy

Un nuovo ritrovato contro i mali del web: si chiama “giornale”! I lavori del pomeriggio sono introdotti da Giulio Dalla Chiesa, vice Presidente Asig, che legge un divertente pezzo di “fantascienza” tratto da USA Today, dove si riferisce di una recentissima scoperta: al posto del web è nato l’innovativo giornale su carta che supera tutti i problemi di Internet, in quanto opera un’attenta analisi delle fonti, può essere letto in aereo, è adatto ai bambini dato che non veicola contenuti pornografici.... e così via. Un modo, brillante, per ricordare a tutti i vantaggi della carta stampata, che si danno sempre per scontati anche se scontati non sono mai, soprattutto i periodi di pessimismo, quando la stampa soffre, paradossalmente, di “cattiva stampa”. Ma nonostante l’avvio brillante della sessione, dedicata alle sfide agli editori in tempi difficili, a raffreddare la platea ci pensa Nicola Pianon, Senior Partner & Managing Director di Boston Consulting Group (BGC).I giornali sono in difficoltà a partire dal 2004, hanno registrato un forte calo pubblicitario iniziato nel 2006, con un trend destinato a durare e a portare a chiusure e licenziamenti in massa. Secondo questa analisi, è in arrivo la “tempesta perfetta”. Lo indicherebbero, da un lato, le evidenze di mercato: performance borsistiche in forte calo in USA, vendita di testate storiche come il Boston Globe, investitori pubblicitari statunitensi che risi rivolgono ad altri mezzi come l’esterna e il Direct Marketing. Dall’altro lato ci

sono i cambiamenti di abitudini degli utenti: preferenza per contenuti in pillole, contenuti verticali, personalizzazione, calo del consumo di quotidiani in tutte le fasce di età mentre il consumo dei media è in aumento ed sempre più frequente il ricorso al multitasking, ad esempio utilizzo

simultaneo di TV e computer. Come uscire da questa situazione?Sono tre le raccomandazioni di base di BCG: aggredire la struttura dei costi, creando sinergie tra editori e condividendo strutture produttive, sviluppare strategia di distribuzione multimediale per far crescere i ricavi e infine diversificare il portafoglio di business, sviluppando fonti accessorie di fatturati extra editoriali. Pochi editori, in questo scenario, sopravviveranno a livello nazionale e internazionale, mentre gli altri avranno spazio a livello solo locale.

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rivolgimento in atto, ci può essere spazio per tutti, per chi scrive sulle pagine specializzate dei quotidiani, per il web di qualità, e per i giovani cronisti. Il vero pericolo, per giornalisti ed editori, è piuttosto il DDLAlfano, un provvedimento che uccide la stampa, prevedendo il carcere per chi dà notizie e multe per gli editori, e vincolando la cronaca giudiziaria, che è invece necessaria per denunciare scandali.

Il superamento del modello pubblicitario e i “power brand” multicanale

Il modello pubblicitario deve trovare nuove forme organizzative e, in ogni caso, da solo non è più sufficiente. Occorre rinnovarlo tramite una profonda trasformazione culturale e lo sviluppo di nuovi modelli di ricavi, ad esempio i servizi a pagamento, cui è dedicata una ricerca BCG in arrivo a breve. Sarà necessario, secondo questa analisi, investire in pochi “power brands” che offrano contenuti ovunque e su qualsiasi mezzo che gli utenti decidano di usare. La selezione sarà fortissima e si rafforzerà il localismo, caratterizzato da un nuovo, forte, rapporto con i lettori, potenziato dalla capacità di offrire opinioni e approfondimenti. Che il mondo sia completamente cambiato in pochi anni è testimoniato da come sono state seguite, ad esempio, le elezioni negli Stati Uniti nel 1992 (soltanto TV e giornali) e come è stata seguita l’elezione di Obama: fonti dirette, bloggers indipendenti, video a commento, media classici. Sul web i network saranno temibili concorrenti dei giornali, anche in Italia: lo si intuisce confrontando

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TecnoMedia Da sin.: Antonello Perricone, Amministratore delegato del Gruppo RCS, Claudio Calabi, Amministratore delegato del Gruppo 24 ORE

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le classifiche dei siti statunitensi più visti, dove ai primi posti ci sono le reti televisive e solo al quinto posto troviamo il primo editore, il New York Times. Occorre quindi disporre di una massa critica per competere a livello multimediale, da raggiungere tramite alleanze, internazionalizzazione e accordi tecnologici. Non mancano gli esempi positivi di successo da parte di editori consorziati: negli Stati Uniti la testata cartacea Career Builder è diventata leader di mercato unendo in network 160 testate editoriali e superando così Moster, il potente rivale internet. Reiner Mittelbach, CEO IFRA, delinea la crisi strutturale che conduce necessariamente a ripensare il modello di business editoriale. Tra le cause individua gli sviluppi tecnologici e gli sviluppi nel mercato dei media, che permettono, ad esempio, al web di raggiungere villaggi sperduti e incrementano l’uso dei dispositivi mobili. Il multi media mobile, di cui si parla da anni, è già una realtà. In California intanto si decide per la sostituzione dei libri di scuola con e-readers, sviluppati già da 14 anni e per i quali ora sembra esista davvero un mercato. Il problema degli e-reader, e in particolare del nuovo Kindle lanciato da Amazon, è che gli introiti vanno ad Amazon e non agli editori. La situazione dell’editoria è grave non soltanto negli USA ma anche in Svezia, in Olanda, Belgio, Russia, e in India. Se dieci anni fa gli introiti pubblicitari della stampa rispetto al totale erano al 55%, oggi non raggiungono il 48%. In questa situazione è vitale che vengano integrati nelle offerte dei giornali i nuovi parametri nel marketing pubblicitario, pena la scomparsa del sistema: occorre dare importanza al successo dell’investitore, a cui è strettamente legato il successo dell’editore. L’editore deve quindi diventare un’agenzia, consapevole che l’investitore pubblicitario è un partner. E’ evidente, a questo punto, l’importanza di conoscere

a fondo i proprio consumatori, secondo lo schema proposto della “Customer Centric Communication”. Purtroppo sono ancora troppo poche le informazioni degli editori sui consumatori, e sono pochi o inesistenti gli studi sulla concorrenza e l’abitudine d i e ff e t t u a r e monitoraggi. I venditori di pubblicità non hanno aiuto e supporto sufficiente per effettuare il loro lavoro, mentre il tanto decantato cross media marketing è visto solo come upselling da carta a online, senza essere sviluppato in maniera adeguata. E’ indispensabile fornire agli investitori le prove dell’efficacia della pubblicità, eppure ancora non viene fatto. Per offrire agli investitori ciò di cui hanno bisogno occorre fornire loro target group, sviluppando contenuti su più media tramite forti “umbrella brands” adatti a raggiungere un’audience di diverse età. Il mestiere dell’editore in tempi difficili Mario Ciancio Sanfilippo, Direttore de La Sicilia, è il primo a intervenire nella Tavola rotonda del pomeriggio, dedicata al tema “Il mestiere dell’editore in tempi difficili” introdotta e moderata da Carlo Malinconico, Presidente FIEG. Secondo Ciancio Sanfilippo le motivazioni della crisi sono da riportare soprattutto al crollo degli investimenti pubblicitari, che si potrebbe limitare se gli enti pubblici ricominciassero ad acquistare pubblicità, invece di chiedere spazio gratuito sulle pagine dei giornali. Per risolvere la situazione dovrebbero essere pubblicate anche sentenze e bilanci, le comunicazioni degli appalti e la menzione dell’azienda che se li è aggiudicati, il loro costo e i tempi di realizzazione. Anche ai fini della tutela del consumatore sarebbe inoltre molto utile pubblicare sui media notizie negative per punire chi ha compiuto reati contro la salute o l’urbanistica, oppure ha violato le disposizioni dei NAS: dover pagare sanzioni ha infatti un effetto

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Carlo Malinconico, Presidente della FIEG

un’azienda editoriale dovrebbe operare come un’agenzia di pubblicità. Piuttosto, sarebbe opportuno pensare ai contenuti e alla qualità. Quanto a far pagare i contenuti sul web, sarebbe auspicabile ma sarà molto difficile da ottenere. Dopo anni positivi per la raccolta pubblicitaria e per le iniziative a supporto della diffusione dei contenuti, ora ci si ritrova deboli, senza essere stati capaci di vedere segnali che si potevano probabilmente notare: è quanto sostiene Claudio Calabi, Amministratore delegato del Gruppo 24 ORE. Quasi tutti i settori, comunque, sono in crisi. Ma non serve autocommiserarsi in un momento di forte discontinuità, ed è molto meglio richiamare tutta la filiera ad essere protagonista del cambiamento. Soltanto se si avrà il coraggio di rimettere in discussione la struttura, dalla produzione al contenuto, ci saranno possibilità di uscita: per questo le iniziative editoriali vanno pensate rivolgendosi ai lettori come clienti. Se la radice della crisi degli ultimi anni, come hanno detto i consulenti di Bain & Company, è per il 70% strutturale e per il 30% congiunturale, la conseguenza rischia di essere che il 70% dei ricavi pubblicitari non tornerà, una volta finita la crisi. E’ questa l’amara osservazione di Stefano De Alessandri, Amministratore delegato di Rusconi Hachette. Anche gli editori di periodici a livello internazionale, così come gli editori di giornali, stanno attuando misure drastiche per agire sulla struttura dei costi per ritrovare la profittabilità, eliminando gli sprechi.De Alessandri spiega come le riviste Elle e Marie Claire siano già posizionate come prodotti di lusso e dotate di un brand internazionale, come proposto nella soluzione offerta da Bain & Company. Il web rappresenta un elemento di discontinuità positiva, che non porta cannibalizzazione della diffusione cartacea, come evidenziato nel caso di Elle, che è un prodotto maturo. Nonostante

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deterrente minore rispetto all’essere esposti alla gogna mediatica. Ciancio ricorda infine che oltre alla sparizione dei giornali esiste un altro pericolo altrettanto grave e cioè la perdita di indipendenza dei giornali, con ricorso a finanziamenti esterni. Per Carlo Malinconico, Presidente della FIEG, il compito dell’editore è difficile, il quadro è preoccupante. I primi quattro mesi del 2009 confermano le voci negative. Le copie vendute calano di circa il 6%, dato che si aggiunge alla flessione dell’anno scorso. La pubblicità risulta calata in media del 25%. L’unico dato confortante è che dal 2000 al 2008 i lettori sono aumentati di quattro milioni. Che fare allora?Probabilmente, suggerisce Carlo Malinconico, si procederà con una maggiore integrazione fra carta stampata e web”. E’ possibile ed auspicabile purché sia tutelata la qualità dell’informazione. Questo si accompagna ad una esigenza di tutela del prodotto editoriale, la tutela del Copyright, le rassegne stampa, i motori di ricerca. La FIEG, come ha ricordato malinconico, ha recentemente deciso di approfondire il tema dei rapporti dei motori di ricerca verificando con i colleghi europei lo stato dell’arte e le più efficaci azioni da intraprendere. Che sia difficilissimo occuparsi di editoria oggi lo sottolinea anche Antonello Perricone, Amministratore delegato del Gruppo RCS, quando osserva che al posto degli ultimi due anni sembra ne siano trascorsi trenta. La forte crisi sul fronte degli andamenti pubblicitari è infatti unita alla consapevolezza che la situazione difficilmente potrà tornare come prima. Sugli altri fronti, invece, secondo Perricone non si tratta di crisi, ma piuttosto di una trasformazione più veloce di quanto sembrasse possibile in precedenza, per cui la sterile difesa dello status quo si rivela una partita persa in partenza: occorre cambiare il modello organizzativo. Non è d’accordo, invece, sulla provocazione lanciata nel corso della Conferenza, secondo cui

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TecnoMedia Mario Ciancio Sanfilippo, Direttore de La Sicilia

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sia stato aumentato il prezzo di copertina e siano state ridotte le spese di marketing, la diffusione di Elle è rimasta stabile anche in presenza di un sito internet che riprende gli stessi contenuti. Si tratta dunque di una risposta positiva in momento di crisi. Terry Maguire, Consulente internazionale, suggerisce di sviluppare una serie di servizi, forniti in forma cartacea o elettronica, utili ai lettori. Il modello può essere quello dei”wikies”, ma supportato dal forte brand del giornale, a garantire l’attendibilità dei dati forniti. Uno spunto di servizio utile può essere ad esempio quello della prenotazione ai ristoranti, che non sembra essere presente in Italia, nonostante il cibo faccia parte della migliore tradizione del nostro Paese. Le inserzioni pubblicitarie di prodotti alimentari potrebbero essere

la base per la fornitura di servizi avanzati, tramite ad esempio la segnalazione di dove è possibile trovare un determinato prodotto. La situazione è difficile, ma Paolo Paloschi, Presidente dell’Asig, non rinuncia a cogliere, a conclusione dei lavori, i segnali incoraggianti che sono emersi da tutti gli interventi, e che dimostrano come l’editoria e la stampa, in Italia come all’estero, abbiano già cominciato a rimboccarsi le maniche. “Le strategie per il sostegno e lo sviluppo dei contenuti dei media stampati e on line saranno l’impegno più importante per gli editori nei prossimi mesi. Dalle loro scelte e dalle loro intuizioni dipenderanno la crescita dell’industria della comunicazione e della stampa. I primi segnali” – conclude Paloschi- “sono incoraggianti”.

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USA Today si stampa in digitale USA Today, il più diffuso quotidiano americano, produce da alcuni mesi le copie destinate al mercato italiano con tecnologia digitale ink jet. A realizzare la tiratura, primo esperimento del genere in Europa, è la Rotomail di Cologno Monzese.

Dopo alcuni mesi di test, agli inizi dell’estate il gruppo americano Gannett ha confermato la commessa per la stampa in digitale del quotidiano USAToday per il mercato italiano alla Rotomail di Cologno Monzese. E’ il primo esperimento, in Europa, di produzione di una testata quotidiana con tecnologie digitali. USA Today è il quotidiano più diffuso degli Stati Uniti, con oltre 2.000.000 di copie al giorno, ed è il secondo broadsheet in lingua inglese al mondo, per numero di copie vendute, dopo il Times of India, che oltrepassa i tre milioni. Nonostante le credenziali di questa testata, alla Rotomail non desiderano essere chiamati stampatori. Preferiscono essere conosciuti come un’azienda di servizi specializzata nella re-ingegnerizzazione dei processi industriali.

Stampa digitale

Alessandro Antonuzzo, Responsabile marketing di Rotomail

Re-ingegnerizzare i processi industriali

La Rotomail di Cologno Monzese, alle porte di Milano, è nata nel 1998 da un’intuizione di Giovanni Antonuzzo, oggi Amministratore delegato della società, che all’epoca lavorava nella produzione dei mezzi di comunicazione di CartaSI e di altre aziende.. Le prime applicazioni di stampa di dati variabili a grandi volumi di prodotti furono, allora, proposte proprio agli istituti di credito ed al circuito di CartaSI per l’inserimento di comunicazioni commerciali negli estratti conto da inviare ai clienti. Un’attività già in uso negli Stati Uniti, ma non sfruttata nel nostro Paese. Dodici anni fa, il processo di re-ingegnerizzazione del canale di comunicazione diretto alle decine di migliaia di clienti italiani, significò lo sviluppo di una piattaforma software specializzata per la gestione

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TecnoMedia L’unità della Kodak che provvede alla stampa digitale di USA Today per il mercato italiano

Stampa digitale

dei dati, abbinata, all’epoca, alla prima macchina da stampa digitale full color, con tecnologia ink jet ad alta velocità, disponibile sul mercato. La prima unità al mondo fu installata proprio a Cologno Monzese. “ L’ u t i l i z z o degli estratti conto per veicolare diverse informazioni commerciali”commenta Alessandro Antonuzzo, Responsabile marketing di Rotomail-“non solo ha aumentato le risposte positive dei clienti alle offerte, ma ha consentito di risparmiare milioni di buste stampa e di affrancature per le campagne di direct marketing”. Nata come software house specializzata nella produzione di grandi volumi di prodotti standard con dati variabili, la Rotomail si è ben presto sviluppata come azienda di servizi a ciclo completo, con l’obiettivo di operare su altri mercati. Nel 2002 viene lanciato un nuovo progetto di re-ingegnerizzazione dei flussi di produzione per la documentazione dei croceristi. Rotomail ha concluso un accordo con Costa Crociere per la produzione dei documenti di viaggio dei loro clienti.Sono milioni di booklets all’anno dove sono riportati, su layout standard, i dati variabili relativi ai singoli viaggiatori, dal piano dei voli per raggiungere il porto di imbarco, alle soste previste dalla crociera fino a tutti i coupon dei servizi acquistati nel “pacchetto vacanza”. “Tutto il flusso di lavoro”-spiega a TecnoMedia Alessandro Antoniuzzo-“è concentrato nella piattaforma software di Cologno Monzese”. Ogni agenzia collegata in rete da ogni parte del mondo può vedere i Pdf relativi alle pratiche di loro competenza, e lanciare la stampa dei libretti di viaggio per consegnare ai clienti tutta la documentazione nel minor tempo possibile e con la certezza che non vi siano errori. Dopo gli estratti conto e le crociere, lo scorso mese di giugno, a Milano, è stato presentato l’ultimo servizio sviluppato da Rotomail, mirato all’industria editoriale dei libri. In stretta collaborazione con la Tecnau di Ivrea, e con Kodak Italia, fornitore di tutto il parco macchine per la stampa digitale in funzione a Rotomail, è stata sviluppata una linea di produzione integrata per offrire agli editori la possibilità di stampare uno stesso libro in

formati personalizzati, variando in tempo reale, e all’interno di un unico flusso di lavoro, i formati pagina e le copertine. E’ un nuovo modello di re-ingegnerizzazione industriale - un nuovo sistema di produzione - denominato Varybook. Rispetto alle esperienze maturate con i croceristi, con le banche e con CartaSI, in questo caso, con la stampa dei dati variabili, si offre anche la variazione dei formati editoriali, e quindi dei prodotti finiti, in tempo reale: alta qualità standardizzata, prezzi competitivi e un intervallo di produzione di 24/48 ore. Grazie al nuovo flusso di lavoro, ed alla tecnologia della stampa digitale full color ink jet, la produzione della singola copia del libro, in modalità “print-on-demand”, e magari personalizzata per il cliente, diventa possibile da un punto di vista industriale, e si aprono nuovi mercati per alcuni settori specifici, come la manualistica, che ha bisogno di continui aggiornamenti. USA Today in digitale L’esperienza maturata in settori produttivi tradizionalmente molto lontani dalla stampa dei giornali ha consentito a Rotomail di avviare, in collaborazione con le Messaggerie Internazionali, i primi sei mesi di test di stampa in digitale di USA Today. La testata americana, come tutti gli altri prodotti in lavorazione alla Rotomail, è stampata su macchine digitali con tecnologia ink jet di Kodak. In particolare, il quotidiano esce da una Versamark VL 4200, in grado di stampare bobine di carta in fronte-retro, in full color, e con una qualità ritenuta dall’editore, il Gruppo Gannett, adatta al proprio prodotto-giornale. L’unità di stampa è in grado di produrre con una velocità massima di 125 metri al minuto, a risoluzione 600*360. La VL 4200, un upgrade del precedente modello VL 2200, lavora in abbinamento con una linea di finissaggio off line della Hunkeler, per prodotti quotidiani in broadsheet, che provvede al taglio ed alla piega delle copie a partire dalla bobina stampata in digitale. La doppia lavorazione, ciclo di stampa e confezionamento, produce in circa due ore le 2000 copie di USA Today destinate alla distribuzione italiana presso

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USA Today si stampa in digitale

TecnoMedia La piega ed il rifilo finale delle copie sono off line nel ciclo di stampa digitale.

Ma conviene il digitale? Da un punto di vista tecnico, la produzione di un quotidiano con tecnologie digitali offre alcuni punti

forza da non sottovalutare. L’ink jet riduce a zero i tempi di avviamento ed i tempi per il cambio di edizione in macchina, elimina in pratica le copie di scarto, propone una qualità già oggi più che accettabile ed offre la possibilità della stampa del dato variabile, ovvero della “personalizzazione” delle copie. “Questa opportunità-“osserva Antonuzzo-“per il momento non è ancora sfruttata dagli editori, ma esiste” e non c’è ragione per non pensare che qualcuno non trovi il modo per renderla redditizia. La tecnologia digitale, per la produzione dei giornali, è certamente un’ipotesi “integrativa” rispetto all’offset. I tempi di produzione, gravati soprattutto dal “collo di bottiglia” dell’allestimento, non sono, al momento, paragonabili all’offset ed alla flessografia. L’esperienza avviata da Rotomail suggerisce che le linee digitali possono rappresentare, da un punto di vista tecnologico, una soluzione alternativa per basse tirature e per diffusioni mirate. E dal punto di vista imprenditoriale di chi il servizio deve offrire all’editore? “Investire in macchine digitali con il solo obiettivo di stampare giornali non è- oggi - proponibile sul piano economico”- conclude Antonuzzo. Ma per un centro servizi che abbia come mercato di riferimento principale i grandi volumi di stampa del dato variabile con ink jet digitale, la diversificazione verso il prodotto-giornale può essere, invece, interessante, tanto che non è detto che, dopo USA Today, alla Rotomail non approdino altri quotidiani stranieri interessati al full color digitale di qualità per bassi volumi di tiratura.

Stampa digitale

punti qualificati, grandi alberghi internazionali, aereoporti, s t a z i o n i ferroviarie ed altre edicole principali sul territorio. “La decisione di avviare l’esperienza di stampa di un giornale in digitale”-spiega Antonuzzo-“è parte della strategia di sviluppo di Rotomail, che mira alla diversificazione dei servizi offerti”. Il quotidiano distribuito in Italia, è un’edizione condensata rispetto a quella degli Stati Uniti. Le copie per il nostro mercato sono stampato in bianco e nero, con prima e ultima pagina a colori. “E’ una scelta precisa dell’editore”commenta Antonuzzo-“perché da un punto di vista tecnico noi saremmo in grado di produrre tutto il giornale in full color senza problemi”. Il formato dell’edizione per l’estero è di 46*56,9 cm, leggermente ridotto rispetto all’originale degli Stati Uniti, e la carta utilizzata è uso mano a 70gr. “Anche questa è una scelta condivisa dall’editore”- precisa Antonuzzo.La grammatura intermedia fra i 60,70 e 80 grammi testati è il miglior compromesso fra qualità finale del prodotto e tempi di lavorazione, visto che carte più leggere rallentavano i tempi di confezionamento. I Pdf sono inviati dal quartier generale del gruppo Gannett fra le sette e le otto di sera, e tutti i file in alta risoluzione sono passati attraverso la piattaforma software di Rotomail, dove operano i sistemi di workflow Kodak ed altre soluzioni sviluppate appositamente dalla società di Cologno Monzese. “Chiunque può fare girare una macchina da stampa”- sottolinea Antonuzzo-“la differenza nella qualità finale del prodotto è il valore offerto dall’azienda di servizi e dal proprio know-how”.

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Come cambia la distribuzione alla Finegil Editoriale Divisione Operativa di Padova La Finegil Editoriale-Divisione Operativa di Padova, ha ripensato integralmente la logistica per la gestione della distribuzione dei giornali, introducendo un sistema informatizzato che fornisce in tempo reale i dati per la pianificazione quotidiana e, nell’arco dei trenta giorni, offre informazioni dettagliate sui singoli punti vendita.

Distribuzione

di Padova, la tribuna La distribuzione è di Treviso e la Nuova una delle aree operative di Venezia e Mestre. dell’industria della Ogni notte stampa, e stampa alla quale un distribuisce, oltre 100.000 sempre maggior numero copie al giorno, comprese di editori sta guardando quelle di Repubblica ed per ottimizzarne le Affari e Finanza destinate funzionalità, ridurre gli al veneto ed aree limitrofe, sprechi e, soprattutto, che possono arrivare a ricavarne valori aggiunti 150.000 nelle domeniche in termini di conoscenza estive. Il 98% del prodotto reale dei mercati locali. è diffuso nelle singole La Finegil Editoriale provincie, salvo arrivare, si è mossa, già da tempo, in periodi di vacanze, in in questa direzione, zone più lontane, quali sviluppando investimenti la Romagna e l’Alto ed interventi per rendere Adige, con puntate nelle sempre più efficiente la Marche. distribuzione dei propri Fabiano Begal, Consigliere Preposto della Divisione “In termini di servizio”prodotti editoriali in ambito Operativa di Padova della Finegil Editoriale spiega a TecnoMedia locale. TecnoMedia ha Fabiano Begal-“tutto si incontrato il Consigliere può giustificare. In termini di costi no”, e la Divisione Preposto della Divisione Operativa di Padova, Fabiano Operativa di Padova ha avviato, già da molto tempo, una Begal, per conoscere da vicino le strategie innovative ricognizione di dettagli sui costi e sui flussi distributivi, in corso di attuazione nell’area veneta. per abbatere le rese e ottimizzare le vendite. “La distribuzione”- prosegue Begal-“è un’attività Conoscere i lettori di provincia molto difficile, che si basa su precise conoscenze La Divisione Operativa di Padova edita il mattino storiche e sulle capacità di prevedere il venduto in

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Come cambia la distribuzione alla Finegil Editoriale-Divisione Operativa di Padova

Automazione in tempo reale Il progetto di riorganizzazione della distribuzione ha tenuto conto dei diversi obiettivi, e ha puntato sull’automazione di tutte le fasi del flusso di lavoro, dalla produzione del piano di distribuzione giornaliero, alla creazione dei pacchi e delle locandine da consegnare alla ventina di agenzie esterne, fino alla raccolta dei dati di vendita e di resa, da incrociare con le informazioni di base relative ai contenuti di cronaca locale e situazioni metereologiche. La Divisione Operativa ha deciso di investire su un nuovo software specializzato, GESEDI, un prodotto sviluppato da S@l Software, un’azienda di Livorno specializzata in sistemi gestionali. Il software è distribuito in Italia dalla HiT Media & Publishing, che provvede anche all’integrazione con gli altri sistemi che concorrono alla produzione. Il software ha avuto una prima installazione al Tirreno di Livorno, è stato adottato dall’Editoriale FVG – sempre del gruppo Finegil - che edita Il Messaggero Veneto di Udine e Il Piccolo di Trieste, dal quotidiano Libero, dal Tempo di Roma, ed è arrivato a Padova nella sua versione “matura” e già consolidata dalla

precedenti esperienze. La scelta, come spiega Begal, è stata indirizzata “verso un prodotto che non fosse troppo impegnativo, e quindi difficilmente adattabile alle specifiche esigenze della Divisione Operativa, né troppo piccolo, per non rischiare di scomparire dal mercato, vanificando l’investimento”. Dopo dodici mesi dall’introduzione – tanto è stato il tempo necessario per il completo trasferimento dei dati dal vecchio sistema, quasi interamente manuale, al nuovo, ad alta automazione – la piattaforma software per la pianificazione della distribuzione funziona a pieno regime. Le informazioni storiche sul venduto, i contenuti di cronaca locale in grado di influenzare le vendite, le previsioni metereologiche e, non da ultima, l’esperienza degli ispettori della diffusione – il “fattore umano” che fa la differenza – concorrono al piano giornaliero della distribuzione, che è sempre un compromesso fra le ipotesi di vendita, e di tiratura, dell’editore, e le richieste del distributore, sempre superiori. “Un tempo valeva il principio di indirizzare in edicola quante più copie possibili”- commenta Begal-“oggi non è più così, perché abbiamo una diversa attenzione ai costi.” La differenza, rispettoal passato, è che grazie al nuovo sistema GESEDI tutte le informazioni sono disponibili in linea e in tempo reale. Dopo che sono state inserite nel sistema le quantità stabilite per le agenzie, e le informazioni relative alla creazione dei pacchi, verso le ore 16.00 partono le fascette verso il centro stampa di Padova. Il ciclo di stampa, finishing e distribuzione avviene secondo le normali modalità. Al mattino del giorno successivo, le agenzie conteggiano le rese della precedente distribuzione, ed inviano in tempo reale i dati agli ispettori della diffusione del quotidiano, che dispongono immediatamente dei risultati zonali, che vengono inseriti nella piattaforma software. In appositi campi vengono introdotte le informazioni relative alle notizie più importanti di cronaca – quella principale e un paio di secondarie - ed alle condizioni metereologiche, e collegate ai dati sulle vendite. In questo modo, nell’arco delle 24 ore, il sistema si alimenta in tempo reale con i dati raccolti dal territorio. Una volta alla settimana i distributori trasmettono i dati di maggior dettaglio. Sui distributori sono state evitate modifiche software, salvo chiedere loro l’aumento della frequenza dell’invio di file con tutti i dettagli di vendita. E’ stato sviluppato un meccanismo di acquisizione automatico delle mail con l’aiuto della S.C. Informatica di Caluso (To) per fare entrare direttamente i dati nel data base di GESEDI. Un paio di volte al mese arriva l’aggiornamento relativo alle singole edicole, e nell’arco di trenta giorni

Distribuzione

base diversi fattori, fra i quali spiccano i contenuti editoriali presentati dai giornali locali”. Difficile ma di grande importanza strategica. Le tre testate Finegil, il mattino, la tribuna e la Nuova, sono quotidiani relativamente giovani, con un’età media attorno ai trent’anni. Si sono sviluppate in territori dove è indispensabile lavorare sul radicamento in provincia, sviluppando un’accurata cronaca locale, visto che, storicamente, la città è l’area meno “forte”, in termini diffusionali, sia per la concorrenza dei free press che per un certo depopolamento degli abitanti. In queste aree, a differenza delle vicine provincie di Verona e Mantova, non c’è la cultura di pubblicare gli annunci mortuari sui quotidiani – attività che aiuta sempre le vendite dei giornali locali. Conoscere e seguire i dati di vendita sul territorio in tempo reale è stato il primo, fondamentale, obiettivo della riorganizzazione della distribuzione perseguito da Finegil. Nell’area amministrativa si cercavano soluzioni per ottimizzare la contabilizzazione degli estratti conto, ricavandone ulteriori informazioni in tempo reale. Da ultimo, la crescita esponenziale, negli scorsi anni, del fenomeno dei collaterali venduti in edicola, aveva creato la necessità di sistemi per la pianificazione della distribuzione dei volumi e degli altri prodotti allegati ai quotidiani, un volume fra le 5 e le 10 mila unità alla volta.

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l’editore dispone dei dati reali per ogni punto vendita del territorio. Un enorme salto di qualità rispetto a prima, che trova puntuale riscontro nelle attività di rendicontazione e gestione amministrativa. Gli ispettori della diffusione hanno sviluppato un applicativo software la produzione di locandine da distribuire in sede locale per evidenziare i conuti trainanti della cronaca quotidiana. “Noi stampiamo la locandina in automatico a partire dai titoli di prima pagina”- spiega Fabio Visentin, ispettore della distribuzione della Divisione Operativa di Padova-“e siamo in grado in grado di arrivare, zona per zona, fino al singolo comune e fino alla singola edicola, se necessario”. Le locandine sono consegnate alle agenzie di distribuzione già nell’ordine territoriale ottimale, in modo da non creare problemi nella consegna dei pacchi ed in modo da poter essere utilizzate da tutta la filiera distributiva nel modo più semplice possibile, senza aggravio di lavoro. Condividere obiettivi e vantaggi

Distribuzione

Fondamentale, per la riuscita della nuova organizzazione distributiva, è stato il coinvolgimento attivo delle agenzie di distribuzione e di tutti gli addetti esterni alla Divisione Operativa. Sono stati fissati obiettivi aziendali chiari e misurabili per tutti, sia in termini di copie vendute che per quanto riguarda l’abbattimento delle rese, stabilendo un

intervallo di oscillazione attorno alle 1000 copie rispetto all’obiettivo ottimale. Evidentemente gli aggi ai distributori non cambiano sia nel caso in cui gli obiettivi siano centrati sia in caso contrario, ma è altrettanto evidente che l’abbattimento delle rese porta vantaggi concreti per tutti, a cominciare dalle agenzie che vedono calare drasticamente i volumi lavorati per la riconsegna all’editore delle copie rimaste in giacenza alle edicole. “Noi”- conclude Begal-“oggi siamo molto più vicini alle edicole di quanto fossimo prima di partire con questa nuova iniziativa”, e questo ha consentito di sviluppare un nuovo canale di vendita, l’abbonamento “in appoggio”, che sta dando risultati soddisfacenti. Grazie alla razionalizzazione della distribuzione, il lettore può abbonarsi alla testata locale andando a ritirarla direttamente all’edicola, ed evitando le disfunzioni, note, del sistema postale nazionale. La nuova gestione della distribuzione consentirà, in prospettiva, anche significativi miglioramenti nella vendita zonale dei prodotti collaterali. Un tempo molto florida, oggi questa categoria di prodotti editoriali registra rese più significative ripetto al passato, e poter prevedere con maggior precisione in quali zone saranno distribuiti i collaterali, e in quali quantità, contribuirà ulteriormente alla razionalizazzione dei cicli produttivi dell’industria editoriale, l’obiettivo di fondo comune a tutti in tempi non facili per vendite e raccolta di pubblicità.

Un nuovo Tutorial tecnico per il prestigioso IFRA International Color Quality Club 2010-2012

International Newspaper Color Quality Club 2010–2012

L’International Color Quality Club, il prestigioso riconoscimento internazionale per la qualità di stampa a colori di IFRA, propone, per l’edizione 2010-2012, un’interessante novità, offrendo a tutte le aziende che fossero interessate a partecipare un Tutorial tecnico in preparazione alla stampa dei test per verificare la qualità. Benchmark L’iniziativa si rivolge agli stampatori asiatici ed europei. Per il your newspaper color quality! nostro Continente, e per l’Italia, il Tutorial tecnico della durata di una giornata sarà offerto nel prossimo mese di ottobre a Vienna, Austria (sede di IFRA Expo 2009) e a Darmstadt, in Germania. Fra gli altri argomenti, il Tutorial affronterà i temi che riguardano la pratica quotidiana del color management, gli spazi colore nella stampa dei giornali, il bilanciamento del grigio e le tecniche di misurazione dei risultati. In pratica, un vero e proprio mini-corso sulla qualità condensato in una giornata. Informazioni di dettaglio sono disponibili all’indirizzo web colorqualityclub.org o possono essere richieste direttamente ad IFRA: Ulrike Cremer, Tel. +49 6151 733 738 – email: cremer@ifra.com www.colorqualityclub.org

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Come sta cambiando la gestione della pubblicità al Gruppo 24 ORE

Pubblicità cross media

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E’ in fase avanzata di sviluppo la nuova piattaforma per la gestione cross media della pubblicità al Gruppo 24 ORE. L’editore ha deciso di puntare su un unico fornitore per la personalizzazione di una soluzione che garantisca la gestione integrata di tutto il flusso di lavoro. L’obiettivo finale è un’architettura multi canale, ad alta automazione, che offra nuove funzionalità sia agli operatori di front end – la forza vendita - che a quelli di back end – l’amministrazione – adattandosi perfettamente alla cultura di impresa ed all’organizzazione del lavoro della concessionaria. TecnoMedia ne ha parlato con Paolo Perego, Responsabile dei Sistemi Gestionali del Gruppo 24 ORE.

Al Sole 24 ORE System, la concessionaria dell’omonimo gruppo editoriale, è in fase avanzata di realizzazione la nuova piattaforma tecnologica dedicata alla raccolta della pubblicità su tutti i canali di comunicazione del Gruppo. L’iniziativa, dopo una lungo periodo di studio, è stata avviata nel settembre del 2008, con gli obiettivi di integrare tutta la gestione della pubblicità su un’unica piattaforma offrendo, contemporaneamente, nuovi strumenti di lavoro sia alla forza vendita che all’amministrazione. TecnoMedia ha potuto approfondire le linee guida del nuovo progetto con Paolo Perego, Responsabile dei Sistemi Gestionali del Gruppo 24 ORE. Front end e back end fra passato e futuro Il Gruppo editoriale specializzato nelle informazioni economiche e finanziarie è cresciuto in misura esponenziale negli scorsi anni, sia aumentando la presenza nell’area dei prodotti stampati, con inserti tematici, supplementi ed attività diversificate collegate al prodotto-quotidiano, sia entrando in nuovi canali, come la radio e, più di recente, il web. “La pubblicità”- racconta Perego-“era gestita con un sistema sostanzialmente fatto in casa”. Più soddisfacente era la parte gestionale amministrativa, decisamente meno l’area di front-end, dedicata agli agenti. Quest’ultima non era solo carente nei servizi offerti, ma era andata progressivamente diversificandosi in funzione dei

nuovi canali da gestire, senza poter tenere conto della necessità di integrare fra loro l’offerta sui diversi media da proporre ai clienti. L’avvento e lo sviluppo massiccio della comunicazione sul sito web del Gruppo, con i problemi specifici legati all’offerta di pubblicità su Internet, ha agito da catalizzatore accelerando il processo di revisione di tutto il sistema gestionale. “A settembre del 2008”- racconta ancora Perego“è stato avviato il progetto di rinnovamento globale della piattaforma tecnologica per la pubblicità”. Fra gli obiettivi identificati come prioritari, lo sviluppo e la completa integrazione di nuove funzionalità di front-end per la forza vendita e di back-end per l’amministrazione vendite, la raccolta di tutte le informazioni in un unico ambiente, la drastica riduzione delle soluzioni satelliti sviluppate ad hoc negli anni precedenti a vantaggio di un unico sistema gestionale dotato della necessaria “flessibilità” per funzionare nel mercato italiano, ovvero la tecnologia al servizio degli addetti e non il contrario. Il fornitore unico

“Per il nostro progetto”- sottolinea Perego -“abbiamo deciso di non rivistiare in alcun modo i processi organizzativi, ma di implementare, in misura massiccia, l’automazione nel nostro modo di lavorare.”. Il Gruppo ha deciso di selezionare una piattaforma tecnologica con caratteristiche di base adatte al

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TecnoMedia Paolo Perego, Responsabile dei Sistemi Gestionali del Gruppo 24 ORE.

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progetto individuando, contemporaneamente, un “fornitore unico” in grado sviluppare tutte le personalizzazioni del sistema. Una scelta non facile, sia per la presenza di soluzioni alternative interessanti, sia per le caratteristiche strutturali che si richiedevano al fornitore, ovvero un’azienda abbastanza “robusta”, come dimensioni, da garantire la continuità e le risorse necessarie al progetto, ma non eccessivamente grande per evitare di rimanere soffocati da un partner troppo “burocratico” e, pertanto, poca propenso a personalizzazioni “spinte” quali erano quelle richieste. Dopo una valutazione globale delle diverse alternative, il Gruppo ha optato sull’applicativo Mactive, e quindi su Atex come partner di sviluppo privilegiato, già fornitore “storico” dei sistemi editoriali del Sole 24 ORE, con Hermes. La soluzione di Atex, sottolinea Perego-“offriva potenzialità interessanti. In particolare, la possibilità di integrarsi sull’architettura SOA – Service Oriented Architecture – il nuovo paradigma della tecnologia”. In altre parole, rende possibile passare da una visione per singole applicazioni ad un orientamento per processi e per servizi. Una soluzione aperta allo sviluppo di singoli componenti gestionali specializzati per aree, ma integrate in una logica di servizi anziché di applicazioni. Il fattore umano e l’organizzazione Il fornitore unico, Atex, è stato coinvolto dal Gruppo nello sviluppo e nell’implementazione della soluzione Mactive in misura massiccia, e ciò non tanto per la complessità dei canali media da gestire – la System lavora in modo preponderante per i prodotti del Gruppo 24 ORE – quanto per le caratteristiche proprie del mercato italiano. Nel nostro Paese, vale la pena ricordarlo, non esistono solo le tradizionali ripartizioni

del territorio in aree geografiche, o le tipologie di prodotti gestiti o i segmenti di mercato, ma se un venditore ha contatti professionali consolidati con alcuni clienti in diverse aree merceologiche, spesso, con le nuove responsabilità, mantiene anche la gestione specifica di questo portafoglio individuale. I sistemi per la gestione delle reti di vendita nati come package su mercati esteri, mancano di molte “raffinatezze” che caratterizzano il mercato italiano, particolarmente complesso anche per quanto riguarda i calcoli automatici delle provvigioni. “E’ comunque fondamentale” sottolinea Perego-“che sia la soluzione ad adattarsi a noi, e al nostro modo di lavorare, non viceversa”. Il fattore umano, e la valorizzazione dell’organizzazione delle rete di vendita, sono stati al centro anche dello sviluppo dell’automazione. La precedente piattaforma aveva un più che modesto livello di automazione. Lo sviluppo di Mactive per il Sole 24 ORE offrirà automatismi molto avanzati sia per il front end che per il back end amministrativo. In particolare, sarà disponibile un sistema di booking unificato per i vari media, la possibilità, strategica per lo sviluppo dei prossimi anni, di proporre ai clienti offerte ed ordini cross media, funzionalità arricchite di pianificazione della pubblicità sulla radio, la riconciliazione automatica del pubblicato sua per la radio che per la carta stampata ed un notevole ampliamento della base documentale per i rapporti con i clienti inserzionisti del Gruppo (CRM). In questo ambito rientreranno anche le nuove funzionalità per la animazione commerciale e l’anagrafica centralizzata clienti-prodotti, la gestione della fatturazione e l’introduzione del modulo unico di gestione delle provvigioni. Gestione materiali ed area web Dopo l’introduzione e l’avvio in esercizio della

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Come sta cambiando la gestione della pubblicità al Gruppo 24 ORE

rinunciare. La sfida più rilevante, sul web, è data dai sistemi di pubblicazione, dove una parte preponderante cominciano ad avere i contributi multimediali e i filmati, che si portano dietro una notevole evoluzione dal punto di vista commerciale. La soluzione sviluppata in casa ha tenuto conto di questa complessità, e la sfida, già proposta al fornitore unico, è di integrare questo knowhow nella nuova piattaforma sviluppando, da un lato, livelli di automazione e di integrazione più elevati e, dall’altro, mantenendo la “flessibilità” adatta all’attuale organizzazione del lavoro. Sul sistema di raccolta ordini e di governo delle pubblicazioni si giocheranno gli sviluppi futuri della nuova piattaforma cross media per la pubblicità al Sole 24 ORE.

WAN e IFRA insieme Dallo scorso 1° luglio, l’Associazione Mondiale degli Editori di Giornali - la WAN - e l’IFRA, la più importante organizzazione internazionale per le aziende editrici di prodotti stampati e on line, si sono unite in un’unica organizzazione, denominata World Association of Newspapers and News Publishers - WAN-IFRA. La nuova organizzazione rappresenta più di 18.000 prodotti editoriali, 15.000 siti on line ed oltre 3000 aziende in 120 Paesi. La mission di WAN-IFRA è la difesa e la promozione della libertà di stampa in tutto il mondo, della qualità e dell’integrità del giornalismo e il supporto alla crescita industriale ed allo sviluppo tecnologico. La nuova organizzazione manterrà i due quartier generali di WAN e di IFRA, a Parigi e a Darmstadt. Gavin O’Reilly, attuale Presidente di WAN e Group CEO di Independent News and Media (Dublino) resterà in carica fino al 2010, quando sarà sostituito da Horst Pirker, Presidente attuale di IFRA e CEO del Gruppo austriaco Styria Medien. A breve sarà nominato il nuovo CEO dell’organizzazione. Le due associazioni, pur disponendo di know how e risorse specifiche, con IFRA storicamente orientata alla ricerca e allo sviluppo tecnologico e la WAN più concentrata sui temi legati alla libertà di informazione, in alcune aree di attività, come le conferenze internazionali business to business, avevano sviluppato offerte che, sempre più spesso, erano fra loro sovrapposte o addirittura concorrenti. Le difficoltà economiche internazionali del settore hanno suggerito alle rispettive assemblee degli associati - in molti casi le stesse aziende - di puntare su un’unica organizzazione internazionale in grado di attuare sinergie al servizio dell’industria evitando doppioni e sovrapposizioni.

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nuova piattaforma di pubblicità ,si andrà a valutare anche la gestione on line dei materiali pubblicitari. Attualmente, la proposta di Atex, TinTin, è una delle possibili soluzioni, soprattutto grazie alla possibilità di migliore integrazione con il sistema editoriale Hermes 10.2, sempre dello stesso fornitore. Più complessa, e più dinamica, è invece la prospettiva di sviluppo per i moduli di gestione della pubblicità sul web. “Questo settore”- non manca di ricordare Perego-“ è in evoluzione rapidissima. Il Gruppo 24 ORE è stato uno dei primi editori italiani a sviluppare in casa una soluzione per la gestione della pubblicità sul web”. Un prezioso know-how acquisito al quale nessuno vuole

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Inchiostri multi supporto

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Inchiostri “multi supporto” fra norme ISO e proposte IFRA: l’opinione di SunChemical Group E’ possibile produrre ed offrire al mercato della stampa inchiostri “multi supporto” che soddisfino contemporaneamente le varie norme di qualità ISO ed IFRA del settore grafico e della stampa quotidiani ?Ne abbiamo parlato con Giampaolo Ferrara, Direttore Tecnico di SunChemical Group.

I centri stampa quotidiani Italiani hanno avviato, già da alcuni anni, una progressiva trasformazione tecnologica ed imprenditoriale, da stabilimenti monoprodotto a stabilimenti multi prodotto, o ibridi. Dove prima si stampavano solo i giornali, oggi si fanno tirature diversificate, che spaziano dai periodici su carta da quotidiano o migliorata fino a prodotti più commerciali come i “volantini” della grande distribuzione. E’ una “mutazione genetica” resa possibile grazie ai massicci investimenti che i centri stampa italiani hanno effettuato per l’adeguamento degli impianti al ciclo di produzione full color dei giornali. Questa politica industriale, supportata da specifici accordi nell’ambito dei contratti collettivi di lavoro vigenti, ha coinvolto tutta l’area dei fornitori di tecnologie, sia per quanto riguarda gli impianti che i materiali di consumo. La possibilità di disporre di rotative, lastre, carte ed inchiostri il più possibile “flessibili”, dal punto di vista della realizzazione di prodotti diversificati, è diventata una necessità quotidiana. Inchiostri “multi supporto” e norme di qualità ISO e IFRA Gli inchiostri per la stampa offset sono certamente uno dei materiali di consumo sui quali si è concentrata l’attenzione. Ogni set di stampati, in teoria, e spesso in pratica, ha bisogno di inchiostri particolarmente adatti al tipo di carta richiesta dal committente. Ma è possibile immaginare inchiostri “multi supporto”, universali, o quasi ? A questa domanda stanno cercando risposte, e

soluzioni convincenti, i centri di ricerca e sviluppo e dei principali fornitori internazionali. Sul numero 60 di TecnoMedia abbiamo ospitato alcuni articoli dedicati a questo argomento – anche riprendendo un interessante TecnoMeeting organizzato da Asig ed ospitato dal Centro Stampa Quotidiani di Erbusco. SunChemical Group, una delle aziende leader mondiali nella produzione di inchiostri per la stampa dei giornali, è al lavoro per lo sviluppo di nuovi inchiostri “multi supporto”, valutando con attenzione anche la loro collocazione all’interno delle norme tecniche specifiche del settore. Questo argomento, che è solo una delle componenti della sfida più amplia per lo sviluppo di inchiostri multi supporto, è importante perché i riferimenti alle norme tecniche di qualità sono molto di frequente uno strumento di valutazione importante in caso di contestazioni commerciali sia da parte degli stampatori verso il fornitore che da parte dei committenti nei confronti degli stabilimenti. “E’ possibile”- domandiamo al Direttore Tecnico di SunChemical Group Giampaolo Ferrara-“arrivare alla definizione di un inchiostro multi supporto che soddisfi contemporaneamente le varie norme di qualità ISO ed IFRA del settore grafico?” “In teoria sì, ma la strada è lunga, e la ricerca è ancora nelle sue fasi iniziali” risponde Ferrara. Norme ISO, IFRA e qualità dell’inchiostro Il punto di partenza è la proposta IFRA contenuta nello Special Report “Semi commercial, Proposal for a

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Inchiostri “multi supporto” fra norme ISO e proposte IFRA: l’opinione di SunChemical Group

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new print process standard” del maggio del 2008. In quell’occasione la più importante associazione mondiale di ricerca e sviluppo tecnologico per l’industria della stampa – che alcuni mesi fa, come riferiamo su questo numero della rivista, si è fusa con la Wan, Associazione M o n d i a l e degli editori di quotidiani – ha proposto alcuni parametri che, una volta discussi dall’industria internazionale, potrebbero essere sottoposti all’ISO Technical Committee 130, responsabile per la standardizzazione mondiale dei processi di stampa. Per quanto riguarda gli inchiostri, osserva Ferrara, la norma per la stampa semi commerciale ricalca, ampliandola, la nota ISO 12647 (l’ISO 12647-3 per il settore dei quotidiani) che è, in estrema sintesi, una prova di stampa in condizioni definite di prestampa e rotativa, oltre che di carta. L’analisi è mirata, esclusivamente, sugli aspetti colorimetrici relativi all’applicazione degli inchiostri sui vari tipi di carta ipotizzati dal documento. In una fase successiva sarà necessario considerare anche le caratteristiche di stampabilità, molto spesso trascurate dalle Norme e che potrebbero, in prospettiva, causare l’aumento del numero di serie che uno stesso stampatore semi commerciale dovrà considerare in funzione dei supporti. Per quanto riguarda la colorimetria, ovvero, in ultima istanza, la resa cromatica dell’inchiostro sulla carta, abbiamo verificato, con analisi di laboratorio, che le densità ottiche di riferimento sono diverse fra di loro. La carta da giornale, durante il processo di stampa, porta qualsiasi inchiostro – sia quelli sviluppati per l’offset tradizionale che quelli proposti per carte utilizzabili nei processi di stampa semi commerciali – a saturare molto più velocemente di quanto facciano le carte con superfici più chiuse.

Inchiostri multi supporto

Giampaolo Ferrara, Direttore Tecnico di SunChemical Group

Il termine saturazione, ricordiamo, indica lo spessore di inchiostro al di sopra del quale la densità ottica non cambia più. La conseguenza di questo fenomeno è che l’aspettativa di densità ottica ottimale è diversa da carta a carta. L’inchiostro, pur perfettamente certificato sulla base della norma ISO 12647-3 (quella sulla quale si basa anche la proposta IFRA) cambia il comportamento a

seconda della carta utilizzata. In sintesi, per entrare in una norma, devo uscire da un’altra. Anche se può sembrare paradossale, ipotizzare un solo inchiostro nell’ambito di una sola norma per stampare diversi supporti con risultati ottimali è molto difficilmente ipotizzabile. Soluzioni possibili

“E soluzioni pronte all’uso per i centri stampa ibridi?” -chiediamo a Ferrara. “Ce ne sono”- risponde il Direttore Tecnico di SunChemical Group. Una soluzione pronta all’uso è quella di utilizzare comunque il solito inchiostro, variandone la densità in funzione della carta, per ottenere la densità ottica richiesta. Questa variazione implica, naturalmente, la modifica delle condizioni di stampa in rotativa – curve acqua/inchiostro – e, forse, anche alcune lievi modifiche in fase di prestampa. Questo compromesso, naturalmente, espone al rischio di diverse condizioni di sporco in macchina per la variazione dell’utilizzo dell’inchiostro. La seconda soluzione possibile, per il ciclo di stampa ibrida, è quella di utilizzare una serie di inchiostri più concentrati rispetto a quelli normalmente in uso. In questo caso, si possono sfruttare, per la stampa dei giornali, i vantaggi derivanti dall’utilizzo di minori quantità di inchiostro e di soluzioni di bagnatura, con macchine, e copie in distribuzione, più pulite.

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Valutazione dei rischi e DVR: cosa è cambiato

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Nel numero precedente abbiamo accennato a come hanno affrontato il problema della valutazione dello stress lavoro correlato alcuni dei più importanti associati Asig. Ampliamo ora lo sguardo all’intera valutazione dei rischi e al relativo documento di valutazione, tratteggiando le novità salienti introdotte dal D.Lvo 81/2008, comprese quelle più recenti stabilite nel “decreto correttivo” del 31 luglio

Il D.Lvo 81/2008, indicato spesso come Testo Unico sulla sicurezza, ha senza dubbio innovato la materia riguardante la valutazione dei rischi in azienda e il documento di valutazione dei rischi (DVR). Tale decreto è operativo dal 15 maggio 2008, ma l’entrata in vigore delle norme relative all’aggiornamento, nel rispetto dei nuovi principi, della valutazione dei rischi e del DVR, per effetto di proroghe, è avvenuta l’1 gennaio 2009; il 16 maggio sono entrati in vigore gli obblighi relativi alla valutazione dei rischi collegati allo stress lavoro correlato (anche se al momento si attendono le linee guida entro fine anno), al conferimento della data certa al documento di valutazione dei rischi, al divieto della visita medica preassuntiva. Il 31 luglio, poi, il cosiddetto “decreto correttivo” ha modificatoalcuni aspetti normativi e eliminato vari errori materiali contenuti nel testo. Come il D.Lvo 626/1994, il D.Lvo 81/2008 prevede un elenco di misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro (art. 15 comma 1): tra queste naturalmente figurano la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza (lett. a), la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell’azienda nonché l’influenza dei fattori dell’ambiente e dell’organizzazione del lavoro (lett. b), l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico (lett. c), la riduzione dei rischi alla fonte (lett. e), la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso (lett. f), la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il mi-

glioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l’adozione di codici di condotta e di buone prassi (lett. t). Prima di analizzare nello specifico la valutazione dei rischi, sottolineiamo che l’art. 17 specifica che la valutazione di tutti i rischi e la conseguente elaborazione del documento di valutazione sono obblighi del datore di lavoro e non sono delegabili. Questo comporta che il datore di lavoro, anche qualora ritenga necessario avvalersi della collaborazione di un esperto, rimane comunque pienamente responsabile relativamente a tali adempimenti anche con riferimento alle scelte effettuate dall’esperto, dovendo egli verificare sia la valutazione sia il documento. Una valutazione globale La valutazione dei rischi è definita nell’art. 2 comma 1 lett. q D.Lvo 81/2008 come «valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata a individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza». In passato la sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee 15/11/2001, causa C-49/00 (in Rivista italiana del diritto del lavoro, 2002, II, 221) aveva condannato l’Italia perché non aveva previsto il dovere del datore di lavoro di «valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza esistenti sul luogo di lavoro». In seguito a tale sentenza, l’art. 21 L. 39/2002 aveva già modificato l’art. 4 comma 2 D.Lvo 626/1994 nel senso indicato dalla Corte di

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Giustizia. Oggi, anche l’art. 28 del D.Lvo 81/2008 specifica che la valutazione, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare “tutti” i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Il medesimo articolo aggiunge che la valutazione deve comprendere i rischi riguardanti determinati gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro correlato (secondo i contenuti dell’accordo europeo 8/10/2004 e, ex “decreto correttivo”, nel rispetto delle indicazioni che saranno fornite dalla Commissione consultiva permanente), quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza (secondo quanto previsto dal D.Lvo 151/2001) e quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e (ha aggiunto il “decreto correttivo”)quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro (comma 1). La locuzione “gruppi particolari”, già esistente nel D.Lvo 626/1994, era stata in precedenza spiegata dalla circolare 7 agosto 1995 n. 102, secondo la quale «nella nozione di gruppi particolari sono comprese quelle categorie di lavoratori per i quali, rispetto alla media dei lavoratori, i rischi relativi ad uno stesso pericolo sono comparativamente maggiori per cause soggettive dipendenti dai lavoratori medesimi e evidenziate a seguito della valutazione dei rischi»: ciò che è determinante in questo caso sono quelle specifiche condizioni soggettive e non da soli l’attività svolta e il tipo di contratto di lavoro. Il legislatore oggi ha esemplificato alcuni di questi rischi particolari, in un elenco non tassativo, ai quali possono essere soggetti gruppi particolari di lavoratori (G.M. Monda, La valutazione dei rischi per la sicurezza la salute dei lavoratori, in AA.VV., Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori, Ipsoa, 2008, pag. 332). Lo stress lavoro correlato Lo stress non è da considerare di per sé un processo patologico, ma un’importante funzione che permette all’organismo di reagire per fare fronte alle “pressioni” e ai pericoli esterni e per adattarsi alle condizioni ambientali. Lo stress, dunque, fa normalmente parte della vita. Quando, però, tali pressioni diventino eccessive e la persona non sia più in grado di sopportarle, possono insorgere conseguenze anche gravi per la salute. Lo stress é un fenomeno soggettivo, che non

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nasce dalla sola presenza di situazioni o di eventi potenzialmente stressanti (stressor), ma anche da come il soggetto li percepisce. «E’ essenziale tenere presente che quello che deve venire considerato ai fini della VdR, non è lo stress , ma il rischio di stress. Quest’ultimo è presente nella misura in cui i lavoratori sono esposti all’azione di potenziali stressor.» (P. Frasca, Stress, in Ambiente e sicurezza, 2009, 8, 18). Lo stesso autore segnala che in ambito lavorativo alcuni possibili stressor sono di origine fisica (come rumore, microclima, ecc), altri possono dipendere dalla mancata adozione di principi ergonomici nella progettazione dei compiti (come nel caso della fatica fisica, delle posture incongrue, del sovraccarico percettivo, ecc), altri infine vengono dal modo di gestire i processi organizzativi (come la comunicazione, la congruenza di ruolo). Comunque , lo stressor non basta da solo a determinare stress, é necessario che il lavoratore lo percepisca come una “minaccia”. Da quanto sopra «appare ... evidente come risulti di fatto assai complesso l’accertamento in concreto di specifiche violazioni in tema di valutazione dei rischi psico-sociali che, per loro stessa natura, sfuggono ad una immediata e obiettiva identificabilità. Invero, il campo di indagine sembra assai incerto … Il vero rischio … potrebbe consistere, in assenza di parametri chiaramente percettibili per identificare l’effettiva violazione, nel potenziale eccesso di discrezionalità nell’accertamento dell’infrazione … da parte degli organi di vigilanza» (G.M. Monda, op. cit., pag. 336). Questo anche perché lo stress rientra tra quelle fattispecie di rischio multifattoriale, per le quali non è agevole determinare quel rapporto di causalità con il lavoro che è alla base della responsabilità datoriale (A. Giuliani, Misure generali di tutela, obblighi del datore di lavoro e valutazione dei rischi, in AA.VV., La nuova sicurezza in azienda – Commentario al Titolo I del D.Lvo 81/2008, Ipsoa, pag. 102, nota 1; nello stesso senso, M. Gallo, Sicurezza- Nuovi adempimenti in vigore dal 16 maggio, in Ambiente e sicurezza, 2009, 11, 22). L’accordo europeo 8/10/2004, secondo i contenuti del quale deve svolgersi la valutazione del rischio stress (art. 28 D.Lvo 81/2008), è stato recepito in Italia con l’Accordo interconfederale 9 giugno 2008. Riportiamo qui il contenuto essenziale di tale documento, che tra le altre cose, specifica che la gestione dei problemi di stress lavoro correlato può essere condotta sulla scorta del generale processo di valutazione dei rischi ovvero attraverso l’adozione di una separata politica sullo stress e/o con specifiche

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Valutazione dei rischi e DVR: cosa e’ cambiato

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Felice Rossini eletto presidente di Acimga

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Felice Rossini è il nuovo presidente di Acimga. Succede ad Ugo Barzanò e resterà in carica per il biennio 2009-2010. Rossini, classe 1943 e nota figura imprenditoriale del settore, ritorna sulla scena dopo aver già ricoperto la carica di Presidente Acimga dal 1991 al 1994. E’ Presidente della Rossini Spa, società nata nel 1928 da una intuizione del padre Erminio. Ma è sotto la guida di Felice che la “Family Company” mette a segno una crescita costante e consolida la sua dimensione internazionale. Oggi la Rossini Spa è un leader mondiale nella produzione di rulli in gomma e sleeve per la stampa rotocalco e flessografica per l’industria del packaging. In Italia ha stabilimenti produttivi a Rescaldina, in provincia di Milano e all’Aquila. All’estero ha stabilimenti in Georgia ad Atlanta e nell’Ohio a Hudson (USA), Barcellona (Spagna) e San Paolo (Brasile). Ha inoltre sedi commerciali in Cina, Francia, Inghilterra e Germania. La presidenza di Felice Rossini è stata fortemente voluta dalle aziende associate. Alla luce della relazione presentata della Commissione di Designazione Elettorale che aveva il compito di consultare la base associativa per esprimere le proprie preferenze sulla nuova presidenza, è emersa la richiesta di una candidatura autorevole anche in virtù dell’attuale crisi economica. Oltre al nuovo incarico, Rossini è presidente di Centrexpo Spa, la società fieristica specializzata nell’organizzazione di manifestazioni fieristiche internazionali del printing e converting, e membro del consiglio d’amministrazione di Ipack-Ima SpA, specializzata nelle manifestazioni del processing e packaging e controllata dalla stessa Centrexpo. L’Assemblea Generale dei Soci Acimga – che si è svolta a Milano lo scorso 8 giugno - ha eletto anche le altre cariche sociali. Del Consiglio Direttivo faranno parte Silvana Canette (Past President, Flexotecnica(, Ugo Barzanò (Past President, IMS Deltamatic), Aris Ballestrazzi (Sitma Machinery), Marco Calcagni (Omet), Giovanni Cama (Cason), Alfredo Cerciello (Nordmeccanica), Costanza Cerutti (Off. Meccaniche G. Cerutti), Ivano Corsini (CAT di Corsini G.& C)., Alessandro Lelli (EMMECI). Il Consiglio dei Probiviri sarà formato da Carlo Grignolio, Giulio Falcinelli, Gianfelice Scovenna, Revisori dei Conti sono Pierangelo Colombi, Sante Conselvan (Gama), Fiorino Bellisario (Bizzozero Mica), Segretario Generale Guido Corbella.

misure volte a identificare i fattori di stress (art. 5 comma 2 Accordo). Sottolinea altresì che lo stress può colpire potenzialmente in qualunque luogo di lavoro qualunque lavoratore indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda, dal settore di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro. Ciò non significa che

tutti i luoghi di lavoro e tutti i lavoratori ne siano necessariamente interessati (art. 1 comma 2 Acc.). Lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e consegue dal fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro (art. 3 comma 1 Acc.).

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Valutazione dei rischi e DVR: cosa e’ cambiato

violenza sul lavoro, alle molestie sul lavoro né allo stress post traumatico (art. 2 comma 3 Acc.); quindi ne sono esclusi il mobbing e tutte le situazioni in cui vi sia una volontà soggettiva individuabile di provocare un danno al lavoratore. (S. Ferrua, M. Giovannone, Gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari e tipologie di lavoro flessibile: la valutazione del rischio, in M. Tiraboschi, Il Testo Unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Giuffrè, Milano, 2008, pag. 417). Inoltre, l’Accordo in qualche modo avvalora le sopra citate considerazioni avanzate dalla dottrina circa l’incertezza e l’eccessiva discrezionalità esistente in materia: infatti non manca di sottolineare che non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro correlato e che individui diversi possono reagire differentemente a situazioni simili e lo stesso individuo può reagire diversamente di fronte a situazioni simili in momenti diversi della propria vita (art. 3 commi 4 e 2 Acc.). Il “decreto correttivo” ha specificato che occorre attendere le apposite indicazioni circa l’effettuazione della valutazione in tale materia che saranno fornite dalla Commissione consultiva permanente. L’obbligo decorrerà dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, in difetto di essa, dal 1 agosto 2010 (nuovo comma 1 bis). Lavoratrici in stato di gravidanza

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Può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l’inadeguata gestione dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro, una comunicazione carente o altro (art. 3 comma 4 Acc.). L’accordo individua alcuni potenziali indicatori di stress (in un elenco non esaustivo), come un alto assenteismo, un’alta rotazione del personale, frequenti conflitti interpersonali o lamentele. L’individuazione di un eventuale problema di stress lavoro correlato può implicare un’analisi su fattori quali l’eventuale inadeguatezza nella gestione dell’organizzazione e dei processi di lavoro (come disciplina dell’orario di lavoro, grado di autonomia, corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti, carichi di lavoro), le condizioni e l’ambiente di lavoro (per esempio, esposizione a sostanze pericolose, a rumore, a calore, a comportamento illecito), la comunicazione (incertezza in ordine alle prestazioni richieste, alle prospettive di impiego o ai possibili cambiamenti, eccetera), fattori soggettivi (come tensioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla situazione, percezione di mancanza di attenzione nei propri confronti). Qualora si individui un problema di stress lavoro correlato, il datore di lavoro, con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, deve adottare misure per prevenirlo, eliminarlo o ridurlo (art. 4 Acc.). L’Accordo precisa che, una volta adottate, tali misure dovrebbero essere riviste regolarmente per valutare se sono efficaci, se consentono un uso ottimale delle risorse e se sono ancora idonee o necessarie. Esse potrebbero includere azioni come l’adozione di misure di gestione e di comunicazione (che per esempio chiariscano gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore, assicurino un sostegno adeguato da parte della dirigenza ai singoli e ai gruppi, concilino responsabilità e potere di controllo sul lavoro, migliorino la gestione dell’organizzazione e dei processi di lavoro, le condizioni e l’ambiente di lavoro); la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per accrescere la loro consapevolezza e la loro conoscenza dello stress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o adattarsi al cambiamento; l’informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, in conformità alla legislazione europea e nazionale, agli accordi collettivi e alla prassi (art. 6 commi 3 e 4). L’accordo, poi, ricorda che tutti i lavoratori hanno un generale dovere di rispettare le misure di protezione determinate dal datore di lavoro (art. 5 comma 1 Acc.). E’ da notare che il documento non si riferisce alla

La valutazione dei rischi riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza deve essere effettuata secondo quanto previsto dal D.Lvo 151/2001. Tale decreto vieta di adibire le lavoratrici in stato di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio, comprese quelle che hanno ricevuto bambini in adozione o in affidamento, al trasporto e al sollevamento di pesi, a lavori pericolosi, faticosi e insalubri o che espongono ad agenti e condizioni di lavoro indicati nel decreto stesso, con il conseguente obbligo di modifica della mansione. La lavoratrice può in questo caso essere adibita a mansioni inferiori, purché conservi la retribuzione della mansione svolta precedentemente. Quando non possa essere spostata, il servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio può disporre, dietro accertamento medico, l’interdizione dal lavoro per tutto il periodo della gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio (artt. 6, 7 D.Lvo 151/2001 e allegati A e B). Al di là dei lavori vietati appena menzionati, il datore di lavoro deve in ogni caso valutare i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici considerando

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in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, dei processi o delle condizioni di lavoro di cui all’allegato C del medesimo decreto, nel rispetto delle linee direttrici elaborate dalla Commissione dell’Unione europea, individuando le misure di prevenzione e protezione da adottare (art. 11). Qualora la valutazione riveli un rischio, il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie affinché l’esposizione al rischio sia evitata, modificando temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro; se tale modifica risulta impossibile per motivi organizzativi o produttivi, il datore di lavoro deve adibire la lavoratrice ad altre mansioni con contestuale informazione scritta al servizio ispettivo del Ministero del lavoro territorialmente competente. Anche in questo caso, se la lavoratrice non può essere adibita ad altre mansioni, anche inferiori, il servizio ispettivo può disporre l’interdizione dal lavoro per gli stessi periodi di cui sopra (art. 12). Il divieto di adibire al lavoro le donne durante il classico congedo di maternità è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate in determinati lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli. In alcuni casi (per esempio quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino oppure quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni come sopra visto) il servizio ispettivo del Ministero del lavoro può disporre l’interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza fino a determinati periodi (art. 17). Genere, età, paese d’origine come fonti di rischio Se già quanto detto a proposito dello stress è per la dottrina fonte di perplessità molti dubbi nascono anche dalla genericità con cui sono indicati, nell’elenco dei nuovi fattori di rischio, il genere, l’età e il Paese di origine. In merito al primo aspetto, una parte della dottrina sottolinea che la norma potrebbe presentare qualche dubbio di legittimità in quanto imporrebbe al datore di lavoro di differenziare le misure di tutela a seconda del sesso dei lavoratori, violando così i principi generali di parità. Del resto una norma che tutelava in particolare le donne era stata emanata con la L. 653/1934, poi implicitamente abrogata dalla L. 903/1977 sulla parità di trattamento tra uomini e donne (L. Caiazza, Lavoro, stress sotto esame, in Il

Sole 24 Ore, 7 maggio 2008 n. 125, pag. 33). Altra parte della dottrina mette in evidenza che la valutazione deve considerare le differenze di genere quando, relativamente a determinati rischi, queste siano rilevanti (per esempio nella movimentazione manuale dei carichi): il D.Lvo 81/2008 supera la tradizionale attenzione alle lavoratrici solo al caso di gravidanza e allattamento. La protezione deve, in primo luogo, estendersi alla tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici in età riproduttiva. Una azione specifica dovrà essere attuata in presenza di agenti chimici dannosi per il sistema riproduttivo e poi considerare l’organizzazione del lavoro. (S. Ferrua, M Giovannone, op. cit.., pag. 420; nello stesso senso N. Furin, E. De Negri, La nuova sicurezza del lavoro: soggetti, responsabilità e sanzioni, Celt, Piacenza, 2008, pag. 229). Valutando la differenza di genere si dovrà, facendo altri esempi, considerare la diversa struttura fisica corporea di donne e uomini in relazione al conseguente diverso assorbimento di sostanze nocive, la statura in relazione ai possibili effetti delle vibrazioni, al fatto che gli uomini siano più esposti delle donne (fino a una certa età) ai rischi cardio-vascolari. Il riferimento del legislatore al genere, infatti, non è fatto solo per tutelare le lavoratrici, ma prende in considerazione sia il genere femminile sia il genere maschile (C. Frascheri, Dalla differenza di genere allo stress lavoro correlato, l’approccio mutato alla VdR, in Ambiente e sicurezza, 2009, 6, 26). Per valutare i rischi connessi all’età del lavoratore, la dottrina indica che occorre innanzi tutto fare riferimento alla legislazione che tutela i minori e in primo luogo all’art. 7 L. 977/1967 (come sostituito dall’art. 8 D.Lvo 345/1999), secondo il quale il datore di lavoro, prima di adibire un minore al lavoro e a ogni modifica rilevante delle condizioni di lavoro, deve effettuare la valutazione dei rischi con particolare riguardo a: sviluppo non ancora completo, mancanza di esperienza e di consapevolezza nei riguardi dei rischi lavorativi, esistenti o possibili, in relazione all’età; attrezzature e sistemazione del luogo e del posto di lavoro; natura, grado e durata di esposizione agli agenti chimici, biologici e fisici; movimentazione manuale dei carichi; sistemazione, scelta, utilizzazione e manipolazione delle attrezzature di lavoro, specificatamente di agenti, macchine, apparecchi e strumenti; pianificazione dei processi di lavoro e dello svolgimento del lavoro e della loro interazione sull’organizzazione generale del lavoro; situazione della formazione e dell’informazione dei minori. Nei riguardi dei minori, le informazioni sono

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Valutazione dei rischi e DVR: cosa e’ cambiato

in Ambiente e sicurezza, 2008, 18, 72). Documento di valutazione dei rischi: risolto il problema relativo alla data certa Prima dell’approvazione del “decreto correttivo”, il D.Lvo 81/2008 prevedeva che il documento di valutazione dei rischi (DVR), la cui elaborazione, come già accennato, non può essere delegata (art. 17) e deve avvenire a conclusione dell’attività di valutazione, dovesse avere data certa: a questo proposito la dottrina sperava nell’intervento di una qualche circolare ministeriale che indicasse chiarimenti circa le modalità per documentare la data, stabilendo se occorresse ricorrere a strumenti specifici oppure se fosse sufficiente la redazione di un verbale allegato al DVR, attestante la veridicità della data del DVR e sottoscritto dal datore di lavoro, dal RSPP, dal RLS e dal medico competente (ove avesse partecipato). Quest’ultima ipotesi sembrava la più opportuna a una parte della dottrina, anche al fine di non appesantire ulteriormente la procedura (G.M. Monda, op. cit., pag. 338; nello stesso senso A. Giuliani, op. cit., pagg. 104-105). Altra parte della dottrina aveva elencato le varie possibilità, poiché, considerata la genericità del dettato normativo, riteneva che la data certa potesse essere apposta attraverso diversi strumenti: • l’autenticazione della sottoscrizione da parte di notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato (artt. 2703-2704 c.c.); • la registrazione di scrittura privata (art. 2704 c.c.) • il «verificarsi di un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento» (art. 2704 c.c.), per esempio, é possibile ricorrere alla spedizione del documento a se stessi tramite raccomandata, con l’apposizione del timbro postale sul primo foglio. Tale dottrina fa riferimento anche ad altre norme: • l’art. 8 D.Lvo 261/1999, relativo all’autoprestazione: l’apposizione, secondo determinate modalità, presso un ufficio postale del timbro sul primo foglio del documento costituente corpo unico; • il D.P.R. 68/2005 e il D.M. 2/11/2005 che prevedono, in determinati casi, la possibilità di ricorrere alla posta elettronica certificata (PEC) per ottenere la prova legale dell’invio a se stessi di un documento informatico (formato PDF); • gli artt. 8 comma 1 e 22 comma 16 D.P.R. 445/2000 e il D.P.C.M. 13/1/2004 che discipli-

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fornite anche ai titolari della potestà genitoriale. Ma la valutazione dovrà tener conto, oltre che dei minori, anche dei giovani per la minore esperienza, la maturità fisica, psicologica e la formazione e consapevolezza non del tutto equiparabili a quelli di un adulto. Anche con riferimento ai lavoratori in là negli anni, occorre particolare attenzione in caso di condizioni di lavoro difficile (che richiedono per esempio molta capacità di reazione o forza muscolare) e garantire una formazione permanente (S. Ferrua, M. Giovannone, op. cit., pag. 419 ss). Però «il richiamo generico all’età non appare, ... [secondo alcuni], appropriato, atteso che il legislatore di solito tutela i minori ... in quanto in età evolutiva e non altre categorie di lavoratori che abbiano raggiunto la maggiore età. Altrettanto problematico appare per il datore di lavoro individuare i fattori di rischio correlati a lavoratori provenienti da altri Paesi anche perché questi potranno essere vari e variabili per cui anche volendo fare riferimento solo alle conoscenze linguistiche non sarebbe mai possibile adeguarsi tempestivamente con una formazione contestuale alla instaurazione del rapporto di lavoro» (L. Caiazza, op. cit.). Con riferimento a questi lavoratori, oltre alla comprensione della lingua, i problemi sono legati alla diversa percezione dei rischi, al tipo di lavoro e di mansioni ai quali gli stranieri sono sovente adibiti, come nel settore delle costruzioni o dei trasporti. Bisogna ricordare che gli artt. 36 comma 4 e 37 comma 13 D.Lvo 81/2008 prevedono la previa verifica della comprensione della lingua usata nell’informazione e nella formazione fornita al lavoratore immigrato. Se si esclude in parte l’informazione, però, le perplessità suscitate dagli ultimi tre elementi menzionati dal primo comma dell’art. 28 sono dettate anche dal fatto che il D.Lvo 81/2008 non riporta elementi di indirizzo che diano un esatto significato riguardo a tali soggetti (L. Caiazza, Valutazione dei rischi, aggiornamento entro il 29 luglio, in Il Sole 24 Ore, 13 maggio 2008 n. 131, pag. 37). In effetti, in una situazione di assenza di schemi legali di riferimento, (vi sono solo talune indicazioni nella circolare 102/1995), «permane ... la difficoltà di individuare il limite della colpa ancorato al rispetto dei parametri tecnici, considerato che la determinazione, da parte della Giurisprudenza, del criterio di imputazione della responsabilità colposa omissiva si risolve ancora nella generale affermazione di principio secondo la quale all’agente è richiesto di fare tutto il possibile per evitare l’evento» (P. Soprani, Valutazione dei rischi: i contenuti del Testo unico,

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nano il ricorso alla marca temporale (digital time stamp: DTS) che attribuisce a un file informatico, contenente anche immagini, una data opponibile a terzi. A tal proposito, la Camera di Commercio ha reso disponibile il servizio Infocamere per consentire un agevole uso di tale strumento; • il deposito del documento o la vidimazione di un verbale nei modi e nei termini previsti dalla legge notarile, la formazione di un atto pubblico, la produzione del documento presso ufficio pubblico (indicazioni fornite in M. Gallo, Quali modalità operative per la “data certa” sul DVR?, in Ambiente e sicurezza, 2008, 1, 34; si veda anche il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 5/12/2000). Il medesimo autore sottolinea l’inidoneità della prova testimoniale per dimostrare che la formazione dell’atto è anteriore all’accertamento (M. Gallo, op. cit.). Semplificando le procedure e risolvendo ogni dubbio in proposito, il “decreto correttivo” ha stabilito che il documento debba essere munito anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici (di cui all’art. 53) di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del RSPP, del RLS e del medico competente, ove nominato (nuovo art. 28 comma 2). Contenuto del DVR Il documento di valutazione dei rischi deve contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione (differentemente dalla vecchia normativa che prevedeva l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi e dei DPI da adottare, il nuovo decreto prescrive la specifica indicazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei DPI concretamente “adottati”: la valutazione parrebbe così, contraddittoriamente, postulare l’avvenuta realizzazione di misure che a questa dovrebbero più coerentemente seguire: A. Giuliani, op. cit., pag. 105); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente

soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento (art. 28 comma 2). Quest’ultima previsione (lett. f) affida al datore di lavoro il potere di individuare ulteriori rischi che, pur non tipizzati da una norma, si configurano tuttavia come specifici in quanto propri della mansione svolta dal lavoratore, perché da questa occasionati (A. Giuliani, op. cit., pag. 106). Inoltre, parte della dottrina avanza l’ipotesi che, «stante il tenore letterale di quest’ultima previsione, mediante essa si potrebbe tentare di recuperare un’adeguata “tutela” per quei lavoratori “flessibili” che non abbiano appunto una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e conoscenza del contesto lavorativo» (G.M. Monda, op. cit., pag. 337). E’ opportuno porre particolare attenzione a questa ipotesi perché anche solo una parte della giurisprudenza potrebbe farla propria (si veda, inoltre il nuovo art. 27 comma 1). Le due novità principali riguardanti il DVR consistono nell’elaborazione dell’organigramma di sicurezza e della mappatura mansionale dei rischi specifici (lett. d, e, f). Il primo è una «sezione documentale del DVR con la quale si procede all’individuazione dei ruoli dell’organizzazione aziendale che debbono provvedere all’attuazione (intesa come esito di una procedura codificata) delle misure di prevenzione e di protezione … L’organigramma di sicurezza costituisce l’espressione sintetica del modello aziendale di organizzazione del lavoro, funzionale all’attuazione degli obblighi previsti dalla normativa prevenzionistica e di igiene del lavoro. La mappatura mansionale dei rischi specifici [è] una sezione documentale del DVR con la quale si procede all’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. A valle di tale individuazione, gioca un ruolo fondamentale il rispetto dell’obbligo, posto in capo al datore di lavoro e ai dirigenti, di affidare i compiti ai lavoratori, tenendo conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza, e di informarli e formarli pro-

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fessionalmente in relazione ai rischi specifici cui sono esposti in relazione all’attività svolta: artt. 18 comma 1 let. C, 36 e 37 T.U.» (P. Soprani, op. cit.). Il contenuto del documento di valutazione deve, infine, rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei titoli specifici del decreto (art. 28 comma 3). Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi e di redazione del documento di valutazione L’art. 29 D.Lvo 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro, effettuando la valutazione dei rischi ed elaborando il relativo DVR, deve avvalersi della collaborazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente, nei casi in cui è prevista la sorveglianza sanitaria (comma 1). E’ indispensabile anche la previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (comma 2). Un’importante novità riguarda l’aggiornamento della valutazione dei rischi e del DVR, che il datore di lavoro dovrà immediatamente rivedere (consultandosi e collaborando con i soggetti appena indicati) non solo in occasione di modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, ma anche in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità; in seguito alla rielaborazione, il datore di lavoro procederà all’aggiornamento delle misure di prevenzione (comma 3). Il “decreto correttivo” ha aggiunto che in tali casi il DVR deve essere rielaborato nel termine di 30 giorni dalle rispettive causali. Si ritiene che anche la rielaborazione del DVR debba avere data certa (N. Furin, E. De Negri, op. cit., pag. 233). Il “decreto correttivo” riprende la vecchia normativa specificando che le imprese di nuova costituzione devono effettuare la valutazione ed elaborare il DVR entro 90 giorni dall’inizio dell’attività e specifica che il documento può essere tenuto su supporto informatico. Aggiunge, inoltre che la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantire la completezza e l’idoneità, quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione. Il DVR, così come il DVRI (il documento di valutazione dei rischi da interferenze -rispetto al quale il

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“decreto correttivo” ha introdotto novità- da elaborare in caso di stipulazione di contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione), devono essere custoditi presso l’unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi (comma 4): la nuova previsione normativa ha eliminato il riferimento all’azienda, indicando esclusivamente l’unità produttiva come luogo di custodia del documento. Il quinto comma di tale articolo introduce una valutazione dei rischi semplificata, effettuabile da parte dei datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, tranne i casi di alcune realtà aziendali indicate dal legislatore (viene meno il riferimento alle aziende familiari). Questo tipo di valutazione va fatta sulla base di procedure standardizzate che saranno elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro entro il 31 dicembre 2010, tenendo conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore. Tali procedure dovranno essere recepite con decreto interministeriale. Il D.Lvo 81/2008, quindi, abroga l’istituto dell’autocertificazione: infatti questi datori di lavoro potranno autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi solo fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo all’entrata in vigore del decreto interministeriale e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012. Anche i datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori potranno effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle appena menzionate procedure standardizzate; in questo caso però, nelle more dell’elaborazione di tali procedure, essi non possono fare ricorso all’autocertificazione, ma dovranno applicare le regole riguardanti la valutazione dei rischi ordinaria (comma 6). Le procedure standardizzate sono applicabili anche con riferimento ai cantieri temporanei o mobili, nel rispetto delle disposizioni che abbiamo visto dettate dall’art. 28 (nuovo comma 6 bis, introdotto dal “decreto correttivo”). Tale possibilità, invece, non trova applicazione in caso di attività svolte nelle aziende elencate nel comma 7, per esempio nei casi in cui l’istituzione del SPP all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva è obbligatoria, nei casi di esposizione a rischi chimici. In base al tenore letterale delle disposizioni, per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori appaiono obbligatorie la procedura semplificata e (fino a quando la procedura semplificata non sarà attuata) l’alternativa dell’autocertificazione. «Invece, per i datori di lavoro che occupano fino a 50 dipendenti, l’utilizzo delle procedure standardizzate è una “possibilità”, dunque una via alternativa alle procedure ordinarie che per loro, peraltro, sono obbligatorie

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Valutazione dei rischi e DVR: cosa e’ cambiato

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fino a che la Commissione consultiva non approverà la semplificazione» (D. Cirioli, Il documento sulla valutazione dei rischi, in M. Tiraboschi, Il Testo Unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Giuffrè, Milano, 2008, pag. 406; nello stesso senso N. Furin, E. De Negri, op. cit., pag. 231). SPP, RSPP e RLS con riferimento alla valutazione e al DVR

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L’art. 33, elencando i compiti del servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali, specifica che esso provvede all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale (comma 1 lett. a). Parrebbe che il tenore letterale di questo articolo, là dove specifica che il SPP «“provvede” ... alla valutazione dei rischi», sia in contraddizione con quanto stabilito dall’art. 17 comma 1 lett. a, che prevede sia la valutazione dei rischi sia il DVR come obblighi del datore di lavoro non delegabili. L’art. 29 comma 1 specifica che «il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento ... “in collaborazione” con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ...». Questi due obblighi ricadono, senza alcun dubbio, in capo al datore di lavoro e sono indelegabili. Il legislatore, nel “decreto correttivo”, si è lasciato sfuggire l’occasione di modificare o chiarire il significato che ha inteso attribuire al verbo “provvede” nell’art. 33. E’ pacifico, invece, che il rappresentante dei

lavoratori per la sicurezza, salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, debba essere “consultato” preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva (art. 50 comma 1 lett. a). Questa figura professionale riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali (comma 1 lett. e). Occorre sottolineare infine che, su sua richiesta e per l’espletamento della propria funzione, riceve copia del DVR (comma 4) e del DVRI (comma 5). Il RLS, però, é tenuto al rispetto del D.Lvo 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel DVR e nel DVRI, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui viene a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni. Il “decreto correttivo” ha specificato che il datore di lavoro deve tempestivamente consegnare al RLS tali documenti anche su supporto informatico e consentirgli di accedere ai dati relativi agli infortuni con inabilità fino a 3 giorni o con prognosi maggiori; è importante sottolineare che il RLS può consultare i documenti de quo esclusivamente in azienda (art. 18 comma 1 lett. o, p). Antonietta Strada Anto.strada@libero.it

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San Diego Union-Tribune sceglie le soluzioni atex content

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San Diego Union-Tribune, uno dei principali gior- flussi di lavoro in parallelo, un fattore cruciale per noi nali degli Stati Uniti con più di 300.000 abbonati e per risparmiare tempo e denaro.” lettori, ha firmato un contratto per 250 postazioni per L’accordo prevede 250 licenze per giornalisti, l’installazione del sistema di Content Management di collaboratori, redattori, grafici e impaginatori; poichè Atex per le edizioni in inglese e in spagnolo. ll sistema la soluzione offre funzionalità standard che non richieconsentirà al secondo giornale della California di ridurre dono particolari personalizzazioni, l’implementazione i costi interni e di aumentare l’efficienza, eliminando i sarà immediata: si stima, infatti, che l’intero progetto passaggi non necessari del processo di impaginazione sarà portato a termine in meno di quattro mesi. grazie a un unico database integrato per la gestione “Atex si è rivelata la soluzione migliore per dell’intero flusso di lavoro, dalla raccolta di contenuti, diversi motivi,” ha aggiunto Robert York. “Uno di all’impaginazione, alla pubquesti riguarda la profonda blicazione on line. conoscenza di Atex dei flussi Il metodo di impaginaziodi lavoro dei giornali, dimone attualmente in uso presso strata durante la fase iniziale The Union Tribune è piutdi verifica. Inoltre le soluzioni tosto laborioso e prevede Atex includono caratteristiche un’operazione debba che e funzioni già testate e Atex Global Media S.p.A. chiudersi prima di iniziarne una sapevamo che non ci saremmo Via B. Crespi, 57 - 20159 Milano successiva. Con sei o sette flussi di trovati nella condizione di dover Tel: 02 36658.1 Fax: 02 36658.555 lavoro unici in redazione, l’esigenza aspettare a lungo qualcuno che realizwww.atex.com principale era quindi quella di raggiungere zasse per noi funzioni aggiuntive”. la massima efficienza. Il sistema per la gestione dei “Siamo orgogliosi che la nostra collaborazione con contenuti di Atex permetterà di svolgere in simultanea The Union-Tribune, iniziata con AdBase, il sistema di le operazioni di redazione e di produzione, limitando gestione della pubblicità, ora si stia muovendo verso il i costi e gli interventi manuali, nel pieno rispetto delle sistema per la gestione dei contenuti” – ha affermato scadenze di produzione. Scott Roessler, CEO Atex Nord America. “Uno degli “Grazie alla soluzione di Atex, ridurremo il tempo aspetti della nostra strategia DNA consiste nel supportacomplessivo di impaginazione, perché potremo svolge- re i clienti come The Union-Tribune nell’integrazione di re diverse funzioni allo stesso tempo, invece di dover contenuti e pubblicità con modalità sempre più valide, attendere di avviare un processo dopo l’altro,” afferma specifiche e personalizzate. I responsabili del giornale Robert York, Senior Editor di The Union-Tribune. hanno sicuramente notato l’ottima integrazione tra la “Questo è stato uno dei principali vantaggi che abbia- gestione di contenuti per la stampa e per il web realizmo riconosciuto nel sistema Atex: consentire di gestire zata all’interno dei nostri prodotti”.

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Una Goss Newsliner per il centro stampa dell’antica capitale cinese Xi’an Un programma formulato per il controllo delle prestazioni delle rotative e dei relativi costi. Un portfolio comprendente una serie completa di servizi Goss International.

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Dal 1980 ad oggi, l’editore dei quotidiani parte centrale della Cina. cinesi Xi’an Daily e Xi’an Evening News La nuova Newsliner è in grado di raggiungere ha raddoppiato il volume di copie diffuse al le 75.000 copie all’ora ed è equipaggiata con giorno, raggiungendo una tiratura di 450,000 due gruppi di torri di stampa a 4 unità, una piegatrice 2:3:3 e da copie. 2 carica bobine. La La esigenza di rotativa non solo sarà espandere la propria in grado di migliorare capacità di stampa è Goss International la produttività del Xi’an Daily, stata una delle priorità maggiori Greenbank Street - Preston Lancashire PR1 7LA England ma aumenterà anche la qualità dell’editore. L’acquisto di una Tel: +44.1772.257571 di stampa, fornendo una capacità nuova rotativa Goss Newsliner Fax: +44.1772.885698 info@gossinternational.com totale di 16 pagine broadsheet 4x2 è stato l’inizio di questo www.gossinternational.com in produzione diretta e 32 pagine piano di rinnovamento del centro broadsheet in accumulo. stampa Xi’an Daily, situato nella

Il centro stampa del quotidiano Xi’an Daily, nella Cina cebtrale, ha acquistato una configurazione shaftless con otto gruppi di stampa.

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convinto sull’affidabilità del nuovo sistema di equipaggiamento”. “La professionalità del team di Goss International – prosegue Wang – esemplifica l’alta qualità rappresentata dalla tecnologia Goss; anche se non abbiamo utilizzato prima d’ora le soluzioni di equipaggiamento fornite da Goss, siamo stati convinti dalle esperienze positive maturate dai clienti Goss”. La serie della Goss Newsliner, da quando è stata lanciata sul mercato nel 1991, è diventata una delle rotative a doppia larghezza più diffuse in Cina, Giappone, Corea ed altri mercati. Mr. Yasuzawa, Presidente di Goss International Japan Corporation, ha così commentato: “Grazie alle continue evoluzioni tecnologiche, la rotativa Newsliner offre una completa automazione, un’alta flessibilità ed una notevole riduzione dei costi. Siamo felici di poter soddisfare le esigenze del centro stampa Xi’an Daily e confidiamo nella scelta della giusta partenership per il fututo”.

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Il quotidiano Xi’an Daily e l’edizione serale Xi’an Evening News, con sede nella patria dell’“Esercito di Terracotta”, hanno rappresentato, per quasi sessant’anni, l’espressione più alta di questa città, vecchia di 3.000 anni di storia. Dal 1990, la città di Xi’an, grazie ad un rinnovato sviluppo economico delle regioni nordoccidentali e centrali della Cina, è diventata un importante centro culturale, industriale e didattico, contribuendo ad una rapida crescita della stessa azienda editoriale sia in termini di ricavo pubblicitario che di diffusione. Zhao Hai Wang, direttore generale del centro stampa del quotidiano Xi’an Daily, ha spiegato il motivo di questo recente investimento: “Rispetto ad altri prodotti valutati, durante la fase di scelta, la rotativa Goss Newsliner ha dimostrato una migliore progettazione ed una alta capacità di automazione. In particolar modo, i cilindri e le corone in acciaio inossidabile, ci hanno

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Fujifilm lancia le lastre termiche ad alta velocità per la stampa dei quotidiani

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FUJIFILM Europa, fornitore leader nel settore delle cedenti nella ricerca & sviluppo delle lastre e della loro soluzioni complete per l’industria delle arti grafiche, produzione, Fujifilm è in grado oggi di offrire la gamma ha annunciato la disponibilità sul mercato della lastra più completa di lastre CTP disponibile sul mercato, di termica ad alta velocità Brillia LH-NN2 per l’impiego elevata qualità e a basso impatto ambientale. In linea nella stampa dei quotidiani, già annunciata all’Ifra con la strategia a lungo termine di Fujifilm per offrire 2008. la più ampia scelta possibile; Progettata specificatala gamma di lastre CTP Brilmente per la produzione di lia, comprende ora la versione quotidiani, con computerviolet e quella termica, con Via della Unione Europea, 4 - San Donato M.se MI to-plate a diodi laser da 830 le derivazioni a sviluppo traTel. 02/89582.1 - Fax 02/89582914 nm, la lastra Brillia LH-NN2 dizionale, a ridotto impiego Responsabile commerciale: elio.ramponi@fujifilm.it incorpora una serie di funziodi chimici e senza chimici. Responsabile tecnico: gianluigi.bersani@fujifilm.it nalità rilevanti: elevata sensibiliSostenuta da un’infrastruttura di tà per prolungare la durata del laser; ampia latitudine supporto mondiale e una grande abilità nella produzione d’esposizione per stabilità e ripetitività; lunga vita di lastre, Fujifilm ha sviluppato una solida piattaforma, del bagno di sviluppo per un minor impatto econo- per diventare il fornitore numero uno nel mercato delle mico e ambientale, oltre ai benefici della tecnologia lastre da stampa. MultiGrain™ brevettata da Fujifilm per la riduzione del consumo di inchiostro ed un migliore equilibrio A proposito di Fujifilm inchiostro/acqua. Brillia LH-NN2 è adatta per tirature fino a 300.000 copie. La disponibilità sul mercato FUJIFILM Corporation (NASDAQ:FUJI) offre della Brillia LH-NN2 sta a significare che Fujifilm, prodotti di continua innovazione e avanguardia, a un al momento, offre uno dei più ampi range di soluzioni amplissimo range di industrie, che includono la fotoper la produzione di lastre presenti sul mercato. grafia digitale, i fotolaboratori, i sistemi medicali, la biologia, le arti grafiche, i monitor a schermo piatto   ed i prodotti per l’ufficio. La R&S per questi prodotti Specifiche: è basata su un vasto portfolio di tecnologie digitali, ottiche, chimiche e di stesura di sottili strati di emulSensibilità:......................... 70 mJ/cm² sione. La società impiega oltre 70.000 persone in tutto Risoluzione........................ 2-98% @ 1200dpi/150lpi il mondo e l’esercizio chiuso al 31 marzo 2009, ha Tiratura:.............................. 300,000 avuto a livello mondiale un fatturato di 18 miliardi di Sviluppo / Rigeneratore:.... LP-DZ / LP-DRZ euro. Fujifilm è impegnata nella tutela dell’ambiente   e dell’etica di impresa. Per ulteriori informazioni, Grazie ad un programma di investimenti senza pre- visitare www.fujifilm.it.

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La Provence sceglie atex content per la propria redazione La Provence, quotidiano del Groupe Hersant Média, adotta la soluzione Atex per la gestione dei contenuti multimediali. Questa decisione conferma l’affidabilità delle soluzioni Atex per gestire i flussi di distribuzione multicanale delle redazioni.

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Atex, il fornitore leader nel mondo delle soluzioni la produzione, mantenere un miglior controllo dei costi, informatiche per il settore editoriale e digitale, annun- dalla richiesta sempre più elevata di informazione on cia che La Provence ha scelto di aggiornare il proprio line e rafforzata dal successo del sito internet del giorsistema per la gestione dei contenuti con la piattaforna nale laprovence.com. Per La Provence il digitale gioca multi canale atex content H11. un ruolo sempre più decisivo nel settore dei media che Con sede a Marsiglia, La Provence è un quotidiano si orienta sempre più verso redazioni multimediali. regionale del Group Hersant Média e copre princiatex content è un ambiente editoriale unico per palmente tre dipartimenti la gestione multi-canale dei (Bouches du Rhône, Vaucluse contenuti : i flussi di lavoro e Alpes de Hautes-Provensono quindi gestiti da un’unice) con una diffusione di ca soluzione che consente di 180.000 copie e un’audience evitare le difficoltà di integradi 580.000 lettori. Dal 2006, zione e di comunicazione tra il giornale ha focalizzato ambienti diversi. Con H11 gli Atex Global Media S.p.A. sempre più l’attività verso utenti possono gestire i conteVia B. Crespi, 57 - 20159 Milano servizi innovativi per i propri letnuti direttamente, senza supporto Tel: 02 36658.1 Fax: 02 36658.555 tori, migliorando allo stesso tempo il esterno, mentre i giornalisti possono www.atex.com processo di produzione. atex content continuare a produrre volumi di pagiè un ambiente unico di pubblicazione per la carta e ne consistenti per i siti web usando MediaDesktop e l’on-line che permette al giornale di gestire il proprio Newsroom11. flusso di lavoro con un sistema e un database in grado Poiché molti utenti a La Provence hanno già predi distribuire i contenuti su più canali. cedentemente utilizzato le funzionalità Atex Content Claire Charbonnel, COO di La Provence, ha affer- Management, la migrazione al nuovo sistema sarà mato: “La nostra esperienza con Atex è sempre stata facilitata e i tempi di formazione saranno ridotti. pienamente soddisfacente. L’alta affidabilità di questa “Siamo consapevoli che la tendenza del mondo dei soluzione ci permetterà di gestire i flussi multicanale da media è sempre più quella di fornire rapidamente i conun ambiente di lavoro unico: questo è uno dei motivi tenuti attraverso diversi canali” - ha affermato Christian principali che ci hanno portato a scegliere H11 quale Darroy, Direttore Atex Francia. “In questo ambiente in nuovo sistema per la gestione dei contenuti”. continua evoluzione, Atex è in grado di fornire sistemi Dodici anni dopo l’installazione della soluzione innovativi che aiutano gli editori ad offrire una gamma Atex Content Management HermesTM, La Provence sempre più vasta di servizi ai propri lettori”. ha deciso di migrare il sistema all’ultima release atex content H Series, concepita proprio per la pubblicazione multicanale. Questa scelta è altresì giustificata dalla necessità di migliorare

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Nordwest Zeitung: un nuovo cliente tedesco per EidosMedia La soluzione di Méthode diventerà la piattaforma editoriale comune a tutte le edizioni del quotidiano tedesco della Bassa Sassonia.

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Nordwest Zeitung, con base a Oldenburg nella Bassa Sassonia, rientra tra le realtà editoriali più affermate della Germania. Con le sue otto edizioni cartacee, diversi inserti settimanali, il portale www. nwzonline.de e altri siti minori gemellati, serve un vasto bacino

EidosMedia Spa Viale Legioni Romane, 43 20147 Milano tel. 02-30174.4 Fax: 02-30174.330 www.eidosmedia.it info@eidosmedia.com

utenti nel Nord del Paese. Il progetto prevederà la migrazione della produzione delle otto edizioni e del sito web alla piattaforma editoriale multimedia, Méthode, entro la fine di marzo del 2010. Per garantire una convergenza completa, anche l’archivio redazionale attuale sarà

Nella foto, in piedi, da sinistra: Klaus Gerber (Direttore EidosMedia Germania), Ulrich Gathmann e Herbert Siedenbiedel (Direttori Generali NWZ), Gabi Schneider-Schelling (Capo Redattore tecnico NWZ),Rolf Seelheim (Direttore Redazionale NWZ), Joerg Drees (Direttore NWZ). Seduti, da sinistra: Gabriella Franzini (CEO Gruppo EidosMedia), Angelo Grampa (Presidente Gruppo EidosMedia), Holger Hofmann (Direttore Generale EidosMedia Germania), Adrian Goebel (Direttore Generale MSP)

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completamente trasferito sul sistema di content management di Méthode. Questa decisione strategica faciliterà in maniera rilevante l’accesso ai contenuti redazionali, indipendentemente dal luogo in cui si trovano i giornalisti. La piattaforma Méthode, infatti, conterà a progetto terminato circa 180 utenti suddivisi tra la redazione centrale e 18 sedi remote. Il Management Team di Nordwest Zeitung ha deciso di investire con entusiasmo nel futuro scegliendo la soluzione Méthode, proprio per le ampie possibilità che offre nel creare sinergie tra prodotti indipendentemente dal canale di pubblicazione, nella condivisione e riutilizzo di contenuti tra diverse edizioni, grazie alle tecnologie XML e CSS, e nell’avanzata gestione di foliazioni che possono raggiungere livelli di complessità anche molto elevati. La redazione di Nordwest Zeitung farà, infatti, largo uso del Méthode Page Planning, il tool per la gestione dei timoni multiedizione. Sarà uno strumento utilizzato non solo nella redazione centrale ma anche nelle redazioni periferiche per gestire le pagine di competenza, unitamente alle pagine condivise tra le edizioni: in questo modo ciascuna sede lavora sul

proprio prodotto, con grande aumento della produttività locale, anche grazie a set di funzioni estremamente intuitive. I redattori possono fare uso dell’applicazione, in modalità read-only, per avere l’anteprima in tempo reale delle pagine e accedere ai contenuti direttamente dal planning. Tutta la complessità della struttura delle edizioni, delle relazioni di ereditarietà tra pagine, della gestione della pubblicità rimane invisibile agli utenti finali che possono concentrarsi unicamente sulla produzione dei contenuti. La creazione del sito sarà basata sul concetto delle DWP (dynamic web pages) in Méthode per garantire la convergenza redazionale su un’unica piattaforma. La scelta per Méthode è stata principalmente motivata dal forte bisogno di cambiamento innovativo, oltre che dalla necessità di rivedere la precedente scelta tecnologica fatta nel 1996 per Atex Hermes e DocCenter. Nordwest Zeitung costituisce un‘ulteriore conferma per EidosMedia dopo Schwarzwälder Bote e Westfälische Nachrichten, ormai in produzione da diversi mesi.

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STR 100: un’alternativa convincente Presso Guangdong China Sunshine Media, il trasportatore standard STR 100 assicura il trattamento per una nuova rotativa per grandi giornali della generazione 75’000. In questo contesto, STR 100 può puntare soprattutto sulla sua costruzione solida e sulla sua elevata affidabilità.

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Guangdong China Sunshine Media è un gruppo to affidabile con il trasportatore standard STR 100. integrato di mass-media che ha conosciuto un in- Due STR 100 trasportano i prodotti direttamente agli impilatori. Il flusso di squame è cremento rapido negli ultimi afferrato lateralmente da pinze e anni. L’impresa affiliata del convogliato con sicurezza attraGuangzhou Daily Press Group verso l’intera linea. I prodotti sono ha sensibilmente contribuito allo sviluppo del mercato cinese inoltre trasportati sopra testa, ciò dei media. Un design attraente che consente un percorso di linea FERAG ITALIA Srl completamente individuale. Dietro ed una stampa totale a quattro Via Gallarate 184, 20151 Milano Tel. 02.38002770 - Fax 02.38006710 ciascuno dei due impilatori si trova colori contraddistinguono oggi Sito Internet: www.ferag.com un’alimentazione inferiore JobWrap, l’aspetto di oltre 50 quotidiani e più in modo che i pacchi sono protetti nel di 20 riviste dell’impresa. Per prepararsi alle crescenti esigenze del mercato, percorso fino alla rivendita. L’installazione presso Sunshine Media mette in eviSunshine Media ha installato già alla fine del 2007 una rotativa Goss Newsliner con una velocità massi- denza che, con STR 100, la produzione delle rotative ma di stampa di 75’000 copie l’ora. Per il trattamento per giornali della nuova classe di velocità può essere del materiale proveniente dalla rotativa, la Ferag ha smaltita senza problemi, cosa che contribuisce ad un potuto offrire un’alternativa conveniente e soprattut- notevole sgravio del personale.

Esecuzione robusta: STR 100 è un convogliatore del flusso di squame che convince per la sua esecuzione robusta e per l’interessante rapporto prezzo-prestazioni.

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Nuovo programma di servizio Goss permette agli stampatori europei di controllare i costi Un programma formulato per il controllo delle prestazioni delle rotative e dei relativi costi. Un portfolio comprendente una serie completa di servizi Goss International.

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Goss International ha ideato una nuova soluzione di beneficiare del know-how di Goss International in fatto servizio versatile e conveniente per gli editori e stam- di gestione progetto. La consulenza di un project engipatori europei che utilizzano apparecchiature Goss. neer esperto assicurerà che le normali operazioni non “Il lancio europeo del Goss Flexible Value Ser- subiscano interruzioni e, allo stesso tempo, prestazioni vice Plan è in risposta al ottimali della rotativa. “E, bisogno di un servizio efin caso di un’emergenficiente in termini di costi, za imprevista, i tecnici prepianificato ma flessibile del servizio assistenza – il che è particolarmente saranno sempre pronti a Goss International importante nell’attuale clima ecointervenire con urgenza,” conferma Greenbank Street - Preston nomico,” osserva Antoine Chevalier, Chevalier. Lancashire PR1 7LA - England Tel: +44.1772.257571 responsabile del servizio clienti di I clienti europei hanno a disposiFax: +44.1772.885698 Goss International. “In presenza di zione anche altri programmi Lifetime info@gossinternational.com una forte pressione sulle entrate è esSupport offerti da Goss International, www.gossinternational.com senziale che gli stampatori prendano in tra cui Routine Maintenance e servizi considerazione la manutenzione a lungo Lifetime Support standard. Il programma termine delle rotative, invece di pensare di risolvere i di manutenzione ordinaria provvede alla manutenzione problemi man mano che si verificano, in quanto questo pianificata in periodi prestabiliti in base al programma potrebbe risultare in tempi di fermo, qualità scadente di produzione del cliente. I servizi Lifetime Support e costi imprevisti.” standard includono: manutenzione predittiva e prevenCon il Goss Flexible Value Service Plan gli stampa- tiva, formazione alla stampa o manutenzione, gestione tori possono acquistare, su base annuale, una “riserva” della sala rotative e localizzazione guasti, diagnostica di ore di servizio a tariffe ridotte. Le ore acquistate a distanza, ricalibratura delle rotative, analisi delle possono essere riscattate per qualsiasi numero di copie stampate, potenziamenti, collaudo delle rotainterventi di servizio e sono supportate dalla garanzia tive, revisione delle rotative, ispezioni di sicurezza, Goss International. Una parte delle ore di servizio non controlli di imaging termografico e assistenza tecnica riscattate durante un periodo di dodici mesi potrebbe d’emergenza 24 ore su 24. anche essere trasferita all’anno seguente. “L’obiettivo del Goss Flexible Value Service Plan Secondo Chevalier, “le ore ‘messe in banca’ è aiutare i nostri clienti a ottenere sempre prestazioni possono anche essere utilizzate per la manutenzione ottimali dalle loro rotative,” conclude Chevalier. “Il ordinaria o per operazioni di emergenza. Grazie al risultato del nostro approccio New Ways è un “pacfatto che non ci sono tariffe premium da pagare per la chetto” personalizzato, efficiente in termini di costi, chiamata o per lavoro fuori orario, e pagamenti mensili flessibile e, soprattutto, che fornisce una lavorazione per la distribuzione del costo, il Goss Flexible Value di qualità garantita.” Service Plan offre ai nostri clienti un ottimo controllo Ulteriori informazioni sono reperibili tramite Goss del flusso di cassa.” International Commercial Service a Montataire, tel. Chevalier fa notare che, optando per il Goss +33 3 44 29 41 54 o email: antoine.chevalier@gosFlexible Value Service Plan, i clienti possono anche sinternational.com.

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Atex e Avid collaborano per offrire soluzioni avanzate alle televisioni italiane Le soluzioni Atex Digital entreranno a far parte dell’offerta Avid come sistema professionale di gestione dei contenuti on line, consentendo alle emittenti di generare nuovi modelli di business adeguati ai più moderni sistemi di comunicazione multicanale

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Atex, il fornitore leader nel mondo delle soluzioni del pubblico; informatiche per il settore editoriale e digitale, annuncia - Integrare la soluzione con la tecnologia mobile Bamil suo rapporto di collaborazione con Avid, produttore buser, che sfrutta il mezzo dei telefoni cellulari per mondiale di soluzioni per la creazione audiovisiva proraccogliere e trasmettere filmati on line in diretta. fessionale dei media digitali. L’obiettivo è di rivolgersi al Tramite l’integrazione delle soluzioni Atex e Avid, le mercato delle emittenti televisive con un’offerta di solu- emittenti televisive avranno a disposizione un unico struzioni avanzate che si estende dalla creazione e gestione mento professionale in grado di supportare nella maniera dei contenuti multimediali alla più completa ed efficiente distribuzione e pubblicazione ogni fase del workflow, dalla on-line degli stessi. ricezione delle informazioni, L’accordo di partnership alla creazione di contenuti tra Atex e Avid, enunciato in inediti, fino alla messa in onda occasione della quarta edizioo la pubblicazione sui canali ne di Radio TV Forum, svolon-line. Atex Global Media S.p.A. tosi a Roma il 19 e il 20 maggio, Davide Garavaglia, Global Via B. Crespi, 57 - 20159 Milano amplia l’offerta di tecnologie innoProduct Manager - Managed Tel: 02 36658.1 Fax: 02 36658.555 vative per il settore televisivo. In un conServices & Content Management, www.atex.com testo di sempre maggiore competitività tra ha affermato: “Siamo convinti che i diversi canali mediatici, le due aziende si impegnano a Polopoly, grazie alla sua tecnologia evoluta, contribuirà supportare il rinnovamento del settore audiovisivo con ad aumentare notevolmente la qualità dell’offerta soluzioni tecnologiche di grande qualità. Basandosi su televisiva, sia per la gestione che per la trasmissione una comunicazione multicanale e personalizzata, l’of- dei contenuti. Sfruttare le potenzialità dei canali onferta congiunta proporrà ai broadcaster modelli dinamici line come internet e la telefonia cellulare è oggi di e competitivi a livello internazionale. fondamentale importanza, non solo per aumentare L’offerta bundle, proposta per l’occasione, ad un i ricavi pubblicitari, ma soprattutto per sostenere ed prezzo di lancio molto aggressivo, presenta una soluzio- accelerare la crescita dell’audience, rivolgendosi alla ne tecnologicamente avanzata e completa per: fascia di mercato costituita dai più giovani. Per questo - acquisire e gestire il materiale proveniente dalle agen- Atex metterà a disposizione le tecnologie più avanzate zie, mediante il sistema di newsroom Avid iNEWS; fra cui un sistema per il web streaming dei video in - acquisire e montare i servizi giornalistici attraverso il diretta con i telefoni cellulari.” sistema di editing Avid NewsCutter; “Il nostro core business è la creazione e la distribu- gestire e pubblicare i contenuti multimediali tramite zione dei contenuti multimediali”, afferma Alessandro il system content management Avid Content Mana- D’Auria, Direttore Commerciale di Avid Italia. “L’inger; teroperabilità delle nostre soluzioni con una gamma - Distribuire on-line i contenuti multimediali attraverso sempre più estesa di prodotti terze parti fa si che Avid la piattaforma Atex Polopoly, che permette di creare possa oggi estendere la sua offerta dal software di ediin pochi minuti siti web dedicati (anche in numero ting a soluzioni broadcast integrate, studiate ad hoc per elevato) in funzione delle aspettative e degli interessi ogni esigenza e disponibilità economica degli utenti.

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Atex Atex è uno dei fornitori leader di soluzioni e servizi per l’industria mondiale dei media. Con una tradizione

ultratrentennale di innovazione continua e qualità dei suoi prodotti, Atex ha creato la più grande organizzazione di installazione e supporto per software di gestione dei contenuti pubblicitari e editoriali multimediali nel settore. La società ha software installato per un valore di quasi 1 miliardo di dollari e supporta più di 800 clienti in oltre 40 Paesi nel mondo, grazie anche ai propri servizi di gestione applicativa. Oltre a un investimento significativo in Ricerca e Sviluppo, Atex si avvale della collaborazione di partner strategici per completare e migliorare i servizi offerti e supportare al meglio le strategie di sviluppo orientate ai Web Services. Atex ha sede a Reading, nel Regno Unito, e opera attraverso sedi dislocate in maniera strategica in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni www.atex.com Atex è un marchio registrato di Atex Group Limited. Tutti gli altri marchi o marchi di prodotto citati nel presente documento sono marchi o marchi registrati dei rispettivi proprietari. Avid

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Soluzioni in grado di gestire interi flussi di lavoro, semplici e complessi: dall’acquisizione all’emissione di un contenuto digitale multimediale, alla gestione e pubblicazione on-line dei contenuti televisivi, con passaggi sempre più veloci ed integrati che permettono un notevole risparmio di tempo e di denaro”. “Tanto per Avid quanto per Atex, - conclude Alessandro D’Auria - l’obiettivo primario è quello di fornire prodotti di elevata qualità, in modo da supportare al meglio il radicale rinnovamento necessario per rilanciare il canale televisivo”. Oltre ad ottimizzare la gestione e la produzione dei contenuti, la riorganizzazione delle attività televisive riguarda la tecnologia stessa di trasmissione dell’informazione. Per mantenere un elevato livello di competitività gli editori radiotelevisivi italiani si predispongono a sfruttare tutti i canali a disposizione, in linea con le tendenze mondiali del settore. Per favorire questo cambiamento, Avid e Atex mettono a disposizione soluzioni che supportino al meglio i canali televisivi nella realizzazione di siti Internet on-demand che consentano di sfruttare e valorizzare al meglio i contenuti in formato digitale. La struttura avanzata e affidabile di Atex Polopoly non necessita di alcun ulteriore sistema per supportare la trasmissione multicanale, perché utilizza contenuti digitalizzati fin dalla loro creazione. Adottando una soluzione già predisposta per la pubblicazione online, le redazioni televisive avranno quindi la possibilità non solo di eliminare i costi di eventuali integrazioni di sistemi, ma anche di passare alle nuove modalità di pubblicazione in maniera immediata.

Avid crea la tecnologia audio e video digitale utilizzata per la produzione dei media più ascoltati, più guardati e più amati di tutto il mondo – dai più importanti e pluripremiati film, registrazioni musicali, spettacoli televisivi, tour di concerti dal vivo e trasmissione di notiziari fino a musica e film prodotti in casa. Alcune delle soluzioni Avid più importanti e avveniristiche includono Media Composer®, Pro Tools®, Avid Unity™, Interplay®, Oxygen 8, Sibelius® e Pinnacle Studio™. Per maggiori informazioni su tutte le soluzioni e i servizi Avid siete pregati di visitare www.avid.com, del.icio.us, Flickr, Twitter e YouTube; di collegarvi con Avid su Facebook oppure di iscrivervi a Avid Industry Buzz.

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Kodak annuncia la prima installazione della tecnologia Stream Printhead in Europa Meiller direct amplia le capacità di personalizzazione digitale con una tecnologia innovativa

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Meiller direct, uno dei principali fornitori europei di tenze scientifiche nella riproduzione delle immagini,” servizi di marketing diretto, è il primo cliente europeo dichiara Kevin Joyce, Worldwide Vice President, Sales beta della tecnologia Kodak and Marketing, Digital Printing Stream Printhead. Solutions, Kodak. “Kodak Kodak Stream Printhead è Stream Printhead apre nuove una soluzione monocromatica opportunità commerciali per a getto d’inchiostro continuo i fornitori di servizi di stampa Kodak Graphic Communication Italia per la stampa digitale inline su offrendo la stampa di dati vaViale Matteotti 62 sistemi a bobina ad alta velocità, riabili ad alta velocità con qua20092 Cinisello Balsamo(Mi) come le macchine da stampa offset lità di classe offset. Combinando Tel: +39 02 66028304 e le attrezzature di finitura inline. La l’efficacia della personalizzazione Fax: +39 02 66028353 tecnologia consente agli stampatori con l’affidabilità, la produttività, http://graphics.kodak.com/IT/it/default.htm commerciali di colmare il divario tra l’economicità e la qualità offset, stampa offset e digitale, ampliando i fornitori di servizi di stampa possono prol’offerta, incrementando la redditività e fornendo un porsi ai clienti come veri e propri fornitori di servizi valore aggiunto alle pagine stampate. di marketing.” meiller direct ha di recente tenuto un Open House “Come qualsiasi centro stampa, il nostro obiettivo presso la sede centrale di Schwandorf, Germania, per è di stabilire un rapporto ottimale tra qualità e costi. I presentare le quattro soluzioni Kodak Stream Prin- costi di esercizio e dei materiali della stampa laser sono thead. L’azienda, che utilizza già diverse soluzioni estremamente alti,” aggiunge Groth. “Le soluzioni KODAK VERSAMARK Printhead, produce giornal- Kodak Stream Printhead offrono un livello di qualità mente diversi milioni di invii di direct mail, cataloghi e pari alla stampa laser, ma con velocità notevolmente altro materiale personalizzato. L’alta risoluzione, l’alta più elevate a costi molto più bassi. I clienti che prima velocità e l’estesa gamma di supporti della soluzione sceglievano la stampa laser per motivi di qualità ora Stream Printhead consentiranno a meiller direct di possono contare su una valida alternativa a valore rispondere alle specifiche richieste della sua variegata aggiunto.” clientela nei settori automobilistico, del commercio al La soluzione Kodak Stream Printhead, che è dotata dettaglio, bancario e assicurativo. di opzioni flessibili per il montaggio su diversi tipi di “Chiediamo la massima qualità per il nostro mate- macchine, si integra con le macchine da stampa offset riale stampato e i vantaggi offerti dalle soluzioni Kodak a bobina e una serie di opzioni di finitura e consente Stream Printhead sono enormi: testo molto più nitido, di aggiungere la stampa di dati variabili ai materiali dettagli più fini e migliore resa dei livelli di grigio,” stampati in offset alla velocità di 305 mpm (1.000 fpm) afferma Achim Groth, Production Manager, Finishing, con una risoluzione di 600 dpi. Con questi valori di meiller direct. “I risultati delle nostre prove iniziali velocità e risoluzione, Stream Printhead consente di su carte lucide sono stati altrettanto sorprendenti. La stampare dati variabili inline risparmiando tempo e tecnologia Kodak Stream migliorerà notevolmente le denaro rispetto al processo tradizionale in due fasi, nostre capacità e questo non è che l’inizio.” che unisce ai moduli prestampati in offset la stampa “Stream è il risultato di oltre 40 anni di innovazione laser offline. Con una larghezza di stampa di 10,56 Kodak nel settore inkjet e delle sue esclusive compe- cm e inchiostri pigmentati che offrono un alto livello

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Achim Groth, Production Manager, Finishing, meiller direct

meiller direct GmbH Con oltre 1.200 dipendenti in sette sedi diverse, meiller direct è uno dei principali fornitori europei di servizi di marketing diretto. L’azienda progetta e offre soluzioni per le comunicazioni B2B e B2C attraverso tutti i canali espressivi. meiller direct è una sussidiaria di Austrian Post, un gruppo di servizi e logistica con circa 27.000 dipendenti e filiali in altri nove paesi europei. Per maggiori informazioni: www. meillerdirect.com. Kodak Kodak, azienda nota in tutto il mondo per la costante capacità innovativa nel campo delle tecnologie di riproduzione delle immagini, offre a privati, aziende e professionisti i mezzi per sfruttare le immense potenzialità della fotografia e della stampa, contribuendo a migliorare ogni aspetto della vita. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito http://www.kodak.com, sui blog e altro alla pagina http://www.kodak.com/go/followus. Più di 75 milioni di persone da tutto il mondo gestiscono, condividono e creano online prodotti fotografici da regalare utilizzando KODAK Gallery, a cui è possibile iscriversi gratuitamente: www.kodakgallery.com Nel mercato delle arti grafiche, Kodak offre la più ampia gamma di soluzioni integrate a sostegno della crescita delle aziende. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.graphics.kodak.com. Le foto e i video della libreria di immagini Kodak sono scaricabili dal sito www.kodak.com/go/gcimages.

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di fotostabilità, resistenza all’acqua e alle rigature, la soluzione Stream Printhead incrementa la produttività ed elimina la necessità di utilizzare sistemi di stampa supplementari. I prodotti KODAK sono seguiti dal centro di assistenza e supporto KODAK Service & Support. KODAK Service & Support, fornitore leader di servizi integrati multi-vendor, vanta oltre 3.000 professionisti che operano in più di 120 paesi ed offre servizi di consulenza, installazione, manutenzione e supporto nei settori della stampa commerciale, delle comunicazioni grafiche, dell’acquisizione di documenti e della memorizzazione dei dati. KODAK Service & Support si avvale di professionisti altamente qualificati in grado di offrire servizi che consentono di controllare i costi, incrementare la produttività e contenere i rischi aziendali.

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Goss International punta l’obiettivo sulla produttività a IFRA 2009

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bre, l’obiettivo principale per Goss International è concorrenziale. aiutare i clenti a rimanere all’avanguardia e competitivi All’IFRA, Goss International mette anche in eviin tempi difficili. Focalizzandosi sul tema “New Ways denza la tecnologia Triliner, una soluzione che converte for Print” attraverso l’ottimizzazione e la massimizza- le rotative a doppio sviluppo circonferenziale per la zione della produzione, la stampa di giornali in modo società mette in evidenza che possano stampare le opportunità di un rapido in configurazione “three ritorno sull’investimento. around”. Gli editori posDopo la sua recensono risparmiare carta e Goss International te ristrutturazione, un team Goss aumentare la produttività e la capaGreenbank Street - Preston Lifetime Support fa da battistrada cità colore, pur mantenendo sezioni Lancashire PR1 7LA - England Tel: +44.1772.257571 con tecnologie aftermarket abilitanti broadsheet e la flessibilità di includere Fax: +44.1772.885698 per ogni aspetto della produzione di inserti pubblicitari di dimensioni staninfo@gossinternational.com stampa, offrendo vantaggi quantificabili dard. Questo potenziamento comporta la www.gossinternational.com in termini di efficienza, produttività e modifica dei cilindri portalastre in modo versatilità. da montare un’unica lastra comprendente “Nel mondo estremamente competitivo della tre pagine più corte, impressionate sulla circonferenza stampa di giornali, per massimizzare il ritorno sull’in- del cilindro, offrendo un’alternativa all’investimento vestimento è necessario ridurre gli scarti e i tempi di in nuove apparecchiature. produzione, ridurre al minimo i costi di manodopera “Disponendo della gamma roto-offset più varia del e abbassare le lunghezze di tiratura, pur aumentando settore, Goss International è nella posizione migliore di l’utilizzo delle apparecchiature,” osserva Eric Bell, operare in stretta collaborazione con i clienti e configumarketing manager di Goss International. “Ed è per rare esattamente il sistema adatto alle loro esigenze,” questo che numerosi sviluppi nel campo dei prodotti osserva Bell. “IFRA Expo 2009 rappresenta un’ottima aftersales Goss sono mirati ad obiettivi che incre- opportunità di relazionare con editori e stampatori mentano sia l’automazione dell’apparecchiatura che e offrire la nostra consulenza sul modo migliore di la versatilità di produrre una gamma più ampia di massimizzare produttività, efficienza e qualità, che si prodotti.” tratti di investire in una nuova rotativa o di potenziare Secondo Bell, il passaggio giornaliero da coldset un’apparecchiatura esistente.” a heatset e viceversa, il cambio automatico delle larDurante IFRA 2009, il personale Goss International ghezze di bobina e l’utilizzo delle ultime innovazioni presente allo stand Goss B510, Padiglione B, sarà ben ecologiche non sono che alcune delle opportunità lieto di discutere delle opportunità di successo offerte che i potenziamenti Goss stanno già offrendo sul da apparecchiature di stampa e dopostampa attuali e campo, aiutando i clienti a mantenere un vantaggio future.

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Sistema Ferag per Fairfax Media

Col sistema Ferag, Fairfax Media Ormiston vuole affrontare con impegno, oltre alla produzione di giornali, anche il mercato commerciale.

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Fairfax Media ha investito 30 milioni di dollari Executive Web Printing Bob Lockley, un criterio nelle sede di Ormiston, Queensland, in un nuovo decisivo per la scelta del fornitore del sistema. Per impiegare con profitto gli impianti di centro di produzione. Ferag ha produzione, si presuppone la loro fornito la più moderna tecnica utilizzazione con nuovi prodotti di sala spedizione con un Muloltre alla produzione di giornali. tiSertDrum MSD2-C, un sisteBob Lockley afferma che la Fema rotante di rifilatura SNT-U rag ha convinto come idea, come ed un componente di cucitura FERAG ITALIA Srl prestazioni e come tecnica con una StreamStitch. Con la configuraVia Gallarate 184, 20151 Milano soluzione approfondita e capace di zione scelta degli impianti, Fairfax Tel. 02.38002770 - Fax 02.38006710 ampliamenti. Media Ormiston vuole affrontare Sito Internet: www.ferag.com Ormiston è uno dei 26 centri di procon impegno, oltre alla produzione di duzione appartenenti a Fairfax Media e distribuiti in giornali, anche il mercato commerciale. Australia e Nuova Zelanda. Tutti insieme producono Tutti i componenti del nuovo impianto Ferag ogni settimana circa 400 testate di giornali e riviste possono essere alimentati ciascuno tramite un trasporper oltre dieci milioni di lettori. tatore UTR con due uscite della piegatrice, e quindi i prodotti stampati passano attraverso le singole fasi di Fairfax Media produce oggi in sette località con processo solo se necessario. La produzione combinata tecnologia Ferag. di giornali ed articoli commerciali era, per il Chief

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Midland Reporter-Telegram entra in produzione con il sistema per la gestione della pubblicità di Atex

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Il Midland Reporter-Telegram, quotidiano di pro- piuttosto obsoleto, non era in grado di fornire tutte le prietà di Hearst Corporation, con una diffusione di modalità di integrazione necessarie e questo spesso 20.000 copie, è entrato in produzione con AdBase, il richiedeva un processo manuale per compensare la sistema integrato per la pubblicità di Atex. Il giornale mancanza di comunicazione tra i diversi sistemi. “Abdel West Texas ha scelto AdBase come sistema unico biamo sviluppato una miriade di processi manuali”, per la gestione di ogni aspetto dei processi pubblicitari, ha dichiarato Brandi Price, Classified Advertising dall’invio dell’ordine all’imManager, “I nostri sistemi paginazione, dalla fatturaper la contabilità e quelli per zione alla contabilizzazione. gli annunci non comunicavaIl sistema AdBase gestisce no affatto tra loro, e quando anche tutti i processi di fattutrasferivamo manualmente razione e di contabilità sia per le informazioni da un sistela stampa sia per il digitale. ma all’altro, molte di esse Atex Global Media S.p.A. L’implementazione sostivenivano perse”. Via B. Crespi, 57 - 20159 Milano tuisce i vecchi sistemi di contabi“Avere un sistema integrato Tel: 02 36658.1 Fax: 02 36658.555 lità, annunci, vendite, impaginazione e era fondamentale per noi” – ha www.atex.com produzione del Reporter-Telegram, foraggiunto Brandi Price – “soprattutto nendo nuove potenzialità on line attraverso AdBaseE, per poter tracciare meglio i nostri clienti. Ora con il il portale di Atex per l’invio di ordini e per il servizio sistema AdBase di Atex abbiamo un accesso completo ai clienti. Il sito web del giornale, mywesttexas.com, alle informazioni relative a un cliente, e possiamo è in grado di offrire ai propri inserzionisti opzioni mantenere sempre aggiornati i dati relativi a pagaautomatiche per inserire, programmare, calcolare menti e pubblicità.” il prezzo e convalidare gli annunci su internet. Gli “C’è stato un grande lavoro di squadra tra lo staff stessi possono essere pubblicati sul sito, sull’edizione del Reporter-Telegram e quello di Atex” ha affermato stampata del giornale o su entrambi. Peter Marsh, Responsabile Global Product Manage“Non potremmo essere più soddisfatti di così” ment di Atex. “Tutti hanno contribuito alla realizza– ha affermato Dave Wedel, Editore di The Midland zione del progetto e alla partenza della produzione Reporter-Telegram, all’interno della Società da oltre in maniera graduale”. “La gestione completa della 20 anni. “Dal punto di vista dell’efficienza, abbia- pubblicità è uno dei punti di forza della gamma dei mo constatato che il sistema AdBase di Atex può nostri prodotti” – ha continuato Peter Marsh – “così davvero ottimizzare i nostri processi di business, come la possibilità di realizzare portali self-service incrementando le vendite di pacchetti personalizzati e sistemi per la visione integrata della posizione del e di eventuali integrazioni. Sul sito abbiamo potuto cliente. Desideriamo davvero continuare a lavorare constatare come i clienti scelgano da soli componenti con il Reporter-Telegram per contribuire a massie servizi aggiuntivi.” mizzare i guadagni e per garantire la soddisfazione Il precedente sistema utilizzato dal giornale, costante da parte degli inserzionisti.”

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Innovazione il cuore di un business sano

Le nuove idee fioriscono pi첫 velocemente se sostenute da tecnologie versatili, vantaggiose, efficaci e, a loro volta, ben supportate.

New Ways for Print www.gossinternational.com


EXPO 2009 Empowering the News Publishing Industry

12 – 15 October, Vienna, Austria

IFRA Expo 2009 – Your essential GPS THE News Publishing Event to help navigate your Course www.ifraexpo.com

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Periodico dell'ASIG, Associazione Stampatori Italiana Giornali

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